CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA
ONLUS
RELAZIONE ANNO 2011
INDICE
Introduzione
p. 2
1. Settore accoglienza
p. 4
2. Progetto Sportello lavoro
p. 4
3. L’ospitalità nelle case rifugio
p. 10
4. Accoglienza e sostegno per minori vittime di abusi e violenze
p. 11
5. Progetto “Oltre la strada”
p. 14
6. Progetto Pensionato sociale
p. 19
7. Progetto Daphne Wosafejus
p. 20
8. Osservatorio Regionale
p. 20
9. Tavolo Integrato
p. 20
10. Formazione
p. 22
11. Promozione, comunicazione e fundraising
p. 24
1
Introduzione
L’anno 2011 ha visto molte e importanti novità per la nostra associazione. Grazie alla
generosa donazione del sig. Cantatore e anche ai numerosi cittadini e cittadine che hanno risposto
alla nostra campagna di richiesta mobili e vettovaglie, siamo riuscite ad aprire la 3° Casa rifugio
L’apertura della nuova Casa ci ha consentito di avere a disposizione ulteriore 5 posti letto per
donne e minori.
Un ulteriore aumento delle disponibilità di posti letto ci è stata possibile grazie al Comune di
Bologna che ci ha assegnato altri due Alloggi di transizione, per la seconda ospitalità delle donne
che uscivano dalle nostre Case rifugio. Con questa assegnazione arriviamo a 4 Alloggi di
transizione con la possibilità di ospitare 4 nuclei.
In maggio La Casa delle donne ha presentato la sua prima Carta dei servizi per descrivere la
sua struttura attraverso una mappa semplice ed esaustiva. La Carta dei servizi ha almeno due
fondamentali funzioni: oltre ad essere un importante strumento di presentazione e di accessibilità ai
servizi, è altresì un indispensabile indicatore dell’efficacia degli interventi posti in essere attraverso
il quale l’associazione potrà migliorare la gestione e la pianificazione degli interventi futuri.
In ottobre è stato presentato in conferenza stampa il nostro secondo Bilancio sociale. In
questo Bilancio abbiamo definito gli investimenti – della donazione - per i prossimi cinque anni.
Come da desiderio del donatore è stato acquistato un appartamento che vorremmo destinare ad
accogliere donne e bambini in emergenza.
Inoltre nel corso del 2011 hanno avuto luogo incontri interistituzionali in un Tavolo cittadino:
“Tavolo integrato sulla violenza contro le donne nelle relazioni di intimità,” promosso dalla
Casa delle donne e dalla Formazione Decentrata Magistratura Ordinaria Corte d’Appello di
Bologna. Nato su impulso dal progetto Daphne Wosafejus, il Tavolo ha visto a confronto i
rappresentanti delle agenzie dove le vittime di violenza si rivolgono (Forze dell’Ordine, Pronto
soccorso, Casa delle donne, Servizi sociali, Consultorio psicologia, Faro, Magistratura ordinaria e
minorile). Ciò ha rappresentato una occasione unica e importantissima per una migliore conoscenza
dei reciproci servizi e delle modalità migliori perché le donne vittime di violenze ne possano
usufruire.
Il personale retribuito della Casa delle donne varia a secondo dei progetti seguiti. Per l’anno
2011 è stato di 25 operatrici, compresa la nostra amministrativa. Le responsabili dei diversi progetti
– Accoglienza, Case rifugio, Progetto minori, Oltre la strada, Formazione, Pensionato Sociale,
Osservatorio Regionale, Daphne Wosafejus, Segreteria – sono operatrici senior di grande
esperienza (curriculum di almeno 15 anni di attività). Ci avvaliamo anche della collaborazione di
due psicologhe per la supervisione, di un gruppo di avvocate per le consulenze e di uno studio
commercialista per la contabilità e il bilancio consuntivo.
La Presidente
Susanna Bianconi
2
1. SETTORE ACCOGLIENZA
Il settore Accoglienza, presso la Casa delle donne per non subire violenza, gestisce l’ascolto
telefonico e personale con le donne maggiorenni, italiane e straniere, che contattano il Centro per
problemi di violenza subiti prevalentemente da parte di uomini con cui hanno, o hanno avuto, una
relazione affettiva e intima.
Il primo contatto è prevalentemente telefonico. L’operatrice che risponde offre un primo
ascolto, a cui di solito segue un appuntamento per un colloquio individuale per dare modo, ad ogni
donna, di raccontare più dettagliatamente il suo problema, ricevere informazioni adeguate, avere un
sostegno per avviare un percorso che ha l’obiettivo di trovare una soluzione al problema della
violenza, per quello che è possibile fare a chi ne è la vittima e non il principale autore. Le operatrici
offrono sostegno e informazioni specifiche, affinché ogni donna possa trovare la soluzione adatta a
sé e alla propria situazione e si attivi per cercare le modalità più opportune per proteggersi o per
tentare di sottrarsi alla relazione distruttiva. L’intervento consiste in un percorso di counseling
specifico sulla situazione di violenza che la donna sta vivendo, strutturato in una serie di colloqui a
cadenza periodica con durata variabile a seconda degli obiettivi stabiliti con la donna. La
metodologia prevede che ogni azione (denunce, separazione, attivazione dei servizi, ecc.) venga
intrapresa con il consenso della donna in una modalità che le consenta di parlare di sé, offrendole la
possibilità di ritrovare fiducia in se stessa, secondo i presupposti della protezione, della riservatezza
e del non giudizio da parte dell’operatrice.
Quando il primo contatto col Centro viene preso da un familiare, un’amica, un’assistente
sociale o altri professionisti, viene data indicazione delle modalità secondo cui la donna stessa, se lo
desidera, può contattare il Centro per richiederne l’intervento. E’ infatti importante che sia la
persona direttamente interessata a decidere di compiere il primo passo per uscire da una situazione
di violenza e si attivi di conseguenza.
Per ogni donna che si presenta al Centro viene fatta una valutazione della pericolosità del
partner violento e della percezione e consapevolezza che ne ha la donna, per non attivare forme di
protezione che la donna ancora non è pronta a sostenere e che potrebbero esporla ad ulteriori rischi.
Oltre ai colloqui individuali le donne hanno la possibilità di incontrarsi tra loro in gruppi di
confronto sulle dinamiche legate alla violenza e ai relativi vissuti. L’esperienza del gruppo da la
possibilità alle partecipanti di confrontare i propri vissuti apprezzando la consapevolezza di non
essere le uniche, quindi di superare in parte il senso di colpa e di vergogna per avere un partner
violento, e di comprendere che è possibile trovare soluzioni. Viene favorito l’empowerment e la
valorizzazione delle proprie competenze.
Sono in aumento le donne che contattano il Centro antiviolenza denunciando situazioni di
stalking da parte di ex partner. Una delle cause è dovuta al fatto che le forze dell’ordine, da quando
è in vigore la legge sullo stalking (L.38/2009), hanno in uso la procedura di fornire alla vittima che
li contatta, i riferimenti dei luoghi dove le donne possono rivolgersi.
Come già notato negli ultimi due anni, è in aumento l’accoglienza a donne molto giovani
che riferiscono di violenze subite all’interno della famiglia soprattutto ad opera dei padri, oppure da
giovani fidanzati. In molti casi sono state le madri, o entrambi i genitori, a contattare il Centro per
avere informazioni su come aiutare la figlia nel fronteggiare situazioni di maltrattamento e
persecuzione da parte di fidanzati o ex. In alcune di queste situazioni abbiamo trovato utile offrire la
possibilità di uno o più colloqui alla madre o, se disponibili, a entrambi i genitori della ragazza per
dare supporto alla sua principale rete di sostegno, con l’obiettivo di fornire la migliore protezione.
Supervisione
Le operatrici che svolgono attività di accoglienza con le donne che si rivolgono al Centro a causa di
violenze e maltrattamenti subiti, incontrano periodicamente due psicoterapeute per la supervisione
delle situazioni incontrate. La supervisione è uno strumento fondamentale di formazione
permanente, di qualità del servizio offerto, e di protezione di chi quotidianamente si confronta,
nell’ambito della relazione di aiuto offerta dal Centro, donne sofferenti ed esposte a pericoli
3
oggettivi per la loro salute psicologica e fisica. Nel corso del 2011 si sono svolti 8 incontri di due
ore di supervisione con le due psicoterapeute di riferimento.
Tirocini
La Casa delle donne accoglie ogni anno numerose tirocinanti dell’Università di Bologna;
nell’ambito dei settori della formazione e della promozione vengono impiegate prevalentemente le
studentesse di Scienze Politiche, corso di laurea Cultura e Diritti Umani. Nel settore
dell’accoglienza le studentesse di Scienze della Formazione, corso di laurea Scienze della
Educazione, ma anche di altre facoltà (Antropologia, Criminologia). Tali stage hanno una durata
variabile dalle 150 alle 300 ore e danno modo alle studentesse di conoscere l’approccio al fenomeno
della violenza alle donne caratteristico dell’associazione e la metodologia dell’accoglienza alle
donne maltrattate, della prevenzione alla violenza e delle modalità per promuovere l’attività del
Centro perché sia raggiungibile da un sempre maggior numero di donne che ne abbiano bisogno.
Nel 2011 abbiamo fruito della collaborazione di 16 studentesse. Dopo un breve periodo di
formazione sulle tematiche e le metodologie adottate dalle operatrici dell’associazione, le tirocinanti
hanno cominciato la loro attività in affiancamento alle operatrici, con sempre maggiori spazi di
autonomia. Successivamente al periodo dei tirocini alcune studentesse hanno continuato a svolgere
attività di volontariato presso il centro antiviolenza.
Tesi
Molte studentesse contattano la Casa delle donne per avere una consulenza specifica per lo
svolgimento dei tesi di laurea sulla tematica che ci compete. Spesso le studentesse hanno avuto la
possibilità di intervistare alcune delle operatrici su aspetti specifici dell’attività svolta dal centro
antiviolenza nel supporto offerto alle vittime di maltrattamento. Di solito viene chiesto alle ragazze
la disponibilità a fornirci una copia della loro tesi per aumentare il patrimonio bibliografico e
mettere a disposizione per la consultazione da parte di altre studentesse.
Il gruppo di lavoro
1 Responsabile del settore a 120 ore mensili
2 Operatrici a 120 ore mensili cadauno
1 Operatrice a 60 ore mensili
La Responsabile del settore Accoglienza
Caterina Righi
2. PROGETTO SPORTELLO LAVORO
Nel 2011, la Casa delle donne ha concorso ad un progetto che ha coinvolto tutti i centri antiviolenza
della nostra regione e ha ottenuto, per il secondo anno consecutivo, un finanziamento regionale, che
ha consentito di gestire un servizio di consulenza e orientamento al lavoro condotto dalle operatrici
della Casa delle donne. Il servizio ha avuto l’obiettivo di favorire l’autonomia delle donne
utilizzando la competenza di operatrici esperte nel sostegno alle donne vittime di violenze. Sono
stati fatti 40 colloqui e avviati due tirocini formativi.
Il gruppo di lavoro
1 Responsabile
1 Operatrice
La Responsabile del progetto
Caterina Righi
4
Dati generali di accoglienza
Il 94% delle donne che ci hanno contattato, lo ha fatto per motivi di violenza
Donne che partecipano ai Gruppi
Segnalazioni da parte di terzi di donne che subiscono violenza
8
237
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t
Percorso di accoglienza delle donne che ci
hanno contattato
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t
5
Residenza delle donne accolte
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t
Cittadinanza delle donne accolte
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t
6
Area geografica di provenienza
Area Geografica di
provenienza
N° di donne
%
Europa dell'Est
82
40%
Nord Africa
67
33%
America Sud / Nord / Centro
27
13%
Asia / Oceania
14
7%
Africa
12
6%
Europa
2
1%
Totale
204
100%
non rilevato: 4
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t
7
Età delle donne accolte
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t
Donne accolte con figli/e
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t
8
Stato civile delle donne accolte
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t
Occupazione e reddito
Occupazione
%
Occupata
52%
Disoccupata
25%
Casalinga
12%
Studentessa
6%
Pensionata
5%
Invalida
0%
Totale
100%
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t
9
3. SETTORE OSPITALITA’
La casa rifugio è stata concepita per offrire alle donne un luogo sicuro in cui sottrarsi alla violenza
del (ex)partner, che spesso aumenta nel periodo in cui la donna tenta di separarsi. E' un luogo in cui
intraprendere con tranquillità un percorso di allontanamento emotivo e materiale dalla relazione
violenta e ricostruire con serenità la propria autonomia. I bambini che seguono la madre e vengono
ospitati nella casa, hanno vissuto periodi di profonda violenza, assistendo alle relazioni aggressive
tra la madre e gli adulti della famiglia e spesso sono loro stessi vittime di maltrattamenti fisici,
psicologici a volte anche sessuali.
Collaborazioni e Convenzioni
La Casa delle donne di Bologna dal 1999 ha una convenzione con la fondazione Banco Alimentare.
Con cadenza mensile le operatrici che lavorano nelle case ritirano i prodotti direttamente da un
incaricato del Banco Alimentare e subito dopo li distribuiscono alle donne e ai bambini ospitati.
Dal novembre 2006 abbiamo iniziato ad usufruire inoltre del progetto“Il buono che avanza”,
promosso dal Comune di Bologna, ideato e realizzato da Last minute Market e dall’Alma Mater
Studiorum, recandoci ogni 15 giorni presso l’ipermercato E. Leclerc - Conad dove ci vengono
donati alimenti non più commerciabili per difetti di confezione e perché vicini alla scadenza ma
ancora perfettamente salubri e commestibili.
Dal 2010 abbiamo aderito ad un progetto insieme all’Asp Poveri Vergognosi tramite il quale
possiamo ritirare frutta e verdura fresche una volta la settimana.
Partecipiamo annualmente anche alla giornata della “Raccolta del farmaco” dal 2003 che si svolge
presso una farmacia convenzionata della città.
L’esperienza con il “Car Sharing” iniziata l’anno passato è stata e continua ad essere positiva.
Nonostante qualche limitazione spazio temporale dovuta alle regole connesse, il noleggio dell’auto
ci permette di continuare a portare avanti i progetti di recupero alimentare.
La crisi economica che ha colpito l’intero Paese si è riflessa sul livello economico delle donne
accolte sempre più impoverite rispetto al passato. Per venire incontro ad alcuni dei bisogni
manifestati abbiamo deciso di provvedere all’acquisto dei biglietti per i mezzi di trasporto per
muoversi in città per tutte quelle donne e anche per i loro figli in caso di assenza di reddito. Per
questi ultimi abbiamo anche previsto un aiuto economico nell’acquisto di libri e materiale
scolastico.
ALLOGGI DI TRANSIZIONE
Nell’anno 2011 ci sono stati assegnati due alloggi nuovi, della stessa tipologia di quelli già in
funzione che sono stati quasi interamente arredati grazie alle donazioni ricevute dalla cittadinanza.
Nei quattro alloggi, oggi a nostra disposizione, sono attualmente ospitate quattro donne con i loro
figli minori, entrambe accuratamente selezionate sulla base dei requisiti previsti dal progetto cioè:
o
o
o
o
provenienza dalle Case rifugio o da uno degli altri progetti gestiti dalla Casa delle Donne
aver svolto il percorso di uscita dalla violenza
capacità economica di sostenere le spese dell’alloggio e di mantenimento;
capacità di vivere in semi-autonomia.
Il gruppo di lavoro
Responsabile del settore - 80 ore mensili
3 Operatrici per le donne - 180 ore mensili
1 educatrice per minori - 100 ore mensili
Operatrice di accoglienza (una per ogni donna ospitata)
Psicologhe
La Responsabile del Settore Case rifugio e Alloggi transizione
Deborah Casale
10
Dati generali di accoglienza
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t
4. SERVIZIO DI ACCOGLIENZA E SOSTEGNO AI/ALLE MINORI
L’accoglienza ed il sostegno
Il Servizio di accoglienza per minori prevede percorsi di sostegno alla genitorialità per donne che
subiscono violenza a cui i figli assistono, per i genitori di minori vittime di abuso e maltrattamenti
extra-familiari e di supporto/psicoterapia ai/alle bambini/e vittime di maltrattamento e/o abuso
sessuale. Vede coinvolte al suo interno figure professionali (due psicoterapeute familiari ed
un’educatrice) specificatamente formate sulla violenza ai/alle minori.
Nel periodo di riferimento sono stati seguiti un totale di 60 donne e 6 minori. Si precisa che per la
presa in carico per il sostegno psicologico di un minore è necessario il consenso di entrambi i
genitori. Per motivi di protezione del nucleo spesso non è possibile chiederlo ai padri e perciò le
situazioni in carico risultano poche. Inoltre sono state seguite 6 situazioni che coinvolgevano
genitori con figlie che subivano violenza da parte dei loro partner per un sostegno alla genitorialità
ed 1 situazione di genitori affidatari di una minore che ha subito violenza intrafamiliare (Totale di
67 casi tra donne e genitori e di 6 minori).
Per ciò che riguarda i percorsi delle donne: il 38% delle donne (23) erano già in carico dagli anni
precedenti, mentre il 62% (37 donne) sono state prese in carico per la prima volta nel periodo da
gennaio a dicembre 2011. Invece il 40% dei genitori (3 situazioni) era già in carico dall’anno
precedente, mentre il 60% (4 situazioni) sono state prese in carico per la prima volta nel 2011.
L’83% dei minori (5) sono stati/e presi/e in carico per la prima volta nel 2011, mentre solo un
minore era già in carico dagli anni precedenti.
11
Il 43% delle donne, 80% dei genitori e il 60% dei/le minori era di nazionalità italiana. Il 70% delle
donne e 67% dei genitori aveva residenza a Bologna, il 25% delle donne e 33% dei genitori nella
Provincia di Bologna, 2% delle donne negli altri comuni della Regione e il 3% delle donne fuori
Regione. 3 minori avevano la residenza a Bologna e 3 nella provincia di Bologna.
In questo anno di attività sono stati realizzati 339 colloqui tra consulenza, sostegno alla
genitorialità, psicoterapia e sostegno. Di questi 265 sono stati colloqui di sostegno alla genitorialità
con le madri, 17 con i genitori e 57 sono stati colloqui con i/le minori (tra diagnosi, sostegno e
psicoterapia). Sono stati effettuati anche 56 colloqui telefonici con le madri/genitori nelle situazioni
d’emergenza o quando non era loro possibile venire in ufficio (per motivi di sicurezza e/o
impossibilità organizzativa).
Bambini/e ospiti nelle case rifugio
Il progetto rivolto ai/alle bambini/e ospiti nelle case ad indirizzo segreto, attivo dal 1999, mira a
favorire l’inserimento e la permanenza del/la minore nella casa rifugio e ad offrire un supporto alla
funzione genitoriale della madre. L’operatrice/educatrice formata sulle tematiche dell’infanzia si
occupa di progettare e realizzare, insieme a volontarie, attività diversificate (educative e ricreative)
e mirate a seconda delle esigenze del/la minore e della madre;
Nel 2011 sono stati ospitati 11 nuclei familiari, composti da 11 madri e 18 minori, tra questi 4
nuclei sono entrati nelle case rifugio nel 2010 (5 bambini) e hanno terminato la loro ospitalità nel
2011, mentre 7 nuclei sono stati ospitati per la prima volta nel 2011 (13 bambini).
Tra queste, 8 madri hanno intrapreso un percorso di sostegno alla genitorialità. Tutti i nuclei hanno
usufruito delle attività educative e di sostegno alla relazione madre-bambini/e, proposte
dall’educatrice.
Le psicologhe del Servizio Minori nel 2011 hanno effettuato 50 riunioni di supervisione (a cadenza
settimanale e della durata di un’ora) delle attività svolte dalla operatrice e dalle volontarie con i/le
minori ospiti all’interno delle case rifugio.
I PROGETTI DELLA CASA DELLE DONNE RIVOLTI ALLA SENSIBILIZZAZIONE DEI GIOVANI RISPETTO
ALLA VIOLENZA DI GENERE
Campagna del Fiocco Bianco
Nel 2011 è stato concluso il progetto “Fiocco Bianco: comunicare il genere” svoltosi, con il
sostegno del Servizio Cultura e Pari Opportunità - Provincia di Bologna, presso l’Istituto Superiore
Leonardo Da Vinci di Casalecchio di Reno, nei mesi novembre 2010 - marzo 2011.
Il progetto ha visto coinvolte quattro classi e si è realizzato in 3 interventi (due di 2 ore e uno di 3
ore) per ogni classe. Si è proposto come un percorso di sensibilizzazione e di prevenzione primaria
alla violenza di genere. L’obiettivo è stato quello di aprire una riflessione ed un confronto con gli/le
adolescenti per superare la visione stereotipata che spesso c’è dietro questo tema, promuovere una
cultura del confronto e di una buona comunicazione tra i generi ed attivare risorse e percorsi di
sostegno a loro tutela. Durante gli interventi sono state utilizzate modalità di lavoro che hanno visto
le ragazze e i ragazzi protagonisti di questa esperienza attraverso attività ed esercitazioni che hanno
stimolato la socializzazione, l’interazione e l’ascolto di significati, pensieri ed esperienze di
ciascuno sui temi proposti. In particolare, si sono affrontati temi quali la differenza di genere, gli
stereotipi legati al maschile e al femminile e le caratteristiche della violenza all’interno delle
relazioni. Gli incontri sono stati realizzati da due operatrici della Casa delle donne per non subire
violenza di Bologna e da due operatori di Maschile Plurale di Bologna.
Progetto Daphne “Youth4Youth – Promuovere la sensibilizzazione nella Prevenzione della
Violenza di Genere tramite l’educazione tra Pari”
Il progetto è coordinato dal MIGS (The Mediterranean Institute of Gender Studies) di Cypro e
finanziato dal programma della Commissione Europea Daphne III e si svolgerà tra il 2011 e il 2013,
ed ha diversi partner europei (CREA, Università di Barcellona, Spagna; Network Europeo AntiViolenza, Grecia (EAVN); Centro Informazioni per le Donne, Lituania (WIIC)).
12
Lo scopo principale del progetto è quello di contribuire alla prevenzione e alla lotta contro la
violenza di genere tra gli adolescenti fornendo loro uno spazio sicuro in cui poter rivelare le loro
attitudini verso la violenza, riconsiderare la loro tolleranza verso la violenza stessa e sensibilizzarli
rendendoli parte attiva nello sviluppo di un ambiente privo di violenza sia per loro che per i loro
coetanei. Prevede diverse attività che vanno dallo studio di ricerca per esaminare ed esplorare le
attitudini dei giovani nei confronti della violenza di genere attraverso metodi sia quantitativi che
qualitativi; all’organizzazione di workshop finalizzati al training degli insegnanti per introdurre i
concetti di base relativi alla violenza di genere, all’educazione tra pari e coinvolgere attivamente gli
insegnanti nelle attività del progetto; ad una serie di workshop finalizzati al training con adolescenti
nelle scuole secondarie adottando una metodologia di educazione tra pari sulla violenza di genere,
sui ruoli di genere e stereotipi. Infine prevede la pubblicazione di un opuscolo di sensibilizzazione
con le informazioni relative alla prevenzione della violenza di genere tra i giovani che sarà diffuso
tra le associazioni, centri giovanili, scuole e altri luoghi che si occupano dei giovani, e la
pubblicazione di un manuale di training per gli educatori che includerà la metodologia e gli esercizi
sviluppati e migliorati durante il progetto.
Attività di promozione del servizio e delle attività
Nel 2011 la responsabile del gruppo minori ha partecipato agli incontri del coordinamento regionale
del C.I.S.M.A.I. Questo coordinamento ha l’obiettivo di promuovere il confronto e le iniziative
comuni tra le differenti realtà che, in Emilia Romagna, operano in tutela dei minori. Il tema che si è
affrontato nel 2011 è stato relativo ad un confronto tra i protocolli di rete istituiti tra i vari enti
istituzionali per affrontare il grave tema della violenza sui minori.
Dati riguardanti l’attività di Servizio Minori nel 2011
Donne/Genitori e bambini/e seguiti/e dal Servizio minori per interventi di sostegno
Descrizione
Donne/Genitori
Ancora in carico
dagli anni
precedenti
26
Bambini/e
Totale
Nuove/i
1
27
Totale
41
67
5
46
6
73
Nazionalità delle donne/genitori e bambini/e seguiti dal Servizio minori per interventi di sostegno
Italiana
Donne/Genitori
Bambini/e
Totale
Straniera
32
4
36
Totale
35
2
37
67
6
73
Residenza delle donne/genitori e bambini/e seguiti dal Servizio minori per interventi di sostegno
Bologna
Donne/Genitori
Bambini/e
Totale
Provincia di
Bologna
46
3
49
Regione ER
18
3
21
Fuori
regione
1
0
1
Totale
2
0
2
67
6
73
13
Prestazioni effettuate gennaio - dicembre 2011
Totale
Descrizione
Colloqui di sostegno con madri e coppie di
genitori
Colloqui telefonici con madri e coppie di
genitori
Colloqui diagnostici e di sostegno con minori
Totale colloqui
Relazioni scritte a servizi e istituzioni
282
56
57
395
7
5. PROGETTO OLTRE LA STRADA
Anche nel 2011 il progetto ha potuto usufruire di due convenzioni con il Comune di Bologna: la
convenzione art 13 e quella art 18.
Il numero delle prese in carico è notevolmente aumentato: sono state prese in carico 21 donne, alle
quali si aggiungono le 23 già in carico.
o 9 donne sono di nazionalità nigeriana, 2 di nazionalità bulgara, 1 cinese, 1 senegalese, 1
moldava, 3 rumene, 1 russa, 1 ucraina, 1 ungherese e 1 uruguayana. Si è denotato un
aumento dell’accesso al progetto di donne di nazionalità non nigeriana, rispetto agli anni
precedenti in cui rappresentavano la quasi totalità.
o Delle donne accolte, 6 sono state segnalate dalle Forze dell’ordine, in particolare dalla
Squadra Mobile di Bologna e dai Carabinieri di Borgo Panigale. Solo uno di questi casi ci è
stato segnalato dalla Polizia Municipale.
o 5 casi ci sono stati segnalati da Sos Donna essendo le donne, trattenute al Cie. Rimane
pertanto sempre elevato questo dato, che rispecchia le attuali politiche sull’immigrazione.
o 5 donne sono state segnalate da altre Associazioni, sia della rete regionale sia nazionale,
indice di un’ottima collaborazione sul territorio.
o 1 donna è stata segnalata dai Servizi Sociali, 1 da un avvocato, 1 dalle Suore e una da un ex
cliente. Ottima è stata poi la collaborazione e il raccordo con l’unità di strada Artemide e la
Squadra Mobile per la fuoriuscita di un’altra donna.
o Le donne accolte hanno, per la maggior parte, un’età compresa tra i 18 e i 29 anni; 9 di loro
hanno più di 29 anni e sono per lo più casi di art 18 atipico.
Per la quasi totalità delle donne il motivo dell’immigrazione è stato una promessa di lavoro e solo in
alcuni casi le donne sono arrivate in Italia consapevoli di svolgere attività di prostituzione oppure
per relazioni affettive.
Per quanto riguarda la tipologia di sfruttamento, la maggior parte delle donne accolte è stata vittima
di sfruttamento sessuale rispetto ai pochi casi di sfruttamento lavorativo.
Ci sono state 5 prese in carico di donne la cui situazione rientrava nei casi dell’articolo 18 “atipico”
cioè situazioni di grave violenza e sfruttamento da parte del proprio partner o ex partner.
Anche se il numero delle prese in carico è notevolmente aumentato ma i percorsi stanno diventando
sempre più lunghi a causa della situazione lavorativa attuale. La Casa delle donne collabora da circa
15 anni con la cooperativa C.S.A.P.S.A. per la realizzazione di percorsi di inserimento lavorativo
seguiti da una tutor della cooperativa; da circa 8 anni, inoltre, è iniziata la collaborazione con
l’Agenzia di formazione AGEFORM Scarl, per la realizzazione di attività di formazione e
inserimento lavorativo, le cui attività sono affidate direttamente al personale del progetto Oltre la
Strada della Casa delle donne.
14
Inoltre il progetto ha usufruito e si raccorda con lo Sportello di orientamento al lavoro per tutte le
donne che si rivolgono al Centro gestito da personale formato sia sul tema della violenza sia su
quello dell’orientamento lavorativo. Le donne vittime di tratta sono seguite singolarmente attraverso
la costruzione di percorsi ad hoc che rispondono alle loro specifiche necessità (lezioni di italiano
mirate al lessico del lavoro, preparazione e simulazioni di colloquio, accompagnamenti, stesura del
cv, preparazione all’esame di alimentarista ecc).
Altra risorsa importante in questo ambito è la rete con la quale sono stati intrapresi negli anni
rapporti di collaborazione: La Cooperativa Badantia, che si occupa di formare e fare da tramite fra
le famiglie e le donne che cercano lavoro come badante. Stesso servizio è offerto dallo sportello
IAL di Vergato con il quale collaboriamo.
Il progetto usufruisce di tutti gli altri servizi offerti dalla Casa delle Donne: Promozione,
Formazione, Alloggi di transizione, Sportello di orientamento al lavoro nonché supporto della
Progettista.
Il gruppo di lavoro costituisce un punto di forza grazie alle competenze e all’esperienza frutto di
anni di lavoro nel campo delle politiche di genere. L’équipe è formata da operatrici altamente
qualificate e specializzate nel lavoro con le donne vittime di tratta, accoglienza, attività di
counselling e inserimento lavorativo. A queste si aggiungono competenze specifiche nell’ambito
della progettazione, mediazione linguistica ( lingua inglese, rumena, araba e francese); un’ulteriore
risorsa è rappresentata dal fatto che la coordinatrice del progetto lavora anche per l’unità di strada
del progetto Olas. Inoltre una nuova ridistribuzione di compiti e mansioni ha consentito al gruppo di
poter intraprendere una serie di attività volte alla crescita del progetto. Tra queste:
Promozione del progetto
E’ stato rinnovato il sito internet che verrà aggiornato periodicamente con i dati del progetto e le
attività
Formazione e sensibilizzazione
E’ stato creato uno strumento formativo sui temi della tratta, della legislazione italiana e del
progetto Oltre la Strada. Inoltre sono stati proposti, tra i vari moduli formativi offerti dalla Casa
delle Donne, 2 moduli formativi sul tema della tratta e 1 di sensibilizzazione rivolti a insegnanti,
studenti, Forze dell’Ordine, operatori socio sanitari ecc, consultabili sul sito della casa delle donne.
Ogni anno partecipiamo come formatrici alla giornata di formazione delle volontarie e tirocinanti
della Casa delle Donne
Accogliamo periodicamente tirocinanti e volontarie dopo un periodo di formazione e valutazione
Prevenzione in Nigeria
Attualmente abbiamo sostenuto la pubblicazione di materiale di prevenzione sul tema della tratta
utilizzato in incontri formativi rivolti a insegnanti e alunni nelle scuole in Nigeria da parte di
un’associazione locale. Rappresenta questa, un’innovazione in quanto si tratta di prevenzione
proprio nel paese d’origine delle donne che seguiamo.
Prevenzione in Italia
Abbiamo proceduto alla produzione di materiale informativo in formato elettronico e che verrà
prodotto in cartaceo il prossimo anno, rivolto alle Forze dell’Ordine. Questa esigenza nasce dal fatto
che spesso veniamo in contatto con donne che si trovano al CIE dopo essersi rivolte alle Forze
dell’Ordine per sporgere denuncia e chiedere aiuto. Obiettivo di questo strumento dovrebbe essere
quello di offrire uno strumento conoscitivo del progetto e di divulgare il nostro numero di
reperibilità.
Supervisione
Il gruppo di lavoro usufruisce di incontri di supervisione a cadenza mensile con una psicologa
esperta e con esperienza decennale presso l’Associazione “On The Road”
Assistenza legale
15
La Casa delle donne dispone di varie avvocate volontarie che seguono alcuni degli aspetti legali dei
percorsi delle donne vittime di tratta (precedenti decreti di espulsione, comunicazione con le
Procure etc)
Altre attività
o Rete Nirva: abbiamo aderito al Progetto “Ritornare per ricominciare” come punto
informativo per i rimpatri volontari assistiti
o Potenziamento della risposta alle emergenze attraverso l’attivazione di un numero per la
reperibilità 24 ore su 24 e attraverso l’utilizzo, nella nuova sede dell’associazione, di uno
spazio dedicato al progetto per l’attività di accoglienza e counselling.
o Ulteriore risorsa è costituita dalla possibilità di accogliere altre tipologie di utenza , non solo
donne vittime di sfruttamento sessuale ma anche donne straniere vittime di gravi forme di
violenza e maltrattamento da parte del partner che possono rientrare nell’art.18 “atipico”. In
questi casi le donne vengono accolte nelle altre strutture protette dell’associazione e seguite
attraverso un lavoro di collaborazione con gli altri progetti del centro.
o Possibilità di usufruire degli Alloggi di transizione
o Attivazione di percorsi art.18 di donne con bambini attraverso la collaborazione con i servizi
sociali del territorio e attraverso il supporto e la collaborazione della rete.
Altro punto di forza è rappresentato dalla rete, sia laica che religiosa, sia a livello locale che
nazionale, con la quale collaboriamo che consente un continuo scambio di saperi e di poter costruire
in maniera accurata il percorso di ciascuna donna.
Il periodo di prima accoglienza usufruisce della convenzione art. 13 per svolgere in maniera più
accurata i progetti di empowerment quindi per facilitare il percorso art.18. che richiede oggi alle
donne una preparazione maggiore a causa della crisi del mercato del lavoro.
L’art 13 rappresenta un ulteriore strumento di tutela delle vittime di tratta e sfruttamento.
Il finanziamento art. 13 costituisce un’importante risorsa dal punto di vista della possibilità di
coprire le spese relative ai documenti di identità visto che le donne al momento della presa in carico
ne risultano quasi sempre sprovviste.
Sono state prese in carico 10 donne, alcune delle donne prese in carico come art. 13 hanno
continuato l’ospitalità nella casa di accoglienza o in altre strutture se seguite territorialmente; 8 di
loro infatti hanno ottenuto un permesso di soggiorno e sono state inserite nei percorsi art. 18 al fine
di regolarizzarsi ed essere inserite sul piano socio-lavorativo.
Una buona pratica sperimentata è stata quella del confronto e dell’appoggio con la rete, sia per la
valutazione delle prese in carico e la ricostruzione delle storie, sia per l’ospitalità in emergenza.
Abbiamo incrementato le prese in carico in emergenza attraverso un numero di reperibilità che
consente di offrire una disponibilità immediata.
Lo stile di conduzione dei percorsi è volto a sollecitare le scelte autonome delle giovani donne
relativamente ai percorsi prescelti. Questa modalità comporta un alto grado di fiducia assegnato alle
donne ma anche un costante dialogo mantenuto attraverso i colloqui.
Il finanziamento art 13 ci ha permesso di produrre materiale informativo rivolto alle Forze
dell’Ordine con l’obiettivo di promuovere il progetto e potenziare l’emersione delle vittime
mettendo in evidenza tutte le tipologie di sfruttamento e non solo quello sessuale.
Ci auguriamo che ci sia, non solo una continuità di finanziamenti, ma che questi ci consentano di
mantenere questi livelli di lavoro e di sostentamento del progetto.
Il gruppo di lavoro
Responsabile del settore - 120 ore mensili
2 Operatrici per le donne - 120 ore mensili cadauno
La responsabile del progetto
Silvia Ottaviani
16
Progetto Oltra la strada
Anno
Totale donne in
carico*
Anno
Totale donne
con figli/e
2002
14
2002
0
2003
29
2003
1
2004
42
2004
1
2005
41
2005
0
2006
48
2006
1
2007
53
2007
1
2008
34
2008
3
2009
40
2009
2
2010
50
2010
4
2011
46
2011
0
* Donne ancora in carico dal periodo precedente più nuove prese in carico nel periodo considerato
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t
Progetto Oltra la strada
Nazionalità
Anno
Est Europa*
Nigeria
Altre
nazionalità
Totale donne
in carico
2002
13
1
0
14
2003
13
2
0
15
2004
21
5
2
28
2005
17
4
0
21
2006
21
0
1
22
2007
6
8
4
18
2008
3
12
3
18
2009
6
12
4
22
2010
5
15
2
22
2011
11
9
3
23
* Est Europa comprende: Albania, Bielorussia, Bulgaria, Moldavia, Russia, Romania, Ucraina, Ungheria, Paesi dell’Ex Jugoslavia.
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t
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Progetto Oltra la strada
Tipologia di sfruttamento
3
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t
Progetto Oltra la strada
Motivi di ingresso in Italia
30
25
20
15
10
5
0
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
Promessa di lavoro/ Prostituzione
Relazione affettiva/Ricongiungimento fam./Venduta dalla famiglia/altro
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18
Progetto Oltra la strada
Anno
In corso*
Abbandono
volontario
Non
idoneità
/espulsione
per
comportamento
Esito dei percorsi
Programma
concluso
positivament
e
Rimpatrio
volontario
2002
0
1
1
12
0
2003
0
1
1
13
1
2004
0
4
0
24
5
2005
0
3
2
16
2
2006
0
2
4
16
3
2007
0
4
0
14
1
2008
0
0
3
15
1
2009
4
3
4
11
1
2010
5
4
4
9
1
2011
9
4
2
8
5
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La responsabile del progetto
Silvia Ottaviano
6. PENSIONATO SOCIALE
Il Pensionato sociale nasce come progetto del Comune di Bologna, nell’aprile 2004, per
offrire un alloggio di emergenza a donne, con figli minori, in grave disagio abitativo, economico e
sociale ed è gestito in associazione temporanea di scopo insieme all’associazione Mondo Donna. Le
problematiche per cui vengono accolte sono molto varie: sfratto dall’abitazione, assoluta mancanza
di sostegno economico, violenze subite dal proprio compagno, condizione di rifugiate politiche e
umanitarie.
Il Pensionato, un grande appartamento di 20 posti letto, è pensato innanzitutto come luogo
sicuro dove donne e bambini possano trovare ospitalità ed essere accolti da personale qualificato.
La struttura è finalizzata principalmente ad un’accoglienza temporanea e di emergenza di sei mesi.
Durante i sei mesi di permanenza presso il Pensionato, le operatrici si adoperano per fornire
alle donne ospiti strumenti informativi e operativi per iniziare un percorso di autonomia economica
e sociale del nucleo familiare, in accordo e collaborazione con l’assistente sociale.
L’intervento riguarda principalmente: orientamento alla formazione e al mondo del lavoro,
informazione sui servizi offerti dal territorio, accessi e accompagnamenti ai servizi sanitari,
scolastici, anagrafici, rilascio documenti.
Il progetto, per Casa delle donne, è stato chiuso a giugno 2011
.
La responsabile del progetto
Susanna Bianconi
19
7. PROGETTO DAPHNE WOSAFEJUS
La Casa delle Donne per non subire violenza partecipa come partner al progetto coordinato dalla
Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo e denominato WoSafeJus - Why Doesn’t She Press
Charges? Understanding and Improving Women’s Safety and Right to Justice – Perché non
denuncia? Capire e migliorare la sicurezza e il diritto delle donne alla giustizia (Daphne III).
Partner europei del progetto sono il Dipartimento di analisi dei Processi Politici Sociali e
Istituzionali (DAPPSI) dell’Università di Catania, l’Università di Barcellona (UAB), l’Università di
Bristol, l’Università di Babes-Bolyai e l’organizzazione Standing Together Against Domestic
Violence.
Il progetto si pone un duplice obiettivo. Da una parte indagare le ragioni che spingono una donna a
denunciare, o a non denunciare, le violenze subite nel contesto familiare, perpetrate dal partner o
dall’ex-partner. Dall’altra verificare quale sia il funzionamento del sistema della giustizia penale,
nei casi in cui venga presentata denuncia, e quali gli strumenti a disposizione a protezione delle
donne, in situazione di pericolo, nei diversi paesi europei (Italia, Spagna, Romania, Inghilterra).
All’esito della ricerca verranno elaborati un pacchetto formativo e linee di intervento, che terranno
conto delle differenze esistenti nei diversi contesti europei in cui è stata svolta la ricerca. Infine, i
risultati della ricerca comparata saranno oggetto di una pubblicazione realizzata in Italia e nei
diversi paesi partner del progetto.
La Responsabile scientifica del progetto
Giuditta Creazzo
8. OSSERVATORIO REGIONALE
L’indagine si propone l’obiettivo di raccogliere in modo omogeneo e scientificamente
attendibile i dati relativi alle donne che subiscono violenza, accolte dalle Case delle donne e dai
Centri Antiviolenza della Regione Emilia-Romagna nel corso del 2010. L’analisi statistica dei dati e
la loro interpretazione saranno oggetto di un Rapporto finale di ricerca a cura della coordinatrice
scientifica del progetto. I dati della ricerca sono stati presentati in Regione in occasione delle
Giornata del 25 Novembre 2011. I dati sono visionabili nel sito delle Case delle donne e dei Centri
antiviolenza dell’Emilia Romagna.
La Responsabile scientifica del progetto
Giuditta Creazzo
9. IL TAVOLO INTEGRATO SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
NELLE RELAZIONI DI INTIMITA’
Nel 2010 un importante lavoro di rete ha iniziato a svilupparsi a partire dal progetto europeo
Daphne “Wosafejus. Perché non denuncia? Capire e migliorare la sicurezza e il diritto delle donne
alla giustizia”, coordinato dalla Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo in partnership con la
Casa delle donne. Nell’ambito del progetto, il 1° ottobre 2010 si è tenuto un incontro formativo,
condotto da esperti dell’organizzazione inglese Standing Together Against Domestic Violence, che
ha dato impulso alla costituzione nel del Tavolo integrato sulla violenza contro le donne nelle
relazioni di intimità, che riunisce tutti i soggetti, istituzionali e non, che intervengono in concreto
20
con le vittime di violenza da partner o ex partner. Oltre alla Casa delle donne per non subire
violenza, che coordina il Tavolo, vi partecipano la Procura della Repubblica presso il Tribunale
ordinario; l’Ufficio GIP del Tribunale di Bologna; la Procura della Repubblica presso il Tribunale
per i Minorenni; la Questura di Bologna; l’Arma dei Carabinieri; la Polizia Municipale; il Comune
di Bologna; l’Ausl di Bologna con il Settore Salute Donna Infanzia e Adolescenza, il Centro
specialistico Il Faro, il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore e la Medicina legale; l’Unione
Donne in Italia; e una rappresentante dell Rete cittadina antiviolenza che si occupa della violenza di
genere nella sua interezza.
Il Tavolo ha carattere operativo e si concentra sull’intervento con le (già) vittime di violenza da
partner o ex. E’ promosso dalla Casa delle donne e dalla Formazione Decentrata Magistratura
Ordinaria Corte d’Appello di Bologna, è sostenuto dal Comune a dalla Provincia di Bologna, e si
avvale di una consulenza tecnica di Alessandra Campani.
Obiettivo del Tavolo – che dal 2010 si incontra con cadenza mensile – è quello di migliorare la
protezione delle vittime e il contenimento del maltrattante, coordinando e integrando le procedure e
le relazioni tra i vari soggetti, promuovendo la formazione, costruendo protocolli di intervento,
inter-istituzionali e integrati, a supporto dell’operatività ordinaria e di quella in emergenza.
Il lavoro del Tavolo è stato monitorato anche attraverso un incontro con gli esperti di Standing
Together che avevano dato l’impulso iniziale. A febbraio 2012 si è giunti alla stesura di un
Protocollo in via di approvazione definitiva.
Punti di forza del lavoro del Tavolo:
– Forte motivazione dei partecipanti; costante e assidua partecipazione di tutti i componenti;
– costruzione di un terreno di conoscenza e fiducia comune
– possibilità di contare su altre esperienze: Standing Together, la presenza di Alessandra
Campani, coordinatrice del Tavolo di Reggio Emilia, esperienze di altri territori
– territorio bolognese molto sensibile e ricco di ricerche ed esperienze, ma non a livello
operativo.
Punti di debolezza, criticità
– Aver iniziato il lavoro in un momento di riorganizzazione politica e amministrativa del
Comune di Bologna: il Comune di Bologna ha mandato una rappresentante dei Servizi
Sociali solamente a dicembre 2011;
– mancanza di un quadro e un contesto nazionale che spinga le istituzioni e gli operatori del
sistema legale a prendere sul serio la violenza contro le donne, sviluppando procedure e
buone prassi. Questa mancanza è stata compensata dalla forte motivazione personale e
professionale dei partecipanti.
Acquisizioni
– Costruire una rete effettiva ed efficace è un obiettivo strategico fondamentale dell’intervento
sulla violenza;
– si tratta di un lavoro lungo, costante, che non si può fare in fretta, né una volta per tutte;
– la conoscenza reciproca tra le agenzie può sembrare ovvia, invece è capitale per costruire il
resto;
– occorre mettere radici profonde nella fiducia reciproca tra le agenzie e nella condivisione
degli obiettivi per dare effettività ed efficacia al lavoro comune;
– il sostegno dei leader, della politica è molto importante.
La coordinatrice
Angela Romanin
21
10. FORMAZIONE
La Casa delle donne per non subire violenza è uno dei centri di più lunga esperienza in Italia, e ha
da sempre curato la riflessione metodologica e l’aspetto formativo come strumento fondamentale
per sviluppare e migliorare l’attività di accoglienza alle donne e ai/alle minori che subiscono
violenza, una professionalità vent’anni anni fa completamente nuova per il territorio italiano, e ora
in via di consolidamento.
In particolare, la vicinanza territoriale con l’Austria e la Germania ha reso possibile un’intensa
attività di scambi culturali, favoriti dalla presenza in quei territori di una precoce attività di supporto
alle donne che subiscono violenza (i centri antiviolenza erano nati negli anni 70) e di un’importante
rete di coordinamento di centri antiviolenza denominata Wave – Women Against Violence Europe.
Le operatrici della Casa delle donne hanno perciò goduto del supporto più competente dei centri
antiviolenza di lingua tedesca e di questa organizzazione in particolare per migliorare la loro
professionalità. Questo rapporto si è sviluppato negli anni con la partecipazione a numerosi progetti
Daphne comuni.
Contemporaneamente la Casa delle donne si è anche fatta interprete della necessità di diffondere sul
territorio italiano la conoscenza della metodologia di accoglienza, le buone prassi e gli interventi
professionali del Nord Europa. Questo è avvenuto con tutta una serie di scambi culturali e
professionali, sviluppati all’interno di politiche di rete con i centri antiviolenza italiani, che vedono
la Casa delle donne di Bologna come un modello da seguire. L’obiettivo è quello di implementare
la rete a livello nazionale e internazionale, con lo scambio e il confronto tra realtà che operano in
contesti diversi e/o limitrofi, lo sviluppo di strategie comuni, e la diffusione/valorizzazione di
metodologia e materiali specifici sull’argomento.
La necessità di consolidare sempre di più reti locali, nazionali ed europee ha reso imperativo
uniformare il linguaggio sulla violenza, condividendo fatti, informazioni scientifiche, ricerche,
sfatando miti e pregiudizi, favorendo lo scambio di esperienze e riflessione innovative sul tema. La
Casa delle donne è uno dei pochi centri antiviolenza italiani in grado di rispondere a questa esigenza
e alle richieste che provengono da altri centri antiviolenza, istituzioni pubbliche, servizi territoriali,
scuole, gruppi emergenti, ecc. Aiutare una donna maltrattata e i suoi figli significa farlo insieme a
tutta la sua rete di supporto, con un intervento armonico che possa poggiare su basi condivise.
Nel 2011 le iniziative sono state 31, di cui 18 a livello bolognese, 4 sul territorio nazionale e 9 a
carattere internazionale:
1. gennaio-marzo 2011, continuano gli interventi di sensibilizzazione – cominciati nel 2010 –
rivolti ai giovani all’interno del progetto “Fiocco Bianco: Comunicare il genere” presso il
Liceo Leonardo Da Vinci di Casalecchio (BO) in collaborazione con l’ass. Maschile Plurale.
Quattro classi coinvolte, 7 ore per classe, più un incontro pubblico finale di presentazione
dei lavori degli studenti. Docenti: Maša Romagnoli e Isadora Bergami
2. 19 genn. 2011, secondo incontro per le assistenti sociali ospedaliere dell’Ausl di Bologna
nel corso (iniziato nel 2010) sulla valutazione del rischio di recidiva e di omicidio. Docente
Angela Romanin.
3. 27 gennaio 2011, all’interno del progetto Daphne “Wosafejus. Why Doesn’t She Press
Charges? Understanding and Improving Women’s Safety and Right to Justice”, seminario a
Catania. Interviene la coordinatrice scientifica del progetto Giuditta Creazzo.
4. gennaio-marzo 2011: corso di 50 ore per la formazione di 30 nuove volontarie. Docenti:
Caterina Righi, Laura Saracino, Anna Pramstrahler, Valeria D’Onofrio, Deborah Casale,
Angela Romanin, Silvia Carboni, Maša Romagnoli, Samuela Pasquali, Silvia Ottaviano,
Lisa Benincasa, Laura Farina.
22
5. marzo-aprile 2011, per la Provincia di Bologna, coordinamento e docenza di un corso di 3
giornate rivolto alle Forze dell’Ordine sulla violenza alle donne. Docenti della Casa delle
donne: Giuditta Creazzo, Silvia Carboni e Angela Romanin.
6. marzo-ottobre 2011: 9 giornate formative nei corsi “Laboratorio di Formazione Ascolto
delle donne vittime di violenza”, indirizzate alle assistenti sociali, gli educatori degli
Sportelli Sociali, la Polizia Municipale e gli operatori dei Consultori Familiari dell’Ausl di
Bologna, Distretti: Pianura Est (marzo), Pianura Ovest (maggio), Porretta Terme (ottobre).
Docente: Angela Romanin.
7. 21-22 marzo 2011, partecipazione al project meeting bolognese all’interno del progetto
Daphne “Youth4Youth. Promuovere la sensibilizzazione nella Prevenzione della Violenza
di Genere tramite l’educazione tra Pari”, da parte di Maša Romagnoli, rappresentante
italiana del progetto.
8. 21-23 marzo 2011, a Vienna, partecipazione all’attività di scambio, project meeting e
Conferenza internazionale all’interno del progetto Daphne “Protect II Capacity Building in
Risk Assessment and Safety Management to Protect High Risk Victims”, da parte di Angela
Romanin, rappresentante italiana del progetto.
9. 1° aprile 2011, aggiornamento interno per le operatrici sull’attività con le donne vittime di
tratta e il progetto Oltre la Strada, a cura di Lisa Benincasa e Silvia Ottaviano e Laura
Farina.
10. 13-14 aprile 2011, Conferenza internazionale e project meeting a Cluj Napoca (Romania)
all’interno del progetto Daphne Wosafejus. Partecipano: la coordinatrice del progetto
Giuditta Creazzo, Susanna Zaccaria e Angela Romanin.
11. 3 maggio 2011, presentazione della Carta dei servizi della Casa delle donne. Intervengono
Susanna Bianconi, Silvia Carboni.
12. 25 maggio 2011, per la Provincia di Alessandria, nell’ambito del Patto Locale per la
Sicurezza Integrata “Alessandria Provincia si*cura”, un corso di 7 ore sulla violenza ai
minori, la rilevazione, l’intervento e la protezione dei minori in situazioni maltrattamento e
abuso. Docente Maša Romagnoli.
13. 31 maggio 2011, per il Centro antiviolenza di Pavia, 6 ore di formazione sulla violenza ai
minori condotte da Silvia Carboni.
14. 27 maggio 2011, aggiornamento interno per le operatrici sulla valutazione del rischio e
l’intervento con le donne ad altro rischio di omicidio, a cura di Angela Romanin.
15. 9 giugno 2011, Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, Convegno: “Stalking.
Psicopatologia di una persecuzione: l’autore, la vittima, la normativa”, interviene Angela
Romanin.
16. 23 giugno 2011, all’interno del progetto Daphne “Wosafejus”, Conferenza internazionale a
Bologna. Interviene Giuditta Creazzo.
17. 23 settembre 2011, per l’Isforcoop di La Spezia, visita di studio alla Casa delle donne di
Bologna, da parte delle operatrici del corso di formazione sulla violenza di genere;
18. 29-30 settembre 2011, partecipazione al project meeting all’interno del progetto Daphne
“Youth4Youth. Promuovere la sensibilizzazione nella Prevenzione della Violenza di Genere
tramite l’educazione tra Pari”, da parte di Maša Romagnoli, Silvia Carboni e Elma Sukaj,
gruppo italiano del progetto.
19. 11-13 ottobre 2011, a Roma, XII Conferenza internazionale contro la violenza di genere del
network europeo Wave – Women Against Violence Europe: “Strengthening the Efforts to
prevent Violence against Women and their Children in Europe and in the Mediterranean
Region”. Intervento in apertura di Anna Pramstrahler.
20. 14 e 15 ottobre 2011, per il centro S.O.S. ROSA di Gorizia, un corso di due giornate sui
temi dell’accoglienza alle donne condotto da Caterina Righi;
21. 7-10 novembre 2011, tre giornate di formazione per il Centro antiviolenza di Oristano,
condotte da Elena de Concini sui temi dell’organizzazione e il lavoro di rete territoriale
22. 8 novembre 2011, Conferenza stampa per l’apertura del Festival della Violenza illustrata 6a
edizione. Intervengono Silvia Carboni, Chiara Cretella e Angela Romanin.
23
23. 9 novembre 2011, audizione della Casa delle donne alla Commissione Consiliare delle
Elette del Comune di Bologna. Interviene Angela Romanin.
24. 10 novembre 2011, seminario “Carlotta osserva tutto. Bambini tra genitorialità e violenza
domestica”. Riflessioni sui 10 anni di attività del Servizio Minori della Casa delle donne.
25. 15 novembre 2011, Conferenza all’Istituto Parri di Bologna, presentazione del libro di
Sandro Bellassai “L’invenzione della virilità”, Carocci, Roma, 2011. Intervento di Angela
Romanin.
26. 22 novembre 2011, a Bologna, Regione Emilia-Romagna e Casa delle donne, Seminario e
presentazione del volume “Il femicidio. Dati e riflessioni intorno ai delitti per violenza di
genere”, a cura di Cristina Karadole e Anna Pramstrahler. Intervengono le curatrici del
volume.
27. 24 novembre 2011, a Castenaso (BO) intervento di Angela Romanin all’iniziativa dello Spi
Cgil “Donne esibite, violenze nascoste” in occasione della Giornata internazionale contro la
violenza alle donne.
28. 24 novembre 2011, Ausl di Bologna e Casa delle donne, Seminario e presentazione del
libro di Anna C. Baldry e Fabio Roia, “Strategie efficaci per il contrasto ai maltrattamenti e
allo stalking. Aspetti giuridici e criminologici”. Interviene Angela Romanin.
29. novembre-dicembre 2011, attività laboratoriali con gli studenti delle scuole secondarie
Liceo Classico Galvani (Bologna), Liceo Leonardo da Vinci (Casalecchio di Reno) e Ente di
Formazione Officina (Bologna) all’interno del progetto Daphne “Youth4Youth –
Promuovere la sensibilizzazione nella Prevenzione della Violenza di Genere tramite
l’educazione tra Pari” (ancora in corso nel 2012).
30. 5dicembre 2011, audizione sul tema del femminicidio alla Commissione Consiliare delle
Elette del Comune di Bologna. Intervengono Anna Pramstrahler e Cristina Karadole.
31. 14-16 dicembre 2011, all’interno del progetto Daphne “Wosafejus”, Conferenza
internazionale e project meeting. Partecipano e relazionano: la coordinatrice scientifica del
progetto Giuditta Creazzo, e Angela Romanin.
La responsabile del settore Formazione,
Angela Romanin
11. PROMOZIONE/COMUNICAZIONE/FUNDRAISING
Il settore Promozione e Comunicazione, nel 2011 al suo decimo anno di attività, si avvale della
collaborazione di una socia, Anna Pramstrahler che a titolo volontario è responsabile dell’intero
settore; di un’operatrice, Valeria D'Onofrio, per 25 ore settimanali affiancate, nel corso dell’anno e
in prossimità di specifici momenti del calendario di lavoro, da una collaboratrice, Chiara Cretella
che si occupa dell’organizzazione degli eventi culturali intorno al 25 novembre, in primis il Festival
La Violenza Illustrata. Nel 2011 ha ricoperto anche funzioni di addetta stampa per l’associazione.
Nel corso dell’anno entrano a far parte dell’équipe di lavoro un numero variabile di tirocinanti
provenienti dall’Ateneo di Bologna e/o di altre città italiane e straniere. Nel corso del 2011 hanno
collaborato con questo settore 2 studentesse della Facoltà di Scienze Politiche di Bologna e di
Padova. Questo settore, grazie all’adesione al programma internazionale universitario Leonardo, per
6 mesi ha ospitato e si avvalso della collaborazione di una giovane giornalista, Inma Mora Sanchez,
laureata proveniente dalla Spagna. Al festival hanno collaborato Simona Gaffuri e altre volontarie
24
in modo meno continuativo. Inoltre collabora un gruppo stabile di volontarie nella redazione della
Newsletter e un altro gruppo di volontarie si occupa dell’annuale ricerca Femicidio.
La pubblicizzazione della Casa delle donne e la comunicazione verso l’esterno sono fra le principali
mansioni del settore promozione e hanno l’obiettivo di dare diffusione le attività del Centro nonché
di promuovere campagne di sensibilizzazione e di raccolta fondi come la campagna 5 x 1000.
Rientrano dunque tra queste mansioni la gestione e il continuo aggiornamento del sito ufficiale
dell’associazione (www.casadonne.it ) nonché della creazione e gestione del gruppo Facebook (e di
tutti gli eventi creati ad hoc), del blog dedicato al Festival e la produzione di materiali pubblicitari.
Questo settore si occupa inoltre di gestire la partecipazione della Casa delle donne a tutte le
occasioni pubbliche in cui siamo chiamate per portare il nostro punto di vista sul fenomeno della
violenza di genere e diffondere dati e informazioni corrette sui nostri servizi e sul nostro operato.
Nel corso del 2011 la Casa delle donne ha partecipato a:
• 10 febbraio: conferenza “Dignità per le donne Rispetto per le istituzioni” organizzata dalla
Conferenza delle donne del Pd di Casalecchio di Reno, è intervenuta la Presidente Susanna
Bianconi;
• 13 febbraio: partecipazione alla manifestazione cittadina “Se non ora quando?” con
diffusione di materiale informativo contro la violenza di genere e il Femicidio;
• 12 marzo: partecipazione al workshop su “Diritti e salute delle donne” organizzato
all’interno dell’iniziativa “Donna Fiera” a Marzabotto;
• 10 aprile: partecipazione alla Tavola rotonda sul tema “Contrasto alla violenza contro donne
e minori” al Roxy Bar (con Red Ronnie) c/o Centergross. L’incontro è stato promosso dal
Soroptimist International Club Bologna, dal Centergross e da Unindustria nell’ambito della
lotta contro la violenza alle donne e ai minori, secondo un percorso intrapreso dallo scorso
anno a beneficio della Casa Delle Donne Onlus, cui è stato inoltre devoluto il ricavato della
vendita di prodotti donati dalle aziende a prezzi di fabbrica, effettuato al termine
dell’incontro.
• 13 - 14 aprile: partecipazione con banchetti informativi e intervento di ringraziamento ai
presenti in occasione della messa in scena dello spettacolo I Monologhi della Vagina di Eve
Ensler, presso lo Johns Hopkins Bologna Center in Via Belmeloro, 11 a Bologna. L’evento
è stato organizzato dall’Associazione Italo-Americana Luciano Finelli, i proventi devoluti
alla Casa delle donne. L’iniziativa è organizzata dall’autrice Eve Ensler sotto l’egida di VDay Unitl the Violence Stops (www.v-day.org), un movimento mondiale per combattere la
violenza sulle donne in ogni sua forma che ogni anno sostiene i Centri antiviolenza dei
territori dove viene rappresentato;
• 8 giugno: partecipazione all’incontro “Vedi alla voce violenza..” organizzato dalla Pubblica
Assistenza dei Comuni di Sasso Marconi e di Marzabotto;
• 9 giugno: partecipazione alla conferenza “Stalking, psicopatologia di una persecuzione:
l’autore, la vittima, la normativa” organizzata presso Cappella Farnese da AMI –
Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani;
• 12 luglio: partecipazione e intervento nel corso della serata a favore della Casa delle donne
organizzata dal Centro Giovanile Blogos di Bologna;
• 1 dicembre: partecipazione all’iniziativa “Noi non vogliamo la violenza sulle donne”
organizzata dalla Commissione Mosaico del Comune di Casalecchio di Reno;
MATERIALI ILLUSTRATIVI E LORO DIVULGAZIONE
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“Parla con noi”: grazie alla rete di contatti con volontarie italiane e straniere, la Casa delle
donne è riuscita a confezionare un opuscolo redatto in 9 lingue su come e perché rivolgersi
al Centro. Questo strumento è stato stampato in 5 mila copie e sarà diffuso, su base cittadina
e provinciale, presso tutti i punti di interesse abitualmente frequentati dalle donne straniere:
consultori, uffici pubblici dedicati agli stranieri, poliambulatori, presidi sanitari, etc. È già
disponibile on- line sul nostro sito e quindi può essere diffuso anche sottoforma elettronica.
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Manifesti e locandine con i riferimenti di tutti i Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna.
Prodotti dal Coordinamento regionale in occasione del 25 Novembre, il settore Promozione
si è occupato di dare diffusione a questi materiali presso la quasi totalità delle sedi dei
Comuni della provincia di Bologna.
Gadget: borse ecologiche, richiudibili e adatte ad ogni uso. Le borse, prodotte in mille
esemplari, recano il messaggio-logo “Parla con noi” e l’indicazione del nostro sito internet,
fra i principali canale di accesso e di informazione per le donne che si sono rivolte a noi nel
corso del 2011. Utilizzando la medesima linea comunicativa sono stati prodotti 2.000
adesivi destinati soprattutto ad ambienti densamente frequentati dalle giovani generazioni:
sedi universitarie, locali pubblici e punti d’interesse di molteplice natura.
Due edizioni dell’house organ dell’associazione: CasaDonnews. Edito e distribuito in 2.500
copie, il nostro periodico è altresì interamente visionabile sul nostro sito. La prima edizione
2011 è stata pubblicata nel mese di Aprile: come di consueto questo strumento rappresenta
un importante canale di comunicazione dall’associazione agli “abbonati” e in questo numero
ha anche avuto la funzione di rafforzare la nostra Campagna del 5 per mille. La seconda
edizione 2011 è stata diffusa nel mese di Novembre, interamente dedicata alla Giornata
internazionale contro la violenza sulle donne, ha ripreso e approfondito tutte le tematiche
curate all’interno del Festival La Violenza Illustrata.
“Un posto per ricominciare”: un volume che, per tappe e immagini, ripercorre la storia della
Casa delle donne e l’evoluzione del contesto politico, sociale e culturale di riferimento per la
tematica della violenza di genere. La linea di realizzazione seguita è stata quella editoriale,
infatti questo volume rientra tra i tipi prodotti dalla Casa editrice “La linea” di Bologna.
Con l’ausilio della Regione Emilia-Romagna e l’apporto volontario di esperte internazionali
e delle autrici della ricerca, ha visto la luce la prima pubblicazione italiana sul tema
“Femicidio” che raccoglie anche il lavoro di indagine sulle morti violente delle donne in
Italia portato avanti dalla Casa delle donne negli ultimi 5 anni.
Materiali pubblicitari prodotti per il Festival, VI edizione: la pubblicizzazione del
Festival ha usato, per questa edizione, numerosi canali comunicativi. Oltre alla newsletter,
abbiamo progettato, prodotto e diffuso 1500 pieghevoli con l’intero programma
dell’iniziativa, 5000 segnalibri con tutti i riferimenti informativi, 100 locandine e 200
volantini A4 per i bus Atc. Tutti i materiali sono stati diffusi sul territorio cittadino in
formato cartaceo: presso gli Urp comunali, provinciali e universitari; nelle principali
biblioteche civiche e universitarie, presso le sedi universitarie, presso i principali punti di
interesse pubblico. Gli stessi materiali sono stati diffusi anche in formato elettronico
attraverso: la mailing list (oltre 3000 contatti); il nostro sito internet (oltre 700 visite al
mese); il gruppo Facebook dedicato alla Casa delle donne (2000 iscritti circa). La notizia
riguardante il nostro Festival è stata ripresa da numerosi quotidiani cittadini e portali web
anche grazie all’ottimo esito della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa
organizzata presso la residenza comunale. Il Festival è stato inoltre pubblicizzato attraverso i
canali, cartacei e web, di tutti i nostri partner, sponsor e collaboratori quali, per esempio, la
Biblioteca Sala Borsa, la CGIL di Bologna, il Settore Cultura del Comune di Bologna,
Assicoop Bologna spa e Coop Adriatica. Una particolare e simbolica pubblicità, oltre che un
importante messaggio di sensibilizzazione, è stato veicolato da 8 Testimoni Silenziose
dislocate in altrettanti punti pubblici del centro città: sede della Provincia di Bologna,
libreria Melbookstore, libreria Modo Infoshop, biblioteca Sala Borsa, Libreria delle Donne,
Cassero Gay Lesbian Center, Urp dell’Università di Bologna e Cineteca Lumière.
FESTIVAL LA VIOLENZA ILLUSTRATA 2011 – VI EDIZIONE
Divenuto un appuntamento cittadino e un ampio contenitore di iniziative di donne per celebrare il
25 novembre, il nostro Festival ha saputo mantenere anche quest’anno il seguito e l’attenzione da
parte di singole persone, organizzazioni e media. La struttura di questa iniziativa si è ampliata negli
anni sia nel numero dei soggetti collaboratori sia nel numero delle iniziative offerte, tutte
gratuitamente. Le due principali serate organizzate presso la Cineteca Lumière hanno ottenuto
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l’attenzione di un vasto pubblico così come, in proporzione, tutti gli eventi in calendario. Abbiamo
deciso di dedicare esplicitamente questa edizione del Festival alla violenza subita e assistita dai
minori: da qui la scelta grafica per questa edizione. Sulla falsariga di un qualunque segnale stradale
triangolare, una donna prende per mano una bambina con l’intenzione palese di andare via, il
messaggio testuale dissipa ogni ulteriore dubbio: “Limite di sopportazione” si legge.
La presenza media di pubblico, vario ed eterogeneo, in ciascun evento è stata alta e soddisfacente.
Dalla rilevazione fatta, un numero di persone compreso tra 3410 e 5000 ha presenziato alle oltre 40
iniziative proposte.
Per la celebrazione del decennale di attività del nostro Servizio Minori, la prima iniziativa ad
inaugurare il calendario del Festival è stato il seminario “Carlotta osserva tutto”, dedicato alla
tematica della violenza sui minori alla presenza – oltre che di un numeroso e interessato pubblico –
di numerosi esperti e rappresentanti dei principali servizi sociali del territorio.
Abbiamo inoltre continuato ad incrementare l’offerta di mostre visive, diversificando ancora di più
le strategie comunicative: alle Testimoni Silenziose (aggiornate alla ricerca 2010 ed esposte presso
l’Urban Center in Piazza del Nettuno) abbiamo aggiunto altre due mostre di tipo fotografico:
“Come simili” e “Sacrario intimo”. La prima, esposta insieme alle Testimoni Silenziose, è stata
curata da Silvia Morara ed era una mostra composta da due filoni. Il primo riguardava le vittime del
Femicidio: ogni istallazione riportava una foto di una casa dove è avvenuto il femicidio, quasi
sempre la casa della vittima, avvicinandolo alle parole usate dalla stampa per riportare il fatto.
Obiettivo di questa mostra era sottolineare la “normalità” di una casa accostandola alla
“quotidianità” della violenza che vi si agiva all’interno e, contemporaneamente, esplicitare il lessico
inadatto e spesso non rispettoso usato dai media. La seconda mostra, curata da Fabiola Ledda, è
stata esposta presso Cappella Trehmlett nei pressi di Piazza Maggiore: una gigantografia di donna
incinta, nuda, ad occhi chiusi stesa su un tavolo: ai suoi piedi, a coprire interamente il pavimento, i
nomi di tutte le 127 vittime di femicidio accompagnati da una gerbera.
Il Festival, inoltre, ha accolto e mantenuto costante nel tempo l’appoggio dei partner, istituzionali e
privati, che hanno sostenuto questa iniziativa sin dalla prima edizione, nel 2006, a cui va ad
aggiungersi quest’anno il sostegno ricevuto da Assicoop Bologna spa. Al Festival hanno
collaborato, a vario titolo, più di 30 soggetti (associazioni, istituzioni, aziende) e sono state 40 circa
le iniziative promosse.
CARTA DEI SERVIZI: QUALITÁ NELL’ACCOGLIENZA A DONNE CHE SUBISCONO VIOLENZA
La Carta dei servizi è un importante strumento di presentazione e di accessibilità ai servizi, oltre ad
essere anche un indispensabile indicatore dell’efficacia degli interventi posti in essere attraverso il
quale l’associazione può, per esempio, migliorare la gestione e la pianificazione degli interventi
futuri.
La Casa delle donne ha presentato la sua prima Carta dei servizi per raccontare la sua struttura
attraverso una mappa semplice ed esaustiva, per divulgare come potere accedere ai nostri servizi e
alle nostre attività. L’obiettivo della nostra Carta dei servizi è, dunque, quello di consentire sia
all’utenza che ai soggetti pubblici e privati con cui collaboriamo la possibilità di contribuire in
modo incisivo ad un miglioramento effettivo e continuo del servizio. Per questo motivo la Carta dei
servizi sarà oggetto di un aggiornamento continuo ed è interamente disponibile sul sito
dell’associazione.
La Carta è rivolta direttamente alle donne e può essere un valido strumento conoscitivo per gli enti,
le associazioni e tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno rapporti con la Casa delle donne.
CAMPAGNA DEL 5 PER MILLE 2011
La campagna informativa sullo scorporo del 5 per mille, condotta dal Settore Promozione, visti gli
esiti positivi già raggiunti, quest’anno si è dotata di ulteriori strumenti di comunicazione. Nello
specifico le azioni promosse sono state:
• mail di richiesta di segnalazione del nostro Codice Fiscale a tutti i commercialisti di
Bologna e provincia;
• mail per l’attribuzione del 5 per mille alla Casa delle donne inviata alla nostra mailing list
• evento pubblicizzato su Facebook (e innumerevolmente esportato);
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inserzioni pubblicitarie su Repubblica Bologna;
spot radiofonico e avviso sul portale di Radio Città del Capo Metropolitana;
divulgazione del nostro codice fiscale presso i principali CAAF cittadini.
Purtroppo, ancora ad oggi, non sono disponibili dati aggiornati sulle ultime due annualità.
BILANCIO SOCIALE : NEL 2011 LA SECONDA EDIZIONE
La Casa delle donne ha pubblicato la prima volta il bilancio sociale nel 2009, la seconda volta nel
2011. Il bilancio sociale persegue un preciso obiettivo: rendere pubblico e far conoscere il
complesso quadro di interdipendenza tra fattori economici e fattori socio-politici alla base del
lavoro e delle attività svolte dal centro antiviolenza.
L’intento è anche quello di esplicitare alcuni obiettivi di miglioramento dell’attività e delle politiche
pubbliche a favore delle donne. Il bilancio sociale è rivolto ai Enti pubblici, a numerosi donatori e
donatrici, alle fondazioni e aziende che hanno sostenuto l’associazione in questi anni e che potranno
leggere e verificare quanto è stato prezioso il loro supporto.
TESTIMONI SILENZIOSE E RICERCA FEMICIDIO
La ricerca Femicidio, edita dall’associazione dal 2006, è realizzata da un gruppo di volontarie
coordinate da Anna Pramstrahler, responsabile di questo settore. L’edizione 2011 è intitolata “Il
costo di essere donna” ed è reperibile, insieme a tutte le altre ricerche, sul sito dell’Associazione
che da sempre incoraggia la diffusione di questi dati .
La mostra Testimoni Silenziose, prodotta nel 2006 in occasione della pubblicazione della prima
ricerca Femicidio, viene aggiornata annualmente con i nuovi dati emersi. Nel 2011, in occasione del
Festival La Violenza Illustrata, le sagome sono state esposte presso l’Urban Center del Comune di
Bologna, corredate da tutto il materiale informativo relativo alla ricerca nel suo complesso.
Inoltre, nel corso dell’anno, le Testimoni Silenziose, grazie alla richiesta di soggetti istituzionali e
non, sono state esposte in altri territori italiani e precisamente:
• Associazione Ladyterranea di Reggio Calabria
• Comune di Soliera (Modena)
• A Massalombarda per conto di quattro associazioni locali (Ravenna)
• Centro antiviolenza di Trento
• Ass. Donne & Donne di Sant’Arcangelo Lodigiano (Lodi)
• Donne contro la violenza / Frauen gegen Gewalt di Merano (Bolzano)
Ci preme rilevare l’interesse dimostrato da molteplici soggetti eterogenei (Istituzioni, Associazioni,
gruppi informali, Partiti politici,etc.) su questa tematica e le numerose richieste ricevute che
rispondono ad una, fortunatamente diffusa, volontà politica di porre in essere iniziative di
sensibilizzazione contro il Femicidio, divenuto ormai tema di dibattito nazionale e oggetto di
attenzione mediatica.
CONTRIBUTI RICEVUTI TRAMITE IL 5 PER MILLE
ANNO
(della dichiarazione dei redditi)
N° Sostenitori
2006
798
€
22.031,83
2007
812
€
24.659,39
2008
1128
€
35.813,29
2009
1038
€ Contributo
€ 32.182,58
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CONTRIBUTI RICEVUTI TRAMITE LE DONAZIONI LIBERALI
ANNO DONAZIONI LIBERALI
2005
€
8.762,57
2006
€
34.704,66
2007
€
37.222,65
2008
€
26.942,11
2009
€
27.563,01
2010
€
49.585,00
2011
€
33.775,80
La Responsabile del settore
Anna Pramstrahler
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Relazione anno 2011 - Comune di Pieve di Cento