1) 2) 3) 4) 5) 6 7) 8) Distintivi con decorazione e Dame Patronesse Distintivi dorati: piccoli, medi e grandi Portachiavi: smaltato Orologio Crest grande Labaretto Emblema Araldico Cartolina, cartoncino doppio e busta 9) 10) 11) 12) 13) 14) 15) 16) Fermacarte in onice Posacenere Attestato di Benemerenza Cravatta: disponibile in lana e seta Foulards in seta Mug Fermacarte peltro Copricapo a bustina Tutta l’oggettistica è in vendita presso le Federazioni che in caso di carenza di materiale possono richiederlo alla Presidenza Nazionale dell’Istituo. Le spese di spedizione saranno a carico delle Federazioni ed aggiunte al costo del materiale. PERIODICO NAZIONALE DELL’ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO FRA COMBATTENTI DECORATI AL VALORE MILITARE ANNO XLIX - N. 4 - LUG./AGO. 2010 - Bimestrale - Poste Ital. S.p.A. Sped. in abb. postale D.L. n. 353/2003 (Conv. in L. 27/2/2004 n. 46) Art. 1 comma 2, DCB Roma INVIO DELLA RIVISTA Da qualche tempo la rivista sociale "Il Nastro Azzurro" viene inviata non solo ai soci ed agli enti istituzionali, ma anche ai Decorati al Valor Militare, o ai congiunti di Decorati, non soci dell'Istituto del Nastro Azzurro al solo scopo di rendere nota l'attività che l'Istituto stesso compie a favore di tutta la categoria. Ciò non si traduce automaticamente in un tentativo di cooptazione nell'Istituto per chi, pur avendone diritto, non vi si è iscritto finora, ma solo in mera attività informativa. Nel ringraziare dell'attenzione che eventualmente i non soci dell'Istituto, destinatari della rivista, vorranno dare alle nostre attività, siamo comunque onorati di svolgere a nome di tutti un servizio che travalica i normali i confini dell'Istituto stesso e raggiunge i massimi vertici istituzionali dello Stato. GRAZIE AMICI! All'Istituto del Nastro Azzurro saranno erogati complessivamente € 15.430 corrispondenti a 108 scelte nel 2007 e 208 scelte nel 2008 effettuate per la devoluzione del 5 x mille con le rispettive dichiarazioni dei redditi. In un momento di particolare difficoltà a far quadrare i conti per la consistente riduzione (45% negli ultimi due anni) del contributo straordinario della Difesa e l'abolizione delle agevolazioni per la spedizione della stampa periodica che ne ha più che quadruplicato i costi, è stata una vera boccata di ossigeno. Ringrazio pertanto tutti coloro che, con una semplice firma assolutamente gratuita, hanno contribuito a questo importante risultato e colgo l'occasione per sensibilizzare voi tutti, Soci o semplici lettori che condividete i nobili scopi dell'Istituto del Nastro Azzurro, a sottoscrivere la devoluzione del 5 x mille a suo favore anche con la prossima dichiarazione dei redditi 2009. Ricordo a tale fine che il codice fiscale da indicare è "80226830588". Il vostro Presidente Nazionale Generale Carlo Maria Magnani. • Comunicazioni • Editoriale • È morto l’On. Gustavo De Meo, Presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci • Lettere al Direttore • La “giornata del Decorato” si conclude con una conferenza sul tema “La guerra bianca” • 4 maggio 2010: l’Esercito Italiano compie 149 anni • 150° Anniversario della Polizia di Stato • 2 giugno: Festa della Repubblica • I messaggi del Capo dello Stato • 196° Annuale della fondazione dell’Arma dei Carabinieri • Il Raduno Nazionale degli Alpini a Bergamo • Il Raduno Nazionale dei Bersaglieri a Milano • Detto fra noi • Notizie in Azzurro • Medaglie d’Oro eccellenti: Angelo Sante Bastiani • Morte di un titano • Un contributo di famiglia alla Battaglia di Pantelleria • Operazione “Pedestal” • Il Savoia Cavalleria • Febo • La federazione di Rovigo presenta una pubblicazione informativa sul Nastro Azzurro • Potenziamento giornale • Azzurri che si fanno onore • Cronache delle Federazioni • Recensioni • Oggettistica del Nastro Azzurro Pag. “” 2 3 “” “” 3 4 “” 6 “” “” “” “” 8 10 12 13 “” “” “” “” “” “” “” 16 18 22 24 25 26 29 “” “” “” “” 32 33 34 36 “” “” “” “” “” “” 37 38 40 42 46 48 In copertina: 2 giugno 2010: festa della Repubblica “IL NASTRO AZZURRO” Ha iniziato le pubblicazioni a Roma il 26 marzo 1924 (La pubblicazione fu sospesa per le vicende connesse al secondo conflitto mondiale e riprese nel 1951) Direz. e Amm.: Roma 00161 - p.zza Galeno, 1 - tel. 064402676 - fax 0644266814 - Sito internet: www.istitutonastroazzurro.org - E-mail: [email protected] - Direttore Editoriale: Carlo Maria Magnani - Presidente Nazionale dell’Istituto Direttore Responsabile: Antonio Daniele - Comitato di Redazione: Carlo Maria Magnani, Antonio Daniele, Giorgio Zanardi, Giuseppe Picca, Francesco Maria Atanasio, Antonio Teja, Antonio Valeri, Graziano Maron - Segretaria di Redazione: Barbara Coiante - Autorizzazione del Tribunale Civile e Penale di Roma con decreto n.° 12568 del 1969 - Progetto Grafico e stampa: Arti Grafiche San Marcello s.r.l. - v.le Regina Margherita, 176 - 00198 Roma - Finito di stampare: luglio 2010 Per abbonarsi i versamenti possono essere effettuati su C/C Postale n. 25938002 intestato a “Istituto del Nastro Azzurro”, oppure su C/C Bancario CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA - Filiale di Roma - P.zza Madonna Loreto, 24 - c/c n. 0722122-3 - CIN IT “A” ABI 06155 - CAB 03200 - IBAN: IT69A0615503200000000002122 - C.F. 80226830588 Abbonamento ordinario: 20 Euro; sostenitore: 25 Euro; benemerito: 30 Euro e oltre. Associato alla Unione Stampa Periodica Italiana IL NASTRO AZZURRO L’ARCHIVIO INFORMATICO DEI DECORATI AL V.M. sentito, negli incontri spesso occasionali con Decorati, ultimo numero del amici, simpatizzanti, di parlare con loro delle nostre nostro periodico ha attività e dei nostri progetti. accompagnato la L'avvenimento che ha caratterizzato questo periodo distribuzione alle principali è indubbiamente la celebrazione della Giornata del cariche istituzionali ed a tutte Decorato all'Altare della Patria insieme al Gruppo le Federazioni Provinciali delMedaglie d'Oro. Erano presenti Autorità, Gonfaloni di l'archivio informatico dei Città decorate al Valor Militare, i Labari di molte Decorati al Valor Militare che Federazioni provinciali, la vedova di Ettore Viola uno era stato presentato al dei padri fondatori dell'Istituto, rappresentanti delle Congresso di Bologna. Si tratnostre sezioni di Città del Messico e dell'Australia. Ma ta di una ricerca unica del suo genere in Italia, che ha l'elemento caratteristico è stata la partecipazione del richiesto all'Istituto un notevole impegno di personale e Consiglio Comunale dei Ragazzi di Montevarchi. di risorse finanziarie. Spetta ora a noi tutti fare in modo Accompagnati dal Vice Sindaco che questa banca dati non vada della Città hanno timidamente dispersa o diventi il solito dischet... LA DISTRIBUZIONE ALLE salito i gradoni del Vittoriano to dimenticato in un cassetto, ben consapevoli del significato PRINCIPALI CARICHE rendiamola viva fornendo notizie che veniva attribuito a quel gesto a tutti coloro che ce le chiederanISTITUZIONALI ED A TUTTE LE grazie ad una sapiente preparano e contribuendo al suo necesFEDERAZIONI PROVINCIALI sario ed inevitabile aggiornaDELL'ARCHIVIO INFORMATICO DEI zione effettuata dal vice Presidente Nazionale Stefano mento. DECORATI AL VALOR MILITARE Mangiavacchi, fautore della loro Gli ultimi mesi trascorsi sono CHE ERA STATO PRESENTATO AL presenza. Sono certo che qualcostati ricchi di attività ed hanno CONGRESSO DI BOLOGNA ... UNA sa di positivo è stato trasmesso a visto la partecipazione RICERCA UNICA DEL SUO GENERE questi giovani e sarebbe auspicadell'Istituto a tutte le cerimonie bile che in futuro altri loro coetasvoltesi nella Capitale e nelle IN ITALIA ... nei possano seguire il loro esemvarie città. Mi piace ricordare che pio. per la prima volta il nostro Labaro Nazionale ha preso La giornata si è conclusa al Campidoglio con una parte attiva all'83° Raduno dell'Associazione Nazionale conferenza del Dott. Federico Vido sulle "Tigri Alpini a Bergamo ed al 58° Raduno Nazionale dell'Adamello" dell'Associazione Nazionale Bersaglieri a Milano. Lascio Vostro ad altri il resoconto delle due giornate che ci hanno conCarlo Maria Magnani L' MORTO L’On. GUSTAVO DE MEO, PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE NAZIONALE COMBATTENTI E REDUCI È morto il 1° maggio il presidente dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci, l'avvocato Gustavo De Meo, che è stato deputato al Parlamento per la Dc dal 1948 al 1976, ha partecipato alla guerra di Liberazione, è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per i governi Zoli, Fanfani e Tambroni e ministro della Difesa con i governi Leone e Fanfani. E' stato anche per nove anni Giudice Costituzionale Supplente. Presidente per 40 anni della Fiera Internazionale dell'Agricoltura di Foggia e presidente della Cementeria di Barletta, De Meo ha presieduto l'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci dal 1980 con rinnovi congressuali triennali. E' stato nominato anche Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Cavaliere della Legion d'Onore della Repubblica Francese. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la notizia della scomparsa di De Meo, ha espresso i sentimenti del Suo commosso cordoglio. L'Istituto del Nastro Azzurro si unisce ai familiari, alle istituzioni ed al popolo italiano nell'esprimere profondo cordoglio per la scomparsa. 3 IL NASTRO AZZURRO LETTERE AL DIRETTORE Spett.le redazione, l'amico avv. Roberto Vittucci Righini mi ha sottoposto quanto apparso a pag. 6 del numero 8 del mensile "Italia Reale" da lui diretto. Giuro che in 40 anni di costante lettura di articoli, libri, opuscoli sulle decorazioni non ho mai sentito idiozie di tale portata. La medag1ia d'oro al V.M. può essere portata dalla madre, dal padre, dal figlio e dalla figlia nubile vivente in casa senza altri orpelli o segni di lutto non previsti da nessuna norma, in quanto poi alla consegna al museo dell'arma di appartenenza non tutte le armi o servizi hanno un museo (M.O. Salomone docet), è un incentivo a far sparire le medaglie stante la carente sorveglianza di tutti i musei, nella migliore delle ipotesi con copie sostituite. Un consiglio prudenziale é di tenere l'originale ed i decreti di concessione in cassette di sicurezza in banca e le copie in quadri in casa ma mai consegnarli ad altri musei o fondazioni che siano interessati ad averle. Col. C.Amm. (r) Mario Lanata (Socio della Federazione di Torino) Caro amico Lanata, sono contento di pubblicare questa Sua lettera, anche se dopo qualche mese che è giunta in redazione, proprio perché spesso si sentono dire cose un po' strane su presunte regole relative alla possibilità di portare le Decorazioni al Valor Militare da parte dei congiunti di un Decorato deceduto. La burocrazia è un male così diffuso nel nostro paese che, anche quando non prescrive nulla, impera lo stesso. Infatti, quando nessuna legge prescrive alcunché in una determinata materia, spesso si sopperisce con un regolamento che viene presentato dal burocrate di turno come "… interpretazione autentica …". Se i congiunti di un Decorato al Valor Militare deceduto ne portano le Decorazioni, lo onorano; cosa che egli ha senz'altro meritato. Il "congiunto" ha un solo obbligo, direi morale: quello di rendere noto a tutti che egli porta Decorazioni non sue. Ciò non costituisce obbligo di legge, ma è una forma di stile. Grazie per le precisazioni e un cordiale saluto. Antonio Daniele Caro Amico, premesso, che considero il ricordo dei nostri Caduti e Decorati una sorta di liturgia. Come la Chiesa e le altre Religioni ricordano i loro Martiri a tutti i livelli, anche noi non possiamo esimerci dal farlo con i nostri Caduti e Decorati, meglio se ancora viventi. La nostra religione ha come simbolo il Crocefisso, altre hanno lo Yoghi, mentre noi abbiamo le Medaglie al Valore. Come per gli anni precedenti, anche il 2010 era iniziato bene per i “miei” soci del Club del Millennio. Il 7 Febbraio, puntualmente, il Gen. C. A. Barone Amedeo Guillet, con il quale sono stato in contatto per quasi un ventennio, ha tagliato il traguardo dei 101 anni. Poi, improvvisamente, ci ha lasciati in punta di piedi per proteggerci ancora dall’alto, come fece nel corso della sua vita terrena. A Lui, come del resto a tutti gli Ufficiali, ai Decorati e ai Caduti e ai Sopravvissuti delle generazioni passate, che ci hanno protetto con il loro sacrificio, va quotidianamente un mio pensiero d’affetto che vale anche per quelli che non conosco. Il 28 Febbraio scorso, la M.A.V.M. Giuseppe Faccinetto, puntualmente, ha girato la boa dei 92 anni mentre il 3 Marzo, sempre diligentemente, il Ten. Col. Pilota “Gigi” Luigi Gnecchi, due M.A.V.M., ha raggiunto felicemente i 96 anni. Il mese appena trascorso ha visto, sempre in buona salute e circondati dall’affetto dei familiari, raggiungere due altri traguardi importanti: il 29, le 93 candeline del Ten. Col. R. O. Enzo Curti (promozione per merito di guerra) e il giorno dopo le 96, del Magg. Gian Maria Salvagni. Nei prossimi sei mesi, altri Ufficiali taglieranno traguardi importanti. Su tutti il Vice Decano del Club che girerà la boa delle novantanove candeline, sulla strada per raggiungere il suo primo secolo, il Ten. prof. Riccardo Zelioli, tra l’altro, ancora impegnato quotidianamente ad amministrare un’importante azienda, guida del nostro territorio. Nel frattempo, ci stiamo preparando per le 101 candeline del Cap. Alessandro Galeazzi, M.A.V.M. “Sul campo” e continuare con gli altri importanti appuntamenti di soci che, sono sicuro, non deluderanno e che ricordo in anticipo e che onorerò ancora per molti anni, fino a, quando anch’io potrò farlo. Intanto, gli ufficiali e i Decorati del Club del Millennio hanno fatto idealmente quadrato intorno alle spoglie del Gen. Amedeo Guillet e si preparano a farlo nuovamente, questa volta per le 101 candeline dell’ufficiale che ho appena ricordato. Per onorare la memoria del Gen. Amedo Guillet, mi permetto di ricordare un suo efficace pensiero contenuto in una lettera inviatami nel 1995, trovata nel suo dossier mentre lo riordinavo: “… Purtroppo in questi ultimi decenni molti giovani sono stati artatamente tenuti all’oscuro della nostra vera Storia e di quella di una guerra sfortunata, ma pur sempre densa di eventi eroici e di tanti cittadini e valorosi soldati i quali, pur non essendo responsabili di un conflitto inopportunamente ed erroneamente dichiarato, hanno fatto il loro dovere e conferito onore all’Italia”. Infine, Caro Direttore, chiedo scusa a Te e ai nostri lettori, per la pedissequa retorica con la quale ogni anno ripeto le stesse cose. Spero, in ogni modo, di poter annoiare ancora per molto, perché quei giovani per i quali continuo a stravedere, meritano ben altro, anzi dovrebbero avere un patrocinatore più qualificato per quello che hanno fatto, subito in silenzio come del resto ci ha proposto il buon Guillet. in quella sua missiva del 1995. Alla prima occasione Ti porterò uno “Yoghi”, simbolo di altra religione che, come il nostro Crocefisso, ha un significato spirituale molto elevato. Molto cordialmente. Ten. c. Giovanni Bartolozzi (Vice Presidente della Federazione Provinciale di Lecco) Caro Bartolozzi, l’Istituto del Nastro Azzurro ti è vicino nel complimentarsi con le “Colonne” della tua Federazione per la gagliardia che dimostrano dall’alto della loro lunga esperienza di vita. Il pensiero, però, non può non correre al Barone Amedeo Guillet resterà per sempre nei nostri cuori. Il Suo sarà il posto che noi riserviamo agli eroi, cioè a quegli uomini che, 4 IL NASTRO AZZURRO con le loro gesta e col loro coraggio, hanno fatto la storia dell’umanità. Non è retorica, è ciò che veramente significa essere al di sopra e al di là come solo gli eroi sanno essere. Anche la vita ritirata e, se vogliamo, semplice che ha condotto Amedeo Guillet, fino al suo epilogo, costituisce insegnamento per tutti noi: l’eroe non è mai tronfio, ma è schietto, non è superbo, ma amichevole, non è presenzialista, ma “viene invitato”. Amedeo Guillet ha improntata tutta la Sua fortunatamente lunga esistenza a questi valori e lo ha fatto così bene che, quando ci ha lasciati, non c’è stato clamore, né roboanti proclami, né annunci che si odono talvolta per uomini che, pur importanti, non sono mai stati alla Sua altezza. Bene hai fatto a ricordare con la Tua lettera la Sua scomparsa. Il Nastro Azzurro esprime il proprio cordoglio e coglie l’occasione per sottolinearne le virtù umane, civili e soprattutto militari. Grazie amico! Antonio Daniele Gent.mo Generale Daniele, ho letto l'articolo "La mia Nikolajevka", che è apparso sul numero 1/2010 della nostra rivista e desidero ringraziarti sentitamente, anche a nome della signora Julia Marchi, per la tua disponibilità e collaborazione. La pubblicazione è riuscita molto bene su due pagine e con in evidenza la motivazione della Medaglia d'Argento al V. M. concessa al Padre dell'autrice ed ha suscitato nell'interessata un sentimento di commozione e di soddisfazione per il ricordo del suo congiunto e di tutti i Caduti nella battaglia e nella campagna di Russia. Il loro ricordo è uno dei nostri impegni, che abbiamo rinnovato anche domenica 14 marzo u.s. con il nostro Labaro provinciale alla commemorazione promossa dai Bersaglieri del Friuli Venezia Giulia al Sacrario di Cargnacco. Con i più cordiali saluti. Aldo Ferretti (Presidente della Federazione di Pordenone) Caro Presidente Ferretti, ricambio i ringraziamenti di vero cuore. L'articolo è essenzialmente un contributo dato dall'autrice a "Il Nastro Azzurro". Se la nostra rivista sta piacendo un pochino di più ai soci dell'Istituto è perché molti hanno raccolto la richiesta della redazione di inviare propri testi e collaborazioni, arricchendo con le proprie idee e testimonianze il patrimonio di amore per la Patria e senso dell'Onore che contraddistingue gli Azzurri e che viene diffuso attraverso queste colonne. Con l'occasione, ringrazio tutti coloro che stanno collaborando e anticipo il ringraziamento a coloro che, stimolati dall'episodio oggetto di questa corrispondenza, vorranno iniziare a collaborare con loro contributi. Un cordiale saluto. Antonio Daniele Egregio Direttore, sempre grata per l'attenzione che da alle mie lettere, mi sento però in dovere di evidenziare che il sottotenente Mario Bellocchi, Caduto in azione col suo aereo nel cielo di Grecia, è stato Decorato di Medaglia d'Argento al V.M. (Bins, marzo - aprile 2010) e non di Medaglia d'Oro. Non so se sia stato un "lapsus calami" o la mia particolare calligrafia ad indurla ad una errata lettura. Quanto sopra per tranquillizzare il fratello Bruno che, per la sua sensibilità, ritiene giusto chiarire. Mi accoglierà un "errata corrige"? Non so affidare ad una fredda "macchina", eccetto il protocollo, i miei sentimenti di amore, amicizia, solidarietà che animano il mio modo di vivere. Ringraziando, Le invio cordiali saluti. Lucia Polidori Girardi (Socia della Federazione di Perugia) P.S.: Tenente Mario Bellocchi - 239^ Squadriglia Bombardieri a Tuffo al comando dell'allora capitano Cenni, di stanza all'aeroporto di Galatina - Lecce. Gentile signora Polidori, pubblico sempre molto volentieri ciò che Lei mi scrive poiché, come ho già altre volte affermato, dalle Sue righe traspare la bellezza e la purezza dei sentimenti che fino a pochi anni fa erano a fondamento della nostra civiltà. Oggi tali sentimenti, una volta molto diffusi, sono sempre più rari e quindi, quando vengono alla luce, devono essere resi noti. Proprio la purezza di questi sentimenti ha fatto sì che una svista, sebbene presentasse la situazione in modo ancora migliore della già eccellente realtà, fosse ragione di "… imbarazzo …". L'errore, è stato provocato forse dall’ammirazione per quanto il sottotenente Bellocchi era stato in grado di fare già da ragazzo. Egli era l’autore del bellissimo tema pubblicato sul n.° 2/2010 de "Il Nastro Azzurro" in appendice alla Sua precedente lettera. È stato automatico, per me, leggere la concessione della Decorazione "alla memoria", come un sottinteso della "massima" Decorazione. Chiedo venia per questo, ma ciò non toglie nulla, gentile Signora, alla purezza dei Suoi sentimenti, men che meno a quella del fratello Bruno Bellocchi, ed alla bellezza di questa storia che, pur nella tragicità della guerra perduta, fa onore alla nostra Patria. Le auguro ogni bene. Antonio Daniele 5 LA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA DEL DECORATO 2010 SI CONCLUDE CON UNA CONFERENZA SUL TEMA “LA GUERRA BIANCA” Le corone d’alloro sfilano davanti ai Labari delle Federazioni Provinciali dell’Istituto del Nastro Azzurro L'Altare della Patria, alle nove di mattina, splendeva dell'azzurro dei Labari delle numerose Federazioni Provinciali del Nastro Azzurro. Quest'anno, oltre ai soci di del Nastro Azzurro, numerosi, e a quelli del "Gruppo delle Medaglie d'Oro", un po' meno, era presente anche una delegazione ufficiale dell'Unione Monarchica Italiana col suo Presidente avv. Sergio Boschiero, che è anche socio del n o s t r o Istituto. Nella cornice di un servizio d'onore impeccabile, sono state deposte al sacello del Milite Ignoto due corone d'alloro, una da parte del Presidente Nazionale dell'"Istituto del Nastro Azzurro", generale La ND Palma Viola insieme ai Carlo Maria nipoti di Simone Simoni A ncora una volta la "Giornata del Decorato" si è configurata come la ricorrenza simbolica con la quale l'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare, insieme al "Gruppo Medaglie d'Oro d'Italia" e sotto la supervisione di "Assoarma", intende rinnovare la propria testimonianza circa la necessità di mantenere ben presente alla società italiana l'importanza del Valor Militare inteso come punto di convergenza dei sentimenti di amore per la Patria, senso dell'Onore e Virtù Militare. Quest'anno, l'evento si è svolto sabato 22 maggio ed ha visto, per la prima volta, la presenza di un gruppo di studenti della scuola media di Montevarchi (AR), accompagnati da alcuni docenti e dal Vice Sindaco della città: essi costituiscono il “Consiglio Comunali dei Ragazzi”, guidato da una giovane Sindaco dei ragazzi, che ha preso parte alla cerimonia con silenziosa compostezza. Tra le presenze rilevanti del nostro Istituto, oltre al Presidente Nazionale, generale Carlo Maria Magnani, ai Vice Presidenti Arnaldo Cassano e Pietro Mangiavacchi, al Segretario Generale, Antonio Teja, erano presenti la ND Palma Viola, vedova dell'On. Capitano MOVM Ettore Viola, ideatore e fondatore dell'Istituto del Nastro Azzurro, e due nipoti della MOVM Simone Simoni, altro socio fondatore dell'Istituto, entrambi residenti negli Stati Uniti d'America. 6 IL NASTRO AZZURRO L'argomento si è rivelato di particolare interesse nonostante riguardasse una zona del fronte alpino che, durante la prima guerra mondiale, non è stato particolarmente interessato da grandi vicende belliche ed è stato solo marginalmente coinvolto nelle battaglie più importanti. In pratica, la conferenza ha ripercorso le vicende delle truppe alpine schierate a difesa del fronte che si contrapponeva alla zona sud occidentale austro ungarica. Ovviamente tale zona è stata di forte e continuo attrito, ma le battaglie più violente ed importanti la hanno interessata lateralmente. Il conferenziere ha avuto il merito di rendere la presentazione estremamente accattivante fornendo altresì un quadro completo sia sul piano tecnico militare, sia su quello umano della vita dei soldati al fronte durante la grande guerra, di come si sono svolti gli eventi bellici in quella zona. Un lungo applauso ha suggellato l'apprezzamento della conferenza al termine. Il successo dell'evento è stato misurato anche dalle numerose domande poste al conferenziere e poi dalla permanenza di molti soci nella "Sala del Carroccio" per parecchio tempo dopo che la conferenza si era conclusa. A.D. Dopo la cerimonia il Vice Sindaco e il Consiglio Comunale dei Ragazzi di Montevarchi posano insieme ai Labari del Nastro Azzurro Magnani, e una da parte del Presidente del "Gruppo Medaglie d'Oro", generale CC Umberto Rocca. La cerimonia è stata semplice ed austera, come da tradizione, ma la superba cornice dell'Altare della Patria, il garrire al vento delle bandiere Tricolore insieme ai numerosi Labari di molte Federazioni Provinciali dell'Istituto del Nastro Azzurro, gli ordini marziali con i quali il picchetto d'onore ha svolto il suo impeccabile servizio, hanno profondamente impressionato i ragazzi toscani. Tutti si sono dichiarati un pochino più patriottici dopo quello che hanno visto. Terminata la cerimonia, i partecipanti, provenienti da ogni parte d'Italia, hanno a lungo indugiato sul piazzale antistante il sacello del Milite Ignoto scattandosi reciprocamente foto ricordo e poi si sono dati convegno nella "Sala del Carroccio" del vicino Campidoglio dove il Segretario della Federazione Provinciale di Sondrio e C o m m i s s a r i o Straordinario per la costituzione della Federazione Provinciale di Monza-Brianza, dottor Federico Vido, ha tenuto una conferenza “Sala del Carroccio”: il dottor Federico Vido tiene storica sul tema "La la conferenza sul tema “La guerra bianca” guerra bianca". 7 IL NASTRO AZZURRO 4 MAGGIO 2010: L’ESERCITO ITALIANO COMPIE 149 ANNI Sen. Giorgio Napolitano e il Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa, erano presenti, tra gli altri, il Vice Presidente del Senato Domenico Nania, il Vice Presidente della Camera On. Renzo Lusetti, i Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e Guido Bertolaso, i Presidenti delle Commissioni Difesa di Senato e Camera, Gianpiero Cantoni e Edmondo Cirielli, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale C.A. Giuseppe Valotto e numerose Autorità civili, religiose e militari. Nel corso della cerimonia il Presidente Napolitano ha consegnato la Medaglia d'Oro al Valore dell'Esercito alla Bandiera di Guerra dell'Arma di Fanteria, la Croce d'Oro al merito dell'Esercito alla Bandiera di Guerra della 46^ Brigata Aerea dell'Aeronautica Militare e le Croci d'Onore ''alla memoria'' dei sei militari italiani caduti a Kabul nel settembre del 2009. Alla cerimonia hanno preso parte anche gli ex Ministri della Difesa Antonio Martino e Arturo Parisi. Il Presidente della Repubblica nel messaggio augurale inviato al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, si è così espresso: "In occasione del 149° anniversario della costituzione dell'Esercito Italiano, rivolgo il mio deferente pensiero alla Bandiera della Forza Armata, simbolo di onore e valore militare, e ai soldati di ogni grado, arma e specialità caduti nell'adempimento del dovere". L'Esercito è "una istituzione determinante per il futuro dell'Italia", ed "ha sempre riflesso al suo interno la complessità e le diversità culturali e sociali del paese. Nato il 4 maggio del 1861, subito dopo la proclamazione del Regno d'Italia, dalla Lo sfilamento degli Istituti di formazione in uniforme storica durante la celebrazione L e manifestazioni connesse con la celebrazione del 149° Anniversario della costituzione dell'Esercito Italiano hanno preso il via fin dalla notte di domenica 2 maggio, quando un Agusta A.129 "Mangusta" è atterrato nei pressi di piazza Venezia per costituire il primo nucleo della mostra statica di cui diamo più avanti informazione. La mattina del 4 maggio 2010, con la deposizione di una corona d'alloro al Sacello del Milite Ignoto, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, Generale Giuseppe Valotto, ha aperto ufficialmente le celebrazioni e, successivamente, ha inaugurato due mostre: la prima, storica, all'interno del Vittoriano dal titolo "Il volontariato dal Risorgimento alle missioni internazionali", che rimarrà aperta al pubblico fino al 4 novembre 2010, tutti i giorni dalle 09.00 alle 15.00, escluso il lunedì; la seconda, statica, in Piazza Madonna di Loreto, davanti al Foro Romano, dove, fino al 6 maggio, con orario 09.00-21.00, sono stati esposti i mezzi di ultima generazione che i soldati italiani utilizzano nelle missioni all'estero, tra cui il già citato elicottero d’assalto "Mangusta", la blindo controcarro "Centauro", i sistemi robotizzati che si usano in Afghanistan per rintracciare le mine, il veicolo blindato "Freccia”, e infine, una più pacifica palestra d'alpinismo con tanto d'istruttori per chi vuole tentare una scalata con vista mozzafiato sulle vestigia del Foro Romano. Giovedì 6 maggio, alle ore 10.30, si è svolta la celebrazione vera e propria presso l'Ippodromo Militare di Tor di Quinto intitolato al "Gen. C.A. Pietro Giannattasio". All'evento, che è stato trasmesso in diretta su RAI TRE, oltre al Presidente della Repubblica On. Il Presidente della Repubblica e le altre Autorità 8 IL NASTRO AZZURRO l'Esercito tradizionale del passato, basato sulla coscrizione obbligatoria e ancorato alla difesa dei confini nazionali, si è trasformato in un moderno strumento militare professionale, proiettabile in lontane regioni, capace di operare in contesti diversificati multinazionali e multidisciplinari, impegnato in complesse missioni per la stabilizzazione di aree di crisi e per la pace. Ufficiali, Sottufficiali, volontari, personale civile, potete essere a buon titolo orgogliosi - ha sottolineato il Presidente della Repubblica - di far parte di una istituzione prestigiosa e determinante per il futuro dell'Italia. A voi e ai vostri familiari, anche a nome di tutti gli italiani, rivolgo un riconoscente e affettuoso augurio ed esprimo il mio più vivo apprezzamento per quanto avete fatto e state facendo per il nostro paese e per la comunità internazionale. Viva l'Esercito italiano, viva le Forze Armate, viva l'Italia!". L’elicottero d’assalto A.129 “Mangusta” fusione dell'Armata sarda e di altre formazioni militari pre-unitarie, l'Esercito - ha ricordato il Capo dello Stato - è stato protagonista della storia nazionale e saldo presidio della Patria negli eventi drammatici, dalla terza guerra di indipendenza alla grande guerra, dal secondo conflitto mondiale alla guerra di liberazione, che ne hanno segnato l'esistenza, collocando infine l'Italia come grande democrazia nella comunità delle nazioni libere del XXI secolo. L'Esercito, sin dalle sue origini, ha riflesso al suo interno la complessità e le diversità culturali e sociali del paese, ha fatto di esse un proprio carattere distintivo e qualificante, una ricchezza di valori, un confronto di idee la cui amalgama ha contribuito, in pace e in guerra, alla nascita e alla condivisione di un comune sentimento nazionale e, per questa via, al coronamento dell'unità d'Italia. Attraverso un lungo e difficile processo di razionalizzazione e riorganizzazione ancora in corso, Il blindato “Centauro” 9 IL NASTRO AZZURRO 158o ANNIVERSARIO DELLA POLIZIA DI STATO della promozione per merito l 158° Anniversario della Polizia straordinario del personale della si è aperto, la mattina del 14 squadra "Catturandi" di Palermo maggio 2010, con la deposizioe del Servizio centrale operativo ne di una corona d'alloro per l'arresto del boss mafioso all'Altare della Patria, cui ha fatto Domenico Raccuglia; i poliziotti seguito a piazza del Popolo, alla hanno ricevuto l'onorificenza con presenza delle massime autorità Il Presidente della Repubblica il sostegno e il plauso di una pladello Stato, la cerimonia ufficiale passa in rassegna i reparti tea che ha più volte gridato: nel corso della quale il Ministro schierati "bravi, bravi". dell'Interno Roberto Maroni, nel Molto toccante anche la presuo intervento, ha affermato: miazione della prima donna entrata in polizia nel "Sono onorato di celebrare questa ricorrenza che è 1960, insieme ad altre 22. Rosa Scafa, a 86 anni, si è il modo migliore per ringraziare tutti gli uomini e le presentata di fronte al Capo dello Stato, al quale ha donne della Polizia di Stato per il lavoro che svolgostretto forte la mano, al Ministro dell'Interno e al no per la sicurezza di tutti" e quindi ha ricordato i Capo della Polizia con gli occhi lucidi dalla commorisultati ottenuti nel contrasto al crimine, in particozione. È stato così celebrato un anniversario nell'anlare nella lotta alla criminalità organizzata che si è niversario: i 50 anni dell'ingresso delle donne in svolta su due fronti: aggressione ai patrimoni polizia che il pubblico ha ringraziato con un applaumafiosi e caccia ai latitanti. Il Ministro ha anche sotso. "Le donne in polizia" ha detto tolineato lo sviluppo e il rafforzail prefetto Antonio Manganelli a mento della cooperazione, attramargine della cerimonia "sono un verso protocolli e accordi, con i valore aggiunto e con la loro sensivari Paesi per il contrasto all'immibilità, acume e intelligenza hanno grazione clandestina e al terroripermesso di raggiungere straordismo internazionale. nari successi". In una piazza "vestita" con i Promozioni anche per gli atleti colori bianco azzurri, il Presidente delle Fiamme Oro, che hanno vinto della Repubblica, On. Sen. Giorgio Rosa Scafa, prima polizziotta titoli sportivi sia in Italia che nel Napolitano, ha consegnato medad’Italia, riceve il premio mondo rappresentando gli ideali glie, encomi e onorificenze ai dello sport e i valori della legalità. poliziotti che si sono distinti in Anche la bandiera della Polizia di Stato è stata servizio per meriti straordinari. Tra le premiazioni insignita di una medaglia d'oro. Per l'impegno che, un momento particolarmente sentito è stato quello I MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA In occasione del 158° anniversario della Fondazione, desidero rivolgere un affettuoso saluto alle donne e agli uomini della Polizia di Stato ed esprimere la gratitudine dell'intera Nazione per l'impegno a tutela dell'esercizio delle libertà e dei diritti costituzionali, in uno con la garanzia della sicurezza. La meritoria attività svolta, con dedizione e spirito di solidarietà, in favore delle comunità dell'Abruzzo colpite dal tragico sisma, ha motivato il conferimento della Medaglia d'Oro al Merito Civile alla Bandiera del Corpo. Nell'ultimo anno è proseguita con accresciuta incisività la lotta alla criminalità organizzata, che ha consentito la cattura di pericolosi latitanti ai vertici delle organizzazioni mafiose e l'aggressione di consistenti patrimoni. Sono certo che tale intensa azione continuerà in collegamento con le Polizie straniere, per colpire le strutture e gli affari dei sodalizi criminali, sempre più presenti sugli scenari dei grandi traffici internazionali. Rispondendo a molteplici esigenze di sicurezza, la Polizia di Stato svolge, grazie a potenziati ed interconnessi sistemi tecnologici, anche una costante azione di prevenzione, con l'obiettivo di realizzare un sempre più efficace controllo del territorio. Nel rendere omaggio a tutti coloro che hanno portato all'estremo sacrificio l'attaccamento al dovere e lo spirito di appartenenza all'Istituzione, rinnovo ai familiari dei caduti la solidale vicinanza dell'intera Nazione. Con questi sentimenti, esprimo il mio più vivo plauso e la sentita riconoscenza dei cittadini a tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato, insieme col sincero apprezzamento per le famiglie che ne condividono rischi e sacrifici. Giorgio Napolitano 10 IL NASTRO AZZURRO STRALCI DEI MESSAGGI DELLE ALTE CARICHE DELLO STATO ... Ricordando con gratitudine quanti hanno onorato la divisa fino all'estremo sacrificio rinnovo a tutti gli appartenenti alla Polizia il ringraziamento del Governo e mio personale per la loro instancabile opera a tutela delle istituzioni... Silvio Berlusconi ...Nel contrasto alla criminalità organizzata, non siete soli. Il Governo molto ha fatto e molto ancora intende fare... ...Continuerò a sostenervi affinché, anche grazie all'azione di stimolo e di collaborazione delle organizzazioni sindacali, alle Forze di polizia possano essere assicurate tutti gli strumenti necessari per poter raggiungere nuovi e gratificanti obiettivi... ...In questa giornata di festa, desidero infine ricordare quanti, appartenenti alla Polizia di Stato, hanno perso la vita nell'adempimento del dovere, così come tutti coloro i quali, appartenenti alle altre Forze di Polizia e alle Forze Armate sono state vittime del terrorismo e della criminalità, che, con il loro sacrificio, hanno contribuito alla crescita della libertà nel nostro Paese...... Roberto Maroni ... Le celebrazioni del 158° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato devono rappresentare un'occasione, non solo per stilare consuntivi e bilanci dell'impegno volto a combattere il crimine, ma anche per esprimere forti e convinti sentimenti di vera riconoscenza e di sincero affetto verso le donne e gli uomini che, quotidianamente, vegliano sulla vita dei cittadini, garantendone tranquillità e libero esercizio dei diritti... ... Tutto quello che di buono la Polizia di Stato realizza per la sicurezza del nostro Paese deve essere ascritto solamente alle donne e agli uomini che ho il privilegio di guidare ed ai quali va riconosciuto un tributo di infinita gratitudine... Antonio Manganelli Polizia di Stato che intona le note dell'Inno di Mameli sotto il filmato dell'Atomium di Brusselles: un collegamento ideale con l'Europa. Nel frattempo, al laghetto dell'Eur per tre giorni è stata aperta una manifestazione tesa ad incontrare la gente, per spiegare il lavoro dei poliziotti con convegni, esibizioni degli atleti e degli specialisti e numerosi stand dove poter curiosare. le donne e gli uomini della Polizia hanno dimostrato in occasione del terremoto in Abruzzo. Dopo le onorificenze, la piazza si è riempita di ciclisti, operai, spazzini, artisti di strada, impiegati e dirigenti, sportivi e tifosi, suore e frati apparsi ballando, cantando, correndo: tutte tessere di un mosaico che, alla fine uniti, hanno composto lo slogan: "c'è più sicurezza insieme". La cerimonia si è conclusa con la fanfara della Simulazione di arresto di malvivente con moto d’acqua al laghetto dell’EUR 11 Il Laboro Laboro della Presidenza Presidenza Nazionale del Nastro o Azzur r o sfila davanti alla Nastr Autorità Foto “Troupe Azzurra” dell’Istituto Tribuna Tribuna delle 2 GIUGNO 2010: FESTA DELLA REPUBBLICA li svolgeva anche il compito di mostrare al pubblico la capacità militare complessiva della nazione, ha avuto come tema "La Repubblica e sue Forze Armate" e come obiettivo quello di rendere un pubblico omaggio e ringraziamento ai circa 9000 militari italiani impegnati in 33 missioni all'estero svolte sotto le bandiere dell'ONU, della NATO e dell'Europa, in 21 paesi di tutto il mondo. Gli specialisti Speleologi, Alpinisti e Fluviali dei Vigili del Fuoco hanno provveduto all'ormai tradizionale ostensione del Tricolore sulla facciata del Colosseo. La parata, come lo scorso anno, è stata divisa in otto settori. Nel primo, delle Istituzioni, hanno sfilato le Bandiere delle quattro Forze Armate e della G.d.F., seguite dai gonfaloni delle Regioni italiane e dai labari delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma (tra cui il Labaro dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare), tutti montati su camionette, seguiti da un sottosettore relativo all'attività internazionale a supporto della politica estera, in cui hanno sfilato le rappresentanze dei reparti italiani all'estero e delle nazioni alleate impegnate insieme nei medesimi teatri operativi fuori area nell'ambito di missioni NATO e ONU. I cinque settori successivi, relativi all'Esercito Italiano, alla Marina Militare, all'Aeronautica Militare, all'Arma dei Carabinieri ed alla Guardia di Finanza, hanno seguito tutti il medesimo copione: sono stati aperti dalla rispettiva Banda militare cui L a celebrazione dell'Anniversario della proclamazione della nostra Repubblica anche quest'anno, come di consueto, si è aperta con la deposizione della corona d'alloro all'Altare della Patria da parte del Capo dello Stato On. Sen. Giorgio Napolitano che poi si è recato alla tribuna centrale allestita in via dei Fori Imperiali per assistere alla tradizionale parata organizzata dal Ministero della Difesa. In tribuna il Presidente della Repubblica ha incontrato quasi tutte le autorità istituzionali, tra cui: il Presidente del Senato Renato Schifani, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, i Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta e Guido Bertolaso, quest'ultimo presente anche come Capo Dipartimento della Protezione Civile, il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, e tantissime altre autorità Civili, Militari e Religiose. Il Presidente della Camera on. Gianfranco Fini si è fatto rappresentare dal Vice Presidente Leoni, poiché si è recato in Afghanistan per celebrare la ricorrenza con i militari italiani colà inviati nell'ambito della missione internazionale che l'ONU ha affidato alla NATO in tale paese. La parata, alla quale hanno preso parte 5650 uomini e donne militari e 430 civili, 210 quadrupedi e 262 mezzi di vario genere, oltre all'immancabile contributo della "Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori", ultimo retaggio di una "parata del cielo" che, in periodi economicamente più favorevo- continua a pag. 14 12 IL NASTRO AZZURRO I MESSAGGI DEL CAPO DELLO STATO I n occasione della “Festa della Repubblica”, il Capo dello Stato ha inviato diversi messaggi istituzionali dei quali, di seguito, si riportano i passaggi salienti. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano MESSAGGIO AI PREFETTI Desidero rivolgermi, tramite voi, a tutti coloro che, rivestendo responsabilità pubbliche sul territorio, percepiscono con maggiore immediatezza bisogni ed esigenze delle comunità locali e sono chiamati ad attuare ogni sforzo in favore di cittadini ed imprese che devono affrontare una difficile situazione economica. Tutte le Amministrazioni devono dare prova di massima consapevolezza dei loro ruoli, accentuando l'impegno a semplificare le procedure e a razionalizzare le strutture, valorizzando al meglio le risorse disponibili, al fine di assicurare la piena rispondenza dell'azione amministrativa all'interesse generale. È fondamentale, in particolare nell'ambito delle politiche sociali, attuare fonne di raccordo e di sinergia istituzionale, individuando le sedi e gli strumenti più idonei a garantire la leale collaborazione tra Amministrazioni statali e Autonomie regionali e locali, e sviluppare intese con le parti sociali per condividere gli interventi opportuni, verificare i risultati ed apportare con tempestività i necessari correttivi. Il Paese ha bisogno di una buona Amministrazione che venga percepita nella sua capacità di dare risposte concrete alle esigenze e alle aspettative più avvertite dalle popolazioni, attraverso l'azione di Amministratori e funzionari pubblici improntata a trasparenza e sobrietà. A voi Prefetti, per il riconosciuto ruolo di terzietà a garanzia dell'interesse generale, è richiesto il massimo impegno per rendere più incisiva l'azione complessiva di governo sul territorio, contribuendo ad individuarne le priorità grazie a un costante monitoraggio delle situazioni di disagio emergenti, con attenzione particolare a quei contesti nei quali più alto è il rischio di tensioni. Ho applaudito le recenti iniziative, ispirate a principi di solidarietà ed equità, che sono state attuate in ambito provinciale, in materia di sostegno al reddito delle famiglie e delle imprese, di sospensione delle procedure di rilascio di immobili per morosità, di prevenzione del fenomeno dell'usura e di moratoria delle scadenze di mutui. Rinnovo l'auspicio che da parte delle classi dirigenti vi sia uno scatto di consapevolezza della necessità di un impegno condiviso per superare sterili contrapposizioni e dannosi particolarismi. Questo modo di interpretare la responsabilità pubblica è il miglior contributo per riaffermare, nel centocinquantenario dell'Unità d'Italia, le ragioni dell'unità e dell'indivisibilità della Repubblica. Sono certo che, per le celebrazioni di questo anniversario di straordinario rilievo istituzionale, voi Prefetti continuerete a promuovere sul territorio ogni utile raccordo per assicurare la migliore riuscita delle iniziative programmate. Con questi sentimenti, rivolgo il mio più intenso augurio a tutti coloro che con voi celebrano la Festa della Repubblica. M E S S A G G I O A L L E F O R Z E A R M AT E (S T R A L C I O) “... In un mondo sempre più interdipendente, non potrà esservi vera sicurezza se permarranno focolai di minaccia; non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell'umanità sarà costretta a vivere nell'indigenza. Dobbiamo lavorare insieme per la sicurezza e il benessere comune: insieme in Italia, insieme in Europa. Le Forze Armate sono da anni impegnate in tanti teatri di crisi. La comunanza di intenti e la sinergia di azione che 13 IL NASTRO AZZURRO esse esprimono nei confronti dei contingenti degli altri paesi, della cooperazione civile e delle organizzazioni internazionali, sono cruciali per la costruzione di una nuova sicurezza condivisa, fondamento di un nuovo benessere collettivo". I riconoscimenti che pervengono ai nostri militari dai colleghi sul campo, dalle popolazioni che essi assistono e dalle Nazioni amiche sono la prova più eloquente della qualità del loro impegno e della credibilità che si sono conquistati nelle missioni di pace e di sicurezza al servizio della comunità internazionale. Le Forze Armate hanno ora di fronte una nuova sfida, quella di costruire una difesa europea realmente integrata.Il mio auspicio è che questo grande passo sia compiuto rapidamente e con successo e che costituisca avanguardia di un'Europa politica finalmente unita. Nel celebrare il sessantaquattresimo anniversario della Repubblica Italiana raccolto dinanzi al mausoleo del Milite Ignoto, il mio primo deferente pensiero va ai militari di ogni arma, grado e specialità che hanno perso la vita nell'adempimento del dovere al servizio della Patria. Il 2 giugno del 1946 ha avuto inizio un periodo nuovo e straordinario nella storia dello stato nazionale unitario. Abbiamo vissuto anni non sempre facili, anni di duro lavoro resi però fecondi dalla forza propulsiva dei valori della nostra Carta Costituzionale: democrazia, libertà, eguaglianza, giustizia. Su quei valori fondanti abbiamo costruito l'Italia di oggi, soggetto protagonista della comunità internazionale e di un'Europa che è chiamata a rafforzare la sua unità ...". M E S S A G G I O T E L E V I S I VA O A L P O P O L O I TA L I A N O "Un augurio affettuoso a quanti vivono e operano nel nostro paese per la festa che celebriamo insieme: festa dell'Italia che si unì e si fece Stato 150 anni orsono, Festa della Repubblica che il popolo scelse liberamente il 2 giugno 1946. In questo momento, sentirsi nazione unita e solidale, sentirsi italiani, significa riconoscere come problemi di tutti noi quelli che preoccupano le famiglie in difficoltà, quelli che nei giovani suscitano, per effetto della precarietà e incertezza in cui si dibattono, pesanti interrogativi per il futuro. Parlo dei problemi del lavoro e della vita quotidiana, dell'economia e della giustizia sociale. Stiamo attraversando, nel mondo e in particolar modo in Europa, una crisi difficile: occorre dunque un grande sforzo, fatto anche di sacrifici, per aprire all'Italia una prospettiva di sviluppo più sicuro e più forte. Per crescere di più e meglio, assicurando maggiore benessere a quanti sono rimasti più indietro, l'Italia deve crescere tutta, al Nord e al Sud. Si deve, guardando ai giovani, promuovere una migliore educazione e formazione, fare avanzare la ricerca scientifica e tecnologica, elevare la produttività del nostro sistema economico: solo così si potrà creare nuova e buona occupazione. "Il confronto tra le opposte parti politiche deve concorrere al raggiungimento di questi risultati, e non produrre solo conflitto, soltanto scontro fine a sé stesso. Si discutano in questo spirito le decisioni che sono all'ordine del giorno; si scelga in questo spirito, nel Parlamento, nelle istituzioni regionali e locali e nella società, tra le diverse proposte che si dovranno liberamente esprimere. Ci accomuni un forte senso delle responsabilità cui fare fronte perché l'Italia consolidi la sua unità, si rinnovi, divenga più moderna e più giusta e si dimostri capace di dare il suo contributo alla causa della pace e della giustizia nel mondo. Buon 2 giugno a tutti". M E S S A G G I O A L M I N I S T R O D E L L A D I F E S A ( S T R A L C I O) "... I reparti hanno sfilato con il consueto, ammirevole impegno e la folta, calorosa partecipazione dei cittadini ha confermato, ancora una volta, quanto affetto il popolo italiano nutra per le sue Forze Armate e quanto sia salda la sua fiducia nei valori della democrazia e della Patria. ... Ho altresì apprezzato come anche quest'anno ella abbia voluto conferire all'evento toni di sobrietà, senza nulla togliere al valore della celebrazione". Le massime Autorità dello Stato presenziano alla parata 14 hanno fatto seguito una compagnia di formazione delle rispettive scuole militari (Accademia, Scuola Sottufficiali, Scuola Volontari di truppa, ecc…), la formazione delle Bandiere di Guerra dei Reparti e una o più Compagnie di Reparti scelti o di rappresentanze di Reparti. Tra questi, il sesto settore (Guardia di Finanza) è stato completato da un sottosettore dedicato alla Croce Rossa Italiana (corpo interamente formato da oltre 150.000 volontari che operano in tutta Italia e all'estero, sovente anche a supporto IL NASTRO AZZURRO sfilare, particolarmente apprezzati dal pubblico, i reparti a cavallo tra i quali Lancieri di Montebello, Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo Forestale e Guardia di Finanza, concludendo la parata con uno spettacolo di grande effetto e di sapore tradizionale. Gli onori finali al Presidente della Repubblica da parte dei Corazzieri a Cavallo e un doppio sorvolo della Pattuglia Acrobatica Nazionale, che ha steso sul cielo di Roma il Tricolore più lungo del mondo, hanno chiuso come sempre la manifestazione. Grande la partecipazione del pubblico, molti gli applausi, evidente l'apprezzamento della parata di questo 2 giugno e sempre più forte il sentimento di attaccamento alle istituzioni che si è manifestato proprio col gradimento e con l'intensa partecipazione alla parata, tradizionale appuntamento tra le Forze Armate e il popolo italiano in occasione della Festa della Repubblica. Le celebrazioni si sono concluse nel pomeriggio con la consueta apertura al pubblico dei giardini del Quirinale che ha visto l'affluenza numerosa dei romani e dei turisti di passaggio nella Capitale. La deposizione della corona d’alloro all’Altare della Patria delle attività della Protezione Civile) e al Sovrano Militare Ordine di Malta. Il settimo, relativo ai Corpi Armati dello Stato, è stato aperto dalla Banda Nazionale della Polizia di Stato, e si è sviluppato con la medesima formula delle Forze Armate (Compagnia di formazione delle Scuole, Compagnia Specialità varie, motocicli, automezzi tra cui la ben nota "Lamborghini Gallardo"), la Polizia Penitenziaria, il Corpo Forestale dello Stato e una rappresentanza auto portata dei 30.000 volontari del Servizio Civile dello Stato. Anche qui è seguito un sottosettore interamente dedicato alla Protezione Civile, aperto dai Vigili del Fuoco con i propri mezzi speciali, e completato da quelli del "Genio" delle Forze Armate utilizzati in modo intensivo nelle grandi calamità a suggello della contiguità tra la Protezione Civile e le Forze Armate. Il settore è stato chiuso dal reparto motociclistico della Polizia Municipale di Roma, in rappresentanza dei Vigili Urbani di tutti i comuni d'Italia. I Labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma - in seconda fila L'ottavo e ultia destra il Labaro del Nastro Azzurro mo settore ha visto 15 IL NASTRO AZZURRO 196° ANNUALE DELLA FONDAZIONE DELL’ARMA DEI CARABINIERI Roma e della Regione Lazio. L’Istituto del Nastro Azzurro è stato rappresentato dal Presidente Nazionale, Generale Carlo Maria Magnani. La piazza era gremita soprattutto di tantissimi cittadini che hanno voluto testimoniare l'affetto e la riconoscenza per l'Arma dei Carabinieri. L'evento, che quest'anno si inserisce tra le celebrazioni per il 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, si è aperto alla musica della prestigiosa Banda dell'Arma sulle cui note si sono schierati i Reparti. Al Comando del Gen. D. Antonio Ricciardi hanno sfilato: il Medagliere dell'Arma, il Labaro dell'O.N.A.O.M.A.C., una Compagnia multinazionale della Forza di Gendarmeria Europea (EGF), rappresentata da militari delle Gendarmerie di diversi paesi europei. Successivamente hanno preso posto nello schieramento 3 Reggimenti in rappresentanza dei Reparti Addestrativi, dei Reparti impiegati sul territorio nazionale (Comandanti di Stazione, Carabinieri di Quartiere, ecc …) e all'estero (Carabinieri Paracadutisti "Tuscania", ecc …) e dei Reparti a cavallo (4° Rgt. Carabinieri a Cavallo). Poi il Presidente della Repubblica ha passato in rassegna i Reparti che gli hanno reso gli Onori. Nel corso del proprio intervento a Piazza di Siena, il Ministro della Difesa On. Avv. Ignazio La Russa, ha I l 5 giugno 2010 l'Arma dei Carabinieri ha celebrato, in tutta Italia, il 196° Annuale di Fondazione. Tale data è stata simbolicamente adottata perché proprio in quel giorno, nel 1920, la Bandiera di Guerra dell'Arma fu insignita della prima Medaglia d'Oro al Valor Militare per l'impegno dei Carabinieri nel primo conflitto mondiale. La mattina, a Roma, il Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli ha deposto, in memoria di tutti i Caduti, due corone d'Alloro: una al Sacello del Milite Ignoto presso l'Altare della Patria, l'altra al Sacrario dei Caduti all'interno del Museo Storico dell'Arma. In serata del giorno 4, ha avuto luogo la consueta manifestazione a Roma, nella suggestiva cornice di Piazza di Siena, alla presenza del Presidente della Repubblica On. Sen. Giorgio Napolitano, del Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, del Ministro della Difesa, On. Avv. Ignazio La Russa, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Vincenzo Camporini e del Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Leonardo Gallitelli. Erano presenti anche molti rappresentanti del Parlamento, del Corpo Diplomatico, dell'Arma in servizio ed in congedo, del mondo imprenditoriale, culturale, artistico e dello spettacolo, nonché delle massime autorità civili, religiose e militari della Capitale, della Provincia di Il Presidente della Repubblica passa in rassegna i reparti schierati 16 IL NASTRO AZZURRO voluto ringraziare "tutti i Carabinieri: quelli qui presenti e quelli che, anche ora sono impegnati in attività d'istituto, sul territorio nazionale ed all'estero - ed ha rivolto il proprio commosso pensiero - a tutti i Caduti nell'adempimento del dovere che, in ogni tempo hanno onorato la Patria fino all'estremo sacrificio …". È stato poi il momento della consegna delle ricompense in forma solenne da parte del Presidente della Repubblica. Sei Medaglie, delle quali cinque individuali (tre alla memoria), ed una alla Bandiera dell'Arma, al Valore e al Merito, Militare e Civile, hanno fatto rivivere ai presenti momenti di intensa commozione per l'eroismo e la generosa donazione di sé talvolta spinta fino all'estremo sacrificio, testimoniati dagli atti compiuti dai premiandi. La Bandiera dell'Arma è stata decorata della Medaglia d'Oro al Merito Civile perché "I militari dell'Arma dei Carabinieri si sono particolarmente distinti per essere tempestivamente intervenuti, con generoso slancio, eccezionale abnegazione e encomiabile professionalità in soccorso delle popolazioni colpite, per alleviarne i disagi e le sofferenze nonché per garantire l'ordine e la sicurezza pubblica". L'Aquila 6 aprile 2009. Il Presidente della Repubblica ha poi conferito il Premio Annuale a cinque Comandanti di Stazione particolarmente distintisi nell'attività d'istituto. Il primo a ricevere il riconoscimento è stato il Luogotenente Paolo Mazzolani, Comandante della Stazione di Bologna, poi il Luogotenente Salvatore Friano, Comandante della Stazione di Roma - Porta Cavalleggeri, il M.A.s.U.P.S. Gaetano Iurato, Comandante della Stazione di Settimo Milanese, il La forza dei carabinierri consiste nella loro capillare diffusione sul territorio M.A.s.U.P.S. Vincenzo Zaltini, Comandante della Stazione di Ferrandina (MT), ed il M.A.s.U.P.S. Giancarlo Coluccia, Comandante della Stazione di Taverna (CZ). I cinque Comandanti di Stazione sono stati salutati con l'applauso del pubblico presente che ha voluto testimoniare l'affetto e la riconoscenza verso questa figura "storica" ed ancora attuale. È seguito il deflusso dei Reparti che hanno ceduto la scena al Reggimento Carabinieri a Cavallo per l'atteso "Carosello Storico", nel corso del quale figure ed esercizi impeccabilmente eseguiti dagli oltre 130 cavalli e cavalieri, hanno dimostrato il perfetto binomio cavaliere - quadrupede. Spenti i riflettori su piazza di Siena, un'enorme fascio di luci ha disegnato il tricolore italiano sul palazzo dell'orologio. Su tutta la piazza, unicamente illuminata dalle fiamme dei bracieri ardenti, hanno riecheggiato le note del "Nessun Dorma", dalla Turandot di Puccini che hanno scandito la "carica" dei due squadroni lanciati al galoppo, a sciabole sguainate e al grido di "Pastrengo!", in memoria dell'eroica battaglia del 30 aprile 1848 che valse alla Bandiera dell'Arma, la prima Medaglia d'Argento al Valor Militare. La cerimonia si è conclusa con gli onori al Capo dello Stato salutato anche dai tantissimi piccoli che sventolavano con energia le bandierine tricolori. L'Annuale di Fondazione è un appuntamento che rappresenta un forte momento di coesione per tutta l'Arma e per la comunità a cui appartiene, costantemente assistita dalla rassicurante presenza di quell'uniforme, amica per antonomasia, alla quale poter chiedere molto di più che una semplice mano. La rievocazione della carica di Pastrengo STRALCIO DEL MESSAGGIO CAPO DELLO STATO AL COMANDANTE GENERALE DELL'ARMA Dopo aver rivolto un deferente omaggio alla Bandiera, il Presidente della Repubblica, On. Sen. Giorgio Napolitano, ha espesso un "commosso pensiero a tutti coloro che hanno perso la vita nell'adempimento del dovere nel corso della lunga e gloriosa storia che ha visto i Carabinieri protagonisti del difficile cammino del nostro Paese prima verso l'Unità e poi verso la conquista della democrazia […]. I Carabinieri hanno operato in piena sinergia con le altre Forze Armate, a garanzia della pace e della stabilità in molte aree di crisi[…]. Specifica menzione merita anche l'intervento nell'Isola di Haiti colpita da una gravissima calamità naturale [...].In questa giornata di festa, a tutti i Carabinieri, in servizio e in congedo, e alle loro famiglie, vanno il mio plauso e il mio affettuoso augurio". 17 Il Labaro Labaro Nazionale dell’Istituto del Nastro Nastro Azzur r o sfila con gli Alpini IL RADUNO NAZIONALE DEGLI ALPINI A BERGAMO i loro nonni, i loro bisnonni, ritenevano e ritengono un onore ed un dovere mettere la loro vita a disposizione della Patria. Reputo giusto sottolineare che il modo migliore per far conoscere la storia sia quello che mette sotto gli occhi dei giovani l'esempio e l'eroismo di quelli che li hanno preceduti e che ancora oggi si battono per riaffermare quei valori che sono i perni della società democratica e libera. Tengo a precisare, infatti, che tutti coloro che della guerra hanno conosciuto e conoscono gli orrori, le distruzioni, i dolori ed i lutti non possono che spendere le proprie forze per la pace. Dopo questa breve premessa voglio esprimere un sincero e giusto ringraziamento al Presidente Nazionale ANA, dott. Corrado Perona. A lui va, infatti, tutta la nostra ammirazione e la nostra riconoscenza per aver concesso che potessimo vivere dall'interno quello splendido evento che è l'Adunata. Riesco ad avvicinarlo ad intervistarlo, grazie all'aiuto del Direttore de "L'Alpino", Vittorio Brunello, che ringrazio e, con grande sorpresa, apprendo peraltro che egli stesso, unitamente alla sorella, è Socio dell'Istituto nella Federazione di Biella e Vercelli, in memoria del padre, alpino del Battaglione Exilles decorato sul Pasubio, e sono ancor più meravigliata quando si scusa per la sua D omenica 9 maggio, con i pronostici del tempo non certo favorevoli, siamo partiti alla volta di Bergamo per sfilare con il Labaro Nazionale dell'Istituto alla 83^ Adunata Nazionale degli Alpini. Un evento eccezionale se si pensa che dall'atto della costituzione della Federazione di Sondrio non si aveva mai avuto questo privilegio, pertanto sia la rappresentanza scelta dal Presidente che i cinque Allievi della Scuola Militare Theuliè di Milano, anch'essi Soci dell'Istituto, erano piuttosto emozionati e consapevoli del gravoso compito loro affidato. Prima di raccontare, seppur per sommi capi l'intensa giornata ritengo opportuno esprimere un brevissimo pensiero sugli Alpini e dire cosa si racconta di loro: uomini della montagna, duri, forti laboriosi, tenaci, temerari, abituati alla fatica, ma che al tempo stesso si abbandonano alla più cordiale allegria. Le penne di oggi, i cosiddetti "BOCIA", assieme ai "VECI" che si sono coperti di gloria ed hanno compiuto prodigi sul Grappa, sugli Altipiani, sul Pasubio e sull'Ortigara; sulle giogaie della Grecia e dell'Albania, nella lontana, squallida e sconfinata steppa di Russia ed in tempi più recenti in Kossovo, in Afghanistan ed in Iraq, debbono essere posti in luce di fronte alle giovani generazioni, le quali non possono non sapere che i loro coetanei, i loro padri, 18 IL NASTRO AZZURRO Tra i tanti reduci incontrati nel corso delle giornata, mi piace ricordare in particolare il Dottor Claudio Vicentini, ex presidente dell'U.N.I.R.R.. Il suo modo di esprimersi, la fermezza della voce, la lucidità dei ricordi non tradisce l'età e devo dire che rimango sorpresa quando egli stesso sostiene che molti suoi coetanei non sanno più parlare né ricordare lucidamente quei momenti. Mi dice anche che è un luogo comune essere considerati icone per tutto ciò che hanno passato e per gli eventi storici di cui sono stati protagonisti. "A mio parere - mi dice - è ingiustificata questa reverenziale tendenza di fama che si crea attorno a noi. Siamo e rimaniamo soltanto uomini, con i nostri pregi ed i nostri difetti, e ci siamo trovati nostro malgrado coinvolti nel vortice della guerra nei migliori anni della nostra vita. Nonostante questo - aggiunge - ci siamo profusi per difendere la Patria per i valori in cui credevamo." Sono parole forti quelle del dottor Vicentini, soprattutto se dette da un Reduce di Russia che ha combattuto nel Battaglione Monte Cervino (in relazione al suo reparto mi narra un'aneddoto che voglio riportare relativo al fatto che il loro comandante sosteneva che loro essendo 1/3 degli altri Battaglioni dovevano combattere per tre e morire per tre; al che la truppa chiedeva perché se loro valevano per tre in tutto…. nelle vettovaglie valevano per uno?) ed ha guadagnato due Medaglie di Bronzo al Valor Militare. anch'essi parte della storia italiana, l'essere nati lontani non significa dimenticare la memoria di chi li ha preceduti, ma deve essere un motivo ancor più incisivo per ricordare. Ho poco tempo a mia disposizione prima che inizi la sfilata, saluto cordialmente e a passo sostenuto percorro un lungo tratto di strada nel fermento generale che pervade la zona di partenza del lungo corteo. Le persone che vorrei intervistare sono ancora molte, ho un lungo elenco per le mani, e con un po' di fortuna, in maniera quasi casuale, riesco ad inter- poca partecipazione, non certo per mancanza di volontà, ma solo ed unicamente per il gravoso compito istituzionale che ricopre e che assorbe tutte le sue giornate e tutte le sue energie. Ma torniamo all'inizio. Libera di muovermi a mio piacimento fra i partecipanti, voglio per prima cosa parlare con i reduci (viventi sono ancora circa 170), dei quali non sto ad elencare tutte le dichiarazioni, per non tediare il lettore, poiché perlopiù sono ricordi personali, ma posso dire, che il loro pensiero unanime è stato: "Abbiamo combattuto per il DOVERE, come lotta per la giustizia e la libertà del popolo italiano, questo concetto esprime il fondamento della Repubblica, della Patria e dell'Umanità". Vicino a loro, sul lato opposto della strada in un angolo un po' appartato incontro un piccolo gruppo di esuli di Zara, Istria e Dalmazia, i quali mi fanno presente che sono presenti all'Adunata fin dal lontano 1950 e si rammaricano perché ancor'oggi sembra non venga riconosciuta sino in fondo la loro italianità e sono da sempre considerati esuli nella propria Patria, tant'è che sfilano con le Sezioni estere. Le ragioni e le sfumature dei loro pensieri possono sembrare impopolari benché non esprimano nessun giudizio storico, ma vogliono decisamente solo e soltanto sottolineare che sono L’internazionalità degli Alpini è ben nota 19 IL NASTRO AZZURRO Morbegno. Subito dietro si muovono il nostro Labaro i Gonfaloni dei Comuni, le rappresentanze delle Truppe di Montagna degli altri Paesi Europei ed Americane, le Sezioni Estere dell'ANA e l'Ospedale da Campo che tanto bene ha fatto in molte aree di crisi in Italia ed all'estero. Mi sposto quindi alle tribune, dove siede il nostro Presidente Nazionale Gen. Brig. (r) Carlo Maria Magnani, palesemente soddisfatto che il Labaro possa finalmente essere visto sfilare da centinaia di migliaia di persone. Ho la fortuna di potermi L’Istituto del Nastro Nastro Azzur r o ha partecipato partecipato in for ze al muovere liberamente, sicura di Raduno degli Alpini: presenti presenti il Presidente Presidente Nazionale, gen. non essere fermata dalla sorveMagnani, il Vice Vice presidente presidente Vicario, Vicario, gen. Cassano, e il glianza, anzi sono loro stessi che Presidente Presidente della Federazione di Sondrio, dott. Vido Vido mi aiutano a proseguire le mie interviste accompagnandomi loquire con il Gen. C.A. Biagio Abrate, Segretario ovunque sia possibile. Generale della Difesa - Direttore Nazionale degli Incontro così, tra i tanti ospiti, Don Pierino Armamenti, che alla domanda su cosa significa esseSacella, Cappellano Militare dell'Accademia di re Alpini, mi spiega: "gli Alpini sono una compagine Modena, Colonnello Alpino, al quale chiedo come unanime sempre e dovunque, sia in armi che in convive l'Adunata; mi risponde: "Un'esplosione di gioia, gedo non smettono mai il cappello" ed aggiunge perché è il modo più semplice per incontrare vecchi "Le Truppe Alpine oggi sono capillarmente impiegaamici e farne di nuovi, ma è soprattutto gratitudine te su tutto il territorio nazionale ed in ambito interverso coloro che ci hanno preceduti per portare nazionale, ovunque vi è la necessità; il loro compito avanti un pensiero storico ed umano e riconfermare primario è quello di intervenire in caso di bisogno ai giovani la solidarietà, l'amore e la pace che sono per aiutare e sostenere i più deboli e nelle Missioni il fine supremo della storia dell'uomo e della di Pace per ristabilire quei principi di legalità e Nazione a cui appartiene". libertà che sono la base di un Paese democratico". Qui è un susseguirsi di autorità che giungono ad La cortesia e la gentilezza dell'Alto Ufficiale mi onorare gli Alpini: il Generale di Corpo d'Armata disarmano e vinta ormai la mia ritrosia e riservatezGiuseppe Valotto, Capo di Stato Maggiore za mi permetto di avvicinare il Sottosegretario alla Difesa On. Guido Crosetto (ex Alpino lui stesso), a cui rivolgo la medesima domanda e lui prontamente, con un largo sorriso risponde: "gli Alpini sono ragazzi che si abituano velocemente alle diverse situazioni e mostrano zelo e coraggio per difendere i valori in cui credono", soggiunge poi "anche le altre componenti dell'Esercito esprimono sempre il meglio delle loro capacità professionali e sono dotate di un grande e profondo senso di umanità. Il nostro è un esercito, più di ogni altro, che si richiama ad uno spirito di cameratismo e di corpo". Mi soffermo un attimo perché la sfilata ha inizio con gli Onori al Labaro del Nastro Azzurro, ai Gonfaloni di Regione, Provincia e Comune di Bergamo, al Labaro Nazionale degli Alpini decorato con 207 M.O.V.M. ed alla Bandiera di Guerra del 5° L’autrice dell’articolo offre al Gen. C.A. Primiceri Reggimento Alpini che apre lo sfilamento seguita la cartolina commemorativa del Gen. Cantore dalle gloriose 47^ e 44^ Compagnia del Battaglione 20 IL NASTRO AZZURRO dell'Esercito, il Ministro della Difesa Ignazio La Russa e tanti altri. Tra tutte queste personalità di rilievo del mondo politico e militare riesco ad intervistare il Generale di Divisione Alberto Primicerj, Comandante delle Truppe Alpine, che, con una perifrasi semplice, afferma e sostiene che gli Alpini sono da paragonarsi alle facce di una medaglia, sia in servizio che in congedo sono e rimangono sempre tali. Sono una forza militare molto coesa, attiva, compatta e produttiva, ovunque vi sia la necessità. Sono come una famiglia dove la solidarietà e l'umanità sono il sale per mantenerla sempre attiva. Mi spiega poi che l'iniziativa proposta dal Governo (Mini Naja N.d.R.) è una spinta per le nuove generazioni che così capiscono i valori militari e sviluppano anche un forte attaccamento al Corpo, imparando i valori che contraddistinguono chi opera in montagna. Nel mentre lo intervisto passano gli Alpini della Sezione di Genova con lo striscione "Passano gli Alpini di Cantore" e lo speaker narra le gesta del Generale Cantore; allora colgo l'occasione e prontamente consegno al Generale Primicerj la nostra cartolina commemorativa della Giornata del Decorato dedicata appunto al "papà degli Alpini". Ne è colpito ed apprezza sia l'opera in sé che l'iniziativa; fermo quegli istanti con una bellissima foto, poi lascio il Generale per godermi un po' l'Adunata. Gli Alpini intanto sfilano Sezione dopo Sezione e se dovessi raccontare al lettore gli striscioni, le bandiere, i Gruppi non basterebbe l'intera rivista, una sola cosa va detta: alla fine sfileranno in 90.000! Gli Alpini sono sempre pronti alla solidarietà Potrei raccontare ancora per molto ciò che ho visto, ma debbo chiudere il pezzo. Nel ricordare quella giornata lunga e faticosa, devo ammettere che pur non sfilando di chilometri ne ho fatti tanti, posso soltanto dire che l'adunata è sempre e comunque un evento grandioso che ti entra dentro e che ti coinvolge totalmente. Guardi i visi di coloro che sfilano e ti accorgi che, per tutti, gli anni non sono mai passati: rivivono ancora la naja con un sentimento tale che fatichi quasi a comprendere. In conclusione, credo di poter dire, interpretando il pensiero di molti soci, che l'aver partecipato con il nostro Labaro significa rinsaldare ancor più tenacemente quei legami che il nostro Istituto ha con la Forza Armata e con tutte le Associazioni d'Arma perché noi siamo la sintesi suprema del Valore di tutti. Maristella Ravelli (Socia della Federazione di Sondrio) Altre figure di particolare rilievo che ho incontrato in prossimità delle Tribune centrali sono il dott. Nelson Cenci M.A.V.M. ed il Ten. Col. Giovanni Battista Corvino decorato di 2 M.B.V.M., già Presidente della Federazione di Foggia dell'Istituto. Il primo è un uomo gioviale e sicuramente pronto nel replicare alle domande poste, soprattutto se il giornalista è una signora; la sua vita è un'avventura: dopo la laurea in medicina parte volontario con gli Alpini, combatte in Montenegro e, successivamente, in Russia dove viene ferito e riceve la Medaglia d'Argento al Valor Militare. In questa occasione, poi, viene a contatto con il Beato Don Gnocchi, al quale una volta ritornato in Patria rende omaggio nei libri dedicati alla tragica ritirata di Russia che ha scritto nel corso degli anni. Il dott. Cenci afferma che le Adunate sono giornate di ricordo e di memoria per chi ci ha preceduti e che i giovani devono sapere che "chi all'epoca aveva la loro età conosceva già gli orrori della guerra, quindi si devono impegnare perché nel mondo rimanga la pace, operando in favore dei meno fortunati sotto l'insegna del Tricolore ". Il Tenente Colonnello Corvino, nonostante qualche acciacco dovuto all'età avanzata, che gli impone la "scorta" del nipote, è anch'egli molto loquace e ricorda con estrema precisione le sue vicissitudini personali. Anche lui è un Reduce di Russia, dove ha combattuto con la Divisione Julia ed è stato ferito il 28 dicembre del 1942; qui ha guadagnato la prima decorazione. Ritornato in Patria ha partecipato alla Guerra di Liberazione, e ha ottenuto la seconda M.B.V.M. combattendo al fianco degli Alleati nelle file del Battaglione Alpini “Piemonte”, con il quale ha risalito la penisola partecipando alla battaglia di Monte Morrone. Da qui ha proseguito, poi, lungo la direttrice adriatica sino alla Linea Gotica ed è stato il primo militare dell'Esercito Italiano del Legittimo Governo del Sud ad entrare in Jesi il 20 luglio del 1944. 21 IL NASTRO AZZURRO IL RADUNO NAZIONALE DEI BERSAGLIERI A MILANO ta dei 20.000 cappelli piumati: uno spettacolo di allegria, forza, grinta e virtù militari. Ad essa ha partecipato anche il Labaro Nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro con un alfiere d’eccezione: il generale dei bersaglieri Antonio Cassano, Vice Presidente Nazionale dell’Istituto. Presente tra le autoirità, anche il Presidente Nazionale, generale Carlo Maria Mgnani. Solo i bersaglieri ce la fanno. "Mettono in musica il tricolore". Solo loro hanno il potere di trasformare compassati signori milanesi in bambini che applaudono e urlano "evviva i bersaglieri!". "Quando passano scoppia l'applauso, è la gratitudine per quello che i bersaglieri hanno fatto e fanno per l'Italia, per la sicurezza, per la lotta contro il terrorismo". Così li saluta il Ministro della Difesa Ignazio La Russa. "Sono cuore e musica del tricolore" sorride il generale Camillo de Milato. "Siamo il reggimento più decorato dell'Esercito Italiano" arringa i suoi il generale di corpo d'Armata Benito Pochesci, presidente dell'Associazione Nazionale Bersaglieri. E sfilano le fanfare, a decine, la pattuglie dei ciclisti, dei motociclisti, i gruppi. C'è il sindaco-bersagliere con il suo gonfalone, e il giornalista bersagliere che segue l'evento. Il cappellano militare bersagliere arrivato da Salerno. Applausi e corse. Alcune appesantite da qualche chilo, o da ginocchia in disordine. Ma più la corsa è difficile, più riscuote applausi, a volte trionfi; qualcuno cade. Sotto il palco c'è Aldo Rota, 101 anni, il bersagliere più anziano d'Italia, nato a Reggio Emilia, ma residente a Milano "da sempre". Bersaglieri trentenni che arrivano ai Bastioni di Porta Venezia con la metropolitana rossa. C'è anche chi corre parlando al cellulare. E continuano a sfilare. La batteria degli allievi della Scuola Militare Teuliè e gli allievi dell'Accademia Militare. Il plotone delle crocerossine, il Gruppo Storico, e le Guardie d'Onore alle Tombe del Pantheon. I gruppi femminili, gli ufficiali e i sottufficiali in servizio. Sfilano la Fanfara "Luciano Manara" di Milano e il Gruppo di Busto Arsizio, con un enorme cappello piumato portato da un camion. I reduci, i "comuni in esilio" e le "sezioni scomparse" di Zara e Pola con i loro "bersaglieri vivi e morti". Sfilano i mezzi storici, il Gruppo Missioni all'Estero, il Medagliere e il Gruppo della Bandiera di Porta Pia, gli striscioni regionali. Ma i bersaglieri non sono solo colori e musica. Ci La corsa della Fanfara S ono stati centomila i bersaglieri presenti a Milano per il 58° Raduno Nazionale del corpo, da venerdì 14 a domenica 16 maggio 2010. La tre giorni, ricca di sfilate, concerti di fanfare ed esibizioni ginnico-militari, ha configurato una vera e propria invasione pacifica di cappelli piumati. "Milano è orgogliosa di ospitare un appuntamento così significativo - ha detto l'assessore al turismo Massimiliano Orsatti - che, sono certo, oltre a far segnare un notevole afflusso di partecipanti, saprà catalizzare l'attenzione degli stessi milanesi, da sempre affezionati ad un Corpo così rappresentativo delle nostre Forze Armate". I festeggiamenti si sono aperti con un'esposizione filatelica dedicata al Corpo al Palazzo delle Poste di via Cordusio dove è stato anche presentato lo speciale annullo postale realizzato per l'occasione. Al Museo del Risorgimento è stata inaugurata una mostra che racconta la storia dei Bersaglieri dal 1836 ad oggi. In 12 bar e locali della città sono stati aperti, per tutta la durata del Raduno, altrettanti "punti cremisi", ognuno dedicato a un reggimento, dove i vecchi commilitoni si son potuti incontrare, magari dopo tanti anni, e sicuramente sono scorse lacrime di commozione. Qualche preoccupazione per il glorioso Terzo Bersaglieri, il reggimento più decorato d'Italia, sfrattato da Milano, di cui è cittadino onorario, per le esigenze di ristrutturazione delle Forze Armate. Nella caserma Mameli di viale Suzzani il 3° reggimento bersaglieri è rimasto per ben 56 anni. E non è solo storia. Ma l'evento clou della manifestazione, ciò che la gente ha atteso di più e ha apprezzato meglio è la sfila- 22 IL NASTRO AZZURRO sono i reduci della Somalia, del Libano, dell'Afghanistan. La prima donna medico militare, Paolina Coppola, 29 anni, è bersagliere. "I milanesi vogliono bene alle Forze Armate" dice il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale di corpo d'Armata Giuseppe Valotto. È del 1934 il primo raduno in città, seguito da quelli del '55 e del '77. Milano, con Roma, Torino, Napoli e Trieste, è tra le città che i bersaglieri hanno visitato più volte. Il vicesindaco Riccardo De Corato ricorda la partecipazione del corpo all'operazione "Strade sicure" che "in città ha portato a una riduzione del 40 per cento dei reati nelle vie pattugliate". Il prefetto Gian Valerio Lombardi osserva soddisfatto il calore della gente per i militari. E il presidente del Consiglio provinciale Bruno Dapei riflette che "quando in piazza ci sono i pacifisti bisogna mettere l'elmetto, mentre quando sfilano i militari c'è gioia e festa. La piazza dovrebbe essere sempre così". Il Labaro nazionale del Nastro Azzurro al raduno dei Bersaglieri IL PROGRAMMA Venerdì 14 maggio La mattina, il vicesindaco Riccardo De Corato ha accolto a Palazzo Marino il Medagliere Nazionale dell'Associazione Bersaglieri, accompagnato dalle fanfare. Nel pomeriggio, con partenza da Foro Bonaparte, due fanfare a bordo di bus scoperti hanno animato le vie della città. La giornata si è conclusa alle ore 20.30 al Teatro dal Verme, dove quattro fanfare si si sono esibite nel "Concerto di Gala". L'ingresso al teatro è stato offerto gratuitamente al pubblico sino ad esaurimento dei posti. Sabato 15 maggio La giornata si è aperta con quattro fanfare che, a bordo di bus scoperti, hanno vivacizzato le vie della città facendo tappa anche in alcune delle principali case di riposo cittadine. Negli spazi del Castello Sforzesco, a partire dalle 15.30, si son potute ammirare le emozionanti evoluzioni ginniche e ciclistiche dei Bersaglieri, sempre accompagnati dal suono delle fanfare. In serata, alle ore 21.30, 15 fanfare si sono esibite in altrettante piazze del centro città, per concludere la serata in piazza Duomo, alle ore 23,00 con una spettacolare illuminazione della facciata del Duomo con fasci di luce che ne hanno trasformato la facciata in una gigantesca Bandiera Tricolore. La fanfara ha suonato il Silenzio e l'Inno Nazionale sul sagrato del Duomo a mezzanotte. Domenica 16 maggio L'apice dei festeggiamenti si è tenuto la mattina alla presenza del ministro della Difesa On. Ignazio La Russa, del Capo di Stato Maggiore dell'esercito Gen. C.A. Giuseppe Valotto e del Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Bersaglieri Gen. C.A. (r) Benito Pochesci. Dai Bastioni di Porta Venezia ha preso il via la sfilata celebrativa del 58° Raduno Nazionale dei Bersaglieri: il lungo corteo, aperto dalla fanfara della Prima Regione Aerea, seguita dagli allievi della Scuola Militare Teulié, ha visto sfilare di seguito la fanfara della Brigata Corazzata Ariete, le bandiere di guerra del 3° e 11° Rgt. Bersaglieri seguite da una compagnia in armi dello stesso 11° Reggimento ed una compagnia di Ufficiali Bersaglieri in servizio. Si sono poi succedute tutte le sezioni delle regioni d'Italia con oltre 60 fanfare di fanti piumati. La sfilata ha percorso il seguente itinerario: Bastioni di Porta Venezia, C.so Venezia, P.za San Babila, C.so Europa, Verziere, P.za Fontana, P.za Duomo dove tutti i radunisti hanno sfilato al "passo di corsa". Al termine, nella stessa piazza del Duomo, la cerimonia dell'ammainabandiera ha concluso la tre giorni milanese. 23 IL NASTRO AZZURRO D E T T O F R A N O I ARRIVANO LE VACANZE Al termine del periodo vacanziero dell'estate 2009 ho dovuto registrare un osservazione: per tutta la stagione sui giornali sono comparsi titoli come: "Tricolore superato: cambiamo la Costituzione" oppure "Dialetti obbligo di conoscenza (fluente!!) per gli insegnanti" e ancora altri titoli del genere. Questo è quanto "passa il convento" della politica odierna. Poiché il nostro Statuto sancisce che l'Istituto del Nastro Azzurro è apolitico e apartitico, ci asteniamo da commenti e ricordiamo che la nostra associazione oltre alla finalità di ricordare il segno del Valore, ha anche quella di "Tutelare il rispetto e l'amore per la Patria e diffondere, particolarmente nelle giovani generazioni, la coscienza dei doveri verso questa". Speriamo che le incipienti vacanze estive 2010 ci portino una politica più vicina alle esigenze nazionali e più rispettosa della nostra Patria. Ten. Col. (R.O.) Luigi LEONARDI (Presidente della Federazione di Pesaro Urbino) VIOLENZA GIOVANILE, EMERGENZA SOCIALE All'interno del variegato "pianeta violenza", la questione giovanile è da tempo il nervo scoperto della società. I giovani rappresentano l'anello debole di un sistema attraversato da forti tensioni, sono figli di una società priva di freni inibitori, in cui l'autorevolezza, intesa come credibilità valoriale, è stata soppiantata dalla trasgressione. Senza un passato, ma in qualche modo incapace di proiettarsi verso il futuro, la "generazione invisibile" vive il presente acriticamente, adagiandosi, e spesso rifiutando con violenza quello che la società è in grado di offrire. Il vuoto che opprime il ragazzo dopo l'abbandono delle certezze dell'infanzia rende tutto paurosamente insignificante. Sui meccanismi di devianza minorile scatta l'influsso pesante della famiglia quando essa non è in grado, verso l'esterno, di garantire ai figli affetto, autonomia, autorevolezza di modelli comportamentali, perseguimento e raggiungimento di mete umane e professionali, cioè quella serie di elementi fondamentali per la formazione della personalità dei giovani, ai quali spesso viene a mancare una precisa identità culturale. È viva la percezione della "estraneità fra le generazioni", rive di un fiume senza ponti. Genitori che non riescono a comprendere i figli e, viceversa, figli che considerano i genitori irrimediabilmente antiquati e formalisti. Si è aperta una frattura profonda fra le generazioni, una frattura che comporta spesso l'impossibilità di trasmettere dai padri ai figli i modelli comportamentali, le gerarchie dei valori, perfino le regole della quotidianità. I nuovi stili di vita, lo stesso consumismo della rete, che esalta l'individualismo, dà ai ragazzi un'illusione di socialità e impedisce che si creino momenti di aggregazione spontanea. È la società narcisistica, orientata alla valutazione dell'io e non del gruppo sociale. Il vuoto ideologico, il nichilismo culturale, l'intolleranza civile e religiosa sono divenuti i simboli di una società allo sbando, sempre più in balia di "profeti" e di mercenari senza scrupoli! E la mancanza di certezze affettive e ideali genera il tragico salto nel buio: dall'alcol alla droga, alla violenza gratuita. Il giovane cerca a tutti i costi una identità: la violenza gliela offre. È dalla miscela esplosiva delle difficoltà esistenziali del singolo e dalla distorsione dei valori fondamentali della vita che nascono i semi della violenza. Nascono dalla paura! È il timore di essere attaccati, sopraffatti, colpiti dall'altro. Dietro questa drammatica realtà si annidano motivazioni particolarmente profonde collegate alla crescente solitudine in cui vivono le nuove generazioni, confinate in un mondo a parte dove, venuti a mancare gli interlocutori naturali ossia i genitori, prendono il sopravvento nuove figure di riferimento, estranee al circuito relazionale della famiglia: gli amici, quelli del "branco", con i quali si condividono ansie e timidezze, i primi segni cioè di quel disagio che se non interpretato in tempo si trasforma in pericolosa devianza. Individualismo, materialismo, consumismo sfrenato e soprattutto la quotidiana sagra dell'effimero hanno portato su altari pagani falsi dei, falsi miti concorrendo a determinare una distorta visione della realtà nonché una errata concezione del vivere. Cosa fare per sconfiggere la violenza giovanile, il bullismo e con esso l'analfabetismo emotivo dei giovani? Parola d'ordine: "connettersi con i giovani"! Eliminare le condizioni di paura, educare i giovani alla legalità, ridestare in loro i grandi ideali, la passione civile e politica per renderli protagonisti consapevoli del loro ruolo sociale attraverso il recupero della … smarrita visibilità. Coniugare la libertà con il senso del dovere per poterla vivere non come trasgressione ma come valore di grande significato. In questo campo il Nastro Azzurro potrebbe fare grandi cose. Dottor Pietro VITALE (Giornalista-militare e scrittore) 24 IL NASTRO AZZURRO NOTIZIE IN AZZURRO - NOTIZIE IN AZZURRO NOTIZIE IN AZZURRO L'ESERCITO ITALIANO E LA CONFCOMMERCIO INSIEME PER L'OCCUPAZIONE. Il 14 ottobre 2009, presso la Caserma "D. Picca" a Bari, è stato sottoscritto il protocollo d'intesa tra il Comando Militare Esercito "Puglia" e la “Confcommercio” per il collocamento nel mondo del lavoro di personale militare volontario dopo la ferma. Hanno firmato la convenzione il Gen. B. Carminantonio Del Sorbo, Comandante del CME "Puglia" e il dottor Alessandro Ambrosi, Presidente “Confcommercio” di Bari. Il progetto individua i destinatari delle azioni formative in coloro che, arruolati Volontari VFB, VFP1, VFP4, VSP nonché Allievi Ufficiali in Ferma Prefissata (AUFP), abbiano completato senza demerito il previsto periodo di ferma e non trovino utile sistemazione nel Servizio Permanente o nelle carriere iniziali delle Forze di Polizia. L'acquisizione di qualifiche professionali, fondamentale per il personale che lascia le Forze Armate al fine di essere riconvertito professionalmente con i profili richiesti dal mercato del lavoro, è ottenuto tramite l'invio a corsi di formazione professionalizzati organizzati dalla Regione Puglia, invio previsto proprio in base alla convenzione testé stipulata con il Comando Militare Esercito "Puglia". Tre mesi prima della presumibile data di collocamento in congedo, ha inizio l'attività di informazione sui profili professionali posseduti dai volontari disponibili per possibili sbocchi occupazionali presso l’imprenditoria privata. Le imprese associate a “Confcommercio” Bari, se interessate, in coordinamento con il Comando Militare Esercito - Sezione Collocamento ed Euroformazione, svolgeranno i necessari colloqui di lavoro. A PORDENONE UNA MOSTRA STORICA PER IL 4 NOVEMBRE Le Associazioni Combattentistiche e d'Arma di Pordenone, per la ricorrenza del 4 novembre, Festa delle Forze Armate e dell'Unità Nazionale, hanno allestito a Pordenone una mostra di cimeli nella Corte del Bosco in Via Dante. È stata una esposizione di testimonianze, anche inedite, di documenti originali e miniature di prototipi bellici a partire dal loro primo utilizzo a quelli odierni. Il materiale documentale e le opere esposte hanno costituito un percorso didattico ideale, che potrebbe essere ben utilizzato anche nelle scuole, per ricostruire i difficili anni della storia d'Italia. Oltre che per la validità della manifestazione, va rivolto alle Associazioni Combattentistiche e d'Arma di Pordenone ed al loro coordinatore, col. Alfredo Imbimbo, un grazie riconoscente ed affettuoso per aver magnificamente allestito la mostra. CAMBIO AL VERTICE DEL COMANDO BRIGATA "AOSTA" Il 23 novembre 2009, nella Caserma "Emilio Ainis" di Messina, sede del 24° Reggimento artiglieria "Peloritani", alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale di Corpo d'Armata Giuseppe Valotto, del Comandante delle Forze Operative Terrestri Generale di Corpo d'Armata Armando Novelli e del Comandante del 2° Comando delle Forze di Difesa Generale di Corpo d'Armata Francesco Tarricone, si è svolta la cerimonia di saluto alle unità della Brigata Aosta rientrate dai Teatri Operativi kosovaro e libanese e di avvicendamento del Comandante della Brigata "Aosta", Generale di Brigata Roberto Perretti, al quale è subentrato in comando il Generale di Brigata Luigi Vinaccia. L'Aosta, nel corso del 2009, ha operato in Kosovo con il Lo schieramento Comando Brigata, il 5° reggimento, il 62° reggimento ed unità del 6° reggimento bersaglieri, 24° reggimento artiglieria, 4° reggimento genio guastatori e del reparto Comando e supporti tattici Aosta. Il reggimento "Lancieri d'Aosta" ha assolto la sua missione in Libano operando per la prima volta unitariamente col 6° reggimento bersaglieri. Elementi hanno, poi, agito in Afghanistan. Dal mese di agosto dello scorso anno, inoltre, la Brigata "Aosta" partecipa all'Operazione "Strade Sicure" in Sicilia e Calabria, attività che vede l''Esercito impegnato in concorso con le Forze dell'ordine, per il controllo del territorio per contrastare la criminalità organizzata. 25 IL NASTRO AZZURRO MEDAGLIE D’ORO ECCELLENTI: ANGELO SANTE BASTIANI volontario per l’Africa Orientale e vi giunse giusto in tempo per partecipare alla guerra d’Abissinia, scoppiata il 3 ottobre 1935. Da poco indossato il nuovo grado di caporal maggiore, partecipò, con la 1^ Divisione Eritrea, alla battaglia di Mai Ceu dove si distinse come portaordini, per coraggio ed abnegazione, meritandosi la sua prima Decorazione al Valor Militare. Terminata quella campagna, con la promozione a sergente, cominciava ad apprezzare i guerrieri indigeni per la lealtà e la forza in combattimento che dimostravano. All’epoca, l’esercito coloniale usava arruolare in bande irregolari tali guerrieri, mettendoli sotto il comando di ufficiali particolarmente carismatici che fossero quindi in grado di ottenere rispetto da parte di quegli uomini dal carattere particolarmente forte. Bastiani chiese al comando di Dessié, dal quale dipendeva, di poter arruolare un Banda di Irregolari tutta sua, ma il grado di sergente che indossava all’epoca gli valse una momentanea risposta negativa. Alcuni mesi più tardi, considerando le indubbie qualità militari da lui dimostrate, il Comando autorizzò Bastiani a costituire la “sua“ banda. Egli arruolò, con l’aiuto di due sottufficiali ascari, centosessanta elementi scelti con attenzione e rigore, tra i fieri guerrieri Amhara. La banda venne impiegata quasi subito - giusto il tempo di un breve addestramento – nella zona del Mes dove i Ras ribelli si erano rifugiati Angelo Sante Bastiani in tenuta di servizio servizio con le decorazioni A ngelo Sante Bastiani, già da bambino era ammaliato dall’Africa. Appena ventiduenne, col grado di caporale, si offrì MOTIVAZIONE DELLA MADAGLIA D’ORO AL V.M. CONCESSA ANGELO SANTE BASTIANI Sergente Maggiore di Fanteria Coloniale, Comandante la Banda Irregolare 'Bastiani'. MEDAGLIA D'ORO al V.M.: "Comandante ed unico nazionale di banda irregolare intestata al suo nome compiva leggendarie gesta di valore, di capacità e di sublimi eroismi, scrivendo col sangue fulgide, gloriose pagine nella storia dei reparti coloniali. Strenuo difensore di Oolchefit prendeva parte a tutte le epiche imprese di quel glorioso baluardo Gondarino, affrontando alla testa dei suoi gregari i più duri cimenti, compiendo i più epici eroi-smi, sfidando continuamente la morte in una serie di ardimentosi combattimenti che lo imponevano all'ammirazione nemica. Nell'azione di Passo Cinà contro potente agguerrita formazione, incurante del pericolo della morte che derivava da una grossa taglia già posta sul suo capo, nascondeva le gravi condizioni di salute in cui trovavasi per sopravvenute gravi infermità ed elevato stato febbrile, aggravato da quattro ferite di guerra non ancora rimarginate e sdegnava il ricovero in ospedale per condurre ancora una volta i suoi valorosi gregari alla durissima prova ed alla vittoria. Incuneatosi abilmente nello schieramento nemico, con leggendaria temerarietà e sfidando rischi e pericoli mortali piombava di sorpresa, fulmi-neo e travolgente, sul posto di comando avversario, catturando personalmente il Ras comandante ed annientando in furiosi prolungati corpo a corpo la fortissima schiera che lo circondava. Facendo tacere con indomita forza dello spirito, le sue gravi condizioni fisiche, guidando ancora con irrefrenabile slancio a successivi cruenti assalti all'arma bianca i suoi prodi, catturava larga messe di prigionieri, di mate-riali, di armi e munizioni e determinava il crollo politico-militare della resistenza nemica, riconfermando le sue preclari virtù di intrepido soldato e di comandante valoroso". Passo Cinà (Africa Orientale)-Oolchefit dell'Amara, 22 giugno 1941. 26 IL NASTRO AZZURRO Angelo Sante Bastiani Nato a Licciana Nardi (Massa Carrara), il 31 ottobre 1913, a 19 anni svolgeva l'apprendistato di giornalista presso un quotidiano di La Spezia. Appassionato di poesia e di pittura, militava in un Gruppo Futurista. Nel 1933 si arruolò volontario, come semplice soldato. Era l’inizio della carriera che lo avrebbe condotto ad essere il soldato italiano in assoluto più Decorato al Valor Militare. Volontario nel 3º Cacciatori in Libia nel 1933, operò a Tripoli e poi a Bengasi. Nell'aprile 1935 sbarcò a Massaua col grado di Caporalmaggiore e fu assegnato al Comando della 1ª Divisione Eritrea, nei cui ranghi partecipò nel 1936 alla Guerra d'Etiopia, distinguendosi nella battaglia di Mai Ceu. Militare di carriera, fu assegnato in servizio alla Banda di Dessiè (le truppe coloniali indigene erano organizzate in "bande"), poi intorno al settembre 1937, con il grado di Sergente gli fu affidata una banda irregolare che portò il suo nome, con cui operò fino alla resa di Gondar nel 1941. Durante una fase di tale battaglia (episodio di Uolchefit) in un contrattacco condotto all'arma bianca alla testa della "Banda Bastiani", egli ottenne la distruzione del presidio nemico e la rioccupazione del passo Cinà. Nel corso di questa operazione Angelo Bastiani catturò personalmente ras Ajaleu Burrù e per questo alla fine della guerra venne decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare. Più volte fu promosso per merito di guerra (a Sergente maggiore nel 1940, a Sottotenente nel marzo 1941) e pluridecorato durante la sua permanenza in Africa Orientale nel periodo 1936-1941 (cinque Medaglie d'Argento, una di Bronzo, una Croce di Guerra, oltre alla Medaglia d'Oro, tutte al Valor Militare). Congedato col grado di generale, Angelo Bastiani è morto a Roma il 19 giugno 1996 all'Ospedale Militare del Celio, a 83 anni. L'eroe di guerra da 22 anni era Presidente Nazionale del “Gruppo Medaglie d' Oro". Il Ministro della Difesa pro tempore Beniamino Andreatta, nell'esprimere ai familiari il "commosso cordoglio del governo e mio personale" e si dichiarò "profondamente rattristato" per la scomparsa del generale, "le cui eroiche gesta - disse - rimarranno intatte nella memoria di tutti noi". Sui suoi ricordi Leonida Fazi ha scritto un libro dal titolo: "Una leggenda africana vera: Bastiani il Diavolo Bianco". in massa con i loro uomini e destavano non poche preoccupazioni ai comandi militari coloniali italiani. Il coraggio ed il carisma di Sante Bastiani divenne quasi subito leggendario, prima tra gli uomini della sua banda, che cominciarono a chiamarlo Ambesà Bastiani (Bastiani il leone), poi anche tra i ribelli. Essi, più che non volersi sottomettere alla dominazione italiana, continuavano a combattere una guerriglia infinita tra di loro, creando così un clima di incertezza e di rischio sociale inaccettabile. La Banda Bastiani giocò un ruolo eccellente nell’attività antiguerriglia. Dopo aver conquistato Ghiscià, raggiunse zone dell’altipiano abissino (il Mens, l’Ambassel, Mishe Mariam, il Beghemeder, il Lasta) che, fino a quel momento, erano santuari della guerriglia abissina. Sante Bastiani e i suoi non solo non incontrarono quasi resistenza, ma furono accolti benissimo dalle popolazioni locali, fortemente taglieggiate dai ribelli. Il Ras Teddesciè era uno dei più accaniti taglieggiatori. La Banda Bastiani lo scovò e lo inseguì fino al passo Mincì dove ingaggiò una battaglia brevissima ma decisiva. La fama di Bastiani era all’apice. Ormai egli era “Ambesà”, cioè “Leone”. Nella battaglia di Darentà fu ferito ad un Angelo Sante Bastiani 27 IL NASTRO AZZURRO Angelo Sante Bastiani in Africa Orientale italiana braccio da un colpo di scimitarra. Nell’aprile 1940 un altro colpo di scimitarra lo ferì ad una gamba. Ancora non era guarito che venne colpito all’altra gamba. Non potendo stare in piedi e dovendo dare battaglia al capo shiftà Iggigù, utilizzò una barella di fortuna, costruita utilizzando due fucili come bastoni, con cui si fece portare in prima linea e diresse l’attacco. Naturalmente Iggigù fu sonoramente battuto. Dopo la vittoria, Bastiani fu obbligato al ricovero ospedaliero. Tornò abile il 28 novembre 1940 e, per non abbandonare ancora gli uomini della sua banda, rinunciò alla licenza di convalescenza di trenta giorni che gli era stata prescritta. Ormai era in corso la seconda guerra mondiale e gli inglesi sfruttavano la ribellione dei shiftà a loro favore. La Banda Bastiani venne inviata nel Semien a combattere il degiacc Negasc che si era asserragliato sull’Amba Cinerfà. Il Negus spalleggiava il capo ribelle che aveva messo una taglia di 10.000 talleri sulla testa di Bastiani. Quest’ultimo, ora chiamato dai suoi uomini “Diavolo zoppo”, con una manovra particolar- 28 mente ardita, svolta avanzando su tre direttrici parallele, conquistò l’Amba Cinerfà, meritandosi un’altra Medaglia d’Argento al Valor Militare e un incremento della taglia da parte di Negasc. Ma Bastiani era talmente benvoluto e rispettato che nessuno gli torse un capello. La guerra però volgeva al peggio. Il comando di Gondar contava forze impari, tra le quali la Banda Bastiani era un reparto di punta. Bastiani fu richiamato in fretta e furia a Zerimà, dove c’era un fortino saldamente in mano italiana. La banda vi giunse ad aprile 1941. Poco dopo il fortino venne preso d’assedio dai ribelli di Negasc. Bastiani contrattaccò con i suoi che si batterono come leoni e, dopo lunga e sanguinosa battaglia, spezzarono l’assedio e raggiunsero Debrivar. Per questa brillante azione, il generale Nasi promosse Bastiani sottotenente per merito di guerra. Vicino a Debrivar sorge la montagna di Uolchefit dove oltre 1500 uomini, al comando del tenente colonnello Gonella, erano appostati a difesa. Tra di essi la Banda Bastiani che, il 27 aprile, con un attacco di sorpresa, catturò una postazione di artiglieria inglese che batteva le nostre linee. Successivamente, il 22 giugno, nella battaglia del passo Cinà, Bastiani catturò Ras Aielu Burrù che, solo per l’intervento del “Diavolo zoppo” non venne linciato dai ”leoni di Uolchefit”. La guarnigione resistette a tutti gli attacchi meno che a quelli della fame. Le forze italiane, nella posizione in cui si trovavano, non potevano essere rifornite e quando esaurirono i viveri, e mangiarono tutti gli animali disponibili, dovettero arrendersi. Il 24 settembre il tenete colonnello Gonella fu autorizzato a trattare la resa agli inglesi. Bastiani era posizionato a Debarek. Riunì i suoi uomini, tagliò in piccoli pezzi la stoffa verde della bandiera della sua Banda e ne consegnò uno a ciascuno dei suoi guerrieri. Il 28 settembre gli italiani si arresero e ricevettero l’onore delle armi. Tra di essi anche la Banda Bastiani. Quando Angelo Sante Bastiani prese commiato dai suoi uomini, essi passarono uno ad uno davanti al loro capo e gli baciarono la mano, mentre lui rispondeva loro col saluto militare: fu una scena commovente ed esaltante al tempo stesso, che destò ammirazione soprattutto tra gli inglesi. AD IL NASTRO AZZURRO MORTE DI UN TITANO D asso degli aerosiluranti urante la prima Il Magg. Pil. Carlo Emanuele Buscaglia Carlo Emanuele Buscaglia, decade di luglio appena rimpatriato da un 1944 il 132° grupcampo di prigionia ameripo, proveniente da cano e immediatamente Gerbilli, si schierò su reintegrato nella nuova Campo Vesuvio: un aeroAeronautica Italiana. porto di fortuna nelle viciQuando i tre riapparvero, nanze di Ottaviano non avevano un'aria diste(Napoli). Le infrastrutture sa. Erasi si sforzava di fare logistiche consistevano gli onori di casa fingendo essenzialmente in una indifferenza. Il pranzo si grande tendopoli. I lavasvolse in un imbarazzato toi e le latrine erano silenzio...” (1). Dopo pranbuche nel terreno a fianco zo, ai tre si aggiunse delle quali si trovavano Graziani e si ritirarono di grossi secchi d’acqua. nuovo nella tenda comanSull'ampio piazzale erano do. Poco dopo, Graziani parcheggiati una trentina apparve e chiamò i piloti di bombardieri Martin Adel gruppo all'interno. Il 30 Baltimore di costruzioComandante Roveda ne americana. La pista era prese la parola spiegando una striscia di lava com“... che Buscaglia gli aveva pressa larga una quindiciespresso il desiderio di na di metri e lunga circa riassumere il comando del due chilometri, fianchegsuo glorioso 132° Gruppo giata da alberi ad alto e che lui, Roveda, dopo fusto, sicché i piloti, questa nuova ed encomiamemori della naturale bile dimostrazione di tendenza all'imbardata attaccamento all'Arma, del Baltimore, la ritennero non aveva saputo negargli subito maledettamente il favore richiestogli. Erasi, rischiosa. Ma i tempi sia pure a malincuore, si era dichiarato disposto a obbligavano ad un supino rispetto delle direttive cedere il comando del Gruppo al suo ex comandanemanate dal Comando Alleato, sicché essi dovettero te, riconoscendo, nella sua eroica persona il diritto accettare la situazione. di riassumere il comando di quanto giustamente gli Per i voli di addestramento, gli istruttori erano il spettava. Lui Erasi, sarebbe passato a condurre il 28° capitano Giulio Cesare Graziani e il tenente Crespi. in luogo del maggiore Moci...” (2). Entro due settimane diversi piloti iniziarono a volaPoi, Roveda chiese se qualcuno dei presenti avesre da soli. Dall'altra parte del campo, si era intanto se qualcosa da dire. Il capitano Graziani disse “... di installato il 28° Gruppo Baltimore, al comando del essere stato incaricato dai restanti piloti di esprimeMaggiore Paolo Moci, che condivideva gli attendare il loro desiderio, e il suo in particolare, di lasciare menti con un reparto di caccia americani P-39 Air il 132° per seguire il comandante Erasi ovunque...” Cobra. Il 28° non aveva piloti istruttori, quindi avreb(3) lo avessero trasferito. Fu una brutta sorpresa per be dovuto attendere tutto il tempo necessario al Roveda e ancor più per Buscaglia: i piloti che aveva132° per completare il suo periodo addestrativo no combattuto sotto il suo comando ora mostravaprima di iniziare il proprio. no di non volervi tornare. Dopo alcuni attimi di Il Ten. Col. Renato Roveda, Comandante dello imbarazzato silenzio, Buscaglia intervenne afferStormo Baltimore, verso fine luglio, si presentò alla mando che non era necessario sollevare dal comanmensa all'ora di pranzo, insieme a un maggiore pilodo Erasi. Egli si riteneva onorato “... di prendere il ta che inizialmente passò quasi inosservato. Attrasse comando dell'altrettanto valoroso 28° Gruppo presinvece l'attenzione di tutti l'abbraccio che costui si so il quale, ne era certo, avrebbe ricevuto ben altra scambiò con Erasi appena i due si videro. I tre poi accoglienza...” (4). entrarono nella tenda comando. Intanto cominciò a A Roveda non rimase che prendere atto dell'accircolare il nome di Buscaglia. Era proprio lui, infatcaduto. ti, l’ufficiale giunto con Roveda: “... il famosissimo 29 IL NASTRO AZZURRO arrugginito non poco le sue capacità di pilotaggio... “ (9). Buscaglia sapeva bene che il Baltimore aveva una notevole tendenza ad imbardare a sinistra che doveva essere corretta con adeguati e soprattutto tempestivi interventi, altrimenti, una volta innescata l'imbardata, non sarebbe stato più possibile riprendere il velivolo. Buscaglia sapeva tutto questo, sapeva quanto stava rischiando la sera del 23 agosto del 1944 quando spinse a fondo le manette dei motori lanciandolo sulla pista di Campo Vesuvio. Il rombo dei motori divenne sempre più forte fino a sembrare un ruggito rabbioso. L'intrepido Buscaglia aveva ancora una volta sfidato il destino. Purtroppo, questa volta perse la sfida. Il colonnello Carlo Unia, “... nella sua Storia degli Aerosiluranti Italiani così descrive la tragica fine di Buscaglia: "Tornato in Italia per combattere, per non essere considerato un aviatore finito, aveva fretta di volare, di sfidare nuovi cimenti. Menomato nel fisico (non nello spirito) per le ferite riportate, arrugginito per la lunga inattività, non era il pilota di prima, ma non volle sentir ragioni da chi gli consigliava prudenza. Rifiutava l'umiliazione dei doppi comandi. Mentre gli altri si trovavano a mensa, la sera del 23 agosto, alle ore 20,00, volle partire da solo su un Baltimore in rullaggio “... Indubbiamente il fatto di essere stato rifiutato dai suoi ex subalterni ...” (5), non era andato giù a Buscaglia. Era stato “... il primo degli eroi nazionali...” (6), e non si sarebbe mai aspettato un simile atteggiamento da parte di piloti che avevano strenuamente combattuto insieme a lui. Era profondamente amareggiato. Inoltre, ora doveva attendere che il 132°, l'unico gruppo che avesse in organico piloti istruttori, completasse il suo ciclo addetsrativo. Non poteva accettare quella spiacevole situazione, quindi decise che avrebbe domato da solo l'infido Baltimore. Per familiarizzarsi col bimotore americano, iniziò a compiere rullaggi in pista dopo il termine dei voli pomeridiani. Una rara immagine a colori dell’S.79 di Buscaglia mentre Sembra che Erasi ripeviene caricato il siluro tutamente si fosse dichiarato pronto a trasferire presso il 28° il tenente Crespi affinché provvedesse all'addestramento dei suoi piloti, ma sembra anche che Buscaglia avesse sempre rifiutato “... sdegnosamente l'offerta affermando che il 28° era in grado di provvedere autonomamente alle sue necessità ...” (7) e, imperterrito, continuò il ciclo di rullaggi in pista, ma non si sentiva “... ancora pronto a tentare il decollo ...” (8). I diciotto mesi di prigionia avevano “... 30 IL NASTRO AZZURRO IL BALTIMORE NELL’AERONAUTICA ITALIANA Il bombardiere leggero “Martin A-30 Baltimore” è un monoplano ad ala medio bassa completamente metallico. Monta due motori Wright Ciclone a 14 cilindri da 1700 HP al decollo, con eliche tripala Hamilton Standard Hydromatic a passo variabile. Il carrello principale è retrattile all'indietro a scomparsa totale nelle gondole motori; il ruotino di coda è orientabile ma non retrattile. I freni e i flaps sono comandati idraulicamente. L'armamento di caduta è costituito da un massimo di 6 bombe da 500 libbre in fusoliera, quello di lancio da 12 mitragliatrici di cui 4 fisse alari e 8 brandeggiabili in fusoliera. Il velivolo è dotato di sistema di riscaldamento ad aria calda e di dispositivi antighiaccio ad alcool per i parabrezza, con relativi tergicristalli, e elettrici per le eliche. L'equipaggio di 4 uomini è costituito da: Pilota; Bombardiere-Navigatore; Marconista-Mitragliere ventrale; Mitragliere di torrettaFotografo. L'equipaggio di terra è costituito da un meccanico (motorista crew-chief) e da un armiere-artificere. Le dimensioni sono le seguenti: Apertura alare m.18,694 Lunghezza m. 14,776 Altezza massima della coda da terra m. 3,300 Diametro delle eliche m. 3,660 Il Raggruppamento Bombardamento e Trasporti della rinata Regia Aeronautica, schierato sull'aeroporto di Lecce, in sostituzione della linea di volo nazionale obsoleta e ormai non più manutenibile, su decisione del premier inglese Winston Churchill, ricevette, a partire dal 19 agosto 1944, 49 esemplari del bombardiere leggero A-30 Baltimore, già in servizio nella RAF nelle versioni Mk IV e Mk V. Il velivolo aveva caratteristiche di pilotaggio notevolmente diverse da quelle degli aerei italiani, soprattutto per la notevole potenza dei motori che induceva fenomeni di imbardata a sinistra molto evidenti durante il decollo. Lo Stormo Baltimore venne costituito ufficialmente il 1 luglio 1944 con base a Campo Vesuvio, nei pressi di Ottaviano, e ne fu nominato Comandante il Ten. Col. Renato Roveda; lo Stormo comprendeva i famosi 28° Gruppo e 132° Gruppo. L'insegna del reparto riprese i "4 Gatti" della 278^ Sq. A.S., ora a passeggio su un mappamondo con l'aggiunta del motto "Sempre i soliti". La fase addestrativa terminò ai primi di novembre '44 non senza gravi incidenti, uno dei quali fu quello del Magg. Buscaglia. L' 11 dello stesso mese lo Stormo si trasferì sulla base di Campomarino alle dipendenze operative del 254° Wing della Balkan Air Force, che operava contro i tedeschi in Jugoslavia. Gli aerei in dotazione erano ora i Mk V, nuovi di fabbrica. Lo Stormo ebbe modo di farsi valere svolgendo attività fino al 4 maggio 1945, data dell'ultima missione bellica, e pagando un pesante tributo con la perdita del Com.te del 28° Gruppo Magg. Erasi, abbattuto il 21 febbraio nel cielo dell'Istria. Alla fine dell'attività bellica il 132° Gruppo risultò il migliore fra quelli del 254° Wing della Balkan Air force con una percentuale di circa il 50% di bombe sul bersaglio, mentre il Magg. Erasi ed il Ten. Col. Moci per la loro attività contro i ponti e i treni erano noti rispettivamente come "Mr. Bridge" e "Mr. Stopping Train". Finita la guerra lo Stormo si trasferì prima sull'aeroporto dell'Urbe, poi su quello di Guidonia dove i Baltimore vennero utilizzati per il trasporto di personalità fino al 1947, quando l'Aeronautica, che in base al trattato di pace, non poteva più schierare bombardieri, provvide a radiarli nei primi mesi del 1948. Terminò così la sua carriera l'ultimo bombardiere dell'Aeronautica Militare. Baltimore che non aveva ancora alla mano, velivolo di cui tutti inizialmente diffidavano perché di difficile pilotaggio. Durante il rullaggio imbardava a sinistra, strappava di prepotenza da terra il velivolo che per la scarsa velocità ricadeva pesantemente incendiandosi. Buscaglia nell'urto venne sbalzato fuori. Trasportato all'ospedale inglese di Napoli, in fin di vita, sopravvisse per un giorno senza perdere cono- scenza, ma non si ripetè il miracolo del 12 novembre 1942. Si chiudeva cosi il 24 agosto l'epopea Buscaglia e l'Aeronautica Italiana perdeva uno dei suoi aviatori più valorosi." ridotto da “Campo Vesuvio” di Raimondo Luzzietti Note: (1) dal capitolo “Riapparizione e morte di Carlo Emanuele Buscaglia”; da (2) a (9) op. cit. MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE CONCESSA AL MAGGIORE PILOTA CARLO EMANUELE BUSCAGLIA “Comandante di un Gruppo di aerosiluranti, fiaccola d'eroismo e maestro dell'arma nuovissima, in trentadue vittoriose azioni di siluramento tra uragani di ferro e di fuoco, confermava lo spirito guerriero dell'italica gente, infliggendo alla marina nemica la perdita di oltre 100.000 tonnellate di naviglio. Alla testa dei suoi gregari, dopo avere compiuto con ardimento e perizia inimitabili un'azione con risultati brillantissimi contro navi angloamericane, alla fonda in una base dell'Africa del Nord, ripeteva, il giorno appresso, l'attacco. Sulle vampe della violenta difesa contraerea, sotto la mitraglia rabbiosa di numerosi caccia che gravemente colpivano il suo velivolo, incendiandolo, si lanciava come folgore sull'obiettivo prescelto e, a distanza ravvicinata, mentre un'ala dell'apparecchio era già consumata dal fuoco, sganciava il siluro contro un grosso piroscafo che, colpito, si incendiava.” Cielo del Mediterraneo, maggio-novembre 1942. 31 IL NASTRO AZZURRO UN CONTRIBUTO DI FAMIGLIA ALLA "BATTAGLIA DI PANTELLERIA" D i questa grande battaglia aeronavale molto si è scritto anche su questo periodico (cfr.n.5/2008) perché gli Italiani, ben diretti dai loro capi e coordinati con le forze tedesche, attaccarono e vinsero. Il fatto si riferisce ad uno dei due convogli diretti a Malta per rifornirla, quello proveniente da Gibilterra e denominato Harpoon, che subì i primi attacchi aerei la notte del 13 giugno, il giorno dopo fu attaccato da 14 aerosiluranti S.79 comandati da Emanuele Buscaglia ed alle 5,30 del 15 entrò in contatto visivo con la 7^ Divisione Navale comandata dall’Amm. Alberto Da Zara che aprì il fuoco alle 5,39. Alla risposta dei grossi calibri si unirono, nel corso della giornata, anche gli attacchi di aerosiluranti Albacore decollati da Malta. Un rapporto “Da nave Eugenio di Savoia per Divisione” riporta “Alle ore 16,00 allarme aereo. Sono avvistati 3 aerosiluranti che dirigono all’attacco. Essi lanciano successivamente tre siluri a distanza inferiore ai 1.000 metri; si aumenta alla massima velocità e si manovra per evitare le scie. Un aerosilurante è abbattuto dalla caccia nazionale.” Ed eccoci al contributo famigliare documentato da un breve appunto scritto a mano, copia del rapporto e da alcune foto scattate da bordo dell’incrociatore Montecuccoli dal cappellano Mons. Beltrame Quattrocchi, trovati nel riordinare diversi scatoloni contenenti i ricordi di 37 anni di servizio di mio padre, 9 dei quali passati in guerra. Nella prima si vede un Albacore che ha appena sganciato il siluro ed un caccia, un Re 2001 pilotato dal Cap. Salvatore Teja comandante della 152^ Sq. del 2° Gruppo L’Albacore inseguito dal Re.2001 del cap. Teja lancia il siluro C.T. del 6° Stormo, di scorta alla 7^ Divisione con il Ten. Agostino Celentano ed il S.M. Baltaini, che si lancia al suo inseguimento. Nella seconda l’Albacore, volando basso per evitare il tiro della contraerea, si dirige ad est verso Malta passando tra gli incrociatori Eugenio di Savoia e Montecuccoli inseguito dal S.M. Baltaini, nel cerchio più distante, e dal Cap. Teja che poco dopo lo raggiunge e lo abbatte. Il pilota inglese si salva riuscendo a salire sul battellino ed al rientro a Pantelleria ne venne segnalata la posizione consentendo ad un nostro MAS di recuperarlo. La terza foto documenta la decorazione del Cap. Teja di M.A.V.M. sul campo di volo di San Pietro di Caltagirone il 24 giugno 1942 per i due abbattimenti di quei giorni. In primo piano il Gen. Silvio Scaroni comandante dell’Aeronautica in Sicilia e sulla sinistra la M.O.V.M. Aldo Vidussoni, mentre Benito Mussolini sorride, cosa inusuale nelle cerimonie ufficiali. Alla domanda “Teja come si sta su Malta?” la risposta che gli strappò un sorriso ed un benevolo commento era stata: “Mah, Duce, per me fa un po’ caldo!”. Non era una semplice battuta spiritosa perché in realtà pochi giorni prima, il 6 giugno, nel corso del suo secondo combattimento della giornata su Malta, era stato colpito da uno Spitfire con quattro colpi di cannoncino da 20 mm. Dei due perforanti uno aveva attraversato il cruscotto mettendo fuori uso la strumentazione e l’impianto elettrico, l’altro aveva distrutto la radio posta dietro la corazzatura del seggiolino. Gli altri due esplosivi avevano tranciato il piano di coda orizzontale destro ed il L’Albacore dirige verso Malta sempre inseguito dai caccia carrello. Ciò nonostante le buone doti italiani di incassatore del “Re” gli avevano 32 IL NASTRO AZZURRO LA BATTAGLIA DI MEZZO GIUGNO Sebbene poco conosciuta, la battaglia aeronavale che si sviluppò dal 14 al 16 giugno 1942 tra il Canale di Sicilia, il golfo della Sirte e lo Ionio meridionale, fu uno dei più complessi ed importanti scontri avvenuti nel Mediterraneo durante la seconda guerra mondiale. L’isola di Malta, assediata dalle forze dell’Asse, era ormai prossima alla fame. Gli inglesi, per tentare di rifornirla, previdero l’impiego di cento unità navali, contro le quali le forze italiane e tedesche schierarono cinquanta navi da guerra e più di cinquecento aerei. La strategia inglese prevedeva che due convogli, pesantemente scortati, facessero simultaneamente rotta per l’isola, uno proveniente da Alessandria d’Egitto e l’altro da Gibilterra, in modo da costringere gli italo tedeschi a dividere le forze. Il convoglio “Vigorous” partì da Alessandria il 13 giugno, forte di 8 incrociatori e 27 cacciatorpediniere a protezione di 10 navi da carico. Contrariamente al solito, la ricognizione aerea lo scoprì immediatamente e, poco dopo, le forze aeree dell’Asse lo attaccarono danneggiando una nave da carico e affondandone un’altra. Il 14, una squadra navale italiana lasciò la Sicilia e un’altra Taranto. Erano le corazzate “Littorio” e “Vittorio Veneto”, insieme con gli incrociatori “Gorizia”, “Trento”, “Garibaldi” e “Aosta”, con 10 cacciatorpediniere. Il gruppo di Taranto fu presto avvistato da un sommergibile inglese, e forze aeree britanniche lo attaccarono più volte. Durante una di queste incursioni, l’incrociatore “Trento” fu immobilizzato da un siluro. Più tardi, la squadra italiana fu bersaglio di altri attacchi, tra cui il primo impiego nei cieli del Mediterraneo dei bombardieri americani B-24 “Liberator”. Il magro risultato fu una sola bomba esplosa su una delle torrette corazzate del “Littorio” senza seri danni. Nel frattempo, le forze britanniche subirono un attacco combinato delle forze dell’Asse: il cacciatorpediniere “Hasty” fu affondato da un sommergibile tedesco e l’incrociatore “Newcastle” fu danneggiato. Il 16, l’incrociatore “Trento”, già impossibilitato a manovrare, fu affondato da un sommergibile inglese. Aerosiluranti italiani e bombardieri tedeschi affondarono i cacciatorpediniere “Airdale” e “Nestor” e danneggiarono gli incrociatori “Arethusa” e “Birmingham”, mentre l’ “U-240” tedesco affondò l’incrociatore “Hermione”. L’ammiraglio inglese Vian, aveva prima erroneamente ritenuto che le forze italiane si ritirassero, poi, quando comprese che la situazione era esattamente contraria, ordinò di “evitare il contatto”. A tutti gli effetti, fu l’equivalente di una ritirata. Mentre la squadra italiana vittoriosa faceva rotta per il rientro, la corazzata “Littorio” fu colpita da un siluro aereo: il danno era molto limitato, e la nave neppure perse velocità. Dall’altro lato del Mediterraneo, in quella che è stata definita anche la “Battaglia di Pantelleria”, gli inglesi lasciarono Gibilterra in forze col convoglio “Harpoon”, composto da 2 portaerei, “Argus” e “Eagle”, 4 incrociatori, “Cairo”, “Kenya”, “Liverpool” e “Charibdis” e 10 cacciatorpediniere, oltre a unità di scorta minori, in difesa di 6 navi da carico. Il 14 fu affondata da attacchi aerei la nave da carico “Tanimbar”, mentre l’incrociatore “Liverpool” venne danneggiato. Supermarina aveva inviato da Palermo la 7^ Divisione Navale, al comando dell’ammiraglio Da Zara, con gli incrociatori “Eugenio di Savoia” e “Raimondo Montecuccoli” e 5 cacciatorpediniere. Il 15 la formazione italiana prese contatto con gli inglesi a sud di Pantelleria. Unità navali britanniche, e in particolare i cacciatorpediniere “Bedouin” e “Partridge” furono ripetutamente colpiti dagli incrociatori italiani i cui cannoni avevano una maggiore gittata. L’S.79 aerosilurante di Martino Eichner affondò il già danneggiato “Bedouin”. Il 16 solo il “Welshman”, il “Cairo” e 4 cacciatorpediniere raggiunsero Malta con l’unica nave da carico superstite il “Trailis”. Molte perdite furono causate anche da un campo minato steso dalla Regia Marina davanti a Malta. La battaglia di “Mezzo giugno” fu, complessivamente, un successo italiano, del quale forse si è parlato troppo poco. Sia la Regia Marina, sia la Regia Aeronautica, combatterono bene, con coraggio e determinazione, gli Alti Comandi coordinarono bene le azioni, i comandanti sul campo (o meglio “sul mare”), furono attivi e determinati nel condurre gli attacchi. Anche gli inglesi condussero l’azione in maniera tatticamente corretta e, di fronte alla superiorità avversaria, dovettero piegarsi. La Regia Marina aveva utilizzato le ultime riserve di olio combustibile rimaste. Da quel momento, la scarsità di carburante sarebbe diventata così drammatica che questa fu l’ultima battaglia in cui si videro le corazzate italiane in azione. Sul piano tattico, si manifestò in tutta evidenza la superiorità del mezzo aereo (soprattutto bombardieri in picchiata e aerosiluranti), sul mezzo navale. Ma furono anche i mezzi di piccolo tonnellaggio (motosiluranti) e i sommergibili che colsero i successi più importanti da ambo le parti, grazie all’impiego massivo di siluri, che si rivelarono molto più efficaci dei cannoni di grosso calibro imbarcati sulle navi da battaglia. consentito di rientrare avventurosamente a San Pietro di Caltagirone distante oltre 90 chilometri, atterrare privo di carrello e risvegliarsi in infermeria senza un graffio e con solo un bernoccolo. Ma questa è un’altra storia. Se qualcuno potesse darmi notizie dei Film Luce n. 259 “La battaglia aeronavale del Mediterraneo” e n. 260 “Il Duce premia gli Eroi della battaglia aeronavale del Mediterraneo”, che non sono in possesso dell’Istituto Luce, mi farebbe cosa gradita. Il cap. Teja insignito di M.A.V.M. personalmente da Mussolini Antonio Teja 33 IL NASTRO AZZURRO IL SAVOIA CAVALLERIA fa appiedare i reparti a cavallo e il "Savoia" costituisce la 1497^ compagnia mitraglieri, distintasi nella zona di Monte Sei Busi, Peteano, Passo Buole, Monte Fortin. All'indomani di Caporetto, il reggimento, ritornato a cavallo come quasi tutti gli altri reparti, prima protegge a Conegliano e ad Aviano il ripiegamento della II^ Armata sulla destra del Tagliamento e, dopo quattro giorni ininterrotti di contrasto al nemico, il 9 novembre si rischiera sul Piave. Il 3 novembre 1918 il 3° squadrone, al comando del Col. Marchino, entra in Udine. Per questa azione lo stendardo del Reggimento è decorato della Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Erede dal 1920 delle tradizioni del disciolto 26° Reggimento Lancieri di Vercelli, il cui stendardo è stato decorato della M.A.V.M., nel luglio 1941, è inquadrato nella III Divisione Celere "Principe Amedeo Duca d'Aosta" e viene schierato sul fronte russo. Raggiunto il fiume Dniepr, è impegnato dal 17 ottobre al 28 novembre in un'articolata manovra offensiva per la conquista del bacino del Donetz, della città di Stalino (precedendovi i tedeschi!) e per l'occupazione di Nikitowa e Rikovo. Lo stendardo viene decorato della M.B.V.M.. Ma sta per giungere per il Reggimento, al comando del Col. Alessandro Bettoni Cazzago, l'ora più gloriosa, quella che sogna ogni cavaliere: caricare a cavallo con lo stendardo al vento! Dal 18 luglio al 30 agosto 1942 il Savoia è impegnato in una vasta operazione per la prima battaglia difensiva del Don contro potenti e ben armate fanterie russe: attacchi, contrattacchi, ricognizioni, esplorazioni e infine il 24 agosto "come in un'esercitazione di piazza d'armi" (scriverà il Maresciallo d'Italia Giovanni Messe), gli squadroni si lanciano in ben quattro cariche contro il nemico costringendolo alla ritirata. L’operazione vale la concessione della M.O.V.M allo stendardo. La massima decorazione viene concessa anche alla memoria al capitano Silvano Abba, comandante del 3° squadrone, e La battaglia di Palestro Palestro L a fine del'600 vede i Duchi di Savoia, maturata definitivamente un secolo prima l'"opzione" italiana, impegnati quasi allo stremo per sottrarsi all'influenza della potentissima Francia di Luigi XIV. In tale ambito senza sosta furono gli sforzi per consolidare un'armata "nazionale", che potesse contare anche su validi reparti a cavallo, rilevatisi decisivi nei successivi conflitti. È il 23 luglio 1692 quando il conte Gian Michele De Rossi di Piossasco e di None, per ordine di Vittorio Amedeo II, costituisce, con nove compagnie di 50 cavalli, il reggimento detto “Savoia Cavalleria" che, assieme ai reggimenti "Dragoni di S.A.R.", "Dragoni del Gènèveis" e "Dragoni di Piemonte", formano l'arma a cavallo del Ducato. La guerra di successione spagnola vedrà il "Savoia", distintosi già a Marsaglia, a Chiari e a Luzzara, ricoprirsi di gloria nella battaglia del 7 settembre 1707, quando sotto le mura di Torino, Vittorio Amedeo II, con il cugino Eugenio, battono l'esercito franco-spagnolo: a quella memorabile data risalgono due tradizioni ancora vive del reggimento: l'uso della cravatta rossa e il motto "Savoye bonne nouvelles" (1). Il reggimento, che ha dato prova di eccezionale ardimento per tutte le altre guerre del'700, sciolto durante l'occupazione napoleonica, risorge nel 1814 in Venaria Reale con il nome di "Reggimento di Savoia Cavalleria". La prima guerra di indipendenza, mutati gli storici stendardi (formati da un drappo di ridotte dimensioni recante la bianca croce su campo rosso) con quelli tricolori, lo vedrà combattere a Pastrengo il 29 e 30 aprile, a Santa Lucia il 6 maggio, a Goito e Sommacampagna (dove il 24 luglio viene sottratta al nemico la bandiera del reggimento dell'arciduca Ernesto d'Asburgo) e il 26 e 27 a Volta. Se limitato, ma incisivo, sarà il suo contributo nel 1859, nella giornata non fortunata del 24 giugno 1866 a Custoza il "Savoia" caricherà con successo due reggimenti di Ulani costringendoli a ritirarsi. La Grande Guerra, che imposta i combattimenti sull'infernale trinomio "mitragliatrice, trincea e reticolato", 34 IL NASTRO AZZURRO LE DECORAZIONI AL VALOR MILITARE ALLO STENDARDO DEL REGGIMENTO Medaglia di Bronzo al Valor Militare "Nella battaglia della riscossa (ottobre - novembre 1918), mentre il grosso dell'Esercito combatteva sul Tagliamento, reparti del Reggimento entravano in Udine, ancora occupata da forze avversarie, portandole il primo annunzio della liberazione. Udine - Val Natisone 1-4 nov. 1918. Medaglia di Bronzo al Valor Militare "Durante un lungo ciclo di operazioni di guerra, anche nelle situazioni più aspre per insidiosità di ambiente ed avversità logistiche e di clima, con la fierezza del suo antico Nome, ha fatto sventolare vittorioso il suo vecchio Stendardo, imponendo ovunque al nemico la sua aggressività e il suo coraggio. Dopo aver inseguito alle reni per 250 km forti retroguardie avversarie, dava nuova prova della sua abilità ed irruenza nell'occupazione di importante capoluogo minerario fortemente difeso dagli avversari. Fronte russo agosto 1941-maggio 1942. M.O.V.M allo stendardo "…divampata repentinamente la battaglia contro il nemico che, con la potenza del numero di mezzi, irrompeva bramoso sulla riva meridionale del Don, piombava con fulminea destrezza sulle colonne avversarie delle quali domava più volte la pervicacia, sventandone le insidie e contribuendo, con rara perizia e maschia temerarietà allo sviluppo efficace della manovra di arresto. Affrontato all'improvviso da due battaglioni avversari durante rischiosa e profonda esplorazione, ne conteneva l'urto con la valentia dei reparti appiedati e, avventandosi in arcioni sul fianco degli aggressori, ne annientava la belluina resistenza, restituendo alla lotta, con l'impeto corrusco delle sue cariche vittoriose, il fascino dell'epica cavalleresca ed illustrando il suo nome alla pari dei fasti del Reggimento e delle sue secolari tradizioni. Fronte russo luglio 1942-21-30 agosto 1942. ret" (coniato nel'700 dopo la sua prima soppressione), il 4 novembre 1958 viene ripristinato l'antico e gloriosissimo nome di “Savoia Cavalleria”. Oggi, il reparto è di stanza a Grosseto. Francesco Atanasio (Presidente della Federazione di Siracusa) al Magg. Alberto Litta Modignani, comandante del II gruppo. Verranno concesse altre 54 M.A.V.M. e 23 M.B.V.M.. Bettoni riceverà la croce dell'Ordine Militare di Savoia. Segnato pesantemente dai combattimenti del successivo Natale, il reparto rientrerà in Italia nell'inverno del 1943. Bettoni, alla notizia dell'armistizio, scioglie il reggimento, pone in salvo lo stendardo e si dà alla lotta antinazista fra internamenti e arresti. Nell'aprile del 1945 assumerà il comando militare di Brescia impedendo efferatezze e uccisioni sommarie. Il mutamento istituzionale del 1947 è quanto mai traumatico per gli uomini del "Savoia". Innanzi all'ordine di restituire le bandiere del disciolto Regio Esercito, Bettoni fa pervenire lo stendardo di "Savoia" a Umberto II in Portogallo, con la seguente lettera dell'8 agosto 1946: "Maestà, nel riconsegnare alle Vostre mani lo stendardo affidatomi, cui è legata la vita di un quarto di millennio del Reggimento che porta il nome della Vostra Casa, che conobbe le glorie dell'antico Piemonte, delle guerre di indipendenza d'Italia e le travolgenti cariche nelle steppe russe, io, ultimo Colonnello Comandante di Savoia Cavalleria, sento di compiere, nel più sacro dei riti, il mio dovere supremo. Il vecchio drappo glorioso decorato della Medaglia d'Oro al Valor Militare e di due Medaglie di Bronzo, s'inchina innanzi al Suo Sovrano. Sono presenti tutti i cavalieri di Savoia, i Morti e i Vivi che l'hanno difeso, che, non mai ammainato, l'hanno portato col sacrificio e col sangue alla gloria. Vogliate custodircelo, Maestà. Forse un giorno verrà ch'Esso risventoli al sole". (2). La Repubblica punirà Bettoni con l'allontanamento dal servizio attivo. L’ufficiale, ripresa l'attività sportiva accanto all'adorata consorte, la cugina Maria Bettoni (infermiera volontaria della C.R.I. sul fronte orientale), mentre si apprestava a partecipare al concorso ippico di piazza di Siena, si spegnerà a Roma il 28 aprile 1951, compianto da tutti i cavalieri d'Italia. Il reparto viene ricostituito il 15 ottobre 1946 a Milano quale gruppo esplorante "3° Cavalieri", che nel 1947 assumerà la denominazione di "Gruppo di Cavalleria Blindata Gorizia" e nel 1950 quella di 3 Reggimento Cavalleria Blindata "Gorizia". Ma, quasi auspicato dal secondo motto storico del reparto "Secta et ligata reflo- (1) Fu infatti un cavaliere di Savoia a portare la notizia dell'arrivo del Principe Eugenio a Vittorio Amedeo II, nonostante fosse stato ferito da un fendente nemico alla gola tingendo così di sangue la cravatta bianca dell'uniforme. Alla sua vista il Duca, intuita la buona notizia, esultò con la frase assunta a motto. In onore dell'eroico cavaliere si dispose che il reggimento avrebbe portato una cravatta rossa. (2) Umberto II terrà sempre assai caro l'antico e glorioso vessillo, assieme a quelli dei reggimenti di cavalleria "Piemonte Reale", "Genova", "Saluzzo", "Alessandria", a due bandiere dei Granatieri di Sardegna e al guidone del 35° Corpo d'Armata, tutti a Lui riconsegnati nel 1946 e che, in segno di pacificazione, destinò alla sua morte al Vittoriano. L’odier no a 35 “Savoia Cavalleria” in parata via dei Fori Imperiali IL NASTRO AZZURRO L’ A E R O N A U T I C A SI DI RIPROPONE LA VERSIONE INTEGRALE DI QUESTO ARTICOLO, REDATTO DAL PRESIDENTE DELLA FEDERAZIONE CAGLIARI, E PUBBLICATO SOLO IN PARTE SUL NUMERO 1/2010, ATTRIBUENDONE ERRONEAMENTE IL TESTO AD ITALO BALBO. SIAMO CERTI CHE PROPRIO LA PARTE NON PUBBLICATA È LA PIÙ INTERESSANTE ne marittima lontana! Essa non ha l’onore di essere citata nei bollettini di guerra: opera in silenzio, incrocia nel Mediterraneo per lunghissime ore alla ricerca del nemico; al suo occhio scrutatore nulla sfugge; paralizza i movimenti delle navi avversarie e dei suoi convogli scortati, permettendo agli aerosiluranti di disperderle o colpirle duramente. Nessuna alea arresta questi aviatori: burrasche, temporali, cattiva visibilità. Vola sempre, infaticabilmente, verso i settori assegnati: “rigide sentinelle del mare che fu nostro e sarà nostro!” Ecco l’Aeronautica! Come appartenente alla ricognizione Marittima, mi permetto di documentare un normale volo del reparto. È appena l’alba, l’ordine di decollare è giunto improvvisamente. Bastano pochi secondi perché sull’idrovolante, già pronto alla fonda, prenda posto l’equipaggio. Qualche parola scambiata fra il motorista ed il pilota: contatto! ed il motore quasi mosso da una mano invisibile, si avvia dolcemente. L’elica frulla sempre più veloce; si raggiunge la linea di volo. È in questo momento che il motore appare in tutta la sua formidabile potenza. L’idrovolante, guidato con mano sicura dal pilota, scivola sempre più rapidamente sulle acque azzurre della rada; caracolla come un cavallo imbizzarrito ma infine, raggiunta la velocità di involo, si stacca avventandosi nello spazio come una grande aquila che lascia il proprio nido per lanciarsi sulla preda. Parole concitate fra l’osservatore e il pilota poi, decisamente, l’aereo punta la prua verso gli obiettivi assegnatigli per la ricognizione: piccole nuvole bianche coronano l’immensità del cielo mentre la costa si allontana sempre più. Ben presto, la dove prima appariva la terra, non rimane che una striscia rossastra. Il mare, leggermente increspato, qui e la chiazzato da schiuma bianca, è completamente deserto. Nessuna nave viaggia oggi in questo mare Mediterraneo del quale gli inglesi dicevano di essere padroni perché in possesso dei suoi accessi. Passano ancora alcune ore, il cielo da terso comincia ad apparire coperto di nuvoloni neri, qualche burrasca è vicina. Infatti, come previsto, una muraglia di nubi ci sbarra il passo fin quasi il livello del mare. Per continuare la missione esplorativa, si deve assolutamente forare lo strato di nubi. Il pilota si accinge abilmente alla manovra. Ci troviamo completamente coinvolti dal temporale. I lampi squarciano l’oscurità completa che ci circonda mentre l’aereo pare non abbia più sostenimento. Sballottati in giù di circa quindici metri, viene prontamente rimesso in assetto di volo, si impenna ancora, sembra un toro inferocito. Il motore però ci rassicura, col suo perfetto ronzio. Niente paura! Avanti a tutta manetta! Ancora pochi minuti di ballo infernale, lotta disperata contro l’imperversare degli elementi, ed infine il cielo ritorna a farsi chiaro, la calma è finalmente completa. Anche questa volta l’uomo e la macchina hanno trionfato. Un convoglio nemico, scortato da navi da guerra, è avvistato. Non si è osato invano: il nemico ha cercato di approfittare delle cattive condizioni meteorologiche per sfuggire all’occhio vigile della nostra ricognizione. Fra poco i nostri bombardieri ed aerosiluranti, informati della posizione, rotta e velocità della formazione navale nemica a mezzo della radio di bordo, giungeranno in zona, martellandoli fino alla totale loro distruzione. La missione è stata felicemente compiuta! Il Cant.Z 501 era uno degli idrovolanti impiegati per la Ricognizione Marittima Lontana N el momento attuale tutte le aviazioni belligeranti gareggiano in una lotta che deciderà le sorti di questo grande conflitto. Questa modernissima arma del cielo da sola o in collaborazione con forze terrestri o navali ha dimostrato in Africa orientale, in Spagna e nella grande vittoria riportata dai tedeschi in Polonia di poter portare decisivo sviluppo a tutte le guerre. La rapida conquista del cielo polacco ha permesso la rapida occupazione del territorio avversario, tanto eroicamente difeso dal suo esercito. In Norvegia, invece, ha supplito alla inferiorità della flotta tedesca su quella inglese, permettendo il più grande sbarco navale che la storia ricordi. L’aviazione, già in possesso delle maggiori basi aeree del paese nordico, ha martellato incessantemente le forze navali alleate, tendendo a tagliare le vie di rifornimento delle truppe sbarcate e annullando così pienamente la superiorità navale sulla quale il regno unito contava per poter battere il nostro grande alleato. Poi, gli sbarchi aerei hanno costantemente rinsanguato l’ormai famoso manipolo di eroi di Narvik, permettendo di tenere in saldo possesso la città, in attesa che il grosso delle truppe da sud, operasse il congiungimento per la totale occupazione della Norvegia. Mirabili gesta queste! Resteranno scritte indelebilmente nella storia dell’Arma Azzurra. Il fattore incontrastabile di una vittoria è quindi basato sull’aeronautica e, soprattutto, sulla superiorità qualitativa e quantitativa sull’avversario, in modo da ottenere l’assoluto dominio del cielo. L’aviazione italiana, schieratasi accanto a quella tedesca, dopo otto mesi di guerra, ha sconvolto il sistema difensivo ed offensivo franco inglese, affrettando la capitolazione della Francia, costringendo l’Inghilterra allo sminuzzamento della sua flotta, obbligandola a rintanarsi nelle basi del Mediterraneo, continuamente bombardate dalle nostre forze aeree. Esse si sono prodigate, instancabilmente, in azioni molto spesso temerarie, distinguendosi in abnegazione ed eroismo. Ritornano spesso con feriti a bordo, i loro aerei crivellati di colpi, ma i loro cuori gioiscono contenti di avere beffato gli inglesi, di avere impedito ad essi di riorganizzarsi per infierire contro la popolazione civile con i loro disordinati bombardamenti. Questa è l’Aeronautica, le cui azioni risultano nei bollettini del Quartiere Generale, portando il loro eroismo alla luce del sole. Però, un’altra aeronautica vive nell’ombra: la ricognizio- dal Diario di guerra del Cav. Uff. OMRI Antonio Di Girolamo (Presidente della Federazione di Cagliari) 36 IL NASTRO AZZURRO LA FEDERAZIONE DI ROVIGO PRESENTA UNA PUBBLICAZIONE INFORMATIVA SUL NASTRO AZZURRO L a Federazione di Rovigo dell’Istituto del Nastro Azzurro ha presentato un semplice compendio che racchiude tutte le informazioni utili per chiunque voglia conoscere in breve cos’è e cosa fa il nostro Istituto. L’iniziativa è stata ideata e realizzata personalmente dal Presidente della Federazione di Rovigo, geom. Graziano Maron, il quale si è avvalso di varie fonti e informazioni ufficiali presenti negli archivi e sul sito istituzionale del Nastro Azzurro, condensandole in una pubblicazione davvero utile nella sua semplicità e immediatezza. L’Istituto del Nastro Azzurro sta compiendo uno sforzo notevole per coinvolgere nuovi soci in un periodo nel quale i Decorati al Valor Militare sono sempre meno numerosi. Allo scopo di superare il vincolo numerico posto da tale categoria di cittadini, è stata inserita la qualifica di “socio simpatizzante”, cioè di persona che, pur non essendo né Decorata al Valor Militare, né consorte o discendente di Decorato, condivide i principi fondamentali ai quali si richiama l’Istituto del Nastro Azzurro. Ma questa categoria di soci ha la necessità di conoscere rapidamente l’Istituto, la sua storia, i suoi compiti e i suoi scopi e pubblicazioni come quella della Federazione di Rovigo, sono essenziali a tale fine. La Presidenza Nazionale si complimenta con la Federazione di Rovigo e col suo Presidente. TESTO DELL’INTRODUZIONE Da quando nel 2005, in seguito alle modifiche statutarie apportate al Congresso Nazionale dell 'Istituto del Nastro Azzurro, tenutosi a Caserta nel 2003, ho assunto anche la Presidenza della Federazione Provinciale di Rovigo, ho constatato, con profonda amarezza, come, non solo la Storia dell 'Istituto del Nastro Azzurro sia sconosciuta ai più, ma poche persone sappiano chi e cosa esso rappresenti. Per tentare di ovviare a ciò ho cercato con questa mia modesta e succinta pubblicazione, di rendere nota la nostra gloriosa storia dalla prima fondazione a quella più recente. Divulgare la storia e gli scopi dell'Istituto del Nastro Azzurro è un dovere morale che, in quanto cittadino italiano, ho sentito verso tutti coloro che con il loro sacrificio difesero e difendono la Patria: ITALIA. Auspico che questo mio libro, che va ad aggiungersi all’”Albo Eroico della Provincia di Rovigo", presentato ai lettori il 28 Maggio 2008 a Rovigo, possa servire per migliorare e divulgare la conoscenza dell'Istituto del Nastro Azzurro. La Prefazione più idonea allo spirito di questo libro è rappresentata dall'Inno d’Italia e da una poesia dedicata alla nostra Bandiera. Il Presidente della Federazione Provinciale di Rovigo dell'Istituto del Nastro Azzurro Graziano Maron 37 IL NASTRO AZZURRO POTENZIAMENTO GIORNALE - FONDAZIONE DELLA COMUNITA’ BRESCIANA – Brescia - Cap. Nicola FALCONI – Venezia – “in ricordo del Cav.Vitt.Veneto Odoardo Falconi, combattente I e II G.M.” - Istituto “MAFFEO VEGIO” – Lodi – “in onore e memoria del Capitano Giuseppe Coci” - Sig. Alberto COVA – Faenza (RA) - Sig.ra Matilde RUSSO GENOVESE – Torre Annunziata (NA) - Sig. Giuseppe LIGRESTI – Abbiategrasso (MI) - Gen.C.A. Franco PESCATORI – Roma - Dott. Comm. Cesare MONTI – Roma - Sig.ra Maria Luisa PETRUCCI – Roma – “ricordando i mariti ù, Cap.1° Rgt. G. i Sardegna Savini Dr. Cesare, nel 39° anniversario (24-5) ed il Ten.Gen. Marcello Favretto nel 5° Anniversario (29-6)” - Sig. Valter CAINERO – Caserta - Sig.ra Alessandra CAINERO – Caserta - Azzurro Salvatore MUTO – Lago (CS) - Sig. Antonio PANCOT – Tarzo (TV) - Sig.ra Ulrica FERRETTI MONACO – Roma - Prof. Wanda PALMIERI DELIPERI – Cagliari - Avv. Federico Filippo ORIANA – Genova - Sig.ra Maria Luisa SUPPO CORRADI - Trento - Sig.ra Stefania ARROSTUTO – Cefalù (PA) - Gen. Giulio MAININI – Verugno (NO) - Sig. Francesco CARPANETO – Mignanego (GE) - Sig. Aldo BOVE – Nardò (LE) - ACCADEMIA NAVALE – Livorno - Sig. Lelio CACCIARI – Refrontolo (TV) - Sig.ra Costanza RIGUTTO – Arba (PN) - Sig. Federico NARDI – Roccantica (RI) - Sig.ra Elisa NARDI – Andora (SV) - Sig.ra Dora TOMASELLI – Genova - Sig.ra Ida BALDOCCI – Vicchio – M.llo (FI) – “in ricordo di Ciriaco Innocenti” - Sig.ra Carla CHIRI – Piossasco (TO) - Sig. Luigi ZANIN – Galliate (NO) - Sig.ra Maria DI SALVIO – Roma - Ren.Cpl.Ftr. Dott. Cav.Uff. Pietro INDIRLI - Roma - Sig.ra Vincenza MAIORANA – Castelbuono (PA) - A.N.C.R. – Sezione di Breno (BS) - A.N.C.R. – Sezione di Senigallia (AN) - Sig. Salvatore PICCIONE – Treviso - Sig. Giovanni CIMOLAI – Pordenone - Sig.ra Luciangela FIORI – Cheremule (SS) - Sig. Domenico FARIDONE – Lerici (SP) - Sig. Giovanni SPERNANZONI – Ciampino (RM) - Sig. Gianfranco MARIANI – Orvieto - Ten. Alberto BECCI – Belluno - Sig. Luigi JOSIPOVIC VIJEKOSLAV - Umbertide (PG) - Cap. Mag. f. (a) Giovanni VINCI - Imola (BO) - Sig. Luigi REBUSCINI – Melzo (MI) - Sig.ra Giuliana MERATI – Bergamo - Sig. Romildo SANDRI – Roma - Sig.ra Maria Luisa FILOSA FAZIO – Como - Sig.ra Maria Giovanna CHINAGLIA – Roma - Sig.ra Emilia SUNDER GIANNINI - Biella - Sig.ra Maria SACHS – Roma - Sig. Rino CAVALIERI – Comacchio (FE) - Sig.ra Francesca DAGHETTI PIACENTINI - Dott. Salvatore COMIS – Catania - S.Tel.f. Aldo ANZEVINO – Arienzo (CE) - Sig. Massimiliano BARRIERI – Lucca - Azzurro Vittorio LODI – Casali di Mentana (RM) - Sig.ra Ivonne MALUGANI BULDRINI – Sanremo (IM) – “in memoria di Cesare Buldrini, sommergibilista” - Sig.ra Giuseppina INGRAO - Pavia - Sig.ra Carla INGRAO - Pavia 500.00 € € € € € € € 300.00 170.00 100.00 50.00 50.00 50.00 36,00 € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € € 30,00 30.00 30.00 30.00 30.00 30.00 30.00 30.00 30.00 30.00 30.00 30.00 30.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 25.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 € € € € € € € € € € € € € 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 20.00 15.00 15.00 12.00 € € € 10.00 10.00 10.00 La Presidenza Nazionale e la Direzione de ‘Il Nastro Azzurro” ringraziano per la generosità dei contributi versati. 38 € IL NASTRO AZZURRO AZZURRI CHE SI FANNO ONORE L 'Ardito tenente degli Alpini Giuseppe Cigliana è "Commendatore al Merito della Repubblica Italiana". lI Presidente della Repubblica, on. sen. Giorgio Napolitano, dopo la Stella al Merito del Lavoro concessa a Giuseppe Cigliana 1° maggio 2008, gli ha conferito, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, l'Onorificenza di Commendatore dell'Ordine "AI merito della Repubblica Italiana", con proprio decreto del 27.11.2009. L'Istituto del Nastro Azzurro esprime all'Azzurro Giuseppe Cigliana le più vive congratulazioni. S abato 4 luglio 2009, nella splendida sede della Casa dell'Aviatore in Roma, il Cavaliere al Merito della Repubblica Bruno Lazzarotto è stato insignito del dottorato in "Scienze Ingegneristiche" dalla prestigiosa Jean Monnet Universitè Europeenne A. L. S. B. L. di Bruxelles. I suoi meriti acquisiti in una vita di costante impegno, fruttuoso lavoro, pregevoli realizzazioni sono stati illustrati dal Rev.mo Mons. Padre Bruno Lima. Mentre le alte virtù morali, umane e di italianità sono state rivissute in una commovente e spontanea dedica dalla figlia dott.ssa Dora a nome di tutta la famiglia. Il diploma è stato consegnato durante una suggestiva cerimonia dall'Ecc.mo dott. Prof. Lino Mungari di Capocolonna, delegato per l'Italia dell'Università Jean Monnet. Grande riconoscenza per la squisita sensibilità dimostrata va: - al dott. Gabriele Marrone ed al dott. Prof. Natale Santucci - rispettivamente Direttore Didattico e Rettore della prestigiosa Ruggero University e ai membri del Senato Accademico; - al dott. Vincenzo Cortese, Marchese di Villa San Giorgio, ed al dott. Riccardo Giordani, Duca di Willemburg, rispettivamente Segretario Generale e Gran Cerimoniere della Norman Academy; - al Rev.mo Mons. Gino Di Ciocco, eccellentissimo Patrono Spirituale. Al M.C. Maurizio Cancelli va un gran riconoscimento per l'organizzazione perfetta e l'alto prestigio di tutta la manifestazione in una cordialissima e calorosa atmosfera. L 'Amministrazione Comunale di Foggia, ha ritenuto dedicare ed intestare n° 23 strade cittadine a decorati al Valor Militare della Capitanata, rilevando i nominativi dall'"Albo" edito dalla Federazione. Mi piace ricordare che tra i 23 figura Luigi Pilotti, abruzzese di nascita, ma vissuto sempre a Foggia, ove ha trovato l'anima gemella nella Signora Clementina D'Agostino. Era della classe 1913 ed è deceduto a Foggia nell'anno 1994. Il Pilotti, assertore dell'amore per la Patria e la famiglia, si arruolò nell'Arma Aeronautica con tanta passione e dedizione. I voli erano diventati la sua Patria e gli aerei il suo luogo di lavoro. Viaggiò in tutto il mondo e nel secondo conflitto mondiale seppe distinguersi effettuando oltre 400 ore di volo bellico, ponendosi sempre in evidenza per la sua serietà, la sua preparazione, la sua capacità e per le sue belle doti di combattente, tanto da meritarsi una Medaglia d'Argento al Valor Militare. T.Col. Giovanni Battista Corvino (Presidente della federazione di Foggia) MOTIVAZIONE DELLA MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE A LUIGI PILOTTI "Specializzato marconista di bordo, capo del servizio radiotelegrafico di sezione, in numerose azioni belliche condotte a grande raggio e nelle operazioni di polizia coloniale, per oltre 400 ore di volo bellico, poneva costantemente in evidenza le sue belle doti di combattente valoroso, ardito ed entusiasta. Durante un'azione di bombardamento e spezzonamento a bassa quota nel cielo di Agresalam, avendo avuto l'apparecchio duramente colpito dalla reazione nemica, conscio delle gravi avarie che minacciavano la stabilità del velivolo, fermo al suo posto di responsabilità e di sacrificio, con precisione somma manteneva costantemente il contatto tra l'aereo pericolante e la base di arrivo. In Dancalia sul Garamullata ed in altre località, svolgeva sempre magistralmente la propria missione e coadiuvava nel bombardare e mitragliare il nemico dalle quote più basse, confermando le sue doti di coraggio, calma e cosciente sprezzo del pericolo, già precedentemente dimostrate." Cielo dell'Impero, giugno 1936-agosto 1937 L o scorso 6 marzo 2010, la Norman Academy, prestigiosa organizzazione culturale e di servizio internazionale, ha conferito l'onorificenza di "Cavaliere Accademico" al generale Antonio Daniele, direttore responsabile di questa rivista, per gli "… alti meriti acquisiti nel campo della solidarietà ...". L'evento si è svolto alla Casa dell'Aviatore in Roma nell'ambito dell'Assemblea semestrale della Norman Academy durante la quale è stato approfondito il tema delle "Attività comuni col Rotary International" a fini filantropici. L’onorificenza, che va ad aggiungersi alle altre delle quali già si fregia, è stata conferita al generale Daniele dal Segretario Generale della Norman Academy, dott. Vincenzo Cortese, Marchese di Villa San Giorgio. 39 IL NASTRO AZZURRO CRONACHE DELLE FEDERAZIONI Provincia prof.ssa Ilaria Rita Rossa, che ha tenuto l'orazione ufficiale, il Sindaco di Serralunga Architetto Giancarlo Berto, il Sindaco di Casale Monferrato, Dottor Giorgio De Mezzi, il fratello della M.O. Cav. Andino Bizzarro con la famiglia, le Associazioni Combattentistiche, d'Arma, Partigiane e di Categoria e molti cittadini. Dopo la S. Messa di suffragio e la commemorazione solenne, i convenuti si sono recati presso la lapide murata per la resa degli onori alla M.O. e la deposizione delle corone. Il Sindaco di Serralunga ha concluso la manifestazione ricevendo i Familiari della M.O. e i convenuti presso la proloco; ALESSANDRIA Nel bimestre, la Federazione Provinciale di Alessandria ci ha comunicato la partecipazione ai seguenti eventi e cerimonie: – Sabato 30 Gennio u.s., ha avuto luogo la prima delle sei "Cerimonie del Ricordo" in onore delle più significative ed emblematiche figure del valore e dell' eroismo dei cittadini della Provincia, dedicata alla Medaglia d'Oro al V.M. capitano e partigiano Combattente Bruno PASINO. Hanno patrocinato l’evento i Comuni di Solero e di Alessandria, rispettivamente luogo di nascita e dell'eccidio della MOVM, e la Provincia, anch'essa Decorata di M.O. La Fondazione Cassa di Risparmio locale e l'Amministrazione provinciale hanno contribuito alla organizzazione. Erano presenti la vedova, signora Rosa, e i due figli, Vincenzo e Mario con le rispettive famiglie, nonché il Prefetto di Alessandria Dottor Paolo Castaldo, la vice Presidente della Provincia, Dott.ssa Rita Rossa, e i Sindaci di Alessandria Dottor Piercarlo Fabbio e di Solero Dott.ssa M. Teresa Guaschino. Hanno inoltre partecipato le 23 Associazioni del Comitato di Intesa della Città di Alessandria le Autorità militari, civili e la CRI. La cerimonia ha avuto inizio presso la Sala Consiliare di Alessandria. dove il Sindaco ha tenuto la commemorazione solenne. Gli onori alla M.O. sono stati resi presso il monumento a lui eretto sul luogo dell'eccidio (Casalbagliano, 30 gennaio 1945). Poi, presso la sede comunale di Solero, il Sindaco, alla presenza del corpo insegnanti e degli studenti della Scuola Media Statale "Galileo Ferraris”, ha ricevuto i convenuti ed ha inaugurato la mostra preparata dagli studenti, sei dei quali hanno letto parte delle loro riflessioni svolte nell’ambito del Concorso sul tema "Dall'Unità d'Italia ai nostri giorni", ottenendo il premio personale in palio. Alla Scuola (tre Classi) è stata concessa la Borsa di Studio collettiva "Decorati al Valor Militare" offerta dalla Federazione. Dopo il saluto del Sindaco e l’allocuzione del Presidente della Federazione, ha concluso la Vice Presidente della Provincia. L’epilogo dell’evento nella chiesa parrocchiale con la S. Messa in suffragio della M.O. Pasino; Serralunga (AL) - “Cerimonia del Ricordo” per l’av. MOVM Arduino Bizzarro – Venerdì 26 febbraio 2010, in onore della M.O.V.M. capitano di fanteria Giuseppe Ferraris, caduto in terra croata il 16 Febbraio 1943 con i soldati della sua Compagnia, alla difesa di un caposaldo. La "Cerimonia" si è tenuta a Quargnento (AL), comune dove è nato l'Ufficiale, con la partecipazione attiva degli Alunni della Scuola Primaria locale, protagonisti del]a manifestazione. Hanno infatti ricordato in una Mostra-Concorso l'Ufficiale, i suoi soldati e presentato disegni e commenti sulla "Costituzione italiana: i doveri e i diritti dei cittadini". A loro sono stati consegnati piccoli premi individuali e alla Scuola una Borsa dI Studio collettiva. Sono intervenuti il Presidente della Provincia, Dottor Paolo Filippi, che ha tenuto l'orazione ufficiale, il rappresentante della Regione Piemonte Daniele Borioi, il Consigliere Signor Ugo Cavallera, il rappresentante della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, Prof. Andrea Foco, il Dottor Dario Fornaro nipote della M.O. con i familiari, il corpo insegnante della Scuola Primaria, le Associazioni Combattentistiche, d'Arma, Partigiane e di Categoria e numerosi cittadini. Dopo la solenne commemorazione nell'Aula Consiliare Solero (AL) - “Cerimonia del Ricordo” per il cap. MOVM Bruno Pasino – nell’ambito delle "Cerimonie del Ricordo", organizzate col patrocinio della Provincia di Alessandria Decorata di Medaglia d'Oro al Valor Militare, dei Comuni interessati e col contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, domenica 14 Febbraio 2010, la Federazione ha svolto la manifestazione in onore della M.O.V.M. aviere e partigiano Combattente Arduino Bizzarro, trucidato in località Madonnina di Crea (AL) il 16 Febbraio 1945: Presenti la Vice Presidente della Quargnento (AL) - “Cerimonia del Ricordo” per il cap. MOVM Giuseppe Ferraris 40 IL NASTRO AZZURRO – del Comune e l'originale intervento degli alunni, i convenuti si sono recati, in corteo, presso il cippo che ricorda l'Eroe per la resa degli onori, la deposizione di corona e fiori (da parte della Scuola) e la S. Messa nella Basilica minore di San Dalmazzo, chiesa parrocchiale del capoluogo. Il sindaco Benzi ha ricevuto i convenuti in Municipio per un saluto e augurio, al termine della manifestazione; Sabato 20 Marzo 2010 è stata celebrata la quarta "Cerimonia del Ricordo", organizzata e diretta dalla stessa Federazione e col patrocinio della Provincia e del Comune di Villalvernia in onore del Maggior Generale Giuseppe Luigi Passalacqua, Marchese di Villalvernia, prima Medaglia d'Oro al Valor Militare delle Guerre d'Indirendenza, Caduto alla testa della Brigata Piemonte nella battaglia della Bicocca (Novara) il 23 marzo 1849. L'Ufficiale ha voluto essere sepolto nella chiesetta del suo castello in Villavernia oggi Sacrario dei Decorati al Valor Militare della Provincia. Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, il Vice Prefetto Dottor Vito Cusumano, il Presidente della Provincia dottor Paolo Filippi, i Sindaci di Sardigliano e di Cassano Spinola, le Associazioni Combattentisti-che e d'Arma di Alessandria, Novi Ligure e Tortona, il Gonfalone della Provincia Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare e quello di Villavernia Decorato di Medaglia d'Argento al Valor Civile per le 109 vittime del bombardamento aereo del 1° dicembre 1944, su una popolazione di circa 1000 abitanti. Dopo la solenne manifestazione nella Sala Comunale, con gli interventi delle autorità e l'orazione ufficiale del Presidente della Provincia, la cerimonia è proseguita con la resa degli onori al Generale Passalacqua e a tutti i Caduti del paese per i quali il parroco ha celebrato la S. Messa di suffragio, presso il Sacrario. A conclusione, il Sindaco di Villalvernia, Giampaolo Pepe, ha ricevuto e salutato i convenuti. – – – – – – – – – – – – – – – Villaverla (AL) -”Cerimonia del Ricordo” per il gen. MOVM Giuseppe Luigi Passalacqua – – ASCOLI PICENO La Federazione Provinciale di Ascoli Piceno ha diffuso il resoconto delle attività sociali del 2009: – 5/1: S. Messa, con la partecipazione di numerosi Azzurri, in ricordo del Presidente Provinciale Maresciallo Maggiore Alessandro Puca deceduto nel 2004; – 20/1: "Musica e Solidarietà" concerto, promotori il Nastro Azzurro l'Amministrazione Comunale di Ascoli Piceno, in favore delle varie Associazioni; – 27/1: Nel salone Degli Arazzi della Prefettura di Ascoli Piceno, consegna Medaglie D'Onore ai defunti dei lager Nazisti. Tra le Associazioni è stato invitato solo il "Nastro Azzurro"; – 15/2: Nella sala della Ragione del Comune di Ascoli Piceno, incontro con i rappresentanti dei vari partiti politici; – 20/2: Presso la Caserma "Clementi" di Ascoli Piceno, "Giuramento" di 600 soldatesse. Il "Nastro Azzurro" ha – aperto la Parata sul Presentat-Arm del Reggimento; 28/2: Nella sala della Ragione del Comune di Ascoli Piceno incontro-conferenza del Magistrato Ferdinando Imposimato sul tema "Aldo Moro" e presentazione del suo libro "doveva morire". Il nostro Presidente Cav. Franco Bruno Crucioli ha posto alcune domande al Magistrato; 6/3: Nella sala Della Ragione del Comune di Ascoli Piceno presentazione del libro "Una donna per soldato". Diario di una Tenente italiana in Libano. Di Marina Catena; il nostro Presidente si è intrattenuto con la Tenente ricevendo un suo libro con dedica; 2/4: Precetto Militare Pasquale presso la Cattedrale di Ascoli Piceno; 8/4: Presso la Caserma "Clementi" di Ascoli Piceno "Giuramento" di 400 soldatesse con il "Nastro Azzurro" in parata in prima posizione; 6/5: nel salone della Camera di Commercio di Ascoli Piceno, incontro con il Ministro On. Meloni; 6/5: Il "Nastro Azzurro" con il suo Presidente viene ricevuto dal nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri Tenente Colonnello Alessandro Patrizio, al quale viene consegnato un nostro Labaretto; 22/5: Nel salone della Camera di Commercio incontro con il Ministro Mara Carfagna; 30/5: Presso la Chiesa di San Francesco di Ascoli Piceno, incontro con l'Onorevole Maurizio Gasparri, Deputato in Parlamento; 2/6: Presso la Sala degli Specchi della Prefettura di Ascoli Piceno ricevimento per la Festa della Repubblica. Cordiale colloquio tra il nostro Presidente e il Prefetto; 3/7: In Piazza del Popolo di Ascoli Piceno - Festa Regionale della Polizia Penitenziaria. Il "Nastro Azzurro" viene segnalato dallo speaker e apre la sfilata; 9/7: Presso la Caserma "Clementi" di Ascoli Piceno Giuramento di oltre 400 soldatesse; il "Nastro Azzurro annunciato dallo speaker sfila in prima posizione; 12/10: Il nostro Presidente viene ricevuto dal nuovo Questore Dott. Fiore al quale viene consegnato un nostro Labaretto; 23/10: Presso la Caserma "Clementi" di Ascoli Piceno il Giuramento di circa 400 soldatesse. All'entrata in caserma un picchetto ha reso gli onori al "Nastro Azzurro" che poi ha sfilato in prima posizione; 28/10: Il Presidente è stato ricevuto dal nuovo Prefetto al quale ha consegnato un nostro Labaretto; 2/11: Presso il cimitero di Ascoli Piceno "Commemorazione Caduti in Guerra" deposizione corona; 4/11: Festa dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. In Piazza Roma un picchetto "interforze" ha reso gli onori al Labaro del "Nastro Azzurro"; 13/11: Presso la Caserma "Clementi" di Ascoli Piceno "Cambio di Comandante" con la consegna della Bandiera di Guerra del 235° Reggimento Piceno al nuovo Comandante Ciro Annichiarico, con il quale in nostro Presidente si è intrattenuto a fine cerimonia; 27/11: Organizzata dalla Federazione Provinciale, viene celebrata la giornata del "Nastro Azzurro" con Messa alla presenza della Massime Autorità Civili e Militari e di numerosi Azzurri. AVELLINO Lo scorso 19 dicembre si è svolta, a cura della sezione "Caudina" di Rotondi dell'Associazione Arma Aeronautica, la solenne celebrazione religiosa in onore della Madonna di Loreto, patrona dell'Aeronautica Militare italiana in concomitanza con la giornata regionale di solidarietà "Dona il sangue, dona la speranza". Dopo l'arrivo dei rappresentanti delle varie associazioni d'Arma della Campania e della Fanfara dell'Aeronautica della III^ Regione Aerea di Bari, vi è stata la deposizione di una corona d'alloro al monumento 41 IL NASTRO AZZURRO ai Caduti. Monsignor Angelo Gallo ha poi officiato la Santa Messa nella chiesa della SS. Annunziata, conclusa dalla lettura della preghiera dei Caduti e dalla preghiera dell'aviatore. Prima della benedizione finale della statua della Madonna di Loreto hanno presso la parola il m.llo sc. cav. Luigi Mainolfi, presidente della sezione "Caudina" dell'A. A. A., il Gen. Prof. Domenico Cioffi, direttore dell'Istituto Medico Legale "A.Mosso" di Milano e vice presidente nazionale dell'A. A. A. e il dr. Antonio Izzo, sindaco del comune di Rotondi. Al termine della cerimonia ha avuto luogo lo scambio dei crest: il Commissario della Federazione Provinciale di Avellino dell'Istituto del Nastro Azzurro, Augusto Genovese, ha consegnato il crest del Nastro Azzurro al Gen. Domenico Cioffi, mentre il Generale Cioffi ha consegnato il crest della Sezione Caudina dell'Associazione Arma Aeronautica al Commisario Genovese. – BARI Per celebrare il "Giorno del Ricordo", la Federazione Provinciale di Bari dell'Istituto del Nastro Azzurro, su iniziativa del Presidente Generale Giuseppe Picca, ha organizzato il 6 marzo u.s. alle ore 18,00, presso la propria sede, un incontro sulla tragedia istriana delle foibe e dell'esodo giuliano dalmata con la Delegazione Provinciale di Barletta-AndriaTrani dell'ANVGD. Il Presidente, dopo il saluto alle autorità ed al pubblico presente, ha illustrato brevemente il programma dell’evento ed ha quindi passato la parola al prof. Di Cuonzo che, da anni, dà voce e testimonianza alle atrocità ed alle sofferenze subite dalle popolazioni italiane dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia, infatti, anch’egli esule da Pola ha ricordi dolorosi di sofferenze, brutalità, persecuzioni titine e tedesche, del martirologio religioso, delle uccisioni, del genocidio. L'esodo, che ha sconvolto anche la sua famiglia, è stato, a lungo, rimosso dalla coscienza nazionale italiana, facendo credere che gli esuli fossero tutti nazionalisti o fascisti, negando la comprensione per la loro triste vicenda e chiudendosi freddamente al loro bisogno di accoglienza. Infine l’intervento del dottor Bucci ha ripercorso la storia delle terre giuliano-dalmate dalla preistoria alle varie dominazioni romane, bizantine, veneziane ed austriache, fino a giungere al Regno d'Italia ed alla definitiva usurpazione di quei territori da parte della Jugoslavia, Stato che, peraltro, non esiste più. Interessanti sono state le sue citazioni di grandi nomi attestanti l'italianità di quelle terre: Matteo Imbriani, Nicolò Tommaseo, Vincenzo Cuoco, Benedetto Croce. Alle relazioni è seguita la visione del documentario ANVGD "Esodo - La Memoria Negata" (parte prima), che ha suscitato particolare interesse in sala. A conclusione della manifestazione, il Presidente Picca ha consegnato ai relatori l’Emblema Araldico smaltato su piccolo supporto in onice, il prof. Di Cuonzo, invece, ha fatto dono del suo libro "Nato in Rifugio - la tragedia istriana sconosciuta". l'Assessore dottor Fabio Zotti, il Capogruppo Consiliare dottor Santo Caprizotti, l'Assessore dottor Mauro Cadenelli, il Comandante la locale stazione dei Carabinieri M.llo Giampiero Morbio, il Comandante dei Vigili Urbani Francesco Biasetti, il Vice Comandante Carla Bertoloni. Nell'occasione, il Generale di Corpo d'Armata Luciano Antonio Canu, Presidente della Sezione UNUCI Monterosi Tuscia-sud (VT), ha consegnato ai fratelli Gabusi due importanti onorificenze dell’Ordine al Merito Civile Militense dei Cavalieri di Malta, in riconoscimento delle numerose iniziative che, nell'arco del tempo, li hanno visti animatori e protagonisti; nel pomeriggio dello stesso giorno, si è tenuta una cerimonia in onore dei Fanti, consistita in una breve funzione religiosa seguita da un omaggio ai Caduti presso il monumento ad essi dedicato a Mazzano. I Fanti erano guidati dal Presidente Provinciale, Sig. Giuseppe Feretti e dal Presidente della locale Sezione, Sig. Osvaldo Procuranti. Il tutto si è concluso con un rinfresco ed un applauditissimo concerto della nostra Fanfarina; Brescia - Funzione religiosa in onore dei Fanti Caduti – il 5 ed il 12 marzo, il Vice Direttore del Museo del Nastro Azzurro di Salò, dottor Leonardo Malatesta, ha illustrato, presso la Sala dei Provveditori del Comune, due suoi libri, aventi come argomento la prima guerra mondiale. La presentazione del primo è stata del generale Carlo Maria Magnani mentre quella del secondo era affidata al Prof. Angelo D'Acunto. Erano presenti l'Assessore alla Cultura del Comune di Salò, dottoressa Marina Bonetti e la Direttrice del Museo, dottoressa Annamaria Salvo de Paoli. BRINDISI BRESCIA Nel bimestre, la Federazione Provinciale di Brescia ci ha comunicato la partecipazione ai seguenti eventi e cerimonie: – il 9 febbraio u.s., l'emittente locale “BS 7 Teletutto” ha dedicato una trasmissione al Nastro Azzurro, durante la quale il generale Magnani, il Presidente ed il Vice Presidente della Federazione, hanno illustrato, rispettivamente, gli scopi statutari, la realtà bresciana e le iniziative in progetto; – il 20 febbraio, con il Presidente della Sezione di Molinetto (Bs), Cav. Felice Gabusi e del fratello, Comm. Annibale, si è festeggiato il 50° anniversario della loro attività artigianale. Al pranzo, offerto dai festeggiati, erano presenti: il Presidente Nazionale dell'Istituto del Nastro Azzurro, il Presidente ed il Vice Presidente della Federazione di Brescia, il Sindaco di Mazzano (BS) dottor Maurizio Franzoni, il Vice Sindaco dottor Danilo Agliardi, Brindisi - Cambio consegne tra Vice Comandanti della Forza da Sbarco Si è svolta, presso la Caserma "Carlotto" di Brindisi, sede della Forza da Sbarco, la cerimonia di avvicendamento nell’incarico di Vice Comandante e Direttore del Centro Integrazione Anfibia, tra il Generale Emanuele Sblendorio e il Colonnello i.g.s. dei Lagunari Federico Maria Pellegatti. La 42 IL NASTRO AZZURRO cerimonia è stata presieduta dall'Ammiraglio Eduardo Serra, Comandante della Forza. Oltre alle numerose qualifiche militari, il Colonnello Pellegatti, già Capo di Stato Maggiore del Comando Militare Esercito "Friuli Venezia Giulia" di Trieste, è laureato in Scienze Politiche, in Scienze Strategiche ed ha conseguito i master in "Peacekeeping and Security Studies" all'Università di Roma Tre, in "Scienze Strategiche" all'Università di Torino e in "Metodologie e Tecniche del Negoziato" all'Università di Trieste, inoltre, è giornalista iscritto all'Ordine Nazionale, membro dell'Associazione Lagunari - sezione di Trieste, è figlio di un Ufficiale Generale dell'Esercito Decorato di Medaglia di Bronzo al V.M., pertanto è socio, dal lontano 1970, dell'Istituto del Nastro Azzurro-Federazione di Padova. Tra le prime attività svolte dal Colonnello Pellegatti dopo l'assunzione dell'incarico, infatti, vi è stato un cordiale incontro "informale" con il Vice Presidente del Nastro Azzurro di Brindisi, Cav. CGVM Francesco MELFI. Acrobatica del 4° Stormo che nel 1936 effettua la sua prima esibizione a Budapest. Partecipa alla Guerra di Spagna, consegue quattro abbattimenti ma in una missione di protezione del campo, a causa di un incendio a bordo del suo velivolo, è costretto a lanciarsi con il paracadute, viene fatto prigioniero, passa otto mesi terribili in carcere ed infine è condannato a morte. Si salva dalla fucilazione grazie all’intervento in extremis della Croce Rossa e grazie ad un fortunoso scambio di prigionieri. Nel maggio del 1938 fa parte della Formazione Acrobatica composta da ben 28 CR 32 delle pattuglie del 4°, 1 °,3° e 6° Stormo, comandata dall’allora cap. Remondino e che si esibisce a Furbara in occasione della visita del Cancelliere tedesco. Allo scoppio della seconda Guerra Mondiale viene inviato in Africa, al T2 (Tobruk), ma pochi mesi dopo è costretto a rientrare ed è assegnato alla “Scuola Caccia” di Gorizia fino al termine del conflitto. Dopo la guerra viene richiamato in servizio per istruire a Brindisi ed a Lecce le nuove leve di piloti sul G.59 ed il P-51 “Mustang”. Terminata l’attività di volo come istruttore militare, continua ad addestrare piloti all’Aeroclub di Ronchi e poi di Gorizia. La pensione è un’occasione per tornare alle “origini contadine” e si dedica all’agricoltura, all’orticello della sua casa di Gorizia finché le forze glielo permettono. COSENZA Gorizia - 100° compleanno del m.llo Raffaele Chianese Cosenza - Consegnata la nuova caserma alla Guardia di Finanza Il Labaro della Federazione ha partecipato alla cerimonia per l’inaugurazione della nuova Caserma della Guardia di Finananza. Pubblichiamo questa “cronaca” quando purtroppo è già giunta in redazione la triste notizia della scomparsa del prode m.llo Raffaele Chianese avvenuta il 6 luglio 2010. FOGGIA IMPERIA Il 6 marzo a Foggia è stata inaugurata la nuova sede della sezione dell'Associazione Nazionale Sottufficiali d'Italia (A.N.S.I.), intestata al Serg. Magg. Antonio Mendolicchio, Decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare, Caduto, nel secondo conflitto mondiale, nella campagna di Grecia. Tra i vari interventi vi è stato quello del Presidente della Federazione di Foggia dell'Istituto del Nastro Azzurro, Ten. Col. Giovanni Corvino, che ha messo in risalto in particolare Il grande apporto dato dai reparti delle Forze Armate Italiane nella guerra di Liberazione. GORIZIA Il 14 marzo 2010 una rappresentanza della Sezione di Gorizia dell’”Istituto del Nastro Azzurro” ha partecipato alla cerimonia per il 100° genetliaco della M.B.V.M. Raffaele Chianese. Classe 1910, nato a Calvizzano provincia di Napoli da una famiglia di agricoltori, non ancora maggiorenne fa domanda per il corso Sottufficiali Piloti e, superata la selezione ed i corsi, nel 1930 è assegnato alla 96^ Squadriglia dello Stormo Caccia di Campoformido, comandato dal famoso asso della prima guerra mondiale, Rino Corso Fougier. Nel 1931, quando viene costituito il 4° Stormo sull’aeroporto di Gorizia-Merna, è trasferito alla 91^ Squadriglia, quella di Baracca che continuerà ad ospitare i migliori piloti della Caccia. Chianese si distingue fin dall’inizio per la sua predisposizione all’acrobazia e fa parte della Squadriglia Imperia - Assemblea dei Soci della Federazione Provinciale Il giorno 6 febbraio 2010, ha avuto luogo l’Assemblea dei soci della Federazione Provinciale di Imperia dell'Istituto del Nastro Azzurro. Il Presidente, Cav. del Lavoro Giacomo Alberti, in apertura dei lavori ha voluto ricordare due soci benemeriti che purtroppo sono venuti a mancare nel corso del 2009 il Generale di Divisione Nelso Cavagliano e il Duca Guido Orazio Borea D'Olmo. Due uomini integerrimi nella vita civile e militare, durante la guerra hanno meritato 43 IL NASTRO AZZURRO Decorazioni al Valor Militare. Alberti, nella sua relazione sull'Associazione, ha evidenziato che, grazie all'acquisizione dei soci aderenti e soci simpatizzanti, la Federazione di Imperia continua a mantenere un soddisfacente organico ed è stata in grado di partecipare, col Labaro, alle più importanti manifestazioni dell'anno. Tra queste, Alberti ha ricordato in particolare la celebrazione del 67° Anniversario della Campagna di Russia, durante la quale egli aveva pronunciato il discorso commemorativo dei suoi commilitoni, Caduti o dispersi. andate oltre i loro compiti, spesso a prezzo della propria vita". Nella relazione tenuta dal primo capitano Maurizio Munda è stato tracciato un profilo delle nove Medaglie d'Oro a ufficiali lunigianesi e carraresi che, tra il 1915 e il 1945, si sono distinti per atti di coraggio. Le motivazioni sono state lette dal primo capitano Paolo Zaccagna. I nomi di alcuni Decorati sono conosciuti, come Flavio Torello Baracchini, sottotenente pilota asso della caccia nella prima guerra mondiale, il carrarese Werther Cacciatori, capitano di artiglieria che ha perso un braccio contro i tedeschi nella difesa dell'isola di Lero nel 1943, o il capitano di fanteria di Villafranca Ettore Viola, eroe sul monte Grappa e poi fondatore dell’Istituto del Nastro Azzurro, o il sergente di fanteria di Licciana, Sante Angelo Bastiani, poi promosso generale, conosciuto per la sua banda di irregolari nell'Africa Orientale dal 1936 al 1941, o il capitano Luigi Giorgi, Decorato con due Medaglie d'Oro e con la Silver Star americana, al seguito della 8^ Armata britannica e morto nelle valli di Comacchio nel 1945. Altri, tutti carraresi, sono meno conosciuti come il sottotenente pilota Renato Andreani, abbattuto nel 1938 in terra di Spagna, il capitano di artiglieria alpina Carlo Bottiglioni, Caduto sul fronte greco nel 1941, il tenente di vascello Adolfo Gregoretti, inabissatosi nel Mediterraneo nel 1943 dopo avere salvato marinai e documenti, il capitano di artiglieria Bruno Conti, ucciso in Corsica nel 1943. MASSA CARRARA Nel bimestre, la Federazione Provinciale di Massa Carrara ci ha comunicato la partecipazione ai seguenti eventi e cerimonie: – con la prestigiosa presenza del Generale Carlo Maria Magnani, Presidente Nazionale dell'Istituto e nostro concittadino, domenica 14 febbraio, presso il Demy Hotel di Aulla, si è tenuto il Congresso della Federazione Provinciale di Massa Carrara. Presenti molti familiari di Decorati, tra questi la Sorella del Partigiano Aldo Salvetti Medaglia d'Oro e la Mamma dell'altra Medaglia d'Oro Serg.Magg. Stefano Paolicchi. Il Congresso è stato presieduto dal Gr.Uff. Elio Borgobello, che nella campagna di Russia si era conquistato uno scintillante Bronzo. Dopo i saluti suoi e del Presidente Nazionale, si sono svolte le operazioni di verifica e di voto, per eleggere il comitato che gestirà l'attività prevista dallo Statuto. Il Comitato, riunitosi immediatamente sotto la guida dell' altro Reduce di Russia presente, Franco Berti, ha espresso il Direttivo. All'unanimità sono stati eletti Presidente il Generale Pierpaolo Battistini, Vice presidenti, per Carrara Roberto Baggiani, già reggente del Nastro Azzurro, ed il Comm. Sergio Santunione per la Lunigiana. Segretario il Ten. Paolo Chianese. Elio Borgobello, prima di dichiarare chiusi i lavori, veniva nominato sul campo dal Presidente Nazionale Generale Magnani, Presidente Provinciale ad Honorem. Gli altri componenti del Comitato sono: Rodolfo Bacci, Franco Berti, Paolo Cioli, Alvaro Martini, Franco Pedrinzani, Piero Pieroni e per il Collegio Sindacale Sergio Pellegrini, Egisto Umberto Borghini e Mario Guidotti. Il pranzo sociale ha concluso la manifestazione; Massa Carrara - Conferenza sul tema “Ufficiali apuani Medaglia d’Oro al VM” NAPOLI Massa Carrara - Assemblea dei soci della Federazione Provinciale – La "Tre Giorni" del gruppo di Soci della Federazione di Napoli del Nastro Azzurro e dell'ANIOC in terra Marchigiana ha visto interessanti visite alle cittadine di Senigallia, Recanati e Fano. In quest’ultima località il gruppo ha assistito all’antico "Carnevale" (risalente al 1347) caratterizzato dal "getto" di dolciumi e caramelle dai carri allegorici. Visitato l'Arco di Augusto (89 d. C.) costruito dove la via Flaminia raggiungeva il mare. Molto suggestiva la S. Messa ha suscitato interesse la conferenza "Ufficiali Apuani Medaglia d'Oro al Valor Militare (1915-1945)" organizzata dalla sezione carrarese dell’UNUCI nella Sala delle Circoscrizioni di piazza Accademia, gremita: molti gli appartenenti alle Associazioni d'Arma, e numerose le autorità civili e militari. Il presidente dell’UNUCI Carrara, primo capitano Pietro Barbieri, ha esordito: "Vogliamo ricordare uomini che hanno compiuto imprese che sono Loreto (AN) - I soci delle Federazioni NA e ANIOC di Napoli a colloquio col Vescovo 44 IL NASTRO AZZURRO nel Santuario della Madonna di Loreto, protettrice degli Aviatori, celebrata dal Vescovo Mons. Giovanni Tonucci, che ha più volte menzionato la partecipazione alla Messa del gruppo del "Nastro Azzurro di Napoli" presente con il Labaro sull'Altare Maggiore issato dal M.llo Pietro Caputo e la scorta dell'Aiutante Nicola Liccardo e del M.llo Antonio Malasomma. La preghiera dei fedeli è stata letta dal M.llo Nicola Maraglino. Il complesso speleologico delle Grotte di Frasassi ha concluso le visite ai luoghi di interesse artistico e naturalistico. Sulla via del ritorno, il gruppo ha consolidato l’affiatamento raggiunto con commenti ed approfondimenti ispirati alla recente esperienza di viaggio – PISTOIA Il 15 febbraio, la Federazione Provinciale di Pistoia dell'Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al V.M., ha invitato a Pistoia il Presidente Nazionale, gen. Carlo Maria Magnani, per illustrargli la realtà pistoiese dell'attività della Sezione locale. L'incontro è avvenuto nei locali adibiti a Studio Medico della L.I.L.T. (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori) alla presenza del Col. Marco Tuzzolino, Comandante della Caserma Marini, con alcuni suoi collaboratori, del Presidente Provinciale, dott. Mario Livi, di alcuni rappresentanti della Fratellanza Militare e dell'Associazione Bersaglieri, della Direttrice del Museo “Marino Marini” e del Presidente della L.I.L.T. dott Giancarlo Piperno. Nell'occasione, il dott. Livi ha fatto il punto della situazione auspicando un maggior proselitismo, ringraziando il Presidente della LILT, che li ospitava, e soffermandosi ad illustrare il suo operato di medico nel corso dei numerosi anni della sua brillante carriera. I convenuti, in rappresentanza delle varie Associazioni d’Arma hanno manifestato apprezzamento e volontà di collaborazione anche in vista della celebrazione del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia. a tutti coloro che sono intervenuti era presente, come sempre, il Labaro della Federazione Provinciale di Torino con alcuni Rappresentanti; giovedì 25 marzo, organizzata dal Comando Regione Militare Nord, ha avuto luogo la celebrazione del “Precetto Pasquale” per il personale delle Forze Armate e dei Corpi Armati dello Stato. La funzione religiosa si è svolta nella Basilica Maria Ausiliatrice di Torino, officiata da Mons. Jean Pierre Ravotti, Capo Servizio Interforze della 1^ Zona Pastorale e concelebrata con i Cappellani Militari della Zona Pastorale di Torino. La Federazione Provinciale di Torino del Nastro Azzurro ha appoggiato l’iniziativa con una lettera di invito a tutti gli Azzurri che, infatti, hanno partecipato numerosi, presenziati dal Labaro e dagli esponenti del Consiglio direttivo, unitamente a tutte le altre Associazioni Combattentistiche e d’Arma. TRIESTE Il 10 febbraio scorso, il Labaro della Federazione con l´alfiere, col. Sergio Di Cesare, e la Segretaria Rita Trevisan, ha presenziato alla solenne cerimonia del "Giorno del Ricordo" svoltasi al Monumento Nazionale della foiba di Basovizza, sull´altipiano carsico triestino. La cerimonia è stata organizzata dalla Provincia e dal Comune di Trieste, nonché dal “Comitato per i Martiri delle Foibe”. Erano presenti: un picchetto armato del "Piemonte Cavalleria", il Medagliere Nazionale dell´Associazione Nazionale Alpini, il Gonfalone della città di Trieste, Decorato di Medaglia d´Oro al V.M., quello del Comune di Muggia, Decorato di Medaglia d´Argento al V.M., il gonfalone della Provincia di Trieste, i labari dei Liberi Comuni dell´Istria e di Zara in esilio, i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d´Arma con i rispettivi labari. Sono intervenute le massime Autorità civili, militari e religiose di Trieste e provincia, i familiari delle vittime degli infoibamenti, studenti di alcuni Istituti scolastici, cittadini. Al termine della cerimonia una delegazione si è recata a rendere omaggio alla foiba di Monrupino, dove furono inghiottiti centinaia di italiani e tedeschi, soprattutto militari. La foiba di Basovizza non è una voragine naturale ma il pozzo di una miniera abbandonata, profonda 256 metri, divenuta "il simbolo di tutte le foibe del Carso e dell´Istria nonché di tutti i luoghi che videro il martirio e la morte atroce di italiani, sia per il numero delle vittime che ha inghiottito, sia per la tragicità della vicenda connessa alla strage colà perpetrata." Moltissimi sono i visitatori durante l´anno. Così ha scritto Diego de Castro, sui tragici giorni dell´occupazione jugoslava di Trieste nel maggio e nella prima decade di giugno 1945: "In decine di migliaia di sopravviventi ricordiamo, in prima persona, i quaranta giorni dell´occupazione jugoslava nella primavera del 1945 e le foibe istriane del 1943. Migliaia di famiglie a Trieste contano, tra i loro stessi parenti, un deportato dall´ignota morte, un arrestato, un torturato, un infoibato." SONDRIO La Federazione Provinciale di Sondrio negli ultimi mesi ha svolto le seguenti attività: – ha presenziato con il delegato del Presidente signora Maristella Ravelli ed il Labaro portato dall'Alfiere Arrigo Mattiussi, nonché il Socio Emilio Rovedatti il giorno 27 gennaio "Giorno della Memoria" all'intitolazione di due vie nel Comune di Morbegno dedicate a famiglie che nel corso della Seconda Guerra Mondiale hanno contribuito al salvataggio di numerosi cittadini ebrei in fuga verso la Svizzera. Nella stessa ricorrenza, ha presenziato con il Segretario ed il Socio Viaggi, alla cerimonia di consegna delle Medaglie d'Onore ai Soldati Italiani deportati nel corso della Seconda Guerra Mondiale; – ha visto il proprio Consigliere S.Ten. CRI Fausto Giugni, il Sindaco S.Ten. CRI Pierangelo Leoni ed il Socio Antonio Cao richiamati per prestare servizio in occasione dei 62i Campionati Sciistici delle Truppe Alpine; – ha concesso il patrocinio, unitamente ad altri Enti, al concorso letterario "La Valtellina e la Valchiavenna in racconti e poesie" organizzato dal Circolo Culturale Filatelico Numismatico Morbegnese; – ha partecipato al trofeo sciistico dedicato alla memoria del Magg. M.O.V.M. Domenico Carini con il Presidente e l'Alfiere Mattiussi. TORINO La Federazione Provinciale di Torino negli ultimi mesi ha svolto le seguenti attività: – lunedì 1° marzo, presso la chiesa di San Lorenzo, a cura dell'Associazione del Mutuo Soccorso Alpini, è stata officiata una Santa Messa in ricordo dei Caduti. Alla funzione religiosa, accanto a tutte le Associazioni Combattentistiche e d'Arma presenti con i loro labari ed Trieste - “Giornata del Ricordo” alla foiba di Basovizza 45 IL NASTRO AZZURRO RECENSIONI sante del Monte Piana che guarda a Misurina, con annesso un interessante museo storico che racchiude cimeli riferiti a quel piccolo fronte e agli eroi che vi si immolarono. Sorge nello spiazzo dove all'epoca erano le baracche del comando italiano, mentre grazie agli scavi annualmente condotti, quel piccolo altipiano offre oggi al visitatore un suggestivo museo all'aperto con originali trincee, postazioni, caverne. Ora, sostando presso il cippo che ricorda il sacrificio del nostro Eroe, non avremo solo ricordi di sofferenze, ma anche di un pegno e di una promessa d'amore che una giovane sposa conservò per tutta la vita. Giovanni Vinci PICCOLO FRUTTO ROSSO, FRAMMENTO DI PACE. Nelle trincee del Monte Piana, la storia di un uomo: Magg. MAVM Bosi Cav. Angelo - di Antonella Fornari. Grafica Sanvitese, novembre 2008. Pagg. 175 - ISBN 978888-97411-20 - 16 Euro Il Magg. Angelo Bosi del 55° Rgt Fanteria, praticamente sconosciuto nella sua città natale di Ravenna, è nobile figura nella storia della Grande guerra. In particolare fra gli storici interessati alle vicende belliche che si susseguirono sui due cocuzzoli contrapposti di Monte Piana, a ridosso delle Tre Cime di Lavaredo. Per il Bosi, la cui carriera era stata rallentata da una salute cagionevole, quel Monte Piana rappresentava il traguardo che avrebbe gratificato la sua missione di ufficiale al servizio della Patria e il degno battesimo del fuoco per il suo reparto chiamato ad affiancare i battaglioni alpini Cadore e Val Piave. Ma purtroppo su quel Monte il nostro Maggiore di Fanteria perse anzitempo la vita il 17 luglio 1915, dopo soli 45 giorni dal suo arrivo al fronte. La moglie Maria l'aveva seguito in zona di guerra alloggiando ad Auronzo, proprio per essergli più vicino e vigilare sulla sua salute. Una storia d'amore viva ed appassionata, struggente e melanconica ad un tempo, di Angelo per la Patria e per Maria, di Maria per quell'uomo semplice e carismatico, ma anche spavaldo e sanguigno come la sua terra d'origine, che l'autrice, Antonella Fornari, ha sentito il bisogno e il desiderio di riportare alla luce. Del teatro di guerra su Monte Piana, Antonella Fornari aveva già scritto nel suo precedente "Lacrime di Pietra, Monte Piana e dintorni, ricordi di guerra". Questa volta ha invece ricostruito gli spostamenti del Bosi da Ravenna a Belluno e a Torino, arrivando infine al piccolo abitato di Azeglio dove, presso i parenti di Maria, ha ritrovata ancora intatta la loro camera nuziale, effetti personali e anche l'ampio fazzoletto tipicamente romagnolo, pegno d'amore verso la terra natia mai dimenticata, che il Magg. Bosi portava annodato al collo quando un cecchino gli centrò il cuore. Macchie di sangue sono ancora ben visibili su quel fazzoletto che la moglie Maria ha conservato per tutta la vita. L'inaspettato recupero di documenti, foto, lettere e giornali dell'epoca ha quindi consentito ad Antonella Fornari di ricostruire quella lontana storia d'amore che, sebbene condizionata dalle strategie militari, si rivelò più forte della guerra. E le ha permesso di recuperare anche inediti particolari sia su quei primi cruenti assalti alle trincee avversarie, che sui più stretti collaboratori del Bosi. Come il capitano Guglielmo Gregori che per l'incalzare improvviso dei combattimenti non riuscì a consegnare al suo Maggiore un piccolo pacchetto affidatogli un paio di giorni prima dalla sempre premurosa Maria. Conteneva un frutto rosso, primizia del loro giardino. Poi anche il Gregori seguirà a poche ore di distanza il suo comandante nell'estremo sacrificio. AI Maggiore Angelo Bosi, MAVM, è dedicato il rifugio posto sul ver- BUON VOLO, MAGGIORE - di Flavio BABINI - Società Editrice "Il Ponte Vecchio" - 14 x 21 - 220 pagine - ISBN 978-8312-812-7 - 13,00 Euro Uno scanzonato spaccato di un gruppo di volo dell’Aeronautica Militare ambientato all'epoca della "guerra fredda", periodo cupo, sebbene i nomignoli, dei piloti protagonisti dei fatti narrati in questo libro, tutti presi dalla Nomenklatura sovietica, fanno comprendere che il loro morale, che in guerra può da solo fare la differenza, era davvero molto alto. La lettura, senza mai scadere nel banale, offre episodi estremamente istruttivi e divertenti, come quello relativo all'attacco alla portaerei durante l'esercitazione NATO. Lo stile è piacevole e coinvolgente, i racconti si susseguono a ritmo serrato, i personaggi sono tratteggiati molto bene, le situazioni descritte con totale realismo dall’autore, pilota militare, il quale inserisce evidenti riferimenti autobiografici nel testo. Dove si discosta dalla realtà (è stato in servizio all’8° Stormo basato sull’aeroporto di Cervia quando vi era in linea il Fiat G.91Y) riesce incredibilmente ad anticipare i tempi con la trovata dell'F-16, intercettore che attualmente è in linea col 5° stormo ora dislocato sullo stesso aeroporto. BUIO E LUCE - di Mauro Betti - edito dal “Comune di Cecina” - 15 X 21 - pagg. 58 - Lo si può richiedere direttamente all’autore tramite la Federazione Provinciale di Liovorno o la Sezione di Cecina. Mauro Betti, nato a Castagneto Carducci il 14 luglio 1922, attualmente pensionato delle Ferrovie dello Stato, ha partecipato alla seconda guerra mondiale come radiotelegrafista nella Marina Militare. L'8 settembre è stato catturato dai tedeschi a Rodi e deportato in Croazia come prigioniero di guerra. Evaso dal campo di concentramento è entrato nelle formazioni partigiane croate. Catturato dalle forze antipartigiane nei pressi di Karlovaz è stato deportato nei campi di sterminio di Grosse-Rosen, poi Flossemburg e infine a Buchenwald in Germania. 46 IL NASTRO AZZURRO RECENSIONI degli eventi susseguenti al tragico armistizio dell’8 settembre 1943 visto dalla parte di chi non ha voluto accettare il cambio di schieramento e di fronte, in nome di un profondo senso dell’onore militare sul quale non credo che potremo mai esprimere giudizi da posizioni che non ci permettono di valutare appieno cosa veramente accadde in quel terribile settembre 1943. Qui non si giustifica, ma si comprende: le parole del Comandante della X^ MAS ci aiutano in questo difficile esercizio: “In ogni guerra, la questione di fondo non è tanto di vincere o di perdere, di vivere o di morire; ma di come si vince, di come si perde, di come si vive, di come si muore... "Una guerra si può perdere, ma con dignità e lealtà. La resa e il tradimento bollano per secoli un popolo davanti al mondo.” Junio Valerio Borghese Il libro va sicuramente letto con grande attenzione ai particolari descritti ed al punto di vista privilegiato dell’autore. "La narrazione degli episodi vissuti nei campi di sterminio tedeschi ha la sola finalità di far si che le nuove generazioni non si lascino trascinare da cervelli alienati in guerre come quella che noi abbiamo vissuto e sofferto. Le generazioni dopo di noi sappiano trarre da queste memorie la forza e la volontà di lottare sempre in difesa della libertà e della democrazia, cardini indispensabili della pace e della dignità di ogni essere umano". La narrazione delle sofferenze della disumana prigionia lasciano sempre spazio ad un filo di speranza. Pur nella tetraggine dell’esperienza narrata, si percepisce forte il senso di umanità che pervade tutto il racconto. AERMACCHI C.205 - di Giorgio Apostolo, Gianni Cattaneo, Giovanni Massimello - La Bancarella Aeronautica - Torino - pagg. 56 - 29,5 x 21 - illustrato: foto B/N, disegni a colori - 16,00 Euro Nella collana di monografie edita da “La Bancarella Aeronautica”, questa riguardante il più bello e performante tra i caccia italiani della seconda guerra mondiale, è trattata con grande attenzione dai tre autori e ne scaturisce un documento utile, interessante e piacevole da leggere. Le numerose illustrazioni d'epoca e i precisi trittici e disegni ne fanno un'opera di grande pregio, pur nella sua estrema specializzazione e nella veste grafica più da manuale divulgativo che da opera letteraria nel suo genere. Il testo bilingue (italiano/inglese) gli schiude l'internazionalità. DELITTI IN LINEA DI VOLO - di Umberto Mondini Edizioni Progetto Cultura Collana "Le scommesse" pagg. 240 - 14 X 21 - 18,00 Euro. L'ambientazione di questo romanzo, dalla trama piacevolmente intrigante, è calata nella società opulenta e aristocratica della Sicilia occidentale di cui l'aeroporto di Trapani e il 37° Stormo fanno parte di diritto. La narrazione è quella tipica di un qualsiasi romanzo giallo: molto avvincente e ben costruita. Si parte da uno strano tentativo di suicidio, apparentemente per motivi sentimentali, da parte di un giovane sottufficiale invaghito di un’aristocratica fanciulla che poi si rivelerà appartenente riottosa ad una potente “famiglia” locale. Lo stile è coinvolgente, le situazioni descritte spesso tradiscono un’ottima conoscenza del mondo militare aeronautico e dei suoi riti, usanze e costumi. Comunque, nonostante quanto si osserva in copertina, non si tratta di un “romanzo militare”, ma di un semplice ed appassionante “giallo” e, come ogni “giallo” che si rispetti, il protagonista è l’investigatore che, in questo caso, è un milite dell’Arma dei Carabinieri. DECIMA FLOTTIGLIA NOSTRA - di Sergio Nesi - Lo Scarabeo - pagg. 480 - 16 X 21,5 - Illustrato B/N - ISBN 9788884-781154 - 28,50 Euro. “Cosa rimane di quei ragazzi allora appena ventenni? Dell'emblema sullo scudetto, simbolo della Morte con la rosa in bocca, è rimasta solo la rosa. Dei loro barchini, dei loro mezzi subacquei non vi è più traccia. Sul mare rimane solo la loro bianca scia, che col tempo si fa sempre più tenue. Fra non molto tutto sarà sparito. Rimanga almeno questo ricordo, a testimonianza di una generazione irripetibile e certamente, per i giorni nostri, incomprensibile.” Così l’autore esprime il proprio struggente ricordo per i suoi commilitoni con i quali ha condiviso una lotta votata già in partenza alla sconfitta. La delusione cocente di scoprire che la fine delle “ostilità combattute” ha coinciso con l’inizio delle “ostilità ideologiche” lo ha guidato nella stesura di questo attento e preciso spaccato 47