Settembre 2011 – Anno 4 N° III
Spedizione gratuita
Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003
conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. I, comma 2 e 3, CNS PZ”
Stampato su carta ecologica
GRAZIE!!
Regionale
Avis per
MATERA 2019
Capitale Europea
della Cultura
Pag. 5
Paginone
Cultura
Parlano il
dott. Rocco Maglietta
e dott. Pellegrino Musto
del C.R.O.B. di Rionero
Isa Grassano:
suggerisce 101 cose
Gratis da fare almeno
una volta nella vita
Pag. 16 / 17
Pag. 15
E’ giusto dedicare la prima pagina del nostro
periodico per rivolgere a tutti i donatori/atrici
un ringraziamento vero, sincero, mio personale e di tutto il Consiglio Direttivo, per quanto
sono riusciti a fare, in assoluta sinergia con i
loro Dirigenti, in questo particolare momento
di bisogno della rete trasfusionale regionale ed
extra regionale.
Ancora una volta abbiamo dimostrato, nel periodo estivo, che attraverso l’organizzazione
capillare delle sedute di raccolta programmate,
ordinarie o straordinarie, si possono soddisfare
i bisogni ematici della Regione e mettere anche
a disposizione degli Ospedali romani, attraverso il consolidato rapporto di collaborazione
convenzionale, anche un numero significativo
di unità di emazie.
In un articolo-intervista pubblicato da un noto
quotidiano locale, nel mese di Luglio, “criticavo”, attraverso una sottile polemica, che, per
la prima volta, dopo tanti anni, non si era riusciti a realizzare un momento di incontro in
sede Istituzionale, come tra l’altro previsto
dalla normativa di settore, per il piano di produzione a garanzia dell’”emergenza estiva”.
Abbiamo più volte ribadito, come Avis, che la
tutela della salute del ricevente, sul versante
emotrasfusionale, la si realizza perseguendo le
dovute sinergie, tra Volontariato, Istituzioni e
Sanità pubblica. Se uno soltanto dei tre soggetti viene meno, il Sistema corre seri pericoli
sul versante dell’efficienza e dell’efficacia. Ciò
nonostante abbiamo imparato, in così tanti anni
di impegno, che la fidelizzazione degli associati,
attraverso la informazione e la documentazione permanente rivolta agli stessi, ci consente
di differenziarci dal resto d’Italia ed evitare
anche in questi mesi particolari quegli inutili
quanto eticamente inaccettabili appelli “Prima
di partire per le vacanze, ricordatevi di
donare il sangue”, prassi ancora abbastanza
diffusa su tutto il territorio Nazionale, che lede
l’essere associazione, la sua funzione e le
sue finalità statutarie.
Il modello organizzativo posto in essere in Regione Basilicata, il quotidiano impegno dei tanti
Dirigenti realizzano una forma di garanzia, di
quantità e qualità delle prestazioni, che rendono la nostra piccola grande Regione modello
efficace di un sistema integrato.
Ed è per tutto questo che io vi dico GRAZIE!
Diventa veramente motivo di orgoglio rappresentarvi, pur nel quotidiano impegno di un Volontariato da me più volte definito, di essenza,
il
2
Fenotipo
che non ti consente momenti di pause, né di
forzato disimpegno.
Chi non conosce Avis Regionale di Basilicata,
la sua capillare diffusione, la sua testardaggine
nel perseguire gli obiettivi programmati, crede
che il nostro sia un Volontariato simile
ad altri, benemerito si, ma omologabile come tanti altri, da tenere in giusta considerazione, solo per un falso
criterio di sussidiarietà, per il soddisfacimento di carenze Istituzionali
nel realizzare un Welfare a tutela dei
diritti sociali, della collettività e della
persona.
Talune volte, anche nella nostra Regione, e, cosa più grave, nell’anno Europeo del Volontariato, si manifestano
atteggiamenti di insofferenza, quasi
di fastidio rispetto alle nostre istanze,
che sono, invece, deputate a rivendicare il rispetto di regole condivise.
Come recita un vecchio proverbio cinese “anche il viaggio più lungo inizia con
il primo passo”. Noi, attraverso piccoli
passi abbiamo scritto una storia di civiltà e di
coesione sociale che fa onore alla Basilicata, anche se indispettisce taluni personaggi che hanno ancora la visione gretta della gestione della
cosa pubblica, finalizzata più all’Io che all’interesse più generale della collettività.
Mi piace ribadire, a coloro che si riconoscono
in questa mia “forzata” riflessione che in Avis
troviamo conforto e sostegno in chi è d’accordo con noi, con i nostri valori e con la nostra
funzione, mentre cresciamo proprio grazie a
coloro che non lo sono. Lo dimostrano i grafici
della crescita donazionale, vale la pena soffermarsi con attenzione sugli stessi, per dedurne
una riflessione di carattere più sociologico che
sanitario. Le statistiche ci dicono crudelmente
del flusso migratorio delle nostre popolazioni,
un flusso determinato al 70% da una popola-
il
Fenotipo
periodico trimestrale di promozione, informazione
e cultura dell’AVIS Regionale di Basilicata
Registrazione Tribunale di Potenza n. 366 del 18/09/2007
Via Giovanni XXIII, n. 59 – 85100 Potenza –
Tel. 0971 442991 – Fax 0971 46873
E–mail: [email protected] – http.//www.avisbasilicata.it
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
zione nella fascia di età compresa tra i 25 e
40 anni, per giunta, di scolarità medio alta. Un
dato allarmante, che dovrebbe preoccupare
tanti, tutti, ma che, ad oggi, sembrerebbe preoccupare pochi, tra i pochi, un’Avis che perde,
Analoga cruenta considerazione sarei portato
a farla sull’altro Volontariato del sangue, più
avvezzo alle dichiarazioni giornalistiche, ai proclami e alla politica della acquisizione di meriti
altrui, per apparire grandi, piuttosto che esserlo. Avis è avvezza, invece, a dimostrare con i risultati il suo impegno,
troppo facile, oggi, dichiarare di
voler fare all’interno di un settore
dopo che Noi, per 30 anni, abbiamo creato la rete, la cultura, abbiamo rivendicato la promulgazione
di leggi e di norme con impegno
e sacrificio, realizzando l’interesse
dell’altro.
Per tutto questo e per tutto quanto sono certo che continuerete a
fare per i nostri ammalati e per la
nostra comunità in generale, e io
continuerò a dirvi GRAZIE.
G.K.Chesterton diceva “Che l’uomo
veramente grande è colui che fa sentire grande ogni altro uomo”. Io dico
Angelo Pace, Genesio De Stefano, Bartolo Bonelli
che uomini e donne grandi come
nel solo anno 2010, circa 200 donatori, perché Voi fanno sentire ai tanti giovani il bisogno di
trasferiti fuori Regione. Donatori periodici, fi- restare, di crederci e di fare. Ai meno giovani
delizzati, formati.
l’invito ad una riflessione, non sono gli anni delCiò nonostante, la crescita associativa ci dice la nostra vita che contano, ma la vita dei nostri
che i nuovi ingressi colmano questo ghep ed anni. Per cui, evitando all’interno e all’esterno
incrementano la capacità donazionale di circa della nostra associazione, stupidi conflitti ge2000 unità su base annua, rispetto all’anno pre- nerazionali, continuiamo a crecedente.
derci, così facendo il “grazie” QR code
Questa analisi ci dice chiaramente della credi- che oggi io vi rivolgo, a nome
bilità della nostra Associazione, chi resta nella degli ammalati, domani divennostra Regione ha bisogno di punti di aggrega- terà il “grazie” delle future gezione, di riferimenti certi e credibili, ci cerca, nerazioni, rivolto alla nostra,
partecipa e si mette a disposizione dell’altro, che non abbiamo passivamenattraverso il dono e la cittadinanza attiva. Cosa te subito, senza aver quantoche non riesce a fare la politica, malgrado la meno tentato di costruire una società, e percrudezza dei dati del CENSIS che la pone al pe- ché no, anche un’associazione migliore.
Genesio De Stefano
nultimo posto nella scala dell’affidabilità e della
Presidente
Avis Regionale
credibilità sociale.
Sky Line
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L’Avis in u n Grazie
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Anno 4 n. 3 – Settembre 2011
Direttore Editoriale:
Genesio De Stefano / Presidente Avis Regionale di Basilicata
Direttore Responsabile:
Anna Giammetta
Comitato di Redazione:
Tonino Valentino, Maria Antonella Caraffa, Vittorio Magliano,
Laura Bruno, Lucia Moliterni, Maurizio Nardozza,
Cristian Colangelo, Francesco Mastroberti, Valeria Nolè
Coordinamento Grafico:
Pubbli Press srl
Responsabili per QRCODE
Paolo e Giuseppe Fedele
Segreteria di Redazione:
Valeria Nole
Via Papa Giovanni XXIII, 59– 85100 Potenza –
[email protected]
Fotografie:
Archivio Avis Regionale Basilicata
Sperduto Nicola
Una realizzazione:
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Stampa:
Martano Editrice
Tiratura:
25.000
Sic !!
V. M.
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
3
Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale
Il QR CODE nel nostro periodico
QR code
Alla luce delle riduzioni delle agevolazioni che hanno fatto
lievitare le spese di
spedizione per i periodici del terzo settore, all’indomani di quel
funesto decreto interministeriale (pubblicato
sulla Gazzetta Ufficiale del 31 Marzo 2010), si
sono verificati scenari poco sereni per molte
testate, a cominciare dal ridimensionamento
di prospettive ed obiettivi.
Alcuni sono stati costretti alla riduzione di foliazione o delle uscite annuali; per altri, addirittura si è verificata, purtroppo, la chiusura.
Analoga cosa non può dirsi della garanzia che
viene pur sempre riconosciuta ai periodici di
partiti con cospiqui finanziamenti pubblici.
Un giornale, come ogni altra impresa, vive di
progetti da attuare e voglia di crescere.
La stangata delle tariffe postali ha ridimensionato molto queste aspettative, obbligando,
spesso, il lavoro al solo mantenimento dell’ordinaria amministrazione.
Un duro colpo per tutto il No Profit e per
la sua possibilità di continuare a comunicare
all’esterno il proprio lavoro attraverso la carta.
L’Avis di Basilicata è riuscita, nonostante l’abolizione delle tariffe agevolate, a garantire la
prosecuzione di questo giornale, così come lo
conoscete da oramai quattro anni. Un canale comunicativo che nel corso di tutto questo
lungo lasso temporale ha saputo costruire una
sua identità specifica; crescere senza mai subire battute d’arresto; diventare un punto di
riferimento importante per molte realtà; conquistare la fiducia di lettori sempre più attenti,
confermando così la bontà delle scelte fatte e
la validità di questo stesso progetto.
Mai come in questo momento continuiamo
dunque a ringraziarvi per il sostegno e la fiducia. Due elementi che sono per noi un incoraggiamento a fare sempre meglio e di più. E’ per
tale motivo che dallo scorso numero il Fenotipo si è arricchito di nuove pagine passando da
24 a 32 facciate, come sempre votate all’innovazione, alla ricerca, al progresso e all’approfondimento di tutto ciò che generalmente non
trova sufficiente spazio negli altri mezzi di comunicazione.
Sfogliando questo numero, inoltre, troverete
degli strani francobolli di piccole dimensioni
composti di segni grafici indecifrabili alla lettura. E’ il QR Code, una evoluzione intelligente
ed in 2D del classico codice a barra che in realtà nasconde una piccola rivoluzione mediatica.
Il suo nome nasce dalla immediatezza nell’avere
informazioni, QR stà per «quick response» (
risposta rapida). Se lo si inquadra, con l’obiettivo di un cellulare il codice QR prende vita e
racconta tutto di sé; sul display partono video,
pagine web preparate ad hoc, e suoni.
Il QR code è diventato a tutti gli effetti, il trait
d’union tra il mondo del cartaceo e quello digitale e meglio ancora di internet. Una passaggio
immediato a contenuti aggiuntivi che per loro
natura non trovano spazio sulla carta stampata,
e che invece arrivano via web sulla schermata
di un smartphone o di un tablet.
Una rivoluzione che da questo numero sbarca
sulle nostre pagine, perché l’Avis di Basilicata
Per accedere ai servizi
IN DIRETTA del
Fenotipo segui queste
tre semplici tappe
Tappa1
Devi disporre il telefonino munito di fotocamre collegato ad internet.
Alcuni cellulari di nuova generazione hanno
già installato il lettore del quadratone a
barre.
Se il tuo telefonino non è munito di questo
piccolo programma, vai alla tappa2.
crede ed investe nei nuovi strumenti di comunicazione per stare sempre al passo con i
tempi. In questo modo il Fenotipo si anima e
diventa interattivo per essere ancora più vicino
ai lettori ed ai propri soci.
Da oggi potrete visualizzare, le storie di copertina, le interviste, gli approfondimenti, tutte in
video.
È un mondo nuovo che si apre ai lettori abituati
a sfogliare solo il giornale. In questo numero
sono 3 i QR Code posizionati nelle diverse
sezioni. C’è il mio saluto; l’approfondimento
dell’editoriale del nostro presidente Genesio
De Stefano e naturalmente non poteva mancare la sezione dedicata ai giovani con le immagini
di giochi senza frontiere che si sono svolte questa estate a Tramutola.
Dal prossimo numero ogni sezione avrà il proprio video. Ci sarà l’approfondimento sanitario,
quello della cultura, della fondazione ecc…Insomma lo troverete declinato nei vari modi per
farvi “giocare”, perché no, magari divertendovi
anche, con questo nuovo strumento.
Come funziona? Per prima cosa bisogna installare sul cellulare uno speciale software in grado
di interpretare il Qr Code: programma gratuito e facilmente scaricabile dal web, ce ne sono
per tutte le marche compreso l’IPhone della
Apple e il Blackberry. Non resta che inquadrare il codice con la fotocamera del cellulare e
metterlo a fuoco.
Il software legge il codice e catapulta il telefonino sul web.
E allora buona lettura e da questo numero aggiungiamo anche, buona visione.
Anna Giammetta
Direttore Responsabile Il Fenotipo
Tappa 2
Connettiti tramite il telefonino all’indirizzo
inigma.mobi
e scarica direttamente il software I-Nigma
(è gratuito).
Questa operazione va fatta solo una volta.
Tappa 3
Hai installato il software?
Attivalo passa la fotocamera del telefonino
davanti al quadratone a barre e sul display
comparira il materiale che cercavi.
Semplice e veloce
UNA NUOVA SFIDA PER AVIS BASILICATA
Si parte! “Solidarietà in rete”, questo il titolo
del progetto di Avis Regionale che la Fondazione con il Sud ha approvato e finanziato. La presentazione ufficiale avverrà il 28 Settembre a
Matera ed il 6 Ottobre a Potenza.
Il progetto si prefigge, come obiettivo primario,
di consolidare l’azione della rete delle organizzazioni di volontariato. Avis Regionale, più nel
particolare, ha lanciato la sfida di rendere ancora più efficace ed efficiente il sistema sangue in
Basilicata, che attualmente lavora su di un livello
di coordinamento di ben 106 sedi periferiche.
In tale ottica si colloca il processo di informatizzazione del sistema trasporto sangue, servizio
di competenza di Avis Regionale di Basilicata e
che ad oggi si sviluppa anche tramite l’elaborazione di documenti cartacei.
A tal proposito, al fine di avviare forme di comunicazione sinergiche, più sicure e più snelle,
si è proposto di realizzare un Sistema informatico gestionale, che permetta di monitorare l’intero percorso del dono del sangue.
Nell’ambito di questo progetto Avis Regionale si è preoccupata anche di ampliare la platea
dei soggetti a cui si rivolge ed in un processo di
integrazione culturale, mira a coinvolgere nella
rete della solidarietà anche i tanti cittadini extracomunitari presenti sul territorio lucano. La
sperimentazione riguarderà un’area target ben
definita, circoscritta ad un numero di 12 Comuni, in cui è più elevato il tasso di immigrazione,
creando veri e propri luoghi di mediazione tra
gli immigrati e gli enti deputati alla costruzione
di politiche di integrazione. Luoghi, quindi, utili
anche alla sensibilizzazione alla cultura della donazione, ma più in generale alla solidarietà tra i
popoli. I volontari impegnati in questa attività
verranno coinvolti in un percorso di formazione che li renderà maggiormente in grado di interfacciarsi e di rispondere alle sempre nuove
esigenze che provengono dal territorio. Tutto
questo contribuirà ad irrobustire e allargare la
capacità di risposta dell’Avis Regionale e a perseguire un rinforzo del senso di appartenenza
alla comunità da parte dei nuovi donatori.
Una piccola anteprima che spera di suscitare
tutta la vostra curiosità…non vi resta che accorrere numerosi nella consapevolezza che il
popolo avisino saprà raccogliere anche questa
sfida.
Valeria Nolè
4
il
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Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale
AVIS REGIOnALE PRESENTA
LA 3° EDIZIONE DEL SUO BILANCIO SOCIALE
Lo scorso 14 settembre alle ore 16 presso la
sede di Avis regionale, unitamente alla presentazione del progetto Benin, di cui riferiamo a
parte, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Bilancio Sociale 2010 di Avis Regionale di Basilicata.
Il Presidente, Genesio De Stefano, ha illustrato nel dettaglio i contenuti di un documento,
redatto da un apposito gruppo di lavoro e coordinato dalla Fondazione Avisper, che per il
terzo anno rappresenta lo strumento di comunicazione scelto per presentarsi alla comunità e
in particolare agli stakeholder.
De Stefano ha spiegato che la redazione del
Bilancio Sociale rappresenta una scelta irrinunciabile e definitiva, infatti Avis in Basilicata,
nella sua complessità, con il concorso di tutti
gli operatori e gli stakeholder, è riuscita a schematizzare un documento che, a giudizio unanime, rende facilmente intellegibili gli obiettivi, le
strategie, le azioni, i processi di miglioramento.
L’analisi è stata introdotta con una riflessione
legata al non facile momento in cui si dibatte
il nostro Paese, un panorama sociale in forte
crisi, indicatori sociali ed economici tendenti
al rosso, una società che annaspa nell’incertezza sul proprio futuro. Questa situazione ha
determinato la cornice nella quale si è mossa
l’associazione, che ha reso più arduo parlare di
solidarietà, partecipazione, altruismo.
L’analisi dei dati sociali tuttavia diverge in modo
consistente da queste considerazioni dal momento che, ancora una volta, si presenta una
situazione in costante crescita, nella quale si è
riusciti anche a garantire un valido e sostanzioso supporto a regioni ancora carenti.
Ma l’analisi non può e non deve fermarsi a questa unica valutazione che, a detta di De Stefano,
non esaurisce la portata dell’impatto sociale
determinato.
A questi dati vanno aggiunti infatti tutte le considerazioni legate alla qualità del lavoro svolto,
all’incremento dei punti di raccolta, all’efficienza del servizio di trasporto, ai risultati del brac-
cio sociale costituito dalla Fondazione Avisper,
in buona sostanza, alla operatività ed all’impegno degli oltre 17.000 soci avisini, che rappresentano molto spesso un punto di riferimento
per condizioni di difficoltà che vanno oltre lo
specifico mondo trasfusionale. L’analisi di questi dati positivi, ha concluso De Stefano, non
deve però distrarre l’attenzione da una situazione sociale che è oggettivamente difficile e
che va peggiorando offrendo materiale umano
sempre più esiguo a causa del costante processo di emigrazione verso altre regioni da parte
di tanti nostri giovani, solo in parte mitigato
dall’ingresso di extracomunitari.
Proprio ponendosi in quest’ottica è stato presentato il progetto “Solidarietà in rete” finanziato dalla Fondazione per il Sud che consentirà
ad Avis, in collaborazione con la Fondazione
Avisper, di realizzare oltre alla informatizzazione delle sedi sul territorio, 12 sportelli informativi a disposizione delle diverse necessità degli
extra comunitari risiedenti sul territorio.
Rosaria Langone
un cardiografo per l’ospedale di kamanyola
LA SOLIDARIETà DELL’AVIS contribuisce a far battere tanti cuori
Il 30 maggio 2011 è stato inaugurato l’Ospedale
“S. Giuseppe” di Kamanyola.
Situata nella Repubblica Democratica del Congo, nella Provincia del Sud-Kivu, a circa 2 km.
dalla frontiera del Ruanda e a pochi km. dal Burundi, la città di KAMANYOLA a livello politico è una entità amministrativa del territorio di
Walungu (Bukavu); a livello ecclesiastico è una
delle Parrocchie della diocesi d’Uvira.
La popolazione conta circa 50.000 abitanti,
congolesi maggioranza, con minoranze ruandesi e burundesi. Si dedicano prevalentemente
all’agricoltura e al commercio.
Dal punto di vista sanitario, Kamanyola può
contare su 2 Centri Sanitari situati nei villaggi, dotati di poco personale qualificato e scarsi
mezzi.
Nei casi più gravi, i pazienti erano trasportati
con mezzi di fortuna a Uvira che dista 70 km.,
oppure a Bukavu distante circa 55 km.
Per venire incontro a questa gente “abbandonata” P. Giuseppe Crippa, Saveriano e da lunghi
anni Missionario nella diocesi di Uvira, aveva
sollecitato presso la sua famiglia i fondi necessari per la costruzione di un Ospedale, di cui
però non aveva visto la realizzazione, essendo
morto nel 2009 prima che l’opera venisse terminata.
I Padri Saveriani con dedizione e generosità
l’avevano completato.
Ora l’Ospedale è una “realtà” benedetta da
tutti e a disposizione dei malati di 3 Paesi per
lunghi anni teatro di lotte e inimicizie: Congo –
Ruanda – Burundi.
Per volontà dell’Arcivescovo di Bukavu, la gestione dell’Ospedale è stata affidata alle Suore Francescane di N. S. del Monte che hanno
messo a disposizione 3 Suore per la Gestione
– Farmacia – Intendenza generale.
Vi operano dal 30 maggio 2 medici congolesi
ed una équipe di personale locale ben formato,
che lavorano instancabilmente e in situazioni di
estremo disagio.
L’Ospedale manca di quasi tutto: letti – comodini – sedie – armadi…senza parlare del materiale più specifico per la chirurgia, la maternità,
la sala operatoria e il Laboratorio analisi.
Da Genova ci stiamo organizzando per procu-
rare il materiale richiesto e inviarlo al più presto con un container.
Nonostante la mancanza di tante cose, o meglio di “quasi tutto” si lavora con coraggio e
buona volontà.
Ringrazio tutti coloro che ci seguono, ci incoraggiano e ci sostengono nel nostro sforzo di
“servire” la popolazione povera e sofferente di
Kamanyola.
Ringrazio L’Avis di Basilicata per aver donato un
cardiografo.
Sono appena rientrata in Italia e ho visto con i
miei occhi le “meraviglie” compiute al “S. Giuseppe” di Kamanyola.
I padiglioni più frequentati sono la maternità e
la pediatria. I bambini sono i più deboli; sui pochi letti disponibili ho visto anche 4 bimbi insieme, anemici, colpiti da malaria e altre malattie.
Prometto di dare ogni tanto qualche informazione sugli sviluppi dell’Opera.
Se qualcuno volesse ulteriori chiarimenti, il mio
numero telefonico è 010504696.
Suor Ottavia
Sede Francescana – Genova
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
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avis A SOSTEGNO DELLA CANDIDATURA DI MATERA 2019
“La candidatura di Matera a Capitale europea della Cultura
2019 è una grande opportunità per la Basilicata, non solo per
l’ambizioso ma realistico obiettivo che si pone, ma anche per
il cammino di cooperazione e di promozione che segnerà le
tappe di avvicinamento al traguardo.
E’ una grande opportunità all’interno di un’Europa che sta
definendo le sue scelte, le sue politiche, le risorse e gli strumenti.
E’ una grande opportunità di modernizzazione e di innovazione.
Potremo stare meglio e fare la differenza sulla sostenibilità, la
solidarietà e la cultura. Europa 2020 deve essere la strategia
per la quale le istituzioni lucane devono continuare ad operare”.
Una strategia i cui pilastri principali sono: la crescita
intelligente, attraverso la promozione della conoscenza,
dell’innovazione, dell’istruzione e della società digitale,
la crescita sostenibile, rendendo efficiente l’uso delle
risorse e rilanciando la nostra competitività e la crescita
inclusiva, incentivando la partecipazione al mercato del lavoro,
l’acquisizione di competenze e la lotta alle povertà.
Piero Lacorazza
Presidente della Provincia di Potenza
“Una sfida per cambiare, un traguardo per cambiarci. Questi
i due principali obiettivi che la prospettiva Matera 2019 ci
impone di raggiungere. Siamo impegnati in un progetto che
potrà promuovere lo sviluppo di una intera regione, ma che
potrà realizzarsi solo se nel frattempo noi stessi sapremo
modificare le nostre abitudini intellettuali e operative.
Scopriamo le nostre idee, diamo gambe ai nostri intuiti e
Matera cambierà le sorti del futuro della Basilicata”.
Franco Stella
La presentazione del comitato per la candidatura di Matera a capitale europea della cultura, avviene proprio nel 2011 (anno
europeo del volontariato), quasi come segno del destino. Quel motto, “volontari!
Facciamo la differenza “ come metodo,
come invito alla città per potersi candidare ad essere capitale europea della cultura. Così mi piace declinarlo. Un invito a dare
qualcosa in più, ad essere differenti, ad essere riconosciuti come punti di riferimento
e protagonisti attivi della nostra società civile. Il volontariato, come esempio di cultura differente, di un modo di essere differente.
Proprio la nostra cultura, il nostro modo di fare che vogliamo candidare ad essere modello europeo. Ma cosa fa la differenza? Mi ha appassionato il modo con
il quale si è scelto il logo di Matera 2019. Una scelta avvenuta attraverso la partecipazione, attraverso la trasparenza. Circa 700 società e individui si sono messi in discussione da tutte le parti del mondo. E il mondo ha risposto ad una richiesta di apertura, di collaborazione che partiva proprio da questa piccola città,
in un angolo del Sud Italia, di circa 60000 abitanti, abbattendo tutte le barriere
dello spazio, di quei confini territoriali.Il mondo ha saputo che Matera c’è, e con
lei la cultura che vogliamo diffondere partendo da quei valori propri di Matera,
della Basilicata, del mezzogiorno. Un pensare proprio del volontario, che spinge
a reinventare i legami sociali nel senso che il rapporto con il sapere, con la conoscenza può vivere solo in un rapporto ampio con gli altri. Ciascuno di noi è
ricchezza per l’altro. Un modo di pensare “anticonformista” rispetto al presente con logiche capitalistiche che stiamo passando e che noi vogliamo “combattere” con il nostro modo di fare, dando delle risposte a
un desiderio di comunità di un senso comune, senza il quale non si fa sociale. La
candidatura di Matera, quindi come voglia di costruire un nuovo civismo, un nuovo
modo di fare cittadinanza, dove il sapere e la cultura sono un bene comune e un diritto fondamentale del cittadino ai fini di una crescita personale e sociale. Sono sicuro che, se perseguiremo questi principi, avremo costruito, sicuramente una società
più giusta, un modello da portare ad esempio per le nuove generazioni europee.
Luigi Gravela
Presidente Avis Provinciale Matera
Presidente della Provincia di Matera
“ La convergenza su Matera a Capitale Europea della cultura, da
parte di enti diversi non è legata al solo fattore di appartenenza
territoriale e a limiti geografici, ma ad un’appartenenza
culturale. Per questo siamo convinti tanto che la candidatura
di Matera sia forte, quanto del fatto che l’elenco delle realtà
che la sostengono si allargherà. Riconoscersi culturalmente in
Matera vuol dire aver compreso quell’esigenza di un ponte tra
Europa e Mediterraneo che l’attualità ci pone come evidente.
E su questo scenario Matera capitale della Cultura è Matera
capitale d’Italia, d’Europa, del Mediterraneo, di una serie di
territori e culture di cui è il cuore, di cui nei secoli ha riportato
le contaminazioni”.
Vito DeFilippo
Presidente della Regione Basilicata
“Con la formalizzazione, davanti al notaio, della nascita
del Comitato istituzionale di sostegno alla candidatura di
Matera a Capitale Europea della Cultura 2019 si apre una
nuova pagina per la nostra città, per la nostra regione.
Per la prima volta, forse, nella storia della Basilicata tutti i massimi
enti incrociano i propri interessi in un unico, fondamentale
obiettivo: portare l’Europa nel cuore del Mezzogiorno d’Italia e
nel cuore del Mediterraneo”.
Salvatore Adduce
Sindaco di Matera
Gentilissimo
Dott. Adduce On. Salvatore
Sindaco della città di Matera
Presidente Comitato promotore
“Matera Capitale Europea della Cultura 2019”
Matera
Oggetto: Sostegno Candidatura Matera 2019
Gentile Sig. Presidente,
ho il piacere di comunicarLe che il Consiglio Direttivo dell’Avis Regionale di Basilicata,
in ottemperanza a quanto stabilito dall’Assemblea Regionale dei soci tenutasi a Sant’Arcangelo il 10 Aprile ultimo scorso, ha deliberato di aderire al Comitato promotore di
“Matera Capitale Europea della Cultura 2019” nelle forme che Lei riterrà più opportune.
La nostra organizzazione, come Ella ben sa, annovera 21.000 soci organizzati in 116
sedi Comunali e due sedi Provinciali ed è fortemente motivata, al di là della donazione
del sangue, a promuovere la cultura della solidarietà e dell’aggregazione sociale, contribuendo al recupero di una sempre maggiore identità regionale, in partenariato con gli
Enti e con le Istituzioni pubbliche.
Per noi Matera rappresenta un elemento importante e promuovere e sostenere una sua
candidatura come Capitale della Cultura ci inorgoglisce e rafforza il legame sociale che questa Avis intende realizzare su tutto il territorio.
Nella certezza che Ella vorrà cogliere questa nostra disponibilità, restiamo in attesa di un suo riscontro, nel
mentre cogliamo l’occasione per salutarLa ben
distintamente.
Per il Consiglio Direttivo.
Potenza, 31/08/2011
Il Presidente
Genesio De Stefano
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il
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Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Nazionale – Nazionale –Nazionale – Nazionale –Nazionale – Nazionale –Nazionale – Nazionale
NUOVA STAGIONE, VECCHI PROBLEMI!
Siamo alla fine di un’estate caratterizzata da un
andamento schizofrenico, fra gossip pallonaro o velinico e notizie sinistre di smottamenti
economico finanziari, di rating sprofondati e di
solvibilità del debito degli stati sovrani che a noi
hanno regalato la manovra correttiva di metà
settembre che inciderà molto sul bilancio degli
italiani.
Noi avisini dopo la sbornia estiva riprendiamo
le nostre attività che, a livello donazionale e
promozionale non si sono mai fermate anche se
non tutte le criticità sono state disinnescate e
vi sono stati momenti di emergenza più o meno
prolungati a tutte le latitudini.
Riprendiamo con la consapevolezza che il momento congiunturale non è dei migliori, le condizioni sociali ed economiche cambiate drasticamente in questi ultimi 2 anni, a vedere i dati
dei soci e delle donazioni a livello nazionale,
non sembra abbiano influito sulla crescita della
nostra associazione e del volontariato del sangue in generale.
Ma non sappiamo e, secondo me, non siamo in
grado di prevedere fino a quando questo potrà
accadere nel futuro, quanto terrà il sistema e
il terzo settore in genere di fronte all’arretramento del welfare e quindi delle reti di protezione sociali oggi esistenti.
Una prima questione sarà quindi misurare la
temperatura alla nostra associazione soprattutto a fronte dell’autunno caldo che si sta prospettando.
C’è poi da chiedersi, in mezzo al guado della
situazione trasfusionale in cui ci troviamo, a
proposito degli accreditamenti e dei requisiti
minimi delle unità di raccolta, chi potrà e vorrà
sopportare i costi di questi adeguamenti.
Soprattutto che cosa accadrà se, come sembra
inevitabile, molte realtà
private ma anche pubbliche non si troveranno a
norma allop scadere dei
termini previsti per legge.
È necessario che AVIS Nazionale esprima una
sua posizione netta, chiara e precisa, magari
proponendo se ne ha la possibilità soluzioni
adeguate al contesto attuale.
Questa questione si collega con un’ideale filo
conduttore a quella del plasma i cui aspetti economici e soprattutto etici sono maggiormente
dirompenti.
L’introduzione dei nuovi criteri del processo
produttivo dei plasma derivati, per poter entrare a pieno titolo nella Comunità Europea,
la liberalizzazione dei mercati inducono scelte
e considerazioni che investono la ragione stessa del nostro essere. Il consumo sbilanciato di
plasma derivati la carenza di alcuni farmaci, la
produzione eccedentaria di altri impongono riflessioni etiche oltre che economiche circa la
loro collocazione sul mercato, fonte di profitto
per le aziende farmaceutiche soprattutto sui
mercati dei paesi in via di sviluppo.
Può Avis rimanere indifferente di fronte a queste problematiche?
Può un’associazione che conta oltre 1.200.000
soci accontentarsi di reclutare fra i suoi promoter Lupo Alberto?
Operazione sicuramente encomiabile ma non
di fondamentale importanza.
Il tema della presenza di Avis, o meglio dei suoi
dirigenti all’interno dei centri di servizi, quindi
di un impegno che può trasferire competenze
capacità e progettualità in un ambito più vasto
non può che passare all’interno della riflessione
collegiale dell’organo Consiglio Direttivo.
La ancora permanente condizione di difficoltà
di scambio di emazia fra le regioni, un impiego
più strategico
dei volontari di
servizio civile il
coordinamento
delle scuole di
formazione in
un’ottica maggiormente professionale la
gestione delle
politiche sanitarie e quindi
il
rapporto
con il CNS
Quindi
un
confronto più
ampio con la
società di medicina trasfusionale.
Non dimenticando la risoluzione di problemi
gestionali di notevole rilevanza come
l’inquadr amento
di AVIS da parte
dell’Istituto di Previdenza Sociale a cui la Sede
Nazionale non sembra abbia voglia di cercare
una risposta.
Ma prima che la politica dei temi esposti, ciò
che deve ancor più cambiare è il rapporto fra
gli organi dell’Associazione, Consiglio ed Esecutivo, l’atteggiamento da guerra di trincea che
oggi, dopo due anni di mandato, non ha più ragione di esistere.
Il difensivismo ad oltranza di chi non ha argomenti da contrapporre a tesi che a volte possono anche essere discutibili, non favorisce il
rasserenamento e soprattutto non eleva il
tono della discussione e quindi la qualità delle
decisioni assunte.
Le meschinerie proprie dei regimi decadenti
non possono appartenere ad un mondo che
non può vivere di ostracismi: evitare di citare
sulle pagine di Avis SOS la presenza dell’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Basilica,
peraltro unico rappresentante delle istituzioni
ad esser presente al Convegno Nazionale di
San Giovanni Rotondo dello scorso mese di
maggio, potrebbe incidere negativamente sui
rapporti locali ma sicuramente danneggia l’immagine della Redazione e la gestione politica
di un periodico che oggi non vale il suo costo
perché frutto non di scelte libere ma di veti
incrociati.
Questi temi e la necessità di un cambio di atteggiamento ci accompagneranno all’inizio di
una nuova stagione che rappresenta il giro di
boa di un mandato associativo che fino ad ora
ha deluso anche le più pessimistiche e meno
ambiziose previsioni.
Maurizio Nardozza
Consigliere AVIS Nazionale
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
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Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità – Sanità
plasma: traguardo raggiunto con un anno
di anticipo
Tra gli scopi sociali prioritari della Nostra Associazione vi è il sostegno
del bisogno di salute del cittadino favorendo:
Raggiungimento dell’autosufficienza di emazie concentrate;
Raggiungimento dell’autosufficienza di Plasma da inviare all’industria per
ottenere i farmaci plasma derivati.
Nella REGIONE BASILICATA, grazie alla generosità e alla solidarietà dei
nostri donatori, è stato ampiamente soddisfatto il fabbisogno di globuli
rossi, tanto che attualmente una parte delle emazie raccolte viene inviato in altre Regioni Italiane per contribuire all’autosufficienza Nazionale.
Per quanto concerne il raggiungimento dell’autosufficienza di plasma,
non è solo pensabile di aumentare le donazioni di sangue intero ma soprattutto programmare, in maniera sistematica, delle giornate dedicate
solo alla donazione di plasma. Una plasmaferesi permette di raccogliere
500 ml di plasma contro i 200 che si ottengono per il frazionamento di
una unità di sangue intero da 450 ml +/- 10%. Possiamo affermare che:
Le aferesi single component permettono la raccolta di maggiori volumi
di plasma da un singolo donatore, rispetto ad ogni altro tipo di donazione;
Le aferesi multicomponent permettono la raccolta da un singolo donatore di unità piastriniche in quantità uguale o maggiore rispetto alle
single component, con aggiunta di plasma, seppure in quantità minore;
Le aferesi multicomponent non permettono la raccolta di un numero
maggiore di unità eritrocitarie rispetto alla donazioni di Sangue intero.
Vorrei soffermarmi sulla plasmaferesi produttiva perché, in Basilicata,
abbiamo avuto un incremento importante del conferimento del plasma
ad uso industriale e perciò siamo praticamente all’autosufficienza regionale.
La plasmaferesi produttiva viene effettuata con la finalità di raccogliere il solo plasma. Questa raccolta
è finalizzata ad avere in discrete quantità
l’emocomponente plasma che può poi
essere impiegato “in toto” oppure
lavorato e frazionato per ricavarne i singoli componenti utilizzati in
svariate terapie. In base alla Legge
219/2005 (Legge 21 Ottobre 2005,
N°219) il Plasma Fresco Congelato
(PFC), al fine di preservare i fattori
labili della coagulazione, va congelato
di preferenza entro 6 ore, e comunque
non oltre le 18 ore, dal prelievo. Ai fini
della lavorazione industriale è in uso la
corrente definizione:
PLASMA DI TIPO A: DA AFERESI CONGELATO ENTRO 6 ORE DAL PRELIEVO;
PLASMA DI TIPO B: DA SCOMPOSIZIONE, CONGELATO ENTRO 6 ORE
DAL PRELIEVO;
PLASMA DI TIPO C: DA SCOMPOSIZIONE,
CONGELATO DA 6 A 72 ORE DAL PRELIEVO.
L’industria di lavorazione utilizza solo i TIPI A e B per la produzione dei fattori della coagulazione (FVIII, FIX, ATIII, COMPLESSO
PROTROMBINICO), riservando il TPO C alla sola produzione di ALBUMINA e IMMUNOGLOBULINE. Questa classificazione è sostanzialmente adottata anche nell’impiego clinico, per cui si tende a considerare
PFC solo il plasma congelato entro 6 ore dal prelievo.
E’ doveroso evidenziare che il modo meno vantaggioso, dal punto di vista economico, di produrre plasma è la PLASMAFERESI PRODUTTIVA,
a meno che non si attivino procedure che permettano di abbattere in
maniera significativa i costi di produzione.
La Legge 219/2005 che ha contribuito in maniera determinante al raggiungimento di tale autosufficienza.
Per questo motivo siamo i referenti del “Progetto Territoriale di Raccolta Plasma” sul territorio. In virtù di questo progetto abbiamo:
Incrementato la produzione di plasma nella Nostra Regione;
Incrementato la qualità e la sicurezza degli emocomponenti prodotti
massimizzando la capacità di raccolta nel singolo donatore anche
con approccio AB0/Rh specifico;
Divulgato e diffuso la donazione mediante aferesi nei donatori;
Pianificato la raccolta sul territorio regionale;
Abbiamo tenuto fede, come Avis Regionale
di Basilicata,all’Accordo con la Regione
Basilicata:
INFATTI QUEST’ANNO RAGGIUNGEREMO, CON UN ANNO DI ANTICIPO, L’AUTOSUFFICIENZA PER
QUANTO RIGUARDA IL PLASMA DA
INVIARE ALL’INDUSTRIA PER RICEVERE IN CAMBIO I FARMACI PLASMADERIVATI.
La Regione Basilicata riceve i farmaci plasma-derivati, pagando all’industria solo la
lavorazione del plasma. Tutto ciò consente
un importante risparmio di risorse economiche (la differenza fra l’acquisto dei farmaci
commerciali di importazione ed il costo della sola lavorazione industriale)
tanto più che il 70% del plasma conferito all’industria è ottenuto per separazione dalle unità di sangue intero
e il restante 30% dalle procedure aferetiche. In conseguenza a ciò i pazienti lucani e non, hanno a disposizione
farmaci sicuri, frutto del lavoro e del volontariato del sangue, in un sistema basato sul dono non remunerato, etico, consapevole e direttamente
controllato, risparmiando anche molte risorse economiche: veramente
un piccolo grande capolavoro!
La realizzazione di questi obiettivi (Autosufficienza Regionale di Sangue
Intero e di Emocomponenti) è reso possibile grazie all’Impegno Sociale
e Morale dei Nostri Insostituibili Donatori, a cui Va il più sincero Ringraziamento.
Tonino Valentino
Direttore Sanitario Avis Regionale
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il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale
L’ESTATE, LA CRISI E IL VOLONTARIATO
E’ agli sgoccioli un’estate di calda passione (stop
ai cattivi pensieri: passione in senso cristiano; calda in senso meteorologico) nella quale non sono
mancate le solite notizie di gossip, purtroppo
quelle sugli incidenti stradali, gli estremi del clima, i rovesci biblici e le torride canicole. Si va dal
barbiere (anch’io!!) e si parla di calciomercato,
si fanno i pronostici, ogni tanto qualcuno divaga
con il ciclismo, il basket (poco), l’automobilismo.
La fiacca, conseguenza di un anno stressante di
lavoro (per chi ce l’ha), richiede rilassamento. Poi
c’è la stagione infinita delle sagre che ormai hanno preso piede ed invaso l’intero Paese. Ho visto cartelloni pubblicitari in questi due mesi che
accanto ai tradizionali ed ormai consolidati appuntamenti fondati sulla promozione di prodotti riconoscibili e per i quali alcune località sono
assurte a fama nazionale, pubblicizzavano eventi
assolutamente improbabili (ci mancava solo la sagra di spezzatino di struzzo).
Non sono mancate neanche le solite notizie di
terza pagina sulla politica, quelle, per intenderci,
che vengono solitamente usate come riempitivo
e che fanno riferimento al gossip o che, in modo
più serioso, tentano di sostituire la politica delle
azioni (atti e provvedimenti) con quella teorica
dei dibattiti e delle elaborazioni “filosofiche” del
pensiero.
Tuttavia, tutto questo grigio seppur assolato
tran-tran di normalità è stato spesso interrotto
da continui venti di crisi che, da sinistri presagi, si
sono pian piano palesati in tutta la loro crudezza.
Inevitabile è arrivata la stangata della manovra
correttiva, quella da non so più quanti milioni di
Euro, si sa che regalerà un’altra emorragia di risorse per le famiglie ed i lavoratori. Chi più, chi
meno, tutti a sperare di averla almeno in parte
sfangata e che questa volta a pagare di più sia
qualcun altro. Il “bello” è che non si sa neppure
se basterà.
Tutto questo ovviamente non alimenta un sentimento di solidarietà perché mette in contrasto
categorie di persone che spesso sono trasversali anche agli ambiti professionali ma ancor più
spesso contribuisce a rendere desueto l’uso di
questo termine.
In compenso ci consoliamo (?!) con il gratta e
vinci e le lotterie più o meno affidabili che anche
lo stato ci propone continuamente con messaggi
mediatici distorti. Nel 2010 i giochi hanno determinato una raccolta di oltre 60 miliardi di Euro
(+13% sul 2009) le vincite hanno dato circa 6 miliardi e mezzo di Euro.
Ci affidiamo quindi alla buona sorte.
Sfogliando le rassegne stampa si assiste ad uno
snocciolamento di cifre cui si fa fatica a star dietro: sembrano bollettini di guerra.
I dati sulla disoccupazione (a luglio oltre 2 milioni) sono di per se impressionanti (8.0%) ma
diventano ancora più inquietanti se si entra nel
dettaglio: disoccupazione giovanile al 27,6%, tasso di inattività pari al 38,0%.
La situazione per quel che concerne la Basilicata
non è certamente più confortante, anzi. Seppur
lentamente nel resto del Paese si incomincia a
venir fuori dalla crisi degli ultimi 3 anni, il mezzogiorno invece fa ancora registrare una fase di
stagnazione, si produce meno ricchezza, e lo si
fa in tutti i settori produttivi in agricoltura nelle
industrie nelle costruzioni e nei servizi il valore
negativo con accenti più o meno marcati è costantemente presente.
Il problema della disoccupazione giovanile ha assunto dimensioni da allarme sociale. Come al solito i giovani e le donne hanno pagato più di altri
la crisi e quelli che hanno maggiormente studiato
sono costretti ad emigrare visto che la domanda
di lavoro non è coerente con l’offerta.
Da questa condizione non rimane fuori il terzo
settore che, anzi, viene colpito al cuore.
La crisi lo ha investito perché ha toccato le cooperative e le associazioni che sono convenzionate con gli enti pubblici.
Il problema è capire, con tante nuove povertà e
situazioni al limite della sopravvivenza, come si
conciliano la crescita dei bisogni e le richieste di
servizi con il calo dei fondi
a disposizione.
Circa 5.000 comuni sono
in crisi perché hanno investito in prodotti finanziari,
tentando speculazioni che
si sono rivelate micidiali.
Questi non sono in grado
di rimborsare i servizi affidati in gestione alle cooperative.
I mancati rimborsi alle
banche nei termini stabiliti per legge rendono le
associazioni e le cooperative inadempienti, non più in grado di usufruire
di alcun rimborso anche se di fatto continuano
a lavorare.
È confortante il fatto che la coscienza collettiva è
molto più forte rispetto al passato anche quello
più recente.
Infatti è maturato per esempio un sentimento
ecologista in senso ampio.
Sono aumentate a dismisura le famiglie che si
dotano di pannelli fotovoltaici o che realizzano
acquisti biologici.
Probabilmente, al di là della singola disponibilità,
che potrà essere solleticata e colta, così come
accade in ogni svolta della storia, da questa crisi
emergeranno quei soggetti in grado di guardare
al futuro da un punto di vista della innovazione
dei servizi e della elastica capacità di riposizionarsi. Questo perlomeno è quanto sostengono
gli esperti.
Si potrebbe andare avanti nella elencazione delle tante criticità presenti e dare giudizi affrettati
tuttavia a me interessa avviare una discussione
che non si chiuda oggi ma che veda il contributo
di tutti sui potenziali effetti di questa situazione
sul mondo del volontariato e del terzo settore
in genere.
Da tutti gli indicatori a disposizione sembra che
possa misurarsi l’aumento dei volontari. Le persone che scelgono di mettere una parte del proprio tempo libero (forse perché se ne ha sempre
di più) a disposizione del prossimo sono in crescita.
Aumenta anche la qualità dell’azione svolta, i
Centri di Servizio al Volontariato sono più stimolati ad erogare più servizi, a loro è richiesta
sempre maggiore consulenza.
Le associazioni si sono diversificate, moltiplicando l’offerta di servizi, in qualche caso realizzando
importanti reti, la parola bene comune sta, anche
se faticosamente, entrando nel lessico comune.
Questo lungi dal tranquillizzare è sufficiente ad
instillare in noi operatori del settore un sentimento di speranza?
Ho una così grande fiducia nella nostra capacità
di reazione, caparbia ostinazione da non vedere
forse quanto questa a volte diventi caparbia accettazione dell’apparentemente inevitabile.
Penso che questo sistema, quello del volontariato in generale e quello del sangue in particolare,
sopravvivrà a questa tempesta,
anzi si rafforzerà dalla consapevolezza che oggi più che mai è
necessario stare uniti e guardare, anche se con fatica, all’interesse superiore.
Su questo tema ho trovato, nel
corso delle mie frequentazioni
con esperti del settore, interpretazioni spesso divergenti.
La tesi che in una situazione
di crisi ed in un generale arretramento in una disponibilità
di servizi ed una conseguente
arretramento del welfare possano aprire spazi di attività e di interesse alle associazioni di volontariato e agli enti no profit,
seppure rappresenta una linea di pensiero apparentemente piuttosto logica e razionale non
sembra esaurire e rispondere correttamente a
tutti gli interrogativi.
D’altra parte l’idea che una stato sociale efficiente funzioni solo in presenza di un ente pubblico
efficiente e in una iniziativa privata importante
non spiegherebbe esaustivamente la nascita e il
successo di tante esperienze che hanno proliferato in periodi di crisi anche peggiori di questo.
Ciò che interessa davvero in realtà è capire quale sentimento si può innestare, può germogliare
nella mente del cittadino lucano in una condizione di siffatta criticità al punto da indurlo a scegliere fra l’impegno e la inattività (quella stessa
inattività conseguenza della scelta di non cercare
più lavoro) fra il coltivare una speranza, e l’aspettare che il solito intervento pubblico metta una
pezza, fra lo scegliere un impegno sociale che
contribuisca a dare una risposta alle tante problematiche presenti oppure continuare ad andare per sagre, con in tasca il gratta e vinci “turista
per la vita” sperando di pescare un jolly che finora ha soltanto sorriso in modo sinistro.
Maurizio Nardozza
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
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Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale – Regionale
Il giardino della speranza
Un prato verde di speranza, un cielo celeste
- azzurro verso il quale l’uomo può levare
il suo spirito, un monitor e una tastiera, due
prolungamenti degli organi di senso con i quali
esser dentro la società multimediale e colmare
le carenze individuali.
“Il giardino della speranza” basta lo slogan e
l’immagine appena descritta associata a spiegare
il progetto dell’UNIBAS che è diventata realtà.
Una sala multimediale contenente 20 pc
corredata di strumenti e software per diverse
tipologie di disabilità.
Il 20 settembre alle 17 nel campus di Macchia
Romana
all’interno
dell’edificio 3D, si è
consumata, alla presenza
delle massime istituzioni
locali e regionali della
società
civile,
del
mondo del volontariato,
la
cerimonia
di
inaugurazione
della
citata sala multimediale.
Con la sapiente regia
della prof.ssa Donatella
Occorsio, delegata del Rettore ai problemi
della disabilità,
dello staff nelle persone
del coordinatore
Filomena Lapenna, del
responsabile tecnico Sebastiano Lamattina
e da Patrizia Manta, nonché dal
Comitato
per l’Integrazione degli Studenti Disabili a cui
appartengono i docenti referenti per ogni facoltà,
il Magnifico Rettore, Prof. Mauro Fiorantino, ha
fatto da padrone di casa esprimendo le idee
e le progettualità dell’UNIBAS in relazione al
mondo della disabilità.
Sono poi intervenuti per i saluti di rito,
il rappresentante dell’amministrazione di
Potenza, l’assessore Giuseppe Messina, il
Presidente della Giunta Provinciale, Piero
Lacorazza, il Presidente del Consiglio Regionale,
Vincenzo Folino, e quello della Giunta Vito De
Filippo, i quali hanno espresso apprezzamento e
condivisione per quanto realizzato rilanciando
sull’impegno nella direzione della tutela dei più
deboli.
Il
filo
conduttore
che
ha
caratterizzato
tutti
gli interventi è stato la
sottolineatura dell’importanza
di avere, per una società che
ambisca a definirsi civile, reti di
protezione sociale, inclusione e
sostegno delle marginalità.
Notevole importanza, in questa
stagione di crisi, rivestono le
associazioni di volontariato
e le organizzazioni del Terzo
Settore, per le facoltà che hanno di aiutare e
rappresentare un importante tassello nelle
politiche sociali e nella costrizione di un welfare
che non può e non deve arretrare.
Questo anche il senso della collaborazione
fra Avis, Fondazione Avisper e Unibas che
tanti risultati ha ottenuto per la promozione
della donazione del sangue e la costruzione
di una nuova cultura della solidarietà e della
partecipazione, e molti di più ne otterrà nel
futuro.
La serata si è infine conclusa con la proiezione
del film il cui titolo “il giardino della speranza”
ha dato il nome all’evento odierno, di Antonello
Faretta ed il successivo incontro con l’autore
magistralmente coordinato da Cinzia Greci.
Questo è solo l’ultimo presidio studiato
e realizzato dall’Università per gli Studi di
Basilicata per i disabili che comprende :
−
il corso gratuito di informatica di base
con esami per la patente europea per disabili
diplomati non iscritti all’università;
−
il supporto allo studio secondo modalità
personalizzate;
−
un docente di riferimento per ogni
facoltà con il quale concordare modalità di
esame e di frequenza dei corsi;
−
erogazione di sussidi per la coperture
delle spese di trasporto sostenute da studenti
fuori sede;
−
ausili per la didattica e per gli esami
consistente in lettori ottici, software di
conversione testo - suono e viceversa,
ingranditori, ecc.
Con questi strumenti l’UNIBAS ha espresso
la sua offerta di ausilio per studenti disabili e
quindi di partecipazione alla costruzione del
welfare lucano.
Antonio Telesca
l’avis podistica corre con gianni morandi alla mezza maratona
Caldo africano e afa con un altissimo tasso di umidità, sono stati gli ingredienti atmosferici che hanno caratterizzato la X
edizione di UNICREDIT BANCA RUN
TUNE UP “Mezza Maratona di Bologna”.
Il record di partecipanti alla prova competitiva, risalente alla scorsa edizione, è stato di
poco superato: sono stati oltre 1800 gli atleti impegnati sui 21,097 km. del percorso.
Nello splendido scenario del centro storico
della città di Bologna, la formazione lucana di
atleti donatori di sangue AVIS, in rappresentanza di alcune Società Podistiche Lucane, anche
in questa edizione hanno preso parte alla gara
valida anche come Campionato Nazionale AVIS
di Mezza Maratona .
Molti gli interventi del 118 e diversi ricoveri in ospedale. Tra i 1800 partenti, solo 1540 hanno raggiunto il traguardo.
Eccellenti sono state le prove in campo maschile di Leonardo DI VITO (1.21´35”) della
Podistica Brienza 2000 (Campione Nazionale
uscente) e Nicola GENTILE (1.24´42”) della Podistica Amatori Potenza che hanno conseguito
il 3° e 4° posto del Trofeo Nazionale AVIS, in
campo femminile la fortissima atleta della Podistica Amatori Potenza Nancy DANZI (1.39´53”
) per soli 6 secondi ha sfiorato il gradino più
alto del podio del Trofeo AVIS piazzandosi al
2° posto riuscendo a conseguire anche il 23°
posto assoluto e 3° posto della categoria TF.
Ottime le prove di LAPERGOLA Antonio
(1.27´48”) della Podistica Policoro, CARLOMAGNO Pietro (1.27´50”) dell´Atletica Amatori
Lauria e SALVATORE Antonio della Podistica
Amatori Potenza ( 1.31´07”).
Tutti bravi per aver portato a temine, indenni,
la gara, ha commentato al rientro da Bologna,
Antonio Battafarano, presidente dell’Avis di
Lauria ed uno degli accompagnatori orgoglioso, naturalmente, per i risultati raggiunti dalla
podistica Lauria con le prestazioni di CARLOMAGNO Pietro, che è stato anche premiato, e
di Anna GOLLUSCIO, unica donna del gruppo,
che ritornava a cimentarsi con una gara dopo
circa un anno di fermo sportivo dovuto ad infortunio.
Tra i partecipanti anche Gianni Morandi che
con il suo “….uno su mille ce la fa” è stato
anche stimolo a cimentarsi in attività che, con
la consapevolezza dei propri limiti, danno ad
ognuno la possibilità di vivere insieme ad altri
delle belle esperienze, accrescendo la propria
autostima ed il desiderio di donare o di fare
del bene.
Nella gara competitiva con simili condizioni
climatiche i dati cronometrici potevano essere
molto modesti,invece, i due vincitori il kenyano Peter Chesang Kurui e l´alessandrina Valeria Straneo, hanno viaggiato a mille. 1:01:50
per l´africano, seconda prestazione “ all time
“ della mezza maratona felsinea, 1:10:32 per
la piemontese, ottavo tempo di sempre di atlete italiane sui 21 km. Dietro Kurui, Kipkemei ed El Mouaziz (kenyano e marocchino,
rispettivamente) e un brillante sesto posto di
Domenico Ricatti che fissa il crono a 1:05:24.
Alle spalle di Straneo, la kenyana Chepsoi e
l´etiope Woldemichael.
Antonio Battafarano
Anna Golluscio
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il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas – Unibas
...CON AVIS
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
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Tesi di Laurea – Tesi di Laurea – Tesi di Laurea – Tesi di Laurea –Tesi di Laurea – Tesi di Laurea
Io e l’altro:
uno studio sperimentale sul riconoscimento di mediazione affettiva
del caragiver nel riconoscimento di Sè
La tesi di questo numero “Io e l’altro: uno studio sperimentale sul riconoscimento di mediazione affettiva del Caragiver nel
riconoscimento di se” è stata discussa pochissimi giorni fa presso l’Università degli Studi di Pavia con il massimo dei voti e
lode.
“Dopo pochi giorni di vita il neonato è inten- La relazione corpo a corpo tra il bambino e il disporsi in relazione ad una certa circostanza,
zionalmente cosciente dei contorni del
suo caregiver si presenta come il luogo privile- l’emozionarsi non può essere separato dal corproprio corpo e lo riconosce pre-riflessiva- giato della comunicazione e della sincronizza- po come se l’emozione fosse una condizione
mente perchè gli fa un effetto diverso dagli
zione di cicli di intimità, luogo in cui il bambino causata da questo o da quello, che si presenta
altri oggetti del mondo. Si tratta dell’alterità incontra l’altro e si sintonizza sull’altro (Arciero di per sé (Arciero & Liccione, 2010).
basica dell’ipseità. Il contatto della propria
& Bondolfi, 2009).
Inoltre, se è vero che gli individui articolano in
mano sul proprio viso fa un
L’adulto non è solo un caregiver, forma narrativa la propria esperienza del
effetto diverso dal contatto
ma un partner di risonanza con- mondo, è possibile definire l’identità come una
della mano della propria magiunta. Sin dalla nascita,
narrazione autobiografica (Hillmann,
dre.
comprendere l’altro implica 1984; Ricoeur, 1986; Bruner, 1990; McNamee
Da subito, la coscienza intencomprendere se stessi attra- S. & Gergen K. 1992) in cui il Sé
zionale è la coscienza di un
verso i segnali significativi che racconta storie nelle quali si esprime nei conteChi del mondo e le sue
irradiano dal proprio corpo nuti riportati, poiché è all’ interno della
modalità di aprirsi al mondo
nell’incontro con l’altro in “costruzione della trama che si tessono connon sono neutre, ma immediaun mondo comune. Per- temporaneamente i margini dell’identità
tamente
tanto, tra un bambino e la narrativa” (Arciero, 2002, p. 157). L’identità
fenotipiche” (Liccione)
sua mamma si verifica una personale prende forma gradualmente dall’incostruzione congiunta di tegrazione reciproca tra l’esperienza vissuta
Le innovative e straordinarie rieventi “sensati” attraver- nella sua immediatezza e la sua articolazione
cerche, presentate in questo laso la condivisione di stati (significazione) in una storia coerente, attravervoro, mostrano indubbiamente
espressivi regolati che so il linguaggio. È grazie ai sistemi simbolici del
come la comunicazione interpersoaccadono (affetti) o sono linguaggio che l’esperienza personale viene pronale non possa essere ridotta ad un
prodotti (azioni) inizialmente gressivamente integrata in strutture narrative
comportamento riflesso, istintuale
attraverso la capacità di due corpi di coordi- che permettono di darle un significato
o all’espressione di un bisogno biologico, così nare la loro comprensione reciproca. Questo ed un senso. In tal modo, la continua variabilità
come postulato dalla teoria dell’attaccamento. permette alla mamma e al bambino, che intera- dell’accadere è resa consistente nel
Le azioni imitative del neonato nuotano giscono quotidianamente all’interno di contesti tempo, fornendo un significato della costruzionell’emozione e non avrebbero luogo se i due significativi, di divenire familiari per mezzo di ne del mondo con le caratteristiche di
partner non fossero affettivamente coinvolti: un proto-linguaggio condiviso, che determina la stabilità, familiarità e la conseguente abilità di
nell’interazione tra neonati e adulti, il fenome- sedimentazione di un codice comunicativo e al posizionare nello spazio e nel tempo, in
no dell’imitazione è indicativo di una condizione tempo stesso lo sviluppo graduale di un’inclina- un contesto sociale, e con una relazione con
di risonanza e riflette la sintonia verso lo stato zione verso un certo modo di sentire.
gli eventi intercorrenti (Arciero & Guidano,
d’animo dell’altro. Essere imitati sembra stabi- In quest’ottica, la paura dell’estraneo
2000).
lire una potenziale e immediata condizione di nella seconda metà del primo anno
Nel presente lavoro mi sono prointeresse, connessione e relazione intenzionale di vita è interpretata come una
posta di affrontare nei primi
e risulta centrale per motivare alla comunica- conseguenza del fatto che la coordue capitoli il tema
zione e stabilire l’intimità. La funzione dell’imi- dinazione costruita con il caregidel Sé, dell’importazione neo-natale potrebbe essere quindi l’ef- ver, che consente normalmente
tanza del corpo quale
fetto che fa sull’altro e il dialogo interpersonale di sentirsi situati, non funziona
luogo delle emozioni,
che promuove (Reddy, 2008).
con un altro. Come un alieno,
dell’altro e del mondo
Come osservano Arciero & Bondolfi (2009), l’estraneo è incapace di coin cui il Sé si riflette e
questo tipo di letteratura mette in evidenza ordinare le sue espressioni
il grande tema dell’idenche l’imitazione neo-natale è un fenomeno in- nelle sequenze e nei contità narrativa, partendo
scrivibile nella sfera del comportamento signifi- testi che il bambino ricodalla prospettiva della fecativo reciproco e mutevole e va ri-considerata nosce come condivisi e
nomenologia-ermeneutica. I
nel più ampio contesto della comunicazione in- compresi (Trevarthen,
capitoli successivi, invece, riterpersonale. La risposta imitativa rappresenta 2004).
portano i risultati della ricerca
per il bambino un modo di costruire un codice Questo modello delda noi condotta, con lo scopo
comune, uno spazio di azione ed emozione con- lo sviluppo infantile
di dimostrare che la consapevodiviso con l’altro che costituisce il fondamento (Arciero & Bonlezza di Sé è da subito una consadella relazione interpersonale (Gallese, 2005) e dolfi, 2009) implica una
pevolezza di Sé con l’altro. La recontemporaneamente consente di accedere a psicologia dello sviluppo emolazione corpo a corpo tra madre e
sè, di sentirsi preriflessivamente. Inoltre, l’imi- zionale che trova fondamento in una
bambino, che consente al piccolo di
tazione accade sempre all’interno di un conte- ontologia del corpo e apre la possibilità di un
sentirsi situato, offre in maniera immesto e perciò implica contemporaneamente la dialogo con la ricerca neuroscientifica.
d i a t a e preriflessiva un senso di continuità
comprensione di ciò che un altro essere umano Poiché sentirsi se stessi è una dimensione pre- di sé che l’interazione con l’estraneo non può
fa e del contesto in cui tale comportamento riflessiva che riguarda sempre il significato certo offrire.
Antonella Auletta
può essere replicato.
sentito di una certa situazione ed un modo di
12
il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
ALCUNE PROPOSTE PER UNA FORMAZIONE PIù CONCRETA
Ritrovo e partenza all’alba alla volta di Perugia
per incontrare tutti i giovani avisini d’Italia accorsi al forum organizzato dalla regione Umbria
per dibattere di uno degli argomenti su cui tutti
i volontari avevano espressamente richiesto di
essere formati: l’Avis e la scuola!
Dopo la mattinata nella sala consiliare del palazzo della provincia di Perugia, per la presentazione dell’elaborato “Cittadinanza & Costituzione” da parte della prof. Rina Latu, che ha
spiegato come l’Avis può entrare nelle scuole
e secondo quale modalità può intervenire all’
interno del discorso formativo, tutti i partecipanti si sono spostati in quel di Passignano sul
Trasimeno, sede dell’albergo e della sala congressi dove si sarebbero, poi, svolti i lavori di
gruppo.
Il primo pomeriggio è stato ancora occupato
dalla presentazione degli elaborati dell’area politico formativa Avis e dai giusti saluti di rito,
fino alle ore 17:30 circa, orario in cui si sono
aperti i lavori di gruppo.
Quattro i gruppi di lavoro, Scuola primaria,
Scuola secondaria di primo grado, Licei ed Istituti tecnici, con i ragazzi dell’esecutivo giovani nazionale come facilitatori (che hanno ben
figurato, nonostante non fossero formatori di
professione). Di certo in due ore circa di lavori
di gruppo non si è potuto discutere a lungo o
comunque in maniera esaustiva delle varie tematiche, troppi dubbi, troppa l’inesperienza,
situazioni troppo diverse da regione a regione,
a volte anche da comunale a comunale della
stessa provincia! Un corso di formazione che è
diventato per lo più un modo per venire a conoscenza delle situazioni più o meno rosee del
rapporto tra Avis e scuole nei vari territori ma
assolutamente nulla o poco di utile da riportare
a casa e da mettere in pratica.
Scelto come testimonial della campagna di sensibilizzazione destinata alle scuola il “fresco ed
attuale” Lupo Alberto, personaggio dei fumetti
nato nel 1974 , dovrà tener testa ai più odierni
Ben Ten, Cars, Kung Fu Panda o le Winx.
Molto probabilmente la generosità dell’autore
del fumetto, il modenese Guido Silvestri in
arte Silver, che ha voluto donare il frutto della
sua matita all’Avis per diffondere l’idea del vivere sano e civile tra i pre-adolecescenti d’Italia,
avrà fatto inclinare l’ago della bilancia a favore
di questa scelta molto discutibile a parere di
una buona fetta di presenti al forum in quanto,
il Lupo blu della fattoria McKenzie è poco attuale per una fascia d’età al quale è indirizzato
l’opuscolo.
La domanda nasce spontanea ma forse sono
solo preoccupazioni di ragazzi che sono leggermente più vicini di età agli adolescenti del
ventunesimo secolo, rispetto a chi si è interrogato sulla scelta del “testimonial”! Ma resta
comunque ammirevole il gesto dell’autore modenese, che ha voluto prestare la sua opera per
una causa tanto giusta, assolutamente gratis e
di questo siamo i primi a ringraziarlo ed a rendergli merito!
Altra perplessità su cui soffermarsi riguarda
l’organizzazione del forum: non per mancanze
dei ragazzi umbri, lo escludiamo assolutamente, ma piuttosto per la notevole quantità di argomenti da dibattere e compiti da svolgere, le 2
ore e 15 minuti riservate al percorso formativo
inserite in 48/36 ore di permanenza, dopo ben
12 ore di viaggio tra andata e ritorno, o anche
più per i ragazzi siciliani ad esempio, ci sono
sembrate troppo poche! Probabilmente è da
rivedere l’organizzazione di questi eventi che
restano un importantissimo momenti di aggregazione e di scambio di idee utili tra ragazzi ma
la formazione crediamo sia altro e per definirsi
tale ha bisogno di essere fatta in maniera diversa! Ci sarebbe bisogno di dedicare più tempo
alle discussioni ed ai dibattiti, o a vere e proprie
lezioni, di seguire un percorso strutturato utile
per chi vorrebbe ambire a diventare un dirigente Avisino del presente e del futuro e affidarsi
alla guida di formatori professionisti o di veri
esperti che possano realmente istruirci! Basterebbe ridurre gli incontri, inserire solo due o
tre eventi didattici nell’arco dell’anno, in modo
da diminuire le spese delle Avis regionali, che
quasi ovunque si accollano le spese di viaggio,
vitto ed alloggio; sarebbe anche un modo evitare che i volontari si allontanino dal proprio
posto di lavoro o rinuncino ai propri impegni
familiari quasi un week end al mese e impegnare lo stesso budget per eventi di durata lievemente più lunga, con formatori che possano al
meglio colmare le lacune dei volontari avisini.
Sarebbe poi una buona idea inserire un evento
ludico distaccato, o un semplice incontro senza
la componente formativa, per evitare che i corsi di formazione e i forum, diventino soltanto
il pretesto per viaggiare e divertirsi: siamo giovani che vogliono diventare grandi ed è il momento di dimostrarlo! Purtroppo però capita
di domandarci se siamo effettivamente tutti lì
per far un percorso in Avis o per noi stessi,
soprattutto quando capita di vedere alcuni ragazzi dormire nelle ultime file della sala riunioni
o quando si vedono ragazzi che durante i lavori in plenaria giocano a Basket fuori dal centro
congressi! Inutile poi lamentarsi del fatto che i
senior non ci prendono sul serio e che siamo
costretti a rivendicare con fatica uno “spazio
giovani” anche nelle consulte che contano!
Noi, della Basilicata, abbiamo avanzato una
proposta largamente condivisa: meno incontri
ma più duraturi e soprattutto sotto la guida di
veri formatori; un modo semplice, efficace e
maggiormente proficuo per sfruttare le risorse
al meglio. Sosteniamo anche la proposta, fatta
dall’esecutivo giovani nazionale, di abbassare il
limite massimo di età dei membri della Consulta dai 35 ai 30 anni come già accade nella
FIODS e in altre associazioni fatte da giovani,
“che studiano per diventare grandi”, in modo
per permettere ai nostri ragazzi di confrontarsi
con altri giovani e non essere esclusi a causa
dell’età anagrafica.
Antonino Calabrese
LA MUSICA DEI GIOVANI SI SUONA SULLO SPARTITO DELLA SOLIDARIETà
Si è tenuto il 02 Luglio presso il campo sportivo
di Marsicovetere la prima edizione dell’Avis Music Festival. Questo uno dei tanti appuntamenti
estivi per i giovani avisini. Il concorso musicale
è stato inserito nella III edizione del Val D’Agri
Expo (a cura dell’EFAB) tenutasi dal 24 giugno
al 02 luglio. La manifestazione del Music Festival
ha voluto essere un’occasione per dare spazio
ai giovani musicisti lucani che hanno la musica
nel sangue. La consulta giovani attiva ormai da
più di un anno prova con le proprie iniziative
di portare tra i giovani l’idea della solidarietà,
del volontariato e della donazione di sangue,
tra queste iniziative è stato pensato e realizzato questo progetto del concorso musicale. Durante la serata si sono esibite diverse band ed
artisti singoli provenienti da tutta la Basilicata.
Le votazioni dei vari partecipanti sono avvenute
durante le varie esibizioni tramite sms abbinando ad ogni concorrente un codice di “televo-
to”, inoltre vi era anche una giuria formata dal
Consigliere Regionale nonché referente giovani
Michele Lapolla, Coordinatore della Consulta
Giovani Avis Basilicata Antonino Calabrese e
da due volontarie donatrici scelte a caso tra il
numeroso pubblico presente. Ad aggiudicarsi
il 3°posto sono stati i “Fuori dagli schemi” un
gruppo di tre ragazzi provenienti dal Materano,
al 2°posto invece abbiamo un artista singolo
“Antonio Langone” cantautore proveniente dal
Potentino, al 1°posto della I^ edizione dell’Avis
Music Festival abbiamo un gruppo proveniente anch’esso dal Potentino chiamato “Basiliski
Roots”. A consegnare i premi a questi gruppi
è stato il Coordinatore della Consulta Giovani
Avis Basilicata Antonino Calabrese.
Mastroberti Francesco
Consulta Giovani Avis Basilicata
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
13
IL TIRO ALLA FUNE PER CRESCERE INSIEME
1^ Raduno Estivo
Giovani Avis
Giorno 5-6-7 Agosto 2011, si è svolto il 1^
Raduno Estivo Giovani Avis interregionale
dal titolo “Donare è Vita”, presso il Convitto
Agrario “Mazzei” di Giarre Riposto (CT).
All’evento hanno partecipato circa 60
giovani avisini , tra i quali 12 ragazzi della
provincia di Ragusa e anche rappresentanti
del Molise e della Basilicata.
L’intera giornata di sabato 5 agosto si è
incentrata sul tema “La donazione degli
organi e le cellule staminali” , coordinata
da Giuseppe Cammarata, Presidente AIDO
Sicilia e referente Avis Giovani Trapani. La
donazione degli organi, impossibile se non ci
fossero continue scorte si sangue e plasma
utili ai trapianti. Durante il successivo
dibattito sono emerse posizioni differenti su
temi delicati quali il testamento biologico,
l’eutanasia e la coscienza etica.
La giornata di domenica è stata, invece
dedicata ad una riunione di macroarea in
cui si è discusso degli obiettivi raggiunti
dalle Avis Giovani a livello regionale negli
ultimi anni e delle prospettive future a cui
andranno incontro i giovani sia a livello
nazionale che ai livelli inferiori.
Non
sono
mancati
momenti
di
socializzazione e divertimento quali i giochi
da tavolo del venerdì sera provenienti da
svariate parti del mondo come la dama
cinese, l’escursione guidata dai ragazzi del
posto per ammirare la spettacolare eruzione
notturna dell’Etna, il bagno a Fondachello il
sabato pomeriggio e la pizza del sabato sera
a Marina di Cottone.
L’esperienza dei forum in Avis è sempre
unica, noi Giovani Avisini la consigliamo
vivamente a tutti i ragazzi che hanno voglia
di socializzare e di passare un fine settimana
alternativo con in primo piano sempre la
solidarietà.
Di seguito alcune testimonianze:
E’ stata questa l’esperienza condivisa della tre
giorni di Giarre, da 55 giovani avisini.
Tre regioni che formano una delle macro aree
individuate dall’esecutivo della Consulta Nazionale Giovani per gestire al meglio le attività
sul territorio meridionale e Damiano Costosi (AVIS Giarre),
membro dell’esecutivo e coordinatore di
quest’area, ha voluto estendere l’invito
a questo evento, già
organizzato negli anni
passati dall’AVIS Giovani Sicilia, ai ragazzi di
tutta la macro area.
I tre giorni sono stati
occasione di confronto, dibattito e soprattutto
socializzazione tra i giovani.
Il primo evento, fuori programma, è stata la spettacolare eruzione notturna dell’Etna che ha lasciato tutti a bocca aperta.
Nella mattinata di sabato si è tornati a seguire
il canovaccio del meeting con la presentazione
del Presidente Regionale AIDO Sicilia Giuseppe
Cammarata sulla donazione di organi e cellule
staminali.
Le tematiche legate a questo argomento, da un
punto di vista sia medico che etico e religioso,
hanno generato un ampio dibattito al termine
della presentazione.
Sicuramente per dei giovani avisini l’argomento è
visto da una prospettiva diversa, sia per una vicinanza tra le due associazioni (per i trapianti sono
necessarie grandi quantità di sangue e plasma) sia
per uno spirito senza dubbio più incline a questo
gesto di
generosità. In ogni caso è stata evidenziata l’importanza di esprimere la propria volontà, sia favorevole che contraria, prima del verificarsi di
eventi tragici che lasciano una difficilissima decisione ai familiari.
Nel pomeriggio di sabato si è passati ad argo-
menti decisamente più ludici con i giochi a squadre organizzati da Stefania Parisi, Coordinatrice
Provinciale AVIS Giovani Catania, ed il bagno nelle bellissime acque di Fondachello.
Nella giornata di domenica invece si è tornati a sedersi al tavolo
per la riunione di macro area con i coordinatori regionali.
Sono state presentate
le diverse attività svolte dai giovani a livello
comunale, provinciale
e regionale con lo scopo di condividere modalità di organizzazione
degli eventi e risultati.
Purtroppo
bisogna
constatare che la realtà molisana, da questo punto di vista, è ancora
indietro rispetto a Basilicata e Sicilia dove i gruppi
giovani sono numerosi e ben organizzati. E’ però
emersa la volontà dei coordinatori regionali Michele Lapolla (Basilicata) e Gaetano Salvo (Sicilia)
di aiutare la formazione di un gruppo AVIS Giovani Molise organizzando insieme, in un futuro
prossimo, un evento per i giovani nella nostra
regione.
Il tempo di un pranzo tutti insieme e poi la ripartenza verso casa, i tre giorni sono volati lasciando
il ricordo di una bellissima esperienza.
Sono stati giorni di crescita associativa e di socializzazione, senza tralasciare gli aspetti formativi
ed organizzativi; un’occasione unica per riprendere vecchie conoscenze e farne di nuove, costruendo sempre più una rete di comunicazione
tra i giovani avisini.
Un personale ringraziamento a tutti i ragazzi presenti per l’accoglienza, la generosità e la simpatia,
nella speranza di poter ricambiare presto l’ospitalità ricevuta.
Florindo
Gruppo Giovani Molise
14
il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
alle pendici dell’etna
i giovani della basilicata - un vulcano di idee
SI è svolto nell’incantevole scenario alle pendici
dell’Etna, l’incontro di Macro area, che ha visto
coinvolti i ragazzi della Consulta Giovani di Sicilia, Molise e Basilicata .
All’incontro tecnico è stata affiancata una
giornata di discussione dal titolo “donare è
vita”
, con la partecipazione del presidente
Regionale AIDO Sicilia Giuseppe Cammarata.
La mattinata del sabato è stata dedicata alla
presentazione dell’AIDO ed alla donazione degli organi in generale partendo da un punto di
vista medico passando da quello etico e religioso. L’argomento ha destato vivo interesse sia
per una vicinanza tra le due associazioni poiché
per i trapianti sono necessarie grandi quantità di sangue e plasma, sia per la cocente attualità dei contenuti. Il relatore ha evidenziato
l’importanza della donazione di sangue proveniente dal cordone ombelicale e della necessità
di promuovere la cultura della donazione, poiché donare il sangue del cordone ombelicale
è un procedimento molto semplice che non
comporta nessun rischio né per la mamma né
per neonato. Il discorso si è concluso seguendo profili di etica e bioetica. La discussione si
accesa quando è stato affrontato l’argomento
di stringente attualità del testamento biologico
con partecipazione attiva di tutti i presenti.
La giornata del 07 è stata destinata all’incontro
tecnico di Macro Area dedicata al confronto
delle esperienze delle singole Consulte Giovani Regionali, incontro coordinato da Damiano
Costosi membro dell’esecutivo Nazionale e
Coordinatore della Macro Area. Sin da subito
sono emerse differenze strutturali tra le tre
regioni presenti. Differenze che gli stessi partecipanti hanno cercato di commentare ed analizzare, cercando di trarre i punti di forza e di
criticità di ogni singola organizzazione, tanto a
livello di Consulta Giovani quanto a livello di
struttura Regionale.
Ad esempio, se da un lato l’estensione della Regione Sicilia richiede la divisione di compiti e di
doveri lasciando più ampio spazio alle singole
provinciali, la ridotta estensione della Basilicata
consente una più agevole e snella organizzazione. Infatti la
consulta Giovani Basilicata
riesce a muoversi con notevole facilità
organizzativa
contando su
una struttura
Regionale decisamente forte e presente
in ogni attività.
Caso particolare quello del Molise, dal quale ci provengono
scarse e frammentarie informazioni che però
non consentono un vero e proprio confronto.
Difatti su proposta dello stesso delegato del
Molise il prossimo incontro di Macro Area
sarà organizzato proprio in quella Regione, per
stimolare sul campo le attività della Consulta
Giovani Molisana, subito dopo un incontro
esplorativo da tenersi in basilicata entro la fine
dell’anno. L’incontro decisamente stimolante
Ancora una volta il binomio “volontariato-allegria” ha vinto.
Nell’ambito della progettazione di incremento
e promozione della cultura della donazione del
sangue, sabato 16 luglio il comune di Tramutola ha accolto la terza edizione di “Giochi
senza Frontiere” con l’unico scopo di rafforzare la coesione tra i “Giovani Avis di Basilicata”.
La manifestazione ha riscosso indubbiamente
successo attirando nel cuore della Val d’Agri
più di un centinaio di giovani lucani di età
compresa tra i 18 e 35 anni, provenienti da
ben 8 comuni (Tramutola, Marsico Vetere,
Tricarico, Vietri, Pescopagano, Oppido, Picerno, Rionero, Sasso di Castalda, Sant’Arcangelo le Fratte e Brienza).
Lo start è stato alle ore 9.00 presso l’acquapark Val D’Agri dove, dopo l’iscrizione dei
partecipanti, i saluti di rito e le prime conoscenze è cominciata la festa!
Ci sono stati giochi per tutti i gusti, dalla gara
con i gommoni al beach volley, che hanno impegnato le varie squadre per l’intero arco della
giornata durante la quale l’iniziale spinta agonistica ha lasciato spazio al grande desiderio di
socializzazione.
Un valore antico, quello della condivisione, che
da sempre contraddistingue questa associazione.
per le nuove generazioni si è concluso con un
appuntamento, con un arrivederci dunque, per
meglio analizzare la situazione dei Giovani Molisani.
Ovviamente le giornate sono state allietate da
giochi di gruppo e momenti ludici che hanno
consentito ai ragazzi di stringere nuove amicizie
e consolidare quelle esistenti. Non sono mancate le escursioni nella splendida cornice offerta dal posto. Escursioni notturne sull’Etna che
ha regalato uno spettacolare fuori programma
con l’eruzione del 05/08, e con il pomeriggio
sulla spiaggia per apprezzare lo splendido mare
siciliano.
Lodevole ed encomiabile l’impegno organizzativo profuso dai ragazzi siciliani che si sono
letteralmente fatti in quattro per permettere
a tutti i partecipanti di trascorrere al meglio le
tre giornate di lavoro.
Andrea Di Giura
I Giovani Avisini chiamano i giovani
Fondata a Milano nel 1927, l’Associazione Volontari Italiani del Sangue continua ad evolversi in favore della collettività mantenendo fede
da più di ottant’ anni ai principi indiscutibili e
sempre attuali: soddisfare la crescente richiesta
di sangue, donare gratuitamente sangue a tutti
annullando qualsiasi forma di discriminazione
religiosa, razziale o sessuale e debellare definitivamente la compravendita di sangue.
L’Avis non è composta solamente da donatori
di sangue bensì da donatori di tempo utile
all’organizzazione di eventi informativi e promozionali. Negli ultimi anni si sta mirando
ad attrarre un numero sempre maggiore di
giovani considerati il futuro dell’organizzazione nonché un calderone di idee nuove e
scoppiettanti e proprio alle giovani leve sempre più spesso vengono affidati compiti di
organizzazione di manifestazioni e momenti
di sensibilizzazione impreziositi sempre dal
desiderio di divertirsi ed evolvere insieme.
E così è successo anche a Tramutola, dove
la giornata è passata in un
attimo e si è conclusa con QR code
la premiazione da parte
del Dott. Ugo Salera dei
paesi vincitori, Tramutola,
Marsico Vetere e a pari merito Vietri e Piceno anche se,
come sempre, a vincere è
stata la solidarietà.
Maria Pia De Biasi
il
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
Cultura –
Cultura –
Cultura –
Cultura –
Fenotipo
Cultura –
Cultura –
la gratuità? in avis è di casa!
ISA GRASSANO, 38 anni, giornalista professionista
freelance, (originaria di San Mauro Forte, ma
trasferitasi a Bologna) si occupa prevalentemente
di turismo e di enogastronomia. Collabora con
numerose riviste, tra cui «I Viaggi di Repubblica»,
«Il Venerdì di Repubblica», «Elle», «Qui Touring»,
«VdG Magazine», «Week end in auto» e la testata
on line Tgcom Mediaset. Ha vinto numerosi premi
giornalistici, tra i quali: Benedetta D’Intino Mondadori,
Gennaro Paone, Chatwin, Terra del Mediterraneo.
Realizza documentari video, collaborando con lo
studio di produzione Hippo Productions.
La gratuità è un concetto assai prezioso di
questi tempi. Lo sa bene chi è impegnato
attivamente in attività di volontariato, in cui
il “dare” senza condizionamenti diventa un
vero e proprio stile di vita ed una filosofia
esistenziale.
Lo sanno bene i donatori di Avis Basilicata
che periodicamente donano il proprio sangue
in maniera del tutto spontanea, anonima e
gratuita. Ma forse in tempi di crisi economica,
occorre estendere il concetto di “gratuità”,
recuperando in un certo senso, anche il gusto
per le piccole cose per cercare di vivere meglio
nonostante le piccole e grandi privazioni a cui
siamo costretti ogni giorno. E chi pensa che
bisogna sempre “pagare e sorridere” si sbaglia
di grosso.
Le cose da fare GRATIS in Italia sono
numerosissime. E conoscerle può essere
molto utile.
Insomma, in tempi un po’ grigi il risparmio
è d’obbligo. Ma come fare a risparmiare? Un
aiuto concreto ci viene dalla giornalista Isa
Grassano , che ha fatto una ricerca minuziosa
e scritto un libro “101 cose divertenti, insolite
e curiose da fare gratis in Italia, almeno una
volta nella vita”, Editore Netwon Compton.
Grazie a lei, sappiamo dove andare in vacanza senza rischiare il tracollo economico,come
affrontare con intelligenza e buon umore la
crisi economica e come passare il giorno del
compleanno con tanti amici senza spendere
un euro. Una vera e propria guida che fornisce
una risposta ad ogni domanda.
Dall’Alta Badia, all’Emilia Romagna, alla
Basilicata c’è solo l’imbarazzo della scelta si
può godere di un posto speciale, toccare con
mano un pezzo di Storia, entrare in un museo,
fotografare una rarità, divertirsi a una festa o
a un concerto senza spendere un euro. Tutte
cose che possono migliorare la qualità della
vita.
Molti suggerimenti hanno come destinazione
la Basilicata. Ad iniziare dalla magia della Death
Valley, tra calanchi e cattedrali di arenaria,
inserita anche tra gli esempi di cose da fare
nella “copertina”. La macchina fotografica
è d’obbligo, perché queste enormi distese
dorate e increspate si ritrovano soltanto nel
Far West o, forse, solo sulla Luna. Cresce
la sensazione di trovarsi fuori dal mondo.
Volete avvertire presenze quasi palpabili,
o vedere qualche anta di finestra sbattere
senza neanche un filo di vento? Allora
potete avventurarvi tra i ruderi dei paesi
di Craco (Matera) e Campomaggiore
Vecchio per scoprire il passato e ritrovarvi
a immaginare come questi posti dovevano
essere quando erano vivi.
Volete gustare sapori del territorio? A San
Mauro Forte, in provincia di Matera, ogni
anno a metà gennaio si rivive il rito arcaico
dei campanacci, e tra una scampanata e
l’altra si possono gustare le prelibatezze
del territorio: caldi e croccanti panini con
la salsiccia di maiale arrostita. E non si può
perdere l’occasione di fare un’abbuffata
di ‘scarpedd’, le tradizionali focaccine di
pasta lievitata e fritte in abbondante olio
bollente.
Ad Accettura, sempre in Basilicata, sono
di scena le nozze tra l’albero e la cima:
il famoso ‘maggio’. Si tratta dell’unione
di un albero ad alto fusto (maschile) con
una pianta di agrifoglio (femminile). Al
termine del ‘matrimonio’ i partecipanti
tirano fuori da ampie sacche tutto il
meglio della tradizione culinaria locale: da
salsicce a sopressate, da fumanti ricotte
a caciocavalli. Si brinda con vino locale e
con tarallini distribuiti in gran quantità.
Una visita al Museo? Il giorno del proprio
15
Cultura
compleanno l’ingresso è gratuito e per chi ama
l’arte può recarsi ad Irsina (Mt), dove potrà
ammirare l’unica scultura del Mantegna, uno
dei maggiori artisti del nostro Rinascimento.
Mentre gli appassionati di lettura non
possono perdere, nella città di Matera, gli
incontri con numerose scrittrici al Women’s
Fiction Festival, l’unico evento in Europa
dedicato alla narrativa femminile. Tra gli altri
suggerimenti che Isa Grassano ha inserito
nel suo originale libro non mancano consigli
per i più scaramantici: in luglio, in Basilicata,
c’è la possibilità di assistere allo ‘sfascio’ del
carro della Madonna Bruna e portarne via un
pezzetto come portafortuna.
Insomma fare attività ludiche, culturali e
gastronomiche in maniera completamente
gratuita in ogni parte d’Italia, potrebbe
essere interessante anche per i soci di questa
associazione che spesso si organizzano in gite
sociali ed iniziative associative.
Non dimentichiamo che anche donare e
ricevere il sangue è gratuito. Potrebbe essere
questa la 102 cosa da fare almeno una volta
ogni sei mesi nella vita per migliorare il proprio
stile di vita.
Lucia Moliterni
16
il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista
AL C.R.O.B. DI RIONERO LA RICERCA SI CONIU
NON TRASCURANDO I VA
Le sue pareti sono tinteggiate di colori dinamici; il giallo, l’arancio, il rosa, come il reparto che ospita le donne affette da neoplasie. I
quadri sono scelti con gusto; tele dalle nuances vivaci che mettono allegria al primo colpo
d’occhio, quasi per alleviare la sofferenza ed il
dolore che dimora nelle stanze. Camminando
per i corridoi si incontrano giovani medici, infermieri sorridenti e tante, tante giovanissime
donne nei laboratori di ricerca. E’ l’ I.R.C.C.S.
di Rionero in Vulture meglio conosciuto come
C.R.O.B Centro di Riferimento Oncologico
della Basilicata. Ad accoglierci, di buon mattino,
è il Direttore Generale, Rocco Maglietta. Di lui
colpisce subito la passione per il suo lavoro e
la cura dei particolari, con cui ha impreziosito
il nosocomio. Non manca proprio niente. Dal
logo, riprodotto in mosaico in ogni atrio, all’auditorium per l’alta formazione, all’arredamento. Un ambiente confortevole, per far sentire
il paziente, per quanto possibile, un po’ come a
casa. Persino nell’hospice si respira un’aria serena, oltre al buon odore di pulito. Un ospedale,
ci dice il direttore generale, per me deve essere come un salotto di casa. La stanza migliore
dove accogliamo i nostri ospiti. E camminando
per i reparti, in compagnia sua e del direttore
scientifico, Pellegrino Musto, è impossibile non
dargli ragione.
La sua esperienza alla Direzione del CROB.
La mia è una esperienza soprattutto ospedaliera, in quanto medico. Per un breve periodo
sono stato il Direttore Sanitario dell’Asl 2. L’attuale impegno è cosa ben diversa, un Istituto
di ricerca, anche se giovane, nasce con Decreto Ministeriale del 10 Marzo 2008, richiede
professionalità ed impegno, cosa che cerco di
garantire fin dalla mia nomina, dal 1° Gennaio
2009. Il nostro Istituto ha due anime, l’assistenza e la ricerca, da precisare che quest’ultima è
di tipo traslazionale, cioè applicata direttamente al paziente e di risultato immediato. Si tenga presente, che i pazienti che vengono da noi,
sono “particolari” , hanno patologie “importanti. Oggi la parola CANCRO fa ancora paura,
anche se i risultati ottenuti negli ultimi trent’anni, per la lotta contro i tumori, sono notevoli e
dovrebbero farci sperare nel futuro.
Tra le prime cose fatte, abbiamo dato risalto
alla qualità dell’assistenza, abbiamo ampliato i
reparti esistenti, aggiornato i laboratori di ricerca, che sono ben curati e ultramoderni. Siamo riusciti ad ottenere anche un finanziamento
considerevole (di circa 5 milioni di euro) per la
costruzione di una palazzina dedicata alla ricerca, che sarà il nostro fiore all’occhiello. Abbiamo attivato relazioni importanti con Istituti di
ricerca Oncologica meridionali, come quello di
Napoli e di Bari.
Questo Istituto ha avuto, dal 2009, anche l’incarico di coordinare tutti gli screening regionali
per garantire continuità alla prevenzione delle
patologie tumorali. Anche il monitoraggio del
Progetto Basilicata Donna, per la prevenzione
del tumore dell’utero, alla mammella e al colon
retto sono stati affidati a noi. Un ulteriore segmento, di estremo interesse, è il registro tumori, uno strumento importante, ad oggi aggiornato al 2007, in quanto gli stessi hanno bisogno,
prima di essere ingessati di almeno due anni di
analisi e di programmazione, nel rispetto della
legge Regionale sulla privacy, abbiamo la possibilità di accedere alle altre banche dati di interesse, quali quelle sulla
mortalità o sulla anatomie
patologiche.
Che tipo di ricerca si
svolge all’interno del
CROB?
Preferisco che a questa
sua domanda risponda il
Direttore Scientifico, Pellegrino Musto, ribadendo
che lo stesso ha piena
autonomia nella gestione
delle risorse e della ricerca, una volta concordato
con la direzione generale
il piano strategico aziendale.
E allora Dott. Musto, ci dica lei.
”Do atto che la Direzione generale ha un occhio di riguardo per la ricerca, il Crob ha come
mission, oltre ad effettuare un’assistenza ottimale, quello di effettuare una ricerca, come si
diceva prima, di tipo traslazionale, cioè una ricerca che va direttamente dal laboratorio al letto del paziente, applicazioni che devono essere
operative nel giro di pochi anni o addirittura
dopo pochi mesi.
Il Crob ha individuato tre linee di ricerca, la
prima di tipo biologico e di tipo clinico, che dà
l’opportunità al paziente di ricevere il meglio dei
farmaci, anche quelli più innovativi che non si
trovano sul mercato. Questo rappresenta per
loro una grossa opportunità, una garanzia ulteriore, vista la correttezza diagnostica e il monitoraggio della malattia che
è assolutamente
di livello; l’altra
parte di questa
linea di ricerca riguarda
l ’a t t i v i t à
del laboratorio,
che
ci
permette di individuare dei marchers oncologici che consentono di migliorare la qualità della
diagnostica e di poterla seguire nel tempo (la
malattia) e di poter individuare dei target terapeutici specifici. La terapia dell’oncologia, in
passato, è stata da sempre legata alla chemioterapia e alla radioterapia, alla distruzione della
cellula tumorale. Questo comporta tutta una
serie di problematiche legate alla tollerabilità di
queste terapie, il fatto che cadono i capelli, per
esempio, vuol dire che il farmaco colpisce un
tessuto che non è quello che dovrebbe colpire.
Bisogna individuare, quindi, quei farmaci definiti intelligenti, cioè quei farmaci che colpiscono
nello specifico la cellula tumorale. Questo è
uno degli obiettivi fondamentali della ricerca di
questi anni. La seconda linea di ricerca, riguarda
sia gli aspetti di tipo epidemiologico, il registro
tumori, che, come si è detto, è fondamentale
per pianificare un’attività di studio e approfon-
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
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Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista – Intervista
UGA CON PROFESSIONALITà E OSPITALITà...
ALORI DEL VOLONTARIAto
dimento, sia la tossicità delle attuali procedure
farmacologiche e chemioterapiche. Rivolgiamo
anche una particolare attenzione alla qualità
della vita dei pazienti, attraverso l’assistenza
psicologica altamente qualificata
Ultima linea di ricerca è quella delle grandi tecnologie: la diagnostica radiologica, la medicina
nucleare e la radioterapia. Una serie di progetti
di ricerca, per quanto riguarda la radioterapia,
sono indirizzati alla personalizzazione massima
dei trattamenti (il Trilogy System, per esempio,
apparecchio di ultima generazione che hanno
pochi in Italia, che permette la personalizzazione specifica del trattamento). La medicina
nucleare, altra nostra punta di diamante, attraverso la PET. Infine, la risonanza magnetica
che rappresenta un aspetto molto importante
per la nostra attività di
ricerca, anche in prospettiva.
Direttore
Maglietta, quanto
investe il CROB
sulla ricerca?
Il CROB ha
avuto sempre
una
grande attenzione
per la
ricerca.
Perché, a mio avviso, è il volano per far cambiare la tendenza di questo istituto. Solo quest’anno abbiamo attivato 21 borse di studio in Italia, una in America, più altre figure specifiche.
Attualmente disponiamo di 35 ricercatori, tutti
giovani e per la maggior parte lucani. Ho avuto
modo di visionare i curriculum della selezione
che ha fatto il Direttore Scientifico e devo dire
che mi sono sentito fiero di essere lucano, perché non mi aspettavo, in assenza di una facoltà
universitaria di medicina e di biologia una qualità delle professionalità davvero così elevata.
Dottor Musto , qual è il suo parere sulla terapia con i farmaci biologici?
E’ un parere assolutamente positivo, solo che
molti di questi farmaci sui tumori solidi, pubblicizzati tanto e molto costosi, non danno i risultati che ci si aspetta. Solo in alcuni rari casi ed
in situazioni particolari il farmaco è talmente selettivo che riesce ad ottenere i risultati sperati.
Comunque, questo è il
futuro. La biologia molecolare, la ricerca di
base deve identificare
le alterazioni molecolari specifiche, in modo
che, poi, l’industria
farmaceutica possa sviluppare dei farmaci che
vadano a colpire quella
specifica tipologia tumorale.
Si ha anche una linea
di ricerca sulla farmaco resistenza?
Si, certamente
Dott. Maglietta, da
tempo si parla di
Centro trasfusionale,
vuol dire qualcosa a riguardo?
Un Istituto di tumore ha bisogno di un Centro
Trasfusionale, appena avremo lo spazio e le attrezzature lo realizzeremo, così come previsto
dalla normativa regionale. Per ora abbiamo un
medico che si occupa di queste attività. Il problema sangue è un problema importantissimo
per chiunque si occupi di occupi di oncologia e
chirurgia.
Il Dott. Musto ribadisce che “L’obiettivo non è
tanto quello di ottenere una struttura autonoma, (l’obiettivo è che ci sia qualcosa che funzioni), quanto quello di ottenere la garanzia di un
supporto ematologico non solo per le malattie
croniche, ma anche per quelle acute, come le
leucemie acute, per esempio, che hanno necessità di supporto di emazie e piastrine solo nel
mese in cui il paziente è sottoposto a terapia.
Ad oggi il tutto viene garantito dal Centro Trasfusionale di Melfi. L’altro aspetto, un po’ più
sofisticato, è quello della manipolazione cellulare, la raccolta e lo stoccaggio delle cellule staminali per i trapianti, attività iniziata nel 2001.
Ad oggi sono stati effettuati circa 140 trapianti.
Ovviamente, inizialmente abbiamo lavorato in
condizioni estremamente difficili, mandavamo i
pazienti a San Giovanni Rotondo, poi abbiamo
sottoscritto una Convenzione con Potenza, ora
sono i medici di Potenza che vengono qua, e,
anche se non siamo completamente autonomi,
lo diventeremo.
Come mai al Crob manca un reparto di oncologia pediatrica?
Questo è un tema che sta trattando la Regione, nell’ambito della convenzione con il Bambin
Gesù di Roma che ci ha visti direttamente coinvolti. In Basilicata si è parlato molto di Oncologia pediatrica, ma come in altri settori scontiamo, fortunatamente, lo scotto di avere pochi
pazienti da trattare. E’ inimmaginabile realizzare
una struttura autonoma. Il problema lo si può
concretamente affrontare attraverso la collaborazione con altri Istituti specializzati.
Dott. Maglietta, ritiene utile l’impegno di
Avis con la sua struttura?
Certamente, io credo che l’Avis sia una associazione estremamente importante e ben organizzata, quindi un Istituto di ricerca come questo
deve cercare sinergie più ampie e non essere
solo fruitori della vostra importante attività donazionale. Auspico che, in futuro si possa realizzare un partenariato più ampio che coinvolga
Avis anche in attività di ricerca.
Come giudica l’impegno del Volontariato
nella struttura? E’ ben integrato?
Come in tutti gli ospedali oncologici c’è una situazione di volontariato importante, limitatamente ai piccoli numeri del nostro territorio.
Però, se mi permette, mi piace citare anche alcuni esempi significativi. Poco tempo fa una giovane coppia, a cui era deceduto un familiare nel
nostro hospice, ha deciso di donare i soldi che
avrebbero speso per le bomboniere, a questa
struttura. C’è stato chi, invece, ha devoluto i
soldi dei fiori di un funerale. Altri, invece, che
hanno offerto la copertura economica per realizzare una camera sterile. Piccoli gesti ma che
hanno, per noi che lavoriamo quotidianamente
alla Direzione di questo Istituto, un grande significato.
Anna Giammetta
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il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport
CRISTIAN COLANGELO
DIRETTORE SPORTIVO
DELLA PM AVIS POTENZA
Cambio della guardia ai vertici della PIEMME
volley. Da luglio scorso, infatti, il nuovo Direttore Sportivo della squadra potentina, sponsorizzata dai colori Avis, è Cristian Colangelo.
Il presedente Ligrani e lo staff dirigenziale hanno inteso affidare al dott. Colangelo, già responsabile della comunicazione della società da
tre anni, il compito di allestire il roster per la
prossima stagione agonistica 2011-2012 e svolgere il delicato compito di interfaccia tra squadra e vertici societari.
Di fatto Colangelo, il presidente Ligrani ed il
coach Sarcinella sono al lavoro da tempo per
individuare le pedine utili ad nuovo progetto
sportivo, che vuole partire da giovani di talento
da abbinare a giocatrici di esperienza, capaci di
ben figurare in campionato.
“ Quest’anno abbiamo inteso avviare una consistente riformulazione al nostro interno – il
commento del presidente Ligrani – ricercando,
nella figura del diesse, una persona con copacità relazionali che conoscesse bene le dinamiche della nostra società. Colangelo avrà tutto
il nostro appoggio per svolgere al meglio le sue
funzioni. “
“ Ho accettato la sfida con entusiasmo e senso
di responsabilità, consapevole che una società
blasonata come la PIEMME non può permettersi brutte figure. Nel rispetto dei nostri parametri di bilancio, cercherò di portare a Potenza le
migliori giocatrici possibili “, ha commentato il
nuovo direttore.
A Cristian, prezioso e assiduo collaboratore
anche della nostra testata, per il settore dello
sport, vanno i migliori auguri da tutta la redazione per questo nuovo percorso, che siamo sicuri onorerà, con il massimo delle sue energie.
La Redazione
IL RISTORANTE McDONALD’S APRE
AL RADUNO PIEMME PZ 2011-12
Taglio del nastro per la prossima stagione
agonistica 2011-12 da parte della PIEMME volley
PZ.
Il nuovo roster rossoblù, capitanato dal coach
Marcello Sarcinella, si è radunato lo scorso
Soddisfazione per il lavoro sin qui svolto da parte
del presidente Ligrani – “ Il clima che si respira
è molto buono. Avverto grande serenità, unita
ad una buona dose di entusiasmo. Per natura
siamo abituati a lavorare senza fare proclami ma
28 agosto, presso il ristorante McDonald’s di
Potenza, già sponsor della società potentina.
L’incontro ha permettesso alle nuove atlete di
conoscere lo staff tecnico ed il gruppo dirigente,
prima di iniziare la fase di preparazione a partire
dal giorno successivo.
A tal proposito la società comunica di aver
perfezionato l’accordo con il prof. Paolo
Santarsiero, professionista molto conosciuto a
livello locale e nazionale per aver collaborato
con diverse squadre di calcio e con la F.I.S.I (
Federazione Sport Invernali ). A Santarsiero è
stata affidata la gestione della parte atletica per
l’intera stagione.
Al gruppo si aggregheranno due giovani
promesse del vivaio, Di Ciommo Iole e Giosa
Simona, entrambe del 1995, sulle quali la società
intende investire in ottica futura.
siamo convinti di poter fare bene.”
Dello stesso avviso mister Sarcinella – “ La
società si è mossa bene sul mercato affidandomi
una squadra sulla quale si può fare un buon
lavoro. Ovviamente è presto per dare giudizi
definitivi anche perché si conosce poco del
potenziale di altri competitori che affronteremo
nel girone. Resto comunque fiducioso. Sarà
importante partire bene facendo molto lavoro
di prevenzione, onde evitare infortuni.“
La prima settimana ha visto impegnate le atlete
in due sedute giornaliere, da dividersi tra
campo scuola e palestra. La mattina si sono
svolte attività prettamente atletiche mentre
il pomeriggio ( la prima settimana presso la
palestra Bramante) si è lavorato anche agli
aspetti tecnici.
Cristian Colangelo
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
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Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport – Sport
Donatori AVIS protagonisti nello sport a FERRANDINA
L’Avis di Ferrandina da diversi anni condivide
e promuove i valori dello sport con numerose
manifestazioni sul territorio. Ques’anno, però,
c’è stata un’esperienza nuova che ci ha arricchiti non poco, dal punto
di vista delle emozioni
condivise. Nel mese di
marzo 2011, infatti, la
nostra comunale è sbarcata addirittura a New
York con l´ amministratore Antonio Zizzamia,
il componente del Collegio Sindacale Domenico
Lafergola e col socio Nicola Pennuzzi che hanno
partecipato alla prestigiosa MEZZA MARATONA DI NEW YORK domenica 20 marzo 2011.
La trasferta in terra americana ha dato la possibilità di far conoscere ai numerosi emigrati ferrandinesi l´attività della sede AVIS di Ferrandina
sempre in continua crescita grazie al forte senso nella solidarietà del dono del sangue da parte della nostra comunità. I podisti avisini hanno
indossato la maglia con il logo “AVIS FERRAN-
DINA” per le vie di Manhattan, durante gli allenamenti nel famoso Central Park e durante
la visita alla Statua della Libertà. Un’emozione
indimenticabile. Ma non è stata l’unica.
Ancora nel podismo, infatti, l´ AVIS di Ferrandina ha vissuto momenti
esaltanti per merito di
numerosi podisti donatori protagonisti nella
II edizione della STRAFERRANDINA del 29
maggio 2011 organizzata dall´ ASD PODISTICA FERRANDINA
in collaborazione con
l´ AVIS di Ferrandina
E´ stato Giuseppe Francolino dell´ Atletica Amatori Tursi 11° in classifica generale su 256 atleti che hanno partecipato alla gara ferrandinese, ad aggiudicarsi
lo splendido trofeo messo a disposizione dall´
AVIS per il primo donatore arrivato al traguardo, conquistando la splendida “maglia biancorossa” dell´ AVIS di Ferrandina.
I donatori ferrandinesi non hanno lesinato
energie nell´ affrontare il percorso cittadino di
km. 10 dimostrando la tipica caparbietà di donatori di sangue, il primo di essi a giungere al
traguardo posto in piazza Plebiscito è stato Antonio Imperatore 21° in classifica generale, seguito da Carmine Pallotta, dall´ amministratore
Antonio Zizzamia, da Gianni Nigro, Francesco
Marzano, Mimmo Lafergola, Franco Scocozza,
Alderisi Antonio e Recchia Leonardo.
Nella gara promozionale non competitiva che
ha coinvolto famiglie intere donatori AVIS sempre protagonisti con Antonio De Angelis premiato come 1° arrivato tra gli avisini e Antonella Di Costole come 1^ arrivata tra le avisine.
Anche nel ciclismo, l’associazione ha legato il
suo logo ad un importante sodalizio ciclistico
di Ferrandina, l´ ASD BICICLUB FERRANDINA che sta riscontrando numerosi successi in
regione e fuori regione e vanta tra le sue fila
numerosi ciclisti-donatori di sangue capitanati
dal cinquantaduenne avisino Saverio Cosentino.
Il nostro auspicio è che per il prossimo anno,
possiamo continuare ad avere ancora questi
bellissimi momenti di condivisione, sia valoriali
che di successi sportivi.
Giuseppe Selvaggi
V° Trofeo Avis fondo nel melandro
tra sudore e solidarietà parlando di avis
Hanno vinto tutti. Si, al V° Trofeo Avis- Medio
Fondo del Melandro, non esistono vincitori e
vinti. Vincono tutti; i volontari, l’organizzazione, gli enti, le forze dell’ordine, il pubblico. Tutti
insieme appassionatamente. Tutti a vivere una
gara che sa di sport, di sacrificio, di gioco di
squadra e che coglie in pieno l’attività della nostra associazione e la promuove lungo i suoi 110
Km in 11 comuni. Paesi appartenenti alla valle
del Melandro, che già tanto esprime in termini
numerici, in quanto a sensibilità verso le persone bisognose, ma che ancora tanto vuole fare,
per quantità e qualità del servizio, per la salute
del malato, per la prevenzione sul donatore.
Una gara dura, dicevamo, ma che ha unito ad
ogni fine percorso, tutti i partecipanti intorno
a tavole imbandite, per condividere, discutere
dell’associazione, confrontarsi, pensare al futuro senza mai dimenticare il vero obiettivo
associativo: ampliare il numero dei donatori e
quindi pensare a nuove strategie comunicative
e promozionali per far capire l’importanza sanitaria e sociale della nostra associazione, in una
Regione dove il “Futuro” è ancora lontano.
Ma tornando alla cronaca della gara, alle 6 del
mattino suona la sveglia e tutti insieme si comincia, si prepara la linea di arrivo, sventolano alte le bandiere Avis, i ciclisti cominciano
ad arrivare, si punzonano le iscrizioni, si consegnano gadget e numeri. Quest’anno anche il
microchip, per l’ingresso nel Circuito del Sole,
con un’ impronta di maggiore professionalità,
con rilievi cronometrici alla Partenza, al Gpm
e all’Arrivo. Tutti pronti i 180 partecipanti. Tra
loro 15 donatori, (tra cui anche 3 donne) e la
sorpresa di 3 ex professionisti, che sono venuti
a divertirsi con noi. Tutto pronto e alle 09:00
si parte da Sant’Angelo le Fratte, vecchie Statali e Provinciali ed eccoci nel centro abitato
di Sasso di Castalda, per poi andare giù in picchiata verso Satriano di Lucania. Tante
le persone curiose
che si affacciano sul
percorso, ma qui
comincia la prima
fatica. Si sale verso
la Torre di Satriano, per poi tornare
giù verso Tito e salire ancora, per poi
giungere lungo gli
ultimi comodi chilometri a Baragiano,
punto cruciale per
la gara. Qui comincia la salita, quella vera, 600m di dislivello in
soli 9 Km, sul primo traguardo di giornata nel
comune di Vietri, il Gpm, ed ecco spuntare per
primo, il ciclista, napoletano, D’Aniello Antonio, poi il secondo, Geronimo Nicola e poi ancora il terzo, l’amico della nostra gara, Angelo
Prospato. Ma non finisce qua. Ci sono ancora
20 km da affrontare, che dopo un leggero fal-
so piano, vedono i ragazzi andare giù ad oltre
80 km/h per una decina di km, passando per il
centro abitato di Savoia di Lucania, ma a questo
punto i giochi sono fatti, i tre di testa hanno
preso il largo, l’esperienza dell’ex professionista
D’Aniello si fa sentire. All’ultima curva si mette
davanti a tutti e vola verso il traguardo sant’angiolese, vincendo la V edizione della Medio
Fondo del Melandro
e il V Trofeo Avis.
Bellissima gara, tanti
gli sforzi fatti, costi
minimi da parte delle
Strutture Avis Comunali organizzatrici,
grazie al supporto di
tutti, che ringraziamo. ( Avis Regionale e
Provinciale, Sponsor,
Enti, Forze dell’Ordine, Volontari Avis
e Protezione Civile, i
quali ancora una volta
hanno dato prova del
loro grande altruismo, al servizio del prossimo
garantendo la sicurezza di atleti e spettatori).
L’appuntamento è al prossimo anno, per la sesta edizione che vedrà il traguardo spostarsi nel
comune di Savoia di Lucania e che vedrà, quasi
sicuramente altre novità……
L’organizzazione
Medio Fondo del Melandro
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il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio
NELLE SCUOLE DI POTENZA LA NOVITA’
DEL PLASMA E L’INCREMENTO DELLE DONAZIONI
Nell’anno europeo del volontariato le scuole
secondarie superiori della città di Potenza ed
i giovani in particolare hanno risposto con
entusiasmo all’invito dell’Avis Comunale di
Potenza. L’ essere protagonisti del proprio
tempo operando scelte coraggiose fondate
sulla condivisione di principi comuni quali la
solidarietà, il rispetto della vita, delle persone
e dell’ambiente che per la loro universalità
costituiscono la base per un qualsivoglia
progetto di educazione trasversale finalizzato
al perseguimento di una società più umana e
solidale.
L’anno scolastico appena concluso non è stato
un anno semplice: la riforma Gelmini ha scosso
in profondità il mondo della scuola al punto
che in talune realtà le preoccupazioni derivanti
dal riordino degli Istituti in ambito cittadino
hanno influenzato negativamente sia le normali
attività didattiche sia quelle collaterali, quale ad
esempio l’educazione sanitaria finalizzata alla
raccolta sangue.
Ciò nonostante i risultati quali/quantitativi
derivanti dalle attività dell’Avis sia presso gli
Istituti che nelle nostre sedi nell’anno scolastico
2010/2011 hanno ampiamente superato
qualsiasi ragionevole aspettativa. Al 30 giugno
u.s. sono state realizzate n. 277 donazioni di cui
275 di sangue intero e n. 2 di plasma.
Le 275 unità di sangue intero rappresentano
in termini statistici il risultato più significativo
raggiunto in quest’ambito dalla Comunale
di Potenza. Altrettanta valenza in termini di
approccio culturale, sistemico ed organizzativo
va riconosciuta alle prime due donazioni di
plasma che, oltre ad aprire un nuovo filone
nell’ambito delle donazioni scolastiche, di
fatto, costituiscono la risposta immediata e
gratificante in grado di soddisfare le richieste
di tanti ragazzi affetti da patologie individuali,
quale ad esempio la pressione arteriosa
bassa, cui era impedita la possibilità della
donazione.
Proprio per non deludere queste
aspettative e per sconfiggere quel
senso di impotenza che si prova
in queste occasioni, per la
prima volta, coinvolgendo gli
insegnanti di riferimento, si
è pensato di introdurre la
pratica della piastrinoplasma-aferesi
per
dare la possibilità di
donare a chi, se pur
fortemente motivato,
di fatto, non avrebbe
mai potuto farlo.
Questa iniziativa ha
dato ottimi risultati,
tant’è che decine di ragazzi
si sono sottoposti ad esami preventivi
prenotando la propria donazione, e questo
a riprova della finalità promossa da Avis, di
realizzare medicina preventiva.
E’ stato l’anno che ha visto, dopo la realizzazione
del progetto “Avis e Scuola”, le prime donazioni
di sangue presso il Liceo Scientifico “Galileo
Galilei”, è stato l’anno in cui in maniera positiva
sono stati avviati contatti con la nuova Preside
del Liceo “Quinto Orazio Flacco” che si è
dichiarata disponibile a definire momenti di
collaborazione.
Se ci troviamo a descrivere un bilancio positivo,
lo dobbiamo all’impegno ed alla disponibilità
di tutte quelle persone che, ognuno per la
propria competenza, hanno contribuito al
raggiungimento dei risultati ottenuti: i
presidi e gli insegnanti di riferimento dei
singoli Istituti, i medici e gli infermieri
che nelle sedute di raccolta sangue
con capacità di ascolto e grande
professionalità hanno saputo
infondere nei ragazzi fiducia,
serenità e consapevolezza
nel gesto che stavano per
compiere.
A questi operatori va il
grazie più sincero di tutta
l’Avis Comunale di Potenza.
Una citazione particolare, però,
va fatta al dott. Mario Procida
e alla dott.ssa Anna Pace,
meritano un grazie per la
loro attività di formazione ed
informazione rivolta agli studenti nei singoli
Istituti con i quali collaboriamo.
Analogo riconoscimento va rivolto alla
nostra volontaria del Servizio Civile, Caterina
Santangelo, che è stata davvero preziosa
nell’elaborare, gestire e monitorare il piano
operativo delle attività pre e post donazionali.
Quasi a suggellare i frutti copiosi di questo
grande lavoro, inaspettata e per questo
più gradita, c’è stata la decisione presa dal
Consiglio di Istituto dell’ITC F.S. Nitti di
voler intitolare un laboratorio didattico al
compianto Mario Albino, nostro Dirigente
associativo recentemente scomparso. E’ stata
una sorpresa che ha fatto gioire tutti gli avisini
che hanno conosciuto ed apprezzato Mario per
le sue qualità umane e per il lavoro svolto come
responsabile scolastico Avis.
Nel corso dell’ Assemblea della Comunale
di Potenza, alla presenza del Sindaco, Vito
Santarsiero, e del Presidente dell’Avis Regionale
di Basilicata, Genesio De Stefano, la Preside,
Caterina Perta, ed il professore, Angelo Berillo,
hanno ufficializzato alla famiglia Albino ed
all’assemblea la decisione presa.
Nell’ambito di questa attività frenetica,
altamente positiva, qualche piccola nube. Che
senso ha indire concorsi a premi da parte
di un’altra Associazione che si occupa della
donazione del sangue, all’interno di un Istituto
che da anni collabora in maniera sinergica
con la nostra associazione, se non quello di
creare confusione tra i ragazzi, tra i docenti
che sicuramente lede al bisogno primario che
è formativo per gli stessi e di aiuto per gli
ammalati.
Antonio Giordano
Responsabile Scolastico Avis Potenza
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
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Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio
LA CAMPANELLA DELLA SOLIDARIETà SUONA NELLE
SCUOLE DI POTENZA. AVIS RISPONDE PRESENTE
Nella classe n.1 del liceo scientifico di Potenza,
uno staff dell’Avis ha offerto il servizio per la
donazione del sangue agli studenti che volontariamente si sentissero pronti alla prima donazione di sangue intero.
La troupe: capitanata dal dott. Sebastiano Devico, Antonio Giordano, il responsabile Avis
scuole medie superiori, ad accogliere i volontari, Caterina Santangelo, la volontaria del servizio civile, a coordinare la donazione e l’infermiere Lorusso Giuseppe.
Il primo step per la donazione si compone di
una domanda d’iscrizione all’Avis più un test,
composto da 34 domande inerenti l’assunzione di farmaci, alcol o stupefacenti ed eventuali
allergie ma anche il tenore di vita del volontario. Il tutto da compilare il più sinceramente
possibile.
Infatti la sincerità è l’elemento cardine tra il donatore e l’Avis.
Su circa 20 richieste soltanto 7 , tra studenti
e professori, hanno potuto effettuare la donazione.
Tra le fila dei donatori abbiamo avuto il piacere
di come possa esser stata ampia la fascia d’età
: ragazzi di tutte le età ed alfieri dei docenti la
professoressa Croce ed il professore Boezio.
Il secondo step prevede il controllo della pressione, dell’emoglobina, del battito cardiaco, il
tutto viene effettuato sotto la diretta supervisione del dott. Devico.
Seguita la donazione vera e propria, distesi sul
lettino ospedaliero i volontari si prestano per
la donazione, sotto le direttive dell’infermiere
Lorusso Giuseppe.
Succhi di frutta e cibi ricchi di zuccheri sono a
disposizione ed offerti dalla volontaria del servizio civile Caterina Santangelo.
Quali sono le motivazioni che spingono gli studenti ad avvicinarsi al mondo dell’Avis e della
donazione volontaria del proprio sangue?
Walter Mancino, intervistato sia prima che
dopo la donazione. Ha espresso palesemente
la sua serenità.
Il valore più forte che lo ha motivato nella donazione lo ritroviamo nel suo altruismo. L’ intervistato vede questo nobile gesto prima come un
dono da parte sua verso la popolazione tutta e
poi come propria gratificazione.
Concludendo con una promessa: l’effettuare la
donazione direttamente al centro trasfusionale
dell’Avis, s’avvia verso il controllo dell’emoglobina.
Dopo aver atteso la donazione possiamo cogliere un leggero cenno di stanchezza , unico
elemento visibile a parte la garza sull’avambraccio, ma destinato a scomparire nell’arco di
qualche minuto. L’elemento che colpisce di più
è la fierezza nell’aver compiuto un gesto così
umano.
Verso le 10:15 circa riusciamo ad intervistare il
dott. Devico.
Chiediamo al responsabile quali siano le differenze sostanziali tra l’effettuare la donazione
qui a scuola e direttamente al centro trasfusionale dell’Avis.
Data la percentuale maggiore di ragazzi rispetto agli adulti, spesso e volentieri, qualcuno di
loro, determinato nell’effettuare la donazione,
non si preoccupa di mentire riguardo l’assunzione d’alcol e/o stupefacenti, in tal caso il ruolo del medico duplica la sua importanza.
Il dottore ha l’onore e l’onere d’instaurare un
dialogo con gli studenti e di sondare la loro sincerità che, qualche volta vacilla.
Ma non si tratta di un ostacolo così insormontabile, dato che i ragazzi, affrontando un confronto così confindenziale, riescono ad aprirsi
ed esteriorare ogni lato del proprio modo di
vivere ed eventuali leggerezze.
Concludendo il Dott. Devico ci espone la
sua contentezza ed appagamento riguardo
quest’opera di sensibilizzazione dell’Avis, inquadrandola come valore aggiuntivo di tutto
l’operato dell’associazione.
Antonio Tito
CANTINANDO 2011: A BARILE NON SOLO VINO
MA ANCHE SANGUE E DONAZIONE
In occasione della manifestazione
Cantinando
Wine&Art
promossa
dall’Associazione Sisma, l’Avis di Barile ha
realizzato un convegno sull’importanza
della donazione.
Sono intervenuti il Presidente dell’Avis
di Barile, Saverio Sonnessa, ed il
Sindaco, Dott. Giuseppe Mecca, che
hanno portato i saluti ai relatori, il dott.
Claudio Quaglia e la dott.ssa Tomasulo.
A concludere è stato chiamato il
Presidente Regionale dell’Avis Genesio
De Stefano.
Il convegno si è tenuto presso la cantina
SOLAGNA DEL PRINCIPE DI TERRA
DEI RE.
Il Dott Quaglia, esperto in alimentazione
ed endocrinologo, ha dato una esauriente
spiegazione sul rapporto tra una buona
alimentazione ed un buon bicchiere di vino
(un solo bicchiere di vino), quindi ha spiegato
come, con una sana alimentazione e un
costante controllo del sangue, grazie anche alla
donazione, si ha un quadro delle condizioni di
salute (monitoraggio dei risultati delle analisi
forniti dopo una donazione) e quindi donare
può essere un modo per avere un sano stile di
vita come recitava il titolo del convegno.
Poi è intervenuta anche la dott.ssa Vittoria
Tomasulo, medico prelevatore Avis, che ha
spiegato con che attenzione i donatori vengono
informati e seguiti. “Prima della donazione, il
donatore di sangue viene sottoposto a visita
medica per evitare che possibili malattie
possano essere trasmesse al ricevente” queste
le parole dette dalla dottoressa. Il Presidente
Regionale dell’Avis, De Stefano, nel tirare le
conclusioni ha affermato: “negli ultimi tempi
l’Avis è diventata qualcosa in più, fucina
di valori, sussidiarietà, reciprocità.
Donare il sangue fa bene, fa scattare il
campanello di solidarietà e riporta tutto
in equilibrio. L’Avis promuove non solo
stili di vita, ma informa i cittadini in
modo tale che un donatore possa essere
una persona in una società più coesa. In
Basilicata siamo presenti in quasi tutti i
Comuni, ben 113. Sia il donatore che il
ricevente sono tutelati, fino ad oggi non
si sono verificati incidenti di percorso,
grazie alla corretta informazione e
prevenzione che l’Avis promuove su tutti
i fronti, nelle istituzioni, nella scuola, in
famiglia. La donazione del sangue è uno
strumento di medicina preventiva. Col
sorriso sulle labbra si può donare sangue. L’Avis
è nata ottant’anni fa, tutte le altre associazioni
che si occupano di donazione di sangue sono
nate dopo ed hanno imitato i comportamenti e
le buone prassi della nostra Associazione.”
Confermando la tipica ospitalità delle
popolazioni Arbereshe, il Presidente dell’Avis
di Barile, Saverio Sonnessa, ha infine fatto
omaggio ai relatori di alcune bottiglie della
locale cantina “Terra dei Re”
Lorenzo Zolfo
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il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio
a pescopagano l’ AVIS SENZA CONFINE
INFORMAZIONE, SOLIDARIETA’ E DIVERTIMENTO
«Avis senza confine», manifestazione promossa
dalla sezione Avis di Pescopagano in collaborazione con la Pro-loco, gli amici di Pescbook
e l’amministrazione comunale allo scopo di
promuovere l’informazione sulla donazione del
sangue e degli emocomponenti, è stata tra gli
eventi estivi che ha coinvolto un pubblico variegato. Giovani e meno giovani hanno partecipato con entusiasmo alla tre giorni avisina.
L’iniziativa, giunta alla sua terza edizione, si è
svolta in tre diverse serate. Protagoniste indiscusse della prima (3 agosto 2011) sono state
la musica e la comicità. Il gruppo musicale Non
solo note ha riproposto brani degli anni ’70 e
’80 mentre il trio lucano La Faina ha divertito
l’uditorio con parodie. Cinque giorni dopo, l’8
agosto, l’Avis ha previsto una giornata suddivisa
in due momenti: il primo dedicato ai bambini e il
secondo a giovani e grandi. Nel pomeriggio i più
piccoli si sono divertiti con i gonfiabili, un parco
giochi di gomma. A occuparsi di loro il team
di Festidea. In serata, invece, ragazzi e adulti si
sono messi alla prova con un quiz multimediale
di cultura generale. L’ultimo giorno, il 9 agosto,
squadre di ragazze e ragazzi si sono cimentate
con i giochi del passato per conquistare i premi
messi in palio. Si sono sfidate nella corsa con
i sacchi, nella gara di rotoballe, nel tiro alla
fune, nel palo della cuccagna, nel gioco degli
spaghetti fumanti, dell’anguria e delle mele. In
quella stessa giornata per le strade del paese si è svolta la maratona amatoriale, valida
per le Ofantiadi, giochi della valle dell’Ofanto
(manifestazione sportiva multidisciplinare)
«Le attività svolte - ha sostenuto il presidente
della sezione Avis di Pescopagano, Paolo Pinto - sono un mezzo per coinvolgere chi non
fa parte dell’associazione e per ringraziare i
donatori. Perché Avis non è solo donazione
ma anche divertimento».
Il presidente Pinto, a conclusione del ciclo di
attività realizzate dall’Avis nel corso del 2011,
ha previsto per ottobre un convegno sulla celiachia cui parteciperanno specialisti della materia
e l’omonima associazione.
L’Avis di Pescopagano ha tenuto fede al programma illustrato dallo stesso presidente nel
corso della XIV Assemblea annuale dei soci del
27 febbraio 2011. In quella circostanza ha pubblicamente detto che «assicureremo il nostro
contributo alle attività culturali e ricreative nel
paese in modo da sviluppare e far crescere il
senso di appartenenza alla comunità e favorire
un maggior grado di coesione sociale e provvederemo a organizzare iniziative di approfondi-
mento scientifico e di interesse».
Maura Pinto
Le occasioni per fare “informazione”
Il bisogno di sangue è in continuo aumento,
come attivare iniziative di sensibilizzazione?
E’ una domanda che spesso l’AVIS di Oppido
Lucano si è posta e in conseguenza della quale
si è attivata per promuovere vari tipi di attività, non ultime le gite fuori porta proposte sia
tutti gli iscritti ma anche e soprattutto rivolte
a simpatizzanti o, semplicemente, a conoscenti
dell’associazione.
Con questo obiettivo, il 2 giugno 2011, si è organizzata una visita alla Certosa di Padula e alle
grotte di Pertosa.
Le adesioni sono state elevate tanto che già alcuni giorni prima del termine stabilito è stato necessario chiudere le iscrizioni per aver raggiunto
il numero massimo.
L’itinerario e la stagione appropriata sono state
sicuramente uno sprone alla partecipazione.
Come al solito gli organizzatori, oltre a pianificare il tutto in maniera eccellente, hanno provveduto anche a fornire la colazione, strada facendo. La Presidente, Antonietta Cilla ha, così,
colto ogni occasione utile per informare i vari
partecipanti sulla natura dell’associazione Avis e
sulle motivazioni che spingono, quanti vi aderiscono, a collaborare ed intervenire alle attività che l’associazione propone per perseguire gli
obiettivi prefissati.
La prima tappa è stata la visita alla Certosa di
Padula.
Detta più propriamente Certosa di San Lorenzo,
essa è ubicata sotto la collina dove sorge il paese di Padula, è uno dei monasteri più grandi nel
mondo e tra quelli di maggior interesse in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di
tesori artistici.
La visita è stata accompagnata da una guida turistica che ci ha illustrato e spiegato la storia e le
bellezze del monastero.
Abbiamo puntato poi verso le grotte di Pertosa,
in prossimità delle quali abbiamo pranzato al ristorante “ Zi Marianna“.
Dopo aver ripreso le energie con un lauto pranzo ci siamo recati a visitare le Grotte.
L’origine delle Grotte di Pertosa (la cui denominazione ufficiale è “Grotte dell’Angelo di Pertosa”) è fatta risalire a ben 35 milioni di anni
fa; sono le più importanti dell’Italia del Sud, le
uniche ad essere attraversate da un fiume sotterraneo, il Tanagro o Negro, il cui corso è stato
deviato a scopo di utilizzo energetico. Così facendo l’entrata delle Grotte si è allagata, tanto
da permettere l’accesso all’interno, solo attraverso suggestive barchette sapientemente guidate da esperte guide.
E’ stato un itinerario interessante e degno di
attenzione che ci ha permesso di trascorre una
giornata all’insegna della spensieratezza ammirando le bellezze che i nostri territori ci offrono.
A conclusione dell’uscita abbiamo raggiunto
due obiettivi: da una parte consentito la visita
di posti che da un punto di vista culturale-storico-naturale sono di grande rilevanza, e dall’altro
creato l’occasione per diffondere informazioni
relative all’attività dell’Avis.
In questa opera divulgativa fondamentale è il
supporto dei volontari che, cogliendo ogni occasione utile, diffondono l’importanza di far parte
di un’associazione come la nostra, che ha un valore etico e sociale di unione nella comunità e di
beneficio per la collettività.
La donazione di sangue è uno strumento per indicare uno stile di vita sano e deve essere un modello per le nuove generazioni: l’avisino si fa portavoce nella comunità di valori profondi come la
gratuità, la generosità e la periodicità del “dono”
consentendo all’Avis di ricoprire un ruolo sociale
e benefico all’interno di ogni realtà.
Rosanna Sannella
Avis di Oppido Lucano
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
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Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio
NUOVA SEDE PER L’AVIS COMUNALE DI SATRIANO DI LUCANIA
Domenica 28 agosto si è tenuta la cerimonia di
inaugurazione della nuova sede dell’AVIS Comunale Satriano di Lucania. Sede che arriva, finalmente, dopo 26 anni di attività. Al convegno
tenutosi presso la sala consiliare “Nicola Vita”
sono intervenuti per dei saluti il Presidente della Comunale Dario Sabia, il Sindaco del comune
di Satriano di Lucania Michele Miglionico, il Presidente dell’AVIS Provinciale di Potenza, Emanuele Landro ed a concludere il giro dei saluti
l’intervento del Presidente dell’AVIS Regionale
Basilicata, Genesio De Stefano. A fare gli onori
di casa il Presidente Sabia il quale ha ringraziato
tutti i presenti in particolar modo le istituzioni
e i presidenti delle sede AVIS limitrofe ed inoltre tutte le associazioni locali presenti. Durante
il suo intervento, ha ringraziato, inoltre, anche
coloro che hanno collaborato alla realizzazione
dell’evento in particolar modo al neo costituito
Gruppo Giovani Avis di Satriano di Lucania. Il
Presidente Regionale nel suo intervento ha parlato di quanto sia importante donare il sangue
LAGONEGRO:
non solo natura
Domenica 10 luglio, la sezione
Avis di Lagonegro ha organizzato, per il secondo anno consecutivo, una giornata sul Monte
Sirino. All’iniziativa hanno partecipato sia i soci di Lagonegro che
rappresentanti
della sezione
Avis di Maratea, per un
totale di circa
cento persone.
“E’ stato un
momento per
rendere omaggio alla Madonna del Sirino
e godere del
paesaggio incantevole che
si può ammirare dalla vetta.
Alcuni dei partecipanti non
erano mai saliti
sul monte ed
hanno espresso il desiderio di tornarci
nuovamente il
prossimo anno,
tutti insieme.
Io spero che la
prossima volta
registreremo
un numero di presenze ancora
maggiore” ha detto il presidente
dell’Avis, Nicola Rocco. Nel corso della giornata è stata celebrata
la messa dal parroco Don Mario,
il quale nell’omelia ha fatto riferimento alla donazione del sangue,
vedendola non solo come gesto
di solidarietà verso gli altri uomini, ma anche come dono a Dio.
All’iniziativa ha partecipato anche
il Comitato
Santuario
Madonna
delle Nevi,
che ha collaborato con i
soci dell’Avis
all’organizzazione del
pranzo. A
fine giornata
il presidente
Nicola
Rocco
ha
consegnato
ad i rappresentanti del
comitato un
piatto in ceramica rappresentante
uno scorcio
di Lagonegro ed il logo
d e l l ’A v i s ,
in ricordo
dell’iniziativa, che ha
lasciato tutti
soddisfatti e che di sicuro sarà ripetuta negli anni a venire.
Avis Lagonegro
ed ha fornito alcuni dati sullo stato attuale delle donazioni effettuate dall’AVIS in Basilicata.
Al momento del taglio del nastro il Presidente dell’AVIS Regionale ha dichiarato di sentirsi
come il padrino di battesimo della nuova sede.
Successivamente a mostrare i locali, ai numerosi presenti, il Presidente Sabia. Locali composti da una sala d’attesa che funge anche da
sala ristoro e sala riunioni, in seguito una sala
visite nella quale verrà fatta la “selezione” del
donatore ed infine la sala dove verranno effettuate le donazioni. In seguito, a tutti coloro che
hanno preso parte alla cerimonia inaugurativa è
stato offerto un rinfresco nel piazzale antistante l’edificio comunale sotto il gazebo gonfiabile
e le bandiere della nostra associazione.
Francesco Mastroberti
A Muro Lucano
la 23° Festa
del Donatore
Nella suggestiva cornice di Piazza Don Minzoni di Muro Lucano (PZ),
nella serata del 27 agosto 2011, con il patrocinio dell’Amministrazione
Comunale e con la collaborazione dell’UNITALSI, ha avuto luogo la
festa annuale del donatore.Gli Avisini di Muro Lucano non hanno voluto mancare a quello che,
ormai, è un appuntamento tradizionale, organizzandone la sua 23° edizione.L’AVIS di Muro Lucano, da 25 anni rappresenta la volontà, come donatori di sangue, di essere complementari al tessuto sociale associativo, impegnando e rivolgendo le proprie forze a quella fascia della popolazione
locale non ancora sensibilizzata al tema della donazione del sangue ed
in maniera particolare ai più giovani, in un contesto di allegria e festa.Sin dalle prime ore del pomeriggio, Piazza Don Minzoni si è vestita di
tanti colori con palloncini e giochi – attività di intrattenimento per i più
giovani che, accompagnati dai loro genitori hanno rallegrato la serata
con i loro sorrisi felici intrisi di un sano divertimento.La serata è continuata con spettacoli di cabaret con un mitico duo formato da volontari dell’UNITALSI “ Cicì e Cocò “ e musica con il gruppo
potentino “ Senza Numero Civico “.Il calendario della giornata ha visto altresì la notevole raccolta di sangue
che, oltre a spronarci per sensibilizzare sempre più i giovani ai valori del
dono gratuito ci consola che il risultato raggiunto possa essere conseguito da un numero sempre più ampio di donatori.Proprio in questo annuale e tradizionale appuntamento che gli AVISINI
Muresi non hanno voluto rimanere insensibili all’appello di solidarietà rivolto al progetto di cooperazione umanitaria: AVIS – BENIN, un piccolo
Stato ai piedi dei Monti Atacora, il Benin (Africa) per l’appunto, ove, è
intenzione dell’AVIS creare, nel piccolo ospedale esistente, una divisione
pediatrica completa delle relative apparecchiature, infatti, nel corso della
manifestazione sono state raccolte offerte il cui ricavato sarà destinato
a tale progetto.
Oggi stiamo già pensando alla 24° Edizione della Festa del Donatore
che, sarà certamente migliore di quelle precedenti all’insegna dei valori
solidaristici della nostra Associazione.Siete tutti invitati
Il Direttivo
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il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio
LAURIA: le passeggiate della salute
Grande successo ha riscosso la “1^ passeggiata della salute” organizzata dall’Avis
comunale di Lauria il 24 luglio. I partecipanti, nonostante le avverse condizioni
atmosferiche, puntuali si sono presentati
alle ore 9.00 a “Piano Malerba”, località
Canicella, a 20’ circa da Lauria. Dopo il
controllo della glicemia e della pressione, effettuato da personale della CRI che
l’Avis ha messo a disposizione, alle 9.30 è
iniziata la passeggiata.
Passeggiata ad anello ossia non si ritorna
dallo stesso sentiero, bella e rilassante. Il
percorso è tutto in bosco , in piacevole
falsopiano fattibile da tutti quelli che vogliono camminare per non più di tre ore.
Il gruppo molto eterogeneo, accompagnato da volontari della CRI e dal Presidente
dall’associazione “Natura e Tradizioni Lucane”
Carlomagno Francesco che gestisce il parco, si
è mosso addentrandosi festoso e allegro in un
faggeto a dir poco incantevole avendo la sensazione di essere avvolti dalla natura, godendo l’aria fresca e il magnifico scenario e quel
profumo semplice e incontaminato dei fiori di
montagna. Il bosco è molto bello e si possono
vedere numerose specie di piante e animali.
Camminiamo tranquilli per un’oretta abbon-
dante, a metà percorso, arriviamo alla “Fontana Forestale”, dove difronte alla tavola apparecchiata dall’associazione “Natura e Tradizioni
Lucane” con tante prelibatezze, i buongustai
e tutti coloro che non resistono alla tentazione dei sapori, hanno potuto soddisfare il palato
e la propria curiosità grazie a una selezione di
prodotti di nicchia naturali e di elevata qualità.
Autentiche chicche gastronomiche: “a tapanedda”, pane di patate svuotato al centro e riempito con patate e peperoni fritti e poi richiuso,
accompagnato il tutto da un ottimo aglianico
naturalmente di produzione propria.
Abbiamo ripreso la passeggiata, continuando a godere del paesaggio e di tutto
quello che la natura ci regala riempiendo i
nostri cuori di quelle meraviglie, che solo
Dio con il suo operato ci dà.
Il pranzo viene consumato in un’area attrezzata vicino al fiume, che gustiamo al
suono dell’acqua che scorre vicino.
Devo riconoscere che l’organizzazione
in cucina è stata davvero eccezionale.
Un gruppo di persone tra uomini e donne non si sono risparmiati nel preparare
un menù che ha lasciato il segno in bontà
qualità e abbondanza.
La giornata è stata allietata anche dalla
musica che ha coinvolto tutti in balli e
canti fino a sera.
Colgo l’occasione per ringraziare il Presidente
Provinciale Avis di Potenza Emanuele Landro
che insieme alla moglie ci hanno onorato con
la loro presenza tutto il giorno manifestando la
loro soddisfazione.
Ringrazio inoltre la CRI e l’associazione “Natura e Tradizioni Lucane”.
Antonio Battafarano
Il Presidente Avis Comunale di Lauria
RICORDANDO L’ 11 Settembre
L’Avis comunale di Lauria con la “2^ passeggiata della salute” ha voluto ricordare il 10° anniversario dell’attacco all’America e precisamente alle torri gemelle e al Pentagono. Da quel
giorno sembra che viviamo in un altro mondo,
un mondo in cui le tensioni religiose si sono
accresciute, in cui il nostro modo di viaggiare,
di muoverci e di guardare agli altri è cambiato,
in cui le paure per molto tempo hanno trionfato sulla razionalità. Oggi non ci sono
più Osama bin Laden e Saddam Hussein,
così come non dettano più legge Mubarak e Gheddafi: se quell’11 settembre
fosse stata una mattina normale molto
probabilmente sarebbero ancora al loro
posto.
Per questi motivi si tratta di un anniversario diverso dagli altri, per gli effetti sul
nostro presente e sul nostro futuro. Per
questo quella mattina di luce meravigliosa, in cui è finita un’epoca, merita una
grande attenzione e uno sforzo di comprensione. Noi pensiamo che in questa
giornata resta un dovere: quello della
memoria.
Dopo aver rivolto il pensiero a tutte le
vittime con un 1’ di raccoglimento è iniziata la
passeggiata.
Passeggiata ad anello ossia non si ritorna dallo
stesso sentiero, bella e rilassante. Il percorso è
tutto in bosco , in piacevole falsopiano fattibile
da tutti quelli che vogliono camminare per non
più di tre ore.
Il gruppo molto eterogeneo, accompagnato da
volontari della CRI e dal Presidente dall’associazione “Natura e Tradizioni Lucane” Carlomagno Francesco che gestisce il parco, si è mosso
addentrandosi festoso e allegro in un faggeto
a dir poco incantevole avendo la sensazione di
essere avvolti dalla natura, godendo l’aria fresca
e il magnifico scenario e quel profumo semplice
e incontaminato dei fiori di montagna. Il bosco
è molto bello e si possono vedere numerose
specie di piante e animali.
Camminiamo tranquilli per un’oretta abbondante, a metà percorso, arriviamo alla “Fontana Forestale”, dove difronte alla tavola apparecchiata dall’associazione “Natura e Tradizioni
Lucane” con tante prelibatezze, i buongustai
e tutti coloro che non resistono alla tentazione dei sapori, hanno potuto soddisfare il palato
e la propria curiosità grazie a una selezione di
prodotti di nicchia naturali e di elevata qualità.
Autentiche chicche gastronomiche: “a tapanedda”, pane di patate svuotato al centro e riempito con patate e peperoni fritti e poi richiuso,
accompagnato il tutto da un ottimo aglianico
naturalmente di produzione propria.
Abbiamo ripreso la passeggiata,
continuando a godere del paesaggio e di tutto quello che la
natura ci regala riempiendo i
nostri cuori di quelle meraviglie,
che solo Dio con il suo operato
ci dà.
Il pranzo viene consumato in
un’area attrezzata vicino al
fiume, che gustiamo al suono
dell’acqua che scorre vicino.
Devo riconoscere che l’organizzazione in cucina è stata davvero eccezionale. Un gruppo
di persone tra uomini e donne
non si sono risparmiati nel preparare un menù che ha lasciato
il segno in bontà qualità e abbondanza.
La giornata è stata allietata anche dalle musiche
che il bravo Giuliano ha scelto coinvolgendo
tutti in balli e canti fino a sera.
Antonio Battafarano
Il Presidente Avis Comunale di Lauria
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
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Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio
SENISE: 2^ FESTA DONNE DONATRICI
Le donne protagoniste nella solidarietà, capaci di donare la vita e di preservarla. A
loro è stata dedicata, anche quest’estate,
la Festa della donna donatrice, promossa
a Senise, nel mese di luglio e giunta alla seconda edizione. Nel suggestivo scenario
di Largo Donnaperna, davanti ad un pubblico numeroso e attento e a conclusione
di una giornata intera dedicata all’iniziativa
(in mattinata era stata celebrata una Santa
Messa in ricordo di Letizia De Donato, giovane scomparsa improvvisamente qualche
anno prima), l’iniziativa ha visto l’intervento
di numerose rappresentanze avisine, oltre
che la partecipazione di rappresentanti istituzionali civili e religiose. Un’occasione di confronto, di scambi riflessioni e di esperienze tra
chi ha fatto del volontariato una vera ragione
di vita e di completamento della propria persona. Il forte legame esistente tra il mondo del
volontariato in generale e l’universo femminile
è stato spiegato proprio nel corso del dibattito
serale. Lo ha raccontato il vice presidente della
Fondazione Avisper, Nicoletta Boccarelli, che
ha evidenziato come la donna, già per natura
pronta a donare la vita, è in maniera innata capace di donare se stessa agli altri, nonostante
i grandi impegni di famiglia e carriera. Un parterre di donne, impegnate tanto nella vita personale e sociale, quanto in quella professionale,
è stato protagonista della serata. Alla tavola
rotonda sono intervenute, oltre alla dottoressa Boccarelli, anche Giusy Magnano e Viviana
Fabbri alla guida rispettivamente delle sezioni
Avis e Aido di Senise, la consigliera regionale
di Parità Maria Anna Fanelli, che ha tracciato il
percorso che lega il volontariato e le Istituzioni.
Presente anche la professoressa Marianna Schirosa, che può essere considerata, non a torto,
la capostipite dell’Avis di Scanzano Jonico e non
solo e che, da amante del mondo della forma-
zione, continua ancora oggi a promuovere
importanti progetti di cooperazione nelle
scuole.
Al 31 dicembre 2010 il totale delle donazioni in Basilicata ammonta a oltre 27mila;
solo a Senise sono state 517, oltre 100 in
più dell’anno precedente.
Al dibattito e agli interventi istituzionali ha
fatto seguito l’assegnazione di due riconoscimenti a due donne che, in maniera diversa, si sono distinte nel sociale. Il primo,
commovente, a Mariuccia Spaltro, conosciuta da tutti come la “mammara”. Oggi
ottantenne, storica levatrice senisese, “seconda mamma” di oltre 4mila bambini dagli anni
Cinquanta agli anni Settanta.
Il secondo riconoscimento è andato a Mariapaola Vergallito, tra le fondatrici del portale web
lasiritide.it, progetto di comunicazione che,
ormai da qualche anno, è più che un punto di
riferimento per l’informazione dell’intero territorio.
La festa è terminata con due atti brillanti di Derek Benfield dal titolo “Toccata e fuga” messi in
scena dalla compagnia “Senza Teatro”.
Mariapaola Vergallito
SENISE: 5^ FESTA DEI DICIOTTENNI
E’ l’età delle responsabilità, delle scelte,
dell’ingresso nel mondo “dei grandi”; ed è
anche il momento in cui, una di queste scelte,
può essere la solidarietà. Per questo, tra
le attività che da anni anche l’Avis di Senise
intende promuovere e portare avanti, vi è
anche la Festa dedicata ai diciottenni: non
solo un momento di simbolica condivisione,
ma un’attività di sensibilizzazione, attraverso
musica e divertimento, per far conoscere l’Avis
e ciò che promuove.
Ed è così che gli avisini della sede comunale di
Senise, per il quinto anno consecutivo, hanno
festeggiato i neo diciottenni (n. 117 da Agosto
2010 ad Agosto 2011, a tutti è stata inviata
una lettera personale di auguri) con anguria e
coca cola. Un modo diverso di stare insieme
in una calda sera d’estate, per promuovere le
iniziative dell’Avis e per far conoscere le attività
dell’associazione a chi può, vista la maggiore età,
cominciare a donare; promuovendo stili di vita
che facciano del benessere fisico un obiettivo
per se stessi e per gli altri, senza eccessi, ma
con grande voglia di fare qualcosa anche per chi
ha bisogno. La serata, che si è svolta a Senise
in via De Gasperi, alla presenza, tra gli altri,
del presidente provinciale Emanuele Landro
ha visto la partecipazione di numerose band
di Senise e del territorio, alcune delle quali
protagonisti anche perché donatori, autori della
colonna sonora di una grande festa all’aperto,
durante la quale Michele Arenella e Giusy
Magnanimo, rispettivamente responsabile
provinciale e presidente comunale dell’Avis,
hanno presentato ufficialmente, il neonato
Gruppo Giovani: una “costola” importante
dell’Avis Nazionale, da oggi anche a Senise.
Sono circa 70 i ragazzi tra i 18 e i 35 anni
iscritti all’associazione, che ora sono chiamati a
partecipare attivamente anche nel proporre e
organizzare eventi e momenti di collaborazione
in grado di estendere la rete della solidarietà.
La serata è stata presentata da una delle
componenti il gruppo giovani dell’Avis, Mariella
Pangaro, che, a proposito del neonato gruppo,
spiega come “sia una bella iniziativa volta a
promuovere e sviluppare la sensibilizzazione
verso le donazioni. Il principale obiettivo penso
dovrebbe essere quello di coinvolgere quanti
più giovani possibile attraverso manifestazioni
di vario genere proprio come si è fatto e si
sta facendo”. Divertente trovata nel corso
dell’evento è stato anche il “mini-quiz”, che, tra
una band e l’altra, ha consentito al numeroso
pubblico di rispondere a domande pertinenti
sul mondo dell’Avis e delle donazioni; per i
vincitori, in palio, un utile etilometro. Fanno
parte, del coordinamento del gruppo giovani
di Senise, Mariapaola Vergallito (coordinatrice)
Mariella Pangaro, Nicola Cicchelli, Giovanni
Matrone, Antonella Forenza e Giuseppe
Marzano.
E, a proposito di risultati, nel corso della
serata la famiglia Avis di Senise, si è allargata:
durante la festa, infatti, che si è conclusa con
il tradizionale taglio della torta, si sono contate
altre 20 nuove iscrizioni.
Mariapaola Vergallito
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il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio
CALVELLO : FESTA DELLA SOLIDARIETA’ AVIS 2011
Premiazione Donatori e Grande degustazione
di cochtail di frutta fresca e specialità di frutta
secca in Piazza Falcone
Quest’anno la festa della solidarietà Avis si è
tenuta il 10 agosto con un programma vasto
che ha impegnato i responsabili della sezione
avis di Calvello per tutta la giornata . Infatti già
dalla prima mattinata c’è stato il raduno presso il parco giochi di Calvello con tutti i piccoli
aspiranti avisini ai quali è stato donato un cappellino con i colori del tricolore e una maglietta
avis ,quale contributo per ricordare il 150°anno
anniversario dell’unita’ d’Italia.
Alle ore 10,30 è stata celebrata la Santa Messa nel Parco Giochi dal parroco Don Pasquale
Orlando con la presenza delle suore e delle Autorità Comunali il Vice Sindaco Franco Mazzei
e L’Assessore Carmela Abbate , con tutti i bambini che frequentano il centro estivo,mamme
e tanta gente.Subito dopo la Santa Messa il
Presidente dell’Avis Comunale Rocco Luigi
Dell’Aquila ha ringraziato tutti i presenti ed ha
elogiato il ruolo del donatore che con il gesto
spontaneo della donazione del sangue da’ veramente tanta speranza alle persone ammalate
e piu’ fragili e rimarcando piu’ volte i grandi
valori della solidarietà, affinché questo messaggio possa essere recepito anche dai piu’
piccoli per sperare in una Società futura piu’
giusta e solidale ed ha ringraziato il Parroco
per le straordinarie parole di stima ed affetto
nei confronti del donatore AVIS e gli Amministratori per la concessione di questa splendida
oasi di verde nel cuore di Calvello ben tenuta
ed attrezzata con una veduta molto suggestiva
e circondata da tanto verde.
Dopo ha avuto inizio la passeggiata denominata “ CAMMINIAMO PER LA VITA “ di Km.3
con un percorso veramente molto bello con
partenza dal parco giochi-campo sportivo-
fosso santile-fontana dei cani- rione trinità
e con arrivo in Via Roma davanti al Comune
con canti e balli allietata da organetti suonati
dai piccoli avisini. Poco dopo sul palco allestito con striscioni,bandiere,palloncini e manifesti dei vari testimonial avisini è stata riservata
un accoglienza speciale al gruppo di ciclisti “
Ambasciatori Avis ” della sezione comunale di
Corleto Perticara ,i quali sono partiti da Corleto ed hanno raggiunto i Comuni di Laurenzana
,Abriola e poi Calvello dove sono stati accolti
con tanti applausi dal numeroso pubblico presente e fatti salire sul palco i quali hanno consegnato al Presidente dell’Avis di Calvello un
gagliardetto e dei cd dell’avis in segno di reciproca stima e collaborazione fra le due Avis . Il
Presidente dopo aver donato a tutto il gruppo
dei ciclisti un cappellino dell’avis ha ringraziato
gli stessi per questa bella e lodevole iniziativa
e ha esteso i ringraziamenti e saluti alla Presi-
dente Maria Rosaria dell’Avis di Corleto con la
quale si sono dati appuntamento all’anno prossimo per l’ organizzazione di un eventuale gemellaggio con l’avis di Corleto.
La serata è stata caratterizzata dalla straordinaria esibizione della cantante Paprika cover
di Laura Pausini,la quale è stata applaudita dal
pubblico delle grandi occasioni che gremiva la
grande Piazza Falcone di Calvello.
Nel corso della serata sono stati premiati dal
Presidente e dai Consiglieri del direttivo tantissimi donatori con targhe personalizzate,inoltre
sono state premiate tutti le assistenti volontarie del centro estivo dall’Assessore ai servizi
sociali Sig.ra Carmela Abbate e dal Consigliere
alla cultura Sig. Bruno Latella.Inoltre il Sindaco
Dott.Tonino Gallicchio ha ringraziato ed elogiato i componenti dell’Avis per l’impegno e
per tutte le manifestazioni che organizza l’avis
ed ha omaggiato Il Presidente con un Piatto tipico della ceramica calvellese con l’incisione
del tricolore per il 150° anniversario dell’Unità
d’Italia.
Infine omaggio floreale alle vallete della serata
Anna Dell’Aquila ,Denise Tempone, alla cantante PAPRIKA e agli amministratori del Comune.
Nel corso della serata è stata premiata anche la
ditta dei donatori Famiglia Cirillo i quali hanno
festeggiato insieme all’Avis 100 anni della loro
attività.
Soddisfazione dei responsabili dell’Avis di Calvello per la buona riuscita della manifestazione
e appuntamento all’anno prossimo.
Avis Calvello
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
27
Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio
filiano: festa delle associazioni
Le associazioni di Filiano credono nella “rete”.
Domenica 28 agosto 2011 si è svolta la seconda
Giornata delle Associazioni del Comune di Filiano. Nell’ampia cornice offerta dal
verde pubblico le associazioni con attiva partecipazione hanno messo in campo volontari, idee, mezzi, momenti di spettacolo, gastronomia per consolidare il rapporto con il
territorio. Siamo giunti alla seconda edizione
dell’evento perché le associazioni comunali
credono profondamente nella solidarietà,
nel volontariato e nella condivisione di tempo, valori, capacità, saperi che animano gli
associati. Per qualcuno potrebbe sembrare
mero sfoggio di se stessi, ma siamo consapevoli che fare “rete” e collaborare insieme
è possibile. Il sentirsi parte della rete e dunque
di una progettualità più ampia mette in moto
risorse ed energie nuove, pone nuovi interrogativi e sprona ad affrontare gli ostacoli incontrati per mantenere unità e coesione all’interno
di ogni associazione. Non mancano le difficoltà
organizzative strettamente legate all’evento, ma
vengono superate pensando all’obiettivo finale
che è quello della beneficenza e dello sviluppo
territoriale tale da creare un ponte tra cittadini
ed istituzioni. Le associazioni, quindi, continuano ad assicurare la presenza sul territorio e per
la collettività ed auspicano nuove edizioni della
manifestazione con l’aggiunta di nuove forze,
miglioramenti e progressi.
La lunga giornata è iniziata con la raccolta sangue a cura dell’Avis comunale per poi proseguire nel pomeriggio con l’immancabile calcetto a cura della Scuola Calcio Vitalba e U.S.D.
Vitalba Filiano. L’associazione “New Naduah”
ha intrattenuto il pubblico con attività equestri;
la Protezione Civile Filiano –Gruppo Lucano
ha curato la mostra fotografica “23 novembre
1980- 23novembre 2010 Per Non Dimenticare” ed ha effettuato una dimostrazione cinofila. Lungo il percorso tra stand informativi
delle associazione e quelli gastronomici è
stata allestita la mostra anch’essa fotografica
“Pensiero S-catenato” a cura dell’associazione culturale “La Furmicula” . La conclusione della serata è stata scandita da musica,
danze e folklore a cura delle associazioni
“New Dance” ed i gruppi folkloristici “Dragon Folk” e Gruppo Folk Filianese. Tutto il
ricavato della serata è stato devoluto al “Comitato Solidarietà di Filiano”. Non dimenticando la partecipazione della Pro-loco, della
Croce Rossa Italiana - Gruppo volontari del
Soccorso ed il gruppo dei Pionieri, l’associazione “Anspi- L’Arca”, l’associazione culturale “La
Ciambotta”, l’associazione “Danze Sport Lucania”.
L’Avis comunale, oltre alle consuete attività, è
altresì presente in altre iniziative in progetti attuati e da attuare con alcune delle associazioni
citate e l’Istituto Comprensivo data l’imminenza del nuovo anno scolastico.
Caraffa Maria Antonella
ROCCANOVA: “Rocco per Sempre”
Un ricordo ed un impegno per combattere la leucemia: l’Avis premia i suoi soci
Una iniziativa per ricordare un giovane poco
più che ventenne, Rocco Di Filippo scomparso
qualche anno fa a causa di una forma di leu-
cemia fulminante, ma anche un momento medico-scientifico per fare il punto sugli sviluppi
della medicina su questa particolare malattia.
Questo è stato “Rocco per sempre”, la manifestazione organizzata dal Circolo Avis, che da
alcuni anni si svolge a Roccanova con la collaborazione dell’Amministrazione comunale. E così
anche stavolta a Roccanova sono arrivati medici e volontari dell’associazione che si occupano
della donazione del sangue . Accolti dal presidente Rocco Nubile, che negli ultimi tempi ha
dato uno slancio al circolo roccanovese tanto da
portarlo ai primi posti nel panorama regionale
lucano per numero di soci (oltre 200) e delle
donazioni di sangue e per questo premiato con
il distintivo d’oro, sono arrivati a Roccanova il
primario dell’ospedale di Lagonegro Canio Volonnino e il primario reggente del reparto di ematologia dell’ospedale San
Carlo di Potenza, Michele Pizzuti che
ha sottolineato “la forte incidenza di
casi di leucemia, soprattutto fra i giovani, nella zona sud della Basilicata di
cui non si conoscono le cause” . Insieme a loro anche altri medici, quali il dr.
Giovanni Asprella tra i fondatori del
circolo roccanovese, il dr. Bonito ed
anche un altro giovane medico, Rocco Collarino, di Roccanova(figlio di
Paolo Collarino e di Maria Colavito),
da poco laureato brillantemente a Firenze e con
esperienze anche all’estero,che
da ora presterà la propria attività
nell’Avis del Lagonegrese.
E nella serata agostana presentata
dalla graziosa giornalista Annamaria Sodano e allietata dal brillante
comico-imitatore Enzo Guariglia,
già vincitore della Corrida, e dal
cantautore lucano, Antonio Labate, il Circolo roccanovese ha voluto premiare con una targa ricordo
per l’impegno e il maggior numero
di donazioni alcuni soci . A cominciare dal sindaco, Giulio Emanuele,
e a seguire Giovanni e Raffaele Soave, Annunciata Osvaldo, Giuseppe Ruggieri, Vito Duca,
Anna Marranghino, Bruna e Luca Malaspina,
Antonio Di Filippo, Giovanni Spagnuolo, Vito
A. Albertini, Margherita Collarino, Enzo Racioppi, Carmine Ciancia, Rocco Nubile e don
Enio De Mare.
E l’Avis ha pensato anche ai bambini con uno
spettacolo a loro dedicato. Così per una serata
intera la piazza centrale del paese si è trasformata in una “Giocolandia”. Castelli gonfiabili,
trampolieri, illusionisti e giocolieri hanno divertito a più non posso bambini e grandi strappando risate e applausi a non finire.
Andrea Lauria
28
il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio
l’impegno di un lungo corso affidato
ad un giovane presidente
L’Avis, diffusa su tutto il territorio nazionale, in
ri che non incontreranno mai, in un monoltre 80 anni di attività ha contribuito alla crescita della cultura della donazione, divenendo
non solo una realtà decisiva del volontariato
del sangue, ma anche un punto di riferimento organizzativo per il servizio trasfusionale e
una componente attiva del volontariato sociosanitario a livello nazionale. La nostra regione
conta circa 106 sedi comunali, tra cui l’ A.V.I.S.
di Marconia “Arcangelo Barbetta” . Numerosa
e difficile da sintetizzare l’attività svolta dalla locale sezione di Marconia, per questo abbiamo
rivolto alcune domande al Presidente pro tempore Antonio Zaffarese.
Si ritiene soddisfatto del lavoro che l’Avis
Comunale di Marconia “Arcangelo Barbetta” ha operato in questi anni?
Beh, un’associazione che ha festeggiato le nozze d’argento, sicuramente ti dà soddisfazione.
Ritengo che chi ci ha preceduto ha lavorato
bene: ha funzionato la macchina organizzativa,
ha funzionato l’azione dei volontari e dei collaboratori, ha funzionato il tam tam tra donatori, ma soprattutto ha funzionato la solidarietà
e generosità, che è il motore e il cuore dell’associazione.
Come è cambiata l’Avis di Marconia in questi anni, e soprattutto, quali sono i propositi per questo suo mandato?
L’Avis è cambiata. Nel corso degli anni numerose indicazioni normative rappresentano il punto di riferimento e in diversi casi un vincolo ben
preciso anche per la nostra attività, considerato che AVIS è una Associazione di Volontariato
e che il suo principale compito è la diffusione
della cultura del dono e della solidarietà. Pertanto la loro conoscenza rappresenta per ogni
dirigente un aspetto importante al fine di poter
agire ed interagire in modo adeguato con gli altri “soggetti” con cui ci confrontiamo.
Quanto alla nostra A.V.I.S. “Arcangelo Barbetta”, abbiamo ereditato un’associazione che
gode di ottima reputazione e il nostro intento
è di continuare a fargli godere tale reputazione,
Antonio Zaffarese - Presidente Avis Marconia
cercando di rinnovarla e arricchirla con persone giovani, che possano introdurre nuove idee.
E quindi come intende realizzarli?
E’ nostro intento comunque, incentivare il rapporto di collaborazione fra l’associazione e le
istituzioni per diffondere i principi del buon uso
del sangue;
Promuovere iniziative atte ad aumentare le
donazioni, facendo particolare attenzione alla
fidelizzazione dei giovani, per tale motivo, importante sarà l’intervento nelle scuole, utile
per fare capire agli alunni cosa serve e che cosa
è Avis. Vorremmo entrare nelle scuole, chiedendo la collaborazione dell’ Amministrazione
Comunale, per un supporto delle Politiche Sociali.
Che cosa fare per stimolare l’importanza di
questo gesto altruista?
Propagandare il concetto della donazione del
sangue e attivare tutte le modalità affinchè la cultura della solidarietà raggiunga quante più persone possibili di tutti i ceti sociali. Tutti potremmo avere bisogno di sangue per qualche motivo,
è necessario l’impegno di tutti proprio perché
la disponibilità di sangue è patrimonio collettivo
di solidarietà che può servire a ciascuno di noi.
Milioni di persone devono la vita a donato-
do in cui sempre di più sembra imperare
l’individualismo, che significato ha donare
il sangue?
La donazione del sangue è un gesto di altissimo significato umano e sociale, sentire dal profondo del cuore il bisogno di dare qualcosa di
proprio in modo anonimo e senza conoscere
la persona che ne usufruisce. Donare il sangue
non è solo un gesto d’amore ma anche un dovere di coscienza, significa dire con i fatti che la
vita di chi sta soffrendo ci interessa.
E’utile anche per il donatore?
E’ utile per il donatore di sangue il suo gesto
nobile, poiché è un gesto di amore verso se
stesso, donare significa controllare periodicamente il proprio stato di salute attraverso accurati esami di laboratorio, peraltro totalmente gratuiti.
Che cosa vuol dire a chi vuole cominciare a
donare, ma non sa come muoversi?
Mettersi in contatto con le associazioni presenti sul territorio, avvicinando i responsabili delle
stesse o i soci che saranno certamente in grado
di dare le prime informazioni utili.
Se le chiedo di rivolgere un ‘appello, a chi
si rivolge?
Vorrei rivolgermi ai medici di famiglia, affinchè
“Nella pratica clinica quotidiana oltre a dare
consigli ai pazienti sui corretti stili di vita, ad
esempio su alimentazione, fumo, attività fisica,
controllo del peso corporeo, possano motivarli alla donazione del sangue, quale atto di vera
solidarietà, spiegando i vantaggi anche per loro
stessi oltre che per l’intera collettività”.
Inoltre un appello voglio rivolgerlo alla Neo
Amministrazione Comunale, affinchè sappia
fare tesoro di questa grossa risorsa che si è sviluppata nel nostro paese: L’A.V.I.S. Comunale
di Marconia “Arcangelo Barbetta”, per il suo
operato e la sua missione, è motivo di orgoglio
per tutto il territorio. E insieme possiamo fare
squadra.
Cristian Camardo
nova siri: 4° torneo over 40
Si è concluso in due serate di mezz’estate il
4°Torneo Avis Over 40 di calcetto, che ha visto
protagoniste 3 squadre dal nome singolare per
via della maglietta di partecipazione con logo
rigorosamente AVIS. I blues Avis; i reds Avis
e la locale squadra white Avis – questi i nomi
delle formazioni che si sono sfidate nelle serate del 28 luglio e 01 agosto , in un triangolare
che ha visto trionfare la squadra della locale sezione avis, rinforzatasi nell’occasione con nuovi
atleti/donatori.
Encomiabile l’impegno messo in campo da tutti
gli atleti.
Non è un caso che la manifestazione si sia svolta nel cuore dell’estate. Il messaggio era quello
di sensibilizzare e promuovere la solidarietà
verso gli altri, proprio nel periodo di maggiore
calura. Tale evento è solo uno dei tanti impegni
presi dalla locale sezione per promuovere e
sensibilizzare al gesto della donazione .
Madrina e organizzatrice dell’evento sportivo
è stata la neo segretaria provinciale Avis di Matera Stefania VARASANO alla quale si deve un
particolare ringraziamento.
Per la cronaca, nell’anno internazionale del volontariato, a vincere l’edizione di quest’anno è
stata la squadra di donatori/atleti di Nova Siri ,
forte anche della presenza di nuovi soci donatori. Ma in tutti la consapevolezza che a vincere, nelle occasioni “serie” è sempre l’altruismo
e la solidarietà. Concetto che abbiamo voluto
rappresentare con il gioco di squadra e con i
valori dello “Sport”, quello condiviso tra amici.
Arcangelo Minei
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
29
Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio – Dal Territorio
tricarico una “città a colori”
La promozione della donazione del sangue
passa anche attraverso la prevenzione. In
linea con le finalità contenute nello statuto dell’Avis, abbiamo dato inizio all’estate
avisina promuovendo una giornata di prevenzione per le malattie dell’occhio. Ciò è
stato possibile grazie alla disponibilità del
Centro regionale cecità che, rispondendo
ad una nostra specifica richiesta, ha fatto
giungere a Tricarico un camper attrezzato
per effettuare uno screening gratuito. Il 12
luglio 2011 un oculista e un’ortottista sono
stati a completa disposizione dell’Avis ed
hanno visitato 35 adulti che nonostante le
altissime temperature di quei giorni hanno
atteso pazientemente il proprio turno.
Ma l’estate avisina non finisce qui…
L’entusiasmo del direttivo si è tradotto in
un appuntamento vestito Avis. Il 4 agosto
il piazzale antistante la scuola elementare ha accolto il nostro gazebo attrezzato per misurare la pressione arteriosa e
il livello di glicemia sotto l’occhio vigile e
professionale di Tonino Paradiso, amico
dell’Avis, che ringraziamo per la sua presenza preziosa durante tutte le giornate di
raccolta. La calda mattinata ha lasciato il
posto alla vivacità dei bambini che hanno
partecipato, durante il pomeriggio, ai giochi organizzati e gestiti dai ragazzi avisini,
residenti e vacanzieri. Circondati da genitori e passanti, i piccoli hanno dato prova
di spirito di competizione e di sano divertimento. A ciascuno è stato consegnato un
gadget in ricordo del pomeriggio trascorso insieme. Siamo certi, tuttavia, di aver
aperto una breccia nel loro cuore piccolo
ma accogliente! Accogliente è stata anche
l’atmosfera serale durante la quale i piccoli
sono stati sostituiti dai grandi, donatori e
non, nella partecipazione a diversi giochi
di squadra (corsa nei sacchi, prendi tutto, quiz con bandierina). Come ogni festa
estiva che si rispetti, non è mancato niente: la presentatrice, la giuria, il pubblico e
il karaoke che ha fatto scorrere tra i tanti testi anche uno tutto nostro. La nota
canzone di Edoardo Bennato, “Il gatto e
la volpe” ha fatto scatenare la fantasia del
gruppo giovani che sotto lo sguardo divertito del pubblico ha intonato sulle famose
note una non meglio identificata “Vieni a
donar”. Insomma l’invito alla donazione è
stato esplicito, divertente, consapevole e
partecipato.
La promozione della nostra associazione,
superando confini e luoghi ordinari, incontra proprio tutti. E’sufficiente ammirare
l’opera realizzata da due giovani artisti,
Rocco Montesano e Bekim Fisti che con
pazienza certosina e tanta ma tanta volontà, hanno contribuito a colorare la nostra
estate. I giovani studenti hanno partecipato con propri lavori al concorso bandito
dall’Avis di Tricarico intitolato “Città a colori”. Il concorso prevedeva la realizzazione di graffiti sui temi della solidarietà, della
tradizione popolare tricaricese e della celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia.
Un modo per diffondere le finalità della
nostra associazione e per avvicinare i giovani al mondo del volontariato. Abbiamo
anche tanto giocato durante quest’estate!
Dopo la partecipazione al torneo di calcetto organizzato dall’Avis di Montescaglioso e quella ai giochi presso l’acquapark
di Tramutola, ultima fatica estiva ma non
meno divertente è stata la partecipazione
al torneo di beach volley a Scanzano Ionico. L’Avis di Tricarico ha portato a casa
con grande orgoglio il terzo posto lasciando alle Avis di Nova Siri e Scanzano le prime posizioni. Oltre alla coppa della meritata vittoria, ai momenti di festa, di colore
e di musica, gli avisini tricaricesi, nell’anno
europeo del volontariato, sembrano condividere un unico motto: “Volontari, facciamo la differenza!”
Paola Benevento
Avis Comunale Tricarico
30
il
Fenotipo
Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata Settembre 2011
La Lettera – La Lettera – La Lettera – La Lettera – La Lettera – La Lettera – La Lettera – La Lettera
uto o vive
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ce, programmi e progetti che sono
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difficoltà a giustifi
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e nettaessenza si concretizza in una gestion
Chi mi conosce sa che
un mandato associativo che nella sua
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accettare
mente contrastante con la mia visione
A tutti?
era aperta ai Consiglieri Nazionali.
lett
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Allora, ho deciso di scriver
da imporquali abbiamo fatto un pezzo di stra
No! A coloro che io conosco, con i
ettivi, sui
agg
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tati per ore sugli avverbi, sug
tante e, talune volte, ci siamo confron
tenuto
mo a fare, con argomentazioni di con
programmi e sulle scelte che andava
e degli
comune” della nostra associazione
e nell’esclusivo interesse del “bene
tro unico punto di riferimento.
ammalati, che restano sempre il nos
e persoche non ledevano mai la dignità dell
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la loro onestà culturale.
ne, la loro credibilità e soprattutto
Fio a loro, a Bussetti, a Colamartino, a
E’ inevitabile, oggi, che io mi rivolgo
azzi,
a Groppo, a Negretti, a Parolo, a Rag
re, a Franchi, alla Fusini,a Gobbo,
tro Consigliere
no, anche allo stesso Nardozza, nos
al mio “amico” Rino Rosso e, perché
Nazionale.
e la passione del loro imconosco la fede associativa, la cultura
ne
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io
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Io che li conosco,
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riesce a fare con estrema facilità è
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servito a fare grande e coesa la nos
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Come fanno ad ignorare che nell’ul
fatto con mancato intervento in sed
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loro storia assotrent’anni, non ha partecipato, non
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o detto in maniera inforComunità Europea, a condividere la
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positive che stiamo facendo? Ecco,
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andato in crisi, mi dimeno e non ries
applicazione nel primo anno di ma
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Abbiamo rivolto domande di adesion
o all’ultimo punto, quando non si ries
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ia capito che dobbiaperché l’argomento non viene iscritto
ssione che l’attuale governance abb
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sotto il profilo formale. Non dobbia
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con data retroattiva, pur di far il disp
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ai quali mi rivolgo “trovi il coraggio”d
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Voglio sperare
ché no, anche rivedere
dibattito, fare delle riflessioni e, per
onde poter quanto meno aprire un
rramento, è
lava al nostro interno di muro di sba
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emblea Nazionale, scomodando il sac
stata fatta anche una citazione in Ass
ma”. Della
frequenza inaudita il “muro di gom
una
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pro
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siero di magamo o se lo facciamo prevale il pen
serie parla tu, tanto o non ti ascolti
gioranza, diverso dal tuo.
mmi associativi dei candidati alla Pre
Allora io mi vado a rileggere i progra
o
vad
e
ale,
presenti in Consiglio Nazion
sidenza Nazionale, due su tre oggi
mmi. Ne resto confuso, perplesso e
a rivedere i sostenitori di quei progra
sottile filo di credibilità e di valori
spero che possa istaurarsi un filo, un
eme, pur nel rispetto delle diversità
che ci consentono ancora di stare insi
di opinioni.
leggersi una massima di Epiteto,
Consiglio all’attuale governance di
ha
la loro appartenenza di fede ..”Dio ci
famoso filosofo greco, conoscendo
e
bocca, proprio per ascoltare il doppio
dato due orecchie ma soltanto una
parlare la metà”.
della nostra Associazione.
Fatelo, così preserveremo la storia
Genesio De Stefano
Settembre 2011 Il periodico dell’AVIS Regionale di Basilicata
il
Fenotipo
31
ANALISI ANDAMENTO ATTIVITA’ donazionale 2011
15.346
3.432
GU E
TOTALE SAN
A
TOTALE PL ASM
18.778
TOTALE
GENNAIO
FEBBRAIO
MARZO
APRILE
MAGGIO
GIUGNO
LUGLIO
AGOSTO
TOTALE
POTENZ A
MATER A
Incr. %
TOTALE
REGIONE
S.I.
11.114
4.232
15. 346
A.S.P.
SANGUE PLASMA
636
210
741
207
764
273
770
241
685
268
718
272
678
274
671
200
5.663
1.945
2011
Afe
2.919
513
Tot
14.033
4.745
3.432
18
18.778
A.S.M.
SANGUE PLASMA
535
68
580
36
599
54
544
84
480
92
549
71
507
54
438
27
4.232
513
A.O.S.C.
SANGUE PLASMA
697
120
734
147
731
126
686
115
728
126
626
138
676
120
573
82
5.451
974
S.I.
10.632
3.771
2010
Afe
2.551
505
Tot
13.183
4.276
S.I.
482
461
6,55%
14.403
3.056
17.459
943
Diff.
Afe
368
8
12, 30%
376
Tot
850
469
7,55%
1.319
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Mi chiamo Stefania e sono una donatrice
di Matera. So che per effettuare una donazione occorre essere a digiuno ma qualcuno
mi ha detto che è possibile donare anche se
al mattino si è fatta una piccola colazione.
Quale delle due teorie è vera?
In genere il
mattino del prelievo
è preferibile essere a
digiuno.
Non sono compromesse, comunque, le analisi, se al mattino
si è fatta una
colazione
leggera
a base di
frutta fresca o spremute, thè o caffè poco zuccherati, pane non condito o altri carboidrati. Sento spesso dire che i donatori in Avis sono
“periodici”. Mi spiegate bene il concetto?
Antonio da Rionero in Vulture.
L’attività di AVIS è finalizzata a promuovere una
donazione “sicura” del sangue e a rispondere
efficacemente alle esigenze dei bisogni mirati e
quindi programmati dei Servizi Trasfusionali, in
funzione dell’obiettivo della “sicurezza”. L’AVIS
annovera tra le proprie file solo donatori periodici cioè donatori che ad intervalli regolari
si recano presso le strutture trasfusionali per
donare il loro sangue.
E questo, perché l’obiettivo primario e fonda-
mentale è la SICUREZZA.
A differenza dei donatori occasionali i donatori
periodici sono molto controllati dal punto di vista medico, vengono costantemente sottoposti
ad un’accurata visita e ad attenti controlli sul loro
sangue e poiché la loro scelta di donare è libera, non condizionata da altri fattori come quelli
emozionali, risultano molto più affidabili dei donatori occasionali. I donatori Avis sono, inoltre,
anonimi, volontari non retribuiti, responsabili.
Il ricorso ai donatori periodici consente una
maggiore programmazione della raccolta sangue così come è utilissima nelle situazioni di
emergenza.
La periodicità ha permesso, inoltre, di effettuare una educazione sanitaria e di promozione
della salute.
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