Allegato B)
SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI GIOVANI IN
SERVIZIO CIVILE REGIONALE IN TOSCANA
ENTE
1) Ente proponente il progetto:
Asl1Massa Carrara
2) Codice regionale:
RT
RT2C00044
2bis) Responsabile del progetto:
(Questa figura non è compatibile con quella di coordinatore di progetti di cui al punto 2 ter né con quella di
operatore di progetto di cui al successivo punto 16)
- NOME E COGNOME:Vannucci Patrizia
- DATA DI NASCITA: 11/09/1957
- CODICE FISCALE:VNNPRZ57P51B832R
- INDIRIZZO MAIL:[email protected]
- TELEFONO: 0585657390
2 ter) Coordinatore di progetti (da individuare tra quelli indicati in sede di
adeguamento/iscrizione all'albo degli enti di servizio civile regionale):
-
NOME E COGNOME:Galoppini Paolo
CARATTERISTICHE PROGETTO
3) Titolo del progetto:
Un codice rosa contro la violenza di genere
4) Settore di intervento del progetto:
n-educazione contro ogni forma di discriminazioni anche per orientamento sessuale.
4bis) Codice identificativo dell'area di intervento:
Area generale
5) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto
con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili:
Allegato B)
Premessa
La violenza contro le donne, perpetrata e basata sul genere, è ritenuta una violazione
dei diritti umani. Termine analogo a quello di violenza contro le donne è il termine
violenza di genere che in una accezione più ampia abbraccia anche quella contro i
minori e le persone di altro genere. Nell'introduzione della Dichiarazione delle
Nazioni Unite sull'eliminazione della violenza contro le donne del 1993 l'art.1,
descrive la violenza contro le donne come «Qualsiasi atto di violenza per motivi di
genere che provochi o possa verosimilmente provocare danno fisico, sessuale o
psicologico, comprese le minacce di violenza, la coercizione o privazione arbitraria
della libertà personale, sia nella vita pubblica che privata”. La violenza alle donne
solo da pochi anni è diventato tema e dibattito pubblico, mancano politiche in
contrasto alla violenza alle donne, ricerche, progetti di sensibilizzazione e di
formazione. Le ricerche compiute negli ultimi dieci anni dimostrano che la violenza
contro le donne è endemica, nei paesi industrializzati come in quelli in via di
sviluppo. Le vittime e i loro aggressori appartengono a tutte le classi sociali o
culturali, e a tutti i ceti economici.
Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque ha
subito abusi fisici o sessuali da parte di un uomo nel corso della sua vita. E il rischio
maggiore sono i familiari, mariti e padri, seguiti dagli amici: vicini di casa,
conoscenti stretti e colleghi di lavoro o di studio.
Da diverse ricerche emerge che la violenza di genere si esprime su donne e minori in
vari modi ed in tutti i paesi del mondo. Esiste la violenza domestica esercitata
soprattutto nell'ambito familiare o nella cerchia di conoscenti, attraverso minacce,
maltrattamenti fisici e psicologici, atteggiamenti persecutori, percosse, abusi sessuali,
delitti d'onore, uxoricidi passionali o premeditati. I bambini, gli adolescenti, ma in
primo luogo le bambine e le ragazze adolescenti sono sottoposte all’incesto. La
violenza all’interno della famiglia è una realtà diffusa in tutto il mondo e sconvolge
la vita di molte donne e bambini: è un fenomeno endemico della società occidentale,
strettamente correlato alla disparità di potere fra l’uomo e la donna.
In Italia l’interesse per il fenomeno della violenza degli uomini sulle donne, e la
volontà di intervenire concretamente a favore delle vittime, è molto recente e del
tutto insufficiente poiché é diffusa una radicata fiducia nel buon funzionamento
della famiglia e la tendenza a considerare quello che avviene all’interno della coppia
come un fatto privato dei suoi componenti.
Questo atteggiamento porta a sottovalutare la pericolosità della situazione a cui sono
esposte le donne maltrattate dal partner, o ex partner, e l’importanza che il sostegno
sociale e della comunità può offrire alle vittime nel cercare soluzioni.
Descrizione del fenomeno e Offerta dei Servizi
Dati Nazionali
Dai dati rilevati dall’Istat emerge che una donna su tre in età compresa fra i 16 e 70
anni ha subito violenza. Le donne che nel corso della propria vita hanno subìto una
violenza fisica e/o sessuale sono 6.743.000 e ogni anno sono 100 le donne che
vengono uccise dal marito, dal fidanzato o da un ex.
In questi ultimi anni il fenomeno è comunque diventato oggetto dell’attenzione
pubblica, anche se esiste un sommerso che per ragioni politico- culturale stenta ad
emergere: un dato spesso circondato dal silenzio in cui viene tenuto dagli aggressori
che compiono il reato, dalle vittime che se ne vergognano, e dalla comunità che non
Allegato B)
lo considera un problema di propria pertinenza.
I dati regionali
Nel IV rapporto della Regione Toscana sulla Violenza di genere le donne che si sono
rivolte ai Centri Antiviolenza nel triennio 1° luglio 2010/ 30 giugno 2012 per tipo di
violenza emerge che gli accessi ai centri antiviolenza nel periodo 1 luglio 2010/ 30
giugno 2012 suddivisi per tipologia di violenza sono i seguenti:
Tipologia
Violenza
Fisica
Psicologica
Economica
Stalking
Violenza
sessuale
Molestie
sessuali
Mobbing
Totale
2009/2010
2010/2011
2011/2012
1097
1365
456
181
132
1136
1464
502
287
182
1239
1561
490
274
134
47
69
64
13
3291
15
3655
11
3773
I Centri Antiviolenza
In Italia i primi Centri antiviolenza sono nati solo alla fine degli anni novanta ad
opera di associazioni di donne proveniente dal movimento delle donne, tra cui la
Casa delle donne per non subire violenza di Bologna e la Casa delle donne
maltrattate di Milano. Ad oggi sono varie le organizzazioni che lavorano sui vari tipi
di violenza di genere. I Centri antiviolenza in Italia si sono riuniti nella Rete
nazionale dei Centri antiviolenza e delle Case delle donne. Nel 2008 è nata una
federazione nazionale che riunisce 58 Centri antiviolenza in tutta Italia dal nome
"D.i.Re: Donne in Rete contro la violenza alle donne".
La Regione Toscana, sostiene e incentiva la costituzione di una rete di relazioni tra:
Comuni, Province, Aziende Ospedaliere – Universitarie, Aziende USL, SDS, Forze
dell’Ordine, scolastico Regionale e provinciale, Uffici territoriali del GovernoPrefetture, Magistratura, Centri Antiviolenza. La rete ha lo scopo di favorire
procedure omogenee e di attivare l’immediato intervento dei soggetti che ve fanno
parte. La regione adotta linee guida contro la violenza di genere e promuove intese e
protocolli per l’attuazione di interventi omogenei tra i soggetti della rete.
Nei protocolli in genere si riconosce che la violenza di genere in tutte le sue forme
costituisce una violazione fondamentale dei diritti della persona e si fa riferimento:
• alla legge regionale 59/2007;
• alle Risoluzioni e alle raccomandazioni del Consiglio d’Europa;
• alla Dichiarazione dell’ONU del 1993;
• alla Conferenza di Pechino del 1995;
• alla Risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU del 1999 che ha stabilito
nel giorno 25 novembre la ricorrenza della Gionata internazionale per
l’eliminazione della violenza contro la donna.
Le Province a loro volta promuovono il coordinamento territoriale e l’assistenza e la
protezione da parte dei soggetti della rete alla vittima, che può rivolgere la richiesta
di aiuto, anche ad un solo soggetto.
La Regione e le Province promuovono la formazione congiunta tra operatori
sanitari, degli enti locali, dei Centri antiviolenza, ecc.
La situazione della Provincia di Massa Carrara
Allegato B)
Massa Carrara è una delle province più violente della Toscana nei confronti delle
donne. I casi segnalati sono in perfetta media con quelli delle altre province
toscane, in totale 3900 , ma bisogna ricordare che nel territorio, la popolazione è di
entità numericamente minore rispetto alle province della Toscana. I dati raccolti
nell'indagine fra gennaio ed ottobre 2011, svolta dal gruppo di studio sulla violenza
di genere istituito dall'Asl1 di Massa Carrara nel 2009 a livello provinciale, sono
preoccupanti: le segnalazioni di violenze di genere, che interessano donne per la
stragrande maggioranza, sono state 310. Gli abusi si materializzano principalmente
in ambito domestico, ad opera di familiari, e riguardano la violenza fisica e verbale,
mentre molto minore è quella alternativa (come lo stalking).
I centri antiviolenza di riferimento per la Provincia sono:
Pontremoli : Centro Donna Lunigiana
Massa:
Centro Donna
Carrara
Donna chiama Donna
Le donne che si sono rivolte ai Centri Antiviolenza nel triennio 2010/2011/2012
sono così distribuite
2009/2010
50
2010/2011
27
2011/2012
67
totale
144
Nel 2012 gli accessi al Centro Donna della Provincia sono stati 108. Le
consulenze psicologiche fornite sono state 40; 35 quelle legali; 10 le mediazioni
familiari e 10 casi sono stati dirottati ad altre strutture.
Oltre la metà delle donne che si sono rivolte al Centro sono casalinghe o
disoccupate e quasi il 70% sono italiane. Il 14% delle vittime sono donne in età
compresa tra i 18 e 29 anni; il 40% non raggiunge i 40 anni; il 30% sono donne
in età compresa fra i 50 e 59 anni.
La bassa età media è influenzata fortemente dalla presenza di donne di cittadinanza
non italiana, che si rivolgono ai centri in età meno avanzata
I tipi di violenza sono Psicologica, Stalking, Mobbing, Fisica, Violenza sessuale,
Economica, Molestie sessuali.
Sul versante delle strutture sanitarie su 81.212 accessi al pronto soccorso nel
2011, nella zona di costa i casi di violenza in generale sono stati 924, dei quali
407 sono di violenza di genere.
Gli Accessi ai consultori della Zona Apuana(anno 2011) sono stati 77 dei quali
56 trattati dalla Psicologa componente del Gruppo Dafne, per la dipendenza
affettiva, alla base del fenomeno della violenza di genere.
Come si può desumere il fenomeno della violenza di genere è ancora molto
sommerso, si calcola che gli episodi denunciati siano soltanto il 2% dei totali.
Per contrastare il problema presso la nostra azienda sanitaria, in ottemperanza alla
legge regionale n°59 sulla violenza di genere è stata deliberata nel marzo 2009 la
costituzione di un gruppo aziendale di studio sul fenomeno citato, la cui
responsabile è la dor.ssa Patrizia Vannucci (responsabile Pronto Soccorso /Dea
dell’Ospedale di Carrara).
Il gruppo aziendale è formato da operatori sanitari di varia competenza
(medici,infermieri dea, operatori dei consultori, assistenti sociali, psicologi,
programmatori informatici, terzo settore etc). Il lavoro svolto è partito dalla
rilevazione ed analisi dei dati riguardanti le vittime di violenza di genere raccolti
Allegato B)
soprattutto mediante il sistema informatico del Dipartimento Emergenza Aziendale.
Successivamente sono state promosse molte iniziative quali: formazione degli
operatori sulla problematica, realizzazione percorsi operativi ecc.)
Di particolare rilevanza è la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa curato dalla
Provincia, sottoscritto dai Comuni, ASL, Prefettura, Questura, Ufficio Scolastico
Provinciale e Associazioni di Volontariato con il quale si è inteso realizzare un
proficuo rapporto fra i soggetti firmatari, per costruire una rete locale per monitorare
e analizzare il fenomeno della violenza, concertando strumenti e metodologie atte a
prevenire il fenomeno della violenza di genere e per sostenere le donne vittime di
violenze ed abusi.
I soggetti che rappresentano la rete locale si sono costituiti tra loro in tavolo di
concertazione per l’attivazione di un sistema integrato di monitoraggio della
violenza di genere sul territorio provinciale chiamato “Tavolo sulla violenza di
genere”.
Dall’analisi dei dati raccolti in oltre due anni è emerso un aumento dei casi di
violenza rispetto agli anni precedenti probabilmente anche per una progressiva
volontà da parte delle donne di denunciare le violenze subite.
Per potenziare la Rete a sostegno delle vittime di genere sono previste le seguenti
azioni:
1. attivazione di un numero verde in ogni pronto soccorso, specificatamente
dedicato alle donne;
2. l’ampliamento dell'indagine sui casi di violenza di genere in ogni pronto
soccorso nei consultori ed ambulatori locali.
Criticità
Il problema della violenza di genere e un fenomeno “sommerso” dovuto a molte
cause quali:
• Mancata conoscenza dei servizi presenti sul territorio;
• atteggiamenti culturali, sociale e religiosi che da secoli accettano e
giustificano la violenza inflitta a donne e minori;
• insufficienza della risposta sociale e istituzionale al bisogno di protezione;
• scarsa conoscenza dell’esistenza di strutture sociali deputate alla gestione
delle vittime;
• insufficiente concretizzazione della rete operativa a sostegno delle vittime ;
• scarsa informazione a disposizione dell’utenza (produzione e distribuzione di
materiale)
La presenza dei volontari del servizio civile permetterà di rafforzare la rete
istituzionale e del volontariato contro la violenza di genere.
6) Obiettivi del progetto:
Con il progetto si intende consolidare ed estendere a vari soggetti istituzionali e
sociali la Rete a sostegno delle vittime di violenza di genere, così da assicurare sia
un’assistenza immediata sia un successivo percorso di gestione e recupero.
Il target a cui si rivolge il progetto è rappresentato da:
Le donne italiane e straniere, i minori (intesi come protagonisti e destinatari
diretti del progetto di Servizio Civile Regionale)
Le comunità locali italiana e straniera
I responsabili e operatori dei servizi degli enti (destinatari diretti in qualità
di risorse umane per il funzionamento e la realizzazione dei servizi).
Allegato B)
La realizzazione del progetto permetterà di
1. Ampliare l’attività del numero verde in ogni pronto soccorso,
specificatamente dedicato alle donne, per casi di violenza di genere
2. Allargare l'indagine con appositi questionari in tutti i consultori ed ambulatori
di medicina generale della provincia per appurare il grado di conoscenza del
fenomeno.
3. Diffondere l’informazione per raggiungere il più alto numero di donne e la
cittadinanza
4. Promuovere, presso la cittadinanza, una corretta conoscenza della natura,
della diffusione e delle conseguenze del fenomeno;
5. Diffondere la cultura della non violenza verso le donne e i minori;
6. Distribuzione e potenziamento del materiale informativo relativo al progetto (
articoli, new mail, indirizzario volantini, comunicato stampa;
7. Organizzare interventi informativi/ formativi/educativi nelle scuole;
8. Offrire all’interno delle strutture aziendali alle donne, italiane e straniere, e ai
loro bambini adeguato momento di ascolto per dare supporto nelle situazioni
di violenza.
Gli indicatori generali sono di tipo qualitativo e quantitativo:
1- Attivazione del n° verde in tre Pronto Soccorso Aziendali
2- elaborazione e diffusione di materiale informativo:
indicatore quantitativo predisposizione di almeno n.3 opuscoli
informativi multilingue
3- Miglioramento dei punti di informazione
Indicatore potenziamento di n 6 punti di informazione: Consultori,
OPA, Pronto Soccorso
3-facilitazione dei processi di integrazione.
Indicatore: Affiancamento dei Volontari al gruppo di lavoro formato da:
operatori dell’URP, dell’Ufficio relazioni e Marketing, dagli operatori del
Pronto Soccorso, operatori dei Consultori Responsabile dell’Ufficio di
educazione alla tutela della salute, Rappresentanti delle Associazioni ecc per
l’elaborazione del materiale informativo.
4-Miglioramento dell’informazione.
Indicatore: informare almeno il 60% delle donne e la comunità locale
sul problema della violenza di genere.
Gli obiettivi specifici si articolano:
Rispetto alla cittadinanza: diffondere un’adeguata informazione e
sensibilizzare la comunità per contrastare il fenomeno della violenza;
rispetto ai giovani: Offrire un’occasione di apprendimento di conoscenze
e competenze di ascolto, accoglienza, informazione sulla violenza di
genere;
rispetto agli enti: Sviluppare e accrescere le competenze dei responsabili
e degli operatori dei servizi degli enti; monitorare il fenomeno per
rimuovere tutti gli ostacoli culturali, sociali che impediscono il
superamento del problema.
L’attività si svilupperà in diverse fasi che prevedono:
Fase 1 campagna di sensibilizzazione realizzata in forma congiunta con gli Enti
Locali, la Provincia e le associazioni presenti nel territorio.
Fase 2- Promozione: avviso pubblico
Fase 3- Accoglienza: primo contatto tra i volontari gli operatori e i responsabili
finalizzato all’attivazione di forme di relazioni positive.
Allegato B)
Fase 4- Formazione generale volontari finalizzata all’acquisizione del contenuto
valoriale del Servizio Civile.
Fase 5- Formazione specifica
La formazione specifica è divisa in 3 parti:
Ia parte - didattica per l’acquisizione delle conoscenze di base relative alle attività
che i volontari svolgeranno presso i servizi comprende:
- formazione sul campo finalizzata allo sviluppo delle competenze trasversali
(comunicazione verbale, non verbale, tecniche di ascolto ecc) e delle competenze di
base necessarie;
- lezioni frontali a contenuto teorico sulla struttura e organizzazione degli uffici e dei
servizi. La formazione sarà effettuata in forma congiunta fra responsabili e operatori
coinvolti nel progetto, si articolerà in workshop, lavoro di gruppo.
II a parte Orientamento dei volontari
Saranno fornite le prime nozioni sulla mission dell’ASL, sui contenuti operativi,
sull’organizzazione e la strutturazione dei servizi: Pronto Soccorso, Consultori,
Dipartimento materno Infantile, Distretti, in cui i volontari svolgeranno il progetto di
servizio civile regionale. Sono previste visite guidate nei servizi.
III a parte – Inserimento nei servizi affiancamento agli operatori per
l'apprendimento e conoscenza dell’organizzazione dei servizi sanitari
Fase 7 - Piani di lavoro: prima elaborazione dei piani di lavoro condivisi tra
operatore di progetto e volontario
Fase 8 - valutazione e verifica finale: Questa fase prevede un sistema di
monitoraggio mediante strumenti di verifica per la raccolta, analisi e valutazione dei
dati e dei risultati conseguiti.
Le esperienze specifiche saranno riportate in un report e pubblicizzate.
Mesi
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
Azioni
Campagna di Promozione
sensibilizzazione
Formazione generale
Formazione specifica
Orientamento dei volontari
Inserimento nei servizi affiancamento
agli odp
Elaborazione dei Piani di lavoro
individuali
Monitoraggio interno attività
Raccolta dati
Report finale
7) Definizione sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo le modalità di impiego
delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei giovani in servizio civile:
7.1 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste,
specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell’ente.
Il progetto si articolerà nei Consultori, nei Pronto Soccorso dell’Ospedale di Massa e
di Carrara, nel dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Pediatrico Apuano.
Le risorse di personale presenti e dedicate alla realizzazione del progetto sono:
Pronto Soccorso di Massa e di Carrara
Personale dipendente:
Allegato B)
n.2 caposala; n 3 infermieri del triage; n 4 medici responsabili; n 1 psicologo n 2
Operatori socio-assistenziali dedicati all’accoglienza; Volontari dell’Associazione
Volontari Ospedalieri;
Consultori Zona Apuana
Personale dipendente: n.2 ostetriche; n 1 assistente sociale; n 2 medici ginecologi;
n.1 infermiere
Personale associazioni immigrati:n 3 mediatori culturali e linguistici;
Dipartimento materno infantile
Personale dipendente: n 1 caposala; n 1coordinatore ostetrica; n 6 ostetriche n 5
medici pediatri; n 6 medici ginecologi n 10 infermieri;
Volontari del reparto di pediatria;
URP n 2 amministrativi;
Ufficio relazioni esterne e marketing:n 1 amministrativo
7.2 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto.
I volontari saranno impiegati nel progetto con le seguenti mansioni:
1) accoglienza dell’utenza nei presidi sanitari indicati nel progetto
2) informazione sui Centri Antiviolenza presenti nel territorio e sulla rete dei
servizi
3) accoglienza delle segnalazioni al numero verde
4) collaborazione all’elaborazione del materiale sulla violenza di genere e
diffusione dell’informazione alla popolazione per contrastare il fenomeno.
5) somministrazione dei questionari all’utenza che accede ai Consultori, Pronto
Soccorso e Dipartimento Materno Infantile
6) affiancamento agli operatori sanitari per l’attività di informazione nelle
scuole sulla violenza di genere.
7) Collaborazione per la preparazione di eventi: convegni, incontri pubblici per
campagne di sensibilizzazione verso la comunità locale.
.
8) Numero dei giovani da impiegare nel progetto(min. 2, max. 10):
6
9) Eventuale numero ulteriore di soggetti da impiegare (non superiore al 50% di quelli
indicati al precedente punto 8) che l'ente intende autonomamente finanziare,
impegandosi ad anticipare alla regione le somme necessarie per l'intera copertura
delle relative spese prima dell'avvio dei giovani in servizio:
10) numero posti con vitto:
6
11) Numero posti senza vitto:
30
Allegato B)
12) Numero ore di servizio settimanali dei giovani (minimo 25, massimo 30):
13) Giorni di servizio a settimana dei giovani (minimo 4, massimo 6) :
6
14) Eventuali particolari obblighi dei giovani durante il periodo di servizio:
Rispetto dell’orario di servizio, disponibilità alla flessibilità dell’orario articolato
mattina e/o pomeriggio, utilizzo del cartellino, rispetto della privacy. Disponibilità a
spostamenti nel territorio.
15) Sede/i di attuazione del progetto (1):
N.
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Sede di attuazione del progetto
Ospedale Pediatrico Apuano.
Dipartimento Materno Infantile
Ospedale San Giacomo e
Cristoforo Massa
Consultorio Carrara
Ospedale Monoblocco
N. giovani per sede (2)
Comune
Indirizzo (compresa eventuale partizione interna)
Massa
Via Aurelia Sud 1. A
1
Massa
Via Sottomonte 1
2
Carrara
Carrara
Via Giovan Pietro 26
Pza Sacco e Vanzetti 2
1
2
(1) le sedi devono essere individuate esclusivamente fra quelle indicate in sede di iscrizione/adeguamento all'albo degli enti di servizio civile regionale, riportando la stessa
denominazione e indirizzo (compresa l'eventuale ripartizione interna, es. scala, piano, palazzina, ecc) indicate sulla procedura informatica SCR.
(2) il numero complessivo di giovani di questa colonna deve coincidere con il numero indicato al precedente punto 8)
16) Nominativo operatore di progetto per singola sede(almeno uno per sede):
-
NOME E COGNOME:Bevilacqua Mara
DATA DI NASCITA:11/05/1977
CODICE FISCALE:BVLMRA77E51C261S
INDIRIZZO MAIL:[email protected]
TELEFONO:3286742409
SEDE PROGETTO ALLA QUALE VIENE ASSEGNATO
Sede di attuazione del progetto
Comune
Indirizzo
Ospedale Pediatrico
Apuano. Dipartimento
Materno Infantile
Massa
Via Aurelia Sud 1. A
-
HA SVOLTO IL CORSO DI FORMAZIONE PROGRAMMATO DALLA
REGIONE TOSCANA
- corso __O.P____________ svolto in data ____4/04/013____________ sede del corso
______Istituto Galilei Carrara____________
-
NOME E COGNOME: Piera Josiana Mannella
DATA DI NASCITA:12/07/1963
CODICE FISCALE:MNNPJ353L522103L
INDIRIZZO MAIL:[email protected]
TELEFONO:0585653299
SEDE PROGETTO ALLA QUALE VIENE ASSEGNATO
Sede di attuazione del progetto
Comune
Indirizzo
Ospedale San Giacomo e
Cristoforo
Massa
Via Sottomonte 1
-
HA SVOLTO IL CORSO DI FORMAZIONE PROGRAMMATO DALLA
REGIONE TOSCANA
- corso __O.P____________ svolto in data ____4/04/013____________ sede del corso
______Istituto Galilei Carrara____________
-
NOME E COGNOME: Tonini AnnaMaria
DATA DI NASCITA:20/101952
CODICE FISCALE: TNNNMR52R60B832X
INDIRIZZO MAIL:[email protected]
TELEFONO:0585657815
SEDE PROGETTO ALLA QUALE VIENE ASSEGNATO
Sede di attuazione del progetto
Comune
Indirizzo
Consultorio Carrara
Carrara
Via Giovan Pietro 26
-
HA SVOLTO IL CORSO DI AGGIORNAMENTO PROGRAMMATO
DALLA REGIONE TOSCANA
- corso __O.P____________ svolto in data ____05/11/2012____________ sede del corso
______Istituto Galilei Carrara____________
-
NOME E COGNOME:Pisani Nella
DATA DI NASCITA:02/03/1962
CODICE FISCALE:PSNNLL62C42B832Y
INDIRIZZO MAIL:[email protected]
TELEFONO:0585657390
SEDE PROGETTO ALLA QUALE VIENE ASSEGNATO
Sede di attuazione del progetto
Comune
Indirizzo
Ospedale Monoblocco
Carrara
Pza sacco e Vanzetti 2
-
HA SVOLTO IL CORSO DI FORMAZIONE PROGRAMMATO DALLA
REGIONE TOSCANA
- corso __O.P____________ svolto in data ____4/04/013____________ sede del corso
______Istituto Galilei Carrara____________
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile regionale:
L’attività di promozione è legata ai bandi di selezione dei volontari e si propone, da
un lato, di dare visibilità al progetto, dall’altro, di orientare i giovani nella scelta di
servizio civile. In particolare saranno utilizzati i seguenti strumenti:
- sportello informativo per i giovani;
- sito web, mailing list e newsletter;
- affissione del bando presso i centri per l’impiego della Provincia di Massa
Carrara
- mass media locali: comunicati, inserzioni, spot radiofonici ecc.;
- materiali informativi e pubblicazioni (locandine, cartoline, brochure ecc.);
- incontri nelle scuole
Durata totale n 20 ore
L’attività di sensibilizzazione (durata totale di n 20 ore), sarà svolta
continuativamente durante tutto l’anno e prevede:
- incontri di presentazione del servizio civile regionale e interventi di
sensibilizzazione nelle scuole superiori con particolare riguardo al periodo in
cui è possibile presentare domanda di partecipazione al bando;
- partecipazione ad eventi pubblici rivolti alla cittadinanza e ai giovani: feste
del volontariato - sagre ecc.;
- iniziative di sensibilizzazione sul territorio, da definire a seconda dei target e
delle zone: gruppi informali, centri di aggregazione, informa giovani,
circoscrizioni ecc.
Complessivamente l’attività di promozione e sensibilizzazione ha una durata
totale di n. 40 ore.
18) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dei risultati di progetto:
1. Rilevazione andamento attività previste e realizzate, raggiungimento degli
obiettivi progettuali
2. Valutazione dell’esperienza del giovane volontario per quanto riguarda: la
crescita personale del giovane, il raggiungimento degli obiettivi, il rapporto con
gli operatori/volontari dell’ente e con gli utenti.
1.1 Strumenti di monitoraggio per l’attività:
Elaborazione di questionari
Raccolta e analisi dei dati;
report finale;
restituzione dell’esperienza alla Direzione Aziendale e alle Istituzioni
coinvolte
2.2 Valutazione dell’esperienza del giovane:
Questionari (in ingresso, in itinere e al termine del progetto)
Incontri singoli con OP.
Rilevazione del dato quantitativo
Rilevazione del dato qualitativo (soddisfazione, coinvolgimento, difficoltà,
punti di forza)
Indicatori quantitativi e di processo:
Numero questionari elaborati;
n. interventi di informazione effettuati
Numero ore di attività
Indicatori qualitativi e di risultato:
• Soddisfazione dei volontari( 3 rilevazioni con questionario)
• Soddisfazione degli operatori ( 1 rilevazione alla conclusione del progetto)
• Soddisfazione degli utenti ( 1 rilevazione alla conclusione del progetto)
La prima tappa del percorso ha l’obiettivo di migliorare la leggibilità dei risultati
del monitoraggio sia per l’ente stesso che per la comunità che viene indirettamente
coinvolta nei progetti di servizio civile.
La seconda tappa vuole essere l’occasione per sollecitare un riflessione all’interno
dei servizi, con uno sguardo più approfondito sui prodotti sociali del servizio civile.
La terza tappa prevede nuovamente, previa raccolta dei reports intermedi del
monitoraggio interno elaborati, la riunione in plenaria per la condivisione dei
risultati del percorso e la ri-progettazione futura.
Gli esiti del monitoraggio saranno elaborati e inviati alla Regione Toscana
Il report finale dovrà coerentemente al progetto riportare i prodotti sociali del
servizio civile rispetto all’ente, al giovane e alla comunità.
A tal fine il report deve contemplare e distinguere nettamente le due dimensioni: a)
rilevazione andamento attività previste e realizzate e raggiungimento degli obiettivi
progettuali ; b) esperienza del giovane volontario.
Il report potrà essere arricchito altresì con prodotti audiovisivi, foto ecc.. quali
strumenti per promuovere la pubblicazione e diffusione dei risultati.
19) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli
richiesti dalla legge regionale 25 luglio 2006, n. 35:
Laurea o frequenza corso di studi in scienze infermieristiche, medicina, formazione
professionale, psicologia educatore professionale
20) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive utilizzate per l'acquisto di beni o servizi destinati ai
giovani in servizio:
L’azienda per la realizzazione del progetto, metterà a disposizione le seguenti
risorse:
- Automezzi aziendali o eventuale rimborso ai Volontari per abbonamento mezzi di
trasporto; € 1.000
Programma software per l’elaborazione dei dati.
Utilizzo della mensa € 7896
Diffusione e stampa di materiale di informazione € 3000
P.C portatili € 1500
Accesso a reti internet;
spese corso BLS € 3600. Spese formazione Generale € 1050
Allestimento punti di informazione € 1500;
Vestiario per i volontari € 2000
21) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
Per la realizzazione del progetto le risorse tecniche disponibili saranno:
1- il sistema di rilevazione dei dati di accesso degli utenti.
2- i programmi software per l’elaborazione dei dati.
3- l’accesso alle reti intranet e internet per la diffusione delle informazioni
sull’evoluzione del progetto e suoi risultati sia all’interno dell’Azienda che
all’esterno.
4- L’URP aziendale metterà a disposizione dei Volontari le carte dei servizi, le carte
di reparto e il materiale informativo sulle risorse aziendali, pubbliche/private esistenti
nel territorio.
In ogni sede sarà attrezzata una stanza dotata di fax, telefono, fotocopiatrice,
computer. automezzi aziendali per gli spostamenti dei volontari all’interno del
territorio.
Attrezzature informatiche portatili e non
I Volontari potranno avere a disposizione la biblioteca aziendale per approfondimenti
e ricerche, sulle problematiche oggetto del progetto.
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
22) Competenze e professionalità acquisibili dai giovani durante l’espletamento del servizio,
certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
I volontari con il progetto potranno acquisire le conoscenze di base relative
all’accoglienza, informazione, comunicazione, informatica, primo soccorso.
L’ASL in qualità di Agenzia Formativa rilascerà la certificazione del corso di base
BLS valida ai fini del curriculum
Formazione generale dei giovani
23) Sede di realizzazione:
Sede Presidio distrettuale Carrara pz Sacco e Vanzetti, sala consiliare
24) Modalità di attuazione:
L’attività di formazione effettuata in proprio con formatori dell’Ente accreditati
decorrerà con l’inizio del servizio dei volontari.
Gli obiettivi affidati alla formazione sono:
- fornire ai giovani gli strumenti per vivere correttamente l’esperienza del servizio
civile;
- sviluppare la cultura del servizio civile;
Il primo obiettivo “fornire ai giovani gli strumenti per vivere correttamente
l’esperienza del servizio civile” può essere declinato anche come mettere in atto
strumenti e modalità che permettano di assicurare la conoscenza dei diritti e doveri,
nonché del ruolo del giovane in servizio civile, in modo tale che egli impari a
riconoscere il senso della sua esperienza e l’importanza dell’educazione alla
responsabilità, al senso civico e alla pace.
Si riportano le fasi della formazione generale
Fase 1: accoglienza dei Volontari
L’accoglienza e l’inserimento dei Volontari saranno seguiti essenzialmente dal
Coordinatore dei Progetti del Servizio Civile, dal Responsabile del progetto e dagli
operatori di progetto,
Fase 2: patto formativo e modalità della formazione
Fase 3: Calendari delle lezioni teoriche, suddivise in 7 giornate di 6 ore formative in
aula
I volontari saranno dotati di una cartella completa che viene consegnata e illustrata
al momento della presa servizio, contenente materiale didattico e dispense. Tale
cartella contiene, la documentazione Servizio Civile regionale, legge regionale n 7
del 2 marzo 2012; la carta etica del servizio civile nazionale; dispensa sulla
Costituzione dispense e articoli su volontariato e SCN
dispensa sulla normativa della Privacy
materiale di documentazione sulle Leggi Sanitarie; Regolamento Aziendale; Codice
di comportamento etico dei dipendenti
· questionari per la verifica dell’apprendimento;
· cartellina con blocco notes;
· materiali per le esercitazioni pratiche.
Le metodologie dunque si possono riassumere in: lezioni frontali e dinamiche non
formali, compresi lavori di gruppo ed individuali e restituzione in plenaria;
discussione; role playing; problem solving; brainstorming; esercitazioni pratiche.
Le attrezzature utilizzate sono: lavagna luminosa; lavagne a fogli mobili; pc e
videoproiettore per la proiezione di slide e quanto altro, postazioni multimediali con
collegamento internet in caso di necessità didattica.
E’ previsto un registro di presenza sia per i volontari che per i docenti
25) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
La Formazione Generale sarà effettuata, con gli operatori accreditati, si svolgerà
presso le aule dell’Azienda, con predisposizione di un apposito calendario degli
incontri, per la parte teorica
E’ previsto un registro di presenza di volontari e docenti
Nella conduzione dell’esperienza formativa si cercherà il massimo coinvolgimento
dei partecipanti attraverso l’impiego di una metodologia interattiva.
Sarà posta una grande attenzione al processo attraverso cui si realizza
l’apprendimento, al contratto psicologico, al clima, al protagonismo che il processo
permette e sostiene oltre ai contenuti.
Per questo nel processo formativo si dovrà trovare un giusto equilibrio fra esigenze
di programmazione (prevedere in anticipo ciò che si farà) ed esigenze di
accompagnare il processo del gruppo in formazione. Di conseguenza, pur
mantenendo i contenuti indicati, la sequenza degli stessi potrà essere cambiata in
funzione del processo del gruppo.
Le metodologie adottate dovranno stimolare nei vari discenti il desiderio di ricercare
le critiche e la supervisione. Esse si avvarranno di :
− Lezione frontale
− Argomentazione e discussione
− Lavori di gruppo
− Insegnamento basato sui casi
− Proiezioni di video e filmati
− Foto linguaggio, Debrefing
Al termine del percorso formativo i giovani in servizio civile saranno in
grado di:
- acquisire una coscienza civile basata su principi di cittadinanza attiva,
comprendere il ruolo del Volontario all’interno dell’azienda, i diritti e le
responsabilità
- utilizzare procedure di lavoro e strumenti specifici ai diversi contesti
- integrarsi per formare una rete di scambio e supporto nel ruolo ricoperto.
L’obiettivo formativo individuato è “fornire strumenti teorici ed operativi ai giovani
volontari che si trovano ad affrontare un anno di servizio civile” e di “sviluppare una
maggiore conoscenza del ruolo dei volontari e del significato del servizio civile come
risorsa per l’ente stesso e la comunità di appartenenza”.
Il percorso di formazione generale, sia in termini di modalità organizzative che di
obiettivi e contenuti formativi, sarà condiviso ed ideato all’interno di un gruppo di
lavoro appositamente costituito a cui parteciperanno i formatori accreditati, esperti,
ed operatori dei settori dell’ASL.
26) Contenuti della formazione:
Modulo 1- 1° giorno 6 ore
Il servizio Civile significato e il contesto di riferimento nella realizzazione del
progetto
Presentazione dei volontari partecipanti, dei Formatori Generali dell’Ente.
Presentazione staff, presentazione del percorso generale e della giornata formativa.
L’organigramma aziendale, il regolamento aziendale
Patto d’aula
L’identità del gruppo in formazione.
Raccolta aspettative e preconoscenze del servizio civile volontario, raccolta idee di
servizio civile, motivazioni, obiettivi individuali. presentazione dei volontari
evidenziando le aspettative sul corso e sul servizio civile. Presentazione individuale
dei volontari, legata alle motivazioni che li hanno portati alla scelta del Servizio
Civile.
Costituzione di gruppi
per sviluppare dinamiche relazionali, cooperazione,
collaborazione riflettendo sulle proprie modalità di interazione con gli altri.
Obiettivo della prima giornata è essenzialmente quello di far comprendere ai
volontari l’importanza del contenitore in cui sono inseriti. Illustrazione del contesto.
Somministrazione del questionario d’entrata
Modulo II 2° giorno 6 ore
“Il contesto aziendale”
Il codice deontologico professionale
Il ruolo dell’U.R.P.
Conoscenza della carta dei servizi aziendale
Normativa regionale: Il Piano Sanitario Regionale,il Piano Sociale Regionale
Disposizioni sulla corretta informazione e sulla privacy.
Il concetto di qualità di un servizio e le caratteristiche che lo definiscono tale
Modulo III 3° giorno 6 ore
la Normativa vigente e la carta di impegno etico
Carta di impegno etico del servizio civile volontario
Il servizio civile volontario: specificità, modalità di servizio, diritti doveri,condizioni
assicurative, ferie, permessi, malattia, orario. In questo modulo si illustreranno i
punti fondamentali dell’impianto normativo relativo al servizio civile, con
particolare attenzione alla presentazione della sua valenza etica. Si presenterà la
Carta di impegno etico cercando di farne cogliere il senso ai volontari. Un’attività da
cui può scaturire una discussione consiste nel provare a riscrivere la Carta etica
locale.
Modulo IV 4° giorno 6 ore
Il dovere di difesa della patria dall’obiezione di coscienza al servizio civile
nazionale.
La storia dell’obiezione di coscienza/della difesa della patria in una prospettiva di
genere: oltre il rifiuto della leva militare.
L’istituzione del servizio civile volontario: dall’esperienza delle ragazze a quella
dei giovani, elementi normativi
Questo modulo ripercorre la storia dell’obiezione di coscienza (si possono utilizzare
le attività proposte in questo manuale) facendo particolare attenzione al ruolo che
anche le donne hanno avuto in questo processo. Per questo nei materiali si trovano
delle testimonianze di alcune delle battaglie portate avanti dalle donne. In
particolare si evidenzia il loro contributo in particolare in termini di assistenza,
spesso sottaciuto. Infine si passerà a spiegare il passaggio dal Servizio civile
obbligatorio all’’istituzione del Servizio civile nazionale volontario.
Modulo V 5° Giorno 6 ore
La difesa civile non armata e non violenta
Obiettivi:
Conoscere i principi e le pratiche della non violenza, aumentando le capacità di
gestione dei conflitti.
Contenuti: le forme del conflitto e le modalità di gestione la non violenza: dalla teoria
alla pratica. Il modulo proverà a presentare ai volontari la pace e le pratiche di non
violenza come strumenti di inclusione. Si cercherà di decostruire il concetto di
conflitto, anche presentando esempi concreti di pratiche non violente.
Modulo VI 6° giorno 6 ore
“Il lavoro per progetti”
Contenuti: “Che cos’e’ la progettazione sociale? Quali sono i suoi principi cardine?
Come si esplicita in un lavoro metodico e organizzato? Come valutare i risultati? Che
significa avere a che fare con persone che producono servizi spesso “immateriali”?
Nell’affrontare il tema della progettazione sociale si farà riferimento inoltre agli
specifici settori di attività ed alle aree di intervento previsti per le attività
di servizio civile, in modo che i volontari abbiano chiaro quale sia il campo nel quale
si esplica la funzione di tale servizio.
Verrà illustrato il metodo della progettazione nelle sue articolazioni compresa la fase
della valutazione di esito, di efficacia ed efficienza del progetto. Si sosterranno i
volontari nel conoscere e approfondire metodi per la auto-valutazione della propria
crescita esplicitando anche come può avvenire da parte diversa la valutazione della
crescita umana dei volontari in servizio civile.
Obiettivi: Sostenere la crescita dell’individuo e del gruppo nel riconoscere la propria
condizione di persone impegnate nel civile e nel sociale, anche attraverso la
autovalutazione dei risultati del proprio progetto di servizio civile volontario. Si farà
riferimento esplicito agli specifici settori di attività dei progetti di servizio civile
individuando per ognuno a specifica modalità di lavoro per progetti.
Modulo VII 7° giorno 6 ore
La solidarietà e forme di cittadinanza
La cittadinanza attiva e il volontariato. L’obiettivo è rafforzare il concetto di
cittadinanza attiva, conoscere il mondo del Volontariato nella Provincia di Massa
Carrara.
Testimonianza di esperienze di cittadinanza attiva, a confronto: associazionismo,
comitati, organi consultivi; pratiche del consumo critico e comportamenti sostenibile
Questo modulo intende in una prima parte far riflettere i volontari sul valore della
cittadinanza attiva e presentare loro la realtà del volontariato. Attraverso le attività
proposte ed eventuali proiezioni si cercherà di sviluppare il tema e presentare la
Carta dei Valori del volontariato
Saranno effettuati incontri con la Protezione Civile della Provincia di Massa
Carrara; L’Associazione Volontari ospedalieri ( AVO) Associazione Volto della
Speranza
Si prevede la partecipazione dei volontari alla formazione curata dal Crescit
pari a n 10 ore.
27) Durata (espressa in ore):
Durata della formazione n 42 ore + 10 h corso crescit
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei giovani
28) Sede di realizzazione:
Locali dell’Ospedale civico Pza Monzoni Carrara
29) Modalità di attuazione:
La Formazione specifica curata dal Responsabile del Progetto sarà articolata durante
tutto il percorso, con ovvia concentrazione di circa la metà delle ore nei primi 3 mesi,
con 15 incontri mediamente di 4 ore l’uno.
Il percorso si articolerà in una parte teorica e una pratica.
La parte teorica sarà effettuata dai docenti esperti e dai responsabile delle strutture in
cui sono inseriti i volontari.
30) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Il percorso formativo prevede:
lezioni frontali;
l’utilizzo di dinamiche non formali
attività di gruppo,
formazione in situazione,
confronti periodici con gli altri operatori
31) Contenuti della formazione:
La formazione specifica sarà articolata in una parte teorica di n 30h affronterà i
seguenti contenuti:
Violenza di genere: definizione giuridica-diffusione;
conoscenza del protocollo d’intesa provinciale
protocolli di gestione della vittima per sanitari –istituzioni(poliziacarabinieri ecc) operatori terzo settore;
i processi di inclusione nel sistema di welfare;
l’organizzazione dei servizi sanitari;
i percorsi sanitari e socio-assistenziali della rete provinciale in favore delle
donne e minori vittime di violenza;
la rete dei servizi sociali;
la consulenza legale e i Centri Antiviolenza;
la rete contro la violenza
corso base BLS n 12 h
Moduli formativi di Web Learning Point (poli di teleformazione), relativi
all’informatica, organizzati e certificati dalla Formazione Professionale e Politiche
del Lavoro della Provincia. Ore di formazione previste n.30
Sono previsti incontri con le Associazioni di Volontariato Casa Betania; Avo; ARPA
( Associazione per il raggiungimento delle parità)
E’ prevista la partecipazione dei volontari a tutte le giornate organizzate dalla
Regione Toscana con l’Associazione Filigrane all’interno delle Politiche
Giovanili
32) Durata (espressa in ore):
Totale ore 72
Altri elementi
33) Presenza di almeno una delle altre figure previste per la gestione del servizio civile
regionale (diversa dall'Operatore di Progetto) che nell'ultimo anno abbia frequentato il corso
di formazione o/e/o aggiornamento programmato dalla Regione Toscana (o si impegni a
parteciparvi entro l'anno in cui si realizza il progetto):
Nome e cognome: _Galoppini Paolo Ruolo Coordinatore di Progetto
corso frequentato Workshop data del corso 05/11/2012__________ sede Istituto Galilei Carrara
34) Impegno a far partecipare i giovani aderenti al progetto alla formazione aggiuntiva
programmata dalla regione Toscana:
SI
35) Attestazione che all'interno del medesimo bando sono stati presentati progetti per un
numero complessivo di posti inferiori al 50% di quelli richiedibili in base alla categoria
di appartenenza:
SI
n° progetti presentati: 5
n°
25
posti
richiesti complessivamente:
36) Impegno a far partecipare i giovani aderenti al progetto ad almeno due manifestazioni,
eventi o attività di carattere regionale inserite nel sistema delle politiche giovanili della
regione Toscana:
SI
Il sottoscritto Maria Teresa De Lauretis nato a ____Roma_______ il ___16/10/1953____________
in qualità di responsabile legale dell'ASL1 Massa Carrara chiara che l'ente che rappresenta è in
possesso di tutti i requisiti previsti per l'iscrizione all'albo degli enti di servizio civile regionale (art.
5 comma 1 legge regionale n. 35 del 25/07/2006).
Data
Il Responsabile legale dell’ente
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Progetto - Azienda USL 1 di Massa e Carrara