Settembre 2011 – Anno 4 N° III Spedizione gratuita Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. I, comma 2 e 3, CNS PZ” Stampato su carta ecologica GRAZIE!! Regionale Avis per MATERA 2019 Capitale Europea della Cultura Pag. 5 Paginone Cultura Parlano il dott. Rocco Maglietta e dott. Pellegrino Musto del C.R.O.B. di Rionero Isa Grassano: suggerisce 101 cose Gratis da fare almeno una volta nella vita Pag. 16 / 17 Pag. 15 E’ giusto dedicare la prima pagina del nostro periodico per rivolgere a tutti i donatori/atrici un ringraziamento vero, sincero, mio personale e di tutto il Consiglio Direttivo, per quanto sono riusciti a fare, in assoluta sinergia con i loro Dirigenti, in questo particolare momento di bisogno della rete trasfusionale regionale ed extra regionale. Ancora una volta abbiamo dimostrato, nel periodo estivo, che attraverso l’organizzazione capillare delle sedute di raccolta programmate, ordinarie o straordinarie, si possono soddisfare i bisogni ematici della Regione e mettere anche a disposizione degli Ospedali romani, attraverso il consolidato rapporto di collaborazione convenzionale, anche un numero significativo di unità di emazie. In un articolo-intervista pubblicato da un noto quotidiano locale, nel mese di Luglio, “criticavo”, attraverso una sottile polemica, che, per la prima volta, dopo tanti anni, non si era riusciti a realizzare un momento di incontro in sede Istituzionale, come tra l’altro previsto dalla normativa di settore, per il piano di produzione a garanzia dell’”emergenza estiva”. Abbiamo più volte ribadito, come Avis, che la tutela della salute del ricevente, sul versante emotrasfusionale, la si realizza perseguendo le dovute sinergie, tra Volontariato, Istituzioni e Sanità pubblica. Se uno soltanto dei tre soggetti viene meno, il Sistema corre seri pericoli sul versante dell’efficienza e dell’efficacia. Ciò nonostante abbiamo imparato, in così tanti anni di impegno, che la fidelizzazione degli associati, attraverso la informazione e la documentazione permanente rivolta agli stessi, ci consente di differenziarci dal resto d’Italia ed evitare anche in questi mesi particolari quegli inutili quanto eticamente inaccettabili appelli “Prima di partire per le vacanze, ricordatevi di donare il sangue”, prassi ancora abbastanza diffusa su tutto il territorio Nazionale, che lede l’essere associazione, la sua funzione e le sue finalità statutarie. Il modello organizzativo posto in essere in Regione Basilicata, il quotidiano impegno dei tanti Dirigenti realizzano una forma di garanzia, di quantità e qualità delle prestazioni, che rendono la nostra piccola grande Regione modello efficace di un sistema integrato. Ed è per tutto questo che io vi dico GRAZIE! Diventa veramente motivo di orgoglio rappresentarvi, pur nel quotidiano impegno di un Volontariato da me più volte definito, di essenza, il 2 Fenotipo che non ti consente momenti di pause, né di forzato disimpegno. Chi non conosce Avis Regionale di Basilicata, la sua capillare diffusione, la sua testardaggine nel perseguire gli obiettivi programmati, crede che il nostro sia un Volontariato simile ad altri, benemerito si, ma omologabile come tanti altri, da tenere in giusta considerazione, solo per un falso criterio di sussidiarietà, per il soddisfacimento di carenze Istituzionali nel realizzare un Welfare a tutela dei diritti sociali, della collettività e della persona. Talune volte, anche nella nostra Regione, e, cosa più grave, nell’anno Europeo del Volontariato, si manifestano atteggiamenti di insofferenza, quasi di fastidio rispetto alle nostre istanze, che sono, invece, deputate a rivendicare il rispetto di regole condivise. Come recita un vecchio proverbio cinese “anche il viaggio più lungo inizia con il primo passo”. Noi, attraverso piccoli passi abbiamo scritto una storia di civiltà e di coesione sociale che fa onore alla Basilicata, anche se indispettisce taluni personaggi che hanno ancora la visione gretta della gestione della cosa pubblica, finalizzata più all’Io che all’interesse più generale della collettività. Mi piace ribadire, a coloro che si riconoscono in questa mia “forzata” riflessione che in Avis troviamo conforto e sostegno in chi è d’accordo con noi, con i nostri valori e con la nostra funzione, mentre cresciamo proprio grazie a coloro che non lo sono. Lo dimostrano i grafici della crescita donazionale, vale la pena soffermarsi con attenzione sugli stessi, per dedurne una riflessione di carattere più sociologico che sanitario. Le statistiche ci dicono crudelmente del flusso migratorio delle nostre popolazioni, un flusso determinato al 70% da una popola- il Fenotipo periodico trimestrale di promozione, informazione e cultura dell’AVIS Regionale di Basilicata Registrazione Tribunale di Potenza n. 366 del 18/09/2007 Via Giovanni XXIII, n. 59 – 85100 Potenza – Tel. 0971 442991 – Fax 0971 46873 E–mail: [email protected] – http.//www.avisbasilicata.it Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 zione nella fascia di età compresa tra i 25 e 40 anni, per giunta, di scolarità medio alta. Un dato allarmante, che dovrebbe preoccupare tanti, tutti, ma che, ad oggi, sembrerebbe preoccupare pochi, tra i pochi, un’Avis che perde, Analoga cruenta considerazione sarei portato a farla sull’altro Volontariato del sangue, più avvezzo alle dichiarazioni giornalistiche, ai proclami e alla politica della acquisizione di meriti altrui, per apparire grandi, piuttosto che esserlo. Avis è avvezza, invece, a dimostrare con i risultati il suo impegno, troppo facile, oggi, dichiarare di voler fare all’interno di un settore dopo che Noi, per 30 anni, abbiamo creato la rete, la cultura, abbiamo rivendicato la promulgazione di leggi e di norme con impegno e sacrificio, realizzando l’interesse dell’altro. Per tutto questo e per tutto quanto sono certo che continuerete a fare per i nostri ammalati e per la nostra comunità in generale, e io continuerò a dirvi GRAZIE. G.K.Chesterton diceva “Che l’uomo veramente grande è colui che fa sentire grande ogni altro uomo”. Io dico Angelo Pace, Genesio De Stefano, Bartolo Bonelli che uomini e donne grandi come nel solo anno 2010, circa 200 donatori, perché Voi fanno sentire ai tanti giovani il bisogno di trasferiti fuori Regione. Donatori periodici, fi- restare, di crederci e di fare. Ai meno giovani delizzati, formati. l’invito ad una riflessione, non sono gli anni delCiò nonostante, la crescita associativa ci dice la nostra vita che contano, ma la vita dei nostri che i nuovi ingressi colmano questo ghep ed anni. Per cui, evitando all’interno e all’esterno incrementano la capacità donazionale di circa della nostra associazione, stupidi conflitti ge2000 unità su base annua, rispetto all’anno pre- nerazionali, continuiamo a crecedente. derci, così facendo il “grazie” QR code Questa analisi ci dice chiaramente della credi- che oggi io vi rivolgo, a nome bilità della nostra Associazione, chi resta nella degli ammalati, domani divennostra Regione ha bisogno di punti di aggrega- terà il “grazie” delle future gezione, di riferimenti certi e credibili, ci cerca, nerazioni, rivolto alla nostra, partecipa e si mette a disposizione dell’altro, che non abbiamo passivamenattraverso il dono e la cittadinanza attiva. Cosa te subito, senza aver quantoche non riesce a fare la politica, malgrado la meno tentato di costruire una società, e percrudezza dei dati del CENSIS che la pone al pe- ché no, anche un’associazione migliore. Genesio De Stefano nultimo posto nella scala dell’affidabilità e della Presidente Avis Regionale credibilità sociale. Sky Line E le ist ituzion i??? S a rà u n problem a d el S e r vizio Po stale t ti i via a tu L’Avis in u n Grazie ri don ato isultato rosso r g il r e p to ! ra g giu n Anno 4 n. 3 – Settembre 2011 Direttore Editoriale: Genesio De Stefano / Presidente Avis Regionale di Basilicata Direttore Responsabile: Anna Giammetta Comitato di Redazione: Tonino Valentino, Maria Antonella Caraffa, Vittorio Magliano, Laura Bruno, Lucia Moliterni, Maurizio Nardozza, Cristian Colangelo, Francesco Mastroberti, Valeria Nolè Coordinamento Grafico: Pubbli Press srl Responsabili per QRCODE Paolo e Giuseppe Fedele Segreteria di Redazione: Valeria Nole Via Papa Giovanni XXIII, 59– 85100 Potenza – [email protected] Fotografie: Archivio Avis Regionale Basilicata Sperduto Nicola Una realizzazione: Pubbli Press srl – C.o Direzionale Rossellino – C.da Rossellino snc – 85100 Potenza Tel. 0971 469458 – Fax 0971 449187 –E_mail: [email protected] Stampa: Martano Editrice Tiratura: 25.000 Sic !! V. M. Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 3 Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale Il QR CODE nel nostro periodico QR code Alla luce delle riduzioni delle agevolazioni che hanno fatto lievitare le spese di spedizione per i periodici del terzo settore, all’indomani di quel funesto decreto interministeriale (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 Marzo 2010), si sono verificati scenari poco sereni per molte testate, a cominciare dal ridimensionamento di prospettive ed obiettivi. Alcuni sono stati costretti alla riduzione di foliazione o delle uscite annuali; per altri, addirittura si è verificata, purtroppo, la chiusura. Analoga cosa non può dirsi della garanzia che viene pur sempre riconosciuta ai periodici di partiti con cospiqui finanziamenti pubblici. Un giornale, come ogni altra impresa, vive di progetti da attuare e voglia di crescere. La stangata delle tariffe postali ha ridimensionato molto queste aspettative, obbligando, spesso, il lavoro al solo mantenimento dell’ordinaria amministrazione. Un duro colpo per tutto il No Profit e per la sua possibilità di continuare a comunicare all’esterno il proprio lavoro attraverso la carta. L’Avis di Basilicata è riuscita, nonostante l’abolizione delle tariffe agevolate, a garantire la prosecuzione di questo giornale, così come lo conoscete da oramai quattro anni. Un canale comunicativo che nel corso di tutto questo lungo lasso temporale ha saputo costruire una sua identità specifica; crescere senza mai subire battute d’arresto; diventare un punto di riferimento importante per molte realtà; conquistare la fiducia di lettori sempre più attenti, confermando così la bontà delle scelte fatte e la validità di questo stesso progetto. Mai come in questo momento continuiamo dunque a ringraziarvi per il sostegno e la fiducia. Due elementi che sono per noi un incoraggiamento a fare sempre meglio e di più. E’ per tale motivo che dallo scorso numero il Fenotipo si è arricchito di nuove pagine passando da 24 a 32 facciate, come sempre votate all’innovazione, alla ricerca, al progresso e all’approfondimento di tutto ciò che generalmente non trova sufficiente spazio negli altri mezzi di comunicazione. Sfogliando questo numero, inoltre, troverete degli strani francobolli di piccole dimensioni composti di segni grafici indecifrabili alla lettura. E’ il QR Code, una evoluzione intelligente ed in 2D del classico codice a barra che in realtà nasconde una piccola rivoluzione mediatica. Il suo nome nasce dalla immediatezza nell’avere informazioni, QR stà per «quick response» ( risposta rapida). Se lo si inquadra, con l’obiettivo di un cellulare il codice QR prende vita e racconta tutto di sé; sul display partono video, pagine web preparate ad hoc, e suoni. Il QR code è diventato a tutti gli effetti, il trait d’union tra il mondo del cartaceo e quello digitale e meglio ancora di internet. Una passaggio immediato a contenuti aggiuntivi che per loro natura non trovano spazio sulla carta stampata, e che invece arrivano via web sulla schermata di un smartphone o di un tablet. Una rivoluzione che da questo numero sbarca sulle nostre pagine, perché l’Avis di Basilicata Per accedere ai servizi IN DIRETTA del Fenotipo segui queste tre semplici tappe Tappa1 Devi disporre il telefonino munito di fotocamre collegato ad internet. Alcuni cellulari di nuova generazione hanno già installato il lettore del quadratone a barre. Se il tuo telefonino non è munito di questo piccolo programma, vai alla tappa2. crede ed investe nei nuovi strumenti di comunicazione per stare sempre al passo con i tempi. In questo modo il Fenotipo si anima e diventa interattivo per essere ancora più vicino ai lettori ed ai propri soci. Da oggi potrete visualizzare, le storie di copertina, le interviste, gli approfondimenti, tutte in video. È un mondo nuovo che si apre ai lettori abituati a sfogliare solo il giornale. In questo numero sono 3 i QR Code posizionati nelle diverse sezioni. C’è il mio saluto; l’approfondimento dell’editoriale del nostro presidente Genesio De Stefano e naturalmente non poteva mancare la sezione dedicata ai giovani con le immagini di giochi senza frontiere che si sono svolte questa estate a Tramutola. Dal prossimo numero ogni sezione avrà il proprio video. Ci sarà l’approfondimento sanitario, quello della cultura, della fondazione ecc…Insomma lo troverete declinato nei vari modi per farvi “giocare”, perché no, magari divertendovi anche, con questo nuovo strumento. Come funziona? Per prima cosa bisogna installare sul cellulare uno speciale software in grado di interpretare il Qr Code: programma gratuito e facilmente scaricabile dal web, ce ne sono per tutte le marche compreso l’IPhone della Apple e il Blackberry. Non resta che inquadrare il codice con la fotocamera del cellulare e metterlo a fuoco. Il software legge il codice e catapulta il telefonino sul web. E allora buona lettura e da questo numero aggiungiamo anche, buona visione. Anna Giammetta Direttore Responsabile Il Fenotipo Tappa 2 Connettiti tramite il telefonino all’indirizzo inigma.mobi e scarica direttamente il software I-Nigma (è gratuito). Questa operazione va fatta solo una volta. Tappa 3 Hai installato il software? Attivalo passa la fotocamera del telefonino davanti al quadratone a barre e sul display comparira il materiale che cercavi. Semplice e veloce UNA NUOVA SFIDA PER AVIS BASILICATA Si parte! “Solidarietà in rete”, questo il titolo del progetto di Avis Regionale che la Fondazione con il Sud ha approvato e finanziato. La presentazione ufficiale avverrà il 28 Settembre a Matera ed il 6 Ottobre a Potenza. Il progetto si prefigge, come obiettivo primario, di consolidare l’azione della rete delle organizzazioni di volontariato. Avis Regionale, più nel particolare, ha lanciato la sfida di rendere ancora più efficace ed efficiente il sistema sangue in Basilicata, che attualmente lavora su di un livello di coordinamento di ben 106 sedi periferiche. In tale ottica si colloca il processo di informatizzazione del sistema trasporto sangue, servizio di competenza di Avis Regionale di Basilicata e che ad oggi si sviluppa anche tramite l’elaborazione di documenti cartacei. A tal proposito, al fine di avviare forme di comunicazione sinergiche, più sicure e più snelle, si è proposto di realizzare un Sistema informatico gestionale, che permetta di monitorare l’intero percorso del dono del sangue. Nell’ambito di questo progetto Avis Regionale si è preoccupata anche di ampliare la platea dei soggetti a cui si rivolge ed in un processo di integrazione culturale, mira a coinvolgere nella rete della solidarietà anche i tanti cittadini extracomunitari presenti sul territorio lucano. La sperimentazione riguarderà un’area target ben definita, circoscritta ad un numero di 12 Comuni, in cui è più elevato il tasso di immigrazione, creando veri e propri luoghi di mediazione tra gli immigrati e gli enti deputati alla costruzione di politiche di integrazione. Luoghi, quindi, utili anche alla sensibilizzazione alla cultura della donazione, ma più in generale alla solidarietà tra i popoli. I volontari impegnati in questa attività verranno coinvolti in un percorso di formazione che li renderà maggiormente in grado di interfacciarsi e di rispondere alle sempre nuove esigenze che provengono dal territorio. Tutto questo contribuirà ad irrobustire e allargare la capacità di risposta dell’Avis Regionale e a perseguire un rinforzo del senso di appartenenza alla comunità da parte dei nuovi donatori. Una piccola anteprima che spera di suscitare tutta la vostra curiosità…non vi resta che accorrere numerosi nella consapevolezza che il popolo avisino saprà raccogliere anche questa sfida. Valeria Nolè 4 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale AVIS REGIOnALE PRESENTA LA 3° EDIZIONE DEL SUO BILANCIO SOCIALE Lo scorso 14 settembre alle ore 16 presso la sede di Avis regionale, unitamente alla presentazione del progetto Benin, di cui riferiamo a parte, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Bilancio Sociale 2010 di Avis Regionale di Basilicata. Il Presidente, Genesio De Stefano, ha illustrato nel dettaglio i contenuti di un documento, redatto da un apposito gruppo di lavoro e coordinato dalla Fondazione Avisper, che per il terzo anno rappresenta lo strumento di comunicazione scelto per presentarsi alla comunità e in particolare agli stakeholder. De Stefano ha spiegato che la redazione del Bilancio Sociale rappresenta una scelta irrinunciabile e definitiva, infatti Avis in Basilicata, nella sua complessità, con il concorso di tutti gli operatori e gli stakeholder, è riuscita a schematizzare un documento che, a giudizio unanime, rende facilmente intellegibili gli obiettivi, le strategie, le azioni, i processi di miglioramento. L’analisi è stata introdotta con una riflessione legata al non facile momento in cui si dibatte il nostro Paese, un panorama sociale in forte crisi, indicatori sociali ed economici tendenti al rosso, una società che annaspa nell’incertezza sul proprio futuro. Questa situazione ha determinato la cornice nella quale si è mossa l’associazione, che ha reso più arduo parlare di solidarietà, partecipazione, altruismo. L’analisi dei dati sociali tuttavia diverge in modo consistente da queste considerazioni dal momento che, ancora una volta, si presenta una situazione in costante crescita, nella quale si è riusciti anche a garantire un valido e sostanzioso supporto a regioni ancora carenti. Ma l’analisi non può e non deve fermarsi a questa unica valutazione che, a detta di De Stefano, non esaurisce la portata dell’impatto sociale determinato. A questi dati vanno aggiunti infatti tutte le considerazioni legate alla qualità del lavoro svolto, all’incremento dei punti di raccolta, all’efficienza del servizio di trasporto, ai risultati del brac- cio sociale costituito dalla Fondazione Avisper, in buona sostanza, alla operatività ed all’impegno degli oltre 17.000 soci avisini, che rappresentano molto spesso un punto di riferimento per condizioni di difficoltà che vanno oltre lo specifico mondo trasfusionale. L’analisi di questi dati positivi, ha concluso De Stefano, non deve però distrarre l’attenzione da una situazione sociale che è oggettivamente difficile e che va peggiorando offrendo materiale umano sempre più esiguo a causa del costante processo di emigrazione verso altre regioni da parte di tanti nostri giovani, solo in parte mitigato dall’ingresso di extracomunitari. Proprio ponendosi in quest’ottica è stato presentato il progetto “Solidarietà in rete” finanziato dalla Fondazione per il Sud che consentirà ad Avis, in collaborazione con la Fondazione Avisper, di realizzare oltre alla informatizzazione delle sedi sul territorio, 12 sportelli informativi a disposizione delle diverse necessità degli extra comunitari risiedenti sul territorio. Rosaria Langone un cardiografo per l’ospedale di kamanyola LA SOLIDARIETà DELL’AVIS contribuisce a far battere tanti cuori Il 30 maggio 2011 è stato inaugurato l’Ospedale “S. Giuseppe” di Kamanyola. Situata nella Repubblica Democratica del Congo, nella Provincia del Sud-Kivu, a circa 2 km. dalla frontiera del Ruanda e a pochi km. dal Burundi, la città di KAMANYOLA a livello politico è una entità amministrativa del territorio di Walungu (Bukavu); a livello ecclesiastico è una delle Parrocchie della diocesi d’Uvira. La popolazione conta circa 50.000 abitanti, congolesi maggioranza, con minoranze ruandesi e burundesi. Si dedicano prevalentemente all’agricoltura e al commercio. Dal punto di vista sanitario, Kamanyola può contare su 2 Centri Sanitari situati nei villaggi, dotati di poco personale qualificato e scarsi mezzi. Nei casi più gravi, i pazienti erano trasportati con mezzi di fortuna a Uvira che dista 70 km., oppure a Bukavu distante circa 55 km. Per venire incontro a questa gente “abbandonata” P. Giuseppe Crippa, Saveriano e da lunghi anni Missionario nella diocesi di Uvira, aveva sollecitato presso la sua famiglia i fondi necessari per la costruzione di un Ospedale, di cui però non aveva visto la realizzazione, essendo morto nel 2009 prima che l’opera venisse terminata. I Padri Saveriani con dedizione e generosità l’avevano completato. Ora l’Ospedale è una “realtà” benedetta da tutti e a disposizione dei malati di 3 Paesi per lunghi anni teatro di lotte e inimicizie: Congo – Ruanda – Burundi. Per volontà dell’Arcivescovo di Bukavu, la gestione dell’Ospedale è stata affidata alle Suore Francescane di N. S. del Monte che hanno messo a disposizione 3 Suore per la Gestione – Farmacia – Intendenza generale. Vi operano dal 30 maggio 2 medici congolesi ed una équipe di personale locale ben formato, che lavorano instancabilmente e in situazioni di estremo disagio. L’Ospedale manca di quasi tutto: letti – comodini – sedie – armadi…senza parlare del materiale più specifico per la chirurgia, la maternità, la sala operatoria e il Laboratorio analisi. Da Genova ci stiamo organizzando per procu- rare il materiale richiesto e inviarlo al più presto con un container. Nonostante la mancanza di tante cose, o meglio di “quasi tutto” si lavora con coraggio e buona volontà. Ringrazio tutti coloro che ci seguono, ci incoraggiano e ci sostengono nel nostro sforzo di “servire” la popolazione povera e sofferente di Kamanyola. Ringrazio L’Avis di Basilicata per aver donato un cardiografo. Sono appena rientrata in Italia e ho visto con i miei occhi le “meraviglie” compiute al “S. Giuseppe” di Kamanyola. I padiglioni più frequentati sono la maternità e la pediatria. I bambini sono i più deboli; sui pochi letti disponibili ho visto anche 4 bimbi insieme, anemici, colpiti da malaria e altre malattie. Prometto di dare ogni tanto qualche informazione sugli sviluppi dell’Opera. Se qualcuno volesse ulteriori chiarimenti, il mio numero telefonico è 010504696. Suor Ottavia Sede Francescana – Genova Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 5 Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale avis A SOSTEGNO DELLA CANDIDATURA DI MATERA 2019 “La candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura 2019 è una grande opportunità per la Basilicata, non solo per l’ambizioso ma realistico obiettivo che si pone, ma anche per il cammino di cooperazione e di promozione che segnerà le tappe di avvicinamento al traguardo. E’ una grande opportunità all’interno di un’Europa che sta definendo le sue scelte, le sue politiche, le risorse e gli strumenti. E’ una grande opportunità di modernizzazione e di innovazione. Potremo stare meglio e fare la differenza sulla sostenibilità, la solidarietà e la cultura. Europa 2020 deve essere la strategia per la quale le istituzioni lucane devono continuare ad operare”. Una strategia i cui pilastri principali sono: la crescita intelligente, attraverso la promozione della conoscenza, dell’innovazione, dell’istruzione e della società digitale, la crescita sostenibile, rendendo efficiente l’uso delle risorse e rilanciando la nostra competitività e la crescita inclusiva, incentivando la partecipazione al mercato del lavoro, l’acquisizione di competenze e la lotta alle povertà. Piero Lacorazza Presidente della Provincia di Potenza “Una sfida per cambiare, un traguardo per cambiarci. Questi i due principali obiettivi che la prospettiva Matera 2019 ci impone di raggiungere. Siamo impegnati in un progetto che potrà promuovere lo sviluppo di una intera regione, ma che potrà realizzarsi solo se nel frattempo noi stessi sapremo modificare le nostre abitudini intellettuali e operative. Scopriamo le nostre idee, diamo gambe ai nostri intuiti e Matera cambierà le sorti del futuro della Basilicata”. Franco Stella La presentazione del comitato per la candidatura di Matera a capitale europea della cultura, avviene proprio nel 2011 (anno europeo del volontariato), quasi come segno del destino. Quel motto, “volontari! Facciamo la differenza “ come metodo, come invito alla città per potersi candidare ad essere capitale europea della cultura. Così mi piace declinarlo. Un invito a dare qualcosa in più, ad essere differenti, ad essere riconosciuti come punti di riferimento e protagonisti attivi della nostra società civile. Il volontariato, come esempio di cultura differente, di un modo di essere differente. Proprio la nostra cultura, il nostro modo di fare che vogliamo candidare ad essere modello europeo. Ma cosa fa la differenza? Mi ha appassionato il modo con il quale si è scelto il logo di Matera 2019. Una scelta avvenuta attraverso la partecipazione, attraverso la trasparenza. Circa 700 società e individui si sono messi in discussione da tutte le parti del mondo. E il mondo ha risposto ad una richiesta di apertura, di collaborazione che partiva proprio da questa piccola città, in un angolo del Sud Italia, di circa 60000 abitanti, abbattendo tutte le barriere dello spazio, di quei confini territoriali.Il mondo ha saputo che Matera c’è, e con lei la cultura che vogliamo diffondere partendo da quei valori propri di Matera, della Basilicata, del mezzogiorno. Un pensare proprio del volontario, che spinge a reinventare i legami sociali nel senso che il rapporto con il sapere, con la conoscenza può vivere solo in un rapporto ampio con gli altri. Ciascuno di noi è ricchezza per l’altro. Un modo di pensare “anticonformista” rispetto al presente con logiche capitalistiche che stiamo passando e che noi vogliamo “combattere” con il nostro modo di fare, dando delle risposte a un desiderio di comunità di un senso comune, senza il quale non si fa sociale. La candidatura di Matera, quindi come voglia di costruire un nuovo civismo, un nuovo modo di fare cittadinanza, dove il sapere e la cultura sono un bene comune e un diritto fondamentale del cittadino ai fini di una crescita personale e sociale. Sono sicuro che, se perseguiremo questi principi, avremo costruito, sicuramente una società più giusta, un modello da portare ad esempio per le nuove generazioni europee. Luigi Gravela Presidente Avis Provinciale Matera Presidente della Provincia di Matera “ La convergenza su Matera a Capitale Europea della cultura, da parte di enti diversi non è legata al solo fattore di appartenenza territoriale e a limiti geografici, ma ad un’appartenenza culturale. Per questo siamo convinti tanto che la candidatura di Matera sia forte, quanto del fatto che l’elenco delle realtà che la sostengono si allargherà. Riconoscersi culturalmente in Matera vuol dire aver compreso quell’esigenza di un ponte tra Europa e Mediterraneo che l’attualità ci pone come evidente. E su questo scenario Matera capitale della Cultura è Matera capitale d’Italia, d’Europa, del Mediterraneo, di una serie di territori e culture di cui è il cuore, di cui nei secoli ha riportato le contaminazioni”. Vito DeFilippo Presidente della Regione Basilicata “Con la formalizzazione, davanti al notaio, della nascita del Comitato istituzionale di sostegno alla candidatura di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019 si apre una nuova pagina per la nostra città, per la nostra regione. Per la prima volta, forse, nella storia della Basilicata tutti i massimi enti incrociano i propri interessi in un unico, fondamentale obiettivo: portare l’Europa nel cuore del Mezzogiorno d’Italia e nel cuore del Mediterraneo”. Salvatore Adduce Sindaco di Matera Gentilissimo Dott. Adduce On. Salvatore Sindaco della città di Matera Presidente Comitato promotore “Matera Capitale Europea della Cultura 2019” Matera Oggetto: Sostegno Candidatura Matera 2019 Gentile Sig. Presidente, ho il piacere di comunicarLe che il Consiglio Direttivo dell’Avis Regionale di Basilicata, in ottemperanza a quanto stabilito dall’Assemblea Regionale dei soci tenutasi a Sant’Arcangelo il 10 Aprile ultimo scorso, ha deliberato di aderire al Comitato promotore di “Matera Capitale Europea della Cultura 2019” nelle forme che Lei riterrà più opportune. La nostra organizzazione, come Ella ben sa, annovera 21.000 soci organizzati in 116 sedi Comunali e due sedi Provinciali ed è fortemente motivata, al di là della donazione del sangue, a promuovere la cultura della solidarietà e dell’aggregazione sociale, contribuendo al recupero di una sempre maggiore identità regionale, in partenariato con gli Enti e con le Istituzioni pubbliche. Per noi Matera rappresenta un elemento importante e promuovere e sostenere una sua candidatura come Capitale della Cultura ci inorgoglisce e rafforza il legame sociale che questa Avis intende realizzare su tutto il territorio. Nella certezza che Ella vorrà cogliere questa nostra disponibilità, restiamo in attesa di un suo riscontro, nel mentre cogliamo l’occasione per salutarLa ben distintamente. Per il Consiglio Direttivo. Potenza, 31/08/2011 Il Presidente Genesio De Stefano 6 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Nazionale – Nazionale –Nazionale – Nazionale –Nazionale – Nazionale –Nazionale – Nazionale NUOVA STAGIONE, VECCHI PROBLEMI! Siamo alla fine di un’estate caratterizzata da un andamento schizofrenico, fra gossip pallonaro o velinico e notizie sinistre di smottamenti economico finanziari, di rating sprofondati e di solvibilità del debito degli stati sovrani che a noi hanno regalato la manovra correttiva di metà settembre che inciderà molto sul bilancio degli italiani. Noi avisini dopo la sbornia estiva riprendiamo le nostre attività che, a livello donazionale e promozionale non si sono mai fermate anche se non tutte le criticità sono state disinnescate e vi sono stati momenti di emergenza più o meno prolungati a tutte le latitudini. Riprendiamo con la consapevolezza che il momento congiunturale non è dei migliori, le condizioni sociali ed economiche cambiate drasticamente in questi ultimi 2 anni, a vedere i dati dei soci e delle donazioni a livello nazionale, non sembra abbiano influito sulla crescita della nostra associazione e del volontariato del sangue in generale. Ma non sappiamo e, secondo me, non siamo in grado di prevedere fino a quando questo potrà accadere nel futuro, quanto terrà il sistema e il terzo settore in genere di fronte all’arretramento del welfare e quindi delle reti di protezione sociali oggi esistenti. Una prima questione sarà quindi misurare la temperatura alla nostra associazione soprattutto a fronte dell’autunno caldo che si sta prospettando. C’è poi da chiedersi, in mezzo al guado della situazione trasfusionale in cui ci troviamo, a proposito degli accreditamenti e dei requisiti minimi delle unità di raccolta, chi potrà e vorrà sopportare i costi di questi adeguamenti. Soprattutto che cosa accadrà se, come sembra inevitabile, molte realtà private ma anche pubbliche non si troveranno a norma allop scadere dei termini previsti per legge. È necessario che AVIS Nazionale esprima una sua posizione netta, chiara e precisa, magari proponendo se ne ha la possibilità soluzioni adeguate al contesto attuale. Questa questione si collega con un’ideale filo conduttore a quella del plasma i cui aspetti economici e soprattutto etici sono maggiormente dirompenti. L’introduzione dei nuovi criteri del processo produttivo dei plasma derivati, per poter entrare a pieno titolo nella Comunità Europea, la liberalizzazione dei mercati inducono scelte e considerazioni che investono la ragione stessa del nostro essere. Il consumo sbilanciato di plasma derivati la carenza di alcuni farmaci, la produzione eccedentaria di altri impongono riflessioni etiche oltre che economiche circa la loro collocazione sul mercato, fonte di profitto per le aziende farmaceutiche soprattutto sui mercati dei paesi in via di sviluppo. Può Avis rimanere indifferente di fronte a queste problematiche? Può un’associazione che conta oltre 1.200.000 soci accontentarsi di reclutare fra i suoi promoter Lupo Alberto? Operazione sicuramente encomiabile ma non di fondamentale importanza. Il tema della presenza di Avis, o meglio dei suoi dirigenti all’interno dei centri di servizi, quindi di un impegno che può trasferire competenze capacità e progettualità in un ambito più vasto non può che passare all’interno della riflessione collegiale dell’organo Consiglio Direttivo. La ancora permanente condizione di difficoltà di scambio di emazia fra le regioni, un impiego più strategico dei volontari di servizio civile il coordinamento delle scuole di formazione in un’ottica maggiormente professionale la gestione delle politiche sanitarie e quindi il rapporto con il CNS Quindi un confronto più ampio con la società di medicina trasfusionale. Non dimenticando la risoluzione di problemi gestionali di notevole rilevanza come l’inquadr amento di AVIS da parte dell’Istituto di Previdenza Sociale a cui la Sede Nazionale non sembra abbia voglia di cercare una risposta. Ma prima che la politica dei temi esposti, ciò che deve ancor più cambiare è il rapporto fra gli organi dell’Associazione, Consiglio ed Esecutivo, l’atteggiamento da guerra di trincea che oggi, dopo due anni di mandato, non ha più ragione di esistere. Il difensivismo ad oltranza di chi non ha argomenti da contrapporre a tesi che a volte possono anche essere discutibili, non favorisce il rasserenamento e soprattutto non eleva il tono della discussione e quindi la qualità delle decisioni assunte. Le meschinerie proprie dei regimi decadenti non possono appartenere ad un mondo che non può vivere di ostracismi: evitare di citare sulle pagine di Avis SOS la presenza dell’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Basilica, peraltro unico rappresentante delle istituzioni ad esser presente al Convegno Nazionale di San Giovanni Rotondo dello scorso mese di maggio, potrebbe incidere negativamente sui rapporti locali ma sicuramente danneggia l’immagine della Redazione e la gestione politica di un periodico che oggi non vale il suo costo perché frutto non di scelte libere ma di veti incrociati. Questi temi e la necessità di un cambio di atteggiamento ci accompagneranno all’inizio di una nuova stagione che rappresenta il giro di boa di un mandato associativo che fino ad ora ha deluso anche le più pessimistiche e meno ambiziose previsioni. Maurizio Nardozza Consigliere AVIS Nazionale Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 7 Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità plasma: traguardo raggiunto con un anno di anticipo Tra gli scopi sociali prioritari della Nostra Associazione vi è il sostegno del bisogno di salute del cittadino favorendo: Raggiungimento dell’autosufficienza di emazie concentrate; Raggiungimento dell’autosufficienza di Plasma da inviare all’industria per ottenere i farmaci plasma derivati. Nella REGIONE BASILICATA, grazie alla generosità e alla solidarietà dei nostri donatori, è stato ampiamente soddisfatto il fabbisogno di globuli rossi, tanto che attualmente una parte delle emazie raccolte viene inviato in altre Regioni Italiane per contribuire all’autosufficienza Nazionale. Per quanto concerne il raggiungimento dell’autosufficienza di plasma, non è solo pensabile di aumentare le donazioni di sangue intero ma soprattutto programmare, in maniera sistematica, delle giornate dedicate solo alla donazione di plasma. Una plasmaferesi permette di raccogliere 500 ml di plasma contro i 200 che si ottengono per il frazionamento di una unità di sangue intero da 450 ml +/- 10%. Possiamo affermare che: Le aferesi single component permettono la raccolta di maggiori volumi di plasma da un singolo donatore, rispetto ad ogni altro tipo di donazione; Le aferesi multicomponent permettono la raccolta da un singolo donatore di unità piastriniche in quantità uguale o maggiore rispetto alle single component, con aggiunta di plasma, seppure in quantità minore; Le aferesi multicomponent non permettono la raccolta di un numero maggiore di unità eritrocitarie rispetto alla donazioni di Sangue intero. Vorrei soffermarmi sulla plasmaferesi produttiva perché, in Basilicata, abbiamo avuto un incremento importante del conferimento del plasma ad uso industriale e perciò siamo praticamente all’autosufficienza regionale. La plasmaferesi produttiva viene effettuata con la finalità di raccogliere il solo plasma. Questa raccolta è finalizzata ad avere in discrete quantità l’emocomponente plasma che può poi essere impiegato “in toto” oppure lavorato e frazionato per ricavarne i singoli componenti utilizzati in svariate terapie. In base alla Legge 219/2005 (Legge 21 Ottobre 2005, N°219) il Plasma Fresco Congelato (PFC), al fine di preservare i fattori labili della coagulazione, va congelato di preferenza entro 6 ore, e comunque non oltre le 18 ore, dal prelievo. Ai fini della lavorazione industriale è in uso la corrente definizione: PLASMA DI TIPO A: DA AFERESI CONGELATO ENTRO 6 ORE DAL PRELIEVO; PLASMA DI TIPO B: DA SCOMPOSIZIONE, CONGELATO ENTRO 6 ORE DAL PRELIEVO; PLASMA DI TIPO C: DA SCOMPOSIZIONE, CONGELATO DA 6 A 72 ORE DAL PRELIEVO. L’industria di lavorazione utilizza solo i TIPI A e B per la produzione dei fattori della coagulazione (FVIII, FIX, ATIII, COMPLESSO PROTROMBINICO), riservando il TPO C alla sola produzione di ALBUMINA e IMMUNOGLOBULINE. Questa classificazione è sostanzialmente adottata anche nell’impiego clinico, per cui si tende a considerare PFC solo il plasma congelato entro 6 ore dal prelievo. E’ doveroso evidenziare che il modo meno vantaggioso, dal punto di vista economico, di produrre plasma è la PLASMAFERESI PRODUTTIVA, a meno che non si attivino procedure che permettano di abbattere in maniera significativa i costi di produzione. La Legge 219/2005 che ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento di tale autosufficienza. Per questo motivo siamo i referenti del “Progetto Territoriale di Raccolta Plasma” sul territorio. In virtù di questo progetto abbiamo: Incrementato la produzione di plasma nella Nostra Regione; Incrementato la qualità e la sicurezza degli emocomponenti prodotti massimizzando la capacità di raccolta nel singolo donatore anche con approccio AB0/Rh specifico; Divulgato e diffuso la donazione mediante aferesi nei donatori; Pianificato la raccolta sul territorio regionale; Abbiamo tenuto fede, come Avis Regionale di Basilicata,all’Accordo con la Regione Basilicata: INFATTI QUEST’ANNO RAGGIUNGEREMO, CON UN ANNO DI ANTICIPO, L’AUTOSUFFICIENZA PER QUANTO RIGUARDA IL PLASMA DA INVIARE ALL’INDUSTRIA PER RICEVERE IN CAMBIO I FARMACI PLASMADERIVATI. La Regione Basilicata riceve i farmaci plasma-derivati, pagando all’industria solo la lavorazione del plasma. Tutto ciò consente un importante risparmio di risorse economiche (la differenza fra l’acquisto dei farmaci commerciali di importazione ed il costo della sola lavorazione industriale) tanto più che il 70% del plasma conferito all’industria è ottenuto per separazione dalle unità di sangue intero e il restante 30% dalle procedure aferetiche. In conseguenza a ciò i pazienti lucani e non, hanno a disposizione farmaci sicuri, frutto del lavoro e del volontariato del sangue, in un sistema basato sul dono non remunerato, etico, consapevole e direttamente controllato, risparmiando anche molte risorse economiche: veramente un piccolo grande capolavoro! La realizzazione di questi obiettivi (Autosufficienza Regionale di Sangue Intero e di Emocomponenti) è reso possibile grazie all’Impegno Sociale e Morale dei Nostri Insostituibili Donatori, a cui Va il più sincero Ringraziamento. Tonino Valentino Direttore Sanitario Avis Regionale 8 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale L’ESTATE, LA CRISI E IL VOLONTARIATO E’ agli sgoccioli un’estate di calda passione (stop ai cattivi pensieri: passione in senso cristiano; calda in senso meteorologico) nella quale non sono mancate le solite notizie di gossip, purtroppo quelle sugli incidenti stradali, gli estremi del clima, i rovesci biblici e le torride canicole. Si va dal barbiere (anch’io!!) e si parla di calciomercato, si fanno i pronostici, ogni tanto qualcuno divaga con il ciclismo, il basket (poco), l’automobilismo. La fiacca, conseguenza di un anno stressante di lavoro (per chi ce l’ha), richiede rilassamento. Poi c’è la stagione infinita delle sagre che ormai hanno preso piede ed invaso l’intero Paese. Ho visto cartelloni pubblicitari in questi due mesi che accanto ai tradizionali ed ormai consolidati appuntamenti fondati sulla promozione di prodotti riconoscibili e per i quali alcune località sono assurte a fama nazionale, pubblicizzavano eventi assolutamente improbabili (ci mancava solo la sagra di spezzatino di struzzo). Non sono mancate neanche le solite notizie di terza pagina sulla politica, quelle, per intenderci, che vengono solitamente usate come riempitivo e che fanno riferimento al gossip o che, in modo più serioso, tentano di sostituire la politica delle azioni (atti e provvedimenti) con quella teorica dei dibattiti e delle elaborazioni “filosofiche” del pensiero. Tuttavia, tutto questo grigio seppur assolato tran-tran di normalità è stato spesso interrotto da continui venti di crisi che, da sinistri presagi, si sono pian piano palesati in tutta la loro crudezza. Inevitabile è arrivata la stangata della manovra correttiva, quella da non so più quanti milioni di Euro, si sa che regalerà un’altra emorragia di risorse per le famiglie ed i lavoratori. Chi più, chi meno, tutti a sperare di averla almeno in parte sfangata e che questa volta a pagare di più sia qualcun altro. Il “bello” è che non si sa neppure se basterà. Tutto questo ovviamente non alimenta un sentimento di solidarietà perché mette in contrasto categorie di persone che spesso sono trasversali anche agli ambiti professionali ma ancor più spesso contribuisce a rendere desueto l’uso di questo termine. In compenso ci consoliamo (?!) con il gratta e vinci e le lotterie più o meno affidabili che anche lo stato ci propone continuamente con messaggi mediatici distorti. Nel 2010 i giochi hanno determinato una raccolta di oltre 60 miliardi di Euro (+13% sul 2009) le vincite hanno dato circa 6 miliardi e mezzo di Euro. Ci affidiamo quindi alla buona sorte. Sfogliando le rassegne stampa si assiste ad uno snocciolamento di cifre cui si fa fatica a star dietro: sembrano bollettini di guerra. I dati sulla disoccupazione (a luglio oltre 2 milioni) sono di per se impressionanti (8.0%) ma diventano ancora più inquietanti se si entra nel dettaglio: disoccupazione giovanile al 27,6%, tasso di inattività pari al 38,0%. La situazione per quel che concerne la Basilicata non è certamente più confortante, anzi. Seppur lentamente nel resto del Paese si incomincia a venir fuori dalla crisi degli ultimi 3 anni, il mezzogiorno invece fa ancora registrare una fase di stagnazione, si produce meno ricchezza, e lo si fa in tutti i settori produttivi in agricoltura nelle industrie nelle costruzioni e nei servizi il valore negativo con accenti più o meno marcati è costantemente presente. Il problema della disoccupazione giovanile ha assunto dimensioni da allarme sociale. Come al solito i giovani e le donne hanno pagato più di altri la crisi e quelli che hanno maggiormente studiato sono costretti ad emigrare visto che la domanda di lavoro non è coerente con l’offerta. Da questa condizione non rimane fuori il terzo settore che, anzi, viene colpito al cuore. La crisi lo ha investito perché ha toccato le cooperative e le associazioni che sono convenzionate con gli enti pubblici. Il problema è capire, con tante nuove povertà e situazioni al limite della sopravvivenza, come si conciliano la crescita dei bisogni e le richieste di servizi con il calo dei fondi a disposizione. Circa 5.000 comuni sono in crisi perché hanno investito in prodotti finanziari, tentando speculazioni che si sono rivelate micidiali. Questi non sono in grado di rimborsare i servizi affidati in gestione alle cooperative. I mancati rimborsi alle banche nei termini stabiliti per legge rendono le associazioni e le cooperative inadempienti, non più in grado di usufruire di alcun rimborso anche se di fatto continuano a lavorare. È confortante il fatto che la coscienza collettiva è molto più forte rispetto al passato anche quello più recente. Infatti è maturato per esempio un sentimento ecologista in senso ampio. Sono aumentate a dismisura le famiglie che si dotano di pannelli fotovoltaici o che realizzano acquisti biologici. Probabilmente, al di là della singola disponibilità, che potrà essere solleticata e colta, così come accade in ogni svolta della storia, da questa crisi emergeranno quei soggetti in grado di guardare al futuro da un punto di vista della innovazione dei servizi e della elastica capacità di riposizionarsi. Questo perlomeno è quanto sostengono gli esperti. Si potrebbe andare avanti nella elencazione delle tante criticità presenti e dare giudizi affrettati tuttavia a me interessa avviare una discussione che non si chiuda oggi ma che veda il contributo di tutti sui potenziali effetti di questa situazione sul mondo del volontariato e del terzo settore in genere. Da tutti gli indicatori a disposizione sembra che possa misurarsi l’aumento dei volontari. Le persone che scelgono di mettere una parte del proprio tempo libero (forse perché se ne ha sempre di più) a disposizione del prossimo sono in crescita. Aumenta anche la qualità dell’azione svolta, i Centri di Servizio al Volontariato sono più stimolati ad erogare più servizi, a loro è richiesta sempre maggiore consulenza. Le associazioni si sono diversificate, moltiplicando l’offerta di servizi, in qualche caso realizzando importanti reti, la parola bene comune sta, anche se faticosamente, entrando nel lessico comune. Questo lungi dal tranquillizzare è sufficiente ad instillare in noi operatori del settore un sentimento di speranza? Ho una così grande fiducia nella nostra capacità di reazione, caparbia ostinazione da non vedere forse quanto questa a volte diventi caparbia accettazione dell’apparentemente inevitabile. Penso che questo sistema, quello del volontariato in generale e quello del sangue in particolare, sopravvivrà a questa tempesta, anzi si rafforzerà dalla consapevolezza che oggi più che mai è necessario stare uniti e guardare, anche se con fatica, all’interesse superiore. Su questo tema ho trovato, nel corso delle mie frequentazioni con esperti del settore, interpretazioni spesso divergenti. La tesi che in una situazione di crisi ed in un generale arretramento in una disponibilità di servizi ed una conseguente arretramento del welfare possano aprire spazi di attività e di interesse alle associazioni di volontariato e agli enti no profit, seppure rappresenta una linea di pensiero apparentemente piuttosto logica e razionale non sembra esaurire e rispondere correttamente a tutti gli interrogativi. D’altra parte l’idea che una stato sociale efficiente funzioni solo in presenza di un ente pubblico efficiente e in una iniziativa privata importante non spiegherebbe esaustivamente la nascita e il successo di tante esperienze che hanno proliferato in periodi di crisi anche peggiori di questo. Ciò che interessa davvero in realtà è capire quale sentimento si può innestare, può germogliare nella mente del cittadino lucano in una condizione di siffatta criticità al punto da indurlo a scegliere fra l’impegno e la inattività (quella stessa inattività conseguenza della scelta di non cercare più lavoro) fra il coltivare una speranza, e l’aspettare che il solito intervento pubblico metta una pezza, fra lo scegliere un impegno sociale che contribuisca a dare una risposta alle tante problematiche presenti oppure continuare ad andare per sagre, con in tasca il gratta e vinci “turista per la vita” sperando di pescare un jolly che finora ha soltanto sorriso in modo sinistro. Maurizio Nardozza Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 9 Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale Il giardino della speranza Un prato verde di speranza, un cielo celeste - azzurro verso il quale l’uomo può levare il suo spirito, un monitor e una tastiera, due prolungamenti degli organi di senso con i quali esser dentro la società multimediale e colmare le carenze individuali. “Il giardino della speranza” basta lo slogan e l’immagine appena descritta associata a spiegare il progetto dell’UNIBAS che è diventata realtà. Una sala multimediale contenente 20 pc corredata di strumenti e software per diverse tipologie di disabilità. Il 20 settembre alle 17 nel campus di Macchia Romana all’interno dell’edificio 3D, si è consumata, alla presenza delle massime istituzioni locali e regionali della società civile, del mondo del volontariato, la cerimonia di inaugurazione della citata sala multimediale. Con la sapiente regia della prof.ssa Donatella Occorsio, delegata del Rettore ai problemi della disabilità, dello staff nelle persone del coordinatore Filomena Lapenna, del responsabile tecnico Sebastiano Lamattina e da Patrizia Manta, nonché dal Comitato per l’Integrazione degli Studenti Disabili a cui appartengono i docenti referenti per ogni facoltà, il Magnifico Rettore, Prof. Mauro Fiorantino, ha fatto da padrone di casa esprimendo le idee e le progettualità dell’UNIBAS in relazione al mondo della disabilità. Sono poi intervenuti per i saluti di rito, il rappresentante dell’amministrazione di Potenza, l’assessore Giuseppe Messina, il Presidente della Giunta Provinciale, Piero Lacorazza, il Presidente del Consiglio Regionale, Vincenzo Folino, e quello della Giunta Vito De Filippo, i quali hanno espresso apprezzamento e condivisione per quanto realizzato rilanciando sull’impegno nella direzione della tutela dei più deboli. Il filo conduttore che ha caratterizzato tutti gli interventi è stato la sottolineatura dell’importanza di avere, per una società che ambisca a definirsi civile, reti di protezione sociale, inclusione e sostegno delle marginalità. Notevole importanza, in questa stagione di crisi, rivestono le associazioni di volontariato e le organizzazioni del Terzo Settore, per le facoltà che hanno di aiutare e rappresentare un importante tassello nelle politiche sociali e nella costrizione di un welfare che non può e non deve arretrare. Questo anche il senso della collaborazione fra Avis, Fondazione Avisper e Unibas che tanti risultati ha ottenuto per la promozione della donazione del sangue e la costruzione di una nuova cultura della solidarietà e della partecipazione, e molti di più ne otterrà nel futuro. La serata si è infine conclusa con la proiezione del film il cui titolo “il giardino della speranza” ha dato il nome all’evento odierno, di Antonello Faretta ed il successivo incontro con l’autore magistralmente coordinato da Cinzia Greci. Questo è solo l’ultimo presidio studiato e realizzato dall’Università per gli Studi di Basilicata per i disabili che comprende : − il corso gratuito di informatica di base con esami per la patente europea per disabili diplomati non iscritti all’università; − il supporto allo studio secondo modalità personalizzate; − un docente di riferimento per ogni facoltà con il quale concordare modalità di esame e di frequenza dei corsi; − erogazione di sussidi per la coperture delle spese di trasporto sostenute da studenti fuori sede; − ausili per la didattica e per gli esami consistente in lettori ottici, software di conversione testo - suono e viceversa, ingranditori, ecc. Con questi strumenti l’UNIBAS ha espresso la sua offerta di ausilio per studenti disabili e quindi di partecipazione alla costruzione del welfare lucano. Antonio Telesca l’avis podistica corre con gianni morandi alla mezza maratona Caldo africano e afa con un altissimo tasso di umidità, sono stati gli ingredienti atmosferici che hanno caratterizzato la X edizione di UNICREDIT BANCA RUN TUNE UP “Mezza Maratona di Bologna”. Il record di partecipanti alla prova competitiva, risalente alla scorsa edizione, è stato di poco superato: sono stati oltre 1800 gli atleti impegnati sui 21,097 km. del percorso. Nello splendido scenario del centro storico della città di Bologna, la formazione lucana di atleti donatori di sangue AVIS, in rappresentanza di alcune Società Podistiche Lucane, anche in questa edizione hanno preso parte alla gara valida anche come Campionato Nazionale AVIS di Mezza Maratona . Molti gli interventi del 118 e diversi ricoveri in ospedale. Tra i 1800 partenti, solo 1540 hanno raggiunto il traguardo. Eccellenti sono state le prove in campo maschile di Leonardo DI VITO (1.21´35”) della Podistica Brienza 2000 (Campione Nazionale uscente) e Nicola GENTILE (1.24´42”) della Podistica Amatori Potenza che hanno conseguito il 3° e 4° posto del Trofeo Nazionale AVIS, in campo femminile la fortissima atleta della Podistica Amatori Potenza Nancy DANZI (1.39´53” ) per soli 6 secondi ha sfiorato il gradino più alto del podio del Trofeo AVIS piazzandosi al 2° posto riuscendo a conseguire anche il 23° posto assoluto e 3° posto della categoria TF. Ottime le prove di LAPERGOLA Antonio (1.27´48”) della Podistica Policoro, CARLOMAGNO Pietro (1.27´50”) dell´Atletica Amatori Lauria e SALVATORE Antonio della Podistica Amatori Potenza ( 1.31´07”). Tutti bravi per aver portato a temine, indenni, la gara, ha commentato al rientro da Bologna, Antonio Battafarano, presidente dell’Avis di Lauria ed uno degli accompagnatori orgoglioso, naturalmente, per i risultati raggiunti dalla podistica Lauria con le prestazioni di CARLOMAGNO Pietro, che è stato anche premiato, e di Anna GOLLUSCIO, unica donna del gruppo, che ritornava a cimentarsi con una gara dopo circa un anno di fermo sportivo dovuto ad infortunio. Tra i partecipanti anche Gianni Morandi che con il suo “….uno su mille ce la fa” è stato anche stimolo a cimentarsi in attività che, con la consapevolezza dei propri limiti, danno ad ognuno la possibilità di vivere insieme ad altri delle belle esperienze, accrescendo la propria autostima ed il desiderio di donare o di fare del bene. Nella gara competitiva con simili condizioni climatiche i dati cronometrici potevano essere molto modesti,invece, i due vincitori il kenyano Peter Chesang Kurui e l´alessandrina Valeria Straneo, hanno viaggiato a mille. 1:01:50 per l´africano, seconda prestazione “ all time “ della mezza maratona felsinea, 1:10:32 per la piemontese, ottavo tempo di sempre di atlete italiane sui 21 km. Dietro Kurui, Kipkemei ed El Mouaziz (kenyano e marocchino, rispettivamente) e un brillante sesto posto di Domenico Ricatti che fissa il crono a 1:05:24. Alle spalle di Straneo, la kenyana Chepsoi e l´etiope Woldemichael. Antonio Battafarano Anna Golluscio 10 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas ...CON AVIS Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 11 Tesi di Laurea – Tesi di Laurea – Tesi di Laurea – Tesi di Laurea –Tesi di Laurea – Tesi di Laurea Io e l’altro: uno studio sperimentale sul riconoscimento di mediazione affettiva del caragiver nel riconoscimento di Sè La tesi di questo numero “Io e l’altro: uno studio sperimentale sul riconoscimento di mediazione affettiva del Caragiver nel riconoscimento di se” è stata discussa pochissimi giorni fa presso l’Università degli Studi di Pavia con il massimo dei voti e lode. “Dopo pochi giorni di vita il neonato è inten- La relazione corpo a corpo tra il bambino e il disporsi in relazione ad una certa circostanza, zionalmente cosciente dei contorni del suo caregiver si presenta come il luogo privile- l’emozionarsi non può essere separato dal corproprio corpo e lo riconosce pre-riflessiva- giato della comunicazione e della sincronizza- po come se l’emozione fosse una condizione mente perchè gli fa un effetto diverso dagli zione di cicli di intimità, luogo in cui il bambino causata da questo o da quello, che si presenta altri oggetti del mondo. Si tratta dell’alterità incontra l’altro e si sintonizza sull’altro (Arciero di per sé (Arciero & Liccione, 2010). basica dell’ipseità. Il contatto della propria & Bondolfi, 2009). Inoltre, se è vero che gli individui articolano in mano sul proprio viso fa un L’adulto non è solo un caregiver, forma narrativa la propria esperienza del effetto diverso dal contatto ma un partner di risonanza con- mondo, è possibile definire l’identità come una della mano della propria magiunta. Sin dalla nascita, narrazione autobiografica (Hillmann, dre. comprendere l’altro implica 1984; Ricoeur, 1986; Bruner, 1990; McNamee Da subito, la coscienza intencomprendere se stessi attra- S. & Gergen K. 1992) in cui il Sé zionale è la coscienza di un verso i segnali significativi che racconta storie nelle quali si esprime nei conteChi del mondo e le sue irradiano dal proprio corpo nuti riportati, poiché è all’ interno della modalità di aprirsi al mondo nell’incontro con l’altro in “costruzione della trama che si tessono connon sono neutre, ma immediaun mondo comune. Per- temporaneamente i margini dell’identità tamente tanto, tra un bambino e la narrativa” (Arciero, 2002, p. 157). L’identità fenotipiche” (Liccione) sua mamma si verifica una personale prende forma gradualmente dall’incostruzione congiunta di tegrazione reciproca tra l’esperienza vissuta Le innovative e straordinarie rieventi “sensati” attraver- nella sua immediatezza e la sua articolazione cerche, presentate in questo laso la condivisione di stati (significazione) in una storia coerente, attravervoro, mostrano indubbiamente espressivi regolati che so il linguaggio. È grazie ai sistemi simbolici del come la comunicazione interpersoaccadono (affetti) o sono linguaggio che l’esperienza personale viene pronale non possa essere ridotta ad un prodotti (azioni) inizialmente gressivamente integrata in strutture narrative comportamento riflesso, istintuale attraverso la capacità di due corpi di coordi- che permettono di darle un significato o all’espressione di un bisogno biologico, così nare la loro comprensione reciproca. Questo ed un senso. In tal modo, la continua variabilità come postulato dalla teoria dell’attaccamento. permette alla mamma e al bambino, che intera- dell’accadere è resa consistente nel Le azioni imitative del neonato nuotano giscono quotidianamente all’interno di contesti tempo, fornendo un significato della costruzionell’emozione e non avrebbero luogo se i due significativi, di divenire familiari per mezzo di ne del mondo con le caratteristiche di partner non fossero affettivamente coinvolti: un proto-linguaggio condiviso, che determina la stabilità, familiarità e la conseguente abilità di nell’interazione tra neonati e adulti, il fenome- sedimentazione di un codice comunicativo e al posizionare nello spazio e nel tempo, in no dell’imitazione è indicativo di una condizione tempo stesso lo sviluppo graduale di un’inclina- un contesto sociale, e con una relazione con di risonanza e riflette la sintonia verso lo stato zione verso un certo modo di sentire. gli eventi intercorrenti (Arciero & Guidano, d’animo dell’altro. Essere imitati sembra stabi- In quest’ottica, la paura dell’estraneo 2000). lire una potenziale e immediata condizione di nella seconda metà del primo anno Nel presente lavoro mi sono prointeresse, connessione e relazione intenzionale di vita è interpretata come una posta di affrontare nei primi e risulta centrale per motivare alla comunica- conseguenza del fatto che la coordue capitoli il tema zione e stabilire l’intimità. La funzione dell’imi- dinazione costruita con il caregidel Sé, dell’importazione neo-natale potrebbe essere quindi l’ef- ver, che consente normalmente tanza del corpo quale fetto che fa sull’altro e il dialogo interpersonale di sentirsi situati, non funziona luogo delle emozioni, che promuove (Reddy, 2008). con un altro. Come un alieno, dell’altro e del mondo Come osservano Arciero & Bondolfi (2009), l’estraneo è incapace di coin cui il Sé si riflette e questo tipo di letteratura mette in evidenza ordinare le sue espressioni il grande tema dell’idenche l’imitazione neo-natale è un fenomeno in- nelle sequenze e nei contità narrativa, partendo scrivibile nella sfera del comportamento signifi- testi che il bambino ricodalla prospettiva della fecativo reciproco e mutevole e va ri-considerata nosce come condivisi e nomenologia-ermeneutica. I nel più ampio contesto della comunicazione in- compresi (Trevarthen, capitoli successivi, invece, riterpersonale. La risposta imitativa rappresenta 2004). portano i risultati della ricerca per il bambino un modo di costruire un codice Questo modello delda noi condotta, con lo scopo comune, uno spazio di azione ed emozione con- lo sviluppo infantile di dimostrare che la consapevodiviso con l’altro che costituisce il fondamento (Arciero & Bonlezza di Sé è da subito una consadella relazione interpersonale (Gallese, 2005) e dolfi, 2009) implica una pevolezza di Sé con l’altro. La recontemporaneamente consente di accedere a psicologia dello sviluppo emolazione corpo a corpo tra madre e sè, di sentirsi preriflessivamente. Inoltre, l’imi- zionale che trova fondamento in una bambino, che consente al piccolo di tazione accade sempre all’interno di un conte- ontologia del corpo e apre la possibilità di un sentirsi situato, offre in maniera immesto e perciò implica contemporaneamente la dialogo con la ricerca neuroscientifica. d i a t a e preriflessiva un senso di continuità comprensione di ciò che un altro essere umano Poiché sentirsi se stessi è una dimensione pre- di sé che l’interazione con l’estraneo non può fa e del contesto in cui tale comportamento riflessiva che riguarda sempre il significato certo offrire. Antonella Auletta può essere replicato. sentito di una certa situazione ed un modo di 12 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 ALCUNE PROPOSTE PER UNA FORMAZIONE PIù CONCRETA Ritrovo e partenza all’alba alla volta di Perugia per incontrare tutti i giovani avisini d’Italia accorsi al forum organizzato dalla regione Umbria per dibattere di uno degli argomenti su cui tutti i volontari avevano espressamente richiesto di essere formati: l’Avis e la scuola! Dopo la mattinata nella sala consiliare del palazzo della provincia di Perugia, per la presentazione dell’elaborato “Cittadinanza & Costituzione” da parte della prof. Rina Latu, che ha spiegato come l’Avis può entrare nelle scuole e secondo quale modalità può intervenire all’ interno del discorso formativo, tutti i partecipanti si sono spostati in quel di Passignano sul Trasimeno, sede dell’albergo e della sala congressi dove si sarebbero, poi, svolti i lavori di gruppo. Il primo pomeriggio è stato ancora occupato dalla presentazione degli elaborati dell’area politico formativa Avis e dai giusti saluti di rito, fino alle ore 17:30 circa, orario in cui si sono aperti i lavori di gruppo. Quattro i gruppi di lavoro, Scuola primaria, Scuola secondaria di primo grado, Licei ed Istituti tecnici, con i ragazzi dell’esecutivo giovani nazionale come facilitatori (che hanno ben figurato, nonostante non fossero formatori di professione). Di certo in due ore circa di lavori di gruppo non si è potuto discutere a lungo o comunque in maniera esaustiva delle varie tematiche, troppi dubbi, troppa l’inesperienza, situazioni troppo diverse da regione a regione, a volte anche da comunale a comunale della stessa provincia! Un corso di formazione che è diventato per lo più un modo per venire a conoscenza delle situazioni più o meno rosee del rapporto tra Avis e scuole nei vari territori ma assolutamente nulla o poco di utile da riportare a casa e da mettere in pratica. Scelto come testimonial della campagna di sensibilizzazione destinata alle scuola il “fresco ed attuale” Lupo Alberto, personaggio dei fumetti nato nel 1974 , dovrà tener testa ai più odierni Ben Ten, Cars, Kung Fu Panda o le Winx. Molto probabilmente la generosità dell’autore del fumetto, il modenese Guido Silvestri in arte Silver, che ha voluto donare il frutto della sua matita all’Avis per diffondere l’idea del vivere sano e civile tra i pre-adolecescenti d’Italia, avrà fatto inclinare l’ago della bilancia a favore di questa scelta molto discutibile a parere di una buona fetta di presenti al forum in quanto, il Lupo blu della fattoria McKenzie è poco attuale per una fascia d’età al quale è indirizzato l’opuscolo. La domanda nasce spontanea ma forse sono solo preoccupazioni di ragazzi che sono leggermente più vicini di età agli adolescenti del ventunesimo secolo, rispetto a chi si è interrogato sulla scelta del “testimonial”! Ma resta comunque ammirevole il gesto dell’autore modenese, che ha voluto prestare la sua opera per una causa tanto giusta, assolutamente gratis e di questo siamo i primi a ringraziarlo ed a rendergli merito! Altra perplessità su cui soffermarsi riguarda l’organizzazione del forum: non per mancanze dei ragazzi umbri, lo escludiamo assolutamente, ma piuttosto per la notevole quantità di argomenti da dibattere e compiti da svolgere, le 2 ore e 15 minuti riservate al percorso formativo inserite in 48/36 ore di permanenza, dopo ben 12 ore di viaggio tra andata e ritorno, o anche più per i ragazzi siciliani ad esempio, ci sono sembrate troppo poche! Probabilmente è da rivedere l’organizzazione di questi eventi che restano un importantissimo momenti di aggregazione e di scambio di idee utili tra ragazzi ma la formazione crediamo sia altro e per definirsi tale ha bisogno di essere fatta in maniera diversa! Ci sarebbe bisogno di dedicare più tempo alle discussioni ed ai dibattiti, o a vere e proprie lezioni, di seguire un percorso strutturato utile per chi vorrebbe ambire a diventare un dirigente Avisino del presente e del futuro e affidarsi alla guida di formatori professionisti o di veri esperti che possano realmente istruirci! Basterebbe ridurre gli incontri, inserire solo due o tre eventi didattici nell’arco dell’anno, in modo da diminuire le spese delle Avis regionali, che quasi ovunque si accollano le spese di viaggio, vitto ed alloggio; sarebbe anche un modo evitare che i volontari si allontanino dal proprio posto di lavoro o rinuncino ai propri impegni familiari quasi un week end al mese e impegnare lo stesso budget per eventi di durata lievemente più lunga, con formatori che possano al meglio colmare le lacune dei volontari avisini. Sarebbe poi una buona idea inserire un evento ludico distaccato, o un semplice incontro senza la componente formativa, per evitare che i corsi di formazione e i forum, diventino soltanto il pretesto per viaggiare e divertirsi: siamo giovani che vogliono diventare grandi ed è il momento di dimostrarlo! Purtroppo però capita di domandarci se siamo effettivamente tutti lì per far un percorso in Avis o per noi stessi, soprattutto quando capita di vedere alcuni ragazzi dormire nelle ultime file della sala riunioni o quando si vedono ragazzi che durante i lavori in plenaria giocano a Basket fuori dal centro congressi! Inutile poi lamentarsi del fatto che i senior non ci prendono sul serio e che siamo costretti a rivendicare con fatica uno “spazio giovani” anche nelle consulte che contano! Noi, della Basilicata, abbiamo avanzato una proposta largamente condivisa: meno incontri ma più duraturi e soprattutto sotto la guida di veri formatori; un modo semplice, efficace e maggiormente proficuo per sfruttare le risorse al meglio. Sosteniamo anche la proposta, fatta dall’esecutivo giovani nazionale, di abbassare il limite massimo di età dei membri della Consulta dai 35 ai 30 anni come già accade nella FIODS e in altre associazioni fatte da giovani, “che studiano per diventare grandi”, in modo per permettere ai nostri ragazzi di confrontarsi con altri giovani e non essere esclusi a causa dell’età anagrafica. Antonino Calabrese LA MUSICA DEI GIOVANI SI SUONA SULLO SPARTITO DELLA SOLIDARIETà Si è tenuto il 02 Luglio presso il campo sportivo di Marsicovetere la prima edizione dell’Avis Music Festival. Questo uno dei tanti appuntamenti estivi per i giovani avisini. Il concorso musicale è stato inserito nella III edizione del Val D’Agri Expo (a cura dell’EFAB) tenutasi dal 24 giugno al 02 luglio. La manifestazione del Music Festival ha voluto essere un’occasione per dare spazio ai giovani musicisti lucani che hanno la musica nel sangue. La consulta giovani attiva ormai da più di un anno prova con le proprie iniziative di portare tra i giovani l’idea della solidarietà, del volontariato e della donazione di sangue, tra queste iniziative è stato pensato e realizzato questo progetto del concorso musicale. Durante la serata si sono esibite diverse band ed artisti singoli provenienti da tutta la Basilicata. Le votazioni dei vari partecipanti sono avvenute durante le varie esibizioni tramite sms abbinando ad ogni concorrente un codice di “televo- to”, inoltre vi era anche una giuria formata dal Consigliere Regionale nonché referente giovani Michele Lapolla, Coordinatore della Consulta Giovani Avis Basilicata Antonino Calabrese e da due volontarie donatrici scelte a caso tra il numeroso pubblico presente. Ad aggiudicarsi il 3°posto sono stati i “Fuori dagli schemi” un gruppo di tre ragazzi provenienti dal Materano, al 2°posto invece abbiamo un artista singolo “Antonio Langone” cantautore proveniente dal Potentino, al 1°posto della I^ edizione dell’Avis Music Festival abbiamo un gruppo proveniente anch’esso dal Potentino chiamato “Basiliski Roots”. A consegnare i premi a questi gruppi è stato il Coordinatore della Consulta Giovani Avis Basilicata Antonino Calabrese. Mastroberti Francesco Consulta Giovani Avis Basilicata Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 13 IL TIRO ALLA FUNE PER CRESCERE INSIEME 1^ Raduno Estivo Giovani Avis Giorno 5-6-7 Agosto 2011, si è svolto il 1^ Raduno Estivo Giovani Avis interregionale dal titolo “Donare è Vita”, presso il Convitto Agrario “Mazzei” di Giarre Riposto (CT). All’evento hanno partecipato circa 60 giovani avisini , tra i quali 12 ragazzi della provincia di Ragusa e anche rappresentanti del Molise e della Basilicata. L’intera giornata di sabato 5 agosto si è incentrata sul tema “La donazione degli organi e le cellule staminali” , coordinata da Giuseppe Cammarata, Presidente AIDO Sicilia e referente Avis Giovani Trapani. La donazione degli organi, impossibile se non ci fossero continue scorte si sangue e plasma utili ai trapianti. Durante il successivo dibattito sono emerse posizioni differenti su temi delicati quali il testamento biologico, l’eutanasia e la coscienza etica. La giornata di domenica è stata, invece dedicata ad una riunione di macroarea in cui si è discusso degli obiettivi raggiunti dalle Avis Giovani a livello regionale negli ultimi anni e delle prospettive future a cui andranno incontro i giovani sia a livello nazionale che ai livelli inferiori. Non sono mancati momenti di socializzazione e divertimento quali i giochi da tavolo del venerdì sera provenienti da svariate parti del mondo come la dama cinese, l’escursione guidata dai ragazzi del posto per ammirare la spettacolare eruzione notturna dell’Etna, il bagno a Fondachello il sabato pomeriggio e la pizza del sabato sera a Marina di Cottone. L’esperienza dei forum in Avis è sempre unica, noi Giovani Avisini la consigliamo vivamente a tutti i ragazzi che hanno voglia di socializzare e di passare un fine settimana alternativo con in primo piano sempre la solidarietà. Di seguito alcune testimonianze: E’ stata questa l’esperienza condivisa della tre giorni di Giarre, da 55 giovani avisini. Tre regioni che formano una delle macro aree individuate dall’esecutivo della Consulta Nazionale Giovani per gestire al meglio le attività sul territorio meridionale e Damiano Costosi (AVIS Giarre), membro dell’esecutivo e coordinatore di quest’area, ha voluto estendere l’invito a questo evento, già organizzato negli anni passati dall’AVIS Giovani Sicilia, ai ragazzi di tutta la macro area. I tre giorni sono stati occasione di confronto, dibattito e soprattutto socializzazione tra i giovani. Il primo evento, fuori programma, è stata la spettacolare eruzione notturna dell’Etna che ha lasciato tutti a bocca aperta. Nella mattinata di sabato si è tornati a seguire il canovaccio del meeting con la presentazione del Presidente Regionale AIDO Sicilia Giuseppe Cammarata sulla donazione di organi e cellule staminali. Le tematiche legate a questo argomento, da un punto di vista sia medico che etico e religioso, hanno generato un ampio dibattito al termine della presentazione. Sicuramente per dei giovani avisini l’argomento è visto da una prospettiva diversa, sia per una vicinanza tra le due associazioni (per i trapianti sono necessarie grandi quantità di sangue e plasma) sia per uno spirito senza dubbio più incline a questo gesto di generosità. In ogni caso è stata evidenziata l’importanza di esprimere la propria volontà, sia favorevole che contraria, prima del verificarsi di eventi tragici che lasciano una difficilissima decisione ai familiari. Nel pomeriggio di sabato si è passati ad argo- menti decisamente più ludici con i giochi a squadre organizzati da Stefania Parisi, Coordinatrice Provinciale AVIS Giovani Catania, ed il bagno nelle bellissime acque di Fondachello. Nella giornata di domenica invece si è tornati a sedersi al tavolo per la riunione di macro area con i coordinatori regionali. Sono state presentate le diverse attività svolte dai giovani a livello comunale, provinciale e regionale con lo scopo di condividere modalità di organizzazione degli eventi e risultati. Purtroppo bisogna constatare che la realtà molisana, da questo punto di vista, è ancora indietro rispetto a Basilicata e Sicilia dove i gruppi giovani sono numerosi e ben organizzati. E’ però emersa la volontà dei coordinatori regionali Michele Lapolla (Basilicata) e Gaetano Salvo (Sicilia) di aiutare la formazione di un gruppo AVIS Giovani Molise organizzando insieme, in un futuro prossimo, un evento per i giovani nella nostra regione. Il tempo di un pranzo tutti insieme e poi la ripartenza verso casa, i tre giorni sono volati lasciando il ricordo di una bellissima esperienza. Sono stati giorni di crescita associativa e di socializzazione, senza tralasciare gli aspetti formativi ed organizzativi; un’occasione unica per riprendere vecchie conoscenze e farne di nuove, costruendo sempre più una rete di comunicazione tra i giovani avisini. Un personale ringraziamento a tutti i ragazzi presenti per l’accoglienza, la generosità e la simpatia, nella speranza di poter ricambiare presto l’ospitalità ricevuta. Florindo Gruppo Giovani Molise 14 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 alle pendici dell’etna i giovani della basilicata - un vulcano di idee SI è svolto nell’incantevole scenario alle pendici dell’Etna, l’incontro di Macro area, che ha visto coinvolti i ragazzi della Consulta Giovani di Sicilia, Molise e Basilicata . All’incontro tecnico è stata affiancata una giornata di discussione dal titolo “donare è vita” , con la partecipazione del presidente Regionale AIDO Sicilia Giuseppe Cammarata. La mattinata del sabato è stata dedicata alla presentazione dell’AIDO ed alla donazione degli organi in generale partendo da un punto di vista medico passando da quello etico e religioso. L’argomento ha destato vivo interesse sia per una vicinanza tra le due associazioni poiché per i trapianti sono necessarie grandi quantità di sangue e plasma, sia per la cocente attualità dei contenuti. Il relatore ha evidenziato l’importanza della donazione di sangue proveniente dal cordone ombelicale e della necessità di promuovere la cultura della donazione, poiché donare il sangue del cordone ombelicale è un procedimento molto semplice che non comporta nessun rischio né per la mamma né per neonato. Il discorso si è concluso seguendo profili di etica e bioetica. La discussione si accesa quando è stato affrontato l’argomento di stringente attualità del testamento biologico con partecipazione attiva di tutti i presenti. La giornata del 07 è stata destinata all’incontro tecnico di Macro Area dedicata al confronto delle esperienze delle singole Consulte Giovani Regionali, incontro coordinato da Damiano Costosi membro dell’esecutivo Nazionale e Coordinatore della Macro Area. Sin da subito sono emerse differenze strutturali tra le tre regioni presenti. Differenze che gli stessi partecipanti hanno cercato di commentare ed analizzare, cercando di trarre i punti di forza e di criticità di ogni singola organizzazione, tanto a livello di Consulta Giovani quanto a livello di struttura Regionale. Ad esempio, se da un lato l’estensione della Regione Sicilia richiede la divisione di compiti e di doveri lasciando più ampio spazio alle singole provinciali, la ridotta estensione della Basilicata consente una più agevole e snella organizzazione. Infatti la consulta Giovani Basilicata riesce a muoversi con notevole facilità organizzativa contando su una struttura Regionale decisamente forte e presente in ogni attività. Caso particolare quello del Molise, dal quale ci provengono scarse e frammentarie informazioni che però non consentono un vero e proprio confronto. Difatti su proposta dello stesso delegato del Molise il prossimo incontro di Macro Area sarà organizzato proprio in quella Regione, per stimolare sul campo le attività della Consulta Giovani Molisana, subito dopo un incontro esplorativo da tenersi in basilicata entro la fine dell’anno. L’incontro decisamente stimolante Ancora una volta il binomio “volontariato-allegria” ha vinto. Nell’ambito della progettazione di incremento e promozione della cultura della donazione del sangue, sabato 16 luglio il comune di Tramutola ha accolto la terza edizione di “Giochi senza Frontiere” con l’unico scopo di rafforzare la coesione tra i “Giovani Avis di Basilicata”. La manifestazione ha riscosso indubbiamente successo attirando nel cuore della Val d’Agri più di un centinaio di giovani lucani di età compresa tra i 18 e 35 anni, provenienti da ben 8 comuni (Tramutola, Marsico Vetere, Tricarico, Vietri, Pescopagano, Oppido, Picerno, Rionero, Sasso di Castalda, Sant’Arcangelo le Fratte e Brienza). Lo start è stato alle ore 9.00 presso l’acquapark Val D’Agri dove, dopo l’iscrizione dei partecipanti, i saluti di rito e le prime conoscenze è cominciata la festa! Ci sono stati giochi per tutti i gusti, dalla gara con i gommoni al beach volley, che hanno impegnato le varie squadre per l’intero arco della giornata durante la quale l’iniziale spinta agonistica ha lasciato spazio al grande desiderio di socializzazione. Un valore antico, quello della condivisione, che da sempre contraddistingue questa associazione. per le nuove generazioni si è concluso con un appuntamento, con un arrivederci dunque, per meglio analizzare la situazione dei Giovani Molisani. Ovviamente le giornate sono state allietate da giochi di gruppo e momenti ludici che hanno consentito ai ragazzi di stringere nuove amicizie e consolidare quelle esistenti. Non sono mancate le escursioni nella splendida cornice offerta dal posto. Escursioni notturne sull’Etna che ha regalato uno spettacolare fuori programma con l’eruzione del 05/08, e con il pomeriggio sulla spiaggia per apprezzare lo splendido mare siciliano. Lodevole ed encomiabile l’impegno organizzativo profuso dai ragazzi siciliani che si sono letteralmente fatti in quattro per permettere a tutti i partecipanti di trascorrere al meglio le tre giornate di lavoro. Andrea Di Giura I Giovani Avisini chiamano i giovani Fondata a Milano nel 1927, l’Associazione Volontari Italiani del Sangue continua ad evolversi in favore della collettività mantenendo fede da più di ottant’ anni ai principi indiscutibili e sempre attuali: soddisfare la crescente richiesta di sangue, donare gratuitamente sangue a tutti annullando qualsiasi forma di discriminazione religiosa, razziale o sessuale e debellare definitivamente la compravendita di sangue. L’Avis non è composta solamente da donatori di sangue bensì da donatori di tempo utile all’organizzazione di eventi informativi e promozionali. Negli ultimi anni si sta mirando ad attrarre un numero sempre maggiore di giovani considerati il futuro dell’organizzazione nonché un calderone di idee nuove e scoppiettanti e proprio alle giovani leve sempre più spesso vengono affidati compiti di organizzazione di manifestazioni e momenti di sensibilizzazione impreziositi sempre dal desiderio di divertirsi ed evolvere insieme. E così è successo anche a Tramutola, dove la giornata è passata in un attimo e si è conclusa con QR code la premiazione da parte del Dott. Ugo Salera dei paesi vincitori, Tramutola, Marsico Vetere e a pari merito Vietri e Piceno anche se, come sempre, a vincere è stata la solidarietà. Maria Pia De Biasi il Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Cultura – Cultura – Cultura – Cultura – Fenotipo Cultura – Cultura – la gratuità? in avis è di casa! ISA GRASSANO, 38 anni, giornalista professionista freelance, (originaria di San Mauro Forte, ma trasferitasi a Bologna) si occupa prevalentemente di turismo e di enogastronomia. Collabora con numerose riviste, tra cui «I Viaggi di Repubblica», «Il Venerdì di Repubblica», «Elle», «Qui Touring», «VdG Magazine», «Week end in auto» e la testata on line Tgcom Mediaset. Ha vinto numerosi premi giornalistici, tra i quali: Benedetta D’Intino Mondadori, Gennaro Paone, Chatwin, Terra del Mediterraneo. Realizza documentari video, collaborando con lo studio di produzione Hippo Productions. La gratuità è un concetto assai prezioso di questi tempi. Lo sa bene chi è impegnato attivamente in attività di volontariato, in cui il “dare” senza condizionamenti diventa un vero e proprio stile di vita ed una filosofia esistenziale. Lo sanno bene i donatori di Avis Basilicata che periodicamente donano il proprio sangue in maniera del tutto spontanea, anonima e gratuita. Ma forse in tempi di crisi economica, occorre estendere il concetto di “gratuità”, recuperando in un certo senso, anche il gusto per le piccole cose per cercare di vivere meglio nonostante le piccole e grandi privazioni a cui siamo costretti ogni giorno. E chi pensa che bisogna sempre “pagare e sorridere” si sbaglia di grosso. Le cose da fare GRATIS in Italia sono numerosissime. E conoscerle può essere molto utile. Insomma, in tempi un po’ grigi il risparmio è d’obbligo. Ma come fare a risparmiare? Un aiuto concreto ci viene dalla giornalista Isa Grassano , che ha fatto una ricerca minuziosa e scritto un libro “101 cose divertenti, insolite e curiose da fare gratis in Italia, almeno una volta nella vita”, Editore Netwon Compton. Grazie a lei, sappiamo dove andare in vacanza senza rischiare il tracollo economico,come affrontare con intelligenza e buon umore la crisi economica e come passare il giorno del compleanno con tanti amici senza spendere un euro. Una vera e propria guida che fornisce una risposta ad ogni domanda. Dall’Alta Badia, all’Emilia Romagna, alla Basilicata c’è solo l’imbarazzo della scelta si può godere di un posto speciale, toccare con mano un pezzo di Storia, entrare in un museo, fotografare una rarità, divertirsi a una festa o a un concerto senza spendere un euro. Tutte cose che possono migliorare la qualità della vita. Molti suggerimenti hanno come destinazione la Basilicata. Ad iniziare dalla magia della Death Valley, tra calanchi e cattedrali di arenaria, inserita anche tra gli esempi di cose da fare nella “copertina”. La macchina fotografica è d’obbligo, perché queste enormi distese dorate e increspate si ritrovano soltanto nel Far West o, forse, solo sulla Luna. Cresce la sensazione di trovarsi fuori dal mondo. Volete avvertire presenze quasi palpabili, o vedere qualche anta di finestra sbattere senza neanche un filo di vento? Allora potete avventurarvi tra i ruderi dei paesi di Craco (Matera) e Campomaggiore Vecchio per scoprire il passato e ritrovarvi a immaginare come questi posti dovevano essere quando erano vivi. Volete gustare sapori del territorio? A San Mauro Forte, in provincia di Matera, ogni anno a metà gennaio si rivive il rito arcaico dei campanacci, e tra una scampanata e l’altra si possono gustare le prelibatezze del territorio: caldi e croccanti panini con la salsiccia di maiale arrostita. E non si può perdere l’occasione di fare un’abbuffata di ‘scarpedd’, le tradizionali focaccine di pasta lievitata e fritte in abbondante olio bollente. Ad Accettura, sempre in Basilicata, sono di scena le nozze tra l’albero e la cima: il famoso ‘maggio’. Si tratta dell’unione di un albero ad alto fusto (maschile) con una pianta di agrifoglio (femminile). Al termine del ‘matrimonio’ i partecipanti tirano fuori da ampie sacche tutto il meglio della tradizione culinaria locale: da salsicce a sopressate, da fumanti ricotte a caciocavalli. Si brinda con vino locale e con tarallini distribuiti in gran quantità. Una visita al Museo? Il giorno del proprio 15 Cultura compleanno l’ingresso è gratuito e per chi ama l’arte può recarsi ad Irsina (Mt), dove potrà ammirare l’unica scultura del Mantegna, uno dei maggiori artisti del nostro Rinascimento. Mentre gli appassionati di lettura non possono perdere, nella città di Matera, gli incontri con numerose scrittrici al Women’s Fiction Festival, l’unico evento in Europa dedicato alla narrativa femminile. Tra gli altri suggerimenti che Isa Grassano ha inserito nel suo originale libro non mancano consigli per i più scaramantici: in luglio, in Basilicata, c’è la possibilità di assistere allo ‘sfascio’ del carro della Madonna Bruna e portarne via un pezzetto come portafortuna. Insomma fare attività ludiche, culturali e gastronomiche in maniera completamente gratuita in ogni parte d’Italia, potrebbe essere interessante anche per i soci di questa associazione che spesso si organizzano in gite sociali ed iniziative associative. Non dimentichiamo che anche donare e ricevere il sangue è gratuito. Potrebbe essere questa la 102 cosa da fare almeno una volta ogni sei mesi nella vita per migliorare il proprio stile di vita. Lucia Moliterni 16 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista AL C.R.O.B. DI RIONERO LA RICERCA SI CONIU NON TRASCURANDO I VA Le sue pareti sono tinteggiate di colori dinamici; il giallo, l’arancio, il rosa, come il reparto che ospita le donne affette da neoplasie. I quadri sono scelti con gusto; tele dalle nuances vivaci che mettono allegria al primo colpo d’occhio, quasi per alleviare la sofferenza ed il dolore che dimora nelle stanze. Camminando per i corridoi si incontrano giovani medici, infermieri sorridenti e tante, tante giovanissime donne nei laboratori di ricerca. E’ l’ I.R.C.C.S. di Rionero in Vulture meglio conosciuto come C.R.O.B Centro di Riferimento Oncologico della Basilicata. Ad accoglierci, di buon mattino, è il Direttore Generale, Rocco Maglietta. Di lui colpisce subito la passione per il suo lavoro e la cura dei particolari, con cui ha impreziosito il nosocomio. Non manca proprio niente. Dal logo, riprodotto in mosaico in ogni atrio, all’auditorium per l’alta formazione, all’arredamento. Un ambiente confortevole, per far sentire il paziente, per quanto possibile, un po’ come a casa. Persino nell’hospice si respira un’aria serena, oltre al buon odore di pulito. Un ospedale, ci dice il direttore generale, per me deve essere come un salotto di casa. La stanza migliore dove accogliamo i nostri ospiti. E camminando per i reparti, in compagnia sua e del direttore scientifico, Pellegrino Musto, è impossibile non dargli ragione. La sua esperienza alla Direzione del CROB. La mia è una esperienza soprattutto ospedaliera, in quanto medico. Per un breve periodo sono stato il Direttore Sanitario dell’Asl 2. L’attuale impegno è cosa ben diversa, un Istituto di ricerca, anche se giovane, nasce con Decreto Ministeriale del 10 Marzo 2008, richiede professionalità ed impegno, cosa che cerco di garantire fin dalla mia nomina, dal 1° Gennaio 2009. Il nostro Istituto ha due anime, l’assistenza e la ricerca, da precisare che quest’ultima è di tipo traslazionale, cioè applicata direttamente al paziente e di risultato immediato. Si tenga presente, che i pazienti che vengono da noi, sono “particolari” , hanno patologie “importanti. Oggi la parola CANCRO fa ancora paura, anche se i risultati ottenuti negli ultimi trent’anni, per la lotta contro i tumori, sono notevoli e dovrebbero farci sperare nel futuro. Tra le prime cose fatte, abbiamo dato risalto alla qualità dell’assistenza, abbiamo ampliato i reparti esistenti, aggiornato i laboratori di ricerca, che sono ben curati e ultramoderni. Siamo riusciti ad ottenere anche un finanziamento considerevole (di circa 5 milioni di euro) per la costruzione di una palazzina dedicata alla ricerca, che sarà il nostro fiore all’occhiello. Abbiamo attivato relazioni importanti con Istituti di ricerca Oncologica meridionali, come quello di Napoli e di Bari. Questo Istituto ha avuto, dal 2009, anche l’incarico di coordinare tutti gli screening regionali per garantire continuità alla prevenzione delle patologie tumorali. Anche il monitoraggio del Progetto Basilicata Donna, per la prevenzione del tumore dell’utero, alla mammella e al colon retto sono stati affidati a noi. Un ulteriore segmento, di estremo interesse, è il registro tumori, uno strumento importante, ad oggi aggiornato al 2007, in quanto gli stessi hanno bisogno, prima di essere ingessati di almeno due anni di analisi e di programmazione, nel rispetto della legge Regionale sulla privacy, abbiamo la possibilità di accedere alle altre banche dati di interesse, quali quelle sulla mortalità o sulla anatomie patologiche. Che tipo di ricerca si svolge all’interno del CROB? Preferisco che a questa sua domanda risponda il Direttore Scientifico, Pellegrino Musto, ribadendo che lo stesso ha piena autonomia nella gestione delle risorse e della ricerca, una volta concordato con la direzione generale il piano strategico aziendale. E allora Dott. Musto, ci dica lei. ”Do atto che la Direzione generale ha un occhio di riguardo per la ricerca, il Crob ha come mission, oltre ad effettuare un’assistenza ottimale, quello di effettuare una ricerca, come si diceva prima, di tipo traslazionale, cioè una ricerca che va direttamente dal laboratorio al letto del paziente, applicazioni che devono essere operative nel giro di pochi anni o addirittura dopo pochi mesi. Il Crob ha individuato tre linee di ricerca, la prima di tipo biologico e di tipo clinico, che dà l’opportunità al paziente di ricevere il meglio dei farmaci, anche quelli più innovativi che non si trovano sul mercato. Questo rappresenta per loro una grossa opportunità, una garanzia ulteriore, vista la correttezza diagnostica e il monitoraggio della malattia che è assolutamente di livello; l’altra parte di questa linea di ricerca riguarda l ’a t t i v i t à del laboratorio, che ci permette di individuare dei marchers oncologici che consentono di migliorare la qualità della diagnostica e di poterla seguire nel tempo (la malattia) e di poter individuare dei target terapeutici specifici. La terapia dell’oncologia, in passato, è stata da sempre legata alla chemioterapia e alla radioterapia, alla distruzione della cellula tumorale. Questo comporta tutta una serie di problematiche legate alla tollerabilità di queste terapie, il fatto che cadono i capelli, per esempio, vuol dire che il farmaco colpisce un tessuto che non è quello che dovrebbe colpire. Bisogna individuare, quindi, quei farmaci definiti intelligenti, cioè quei farmaci che colpiscono nello specifico la cellula tumorale. Questo è uno degli obiettivi fondamentali della ricerca di questi anni. La seconda linea di ricerca, riguarda sia gli aspetti di tipo epidemiologico, il registro tumori, che, come si è detto, è fondamentale per pianificare un’attività di studio e approfon- Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 17 Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista UGA CON PROFESSIONALITà E OSPITALITà... ALORI DEL VOLONTARIAto dimento, sia la tossicità delle attuali procedure farmacologiche e chemioterapiche. Rivolgiamo anche una particolare attenzione alla qualità della vita dei pazienti, attraverso l’assistenza psicologica altamente qualificata Ultima linea di ricerca è quella delle grandi tecnologie: la diagnostica radiologica, la medicina nucleare e la radioterapia. Una serie di progetti di ricerca, per quanto riguarda la radioterapia, sono indirizzati alla personalizzazione massima dei trattamenti (il Trilogy System, per esempio, apparecchio di ultima generazione che hanno pochi in Italia, che permette la personalizzazione specifica del trattamento). La medicina nucleare, altra nostra punta di diamante, attraverso la PET. Infine, la risonanza magnetica che rappresenta un aspetto molto importante per la nostra attività di ricerca, anche in prospettiva. Direttore Maglietta, quanto investe il CROB sulla ricerca? Il CROB ha avuto sempre una grande attenzione per la ricerca. Perché, a mio avviso, è il volano per far cambiare la tendenza di questo istituto. Solo quest’anno abbiamo attivato 21 borse di studio in Italia, una in America, più altre figure specifiche. Attualmente disponiamo di 35 ricercatori, tutti giovani e per la maggior parte lucani. Ho avuto modo di visionare i curriculum della selezione che ha fatto il Direttore Scientifico e devo dire che mi sono sentito fiero di essere lucano, perché non mi aspettavo, in assenza di una facoltà universitaria di medicina e di biologia una qualità delle professionalità davvero così elevata. Dottor Musto , qual è il suo parere sulla terapia con i farmaci biologici? E’ un parere assolutamente positivo, solo che molti di questi farmaci sui tumori solidi, pubblicizzati tanto e molto costosi, non danno i risultati che ci si aspetta. Solo in alcuni rari casi ed in situazioni particolari il farmaco è talmente selettivo che riesce ad ottenere i risultati sperati. Comunque, questo è il futuro. La biologia molecolare, la ricerca di base deve identificare le alterazioni molecolari specifiche, in modo che, poi, l’industria farmaceutica possa sviluppare dei farmaci che vadano a colpire quella specifica tipologia tumorale. Si ha anche una linea di ricerca sulla farmaco resistenza? Si, certamente Dott. Maglietta, da tempo si parla di Centro trasfusionale, vuol dire qualcosa a riguardo? Un Istituto di tumore ha bisogno di un Centro Trasfusionale, appena avremo lo spazio e le attrezzature lo realizzeremo, così come previsto dalla normativa regionale. Per ora abbiamo un medico che si occupa di queste attività. Il problema sangue è un problema importantissimo per chiunque si occupi di occupi di oncologia e chirurgia. Il Dott. Musto ribadisce che “L’obiettivo non è tanto quello di ottenere una struttura autonoma, (l’obiettivo è che ci sia qualcosa che funzioni), quanto quello di ottenere la garanzia di un supporto ematologico non solo per le malattie croniche, ma anche per quelle acute, come le leucemie acute, per esempio, che hanno necessità di supporto di emazie e piastrine solo nel mese in cui il paziente è sottoposto a terapia. Ad oggi il tutto viene garantito dal Centro Trasfusionale di Melfi. L’altro aspetto, un po’ più sofisticato, è quello della manipolazione cellulare, la raccolta e lo stoccaggio delle cellule staminali per i trapianti, attività iniziata nel 2001. Ad oggi sono stati effettuati circa 140 trapianti. Ovviamente, inizialmente abbiamo lavorato in condizioni estremamente difficili, mandavamo i pazienti a San Giovanni Rotondo, poi abbiamo sottoscritto una Convenzione con Potenza, ora sono i medici di Potenza che vengono qua, e, anche se non siamo completamente autonomi, lo diventeremo. Come mai al Crob manca un reparto di oncologia pediatrica? Questo è un tema che sta trattando la Regione, nell’ambito della convenzione con il Bambin Gesù di Roma che ci ha visti direttamente coinvolti. In Basilicata si è parlato molto di Oncologia pediatrica, ma come in altri settori scontiamo, fortunatamente, lo scotto di avere pochi pazienti da trattare. E’ inimmaginabile realizzare una struttura autonoma. Il problema lo si può concretamente affrontare attraverso la collaborazione con altri Istituti specializzati. Dott. Maglietta, ritiene utile l’impegno di Avis con la sua struttura? Certamente, io credo che l’Avis sia una associazione estremamente importante e ben organizzata, quindi un Istituto di ricerca come questo deve cercare sinergie più ampie e non essere solo fruitori della vostra importante attività donazionale. Auspico che, in futuro si possa realizzare un partenariato più ampio che coinvolga Avis anche in attività di ricerca. Come giudica l’impegno del Volontariato nella struttura? E’ ben integrato? Come in tutti gli ospedali oncologici c’è una situazione di volontariato importante, limitatamente ai piccoli numeri del nostro territorio. Però, se mi permette, mi piace citare anche alcuni esempi significativi. Poco tempo fa una giovane coppia, a cui era deceduto un familiare nel nostro hospice, ha deciso di donare i soldi che avrebbero speso per le bomboniere, a questa struttura. C’è stato chi, invece, ha devoluto i soldi dei fiori di un funerale. Altri, invece, che hanno offerto la copertura economica per realizzare una camera sterile. Piccoli gesti ma che hanno, per noi che lavoriamo quotidianamente alla Direzione di questo Istituto, un grande significato. Anna Giammetta 18 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport CRISTIAN COLANGELO DIRETTORE SPORTIVO DELLA PM AVIS POTENZA Cambio della guardia ai vertici della PIEMME volley. Da luglio scorso, infatti, il nuovo Direttore Sportivo della squadra potentina, sponsorizzata dai colori Avis, è Cristian Colangelo. Il presedente Ligrani e lo staff dirigenziale hanno inteso affidare al dott. Colangelo, già responsabile della comunicazione della società da tre anni, il compito di allestire il roster per la prossima stagione agonistica 2011-2012 e svolgere il delicato compito di interfaccia tra squadra e vertici societari. Di fatto Colangelo, il presidente Ligrani ed il coach Sarcinella sono al lavoro da tempo per individuare le pedine utili ad nuovo progetto sportivo, che vuole partire da giovani di talento da abbinare a giocatrici di esperienza, capaci di ben figurare in campionato. “ Quest’anno abbiamo inteso avviare una consistente riformulazione al nostro interno – il commento del presidente Ligrani – ricercando, nella figura del diesse, una persona con copacità relazionali che conoscesse bene le dinamiche della nostra società. Colangelo avrà tutto il nostro appoggio per svolgere al meglio le sue funzioni. “ “ Ho accettato la sfida con entusiasmo e senso di responsabilità, consapevole che una società blasonata come la PIEMME non può permettersi brutte figure. Nel rispetto dei nostri parametri di bilancio, cercherò di portare a Potenza le migliori giocatrici possibili “, ha commentato il nuovo direttore. A Cristian, prezioso e assiduo collaboratore anche della nostra testata, per il settore dello sport, vanno i migliori auguri da tutta la redazione per questo nuovo percorso, che siamo sicuri onorerà, con il massimo delle sue energie. La Redazione IL RISTORANTE McDONALD’S APRE AL RADUNO PIEMME PZ 2011-12 Taglio del nastro per la prossima stagione agonistica 2011-12 da parte della PIEMME volley PZ. Il nuovo roster rossoblù, capitanato dal coach Marcello Sarcinella, si è radunato lo scorso Soddisfazione per il lavoro sin qui svolto da parte del presidente Ligrani – “ Il clima che si respira è molto buono. Avverto grande serenità, unita ad una buona dose di entusiasmo. Per natura siamo abituati a lavorare senza fare proclami ma 28 agosto, presso il ristorante McDonald’s di Potenza, già sponsor della società potentina. L’incontro ha permettesso alle nuove atlete di conoscere lo staff tecnico ed il gruppo dirigente, prima di iniziare la fase di preparazione a partire dal giorno successivo. A tal proposito la società comunica di aver perfezionato l’accordo con il prof. Paolo Santarsiero, professionista molto conosciuto a livello locale e nazionale per aver collaborato con diverse squadre di calcio e con la F.I.S.I ( Federazione Sport Invernali ). A Santarsiero è stata affidata la gestione della parte atletica per l’intera stagione. Al gruppo si aggregheranno due giovani promesse del vivaio, Di Ciommo Iole e Giosa Simona, entrambe del 1995, sulle quali la società intende investire in ottica futura. siamo convinti di poter fare bene.” Dello stesso avviso mister Sarcinella – “ La società si è mossa bene sul mercato affidandomi una squadra sulla quale si può fare un buon lavoro. Ovviamente è presto per dare giudizi definitivi anche perché si conosce poco del potenziale di altri competitori che affronteremo nel girone. Resto comunque fiducioso. Sarà importante partire bene facendo molto lavoro di prevenzione, onde evitare infortuni.“ La prima settimana ha visto impegnate le atlete in due sedute giornaliere, da dividersi tra campo scuola e palestra. La mattina si sono svolte attività prettamente atletiche mentre il pomeriggio ( la prima settimana presso la palestra Bramante) si è lavorato anche agli aspetti tecnici. Cristian Colangelo Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 19 Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport Donatori AVIS protagonisti nello sport a FERRANDINA L’Avis di Ferrandina da diversi anni condivide e promuove i valori dello sport con numerose manifestazioni sul territorio. Ques’anno, però, c’è stata un’esperienza nuova che ci ha arricchiti non poco, dal punto di vista delle emozioni condivise. Nel mese di marzo 2011, infatti, la nostra comunale è sbarcata addirittura a New York con l´ amministratore Antonio Zizzamia, il componente del Collegio Sindacale Domenico Lafergola e col socio Nicola Pennuzzi che hanno partecipato alla prestigiosa MEZZA MARATONA DI NEW YORK domenica 20 marzo 2011. La trasferta in terra americana ha dato la possibilità di far conoscere ai numerosi emigrati ferrandinesi l´attività della sede AVIS di Ferrandina sempre in continua crescita grazie al forte senso nella solidarietà del dono del sangue da parte della nostra comunità. I podisti avisini hanno indossato la maglia con il logo “AVIS FERRAN- DINA” per le vie di Manhattan, durante gli allenamenti nel famoso Central Park e durante la visita alla Statua della Libertà. Un’emozione indimenticabile. Ma non è stata l’unica. Ancora nel podismo, infatti, l´ AVIS di Ferrandina ha vissuto momenti esaltanti per merito di numerosi podisti donatori protagonisti nella II edizione della STRAFERRANDINA del 29 maggio 2011 organizzata dall´ ASD PODISTICA FERRANDINA in collaborazione con l´ AVIS di Ferrandina E´ stato Giuseppe Francolino dell´ Atletica Amatori Tursi 11° in classifica generale su 256 atleti che hanno partecipato alla gara ferrandinese, ad aggiudicarsi lo splendido trofeo messo a disposizione dall´ AVIS per il primo donatore arrivato al traguardo, conquistando la splendida “maglia biancorossa” dell´ AVIS di Ferrandina. I donatori ferrandinesi non hanno lesinato energie nell´ affrontare il percorso cittadino di km. 10 dimostrando la tipica caparbietà di donatori di sangue, il primo di essi a giungere al traguardo posto in piazza Plebiscito è stato Antonio Imperatore 21° in classifica generale, seguito da Carmine Pallotta, dall´ amministratore Antonio Zizzamia, da Gianni Nigro, Francesco Marzano, Mimmo Lafergola, Franco Scocozza, Alderisi Antonio e Recchia Leonardo. Nella gara promozionale non competitiva che ha coinvolto famiglie intere donatori AVIS sempre protagonisti con Antonio De Angelis premiato come 1° arrivato tra gli avisini e Antonella Di Costole come 1^ arrivata tra le avisine. Anche nel ciclismo, l’associazione ha legato il suo logo ad un importante sodalizio ciclistico di Ferrandina, l´ ASD BICICLUB FERRANDINA che sta riscontrando numerosi successi in regione e fuori regione e vanta tra le sue fila numerosi ciclisti-donatori di sangue capitanati dal cinquantaduenne avisino Saverio Cosentino. Il nostro auspicio è che per il prossimo anno, possiamo continuare ad avere ancora questi bellissimi momenti di condivisione, sia valoriali che di successi sportivi. Giuseppe Selvaggi V° Trofeo Avis fondo nel melandro tra sudore e solidarietà parlando di avis Hanno vinto tutti. Si, al V° Trofeo Avis- Medio Fondo del Melandro, non esistono vincitori e vinti. Vincono tutti; i volontari, l’organizzazione, gli enti, le forze dell’ordine, il pubblico. Tutti insieme appassionatamente. Tutti a vivere una gara che sa di sport, di sacrificio, di gioco di squadra e che coglie in pieno l’attività della nostra associazione e la promuove lungo i suoi 110 Km in 11 comuni. Paesi appartenenti alla valle del Melandro, che già tanto esprime in termini numerici, in quanto a sensibilità verso le persone bisognose, ma che ancora tanto vuole fare, per quantità e qualità del servizio, per la salute del malato, per la prevenzione sul donatore. Una gara dura, dicevamo, ma che ha unito ad ogni fine percorso, tutti i partecipanti intorno a tavole imbandite, per condividere, discutere dell’associazione, confrontarsi, pensare al futuro senza mai dimenticare il vero obiettivo associativo: ampliare il numero dei donatori e quindi pensare a nuove strategie comunicative e promozionali per far capire l’importanza sanitaria e sociale della nostra associazione, in una Regione dove il “Futuro” è ancora lontano. Ma tornando alla cronaca della gara, alle 6 del mattino suona la sveglia e tutti insieme si comincia, si prepara la linea di arrivo, sventolano alte le bandiere Avis, i ciclisti cominciano ad arrivare, si punzonano le iscrizioni, si consegnano gadget e numeri. Quest’anno anche il microchip, per l’ingresso nel Circuito del Sole, con un’ impronta di maggiore professionalità, con rilievi cronometrici alla Partenza, al Gpm e all’Arrivo. Tutti pronti i 180 partecipanti. Tra loro 15 donatori, (tra cui anche 3 donne) e la sorpresa di 3 ex professionisti, che sono venuti a divertirsi con noi. Tutto pronto e alle 09:00 si parte da Sant’Angelo le Fratte, vecchie Statali e Provinciali ed eccoci nel centro abitato di Sasso di Castalda, per poi andare giù in picchiata verso Satriano di Lucania. Tante le persone curiose che si affacciano sul percorso, ma qui comincia la prima fatica. Si sale verso la Torre di Satriano, per poi tornare giù verso Tito e salire ancora, per poi giungere lungo gli ultimi comodi chilometri a Baragiano, punto cruciale per la gara. Qui comincia la salita, quella vera, 600m di dislivello in soli 9 Km, sul primo traguardo di giornata nel comune di Vietri, il Gpm, ed ecco spuntare per primo, il ciclista, napoletano, D’Aniello Antonio, poi il secondo, Geronimo Nicola e poi ancora il terzo, l’amico della nostra gara, Angelo Prospato. Ma non finisce qua. Ci sono ancora 20 km da affrontare, che dopo un leggero fal- so piano, vedono i ragazzi andare giù ad oltre 80 km/h per una decina di km, passando per il centro abitato di Savoia di Lucania, ma a questo punto i giochi sono fatti, i tre di testa hanno preso il largo, l’esperienza dell’ex professionista D’Aniello si fa sentire. All’ultima curva si mette davanti a tutti e vola verso il traguardo sant’angiolese, vincendo la V edizione della Medio Fondo del Melandro e il V Trofeo Avis. Bellissima gara, tanti gli sforzi fatti, costi minimi da parte delle Strutture Avis Comunali organizzatrici, grazie al supporto di tutti, che ringraziamo. ( Avis Regionale e Provinciale, Sponsor, Enti, Forze dell’Ordine, Volontari Avis e Protezione Civile, i quali ancora una volta hanno dato prova del loro grande altruismo, al servizio del prossimo garantendo la sicurezza di atleti e spettatori). L’appuntamento è al prossimo anno, per la sesta edizione che vedrà il traguardo spostarsi nel comune di Savoia di Lucania e che vedrà, quasi sicuramente altre novità…… L’organizzazione Medio Fondo del Melandro 20 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio NELLE SCUOLE DI POTENZA LA NOVITA’ DEL PLASMA E L’INCREMENTO DELLE DONAZIONI Nell’anno europeo del volontariato le scuole secondarie superiori della città di Potenza ed i giovani in particolare hanno risposto con entusiasmo all’invito dell’Avis Comunale di Potenza. L’ essere protagonisti del proprio tempo operando scelte coraggiose fondate sulla condivisione di principi comuni quali la solidarietà, il rispetto della vita, delle persone e dell’ambiente che per la loro universalità costituiscono la base per un qualsivoglia progetto di educazione trasversale finalizzato al perseguimento di una società più umana e solidale. L’anno scolastico appena concluso non è stato un anno semplice: la riforma Gelmini ha scosso in profondità il mondo della scuola al punto che in talune realtà le preoccupazioni derivanti dal riordino degli Istituti in ambito cittadino hanno influenzato negativamente sia le normali attività didattiche sia quelle collaterali, quale ad esempio l’educazione sanitaria finalizzata alla raccolta sangue. Ciò nonostante i risultati quali/quantitativi derivanti dalle attività dell’Avis sia presso gli Istituti che nelle nostre sedi nell’anno scolastico 2010/2011 hanno ampiamente superato qualsiasi ragionevole aspettativa. Al 30 giugno u.s. sono state realizzate n. 277 donazioni di cui 275 di sangue intero e n. 2 di plasma. Le 275 unità di sangue intero rappresentano in termini statistici il risultato più significativo raggiunto in quest’ambito dalla Comunale di Potenza. Altrettanta valenza in termini di approccio culturale, sistemico ed organizzativo va riconosciuta alle prime due donazioni di plasma che, oltre ad aprire un nuovo filone nell’ambito delle donazioni scolastiche, di fatto, costituiscono la risposta immediata e gratificante in grado di soddisfare le richieste di tanti ragazzi affetti da patologie individuali, quale ad esempio la pressione arteriosa bassa, cui era impedita la possibilità della donazione. Proprio per non deludere queste aspettative e per sconfiggere quel senso di impotenza che si prova in queste occasioni, per la prima volta, coinvolgendo gli insegnanti di riferimento, si è pensato di introdurre la pratica della piastrinoplasma-aferesi per dare la possibilità di donare a chi, se pur fortemente motivato, di fatto, non avrebbe mai potuto farlo. Questa iniziativa ha dato ottimi risultati, tant’è che decine di ragazzi si sono sottoposti ad esami preventivi prenotando la propria donazione, e questo a riprova della finalità promossa da Avis, di realizzare medicina preventiva. E’ stato l’anno che ha visto, dopo la realizzazione del progetto “Avis e Scuola”, le prime donazioni di sangue presso il Liceo Scientifico “Galileo Galilei”, è stato l’anno in cui in maniera positiva sono stati avviati contatti con la nuova Preside del Liceo “Quinto Orazio Flacco” che si è dichiarata disponibile a definire momenti di collaborazione. Se ci troviamo a descrivere un bilancio positivo, lo dobbiamo all’impegno ed alla disponibilità di tutte quelle persone che, ognuno per la propria competenza, hanno contribuito al raggiungimento dei risultati ottenuti: i presidi e gli insegnanti di riferimento dei singoli Istituti, i medici e gli infermieri che nelle sedute di raccolta sangue con capacità di ascolto e grande professionalità hanno saputo infondere nei ragazzi fiducia, serenità e consapevolezza nel gesto che stavano per compiere. A questi operatori va il grazie più sincero di tutta l’Avis Comunale di Potenza. Una citazione particolare, però, va fatta al dott. Mario Procida e alla dott.ssa Anna Pace, meritano un grazie per la loro attività di formazione ed informazione rivolta agli studenti nei singoli Istituti con i quali collaboriamo. Analogo riconoscimento va rivolto alla nostra volontaria del Servizio Civile, Caterina Santangelo, che è stata davvero preziosa nell’elaborare, gestire e monitorare il piano operativo delle attività pre e post donazionali. Quasi a suggellare i frutti copiosi di questo grande lavoro, inaspettata e per questo più gradita, c’è stata la decisione presa dal Consiglio di Istituto dell’ITC F.S. Nitti di voler intitolare un laboratorio didattico al compianto Mario Albino, nostro Dirigente associativo recentemente scomparso. E’ stata una sorpresa che ha fatto gioire tutti gli avisini che hanno conosciuto ed apprezzato Mario per le sue qualità umane e per il lavoro svolto come responsabile scolastico Avis. Nel corso dell’ Assemblea della Comunale di Potenza, alla presenza del Sindaco, Vito Santarsiero, e del Presidente dell’Avis Regionale di Basilicata, Genesio De Stefano, la Preside, Caterina Perta, ed il professore, Angelo Berillo, hanno ufficializzato alla famiglia Albino ed all’assemblea la decisione presa. Nell’ambito di questa attività frenetica, altamente positiva, qualche piccola nube. Che senso ha indire concorsi a premi da parte di un’altra Associazione che si occupa della donazione del sangue, all’interno di un Istituto che da anni collabora in maniera sinergica con la nostra associazione, se non quello di creare confusione tra i ragazzi, tra i docenti che sicuramente lede al bisogno primario che è formativo per gli stessi e di aiuto per gli ammalati. Antonio Giordano Responsabile Scolastico Avis Potenza Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 21 Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio LA CAMPANELLA DELLA SOLIDARIETà SUONA NELLE SCUOLE DI POTENZA. AVIS RISPONDE PRESENTE Nella classe n.1 del liceo scientifico di Potenza, uno staff dell’Avis ha offerto il servizio per la donazione del sangue agli studenti che volontariamente si sentissero pronti alla prima donazione di sangue intero. La troupe: capitanata dal dott. Sebastiano Devico, Antonio Giordano, il responsabile Avis scuole medie superiori, ad accogliere i volontari, Caterina Santangelo, la volontaria del servizio civile, a coordinare la donazione e l’infermiere Lorusso Giuseppe. Il primo step per la donazione si compone di una domanda d’iscrizione all’Avis più un test, composto da 34 domande inerenti l’assunzione di farmaci, alcol o stupefacenti ed eventuali allergie ma anche il tenore di vita del volontario. Il tutto da compilare il più sinceramente possibile. Infatti la sincerità è l’elemento cardine tra il donatore e l’Avis. Su circa 20 richieste soltanto 7 , tra studenti e professori, hanno potuto effettuare la donazione. Tra le fila dei donatori abbiamo avuto il piacere di come possa esser stata ampia la fascia d’età : ragazzi di tutte le età ed alfieri dei docenti la professoressa Croce ed il professore Boezio. Il secondo step prevede il controllo della pressione, dell’emoglobina, del battito cardiaco, il tutto viene effettuato sotto la diretta supervisione del dott. Devico. Seguita la donazione vera e propria, distesi sul lettino ospedaliero i volontari si prestano per la donazione, sotto le direttive dell’infermiere Lorusso Giuseppe. Succhi di frutta e cibi ricchi di zuccheri sono a disposizione ed offerti dalla volontaria del servizio civile Caterina Santangelo. Quali sono le motivazioni che spingono gli studenti ad avvicinarsi al mondo dell’Avis e della donazione volontaria del proprio sangue? Walter Mancino, intervistato sia prima che dopo la donazione. Ha espresso palesemente la sua serenità. Il valore più forte che lo ha motivato nella donazione lo ritroviamo nel suo altruismo. L’ intervistato vede questo nobile gesto prima come un dono da parte sua verso la popolazione tutta e poi come propria gratificazione. Concludendo con una promessa: l’effettuare la donazione direttamente al centro trasfusionale dell’Avis, s’avvia verso il controllo dell’emoglobina. Dopo aver atteso la donazione possiamo cogliere un leggero cenno di stanchezza , unico elemento visibile a parte la garza sull’avambraccio, ma destinato a scomparire nell’arco di qualche minuto. L’elemento che colpisce di più è la fierezza nell’aver compiuto un gesto così umano. Verso le 10:15 circa riusciamo ad intervistare il dott. Devico. Chiediamo al responsabile quali siano le differenze sostanziali tra l’effettuare la donazione qui a scuola e direttamente al centro trasfusionale dell’Avis. Data la percentuale maggiore di ragazzi rispetto agli adulti, spesso e volentieri, qualcuno di loro, determinato nell’effettuare la donazione, non si preoccupa di mentire riguardo l’assunzione d’alcol e/o stupefacenti, in tal caso il ruolo del medico duplica la sua importanza. Il dottore ha l’onore e l’onere d’instaurare un dialogo con gli studenti e di sondare la loro sincerità che, qualche volta vacilla. Ma non si tratta di un ostacolo così insormontabile, dato che i ragazzi, affrontando un confronto così confindenziale, riescono ad aprirsi ed esteriorare ogni lato del proprio modo di vivere ed eventuali leggerezze. Concludendo il Dott. Devico ci espone la sua contentezza ed appagamento riguardo quest’opera di sensibilizzazione dell’Avis, inquadrandola come valore aggiuntivo di tutto l’operato dell’associazione. Antonio Tito CANTINANDO 2011: A BARILE NON SOLO VINO MA ANCHE SANGUE E DONAZIONE In occasione della manifestazione Cantinando Wine&Art promossa dall’Associazione Sisma, l’Avis di Barile ha realizzato un convegno sull’importanza della donazione. Sono intervenuti il Presidente dell’Avis di Barile, Saverio Sonnessa, ed il Sindaco, Dott. Giuseppe Mecca, che hanno portato i saluti ai relatori, il dott. Claudio Quaglia e la dott.ssa Tomasulo. A concludere è stato chiamato il Presidente Regionale dell’Avis Genesio De Stefano. Il convegno si è tenuto presso la cantina SOLAGNA DEL PRINCIPE DI TERRA DEI RE. Il Dott Quaglia, esperto in alimentazione ed endocrinologo, ha dato una esauriente spiegazione sul rapporto tra una buona alimentazione ed un buon bicchiere di vino (un solo bicchiere di vino), quindi ha spiegato come, con una sana alimentazione e un costante controllo del sangue, grazie anche alla donazione, si ha un quadro delle condizioni di salute (monitoraggio dei risultati delle analisi forniti dopo una donazione) e quindi donare può essere un modo per avere un sano stile di vita come recitava il titolo del convegno. Poi è intervenuta anche la dott.ssa Vittoria Tomasulo, medico prelevatore Avis, che ha spiegato con che attenzione i donatori vengono informati e seguiti. “Prima della donazione, il donatore di sangue viene sottoposto a visita medica per evitare che possibili malattie possano essere trasmesse al ricevente” queste le parole dette dalla dottoressa. Il Presidente Regionale dell’Avis, De Stefano, nel tirare le conclusioni ha affermato: “negli ultimi tempi l’Avis è diventata qualcosa in più, fucina di valori, sussidiarietà, reciprocità. Donare il sangue fa bene, fa scattare il campanello di solidarietà e riporta tutto in equilibrio. L’Avis promuove non solo stili di vita, ma informa i cittadini in modo tale che un donatore possa essere una persona in una società più coesa. In Basilicata siamo presenti in quasi tutti i Comuni, ben 113. Sia il donatore che il ricevente sono tutelati, fino ad oggi non si sono verificati incidenti di percorso, grazie alla corretta informazione e prevenzione che l’Avis promuove su tutti i fronti, nelle istituzioni, nella scuola, in famiglia. La donazione del sangue è uno strumento di medicina preventiva. Col sorriso sulle labbra si può donare sangue. L’Avis è nata ottant’anni fa, tutte le altre associazioni che si occupano di donazione di sangue sono nate dopo ed hanno imitato i comportamenti e le buone prassi della nostra Associazione.” Confermando la tipica ospitalità delle popolazioni Arbereshe, il Presidente dell’Avis di Barile, Saverio Sonnessa, ha infine fatto omaggio ai relatori di alcune bottiglie della locale cantina “Terra dei Re” Lorenzo Zolfo 22 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio a pescopagano l’ AVIS SENZA CONFINE INFORMAZIONE, SOLIDARIETA’ E DIVERTIMENTO «Avis senza confine», manifestazione promossa dalla sezione Avis di Pescopagano in collaborazione con la Pro-loco, gli amici di Pescbook e l’amministrazione comunale allo scopo di promuovere l’informazione sulla donazione del sangue e degli emocomponenti, è stata tra gli eventi estivi che ha coinvolto un pubblico variegato. Giovani e meno giovani hanno partecipato con entusiasmo alla tre giorni avisina. L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, si è svolta in tre diverse serate. Protagoniste indiscusse della prima (3 agosto 2011) sono state la musica e la comicità. Il gruppo musicale Non solo note ha riproposto brani degli anni ’70 e ’80 mentre il trio lucano La Faina ha divertito l’uditorio con parodie. Cinque giorni dopo, l’8 agosto, l’Avis ha previsto una giornata suddivisa in due momenti: il primo dedicato ai bambini e il secondo a giovani e grandi. Nel pomeriggio i più piccoli si sono divertiti con i gonfiabili, un parco giochi di gomma. A occuparsi di loro il team di Festidea. In serata, invece, ragazzi e adulti si sono messi alla prova con un quiz multimediale di cultura generale. L’ultimo giorno, il 9 agosto, squadre di ragazze e ragazzi si sono cimentate con i giochi del passato per conquistare i premi messi in palio. Si sono sfidate nella corsa con i sacchi, nella gara di rotoballe, nel tiro alla fune, nel palo della cuccagna, nel gioco degli spaghetti fumanti, dell’anguria e delle mele. In quella stessa giornata per le strade del paese si è svolta la maratona amatoriale, valida per le Ofantiadi, giochi della valle dell’Ofanto (manifestazione sportiva multidisciplinare) «Le attività svolte - ha sostenuto il presidente della sezione Avis di Pescopagano, Paolo Pinto - sono un mezzo per coinvolgere chi non fa parte dell’associazione e per ringraziare i donatori. Perché Avis non è solo donazione ma anche divertimento». Il presidente Pinto, a conclusione del ciclo di attività realizzate dall’Avis nel corso del 2011, ha previsto per ottobre un convegno sulla celiachia cui parteciperanno specialisti della materia e l’omonima associazione. L’Avis di Pescopagano ha tenuto fede al programma illustrato dallo stesso presidente nel corso della XIV Assemblea annuale dei soci del 27 febbraio 2011. In quella circostanza ha pubblicamente detto che «assicureremo il nostro contributo alle attività culturali e ricreative nel paese in modo da sviluppare e far crescere il senso di appartenenza alla comunità e favorire un maggior grado di coesione sociale e provvederemo a organizzare iniziative di approfondi- mento scientifico e di interesse». Maura Pinto Le occasioni per fare “informazione” Il bisogno di sangue è in continuo aumento, come attivare iniziative di sensibilizzazione? E’ una domanda che spesso l’AVIS di Oppido Lucano si è posta e in conseguenza della quale si è attivata per promuovere vari tipi di attività, non ultime le gite fuori porta proposte sia tutti gli iscritti ma anche e soprattutto rivolte a simpatizzanti o, semplicemente, a conoscenti dell’associazione. Con questo obiettivo, il 2 giugno 2011, si è organizzata una visita alla Certosa di Padula e alle grotte di Pertosa. Le adesioni sono state elevate tanto che già alcuni giorni prima del termine stabilito è stato necessario chiudere le iscrizioni per aver raggiunto il numero massimo. L’itinerario e la stagione appropriata sono state sicuramente uno sprone alla partecipazione. Come al solito gli organizzatori, oltre a pianificare il tutto in maniera eccellente, hanno provveduto anche a fornire la colazione, strada facendo. La Presidente, Antonietta Cilla ha, così, colto ogni occasione utile per informare i vari partecipanti sulla natura dell’associazione Avis e sulle motivazioni che spingono, quanti vi aderiscono, a collaborare ed intervenire alle attività che l’associazione propone per perseguire gli obiettivi prefissati. La prima tappa è stata la visita alla Certosa di Padula. Detta più propriamente Certosa di San Lorenzo, essa è ubicata sotto la collina dove sorge il paese di Padula, è uno dei monasteri più grandi nel mondo e tra quelli di maggior interesse in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici. La visita è stata accompagnata da una guida turistica che ci ha illustrato e spiegato la storia e le bellezze del monastero. Abbiamo puntato poi verso le grotte di Pertosa, in prossimità delle quali abbiamo pranzato al ristorante “ Zi Marianna“. Dopo aver ripreso le energie con un lauto pranzo ci siamo recati a visitare le Grotte. L’origine delle Grotte di Pertosa (la cui denominazione ufficiale è “Grotte dell’Angelo di Pertosa”) è fatta risalire a ben 35 milioni di anni fa; sono le più importanti dell’Italia del Sud, le uniche ad essere attraversate da un fiume sotterraneo, il Tanagro o Negro, il cui corso è stato deviato a scopo di utilizzo energetico. Così facendo l’entrata delle Grotte si è allagata, tanto da permettere l’accesso all’interno, solo attraverso suggestive barchette sapientemente guidate da esperte guide. E’ stato un itinerario interessante e degno di attenzione che ci ha permesso di trascorre una giornata all’insegna della spensieratezza ammirando le bellezze che i nostri territori ci offrono. A conclusione dell’uscita abbiamo raggiunto due obiettivi: da una parte consentito la visita di posti che da un punto di vista culturale-storico-naturale sono di grande rilevanza, e dall’altro creato l’occasione per diffondere informazioni relative all’attività dell’Avis. In questa opera divulgativa fondamentale è il supporto dei volontari che, cogliendo ogni occasione utile, diffondono l’importanza di far parte di un’associazione come la nostra, che ha un valore etico e sociale di unione nella comunità e di beneficio per la collettività. La donazione di sangue è uno strumento per indicare uno stile di vita sano e deve essere un modello per le nuove generazioni: l’avisino si fa portavoce nella comunità di valori profondi come la gratuità, la generosità e la periodicità del “dono” consentendo all’Avis di ricoprire un ruolo sociale e benefico all’interno di ogni realtà. Rosanna Sannella Avis di Oppido Lucano Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 23 Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio NUOVA SEDE PER L’AVIS COMUNALE DI SATRIANO DI LUCANIA Domenica 28 agosto si è tenuta la cerimonia di inaugurazione della nuova sede dell’AVIS Comunale Satriano di Lucania. Sede che arriva, finalmente, dopo 26 anni di attività. Al convegno tenutosi presso la sala consiliare “Nicola Vita” sono intervenuti per dei saluti il Presidente della Comunale Dario Sabia, il Sindaco del comune di Satriano di Lucania Michele Miglionico, il Presidente dell’AVIS Provinciale di Potenza, Emanuele Landro ed a concludere il giro dei saluti l’intervento del Presidente dell’AVIS Regionale Basilicata, Genesio De Stefano. A fare gli onori di casa il Presidente Sabia il quale ha ringraziato tutti i presenti in particolar modo le istituzioni e i presidenti delle sede AVIS limitrofe ed inoltre tutte le associazioni locali presenti. Durante il suo intervento, ha ringraziato, inoltre, anche coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento in particolar modo al neo costituito Gruppo Giovani Avis di Satriano di Lucania. Il Presidente Regionale nel suo intervento ha parlato di quanto sia importante donare il sangue LAGONEGRO: non solo natura Domenica 10 luglio, la sezione Avis di Lagonegro ha organizzato, per il secondo anno consecutivo, una giornata sul Monte Sirino. All’iniziativa hanno partecipato sia i soci di Lagonegro che rappresentanti della sezione Avis di Maratea, per un totale di circa cento persone. “E’ stato un momento per rendere omaggio alla Madonna del Sirino e godere del paesaggio incantevole che si può ammirare dalla vetta. Alcuni dei partecipanti non erano mai saliti sul monte ed hanno espresso il desiderio di tornarci nuovamente il prossimo anno, tutti insieme. Io spero che la prossima volta registreremo un numero di presenze ancora maggiore” ha detto il presidente dell’Avis, Nicola Rocco. Nel corso della giornata è stata celebrata la messa dal parroco Don Mario, il quale nell’omelia ha fatto riferimento alla donazione del sangue, vedendola non solo come gesto di solidarietà verso gli altri uomini, ma anche come dono a Dio. All’iniziativa ha partecipato anche il Comitato Santuario Madonna delle Nevi, che ha collaborato con i soci dell’Avis all’organizzazione del pranzo. A fine giornata il presidente Nicola Rocco ha consegnato ad i rappresentanti del comitato un piatto in ceramica rappresentante uno scorcio di Lagonegro ed il logo d e l l ’A v i s , in ricordo dell’iniziativa, che ha lasciato tutti soddisfatti e che di sicuro sarà ripetuta negli anni a venire. Avis Lagonegro ed ha fornito alcuni dati sullo stato attuale delle donazioni effettuate dall’AVIS in Basilicata. Al momento del taglio del nastro il Presidente dell’AVIS Regionale ha dichiarato di sentirsi come il padrino di battesimo della nuova sede. Successivamente a mostrare i locali, ai numerosi presenti, il Presidente Sabia. Locali composti da una sala d’attesa che funge anche da sala ristoro e sala riunioni, in seguito una sala visite nella quale verrà fatta la “selezione” del donatore ed infine la sala dove verranno effettuate le donazioni. In seguito, a tutti coloro che hanno preso parte alla cerimonia inaugurativa è stato offerto un rinfresco nel piazzale antistante l’edificio comunale sotto il gazebo gonfiabile e le bandiere della nostra associazione. Francesco Mastroberti A Muro Lucano la 23° Festa del Donatore Nella suggestiva cornice di Piazza Don Minzoni di Muro Lucano (PZ), nella serata del 27 agosto 2011, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale e con la collaborazione dell’UNITALSI, ha avuto luogo la festa annuale del donatore.Gli Avisini di Muro Lucano non hanno voluto mancare a quello che, ormai, è un appuntamento tradizionale, organizzandone la sua 23° edizione.L’AVIS di Muro Lucano, da 25 anni rappresenta la volontà, come donatori di sangue, di essere complementari al tessuto sociale associativo, impegnando e rivolgendo le proprie forze a quella fascia della popolazione locale non ancora sensibilizzata al tema della donazione del sangue ed in maniera particolare ai più giovani, in un contesto di allegria e festa.Sin dalle prime ore del pomeriggio, Piazza Don Minzoni si è vestita di tanti colori con palloncini e giochi – attività di intrattenimento per i più giovani che, accompagnati dai loro genitori hanno rallegrato la serata con i loro sorrisi felici intrisi di un sano divertimento.La serata è continuata con spettacoli di cabaret con un mitico duo formato da volontari dell’UNITALSI “ Cicì e Cocò “ e musica con il gruppo potentino “ Senza Numero Civico “.Il calendario della giornata ha visto altresì la notevole raccolta di sangue che, oltre a spronarci per sensibilizzare sempre più i giovani ai valori del dono gratuito ci consola che il risultato raggiunto possa essere conseguito da un numero sempre più ampio di donatori.Proprio in questo annuale e tradizionale appuntamento che gli AVISINI Muresi non hanno voluto rimanere insensibili all’appello di solidarietà rivolto al progetto di cooperazione umanitaria: AVIS – BENIN, un piccolo Stato ai piedi dei Monti Atacora, il Benin (Africa) per l’appunto, ove, è intenzione dell’AVIS creare, nel piccolo ospedale esistente, una divisione pediatrica completa delle relative apparecchiature, infatti, nel corso della manifestazione sono state raccolte offerte il cui ricavato sarà destinato a tale progetto. Oggi stiamo già pensando alla 24° Edizione della Festa del Donatore che, sarà certamente migliore di quelle precedenti all’insegna dei valori solidaristici della nostra Associazione.Siete tutti invitati Il Direttivo 24 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio LAURIA: le passeggiate della salute Grande successo ha riscosso la “1^ passeggiata della salute” organizzata dall’Avis comunale di Lauria il 24 luglio. I partecipanti, nonostante le avverse condizioni atmosferiche, puntuali si sono presentati alle ore 9.00 a “Piano Malerba”, località Canicella, a 20’ circa da Lauria. Dopo il controllo della glicemia e della pressione, effettuato da personale della CRI che l’Avis ha messo a disposizione, alle 9.30 è iniziata la passeggiata. Passeggiata ad anello ossia non si ritorna dallo stesso sentiero, bella e rilassante. Il percorso è tutto in bosco , in piacevole falsopiano fattibile da tutti quelli che vogliono camminare per non più di tre ore. Il gruppo molto eterogeneo, accompagnato da volontari della CRI e dal Presidente dall’associazione “Natura e Tradizioni Lucane” Carlomagno Francesco che gestisce il parco, si è mosso addentrandosi festoso e allegro in un faggeto a dir poco incantevole avendo la sensazione di essere avvolti dalla natura, godendo l’aria fresca e il magnifico scenario e quel profumo semplice e incontaminato dei fiori di montagna. Il bosco è molto bello e si possono vedere numerose specie di piante e animali. Camminiamo tranquilli per un’oretta abbon- dante, a metà percorso, arriviamo alla “Fontana Forestale”, dove difronte alla tavola apparecchiata dall’associazione “Natura e Tradizioni Lucane” con tante prelibatezze, i buongustai e tutti coloro che non resistono alla tentazione dei sapori, hanno potuto soddisfare il palato e la propria curiosità grazie a una selezione di prodotti di nicchia naturali e di elevata qualità. Autentiche chicche gastronomiche: “a tapanedda”, pane di patate svuotato al centro e riempito con patate e peperoni fritti e poi richiuso, accompagnato il tutto da un ottimo aglianico naturalmente di produzione propria. Abbiamo ripreso la passeggiata, continuando a godere del paesaggio e di tutto quello che la natura ci regala riempiendo i nostri cuori di quelle meraviglie, che solo Dio con il suo operato ci dà. Il pranzo viene consumato in un’area attrezzata vicino al fiume, che gustiamo al suono dell’acqua che scorre vicino. Devo riconoscere che l’organizzazione in cucina è stata davvero eccezionale. Un gruppo di persone tra uomini e donne non si sono risparmiati nel preparare un menù che ha lasciato il segno in bontà qualità e abbondanza. La giornata è stata allietata anche dalla musica che ha coinvolto tutti in balli e canti fino a sera. Colgo l’occasione per ringraziare il Presidente Provinciale Avis di Potenza Emanuele Landro che insieme alla moglie ci hanno onorato con la loro presenza tutto il giorno manifestando la loro soddisfazione. Ringrazio inoltre la CRI e l’associazione “Natura e Tradizioni Lucane”. Antonio Battafarano Il Presidente Avis Comunale di Lauria RICORDANDO L’ 11 Settembre L’Avis comunale di Lauria con la “2^ passeggiata della salute” ha voluto ricordare il 10° anniversario dell’attacco all’America e precisamente alle torri gemelle e al Pentagono. Da quel giorno sembra che viviamo in un altro mondo, un mondo in cui le tensioni religiose si sono accresciute, in cui il nostro modo di viaggiare, di muoverci e di guardare agli altri è cambiato, in cui le paure per molto tempo hanno trionfato sulla razionalità. Oggi non ci sono più Osama bin Laden e Saddam Hussein, così come non dettano più legge Mubarak e Gheddafi: se quell’11 settembre fosse stata una mattina normale molto probabilmente sarebbero ancora al loro posto. Per questi motivi si tratta di un anniversario diverso dagli altri, per gli effetti sul nostro presente e sul nostro futuro. Per questo quella mattina di luce meravigliosa, in cui è finita un’epoca, merita una grande attenzione e uno sforzo di comprensione. Noi pensiamo che in questa giornata resta un dovere: quello della memoria. Dopo aver rivolto il pensiero a tutte le vittime con un 1’ di raccoglimento è iniziata la passeggiata. Passeggiata ad anello ossia non si ritorna dallo stesso sentiero, bella e rilassante. Il percorso è tutto in bosco , in piacevole falsopiano fattibile da tutti quelli che vogliono camminare per non più di tre ore. Il gruppo molto eterogeneo, accompagnato da volontari della CRI e dal Presidente dall’associazione “Natura e Tradizioni Lucane” Carlomagno Francesco che gestisce il parco, si è mosso addentrandosi festoso e allegro in un faggeto a dir poco incantevole avendo la sensazione di essere avvolti dalla natura, godendo l’aria fresca e il magnifico scenario e quel profumo semplice e incontaminato dei fiori di montagna. Il bosco è molto bello e si possono vedere numerose specie di piante e animali. Camminiamo tranquilli per un’oretta abbondante, a metà percorso, arriviamo alla “Fontana Forestale”, dove difronte alla tavola apparecchiata dall’associazione “Natura e Tradizioni Lucane” con tante prelibatezze, i buongustai e tutti coloro che non resistono alla tentazione dei sapori, hanno potuto soddisfare il palato e la propria curiosità grazie a una selezione di prodotti di nicchia naturali e di elevata qualità. Autentiche chicche gastronomiche: “a tapanedda”, pane di patate svuotato al centro e riempito con patate e peperoni fritti e poi richiuso, accompagnato il tutto da un ottimo aglianico naturalmente di produzione propria. Abbiamo ripreso la passeggiata, continuando a godere del paesaggio e di tutto quello che la natura ci regala riempiendo i nostri cuori di quelle meraviglie, che solo Dio con il suo operato ci dà. Il pranzo viene consumato in un’area attrezzata vicino al fiume, che gustiamo al suono dell’acqua che scorre vicino. Devo riconoscere che l’organizzazione in cucina è stata davvero eccezionale. Un gruppo di persone tra uomini e donne non si sono risparmiati nel preparare un menù che ha lasciato il segno in bontà qualità e abbondanza. La giornata è stata allietata anche dalle musiche che il bravo Giuliano ha scelto coinvolgendo tutti in balli e canti fino a sera. Antonio Battafarano Il Presidente Avis Comunale di Lauria Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 25 Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio SENISE: 2^ FESTA DONNE DONATRICI Le donne protagoniste nella solidarietà, capaci di donare la vita e di preservarla. A loro è stata dedicata, anche quest’estate, la Festa della donna donatrice, promossa a Senise, nel mese di luglio e giunta alla seconda edizione. Nel suggestivo scenario di Largo Donnaperna, davanti ad un pubblico numeroso e attento e a conclusione di una giornata intera dedicata all’iniziativa (in mattinata era stata celebrata una Santa Messa in ricordo di Letizia De Donato, giovane scomparsa improvvisamente qualche anno prima), l’iniziativa ha visto l’intervento di numerose rappresentanze avisine, oltre che la partecipazione di rappresentanti istituzionali civili e religiose. Un’occasione di confronto, di scambi riflessioni e di esperienze tra chi ha fatto del volontariato una vera ragione di vita e di completamento della propria persona. Il forte legame esistente tra il mondo del volontariato in generale e l’universo femminile è stato spiegato proprio nel corso del dibattito serale. Lo ha raccontato il vice presidente della Fondazione Avisper, Nicoletta Boccarelli, che ha evidenziato come la donna, già per natura pronta a donare la vita, è in maniera innata capace di donare se stessa agli altri, nonostante i grandi impegni di famiglia e carriera. Un parterre di donne, impegnate tanto nella vita personale e sociale, quanto in quella professionale, è stato protagonista della serata. Alla tavola rotonda sono intervenute, oltre alla dottoressa Boccarelli, anche Giusy Magnano e Viviana Fabbri alla guida rispettivamente delle sezioni Avis e Aido di Senise, la consigliera regionale di Parità Maria Anna Fanelli, che ha tracciato il percorso che lega il volontariato e le Istituzioni. Presente anche la professoressa Marianna Schirosa, che può essere considerata, non a torto, la capostipite dell’Avis di Scanzano Jonico e non solo e che, da amante del mondo della forma- zione, continua ancora oggi a promuovere importanti progetti di cooperazione nelle scuole. Al 31 dicembre 2010 il totale delle donazioni in Basilicata ammonta a oltre 27mila; solo a Senise sono state 517, oltre 100 in più dell’anno precedente. Al dibattito e agli interventi istituzionali ha fatto seguito l’assegnazione di due riconoscimenti a due donne che, in maniera diversa, si sono distinte nel sociale. Il primo, commovente, a Mariuccia Spaltro, conosciuta da tutti come la “mammara”. Oggi ottantenne, storica levatrice senisese, “seconda mamma” di oltre 4mila bambini dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Il secondo riconoscimento è andato a Mariapaola Vergallito, tra le fondatrici del portale web lasiritide.it, progetto di comunicazione che, ormai da qualche anno, è più che un punto di riferimento per l’informazione dell’intero territorio. La festa è terminata con due atti brillanti di Derek Benfield dal titolo “Toccata e fuga” messi in scena dalla compagnia “Senza Teatro”. Mariapaola Vergallito SENISE: 5^ FESTA DEI DICIOTTENNI E’ l’età delle responsabilità, delle scelte, dell’ingresso nel mondo “dei grandi”; ed è anche il momento in cui, una di queste scelte, può essere la solidarietà. Per questo, tra le attività che da anni anche l’Avis di Senise intende promuovere e portare avanti, vi è anche la Festa dedicata ai diciottenni: non solo un momento di simbolica condivisione, ma un’attività di sensibilizzazione, attraverso musica e divertimento, per far conoscere l’Avis e ciò che promuove. Ed è così che gli avisini della sede comunale di Senise, per il quinto anno consecutivo, hanno festeggiato i neo diciottenni (n. 117 da Agosto 2010 ad Agosto 2011, a tutti è stata inviata una lettera personale di auguri) con anguria e coca cola. Un modo diverso di stare insieme in una calda sera d’estate, per promuovere le iniziative dell’Avis e per far conoscere le attività dell’associazione a chi può, vista la maggiore età, cominciare a donare; promuovendo stili di vita che facciano del benessere fisico un obiettivo per se stessi e per gli altri, senza eccessi, ma con grande voglia di fare qualcosa anche per chi ha bisogno. La serata, che si è svolta a Senise in via De Gasperi, alla presenza, tra gli altri, del presidente provinciale Emanuele Landro ha visto la partecipazione di numerose band di Senise e del territorio, alcune delle quali protagonisti anche perché donatori, autori della colonna sonora di una grande festa all’aperto, durante la quale Michele Arenella e Giusy Magnanimo, rispettivamente responsabile provinciale e presidente comunale dell’Avis, hanno presentato ufficialmente, il neonato Gruppo Giovani: una “costola” importante dell’Avis Nazionale, da oggi anche a Senise. Sono circa 70 i ragazzi tra i 18 e i 35 anni iscritti all’associazione, che ora sono chiamati a partecipare attivamente anche nel proporre e organizzare eventi e momenti di collaborazione in grado di estendere la rete della solidarietà. La serata è stata presentata da una delle componenti il gruppo giovani dell’Avis, Mariella Pangaro, che, a proposito del neonato gruppo, spiega come “sia una bella iniziativa volta a promuovere e sviluppare la sensibilizzazione verso le donazioni. Il principale obiettivo penso dovrebbe essere quello di coinvolgere quanti più giovani possibile attraverso manifestazioni di vario genere proprio come si è fatto e si sta facendo”. Divertente trovata nel corso dell’evento è stato anche il “mini-quiz”, che, tra una band e l’altra, ha consentito al numeroso pubblico di rispondere a domande pertinenti sul mondo dell’Avis e delle donazioni; per i vincitori, in palio, un utile etilometro. Fanno parte, del coordinamento del gruppo giovani di Senise, Mariapaola Vergallito (coordinatrice) Mariella Pangaro, Nicola Cicchelli, Giovanni Matrone, Antonella Forenza e Giuseppe Marzano. E, a proposito di risultati, nel corso della serata la famiglia Avis di Senise, si è allargata: durante la festa, infatti, che si è conclusa con il tradizionale taglio della torta, si sono contate altre 20 nuove iscrizioni. Mariapaola Vergallito 26 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio CALVELLO : FESTA DELLA SOLIDARIETA’ AVIS 2011 Premiazione Donatori e Grande degustazione di cochtail di frutta fresca e specialità di frutta secca in Piazza Falcone Quest’anno la festa della solidarietà Avis si è tenuta il 10 agosto con un programma vasto che ha impegnato i responsabili della sezione avis di Calvello per tutta la giornata . Infatti già dalla prima mattinata c’è stato il raduno presso il parco giochi di Calvello con tutti i piccoli aspiranti avisini ai quali è stato donato un cappellino con i colori del tricolore e una maglietta avis ,quale contributo per ricordare il 150°anno anniversario dell’unita’ d’Italia. Alle ore 10,30 è stata celebrata la Santa Messa nel Parco Giochi dal parroco Don Pasquale Orlando con la presenza delle suore e delle Autorità Comunali il Vice Sindaco Franco Mazzei e L’Assessore Carmela Abbate , con tutti i bambini che frequentano il centro estivo,mamme e tanta gente.Subito dopo la Santa Messa il Presidente dell’Avis Comunale Rocco Luigi Dell’Aquila ha ringraziato tutti i presenti ed ha elogiato il ruolo del donatore che con il gesto spontaneo della donazione del sangue da’ veramente tanta speranza alle persone ammalate e piu’ fragili e rimarcando piu’ volte i grandi valori della solidarietà, affinché questo messaggio possa essere recepito anche dai piu’ piccoli per sperare in una Società futura piu’ giusta e solidale ed ha ringraziato il Parroco per le straordinarie parole di stima ed affetto nei confronti del donatore AVIS e gli Amministratori per la concessione di questa splendida oasi di verde nel cuore di Calvello ben tenuta ed attrezzata con una veduta molto suggestiva e circondata da tanto verde. Dopo ha avuto inizio la passeggiata denominata “ CAMMINIAMO PER LA VITA “ di Km.3 con un percorso veramente molto bello con partenza dal parco giochi-campo sportivo- fosso santile-fontana dei cani- rione trinità e con arrivo in Via Roma davanti al Comune con canti e balli allietata da organetti suonati dai piccoli avisini. Poco dopo sul palco allestito con striscioni,bandiere,palloncini e manifesti dei vari testimonial avisini è stata riservata un accoglienza speciale al gruppo di ciclisti “ Ambasciatori Avis ” della sezione comunale di Corleto Perticara ,i quali sono partiti da Corleto ed hanno raggiunto i Comuni di Laurenzana ,Abriola e poi Calvello dove sono stati accolti con tanti applausi dal numeroso pubblico presente e fatti salire sul palco i quali hanno consegnato al Presidente dell’Avis di Calvello un gagliardetto e dei cd dell’avis in segno di reciproca stima e collaborazione fra le due Avis . Il Presidente dopo aver donato a tutto il gruppo dei ciclisti un cappellino dell’avis ha ringraziato gli stessi per questa bella e lodevole iniziativa e ha esteso i ringraziamenti e saluti alla Presi- dente Maria Rosaria dell’Avis di Corleto con la quale si sono dati appuntamento all’anno prossimo per l’ organizzazione di un eventuale gemellaggio con l’avis di Corleto. La serata è stata caratterizzata dalla straordinaria esibizione della cantante Paprika cover di Laura Pausini,la quale è stata applaudita dal pubblico delle grandi occasioni che gremiva la grande Piazza Falcone di Calvello. Nel corso della serata sono stati premiati dal Presidente e dai Consiglieri del direttivo tantissimi donatori con targhe personalizzate,inoltre sono state premiate tutti le assistenti volontarie del centro estivo dall’Assessore ai servizi sociali Sig.ra Carmela Abbate e dal Consigliere alla cultura Sig. Bruno Latella.Inoltre il Sindaco Dott.Tonino Gallicchio ha ringraziato ed elogiato i componenti dell’Avis per l’impegno e per tutte le manifestazioni che organizza l’avis ed ha omaggiato Il Presidente con un Piatto tipico della ceramica calvellese con l’incisione del tricolore per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Infine omaggio floreale alle vallete della serata Anna Dell’Aquila ,Denise Tempone, alla cantante PAPRIKA e agli amministratori del Comune. Nel corso della serata è stata premiata anche la ditta dei donatori Famiglia Cirillo i quali hanno festeggiato insieme all’Avis 100 anni della loro attività. Soddisfazione dei responsabili dell’Avis di Calvello per la buona riuscita della manifestazione e appuntamento all’anno prossimo. Avis Calvello Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 27 Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio filiano: festa delle associazioni Le associazioni di Filiano credono nella “rete”. Domenica 28 agosto 2011 si è svolta la seconda Giornata delle Associazioni del Comune di Filiano. Nell’ampia cornice offerta dal verde pubblico le associazioni con attiva partecipazione hanno messo in campo volontari, idee, mezzi, momenti di spettacolo, gastronomia per consolidare il rapporto con il territorio. Siamo giunti alla seconda edizione dell’evento perché le associazioni comunali credono profondamente nella solidarietà, nel volontariato e nella condivisione di tempo, valori, capacità, saperi che animano gli associati. Per qualcuno potrebbe sembrare mero sfoggio di se stessi, ma siamo consapevoli che fare “rete” e collaborare insieme è possibile. Il sentirsi parte della rete e dunque di una progettualità più ampia mette in moto risorse ed energie nuove, pone nuovi interrogativi e sprona ad affrontare gli ostacoli incontrati per mantenere unità e coesione all’interno di ogni associazione. Non mancano le difficoltà organizzative strettamente legate all’evento, ma vengono superate pensando all’obiettivo finale che è quello della beneficenza e dello sviluppo territoriale tale da creare un ponte tra cittadini ed istituzioni. Le associazioni, quindi, continuano ad assicurare la presenza sul territorio e per la collettività ed auspicano nuove edizioni della manifestazione con l’aggiunta di nuove forze, miglioramenti e progressi. La lunga giornata è iniziata con la raccolta sangue a cura dell’Avis comunale per poi proseguire nel pomeriggio con l’immancabile calcetto a cura della Scuola Calcio Vitalba e U.S.D. Vitalba Filiano. L’associazione “New Naduah” ha intrattenuto il pubblico con attività equestri; la Protezione Civile Filiano –Gruppo Lucano ha curato la mostra fotografica “23 novembre 1980- 23novembre 2010 Per Non Dimenticare” ed ha effettuato una dimostrazione cinofila. Lungo il percorso tra stand informativi delle associazione e quelli gastronomici è stata allestita la mostra anch’essa fotografica “Pensiero S-catenato” a cura dell’associazione culturale “La Furmicula” . La conclusione della serata è stata scandita da musica, danze e folklore a cura delle associazioni “New Dance” ed i gruppi folkloristici “Dragon Folk” e Gruppo Folk Filianese. Tutto il ricavato della serata è stato devoluto al “Comitato Solidarietà di Filiano”. Non dimenticando la partecipazione della Pro-loco, della Croce Rossa Italiana - Gruppo volontari del Soccorso ed il gruppo dei Pionieri, l’associazione “Anspi- L’Arca”, l’associazione culturale “La Ciambotta”, l’associazione “Danze Sport Lucania”. L’Avis comunale, oltre alle consuete attività, è altresì presente in altre iniziative in progetti attuati e da attuare con alcune delle associazioni citate e l’Istituto Comprensivo data l’imminenza del nuovo anno scolastico. Caraffa Maria Antonella ROCCANOVA: “Rocco per Sempre” Un ricordo ed un impegno per combattere la leucemia: l’Avis premia i suoi soci Una iniziativa per ricordare un giovane poco più che ventenne, Rocco Di Filippo scomparso qualche anno fa a causa di una forma di leu- cemia fulminante, ma anche un momento medico-scientifico per fare il punto sugli sviluppi della medicina su questa particolare malattia. Questo è stato “Rocco per sempre”, la manifestazione organizzata dal Circolo Avis, che da alcuni anni si svolge a Roccanova con la collaborazione dell’Amministrazione comunale. E così anche stavolta a Roccanova sono arrivati medici e volontari dell’associazione che si occupano della donazione del sangue . Accolti dal presidente Rocco Nubile, che negli ultimi tempi ha dato uno slancio al circolo roccanovese tanto da portarlo ai primi posti nel panorama regionale lucano per numero di soci (oltre 200) e delle donazioni di sangue e per questo premiato con il distintivo d’oro, sono arrivati a Roccanova il primario dell’ospedale di Lagonegro Canio Volonnino e il primario reggente del reparto di ematologia dell’ospedale San Carlo di Potenza, Michele Pizzuti che ha sottolineato “la forte incidenza di casi di leucemia, soprattutto fra i giovani, nella zona sud della Basilicata di cui non si conoscono le cause” . Insieme a loro anche altri medici, quali il dr. Giovanni Asprella tra i fondatori del circolo roccanovese, il dr. Bonito ed anche un altro giovane medico, Rocco Collarino, di Roccanova(figlio di Paolo Collarino e di Maria Colavito), da poco laureato brillantemente a Firenze e con esperienze anche all’estero,che da ora presterà la propria attività nell’Avis del Lagonegrese. E nella serata agostana presentata dalla graziosa giornalista Annamaria Sodano e allietata dal brillante comico-imitatore Enzo Guariglia, già vincitore della Corrida, e dal cantautore lucano, Antonio Labate, il Circolo roccanovese ha voluto premiare con una targa ricordo per l’impegno e il maggior numero di donazioni alcuni soci . A cominciare dal sindaco, Giulio Emanuele, e a seguire Giovanni e Raffaele Soave, Annunciata Osvaldo, Giuseppe Ruggieri, Vito Duca, Anna Marranghino, Bruna e Luca Malaspina, Antonio Di Filippo, Giovanni Spagnuolo, Vito A. Albertini, Margherita Collarino, Enzo Racioppi, Carmine Ciancia, Rocco Nubile e don Enio De Mare. E l’Avis ha pensato anche ai bambini con uno spettacolo a loro dedicato. Così per una serata intera la piazza centrale del paese si è trasformata in una “Giocolandia”. Castelli gonfiabili, trampolieri, illusionisti e giocolieri hanno divertito a più non posso bambini e grandi strappando risate e applausi a non finire. Andrea Lauria 28 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio l’impegno di un lungo corso affidato ad un giovane presidente L’Avis, diffusa su tutto il territorio nazionale, in ri che non incontreranno mai, in un monoltre 80 anni di attività ha contribuito alla crescita della cultura della donazione, divenendo non solo una realtà decisiva del volontariato del sangue, ma anche un punto di riferimento organizzativo per il servizio trasfusionale e una componente attiva del volontariato sociosanitario a livello nazionale. La nostra regione conta circa 106 sedi comunali, tra cui l’ A.V.I.S. di Marconia “Arcangelo Barbetta” . Numerosa e difficile da sintetizzare l’attività svolta dalla locale sezione di Marconia, per questo abbiamo rivolto alcune domande al Presidente pro tempore Antonio Zaffarese. Si ritiene soddisfatto del lavoro che l’Avis Comunale di Marconia “Arcangelo Barbetta” ha operato in questi anni? Beh, un’associazione che ha festeggiato le nozze d’argento, sicuramente ti dà soddisfazione. Ritengo che chi ci ha preceduto ha lavorato bene: ha funzionato la macchina organizzativa, ha funzionato l’azione dei volontari e dei collaboratori, ha funzionato il tam tam tra donatori, ma soprattutto ha funzionato la solidarietà e generosità, che è il motore e il cuore dell’associazione. Come è cambiata l’Avis di Marconia in questi anni, e soprattutto, quali sono i propositi per questo suo mandato? L’Avis è cambiata. Nel corso degli anni numerose indicazioni normative rappresentano il punto di riferimento e in diversi casi un vincolo ben preciso anche per la nostra attività, considerato che AVIS è una Associazione di Volontariato e che il suo principale compito è la diffusione della cultura del dono e della solidarietà. Pertanto la loro conoscenza rappresenta per ogni dirigente un aspetto importante al fine di poter agire ed interagire in modo adeguato con gli altri “soggetti” con cui ci confrontiamo. Quanto alla nostra A.V.I.S. “Arcangelo Barbetta”, abbiamo ereditato un’associazione che gode di ottima reputazione e il nostro intento è di continuare a fargli godere tale reputazione, Antonio Zaffarese - Presidente Avis Marconia cercando di rinnovarla e arricchirla con persone giovani, che possano introdurre nuove idee. E quindi come intende realizzarli? E’ nostro intento comunque, incentivare il rapporto di collaborazione fra l’associazione e le istituzioni per diffondere i principi del buon uso del sangue; Promuovere iniziative atte ad aumentare le donazioni, facendo particolare attenzione alla fidelizzazione dei giovani, per tale motivo, importante sarà l’intervento nelle scuole, utile per fare capire agli alunni cosa serve e che cosa è Avis. Vorremmo entrare nelle scuole, chiedendo la collaborazione dell’ Amministrazione Comunale, per un supporto delle Politiche Sociali. Che cosa fare per stimolare l’importanza di questo gesto altruista? Propagandare il concetto della donazione del sangue e attivare tutte le modalità affinchè la cultura della solidarietà raggiunga quante più persone possibili di tutti i ceti sociali. Tutti potremmo avere bisogno di sangue per qualche motivo, è necessario l’impegno di tutti proprio perché la disponibilità di sangue è patrimonio collettivo di solidarietà che può servire a ciascuno di noi. Milioni di persone devono la vita a donato- do in cui sempre di più sembra imperare l’individualismo, che significato ha donare il sangue? La donazione del sangue è un gesto di altissimo significato umano e sociale, sentire dal profondo del cuore il bisogno di dare qualcosa di proprio in modo anonimo e senza conoscere la persona che ne usufruisce. Donare il sangue non è solo un gesto d’amore ma anche un dovere di coscienza, significa dire con i fatti che la vita di chi sta soffrendo ci interessa. E’utile anche per il donatore? E’ utile per il donatore di sangue il suo gesto nobile, poiché è un gesto di amore verso se stesso, donare significa controllare periodicamente il proprio stato di salute attraverso accurati esami di laboratorio, peraltro totalmente gratuiti. Che cosa vuol dire a chi vuole cominciare a donare, ma non sa come muoversi? Mettersi in contatto con le associazioni presenti sul territorio, avvicinando i responsabili delle stesse o i soci che saranno certamente in grado di dare le prime informazioni utili. Se le chiedo di rivolgere un ‘appello, a chi si rivolge? Vorrei rivolgermi ai medici di famiglia, affinchè “Nella pratica clinica quotidiana oltre a dare consigli ai pazienti sui corretti stili di vita, ad esempio su alimentazione, fumo, attività fisica, controllo del peso corporeo, possano motivarli alla donazione del sangue, quale atto di vera solidarietà, spiegando i vantaggi anche per loro stessi oltre che per l’intera collettività”. Inoltre un appello voglio rivolgerlo alla Neo Amministrazione Comunale, affinchè sappia fare tesoro di questa grossa risorsa che si è sviluppata nel nostro paese: L’A.V.I.S. Comunale di Marconia “Arcangelo Barbetta”, per il suo operato e la sua missione, è motivo di orgoglio per tutto il territorio. E insieme possiamo fare squadra. Cristian Camardo nova siri: 4° torneo over 40 Si è concluso in due serate di mezz’estate il 4°Torneo Avis Over 40 di calcetto, che ha visto protagoniste 3 squadre dal nome singolare per via della maglietta di partecipazione con logo rigorosamente AVIS. I blues Avis; i reds Avis e la locale squadra white Avis – questi i nomi delle formazioni che si sono sfidate nelle serate del 28 luglio e 01 agosto , in un triangolare che ha visto trionfare la squadra della locale sezione avis, rinforzatasi nell’occasione con nuovi atleti/donatori. Encomiabile l’impegno messo in campo da tutti gli atleti. Non è un caso che la manifestazione si sia svolta nel cuore dell’estate. Il messaggio era quello di sensibilizzare e promuovere la solidarietà verso gli altri, proprio nel periodo di maggiore calura. Tale evento è solo uno dei tanti impegni presi dalla locale sezione per promuovere e sensibilizzare al gesto della donazione . Madrina e organizzatrice dell’evento sportivo è stata la neo segretaria provinciale Avis di Matera Stefania VARASANO alla quale si deve un particolare ringraziamento. Per la cronaca, nell’anno internazionale del volontariato, a vincere l’edizione di quest’anno è stata la squadra di donatori/atleti di Nova Siri , forte anche della presenza di nuovi soci donatori. Ma in tutti la consapevolezza che a vincere, nelle occasioni “serie” è sempre l’altruismo e la solidarietà. Concetto che abbiamo voluto rappresentare con il gioco di squadra e con i valori dello “Sport”, quello condiviso tra amici. Arcangelo Minei Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 29 Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio tricarico una “città a colori” La promozione della donazione del sangue passa anche attraverso la prevenzione. In linea con le finalità contenute nello statuto dell’Avis, abbiamo dato inizio all’estate avisina promuovendo una giornata di prevenzione per le malattie dell’occhio. Ciò è stato possibile grazie alla disponibilità del Centro regionale cecità che, rispondendo ad una nostra specifica richiesta, ha fatto giungere a Tricarico un camper attrezzato per effettuare uno screening gratuito. Il 12 luglio 2011 un oculista e un’ortottista sono stati a completa disposizione dell’Avis ed hanno visitato 35 adulti che nonostante le altissime temperature di quei giorni hanno atteso pazientemente il proprio turno. Ma l’estate avisina non finisce qui… L’entusiasmo del direttivo si è tradotto in un appuntamento vestito Avis. Il 4 agosto il piazzale antistante la scuola elementare ha accolto il nostro gazebo attrezzato per misurare la pressione arteriosa e il livello di glicemia sotto l’occhio vigile e professionale di Tonino Paradiso, amico dell’Avis, che ringraziamo per la sua presenza preziosa durante tutte le giornate di raccolta. La calda mattinata ha lasciato il posto alla vivacità dei bambini che hanno partecipato, durante il pomeriggio, ai giochi organizzati e gestiti dai ragazzi avisini, residenti e vacanzieri. Circondati da genitori e passanti, i piccoli hanno dato prova di spirito di competizione e di sano divertimento. A ciascuno è stato consegnato un gadget in ricordo del pomeriggio trascorso insieme. Siamo certi, tuttavia, di aver aperto una breccia nel loro cuore piccolo ma accogliente! Accogliente è stata anche l’atmosfera serale durante la quale i piccoli sono stati sostituiti dai grandi, donatori e non, nella partecipazione a diversi giochi di squadra (corsa nei sacchi, prendi tutto, quiz con bandierina). Come ogni festa estiva che si rispetti, non è mancato niente: la presentatrice, la giuria, il pubblico e il karaoke che ha fatto scorrere tra i tanti testi anche uno tutto nostro. La nota canzone di Edoardo Bennato, “Il gatto e la volpe” ha fatto scatenare la fantasia del gruppo giovani che sotto lo sguardo divertito del pubblico ha intonato sulle famose note una non meglio identificata “Vieni a donar”. Insomma l’invito alla donazione è stato esplicito, divertente, consapevole e partecipato. La promozione della nostra associazione, superando confini e luoghi ordinari, incontra proprio tutti. E’sufficiente ammirare l’opera realizzata da due giovani artisti, Rocco Montesano e Bekim Fisti che con pazienza certosina e tanta ma tanta volontà, hanno contribuito a colorare la nostra estate. I giovani studenti hanno partecipato con propri lavori al concorso bandito dall’Avis di Tricarico intitolato “Città a colori”. Il concorso prevedeva la realizzazione di graffiti sui temi della solidarietà, della tradizione popolare tricaricese e della celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia. Un modo per diffondere le finalità della nostra associazione e per avvicinare i giovani al mondo del volontariato. Abbiamo anche tanto giocato durante quest’estate! Dopo la partecipazione al torneo di calcetto organizzato dall’Avis di Montescaglioso e quella ai giochi presso l’acquapark di Tramutola, ultima fatica estiva ma non meno divertente è stata la partecipazione al torneo di beach volley a Scanzano Ionico. L’Avis di Tricarico ha portato a casa con grande orgoglio il terzo posto lasciando alle Avis di Nova Siri e Scanzano le prime posizioni. Oltre alla coppa della meritata vittoria, ai momenti di festa, di colore e di musica, gli avisini tricaricesi, nell’anno europeo del volontariato, sembrano condividere un unico motto: “Volontari, facciamo la differenza!” Paola Benevento Avis Comunale Tricarico 30 il Fenotipo Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011 La Lettera – La Lettera – La Lettera – La Lettera – La Lettera – La Lettera – La Lettera – La Lettera uto o vive cial modo, a chi come me aveva viss spe in e, ali ion reg nti side Pre i egh ne riflessioni ai coll za stessa dell’attuale poliNello scorso numero ho rivolto alcu il senso di alcune iniziative, l’essen ire cap di e car cer per ale, ion Naz llo tra Avis. ancora un impegno associativo di live associati che pure attraversa la nos tra i zion rela di e ti por rap di ri, poche la crisi di valo e che, forse, loro stessi trovano non urn ded tica di sede Nazionale e, perché no, che so pos non o, ivat arr è tributo, questo, però, non difficilmente condivisibili. Ci ho creduto molto in un loro con ce, programmi e progetti che sono nan ad ergov di lte sce e car duro di comprendorio, io dico restio difficoltà a giustifi testardo, qualcuno dice addirittura o son e nettaessenza si concretizza in una gestion Chi mi conosce sa che un mandato associativo che nella sua . accettare mente contrastante con la mia visione A tutti? era aperta ai Consiglieri Nazionali. lett sta que e Allora, ho deciso di scriver da imporquali abbiamo fatto un pezzo di stra No! A coloro che io conosco, con i ettivi, sui agg li tati per ore sugli avverbi, sug tante e, talune volte, ci siamo confron tenuto mo a fare, con argomentazioni di con programmi e sulle scelte che andava e degli comune” della nostra associazione e nell’esclusivo interesse del “bene tro unico punto di riferimento. ammalati, che restano sempre il nos e persoche non ledevano mai la dignità dell Confronti, a volte, anche aspri ma la loro onestà culturale. ne, la loro credibilità e soprattutto Fio a loro, a Bussetti, a Colamartino, a E’ inevitabile, oggi, che io mi rivolgo azzi, a Groppo, a Negretti, a Parolo, a Rag re, a Franchi, alla Fusini,a Gobbo, tro Consigliere no, anche allo stesso Nardozza, nos al mio “amico” Rino Rosso e, perché Nazionale. e la passione del loro imconosco la fede associativa, la cultura ne che io , loro con rato lavo ho che , per anni, loro stessi Io che li conosco, bera l’esatto contrario di quello che deli che smo ani org un in ere sed a progetti e oggi, ionali e subire passivamente scelte, pegno, mi chiedo, ma come fanno, Naz i sigl Con ai e par teci par a i) tutt i verbali li leggo quella di far credere di fare hanno predicato, come fanno (e io riesce a fare con estrema facilità è che a cos ica l’un che , tiva ocia ass tra associazione? nomine di una pseudo maggioranza servito a fare grande e coesa la nos era nto qua o tutt e ion uss disc in do a dopo i e metten ola, come la nostra, per la prima volt picc senza muovere foglia, accreditandos pur se ale, ion Reg una ale, ion tima Assemblea Naz e Assembleare? Come fanno ad ignorare che nell’ul fatto con mancato intervento in sed l’ha a ress esp è si se o a ress esp è si loro storia assotrent’anni, non ha partecipato, non e persone e del loro spessore o della dell là di al , che DS FIO in za tan l’Assemrappresen votato a stragrande maggioranza dal rno Mi chiedo, come fate ad accettare una gio del e din l’or e der rive e nch Consiglio senza nea to di adesione alla nostra ciativa, è stata individuata fuori dal sull’accreditamento, sul regolamen me nor le e der divi con e re etta acc ad porti con la blea Nazionale di Roma? Come fate Come fate ad accettare i mancati rap ? nde azie le con ti por rap sui e sulla he sul plasma postali, sui rapporti con la FIDAS, ffe tari e associazione, a condividere le politic sull i erv rim esp non a a, gestione amministrativ o detto in maniera inforComunità Europea, a condividere la vi siete convinti di ciò che mi è stat voi he anc se For ria? rete seg di ci li uffi allora, che sono vertenza INPS, sulla inefficienza deg positive che stiamo facendo? Ecco, e cos le mil le tra pur ”, una e ben ata non ne va a bene? male: “tanto a Genesio e alla Basilic eno una cosa, dico una, fatta e fatt alm ere sap fate Mi ire! cap a co ndato dell’attuale Dirigenza. andato in crisi, mi dimeno e non ries applicazione nel primo anno di ma sua la e i cell vuto riposta, Cen le nua ma il o end tre scrivo ancora non abbiamo rice Ovviamente, esclud men e , gno Giu di e mes dal ale, ion e alla sede Naz ce a deliberare neanche Abbiamo rivolto domande di adesion o all’ultimo punto, quando non si ries ssim ma al o , rno gio del ine ord all’ ia capito che dobbiaperché l’argomento non viene iscritto ssione che l’attuale governance abb pre l’im Ho e? ivar ent inc ed re ove delibera mo promu statuto e quando non riesce a farlo, tro sotto il profilo formale. Non dobbia nos del osti disp i e me nor le e al contrario applica etto al discolo di turno. mo fare l’esatto contrario, così com con data retroattiva, pur di far il disp o, men o ili utib disc , osti disp pri pro di un organismo prevedendo l’entrata in funzione dei so ad essere collaborativi all’interno Ros o Rin a no, arti am Col le qua Pas Franchi, a Come fate, mi rivolgo a te Luciano ennale impegno? tra visione e con il vostro ultra dec vos la con to tras con to net in ra i rispondermi, che ope ai quali mi rivolgo “trovi il coraggio”d i egh coll dei uno eno alm , uno che Voglio sperare ché no, anche rivedere dibattito, fare delle riflessioni e, per onde poter quanto meno aprire un rramento, è lava al nostro interno di muro di sba par si a volt Una i. zion vin con stre le mie/no ro muro del emblea Nazionale, scomodando il sac stata fatta anche una citazione in Ass ma”. Della frequenza inaudita il “muro di gom una con e pon pro si mi i, ogg , nto pia siero di magamo o se lo facciamo prevale il pen serie parla tu, tanto o non ti ascolti gioranza, diverso dal tuo. mmi associativi dei candidati alla Pre Allora io mi vado a rileggere i progra o vad e ale, presenti in Consiglio Nazion sidenza Nazionale, due su tre oggi mmi. Ne resto confuso, perplesso e a rivedere i sostenitori di quei progra sottile filo di credibilità e di valori spero che possa istaurarsi un filo, un eme, pur nel rispetto delle diversità che ci consentono ancora di stare insi di opinioni. leggersi una massima di Epiteto, Consiglio all’attuale governance di ha la loro appartenenza di fede ..”Dio ci famoso filosofo greco, conoscendo e bocca, proprio per ascoltare il doppio dato due orecchie ma soltanto una parlare la metà”. della nostra Associazione. Fatelo, così preserveremo la storia Genesio De Stefano Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata il Fenotipo 31 ANALISI ANDAMENTO ATTIVITA’ donazionale 2011 15.346 3.432 GU E TOTALE SAN A TOTALE PL ASM 18.778 TOTALE GENNAIO FEBBRAIO MARZO APRILE MAGGIO GIUGNO LUGLIO AGOSTO TOTALE POTENZ A MATER A Incr. % TOTALE REGIONE S.I. 11.114 4.232 15. 346 A.S.P. SANGUE PLASMA 636 210 741 207 764 273 770 241 685 268 718 272 678 274 671 200 5.663 1.945 2011 Afe 2.919 513 Tot 14.033 4.745 3.432 18 18.778 A.S.M. SANGUE PLASMA 535 68 580 36 599 54 544 84 480 92 549 71 507 54 438 27 4.232 513 A.O.S.C. SANGUE PLASMA 697 120 734 147 731 126 686 115 728 126 626 138 676 120 573 82 5.451 974 S.I. 10.632 3.771 2010 Afe 2.551 505 Tot 13.183 4.276 S.I. 482 461 6,55% 14.403 3.056 17.459 943 Diff. Afe 368 8 12, 30% 376 Tot 850 469 7,55% 1.319 Filo diretto con la Redazione In questo numero ospitiamo della corrispondenza che s’è avvalsa di canali diversi della comunicazione. Chiunque volesse mettersi in contatto con noi può scrivere a: Il Fenotipo, Via Giovanni XXIII, 58 – 85100 POTENZA inviare una mail a: [email protected] oppure su FACEBOOK “Il Fenotipo” Mi chiamo Stefania e sono una donatrice di Matera. So che per effettuare una donazione occorre essere a digiuno ma qualcuno mi ha detto che è possibile donare anche se al mattino si è fatta una piccola colazione. Quale delle due teorie è vera? In genere il mattino del prelievo è preferibile essere a digiuno. Non sono compromesse, comunque, le analisi, se al mattino si è fatta una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute, thè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati. Sento spesso dire che i donatori in Avis sono “periodici”. Mi spiegate bene il concetto? Antonio da Rionero in Vulture. L’attività di AVIS è finalizzata a promuovere una donazione “sicura” del sangue e a rispondere efficacemente alle esigenze dei bisogni mirati e quindi programmati dei Servizi Trasfusionali, in funzione dell’obiettivo della “sicurezza”. L’AVIS annovera tra le proprie file solo donatori periodici cioè donatori che ad intervalli regolari si recano presso le strutture trasfusionali per donare il loro sangue. E questo, perché l’obiettivo primario e fonda- mentale è la SICUREZZA. A differenza dei donatori occasionali i donatori periodici sono molto controllati dal punto di vista medico, vengono costantemente sottoposti ad un’accurata visita e ad attenti controlli sul loro sangue e poiché la loro scelta di donare è libera, non condizionata da altri fattori come quelli emozionali, risultano molto più affidabili dei donatori occasionali. I donatori Avis sono, inoltre, anonimi, volontari non retribuiti, responsabili. Il ricorso ai donatori periodici consente una maggiore programmazione della raccolta sangue così come è utilissima nelle situazioni di emergenza. La periodicità ha permesso, inoltre, di effettuare una educazione sanitaria e di promozione della salute.