SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN
SERVIZIO CIVILE IN ITALIA
ENTE
1. Ente proponente il progetto:
Comune di Bologna
2. Codice di accreditamento:
3. Albo e classe di iscrizione:
NZ00656
Regione Emilia Romagna
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CARATTERISTICHE PROGETTO
4) Titolo del progetto:
Inclusione digitale per il lavoro
5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3):
Settore: Educazione e Promozione culturale
Aree di intervento: Educazione informatica
Codice: E5
6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto
con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione
dei destinatari e dei beneficiari del progetto:
1
Il soggetto promotore e attuatore del progetto è il Dipartimento Economia e
Promozione della Città del Comune di Bologna, che svolge tra le altre, due funzioni
rilevanti nei confronti della popolazione cittadina:
− il coordinamento delle politiche per il lavoro, con erogazione di servizi
personalizzati per sostenere la ricerca attiva del lavoro e incrementare le
possibilità occupazionali delle persone in cerca di impiego, attraverso Sportelli
appositi operanti dal 2006 in stretta collaborazione con le altre istituzioni e i
soggetti privati;
− -il coordinamento dell'Agenda Digitale, finalizzata allo sviluppo e diffusione
delle tecnologie della comunicazione, che comprende uno specifico impegno
per garantire l'accesso a internet a tutti i cittadini, senza barriere economiche,
sociali e culturali.
L'esperienza maturata in questi anni dagli Sportelli Comunali per il Lavoro e le
positive sinergie con il Settore Comunicazione e con il Settore Città Digitale e
Tecnologie Informatiche, hanno portato a identificare il cosiddetto “knowledge
divide” ovvero il divario di conoscenza che separa chi è in grado di utilizzare il
personal computer e la rete internet, da chi non è in grado di farlo abitualmente e
autonomamente, come uno dei fattori discriminanti e penalizzanti per l'ingresso e la
permanenza nel mercato del lavoro.
L'analisi dell'utenza degli Sportelli evidenzia la correlazione tra le difficoltà di
inserimento lavorativo e la presenza di fattori socio-culturali (quali il basso titolo di
studio, l'età matura, la condizione di migrante o la presenza di condizioni di disagio
conclamato) che solitamente si abbinano alle difficoltà di utilizzo delle tecnologie.
Al tempo stesso, si assiste a una sempre più veloce “digitalizzazione” del mercato del
lavoro, con una progressiva crescita dei canali informatici di reclutamento e di
selezione del personale anche nelle fasce meno qualificate e quindi a un'ulteriore
esclusione delle persone non in grado di accedere a questi canali.
Per questo, nell'ultimo anno gli Sportelli Lavoro hanno avviato interventi mirati a
sostenere gli utenti in percorsi di alfabetizzazione, sia nelle forme più strutturate del
corso o laboratorio, sia con l'azione di affiancamento e di tutoraggio a distanza
all'interno della propria attività di orientamento e consulenza.
Lo sviluppo di azioni volte a colmare il divario digitale assume un valore essenziale
all'interno delle politiche attive del lavoro che mirano ad adeguare l'offerta alla
domanda, anche attraverso lo sviluppo delle competenze di base della ricerca del
lavoro (costruzione del curriculum, presentazione della candidatura, apprendimento
della lingua per gli stranieri, capacità di autovalutazione e di elaborazione di un
percorso di crescita culturale e professionale).
6.1)
Contesto territoriale
La situazione del mercato del lavoro
Il territorio bolognese, tradizionalmente caratterizzato da livelli di disoccupazione
modesti e per molti anni da uno stato equivalente alla piena occupazione, è stato
investito a partire dal 2010 dalla più grave crisi economica dal dopoguerra.
Il tasso di occupazione a livello provinciale alla fine del 2011 è pari al 69,6%,con un
calo di quasi 3 punti rispetto al 2008 (72,4%); quello relativo alla popolazione
femminile, pur essendo il più alto tra le province italiane, è pari al 64,7%. In termini
assoluti, gli occupati a Bologna sono circa 450mila. Tuttavia, se si analizzano le fasce
2
di età, si evidenzia come fra i giovani tra i 18 e 29 anni l'occupazione risulti nel
2011 ancora in diminuzione (47,4% rispetto al 49,2% del 2010).
Nell'ultimo triennio il tasso di disoccupazione è più che raddoppiato, passando dal
2,2% del 2008 al 4,7% del 2011. L’aspetto più eclatante è la crescita dei disoccupati
tra i giovani dai 15 ai 24 anni: in questa fascia d’età uno su tre non ha lavoro. I dati,
che considerano solo i giovani in cerca di lavoro (e quindi non gli studenti), parlano di
una disoccupazione al 27,8% per i maschi e al 30,9% per le femmine. Occorre
considerare come queste percentuali sono in realtà sottostimate, poiché basate sulle
rilevazioni periodiche delle forze lavoro dell'Istat che considerano la disoccupazione
come “zero ore di lavoro settimanali” e quindi non tengono conto della diffusione di
forme di impiego frammentario e intermittente, non rilevabili statisticamente ma
ugualmente fonti di grande disagio economico e sociale. La struttura attuale
dell'occupazione mostra infatti una prevalenza dei contratti a tempo determinato e di
altre forme contrattuali non stabili, mentre tra i giovani e tra i nuovi assunti il rapporto
di lavoro a tempo indeterminato è fortemente minoritario.
I senza lavoro registrati ufficialmente alla data del 30 giugno 2012 nei servizi per
l'impiego del territorio provinciale sono 79.356, con un aumento di 1.400 unità
rispetto a marzo e di oltre 8.000 rispetto a giugno 2011; il confronto con il 2008
registra un incremento del 35% in appena quattro anni. I cittadini stranieri sono
quasi 25.000, poco meno di un terzo del totale. Le persone in cerca della loro prima
occupazione sono 9.111 un dato in netto calo (oltre 3.000 in meno sul 2011), a riprova
dello scoraggiamento dei giovani che rinunciano sempre più a cercare lavoro. Nel
totale censito dai servizi non figurano i lavoratori in cassa integrazione, che però in
molti casi sono già nell'anticamera della disoccupazione; nel periodo gennaio-giugno
2012 le ore autorizzate di cassa integrazione sfiorano gli 8 milioni e mezzo, cinque
volte di più rispetto all'ultimo anno pre-crisi, il 2008.
I disoccupati con domicilio nel Comune di Bologna sono 33.819.
Le persone che hanno sottoscritto la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro
durante il primo semestre del 2012 ammontano a 13.409, di cui 5.943 abitanti in città..
L'esperienza degli Sportelli Comunali per il Lavoro di Bologna
Il progetto “Sportelli comunali per il Lavoro” è nato dalla sottoscrizione di un accordo
attuativo fra Provincia e Comune di Bologna (2005), con lo scopo di rispondere ad
una domanda sociale crescente attraverso la creazione di servizi per l’impiego più
“vicini” ai cittadini, in grado di fornire prestazioni più personalizzate e di sostenere le
fasce più deboli della popolazione mediante interventi mirati e integrati con quelli dei
servizi socio-sanitari territoriali.
Il servizio è stato avviato dal Comune di Bologna tra giugno 2006 e febbraio 2007,
con l'apertura di tre Sportelli nei quartieri di Borgo Panigale, Navile e San Donato.
L'attività degli Sportelli comprende sia l'accoglienza diretta dei cittadini, sia
l'attivazione di percorsi di presa in carico continuata nel tempo, e abbraccia un
ventaglio piuttosto ampio di prestazioni:
- informazioni generali e specifiche sulla situazione del mercato del lavoro
(monitoraggio dell’andamento dell’occupazione, segnalazione delle opportunità di
lavoro e di formazione disponibili)
- consulenza su normativa del lavoro e contrattualistica
- consulenza orientativa e supporto alla ricerca attiva di lavoro (per favorire lo
sviluppo di capacità autonome di ricerca e accompagnare l’inserimento lavorativo)
- valutazione delle condizioni di occupabilità e consulenza per l’individuazione di
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eventuali percorsi formativi finalizzati ad integrare le competenze professionali
- presa in carico (con relativo inserimento delle informazioni all’interno della banca
dati SILER – Sistema Informativo Lavoro Emilia-Romagna) per favorire l’incontro
domanda/offerta di lavoro
- intermediazione domanda/offerta di lavoro di cura fra famiglie e assistenti familiari,
nell’ambito di progetti finalizzati a migliorare la qualità del lavoro di cura “privato”
domiciliare;
- assistenza a imprese e famiglie nella ricerca di personale.
Caratteristica degli Sportelli è da sempre la modalità di lavoro in rete con altri servizi
pubblici e soggetti privati: Centri per l'Impiego, agenzie per il lavoro, enti di
formazione, servizi sociali territoriali, con l'obiettivo di una gestione condivisa delle
problematiche in particolare quelle relative alle persone appartenenti a fasce
svantaggiate.
In oltre sei anni di attività, si sono rivolte di persona agli Sportelli oltre 30.000
cittadini, con una media di circa 500 accessi al mese e una tendenza alla crescita in
particolare nel corso del 2008 e della prima metà del 2009, e da settembre 2010 a tutto
il 2011.
L'incremento dell'utenza si è registrato in particolare al primo manifestarsi della crisi
economica e in parallelo con il suo andamento, oltre che con i periodi di attuazione
delle misure di sostegno adottate dalla Regione Emilia Romagna (ammortizzatori in
deroga e percorsi di riqualificazione professionale) di cui gli Sportelli sono stati uno
degli snodi sul territorio.
Utenti degli Sportelli Comunali per il lavoro di Bologna da gennaio 2007 a giugno 2012
(monitoraggio a cura del Dipartimento)
2007
2008
2009
2010
2011
2012 (primi
sei mesi)
4166
5433
5309
5132
5951
2897
Il profilo dell'utenza si è mantenuto abbastanza costante nel tempo, con alcune
tendenze evolutive che hanno accompagnato l'incremento numerico e che possono
essere messe in relazione con i mutamenti del quadro socio-economico, in particolare
con fenomeni specifici come l'allargamento dell'Unione Europea nel 2007 e il
manifestarsi della recessione economica a partire dagli ultimi mesi del 2008.
Le persone che si rivolgono agli Sportelli sono in massima parte disoccupati,
equamente divisi tra maschi e femmine, distribuiti in modo omogeneo nei tre territori
di riferimento. Una quota significativa dell'utenza, cresciuta in modo costante
dall’apertura ad oggi, è composta da persone con risorse personali limitate e
conseguenti difficoltà di accesso (o rientro) al lavoro. Ad evidenziare questa tendenza
sono essenzialmente tre indicatori: titoli di studio, età e nazionalità degli utenti.
In primo luogo, quelli privi di titoli di studio superiori alla scuola dell'obbligo e
riconosciuti nel nostro paese sono pari ai due terzi del totale.
Rapporto tra utenti privi di titoli di studio spendibili e totale degli utenti
Anno
2007
2008
2009
2010
2011
Utenti privi di titoli
2425
3379
3375
3398
4001
Totale utenti
4166
5433
5309
5132
5951
Percentuale
46,43%
58,22%
62,20%
63,57%
66,21%
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Per quanto riguarda l'età, i cittadini in cerca di occupazione con più di 40 anni
rappresentano oltre un terzo del totale, e il loro aumento è stato costante negli ultimi
anni. La presenza di una disoccupazione generata dall’espulsione dal mercato del
lavoro di persone già in età matura, che trovano difficoltà a ricollocarsi, era già
visibile negli anni precedenti, ma si è accentuata sensibilmente a partire dal 2009 a
causa della crisi economica. Nel contempo si è assistito a una crescita della
componente più giovane (al di sotto dei 24 anni).
Infine, la percentuale di cittadini stranieri è particolarmente significativa (oltre il
40%), e anch’essa cresciuta nel tempo in modo regolare, anche se appare in leggera
flessione nell’ultimo periodo. Una parte di questi ha compiuto studi anche qualificati
nel paese di origine, che però non sono riconosciuti e in genere non hanno spendibilità
nel mercato del lavoro italiano. Assai rilevante, anche se non quantificabile con
precisione, la quota di cittadini esteri con forti difficoltà a esprimersi correntemente
nella nostra lingua.
Utenti degli Sportelli in base alla nazionalità (percentuali sul totale)
2007
2008
2009
2010
2011
ITALIANA
66,00%
59,97%
59,01%
55,81%
57,15%
UNIONE
EUROPEA
9,75%
9,09%
7,80%
8,87%
10,58%
EXTRA
UNIONE
EUROPEA
24,25%
30,94%
33,19%
35,31%
32,27%
Il digital divide e la condizione occupazionale
L'immagine dell'utenza emersa dall'esperienza degli Sportelli Lavoro presenta chiare
analogie con i dati forniti dalla Regione Emilia Romagna a corredo del Piano
Telematico Regionale, che individuano le fasce di popolazione a maggiore rischio
di esclusione dall’uso delle tecnologie sulla base di un'indagine relativa alla
diffusione dell'uso di internet (indagine multiscopo Istat sulla vita quotidiana del
2011).
Il cosiddetto digital divide opera a livello di genere (le donne emiliane che utilizzano
internet è pari al 41% contro il 52% degli uomini), di età (67% di utilizzatori nella
fascia di popolazione tra i 25 e 44 anni e 44% per i cittadini dai 45 ai 64 anni,
limitandoci alle due fasce in età lavorativa), di istruzione (rispettivamente : 14% per
chi ha solo la licenza elementare, 44% per i possessori di licenza media inferiore,
70% per i diplomati) e viene messo in correlazione anche con lo stato occupazionale:
gli utilizzatori della rete sono solo il 49% tra i disoccupati contro il 67% degli
occupati. Non vengono forniti dati sulla variabile “nazionalità” ma si ritiene che i
migranti di prima generazione, come gruppo sociale, abbiano un’alta probabilità di
trovarsi in situazioni di svantaggio socio-economico e che, pur con significative
differenze tra le diverse comunità, presentino spesso competenze tecnologiche
funzionali ad alcune esigenze comunicative ma non sufficienti a cogliere pienamente
le opportunità offerte dalla rete.
La condizione di divario digitale o, secondo altre terminologie, di isolamento
tecnologico ha un effetto immediato e determinante di riduzione delle opportunità di
trovare lavoro: da un lato infatti rappresenta la carenza di un'abilità di base richiesta
per molte professioni anche manuali e indica una condizione di “deprivazione
5
culturale” e di carenza di informazione; dall'altro, impedisce o rende problematico
l'accesso ai canali sempre più utilizzati dai datori di lavoro per il reclutamento e la
selezione del personale.
Da questo punto di vista, è stato stimato (indagine Eurostat “Methods Used for
Seeking Work” riferita al primo trimestre 2011) che nel nostro paese circa un terzo
delle offerte e delle domande di lavoro sia veicolato dal web e che, poiché la media
europea è sensibilmente più alta, anche nel nostro paese si ipotizza una tendenza
all'aumento. La maggioranza delle aziende riceve curricula e pubblica annunci
attraverso sezioni apposite del proprio sito web, e utilizza prevalentemente la posta
elettronica come mezzo di comunicazione. Un numero imponente di siti specializzati
pubblica offerte di lavoro e raccoglie candidature; Monster.it, considerato il leader
nazionale di questo settore, presenta il seguente consuntivo su base mensile: 45.000
nuovi c.v. inseriti, 10.000 annunci pubblicati, 300.000 candidature trasmesse alle
aziende. A questi si aggiungono i motori di ricerca, i social network specializzati
come Linkedin e quelli generalisti ma con funzionalità di ricerca orientata al lavoro
come Twitter attraverso il sito Twitjobsearch. La tendenza alla digitalizzazione si
afferma anche nelle pubbliche amministrazioni: dall'anno scorso l'INPS accetta
soltanto istanze telematiche o telefoniche, e quindi la richiesta di una prestazione
sociale può essere trasmessa senza ricorrere a un intermediario solo se si è in grado di
utilizzare gli strumenti elettronici con una certa disinvoltura.
In sintesi, l'esclusione dall'uso delle tecnologie informatiche rappresenta oggi una
delle principali barriere all'esercizio dei diritti di cittadinanza e specificamente un
ostacolo fortemente penalizzante nella ricerca di un lavoro adeguato e dignitoso.
6.2 Area di intervento
Parlare di Inclusione Digitale significa costruire le condizioni per l’uguaglianza delle
opportunità nell’utilizzo della rete e per lo sviluppo di una cultura dell’innovazione e
della creatività, contrastando in primo luogo il nuovo analfabetismo e la
discriminazione sociale e culturale.
Il Comune di Bologna ha messo al centro del proprio programma di mandato
l'Agenda Digitale, come insieme di strategie e strumenti per favorire la partecipazione
democratica e lo sviluppo sostenibile, attraverso il più ampio uso delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione (ICT), delineando una mappa di priorità
strategiche digitali per rendere la città di Bologna più “intelligente”, “inclusiva” e
“aperta”. I quattro punti cardine di questa strategia sono:
1. Internet come diritto
2. Coinvolgimento della cittadinanza attraverso servizi di e-government, front
office virtuali, media sociali e costruzione di processi di partecipazione via
web
3. Innovazione tecnologica e sostegno all'imprenditoria ad alta vocazione
tecnologica e sostenibile
4. Open data, cioè libertà di accesso e fruibilità dei dati delle pubbliche
amministrazioni.
L'attuazione di questo progetto e in particolare del primo punto, che afferma l'accesso
alla rete come diritto universale, bene comune non esclusivo e inalienabile,
comporta la messa in atto di tutte le iniziative necessarie per la lotta al digital divide,
dalle tecnologie per l’accessibilità (banda larga, wi fi, ecc.), alla disponibilità di
strumenti e modalità per l’autoformazione degli adulti, di luoghi per l’assistenza ed il
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tutoring, ai punti di accesso pubblici e alle piazze telematiche.
Le prime iniziative varate per contrastare il digital divide hanno riscontrato un
notevole successo. Primo fra tutte, Pane e internet – progetto triennale della Regione
Emilia Romagna espressamente finalizzato all’alfabetizzazione dei cittadini all’uso di
internet e dei servizi on-line della pubblica amministrazione locale – nei primi due
anni di attività ha coinvolto oltre 7.000 cittadini e ha fatto registrare un boom di
partecipazione tale da saturare i posti disponibili in poco tempo. Tuttavia, la
partecipazione ai corsi ha riguardato in massima parte cittadini anziani e casalinghe,
sia perchè la pubblicità è stata orientata prevalentemente a queste due categorie, sia
perchè le stesse dispongono probabilmente di motivazioni, consapevolezza e e tempo
libero in misura maggiore di altre fasce di cittadini. Il Comune di Bologna ha emanato
un bando, tuttora aperto e rivolto alle associazioni, che ha permesso l'avvio di corsi di
informatica da parte dell'ANLA (Associazione nazionale lavoratori anziani) anch'essi
di fatto rivolti soprattutto a persone non più in età lavorativa. Anche varie associazioni
che si occupano di sostegno ai migranti hanno promosso iniziative specifiche. Inoltre,
esiste un'offerta formativa da parte di istituti scolastici nell'ambito dell'educazione
degli adulti e di centri di formazione professionale; tuttavia i corsi di informatica, non
essendo finanziabili all'interno del Fondo Sociale Europeo, figurano solitamente come
appendice di un programma formativo mirato all'acquisizione di qualifiche o al
recupero scolastico. Per quanto riguarda l'offerta del mercato privato, è spesso
difficilmente accessibile per motivi economici, soprattutto da parte di utenti che non
percepiscono il proprio “analfabetismo informatico” come un fattore centrale di
penalizzazione.
Pertanto, anche se il panorama degli interventi è vasto e dinamico, non è finora
stato in grado di coprire fasce di domanda spesso latente e inespressa come quella
degli adulti disoccupati a bassa scolarizzazione.
In questo contesto, e basandosi sulle evidenze della propria esperienza concreta, gli
Sportelli Lavoro hanno avviato nel 2011 una progettazione specifica mirata
all'alfabetizzazione informatica e digitale delle persone in cerca di lavoro. Nel
contempo, a febbraio è stato riorganizzato e ampliato il sito web Lavoro e
orientamento (www.iperbole.bologna.it/lavoro) all'interno del portale comunale
Iperbole, per farne uno strumento informativo e di servizio fruibile da tutte le fasce di
utenza, con una risposta molto soddisfacente (oltre 10.000 visite e 20.000 pagine
consultate nel mese di settembre).
Oltre ad utilizzare le competenze degli operatori, il coordinamento degli Sportelli ha
attivato in una logica di rete le risorse presenti nel Comune di Bologna e nel territorio.
Le iniziative specifiche messe in atto in via sperimentale, anche come “prototipo” per
la futura diffusione su scala e numeri più vasti, sono state le seguenti:
1) Realizzazione di un'edizione del corso Pane e internet riservata a utenti degli
Sportelli Lavoro, reclutati e indirizzati dagli operatori che hanno quindi potuto
lavorare preventivamente sulla motivazione e finalizzare l'apprendimento a
risultati concreti. Il corso della durata di 20 ore è stato attuato nel maggio 2012
e frequentato da 9 allievi con positivi risultati.
2) Progettazione di un laboratorio sperimentale insieme al Centro Risorse di
Genere (struttura del Centro di documentazione, ricerca e iniziativa delle
donne di Bologna) della durata di 18 ore, rivolto a 10 donne utenti degli
Sportelli,che verrà realizzato in novembre e dicembre 2012
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3) Realizzazione di laboratori di alfabetizzazione informatica di base in
collaborazione con la Biblioteca Corticella del Quartiere Navile: la prima
edizione, della durata di 9 ore, è stata realizzata in ottobre 2012.
Questo ampliamento dell'azione orientativa e formativa degli Sportelli si inserisce in
un processo di riorganizzazione del servizio, che prevede a partire dal 5 novembre la
creazione di un unico Sportello Comunale situato presso il Quartiere San Donato e
aperto a tutti i cittadini del Comune. La nuova organizzazione è infatti finalizzata a
rafforzare le azioni ad impatto diretto sull'utenza in condizioni di maggiore bisogno
ed incrementare le risorse destinate al sostegno nella ricerca del lavoro. L'inserimento
di volontari in servizio civile è un'opportunità ulteriore di rafforzamento quantitativo e
qualitativo di queste azioni, di sperimentazione di nuove modalità di intervento e di
risposta alle drammatiche urgenze poste dalla crisi economica.
6.3 Destinatari diretti del progetto
Il progetto è rivolto ai cittadini domiciliati a Bologna in cerca di lavoro, che si
trovano in situazione di esclusione digitale, e richiedono un supporto per costruire,
anche attraverso l'uso del computer e la navigazione sul web, il proprio progetto
professionale.
I destinatari sono in prevalenza iscritti alle liste anagrafiche dei servizi per l'impiego,
che si sono dichiarati immediatamente disponibili al lavoro, e sono quindi inoccupati
(in cerca di prima occupazione) o disoccupati (che hanno perso il lavoro e quindi
cercano una nuova occupazione). Il progetto non esclude persone occupate che
desiderano cambiare lavoro e sviluppare un proprio progetto professionale anche di
lavoro autonomo, che costituiscono una parte numericamente minoritaria dell'utenza
degli Sportelli (meno del 10%).
Il profilo corrisponde a quello sopra descritto dell'utente dello Sportello Lavoro meno
dotato di risorse culturali e di autonomia nella ricerca del lavoro: si tratta cioè di
persone che non utilizza il computer e internet oppure che lo fanno in modo sporadico
e parziale, ma comunque non sono in grado di fruire delle opportunità e dei servizi on
line.
I destinatari saranno sia utenti dello Sportello Comunale sia del Centro per l'Impiego
provinciale e degli altri servizi per il lavoro, anche privati, e su richiesta, utenti di
servizi sociali e sanitari. Le attività saranno infatti aperte e pubblicizzate verso gli
operatori di questi servizi.
6.4 Beneficiari del progetto
Operatori degli Sportelli Lavoro
Benefici: maggiore efficacia dell'intervento di orientamento e sostegno individuale;
minore
tempo
impiegato
nell'affiancamento
degli
utenti,
nella
correzione/stampa/invio del curriculum, ecc.; sviluppo di nuove competenze
formative; feedback di docenti e tutor su risorse e difficoltà dell'utente rilevate
durante la formazione; allargamento delle reti di cooperazione con altri soggetti
Servizi pubblici e privati delle politiche attive del lavoro: Centri per l'Impiego,
agenzie per il lavoro autorizzate da Ministero e Regione, Informagiovani, centri
di orientamento, associazioni di volontariato, servizi sociali
8
Benefici: possibilità di invio di utenti che necessitano di alfabetizzazione digitale;
integrazione di percorsi formativi; feedback sulla risposta dell'utente alle
sollecitazioni del corso
Biblioteche Comunali
Benefici: realizzazione di laboratori informatici presso la Biblioteca Centrale Sala
Borsa, la Biblioteca delle Donne e alcune biblioteche di quartiere, con arricchimento
della loro offerta di servizi all'utenza
Servizio Civile Nazionale
Benefici: nel corso delle attività verrà data informazione dell'apporto dei volontari
SCN e verranno diffuse, su richiesta, informazioni specifiche agli interessati ed
eventuale supporto per la partecipazione a futuri bandi
7. Obiettivi del progetto:
Obiettivi generali
L'obiettivo principale del progetto in rapporto ai destinatari è diffondere l’uso delle
tecnologie per l’informazione e la comunicazione presso cittadini che si trovano
in situazione di esclusione digitale, attraverso attività di sensibilizzazione e di
formazione dedicate alle competenze informatiche di base, alla navigazione su
internet e all'uso degli strumenti telematici per la ricerca del lavoro. In questo modo
viene perseguito l'obiettivo indiretto di incrementare le competenze, favorire la
socializzazione e l'inserimento in reti di relazioni, e conseguentemente aumentare
l'occupabilità, cioè le chances di ingresso e di permanenza nel mondo del lavoro in
condizioni dignitose e corrispondenti alle necessità e aspettative degli interessati.
Dal punto di vista dell'ente promotore e degli altri beneficiari, l'obiettivo principale è
sperimentare modalità e strumenti di inclusione digitale che possano integrare
l'azione di orientamento e supporto alla ricerca del lavoro che è compito
istituzionale dello Sportello, e costruire reti ampie di sostegno ai cittadini in
condizioni di difficoltà economiche o svantaggio culturale.
Per quanto riguarda i volontari in servizio civile, il progetto persegue l'obiettivo di
farli partecipare a un'esperienza stimolante e gratificante, di supportare la loro
crescita personale e di sviluppare conoscenze e competenze tecniche e relazionali,
utili anche in una prospettiva professionale.
Infine, la visibilità che si intende dare al progetto e la presenza di volontari all'interno
di un servizio di sportello informativo e in corsi di formazione, conseguirà un
risultato in termini di maggiore conoscenza e di promozione del servizio civile e di
possibilità di informazione e assistenza diretta a giovani potenzialmente interessati
a questa esperienza.
Obiettivi specifici
1. Contrasto al digital divide
1.1 Rendere “amica” la tecnologia informatica
9
•
•
•
•
agire sul sentimento di paura e di diffidenza che il PC suscita in un utente
con un profilo di "real beginner"
smentire, attraverso l'esperienza vissuta in aula e nel laboratorio con il
supporto di un tutor “facilitatore”, la sensazione di inutilità che egli riversa
sullo strumento informatico
semplificare l'approccio alle tecnologie e mostrare che le abilità basilari di
qualunque persona sono sufficienti a utilizzare il computer
stimolare curiosità, interessi e apertura a nuove conoscenze e modalità
comunicative
1.2 Alfabetizzazione informatica
• fornire all'utente del tutto privo di cognizioni gli strumenti di base per l'uso del
computer (hardware, periferiche, supporti mobili, apertura delle finestre e dei
programmi, salvataggio e copia dei files)
• mettere l'utente in condizione di elaborare e stampare testi semplici con un
programma di videoscrittura
• fornire a utenti in possesso di alcune conoscenze minimali gli strumenti per
svilupparle e implementarle anche con materiali didattici di autoformazione
1.3 Inclusione digitale e accesso a internet
• evidenziare le potenzialità di internet non solo nell’uso immediato ma anche
come strumento per la soddisfazione di bisogni legati alla vita quotidiana o ai
propri interessi personali, per l’elaborazione di una propria opinione, per la
partecipazione alla vita della propria comunità
• evidenziare come internet e il computer possano incentivare lo sviluppo della
relazione con gli altri e rafforzare l’inclusione sociale
• apprendere le operazioni fondamentali per la gestione della posta elettronica e
la navigazione sul web
• conoscere e comprendere le operazioni fondamentali per accedere ad internet,
ricercare e consultare i siti delle offerte di lavoro e formazione
Risultato atteso: alfabetizzazione informatica e tecnologica di 200 persone in
condizione di esclusione digitale
2. Incremento dell'occupabilità dei destinatari attraverso l'inclusione digitale
2.1 Acquisizione di strumenti basilari per proporsi nel mercato del lavoro
• mettere in grado gli utenti di redigere in forma adeguata il proprio curriculum
vitae, impaginarlo, stamparlo, aggiornarlo e adattarlo alle esigenze specifiche
delle singole offerte di lavoro
• mettere in grado gli utenti di inviare il c.v. come allegato a una e-mail o di
inserirlo nei siti predisposti per l'invio di candidature
2.2 Reperimento di informazioni per la ricerca attiva del lavoro
• saper utilizzare la navigazione per consultare annunci di lavoro
• saper utilizzare i motori di ricerca e i siti specializzati
• acquisire capacità critiche e di orientamento nella valutazione delle offerte
• prevenire errori, violazioni delle procedure di sicurezza, possibili truffe
informatiche
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2.3 Utilizzo interattivo degli strumenti digitali
• saper rispondere e dialogare con gli interlocutori utili alla ricerca del lavoro
• accedere in modo attivo a forum, comunità, blog per reperire informazioni più
capillari, scambiare opinioni, cercare nuovi interlocutori
• trasformare il curriculum in un profilo spendibile in ambienti digitali
• utilizzare i social network per sviluppare il proprio progetto di crescita
professionale
Risultato atteso: acquisizione delle principali abilità di base per la ricerca del lavoro
attraverso le tecnologie digitali da parte di 100 persone in condizione di esclusione
digitale e acquisizione parziale (solo alcune abilità oppure non in totale autonomia)
da parte di altre 100 persone
3. Costruzione di una rete integrata pubblica/privata per l'alfabetizzazione
informatica e l'empowerment delle persone a rischio di esclusione
3.1 Coinvolgimento e co-progettazione di interventi mirati a persone in
condizioni di disagio psico-sociale utenti dei Servizi Sociali Territoriali, dei
Centri di Salute Mentale, delle ASP e altri soggetti pubblici
• predisposizione di percorsi e strumenti ad hoc per particolari target di utenza
svantaggiata
Risultato atteso: realizzazione di 10 percorsi personalizzati per utenti svantaggiati,
comprendenti anche l'avvicinamento all'utilizzo delle tecnologie
3.2 Integrazione dell'offerta delle Biblioteche Comunali con proposte inerenti il
tema del lavoro
• apertura di “finestre” informative (momenti programmati di diffusione di
informazioni) sulla ricerca del lavoro attraverso il web, programmate con
cadenza periodica nella Biblioteca Sala Borsa, nella Biblioteca delle Donne e
in alcune biblioteche di quartiere
• formazione di volontari, appartenenti alla rete associativa operante nel sistema
bibliotecario locale, per la diffusione di informazioni e il supporto a utenti già
parzialmente autonomi nell'uso degli strumenti
3.3 Coinvolgimento di associazioni per la promozione di nuove attività di
divulgazione e alfabetizzazione
4. Sperimentare una modalità di "promozione/informazione/formazione" all’uso
delle tecnologie che possa essere replicata nel territori
4.1 Sistematizzazione dei percorsi realizzati e messa a punto di un prototipo
replicabile con mezzi dell'ente e della rete di partner
4.2 Creazione di kit e materiali didattici tarati sui bisogni di apprendimento dei
disoccupati per moltiplicare la diffusone e l'efficacia delle azioni di contrasto al
digitale divide
4.3 Ampliamento e specializzazione delle azioni previste dal progetto Città Digitale e
delle attività in essere da parte dell'Amministrazione Comunale (corsi Pane e internet,
11
corsi affidati ad associazioni, corsi per donne per superare il gender digital divide)
4.4 Contributo alla programmazione di futuri interventi nel settore, all'interno del
Piano telematico della Regione e del Piano Strategico Metropolitano di Bologna,
evidenziando aree di bisogno, gruppi target e metodologie non ancora pienamente
sviluppate dalle azioni in essere
5. Promuovere l’uso del sito web Lavoro e in generale dei servizi accessibili dalla
rete che la Pubblica Amministrazione offre ai cittadini nel territorio
Risultato atteso: incremento degli accessi e delle pagine consultate sul sito web del
Comune di Bologna dedicato al lavoro www.comune.bologna.it/lavoro (+ 20%) e ai
portali Lavoro per Te www.formazionelavoro.regione.emilia-romagna.it/lavoro-per-te
della Regione Emilia Romagna e Cliclavoro www.cliclavoro.gov.it del Ministero del
Lavoro
6. Promozione del servizio civile come risorsa e opportunità
6.1 Attività di informazione e di assistenza presso lo Sportello Lavoro
• diffusione di materiali cartacei e sitografie attraverso la sala di
autoconsultazione dello Sportello, frequentata mediamente da 100 persone
nelle giornate di apertura al pubblico
• servizio informativo e di orientamento mirato al servizio civile, in
particolare in corrispondenza dell'apertura di bandi, attraverso l'affiancamento
dei volontari agli operatori di Sportello per media 2 ore alla settimana
Obiettivi specifici rispetto ai giovani in servizio civile nazionale:
1. Sviluppare e valorizzare la crescita dei volontari a livello personale, sul piano
culturale, della solidarietà e della cittadinanza attiva:
a) Coinvolgere i volontari del servizio civile nel presente progetto attraverso le azioni
previste, in modo da permettere loro una partecipazione propositiva e maggiormente
consapevole, come cittadini attivi, del valore dell’offerta di un servizio pubblico, utile
alla collettività ed in particolare alle fasce di popolazione più fragili.
b) Attraverso l’attività dei laboratori, far conoscere “sul campo e direttamente” ai
volontari i diversi “stakeholder” del territorio, quali servizi per l'impiego, servizi
socio-sanitari, il mondo associativo ed altre realtà del privato sociale;
c) Far conoscere ai giovani volontari in Servizio civile la complessità delle relazioni
tra Enti pubblici e Istituzioni, il valore e le potenzialità del lavoro in rete
2. Sviluppare e valorizzare la crescita dei volontari a livello formativo e
professionale, favorendo il passaggio verso il mondo del lavoro
a) Favorire la crescita personale e professionale dei volontari introducendoli nelle
attività progettuali in un contesto lavorativo che incentiva lo sviluppo dell’autonomia,
della responsabilità personale, della capacità critica e del lavoro di gruppo.
b) Favorire lo sviluppo di conoscenze tecniche e informatiche, attraverso il contatto
con docenti, tutor e operatori del settore
c) Coinvolgere i volontari nella attività di organizzazione di laboratori, eventi, gruppi
di lavoro ecc. per una più diretta conoscenza delle modalità relazionali e di rapporto
istituzionale dell’ “Ente locale Comune” con altre istituzioni pubbliche e private;
d) Sviluppare competenze relazionali, capacità di comunicazione e di lettura della
12
situazione ambientale attraverso la gestione di aule e laboratori
e) Tenere semplici lezioni ed esercitazioni informatiche, con la supervisione di
docenti e operatori dello Sportello
f) Apprendere le modalità di erogazione di informazioni e di consulenza a persone in
cerca di lavoro, attraverso l'affiancamento di operatori specializzati e lo svolgimento
diretto di azioni informative concernenti il servizio civile e il volontariato
g) Sviluppare competenze nella produzione e diffusione di materiali informativi e
didattici
L’esperienza di crescita dei volontari in servizio civile nazionale, l’acquisizione della
consapevolezza del contenuto valoriale della loro esperienza, il loro grado di
coinvolgimento e di partecipazione, la condivisione e elaborazione della azioni del
progetto, l’acquisizione di competenze professionali con particolare attenzione al
campo della didattica e comunicazione, saranno oggetto del piano di monitoraggio
interno (vedi sezione specifica).
8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo
puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei
volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista
sia qualitativo che quantitativo:
13
8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi
Ante progetto di servizio civile nazionale
Nella fase precedente l’elaborazione del progetto l’ente proponente ha messo in
campo e realizzato un percorso preventivo finalizzato a:
➘ chiarire e condividere le connotazioni, caratteristiche e potenzialità del Servizio
Civile, qualificando contenuti, obiettivi, azioni ma soprattutto finalità e scopo del
Servizio Civile
➘ individuare per ciascun Ufficio/Servizio dell’ente proponente il settore e l’area di
intervento su cui realizzare il progetto di Servizio Civile attraverso l’analisi del
contesto territoriale di riferimento dell’Ufficio in questione, l’analisi del contesto
settoriale ossia la domanda e/o il bisogno e/o il valore sociale che l’Ufficio affronta e
a cui l’Ufficio risponde (a tal fine sono stati fatti incontri tra i Responsabili di Settore)
➘ scegliere , nel ambito di cui sopra, dove inserire ed articolare il progetto di Servizio
Civile che si presenta, tenendo conto delle connotazioni proprie del Servizio Civile di
cui al punto a)
➘ individuare un operatore referente per il Dipartimento per la progettazione di
Servizio civile al fine di partecipare al corso di formazione per progettisti organizzato
dal Copresc e stilare il progetto (il referente è stato individuato all'interno del Settore
Servizi educativi e scolastici)
➘ partecipare all'incontro con la Regione Emilia Romagna per la presentazione del
Prontuario dei criteri aggiuntivi regionali Post progetto di servizio civile nazionale.
Post progetto di servizio civile nazionale
A conclusione del presente progetto l'ente si propone di attivare un percorso per:
a) raccogliere i dati del piano di monitoraggio previsto dal progetto di servizio civile
b) raccogliere le indicazioni e le osservazioni dei singoli Uffici/Servizi intesi come il
personale direttamente coinvolto nel progetto – OLP, altri dipendenti o collaboratori,
formatori generali e formatori specifici e, se possibile a seconda della natura del
progetto le indicazioni dell’utenza
c) presentare al gruppo di progetto che aveva partecipato al percorso Ante progetto di
servizio civile nazionale gli elementi raccolti per ridiscuterli su due prospettive:
a) individuazione dei punti di forza e di debolezza dei progetti, la loro condivisione e
messa in rete a disposizione di tutti gli Uffici/Servizi coinvolti ed interessati;
b) rivisitazione del progetti per obiettivi, azioni e riprogettazione finalizzata a rendere
il progetto di Servizio Civile coerente con il valore di esperienza formativa ed
educativa per i ragazzi che vi partecipano e di valenza sociale e comunitaria rispetto
sia all’ente che comunque risponde ad un bisogno sociale o attiva un percorso di
utilità sociale sia rispetto alla comunità di riferimento a cui si deve trasmettere,
estendere il valore generato dal progetto di Servizio Civile Nazionale in termini di
maturazione di uno spirito di partecipazione e condivisione.
Azioni previste per il conseguimento degli obiettivi attesi (come individuati nella
voce 7)
1. Preparazione delle attività progettuali e inserimento dei volontari
1.1 Presentazione dei volontari e inserimento nell'equipe degli operatori di
Sportello
1.2 Partecipazione alle riunioni periodiche del gruppo degli operatori
14
1.3 Avvio della formazione generale dei volontari (2 mesi)
1.4 Avvio della formazione specifica dei volontari (distribuita nell'arco di 5
mesi)
1.5 Incontri preliminari (con presentazione dei volontari) con soggetti esterni
coinvolti nel progetto: Centro Provinciale per l'Impiego di Bologna, servizi
sociali e sanitari, associazioni
1.6 Analisi delle prime sperimentazioni attuate dagli Sportelli nell'ambito
dell'alfabetizzazione digitale: incontri con docenti, richiami degli utenti e
follow up, esame delle criticità riscontrate e dei punti di forza delle
esperienze precedenti
1.7 Progettazione di massima dei 'prototipi' del corso di alfabetizzazione
digitale e del laboratorio formativo
1.8 Definizione di una griglia valutativa dei bisogni e delle caratteristiche
degli utenti idonei alle attività previste
2. Promozione del progetto e reclutamento e selezione dei partecipanti ai corsi e
laboratori
L'attività viene avviata durante il terzo mese e viene continuata fino al decimo mese
del progetto, in relazione al numero e alla collocazione temporale dei corsi e delle
altre attività programmate.
2.1 Presentazione del progetto a partner/soggetti esterni che possono inviare utenti:
Centro Provinciale per l'Impiego di Bologna, servizi sociali e sanitari, agenzie per il
lavoro private, centri di orientamento e formazione
2.2 Campagna di promozione attraverso comunicati stampa periodici, pubblicazione
su siti, mailing, distribuzione di materiali in punti di afflusso di cittadini (Centro
Impiego, URP e Sportelli Cittadino, Biblioteche)
2.3 Colloqui di approfondimento con potenziali utenti presentatisi spontaneamente o
inviati da altri servizi
2.4 Analisi dei casi in carico allo Sportello in base alla griglia di selezione
2.5 Formazione di gruppi-classe omogenei per livello di partenza o altre
caratteristiche rilevanti (lingua, genere, competenze professionali, ecc.)
2.6 Attività propedeutiche al corso: supervisione alla stesura del curriculum vitae da
parte degli utenti, da parte degli operatori affiancati da un volontario, con l'obiettivo di
mettere l'utente in condizione di trascriverlo, impaginarlo e inviarlo via e-mail
durante/dopo il corso o laboratorio
3. Realizzazione di corsi di alfabetizzazione digitale
Sono previste 10 edizioni per una media di10 partecipanti ciascuno
Durata di ogni corso: 20-24 ore di lezione frontale in aula informatica
Articolazione di massima in 5 unità didattiche (da declinare rispetto ai diversi gruppitarget)
I. socializzazione, conoscenza del PC, uso mouse e tastiera, gestione finestre e
file, superamento delle barriere culturali, feedback
II. cenni e prove di videoscrittura con un programma di uso comune e
predisposizione del curriculum vitae
III. posta elettronica con creazione di account, gestione mailbox e invio di allegati
IV. internet: connessione, utilizzo del browser, cenni sulla sicurezza, ricerca
informazioni
15
V. servizi on line e ricerca attiva del lavoro sul web
Programma di dettaglio (argomenti da selezionare in relazione al target)
• conoscenza dei componenti del PC: monitor, tastiera, mouse
• accensione e spegnimento del PC
• la tastiera (con eventuali brevi approfondimenti sull’alfabeto occidentale)
• hardware e software
• files cartelle e relativa gestione (salvataggio, copia)
• le unità di archiviazione (HD, chiavette USB, schede SD, CD/DVD)
• sperimentazioni elementari di videoscrittura con Open Office Writer
• introduzione a internet: cos’è, a cosa serve
• connessione a internet
• navigazione base: come trovare informazioni, i motori di ricerca
• funzioni di base del browser: uso preferiti, cronologia esplorazioni etc.
• la posta elettronica: cos’è, a cosa serve, come funziona
• creazione di una casella personale di posta e prova di invio messaggi
• internet per la ricerca di informazioni: servizi on line, forum e gruppi di
discussione con particolare attenzione ai siti istituzionali
• cenni sulla manutenzione del PC e sui problemi legati alla sicurezza (virus e
antivirus, phishing e altri rischi di truffe)
• internet per la ricerca di lavoro: siti pubblici, siti di incontro domanda/offerta,
siti delle Agenzie per il Lavoro, siti aziendali, registrazione e invio di
candidature
• focus sul sito Lavoro del Comune di Bologna e su alcuni siti specializzati
• i servizi pubblici on line: servizi comunali, servizi sanitari, servizi culturali, il
sito dell'INPS
• indicazioni per l'uso autonomo del pc e cenni sul software open source
• internet per lo sviluppo delle reti sociali: i social network generalisti e tematici
Sedi: aule attrezzate con 10 pc in varie sedi comunali (Biblioteca Sala Borsa, Centro
Interculturale Zonarelli, Biblioteca delle Donne) o esterne
Docenti del centro di formazione interno del Comune e di enti partner (centro di
formazione ISMO-AECA incaricato del progetto Pane e internet)
Co-docenze di operatori dello Sportello per integrare competenze informatiche e di
ricerca del lavoro
Tutor: volontari in servizio civile; l'impiego contemporaneo di 2 tutor permetterà
un'assistenza personalizzata agli utenti
Sono previste esercitazioni e consegna di materiali didattici sia cartacei che on line
4. Realizzazione di laboratori informatici di aiuto alla ricerca del lavoro con
l'ausilio di tecnologie informatiche e digitali
Sono previste 20 edizioni con una media di 6 partecipanti ciascuno.
I laboratori hanno durata variabile da 6 a 12 ore e sono tenuti da un operatore dello
Sportello e da un volontario con funzione di tutor-facilitatore (due volontari in caso di
gruppi numerosi).
I contenuti sono simili a quelli dei corsi, ma fortemente personalizzati in funzione dei
bisogni specifici e quindi sono focalizzati su 1 o 2 temi-chiave o su un processo (es.
redazione del cv – ricerca offerte - invio del cv a un datore di lavoro).
I partecipanti sono utenti che hanno alcune nozioni informatiche ‘di minima’
16
(eventualmente apprese durante i corsi) e vengono chiamati a realizzare alcuni
compiti operativi connessi alla ricerca del lavoro, con l'assistenza del tutor.
La struttura del laboratorio prevede 3 incontri (ampliabili in caso di esigenze
particolari), di cui l'ultimo dedicato in parte alla verifica delle competenze acquisite.
Sedi: sale internet, biblioteche comunali, altri spazi pubblici o privati idonei a ospitare
piccoli gruppi, attrezzati con pc e connessione internet.
5. Realizzazione di percorsi personalizzati per cittadini in condizione di disagio
Si prevede di realizzare 10 percorsi personalizzati rivolti a persone in carico a servizi
sociali o socio-sanitari, finalizzati all'inserimento lavorativo, che comprendano nel
menu di interventi anche l'avvicinamento all'uso del computer.
L'intervento si colloca in una modalità di collaborazione strutturata tra i gli Sportelli
Lavoro e i servizi alla persona del Comune di Bologna per gestire in modo integrato la
presa in carico dell’utenza più debole e svantaggiata..
Si tratta di persone che dopo un percorso assistenziale, terapeutico e/o riabilitativo
gestito dai servizi sociali (Comune, ASP) o sanitari (Centri di Salute Mentale e
Dipendenze Patologiche), vengono ritenute in grado di misurarsi con il mondo del
lavoro e quindi vengono supportati in modo coordinato dai due servizi.
L'accompagnamento al lavoro, con graduale inserimento in realtà produttive
inizialmente più o meno protette (anche con la formula della borsa lavoro) verrà
integrato da un tutoraggio specifico finalizzato all'apprendimento delle tecnologie,
come strumento di crescita personale e di inserimento sociale.
6. Realizzazione/adattamento di materiali didattici e informativi: guida alla
ricerca del lavoro sul web
Integrazione dei materiali didattici predisposti nelle iniziative di alfabetizzazione
digitale come Pane e internet con materiali specifici. In particolare, verrà realizzata
una miniguida alla ricerca del lavoro sul web contenente indicazioni pratiche sui temi
oggetto delle attività formative e un ampio repertorio commentato di siti utili. I
materiali saranno disponibili anche sul sito web Lavoro.
7. Workshop nelle biblioteche: realizzazione di spazi informativi periodici
all’interno delle biblioteche comunali.
Le attività verranno strutturate in funzione degli spazi, dell’utenza prevalente e delle
risorse
messe
a
disposizione
dalle
singole
biblioteche.
In Sala Borsa, che per la posizione e il volume di utenza raccoglie bisogni informativi
molto ampi, verrà attivato uno “sportello” con cadenza regolare in cui i cittadini
potranno chiedere brevi consulenze su opportunità di lavoro, contratti, modalità di
ricerca in particolare attraverso le postazioni internet messe a disposizione dalla
biblioteca..
In alcune biblioteche di quartiere, verranno organizzati piccoli seminari tematici,
sempre connessi alla ricerca del lavoro attraverso il web.
Nella Sala Internet della Biblioteca delle Donne è previsto l’affiancamento di una
volontaria in servizio civile alle operatrici presenti con finalità di supporto alle utenti
(attività condizionata alla presenza di almeno una volontaria donna).
E’ prevista inoltre la formazione di altri volontari (in particolare aderenti
all’associazione Bibliobologna) che potranno sia affiancare sia continuare la
diffusione di informazioni e il supporto a utenti parzialmente autonomi per completare
il curriculum, effettuare ricerche sul web, stampare documentazione utile.
17
8. Creazione e consolidamento di reti integrate per il sostegno alla ricerca del
lavoro, coinvolgendo le varie istituzioni e soprattutto le realtà associative già operanti
direttamente in questo ambito (come le associazioni di insegnanti e professionisti in
pensione che mettono a disposizione la loro esperienza), le realtà del terzo settore che
assistono persone in difficoltà. Sono previsti incontri, seminari tematici, scambi
regolari di informazioni, pubblicazioni di notizie sul sito web Lavoro e accordi per la
realizzazione congiunta di attività di divulgazione.
9. Sportelli e strumenti informativi per la diffusione del servizio civile
L'obiettivo di far conoscere e promuovere il servizio civile come opportunità
educativa, di solidarietà e di transizione dallo studio al lavoro verrà perseguito
all'interno delle funzioni informative dello Sportello Lavoro, utilizzando la presenza e
la motivazione dei volontari stessi.
Nell'ambito dell'orario settimanale di apertura al pubblico dello Sportello Lavoro,
saranno individuati momenti specifici a cadenza regolare, per una media di 2 ore
settimanali, a disposizione dei giovani interessati a conoscere e approfondire
l'argomento.
Oltre a informazioni generali sul servizio civile, verranno fornite indicazioni pratiche
per l'accesso e in particolare durante l'eventuale apertura di bandi per la selezione di
volontari, lo Sportello fornirà assistenza nella ricerca dei progetti, nell'incrocio tra
aspiranti volontari ed enti promotori, nella presentazione delle domande.
Ulteriori azioni informative permanenti verranno realizzate nello spazio di
autoconsultazione dello Sportello con affissione di volantini, esposizione di opuscoli e
bibliografie e sitografie sull'argomento.
Anche in occasione dei corsi, verrà data informazione della presenza e del ruolo dei
volontari anche con distribuzione di materiali.
Schema logico-temporale delle attività
Azioni
Mesi
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
1. Preparazione delle attività progettuali
e inserimento dei volontari
1 bis. Formazione generale dei volontari
1 ter. Formazione specifica dei volontari
2. Promozione, reclutamento e
selezione dei partecipanti ai corsi
3. Realizzazione corsi di
alfabetizzazione digitale
4. Realizzazione laboratori di aiuto alla
ricerca del lavoro sul web
5. Percorsi per cittadini svantaggiati
6. Produzione materiali didattici e
informativi
7. Workshop nelle biblioteche
18
8. Creazione e consolidamento di reti
9. Sportelli informativi
8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività
previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro
attinenza con le predette attività
Risorse Umane
Num.
Ruolo nel progetto
Professionalità
specifica
Responsabile dell'Unità 1
Intermedia titolare del
progetto
Organizzazione e direzione generale di
tutte le attività
Funzionario esperto
nella direzione di servizi
e nell'organizzazione di
eventi
Operatore comunale
addetto al
coordinamento dello
Sportello Lavoro
1
Coordinamento del progetto,
programmazione delle attività e della
comunicazione, OLP presente nella sede
progettuale per 10 ore alla settimana
Operatore comunale con
esperienza pluriennale
nella gestione di progetti
Operatore comunale
Settore Comunicazione
1
Promozione del progetto e
coordinamento con le altre attività
dell'ente
Operatore comunale con
esperienza pluriennale
nella comunicazione
Operatore comunale
Sportello Lavoro
1
Referente dello Sportello per le attività
formative e di laboratorio
Esperto di orientamento
al lavoro
Operatore comunale
Sportello Lavoro
5
Operatori impegnati nell'affiancamento
delle attività, nel reclutamento degli
utenti, nel monitoraggio, nelle attività
informative
Esperto di orientamento
al lavoro
Operatore comunale
Settore Città Digitale e
Informatica
1
Consulenza nella progettazione,
allestimento aule, help desk e supporto
tecnico
Tutor-referente
informatico addetto a
help desk e gestione
software
Formatore informatico
3
Progettazione e docenza nei corsi,
supervisione dei laboratori, verifica dei
risultati
Docenti di informatica
con esperienza specifica
in corsi di
alfabetizzazione
Operatore comunale
Servizi Culturali
3
Affiancamento come facilitatore nei
laboratori
Bibliotecario
Operatore comunale
Servizi socio-educativi
3
Co-progettazione interventi mirati a
utenti fasce deboli
Educatore / assistente
sociale
Operatore comunale
Servizi socio-educativi
2
Partecipazione a corsi o laboratori con
alto numero di migranti
Mediatore culturale
Impiegato
amministrativo
1
Gestione aspetti amministrativi e
finanziari del progetto
Amministrazione e
contabilità
8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto
Attività dei volontari all'interno delle attività progettuali (indicate nella sez. 8.1)
19
Attività progettuale
Attività del volontario
1. Preparazione delle attività progettuali e
inserimento dei volontari
Conoscenza degli uffici del Dipartimento.
Partecipazione alla formazione specifica.
Affiancamento:
Partecipazione a incontri di presentazione del
progetto a partner/soggetti esterni per avviare la
selezione dei partecipanti
Collaborano operativamente alla campagna di
promozione (invio e distribuzione di materiali)
Affiancamento a operatori di Sportello per esame
dei candidati ai corsi
Affiancamento a operatori di Sportello nelle
azioni di preparazione e motivazione degli utenti
2. Promozione, reclutamento e selezione dei
partecipanti ai corsi
Partecipazione alla formazione specifica.
Affiancamento:
Partecipazione a incontri di presentazione del
progetto a partner/soggetti esterni per avviare la
selezione dei partecipanti
Collabora operativamente alla campagna di
promozione (invio e distribuzione di materiali)
Affiancamento a operatori di Sportello per esame
dei candidati ai corsi
Affiancamento a operatori di Sportello nelle
azioni di preparazione e motivazione degli utenti
3. Realizzazione corsi di alfabetizzazione digitale Tutor di aula: collabora con il docente alla
lezione, cura gli aspetti amministrativi
(registrazione delle presenze), distribuisce
materiali, predispone le attrezzature, segue
individualmente gli allievi, verifica l'esecuzione
delle operazioni, integra le spiegazioni del
docente, presiede alle esercitazioni, monitora il
clima dell'aula e riporta problematiche a
docente/operatori Sportello/coordinatore progetto
Nello sviluppo del progetto, può anche svolgere
direttamente alcune lezioni sotto la supervisione
del docente
4. Realizzazione laboratori di aiuto alla ricerca del Tutor di laboratorio: affianca gli operatori dello2
lavoro sul web
Sportello Lavoro nel fornire ai partecipanti
spiegazioni e linee guida, e li assiste
nell'esecuzione dei compiti
5. Percorsi per cittadini svantaggiati
Assiste in un rapporto uno-a-uno l'utente
nell'apprendimento delle nozioni informatiche e
nell'esecuzione delle operazioni concordate con
l'operatore
6. Produzione materiali didattici e informativi
Collabora in modo originale e creativo, anche in
base alle evidenze raccolte durante i corsi,
all'adattamento dei materiali e alla redazione di
una guida per cercare lavoro sul web
7. Workshop nelle biblioteche
Affianca l'operatore di Sportello nel fornire
informazioni, effettua dimostrazioni di ricerca sul
web, assiste singoli utenti nelle postazioni internet
pubbliche
8. Creazione e consolidamento di reti
Partecipa agli incontri con gli interlocutori
9. Sportelli informativi
Dopo una fase di affiancamento con operatori ,
gestisce autonomamente uno sportello dedicato al
20
servizio civile aperto 2 ore alla settimana
nell'ambito dello Sportello Lavoro
Il nucleo essenziale dell'impegno dei volontari è quindi l'affiancamento di docenti e
operatori di Sportello nella realizzazione delle attività rivolte agli utenti. Il suo ruolo
principale sarà quello di tutor e facilitatore all'interno delle aule e dei laboratori., e di
collaboratore degli operatori dello Sportello Lavoro nelle attività di orientamento.
Nell'ambito delle attività didattiche, il tutor è la figura di riferimento per i partecipanti,
sia per le questioni organizzative e amministrative, sia e soprattutto come supporto
degli allievi durante le lezioni e le esercitazioni.
La sua presenza è quindi essenziale per assistere le persone con maggiori difficoltà di
apprendimento a seguire le istruzioni e ad eseguire le operazioni che il docente sta
presentando, e per guidare i momenti di esercitazione o di navigazione “libera”.
Si tratta quindi di una funzione complessa e delicata, che offre nel contempo varie
possibilità di apprendimento e di crescita dal punto di vista delle competenze
relazionali e comunicative. In generale, l'insieme delle attività previste per i volontari
è funzionale all'acquisizione di stimoli e abilità spendibili anche in un contesto
lavorativo. Il suo ruolo, grazie alla supervisione del docente, evolve naturalmente
verso la gestione di spazi autonomi, in cui può tenere singole lezioni o esercitazioni e
attuare il programma formativo messo a punto dal docente. Anche l'attività
informativa ha uno spazio di ampliamento verso la produzione autonoma o in
cooperazione con altri di materiali da diffondere e verso la consulenza orientativa a
utenti sull'uso e apprendimento degli strumenti informatici.
In tutte le attività, il volontario avrà un ampio margine di autonomia e di iniziativa,
affiancato da una figura di riferimento e inserito in modo attivo all'interno di un
gruppo di lavoro.
9)Numero dei volontari da impiegare nel progetto:
2
10) Numero posti con vitto e alloggio:
0
11) Numero posti senza vitto e alloggio:
2
12) Numero posti con solo vitto:
0
13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo:
(per un monte ore minimo obbligatorio di 12 ore settimanali)
14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) :
1400
5
15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio:
Di norma l’orario di servizio giornaliero viene svolto la mattina, tuttavia ai volontari è
richiesta flessibilità oraria, in occasione di corsi o laboratori che per esigenze
organizzative o caratteristiche dei partecipanti debbano essere programmate al
pomeriggio.
E' chiesta inoltre la disponibilità del volontario a spostarsi sul territorio per la
realizzazione delle azioni del progetto, con mezzi pubblici e costi a carico dell'ente.
21
16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente
Accreditato:
Sede di
N. attuazione del Comune
progetto
N.
Cod.
Indirizz
vol. Nominativi degli Operatori Locali Nominativi dei Responsabili Locali
ident.
o
per
di Progetto
di Ente Accreditato
sede
sede
Cognome Data di
e nome nascita
1
Quartiere San
Donato
Piazza G.
Spadolini 7
Bologna
59625
(ex Via
Garavaglia)
2
C.F.
Cognome e Data di
nome
nascita
C.F.
Gamberini
GMBLBR57E23
23/05/57
Lamberto
A944X
22
17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale:
L’ente
proponente provvederà a pubblicare il presente progetto sul proprio sito web
all’indirizzo www.comune.bologna.it nella sezione dedicata al servizio civile e presso
i portali del netwok “Flash Giovani” dell’Ufficio Giovani del Comune di Bologna,
www.flashgiovani.it e, in particolare attraverso la “WebTV” www.codec.tv che
prevede la diffusione on-line in spazi settimanali in chiaro su Rete8 e NuovaRete, in
digitale terrestre su LepidaTV (strumenti informativi e di diffusioni che l’ente utilizza
di regola per pubblicizzare i programmi e le iniziative che hanno come destinatari i
giovani), oltre che sul sito degli Sportelli Lavoro www.iperbole.bologna.it/lavoro
In particolare il Dipartimento Economia e Promozione della Città svolgerà in proprio
60 ore di sensibilizzazione, tenendo presente quanto sarà indicato da Copresc e
quanto gli altri Settori dell’ente Comune di Bologna svolgeranno in materia. A tali ore
andranno aggiunte le ore di sensibilizzazione congiunte vedi fine voce 17)
In particolare, gli Sportelli Lavoro offriranno un servizio di consulenza e orientamento
mirato a giovani potenzialmente interessati e, come già avvenuto in passato ma in
modo più sistematico e programmato, forniranno assistenza ai giovani nella ricerca di
progetti e nella presentazione di candidature.
Soggetti coinvolti: Olp, volontari del servizio civile, staff comunale, bibloteche
L’ente proponente aderisce alla “Sensibilizzazione e Promozione coordinata e
congiunta del Servizio Civile” elaborato in forma congiunta tra gli enti e coordinato
dal CoPrESC-Coordinamento Provinciale Enti Servizio Civile di Bologna (vedi
Scheda di adesione al piano provinciale 2012 che si allega) di cui l’ente proponente
è tra i fondatori oltre che presente nel Consiglio direttivo.
Il Copresc di Bologna favorisce la collaborazione degli enti sulle attività di
sensibilizzazione e di promozione del servizio civile attraverso appositi incontri di
lavoro in cui programmare le iniziative e valutare gli elementi di successo e di
criticità di quelle già attivate.
L’attività di sensibilizzazione viene svolta continuativamente durante tutto l’anno e
può utilizzare diversi strumenti e metodi a seconda del contesto e dei destinatari:
• interventi di sensibilizzazione nelle scuole superiori con la possibilità di fare
un’esperienza pratica di servizio civile regionale 15-18 anni;
• percorsi di formazione rivolti agli insegnanti con il progetto di Educazione alla
Solidarietà ed alla Cittadinanza Attiva - P.E.S.C.A.;
• visite agli enti di servizio civile da parte degli studenti dei centri di formazione
professionale per conoscere le realtà del volontariato civile;
• momenti informativi nelle facoltà universitarie - “10 minuti per il Servizio
Civile”- durante le lezioni universitarie;
• incontri di presentazione del servizio civile regionale per giovani stranieri
all’interno di centri interculturali e centri giovanili;
• eventi di sensibilizzazione e valorizzazione delle esperienze: convegni,
seminari, incontri, feste;
• partecipazione ad eventi pubblici rivolti alla cittadinanza e ai giovani: feste del
volontariato - Volontassociate, sagre, feste paesane ecc.;
• iniziative di sensibilizzazione sul territorio, da definire a seconda dei target e
23
delle zone: gruppi informali, centri di aggregazione, informagiovani, quartieri,
uffici di piano ecc.
Il Copresc si occupa di coordinare e programmare le iniziative per realizzarle in
collaborazione con gli enti e i volontari di servizio civile, in qualità di testimoni
diretti dell’esperienza. Viene costruito un calendario condiviso di eventi ed
iniziative da svolgere sul territorio a cui gli enti e i loro volontari possono
partecipare. Il calendario può essere arricchito e aggiornato di nuovi eventi nel
corso dell’anno, purché vengano comunicati almeno un mese e mezzo prima del
loro effettivo svolgimento e rispettino i criteri stabiliti dal gruppo di lavoro.
Durante le attività di sensibilizzazione vengono trattati i diversi temi legati al
servizio civile: principi legislativi (legge nazionale n.64/01 e legge regionale
20/03), storia dell’obiezione di coscienza, valori della difesa non armata e
violenta, della pace e della solidarietà, Carta d’impegno d’etico, opportunità
offerte dal sistema di servizio civile volontario.
Particolare attenzione viene data al servizio civile all’estero per sensibilizzare gli enti
e i giovani su questa opportunità di servizio civile (Il Copresc di Bologna ha sempre
partecipato al progetto sovraprovinciale “Oltreconfine Spaziomondo” per diffondere il
SC all’estero sul territorio regionale).
Le iniziative proposte dagli enti devono avere come tema il servizio civile o un
tema ad esso legato (cittadinanza attiva, non violenza, pace, solidarietà, comunità
ecc.). Questo si traduce anche in una piccola attività dedicata al servizio civile
all’interno di un evento più ampio e trasversale (feste, convegni, seminari,
festival ecc.), purché ci sia un pubblico potenzialmente interessato al servizio
civile (giovani, enti, famiglie ecc.).
Al fine di informare e preparare i volontari di servizio civile alle attività di
sensibilizzazione e promozione, il Copresc di Bologna ha inserito, da vari anni, un
modulo su questo tema all’interno dei percorsi di formazione generale.
L’attività di promozione è legata ai bandi di selezione dei volontari e si propone, da
un lato, di dare visibilità ai progetti disponibili sul territorio bolognese e, dall’altro, di
orientare i giovani nella scelta di servizio civile. In particolare vengono utilizzati i
seguenti strumenti:
• incontri pubblici per la presentazione dei progetti e degli enti;
• sportello informativo per i giovani;
• sito web, mailing list e newsletter;
• mass media locali: comunicati, inserzioni, spot radiofonici ecc.;
• materiali informativi e pubblicazioni (locandine, cartoline, brochure ecc.);
• “Open day” del servizio civile c/o gli enti del territorio.
Per quanto concerne l’attività di orientamento, viene attivato un sistema di
monitoraggio condiviso per informare i giovani e gli enti sul numero di domande
presentate. Ogni settimana il Copresc pubblica l’aggiornamento del monitoraggio sul
proprio sito web.
Negli ultimi anni si è osservato un progressivo aumento del numero di domande
complessivo rispetto ai posti disponibili e un livello di distribuzione delle domande
più omogeneo.
Nell’ambito dell’attività di orientamento dei ragazzi, soprattutto durante il bando di
selezione dei volontari, gli enti dovranno individuare preventivamente un referente
del servizio civile per il proprio ente. I contatti del referente dovranno quindi essere
resi noti all’intera struttura dell’ente al fine di mettere direttamente in contatto
l’interessato con il referente dell’ente incaricato. Così come il numero di telefono
diretto dell’incaricato dovrà essere comunicato al Copresc che lo inserirà nel materiale
24
divulgativo.
Ogni ente che aderisce al Piano provinciale 2012 è inoltre tenuto a pubblicare i
contatti del Copresc ed il link al sito del Copresc sulla propria pagina web dedicata
al servizio civile.
Rispetto a quanto sopra “Azioni di sensibilizzazione” e “Attività di promozione”
congiunte tra enti e coordinate dal CoPrESC di Bologna, nello specifico, l’ente
proponente il progetto:
a) parteciperà con il proprio referente per il servizio civile al gruppo di lavoro tra enti
per la sensibilizzazione finalizzato alla condivisione delle azioni e delle informazioni
a sviluppo del sistema del servizio civile
b) metterà a disposizione i giovani in servizio civile del presente progetto e gli
OLP a per gli interventi di sensibilizzazione (come previsti sopra rispetto alle
AZIONI DI SENSIBILIZZAZIONE coordinate e congiunte organizzate dal
CoPrESC) nelle scuole superiori, attivando ed impegnando i propri servizi (sedi di
progetti di servizio civile) a sperimentare esperienza pratica di servizio civile
regionale per minori di età compresa tra 15 e 18 anni; attivando ed impegnando i
propri servizi (sedi di progetti di servizio civile) a rendersi disponibili per
accogliere visite da parte degli studenti dei centri di formazione professionale per
conoscere le realtà del volontariato civile; parteciperà con il proprio referente per il
servizio civile e i giovani in servizio civile e/o gli OLP agli incontri di presentazione
del servizio civile regionale per giovani stranieri all’interno di centri interculturali e
centri giovanili; parteciperà con i giovani in servizio civile agli eventi di
sensibilizzazione e valorizzazione delle esperienze: convegni, seminari, incontri, feste;
c) parteciperà con il proprio referente per il servizio civile al gruppo di lavoro tra enti
per la promozione finalizzato alla condivisione delle azioni e delle informazioni a
diffusione dell’opportunità offerta dal Servizio Civile (come previsto sopra rispetto
rispetto alle ATTIVITA’ DI PROMOZIONE coordinate e congiunte organizzate
dal CoPrESC)
d) parteciperà con il proprio referente per il servizio civile e i giovani in servizio
civile all’Open day del SCN (come previsto sopra rispetto rispetto alle ATTIVITA’
DI PROMOZIONE )
e) si impegna a fornire tutta la collaborazione necessaria, attraverso il proprio
referente per il servizio civile nel periodo di approvazione del bando, riservato alla
presentazione delle domande dei
ragazzi che vogliono partecipare ai progetti a fornire aggiornamenti circa le
domande e la partecipazione dei ragazzi per consentire al CoPrESC di seguire
l’obiettivo di fondo delle attività di promozione che consiste nel perseguire il massimo
accesso dei giovani interessati all’offerta che il servizio civile rappresenta fino alla
copertura dei posti finanziati disponibili per gli enti del territorio provinciale.
Ore complessive di sensibilizzazione e promozione 24
Ore complessive di sensibilizzazione e promozione 84 di cui 60 interne all’ente e
24 in forma coordinata e congiunta con gli enti aderenti al piano provinciale.
25
18) Criteri e modalità di selezione dei volontari:
E’ intenzione dell’ente, oltre a riservare il 25% dei posti disponibili (arrotondato ad n.
1 posto su n. 2 posti disponibili per il progetto) a giovani a bassa scolarità, anche
consentire la partecipazione al progetto al maggior numero possibile di giovani nella
prospettiva dell’“universalità” dell’opportunità che il servizio civile rappresenta
costruendo un sistema di selezione autonomo coerente.
Criteri Autonomi di Selezione
Il sistema di selezione autonomo che l’ente propone, è finalizzato a consentire
l’accesso al progetto da parte del più ampio numero possibile di candidati, con
particolare riferimento alla bassa scolarità (vedi voce 22). A tale scopo NON si
prevede l’attribuzione di punteggio a particolari titoli di studio ed a particolari
esperienze lavorative, si mantiene, però, nelle due prove in cui si articola il sistema di
selezione, una parte appositamente costruita per esplicitare e far emergere la
motivazione, l’interesse e l’orientamento del candidato rispetto al progetto nello
specifico.
Il sistema di selezione si articola in due prove:
--una Prova scritta
--un Colloquio.
Il punteggio finale ottenibile dai candidati risulta dalla somma del punteggio
conseguito con la prova scritta e del punteggio conseguito con il Colloquio.
Il punteggio massimo che si può ottenere al termine delle due prove è di punti 120.
Prima Prova
Prova scritta:
La prova scritta è articolata in parte generale e parte specifica riferita al
progetto, ed è costituita, nel complesso, da 50 domande a risposta chiusa
(sono previste 3 possibilità di risposta di cui 1 Esatta e 2 Errate).
La parte generale è comune e propria di tutti i progetti di SC dell’ente, la
parte specifica è riferita ai singoli progetti.
La parte generale è costituita da 30 domande relative a cultura generale,
conoscenza servizio civile, per un punteggio massimo conseguibile pari a punti
30.
Verrà attribuito il punteggio di punti 1 per ogni risposta esatta e punteggio 0
per ogni risposta errata.
La parte specifica è costituita da 20 domande relative al progetto specifico su
cui il volontario ha presentato domanda, per un punteggio massimo
conseguibile pari a punti 20.
Verrà attribuito il punteggio di punti 1 per ogni risposta esatta e punteggio 0
per ogni risposta errata.
26
Il punteggio massimo ottenibile nella prova scritta è pari a punti 50.
NON è previsto un punteggio minimo a cui è vincolato il superamento della
prova scritta.
Seconda Prova
Colloquio
Il colloquio verterà su 7 ambiti/fattori di valutazione che costituiscono la
SCHEDA DI VALUTAZIONE.
Per ogni ambito/fattore di valutazione potrà essere attribuito un punteggio
massimo di 70 punti.
Il punteggio finale del colloquio sarà dato dalla media matematica della
somma dei punteggi ottenuti in ogni singolo ambito/fattore da dividersi per il
numero dei 7 ambiti/fattori .
Ovvero, in termini matematici, il punteggio del colloquio è il risultato della
somma dei punteggi dei fattore 1, fattore 2, fattore 3, fattore 4, fattore 5,
fattore 6, fattore 7 DA DIVIDERSI per il numero dei fattori che nel caso di
specie sono sempre 7.
Il punteggio massimo ottenibile nel colloquio è pari a punti 70.
Il punteggio finale ottenuto deve essere riportato nella scheda con due cifre
decimali.
Il colloquio si intende superato solo se il punteggio finale del colloquio è
uguale o superiore a punti 42.
Il punteggio finale risulta dalla somma del punteggio conseguito con la prova scritta e
del punteggio conseguito con il Colloquio. Il punteggio massimo che si può ottenere
al termine delle 2 prove è di punti 120.
Di seguito la scheda di valutazione da compilare durante il colloquio (che si allega
all’Istanza di presentazione dei progetti dell’ente)
27
SCHEDA DI VALUTAZIONE PER L'AMMISSIONE
AL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE
Selettore:
Cognome ……..…………………………………………… Nome
…………………………………..
Data di nascita…………………Luogo di
nascita……………………………………………………..
Indirizzo:
…………………………………………………………………………………………
…….
Luogo di
residenza………………………………………………………………………………
…….
Rapporto con l’ente che realizza il progetto:
…………………………………………………………..
Denominazione
Ente:
…………………………………………………………………………………
Progetto
Denominazione progetto:
……………………………………………………………………………..
Soggetto titolare del progetto:…...………………………………………….
…………………………
Sede di realizzazione:
………………………………………………………………………………….
Numero posti previsti dal progetto nella sede di realizzazione:
……………………………………….
Candidato/a
Cognome ……..…………………………………………… Nome
…………………………………..
nato/a ………………………………………… il
………………………….Prov…………………….
Data di presentazione della domanda di partecipazione al concorso cui si riferisce la
selezione...................................
28
Fattori di valutazione approfonditi durante il colloquio e loro intensità
Condivisione da parte del candidato degli obiettivi specifici perseguiti dal progetto: punteggio
massimo 70 punti:………….
Motivazioni generali del candidato per la prestazione del servizio civile volontario: punteggio massimo
70 punti:………….
Aspettative personali e professionali rispetto all’esperienza del servizio civile volontario: punteggio
massimo 70 punti:………….
Interesse del candidato per l'acquisizione di particolari abilità e professionalità previste dal progetto:
punteggio massimo 70 punti:………….
Disponibilità del candidato nei confronti di condizioni richieste per l'espletamento del servizio (es:
pernottamento, missioni, trasferimenti, flessibilità oraria...) punteggio massimo 70 punti:………….
Orientamento al risultato, simulazione di un caso concreto standard (vedi azioni 8.1 della scheda
progetto) del progetto nello specifico punteggio massimo 70 punti:………….
Orientamento alla relazione interpersonale e lavoro di gruppo: punteggio massimo 70 punti:
………….
Valutazione finale:
punteggio massimo 70 punti:………….
Luogo e data……………….
Firma Responsabile della selezione
……………………………………………………
29
19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
NO
20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto:
L’ente attiva il proprio piano di monitoraggio interno al progetto e aderisce al
“Percorso di accompagnamento coordinato e congiunto, per la condivisione degli
standard minimi di qualità del monitoraggio interno al progetto” condiviso ed
elaborato dagli enti in collaborazione con il CoPrESC nella prospettiva del
miglioramento e sviluppo del Sistema del Servizio Civile (vedi Scheda di adesione al
piano provinciale 2012 che si allega).
Il piano di monitoraggio interno al progetto si articola su rilevazione, valutazione e verifica di:
-Rilevazione andamento attività previste e realizzate e raggiungimento degli obiettivi
progettuali cercando di esplicitare e condividere i risultati attesi e di rilevare e qualificare i risultati
conseguiti sia dal punto di vista della verifica (intesa come la registrazione numerica dei prodotti
delle azioni in cui consiste il progetto) e valutazione (intesa come l’esplicitazione del
valore/contenuto attribuito da ciascuno ai prodotti delle azioni del progetto ed ancora prima al
valore/contenuto degli obiettivi del progetto stesso) con l’esplicita finalità di fare del monitoraggio
dell’andamento del progetto – risultati prodotti e risultati attesi – lo strumento di controllo e
riqualificazione e ri-progettazione del progetto stesso;
-Esperienza dei giovani volontari in servizio cercando di seguire il volontario nei momenti di
inserimento all’interno dell’ente, di coinvolgimento e relazione con le risorse dell’ente e con gli altri
volontari in servizio, della formazione generale e specifica (vedi voce 42) e dell’attivazione delle
azioni specifiche del progetto cercando di esplicitare e rilevare il grado di qualificazione dei
contenuti e delle azioni del progetto, il grado di qualificazione della motivazione alla base della
proposta progettuale, il grado di partecipazione attiva e coinvolgimento con le altre risorse dell’ente,
il grado soddisfazione nella realizzazione delle singole fasi del progetto, il livello di acquisizione
delle competenze (vedi voce 42), il grado di condivisone nella realizzazione delle azioni rispetto
agli obiettivi, il grado di attiva, responsabile ed autonoma partecipazione alla distribuzione dei
compiti, alla realizzazione delle azioni e nel proporre soluzioni o alternative
Il piano di monitoraggio interno al progetto si pone come obiettivo di rilevare
1) dati quantitativi (numeri legati alla realizzazione delle azioni previste dal progetto nelle diverse
fasi del progetto) per momenti del progetto – ante, in itinere e post
2) dati qualitativi (esplicitazioni di contenuti legati a qualificare le azioni previste dal progetto
nelle diverse fasi ma anche finalizzati a permettere un costante rapporto tra progetto, risorse
dell’ente e volontario) per momenti del progetto – ante, in itinere e post
3) adeguandosi al procedere del progetto e al suo svolgimento temporale attraverso la sua
articolazione nei vari mesi del progetto, partendo dall’avvio, per arrivare alla sua conclusione
non solo del progetto di scn ma dell’esperienza progettuale nel suo complesso (vedi post 8.1 e
vedi percorso di accompagnamento condiviso tra enti e realizzato attraverso il CoPrESC)
4) coinvolgendo i soggetti protagonisti del progetto nelle sue azioni come indicati nella vaco 8.1,
8.2, 8.3: olp, risorse umane dell’ente (vedi 8.2), formatori (generali e specifici), giovani in
servizio civile nazionale, destinatari diretti e beneficiari indiretti.
5) impegnadosi a rispettare tempi, azioni e raccordandosi con il percorso di
accompagnamento condiviso tra enti e realizzato attraverso il CoPrESC: in avvio e primo
trimestre – restituzione esiti monitoraggio 2010/11, mappatura e messa in rete dei sistemi di
monitoraggio nuovi progetti 2012; secondo e terzo trimestre – report interno e produzione del
report in itinere; quarto trimestre – condivisione per la riprogettazione; fine progetto –
questionario finale e report finale.
30
Articolazione del Piano di Monitoraggio Interno al progetto
Ante
Prima dell’avvio del progetto
Azioni
•
•
•
Partecipazione all'incontro con la Regione Emilia Romagna/Copresc per la presentazione dei
criteri aggiuntivi
Valutazione progetti conclusi per orientamento nuova progettazione e ricognizione
disponibilità a presentare proposte progetti SCN
Analisi schede progettuali e documentazione bando SCN
Indicatori
• numero servizi/uffici dell’ente partecipanti
• numero schede progetto elaborate
• numero incontri
Strumenti di rilevazione
• Registro/calendario incontri
Soggetti coinvolti
• Referenti singoli servizi interessati al servizio civile
In itinere
Al 2° mese dall’avvio del progetto
Azione: INSERIMENTO
Attività (esplicitate ai punti 8.1, 8.2 e 8.3)
Attività (esplicitate ai punti 8.1, 8.2 e 8.3)
• Inserimento dei giovani e ambientamento nello Sportello Comunale Lavoro
• Illustrazione del calendario delle attività progettuali ed eventi promozionali dal Dipartimento
dell’Ente proponente.
• Introduzione alle diverse azioni previste dal progetto e promosse dall’Ente proponente;
• Primo approccio basato sul fare per l’inserimento dei volontari del Servizio Civile all’interno
del gruppo di lavoro dello Sportello
Indicatori Quantitativi (vedi voce 6)
• Numero ore dedicate all’inserimento, con illustrazione generale del programma di attività
annuale con partecipazione del volontario
• Numero incontri afferenti l’attività del Dipartimento con partecipazione del volontario
• Numero azioni di preparazione e promozione che il volontario comincia a realizzare in
affiancamento con gli operatori
Indicatori qualitativi
a) Qualificazione da parte
rappresentazione (vedi
nazionale)
b) Qualificazione da parte
rappresentazione (vedi
dei giovani volontari del contesto in cui si è inseriti: esplicitazione e
voce 7 Obiettivi specifici rispetto ai giovani in servizio civile
dei giovani volontari del servizio in cui si è inseriti: esplicitazione e
voce 7 Obiettivi specifici rispetto ai giovani in servizio civile
31
nazionale)
La motivazione del servizio e la motivazione del progetto di servizio civile: esplicitazione e
rappresentazione e condivisione (vedi voce 7 Obiettivi specifici rispetto ai giovani in servizio
civile nazionale)
d) Il gruppo OLP e volontari; il gruppo OLP, volontari e risorse dell’ente: esplicitazione e
individuazione dei componenti dei gruppi (vedi voce 7 Obiettivi specifici rispetto ai giovani in
servizio civile nazionale)
e) Formazione generale: aspettative e contenuti (vedi voce 42)
f) Formazione specifica: aspettative e contenuti (vedi voce 42)
g) Formazione specifica: verifica grado di apprendimento in corso di svolgimento (vedi voce 42)
c)
Strumenti di rilevazione
• Riunioni di impostazione lavori
• Colloqui singoli con ciascun volontario
• Focus group/incontri di gruppo su impatto, percezione iniziale e confronti con le aspettative
sul progetto
• Verifica OLP e Formatori specifici: criticità nell’esecuzione dei compiti e nell’utilizzo delle
nozioni in sede di formazione specifica
Soggetti coinvolti
− Volontari in servizio civile
− OLP
− Risorse umane dell’ente
− Formatore per la formazione generale
− Formatori per la formazione specifica
Destinatari diretti (vedi 6.3): Utenti degli Sportelli Lavoro
Beneficiari indiretti (Vedi 6.4): Servizi e soggetti impegnati nelle politiche attive del lavoro
Al 4° mese dall’avvio del progetto
Azione (vedi voce 8.1 e 8.3) AFFIANCAMENTO
Avvio delle azioni del progetto (azioni punto 8 )
Formazione specifica ( punto 8)
Indicatore
Numero incontri interni cui partecipa il volontario in affiancamento
Numero incontri interistituzionali cui partecipa il volontario in affiancamento
Numero azioni di formazione/informazione che il volontario comincia a realizzare in affiancamento
Integrazione ed avanzamento progettuale e realizzazione delle singole azioni di progetto che il
volontario comincia a realizzare in affiancamento
Strumento di rilevazione
Schede di progetto: inserimento di eventuali integrazioni e proposte del volontario
Colloquio singolo
Colloquio di gruppo
Verifica OLP e Risorse dell’ente del servizio/ufficio
Soggetti coinvolti
Volontari in servizio civile
OLP
Risorse umane dell’ente
Altri partner e formatori esterni
Destinatari diretti (vedi 6.3): Utenti degli Sportelli Lavoro
Beneficiari indiretti (Vedi 6.4): Servizi e soggetti impegnati nelle politiche attive del lavoro
Al 6° mese dall’avvio del progetto
32
Azione FORMAZIONE E REALIZZAZIONE PROGETTO
VEDI AZIONI punto 8.
• Realizzazione del progetto
• Formazione specifica
Indicatore
• Numero e tipologia delle azioni di progetto e sensibilizzazione che il volontario realizza
• Qualità dei Prodotti di comunicazione realizzati
• Qualificazione delle azioni rispetto all’obiettivo: esplicitazione e rappresentazione
• Qualificazione dell’utenza come rappresentazione dell’obiettivo: esplicitazione
rappresentazione
Strumento di rilevazione
• Verifica OLP e Risorse dell’ente del servizio/ufficio
• Colloquio singolo
• Colloquio di gruppo
e
Soggetti coinvolti
Volontari in servizio civile
OLP
Risorse umane dell’ente
Altri Partner
Al 8° mese dall’avvio del progetto
Azione (vedi voce 8) REALIZZAZIONE PROGETTO
Realizzazione del progetto
Indicatore
• Numero e tipologia delle azioni di formaizone/informazione che il volontario realizza
• Qualità dei prodotti di comunicazione realizzati
• Qualificazione delle azioni rispetto all’obiettivo: esplicitazione e rappresentazione
• Qualificazione dell’utenza come rappresentazione dell’obiettivo: esplicitazione
rappresentazione
e
Strumento di rilevazione
• Verifica OLP e Risorse dell’ente del servizio/ufficio
• Colloquio singolo
• Colloquio di gruppo
•
Soggetti coinvolti
• Volontari in servizio civile
• OLP
• Risorse umane dell'ente
• Altri partner
Al 11° mese dall’avvio del progetto
Azione
• Progetto a conclusione
Indicatore
Realizzazione del diario dell’esperienza. Contenuti: punti di forza, criticità, rappresentazione della
azioni e degli obiettivi, grado di soddisfazione.
Contenuti della relazione finale dell’OLP
Strumento di rilevazione
Focus group/incontro di gruppo
Schema di relazione finale articolato in: Rappresentazione del contesto, Rappresentazione del
progetto di servizio civile, Descrizione delle azioni e delle fasi (formazione generale e
specifica), Descrizione degli obiettivi, Momenti e azioni valutati positivamente e momenti e
azioni valutati negativamente
33
Soggetti coinvolti
• Volontari in servizio civile
• OLP
• Risorse umane dell’ente
Post
A progetto concluso
Azione/Fase
Progetto concluso
Indicatore
• Verifica dei contenuti del diario dell’esperienza a cura dei referenti singoli servizi che
hanno partecipato al corso ante progetto (progettazione) in collaborazione con OLP e
risorse dell’ente coinvolte: criticità e punti di forza e indicazioni per eventuale revisione
della progettazione
• Verifica dell’apporto del lavoro del volontario con gli altri partner/collaboratori esterni di
progetto: criticità e punti di forza e indicazioni per eventuale revisione o miglioramento
della progettazione
Strumento di rilevazione
Focus group/incontro di gruppo interno ed esterno e relazione finale
Soggetti coinvolti
• OLP
• Risorse umane dell’ente
• Altri partner
A questo si aggiunge la piena disponibilità a produrre e partecipare a quanto richiesto
dal piano di monitoraggio condiviso: relazione in itinere, relazione conclusiva,
questionario volontari e, soprattutto, percorso di accompagnamento dei volontari
previsto nel piano condiviso.
Di seguito il percorso di accompagnamento condiviso tra gli enti e realizzato dal
CoPrESC.
Il Copresc si propone di sostenere il percorso di monitoraggio interno degli enti
attraverso un percorso di collaborazione e confronto che faciliti il lavoro di
progettazione e di restituzione degli enti stessi. Ciascun ente è chiamato ad
esplicitare come intende integrare il proprio sistema di monitoraggio interno con
le tappe del percorso di accompagnamento.
La prima tappa di questo percorso di accompagnamento ha l’obiettivo di migliorare la
leggibilità dei risultati del monitoraggio sia per l’ente stesso che per la comunità che
viene indirettamente coinvolta nei progetti di servizio civile.
Una cornice comune in cui inscrivere le specificità dei progetti e attraverso cui
guardare il sistema di servizio civile a livello provinciale.
Il Copresc elaborerà la mappatura dei progetti avviati sul territorio provinciale.
La prima tappa si svolgerà in plenaria.
La seconda tappa del percorso vuole essere l’occasione per sollecitare un riflessione
all’interno degli enti, con uno sguardo più approfondito sui prodotti sociali del
servizio civile.
Quali sono gli effetti delle diverse esperienze di servizio civile a livello di distretto
territoriale o di settore di intervento?
degli enti e della comunità tramite un confronto più ravvicinato a livello territoriale o
settoriale.
34
Ci si auspica che da questo dialogo gli enti possono avviare progettazioni o coprogettazioni.
Il percorso di accompagnamento diventa itinerante e vengono costituiti diversi gruppi
di enti sulla base delle risultanze della mappatura svolta dal Copresc (suddivisione
per distretto o per ambito di intervento).
Il lavoro di gruppo si sviluppa a partire dai dati e dalle analisi svolte internamente agli
enti con l’obiettivo di produrre materiali e restituzioni condivisi
La terza tappa prevede nuovamente, previa raccolta dei reports intermedi del
monitoraggio interno elaborati dagli enti, la riunione in plenaria per la condivisione
dei risultati del percorso e la ri-progettazione futura.
Gli esiti del monitoraggio devono essere elaborati da ogni ente, inviandone copia al
Copresc e alla Regione.
Gli enti sono chiamati ad elaborare:
• Relazione in itinere (interna all’ente da condividere in ambito Copresc nel
percorso di accompagnamento al monitoraggio)
• Report finale
Il report finale deve raccogliere tutti gli elementi emersi dalla realizzazione del
piano di monitoraggio interno dell’ente riportando quindi tutte le azioni correttive
apportate nel corso dell’esperienza, utilizzabili per dare evidenza alla riprogettazione
e per comunicare gli esiti complessivi del monitoraggio quindi dell’andamento del
progetto e rendendo pubblici i risultati.
Il report finale dovrà, coerentemente al progetto, riportare i prodotti sociali del
servizio civile rispetto all’ente, al giovane e alla comunità, andando a contribuire alla
elaborazione in sede Copresc della mappa del valore del servizio civile a livello
provinciale. A tal fine il report deve contemplare e distinguere nettamente le due
dimensioni: a) rilevazione andamento attività previste e realizzate e raggiungimento
degli obiettivi progettuali; b) esperienza del giovane volontario.
Il report potrà essere arricchito altresì con prodotti audiovisivi, foto ecc.. quali
strumenti per promuovere la pubblicazione e diffusione dei risultati.
Copia del report finale dovrà essere consegnata al Copresc e alla Regione, oltre
che tenuta agli atti nella sede dell’ente titolare.
PERIODO
In occasione
bando
progettazione
Percorso di accompagnamento del Co.Pr.E.S.C.
del Restituzione degli esiti del percorso di accompagnamento del
di monitoraggio del Copresc anno 2010/2011 propedeutico al nuovo
percorso di accompagnamento del Copresc
35
Prima tappa
- Riunione plenaria
Avvio del progetto
Primo trimestre
Secondo trimestre
confronto tra i diversi sistemi di monitoraggio e scambio di buone
pratiche
e condivisione delle modalità di realizzazione del percorso di
accompagnamento
- Mappatura degli enti che hanno attivato il progetto (per distretti
e/o per settore) – a cura del Copresc
Seconda tappa – incontri per
distretto
- Riconoscimento di esiti e
prodotti sociali (giovane, Ente,
territorio)
- prefigurazione di restituzioni a
vari livelli (dentro gli Enti, nei
territori distrettuali, a livello
provinciale…)
- reports in itinere (interna all’ente
da condividere in ambito Copresc
nel percorso di accompagnamento
al
monitoraggio
–
incontri
distrettuali)
Terzo Trimestre
Quarto trimestre
Terza Tappa
Riunione plenaria
-condivisione dei
risultati del
monitoraggio interno
Indicazioni
per
progettazione di SC
la
nuova
- riprogettazione per il nuovo
bando
Fine
annuale
-reports finale a cura degli enti.
Il report finale dovrà,
coerentemente al progetto,
riportare i prodotti sociali del
progetto servizio civile rispetto all’ente, al
giovane e alla comunità, andando
a contribuire alla elaborazione in
sede Copresc della mappa del
valore del servizio civile a livello
provinciale.
Report finale con la raccolta di tutti
gli elementi emersi dalla realizzazione
del piano di monitoraggio interno
dell’ente che contempli e distingua
nettamente le due dimensioni:
a) rilevazione andamento attività
previste e realizzate e raggiungimento
degli obiettivi progettuali ;
b) esperienza del giovane volontario.
Indicazioni per la nuova progettazione
di SC
21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio):
36
NO
22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti
dalla legge 6 marzo 2001, n. 64:
NESSUNO
23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del
progetto:
Totale risorse finanziarie aggiuntive impegnate dall'Ente per la realizzazione del
progetto di servizio civile non riconducibili a quelle necessarie per l'espletamento
delle normali attività dell'ente: € 3990
Utilizzo mezzi pubblici per i 2 volontari: € 300
Promozione e pubblicizzazione: € 800
Formazione specifica:
- impegno sul progetto dei formatori (docenze 75 ore, organizzazione e gruppi
di lavoro 60 ore). I docenti sono tutti dipendenti interni all'Ente: previsione di
spesa per un totale di 132 ore € 2.640
- materiale didattico per i 2 volontari (dispense, fotocopie): € 50
- materiale di consumo per i 2 volontari: previsione di spesa € 200
24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners):
Co promotore del presente progetto di servizio civile è il
Co.Pr.E.S.C. – Coordinamento Provinciale Enti Servizio Civile di Bologna
con sede in Via Finelli 9/A 40126 Bologna
CF 91252570378
Associazione no profit costituita da enti pubblici e privati ai sensi della L.R. E-R
n.20/03 riferimento per la collaborazione e la partecipazione tra enti della stessa
provincia alle azioni di sviluppo del Sistema del Servizio Civile (come riportato nel
protocollo di intesa).
IL CoPrESC è risorsa a sostegno, supporto, organizzazione e realizzazione
relativamente al presente progetto delle seguenti azioni e attività frutto della
collaborazione e condivisione degli enti (vedi Scheda di adesione al piano
provinciale 2012 che si allega)
• “Sensibilizzazione e Promozione coordinata e congiunta del Servizio Civile”
elaborato in forma congiunta tra enti coordinati dal CoPrESC di Bologna (vedi
voce scheda progetto 17)
• “Percorso di accompagnamento coordinato e congiunto, per la condivisione
degli standard minimi di qualità del monitoraggio interno al progetto”
elaborato in forma congiunta tra enti coordinati dal CoPrESC di Bologna (vedi
voce scheda progetto 20)
• “Percorsi formativi coordinati e congiunti per Operatori Locali di Progetto e
momenti di confronto per le altre figure degli enti” elaborato in forma
congiunta tra gli enti e coordinati da CoPrESC di Bologna,
• Essendo l’ente iscritto alla seconda classe pur mantenendo la titolarità della
37
formazione generale (requisito proprio in materia di accreditamento) mette a
disposizione della formazione generale coordinata e congiunta tra enti
organizzata dal CoPrESC le proprie sedi e il proprio formatore generale
accreditato, aderendo e diventando parte integrante del “Progetto di
Formazione generale per volontari in servizio civile” elaborato in maniera
congiunta tra enti e realizzato dal CoPrESC.
25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto:
Le risorse tecniche e strumentali, necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati e
strettamente connesse all'inserimento dei due volontari in servizio civile, sono:
− postazioni informatiche (computer, stampante, scanner, software di uso
comune) per autoformazione, redazione di materiali didattici, utilizzo e-mail
− attrezzature da ufficio comuni con gli operatori di Sportello
− telefono fisso
− computer portatile in dotazione allo Sportello per attività esterne
− aule informatiche attrezzate in sedi comunali dove verranno svolte le attività
corsuali e di laboratorio (Biblioteca Sala Borsa, Biblioteca delle Donne,
Centro Interculturale Zonarelli, altre da individuare)
− Tipografia Metropolitana per riproduzione materiali promozionali e didattici.
CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI
26) Eventuali crediti formativi riconosciuti:
NESSUNO
27) Eventuali tirocini riconosciuti :
NESSUNO
28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio,
certificabili e validi ai fini del curriculum vitae:
Competenze del tutor di aula in un corso di formazione
Competenze dell'operatore addetto a uno sportello informativo
Competenze comunicative, relazionali, informatiche di base
Le competenze indicate, acquisibili nello svolgimento del progetto, saranno certificate
dall’Ente, ma NON sono ad oggi, formalmente riconosciute
38
Formazione generale dei volontari
29) Sede di realizzazione:
Le sedi di realizzazione vengono individuate su base territoriale tra quelle potenzialmente disponibili,
prevedendo anche l’uso e la visita di luoghi significativi per il tema del Servizio Civile:
• Co.Pr.E.S.C. c/o Provincia di Bologna, via Finelli 9/a, Bologna
• Provincia di Bologna, via Zamboni 13, Bologna
• Provincia di Bologna, via San Felice 25, Bologna
• Regione Emilia Romagna, v.le Aldo Moro 21, Bologna
• Regione Emilia Romagna, v.le Silvani 6, Bologna
• Istituto Aldini Valeriani, via Bassanelli 9/11, Bologna
• Istituzione Gian Franco Minguzzi, via San’isaia 90, 40123 Bologna
• Museo Ebraico, via Valdonica 1/5, Bologna
• Museo Civico del Risorgimento, p.zza Carducci 5, Bologna
• Comune di Bologna, Piazza Liber Paradisus -6, 40 129 Bologna
• Comune di Bologna, Via Ca’ Selvatica 7, Bologna
• Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII, via S. Vitale 114, Bologna
• Scuola di Pace, via Lombardia 36, Bologna
• Aido provinciale via Tiarini 21/2 - 40129 Bologna
• Cooperativa Sociale Società Dolce, via Cristina da Pizzano N° 5 - 40133 Bologna
• CASA del Paleotto, via del Paleotto, 11 -40141 Bologna
• Istituto storico Parri, via Sant’Isaia 18 - Bologna
• Fondazione Santa Clelia, c/o Villa Clelia via San Rocco 42, Vidiciatico (Bo)
• BAM (Biblioteca, Archivio, Museo), Via Borgolungo 10, Porretta Terme (Bo)
• Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica - Via Brento 9 - 40037 Sasso Marconi (BO)
• Aula della Memoria – Borgo Colle Ameno - 40037 Sasso Marconi (BO)
• Cà Vaina - Centro Musicale Viale Saffi 50/b, Imola (Bo)
• La Palazzina - Centro Multimediale Via Quaini 14, Imola (Bo)
• Biblioteca del Comune di Imola, via Emilia 80, Imola (Bo)
• Casa Piani del Comune di Imola, via Emilia 88, Imola (Bo)
• Pinacoteca del Comune di Imola, via Sacchi 4, Imola (Bo)
• ASP CASA PROTETTA di Imola, via Venturini 14, Imola (Bo)
• Fondazione Montecatone, via Montecatone 37 40026 Imola (BO)
• ASP v.le D’Agostino 2/a, Imola (Bo)
• Museo Cidra sulla resistenza, via dei Mille 26, Imola
• Saletta del suffragio del Comune di Medicina, via Fornasini, Medicina (Bo)
• Comune di Casalecchio di Reno, via dei Mille 9, Casalecchio di Reno (Bo)
• Casa della Conoscenza, via Porrettana 360, Casalecchio di Reno (Bo)
• Casa della Solidarietà, via del Fanciullo 6, Casalecchio di Reno (Bo)
• Ausl di Bologna, Sede di Via Cimarosa 5/2, Casalecchio di Reno - Frazione S. Biagio (Aule A,
B, 24, 134, 119, 175)
• Sala del Consiglio del Comune di Monte San Pietro, p.zza della Pace 4, Comune di Monte San
Pietro (Bo)
• Sala Consiliare Municipale del Comune di Calderara di Reno, p.zza Marconi 7, Calderara di
Reno (Bo);
• Teatro Spazio Reno, via Roma 12, 40012 Calderara di Reno
• Centro Civico di Longara, Via Longarola 33/a - 40012 Calderara di Reno;
• Centro Civico di Lippo, Via Castaldini n. 2 - 40012 Calderara di Reno;
• Fondazione Scuola di Pace di Montesole, via San Martino 25, Marzabotto (Bo)
• Casa per la Pace "La Filanda", via Canonici Renani 8/10, Casalecchio di Reno (Bo)
• Sala “Antichi sotterranei”, sede Municipio p.zza XX settembre 3 40024 Castel San Pietro
Terme
• Sala Corsi - Comune di Zola Predona -Piazza della Repubblica, 1 - 40069 Zola Predosa (BO)
• Comune di Pianoro Centro Civico di Rastignano Via Andrea Costa, 66, 40065 Rastignano -
39
•
•
Pianoro BO
Il Bosco Soc. Coop. Sociale, Via Montericco 5/A, 40026 IMOLA BO
Cooperativa Sociale Il Pellicano, via Sante Vincenzi 36/4 – 40138 Bologna (BO)
30 Modalità di attuazione:
In proprio presso l’ente con formatori dell’ente
31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione
dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio:
NO
32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
Come indicato nella determina del direttore generale dell’UNSC del 4/04/06 contenente le “Linee guida
per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale”, i contenuti del progetto formativo
sono stati organizzati in 11 moduli formativi suddivisi in 9 giornate di formazione compreso il modulo
di valutazione dell’esperienza e quello sull’intercultura.
L’impianto metodologico del progetto formativo prevede di utilizzare la lezione frontale per il 52,4%
delle ore complessive e tecniche di apprendimento non formale per il restante 47,6%.
Per la parte di formazione frontale vengono coinvolti sia i formatori accreditati degli enti di servizio
civile, competenti sul tema indicato, sia esperti esterni che possano arricchire la qualità della lezione,
con il supporto di materiale informativo, bibliografie di riferimento, slides e dispense, appositamente
preparati.
Per la parte di formazione non formale i giovani verranno chiamati a partecipare attivamente alla
discussione dell’argomento attraverso tecniche di action learning, esercitazioni di gruppo, simulazioni,
analisi di caso, discussioni plenarie ed eventuali visite a realtà significative per la storia del Servizio
Civile, come musei storici.
33) Contenuti della formazione:
Di seguito il programma delle diverse giornate formative con l’indicazione dei
contenuti, delle scelte metodologiche e degli obiettivi di ogni modulo previsto.
PROGRAMMA DETTAGLIATO
1° GIORNO (presenza degli olp alla giornata formativa)
MODULO PRESENTAZIONE DELL’ENTE 1 ora
OBIETTIVI
- VERIFICARE LA CONOSCENZA DEL GIOVANE RISPETTO ALL’ENTE IN CUI PRESTA
SERVIZIO
- AUMENTARE LA CONSAPEVOLEZZA DELLA SCELTA PROGETTUALE ALL’INTERNO DI
UN DETERMINATO ENTE
CONTENUTI
- PRESENTAZIONE DELL’ENTE DI APPARTENENZA da parte di volontari e olp
- EVENTUALI MOTIVAZIONI CHE HANNO PORTATO ALLA SCELTA DI UN ENTE IN
PARTICOLARE
L’affiancamento degli olp ai volontari contribuisce a colmare la distanza che inevitabilmente si crea fra
la FG e la FS, ma anche per aiutare i ragazzi a comprendere l’assoluta continuità che esiste fra la FG e
il loro servizio civile quotidiano.
MODULO SERVIZIO CIVILE NAZIONALE, ASSOCIAZIONISMO E VOLONTARIATO
1ora
OBIETTIVI
- ILLUSTRARE
GLI OBIETTIVI DEL PERCORSO DI FORMAZIONE GENERALE
ALL’INTERNO DEL SC
- RICONDURRE L’ESPERIENZA PRATICA DEL VOLONTARIO AI PRINCIPI E VALORI DEL SC
CONTENUTI
- PRESENTAZIONE DEL PERCORSO DI FORMAZIONE E DEL COPRESC
- MOTIVAZIONI CHE HANNO PORTATO ALLA SCELTA DEL SC E DELLO SPECIFICO
40
PROGETTO
Obiettivo della prima giornata è essenzialmente quello di far comprendere ai volontari l’importanza del
contenitore in cui sono inseriti.
Si comincia con l’illustrare ai volontari il contesto in cui sono inseriti. Ad una spiegazione generale del
COPRESC segue in particolare la presentazione del percorso di formazione generale e degli enti
coinvolti.
Si cerca infine di incrociare queste informazioni con le motivazioni degli stessi volontari, partendo
dall’idea che i volontari hanno del Servizio Civile.
MODULO DIRITTI E DOVERI DEL VOLONTARIO DEL SERVIZIO CIVILE
1 ora
OBIETTIVI
- AUMENTARE LA CONSAPEVOLEZZA RISPETTO ALLE REGOLE E AL CONTESTO DEL SC
CONTENUTI
- INFORMAZIONE SUI DIRITTI E DOVERI DEI VOLONTARI (DISCIPLINA DEI VOLONTARI
IN SC)
- PATTO FORMATIVO
A partire dalla definizione di Servizio Civile emersa dai volontari, vengono identificati i valori portanti
e la filosofia sottostante al SC, nonché le sue regole di funzionamento (citando in merito la Circolare
ministeriale). Segue la consegna e spiegazione del Patto Formativo.
MODULO LA NORMATIVA VIGENTE E LA CARTA DI IMPEGNO ETICO
2 ore
OBIETTIVI
- CONOSCERE L’IMPIANTO NORMATIVO DEL SC E LE SPECIFICHE REGIONALI, CON
PARTICOLARE RIGUARDO AL VALORE ETICO DEL SC
CONTENUTI
- SPIEGAZIONE DEI PUNTI FONDAMENTALI DELLA NORMATIVA DEL SC
- RIFLESSIONE SULL’ETICA E SUL CASO SPECIFICO DEL SC
In questo modulo si illustrano i punti fondamentali dell’impianto normativo relativo al servizio civile,
con particolare attenzione alla presentazione della sua valenza etica. Si presenta la Carta di impegno
etico cercando di farne cogliere il senso ai volontari. Seguono attività da cui può scaturire una
discussione sulla Carta.
2° GIORNO
MODULO L’IDENTITA’ DEL GRUPPO IN FORMAZIONE
5 ore
OBIETTIVI
- SPERIMENTARE SITUAZIONI RELAZIONALI DI GRUPPO, RIFLETTENDO SULLE PROPRIE
MODALITÀ DI INTERAZIONE CON GLI ALTRI
CONTENUTI
- PRESENTAZIONE DEI VOLONTARI EVIDENZIANDO LE ASPETTATIVE SUL CORSO E SUL
SC
- LA COSTITUZIONE DEL GRUPPO: DINAMICHE RELAZIONALI, COOPERAZIONE,
COLLABORAZIONE
Questo modulo è diviso in due giornate da 5 ore. Nel primo incontro i formatori cercano di far
sperimentare ai volontari situazioni che favoriscano l’interazione tra gli stessi.
I volontari vengono stimolati a mettersi in gioco dando una originale presentazione di sé stessi, legata
alle motivazioni che li hanno portati alla scelta del SC.
Attraverso giochi di cooperazione si cerca di lavorare sul gruppo, in modo da attivare dinamiche
relazionali che consentano un clima d’aula ottimale.
3° GIORNO
MODULO L’IDENTITA’ DEL GRUPPO IN FORMAZIONE
5 ore
OBIETTIVI
- AUMENTARE LA CONOSCENZA DELLA MODALITÀ DI COMUNICAZIONE E LE
CAPACITÀ DI ASCOLTO
CONTENUTI
- GLI ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
- LE DIFFERENTI MODALITÀ DI ASCOLTO
La seconda parte di questo modulo si propone di presentare ai volontari le modalità di comunicazione
in maniera dinamica, attraverso esposizioni di tipo frontale e diverse esercitazioni di gruppo.
Si cerca anche di sviluppare le capacità di ascolto attivo, tramite altre esercitazioni e role playing.
41
4° GIORNO
MODULO IL LAVORO PER PROGETTI
4 ore
OBIETTIVI
- AUMENTARE LA CAPACITÀ DI LAVORARE PER PROGETTI SENZA PERDERE DI VISTA IL
CONTESTO GENERALE DEL SC
- COLLEGARE L’ESPERIENZA PRATICA DI SC CON IL CONTESTO VALORIALE IN CUI È
INSERITA
CONTENUTI
- INQUADRAMENTO TEORICO SULLA METODOLOGIA DELLA PROGETTAZIONE E SUL
LAVORO PER PROGETTI
- ANALISI DEI SINGOLI PROGETTI DI SERVIZIO CIVILE
- ELEMENTI TEORICI ED ESERCITAZIONE PRATICA PER LA VALUTAZIONE DEI PROGETTI
Questo modulo si propone di presentare ai volontari come si costruisce, gestisce e valuta un progetto.
Questa attività può svolgersi all’interno degli enti di servizio civile per mostrare dal vivo la gestione del
lavoro per progetti.
In una prima parte, dopo una presentazione generale del lavoro per progetti, i partecipanti vengono
coinvolti nell’analisi dei singoli progetti di SC. Nella seconda parte di questo modulo i volontari
cercano di rielaborare il loro progetto sulla base di nuovi stimoli sulla mentalità progettuale forniti dal
formatore.
L’incontro si conclude con un’attività di valutazione pratica dei progetti.
5° GIORNO
MODULO IL DOVERE DI DIFESA DELLA PATRIA
3 ore
OBIETTIVI
- COMPRENDERE IL SC COME STRUMENTO DI DIFESA DELLA PATRIA
CONTENUTI
- IL CONCETTO DI PATRIA: IDENTITÀ CULTURA, AMBIENTE
- LA RADICE COSTITUZIONALE: DIRITTI E DOVERI, ESEMPI STORICI
Il modulo si propone di far ragionare i volontari sul concetto di patria, cercando di calarne il significato
dalla sua radice costituzionale nel conteso attuale e legandolo alla vita pratica dei volontari.
Questo modulo viene realizzato all’interno di musei storici e della resistenza per ampliare lo sguardo
sulle diverse esperienze di difesa civile.
MODULO DALL’OBIEZIONE DI COSCIENZA AL SERVIZIO CIVILE NAZIONALE
3 ore
OBIETTIVI
- CONOSCERE LE RADICI DEL SERVIZIO CIVILE E LA STORIA DELL’OBIEZIONE DI
COSCIENZA
CONTENUTI
- LA STORIA DELL’OBIEZIONE DI COSCIENZA e DELLA DIFESA DELLA PATRIA
- L’ISTITUZIONE DEL SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO: DALL’ESPERIENZA DELLE
RAGAZZE A QUELLA DEI GIOVANI
Questo modulo ripercorre la storia dell’obiezione di coscienza facendo particolare attenzione al ruolo
che anche le donne hanno avuto in questo processo.
In questo modulo possono essere invitati testimoni privilegiati per attualizzare i contenuti e collegarli
all’esperienza dei volontari.
6° GIORNO
MODULO LA DIFESA CIVILE NON ARMATA E NON VIOLENTA
4 ore
OBIETTIVI
CONOSCERE I PRINCIPI E LE PRATICHE DELLA NON VIOLENZA, AUMENTANDO LE
CAPACITÀ DI GESTIONE DEI CONFLITTI
CONTENUTI
- LE FORME DEL CONFLITTO E LE MODALITÀ DI GESTIONE
- LA NON VIOLENZA: DALLA TEORIA ALLA PRATICA
Il modulo cerca di presentare ai volontari la pace e le pratiche di non violenza come strumenti di
inclusione. Si tenta di decostruire il concetto di conflitto, anche presentando esempi concreti di pratiche
non violente.
7° GIORNO
MODULO LA SOLIDARIETÀ E LE FORME DI CITTADINANZA
42
4 ore
OBIETTIVI
- RAFFORZARE IL CONCETTO DI CITTADINANZA ATTIVA
- CONOSCERE IL MONDO DEL VOLONTARIATO NELLA PROVINCIA DI BOLOGNA
CONTENUTI
- ESPERIENZE DI CITTADINANZA ATTIVA A CONFRONTO: ASSOCIAZIONISMO, COMITATI,
ORGANI CONSULTIVI, PRATICHE DI CONSUMO CRITICO E COMPORTAMENTI
SOSTENIBILI
- IL CENTRO SERVIZI PER IL VOLONTARIATO DI BOLOGNA: CARTA DEL VOLONTARIATO
E TESTIMONIANZE
Questo modulo intende far riflettere i volontari sul valore della cittadinanza attiva e presentare loro la
realtà del volontariato bolognese. Attraverso le attività proposte ed eventuali proiezioni si cerca di
sviluppare il tema e presentare la Carta dei Valori del volontariato
8° GIORNO
MODULO LAVORARE IN CONTESTI INTERCULTURALI
4 ore
OBIETTIVI
- ACQUISIRE STRUMENTI DI CONOSCENZA SULLA FIGURA E SUL RUOLO DELLA
MEDIAZIONE CULTURALE NELLA COSTRUZIONE DI NUOVE CITTADINANZE
- AUMENTARE LE CAPACITÀ DEI VOLONTARI DI LAVORARE IN CONTESTI
INTERCULTURALI PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE TRA CITTADINI STRANIERI E
ITALIANI
- APPRENDERE STRUMENTI PER LA GESTIONE DEI CONFLITTI ANCHE IN UNA
PROSPETTIVA INTERCULTURALE
CONTENUTI
- PRESENTAZIONE DELLA DEFINIZIONE CONCETTUALE DEI TERMINI E DI ALCUNI DATI
REGIONALI SULLA MEDIAZIONE INTERCULTURALE
- RIFLESSIONE DI GRUPPO ED ESERCITAZIONI SUI TERMINI DI CITTADINANZA,
INTERCULTURALITÀ/MULTICULTURALITÀ, CULTURA
Si proporranno ai volontari alcuni spunti concettuali, pratici e statistici per un uso terminologico
consapevole delle parole legate all’interculturalità, nel tentativo di aumentare le capacità di interazione
e relazione dei volontari. Il gruppo sarà guidato a constatare il carattere fluido del concetto di ‘cultura
d’appartenenza’ e di ‘identità’ per indagare percezioni personali e stereotipi.
9° GIORNO
MODULO LA PROTEZIONE CIVILE
2 ore
OBIETTIVI
CONOSCERE LE MODALITÀ OPERATIVE DELLA PROTEZIONE CIVILE
CONTENUTI
RUOLO E FUNZIONI DELLA PROTEZIONE CIVILE. L’ESPERIENZA DELLA PROTEZIONE
CIVILE DI BOLOGNA
LA VALUTAZIONE DELL’ESPERIENZA di SC
2 ore
OBIETTIVI
- RACCOGLIERE LE OSSERVAZIONI DEI VOLONTARI PER UNA VISIONE COSTRUTTIVA
DEL PERCORSO
CONTENUTI
- ANALIZZARE DIVERSI ASPETTI DELL’ESPERIENZA DI SERVIZIO CIVILE: RAPPORTO
CON L’ENTE, FORMAZIONE, ATTIVITÀ PRATICA ECC.
LA SENSIBILIZZAZIONE AL SERVIZIO CIVILE
1 ora
OBIETTIVI
- AUMENTARE LA CONSAPEVOLEZZA SUL RUOLO DEL VOLONTARIO E SULLE
MODALITÀ DI SENSIBILIZZAZIONE
CONTENUTI
- LE ATTIVITÀ DI SENSIBILIZZAZIONE DEL SERVIZIO CIVILE
- LE PROPOSTE DEI VOLONTARI
- TESTIMONIANZE
43
PERCORSO DI FORMAZIONE GENERALE PER VOLONTARI DI SERVIZIO CIVILE
PROGRAMMA 2012-2013
1° giorno
2° giorno
Modulo:
Modulo:
l’identità del
Presentazione gruppo in
dell’ente
formazione
- 5 ore
- 1 ora
3° giorno
4° giorno
Modulo: l’identità Modulo: il
del gruppo in
lavoro per
formazione
progetti
– 5 ore
– 4 ore
Modulo:
Servizio civile,
Associazionism
o e volontariato
– 1 ora
Modulo:
5° giorno
6° gio
rno
7° giorno
8° giorno
9° giorno
Modulo: il dovere Modulo: La
di difesa della
difesa civile
patria
non armata e
– 3 ore
non violenta
– 4 ore
Modulo:
dall’obiezione di
coscienza al
servizio civile – 3
ore
Modulo: la Lavorare in
solidarietà e contesti
le forme di
interculturali:
cittadinanza –approcci,
4 ore
strumenti e
parole della
mediazione – 4
ore
Modulo: la
protezione civile
– 2 ore
6 ore
4 ore
4 ore
5 ore
Frontale: 2
ore
Analisi di
caso: 2 ore
Frontale: 2 ore
Esercitazione:2
ore
Frontale: 2 ore
Esercitazione: 1
ore
Verifica di gruppo:
2 ore
Valutazione
esperienza di SC
– 2 ore
Laboratorio: le
attività di
sensibilizzazione
verso l’esterno –
1 ora
Diritti e doveri
del volontario di
servizio civile
–1 ora
Modulo: la
normativa
vigente e la
carta di
impegno etico
– 2 ore
ore
x5 ore
giorn.
frontale: 3 ore
Analisi di caso:
2 ore
5 ore
5 ore
4 ore
4 ore
Frontale: 2 ore Frontale: 2 ore Frontale: 2 ore Frontale : 4 ore Frontale: 3 ore
Action
Esercitazione: 3 Analisi di caso: Esercitazione: 2 Esercitazione:
Learning: 3
ore
2 ore
ore
1 ora
ore
TIMING
Il percorso formativo si articola in 9 incontri della durata variabile di 4/6 ore da svolgersi in un arco temporale da un
minimo di 6 settimane a un massimo di 2 mesi.
Il calendario degli incontri viene concordato con gli enti partecipanti sulla base di queste indicazioni generali:
• Prima giornata (5 ore)
• a distanza di circa 1 settimana: Seconda giornata (5 ore) e Terza giornata (5 ore) possibilmente in due giorni
consecutivi (o al massimo intervallati di una settimana)
• a distanza di circa 1 settimana: Quarta giornata (4 ore)
• a distanza di minimo 1 giorno o al massimo 1 settimana: Quinta giornata (6 ore)
• a distanza di circa 1 settimana: Sesta giornata (4 ore)
• a distanza di minimo 1 giorno o al massimo 1 settimana: Settima giornata (4 ore)
• a distanza di circa 1 settimana: Ottava giornata (4 ore)
• a distanza di circa 1 settimana: Nona giornata (5 ore)
34) Durata:
42 ORE
Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari
35) Sede di realizzazione:
Sportello Comunale Lavoro c/o Quartiere San Donato
Piazza Spadolini 7
44
40127 Bologna
Biblioteca Sala Borsa
Via Ugo Bassi 2 – 40124 Bologna
Comune di Bologna
Piazza Liber Paradisus 6 - 40129 Bologna
Centro Servizi formativi del Comune di Bologna
Via Bassanelli 9/11 – 40129 Bologna
36) Modalità di attuazione:
In proprio presso l’ente con formatori dell’ente, avvalendosi di esperti e professionisti
delle materie trattate, in particolare nel campo dell'informatica, della comunicazione e
della didattica.
37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i:
Giorgia Boldrini
Bologna 30/04/1973
Silvia Franceschini
Bologna 30/04/1973
Anna Michela Ferradini
Milano 30/5/1968
Barbara Marchetti
Bologna 4/12/1971
Lamberto Gamberini
Bologna 23/05/1957
38) Competenze specifiche del/i formatore/i:
Nominativo
Titolo di studio
Esperienza pluriennale
Ferradini Anna Michela
Laurea in Psicologia.
Specializzazioni in
Bilancio di competenze,
Tecniche di Counselling,
Sviluppo delle competenze
cliniche nelle professioni
educative e formative
Attività specialistiche di
orientamento, bilanci di
competenze, formazione di
operatori, progettazione
servizi per il lavoro
Marchetti Barbara
Laurea in Psicologia
Specializzazione in
psicoterapia
Attività specialistiche di
orientamento, bilanci di
competenze, progettazione
servizi per il lavoro
Franceschini Silvia
Laurea in Pedagogia
Docente di informatica del
Centro Formazione del
Comune di Bologna
Boldrini Giorgia
Laurea in Discipline Arti
Responsabile di Unità
Musica Spettacolo. Master Intermedia del Comune di
in Editoria.
Bologna. Esperta in
45
promozione di eventi e di
progetti in area culturale e
di creazione di impresa
Gamberini Lamberto
Maturità Classica
Coordinamento progetti in
area sociale, di sostegno
all'occupazione e di
formazione
39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste:
•
•
•
•
•
Lezioni frontali
Presentazioni
Esercitazioni e ricerche individuali
Simulazioni
Analisi di casi
40) Contenuti della formazione:
Modulo 1 - Nozioni base sulla Pubblica Amministrazione
Cenni sul funzionamento della Pubblica Amministrazione con particolare riferimento
agli organi e funzioni del Comune, nelle sue articolazioni centrali e periferiche,
informazioni sui servizi offerti dall’Ente, informazioni sulla normativa sulla privacy,
organizzazione del Dipartimento Economia
totale ore 10
docenti: Giorgia Boldrini, Lamberto Gamberini
Modulo 2 – Informatica e internet
Sviluppo di nozioni base sulla gestione del computer, la videoscrittura mediante Open
Office Writer, la rete internet e i siti web. L'affiancamento dell'allievo di informatica.
Strumenti di gestione dei contenuti del sito Lavoro del Comune di Bologna.
totale ore 20
docenti: Silvia Franceschini, Lamberto Gamberini
Modulo 3 – Tecniche di gestione di gruppi
Il lavoro di gruppo. Lettura delle dinamiche interne e del clima del gruppo. Gestione
dei conflitti e negoziazione. Sintonia ed empatia. Leadership. Motivazione
all'apprendimento. Il gruppo come risorsa di auto-aiuto.
totale ore 10
docenti: Anna Michela Ferradini, Barbara Marchetti
Modulo 4 – Politiche e servizi per il lavoro
I concetti di occupazione, disoccupazione, forza lavoro. Il concetto di occupabilità. Le
politiche attive per il lavoro. Panoramica della legislazione italiana in materia di
lavoro. I servizi pubblici e privati per l'impiego.
totale ore 8
docenti: Anna Michela Ferradini, Barbara Marchetti
Modulo 5 - Comunicazione
La comunicazione formale e informale. Codifica, decodifica, trasmissione e ricezione
46
del messaggio. Il linguaggio non verbale. La comunicazione asimmetrica. Il rapporto
docente-discente. La comunicazione scritta.
totale ore 8
docenti: Giorgia Boldrini
Modulo 6 – Project Work
Esercitazioni pratiche finalizzate all'applicazione delle lezioni teoriche e alla
simulazione delle situazioni e dei contesti lavorativi e relazionali in cui i volontari
dovranno successivamente operare.
totale ore 10
docenti: Lamberto Gamberini
Modulo 7 – Tutoraggio e verifica
Tutto il percorso prevede un continuo tutoraggio dei volontari, ed una verifica ex post
dei processi formativi emersi in modo da apportare le opportune modifiche al percorso
formativo
proposto.
Totale ore 10
Docenti: tutti
41) Durata:
Modulo Contenuti
Docente/Formatore
Durata
1
La pubblica amministrazione e il
Comune di Bologna
Giorgia Boldrini, Lamberto
Gamberini
10
2
Informatica di base
Silvia Franceschini
20
3
Tecniche di gestione di gruppi
10
4
Politiche e servizi per il lavoro
Anna Michela Ferradini,
Barbara Marchetti
5
Comunicazione
Giorgia Boldrini,
8
6
Project Work
Lamberto Gamberini
10
7
Tutoraggio e verifica
Giorgia Boldrini, Lamberto
Gamberini
10
8
Totale 76 ore
47
Altri elementi della formazione
42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto:
L’ente proponente, pur mantenendo la titolarità della Formazione Generale
aderisce al “Progetto di Formazione generale per volontari in servizio civile”
elaborato in forma coordinata e congiunta tra enti e organizzato dal CoPrESC di
Bologna (vedi vedi Scheda di adesione al piano provinciale 2012 che si allega)) che
prevede per la formazione generale il seguente piano di monitoraggio del percorso di
formazione generale dei volontari di servizio civile intende essere strumento per
valutare la qualità e l’efficacia del progetto formativo, al fine di evidenziarne gli
elementi di criticità e i punti di forza.
Per rispondere con maggiore efficacia all’obiettivo del monitoraggio di qualità,
fissato dalla circolare UNSC del 24 maggio 2007 sul “monitoraggio sulla formazione
generale dei volontari in servizio civile”, il CO.PR.E.S.C. potrà avvalersi del supporto
scientifico del Gruppo di Ricerca di Etnografia del Pensiero (GREP), attivo presso
l’Università di Bologna.
Il GREP, diretto dal prof. Valerio Romitelli, ha condotto negli ultimi anni diverse
ricerche sul pensiero di giovani frequentanti corsi di formazione. I risultati di simili
ricerche sono visibili in un testo pubblicato col sostegno della Regione Emilia
Romagna (Etnografia del pensiero. Ipotesi e ricerche, Carocci, Roma 2004).
Ecco in dettaglio i differenti canali di monitoraggio che vengono utilizzati
● Il Tutor d’aula, figura individuata per ogni corso di formazione generale attivato
(vedi Modello organizzativo), ha per il monitoraggio tre obiettivi principali:
osservare le dinamiche relazionali e il clima d’aula all’interno del gruppo classe;
curare il processo di valutazione, attraverso la distribuzione, spiegazione, raccolta di
apposite schede di valutazione giornaliera.
Redigere un report finale, volto in particolare ad evidenziare le criticità e le positività
emerse dal lavoro, nonché delle proposte di possibili miglioramenti.
(Il ruolo di tutor può essere ricoperto da un tirocinante dell’università e coadiuvato dal
GREP per una consulenza scientifica nella stesura del report finale).
● Un incontro di valutazione in itinere del gruppo dei formatori e/o referenti dei
volontari, momento di confronto che si svolge circa alla metà del percorso di
formazione generale.
● L’inserimento di un modulo formativo sulla Valutazione dell’esperienza di Servizio
Civile, della durata di 2 ore, obbligatorio per tutti i partecipanti di ogni gruppo classe.
Il modulo viene svolto alla fine del percorso di formazione generale ed è curato da una
figura super partes, non da formatori che hanno condotto gli incontri precedenti, per
non condizionare e/o alterare i giudizi dei volontari. Si cerca di analizzare, oltre al
percorso di formazione generale, anche il rapporto con l’ente, le attività svolte ecc.
Il Co.Pr.E.S.C. raccoglie e organizza tutto il materiale prodotto tramite i diversi canali
attivati al fine di presentarlo e discuterlo all’interno del gruppo di lavoro sulla
formazione.
Questo momento di confronto finale viene sintetizzato in un rapporto conclusivo sulla
valutazione della formazione generale.
● Il punto di vista di ciascun ente.
Anche gli enti esprimeranno una loro valutazione sulla formazione generale.
La figura del Referente dei volontari, interna all’ente, si occupa di redigere un report
finale sul percorso di formazione, indicando suggerimenti e criticità. Il Co.Pr.E.S.C.
raccoglie i contributi prodotti da tutti i referenti.
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Sulla base delle risultanze e dal confronto prodotto tra i diversi punti di vista, del
Co.Pr.E.S.C. e degli Enti, è possibile migliorare i successivi corsi di formazione
generale, i quali vengono progettati e gestiti in ottica di condivisione e cooperazione
tra enti aderenti al Co.Pr.E.S.C.
Al termine di ogni giornata formativa è previsto un momento di valutazione
giornaliera, che tiene conto degli aspetti di contenuto, di metodologia, nonché relativi
alla docenza dei moduli formativi svolti.
Il responsabile della distribuzione e raccolta delle schede di monitoraggio è il Tutor di
aula, figura individuata per ogni corso di formazione generale attivato, mentre
l’elaborazione dei dati viene effettuata dal Co.Pr.E.S.C. I risultati del monitoraggio
della formazione generale verranno discussi all’interno del gruppo di lavoro con
l’obiettivo di apportare eventuali modifiche e miglioramenti per l’anno successivo.
Piano di monitoraggio interno della Formazione Specifica:
Si prevede un percorso di valutazione in itinere durante tutto il percorso formativo
attraverso un rapporto costante tra OLP, formatori, volontari.
Per garantire il monitoraggio della formazione specifica e la rilevazione della
motivazione dei volontari, all’inizio di ciascun modulo verrà sottoposto un
questionario di ingresso con domande a risposte chiuse e aperte, per rilevare le
competenze tecniche e le conoscenze specifiche già in possesso dei volontari e la loro
specifica motivazione a proseguire l’attività intrapresa.
Durante ciascun modulo, i formatori potranno effettuare domande a ciascun
volontario per valutare il livello di comprensione e condivisione dello spirito del
servizio in relazione alle aspettative specifiche dei volontari per ciascuna attività del
progetto, anche attraverso eventuali colloqui e approfondimenti individuali
ad inizio corso
strumenti:
• Questionario di ingresso a risposte chiuse e aperte per raccogliere dati sul
livello delle conoscenze dei volontari e sulle motivazioni personali
Indicatori:
• motivazioni espresse; conoscenze effettive
soggetti coinvolti:
• volontari in servizio civile
• OLP
• formatori specifici
In itinere
strumenti:
• Questionario di metà corso a risposte chiuse e aperte per valutare il
mantenimento o meno della motivazione del singolo volontario e verificarne
il livello di apprendimento dei contenuti e nozioni.
• Colloqui singoli tra OLP e volontari per valutare e verificare la singola
situazione personale in termini di bisogni/criticità emersi durante la fase di
apprendimento
• Colloqui di gruppo tra OLP e volontari, tra OLP e formatori dei singoli
moduli, per raccogliere valutazioni sull'andamento del percorso formativo a
metà corso
• Incontri singoli tra OLP, e formatori per condividere bisogni, criticità, punti di
forza/debolezza emersi durante i colloqui singoli e di gruppo con i volontari e
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al bisogno ricalibrare la proposta formativa
Indicatori:
• verifica delle competenze apprese
• valutazione della motivazione del singolo
soggetti coinvolti:
• volontari in servizio civile
• OLP
• Formatori specifici
A fine corso
strumenti:
• Questionario di fine corso finalizzato a verificare le conoscenze apprese e a
rilevare il livello di gradimento dell’intera formazione sia rispetto alle
aspettative che all'efficacia della didattica
• Focus group per condividere quanto emerso dai questionari
Indicatori:
• verifica delle conoscenze apprese
• valutazione dell’intero percorso formativo, di bisogni, criticità, punti di forza
emersi
soggetti coinvolti:
• volontari in servizio civile
• OLP
• Formatori specifici
Data
Il Responsabile legale dell’ente
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