Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Indice
1. Premessa .....................................................................................2
2. Perché una lettura in chiave di genere ..............................................4
3. La nuova strategia della Programmazione territoriale e Progettazione
Integrata per lo sviluppo. ...................................................................6
4. L’integrazione delle pari opportunità nelle politiche di sviluppo locale ......8
5. La valutazione di impatto delle Pari Opportunità nella nuova
Programmazione territoriale in Sardegna ............................................. 11
6. L’analisi in termini di pari opportunità del Progetto Integrato............... 22
7. Proposte di linee di intervento........................................................ 29
8. Glossario.................................................................................... 41
9. Riferimenti Internet ..................................................................... 46
10. Allegato 1 - Buone Prassi............................................................. 47
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
1. Premessa
Il presente documento “Linee guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova
Progettazione integrata della Regione Sardegna” predisposto dall’Autorità per le Politiche di
Genere del POR Sardegna, con il supporto della task force del Dipartimento pari
opportunità, si propone come strumento tematico – metodologico di ausilio ai Laboratori
Territoriali per l’integrazione del principio delle Pari Opportunità tra donne e uomini in tutte
le azioni che verranno programmate.
Il documento, frutto della convinzione che integrare le politiche di pari opportunità nelle
azioni di sviluppo locale, rappresenta un fattore aggiuntivo dello sviluppo socioeconomico
del territorio e non un vincolo, vuole rappresentare un supporto per la nuova Progettazione
Integrata in Sardegna nella fase di valutazione e di progettazione degli interventi,
affinché si tenga conto del rispetto del principio di pari opportunità e dell’attuazione del
mainstreaming di genere.
In particolare si intende offrire uno strumento per la valutazione dell’impatto potenziale
sulle Pari Opportunità conseguente all’attuazione del Progetto Integrato; la valutazione si
svilupperà su due livelli:
- una valutazione dell’impatto di genere riferibile al Progetto Integrato nel suo complesso;
- una valutazione degli impatti - attesi e/o possibili - sulla condizione della popolazione
femminile riconducibili ai singoli interventi inseriti nel Progetto Integrato.
Con riferimento al primo livello di valutazione
(impatto potenziale del Progetto
Integrato), il percorso proposto mira a internalizzare il “punto di vista di genere” nell’analisi
ex ante del territorio di riferimento, per favorire un inquadramento della situazione attuale
del territorio e delle risorse umane in termini di Pari Opportunità e valorizzarne i punti di
forza per lo sviluppo economico e sociale.
Con il secondo livello di valutazione (impatto potenziale dei singoli interventi inseriti nel
Progetto Integrato), si intende ricostruire una matrice sintetica degli interventi inseriti nel
Progetto Integrato, al fine di rendere immediatamente evidenti l’insieme degli impatti diretti
ed indiretti riferibili ai progetti da realizzare per consentire l’espressione di un giudizio
complessivo sulla rilevanza dell’impatto di genere del PI.
Vuole, inoltre, rappresentare uno strumento di informazione, promozione e diffusione della
cultura delle pari opportunità, essendo la Progettazione Integrata uno strumento di
programmazione diffuso su tutto il territorio della Regione e oggetto di attenzione ed
interesse da parte di Enti Locali e soggetti privati.
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Il documento si suddivide in una prima parte introduttiva, in cui si descrive il principio di
pari opportunità e del mainstreaming di genere, presentato attraverso i vari Regolamenti
Comunitari e altri documenti ufficiali, e si esplicita il motivo per cui la lettura di “genere” di
un territorio rappresenti un utile strumento di programmazione.
Viene, successivamente, riportata una valutazione degli effetti che nel breve- medio periodo
le linee strategiche individuate nella nuova Progettazione Integrata possono generare in
termini di pari opportunità, secondo la metodologia VISPO e, prendendo spunto da “buone
prassi” a livello nazionale, si suggeriscono possibili linee di intervento che potrebbero essere
attuate sul territorio.
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
2. Perché una lettura in chiave di genere
Il principio delle pari opportunità tra donne e uomini trova, all’interno delle politiche
dell’Unione Europea, una rilevanza sempre più consistente; a partire dalla Piattaforma
globale di azione adottata dalla Quarta Conferenza mondiale sulla donna tenutasi a Pechino
nel 1995, per poi proseguire con il Trattato di Amsterdam, con il quale i Paesi membri hanno
formalizzato l’impegno e l’attenzione verso le politiche di parità e il mainstreaming di
genere.
In particolare, i Regolamenti dei Fondi Strutturali per il 2000-2006 rappresentano un punto
fondamentale del processo avviato a livello comunitario, perché individuano, nel principio di
pari opportunità fra uomini e donne, una delle priorità a cui tutti i Paesi membri devono
tendere, nelle fasi di programmazione, attuazione e valutazione delle risorse comunitarie.
Ciò significa porre l’attenzione alle possibili ricadute che l’attuazione del programma genera
sulle condizioni rispettivamente di donne e uomini in termini di miglioramento delle
condizioni di vita; l’assunzione di una “prospettiva di genere” porta, quindi, ad interrogarsi
sistematicamente sugli impatti differenziali significativi per i generi.
Il Regolamento n. 1260/1999, relativo alle disposizioni generali sui fondi strutturali, all’art.
1, capo I stabilisce che tra gli obiettivi che la Comunità persegue attraverso l’utilizzo dei
fondi vi è “la promozione della parità tra uomini e donne”.
Il Regolamento n. 1783/1999, relativo al FESR, all’art. 2, punto 2, lettera f) prevede il
sostegno alla politica di parità tra uomini e donne, “in particolare con la creazione di
imprese e mediante infrastrutture o servizi che consentano di conciliare la vita familiare con
quella professionale” .
Il Regolamento n. 1784/1999, relativo al FSE, all’art. 2, punto 1, lettera e) prevede come
campo di applicazione degli interventi, accanto ad altri, il miglioramento dell’accesso e della
partecipazione delle donne al mercato del lavoro, “compreso lo sviluppo delle carriere e
l’accesso a nuove opportunità di lavoro e all’attività imprenditoriale, e a ridurre la
segregazione verticale ed orizzontale fondata sul sesso nel mercato del lavoro”. Lo stesso
Regolamento, all’art.2, punto 2, lettera c) afferma che il fondo tiene conto della “parità tra
uomini e donne nel senso dell’integrazione delle politiche in materia di pari opportunità”
accogliendo con ciò il principio trasversale del mainstreamig di genere.
Il Regolamento n. 1257/1999, relativo al FEOGA, che all’art. 2 prevede l’abolizione delle
ineguaglianze e la promozione della parità di opportunità fra uomini e donne, in particolare
mediante il sostegno a progetti concepiti e realizzati da donne.
Si ricorda, inoltre, che il programma del Quadro Comunitario di Sostegno (QCS) ha stabilito
un obiettivo quantificato (anche se limitatamente al FSE) nel campo della promozione della
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parità fra uomini e donne e del mainstreaming di genere, equivalente al 10% delle risorse
del fondo. In riferimento all’attuazione del policy field E ( denominata “Partecipazione delle
donne al mercato del lavoro” ), nell’ambito del POR Sardegna con la misura 3.11, sono state
assegnate risorse finanziarie per € 49.586.000,00 che corrispondono a circa il 7% del totale
delle risorse complessivamente assegnate al FSE.
L’importanza di adottare un’ottica di genere parte dal presupposto che “decisioni politiche,
che appaiono neutre rispetto al sesso, possono avere un impatto differenziale sulle donne e
sugli uomini anche se tale effetto non era né voluto né previsto. Pertanto, la valutazione
d'impatto rispetto al sesso viene effettuata per evitare indesiderate conseguenze negative e
migliorare la qualità e l'efficacia delle politiche.”1
La Conferenza di Pechino invita i Governi e gli altri soggetti attivi a “inserire la prospettiva di
genere in tutte le politiche e in tutti i programmi in modo da far sì che, prima di prendere
decisioni, venga effettuata un'analisi degli effetti che ne possono derivare per le donne e per
gli uomini rispettivamente”.
Nella
Comunicazione
(COM
((96)67) 2
la
Commissione,
nell'evocare
il
principio
del
mainstreaming, ha affermato che “non bisogna limitare le azioni di promozione della parità
alla realizzazione di misure specifiche a favore delle donne; bisogna invece mobilitare
esplicitamente sull'obiettivo della parità il complesso delle azioni politiche generali”.
Le politiche rivolte a determinati gruppi di destinatari/gruppi di popolazione o che hanno
dirette implicazioni per essi sono, quindi, in maggiore o minore misura, significative in
relazione al genere.
SIGNIFICATIVITA' RISPETTO AL GENERE – UN ESEMPIO 3
Se si prende in considerazione un settore politico apparentemente neutro, quale quello dei
trasporti, un esame più attento rivela differenze sostanziali tra le donne e gli uomini nei
modelli di uso e di accesso ai mezzi pubblici e privati di trasporto. Mentre le donne hanno
accesso con minor frequenza degli uomini ad un'automobile privata, esse risultano
utilizzare con maggiore frequenza i trasporti pubblici. Di conseguenza sono le donne a
beneficiare maggiormente di miglioramenti sul piano della disponibilità e dei costi dei
trasporti pubblici. Queste disuguaglianze hanno implicazioni per la partecipazione delle
donne e degli uomini rispettivamente tra i diversi gruppi di destinatari del settore dei
trasporti. Tali disuguaglianze sono determinate dal mancato equilibrio di genere tra i
decisori in questo ambito. Esse rispecchiano le differenze di genere nella distribuzione delle
risorse (come ad esempio l'automobile privata) e rafforzano le disparità esistenti per
quanto concerne i vincoli temporali (nella misura in cui un'automobile privata corrisponde
ad un uso più efficiente del tempo). Anche il processo decisionale in seno alla famiglia per
quanto concerne l'uso di una risorsa limitata quale è l'automobile familiare tende ad essere
influenzato da norme e valori sociali come ad esempio la relativa importanza attribuita ai
bisogni rispettivi di marito e moglie.
1
Vedi il documento della Commissione Europea “Guida alla valutazione d’impatto rispetto al sesso”, 1997
COM (96) 67 def. del 21 febbraio 1996 su: "Incorporare la parità di opportunità tra le donne e gli uomini nel
complesso delle politiche e azioni comunitarie".
3
Vedi nota 1
2
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
3. La nuova strategia della Programmazione
Progettazione Integrata per lo sviluppo.
territoriale
e
Nel secondo periodo di attuazione del POR Sardegna (2004-2006), l’adozione della nuova
strategia della Programmazione territoriale e Progettazione Integrata è lo strumento per
promuovere un diverso approccio allo sviluppo della Regione, con l’obiettivo specifico di
aumentare il tasso di crescita economica e creare nuova occupazione, partendo dalla
considerazione che su tutto il territorio regionale è presente un potenziale di “risorse”
ambientali, culturali, umane rilevante e non adeguatamente utilizzato.
I Regolamenti dei Fondi Strutturali 2000-2006 hanno, infatti, previsto l’integrazione e la
promozione dello sviluppo “dal basso” come uno dei principi cardine cui ispirare i programmi
e gli interventi cofinanziati. Ciò comporta una maggiore responsabilizzazione della classe
dirigente locale, ma anche la valorizzazione di tutte le risorse presenti nel contesto
territoriale di riferimento.
La Strategia Quadro Comunitaria 4 , inoltre, prescrive che uno sviluppo non possa essere
considerato equo e sostenibile se non promuove un’adeguata partecipazione delle donne alla
vita economica e sociale della comunità.
La programmazione integrata rappresenta pertanto un terreno privilegiato per produrre
concrete azioni volte al superamento delle disparità fra uomini e donne, attraverso la
promozione dei saperi e delle competenze “di genere”, la partecipazione effettiva dei gruppi
locali alla programmazione dello sviluppo del proprio territorio, la sperimentazione di nuovi
approcci e di nuove forme di sensibilizzazione sul tema delle Pari Opportunità, coinvolgendo
in questo percorso il più ampio partenariato istituzionale, economico e sociale.
Prendendo spunto dal Modello VISPO (Valutazione di Impatto Strategico in riferimento alle
Pari Opportunità) elaborato dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, per incorporare la dimensione delle pari opportunità nel complesso
delle azioni e delle politiche di intervento, si è cercato di fornire una esemplificazione delle
azioni che possono essere finanziabili a partire dalle Linee Guida V.I.S.P.O., utilizzando lo
schema contenuto nell’opuscolo dedicato alle pari opportunità della collezione MEANS,
predisposta dalla DG XVI della Commissione Europea 5 .
Inoltre, l’Autorità per le Politiche di Genere del POR Sardegna ha elaborato e pubblicato, a
partire dal 2004 anche con il supporto tecnico della Task force del Dipartimento per le Pari
4
Comunicazione della Commissione, del 7 giugno 2000, "Verso una Strategia-quadro comunitaria per la parità tra
donne e uomini (2001-2005)" [COM(2000) 335 def. - Non pubblicata sulla Gazzetta ufficiale]
5
Si veda inoltre il documento “Evaluation of Socio Economic Development: The guide”, consultabile sull’indirizzo
http:// evalsed.info.
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Opportunità,
due
documenti
metodologici6 ,
contenenti
alcune
utili
indicazioni
per
l’applicazione della V.I.S.P.O su base regionale e alcune “buone prassi” di azioni - dirette e
indirette – che sono già state realizzate sul territorio nel primo triennio. Si rimanda,
pertanto, alla lettura di questi testi, per un approfondimento complessivo delle tematiche di
genere.
6
Regione Autonoma della Sardegna, Centro Regionale di Programmazione, “Le pari opportunità e il mainstreaming
di Genere nel POR Sardegna”, marzo 2005“; “Il principio di pari opportunità nel POR Sardegna: strumento
operativo per le pari opportunità nella gestione dei Fondi strutturali”, ottobre 2003. La brochure è consultabile sul
sito www.regione.sardegna.it/ crp/index.html
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
4. L’integrazione delle pari opportunità nelle politiche di sviluppo
locale
L’idea di fondo che ha portato all’elaborazione di queste Linee Guida è la consapevolezza
che lo sviluppo locale, inteso come processo finalizzato ad aumentare il benessere della
collettività, possa essere promosso soltanto intervenendo sui principali aspetti della vita
economica, sociale, culturale e ambientale, e che questo non potrà avvenire senza
un’integrazione di una prospettiva di genere che tenga conto dei bisogni rispettivi di uomini
e donne.
Le motivazioni per inserire l’ottica di genere in tutte le politiche, i programmi, e le azioni si
basano sull’assunto che uomini e donne hanno diversi bisogni e risorse e questa diversità
influenza il modo in cui uomini e donne accedono, usufruiscono e vivono le diverse situazioni
lavorative, personali, familiari, sociali. Va da sé, quindi, che l’uguaglianza di genere non si
caratterizza più come “un problema di donne” in quanto gli obiettivi per le Pari Opportunità
coinvolgono le politiche sociali ed economiche.
Implementare le politiche di sviluppo locale con obiettivi-azioni di pari opportunità significa
pertanto valorizzare al meglio tutte le risorse umane del territorio, donne e uomini e nel
contempo, migliorare complessivamente la qualità della vita e la competitività dei singoli
territori.
Oggigiorno, in considerazione del fatto che le prospettive di sviluppo locale sono fortemente
legate alla possibilità di integrare la conoscenza scientifico-tecnica con la conoscenza locale,
necessaria per poter puntare sia all‘innovazione che alla diversità, è importante promuovere
lo sviluppo di quel tipo di imprenditoria, come ad esempio quella femminile, fortemente
legata alla differenziazione dei prodotti e dei paesaggi, derivanti dal recupero delle
specificità locali incorporate nelle tradizioni.
In questo caso, infatti, sia le donne che i giovani rappresentano un tramite importante,
attori al centro delle relazioni familiari e sociali attraverso cui il sapere locale si forma e
viene trasmesso nel tempo, in grado di svolgere un ruolo determinante nei nuovi percorsi di
sviluppo locale, quali soggetti detentori di nuovi riferimenti culturali e di nuova conoscenza,
di supporti tecnologici e di potenzialità progettuali.
La Progettazione Integrata si configura proprio come ambiente privilegiato per costruire una
buona capacità di promuovere azioni di crescita in una logica di beneficio durevole e
misurabile per il territorio, in quanto al suo interno sono facilmente conciliabili obiettivi di
sostenibilità ambientale, di parità e di equità sociale.
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
In primo luogo, per poter favorire la condivisione degli obiettivi esplicitamente rivolti
all’applicazione dei principi di uguaglianza e garantire l’incremento qualitativo e quantitativo
della partecipazione femminile al mercato del lavoro, è indispensabile il coinvolgimento
attivo e responsabile di tutti gli attori locali, dalle imprese alle organizzazioni di categoria e
sindacali, agli enti pubblici, alle istituzioni di parità, sin dalle fasi di definizione degli
interventi.
In secondo luogo, per poter adottare una politica di pari opportunità è necessario
promuovere proposte e progetti che adottino esplicitamente, come indicatore di coerenza,
l’applicazione delle politiche di Pari Opportunità sul territorio con le imp rese, gli enti e le
agenzie formative. Le iniziative volte a migliorare il tasso di partecipazione delle donne al
lavoro, la diffusione di servizi territoriali ed iniziative che favoriscano la conciliazione fra
lavoro e famiglia e la nascita di iniziative per sostenere l’occupabilità e l’imprenditorialità
delle donne, sono alcuni degli esempi possibili per il raggiungimento dell’obiettivo.
Inoltre, per l’applicazione del principio del mainstreaming di genere, è importante che la
strategia di sviluppo adottata o che si intende adottare, abbia un occhio di riguardo
all’integrazione con politiche di pari opportunità e di inclusione sociale.
Di seguito si riportano alcune tipologie di azioni che si possono promuovere e attivare nei
vari territori e che garantiscono una adeguata integrazione delle politiche economiche con le
politiche di pari opportunità e con le politiche sociali.
Esemplificazione di azioni per l’integrazione tra politiche per le pari
opportunità e politiche di sviluppo sostenibile
-
promuovere un processo di sviluppo ecosostenibile del territorio in relazione alla
accoglienza dei nuclei familiari, al supporto delle attività legate alle responsabilità
familiari nella prospettiva di acquisizione di un tenore di vita socialmente e
economicamente sostenibile per donne e uomini,
-
favorire le azioni di informazione, sensibilizzazione, approfondimento, che pongano le
politiche di sviluppo del territorio in relazione alle politiche ambientali e alle politiche
di pari opportunità, con un coinvolgimento di tutti i soggetti che operano nel
territorio,
-
favorire il coinvolgimento delle donne in tutte le fasi di produzione e promozione dei
prodotti locali perseguendo, contemporaneamente, la valorizzazione conservativa
delle risorse produttive, ambientali e culturali esistenti sul territorio,
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
-
valorizzare la componente femminile nella diffusione della cultura e della cura del
territorio come strumento privilegiato di trasferimento alle generazioni più giovani di
una “cultura positiva” del territorio e di cura dell’ambiente in generale.
Esemplificazione di azioni per l’integrazione tra le politiche di inclusione
sociale e le politiche di sviluppo sostenibile
-
avviare progetti di inclusione sociale rivolti alle fasce più deboli, ai portatori di
handicap e agli anziani,
-
promuovere una campagna divulgativa, pubblico-privato, di informazione e di
orientamento
formativo
diretta
alle
imprese
e
alle
famiglie
del
territorio
di
riferimento,
-
favorire il miglioramento della qualità di accoglienza dei cittadini extracomunitari,
-
rafforzare le imprese che operano nel campo dell’economia sociale,
-
rafforzare l’attività in rete dei servizi destinati alle fasce più deboli della popolazione.
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
5. La valutazione di impatto delle Pari Opportunità nella nuova
Programmazione territoriale in Sardegna
In linea con il modello VISPO (e con la strategia quadro comunitaria), il POR Sardegna ha
adottato la logica del doppio binario (dual approach), in cui all’attuazione di politiche di pari
opportunità (politiche dirette), si affiancano anche politiche di mainstreaming (politiche
indirette).
Si definiscono interventi ad impatto potenziale diretto le operazioni di cui sono specifiche ed
esclusive destinatarie le donne (ad es. misura 3.11 del POR) e le operazioni che, seppure
rivolte indistintamente a donne e uomini, prevedono esplicitamente il perseguimento di
precisi obiettivi e risultati a favore delle donne ( ad es. misura 3.2, 3.10 del POR). Sono
invece considerati interventi ad impatto potenziale indiretto, quelle operazioni a chiunque
dirette (uomini, donne e imprese), da cui scaturiscono realizzazioni che contribuiscono alla
creazione o al rafforzamento di un contesto facilitante per le donne, grazie a migliori
prospettive occupazionali, migliori infrastrutture e servizi potenziati7 .
Il principio di pari opportunità è sicuramente più visibile nelle misure generali che
riguardano le risorse umane, poiché si tratta di iniziative destinate alle persone. Tuttavia,
l’intervento sui sistemi e sulle imprese è possibile e necessario per introdurre delle
variazioni di contesto indispensabili per garantire una crescita equa e sostenibile dei
territori.
Nell’ambito della nuova Progettazione Integrata in Sardegna sarà adottata una strategia
articolata nelle seguenti quattro linee strategiche e varie linee di intervento:
7
Al riguardo si veda l’approfondimento tematico sulle pari opportunità presentato dal Valutatore Indipendente del
POR Sardegna nel Rapporto di Valutazione Intermedia al 31.12.2003.
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Linee di intervento
Azioni strategiche
A. Azioni per l’inclusione sociale.
Prevenzione della dispersione scolastica.
Integrazione sociale e lavorativa delle fasce deboli della popolazione.
Sviluppo dei servizi essenziali per la popolazione delle aree rurali.
Sviluppo dell’istruzione e della formazione permanente.
Miglioramento dell’accessibilità delle aree interne e dei territori rurali.
Sviluppo della sicurezza e della legalità nelle aree a maggior criticità.
B. Azioni
per
competitività
regionale.
Realizzazione di sistemi di trasporto per le persone e per le merci, da e verso il territorio regionale, efficaci e
sostenere
la
competitivi e che permettano di ridurre le diseconomie derivanti dall’insularità.
del
sistema
Ammodernamento, integrazione e qualificazione del sistema regionale dell’istruzione e della formazione.
Sostegno all’innalzamento del tasso di laureati nella regione e alla partecipazione degli stessi a percorsi formativi
post-laurea ad elevata specializzazione.
Potenziamento e integrazione del sistema regionale della ricerca scientifica e tecnologica e sostegno alle politiche
per il trasferimento tecnologico e l’innovazione.
Sviluppo della Società dell’Informazione nella pubblica amministrazione, nelle scuole, nelle imprese e nelle
famiglie.
Innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione regionale e locale per un forte recupero di
efficienza e di qualità dei servizi erogati.
Sostegno ai processi di innovazione, di cooperazione e di internazionalizzazione delle imprese che operano nei
settori strategici dell’economia regionale anche attraverso azioni di formazione continua degli imprenditori e il
sostegno alla creazione di reti di imprese.
Sostegno al potenziamento ed allo sviluppo del ruolo strategico delle città per la localizzazione di funzioni
avanzate e servizi innovativi.
C. Azioni per la sostenibilità
ambientale, la tutela e la
valorizzazione del patrimonio
ambientale e culturale della
regione.
Sviluppo delle conoscenze in campo ambientale, monitoraggio continuo dello stato dell’ambiente e diffusione tra i
cittadini della cultura della tutela e della sostenibilità ambientale.
Sviluppo e realizzazione di reti, sistemi e modelli di funzionamento sostenibili per la gestione del ciclo integrato
delle acque.
Sviluppo e realizzazione di reti, sistemi e modelli di funzionamento sostenibili per la filiera dei rifiuti (raccolta
differenziata, riciclaggio, compostaggio, etc.).
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Tutela e protezione del suolo e dei sistemi naturali attraverso l’utilizzo di tecniche rispettose dell’ambiente.
Tutela e valorizzazione delle aree della Rete Ecologica regionale (Aree Protette, Aree SIC, Aree ZPS).
Tutela e valorizzazione delle coste e delle isole minori.
Tutela e valorizzazione del patrimonio forestale.
Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico.
Riqualificazione e valorizzazione delle aree degradate nelle città e nei centri minori e sviluppo di azioni innovative
di recupero degli insediamenti abitativi.
Potenziamento e sviluppo della mobilità sostenibile nelle aree urbane.
Sostegno all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili e all’adozione di tecnologie per il risparmio energetico per usi
civili e produttivi.
D. Azioni per la realizzazione di
iniziative locali di sviluppo e
occupazione.
Sostegno alla creazione e allo sviluppo di modelli innovativi di turismo sostenibile.
Sostegno alla creazione e allo sviluppo dei sistemi turistici locali ed alla fruizione del patrimonio ambientale e
culturale.
Sostegno ad azioni pilota di cooperazione e integrazione, nel comparto del turismo, tra aree forti (aree costiere) e
aree deboli (aree interne ricche di emergenze ambientali, culturali e paesaggistiche).
Sostegno alla creazione e allo sviluppo delle filiere agroalimentari.
Sostegno alla creazione e allo sviluppo di economie multi-reddito nelle aree rurali attraverso la diversificazione
delle attività agricole e pastorali.
Sostegno alla creazione e allo sviluppo di reti di imprese innovative nei settori dell’artigianato (artistico,
tradizionale, restauro, etc.)..
Sostegno alla creazione e allo sviluppo di imprese e reti di imprese innovative nei settori dell’ambiente, delle
biotecnologie, dell’ICT, e, più in generale, nei settori in cui la Sardegna presenta significativi addensamenti
produttivi (es. sughero, marmi e graniti, etc.).
Sostegno alla creazione di strumenti e reti di cooperazione istituzionale tra Enti locali.
Sostegno allo sviluppo dell’economia sociale.
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
In relazione alle diverse linee strategiche e alle singole linee di intervento, si è proceduto ad
una valutazione dei possibili effetti derivanti nel breve- medio termine sulle pari opportunità,
per analizzare e rilevare la diversa incidenza sui 4 obiettivi adottati dalla metodologia
VISPO, che ricordiamo essere:
OBIETTIVO 1 – Miglioramento delle condizioni di vita al fine di rispondere meglio ai bisogni
delle donne;
OBIETTIVO 2 – Miglioramento dell’accessibilità delle donne al mercato del lavoro e alla
formazione;
OBIETTIVO 3 – Miglioramento della situazione lavorativa delle donne sul posto di lavoro e
redistribuzione del lavoro di cura;
OBIETTIVO 4 – Promozione della partecipazione delle donne alla creazione di attività socio
economiche.
Lo scopo della valutazione è quello di verificare su quali esigenze si intende intervenire con
la programmazione e attuazione del Progetto Integrato, ossia, a quali priorità e questioni, in
termini di pari opportunità, si vuole rispondere sulla base delle scelte di programmazione
effettuate.
Pertanto, a partire dalla definizione di questi quattro Obiettivi, si è proceduto a:
-
Una classificazione delle linee strategiche e singole linee di intervento previste nella
Progettazione Integrata secondo i quattro obiettivi primari succitati;
-
Una loro classificazione in funzione dell’impatto potenziale (alto, medio, basso, non
evidente) per favorire le Pari Opportunità;
-
Una descrizione degli impatti attesi attraverso una lettura dell’interpretazione del
potenziale impatto di genere.
A livello di singola linea strategica, la valutazione di impatto potenziale si rivela, pertanto,
strumento indispensabile proprio al fine di mettere in evidenza sia quanto è già stato
previsto dall’Amministrazione per la valorizzazione delle Pari Opportunità e del principio del
mainstreaming che eventuali ed ulteriori spazi di azione al fine di migliorare l’intervento
pubblico in tali ambiti8 .
Più in dettaglio, la determinazione del livello di impatto atteso è stata elaborata assegnando
un livello di incidenza potenziale su ciascun obiettivo specifico:
8
Si veda : Isfol-DPO, Linee Guida per l’attuazione del principio di pari opportunità per uomini e donne e valutazione
dell’impatto equitativo di genere nella programmazione operativa (V.I.S.P.O Valutazione Impatto Strategico Pari
Opportunità), Giugno 1999; Cles-DPO, Documenti di programmazione Obiettivo 1. Lettura di genere, Giugno
2002; DPO, Ob.1: Stato di attuazione delle Linee Guida VISPO. Indicazioni per la riprogrammazione, Luglio 2003.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
?
Alto (A ), nel caso in cui vi sia un impatto diretto molto significativo nel breve periodo;
?
Medio (M ), se si palesa un impatto diretto significativo nel medio periodo;
?
Basso (B ), se si prospetta un impatto diretto poco significativo o, di contro, un impatto
indiretto significativo nel medio periodo;
?
Non Evidente (NE), se l’impatto non è significativo o non è evidente.
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Linea/azione strategica
A. Azioni per l’inclusione sociale.
Impatto diretto sulle p.o. nel breve-medio periodo
Contesto di
vita
Situazione
occupazionale
Partecipazione
alla creazione
di attività
socioeconomiche
A
A
B
Prevenzione della dispersione scolastica.
Integrazione sociale e lavorativa delle fasce deboli della
popolazione.
A
Sviluppo dei servizi essenziali per la popolazione delle aree
rurali.
M
A
M
Sviluppo dell’istruzione e della formazione permanente.
Miglioramento dell’accessibilità delle aree interne e dei territori
rurali.
Sviluppo della sicurezza e della legalità nelle aree a maggior
criticità.
Accesso al
mercato del
lavoro e alla
formazione
NE
M
A= alto; M= medio; B= basso; NE =non evidente
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Linea/azione strategica
B.
Azioni per sostenere la competitività del sistema regionale.
Realizzazione di sistemi di trasporto per le persone e per le merci, da
e verso il territorio regionale, efficaci e competitivi e che permettano
di ridurre le diseconomie derivanti dall’insularità.
Ammodernamento, integrazione e qualificazione del sistema regionale
dell’istruzione e della formazione.
Sostegno all’innalzamento del tasso di laureati nella regione e alla
partecipazione degli stessi a percorsi formativi post-laurea ad elevata
specializzazione.
Potenziamento e integrazione del sistema regionale della ricerca
scientifica e tecnologica e sostegno alle politiche per il trasferimento
tecnologico e l’innovazione.
Sviluppo
della
Società
dell’Informazione
nella
pubblica
amministrazione, nelle scuole, nelle imprese e nelle famiglie.
Innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione
regionale e locale per un forte recupero di efficienza e di qualità dei
servizi resi.
Sostegno ai processi di innovazione, di cooperazione e di
internazionalizzazione delle imprese che operano nei settori strategici
dell’economia regionale anche attraverso azioni di formazione
continua degli imprenditori e il sostegno alla creazione di reti di
imprese.
Sostegno al potenziamento ed allo sviluppo del ruolo strategico delle
città per la localizzazione di funzioni avanzate e servizi innovativi.
Impatto diretto sulle p.o. nel breve-medio periodo
Contesto di
vita
Accesso al
mercato del
lavoro e alla
formazione
Situazione
occupazionale
Partecipazione
alla creazione
di attività
socioeconomiche
M
M
M
B
M
M
M
M
A
A= alto; M= medio; B= basso; NE =non evidente
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
17
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Linea/azione strategica
Impatto diretto sulle p.o. nel breve-medio periodo
Contesto di
vita
Accesso al
mercato del
lavoro e alla
formazione
Sviluppo delle conoscenze in campo ambientale, monitoraggio
continuo dello stato dell’ambiente e diffusione tra i cittadini
della cultura della tutela e della sostenibilità ambientale.
M
M
Sviluppo e realizzazione di reti, sistemi e modelli di
funzionamento sostenibili per la gestione del ciclo integrato
delle acque.
M
Sviluppo e realizzazione di reti, sistemi e modelli di
funzionamento sostenibili per la filiera dei rifiuti (raccolta
differenziata, riciclaggio, compostaggio, etc.).
M
Tutela e protezione del suolo e dei sistemi naturali attraverso
l’utilizzo di tecniche rispettose dell’ambiente.
A
Tutela e valorizzazione delle aree della Rete
regionale (Aree Protette, Aree SIC, Aree ZPS).
A
C.
Azioni per la sostenibilità ambientale, la tutela e la
valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale della
regione.
Ecologica
Tutela e valorizzazione delle coste e delle isole minori.
Situazione
occupazionale
Partecipazione
alla creazione
di attività
socioeconomiche
B
B
M
NE
Potenziamento e sviluppo della mobilità sostenibile nelle aree
urbane.
A
Sostegno all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili e
all’adozione di tecnologie per il risparmio energetico per usi
civili e produttivi.
M
A= alto; M= medio; B= basso; NE =non evidente
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
18
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Linea/azione strategica
Impatto diretto sulle p.o. nel breve-medio periodo
Situazione
occupazionale
Partecipazione
alla creazione
di attività
socioeconomiche
Sostegno alla creazione e allo sviluppo di modelli innovativi di
turismo sostenibile.
M
M
Sostegno alla creazione e allo sviluppo dei sistemi turistici
locali ed alla fruizione del patrimonio ambientale e culturale.
M
M
Sostegno ad azioni pilota di cooperazione e integrazione, nel
comparto del turismo, tra aree forti (aree costiere) e aree
deboli (aree interne ricche di emergenze ambientali, culturali e
paesaggistiche).
M
M
Sostegno alla
agroalimentari.
filiere
M
M
Sostegno alla creazione e allo sviluppo di economie multireddito nelle aree rurali attraverso la diversificazione delle
attività agricole e pastorali.
M
M
Sostegno alla creazione e allo sviluppo di reti di imprese
innovative nei settori dell’artigianato (artistico, tradizionale,
restauro, etc.)..
M
M
Sostegno alla creazione e allo sviluppo di imprese e reti di
imprese
innovative
nei
settori
dell’ambiente,
delle
biotecnologie, dell’ICT, e, più in generale, nei settori in cui la
Sardegna presenta significativi addensamenti produttivi (es.
sughero, marmi e graniti, etc.).
M
D.
Azioni per la realizzazione di iniziative locali di sviluppo
e occupazione.
creazione
e
allo
sviluppo
delle
Sostegno alla creazione di strumenti e reti di cooperazione
istituzionale tra Enti locali.
Sostegno allo sviluppo dell’economia sociale.
Contesto di
vita
Accesso al
mercato del
lavoro e alla
formazione
M
A
A
A= alto; M= medio; B= basso; NE =non evidente
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
19
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
La Linea strategica A. Azioni per l’inclusione sociale realizza tutti gli obiettivi VISPO, pur con
diverse intensità. Infatti, coerentemente con il principio di parità, intende promuovere le
politiche di inclusione sociale quale elemento trasversale e qualificante del processo di
sviluppo in una logica di intervento sociale del territorio e mira a contribuire alla diffusione
di un approccio allo sviluppo che tenga conto delle priorità di inclusione sociale e di lotta
all’esclusione e alla segregazione delle fasce deboli.
Oltre a contribuire al miglioramento delle condizioni di vita, anche femminili, nello specifico
la presente azione mira a:
? il potenziamento dei servizi alla persona, alla comunità, in particolare asili nido e
servizi di prossimità volti a promuovere la partecipazione femminile al mercato del
lavoro
? integrazione sociale e lavorativa delle fasce deboli della popolazione
? lo sviluppo di servizi rivolti agli anziani e alle fasce deboli della popolazione.
? la valorizzazione e il sostegno alle responsabilità familiari, sostenendo e valorizzando
le capacità genitoriali, le pari opportunità e la condivisione della responsabilità tra
uomini e donne promuovendo una visione positiva delle persone anziane;
? il rafforzamento dei diritti dei minori, consolidando e qualificando le risposte per
l'infanzia e l'adolescenza;
? il potenziamento degli interventi a contrasto della povertà;
? il sostegno con servizi domiciliari per persone non autosufficienti (specie le disabilità
gravi)
? la valorizzazione e il sostegno alle politiche finalizzate a migliorare la sicurezza
dell'ambiente sociale anche con azioni orientate alla diffusione di una cultura di
legalità e di rispetto delle diversità di ciascun indiv iduo
Si considerano pertinenti alla soddisfazione del principio equitativo di genere gli interventi
rivolti al miglioramento della qualità della vita delle famiglie, il potenziamento dei servizi
sociali etc., interventi che agevolano la conciliazione.
La Linea strategica B. Azioni per sostenere la competitività del sistema regionale, risulta
aperta per gli impatti potenziali di genere sulle opportunità di accesso al mondo del lavoro e
alla formazione, sulle opportunità di miglioramento delle donne nei luoghi di lavoro con
particolare
riferimento
alla
promozione
dei
percorsi
di
carriera,
e
in
generale
sul
miglioramento delle condizioni di vita.
Particolarmente sensibile al tema della conciliazione tra vita familiare - lavorativa è l’azione
“Sostegno al potenziamento ed allo sviluppo del ruolo strategico delle città per la
localizzazione di funzioni avanzate e servizi innovativi”, in quanto si pone l’accento su vari
temi, tra i quali quello del miglioramento della vivibilità urbana, facendo riferimento alla
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
20
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
necessità di offrire un pacchetto di servizi “sensibile” alle differenziate esigenze dell’utenza
al fine di garantire il rispetto delle pari opportunità tra le diverse categorie di cittadini. A
questo proposito osserviamo che la necessità di realizzare un complesso di servizi che renda
conciliabile la vita professionale e quella familiare, in particolare per le donne, viene
individuata all’interno delle linee guida di attuazione del principio di pari opportunità come
area prioritaria sulla quale agire per garantirne il rispetto. Potrà essere importante, in
questo caso promuovere l’attivazione di servizi e politiche “family friendly”, quali: politiche e
piani di tempi e orari, rafforzamento e diversificazione dell’offerta di servizi di base ad alta
valenza sociale, accessibilità, basso costo, prossimità dei servizi offerti,
il potenziamento
dei servizi alla persona, alla comunità e al sistema produttivo, interventi infrastrutturali
mirati a migliorare la vivibilità delle aree urbane, l’esplicito riferimento alle politiche di pari
opportunità
rivolte
ad
anziani,
bambini
e
soggetti
svantaggiati
la
cui
cura
ricade
principalmente sulla popolazione femminile.
In
questo
caso
l’approccio
del
mainstreaming potrà
essere
applicato
attraverso
il
perseguimento dell’obiettivo di facilitare la partecipazione femminile al mondo del lavoro
attraverso una redistribuzione del lavoro di cura.
La Linea strategica C. Azioni per la sostenibilità ambientale, la tutela e la valorizzazione del
patrimonio ambientale e culturale della regione, finalizzata alla valorizzazione delle risorse
naturali ed ambientali, a migliorare la qualità e la tutela del patrimonio naturalistico, allo
sviluppo compatibile oltre che ad accrescere l’offerta di beni e servizi in tale settore, incide
prevalentemente sulle opportunità occupazionali e sulla creazione di condizioni di contesto
che possano, attraverso opportune linee di indirizzo, favorire l’accesso al mercato del lavoro
o la partecipazione alla creazione di attività socio economiche. Inoltre, presenta un impatto
potenziale di genere soprattutto nel miglioramento delle condizioni di vita, anche femminili.
Infatti è presente l’opportunità di utilizzare gli interventi di valorizzazione e sviluppo delle
attività economiche di carattere ambientale che potrebbero avere impatti significativi sulla
promozione dell’autoimprenditorialità femminile. In particolare può essere valorizzato il
rapporto tra lo sviluppo dell’artigianato locale, le attività di valorizzazione e conservazione
delle risorse naturali e il coinvolgimento in essi del lavoro femminile.
Linea strategica D. Azioni per la realizzazione di iniziative locali di sviluppo e occupazione: la
linea strategica presenta un significativo impatto potenziale sulla promozione della
partecipazione delle donne alla creazione di attività socio-economiche attraverso gli
interventi
a
supporto
della
valorizzazione
del
patrimonio,
interventi
a
favore
del
miglioramento ambientale delle condizioni produttive e sull’occupazione femminile.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
21
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
L’impatto di genere può essere rafforzato accrescendo la possibilità di inserimento
lavorativo per le donne nei vari settori coinvolti. Si evidenzia l’impatto potenziale sulla
promozione della partecipazione delle donne alla creazione di attività socio-economiche
attraverso attività artigianali tipiche. E’ ipotizzabile un impatto di genere significativo,
considerando la maggiore propensione delle donne nell’intraprendere percorsi formativi
artistico-culturali
e quindi la possibilità di promuovere l’occupazione femminile in questo
settore. La strategia comporta impatti significativi sul miglioramento delle condizioni di vita,
anche femminili, attraverso la crescita dell’offerta del patrimonio culturale fruibile e delle
attività connesse.
Inoltre nei Settore dell’Industria, del Commercio, dei Servizi e dell’Artigianato viene
individuato tra gli obiettivi quello di favorire la nascita e/o la localizzazione di nuove attività
e nuove imprese, specie in iniziative che assicurino buone prospettive di crescita e di
integrazione con il territorio, anche nel terzo settore dell’economia sociale, e con attenzione
allo sviluppo dell’imprenditorialità e dell’occupazione femminile.
Il risultato atteso è la promozione di attività e imprese, soprattutto a finalità sociale, nel
campo dei servizi alla persona e alla comunità.
Spazi per la promozione del principio di Pari Opportunità possono essere ricavati nel
sostegno alle imprese femminili sia negli interventi volti all’integrazione e al potenziamento
delle filiere produttive regionali sia negli interventi volti allo sviluppo della cooperazione
produttiva interregionale.
6. L’analisi in termini di pari opportunità del Progetto Integrato
Come specificato in premessa, la valutazione dell’impatto potenziale del Progetto Integrato
nel suo insieme, mira a internalizzare il “punto di vista di genere” nell’analisi ex ante del
territorio di riferimento, per favorire un inquadramento della situazione attuale del territorio
e delle risorse umane in termini di Pari Opportunità e valorizzarne i punti di forza per lo
sviluppo economico e sociale.
Di seguito ci soffermiamo su come si costruisce l’analisi di genere dei processi territoriali
(fase A) e come poi si vanno a delineare le azioni che compongono la strategia per superare
le disparità e valorizzare le risorse umane e professionali con l’obiettivo di concorrere allo
sviluppo socioeconomico di un territorio (fase B).
FASE A - Analisi di contesto
L’analisi del contesto dal punto di vista delle pari opportunità consente di identificare i
bisogni, le priorità e le strategie. Per far questo l’analisi di contesto non può essere
“neutra”, ma deve innanzitutto– laddove possibile – descrivere la situazione attraverso
statistiche disaggregate per sesso.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
22
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Le principali aree di indagine sono le seguenti9 :
Sistema infrastrutturale:
-
Servizi sociali e socio-sanitari (asili nido, centri di aggregazioni per minori/anziani e
centri di cura per minori/anziani/disabili, consultori);
-
Servizi che favoriscono l’inserimento lavorativo (centri per l’impiego, sportello
-
informagiovani, centri di orientamento, centri risorse per l’occupabilità femminile);
-
Numero e tipologie di scuole presenti nel Comune;
-
Dotazioni di reti telematiche e informatiche nel sistema pubblico e privato (es.
internet, intranet, portali, e-government, firme digitali);
-
Patrimonio beni culturali patrimonio beni ambientali (composizione per genere dei
soggetti gestori del patrimonio e operatori del settore);
-
Parchi pubblici, aree verdi, riserve, aree protette;
-
Individuazione di elementi di rischio per l’ambiente.
Sistema socio-demografico:
-
Popolazione residente per sesso ed età;
-
Popolazione residente per sesso e titolo di studio;
-
Densità popolazione (uomini e donne);
-
Tasso di natalità;
-
Tasso di mortalità;
-
Popolazione residente portatrice di handicap (per sesso e titolo di studio);
-
Flussi migratori (caratteristiche socio-anagrafiche);
-
Caratteristiche socio-anagrafiche degli immigrati (centri di accoglienza, servizi per
l’integrazione socio-culturale)
Mercato del lavoro:
-
Tasso di attività maschile e femminile (per sesso e classe di età);
-
Tasso di occupazione maschile e femminile (per sesso e classe di età);
-
Tasso di disoccupazione maschile e femminile (per sesso e classe di età);
-
Composizione della popolazione (forze di lavoro e non forze di lavoro) per condizione
professionale sesso e classe di età;
-
Numero di lavoratori immigrati (per sesso e classe di età);
-
Numero di lavoratori portatori di handicap (per sesso e classe di età);
-
Tasso di natalità imprenditoriale (per settore, e per titolarità femminile e maschile);
-
Tasso di imprenditorialità femminile;
-
Tasso di mortalità imprenditoriale (per settore, e per titolarità femminile e
maschile);
9
Estratto dai “Quaderni in genere”, Regione Campania, Pari Opportunità, n. 3 “Linee guida per le Pari Opportunità
nei Progetti Integrati”, settembre 2003.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
23
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Sistema socio-economico:
-
Unità locali e addetti per settore di attività economica
-
Quota di addetti per settore (uomini e donne). In particolare, rilevare la presenza di
lavori tradizionali (per tipologia e titolarità maschile e femminile) e la quota di
addetti alla gestione di attività connesse all’accoglienza turistica (per tipologia e
-
titolarità maschile e femminile);
-
Occupati per posizione nella professione per sesso;
-
Presenza di donne nei luoghi decisionali (politici, socio economici);
-
Presenza di cooperative sociali;
-
Presenza di associazioni femminili.
Politiche ed azioni per le Pari Opportunità:
Si può fare riferimento alle politiche locali, regionali, nazionali e comunitarie in materia di
Pari Opportunità (es. politiche strutturali, politiche per il lavoro, politiche per la conciliazione
fra vita lavorativa e vita familiare ecc.), già attuate sul territorio di riferimento ovvero in
fase di attuazione. L’attenzione va rivolta alle azioni positive messe in atto dai singoli
territori interessati, cioè agli interventi specificamente indirizzati alle donne con l’obiettivo di
eliminare e prevenire la discriminazione o di compensare gli svantaggi in termini economici
e sociali (ad es.: n. progetti volti alla rimozione degli ostacoli economici e sociali che
impediscono alle donne di avere pari opportunità nel mercato del lavoro e attuati presso i
Comuni, le Province, le associazioni no profit, le associazioni femminili del territorio ecc.).
Anche se oggigiorno sono disponibili dei dati disaggregati1 0 , permangono spesso notevoli
difficoltà a reperire tutte le informazioni necessarie. In questo caso, è possibile sostituire ai
dati quantitativi, una descrizione qualitativa del settore.
A partire da questa lettura, che ci indica per esempio l’offerta e la domanda di lavoro per
uomini e per donne di un determinato territorio, la presenza o la carenza di servizi “di cura”
e di accoglienza, che possono facilitare una migliore conciliazione dei tempi e degli orari di
lavoro e familiari ecc., dobbiamo completare il quadro territoriale con l’analisi – sempre in
un’ottica di genere – dei punti di forza e di debolezza, delle opportunità e dei rischi che
potrebbero influenzare positivamente o negativamente la dimensione delle Pari Opportunità
(Analisi SWOT).
10
Il riferimento per la raccolta di dati statistici è l’Istituto nazionale di Statistica: i dati disponibili on line sono
gratuiti e accessibili dal sito www.istat.it e dalle banche dati tematiche collegate al sito; le pagine web contenenti
dati si possono consultare, stampare, scaricare e rielaborare. I dati non disponibili on line si possono consultare
presso il l'Ufficio Regionale dell'Istat (Via Firenze, 17, Cagliari, tel. 070/34998700-1; fax 070/34998732-3; E –mail
[email protected]). Indagini sull’andamento del mercato del lavoro e informazioni relative alle unità produttive, agli
occupati, disoccupati, all’andamento demografico e dai flussi di manodopera sia nel settore privato che in quello
pubblico in Sardegna vengono periodicamente aggiornate anche dall’Osservatorio Regionale del Lavoro,
http://www.regione.sardegna.it/agenziadellavoro/osservatorio.htm.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
24
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Più dettagliatamente, l’applicazione dell’analisi SWOT va sviluppata in riferimento alle
quattro variabili/obiettivo identificate nella metodologia VISPO – Valutazione impatto
strategico pari opportunità.
In particolare:
- l’analisi dei punti di forza e di debolezza, che rappresentano le cause strutturali della
condizione della popolazione femminile nel territorio e/o settore di intervento del territorio
di riferimento. I punti di forza sono le caratteristiche attuali del territorio/settore che
favoriscono o promuovono il miglioramento generale delle condizioni di vita e di
indipendenza delle donne; tali qualità specifiche possono supportare e valorizzare ulteriori
iniziative e politiche di livello territoriale per le pari opportunità. I punti di debolezza sono le
caratteristiche del territorio/settore che incidono negativamente sulle condizioni di vita e di
indipendenza delle donne e che possono, direttamente o indirettamente, ostacolare,
impedire o rendere inefficaci iniziative e politiche di livello territoriale finalizzate alle pari
opportunità.
- l’analisi delle opportunità e dei rischi, che rappresentano gli elementi esterni al
territorio di riferimento che potrebbero influenzare, positivamente o negativamente, la
dimensione delle pari opportunità. Le opportunità sono le condizioni esterne, indipendenti
dalle caratteristiche intrinseche del territorio di riferimento, che possono facilitare la
valorizzazione dei punti di forza e/o la riduzione dei punti di debolezza; i rischi sono le
condizioni esterne, indipendenti dalle caratteristiche del territorio di
riferimento, che
possono ostacolare la valorizzazione dei punti di forza e/o la riduzione dei punti di
debolezza.
FASE B – Individuazione delle azioni che producono impatti sulle pari opportunità
A partire dall’analisi di contesto, occorre individuare e raccogliere dal territorio le
azioni/interventi “premianti” che incidono sulla parità di opportunità. Sempre prendendo a
riferimento le quattro variabili/dimensioni della VISPO, è necessario accompagnare, con una
breve descrizione, come le azioni/intervento si collocano rispetto al miglioramento delle
condizioni di vita, al miglioramento dell’accesso al lavoro delle donne, all’aumento della
occupazione femminile, alla partecipazione diretta delle donne al lavoro autonomo e alla
creazione di impresa.
Per fare solo qualche esemplificazione, l’avvio di corsi di formazione rivolti alle donne in un
determinato
settore
strategico,
concorre
ad
aumentare
l’occupabilità
femminile,
o
l’investimento di risorse in servizi di cura (asilo nido, ludoteca ecc.) va ad incidere sul
miglioramento delle condizioni di vita delle donne, perché consente loro una migliore
organizzazione familiare ecc. Queste operazioni concorrono ad acquisire dei punti di
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
25
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
premialità, oltre che consentire la piena valorizzazione delle risorse umane e professionali
del territorio di riferimento.
E’ importante che, sin dalla fase di programmazione, vengano coinvolte nei tavoli di
concertazione, gli organismi e le associazioni di donne, le referenti di pari opportunità,
laddove presenti, che possono dare un contributo per migliorare l’ottica di “genere”,
nell’immaginare quale modello di sviluppo si voglia perseguire nel proprio territorio.
Il partenariato, come abbiamo indicato in premessa, ha assunto e assume una valenza
importante nella programmazione integrata; più il tavolo di concertazione è rappresentativo
di tutte le realtà, maggiore sarà il coinvolgimento attivo dei soggetti che concorrono a
migliorare il contesto sociale ed economico.
Si riportano a titolo esemplificativo alcune possibili azioni da attuare sul territorio al fine di
migliorare le condizioni di vita e perseguire le pari opportunità:
1. Miglioramento delle condizioni di vita delle donne
?
alleggerimento dei vincoli legati alla responsabilità dei figli minori o di altre
persone a carico, incrementando le dotazioni infrastrutturali e i servizi alle
famiglie e alle persone (asili nido, mense, ludoteche ecc.), in un quadro di
redistribuzione del lavoro di cura e per la soddisfazione dei bisogni sociali di
base;
?
migliore integrazione e rafforzamento della capacità di iniziativa delle donne in
aree rurali grazie a sistemi di trasporto più adatti;
?
diffusione di servizi di prossimità e reti telematiche; promozione di azioni volte
all’emersione del lavoro sommerso e alla regolarizzazione dei lavoratori e delle
lavoratrici;
maggiore
aiuto
per
gestire
i
problemi
sociali
attraverso
il
miglioramento dell’offerta di servizi (pianificazione familiare, sostegno alle donne
vittime di violenza, di molestie sessuali ecc.);
?
promozione di azioni che rafforzino la disponibilità di funzioni innovative, anche
attraverso la diffusione di reti telematiche e l’offerta di servizi urbani e
metropolitani;
?
migliore flessibilità delle condizioni di lavoro, azioni che favoriscono l’efficienza
della Pubblica Amministrazione, dei suoi processi decisionali, e l’accesso delle
donne alle carriere e ai ruoli dirigenziali.
2. Accesso delle donne al Mercato del Lavoro:
? azioni per ridurre la segregazione uomini/donne settoriale e verticale nell’educazione
e formazione, miglioramento della qualità dei servizi e delle infrastrutture del
sistema formativo e scolastico, in un’ottica di genere, promozione di alta formazione;
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
26
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
miglioramento delle prospettive di impiego delle giovani donne (orientamento verso
mestieri e professioni innovative);
? promozione e diffusione di competenze e di empowerment femminile nella Pubblica
Amministrazione, nelle organizzazioni che rappresentano le parti sociali, nel settore
del credito;
? sostegno ad iniziative imprenditoriali nei settori ad alta concentrazione femminile,
nelle attività produttive legate all’uso di risorse naturali e culturali locali, favorendo
le migliori tecnologie disponibili, con particolare attenzione alla valorizzazione delle
competenze femminili;
? migliore adattamento dell’offerta di lavoro in rapporto alle aspettative femminili;
adattamento dei contenuti delle azioni di formazione alle aspettative particolari delle
donne (settori di formazione-chiave per la loro futura carriera professionale),
formazione di nuove figure professionali e miglioramento delle risposte a specifiche
difficoltà quale ad esempio l’organizzazione del tempo;
? aiuto personalizzato per la ricerca di impiego per le persone disoccupate in
particolare per fornire un sostegno più adatto alle donne (che cercano di reinserirsi
nel mercato del lavoro dopo un periodo di assenza ecc.);
? realizzazione di alternative professionali per le donne che lavorano nell’economia
sommersa.
3. Situazione Occupazionale:
? interventi sulla adattabilità delle aziende e dei lavoratori e lavoratrici, dotazioni di
servizi e di supporto (nidi, centri diurni per l’infanzia, mense, ecc.) all’interno delle
imprese o in prossimità di queste o in localizzazione di facile accesso per la
conciliazione, previste da progetti di infrastrutturazione (es.: aree di sviluppo
industriale o artigianale) e di sostegno al sistema produttivo.
? riduzione
della
segregazione
orizzontale
settoriale
attraverso
l’aumento
della
presenza femminile in tutti i settori economici;
? azioni che favoriscono percorsi di rientro al lavoro, in particolare per le donne che
cercano di reinserirsi dopo un periodo di assenza;
? operazioni tese ad incrementare la propensione all’innovazione di prodotto, di
processo ed organizzativa delle imprese femminili;
? azioni di rafforzamento della percentuale di donne nei vertici decisionali più elevati;
valorizzazione delle competenze femminili in ambiente rurale;
? valorizzazione delle risorse ambientali e storico-culturali.
4. Partecipazione alla Creazione di Attività socio-economiche:
? creazione di servizi territoriali per le imprese;
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
27
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
? operazioni che favoriscono la nascita e/o localizzazione di nuove attività e nuove
imprese, specie in iniziative di sviluppo locale, con attenzione all’imprenditorialità
femminile;
? azioni
che
sviluppano
l’imprenditorialità,
in
particolare
nel
terzo
settore
e
nell’economia sociale;
? azioni tese a fornire assistenza, orientamento, progettazione e formazione alla
creazione di impresa; sostegno alla crescita di nuove realtà produttive locali, anche
microimprese, intorno alla valorizzazione innovativa delle risorse locali e al recupero
delle identità e culture, in settori ad alta concentrazione femminile;
? miglioramento dell’accesso delle donne ai servizi e alle infrastrutture d’appoggio alla
creazione di impresa, all’accesso al credito etc.;
? maggiore partecipazione delle donne alle iniziative di sviluppo locale e ai nuovi bacini
di impiego ecc.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
28
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
7. Proposte di linee di intervento
Di seguito si riportano alcuni esempi di linee di intervento messe a punto dalla Task Force
del Dipartimento PO e inserite nella Progettazione Integrata on-line, e che potranno essere
adottate nei territori nel tentativo di promuovere l’applicazione del mainstreaming di
genere.
Titolo del
progetto
Strategia PI
Imprenditoria Sociale Femminile
A. AZIONI PER L'INCLUSIONE SOCIALE
A.2. Integrazione sociale e lavorativa delle
popolazione.
fasce
deboli
della
B. AZIONI PER SOSTENERE LA COMPETITIVITA' DEL SISTEMA
REGIONALE
B.8. Sostegno al potenziamento ed allo sviluppo del ruolo strategico
delle città per la localizzazione di funzioni avanzate e servizi innovativi
Misura del POR
Misura 5.2: La qualità della vita nelle città: miglioramento dell’offerta
di servizi sociali, assistenziali
Obiettivi
Il progetto “Imprenditoria Sociale Femminile” intende promuovere, in
collaborazione
con
gli
enti
locali,
la
creazione
di
nuova
imprenditorialità e lavoro autonomo femminile particolarmente
specializzata nell’offerta di servizi “sociali” sul territorio. Il progetto
vuole dare risposta a due differenti tipologie di problemi. In primo
luogo, cercare di risolvere il grave problema della disoccupazione e
sottoccupazione femminile attraverso la promozione di nuova microimprenditorialità e lavoro autonomo; in secondo luogo, favorire la
nascita di imprese “sociali” che siano in grado di offrire ed erogare
servizi socio-assistenziali ed educativi rivolti a differenti “target” di
popolazione tra cui bambini, anziani, adolescenti, ecc.
Azioni
La realizzazione del progetto si suddivide in quattro fasi:
A - RICERCA-Studio delle “best practices”: ricerca ed analisi di "buone
prassi" riguardanti l’offerta di servizi sociali ed educativi nelle aree
individuate (a livello regionale, nazionale ed europeo), al fine di
verificarne la “riproducibilità” e la trasferibilità sviluppate in altri
territori- mercati, sui territori di riferimento del progetto.
B - ANIMAZIONE TERRITORIALE E ORIENTAMENTO
Si prevede la realizzazione di seminari nei diversi territori interessati,
al fine di diffondere informazioni ed orientamento sulle modalità di
avvio di nuove attività.
I seminari si rivolgeranno in particolare a donne dis occupate,
inoccupate o a rischio di occupazione residenti nei Comuni coinvolti nel
progetto ed a tutte le associazioni/enti/istituzioni/organismi che a
livello locale possano dare un contributo di partecipazione attiva al
raggiungimento degli obiettivi del progetto. Lo scopo di questa fase è
quello di restituire ai Comuni coinvolti nella ricerca i risultati
dell’indagine sui fabbisogni di servizi emersi dai diversi territori,
orientare le donne alla costituzione di imprese sociali e valorizzare la
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
29
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
risorsa
femminile
locale
dell'autoimprenditorialità.
attraverso
la
promozione
C - FORMAZIONE
Sarà necessario sviluppare nuovi percorsi formativi per favorire la
nascita di imprese sociali e di attività di tipo autonomo che siano in
grado di offrire servizi rispondenti alle esigenze dei mercati locali, e
favorire inoltre l’accesso delle donne alla formazione imprenditoriale
ed alla scelta del lavoro autonomo.
Verranno organizzati dei corsi di formazione che avranno lo scopo di
fornire alle donne che intendono avviare un’impresa tutti gli strumenti,
le metodologie e le tecniche per valutare la fattibilità e realizzabilità di
un progetto di Impresa Sociale.
Per la conciliazione tra vita familiare e lavorativa e per facilitare la
partecipazione femminile alle attività formative, sarà previsto presso
l’agenzia formativa un servizio di "babysitteraggio" e/o "assistenza
persone a carico" durante il periodo di frequenza del corso.
D - ASSISTENZA TECNICA
Le partecipanti, al fine di poter mettere a punto il progetto
imprenditoriale ed individuare le diverse fonti di finanziamento da cui
attingere le risorse finanziarie ed economiche necessarie per avviare la
nuova attività, saranno affiancate da un’adeguata Assistenza tecnica.
E - ACCOMPAGNAMENTO
Per ciascuna impresa o cooperativa sociale creata sarà previsto un
periodo di affiancamento e supporto consulenziale da svolgersi
seguendo un programma di lavoro predefinito dalla neo-imprenditrice
e da un esperto. Scopo della presente fase è quello di:
• sostenere l’avvio di quelle neo-imprese che, a seguito del corso di
formazione e di assistenza, hanno verificata la reale fattibilità del
progetto e saranno in grado di offrire servizi sociali con standard
qualitativi accreditati e riconosciuti dalle diverse leggi (sia nazionali
che regionali) e che inoltre presentino concrete possibilità di sviluppo
futuro;
• facilitare il rapporto tra Ente Pubblico e neo-impresa sociale per
quanto attiene la partecipazione alle gare di appalto e/o ai regimi di
convenzionamento.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
30
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Strategia PI
Nidi famiglia
A. AZIONI PER L'INCLUSIONE SOCIALE
A.2. Integrazione sociale e lavorativa delle
popolazione.
fasce
deboli
della
B. AZIONI PER SOSTENERE LA COMPETITIVITA' DEL SISTEMA
REGIONALE
B.8. Sostegno al potenziamento ed allo sviluppo del ruolo strategico
delle città per la localizzazione di funzioni avanzate e servizi innovativi
Misura del POR
Misura 5.2: La qualità della vita nelle città: miglioramento dell’offerta
di servizi sociali, assistenziali
Obiettivi
Sostenere le famiglie con bambini in età pre-scuola materna, con
particolare attenzione al lavoro di cura ed educativo, attraverso la
strutturazione di spazi e modalità di accoglienza che promuovano
anche l’aggregazione, la socializzazione e le formazione dei genitori;
Supportare processi di autoimprenditorialità delle donne interessate ad
attivare “nidi famiglia”, con particolare attenzione alle donne
disoccupate, inoccupate o con occupazioni precarie nella fascia di età
compresa tra i 25 ed i 45 anni.
Azioni
Si intende:
• promuovere l’attivazione di una collaborazione tra famiglie nella
gestione delle attività di cura dei bambini piccoli, favorendo in tal
modo un protagonismo delle famiglie nell’organizzazione di risposte ai
propri bisogni;
• accogliere bambini da 0 a 3 anni, assicurando la qualità della
relazione educativa e sperimentando nuove forme di “cura” ed
accoglienza di gruppi di bambini in strutture di tipo familiare;
• offrire un’organizzazione della “cura dei bambini” con orari più
flessibili rispetto ai nidi tradizionali, verso una maggiore rispondenza ai
bisogni delle madri lavoratrici;
• sopperire alla mancanza di reti parentali nella cura dei bambini
piccoli;
• stimolare processi di autorganizzazione delle donne che sono al di
fuori del mercato del lavoro;
• pro muovere processi di autoimprenditorialità delle donne.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
31
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Strategia PI
Servizio baby sitting comunale
A. AZIONI PER L'INCLUSIONE SOCIALE
A.2. Integrazione sociale e lavorativa delle
popolazione.
fasce
deboli
della
B. AZIONI PER SOSTENERE LA COMPETITIVITA' DEL SISTEMA
REGIONALE
B.8. Sostegno al potenziamento ed allo sviluppo del ruolo strategico
delle città per la localizzazione di funzioni avanzate e servizi innovativi
Misura del POR
Misura 5.2: La qualità della vita nelle città: miglioramento dell’offerta
di servizi sociali, assistenziali
Obiettivi
Il servizio è pensato per rispondere alle necessità di:
• bambini - offre ai bambini la possibilità di stabilire rapporti
continuativi con adulti esterni al nucleo familiare e sperimentare
percorsi di cura diversificati, attraverso attività di gioco ed esperienze
mirate proposte da personale qualificato.
• genitori - si configura come un’ulteriore possibilità per le famiglie
che non hanno accesso ad altri servizi, con esigenze diversificate ed
individualizzate che richiedono la massima flessibilità; offre alle
famiglie interessate l’accesso ad un elenco di educatori con i quali
concordare tempi e modalità di intervento in base alle esigenze delle
famiglie e degli educatori stessi.
• baby sitter - offre la possibilità alle donne che non hanno ancora
un’occupazione stabile di essere inserite nel circuito lavorativo dei
servizi per la prima infanzia, dopo un corso di formazione promosso
dall’Ente. L’iscrizione nell’elenco delle baby sitter permette di essere
contattati direttamente dalle famiglie interessate.
Azioni
Il servizio è rivolto a bambini di età compresa tra 0-3 anni ed alle loro
famiglie. Il servizio si svolge presso il domicilio della famiglia
richiedente e funziona tutto l’anno con moduli giornalieri
autonomamente concordati tra le famiglie e le baby sitter. Il rapporto
di lavoro che viene a costituirsi tra la famiglia e la baby sitter è un
rapporto prettamente privatistico nel quale gli elementi dello stesso
(es. orario, retribuzione, ferie, etc.) sono liberamente concordati fra le
parti nel rispetto del relativo CCNL dei collaboratori domestici dal
quale il rapporto di lavoro delle baby sitter è disciplinato e regolato.
Le donne inserite nell’Albo Comunale delle baby sitter dovranno
partecipare ad un corso di formazione per l’acquisizione di competenze
specifiche per lo svolgimento delle funzioni di baby sitter.
Sarà cura dell’Amministrazione Comunale elaborare un elenco di
personale formato allo svolgimento delle funzioni di baby sitter.
Inoltre, l’Amministrazione comunale interviene a sostegno delle
famiglie che usufruiscono di tale servizio con un contributo economico
pari al costo degli oneri previdenziali ed assicurativi che ogni famiglia
sarà tenuta a versare.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
32
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo de l
progetto
Strategia PI
Servizio domiciliare per anziani
A. AZIONI PER L'INCLUSIONE SOCIALE
A.2. Integrazione sociale e lavorativa delle
popolazione.
fasce
deboli
della
B. AZIONI PER SOSTENERE LA COMPETITIVITA' DEL SISTEMA
REGIONALE
B.8. Sostegno al potenziamento ed allo sviluppo del ruolo strategico
delle città per la localizzazione di funzioni avanzate e servizi innovativi
Misura del POR
Misura 5.2: La qualità della vita nelle città: miglioramento dell’offerta
di servizi sociali, assistenziali
Obiettivi
L’obiettivo del servizio è quello di intervenire in modo efficace nel
miglioramento delle condizioni di vita degli anziani, con un’attenzione
particolare alle fasce più deboli al fine di consentire loro una serena
vecchiaia ed il mantenimento di una buona qualità di vita.
Azioni
Il Servizio prevede attività come:
• aiuto per il governo della casa (pulizia, commissioni varie, spese,
lavanderia);
• aiuto volto a favorire l’autosufficienza (pulizia personale,
alimentazione, corretta deambulazione);
• interventi volti a favorire la rete delle relazioni (informazioni,
disbrigo pratiche, accompagnamento presso Enti, uffici o luoghi di
socializzazione);
• interventi tesi a ridurre le situazioni di solitudine e di emarginazione
(compagnia, relazioni amicali e parentali).
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
33
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Strategia PI
Il Piano degli Orari – Qualità della vita e qualità del
tempo
C. AZIONI PER LA SOSTENIBILITA' AMBIENTALE, LA TUTELA E
LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO AMBIENTALE E
CULTURALE DELLA REGIONE.
C.6. Potenziamento e sviluppo della mobilità sostenibile nelle aree
urbane.
Misura del POR
Misura 5.1: La qualità della vita nelle città: miglioramento dell’offerta
di servizi sociali,assistenziali
Obiettivi
L’obiettivo è quello di migliorare la fruibilità dei servizi e della città e la
qualità del tempo dei cittadini , al fine di:
-
-
-
Azioni
migliorare il rapporto fra tempo dedicato al lavoro e tempo
dedicato alla cura della famiglia e di sé, fra tempo obbligato e
tempo scelto
favorire le pari opportunità fra uomo e donna
favorire il rispetto dei tempi della natura
favorire il passaggio da un orario di lavoro standard e uguale
per tutti a orari flessibili e personalizzati
rendere la città ospitale per gli abitanti temporaneamente
presenti per motivi di lavoro e di studio (pendolari), per
usufruire di servizi, offerte culturali e fare acquisiti, per
compiere atti amministrativi, per motivi economici, per turismo
rivitalizzare le strade e le piazze della città
rendere la città fruibile a tutti i cittadini, in particolare anziani,
bambini, donne
Ripensare e riorganizzare i ritmi delle città secondo un'architettura dei
tempi più adeguata alle esigenze di chi lavora e deve conciliare gli
impegni professionali con la cura della famiglia e dei figli; adottare una
diversa articolazione degli orari degli uffici e dei servizi pubblici,
semplificando le modalità di accesso; programmare gli orari delle
attività commerciali in modo tale da garantirne l'erogazione in tutte le
zone della città; razionalizzare la mobilità urbana e sovraurbana;
organizzare gli orari di biblioteche, musei ed enti culturali al fine di
consentirne una più ampia fruizione; promuovere forme di solidarietà
tra i cittadini per migliorare la qualità della vita.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
34
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Strategia PI
Microcredito sociale
A. AZIONI PER L'INCLUSIONE SOCIALE
A.2. Integrazione sociale e lavorativa delle
popolazione.
fasce
deboli
della
Misura del POR
Misura 3.11: Promozione della partecipazione femminile al mercato
del lavoro
Misura 4.1: Rafforzamento competitivo del tessuto imprenditoriale
locale
Obiettivi
Il Microcredito sociale ha lo scopo di fornire i mezzi finanziari e la
consulenza per l’avvio di un progetto imprenditoriale a tutti coloro che,
italiani e stranieri residenti nel territorio (donne capofamiglia,
pensionati, donne immigrate, artigiani e contadini), hanno intenzione
di avviare un’attività produttiva ma incontrano difficoltà di accesso ai
tradizionali canali di finanziamento poiché non possono produrre le
necessarie garanzie.
Azioni
Saranno finanziati:
Progetti di microimprese presentati dalla singola persona o da gruppi
organizzati in società (escluse quelle di capitali) o in cooperative.
Progetti di occupabilità consistenti in percorsi formativi che
garantiscano uno sbocco occupazionale.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
35
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Strategia PI
Protocollo di parità
D. AZIONI PER LA REALIZZAZIONE DI INIZIATIVE LOCALI DI
SVILUPPO E OCCUPAZIONE.
D.8. Sostegno alla creazione di reti di cooperazione istituzionale tra
Enti locali.
Misura del POR
Misura 4.4: Sviluppo integrato d’area
Obiettivi
Attuare in modo organico un’efficace politica di Pari Opportunità
sull’intero territorio, mediante la realizzazione di progetti volti ad
attivare i diversi organismi di parità presenti o potenziali del territorio
di riferimento;
Favorire
le
azioni
di
informazione,
sensibilizzazione
ed
approfondimento che pongano le politiche di sviluppo del territorio in
relazione alle politiche di parità e Pari Opportunità, con il
coinvolgimento di tutti i soggetti che operano all’interno del Progetto;
Sostenere attività di raccolta ed analisi di dati ed informazioni al fine
di orientare meglio l’azione di mainstreaming di genere nel territorio
interessato;
Promuovere un processo di sviluppo sostenibile del territorio in
relazione all’accoglienza dei nuclei familiari;
Valorizzare la componente femminile nella diffusione della cultura e
della cura del territorio, come strumento privilegiato di trasferimento
alle generazioni più giovani di una cultura positiva del territorio e di
cura dell’ambiente;
Favorire il coinvolgimento delle donne in tutte le fasi di produzione e
promozione dei prodotti locali, perseguendo contemporaneamente la
valorizzazione delle risorse produttive, ambientali e culturali esistenti
sul territorio.
Promozione di iniziative atte a migliorare la partecipazione delle donne
al lavoro sostenendone la capacità lavorativa, sia dipendente che
indipendente.
Diffusione di servizi territoriali ed iniziative che favoriscano la
conciliazione tra la responsabilità di lavoro e la responsabilità
familiare.
Promozione, per la forza lavoro femminile, delle opportunità di
inserimento lavorativo che deriveranno dagli investimenti realizzati
dalle imprese coinvolte nel Protocollo, sia che derivino da nuovi
insediamenti o ammodernamenti, che dalla creazione di nuove
imprese locali.
Promozione dello sviluppo economico delle aree montane a rischio di
spopolamento, con il sostegno a progetti per la salvaguardia
dell’ambiente, delle tradizioni, dei prodotti locali, del turismo
ambientale e nei nuovi bacini di impiego nei quali le donne esprimono
elevata capacità imprenditoriale nel conservare e tramandare la
memoria e il patrimonio culturale locale.
Favorire la nascita e l’accompagnamento di iniziative volte a sostenere
occupabilità ed imprenditorialità delle donne come elemento che
caratterizza la qualità dello sviluppo locale durevole.
Azioni
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
36
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Strategia PI
Bilancio di genere negli Enti Locali
B. AZIONI PER SOSTENERE LA COMPETITIVITA’ DEL SISTEMA
REGIONALE
B.6.Innovazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione
regionale e locale per un forte recupero di efficienza e di qualità dei
servizi resi
Misura del POR
Misura 3.9 Sviluppo delle competenze della pubblica amministrazione
Obiettivi
L’obiettivo dell’analisi di genere è permettere ad un ente di adottare
decisioni politiche e di bilancio con la piena consapevolezza del diverso
impatto delle proprie azioni rispetto agli uomini e alle donne: le
differenze in termini anagrafici, economici, sociali e di reddito
richiedono una valutazione attenta e precisa dell’impatto delle politiche
adottate rispetto a tali differenze, analogamente a quanto già avviene
rispetto ad altre categorie quali ad esempio giovani/anziani,
lavoratori/disoccupati, ricchi/poveri, ecc.
Introdurre l’analisi di genere tra gli elementi di valutazione di una
decisione politica impone una visione nuova e trasversale della
cittadinanza.
Azioni
Il progetto può essere distinto in tre fasi:
1. il confronto e la formazione sulla metodologia. La fase prevede una
giornata iniziale di formazione sui concetti base del bilancio di genere
e sulla definizione degli ambiti di analisi e di rendicontazione. Una
seconda e terza giornata di formazione saranno invece finalizzate
all’acquisizione di metodi e strumenti per effettuare un bilancio di
genere.
2. la redazione del bilancio. La redazione del bilancio si compone di
una serie di attività che saranno svolte dal gruppo di lavoro interno
all’amministrazione con la supervisione di un esperto di bilancio che
metterà a disposizione alcune giornate di consulenza in presenza nella
modalità workshop. Le attività sono essenzialmente:
- l’analisi della popolazione per genere
-la riclassificazione e analisi di bilancio secondo l’ottica di genere
- l’analisi dei servizi offerti
- l’analisi del bilancio per genere
3. la comunicazione dei risultati. Un seminario organizzato al termine
del progetto sarà l’occasione per presentare i risultati dell’analisi di
genere degli enti coinvolti nella sperimentazione e per favorire lo
scambio di buone prassi su questo tema a livello regionale e
nazionale.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
37
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Strategia PI
Le città sostenibili a misura di bambini
B. AZIONI PER SOSTENERE LA COMPETITIVITA’ DEL SISTEMA
REGIONALE
B.8. Sostegno al potenziamento ed allo sviluppo del ruolo strategico
delle città per la localizzazione di funzioni avanzate e servizi innovativi
Misura del POR
Misura 3.9 Sviluppo delle competenze della pubblica amministrazione
Obiettivi
Con il progetto si intende pensare alla città più a misura di bambino,
ossia progettare una città migliore per tutti, ove sia dedicato spazio
non solo alle attività lavorative e funzionali al mondo dello sviluppo
economico, ma anche alle necessità della vita quotidiana di giovani,
anziani e donne.
Azioni
La qualità della vita urbana riferita ai bambini è fatta di cose concrete
e materiali:
la riqualificazione dei cortili scolastici, di piccole aree verdi, dei
cortili delle loro abitazioni.
spazi verdi di servizio
percorsi sicuri intorno agli edifici scolastici.
strutture museali ed aree archeologiche a misura di bambini.
spazi sanitari a misura di bambini.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
38
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Strategia PI
Misura del POR
Obiettivi
Strutture ricettive a misura di bambino
D. AZIONI PER LA REALIZZAZIONE DI INIZIATIVE LOCALI DI
SVILUPPO E OCCUPAZIONE.
D.1. Sostegno alla creazione e allo sviluppo di modelli innovativi di
turismo sostenibile.
Misura 4.5 Potenziare e qualificare l’industria turistica della Sardegna
Con questo progetto vengono individuate modalità e forme di
organizzazioni che soddisfino anche le esigenze delle famiglie; si sta
leggendo la realtà dal punto di vista delle famiglie con prole e
l’obiettivo non è solo quello di offrire qualcosa ai bambini, ma
soprattutto di favorire i momenti in comune tra genitori/adulti e
bambini fornendo spazi adeguati perché nessuno si senta intruso.
Il progetto mira pertanto alla riqualificazione di strutture ricettive
(resort, agriturismi, bed and breakfast, hotels), accessibili in ogni
area, prive di barriere di alcun genere, fornite di servizi fruibili da tutti.
Azioni
Il progetto si articola in tre linee di intervento:
A. sostegno e riqualificazione del comparto turistico locale. Si
tratta di “accompagnare” le imprese turistiche locali (strutture
ricettive, ristoranti, impianti ed imprese ricreative, sportive e per lo
svago) nell’impostare un’efficace politica di prodotto e di
comunicazione. Si prevede quindi: a) la realizzazione di approfonditi
studi e ricerche di mercato di tipo mirato sul segmento (indagini sulla
domanda attuale e potenziale, sul sistema turistico locale e sulla
concorrenza); b) la progettazione e la realizzazione di piani di
assistenza tecnica alle imprese (check up e piani aziendali, seminari e
consulenza mirata); c) il sostegno ad interventi di riqualificazione
delle imprese (piccoli interventi strutturali, attrezzature, ecc.); d) la
promozione di sistemi di qualità e di attività di commercializzazione
mirata (creazione Club di Prodotto, piani di marketing, azioni promopubblicitarie);
B. creazione di nuove infrastrutture e servizi. Per rendere le
realtà locali veri sistemi ospitali per i piccoli ospiti e le loro famiglie,
sarà necessario intervenire oltre che nelle strutture ricettive anche sul
resto dell’offerta turistica locale attraverso: a) la creazione di nuove
infrastrutture leggere per la fruizione del patrimonio, naturale,
artistico e culturale a “misura di bambino” o la rimodulazione dei
servizi all’interno delle infrastrutture già esistenti; b) azioni di
comunicazione ed orientamento, tese alla crescita di una immagine
esterna caratterizzante tutto il sistema locale, rivolte alle altre imprese
del
sistema
produttivo
locale
(artigianato,
agro-alimentare,
commercio); c) organizzazione di eventi e manifestazioni mirate;
C. qualificazione professionale pubblica e sostegno alla
creazione di professionalità specialistiche e nuova impresa
femminile. La specializzazione comporta altresì la necessità di
qualificare adeguatamente tutte le risorse umane coinvolte, e/o
necessarie, per l’attuazione del progetto. Occorre infatti: a) preparare
adeguatamente il personale degli enti locali, direttamente o
indirettamente interessati dall’attuazione del progetto, al fine di
rendere gli stessi enti partner attivi e consapevoli a fianco degli
operatori privati; b) stimolare la nascita di nuove professionalità
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
39
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
indispensabili per l’erogazione di servizi specialistici fondamentali
premiando in particolar modo l’iniziativa femminile (baby-sitting
qualificato, animatrici, maestri, istruttori, ecc.).
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
40
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
8. Glossario
Analisi comparativa di genere: lo studio delle differenze in materia di condizioni, bisogni,
tassi di partecipazione, accesso alle risorse e allo sviluppo, gestione del patrimonio, poteri
decisionali, e di immagine tra donne e uomini nei ruoli tradizionalmente assegnati loro in
base al genere.
Animatrici di pari opportunità: figure che supportano il mainstreaming di genere
nell’attuazione dei Programmi comunitari. La Regione Sardegna ha scelto le animatrici di
pari opportunità tra i funzionari/e dell’Amministrazione regionale che operano in Assessorati
e Enti strumentali. Le animatrici lavorano in sinergia tra loro, attraverso la costituzione di
una Rete coordinata dall’Autorità per le politiche di Genere, che opera presso l’Autorità di
Gestione. Le loro attività si sviluppano lungo due direzioni: a livello della programmazione
delle risorse, con compiti di verifica del perseguimento degli obiettivi posti in sede di
programmazione nel corso dell’attuazione del Por: a livello della gestione delle risorse, con
compiti di supporto ai responsabili di misura per l’individuazione dei criteri di pari
opportunità nei bandi, azioni di sensibilizzazione presso i soggetti attuatori e valutazione
dell’impatto di genere nei progetti presentati.
Autorità per le Politiche di Genere: è l’organismo che opera ai fini di una corretta ed
efficace integrazione del principio di mainstreaming di genere in tutti gli interventi messi in
atto dal POR Sardegna e assicura, altresì, la conformità degli interventi con la politica e la
legislazione comunitaria in materia di pari opportunità e di mainstreaming di genere. E’
rappresentata dalla Referente per le Pari Opportunità presso l’AdG e si avvale del supporto
del team della rete di animatrici Pari Opportunità e della struttura tecnica prevista
nell’ambito del PON ATAS del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del
Consiglio dei Ministri.
Azione positiva dal punto di vista di genere: è quella che ha come obiettivo principale
la promozione delle pari opportunità tra donne e uomini. Si sostanzia in azioni specifiche
atte a prevenire o rimuovere gli ostacoli che non permettono la piena partecipazione delle
donne al mercato del lavoro e alla vita socio – economica. A volte è detta anche
“discriminazione positiva”.
Azione orientata al genere: è quella che, pur non avendo come principale obiettivo la
promozione delle pari opportunità, prende comunque in considerazione i diversi bisogni e
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
41
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
interessi delle donne e degli uomini. Una azione orientata al genere contribuisce a ridurre le
disparità e a implementare l’eguaglianza fra donne e uomini.
Azione neutra dal punto di vista di genere: è quella che non contribuisce a ridurre le
disparità fra donne e uomini o ad aumentarne il grado di parità. E’, in generale,
un’operazione che non ha un impatto né diretto né indiretto sul mercato del lavoro, sulla
creazione d’impresa, sulle strutture che facilitano la conciliazione tra vita familiare e
lavorativa.
Dati statistici disaggregati per sesso: la raccolta e la classificazione di dati e
informazioni statistiche in base al sesso per consentire un’analisi comparativa; si parla
anche di “statistiche disaggregate per genere”.
Discriminazione: si verifica quando una persona viene considerata meno favorevolmente
in ragione del suo sesso.
Discriminazione indiretta: si ha quando una legge, un regolamento, una politica o una
prassi, apparentemente neutri, hanno un impatto sproporzionatamente sfavorevole sui
rappresentanti di un unico sesso, a meno che la differenza di trattamento possa essere
giustificata da fattori oggettivi.
Discriminazione positiva: vedi Azione positiva.
Disparità tra i generi: sono le disparità riscontrabili in qualsiasi ambito tra le donne e gli
uomini per quanto riguarda i loro livelli di partecipazione, accesso, diritti o retribuzione.
Empowerment: è una parola inglese (letteralmente ''accrescere in potere') che può essere
tradotta in italiano con "conferire poteri", "mettere in grado di". I programmi centrati
sull'empowerment tendono ad aumentare il senso del potere personale del soggetto, ma
anche la sua capacità di leggere la realtà che lo circonda, individuando condizionamenti e
minacce, ma anche occasioni favorevoli ed opportunità. Le azioni e gli interventi centrati
sull'empowerment mirano a rafforzare il potere di scelta degli individui, migliorandone le
competenze e le conoscenze in un'ottica di emancipazione politica.
Genere: il genere riguarda le differenze socialmente determinate fra i due sessi, il rapporto
fra le donne e gli uomini e i loro ruoli sociali nelle società o comunità di appartenenza. I
ruoli di genere risultano dalle differenze socialmente assegnate alle donne e agli uomini;
possono mutare e variano a seconda della classe sociale, della razza, della casta,
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
42
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
dell'origine etnica, della religione, dell'età ed anche del momento storico. Essi influenzano la
divisione del lavoro, che rinforza i rapporti di potere esistenti e l'accesso alle risorse, ai
benefici, alle informazioni e alle decisioni.
Integrazione della parità di opportunità: v. Mainstreaming.
Linee guida Vispo: v. Vispo.
Mainstreaming (integrazione della dimensione delle pari opportunità o di genere):
letteralmente “stare in mezzo alla corrente principale”. Il mainstreaming è l’integrazione
sistematica delle priorità e dei bisogni rispettivi delle donne e degli uomini in tutte le azioni
e le politiche comunitarie. Ciò implica la considerazione degli effetti degli interventi sulle
situazioni particolari di donne e uomini durante le fasi di programmazione, attuazione e
valutazione dei Programmi comunitari. L’integrazione presuppone la selezione di misure per
adattare l’organizzazione sociale ed economica con lo scopo di assicurare una distribuzione
dei ruoli più paritaria tra uomini e donne.
Neutro rispetto al genere/ sesso: privo di un impatto differenziale, sia positivo che
negativo, sul rapporto di genere o sulla parità tra gli uomini e le donne.
Politiche dirette: sono quelle che favoriscono il miglioramento dell’occupabilità femminile,
della condizione delle donne nel mercato del lavoro e della conciliazione fra vita
professionale e vita familiare (Azioni specifiche).
Politiche indirette: sono quelle che mirano a perseguire l’obiettivo di eguaglianza
dell’opportunità attraverso una strategia che integra “il punto di vista di genere” entro
interventi non specificamente e direttamente rivolti all’utenza femminile (Mainstreaming di
genere).
Pari opportunità per donne e uomini: l’assenza di ostacoli, causati dal sesso, alla
partecipazione economica, politica e sociale.
Parità di trattamento per donne e uomini: consiste nell’assicurare l’assenza di
discriminazioni, dirette o indirette in base al sesso.
Parità tra donne e uomini: il principio di pari diritti e di pari trattamento tra le donne e gli
uomini.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
43
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Programmazione
secondo
la
specificità
di
genere:
un
approccio
attivo
alla
programmazione che promuove il genere quale variabile/criterio fondamentale e che,
attraverso misure specifiche e azioni di contesto, si adopera per integrare una dimensione
esplicita di genere negli interventi.
Quadro comunitario di sostegno: il Quadro Comunitario di Sostegno (o QCS) è il
documento che contiene la strategia e le priorità d'azione dei Fondi strutturali in un
determinato Stato membro, definendo altresì gli obiettivi specifici degli interventi e la
partecipazione finanziaria dei Fondi strutturali e delle altre risorse finanziarie. Il QCS getta
le basi e gli indirizzi per la stesura del Programmi Operativi (PO), garantendo il
coordinamento dell'insieme degli aiuti strutturali comunitari nelle regioni interessate da vari
PO.
In Italia, per la programmazione 2000-2006, sono stati approvati due Quadri
Comunitari di Sostegno, uno per l'Obiettivo 1 e l'altro per l'Obiettivo 3.
Rapporto di genere: la relazione e la distribuzione dei poteri tra le donne e gli uomini che
caratterizza un determinato sistema di genere.
Segregazione orizzontale: la concentrazione di donne e uomini in diversi settori
occupazionali.
Segregazione verticale: la concentrazione delle donne e degli uomini in diversi
gradi/livelli di responsabilità.
Sensibile alle specificità di genere: che tiene conto della dimensione di genere.
Sesso: le caratteristiche fisiche/biologiche che caratterizzano femmine e maschi.
Significativo in relazione al genere: il fatto che una particolare politica o azione sia
rilevante o meno sul rapporto di genere/la parità tra le donne e gli uomini.
Specificità di genere: il carattere di tutte le tematiche che hanno relazione col genere/con
le differenze riscontrabili nelle vite delle donne e degli uomini.
Trattamento preferenziale: il trattamento di un individuo o di un gruppo di individui in
modo da determinare un miglioramento sul piano dei benefici, dell’accesso, dei diritti, delle
opportunità o dello status rispetto ad altri individui o gruppi. Il trattamento preferenziale
può essere usato in modo positivo se implica un’azione positiva volta a eliminare una
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
44
Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
precedente prassi discriminatoria; può avere valenza negativa se intende mantenere
vantaggi a favore di un individuo o gruppo di individui rispetto ad altri.
Uguaglianza dei sessi: il concetto implica che tutti gli esseri umani sono liberi di
sviluppare le loro abilità personali e di compiere scelte, senza le limitazioni imposte da rigidi
ruoli di genere e che i diversi comportamenti, aspirazioni e bisogni delle donne e degli
uomini sono considerati, valutati e incoraggiati in misura eguale.
Uguaglianza di genere: equità di trattamento tra i generi che può esprimersi sia in una
parità di trattamento sia in un trattamento diverso ma considerato equivalente in termini di
diritti, vantaggi, obblighi e opportunità.
Valutazione d’impatto rispetto al sesso: la valutazione delle proposte politiche che
accerti l’eventuale impatto differenziale sulle donne e sugli uomini al fine di adattare tali
proposte così da neutralizzare gli effetti discriminatori e promuovere l’uguaglianza dei sessi.
Verifica dell’integrazione della dimensione di genere: l’analisi e la valutazione delle
politiche e dei programmi in considerazione del modo in cui essi applicano criteri legati al
genere.
Verifica in base al genere: una verifica delle proposte politiche per assicurare che siano
stati evitati eventuali effetti discriminatori in base al genere a seguito di tale politica e che
sia promossa l’uguaglianza dei sessi.
VISPO: il modello VISPO (Valutazione d’impatto strategico delle Pari Opportunità) è stato
elaborato dal Dipartimento Pari Opportunità a livello nazionale. Il Dipartimento ha recepito
le indicazioni attraverso un modello che permette l’integrazione del principio di Pari
Opportunità in tutte le fasi del processo legate alla programmazione comunitaria. Le Linee
Guida VISPO prevedono il perseguimento degli obiettivi globali attraverso l’individuazione
delle principali aree di impatto su cui i Fondi Strutturali possono agire. Tali aree sono
indicate quali variabili/obiettivo prioritari che si declinano in azioni/obiettivi specifici.
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
9. Riferimenti Internet
Sito dell’Unione Europea sulla parità uomo/donna
http://www.europa.eu.int/comm/employment_social/equ_opp/index_en.htm
Informazioni sulla strategia – quadro dell’Unione europea sulle politiche di genere, sulla
legislazione in materia, sulle opportunità di finanziamento. Sono in linea i rapporti annuali,
le pubblicazioni e i documenti prodotti dalle Direzioni Generali della Commissione Europea
sul tema, oltre ad una lista di riferimenti delle associazioni attive nei diversi Stati membri e
in Europa.
Sito del Ministero per le Pari opportunità
http://www.pariopportunita.gov.it
Informazioni sulle attività istituzionali promosse dal Ministro, sulla struttura e i servizi del
Ministero e del Dipartimento. Sezioni dedicate a donne e lavoro, donne e politica, salute e
società, minori (micro - nidi, asili nido, adozioni internazionali) e stranieri.
Sito della “Rete Pari Opportunità”
http://www.retepariopportunita.it
Portale web del progetto “rete delle pari opportunità” del Ministero per le pari opportunità.
La rete è accessibile alle istituzioni di livello nazionale (Ministeri, organismi di parità diversi,
etc), regionale (assessorati, consiglieri di parità, animatori di parità etc) e sub-regionale (sia
provinciale che municipale) al pubblico e consente lo scambio di informazioni, esperienze
progettuali e buone pratiche fra gli attori delle pari opportunità su tutto il territorio
nazionale. All’interno sono stati allestiti dei mini-siti regionali a cura delle varie task force
locali.
Sito del Centro Regionale di Programmazione
www.regione.sardegna.it/ crp/index.html
Il Centro Regionale di Programmazione è l’ufficio competente nella programmazione dei
Fondi strutturali 2000 – 2006/POR Sardegna. E’ possibile reperire sul sito tutti i documenti
elaborati dall’Autorità per le Politiche di Genere, dalla rete di animatrici e dalla Task force
del Dipartimento per le Pari Opportunità.
Sito della Commissione Regionale Pari opportunità
http://www.regione.sardegna.it/pariopportunita/home.htm
Il sito informa sulle iniziative che la Commissione organizza sul territorio regionale.
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
10. Allegato 1 - Buone Prassi
Come specificato in premessa si suggeriscono alcune “buone prassi” per le pari opportunità
tra uomini e donne e il mainstreaming di genere a livello nazionale, come spunto per
possibili linee di intervento da attuate sul territorio.
Titolo del
progetto
Ente attuatore
Nuove Imprese al femminile
Localizzazione
dell’intervento
Obiettivi
Regione Emilia Romagna
Azioni
Individuare gli spazi di mercato, le caratteristiche personali e
professionali utili allo sviluppo dell’imprenditoria femminile;
Definire i percorsi formativi e di orientamento necessari per
l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo delle competenze
necessarie;
Descrivere le principali fasi di avvio e di sviluppo di un’iniziativa
imprenditoriale, considerando i vincoli e le problematiche proprie della
peculiarità femminile
Risultati
Elementi di analisi del mercato dell’assistenza domiciliare utili per
l’individuazione dell’ambito di operatività della neo impresa;
Manuale contenente le cose da fare nelle varie fasi di avvio e sviluppo
di un’iniziativa imprenditoriale al femminile e relativi punti di
attenzione;
Possibilità di usufruire, con la modalità del telelavoro, del servizio
amministrativo diretto alle piccole imprese al femminile.
IAL Emilia Romagna
Realizzare un’analisi di fattibilità per la creazione e lo sviluppo di
piccole imprese femminili nell’ambito dell’assistenza domiciliare
DPO - Task Force Pari Opportunità Regione Sardegna
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Ente attuatore
Promozione dell’imprenditoria femminile
Localizzazione
dell’intervento
Obiettivi
Regione Emilia Romagna
Azioni
Abbattere le rigidità del mercato del lavoro favorendo l’inserimento
delle donne in settori tipicamente maschili;
Incentivare la partecipazione delle donne ai lavori di tipo
imprenditoriale e autonomo;
Individuare con chiarezza i problemi che tipicamente si presentano
quando ci si appresta ad avviare una nuova impresa con particolare
riferimento al settore ICT;
Favorire l’individuazione da parte delle partecipanti delle potenzialità
della propria idea in termini imprenditoriali;
Supportare le partecipanti nell’impostazione della pianificazione di
impresa, sviluppando il Piano di Impresa;
Rafforzare nelle partecipanti le competenze necessarie per una
gestione imprenditoriale;
Consentire alle partecipanti di disporre di specifici strumenti di analisi;
Sperimentare la fattibilità della propria idea di impresa.
Risultati
Realizzare un sistema capace di informare l’intero territorio di una
cultura di genere che possa favorire la conciliazione tra vita familiare
e vita professionale delle lavoratrici. La diffusione dei risultati ottenuti
dal percorso di accompagnamento rappresenta anche una concreta
opportunità di network per le stesse destinatarie dell’intervento.
COFIMP
Promuovere l’impre nditoria femminile e il lavoro autonomo in
particolare sulle nuove tecnologie;
L’intervento intende sviluppare e sostenere la creazione di attività
imprenditoriali promosse da donne con particolare riguardo al settore
dell’ICT
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Ente attuatore
Futura – Servizi di pari opportunità
Localizzazione
dell’intervento
Obiettivi
Regione Friuli Venezia Giulia
Azioni
Sei Sportelli territoriali che fanno capo ad uno sportello centrale che
attraverso un sistema telematico gestisce le domande di sovvenzione.
Il personale assiste nella compilazione e raccolta delle domande.
Le donne le cui domande vengono accettate si incontrano con le
responsabili di sportello e scelgono i servizi sulla base del “menù
servizi disponibili”.
L’erogazione è personalizzata e flessibile.
I soggetti erogatori hanno sottoscritto una convenzione a tutela della
qualità dei servizi e le tariffe applicate sono state precedentemente
approvate dall’Amministrazione Regionale.
Risultati
Approvate il 92% delle domande presentate pari a 1.290, la maggior
parte delle quali per servizi di cura ai figli
ATI di Consorzi di Cooperative Sociali
Si rivolge alle donne per consentire loro l’accesso e la permanenza nel
mercato del lavoro; interviene assegnando voucher per accedere a
servizi che favoriscono la conciliazione tra le attività di cura delle
donne in ambito familiare e il loro lavoro professionale
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Ente attuatore
Tempi delle aziende/tempi delle donne: modelli per
un’occupazione al femminile
Localizzazione
dell’intervento
Obiettivi
Regione Emilia Romagna
Azioni
Indagine con esperti di contrattualistica;
Indagine qualitativa presso parti sociali, responsabili del personale di
aziende, centri per l’impiego, enti pubblici, donne occupate, donne
disoccupate;
Indagine quantitativa nelle aree di Modena, Parma e Ferrara su donne
occupate, disoccupate di me dia e lunga durata;
Analisi sulla realizzazione di azioni di conciliazione;
Abilitare 15 donne disoccupate di lunga durata a:
guida di mezzi adibiti al trasporto di persone
gestione del rapporto cliente/utente del trasporto pubblico
Risultati
Conoscenza della tematica;
Sensibilizzazione e orientamento delle donne verso occupazioni di
tradizionale bassa rappresentanza;
Creazione di modelli contrattuali ed organizzativi attendibili e
misurabili sotto il profilo del consolidamento delle buone prassi in
materia di pari opportunità;
Sostegno per le imprese direttamente coinvolte nella ricerca di forme
avanzate di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro
Modena formazione
Realizzare forme di conciliazione come azione positiva per
l’occupazione delle donne attraverso una contrattazione che permetta
di distribuire l’impegno orario tra donne disoccupate e una azienda
municipalizzata di trasporti
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Donne in rete: ITC
Ente attuatore
IAL Emilia Romagna
Localizzazione
dell’intervento
Obiettivi
Regione Emilia Romagna
Azioni
Ricerca di forme di autoimprenditorialità che generino continuità nel
lavoro e siano in grado di avere un contatto costante con i mercati
globali
Ricerca di sinergia sociale con aziende medio/piccole e potenziare la
capacità di promozione delle zone marginali, spesso in grado di
esprimere produzioni di nicchia ad alto valore aggiunto, ma incapaci di
interagire con i mercati
Ricerca di forme di telelavoro, E-learning
Risultati
Lettura dei territori nello sviluppo ITC
Progetto di fattibilità
Piano metodologico di azione
Individuare le potenzialità di impiego di personale femminile in zone
disagiate, favorendo le attività a distanza, basate sulle reti
telematiche
Individuare forme di autoimprenditorialità che generino continuità nel
lavoro e siano in grado di avere un contatto costante con i mercati
globali
Sviluppare forme di sinergia sociale aziende medio/piccole e
potenziare la capacità di promozione nelle zone marginali
Incentivare l’uso di strumenti telematici/telefonici in grado di
migliorare la qualità della vita delle popolazioni insediate in zone
considerate depresse e poco servite
Far sviluppare competenze nel settore della formazione a distanza
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Linee Guida per l’applicazione delle Pari Opportunità nella nuova Progettazione Integrata della Regione Sardegna
Titolo del
progetto
Ente attuatore
Carta per l’equità di genere nei processi di sviluppo
locale
Localizzazione
dell’intervento
Obiettivi
Regione Campania
Ambiti
intervento
Risultati
Ente Regionale – Assessorato alle Pari Opportunità
Si intende promuovere una diffusa mobilitazione dei diversi
protagonisti, pubblici e privati,
dei processi di sviluppo
socioeconomici e territoriali, affinché:
le pari opportunità siano rispettate in tutti i campi del sapere e
dell’agire umano
la politica e l’economia assumano, come base delle proprie
strategie, l’azione delle donne nelle contingenze della vita
quotidiana
i processi partecipativi siano veramente imparziali nei confronti
delle donne anche a garanzia di nuovi e trasversali rapporti di
solidarietà
di Informazione ed educazione: garantendo la produzione e la diffusione
di informazioni e di dati socioeconomici disaggregati per sesso,
nonché promovendo la cultura e l’educazione alla differenza in ogni
contesto della vita comunitaria
Rappresentanza femminile: contribuendo alla costruzione delle
condizioni che favoriscano una presenza diffusa delle donne nelle sedi
in cui si assumono decisioni
Lavoro: provvedendo alla valorizzazione del potenziale di innovazione
detenuto dalla popolazione femminile, garantendo politiche dei tempi
e dei cicli di vita che consentano a donne e uomini di gestire i vari
aspetti della loro vita ed altresì promovendo organizzazioni del lavoro
che valorizzino le differenze di genere e non determinino
discriminazioni in base al sesso
Salute e sicurezza: operando per la tutela della salute, del benessere
e della sicurezza di donne e uomini
L’impegno assunto con la presente Carta si concretizza con il supporto
degli organismi di parità e di pari opportunità attraverso specifici
protocolli di parità con i diversi e più rappresentativi attore chiave
dello sviluppo socioeconomico e della crescita culturale e civile del
territorio regionale
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