Biblioteca dell'Internazionale Comunista -
N. 1
PER LA PREPARAZIONE
DEL CONGRESSO SOCIALISTA
(Firenze, à.ic;e1n.bre 1gao)
FONDAZIONE
ISTITUTO GRAMSCI
BIBLIOTECA
Op.
A
18
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· Centesimi
20
Comitato rroWlsorlo della Frazione Comunista del rartito Soc. Italiano
BOLOG N.JS._
'
FO'IDAllONE
1snnrro GRA~sc1
1'lle Sezioni Socinliste
ed n tutti i membri del Pilrtito
BIBLIOTECA
Op.
A
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'documenti qui raccolti, i dtte primi ed il
quarto furono già pubbli.caii nell'Ordine Nuovo, rasseg'fl,a
settimanale. di cultura soc~ta. - (Torma, via Arcivescovado, 3, - Abb011am. annuo L. 15).
Le adesioni alla Fra::;ame Comunista debbono essere indfrizzate al Comitato P1·ovvisorio della Frazione presso la
Camera Confederale del Lavoro cli Bologna. I compagni
che scrivono devono precisare se si tratta cli adesione personale o per gruppi di soci o per maggioranza di Sezioni
del Pa7'tnto. Quando le adesioni sono mandate per gruppi
di soci o per le maggiomnze delle Sezioni, segnare il nu11ie1·0 dei voti certi o pi·oùabili per la frazione.
Soc. Au. Tip. Allcamrn -
Via Arcivescovad(l, 3 - Torino
Raccogliamo in opuscolo i documenti più importanti che
riguardano in crisi presente del Partito Socialista Italiano,
nell'intento di contribuire in modo concreto alla preparazione del Congresso che la crisi dovrà discutere e risolv ere.
Deve il Partito che fu tra i primi aderenti alla III Internazionale ritirarsene ora, tradendo la causa del comunismo
e della Rivoluzione Russa e mondiale? O non deve invece
il Partito porsi seriamente sulla via dell'azione, epurando
le proprie file dai nemici del proletariato (che ancora vi permangono con scopi subdoli di disgregazione), preparando
sè stesso ed il proletariato alla rivoluzione? A Bologna il
quesito non fu risolto dai molti discorsi. Alla rivoluzione
non ci si prepara colle chiaèchiere. L'esperienza di un anno di nuove battaglie ci assicura che al prossimo congresso
i rappresentanti del proletariato comunista ttaliano sapranno
ben altrimenti che a Bologna decidere.
Tutte le sezioni si preparino, discutano, deliberino. I documenti da noi qui raccolti sono i soli elementi concreti della
situazione deZ partito verso l' Internazlonale comunista e la
Rivoluzione. Solo basandosi su di essi è quindi possibile
discutere e decidere, nell'interesse del proletariato e della
rivoluzione.
Bologna, novembre 1920.
~'Internazionale ~omunista alla
•
1
uasse o~erala italiana
lla Direzione del Partito, a tutti i membri del Partilo, a
tutto a p1·oletarialo rivoluzioruirio,
La -vo:slra dclc.gazwne al II Congresso Cnivcrsa~e dell'InComunista vi r.irnC'l·terà LuLt1 i delibera ti e
luLLo il materiale d1 questo Congresso. Il Comitato EsecuLtvo considera inoltre i.n<lispensa}li.le l'iHdir.izzarvi la pre-scnL.c lettera che ~ommenrta ~a:luni punti delle riso'Juzioni
coneer.ne.nti dil·eLLamente la cC'ZÌ()OC Italiana della Assocrn:done Internazionale dei proleLari rirvolud.onal'i oomunisLi.
I r~j}orti uflloiali dci vostri d•eilega:li, i giornaH ed al·Lro
mateoda:le oh.e ci è sGato portato, le numeroso i'ntervistc
che noi abbiamo avuto con Lutti i compagni i.ta.lia.ni wnll'ti
qui, ci hanno ipernnesso, noi lo speriamo, di farci una r:salta
i•clea dello stato attuale dellie cose nel Partito itailiano. l!
progetil-0 della presente lette.ra è sldo soLtoposlo nelle sue
gra:udi linee a. tutti i delega·ti itahani coi quali abbiamo
esaminato dettagliatamente tutti i problemi che "i sono
son.ovati. In questa lettera il CornilaLo Esecutivo si pro.pone,
con sincerità tuLLa proiC' tar ia, d1 attira.re l'attenziO'Ile d1
tut.Li i membri de'l v-ostro partito su taluni lati deboli della
poliLica del pa:rtito.
Il Comitato Esooutivo considera che quosto non è soltanto suo dirivto ma auche suo primo dovere. Il 1pr-0lct.ar ialio milita'llW .non è &ff·atto h1teresswto a maschtware pet•
mezzo di proo0clirime11Li di•plomaLi.~i -e bu.ro<.:.rat,ic;i ile c;olpe e
t1~r-11aziouale
-~gli e.-rrori che oommettono le sue OT'gan!zzazioni. TI nostro
interesse, di noi tutli, nan è di farci dei complimenti recirproci, ma quello di istruirei !llp,profittanclo dell'esperienza
che e.i offre il movimento di fJulli i paesi per l'emancipazione dru lavoro.
Ne.rl'alll.aic.oo internazion'a le contro. il caiptllale, il proietn.riato itallia.no ed i.l suo p·arliLo maroiaino in prima fila. Il
vosLro pa.rtito è entrnto f.ra i ipriml nella Terza Internazionale; gli è pertanLo maggiormente i'nidi,spens.a.bile &ta.bili:re
Ja linea della p-rop:ri1a taLtica con una nettezza russoluta e
di vincere al più prcsLo posstbile .ta resisbenza nefasta sorgente dall'e colpe volontarie ed inv-0lon L-arie del partito.
Compagni, noi atti.riamo soprattuLLo la vostra attenzione
sopra la si tuazione inte:r.nazion!l!1e. E' c;hiaro per tUJLti obe
noi entriamo nru periodo della lot\Ja suprema c.oTutro il capitaJ.c. La guerra della Polonia crupitalista contro la Russia
proletaria, guerra nella qua:le la Polonia si trova sostenuta
dal mondo intero, si trasforma ine'Vi1.abilmente i·n u,na lotta
europea fra il c'alpitale e .il Iavaro.
Perciò i.I primo dovere di Olgili pP.rtito cihe accetta non
so!Lanto a pa.role ma a falli l·a dittakura del p.roleitariaLo, è
di pr.epararsi a geltaire ·al momc.mto opportuno sul1a bila.ncia tutto il pes-0 dehl'·encrgia rivoùuzkmaI"ia del proleitariaLo. Nulla è più falso allua1mente ohe la ta!Jtioa dell'at.
Lesa indctermi,nata deillia rtl:voluzio.ne negli alilri .p aesi. Se
taluni OOIDP'aigni ilali·a ni pretendono che bisogna atJLen.dere
una .rivoluzione in Germania ed in Inghilterra, perc.hè l'I'alia non potrebbe fare a meno di carbone importato, i
compagni di a!lt.ri paesi presen ~ano argomenti ainalogh i.
In Germania., si dice che è impossibile hmpadroniirsi del
potere per timore dell'Irrl.esa; in AusLria iperchè !''America
e le sue Colonie troncheranno ogni relazione commerci·ale, ecc .... è cihiar-0 che in tal modo si forma una assicurazi-0n~ mutua dei capitallisti conLro la rivoluziOJlJe, ritardando la rivoluiiion.e intcrnazi·o.naile, precisamente DICI momento in cui è ne.cessairio .aUivarla e sviluP'))arla.
Il Co.mi1ta.Lo Esecutivo .10 sa: vi sono de.i mome.nti in cui
1
0
iJl prntetariaLo ha più inL0resse ad aspettare che le sue
fo1·z:e si accresoano e che queL!e della bol'ghcsia diuniuuiseano. Ma non bisogna dimenticare che ogni ora di sosta
è guadaignata e impiGgaLa dalla borghesia anch'essa all'organizzazione delle propri•e forze per creare un esercito
bianco bo.rghese, .per l'armamento dci figli di papà, dei contaidini ricchi ecc.
'
, E' evidente che la borghesia italiiana è !oll!taina og'Tt
o dal.
1 essere tanto male Ol'ganizzata quanto lo era un anno fa.
Essa racc0iglie febbrilmente I.e sue forze, s'arma e nello
stesso tempo cerca di 8eompu.ginare e democalizzare il proletariato italiano con l'aiuto dei riforinisti.
li pericolo è grande. Se la borghesia i•Laliana si rafforzerà
ancora ci mostreià i denLi. Iinpau.r-endo gli ope.rai italiani
con lo spettro dell'In_Lesa Lalun.i leaders italiani li inducono
volontariamen'lc o involontariamente in errore. Contro la
classe opera:ia italiana solJ.evata e ohe aibbia vinto l·a propria bo11ghesia,
l'Intesa non pot1·à i.nvi.are OCTCTi i pro11l'ii e.
serc1t1. G1i avvenimenti che si svolgono aitLualmente in Inghilterra in seguito a.i te.nrtiativi degli imperialisti i.nglesi
di sos'te-n.e.r>e attiva.mente la Poloni1a bianca ne sono uua
pr.ova evidente. Gli ope.rai iniglesi soino animati da scnitimenti r·ivoluziolliari. La bongihesia francese non oserà inv.i1are i suoi eserciti per soffocare la rivoluzione proletaria
in ltali·a, e se essa si a.rri.schiiasse, si romperebbe il co110
in quesLa avv.entura. Se anche taluni dkigenti spaventano
gli operai itailia'lli colla poo.siibJlità di un bloooo dell'Itailia
in caso di una iMurl'ezLone vLttru'iosa del proleLari.ato. ciò
avviene ,per una errata impMtazi.one del prol:Jilema. Dato
pure che un tal blooco fosse possibiJe, potrebbe e.ssere questo un amgoonento coDl!a'o l1a rivoluzione?
E' chiiairissimo ohe in nessun paese del mondo la viLtori.a
d•el prolietarLaito è ora possibhle sienza sofferenze e senza
privazioni per ~li operai. La Russia saviettista non sopporta forse da tre annii il blocco?
Se la r.i.rvoluzioo~ llOal si svolgerà presto negli ia1ltri paesi,
è pl'-Obaibile cihe aù prol·etarL&1lo italiano si:a riservato u.n
o~
perioùo a•itrettanto difficile ed aspro quaDto quel1o attravm'SaLo d a l proLetari·a.to russo dail giorno della grarule rivol'l.lzione dell'ottobre 1917.
l\la vi sono assai più probabilità 1p-erchè il cammino della
rivoluzi<>Ilie irf.alia:na non sLa cosl difficile. La Russia soviettil8ba ha dovuto l-0ttwre per molto tempo da sola oontro
tutto il mondo borghese. La rirvoluzione proletaria italiana
non sarà in ogni caiso più S()la.
La e.lasse operaia d'Ifa.Ha è di una unanimità meraviglio'Sa. Il proJetariato ita1iano è tluitto per la rivoluzione .
.Ga borgihesia i1Lali.ana non p.otrebbe contare sulle srue t,rup~
regolari: nel moone.ruLo dec1sivo queste truppe passerannQ
dalla patte degli insorti. Iii proletariato rugricolo è per la
rivoluzione. La più grande parte dei contadini è per la rivoluzione. L'ultima parola spetta al paI'ltito operaio iitaliano. La borghesia italiiana sente veniiTe '1a tempesta. Non
è per nuHa che essa crea tanto febbrilmente la sua guardia
bianca. I continui eccidi e scontri fra gli operai e gli sbirri
della borghesia (per esempio, Ancona) dimosilrano che la
guerra. civi1lie si accootua. In una tale situa.7Jione ogni incertez~a nella condotta, ogni esitanza nell'interno del partito possono esseJ.'le per la classe 01pe.rail so.rg;ente di incalcolabi~i disastri.
Inv·cce di assicurare i caipitaliisti ccmLro ~a rivol·uzione
è necess::i.rio assicurare il successo di ques'la. Ma non vi si
può arrivare che aec.entlmmdo la mairciia della rivoluzione
non con delle i'IlSurreziooi parziali e ma.le orga'llizzate, ma
coJ!la rivoluzione stessa.
Il Comittato Esecutivo attira la vostra atten~ione sopra
un al•Lro perirolo dc.rivante dia! fatto di trascionare artifici.rulmente in lungo 1'esplosiO'rne delila rivoluzione. Tutta
l'Europa si trova talrrnente economicamoote esausta che l·e
r~serve che rimangono del regime caipH,ali.sta dimi.nuiscono
con una raipidità cataistroftea. TutLaivia è proprio di qureste riserve, \f,I'ut,to de!ila lu'IlJga fatic.p. diegli operai, ohe n
proletariato vinciboTe dovrà vive'I'e durwnte il primo periodo del pro'!}rio .dominii(). E' per questo eh.e, el p.ari di
J,
9 --
tU'lte I.e altre condizioni., ogni giorno di inutile ritardo
rappresenta un immenso ostacolo di più per la dittatura
proletaria.
. Lo riip~tiMno anrora: e: Noi srn.mo contro ogni provocazione art1fida'1o di sommosse. Noi siamo contro le insurrezioni isolat;e ed inconsitleI'ate. Ma non vo()'liamo neppure
eh.o il partifo prol•eiari·o si trasformi in co~o di pompic.ri
t!Pstinalo a spc.gncre la fiamma clella rivoluzione quanùo
qur.sta p.rorompo da Lutti i pori d•ella soci.età capitalista».
L'Italia p1-esenta oggi tu.fle le condizioni essenziali (farantenti l.a vittoria di una grande rivoluzicme proleta'l'iu,
di una 1·ivoluzione veramente popolare. Bisogna coimprc.nd('rlo, e quootio deve essere il punto di partenza. Ta.te è la
constatazione della Terza Irul.ernazionale. Ai compagni i klliani spetta decidere tutto oiò che resta loro a fare in
seguito.
Cl'ediamo che da questo punto di vista li partito soCHl'lista italiano ha aigito ed a,gisce ancora con troppa csitanza.
Ogni giiOrno ci 111pporta la ·noli7Jia di n.uovi disordini h1 Itaili.a. Tutti i te.stimoni compre.si i del.egaLi ita'lia.ni stessi
aissicurano, lo ripetioamo, c.he la situazione in Hali·a è profondannemite rivoluzionari·a. 1ìuLLavià il partito i.n molli
caisi, si tiene d'a paTte, ed in altri, si oontenta di co.nten0rL'
11 movimento invece di sforzaJ.'ISi a generalizzarllo, a dargli
la parola d'ordme, ad organizzarlo, a dirigerlo secondo u11
piano determi?'w.to a trasfmww.rlo, in una parola, in un atta,cco decisivo contro il dominio bCJrghese. In quest-0 cas1J
il Pal'iito abbandooa in tabne tl-Oc·alità le masse n.eHe mani
dc.gli anarchici, esponendosi cosl aJl rpericolQ di perdere la
propria autorità. TaJ.e ta~tica è rpi!}na di con-se@'Uenze deplorev-O'li delle qual1i è diffidle misu'I'are la portata del male
che possono cagionare. Così non è il Partito che conduce
le masse, ma sono le ma•s se che spingono il Partito: que.
sto non fa che t'rascinarci a rimorchio degli avvenimenti,
cosa che è assolutamente inammissibile.
Se noi esiaminiiamo l·e c.aiuae di un !.a.ile stato di cose, dcorgiamo che l.a principale comis t6 nel fa tto che il Partito è
-n-
-
ccmtamirutto da dementi riformisti o liberali borgh~ri. i
qua.lii n,el momento dieHia ~erra civile si trasformaino in
veri agenti dalla cont-rorivo1uzion.e, nemici della classe proletaria. E' aissuooo e ingenuo oonfonidere la correttezz~ e
l'onB."9là p&aanale di questi individui con Ll danoo ob10ttivo ohe 68.Si oompiooo. I signoo-i Turati, MocHgliia1ni, Prampoli1t1i -e tutti quainti, poss0<I10 ~e.oo ~erso~a~ente ~ne
sliisslmi, ma. obi•ettilvamente, essi sono i nem1c1 della r1vo-
'1uzimie e oO'Ille talli, non debbono iptIDto trovar posto nel
pairtito del pTo1etaTi1llto c~P1unista.. O~ni di_MoI'8:0 parlar
menta.ire, ogni articol-o, ogm1 opuscolo r1form1sta è per sua
esse-oxa un~a.mna ilntel10!.tuia.le iper la borghesia contro il
proletariato. E' i.In{poes!bile ,PTEllP8n:a.rie Ile ~asse p& ll~
dlttaitura prolclairi·a sie ooLle pravr1e file s1 hanno degh
avversari, come no.n. è posshbi1e preparare le masse a Uiil
BDeT,gico attaooo quando nelle propri.e file vi 5aI1.Q dei nemici iper :principio (SJ>&ii o segpeti) di una tale lotta. E'
impossibile preparare le masse ad un.a rivo·luzion~ violenta se ci s0010 nelle pr.apr.ie flle dei nemici del.la rivoluzione e dei partLg~ani delJ.a pactftoa pe.netrazione del socialimno. Ma ~iooome ques!Ja gente coTutinua ad e&sere presEJn.tJ0Ille:ntc nel prurtito itaili'amo, si caip!iSce che l.a rl.aittica
di questo non può essere unifonme.
La 1f.I'a1.liione rparlannerutrure 1\iI'aiscina sooo A'ilillg'ombr<ante
zavor.ra del rifornniismo e ques-to Impedisce aJd esisa di avere
una Linea di az.i:one veramente a·ivolu1.1ionari.a. L'utilizzazione deUa tTibuna parl.amP.ntait·e è nece&Saria al proletariato. Ma per questo è necei.ssario che tutta l'at,tività della
frazione parlamentare dal proletairiato espT!ma la taaic..'.
rirvolu21Lo.naria tdel prolet,ariato. Disgrazi ala.mente Il(}U si
pot,rebbe -Oire che ciò avvenga da parte della frazi-0ne pairJamentare 1ta1iaina. Questo stafo di cose genera nell'interno
del part,tito una tendenz.a all'aste:niSiO'Illsmo. Tale tendenza
ha torlo, ma essa ha perfettamente ragione di C1Sigere
l'esclusione dei rlformi81.i da.I vos.Lro senu.
più grave anoora è lia sl!Ju azioo1e nel Sindacati. Il prole~
La.riato non ouò vincer-e senz,a urua l'&ola.i·e di.re.zione di
.,
11 --
qrn~ste organizzaz!.oni da parte tlel parti'Lo. Tuttavia taluni
dei postJ più importanU sono ·tenuti ùa e1'6Illenli «"ifornu~ti,
da Ullla cricea burocratica Dbe deLw.ne l'aippaireoohio diretti vo sindacale e conwie ogni sfru-"° p.er frenane lo sviluppo della r ivo!u?Jione.
Per oruraliLerizzare la. lalt;icia <ii queet1 8'JgllOTi oo.sti dire
che essi non hanno riumLo ~l Ccmgre.ss.o dei Sindaicati da
più di .sei anni, Lemenido ii veùcr'i!ti sfuggire il timone
dat1Le loro mani picoolo-bollglbe.sL
Gli OJ>era:i sono per la rivolwione e i Sindacati operai
so.no cont.ro la r.ivolu~.ione. r Sindacaitì p.rofe&si-O'nali iLalia.ni, alleati aa vos~ro partito rimangono ancora parte costiLuUva dc lla fn lr·r·nazionale gi·alla e traid1!Jrice di ArnsLBl'da.m, aigenzia evi<lonLe degli iJmperiaHsti. 1 d.i['igen ti dei
vos!H'i Sindacali, 00me D'Araigo.na ed alLri l'iio.rmisLi, collruboramo colla borg•ltesra ut:lle sue eo.u:unissioni oreate dai
C'éllpitalisLi per la lofJLa co111JI10 la rivoluzione. Simtlc slluazione è assolUiLament.e iI1arorn1.NStbile. Non è cosi che si
pf'le,p~ra la di Lta;tura del p1·0Le~a.na.Lo. li .Pa.I°'L1to deve escl·udere da:J proprio seno i capi riformiiSti e met;Lere a.I ç>0sLo
di quern cbe faawo il gh.1.000 de.!Ja bor gl1cisia, i vm-i capi
deilla rivoluzione prol;etaria. fl PairLito deve a:iuta..re gli oper"ali a trwsrfomnare i Sindaicaiti in cit~rudelJ.e de.Ila L'ivoluzione p.roletruria..
Ll secondo ~nesso del!' lnternJS.zionaJe Gomu,nista noo
meno del primo Congre.ssQ co.stirtue.nLe, si è p.ron.uciato favol"eV'Olrrnete ad u.n riavvkina'fJ'llento di LuLLi gli elementl
ven9Jlllent.e rivo.1UZ1iona.ri e p1·oletari del sindooailisroo, del1·<wa:roh.Lsrrio, dei shop-steward.s Committee e dei L W.
W. Effettua.ud-0 quesLo r11wvicinameitlo il Oongreaso ha
gÌ.()valo gil'an.de.rutmte al movl!Illento o,p0I"ak1. Dev.e avveu tI'e la stessa cosa in tutti i 1Paesi ed in ltaJ.ia spec.iailmente.
Lo dieclne di mi.glia.lia di p.ro.LetaTi I'ivol'Uzi<>na..rj i quali.
per erra:re o per iigru:xra.nza, f.aruno 8llwra pairte doi sinda:oati d1re1.ti dag1i 1W.1rurohioi siodaicaliisti (U.uioule SindaoaJ~) ci ~0110 mille volLe più vi.ci11i che i rilfonni.sti ehe
c:on:&entyoo cU et&SCN C9U.Side.rati 4uaJi mwnl.>.r.i <iella 'l'e.rn
1
1
0
-
-
12 ____,
In ternaziona:le, ma che in realtà ostacolano ogni passo in
avanLi deHa rivoluzione proletaria.
Non si può vincere ,] 'anarchismo che dopo di averla
finita toLa1menit.e col riformismo. I compaigni italia1ni non
lo dimentiohiho o 11e traggano conclusioni nelle ed ardite
intorno ai compili dei veri rivoluziona.ri in epoca rivoluzionaria. Le e.lirninazioni de.gli (}Jemeniti riformi.sti dal partito e la collaborazione cogli eJ.emenli mi1gliori 1p rnletari
dei sindacailisti e degli anarchici durante la lotta il'ivoluz!onaria, taile è l'attuale nostra divisa.
Lotta.re senza mercè contro gli elementi di de.stira (riformisti) che soslanzialmente sono nostri nemici e nemici
. della cla3Se proletaria; una propaganda costante fra le
rna.&se operaie che sono ori·entaLe verso H si.ndacali.smo
e l'anarchismo per illuminare i loro errori, l'avvicinam(}nLo sistematico nell'opeTa rivoluzionaria, tale è il nostro
metodo.
Tutta l'aTte dei!la strategia proletaria è basata sul l.egame del parlito colle grandi masse operaie, perciò è indispensabile che i.l partito p.resti la ipiù seri•a a>ltenzion.e ail1' importantissimo mov1menito <lei Comi1gli di fabb.rka e di
officina; il ipartito deve dir.i.geJre attivamente questo movimento dail centro e sul posto , e non asLe.niersene col pretesto sdegnoso che questo mavlmento porta un caràttexe
spantaneo, inf.anti1le, non organizzato. Il dovere del partito è quello tp.rooisannente <li porre rimedio 1. questi difetti, di aiutare il mavimento a prendere la sua massima
efficie:nza ed incana1larlo ne.l tor.ronte deMa rivohi:ui-0ne La
sorte del·l'intero movimento diiperuùe in modo considerevole dalla giusta soluzione di qu~ste ~lioni. I nemici
deNa classe pro.lefaria si rendono 'Pe.rfettatmente conto della
si-Luazione. Ll oonrisp-0ndeule del giornale borghese :francese L'Information ha avuto pertfeLLamente ra.gione di dire
che 1a ohiave de.1 <lesti.ni d·ella rivoluzione in Italia si
lrova neJl.e mani d~l lf>artlto socialiista i.taHano; se il parUto s'impegna nella vi.a 1ncl!acaitaigili da Turati, il capitalismo è salvo; se il partito plleruie la strada de.Ha lotta ri-
!
'f
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13 -
voluzionairia, il capitalismo è finito. I dirigenti in vista del
vostro partito, ci hanno dello che ogni giorno in Iiailia gli
ongaini inf•luenti della borgihesia. italiana fanno assolutamente le sle.sse diohiarazioni.
Queste non sono afkirrnazloni aooicLentali. In quasi tutta
l'Europa wno i riform\,s ti, i gialli, e 1 so.ci.ali&Li aill'arqua
di rosa c.ihe costituiscono il principaile so·stegno del<la borghesia. In Germani•a sono gli ScJiei<iemann, i Kautsky che
salvaino la bOJ'gh.esi·a, in Austria sono i Bauer e i Renner;
in SV'ezia sono i Dranllng c>d i PaJmschern; nel BeJgio i
Vande.rwelde e 1 De-Bruckell'e; in Olanda Troelstra ed i
Vllegen; in Polcxnia i Darscinski oo i Pilsuds ki, reo. Non è
p.e..r nulla che la borghesia cerca dovunque de.i ministri
« sooia.Hsti », non è per nu1la che ·l·a b-0rghesi.a. italiana ~
,Pr.onta sempre a {>rendere come ministri i signori Modighan!, Dugcxni e consorti. Non è pe..r nulla che iJ Governo
~·taliaJDo attitra siJStema:ticamenle ne'He sue Commissioni più
un.portanti i riformis~i e i leaders doel movimento sindacaile. Il destino del oapHalismo italiaoo dipende ogigi dalla
oondotta del vostro partito, n Comitato Esooutiv-0 esprime
la certezza che i•l Partito oon pro! uTIJglherà di un gi-0rno solo
La esi1Ste.n.7Ja del ooipitalitStm-0.
Perciò in nome dcllia SOtlidaTi9tà internazionale e della
rivotluzl-0a1e un!ver&aile il Co:miitaLo Esecutivo do.manda al
Comitato Centrale del Partito social.ista di mette1I'e tutte
queste questioni aWor<line del S'lOrno in tutte le organ1zzazi-0ni del Pairtito e di ri..solverle n0'1 Congresso del Partito
il più p.re.sto poo&sibile. Il Comitato Esecutivo crede indisp.ernsabile di dichiia.rlllt'e ~he esso co~i-Oe~a ila questione
delle, epUTaz.ioo.e (puri>flcazione) del pextito e deUe altre
condizioni di ammissione ne.lla Terza lnternazi-0nale i.n
modo ultimM.ivo. Esso MIIl. s.91Prebbe ailtrime.nti assume.re
tutta I.a respon.sa1biiLità dinanzi al p.roietariato· inter.nazl-0na.le per la su.a Sezione italiana. Il Comitaito Eseoutivo
sp.era ehe iii va.l-0ir-0so pro.letwriato i•taiHam.o non tpermette.nrd-0
a n-essuno di di•sertare irl pr~io posto, ooouparà nella
gl"&nde i.mmi'Il!ent.e b&ttaglJ.a deLle olaos&i ohe si W:llpeigna,
-u-
!
uno dei primi posti ed assioure.rà dail canto suo U potere
l:ninessiliile della dittatura proletaria.
N secondo Congresso della IIl'ternazionale Comunista ha
deciso ohe i pa.rliti comunisti OOb.booo esser~ formati sul
prinoilpio di una centralizzazio.ne assoluta, e deve regnarvi
un•a diS>Oi'PlLna di fenro, che i Cmni1Lati centrali debbono avere da un Congresso all'aM.iro il iriù la!'go potere, ecc., allriment.i è impossi1bi1l•e dki·g.e.r l·a guerra civi1le, la quale
come LU'tte le guerre esi1ge una àiscipliinia ed un.a forte pres.
sione di tutti gli elementi deLla lotta.
Ma la diso~plina proletari·a seI'ia non è possibile nel partifo itali>an-0 fino a che i posti i'I1fluenli siano occupati da
elemeruti semi-borghesi.
Ogni discorso, ogni atto dei Turati, dei Modi.g.lian1 ed a.Itri •porta un colpo aUa disciiplina del vostro J>a.rlito. La
presenza stessa di questa gente nel seno del vostro partilo
è per se stessa la negazionce di ogni veira disciplina proletaria. Il nemico è nelle vosLre stesse case. E' impossibile
di so.tl'!'ire in questo partito proletario gli avversari eouvinti e coscienti della l"ivoluzionc p.ro\.etaria. L'Intern•azionale Comunis'La ve ne supµl i{}a, operai itailiani, suoi
frateLli: Liber·ate i·l Pair.tito dall'el•emenLo borghese oo allora, aNora sollanto, la disciplina di forro del .proletairiato
e del ·partito condurranno la classe operaia all'assalto delle
fOO"tezze del capitaile.
11 Partito degli 1ndlpenidenLi di Germania il qual-e conta
un milione di membri, il partito sociailisla f1'ancese, cosl
co:me altri partiti, si sono indirizzati ailla Terza rnternaziona•le. Essi vo.ghono enLrare nell'Internazionale Comu.
a:1ista. A.Ila loro ammiissionc noi lllbbiamo posto una serie
di condizioni ultimative (21 condizioni•) e noi non li accetLeremo se non a:dem,rpiono a quesLc condizioni. Noi non.
permetteremo di fiaccare la nostra organiz:ziazio.ne di combattimento. Noi non corriamo dietro al numero. Noi non
vogliamo ·avere delle catene ai piedi. Noi non l~scieremo
entrare i riformisti neLle nostre flle. Queste condizioni sono
obb.li.gaLorie per t·utL1 noi ed anche per il partito italiano.
La batta.glia. doolsiva 91 avvicina.. L'Itaillla 8&'rà un pa~
sovieLtista. Il parLiito italiano sarà un pairtiito comunista.
Il prolietariato itB1liano s-a.rà il mLgliore disLaccaanent.o dell'esercito prolelal'io irul1ernazlonale.
Viva il Pairtito CoanuniGLa ù'H81lial
Viva J1a Reipubbliica soviettisLa fta.ilfa.nal
Viva la r.iv01luziooe p~letarl1a d'Italia!
Pietrogrado..,Mosca, 27 agosto 1920.
Il Presi<lente del C. E. della Intern azionalr Comunista: F.to: ZINOVIEFF.
I meanbri de].Ja C. E. della Internazi<>n ale Comunista: F.ti: BUKHARIN, LENIN.
-
Il
~ro~ramma della trazione rnmunista
Ai Compagni e alle Sezioni
del Parlito Socialista Italiano,
La crisi ohe travaglia da Lem'PO il nostro Partito, sulla
quale la vostra attenzione è stata sempre più richiama La
cosl dai recenti avvenimenti d'1lalia cho da1 de liberati del
Secondo Congresso delila Terza Internazionale, rende n ecessario ed urgente, nel l'approssimarsi del Congresso del Partito, uno sforzo concorde degli elementi di sinistra dcl Partito stesso per uscire finalmente da una situazione intollerauile e contrastante colle esigenze della lotta rivoluzionaria del proletariato iLailiano.
Tutto c.iò ci ha indolli a farci iniziatori di un movimento
di prepaeazione del Congresso, e di concorde inlesa fra lutti
quei compagni che sentono veramente la necessità chr il
Congresso in<licll i una soluzione definitiva ed energica del
grave problema.
Non ci dilung'llcremo ne.I ricordarvi t1ua.l sia la situazione
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del nostro pM"&e. Le oondizioni nellie quali Mso ha partem..
pato ed è uscito dalla grande guerra mondiale, e gli epic;od.I
di questo turba:to periodo di dopo guerra, dimMLrano perfino ai nostri avversari i sinLomi m<'lteplici dell.a disorganizzB.%ione irrimediabile dell'attuale regime, e la incapacità
di esso a lottar-e oontro le conseguenze rivol·uzi-0narie del
proprio intimo disfacimenLo.
DailQ'altra parte il fremito, il sent~mento lo slancio ribelle
di::lle masse di tutti gli strati del proletariato crescono orni
giorno di più e si manifestano nelle c-0ntinue agitazioni, n~l
l'ardore con cui le battaglie della lotta di classe vengono condotte, nell'aspirazione, sia pur-e indistinta, che esse si con.
chiudano nella. vittoria finale della rivoluzione proletaria.
Lu borghesia, pure essendo conscia della propria impotenza a fronteggiare il disse.sto del suo regime sociale, concentra le ultime energie nella sua difesa contro quest,a avanzata delle masse rivoluzionarie. Da un lato essa orn-anizza
corpi regolari e irregolari per la repressione a:rm~ta dei
moti op~a.i, dall'altra svolge un'astuta politica di a'{)!Parenti
concessioni e di mentile benevolenze verso i desiderati delle masse.
Gli organi9mi che conducono l'azione ipro'1ebaria a cui
speHe.rebbe il compit.o di svo1lgere una oppo.sizion~ vittoriosa a questa politica di conservazione borghese, hanno più
e.più v~lte dimostrato all'evidenza lie deficienze. L'organizzazione srndaeale raccogilie ogni giorno più estese schiere di
lavora~ori, ma m~ntre quosli neLJ.e agitazioni e negli scioperi dimostrano d1 sentire la necessità di alLarigare il campo
delila lotta e di spingersi verso conquiste rivaluzionarie la
burocrazia dirigente dei sindacati imprime a tutta l'azi~ne
i caI'atteri tradizionali dolle lotte corporative, chiudendola
nei limiti di un vano perseguimento di miglioramenti graduali de.Ile condizioni di vita del proletariato.
Quanto al Partito politico della classe operaia a.l Partito
Socialista che avrebbe il ,compito di riassumere in sè le energie rivoluziona.Ti.e di avanguaTdia, di imprimere un nuovo carattere e un nuovo indirizzo ai metodi di 1otta
1
1
per il conseguimento dei massimi fini del coml.11lismo, esso
a•1che si rivela inadalto alla sua funzione.
K ben vero che la maggioranza del Partito, adottando a
Bologna il nuovo programma massimalista e danùo la sua
adesione alla Int,ernazionale di .Mosca, credeva di aver risposto alle egigenze ctel problema sLorico che, tlorpo lo scioglimento dc.Ila grande guon~a aveva. dovunqu.c posLe di front.e
lr due antitetiohe concezioni della lolla proletaria: quella
ilocial-democratica disono!'ata ne.I fallimento della SeLonda
Internaziotlale e nella complicità con la borghesia; e quella
comunista, forte delle originarie affermazioni marxiste e
delle esperienze gloriose del·la rivoluzione russa, che, organizzata nella nuova Internazionale, lanciava al proletariato
le sue parole d'ordine rivoluzionarie: lotLa violenta per l'alJbattimento del pote.re borghese, por la d1Ltatura proletaria,
per il regime dci Consigli dei lavontorL
Ma in reailtà il Partito, illuso forse del legiWmo compiacimento pel fatto d'ave.r tenuL-0 durante la g·uerra un conLr·gno ben diverso da quello di altri partiti della Seconda
Inlcrnazion!rle, non intese la necessi·Là ohe ad un cambiamento formale deJ iprog.rnmma si .accompagnasse un rinnovamento profondo deUa sua struUura e della sua azioM.
r successivi avvenimenti hanno dimostrato aLtraverso circosLanze che è SUJj)erf.luo rammentare quan:Lo il P~rtito fosse
ancora !onta.no dall'esser pari al compito rivoJuzionario che
ia situazione storica gli conftdaiva.
Esso non ha modi:flcaLo essenzialmente i criteri della sua
politica; la sua azione sopratutto parJamenta.Te, adagiandosi
ai m~Lodi tradizionali dell'anteguerra, ha spesso fatto il gioco del governo bo.nghese. Nei momenti in cui occorrevano
risoluzioni decisive restarono arbitri della situa.zio.ne uomini sonpassati a cui il Partito· non seppe togùiere la dirigenza dell'azione sindacale e parlamrntare, e si ricadde cosl
nei v.ecchi metodi di accomodamento e di transazione. Le
masse del proletariato, deluse. si volgono quindi in parL"
ad a!Lre correnti riV'OJuzionarie mi.JiLanti fuori del Partito,
oome i sindacalisti e gli anarchici, che a concezioni del pro-
....... t8 -
-
\
C98so l':i.voluzionario fn <mi i oomunieti non possono conoor.
dare, uniscono giustissime critlohe rud un atteggiamento cosl contrastante oolle esigenze rivoluzionarie e oollo stesso
linguaggio rivoluzionario dei capi del Partito.
E' per le ragioni che abbiamo ricordato e iper tutLe quelle
altre ohe in molte occasioni sono etatc pill 1aanpiamente prospettate dagli elementi di sinistTa, che il Parrtito Socialista
Italiano si è rivelato inadatto aù suo compito, è per queste
ragioni ohe il Co.ngr-osso Internazionale di Mosca, accogliendo
le richieste doi compagni italiani di tendenza più avanzata,
ha stabilito di porre con chiarezza e con fermezza la questione del rinnovamento del nostro Partito, ed ha fissate ~e
baisi su cui il prossimo nostro Congresso dovrà lavorare per
conseguire iaLe sicopo.
Quali dunque i compiti del prossimo Congresso? Quali
gli obbiettivi che dobbiamo proporci per far sl che esso
anzichè esaurirsi Ln vane logomaC1hie ed in accorte manovr~
d~, wrri~oio.' a~ronti corag;giosaimente il ma.le e vi rupporti i
p1u rnd11cah r1medt? Noi crediamo che questi obbiettivi e
questi p~oposi~i possano e debbano essere comuni a qu.ainti
compagm cond1vidono, assieme aj princiipt fondamentali del
c~munismo l'~nte~dimenLo di applica.re nel inodo più energie~ a~la .cost1tuz1one ed aMa -attività del partito 'le deliberazioni .d1 ~fosca. Queste costitukanP.o le. piattaforma comune d1 azione per quei gruppi e que11e correnti di sinistra
che pur distinguendo.si su particolari concezioni di certi
pr?~lemi di dottrina e di taLlica, si sono incontrate nelle
critrnhe svolte dai! punLo di vista rivoluzionario alla ins fOcienza dell'azione del Pu.rtito.
'
·u
0
~l programma d'azione comune che noi vi p.rospettiamo
i~ v1.gta .d.èl Cong~esso può, a iparer nostTo, essere compendiato ne1 seguenti caposaldi p.ri.ncipaili:
1. - ~ambiamento del nome de.I Partito m quello di Partito
Comunista d'Italia
' . I, ) .
. (SezioM de·lJ"Internazional e eo:mumsi-a
2. - ru e1aboraz1one del p.rog.raimma votato a BoJ.
.
.
ogna, a Jt ico 1ar1 afTrermazion.i del quaile devono
cune
par
.,
.
esser, .e rese
p1u conformi a1 princi'Pi della 'l'erza Internazionale, per con-
1• ......
trapporlo ancora una volta al programma eooiail-demooratìco
di cui è partigìa.na la d~tra del Partito .
3. - Conseguente e formale esclusione dal Partito di tutti
gli b:;oritti e gli organismi, i quali si sonò dichiarati e si diobiareranno co11tro Ll programma comunista attraverso il
voto delle Seziotni o del Congresso o con qualunque altra
forma di manifestazione.
li. - Modifiua degli statuti interni dcl Partito per inr,rodurvi i criteri cli omogeneità di centralizzazione e di disciplina che sono i.a base iud1sp.cnsaibile de.Ila strutl1ura dei
Partito Comunista (adottando, fra le altre innovazioni, il sistema doi periodo di candii.datura per i nuovi IS1critti al Partito, e quello delle 1·evisioni periodiche di tutti gli iscritti,
la prima delle quali dovrà immeùi.atamenLe seguire ii Congresso).
5. - Obbligo di tutti i membri del Partito alila completa disci1plina di azione verso tutte le decisioni tattiche del Congresso Internaziona:le e del Congresso Nazion.a le, la cui osservanza sarà dronandata con pieni poteri al Comitato Centraiie idesiignato dal Congresso.
6. - Le direttive çlell'aWvità del Partito si ispireranno ailla
realizzazione dei criteri staibili ti dal Congresso di Me>soa e
saramno p.r inci•pa:lmente le seguenti:
a) Preparazione doJ.l'aziono insurrezionale del proletari•ato utilizzando tulte ·l e possibilità di propaganda legale,
e organizzando neU.o stesso tempo sistematiicamente ii lavoro
rneO'ale per realizzare tutte le indispensabili condizioni delo
'
l'azione e assi-curarne i mezzi materiali;
b) organizzazion-e in lulti i sindacati, le 1eghe, le cooperative, Le fabbri che, le aziende, ecc., di gruppi comuni'sti collegati aUa orga111zznzionr del Partito, per la propaganlida, la
conqu1sta di tali or.g1aniemi, e la preiparazione rivoluzionaria;
o) azione nelle ru'ganizzazioni economiiche per conqu istal'.\e .1a diirezioo1e di esse al Partito Comunista. Aippello a.Ile
organizzazioni proletari·e rivoluzionarie che sono fuori della
Confederazione Goo.erale del Lavor-0 pe.rcbè vi entrino par
sorreg~~~ lia. lotta dei comunisti contro l'a.llu~e indirizzo e
1
1
-
20 -
gli attua.Ii dirigemti di essa. Denunzia del patto d'alleanza
tra Partito e Confederazione inspirato ai criteri social-democ!'latici della parità di diritti tra sindacati e Partito, pe.r
sostituirlo coll'effettiva direzione delle oI'lganizzazioni economi-che proletarie da parte del Partito Comunista, attraverso la disciplina dei comunig;t.i che lavorano nei Sinaacat1
agli o.rgani direttivi del Partito.
Distacco della Conrfederaziorue, aµpena conquistata alle
dilrettive d.el Partito Comunista, dal Segretariato di Amsl erdam, e sua adesione alla Sezione Sindacale della Im.ternazionale Comunista, colle modalità pre.viste dallo Statuto di
quest:a;
d) lotta per la conquista da parte del Partito Comunista
della direzione del movimento ·cooperativo, per liberarlo
da!Je attuali influenze borghesi e piccolo borghesi e renderlo
solidale col moviment.o rivoluzionario di classe del proletariato;
e) par~ecipazione alle elezioni poliLiche ed ammin.istrative con caratte.re completamente opposto alla vecchia pratica social-demoaatic:a e con l'obbieWvo di svolgere la propaganda e l'agitazione rivoluzionaria, e di affrettare il disgregamento degli organi borghesi della democrazia ra'Ppresentativa. Revisicme oo parte degli cmgani del Partito, sotto
la direzione del Comitato Centrale, della co·mposizio.ne di
tutte le rappresentanzie elettive del partito nei Comuni, ne[.[e
provincie e nel Pari-amento, con la facoltà di scioglimento
di tali organismi. Controllo e direzi-0ne permanente da parte
del Comitato Centrale, dell'attività di quelli che saranno conservati. II Gruppo Parlamentare sarà consideraito e-0me l'argano designato a compiere una speClifica funzione tattica secondo le indicazioni della Centrale del PHirtito Esso non avr.à f~coltà. di pro.num.ci:arsi come cm-po delibe.z'.ante su ~e
stioni che rnv'0Stono la politica generai~ del Partito;
~) controllo di tutta l'attivit.à di propaganda da parte de:
Comitato Centrale; e speciaJmonte disciplinamente di tutta
la stampa del Partito, i cui Comitati di direzione e di redazione saranno nomi.n-a.t.i o e-0nfermati dalla Centra.le, chr ne
controllerà l'opera sulla base deHe dii ellive politiehe dei
O:rngressi;
g) stretto contatto col movimento giovanile, secondo 1
criteri co.nt.emµlati nello statuto dt'U'Intern.-azionale Comn
nista ,· intensificazione della prqpaganda fra le donne.
Noi confidiamo che quese linee generali del programma
d'azione comune raocoglieranno il consentimento di tutti
i comunisti, e che questi vornnno contribuire attivamente
ad assicuranne il trionfo nelle assisi del Partito attraverso
una larga agitazione e la organizzazione di tutte le forze che
si porranno su questo terreno. Al lavoro dunque, .o comp~
gni, perchè t.rionfl, al disopra dei falsi sentimentalismi urntari, come di misere questioni di persone, la causa della
rivoluzione comunista!
Milano, ottobre 1920.
Nicola Bombacci, Amedeo Bordiga, Bruno Fortichiarì, Antonio Gramsci, Francesco Afisiuno. Luigi Palano, Umbe1·to Terracini.
DI rnnuenno dei rnmunisti italiani
Cari arnici,
Saluto di tutto cuore voi, soslcnito.ri del Partito ~omu
nista. In nome del Comitato Esecutivo della Internaz1on~le
Comunista, e in nome del Comitato Centrale ~el Par~ilo
Comunista russo 1 vi mando i più caldi e fraterni auguri.
Ho avut.o la po ssibilità di conoscere il punto di vi1 st~ della
vostra frazione e vedo da questo che la vostra fraz10ne è
l'unico sr.ri-0 a~poggio dell'Inle1~n·azionaile Comunista in. Italia. Nel vostro paese la lotta di classe si è talmente acuita,
che agli occhi di tutto il mondo es~a è ?ià. passata nella
fase de.Ila guerra civile. :tl prol.elar1ato itallano è per la
-22rivoluzione sociale. Una parte notevole dei contadini italiani...è pronta a sos tenere il proletariato italiano nella sua
lotta contro la bor.gliesia. La rivoluzione che si espli<la
ora in It.alia sarà una rivolul'lione veramente popolare, nel
senso migliare della parola, una ri voluzi-0ne che è solo possibile ai giorni nostri, una rivoluzione nella qua.le il proletariato sarà la p.rinciipa le forza motrice e raccoglierà
into.rno a sè tutti gli elementi semi~prolelari ca.p-aci di appoggiare la nostra lotta.
In Halia esist-Ono tutte le condizioni abbiettive per la vittoria della ri<voluzlone 'Proletaria. Manca soltant-0 una cosa:
una mjglio.re organizzazione della classe operaiia. La classe
operaia in Italia disgraziatamente per sè e per no-i, non è
ancora abbastanza organizza la. Non vorrei essere frainteso.
So bene che il proletariato iLaliamo ha le sue organizzazioni 1p.rO!fessionali in cui figurano diversi mi.l ioni di adercntJ, ha le sue grandi organizzazioni di Partito, ma il
guaio è che i duci r.ifor·miiSti dri sindacali, e l'ara riformista del Par'lito, utilizzano con molla arte que~te organizzazioni operaie appunto pe.r attuare piani molto abili
contro I.a rivo1uzione pr-0letairia e per aiutare la borghesia.
Compagni, noi potevamo seguire so.Ita.nlo cI·a lontano la
recente Jotla del proletariato itallano, acoo.mpa.gnata dRll'occupazione delle fabb.riche; tuttavia cl a.ppar.iva molto
chiaro che in questa lotta degli operai italiani, l'ala riformista del Partito e i Sindacati, fol'Jll'avano l'ostacolo che
intralciava il cammino degli opera.i Haliant. D'Aragon;a, Turati e gli altr.i duci .riformisti hanno salvato un'altra volta
(quainte volte ormai l) la borghesia, strappando per essa
agli operai italiani un'alLra proroga. QuesLo staLo di cose
continuerà finchè non avrete li.berato il vostro Partito, i
vostri sindaca~i, tutte le vos'tre organizzazioni operaie, dai
duci del riformismo che obbiettivamente sono servi della
borghesia anche quando soggettivamente alcuni di essi non
vorrebbero essere tali. Perehè gli operai italiani possano
vi,ncere il loro ncmi·co, non basta avere semplicemente una
organizzazione, mo. bisogna ave.re una organizzazione comu1
nista. Quando i ~indaoatt 1ta.1iani saranno iper la cla&Se la..
vorrut.rice delle organizzazioni di battaiglia, quamdo a c~po
di esse ci saranno dei figli provati della classe lavoratrice,
incapaci di tradire nei momenti decisivi, quando nel Partito non oi sarà più posto per le persone che duraint~
interi decenni hanno difeso 11 riformismo, cioè ~1 punto d1
vista della bo~hesia, quando il Partito sarà tutt-0 un blocco "TainiL!co e avrà ooa vera disciplina proletaria (ora co.ntin~amente infranta dai riformisti), qu:a.ndo in ogni fabbrioa, In ogni cooperatJiva, in ogni caserma, avrete i vostri
gruppi comunisti, quando tutt-0 il paese sarà. copert-0 .da
una fitta ret.e di cellule comunis te, solo allora si potrà dire
che !a classe operaia in Italia è organizzata nei modi e
nelle forme richieste per esse.re in grado di .risolvere i problemi del giorno.
Ecco pe.rchè il problema più vit.al.e -per l'Italia è I.a ~uri
flcazioo-e delle organizzazioni operaie dagbi elementi riJformi<Sti. Voi, cari compagni, dovete a tutti i costi' risolvere
questo problema nell'interesse della classe operaia it~lia
oo, nell'interesse di quella di tutto i.J mondo e della vittoria della Internazionale ComUJlista.
Il compa:gno Serrati toota di orga1rrizzare una sua frazione special-e, che porta i-I nome di f.razione dei « w~u~
nisti unitari~. Noi apprezziamo molt-0 i meribi pa.ssat1 di
Serrati. ,Noi vorremmo sinceramente ohe egli lavorasse
nelle nostre file. Finora aibbiamo sperato molto in lui: l\1a
la formazione da parte di Serrati di una simi.Je fr~zi.on_e,
ci fa rimanere dubbiosi e ci fa domandare m eraivigllati:
· ~· cornun_is
. t'?
« Compagno Serrati, con chi volete urnre
1. I.
comunisti si uniscono nella frazione comulil.lsta. Umre dei
comunisti con dei non comunisti non è vera.mente opera
da farsi spMialmente ora. Il Partito italia:no è gi.à plet~
rico di elementi riformisti; e i·l probi e.ma del giorno 11:
Italia wnsiste non nell'unire i comuni-Rti con gli elemer:t1
riforrristi o scmi-riformis:Li, ma nellR divisione, nella scissione da loro.
Sr. Sc.rrati e i suoi amici vogliono difondere la Interna.-
,_ 2' -
-25 -
zioo~le cor:nuni'Sta, se veramente vogliono aiutare la for-
mazione di un vero Partito Comunista in Italia, essi debb?no prendere posto nella vostra frazione comunista. Non
v.1 pos~ono esser~ decisioni diverse, e il Comitato Esecutivo della Inter.nazionale Comunista, non potrebbe nè accetta re, nè approvare queste diverse decisioni.
Compagni, alla vostra ~era guardano etra tutti i partiti
t\~ entrano nella lnternaz1onale Comuni sta. r lavoratori ia. 1ani, so:io per voi e per noi. Non bisogna perdere un
mm1~to, biso.gna organizzarsi e rafforzare l'influenza comumsta s,ugl1, operai in Italia. Lavorate assiduamente. Nou
~erde~e tempo, me~tete .tutta la vostra energia, non nel! acximstare la cons1derz1one di c1uesto 0 di quel d' 1
t'
d 1 p t'
1p oma1~ ~ ar 1to, m~ per attrarre o. voi gli operai e le operaie,
impostate
chiaramente
tutLi i problemi· , cost rmge
·
te
.
.
.
1 vostri avversari ~ gettare la maschera non p
tt
d.
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erme. e t e
a nes~uno. I nasconde:s1 drntro i dettagli insignificant'i di
orgamzzaz10ne. Le tesi e le conrtizioni del s
d
.
d II' I
.
econ -0 Congresso _e nt~rnaz1onale Comunista sono state accettate
perohè s1 raggiungesse una eh iara distinzione di
. . .
Non si tratta della persona di Turati 0 di M 0·d· Pl~m~ipr~.
di tutt
· d· ·
ig 100.1, ma.
o ~ i.n ~rizzo. N'oi non possiamo rim:rnere nello
!ltrsso Partito msieme co·n la corrente riform. t 0
18 a.
CO 1 Co-·
.
l R 'f
.. mumsm~, o co i o.rmismo. No.n esiste un terzo intermedi o·.
Guardiamo con speranza alla vostra opera N . .
·
te · ·
· " 01 siamo
p1~rrame.n s1c~ri che la vittoria è con vo.i. Noi non ricono
sciamo m !talla altra frazione comunis'a cl 1
'1' tti
1
~
1e a vostra.
co oro che non sono con noi ' sono co.ntro d'i noI.. Con
u t •to
Jod ~ a: . attuai.e della lotta, cosl acuita, n-0i siamo costretti
a rns1stere più che ma.i su questo.
Viva il Partito Comunista Italiano 1
Viva il grande proletariato italiano!
Ancora una volta un caldo saluto comunista da t u..~t 1..1 com
PU.onl e spec1~nte da Lenin, Trotzky e Ilu<;kharin
Vostro
·
·
SteU'i.n(), 23 ottobre 1920.
O"
•
' nl-.n
G. ZINOVIE:FF.
Per nn rinnouamento ~el Partito Sotlansta nauano
Queste tesi furono (atte propri.e dal Secondo Congresso
della III Internazionale che le indicò come base di discu&sione al Congresso del Partito, per il suo rinnovamento
1. - La fisi·ooomia della l-0tta delle claissi è in Italia caratterizzata nel momcmto attuale dal fatto che gli operai
ind<usfJriaili e aigricoli sono inooercibHmente determinati, su
tutto il territorio nazionale, a porre in modo esplicito e
violent,o la quisLione della propriel,à. sui mezzi di produzi<me. L'imperversare delle orisi nazionali e internazionali
che amnientano progressivamente H va1or.e della moneta
dimostra che il cacpitale è stPemat-0; l'oroi.ne attuale di produzi-0ne e di distribuzione non triesce più a soddisfare neppure le elemen.tari esigenze della vita. umn.n.a e sussiste
solo peToh.è ferocemente dif.eso dalla forza armata de1llo
Sfato borghese; tutii i movimenti del popolo lavoratore
italiano telDdono irircsistibilmoo.te ad attuare una gigantesca rivoluzione ec.onomioo.., che introduc-a nu-0vi modi di
produzione e un nuovo ordine nel processo pTodutitivo e
di&tribubivo, cdl.e dia aN•a cla.ss·e degli operai iool\lstriali e
aigricoli il potoce di i.niziativa nella p.roduz.iono strwppandolo da.Jle mani dei capitalisti e dei tet"rieri.
2. - Gli industria.li e i terrieri hanno rea!ldzzato il massimo concentramento del,l a disoipli.na e della poteinz1 di
classe: una parola d"ocd ine lanciata daN·a Co.nfederaziono
generale de.ll'induistria i'laliana trova immwiata attuazrone
in ogni si~ola fabbrica.. Lo Stato borghese ha creato un
corpo armato mercenario pred i.spo·sto a funzionare da strument-0 esecutivo della vO'kmtà. di questa nuova forte or-gaTuizz.azione della classe proprietaria che tende, a:l traverso
la seuata applicata su larga scaila e il wrrorismo, a resLaiu.rare i1 suo potere sui mezzi di produzione, co.string.e.hido gili operai e i conta·d ini a 1.aisciairsi e.spropriiare di
....... 27 -
26 _.
una moltiplioat.a quantità d1 lavoro non p9galo. La serra'la
u1 LU.Ua degli stabiJJmcn Li metaillurgici Lorinegi è stata uu
episodio di questa volontà de.gli industl'iali di mettere ii!
ta!l.onc sull'a nuca della classe operaia gli industriali lianno appro!ìltato della mancanz.a di coordinamento e di con:
t;cnfJrazione ;rivoluzi-011airia nel1Le forze operaie italian.e ·p er
tentare di spezzare la compagirne de.I proleLari•ato •to'l'iue.se
e an.nienlar.e neHa coscienza degli Ql{)erai il prestigio e l'autorità deHte isUtuzioni di fabbl'ica (Con.sigli e Commissari
di reparto) che avevano iniziat,o la lotta per iJ oontrolLo operai.o. Il prolungarsi degli sci-Operi aigricoli nel Novarese
e i.n Lom~Uina dim-0stira oome i propriotari terrieri siano
d!&po.sti a<l a.I1DJ.ienbare la produzione per ridurre alla disperazione e alla fame il prnlet.a.riato agricol-0 e so.ggiiogarlo
implaca.bii1mente alle più dure e umilianti conidiziQni di
lavor-0 e di eskstcnza.
3. ,...- La !fase a'lltlua.le dellia lotta di classe in ltalia è la
fase ohe prooede: - o la conquista del P-Oten:e polilie-0 da
parte del pro1etariato rirvoluzionario per il pas$aggi o a
nuov.i modi di pI'oduzione e di distr1buz1one ohe permeLLan-0 uoo rirp.resia della prooutlività; - o u'Dla t.rr-emenda
reazi-0ne da paI"Le deltla classe rpl'o,pri0Lairia e de1'l·a cast:i
goVle.rnativa. Nessuna via.lonza sarà tr.ascmata per sogigio gaire il proletaria.Lo industriale e aig.rioo lo a un lavoro scr'wlo: si ce.rcllerà di spezzrure i.nesora.bHmente gli -0rganismi di loLta po.litica della claJ.S&e operaia (Partito Sociallsta) e di incorp-0rare gli organiami di resi'S'Lenza economica (i Sin.da.e.a.ti e le Cooperative) negli ingranaggi dcHo
SLaLo borghese.
4. - Lo forze op-eraLe e contadine maooa.no di coordinamento e di concentraziotbe rivoluzrionar~ pe.robè gli ongan1smi direliivi deJ Partito So.ci.aliata h.an:mo rivelato di non
compl'e.ndeI"B assolu•tamente nulla de1la fase di svilurppo che
la sLoria naizi-Onabe e inte.rnazionalB aittraviema nell'attuail·e
periodo, e di non comp.oonòere nulla eu1lJa missione che u1oombe agli organi.ami di lotta del proletariato rivoluziona.rio. Il Partito Sooiialislla assiste da spettatore allo iV<>l-
gersi de.gli ev.enti, IliO'Il ha mai una opinio~e su~ da ~prl
mere, che sia iin di1pendc>nza delle t.es1 rn:oluzronar~e dcl
marxismo e della Internaziona.Jc comunis.ta, non lanci.a parole d"ordine che p-0ssanò essere racco!Lc dalle masse, da.re
un indirizzo generale, unificare e concentrare l'azione r!vol'Uzionairla. Il Partito Sociali·sta, come -Organizzazione politioa deLla pUJrl1c d'avanguardia della classe operaia, dovrebbe sviluiP'pare un'azione d'insi cmr atta a P?rre tu~ta. ia
c.laS&e op.eraia in grndo di vincPrc la Rivohg1one e d1 vmoere in modo duraturo. Il ParLilo Soci8Jli.sLa, essendo costituito da quella parte della classe prol·etaria c.h~ non s1 _e
lasciat-a avvi-1.itrc e prostrare daJ.l'oppre.ssione fisica e spirituale del sistema capitalist.ico ma è ri1U'60ita a c:.alvare la
propri-a autonom ia e 1-0 spirito d'inizia:Liva c-0sciente. e disciplinata, <lovrc.bbe incarnare la vi,gile coscienza r1V'OliUziona.ri•a di t'lltta la classe -sfrutt.alia. Il suo compito è quello
di aooentrall'e i'Il s~ l'at:t.cnzi-0ne di ~utta la massa, di ottenere che le S'Ue direUiNe diventino' 1-e direttive di Lutta la
massa, di co.nquiistare la fiiduicia permanente di ·tutta 1a
massa in modo da divenirnr la guida e la testa pen5ante.
Pe..roiò è nec.essari-o che ~l Pal'Lito viva semrp.r e immerso
nella reailtà effettivia d-eL1a lotta <li cl·asse comba:ttuta dal
proletari.ate indu8tri.ale e agricolo, ohe ne sappia ~mpre~
dere le diverse fasi, i diversi episodi; le moltepL1,c1 ma.n.1f.estazioo~ per trarre 1J'm1ità daHa di'Ve.rsìrtà imo~te~lioc.
per essere in grado di dare u:n.a dircttiv·a II'eale a.Jil"inis1emc
dei mmrimenti e infonder.e la p•ersuM!ione nelle foU.e che un
ill'dillle è immaTuente nello spaventoso attuaile disoirdine, un
or.din,e ohe, sistemandosi, rigenererà ·la società d-eg~i u-0mini ~ i'enderà lo 1Ytru.mento di l·avoro nuovamente idoneo
a soddisfare le esi.genw cùelLa vita elementare e del pro_gresso civile. Il Partito SorAaslista è rimasto, ailche dopo i~
Congresso di Bo'1-0gna, un mero ipartiLo .parlamenta:re, ohe s1
mantiiene 1mmobi!ie e.nitro i !·imiti aingusU dena <liem-0crazia ~oose., che si preoccupa sofo del1e surper&i·aài affermazioni ip.oliticàle deJ.1.a casta governativa; esiS-O non ~ ~o
quÌISta.to un.a sua iligu.r a a.utonoona dì Partito c.aTatt.er1st1co
~
-
{
-n-
28 ......
del prolelariato rivoluzionar10 e solo del prol·eta.rialo rivoluzionar-io.
5. - Dopo il Conglresso di Bologna gli organismi centra.li
del Parti•Lo avrebbero immediatamente dovuto h1iziare fl
svolgere fino in fondo una ene[lgica azione per rendere
omogenea e coe.sa la compagine rivolnziona1'ia del Parti Lo.
per daTgli la fisionomia specifica e distinlia di. Partito Comunista aderente aLla Terza InLeTnazionale. La polemica
coi riformisti e cogli opportunisti no.n fu nf')ppure iniziata;
nè la Direzione de.I Partito nè l'Avanti/ contrapposero una
propiria concezione L'1voluzionaria aHa propaganda inc.essanLe che i riformisti e gli opportunisti andavano svolgendo in Parla;mento e oog,li o.rga.nismi sindacali. Xulla sr fece
da parte degli organi centrali del Partito per daTe alle
masse una educazione politica in senso comunista, per indmre le masse a eliminare i riformisti e gli opporLunLsv1
dalla direzione delle istituzioni sindacali e cooperative, pe1'
dar~ al~e singole sezioni e ai gruppi di compagni più attivi
un md1r1zzo e una ta;t.Lica unificati. Cosl è avvenuto che
mentre la maggioranza rivoluziona.ria del PaTtito non ba
avuto una espr-ession-a del &UO pensiero e un- eseoutore della sua v~lont,à n.eJi.a airezione e nel giornale, gli el&mentl
opportun1sli 1·nveo.e s1 SOJ)O forLemente organizzati e hanno
sfr.utLato il pre.st,ig-i-0 e l'autorità del Partito pm' eoneolidare le loo'o posl.z!oni padamenLari e sindaoa.li. La Direzione ha per.mosso !mo di concentrarsi e di votare risoluzioni cont.l'addit.orie con i principi e la tattica della 'l'eTza
Lnte.rnazion.ale e osLiJi all'indirizzo del Partito. la Direzione
II~ lasci.aito assoluta autorwm1a a.d organism'i subordinati
d1 ~~~ere a.zi10~11 e. diffonder-o C0'rl(;.ezioni contra.rie ai prinp.rmc1p1 e alla ..attica della Tc.rza Internazionale: la Direzione dcl Partito è slata a.<.sente sistomaticamente dalla
vit~ e dall'at~i.rvità de.!Le Sezioni, dc.gli organismi. d~i singoli compa.gm. La confus1oue che esi·sLeva nel Partito prima del .Congresso di lJ.ologna e oh.e poteva spic.ga.r&i ool reg-1n1ie d1 g·uer.ra non è s·parlta ma si è anzi aool'esoiuta in
uH.x.1-0 spavoo1toso; è .nailura.!e eh e i:n tali oond izioni n .Parti-
to sia soaiduto nella fLducfa delle masse e ohe in molti luoghi le tendenze anairohiohe abbiano tientato di prendere il
eopraVV'enLo. II Pafltito politico de1la classe operaia è giustiftoato solo in quanto, accerrLra1ndo e coordinando fortemente 11azi.one proletaria, contrappone un potere rivoluziona.rio di fatto al pooooo legale de!Jo Sta.Lo bocghese e ne
LÌlmi.ta la libertà di iniziativa e di manovra: se il Partito
non reailizza l\mità e la simutaneit.à dcgh sforzi., se il Partito si rivela un mero onganismo burv:~ratico sen2a anirrn
e senza volont \ la classe operaia istinlivrum~nte tende &
eosti 1Luirsi un altro Partito e si sposta verso le tendenze
ana.rohiohe che )appuruto asprrumente e inooss-aintemenLe
r·riLioa110 l'accentramento e il funzionarismo dei Partiti
pl>l i Lici.
6. - II Partifo è stato assente dal movimento internllzionale. La lotta di classe va assumC'ndo in tutti i paesi del
mondo forme gigantes<'he; i proletari sono spinti da per
tutto a rinnovare i metodi di J.otLa e spe.sso coone in Germania dopo iJ colpo di forza milibrur1sta. a insorgere con
1'o armi in .pugno. Il Padito non si cura di spie.gare al popolo lavoratore i tal i ano quicsli avveni.mc.nti, di giusltflca.rl i
alla luce deLla concezione della. InLer.nazfonale comunista,
non si <mTa di svolgere tutta un1 aZJi.onc ed'l.1cativa rivolta a
rondffi'e consapevole il popol·o lavorato.re italiano dc.Ila ve1·H.à. che .la Rivohl7.ionr proletaria è un fenomeno mondialr
e che ogni singolo avvenimento deve éSscre considerato e
giutlicato in un quadro mondiale. La Terza Internazionale
si è riunita già due volte nc.ll'Emopa. OcoidenLale, nel dicembre i919 tin una ciLtà tedes< a. llt'l febbraio 1920 ad Amst0Tdam: il Partito i.taliano non era r.appresenLato in nessuna delle due riunioni: i militanti dol Parti Lo non sono
stati neppure informati drugli orgainbmi centrali deJ.le disou.ssioni avvenute e dello deliber?zioni prese nelle due
Conforenze. Nr1 campo della '11erza Iutcrnazionaile fervono
le 'PQlomi.cJhe sull•a dCYf.,trirna e sulla tattica della InLcrnaziona.le ComuniisLa: e.sse (r.omc in GcT"mania) hanno condotto
persino a scissioni intcrn.c. 11 Pa.rLiLo It.alia.oo è oomplelia1
-
-31-
SO-
mante tagliato fuori da questo rigoglioso dibatli'to ideale
in cui si temprano le coscienze rivoluzionarie e si costruisce l'unità &piritualoe e l'azione dei p.roleta.riati di tutii i
paesi. L'o1'gano centrale de.I Partito non ha oorrispoooenti
pmpr'ii nè in Francia, nè in Inghilterra, nè in Germania e
neppwre in Isviizzera: strana oondizi-0nè per il giornale
deJ Partito SocialiS'l.a cho i.n Hal.ia rllJP'Presenta gli interessi
del proletariato intemazional~ e strama condizione fatta
aJla olasse operaia i.taliana ohe de-v.a iir1formarsi attravc.rsc
le notiziie del'le agenzie e dei giocnali borgihesi, monche e
tendenziose. L'Avanti! come orgaino de.I Partito, dovrebbe
eS&ere origano della Terza Interna.zi<male: neLl'Avanti/ dovrebbero trovare posto tutite le notizie, le polemiche, le
trattazioni di problemi proletari che interessano la 'Terza
Internazionale; nell'Avanti/ dovrebbe essel'e oondotta, con
spirito unHaTio, una polemica incessamte oontro tutte le
deviazi<>ni e i compromessi opportunistici: invee-e l'Avanti!
mette in valore ma.nifestaz.i-0ni de.J pensiero opportunista
oome i1 reoente discorso par.l amentare dell'on. Treves che
era intessuto su una concezione <lei rap.po1·ti iruternazionail! pfooolo-borgihese e svolgeva una teoria controrivoluzionaria e disfattista del.le enel'lglie iproletarie. Questa assenza, negli organi oonbrali, di ogni preoccupazione di informaTe iJ proletariato su.gli avveni1111cnLi e sulle discussioni lteoriohoe ohe si svolgono in seno aLla T.e.rza Inle.rnazionale si può osservare. runche nell'attilvi..tà della Libreria
Editrice : la li])reria continua a pubb.licare opusooli c;cnza
impor.ba'IlZa o scritti per diffondere concezioni e opinioni
profme della Seconda Internazionaile, mentre •trascura JP,
pu?blica~io:in ~ella Terza Internazionale. Sciritti dl compagni russi, rnd1spensa;bi,li per comprendere la Rivoluz10.ne
bolsCP,vioa. sono stati tTadoLti in Svizzera, in Inghilterra in
C'xerman.1a e ~ono ignoraLi in Italia: valga per tutti iJ ~o
Jum~ d1 Lc-n~n «Sta~ e T~ilvoluzione »; gli opuscoli trad~~t1 sono .poi tradotti pe.ss1mamen,tc, spesso incomprensib1l1 per J~ storture gr-amrna:Lica,Ii e di sooso comune.
~ 7. - Dall'analisi preoooonte risul.ta già quale sia l"ry,p.era
,I
di rtnnovamente e di organizzazione olle noi riteniamo Indispensabile wnga attuata neJJ.a comp84gi!Ile dcl Partito.
Il Pairtito deve acquistare -una sua figura precisa e dis'Linla:
da PaJ'!Uto parramentar.e picco.l<>-borglùese d·eve divental'e
il Partito del proleba.rdiato rivolmionario che lotta iper l'avvento della Soci•et.à comunista aittravorso lo Stato operaio,
tln PaP.ti.to omogeneo, ooeso, oon wna sua propna dottrina,
una sua tattica, una disciplina riigida e impl"R>Cabile. I non
comunisti rivoluzionari devono esse.re eliminaLi dal Partito
o la Direziooe, liber-afa dalla preoocupazione di conservare
l'unità e l'equililb'rio r!JI'a le idive.nse tendenze e tra i diversi
leaders, deve rivo1gere tutta Ja sua ener.gia per organiZZM'e
le forze operaie sul piede di guerra. Ogni ,avvenimento della vita proleta.riia .nazionale e internazwnale deve essere immediatamente commentato in manii..festi e circolari aalla
Direzione, iper trarne airgomell'ld di ~opaganda comunista
e di eduoazioo.e dalle coscienze ri'Voluzionarie. La Diirezio110, mantenendosi sempl'e .a oonfaLlo co.n le Sezioni, deve diventa.I'e iJ centro mote>re <lell'azione ,proleta.ri•a in ~utte le
sue ~pJicazion.i. Le Sezicmi dovono promuov·ere in tutLe le
faibbriohe, nei Sindae-ati, nelle Cooperati,vc, nelle caiserme
la co\S!thtuzione di .giru;ppi comunisti ohe diff oodano incessamtemente im. &eno alle masse il e concezio.n.i e la 'tattica
del Pair.tito, che organizzino la creazi,one dei Consigli di
faibb.I'ioa per :l"e.s&rCJiziro del oonl.rollo Sl.llllia produzione industriale e ·agricola, ohe svolgano la propaganda rn;~ccssaria
per cooquiBtSJre in modo ol'ganico i Sindacati, le Camere
del Lavoro ie la Conf.ade!"az10110 Generale del Lavoro, per
di'Venta.re gli elrunenLi di flduoi,a che la massa delegherà
· per la formazione dei Soviet polilici ~ per 1'0sorcizio della
ditLaLura proletaria. L'csistenzia di un Part1Lo Comunis'la
coeso e fortemente di.sciplinato c..hc art.traverso i suoi nuclei
<ii fabbnica, di Siindacato, di Coopora.Liva, coo.rdini e acCEmiLri nel suo Comiitato esecutivo centrale tutta l'azione
rivoLuzio.naria del proletari•ato è kt condizione fondament ail-e e imidhsrpensabiìe per tentaTe. qualsfa1s_i espeTiunem.to di
Soviet ; niell'.a.ssenza d i una t~le condizione o.gni proposta
-
32 _,
<ii PSpcrirnenlo deve essere rigcllata com0 as'-urcla 1~ utile
:mio ai ct;ffarn"'a lori dell'idea soviellista. Allo stesso m11dc
deve essere rigettata ia proposta drl Pr.rlamcntino so<:iar
lista, che div.e.nLerebbe rapidamente uno .:Lr1JJnr..nto 10 mano
delìa maggìocanza riformista e oppc,1,hrnista del gI"uppo
parlamenta.re per diffondere utopie democratiche e progetti conlrorivoluzionar1.
8. - La DLrezione deve immediatamente studiar<', 1·ompilare e difi'ondere un programma di governo rivoiuzionar10 del Partito Socialista, neil quale siano prospettate le sohizioni reali che il proletariato, divenuta olasse domin:wte.
darà a tutti i problemi essenziali - economici, politici, J'l}ligiosi, sco.last ici, ecc. - che assillano i diversi strati della
popolazione lavoratrice italiana. Basandosi sulla concezione
eh.o .Il Parlilo fonda la sua potcnz.a e la sua azione solo ~.u!Ja
classe de.gli operai industriali e agric;.oli che non hanno nessuna proprietà priYata e oonsidera gli altri strati del popolo
~avoraèore oome ausiliari della classe 8chiettamente proiataria, il Partito deve Jancia.·c un ma.nlfesto ne! qua.le la
conquista riv01luzionarl.a del potere politico sia poat.a rn
modo esplicito, nel quale il proletariato induslriia,le e agriwlo sia invitato a proraraTsi e aJd armarsi e nel qualo siano
acre.nnati gli elementi delle so.turioni comuniste per i problemi attuaì1: controllo prol.ctario sulla produzione e suUa
distribuzione, disatmo del co1·pi armati meroenaTi, cont.roùlo
dei Munkipi esercitato dalle organizza.zi-0ni operaie.
9. - La Seziona Socialista torinese si propone, sulla ba.se
di quesLe consideI'a.zioni, di pro.muovere un'intesa coi gruppidi cornp~i che in tutte le Sezioni vorranno costituirsi per
ùiscmt.erle e approvarle; ill'f.esa organizzata che prepari a
oreve fl'Cadenza un Congres.so dedicalo a discut,ere i problemi
1.1.l tattica e di o.rganizzaione prol~t.aria e nel frattemp.o controlil l'attività degli organiarni es~<mtivi d:el .Pa:d.J.to.
-.·.::-1
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