Dino Mengozzi
Professore Associato nell’Università degli
studi di Urbino Carlo Bo
A. Cronologia essenziale
Laureato con lode all’Università di Bologna, dal 1988 Ricercatore di Storia
moderna nell’Università di Urbino. Distaccato dal 1992-1994 presso l’Institut
d’Histoire de la Révolution Française, Université de Paris I, Panthéon Sorbonne, sotto la direzione di Michel Vovelle. Dal 2001 Professore associato
nell’Università di Urbino, presso la Facoltà di Scienze della Formazione e nel
collegio docenti del Dottorato in Storia contemporanea – Teoria e storia della
modernizzazione in età contemporanea, con sede nell’Università di Siena; dal
2014 membro del collegio docenti nel Dottorato di storia contemporanea
nell’Università di Urbino. Nel 2002 trascorre tre mesi (maggio-agosto) di
1
formazione nell’University of Illinois a Chicago, USA. Dal 2013 fa parte del
Comité scientifique presso le Università di Limoges et de Poitiers per lo studio
delle Reliques politiques. Nel 2013 ha ottenuto l’abilitazione nazionale per
l’accesso alla prima fascia della docenza universitaria.
B. Orientamenti storiografici
Ha inizialmente prestato attenzione alla storia delle idee, nella dialettica
fra resistenze e rotture alla modernizzazione, a partire dal periodo
napoleonico, dedicando saggi al giacobinismo e alle insorgenze nei territori
dell’Italia centrale.
Il biennio alla Sorbona – Parigi I, sotto la direzione di Michel Vovelle, gli
precisava la dialettica di rotture e continuità del processo di modernizzazione,
ampliando l’analisi verso le mentalità o le sensibilità collettive, con nuovi
approcci alla quantificazione e alla storia sociale.
Ha dedicato, quindi, una serie di pubblicazioni al rapporto fra sicurezza e
insicurezza, visto attraverso l’analisi dei comportamenti irregolari e della
violenza, allo scopo di cogliere la disgregazione sociale quale spia della crisi
dell’ordine pubblico e della società, specie nel tramonto dello Stato pontificio.
Attraverso la gestione laica della morte, considerata tra gli ultimi decenni
dell’Ottocento e la Grande guerra, ripercorreva le pratiche associative e la
formazione di un ventaglio di simboli e credenze profane, con le quali si
attuava la costituzione della politica democratica in Italia, in conflitto con le
autorità religiose da un lato e i ceti liberali moderati dall’altro. Da quella
soglia, dove “cadono le maschere”, era possibile osservare l’invenzione della
“morte rossa”, con l’accompagno senza preti, le musiche e un colorito
cerimoniale, che segnava la presa di coscienza della laicità e il coinvolgimento
dei ceti popolari nella dialettica politica dell’Italia unita.
2
La figura di Garibaldi gli appariva essenziale, per delineare il transfert di
sacralità prima dai vecchi sovrani ai nuovi leader politici poi nel costruire un
apparato rituale, di simboli e credenze, che aveva nelle reliquie profane un
polo di legittimazione della politica democratica.
In quest’ottica, l’osservatorio del corpo gli appariva essenziale per
ripensare il processo di “costruzione” degli italiani. Intorno ai “corpi
posseduti” (posseduti dall’ideologia pattriottica) si enucleava la coscienza
nazionale dagli albori del Risorgimento fino alla pedagogia per le scuole
affidata a “Pinocchio” e “Cuore”. Secondo una vasta letteratura piuttosto
trascurata, di martirologi ed eroizzazioni, gli italiani si sono combattuti e
formati, prima da vittime poi da eroi, poi da eroi tornati vittime. Con
l’unificazione, infine, la formazione del “corpo borghese” introduceva una
nuova dialettica fra sacrifici e egoismi. In Garibaldi, Pinocchio e Cuore, infine,
l’affrancamento del corpo dalle autorità famigliari e statali segnava una svolta
ricca di avvenire.
C. Organizzazione di convegni e seminari di studio
In collaborazione con la Fondazione di studi storici Filippo Turati di
Firenze, ha organizzato numerosi convegni e seminari di studio, cui hanno
partecipato studiosi di università italiane e straniere. Le relazioni, rielaborate
per la pubblicazione, sono state raccolte in appositi volumi, indicati più oltre.
1991: «Politica e società in Romagna negli anni della fondazione del Psi
(Genova, 1892)».
1992: «I Battistini, una famiglia socialista alla fine dell’Ottocento».
1995: «Una società violenta. Esecuzioni, briganti e irregolari in età
moderna e contemporanea».
1996: «Lo spazio della morte laica. Funerali politici in Romagna in età
3
moderna e contemporanea».
1998: «Percorsi della fede rossa. La politica come religione secolare nella
Romagna contemporanea».
2003: «Le rivolte giovanili», seminario di studi, Università di Urbino, 15
aprile, con la partecipazione dei professori M. Degl’Innocenti (Università di
Siena), P. Sorcinelli (Università di Bologna), M. Baldacci (Università di Urbino).
2003: «Sviluppo e libertà. Gli anni del Centro-sinistra in Romagna (19601970)», Cesena, 12 dicembre.
2004: «Il Centro-sinistra e la riforma della Scuola media, 1962»,
seminario di studi, Università di Urbino, 1 aprile, con la partecipazione dei
professori M. Baldacci (Università di Urbino), F. Cambi (Università di Firenze),
M. Degl’Innocenti (Università di Siena) e C. G. Lacaita (Università di Milano).
2004: «Sigfrido Sozzi sindaco della liberazione. Il politico,
l’amministratore, lo studioso», Cesena, 4 dicembre, con la partecipazione dei
professori A. Riosa (Università di Milano) e M. Degl’Innocenti (Università di
Siena).
2008 “Gaetano Salvemini e la scuola”, Università di Urbino, Facoltà di
scienze della formazione-Fondazione di studi storici Filippo Turati, Firenze.
Seminario storico pedagogico, Urbino, 8 maggio 2008, con la partecipazione
dei professori M. Baldacci (Università di Urbino), S. Pivato (Università di
Urbino), C. G. Lacaita (Università di Milano), F. Cambi (Università di Firenze),
M. Degl’Innocenti (Università di Siena), S. Bucchi (Università di Roma “La
sapienza”), T. Pironi (Università di Bologna).
D. Partecipazione a convegni e seminari di studio nazionali
4
Ha partecipato, come relatore, a numerosi convegni di studi storici, fra i
quali
2001 «Cantieri di storia. Primo incontro Sissco sulla storiografia
contemporaneistica in Italia», Urbino, 20-22 settembre 2001, con una
relazione dal titolo Laicità e sacralizzazione della politica dal Risorgimento
alla Grande guerra, pubblicata su rivista.
2002 «Pascoli socialista», organizzato dal Comune di San Mauro Pascoli,
San Mauro, 6 aprile 2002, con una relazione la titolo La morte laica di un
poeta, pubblicata con gli atti del convegno.
2002 «La cultura delle riforme tra Otto e Novecento», organizzato dalla
Fondazione di Studi storici F. Turati, Firenze, 24-25 ottobre 2002, con una
relazione dal titolo Schiavi e le indagini sociali, pubblicata con gli atti del
convegno.
2003 «Moralizzare la morte. Riti e luoghi del morire nella società del XIX
secolo», organizzato dalla Fondazione A. Fabretti, Torino, 4 dicembre 2003,
con una relazione dal titolo Riti funebri e laicizzazione nel XIX secolo, in corso
di stampa negli «Annali» della Fondazione Fabretti.
2004 «I Garibaldi dopo Garibaldi. I figli di Garibaldi e Anita», organizzato
dal Museo civico del Risorgimento di Bologna, Bologna, 27 febbraio 2004, con
una relazione dal titolo 2 giugno 1882: l’Eroe entra nel mito, in corso di
stampa con gli atti del convegno.
5
2004 «Riti civili e tradizioni laiche», organizzato dall’Università Ca’
Foscari Venezia, Dipartimento di studi storici, Venezia, 1 giugno 2004, con
una relazione dal titolo Morte laica e sacralità politica nell’età liberale.
2004 «Alessandro Schiavi e le istituzioni pubbliche milanesi», organizzato
dal Museo di storia contemporanea – Milano e dalla Fondazione di Studi
storici F. Turati, Milano, 19 novembre 2004, con una relazione dal titolo La
formazione culturale di Alessandro Schiavi indagatore sociale, in corso di
stampa con gli atti del convegno.
2004
«Il Centro-sinistra e la riforma della Scuola Media (1962)»,
Università di Urbino -Fondazione di studi storici F. Turati, Urbino, 1 aprile
2004; Firenze, 3 dicembre 2004. Relazione: La cultura laica e la riforma della
Scuola Media in Italia
2004 “Sigfrido Sozzi, sindaco della liberazione. Il politico,
l’amministratore, lo studioso”, Cooperativa culturale G. Matteotti e
Fondazione di studi storici F. Turati, Cesena, 4 dicembre 2004. Relazione:
Sozzi e la sua storiografia militante.
2006 «Trapassato e futuro. Studiare gli Appennini: ambiente, uomini,
economie e società, istituzioni (XV-XXI)», Seminario di studi interidisciplinare,
Imola, 30 novembre 2006, con una relazione dal titolo Contrabbando,
conflittualità e vita materiale sull’Appennino tosco-romagnolo nell’Ottocento.
2007 «Garibaldi. Il mito, lo Stato unitario e la Sardegna», convegno di
studi, La Maddalena, 30 maggio-1 giugno 2007, con una relazione dal titolo Il
“tocco” di Garibaldi. Reliquie, spazi e simboli della religione civile garibaldina.
6
2007 «Garibaldi e i movimenti democratici internazionali», Università di
Urbino, Columbia South Carolina, Porto Alegre – Brasil, Convegno di studi,
Urbino, 9-11 novembre 2007, con una relazione dal titolo La contesa del
corpo e la religione politica garibaldina.
2008 «Garibaldi e l’identità italiana. La rappresentazione simbolica nella
costruzione dello Stato unitario», Università di Siena, Facoltà di scienze
politiche-Ciscam, Convegno di studi, Siena, 14 maggio 2008, con una
relazione dal titolo La gestione delle reliquie garibaldine.
2009 «La figura e il mito di Giuseppe Garibaldi», Università di Catania,
Facoltà di Lettere e filosofia, Catania, 3 novembre 2009. Relazione: Intorno
alla leadership popolare e all’uso delle reliquie profane
2009 «Le “lunghe” idee del Risorgimento, rappresentazioni e progetti per
l’Italia contemporanea», Fondazione Casa Oriani, Ravenna, 28 novembre
2009.
Relazione: Il socialismo di Garibaldi contro la lotta di classe.
2010 «L’orizzonte del socialismo, tra Imola e l’Europa», Imola, 7-8
maggio 2010. Relazione: La memoria del pioniere del socialismo.
2010 «Giuseppe Garibaldi: il mito, la storia». Università degli studi di
Parma, 13-14 maggio 2010. Relazione: Garibaldi taumaturgo.
7
2010 «I Mille di Garibaldi fra storia e leggenda, centocinquant’anni
dopo», Fondazione Casa Oriani, Ravenna, 20 novembre 2010. Relazione: La
leggenda dei Mille nella storia d’Italia.
2011 «Parole e musica per il 150° dell’Unità d’Italia», Università di
Urbino, Facoltà di Sociologia e Facoltà di Scienze della Formazione, 28 marzo
2011. Relazione: L’unità d’Italia attraverso i brani e le canzoni dei
protagonisti.
2011 «Artusi 100. Il secolo artusiano». Accademia della Crusca di
Firenze, Casa Artusi di Forlimpopoli, 2 aprile 2011. Relazione: Artusi e il
brigantaggio in Romagna.
2011 «150°. Riflessioni sull’identità nazionale», Università degli studi di
Parma, 15 e 16 dicembre 2011. Relazione: Gli italiani che si battono: una
questione di identità militare.
2011 «La gestione dei beni culturali in 150 anni di storia d’Italia»,
Firenze, 20 maggio 2011. Relazione: Bellezza e formazione della coscienza
nazionale: il “furto” della Gioconda.
E. Partecipazione a convegni di studi internazionali
1995 Français et Italiens à l’époque révolutionnaire et imperiale,
Journées d’étude des 17 et 18 novembre 1995, Université de Haute Alsace,
Mulhouse, con una relazione dal titolo La confrontation de deux mentalités:
l’Armée française et les villes de Romagne (1796-1799).
8
1997 Riten, Mythen und Symbole. Die Arbeiterbewegung zwischen
«Zivilreligion» und Volkskultur, Linzer Konferenz der Internationalen Tagung
der Historikerinnen und Historiker der Arbeiterinnen - und
Arbeiterbewegung, 9-13 settembre 1999, con una relazione dal titolo
Obsèques laïques et mouvement ouvrier en Italie (Itineraires d’une recherche,
pubblicata con gli atti del convegno.
2011 “Immortal Bodies”. Max Planck Institute for the History of Science,
Berlin, 13-15 January 2011.
Relazione: Immortal Italian Heroes.
2011 “L’Unité italienne raconté. Le Risorgimento célébré et représenté en
littérature, dans l’historiographie et les arts”. Colloquie international
Università de Caen, 20-21-22 septembre 2011.
Relazione: Garibaldi inventé par Garibaldi. Formation d’une idéologie
militaire entre l’Italie et la France de 1845 à 1882, in “Transalpina”, Caen, n.
15, 2012. L’Unité italienne racontée, I: Interprétations et commémorations,
Textes recueillis et présentés par L. Fournier-Finocchiaro et J.-Y. Frétigné, pp.
49-64.
2015 “Reliques politiques” II. Politisation des reliques du XIXe et XXe
siècle, Faculté des Sciences humaines et arts, Poitiers, 11-12 juin 2015.
Presidente di una seduta degli studi e relatore con uno studio intitolato Les
reliques de Garibaldi et la recherche du “corps de la patrie” dans le
Risorgimento italien. Gli atti del convegno sono ancora in corso di stampa.
F. Collaborazioni e incarichi
9
Collabora a “Storia e futuro”, rivista on-line di storia e storiografia,
diretta da Maurizio Degl’Innocenti e Angelo Varni.
Ha coordinato dal 1988 al 1996 l’edizione dell’Opera omnia di Aldo
Spallicci (1886-1973), etnologo e senatore repubblicano, in tredici volumi,
pubblicati presso l’editore Maggiori di Rimini, nel periodo 1988-1998.
Ha coordinato per conto della Fondazione di Studi Storici Filippo Turati,
Firenze, un progetto editoriale diretto da Maurizio Degl’Innocenti sul
riformatore socialista Alessandro Schiavi (1872-1965). L’opera, in sette
volumi, è stata pubblicata dall’Editore Piero Lacaita, Manduria-Bari-Roma, nel
periodo 2003-2007.
Ha attivato presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università
di Urbino, nell’a.a. 2001-2002, il Dottorato in Storia contemporanea «Teoria e
storia della modernizzazione in età contemporanea», consorziato con le
Università di Siena, Firenze, Milano e Messina, come coordinatore per la sede
urbinate.
Ha attivato nell’a.a. 2001-2002 la cattedra di Storia sociale nella Facoltà
di Scienze della Formazione dell’Università di Urbino.
Elenco delle pubblicazioni
A. Libri
1. Gramsci e il futurismo (1920-1922). Marinetti e una mostra all’
«Ordine nuovo», Roma, Quaderni della Fiap, 1980, pp. 136.
Saggio di storia delle idee politiche e letterarie: il futurismo elemento positivo
10
d’innovazione nella lotta politica e culturale del primo dopoguerra.
2. L’epurazione nella città del duce (1943-1948), Roma, Quaderni della
Fiap, 1983, pp. 173.
Colpite solo le figure minori dell’impiego, nel quale entra il nuovo personale proveniente
dai partiti in via di ricostruzione.
3. Santarcangelo di Romagna e la sua gente nelle fotografie degli ultimi
cento anni, Rimini, Sapignoli, 1985, pp. 423.
L’immagine cangiante di una comunità cittadina che si autorappresenta attraverso i
propri fotografi lungo un secolo, considerata nei luoghi della vita privata, negli spazi
pubblici della politica, della religione e del tempo libero.
4. Comunità e modernizzazione. Santarcangelo in età liberale (1880-
1914), Rimini, Sapignoli, 1991, pp. 233.
Approccio di «microstoria»: radiografia della trasformazione modernizzatrice di una
capitale di collegio elettorale, in epoca giolittiana, sotto il profilo politico, antropologico,
culturale ed economico.
5. Politica e religione nel Rubicone giacobino. Studi e materiali (1796-
1799), Bologna, Analisi, 1991, pp. 204.
I punti di rottura che la mentalità laico illuminista opera nelle istituzioni e nel costume
delle legazioni pontificie. In appendice cura e pubblicazione del diario inedito di don F.
Cortini, parroco del Duomo a Forlì, sugli anni 1796-1799.
6. Sicurezza e criminalità. Rivolte e comportamenti irregolari nell’Italia
centrale, 1796-1861, Milano, Franco Angeli, 1999, pp. 200.
Saggio sui comportamenti irregolari a partire dalle carte criminali. Lo studio opera
quantificazioni e comparazioni fra diversi tipi di violenza (futile, sessuale, professionale).
11
La definizione della minaccia e la percezione dell’insicurezza svolsero un ruolo politico
nella crisi del 1848-49. Colpita in particolare la nuova borghesia alla Pellegrino Artusi.
7. La morte e l’immortale. La morte laica da Garibaldi a Costa, ManduriaBari-Roma, Piero Lacaita, 2000, pp. 411. Prefazione di Michel Vovelle.
Secondo le parole introduttive di Vovelle: «Si tratta di un contributo particolarmente
originale apportato ai cantieri storiografici […] non soltanto sul tema generale della
morte, ma su quello della memoria, del culto civico e famigliare in una società nella
quale l’egemonia delle élite borghesi si trova sottoposta all’emergenza delle masse e di
quelli che parlano in loro nome, sul fondo d’un ‘disincanto’ che contesta il quadro
referenziale della religione tradizionale».
8. Garibaldi taumaturgo. Reliquie laiche e politica nell’Ottocento,
Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2008, seconda edizione 2010, pp. 251.
Rivisitazione della figura dell’eroe del Risorgimento, attraverso documenti inediti, sotto il
profilo della religiosità laica e dei conflitti sulla gestione del sacro, incentrato sulle
reliquie profane. L’immagine del corpo di Garibaldi passava attraverso varie
metamorfosi, fino a prefigurare il lascito delle ceneri, prodotte da una pira, di cui è stato
rintracciato il sito, ciò che permette di avanzare l’ipotesi che i monumenti appartengano
all’ordine dei reliquiari.
9. Corpi posseduti. Martiri ed eroi dal Risorgimento a Pinocchio,
Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2012, pp. 300.
Corpi “posseduti” dall’ideologia, nel corso dell’Ottocento, quando si forma un patrimonio
di concetti, idealizzazioni, pregiudizi intorno agli italiani. Attraverso una letteratura
piuttosto trascurata (martirologi e eroizzazioni), lo studio pone il corpo nella sua fisicità
al centro dell’indagine. Corpi offerti alla violenza, al dolore, al supplizio, alla follia. Corpi
idealizzati (Garibaldi), virilizzati dalla retorica dello svantaggio, demonizzati dalla “guerra
civile”. Pinocchio e Cuore, però, delineavano una rivoluzione dei corpi, con
l’affrancamento dai genitori, a Caprera – sull’isola di Garibaldi, il primo (l’Isola della
Capretta), con la democrazia dei corpi l’altro.
B. Curatele
12
1. L’8.a brigata Garibaldi nella resistenza, vol. 1. Documenti, 1943-45; vol.
2. Catalogo dell’archivio, a cura di D. Mengozzi, Milano, La Pietra, 1981, due
volumi: vol. I, pp. 262; vol. 2, pp. 234.
Scelta antologica di alcuni significativi documenti inediti elaborati dalla resistenza
romagnola, interessanti i rapporti politici e le conflittualità interne della brigata intorno
alle strategie e all’impatto con le popolazioni residenti. In coda il regesto completo
dell’archivio.
2. La Romagna e i Generali inglesi (1943-1944). Gli Alleati salvati dai
patrioti, nella storia dei luoghi e della prima resistenza romagnola, a cura di
E. Bonali e D. Mengozzi, Milano, Angeli, 1981, pp. 239.
Undici generali e venticinque ufficiali britannici, ex prigionieri, nascosti dai civili, che –
una volta liberati e fatti rientrare presso i comandi - diventeranno sostenitori della causa
italiana.
3. Guglielmo Marconi, Vita e ricordi sull’8.a brigata romagnola, a cura di
D. Mengozzi, Rimini, Maggioli, 1984, pp. 204.
Cura del diario inedito del comandante della II zona dell’8.a brigata Garibaldi, operante
sull’Appennino tosco-romagnolo nel corso di tutto il 1944.
4. Aldo Spallicci, Il volto di Flora, a cura di D. Mengozzi, Rimini, Maggioli,
1985, pp. 125.
Opera sconosciuta di uno Spallicci «italiano», a lato del poeta in vernacolo, che mostra
una prima coscienza ecologica nella politica repubblicana del secondo dopoguerra.
5. L’Ottantanove in Romagna. Studi e materiali degli anni giacobini,
Bologna, a cura di D. Mengozzi, Analisi, 1990, pp. 235. Introduzione di
13
Umberto Marcelli, ivi, pp. 9-19.
Ricostruite su documenti d’archivio le reazioni di accettazione e rifiuto di fronte
all’Armata di Bonaparte. Saggi sul giacobinismo, le insorgenze, le accademie.
6. Gli uomini rossi di Romagna. Gli anni della fondazione del Psi (1892), a
cura di D. Mengozzi, Bari-Roma, Lacaita, 1994, pp. 342.
Analisi sulla formazione e diffusione del socialismo in Romagna dalla prima agitazione di
Andrea Costa all’adesione al nuovo partito di Filippo Turati.
7. I Battistini, una famiglia socialista alla fine dell’Ottocento, a cura di D.
Angelini e D. Mengozzi, Rimini, Sapignoli, 1994, pp. 172.
Contributi sul ruolo d’una famiglia nella trasformazione della lotta politica: dalle iniziali
simpatie barricadiere, alla violenta contrapposizione ai repubblicani, all’investimento
nella politica municipale.
8. Aldo Spallicci, Scritti e discorsi politici, a cura di D. Mengozzi, Rimini,
Maggioli, 1996, volume 7 dell’Opera omnia, pp. 707.
Percorso politico d’un mazziniano emblematico, promotore di riviste etnologiche,
agitatore politico, che da volontario nella Grande guerra, poi antifascista e costituente,
approdava al seggio di senatore della Repubblica.
9. Una società violenta. Morte pubblica e brigantaggio nell’Italia
moderna e contemporanea, a cura di D. Angelini e D. Mengozzi, ManduriaBari-Roma, Lacaita, 1996, pp. 254.
Analisi del disciplinamento e dell’incidenza dello Stato in periferia, specie sul mondo
rurale (renitenza alla leva, usi comunitari, solidarietà per bande).
10. Personaggi della vita pubblica di Forlì e Circondario. Dizionario
biobibliografico, 1897-1987, a cura di L. Bedeschi e D. Mengozzi, Urbino,
14
QuattroVenti, 1996, due volumi, pp. 938.
La pubblicazione si avvale di un ampio numero di collaboratori e offre più di mille «voci»
di coloro che hanno dato un contributo politico, sociale, economico, religioso a un
territorio piuttosto omogeneo lungo un secolo.
11. La Mangelli risanata. Da «fabbrica fascista» a sito contaminato (1925-
1992), a cura di D. Mengozzi, Milano, Franco Angeli, 1997, pp. 208.
Nascita, sviluppo e tramonto d’una «fabbrica fascista» per la seta artificiale. Un caso di
industrializzazione «pesante», in una realtà mezzadrile e artigianale come Forlì, favorita
dai rapporti fra Mussolini e il conte Mangelli per modernizzare la cosiddetta «città del
duce».
12. Il Tricolore in Romagna, opuscoli canzoni e catechismi giacobini,
1796-1799, a cura di D. Mengozzi, Imola, University Press Bologna, 1998, 2
tomi, pp. 991.
Riproduzione d’un vasto materiale archivistico raccolto intorno ad alcuni nuclei tematici,
di cui si segnalano i discorsi politici tenuti nei Circoli costituzionali e quelli elaborati per
occasioni di ritualità civiche e patriottiche.
13. Antonio Beltramelli, Ugola il futurista, a cura di D. Mengozzi, Imola,
La Mandragora, 1999, pp. 140.
Pubblicazione e cura di un inedito romanzo-commedia dello scrittore dannunziano
risalente al 1913. Emblema della reazione della cultura provinciale alla provocazione
avanguardista e modernizzatrice.
14. A. Schiavi, Diari e note sparse (1894-1964), a cura di C. De Maria e D.
Mengozzi, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003, pp. 343, Saggio introduttivo di
Dino Mengozzi, pp. 5-13, 37-93.
Le carte private permettono di entrare nel laboratorio di Alessandro Schiavi (18721965), politico socialista riformista, senatore e studioso, dal periodo della formazione
universitaria con A. Labriola, alla collaborazione con F. Turati, all’attività di traduttore
15
durante il regime fascista, all’adesione al Partito socialista democratico di Saragat nel
secondo dopoguerra.
15. A. Mambelli, Diario degli avvenimenti in Forlì e Romagna dal 1939 al
1945, a cura di D. Mengozzi, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003, 2 volumi,
pp. 1615.
Redatto sul filo dei giorni, il diario inedito del bibliotecario Antonio Mambelli (18901976) offre materiali di prima mano sugli aspetti quotidiani della guerra. Si tratta di un
archivio di materiali (volantini, manifesti, annotazioni dalla radio italiana e inglese) e di
osservazioni sullo spirito pubblico, le paure e le regressioni d’una società disarticolata
dalla violenza.
16. Sigfrido Sozzi, politico – amministratore – studioso (1924 – 1984),
Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2005, pp. 247.
.Sigfrido Sozzi (Cesena, 1910 - Lugo 1984), figura poliedrica di politico, amministratore e
storico, appartiene al “secolo delle ideologie”: figlio di una famiglia socialista, segnato dal
fratello Gastone martire comunista, con il quale aderiva, quattordicenne, al partito
comunista. Al seguito dei fatti del 1956 lasciava il Pci aderendo poi al Psi. In questa fase
Sozzi ridefiniva il suo ruolo di “intellettuale di provincia”, scoprendo la vocazione per la
ricerca storica. Il lungo saggio del curatore del volume, riprendendo carte dell’archivio
privato e i diari inediti dell’autore, tenta di cogliere questo passaggio sul doppio binario
della vita pubblica e privata. Muovendo da un’ipotesi di ego-storia e nel quadro del
recente “biografismo” della Sinistra italiana, il saggio illustra il processo di ricostruzione
del sé e della propria identità pubblica, che indusse Sozzi a cercare un sottile equilibrio fra
il peso della memoria del fratello, “santo laico” della tradizione comunista, e un proprio
profilo originale di militante “disincantato” e di studioso.
17. C. Fiorini, Diario delle cose di Urbino dal 1797 al 1799, Presentazione
di S. Pivato, Urbino, Quattroventi, 2012, pp. 138.
.Il diario dell'abate Fiorini, steso da un osservatorio centrale della città, come la
Cattedrale di Urbino, rimasto inedito per due secoli, mostra la trasformazione politica,
sociale e religiosa impressa dalle truppe di Bonaparte sulle terre dell'ex Ducato. Originale
il "miracolo" del santo patrono, gestito dalle autorità religiose e laiche prima per
riprendere il controllo delle campagne, percorse dall'insorgenza, poi per affermare sulla
scena urbana i nuovi leader democratici.
16
C. Articoli e saggi
1. Gramsci e il futurismo alla luce di nuovi elementi, in “Rivista abruzzese
di studi storici”, I(1980), n. 3, pp. 13-25.
Studente all’Università di Torino, Gramsci era lettore di riviste d’avanguardia, specie
futuriste, dalle quali ricavava temi per il suo primo giornalismo politico e culturale.
2. L’Unione dei lavoratori italiani e il Movimento «Popolo e Libertà» in
Romagna, in E. Bonali-D. Mengozzi ( a cura), La Romagna e i Generali inglesi
(1943-1944). Gli Alleati salvati dai patrioti, nella storia dei luoghi e della
prima resistenza romagnola, a cura di E. Bonali e D. Mengozzi, Milano, Angeli,
1981, pp. 117-182.
Analisi di un filone antifascista socialdemocratico e para-azionista di Romagna (Uli), che
si innesta sul filone liberalsocialismo (PeL), per una resistenza non comunista.
3. Un periodico letterario antimodernista: «San Giorgio» (1912-1913), in
«Fonti e documenti», Università di Urbino, n. 14 (1984), pp. 389-408.
Periodico bolognese espressione d’un integralismo piagnone in cui compare Mario
Missiroli.
4. L’avanguardia ‘deviata’: alcuni rapporti fra teosofia e futurismo, in
«Studi urbinati», BLXI (1988), pp. 87-106.
Ala marinettiana, insistente sull’Italia mezzadrile il futurismo dei fratelli Corradini e dei
loro amici propone una cultura artistica più vicina alla teosofia piuttosto che all’utopia
delle macchine.
17
5. Religione, politica e comunità nel triennio giacobino (1796-1799), in
«Studi romagnoli», XL(1989), pp. 471-486.
La rottura nella vecchia mentalità, nel Dipartimento del Rubicone, arrivava con il
ritualismo sostitutivo di quello cattolico, con sfilate, matrimoni e funerali laici.
6. La resistenza, in P. Meldini e A. Turchini (a cura), Storia illustrata di
Rimini, Milano, Nuova editrice Aiep, 1990, pp. 417-432.
Crisi del consenso, riorganizzazione dell’antifascismo, ruolo degli ex ufficiali militari,
spopolamento di Rimini sotto i bombardamenti, sono questi i principali aspetti che
danno un profilo particolare alla resistenza sulla costa.
7. Cino Macrelli, in Il Parlamento italiano, 1861-1988, Milano, Nuova Cei,
1991, vol. 18, pp. 475-477.
Profilo biografico del politico repubblicano, antifascista, deputato alla Costituente, poi
senatore e ministro.
8. (con L. Bedeschi), Spallicci e l’Associazione combattenti in Romagna, in
Aa..Vv., Aldo Spallicci, studi e testimonianze, Cesena, Società di studi
romagnoli, 1992, pp. 311-334.
L’uomo politico romagnolo, su posizioni salveminiane, si batte per un reducismo
democratico contro il nascente fascismo.
9. Approccio allo studio dei Circoli costituzionali del Rubicone giacobino,
in «Studi romagnoli», XLI(1990), pp. 515-533.
Le prime sedi della educazione politica popolare, coi relativi rituali d’una retorica
patriottica.
18
10. Per un’edizione critica della ‘Romagna violenta e frodolenta’ di
Guglielmo Ferrero, in «Studi romagnoli», XLII(1992), pp. 437-450.
Due saggi dimenticati del giovane antropologo, ancora studente universitario a Bologna,
nei quali dava prova del suo anticarduccianesimo e fondava in gran parte lo stereotipo
del romagnolo «a sangue caldo».
11. Osservazioni sull’antropologia storica del «Romagnolo», in «La Piè»,
Forlì, 61(1992), n. 1, pp. 1-11.
Evoluzione dello stereotipo, in negativo o in positivo, nella cultura umbertina fra Otto e
Novecento e poi nei periodici dei partiti repubblicano e socialista.
12. Quotidiani e periodici nella Romagna dell’800, dai fogli giacobini ai
giornali di partito, in G. Roversi (a cura), Storia del giornalismo in EmiliaRomagna e a Pesaro, dagli albori al primo Novecento, Bologna, Grafis Edizioni,
1992, pp. 363-386.
Profilo d’un giornalismo «pagato», finanziato da enti, dalla vita piuttosto stentata, in una
zona rurale, priva di grandi città, e ancora priva di un attivo mercato culturale.
13. Per l’edizione critica di “Ugola il futurista”, inedito del 1913 di
Antonio Beltramelli, in “Studi romagnoli”, XLIV(1993), pp. 709-723
Esperimento di un letterato “minore” in cui appare la fascinazione e la paura della
provincia italiana verso le proposte provocatorie e novatrici dell’avanguardia futurista.
14. Fenomenologia del delitto, elaborazione del lutto e lotta politica, in D.
Angelini - D. Mengozzi (a cura), I Battistini, una famiglia socialista alla fine
dell’Ottocento, a cura di D. Angelini e D. Mengozzi, Rimini, Sapignoli, 1994,
pp. 117-148.
La violenta competizione politica denunciava il passaggio, nell’ultimo ‘800, dal
settarismo armato alla nuova sensibilità borghese, incentrata sulla pacifica convivenza,
19
regolata dalle liste elettorali municipali.
15. Il «buon» socialista: note sulla morale e la politica nel Psi, in D.
Mengozzi (a cura), Gli uomini rossi di Romagna. Gli anni della fondazione del
Psi (1892), a cura di D. Mengozzi, Bari-Roma, Lacaita, 1994, pp. 207-236.
Analisi del condizionamento esercitato dalla morale sulla propaganda politica: due filoni
(Costa e Turati) che influiranno sull’identità del nuovo partito turatiano.
16. «Egoismo intelligente» o altruismo? Note sulla morale socialista, in M.
Ridolfi (a cura), Alessandro Schiavi. Indagine sociale, culture politiche e
tradizione socialista nel primo ‘900, Cesena, Il ponte vecchio, 1994, pp. 69-82.
Tentativo di composizione fra una morale aperta, collettivistica, e un’altra
individualistica, di respiro liberale.
17. Pietro Tamburini e il giansenismo lombardo, in «Studi veneziani», ns
XXVII(1994), pp. 410-416.
Saggio-recensione sull’ipotesi di lettura d’una continuità culturale e politica, nella zona
lombardo veneta, in merito alla tentazione verso l’eresia.
18. Saggio introduttivo ad Aldo Spallicci, Scritti e discorsi politici, a cura
di D. Mengozzi, Rimini, Maggioli, 1996, volume 7 dell’Opera omnia, pp. 1-56.
Esaminata la cultura politica, l’intreccio fra morale e politica in un socialista
mussoliniano passato poi al mazzinianesimo e infine alla piena accettazione delle
istituzioni democratiche.
19. Violenti e seduttori. Codici dell’aggressione nelle carte criminali della
Romagna toscana dell’Ottocento, in “Studi romagnoli”, XLVII(1996), pp. 57120
593
Dallo scavo archivistico di un faldone di processi per abusi sulle donne e sui minori
perpetrati nell’Ottocento sulla montagna fra Romagna e Toscana.
20. Dalla morte confortata al berretto in aria. Ideologie e rituali delle
pubbliche esecuzioni a Bologna fra XVIII e XIX secolo, in D. Angelini - D.
Mengozzi (a cura), Una società violenta. Morte pubblica e brigantaggio
nell’Italia moderna e contemporanea, a cura di D. Angelini e D. Mengozzi,
Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 1996, pp. 147-191.
I principali mutamenti delle sensibilità collettive vengono spiati attraverso le scenografie
della pubblica «crudeltà» e i rituali d’espulsione del peccato, fino alla loro messa da
parte per opera della laicizzazione dei costumi di metà ‘800.
21. Ultimo addio e meraviglie. Rituali giacobini nell’ex Stato pontificio
(1796-1799), in «Studi urbinati», BLXVII (1995-96), pp. 9-31.
Analisi degli strumenti organizzativi delle pubbliche ritualità, volute dai giacobini, per
laicizzare i costumi cittadini (cortei, matrimoni e funerali).
22. La confrontation de deux mentalités: l’Armée française et les villes de
Romagne (1796-1799), in Français et Italiens à l’époque révolutionnaire et
imperiale, Journées d’étude des 17 et 18 novembre 1995, Université de Haute
Alsace, Mulhouse, 1996, in corso di stampa con gli atti del convegno.
Incomprensioni e scontri fra la cultura razionalistica e quella clericale miracolistica,
mediata dagli stereotipi culturali diffusi dai viaggiatori e dalle gazzette, alla prova della
«verità» durante l’invasione bonapartista.
23. Criminalità e violenza in una società di montagna fra Sette e
Novecento, in G.L. Corradi e N. Graziani (a cura), Il bosco e lo schioppo,
21
vicende di una terra di confine tra Romagna e Toscana, Firenze, Le lettere,
1997, pp. 207-253.
Radiografia antropologica e quantitativa condotta sulle carte criminali della società
montanara dell’Appennino centrale, nella quale risalta la prevalenza d’una gradualità
non omicida, ma rituale della violenza, nelle relazioni interpersonali.
24. Nascita e sviluppo di una «fabbrica fascista» (1925-1944), in D.
Mengozzi (a cura), La Mangelli risanata. Da «fabbrica fascista» a sito
contaminato (1925-1992), a cura di D. Mengozzi, Milano, Franco Angeli, 1997,
pp. 27-73.
Progetto di storia dell’industria e dell’ambiente. Il saggio ricostruisce su documenti
inediti l’impiantazione di una fabbrica per la seta artificiale a Forlì da parte del conte
Mangelli, favorito dal regime fascista e da Mussolini, in cambio di ipotetici «mille»
occupati.
25. Il giovane Ferrero e la «società a tipo di violenza», in L. Cedroni (a
cura), Nuovi studi su Guglielmo Ferrero, Roma, Aracne, 1998, pp. 78-93.
Un Ferrero studente all’Università di Bologna intento a tradurre in parametri lombrosiani
la cronaca giornalistica offerta da alcuni casi di violenza politica in Romagna.
26. Etnotipi e formazione della politica nella Repubblica cisalpina (1796-
1799), in G. Boccolari (a cura), Il Tricolore dalla Cispadana alla Cisalpina. Il
Triennio giacobino, Modena, Aedes Muratoriana, 1998, pp. 11-34.
Il Triennio come confronto di culture e pregiudizi fra l’Armée, con i suoi alti ufficiali
imbevuti della cultura dei Lumi, e la legazione pontificia alla ricerca d’una protezione
religiosa e miracolistica.
27. Saggio introduttivo in D. Mengozzi (a cura), Il Tricolore in Romagna,
opuscoli canzoni e catechismi giacobini, 1796-1799, a cura di D. Mengozzi,
22
Imola, University Press Bologna, 1998, 2 tomi, vol. I, pp. 9-49.
Il saggio ripercorre la prima pubblicistica giacobina, i luoghi di produzione e diffusione,
gli autori, le sedi dei dibattiti, le traduzioni dal francese di catechismi repubblicani e le
ritualità patriottiche.
28. Miracoli e Lumi: tipologie delle resistenze alla Rivoluzione francese
nelle rivolte popolari italiane del 1796-97, in «Studi urbinati», B LXIX (1999),
pp. 9-55.
Rilettura delle insorgenze alla luce di nuovi parametri interpretativi (autonomismo, crisi
del controllo delle vecchie autorità, paura), che danno spazio allo spontaneismo
comunitario e riducono sensibilmente il ruolo di guida delle autorità clericali e della
nobiltà.
29. Obsèques laïques et mouvement ouvrier en Italie (Itineraires d’une
recherche), in B. Unfried und C. Schindler (Her.), Riten, Mythen und Symbole.
Die Arbeiterbewegung zwischen «Zivilreligion» und Volkskultur, Wien,
Internationalen Tagung der Historikerinnen und Historiker der Arbeiterinnen
- und Arbeiterbewegung, Akademische Verlagsanstalt, 1999, pp. 231-248.
I funerali civili come spia della laicizzazione e della formazione d’una «religione» politica,
che fonda sulla morte e sull’immortalità del ricordo una comunità di credenze e una
ragione di identità fra gli adepti.
30. Introduzione ad A. Beltramelli, Ugola il futurista, a cura di D.
Mengozzi, Imola, La Mandragora, 1999, pp. 7-38.
Il saggio ricostruisce un’aggiornata biografia dello scrittore dannunziano, presto
dimenticato, e l’attenzione da lui prestata alle provocazioni futuriste, specie delle riviste
fiorentine, in materia di costumi e matrimonio.
23
31. Il mito di Garibaldi e la dialettica fra integrazione e autonomia, in
«Atti e memorie», Deputazione di Storia patria per le Province di Romagna,
volume L (1999), Bologna, 2000, pp. 111-151.
Il culto civico dell’Eroe nella periferia romagnola è stato prerogativa di gruppi mazziniani
e garibaldini, spesso in rivalità, i quali hanno compiuto un’appropriazione degli spazi
pubblici e legittimato una nuova élite politica.
32. Il ruolo dell’individuo e la formazione del cittadino democratico nel
percorso storiografico di Umberto Marcelli, in «Atti e memorie», Deputazione
di Storia patria per le Province di Romagna, volume LI (2000), Bologna, 2001,
pp. 481-500.
Ricostruzione della formazione di un protagonista della storiografia sul Risorgimento
italiano, dagli esordi filosofici alla maturazione d’una visione storica originale, incentrata
sul ruolo degli individui.
33. La ‘trafila’ per il salvataggio dei generali inglesi. Sguardo straniero
sull’Appennino tosco-romagnolo, in N. Graziani (a cura), Romagna toscana.
Storia e civiltà di una terra di confine, Firenze, Le Lettere, 2001, tomo II, pp.
1265-1274.
I diari di alcuni ufficiali inglesi, che hanno percorso l’Appennino tosco-romagnolo, fra il
1943 e il 1944, per gran parte inediti in lingua italiana, costituiscono l’occasione per
gettare uno sguardo storico antropologico fra atteggiamenti e culture diverse.
34. Antonio Mambelli diarista della “resistenza dei civili”, in “Studi
romagnoli”, LII(2001), pp. 263-291
Dalla narrazione sul filo dei giorni del diarista, la verifica di alcune recenti ipotesi
storiografiche sulla guerra ai civili, la disgregazione e ricomposizione delle solidarietà
comunitarie, la paura.
24
35. Laicità e sacralizzazione della politica democratica nel ‘lungo’
Ottocento, in «Memoria e Ricerca», n. 10, maggio-agosto 2002, pp. 103-117.
Il transfert del sacro dalla religione tradizionale alla politica era guidato dalle nuove élite
liberali e democratiche, grazie alla gestione della morte e ai rituali pubblici connessi alle
cerimonie funebri dei grandi uomini.
36. Giovanni Pascoli 1912: la morte laica di un poeta socialista.
Immaginario e rappresentazioni, in G. M. Gori (a cura), Pascoli socialista,
Bologna, Pàtron, 2003, pp. 173-200.
Caso di studio di storia delle «rappresentazioni» su fonti trascurate di un luogo di
conflitto, per costruire l’immagine pubblica del poeta, conteso fra gli amici laici, come
Zanichelli, e la religiosa sorella Mariù.
37. Alessandro Schiavi e le indagini sociali, in M. Degl’Innocenti (a cura),
La cultura delle riforme tra Otto e Novecento, Manduria-Bari-Roma, Lacaita,
2003, pp. 247-267.
L’approccio statistico alle nuove realtà sociali urbane (disoccupati, panettieri, lavoratori
a domicilio) è funzionale alla politica riformista di un tecnico-politico come Schiavi,
dirigente dell’Umanitaria a Milano.
38. Saggio introduttivo ad A. Schiavi, Diari e note sparse (1894-1964), a
cura di C. De Maria e D. Mengozzi, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003, pp. 513, 37-93.
Raccolti per la prima volta, i diari inediti di Schiavi consentono di ripercorrere la
formazione culturale e le motivazioni personali di un protagonista del riformismo
turatiano prima e della socialdemocrazia poi, passando per la sua attività di cura dei
carteggi Turati-Kuliscioff e dell’osservatore della vita fascista. Lo spiato spiava a sua
volta.
25
39. Saggio introduttivo, ad A. Schiavi, Carteggi. Tomo primo, 1892-1926,
a cura di C. De Maria, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2003, pp. 5-89.
Il saggio ricostruisce il consolidarsi nella storiografia di un’immagine di Schiavi come
cultore di Turati, per rilevare poi che tale interpretazione riduttiva ha trascurato la sua
originale personalità di tecnico-politico e di osservatore internazionale,
sprovincializzatore del socialismo italiano.
40. Saggio introduttivo ad A. Mambelli, Diario degli avvenimenti in Forlì e
Romagna dal 1939 al 1945, a cura di Dino Mengozzi, Manduria-Bari-Roma,
Lacaita, 2003, vol. I, pp. 11-97.
Il saggio ricostruire la «fabbrica» del diario e le motivazione della sua mancata ricezione
nel dopoguerra. Sviluppa poi alcuni approcci alla «cultura della guerra», il fatalismo, la
violenza contro i civili, il disgregarsi della società e la difficile ricomposizione del tessuto
sociale nella ricostruzione.
41. Presentazione, ad A. Schiavi, Carteggi. Tomo secondo, 1927-1965, a
cura di C. De Maria, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2004, pp. 5-30.
Il saggio si ricollega allo studio premesso al primo tomo delle lettere mettendo a fuoco il
ruolo di Schiavi come traduttore di «eretici» pensatori politici presso Laterza, negli anni
’30, poi in qualità di fondatore della socialdemocrazia, senatore e protagonista nel
Consiglio dei comuni d’Europa.
42. Immaginario e «anacronismi». Un incontro fra storia e letteratura, in
M. Baldacci, P. Gaspari, A. Giallongo, C. Marini, R. Travaglini (a cura),
Educazione e civiltà. Studi in onore di Nando Filograsso, Roma, Anicia, 2004,
pp. 337-342.
Può la letteratura essere fonte per gli studi storici? Su questo interrogativo il saggio
sviluppa alcune ipotesi positive prendendo in esame il presunto manoscritto usato da
Manzoni e recenti prove narrative di Nando Fligrasso.
26
43. Recensione-saggio a V. Fiorino, Matti, indemoniate e vagabondi.
Dinamiche di internamento manicomiale tra Otto e Novecento, Venezia,
Marsilio, 2000, in «Journal of Modern Italian Studies», University of
Connecticut, USA, 9(1) 2004, pp. 114-116.
L’articolo prende spunto dal volume recensito per connettere la realtà sociale offerta
dalle fonti psichiatriche con le strutture di «micropotere» individuate e studiate da John
A. Davis e David I. Kertzer.
44. Riti funebri e laicizzazione nell’Italia del XIX secolo, in “Studi
tanatologici/Thanatological Studies/Etudes thanatologiques”, Milano, Bruno
Mondadori, I (2005), n. 1, pp. 57-74
Il saggio ripercorre il processo di esproprio alla Chiesa dei corpi e dei rituali della morte
da parte dello Stato, le cui élite liberali eguagliano la figura del martire religioso a quella
dell’eroe politico, caduto nella rivoluzione nazionale.
45. 2 giugno 1882: Garibaldi entra nel mito, in M. Gavelli e O. Sangiorgi
(a cura), Dai campi di battaglia a Caprera, Bologna, Museo civico del
Risorgimento, 2005, pp. 123-132
Saggio di storia delle «rappresentazioni» nel quale il corpo morto di Garibaldi funge da
simbolo delle virtù laiche e patriottiche e da fonte di sacralizzazione della politica
democratica.
46. Saggio introduttivo, a F. Oppioli, La “contrattazione” del combattente.
Lettere di soldati savignanesi dal fronte della Grande guerra (1915-1918),
Imola, La Mandragora, 2005, pp. 9-28
Il saggio si occupa di un fondo archivistico costituito da documenti destinati a figurare in
un museo della guerra. I combattenti coinvolti «contrattavano» la loro collaborazione
con un notabile del posto declinando piccoli favori, racconti di eroismo e richieste
27
d’informazioni sul paese natale.
47. Ego e ideologia politica in uno storico militante, in D. Mengozzi (a
cura), Sigfrido Sozzi, politico –amministratore-studioso (1924-1984),
Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2005, pp. 87-122.
Ricostruito sulle carte private il percorso umano e politico di un singolare “figlio delle
ideologie”: dalla militanza comunista, Sozzi maturava attraverso un lungo processo
interiore, tormentato e doloroso, l’approdo al Partito socialista, tra il 1958 e il 1964,
ricostruendo la propria identità attraverso la ricerca storica e l’attività di amministratore.
48. Cultura politica, religiosità e revisionismo in un socialdemocratico, in
G. Silei (a cura), Alessandro Schiavi, il socialista riformista, Manduria-BariRoma, Lacaita, 2006, pp. 23-42
Il saggio accosta due radici della formazione di Schiavi all’Università di Roma, quella
statistica con Messedaglia e quella marxista con Labriola, portando l’attenzione sulla
sintesi fra le due nella nozione di «incivilimento».
49. “Volontari del lager”. Memorie di internati militari italiani, in Scritti e
opere in onore di Padre Stefano Troiani nell’ottantesimo genetliaco, a cura di
G. Crinella, Urbino, QuattroVenti, 2007, pp. 397-404
Comparazione fra memorie e diari di militari italiani internati nei campi di
concentramento nazisti. Casi di elaborazione segreta e privata del lutto e di memorie
ritenute a lungo da nascondere.
50. Reliquie, cimeli e souvenir della religione politica garibaldina, in C.
Ceccuti e M. Degl’Innocenti (a cura), Giuseppe Garibaldi tra storia e mito,
Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2007, pp. 130-142.
Una varia oggettistica garibaldina mostra la traduzione del mito dell’eroe a misura del
quotidiano e della dimensione intima, a conferma della forza e del culto di Garibaldi in
diversi strati borghesi e popolari.
28
51. Un corpo grande come l’Italia. La moltiplicazione del corpo di
Garibaldi e le reliquie di cenere, in “Storia e futuro”, 2007, pp. 1-36
Dall’esame dei testamenti e da una ricerca eseguita a Caprera, per rintracciare il sito
della pira, si fa strada l’ipotesi che le ultime volontà di Garibaldi riguardassero la
costituzione di reliquie di se stesso da consegnare ai seguaci, per dare loro un vantaggio
cerimoniale sugli altri protagonisti del Risorgimento.
52. Saggio introduttivo, in E. Gallavotti, Giornale di notizie risguardanti
Santarcangelo di Romagna 1700-1905, Cesena, Il Ponte vecchio, 2009, pp. 727.
.Saggio per ricostruire il contesto di formazione del diario bisecolare e isolamento di
alcuni nuclei tematici, comparati poi con l'andamento della vita privata e di fenomeni di
mentalità, secondo la storiografia recente. Ne emerge una dialettica fra mondo della
campagna e mondo della città, specie intorno alla considerazione della violenza, della
messa a morte degli animali, della percezione delle stagioni e dei fenomeni atmosferici.
53. Alberto Aramini storico e intellettuale militante nella provincia
"rossa". Note per una biografia (1920-1988), in “Studi romagnoli”, vol. LX
(2009), pp. 813-853.
.Il saggio analizza un intellettuale di provincia, guadagnato dall'ideologia comunista nel
1944-1948. Iniziava di qui un percorso di maturazione, che lo porterà ad allontanarsi dal
Partito comunista divenendo uno storico di vaglia e un saggista brillante. Originale la sua
evoluzione dalla storia politica alla storia sociale, intesa come storia "totale", dei costumi
e delle credenze collettive.
54. Il bottone di Garibaldi. Trofei e reliquie nella cultura della morte del
Risorgimento, in A. Ragusa (a cura di), Giuseppe Garibaldi, un eroe popolare
nell'Europa dell'Ottocento, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2009, pp. 25-47.
.Saggio sull'uso di reliquie profane durante il Risorgimento e sul loro precario statuto di
sacralità. A seconda delle circostanze le reliquie diventano trofei del nemico ucciso. In
29
questa cultura della morte, che attraversa il Risorgimento, viene spesso celato un
quantum di aggressività, che va fino al piacere di uccidere. Talvolta vittima e carnefice si
ritrovano uniti nel ricordo familiare, come attestano altarini domestici, che conservano
reliquie e trofei.
55. Il corpo del ciclista, dalla fatica alla galleria del vento, in G. Silei (a
cura di), Il Giro d'Italia e la società italiana, Manduria-Bari-Roma, Lacaita,
2010, pp. 199-224.
.Saggio sulle metamorfosi del corpo dello sportivo, dalle origini del Giro d'Italia ai recenti
anni '90. Un arco di mutamento delle sensibilità collettive si disegna, dall'esaltazione
della fatica e dei segni della sofferenza alla loro progressiva espulsione, nascosti sotto
caschi e magliette che nascondo il sudore. La considerazione della velocità e del pericolo,
della performance individuale, si stacca sempre più da una pretesa naturalità per divenire
sempre più immagine di un corpo-macchina.
56. Il socialismo di Garibaldi: l'individuo e la morale sociale contro la
lotta di classe, in “Libro aperto”, vol. 60 (2010), pp. 41-54.
.Il saggio ripercorre la cultura politica di Garibaldi fin dalle origini saint-simoniane,
l'adesione all'Internazionale e la simpatia per la Comune. Organizza le idee in materia
secondo un "canone" socialista, formato da riferimenti a testi teorici e diari. In questo
"canone" rientra l'esperienza del "Clorinda", documentata da un diario recentemente
ritrovato, e conferma l'originalità di Garibaldi, non solo uomo d'azione, ma capace di far
sue le idee con le quali veniva a contatto.
57. Garibaldi: corpi virili e nazione ovvero gli italiani che si battono, in
“Libro aperto”, vol. 64(2011), pp. 89-97.
.Saggio sullo stereotipo, che attraversa il Risorgimento e la vita collettiva dell'Italia unita:
"gli italiani non si battono". Il saggio ne ripercorre la genesi (già presente negli anni
1830) e individua nella figura di Garibaldi l'emblema di una "virilità" capace di debellarlo.
Si formava così una retorica dei "pochi contro i molti", degli italiani "svantaggiati", che
faceva risaltare le vittorie e di fatto cancellava dalle competizioni la sconfitta.
30
58. Un "mistero" laico: Garibaldi e l'incarnazione del grand'uomo, in
J.M.I. Klaver, G. Morisco, G. Piccinini (a cura di), Garibaldi e gli ideali
democratici internazionali, München, Martin Meidenbauer, 2011, pp. 197218.
.Saggio sulla varia letteratura prodotta dalla morte di Garibaldi. Uno dei principali nuclei
tematici è la messa in rilievo del fenomeno della ricerca dei successori dell'eroe. Di qui il
ragionare sulla sua "incarnazione": i figli, chi gli somiglia, la ripresa del nome. Viene
delineandosi un fenomeno di religiosità civile, che non crede alla morte del grand'uomo e
non rinuncia ad andare sulla tomba a "chiamarlo" di nuovo in vita, il che ingenera un
rimando nella elaborazione del lutto dai significati sociali.
59. Il corpo e la camicia rossa. Eroismo garibaldino e virilità degli
italiani, in P. Genovesi (a cura), Giuseppe Garibaldi. Il mito, la storia, Milano,
Franco Angeli, 2011, pp. 51-64.
Saggio sulla retorica della virilità nel Risorgimento e nella descrizione del corpo di
Garibaldi. Il modo di affrontare i nemici è costantemente descritto secondo la regola
dello svantaggio, dei pochi contro i molti. Anche i Mille, solo mille? Il meccanismo
descrittivo espunge la sconfitta dal campo garibaldino.
60. La guerra delle reliquie fra gli eredi Garibaldi e la gestione di
Caprera, in A. Nieddu, G. Zichi (a cura), Giuseppe Garibaldi, il mito, l’Unità
d’Italia e la Sardegna, Cagliari, AM&D Edizioni, 2011, pp. 594-631.
.Saggio sulla formazione del Museo di Caprera e sulle liti nate fra i due principali rami
della famiglia Garibaldi. Prima la cessione gratuita allo Stato, poi il pentimento e la
vendita, infine la sistemazione del cimitero. Il centro di sacralità, dato dal sepolcro di
Garibaldi, suscita una guerra fra gli eredi, che vogliono definire gli spazi di prossimità per
se stessi. In gioco anche la gestione dell'isola, meta del turismo ma soggetta al costante
controllo dello Stato, sospettoso delle iniziative del "partito" garibaldino.
31
61. Il corpo socialista e l’etica del cittadino in Zibordi, in L. Cavazzoli (a
cura), Giovanni Zibordi. Le idee e l’opera di un riformista, Manduria-BariRoma, Lacaita, 2012, pp. 97-118.
.Saggio sul dirigente socialista riformista dai molteplici interessi sociali e attento
osservatore della vita sociale del suo tempo, specie mantovana e reggiana. Zibordi
delineava un proprio profilo intellettuale approfondendo i temi dell'etica del lavoro, la
critica dei costumi, dello sport e della moda. Mostrava ampia apertura culturale cercando
di accordare l'etica individualistica con i doveri sociali, le prime forme di consumo con il
primo tempo libero degli operai.
62. Bellezza e coscienza nazionale. Dalle requisizioni napoleoniche al
“furto” della Gioconda, in A. Ragusa (a cura), La Nazione allo specchio. Il bene
culturale nell’Italia unita (1861-2011), Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 2012,
pp. 121-153.
.Saggio sulla formazione della coscienza del patrimonio artistico italiano dal XIX secolo ai
primi del XX secolo. Il furto della Gioconda al Louvre segnava un momento catalizzatore,
in quanto faceva emergere il senso di precarietà in cui giacevano le ricchezze d'arte
italiane, ma segnava anche il punto d'arrivo di una rivendicazione che risaliva a Canova e
ai sequestri napoleonici. In questo senso il saggio ripercorre come il senso della bellezza
si sia intrecciato con il senso di individuazione degli italiani, da Foscolo in poi.
63. Pellegrino Artusi: la famiglia borghese, i briganti e la famiglia ideale,
in G. Frosini e M. Montanari (a cura), Il secolo artusiano. Atti del convegno,
Firenze-Forlimpopoli, 30 marzo-2 aprile 2011, Firenze, Accademia della
Crusca, 2012, pp. 211-225.
Saggio sulla formazione di una famiglia borghese nella Romagna degli anni ’40 e ’50 del
XIX secolo, fra la violenza dei briganti e le resistenze del comunitarismo locale. Una
nuova socialità di apriva per Pellegrino nella Firenze dei primi decenni unitari, nella quale
progettava una famiglia ideale mediante il suo celebre manuale di cucina.
64. Un saggio marxista di Alessandro Schiavi su Fiumana (1893). In
“Studi Romagnoli”, vol. LXIII (2012), pp. 151-175.
Il giovane allievo di Antonio Labriola all’Università di Roma metteva alla prova sulla
realtà locale, ovvero la tenuta del padre medico condotto, fra Predappio e Forlì, gli
strumenti di analisi critica forniti dal primo marxismo italiano.
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65. Garibaldi inventé par Garibaldi. Formation d'une idéologie militaire
entre l'Italie et la France de 1845 à 1882, in “Transalpina”, France, n. 15, 2012,
pp. 49-64.
Saggio sulla formazione del mito garibaldino, a partire dalle narrazioni stese dallo stesso
Garibaldi, che diventa in questa prospettiva il primo costruttore del proprio mito. Il
saggio si discosta, perciò, da quelle recenti “letture” che hanno fatto del personaggio di
Garibaldi il frutto di una “costruzione” essenzialmente a opera di Mazzini.
66. L'io di un impiegato imprenditore (1820-1909), in E. Gallavotti, La
vita, le fiere e i mercati di Santarcangelo, a cura di S. Beretta, P.A. Fontana,
Cesena, Il Ponte Vecchio, 2013, pp. 9-24.
Saggio sulla costruzione dell’identità di un borghese di provincia, sulla sua famiglia
dall’inventiva imprenditoriale, dove primeggiano la moglie e le figlie nell’arte della
fotografia e dell’imbalsamazione di piccoli animali. Le due donne divennero animatrici di
una fiorente e duratura attività.
67. Fabio Cusin, in Maestri di Ateneo. I docenti dell’Università di Urbino
nel Novecento, a cura di A. Tonelli, Urbino, Università degli studi di Urbino
Carlo Bo, 2013, pp. 227-229.
Articolo sulla formazione culturale e la militanza politica e intellettuale di un noto
docente dell’Università di Urbino, nei primi decenni del secondo dopoguerra.
68. La carcassa del poeta. Carducci e la difficile scoperta del corpo, A.
Malfitano, A. Preti, F. Tarozzi (a cura), Per continuare il dialogo … gli amici ad
Angelo Varni, Bologna, Bononia University Press, 2014, pp. 331-347.
La fisicità del corpo è costantemente trascurata da Carducci, cantore della preminenza
dei grandi valori patriottici. Anche i corpi ideali degli eroi e delle eroine, da lui creati
artisticamente, non sanguinano né soffrono, in quanto fasci di virtù, immortali e
disincarnate. La Sinistra, con Carducci, scoprirà molto tardi e con monta difficoltà le
ragioni del corpo, il suo benessere, la sua individualità.
69. Martiri eroi e disertori: i romagnoli nel Risorgimento nazionale, in A:
Turchini (a cura), Dalla Romagna alle Romagne, 1815-1860. Le quattro
Legazioni di Romagna e i loro archivi fra Restaurazione e Risorgimento. Atti
del convegno internazionale, Ravenna 2011, per il 150° dell’unità d’Italia,
Cesena, Il Ponte vecchio, 2015, pp. 293-316.
Ripercorrendo una serie di fonti poco note, il saggio si propone di sottoporre a revisione
critica un’immagine piuttosto oleografica della Romagna mazziniana e garibaldina. In
primo luogo mostrando le rivalità e perfino gli atti di reciproco sabotaggio dei due gruppi
che condividevano l’ideologia repubblicana, in secondo luogo mettendo in luce come
siano state soprattutto le ultime opere di Garibaldi, dalle memorie ai romanzi storici, la
via della formazione, piuttosto tardiva, della “Romagna garibaldina”.
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