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Distintivi con decorazione e Dame Patronesse
Distintivi dorati: piccoli, medi e grandi
Portachiavi: smaltato
Orologio
Crest grande
Labaretto
Emblema Araldico
Cartolina, cartoncino doppio e busta
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Fermacarte in onice
Posacenere
Attestato di Benemerenza
Cravatta: disponibile in lana e seta
Foulards in seta
Mug
Fermacarte peltro
Copricapo a bustina
Tutta l’oggettistica è in vendita presso le Federazioni che in caso di carenza di materiale possono richiederlo alla Presidenza Nazionale
dell’Istituo. Le spese di spedizione saranno a carico delle Federazioni ed aggiunte al costo del materiale.
PERIODICO
NAZIONALE
DELL’ISTITUTO
DEL NASTRO
AZZURRO FRA
COMBATTENTI
DECORATI
AL VALORE
MILITARE
ANNO XLIX - N. 4 - LUG./AGO. 2010 - Bimestrale - Poste Ital. S.p.A. Sped. in abb. postale D.L. n. 353/2003 (Conv. in L. 27/2/2004 n. 46) Art. 1 comma 2, DCB Roma
INVIO DELLA RIVISTA
Da qualche tempo la rivista sociale "Il Nastro
Azzurro" viene inviata non solo ai soci ed agli enti
istituzionali, ma anche ai Decorati al Valor Militare,
o ai congiunti di Decorati, non soci dell'Istituto del
Nastro Azzurro al solo scopo di rendere nota l'attività che l'Istituto stesso compie a favore di tutta la
categoria. Ciò non si traduce automaticamente in
un tentativo di cooptazione nell'Istituto per chi, pur
avendone diritto, non vi si è iscritto finora, ma solo
in mera attività informativa.
Nel ringraziare dell'attenzione che eventualmente i non soci dell'Istituto, destinatari della rivista, vorranno dare alle nostre attività, siamo comunque onorati di svolgere a nome di tutti un servizio
che travalica i normali i confini dell'Istituto stesso e
raggiunge i massimi vertici istituzionali dello Stato.
GRAZIE AMICI!
All'Istituto del Nastro Azzurro saranno erogati
complessivamente € 15.430 corrispondenti a 108
scelte nel 2007 e 208 scelte nel 2008 effettuate per
la devoluzione del 5 x mille con le rispettive dichiarazioni dei redditi.
In un momento di particolare difficoltà a far
quadrare i conti per la consistente riduzione (45%
negli ultimi due anni) del contributo straordinario
della Difesa e l'abolizione delle agevolazioni per la
spedizione della stampa periodica che ne ha più che
quadruplicato i costi, è stata una vera boccata di
ossigeno.
Ringrazio pertanto tutti coloro che, con una
semplice firma assolutamente gratuita, hanno contribuito a questo importante risultato e colgo l'occasione per sensibilizzare voi tutti, Soci o semplici lettori che condividete i nobili scopi dell'Istituto del
Nastro Azzurro, a sottoscrivere la devoluzione del 5
x mille a suo favore anche con la prossima dichiarazione dei redditi 2009.
Ricordo a tale fine che il codice fiscale da indicare è "80226830588".
Il vostro Presidente Nazionale
Generale Carlo Maria Magnani.
• Comunicazioni
• Editoriale
• È morto l’On. Gustavo De Meo, Presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci
• Lettere al Direttore
• La “giornata del Decorato” si conclude con una
conferenza sul tema “La guerra bianca”
• 4 maggio 2010: l’Esercito Italiano compie
149 anni
• 150° Anniversario della Polizia di Stato
• 2 giugno: Festa della Repubblica
• I messaggi del Capo dello Stato
• 196° Annuale della fondazione dell’Arma dei
Carabinieri
• Il Raduno Nazionale degli Alpini a Bergamo
• Il Raduno Nazionale dei Bersaglieri a Milano
• Detto fra noi
• Notizie in Azzurro
• Medaglie d’Oro eccellenti: Angelo Sante Bastiani
• Morte di un titano
• Un contributo di famiglia alla Battaglia di
Pantelleria
• Operazione “Pedestal”
• Il Savoia Cavalleria
• Febo
• La federazione di Rovigo presenta una pubblicazione informativa sul Nastro Azzurro
• Potenziamento giornale
• Azzurri che si fanno onore
• Cronache delle Federazioni
• Recensioni
• Oggettistica del Nastro Azzurro
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In copertina:
2 giugno 2010: festa della Repubblica
“IL NASTRO AZZURRO”
Ha iniziato le pubblicazioni a Roma il 26 marzo 1924
(La pubblicazione fu sospesa per le vicende connesse al secondo conflitto mondiale e riprese nel 1951)
Direz. e Amm.: Roma 00161 - p.zza Galeno, 1 - tel. 064402676 - fax 0644266814 - Sito internet: www.istitutonastroazzurro.org
- E-mail: [email protected] - Direttore Editoriale: Carlo Maria Magnani - Presidente Nazionale dell’Istituto Direttore Responsabile: Antonio Daniele - Comitato di Redazione: Carlo Maria Magnani, Antonio Daniele, Giorgio Zanardi,
Giuseppe Picca, Francesco Maria Atanasio, Antonio Teja, Antonio Valeri, Graziano Maron - Segretaria di Redazione: Barbara
Coiante - Autorizzazione del Tribunale Civile e Penale di Roma con decreto n.° 12568 del 1969 - Progetto Grafico e stampa: Arti Grafiche San Marcello s.r.l. - v.le Regina Margherita, 176 - 00198 Roma - Finito di stampare: luglio 2010
Per abbonarsi i versamenti possono essere effettuati su C/C Postale n. 25938002 intestato a “Istituto del Nastro Azzurro”, oppure su C/C Bancario CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA - Filiale di Roma - P.zza Madonna Loreto, 24 - c/c n. 0722122-3 - CIN IT “A” ABI 06155 - CAB 03200 - IBAN: IT69A0615503200000000002122 - C.F. 80226830588
Abbonamento ordinario: 20 Euro; sostenitore: 25 Euro; benemerito: 30 Euro e oltre.
Associato alla Unione Stampa Periodica Italiana
IL NASTRO AZZURRO
L’ARCHIVIO INFORMATICO DEI DECORATI AL V.M.
sentito, negli incontri spesso occasionali con Decorati,
ultimo numero del
amici, simpatizzanti, di parlare con loro delle nostre
nostro periodico ha
attività e dei nostri progetti.
accompagnato
la
L'avvenimento che ha caratterizzato questo periodo
distribuzione alle principali
è
indubbiamente
la celebrazione della Giornata del
cariche istituzionali ed a tutte
Decorato
all'Altare
della Patria insieme al Gruppo
le Federazioni Provinciali delMedaglie
d'Oro.
Erano
presenti Autorità, Gonfaloni di
l'archivio informatico dei
Città
decorate
al
Valor
Militare, i Labari di molte
Decorati al Valor Militare che
Federazioni
provinciali,
la
vedova di Ettore Viola uno
era stato presentato al
dei
padri
fondatori
dell'Istituto,
rappresentanti delle
Congresso di Bologna. Si tratnostre
sezioni
di
Città
del
Messico
e dell'Australia. Ma
ta di una ricerca unica del suo genere in Italia, che ha
l'elemento
caratteristico
è
stata
la
partecipazione del
richiesto all'Istituto un notevole impegno di personale e
Consiglio
Comunale
dei
Ragazzi
di Montevarchi.
di risorse finanziarie. Spetta ora a noi tutti fare in modo
Accompagnati
dal
Vice Sindaco
che questa banca dati non vada
della
Città
hanno
timidamente
dispersa o diventi il solito dischet...
LA
DISTRIBUZIONE
ALLE
salito
i
gradoni
del
Vittoriano
to dimenticato in un cassetto,
ben
consapevoli
del
significato
PRINCIPALI CARICHE
rendiamola viva fornendo notizie
che veniva attribuito a quel gesto
a tutti coloro che ce le chiederanISTITUZIONALI ED A TUTTE LE
grazie ad una sapiente preparano e contribuendo al suo necesFEDERAZIONI PROVINCIALI
sario ed inevitabile aggiornaDELL'ARCHIVIO INFORMATICO DEI zione effettuata dal vice
Presidente Nazionale Stefano
mento.
DECORATI AL VALOR MILITARE
Mangiavacchi, fautore della loro
Gli ultimi mesi trascorsi sono
CHE ERA STATO PRESENTATO AL
presenza. Sono certo che qualcostati ricchi di attività ed hanno
CONGRESSO DI BOLOGNA ... UNA sa di positivo è stato trasmesso a
visto
la
partecipazione
RICERCA UNICA DEL SUO GENERE questi giovani e sarebbe auspicadell'Istituto a tutte le cerimonie
bile che in futuro altri loro coetasvoltesi nella Capitale e nelle
IN ITALIA ...
nei possano seguire il loro esemvarie città. Mi piace ricordare che
pio.
per la prima volta il nostro Labaro Nazionale ha preso
La giornata si è conclusa al Campidoglio con una
parte attiva all'83° Raduno dell'Associazione Nazionale
conferenza del Dott. Federico Vido sulle "Tigri
Alpini a Bergamo ed al 58° Raduno Nazionale
dell'Adamello"
dell'Associazione Nazionale Bersaglieri a Milano. Lascio
Vostro
ad altri il resoconto delle due giornate che ci hanno conCarlo Maria Magnani
L'
MORTO L’On. GUSTAVO DE MEO, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI
È
morto il 1° maggio il presidente dell'Associazione Nazionale
Combattenti e Reduci, l'avvocato Gustavo De Meo, che è stato
deputato al Parlamento per la Dc dal 1948 al 1976, ha partecipato
alla guerra di Liberazione, è stato sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio per i governi Zoli, Fanfani e Tambroni e ministro della Difesa
con i governi Leone e Fanfani. E' stato anche per nove anni Giudice
Costituzionale Supplente. Presidente per 40 anni della Fiera
Internazionale dell'Agricoltura di Foggia e presidente della Cementeria
di Barletta, De Meo ha presieduto l'Associazione Nazionale
Combattenti e Reduci dal 1980 con rinnovi congressuali triennali. E'
stato nominato anche Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito
della Repubblica Italiana e Cavaliere della Legion d'Onore della
Repubblica Francese.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la notizia della scomparsa di De Meo, ha espresso i sentimenti del Suo commosso cordoglio.
L'Istituto del Nastro Azzurro si unisce ai familiari, alle istituzioni ed
al popolo italiano nell'esprimere profondo cordoglio per la scomparsa.
3
IL NASTRO AZZURRO
LETTERE AL DIRETTORE
Spett.le redazione,
l'amico avv. Roberto Vittucci Righini mi ha sottoposto quanto apparso a pag. 6 del numero 8 del mensile "Italia Reale"
da lui diretto.
Giuro che in 40 anni di costante lettura di articoli, libri, opuscoli sulle decorazioni non ho mai sentito idiozie di tale
portata. La medag1ia d'oro al V.M. può essere portata dalla madre, dal padre, dal figlio e dalla figlia nubile vivente in
casa senza altri orpelli o segni di lutto non previsti da nessuna norma, in quanto poi alla consegna al museo dell'arma
di appartenenza non tutte le armi o servizi hanno un museo (M.O. Salomone docet), è un incentivo a far sparire le
medaglie stante la carente sorveglianza di tutti i musei, nella migliore delle ipotesi con copie sostituite.
Un consiglio prudenziale é di tenere l'originale ed i decreti di concessione in cassette di sicurezza in banca e le copie
in quadri in casa ma mai consegnarli ad altri musei o fondazioni che siano interessati ad averle.
Col. C.Amm. (r) Mario Lanata
(Socio della Federazione di Torino)
Caro amico Lanata,
sono contento di pubblicare questa Sua lettera, anche se dopo qualche mese che è giunta in redazione, proprio perché
spesso si sentono dire cose un po' strane su presunte regole relative alla possibilità di portare le Decorazioni al Valor Militare
da parte dei congiunti di un Decorato deceduto. La burocrazia è un male così diffuso nel nostro paese che, anche quando
non prescrive nulla, impera lo stesso. Infatti, quando nessuna legge prescrive alcunché in una determinata materia, spesso
si sopperisce con un regolamento che viene presentato dal burocrate di turno come "… interpretazione autentica …".
Se i congiunti di un Decorato al Valor Militare deceduto ne portano le Decorazioni, lo onorano; cosa che egli ha
senz'altro meritato. Il "congiunto" ha un solo obbligo, direi morale: quello di rendere noto a tutti che egli porta
Decorazioni non sue. Ciò non costituisce obbligo di legge, ma è una forma di stile.
Grazie per le precisazioni e un cordiale saluto.
Antonio Daniele
Caro Amico,
premesso, che considero il ricordo dei nostri Caduti e Decorati una sorta di liturgia. Come la Chiesa e le altre Religioni
ricordano i loro Martiri a tutti i livelli, anche noi non possiamo esimerci dal farlo con i nostri Caduti e Decorati, meglio
se ancora viventi. La nostra religione ha come simbolo il Crocefisso, altre hanno lo Yoghi, mentre noi abbiamo le
Medaglie al Valore.
Come per gli anni precedenti, anche il 2010 era iniziato bene per i “miei” soci del Club del Millennio.
Il 7 Febbraio, puntualmente, il Gen. C. A. Barone Amedeo Guillet, con il quale sono stato in contatto per quasi un
ventennio, ha tagliato il traguardo dei 101 anni. Poi, improvvisamente, ci ha lasciati in punta di piedi per proteggerci
ancora dall’alto, come fece nel corso della sua vita terrena. A Lui, come del resto a tutti gli Ufficiali, ai Decorati e ai
Caduti e ai Sopravvissuti delle generazioni passate, che ci hanno protetto con il loro sacrificio, va quotidianamente un
mio pensiero d’affetto che vale anche per quelli che non conosco. Il 28 Febbraio scorso, la M.A.V.M. Giuseppe
Faccinetto, puntualmente, ha girato la boa dei 92 anni mentre il 3 Marzo, sempre diligentemente, il Ten. Col. Pilota
“Gigi” Luigi Gnecchi, due M.A.V.M., ha raggiunto felicemente i 96 anni.
Il mese appena trascorso ha visto, sempre in buona salute e circondati dall’affetto dei familiari, raggiungere due
altri traguardi importanti: il 29, le 93 candeline del Ten. Col. R. O. Enzo Curti (promozione per merito di guerra) e il giorno dopo le 96, del Magg. Gian Maria Salvagni. Nei prossimi sei mesi, altri Ufficiali taglieranno traguardi importanti. Su
tutti il Vice Decano del Club che girerà la boa delle novantanove candeline, sulla strada per raggiungere il suo primo
secolo, il Ten. prof. Riccardo Zelioli, tra l’altro, ancora impegnato quotidianamente ad amministrare un’importante
azienda, guida del nostro territorio. Nel frattempo, ci stiamo preparando per le 101 candeline del Cap. Alessandro
Galeazzi, M.A.V.M. “Sul campo” e continuare con gli altri importanti appuntamenti di soci che, sono sicuro, non deluderanno e che ricordo in anticipo e che onorerò ancora per molti anni, fino a, quando anch’io potrò farlo.
Intanto, gli ufficiali e i Decorati del Club del Millennio hanno fatto idealmente quadrato intorno alle spoglie del
Gen. Amedeo Guillet e si preparano a farlo nuovamente, questa volta per le 101 candeline dell’ufficiale che ho appena ricordato. Per onorare la memoria del Gen. Amedo Guillet, mi permetto di ricordare un suo efficace pensiero contenuto in una lettera inviatami nel 1995, trovata nel suo dossier mentre lo riordinavo: “… Purtroppo in questi ultimi
decenni molti giovani sono stati artatamente tenuti all’oscuro della nostra vera Storia e di quella di una guerra sfortunata, ma pur sempre densa di eventi eroici e di tanti cittadini e valorosi soldati i quali, pur non essendo responsabili di
un conflitto inopportunamente ed erroneamente dichiarato, hanno fatto il loro dovere e conferito onore all’Italia”.
Infine, Caro Direttore, chiedo scusa a Te e ai nostri lettori, per la pedissequa retorica con la quale ogni anno ripeto
le stesse cose. Spero, in ogni modo, di poter annoiare ancora per molto, perché quei giovani per i quali continuo a stravedere, meritano ben altro, anzi dovrebbero avere un patrocinatore più qualificato per quello che hanno fatto, subito
in silenzio come del resto ci ha proposto il buon Guillet. in quella sua missiva del 1995.
Alla prima occasione Ti porterò uno “Yoghi”, simbolo di altra religione che, come il nostro Crocefisso, ha un significato spirituale molto elevato.
Molto cordialmente.
Ten. c. Giovanni Bartolozzi
(Vice Presidente della Federazione Provinciale di Lecco)
Caro Bartolozzi,
l’Istituto del Nastro Azzurro ti è vicino nel complimentarsi con le “Colonne” della tua Federazione per la gagliardia
che dimostrano dall’alto della loro lunga esperienza di vita. Il pensiero, però, non può non correre al Barone Amedeo
Guillet resterà per sempre nei nostri cuori. Il Suo sarà il posto che noi riserviamo agli eroi, cioè a quegli uomini che,
4
IL NASTRO AZZURRO
con le loro gesta e col loro coraggio, hanno fatto la storia dell’umanità. Non è retorica, è ciò che veramente significa essere al di sopra e al di là come solo gli eroi sanno essere.
Anche la vita ritirata e, se vogliamo, semplice che ha condotto Amedeo Guillet, fino al suo epilogo, costituisce insegnamento per tutti noi: l’eroe non è mai tronfio, ma è schietto, non è superbo, ma amichevole, non è presenzialista,
ma “viene invitato”.
Amedeo Guillet ha improntata tutta la Sua fortunatamente lunga esistenza a questi valori e lo ha fatto così bene
che, quando ci ha lasciati, non c’è stato clamore, né roboanti proclami, né annunci che si odono talvolta per uomini
che, pur importanti, non sono mai stati alla Sua altezza.
Bene hai fatto a ricordare con la Tua lettera la Sua scomparsa. Il Nastro Azzurro esprime il proprio cordoglio e
coglie l’occasione per sottolinearne le virtù umane, civili e soprattutto militari.
Grazie amico!
Antonio Daniele
Gent.mo Generale Daniele,
ho letto l'articolo "La mia Nikolajevka", che è apparso sul numero 1/2010 della nostra rivista e desidero ringraziarti sentitamente, anche a nome della signora Julia Marchi, per la tua disponibilità e collaborazione.
La pubblicazione è riuscita molto bene su due pagine e con in evidenza la motivazione della Medaglia d'Argento
al V. M. concessa al Padre dell'autrice ed ha suscitato nell'interessata un sentimento di commozione e di soddisfazione
per il ricordo del suo congiunto e di tutti i Caduti nella battaglia e nella campagna di Russia.
Il loro ricordo è uno dei nostri impegni, che abbiamo rinnovato anche domenica 14 marzo u.s. con il nostro Labaro
provinciale alla commemorazione promossa dai Bersaglieri del Friuli Venezia Giulia al Sacrario di Cargnacco.
Con i più cordiali saluti.
Aldo Ferretti
(Presidente della Federazione di Pordenone)
Caro Presidente Ferretti,
ricambio i ringraziamenti di vero cuore. L'articolo è essenzialmente un contributo dato dall'autrice a "Il Nastro Azzurro".
Se la nostra rivista sta piacendo un pochino di più ai soci dell'Istituto è perché molti hanno raccolto la richiesta della redazione di inviare propri testi e collaborazioni, arricchendo con le proprie idee e testimonianze il patrimonio di amore per
la Patria e senso dell'Onore che contraddistingue gli Azzurri e che viene diffuso attraverso queste colonne.
Con l'occasione, ringrazio tutti coloro che stanno collaborando e anticipo il ringraziamento a coloro che, stimolati dall'episodio oggetto di questa corrispondenza, vorranno iniziare a collaborare con loro contributi.
Un cordiale saluto.
Antonio Daniele
Egregio Direttore,
sempre grata per l'attenzione che da alle mie lettere, mi sento però in dovere di evidenziare che il sottotenente Mario
Bellocchi, Caduto in azione col suo aereo nel cielo di Grecia, è stato Decorato di Medaglia d'Argento al V.M. (Bins,
marzo - aprile 2010) e non di Medaglia d'Oro.
Non so se sia stato un "lapsus calami" o la mia particolare calligrafia ad indurla ad una errata lettura.
Quanto sopra per tranquillizzare il fratello Bruno che, per la sua sensibilità, ritiene giusto chiarire. Mi accoglierà un
"errata corrige"?
Non so affidare ad una fredda "macchina", eccetto il protocollo, i miei sentimenti di amore, amicizia, solidarietà che
animano il mio modo di vivere.
Ringraziando, Le invio cordiali saluti.
Lucia Polidori Girardi
(Socia della Federazione di Perugia)
P.S.: Tenente Mario Bellocchi - 239^ Squadriglia Bombardieri a Tuffo al comando dell'allora capitano Cenni, di stanza all'aeroporto di Galatina - Lecce.
Gentile signora Polidori,
pubblico sempre molto volentieri ciò che Lei mi scrive poiché, come ho già altre volte affermato, dalle Sue righe traspare la bellezza e la purezza dei sentimenti che fino a pochi anni fa erano a fondamento della nostra civiltà. Oggi
tali sentimenti, una volta molto diffusi, sono sempre più rari e quindi, quando vengono alla luce, devono essere resi
noti.
Proprio la purezza di questi sentimenti ha fatto sì che una svista, sebbene presentasse la situazione in modo ancora migliore della già eccellente realtà, fosse ragione di "… imbarazzo …".
L'errore, è stato provocato forse dall’ammirazione per quanto il sottotenente Bellocchi era stato in grado di fare
già da ragazzo. Egli era l’autore del bellissimo tema pubblicato sul n.° 2/2010 de "Il Nastro Azzurro" in appendice alla
Sua precedente lettera. È stato automatico, per me, leggere la concessione della Decorazione "alla memoria", come
un sottinteso della "massima" Decorazione.
Chiedo venia per questo, ma ciò non toglie nulla, gentile Signora, alla purezza dei Suoi sentimenti, men che meno
a quella del fratello Bruno Bellocchi, ed alla bellezza di questa storia che, pur nella tragicità della guerra perduta, fa
onore alla nostra Patria.
Le auguro ogni bene.
Antonio Daniele
5
LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DEL
DECORATO 2010 SI CONCLUDE CON UNA
CONFERENZA SUL TEMA “LA GUERRA BIANCA”
Le corone d’alloro sfilano davanti ai Labari delle
Federazioni Provinciali dell’Istituto del Nastro Azzurro
L'Altare della Patria, alle nove di mattina,
splendeva dell'azzurro dei Labari delle numerose
Federazioni Provinciali del Nastro Azzurro.
Quest'anno, oltre ai soci di del Nastro Azzurro,
numerosi, e a quelli del "Gruppo delle Medaglie
d'Oro", un po' meno, era presente anche una
delegazione ufficiale dell'Unione Monarchica
Italiana col suo Presidente avv. Sergio Boschiero,
che è anche
socio
del
n o s t r o
Istituto.
Nella cornice di un servizio
d'onore
impeccabile,
sono
state
deposte
al
sacello
del
Milite Ignoto
due
corone
d'alloro, una
da parte del
Presidente
Nazionale
dell'"Istituto
del
Nastro
Azzurro",
generale
La ND Palma Viola insieme ai
Carlo Maria
nipoti di Simone Simoni
A
ncora una volta la "Giornata del
Decorato" si è configurata come la ricorrenza simbolica con la quale l'Istituto del
Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor
Militare, insieme al "Gruppo Medaglie d'Oro
d'Italia" e sotto la supervisione di "Assoarma",
intende rinnovare la propria testimonianza circa
la necessità di mantenere ben presente alla
società italiana l'importanza del Valor Militare
inteso come punto di convergenza dei sentimenti
di amore per la Patria, senso dell'Onore e Virtù
Militare.
Quest'anno, l'evento si è svolto sabato 22 maggio ed ha visto, per la prima volta, la presenza di
un gruppo di studenti della scuola media di
Montevarchi (AR), accompagnati da alcuni docenti e dal Vice Sindaco della città: essi costituiscono il
“Consiglio Comunali dei Ragazzi”, guidato da una
giovane Sindaco dei ragazzi, che ha preso parte
alla cerimonia con silenziosa compostezza.
Tra le presenze rilevanti del nostro Istituto,
oltre al Presidente Nazionale, generale Carlo
Maria Magnani, ai Vice Presidenti Arnaldo
Cassano e Pietro Mangiavacchi, al Segretario
Generale, Antonio Teja, erano presenti la ND
Palma Viola, vedova dell'On. Capitano MOVM
Ettore Viola, ideatore e fondatore dell'Istituto del
Nastro Azzurro, e due nipoti della MOVM Simone
Simoni, altro socio fondatore dell'Istituto, entrambi residenti negli Stati Uniti d'America.
6
IL NASTRO AZZURRO
L'argomento si è rivelato
di particolare interesse
nonostante riguardasse una
zona del fronte alpino che,
durante la prima guerra
mondiale, non è stato particolarmente interessato da
grandi vicende belliche ed è
stato solo marginalmente
coinvolto nelle battaglie
più importanti. In pratica,
la conferenza ha ripercorso
le vicende delle truppe alpine schierate a difesa del
fronte che si contrapponeva alla zona sud occidentale
austro ungarica.
Ovviamente tale zona è
stata di forte e continuo
attrito, ma le battaglie più
violente ed importanti la
hanno interessata lateralmente. Il conferenziere ha
avuto il merito di rendere la presentazione estremamente accattivante fornendo altresì un quadro
completo sia sul piano tecnico militare, sia su quello umano della vita dei soldati al fronte durante la
grande guerra, di come si sono svolti gli eventi bellici in quella zona. Un lungo applauso ha suggellato l'apprezzamento della conferenza al termine.
Il successo dell'evento è stato misurato anche
dalle numerose domande poste al conferenziere e
poi dalla permanenza di molti soci nella "Sala del
Carroccio" per parecchio tempo dopo che la conferenza si era conclusa.
A.D.
Dopo la cerimonia il Vice Sindaco e il Consiglio
Comunale dei Ragazzi di Montevarchi posano
insieme ai Labari del Nastro Azzurro
Magnani, e una da parte del Presidente del
"Gruppo Medaglie d'Oro", generale CC Umberto
Rocca.
La cerimonia è stata semplice ed austera, come
da tradizione, ma la superba cornice dell'Altare
della Patria, il garrire al vento delle bandiere
Tricolore insieme ai numerosi Labari di molte
Federazioni Provinciali dell'Istituto del Nastro
Azzurro, gli ordini marziali con i quali il picchetto
d'onore ha svolto il suo impeccabile servizio,
hanno profondamente impressionato i ragazzi
toscani. Tutti si sono dichiarati un pochino più
patriottici dopo quello che hanno visto.
Terminata la cerimonia, i partecipanti, provenienti da ogni parte d'Italia, hanno a lungo indugiato sul piazzale antistante il sacello del
Milite Ignoto scattandosi reciprocamente foto
ricordo e poi si sono dati
convegno nella "Sala del
Carroccio" del vicino
Campidoglio dove il
Segretario
della
Federazione Provinciale
di
Sondrio
e
C o m m i s s a r i o
Straordinario per la
costituzione
della
Federazione Provinciale
di Monza-Brianza, dottor Federico Vido, ha
tenuto una conferenza
“Sala del Carroccio”: il dottor Federico Vido tiene
storica sul tema "La
la conferenza sul tema “La guerra bianca”
guerra bianca".
7
IL NASTRO AZZURRO
4 MAGGIO 2010:
L’ESERCITO ITALIANO COMPIE 149 ANNI
Sen. Giorgio Napolitano e il Ministro della Difesa
On. Ignazio La Russa, erano presenti, tra gli altri,
il Vice Presidente del Senato Domenico Nania, il
Vice Presidente della Camera On. Renzo Lusetti, i
Sottosegretari di Stato alla Presidenza del
Consiglio Gianni Letta e Guido Bertolaso, i
Presidenti delle Commissioni Difesa di Senato e
Camera, Gianpiero Cantoni e Edmondo Cirielli, il
Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale
Vincenzo Camporini, il Capo di Stato Maggiore
dell'Esercito Generale C.A. Giuseppe Valotto e
numerose Autorità civili, religiose e militari.
Nel corso della cerimonia il Presidente
Napolitano ha consegnato la Medaglia d'Oro al
Valore dell'Esercito alla Bandiera di Guerra
dell'Arma di Fanteria, la Croce d'Oro al merito
dell'Esercito alla Bandiera di Guerra della 46^
Brigata Aerea dell'Aeronautica Militare e le Croci
d'Onore ''alla memoria'' dei sei militari italiani
caduti a Kabul nel settembre del 2009.
Alla cerimonia hanno preso parte anche gli ex
Ministri della Difesa Antonio Martino e Arturo
Parisi.
Il Presidente della Repubblica nel messaggio
augurale inviato al Capo di Stato Maggiore
dell'Esercito, si è così espresso: "In occasione del
149° anniversario della costituzione dell'Esercito
Italiano, rivolgo il mio deferente pensiero alla
Bandiera della Forza Armata, simbolo di onore e
valore militare, e ai soldati di ogni grado, arma e
specialità caduti nell'adempimento del dovere".
L'Esercito è "una istituzione determinante per il
futuro dell'Italia", ed "ha sempre riflesso al suo
interno la complessità e le diversità culturali e
sociali del paese. Nato il 4 maggio del 1861, subito dopo la proclamazione del Regno d'Italia, dalla
Lo sfilamento degli Istituti di formazione
in uniforme storica durante la celebrazione
L
e manifestazioni connesse con la celebrazione del 149° Anniversario della costituzione
dell'Esercito Italiano hanno preso il via fin
dalla notte di domenica 2 maggio, quando un
Agusta A.129 "Mangusta" è atterrato nei pressi di
piazza Venezia per costituire il primo nucleo della
mostra statica di cui diamo più avanti informazione.
La mattina del 4 maggio 2010, con la deposizione di una corona d'alloro al Sacello del Milite
Ignoto, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito,
Generale Giuseppe Valotto, ha aperto ufficialmente le celebrazioni e, successivamente, ha
inaugurato due mostre: la prima, storica, all'interno del Vittoriano dal titolo "Il volontariato dal
Risorgimento alle missioni internazionali", che
rimarrà aperta al pubblico fino al 4 novembre
2010, tutti i giorni dalle 09.00 alle 15.00, escluso il
lunedì; la seconda, statica, in Piazza Madonna di
Loreto, davanti al Foro Romano, dove, fino al 6
maggio, con orario 09.00-21.00, sono stati esposti
i mezzi di ultima generazione che i soldati italiani utilizzano nelle missioni all'estero, tra cui il già
citato elicottero d’assalto "Mangusta", la blindo
controcarro "Centauro", i sistemi robotizzati che
si usano in Afghanistan per rintracciare le mine, il
veicolo blindato "Freccia”, e infine, una più pacifica palestra d'alpinismo con tanto d'istruttori per
chi vuole tentare una scalata con vista mozzafiato sulle vestigia del Foro Romano.
Giovedì 6 maggio, alle ore 10.30, si è svolta la
celebrazione vera e propria presso l'Ippodromo
Militare di Tor di Quinto intitolato al "Gen. C.A.
Pietro Giannattasio".
All'evento, che è stato trasmesso in diretta su
RAI TRE, oltre al Presidente della Repubblica On.
Il Presidente della Repubblica e le
altre Autorità
8
IL NASTRO AZZURRO
l'Esercito tradizionale del passato, basato
sulla
coscrizione
obbligatoria e ancorato alla difesa dei
confini nazionali, si è
trasformato in un
moderno strumento
militare professionale, proiettabile in
lontane
regioni,
capace di operare in
contesti diversificati
multinazionali e multidisciplinari, impegnato in complesse
missioni per la stabilizzazione di aree di
crisi e per la pace.
Ufficiali, Sottufficiali,
volontari, personale
civile, potete essere a
buon titolo orgogliosi - ha sottolineato il
Presidente della Repubblica - di far parte di una
istituzione prestigiosa e determinante per il futuro dell'Italia. A voi e ai vostri familiari, anche a
nome di tutti gli italiani, rivolgo un riconoscente
e affettuoso augurio ed esprimo il mio più vivo
apprezzamento per quanto avete fatto e state
facendo per il nostro paese e per la comunità
internazionale. Viva l'Esercito italiano, viva le
Forze Armate, viva l'Italia!".
L’elicottero d’assalto A.129 “Mangusta”
fusione dell'Armata sarda e di altre formazioni
militari pre-unitarie, l'Esercito - ha ricordato il
Capo dello Stato - è stato protagonista della storia nazionale e saldo presidio della Patria negli
eventi drammatici, dalla terza guerra di indipendenza alla grande guerra, dal secondo conflitto
mondiale alla guerra di liberazione, che ne hanno
segnato l'esistenza, collocando infine l'Italia
come grande democrazia nella comunità delle
nazioni libere del XXI secolo. L'Esercito, sin dalle
sue origini, ha riflesso al suo interno la complessità e le diversità culturali e sociali del
paese, ha fatto di
esse
un
proprio
carattere distintivo e
qualificante, una ricchezza di valori, un
confronto di idee la
cui amalgama ha
contribuito, in pace e
in guerra, alla nascita
e alla condivisione di
un comune sentimento nazionale e,
per questa via, al
coronamento dell'unità
d'Italia.
Attraverso un lungo
e difficile processo di
razionalizzazione e
riorganizzazione
ancora in corso,
Il blindato “Centauro”
9
IL NASTRO AZZURRO
158o ANNIVERSARIO DELLA POLIZIA DI STATO
della promozione per merito
l 158° Anniversario della Polizia
straordinario del personale della
si è aperto, la mattina del 14
squadra "Catturandi" di Palermo
maggio 2010, con la deposizioe del Servizio centrale operativo
ne di una corona d'alloro
per l'arresto del boss mafioso
all'Altare della Patria, cui ha fatto
Domenico Raccuglia; i poliziotti
seguito a piazza del Popolo, alla
hanno ricevuto l'onorificenza con
presenza delle massime autorità
Il Presidente della Repubblica
il sostegno e il plauso di una pladello Stato, la cerimonia ufficiale
passa in rassegna i reparti
tea che ha più volte gridato:
nel corso della quale il Ministro
schierati
"bravi, bravi".
dell'Interno Roberto Maroni, nel
Molto toccante anche la presuo intervento, ha affermato:
miazione della prima donna entrata in polizia nel
"Sono onorato di celebrare questa ricorrenza che è
1960, insieme ad altre 22. Rosa Scafa, a 86 anni, si è
il modo migliore per ringraziare tutti gli uomini e le
presentata di fronte al Capo dello Stato, al quale ha
donne della Polizia di Stato per il lavoro che svolgostretto forte la mano, al Ministro dell'Interno e al
no per la sicurezza di tutti" e quindi ha ricordato i
Capo della Polizia con gli occhi lucidi dalla commorisultati ottenuti nel contrasto al crimine, in particozione. È stato così celebrato un anniversario nell'anlare nella lotta alla criminalità organizzata che si è
niversario: i 50 anni dell'ingresso delle donne in
svolta su due fronti: aggressione ai patrimoni
polizia che il pubblico ha ringraziato con un applaumafiosi e caccia ai latitanti. Il Ministro ha anche sotso. "Le donne in polizia" ha detto
tolineato lo sviluppo e il rafforzail prefetto Antonio Manganelli a
mento della cooperazione, attramargine della cerimonia "sono un
verso protocolli e accordi, con i
valore aggiunto e con la loro sensivari Paesi per il contrasto all'immibilità, acume e intelligenza hanno
grazione clandestina e al terroripermesso di raggiungere straordismo internazionale.
nari successi".
In una piazza "vestita" con i
Promozioni anche per gli atleti
colori bianco azzurri, il Presidente
delle Fiamme Oro, che hanno vinto
della Repubblica, On. Sen. Giorgio
Rosa Scafa, prima polizziotta
titoli sportivi sia in Italia che nel
Napolitano, ha consegnato medad’Italia, riceve il premio
mondo rappresentando gli ideali
glie, encomi e onorificenze ai
dello sport e i valori della legalità.
poliziotti che si sono distinti in
Anche
la
bandiera
della Polizia di Stato è stata
servizio per meriti straordinari. Tra le premiazioni
insignita
di
una
medaglia
d'oro. Per l'impegno che,
un momento particolarmente sentito è stato quello
I
MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
In occasione del 158° anniversario della Fondazione, desidero rivolgere un affettuoso saluto alle donne e agli
uomini della Polizia di Stato ed esprimere la gratitudine dell'intera Nazione per l'impegno a tutela dell'esercizio
delle libertà e dei diritti costituzionali, in uno con la garanzia della sicurezza.
La meritoria attività svolta, con dedizione e spirito di solidarietà, in favore delle comunità dell'Abruzzo colpite dal tragico sisma, ha motivato il conferimento della Medaglia d'Oro al Merito Civile alla Bandiera del Corpo.
Nell'ultimo anno è proseguita con accresciuta incisività la lotta alla criminalità organizzata, che ha consentito
la cattura di pericolosi latitanti ai vertici delle organizzazioni mafiose e l'aggressione di consistenti patrimoni.
Sono certo che tale intensa azione continuerà in collegamento con le Polizie straniere, per colpire le strutture
e gli affari dei sodalizi criminali, sempre più presenti sugli scenari dei grandi traffici internazionali.
Rispondendo a molteplici esigenze di sicurezza, la Polizia di Stato svolge, grazie a potenziati ed interconnessi
sistemi tecnologici, anche una costante azione di prevenzione, con l'obiettivo di realizzare un sempre più efficace controllo del territorio.
Nel rendere omaggio a tutti coloro che hanno portato all'estremo sacrificio l'attaccamento al dovere e lo spirito di appartenenza all'Istituzione, rinnovo ai familiari dei caduti la solidale vicinanza dell'intera Nazione.
Con questi sentimenti, esprimo il mio più vivo plauso e la sentita riconoscenza dei cittadini a tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato, insieme col sincero apprezzamento per le famiglie che ne condividono rischi e sacrifici.
Giorgio Napolitano
10
IL NASTRO AZZURRO
STRALCI DEI MESSAGGI DELLE ALTE CARICHE DELLO STATO
... Ricordando con gratitudine quanti hanno onorato la divisa fino all'estremo sacrificio rinnovo a tutti gli
appartenenti alla Polizia il ringraziamento del Governo e mio personale per la loro instancabile opera a tutela delle
istituzioni...
Silvio Berlusconi
...Nel contrasto alla criminalità organizzata, non siete soli. Il Governo molto ha fatto e molto ancora intende
fare...
...Continuerò a sostenervi affinché, anche grazie all'azione di stimolo e di collaborazione delle organizzazioni
sindacali, alle Forze di polizia possano essere assicurate tutti gli strumenti necessari per poter raggiungere nuovi e
gratificanti obiettivi...
...In questa giornata di festa, desidero infine ricordare quanti, appartenenti alla Polizia di Stato, hanno perso
la vita nell'adempimento del dovere, così come tutti coloro i quali, appartenenti alle altre Forze di Polizia e alle
Forze Armate sono state vittime del terrorismo e della criminalità, che, con il loro sacrificio, hanno contribuito alla
crescita della libertà nel nostro Paese......
Roberto Maroni
... Le celebrazioni del 158° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato devono rappresentare un'occasione, non solo per stilare consuntivi e bilanci dell'impegno volto a combattere il crimine, ma anche per esprimere forti e convinti sentimenti di vera riconoscenza e di sincero affetto verso le donne e gli uomini che, quotidianamente, vegliano sulla vita dei cittadini, garantendone tranquillità e libero esercizio dei diritti...
... Tutto quello che di buono la Polizia di Stato realizza per la sicurezza del nostro Paese deve essere ascritto
solamente alle donne e agli uomini che ho il privilegio di guidare ed ai quali va riconosciuto un tributo di infinita
gratitudine...
Antonio Manganelli
Polizia di Stato che intona le note dell'Inno di
Mameli sotto il filmato dell'Atomium di Brusselles:
un collegamento ideale con l'Europa.
Nel frattempo, al laghetto dell'Eur per tre giorni è stata aperta una manifestazione tesa ad
incontrare la gente, per spiegare il lavoro dei poliziotti con convegni, esibizioni degli atleti e degli
specialisti e numerosi stand dove poter curiosare.
le donne e gli uomini della Polizia hanno dimostrato in occasione del terremoto in Abruzzo.
Dopo le onorificenze, la piazza si è riempita di
ciclisti, operai, spazzini, artisti di strada, impiegati e
dirigenti, sportivi e tifosi, suore e frati apparsi ballando, cantando, correndo: tutte tessere di un
mosaico che, alla fine uniti, hanno composto lo slogan: "c'è più sicurezza insieme".
La cerimonia si è conclusa con la fanfara della
Simulazione di arresto di malvivente con moto d’acqua al laghetto dell’EUR
11
Il Laboro
Laboro della Presidenza
Presidenza Nazionale
del Nastro
o
Azzur
r o sfila davanti alla
Nastr
Autorità
Foto “Troupe Azzurra”
dell’Istituto
Tribuna
Tribuna delle
2 GIUGNO 2010:
FESTA DELLA REPUBBLICA
li svolgeva anche il compito di mostrare al pubblico
la capacità militare complessiva della nazione, ha
avuto come tema "La Repubblica e sue Forze
Armate" e come obiettivo quello di rendere un pubblico omaggio e ringraziamento ai circa 9000 militari italiani impegnati in 33 missioni all'estero svolte
sotto le bandiere dell'ONU, della NATO e
dell'Europa, in 21 paesi di tutto il mondo.
Gli specialisti Speleologi, Alpinisti e Fluviali dei
Vigili del Fuoco hanno provveduto all'ormai tradizionale ostensione del Tricolore sulla facciata del
Colosseo.
La parata, come lo scorso anno, è stata divisa in
otto settori. Nel primo, delle Istituzioni, hanno sfilato le Bandiere delle quattro Forze Armate e della
G.d.F., seguite dai gonfaloni delle Regioni italiane e
dai labari delle Associazioni Combattentistiche e
d'Arma (tra cui il Labaro dell'Istituto del Nastro
Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare),
tutti montati su camionette, seguiti da un sottosettore relativo all'attività internazionale a supporto
della politica estera, in cui hanno sfilato le rappresentanze dei reparti italiani all'estero e delle nazioni alleate impegnate insieme nei medesimi teatri
operativi fuori area nell'ambito di missioni NATO e
ONU.
I cinque settori successivi, relativi all'Esercito
Italiano, alla Marina Militare, all'Aeronautica
Militare, all'Arma dei Carabinieri ed alla Guardia di
Finanza, hanno seguito tutti il medesimo copione:
sono stati aperti dalla rispettiva Banda militare cui
L
a celebrazione dell'Anniversario della proclamazione della nostra Repubblica anche quest'anno, come di consueto, si è aperta con la
deposizione della corona d'alloro all'Altare della
Patria da parte del Capo dello Stato On. Sen. Giorgio
Napolitano che poi si è recato alla tribuna centrale
allestita in via dei Fori Imperiali per assistere alla tradizionale parata organizzata dal Ministero della
Difesa. In tribuna il Presidente della Repubblica ha
incontrato quasi tutte le autorità istituzionali, tra
cui: il Presidente del Senato Renato Schifani, il
Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il Ministro
della Difesa Ignazio La Russa, i Sottosegretari alla
Presidenza del Consiglio Gianni Letta e Guido
Bertolaso, quest'ultimo presente anche come Capo
Dipartimento della Protezione Civile, il Sindaco di
Roma Gianni Alemanno, il Capo di Stato Maggiore
della Difesa, generale Vincenzo Camporini, e tantissime altre autorità Civili, Militari e Religiose. Il
Presidente della Camera on. Gianfranco Fini si è
fatto rappresentare dal Vice Presidente Leoni, poiché si è recato in Afghanistan per celebrare la ricorrenza con i militari italiani colà inviati nell'ambito
della missione internazionale che l'ONU ha affidato
alla NATO in tale paese.
La parata, alla quale hanno preso parte 5650
uomini e donne militari e 430 civili, 210 quadrupedi
e 262 mezzi di vario genere, oltre all'immancabile
contributo della "Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori", ultimo retaggio di una "parata del
cielo" che, in periodi economicamente più favorevo-
continua a pag. 14
12
IL NASTRO AZZURRO
I MESSAGGI DEL CAPO DELLO STATO
I
n occasione della “Festa della Repubblica”, il
Capo dello Stato ha inviato diversi messaggi
istituzionali dei quali, di seguito, si riportano
i passaggi salienti.
Il Presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano
MESSAGGIO AI PREFETTI
Desidero rivolgermi, tramite voi, a tutti coloro
che, rivestendo responsabilità pubbliche sul
territorio, percepiscono con maggiore immediatezza bisogni ed esigenze delle comunità
locali e sono chiamati ad attuare ogni sforzo
in favore di cittadini ed imprese che devono
affrontare una difficile situazione economica.
Tutte le Amministrazioni devono dare prova di
massima consapevolezza dei loro ruoli, accentuando l'impegno a semplificare le procedure
e a razionalizzare le strutture, valorizzando al
meglio le risorse disponibili, al fine di assicurare la piena rispondenza dell'azione amministrativa all'interesse generale.
È fondamentale, in particolare nell'ambito
delle politiche sociali, attuare fonne di raccordo e di sinergia istituzionale, individuando le sedi e gli strumenti più
idonei a garantire la leale collaborazione tra Amministrazioni statali e Autonomie regionali e locali, e sviluppare
intese con le parti sociali per condividere gli interventi opportuni, verificare i risultati ed apportare con tempestività i necessari correttivi.
Il Paese ha bisogno di una buona Amministrazione che venga percepita nella sua capacità di dare risposte concrete alle esigenze e alle aspettative più avvertite dalle popolazioni, attraverso l'azione di Amministratori e funzionari pubblici improntata a trasparenza e sobrietà.
A voi Prefetti, per il riconosciuto ruolo di terzietà a garanzia dell'interesse generale, è richiesto il massimo impegno per rendere più incisiva l'azione complessiva di governo sul territorio, contribuendo ad individuarne le priorità
grazie a un costante monitoraggio delle situazioni di disagio emergenti, con attenzione particolare a quei contesti nei quali più alto è il rischio di tensioni.
Ho applaudito le recenti iniziative, ispirate a principi di solidarietà ed equità, che sono state attuate in ambito provinciale, in materia di sostegno al reddito delle famiglie e delle imprese, di sospensione delle procedure di rilascio
di immobili per morosità, di prevenzione del fenomeno dell'usura e di moratoria delle scadenze di mutui.
Rinnovo l'auspicio che da parte delle classi dirigenti vi sia uno scatto di consapevolezza della necessità di un impegno condiviso per superare sterili contrapposizioni e dannosi particolarismi. Questo modo di interpretare la responsabilità pubblica è il miglior contributo per riaffermare, nel centocinquantenario dell'Unità d'Italia, le ragioni dell'unità e dell'indivisibilità della Repubblica.
Sono certo che, per le celebrazioni di questo anniversario di straordinario rilievo istituzionale, voi Prefetti continuerete a promuovere sul territorio ogni utile raccordo per assicurare la migliore riuscita delle iniziative programmate.
Con questi sentimenti, rivolgo il mio più intenso augurio a tutti coloro che con voi celebrano la Festa della
Repubblica.
M E S S A G G I O A L L E F O R Z E A R M AT E (S T R A L C I O)
“... In un mondo sempre più interdipendente, non potrà esservi vera sicurezza se permarranno focolai di minaccia;
non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell'umanità sarà costretta a vivere nell'indigenza.
Dobbiamo lavorare insieme per la sicurezza e il benessere comune: insieme in Italia, insieme in Europa.
Le Forze Armate sono da anni impegnate in tanti teatri di crisi. La comunanza di intenti e la sinergia di azione che
13
IL NASTRO AZZURRO
esse esprimono nei confronti dei contingenti degli altri paesi, della cooperazione civile e delle organizzazioni internazionali, sono cruciali per la costruzione di una nuova sicurezza condivisa, fondamento di un nuovo benessere collettivo". I riconoscimenti che pervengono ai nostri militari dai colleghi sul campo, dalle popolazioni che essi assistono e dalle Nazioni amiche sono la prova più eloquente della qualità del loro impegno e della credibilità che si sono
conquistati nelle missioni di pace e di sicurezza al servizio della comunità internazionale.
Le Forze Armate hanno ora di fronte una nuova sfida, quella di costruire una difesa europea realmente integrata.Il
mio auspicio è che questo grande passo sia compiuto rapidamente e con successo e che costituisca avanguardia di
un'Europa politica finalmente unita.
Nel celebrare il sessantaquattresimo anniversario della Repubblica Italiana raccolto dinanzi al mausoleo del Milite
Ignoto, il mio primo deferente pensiero va ai militari di ogni arma, grado e specialità che hanno perso la vita nell'adempimento del dovere al servizio della Patria. Il 2 giugno del 1946 ha avuto inizio un periodo nuovo e straordinario nella storia dello stato nazionale unitario. Abbiamo vissuto anni non sempre facili, anni di duro lavoro resi
però fecondi dalla forza propulsiva dei valori della nostra Carta Costituzionale: democrazia, libertà, eguaglianza,
giustizia.
Su quei valori fondanti abbiamo costruito l'Italia di oggi, soggetto protagonista della comunità internazionale e di
un'Europa che è chiamata a rafforzare la sua unità ...".
M E S S A G G I O T E L E V I S I VA O A L P O P O L O I TA L I A N O
"Un augurio affettuoso a quanti vivono e operano nel nostro paese per la festa che celebriamo insieme: festa
dell'Italia che si unì e si fece Stato 150 anni orsono, Festa della Repubblica che il popolo scelse liberamente il 2 giugno 1946.
In questo momento, sentirsi nazione unita e solidale, sentirsi italiani, significa riconoscere come problemi di tutti
noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà, quelli che nei giovani suscitano, per effetto della precarietà e
incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro. Parlo dei problemi del lavoro e della vita quotidiana, dell'economia e della giustizia sociale. Stiamo attraversando, nel mondo e in particolar modo in Europa, una
crisi difficile: occorre dunque un grande sforzo, fatto anche di sacrifici, per aprire all'Italia una prospettiva di sviluppo più sicuro e più forte. Per crescere di più e meglio, assicurando maggiore benessere a quanti sono rimasti più
indietro, l'Italia deve crescere tutta, al Nord e al Sud. Si deve, guardando ai giovani, promuovere una migliore educazione e formazione, fare avanzare la ricerca scientifica e tecnologica, elevare la produttività del nostro sistema
economico: solo così si potrà creare nuova e buona occupazione.
"Il confronto tra le opposte parti politiche deve concorrere al raggiungimento di questi risultati, e non produrre
solo conflitto, soltanto scontro fine a sé stesso. Si discutano in questo spirito le decisioni che sono all'ordine del
giorno; si scelga in questo spirito, nel Parlamento, nelle istituzioni regionali e locali e nella società, tra le diverse
proposte che si dovranno liberamente esprimere. Ci accomuni un forte senso delle responsabilità cui fare fronte
perché l'Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta e si dimostri capace di dare il suo
contributo alla causa della pace e della giustizia nel mondo.
Buon 2 giugno a tutti".
M E S S A G G I O A L M I N I S T R O D E L L A D I F E S A ( S T R A L C I O)
"... I reparti hanno sfilato con il consueto, ammirevole impegno e la folta, calorosa partecipazione dei cittadini ha
confermato, ancora una volta, quanto affetto il popolo italiano nutra per le sue Forze Armate e quanto sia salda
la sua fiducia nei valori della democrazia e della Patria. ... Ho altresì apprezzato come anche quest'anno ella abbia
voluto conferire all'evento toni di sobrietà, senza nulla togliere al valore della celebrazione".
Le massime Autorità dello Stato presenziano
alla parata
14
hanno fatto seguito una compagnia di formazione delle rispettive scuole militari (Accademia,
Scuola Sottufficiali, Scuola Volontari di truppa,
ecc…), la formazione delle Bandiere di Guerra
dei Reparti e una o più Compagnie di Reparti
scelti o di rappresentanze di Reparti. Tra questi,
il sesto settore (Guardia di Finanza) è stato completato da un sottosettore dedicato alla Croce
Rossa Italiana (corpo interamente formato da
oltre 150.000 volontari che operano in tutta
Italia e all'estero, sovente anche a supporto
IL NASTRO AZZURRO
sfilare,
particolarmente
apprezzati dal pubblico, i
reparti a cavallo tra i quali
Lancieri di Montebello,
Carabinieri, Polizia di Stato,
Corpo Forestale e Guardia di
Finanza, concludendo la
parata con uno spettacolo di
grande effetto e di sapore
tradizionale.
Gli
onori
finali
al
Presidente della Repubblica
da parte dei Corazzieri a
Cavallo e un doppio sorvolo
della Pattuglia Acrobatica
Nazionale, che ha steso sul
cielo di Roma il Tricolore più
lungo del mondo, hanno
chiuso come sempre la manifestazione.
Grande la partecipazione
del pubblico, molti gli
applausi, evidente l'apprezzamento della parata di questo 2 giugno e sempre
più forte il sentimento di attaccamento alle istituzioni che si è manifestato proprio col gradimento e
con l'intensa partecipazione alla parata, tradizionale appuntamento tra le Forze Armate e il popolo italiano in occasione della Festa della Repubblica.
Le celebrazioni si sono concluse nel pomeriggio
con la consueta apertura al pubblico dei giardini del
Quirinale che ha visto l'affluenza numerosa dei
romani e dei turisti di passaggio nella Capitale.
La deposizione della corona d’alloro all’Altare
della Patria
delle attività della Protezione Civile) e al Sovrano
Militare Ordine di Malta.
Il settimo, relativo ai Corpi Armati dello Stato, è
stato aperto dalla Banda Nazionale della Polizia di
Stato, e si è sviluppato con la medesima formula
delle Forze Armate (Compagnia di formazione delle
Scuole, Compagnia Specialità varie, motocicli, automezzi tra cui la ben nota "Lamborghini Gallardo"),
la Polizia Penitenziaria, il Corpo Forestale dello
Stato e una rappresentanza auto portata dei 30.000
volontari del Servizio Civile dello Stato. Anche qui è
seguito un sottosettore interamente dedicato alla
Protezione Civile,
aperto dai Vigili
del Fuoco con i
propri mezzi speciali, e completato
da
quelli
del
"Genio"
delle
Forze Armate utilizzati in modo
intensivo
nelle
grandi calamità a
suggello della contiguità
tra
la
Protezione Civile e
le Forze Armate. Il
settore è stato
chiuso dal reparto
motociclistico della
Polizia Municipale
di Roma, in rappresentanza dei Vigili
Urbani di tutti i
comuni d'Italia.
I Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma - in seconda fila
L'ottavo e ultia destra il Labaro del Nastro Azzurro
mo settore ha visto
15
IL NASTRO AZZURRO
196° ANNUALE DELLA FONDAZIONE
DELL’ARMA DEI CARABINIERI
Roma e della Regione Lazio. L’Istituto del Nastro
Azzurro è stato rappresentato dal Presidente
Nazionale, Generale Carlo Maria Magnani.
La piazza era gremita soprattutto di tantissimi cittadini che hanno voluto testimoniare l'affetto e la
riconoscenza per l'Arma dei Carabinieri.
L'evento, che quest'anno si inserisce tra le celebrazioni per il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, si è
aperto alla musica della prestigiosa Banda dell'Arma
sulle cui note si sono schierati i Reparti.
Al Comando del Gen. D. Antonio Ricciardi hanno
sfilato: il Medagliere dell'Arma, il Labaro
dell'O.N.A.O.M.A.C., una Compagnia multinazionale
della Forza di Gendarmeria Europea (EGF), rappresentata da militari delle Gendarmerie di diversi paesi
europei.
Successivamente hanno preso posto nello schieramento 3 Reggimenti in rappresentanza dei Reparti
Addestrativi, dei Reparti impiegati sul territorio nazionale (Comandanti di Stazione, Carabinieri di
Quartiere, ecc …) e all'estero (Carabinieri
Paracadutisti "Tuscania", ecc …) e dei Reparti a cavallo (4° Rgt. Carabinieri a Cavallo).
Poi il Presidente della Repubblica ha passato in rassegna i Reparti che gli hanno reso gli Onori.
Nel corso del proprio intervento a Piazza di Siena,
il Ministro della Difesa On. Avv. Ignazio La Russa, ha
I
l 5 giugno 2010 l'Arma dei Carabinieri ha celebrato,
in tutta Italia, il 196° Annuale di Fondazione. Tale
data è stata simbolicamente adottata perché proprio in quel giorno, nel 1920, la Bandiera di Guerra
dell'Arma fu insignita della prima Medaglia d'Oro al
Valor Militare per l'impegno dei Carabinieri nel primo
conflitto mondiale.
La mattina, a Roma, il Comandante Generale
dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli ha deposto, in memoria di tutti i Caduti, due corone d'Alloro:
una al Sacello del Milite Ignoto presso l'Altare della
Patria, l'altra al Sacrario dei Caduti all'interno del
Museo Storico dell'Arma.
In serata del giorno 4, ha avuto luogo la consueta
manifestazione a Roma, nella suggestiva cornice di
Piazza di Siena, alla presenza del Presidente della
Repubblica On. Sen. Giorgio Napolitano, del
Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, del
Ministro della Difesa, On. Avv. Ignazio La Russa, del
Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale
Vincenzo Camporini e del Comandante Generale
dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli. Erano
presenti anche molti rappresentanti del Parlamento,
del Corpo Diplomatico, dell'Arma in servizio ed in congedo, del mondo imprenditoriale, culturale, artistico e
dello spettacolo, nonché delle massime autorità civili,
religiose e militari della Capitale, della Provincia di
Il Presidente della Repubblica passa in
rassegna i reparti schierati
16
IL NASTRO AZZURRO
voluto ringraziare "tutti i Carabinieri: quelli qui presenti e quelli che, anche ora sono impegnati in attività
d'istituto, sul territorio nazionale ed all'estero - ed ha
rivolto il proprio commosso pensiero - a tutti i Caduti
nell'adempimento del dovere che, in ogni tempo
hanno onorato la Patria fino all'estremo sacrificio …".
È stato poi il momento della consegna delle ricompense in forma solenne da parte del Presidente della
Repubblica. Sei Medaglie, delle quali cinque individuali (tre alla memoria), ed una alla Bandiera
dell'Arma, al Valore e al Merito, Militare e Civile,
hanno fatto rivivere ai presenti momenti di intensa
commozione per l'eroismo e la generosa donazione di
sé talvolta spinta fino all'estremo sacrificio, testimoniati dagli atti compiuti dai premiandi.
La Bandiera dell'Arma è stata decorata della
Medaglia d'Oro al Merito Civile perché "I militari
dell'Arma dei Carabinieri si sono particolarmente
distinti per essere tempestivamente intervenuti, con
generoso slancio, eccezionale abnegazione e encomiabile professionalità in soccorso delle popolazioni
colpite, per alleviarne i disagi e le sofferenze nonché
per garantire l'ordine e la sicurezza pubblica".
L'Aquila 6 aprile 2009.
Il Presidente della Repubblica ha poi conferito il
Premio Annuale a cinque Comandanti di Stazione particolarmente distintisi nell'attività d'istituto.
Il primo a ricevere il riconoscimento è stato il
Luogotenente Paolo Mazzolani, Comandante della
Stazione di Bologna, poi il Luogotenente Salvatore
Friano, Comandante della Stazione di Roma - Porta
Cavalleggeri, il M.A.s.U.P.S. Gaetano Iurato,
Comandante della Stazione di Settimo Milanese, il
La forza dei carabinierri consiste nella loro
capillare diffusione sul territorio
M.A.s.U.P.S. Vincenzo Zaltini, Comandante della
Stazione di Ferrandina (MT), ed il M.A.s.U.P.S.
Giancarlo Coluccia, Comandante della Stazione di
Taverna (CZ).
I cinque Comandanti di Stazione sono stati salutati con l'applauso del pubblico presente che ha voluto
testimoniare l'affetto e la riconoscenza verso questa
figura "storica" ed ancora attuale.
È seguito il deflusso dei Reparti che hanno ceduto
la scena al Reggimento Carabinieri a Cavallo per l'atteso "Carosello Storico", nel corso del quale figure ed
esercizi impeccabilmente eseguiti dagli oltre 130
cavalli e cavalieri, hanno dimostrato il perfetto binomio cavaliere - quadrupede.
Spenti i riflettori su piazza di Siena, un'enorme
fascio di luci ha disegnato il tricolore italiano sul palazzo dell'orologio. Su tutta la piazza, unicamente illuminata dalle fiamme dei bracieri ardenti, hanno riecheggiato le note del "Nessun Dorma", dalla Turandot di
Puccini che hanno scandito la "carica" dei due squadroni lanciati al galoppo, a sciabole sguainate e al
grido di "Pastrengo!", in memoria dell'eroica battaglia
del 30 aprile 1848 che valse alla Bandiera dell'Arma, la
prima Medaglia d'Argento al Valor Militare.
La cerimonia si è conclusa con gli onori al Capo
dello Stato salutato anche dai tantissimi piccoli che
sventolavano con energia le bandierine tricolori.
L'Annuale di Fondazione è un appuntamento che
rappresenta un forte momento di coesione per tutta
l'Arma e per la comunità a cui appartiene, costantemente assistita dalla rassicurante presenza di quell'uniforme, amica per antonomasia, alla quale poter
chiedere molto di più che una semplice mano.
La rievocazione della carica di Pastrengo
STRALCIO DEL MESSAGGIO CAPO DELLO STATO AL COMANDANTE GENERALE DELL'ARMA
Dopo aver rivolto un deferente omaggio alla Bandiera, il Presidente della Repubblica, On. Sen. Giorgio
Napolitano, ha espesso un "commosso pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita nell'adempimento del dovere
nel corso della lunga e gloriosa storia che ha visto i Carabinieri protagonisti del difficile cammino del nostro Paese
prima verso l'Unità e poi verso la conquista della democrazia […]. I Carabinieri hanno operato in piena sinergia con
le altre Forze Armate, a garanzia della pace e della stabilità in molte aree di crisi[…]. Specifica menzione merita
anche l'intervento nell'Isola di Haiti colpita da una gravissima calamità naturale [...].In questa giornata di festa, a
tutti i Carabinieri, in servizio e in congedo, e alle loro famiglie, vanno il mio plauso e il mio affettuoso augurio".
17
Il Labaro
Labaro Nazionale dell’Istituto del Nastro
Nastro
Azzur r o sfila con gli Alpini
IL RADUNO NAZIONALE
DEGLI ALPINI A BERGAMO
i loro nonni, i loro bisnonni, ritenevano e ritengono
un onore ed un dovere mettere la loro vita a disposizione della Patria.
Reputo giusto sottolineare che il modo migliore
per far conoscere la storia sia quello che mette sotto
gli occhi dei giovani l'esempio e l'eroismo di quelli
che li hanno preceduti e che ancora oggi si battono
per riaffermare quei valori che sono i perni della
società democratica e libera.
Tengo a precisare, infatti, che tutti coloro che
della guerra hanno conosciuto e conoscono gli orrori, le distruzioni, i dolori ed i lutti non possono che
spendere le proprie forze per la pace.
Dopo questa breve premessa voglio esprimere un
sincero e giusto ringraziamento al Presidente
Nazionale ANA, dott. Corrado Perona. A lui va,
infatti, tutta la nostra ammirazione e la nostra riconoscenza per aver concesso che potessimo vivere
dall'interno quello splendido evento che è
l'Adunata.
Riesco ad avvicinarlo ad intervistarlo, grazie
all'aiuto del Direttore de "L'Alpino", Vittorio
Brunello, che ringrazio e, con grande sorpresa,
apprendo peraltro che egli stesso, unitamente alla
sorella, è Socio dell'Istituto nella Federazione di
Biella e Vercelli, in memoria del padre, alpino del
Battaglione Exilles decorato sul Pasubio, e sono
ancor più meravigliata quando si scusa per la sua
D
omenica 9 maggio, con i pronostici del tempo
non certo favorevoli, siamo partiti alla volta
di Bergamo per sfilare con il Labaro
Nazionale dell'Istituto alla 83^ Adunata Nazionale
degli Alpini. Un evento eccezionale se si pensa che
dall'atto della costituzione della Federazione di
Sondrio non si aveva mai avuto questo privilegio,
pertanto sia la rappresentanza scelta dal Presidente
che i cinque Allievi della Scuola Militare Theuliè di
Milano, anch'essi Soci dell'Istituto, erano piuttosto
emozionati e consapevoli del gravoso compito loro
affidato.
Prima di raccontare, seppur per sommi capi l'intensa giornata ritengo opportuno esprimere un brevissimo pensiero sugli Alpini e dire cosa si racconta
di loro: uomini della montagna, duri, forti laboriosi,
tenaci, temerari, abituati alla fatica, ma che al
tempo stesso si abbandonano alla più cordiale allegria.
Le penne di oggi, i cosiddetti "BOCIA", assieme
ai "VECI" che si sono coperti di gloria ed hanno compiuto prodigi sul Grappa, sugli Altipiani, sul Pasubio
e sull'Ortigara; sulle giogaie della Grecia e
dell'Albania, nella lontana, squallida e sconfinata
steppa di Russia ed in tempi più recenti in Kossovo,
in Afghanistan ed in Iraq, debbono essere posti in
luce di fronte alle giovani generazioni, le quali non
possono non sapere che i loro coetanei, i loro padri,
18
IL NASTRO AZZURRO
Tra i tanti reduci incontrati nel corso delle giornata, mi
piace ricordare in particolare il Dottor Claudio Vicentini, ex
presidente dell'U.N.I.R.R.. Il suo modo di esprimersi, la fermezza della voce, la lucidità dei ricordi non tradisce l'età e
devo dire che rimango sorpresa quando egli stesso sostiene che molti suoi coetanei non sanno più parlare né ricordare lucidamente quei momenti. Mi dice anche che è un
luogo comune essere considerati icone per tutto ciò che
hanno passato e per gli eventi storici di cui sono stati protagonisti. "A mio parere - mi dice - è ingiustificata questa
reverenziale tendenza di fama che si crea attorno a noi.
Siamo e rimaniamo soltanto uomini, con i nostri pregi ed i
nostri difetti, e ci siamo trovati nostro malgrado coinvolti
nel vortice della guerra nei migliori anni della nostra vita.
Nonostante questo - aggiunge - ci siamo profusi per difendere la Patria per i valori in cui credevamo."
Sono parole forti quelle del dottor Vicentini, soprattutto se dette da un Reduce di Russia che ha combattuto nel Battaglione Monte Cervino (in relazione al suo reparto
mi narra un'aneddoto che voglio riportare relativo al fatto che il loro comandante sosteneva che loro essendo 1/3
degli altri Battaglioni dovevano combattere per tre e morire per tre; al che la truppa chiedeva perché se loro valevano per tre in tutto…. nelle vettovaglie valevano per uno?) ed ha guadagnato due Medaglie di Bronzo al Valor
Militare.
anch'essi parte della storia italiana, l'essere nati lontani non significa dimenticare la memoria di chi li ha
preceduti, ma deve essere un motivo ancor più incisivo per ricordare.
Ho poco tempo a mia disposizione prima che
inizi la sfilata, saluto cordialmente e a passo sostenuto percorro un lungo tratto di strada nel fermento generale che pervade la zona di partenza del
lungo corteo.
Le persone che vorrei intervistare sono ancora
molte, ho un lungo elenco per le mani, e con un po'
di fortuna, in maniera quasi casuale, riesco ad inter-
poca partecipazione, non certo per mancanza di
volontà, ma solo ed unicamente per il gravoso compito istituzionale che ricopre e che assorbe tutte le
sue giornate e tutte le sue energie.
Ma torniamo all'inizio.
Libera di muovermi a mio piacimento fra i partecipanti, voglio per prima cosa parlare con i reduci
(viventi sono ancora circa 170), dei quali non sto ad
elencare tutte le dichiarazioni, per non tediare il lettore, poiché perlopiù sono ricordi personali, ma
posso dire, che il loro pensiero unanime è stato:
"Abbiamo combattuto per il DOVERE, come lotta
per la giustizia e la libertà del
popolo italiano, questo concetto
esprime il fondamento della
Repubblica,
della
Patria
e
dell'Umanità".
Vicino a loro, sul lato opposto
della strada in un angolo un po'
appartato incontro un piccolo
gruppo di esuli di Zara, Istria e
Dalmazia, i quali mi fanno presente
che sono presenti all'Adunata fin
dal lontano 1950 e si rammaricano
perché ancor'oggi sembra non
venga riconosciuta sino in fondo la
loro italianità e sono da sempre
considerati esuli nella propria
Patria, tant'è che sfilano con le
Sezioni estere. Le ragioni e le sfumature dei loro pensieri possono
sembrare impopolari benché non
esprimano nessun giudizio storico,
ma vogliono decisamente solo e
soltanto sottolineare che sono
L’internazionalità degli Alpini è ben nota
19
IL NASTRO AZZURRO
Morbegno. Subito dietro si
muovono il nostro Labaro i
Gonfaloni dei Comuni, le rappresentanze delle Truppe di
Montagna degli altri Paesi
Europei ed Americane, le
Sezioni Estere dell'ANA e
l'Ospedale da Campo che tanto
bene ha fatto in molte aree di
crisi in Italia ed all'estero.
Mi sposto quindi alle tribune, dove siede il nostro
Presidente Nazionale Gen. Brig.
(r) Carlo Maria Magnani, palesemente soddisfatto che il Labaro
possa finalmente essere visto
sfilare da centinaia di migliaia di
persone.
Ho la fortuna di potermi
L’Istituto del Nastro
Nastro Azzur r o ha partecipato
partecipato in for ze al
muovere
liberamente, sicura di
Raduno degli Alpini: presenti
presenti il Presidente
Presidente Nazionale, gen.
non essere fermata dalla sorveMagnani, il Vice
Vice presidente
presidente Vicario,
Vicario, gen. Cassano, e il
glianza, anzi sono loro stessi che
Presidente
Presidente della Federazione di Sondrio, dott. Vido
Vido
mi aiutano a proseguire le mie
interviste accompagnandomi
loquire con il Gen. C.A. Biagio Abrate, Segretario
ovunque sia possibile.
Generale della Difesa - Direttore Nazionale degli
Incontro così, tra i tanti ospiti, Don Pierino
Armamenti, che alla domanda su cosa significa esseSacella, Cappellano Militare dell'Accademia di
re Alpini, mi spiega: "gli Alpini sono una compagine
Modena, Colonnello Alpino, al quale chiedo come
unanime sempre e dovunque, sia in armi che in convive l'Adunata; mi risponde: "Un'esplosione di gioia,
gedo non smettono mai il cappello" ed aggiunge
perché è il modo più semplice per incontrare vecchi
"Le Truppe Alpine oggi sono capillarmente impiegaamici e farne di nuovi, ma è soprattutto gratitudine
te su tutto il territorio nazionale ed in ambito interverso coloro che ci hanno preceduti per portare
nazionale, ovunque vi è la necessità; il loro compito
avanti un pensiero storico ed umano e riconfermare
primario è quello di intervenire in caso di bisogno
ai giovani la solidarietà, l'amore e la pace che sono
per aiutare e sostenere i più deboli e nelle Missioni
il fine supremo della storia dell'uomo e della
di Pace per ristabilire quei principi di legalità e
Nazione a cui appartiene".
libertà che sono la base di un Paese democratico".
Qui è un susseguirsi di autorità che giungono ad
La cortesia e la gentilezza dell'Alto Ufficiale mi
onorare gli Alpini: il Generale di Corpo d'Armata
disarmano e vinta ormai la mia ritrosia e riservatezGiuseppe Valotto, Capo di Stato Maggiore
za mi permetto di avvicinare il Sottosegretario alla
Difesa On. Guido Crosetto (ex Alpino lui stesso), a
cui rivolgo la medesima domanda e lui prontamente, con un largo sorriso risponde: "gli Alpini sono
ragazzi che si abituano velocemente alle diverse
situazioni e mostrano zelo e coraggio per difendere
i valori in cui credono", soggiunge poi "anche le
altre componenti dell'Esercito esprimono sempre il
meglio delle loro capacità professionali e sono dotate di un grande e profondo senso di umanità. Il
nostro è un esercito, più di ogni altro, che si richiama ad uno spirito di cameratismo e di corpo".
Mi soffermo un attimo perché la sfilata ha inizio
con gli Onori al Labaro del Nastro Azzurro, ai
Gonfaloni di Regione, Provincia e Comune di
Bergamo, al Labaro Nazionale degli Alpini decorato
con 207 M.O.V.M. ed alla Bandiera di Guerra del 5°
L’autrice dell’articolo offre al Gen. C.A. Primiceri
Reggimento Alpini che apre lo sfilamento seguita
la cartolina commemorativa del Gen. Cantore
dalle gloriose 47^ e 44^ Compagnia del Battaglione
20
IL NASTRO AZZURRO
dell'Esercito, il Ministro della Difesa
Ignazio La Russa e tanti altri.
Tra tutte queste personalità di
rilievo del mondo politico e militare riesco ad intervistare il Generale
di Divisione Alberto Primicerj,
Comandante delle Truppe Alpine,
che, con una perifrasi semplice,
afferma e sostiene che gli Alpini
sono da paragonarsi alle facce di
una medaglia, sia in servizio che in
congedo sono e rimangono sempre tali. Sono una forza militare
molto coesa, attiva, compatta e
produttiva, ovunque vi sia la
necessità. Sono come una famiglia
dove la solidarietà e l'umanità
sono il sale per mantenerla sempre
attiva. Mi spiega poi che l'iniziativa proposta dal
Governo (Mini Naja N.d.R.) è una spinta per le
nuove generazioni che così capiscono i valori militari e sviluppano anche un forte attaccamento al
Corpo, imparando i valori che contraddistinguono
chi opera in montagna.
Nel mentre lo intervisto passano gli Alpini della
Sezione di Genova con lo striscione "Passano gli
Alpini di Cantore" e lo speaker narra le gesta del
Generale Cantore; allora colgo l'occasione e prontamente consegno al Generale Primicerj la nostra cartolina commemorativa della Giornata del Decorato
dedicata appunto al "papà degli Alpini".
Ne è colpito ed apprezza sia l'opera in sé che l'iniziativa; fermo quegli istanti con una bellissima
foto, poi lascio il Generale per godermi un po'
l'Adunata. Gli Alpini intanto sfilano Sezione dopo
Sezione e se dovessi raccontare al lettore gli striscioni, le bandiere, i Gruppi non basterebbe l'intera rivista, una sola cosa va detta: alla fine sfileranno in 90.000!
Gli Alpini sono sempre pronti alla solidarietà
Potrei raccontare ancora per molto ciò che ho
visto, ma debbo chiudere il pezzo.
Nel ricordare quella giornata lunga e faticosa,
devo ammettere che pur non sfilando di chilometri
ne ho fatti tanti, posso soltanto dire che l'adunata
è sempre e comunque un evento grandioso che ti
entra dentro e che ti coinvolge totalmente. Guardi
i visi di coloro che sfilano e ti accorgi che, per tutti,
gli anni non sono mai passati: rivivono ancora la
naja con un sentimento tale che fatichi quasi a comprendere.
In conclusione, credo di poter dire, interpretando il pensiero di molti soci, che l'aver partecipato
con il nostro Labaro significa rinsaldare ancor più
tenacemente quei legami che il nostro Istituto ha
con la Forza Armata e con tutte le Associazioni
d'Arma perché noi siamo la sintesi suprema del
Valore di tutti.
Maristella Ravelli
(Socia della Federazione di Sondrio)
Altre figure di particolare rilievo che ho incontrato in prossimità delle Tribune centrali sono il dott. Nelson Cenci
M.A.V.M. ed il Ten. Col. Giovanni Battista Corvino decorato di 2 M.B.V.M., già Presidente della Federazione di
Foggia dell'Istituto. Il primo è un uomo gioviale e sicuramente pronto nel replicare alle domande poste, soprattutto se il giornalista è una signora; la sua vita è un'avventura: dopo la laurea in medicina parte volontario con gli
Alpini, combatte in Montenegro e, successivamente, in Russia dove viene ferito e riceve la Medaglia d'Argento al
Valor Militare. In questa occasione, poi, viene a contatto con il Beato Don Gnocchi, al quale una volta ritornato in
Patria rende omaggio nei libri dedicati alla tragica ritirata di Russia che ha scritto nel corso degli anni.
Il dott. Cenci afferma che le Adunate sono giornate di ricordo e di memoria per chi ci ha preceduti e che i giovani devono sapere che "chi all'epoca aveva la loro età conosceva già gli orrori della guerra, quindi si devono impegnare perché nel mondo rimanga la pace, operando in favore dei meno fortunati sotto l'insegna del Tricolore ".
Il Tenente Colonnello Corvino, nonostante qualche acciacco dovuto all'età avanzata, che gli impone la "scorta"
del nipote, è anch'egli molto loquace e ricorda con estrema precisione le sue vicissitudini personali. Anche lui è un
Reduce di Russia, dove ha combattuto con la Divisione Julia ed è stato ferito il 28 dicembre del 1942; qui ha guadagnato la prima decorazione. Ritornato in Patria ha partecipato alla Guerra di Liberazione, e ha ottenuto la seconda M.B.V.M. combattendo al fianco degli Alleati nelle file del Battaglione Alpini “Piemonte”, con il quale ha risalito la penisola partecipando alla battaglia di Monte Morrone. Da qui ha proseguito, poi, lungo la direttrice adriatica sino alla Linea Gotica ed è stato il primo militare dell'Esercito Italiano del Legittimo Governo del Sud ad entrare in Jesi il 20 luglio del 1944.
21
IL NASTRO AZZURRO
IL RADUNO NAZIONALE DEI
BERSAGLIERI A MILANO
ta dei 20.000 cappelli piumati:
uno spettacolo di allegria,
forza, grinta e virtù militari. Ad
essa ha partecipato anche il
Labaro Nazionale dell’Istituto
del Nastro Azzurro con un alfiere d’eccezione: il generale dei
bersaglieri Antonio Cassano,
Vice Presidente Nazionale
dell’Istituto. Presente tra le
autoirità, anche il Presidente
Nazionale, generale Carlo
Maria Mgnani.
Solo i bersaglieri ce la
fanno. "Mettono in musica il
tricolore". Solo loro hanno il
potere di trasformare compassati signori milanesi in bambini
che applaudono e urlano "evviva i bersaglieri!".
"Quando passano scoppia
l'applauso, è la gratitudine per
quello che i bersaglieri hanno
fatto e fanno per l'Italia, per la
sicurezza, per la lotta contro il
terrorismo". Così li saluta il
Ministro della Difesa Ignazio La
Russa.
"Sono cuore e musica del tricolore" sorride il generale Camillo de Milato.
"Siamo il reggimento più decorato dell'Esercito
Italiano" arringa i suoi il generale di corpo d'Armata
Benito Pochesci, presidente dell'Associazione Nazionale
Bersaglieri.
E sfilano le fanfare, a decine, la pattuglie dei ciclisti,
dei motociclisti, i gruppi. C'è il sindaco-bersagliere con il
suo gonfalone, e il giornalista bersagliere che segue l'evento. Il cappellano militare bersagliere arrivato da
Salerno.
Applausi e corse. Alcune appesantite da qualche
chilo, o da ginocchia in disordine. Ma più la corsa è difficile, più riscuote applausi, a volte trionfi; qualcuno cade.
Sotto il palco c'è Aldo Rota, 101 anni, il bersagliere più
anziano d'Italia, nato a Reggio Emilia, ma residente a
Milano "da sempre". Bersaglieri trentenni che arrivano ai
Bastioni di Porta Venezia con la metropolitana rossa. C'è
anche chi corre parlando al cellulare.
E continuano a sfilare. La batteria degli allievi della
Scuola Militare Teuliè e gli allievi dell'Accademia Militare.
Il plotone delle crocerossine, il Gruppo Storico, e le
Guardie d'Onore alle Tombe del Pantheon. I gruppi femminili, gli ufficiali e i sottufficiali in servizio. Sfilano la
Fanfara "Luciano Manara" di Milano e il Gruppo di Busto
Arsizio, con un enorme cappello piumato portato da un
camion. I reduci, i "comuni in esilio" e le "sezioni scomparse" di Zara e Pola con i loro "bersaglieri vivi e morti".
Sfilano i mezzi storici, il Gruppo Missioni all'Estero, il
Medagliere e il Gruppo della Bandiera di Porta Pia, gli
striscioni regionali.
Ma i bersaglieri non sono solo colori e musica. Ci
La corsa della Fanfara
S
ono stati centomila i bersaglieri presenti a Milano
per il 58° Raduno Nazionale del corpo, da venerdì 14
a domenica 16 maggio 2010. La tre giorni, ricca di
sfilate, concerti di fanfare ed esibizioni ginnico-militari,
ha configurato una vera e propria invasione pacifica di
cappelli piumati.
"Milano è orgogliosa di ospitare un appuntamento
così significativo - ha detto l'assessore al turismo
Massimiliano Orsatti - che, sono certo, oltre a far segnare
un notevole afflusso di partecipanti, saprà catalizzare
l'attenzione degli stessi milanesi, da sempre affezionati
ad un Corpo così rappresentativo delle nostre Forze
Armate".
I festeggiamenti si sono aperti con un'esposizione
filatelica dedicata al Corpo al Palazzo delle Poste di via
Cordusio dove è stato anche presentato lo speciale annullo postale realizzato per l'occasione. Al Museo del
Risorgimento è stata inaugurata una mostra che racconta la storia dei Bersaglieri dal 1836 ad oggi. In 12 bar e
locali della città sono stati aperti, per tutta la durata del
Raduno, altrettanti "punti cremisi", ognuno dedicato a
un reggimento, dove i vecchi commilitoni si son potuti
incontrare, magari dopo tanti anni, e sicuramente sono
scorse lacrime di commozione.
Qualche preoccupazione per il glorioso Terzo
Bersaglieri, il reggimento più decorato d'Italia, sfrattato
da Milano, di cui è cittadino onorario, per le esigenze di
ristrutturazione delle Forze Armate. Nella caserma
Mameli di viale Suzzani il 3° reggimento bersaglieri è
rimasto per ben 56 anni. E non è solo storia.
Ma l'evento clou della manifestazione, ciò che la
gente ha atteso di più e ha apprezzato meglio è la sfila-
22
IL NASTRO AZZURRO
sono i reduci della Somalia, del Libano,
dell'Afghanistan. La prima donna medico
militare, Paolina Coppola, 29 anni, è bersagliere.
"I milanesi vogliono bene alle Forze
Armate" dice il Capo di Stato Maggiore
dell'Esercito, generale di corpo d'Armata
Giuseppe Valotto. È del 1934 il primo raduno
in città, seguito da quelli del '55 e del '77.
Milano, con Roma, Torino, Napoli e Trieste, è
tra le città che i bersaglieri hanno visitato più
volte.
Il vicesindaco Riccardo De Corato ricorda
la partecipazione del corpo all'operazione
"Strade sicure" che "in città ha portato a una
riduzione del 40 per cento dei reati nelle vie
pattugliate". Il prefetto Gian Valerio
Lombardi osserva soddisfatto il calore della
gente per i militari. E il presidente del
Consiglio provinciale Bruno Dapei riflette che
"quando in piazza ci sono i pacifisti bisogna
mettere l'elmetto, mentre quando sfilano i
militari c'è gioia e festa. La piazza dovrebbe
essere sempre così".
Il Labaro nazionale del Nastro Azzurro al raduno dei
Bersaglieri
IL PROGRAMMA
Venerdì 14 maggio
La mattina, il vicesindaco Riccardo De Corato ha accolto a Palazzo Marino il Medagliere Nazionale
dell'Associazione Bersaglieri, accompagnato dalle fanfare. Nel pomeriggio, con partenza da Foro
Bonaparte, due fanfare a bordo di bus scoperti hanno animato le vie della città. La giornata si è conclusa alle ore 20.30 al Teatro dal Verme, dove quattro fanfare si si sono esibite nel "Concerto di Gala".
L'ingresso al teatro è stato offerto gratuitamente al pubblico sino ad esaurimento dei posti.
Sabato 15 maggio
La giornata si è aperta con quattro fanfare che, a bordo di bus scoperti, hanno vivacizzato le vie della
città facendo tappa anche in alcune delle principali case di riposo cittadine. Negli spazi del Castello
Sforzesco, a partire dalle 15.30, si son potute ammirare le emozionanti evoluzioni ginniche e ciclistiche
dei Bersaglieri, sempre accompagnati dal suono delle fanfare. In serata, alle ore 21.30, 15 fanfare si
sono esibite in altrettante piazze del centro città, per concludere la serata in piazza Duomo, alle ore
23,00 con una spettacolare illuminazione della facciata del Duomo con fasci di luce che ne hanno trasformato la facciata in una gigantesca Bandiera Tricolore. La fanfara ha suonato il Silenzio e l'Inno
Nazionale sul sagrato del Duomo a mezzanotte.
Domenica 16 maggio
L'apice dei festeggiamenti si è tenuto la mattina alla presenza del ministro della Difesa On. Ignazio La
Russa, del Capo di Stato Maggiore dell'esercito Gen. C.A. Giuseppe Valotto e del Presidente Nazionale
dell'Associazione Nazionale Bersaglieri Gen. C.A. (r) Benito Pochesci. Dai Bastioni di Porta Venezia ha
preso il via la sfilata celebrativa del 58° Raduno Nazionale dei Bersaglieri: il lungo corteo, aperto dalla
fanfara della Prima Regione Aerea, seguita dagli allievi della Scuola Militare Teulié, ha visto sfilare di
seguito la fanfara della Brigata Corazzata Ariete, le bandiere di guerra del 3° e 11° Rgt. Bersaglieri
seguite da una compagnia in armi dello stesso 11° Reggimento ed una compagnia di Ufficiali Bersaglieri
in servizio. Si sono poi succedute tutte le sezioni delle regioni d'Italia con oltre 60 fanfare di fanti piumati. La sfilata ha percorso il seguente itinerario: Bastioni di Porta Venezia, C.so Venezia, P.za San
Babila, C.so Europa, Verziere, P.za Fontana, P.za Duomo dove tutti i radunisti hanno sfilato al "passo di
corsa". Al termine, nella stessa piazza del Duomo, la cerimonia dell'ammainabandiera ha concluso la tre
giorni milanese.
23
IL NASTRO AZZURRO
D
E
T
T
O
F
R
A
N
O
I
ARRIVANO LE VACANZE
Al termine del periodo vacanziero dell'estate 2009 ho dovuto registrare un osservazione: per tutta
la stagione sui giornali sono comparsi titoli come: "Tricolore superato: cambiamo la Costituzione"
oppure "Dialetti obbligo di conoscenza (fluente!!) per gli insegnanti" e ancora altri titoli del genere.
Questo è quanto "passa il convento" della politica odierna. Poiché il nostro Statuto sancisce che
l'Istituto del Nastro Azzurro è apolitico e apartitico, ci asteniamo da commenti e ricordiamo che la
nostra associazione oltre alla finalità di ricordare il segno del Valore, ha anche quella di "Tutelare il
rispetto e l'amore per la Patria e diffondere, particolarmente nelle giovani generazioni, la coscienza
dei doveri verso questa".
Speriamo che le incipienti vacanze estive 2010 ci portino una politica più vicina alle esigenze nazionali e più rispettosa della nostra Patria.
Ten. Col. (R.O.) Luigi LEONARDI
(Presidente della Federazione di Pesaro Urbino)
VIOLENZA GIOVANILE, EMERGENZA
SOCIALE
All'interno del variegato "pianeta violenza", la questione giovanile è da tempo il nervo scoperto della
società. I giovani rappresentano l'anello debole di un sistema attraversato da forti tensioni, sono figli di
una società priva di freni inibitori, in cui l'autorevolezza, intesa come credibilità valoriale, è stata
soppiantata dalla trasgressione. Senza un passato, ma in qualche modo incapace di proiettarsi verso il
futuro, la "generazione invisibile" vive il presente acriticamente, adagiandosi, e spesso rifiutando con
violenza quello che la società è in grado di offrire. Il vuoto che opprime il ragazzo dopo l'abbandono delle
certezze dell'infanzia rende tutto paurosamente insignificante.
Sui meccanismi di devianza minorile scatta l'influsso pesante della famiglia quando essa non è in
grado, verso l'esterno, di garantire ai figli affetto, autonomia, autorevolezza di modelli comportamentali,
perseguimento e raggiungimento di mete umane e professionali, cioè quella serie di elementi
fondamentali per la formazione della personalità dei giovani, ai quali spesso viene a mancare una precisa
identità culturale. È viva la percezione della "estraneità fra le generazioni", rive di un fiume senza ponti.
Genitori che non riescono a comprendere i figli e, viceversa, figli che considerano i genitori
irrimediabilmente antiquati e formalisti. Si è aperta una frattura profonda fra le generazioni, una frattura
che comporta spesso l'impossibilità di trasmettere dai padri ai figli i modelli comportamentali, le gerarchie
dei valori, perfino le regole della quotidianità.
I nuovi stili di vita, lo stesso consumismo della rete, che esalta l'individualismo, dà ai ragazzi
un'illusione di socialità e impedisce che si creino momenti di aggregazione spontanea. È la società
narcisistica, orientata alla valutazione dell'io e non del gruppo sociale. Il vuoto ideologico, il nichilismo
culturale, l'intolleranza civile e religiosa sono divenuti i simboli di una società allo sbando, sempre più in
balia di "profeti" e di mercenari senza scrupoli! E la mancanza di certezze affettive e ideali genera il
tragico salto nel buio: dall'alcol alla droga, alla violenza gratuita. Il giovane cerca a tutti i costi una
identità: la violenza gliela offre. È dalla miscela esplosiva delle difficoltà esistenziali del singolo e dalla
distorsione dei valori fondamentali della vita che nascono i semi della violenza. Nascono dalla paura! È il
timore di essere attaccati, sopraffatti, colpiti dall'altro.
Dietro questa drammatica realtà si annidano motivazioni particolarmente profonde collegate alla
crescente solitudine in cui vivono le nuove generazioni, confinate in un mondo a parte dove, venuti a
mancare gli interlocutori naturali ossia i genitori, prendono il sopravvento nuove figure di riferimento,
estranee al circuito relazionale della famiglia: gli amici, quelli del "branco", con i quali si condividono
ansie e timidezze, i primi segni cioè di quel disagio che se non interpretato in tempo si trasforma in
pericolosa devianza. Individualismo, materialismo, consumismo sfrenato e soprattutto la quotidiana sagra
dell'effimero hanno portato su altari pagani falsi dei, falsi miti concorrendo a determinare una distorta
visione della realtà nonché una errata concezione del vivere.
Cosa fare per sconfiggere la violenza giovanile, il bullismo e con esso l'analfabetismo emotivo dei
giovani? Parola d'ordine: "connettersi con i giovani"! Eliminare le condizioni di paura, educare i giovani
alla legalità, ridestare in loro i grandi ideali, la passione civile e politica per renderli protagonisti
consapevoli del loro ruolo sociale attraverso il recupero della … smarrita visibilità. Coniugare la libertà con
il senso del dovere per poterla vivere non come trasgressione ma come valore di grande significato.
In questo campo il Nastro Azzurro potrebbe fare grandi cose.
Dottor Pietro VITALE
(Giornalista-militare e scrittore)
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IL NASTRO AZZURRO
NOTIZIE IN AZZURRO - NOTIZIE IN AZZURRO NOTIZIE IN AZZURRO
L'ESERCITO ITALIANO E LA CONFCOMMERCIO INSIEME PER L'OCCUPAZIONE.
Il 14 ottobre 2009, presso la Caserma "D. Picca" a Bari, è stato sottoscritto il protocollo d'intesa tra il
Comando Militare Esercito "Puglia" e la “Confcommercio” per il collocamento nel mondo del lavoro di personale militare volontario dopo la ferma. Hanno firmato la convenzione il Gen. B. Carminantonio Del Sorbo,
Comandante del CME "Puglia" e il dottor Alessandro Ambrosi, Presidente “Confcommercio” di Bari.
Il progetto individua i destinatari delle azioni formative in coloro che, arruolati Volontari VFB, VFP1,
VFP4, VSP nonché Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (AUFP), abbiano completato senza demerito il previsto periodo di ferma e non trovino utile sistemazione nel Servizio Permanente o nelle carriere iniziali delle
Forze di Polizia. L'acquisizione di qualifiche professionali, fondamentale per il personale che lascia le Forze
Armate al fine di essere riconvertito professionalmente con i profili richiesti dal mercato del lavoro, è ottenuto tramite l'invio a corsi di formazione professionalizzati organizzati dalla Regione Puglia, invio previsto
proprio in base alla convenzione testé stipulata con il Comando Militare Esercito "Puglia". Tre mesi prima
della presumibile data di collocamento in congedo, ha inizio l'attività di informazione sui profili professionali posseduti dai volontari disponibili per possibili sbocchi occupazionali presso l’imprenditoria privata. Le
imprese associate a “Confcommercio” Bari, se interessate, in coordinamento con il Comando Militare
Esercito - Sezione Collocamento ed Euroformazione, svolgeranno i necessari colloqui di lavoro.
A PORDENONE UNA MOSTRA STORICA PER IL 4 NOVEMBRE
Le Associazioni Combattentistiche e d'Arma di Pordenone, per la ricorrenza del 4
novembre, Festa delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale, hanno allestito a
Pordenone una mostra di cimeli nella Corte del Bosco in Via Dante. È stata una esposizione di testimonianze, anche inedite, di documenti originali e miniature di prototipi bellici a partire dal loro primo utilizzo a quelli odierni. Il materiale documentale
e le opere esposte hanno costituito un percorso didattico ideale, che potrebbe essere ben utilizzato anche nelle scuole, per ricostruire i difficili anni della storia d'Italia.
Oltre che per la validità della manifestazione, va rivolto alle Associazioni
Combattentistiche e d'Arma di Pordenone ed al loro coordinatore, col. Alfredo
Imbimbo, un grazie riconoscente ed affettuoso per aver magnificamente allestito la
mostra.
CAMBIO AL VERTICE DEL COMANDO BRIGATA "AOSTA"
Il 23 novembre 2009, nella Caserma "Emilio Ainis" di Messina,
sede del 24° Reggimento artiglieria "Peloritani", alla presenza del
Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale di Corpo d'Armata
Giuseppe Valotto, del Comandante delle Forze Operative Terrestri
Generale di Corpo d'Armata Armando Novelli e del Comandante
del 2° Comando delle Forze di Difesa Generale di Corpo d'Armata
Francesco Tarricone, si è svolta la cerimonia di saluto alle unità
della Brigata Aosta rientrate dai Teatri Operativi kosovaro e libanese e di avvicendamento del Comandante della Brigata "Aosta",
Generale di Brigata Roberto Perretti, al quale è subentrato in
comando il Generale di Brigata Luigi Vinaccia.
L'Aosta, nel corso del 2009, ha operato in Kosovo con il
Lo schieramento
Comando Brigata, il 5° reggimento, il 62° reggimento ed unità del
6° reggimento bersaglieri, 24° reggimento artiglieria, 4° reggimento genio guastatori e del reparto Comando e supporti tattici Aosta. Il reggimento "Lancieri d'Aosta" ha
assolto la sua missione in Libano operando per la prima volta unitariamente col 6° reggimento bersaglieri.
Elementi hanno, poi, agito in Afghanistan.
Dal mese di agosto dello scorso anno, inoltre, la Brigata "Aosta" partecipa all'Operazione "Strade Sicure"
in Sicilia e Calabria, attività che vede l''Esercito impegnato in concorso con le Forze dell'ordine, per il controllo
del territorio per contrastare la criminalità organizzata.
25
IL NASTRO AZZURRO
MEDAGLIE D’ORO ECCELLENTI: ANGELO SANTE BASTIANI
volontario per l’Africa Orientale e vi giunse giusto in tempo per partecipare alla guerra
d’Abissinia, scoppiata il 3 ottobre 1935.
Da poco indossato il nuovo grado di caporal
maggiore, partecipò, con la 1^ Divisione Eritrea,
alla battaglia di Mai Ceu dove si distinse come
portaordini, per coraggio ed abnegazione, meritandosi la sua prima Decorazione al Valor
Militare.
Terminata quella campagna, con la promozione a sergente, cominciava ad apprezzare i guerrieri indigeni per la lealtà e la forza in combattimento che dimostravano. All’epoca, l’esercito
coloniale usava arruolare in bande irregolari tali
guerrieri, mettendoli sotto il comando di ufficiali particolarmente carismatici che fossero quindi
in grado di ottenere rispetto da parte di quegli
uomini dal carattere particolarmente forte.
Bastiani chiese al comando di Dessié, dal
quale dipendeva, di poter arruolare un Banda di
Irregolari tutta sua, ma il grado di sergente che
indossava all’epoca gli valse una momentanea
risposta negativa.
Alcuni mesi più tardi, considerando le indubbie qualità militari da lui dimostrate, il Comando
autorizzò Bastiani a costituire la “sua“ banda.
Egli arruolò, con l’aiuto di due sottufficiali ascari, centosessanta elementi scelti con attenzione e
rigore, tra i fieri guerrieri Amhara.
La banda venne impiegata quasi subito - giusto il tempo di un breve addestramento – nella
zona del Mes dove i Ras ribelli si erano rifugiati
Angelo Sante Bastiani in tenuta di
servizio
servizio con le decorazioni
A
ngelo Sante Bastiani, già da bambino era
ammaliato dall’Africa. Appena ventiduenne, col grado di caporale, si offrì
MOTIVAZIONE DELLA MADAGLIA D’ORO AL V.M. CONCESSA ANGELO SANTE BASTIANI
Sergente Maggiore di Fanteria Coloniale, Comandante la Banda Irregolare 'Bastiani'. MEDAGLIA
D'ORO al V.M.:
"Comandante ed unico nazionale di banda irregolare intestata al suo nome compiva leggendarie
gesta di valore, di capacità e di sublimi eroismi, scrivendo col sangue fulgide, gloriose pagine nella storia dei reparti coloniali. Strenuo difensore di Oolchefit prendeva parte a tutte le epiche imprese di quel
glorioso baluardo Gondarino, affrontando alla testa dei suoi gregari i più duri cimenti, compiendo i più
epici eroi-smi, sfidando continuamente la morte in una serie di ardimentosi combattimenti che lo imponevano all'ammirazione nemica. Nell'azione di Passo Cinà contro potente agguerrita formazione, incurante del pericolo della morte che derivava da una grossa taglia già posta sul suo capo, nascondeva le
gravi condizioni di salute in cui trovavasi per sopravvenute gravi infermità ed elevato stato febbrile,
aggravato da quattro ferite di guerra non ancora rimarginate e sdegnava il ricovero in ospedale per condurre ancora una volta i suoi valorosi gregari alla durissima prova ed alla vittoria. Incuneatosi abilmente nello schieramento nemico, con leggendaria temerarietà e sfidando rischi e pericoli mortali piombava di sorpresa, fulmi-neo e travolgente, sul posto di comando avversario, catturando personalmente il
Ras comandante ed annientando in furiosi prolungati corpo a corpo la fortissima schiera che lo circondava. Facendo tacere con indomita forza dello spirito, le sue gravi condizioni fisiche, guidando ancora
con irrefrenabile slancio a successivi cruenti assalti all'arma bianca i suoi prodi, catturava larga messe
di prigionieri, di mate-riali, di armi e munizioni e determinava il crollo politico-militare della resistenza
nemica, riconfermando le sue preclari virtù di intrepido soldato e di comandante valoroso".
Passo Cinà (Africa Orientale)-Oolchefit dell'Amara, 22 giugno 1941.
26
IL NASTRO AZZURRO
Angelo Sante Bastiani
Nato a Licciana Nardi (Massa Carrara), il 31 ottobre 1913, a 19 anni svolgeva l'apprendistato di giornalista presso un quotidiano di La Spezia. Appassionato di poesia e di pittura, militava in un Gruppo
Futurista.
Nel 1933 si arruolò volontario, come semplice soldato. Era l’inizio della carriera che lo avrebbe condotto ad essere il soldato italiano in assoluto più Decorato al Valor Militare.
Volontario nel 3º Cacciatori in Libia nel 1933, operò a Tripoli e poi a Bengasi. Nell'aprile 1935 sbarcò
a Massaua col grado di Caporalmaggiore e fu assegnato al Comando della 1ª Divisione Eritrea, nei cui
ranghi partecipò nel 1936 alla Guerra d'Etiopia, distinguendosi nella battaglia di Mai Ceu.
Militare di carriera, fu assegnato in servizio alla Banda di Dessiè (le truppe coloniali indigene erano
organizzate in "bande"), poi intorno al settembre 1937, con il grado di Sergente gli fu affidata una
banda irregolare che portò il suo nome, con cui operò fino alla resa di Gondar nel 1941. Durante una
fase di tale battaglia (episodio di Uolchefit) in un contrattacco condotto all'arma bianca alla testa della
"Banda Bastiani", egli ottenne la distruzione del presidio nemico e la rioccupazione del passo Cinà. Nel
corso di questa operazione Angelo Bastiani catturò personalmente ras Ajaleu Burrù e per questo alla
fine della guerra venne decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare.
Più volte fu promosso per merito di guerra (a Sergente maggiore nel 1940, a Sottotenente nel marzo
1941) e pluridecorato durante la sua permanenza in Africa Orientale nel periodo 1936-1941 (cinque
Medaglie d'Argento, una di Bronzo, una Croce di Guerra, oltre alla Medaglia d'Oro, tutte al Valor
Militare).
Congedato col grado di generale, Angelo Bastiani è morto a Roma il 19 giugno 1996 all'Ospedale
Militare del Celio, a 83 anni. L'eroe di guerra da 22 anni era Presidente Nazionale del “Gruppo Medaglie
d' Oro". Il Ministro della Difesa pro tempore Beniamino Andreatta, nell'esprimere ai familiari il "commosso cordoglio del governo e mio personale" e si dichiarò "profondamente rattristato" per la scomparsa del generale, "le cui eroiche gesta - disse - rimarranno intatte nella memoria di tutti noi".
Sui suoi ricordi Leonida Fazi ha scritto un libro dal titolo: "Una leggenda africana vera: Bastiani il
Diavolo Bianco".
in massa con i loro uomini e destavano non
poche preoccupazioni ai comandi militari coloniali italiani.
Il coraggio ed il carisma di Sante Bastiani
divenne quasi subito leggendario, prima tra gli
uomini della sua banda, che cominciarono a
chiamarlo Ambesà Bastiani (Bastiani il leone),
poi anche tra i ribelli. Essi, più che non volersi
sottomettere alla dominazione italiana, continuavano a combattere una guerriglia infinita tra
di loro, creando così un clima di incertezza e di
rischio sociale inaccettabile.
La Banda Bastiani giocò un ruolo eccellente
nell’attività antiguerriglia. Dopo aver conquistato Ghiscià, raggiunse zone dell’altipiano abissino
(il Mens, l’Ambassel, Mishe Mariam, il
Beghemeder, il Lasta) che, fino a quel momento,
erano santuari della guerriglia abissina. Sante
Bastiani e i suoi non solo non incontrarono quasi
resistenza, ma furono accolti benissimo dalle
popolazioni locali, fortemente taglieggiate dai
ribelli.
Il Ras Teddesciè era uno dei più accaniti
taglieggiatori. La Banda Bastiani lo scovò e lo
inseguì fino al passo Mincì dove ingaggiò una
battaglia brevissima ma decisiva.
La fama di Bastiani era all’apice. Ormai egli
era “Ambesà”, cioè “Leone”.
Nella battaglia di Darentà fu ferito ad un
Angelo Sante Bastiani
27
IL NASTRO AZZURRO
Angelo Sante Bastiani in Africa Orientale
italiana
braccio da un colpo di scimitarra. Nell’aprile
1940 un altro colpo di scimitarra lo ferì ad una
gamba. Ancora non era guarito che venne colpito all’altra gamba. Non potendo stare in piedi e
dovendo dare battaglia al capo shiftà Iggigù,
utilizzò una barella di fortuna, costruita utilizzando due fucili come bastoni, con cui si fece
portare in prima linea e diresse l’attacco.
Naturalmente Iggigù fu sonoramente battuto.
Dopo la vittoria, Bastiani fu obbligato al ricovero ospedaliero. Tornò abile il 28 novembre 1940
e, per non abbandonare ancora gli uomini della
sua banda, rinunciò alla licenza di convalescenza
di trenta giorni che gli era stata prescritta.
Ormai era in corso la seconda guerra mondiale e gli inglesi sfruttavano la ribellione dei shiftà
a loro favore. La Banda Bastiani venne inviata
nel Semien a combattere il degiacc Negasc che si
era asserragliato sull’Amba Cinerfà. Il Negus
spalleggiava il capo ribelle che aveva messo una
taglia di 10.000 talleri sulla testa di Bastiani.
Quest’ultimo, ora chiamato dai suoi uomini
“Diavolo zoppo”, con una manovra particolar-
28
mente ardita, svolta avanzando su tre direttrici parallele, conquistò l’Amba Cinerfà,
meritandosi un’altra Medaglia d’Argento al
Valor Militare e un incremento della taglia
da parte di Negasc. Ma Bastiani era talmente
benvoluto e rispettato che nessuno gli torse
un capello.
La guerra però volgeva al peggio. Il
comando di Gondar contava forze impari,
tra le quali la Banda Bastiani era un reparto
di punta. Bastiani fu richiamato in fretta e
furia a Zerimà, dove c’era un fortino saldamente in mano italiana. La banda vi giunse
ad aprile 1941. Poco dopo il fortino venne
preso d’assedio dai ribelli di Negasc.
Bastiani contrattaccò con i suoi che si batterono come leoni e, dopo lunga e sanguinosa battaglia, spezzarono l’assedio e raggiunsero Debrivar. Per questa brillante azione, il
generale Nasi promosse Bastiani sottotenente per merito di guerra.
Vicino a Debrivar sorge la montagna di
Uolchefit dove oltre 1500 uomini, al comando del tenente colonnello Gonella, erano
appostati a difesa. Tra di essi la Banda
Bastiani che, il 27 aprile, con un attacco di
sorpresa, catturò una postazione di artiglieria inglese che batteva le nostre linee.
Successivamente, il 22 giugno, nella battaglia del passo Cinà, Bastiani catturò Ras Aielu
Burrù che, solo per l’intervento del “Diavolo
zoppo” non venne linciato dai ”leoni di
Uolchefit”.
La guarnigione resistette a tutti gli attacchi
meno che a quelli della fame. Le forze italiane,
nella posizione in cui si trovavano, non potevano essere rifornite e quando esaurirono i viveri,
e mangiarono tutti gli animali disponibili, dovettero arrendersi. Il 24 settembre il tenete colonnello Gonella fu autorizzato a trattare la resa
agli inglesi.
Bastiani era posizionato a Debarek. Riunì i
suoi uomini, tagliò in piccoli pezzi la stoffa verde
della bandiera della sua Banda e ne consegnò
uno a ciascuno dei suoi guerrieri.
Il 28 settembre gli italiani si arresero e ricevettero l’onore delle armi. Tra di essi anche la
Banda Bastiani.
Quando Angelo Sante Bastiani prese commiato dai suoi uomini, essi passarono uno ad uno
davanti al loro capo e gli baciarono la mano,
mentre lui rispondeva loro col saluto militare: fu
una scena commovente ed esaltante al tempo
stesso, che destò ammirazione soprattutto tra gli
inglesi.
AD
IL NASTRO AZZURRO
MORTE DI UN TITANO
D
asso degli aerosiluranti
urante la prima
Il Magg. Pil. Carlo Emanuele Buscaglia
Carlo Emanuele Buscaglia,
decade di luglio
appena rimpatriato da un
1944 il 132° grupcampo di prigionia ameripo,
proveniente
da
cano e immediatamente
Gerbilli, si schierò su
reintegrato nella nuova
Campo Vesuvio: un aeroAeronautica
Italiana.
porto di fortuna nelle viciQuando i tre riapparvero,
nanze
di
Ottaviano
non avevano un'aria diste(Napoli). Le infrastrutture
sa. Erasi si sforzava di fare
logistiche consistevano
gli onori di casa fingendo
essenzialmente in una
indifferenza. Il pranzo si
grande tendopoli. I lavasvolse in un imbarazzato
toi e le latrine erano
silenzio...” (1). Dopo pranbuche nel terreno a fianco
zo, ai tre si aggiunse
delle quali si trovavano
Graziani e si ritirarono di
grossi secchi d’acqua.
nuovo nella tenda comanSull'ampio piazzale erano
do. Poco dopo, Graziani
parcheggiati una trentina
apparve e chiamò i piloti
di bombardieri Martin Adel gruppo all'interno. Il
30 Baltimore di costruzioComandante
Roveda
ne americana. La pista era
prese la parola spiegando
una striscia di lava com“... che Buscaglia gli aveva
pressa larga una quindiciespresso il desiderio di
na di metri e lunga circa
riassumere il comando del
due chilometri, fianchegsuo glorioso 132° Gruppo
giata da alberi ad alto
e che lui, Roveda, dopo
fusto, sicché i piloti,
questa nuova ed encomiamemori della naturale
bile dimostrazione di
tendenza all'imbardata
attaccamento all'Arma,
del Baltimore, la ritennero
non aveva saputo negargli
subito maledettamente
il favore richiestogli. Erasi,
rischiosa. Ma i tempi
sia pure a malincuore, si era dichiarato disposto a
obbligavano ad un supino rispetto delle direttive
cedere il comando del Gruppo al suo ex comandanemanate dal Comando Alleato, sicché essi dovettero
te, riconoscendo, nella sua eroica persona il diritto
accettare la situazione.
di riassumere il comando di quanto giustamente gli
Per i voli di addestramento, gli istruttori erano il
spettava. Lui Erasi, sarebbe passato a condurre il 28°
capitano Giulio Cesare Graziani e il tenente Crespi.
in luogo del maggiore Moci...” (2).
Entro due settimane diversi piloti iniziarono a volaPoi, Roveda chiese se qualcuno dei presenti avesre da soli. Dall'altra parte del campo, si era intanto
se qualcosa da dire. Il capitano Graziani disse “... di
installato il 28° Gruppo Baltimore, al comando del
essere stato incaricato dai restanti piloti di esprimeMaggiore Paolo Moci, che condivideva gli attendare il loro desiderio, e il suo in particolare, di lasciare
menti con un reparto di caccia americani P-39 Air
il 132° per seguire il comandante Erasi ovunque...”
Cobra. Il 28° non aveva piloti istruttori, quindi avreb(3) lo avessero trasferito. Fu una brutta sorpresa per
be dovuto attendere tutto il tempo necessario al
Roveda e ancor più per Buscaglia: i piloti che aveva132° per completare il suo periodo addestrativo
no combattuto sotto il suo comando ora mostravaprima di iniziare il proprio.
no di non volervi tornare. Dopo alcuni attimi di
Il Ten. Col. Renato Roveda, Comandante dello
imbarazzato silenzio, Buscaglia intervenne afferStormo Baltimore, verso fine luglio, si presentò alla
mando che non era necessario sollevare dal comanmensa all'ora di pranzo, insieme a un maggiore pilodo Erasi. Egli si riteneva onorato “... di prendere il
ta che inizialmente passò quasi inosservato. Attrasse
comando dell'altrettanto valoroso 28° Gruppo presinvece l'attenzione di tutti l'abbraccio che costui si
so il quale, ne era certo, avrebbe ricevuto ben altra
scambiò con Erasi appena i due si videro. I tre poi
accoglienza...” (4).
entrarono nella tenda comando. Intanto cominciò a
A Roveda non rimase che prendere atto dell'accircolare il nome di Buscaglia. Era proprio lui, infatcaduto.
ti, l’ufficiale giunto con Roveda: “... il famosissimo
29
IL NASTRO AZZURRO
arrugginito non poco le sue
capacità di pilotaggio... “ (9).
Buscaglia sapeva bene che il
Baltimore aveva una notevole tendenza ad imbardare a
sinistra che doveva essere corretta con adeguati e soprattutto tempestivi interventi,
altrimenti, una volta innescata l'imbardata, non sarebbe
stato più possibile riprendere
il velivolo. Buscaglia sapeva
tutto questo, sapeva quanto
stava rischiando la sera del 23
agosto del 1944 quando spinse a fondo le manette dei
motori lanciandolo sulla pista
di Campo Vesuvio.
Il rombo dei motori divenne sempre più forte fino a
sembrare un ruggito rabbioso. L'intrepido Buscaglia
aveva ancora una volta sfidato il destino. Purtroppo, questa volta perse la sfida.
Il colonnello Carlo Unia, “... nella sua Storia degli
Aerosiluranti Italiani così descrive la tragica fine di
Buscaglia:
"Tornato in Italia per combattere, per non essere
considerato un aviatore finito, aveva fretta di volare, di sfidare nuovi cimenti. Menomato nel fisico
(non nello spirito) per le ferite riportate, arrugginito
per la lunga inattività, non era il pilota di prima, ma
non volle sentir ragioni da chi gli consigliava prudenza. Rifiutava l'umiliazione dei doppi comandi.
Mentre gli altri si trovavano a mensa, la sera del 23
agosto, alle ore 20,00, volle partire da solo su un
Baltimore in rullaggio
“... Indubbiamente il fatto di essere stato rifiutato dai suoi ex subalterni ...” (5), non era andato giù
a Buscaglia. Era stato “... il primo degli eroi nazionali...” (6), e non si sarebbe mai aspettato un simile
atteggiamento da parte di piloti che avevano strenuamente combattuto insieme a lui. Era profondamente amareggiato. Inoltre, ora doveva attendere
che il 132°, l'unico gruppo che avesse in organico
piloti istruttori, completasse il suo ciclo addetsrativo.
Non poteva accettare quella spiacevole situazione,
quindi decise che avrebbe domato da solo l'infido
Baltimore.
Per familiarizzarsi col bimotore americano, iniziò
a compiere rullaggi in
pista dopo il termine dei
voli pomeridiani.
Una rara immagine a colori dell’S.79 di Buscaglia mentre
Sembra che Erasi ripeviene caricato il siluro
tutamente si fosse dichiarato pronto a trasferire
presso il 28° il tenente
Crespi affinché provvedesse all'addestramento
dei suoi piloti, ma sembra
anche che Buscaglia avesse sempre rifiutato “...
sdegnosamente l'offerta
affermando che il 28° era
in grado di provvedere
autonomamente alle sue
necessità ...” (7) e, imperterrito, continuò il ciclo di
rullaggi in pista, ma non
si sentiva “... ancora
pronto a tentare il decollo ...” (8). I diciotto mesi
di prigionia avevano “...
30
IL NASTRO AZZURRO
IL BALTIMORE NELL’AERONAUTICA ITALIANA
Il bombardiere leggero “Martin A-30 Baltimore” è un monoplano ad ala medio bassa completamente metallico. Monta due motori Wright Ciclone a 14 cilindri da 1700 HP al decollo, con eliche tripala Hamilton Standard
Hydromatic a passo variabile. Il carrello principale è retrattile all'indietro a scomparsa totale nelle gondole motori;
il ruotino di coda è orientabile ma non retrattile. I freni e i flaps sono comandati idraulicamente. L'armamento di
caduta è costituito da un massimo di 6 bombe da 500 libbre in fusoliera, quello di lancio da 12 mitragliatrici di cui
4 fisse alari e 8 brandeggiabili in fusoliera. Il velivolo è dotato di sistema di riscaldamento ad aria calda e di dispositivi antighiaccio ad alcool per i parabrezza, con relativi tergicristalli, e elettrici per le eliche. L'equipaggio di 4
uomini è costituito da: Pilota; Bombardiere-Navigatore; Marconista-Mitragliere ventrale; Mitragliere di torrettaFotografo. L'equipaggio di terra è costituito da un meccanico (motorista crew-chief) e da un armiere-artificere. Le
dimensioni sono le seguenti:
Apertura alare m.18,694
Lunghezza m. 14,776
Altezza massima della coda da terra m. 3,300
Diametro delle eliche m. 3,660
Il Raggruppamento Bombardamento e Trasporti della rinata Regia Aeronautica, schierato sull'aeroporto di
Lecce, in sostituzione della linea di volo nazionale obsoleta e ormai non più manutenibile, su decisione del premier
inglese Winston Churchill, ricevette, a partire dal 19 agosto 1944, 49 esemplari del bombardiere leggero A-30
Baltimore, già in servizio nella RAF nelle versioni Mk IV e Mk V. Il velivolo aveva caratteristiche di pilotaggio notevolmente diverse da quelle degli aerei italiani, soprattutto per la notevole potenza dei motori che induceva fenomeni di imbardata a sinistra molto evidenti durante il decollo.
Lo Stormo Baltimore venne costituito ufficialmente il 1 luglio 1944 con base a Campo Vesuvio, nei pressi di
Ottaviano, e ne fu nominato Comandante il Ten. Col. Renato Roveda; lo Stormo comprendeva i famosi 28° Gruppo
e 132° Gruppo. L'insegna del reparto riprese i "4 Gatti" della 278^ Sq. A.S., ora a passeggio su un mappamondo
con l'aggiunta del motto "Sempre i soliti". La fase addestrativa terminò ai primi di novembre '44 non senza gravi
incidenti, uno dei quali fu quello del Magg. Buscaglia. L' 11 dello stesso mese lo Stormo si trasferì sulla base di
Campomarino alle dipendenze operative del 254° Wing della Balkan Air Force, che operava contro i tedeschi in
Jugoslavia. Gli aerei in dotazione erano ora i Mk V, nuovi di fabbrica. Lo Stormo ebbe modo di farsi valere svolgendo attività fino al 4 maggio 1945, data dell'ultima missione bellica, e pagando un pesante tributo con la perdita
del Com.te del 28° Gruppo Magg. Erasi, abbattuto il 21 febbraio nel cielo dell'Istria. Alla fine dell'attività bellica il
132° Gruppo risultò il migliore fra quelli del 254° Wing della Balkan Air force con una percentuale di circa il 50%
di bombe sul bersaglio, mentre il Magg. Erasi ed il Ten. Col. Moci per la loro attività contro i ponti e i treni erano
noti rispettivamente come "Mr. Bridge" e "Mr. Stopping Train".
Finita la guerra lo Stormo si trasferì prima sull'aeroporto dell'Urbe, poi su quello di Guidonia dove i Baltimore
vennero utilizzati per il trasporto di personalità fino al 1947, quando l'Aeronautica, che in base al trattato di pace,
non poteva più schierare bombardieri, provvide a radiarli nei primi mesi del 1948. Terminò così la sua carriera l'ultimo bombardiere dell'Aeronautica Militare.
Baltimore che non aveva ancora alla mano, velivolo
di cui tutti inizialmente diffidavano perché di difficile pilotaggio. Durante il rullaggio imbardava a sinistra, strappava di prepotenza da terra il velivolo che
per la scarsa velocità ricadeva pesantemente incendiandosi. Buscaglia nell'urto venne sbalzato fuori.
Trasportato all'ospedale inglese di Napoli, in fin di
vita, sopravvisse per un giorno senza perdere cono-
scenza, ma non si ripetè il miracolo del 12 novembre
1942. Si chiudeva cosi il 24 agosto l'epopea Buscaglia
e l'Aeronautica Italiana perdeva uno dei suoi aviatori più valorosi."
ridotto da “Campo Vesuvio” di
Raimondo Luzzietti
Note: (1) dal capitolo “Riapparizione e morte di
Carlo Emanuele Buscaglia”; da (2) a (9) op. cit.
MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE CONCESSA AL
MAGGIORE PILOTA CARLO EMANUELE BUSCAGLIA
“Comandante di un Gruppo di aerosiluranti, fiaccola d'eroismo e maestro dell'arma nuovissima, in
trentadue vittoriose azioni di siluramento tra uragani di ferro e di fuoco, confermava lo spirito guerriero dell'italica gente, infliggendo alla marina nemica la perdita di oltre 100.000 tonnellate di naviglio. Alla testa dei suoi gregari, dopo avere compiuto con ardimento e perizia inimitabili un'azione con
risultati brillantissimi contro navi angloamericane, alla fonda in una base dell'Africa del Nord, ripeteva, il giorno appresso, l'attacco. Sulle vampe della violenta difesa contraerea, sotto la mitraglia rabbiosa di numerosi caccia che gravemente colpivano il suo velivolo, incendiandolo, si lanciava come folgore sull'obiettivo prescelto e, a distanza ravvicinata, mentre un'ala dell'apparecchio era già consumata dal fuoco, sganciava il siluro contro un grosso piroscafo che, colpito, si incendiava.”
Cielo del Mediterraneo, maggio-novembre 1942.
31
IL NASTRO AZZURRO
UN CONTRIBUTO DI FAMIGLIA
ALLA "BATTAGLIA DI PANTELLERIA"
D
i questa grande battaglia aeronavale molto si è scritto anche
su
questo
periodico
(cfr.n.5/2008) perché gli Italiani, ben
diretti dai loro capi e coordinati con le
forze tedesche, attaccarono e vinsero.
Il fatto si riferisce ad uno dei due convogli diretti a Malta per rifornirla,
quello proveniente da Gibilterra e
denominato Harpoon, che subì i primi
attacchi aerei la notte del 13 giugno, il
giorno dopo fu attaccato da 14 aerosiluranti S.79 comandati da Emanuele
Buscaglia ed alle 5,30 del 15 entrò in
contatto visivo con la 7^ Divisione
Navale comandata dall’Amm. Alberto
Da Zara che aprì il fuoco alle 5,39. Alla
risposta dei grossi calibri si unirono,
nel corso della giornata, anche gli
attacchi di aerosiluranti Albacore
decollati da Malta. Un rapporto “Da
nave Eugenio di Savoia per Divisione”
riporta “Alle ore 16,00 allarme aereo.
Sono avvistati 3 aerosiluranti che dirigono all’attacco. Essi
lanciano successivamente tre siluri a distanza inferiore ai
1.000 metri; si aumenta alla massima velocità e si manovra per evitare le scie. Un aerosilurante è abbattuto dalla
caccia nazionale.” Ed eccoci al contributo famigliare
documentato da un breve appunto scritto a mano, copia
del rapporto e da alcune foto scattate da bordo dell’incrociatore Montecuccoli dal cappellano Mons. Beltrame
Quattrocchi, trovati nel riordinare diversi scatoloni contenenti i ricordi di 37 anni di servizio di mio padre, 9 dei
quali passati in guerra.
Nella prima si vede un Albacore che ha appena sganciato il siluro ed un caccia, un Re 2001 pilotato dal Cap.
Salvatore Teja comandante della 152^ Sq. del 2° Gruppo
L’Albacore inseguito dal Re.2001 del cap. Teja
lancia il siluro
C.T. del 6° Stormo, di scorta alla 7^ Divisione con il Ten.
Agostino Celentano ed il S.M. Baltaini, che si lancia al suo
inseguimento. Nella seconda l’Albacore, volando basso
per evitare il tiro della contraerea, si dirige ad est verso
Malta passando tra gli incrociatori Eugenio di Savoia e
Montecuccoli inseguito dal S.M. Baltaini, nel cerchio più
distante, e dal Cap. Teja che poco dopo lo raggiunge e lo
abbatte. Il pilota inglese si salva riuscendo a salire sul battellino ed al rientro a Pantelleria ne venne segnalata la
posizione consentendo ad un nostro MAS di recuperarlo.
La terza foto documenta la decorazione del Cap. Teja di
M.A.V.M. sul campo di volo di San Pietro di Caltagirone il
24 giugno 1942 per i due abbattimenti di quei giorni. In
primo piano il Gen. Silvio Scaroni comandante
dell’Aeronautica in Sicilia e sulla sinistra la M.O.V.M. Aldo
Vidussoni, mentre Benito Mussolini
sorride, cosa inusuale nelle cerimonie
ufficiali. Alla domanda “Teja come si
sta su Malta?” la risposta che gli
strappò un sorriso ed un benevolo
commento era stata: “Mah, Duce, per
me fa un po’ caldo!”. Non era una
semplice battuta spiritosa perché in
realtà pochi giorni prima, il 6 giugno,
nel corso del suo secondo combattimento della giornata su Malta, era
stato colpito da uno Spitfire con quattro colpi di cannoncino da 20 mm. Dei
due perforanti uno aveva attraversato
il cruscotto mettendo fuori uso la strumentazione e l’impianto elettrico, l’altro aveva distrutto la radio posta dietro la corazzatura del seggiolino. Gli
altri due esplosivi avevano tranciato il
piano di coda orizzontale destro ed il
L’Albacore dirige verso Malta sempre inseguito dai caccia
carrello. Ciò nonostante le buone doti
italiani
di incassatore del “Re” gli avevano
32
IL NASTRO AZZURRO
LA BATTAGLIA DI MEZZO GIUGNO
Sebbene poco conosciuta, la battaglia aeronavale che si sviluppò
dal 14 al 16 giugno 1942 tra il Canale di Sicilia, il golfo della Sirte e
lo Ionio meridionale, fu uno dei più complessi ed importanti scontri
avvenuti nel Mediterraneo durante la seconda guerra mondiale.
L’isola di Malta, assediata dalle forze dell’Asse, era ormai prossima alla fame. Gli inglesi, per tentare di rifornirla, previdero l’impiego di cento unità navali, contro le quali le forze italiane e tedesche
schierarono cinquanta navi da guerra e più di cinquecento aerei. La
strategia inglese prevedeva che due convogli, pesantemente scortati, facessero simultaneamente rotta per l’isola, uno proveniente da
Alessandria d’Egitto e l’altro da Gibilterra, in modo da costringere
gli italo tedeschi a dividere le forze. Il convoglio “Vigorous” partì da
Alessandria il 13 giugno, forte di 8 incrociatori e 27 cacciatorpediniere a protezione di 10 navi da carico. Contrariamente al solito, la
ricognizione aerea lo scoprì immediatamente e, poco dopo, le forze aeree dell’Asse lo attaccarono danneggiando una nave da
carico e affondandone un’altra.
Il 14, una squadra navale italiana lasciò la Sicilia e un’altra Taranto. Erano le corazzate “Littorio” e “Vittorio Veneto”, insieme con gli incrociatori “Gorizia”, “Trento”, “Garibaldi” e “Aosta”, con 10 cacciatorpediniere. Il gruppo di Taranto fu presto
avvistato da un sommergibile inglese, e forze aeree britanniche lo attaccarono più volte. Durante una di queste incursioni, l’incrociatore “Trento” fu immobilizzato da un siluro. Più tardi, la squadra italiana fu bersaglio di altri attacchi, tra cui il primo
impiego nei cieli del Mediterraneo dei bombardieri americani B-24 “Liberator”. Il magro risultato fu una sola bomba esplosa
su una delle torrette corazzate del “Littorio” senza seri danni. Nel frattempo, le forze britanniche subirono un attacco combinato delle forze dell’Asse: il cacciatorpediniere “Hasty” fu affondato da un sommergibile tedesco e l’incrociatore “Newcastle”
fu danneggiato. Il 16, l’incrociatore “Trento”, già impossibilitato a manovrare, fu affondato da un sommergibile inglese.
Aerosiluranti italiani e bombardieri tedeschi affondarono i cacciatorpediniere “Airdale” e “Nestor” e danneggiarono gli incrociatori “Arethusa” e “Birmingham”, mentre l’ “U-240” tedesco affondò l’incrociatore “Hermione”.
L’ammiraglio inglese Vian, aveva prima erroneamente ritenuto che le forze italiane si ritirassero, poi, quando comprese che
la situazione era esattamente contraria, ordinò di “evitare il contatto”. A tutti gli effetti, fu l’equivalente di una ritirata.
Mentre la squadra italiana vittoriosa faceva rotta per il rientro, la corazzata “Littorio” fu colpita da un siluro aereo: il danno
era molto limitato, e la nave neppure perse velocità.
Dall’altro lato del Mediterraneo, in quella che è stata definita anche la “Battaglia di Pantelleria”, gli inglesi lasciarono
Gibilterra in forze col convoglio “Harpoon”, composto da 2 portaerei, “Argus” e “Eagle”, 4 incrociatori, “Cairo”, “Kenya”,
“Liverpool” e “Charibdis” e 10 cacciatorpediniere, oltre a unità di scorta minori, in difesa di 6 navi da carico.
Il 14 fu affondata da attacchi aerei la nave da carico “Tanimbar”, mentre l’incrociatore “Liverpool” venne danneggiato.
Supermarina aveva inviato da Palermo la 7^ Divisione Navale, al comando dell’ammiraglio Da Zara, con gli incrociatori
“Eugenio di Savoia” e “Raimondo Montecuccoli” e 5 cacciatorpediniere. Il 15 la formazione italiana prese contatto con gli
inglesi a sud di Pantelleria. Unità navali britanniche, e in particolare i cacciatorpediniere “Bedouin” e “Partridge” furono ripetutamente colpiti dagli incrociatori italiani i cui cannoni avevano una maggiore gittata. L’S.79 aerosilurante di Martino Eichner
affondò il già danneggiato “Bedouin”.
Il 16 solo il “Welshman”, il “Cairo” e 4 cacciatorpediniere raggiunsero Malta con l’unica nave da carico superstite il
“Trailis”. Molte perdite furono causate anche da un campo minato steso dalla Regia Marina davanti a Malta.
La battaglia di “Mezzo giugno” fu, complessivamente, un successo italiano, del quale forse si è parlato troppo poco. Sia la
Regia Marina, sia la Regia Aeronautica, combatterono bene, con coraggio e determinazione, gli Alti Comandi coordinarono
bene le azioni, i comandanti sul campo (o meglio “sul mare”), furono attivi e determinati nel condurre gli attacchi. Anche gli
inglesi condussero l’azione in maniera tatticamente corretta e, di fronte alla superiorità avversaria, dovettero piegarsi. La
Regia Marina aveva utilizzato le ultime riserve di olio combustibile rimaste. Da quel momento, la scarsità di carburante sarebbe diventata così drammatica che questa fu l’ultima battaglia in cui si videro le corazzate italiane in azione.
Sul piano tattico, si manifestò in tutta evidenza la superiorità del mezzo aereo (soprattutto bombardieri in picchiata e
aerosiluranti), sul mezzo navale. Ma furono anche i
mezzi di piccolo tonnellaggio (motosiluranti) e i sommergibili che colsero i successi più importanti da ambo
le parti, grazie all’impiego massivo di siluri, che si rivelarono molto più efficaci dei cannoni di grosso calibro
imbarcati sulle navi da battaglia.
consentito di rientrare avventurosamente a San
Pietro di Caltagirone distante oltre 90 chilometri,
atterrare privo di carrello e risvegliarsi in infermeria
senza un graffio e con solo un bernoccolo.
Ma questa è un’altra storia.
Se qualcuno potesse darmi notizie dei Film Luce
n. 259 “La battaglia aeronavale del Mediterraneo” e
n. 260 “Il Duce premia gli Eroi della battaglia aeronavale del Mediterraneo”, che non sono in possesso
dell’Istituto Luce, mi farebbe cosa gradita.
Il cap. Teja insignito di M.A.V.M.
personalmente da Mussolini
Antonio Teja
33
IL NASTRO AZZURRO
IL SAVOIA CAVALLERIA
fa appiedare i reparti a cavallo e il "Savoia" costituisce la 1497^ compagnia mitraglieri, distintasi nella
zona di Monte Sei Busi, Peteano, Passo Buole, Monte
Fortin.
All'indomani di Caporetto, il reggimento, ritornato a cavallo come quasi tutti gli altri reparti, prima
protegge a Conegliano e ad Aviano il ripiegamento
della II^ Armata sulla destra del Tagliamento e, dopo
quattro giorni ininterrotti di contrasto al nemico, il 9
novembre si rischiera sul Piave. Il 3 novembre 1918 il
3° squadrone, al comando del Col. Marchino, entra
in Udine. Per questa azione lo stendardo del
Reggimento è decorato della Medaglia di Bronzo al
Valor Militare.
Erede dal 1920 delle tradizioni del disciolto 26°
Reggimento Lancieri di Vercelli, il cui stendardo è
stato decorato della M.A.V.M., nel luglio 1941, è
inquadrato nella III Divisione Celere "Principe
Amedeo Duca d'Aosta" e viene schierato sul fronte
russo. Raggiunto il fiume Dniepr, è impegnato dal 17
ottobre al 28 novembre in un'articolata manovra
offensiva per la conquista del bacino del Donetz,
della città di Stalino (precedendovi i tedeschi!) e per l'occupazione di Nikitowa e Rikovo. Lo stendardo viene
decorato della M.B.V.M..
Ma sta per giungere per il Reggimento, al comando
del Col. Alessandro Bettoni Cazzago, l'ora più gloriosa,
quella che sogna ogni cavaliere: caricare a cavallo con lo
stendardo al vento! Dal 18 luglio al 30 agosto 1942 il
Savoia è impegnato in una vasta operazione per la prima
battaglia difensiva del Don contro potenti e ben armate
fanterie russe: attacchi, contrattacchi, ricognizioni, esplorazioni e infine il 24 agosto "come in un'esercitazione di
piazza d'armi" (scriverà il Maresciallo d'Italia Giovanni
Messe), gli squadroni si lanciano in ben quattro cariche
contro il nemico costringendolo alla ritirata. L’operazione
vale la concessione della M.O.V.M allo stendardo. La massima decorazione viene concessa anche alla memoria al
capitano Silvano Abba, comandante del 3° squadrone, e
La battaglia di Palestro
Palestro
L
a fine del'600 vede i Duchi di Savoia, maturata definitivamente un secolo prima l'"opzione" italiana,
impegnati quasi allo stremo per sottrarsi all'influenza della potentissima Francia di Luigi XIV. In tale ambito
senza sosta furono gli sforzi per consolidare un'armata
"nazionale", che potesse contare anche su validi reparti a
cavallo, rilevatisi decisivi nei successivi conflitti. È il 23
luglio 1692 quando il conte Gian Michele De Rossi di
Piossasco e di None, per ordine di Vittorio Amedeo II,
costituisce, con nove compagnie di 50 cavalli, il reggimento detto “Savoia Cavalleria" che, assieme ai reggimenti
"Dragoni di S.A.R.", "Dragoni del Gènèveis" e "Dragoni
di Piemonte", formano l'arma a cavallo del Ducato.
La guerra di successione spagnola vedrà il "Savoia",
distintosi già a Marsaglia, a Chiari e a Luzzara, ricoprirsi
di gloria nella battaglia del 7 settembre 1707, quando
sotto le mura di Torino, Vittorio Amedeo II, con il cugino
Eugenio, battono l'esercito franco-spagnolo: a quella
memorabile data risalgono due tradizioni ancora vive del reggimento: l'uso
della cravatta rossa e il motto "Savoye
bonne nouvelles" (1).
Il reggimento, che ha dato prova di
eccezionale ardimento per tutte le
altre guerre del'700, sciolto durante
l'occupazione napoleonica, risorge nel
1814 in Venaria Reale con il nome di
"Reggimento di Savoia Cavalleria". La
prima guerra di indipendenza, mutati
gli storici stendardi (formati da un
drappo di ridotte dimensioni recante
la bianca croce su campo rosso) con
quelli tricolori, lo vedrà combattere a
Pastrengo il 29 e 30 aprile, a Santa
Lucia il 6 maggio, a Goito e
Sommacampagna (dove il 24 luglio
viene sottratta al nemico la bandiera
del reggimento dell'arciduca Ernesto
d'Asburgo) e il 26 e 27 a Volta. Se limitato, ma incisivo, sarà il suo contributo
nel 1859, nella giornata non fortunata
del 24 giugno 1866 a Custoza il
"Savoia" caricherà con successo due
reggimenti di Ulani costringendoli a
ritirarsi.
La Grande Guerra, che imposta i
combattimenti sull'infernale trinomio
"mitragliatrice, trincea e reticolato",
34
IL NASTRO AZZURRO
LE DECORAZIONI AL VALOR MILITARE ALLO STENDARDO DEL REGGIMENTO
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
"Nella battaglia della riscossa (ottobre - novembre 1918), mentre il grosso dell'Esercito combatteva sul
Tagliamento, reparti del Reggimento entravano in Udine, ancora occupata da forze avversarie, portandole
il primo annunzio della liberazione.
Udine - Val Natisone 1-4 nov. 1918.
Medaglia di Bronzo al Valor Militare
"Durante un lungo ciclo di operazioni di guerra, anche nelle situazioni più aspre per insidiosità di ambiente ed avversità logistiche e di clima, con la fierezza del suo antico Nome, ha fatto sventolare vittorioso il
suo vecchio Stendardo, imponendo ovunque al nemico la sua aggressività e il suo coraggio. Dopo aver
inseguito alle reni per 250 km forti retroguardie avversarie, dava nuova prova della sua abilità ed irruenza nell'occupazione di importante capoluogo minerario fortemente difeso dagli avversari.
Fronte russo agosto 1941-maggio 1942.
M.O.V.M allo stendardo
"…divampata repentinamente la battaglia contro il nemico che, con la potenza del numero di mezzi, irrompeva bramoso sulla riva meridionale del Don, piombava con fulminea destrezza sulle colonne avversarie
delle quali domava più volte la pervicacia, sventandone le insidie e contribuendo, con rara perizia e
maschia temerarietà allo sviluppo efficace della manovra di arresto. Affrontato all'improvviso da due battaglioni avversari durante rischiosa e profonda esplorazione, ne conteneva l'urto con la valentia dei reparti appiedati e, avventandosi in arcioni sul fianco degli aggressori, ne annientava la belluina resistenza,
restituendo alla lotta, con l'impeto corrusco delle sue cariche vittoriose, il fascino dell'epica cavalleresca
ed illustrando il suo nome alla pari dei fasti del Reggimento e delle sue secolari tradizioni.
Fronte russo luglio 1942-21-30 agosto 1942.
ret" (coniato nel'700 dopo la sua prima soppressione), il
4 novembre 1958 viene ripristinato l'antico e gloriosissimo nome di “Savoia Cavalleria”. Oggi, il reparto è di
stanza a Grosseto.
Francesco Atanasio
(Presidente della Federazione di Siracusa)
al Magg. Alberto Litta Modignani, comandante del II
gruppo. Verranno concesse altre 54 M.A.V.M. e 23
M.B.V.M.. Bettoni riceverà la croce dell'Ordine Militare di
Savoia.
Segnato pesantemente dai combattimenti del successivo Natale, il reparto rientrerà in Italia nell'inverno del
1943.
Bettoni, alla notizia dell'armistizio, scioglie il reggimento, pone in salvo lo stendardo e si dà alla lotta antinazista fra internamenti e arresti. Nell'aprile del 1945
assumerà il comando militare di Brescia impedendo efferatezze e uccisioni sommarie.
Il mutamento istituzionale del 1947 è quanto mai
traumatico per gli uomini del "Savoia". Innanzi all'ordine
di restituire le bandiere del disciolto Regio Esercito,
Bettoni fa pervenire lo stendardo di "Savoia" a Umberto
II in Portogallo, con la seguente lettera dell'8 agosto
1946:
"Maestà, nel riconsegnare alle Vostre mani lo stendardo affidatomi, cui è legata la vita di un quarto di millennio del Reggimento che porta il nome della Vostra
Casa, che conobbe le glorie dell'antico Piemonte, delle
guerre di indipendenza d'Italia e le travolgenti cariche
nelle steppe russe, io, ultimo Colonnello Comandante di
Savoia Cavalleria, sento di compiere, nel più sacro dei riti,
il mio dovere supremo. Il vecchio drappo glorioso decorato della Medaglia d'Oro al Valor Militare e di due
Medaglie di Bronzo, s'inchina innanzi al Suo Sovrano.
Sono presenti tutti i cavalieri di Savoia, i Morti e i Vivi che
l'hanno difeso, che, non mai ammainato, l'hanno portato col sacrificio e col sangue alla gloria. Vogliate custodircelo, Maestà. Forse un giorno verrà ch'Esso risventoli al
sole". (2).
La Repubblica punirà Bettoni con l'allontanamento
dal servizio attivo. L’ufficiale, ripresa l'attività sportiva
accanto all'adorata consorte, la cugina Maria Bettoni
(infermiera volontaria della C.R.I. sul fronte orientale),
mentre si apprestava a partecipare al concorso ippico di
piazza di Siena, si spegnerà a Roma il 28 aprile 1951, compianto da tutti i cavalieri d'Italia.
Il reparto viene ricostituito il 15 ottobre 1946 a Milano
quale gruppo esplorante "3° Cavalieri", che nel 1947
assumerà la denominazione di "Gruppo di Cavalleria
Blindata Gorizia" e nel 1950 quella di 3 Reggimento
Cavalleria Blindata "Gorizia". Ma, quasi auspicato dal
secondo motto storico del reparto "Secta et ligata reflo-
(1) Fu infatti un cavaliere di Savoia a portare la notizia
dell'arrivo del Principe Eugenio a Vittorio Amedeo II,
nonostante fosse stato ferito da un fendente nemico alla
gola tingendo così di sangue la cravatta bianca dell'uniforme. Alla sua vista il Duca, intuita la buona notizia,
esultò con la frase assunta a motto. In onore dell'eroico
cavaliere si dispose che il reggimento avrebbe portato
una cravatta rossa.
(2) Umberto II terrà sempre assai caro l'antico e glorioso
vessillo, assieme a quelli dei reggimenti di cavalleria
"Piemonte Reale", "Genova", "Saluzzo", "Alessandria",
a due bandiere dei Granatieri di Sardegna e al guidone
del 35° Corpo d'Armata, tutti a Lui riconsegnati nel 1946
e che, in segno di pacificazione, destinò alla sua morte al
Vittoriano.
L’odier no
a
35
“Savoia Cavalleria” in parata
via dei Fori Imperiali
IL NASTRO AZZURRO
L’ A E R O N A U T I C A
SI
DI
RIPROPONE LA VERSIONE INTEGRALE DI QUESTO ARTICOLO, REDATTO DAL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE
CAGLIARI, E PUBBLICATO SOLO IN PARTE SUL NUMERO 1/2010, ATTRIBUENDONE ERRONEAMENTE IL TESTO
AD ITALO BALBO. SIAMO CERTI CHE PROPRIO LA PARTE NON PUBBLICATA È LA PIÙ INTERESSANTE
ne marittima lontana! Essa non ha l’onore di essere citata nei bollettini di guerra: opera in silenzio, incrocia nel
Mediterraneo per lunghissime ore alla ricerca del nemico; al suo occhio scrutatore nulla sfugge; paralizza i
movimenti delle navi avversarie e dei suoi convogli scortati, permettendo agli aerosiluranti di disperderle o colpirle duramente. Nessuna alea arresta questi aviatori:
burrasche, temporali, cattiva visibilità. Vola sempre,
infaticabilmente, verso i settori assegnati: “rigide sentinelle del mare che fu nostro e sarà nostro!”
Ecco l’Aeronautica!
Come appartenente alla ricognizione Marittima, mi
permetto di documentare un normale volo del reparto.
È appena l’alba, l’ordine di decollare è giunto
improvvisamente. Bastano pochi secondi perché sull’idrovolante, già pronto alla fonda, prenda posto l’equipaggio. Qualche parola scambiata fra il motorista ed il
pilota: contatto! ed il motore quasi mosso da una mano
invisibile, si avvia dolcemente. L’elica frulla sempre più
veloce; si raggiunge la linea di volo.
È in questo momento che il motore appare in tutta
la sua formidabile potenza. L’idrovolante, guidato con
mano sicura dal pilota, scivola sempre più rapidamente sulle
acque azzurre della rada; caracolla come un cavallo imbizzarrito ma infine, raggiunta la velocità di involo, si stacca
avventandosi nello spazio come una grande aquila che lascia
il proprio nido per lanciarsi sulla preda.
Parole concitate fra l’osservatore e il pilota poi, decisamente, l’aereo punta la prua verso gli obiettivi assegnatigli
per la ricognizione: piccole nuvole bianche coronano l’immensità del cielo mentre la costa si allontana sempre più.
Ben presto, la dove prima appariva la terra, non rimane che
una striscia rossastra. Il mare, leggermente increspato, qui e
la chiazzato da schiuma bianca, è completamente deserto.
Nessuna nave viaggia oggi in questo mare Mediterraneo
del quale gli inglesi dicevano di essere padroni perché in possesso dei suoi accessi. Passano ancora alcune ore, il cielo da
terso comincia ad apparire coperto di nuvoloni neri, qualche
burrasca è vicina. Infatti, come previsto, una muraglia di nubi
ci sbarra il passo fin quasi il livello del mare. Per continuare
la missione esplorativa, si deve assolutamente forare lo strato di nubi. Il pilota si accinge abilmente alla manovra. Ci troviamo completamente coinvolti dal temporale. I lampi
squarciano l’oscurità completa che ci circonda mentre l’aereo
pare non abbia più sostenimento. Sballottati in giù di circa
quindici metri, viene prontamente rimesso in assetto di volo,
si impenna ancora, sembra un toro inferocito. Il motore però
ci rassicura, col suo perfetto ronzio.
Niente paura! Avanti a tutta manetta!
Ancora pochi minuti di ballo infernale, lotta disperata
contro l’imperversare degli elementi, ed infine il cielo ritorna a farsi chiaro, la calma è finalmente completa. Anche questa volta l’uomo e la macchina hanno trionfato.
Un convoglio nemico, scortato da navi da guerra, è avvistato. Non si è osato invano: il nemico ha cercato di approfittare delle cattive condizioni meteorologiche per sfuggire
all’occhio vigile della nostra ricognizione. Fra poco i nostri
bombardieri ed aerosiluranti, informati della posizione,
rotta e velocità della formazione navale nemica a mezzo
della radio di bordo, giungeranno in zona, martellandoli
fino alla totale loro distruzione. La missione è stata felicemente compiuta!
Il Cant.Z 501 era uno degli idrovolanti impiegati per
la Ricognizione Marittima Lontana
N
el momento attuale tutte le aviazioni belligeranti
gareggiano in una lotta che deciderà le sorti di questo
grande conflitto. Questa modernissima arma del cielo
da sola o in collaborazione con forze terrestri o navali ha
dimostrato in Africa orientale, in Spagna e nella grande vittoria riportata dai tedeschi in Polonia di poter portare decisivo sviluppo a tutte le guerre. La rapida conquista del cielo
polacco ha permesso la rapida occupazione del territorio
avversario, tanto eroicamente difeso dal suo esercito.
In Norvegia, invece, ha supplito alla inferiorità della flotta tedesca su quella inglese, permettendo il più grande sbarco navale che la storia ricordi. L’aviazione, già in possesso
delle maggiori basi aeree del paese nordico, ha martellato
incessantemente le forze navali alleate, tendendo a tagliare
le vie di rifornimento delle truppe sbarcate e annullando così
pienamente la superiorità navale sulla quale il regno unito
contava per poter battere il nostro grande alleato. Poi, gli
sbarchi aerei hanno costantemente rinsanguato l’ormai
famoso manipolo di eroi di Narvik, permettendo di tenere in
saldo possesso la città, in attesa che il grosso delle truppe da
sud, operasse il congiungimento per la totale occupazione
della Norvegia. Mirabili gesta queste! Resteranno scritte
indelebilmente nella storia dell’Arma Azzurra.
Il fattore incontrastabile di una vittoria è quindi basato
sull’aeronautica e, soprattutto, sulla superiorità qualitativa e
quantitativa sull’avversario, in modo da ottenere l’assoluto
dominio del cielo.
L’aviazione italiana, schieratasi accanto a quella tedesca,
dopo otto mesi di guerra, ha sconvolto il sistema difensivo ed
offensivo franco inglese, affrettando la capitolazione della
Francia, costringendo l’Inghilterra allo sminuzzamento della
sua flotta, obbligandola a rintanarsi nelle basi del
Mediterraneo, continuamente bombardate dalle nostre
forze aeree. Esse si sono prodigate, instancabilmente, in
azioni molto spesso temerarie, distinguendosi in abnegazione ed eroismo. Ritornano spesso con feriti a bordo, i loro
aerei crivellati di colpi, ma i loro cuori gioiscono contenti di
avere beffato gli inglesi, di avere impedito ad essi di riorganizzarsi per infierire contro la popolazione civile con i loro
disordinati bombardamenti.
Questa è l’Aeronautica, le cui azioni risultano nei bollettini del Quartiere Generale, portando il loro eroismo alla
luce del sole.
Però, un’altra aeronautica vive nell’ombra: la ricognizio-
dal Diario di guerra del
Cav. Uff. OMRI Antonio Di Girolamo
(Presidente della Federazione di Cagliari)
36
IL NASTRO AZZURRO
LA FEDERAZIONE DI ROVIGO PRESENTA UNA PUBBLICAZIONE INFORMATIVA SUL NASTRO AZZURRO
L
a Federazione di Rovigo dell’Istituto del
Nastro Azzurro ha presentato un semplice compendio che racchiude tutte le
informazioni utili per chiunque voglia conoscere in breve cos’è e cosa fa il nostro Istituto.
L’iniziativa è stata ideata e realizzata personalmente dal Presidente della Federazione
di Rovigo, geom. Graziano Maron, il quale si
è avvalso di varie fonti e informazioni ufficiali presenti negli archivi e sul sito istituzionale
del Nastro Azzurro, condensandole in una
pubblicazione davvero utile nella sua semplicità e immediatezza.
L’Istituto del Nastro Azzurro sta compiendo uno sforzo notevole per coinvolgere
nuovi soci in un periodo nel quale i Decorati
al Valor Militare sono sempre meno numerosi. Allo scopo di superare il vincolo numerico
posto da tale categoria di cittadini, è stata
inserita la qualifica di “socio simpatizzante”,
cioè di persona che, pur non essendo né
Decorata al Valor Militare, né consorte o
discendente di Decorato, condivide i principi
fondamentali ai quali si richiama l’Istituto del
Nastro Azzurro.
Ma questa categoria di soci ha la necessità
di conoscere rapidamente l’Istituto, la sua
storia, i suoi compiti e i suoi scopi e pubblicazioni come quella della Federazione di
Rovigo, sono essenziali a tale fine.
La Presidenza Nazionale si complimenta
con la Federazione di Rovigo e col suo
Presidente.
TESTO DELL’INTRODUZIONE
Da quando nel 2005, in seguito alle modifiche statutarie apportate al Congresso Nazionale dell
'Istituto del Nastro Azzurro, tenutosi a Caserta nel 2003, ho assunto anche la Presidenza della
Federazione Provinciale di Rovigo, ho constatato, con profonda amarezza, come, non solo la Storia dell
'Istituto del Nastro Azzurro sia sconosciuta ai più, ma poche persone sappiano chi e cosa esso rappresenti.
Per tentare di ovviare a ciò ho cercato con questa mia modesta e succinta pubblicazione, di rendere
nota la nostra gloriosa storia dalla prima fondazione a quella più recente.
Divulgare la storia e gli scopi dell'Istituto del Nastro Azzurro è un dovere morale che, in quanto cittadino italiano, ho sentito verso tutti coloro che con il loro sacrificio difesero e difendono la Patria: ITALIA.
Auspico che questo mio libro, che va ad aggiungersi all’”Albo Eroico della Provincia di Rovigo", presentato ai lettori il 28 Maggio 2008 a Rovigo, possa servire per migliorare e divulgare la conoscenza
dell'Istituto del Nastro Azzurro.
La Prefazione più idonea allo spirito di questo libro è rappresentata dall'Inno d’Italia e da una poesia dedicata alla nostra Bandiera.
Il Presidente della Federazione Provinciale di Rovigo
dell'Istituto del Nastro Azzurro
Graziano Maron
37
IL NASTRO AZZURRO
POTENZIAMENTO GIORNALE
- FONDAZIONE DELLA COMUNITA’ BRESCIANA – Brescia
- Cap. Nicola FALCONI – Venezia – “in ricordo del Cav.Vitt.Veneto Odoardo Falconi, combattente I e II
G.M.”
- Istituto “MAFFEO VEGIO” – Lodi – “in onore e memoria del Capitano Giuseppe Coci”
- Sig. Alberto COVA – Faenza (RA)
- Sig.ra Matilde RUSSO GENOVESE – Torre Annunziata (NA)
- Sig. Giuseppe LIGRESTI – Abbiategrasso (MI)
- Gen.C.A. Franco PESCATORI – Roma
- Dott. Comm. Cesare MONTI – Roma
- Sig.ra Maria Luisa PETRUCCI – Roma – “ricordando i mariti ù, Cap.1° Rgt. G. i Sardegna Savini Dr.
Cesare, nel 39° anniversario (24-5) ed il Ten.Gen. Marcello Favretto nel 5° Anniversario (29-6)”
- Sig. Valter CAINERO – Caserta
- Sig.ra Alessandra CAINERO – Caserta
- Azzurro Salvatore MUTO – Lago (CS)
- Sig. Antonio PANCOT – Tarzo (TV)
- Sig.ra Ulrica FERRETTI MONACO – Roma
- Prof. Wanda PALMIERI DELIPERI – Cagliari
- Avv. Federico Filippo ORIANA – Genova
- Sig.ra Maria Luisa SUPPO CORRADI - Trento
- Sig.ra Stefania ARROSTUTO – Cefalù (PA)
- Gen. Giulio MAININI – Verugno (NO)
- Sig. Francesco CARPANETO – Mignanego (GE)
- Sig. Aldo BOVE – Nardò (LE)
- ACCADEMIA NAVALE – Livorno
- Sig. Lelio CACCIARI – Refrontolo (TV)
- Sig.ra Costanza RIGUTTO – Arba (PN)
- Sig. Federico NARDI – Roccantica (RI)
- Sig.ra Elisa NARDI – Andora (SV)
- Sig.ra Dora TOMASELLI – Genova
- Sig.ra Ida BALDOCCI – Vicchio – M.llo (FI) – “in ricordo di Ciriaco Innocenti”
- Sig.ra Carla CHIRI – Piossasco (TO)
- Sig. Luigi ZANIN – Galliate (NO)
- Sig.ra Maria DI SALVIO – Roma
- Ren.Cpl.Ftr. Dott. Cav.Uff. Pietro INDIRLI - Roma
- Sig.ra Vincenza MAIORANA – Castelbuono (PA)
- A.N.C.R. – Sezione di Breno (BS)
- A.N.C.R. – Sezione di Senigallia (AN)
- Sig. Salvatore PICCIONE – Treviso
- Sig. Giovanni CIMOLAI – Pordenone
- Sig.ra Luciangela FIORI – Cheremule (SS)
- Sig. Domenico FARIDONE – Lerici (SP)
- Sig. Giovanni SPERNANZONI – Ciampino (RM)
- Sig. Gianfranco MARIANI – Orvieto
- Ten. Alberto BECCI – Belluno
- Sig. Luigi JOSIPOVIC VIJEKOSLAV - Umbertide (PG)
- Cap. Mag. f. (a) Giovanni VINCI - Imola (BO)
- Sig. Luigi REBUSCINI – Melzo (MI)
- Sig.ra Giuliana MERATI – Bergamo
- Sig. Romildo SANDRI – Roma
- Sig.ra Maria Luisa FILOSA FAZIO – Como
- Sig.ra Maria Giovanna CHINAGLIA – Roma
- Sig.ra Emilia SUNDER GIANNINI - Biella
- Sig.ra Maria SACHS – Roma
- Sig. Rino CAVALIERI – Comacchio (FE)
- Sig.ra Francesca DAGHETTI PIACENTINI
- Dott. Salvatore COMIS – Catania
- S.Tel.f. Aldo ANZEVINO – Arienzo (CE)
- Sig. Massimiliano BARRIERI – Lucca
- Azzurro Vittorio LODI – Casali di Mentana (RM)
- Sig.ra Ivonne MALUGANI BULDRINI – Sanremo (IM) – “in memoria di Cesare Buldrini,
sommergibilista”
- Sig.ra Giuseppina INGRAO - Pavia
- Sig.ra Carla INGRAO - Pavia
500.00
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La Presidenza Nazionale e la Direzione de ‘Il Nastro Azzurro” ringraziano
per la generosità dei contributi versati.
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IL NASTRO AZZURRO
AZZURRI CHE SI FANNO ONORE
L
'Ardito tenente degli Alpini Giuseppe Cigliana è "Commendatore al Merito della Repubblica
Italiana". lI Presidente della Repubblica, on. sen. Giorgio Napolitano, dopo la Stella al Merito del
Lavoro concessa a Giuseppe Cigliana 1° maggio 2008, gli ha conferito, su proposta del Presidente
del Consiglio dei Ministri, l'Onorificenza di Commendatore dell'Ordine "AI merito della Repubblica
Italiana", con proprio decreto del 27.11.2009.
L'Istituto del Nastro Azzurro esprime all'Azzurro Giuseppe Cigliana le più vive congratulazioni.
S
abato 4 luglio 2009, nella splendida sede della Casa dell'Aviatore in Roma, il Cavaliere al Merito della
Repubblica Bruno Lazzarotto è stato insignito del dottorato in "Scienze Ingegneristiche" dalla prestigiosa Jean
Monnet Universitè Europeenne A. L. S. B. L. di Bruxelles.
I suoi meriti acquisiti in una vita di costante impegno, fruttuoso lavoro, pregevoli realizzazioni sono stati illustrati dal Rev.mo Mons. Padre Bruno Lima. Mentre le alte virtù morali, umane e di italianità sono state rivissute in
una commovente e spontanea dedica dalla figlia dott.ssa Dora a nome di tutta la famiglia. Il diploma è stato consegnato durante una suggestiva cerimonia dall'Ecc.mo dott. Prof. Lino Mungari di Capocolonna, delegato per
l'Italia dell'Università Jean Monnet. Grande riconoscenza per la squisita sensibilità dimostrata va:
- al dott. Gabriele Marrone ed al dott. Prof. Natale Santucci - rispettivamente Direttore Didattico e Rettore della
prestigiosa Ruggero University e ai membri del Senato Accademico;
- al dott. Vincenzo Cortese, Marchese di Villa San Giorgio, ed al dott. Riccardo Giordani, Duca di Willemburg, rispettivamente Segretario Generale e Gran Cerimoniere della Norman Academy;
- al Rev.mo Mons. Gino Di Ciocco, eccellentissimo Patrono Spirituale.
Al M.C. Maurizio Cancelli va un gran riconoscimento per l'organizzazione perfetta e l'alto prestigio di tutta la
manifestazione in una cordialissima e calorosa atmosfera.
L
'Amministrazione Comunale di Foggia, ha ritenuto dedicare ed intestare n° 23 strade cittadine a decorati al
Valor Militare della Capitanata, rilevando i nominativi dall'"Albo" edito dalla Federazione. Mi piace ricordare
che tra i 23 figura Luigi Pilotti, abruzzese di nascita, ma vissuto sempre a Foggia, ove ha trovato l'anima gemella nella Signora Clementina D'Agostino. Era della classe 1913 ed è deceduto a Foggia nell'anno 1994.
Il Pilotti, assertore dell'amore per la Patria e la famiglia, si arruolò nell'Arma Aeronautica con tanta passione e
dedizione. I voli erano diventati la sua Patria e gli aerei il suo luogo di lavoro. Viaggiò in tutto il mondo e nel secondo conflitto mondiale seppe distinguersi effettuando oltre 400 ore di volo bellico, ponendosi sempre in evidenza
per la sua serietà, la sua preparazione, la sua capacità e per le sue belle doti di combattente, tanto da meritarsi una
Medaglia d'Argento al Valor Militare.
T.Col. Giovanni Battista Corvino
(Presidente della federazione di Foggia)
MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE A LUIGI PILOTTI
"Specializzato marconista di bordo, capo del servizio radiotelegrafico di sezione, in numerose azioni
belliche condotte a grande raggio e nelle operazioni di polizia coloniale, per oltre 400 ore di volo bellico, poneva costantemente in evidenza le sue belle doti di combattente valoroso, ardito ed entusiasta.
Durante un'azione di bombardamento e spezzonamento a bassa quota nel cielo di Agresalam, avendo
avuto l'apparecchio duramente colpito dalla reazione nemica, conscio delle gravi avarie che minacciavano la stabilità del velivolo, fermo al suo posto di responsabilità e di sacrificio, con precisione somma
manteneva costantemente il contatto tra l'aereo pericolante e la base di arrivo.
In Dancalia sul Garamullata ed in altre località, svolgeva sempre magistralmente la propria missione e
coadiuvava nel bombardare e mitragliare il nemico dalle quote più basse, confermando le sue doti di
coraggio, calma e cosciente sprezzo del pericolo, già precedentemente dimostrate."
Cielo dell'Impero, giugno 1936-agosto 1937
L
o scorso 6 marzo 2010, la Norman Academy, prestigiosa organizzazione culturale e di servizio internazionale, ha conferito l'onorificenza di "Cavaliere Accademico" al generale Antonio Daniele, direttore responsabile di questa rivista, per gli "… alti meriti acquisiti nel campo della solidarietà ...".
L'evento si è svolto alla Casa dell'Aviatore in Roma nell'ambito dell'Assemblea semestrale della
Norman Academy durante la quale è stato approfondito il tema delle "Attività comuni col Rotary
International" a fini filantropici. L’onorificenza, che va ad aggiungersi alle altre delle quali già si fregia, è stata conferita al generale Daniele dal Segretario Generale della Norman Academy, dott.
Vincenzo Cortese, Marchese di Villa San Giorgio.
39
IL NASTRO AZZURRO
CRONACHE DELLE FEDERAZIONI
Provincia prof.ssa Ilaria Rita Rossa, che ha tenuto l'orazione ufficiale, il Sindaco di Serralunga Architetto Giancarlo
Berto, il Sindaco di Casale Monferrato, Dottor Giorgio De
Mezzi, il fratello della M.O. Cav. Andino Bizzarro con la
famiglia, le Associazioni Combattentistiche, d'Arma,
Partigiane e di Categoria e molti cittadini. Dopo la S.
Messa di suffragio e la commemorazione solenne, i convenuti si sono recati presso la lapide murata per la resa
degli onori alla M.O. e la deposizione delle corone. Il
Sindaco di Serralunga ha concluso la manifestazione ricevendo i Familiari della M.O. e i convenuti presso la proloco;
ALESSANDRIA
Nel bimestre, la Federazione Provinciale di Alessandria ci
ha comunicato la partecipazione ai seguenti eventi e cerimonie:
– Sabato 30 Gennio u.s., ha avuto luogo la prima delle sei
"Cerimonie del Ricordo" in onore delle più significative
ed emblematiche figure del valore e dell' eroismo dei cittadini della Provincia, dedicata alla Medaglia d'Oro al
V.M. capitano e partigiano Combattente Bruno PASINO. Hanno patrocinato l’evento i Comuni di Solero e di
Alessandria, rispettivamente luogo di nascita e dell'eccidio della MOVM, e la Provincia, anch'essa Decorata di
M.O. La Fondazione Cassa di Risparmio locale e
l'Amministrazione provinciale hanno contribuito alla
organizzazione. Erano presenti la vedova, signora Rosa,
e i due figli, Vincenzo e Mario con le rispettive famiglie,
nonché il Prefetto di Alessandria Dottor Paolo Castaldo,
la vice Presidente della Provincia, Dott.ssa Rita Rossa, e i
Sindaci di Alessandria Dottor Piercarlo Fabbio e di Solero
Dott.ssa M. Teresa Guaschino. Hanno inoltre partecipato
le 23 Associazioni del Comitato di Intesa della Città di
Alessandria le Autorità militari, civili e la CRI. La cerimonia ha avuto inizio presso la Sala Consiliare di
Alessandria. dove il Sindaco ha tenuto la commemorazione solenne. Gli onori alla M.O. sono stati resi presso il
monumento a lui eretto sul luogo dell'eccidio
(Casalbagliano, 30 gennaio 1945). Poi, presso la sede
comunale di Solero, il Sindaco, alla presenza del corpo
insegnanti e degli studenti della Scuola Media Statale
"Galileo Ferraris”, ha ricevuto i convenuti ed ha inaugurato la mostra preparata dagli studenti, sei dei quali
hanno letto parte delle loro riflessioni svolte nell’ambito
del Concorso sul tema "Dall'Unità d'Italia ai nostri giorni", ottenendo il premio personale in palio. Alla Scuola
(tre Classi) è stata concessa la Borsa di Studio collettiva
"Decorati al Valor Militare" offerta dalla Federazione.
Dopo il saluto del Sindaco e l’allocuzione del Presidente
della Federazione, ha concluso la Vice Presidente della
Provincia. L’epilogo dell’evento nella chiesa parrocchiale
con la S. Messa in suffragio della M.O. Pasino;
Serralunga (AL) - “Cerimonia del Ricordo” per l’av. MOVM Arduino Bizzarro
–
Venerdì 26 febbraio 2010, in onore della M.O.V.M. capitano di fanteria Giuseppe Ferraris, caduto in terra croata il 16 Febbraio 1943 con i soldati della sua Compagnia,
alla difesa di un caposaldo. La "Cerimonia" si è tenuta a
Quargnento (AL), comune dove è nato l'Ufficiale, con la
partecipazione attiva degli Alunni della Scuola Primaria
locale, protagonisti del]a manifestazione. Hanno infatti
ricordato in una Mostra-Concorso l'Ufficiale, i suoi soldati e presentato disegni e commenti sulla "Costituzione
italiana: i doveri e i diritti dei cittadini". A loro sono stati
consegnati piccoli premi individuali e alla Scuola una
Borsa dI Studio collettiva. Sono intervenuti il Presidente
della Provincia, Dottor Paolo Filippi, che ha tenuto l'orazione ufficiale, il rappresentante della Regione Piemonte
Daniele Borioi, il Consigliere Signor Ugo Cavallera, il rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di
Alessandria, Prof. Andrea Foco, il Dottor Dario Fornaro
nipote della M.O. con i familiari, il corpo insegnante
della Scuola Primaria, le Associazioni Combattentistiche,
d'Arma, Partigiane e di Categoria e numerosi cittadini.
Dopo la solenne commemorazione nell'Aula Consiliare
Solero (AL) - “Cerimonia del Ricordo”
per il cap. MOVM Bruno Pasino
–
nell’ambito delle "Cerimonie del Ricordo", organizzate
col patrocinio della Provincia di Alessandria Decorata
di Medaglia d'Oro al Valor Militare, dei Comuni interessati e col contributo della Fondazione Cassa di
Risparmio di Alessandria, domenica 14 Febbraio 2010, la
Federazione ha svolto la manifestazione in onore della
M.O.V.M. aviere e partigiano Combattente Arduino
Bizzarro, trucidato in località Madonnina di Crea (AL) il
16 Febbraio 1945: Presenti la Vice Presidente della
Quargnento (AL) - “Cerimonia del Ricordo”
per il cap. MOVM Giuseppe Ferraris
40
IL NASTRO AZZURRO
–
del Comune e l'originale intervento degli alunni, i convenuti si sono recati, in corteo, presso il cippo che ricorda
l'Eroe per la resa degli onori, la deposizione di corona e
fiori (da parte della Scuola) e la S. Messa nella Basilica
minore di San Dalmazzo, chiesa parrocchiale del capoluogo. Il sindaco Benzi ha ricevuto i convenuti in
Municipio per un saluto e augurio, al termine della manifestazione;
Sabato 20 Marzo 2010 è stata celebrata la quarta
"Cerimonia del Ricordo", organizzata e diretta dalla stessa Federazione e col patrocinio della Provincia e del
Comune di Villalvernia in onore del Maggior Generale
Giuseppe Luigi Passalacqua, Marchese di Villalvernia,
prima Medaglia d'Oro al Valor Militare delle Guerre
d'Indirendenza, Caduto alla testa della Brigata
Piemonte nella battaglia della Bicocca (Novara) il 23
marzo 1849. L'Ufficiale ha voluto essere sepolto nella
chiesetta del suo castello in Villavernia oggi Sacrario dei
Decorati al Valor Militare della Provincia. Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, il Vice Prefetto
Dottor Vito Cusumano, il Presidente della Provincia dottor Paolo Filippi, i Sindaci di Sardigliano e di Cassano
Spinola, le Associazioni Combattentisti-che e d'Arma di
Alessandria, Novi Ligure e Tortona, il Gonfalone della
Provincia Decorato di Medaglia d'Oro al Valor
Militare e quello di Villavernia Decorato di Medaglia
d'Argento al Valor Civile per le 109 vittime del bombardamento aereo del 1° dicembre 1944, su una popolazione di circa 1000 abitanti. Dopo la solenne manifestazione nella Sala Comunale, con gli interventi delle autorità
e l'orazione ufficiale del Presidente della Provincia, la
cerimonia è proseguita con la resa degli onori al
Generale Passalacqua e a tutti i Caduti del paese per i
quali il parroco ha celebrato la S. Messa di suffragio, presso il Sacrario. A conclusione, il Sindaco di Villalvernia,
Giampaolo Pepe, ha ricevuto e salutato i convenuti.
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Villaverla (AL) -”Cerimonia del Ricordo”
per il gen. MOVM Giuseppe Luigi
Passalacqua
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–
ASCOLI PICENO
La Federazione Provinciale di Ascoli Piceno ha diffuso il
resoconto delle attività sociali del 2009:
– 5/1: S. Messa, con la partecipazione di numerosi Azzurri,
in ricordo del Presidente Provinciale Maresciallo
Maggiore Alessandro Puca deceduto nel 2004;
– 20/1: "Musica e Solidarietà" concerto, promotori il
Nastro Azzurro l'Amministrazione Comunale di Ascoli
Piceno, in favore delle varie Associazioni;
– 27/1: Nel salone Degli Arazzi della Prefettura di Ascoli
Piceno, consegna Medaglie D'Onore ai defunti dei lager
Nazisti. Tra le Associazioni è stato invitato solo il "Nastro
Azzurro";
– 15/2: Nella sala della Ragione del Comune di Ascoli
Piceno, incontro con i rappresentanti dei vari partiti politici;
– 20/2: Presso la Caserma "Clementi" di Ascoli Piceno,
"Giuramento" di 600 soldatesse. Il "Nastro Azzurro" ha
–
aperto la Parata sul Presentat-Arm del Reggimento;
28/2: Nella sala della Ragione del Comune di Ascoli
Piceno incontro-conferenza del Magistrato Ferdinando
Imposimato sul tema "Aldo Moro" e presentazione del
suo libro "doveva morire". Il nostro Presidente Cav.
Franco Bruno Crucioli ha posto alcune domande al
Magistrato;
6/3: Nella sala Della Ragione del Comune di Ascoli Piceno
presentazione del libro "Una donna per soldato". Diario
di una Tenente italiana in Libano. Di Marina Catena; il
nostro Presidente si è intrattenuto con la Tenente ricevendo un suo libro con dedica;
2/4: Precetto Militare Pasquale presso la Cattedrale di
Ascoli Piceno;
8/4: Presso la Caserma "Clementi" di Ascoli Piceno
"Giuramento" di 400 soldatesse con il "Nastro Azzurro"
in parata in prima posizione;
6/5: nel salone della Camera di Commercio di Ascoli
Piceno, incontro con il Ministro On. Meloni;
6/5: Il "Nastro Azzurro" con il suo Presidente viene ricevuto dal nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri
Tenente Colonnello Alessandro Patrizio, al quale viene
consegnato un nostro Labaretto;
22/5: Nel salone della Camera di Commercio incontro con
il Ministro Mara Carfagna;
30/5: Presso la Chiesa di San Francesco di Ascoli Piceno,
incontro con l'Onorevole Maurizio Gasparri, Deputato in
Parlamento;
2/6: Presso la Sala degli Specchi della Prefettura di Ascoli
Piceno ricevimento per la Festa della Repubblica.
Cordiale colloquio tra il nostro Presidente e il Prefetto;
3/7: In Piazza del Popolo di Ascoli Piceno - Festa
Regionale della Polizia Penitenziaria. Il "Nastro Azzurro"
viene segnalato dallo speaker e apre la sfilata;
9/7: Presso la Caserma "Clementi" di Ascoli Piceno
Giuramento di oltre 400 soldatesse; il "Nastro Azzurro
annunciato dallo speaker sfila in prima posizione;
12/10: Il nostro Presidente viene ricevuto dal nuovo
Questore Dott. Fiore al quale viene consegnato un
nostro Labaretto;
23/10: Presso la Caserma "Clementi" di Ascoli Piceno il
Giuramento di circa 400 soldatesse. All'entrata in caserma un picchetto ha reso gli onori al "Nastro Azzurro"
che poi ha sfilato in prima posizione;
28/10: Il Presidente è stato ricevuto dal nuovo Prefetto al
quale ha consegnato un nostro Labaretto;
2/11:
Presso
il
cimitero
di
Ascoli
Piceno
"Commemorazione Caduti in Guerra" deposizione corona;
4/11: Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze
Armate. In Piazza Roma un picchetto "interforze" ha
reso gli onori al Labaro del "Nastro Azzurro";
13/11: Presso la Caserma "Clementi" di Ascoli Piceno
"Cambio di Comandante" con la consegna della
Bandiera di Guerra del 235° Reggimento Piceno al nuovo
Comandante Ciro Annichiarico, con il quale in nostro
Presidente si è intrattenuto a fine cerimonia;
27/11: Organizzata dalla Federazione Provinciale, viene
celebrata la giornata del "Nastro Azzurro" con Messa
alla presenza della Massime Autorità Civili e Militari e di
numerosi Azzurri.
AVELLINO
Lo scorso 19 dicembre si è svolta, a cura della sezione
"Caudina" di Rotondi dell'Associazione Arma Aeronautica,
la solenne celebrazione religiosa in onore della Madonna di
Loreto, patrona dell'Aeronautica Militare italiana in concomitanza con la giornata regionale di solidarietà "Dona il sangue, dona la speranza". Dopo l'arrivo dei rappresentanti
delle varie associazioni d'Arma della Campania e della
Fanfara dell'Aeronautica della III^ Regione Aerea di Bari, vi
è stata la deposizione di una corona d'alloro al monumento
41
IL NASTRO AZZURRO
ai Caduti. Monsignor Angelo Gallo ha poi officiato la Santa
Messa nella chiesa della SS. Annunziata, conclusa dalla lettura della preghiera dei Caduti e dalla preghiera dell'aviatore.
Prima della benedizione finale della statua della Madonna di
Loreto hanno presso la parola il m.llo sc. cav. Luigi Mainolfi,
presidente della sezione "Caudina" dell'A. A. A., il Gen. Prof.
Domenico Cioffi, direttore dell'Istituto Medico Legale
"A.Mosso" di Milano e vice presidente nazionale dell'A. A.
A. e il dr. Antonio Izzo, sindaco del comune di Rotondi.
Al termine della cerimonia ha avuto luogo lo scambio dei
crest: il Commissario della Federazione Provinciale di
Avellino dell'Istituto del Nastro Azzurro, Augusto
Genovese, ha consegnato il crest del Nastro Azzurro al Gen.
Domenico Cioffi, mentre il Generale Cioffi ha consegnato il
crest della Sezione Caudina dell'Associazione Arma
Aeronautica al Commisario Genovese.
–
BARI
Per celebrare il "Giorno del Ricordo", la Federazione
Provinciale di Bari dell'Istituto del Nastro Azzurro, su iniziativa del Presidente Generale Giuseppe Picca, ha organizzato
il 6 marzo u.s. alle ore 18,00, presso la propria sede, un incontro sulla tragedia istriana delle foibe e dell'esodo giuliano
dalmata con la Delegazione Provinciale di Barletta-AndriaTrani dell'ANVGD. Il Presidente, dopo il saluto alle autorità
ed al pubblico presente, ha illustrato brevemente il programma dell’evento ed ha quindi passato la parola al prof. Di
Cuonzo che, da anni, dà voce e testimonianza alle atrocità
ed alle sofferenze subite dalle popolazioni italiane dell'Istria,
di Fiume e della Dalmazia, infatti, anch’egli esule da Pola ha
ricordi dolorosi di sofferenze, brutalità, persecuzioni titine e
tedesche, del martirologio religioso, delle uccisioni, del
genocidio. L'esodo, che ha sconvolto anche la sua famiglia, è
stato, a lungo, rimosso dalla coscienza nazionale italiana,
facendo credere che gli esuli fossero tutti nazionalisti o fascisti, negando la comprensione per la loro triste vicenda e
chiudendosi freddamente al loro bisogno di accoglienza.
Infine l’intervento del dottor Bucci ha ripercorso la storia
delle terre giuliano-dalmate dalla preistoria alle varie dominazioni romane, bizantine, veneziane ed austriache, fino a
giungere al Regno d'Italia ed alla definitiva usurpazione di
quei territori da parte della Jugoslavia, Stato che, peraltro,
non esiste più. Interessanti sono state le sue citazioni di grandi nomi attestanti l'italianità di quelle terre: Matteo
Imbriani, Nicolò Tommaseo, Vincenzo Cuoco, Benedetto
Croce. Alle relazioni è seguita la visione del documentario
ANVGD "Esodo - La Memoria Negata" (parte prima), che ha
suscitato particolare interesse in sala. A conclusione della
manifestazione, il Presidente Picca ha consegnato ai relatori l’Emblema Araldico smaltato su piccolo supporto in
onice, il prof. Di Cuonzo, invece, ha fatto dono del suo libro
"Nato in Rifugio - la tragedia istriana sconosciuta".
l'Assessore dottor Fabio Zotti, il Capogruppo Consiliare
dottor Santo Caprizotti, l'Assessore dottor Mauro
Cadenelli, il Comandante la locale stazione dei
Carabinieri M.llo Giampiero Morbio, il Comandante dei
Vigili Urbani Francesco Biasetti, il Vice Comandante Carla
Bertoloni. Nell'occasione, il Generale di Corpo d'Armata
Luciano Antonio Canu, Presidente della Sezione UNUCI
Monterosi Tuscia-sud (VT), ha consegnato ai fratelli
Gabusi due importanti onorificenze dell’Ordine al Merito
Civile Militense dei Cavalieri di Malta, in riconoscimento
delle numerose iniziative che, nell'arco del tempo, li
hanno visti animatori e protagonisti;
nel pomeriggio dello stesso giorno, si è tenuta una cerimonia in onore dei Fanti, consistita in una breve funzione religiosa seguita da un omaggio ai Caduti presso il
monumento ad essi dedicato a Mazzano. I Fanti erano
guidati dal Presidente Provinciale, Sig. Giuseppe Feretti e
dal Presidente della locale Sezione, Sig. Osvaldo
Procuranti. Il tutto si è concluso con un rinfresco ed un
applauditissimo concerto della nostra Fanfarina;
Brescia - Funzione religiosa
in onore dei Fanti Caduti
–
il 5 ed il 12 marzo, il Vice Direttore del Museo del Nastro
Azzurro di Salò, dottor Leonardo Malatesta, ha illustrato,
presso la Sala dei Provveditori del Comune, due suoi libri,
aventi come argomento la prima guerra mondiale. La
presentazione del primo è stata del generale Carlo
Maria Magnani mentre quella del secondo era affidata
al Prof. Angelo D'Acunto. Erano presenti l'Assessore alla
Cultura del Comune di Salò, dottoressa Marina Bonetti e
la Direttrice del Museo, dottoressa Annamaria Salvo de
Paoli.
BRINDISI
BRESCIA
Nel bimestre, la Federazione Provinciale di Brescia ci ha
comunicato la partecipazione ai seguenti eventi e cerimonie:
– il 9 febbraio u.s., l'emittente locale “BS 7 Teletutto” ha
dedicato una trasmissione al Nastro Azzurro, durante la
quale il generale Magnani, il Presidente ed il Vice
Presidente della Federazione, hanno illustrato, rispettivamente, gli scopi statutari, la realtà bresciana e le iniziative in progetto;
– il 20 febbraio, con il Presidente della Sezione di
Molinetto (Bs), Cav. Felice Gabusi e del fratello, Comm.
Annibale, si è festeggiato il 50° anniversario della loro
attività artigianale. Al pranzo, offerto dai festeggiati,
erano presenti: il Presidente Nazionale dell'Istituto del
Nastro Azzurro, il Presidente ed il Vice Presidente della
Federazione di Brescia, il Sindaco di Mazzano (BS) dottor
Maurizio Franzoni, il Vice Sindaco dottor Danilo Agliardi,
Brindisi - Cambio consegne tra Vice
Comandanti della Forza da Sbarco
Si è svolta, presso la Caserma "Carlotto" di Brindisi, sede
della Forza da Sbarco, la cerimonia di avvicendamento nell’incarico di Vice Comandante e Direttore del Centro
Integrazione Anfibia, tra il Generale Emanuele Sblendorio e
il Colonnello i.g.s. dei Lagunari Federico Maria Pellegatti. La
42
IL NASTRO AZZURRO
cerimonia è stata presieduta dall'Ammiraglio Eduardo Serra,
Comandante della Forza.
Oltre alle numerose qualifiche militari, il Colonnello
Pellegatti, già Capo di Stato Maggiore del Comando Militare
Esercito "Friuli Venezia Giulia" di Trieste, è laureato in
Scienze Politiche, in Scienze Strategiche ed ha conseguito i
master in "Peacekeeping and Security Studies" all'Università
di Roma Tre, in "Scienze Strategiche" all'Università di Torino
e in "Metodologie e Tecniche del Negoziato" all'Università
di Trieste, inoltre, è giornalista iscritto all'Ordine Nazionale,
membro dell'Associazione Lagunari - sezione di Trieste, è
figlio di un Ufficiale Generale dell'Esercito Decorato di
Medaglia di Bronzo al V.M., pertanto è socio, dal lontano
1970, dell'Istituto del Nastro Azzurro-Federazione di Padova.
Tra le prime attività svolte dal Colonnello Pellegatti dopo
l'assunzione dell'incarico, infatti, vi è stato un cordiale incontro "informale" con il Vice Presidente del Nastro Azzurro di
Brindisi, Cav. CGVM Francesco MELFI.
Acrobatica del 4° Stormo che nel 1936 effettua la sua prima
esibizione a Budapest. Partecipa alla Guerra di Spagna, consegue quattro abbattimenti ma in una missione di protezione del campo, a causa di un incendio a bordo del suo velivolo, è costretto a lanciarsi con il paracadute, viene fatto prigioniero, passa otto mesi terribili in carcere ed infine è condannato a morte. Si salva dalla fucilazione grazie all’intervento in extremis della Croce Rossa e grazie ad un fortunoso
scambio di prigionieri. Nel maggio del 1938 fa parte della
Formazione Acrobatica composta da ben 28 CR 32 delle pattuglie del 4°, 1 °,3° e 6° Stormo, comandata dall’allora cap.
Remondino e che si esibisce a Furbara in occasione della visita del Cancelliere tedesco. Allo scoppio della seconda Guerra
Mondiale viene inviato in Africa, al T2 (Tobruk), ma pochi
mesi dopo è costretto a rientrare ed è assegnato alla “Scuola
Caccia” di Gorizia fino al termine del conflitto. Dopo la guerra viene richiamato in servizio per istruire a Brindisi ed a
Lecce le nuove leve di piloti sul G.59 ed il P-51 “Mustang”.
Terminata l’attività di volo come istruttore militare, continua
ad addestrare piloti all’Aeroclub di Ronchi e poi di Gorizia.
La pensione è un’occasione per tornare alle “origini contadine” e si dedica all’agricoltura, all’orticello della sua casa di
Gorizia finché le forze glielo permettono.
COSENZA
Gorizia - 100° compleanno del m.llo
Raffaele Chianese
Cosenza - Consegnata la nuova caserma
alla Guardia di Finanza
Il Labaro della Federazione ha partecipato alla cerimonia per l’inaugurazione della nuova Caserma della Guardia
di Finananza.
Pubblichiamo questa “cronaca” quando purtroppo è
già giunta in redazione la triste notizia della scomparsa del prode m.llo Raffaele Chianese avvenuta il 6
luglio 2010.
FOGGIA
IMPERIA
Il 6 marzo a Foggia è stata inaugurata la nuova sede
della sezione dell'Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia
(A.N.S.I.), intestata al Serg. Magg. Antonio Mendolicchio,
Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare, Caduto,
nel secondo conflitto mondiale, nella campagna di Grecia.
Tra i vari interventi vi è stato quello del Presidente della
Federazione di Foggia dell'Istituto del Nastro Azzurro, Ten.
Col. Giovanni Corvino, che ha messo in risalto in particolare Il grande apporto dato dai reparti delle Forze Armate
Italiane nella guerra di Liberazione.
GORIZIA
Il 14 marzo 2010 una rappresentanza della Sezione di
Gorizia dell’”Istituto del Nastro Azzurro” ha partecipato alla
cerimonia per il 100° genetliaco della M.B.V.M. Raffaele
Chianese. Classe 1910, nato a Calvizzano provincia di Napoli
da una famiglia di agricoltori, non ancora maggiorenne fa
domanda per il corso Sottufficiali Piloti e, superata la selezione ed i corsi, nel 1930 è assegnato alla 96^ Squadriglia dello
Stormo Caccia di Campoformido, comandato dal famoso
asso della prima guerra mondiale, Rino Corso Fougier. Nel
1931, quando viene costituito il 4° Stormo sull’aeroporto di
Gorizia-Merna, è trasferito alla 91^ Squadriglia, quella di
Baracca che continuerà ad ospitare i migliori piloti della
Caccia. Chianese si distingue fin dall’inizio per la sua predisposizione all’acrobazia e fa parte della Squadriglia
Imperia - Assemblea dei Soci della
Federazione Provinciale
Il giorno 6 febbraio 2010, ha avuto luogo l’Assemblea dei
soci della Federazione Provinciale di Imperia dell'Istituto del
Nastro Azzurro. Il Presidente, Cav. del Lavoro Giacomo
Alberti, in apertura dei lavori ha voluto ricordare due soci
benemeriti che purtroppo sono venuti a mancare nel corso
del 2009 il Generale di Divisione Nelso Cavagliano e il Duca
Guido Orazio Borea D'Olmo. Due uomini integerrimi nella
vita civile e militare, durante la guerra hanno meritato
43
IL NASTRO AZZURRO
Decorazioni al Valor Militare. Alberti, nella sua relazione
sull'Associazione, ha evidenziato che, grazie all'acquisizione
dei soci aderenti e soci simpatizzanti, la Federazione di
Imperia continua a mantenere un soddisfacente organico ed
è stata in grado di partecipare, col Labaro, alle più importanti manifestazioni dell'anno. Tra queste, Alberti ha ricordato in particolare la celebrazione del 67° Anniversario della
Campagna di Russia, durante la quale egli aveva pronunciato il discorso commemorativo dei suoi commilitoni, Caduti o
dispersi.
andate oltre i loro compiti, spesso a prezzo della propria
vita". Nella relazione tenuta dal primo capitano
Maurizio Munda è stato tracciato un profilo delle nove
Medaglie d'Oro a ufficiali lunigianesi e carraresi che, tra
il 1915 e il 1945, si sono distinti per atti di coraggio. Le
motivazioni sono state lette dal primo capitano Paolo
Zaccagna. I nomi di alcuni Decorati sono conosciuti,
come Flavio Torello Baracchini, sottotenente pilota
asso della caccia nella prima guerra mondiale, il carrarese Werther Cacciatori, capitano di artiglieria che ha
perso un braccio contro i tedeschi nella difesa dell'isola di
Lero nel 1943, o il capitano di fanteria di Villafranca
Ettore Viola, eroe sul monte Grappa e poi fondatore
dell’Istituto del Nastro Azzurro, o il sergente di fanteria
di Licciana, Sante Angelo Bastiani, poi promosso generale, conosciuto per la sua banda di irregolari nell'Africa
Orientale dal 1936 al 1941, o il capitano Luigi Giorgi,
Decorato con due Medaglie d'Oro e con la Silver Star
americana, al seguito della 8^ Armata britannica e morto
nelle valli di Comacchio nel 1945. Altri, tutti carraresi,
sono meno conosciuti come il sottotenente pilota
Renato Andreani, abbattuto nel 1938 in terra di
Spagna, il capitano di artiglieria alpina Carlo
Bottiglioni, Caduto sul fronte greco nel 1941, il tenente di vascello Adolfo Gregoretti, inabissatosi nel
Mediterraneo nel 1943 dopo avere salvato marinai e
documenti, il capitano di artiglieria Bruno Conti, ucciso
in Corsica nel 1943.
MASSA CARRARA
Nel bimestre, la Federazione Provinciale di Massa Carrara
ci ha comunicato la partecipazione ai seguenti eventi e cerimonie:
– con la prestigiosa presenza del Generale Carlo Maria
Magnani, Presidente Nazionale dell'Istituto e nostro
concittadino, domenica 14 febbraio, presso il Demy Hotel
di Aulla, si è tenuto il Congresso della Federazione
Provinciale di Massa Carrara. Presenti molti familiari di
Decorati, tra questi la Sorella del Partigiano Aldo
Salvetti Medaglia d'Oro e la Mamma dell'altra
Medaglia d'Oro Serg.Magg. Stefano Paolicchi. Il
Congresso è stato presieduto dal Gr.Uff. Elio
Borgobello, che nella campagna di Russia si era conquistato uno scintillante Bronzo. Dopo i saluti suoi e del
Presidente Nazionale, si sono svolte le operazioni di verifica e di voto, per eleggere il comitato che gestirà l'attività prevista dallo Statuto. Il Comitato, riunitosi immediatamente sotto la guida dell' altro Reduce di Russia presente, Franco Berti, ha espresso il Direttivo.
All'unanimità sono stati eletti Presidente il Generale
Pierpaolo Battistini, Vice presidenti, per Carrara
Roberto Baggiani, già reggente del Nastro Azzurro, ed
il Comm. Sergio Santunione per la Lunigiana.
Segretario il Ten. Paolo Chianese. Elio Borgobello,
prima di dichiarare chiusi i lavori, veniva nominato sul
campo dal Presidente Nazionale Generale Magnani,
Presidente Provinciale ad Honorem. Gli altri componenti
del Comitato sono: Rodolfo Bacci, Franco Berti, Paolo
Cioli, Alvaro Martini, Franco Pedrinzani, Piero
Pieroni e per il Collegio Sindacale Sergio Pellegrini,
Egisto Umberto Borghini e Mario Guidotti. Il pranzo
sociale ha concluso la manifestazione;
Massa Carrara - Conferenza sul tema
“Ufficiali apuani Medaglia d’Oro al VM”
NAPOLI
Massa Carrara - Assemblea dei soci della
Federazione Provinciale
–
La "Tre Giorni" del gruppo di Soci della Federazione di
Napoli del Nastro Azzurro e dell'ANIOC in terra Marchigiana
ha visto interessanti visite alle cittadine di Senigallia,
Recanati e Fano. In quest’ultima località il gruppo ha assistito all’antico "Carnevale" (risalente al 1347) caratterizzato
dal "getto" di dolciumi e caramelle dai carri allegorici.
Visitato l'Arco di Augusto (89 d. C.) costruito dove la via
Flaminia raggiungeva il mare. Molto suggestiva la S. Messa
ha suscitato interesse la conferenza "Ufficiali Apuani
Medaglia d'Oro al Valor Militare (1915-1945)" organizzata dalla sezione carrarese dell’UNUCI nella Sala
delle Circoscrizioni di piazza Accademia, gremita: molti
gli appartenenti alle Associazioni d'Arma, e numerose le
autorità civili e militari. Il presidente dell’UNUCI Carrara,
primo capitano Pietro Barbieri, ha esordito: "Vogliamo
ricordare uomini che hanno compiuto imprese che sono
Loreto (AN) - I soci delle Federazioni NA
e ANIOC di Napoli a colloquio col Vescovo
44
IL NASTRO AZZURRO
nel Santuario della Madonna di Loreto, protettrice degli
Aviatori, celebrata dal Vescovo Mons. Giovanni Tonucci,
che ha più volte menzionato la partecipazione alla Messa
del gruppo del "Nastro Azzurro di Napoli" presente con il
Labaro sull'Altare Maggiore issato dal M.llo Pietro
Caputo e la scorta dell'Aiutante Nicola Liccardo e del
M.llo Antonio Malasomma. La preghiera dei fedeli è
stata letta dal M.llo Nicola Maraglino. Il complesso speleologico delle Grotte di Frasassi ha concluso le visite ai
luoghi di interesse artistico e naturalistico. Sulla via del
ritorno, il gruppo ha consolidato l’affiatamento raggiunto
con commenti ed approfondimenti ispirati alla recente
esperienza di viaggio
–
PISTOIA
Il 15 febbraio, la Federazione Provinciale di Pistoia
dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al
V.M., ha invitato a Pistoia il Presidente Nazionale, gen. Carlo
Maria Magnani, per illustrargli la realtà pistoiese dell'attività della Sezione locale. L'incontro è avvenuto nei locali adibiti a Studio Medico della L.I.L.T. (Lega Italiana per la Lotta
contro i Tumori) alla presenza del Col. Marco Tuzzolino,
Comandante della Caserma Marini, con alcuni suoi collaboratori, del Presidente Provinciale, dott. Mario Livi, di alcuni
rappresentanti della Fratellanza Militare e dell'Associazione
Bersaglieri, della Direttrice del Museo “Marino Marini” e del
Presidente della L.I.L.T. dott Giancarlo Piperno.
Nell'occasione, il dott. Livi ha fatto il punto della situazione
auspicando un maggior proselitismo, ringraziando il
Presidente della LILT, che li ospitava, e soffermandosi ad illustrare il suo operato di medico nel corso dei numerosi anni
della sua brillante carriera. I convenuti, in rappresentanza
delle varie Associazioni d’Arma hanno manifestato apprezzamento e volontà di collaborazione anche in vista della
celebrazione del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia.
a tutti coloro che sono intervenuti era presente, come
sempre, il Labaro della Federazione Provinciale di Torino
con alcuni Rappresentanti;
giovedì 25 marzo, organizzata dal Comando Regione
Militare Nord, ha avuto luogo la celebrazione del
“Precetto Pasquale” per il personale delle Forze Armate
e dei Corpi Armati dello Stato. La funzione religiosa si è
svolta nella Basilica Maria Ausiliatrice di Torino, officiata
da Mons. Jean Pierre Ravotti, Capo Servizio Interforze
della 1^ Zona Pastorale e concelebrata con i Cappellani
Militari della Zona Pastorale di Torino. La Federazione
Provinciale di Torino del Nastro Azzurro ha appoggiato
l’iniziativa con una lettera di invito a tutti gli Azzurri che,
infatti, hanno partecipato numerosi, presenziati dal
Labaro e dagli esponenti del Consiglio direttivo, unitamente a tutte le altre Associazioni Combattentistiche e
d’Arma.
TRIESTE
Il 10 febbraio scorso, il Labaro della Federazione con
l´alfiere, col. Sergio Di Cesare, e la Segretaria Rita
Trevisan, ha presenziato alla solenne cerimonia del "Giorno
del Ricordo" svoltasi al Monumento Nazionale della foiba di
Basovizza, sull´altipiano carsico triestino. La cerimonia è stata
organizzata dalla Provincia e dal Comune di Trieste, nonché
dal “Comitato per i Martiri delle Foibe”. Erano presenti: un
picchetto armato del "Piemonte Cavalleria", il Medagliere
Nazionale dell´Associazione Nazionale Alpini, il Gonfalone
della città di Trieste, Decorato di Medaglia d´Oro al V.M.,
quello del Comune di Muggia, Decorato di Medaglia
d´Argento al V.M., il gonfalone della Provincia di Trieste, i
labari dei Liberi Comuni dell´Istria e di Zara in esilio, i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d´Arma con i
rispettivi labari. Sono intervenute le massime Autorità civili,
militari e religiose di Trieste e provincia, i familiari delle vittime degli infoibamenti, studenti di alcuni Istituti scolastici, cittadini. Al termine della cerimonia una delegazione si è recata a rendere omaggio alla foiba di Monrupino, dove furono
inghiottiti centinaia di italiani e tedeschi, soprattutto militari. La foiba di Basovizza non è una voragine naturale ma il
pozzo di una miniera abbandonata, profonda 256 metri,
divenuta "il simbolo di tutte le foibe del Carso e dell´Istria
nonché di tutti i luoghi che videro il martirio e la morte atroce di italiani, sia per il numero delle vittime che ha inghiottito, sia per la tragicità della vicenda connessa alla strage colà
perpetrata." Moltissimi sono i visitatori durante l´anno. Così
ha scritto Diego de Castro, sui tragici giorni dell´occupazione
jugoslava di Trieste nel maggio e nella prima decade di giugno 1945: "In decine di migliaia di sopravviventi ricordiamo,
in prima persona, i quaranta giorni dell´occupazione jugoslava nella primavera del 1945 e le foibe istriane del 1943.
Migliaia di famiglie a Trieste contano, tra i loro stessi parenti, un deportato dall´ignota morte, un arrestato, un torturato, un infoibato."
SONDRIO
La Federazione Provinciale di Sondrio negli ultimi mesi
ha svolto le seguenti attività:
– ha presenziato con il delegato del Presidente signora
Maristella Ravelli ed il Labaro portato dall'Alfiere
Arrigo Mattiussi, nonché il Socio Emilio Rovedatti il
giorno 27 gennaio "Giorno della Memoria" all'intitolazione di due vie nel Comune di Morbegno dedicate a
famiglie che nel corso della Seconda Guerra Mondiale
hanno contribuito al salvataggio di numerosi cittadini
ebrei in fuga verso la Svizzera. Nella stessa ricorrenza, ha
presenziato con il Segretario ed il Socio Viaggi, alla cerimonia di consegna delle Medaglie d'Onore ai Soldati
Italiani deportati nel corso della Seconda Guerra
Mondiale;
– ha visto il proprio Consigliere S.Ten. CRI Fausto Giugni,
il Sindaco S.Ten. CRI Pierangelo Leoni ed il Socio
Antonio Cao richiamati per prestare servizio in occasione dei 62i Campionati Sciistici delle Truppe Alpine;
– ha concesso il patrocinio, unitamente ad altri Enti, al concorso letterario "La Valtellina e la Valchiavenna in racconti e poesie" organizzato dal Circolo Culturale
Filatelico Numismatico Morbegnese;
– ha partecipato al trofeo sciistico dedicato alla memoria
del Magg. M.O.V.M. Domenico Carini con il Presidente
e l'Alfiere Mattiussi.
TORINO
La Federazione Provinciale di Torino negli ultimi mesi ha
svolto le seguenti attività:
– lunedì 1° marzo, presso la chiesa di San Lorenzo, a cura
dell'Associazione del Mutuo Soccorso Alpini, è stata officiata una Santa Messa in ricordo dei Caduti. Alla funzione religiosa, accanto a tutte le Associazioni
Combattentistiche e d'Arma presenti con i loro labari ed
Trieste - “Giornata del Ricordo” alla
foiba di Basovizza
45
IL NASTRO AZZURRO
RECENSIONI
sante del Monte Piana che guarda a Misurina, con
annesso un interessante museo storico che racchiude
cimeli riferiti a quel piccolo fronte e agli eroi che vi si
immolarono.
Sorge nello spiazzo dove all'epoca erano le baracche
del comando italiano, mentre grazie agli scavi annualmente condotti, quel piccolo altipiano offre oggi al visitatore un suggestivo museo all'aperto con originali trincee, postazioni, caverne. Ora, sostando presso il cippo
che ricorda il sacrificio del nostro Eroe, non avremo solo
ricordi di sofferenze, ma anche di un pegno e di una promessa d'amore che una giovane sposa conservò per tutta
la vita.
Giovanni Vinci
PICCOLO FRUTTO ROSSO, FRAMMENTO DI PACE.
Nelle trincee del Monte Piana, la storia di un uomo:
Magg. MAVM Bosi Cav. Angelo - di Antonella Fornari.
Grafica Sanvitese, novembre 2008. Pagg. 175 - ISBN 978888-97411-20 - 16 Euro
Il Magg. Angelo Bosi del 55° Rgt Fanteria, praticamente sconosciuto nella sua città natale di Ravenna, è
nobile figura nella storia della Grande guerra. In particolare fra gli storici interessati alle vicende belliche che si
susseguirono sui due cocuzzoli contrapposti di Monte
Piana, a ridosso delle Tre Cime
di Lavaredo. Per il Bosi, la cui
carriera era stata rallentata da
una salute cagionevole, quel
Monte Piana rappresentava il
traguardo che avrebbe gratificato la sua missione di ufficiale al servizio della Patria e il
degno battesimo del fuoco
per il suo reparto chiamato ad
affiancare i battaglioni alpini
Cadore e Val Piave. Ma purtroppo su quel Monte il
nostro Maggiore di Fanteria
perse anzitempo la vita il 17
luglio 1915, dopo soli 45 giorni dal suo arrivo al fronte. La
moglie Maria l'aveva seguito in zona di guerra alloggiando ad Auronzo, proprio per essergli più vicino e vigilare sulla sua salute. Una storia d'amore viva ed appassionata, struggente e melanconica ad un tempo, di
Angelo per la Patria e per Maria, di Maria per quell'uomo semplice e carismatico, ma anche spavaldo e sanguigno come la sua terra d'origine, che l'autrice, Antonella
Fornari, ha sentito il bisogno e il desiderio di riportare
alla luce. Del teatro di guerra su Monte Piana, Antonella
Fornari aveva già scritto nel suo precedente "Lacrime di
Pietra, Monte Piana e dintorni, ricordi di guerra". Questa
volta ha invece ricostruito gli spostamenti del Bosi da
Ravenna a Belluno e a Torino, arrivando infine al piccolo abitato di Azeglio dove, presso i parenti di Maria, ha
ritrovata ancora intatta la loro camera nuziale, effetti
personali e anche l'ampio fazzoletto tipicamente romagnolo, pegno d'amore verso la terra natia mai dimenticata, che il Magg. Bosi portava annodato al collo quando un cecchino gli centrò il cuore. Macchie di sangue
sono ancora ben visibili su quel fazzoletto che la moglie
Maria ha conservato per tutta la vita.
L'inaspettato recupero di documenti, foto, lettere e
giornali dell'epoca ha quindi consentito ad Antonella
Fornari di ricostruire quella lontana storia d'amore che,
sebbene condizionata dalle strategie militari, si rivelò
più forte della guerra. E le ha permesso di recuperare
anche inediti particolari sia su quei primi cruenti assalti
alle trincee avversarie, che sui più stretti collaboratori del
Bosi. Come il capitano Guglielmo Gregori che per l'incalzare improvviso dei combattimenti non riuscì a consegnare al suo Maggiore un piccolo pacchetto affidatogli
un paio di giorni prima dalla sempre premurosa Maria.
Conteneva un frutto rosso, primizia del loro giardino.
Poi anche il Gregori seguirà a poche ore di distanza il
suo comandante nell'estremo sacrificio. AI Maggiore
Angelo Bosi, MAVM, è dedicato il rifugio posto sul ver-
BUON VOLO, MAGGIORE - di Flavio BABINI - Società
Editrice "Il Ponte Vecchio" - 14 x 21 - 220 pagine - ISBN
978-8312-812-7 - 13,00 Euro
Uno scanzonato spaccato di un gruppo di volo
dell’Aeronautica
Militare
ambientato all'epoca della
"guerra fredda", periodo
cupo, sebbene i nomignoli,
dei piloti protagonisti dei fatti
narrati in questo libro, tutti
presi dalla Nomenklatura
sovietica, fanno comprendere
che il loro morale, che in guerra può da solo fare la differenza, era davvero molto alto. La
lettura, senza mai scadere nel
banale, offre episodi estremamente istruttivi e divertenti,
come quello relativo all'attacco alla portaerei durante l'esercitazione NATO. Lo stile è
piacevole e coinvolgente, i
racconti si susseguono a ritmo
serrato, i personaggi sono tratteggiati molto bene, le
situazioni descritte con totale realismo dall’autore, pilota militare, il quale inserisce evidenti riferimenti autobiografici nel testo. Dove si discosta dalla realtà (è stato in
servizio all’8° Stormo basato sull’aeroporto di Cervia
quando vi era in linea il Fiat G.91Y) riesce incredibilmente ad anticipare i tempi con la trovata dell'F-16, intercettore che attualmente è in linea col 5° stormo ora dislocato sullo stesso aeroporto.
BUIO E LUCE - di Mauro Betti - edito dal “Comune di
Cecina” - 15 X 21 - pagg. 58 - Lo si può richiedere direttamente all’autore tramite la Federazione Provinciale di
Liovorno o la Sezione di Cecina.
Mauro Betti, nato a Castagneto Carducci il 14 luglio
1922, attualmente pensionato delle Ferrovie dello Stato,
ha partecipato alla seconda guerra mondiale come
radiotelegrafista nella Marina Militare.
L'8 settembre è stato catturato dai tedeschi a Rodi e
deportato in Croazia come prigioniero di guerra. Evaso
dal campo di concentramento è entrato nelle formazioni partigiane croate. Catturato dalle forze antipartigiane
nei pressi di Karlovaz è stato deportato nei campi di sterminio di Grosse-Rosen, poi Flossemburg e infine a
Buchenwald in Germania.
46
IL NASTRO AZZURRO
RECENSIONI
degli eventi susseguenti al tragico armistizio dell’8 settembre 1943 visto dalla parte di
chi non ha voluto accettare il
cambio di schieramento e di
fronte, in nome di un profondo senso dell’onore militare
sul quale non credo che potremo mai esprimere giudizi da
posizioni che non ci permettono di valutare appieno cosa
veramente accadde in quel
terribile settembre 1943.
Qui non si giustifica, ma si
comprende: le parole del
Comandante della X^ MAS ci
aiutano in questo difficile
esercizio:
“In ogni guerra, la questione di fondo
non è tanto di vincere o di perdere,
di vivere o di morire; ma di come si vince,
di come si perde, di come si vive,
di come si muore...
"Una guerra si può perdere,
ma con dignità e lealtà.
La resa e il tradimento bollano per secoli
un popolo davanti al mondo.”
Junio Valerio Borghese
Il libro va sicuramente letto con grande attenzione ai
particolari descritti ed al punto di vista privilegiato dell’autore.
"La narrazione degli episodi
vissuti nei campi di sterminio
tedeschi ha la sola finalità di far si
che le nuove generazioni non si
lascino trascinare da cervelli alienati in guerre come quella che
noi abbiamo vissuto e sofferto. Le
generazioni dopo di noi sappiano
trarre da queste memorie la forza
e la volontà di lottare sempre in
difesa della libertà e della democrazia, cardini indispensabili
della pace e della dignità di ogni
essere umano".
La narrazione delle sofferenze
della disumana prigionia lasciano
sempre spazio ad un filo di speranza. Pur nella tetraggine dell’esperienza narrata, si percepisce forte il senso di
umanità che pervade tutto il racconto.
AERMACCHI C.205 - di Giorgio Apostolo, Gianni
Cattaneo, Giovanni Massimello - La Bancarella
Aeronautica - Torino - pagg. 56 - 29,5 x 21 - illustrato:
foto B/N, disegni a colori - 16,00 Euro
Nella collana di monografie edita da “La Bancarella
Aeronautica”, questa riguardante il più bello e performante tra i caccia italiani della
seconda guerra mondiale, è
trattata con grande attenzione dai tre autori e ne scaturisce un documento utile, interessante e piacevole da leggere. Le numerose illustrazioni
d'epoca e i precisi trittici e
disegni ne fanno un'opera di
grande pregio, pur nella sua
estrema specializzazione e
nella veste grafica più da
manuale divulgativo che da
opera letteraria nel suo genere.
Il
testo
bilingue
(italiano/inglese) gli schiude
l'internazionalità.
DELITTI IN LINEA DI VOLO - di Umberto Mondini Edizioni Progetto Cultura Collana "Le scommesse" pagg. 240 - 14 X 21 - 18,00 Euro.
L'ambientazione di questo romanzo, dalla trama piacevolmente intrigante, è calata nella società opulenta e aristocratica della Sicilia occidentale di cui l'aeroporto di
Trapani e il 37° Stormo fanno
parte di diritto. La narrazione
è quella tipica di un qualsiasi
romanzo giallo: molto avvincente e ben costruita. Si parte
da uno strano tentativo di suicidio, apparentemente per
motivi sentimentali, da parte
di un giovane sottufficiale
invaghito di un’aristocratica
fanciulla che poi si rivelerà
appartenente riottosa ad una
potente “famiglia” locale. Lo
stile è coinvolgente, le situazioni descritte spesso tradiscono un’ottima conoscenza del mondo militare aeronautico e dei suoi riti, usanze e costumi.
Comunque, nonostante quanto si osserva in copertina, non si tratta di un “romanzo militare”, ma di un semplice ed appassionante “giallo” e, come ogni “giallo”
che si rispetti, il protagonista è l’investigatore che, in
questo caso, è un milite dell’Arma dei Carabinieri.
DECIMA FLOTTIGLIA NOSTRA - di Sergio Nesi - Lo
Scarabeo - pagg. 480 - 16 X 21,5 - Illustrato B/N - ISBN 9788884-781154 - 28,50 Euro.
“Cosa rimane di quei ragazzi allora appena ventenni? Dell'emblema sullo scudetto, simbolo della Morte
con la rosa in bocca, è rimasta solo la rosa. Dei loro barchini, dei loro mezzi subacquei non vi è più traccia. Sul
mare rimane solo la loro bianca scia, che col tempo si fa
sempre più tenue.
Fra non molto tutto sarà sparito. Rimanga almeno
questo ricordo, a testimonianza di una generazione irripetibile e certamente, per i giorni nostri, incomprensibile.”
Così l’autore esprime il proprio struggente ricordo
per i suoi commilitoni con i quali ha condiviso una lotta
votata già in partenza alla sconfitta. La delusione cocente di scoprire che la fine delle “ostilità combattute” ha
coinciso con l’inizio delle “ostilità ideologiche” lo ha guidato nella stesura di questo attento e preciso spaccato
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1) Distintivi con decorazione e Dame Patronesse 2) Distintivi dorati