Incammino
Lo sport come
rinascita.
Intervista a
Giusy Versace
B9111213
Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale –70% aut. N° 070085 del 09/10/2007 DCB Parma
Bimestrale del Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato
Anno 7 Numero 5 - dicembre 2013
APPROFONDIMENTO
Come gestire
la cannula
tracheostomica
BAMBINI
Il reparto dei
bambini, tra progetti
e nuovi arredi
AUSILIOTECA
Il nuoto aiuta la
riabilitazione e la
voglia di migliorare
2
In cammino
Dicembre 2013
Editoriale
“Auguri di Buon Anno”
di Simona Lombardi
Consentitemi di partire da un grazie. A Giusy Versace, per aver accettato di essere ospite sulla nostra rivista. Grazie perché ascoltare la sua
storia e la sua grande determinazione è una testimonianza di vita.
E per noi, leggerla è un po’ come guardare ad un obbiettivo che ci
poniamo da sempre. Con noi stessi, operatori, e con i nostri pazienti.
Non demordere, guardare avanti …
Tanti mi chiedono perché questa rivista si chiami “In cammino”… ecco,
proprio per questo. Perché riabilitare è riabilitarsi, è andare avanti in
un progetto non solo medico ma anche umano. Guarire è migliorare
lentamente, ritrovare una strada da percorrere, a volte reinventarsela.
Oggi, mentre programmiamo budget e stiliamo bilanci, in vista del
2014, tra numeri e conti, mi convinco sempre di più che sia questo lo
spirito vincente, la linfa vitale del nostro lavoro.
Guardo ai progetti messi in piedi in questi anni, penso a quelli che stiamo avviando, tutto diventa conseguenza naturale di un percorso.
Simona Lombardi
Direttore
Centro Cardinal Ferrari
La collaborazione con la Polisportiva Gioco di Parma, i programmi legati all’Area Azzurra dei bambini, la Terapia Occupazionale, la ricerca
scientifica. Tutto si incastra in un puzzle operativo che ritrae il nostro
disegno riabilitativo.
Finisco, con un altro grazie. A tutti gli operatori del CCF, per la professionalità e la competenza con le quali portano avanti il nostro cammino. Poi, ai pazienti che partecipano con i loro contributi alle pagine
“Punti di vista”. E mi piace augurare buon anno, proprio rubando i
bellissimi versi di Jenny: “Un sorriso riempie sempre il cuore e fa guardare dove la tristezza ha spento la luce”.
Felice 2014 a tutti.
Il nuovo blog del S. Stefano.
Un sito per raccogliere le
esperienze e le competenze
del Gruppo.
Articoli e contributi dei
medici ed esperti, un nuovo
canale di comunicazione
diretta con gli utenti.
blog.sstefano.it
Dicembre 2013
In cammino
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Focus
“Con la testa e con il cuore si va ovunque”, così racconta la sua voglia di farcela
Incontro con Giusy Versace
Ospite con Andrea Lucchetta della rassegna culturale “Musica in castello”, a Fontanellato, l’atleta ha fatto visita al Centro Cardinal Ferrari
In alto, Giusy con Andrea Lucchetta al CCF insieme al dr. De Tanti e la dott.ssa Saviola,
nell’altra pagina momenti di gara (dall’alto credits:Agenzia BF e Giancarlo Colombo)
“Taccuino, penna, cronometro,
gambe…mi sembra di non aver
dimenticato nulla”, e parte per
una delle sue tante mete, nazionali ed internazionali. Per portare la sua energia in gare mozzafiato o in manifestazioni dove
promuovere lo sport disabile
attraverso la sua testimonianza di atleta. È Giusy Versace, la
“gazzella calabrese”, conosciuta ormai in tutto il mondo. Di
recente, è stata a Fontanellato
come ospite di apertura della
rassegna culturale “Musica in
Castello”, insieme al pallavolista Andrea Lucchetta, e ha colto
l’occasione per fare un giro al
Centro Cardinal Ferrari. E noi
vogliamo riportare questo incontro speciale con lei, perché
la sua storia è una di quelle da
raccontare. Giusy atleta, Giusy donna, Giusy testimonial di
“Disabili No Limits”. Tre anime
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In cammino
che si muovono insieme con
un’unica grande motivazione,
che è diventato il suo slogan:
“con la testa e con il cuore si va
ovunque”.
Giusy, la tua storia è una testimonianza di forza, il coraggio
che viene dalla voglia di farcela. Quando si ha successo,
tutto sembra facile ma ci sono
stati periodi che pensavi di
non riuscire?
I momenti bui sono stati tanti ma
ho sempre amato le sfide e avuto coraggio. Questo mi ha permesso di non mollare. Stimolo
fondamentale nel mio percorso
sono stati la fede e l’affetto e la
vicinanza della mia famiglia.
Qual è stato il momento più
bello della tua vita di atleta?
Certamente la prima medaglia
d’oro vinta a Imola nel 2010 perché a quell’evento erano presenti tutti quelli che sostenevano
che sarei caduta e non ce l’avrei
mai fatta. È stata una soddisfazione unica!
Lo sport come rinascita. Per un
disabile scegliere di fare sport
significa non solo volontà personale ma anche affrontare difficoltà esterne, come mancanza
di strutture accessibili o servizi nel proprio territorio. Come
“Disabili no limits” cosa state
facendo per promuovere lo
sport per disabili?
Organizziamo numerosi eventi
per sensibilizzare la gente e promuovere lo sport come terapia.
Per molti disabili è l’opportunità di integrarsi e confrontarsi
non solo con se stessi ma anche
con gli altri. Soprattutto raccogliamo fondi per donare ausili
evoluti che oggi lo Stato Italiano
non concede.
Al Centro Cardinal Ferrari,
abbiamo attivato diversi percorsi di avviamento allo sport
per i nostri pazienti, dallo sci,
con viaggi invernali a Sestriere
presso strutture dotate di attrezzature adattate, al nuoto, dalla
barca a vela al tiro con l’arco…
qual è il consiglio che daresti ai
pazienti che decidono di seguire questi programmi?
Di approcciarsi allo sport senza
porsi grandi obiettivi. Consapevoli che ci vuole sacrificio e impegno, come per tutti. Lo sport
fa bene molto più alla testa che
al corpo e questo aiuta a vivere
decisamente meglio. Ci fa sentire persone e non disabili.
Viaggi tantissimo e visiti molti ospedali e centri sanitari, un
Dicembre 2013
l’incontro con l’Unitalsi e il viaggio
a Lourdes e nel 2007 torna persino
a guidare. Nel 2010 inizia a correre
con le protesi in carbonio e 3 mesi
dopo è già ai blocchi di partenza
del Campionati Italiani di atletica
leggera. Diventa così la prima atleta italiana della storia a correre
con amputazione bilaterale e la sua
categoria è la T43. In 4 anni Giusy
colleziona ben 7 titoli italiani e diversi record nazionali sui 60, 100 e
200 metri. Oltre a vincere, inizia
a lanciare messaggi positivi invogliando la gente, che come lei vive
delle disabilità, a non nascondersi,
a non vergognarsi e ad avvicinarsi
allo sport. Diventa presidente della
Disabili No Limits Onlus (www.disabilinolimits.org) e nel 2013 scrive
la sua prima autobiografia “Con la
testa e con il cuore si va ovunque”
nella speranza che possa essere
uno stimolo per chi vive ancora la
disabilità con sofferenza.
Focus
Sicuramente manca la cultura
dello sport. Le strutture sono
spesso inappropriate e con barriere architettoniche. Il persona-
le non è sempre informato sulle
possibilità che un disabile può
avere al di fuori di una struttura
ospedaliera. Credo che proprio
da lì dovrebbero partire i suggerimenti affinché la gente, una
volta fuori dal centro, sia pronta
e carica per affrontare una nuova vita seppur diversa da prima,
ma senza sentirsi meno abile.
Lo sport aiuta a sentirsi abili e
spesso a superare dei limiti che si
pensava di non poter superare.
La tua visita al Centro Cardinal
Ferrari, cosa ti ha colpito del
nostro Centro in particolare?
Ed in generale cosa ti aspetti di
trovare quando visiti un centro
di eccellenza?
Ho apprezzato molto non solo
l’attenzione che è stata data alla
struttura a livello architettonico,
ma ancora di più la passione per
il proprio lavoro che il personale
che ho incontrato mi ha trasferito. Sembrerà banale ma non è
così comune.
giudizio sul nostro Paese rispetto ad altre nazioni, cosa manca
in Italia per quanto riguarda il
mondo della disabilità?
La storia di Giusy
Giuseppina Versace, per tutti
semplicemente “Giusy”, nasce
Reggio Calabria il 20 maggio
1977 e vive nella città dello Stretto fino a vent’anni circa, quando
poi il lavoro e la vita la portano
prima a Londra e poi a Milano.
Il 22 agosto del 2005, durante una
delle tante trasferte di lavoro,
Giusy ha un terribile incidente
automobilistico sull’autostrada
Salerno-Reggio Calabria, nel quale perde entrambe le gambe. Un
evento che rimette tutto in gioco
e che, per un carattere determinato come il suo, non ha mai avuto
il significato di una resa. Dopo
più di un anno e mezzo di duri
allenamenti Giusy cammina di
nuovo e decide di tornare a lavorare. Nel 2006 fondamentale è
Dicembre 2013
In cammino
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Approfondimento
All’arrivo in reparto, i pazienti sono solitamente portatori di cannula con cuffia
Come gestire la cannula tracheostomica
nelle persone colpite da traumi e da grave
cerebrolesione acquisita
La rimozione è un obiettivo riabilitativo di importanza fondamentale
In questa e nelle altre pagine: schema cannula cuffiata; cannule in uso al CCF; il Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa (che ha
pubblicato questo articolo)
Articolo a cura della dott.ssa
Chiara Bertolino, neurologa presso
il CCF
Obiettivo riabilitativo di importanza cruciale è rappresentato
dalla rimozione della cannula
tracheostomica nei pazienti affetti da GCA.
Ed, in effetti, al momento
dell’ingresso in Riabilitazione
Intensiva i pazienti affetti da
GCA, provenienti dai reparti
per acuti, sono spesso portatori
di cannula e presentano pro-
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In cammino
blematiche respiratorie, tra cui
infezioni, secrezioni tracheali
ed incompleta autonomia respiratoria.
All’arrivo in reparto questi
pazienti sono, per lo più, portatori di cannula con cuffia,
posizionata in fase acuta, per
rispondere primariamente al
bisogno di collegare il paziente
ad un ventilatore artificiale, di
mantenere la pervietà delle vie
aeree, di controllare il rischio
di inalazione e di permettere
l’aspirazione delle secrezioni.
Di contro, nella fase post acuta riabilitativa, la presenza di
cannula induce un importante
disagio per il paziente, ostacola la fonazione, aumenta la
probabilità d’infezioni, riduce
il normale movimento d’innalzamento della laringe, complicando ulteriormente la dinamica della deglutizione, in genere
già compromessa dalla lesione
cerebrale, riduce la fisiologica
espansione degli spazi alveolari e di conseguenza l’efficacia
degli scambi gassosi.
Dicembre 2013
L’autonomia respiratoria permette di allontanare, con maggior sicurezza, il paziente dal
letto e di portarlo in palestra;
è preliminare alla ripresa della comunicazione verbale ed è
auspicabile nella ripresa della
nutrizione orale.
La gestione del paziente con
cannula è complessa e prevede competenze dei membri
del team riabilitativo (medico,
infermiere, logopedista e fisioterapista) dal momento che il
decorso clinico è prolungato e
spesso complicato da infezioni
delle vie aeree.
Nel momento in cui il paziente
viene trasferito nei nostri reparti cambiano le prospettive
di lavoro e le aspettative dei
familiari. Appena possibile il
progetto riabilitativo prevede
un programma di svezzamento in sicurezza della cannula,
che deve essere rimossa al più
presto garantendo lo stato di
salute del paziente. Tale scelta
viene presa dall’equipe riabilitativa considerando vantaggi
e svantaggi; deve essere una
decisione presa con coerenza e
con la consapevolezza dei rischi
connessi allo svezzamento.
È importante conoscere a quali
rischi andrà incontro il paziente quando non avrà più la can-
Dicembre 2013
secrezioni ed incentivando il
meccanismo della tosse riflessa
e volontaria.
Il programma di svezzamento
prevede l’impiego di cannule
dotate di calibro progressivamente minore, che sono meglio
tollerate e di cannule con controcannula, che rappresentano
una via di sicurezza, in particolare in pazienti con secrezioni
dense.
La gestione quotidiana del
tracheostoma è affidata ad infermieri specializzati e prevede aspirazioni delle secrezioni, adeguata umidificazione
dell’ambiente per ridurre ed
ventati dalla presenza del tubo
nelle vie aeree.
Il paziente, all’ingresso, viene
sottoposto ad un’attenta valutazione clinica e strumentale.
Gli accertamenti comprendono
una radiografia del torace, esami colturali del broncoaspirato,
monitoraggio continuo della
saturimetria cutanea ed una
consulenza otorinolaringoiatrica.
Parallelamente viene attivato
il programma di fisioterapia
respiratoria, finalizzato al miglioramento della ventilazione
polmonare attraverso la mobilizzazione, la rimozione delle
evitare la secchezza delle vie
aeree e cura della stomia.
Da quanto detto si evince come
la gestione della cannula rappresenti uno dei problemi prioritari da affrontare nei reparti
che si occupano di GCA.
A ciò si aggiunga il fatto che
fino a qualche mese fa, non esistevano “protocolli condivisi
pubblicati” relativi al processo
di decannulazione.
Dalla 3^ Conferenza Nazionale
di Consenso sulle GCA, tenutasi a Salsomaggiore Terme nel
novembre 2010, è emerso che
le evidenze a supporto di procedure e protocolli in uso nella
Approfondimento
Dott. ssa Chiara Bertolino
nula e, cioè il venir meno della
possibilità di aspirare le secrezioni, soprattutto nel caso di
deficit del riflesso della tosse.
La presenza della cannula garantisce, inoltre, una maggiore
sicurezza, nelle prime fasi, della riabilitazione della disfagia.
Il team riabilitativo ha il compito di decidere se e quando
rimuovere la cannula.
Tale obiettivo è, da una parte,
un importante segno di ripresa
di autonomia del paziente nella
gestione delle proprie vie aeree
e, dall’altra, è considerato la
fine di un incubo da parte dei
familiari, che sono molto spa-
In cammino
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Approfondimento
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gestione della cannula nei reparti di Riabilitazione post acuta siano limitate e tra le indicazioni per la ricerca la Giuria
della Consensus ha consigliato
“studi di approfondimento dei
criteri di decannulazione per
massimizzare il recupero e diminuire i rischi connessi”, vista
l’estrema esiguità di letteratura
scientifica sull’argomento.
Questa sollecitazione è stata
raccolta dalla Sezione “Attività
e partecipazione nella persona
con disabilità da GCA” della
SIMFER, di cui il Centro Cardinal Ferrari fa parte.
Lo scopo di questo lavoro è
stato quello di presentare il
risultato dell’elaborazione sistematica, multicentrica di un
protocollo condiviso di gestione e svezzamento della cannula
nelle gravi GCA accolte in Riabilitazione.
A partire dall’elenco delle strutture riabilitative che avevano
partecipato al questionario
della Survey della Consensus,
sono state individuate sette
Unità Gravi Cerebrolesioni disposte ad essere coinvolte in
questo progetto.
Ogni Centro ha partecipato attraverso una rappresentanza
del team multiprofessionale,
risultando così rappresentate
le figure del medico, del logopedista, del fisioterapista e
dell’infermiere.
Ciascuna struttura riabilitativa
ha provveduto ad esaminare
la letteratura scientifica emersa
dalla Consensus ed a condividere le procedure ed istruzioni
operative in uso nella attività
clinica ordinaria.
Le attività si sono svolte attraverso una serie di cinque incontri in cui sono state confrontate
in modo sistematico le procedure e le consuetudini cliniche
In cammino
già esistenti nei vari Centri sulla
gestione della cannula e si sono
apportate le opportune modifiche atte a ridurre l’eterogeneità
di comportamento nella gestione del paziente con cannula,
arrivando a definire specifiche
istruzioni operative.
Sono stati elaborati collegialmente algoritmi decisionali per
lo svezzamento dalla cannula,
sia a partire da cannula cuffiata, sia a partire da cannula non
cuffiata.
Da tale lavoro è emerso che la
decisione finale di procedere
alla decannulazione è condizionata dalle condizioni cliniche generali, dallo stato di
coscienza, dal livello di autonomia ventilatoria e di capacità
di gestire le proprie secrezioni,
dall’alterazione della funzione
deglutitoria e dal setting assistenziale alla dimissione.
La disfagia non sembra, invece,
rappresentare una controindicazione assoluta alla decannulazione; la valutazione della
deglutizione viene eseguita
sempre prima di decannulare il
paziente; se si valuta che la disfagia è risolvibile in un tempo
ragionevole, è meglio posticipare la decannulazione e continuare a lavorare con il trattamento logopedico; se, invece,
la disfagia è non risolvibile in
un arco di tempo breve, allora
si procede a decannulare il paziente e si rimanda la ripresa
della nutrizione per via orale.
Dicembre 2013
Generazione touch screen
I giochi elettronici tra vantaggi e svantaggi, consigliato l’uso moderato
Per i genitori i passatempi dell’infanzia hanno subito
un’allarmante trasformazione
in pochissimo tempo, i bambini di oggi non sanno com’era il
mondo prima dell’era touch. Per
loro è sempre stato possibile fare
tante cose con un dito e trovare
centinaia di giochi in un piccolo
oggetto tascabile. L’utilizzo dei
giochi elettronici in particolare
con schermo touch-screen ha sicuramente effetti positivi ma incompleti; se da un lato incrementano, infatti, la capacità attentiva
ed i riflessi tra stimolo e risposta,
mantenendo, inoltre, un dinamico livello di veglia e motivazione, dall’altro frenano lo sviluppo
di altre capacità neurosensoriali,
emotive, affettive, prassiche. Lo
sviluppo sensoriale infatti permette di integrare le informazioni in ingresso (cioè quelle che
arrivano attraverso i sensi quali
odorare, toccare, sentire, vedere etc.) rielaborarle attraverso le
emozioni e rispondere all’ambiente integrando le informazioni e le sensazioni in un confronto continuo tra il se’ e il mondo
circostante durante il percorso
evolutivo. I limiti delle nuove
tecnologie possono incidere in
modo molto più rilevante nei
bambini di età inferiore ai 3 anni:
in questa fascia d’età il bambino
si trova in uno stadio strettamente dipendente dalla maturazione dei centri corticali specifici
e la sua acquisizione, legata ad
esperienze corporee implicanti
la motricità globale, permette il
raggiungimento del controllo di
base del proprio corpo. In questo
Dicembre 2013
periodo infatti il bambino sperimenta il proprio corpo sul piano
sensori-motorio e affettivo attraverso il gioco corporeo, la relazione corporea con l’altro e la conoscenza degli oggetti attraverso
l’uso delle mani. Secondo Bruner
infatti “le mani sono il prolungamento dei pensieri dei bambini”,
analogamente a quanto afferma
Maria Montessori che “le mani
sono gli strumenti dell’intelligenza umana”. Ecco perché un
uso adeguato delle nuove tecnologie dovrebbe necessariamente
implicare esperienze dove il soggetto possa avere la possibilità
di sperimentare globalmente il
proprio corpo nell’interazione
e nel rispetto di sé e dell’altro.
L’agire in contesti irreali è molto
più semplice perché tutto si può
risolvere con un “clic” o con uno
sfioramento di un dito sopra una
icona, un tasto, in una relazione
fatta tra personaggi che rispondono attraverso gesti o voci irreali anche se interattivi. Il bambino di conseguenza non vive la
frustrazione, non discrimina ne
decodifica gli intercalari vocali,
le inflessioni della voce, i diversi modi espressivi con cui il viso
esprime le emozioni; tutto si conclude con “se Il gioco mi piace lo
svolgo, se non mi piace lo cambio
o spengo il mio apparecchio”.
Capita che i bambini infatti non
comprendono che cosa sia l’ironia, l’empatia e rispondono non
adeguatamente a situazioni ambientali, si osservano infatti più
frequentemente comportamenti
di ricontrollo motorio e verbale,
oltre a venir meno le capacità di
osservare, ascoltare e rispettare
regole. Interessante è l’articolo
pubblicato sulla rivista “Internazionale” dove la giornalista Hanna Rosin intervista ingegneri,
programmatori elettronici e creatori di applicazioni interattive
per sapere come questi genitori
si comportano con i propri figli
nell’utilizzo dei giochi Touch. Le
risposte sorprendono in quanto
lasciano giocare i propri figli ma
per poco tempo: il più permissivo fra loro non oltre mezz’ora
al giorno. Il motivo principale è
che i tablet esistono solo da tre
anni, troppo poco per avere risposte di studi fatti in proposito
per dimostrare in modo definitivo che renderanno i nostri figli
più intelligenti. Concludendo sta
al genitore gestire l’utilizzo dei
giochi in base alle caratteristiche
personali del proprio figlio, a
maggior ragione se ancora molto piccoli, mostrandosi più comprensivi e possibilisti per i figli di
maggiore età.
P. Abbati, D. Colla, A. Dagherri
In cammino
Bambini
I pad, i pod, i phone, nintendo... quanto incidono nello sviluppo sensoriale?
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Bambini
Il Centro Cardinal Ferrari una struttura aperta ad offrire servizi al territorio
Una piscina a misura di bimbo
Sedute singole, con personale specializzato in acqua a 34 gradi
Mettere competenza ed esperienza al servizio del territorio. Il Centro Cardinal Ferrari
(CCF), centro riabilitativo di
eccellenza di livello nazionale,
con sede proprio nel parmense,
a Fontanellato, darà il via, da
dicembre, ai corsi terapeutici
e di acquaticità in piscina per
bambini con problemi motori.
Sedute singole, personalizzate,
in un ambiente riscaldato, attrezzato e con personale altamente specializzato.
“L’idea nasce da un’esigenza che abbiamo riscontrato, il
Centro è una struttura del territorio ma non tutti conoscono
i professionisti che ci lavorano,
ci capita spesso di incontrare
genitori che non sanno a chi rivolgersi - afferma Anna Spotti
fisioterapista del CCF –. Mettiamo a disposizione una piscina
accessibile, riscaldata a 34 gradi, ed esperienza nei percorsi di
idroterapia in età evolutiva, con
risultati positivi. Ora vogliamo
Nella foto, la piscina del CCF
aprire le porte anche a chi, non
ricoverato, quindi in regime
libero professionale, potrebbe
aver bisogno delle nostre competenze”.
Ci si può rivolgere al Centro
per bambini di tutte le età e
per problemi di diverso genere: posturali, mal di schiena,
patologie ortopediche, come ad
esempio fratture, fino ai problemi più gravi, sia motori sia
neurologici, legati a paralisi.
“Fra le attività che proponiamo,
inoltre, c’è la psicomotricità in
acqua con personale specializzato, e anche l’avviamento
sportivo al nuoto dei bambini
disabili – continua la Spotti -, la
piscina del Centro è un ambiente attrezzato e ludico, silenzioso e tranquillo, mette a proprio
agio il bambino, l’acqua riscaldata ha una funzione terapeutica, la dimensione non troppo
grande e profonda aiuta a non
spaventare i piccoli, agevola il
raggiungimento degli obiettivi
e la crescita dell’autostima”.
Dopo una visita ed un colloquio con i genitori, un’equipe
multidisciplinare valuterà il
programma ed il pacchetto individuale da proporre. Le sedute si terranno dalle 16.30, a
chiusura delle attività quotidiane con i ricoverati del Centro,
riservando quindi gli spazi alle
attività con utenti esterni, con
accesso diretto al piano terra,
piano dedicato alle palestre e
alla piscina.
“Vogliamo dare un’opportunità, non si tratta solo di una
piscina accessibile, ma di un
servizio che ha alle spalle uno
staff formato e sempre aggiornato – conclude la Spotti – in
acqua c’è sempre personale
professionalmente preparato, i
genitori possono assistere e, se
necessario, partecipare attivamente entrando in piscina”.
Per maggiori informazioni
chiamare al 0521820211 e chiedere di Anna Spotti o Monica
Vatteroni.
10
In cammino
Dicembre 2013
La schiena va a scuola
Comportamenti e stili di vita corretti aiutano a prevenire le patologie
Nelle scuole per informare e prevenire. Da questa premesssa, nasce la
collaborazione tra il CCF e le Scuole
di Fontanellato per educare a stili di
vita corretti. Fra le azioni ed impegno nella prevenzione, il Centro ha
aderito alla campagna dell’Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) .
“La schiena va a scuola, prime regole
per rispettarla”. Da qui, la presenza
nelle scuole di due fisioterapiste del
CCF, Anna Spotti e Katia Cristella,
che, in orario scolastico, spiegano
ai ragazzi quali comportamenti
adottare per prevenire le patologie
dell’apparato muscolo - scheletrico.
Come stare seduti davanti al banco,
la corretta postura durante il giorno, come trasportare lo zainetto,
come è strutturata la colonna vertebrale, quali patologie interessano
mente delicato per l’insorgenza di
alterazioni della colonna vertebrale.
“La schiena va a scuola” è anche un
opuscolo, elaborato da un gruppo
di fisioterapisti soci A.I.FI, diviso
in capitoli: “La Schiena cresce”, “La
Schiena ha qualche problema”, “La
Schiena è sotto esame”, “La Schiena
risponde”. L’opuscolo é scaricabile
da schiena.aifi.net
Bambini
Un progetto con le Scuole di Fontanellato nell’ambito della campagna nazionale
la schiena, come prevenire gli atteggiamenti scoliotici. Questi e tanti
altri gli argomenti ed i consigli che
le fisioterapiste del CCF portano tra
i banchi di scuola, con lo scopo di
richiamare l’attenzione sulla fase
di crescita come momento fondamentale dello sviluppo e particolar-
Nuovi arredi nell’Area Azzurra, un grazie speciale a Gabriele Merenda
Dicembre 2013
In cammino
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Punti di vista
Punti vista, le pagine ideate e scritte dai pazienti ospiti al Centro Cardinal Ferrari
Viaggio negli USA per conoscere
i miei parenti americani
Jenny racconta la sua entusiasmante esperienza a Las Vegas
The city of the lights: adrenalina
e divertimento regnano sovrane
nel deserto statunitense. Ogni
costruzione, ogni emozione è
elevata all’ennesima potenza
nella città più florida degli USA.
Con una sola passeggiata nella
“street” puoi assaggiare un antipasto di ogni cultura e monumento del mondo.
Certo dieci ore di volo, la difficoltà della lingua e il cibo, lontano dalle nostre abitudini culinarie, potrebbero far desistere dal
visitare l’euforico mondo della
città più interessante della costa
occidentale, ma devi essere disposto a rinunciare a una delle
esperienze più “mega”, come
“mega” sono le stravaganze
degli americani. Non puoi dire
di aver visitato il mondo se non
hai spuntato Las Vegas dal tuo
diario di viaggio.
Jenny C.
Dopo aver seguito l’arteterapia e la terapia occupazionale del CCF,
Jenny ha iniziato a scrivere, qui due sue poesie selezionate per noi:
IL SORRISO
un sorriso
riempie sempre il cuore
e fa guardare
dove la tristezza
ha spento la luce.
Fontanellato, 19.11.13
UN BEL MOMENTO
basta un momento
per cancellare
la nostra vita
ma...
non basta una vita intera
per cancellare
un bel momento.
Casorate Primo 27.02.13
Colori in Collisione
(gessetti su cartoncino nero)
di Daniele P.
A me piace colorare ogni
cosa e vorrei che cadessero
in terra comete di colore,
così un giorno, tutto il mondo sarà più colorato.
Ricetta semplice, rapida ma
molto gustosa da offrire agli
ospiti accompagnandola con
un buon aperitivo.
BRUSCHETTE SAPORITE
(le dosi sono a piacere)
pane a fette, mozzarella,
pomodori freschi, rosmarino,
olio e.v.o., sale, prezzemolo
fresco, aglio (a piacere)
Disporre le fette di pane sulla teglia del forno, spennellarle con olio
12
In cammino
e aglio a piacere. Infornare a 200° e
tirare fuori a doratura raggiunta.
Nel frattempo tagliare la mozzarella e i pomodori a cubetti, unire
il tutto in una ciotola e condire con
olio sale e rosmarino in abbondanza. Lasciare amalgamare i sapori
per almeno 15 minuti. Disporre le
fette di pane su un piatto grande
e condirle.
Decorare con foglie di prezzemolo
fresco.
Ricetta di Stefano A.
Dicembre 2013
Sport Terapia, una via da incentivare
CCF e Polisportiva Gioco di Parma insieme per riabilitare alla “vita”
Una passeggiata ideale, camminando a bordo vasca, mi porterebbe sei giorni alla settimana
nelle piscine di Parma dove
incontrerei persone di ogni età,
disabili e normodotati, assistiti
da personale specializzato della
Polisportiva Gioco. Vedrei bimbi
che giocano con un’istruttrice,
per familiarizzarsi con l’acqua,
per prendere coscienza del proprio corpo e confrontarsi con
l’altra persona: ACQUATICITÀ
la chiamiamo noi. In altri orari
vedrei adulti che nuotano liberamente, avanti e indietro, vasca
su vasca, in tutti gli stili possibili,
sotto l’occhio vigile del nostro
bagnino: NUOTO ASSISTITO.
Specialmente di sera vedrei allenatori e allenatrici a bordo vasca
intenti ad impartire ordini ad
abili atleti, che guizzano in vasca nei vari stili, e farei fatica a
distinguere non vedenti, disabili
fisici e relazionali: AGONISMO,
il livello più alto per chi ama
cimentarsi in gare ufficiali nei
Campionati invernali ed estivi
o nei meeting promossi da altre
Associazioni.
La sorpresa più bella mi toccherebbe, anzi mi tocca ogni martedì
mattina nella piscina di Moletolo,
quando anch’io m’immergo per
un sano esercizio fisico che mi
aiuta ad invecchiare bene: nella
prima corsia, accanto a me, un
gruppetto di uomini e donne si
cimenta con esercizi guidati dal
nostro istruttore e dalla terapista
del Centro Cardinal Ferrari. Parlo poi con loro, si dichiarano soddisfatti; la terapista è contenta,
l’istruttore pure. Contento anche
l’autista, pensionato volontario
della Tep, che li scarrozza tra il
Centro e la piscina con il pulmino della Gioco.
Non è più una sorpresa da quando, dopo un breve periodo di
rodaggio nel maggio scorso, la
Gioco e il Centro hanno deciso di
lavorare insieme a tutto vantaggio degli ospiti in trattamento riabilitativo. Il Centro offre le cure
mediche e terapeutiche più idonee e avanzate, mentre la Gioco
Ausilioteca
La rubrica Ausilioteca ospita in questo numero un articolo di Antonio Franceschetti
propone l’attività motoria, cominciando dal nuoto. Inutile dire
in questa sede quanto il moto e
lo sport siano utili alla persona
reduce da traumi o malattie, dal
punto di vista fisico, psicologico,
sociale. Questa sinergia è solo
all’inizio, ma già si prevedono
altre forme di collaborazione, a
tutto vantaggio delle persone.
La SPORT TERAPIA potrebbe
essere lo sbocco logico di queste
iniziative; siamo ai primi passi,
ma potranno essere coinvolti
Enti ed Associazioni fino a sollecitare l’intervento di supporto
economico di privati interessati
e sensibili. Sotto questo profilo
l’Italia deve ancora imparare da
altre nazioni più attente a considerare il paziente come una persona in tutti i suoi aspetti, certo
partendo dalle indispensabili
cure mediche, ma fornendo contemporaneamente ausili e indicazioni utili per la ripresa ottimale
della vita quotidiana. In questa
direzione ci stiamo muovendo
insieme: il Centro Cardinal Ferrari e la Polisportiva Gioco.
Antonio Franceschetti
Polisposrtiva Gioco Parma
Dicembre 2013
In cammino
13
Il medico risponde
Casi frequenti, oggi la medicina riesce a far sopravvivere pazienti gravissimi
La sindrome dell’uomo incarcerato
è importante stabilire un modo di comunicare con la persona
Il Medico risponde è una rubrica
anche online. Su www.centrocardinalferrari.it è possibile leggere
domande e risposte ricorrenti.
Per inviare una domanda basta
scrivere a [email protected]. Il Medico risponde ha anche
ora un hashtag sul canale Twitter
del Centro (per seguire i tweet cerca
@ccffontanellato e clicca segui).
Domanda
Il mio compagno (60 anni) è
stato colpito da una gravissima
emorragia cerebrale al tronco encefalo. La diagnosi non gli dava
più di 24 ore. Invece, con l’attività cerebrale sempre molto presente ad oggi sono passati quasi
cinque mesi e dopo due mesi in
neurorianimazione, ora è ricoverato in neuroriabilitazione in una
clinica dove purtroppo per una
serie di complicazioni (infezioni
causa di febbre continua) e idrocefalo hanno rallentato ogni tipo
di attività.
Al momento è stato solo possibile farlo star seduto in carrozzina
qualche ora al giorno. È stato
anche sottoposto a ripetuti interventi di rachicentesi in attesa di
un intervento per l’inserimento
di un drenaggio.
Il mio compagno dopo il coma
durato circa un mese al suo risveglio è stata subito evidente
l’espressività viva degli occhi
pur non riuscendo a rispondere
ai comandi e soprattutto osservato da medici infermieri e logopedista i suoi occhi fissi per
alcuni momenti nei miei con risposte di chiusura delle palpebre
molto lentamente a differenza
dell’ apri e chiudi veloce che so-
14
In cammino
Antonio De Tanti
litamente fa. Ieri e l’altro ieri invece ho trovato il mio compagno
molto assente come in uno stato
di torpore con zero movimenti
delle mani e dei piedi cosa che
abitualmente ha sempre fatto dal
suo risveglio. Stamani dopo rachicentesi nuovamente sguardo
più presente e stretta della mano
e sguardo nel mio...
Ora quel che vorrei capire gentilmente è che se da un emorragia
così grave già è un miracolo che
sia vivo, se da uno stato puro
vegetativo che mi avevano prospettato con totale assenza di
connessione, tutti questi brevi
ma evidenti segnali come li devo
interpretare?
È possibile che con la derivazione ci possa essere una minima
minima ripresa di coscienza?
Può essere che forse non ha danneggiato totalmente la sede della
coscienza? Come e cosa posso
fare per aiutarlo?
Risposta
Il quadro che lei mi ha così ben
descritto è assolutamente logico e relativamente presente
da quando, negli ultimi anni,
la medicina della fase acutissima riesce a far sopravvivere
pazienti così gravi. Il nome per
questa situazione è Locked-in
Sindrome o “sindrome dell’uomo incarcerato” perché di solito
si ha una paralisi molto grave ai
quattro arti con scarsa o assente
possibilità di parlare, ma relativa
conservazione della coscienza e
delle capacità cognitive.
Diventa così essenziale stabilire
al più presto un modo per comunicare con questi pazienti e la via
più frequentemente utilizzabile è
quella dei movimenti degli occhi
del paziente che localizzano le
singole lettere che compongono
le parole desiderate, fissandole
su una tavoletta costruita appositamente.
È probabile che il recente peggioramento della capacità di risposta e di relazione del paziente
siano realmente dovute alla comparsa di idrocefalo, ovvero un
ostacolo al normale deflusso del
liquido prodotto all’interno delle
cavità dei ventricoli cerebrali con
conseguente aumento patologico della pressione intracranica:
a conferma di questa ipotesi le
punture lombari con sottrazione
di liquor hanno portato temporaneo miglioramento del quadro
neurologico. Se così fosse, sarebbe utile, compatibilmente con le
condizioni generali del paziente,
sottoporlo ad intervento di posizionamento di un sistema di
derivazione che faciliti la fuoriuscita del liquor cerebrale dal sistema ventricolare mediante un
sondino che arriva in addome,
passando sottocute (Derivazione
Ventricolo-Peritoneale – DVP).
Dicembre 2013
Santo Stefano Riabilitazione opera nella riabilitazione attraverso strutture operative di degenza e
ambulatoriali diffuse sul territorio nazionale, organizzate in base ai bisogni riabilitativi e assistenziali dei pazienti.
L’attività è svolta nei :
•
Centri di Riabilitazione
Istituto di Riabilitazione S.Stefano - Porto Potenza Picena (MC)
Villa Adria - Ancona (AN)
Centro di Macerata Feltria - c/o Ospedale C. Belli - Macerata Feltria (PU)
Centro di Cagli - c/o Ospedale Civile A. Celli - Cagli (PU)
Centro di Ascoli Piceno - c/o Casa di Cura San Giuseppe - Ascoli Piceno (AP)
Villa San Giuseppe - Anzano del Parco (CO)
Ospedale San Pancrazio - Arco di Trento (TN)
Centro Cardinal Ferrari - Fontanellato (PR)
• Residenze Sanitarie e Riabilitative
Abitare il Tempo - Loreto (AN)
Casa Argento - Fossombrone (PU)
Residenza Dorica - Ancona (AN)
Casa di Cura Villa Pini - Civitanova Marche (MC)
La casa di curra è dotata anche di 105 posti letto ospedalieri per acuti
• Rete di Centri Ambulatoriali
diffusi sul territorio della regione Marche
Persone per servire Persone
Santo Stefano Riabilitazione opera da anni per dare risposte riabilitative altamente specializzate, appropriate e complete alle persone con disabilità e
alle loro famiglie. Abbiamo scelto un approccio terapeutico multidisciplinare che garantisce la realizzazione di un progetto riabilitativo personalizzato,
in considerazione del quadro clinico delle esigenze del singolo. Il nostro lavoro è improntato alle più recenti acquisizioni scientifiche, tecnologiche ed
organizzative. L’obiettivo: la massima riduzione possibile della disabilità e la valorizzazione delle abilità residue nel rispetto della dignità della persona.
Istituto di Riabilitazione S.Stefano s.r.l. - via Aprutina, 194 - 62018 Porto Potenza Picena (MC) - Tel. 07336891- Fax 0733688958 e-mail: [email protected] - www.sstefano.it
In Cammino
Bimestrale del Centro Cardinal Ferrari
Anno IV - N. 4 novembre 2010
Autorizzazione del Tribunale di Parma n.
10/2007 del 04/09/2007. Spedizione A.P. –70%
aut. N° 070085 del 09/10/2007 DCB Parma
Editore: Centro Cardinal Ferrari srl
via IV Novembre 21 - 43012 Fontanellato (PR)
Direttore Responsabile: Simona Lombardi
Coordinamento editoriale:
Rosaria Frisina
Dicembre 2013
Settembre
2013
Redazione: Antonio De Tanti, Donatella
Saviola, Sabina Cavatorta, Chiara Bertolino,
Iolanda Antonelli, Monica Beghetti,
Rita Comberiati, Stefano Pintelli, Nadia Maradini,
Monica Pizzaferri, Gerardo Malangone,
Stefano Gabelli.
Contatti: tel. 0521.820211
email: [email protected]
Stampa: Tipografia Stamperia Scrl, Parma
Tiratura: 2.800 copie
Questa rivista è stampata su carta riciclata
al 100%
In cammino
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IL SITO DEL CCF RINNOVATO,
online tutte le informazioni
sulla struttura,
i servizi, le attività,
le notizie, i contatti
Sul sito www.consensusconferencegca.com è possibile consultare e scaricare il
documento finale della terza Conferenza Nazionale di Consenso di Salsomaggiore “Buona pratica clinica nella riabilitazione ospedaliera delle persone con
Gravi Cerebrolesioni Acquisite”.
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In cammino
Dicembre 2013
www.centrocardinalferrari.it
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Lo sport come rinascita. Intervista a Giusy Versace