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Novembre - Dicembre
n.6/2011
Dal 1964
Notiziario ufficiale
Una lunga storia
di solidarietà
per i sordociechi
DELLA LEGA DEL FILO D’ORO
Lega del Filo d’Oro - ONLUS
via Montecerno, 1 - 60027 Osimo (AN)
L’editoriale
di Rossano Bartoli
AT T UA L I TÀ
2
DAL 12 AL 16 OTTOBRE A SENIGALLIA ( AN ) SI È SVOLTA
LA 6 a CONFERENZA NAZIONALE DELLE PERSONE SORDOCIECHE
Cari amici,
6a
la
Conferenza Nazionale delle
Persone Sordocieche ha rappresentato, ancora una volta, un momento unico, intenso e ricco di emozioni. Dall’incontro e dal confronto fra
tanti amici con problemi comuni e
differenti esperienze di vita, dalle
loro relazioni, testimonianze, discussioni, sono emerse tutte le loro
capacità, la loro ricchezza, la forte
volontà di raggiungere traguardi
concreti, di assumere ruoli attivi
nella società, di passare dal “sogno”
alla “realtà” di un’esistenza diversa. Perché possano raggiungere
una migliore qualità di vita, maggiori soddisfazioni, realizzarsi come persone, tra le tante due soprattutto sono le condizioni determinanti: che trovi effettiva attuazione la legge 107, “Misure per il
riconoscimento dei diritti alle persone sordocieche”, approvata l’anno scorso, e che i nostri sostenitori,
così numerosi nonostante le grandi
difficoltà del momento, continuino
a testimoniarci la loro vicinanza.
La conferma di questa loro volontà
è dimostrata della nuova ricerca
che l’amico Enrico Finzi ha voluto
regalare alla nostra Associazione: i
dati emersi, che pubblichiamo in
queste pagine, ci incoraggiano a
proseguire con impegno e con fiducia nel nostro lavoro.
CONTINUA A PAG.
“Tra sogno e realtà”: come vivere serenamente
fra il desiderio di autonomia e la difficile quotidianità
Il coinvolgente tema è nato da incontri, confronti e riflessioni sui traguardi raggiunti
da chi non vede e non sente e sul lungo cammino ancora da percorrere verso una vita piena e indipendente
DALL’ASSOCIAZIONE
Un riconoscimento
significativo
Il “sogno”: uscire dall’isolamento a cui
si rischia di essere condannati a causa
della pluriminorazione; ritrovare la
propria identità intesa come diritto di
essere se stessi; sviluppare tutte le
potenzialità per poter comunicare col
resto del mondo e vivere un’esistenza
attiva anche sul piano lavorativo; conquistare gli stessi diritti di ogni cittadino per fare davvero parte dell’intera
comunità. La “realtà”: un vissuto quotidiano spesso difficile e complesso;
molti ostacoli alla realizzazione di desideri e necessità; il bisogno di costanti e
competenti aiuti per raggiungere traguardi significativi. Il nostro Comitato
delle Persone Sordocieche ha affrontato questi problemi durante numerosi
incontri e riunioni, decidendo di discutere e sviluppare queste tematiche...
DAI CENTRI E DALLE SEDI
4
SEGUE A PAG.
5
Le nuove esperienze
vissute insieme
Tante e tutte davvero interessanti
le iniziative organizzate per gli ospiti
e gli amici sordociechi alla fine
dell'autunno e realizzate grazie anche
all'aiuto prezioso di molti volontari.
E quello che rimane nei ricordi
e nel cuore è, come sempre,
la gioia di essere stati "insieme".
S T O R I E D I V I TA
Loreto (An), 22 ottobre 2011. Nell’ambito del Progetto
“SensoriABILIS” dedicato da Confindustria Ancona
Turismo all’accessibilità senza barriere, durante una simpatica cerimonia è stato assegnato alla Lega del Filo
d’Oro il premio “Miglior Imprenditore”.
La motivazione riconosce “il suo costante impegno a favore
delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali,
declinato all’insegna di sinergie tra i diversi ambiti di intervento e di un’attività peronalizzata a stretto contatto con le
famiglie di disabili”.
A PAG.
A Osimo
ha comimciato la sua
nuova vita
Difficilmente mamma Maria avrebbe
immaginato un ambiente come quello in
cui, con la sua Isabella, di appena due
anni, ha passato a Osimo le tre settimane
previste dal trattamento precoce...
NESSUNO È AUTORIZZATO A RISCUOTERE CONTRIBUTI in nome o per conto della Lega del Filo d’Oro. Chi intende effettuare donazioni può farlo mediante il c/c postale 358606 intestato a: Lega del Filo d’Oro - Osimo (AN)
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AT T UA L I TÀ
SEGUE DA PAG.
1
... durante la sua 6a
Conferenza Nazionale intitolata proprio “Tra Sogno e
Realtà” (Senigallia, 16-18
ottobre). Circa 150 i partecipanti – amici sordociechi,
interpreti, volontari e operatori della Lega del Filo
d’Oro – a cui hanno dato un
caloroso benvenuto il nostro presidente, Francesco
Marchesi, il sindaco della
città ospitante, Maurizio
Mangialardi, altre autorità
e persone a noi legate come
Loda Santilli, sorella di
Sabina, la fondatrice dell’Associazione. È stato sempre con noi anche Geir
Jensen, segretario generale
della Federazione Mondiale
delle Persone Sordocieche e
presidente dell’Associazione norvegese.
Giovedì, 13 ottobre
I lavori sono stati aperti da
Francesco Mercurio, presidente del Comitato delle
Persone Sordocieche, che
ha cominciato la sua relazione ringraziando i presenti, gli organizzatori e,
soprattutto, i volontari “che
mettono a disposizione il loro
tempo e senza i quali questo
evento, come molte altre iniziative, non sarebbe stato possibile”. Dopo aver tracciato
una breve storia del
Comitato, voluto più di
vent’anni fa da Sabina
Santilli che ne fu la prima
presidente, Francesco ha
ricordato che si tratta di un
organo consultivo e propositivo nato per far sentire la
voce dei sordociechi anche
nelle decisioni degli organi
istituzionali dell’Ente; per
essere luogo di incontro e di
confronto fra persone di
varie provenienze territoriali, con problematiche differenti e diversi sistemi di
comunicazione; per creare
un senso di appartenenza e
di unità fondamentale per
non sentirsi soli e abbandonati. Ha sottolineato che le
sei Conferenze Nazionali
organizzate fino a oggi
hanno sempre avuto lo
scopo di essere occasione
“di confronto e scambio di
esperienze, di stare insieme,
di acquisire piena e matura
consapevolezza dei propri
diritti e dei propri doveri”. E
ha proseguito: “La scelta del
tema di questa 6^ Conferenza
da parte del Comitato è stata
fatta soprattutto alla luce di
due eventi importanti che
riguardano il diritto interna-
zionale e la legislazione italiana: da un lato la legge
107/10, che riconosce, pur
con i suoi mille limiti, la specificità della sordocecità; dall’altro la Convenzione ONU
sui diritti delle persone disabili, stipulata a New York il 13
dicembre 2007 ed entrata in
vigore in Italia con la legge
18/09, che per la sua importanza, per l’ampiezza dei soggetti a cui è potenzialmente
rivolta (la Convenzione
ONU riguarda tutto il
mondo, n.d.r.), per l’importanza dei principi enunciati è
la vera pietra miliare... attorno alla quale ruota interamente questa Conferenza”. La
Convenzione stabilisce che
la disabilità non è solo la
menomazione fisica, ma si
evolve e si modifica secondo l’ambiente. Una persona
sordocieca, perciò, come
molte altre con minorazioni, “sarà “meno disabile” in
un ambiente che non la discrimina, in una società che non
la isola e in un contesto in cui
avrà a disposizione guideinterpreti, auisili per migliorare l’autonomia e addestramento necessario per poterli
usare al meglio... Corollari a
questa concezione della disabilità sono il riconoscimento
delle persone disabili all’uguaglianza con gli altri; il loro
diritto ad avere le stesse possibilità degli altri, all’accesso
all’informazione, all’istruzione, al lavoro, alla salute, alla
libertà di movimento, al
matrimonio e alla propria
famiglia, a vivere una vita
indipendente e a partecipare
pienamente alla vita della
comunità. Non sembra la realizzazione di un sogno?...”.
Nell’ambito del Premio
Internazionale “Giuseppe Sciacca” destinato a
persone che si distinguono nel sociale, lo scorso
10 novembre a Francesco
Mercurio (nella foto con il
nostro presidente) è stato
assegnato il Premio Speciale Categoria Giovani
perché “con capacità, energia, impegno e tenacia ha
ottenuto grandi risultati
nello studio e nel lavoro”.
“La realtà, purtroppo è molto
diversa – ha concluso Franceso –, ma la Convenzione
rappresenta comunque un
grande traguardo, un punto
d’arrivo, ma, soprattutto, di
partenza da cui il nostro
Comitato ha deciso di avviare
una riflessione che attraversi
il confine fra sogno e realtà, a
volte quasi invisibile, a volte
invalicabile”.
Dopo una breve pausa, la
giornata è proseguita con la
premiazione di Monica
Andreolle, giovane amica
sordocieca di Paterno del
Grappa (Tv), vincitrice del
“Concorso per Idee” orga-
Venerdì 14 e
sabato 15 ottobre
Come aveva anticipato
Francesco Mercurio nella
sua relazione, i temi delle
nizzato per creare il logo
della Conferenza. L’opera di
Monica, “La speranza dissetata”, rappresenta i suoi
stati d’animo nell’albero in
parte triste e spoglio e in
parte fiorito, sostenuto
dalle mani sicure di persone amiche.
Antonio Russo, di Cercola
(Na), amico sordocieco
seguito dalla nostra sede di
Napoli, e Alessandra Broccolo, che per molti anni ha
lavorato con noi a Osimo,
hanno ricordato Lucia
D’Ugo, scomparsa tre anni
fa. Con grande forza di
volontà, Lucia – nata nel
1935 a Trabia (Pa) e vissuta
a Osimo fin dal 1972 – rappresenta l’immagine dell’autonomia e dell’indipendenza raggiunte nonostante
i suoi tanti problemi: ha
lavorato a lungo come guardarobiera alla Lega del Filo
d’Oro e, nei suoi ultimi
anni, ha vissuto da sola in
un piccolo appartamento
fornito di molti supporti
studiati per aiutarla, sempre
seguita da operatori e
volontari che ringraziava
con una vocina squillante e
piccola come lei e con un
sorriso affettuoso.
Laura Mondaini, psicologa
presso il nostro Settore
associativo, ha poi illustrato
i risultati di una interessan-
sei sedute plenarie tenute
durante la Conferenza
sono stati tratti dai singoli
articoli della Convenzione
ONU, svolti da persone sordocieche e tradotti dalle
guide-interpreti,
dagli
operatori e dai volontari
secondo i differenti metodi
di comunicazione di tutti i
presenti.
Venerdì sul tema “Identità”
ha parlato Simona Natalizia (Rm), spiegando che
la parola stessa significa
“diritto di essere se stessi”,
non identificandosi come
sordociechi, ma prendendo
coscienza della propria
minorazione per “crescere
dentro” e anche per costruire un’identità collettiva: un
cammino difficile, un continuo riadattamento alla condizione e all’ambiente, che
la Lega del Filo d’Oro aiuta
a percorrere organizzando
iniziative che favoriscono
conoscenze e scambi di
esperienze di vita. Barbara
Verna (Mo) ha spiegato che
“Vita indipendente” non è,
come alcuni pensano, una
scelta obbligata dovuta alla
futura, inevitabile assenza
della famiglia, ma è il riconoscimento e lo sviluppo
delle proprie potenzialità
per poter conquistare l’autonomia attraverso strumenti e servizi adeguati
te “Ricerca sulle condizioni
di vita delle persone sordocieche giovani e anziane”.
Durante i lavori di gruppo
che si sono svolti nel pomeriggio, alla luce del ricordo
di Sabina Santilli e Lucia
D’Ugo e in un clima di vicinanza e condivisione, molti
partecipanti hanno raccontato le proprie esperienze, i
sogni, le tante speranze per
il futuro.
(corsi di orientamento e
mobilità, uso del computer
e del cellulare, apprendimento dei diversi sistemi di
comunicazione e della gestione della casa) e per
poter dimenticare la paura
dell’isolamento. Su “Partecipazione” e “Comunicazione e accesso all’informazione” sono intervenuti
rispettivamente Giovanni
Maio (Quarto – Na) e Alessandro Romano (Fiumicino – Rm), che hanno
chiarito come non possa
realizzarsi la prima senza la
seconda. Non si può, infatti, diventare parte attiva e
consapevole della società
senza saper comunicare ed
entrare in relazione con gli
altri e senza essere informati dei propri diritti e dei
propri doveri. Le persone
sordocieche devono decidere di uscire dal loro isolamento con grande forza di
volontà, sapendo di poter
contare su aiuti e supporti
adeguati, ma soprattutto
desiderando fortemente di
sentirsi vivi, capaci, integrati. Sabato pomeriggio Francesca Donnarumma (Mezzago – Mb) ha illustrato
l’importanza dell’ “Istruzione” intesa non solo
come apprendimento di
metodi di comunicazione,
ma anche come generale
conoscenza del mondo.
Partendo dalla difficile
accettazione del proprio
stato e dal coraggio di
affrontarlo, una persona
sordocieca motivata e desiderosa di apprendere può,
con strumenti adeguati,
raggiungere livelli di istruzione anche molto elevati e
traguardi talvolta imprevedibili sia a livello culturale,
sia nella quotidianità e la
sua vita sarà così una “finestra sempre aperta sul
mondo”. Salvatore Iacono
(Sassuolo – Mo) ha sviluppato l’ultimo tema previsto,
quello del “Lavoro”, strettamente legato a motivazioni economiche, relazionali,
di affermazione delle proprie capacità, di bisogno di
normalità e di limitazione
della solitudine. La disabilità sensoriale non facilita la
ricerca o il mantenimento
di un lavoro; nel caso di
sordocecità progressiva,
poi, si devono trovare strumenti e strategie adeguati
per adattarsi alla situazione
senza dover nascondere le
difficoltà o, peggio, accettare compromessi avvilenti.
La Conferenza si è chiusa
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domenica 16 ottobre con
l’intervento conclusivo del
nostro segretario generale,
Rossano Bartoli, che ha
ricordato una a una le precedenti Conferenze (“Fuori
dall’isolamento” – Numana,
1995; “Anche noi possiamo”
– Sant’Agnello di Sorrento,
1998; “Pari opportunità” –
Roma, 2001; “Io in prima
persona” – Lesmo, 2004; “Io
per gli altri” – Modena,
2008), ha dimostrato vivo
apprezzamento per le relazioni svolte e ha voluto sottolineare come siano proprio
le stesse persone sordocieche
che noi seguiamo, con i loro
sogni, i reali progressi, la
grande forza di volontà, i
migliori testimonial della
validità del lavoro svolto e
l’aiuto più efficace per poter
contare sempre sulla fiducia
di tanti sostenitori. Ai saluti
finali del nostro attuale presidente, Francesco Marchesi, si sono poi aggiunti,
graditissimi, quelli del suo
predecessore, Mario Trapanese.
organizzati per tutti i partecipanti: perché vivere
insieme nuove esperienze
e prendere parte a giochi
di gruppo e piacevoli
serate vuol dire trasformare davvero, almeno per
qualche ora, “il sogno in
realtà”. Dal cocktail di
benvenuto alla serata
danzante – durante la
quale è arrivato, inatteso e
molto gradito, il saluto
telefonico di Renzo Arbore –, dalle visite al suggestivo centro storico di
Senigallia a quelle alle
mostre allestite presso
l’Hotel Ritz: tanti ausili e
strumenti utili per accrescere l’autonomia; un
ricordo di Lucia D’Ugo,
esempio di grande forza di
volontà tutto da imitare; i
lavori realizzati da molte
persone sordocieche per
creare il logo della Conferenza; i plastici dei più
importanti monumenti di
Senigallia e lo spazio informativo allestito dal
Museo Omero di Ancona,
che vuole favorire l’approccio all’arte per le persone sordocieche.
E tutti hanno molto gradito e apprezzato la visita
effettuata sabato mattina
alla motonave “Armonia”
di MSC Crociere ormeggiata ad Ancona che, come
tutta questa flotta, è dotata
di dispositivi e strumenti
che consentono anche ai
passeggeri disabili di trascorrere vacanze serene e
in totale sicurezza. Più di
120 i partecipanti, accolti
dal comandante della
motonave, che hanno offerto alcuni doni e ricevuto
un modellino della nave
come ricordo e si sono poi
divisi in quattro gruppi per
muoversi più facilmente. E
che ci hanno scritto entusiasti: “È stato un momento
magico, fatto di profumi,
morbide moquette, cordialità
infinita: un sogno che potrebbe diventare realtà per un
viaggio… chissà!”.
Visite interessanti
e divertimenti
per socializzare
Non solo sedute plenarie,
relazioni, lavori di gruppo,
ma anche importanti
momenti di svago e relax
Nel Suo
testamento
si ricordi
delle persone
sordocieche
Il Suo testamento può diventare qualcosa di
molto importante. Infatti, con un lascito alla
Lega del Filo d’Oro Lei assicura un futuro
migliore a tante persone sordocieche che possono contare solo sul nostro aiuto. Anche grazie ai lasciti siamo riusciti a realizzare i Centri
di riabilitazione di Lesmo e di Molfetta e a far
proseguire i lavori a Termini Imerese e a
Modena. Ma tanti altri progetti aspettano
ancora le risorse necessarie.
DUE IMPORTANTI INIZIATIVE SOSTERRANNO LE NOSTRE
ATTIVITÀ E CI AIUTERANNO A REALIZZARE NUOVI PROGETTI
Quando “dono”
vuol dire “solidarietà”
Sono davvero molte le vie
attraverso le quali si può
offrire il proprio sostegno e
dimostrare così stima e
fiducia negli enti e nelle
organizzazioni impegnate
ad aiutare chi, come tutti i
nostri ospiti e amici sordociechi e pluriminorati psicosensoriali, ha tanto bisogno. Ancora più importante è percorrere queste vie
tutti insieme, perché così
si impara a conoscere
meglio la realtà che si vuole
sostenere e i problemi, i
desideri, le necessità delle
persone che si decide di
aiutare. A questo scopo
sono state avviate due iniziative che dureranno a
lungo e raggiungeranno un
grande pubblico: potremo
così contare su contributi
preziosi e costanti e su una
nuova e maggiore visibilità.
Donare
“UNORA” di lavoro
Le cinque associazioni che
compongono il Comitato
Italiano UNORA (Lega del
Filo d’Oro, Actionaid,
Aism, Amref, Intersos)
hanno recentemente firmato un accordo con
l’Agenzia delle Entrate
che prevede da parte dei
dipendenti una donazione
libera mensile pari al valore anche di una sola ora di
lavoro, trattenuto direttamente in busta paga, dopo
aver scelto quale progetto
(uno o più d’uno) sostenere
fra quelli proposti dalle
associazioni citate. E il
Comitato UNORA, assicu-
Per avere più informazioni, richieda il
nostro opuscolo lasciti a:
Ufficio Comunicazione
e Raccolta Fondi
071 7231763
rando la trasparenza delle
operazioni, terrà costantemente aggiornati tutti i
donatori sui risultati raggiunti proprio grazie a loro.
Donare
“Un altro Mondo”
Così si chiama il cofanetto
proposto da RegalOne e
Greensense, dedicato alla
solidarietà e alla beneficenza e in vendita nei principali punti di Grande Distribuzione. “Donare” significa, in questo caso,
sostenere progetti promossi
da diverse associazioni
Onlus – tra queste anche la
Lega del Filo d’Oro - nell’ambito
dell’assistenza,
della ricerca, dell’ambiente.
Chi riceve in dono il cofanetto trova all’interno una
guida per scegliere l’associazione a cui devolvere il
valore dello stesso e un
buono da utilizzare sul sito
www.regalone.it per attivare la donazione e, se si
vuole, integrarla con ulteriori importi. Un’iniziativa
che raggiungerà tante persone, un’idea diversa ma
molto generosa anche per
un regalo di Natale all’insegna della solidarietà.
Informarsi
ora è più facile
Per ottenere maggiori
indicazioni su come
sostenere le attività
della Lega del Filo
d’Oro o effettuare
donazioni
con carta di credito
o periodiche
chiamate il nostro
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DAI CENTRI
Centri e Sedi: le attività in attesa dell’inverno
Castagne e montagne russe, bioparchi e teatro, tra il ludico e il socialmente utile
Anche alla “Lega” si sfruttano le
caratteristiche stagionali: se a settembre si festeggia con la “tartufata”, ai primi di novembre, per gli
ospiti e i volontari del nostro
Centro di Lesmo, tocca... ma sì,
alle castagne. Alla festa che, sotto
la veste ludica, quella più gradita e
motivante per i nostri ragazzi,
nasconde sempre intenti educativi
e socializzanti, ha partecipato
anche un gruppetto di persone sordocieche provenienti da varie zone
della Lombardia e del Piemonte.
Divisi i compiti tra chi si occupava
pazientemente della preparazione
delle castagne e chi decideva di
partecipare a una serie di prove di
abilità, è cominciata la kermesse.
Nemmeno le condizioni climatiche
che hanno costretto i nostri “castagnari” ad agire al coperto, sono
riuscite a guastare la festa. Tra i giochi più apprezzati, una speciale
“caccia al tesoro” che prevedeva la
ricerca e l’identificazione di castagne e altri frutti disposti lungo un
percorso nei corridoi delle strutture. Poi, siccome “tutti i salmi finiscono in gloria”, anche le castagne
sono finite, insieme con altre chicche della cucina brianzola, sulla
tavolata finale.
Spiritoso e ben scritto l’articolo
inviato dalla Sede di Roma e firmato da Roberto. Alcuni ospiti romani
della “Lega” hanno partecipato, con
i volontari, a due gite nello stesso
mese, un evento che secondo
Roberto “farà passare alla storia questo ottobre”. La prima, definita
“ordinaria” a Macchia Tonda; la
seconda, “straordinaria”, proposta
da lui stesso, appassionato frequentatore di luna park, al parco giochi
di Valmontone. Ecco alcuni brani
tratti dal suo divertente resoconto:
«... La prima cosa che mi colpì fu un
susseguirsi di odori strani, tanto che
dissi alla volontaria che mi accompagnava che mi sembrava di passeggiare
per le vie di Lima, non di Valmontone
(...) Abituato alle giostre dall’età di
nove anni, ho fatto le più pericolose
come le montagne russe, che ho sempre considerato le “regine delle giostre” e che bisognerebbe tenere per
ultime, come il dessert (...) Ho fatto
parlare quel bambino che alberga in
ciascuno di noi, che ha pieno diritto di
esistere e che l’età adulta non ha alcun
diritto di soffocare (...) L’unica nota
stonata è che ogni giro di giostra durava solo un paio di minuti. Io ne avrei
voluti 10, e sulle montagne russe, che
dovevano essere il rush finale, anche
20, ma chi si contenta gode, recita un
vecchio adagio...» Infine Roberto
non ha dimenticato di ringraziare i
volontari: «Persone davvero meravigliose ed encomiabili... in questa società che va sempre di fretta ed è indifferente nei confronti di chi ha qualche
problema in più».
Molte le attività anche nel nostro
Centro di Molfetta a cominciare
dal progetto di collaborazione con
la locale Società Intermedix-CompuGroup Medical Italia, specializzata nella gestione di Software sanitario, che ha inserito un percorso
solidale nell’annuale campagna di
comunicazione rivolta ai suoi informatori scientifici. Al nostro Centro
hanno commissionato la realizzazione di un manufatto in terracotta
che rappresentasse il raggiungimento del budget annuale: così il
nostro laboratorio di ceramica ha
creato un abaco fatto di palline
colorate, la cui lavorazione ha coinvolto diversi nostri utenti, con la
supervisione di un’esperta ceramista di Molfetta. Il lavoro, che ha
richiesto un impegno di tre mesi si
è concluso con la consegna dei
manufatti presso la sede della
Intermedix, dove, alla presenza dei
massimi dirigenti, i nostri nove
rappresentanti hanno ricevuto un
meritato attestato di partecipazione. Sempre da Molfetta e sempre
in ambito artistico la notizia di una
manifestazione teatrale tenuta al
Teatro Verdi di Martinafranca, cui
hanno assistito i bambini che frequentano il nostro Centro, con
genitori e volontari. Lo spettacolo,
adatto anche ad un pubblico di
non vedenti e non udenti, grazie
all’ausilio del respeaking, rientrava nel progetto dell’associazione
teatrale romana “Il Teatro Per
Tutti”. Gli attori hanno infatti
utilizzato un linguaggio LIS
semplificato e hanno interagito con il pubblico, con
accompagnamento di suoni e
luci. Inimmaginabile la gioia
dei bimbi, ma anche quella di
genitori e volontari, per aver
offerto loro una serata ricca di
stimoli e di emozioni.
Molfetta conclude con due
domeniche “importanti”: il 23 ottobre e il 6 novembre. Durante la
prima, ospiti del Centro sono stati
i circa 120 componenti dell’associazione “Fede e Luce”, un movimento internazionale di volontariato a favore delle persone disabili
e delle loro famiglie, presente con
1.500 comunità nei cinque continenti. Le sei comunità pugliesi
hanno inaugurato proprio da noi il
nuovo anno sociale, familiarizzando con i nostri utenti, con genitori
e operatori. Domenica 6 novembre
è stato il turno dei 150 scout di
“Agesci Molfetta 3” che, divisi in
piccoli gruppi di approfondimento, hanno trascorso anche qualche
ora di divertimento nella nostra
pineta e partecipato al pranzo
comune.
Scelte ecologiche quelle del Centro
di Termini Imerese: la natura, tra
flora e fauna, nel Bioparco di
Sicilia, a Villagrazia di Carini (Pa).
Nelle numerose aree espositive
della struttura immersa nel verde i
nostri ragazzi hanno preso confidenza con il mondo degli animali,
partecipando al laboratorio esperienziale “La Fattoria di Nonna
Anna”: spazzolare un pony, mungere una capretta o accarezzare un
coniglio si sono rivelati fattori rassicuranti e, al tempo stesso, galvanizzanti, in grado di arricchire le
esperienze sensoriali dei nostri
utenti tutti molto emozionati.
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STO R I E D I V I TA
Isabella, bambina pugliese
giustamente caparbia
È arrivata a Osimo per il trattamento precoce e al Diagnostico si è subito ambientata
SEGUE DA PAG.
1
... Al Centro Diagnostico della
Lega del Filo d’Oro, diretto
dalla dottoressa Patrizia Ceccarani, la piccola Isabella
Giovanna, nata nell’aprile del
2009 a Manfredonia (Fg), ha
trovato tutto ciò di cui aveva
bisogno per intraprendere il
percorso verso la riabilitazione
e il miglioramento della qualità della vita. Il racconto di
mamma Maria, tornata da
«Sì, anche se non tutto il male
viene per nuocere. Proprio in
quel periodo Isabella si trovava
sotto terapia antibiotica, per cui
fu messa in lista di attesa e convocata per la metà di ottobre.
Valutando il lavoro fatto al Diagnostico e le sue migliorate condizioni, è probabile che se fosse
stata ricoverata in gennaio, la
bambina, ancora troppo piccola
e immobilizzata dalle protesi,
avrebbe dato una risposta diversa dal punto di vista motorio.
Invece quei mesi di attesa le
hanno consentito di maturare
anche quel caratterino che è alla
base della sua voglia di recupero.
Prima la bambina (affetta da
una malattia genetica ancora
in fase di definizione, n.d.r.)
era ostacolata da gesso, divarica-
poco nella sua città, parte proprio da quei venti giorni che
hanno impresso alla sua esistenza e a quella della bambina una svolta decisiva.
“Da Arbore a Osimo”
Manfredonia è vicina a Foggia,
la città natale di Renzo Arbore,
testimonial storico della
“Lega”. Una coincidenza?
«In effetti – spiega Maria – l’esistenza della Lega del Filo d’Oro
mi era nota grazie soprattutto
alla pubblicità televisiva con
Arbore, che trovo molto efficace,
e ad altre fonti di informazione,
ma sono stati i problemi di
Isabella a farmi approfondire
questa conoscenza. A parlarmi
diffusamente della bellissima
esperienza vissuta a Osimo è
stata un’altra mamma, pugliese
come me, conosciuta per caso
durante il ricovero di Isabella al
“Bambino Gesù” di Roma.
L’entusiasmo contagioso di quella
donna e il ricordo degli spot di
Arbore mi hanno convinta a tentare la via di Osimo e così, in
capo a due mesi, avevo compilato e spedito la domanda di accoglienza e il questionario, ma non
mi aspettavo, come invece è avvenuto, di essere contattata tempestivamente dal Centro Diagnostico per il ricovero con trattamento precoce di Isabella, programmato per la fine di gennaio
di quest’anno. Una sorpresa tra
tante altre. Tuttavia……»»
Qualche contrattempo?
tore e tutore. Ora è libera di
muoversi e fare ciò che non
aveva mai tentato: è un po’ come
se fosse rinata a sedici mesi».
“Un luogo ideale”
Dopo tre settimane un ambiente nuovo finisce col diventare familiare.
Ma quale è stata l’impressione
della “prima volta”?
«Sono arrivata a Osimo senza
avere la minima idea di come si
sarebbero svolte le cose, ma
piena di fiducia. La pediatra che
sul territorio segue Isabella e
altri bambini arrivati alla Lega
del Filo d’Oro ed è entusiasta dei
risultati ottenuti lavorando sulla
scorta delle metodiche messe a
punto dagli specialisti del Diagnostico, mi ha incoraggiata a
vivere un’esperienza che si è
rivelata straordinaria, sapendo che poi a casa nulla, del
programma di riabilitazione
studiato su misura di Isabella,
sarebbe andato perduto. Il
lavoro di équipe della “Lega”,
infatti, comprende un programma educativo per operatori territoriali, che dalle
nostre parti manca. La medicina dei protocolli tradizionali
vedeva Isabella come se fosse
divisa in tanti pezzetti, da esaminare separatamente, secondo le
competenze specifiche degli analisti. Nessuno l’ha mai monitorata a 360 gradi e, dopo aver constatato come invece il problema
viene affrontato alla “Lega”, ho
capito perché certi risultati, ritenuti altrove “impossibili”, a
Osimo non li sono affatto. In
quelle tre settimane ho imparato
che solo una visione d’insieme del
bambino consente di far emergere quelle abilità latenti, ma non
del tutto disattivate, da tradurre
in competenze per la vita...»
“Più di una semplice
speranza”
Ha imparato molte cose sulla
“Lega”, a quanto pare.
«...Sì. Prima di Osimo, tutto ciò
che riuscivo a sapere di Isabella
era il grave ritardo a un anno e
mezzo di età. La bambina veniva inquadrata dentro una cornice di luoghi comuni. Un errore
che ha fatto saltare molte tappe
che invece andavano ricostruite,
organizzate, come è avvenuto
alla “Lega”. Per non parlare del
ruolo fondamentale giocato da
un ambiente capace di favorire il
rapido adattamento non solo dei
piccoli pazienti, ma anche dei
genitori: non l’interno impersonale di una clinica, ma il calore
di una quotidianità confortata da
tutti i servizi essenziali. La tua
casa. I bambini danno di più se si
trovano in un ambiente in cui si
crea empatia con i tecnici e gli
operatori e sono stimolati da attività sempre nuove e coinvolgenti.
L’ambiente ideale per una come
Isabella, caparbia, orgogliosa,
una che dà il meglio di sé quando è motivata e avverte l’amore
di chi le sta vicino. Il carattere
forte e la sua tendenza a mettersi al centro della scena sono la
sua fortuna. Durante le sedute è
instancabile, le difficoltà non la
abbattono...»
Lei nutre buone aspettative,
allora.
«...A Osimo ho capito che le attività includono tutti gli aspetti
della persona e che la via del
recupero passa attraverso il rapporto umano. Il bambino si fida
di chi crede in lui. Isabella lavora
su due fronti, quello motorio e
quello del linguaggio. Sopporta
benissimo gli impianti cocleari,
sta seduta senza alcun sostegno e
può camminare. La dottoressa
Ceccarani ha confermato quello
che una mamma crede sempre di
vedere in una figlia: delle possibilità concrete di recupero. Io le
credo. A Osimo è nata molto più
di una semplice speranza. Tra
breve Isabella sarà pronta per
l’asilo nido, in attesa del secondo,
bellissimo appuntamento con la
“Lega”, l’anno prossimo».
Ancora grazie a chi ci sostiene
Vogliamo dire grazie a tutti coloro - privati e aziende - che hanno scelto
una o più proposte del nostro Catalogo Regali di Natale.
Il loro gesto è la testimonianza più valida della volontà di partecipare concretamente
alla nostra crescita e rappresenta per noi un aiuto prezioso e
uno stimolo a proseguire nel nostro impegno e nel nostro
lavoro. E se qualcuno deve ancora decidere
il regalo “dell’ultimissimo momento”,
c’è la possibilità di contattare
subito il nostro
Ufficio Comunicazione
e Raccolta Fondi
tel. 071.7231763
email: [email protected]
sito internet: www.legadelfilodoro.it
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DALLE SEDI
ENRICO FINZI, SOCIOLOGO, PRESIDENTE DI ASTRARICERCHE, ILLUSTRA I SODDISFACENTI RISULTATI DELL’INDAGINE SVOLTA RECENTEMENTE
“I sostenitori della Lega del Filo d’Oro
confermano stima, fiducia e affetto”
Le numerose risposte al questionario inviato nel mese di luglio rappresentano un forte stimolo a proseguire il cammimo intrapreso
Molti lo ricorderanno: qualche
tempo fa è stato inserito in
“Trilli nell’Azzurro” un questionario volto a conoscere le opinioni dei lettori del nostro
giornale. Come altre volte in
passato, l’istituto di ricerche
sociali che presiedo ha - ovviamente a titolo gratuito - predisposto il testo delle domande,
codificato ed elaborato le
numerosissime risposte (quasi
2.500), interpretato e presentato i dati alla Lega del Filo d’Oro.
Il mio compito è quello di ringraziare coloro che hanno collaborato a questa iniziativa e di
raccontare a tutti i principali
dati dello studio. Cominciamo
col dire che gli intervistati
sono stati per il 45% donne e
per il 25% residenti nel nordovest, il 18% nel nord-est, il
36% nelle regioni centrali, il
21% al sud (incluse le due isole
maggiori); il 23% ha il titolo di
scuola media inferiore o elementare, il 47% è diplomato, il
30% è laureato; infine, ben il
47% accede a Internet. Il rapporto con la Lega del Filo d’Oro
dura da più di quindici anni
per il 46% del campione, da
dieci-quindici anni per il 34%,
da meno di dieci anni per il
restante 16%: il che dimostra
sia la capacità attrattiva della
“Lega” nei confronti di nuovi
sostenitori, sia specialmente la
lunga fedeltà di moltissimi di
essi. Tale “effetto calamita” e
tale durevolezza nel tempo del
sostegno a questa organizzazione derivano anzitutto dall’immagine, tuttora straordinaria e
intatta, della Lega del Filo
d’Oro, la quale – a parere di
pressoché tutti i suoi amici –
riesce a dare dignità anche a
persone gravemente disabili
(per più del 99% degli intervistati); è seria e affidabile (per il
99%); ha bisogno del sostegno
dei cittadini e delle aziende,
anche perché gli aiuti pubblici
sono minoritari e in calo
(99%); assiste con competenza
e amore i bambini e gli adulti
che più di tutti hanno bisogno
di aiuto (98%); è preziosa e
anzi insostituibile (97%); è
simpatica (96%); risulta efficiente e ben organizzata
(95%); usa personale specializzato (educatori, psicologi,
infermieri, medici) di elevata
qualità (95%); sa comunicare
bene con i suoi sostenitori
(92%); è una delle più note
organizzazioni senza fini di
lucro che si occupano di far del
bene (91%); sa far sentire la
sua gratitudine a chi l’aiuta
(88%); utilizza bene le sue
risorse (84%); è l’unica che si
occupa dei problemi di chi è
sordocieco (e a volte muto)
oltre che dei suoi familiari
(80%); investe tanti soldi nella
ricerca scientifica (68%); sta
espandendosi velocemente
(57%); ha numerosi contatti
internazionali con analoghe
organizzazioni straniere (32%:
ma il 60% non ha informazioni
in merito). Tra l’altro, coloro
che non si dicono d’accordo
con i giudizi appena citati non
negano quasi mai la loro veridicità ma semplicemente ritengono di non saperne abbastanza.
In ogni caso, sono solo due le
critiche significative, anche se
minoritarie: il 32% sostiene che
la “Lega” non fa abbastanza per
farsi conoscere e il 28% ritiene
che dovrebbe essere presente
in un numero più elevato di
regioni. È stato chiesto poi agli
intervistati di esprimere una
valutazione complessiva circa
la Lega del Filo d’Oro tramite
un voto da 1/minimo a
10/massimo: il risultato – davvero eccezionale – è sintetizzato dal voto medio, pari a 9.2
(con il 93% del campione che
ha espresso voti da 8 a 10, il
5% che ha scelto il voto 7 e
solo il 2% che si è limitato al 6
o – rarissimamente – a voti
d’insufficienza). Rispetto all’ultima indagine di qualche anno
fa, l’entusiasmo per la “Lega”
è ancora cresciuto, anche perché taluni strumenti di comunicazione sono stati particolarmente efficaci: la pubblicità
con Renzo Arbore (90% di voti
da 8 in su), il materiale inviato
per posta (78%), “Trilli
L’esperienza
condivisa...
…con insegnanti e operatori
da parte dei nostri rappresentanti che hanno dato vita
al workshop “Promuovere
l’autodeterminazione nelle
persone con disabilità
gravi”. I lavori si sono svolti
nell’
ambito
dell’VIII
Convegno Internazionale
“La qualità dell’integrazione
scolastica e sociale” organizzato dal Centro Studi
Erickson a cui il nostro Ente
ha partecipato come collaboratore
e
patrocinatore
(Palacongressi di Rimini,
18/20 novembre 2011).
nell’Azzurro” (64%), l’uso
della televisione per raccogliere
finanziamenti (59%) e – da
poco tempo – il sito Internet
(noto al 6% dei sostenitori della
Lega e giudicato assai bene dal
61% dei suoi utilizzatori, anzitutto per quel che attiene alla
chiarezza, alla facilità d’uso,
all’interesse, alla qualità comunicazionale). Anche questo
giornale ottiene un largo consenso: la metà degli intervistati
ne legge quasi tutti i numeri e
molte parti o sezioni, giudicandolo un periodico serio e credibile (93%), interessante (88%),
con molte informazioni (85%),
capace di evitare la troppa retorica (84%), facile da leggere
(83%), ben fatto (73%), unico
nel suo genere (72%). Infine,
l’87% dei sostenitori della
Lega del Filo d’Oro intende
continuare a sostenerla, in
vari casi accrescendo il sostegno materiale dato a essa; solo
il 13% risulta in difficoltà (per
motivi collegati alla crisi economica più che per preferenza per
altre organizzazioni oppure per
critiche alla Lega). Inoltre, sono
sempre più numerose le persone che hanno disposto o si preparano a disporre un lascito
ereditario o una grande donazione in vita: uno dei modi più
efficaci per aiutare la benemerita causa della “Lega”, spesso
per cifre importanti e dunque
di grande aiuto al suo bilancio.
La conclusione è presto detta:
anche l’ultima ricerca che
abbiamo condotto conferma
quanto sia vasto, profondo,
convinto e permanente il
sostegno che ogni anno oltre
400mila Italiani danno alla
Lega del Filo d’Oro. I consigli
per un ulteriore miglioramento
delle sue prestazioni e delle sue
comunicazioni non segnalano
alcuna insoddisfazione significativa e non si concentrano su
un solo tema: si tratta di
migliaia e migliaia di suggerimenti che verranno presi in
considerazione uno per uno
dalla “Lega”, rincuorata dall’immenso plebiscito di stima e di
affetto che costituisce ancora
una volta un gradito riconoscimento per tutti i suoi collaboratori oltre che uno stimolo a fare
sempre di più per i minorati
plurisensoriali giovani e adulti,
per le loro famiglie, per la causa
suprema dell’umana dignità.
È pronto il nostro
nuovo video
Realizzato dal regista Enzo
Sferra di Roma, è ormai
pronto il filmato che racconta il nostro Ente attraverso le parole dei “protagonisti” – operatori, volontari, familiari degli ospiti –
e con immagini suggestive
che illustrano le attività
svolte e i servizi offerti.
Il video può essere richiesto al nostro Ufficio
Comunicazione e Raccolta
Fondi - tel. 071/7231763
[email protected]
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DALL’ASSOCIAZIONE
VISTI DAL VICINO
Come Sara ha scoperto la vera “Lega”
La Lega del Filo d’Oro, per
lavoro, la sente nominare
un giorno sì e l’altro pure.
Sara De Carli infatti è una
giornalista del settimanale
VITA, che si occupa di
sociale e soprattutto dà
voce alle tante realtà (associazioni, enti, fondazioni…) protagoniste del
Terzo settore. Per tante
tematiche «Rossano Bartoli è un punto di riferimento». Ma Osimo e la realtà
dei sordociechi non le
aveva mai toccate con
mano. Fino alla Sesta
Conferenza Nazionale delle persone sordocieche, che
si è tenuta a Senigallia dal
12 al 16 ottobre. Comasca,
33 anni, mamma di
Giorgio (3 anni) e Filippo
(14 mesi), è venuta per
conoscere più da vicino la
figura di Sabina Santilli, la
fondatrice della “Lega”, su
cui si è messa in testa di
scrivere un libro.
Cosa ti ha colpito di primo
impatto?
Uno si immagina un
ambiente silenzioso, invece
a tavola c’era un rumore
assordante. Babele forse è
l’immagine giusta. Non
immaginavo ci fossero tante
modalità comunicative diverse. Non avevo mai visto
la LIS tattile e anche solo il
colpo d’occhio dei 22 interpreti in «total black», in un
rapporto uno a uno con i
sordociechi è stato molto
forte. Mentre ascoltavo le
relazioni, nella sala della
conferenza per curiosità ho
contato che erano contemporaneamente attivi sei
“canali” diversi per comuni-
care. Una bella sorpresa.
Anche se…
Anche se…
La prima sensazione è quella di essere “tagliati fuori”.
Per una volta hai una piccolissima e assolutamente parziale percezione di quello
che può voler dire per un
sordocieco non poter comunicare con il mondo dei
“normali”. Una salutare
esperienza di disabilità che
si è amplificata quando un
interprete è stato così gentile
da parlarmi per qualche
minuto con la Lis tattile. Ero
completamente disorientata,
e pensare che lui mi diceva
«guarda che devi tenere
anche gli occhi chiusi». Ma
ci tengo a sottolineare che
questa sensazione di disagio
è stata molto fugace: i volontari e le stesse persone sordocieche sono state davvero
bravissime a mettermi (loro!) a mio agio e in effetti c’è
voluto poco per riuscire a
imbastire quella prima
comunicazione che serve
per chiacchierare a tavola.
Pensa che la prima sera ho
incontrato Barbara in ascensore e ci siamo parlate tranquillamente, sai quelle cose
tipo a che piano vai tu, ho
capito solo dopo che era
anche lei sorda e con gravi
difficoltà nella vista.
La Conferenza nazionale è
un momento importante
di incontro per i sordociechi. Come l’hai trovata?
Straordinaria nel protagonismo assoluto delle persone
sordocieche, che si sono
messe in gioco e hanno presentato relazioni con uno
spessore che sinceramente
non mi aspettavo. Pensavo
di trovare più “testimonianze”, invece ci sono stati tanti
tanti contenuti, spunti, indicazioni di lavoro.
Mi è piaciuta la definizione
che ne ha dato il grandissimo Francesco Mercurio:
una stazione di servizio.
Cioè un punto di ritrovo (il
valore dell’incontrarsi e
ritrovarsi era palpabile nell’aria), ma anche un
momento per “fare rifornimento”, ricaricarsi e ripartire. Nonostante l’anno scorso
sia stata approvata una legge
ad hoc che riconosce la sordocecità come disabilità
specifica infatti mi sembra di
capire che di strada ce n’è
ancora tanta da fare nell’esigibilità dei diritti. Bastava
guardare a quella persona
che arrivava dalla Norvegia,
con due accompagnatori
pagati dallo Stato: un altro
mondo. Ma è stato bella
anche la strada che
Francesco ha indicato:
prima di andare a dormire
ha detto «vi auguro sogni
d’oro e una realtà di platino». Una giusta vena di
ambizione, che pone subito
lontanissimi dal cliché del
disabile lamentoso e “questuante”.
Un filo d’oro con i giovanissimi
“-7 per 150”: così si costruisce la solidarietà
Ricordate gli allievi
del Liceo Artistico
“Aldo Passoni” di
Torino che hanno
celebrato il 150°
dell’Unità d’Italia realizzando bellissime
lampade tricolori?
Ora torniamo a parlare di loro perché adesso stanno costruendo 150 modellini
di una statua che si chiama
“-7”, alta quattro metri, realizzata negli anni Novanta da
allievi dello stesso liceo e
installata nel 1999 nel museo
del Carcere “Le Nuove” della
città. Ecco perché il progetto è
stato intitolato “-7 per 150” ed
ecco perché “costruisce
la solidarietà”: i ragazzi, d’accordo con la
direzione del Liceo e
quella del Carcere,
hanno deciso di devolvere il ricavato della
vendita dei modellini al
nostro Ente, come avevano già fatto con le lampade
tricolori. Grazie giovani e
carissimi amici, a voi e tutti
coloro che vi aiutano a essere
così generosi!
Il dolce ricordo di una nipotina
“Laura ricorda la sua nonna Laura Mella,
che oggi avrebbe compiuto 100 anni – 11/11/2011”.
Così è scritto sulla piccola targa sistemata presso
il Centro di Lesmo dove la giovane nipote è nostra ospite.
Una data singolare per festeggiare un compleanno importante.
La nonna, purtroppo, è scomparsa mesi fa, ma tutti i nipoti
e i bisnipoti hanno deciso di ricordarla sempre
con questo gesto ricco di affetto e di rimpianto.
Auguri, nonna Laura, là dove sei ora, anche da tutti noi!
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AV V E N I M E N T I
La solidarietà
prende il via:
“Ciak... si suona...
...Viaggio tra musica e
immagini nel fantastico mondo del cinema”.
Questo il titolo del concerto di pianoforte che
ha fatto sognare il folto
pubblico, eseguito a
quattro mani dal Duo
Allevi-Guidi al Teatro
di Casatenovo (Lc) lo
scorso ottobre. Le composizioni di Nino Rota e
di Ennio Morricone
hanno ricordato a tutti i
momenti più belli del
nostro cinema e hanno
portato un sostegno
davvero significativo al
nostro Ente, che ha promosso la serata insieme
all’Associazione Cul-
turale ASCA. Agli artisti,
agli organizzatori e tutti
i generosi presenti il
nostro “grazie di cuore”.
“Montalcino,
la sua arte,la sua
storia,il suo vino”…
… è il titolo del premio
vinto da Maria Luisa
Fumagalli, giornalista
del Corriere della Sera,
nell’ambito della manifestazione “Premio Casato
Prime Donne” organizzata anche quest’anno
dall’Azienda “Le Fattorie” di Donatella
Cinelli Colombini a
Trequanda (Si) per riconoscere il merito di chi
divulga il territorio di
Montalcino e i suoi vini.
E noi non possiamo che
ringraziare l’amica Maria Luisa, che ha deciso
di devolvere alla nostra
Associazione l’ammontare del premio ricevuto e
così meritato.
Un libro
ricco d’amore
Si tratta di un volume
che raccoglie le tante
lettere
scritte
da
Damiano Callari, diciottenne affetto dalla
Sindrome di Down, e
raccolte dall’insegnante
che lo ha seguito negli
anni della scuola primaria. Sono scritti che raccontano le emozioni e i
sentimenti di questo
ragazzo, che ha voluto
indirizzarli alle persone
che in lui suscitano inte-
Così ci conosceranno in tanti!
Sapranno molte cose di noi, della nostra attività, del lavoro che svolgiamo, della realtà e dei problemi delle persone che vogliamo aiutare, dei
nostri progetti per il futuro e dei traguardi che abbiamo raggiunto in tanti, lunghi anni. Sono tutti coloro
che seguono la Serie B, sia sui campi di calcio, sia alla
televisione (ne abbiamo parlato a lungo anche sul
numero scorso, ricordate?): materiale
informativo, maglie con il nostro
logo, messaggi degli speaker inviteranno tutti a unirsi a noi con grande
solidarietà. E il nostro nuovo spot, visibile sulle reti
RAI, Mediaste e Sky, raccontando di noi inviterà a
sostenerci direttamente attraverso l’invio di un sms
dal proprio cellulare.
resse e fiducia. E che
dimostra, insieme alla
sua famiglia, di avere
davvero un cuore generoso perché ha offerto
alla nostra Associazione
il ricavato della vendita
del suo libro.
Grazie, Damiano: speriamo che la vita ti sorrida tanto e ti faccia
sorridere sempre!
5 serate “blues”
per aiutarci
Sono quelle che l’Associazione Culturale
“Kaleydos” di Assago
(Mi) ha organizzato fra
settembre e ottobre per
sostenere l’attività della
Lega del Filo d’Oro.
A una di queste è intervenuta Luigina Carrella, responsabile educativo riabilitativo del
nostro Centro di Lesmo,
che ha spiegato ai presenti chi siamo e che
cosa facciamo per i nostri
ospiti sordociechi. E proprio a loro sono stati
consegnati i contributi
raccolti nelle diverse
serate, durante una visita
che gli organizzatori
Un momento davvero importante
Sabato 12 novembre 2011 presso Palazzo Rospigliosi a
Roma si è tenuto un prestigioso evento culturale organizzato dall’Accademia del Notariato, sul tema
“Etica, Estetica, Sussidiarietà: un percorso interculturale a tutela dei diritti umani”. Il Presidente, notaio
Adolfo de Rienzi, ha invitato la nostra Associazione a
essere presente con un punto espositivo ed informativo che la nostra sede di Roma ha organizzato grazie alla
disponibilità di molti volontari. Nel contesto culturale
parole di grande merito e di apprezzamento ci sono
state rivolte dal Presidente dell’Accademia e dal giornalista Rai dott. Franco Di Mare, che ha condotto la manifestazione. È stata promossa la cultura del lascito testamentario e la piena solidarietà e attenzione verso la nostra
“mission”. Il convegno è stato ideato come un’occasione
per riflettere sulla necessità di confermare i diritti fondamentali della persona attraverso un percorso che, partendo dall’etica, assicuri solidarietà e ha rappresentato un
momento di visibilità e di scambi interpersonali.
CI HANNO AIUTATO
●
●
●
●
Fotografa Raffaella Milandri - San Benedetto del Tronto (Ap)
Dipendenti Ceva Logistics - Assago (Mi)
Organizzazione Hobby Dance - Loreto (An)
Angelo Calogero Adamo - Paderno Dugnano (Mi) per estemporanea
di pittura
● Bib Sport - Sforzacosta (Mc)
● A.S.D. Pedale Lento - Monsampolo del Tronto (Ap)
● A.S.D. Judo Kodokan Corsap - Foggia...
... e tantissime altre persone che ci hanno devoluto i loro contributi
o hanno organizzato manifestazioni a nostro favore
Trilli nell’Azzurro
L A P O STA
Cari bambini,
sono una vostra ammiratrice; sono tanti anni
che sono con voi. Vi scrivo poche righe per dirvi
che vi voglio tanto bene.
Vi faccio sapere che
sono una persona molto
anziana. Vi ringrazio
per il pensiero del giornale che mi avete mandato.
Brunetta
(Prato)
Cara Brunetta, sappiamo che lei è una
nostra assidua e fedele
sostenitrice da ben 20
anni e l’abbraccio con
cui i nostri bambini,
se potessero farlo personalmente, le dimostrerebbero il loro
affetto, non basterebbe a dirle “grazie” per
hanno compiuto al
Centro per conoscerne la
realtà e per dimostrare
ancora una volta un’amicizia che continua anche
sul
social
network
Facebook.
la sua dedizione.
Creda: non si è mai
troppo anziani per la
solidarietà.
Spettabile Redazione,
ricevo da anni con molto
piacere la vostra rivista,
sperando che diventi
mensile. Invio il mio
modesto contributo sperando che serva anche
per questo: più si leggerà, più saranno, saremo
al vostro fianco. Con la
preghiera sempre viva vi
sono vicino; ho pregato
anche durante un pellegrinaggio (...) con il desiderio che in ogni luogo ci
siano persone che
abbraccino il vostro fine
d’amore e di solidarietà.
Grazie, grazie per tutto.
Maria
(Roma)
Cara Maria, l’apprezzamento dei nostri
lettori ci fa sempre
piacere. L’informazione, infatti, è per noi
un fattore di capitale
importanza.
Per il momento, però,
abbiamo deciso di
mantenere la stessa
periodicità per “Trilli
nell’Azzurro”, di attivare anche altri canali
di informazione quali
il nuovo sito internet
e di investire il contributo di persone generose come lei nella
realizzazione di nuovi
servizi per i nostri
utenti. Iniziative sulle
quali teniamo costantemente aggiornati i
nostri sostenitori da
queste pagine, ma
anche sul nostro sito
internet e attraverso
molti altri mezzi di
informazione.
Importante è anche
l’appoggio di enti,
aziende e associazioni
che con le loro iniziative a nostro favore ci
aiutano a diffondere e
consolidare l’immagine della “Lega”. E,
non ultimi, ci siete
voi, amici sostenitori,
con la vostra voglia di
parlare di noi e di
incoraggiare i vostri
conoscenti a fare
altrettanto.
Grazie di cuore.
“...Non conoscerò colori, non conoscerò armonie – non vedrò le bellezze che ad altri danno
melodie – di quel che
son sicuro e non mi pos-
sono privare – è far
ragionamenti in questo
modo singolare – l’unico rumor che sento,
quello del mio cuore,
son certo che andrà via
– soltanto insieme a
quel che mi fa uguale:
l’anima mia...”
Anonimo
Ha scelto, per modestia, l’anonimato, un
nostro sostenitore che
ci ha inviato un suo
componimento poetico, ispirato alle persone sordocieche della
Lega del Filo d’Oro, da
cui estrapoliamo questi brevi, significativi
versi, scritti immaginando evidentemente
la condizione interiore
di una persona sordocieca e pluriminorata.
Notiziario ufficiale
della Lega del Filo d’Oro
Associazione Nazionale riconosciuta
con D.P.R. n. 516 del 19.5.1967 ONLUS
(Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale)
Via Montecerno, 1 - 60027 Osimo (AN)
tel. 07172451 - fax 071717102
c/c postale 358606
INTERNET:
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Direttore editoriale Francesco Marchesi
Direttore responsabile Rossano Bartoli
Redazione Maria Giulia Agostinelli,
Gianluca de Tollis, Lorenzo Gatto,
Antonio Mellone, Alessandra Piccioni,
Elena Quagliardi, Daniela Ruini.
Segreteria di redazione Anna Maria Catena,
Maria Laura Volpini
Progetto grafico R.C.D. & Partners
Coordinamento editoriale, stampa
e distribuzione Postel S.p.A.
Impaginazione Margaret Ferro - Proart s.a.s.
Questo numero è stato chiuso in tipografia
il 23/11/2011 ed è stato tirato in 405.000
copie. Autorizzazione del Tribunale di
Ancona 29.7.1981 n.15. Bimestrale - Poste
Italiane SpA - Spedizione in A.P. D.L.
353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46)
art.1, comma 2 - DCB Milano
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