Dino Mengozzi Professore Associato nell’Università degli studi di Urbino Carlo Bo A. Cronologia essenziale Laureato con lode all’Università di Bologna, dal 1988 Ricercatore di Storia moderna nell’Università di Urbino. Distaccato dal 1992-1994 presso l’Institut d’Histoire de la Révolution Française, Université de Paris I, Panthéon Sorbonne, sotto la direzione di Michel Vovelle. Dal 2001 Professore associato nell’Università di Urbino, presso la Facoltà di Scienze della Formazione e nel collegio docenti del Dottorato in Storia contemporanea – Teoria e storia della modernizzazione in età contemporanea, con sede nell’Università di Siena; dal 2014 membro del collegio docenti nel Dottorato di storia contemporanea nell’Università di Urbino. Nel 2002 trascorre tre mesi (maggio-agosto) di 1 formazione nell’University of Illinois a Chicago, USA. Dal 2013 fa parte del Comité scientifique presso le Università di Limoges et de Poitiers per lo studio delle Reliques politiques. Nel 2013 ha ottenuto l’abilitazione nazionale per l’accesso alla prima fascia della docenza universitaria. B. Orientamenti storiografici Ha inizialmente prestato attenzione alla storia delle idee, nella dialettica fra resistenze e rotture alla modernizzazione, a partire dal periodo napoleonico, dedicando saggi al giacobinismo e alle insorgenze nei territori dell’Italia centrale. Il biennio alla Sorbona – Parigi I, sotto la direzione di Michel Vovelle, gli precisava la dialettica di rotture e continuità del processo di modernizzazione, ampliando l’analisi verso le mentalità o le sensibilità collettive, con nuovi approcci alla quantificazione e alla storia sociale. Ha dedicato, quindi, una serie di pubblicazioni al rapporto fra sicurezza e insicurezza, visto attraverso l’analisi dei comportamenti irregolari e della violenza, allo scopo di cogliere la disgregazione sociale quale spia della crisi dell’ordine pubblico e della società, specie nel tramonto dello Stato pontificio. Attraverso la gestione laica della morte, considerata tra gli ultimi decenni dell’Ottocento e la Grande guerra, ripercorreva le pratiche associative e la formazione di un ventaglio di simboli e credenze profane, con le quali si attuava la costituzione della politica democratica in Italia, in conflitto con le autorità religiose da un lato e i ceti liberali moderati dall’altro. Da quella soglia, dove “cadono le maschere”, era possibile osservare l’invenzione della “morte rossa”, con l’accompagno senza preti, le musiche e un colorito cerimoniale, che segnava la presa di coscienza della laicità e il coinvolgimento dei ceti popolari nella dialettica politica dell’Italia unita. 2 La figura di Garibaldi gli appariva essenziale, per delineare il transfert di sacralità prima dai vecchi sovrani ai nuovi leader politici poi nel costruire un apparato rituale, di simboli e credenze, che aveva nelle reliquie profane un polo di legittimazione della politica democratica. In quest’ottica, l’osservatorio del corpo gli appariva essenziale per ripensare il processo di “costruzione” degli italiani. Intorno ai “corpi posseduti” (posseduti dall’ideologia pattriottica) si enucleava la coscienza nazionale dagli albori del Risorgimento fino alla pedagogia per le scuole affidata a “Pinocchio” e “Cuore”. Secondo una vasta letteratura piuttosto trascurata, di martirologi ed eroizzazioni, gli italiani si sono combattuti e formati, prima da vittime poi da eroi, poi da eroi tornati vittime. Con l’unificazione, infine, la formazione del “corpo borghese” introduceva una nuova dialettica fra sacrifici e egoismi. In Garibaldi, Pinocchio e Cuore, infine, l’affrancamento del corpo dalle autorità famigliari e statali segnava una svolta ricca di avvenire. C. Organizzazione di convegni e seminari di studio In collaborazione con la Fondazione di studi storici Filippo Turati di Firenze, ha organizzato numerosi convegni e seminari di studio, cui hanno partecipato studiosi di università italiane e straniere. Le relazioni, rielaborate per la pubblicazione, sono state raccolte in appositi volumi, indicati più oltre. 1991: «Politica e società in Romagna negli anni della fondazione del Psi (Genova, 1892)». 1992: «I Battistini, una famiglia socialista alla fine dell’Ottocento». 1995: «Una società violenta. Esecuzioni, briganti e irregolari in età moderna e contemporanea». 1996: «Lo spazio della morte laica. Funerali politici in Romagna in età 3 moderna e contemporanea». 1998: «Percorsi della fede rossa. La politica come religione secolare nella Romagna contemporanea». 2003: «Le rivolte giovanili», seminario di studi, Università di Urbino, 15 aprile, con la partecipazione dei professori M. Degl’Innocenti (Università di Siena), P. Sorcinelli (Università di Bologna), M. Baldacci (Università di Urbino). 2003: «Sviluppo e libertà. Gli anni del Centro-sinistra in Romagna (19601970)», Cesena, 12 dicembre. 2004: «Il Centro-sinistra e la riforma della Scuola media, 1962», seminario di studi, Università di Urbino, 1 aprile, con la partecipazione dei professori M. Baldacci (Università di Urbino), F. Cambi (Università di Firenze), M. Degl’Innocenti (Università di Siena) e C. G. Lacaita (Università di Milano). 2004: «Sigfrido Sozzi sindaco della liberazione. Il politico, l’amministratore, lo studioso», Cesena, 4 dicembre, con la partecipazione dei professori A. Riosa (Università di Milano) e M. Degl’Innocenti (Università di Siena). 2008 “Gaetano Salvemini e la scuola”, Università di Urbino, Facoltà di scienze della formazione-Fondazione di studi storici Filippo Turati, Firenze. Seminario storico pedagogico, Urbino, 8 maggio 2008, con la partecipazione dei professori M. Baldacci (Università di Urbino), S. Pivato (Università di Urbino), C. G. Lacaita (Università di Milano), F. Cambi (Università di Firenze), M. Degl’Innocenti (Università di Siena), S. Bucchi (Università di Roma “La sapienza”), T. Pironi (Università di Bologna). D. Partecipazione a convegni e seminari di studio nazionali 4 Ha partecipato, come relatore, a numerosi convegni di studi storici, fra i quali 2001 «Cantieri di storia. Primo incontro Sissco sulla storiografia contemporaneistica in Italia», Urbino, 20-22 settembre 2001, con una relazione dal titolo Laicità e sacralizzazione della politica dal Risorgimento alla Grande guerra, pubblicata su rivista. 2002 «Pascoli socialista», organizzato dal Comune di San Mauro Pascoli, San Mauro, 6 aprile 2002, con una relazione la titolo La morte laica di un poeta, pubblicata con gli atti del convegno. 2002 «La cultura delle riforme tra Otto e Novecento», organizzato dalla Fondazione di Studi storici F. Turati, Firenze, 24-25 ottobre 2002, con una relazione dal titolo Schiavi e le indagini sociali, pubblicata con gli atti del convegno. 2003 «Moralizzare la morte. Riti e luoghi del morire nella società del XIX secolo», organizzato dalla Fondazione A. Fabretti, Torino, 4 dicembre 2003, con una relazione dal titolo Riti funebri e laicizzazione nel XIX secolo, in corso di stampa negli «Annali» della Fondazione Fabretti. 2004 «I Garibaldi dopo Garibaldi. I figli di Garibaldi e Anita», organizzato dal Museo civico del Risorgimento di Bologna, Bologna, 27 febbraio 2004, con una relazione dal titolo 2 giugno 1882: l’Eroe entra nel mito, in corso di stampa con gli atti del convegno. 5 2004 «Riti civili e tradizioni laiche», organizzato dall’Università Ca’ Foscari Venezia, Dipartimento di studi storici, Venezia, 1 giugno 2004, con una relazione dal titolo Morte laica e sacralità politica nell’età liberale. 2004 «Alessandro Schiavi e le istituzioni pubbliche milanesi», organizzato dal Museo di storia contemporanea – Milano e dalla Fondazione di Studi storici F. Turati, Milano, 19 novembre 2004, con una relazione dal titolo La formazione culturale di Alessandro Schiavi indagatore sociale, in corso di stampa con gli atti del convegno. 2004 «Il Centro-sinistra e la riforma della Scuola Media (1962)», Università di Urbino -Fondazione di studi storici F. Turati, Urbino, 1 aprile 2004; Firenze, 3 dicembre 2004. Relazione: La cultura laica e la riforma della Scuola Media in Italia 2004 “Sigfrido Sozzi, sindaco della liberazione. Il politico, l’amministratore, lo studioso”, Cooperativa culturale G. Matteotti e Fondazione di studi storici F. Turati, Cesena, 4 dicembre 2004. Relazione: Sozzi e la sua storiografia militante. 2006 «Trapassato e futuro. Studiare gli Appennini: ambiente, uomini, economie e società, istituzioni (XV-XXI)», Seminario di studi interidisciplinare, Imola, 30 novembre 2006, con una relazione dal titolo Contrabbando, conflittualità e vita materiale sull’Appennino tosco-romagnolo nell’Ottocento. 2007 «Garibaldi. Il mito, lo Stato unitario e la Sardegna», convegno di studi, La Maddalena, 30 maggio-1 giugno 2007, con una relazione dal titolo Il “tocco” di Garibaldi. Reliquie, spazi e simboli della religione civile garibaldina. 6 2007 «Garibaldi e i movimenti democratici internazionali», Università di Urbino, Columbia South Carolina, Porto Alegre – Brasil, Convegno di studi, Urbino, 9-11 novembre 2007, con una relazione dal titolo La contesa del corpo e la religione politica garibaldina. 2008 «Garibaldi e l’identità italiana. La rappresentazione simbolica nella costruzione dello Stato unitario», Università di Siena, Facoltà di scienze politiche-Ciscam, Convegno di studi, Siena, 14 maggio 2008, con una relazione dal titolo La gestione delle reliquie garibaldine. 2009 «La figura e il mito di Giuseppe Garibaldi», Università di Catania, Facoltà di Lettere e filosofia, Catania, 3 novembre 2009. Relazione: Intorno alla leadership popolare e all’uso delle reliquie profane 2009 «Le “lunghe” idee del Risorgimento, rappresentazioni e progetti per l’Italia contemporanea», Fondazione Casa Oriani, Ravenna, 28 novembre 2009. Relazione: Il socialismo di Garibaldi contro la lotta di classe. 2010 «L’orizzonte del socialismo, tra Imola e l’Europa», Imola, 7-8 maggio 2010. Relazione: La memoria del pioniere del socialismo. 2010 «Giuseppe Garibaldi: il mito, la storia». Università degli studi di Parma, 13-14 maggio 2010. Relazione: Garibaldi taumaturgo. 7 2010 «I Mille di Garibaldi fra storia e leggenda, centocinquant’anni dopo», Fondazione Casa Oriani, Ravenna, 20 novembre 2010. Relazione: La leggenda dei Mille nella storia d’Italia. 2011 «Parole e musica per il 150° dell’Unità d’Italia», Università di Urbino, Facoltà di Sociologia e Facoltà di Scienze della Formazione, 28 marzo 2011. Relazione: L’unità d’Italia attraverso i brani e le canzoni dei protagonisti. 2011 «Artusi 100. Il secolo artusiano». Accademia della Crusca di Firenze, Casa Artusi di Forlimpopoli, 2 aprile 2011. Relazione: Artusi e il brigantaggio in Romagna. 2011 «150°. Riflessioni sull’identità nazionale», Università degli studi di Parma, 15 e 16 dicembre 2011. Relazione: Gli italiani che si battono: una questione di identità militare. 2011 «La gestione dei beni culturali in 150 anni di storia d’Italia», Firenze, 20 maggio 2011. Relazione: Bellezza e formazione della coscienza nazionale: il “furto” della Gioconda. E. Partecipazione a convegni di studi internazionali 1995 Français et Italiens à l’époque révolutionnaire et imperiale, Journées d’étude des 17 et 18 novembre 1995, Université de Haute Alsace, Mulhouse, con una relazione dal titolo La confrontation de deux mentalités: l’Armée française et les villes de Romagne (1796-1799). 8 1997 Riten, Mythen und Symbole. Die Arbeiterbewegung zwischen «Zivilreligion» und Volkskultur, Linzer Konferenz der Internationalen Tagung der Historikerinnen und Historiker der Arbeiterinnen - und Arbeiterbewegung, 9-13 settembre 1999, con una relazione dal titolo Obsèques laïques et mouvement ouvrier en Italie (Itineraires d’une recherche, pubblicata con gli atti del convegno. 2011 “Immortal Bodies”. Max Planck Institute for the History of Science, Berlin, 13-15 January 2011. Relazione: Immortal Italian Heroes. 2011 “L’Unité italienne raconté. Le Risorgimento célébré et représenté en littérature, dans l’historiographie et les arts”. Colloquie international Università de Caen, 20-21-22 septembre 2011. Relazione: Garibaldi inventé par Garibaldi. Formation d’une idéologie militaire entre l’Italie et la France de 1845 à 1882, in “Transalpina”, Caen, n. 15, 2012. L’Unité italienne racontée, I: Interprétations et commémorations, Textes recueillis et présentés par L. Fournier-Finocchiaro et J.-Y. Frétigné, pp. 49-64. 2015 “Reliques politiques” II. Politisation des reliques du XIXe et XXe siècle, Faculté des Sciences humaines et arts, Poitiers, 11-12 juin 2015. Presidente di una seduta degli studi e relatore con uno studio intitolato Les reliques de Garibaldi et la recherche du “corps de la patrie” dans le Risorgimento italien. Gli atti del convegno sono ancora in corso di stampa. F. Collaborazioni e incarichi 9 Collabora a “Storia e futuro”, rivista on-line di storia e storiografia, diretta da Maurizio Degl’Innocenti e Angelo Varni. Ha coordinato dal 1988 al 1996 l’edizione dell’Opera omnia di Aldo Spallicci (1886-1973), etnologo e senatore repubblicano, in tredici volumi, pubblicati presso l’editore Maggiori di Rimini, nel periodo 1988-1998. Ha coordinato per conto della Fondazione di Studi Storici Filippo Turati, Firenze, un progetto editoriale diretto da Maurizio Degl’Innocenti sul riformatore socialista Alessandro Schiavi (1872-1965). L’opera, in sette volumi, è stata pubblicata dall’Editore Piero Lacaita, Manduria-Bari-Roma, nel periodo 2003-2007. Ha attivato presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Urbino, nell’a.a. 2001-2002, il Dottorato in Storia contemporanea «Teoria e storia della modernizzazione in età contemporanea», consorziato con le Università di Siena, Firenze, Milano e Messina, come coordinatore per la sede urbinate. Ha attivato nell’a.a. 2001-2002 la cattedra di Storia sociale nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Urbino. Elenco delle pubblicazioni A. Libri 1. Gramsci e il futurismo (1920-1922). Marinetti e una mostra all’ «Ordine nuovo», Roma, Quaderni della Fiap, 1980, pp. 136. Saggio di storia delle idee politiche e letterarie: il futurismo elemento positivo 10 d’innovazione nella lotta politica e culturale del primo dopoguerra. 2. L’epurazione nella città del duce (1943-1948), Roma, Quaderni della Fiap, 1983, pp. 173. Colpite solo le figure minori dell’impiego, nel quale entra il nuovo personale proveniente dai partiti in via di ricostruzione. 3. Santarcangelo di Romagna e la sua gente nelle fotografie degli ultimi cento anni, Rimini, Sapignoli, 1985, pp. 423. L’immagine cangiante di una comunità cittadina che si autorappresenta attraverso i propri fotografi lungo un secolo, considerata nei luoghi della vita privata, negli spazi pubblici della politica, della religione e del tempo libero. 4. Comunità e modernizzazione. Santarcangelo in età liberale (1880- 1914), Rimini, Sapignoli, 1991, pp. 233. Approccio di «microstoria»: radiografia della trasformazione modernizzatrice di una capitale di collegio elettorale, in epoca giolittiana, sotto il profilo politico, antropologico, culturale ed economico. 5. Politica e religione nel Rubicone giacobino. Studi e materiali (1796- 1799), Bologna, Analisi, 1991, pp. 204. I punti di rottura che la mentalità laico illuminista opera nelle istituzioni e nel costume delle legazioni pontificie. In appendice cura e pubblicazione del diario inedito di don F. Cortini, parroco del Duomo a Forlì, sugli anni 1796-1799. 6. Sicurezza e criminalità. Rivolte e comportamenti irregolari nell’Italia centrale, 1796-1861, Milano, Franco Angeli, 1999, pp. 200. Saggio sui comportamenti irregolari a partire dalle carte criminali. Lo studio opera quantificazioni e comparazioni fra diversi tipi di violenza (futile, sessuale, professionale). 11 La definizione della minaccia e la percezione dell’insicurezza svolsero un ruolo politico nella crisi del 1848-49. Colpita in particolare la nuova borghesia alla Pellegrino Artusi. 7. La morte e l’immortale. La morte laica da Garibaldi a Costa, ManduriaBari-Roma, Piero Lacaita, 2000, pp. 411. Prefazione di Michel Vovelle. Secondo le parole introduttive di Vovelle: «Si tratta di un contributo particolarmente originale apportato ai cantieri storiografici […] non soltanto sul tema generale della morte, ma su quello della memoria, del culto civico e famigliare in una società nella quale l’egemonia delle élite borghesi si trova sottoposta all’emergenza delle masse e di quelli che parlano in loro nome, sul fondo d’un ‘disincanto’ che contesta il quadro referenziale della religione tradizionale». 8. Garibaldi taumaturgo. Reliquie laiche e politica nell’Ottocento, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2008, seconda edizione 2010, pp. 251. Rivisitazione della figura dell’eroe del Risorgimento, attraverso documenti inediti, sotto il profilo della religiosità laica e dei conflitti sulla gestione del sacro, incentrato sulle reliquie profane. L’immagine del corpo di Garibaldi passava attraverso varie metamorfosi, fino a prefigurare il lascito delle ceneri, prodotte da una pira, di cui è stato rintracciato il sito, ciò che permette di avanzare l’ipotesi che i monumenti appartengano all’ordine dei reliquiari. 9. Corpi posseduti. Martiri ed eroi dal Risorgimento a Pinocchio, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2012, pp. 300. Corpi “posseduti” dall’ideologia, nel corso dell’Ottocento, quando si forma un patrimonio di concetti, idealizzazioni, pregiudizi intorno agli italiani. Attraverso una letteratura piuttosto trascurata (martirologi e eroizzazioni), lo studio pone il corpo nella sua fisicità al centro dell’indagine. Corpi offerti alla violenza, al dolore, al supplizio, alla follia. Corpi idealizzati (Garibaldi), virilizzati dalla retorica dello svantaggio, demonizzati dalla “guerra civile”. Pinocchio e Cuore, però, delineavano una rivoluzione dei corpi, con l’affrancamento dai genitori, a Caprera – sull’isola di Garibaldi, il primo (l’Isola della Capretta), con la democrazia dei corpi l’altro. B. Curatele 12 1. L’8.a brigata Garibaldi nella resistenza, vol. 1. Documenti, 1943-45; vol. 2. Catalogo dell’archivio, a cura di D. Mengozzi, Milano, La Pietra, 1981, due volumi: vol. I, pp. 262; vol. 2, pp. 234. Scelta antologica di alcuni significativi documenti inediti elaborati dalla resistenza romagnola, interessanti i rapporti politici e le conflittualità interne della brigata intorno alle strategie e all’impatto con le popolazioni residenti. In coda il regesto completo dell’archivio. 2. La Romagna e i Generali inglesi (1943-1944). Gli Alleati salvati dai patrioti, nella storia dei luoghi e della prima resistenza romagnola, a cura di E. Bonali e D. Mengozzi, Milano, Angeli, 1981, pp. 239. Undici generali e venticinque ufficiali britannici, ex prigionieri, nascosti dai civili, che – una volta liberati e fatti rientrare presso i comandi - diventeranno sostenitori della causa italiana. 3. Guglielmo Marconi, Vita e ricordi sull’8.a brigata romagnola, a cura di D. Mengozzi, Rimini, Maggioli, 1984, pp. 204. Cura del diario inedito del comandante della II zona dell’8.a brigata Garibaldi, operante sull’Appennino tosco-romagnolo nel corso di tutto il 1944. 4. Aldo Spallicci, Il volto di Flora, a cura di D. Mengozzi, Rimini, Maggioli, 1985, pp. 125. Opera sconosciuta di uno Spallicci «italiano», a lato del poeta in vernacolo, che mostra una prima coscienza ecologica nella politica repubblicana del secondo dopoguerra. 5. L’Ottantanove in Romagna. Studi e materiali degli anni giacobini, Bologna, a cura di D. Mengozzi, Analisi, 1990, pp. 235. Introduzione di 13 Umberto Marcelli, ivi, pp. 9-19. Ricostruite su documenti d’archivio le reazioni di accettazione e rifiuto di fronte all’Armata di Bonaparte. Saggi sul giacobinismo, le insorgenze, le accademie. 6. Gli uomini rossi di Romagna. Gli anni della fondazione del Psi (1892), a cura di D. Mengozzi, Bari-Roma, Lacaita, 1994, pp. 342. Analisi sulla formazione e diffusione del socialismo in Romagna dalla prima agitazione di Andrea Costa all’adesione al nuovo partito di Filippo Turati. 7. I Battistini, una famiglia socialista alla fine dell’Ottocento, a cura di D. Angelini e D. Mengozzi, Rimini, Sapignoli, 1994, pp. 172. Contributi sul ruolo d’una famiglia nella trasformazione della lotta politica: dalle iniziali simpatie barricadiere, alla violenta contrapposizione ai repubblicani, all’investimento nella politica municipale. 8. Aldo Spallicci, Scritti e discorsi politici, a cura di D. Mengozzi, Rimini, Maggioli, 1996, volume 7 dell’Opera omnia, pp. 707. Percorso politico d’un mazziniano emblematico, promotore di riviste etnologiche, agitatore politico, che da volontario nella Grande guerra, poi antifascista e costituente, approdava al seggio di senatore della Repubblica. 9. Una società violenta. Morte pubblica e brigantaggio nell’Italia moderna e contemporanea, a cura di D. Angelini e D. Mengozzi, ManduriaBari-Roma, Lacaita, 1996, pp. 254. Analisi del disciplinamento e dell’incidenza dello Stato in periferia, specie sul mondo rurale (renitenza alla leva, usi comunitari, solidarietà per bande). 10. Personaggi della vita pubblica di Forlì e Circondario. Dizionario biobibliografico, 1897-1987, a cura di L. Bedeschi e D. Mengozzi, Urbino, 14 QuattroVenti, 1996, due volumi, pp. 938. La pubblicazione si avvale di un ampio numero di collaboratori e offre più di mille «voci» di coloro che hanno dato un contributo politico, sociale, economico, religioso a un territorio piuttosto omogeneo lungo un secolo. 11. La Mangelli risanata. Da «fabbrica fascista» a sito contaminato (1925- 1992), a cura di D. Mengozzi, Milano, Franco Angeli, 1997, pp. 208. Nascita, sviluppo e tramonto d’una «fabbrica fascista» per la seta artificiale. Un caso di industrializzazione «pesante», in una realtà mezzadrile e artigianale come Forlì, favorita dai rapporti fra Mussolini e il conte Mangelli per modernizzare la cosiddetta «città del duce». 12. Il Tricolore in Romagna, opuscoli canzoni e catechismi giacobini, 1796-1799, a cura di D. Mengozzi, Imola, University Press Bologna, 1998, 2 tomi, pp. 991. Riproduzione d’un vasto materiale archivistico raccolto intorno ad alcuni nuclei tematici, di cui si segnalano i discorsi politici tenuti nei Circoli costituzionali e quelli elaborati per occasioni di ritualità civiche e patriottiche. 13. Antonio Beltramelli, Ugola il futurista, a cura di D. Mengozzi, Imola, La Mandragora, 1999, pp. 140. Pubblicazione e cura di un inedito romanzo-commedia dello scrittore dannunziano risalente al 1913. Emblema della reazione della cultura provinciale alla provocazione avanguardista e modernizzatrice. 14. A. Schiavi, Diari e note sparse (1894-1964), a cura di C. De Maria e D. Mengozzi, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003, pp. 343, Saggio introduttivo di Dino Mengozzi, pp. 5-13, 37-93. Le carte private permettono di entrare nel laboratorio di Alessandro Schiavi (18721965), politico socialista riformista, senatore e studioso, dal periodo della formazione universitaria con A. Labriola, alla collaborazione con F. Turati, all’attività di traduttore 15 durante il regime fascista, all’adesione al Partito socialista democratico di Saragat nel secondo dopoguerra. 15. A. Mambelli, Diario degli avvenimenti in Forlì e Romagna dal 1939 al 1945, a cura di D. Mengozzi, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003, 2 volumi, pp. 1615. Redatto sul filo dei giorni, il diario inedito del bibliotecario Antonio Mambelli (18901976) offre materiali di prima mano sugli aspetti quotidiani della guerra. Si tratta di un archivio di materiali (volantini, manifesti, annotazioni dalla radio italiana e inglese) e di osservazioni sullo spirito pubblico, le paure e le regressioni d’una società disarticolata dalla violenza. 16. Sigfrido Sozzi, politico – amministratore – studioso (1924 – 1984), Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2005, pp. 247. .Sigfrido Sozzi (Cesena, 1910 - Lugo 1984), figura poliedrica di politico, amministratore e storico, appartiene al “secolo delle ideologie”: figlio di una famiglia socialista, segnato dal fratello Gastone martire comunista, con il quale aderiva, quattordicenne, al partito comunista. Al seguito dei fatti del 1956 lasciava il Pci aderendo poi al Psi. In questa fase Sozzi ridefiniva il suo ruolo di “intellettuale di provincia”, scoprendo la vocazione per la ricerca storica. Il lungo saggio del curatore del volume, riprendendo carte dell’archivio privato e i diari inediti dell’autore, tenta di cogliere questo passaggio sul doppio binario della vita pubblica e privata. Muovendo da un’ipotesi di ego-storia e nel quadro del recente “biografismo” della Sinistra italiana, il saggio illustra il processo di ricostruzione del sé e della propria identità pubblica, che indusse Sozzi a cercare un sottile equilibrio fra il peso della memoria del fratello, “santo laico” della tradizione comunista, e un proprio profilo originale di militante “disincantato” e di studioso. 17. C. Fiorini, Diario delle cose di Urbino dal 1797 al 1799, Presentazione di S. Pivato, Urbino, Quattroventi, 2012, pp. 138. .Il diario dell'abate Fiorini, steso da un osservatorio centrale della città, come la Cattedrale di Urbino, rimasto inedito per due secoli, mostra la trasformazione politica, sociale e religiosa impressa dalle truppe di Bonaparte sulle terre dell'ex Ducato. Originale il "miracolo" del santo patrono, gestito dalle autorità religiose e laiche prima per riprendere il controllo delle campagne, percorse dall'insorgenza, poi per affermare sulla scena urbana i nuovi leader democratici. 16 C. Articoli e saggi 1. Gramsci e il futurismo alla luce di nuovi elementi, in “Rivista abruzzese di studi storici”, I(1980), n. 3, pp. 13-25. Studente all’Università di Torino, Gramsci era lettore di riviste d’avanguardia, specie futuriste, dalle quali ricavava temi per il suo primo giornalismo politico e culturale. 2. L’Unione dei lavoratori italiani e il Movimento «Popolo e Libertà» in Romagna, in E. Bonali-D. Mengozzi ( a cura), La Romagna e i Generali inglesi (1943-1944). Gli Alleati salvati dai patrioti, nella storia dei luoghi e della prima resistenza romagnola, a cura di E. Bonali e D. Mengozzi, Milano, Angeli, 1981, pp. 117-182. Analisi di un filone antifascista socialdemocratico e para-azionista di Romagna (Uli), che si innesta sul filone liberalsocialismo (PeL), per una resistenza non comunista. 3. Un periodico letterario antimodernista: «San Giorgio» (1912-1913), in «Fonti e documenti», Università di Urbino, n. 14 (1984), pp. 389-408. Periodico bolognese espressione d’un integralismo piagnone in cui compare Mario Missiroli. 4. L’avanguardia ‘deviata’: alcuni rapporti fra teosofia e futurismo, in «Studi urbinati», BLXI (1988), pp. 87-106. Ala marinettiana, insistente sull’Italia mezzadrile il futurismo dei fratelli Corradini e dei loro amici propone una cultura artistica più vicina alla teosofia piuttosto che all’utopia delle macchine. 17 5. Religione, politica e comunità nel triennio giacobino (1796-1799), in «Studi romagnoli», XL(1989), pp. 471-486. La rottura nella vecchia mentalità, nel Dipartimento del Rubicone, arrivava con il ritualismo sostitutivo di quello cattolico, con sfilate, matrimoni e funerali laici. 6. La resistenza, in P. Meldini e A. Turchini (a cura), Storia illustrata di Rimini, Milano, Nuova editrice Aiep, 1990, pp. 417-432. Crisi del consenso, riorganizzazione dell’antifascismo, ruolo degli ex ufficiali militari, spopolamento di Rimini sotto i bombardamenti, sono questi i principali aspetti che danno un profilo particolare alla resistenza sulla costa. 7. Cino Macrelli, in Il Parlamento italiano, 1861-1988, Milano, Nuova Cei, 1991, vol. 18, pp. 475-477. Profilo biografico del politico repubblicano, antifascista, deputato alla Costituente, poi senatore e ministro. 8. (con L. Bedeschi), Spallicci e l’Associazione combattenti in Romagna, in Aa..Vv., Aldo Spallicci, studi e testimonianze, Cesena, Società di studi romagnoli, 1992, pp. 311-334. L’uomo politico romagnolo, su posizioni salveminiane, si batte per un reducismo democratico contro il nascente fascismo. 9. Approccio allo studio dei Circoli costituzionali del Rubicone giacobino, in «Studi romagnoli», XLI(1990), pp. 515-533. Le prime sedi della educazione politica popolare, coi relativi rituali d’una retorica patriottica. 18 10. Per un’edizione critica della ‘Romagna violenta e frodolenta’ di Guglielmo Ferrero, in «Studi romagnoli», XLII(1992), pp. 437-450. Due saggi dimenticati del giovane antropologo, ancora studente universitario a Bologna, nei quali dava prova del suo anticarduccianesimo e fondava in gran parte lo stereotipo del romagnolo «a sangue caldo». 11. Osservazioni sull’antropologia storica del «Romagnolo», in «La Piè», Forlì, 61(1992), n. 1, pp. 1-11. Evoluzione dello stereotipo, in negativo o in positivo, nella cultura umbertina fra Otto e Novecento e poi nei periodici dei partiti repubblicano e socialista. 12. Quotidiani e periodici nella Romagna dell’800, dai fogli giacobini ai giornali di partito, in G. Roversi (a cura), Storia del giornalismo in EmiliaRomagna e a Pesaro, dagli albori al primo Novecento, Bologna, Grafis Edizioni, 1992, pp. 363-386. Profilo d’un giornalismo «pagato», finanziato da enti, dalla vita piuttosto stentata, in una zona rurale, priva di grandi città, e ancora priva di un attivo mercato culturale. 13. Per l’edizione critica di “Ugola il futurista”, inedito del 1913 di Antonio Beltramelli, in “Studi romagnoli”, XLIV(1993), pp. 709-723 Esperimento di un letterato “minore” in cui appare la fascinazione e la paura della provincia italiana verso le proposte provocatorie e novatrici dell’avanguardia futurista. 14. Fenomenologia del delitto, elaborazione del lutto e lotta politica, in D. Angelini - D. Mengozzi (a cura), I Battistini, una famiglia socialista alla fine dell’Ottocento, a cura di D. Angelini e D. Mengozzi, Rimini, Sapignoli, 1994, pp. 117-148. La violenta competizione politica denunciava il passaggio, nell’ultimo ‘800, dal settarismo armato alla nuova sensibilità borghese, incentrata sulla pacifica convivenza, 19 regolata dalle liste elettorali municipali. 15. Il «buon» socialista: note sulla morale e la politica nel Psi, in D. Mengozzi (a cura), Gli uomini rossi di Romagna. Gli anni della fondazione del Psi (1892), a cura di D. Mengozzi, Bari-Roma, Lacaita, 1994, pp. 207-236. Analisi del condizionamento esercitato dalla morale sulla propaganda politica: due filoni (Costa e Turati) che influiranno sull’identità del nuovo partito turatiano. 16. «Egoismo intelligente» o altruismo? Note sulla morale socialista, in M. Ridolfi (a cura), Alessandro Schiavi. Indagine sociale, culture politiche e tradizione socialista nel primo ‘900, Cesena, Il ponte vecchio, 1994, pp. 69-82. Tentativo di composizione fra una morale aperta, collettivistica, e un’altra individualistica, di respiro liberale. 17. Pietro Tamburini e il giansenismo lombardo, in «Studi veneziani», ns XXVII(1994), pp. 410-416. Saggio-recensione sull’ipotesi di lettura d’una continuità culturale e politica, nella zona lombardo veneta, in merito alla tentazione verso l’eresia. 18. Saggio introduttivo ad Aldo Spallicci, Scritti e discorsi politici, a cura di D. Mengozzi, Rimini, Maggioli, 1996, volume 7 dell’Opera omnia, pp. 1-56. Esaminata la cultura politica, l’intreccio fra morale e politica in un socialista mussoliniano passato poi al mazzinianesimo e infine alla piena accettazione delle istituzioni democratiche. 19. Violenti e seduttori. Codici dell’aggressione nelle carte criminali della Romagna toscana dell’Ottocento, in “Studi romagnoli”, XLVII(1996), pp. 57120 593 Dallo scavo archivistico di un faldone di processi per abusi sulle donne e sui minori perpetrati nell’Ottocento sulla montagna fra Romagna e Toscana. 20. Dalla morte confortata al berretto in aria. Ideologie e rituali delle pubbliche esecuzioni a Bologna fra XVIII e XIX secolo, in D. Angelini - D. Mengozzi (a cura), Una società violenta. Morte pubblica e brigantaggio nell’Italia moderna e contemporanea, a cura di D. Angelini e D. Mengozzi, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 1996, pp. 147-191. I principali mutamenti delle sensibilità collettive vengono spiati attraverso le scenografie della pubblica «crudeltà» e i rituali d’espulsione del peccato, fino alla loro messa da parte per opera della laicizzazione dei costumi di metà ‘800. 21. Ultimo addio e meraviglie. Rituali giacobini nell’ex Stato pontificio (1796-1799), in «Studi urbinati», BLXVII (1995-96), pp. 9-31. Analisi degli strumenti organizzativi delle pubbliche ritualità, volute dai giacobini, per laicizzare i costumi cittadini (cortei, matrimoni e funerali). 22. La confrontation de deux mentalités: l’Armée française et les villes de Romagne (1796-1799), in Français et Italiens à l’époque révolutionnaire et imperiale, Journées d’étude des 17 et 18 novembre 1995, Université de Haute Alsace, Mulhouse, 1996, in corso di stampa con gli atti del convegno. Incomprensioni e scontri fra la cultura razionalistica e quella clericale miracolistica, mediata dagli stereotipi culturali diffusi dai viaggiatori e dalle gazzette, alla prova della «verità» durante l’invasione bonapartista. 23. Criminalità e violenza in una società di montagna fra Sette e Novecento, in G.L. Corradi e N. Graziani (a cura), Il bosco e lo schioppo, 21 vicende di una terra di confine tra Romagna e Toscana, Firenze, Le lettere, 1997, pp. 207-253. Radiografia antropologica e quantitativa condotta sulle carte criminali della società montanara dell’Appennino centrale, nella quale risalta la prevalenza d’una gradualità non omicida, ma rituale della violenza, nelle relazioni interpersonali. 24. Nascita e sviluppo di una «fabbrica fascista» (1925-1944), in D. Mengozzi (a cura), La Mangelli risanata. Da «fabbrica fascista» a sito contaminato (1925-1992), a cura di D. Mengozzi, Milano, Franco Angeli, 1997, pp. 27-73. Progetto di storia dell’industria e dell’ambiente. Il saggio ricostruisce su documenti inediti l’impiantazione di una fabbrica per la seta artificiale a Forlì da parte del conte Mangelli, favorito dal regime fascista e da Mussolini, in cambio di ipotetici «mille» occupati. 25. Il giovane Ferrero e la «società a tipo di violenza», in L. Cedroni (a cura), Nuovi studi su Guglielmo Ferrero, Roma, Aracne, 1998, pp. 78-93. Un Ferrero studente all’Università di Bologna intento a tradurre in parametri lombrosiani la cronaca giornalistica offerta da alcuni casi di violenza politica in Romagna. 26. Etnotipi e formazione della politica nella Repubblica cisalpina (1796- 1799), in G. Boccolari (a cura), Il Tricolore dalla Cispadana alla Cisalpina. Il Triennio giacobino, Modena, Aedes Muratoriana, 1998, pp. 11-34. Il Triennio come confronto di culture e pregiudizi fra l’Armée, con i suoi alti ufficiali imbevuti della cultura dei Lumi, e la legazione pontificia alla ricerca d’una protezione religiosa e miracolistica. 27. Saggio introduttivo in D. Mengozzi (a cura), Il Tricolore in Romagna, opuscoli canzoni e catechismi giacobini, 1796-1799, a cura di D. Mengozzi, 22 Imola, University Press Bologna, 1998, 2 tomi, vol. I, pp. 9-49. Il saggio ripercorre la prima pubblicistica giacobina, i luoghi di produzione e diffusione, gli autori, le sedi dei dibattiti, le traduzioni dal francese di catechismi repubblicani e le ritualità patriottiche. 28. Miracoli e Lumi: tipologie delle resistenze alla Rivoluzione francese nelle rivolte popolari italiane del 1796-97, in «Studi urbinati», B LXIX (1999), pp. 9-55. Rilettura delle insorgenze alla luce di nuovi parametri interpretativi (autonomismo, crisi del controllo delle vecchie autorità, paura), che danno spazio allo spontaneismo comunitario e riducono sensibilmente il ruolo di guida delle autorità clericali e della nobiltà. 29. Obsèques laïques et mouvement ouvrier en Italie (Itineraires d’une recherche), in B. Unfried und C. Schindler (Her.), Riten, Mythen und Symbole. Die Arbeiterbewegung zwischen «Zivilreligion» und Volkskultur, Wien, Internationalen Tagung der Historikerinnen und Historiker der Arbeiterinnen - und Arbeiterbewegung, Akademische Verlagsanstalt, 1999, pp. 231-248. I funerali civili come spia della laicizzazione e della formazione d’una «religione» politica, che fonda sulla morte e sull’immortalità del ricordo una comunità di credenze e una ragione di identità fra gli adepti. 30. Introduzione ad A. Beltramelli, Ugola il futurista, a cura di D. Mengozzi, Imola, La Mandragora, 1999, pp. 7-38. Il saggio ricostruisce un’aggiornata biografia dello scrittore dannunziano, presto dimenticato, e l’attenzione da lui prestata alle provocazioni futuriste, specie delle riviste fiorentine, in materia di costumi e matrimonio. 23 31. Il mito di Garibaldi e la dialettica fra integrazione e autonomia, in «Atti e memorie», Deputazione di Storia patria per le Province di Romagna, volume L (1999), Bologna, 2000, pp. 111-151. Il culto civico dell’Eroe nella periferia romagnola è stato prerogativa di gruppi mazziniani e garibaldini, spesso in rivalità, i quali hanno compiuto un’appropriazione degli spazi pubblici e legittimato una nuova élite politica. 32. Il ruolo dell’individuo e la formazione del cittadino democratico nel percorso storiografico di Umberto Marcelli, in «Atti e memorie», Deputazione di Storia patria per le Province di Romagna, volume LI (2000), Bologna, 2001, pp. 481-500. Ricostruzione della formazione di un protagonista della storiografia sul Risorgimento italiano, dagli esordi filosofici alla maturazione d’una visione storica originale, incentrata sul ruolo degli individui. 33. La ‘trafila’ per il salvataggio dei generali inglesi. Sguardo straniero sull’Appennino tosco-romagnolo, in N. Graziani (a cura), Romagna toscana. Storia e civiltà di una terra di confine, Firenze, Le Lettere, 2001, tomo II, pp. 1265-1274. I diari di alcuni ufficiali inglesi, che hanno percorso l’Appennino tosco-romagnolo, fra il 1943 e il 1944, per gran parte inediti in lingua italiana, costituiscono l’occasione per gettare uno sguardo storico antropologico fra atteggiamenti e culture diverse. 34. Antonio Mambelli diarista della “resistenza dei civili”, in “Studi romagnoli”, LII(2001), pp. 263-291 Dalla narrazione sul filo dei giorni del diarista, la verifica di alcune recenti ipotesi storiografiche sulla guerra ai civili, la disgregazione e ricomposizione delle solidarietà comunitarie, la paura. 24 35. Laicità e sacralizzazione della politica democratica nel ‘lungo’ Ottocento, in «Memoria e Ricerca», n. 10, maggio-agosto 2002, pp. 103-117. Il transfert del sacro dalla religione tradizionale alla politica era guidato dalle nuove élite liberali e democratiche, grazie alla gestione della morte e ai rituali pubblici connessi alle cerimonie funebri dei grandi uomini. 36. Giovanni Pascoli 1912: la morte laica di un poeta socialista. Immaginario e rappresentazioni, in G. M. Gori (a cura), Pascoli socialista, Bologna, Pàtron, 2003, pp. 173-200. Caso di studio di storia delle «rappresentazioni» su fonti trascurate di un luogo di conflitto, per costruire l’immagine pubblica del poeta, conteso fra gli amici laici, come Zanichelli, e la religiosa sorella Mariù. 37. Alessandro Schiavi e le indagini sociali, in M. Degl’Innocenti (a cura), La cultura delle riforme tra Otto e Novecento, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003, pp. 247-267. L’approccio statistico alle nuove realtà sociali urbane (disoccupati, panettieri, lavoratori a domicilio) è funzionale alla politica riformista di un tecnico-politico come Schiavi, dirigente dell’Umanitaria a Milano. 38. Saggio introduttivo ad A. Schiavi, Diari e note sparse (1894-1964), a cura di C. De Maria e D. Mengozzi, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003, pp. 513, 37-93. Raccolti per la prima volta, i diari inediti di Schiavi consentono di ripercorrere la formazione culturale e le motivazioni personali di un protagonista del riformismo turatiano prima e della socialdemocrazia poi, passando per la sua attività di cura dei carteggi Turati-Kuliscioff e dell’osservatore della vita fascista. Lo spiato spiava a sua volta. 25 39. Saggio introduttivo, ad A. Schiavi, Carteggi. Tomo primo, 1892-1926, a cura di C. De Maria, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003, pp. 5-89. Il saggio ricostruisce il consolidarsi nella storiografia di un’immagine di Schiavi come cultore di Turati, per rilevare poi che tale interpretazione riduttiva ha trascurato la sua originale personalità di tecnico-politico e di osservatore internazionale, sprovincializzatore del socialismo italiano. 40. Saggio introduttivo ad A. Mambelli, Diario degli avvenimenti in Forlì e Romagna dal 1939 al 1945, a cura di Dino Mengozzi, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003, vol. I, pp. 11-97. Il saggio ricostruire la «fabbrica» del diario e le motivazione della sua mancata ricezione nel dopoguerra. Sviluppa poi alcuni approcci alla «cultura della guerra», il fatalismo, la violenza contro i civili, il disgregarsi della società e la difficile ricomposizione del tessuto sociale nella ricostruzione. 41. Presentazione, ad A. Schiavi, Carteggi. Tomo secondo, 1927-1965, a cura di C. De Maria, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2004, pp. 5-30. Il saggio si ricollega allo studio premesso al primo tomo delle lettere mettendo a fuoco il ruolo di Schiavi come traduttore di «eretici» pensatori politici presso Laterza, negli anni ’30, poi in qualità di fondatore della socialdemocrazia, senatore e protagonista nel Consiglio dei comuni d’Europa. 42. Immaginario e «anacronismi». Un incontro fra storia e letteratura, in M. Baldacci, P. Gaspari, A. Giallongo, C. Marini, R. Travaglini (a cura), Educazione e civiltà. Studi in onore di Nando Filograsso, Roma, Anicia, 2004, pp. 337-342. Può la letteratura essere fonte per gli studi storici? Su questo interrogativo il saggio sviluppa alcune ipotesi positive prendendo in esame il presunto manoscritto usato da Manzoni e recenti prove narrative di Nando Fligrasso. 26 43. Recensione-saggio a V. Fiorino, Matti, indemoniate e vagabondi. Dinamiche di internamento manicomiale tra Otto e Novecento, Venezia, Marsilio, 2000, in «Journal of Modern Italian Studies», University of Connecticut, USA, 9(1) 2004, pp. 114-116. L’articolo prende spunto dal volume recensito per connettere la realtà sociale offerta dalle fonti psichiatriche con le strutture di «micropotere» individuate e studiate da John A. Davis e David I. Kertzer. 44. Riti funebri e laicizzazione nell’Italia del XIX secolo, in “Studi tanatologici/Thanatological Studies/Etudes thanatologiques”, Milano, Bruno Mondadori, I (2005), n. 1, pp. 57-74 Il saggio ripercorre il processo di esproprio alla Chiesa dei corpi e dei rituali della morte da parte dello Stato, le cui élite liberali eguagliano la figura del martire religioso a quella dell’eroe politico, caduto nella rivoluzione nazionale. 45. 2 giugno 1882: Garibaldi entra nel mito, in M. Gavelli e O. Sangiorgi (a cura), Dai campi di battaglia a Caprera, Bologna, Museo civico del Risorgimento, 2005, pp. 123-132 Saggio di storia delle «rappresentazioni» nel quale il corpo morto di Garibaldi funge da simbolo delle virtù laiche e patriottiche e da fonte di sacralizzazione della politica democratica. 46. Saggio introduttivo, a F. Oppioli, La “contrattazione” del combattente. Lettere di soldati savignanesi dal fronte della Grande guerra (1915-1918), Imola, La Mandragora, 2005, pp. 9-28 Il saggio si occupa di un fondo archivistico costituito da documenti destinati a figurare in un museo della guerra. I combattenti coinvolti «contrattavano» la loro collaborazione con un notabile del posto declinando piccoli favori, racconti di eroismo e richieste 27 d’informazioni sul paese natale. 47. Ego e ideologia politica in uno storico militante, in D. Mengozzi (a cura), Sigfrido Sozzi, politico –amministratore-studioso (1924-1984), Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2005, pp. 87-122. Ricostruito sulle carte private il percorso umano e politico di un singolare “figlio delle ideologie”: dalla militanza comunista, Sozzi maturava attraverso un lungo processo interiore, tormentato e doloroso, l’approdo al Partito socialista, tra il 1958 e il 1964, ricostruendo la propria identità attraverso la ricerca storica e l’attività di amministratore. 48. Cultura politica, religiosità e revisionismo in un socialdemocratico, in G. Silei (a cura), Alessandro Schiavi, il socialista riformista, Manduria-BariRoma, Lacaita, 2006, pp. 23-42 Il saggio accosta due radici della formazione di Schiavi all’Università di Roma, quella statistica con Messedaglia e quella marxista con Labriola, portando l’attenzione sulla sintesi fra le due nella nozione di «incivilimento». 49. “Volontari del lager”. Memorie di internati militari italiani, in Scritti e opere in onore di Padre Stefano Troiani nell’ottantesimo genetliaco, a cura di G. Crinella, Urbino, QuattroVenti, 2007, pp. 397-404 Comparazione fra memorie e diari di militari italiani internati nei campi di concentramento nazisti. Casi di elaborazione segreta e privata del lutto e di memorie ritenute a lungo da nascondere. 50. Reliquie, cimeli e souvenir della religione politica garibaldina, in C. Ceccuti e M. Degl’Innocenti (a cura), Giuseppe Garibaldi tra storia e mito, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2007, pp. 130-142. Una varia oggettistica garibaldina mostra la traduzione del mito dell’eroe a misura del quotidiano e della dimensione intima, a conferma della forza e del culto di Garibaldi in diversi strati borghesi e popolari. 28 51. Un corpo grande come l’Italia. La moltiplicazione del corpo di Garibaldi e le reliquie di cenere, in “Storia e futuro”, 2007, pp. 1-36 Dall’esame dei testamenti e da una ricerca eseguita a Caprera, per rintracciare il sito della pira, si fa strada l’ipotesi che le ultime volontà di Garibaldi riguardassero la costituzione di reliquie di se stesso da consegnare ai seguaci, per dare loro un vantaggio cerimoniale sugli altri protagonisti del Risorgimento. 52. Saggio introduttivo, in E. Gallavotti, Giornale di notizie risguardanti Santarcangelo di Romagna 1700-1905, Cesena, Il Ponte vecchio, 2009, pp. 727. .Saggio per ricostruire il contesto di formazione del diario bisecolare e isolamento di alcuni nuclei tematici, comparati poi con l'andamento della vita privata e di fenomeni di mentalità, secondo la storiografia recente. Ne emerge una dialettica fra mondo della campagna e mondo della città, specie intorno alla considerazione della violenza, della messa a morte degli animali, della percezione delle stagioni e dei fenomeni atmosferici. 53. Alberto Aramini storico e intellettuale militante nella provincia "rossa". Note per una biografia (1920-1988), in “Studi romagnoli”, vol. LX (2009), pp. 813-853. .Il saggio analizza un intellettuale di provincia, guadagnato dall'ideologia comunista nel 1944-1948. Iniziava di qui un percorso di maturazione, che lo porterà ad allontanarsi dal Partito comunista divenendo uno storico di vaglia e un saggista brillante. Originale la sua evoluzione dalla storia politica alla storia sociale, intesa come storia "totale", dei costumi e delle credenze collettive. 54. Il bottone di Garibaldi. Trofei e reliquie nella cultura della morte del Risorgimento, in A. Ragusa (a cura di), Giuseppe Garibaldi, un eroe popolare nell'Europa dell'Ottocento, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2009, pp. 25-47. .Saggio sull'uso di reliquie profane durante il Risorgimento e sul loro precario statuto di sacralità. A seconda delle circostanze le reliquie diventano trofei del nemico ucciso. In 29 questa cultura della morte, che attraversa il Risorgimento, viene spesso celato un quantum di aggressività, che va fino al piacere di uccidere. Talvolta vittima e carnefice si ritrovano uniti nel ricordo familiare, come attestano altarini domestici, che conservano reliquie e trofei. 55. Il corpo del ciclista, dalla fatica alla galleria del vento, in G. Silei (a cura di), Il Giro d'Italia e la società italiana, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2010, pp. 199-224. .Saggio sulle metamorfosi del corpo dello sportivo, dalle origini del Giro d'Italia ai recenti anni '90. Un arco di mutamento delle sensibilità collettive si disegna, dall'esaltazione della fatica e dei segni della sofferenza alla loro progressiva espulsione, nascosti sotto caschi e magliette che nascondo il sudore. La considerazione della velocità e del pericolo, della performance individuale, si stacca sempre più da una pretesa naturalità per divenire sempre più immagine di un corpo-macchina. 56. Il socialismo di Garibaldi: l'individuo e la morale sociale contro la lotta di classe, in “Libro aperto”, vol. 60 (2010), pp. 41-54. .Il saggio ripercorre la cultura politica di Garibaldi fin dalle origini saint-simoniane, l'adesione all'Internazionale e la simpatia per la Comune. Organizza le idee in materia secondo un "canone" socialista, formato da riferimenti a testi teorici e diari. In questo "canone" rientra l'esperienza del "Clorinda", documentata da un diario recentemente ritrovato, e conferma l'originalità di Garibaldi, non solo uomo d'azione, ma capace di far sue le idee con le quali veniva a contatto. 57. Garibaldi: corpi virili e nazione ovvero gli italiani che si battono, in “Libro aperto”, vol. 64(2011), pp. 89-97. .Saggio sullo stereotipo, che attraversa il Risorgimento e la vita collettiva dell'Italia unita: "gli italiani non si battono". Il saggio ne ripercorre la genesi (già presente negli anni 1830) e individua nella figura di Garibaldi l'emblema di una "virilità" capace di debellarlo. Si formava così una retorica dei "pochi contro i molti", degli italiani "svantaggiati", che faceva risaltare le vittorie e di fatto cancellava dalle competizioni la sconfitta. 30 58. Un "mistero" laico: Garibaldi e l'incarnazione del grand'uomo, in J.M.I. Klaver, G. Morisco, G. Piccinini (a cura di), Garibaldi e gli ideali democratici internazionali, München, Martin Meidenbauer, 2011, pp. 197218. .Saggio sulla varia letteratura prodotta dalla morte di Garibaldi. Uno dei principali nuclei tematici è la messa in rilievo del fenomeno della ricerca dei successori dell'eroe. Di qui il ragionare sulla sua "incarnazione": i figli, chi gli somiglia, la ripresa del nome. Viene delineandosi un fenomeno di religiosità civile, che non crede alla morte del grand'uomo e non rinuncia ad andare sulla tomba a "chiamarlo" di nuovo in vita, il che ingenera un rimando nella elaborazione del lutto dai significati sociali. 59. Il corpo e la camicia rossa. Eroismo garibaldino e virilità degli italiani, in P. Genovesi (a cura), Giuseppe Garibaldi. Il mito, la storia, Milano, Franco Angeli, 2011, pp. 51-64. Saggio sulla retorica della virilità nel Risorgimento e nella descrizione del corpo di Garibaldi. Il modo di affrontare i nemici è costantemente descritto secondo la regola dello svantaggio, dei pochi contro i molti. Anche i Mille, solo mille? Il meccanismo descrittivo espunge la sconfitta dal campo garibaldino. 60. La guerra delle reliquie fra gli eredi Garibaldi e la gestione di Caprera, in A. Nieddu, G. Zichi (a cura), Giuseppe Garibaldi, il mito, l’Unità d’Italia e la Sardegna, Cagliari, AM&D Edizioni, 2011, pp. 594-631. .Saggio sulla formazione del Museo di Caprera e sulle liti nate fra i due principali rami della famiglia Garibaldi. Prima la cessione gratuita allo Stato, poi il pentimento e la vendita, infine la sistemazione del cimitero. Il centro di sacralità, dato dal sepolcro di Garibaldi, suscita una guerra fra gli eredi, che vogliono definire gli spazi di prossimità per se stessi. In gioco anche la gestione dell'isola, meta del turismo ma soggetta al costante controllo dello Stato, sospettoso delle iniziative del "partito" garibaldino. 31 61. Il corpo socialista e l’etica del cittadino in Zibordi, in L. Cavazzoli (a cura), Giovanni Zibordi. Le idee e l’opera di un riformista, Manduria-BariRoma, Lacaita, 2012, pp. 97-118. .Saggio sul dirigente socialista riformista dai molteplici interessi sociali e attento osservatore della vita sociale del suo tempo, specie mantovana e reggiana. Zibordi delineava un proprio profilo intellettuale approfondendo i temi dell'etica del lavoro, la critica dei costumi, dello sport e della moda. Mostrava ampia apertura culturale cercando di accordare l'etica individualistica con i doveri sociali, le prime forme di consumo con il primo tempo libero degli operai. 62. Bellezza e coscienza nazionale. Dalle requisizioni napoleoniche al “furto” della Gioconda, in A. Ragusa (a cura), La Nazione allo specchio. Il bene culturale nell’Italia unita (1861-2011), Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2012, pp. 121-153. .Saggio sulla formazione della coscienza del patrimonio artistico italiano dal XIX secolo ai primi del XX secolo. Il furto della Gioconda al Louvre segnava un momento catalizzatore, in quanto faceva emergere il senso di precarietà in cui giacevano le ricchezze d'arte italiane, ma segnava anche il punto d'arrivo di una rivendicazione che risaliva a Canova e ai sequestri napoleonici. In questo senso il saggio ripercorre come il senso della bellezza si sia intrecciato con il senso di individuazione degli italiani, da Foscolo in poi. 63. Pellegrino Artusi: la famiglia borghese, i briganti e la famiglia ideale, in G. Frosini e M. Montanari (a cura), Il secolo artusiano. Atti del convegno, Firenze-Forlimpopoli, 30 marzo-2 aprile 2011, Firenze, Accademia della Crusca, 2012, pp. 211-225. Saggio sulla formazione di una famiglia borghese nella Romagna degli anni ’40 e ’50 del XIX secolo, fra la violenza dei briganti e le resistenze del comunitarismo locale. Una nuova socialità di apriva per Pellegrino nella Firenze dei primi decenni unitari, nella quale progettava una famiglia ideale mediante il suo celebre manuale di cucina. 64. Un saggio marxista di Alessandro Schiavi su Fiumana (1893). In “Studi Romagnoli”, vol. LXIII (2012), pp. 151-175. Il giovane allievo di Antonio Labriola all’Università di Roma metteva alla prova sulla realtà locale, ovvero la tenuta del padre medico condotto, fra Predappio e Forlì, gli strumenti di analisi critica forniti dal primo marxismo italiano. 32 65. Garibaldi inventé par Garibaldi. Formation d'une idéologie militaire entre l'Italie et la France de 1845 à 1882, in “Transalpina”, France, n. 15, 2012, pp. 49-64. Saggio sulla formazione del mito garibaldino, a partire dalle narrazioni stese dallo stesso Garibaldi, che diventa in questa prospettiva il primo costruttore del proprio mito. Il saggio si discosta, perciò, da quelle recenti “letture” che hanno fatto del personaggio di Garibaldi il frutto di una “costruzione” essenzialmente a opera di Mazzini. 66. L'io di un impiegato imprenditore (1820-1909), in E. Gallavotti, La vita, le fiere e i mercati di Santarcangelo, a cura di S. Beretta, P.A. Fontana, Cesena, Il Ponte Vecchio, 2013, pp. 9-24. Saggio sulla costruzione dell’identità di un borghese di provincia, sulla sua famiglia dall’inventiva imprenditoriale, dove primeggiano la moglie e le figlie nell’arte della fotografia e dell’imbalsamazione di piccoli animali. Le due donne divennero animatrici di una fiorente e duratura attività. 67. Fabio Cusin, in Maestri di Ateneo. I docenti dell’Università di Urbino nel Novecento, a cura di A. Tonelli, Urbino, Università degli studi di Urbino Carlo Bo, 2013, pp. 227-229. Articolo sulla formazione culturale e la militanza politica e intellettuale di un noto docente dell’Università di Urbino, nei primi decenni del secondo dopoguerra. 68. La carcassa del poeta. Carducci e la difficile scoperta del corpo, A. Malfitano, A. Preti, F. Tarozzi (a cura), Per continuare il dialogo … gli amici ad Angelo Varni, Bologna, Bononia University Press, 2014, pp. 331-347. La fisicità del corpo è costantemente trascurata da Carducci, cantore della preminenza dei grandi valori patriottici. Anche i corpi ideali degli eroi e delle eroine, da lui creati artisticamente, non sanguinano né soffrono, in quanto fasci di virtù, immortali e disincarnate. La Sinistra, con Carducci, scoprirà molto tardi e con monta difficoltà le ragioni del corpo, il suo benessere, la sua individualità. 69. Martiri eroi e disertori: i romagnoli nel Risorgimento nazionale, in A: Turchini (a cura), Dalla Romagna alle Romagne, 1815-1860. Le quattro Legazioni di Romagna e i loro archivi fra Restaurazione e Risorgimento. Atti del convegno internazionale, Ravenna 2011, per il 150° dell’unità d’Italia, Cesena, Il Ponte vecchio, 2015, pp. 293-316. Ripercorrendo una serie di fonti poco note, il saggio si propone di sottoporre a revisione critica un’immagine piuttosto oleografica della Romagna mazziniana e garibaldina. In primo luogo mostrando le rivalità e perfino gli atti di reciproco sabotaggio dei due gruppi che condividevano l’ideologia repubblicana, in secondo luogo mettendo in luce come siano state soprattutto le ultime opere di Garibaldi, dalle memorie ai romanzi storici, la via della formazione, piuttosto tardiva, della “Romagna garibaldina”. 33