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ALLII 22000066 -- 22000088
“sicurezza in festa”
Area territoriale: Provincia di Biella
Provincia di Novara
Provincia di Verbania
Provincia di Vercelli
ASL BI
ASL NO
ASL VCO
ASL VC
(in alcune ASL sono compresi territori di più province)
ABSTRACT
Il progetto “sicurezza in festa” riguarda le aree territoriali delle ASL VC di Verdelli, BI di Biella,
NO di Novara e VCO del Verbano Cusio Ossola.
Nasce da un lungo percorso: Progetto nazionale di prevenzione degli incidenti stradali, Piano
regionale e laboratorio multicentrico, fino ad arrivare alla costituzione di un solido gruppo di lavoro
interdisciplinare di quadrante che ha elaborato il Progetto “Sicurezza in festa”.
Questo si propone di diffondere una cultura della sicurezza sulla strada promuovendo
comportamenti di guida liberi dall’alcol e da sostanze psicoattive.
Da un’analisi del territorio, riguardante sia le problematiche più diffuse sia i progetti già avviati sul
tema alcol e guida, si è rilevata la necessità di rivolgersi ad un target di persone giovani adulti (2549 anni).
Il Progetto consiste nell’intercettare i destinatari nei luoghi di aggregazione e convivialità,
selezionando le sagre e feste paesane più significative sul territorio.
Si punta sul coinvolgimento di enti e associazioni ( es. pro-loco) che organizzano le sagre paesane
per sensibilizzare la comunità sul tema, anche attraverso l’utilizzo di materiale informativo da
distribuire al loro interno. Quindi verranno individuati dei volontari ( nell’ambito delle Pro-Loco e/o
delle Associazioni del soccorso, es Croce Verde, Croce Rossa) sensibili all’argomento e interessati
ad un percorso di formazione (proposto dagli operatori Asl), perché possano diventare dei
moltiplicatori di conoscenze. In questo modo si estende la rete di persone interessate e coinvolte a
riflettere sull’argomento, offrendo la possibilità di confrontarsi con “altri adulti che svolgono un
ruolo di volontariato sociale nelle comunità in cui vivono”, sul tema della guida in buone condizioni
psicofisiche.
I volontari (affiancati da operatori ASL) proporranno la misurazione dell’alcolemia, la misurazione
dei tempi di reazione, la somministrazione di un questionario che propone una riflessione sulla
propria percezione di sicurezza alla guida , sulla decisione di guidare anche con alcolemia elevata, e
sulle modalità alternative di rientro al domicilio (proposta del “guidatore designato”).
1
In sintesi gli obiettivi principali sono : fornire informazioni utili e specifiche sui comportamenti
a rischio; aumentare la conoscenza e la consapevolezza del problema, indagando le credenze del
soggetto e confrontandole con una misurazione oggettiva (alcolemia e riflessi). L’obiettivo è di
sollecitare una maggiore responsabilizzazione del soggetto e la sua attivazione emotiva, attraverso
l’analisi delle reazioni alle informazioni ricevute.
Si intende inoltre ricercare il coinvolgimento delle Prefetture per ottenere, in un primo momento
il loro patrocinio alle iniziative previste dal progetto e successivamente un eventuale
coinvolgimento delle forze dell’ordine.
Presentando il progetto ai dirigenti dei servizi aziendali si intende dare maggiore forza
all’integrazione dei servizi sanitari coinvolti in tema di promozione di stili comportamentali salubri
per la guida in sicurezza
DIAGNOSI EDUCATIVA ED ORGANIZZATIVA
DIAGNOSI DI CONTESTO
Il territorio delle 4 ASL coinvolte nel progetto si caratterizza per un’estrema eterogeneità geografica
ed amministrativa, ad esempio i territori delle province non corrispondono sempre a quelli delle
aziende ed all’interno delle aziende stesse esistono poli operativi fortemente caratterizzati per
geografia, economia e cultura.
Dalla diagnosi di contesto, realizzata in ogni ASL (vedi allegato) si evince che:
- le fasce di età in cui si verifica la maggiore incidenza di incidenti stradali mortali sono
quelle dei
giovani –adulti e dei giovanissimi ( ad es. nella provincia di Biella le fasce
più colpite sono 20-29 anni e 40-45 anni)
- i comportamenti relativi alla guida in stato di ebbrezza alcolica sono più diffusi tra i giovaniadulti (nella provincia del VCO Il 14,5% degli intervistati per lo Studio PASSI 2003,
dichiara di aver guidato in stato di ebbrezza nel mese precedente l’indagine; questa
abitudine è soprattutto diffusa negli uomini e tra le persone con età compresa tra i 35 ed i 49
anni )
Gli stili del bere alcolico della popolazione generale influiscono inevitabilmente sulle condizioni di
guida in stato di ebbrezza. A tal proposito riferiamo che:
- -La modalità del consumo “binge” di alcol ritenuto pericoloso risulta più diffuso fra i 25-34
anni e comunque fino ai 49 anni, negli uomini e nelle persone con più alto livello di
istruzione (studio PASSI VCO, 2003)
- La Regione Piemonte si caratterizza, nel contesto nazionale, per un consumo di alcool totale
superiore alla media italiana, sia per quanto riguarda il consumo di vino che per quanto
riguarda le altre bevande (birra, superalcolici); tra le fonti di introito alcolico, il vino è
responsabile di circa l’80% del totale di alcool assunto, e il suo consumo è più diffuso nelle
fasce di età oltre i 35 anni; inoltre, la quantità di alcool consumato aumenta con il crescere
dell’età, almeno fino ai 65 anni; ne deriva che una consistente quota di consumo di alcool
avviene nelle fasce dell’età adulta, sebbene le modalità di consumo siano differenti rispetto a
quanto si osserva nelle fasce più giovani.
Si può ipotizzare che nell’età adulta una maggiore abitudine e tradizione nel consumo di alcool
riduca la consapevolezza degli effetti negativi che l’eccessivo consumo può provocare, ed in
particolare dei suoi effetti sulla guida; ciò unitamente alla presenza di valori tradizionali che
assegnano al consumo di alcolici connotazioni positive ( cosi detta “cultura del bere”).
2
Da una ricognizione degli interventi di promozione alla salute sul tema in oggetto,nel territorio delle
quattro ASL, sul target adolescenziale insistono da tempo altri progetti, ad esempio:
Nel territorio della Provincia di Novara afferente all’ASL NO
- La Prefettura, in collaborazione con le Forze dell’Ordine ,il Se.R.T. dell’ASL NO e
un’Associazione di Soccorso Privato, sta realizzando un’opera di monitoraggio e
promozione della cultura del “guidatore designato” presso le discoteche del territorio
novarese.
- Allestimento di stand presso la Fiera Campionaria di Arona per la distribuzione di opuscoli
sull’uso di alcool e sui suoi effetti sulla guida dei veicoli
- Campagna “Guido sobrio” per il contrasto della guida in stato di ebbrezza e la promozione
del conducente designato – Polizia Municipale di Dormelletto e Castelletto Ticino
Nel territorio della Provincia di Verbania afferente all’ASL VCO
- Il progetto “Chi non risica?” realizzato nelle scuole superiori della provincia.
- I progetti “Sicura la notte” e “Sicura la notte2”realizzato nei locali notturni.
- Il progetto del SerT “Meglio sapere, parliamo di sostanze” realizzato nelle scuole medie
superiori della provincia.
- Le iniziative promozione alla sicurezza stradale, attivate tramite proprio personale di polizia
municipale dai comuni, nelle scuole Elementari e Medie Inferiori.
Nel territorio della provincia di Biella afferente all’ASL BI
- Il progetto “Stasera guida Silvano” realizzato dalla Protezione Civile nelle discoteche e Pub.
- Le iniziative di promozione alla sicurezza stradale, attivate tramite proprio personale dai
comuni di Biella,Cossato, Candelo, Coggiola, Graglia, Gaglianico, Occhieppo Inferiore,
Sordevolo, Trivero, Valle Mosso, valdengo, Vigliano , Montalciata presso le suole Medie
Inferiori.
- Le iniziative del SerT nei locali notturni Biellesi sul tema dei rischi legati al consumo di
sostanze illegali ed alcol.
Nel territorio della provincia di Vercelli afferente all’ASL VC
- Interventi del servizio di Psicologia e del SerT nelle scuole medie inferiori e superiori sui
temi della prevenzione dell’uso ed abuso di sostanze illegali ed alcolici, e sui
comportamenti a rischio in adolescenza.
- Il progetto della prefettura di Novara si estende anche sul territorio di competenza dell’ASL
VC (le discoteche di Romagnano Sesia e Prato Sesia sono in territorio della provincia di
Novara che afferisce all’ ASL 11 di Vercelli).
Su tutti e quattro i territori si sono realizzati interventi, da parte degli operatori dei SerT,
nell’ambito della settimana Mondiale per la Sicurezza stradale delle Nazioni Unite cui ha aderito la
regione Piemonte
Considerazioni conclusive
Alla luce di queste considerazioni, se risulta importante garantire continuità agli interventi in atto
sulla popolazione adolescenziale e giovanile, è sicuramente necessario sviluppare interventi sulla
popolazione con età superiore ai 25 anni volti a modificare nel tempo stili di vita non salutari
relativi all’abuso di alcol in generale e a comportamenti di guida rischiosi, tra cui assunzione di
alcol e guida.
I rischi associati all’alcol sembrano venire sottostimati probabilmente per il carattere diffuso
dell’abitudine e per la sovrastima dei benefici che possono derivare dal suo consumo in quantità
molto modeste. Occorre pertanto diffondere maggiormente la percezione del rischio legato al
consumo dell’alcol sia nella popolazione generale sia tra gli operatori sanitari, tra gli amministratori
e le figure significative nelle comunità locali.
3
DIAGNOSI EDUCATIVA
La diagnosi educativa sui determinanti della guida sotto l’effetto dell’alcol, verrà verificata
con i volontari delle associazioni coinvolte sulla base della seguente ipotesi:
I determinanti predisponenti della guida con elevato tasso alcolico sono costituiti da:
1. Presenza di valori tradizionali che assegnano al consumo di alcolici connotazioni positive o
false convinzioni:
- un consumo moderato di alcol, soprattutto se ai pasti, non altera le condizioni psicofisiche
necessarie per mettersi alla guida
- I tempi di recupero sono immaginati molto più brevi di quanto siano in realtà
- Se una persona sa guidare ed è prudente, lo sarà anche se ha bevuto
2. Scarsa consapevolezza degli effetti negativi che l’eccessivo consumo di alcol può provocare
sulla guida e sul rischio di incidenti
I determinanti abilitanti, sono costituiti da:
1. disponibilità di un conducente sobrio
2. disponibilità di mezzi di trasporto alternativi al mezzo personale
3. scarsa e poco condivisa cultura del “guidatore designato”
I determinanti rinforzanti sono:
1. L’atteggiamento del mondo dei pari e di altri opinion leader.
2. La pressione sociale: l’atteggiamento dei gestori dei locali, i messaggi dei media
3. La certezza delle sanzioni
I determinanti ambientali sono:
1. La capacità di lavoro multidisciplinare all’interno delle ASL del quadrante e tra di esse.
2. La realizzazione di interventi integrati sul territorio da parte dei vari soggetti coinvolti nella
prevenzione degli incidenti stradali.
3. Attivazione di adulti che svolgono un ruolo di volontariato sociale nelle comunità in cui
vivono, sul tema della guida in sicurezza.
4
GERARCHIA DI OBIETTIVI CONGRUENTI CON LA DIAGNOSI EDUCATIVA ED
ORGANIZZATIVA
Fattori P/A/R
Predisponenti
Scarsa conoscenza degli effetti negativi che
l’eccessivo consumo di alcol può provocare sulla
guida e sul rischio di incidenti
(destinatari intermedi)
Presenza di valori tradizionali che assegnano al
consumo di alcolici connotazioni positive o false
convinzioni
(destinatari intermedi e finali)
Abilitante
Scarsa informazione sulla cultura del “guidatore
designato”
(destinatari intermedi e finali)
Rinforzante
Atteggiamento del mondo degli adulti
(destinatari intermedi)
Certezza delle sanzioni
(Destinatari intermedi)
Ambientale
Migliorare la capacità di lavoro multidisciplinare
all’interno delle ASL del quadrante e tra di esse.
Realizzazione di interventi integrati sul territorio
da parte dei vari soggetti coinvolti nella
prevenzione degli incidenti stradali.
Attivazione di adulti che svolgono un ruolo di
volontariato sociale nelle comunità in cui
vivono, sul tema della guida in sicurezza.
Obiettivi
Aumento della conoscenza dei possibili effetti
negativi legati all’eccessivo consumo di alcolici
alla guida nei destinatari intermedi.
Miglioramento dell’informazione necessaria a
collocare correttamente l’uso e l’abuso di alcool
nella gerarchia dei valor nella nostra culturai.
Accettazione ed incentivazione dell’abitudine del
“guidatore designato”
Informazione ed educazione alla responsabilità
alla guida
Conoscenza dell’iter da seguire nel caso in cui si
incorre nella violazione dell’art. 187
Costituzione del gruppo di lavoro interaziendale
e aziendale.
Coinvolgimento delle Prefetture, dei Sindaci e
dei gruppi portatori di interesse.
Coinvolgimento operatori volontari nei processi
di valutazione del progetto.
5
MODELLI TEORICI DI CAMBIAMENTO DEI COMPORTAMENTI E STILE DI
CONDUZIONE DEL PROGETTO
Il progetto basato prevalentemente su due strategie di intervento:
1. fornire informazioni relative all’uso/abuso dell’alcol e rischio di incidenti stradali
2. sollecitare l’uso del guidatore designato
fa riferimento alle seguenti metodologie e modelli teorici.
Rispetto al punto 1.
Metodologia:
Counseling comportamentale breve (Brief Behavioral counseling1 - BBC)
Il counseling brevissimo è una strategia cooperativa che richiede la partecipazione attiva del
paziente affinché individui iniziative e strategie di coping per affrontare i problemi di salute.
Coinvolgere il paziente in un ruolo attivo di gestione della propria salute al fine di adottare
comportamenti salutari è centrale nella metodologia.
Le cinque fasi su cui si basa il BBC sono:
• assess - valutare
• advise - consigliare
• agree – concordare/pattuire
• assist – assistere/aiutare/sostenere
• arrange-adapted – sistemare/progettare
Il couseling brevissimo agisce principalmente attraverso due processi cognitivi:
• l’aumento della conoscenza e della consapevolezza del problema, attraverso la
trasmissione di informazioni fornite da operatori “esperti” dopo aver indagato conoscenze e
credenze del soggetto e attraverso il confronto con una misurazione oggettiva, nello
specifico dell’alcolemia e dei riflessi. L’obiettivo è di sollecitare una maggiore
responsabilizzazione del soggetto e favorire il passaggio da una fase pre-contemplativa
(dove ipotizziamo si collochino il maggior numero delle persone contattate) ad una fase
contemplativa (vedi modello transteorico)
• l’attivazione emotiva, attraverso l’analisi delle reazioni emotive alle informazioni ricevute
mediante la riflessione sui messaggi principali veicolati.
La prima fase assess – valutare, esorta a indagare conoscenze e credenze del soggetto. Questa fase
condiziona la struttura e il taglio dell’intervento successivo.
In particolare, questa analisi iniziale, dovrebbe consentire di collocare i soggetti contattati in uno
degli stadi del cambiamento previsti dal modello transteorico di Di Clemente e Prochaska (1979)
(pre-contemplazione, contemplazione, determinazione, azione, mantenimento).
L’ipotesi del gruppo di progetto è che la maggioranza delle persone contattate si collocheranno
nella fase di pre-contemplazione, questo significherà adottare uno stile di comunicazione adeguato
ed efficace per i soggetti che si trovano in questa fase.
Se questa ipotesi risultasse vera l’intervento di counseling si limiterà ai primi due step (valutare e
consigliare)
Un secondo modello teorico di riferimento è l’Health Belief Model (modello delle credenze relative
alla salute)
1
WHO Brief Intervention Study Group. A cross-national trial of brief interventions with heavy drinkers. Am J Public
Healht 1996; 86: 948-955
6
Questo modello postula che l’atteggiamento di una persona nei confronti di un problema di salute
(ad esempio bere eccessivamente e mettersi alla guida) è il prodotto di una valutazione implicita e
soggettiva dei costi e dei benefici relativi all’adozione di un comportamento salutare (non guidare
se si bevono alcolici, oppure non bere). In altre parole, gli individui si attiveranno e modificheranno
comportamenti rischiosi per la salute se riterranno di essere soggetti a rischio della condizione in
discussione (incorrere in un incidente stradale), se la stessa ha delle serie conseguenze, se
l’attivazione potrebbe avere dei potenziali benefici e se realizzano che le difficoltà all’azione
possono essere ripagate dai benefici stessi.
Gli elementi di questo modello includono:
1) Obiettivi e priorità individuali;
2) Valutazione delle conseguenze negative del comportamento rischioso
3) Valutazione soggettiva dei costi e dei benefici del comportamento salutare, inclusi
svantaggi fisici, psicologici, pratici e limitazioni all’agire;
4) Presenza di stimoli interni ed esterni che facciano scattare un comportamento diretto
alla conquista dello stato di salute (2).
Gli obiettivi individuali e la valutazione soggettiva del rischio personale si riferiscono alla
percezione soggettiva del rischio. Alcuni soggetti ad esempio si percepiscono come “invulnerabili”
e in grado di non perdere mai il controllo. Inoltre nelle varie azioni «finalizzate alla salute»,
esistono aspetti potenzialmente negativi (limitazioni della libertà) che l’individuo deve tenere in
considerazione.
Gli stimoli esterni si riferiscono ai fattori sociodemografici, in special modo culturali, ritenuti avere
un impatto indiretto sui comportamenti influenzanti la valutazione personale del rischio, la
percezione dei potenziali benefici e delle difficoltà. Nel modello è inoltre presa in considerazione
l’importanza degli «stimoli all’azione» (per es. il livello culturale, l’influenza di pari,
l’informazione da parte dei media) e della «padronanza di sé» (cioè la convinzione di essere in
grado di mettere in atto il comportamento necessario a produrre il risultato) concetto che viene
ripreso nella seconda parte dell’intervento (punto 2) focalizzato sulla sollecitazione
dell’individuazione di una strategia alternativa – uso del guidatore designato.
Rispetto al punto 2
Il modello teorico di riferimento è il modello dell’autoefficacia di Bandura (1997). L’obiettivo è
di stimolare una maggiore capacità di esercitare un controllo sugli eventi organizzando e
pianificando strategie alternative, come appunto l’uso di un guidatore designato.
Esplicitazione dello stile di conduzione prevalente del progetto adottato:
Stile di conduzione concertato con i destinatari intermedi (volontari delle associazioni che
organizzano le feste campestri e volontari delle associazioni di pronto soccorso, Croce Verde e
Croce Rossa, protezione civile locale, Sindaci dei Comuni)
Stile di conduzione euristico, il lavoro con i destinatari finali già dai primi incontri verrà utilizzato
come feed back per riorientare contenuti/strategie comunicative/modalità di approccio degli incontri
successivi.
7
PROGRAMMA DELLE ATTIVITÀ
Chi fa
Che cosa
Entro quando
RePES aziendale, Referente
tecnico Incidenti Stradali,
Ser.T., SOC Psicologia delle
quattro aziende
Operatori dei servizi sanitari
(Dipartimento di Prevenzione,
Sert,)eventuali cooperative del
territorio
Formatori eclectica (Corso
CCM nazionale) + formatori
interni-esterni
Gruppo di lavoro aziendale
Costituzione gruppo di progetto
interaziendale
Gennaio 2008
Costituzione gruppo di lavoro
aziendale
Gennaio 2008
Formazione operatori gruppo di
lavoro aziendale, formazione ad
hoc
Ricerca alleanze istituzioni, enti e
agenzie.
Condivisione e coinvolgimento
enti locali
Presentazione pubblica del
progetto nei quattro territori delle
aziende sanitarie
Sensibilizzazione,
coinvolgimento Associazioni di
Volontariato per aumentare le
corrette informazioni e collocare
correttamente l’uso di alcool
nella gerarchia dei valori.
Formazione equipe operativa,
destinatari intermedi (volontari
associazioni) sui temi:
-utilizzo etilometro
-utilizzo misuratore dei tempi di
reazione
-aggancio relazionale
-aspetti legislativi ed
epidemiologici
Gennaio 2008
Gruppo di lavoro aziendale
Gruppo di lavoro aziendale e
associazione o cooperativa del
territorio
Gruppo di lavoro aziendale e
associazione o cooperativa del
territorio
Gruppo di progetto
interaziendale
Gruppo di progetto
interaziendale
Associazioni
Operatori sert, gruppo di lavoro
aziendale
Gennaio – marzo 2008
Gennaio – marzo 2008
Gennaio – marzo 2008
Marzo – maggio 2008
Predisposizione questionario/i
Marzo – maggio 2008
Predisposizione materiale
informativo
Interventi sul territorio, equipe
mobile presso le sagre paesane
-determinazione alcolemia
-misurazione dei riflessi
-somministrazione questionario
-breve councelling
-distribuzione materiale
informativo.
Marzo – maggio 2008
Giugno – ottobre 2008
8
Epidemiologi, Gruppo di
lavoro aziendale
Raccolta ed elaborazione dati.
Coordinatore inter-aziendale
Responsabili di progetto
aziendale, gruppo di lavoro
aziendale ed inter-aziendale
Coordinatore del progetto,
Gruppo di lavoro aziendale e
interaziendale
Coordinatore di progetto e
responsabili di progetto
aziendale
ASL VCO
Restituzione del lavoro svolto
Gennaio – Aprile 2009
alle comunità locali, convegno di
quadrante.
Report e relazione finale.
Novembre – Dicembre 2008
Marzo 2009
Coordinamento aziendale ed inter In itinere.
aziendale.
Segreteria
In itinere
PIANO PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO
Oggetto della valutazione
Indicatore processo
Strumento
Formazione operatori dei gruppi N. operatori partecipanti al
Report del corso e tabelle
di lavoro aziendali
corso formazione.
presenze
Ricerca alleanze
N. istituzioni coinvolte
Report e verbali incontri
N. enti o associazioni coinvolte
Sensibilizzazione Volontari
Formazione equipe mobile
Interventi presso i luoghi di
aggregazione e convivialità
Presentazione dei risultati alle
comunità locali
N. volontari sensibilizzati
N. equipe formate, n. volontari
formati
N. di interventi nei 4 territori
delle aziende sanitarie
N. di iniziative, N. istituzioni ed
enti coinvolti
Verbali incontri
Report attività
Report attività
Report attività
Rassegna stampa
9
PIANO PER LA VALUTAZIONE DI RISULTATO
Obiettivo (atteso di
cambiamento)
Predisponente
Aumento della
conoscenza dei
possibili effetti
negativi legati
all’eccessivo consumo
di alcolici nei
destinatari intermedi
Predisponente
Miglioramento
dell’informazione
necessaria a collocare
correttamente l’uso e
l’abuso di alcool nella
gerarchia dei valori
nella nostra cultura.
Abilitante
Accettazione ed
incentivazione
dell’abitudine del
“guidatore designato”
Indicatore
quali- e/o quantitativo
Standard
Strumento
(indicare il
livello minimo
da
raggiungere)
Miglioramento del punteggio 20%
finale tra test di ingresso e test
di uscita del corso di
formazione per i volontari.
Questionario di ingresso e
questionario di uscita
N. di opuscoli o materiale
informativo distribuiti alla
popolazione generale.
Almeno 50 per Report degli interventi sul
evento
territorio
N. di persone che rinunciano
a guidare avendo un tasso
alcolico elevato / numero
totale di guidatori che hanno
un tasso alcolico
elevato.(basato su quanto
riferito dai soggetti
intervistati)
20%
Report uscita
Questionario uscite.
N. guidatori designati /
10%
numero totale di guidatori che
hanno un tasso alcolico
elevato
Rinforzante
Informazione ed
educazione alla
responsabilità alla
guida
Rinforzante
Conoscenza dell’iter da
seguire nel caso in cui
si incorre nella
violazione dell’art. 187
N. volontari che partecipano
alla sensibilizzazione e
formazione.
Almeno 3 per
intervento
N. di enti organizzatori di
“sagre” che accolgono
l’intervento
6 per ciascuna
ASL
Miglioramento del punteggio 20%
finale tra test di ingresso e test
di uscita del corso di
formazione per volontari.
Report basati sui verbali
Questionario pre/post
corso di formazione
equipe operativa
10
Ambientale
Costituzione gruppo di N.operatori coinvolti
lavoro interaziendale
Costituzione gruppo di
N. ASL attivate
lavoro aziendale
N. operatori coinvolti
Ambientale
Coinvolgimento delle
Prefetture, dei Sindaci
e dei portatori di
interesse
Ambientale
Coinvolgimento
operatori volontari nei
processi di valutazione
del progetto.
Minimo 1
operatore per
ASL
Verbali incontri
Verbali incontri
4
Minimo 1 per
struttura
complessa
coinvolta (4)
N. patrocini
N. di collaborazioni
Il 30% di
Report del progetto
quelle richieste
N. di incontri di valutazione
realizzati sul territorio
Minimo 4 (uno Verbale degli incontri
per ASL)
PIANO DI COMUNICAZIONE
Tipologia strategia
Metodi e strumenti
Quando
Diffusione nelle organizzazioni
(interne all’ASL ed esterne) e
nella comunità
Presentazione del progetto e dei risultati
nelle organizzazioni (interne all’ASL ed
esterne) e nella comunità:
Newsletter aziendali
Sito aziendale
Conferenza stampa
Comunicati stampa,
presentazioni in programmi delle TV
locali.
locandine,
sito aziendale,
newsletter aziendali, scolastici, comunali.
.
Convegno di quadrante
Entro un mese dalla
comunicazione del
progetto
Gennaio-Aprile 2009
Diffusione attraverso massmedia locali e strumenti di
comunicazione delle organizzazioni.
altro
In itinere
Aprile 2009
11
GRUPPO DI PROGETTO
Nominativo
Professionalità
Servizio
organizzazione
ASL VCO
SerT
Chiara Crosa Lenz
Responsabile UONA di Alcologia
del SerT
Medico
Paolo Ferrari
Epidemiologo
Referente Tecnico PPE Incidenti
Stradali
Medico
ASL VCO
Mauro Croce
Psicologo
RePeS
ASL VCO
Edoardo Moia
Igienista - Referente Tecnico PPE
Incidenti Stradali
ASL NO
Liborio Martino
Cammarata
Direttore Ser.T.
ASL NO
Livio Giuliano
Responsabile UONA di Alcologia
del SerT
ASL NO
Piunti Franco
Direttore Dipartimento Prevenzione
RePeS
ASL BI
Dipartimento
prevenzione
Ruolo e compiti
Formazione
-Responsabile del progetto.
-Coordinamento ASL VCO
-Rapporti con istituzioni ed enti
-coinvolgimento altre associazioni partner
-Sensibilizzazione e FormazioneVolontari
-Valutazione
-Report e Relazione finale
-Rapporti con istituzioni ed enti
-coinvolgimento altre associazioni partner
-elaborazione dati
-valutazione
-Report e Relazione finale
-ricerca alleanze
-valutazione
-restituzione alla comunità
--Coordinamento ASL NO
-Rapporti con istituzioni ed enti
-coinvolgimento altre associazioni partner
-valutazione
-Report e Relazione finale
-Rapporti con istituzioni ed enti
-coinvolgimento altre associazioni partner
-valutazione
-Rapporti con istituzioni ed enti
-coinvolgimento altre associazioni partner
-Sensibilizzazione e FormazioneVolontari
-valutazione
-Coordinamento ASL BI
-Rapporti con istituzioni ed enti
-coinvolgimento altre associazioni partner
-valutazione
12
Bacchi Maurizio
Referente Tecnico PPE Incidenti
Stradali
Medico
ASL BI
Dipartimento
prevenzione
Antonio Martinotti
psicologo
ASL BI
SerT
Bagnasco Gabriele
Referente Tecnico PPE Incidenti
Stradali
Medico
Medico
RePeS
ASL VC
Cristina Parvis
Psicologa
ASLVC
SerT
Buttero Stefania
Educatore Professionale
ASL VC
SerT
Nicosia Signorella
Assistente Sociale
ASL VC
SerT
Silvana Strobino
Assistente Sociale
ASL VC
SerT
Mariella Dipilato
Psicologo
Dors
Dalessandro
ASLVC
-Rapporti con istituzioni ed enti
-coinvolgimento altre associazioni partner
-elaborazione dati
-Valutazione, Report e Relazione finale
-Consulenza nella progettazione, valutazione e
riprogettazione in itinere
- coinvolgimento altre associazioni partner
-Sensibilizzazione e FormazioneVolontari
-Valutazione
-Coordinamento ASL VC
-Rapporti con enti e Istituzioni
-Valutazione
-Rapporti con enti e Istituzioni
-Valutazione
-Report e Relazione finale
-Ricerca alleanze
-Formazione volontari
-Progettazione, riprogettazione in itinere,
- Valutazione e report
-Coinvolgimento associazioni partner
-Formazione Volontari
-Implementazione intervento
- Valutazione e report
-Coinvolgimento associazioni partner
-Formazione Volontari
-Implementazione intervento
- Valutazione e report
-Coinvolgimento associazioni partner
-Formazione Volontari
-Implementazione intervento
- Valutazione e report
-Facilitatore
-Corso “Scegliere la strada
della sicurezza
-Corso “Scegliere la strada
della sicurezza”
-Formazione specifica progetto
-Corso “Scegliere la strada
della sicurezza”
-Formazione specifica progetto
-Corso “Scegliere la strada
della sicurezza”
-Formazione specifica progetto
13
BUDGET
Voci analitiche di spesa
Personale
Dipendente ASL incaricati
- coordinamento,ricerca e costruzione alleanze, valutazione
- formazione degli operatori “sul campo”,
- gestione uscite ed eventuale presenza in esse
( dirigenti, comparto, Cooperative) .
Rimborso spese associazioni
Attrezzature
Etilometri
Boccagli
Misuratore di tempi di reazione (1 per ASL)
Opuscoli informativi
Manifesti
Pieghevoli ecc.
Formazione operatori gruppo di lavoro
Cancelleria
Rimborso km Mezzo Mobile
Convegno finale
Coordinamento inter-aziendale
100 ore dir. Med. ASL VCO
Coordinamento aziendale
Segreteria
Elaborazione dati
Sussidi
Spese di gestione e funzionamento
Spese di coordinamento
Altro
Totale
Auto/co-finanziamento
38.200,00
(9.550 x asl)
Finanziamento richiesto
16.400,00
(4.100 x asl)
5200,00
1680,00
7200,00
2000,00
1700,00
Finanziamento regionale
Ogni asl
Da definire
1485,00
.ASL VCO € 4.700
42.900,00
1.000,00
4.500,00
41.280,00
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