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LE PRIME CROCIERE
DEL
"V I O I_. _A. KT T E
Comandalo dal Capitano-Arniatore
pNRICO
D'y^LLBERTIS
Risultati aracnqlogici del Prof. P. PAVESI
dell' universitA di pavia.
GENOVA
tipografia del r. istituto sordo-muti
187G
THE
JOHN CRERAR
library
La. a d> G * va.
Carta delle crociere del cutter
XTOLAIN'TE ucl 1875.
LE PRIME CROCIERE
DEL
ComaDdato dal Capitano-Arniatore
NR1CO
D' Jh. L B E R T I S
Risultati aracnologici del Prof. P. PAYESI
dell' universita di pavia.
GENOVA
TIPOGRAFIA DEL R. ISTITUTO SORDO-MUTI
\ 876
1
6
(Estratto dagli Annali del Mus. Civ. di St. Nat. di Genova, Vol. VIII, 1876)
LE PRIME CR0C1ERE
DEL
VIOI-.-A.^rTE
Comandato dal Gapitano-Armatore
pNRICO p'^LBERTIS
Risultati aracnologici del Proe. P. PAYESI
dell' universita di pavia
II 23 febbraio 1875 va segnato fra i giorni faustissimi per
le scienze naturali. II signer Enrico D'Albertis di Genova, gia
Ufficiale nella Regia Marina e cugino dell' ardito viaggiatore nella
Nuova Guinea, varava felicemente a Sampierdarena il piccolo
legno a vela, battezzato Yiolante, con T ottimo intendimento
di soddisfare la sua passione per il mare e procurare nello stesso
tempo collezioni al Museo Civico della sua patria. E un cutter
di tonnellate 11. 92 di registro, al quale manca nulla, dove tutto
e minuscolo ed elegante e che resiste egregiamente al mare,
come il capitano n' ebbe subito a convincersi bordeggiando il
grecale per entrare nel porto di Genova.
In marzo comincio alcune escursioni lungo le Riviere liguri,
toccando anche Y isola Palmaria; ma, ai primi di maggio, giunto
alia Spezia col yacht inglese il Pearle, mette alia vela per la
Gorgona e due giorni dopo pud dar fondo alia Gala Maestra,
situata a tramontana delF isola, e scendere in terra.
Assurgit Ponti medio circumflua Gorgon
Inter Pisanum Cyrniacumque latus
a 30 miglia da Livorno, nel 43°. 27 di lat. bor., 7°. 34 long,
lev. Pgi., quasi monte massiccio, alto circa 145 metri, formato
53 5-- V
u-1* I +
2.1 v*1
11
4
p. pavesi
(408)
da sohisti yerdastri con filoni di roccie ofiolitiche, si pu6 dire
senz' acqua^ ma ammantata di fitta e perenne verzura. Essa subi
parecchie dolorose vicende e fu sempre scarsa di abitanti per
le invasioni dei barbareschi, ond' e stata ben naturale la meraviglia del capitano D'Albertis al vederla divenuta dal 1869 una
ricca colonia penale agricola di quasi 300 detenuti, che prospera
ogni giorno, ne tardera molto ad essere un vero tesoro pel Governo Italiano per Y operosita ed i lumi dell' egregio direttore
cav. Biamonti.
Fatta una visita generale il comandante ritorna a bordo alia
sera, a mezzanotte salpa per Genova e riprende gli ormeggi in
porto alle 4 pom. del giorno successivo. Questa fu la vera corsa
di prova, che preludesse a quelle da cui dovevamo ottenere
buonissimi risultati scientifici.
E difatti, dopo altre brevi gite di piacere, essendo prossima
la fine di maggio, il nostro capitano si mette di nuovo in un
viaggio piii avventuroso, in compagnia del capitano Mortola, dirigendo per la Gorgona, dove giunge al 30 del mese e comincia
a raccogliere qualche ragno. II 1.° di luglio tocca la vicina isola,
chiamata con essa a far
siepe ad Arno in su la foce
ed in Capraia prende pure una diecina di aracnidi, ricordando
le raccomandazioni che io gli avevo fatte.
Qui gli yiene mostrata una delle diverse grotte scavate dai
flutti, detta il Nido della Foca, dove se n'eran gia prese
delle vive, chiudendone Y angusta entrata con una forte rete a
sacco e sparando poi uno schioppo per farle fuggire al mare.
Pare che nessuno siasi mai rischiato la dentro. L' animoso ca¬
pitano fa star pronti i suoi con ramponi, nel caso uscisse la
foca al colpo della sua carabina e, nulla vedendo comparire,
penetra nell' antro a nuoto tenendo fra i denti una candela accesa. La grotta ha una cinquantina di metri di profondita e termina con una piccola spiaggia; il D'Albertis non vi ha osservato
alcunche di rimarchevole.
Anche la Capraia e un' isoletta di poche miglia di circonfe-
(409) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 5
renza, a 43° 30 di lat. bor. e quasi sullo stesso meridiano della
Gorgona; ma la sua costituzione geologica e la natura fisica in
genere n' e alquanto diversa, per essere quasi esclusivamente
di roccie trachitiche e di poco macigno. Qualche ruscello e fontana di acque salubri; una palude denominata lo Stagnone
in cima della piccola catena di monti, creduto un lago craterico
di vulcano estinto; terreno un tempo sterile di prodotti agricoli,
ora coltivato da un' altra colonia penale e ricco di moltissime
specie di piante; sono cose meritevoli almeno di un cenno. Ne
yoglio passare sotto silenzio il nome di Capraia essere « a capris
feris ortus » imperocche queste abbondano qui del pari che in
altre isolette deir Arcipelago toscano e non sono punto una
particolarita esclusiva delFisola Tavolara presso la Sardegna,
come, insieme con altri, disse il chiar. prof, barone Cornalia
nella sua Fauna dei Mammiferi italiani.
Breve la sosta del D'Albertis alia Capraia, perche fa subito
rotta per Y
Insula inexhaustis chalybum generosa metallis.
Come la Capraia e la Gorgona furono gia illustrate in qualclie
ramo della storia naturale e specialmente nella geognosia e nella
botanica dal Pini e dal Pareto, dai prof. Moris e De Notaris, da
Pietro Savi e Antonio Targioni-Tozzetti, cosi TElba venne pure
studiata da una pleiade di autori italiani e stranieri. E notissima a tutti e celebre finche vivra la memoria del Grande Corso;
ma i zoologi ne sanno ben poco, come si puo dire anche delle
altre isole sulle quali primeggia per ampiezza; per la qual cosa
qualunque piccolo contributo acquista decupla importanza.
A Portoferraio il D'Albertis e raggiunto dal Console inglese
in Genova, sig. Yeats-Brown, appassionato delle cose di mare,
die gli si fa compagno. Essi salpano il 4 luglio di buon mattino e girano attorno ai vicini isolotti di Palmaiola e Cerboli,
ma il tempo troppo minaccioso li stringe a riguadagnare le
fonda alle 2 pom., senza aver posto piede in terra se non per
un momento allo scoglio dei Topi, situato presso la estremita
greco deir Elba. In questa breve fermata prendono due ragni :
P. Pavesi. -ft
6
P. PAVESI (410)
ritornati air Elba ne raccolgono sei specie, da sommarsi air u
nica indicatavi dal Thiebaut de Berneand, visitatore studioso delT isola sul principio del secolo.
Spunta T aurora del giorno seguente e si mettono ancora in
viaggio; scendono alle 12 a Cerboli, nonostante T avversita del
tempo ed un forte colpo di vento da libeccio; vi uccidono colombi selvatici, seguono inutilmente le traccie dei conigli, prendono alcuni insetti e alle 2 s imbarcano per Troja.
Notevole soltanto per il nome, Troja e una piccolissima isola
assai vicina al continente italiano, quivi sporgente in un promontorio al 42°. 48 lat. bor. Nella parte piu elevata dell'isola
presso una torre diroccata, del genere di quelle che si trovano
lungo la costa, D' Albertis prende qualche insetto ed il Phyllodactylus europaeus Gene. Questa sorta di tarantola si riteneva
finora come esclusiva della Sardegna e tale Y indicavano pure il
Carruccio e il distinto erpetologo cav. E. De Betta di Yerona;
senonche io ricordai a quest' ultimo che il march. Giacomo Doria
T aveva rinvenuta nel 1860 fra i ruderi di un convento air isola
Tinetto, presso la punta occidentale del Golfo della Spezia, e
dietro quella scoperta Y aveva ripresa nello stesso luogo Y illustre De Filippi, che la considera « nel suo modico avamposto
affatto circoscritta e mancante alia quasi contigua isola del Tino».
Di questa cosa egli non si meraviglia, perche anche il prof. Bertoloni trovo parecchie differenze nelle flore di quei due isolotti.
L'anno scorso pero il mio egregio amico dott. R. Wiedersheim delTUniversita di Wiirzburg scrisse « Mir selbst gelang es im Laufe
des vergangenen Friihjahrs ihn auch auf der benachbarten Insel
Tino zu entdecken » e cosi a poco a poco si accrescono interessanti
notizie allo studio della distribuzione geografica dei nostri rettili.
La sera del 5 luglio lasciata Troja, si rimettono in navigazione e alle 4. 30 ant. i viaggiatori avrebbero potuto ripetere
T elegante verso del poeta:
Eminus Igilii silvosa cacurnina miror
se le cime dei monti del Giglio non fossero ora nude e affatto
sterili. Avevano difatti quest' isola per mezzogiorno-scirocco di-
(411) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 7
stante appena 12 miglia e alle 12 vi sbarcavano alia Marina.
II Giglio e situato in faccia al Monte Argentaro di Orbetello in
8°. 35 lev. Pgi., 42°. 21 lat. bor., formato specialmente da gra¬
nite e in parte da verrucano, ricco di acque ferruginose, propizio alle coltivazioni, secondo che ne scrissero Brocchi, Pareto
e Giulj, piii fortunati dell' altro naturalista abate Fortis, che nel
secolo scorso vi fu preso per un negromante e fugato a colpi
di sasso. I nostri principiano subito Y ascensione alia piccola borgata alta circa 500 metri sul livello del mare, nello stesso tempo
che mi raccolgono qualche Epeira. II paese e molto sporco ed
umido, essendo a quelF altezza spessissimo involti nella nebbia
e T aspetto medesimo della popolazione indica poca salubrita del
luogo; vi e un penitenziario o domicilio coatto.
Lasciato il Giglio in giornata, dirigonsi a scirocco e giungono
alle 3 ant. alia Gala degli Spalmatoi di Giannutri, che e il vero
ed unico porto delF isola, sicuro con tutti i tempi. Essa sorge
in lat. bor. 42°. 15 e long. 8°. 45 lev. Pgi.; e costituita dalla
calcarea, in cui sono scavate molte grotte di rara bellezza per
T apparato stalattitico, e dalla breccia, per quanto si e potato
ora vedere e gia si sapeva dagli studi del Giulj e di Pareto.
Immediatamente gli avanzi di costruzioni romane chiamarono
T attenzione dei nostri, vestigia gia ampiamente illustrate dal
Grazzini e dal Boni. in grande parte celate da arbusti e da fitte
boscaglie di lentischi; sono essi pure assicurati che si rinvengono
qua e la monete di rame e d' oro, ma gli scavi da loro praticati
non riescono molto fruttuosi. Sembra che T antica Dianum
fosse molto popolata, adesso invece gli abitatori si riducono ai
due fanalisti colle loro mogli e figli e ad una famiglia di pescatori, che vivono a mala pena, ricevendo settimanalmente le
provviste da Porto Ercole, persino dell' acqua, che manca affatto
in tutta Giannutri. Questa e la causa che non si coltiva, mentre
vi e una localita detta il Yolo di Notte, che vi si presterebbe
benissimo, essendo quasi una pianura. L' isola abbonda assai di
conigli selvatici, circostanza della quale pure non fa cenno alcuno il Cornalia nelF opera sopradetta; D' Albertis e Brown ne
fecero buona presa al sorgere e tramontare del sole, quando
8
P. PAYESI (412)
queste bestiole vanno a here la rugiada che si accumula sulle
foglie dei lentisclii. Un pescatore racconta loro die nei paraggi
di Giannutri fu veduta piii volte la foca.
Quindi fecero una traversata di 12 miglia a Port/Ercole presso
il Monte Argentaro e, ritornati a Giannutri, sarebbero partiti
per Montecristo, se un violentissimo vento di libeccio non li avesse
trattenuti. Occuparono percio la mattinata nel raccogliere alcuni
insetti e aracnidi.
Nel dopopranzo il vento si era calmato, onde alle 3. 30 ant.
del 10 luglio partirono per Montecristo; ma il mare era cosi
agitato da ponente ed il vento cosi poco e contrario, che preferirono gettarsi nel Canale di Piombino. A mezzogiorno salutarono colla bandiera gli amici della Gorgona, che risposero dalla
Torre Nuova, e nella notte riguadagnarono Portofino, in momento propizio per eseguire il salvataggio di una barcaccia abbandonata in balia del mare, che fu da loro rimorchiata a Genova e consegnata alia Capitaneria del Porto. Cosi ebbe fine la
prima crociera.
La seconda principio alle 9 ant. del 7 agosto; e questa volta
il capitano del Yiolante parte sotto migliori auspicii per la
zoologia, siccome ha con se, oltre il suo cugino sig. Giusti valente cacciatore, anche il vice-direttore del Museo Civico di Genova, dott. Raffaello Gestro, distinto entomologo.
Si era stabilito vento da scirocco, onde uscito dal porto prende
le murre da sinistra e a mezzogiorno fa il punto con la lat. oss.
di 44°. 16 bor. ed il rilevamento della Lanterna, trovandosi a
6°. 37 lev. Pgi. II vento ed il mare da scirocco diminuiscono,
lasciando mare vecchio da libeccio e, soltanto alle 5 pom., vira
di bordo mettendosi in rotta per la Gorgona e cosi governa
tutta la notte. Yerso le 2 ant. si scorgono due Capidogli (Physeter macrocephahis L.), che ancora a mezzogiorno erano in vista,
quando una perfetta calma li trattiene in lat. oss. 43°. 59 e
long. 7°. 10. Soltanto al tramonto della luna si mette una leggera brezza da m.0 1.° e li fa camminare con vento in poppa;
all' 1 pom. del 9 cominciano ad avvistare Y isola. Intanto per
passatempo si fa la caccia prima ad uno sciame di Puffinus
(413) LE PRIME CR0C1ERE DEL VIOLANTE 9
Kuhlii Boie, ma i feriti si tuffano e scompariscono sott'acqua,
e non se ne raccoglie che uno morto sul colpo; poi si tira senza
frutto ai delfini. La mattina del 10 spira una brezza da greco,
la quale li porta finalmente a due miglia dalla Gorgona; per6
sul piu bello li lascia di nuovo in calma, cosicche dovettero afferrare la Gala Maestra colF imbarcazione e lasciare che il cutter,
diretto dal nostromo, che conosceva la localita, andasse alFancoraggio di Gala Martina, dove si ormeggio alle 3 pom.
Subito essi visitarono Y isola colla solita graziosa compagnia
del sig. direttore della Colonia e del vice-direttore sig. Pera,
raccogliendo pochi insetti, uno scorpione e tre specie di ragni.
1/ indomani di buon ora fecero una partita di caccia ai conigli
selvatici, anche qui comunissimi, e poi lasciarono la Gorgona
alle 7 ant., diretti alia Capraia.
La traversata non fu sollecita ma tranquilla, coll' aiuto di una
brezza di tramontana piu o meno leggiera, e allegrata dalla pesca
di una grossa tartaruga di mare (Chelonia caretta L.), addormentata sulle acque. I marinari scendono in una barca e, colla
massima cautela ed in silenzio, si avvicinano air animale dalla
parte posteriore, onde non essere scorti; un uomo pronto a prora
T afferra per i fianchi della corazza e la getta capovolta dentro
T imbarcazione. Questa sorta di pesca era ben nota al D'Albertis,
perche nel 1871, comandando il bastimento Emma D. alle Baleari, ne prese diciasette in una mattinata. Quando le tartarughe
sono sveglie, esse si sommergono all' avvicinarsi della barca e
cercano di guadagnare il profondo del mare, ma non tanto celeremente che Y esperto nuotatore non le raggiunga e le porti
in fretta alia superficie colla testa in alto, aiutato dalle natatoie
della stessa sua preda, che cerca di svincolarsi. Tuttavia cio e
assai pericoloso per la frequenza di pesci cani, i quali seguono
le tartarughe onde esportarne le zampe, che lasciano esposte
dormendo, come anche, a me sembra, pel morso della tartaruga
medesima, che rompe un grosso bastone in men che non si
pensi e Dio sa come concierebbe un braccio od una gamba.
Quella presa col Yiolante era coperta di Caprellae e di altri
piccoli crostacci e fu tenuta viva ancora per parecchi giorni, prima
10
P. PAYESI (414)
di sacrificarla alia cucina; nei porti le si concedeva un po' di »
liberta nel proprio elemento, mediante una cordicella legata ad
un buco praticatole nella corazza.
La Capraia a quell' ora si presefitava gia nel suo aspetto pittoresco e vi si giunse alle 3 ll2 pom. Nel dopopranzo dell' 11 si
combina una gita allo Stagnone col direttore della Colonia
sig. Marchesini e varii suoi ufficiali, effettuata di buon' ora alia
mattina seguente. Durante Y escursione prendono alcuni insetti,
Brachinij Hydropori> Chlaenii* una dozzina di specie di ragni,
aggiungendone quattro a quelle gia da me conosciute per le
raccolte del luglio ed un grazioso acaro nuovo del genere Rhyncholophus. Allo Stagnone vedono volare insieme le due specie di
rondoni, il maggiore e Talpino (Cypselus apus L. e C. melba L.).
Alle 11 si salpa dal porto della Capraia per la Pianosa, alia
quale si arriva presto di sera, con una leggiera brezza da tramontana, coadiuvata da favorevole corrente, e il comandante
dirige per mezzogiorno corretto sul fanale maggiore, passata la
Punta Marchese, non conoscendo Tancoraggio, e da fondo nella
Gala S. Giovanni. La sera stessa invitati dalla ufficialita dell' isola
scendono in terra e vanno ospiti dal cav. Leopoldo Ponticelli,
il quale usa loro molte gentilezze, ne v' e cosa die desiderino
la quale non sia loro immediatamente soddisfatta. AlFindomani,
13, visitano in vettura tutta la Colonia agricola-penale in compagnia dello stesso direttore.
Pianosa, la Planasia degli antichi, posta a libeccio delTElba in lat. 42°. 35 bor. e long. 7°. 42 lev. Pgi., ha circa dodici
miglia di circuito e si chiama dallo sporgere appena la sua testa
piana dalle on^e, non piu in alto di 34 metri: e di formazione
assai recente, con marne e sabbie e travertino, secondo il Pareto. La sua storia e triste; rimase deserta ed incolta per moltissimo tempo o servi di momentaneo ritiro ai corsari; ma dopo
i lavori del console di Prussia a Livorno, il cav. Stichling, quarant' anni sono, ed ora specialmente per opera di 800 detenuti,
sotto la direzione del Ponticelli, si trova nel piu fiorido stato.
L' ordine, Y eleganza delle fattorie, la ricchezza delle coltivazioni
sono veramente ammirevoli. Essa e interessantissima anche per
(415) LE PRIME CROCIERE PEL VIOLANTE 11
avanzi di monumenti romani, quali sarebbero bagni, catacombe,
un porto; come ognun sa, vi fu relegato Agrippa per le sollecitazioni della perfida Livia e quindi sgozzato d' ordine di
Tiberio. Meritano inline molto studio le sue grotte ossifere, le
quali pero erano ormai troppo esplorate dal Chierici, perche in
una visita cosi alia sfuggita potessero i nostri trovare qualche
oggetto importante. II dott. Gestro non dimentico le raccolte zoologiche e prese anche una decina di specie di ragni ed una Scolopendra.
Verso mezzogiorno del 14 agosto il comandante faceva lasciare; un venticello di greco li spinse in breve fuori vista della
Pianosa, accompagnandoli fino aH'isola di Montecristo. Non so
quanti ricordi vagassero nella mente de' miei amici di quel famoso romanzo del Dumas!
Ad ogni modo lo scoglio dirupato, il monte di granito che sorge dal mare sino a 644 metri
di altezza ad ostro-scirocco della Pianosa in lat. 42°. 21 bor. e
long. 7°. 57 lev. Pgi., noto ai naturalisti per gli studi del Giulj
di Siena, che fu il primo, piii di quarant' anni fa, a visitare
Tisola ad oggetto scientifico, del Pareto e del Camel, il quale
illustro le raccolte botaniche del sig. Giorgio Watson-Taylor,
padrone dell'isola dal 1852 al 60, Y avevano davanti agli occhi
e vi approdavano.
Gia sapevano di trovarvi una incipiente colonia penale, dal
cui Capo-Guardiano, per commendatizia del cav. Ponticelli, che
T ha sotto la sua dipendenza, dovevano avere informazioni ed
aiuti. Sentono delF esistenza di vipere, pernici, ma sopratutto di caprq selvatiche. S' intende che D' Albertis ed i compagni combinarono subito una partita di caccia alle capre pel
mattino seguente, dalla quale ritornarono verso le 10 ant.; ma,
non contenti, diferirono alia sera la partenza, perche uno di
loro potesse ancora divertirsi e gli altri darsi alia ricerca d' insetti e d'animali diversi: difatti raccolsero molti ditiscidi e idrofilidi, comunissimi nelle pozzanghere, diversi ragni ecc. Gestro
poi si persuade della proficuita delle caccie entomologiche alia
pliniana Oglasa, in stagione piii opportuna, per T abbondanza di tronchi morti di lecci e di detriti vegetali.
12
P. PAYESI (416)
Fra i ragni mi portarono YArgyrodes gibbosa Luc., di quel
genere brillantissimo di colori argentini e molto singolare pel
suo parassitismo sulle tele di Epeirae> della quale ritrovarono
poi altri esemplari all'isola di Serpentara e a Porto Botte in
Sardegna.
Le vipere sono raccolte in buon numero e appartengono tutte
alia specie comune (Vipera aspis L.). Curioso habitat da aggiungersi neirottimo libro sulla Fauna dei rettili ed anfibid'Italia del De-Betta, che indica Taspide soltanto del continente e
della Sicilia: se dobbiamo credere pero al Thiebaut de Berneaud,
vivrebbe anche all'Elba, mentre non risulta trovarsi in altre isole
italiane e nemmeno in Sardegna, perche gli studi di Cetti, La Mar¬
mora, Gene e Carruccio confermarono esplicitamente o tacitamente la vecchia asserzione del Carillo « que en todo el reyno
de Sardegna ni sus islas non se halla ningun animal ponzonoso ».
Ebbero due capretti, uno preso insieme col Giusti da un cane
di Terranova, addestrato apposta dai detenuti, Taltro regalato.
Ora vivono, sempre selvatici, nel giardino della Villetta Di Negro
in Genova, che e un annesso del Museo Civico, e vengono chiamati coi nomi di Montecristo e Nicoli, a ricordo della loro
isola e di quel Capo-Guardiano. Essi pero non hanno i denti
d'oro, come dicono i sardi di quelli della Tavolara, cioe la
particolarita, illustrata dal Gene, di essere coperti da una sostanza d'aspetto e colore metallico argentino od aureo e di composizione calcare; li hanno invece bianchi, come d'ordinario.
Salpano -alle 8 pom. con fresco vento di tramontana, che li
porta lungi da Montecristo, facendo rotta per mezzogiorno-libeccio.
Nel mattino del 17 erano gia in vista delle Bocche di Bonifacio
e cosi continuano con mare tranquillo e cielo sereno, sempre
divertiti da qualche bastimento che si mostra sulForizzonte, parall^li alia costa orientale della Sardegna; passano poco distante
dal Capo Sferra-Cavallo e dalFisolotto di Chirra, e,dopolafoce
del Flumendosa ed il Capo Ferrato, incontrano alle 6 ant. del
18 la Serpentara.
Lasciando il cutter sotto vela, scendonp col battellino su
(417) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 13
quest'orrida e deserta isola granitica di quasi due miglia di circonferenza, posta airangolo di scirocco della Sardegna. Yi germogliano olivastri, lentischi, poche piante di Thapsia garqanica e
di Phytolacca decandra> mi Ariliemma* ecc.; ci vivono alcuni colubri (Zamenis viridifiavus Lac.), qualche insetto e ragno. Quindi
tragittano il piccolo spazio di mare, die divide la Serpentara dai
vicini scogli e ne visitano uno, che le sorge a tramontana; trovano la roccia coperta da escrementi e piume di un Larus* ma
non vedono alcuno di questi uccelli.
Allora ritornano a bordo del Yiolante e proseguono per
passare tra T isola dei Cavoli ed il Capo Garbonara, entrare nel
golfo e toccare Cagliari; ma il vento, die nel mattino spirava
leggiero da levante, passa ad ostro e il D'Albertis, giudicando
di poter fare un bel tratto di cammino, muta pensiero e tira
dritto per il Toro e la Yacca, scopo principale di questo viaggio.
Alle 2 ant. il comandante fa mettere al traverso, in attesa del
giorno, trovandosi gia sotto al Toro. E il punto piii meridionale
della Sardegna, che giace in dirittura di ponente del Capo Teulada:
la sua cima ha circa 200 m. di altezza e servi di punto trigonometrico al La Marmora, pei lavori della sua grande Carta, il
quale ne determino la posizione geografica in lat. 38°. 51 bor.
e long. 6°, 04 lev. Pgi. Ha un miglio marino di perimetro ed e
tutto costituito da una roccia eruttiva trachitica, che si decompone
air aria e forma delle piccole grotte. II D'Albertis, con una frase
molto immaginosa ma opportuna, me lo chiama un pezzo di mare
burrascoso pietrificato! L' isola e cara a noi, perche soggiorno
favorito del Falco Eleonorae, scopertovi dal La Marmora e descritto poi dal Gene, che lo dedico, per desiderio del benemerito
illustratore della Sardegna, alia celebre donna Eleonora d'Arborea, la quale nella Carta de Logu Taveva protetto, ordinando che « nexiuno homine non depiat bogare Astore neu
Falcone das nidu » sotto pena di prigionia o d'ammenda. E appunto per viste ornitologiche anche il distinto Lord Lilford si
era diretto nel maggio dell'anno scorso al Toro col yacht Zara.
Sul far del giorno i nostri trovarono a ridosso dell' isola una
flottiglia di corallari, i quali fornirono loro del pesce, senza
P. Pavesi.
- 2
14
p. pavesi
(418)
voler essere in alcun modo pagati, per mostrare che non ne
erano pescatori di professione e a stento accettarono in ricambio
qualche sigaro. Discesi a terra, videro assai di falchi e ne ammazzarono parecchi da quelle nicchie della roccia, che sembravano fatte a posta per celarvisi e tirare.
Trovarono poi abbondantissima una lucertola, punto timida da
venire persino a camminare sugli stivali, nera con macchie di
un bellissimo verde sul dorso ed una serie di macchie cerulee
sui fianchi. Lord Lilford ha pure scritto d; aver visto sul Toro
« vast numbers of small brilliant green lizards » ma soggiunse
« probably Lacerta viridis » mentre non e altro che una delle
tante forme considerate come specie o razze o varieta del ramarro o della lucertola comune (Podarcis muralis WagL). Yerso
la quale ultima opinione io propendo, anzi la direi una delle bellissime varieta, specialmente insulari, della muralis, a cui appartiene la Tiliguerta o Caliscertula del Getti, specie distinta
per De Filippi e Bettoni, col nome di Podarcis tiliguerta, per
von Bedriaga Lacerta neapolitana, per Duges var. bariolee della
L. viridisj per la maggior parte degli autori varieta della mu¬
ralis > che il Cara chiamo Genei ed il De Betta campestris e lineata. E Tascrivo a quel gruppo coerulea> che in principio significava la sola forma dei dirupati Faraglioni presso Tisola di
Capri, scopertavi dal dott. Cerio ed illustrata dal mio chiarissimo
amico dott. Eimer prof, a Tubinga e dal dott. von Bedriaga.
Questi recentissimamente, in un opuscolo contro TEimer, che
lascia molto a desiderare per riguardo alia moderazione del linguaggio, adoperando il nome coerulea come collettivo di quattro
razze o specie a macchie cerulee, la denomina L. faragliolensis
e vi aggiunge la L. Lilfordi Giinth. dell'isoletta Ayre a scirocco
di Minorca, L. jilfonensis Bedr. della piccolissima isola Filfola a
mezzogiorno di Malta, e L. archipelagica Bedr. delle Cicladi, che
e la L. muralis var. b. di Schreiber. Alcune lucertole del Toro
si vedono anche in basso, dove manca ogni vegetazione e probabilmente Vi discendono per nutrirsi di piccoli crostacei, comunissimi alia riva del mare.
Ritornati a bordo, il capitano del Yiolante mette la prora
(419) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 15
sulla Yacca, altro isolotto di circa un miglio di diametro, distante 5
miglia dal Toro in direzione di greco-tramontana e costituito pure
da roccie eruttive, die qui pero, secondo il La Marmora, sono un
conglomerato di trachite anfibolica. Ma il vento dal 1.° quadrante
era man mano passato al 2.° e -cresciuto talmente di forza da rendere impossible uno sbarco. Allora si cambio via e, doppiato il
Capo Sperone sotto un freschissimo sciroccale, si appoggio per
Carloforte, capoluogo dell'isola di S. Pietro. Questa e il punto
piii occidentale dell'ostro di Sardegna ed il luogo detto la
Guardia dei Mori trovasi in lat. bor. 39°. 09, long 5°. 57
lev. Pgi. E tutta formata di trachiti antiche e ptirtava una
volta il nome di Hieracum o Accipitrum Insula, senza
dubbio per la grande quantita di falchi, che si sono rifugiati poi
ai deserti scogli del Toro, Yacca e Yitello, dopoche essa venne
riabitata da una colonia genovese di Rapallo e Santa Margherita, che conserva tuttavia nel linguaggio e nei costumi la propria origine.
I nostri scendono a terra, ma non prendono nulla, nemmeno
la caratteristica ranetta acquajola del Cetti (Pseudis sardoa Gene),
ne gFinsetti illustrati dal naturalista di Turbigo. Quindi, rinfrescati i viveri e fatta Tacquata, alle 4 ant. del 20, profittando d'una leggiera brezza da greco, il comandante fa lasciare,
dirigendosi di nuovo per la Yacca. In prossimita del Capo Spe¬
rone, il vento passa ancora a scirocco e alle 6 spirava con
veemenza tale che, giunto sotto la Yacca, D'Albertis stimo meglio di ritirarsi nel golfo di Palmas e diresse per Porto Botte,
dove trovo uno scooner e due Latini anch' essi di appoggiata.
Egli lascia cader T ancora in sette metri d'acqua e va a far erba
per i capretti di Montecristo, restii a mangiare biscotto di bordo
e abbattuti dalle frequenti ondate, che si riversavano al mattino
sulla coperta; ma a mala pena riusci ad afferrare il cutter colla
piccola imbarcazione gia quasi piena d'acqua. lo ricevo anche da
Porto Botte qualche ragno.
Alle 2 e mezza ant. si esce ancora dal golfo di Palmas, decisi di approdare ad ogni costo alia Yacca e D'Albertis e Giusti
riescono difatti a mettere piede in terra, ad onta del scirocco,
16
P. PAYESI (420)
che imperversaya come prima. Checche ne dica il Lilford in contrario, ebbe ben ragione il La Marmora di considerare estremamente difficile lo sbarco e Tascensione a quest'isola. La Yacca
e piena di Falco Eleonorae ed i nostri ne prendono molti, raccolgono diversi nidi, frequentati da Blaps> contenenti 2 ova per
ciascheduno (uno solo con 3) e costruiti, come si sapeva, col Mesembnjanthemam cristallinum; uccidono un Falco cenchris Frisch,
alcuni piccioni selvatici (Colvmba livia Briss.) e vedono che sul
vicinissimo Vitello abbondano sciami di Phalacrocorax graculus L.
Non trovano altro che il comunissimo ragno Argiope lobata Pall.,
nemmeno le lucertole, come al Toro, ma in una grotta odono
un grido che D'Albertis attribuisce alia foca; non poteva sbagliarsi, perche quello stesso grido Taveva sentito da una foca al
Zoological Garden di Londra e Lord Lilford Taveva vista appunto nei medesimi paraggi della Yacca tre mesi prima.
Finalmente si parte per Cagliari alle 2 pom., pero il vento
cessa alia sera e restano anche parte delFindomani sempre in
vista del Capo Teulada; nondimeno dopo mezzogiorno arrivano
alia capitale sarda, ansiosi di leggere ciascuno la desiderata corrispondenza e ritornano poi a Genova con un vapore della Societa Rubattino.
Addi 13 settembre il capitano D'Albertis ritorna a Cagliari
sul!'Italia, per riprendervi il cutter e continuare la seconda
crociera. II march. Giacomo Doria gFimbarca a compagno un
altro degli addetti al Museo Civico, cioe il sig. Leonardo Fea,
accurato collettore e preparatore d'insetti. Giungono a Cagliari
il 16, a mezzogiorno si recano a bordo del Yiolante e fanno
subito vela per la Yacca; un buonissimo vento li fa correre con
velocita, passano il Capo Spartivento, il Capo Teulada, ma e gia
troppo scuro per trovare un ancoraggio nelHsola e vanno a mettersi in panna nel Golfo di Palmas.
L'indomani mattina di buon'ora danno gia fondo davanti alia
Yacca e vi salgono. II capitano uccide due uccelli marini di
specie diverse, si erpica per la montagna e prende un Falco
Eleonorae> piii cinque nidiacei ed un ovo; intanto Fea giunge
ad impossessarsi di un Tilingone (Gongylus ocellatus Wagl.)
(421) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 17
che gia vi aveva preso Lord Lilford, raccoglie due o tre fillodattili, una discreta quantita d'insetti e parecchie specie di ragni,
fra i quali la migale comune in Sardegna (Cteniza Sauvagii Rossi)
e Y Oxyptila albimana Simon, nuova per la fauna italiana, due
scorpioni ed una Scolopendra.
Appena rimessi in viaggio il D'Albertis ebbe la fortuna di
vedere distintamente una foca lungi circa trenta metri; palpitava
allo scorgere la testa grossa con i baffi che s'avvicinava, sognando gia ucciderla, ma non fece in tempo a cambiare la carica per i falchi con una cartuccia a palla, che ad un rumore
successo a bordo, subito la foca si tuffo per non piii ricomparire.
Dopo un fermata di pochi momenti al Toro, alle 2 pom. il
comandante dirige per la costa africana. La traversata fu procellosa quanto mai, in causa di un violentissimo vento da scirocco e d'un grossissimo mare, da far temere molto per la pericolante alberatura del cutter, gia avariata alle sartie di sinistra,
proprio da quella parte da cui venivano le sfuriate del vento e
del mare, benche il capitano avesse ridotta tutta la vela al meno
possibile. II Yiolante camminava con un'inclinazione spaventevole fra cavalloni d'acqua, quando alle 11 di notte un colpo di
mare strappa di mano il frenello al capitano, che viene lanciato
sotto vento! — Per buona fortuna aggrappatosi egli alle colonnette di bronzo della ringhiera, pote conservarsi a bordo e riprendere il timone. Finalmente alle 2, fra il lampeggiare continuo,
scorge dalla parte deir Africa una linea nera
non puo
essere che la Galita sua meta e respira. N' aveva ben d'onde! la
bussola con Tagitazione ed i sussulti del piccolo legno si muoveva
di due quadranti e non gli dava sicurezza nella rotta, ne possedeva a bordo le carte dell' Africa per cercarvi rifugio, nel caso
che fosse rimasto sottoventato alia Galita. Non parliamo deir in¬
ter no del cutter, ov era confusione indicibile d'ogni roba: confinato coi due mozzi, il Fea provava per la prima volta simili
battoste e leggendo il suo giornale, me lo figuro uno di quei
poveri prigioni del capitano Nemo a bordo del Nautilus, cosi
brillantemente descritti dal Verne. Al mattino pero si riconforta
18
P. pavesi
(422)
trovandosi in faccia alia Galita, ancorato in un piccolo seno ad
ostro deirisola.
Giace essa poco lungi dalla costa della Tunisia, alia quale
appartiene, fra il 6° e 7° long. lev. Pgi. ed il 380-370 lat. bor.:
ha una lega di lunghezza da ponente a levante per ^ di larghezza e si solleva nel punto culminante a 476m sul livello del
mare. Mantiene poi molti rapporti di origine e composizione col
Toro, giacche e anch' essa un immenso scoglio trachitico, per quanto
ne scrisse il barone Baude al La Marmora, da parte del Bory
de Saint-Yincent, che fu il primo naturalista che la visitasse
neirottobre 1840.
I miei amici non vi trovarono case o capanne di sorta, bensi
incontrarono alcuni pescatori di Ponza, che si fermavano fino al
novembre per esercitare il loro mestiere, uno dei quali servi loro
di guida. Si vedono ancora le traccie deiruomo, che Tha abitata
in tempi remoti: scaglioni artificiali, gusci di patelle, cocci ed
altri resti. Yisitano anche una caverna, che forni per tre anni
dimora ad un pescatore pure di Ponza; colla sua famiglia questi
vi passava vita tranquilla, quando un bel giorno fu tolto da
quella pacifica residenza per vive rimostranze della Francia al
Governo tunisino.
L/isola sarebbe suscettibile della piu bella coltivazione, poiche
Tacqua vi e sufficiente. I Falco Eleonorae, vi sono comuni
quanto da noi le rondini, cio che si sapeva gia dal La Marmora
e che non fa meraviglia, perche il Salvin li trovo nella regione
orientale delFAtlante e THeuglin fino in diversi arcipelaghi del
Mar Rosso. I pescatori ne raccolgono i piccoli per cibarsene,
e D'Albertis ne fa buona preda e jie spedisce poi a Genova
15 vivi. •
Salendo la montagna, diedero invano la caccia ad una grossa
Lacerta ocellata Daud., videro un Gongylus e Fea riusci aprendere sotto i sassi alcuni ragni, compresa la var. lugubris del
malmignatto e qualche Pedinus e Cercion in un rigagnolo; la
guida pero li assicurava che vi si trovavano molti topi, piccole
serpi, scorpioni ecc., ed il Bory de Saint-Yincent racconta che
vi albergavano anche i conigli e le capre selvatiche.
(423) LE PRIME CROCIERK DEL VIOLANTE 19
Alia mattina del 19 per tempissimo il comandante ricovero
in un'altra insenatura meno esposta allo scirocco, che soffiava con
troppo veemenza, e poi ritornarono alle caccie, aumentandomi
anche la collezione dei ragni ad una decina di specie. Le avrebbero replicate nel dopopranzo se uno strano incidente non avesse
richiamato le loro cure altrove. Quando si dovette salpare per
cambiar d'ancoraggio, Tancora rimase ingaggiata nel fondo di
25 metri e fu salvata con molta fatica solo per Timprudente arditezza del capitano: egli si fece legare una fune ai fianchi e si
getto sott'acqua indagando le cause: riusci, ma poteva anche
perdervi la vita, perche nel mattino stesso varii pescecani s'erano veduti aggirarsi intorno al bastimento e sarebbe stato per
loro un ottimo boccone.
L/indomani egli ritorna alia caccia dei falchi; ma alle 7 ant.
del 21 salpa definitivamente dalla Galita -alia volta di Tunisi.
II vento e regolare da mezzogiorno-libeccio e sciolgonsi tutti i
terzaroli alia vela; alle 12 in lat. bor. oss. 37°. 38 e long. stim.
6°. 48 lev. Pgi. si vira di bordo navigando con la grande vela,
fiocco n.0 2 e trinchettina. Alle 5 pom., prendendo le murre di
dritta, si hanno gli scogli I Fratelli per m.0 1.° distant! 7 miglia,
e tre ore dopo I Cani per ostro.
A mezzogiorno del 22 trovansi nel passaggio di Capo Zelib e
Tisola Piana, quindi a traverso del Capo Cartagine e alle 7 in
rada, non potendo entrare nel porto della Goletta per il poco
fondo. Rimasero in Tunisia fino al giorno 26, occupando il tempo
a visitare le rovine di Cartagine, i bazar, il Bardo e tutto quanto
vi e di curioso in mezzo alia vita araba. Non trascurarono pero la
raccolta di una Lacerta ocellata Daud., di alcuni insetti e ragni.
Ma ben poco potevano portarmi di nuovo, dopoche il sig. Kerim
persiano aveva fruttuosamente esplorata tutta la Tunisia nel 1873,
per incarico del march. Doria e che Tillustre viaggiatore march.
Orazio Antinori mi aveva comunicati gli aracnidi, presi in quei
dintorni colla Commissione italiana per lo studio degli Sciott,
appena prima di partire nuovamente per T Africa a capo della
grande spedizione ai Laghi centrali in ricerca delle sorgenti di
padre Nilo.
20
p. paves i
(424)
Gli argonauti del Violante danno finalmente un addio a
Tunisi, ricambiando i saluti alia Squadra francese. Sempre con
mare agitato passano il Capo Bon alia distanza di tre miglia,
piegano sopra Tisola di Pantelleria e la sera del 27 settembre
ormeggiano il bastimento in quel porto. Era Tora delle melanconie: alia vista di quella piazza, delle casette bianche coronate
da terrazzi, dei pochi soldati die saggirano, chi sa die non
volgessero un gentile pensiero alia povera Carmela dei Bozzetti
militari di De Amicis!
L'indomani, dopo qualche difficolta a ricevere la pratica, discende il Fea e comincia a percorrere il paese e Tisola, continuando le sue raccolte. Era stato pero preceduto di pochi mesi
da un altro distinto entomologo, il sig. E. Ragusa di Palermo,
che ne diede un recentissimo ragguaglio e pubblico Y elenco degli
insetti presi da lui, con la descrizione di alcune specie nuove.
Piacemi avvertire che della zoologia pantellerese scrissero eziandio
il Doderlein e diversi altri. Nondimeno Fea si occupo con profitto
degli insetti, raccolse una decina di specie di ragni dal Ragusa
trascurati, o per lo meno non accennati, scoloperidre, Geophili,
Juli> Glomeris e qualche rettile, come sarebbero il Gongylus ocellatus e la solita Podarcis muralis. Fu alia Montagna Grande, al
mont'Elmo, visito le Favare e le Serraglie, le ridenti vallate,
ando al Bagno, cioe ad un lago ricco di carbonato potassico in
cui mette una sorgente termale, ecc. Ma resto quasi sempre
in queste escursioni senza la compagnia del capitano D'Albertis,
che era indisposto; ottenne pero dalla famiglia del sig. Yalenza
guide, mezzi e mille altre cortesie.
Rimangono nell'isola fino al 3 ottobre di mattina, in cui essendosi -ristabilito il tempo, si mettono in navigazione per Pa¬
lermo; ma il vento e poco e bisogna bordeggiare, finche nella
notte dal 4 al 5 si passa fra Trapani e le isole di Favignana,
Marittimo e Levanzo con tempo alquanto burrascoso; nel Golfo
di Castellamare si leva un vento fresco, poi succede la calma in
quello di Palermo, e si da fondo in questo porto, ormeggiandosi sulle catene del vapore da guerra TArchimede, cola di
stazione. II Fea raccolse anche nei dintorni di Palermo, e parti-
(425) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 21
colarmente sul monte Pellegrino, alcune bocciette (Tinsetti, una
Scolopendra, diversi aracnidi, compreso un migalide e due Homalenotus di nuova specie; ma pur questi luoghi erano gia stati
troppo esplorati zoologicamente dal Doderlein e nel campo della
aracnologia dal Simon e da me nel 1864, perche Y opera di lui
potesse riuscire piii feconda sotto questo aspetto.
L'8 ottobre di sera si partiva da Palermo per Genova, rimorchiati circa mezzo miglio fuori del porto dalla lancia delrArchimede, messa a disposizione dal comandante Conti,
molto amico di D'Albertis. Un po' di vento dalla costa. li porta
pero alquanto innanzi; passano vicino ad Ustica, quindi seguitano in rotta per Caprera, navigando con tutte le vele e forza
di vela. Alle 7 pom. del 10 e in vista il fanale di Tavolara per
p.em.0, ma il tempo sembra accennare a qualche cambiamento;
il barometro abbassa e lampeggia dalla parte di maestro. Il capitano ordina di cambiare la velatura e alle 2 ant. dell'll, avvistando il Capo di Ferro della costa orientale della Sardegna,
il vento passa a p.ep.em.0 con piovaschi e refoli. Sono gia a
sei miglia dal fanale di Capo Sperone quando spunta il giorno;
allora fanno due bordate ed il cutter entra finalmente alle
8 nel Passo delle Biscie, fra la punta di Caprera e la costa
della Sardegna. Invano il comandante tenta Y ancoraggio della
Chiesa, per il vento die s incanala dalla Maddalena; onde vira
di bordo in poppa, saluta colla bandiera la casa del generale
Garibaldi e si rifugia alia Gala Salinas sul continente sardo, ove
trova quattro altri Imstimenti di appoggiata. Erano le 11 ant.,
ed il Fea non pote sbarcare che verso le 4 pom.; la localita do¬
ve va essere pero assai propizia alle caccie entomologiche, giacche
egli in breve tempo pote radunare un discreto numero di coleotteri fra i quali: Masoreus Wetterhalii Gyll., Metabletus foveolatus Dej., Olisthojms fuscatus Dej., Aristus sphaerocephalus Oliv.,
Percus strictus Dej., Acorius metallescens Dej., vari esemplari di Coluocera e Merophyssia; una Scolopendra ed un ragno
nuovo.
Dopo una notte di pioggie dirottissime, il capitano cerca nuovamente di ancorarsi in faccia alia casa di Garibaldi, ma nel
22
p. pavesi
(426)
frattempo il vento, sotto un furioso piovasco, passa ai maestrali
e bisogna dar fondo nel Golfo Palma.
Caprera, non vha chi Tignori, ha fama mondiale per la residenza deU'eroe italiano; diro appena che e un enorme masso
granitico a ritagli di 22 miglia marine di circuito, la cui punta
culminante, cioe il monte Tejalone servi air illustre La Marmora
per segnale trigonometrico, calcolato in lat. bor. 41°. 12, long.
7°. 08 lev. Pgi. Nella giornata D'Albertis e Fea fecero una visita al Generate, che li accolse gentilmente all'una e mezza pom.
nella sua camera da letto, abbigliato dalla leggendaria camicia
rossa. Indi cercarono di raccogliere qualche cosa ad onta degli
acquazzoni continui; per la prima volta in tutto il viaggio si
prese Y Ateuchus sacer Lin. ed io non ebbi, contro le mie aspettazioni e i miei desiderii, che un solo ragno. 11 professore di
zoologia di Sassari o di Cagliari non dovrebbe trascurare di scriverne la fauna, come il Gennari ci diede Tinteressantissima flora;
od il capitano D'Albertis dovrebbe farvi un'altra piu felice e proficua escursione, che, per quanto io sappia, poco o nulla conosciamo intorno agli animali delFantica Phitonis.
II comandante voleva partire nella sera, ma il barometro continuando ad abbassare straordinariamente, aspetta il domani, che
spunto con fortunale da ponente-maestro, principiato nella notte
e cresciuto in gagliardia; bisogno filare due lunghezze di catena
e poi un'altra mezza e stendere un ancorotto oltre Tancoraper
far testa ai fulmini di vento. Contuttoche il barometro continuasse a discendere, e il tempo minaccioso, D'Albertis, ristucco
di quest'inutile attesa di miglior tempo, alle 10 pom. del 13
mette alle vele, proprio allora che entravano due vapori di poggiata, uno dei quali col bompresso rotto.
Anche la traversata da Caprera a Genova fu assai fortunosa,
come era da prevedersi. Si trova mare grossissimo nella Bocca
di Bonifacio; tuttavia navigasi con due mani di terzaroli, trinchettina e fiocco e alle 6 pom. si avvista Montecristo per greco
e poco dopo il fanale di Alistro per t. 1I2 m.0. Nella mattinata
del 14 il maestrale rinfresca fuori modo e, giunto presso le Formiche di Grosseto, vedendo di non poter prendere colla bordata
(427) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 23
T isola d' Elba, il comandante lascia correre per Montecristo e
cerca di mettersi al suo .riparo; Y isola pero ne presenta ben
poco al mare e nessuno al vento, che scende a refoli gagliardissimi dalla scoscesa montagna, onde essendo rimasto un po' al
traverso e dato il vento piii a libeccio, fa rotta per Pianosa.
Nel giorno si moltiplicano i piovaschi ed una grossa tromba
marina viene veduta verso il Giglio; di notte lampi, tuoni, pioggia
continua. Alle 8 pom. si avvista il fanale della Pianosa, ma
dovendo attendere Y indomani a cagione del tempo' cattivo il
capitano mette al traverso. Finalmente il 16 si puo scendere
coir imbarcazione a stringere di nuovo la mano al cav. Ponticelli, restando tutto il giorno con lui, che esortava D' Albertis
a fermarsi. Invece alle 6 pom. egli vnol prendere commiato e
seguita per Genova con calma o poco vento da ponente e pioggia
continua nella notte.
II mattino del 17 ottobre si presenta assai promettente:
splendido sereno, venticello che fa camminar bene: gia si dimenticano le brutte giornate; ciascuno pensa a mettere in ordine i suoi oggetti; la coperta e ingombra di vele, cavi, abiti
che asciugano; si sciolgono tutti i terzaroli, si ghinda Talberetto,
si da la freccia, insomma anche il bastimento ha tutta la sua
velatura, in breve saremo a Genova. Tutt' altro!.... Man mano
che si avvicina il Capo Corso il vento rinfresca e alle 10 cade
un grosso mare da libeccio ed un vento da ponente-libeccio cosi
gagliardo che il comandante sta in forse se deve mettersi a ridosso della Capraia o continuare in rotta. Fatte 8 miglia e il
vento stabilitosi fortunale da p.e 1.° D'Albertis riduce le vele come
alia traversata dal Toro alia Galita, rinforza Talberatura, mette
la prora sul capo di Noli e dice al suo equipaggio « Stanotte a
Genova ».
Verso mezzogiorno il comandante voUe provare di prendere
T altezza meridiana del sole e determinare Y esatto punto di partenza coi rilevamenti del Capo Corso e della Capraia, prima di
gettarsi col fortunale nel Golfo di Genova; impossible era servirsi delle bussole, che per la loro piccolezza e gli strani moti
del bastimento giravano talora di due quadranti; onde piu assai
24
p. pa vest
(428)
si doveva guidare il cammino dalla direzione del mostravento e
del mare che dalle loro indicazioni. Ad intervalli D'Albertis pote
fare il rilevamento del Capo Corso per libeccio e della Capraia
per scirocco; cosi pure prendere Taltezza del sole, merce Taiuto
di un marinaio che gli faceva scudo del suo corpo, mentre sbucava dal boccaportino col sestante, tra un colpo di mare e Taltro,
e richiudeva il boccaporto stesso allorche Y ondata spazzava la coperta. In una di queste operazioni, dopo un formidabile colpo di
mare che sembrava avesse tutto sconquassato, si sente un urlo
e poi piu nulla
Cos e? il marinaio Filippo e lanciato in
acqua, lotta sulle furiose onde
ma e salvo, perche si appiglia ad una cima, che fortunatamente pendeva fuori e quindi
si ricupera a bordo, con quanta contentezza di tutti ed in particolare del capitano si puo imaginare! •
Dopo una giornata travagliatissima, il vento accenno a diminuire di violenza, passando piu a mezzogiorno e mezzogiornoscirocco; alle 9 si rileva la Lanterna di Genova per tramontana
e alle 2 del 18 ottobre 1875 il cutter viene di nuovo ormeggiato
nel suo porto, un po' stanco ma superbo delle vittorie riportate
sulFinfido elemento che non temera piu mai, e lieto d' esser
stato buono a qualche cosa anche per la scienza.
Gli aracnidi raccolti in queste crociere sono annoverati nel presente opuscolo, che io divido in due parti; cioe do prima un elenco
generale ragionato, con cenni sulla distribuzione geografica d' ogni
specie, e colla descrizione delle specie nuove, quindi gli elenchi
parziali per le piccole isole mediterranee a tale uopo esplorate.
Con tanto maggiore lena imprendo il lavoro, e perche merita
di essere conosciuto quanto si fece da un privato italiano, senza
sussidii di Governi o d'Istituti, e perche spero che cio possa riuscire gradito al sig. D'Albertis e servirgli di sprone per continuare nella via, e perche amo ringraziarlo in pubblico, insieme
co' suoi compagni, di avermi forniti molti mezzi di compilare
questo disardono racconto di viaggi (1). Egli per altro puo te(0 Alcune frasi, che si scostano dalla comnne forma della nostra lingua,
sono proprie del linguaggio marinaresco, ed io ne ho fatto uso nella persuasione che non afobiano da nuocere alia chiarezza del discorso.
(429) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 25
nersi gia soddisfatto in qualita di marinaro dal momento che
Garibaldi, il quale prima di essere glorioso Condottiero fu Capitano marittimo, inquieto sulla sorte del Viol ante dopo Caprera,
alia notizia dell' arrive del bastimento in Geneva, chiudeva una
lettera con queste parole: « Yi fo i miei complimenti, caro d'Albertis, per il coraggioso vostro contegno in mare e desidero die
il vostro esempio serva agli agiati italiani per affrontare un ele*
mento primo alia prosperita nazionale ».
Pavia, il 29 Luglio 4876.
CATALOGO GEIRALE SISTEMATICO
A
DEGLI ARACNIDI RACCOLTI COL « VIOLANTE »
E DESCRIZIONE DI SPECIE NUOVE O POCO NOTE
Gl. ARACHNOIDEA.
Ord. SC0RP10NES.
Fam. PANDINIDAE.
1. Euscorpius carpathicus (Linn.) 1767. Syst. nat. I. n, p. 1038,
n. 2 sub: Scorpio (Scorpius concinnus C. L. Koch, S. bamticus
C. L. K., S. provincialis Fanz. non Koch).
Is. Capraja.
Specie delFEuropa meridionale, che e molto diffusa anche in
Italia e vive nella Toscana.
2. E. Canestrinii (Fanzago) 1872. Sugli Scorpioni italin Atti
Soc. Ven. Trent. Sc. natI, p. 78 (estr. p. 4), tav. Ill, fig. 1,
sub: Scorpius.
Is. Yacca.
Esclusiva alia Sardegna.
3. E. sicanus (C. L. Koch) 1836. Die ArachnIll, p. 108,
tav. CVII, fig. 249, sub: Scorpius.
Is. Gorgona.
Esclusivo air Italia; vive in molte parti di essa ed anche in
Liguria.
0
(431)
LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE
27
Ord. ARANEAE.
Fam, EPEIRIDAE.
4. Argiope lobata (Pall.) 1772. Spicil zooL, I, fas. 9, p. 46,
tav. Ill, fig. 14, 15, sub: Aranea (Epeira sericea aut.).
Is. Capraja, Topi, Pianosa, Giglio, Giannutri, Serpentara;
Porto Botte in Sardegna; is. Yacca, Galita.
Specie di fauna etiopica, estesasi in tutta la regione mediterranea. Yive anche nei circostanti paesi di Nizza, Corsica; Napoletano, is. Capri, Sicilia e Tunisia.
5. A. Briinnichii (Scop.) 1772. Ann. hist. nat. Y, p. 125, sub:
Aranea (Epeira o Nephila fasciata aut.).
Is. Montecristo, Giannutri, Serpentara.
Specie di fauna mediterranea, estesa nella regione europea e
fino nella provincia giapponese nella zona temperata; forse importita negli Stati Uniti d' America. Si trovo pure nelNizzardo,
in Liguria, Toscana, Corsica, Sardegna, ecc.
6. Epeira diademata (Clerck) 1757. Sv. Spindly p. 25, pi. I,
tab. 4, sub: Araneus.
Is. Capraja, Montecristo.
Specie di fauna europea, estesa in alcune localita mediterranee
e conosciuta anche di Liguria, Toscana, Napoletano, is. Capri.
In Corsica e sostituita dall'jE'. so?*or Sim., che ha la medesima
colorazione e gli stessi costumi e si distingue appena per la
forma delle tibie del II p^io di zampe del maschio.
7. E. angulata (Clerck) 1757. Sv. Spindly p. 22, pi. I, tab. 1,
fig. 1-3, sub: Araneus.
Is. Gorgona, Pantelleria, Galita.
Specie di fauna europea estesa nella regione mediterranea e
indiana. Yive anche in Toscana, nel Napoletano, ecc.
8. E. dalmatica, Dolesch. 1852. Syst. Verz. Oesterr. Spinnin
Sitz. k. Akad. Wiss., IX, p. 648.
Is. Capraja.
Specie esclusiva alia fauna mediterranea; si trova pure in
Corsica e Capri.
28
p. pavesi
(432)
9. E. acalypha, Walck. 1802. Fn. paris* II, p. 199, sub: Aranea.
Is. Capraja, Elba, Montecristo, Giglio.
Specie di fauna europea, rara nel nord, distribuita in tutto il
centro ed estesa nella regione mediterranea. Trovasi in Liguria,
Toscana, Napoletano, Sardegna.
10. E. adianta, Walck. 1802. Fn.paris, II, p. 199, sub: Aranea.
Is. Capraja, Elba, Giglio.
Specie cosmopolita (?). Gia conosciuta deir Italia continentale,
Corsica, Sardegna, ecc.
11. E. armida, Sav. Aud. 1825-27. Descr. de VEgypte, 2.a ed.,
XXII, p. 337, Aracn. tav. 2, fig. 8.
Is. Capraja, Giglio.
Specie esclusiva alia fauna mediterranea. Trovasi nel Nizzardo,
Italia continentale, Corsica, ecc.
12. Cyrtophora citricola (Forsk.) 1775. Descr. animp. 86,
0
n. 27, sub: Aranea (Epeira opuntiae aut.).
Porto Botte, Tunisi.
Specie di fauna etiopica, estesa nella regione mediterranea e
forse importata nella regione neotropica, per alcuni autori invece
da questa esportata. Yive anche in Corsica, Napoletano, Sicilia.
13. C. insulana (Costa 0. G.) 1834. Annuario zool.> p. 65,
sub: Epeira (E. trituberculata aut., Argyrodes syriaca Cambr.?).
Is. Elba, Pianosa, Giannutri, Serpentara.
Specie esclusiva alia fauna mediterranea, trovata in Corsica,
Procida, Ischia, Capri, Sicilia, Tunisia.
14. C. conica (Pall.) 1772. Spic. zool., I, p. 48, tav. I, fig. 16,
sub: Aranea.
Is. Capraja.
Specie di fauna europea, estesa in alcune localita della regione
mediterranea, anche italiane.
15. Zilla x-nolata (Clerck) 1757. fifo. Sprnd/., p. 46, pi. 2,
tab. 5, sub: Aranem litera x-nolatus; p. 154, A. x-notatas (Epeira
calophylla aut.).
Is. Capraja, Pianosa.
Specie di fauna europea, estesa nella regione mediterranea;
vive anche in Liguria, is. Capri, ecc.
(433) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 29
16. Meta Merianae (Scop.) 1763. Entom. carnioL> p. 395, sub:
Aranea.
Is. Pianosa, Montecristo.
Specie di fauna europea estesa in alcune localita della regione
mediterranea; vive anche nelFItalia continentale, is. Capri, ecc.
Non posso' ammettere Y opinione del dott. Cavanna (Studi e ricerche d* Aracnologia III. Dimorfismo in alcune specie di Araneidij
in Bull. Soc. entom. ital.j trim. II, aprile-giugno 1876. Yedi
p. 93, 95) che « la Meta segmentata sia una varieta gracile
della M. Merianae » cioe « varieta di stagione caratterizzata
dalla gracilita » sia per la diversita degli organi genitali, che
del numero e disposizione delle spine dei metatarsi anteriori nel
maschio e della distanza reciproca degli occhi mediani superiori
nella femmina, ecc.; e ritengo con tutti gli autori che esse siano
buone specie, come suol dirsi, ben differenti. Ne e piu vero
Tasserto che aU'epoca in cui egli scriveva (maggio 1874) quella
lettera al prof. Canestrini vi fossero « poco minute descrizioni »
delle specie in discorso, perche nelle opere maggiori di "Westring
(1862), Menge (1866), Thorell (1870), Simon (1874), senza
dire di altre, avrebbe potuto consultare accurate descrizioni, note
e figure tanto che bastasse.
Fam. THERIDIDAE.
17. Argyrodes gibbosa (Luc.) 1849. ExpL Alg. Artie., p. 254,
tav. 15, fig. 9, sub: Linyphia (Linyphia argyrodes Walck., Vins.;
A. epeirae = A. gibbosus Simon).
Is. Montecristo, Serpentara; Porto Botte.
Specie assai diffusa, perche e comune nella regione mediter¬
ranea e segnalata per TAlgeria, Spagna, Corsica, Italia meridionale, scoperta in altre localita della Sardegna dal dott. Gestro
nelle sue escursioni del 1873, e vive anche neir America settentrionale e forse air is. della Riunione. La Siria alberga pero,
insieme a questa, Taltra specie descritta dal Cambridge (Spid.
of Palest. a. Syria, in P. Z. S. London. 1872, p. 279, tav. XIII,
fig. 10) col nome di A. syriaca, presa vicino a Beirut.
P. Pavesi.
3
30
p. pavesi
(434)
I maschi, di Montecristo e Porto Botte, lianno il tubercolo
anteriore del cefalotorace alto quasi come il tubercolo oculifero,
curvo airavanti, piii di quello che figura il Simon (Sur quelq.
Araign. d'Espagne, in Ann. Soc. entom. de Frserie 4.a, YI.
1866, p. 281, tav. 4, fig. 2) e Taddome press'a poco colorato
come nella var. gibbosa di Lucas, che e molto meno comune,
pero con la macchia argentea del pendio posteriore divisa in
due. Le feminine, di Serpentara e Porto Botte, si riferiscono
alia var. A. di Walckenaer (Hist. nat. Ins. AptII, p. 283),
cioe tutte presentano la striscia longitudinale nera in mezzo del
dorso, e sono alquanto diverse tra di loro per distribuzione di
colori a seconda dello stato di gonfiezza del ventre.
18. Steatoda versuta (Blackw.) 1846. Descr. of some newly
discov. sp. of Aran. in Ann. a. Mag. Nat. hist., serie I, XVIII,
p. 302, sub: Theridium.
Is. Pianosa.
Specie mediterranea, estesa in alcune localita della regione
europea anche settentrionale e trovata alle is. Canarie e S. Elena.
Vive in Corsica, Napoletano, Nisida, Capri, ecc.
19. Lithyphanies Paykullianus (Walck.) 1806-8. Eist. nat. d.
Aran. 4, 4^ sub: Theridion (Theridion dispar Duf., Phrnrolithus hamatuS; lunatus> erythrocephalas C. L. Koch, Latrodectus
ornatus Luc.).
Is. Galita.
Specie mediterranea, che si e estesa anche nella provincia
africana orientale; a me gia nota della Tunisia continentale,
vive anche in Algeria, nell'Italia e sue isole, ecc.
20. Lathrodectus 13-guttaius (Rossi P.) 1790. Fn. etrusca, II,
p. 136, tav. IX, fig. 10, sub: Aranea (Th. malmignattus aut.).
* Var. lugubris (Duf.) 1820. Descr. de six Arachn. nouvin Ann.
gen. des Sc. physIV, p. 355, tab. LXIX, fig. 1.
Is. Galita.
Specie mediterranea, estesa nella provincia europeo-asiatica;
io non Tebbi dalla Tunisia continentale, ma vive nella vicina
Algeria.
L'esemplare e 9 ad. e presenta traccia della fascia trasversa
(435) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 31
alia base deiraddome, dietro di essa vi e indizio di una macchia
ocellare, sopra Tano osservasi ben distinta una macchia aranciata,
come al ventre due striscie trasverse del medesimo colore, la posteriore piu breve.
Fam. SGYTODIDAE.
21. Pholcus phalangioides (Fuessl.) 1775. Verz. Schweitz. Ins.,
p. 61, sub: Aranea.
Is. Pantelleria.
Specie cosmopolita (?); trovata anche nella yicina Tunisia,
Italia meridionale, Sardegna, ecc.
22. Ph. rivulatus (Forsk.) 1775. Descr. anim., p. 86, sub:
Aranea (Ph. impressus C. L. K.).
Porto Botte.
Specie mediterranea, che si estende nella provincia africana
orientale. lo Tho gia indicata di Sardegna, vive anche in tutta
Italia, Corsica, Sicilia, Tunisia, ecc.
23. Loxosceles erythrocephala (C. L. Koch) 1839. Die Arachn.,
Y, p. 90, tav. CLXYIII, fig. 399-400, sub: Scytodes.
Is. Pianosa.
Specie esclusiva alia fauna mediterranea; vive pure nelF Italia
meridionale e sue isole.
Fam. ENYIDAE.
24. Enyo elegans, Simon. 1873. Aran. nouv. ou pen conn, du
midi de VEurope, II, p. 56, in Mem. Soc. roy. des Sc. de Liege,
2.a serie, V.
Palermo.
Specie esclusiva alia fauna mediterranea. Fu appunto scoperta
in Sicilia, ma trovasi anche a Nizza, in Corsica, Algeria, ecc.
25. E. nigriceps, Sim. 1873. Aran. nouv. ou peu conn., 11, p. 58.
Is. Yacca.
Specie esclusiva della regione mediterranea, la quale finora non
era conosciuta che di Corsica.
32
p. pavesi
(436)
71
II d ad. ha la parte nera del cefalotorace un po' sfumata al
margine posteriore, e non bene definita in linea retta; tibia e
tarso foschi come patella e metatarso, e non neri come il femore;
nel resto conviene perfettamente colla descrizione del Simon.
Fam. AGALENIDAE.
26. Titanoeca albomaculata (Luc.) 1849. Expl. Alg. Artie.,
p. 250, tav. 15, fig. 6, sub: Epeira (Amaurobins 12-maculatus
Canestr.).
Is. Capraja.
Specie esclusiva della fauna mediterranea; Talbergano il Nizzardo, TEmilia, la Corsica, ecc.
27. Tegenaria parietina (Fourcr.) 1785. Entom. parissub:
Aranea.
Is. Pantelleria.
Specie europea e mediterranea. Non fu per anco citata della
vicina Sicilia, ma vive in tutta Italia e parecchie sue isole, in
Tunisia e altrove.
28. T. pagana, 0. L. Koch. 1841. Aractyn., VIII, p. 31, tav.
CCLXII, fig. 612-13.
Is. Pianosa.
Specie esclusiva della fauna mediterranea; vive anche in Cor¬
sica, nel Napoletano, is. Nisida, Capri.
29. Textrix denticulata (Oliv.) 1789. EncycL methodIV, p. 213,
sub: Aranea (T. lycosina aut.).
Is. Montecristo.
Specie di fauna europea, distribuita in qualche localita medi¬
terranea, p. e. in Italia, is. Capri.
30. T. coarctata (Duf.) 1831. Bescr. et jig. de quelques Aran.
nouv. in Ann. Sc. nat., XXII, p. 358, tav. X, fig. 1, sub: Aranea
(T. ferruginea aut.).
Is. Vacca, Pantelleria.
Specie mediterranea, estesa nella provincia africana orientale.
Trovata in Corsica, Napoletano, is. Capri, Tunisia, ecc.
(437)
LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE
33
Fam. DRASSIDAE.
31. Prosthesima sarda, Canestr. 1873. Nuove sp. ital. diArmn.,
in Atti Soc. Yen. Trent. Sc. nat.j II, p. 46 (estr. p. 3), sub: Melanophora; Osserv. aracn.j ibid. III. 1876, p. 206 (estr. p. 1),
tav. X, fig. 5.
Is. Vacca.
Finora esclusiva della Sardegna.
La specie fu descritta su esemplari femminei ed il Canestrini ne
diede anche una figura incompleta dell' epiginio. Resta tuttora
sconosciuto il J1, di cui posseggo un individuo adulto.
Maschio. Questo somiglia alia femmina, ma lia il corpo piu
snello. Mandibole piu piccole ed inclinate airavanti. Mascelle
bruno-rossastre col margine anteriore bianco. Zampe alquanto
piu chiare e bruno-giallastre anche nei tarsi. Addome denudato
alia base per uno spazio largo, che riesce bruno-scuro, dietro
il quale si vedono meglio due paia vicine di impressioni muscolari, ovali e chiare, quelle che costituiscono il 2.° piu vicine
e dirette obliquamente alFinterno, quelle del 3.° paio molto di¬
stant!; ventre olivastro, con le piastre polmonari giallo-brune,
fra le quali si osservano piu che in altre specie le due aperture
ovali delFapparecchio riproduttore. Filiere nere. Palpi brunorossastri, coi femori assai incurvati, tibie piu scure, lamina quasi
nerastra; la tibia sporge airesterno con un'apofisi, diretta alTavanti, lunga almeno quanf e largo Tarticolo air estremita, subitamente ristretta alia punta, che e nera e fatta ad uncino rivolto verso Talto e contro la lamina. Bulbo circondato alia base
da una lamina bruno-rossastra, larga e trifida; a meta una cresta
chitinosa si solleva dal lato interno, ripiegata alFindietro e in
dentro, a margine tagliente e nero, provvista verso Y interno di
un dente breve, robusto ed acuto; in alto e alFesterno vi e un
minore processo.
34
P. PAVESI
Lungh.
»
»
»
»
»
»
totale
mill. 7
cefalotorace ...» 3 (senza le mandibole)
addome
» 3,8
zampe I paio. . » 10,2
» II »
» 8
» III »
» 7,5
» IV »
» 42.
(438)
.
Fam. DYSDERIDAE.
32. Dysdera crocota, C. L. Koch. 1839. Die Arachn.j Y, p. 81,
tav. CLXYI, fig. 392-94.
Is. Topi presso TElba, Pianosa, Yacca; Palermo; is. Pantelleria, Galita.
Specie mediterranea, estesasi nella regione europea e trovata •
anche air is. S. Elena (forse importata); da noi si sapeva che
vive in Emilia, Napoletano, is. Nisida e Capri, Sardegna.
33. D. maurusia, Thor. 1873. Reni. on Synon. Europ. Spid.j
p. 466-67.
Is. Pianosa.
Specie esclusiva alia fauna mediterranea; era conosciuta soltanto di Algeria, vive pero anche in Tunisia e diventa cosi
nuova per la fauna italiana.
34. D. punctata, C. L. Koch. 1839. Arachn.J Y, p. 84, tav.
CLXYII, fig. 395-96.
Is. Giannutri.
Specie mediterranea, che, non venne ancora inscritta fra le
italiane nei Cataloghi nostri, ma Doblika (Monogr. d. Spinnengeschl. Dysdera> in Verb Z. B. Vereins in WienJ III. 1853,
p. 123) avrebbe visto esemplari provenienti dair Italia nell'L
R. Museo di Storia naturale di Vienna, come da Corfu, Dalmazia, ecc.; gli esemplari tipici di Koch, riveduti dal Thorell,
erano di Grecia.
Quello di Giannutri e
giovane, onde di incerta determinazione, ma la descrizione della punctata, fra quelle delle specie
piii affini, e la piii confacente. II cefalotorace e giallo-olivastro
(439) LE PRIME CROCIERE DEL VIOL ANTE 35
sporco, con punti impress! rari, grandi e profondi, quelli del
dorso del capo disposti in una linea longitudinale e ben sepayati dagli altri in mezzo ad uno spazio liscio, come non trovo
detto che per la punctala; le quattro zampe anteriori non sono
piii scure delle posteriori, ma egualmente di color giallo-rossastro
chiaro, e tutte inermi. Per alcuni caratteri di colore potrebbe
avvicinarsi alia D. Ninnii Canestr.
Fam. THERAPHOSIDAE.
35. Cyrtauchenius Doleschallii, Auss. 1871. Beitr. (I) zur Kenntn.
d. Arachn. fam. der Territ., in Verh. Z. B. Ges. WieUj XXI,
p. 162 (estr. p. 46); Zweiter Beitribid. XXY. 1875, tav. Y,
fig. 2 (Cyrtocephalus siculus Dol. mms.).
Palermo.
Finora esclusivo di Sicilia.
36. Cteniza Sauvagii (Rossi P.) 1788. Osserv. insettol.j in Mem.
Mat. Fis. Soc. itaL sc., IV, p. 141, fig. 7-10, suh: Aranea.
Is. Yacca.
Specie esclusiva alia fauna mediterranea. II prof. Carruccio
(Sulla piu esatta determinazione dei caratteri della Nemesia
fodiens Th., in Bull. Soc. entom. ital.j III. 1871, trim. I,
p. 55, tav. I e II) Taveva gia indicata di Sardegna, ma vive
anche in Corsica, Toscana, Napoletano, Sicilia.
Fam. THOMISIDAE.
37. Thomisus albus (Gmel.) 1778 in Linne, Syst. nated. 13.a
I. y, p. 2961, sub: Aranea (Th. onustus Wlk., diadema C. L. K.).
Is. Pianosa.
Specie mediterranea, estesasi nella regione europea e forse
anche nelFindiana; trovasi in Liguria, Corsica, Sardegna, Na¬
poletano, is. Capri, ecc.
38. Synema globosum (Fabr.) 1775. Syst. entom., p. 432, sub:
Aranea.
Is. Gorgona, Elba.
36
p. pavesi
(440)
Specie mediterranea, diffusasi nella regione europea; fu trovata anche nella provincia africana australe e nella regione neotropica secondo Bock, ma probabilmente si tratta di specie di¬
verse benche affmi. Da noi e conosciuta in Liguria, Toscana,
Corsica, Sardegna, ecc.
39. Oxyptila albimana, Simon. 1870. Aran. nouv. ou peu conn.
I, p. 51, sub: Thomisas; Arachn. de France II, p. 218, tav. VII,
fig. 16.
Is. Capraja, Pianosa, Vacca, Galita; Tunisi.
Specie esclusiva della regione mediterranea; io Tavevi^gia di
Biserta (Tunisia), vive anche in Algeria ed in Valchiusa, ma
riesce nuova per la fauna italiana.
40. 0. tristicula (Thor.) 1875. Diagn. Aran. Europin Tijdschr.
voor Entom.j, XVIII, p. 103 (estr. 23), sub: Xysticus; Descr. of
sev. Europ. a. North-Afr. Spid., in K. Svenska Vet. Akad. Handle
XIII, n.0 5, p. 139.
Is. Pianosa.
Specie esclusiva della regione mediterranea, finora trovata soltanto alle is. di S. Antonio e d'lvica fra le Baleari. Deve essere
rara, imperocche anche il Thorell ne ebbe un solo esemplare.
Quest'unico
di Pianosa non ne si puo distinguere specificamente; pero sembra una varieta locale in quanto lo sterno
e le coscie sono fosco-bruni, sparsi di macchiettine o lineole
bianche; T addome e grigio giallognolo, invece di cinereo, e
presenta una linea nera marginata di bianco, da ciascun lato
dopo la meta, che pero non s'incontra colla compagna, oltre le
macchie nere dei margini e della parte posteriore; la lamina dei
palpi e bruna alia base, indi piu chiara e percorsa in mezzo da
una linea di macchiettine bianche; il processo grosso del bulbo
e un po' curvo verso Tinterno, oltre essere diretto all'mdietro
ed in basso e lievemente inciso air estremita. I/individuo e anche
un pochino piu grande, cioe misura 3 mill, in lunghezza totale
invece di 22l3.
41. 0. guttulata, n. sp.
Cephalothorax tibiam + patellam I™' paris aequans, testaceus, vittis duabus
lateralibus latis et linea media fuscis, summo margine albo; pedes robusti,
(441) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 37
luteo-testacei, guttulis fuscis notati, diraidio poslremo parium anticorum infuscato, uno aculeo laterale metatarsis I.™1 et uno supero femoribus ejusdem
paris; abdomen testaceo-fulvum, fusco-nigro guttulatum, antice albescens,
a latere fuscum, subter transverse albo-striolatum; vulva ex foveis duabus,
* a septo elevato longo sat lato postremo statim dilatato, disjunctis conslans.
9 ad., </ ignotus.
Long, max
mill. 4
» cephal
» 2
» abdom
» 2,5
» pedum I paris » 6
»
»
II » » 5,7
»
» III » » 3,6
»
» IV » » 3,7.
Femina. Cefalotorace lungo com'e largo, cioe come la patella
tibia del I paio di zampe; fronte tronca in linea retta; leggermente convesso, declive nella parte posteriore; testaceo, con
un sottile margine bianco, percorso longitudinalmente da due
grandi fascie lateral! bruno-scure, variegato di testaceo, irregolari airesterno, dove si spargono in macchiette o punti, piu
dritte al lato interno; lo spazio interposto e un po' piii largo di
queste fascie e si dilata all'indietro, comprendendo quivi una
macchia bianchiccia biloba e aH'avanti una linea bruna mediana,
ai lati della quale sono due macchiette brune irregolari, verso
gli occhi e alquanto imbrunito; la cute, finamente zigrinata,
porta alcune spine claviformi allineate sul jnargine interno delle
fascie laterali, due poste al di dietro della linea bruna mediana,
altre maggiori e nere sulla fronte. Occhi mediani anteriori piu
scostati dei superiori, formano con essi un quadrilatero piu
lungo che largo; laterali anteriori assai piii grossi dei mediani,
circa il doppio. Mandibole al davanti testaceo-scure, brune alia
base e al margine interno e superiore, munite di setole acute
fortissime; al di dietro nereggiano. Palpi testacei, un po' imbruniti verso Y estremita e forniti di robuste setole sui tarsi. Sterno
testaceo chiaro e bianchiccio in mezzo, con 5 macchie brune alTindietro, la mediana delle quali piii lunga. Zampe robuste, fi¬
namente e scarsamente pelose, con qualche setola spatuliforme
sul disopra della estremita dei femori del I e II paio; una spina
38
r. pavesi
(442)
breve e acuta sul femore del I, 2 su quello del II, 1 sul III;
una spina laterale superiore al-metatarso del I paio, che ne
armato di 3. 3 inferiori; coscie giallognole leggermente annerite
alia base, con una o due maccliie brune, talvolta fuse, verso
Testremita, la quale e marginata di bianco; femore delle prime
due paia giallognolo o testaceo, screziato di bianco e macchiettato di bruno superiormente; patella, tibia e metatarsi di queste
medesime paia molto imbruniti e con maccliie ancora piii scure,
tarsi testaceo-scuri; le altre zampe gialliccie con macchiette brune
piii numerose nella meta estrema. Addome largo circa com'e lungo,
tronco alia base, rotondato alFindietro, depresso, fulvo con traccie
di linee trasversali arcuate scure sul dorso e quivi cosparso di
poche goccioline bruno-nere, delle quali due piii grandi ed irregolari ai lati della base; lateralmente percorso da lineette oblique
bianche riunite all'avanti a formare come un arco sulla base;
fianchi bruno-scuri; ventre testaceo-bruno, traversato da lineette
bianche e picchiettato di goccioline brune piii piccole di quelle del
dorso. Vulva formata da due fossette rossastre, separata da una
lamina sollevata, lunga circa il doppio della sua larghezza, subitamente allargata aU'estremita, che ha il margine convesso e
rosseggiante, mentre nel resto e testacea.
Una sola femmina fu presa dal sig. Fea alia Gala Salinas in
Sardegna Til ottobre 1875. La specie e afflne aH'O. Blackwallii
Simon (Arachn. de France, II. 1875, p. 231), ma facilmente
distinta per diversi caratteri.
Fam. LYCOSIDAE.
42. Lycosa proxima, C. L. Koch. 1848. ArachnXV, p. 53,
tav. DXVII, fig. 1453-54, sub: Lycosa (Pardosa).
Is. Capraja.
Specie mediterranea; io Tho segnalata appena Tanno scorso
come nuova per TItalia, avendola ricevuta dal Monferrato, e vive
anche in Grecia, Palestina e Tunisia.
43. Tarentula radiata (Latr.) 1817. Nouv. Diet, hist. nat.,
2.a ed., XVIII, p. 292, sub: Lycosa.
(443) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 39
Var. liguriensis (Walck.) 1837. Hist. nat. Ins. AptI, p. 288,
sub: Lycosa tarentuloides liguriensis (L. captans Wick.; L. famelica> hellenica, praegrandis part. 0. L. Koch; T. balearica
part. Thor.).
Is. Pianosa, Montecristo, Yacca, Galita.
Specie della fauna mediterranea. Yive in tutta Italia, Sardegna,
is. Capri, Sicilia, Algeria, ecc., ma non Taveva per anco ottenuta
dalla Tunisia. Sono particolarmente gli esemplari di Pianosa e
Vacca quelli da riferirsi alia var. liguriensis.
44. Trochosa leopardus (Sund.) 1833. Sv. Spindly in Vet. Akad.
Handl. 1832, p. 189, sub: Lycosa.
Palermo, is. Pantelleria.
Specie europea, diffusa nella regione mediterranea; gia nota
delF Italia settentrionale, Corsica e Sardegna.
45. Ocyale mirabilis (Clerck) 1757. Sv. Spindl., p. 108, pi. 5,
tab. 10, sub: Araneus.
Is. Montecristo.
Specie della fauna europea, estesa nella regione mediter¬
ranea; si raccolse a Nizza, in Toscana, Corsica, Sardegna, ecc.
Fam. OXYOPIDAE.
46. Oxyopes lineatus, Latr. 1806. Gen. Crust. Bis., I, p. 117,
tav. Y, fig. 5.
Is. Capraja.
Specie mediterranea, diffusa nella regione europea e nella provincia africana orientale; Talberga anche T Italia settentrionale.
Fam. ERESIDAE.
47. Stegodyphus lineatus (Latr.) 1803. Nouv. Diet, d'hist. nat.,
X, sub: Eresus.
Is. Pantelleria, Galita.
Specie propria della regione mediterranea; vive nella vicina
Algeria, ma non Tebbi ancora dalla Tunisia e riesce nuova per
la fauna italiana.
40
p. pavesi
(444)
Ho confrontato questi nostri esemplari con uno di Spagna, ove
la specie e assai comune, donato al Museo Civico di Genova dal
distintissimo aracnologo e mio amico sig. E. Simon col sinonimo
di Eresus acanthophilus Duf. (E. unifasciatus C. L. Koch).
48. Palpimanus gibbulus, Duf. 1830. Descr. de six Arachn.
nouv.j in Ann. Sc. phys., IV, p. 364, tav. LXIX, fig. 5.
Palermo, is. Galita.
Specie della fauna mediterranea, die si spinse nella provincia
africana orientale. Mi era gia noto della Tunisia e vive anche
neir Italia meridionale, in Sardegna, ecc.
Fam. ATTIDAE.
49. Heliophanus rufithorax, Simon. 1869. Monogr. Attid. Europ.,
in Ann. Soc. entom. Franc., 4.a serie, VIIL 1868, p. 693 (estr.
p.' 227); Revis. Attid., ivi, 5.a serie, I. 1871, p. 349 (estr. p. 127).
Is. Gorgona.
Specie esclusivamente propria della regione mediterranea, co¬
mune in Corsica.
50. Marpessa Paykullii (Sav. Aud.) 1825-27. Descr. de I'Egypte,
a
2. ed., XXII, p. 409, Aracn. tav. 7, fig. 22, sub: Attus.
Tunisl.
Specie mediterranea, die si e estesa nella provincia africana
orientale, nell'mdiana ed anche in qualche localita della regione
europea. Mi era gia nota del centro della Tunisia (Keruan), si
trova in Algeria, Egitto, ecc.
51. M. encarpata (Walck.) 1702. Fn. paris., II, p. 241, sub:
Aranea (Calliethera pulchella C. L. Koch, Dendryphantes medius
Canestr. Pavs.).
Is. Elba.
Specie di fauna europea, estesa nella regione mediterranea;
trovasi anche nella vicina Corsica, come nelFItalia settentrionale.
Si sa gia che nel mezzodi diventa piii grossa.
52. Menemerus semilimbatus (Hahn) 1829. Monogr. d. Spinn
5, tav. 3, fig. B, sub: Salticus.
Is. Pantelleria.
(445) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 41
Specie esclusiva della regione mediterranea. Abita pure la Sicilia,
la Tunisia e Tisola di Pantelleria, com'enota dell'Algeria, Sardegna, is. Capri, is. Nisida, Italia meridionale, ecc.
53. Euophrys frontalis (Walck.) 1802. Fn. paris., II, p. 246,
sub: Aranea.
Is. Caprera.
Specie europea, diffusa nella regione mediterranea e gia indicata per T Italia settentrionale.
54. E. rufibarbis (Sim.) 1869. Monogr. Attid., in Ann.
entom. Fr., 4.a serie, VIII, p. 602 (estr. p. 136), tav. 6 (II), fig. 8.
Is. Vacca.
Specie di fauna europea, nuova per YItalia.
L;esemplare unico e </ ad. e presenta qualche minima differenza in confronto con la descrizione del Simon, particolarmente
nel colore delFaddome, che non ha ben definiti i triangoli neri,
ma concorda in tutto il resto.
55. Attus jucundus (Lucas) 1849. ExpL Alg., Artie., p. 146,
tav. 6, fig. 8, sub: Salticus.
Is. Gorgona, Giannutri.
Specie propria della regione mediterranea; vive anche in Liguria, is. Capri, Sicilia, ecc.
56. Aelurops lineatus (C. L. Koch) 1848. ArachnXIV, p. 43,
tav. CCCCLXXIV, fig. 1303, sub: Euophrys.
Is. Capraja, Pantelleria.
Specie mediterranea, diffusa in qualche localita di fauna eu¬
ropea; vive anche neirItalia settentrionale, Sardegna, Sicilia.
Ord. PHALANGil.
Fam. OPILIONIDAE.
57. Leiobunum agile, Canestr. 1872. Gli Opil ital., in Ann.
Mm. Civ. Gen., II, p. 18, tav. I, fig. 2.
Is. Giannutri.
Specie esclusiva della regione mediterranea e conosciuta finora
soltanto deirItalia settentrionale e di Madrid; ioTebbi anche da
Sidi-Abdul-Vached in Tunisia.
42
p. PAYESI (446)
I femori, che sembrano inermi ad occhio nudo, hanno minutissimi dentelli o spine e non setole; anche le coscie presentano
due macchiette brune alFestremita come i femori alia base, talora fuse in un'unica; ma e caratteristica poi una lineetta nera
alia parte posteriore della base delle coscie del solo IY paio di
zampe.
58. Homalenolus sicanus, n. sp.
Corpus omnino terreum, dorso. pedum femore, patella, tibia, tarsoque
infuscatis; leviler depressum, granosum, cornu cephalothoracis et tuberculis
rotundis supra septem articulos, transverse decrescentibus, obtusis; femora
pedum dentata, palpi granosi et pilosi.
J
Long, corporis .... mill. 3
Lat. max. »
. , . . » 2
Long, pedum I paris » 4,5
»
» II »
» 41,3
j>
» III »
» 4,5
»
» tV »
» 7, 1
9
4
2,5
5
11
5
7,2
Corpo alquanto scliiacciato, benche il dorso sia leggermente
convesso. Cefalotorace puntuto alFavanti ed incavato alia base
delle zampe; porta un corno basso e ottuso, largo alia base e
subitamente ristretto alia punta, tutto grossolanamente zigrinato, del pari che la prominenza oculare poco alta; dietro di
questa sul margine posteriore, die e procurvo, due tubercoli
rotondi maggiori e lateralmente altri due piii piccoli. Palpi pure
zigrinati con brevi e sottili peli. Mandibole con un piccolo tubercoletto alia base del dito esterno. Zampe provviste di den¬
telli acuti su femore, patella e tibia, che si vedono anche sulle
coscie e trocantere, quantunque minori; la coscia del IY paio
ha una robusta apofisi diretta alFavanti, e la presenta anche
quella del III ma piii sottile e lunga; le apofisi sul I e II paio
non sono manifeste. Addome rotondato alia parte posteriore,
dopo il 5.° gli anelli si ripiegano al di sotto; dorso tutto rozzamente zigrinato, come fosse coperto da minuta sabbia, e percorso da quattro serie longitudinali di grossi e ottusi tubercoli,
sempre piii sporgenti verso Tindietro, ma piii piccoli sul 7.° anello,
(447) LE PRIME CROCIERE DEL YIOLANTE 43
e ciascun anello offre due o tre serie di altri piccoli tubercoli
laterali, meno il 1.°, 2.° e 7.°. In linea trasversale questi tu¬
bercoli segnano gli articoli dell'addome e sarebbero quindi 4
sul 1.°, 2.° e 7.°; 6 ad 8 sugli altri. II 6.° anello e distinto
dal precedente per una solcatura profonda e glabra. Ventre pure
cosparso di molti e piccolissimi tubercoletti ottusi o tondeggianti.
Colore generale del corpo giallo terroso, piu scuro e sporco sul
dorso; femore, patella, tibia ed i molti articoli del tarso imbruniti; mandibole giallognole con Testremita ed i margini interni
delle dita neri; occhi neri.
II sig. Fea raccolse due esemplari di questa specie a Palermo
il 7 ottobre 1875.
Essa si distingue dairiT. monoceros 0. L. Koch (ArachnXY,
p. 108, tav. DXXXIV, fig. 1493) per avere il corno breve e ottuso, tubercoli ottusi e poco elevati sul corpo, colore diverso, ecc.;
dalF H. depressus Canestr. (Opil. itaL> in Ann. Mm. Civ. Gen.,
II, p. 24) per la presenza di un corno sul davanti del cefalotorace, di apofisi alle coscie del IY paio di zampe, mentre manca
quella del II, per Tarmatura del dorso, colorazione generale, ecc.;
dairiT. romanus L. Koch (Beitr. zur Kennt. Arachn. fauna Tirols,
in Zool. Mitth. aus Tirol, 1869. Naturwiss. Abth. p. 165) per la
mancanza di veri dentelli sugli articoli patellari e tibiali dei palpi,
inoltre il romanus e 1' hispanus del medesimo autore (ivi) sono
troppo brevemente descritti per fare maggiori confronti. D'altronde la specie siciliana si avvicina molto piu al Phalangium
oraniense Luc. (Expl. Alg. Artie., p. 301, Aracn. tav. 21, fig. 2)
ed in particolare al Ph. tuberculiferum Luc. (ivi, p. 300, tav. 21,
fig. 1), che io credo di dover portare nel genere Homalenotus,
ma non la si puo riferire a queste di Algeria per diversi caratteri, fra cui il maggior numero e la maggiore sporgenza dei
tubercoli addominali.
59. Opilio luridus, C. L. Koch. 1848. ArachnXYI, p. 50,
tav. DLY, fig. 1534.
Is. d' Elba.
Specie esclusiva della regione mediterranea; comune dalla Liguria alia Calabria, vive anche in Toscana e Corsica.
44
(448)
P. PAYESI
Ord. ACARI.
Fam. RHYNCHOLOPHIDAE.
60. Rhyncholophus canonicalis, n. sp.
' Violaceus, vitta media antrorsum dilatata miniacea, papillis obtusis nigris,
podibus palpisque olivaceis.
Long, corporis ....
Lat. max. » . . . .
Long, pedum I paris
»
»
II »
»
y>
III »
»
»
IV paris
mill.
»
»
»
»
abs.
3
2
5
3
3,7
Corpo assai largo nelle spalle, che va restringendosi subitamente airavanti e termina in angolo acuto, rotondeggiante alia
parte posteriore; pavonazzo pallido, piu intenso verso la linea
mediana, dove esiste una striscia longitudinale rosso-giallastra,
interrotta a meta e airindietro e che arriva appena alia regione
degli occhi, leggermente dilatandosi; essa e continuata all'avanti
da un solco lineare, in principio piii risentito e largo. Parti hoccali testacee. Zampe, coi tarsi alquanto dilatati, in particolare
quelli del I paio, di colore uniforme olivaceo pallido, eccetto le
coscie ed i trocanteri testacei. Ventre violaceo pallido, ma testaceo al contorno ovale dell'ano, situato appena dietro Tinserzione del IY paio di zampe. Tutto il corpo e coperto al disopra
da papille brevi e ottuse o piuttosto peli claviformi; le zampe invece da peli.
II Dott. Gestro ne raccolse un solo esemplare air is. di Capraja il 12 agosto 1875.
Appartiene al gruppo B. di C. L. Koch (Uebers. Arachn. syst.,
III, p. 50), di cui fanno parte i Rh. regaliSj imperialism electoralis, principalisepiscopalis, cardinalis C. L. Koch (Deutschl.
Crust. Myr. u. Arachn., fas. 16, 5-10) e sopratutto si avvicina
al terzo di questi.
(449) LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE 45
In totale, le specie di aracnidi raccolti in queste prime cro
ciere del Yiolante furono 60, appartenenti a 4 ordini, 16 famiglie, 39 generi. Oltre Timportanza grandissima die si deve
attribuire, dal pun to di vista delict geografia zoologica, alle localita d' onde esse provengono, quasi tutte finora aracnologicamente inesplorate, osservo che ho potuto accrescere con cio
il numero delle specie italiane, far conoscere il maschio della
Prosthesima sarda Canestr., annotare altre specie e descriverne
tre nuove per la scienza, cioe YOxyptila guttulata, YHomalenotus
sicanus ed il Rhyncholophus canonicalis.
ELEXCHI PARZIALI DEGLI ARACMDI
DI ALCUNE PICCOLE ISOLE MEDITERRANEE
Is. Gorgona.
Fuscorphis sicanus (G. L. Koch)
Epeira angulata (Clerck)
Synema globosum (Fabr.)
Jleliophams rufitliorax, Sim.
Attus jucundus (Luc.).
Is. Capraja.
Euscorpius carpalhicus (Linn.)
Argiope lobata (Pall.)
Epeira diademata (Glorck)
E. dalmatica, Dol.
E. acalypha, Walck.
E. adianta, Walck.
E. armida, Sav. Aud.
Cgrtophora conica (Pall.)
Zilla x-notata (Clerck)
Titanoeca albomaculata (Luc.)
Oxyptila albimana, Sim.
Lycosa proxima, C. L. Koch
Oxyopes lineatus, Latr.
Aelurops lineatus (C. L. Koch)
Rhyncholophus canonicalis, Pa vs.
Is. dei Topi.
Argiope lobata (Pall.)
P. PAVESI.
Dysdera crocota, C. L, Koch.
4
46
P. PAVESI
(450)
Is. d'Elba.
Epeira acalypha, Walck. Synema globosum (Fabr.)
JL adianta, Walck. Marpessa encarpata (Walck.)
Cyrtophora insulana (Costa 0. G.)
Opilio luridus, G. L. Koch.
Lathrodectus 13-guUatas (Rossi P.) (*).
Is. Pianos a.
Argiopc lobata (Pall.)
Cyrtophora insulana (Costa 0. G.)
Zilla x-notata (Clerck)
Meta Merianac (Scop.)
Steaioda versnta (Blackw.)
Loxosceles erythrocephala (C. L. K.)
Tegenaria pagana, C. L. Koch
Dysdera crocota, C. L. Koch
D. maurusia, Thor.
Thomisus albus (Gmel.)
Oxyptila alb imam, Sim.
0. tristicula (Thor.)
Tarentula radiata (Latr.)
Var. liguriensis (Walck.).
Is. Montecristo.
Argiopc Brunnichil (Scop.)
Epeira diademala (Clerck)
E. acalypha, Walck.
Meta Merianac (Scop.)
Argyrodes gibbosa (Luc.)
Textrix denticulala (Oliv.)
Tarentula radiata (Latr.)
Ocyale mirabilis (Clerck).
Is. Giglio.
E. adianta, Walck.
E. armida, Sav. Aud.
Argiope lobata (Pall.)
Epeira acalypha, Walck.
Is. Giannutri.
Argiope lobata (Pall.)
A. Brmnichii (Scop.)
Cyrtophora insulana (Costa 0. G.)
Dysdera punctata, C. L. Koch
Attus juemdus (Luc.)
Leiobmum agile, Canestr.
Is. Caprera.
Euophrys frontalis (Walck.).
Is. Serpentara.
Argiope lobata (Pall.) Cyrtophora insulana (Costa 0. G.)
A. Brmnichii (Scop.) Argyrodes gibbosa (Luc.).
(#) Sccondo Thiebaut de Berneaud, Voy. d Visle d*Elbe, 1808, p. CG, tav. I;
Lucas in Barker-AVebb et Bcrlhelot, Hist. nat. des lies Canaries, II, 1839, p. 21.
(451)
LE PRIME CROCIERE DEL VIOLANTE
Is. Vacca.
Euscorpius Canestrinii (Fanz.)
Argiope lobata (Pali.)
Enyo nigriceps, Sim.
Textrix coarctata (Duf.)
Prosthesima sarda, Canestr.
Dysdera crocota, C. L. Koch
Cteniza Saumgii (Rossi P.)
Oxyptila albimana, Sim.
Tarentula radiata (Latr.)
Var. liguriensis (Walck.)
Euophrys rufibarbis (Sim.).
Is. Pantelleria.
Troclwsa leopardus (Sund.)
Stegodyphus lineatus (Latr.)
Menemerus semilimbatus (Hahn)
Aelurops lineatus (C. I. Koch).
Epeira angulata (Glerck)
Pholcus phalangioides (Fuessl.)
Tegenaria parietina (Fourcr.)
Textrix coarctata (Duf.)
Dysdera crocota, G. L. Koch
Is. Galita.
Argiope lobata (Pall.)
Epeira angulata (Glerck)
Lithyphantes PaykulUams (Walck.)
Lathrodectus 13-guttatus (Rossi P.)
Var. lugubris (Duf.)
Dysdera crocota, C. L. Koch
Oxyptila albimana, Sim.
Tarentula radiata (Latr.)
Stegodyphus lineatus (Latr.)
Palpimanus gibbulus (Dufj.
47
DELLE
CROCIERE
DEL
« VIOLANTE »
AGGIUNTO M CATALOGO SISTEMATICO DEGLI ARACNIDI DI GRECIA
]Vota del Prof.
FIETR.O
P^VESI
DELL* UNIVERSITA.* DI PA VIA
Se vi seutite turbati dall' orgoglio
di 1aver ottenuta la perfezione in
un opera f e volete guarirvene,
siampate un catalogo•
Stevens.
GENOVA
T1P0CIUFIA DEL R. ISTITUTO SORDO-MUTI
IST©
iIOVI RISDLTATI ARACltOGfCI
DEILE
GROGIERE
DEL,
« VIOLANTE »
AGCiraro m caialoco sistematico decli aiugsidi w grecia
IVotn del Prof.
PIETFLO
P^VESI
dell'universita.' DI PA VIA
Se vi sentite turbati dall1 orgoglio
di aver otteuuta la perfezione in
na* opera, e volete guarirvene,
atampate vn catalogo.
Stevens.
GENOVA
T1P0GRAFIA DEL R. IST1TUTO SORDO-iMUTI
IS1?©
Cap. I.
•A-racnidi raccolti col « "Violante » nel IS^G.
I cortesissimi Sigg. Marchese Giacomo Doria e Capitano En¬
rico D' Albertis di Genova vollero offrirmi da studiare anche le
caccie aracnologiche, fatte da quest' ultimo nella nuova crociera
del suo cutter Violante > toccando, dalla meta di luglio alia
meta di ottobre 1876, isole e coste del Mediterraneo quasi tutte
inesplorate dal nostro punto di vista.
II viaggio ci viene questa volta raccontato dallo stesso ardito
Capitano di mare (1), per cui diro soltanto che veniamo ora a
conoscere alcun poco della fauna di Caprera, Salina e Lipari,
Linosa e Lampedusa e della regione etnea; nuovi materiali ci
sono recati da Cartagine, dalla Galita e Gallitone, da Scio,
Smirne e Besika in Asia Minore, da Costantinopoli e Marmara, e
specialmente da pareccliie celebri localita greche, come le isole
di Milo, Serpho, Santorino, Antiparo, Cervi e Cerigo e da Pikermi nei pressi di Atene sulla strada di Maratona.
In tutto ebbi 47 specie d' aracnidi, appartenenti a 3 ordini,
15 famiglie e 31 generi; due di esse mi sembrano nuove e
I1) Yedi P. Pavesi: Le prime crociere del « Violante » — Risultati aracnologici, con una cartina ed il racconto dei viaggi nel vol. VIII, p. 407 di questi
Annali. Colgo T occasione per ringraziare Y ignoto corrispondente del Caf •
faro (11 Ottobre 1876), che ebbe la bont& di scrivere una rivista assai lusinghiera su questo mio piccolo lavoro; e son lieto di soggiungere che le raccolte che ne furono base, insieme con altre da me illustrate, mi valsero una
medaglia d* oro alP Esposizione industriale-didattica tenuta in Pavia nelP ultimo scorso settembre.
4
p. pavesi
(338)
parecchie furono per la prima volta prese in Grecia, Turchia,
ecc. Se i risultati non sono cosi splendidi quali avrebbe forse
potato fornirci un naturalista o meglio un aracnologo, buon
raccoglitore in quei paraggi, bisogna pero essere grati al Capitano D'Albertis, che continua, da semplice dilettante, a rendere
profittevoli le sue escursioni anche a questo ramo specialissimo
di scienza, oltre a fame fiorire altri.
PROSPETTO DEGLI ORDIffl, FAMIGLIE E GENERI
Cl.
Ord.
Fam.
Gen.
Ord.
Fam.
Gen.
Fam.
Gen.
Fam.
Gen.
Fam.
Gen.
Fam.
ARACHNOIDEA. . . . sp. 47
Scorpiones
»1
Pandinidae
»1
Euscorpius, Thor. ...» 1
Araneae
» 45
Epeiridae
» 10
Argiope, Sav. And. . . » 1
Epeira (Walck.)
»4
Cyrtophora (Sim.). ...» 2
Meta (C. L. Koch)...» 1
Tetragnatha, JjdLtr.. . . » 1
Uloborus, Latr
»1
Therididae
» 5
Linyphia, Latr
»2
Argyrodes, Sim
»1
Lithyphantes, Thor. . . » 1
Lathrodectus, Walck. . » 1
Scytodidae
»3
Pholcas, Walck
»2
Loxosceles, Hein. e Lowe » 1
Agalenidae
»7
Tegenaria (Latr.) . . . . » 2
Agalena (Walck.). . . . » 2
Textrix, Sund
»3
Drassidae
»3
Drassus (Walck.) . . . . » 1
Gnaphosa (Latr.). . . . » 2
Fam. Dysderidae
» 3
Gen. Dysderd (Latr.)
» 3
Fam. Filistatidae
» 1
Gen. Filistata, Latr
» 1
Fam. Theraphosidae
» 2
Gen. Cteniza, Latr
» 1
Nemesia, Sav. Aud. . . » 1
Fam. Heteropodidae
» 1
Gen. Micrommata (Latr.) . . » 1
Fam. Thomisidae
» 4
Gen. ThanatuSy C. L. Koch. » 1
Diaea, Thor
» 1
Xysticus (C. L. Koch). » 2
Fam. Lycosidae
» 4
Gen. Lycosa (Latr.)
» 2
Tarentula (Sund.). ...» 2
Fam. Eresidae
» 1
Gen. Eresus, Walck
» 1
Fam. Attidae
» 1
Gen. Menemerus (Sim.). ...» 1
Ord. Acari
» 1
Fam. Ixodidae
» 1
Gen. Hyalomma, C. L.Koch. » 1
(339)
ARACNIDI
5
ELEXCO CRITICO DELLE SPECIE
1. Euscorpius carpathicus (Linne) 1767. Syst. nat. ed. 12.a
I. II., p. 1137, sub: Scorpio.
Is. Antiparo, airentrata della grotta.
Ne posseggo 5 esemplari, le cui principali dimensioni risultano dal seguente specchio:
Lunghezza totale del corpo, compreso Y ultimo
segmento codale
mill. 24-29
»
del tronco
» 14-16
»
del cefalotorace
» 3-4
»
dei palpi
» 10-13
»
delFaddome
» 10 73-12
»
dei cinque segmenti posteriori delT addome
» 9-10
»
totale della coda compresO il pungiglione
» 9l/2-l2
»
del quinto segmento della coda . » 2-3
»
dell' ultimo
»
»
» » 2 l/2-S
Essi presentano 8-10 denti o lamelle ai pettini (due ne hanno 8,
due 9, uno 10); 8 fossette ocelliformi (uno solo con 7) al margine esterno della superficie inferiore del braccio o quarto articolo dei palpi, la prima delle quali comincia un po' air indietro
dell' apice dell' articolo ; 3 fossette al palmo della mano, in linea
retta obliquando air interno, la posteriore lontana dalla seconda
il doppio di quanto questa dista dalla prima e posta avanti la
meta della mano; colore generale del corpo gialliccio, soltanto
la mano passa al giallo-rossastro nella meta anteriore e al rossobruno lungo le coste e parimenti rosso-bruna e la punta delT uncino.
Non possono essere riferiti air E. jlavicaudis (De-G.), cosi diffuso in Europa, perclie questo ha 13 (10-13) fossette alia su¬
perficie inferiore del braccio e 4 al palmo della mano; ne al
6
p. pavesi
(340)
naupliensis (C. L. Koch), altro del medesimo genere di Grecia,
perche esso ha 12 fossette al braccio, 8-9 alia mano e 7-10
denti ai pettini, comunemente 8-9. Quanto al sistema di colorazione ricordano invece gli Sc. aquilejensis e tauricus di Koch,
specialmente poi il secondo. Ma il tauricus (Arachn. IY, p. 6, tav.
CXI, fig. 255), che avrebbe circa le stesse dimensioni, siccome
gli vengono assegnati 28 mill, di lunghezza totale, presenta al
contrario la coda un po' piii lunga del tronco e soltanto 7 fossette
al braccio. E Y aquilejensis (ibid. Ill, p. 101, tav. CY, fig. 244)
e specie assai piii grande, misurando 44 mill., ha pure coda
proporzionatamente piii lunga del tronco, forma e grandezza diversa dell' ultimo segmento (benche questo sia un carattere sessuale non e da trascurarsi); tuttavia olfre del pari che i nostri
esemplari 9 denti ai pettini, 8 fossette al braccio (e pure in un
caso 7) e 3 al palmo della mano, di cui similmente la posteriore piii lontana dalla media che questa dalla prima. Gli scorpioncini di Antiparo somiglierebbero tanto piu allo S. aquile¬
jensis Fanz. (Scorp. itaL, p. 11, tav. Ill, fig. 6), ma il dott.
Fanzago figura una mano un po' diversa da quella dei nostri
e deir aquileje?isis Koch e le 3 fossette del palmo quasi equidistanti, T ultima delle quali dietro la meta.
In tale difficile quistione io opinerei che gli individui in discorso siano piuttosto giovani, quindi scoloriti, del carpathicus
L. Nulla osta difatti che cosi si chiamino. II carpathicus Koch
ha 10 fossette al braccio, ma i di lui sinonimi secondo Thorell
(Etudes scorpiol., p. 137 (211) nota), lie hanno 8 (banaticus3
concinnus; Oravitzensis) o 9 (provincialis Fanz. non Koch), anzi
il chiar. Thorell mi scrive che ne vide appena 7 appunto nei
giovani; cosi pure Y ultima delle fossette del palmo della mano
e nel carpathicus> come nei nostri scorpioni, avanti la meta e
questa si fa piii o meno lontana dalla precedente.
2. Argiope lobata (Pall.) 1772. Spicil. zool. I, fas. 9, p. 46,
tav. Ill, fig. 14, 15,* sub: Aranea (Epeira sericea aut.).
Is. Gaprera, Salina a La Malfa (Lipari), Nicolosi (Sicilia),
Is. Linosa, Lampedusa, Galita, Cerigo alia Baia di Kapsali,
Santorino, Besika (Asia Minore).
(341)
ARAGNIDI 7
3. Epeira regia, C. L. Koch 1845. Die Arachn. XI, p. 88,
tav. CCCLXXX, fig. 899 (JE. angulata Walck. part. var. C, E.
Gistlii C. L. K.).
Is. Galita, Lipari.
Yarie nel colore piii o meno scuro; una della Galita e quella
di Lipari hanno una macchia bianco-giallognola tripartita fra i
tubercoli omerali. Gli esemplari di Galita e Pantelleria, citati da
me nelle Prime crociere del Violante, p. 27 (431J sotto il nome
di E. angulata (01.), sono invece appartenenti alia regia e tali
pure devono essere quelli d' Algeria indicati da Walckenaer e
Lucas.
4. E. circe, Sav. Aud. 1827. Descr. de VEgypte, 2.a ed., XXII,
p. 338, Aracn. tav. II, fig. 9 (.E. Schreibersii aut.).
Is. Santorino.
5. E. acalypha, Walck. 1802. Fn. paris. ^ II, p. 199, sub:
Aranea (.E. genistae Hahn).
Is. Salina a La Malfa.
6. E. adianta, Walck. 1802. Fn. paris., II, p. 199, sub: Ara¬
nea {Miranda pictilis 0. L. K.).
Is. Caprera.
7. Cyrtophora citricola (Forsk.) 1775. Descr. animp. 86,
n. 27, sub: Araneus (.Epeira opuntiae aut.).
Is. Salina; Taormina, Catania, Etna (Sicilia); Gartagine.
Gli esemplari siciliani hanno un colorito molto scuro , cefalotorace e femori delle zampe quasi neri, questi ultimi leggermente anellati di bruno; invece gli esemplari tunisini hanno
tutti un colore chiaro.
8. C. insulana (0. G. Costa) 1834. Ann. zool., p. 65, sub:
Epeira (E. tritiiberculata aut.).
Is. Caprera.
9. Meta Merianae (Scop.) 1763. Entom. carniol., p. 395, sub:
Aranea (Epeira antriada Walck., M. muraria C. L. K.).
Costantinopoli: Moschea di S. Sofia.
Specie nuova per la fauna turca (1).
(!) Vedi P. Pavesi: Gli Aracnidt turchi, in Atti Soc. ital. Sc. nat., XIX. 1S75
(1876), p. 50. Le specie da me catalogate vanno accresciute anche della Prosthe-
8
p. payesi
(342)
10. Tetragnatha extensa (Linn.) 1758. Syst. nated. 10.a, I,
p. 621, sub: Aranea.
Catania.
11. Uloborus plumipes, Luc. 1846. ExpL Alg., Artie. p. 252,
Arachn. tav. 15, fig. 8.
Etna.
12. Linyphia triangularis (Clerck) 1757. Sv. SpindL, p. 71,
pi. 3, tab. 2, fig. 1, sub: Araneus (.L. montana aut.).
Etna.
13. L. frutetorum, C. L. Koch 1834, in Herr. SchaeiF., Deuischl.
Ins. 127, 19, 20.
Nicolosi.
L' unica feramina adulta presenta a meta del campo nero del
dorso delP addome due paja di punti bianchi.
14. Argyrodes gibbosa (Luc.) 1846. ExpL Alg., Artie., p. 254,
tav. 15, fig. 9, sub: Linyphia (L. argyrodes Wlk., A. epeirae Sim.).
Nicolosi, Cartagine.
L' unico esemplare siciliano, maschio giovane, ha il dorso delT addome interamente argenteo, vedesi appena la striscia nera
mediana longitudinale.
15. Lithyphantes Paykullianus (Walck.) 1806-08. Hist. nat.
Aran., 4. 4, sub: Theridion (Phrurolithus hamatus, lunatus3
enjthrocephalus C. L. K.
Is. Caprera.
Una femmina giovanissima, che ha la fascia bianca anteriore
deir addome continuata ai lati da due macchiette ben distinte,
e 4 macchie decrescenti pure bianche sulla linea mediana del
dorso.
16. Lathrodectus 13-guttatus (Rossi P.) 1790. Fn. etrusca, II,
p. 136, tav. IX, fig. 10, sub. Aranea {Theridion malmignattum
aut.).
Is. Lampedusa.
Fra gli esemplari femminei, alcuni giovani appartengono alia
var. oeidatas Walck. (argus Sav. Aud.), gli altri adulti alia
sima conspicua (L. Koch) descritta su esemplari di Orsova (Arachn. fam.
Brass, III. 1866, p. 149. tav. VI, fig. 90-92, sub: Melanophora).
(343)
ARACNIDI 9
var. lugubris Duf. con Y addome provveduto o privo della fascia
trasversa anteriore, della macchia sopranale e di una o due
striscie gialle o rossastre al ventre.
17. Pholcus phalangioides (Fuessl.) 1775. Verz. Schweitz. Ins.,
p. 61, sub: Aranea (Ph. nemastomoides 0. L. Kocli).
Is. Caprera, Antiparo all' entrata della celebre grotta, Santorino, Monte Pagus sopra Smirne (Asia Minore). ,
Due dei numerosi esemplari di Antiparo sono curiosissimi per
la colorazione ranciata dell' addome, un po' piii chiara al ventre,
e percorsa da una striscia bianca lungo il vaso dorsale; Y occhio
■armato di lente riconosce una reticolazione pallida sulla tinta di
fondo. Essi rammentano il mio Ph. ruber (Aram, in Notizie
nat. e chim. agron. Pavia 1864, p. 109; Aran. ital. in Atti
Soc. ital. sc. nat., XL 1868, p. 863 (126)), che era pero di
color carmino; per cui ritengo anche quello una variazione accidentale e non phi una specie distinta.
18. Ph. rivulatus (Forsk.) 1775. Descr. anim., p. 86, sub: Ara¬
nea (Ph. impressus C. L. Koch).
Is. Salina, Catania, is. Lampedusa, Cartagine, is. Scio.
19. Loxosceles erythrocephala (C. L. Koch) 1839. Die Arachn.
Y, p. 90, tav. CLXVIII, fig. 399-400, sub: Scytodes.
Is. Lampedusa, Pikermi presso Atene.
20. Tegenaria parietina (Fourcr.) 1785. Entom. Paris., sub:
Aranea (T. Guyonii Walck.; intricata C. L. Koch).
Is. Santorino.
21. T. pagana, 0. L. Koch 1841. Die Arachn.* VIII, p. 31,
tav. CCLXII, fig. 612-13 (T. subtilis Sim., variala Thor.).
Is. Antiparo presso la grotta.
22. Agalena labyrinthica (Clerck) 1757. Sv. SpindL, p. 79J
pi. 2, tab. 8, sub : Araneus.
Nicolosi; Is. Cerigo: Baia di Kapsali, Milo fra Skala e Kastro,
Serpho: porto Livadhi, Antiparo: dint, della grotta; Besika,
Is. Marmara: Baja di Palatia.
Gli esemplari greci e della Marmara sono di grandi dimensioni, assai robusti e pelosi, con anello bruno terminale della
tibia ben manifesto.
10
p. pavesi
(344)
23. A. similis, Keys. 1863. Beschr. neuer Spinn., in Yerh. Z.
B. Gesellsch. "Wien, XIII, p. 6, tav. X, fig. 2, 3.
Pikermi presso Atene.
Specie nuova per la fauna greca.
24. Textrix coarctata (Duf.) 1831. Descr. el Jig. de quelques
Aran. in Ann. sc. nat. XXII, p. 358, tav. X, fig. 1, sub:
Aranea (T. ferruginea aut., Lycosoides rufipes Luc.).
Is. Lampedusa.
25. T. vestita, C. L. Koch 1841. Die Arachn., XIII, p. 52,
tav. CCLXVII, fig. 628-29.
Pikermi, is. Antiparo, monte Pagus sopra Smirne.
26. T. Violantis, n. sp.
Cephalothorace longitudine tibiam cum patella IV paris parum superanti,
medio dense albo-piloso, summo margine et regione oculare nigris, fascis
duabus longitudinalibus extrinsecus dentatis fuscis ; palpis pedibusque testaceis, femoribus subter nigro- triannulatis; abdomine nigrescente, fascia longitudinali testacea, antice rubida, supra mammillas duabus lineolis fuscis
transverse incisa, basi lateribusque anticis 2 lineolis et punctis 5-formibus
pilis albidis vestitis; vulva parva, lamina pentagonali rima exeunte, a latere
2 tuberculis rotundis, antice 2 corolliformibus vel geniculatis corpusculis
longis limitata. 9 ^
Long,
»
»
»
»
maxima
mill.
cephalothoracis ... »
abdominis
»
pedum I paris ... »
» II et III paris »
» iv
»
»
5 y,
2%
3
6 ya
6
7 y.
Cefalotorace lungo 2 % per 1 3/4, appena di piu della pa¬
tella e tibia del IV paio di zampe, torace ovale con stria breve,
sottile e solchi laterali raggianti ben manifesti, testa bruscamente ristretta al davanti del I paio di zampe, lunga, che si
allarga ed arrotonda nella parte anteriore; di color testaceo
chiaro, bruno-rossastro sulla convessita della testa, nero nella
regione oculare, die continuasi all' indietro con una breve striscia, filettato di nero sui margini e percorso da due fascie
brune laterali, che hanno origine dai lati della testa e sul
torace, sono profondamente dentellate air esterno, piu scure
(345)
ARACNIDI 11
nei solchi, piu larghe degli spazii testacei; 1' intervallo mediano vestito da peli fitti bianchissimi. Serie anteriore degli
occhi leggermente recurva , i mediani piu piccoli dei laterali,
pin vicini a questi che tra di loro, senza toccarli; serie posteriore piu curva, occhi mediani assai grossi, distanti fra loro un
diametro e piu vicini ai laterali. Clipeo piu lungo dell' area oculare e alto poco meno del quadrato intermedio. Mandibole robuste, convesse alia base, liscie, rivestite di rari peli neri, rossobrune: uncino breve ma robusto. Mascelle e labbro marginati di
bianco all' estremita, le prime testacee, il labbro fosco. Sterno
cuoriforme, tronco all' avanti in linea retta, nerastro, ma largamente occupato in mezzo da uno spazio testaceo, dentellato
sui margini e percorso nel senso della lunghezza da una lineetta
bruna mediana. Palpi testacei, rossastri verso 1' estremita. Zampe
4. 1. 2. 3, robuste, riccamente provviste di lunghi peli e di
spine, coi femori anteriori curvi, fulvo-testacee, rossastre ai tarsi,
ornate da anelli nerastri, die scompariscono alia parte superiore, 3 piu evident! sotto i femori, cioe due presso le estremita
e una in mezzo. Addome con una fascia longitudinale nel mezzo
del dorso, rossastra nel ll3 anteriore, che si restringe e di nuovo
si allarga e si dentella esternamente nella meta posteriore dov' e
testacea e comprende delle macchie cutanee irregolari bianche e
poi due linee trasversali brune, la prima ad accento circonflesso,
la seconda ad arco di cerchio, la quale limita uno spazio ancora rossastro sopra le filiere; questa fascia mediana e marginata di nero. All'esterno di essa, nel
anteriore, vi .e da
ciascun lato una linea longitudinale bianca per peli, che coprono anche la base dell' addome, dove la fascia mediana si
restringe continuata da una macchietta a 7 colla convessita al1' indentro. I fianchi dell' addome sono nerastri all' avanti e poi
di colore fosco, traversato da serie di macchiette
rotonde piu scure, disposte obbliquamente all' indietro, con peli neri e bianchi sparsi. Venire cinerognolo uniforme. Filiere maggiori coll' articolo
basillare nerastro all' esterno e coll' articolo terminale lungo e rossastro. Vulva piccola, presentante una la-
12
p. pavesi
(346)
mina rossiccia pentagonale, ottusa e leggermente incavata alT indietro, la quale esce dalla. rima trasversa; ai lati di questa
due piccoli corpi rotondi, o borse seminali, che si continuano
obbliquando all' esterno; al davanti della rima due corpi rossicci, lunghi, un po' arcuati all'esterno, sporgenti e genicolati,
ossia fatti a coroncina di quattro a cinque nodi o dischetti in
serie continua.
Non posseggo che un solo esemplare 9 a(l. preso a Gaprera
nel luglio. La forma affatto peculiare della vulva e specialmente
quei corpi genicolati, che la precedono, la distinguono da tutte
le altre specie di Textrix; tuttavia dev'essere molto affine alia
jlavomaculata Luc., che yive anche in Corsica, e piii ancora alia
variegata Sim. di Spagna e Marocco. Quest' ultima pero e piii
grande e presenta, oltre una divetsa forma di vulva, di verso
colore dell' addome, un solo accento circonflesso sopra le filiere
e viceversa un' anello nero incompleto di piu sotto i femori.
La chiamo Violantis per ricordare il bastimento che servi a
scoprirla ed il nome della madre delF egregio raccoglitore.
27. Drassus lapidicola (Walck.) 1802. Fn. pans. II, p. 222
sub: Aranea \lapidosd\.
Is. Caprera.
28. Gnaphosa rufula (L. Koch) 1866. Arachn. fam. Brass.> I,
p. 20, tav. I, fig. 12-13, sub. Pythonissa.
Etna.
Specie nuova per la fauna italiana, conosciuta soltanto della
Russia meridionale (Sarepta) e del Turkestan.
L' unico esemplare (V ad.) presenta qualche minima difFerenza
dalle descrizioni e figure del dott. Koch; il cefalotorace non e
piii lungo, ma un po' piu breve dalla patella e tibia del IY paio
di zampe, il filetto corneo interno del bulbo e piu grosso alia
base, repentinamente si stringe e piegasi a doppia curva.
29. G. thressa, Pavs. 1876. Aracn. turchi, in Atti Soc. ital. Sc.
nat. XIX, p. 65 (18).
Pikermi.
Specie nuova per la fauna greca e conosciuta finora soltanto
di Turchia.
(347)
AKACNIDI 13
E assai affine, come ho scritto, alia G. exornata (G. L. Koch),
pure di Grecia, particolarmente alia var. fig. 447 (Die Arachn.
YI, p. 65, tav. CXCYI); ma la vulva consta di una depressione piii stretta e lunga, la costa mediana non si allarga in
mezzo e soltanto all' estremo posteriore, il processo superiore
della tibia e uncinato, cioe rivolto in basso e all'indietro, il
bulbo genitale assai sporgente, conico, piegato verso Tinterno,
i processi curvi posteriori disposti diversamente; sono costanti
le due macchiette nere ai lati del cefalotorace fra i solchi raggianti; le zampe sono piu lunghe.
G. exornata (sec. L. Koch)
I pajo
9-11 mill. $ 8
IY »
9-11 »
SVg
G. thressa
f 18 y2 9 13
17
14
30. Dysdera maurusia, Thor. 1873. Re?n. on Syn., p. 467.
Is. Gallitone (presso la Tunisia).
La larghezza del clipeo e uguale alia lunghezza della tibia I
e non maggiore, come dovrebV essere nella femmina adulta;
neir armatura delle zampe e identica alia descrizione del Thorell.
31. D. Kollari, Dobl. 1853. Beitr. Monogr. Spinnengesch. Dys¬
dera, in Yerh. Z. B. Ges. Wien, III, p. 123 (.D. Weslringii
Cambr.).
Monte Pagus sopra Smirne.
Credo che Tunica femmina, che posseggo, sia da riferirsi a
questa specie descritta su esemplari di Dalmazia. Gli occhi mediani posteriori non sono pero cosi piccoli quanto dice e figura
il rev. Cambridge (Spid. Palest. a. Syria j p. 223, tav. XIII,
fig. 2) per la D. Westringii di Palestina e Siria, gia giudicata sinonima della Kollari, ne gli occhi anteriori piii grandi degli
altri. Non puo essere la D. Cambridgii Thor. (= erythrina Hahn e
Koch) assai affine, perche la base del femore IV e provvista di
una spina breve ed anche pel colore delT addome, che e identico a quello della Westringii. I punti impressi del cefalotorace
sono minutissimi.
32. D. lata, Reuss. 1834. Zool. Misc. in Mus. Senkenb., p. 196.
Is. Antiparo.
14
p. pavesi
(348)
Specie nuova per TEuropa. Non posso riferire Tunica femmina
giovane ad altra specie, particolarmente per la forma e brevita
del cefalotorace. Quanto all' armatura delle zampe si approssima
molto alia D. maurusia Thor., come gia osservo il dott. Thorell
(Rem. Synp. 466); pero, oltre ad avere 2. 1. 1. (1) spine
sul femore IV, ne ha 1 breve sul femore III, ed il clipeo e
piii breve della tibia I.
33. Filistata testacea, Latr. 1810. Consider. gen., p. 121 (F.
bicolor aut.).
Monte Pagus sopra Smirne.
34. Cteniza orientalis, Auss. 1871. L Beitr. lienntn. Arachn.
fam. Territ. in Yerh. Z. B. Ges. Wien, XXI, p. 154 (38).
Pikermi presso Atene.
L' esemplare 9, mentre conviene in tutti i caratteri organici,
differisce nel colore dalla Cteniza descritta dalF Ausserer, in
quanto die Y addome e grigio uniforme, piii scuro in mezzo; la
parte anteriore del corpo e verdastro-uniforme e presenta soltanto una macchia rossiccia ai lati della base e all' estremita
degli articoli che seguono i femori ed il cumulo di spine brevi
della base della tibia IV al lato esterno e pure rosso.
35. Nemesia caemenlaria (Latr.) 1798. Extr. d'un mem. sur
la fam. des Araign. mineuses in Bull. Soc. Phil. II. II. p. 169,
fig. 1, A. F. (iV. Sauvagesii Dorth. sec. Thor.).
Is. Lampedusa.
36. Micrommata formosa, n. sp.
Cephalothorace patellam -f- tibiam I paris longitudine aequanti, testaceo,
yitta media lata vittisque par vis lateralibus et marginalibus fuscis notato,
area oculari rosea; oculis posticis crassiusculis, intervallo diametri minore,
oculorum serie antica recurva, mediis minimis dimidium circiter posticorum; pedibus robustis, testaceis roseo-punctulatis; abdomine testaceo,
lineolis miniaceis a latere variatum, vitta longitudinali media fusca intense
miniaceo-marginata, vittis flavis extrinsecus duplicata. 9 juv•
Long, maxima
»
cephalothoracis
» abdominis
Lat. cephalothoracis .
Long, pedum I paris .
mill. 8
. » 4
» 5
. » 3
. » 11
(349)
ARACNIDI 15
Long, pedum II paris mill.
»
»
in
»
»
»
IV »
12 circ.
io y,
14
Cefalotorace convesso, lungo come patella + tibia del I paio,
con ristringimento soltanto al davanti dell' inserzione di esso,
parte cefalica breve, rotondata, stria toracica breve e poco sen¬
sible, rivestito da peli brevi sugli spazii scuri e da lunghe setole anteriormente ; di colore testaceo pallido, carminato nella
regione oculare, percorso in mezzo da una fascia ben definita
e larga circa come lo spazio occupato dagli occhi anteriori,
a cui giunge senza dividersi, bruno-rosea; una
linea irregolare di maccliiette brune parte dagli
occhi laterali posteriori e, mantenendosi parallela al margine del cefalotorace, piii vicina ad
esso che alia fascia mediana, va fino alia parte
posteriore; margine del cefalotorace bruno. Occhi
circondati da una zona nera; i superiori abbastanza grossi, in serie leggermente procurva, quasi equidistant!,
separati da un intervallo di poco maggiore del loro diametro;
gli anteriori in serie piii recurva die retta; i mediani assai
piccoli, circa Yg ^ superiori, separati da uno spazio eguale
al loro diametro e molto piii vicini ai laterali che tra di loro;
laterali appena piii grossi dei superiori. Clipeo 1I3 piii alto del
diametro degli occhi laterali anteriori, da cui proviene una striscia ondulata rosea che arriva fino al margine. Mandibole grosse,
verticali, irte di setole sul davanti, con macchiette rosee alia
base. Mascelle, labbro, palpi e sterno bianco-testacei, con brevi
peli sparsi e setole. Zampe robuste, 4. 2. 1. 3, con spine lun¬
ghe, sottili, bianche nella meta basale, nere nel resto; il femore I ne porta una piii lunga all' innanzi dopo la meta, la
tibia IY due al disopra, una basillare 1' altra alquanto discosta
dairestremita, e 2. 2. laterali; scopula poco evidente; coscie e
base dei femori, specialmente del IV paio bianco-testacee, nel
resto le zampe sono testaceo brune, sparse di macchiette rosee
e con le estremita dei tarsi nere. Addome ovoide, lungo, fornito di peli brevi, testaceo chiaro, cosparso sui lati da lineette
16
p. pavesi
(350)
rosee e percorso in mezzo da una fascia longitudinale, che finisce a punta sopra le filiere, testacea air innanzi, rosea indietro, limitata da due sottili linee di color carmino intenso e
nella porzione anteriore duplicate da fascie giallo-chiaro; ventre
testaceo^ sparso di piccolissimi punti rosei. Organi genitali indistinti.
Una sola femmina raccolta a Lampedusa. Non esito a descriverla, quantunque non conosca la forma adulta, perche ha caratteri rimarchevolissimi. E molto affine alia M. ornata Walck.
(partim auct.) e alia fulva Sim., ma senza dubbio distinta. In essa
gli occhi superiori o della seconda serie sono abbastanza grossi e
non assai piccoli; distano reciprocamente meno del doppio del loro
diametro ed in quelle invece il doppio od il triplo; la serie an¬
teriore vista dal disopra e recurva e non retta; i mediani anteriori sono circa la meta dei superiori e non eguali o maggiori
in grossezza; diverso inoltre e il colore del cefalotorace, essendo
la fascia mediana fosca ben definita, larga e non divisa all'avanti, e presentando fra essa ed il margine fosco del cefaloto¬
race un' altra linea di macchiette, che partono dagli occhi laterali posteriori.
37. Thanatus lineatipes, Sim. 1870 (non Cambr. 1876) Aran.
nouv. ou peu conn. du midi de I3 Europe> I, p. 62, in Mem.
Soc. roy. Sc. de Liege.
Is. Cervi (al nord di Cerigo), Monte Pagus sopra Smirne.
Specie nuova per la fauna greca.
E. Simon nelF opera Arachn. de France (III. 1875, p. 320)
descrive un Th. 7%uJipesJ> che forse e identico al lineatipes, di
Spagna come il precedente. Egli cita « E. S. 1870 » ; ora il
Simon nella memoria Aran. nouv. surricordata non descrive
alcuna specie di Thanatus col nome di rufipes, ed io credo tanto
phi che siagli qui incorso errore, perche in Arachn. de Fr.
(p. 321) dice che Cambridge trovo il rufipes anche a Smirne,
da cui provengono pure due de' miei esemplari
e 9)^
quali converrebbe meglio la descrizione del lineatipes. Quest' ul¬
timo ha bensi la priorita, ma non si deve confondere il Tha¬
natus lineatipes Sim. 1870 coll' omonimo pubblicato recentemente
(351)
ARACNIDI 17
dal rev. Cambridge {Egypt. Spid. in P. Z. S. of London 1876,
p. 591).
38. Diaea globosa (Fabr.) 1775. Syst. entom., p. 432, sub:
Ai'anea. (Thomisus rotundatus aut.).
Catania.
39. Xysticus bufo (Duf.) 1820. Descr. de cinq Araclin. nomin
Ann. gen. des sc. phys., Y, p. 206tav. LXXYI, fig. 4, sub:
Thomisus.
Smirne.
40. X. bliteus (Sim.) 1875. Araclin. de France, II, p. 236,
tav. YII, fig. 25, sub: Oxyptila.
Is. Caprera.
L' unico esemplare (9 giov. lunga mill. 3, 5 circa) concorda
nei caratteri principali soltanto con la specie descritta dal Simon
su individui della Corsica meridionale. Non presenta pero la piccola spina sul femore del IY paio, benche abbia quelle del II
e III; inoltre i femori non sono bruni che disopra verso T apice
ed il dorso deir addome ha due lineette trasversali nere, die
separano la meta anteriore dalla posteriore, e dietro, in macchiette brune oblique, i residui di altre simili linee, per modo
che ricorda in questo la femmina dello X. pralicola C. L. Koch.
41. Lycosa proxima, C. L. Koch 1848. Die Arachn., XY,
p. 53, tav. DXYII, fig. 1453-54, sub: Lycosa (Pardosa).
Is. Caprera.
42. L atomaria, C. L. Koch. 1848. Die Arachn., XV, p. 31,
tav. DXII, fig. 1437, sub: Lycosa (Leimonia).
Pikermi presso Atene.
L' unico esemplare ($ ad. lunga 8 mill.) presenta una colorazione del dorso dell' addome irregolare, per macchie brune
e non disposte in linee trasverse; il secondo allargamento della
fascia mediana phi chiara del cefalotorace e quasi eguale o appena maggiore del primo; sterno bensi nerastro, ma con tre
o quattro macchiette giallo-brune da ciascun lato ed una striscia del medesimo colore in mezzo che non arriva fino air estremita posteriore; vulva in forma di fossetta larga, percorsa in
mezzo da una carena rossastra, che comincia tronca in linea
P. Pavesi
2
18
p. pavesi
(352)
retta poco dopo il margine anteriore, al di dietro si dilata,
manda due piccoli processi lateral! ed obliqui, ciascuno dei quali
limita uno spazietto bruno e termina rotondo.
43. Tarentula narbonensis (Latr.) 1806. Gen. Crust, et Ins.,
I, p. 119, sub: Lycosa tarentula narbonensis (L. melanogaster
Latr. Thor.).
Is. Lampedusa.
Non sono in grado di distinguere dalla narbonensis le molte
$ ad. o giov. quivi raccolte, quantunque discordino in qualche
punto dalla recente descrizione e figura di Simon (Arachn. de
Fr. III. 1876, p. 241; Revis. esp. europ. du groupe de la Lycosa
tarentula, 1876, p. 78, tav. 3, fig. 1 e 2). Osservo che Y epigina negli esemplari adulti e meno larga ed ovale; il pezzo mediano alquanto si strozza prima di dilatarsi in trapezio terminale,
perche i due solchi laterali sono piii convergenti; il loro allargamento, quando si ripiegano all' avanti airinterno, si avvicina
dippiii al pezzo mediano; quest'ultimo poi, nella parte anteriore
dei solchi, sporge con due tubercoli oblunghi, in mezzo ai quali
prende origine il leggiero solco mediano. GY individui giovani presentano Y epigina press' a poco eguale alia suddescritta. Questi sono
di color chiaro, con anelli delle zampe appena manifesti; gli adulti
assai scuri, con la macchia nera del ventre estesa fino alle filiere
senza restringersi, lo sterno e le coscie d'un rosso-bruno uniforme o bruno-nero. Altri forse potra, io non credo di dare alle
indicate differenze un valore specifico; in parte saranno varieta
locali, forse anche dipenderanno da piccole imperfezioni di disegno, di cui abbiamo parecchi esempi nella tavola del Simon.
L' egregio aracnologo francese sostiene che le specie di questo
gruppo, eccetto la T. radiata, siano molto piu localizzate di
quanto si pensa e che la narbonensis sia propria soltanto della
Francia meridionale; le licose della Russia, Italia, Spagna, Al¬
geria , ecc. cosi chiamate dagli autori, secondo lui, sono diverse
da essa e tra di loro, onde le denomina e descrive come nuove.
Limitandomi alle osservazioni proprie, non solo affermo che gli
esemplari di Lampedusa sono di narbonensis, ma identifico con
essa anche quelli delle is. Yacca e Galita, da me catalogati nelle
(353)
Aracnidi 19
Prime Croc. Viol. p. 38 (443) sotto il nome erroneo di T. radiata (Latr.) var. ligiiriensis (Wlk.). II
ad. (di Galita), quantunque abbia le parti boccali, lo sterno e le coscie uniformemente bruno-rossastre, non nere, mi ha convinto ch' e di narbonensis, presentando una struttura del bulbo genitale che collima colle descrizioni degli autori e dello stesso Simon, persino nelle minutissime strie concentriche del corpo anteriore. lo
divido pertanto la piii comune opinione che la- narbonensis non
e chiusa in un' area geografica cosi limitata.
44. T. radiata (Latr.) 1817. Nouv. Diet. hist. nat.y 2.a ed.
XVIII, p. 292, sub: Lycosa (L. captans Wlk., L. tarentuloides
liguriensis Wlk., T. famelica 0. L. Koch, ecc.).
Is. Caprera, Pikermi presso Atene, Monte Pagus sopra Smirne.
L/ esemplare ( 9 ad.) di Grecia appartiene alia var. ligurienm
p. Thor.
45. Eresus lineatus, Latr. Nouv. Diet, hist. nat. X, p. 393.
Catania.
Simon (Note sur la fam. Eres. 1873, p. 337) dice comune a
Catania Y adspersus C. L. K.; questo esemplare ($ giov.) pero
e senza dubbio il lineatus Latr. var. fuscifrons C. L. Koch.
46. Menemerus semilimbatus (Hahn) 1829. Monogr. d. Spinn.
5, tav. 3, fig. B, sub: Salticus (Euophrys vigorata C. L. Koch,
ecc.).
Is. Lipari, Pikermi.
47. Hyalomma hispanum (Fabr.) 1793. Entom. Syst., IV, p.
426, 5, sub : Aearus.
Is. Caprera.
Specie nuova per la fauna italiana.
20
P. PAVESI
(354)
Cap. II.
-A-raeuidi di Grrecia (t)
La favorevole circostanza di esaminare i sopracitati pochi
aracnidi di Grecia, raccolti col Violante nel 1876, mi stimolo
a redigere un catalogo ragionato e per quanto possibile com¬
plete) di quelli che vivono nell' interessantissima e classica Ellade, togliendo le indicazioni da tutte le opere speciali di cui
posso disporre.
lo spero che quest' elenco non sara per riuscire discaro agli
studiosi di aracnologia e di geografia zoologica, poiche tali in¬
dicazioni sono troppo sparse per farsi un'idea generale della
fauna greca. 1/ opera pubblicata dalla Commissione francese, che
esploro il Peloponneso al tempo delFeroica guerra d' indipendenza e assai poco nota, eppure contiene importanti dati, descrizioni e figure di ben 25 specie d' aracnidi, dovuti alle ricerche ed agli studii del sig. Brulle. C. L. Koch ne illustro molte
dell' Argolide, che ricevette dalF attivissimo dott. Schuch, me¬
dico militare a Nauplia; il rev. 0. P. Cambridge nel 1864 visito Corfu e vi prese parecchie specie, che egli medesimo, il
dott. L. Koch ed il sig. E. Simon hanno fatto di pubblica ragione; finalmente nel 1866 J. Erber perlustro di nuovo Corfu
e-siTeco anche a Tinos-e Sira, raccogliendovi altre specie, che
furono descritte dai sullodati chiarissimi aracnologi di Norimr
berga e Parigi, non che dal prof. A. Ausserer.
Le specie nuove del Brulle sommano a 12, ma soltanto 4
vennero discusse in seguito, ciosla Lycosa albofasciata e gli Eresus
Walckenaerii> Theisii e Audouinii, mentre le altre caddero in dimenticanza; ho cercato pertanto di ristudiarle tutte accuratamente, confrontandole con -quelle descritte dagli autori piii re(*) Lessi una comunicazione preventiva di questa seconda parte del mio
lavoro nelP adunanza del 17 maggio 1877 del R. Istituto Lombardo di Scienze
e Lettere {Sugli Aracnidi di Grecia, in Rendiconti R. 1st. Lomb., serie II,
vol. X, fas. 11, p. 323).
(355)
ARACN1DI 21
centi. Da quest' esame mi risulto che a parecchie dovevansi restituire i nomi del Brulle, primo ad occuparsi dell' aracnologia
greca e ad illustrarle. Spero di aver colpito nel segno col dimostrare che dobbiamo ora chiamarle cosi come ho detto nel testo,
e che mi sara fatta venia se, dalle troppo brevi ed incomplete
descrizioni e dalle figure poco comprensibili dell' Exploration scientifique de Moreej non ho saputo indovinare meglio gli equiva¬
lent! nomi moderni.
Ho escluso poi dal mio catalogo tutti quegli aracnidi che il
Simon gratuitamente assegno alia fauna ellenica e Y ho corredato della loro distribuzione nei circostanti paesi e di note si
stematiche a proposito di molte specie.
La fauna greca, cui recano tenue tributo anche le ricerche
del D'Albertis, ridotta ai limiti dei fatti accertati, risulta composta da 191 specie d' aracnidi, comprese in 6 ordini, 25 famiglie e 83 generi. Paragonandola a quella d' Italia, colle pubblicazioni del prof. Canestrini e mie, della"Palestina e Siria e
dell' Egitto, secondo i]' rev. Cambridge, della Russia meridionale, secondo il prof. Thorell, della Turchia col catalogo che
io ne diedi T anno scorso, ecc. presenta in comune con:
Italia e isole. . . .
Palestina e Siria . .
Basso Egitto....
Turchia e Gandia . .
Russia meridionale. .
Tunisia
Dalmazia ed isole . .
Asia Minore ed isole .
sp.
»
»
»
»
»
»
»
95
55
38
37
35
28
19
16
Questi rapporti riusciranno piu intimi e reali, quando alcuni dei suddetti paesi saranno piii studiati dal lato aracnologico. Ma, viceversa, la Grecia offre 67 specie esclusive sopra 191,
quindi circa il 35 p. %, che discende al 28 per i ragni, ma sale
all' 83 per gli opilioni; nel catalogo queste specie sono contrassegnate da un asterisco (*) per distinguerle a prima vista.
Nessun paese d' Europa ne alberga ultrettante in cosi piccolo
22
p. payesi
(356)
spazio e tutto fa presumere che esse cresceranno anche in proporzione dell' aumento generale, die subira la fauna greca con
nuove ricerche. La Turchia p. e. si riduce ad averne a mala
pena il 15 p. % e Y Italia, che vanta una fauna aracnologica
forse tripla della Grecia, non regge al di lei confronto. lo credo
di spiegarmi questo fatto notevolissimo considerando Y estrema
divisione della Terra Achea in un gran numero di isole, le
quali ognidove sono culla di specie proprie; in prova vediamo
che queste assai piu della meta sono insulari.
Ad ogni modo la fauna in quistione risulta meridionale, mediterranea ed orientale, dal contenere molti generi (Buthus,
luruSj solpughe, Lathrodectus > LoxosceleSj Uroctedj OecobiuSj
Oyrtocarenumj SelenopSj Eresus, ecc.) ed alcune specie, che non
varcano certi limiti di latitudine e longitudine.
Gl. ARACHNOIDEA.
Ord. SCORPIONES.
Fam. ANDROGTONIDAE.
Gen. BUTHUS (Leach),
1. B. europaeus (Linne) 1754 (non 1758). Messene (Brulle,
in testo: Buthus Dufoureius, in errata e tav.: Androctonus Dufoureius); Grecia (Gervais: Scorpius (Androctonus) octitanas;
Pavesi: Androctonus occitanus e Buthus europaeus).
Hab. — Italia (l)9 Turchia?, Cipro, Egitto, Tunisia.
c1) Mantengo la citazione « Italia » ad onta della replica del dott. F. Fanzago (Sullo Scorpius Jlavicaudus De-Geer, in Annuario Soc. Nat. Modena, X.
1877, fasc. 4.°) alia semplice osservazione, che gr iadirizzai Tanno scorso
(Aracn. turchi, in Atti Soc. ital. Sc. nat. XIX. 1876, p. 56, estr. p. 9). Dal fatto
che manca nel Museo di Padova il Buthus europaeus L. 1754 (non 1758 ecc.) o
occitanus o tunetanus, con provenienza italiana, o dal fatto che il Fanzago,
ne altri oggidi siano riusciti a ritrovarlo in Italia, non deriva che questa
specie si debba espungere dalla nostra fauna, quando vi e riferita da parecchi
autori. II Fanzago scrive (a pag. 4) « Che il Gervais dia come italiano, oltre
che deir Egitto, Grecia etc., lo Sc. occitanus, e vero, ma Taccetti chi vuole ,
per me non ha forza di legge. Gonverrebbe sapere a che fonte r ha attinta
(357)
ARACNIDI 23
Oss. — Dalla descrizione e figura del B. Dufoureius Brulle
(.Exped. so. de Moree> III. I. 2, p. 58, tav. XXVIII, fig. 2) e
quella notizia, che piii volte il Naturalista francese, nella sua Storia Naturale
degli insetti atteri, lascia qualche cosa a desiderare. II prof. Pavesi poi non
ha in proposito osservazioni proprie, alle quali non avrei soggiunta parola ».
Con ci6 egli mostra d' ignorare affatto che gi& Linne, nelT ed. YIa del Systema
naturae (Stockolmiae. 1748, p. 68), chiamandolo prima italicusy implicitamente
ammise e, flssando poi il suo nome in europaeus nel Museum Regis AOolplvi
FritXerici (Holmiae. 1754, p. 84) esplicitamente dichiar6che « Habitat in Italia
= Bor i Italien ». Non occorre che io mi estenda adesso a dimostrare essere
lo Scorpius europaeus L. 1754 il Buthus in discorso e non lo scorpione generalmente chiamato europaeus, ossia una forma di Euscovpius, avendo gia sufficientemente trattata la quistione il prof. Thorell (Onthe Class, of Scorpions,
in Ann. a. Mag. of Nat. Hist. 4.a serie, XVII. 1876, p. 7, nota2; Etudes scorpiologiques, in Atti Soc. ital. sc. nat. XIX. 1876 (ed. marzo 1877) p. 165 (91), 206 (132),
•207 (133), 211 (137)). Seal dott. Fanzago non pareva di accettare quella indicazione di patria del Gervais, doveva per lo meno mettere il Buthus europaeus
in appendice, come « species invisa » ed incerta per la nostra fauna, ma non
mantenere al proposito 1'assoluto silenzio in un lavoro, che si annuncia col
titolo: Monografla degli scorpioni italiani (Atti Soc. Yen. Trent. Sc. nat., I,
1872, p. 85, tav. III). E il buon metodo universalmente adottato , perch6 non
ci sarebbe piii progresso se dovessimo soltanto basarci sui fatti veriflcati da
noi medesimi, si comincierebbe sempre da capo se non ci fondassimo un poco
anche su la tradizione o le indicazioni altrui, quando non si provino insussistenti, gratuite o false. Ora noi abbiamo nessun diritto d'impugnare Tasserto di Linne, che non pud essersi immaginata la patria 6.e\Veuropaeus 1754;
e, ripeto, tentando nuove ricerche lo troveremo senza dubbio, perche 6 una
specie che vive nei dipartimenti meridional! della Francia attigui alia nostra
Liguria e forse in tutto il littorale mediterraneo.
II dott. Fanzago per6 non si limita ad attaccarmi su questo punto; T ultima
sua noticina scorpiologica sembra scritta apposta contro di me, come non
risponde affatto al titolo, di cui Tautore abusa per infliggermi lezioni piu
o meno aspre e non provocate, senza dire alcun che di nuovo intorno air argomento principale. Io non risponderd certo alia chiusa, lasciandone a chiunque una sentenza imparziale, per restringermi a replicare sulla parte scientifica. In primo luogo diro che, imprendendo Tesame critico di una specie,
fa d' uopo ricorrere alle fonli e non si va a prestare le descrizioni di seconda
mano, come fa il Fanzago quando comincia cosi « Paolo Gervais caratterizza
lo Sc. flavicaudus De-Geer colle seguenti parole:
». Egli poteva piuttosto riferiree discutere la frase e la descrizione del De-G^er {MSmoirespour
servird V histoire des Insectes, VII. 1778, p. 33(J, tav. 40, fig. 11-13), ch6 forse non
avrebbe scritto cosi facilmente e troppo leggermente concluso in siffatto
modo (p. 2-3) « io riteneva che lo Sc. flavicaudus di De-Geer restasse senza
significato; non era opportune porre in sinonimia di questa non definita e
che lasciava sempre dietro a se il dubbio, una specie ben definita ed ampiamente descritta da piu Autori. Inspirato a questo principio, nella mia mo¬
nografla succitata, esclusi del tutto lo Scorpio del De-Geer». Questo principio
urta contro le leggi finora stabilite della nomenclatura, trattandosi tanto piu
di una specie al contrario definita, pubblicata e figurata dal De-Geer; con si-
24
p. payesi
(358)
difficile poter concludere se piuttosto a questa specie, o al pelojwnnemh 0. L. Koch esso appartenga. Quanto al numero dei
mile ragionamento saremmo tenuti a cassare tutte le specie di Linne, di
Fabricius, ecc. Ma e piii sorprendente il periodo che fa subito seguito, quantunque apparisca che dovrebb* esserne staccato col mezzo d*un altro che trovasi piii in basso: cioe, dopo aver riferita T informazione, scrittagli dalprof.
Thorell, che il flavicandis De-G. corrisponde al massiliensis di Koch, dice
« questa notizia 6 sorta per una fortunata circostanza che non altera menomamente la regola che in simili casi devesi seguire ». Dunque una penosa
ricerca bibliografica e complicata discussione, V esame e la determinazione
di tipi&e\ De-Geer, per cui viene decisa in appello una sinonimia, sono fortuiti
e la regola sarebbe di respingere un nome cosi stabilito?! IS vero che questa
« regola » ha il merilo di essere affatto nuova e che non potra essere adottata che dal suo autore ! Ne appena il massiliensis Koch dovrd tradursi in
flavicaadis De-G. nella monografla del Fanzago. II Thorell (Etud. scorp
p. 211 (137) nota) ha or ora dimostrata anche erronea la sua determinazione
del provincialise che non e il provincialis Koch, ma il carpathicus Linn.; cd
a me pare altresi assai dubbio che T aquilejensis Fanz. sia T aquilejensis Koch,
specie molto piii grande, che non ha la stessa forma di mano ne equidistant!
le caratteristiche fossette del palmo della mano , come figura il Fanzago
(fig. 6), ma « es befinden sich drei Griibchen in der gewohnlichen Reihe, wovon
das hintere weiter als das vordere von dem mitlern entfernt steht » (G. L.
Koch. Die Arachn. Ill, p. 101, fig. 244). Quindi il dott. Fanzago venne ad aumentare la confusione che gi& esisteva a riguardo dei supposti otto Euscorpii
nostrali, che insieme cogli europei in genere, attendono tuttora una mono¬
grafla seria dalla penna d* un valente aracnologo, il quale avesse a disposi,ziono un gran numero di esemplari e di forme, specialmente dalle provenienze di quelle del Koch, tanto a torto riunite sotto i nomi di europaens o
di flavicaudis, quanto a torto distinte ed elevate tutte al grado di specie.
Non voglio dire con ci6 che Tunica specie nuova pubblicata dal Fanzago, lo
Sc. Canestrinii, sia da confondersi con altre ed anclT io T ho ritenuta valida
nella memoria: Le prime crociere del Violante (Ann. Mus. civ. Genova, VIII.
1876, p. 430 (26)); e una specie che differisce dal carpathicus anche per la coda
piii esile, carattere di cui il Fanzago non fa cenno. A tal proposito anzi sono
ben lieto di sentirmi « rammentare » che il chiar. prof. Targioni-Tozzetti
{Annuario scient. industr. Anno IX. 1872 (non 1S73) parte II, p. 512 (non 912))
ha trovato pure sui monti pisani questa nuova specie. La quale indicazione
non mi sarebbe sfuggita, e non avrei scritto che il Canestrinii e esclusivo
della Sardegna, siccome sono solito a fare tutte le indagini bibliografiche necessarie, se non fosse stata data per incidenza in un* opera destinata piu al
popolo che agli specialist], i quali conoscono gia i lavori di cui tratta PAn¬
nuario prima di quando esca alia luce. Non giungo poi a comprendere cosa
abbia voluto dire il Fanzago con queste parole « Anche nella vecchia raccolta del Museo di Padova esisteva un Androctonus stenelus di Koch, maTho
trovato legato assieme a due esemplari del funestus provenienti dalF Al¬
geria (p. 4) ». Forse ch' egli crede che lo stenelus sia proprio sinonimo delT europaeus, come io ho supposlo (Aracn. turchi, p. 56 (9)), contrariamente
al Simon, che lo pensa un leptochelis Hempr. Ehr. (Arachn. de Syrie, in Ann.
Soc. entom. Fr., 5.a serie II. 1872, p. 2:0) e vuol escludere r idea di una pro-
(359)
ARACNIDI 25
denti dei pettini vi e discordanza fra il testo e • le tavole; un
numero cosi basso (10-11) coin e indicato nel testo e assai improbabile nel genere ButhuSj, invece va meglio il numero (21)
die si osserva nella tavola (fig. 2.c). Per questa ragione si
avvicinerebbe dippiii al 'peloponnensis (die ne ha da 20 a 30
secondo C. L. Koch, 21-21 secondo Simon), mentre le di¬
verse forme di Buthm, descritte e figurate dal Koch hanno
sempre un numero superiore (25-28 circa) di denti dei pettini.
Ma il peloponnensis ha coda piu robusta; la bolla velenifera granulosa alia superficie e non liscia come nel Dufoureius; dentellature e non lobi alle carene inferiori del 5.° articolo; il 3.°
degli occhi lateral! maggiori un po' piu in basso degli altri e
non sulla medesima linea retta, e la carena dei tuberQoli sopraciliari abbassata e non sollevata sopra di esso, come vedesi
dalla figura (2.a) del Dufoureius. Nessun altro carattere possiamo rilevare in questa specie del Brulle fuorche il colore. Ora
esso e detto verde scuro e nerastro sul corpo, rossastro pallido
•alle zampe e al segmento terminale della coda, nem air uncino;
cio che si osserva nelF Androetonus ajax di Koch (Arachn. VI,
p. 53, tav. CXCIII, fig. 467), messo tra i sinonimi o varieta
locali delF europaeus o lunelanus anche dal Simon (Arachn. de
Syrie, p. 251), mentre il peloponnensis e interamente giallo con
venienza italiana anche dell' esemplare del Museo di Padova? Ma le raccolte
antiche dei nostri Musei, prive in generale di indicazioni precise di patria,
non si devono citare nelle faune, altrimenti rischieremmo di emulare p. e.
quel tal Prodromo della fauna cremonese, che conterebbe, secondo Pautore
fortunatamente ignoto, lo scoiattolo volante, gli avoltoi papa e gryphus , il
Serpentarius, la Diomedea exulans e via dicendo. Tutto il resto della noticina del Fanzago non paga la pena di parlarne, e sarebbe stato molto piii
utile alia scienza una seconda edizione della sua Monografia, doveegli si curasse anche delle citazioni jtaliane di scorpioni nostrali, invece di dir tutlo
a nuovo, facesse molte necessarie aggiunte nella parte critica delle specie, ne
desse piu accurate descrizioni e cancellasse non pochi errori, quale sarebbe
di dire che il numero delle lamelle dei pettini « non varia tra gT individui di una medesima specie >» (p. 77, estr. p. 3).
Nemico dei petegolezzi e scevro da ogni animosita contro chi mi permetto
di criticare a vantaggio dei nosfcri studii, coir esprimere il mio, debole parere e senza pretendere all* infallibile, lermino questa nota dichiarando che
non rispondero piu a qualunque pubblicazione che per avventura il dottor
Fanzago credesse di fare di nuovo contro di me su tale argomento.
26
p. pavesi
(360)
3 striscie brune sul dorso, giallo chiaro air ultimo articolo della
coda, che ha il pungiglione rosso-bruno. I caratteri orismologici
e di colore del Dufoureius combinano abbastanza bene con quelli
deir europaeus da autorizzarmi a crederlo sinonimo.
2. B. peloponnensis (C. L. Koch). Grecia (0. L. K.: Androctonus; Sim., Pays.).
Hah. — Asia minore.
Fam. PANDINIDAE.
Gen. 1URUS Thor.
3. I. gibbosus (Brulle). Morea (Brulle: Buthus; Gerv.: Scorpius; C. L. Koch: Buthus granulatus; Lucas: Scorpius gibbus
laps, typ.; Pays. 1876: Euscorpius); Grecia (Thor. 1877: lurus
granulatus).
Hob. — Is. Gandia, Rodi; Egitto.
Oss. — La descrizione di Brulle (Exped. sc. de Moree j III. I.
2, 1832 p. 57, tav. XXVIII, fig. 1) del suo Buthus gibbosus
e quasi incomprensibile e non corrisponde manco alle figure,
ne per molti caratteri organici, ne pel colore, tanto che si potrebbe quasi sospettare uno scambio di segnatura col B. Du¬
foureius; ma la figura ricorda troppo bene il Buthus granulatus
C. L. Koch (Arachn. IY. 1838, p. 46, tav. CXXII, fig. 279).
lo (Aram, turchi> p. 57 (10)) Y ho riferito al genere Euscorpius
sulla fede di Gervais (Ins. apt., III. p. 66) e di Lucas (Artie,
de Crete> in Rev. et Mag. Zool., serie 2.a, V. 1853, p. 527),
che lo danno per uno Scorpius p. d.; ma ora che posso consultare a beir agio Y opera di Brulle correggo sollecitamente Y errore in cui sono caduto, perche esso non e uno Scorpius ^ bensi
un Buthus nel senso antico, avendo 3 e non 2 occhi laterali minori, come vedesi dalle figure l.a, l.b La forma e lunghezza del
cefalotorace, particolarmente Y incisione del margine anteriore e
la forma dei lobi frontali: la posizione e reciproca distanza
degli occhi dorsali e laterali: le due linee di granulazioni che
partono da questi ultimi e convergono agli occhi dorsali: la
(361)
ARACNIDI 27
forma della coda e specialmente del 1.° articolo piii stretto al1' indietro: le coste granulose dei palpi, i denti robusti del lato
interno del braccio e sopratutto la forma e le coste granulose
della mano, visibilissime nella figura: il numero dei denti dei
pettini (benche nella descrizione indicati 22-23, nella fig. l.c
soltanto 9 e sono 10-11 secondo Koch, 13-14 secondo Thorell):
il colore bruno-rossastro piu chiaro sulle zampe (quantunque
nella descrizione detto giallo sporco, un po' verdastro sul corpo):
le considerevoli dimensioni (lungh. totale 9 70mm,
55 sec.
no a
mm
Brulle; 1/ 9'" sec. C. L. Koch; 9 fi
100
68 sec.
Thorell) sono tutti caratteri del Buthus granulatus di Koch, riferito al nuovo genere lurus da Thorell (Etud. scorp., p. 193
(119)) che ne descrisse per la prima volta il maschio. Brulle lo
dice comunissimo nella Morea, il che avvalora la mia opinione,
essendo ben poco probabile che il dott. Schuch abbia preso del
pari inJMorea e spedito al Koch un altro scorpione del medesimo
tipo del Buthus gibbosus qual sarebbe il granulatus. Il nome di
Brulle ha la priorita.
Gen. EUSCORPIUS,1 Thor.
»
4. E. carpathicus (Linn.) 1767. Messene (Brulle, in testo:
Buthus terminalis, in tav. ed errata: Scorpio); Is. Antiparo!
Hab. — Italia, Turchia, Monti Carpazii, ecc.
Oss. — Gervais (Ins. apt. Ill* p. 67) e Lucas (Artie, de Crete,
p. 527) riferiscono indubbiamente al jlavieaudis De-G. il terminalis
Brulle (Exped. Mor. III. 1. 2, p. 59, tav. XXVIII, fig. 3), figurato e descritto su di una femmina. Ma il Jlavieaudis, particolarmente la femmina, e piu grande, ha diverso colore del tronco
e delle zampe, d'ordinario 10 lamelle ai pettini, ecc.; invece
la grandezza totale (28 mill.) e la forma del corpo del terminalis >
la sottigliezza e brevita della sua coda, eguale o minore del
tronco, il numero delle lamelle dei pettini (9 7,
8), il colore
bruno-scuro del dorso e verdastro del ventre, rossastro delle
zampe e dell' ultimo articolo della coda, che ha nero Y aculeo,
sono proprii del caryathieus Linn. (= S. provineialis Fanz. non
28
p. pavesi
(362)
Koch), a cui io credo di porlo in sinonimia. Questa revisione sarebbe certa se il Brulle avesse detto il numero delle fossette
ocelliformi del palmo della mano e della superficie inferiore del
braccio, che costituisce oggidi il piii importante carattere per la
difficile determinazione delle specie di questo genere. Non si
comprende poi perche Y autore lo confronti collo S. lepturus Pal.
de Beauv. d' Africa e non colle specie gia note d' Europa.
*5. E. naupliensis (G. L. Koch) Grecia: Nauplia (C. L.
Koch: Scorpius).
Oss. — L/ autore lo confronta (Arachn. X, p. 19) coir italicus
Herbst, dal quale differirebbe per la coda piii esile, una fossetta ocelliforme di meno al palmo della mano, coste dei palpi
liscie, ecc.
Ord. P8EUD0SC0RPI0NES.
Fam. GHELIFERIDAE.
Gen. CHEIRIDIUM, Menge.
6. Ch, museorum (Leach). Grecia (Stecker, Pavs.).
Hab. — Italia, Turchia, Russia, ecc.
Gen. CHERNES, Menge.
7. C. cimicoides (Fabr.). Grecia (Steck., Pavs.).
Hab. — Italia, Turchia, Russia, ecc.
Gen. CHELIFER, Geoffr.
8. C. meridianus, L. Koch. Grecia (L. Koch, Steck.).
Hab. — Italia.
9. * C. heterometrus, L. Koch. Sir a (L. Koch, Pavs.); I sole
greche (Steck.).
(363)
ARACNIDI
29
Gen. OLPIUM, L. Koch.
10. *0. dimidiatum, L. Koch. Isole greche (L. Koch,
Steck.).
11. * 0. graecum, L. Koch. Grecia (L. Koch, Steck.).
12. 0. Hermann! (Sav. Aud.). Grecia L. Koch, Steck., Pavs.).
Hab. — Is. italiane, Turchia, Egitto, Tunisia.
Fara. OBISIDAE.
Gen. OBISIUM, 111.
13. * 0. manicatum, 0. L. Koch. Grecia (L. Koch, Steck.).
14. 0. muscorum, C. L. Koch. Grecia (L. Koch. Steck.).
Hab. — Italia e is.
Ord. SOLIFUGAE.
Fam. GALEODIDAE.
Gen. GALEODES, Oliv.
15. G. graecus, C. L. Koch. Argolide: dint, di Nauplia,
Arcipelago (Brulle: G. araneoides); Grecia (G. L. Koch
1836: G. araneoides, Arachn. fig. 164-65; id. 1842 Gerv., Butl.,
Pavs.).
Hab. — Sardegna?, Turchia, Russia merid., Candia?
Gen. SOLPUGA (Herbst e Licht.).
16. S. scenica, Herbst. Grecia (Herbst, Gerv., Butl., Pavs.).
Hab. — Italia e is.? Candia.
17. S. tarda, Herbst. Grecia (Herbst,"Butl., Gerv.).
Hab. — Italia e is. ?
Oss. — Secondo Butler (List, of Galeod., in Trans, entom. Soc.
London for 1873, p. 423) forse e la femmina della precedente.
30
P. PAVESI
(364)
Ord. OPILIONES.
Fara. PHALANGIDAE.
Gen. EGAENUS (C. L. Koch).
18. E. crista (Brulle). Morea: Coron (Br.: Phalangium);
Attica (C. L. Koch: Zacheus mordax + Z. trinotatus); Grecia
(Gerv.: Zacheus; Pavs.: Egaenus).
Hab. — Italia, Dalmazia, Turchia.
Oss. — La descrizione di Brulle del Phalangium crista (Exped.
Morfoj III. 1. 2. 1832, p. 60, tav. XXVIII, fig. 12), quantunque imperfetta, corrisponde esattamente al Zacheus mordax
C. L. Koch J (Arachn. Y. 1839, p. 152, tav. CLXXX, fig. 431);
la figura e quasi incomprensibile, ma ci offre un carattere importante non indicate nel testo, cioe la maggiore lunghezza del
IY paio di zampe (femore + patella + tibia + metatarso) in
confronto del II. Gervais {Ins. apt. Ill, p. 125) lo riferisce nel
gen. Phalangium, al quale appartengono specie di tipi assai diyersi e ricorda piu avanti (p. 462) il Zacheus mordax di Koch,
senza avvedersi della sinonimia, come tutti gli altri autori. II
nome di Brulle ha la priorita ed egli lo desume dal tubercolo
oculare spinoso, per altro proprio di molti opilioni.
«
Gen. ACANTHOLOPHUS (C. L. Koch).
19. * A. coronatus, L. Koch. Is. Sir a (L. K.).
Gen. PLATYLOPHUS (C. L. Koch).
20. * P. grandissimus, 0. L. Koch. Grecia (C. L. Koch).
Gen. PHALANGIUM (Linn6).
21. Ph. luridum, (C. L. Koch). Grecia : Atene (0. L. Koch:
Opilio).
(365)
ARACN1DI 31
Hab. — Italia e is., Palestina, Tunisia.
22. * Ph. pristis (L. Koch) Corfu (L. Koch: Opilio).
23. * Ph. vorax (L. Koch). S i r a (L. Koch: Opilio).
24. * Ph. militare (C. L. Koch). Grecia (C. L. Koch: Opilio).
Oss. — Fu sempre mantenuto dal C. L. Koch nel gen. Opilio,
ma parmi che per la conformazione delle mandibole avrebbe
dovuto essere riferito al gen. Cerasloma, ora abolito dal Thorell
(Opil. euro]), e as/al., in Ann. Mus. civ. Gen. VIII. 1876, p. 456
(7)) siccome fondato su caratteri proprii del solo sesso maschile.
Questa specie non e citata nei quadri sinottici del dott. L. Koch
(Fam. der Opilion. 1869).
25. * Ph. praefectum (L. Koch). Sir a (L. Koch. Opilio).
Oss. — Anche questo opilione apparteneva al gen. Cerastoma;
vedi L. Koch Fam. d. Opil., p. 157.
26. * Ph. (?) obliquum (0. L. Koch). Grecia (0. L. Koch :
Opilio).
Oss. — Non e annoverato nei quadri sopracitati del dott. L.
Koch. Esso e i due seguenti sono d'incerta sede nella classificazione nuova del prof. Thorell (op. cit.), avendo un processo o
lobo al lato interno della patella o tibia dei palpi, come nei
Plalylophiis, a cui pero non si possono riferire per altri ca¬
ratteri.
27. * Ph. (?) instratum (L. Koch). Sir a (L. Koch. Opilio).
28. * Ph. (?) laevigatum (L. Koch). Sir a (L. Koch: Opilio).
Fam. NBMASTOMIDAE.
Gen. NEMASTOMA, C. L. Koch.
29. * N. humerale, C. L. Koch. Grecia: Nauplia (C. L.
Koch).
Oss. — Non e citato nei quadri del dott. L. Koch (op. cit.,
p. 164-65).
30. * N. superbum, L. Koch. Is. Naxos (L. K.).
31. * N. globuliferum, L. Koch. Is. Sir a (L. Koch).
32. * N. spinosulum, L. Koch. Grecia (L. K.).
32
p. pavesi
(366)
33. N. aurosum, L. Koch. Grecia (L. K.).
Hob. — Italia (1).
Gen. DICRANOLASMA, Soer.
34. D. opilionoides (L. Koch). Corfu (L. Koch: Trogtilus).
Oss. — Gli autori che si sono meglio occupati di tal gruppo
(T aracnidi, cioe Soerensen (Bidrag til Phalang. Morph. og Syst.
in Natur. Tidsskr. 1873, p. 517) e Thorell (Opil. europ. e asiat.
1876, p. 508 (59)) s'accordano nel riferirlo a questo genere;
tuttavia, considerando che le zampe non sono piii lunghe del
tronco o lo superano di poco, che il tronco e convesso al di
sopra con cefalotorace rotondato air innanzi e coperto di papille
o setole, esprimo il dubbio che possa essere piuttosto un Anelasma.
Gen. TROGULUS, Latr.
35. * T. ligaeiformis, C. L. Koch. Grecia (0. L. K.).
(*) II prof. Canestrini 1* ha dimenticato neir Enumerazione generale degli
Opilionidi italiani (Oss. Aracnin Atti Soc. Yen. Trent, sc. nat., Ill, fasc. II
1876 p. 216 (14)), mentre egli stesso 1' aveva descrilto e figurato nella prima
memoria [Opil. Ital., in Ann. Mus. civ. Gen. II. 1872, p. 10, tav. II, fig. 3) su
esemplari del Monte Rosa e del Can tone Ticino, che il march. G. Doria ed
io gli avevamo comunicati. Le 46 sp. elencate dal Canestrini devonsi portare
oggidi a 57 per la necessaria aggiunta delle seguenti: Acantholophus longisetus, Thor.: Firenze (Thor.) — Phalangium Gestroi, Thor.: Sardegna (Thor.)
— Ph. nicaeense, Thor. : Nizza (Thor.) — Astrobunus Kochii, Thor. : Liguria
(Thor.) — Sclerosoma sicanum (Pavs.): Palermo (Pavs.) — S. sardum, Thor.:
Sardegna (Thor.) — Ischyropsalis manicata, L. Koch : Canton Ticino (Pavs.)
— Nemastoma aurosum, L. Koch : Cant. Ticino, Monte Rosa (Canestr.) — Dicranolasma Soerensenii, Thor.: Nizza (Thor.) — D. crtstatum^ Thor.: Firenze
(Thor.) — Trogulus albicerus, Soer.: Gennazzano (Soer.)- Oltrecche hisogna aggiungere molte locality nuove per diverse specie e cambiare i nomi di Opilio
parietinus e Leiobunum liaemisphaericum in quelli di Phalangium Canestrinii Thor. e Liobunum limbatum L. Koch, poiche il Thorell ha dimostrato
(op. cit. p. 485 (36), 493 (44)) che le determinazioni del Canestrini si riferiscono
ad altre specie. 11 Trogulus coreiformis C. L. Koch, da ms indicato pel Canton
Ticino {Mater, per una fauna del C. Ticino, in Atti Soc. ital. Sc. nat. XVI.
1873, p. 28 (5)) e non citato dal chiar. collega di Padova, e forse un'altra
specie, che non posso rideterminare non avendo gli esemplari sott" occhio.
(367)
ARACNIDI
33
Ord. ARANEAE.
Fam. EPEIRIDAE.
Gen. ARGIOPE, Sav. Aud.
36. A. lodata (Pall.). Morea (Brulle: Eipeira sericea; Pays.),
Is. Santorino! Is. Cerigo!
Hab. — Italia ed is., Istria, Dalmazia, Turchia, Russia mer.,
Asia minore, Palestina, Egitto, Tunisia.
37. A. Briinnichii (Scop.). Messenia e Arcadia (Brulle:
Epeira fasciatd); Grecia (Walck.: E. fasciata; 0. L. Koch:
Nephila transalpina; Canestr. e Pays.: Nephilafasciata; Pays.).
Hab. — Italia ed is., Istria, Dalmazia, Turchia, Russia merid., Candia, Egitto.
38. * A. impudica, L. Koch. Is. Tinos (L. Koch: Argyopes).
Gen. EPEIRA (Walck.).
N.B. — V E. grossa 0. L. Koch, indicata anche di Grecia
dal signor Simon (Hist. nat. Araign. 1864, p. 495) non puo
ammettersi per ora in questo Catalogo; si trova tuttavia in
alcuni paesi confinanti colla regione ellenica.
39. E. circe, Say. Aud. Grecia (C. L. Koch: E. Schreibersh
+ pectoralis; Pavesi: E. Schreibersii e circe), Is. Santorino!
Hab. — Italia, Dalmazia, Turchia, Russia merid., Palestina,
Egitto, Tunisia.
40. E. cornuta (Clerck). Grecia (C. L. Koch: E. arundimcea; Pays.).
Hab. — Italia, Turchia, Russia merid., Palestina, Tunisia.
41. E. variegata (Brulle) non Risso. Le-Magne, dint, di
Scardamula (Br.: Theridium), Nauplia (C. L. Koch: A tea
subfusca); Grecia (Simon 1864: E. sg. Alea subfusca).
Hab. — Italia e is., Dalmazia, Turchia.
Oss. — II Theridion variegatum Brulle (Exped. scient. de Moree. III. I. 2., 1832, p. 52, tav. XXVIII, fig. 8), descritto
P. Pavesi
3
34
p. payesi
(368)
assai brevemente e figurato male, non appartiene affatto ai terididi, ma e un' Epeira. Cio risulta subito dair ispezione della
figura degli occhi (8.a) essendo i lateral! molto distant! dai
mediani, obliqui e quasi contigui, ed il quadrilatero mediano
un pochino piu largo all' avanti; il clipeo assai basso, le zampe
del I paio piii lunghe delle altre. Anche la descrizione del cefalotorace, troncato dritto, piu stretto nel terzo anteriore, cogli
occhi salienti, cuoriforme in complesso, corrisponde a quello di
xm'Epeira. Quanto dicesi poi del colore del corpo parmi che non
si possa riferire ad altro che alia femmina dell'j?. dalmatica Dol.
Per verita le descrizioni di questa specie di Doleschall (Syst. Verz.
Oesterr. Spinn., in Sitzungsber. math, naturw. Wien, IX. 1852,
p. 648), di Thorell (Rem. Syn., p. 549) e di Simon (Arachn.
de France, I, p. 69) non sono conformi. Cosi questi ultimi non
parlano della macchia gialla cuoriforme del dorso deH'addome,
indicata dal Doleschall (anche Brulle direbbe Y addome bruno
un po' giallastro in mezzo); Thorell da piii grossi gli occhi me¬
diani posteriori e Simon gli anteriori; Simon assegna air E. illibata Sim. (Aran. nouv. ou peu conn, du midi de V Europe, I,
p. 44, in Mem. Soc. roy. sc. Liege. 1870), messa in sinonimia
della dalmatica dallo stesso autore, un cefalotorace fornito di
peli bianchi (come nella specie di Brulle), mentre poi alia dal¬
matica un cefalotorace quasi glabro, ecc. La descrizione del Th.
variegatum di Brulle non e meno confacente all-'X dalmatica
di quella del Doleschall e forse piu chiara; potrebbesi anche dubitare che fosse fatta su Y E. agalena Walck. o triguttata Fabr.
oppure sulla Sturmii Hahn, ma le dimension! molto maggiori (10 mill.) allontanano il sospetto e depongono sempre piii
per T identita colla dalmatica. Quando poi si ritenga sinonima di
quest' ultima Y Atea subfusca G. L. Koch (Die ArachnXI. 1845,
p. 140, tav. CCCXCI, fig. 939), come ammette Simon (Arachn.
de France, I, p. 68), che fu presa pure in Morea, la mia interpretazione acquista maggior valore. II nome imposto da Brulle
e derivato dagli anelli bruni all' apice dei principali articoli delle
zampe, proprii del resto di quasi tutte le Epeire, ha la priorita
e dev' essere mantenuto, se non vi e altra specie omonima del
(369)
ARACNIDI 35
medesimo genere anteriormente descritta; T E. variegata Risso
(Hist. nat. des prim. prod, de V Eur. mer., V. 1826, p. 170) e
gia passata in sinonimia della Meta segmentata (Clerck) e non
oppone piii alcun ostacolo.
42. E. adianta, Walck. Grecia (0. L. Koch: Miranda pictilis;
Walck., Canestr. e Pavs., Zimm., Pays.).
Hob. — Italia e is., Russia merid., Crimea.
43. E. Armida, Say. And. Grecia (Walck.).
Hob. — Italia e is., Palestina, Tunisia.
44. * E. impedita, L. Koch. Corfu (L. Koch, Sim.).
Gen. CYRT0PH0RA (Sim.).
N.B. — Oltre le specie sottocitate, Canestrini ed io abbiamo indicato di Grecia la C. citricola (Forsk.) (Aran. Ital./m
Atti Soc. ital. sc. nat. XI. 1868, p. 841 (104): Epeira opunliae),
ma nessun autore le da anche questa patria; e tuttavia probabile che vi si trovi perche vive in parecchi paesi finitimi, Italia
ed is., Palestina, Egitto, ecc.
45. C. insulana (0. G. Costa). Is. Tinos (Ausserer: C. trituberculata).
Hab. — Is. Rodi, Italia ed is., Tunisia.
46. * C. argentea, Auss. Corfu (Auss.).
Oss. — Dubito che sia il giovane del maschio delY insalana.
Gen. SINGA, C. L. Koch.
N.B. — Oltre le specie seguenti, Simon (Hist. nat. Araign.
1864, Cat. synon. Araign. d' Europe, p. 489) assegna alia
Grecia la S. nigrifrons C. L. Koch (= S. Hem Hahn, var.
nigrifrons C. L. K.), il che non e accertato, sebbene sia probabile, perche vive anche in Italia, Russia mer., Palestina,
ecc. Simon non poteva allora fondarsi che sulle indicazioni di C.
L. Koch, il quale la descrisse invece di Erlangen.
47. S. semiatra, L. Koch. Corfu (L. Koch).
Hab. — Italia, Russia mer., Palestina?, Egitto?
36
p. pavesi
(370)
Oss. — Lo stesso dott. L. Koch (in Ausserer, Neue Radspinn.,
p. 827) e Thorell (Rem. Syn., p. 458) dubitano che la S. semiatra sia identica con la lucina Sav. And., ed Hermann (Ungar.Spi?in., I, p. 98) mostra di ammettere cio senz'altro; pare
pero die la lucina sia ben diversa e quindi adotto il nome di
semiatra, anche ad imitazione di Simon (Arachn. de Fr. I. 1874,
p. 122-23) e Thorell (Siidruss. Spinn. 1875, p. 19).
48. S. albovittata, Westr. Is. greche, Corfu (Auss.: Singa
gr. Hypsosingd).
Hab. — Italia ed is., ecc.
Fam. THERIDIDAE.
N.B. — Fra i terididi Simon annovero di Grecia (Hist. nat.
Araign. 1864, p. 232, 468) il Bolyphantes stramineus 0. L. Koch
(= Linyphia luteola Blackw. var.?) ed il Phrurolithus pallipes
C. L. K. (= Asagena phalerata (Panz.)?); non abbiamo argomenti per appoggiare quell' asserzione.
Gen. EPISINUS, Walck.
49. E. truncatus, Walck. More a (Brulle).
Hab. — Italia e is., Russia mer.
Gen. THERIDIUM, Walck.
N.B. — Simon (Catal. syn. Araign. Eur. 1864, p. 464) indico
di Grecia anche il Th. (Steatodum) reticulatum C. L. Koch (non
Halm), ma e di Boemia.
50. Th. sisyphium (Clerck) Nauplia (C. L. Koch: Th. aulicum = nervosum var. C. sec. Walckenaer, Ins. apt. II, p. 302);
Grecia (Walck.: Th. nervosum> Pavs.).
Hab. — Italia e is., Russia merid.
51. * Th. tenellum, C. L. Koch. Nauplia (C. L. K.).
52. * Th. margaritatum, L. Koch. Is. Tinos (L. Koch).
(371)
ARACNIDI
37
Gen. STEATODA, Sund.
53. S. triangulosa, (Walck.). More a (C. L.Koch: Theridium
venustissimum ; Walck.: Theridion triangulifer); G r e c i a (Canestr. e Pavs.: Th. triangulifer; L. Koch. Th. triangulosum;
Pavs.).
TLab. — Italia e is., Turchia, Russia merid., Egitto, Tunisia.
Gen. LITHYPHANTES, Thor.
54. L Paykullianus (Walck.). Nauplia (C. L. Koch: Phrurolithus hmnatas + Phr. lunatus); Grecia (Walck.: Theridion
Paykullianum; Simon 1864: Theridio sg. Phrurolitlmm lunalum
-f- amatum„ Phr. hamatum; Canestr. e Pavs.: Theridium Pay¬
kullianum; Simon 1873: Lilhyphantes dispar; Pavs.: Lilh. hamatus + L. dispar > L. Paykullianus).
Hab. — Italia e is., Turchia, Siria, Egitto, Tunisia.
55. L grossus (C. L. Koch). Morea (C. L. Koch: Theridium;
Walck.: Theridion), Grecia (Simon 1864: Theridio sg. Theridiurri).
Hab. — Ritrovato soltanto all' is. Serk nella Manica.
Oss. — Walckenaer (Ins. apt. II, p. 328) trovo che ha molte
affinita coi Lathrodecti, ma non pote riferirglielo per la disposizione degli occhi; Blackwall (Notes on Spiders, with Descr. oj
sev. Spec, supposed to be new to Araehn., in Ann. a. Mag. of
Nat. Hist., 3.a serie, XX. 1867, p. 211) lo cita nel gen. The¬
ridium e ripete che e afflne ai Lathrodecti. Nella descrizione
degli occhi quest' ultimo autore scrive che i mediani formano
un trapezio piii stretto e che i laterali sono contigui; Koch li
figuro invece soltanto vicini. Comunque sia trattasi evidentemente
di un Lithyphantes.
56. * L bicolor (Brulle) Laconia (Brulle : Theridion).
Oss. — Questa specie di Brulle (Exped. sc. Moree, III. I. 2.
1832, p. 51, tav. XXVIII, fig. 6) e Y unica dei tre Theridii da
lui descritti come nuovi che possa mantenersi nella famiglia.
38
p. payesi
(372)
Pero non e un Theridium p. d., perche gli occhi (fig. 6.a) la¬
teral! non sono contigui, quantunque vicini; bensi un Lithyphantes anche per la poca altezza del clipeo, per la lunghezza
delle zampe del I paio maggiore delle altre, per la notevole
grossezza (10 mill.) e per il sistema di colorazione a cefalotorace e zampe nere, eccettuate la base e Testremita di queste,
che sono bmno-rossastre. II colore dell' addome grigio-chiaro,
cosparso di punti e peli neri disordinati, se fu sufficientemente
descritto, non e proprio di alcuna specie che io conosca; in particolare le due che vivono anche in Morea, qui sopra citate, son
ben diverse. Ho conservato il nome di bicolor perche non mi
pare che faccia doppio uso nei Lithyphantes > mentre nel gen.
Theridium Y adoperarono Halm, Lucas, ecc.
Gen. LATHRODECTUS, Walck.
57. L. 13-guttatus (P. Rossi). Morea (Brulle: Theridion),
Nauplia (0. L. Koch: Meta hispida; Walck.: Latrodectus hispidus)\ Grecia (Simon 1864: Lair. hispidus; Thor.).
Hab. — Italia e is., Russia merid., Siria e Palestina, Egitto,
Tunisia insulare.
58. L Schuchii (C. L. Koch). Grecia (0. L. Koch: Mela;
Walck. e Simon: Latrodeclus; Thor.).
Hab. — Ritrovato soltanto nella Spagna e in Tunisia.
Fam. SGYTODIDAE.
Gen. PHOLCUS, Walck.
59. Ph. phalangioides (Fuessl.). Grecia (C. L. Koch e 0. Koch
matt.: Ph. nemastomoides; Pays.) ; Is. Santorino! Is. Antiparo !
Hab. — Italia e is., Russia merid., Asia minore, Candia,
Egitto.
60. Ph. rivulatus (Forsk.). Nauplia (C. L. Koch: PA. impremii)', Grecia (van Hasselt, Pavs.).
Hab. — Italia e is., Is. Scio, Palestina, Egitto, Tunisia.
(373)
ARACNIDI
39
Gen. SCYTODES, Latr.
61. S. thoracica, Latr. Nauplia (C. L. Koch: S. tigrindy,
Grecia (Simon 1864: & thoracica var. tigrina; Walck., Pavs.,
C. Koch. matt.).
Hob. — Italia e is., Russia merid., Candia, Palestina, Egitto,
Tunisia.
Gen. LOXOSCELES, Hein. e Lowe.
62. L. erythrocephala (0. L. Koch). Nauplia (C. L. Koch:
Scylodes; "Walck. in Scythodes rufescens), Pikermi! — Grecia
(Simon 1864: Omosild).
Hab. — Italia e is., Egitto.
Fam. ENYIDAE.
Gen. ENYG, Sav. Aud.
63. E. graeca, C. L. Koch. Grecia (0. L. Koch, Walck.,
Sim.).
Hab. — Palestina.
Oss. — Non e vero che 1' autore 1' abbia descritta (Arachn.
X (non IY), p. 83, tav. CCCXLVIII, fig. 811) sotto il nome
generico di Lucia> siccome scrive Simon (Arachn. do Fr. I,
p. 253, nota), bensi col nome di Enyo.
Fam. TJROGTEIDAE.
Gen. UROCTEA, Duf.
64. U. Durandii (Walck.). Morea: primi contraforti del Taig e t o (Brulle: Clothd) ; Corfu (Cambr.).
Hab. — Dalmazia, Egitto.
40
P. PAVESI
(374)
Gen. OECOBIUS, Lucas.
65. * Oe. jonicus, Cambr. Corfu (Cbr., Sim.).
Fam. AGALENIDAE.
N.B. — Simon (Hist. ml. Araign. 1864, p. 202) cita gratuitamente di Grecia la Tegenaria (Philoica) linotina C. L. Koch
(= Agroeca brunnea (Blackw.)), propria dell' Europa media e
settentrionale.
Gen. DYCTYNA, Sund.
66. * D. lugubris, Cambr. Corfu (Cbr.).
Gen. TITANOECA, Thor.
67. T. tristis, L. Koch. Grecia (L. Koch, Sim., Pa vs.).
Hab. — Italia ed isole.
Gen. AMAUROBIUS, C. L. Koch.
68. A. fenestralis (Stroem). Morea: Messenia (Brulle: Clubiona atrox).
Hab. — Italia, ecc.
69. A. Erberii (Keys.). Is. Sir a (L. Koch, Pavs. Herm.).
Hab. — Italia e is., is. Lesina, Russia merid.
Gen. TEGENARiA (Latr.).
N.B. — Simon {Hist. nat. Araign. 1864, p. 202) indica di
Grecia anche la T. Ulrica C. L. Koch, senz' argomento plausibile.
70. T. parietina (Fourcr.). Arcadia (Brulle: Theridion ma-
(375)
ARA.CNIDI 41
xillare), Is. Santorino!; Grecia (C. L. Koch, Thor.: T.
intricata; Simon 1864: T. Guyonii; Pays).
Hab. — Italia e is., Turchia, Russia merid., Palestina, Egitto.
Oss. — II Theridion maxillare Br. (Exped. sc. de Moree ^ III.
I. 2, p. 52, tav. XXVIII, fig. 9) non e certamente un teridide,
ma un agalenide. Per la disposizione degli occhi (fig. 9.a) in
serie procurve, Y anteriore quasi retta, la posteriore coi mediani
molto piii arretrati dei laterali, che sono poco discosti dai laterali anteriori, dev' essere una Tegenaria; e quanto leggesi nella
descrizione conviene abbastanza alia parietina. L' esemplare tipico
dovette essere una femmina vecchia, lunga 15 mill.; il nome
derivossi dalle mandibole robuste, bruno-rossastre, proprie della
specie suddetta. S' intende che la descrizione e incompleta e la
figura poco comprensibile.
71. T. domestica (Clerck). Morea: (Brulle); Grecia (C. L.
Koch, Simon 1864: T. stabularid).
* Hob. — Italia e is., Russia merid.
72. T. pagana, C. L. Koch. Nauplia (0. L. Koch); Morea
(Simon 1864, Pays.); Is. Antiparo!
Hab. — Italia e is., Turchia, Egitto, Tunisia.
Gen. AGALENA (Walck.).
73. A. labyrinthica (Clerck). Morea: Nauplia (C.L.Koch,
Thor., Sim.: A. orienialis); Isole Cerigo! Milo! Serpho!
Antiparo!
Hab. — Italia e is., Turchia^ Russia merid.
Oss. — Thorell (Rent. Synp. 160) ha gia emesso il dubbio
che T A. orienialis C. L. Koch (Bie Arachn.j VIII. 1841, p. 58,
tav. CCLXIX, fig. 634) non sia distinta dalla labyrinthica; le
maggiori dimensioni di questa supposta nuova specie sono pro¬
prie di tutti gli esemplari greci che io posso esaminare e che
non sono diversi dalla specie di Clerck.
74. A. similis, Keys. Piker mi!
Hab. — Italia e is., Turchia, Russia merid.
42
P. PAVESI
(376)
Gen. TEXTRIX, Sund.
75. T. coarctata, Duf. Nauplia (G. L. Koch: T. ferruginea);
Grecia (Walck.: Sparassus; Simon 1864: T. ferruginea).
Hab. — Italia e is., Egitto, Tunisia.
76. T. vestita, C. L. Koch. Nauplia (C. L. Koch, Pavs.), Pikermi! Is. Antiparo!; Grecia (Simon 1864: T. vesliva).
Hab. — Italia e is., Dalmazia, Russia merid., Asia minore,
Siria.
Fam. DRASSIDAE.
N.B. — Simon (Hist. nat. Araign., 1864, p. 460) cita gratuitamente di Grecia anche le Clubionae compta e incompta C.
L. Koch.
Gen. LIOCRANUM, L. Koch.
N.B. — Simon (op. cit. p. 163) indica pure di Grecia Y Asagena (Philoica) notata C. L. Koch (= Liocranum domesticum
(Wider)) senza dubbio per errore.
77. * L ochraceum, L. Koch. Corfu (L. K.).
78. * L viride, L. Koch. Is. Tinos (L. K.).
Gen. CHIRACANTHIUM, C. L. Koch.
79. Ch. Mildei, L. Koch. Corfu (Cambr., Pavs.).
Hab. — Italia e is., Dalmazia, Palestina, ecc.
80. Ch. pelasgicum, C. L. Koch. Grecia (C. L. Koch: Bolyphantes e Cheiracanthium; Walck.: Clubiona nutrix var.; Simon
1864: Anyphaena pelasgicum e fra i sinonimi di A. nutrix; L.
Koch, Pavs.).
Hab. — Italia e is., Palestina, Egitto, Tunisia.
Oss. — Ne il C. L. Koch (Die Arachn. VI. 1839, p. 12) ne
altri autori hanno ricordato che si aveva una diagnosi della
(377)
ARACNIDI 43
specie colla priorita di due anni nell' Uebers. Arachn. Syst. I.
1837, p. 9 dello stesso Koch, sotto il nome generico di Boljphanles e che corrisponde perfettamente al maschio.
81. C. tenuissimum, L. Koch. Is. Naxos (L. K.)
Hab. — Italia, Dalmazia, Palestina, Egitto, ecc.
Gen. MiCARIA, Westr.
N.B. — Oltre la specie seguente, Simon (Hist. nat. Araign.
1864, p. 113) indica di Grecia la M. fulgens Walck.; cio non e
stato accertato, per6 e probabile perche essa vive anche in Turchia, Italia ecc.
82. * M. praesignis, L. Koch. Is. Sir a.
Gen. DRASSUS, Walck.
N.B. — Simon (1. c. sopra) cita di Grecia il D. signifer C.
L. Koch (= D. silvestris Blackw. ?), la Melanophora fusca "Walck.
(= D. tibialis Hahn) ed il D. troglodytes 0. L. Koch; soltanto
quest' ultima specie e probabile per la Grecia, siccome vive forse
in tutta Europa e fu gia indicata anche d'Italia e is., Dalmazia,
Russia merid. ecc.
83. D. luiescens, C. L. Koch. Nauplia (C. L. K.); Grecia
(L. Koch, Simon).
Hab. — Russia merid., Palestina, Tunisia.
84. D. severus, C. L. Koch. Nauplia (C. L. K.); Grecia
(L. Koch, Sim.).
Hab. — Italia.
Gen. PROSTHESIMA, L. Koch.
N.B. — Simon (1. cit. sopra) da per la Grecia anche le
Proslhesimae (.Melanophora) petrensis e pedestris G. L. Koch; la
seconda indicazione e piu probabile, perche la specie vive anche
in Dalmazia, Turchia, Palestina, mentre la prima specie e propria del centro e nord Europa.
44
p. pavesi
(378)
85. * P. Argoliensis (C. L. Koch). Grecia (C. L. e L.Koch:
Melanophora; Simon 1864: M. Argolinensis).
86. * P. flavimana (C. L. Koch). Grecia (C. L. e L. Koch:
Melanophora; "Walck.: Drassus Lyonetti; Simon 1864: Melano¬
phora Lyonettii).
87. P. bimaculata (C. L. Koch). Grecia (C. L. Koch, Simon
1864 : Melanophora; Hermann).
Sab. — Ritrovata soltanto in Ungheria.
88. * P. insulana (L. Koch). Is. Tinos (L. Koch: Melano¬
phora)|.
89. * P. graeca (L. Koch). Is. Tinos (L. Koch: Melano¬
phora).
90. * P. cingara, Cambr. Corfu (Cbr.).
Oss. — Per errore di stampa a pag. 417 Proc. Zool. Soc.
London 1874 (Cambridge, On some mw sp. of Drassides) fu
scritto «Egitto» , mentre nel testo (p. 383) Y autore da Corfu.
Gen. GNAPHOSA (Latr.).
N.B. — Simon (Hist. nat. Araign. 1864) indica di Grecia
anche le Pythonissae bieolor e tricolor C. L. Koch (= G. bicolor
(Hahn)) e la P. maculata (= G. nocturna (Linn.)), che non
possono essere qui catalogate.
91. G. lugubris (C. L. Koch). Nauplia (C. L. K.: Pylhonissa;
Walck.: Drassics hellenicus); Grecia (Simon 1864, L. Koch:
Pythonissa).
Hab. — Italia, reg. danubiana, ecc.
92. * G. corcyrea, Cambr. Corfu (Cbr.).
93. G. exornata (C. L. Koch). Nauplia (C. L. K.: Pythonissa);
Grecia (Walck.: Drassus; Simon, L. Koch, Canestr. e Pavs.:
Pythonissa; Pavs., Herm.).
Hab. — Italia e is., Russia merid., Tunisia.
94. G. thressa, Pavs. Piker mi!
Hab. — Turchia.
95. G. lentiginosa (C. L. Koch). Grecia (C. L. Koch, Ueber.
Arachn. syst. I, 1837 p. 14: Agelena; C. L. Koch, Walck.,
(379)
ARACNIDI 45
Simon: Drassus); Grecia e sue isole (L. Koch: Pylhonissd).
Hab. — Russia mer., Palestina, Egitto.
Fam. DYSDERIDAE.
Gen. SE6ESTRIA, Latr.
96. S. florentina (P. Rossi). Morea (Brulle); Grecia (C. L.
Koch, Lucas, Pavs.); Corfu (Cambr., Pays.).
Hab. — Italia e is., Istria, Candia, Palestina, Basso Egitto.
Gen. ARIADNE, Sav. Aud.
97. * A, jonica, Cambr. Corfu (Cbr.).
Gen. DYSDERA (Latr.).
N.B. — Simon {Cat. syn. in Hist. nat. Araign. 1864, p. 455)
indica di Grecia anche la D. lepida C. L. Koch, mentre T aur
tore la da di Boemia e non e indicata nemmeno di alcun paese
limitrofo alia regione di cui si tratta in questo catalogo. So
inoltre che una Dysdera fu chiamata hellehica dal dott. L. Koch,
la quale senza dubbio dev' essere costituita su esemplari greci e
vive anche in Italia, ma, per quanto io sappia, non venne ancora pubblicata.
98. D. crocota, C. L. Koch. Morea (C. L. Koch, Dobl.);
Grecia (Simon 1864: D. crocea o crocata; Walck.: D. crocata; Pays.).
Hab. — Italia e is., Turchia, Russia merid., Egitto.
99. D. lata, Reuss. Is. Antiparo!
Hab. — Egitto.
100. D. punctata, C. L. Koch. Grecia (C. L. K., Dobl,, Sim.,
Thor., Pavs.; Walck.: D. Hombergii); Corfu (Dobl., Pavs.:
ead. sp.?).
Hab. — Italia, Dalmazia.
46
P. PAVESI
(380)
Fam. FILISTATIDAE.
Gen. FILISTATA, Latr.
101. F. testacea, Latr. Grecia (0. L. Koch: Tora lodes allalicus; Walck.: F. bicolor).
Hab. — Italia e is., Candia, Palestina, Basso Egitto, Tunisia.
Fam. THERAPHOSIDAE.
Gen. ATYPUS, Latr.
102. A. piceus (Sulzer)? Grecia (C. Koch matt.: A. Sulzeri).
Hab. — Italia ed Europa centrale e sett.
Oss. — E impossibile dire a quale delle specie in cui s' e
scomposta 1' antica appartenga 1' esemplare di Grecia che il dott.
C. Koch di Wiesbaden ebbe dal sig. von Bruck (Beilr. z. Kenntn.
Nass. Arachn. 1874, p. 14).
Gen. CTENIZA, Latr.
103. C. Sauvagei (P. Rossi). Is. Jonie (Cambr.); Grecia
(Simon 1864: Mygalodonta fodiens).
Hab. — Italia e is.
Oss. — Temo che il Simon 1' abbia indicata di Grecia (Hist,
nat. Araign., p. 453) soltanto perche le pone gratuitamente sinonime le migali ariana e graja.
104. C. orientalis, Auss. Is. Corfu e Tinos (Auss.); Pi¬
ke r m i presso A t e n e !
Hab. — Asia minore.
Gen. CYRTOCARENUM, Auss.
105. * C. arianum (Walck.). Is. Naxos (Walck.: Mygale;
Auss., Cambr.); Is. Tinos (Cambr.).
(381)
'
ARACNIDI 47
106. * C. grajum (0. L. Koch). Grecia: Nauplia (C. L. K.,
Auss., Cambr.).
107. * C. jonicum (Saunders). Is. Jonie (Saund., Cambr.).
108. * C. tigrinum (L. Koch). Is. Sira (L. K., Auss., Cambr.).
109. * C. hellenum, Auss. Corfu (Auss., Dol.).
Gen. BRACHYTELE, Auss.
110. B. icterica (C. L. Koch). Grecia (C. L. Koch: Mygale;
Simon 1864 : M. sg. Eurypelma; Cambr.: B. ictcrina; Auss.).
Hab. — Italia ed Europa mer.
Fam. HETEROPODIDAE.
Gen. MICROMMATA (Latr.).
111. M. ligurina (C. L. Koch). Grecia: Nauplia (C. L.
Koch: Sparassus; Simon 1864: Sparassa).
■Hab. — Italia, Dalmazia, Tunisia.
Gen. SPARASSUS (Walck.).
112. S. Argelasii, L. Duf. Argolide (Brulle: Micrommata
Argelas); Grecia (C. L. Koch: Ocypete lersa; Zimm.).
Hab. — Palestina, Egitto.
Gen. SELENOPS, Duf.
113. S. radiata, Latr. Laconia: ai piedi del Taigeto
(Brulle: S. ornalosonia).
Hab. — Palestina, Egitto? (Br.).
Fam. THOMISIDAE.
N.B. — Simon (Hist. nat. Araign. 1864, p. 524) cita di Grecia
anche gli Xysiici cuneolus C. L. K. (gen. Monaeses per Thorell,
48
p. payesi
(382)
gen. Tmarus \T. piger Wlk.] per Simon 1875) e depressus C.
L. K. (gen. Conarachne), ad onta che non sieno stati ne furono
in seguito scoperti in questa regione.
Gen. PHILODROMUS (Walck.).
114. * Ph. torqualus, Cambr. Corfu (Cbr., Sim.).
Gen. THANATUS, C. L. Koch.
iV. B. — Simon (op. cit. 1864, p. 520) cita di Grecia anclie
il Th. striatus C. L. Koch, che e di Baviera.
115. Th. oblongus (Walck.) var. parallelus C. L. Koch. Morea:
Nauplia (C. L. Koch: Th. parallelus; Walck.: Philodromus
parallelus); Grecia (Simon 1864: Thanata paralleld).
Hob. — Italia, Dalmazia (tipo); Russia mer. (tipo e var.).
Oss. — Per Simon attualmente e un Tibellus.
116. Th. rufipes, Simon. Is. Gervi (al nord di Cerigo)!
Hob. — Asia minore.
117. * Th. gigas (C. L. Koch). Grecia (C. L. K.: Artamus).
Oss. — Per quanto mi risulta non fu piu citato da altri autori. E presumibilmente un Thanatus, piuttostoche un Arlanes o
Philodromus, ma la brevissima diagnosi data dair autore (Ueb.
Arachn. syst. I. 1837, p. 27) non basta a chiarire la questione.
Resta una specie dubbia.
Gen. THOMISUS (Walck.).
118. Th. albus (Gmel.). Grecia (0. L. Koch: Th. nobilis, Th.
dladema; Zimmerman: Th. abbrematus; Hermann, Pavs.: Th.
onusius; Pays.).
Hab. — Italia e is., Istria, Turchia, Russia mer., Asia min.,
Palestina, Egitto.
Oss. — La sinonimia del Th. nobilis C. L. Koch (JJeb. Arachn.
syst. I. 1837, p. 24), quantunque non prodotta dair autore nelT opera Die Arachn. a proposito del Th. diadema, e certa e
(383)
ARACNIDI 49
fu ammessa recentemente anche dal Simon (Arachn. de France
II. 1875, p. 251).
Gen. MISUMENA (Latr.).
119. M. vatia (Clerck). Argolide e Arcadia verso la Teg e o t i d e (Brulle: Thomisus spinipes).
Hob. — Italia e is., Turchia, Russia mer., Candia.
Oss. — II Thomisus spinipes Brulle (Exp. sc. de. Moree III. I.
2, p. 53, tav. XXVIII, fig. 5) va aggiunto ai numerosi sinonimi della M. vatia, gia indicati dagli autori; non c' e alcun criterio per distinguerlo dalle var. di questa specie e non ne e die
una femmina giovane. Le spine delle zampe anteriori, da cui derivossi il nome, sono pure caratteristiche di quest' ultima.
120. M. vtllosa (Walck.). Grecia (C. L. Koch: Thomisus
hirlus; Pavs.).
Hob. — Italia ed is., Russia mer.
Oss. — Per Simon attualmente e un lleriaeus [II. hirsutus
(Wlk.)].
121. M. lateralis (C. L. Koch). Grecia (0. L. K.: Thomisus
fig. 277, non Hahn fig. 31; Simon 1864: Thomisa).
Hab. — Italia ed is., Russia mer., Palestina, Egitto.
Oss. — Per Simon oggidi e tipo del nuovo genere Runcinia.
Gen. XYSTICUS (C. L. Koch).
N. B. — Simon (Hist. nat. Araign. 1864, p. 427) da per
patria la Grecia anche allo X. sabulosus (Hahn), cio che e probabile ma non accertato.
122. X. graecus, C. L. Koch.
fig. 1002, non 9. Grecia
(0. L. K., Herm.).
Hab. — Ungheria, Palestina?.
123. * X. grammicus, G.L.Koch. Grecia: Nauplia (C. L.
K.; Simon 1864: Xystica).
124. * X. bicolor, L. Koch. Is. Sir a (L. K.).
Oss. — Per le appendici cutanee dell'addome sembra un'OP. Pavesi
4
50
p. payesi
(384)
xyptila Sim., ma per 1' eguale distanza reciproca degli occhi
della seconda serie e piuttosto un vero Xysticus.
125. X. bufo, Duf. Morea: Nauplia (G. L. Koch: X.
graecus $ non cf)Hab. — Italia e is., Istria, Siria (Sim.).
Oss. — Secondo Simon (Araclm. de Fr. II, p. 220) lo X.
graecus C. L. Koch $ {Araclm. IV. 1838, p. 65, tav. CXXYI,
fig. 291) non e la femmina dello X. graecus C. L. K. o71 fig. 1002,
ma dello X. bufo Duf. Questa specie appartiene al gen. Oxyplila
Simon.
126. X. confluens, 0. L. Koch. Grecia (C. L. K.; Sim. 1864:
Xystica).
Hab. — Palestina.
Oss. — Per Simon attualmente e un' Oxyplila assai affine alYhorticola.
Fam. LYGOSIDAE.
N.B. — Simon {Hist. nat. Araign. 1864, p. 510) da anche
per la Grecia la Trochosa umbraticola 0. L. Koch (ora Pirata
piscatorius (Clerck) non Koch), ma e specie d' Europa centrale e
settentrionale e nemmeno di altri paesi della regione mediterranea.
Gen. LYC0SA (Latr.).
N.B. — Simon (op. cit. p. 513) mette gratuitamente Grecia
come habitat della L. riparia C. L. Koch.
127. L. proxima, C. L. Koch. Grecia (0. L. K., Pavs.; Si¬
mon 1864: L. arenaria).
Hab. — Italia e is., Palestina, ecc.
128. * L invenusta, 0. L. Koch. Grecia: Nauplia (0. L. K.
Simon 1864: L. sg. Leimonia e Leimonia fulvolineala; Simon
1876: Pardosa).
129. L atomaria, C. L.Koch. Grecia:' Nauplia (C. L. K.;
Simon 1864: L. sg. Leimonia; id. 1876: Pardosa); Piker mi!
Hab. — Italia.
(385)
ARACNIDI
51
Gen. TARENTULA (Sund.).
N.B. — Walckenaer e Simon hanno dato alia Grecia anche
la T. andrenivora (Walck.) forse soltanto perche le fu attribuita
sinonima la T. albofasciata (Br.).
130. * T. praegrandis (C. L. Koch). More a (Brulle: Lycosa
narbonnensis; Pays.: T. narbonnensis); Grecia (C. L. Koch: Ly¬
cosa (Tarantula); Walck.: Lycosa tarentula hellenica> L. tar. Apuliae> e L. tar. narbonnensis; Simon 1864: Lycosa sg. Tarentula>
1876: Lycosa).
Oss. — Fu riferita come sinonima di parecchie altre (vedi
sopra) dagli autori. Ultimamente il Thorell {Descr. Europ. NorthAfr. Spid. 1875, p. 161) distingue quella della fig. 180 del Koch
(Arachn. III. 1836, p. 22), che crede = T radiata var. liguriemiS; da quella della fig. 414 (Koch, ibid. V, p. 114), attri¬
buita alia narbonnensis; ma Simon (.Revis. esp. europ. du groupe
de la L. tarentula in Ann. Soc. entom. Fr. 5.a serie YI. 1876,
p. 78) la ritiene. credo a ragione, ben distinta. Senza dubbio
il disegno del ventre della narbonnensis dato dal Simon (ibid,
tav. Ill, fig. 1) e diverso da quello della praegrandis dato dal Koch
(ibid. fig. 414), non che la colorazione della superficie inferiore
delle zampe. E probabile che la L. narbonnensis Luc. {Artie, de
Crete in Rev. et Mag. Zool. serie 2.a, V. 1853, p. 518) di Candia
sia la stessa specie. Infine non e vero cio che dice Simon {Hist,
nat. Araign. 1864, p. 511), sulla fede di Walckenaer {Ins. apt.
I. 1837, p. 283), che Brulle T indichi sotto il nome di Lycose
tarentule.
131. T. radiata (Latr.) var. liguriensis (Walck.). Grecia:
Morea (Nauplia) (0. L. Koch: L. hellenica> L. famelica>
Walck. e Simon: Lycosa> Tarentula, Trochosa, Arctosa hellenica;
Simon 1864: Lycosa, Tarentula famelica e Trochosa {Arctosa) ligu¬
riensis e A. cingara; Pavs.); Piker mi!
Kab. — Italia e is., Turchia, Russia merid., Egitto, ecc.
132. T. grisea, C. L. Koch. Grecia: Nauplia (C. L. Koch
e Simon: Lycosa {Tarantula)).
52
p. pavesi
(386)
Hab. — Siria e Palestina.
Oss. — Cambridge (Spid. Palest, a. Syria, p. 315) la da come
specie distinta; Koch la riteneva assai afflne alia L.famelica (=
radiatd) ed io dubito che veramente le sia identica.
133. * T. fuscipes (C. L. Koch). Grecia: Nauplia (C. L.
Koch, Sim.: Lycosa (Tarantula).
134. * T. (?) lupulina (C. L. Koch). Grecia (0. L. K).
Oss. — Per quanto mi risulta, questa specie di Koch (Ueb.
Arachn. syst. I. 1837, p. 22) non venne piii citata dair autore
medesimo ne da altri. Forse e una Tarentula e si dovra riferire
a qualcuna delle specie greche sopra inscritte.
135. T. albofasciata (Brulle). Pianura di Modon (Br.: Ly¬
cosa), Nauplia (C. L. Koch: Lycosa (Tarantula) sagittata);
Grecia (Simon: Lycosa sg. tarentula sagitta> sagittata, numida;
Pavs., Herm.).
Hob. — Italia e is., Dalmazia, Turchia, Asia minore, Pale¬
stina.
Gen. TROCHOSA (C. L. Koch).
N.B. — Assai probabilmente questo genere va abolito e fuso
con quello che precede, o per lo meno ristretto a certe forme
ben distinte dalle vere Tarentulae> escludendone altre che passano grado grado a quest' ultime, come sarebbe la mia Taren¬
tula Sulzeri (Ragni Cant. Ticino, 1873, p. 169), che Thorell
{Descr. europ. a. north-afr. Spid. 1875, p. 164) vorrebbe una
Trochosa. Simon {Arachn. de Fr. III. 1876, p. 233, nota 1) ne
diede gia Y esempio riunendolo al genere Lycosa > che per lui
equivale principalmente a Tarentula Thor. e aut. Egli abbandona
pero il nome Tarentula per una ragione inammissibile, cioe per
la vantata anteriorita che ha su Phrynus Oliv. 1802. Ma in
questo caso la « legge di priorita » non si puo applicare, perche la denominazione Tarentula, data da Fabricius nel 1793 ai
Phryni, e quindi il nome di Tarantulae imposto all'ordine da
parecchi autori, sono falsi (Yedi Thorell, On the Class, of
Scorpions> in Ann. a. Mag. of Nat. Hist. 4.a serie, XVII. 1876,
(387) ,
ARACNIDI 53
p. 4, nota *). Tarentula deriva da Tarentum e nessuna specie
di Phrynus vive, non che a Taranto od in Italia, in tutta Europa. Parimenti spesso si chiamarono a torto Tarentulae alcune
specie di solpughe.
Le specie singoriensis Laxm., vultuosa 0. L. Koch, allodroma
Walck. [= cinerea (Fabr.)] e perita Wlk. [=? amylacea G. L.
K.] vennero pure indicate come di Grecia dal Simon {Hist. nat.
Araign. 1864); e possibile che vi si trovino, poiche vivono in
parecchi paesi limitrofi, ma non e sicuro. La vultuosa poi e
forse soltanto una varieta della singoriensis > secondo quanto
scrive il Thorell (SMruss. Spinn. 1875, p. 71).
136. T. variana (C. L. Koch). Grecia: Nauplia (C. L. Koch:
Arctosa; Simon: Lycosa).
Hab. — Italia.
Gen. DOLOMEDES (Latr.).
137. D. fimbriatus (Clerck). Grecia (C. L. Koch, Pays.).
Hab. — Italia e is., Russia mer.
Gen. OCYALE, Sav. Aud.
138. 0. mirabilis (Clerck). Grecia (C. L. Koch, Sim.: 0. murind).
Hab. — Italia e is., Turchia, Russia mer., Tunisia.
Fam. OXYOPIDAE.
Gen. 0XY0PES, Latr.
139. 0. lineatus, Latr. Grecia (0. L. Koch: Sphasus).
Hab. — Italia e is., Russia mer., Palestina, Egitto, Tunisia.
Oss. — Secondo Simon (Arachn. de Fr. III. 1876, p. 220) lo
Sphasus lineatus C. L. Koch sarebbe = 0. heterophthalmus Latr.,
mentre poi questo per Thorell (Rem. Syn., p. 350) e probabilmente Y 0. ramosus (Panz.).
54
p. payesi
(3 8)
140. 0. transalpinus (Walck.). Grecia (C. L. Koch: Sphasus
gentilis; Simon 1864: Oxyopa italica (gentilis K.); Pays.).
Hob. — Italia, Russia merid., Asia minore, Palestina.
Oss, — Per Simon (1. cit. sopra) sarebbe Y 0. lineatus Latr.
141. * 0. candidus, L. Koch. Corfu (L. K.).
Oss. — Simon (1. cit. sopra, p. 222) lo da di Grecia e lo riferisce con probability al gen. Pencetia, Thor., ma io ritengo che
debbasi conservare negli Oxyopes per il modo con cui sono disposti gli occhi; difatti il dott. L. Koch (Zwr Arachn. Myriap.
Fauna Sud-Europasj in Verh. Z. B. Gesel. Wien XVIII. 1867,
p. 866) dice che ciascuna delle serie anteriore e posteriore, e
per la posizione degli occhi laterali piii alti o piii bassi, divisa
in due, quindi si hanno 4 serie, non 3 come nelle Peucetiae.
Fam. EHE SID AE.
Gen. ERESUS, Walck.
142. E. Audouinii, Brulle. Morea: pian. di Modon (Br.:
E. Audouin; Walck.: E. cinnaberinus), Nauplia (C. L. Koch:
E. puniceus); Grecia (Simon 1864: Erythrophora cinnaberina
+ Eresa sg. Erythr. puniceaj 1873: E. puniceus; Canestr. e Pavs.
1868 e 0. Koch matt.: E. 4-guttatus; van Hass.: E. annulatus).
Hab. — Sicilia.
Oss. — Walckenaer {Ins. apt. I, p. 395) e con lui altri autori riferirono Y E. Audouinii Brulle (Exped. Mor. III. I. 2, p. 51,
tav. XXVIII, fig. 10) al cinnabarinus Oliv., che pero danno
di Grecia; ma questa opinione non e accettabile. Simon (Eresid.
in Ann. Soc. entom. Fr. 5.a serie III. 1873, p. 340, nota 1)
lo tiene pure distinto e vuole che richiami Y E. lautus Sim.; invece Thorell (Rem. Syn., p. 422), conservandolo distinto, gli
identifica YE. puniceus C. L. Koch {Arachn. IV. 1838, p. 102,
fig. 315). Basandomi sulla descrizione e figure, mi dichiaro del
parere dell' illustre aracnologo d' Upsala.
143. E. Walckenaerii, Brulle. Laconia: dint, di Sparta
(Br.: E. Walckenaer> op. cit. sopra, p. 55, tav. XXVIII, fig. 4),
(389)
ARACNIDI 55
Nauplia (C. L. Koch: E. luridus); Grecia (Walck., Simon:
E. Walckenaerius; C. L. Koch: E. ctenizoides).
Hab. — Sicilia.
Oss. — Walckenaer (Apt. L, p# 398) e Simon (Hist. nat.
Araign. 1864, p. 497) considerano gli eresi ctenizoides e luridus
come varieta cT una medesima specie, cioe del Walckenaerius;
Simon piii recentemente (Eresp. 356) mentre da sinonimo di
quest'ultimo YE. siculus Luc., lascia separati e come sp. invisae
e forse sinonime fra loro gli altri due. Parmi che la prima riunione fosse piu attendibile.
144. E. Theisii, Brulle. Morea: Arcadia (Br.: E. Theis e
var. E. Petagnae;WsiQk.: E. imperialis; C. L. Koch: E. moerens);
Grecia (C. L. Koch: E. pruinosus; Simon: E. imperialis e
moerens).
*
Hob. — Asia minore, Siria, Egitto.
Oss. — Brulle (op. cit., p. 55, tav. XXVIII, fig. 11) vi riferisce anche una var. che crede Y E.Petagnae Sav. Aud.; Wal¬
ckenaer attribuisce questo ed il Theisii all' E. imperialis Duf.;
Simon (Eres., p. 356) identifica Y E. pruinosus G. L. Koch col
moerens C. L. K., ma conserva distinte fra loro le specie fronlalis Latr. (= imperialis Duf.), Petagnae e moerens, e mette poi
fra le invisae T assai dubbia ed imperfettamente descritta Theisii.
lo credo che questo ereso non sia diverso dal moerens, quindi
dal pruinosus, anche per ragioni geografiche; certamente tutte
le specie qui sopra indicate sono molto affini, se non identiche,
ed in tal caso avrebbe la priorita il nome frontalis pure sopra
quello di Theisii.
Gen. PALPIMANUS, Duf.
145. P. gibbulus, Duf. Grecia (C. L. Koch: P. haematinus,
Walck.: Chersis gibbulus); Corfu (Cambr.: P. haematinus).
Hab. — Italia e is., Asia minore, Palestina, Egitto, Tunisia.
Oss. — Cambridge (Spid. Egypt. 1876, p. 554) ritiene, contro Thorell (Hem. Sijn. 1873, p. 542) e Simon (Aran. nouv. ou
peu conn. II. 1873, p. 151) che Y haematinus K. sia una specie
56
p. payesi
(390)
distinta dal gibbulus Duf. e Savignyi Aud., e le riferisce soltanto
gli esemplari da lui raccolti a Corfu, non quelli di Palestina e
d' Egitto.
%
Fara. ATTIDAE.
Gen. EP1BLEIYIUM (Hentz).
146. ,,f E. olivaceum (L. Koch). Is. Sira, Tinos, Corfu
(L. Koch, Sim.: Callielherus).
147. E. mandibulare (Sim.). Corfu (Sim.: Callietherus).
148. * E. unicolor (Sim.). Corfu (Sim.: Callietherus).
149. E. infimum (Sim.). Corfu (Sim.: Callietherus).
Hob. —* Isole italiane, Siria, Palestina.
Oss. — Thorell (Descr. europ. north-afr. Spid. 1875, p. 180)
lo vorrebbe riferire al gen. Heliophanus> ma Simon (Arachn. de
Fr. III. 1876, p. 75, nota 1) replica le sue maggiori aifinita
cogli Epiblemi (Calliethera).
Gen. HELIOPHANUS, C. L. Koch.
150. * H. simplex, Sim. Corfu (Sim.).
151. H. Cambridgii, Sim. Corfu (Sim., Pays.).
Hab. — Italia sett., ecc.
152. H. exultans, Sim. Grecia (Sim., Pavs., Leb.).
Hab. — Italia e is.
Oss. — Non e vero quanto scrive Simon {Arachn. de Fr. Ill,
p. 165) che L. Koch lo descrivesse nel 1867 in Yerh. Zool. bot.
Ges. Wien.
153. H. equester, L. Koch. Is. Tinos (L. Koch, Sim.); Grecia
(Sim.).
Hab. — Italia?
154. H. uncinatus, Sim. Grecia (Sim.).
Hab. — Ritrovato soltanto nella Svizzera.
155. H. furcillatus, Sim. Corfu (Sim.).
Hab. — Italia e is.
(391)
ARACNIDI 57
156. H. melinus, L. Koch. Is. Sira e Tinos (L. Koch, Sim.);
Grecia (Sim.).
Hab. — Dalmazia e Palestina.
157. * H. calcarifer, Sim. Corfu (Sim.).
158. * H. albosignatus, L. Koch. Is. Sira (L. Koch, Sim.);
Grecia (Sim.).
159. * H. ladeus, Sim. Grecia (Sim.).
O55. — Ripetasi quanto e detto per Y H. exultans.
Gen. MENEMERUS (Sim.).
160. M. semilimbalus (Hahn). Grecia (C. L. Koch, Simon,
Canestr., e Pays.: Euophrys vigorata; Sim.: M. vigoratus); Corfu
(Sim.: M. vigoratus); Pikermi presso Atene!
Hab. — Italia e is., Palestina, Egitto, Tunisia.
Gen. DENDRYPHANTES (C. L. Koch).
161. D. rudis (Sund.). Grecia: Sira (Sim.).
Hab. — Italia.
162. D. nitelinus, Sim. Corfu (Sim. 1868: Attus castaneus,
id. 1876: D. nidicolem; Pays.: Marpessa nitelina).
Hab. — Italia e is., Dalmazia, Siria.
Oss. — Simon ha sempre riferito sinora al suo Attus nitelinus
la Marpissa Nardoi Ninni in Canestr. Pays, (non Canestr.); vedo
con meraviglia che adesso (Arachn. de Fr. Ill, p. 41) la mette
fra i sinonimi del D. nidicolens. Inoltre yedo che al suo A. phrygianus (= nidicolens Wlk.)^ non mai dato di Corfu, ultimamente
assegna per patria anche questa localita (ibid. p. 42). lo sono
persuaso che qui gli sia incorso errore, e che alcuni sinonimi
del nidicolens e la localita Corfu vadino riferiti al nitelinus; an¬
che la indicazione « Siria » doveva darsi pel nitelinus (sec. Cam¬
bridge) e non pel nidicolens „ come scrive Simon.
163. D. canescens, C. L. Koch. Grecia: Nauplia (C. L.
Koch; Walck. e Sim. 1868: Attus; Sim. 1864: Atta sg. Bendryphantes).
58
P. PAVESI
(392)
Hab. — Italia, Palestina.
Oss. — Per Simon attualmente e un Philaeus.
Gen. EUOPHRYS (C. L. Koch).
164. E. sulphurea (L. Koch). Is. Tinos (L. Koch e Simon
Allid.: Attus; Simon,-Ileuis. Alt.: A. sulphureo-ciliatus); Grecia
(Sim. 1876).
Hab. — Isole italiane.
165. E. gambosa, Sim. Grecia (Sim. 1868: Atlus).
Hab. — Is. italiane, Palestina, Tunisia.
166. E. difficilis, Sim. Grecia (Sim. 1868: Attus).
Hab. — Italia e is., Dalmazia.
167. * E. calva, Sim. Corfu (Sim. 1868: Attus; Sim. 1876).
168. * E. obsoleta, Sim. Corfu (Sim. 1868: Attus; Simon
1876).
169. E. algerina (Luc.). I. Tinos (L. Koch: Atlus armiger +
A. leporinus), Corfu (Camhr.: Salticus cephalotes); Grecia e
Corfu (Simon 1868: Attus).
Hab. — Isole italiane, Palestina, ecc.
Oss. — Per Simon tipo del suo nuovo genere Cyrba.
Gen. PHILAEUS, Thor.
N.B. — Simon (Arachn. de Fr. Ill, p. 51), riferendo al gen.
Philaeus il suo Dendryphantes (Atlus) nesjlectus, lo cita di Grecia
e Siria; pero nella Monogr. Alt. p. 639 (173) lo da soltanto di
Turchia, poi nella Reois. Att. p. 19.0 (66) di Siria. Ritengo pertanto essere questo uno degli errori di habitat non infrequenti
nelle opere di Simon (1).
0) Ne fard osservare appena alcuni altri, perche mi riguardano. Nella RSvis. des Attid. Europ. (p. 130 (6)) Simon dice che io gli ho comunicati degli
esemplari svizzeri del Marpissus monachus E. S. (=>Marpessapomatia (Walck.));
io non raccolsi mai questa specie nella Svizzera e difatti non figura nel mio
libro sui Ragni del Canton Ticino (in Annali Mus. civ. Genova, IV. 1873^.5),
ne nel mio Catalogo generate dei Ragni della Svizzera {Note araneol. Ill, in
Atti Soc. ital. Sc. nat., XVIII. 1875, p. 254, estr. p. 21) e nemmeno neiropera
(393)
ARACNIDI 59
170. Ph. chrysops (Poda) var. haemorrhoicus (C. L. Koch).
Grecia (C. L. Koch: Philia haemorrhoica; Sim. Cyrtonota sg.
Philia haemorrhoica; id. 1868: Atlus haemorrhoicus; Pavs.: Ph.
chrysops).
Hab. — Italia e is., Istria, Dalmazia, Turchia, Russia mer.,
Palestina.
Oss. — Cambridge e Simon ammettono il Ph. haemorrhoicus
come specie diversa dal chrysops, anzi quest'ultimo scrive
« espece tout-a fait distincte et tres-bien caracterisee (Arachn.
de Fr. Ill, p. 51, nota 1) » senza pero dire quali sono i caratteri decisi di ricognizione; Thorell al contrario lo ritiene «gewiss nur eine Varietat von Ph. chrysops (Siidruss. Spinn.,
p. 82, nota 1) ». Considerando la variabilita del chrysops > uno
dei piii notevoli esempi di dimorfismo sessuale nei ragni, e
la presenza di una forma transitoria fra Tuna e Taltra specie,
qua!'e il Salticus erythrogaster Luc. (Expl. Alg. Artie., p. 137,
recentissima del prof. Lebert: Die Spinnen der Schweiz (Neue Denkschr. allgem. Gesellsch. fur die ges. nalurwiss., XXVII. 1877), mentre ora inquest*ul¬
timo dovrebb' essere stata elencata, poiche il Simon T indica presa nel Vallese
{Arachn. de France, III. 1876, p. 27). Del pari non ho mai indica to del Canton
Ticino P Attus o Euophrys acripes E. S., a cui Pautore d& recentemente per
patria anche questo paese su fede mia (ivi p. 189). Inoltre, mentre ringrazio il
chiar. amico di Parigi d* aver legato P oscuro mio nome a quello di un attide
(Attus Pavesii, in Ann. Soc. entom. Fr., 5.a serie V. 1875, Bull. p. XCII), che
adesso egli mette nel genere Maevia (G. L. Koch) e descrive, come probabile in
Francia, su esemplari svizzeri da me speditigli (Arachn. de Fr. Ill, p. 61, tav.
XI, fig. 17), non posso esimermi dal dire che non e vero che io lo citi nel
Catalogo dei ragni del Canton Ticino, siccome egli scrive (p. 62), col nome erroneo di Attus multipunctatus, e non si legge questa specie neppure negli
altri due lavori sopracitati del prof. Lebert e di me. AnclP esso non Pho mai
preso nel Canton Ticino, bdnsi P ebbi da Pavia, ve lo raccolsi io medesimo
e trovasi nella mia Enumerazione dei ragni dei dintorni di Pavia (Atti Soc.
ital. Sc. nat., XVI. 1873, p. 78, estr. p. 11, sp. 145), dove soggiungo « Avendolo comunicato al chiar. Simon, egli mi rispose recentemente: espece fort
interessante, proche allide de P Attus multipunctatus, mais je ne possede pas
le type de mon espece. Confrontandolo colla descrizione di Simon mi pare
che vi corrisponda assai bene, meno qualche differenza insignificante ». Non
so comprendere perche, oltre lo scambio di localita, P autore abbia mutato
di parere, tanto da riferire il vero A multipunctatus , figurato ora dal
prof. Canestrini (Oss. arncnol., in Atti Soc. Ven. Trent. Sc. nal.. III. 1876, p.
214, estr. p. 11, tav. VIII. fig. 2), come se questi si fosse servito d* unode' miei
esemplari, in un genere affatto diverso, cioe fra gli Hasarii (op. cit. Ill, p. 89).
60
p. pavesi
(394)
Arachn. tav. Y, fig. 3) sono piii propenso ad accettare il parere di Thorell.
171. * Ph. taeniatus (L. Koch). Is. Tinos (L. Koch: Attus>
Sim. 1868: Marpissus)\ Grecia (Sim.).
Gen. THYA, Sim.
172. T. imperialis (W. Rossi). Is. Tinos (L. Koch, Sim.
1868: Attus regillus; Pays.: Marpessa)', Grecia (Sim. 1871:
Attus; id. 1876).
Hob. — Italia e is., Turchia, Asia minore, Siria e Palestina,
Egitto.
Gen. HASARIUS, Sim.
173. H. Adansonii (Sav. Aud.). Grecia (Sim. 1876).
Hob. — Regione mediterranea, etiopica ed orientale: Candia,
Siria e Palestina, Egitto.
Gen. ATTUS (Walck.).
N.B. — Attendiamo conferma per ammettere nella fauna
greca gli Attus arcuatus (01.) e atellanus (0. L. K.) citati dal
Simon {Hist, nat. Araign. 1864) sotto i nomi di Atta grossa ed
Eiiophrys (dia) atellana.
174. A. jucundus (Luc.). Is. Tinos (L. Koch, Sim.: Attus mitratus); Grecia (Sim. 1876: Hasarius).
Hab. — Italia e is., Dalmazia, Siria, Tunisia.
175. A. laevigatus (Sim.). Sir a (Sim.), Corfu (Sim. 1868:
Attus, id. 1876: Pellenes).
Hab. — Libano.
176. A. geniculatus, Sim. Corfu (Sim. 1868: Attus; id. 1876:
Pellenes).
Hab. — Italia e is., Siria (Sim.).
177. A. diagonalis, Sim. Corfu (Sim., Pays.), Sir a (Sim., Pays.;
L. Koch: Attus lippiens 9 non c/1); Grecia (Sim.: Pellenes).
(395) '
ARACNIDI bl
Hob. — Turchia, Palestina.
178. A. ostrinus, Sim. Corfu (Sim.); Grecia: Corfu (Sim.
1876: Pellenes).
Hab. ■— Palestina.
179. A. cerussatus, Sim. Corfu (Sim. 1868: Attus; id. 1876:
Neera).
Hab. — Sicilia, Siria, Egitto.
180. * A. papilionaceus, L. Koch. Sir a, Tinos (L. Koch,
Sim. 1868); Grecia (Sim. 1876: Habrocestum).
181. A. latifasciatus, Sim. Corfu (Sim. 1868; Cambr.: Salticus); Grecia (Sim. 1875: Habrocestum).
Hab. — Siria e Palestina.
Gen. ICTIDOPS, Fick. (•).
182. I. lineatus (C. L. Koch). Grecia (C. L. K.: Euophrys;
Sim. 1864: Atta sg. Euophrys gr. Parthenia; Sim. 1868: Attus;
Pavs.); Corfu (Sim.: Attus).
Hab. — Italia e is., Palestina.
Oss. — Attualmente e riferito dal Simon al suo gen. Phlegm.
183. I. Bresnieri (Luc.). Grecia (Sim. 1864: Euophrys [.Parthenia], id. 1868: Attus; Pavs.).
Hab. — Italia e is., Turchia, Palestina, Tunisia.
Oss. — Come sopra.
184. I. lippiens (L. Koch)
non 9. Tinos, Sira (L.
Koch, Sim. 1868: Attus); Grecia (Sim. 1876: Phlegm).
Hab. — Corsica, Siria (Sim.).
(>) Nella mia Gomunicazione preventiva sugli Aracnidi di Grecia sopracitata
(p. 326 (6)) questo genere figura sotto il nome di Aelurops Thor., ma Fickert
(VerzeicUn. der Sjpinn. Schlesiens, in Zeitschr. fiir En torn., nuova serie, fas. V.
1876, p. 24, 31) T aveva gii poco prima sostituito con quello di Ictidops, perche
quello 6 preoccupato ; il genere Phlegra fondato contemporaneamente dal
Simon (Arachn. de Fr. III. 1876, p. 120) corrisponde soltanto in parte ad Aelurops Thor., che e mantenuto per altre specie e con signiflcatodiverso dalToriginario.
62
P. PAYESI
(396)
Gen. YLLENUS, Sim.
185. Y. capreolus (L. Koch). Is. Sir a (L. Koch: Allus)-,
Grecia (Sim. 1876: Adurops).
Hab. — Palestina.
Oss. — Simon (Monogr. Alt. 1868, p. 70 (60)), riportando
la indicazione di patria data da L. Koch, mette per errore
« Tinos » invece di Sira.
186. Y. Ogieri (Sim.). Is. Tinos (Sim. 1868: Allus).
Hab. — Ritrovato in Ispagna.
Oss. — Per Simon oggidi e un Adurops.
Ord. ACARI.
Fam. IXODIDAE.
Gen. HYALOMMA, G. L. Koch.
187. H. aegyptium (Linn.). Morea (Brulle: Ixodes; Pavs.).
Hab. — Candia, Egitto.
Gen. IXODES (Latr.).
188. * I. obliquus, C. L. Koch. Grecia (C. L. K.).
189. * I. viperarum, C. L. Koch. Grecia (0. L. K.).
Gen. DERMACENTOR, G. L. Koch.
190. * D, puncticollis, C. L. Koch. Grecia (0. L. K.).
Fam. TROMBIDIDAE.
Gen. TR0MBID1UM, Fabr.
191. * T. hirsutissimum, 0. L. Koch. Grecia (C. L. K.).
(Estratto dagli Annali del Mus. Civ. di St. Nat. di Genova, Vol. XI.
19-29 Gennaio 1878).
595.4 N600 c.1
prime crociere del Violante comandat
086 845 975
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