Influenza?
Vaccinarsi conviene!
Informazione per il personale specializzato
del settore sanitario
Sommario
1
Prefazione: Influenza, un lupo travestito da pecora?
4
2
Il virus dell’influenza
6
2.1 Tipi di virus
6
2.2 Potenziale di contagio e trasmissione
7
3
8
L’influenza
3.1 Quadro clinico, confronto con un banale raffreddore
8
3.2 Epidemiologia e conseguenze economiche
9
3.3 Significato dell’influenza per le categorie a rischio
10
3.4 Significato dell’influenza per le persone a contatto
4
con le categorie a rischio
11
Il vaccino antinfluenzale
12
4.1 Raccomandazioni dell’UFSP per la vaccinazione contro l'influenza 12
4.2 Efficacia della vaccinazione contro l’influenza
14
4.3 Tolleranza della vaccinazione contro l’influenza
15
4.4 Controindicazioni alla vaccinazione
15
4.5 Esistono alternative alla vaccinazione contro l’influenza?
16
4.6 Vaccini e preparati autorizzati in Svizzera
17
5
18
Riepilogo: Sette motivi per farsi vaccinare contro l’influenza
Influenza? Vaccinarsi conviene! |
3
1 Prefazione
Influenza, un lupo travestito da pecora?
L’influenza arriva puntualmente ogni anno,
ormai quasi come una vecchia conoscenza. Ecco perché, come adulti sani, non
solo ci abbiamo fatto l’abitudine, ma ci siamo quasi affezionati a questo contrattempo, che consideriamo a volte una pausa
benvenuta alla sempre più frenetica vita
quotidiana. Ma è davvero così innocua
come spesso crediamo? Una domanda alla
quale non è facile rispondere … Se per noi
il virus dell’influenza non rappresenta nessun pericolo, per qualcun altro può avere
gravi conseguenze. E i virus sfruttano volentieri i nostri normali contatti sociali per
trasmettersi da una persona all'altra!
Tra le categorie a rischio figurano
le persone di 65 anni e più nonché
coloro che soffrono di malattie cardiache e
respiratorie croniche o del metabolismo
oppure di immunodeficienza. In Svizzera,
ogni anno si recano da un medico per
sintomi analoghi a quelli dell'influenza fra
le 100 000 e le 300 000 persone, 5000
vengono ospedalizzate e dalle 400 alle
1000 persone muoiono in conseguenza
dell’influenza.
Pertanto, affinché le persone a rischio siano adeguatamente protette, non devono
farsi vaccinare solo loro stesse ma
anche tutte le persone a stretto
contatto con esse. Fra queste
figurano in particolar modo i
familiari o le persone attive nel
settore sanitario e assistenziale.
4 | Influenza? Vaccinarsi conviene!
Anche chi è stato infettato dal virus influenzale, ma non ne è consapevole perché
non presenta ancora nessun sintomo, può
trasmettere il virus ad altre persone. Bisogna quindi evitare di contrarre l’influenza in
modo da non trasmetterla ad altri.
In quanto personale specializzato del settore sanitario, voi svolgete un ruolo chiave
nel lavoro di prevenzione dell’influenza.
Uno studio effettuato ogni anno in Svizzera
fra persone di più di 50 anni ha appurato
che questo gruppo d’età si fa vaccinare
contro l’influenza soprattutto in seguito al
consiglio di una persona specializzata. Le
obiezioni sollevate contro la vaccinazione
antinfluenzale sono sovente dovute a scarsa informazione o a idee errate. Molti ritengono, ad esempio, che un buono stato
di salute generale, un’alimentazione sana e
molto movimento bastino a prevenire
l’influenza. Aiutateci, mediante la vostra
attività di consulenza, a correggere queste
inesattezze nonché a convincere i vostri
pazienti e colleghi dell’utilità del vaccino
influenzale!
Proteggetevi anche voi con il vaccino
influenzale e godetevi l’inverno assieme
ai vostri cari, ai vostri colleghi e ai vostri
pazienti, senza dovervi preoccupare
dell'influenza.
Il presente opuscolo riporta tutte
le informazioni necessarie per
consigliare nel modo migliore i
vostri pazienti. Contiene inoltre
sufficienti dati scientifici per convincere voi e i vostri colleghi dell’utilità di
questa misura. Per ulteriori informazioni
vogliate consultare anche il sito dell’UFSP
www.influenza.admin.ch, telefonare allo
+41 (0)31 323 87 06 oppure contattare
l'infoline di Medgate* dedicata alla vaccinazione allo 0844 448 448 (consulenza
gratuita, costi per chiamata in area
interurbana svizzera).
*Centro di consulenza medica Medgate.
Influenza? Vaccinarsi conviene! |
5
2 Il virus dell’influenza
2.1 Tipi di virus
I virus dell’influenza appartengono alla famiglia degli Orthomyxoviridae e vengono
suddivisi in tipo A, B e C.
● I virus di tipo A sono quelli più pericolosi
per l’essere umano. Si trasformano
molto velocemente, riuscendo così ad
aggirare il nostro sistema immunitario.
I virus dell’influenza sono in grado di
infettare anche gli animali, soprattutto
gli uccelli acquatici selvatici e, in casi
rari, trasmettersi anche dagli animali alle
persone (1). Nuovi virus dell’influenza di
tipo A, formatisi ad esempio tramite la
combinazione di un virus animale con
uno umano o la mutazione di un virus
animale, possono provocare una
cosiddetta pandemia (epidemia
mondiale).
● L’influenza B si manifesta quasi esclusivamente negli esseri umani, ma è più
rara dell’influenza del ceppo A (1). L’influenza B muta 2-3 volte più lentamente del
virus di tipo A (2) ed è quindi geneticamente meno eterogenea (1).
● L’influenza C è la meno diffusa ed è il
tipo d’influenza meno pericoloso per gli
esseri umani (1).
I virus dell’influenza vengono denominati secondo lo schema seguente:
Numero del ceppo
Tipo
Sottotipo emaglutinina
A/Solomon Islands/03/2006 (H1N1)
Origine del ceppo
6 | Influenza? Vaccinarsi conviene!
Sottotipo di neuraminidasi
Anno di isolamento
2.2 Potenziale di contagio e trasmissione
Il potenziale di contagio dipende dalla virulenza del ceppo influenzale in circolazione e
dal tasso di vaccinazione nella popolazione
(3). Quanto più il virus si è modificato
rispetto all’anno precedente, tanto meno è
possibile essere immunizzati mediante un
vaccino precedente o grazie a un’infezione
naturale contratta in anni passati.
Il pericolo di contagio ancor prima che si
manifestino i primi sintomi (infezione presintomatica o asintomatica) è uno dei
motivi principali per cui le persone che
hanno contatti frequenti con i soggetti a
rischio dovrebbero farsi vaccinare (3).
Una persona infetta può trasmettere il virus soprattutto per contatto diretto – p. es.
attraverso tosse, strette di mano – o indiretto – p. es. attraverso una maniglia – prima ancora che appaiano i primi sintomi. Il
virus può essere trasmesso anche dalle
persone che hanno solo un’infezione leggera, che non presentano nessun sintomo
o presentano sintomi molto lievi.
Si presume che un adulto infetto sia contagioso già il giorno prima che appaiano i primi sintomi e che lo rimanga dai 3 ai 5 giorni. I bambini iniziano a essere contagiosi
probabilmente nello stesso momento, forse anche prima, ma restano contagiosi più
a lungo, sino a più di 7 giorni dopo il manifestarsi dei primi sintomi (4).
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7
3 L’influenza
3.1 Quadro clinico, confronto con un banale raffreddore
Il decorso di un’influenza senza complicazioni è caratterizzato dall'improvvisa
comparsa di sintomi generali e respiratori
(p. es. febbre, mialgia, mal di testa,
malessere e tosse secca) (5). Nei bambini
si aggiungono spesso otite, nausea e
vomito (6,7). Se l’influenza ha un decorso
senza complicazioni, i sintomi scompaiono
quasi sempre dopo 3-7 giorni, anche se
tosse e spossatezza possono perdurare
ancora due o più settimane.
Sintomo
L’esatta distinzione fra un’influenza e un
raffreddore provocato da altri tipi di virus
può essere effettuata solo con metodi di
laboratorio. La diagnosi clinica non è
infatti sempre facile. Durante la stagione
dell'influenza, la probabilità di contrarre
proprio questo virus è comunque più
elevata. La seguente tabella è volta a
fornire qualche indicazione utile (8):
Influenza
Banale raffreddore
Insorgenza*
Improvvisa
Graduale
Febbre*
Frequente: da 37,7°C fino a 40°C Raramente: solo circa
0,5°C più del normale
Mialgia*
Forte, frequente
Rara
Artralgia
Forte, frequente
Rara
Inappetenza
Frequente
Rara
Mal di testa
Forte, frequente
Leggero, raro
Tosse (secca)*
Forte, frequente
Da leggera a moderata
Malessere
Forte
Leggero
Stanchezza,
spossatezza
Più frequente rispetto a un
raffreddore, dura 2-3 settimane
Leggera, di breve durata
Dolori al petto
Forti, frequenti
Da leggeri a moderati
Naso chiuso
Occasionale
Frequente
Starnuti
Occasionali
Frequenti
Mal di gola
Occasionale
Frequente
*Se i sintomi contrassegnati appaiono insieme, la probabilità che si tratti di un’influenza è elevata.
8 | Influenza? Vaccinarsi conviene!
3.2 Epidemiologia e conseguenze economiche
Ogni anno si ammala d’influenza circa il
5-10% degli adulti e il 20-30% dei bambini. A motivo dei loro contatti ravvicinati
con altre persone e la loro ancora poco sviluppata consapevolezza in materia di igiene, i bambini in età scolare appartengono
alla categoria maggiormente colpita e sono
anche i principali responsabili della trasmissione di questa malattia. I bambini hanno inoltre avuto un’esposizione minore
all’influenza nel corso della loro vita e presentano quindi un’inferiore immunità naturale acquisita. In età scolare i bambini non
soffrono comunque praticamente più di
complicazioni. Queste colpiscono piuttosto
la popolazione più anziana e le persone
con malattie croniche nonché i neonati. In
tutto il mondo muoiono dalle 250 000 alle
500 000 persone circa in conseguenza
dell’influenza (9).
virulenza anche più di 1000); il 92% dei decessi si verifica fra le persone anziane (11).
In Svizzera, ogni anno vengono registrate
in media 200 000 consultazioni mediche
per sospetto d'influenza (10). Circa il 10%
dei pazienti hanno 60 anni o più. Nel 5%
circa delle persone registrate viene diagnosticata una polmonite, nel caso delle persone anziane, questa quota arriva quasi al
16% (11). Ogni anno, le complicazioni da
influenza causano circa 5000 ospedalizzazioni. Anche in questo caso la percentuale
delle persone anziane è notevolmente più
elevata. Per molti di loro, ciò significa di
fatto la perdita definitiva della propria autonomia. Annualmente muoiono in media
per influenza 420 persone (a seconda della
I costi annuali per il sistema sanitario
svizzero ammontano, secondo modelli di
calcolo scientifici, a circa 100 milioni di
franchi. Se si includono tutti i costi che
ricadono sulla società, quali ad esempio
l’assenza dal lavoro, ne consegue un
danno sull’economia del paese di circa
300 milioni di franchi (12).
Consultazioni mediche per sospetto
d’influenza a livello nazionale dal 2000/01
al 2007/08 (10):
Casi di sospetto di influenza stimati
(in tutta la Svizzera)
250 000
200 000
150 000
2007/08
2006/07
2005/06
2004/05
2003/04
2002/03
0
2001/02
50 000
2000/01
100 000
Fonte: Sentinella
Influenza? Vaccinarsi conviene! |
9
3.3 Significato dell’influenza per le categorie a rischio
Anche se le complicazioni da influenza
possono in linea di massima sopraggiungere in tutti i pazienti, in alcune categorie di
persone il rischio è notevolmente più elevato. Fra queste figurano (13)
● i bambini nati prematuramente;
● le persone di 65 anni e più;
In queste persone, il tasso di ospedalizzazione e il rischio di complicazioni è da 2 a 5
volte più elevato che nelle persone sane.
L’insorgere di complicazioni può significare
di fatto, soprattutto per le persone più anziane, la perdita di autonomia.
● gli adulti e i bambini con malattie cardiache e polmonari croniche, asma cronica,
malformazioni cardiache congenite, mucoviscidosi, disfunzioni metaboliche croniche (es. diabete), funzionalità renale ridotta, emoglobinopatia o immunodepressione;
10 | Influenza? Vaccinarsi conviene!
● gli ospiti delle case per anziani e case
di cura e i pazienti in istituti per malati
cronici.
Le complicazioni più frequenti sono: sinusite, otite media, bronchite, polmonite,
pseudocrup (o laringite stridula), di eziologia
virale primaria o batterica secondaria. Ma
possono anche verificarsi altre affezioni
potenzialmente letali come: pleurite, miosite, miocardite o pericardite seguita da
cardiomiopatia dilatativa, infarto del
miocardio o shock tossico. La meningite,
l'encefalite, la mielite e la sindrome di
Guillain-Barré sono altre gravi complicazioni possibili. Le complicazioni gastrointestinali, come l’appendicite o la colecistite, sono più rare e insorgono con lunga
latenza, probabilmente come conseguenza
di una deficienza immunitaria dovuta
all’influenza (13-14).
3.4 Significato dell’influenza per le persone a contatto
con le categorie a rischio
Tutte le persone infette, con o senza sintomi, possono trasmettere il virus dell'influenza ad altre persone. La probabilità di un
contagio aumenta tuttavia con la frequenza
dei contatti. Le persone a rischio devono
essere protette in modo particolare da un
rischio di trasmissione del virus. La vaccinazione contro l’influenza è raccomandata pertanto soprattutto a coloro che sono
spesso a contatto con le persone a rischio,
quali i familiari e le persone che si occupano della cura e dell’assistenza medica,
ad esempio il personale medico e di cura
(cura istituzionale, cura domestica), i farmacisti, le persone che si occupano
dell’assistenza a domicilio, e così via.
La vaccinazione non è importante solo per
proteggere le persone a rischio, ma anche
per il proprio bene. Soprattutto il personale
sanitario è doppiamente esposto al rischio
di contagio rispetto agli altri poiché è sempre a stretto contatto con altre persone e
soprattutto con pazienti affetti da influenza. Uno studio sulla prevalenza dell’influenza presso il personale medico ha individuato sino al 23% di casi d’influenza clinici o
subclinici sierologicamente confermati (15).
Soprattutto nel settore sanitario, caratterizzato da un elevato carico di lavoro e da
piani di lavoro difficilmente modificabili, in
caso di malattia le persone colpite possono difficilmente rimanere a casa; secondo
lo studio, il 77% del personale sanitario ha
continuato a lavorare nonostante avesse
una malattia di tipo influenzale (Influenzalike illness o ILI) (16).
Una possibile conseguenza potrebbe essere un'epidemia di influenza nosocomiale.
Per infezione nosocomiale (infezione ospedaliera) si intende qualsiasi infezione causata da microrganismi, contratta durante il
ricovero in un ospedale o altro istituto medico, indipendentemente dalla presenza o
meno di sintomi della malattia.
In caso di un’epidemia di questo tipo, il
tasso d’infezione fra i pazienti del reparto
colpito può arrivare al 50% mentre quello
del personale ospedaliero che assiste i
pazienti malati d'influenza può raggiungere
il 59% (17). È tuttavia possibile ridurre
il tasso d’infezione fra il personale
ospedaliero a meno del 2% adottando
alcune misure preventive. Queste misure
comprendono la vaccinazione contro
l’influenza, la notifica obbligatoria in caso
di malattie febbrili delle vie respiratorie,
uno screening sull'influenza e la direttiva
che in caso d'influenza i collaboratori
vengano mandati a casa.
Influenza? Vaccinarsi conviene! |
11
4 Il vaccino antinfluenzale
4.1 Raccomandazioni dell’UFSP per la vaccinazione
contro l'influenza
Le raccomandazioni per la vaccinazione
contro l’influenza hanno soprattutto due
obiettivi: la protezione delle categorie a
rischio e la preparazione a una possibile
pandemia. La protezione delle categorie a
rischio è garantita quando i soggetti appartenenti a questo gruppo nonché tutti coloro
che sono a stretto contatto con loro – e
potrebbero quindi trasmettere loro il virus
dell’influenza – si fanno vaccinare. L’OMS
ha fissato come obiettivo dei Paesi membri
di raggiungere nel 2010 un tasso di vaccinazione di tutte le persone a rischio del
75% (18). Ci si propone in tal modo non
solo di assicurare una adeguata protezione
a questo gruppo, ma anche di garantire che
le aziende produttrici dei vaccini in caso di
pandemia possano aumentare la capacità
produttiva. Per prepararsi a una pandemia è
anche importante che si facciano vaccinare
tutte le persone in contatto con virus
influenzali animali, al fine di evitare che una
persona possa essere infettata contemporaneamente da virus animali e umani e
che uno scambio di segmenti genetici
umani e animali possa favorire la comparsa
di nuovi tipi di virus.
Sulla base di queste premesse, la Svizzera
raccomanda la vaccinazione contro l’influenza ai seguenti gruppi (13):
12 | Influenza? Vaccinarsi conviene!
A. Persone con maggiori rischi di complicazioni letali in caso di influenza stagionale (per questo gruppo, i costi della
vaccinazione sono rimborsati dall'assicurazione malattie obbligatoria, a condizione che sia stata già raggiunta la
franchigia). Fra queste figurano:
● tutte le persone di 65 anni e più;
● adulti e bambini (a partire dai sei
mesi di età) con malattie cardiache e
polmonari croniche, asma cronica,
malformazioni cardiache congenite,
mucoviscidosi, disfunzioni metaboliche croniche (p. es. diabete), funzionalità renale ridotta, emoglobinopatia
o immunodepressione;
● bambini nati prematuramente a partire dall’età di 6 mesi per i primi due
inverni dopo la nascita;
● residenti in case di cura e di riposo e
pazienti di istituti per malattie croniche.
B. Persone a stretto contatto (in famiglia o
nell’ambito della loro attività) con persone che presentano un elevato rischio di
complicazioni (elenco summenzionato),
suscettibili pertanto di trasmettere i
virus dell'influenza. Fra le persone con
un elevato rischio di complicazioni
figurano anche quelle che non possono
B. essere vaccinate perché troppo giovani
(< 6 mesi) o perché presentano delle
controindicazioni.
● In famiglia: genitori, fratelli e sorelle
di bambini di età inferiore ai 6 mesi,
parenti di persone che hanno 65 anni
e più o di malati cronici, donne
incinte che partoriscono durante la
stagione influenzale.*
● Sul posto di lavoro (in questi casi i
costi per la vaccinazione vengono
spesso assunti dal datore di lavoro):
personale di case di cura e di riposo,
personale medico e di cura, persone
che si occupano dell’assistenza a domicilio. Fra queste figurano anche
studenti e praticanti.
● Nel tempo libero: persone che visitano regolarmente persone anziane o
altre persone con un elevato rischio
di complicazioni.
C. Persone a stretto contatto con volatili
domestici e uccelli selvatici (addetti alla
lotta contro le epizoozie, dipendenti di
aziende di pollicoltura, ornitologi, ecc.),
che potrebbero infettarsi con il virus
H5N1 dell’influenza aviaria.**
D. Persone che desiderano evitare l’influenza e le sue conseguenze.
**Non esistono controindicazioni per la vaccinazione delle donne incinte. La vaccinazione è particolarmente raccomandata quando il secondo e terzo trimestre di gravidanza coincidono con la
stagione influenzale e vi sono ulteriori fattori di rischio, quali malattie cardiache, polmonari, renali
croniche o disfunzioni metaboliche. La vaccinazione non solo protegge la donna incinta, ma
anche il bambino. Non sono stati evidenziati gravi effetti indesiderati della vaccinazione contro
l'influenza con vaccini inattivati durante la gravidanza.
**L'apparizione del virus dell'influenza aviaria A (H5N1) presso gli uccelli selvatici e i volatili in
Svizzera non è completamente esclusa. Si raccomanda pertanto alle persone a stretto contatto
con volatili o uccelli selvatici di vaccinarsi contro l'influenza al fine di diminuire, qualora l'influenza
aviaria dovesse insorgere in allevamenti svizzeri, le probabilità che una persona venga infettata
contemporaneamente da un virus classico e dal virus dell'influenza aviaria e di evitare falsi allarmi
legati all'influenza stagionale. La vaccinazione contro l’influenza non protegge tuttavia dal virus
dell’influenza aviaria.
Influenza? Vaccinarsi conviene! |
13
4.2 Efficacia della vaccinazione contro l’influenza
La vaccinazione contro l'influenza riduce il
rischio di contrarre l'influenza in tutti i
gruppi d'età, ma non lo esclude del tutto.
L’efficacia della vaccinazione dipende in
primo luogo dall’età e dallo stato immunitario del soggetto vaccinato, come pure
dalla concordanza tra gli antigeni vaccinali
e i virus circolanti.
Efficacia del vaccino contro l’influenza
(vaccini inattivati) in diversi gruppi di persone in percentuale (26)
Neonati e bambini piccoli
(6 mesi – 3 anni)
70-90%
Bambini e adulti
(3 – 50 anni)
70-90%
Anziani
(più di 50 anni)
30-50%
Il 70-90% degli adulti sani vaccinati non
si ammalano di influenza (3). Le persone
anziane e altri soggetti a rischio hanno, in
confronto ai giovani adulti sani, una
risposta immunitaria ridotta al vaccino
antinfluenzale. La vaccinazione contro
l’influenza garantisce pertanto una
protezione sufficiente solo al 30-50% circa
dei soggetti anziani. Tuttavia, anche nelle
persone anziane la vaccinazione aiuta
comunque ad attenuare il decorso della
malattia, riduce i decessi provocati
14 | Influenza? Vaccinarsi conviene!
dall'influenza (19-24) e le complicazioni
conseguenti alla malattia (25-30).
La ridotta efficacia della vaccinazione nelle
persone anziane e negli altri soggetti a rischio rende ancora più evidente la necessità di prevenire la trasmissione dei virus
dell'influenza. Esistono sufficienti argomenti scientifici per raccomandare la vaccinazione del personale sanitario (31-34),
nonché delle persone a stretto contatto
con i soggetti a rischio, ad esempio in
famiglia (35-40).
In uno studio, la vaccinazione del personale delle case di cura ha ridotto il rischio
di mortalità nei soggetti anziani fino al
40% (33). In seguito alla vaccinazione del
personale di cura e dei residenti della casa
di cura la protezione contro le malattie di
tipo influenzale (Influenza-like illness o ILI)
è salita all’86% (34).
Anche la vaccinazione contro l’influenza
dei bambini in età scolare, effettuata su
scala nazionale in Giappone fra il 1962 e il
1987 ha contribuito a ridurre la mortalità
fra le persone anziane (41).
4.3 Tolleranza della vaccinazione
contro l’influenza
4.4 Controindicazioni alla
vaccinazione
I vaccini inattivati, come quelli utilizzati in
Svizzera, non possono provocare l’influenza. Possono tuttavia manifestarsi leggeri
effetti collaterali. Vogliate pertanto consultare attentamente le più recenti informazioni specializzate dei produttori. In alcuni
casi possono manifestarsi le seguenti reazioni:
Le persone affette da febbre possono
essere vaccinate solo dopo la scomparsa
dei sintomi poiché, altrimenti, la loro
risposta immunitaria potrebbe non essere
ottimale. La vaccinazione è controindicata
in caso di ipersensibilità a una delle
componenti del vaccino o alle proteine
dell'uovo. Vogliate consultare anche in
questo caso le più recenti informazioni
specializzate dei produttori.
● Reazioni locali, quali dolore, irritazione
o prurito al punto di iniezione nel 25%
circa dei soggetti vaccinati. Queste
reazioni scompaiono peraltro quasi
sempre dopo due giorni.
● Reazioni sistemiche: febbre, dolori muscolari o malessere sino a due giorni.
Questi effetti collaterali sono stati osservati in meno del 5% dei soggetti vaccinati.
● Molto raramente sono state osservate
reazioni quali orticaria, angioedema,
asma allergica e anafilassi.
● Sino ad oggi non è stato chiarito in
modo esaustivo se esiste o meno una
relazione fra la vaccinazione e la sindrome di Guillain-Barré (GBS). La frequenza
di GBS dopo una vaccinazione viene stimata in un caso su un milione di soggetti vaccinati.
Il rischio di complicazioni serie dovute a
un'influenza è comunque molto maggiore
rispetto a quello di una comparsa di gravi
effetti collaterali dopo la vaccinazione.
Influenza? Vaccinarsi conviene! |
15
4.5 Esistono alternative alla vaccinazione contro l’influenza?
Misure preventive generali, quali un'alimentazione equilibrata, movimento regolare e sonno a sufficienza, contribuiscono in
ogni età a mantenere la salute e migliorano le difese contro infezioni e altre malattie. Non bastano tuttavia come sola protezione contro la comparsa dell’influenza.
Non è nemmeno possibile evitare la trasmissione dei virus dell’influenza ad altre
persone, per esempio ai soggetti a rischio.
L’influenza può essere prevenuta solo ricorrendo per tempo alla vaccinazione antinfluenzale.
Neanche i medicinali omeopatici possono
sostituire la vaccinazione. L'associazione
dei medici omeopati tedeschi (Deutscher
Zentralverein homöopathischer Ärzte, DZVhÄ) osserva: «Non esistono dei 'vaccini
omeopati'. Nessuna sostanza omeopatica
è in grado di conferire un'immunizzazione
comprovabile. L’assunzione di medicinali
omeopatici non sostituisce pertanto la vaccinazione.» Al momento della redazione
del presente prospetto, la Società Svizzera
dei Medici Omeopati (SSMO) non aveva
ancora preso ufficialmente posizione in
materia.
16 | Influenza? Vaccinarsi conviene!
Il ricorso ai medicinali antivirali per prevenire l’influenza deve essere deciso di
volta in volta a seconda del caso, ad esempio qualora dovesse sussistere una controindicazione. Diversamente dalla vaccinazione, questo tipo di medicinali non offre tuttavia una protezione contro l’influenza sul
lungo periodo. Sussiste inoltre il rischio
che si formino così dei ceppi resistenti.
4.6 Vaccini e preparati omologati in Svizzera
Nell’emisfero settentrionale, le epidemie
d’influenza si verificano di norma fra dicembre e marzo. A febbraio di ogni anno,
l’OMS pubblica la propria raccomandazione
concernente la composizione del vaccino
per la prossima stagione influenzale nell'emisfero settentrionale. La raccomandazione si basa su analisi a livello mondiale dei
dati virologici ed epidemiologici nonché su
studi sierologici della stagione precedente.
I produttori del vaccino hanno infatti bisogno
di circa sei mesi per sviluppare, ottenere
l'omologazione e produrre i vaccini per la
stagione successiva in quantità sufficiente.
La vaccinazione contro l’influenza deve essere ripetuta ogni anno, di preferenza fra
metà ottobre e metà novembre. È comunque possibile, e consigliabile, fare la vaccinazione anche più tardi, quando la stagione influenzale è già iniziata (42).
● vaccini «virosomali» (Inflexal V®, Influvac
Plus®) nei quali gli antigeni di superficie
dei virus sono incorporati in una membrana che viene meglio riconosciuta dalle cellule immunitarie;
● Vaccino adiuvato (Fluad®), autorizzato in
Svizzera dal 2008 specialmente per le
persone di 65 anni e più.
In genere, la somministrazione avviene
mediante iniezione sottocutanea profonda
o intramuscolare. Ai bambini di età
inferiore ai tre anni viene somministrata
metà dose. Ai bambini di meno di tre anni
che vengono vaccinati per la prima volta si
consiglia di iniettare due mezze dosi a
distanza di quattro settimane (cosiddetto
priming). I singoli vaccini sono suddivisi
per gruppi di età. Occorre pertanto leggere
attentamente le informazioni specialistiche
dei produttori.
In Svizzera sono attualmente disponibili i
seguenti vaccini:
● vaccini a base di particelle virali frammentate, detti vaccini di tipo frazionato
(«split») (Fluarix®, Mutagrip®), i quali oltre alle particelle di virus contengono anche gli antigeni di superficie emoagglutinina e neuraminidasi;
● vaccini a base di sottounità («subunit»)
(Influvac®) che contengono unicamente
gli antigeni di superficie emoagglutinina
e neuraminidasi;
Influenza? Vaccinarsi conviene! |
17
5 Riepilogo
Sette motivi per farsi vaccinare contro l’influenza
Battere sul tempo i virus
dell’influenza.
Grazie alla vaccinazione, il corpo dispone
degli anticorpi protettivi necessari.
1.
2.
La vaccinazione comporta meno
costi rispetto all'influenza.
La vaccinazione permette di ridurre il
numero delle costose ospedalizzazioni e
delle assenze per malattia.
5.
Proteggere gli altri e sé stessi.
La vaccinazione protegge la maggior parte
delle persone dall’influenza e dalle sue
conseguenze. Inoltre, la vaccinazione
consente di ridurre la trasmissione dei
virus ad altre persone.
Evitare il rischio di gravi
complicazioni.
La vaccinazione annuale evita il rischio di
complicazioni e di cure in ospedale per le
persone appartenenti ai gruppi a rischio.
3.
Evitare di trascorrere lunghi periodi a letto o in ospedale.
Il periodo di convalescenza dopo un’influenza dura di norma 1-2 settimane, ma
può essere anche più lungo. Soprattutto le
complicazioni gravi, come ad esempio una
polmonite, rendono necessario un ricovero
in ospedale.
4.
18 | Influenza? Vaccinarsi conviene!
6.
Godersi la vita.
Perché rinunciare a frequentare in inverno
manifestazioni culturali, feste in famiglia,
trasporti pubblici, centri commerciali, e
così via? Una vaccinazione permette di
ridurre il rischio di trasmissione.
La vaccinazione è un trattamento
preventivo semplice, rapido e conveniente.
Alle persone di 65 anni e più e alle persone affette da malattie croniche, la vaccinazione viene rimborsata dalle assicurazioni malattia, a condizione che la franchigia sia già stata raggiunta. Nella Giornata
nazionale di vaccinazione contro l’influenza
è possibile farsi vaccinare a prezzo modico
e senza appuntamento presso molti studi
medici. Inoltre, i costi di vaccinazione vengono spesso sostenuti dal datore di lavoro,
in particolare nel settore sanitario.
7.
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