i diritti del lavoro Vinci un biglietto per il 5° concerto per l’infanzia con Edoardo Bennato! Scopri come a pagina 22 Organo del Sindacato dei servizi pubblici Numero 9, giovedì 3 ottobre 2013 Sabato 19 ottobre, dalle 10.30 alle 12.15 Lugano, Piazza Manzoni Grande manifestazione Per lo sviluppo dei diritti economici e sociali No ai tagli antisociali e sui dipendenti Sì a un confronto politico rispettoso Continua a pagina 2 Tutti in piazza a Lugano! Gli ultimi 20 anni sono stati caratterizzati da un chiaro degrado delle condizioni di lavoro anche in Ticino dovuto al neoliberismo e alla concorrenza economica globale. La precarizzazione dei rapporti di lavoro e l’erosione dei diritti dei salariati hanno oggi come conseguenza un’impressionante messa in concorrenza dei lavoratori da parte di certo padronato privo di scrupoli. Dumping salariale, divisione delle lavoratrici e dei lavoratori, precarizzazione degli impieghi, riduzione del potere di acquisto reale, peggioramento delle assicurazioni sociali (assicurazione disoccupaContinua a pagina 2 Tutti in piazza a Lugano! Editoriale Continua dalla prima Votazioni: l’attenzione dei sindacati resta alta di Linda Cortesi , sindacalista VPOD L’ultimo fine settimana di votazioni ha decretato l’approvazione della modifica della Legge sul lavoro. Ciò significa che le 24 stazioni di servizio situate lungo gli importanti assi di circolazione fortemente frequentate, che già ora restano aperte anche la notte, potranno far fruttare il loro negozio 24 ore su 24. L’apertura nonstop dei negozi dovrebbe quindi riguardare solo un piccolo numero dei punti vendita delle stazioni di servizio. Secondo l’Unione sindacale svizzera (USS) il risultato della votazione non dovrebbe allora dare luce verde a maggiori concessioni per il lavoro notturno, serale e la domenica. Il 44% di no mostra infatti che il malessere che susciteranno ulteriori passi verso la giornata lavorativa di 24 ore, è profonda. Perché il lavoro notturno è e resta nocivo per la salute e, come il lavoro domenicale, può intaccare la vita sociale e famigliare. Nel suo comunicato l’USS si dice fiducioso che il ministro dell’economia Johann Schneider-Ammann tenga fede a quanto assicurato in campagna, ovvero che non si toccherà il divieto di lavoro notturno e domenicale. Nello stesso fine settimana è stato inoltre approvato l’obbligo di vaccinazione (come auspicato dall’USS), mentre è stata bocciata l’iniziativa volta togliere l’obbligo per i giovani svizzeri di prestare servizio militare. In Ticino ci si è espressi su due importanti temi: la privatizzazione parziale della sorveglianza carceraria (legga l’articolo relativo a pagina 3) e il divieto di dissimulare il volto in luoghi pubblici, la cosiddetta iniziativa antiburqa. Quest’ultima, approvata dal 65% dei votanti, darà al Ticino un primato svizzero non proprio lusinghiero. Il Coordinamento delle donne di sinistra ha così commentato l’esito: “Se un decimo delle energie spese ad attaccare, insultare gli avversari di un’iniziativa che avrà scarsa o nessuna efficacia sul benessere delle donne del nostro Paese, svizzere o straniere che siano, venisse speso per sostenere migliori politiche di genere, la vita delle donne sarebbe di certo migliore”. Non possiamo che sottoscriverlo. i diritti del lavoro Continua dalla prima zione e invalidità in particolare), indebolimento dei servizi pubblici, aumento degli affitti, ecc. sono alcuni fenomeni che caratterizzano la società e il mondo del lavoro in Ticino. Nel contempo i redditi e i patrimoni dei ricchi e dei manager sono enormemente cresciuti ovunque nel mondo. Le destre a livello svizzero e ticinese hanno pesanti responsabilità per questa drammatica situazione, avendo rifiutato e combattuto sovente misure incisive per regolamentare il lavoro e l’alloggio, come pure avendo cercato di smantellare le assicurazioni sociali e i servizi pubblici. Per il preventivo 2014 il Governo ticinese e il Municipio di Lugano sin dall’estate hanno preannunciato tagli antisociali, aumenti di tasse causali e tagli sui dipendenti, omettendo di dire che essi sono causati dall’imprevidente politica fiscale praticata negli scorsi anni. Questo contesto esige un confronto politico teso a individuare e attuare soluzioni praticabili ed efficaci per risolvere i problemi della popolazione ticinese. Invece un settimanale a larga diffusione come il Mattino della domenica (ora diretto da un municipale-consigliere nazionale-giornalista) e il sito mattinonline si dedicano ad una violenta polemica interna al Cantone che mira: a dividere e indebolire i lavoratori aizzandoli gli uni contro gli altri: cittadine e cittadini svizzeri, straniere e stranieri residenti, frontaliere e frontalieri; a criminalizzare e mettere in cattiva luce gli stranieri e i credenti di altre religioni, mettendo in risalto sistematicamente episodi di cronaca nera a loro attribuiti e attizzando in tal modo la xenofobia in Ticino; a mettere tra parentesi la tradizione umanitaria della Svizzera, che accoglie i rifugiati dalle guerre e dalle persecuzioni; a intimidire i magistrati che applicano le leggi sul rispetto della personalità nonché quelle contro la discriminazione razziale e lo sfruttamento criminale e mafioso della prostituzione; a denigrare donne/uomini politici, sindacaliste/i, giornaliste/i e altri cittadine/i che onestamente promuovono valori di apertura e obiettivi diversi; a diffondere il sessismo, in particolare pubblicando settimanalmente ben due pagine di foto e annunci di prostitute, dietro le quali si muove non di rado la criminalità e la mafia. 2 Come cittadine e cittadini del Canton Ticino e di Lugano 1) invitiamo tutti a battersi con determinazione per salari minimi legali che assicurino un tenore di vita adeguato e possibilità di occupazione a chi vive in Ticino contro i tagli antisociali e sui dipendenti per affitti accessibili a chi lavora e vive nel Cantone per assicurazioni sociali e servizi pubblici che assicurino condizioni di vita decorose a tutti i cittadini e tutelino l’ambiente di vita. In tal modo agiremo concretamente contro le cause profonde della xenofobia e del razzismo nel nostro Cantone, favorendo la convivenza civile e la crescita sociale ed economica; 2) chiediamo inoltre al sindaco leghista di Lugano (dove il 40% dei residenti è straniero) di volersi finalmente impegnare affinché il settimanale e il sito del suo partito siano basati su un confronto rispettoso degli avversari politici e sociali, degli stranieri e delle donne; 3) chiediamo anche agli inserzionisti che finanziano il Mattino/Mattinonline di sospendere la loro pubblicità fin tanto che la linea di questi media rimarrà denigratoria, xenofoba e sessista. Organizzazioni aderenti alla manifestazione: Partito socialista Sezione Lugano, Partito comunista, Movimento per il socialismo, Partito socialista, Insieme a sinistra Mendrisio, Coordinamento PS Tre Valli, Sindacato Unia Regione Ticino e Moesa, Sindacato dei servizi pubblici e sociosanitari VPOD Ticino, Sindacato svizzero dei mass media SSM, Sindacato del personale dei trasporti SEV Ticino, Associazione Bel Ticino, Associazione cultura popolare ACP Balerna, Coordinamento donne della sinistra, Gruppo donne USS Ticino, Stop all'ignoranza, Movimento dei senza voce. Sommario Colpo gobbo contro la privatizzazione carceraria! Domenica 22 settembre il popolo ticinese ha respinto la privatizzazione parziale della sorveglianza carceraria in Ticino, ossia la delega a privati dell’uso della forza nei confronti di persone prive di libertà. Il Sindacato VPOD Ticino, promotore del referendum, esprime la propria soddisfazione per il netto risultato (58% di NO contro 42% di SI). di Raoul Ghisletta, segretario Sindacato VPOD Ticino In aprile il Sindacato VPOD Ticino ha lanciato il referendum contro la modifica in senso privatistico della legge cantonale sull’esecuzione delle pene e misure per gli adulti e il 7 giugno 2013 ha consegnato 9'000 firme valide (ne occorrevano 7'000). È stato un lavoro impegnativo, perché parallelamente dovevamo raccogliere firme per altre due nostre iniziative popolari cantonali, quella per migliori asili nido in Ticino e quella per il rafforzamento dei Comuni. I sostegni al referendum contro la privatizzazione parziale della sorveglianza carceraria sono stati relativamente pochi e sono venuti da alcune associazioni del personale del carcere e della polizia, dall’Associazione per la difesa del servizio pubblico, nonché dai partiti di sinistra e dalla piccola UDC ticinese. Questi partiti in Parlamento avevano bocciato la modifica del capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi per ragioni di principio, ritenendo che l’uso della forza dovesse rimanere in mano dello Stato e non potesse essere delegato ad agenzie private di sicurezza. Il risultato della votazione popolare permette di evitare pericolosi precedenti e di garantire che la sorveglianza carcera- ria sia interamente affidata a persone qualificate e direttamente dipendenti dallo Stato come gli agenti cantonali di custodia. Per affrontare i nuovi compiti il Cantone dovrà pertanto formare ed assumere agenti di custodia cantonali in numero sufficiente, cosa sulla quale il Sindacato veglierà attentamente. Il Sindacato VPOD ancora una volta è stato in prima linea per fare un lavoro di raccolta firme e una campagna atta a convincere i cittadini ticinesi a fermare una pericolosa privatizzazione. Il 22 settembre si sono confermati i risultati positivi ottenuti nella votazione sul ticket per la scuola privata, in quella sullo statuto del personale federale e in quella sulla meritocrazia salariale, che la maggioranza del Parlamento e Governo volevano applicare al personale cantonale scimmiottando il settore privato. L’importanza di un sindacato forte del settore pubblico, dotato di risorse umane e finanziarie per affrontare simili sfide, appare evidente. Il sindacato VPOD può tuttavia esistere solamente grazie ai suoi membri. Vi invito pertanto caldamente a fare propaganda per garantire al Sindacato VPOD un maggiore numero di associati nel settore pubblico. 4 La VPOD ti aiuta 5 Scontro sul programma federale di tagli 6 Basta precariato a Lugano! 7 Per la riduzione degli allievi in classe 8 Migliori condizioni di lavoro in Casa anziani 9 Nuovo finanziamento ospedaliero 11 Sentenza Orange in alto mare 11 Quanto prenderò di AVS? 12 Inserto 90esimo Colonie 16 Biscossa lascia il Sindacato 18 Opuscolo parità sessi 19 Alliance Sud 20 Corsi 21 Offerte di lavoro 22 Appuntamenti sindacali 23 Cassa malati collettiva 24 Adesione Sindacato VPOD In breve Sciopero dei dipendenti di Gate Gourmet Dal 1.1.2013 il CCL della gastronomia di Gate Gourmet è stato esteso anche alle aziende Catering. Con questo pretesto, Gate Gourmet prevede di abbassare i salari al livello del CCL della gastronomia per migliorare ancora di più i suoi profitti. Gate Gourmet chiede delle riduzioni dagli 11 ai 637 franchi mensili, per dei salari tra i 3’553 e i 6’107 franchi. In più Gate Gourmet propone dei peggioramenti delle indennità, del sistema salariale e della Cassa pensioni. A giugno 2013 Gate Gourmet ha resiliato il CCL per la fine dell’anno in corso e a inizio settembre ha licenziato 83 impiegati (oltre il 70% del personale) proponendo dei nuovi contratti peggiorativi e violando gravemente il suo obbligo di pace del lavoro. Per sostenere i lavoratori in sciopero dal 13 settembre scorso, sabato 28 è stata organizzata una manifestazione ai piedi della torre di controllo dell’aeroporto di Ginevra. No limits! - I campioni dell'altitudine Una mostra sulla biodiversità alpina Museo cantonale di storia naturale Lugano Prolungata fino al 28 giugno 2014 Ma-Sa 09.00-12.00/14.00-17.00 Entrata libera 3 i diritti del lavoro Il Sindacato VPOD ti aiuta: ottenuta la giusta rendita AI Il Sindacato VPOD ha accordato assistenza giuridica ad un suo affiliato al quale l’Assicurazione invalidità aveva riconosciuto una rendita per un periodo limitato. In realtà egli era affetto da varie patologie fra le quali una importante cefalea, la quale non era stata correttamente valutata. Contro tale decisione dell’AI è stato fatto ricorso al Tribunale cantonale delle assicurazioni. Grazie al ricorso e agli accertamenti medici inoltrati dal legale che ha seguito il caso, l’Ufficio AI ha ammesso che non era stata fatta una sufficiente valutazione medica. L’AI ha quindi accettato la necessità di una ulteriore perizia medica e il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha stralciato il ricorso. L’assicurazione AI ha fatto eseguire la perizia medica specialistica e in base alla perizia ha stabilito il diritto a mezza rendita di invalidità. L’interessato grazie all’intervento del Sindacato VPOD ha così potuto ottenere il diritto alla giusta prestazione d’invalidità. Il personale non è un bancomat L’Assemblea degli impiegati dell’amministrazione cantonale, dei docenti e del personale sociosanitario del 4 settembre 2013, indetta dai sindacati CCS,OCST eVPOD in vista dell’incontro con il Governo del 11 settembre 2013, ha votato la risoluzione che pubblichiamo di seguito. Nella trattativa dell’11 settembre il Governo ha fatto una sostanziale marcia indietro per i giovani in carriera e ha rinunciato al taglio degli aumenti annui (6,8 milioni fr di taglio), mentre ha mantenuto la decisione di abolire l’indennità economia domestica, seppure a tappe (3,2 milioni fr di taglio al 100%). Riferiremo nel prossimo numero sulle decisioni dell’assemblea intersindacale CCS OCST e VPOD in calendario il 1. ottobre. di VPOD, CCS e OCST Gli impiegati cantonali e comunali, i docenti e il personale sociosanitario degli enti sussidiati si oppongono all’inaccettabile politica dei tagli che da troppo il Consiglio di Stato attua. Le proposte presentate per il preventivo 2014, che penalizzeranno particolarmente i dipendenti giovani in carriera e chi ha responsabilità familiare, vanno a sommarsi ai numerosi peggioramenti che negli ultimi 20 anni hanno colpito gli stipendi dei collaboratori. È questo il frutto di una non-politica di chi non vuole assumere responsabilità decisionali e, anziché valutare una seria razionalizzazione della spesa e adeguando se necessario la leva fiscale all’esigenze dello Stato, preferisce sparare nel mucchio con proposte che penalizzano tutti indistintamente e peggiorano le prestazioni alla popolazione e alle sue esigenze di sostegno. Risanare le finanze degli enti cantonali e comunali tagliando sui servizi pubblici alla popolazione e sulle condizioni di lavoro di ca. 20'000 persone (soppressione dell’indennità economia domestica e blocco degli scatti, come proposto dal Governo) è una politica miope e controproducente, anche dal lato economico, perché riduce il potere d'acquisto e favorisce la dipendenza da forme di assistenza. Occorre quanto prima intraprendere con decisione la strada delle rifor- me strutturali in tutti gli ambiti, dagli enti locali alla polizia, dalla scuola al settore sociosanitario, affinché la gestione del personale non sia attuata unicamente a partire dai contraccolpi finanziari ma torni ad essere considerata un investimento a favore della collettività e a sostegno dei bisogni dei singoli individui. Se i prossimi incontri con il Governo non dovessero portare al blocco dell’assurda politica dei tagli e non permettesse di avviare una seria discussione su progetti volti a garantire considerazione per l’attività dei collaboratori e attrattiva alla pubblica amministrazione, l’assemblea si dichiara già sin d’ora d’accordo di aderire a tutte quelle misure di contestazione (manifestazioni, azioni di protesta e pure scioperi) che il Fronte Sindacale vorrà proporre. Basta violenza contro i funzionari pubblici! Il fenomeno della violenza verbale e fisica sui funzionari pubblici diventa sempre più preoccupante e alla stessa occorre mettere un argine in modo deciso con condanne rapide ed efficaci degli autori. di Sindacato VPOD Ticino La violenza e la minaccia contro le autorità è punibile in base all'articolo 285 del i diritti del lavoro Codice penale svizzero: in Svizzera i reati registrati di questo tipo sono quadruplicati dal 2000 ad oggi (774 casi nel 2000, 2957 nel 2012), ciò che indica un’evoluzione e una banalizzazione assolutamente inaccettabili. Gli agenti di polizia, gli agenti di custodia, gli impiegati cantonali e comunali, gli insegnanti e gli operatori sociosanitari lavorano per il bene pubblico e 4 meritano il rispetto della loro integrità fisica e psichica alla stessa stregua degli altri lavoratori. Il Sindacato dei dipendenti dei servizi pubblici VPOD chiede alla autorità di rafforzare le misure di sicurezza a tutela dei funzionari pubblici, esprime la piena solidarietà agli agenti di polizia aggrediti alla Resega Lugano e plaude al risoluto intervento del Ministero pubblico ticinese. Scontro sul programma federale di tagli alla spesa Il programma d’economie presentato a suo tempo dal Consiglio federale continua a essere oggetto di confronti e scontri alle Camere federali. Un programma che nella versione del governo dovrebbe portare a un alleggerimento dei conti della Confederazione di circa 700 milioni all’anno. Con tagli vari alla spesa pubblica nei settori della formazione, delle università, dell’aiuto allo sviluppo, dell’aiuto al trasporto dei giornali. di Werner Carobbio, già consigliere nazionale Il Consiglio nazionale che si era occupato in via prioritaria del progetto aveva a suo tempo deciso di rinviare lo stesso al Consiglio federale con la richiesta di presentare nuove varianti del tipo blocco a 3 miliardi della spesa per il personale federale. Chiamato a suo volta a prendere posizione il Consiglio degli Stati negli scorsi giorni non ha seguito la posizione del Consiglio nazionale e ha sostanzialmente deciso di entrare in materia sulle proposte governative. Il rinvio al governo del piano di austerità è stato giudicato inutile e ingiustificato, anche perché è stato lo stesso Parlamento a chiedere la presentazione di un programma di economie. Per la maggioranza dei senatori è in ogni caso da escludere che si possa rinunciare, come lasciava intendere il Consiglio nazionale nella sua presa di posizione, ad esempio alla riforma due dell’imposizione delle imprese. Riforma no uno che come noto sta provocando perdite miliardarie alle entrate della Confederazione e era del resto all’origine della rivendicazione di un programma di economie, invocato come programma di riesame dei compiti dello stato federale. Ma in realtà ridottosi a un semplice programma di tagli alla spesa pubblica, Ed è proprio quello l’obiettivo che sembra perseguire il Consiglio degli stati con la sua decisione di non seguire la Camera bassa nella sua decisione di rinvio al mittente del progetto in discussione. In altre parole si vuol dar seguito alle varie proposte di tagli nei settori già citati - formazione, università, aiuto allo sviluppo, ecc. – E questo per compensare preventivamente la diminuzione delle entrate conseguente a riforme come quella in favore delle imprese. Niente di nuovo quindi in materia di finanze pubbliche. Non è da oggi che con una mano si fanno regali fiscali alle persone giuridiche e ai redditi elevati e con l’altra si chiedono sacrifici o comunque si comprimono spese importanti come quelli per la formazione e la ricerca, i trasporti e via dicendo. Il tutto poi in un quadro delle finanze federali tutt’altro che negativo. Infatti dopo tutta una serie di risultati positivi con i quali si sono chiusi negli ultimi anni i contri della Confederazione anche le previsioni per il 2014 vanno nella stessa direzione e prevedono secondo le indicazioni del Dipartimento della consigliere federale Eveline Widmer Schlumps un eccedente di entrate dell’ordine di 220 milioni. Ora l’oggetto ritorna al Consiglio Nazionale per l’eliminazione della divergenza. Staremo a vedere se la decisione iniziale di rinvio del progetto sarà confermata, anche se non è il caso di farsi troppe illusioni. Nessun taglio a scapito del personale della Confederazione! La destra vuole nuovamente imporre dei tagli radicali a scapito del personale della Confederazione. In una proposta di rinvio del programma di consolidamento e di riesame dei compiti (PCon2014), chiede al Consiglio federale di mettere a punto una variante che contenga dei risparmi e che ponga un tetto massimo per il budget del personale a 3 miliardi di franchi. Ciò che imporrebbe la soppressione di 2000 posti di lavoro a tempo pieno nell’amministrazione federale, minando gravemente la sua efficacia. L’assemblea dei delegati dell’Unione sindacale svizzera (USS) chiede invece al Consiglio federale di vegliare affinché le condizioni di lavoro del personale federale siano eque e di opporsi energicamente ai progetti di smantellamento del personale. Ne abbiamo abbastanza! Nel 2012, la Confederazione ha realizzato eccedenze di gettito per 1,3 miliardi di franchi: un ottimo risultato. Questa situazione economica gli permette quindi di aumentare senza alcun problema i contributi a PUBLICA (cassa pensioni della Confederazione). Bisogna una volta per tutte che le incertezze per il personale finiscano! L’assemblea dei delegati USS chiede quindi che il Consiglio federale mantenga il livello attuale di prestazioni di PUBLICA senza opprimere il personale. Solo un personale motivato garantisce, alla popolazione, dei servizi pubblici di qualità. La risoluzione completa (in tedesco e francese) è scaricabile al sito www.personnel-federal.ch In 15.000 contro dumping salariale e furto delle pensioni Più di 15'000 persone hanno partecipato sabato 21 settembre a Berna alla manifestazione dell’Unione sindacale svizzera (USS) contro il dumping salariale, il furto delle pensioni e per condizioni di lavoro eque. “Fermiamo questo incendio sociale criminale prima che non bruci tutto” ha esortato Paul Rechsteiner, presidente USS. Una “svolta sociale” è necessaria, “bisogna finirla con questa ripartizione estremamente iniqua dei salari e delle ric- chezze in questo Paese”. Servono salari più giusti, una protezione efficace dei salari e delle rendite decenti. Katharina Prelicz-Huber, presidente del Sindacato VPOD/SSP, si è invece scagliata “contro lo scandalo delle misure di contenimento della spesa” che puntano a “corrodere il servizio pubblico”, denunciando anche la stagnazione dell’uguaglianza dei salari tra donne e uomini: “Servono regole vincolanti per imporre l’uguaglianza salariale!” 5 i diritti del lavoro Basta precariato a Lugano! Il Sindacato VPOD ha raccolto numerose preoccupazioni di dipendenti con contratti precari assunti dal Municipio di Lugano negli scorsi anni e oggi rimessi in forse dalla crisi finanziaria della Città. Le prime vittime della politica dei tagli saranno i dipendenti con contratti di lavoro precari, che si ritroveranno in disoccupazione. Il Sindacato VPOD Ticino si mette a disposizione del personale della Città per affrontare i problemi e per costruire con i dipendenti una risposta sindacale forte contro la politica dei tagli. Si invita i dipendenti a contattare il Sindacato allo 091 911 69 30 o all’indirizzo [email protected] Il Sindacato VPOD Ticino rivendica inoltre il coinvolgimento dei partner sindacali da parte dell’esecutivo luganese relativamente ai tagli che intende effettuare sull’amministrazione cittadina. Altrettanto farà la Commissione del personale della Città, recentemente rinnovata, alla quale formuliamo i migliori auguri per un proficuo lavoro. Membri e supplenti della Commisione del Personale Lugano Settore 1: Fabio Schnellmann (presidente) e Roberto Bordoni per l’Amministrazione generale/finanze/attività cultura- li/giovani ed eventi/turismo e sport Settore 2: Giuseppe Candela (Dicastero servizi urbani), Nicola Melchiorre (Edilizia privata), Prisca Stoppa (Edilizia pubblica) per il Territorio Settore 3: Pietro Bonardi (vicepresidente) e Matteo Scopazzini per le scuole Settore 4: Paolo Botta, Alessando Delorenzi, Elena Menghetti e Davide Restelli per le attività sociali (Istituti sociali comunali) Settore 5: Federico Sala (pompieri e polizia) Chiesta chiarezza al Municipio di Mendrisio Il Sindacato dei servizi pubblici VPOD ha incontrato un gruppo di dipendenti del Comune di Mendrisio in data 11 settembre per discutere dei temi caldi del momento: cambiamento della cassa pensioni, trasformazione in SA delle Aziende industriali di Mendrisio e valutazione dei dipendenti. In seguito ha interpellato il Municipio chiedendo di essere coinvolto sulle problematiche. di Massimo Mantovani e Raoul Ghisletta, sindacalisti VPOD l’ipotesi del cambiamento della Cassa Pensione per i dipendenti di Mendrisio. Si tratta di un’ipotesi che si dovrà discutere compiutamente in autunno alla luce dei dati finanziari e dei vantaggi/svantaggi previdenziali per i dipendenti. In ogni caso il Sindacato VPOD non ha mai dato il via libera alla proposta di cambiamento della cassa pensioni: ricordiamo che una votazione dei dipendenti è necessaria per legge per autorizzare il cambiamento di cassa pensioni, che non potrà in ogni caso avvenire prima del 2015. Su tema del cambiamento della Cassa pensioni il Sindacato VPOD ha ricordato che nell’incontro avvenuto tra i rappresentanti del Fronte unico sindacale e il Municipio lo scorso 18 luglio, l’esecutivo cittadino ha presentato unicamente Tra i dipendenti delle Aziende industriali di Mendrisio vi è sicuramente molta preoccupazione per l’ipotesi del Municipio di Mendrisio di trasformare l’azienda elettrica comunale in una società anonima, ossia di privatizzare un’azienda SERATA DIBATTITO - Aggregazioni nel Malcantone Sabato 19 ottobre 2013, ore 20.00 Sala multiuso comunale di Magliaso Ne discuteranno: • • • • • Roberto Citterio, Sindaco di Magliaso Giovanni Cossi, Sindaco di Vernate Elio Genazzi, Capo della Sezione degli enti locali Raoul Ghisletta, Segretario Sindacato VPOD Ticino Piero Marchesi, Sindaco di Monteggio Modera la serata: Giuliano Gasperi, giornalista del Corriere del Ticino La serata sarà allietata da uno spettacolo del mentalista Federico Soldati. Organizza il Gruppo Lega-UDC-Ind. di Magliaso i diritti del lavoro 6 comunale. Secondo il Sindacato VPOD non si devono privatizzare le Aziende industriali di Mendrisio, perché si indebolisce il controllo pubblico di tale importante struttura: il Sindacato VPOD si oppone pertanto a questa privatizzazione e tutelerà gli interessi dei dipendenti AIM. Infine il Sindacato VPOD ha raccolto la preoccupazione di alcuni dipendenti sulle modalità di valutazione del personale e rimane a disposizione in caso di bisogno. In ogni caso la valutazione del personale, in base all’ordinanza municipale (per la quale i sindacati hanno dato l’accordo) può avere come esito unicamente (e fatte salve le vie di ricorso) di fermare una carriera salariale in caso di manifesto demerito del dipendente. L’ordinanza non permette invece la meritocrazia, ossia il versamento di bonus salariali. Per la riduzione degli allievi in classe Nel 2009 il Sindacato docenti VPOD ha consegnato, con altre organizzazioni, l’iniziativa popolare “Aiutiamo le scuole comunali – Per il futuro dei nostri ragazzi”, supportata da 11’000 firme di cittadini ticinesi, che chiede da un lato la generalizzazione di mense/doposcuola e dall’altro la riduzione a 20 allievi al massimo per classe, sia per le scuole elementari, sia per le scuole dell’infanzia. di Linda Cortesi e Raoul Ghisletta, sindacalisti VPOD Ticino L’iniziativa popolare ha avuto un forte appoggio di genitori e di docenti comunali. Dopo 4 anni di ritardi, lo scorso 24 settembre, il Parlamento ha deciso in modo rocambolesco e improvvisato sulla riduzione del numero massimo di allievi per classe. La maggioranza del Parlamento ha bocciato il compromesso del consigliere di Stato Bertoli per la riduzione degli allievi da 25 a 22 al massimo per classe (previsto innanzi tutto nelle scuole elementari e medie). La maggioranza del Parlamento ha votato invece per inserire nella legge sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola elementare la possibilità di assunzione (quindi facoltativa!) "per tutto o parte dell’anno scolastico di un docente d’appoggio a orario parziale che coadiuvi il docente titolare" nelle classi di scuola dell’infanzia e di scuola elementare con 23 e più allievi : MA A DECIDERE SARÀ sempre e solamente IL MUNICIPIO. Pensate che Città come Bellinzona, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio, dove i Municipi che stanno tagliando sulle spese per far quadrare i conti del 2014, saranno favorevoli ad assumere docenti d’appoggio facoltativi? È uno specchietto per le allodole o, se vogliamo, pura demagogia, secondo noi. Solamente i Comuni molto ricchi e molto sensibili alla scuola nomineranno il docente d’appoggio per le classi di 23 e più allievi. Il risultato sarà che in Ticino ci saranno scuole comunali di serie A e di serie B. Dove andrà a finire la parità di trattamento degli allievi nella scuola dell’obbligo? In ogni caso vorremmo discutere con voi a fondo della situazione: cosa ne pensate come docenti comunali? Vi invitiamo pertanto all’assemblea generale dei docenti comunali del Canton Ticino per decidere assieme quali passi dovremo adottare come Sindacato docenti. In particolare vi chiediamo: 1) dobbiamo sostenere l’idea di andare al voto popola- re con l’iniziativa popolare a favore dei 20 allievi max. per classe + a favore di mense-doposcuole? 2) e, se sì, come organizzare la campagna della votazione popolare per vincere? Ma la rivalutazione della professione di docente di scuola comunale passa anche dallo stipendio. Come Sindacato VPOD chiediamo al Consiglio di Stato l’immediata rivalutazione dei salari delle/dei docenti delle scuole comunali, che sono molto bassi rispetto alle altre categorie di docenti, nonostante le/i docenti della scuola dell’infanzia e della scuola elementare necessitino di un bachelor per accedere alla professione (classe 22-24 docente scuola infanzia senza refezione, classe 24-26 docente scuola infanzia con refezione, classe 2527 docente scuola elementare, classe 2930 docente scuola media con titolo intermedio, classe 30-31 docente scuola media con titolo accademico, ecc). Anche su questo fronte dobbiamo discutere sul da farsi ed essere attivi: come organizzare una campagna partecipativa ed efficace sulle autorità? Vi aspettiamo pertanto numerose/i all’assemblea generale dei docenti delle scuole comunali del 22 ottobre. Assemblea generale dei docenti comunali (SI/SE) del Canton Ticino Martedì 22 ottobre, 17.15, Rivera Ristorante Bricola PER LA RIDUZIONE DEGLI ALLIEVI E LA RIVALUTAZIONE SALARIALE NELLE SCUOLE COMUNALI La formazione professionale: fattore strategico per il Ticino del futuro Giornata di studio con tavola rotonda in occasione della presentazione del libro «Meglio artigiano che disoccupato?» edito da Casagrande. 14 novembre, Centro di studi bancari, Vezia, ore 13.30-19.00 Uno spunto per discutere le implicazioni politico-culturali delle proposte derivanti dallo studio e che interesserà un pubblico ampio, comprendente chi riveste ruoli decisionali tanto nel pubblico quanto nel privato. La giornata è promossa dall’Istituto Universitario federale per la formazione professionale (IUFFP), la Divisione della formazione professionale e il Centro di studi bancari. 7 i diritti del lavoro Per migliori condizioni di lavoro nelle case anziani Un gruppo di case anziani vuole peggiorare, in particolare facilitando i licenziamenti, il contratto collettivo di lavoro ROCA che si applica a 26 case anziani ticinesi. Si tratta di una politica a nostro avviso molto pericolosa per il reperimento del personale! di Stefano Testa e Raoul Ghisletta, sindacalisti VPOD dennità festiva da 5 a 6 fr orari. Si sarebbe in tal modo infine applicata la sentenza Orange nelle case anziani (già applicata da 5 anni negli ospedali e dal 2013 nelle cliniche), che prevede il pagamento delle indennità regolari anche durante le vacanze, malattie, infortuni e congedi pagati del dipendente (essendo le indennità considerate salario regolare). • Cambiamento del nome da ROCA a CCL CPA: cambiamento costoso e inutile. Punti insoddisfacenti nel testo dei datori di lavoro • Abolizione dei limiti della disdetta ordinaria: oggi il ROCA prevede agli art. 52,56,57 che la casa anziani possa licenziare il dipendente in via ordinaria (con un termine di 3 mesi) solamente per motivi validi e comprovati. I datori di lavoro vogliono eliminare ogni tutela effettiva del dipendente. • Annualizzazione dell’orario di lavoro: il calcolo proposto per le 40 ore settimanali di lavoro viene fatto non più sulle 4 settimane, ma sulle 52 settimane. L'assemblea del personale VPOD propone un calcolo su un periodo massimo di 3 mesi (per tenere conto delle malattie, vacanze, decessi ospiti, ecc.). • Abolizione del ricorso contro la disdetta immediata: il nuovo articolo 7 proposto dai datori di lavoro riduce fortemente le possibilità di ricorso contro la disdetta immediata o in tronco del dipendente, che si rivela infondata o insufficientemente comprovata. • Art. 28 ROCA Gratifica premio fedeltà in una sola casa anziani: i datori di lavoro vogliono sopprimere il riconoscimento degli anni di lavoro svolti presso precedenti case anziani ROCA. • Abolizione dell’indennità per soppressione di posto/funzione: Il nuovo articolo 8 dei datori di lavoro non prevede più alcun indennizzo per il dipendente vittima di una soppressione di posto/funzione. • No a migliori indennità per lavoro notturno e festivo (art. 30 ROCA): i datori di lavoro hanno indicato che i Comuni (maggiori finanziatori delle case anziani) non sono d'accordo di migliorare l’indennità notturna da 5,90 fr a 7 fr orari e l’in- i diritti del lavoro • Abrogazione delle indennità ROCA per superstiti: i datori di lavoro vogliono abolire le indennità art. 54 ROCA per i superstiti in caso di decesso del dipendente, che sono migliorative rispetto alla legge. • Soppressione art. 32, 33, 34 + cpv. 2/3 art. 35 ROCA: i datori di lavoro vogliono abolire gli articoli che ricordano il rispetto delle norme di protezione della legge federale del lavoro per giovani, lavoratori notturni, maternità/famiglia e tempi di riposo/pause. La loro soppressione vuole far dimenticare l’esistenza di questi articoli e crea problemi di sostanza per l'applicazione di queste norme alle case anziani di diritto pubblico (consorzi). Il Sindacato VPOD ha convocato già due assemblee del personale, il 18 settembre e il 30 settembre, per battersi contro i peggioramenti e formulare le proprie richieste in vista della trattativa che avverrà il 17 ottobre. Invitiamo il personale a mobilitarsi per i prossimi appuntamenti: manifestazione contro i tagli a Lugano in Piazza Manzoni sabato 19 ottobre ore 10.30 e assemblea del personale case anziani giovedì 24 ottobre, ore 20.30 al TCS di Rivera. • Abrogazione dell’art. 62 su protezione disdetta in malattia: chiediamo che la protezione dalla disdetta in caso di malattia sia lasciata come ora (art. 62 ROCA). posto di lavoro. Assurdo e pericoloso per il personale. • Aumento sanzioni disciplinari: i datori di lavoro vogliono aumentare le multe massime da 500 a 3'000 fr e introdurre una nuova sanzione, la riduzione dello stipendio per un anno mantenuto l'obbligo lavorativo. • Segnaliamo infine che a causa delle decisioni del Governo ticinese è a rischio l’indennità economia domestica versata per i figli a carico di età inferiore ai 12 anni sulla base dell'importo in vigore per i dipendenti cantonali. Rivendicazioni sindacali Oltre all’applicazione della sentenza Orange sulle indennità festive e notturne (vedi sopra), il Sindacato VPOD rivendica il pensionamento anticipato a 60 anni per tutti i dipendenti delle Case anziani. Si tratta di una rivendicazione fondamentale per garantire una prestazione importante in vigore in altri ambiti sanitari pubblici (cantone, case anziani comunali, ospedali pubblici). • Abrogazione dei diritti alla formazione: i datori di lavoro vogliono abolire i cpv. 2,3,4,5,6,7 dell’art. 50 ROCA sulla formazione. Assurdo e pericoloso per il personale. • Abolizione del reintegro nella vecchia funzione qualora la promozione dia esito negativo nel periodo di prova. Ostacola la mobilità interna del personale. • Abrogazione dei diritti sindacali: i datori di lavoro vogliono abolire l’articolo 49 cpv. 4 e 5 ROCA sui diritti sindacali nel 8 Tutti a Lugano il 19 ottobre Che ne è del nuovo finanziamento ospedaliero? “Un bilancio vero e proprio del nuovo finanziamento ospedaliero è ancora troppo presto per farlo”. A quasi due anni dalla sua introduzione il consigliere di Stato PPD Carlo Conti, direttore del Dipartimento della salute di Basilea, nonché presidente della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità, ammette che di lavoro ce n’è ancora molto e che non tutto va per il verso giusto. di Linda Cortesi, sindacalista VPOD Ticino Introdotto nel gennaio 2012, il nuovo sistema finanziario ospedaliero in Svizzera prevede un cambio completo di paradigma: non sono infatti più finanziati i letti inseriti nella pianificazione ospedaliera, bensì le prestazioni fornite al paziente dal nosocomio. In parallelo è stato creato un nuovo tariffario basato su forfait per caso (SwissDRG), la libera scelta dell’ospedale per i pazienti e una suddivisione dei costi, che porterà il finanziamento cantonale entro gennaio 2017 ad almeno il 55% dei costi complessivi, mentre le Casse malati saranno chiamate a contribuire al massimo per il 45%. Se l’on. Carlo Conti ha ribadito più volte nella sua conferenza tenuta lo scorso 25 settembre alla Clinica luganese di Moncucco che “il nuovo finanziamento è stato introdotto con successo, nessuno si è ancora lamentato!”, ha dovuto tuttavia ammettere che in realtà il lavoro e le questioni aperte sono ancora molte. “Non ovunque è stato fatto tutto il necessario e l’evoluzione dipende anche dal processo di decisione politica di ogni Cantone” – ha dichiarato Conti. L’entità del finanziamento dei costi per gli investimenti, che con la riforma rientrano nello stesso calderone della remunerazione dei costi vivi, sembra essere stata sottovalutata nel cambiamento di legge. Rimangono in attesa di una riformulazione le nuove strutture tariffali per la psichiatria e la riabilitazione. Vi sono grossi problemi per remunerare le prestazioni della pediatria: i costi reali si rivelano più elevati rispetto alle medie ipotizzate da SwissDRG. La discussione con le casse malati è molto difficile: le trattative tariffali – non solo per le cure pediatriche – sono molto complicate e si stanno moltiplicando con l’avvento della nuova associazione mantello di casse malati, Curafutura, che raggruppa CSS, Helsana, Sanitas, CPT e che opera in concorrenza con Santésuisse (con i relativi passaggi di casse malati da un’associazione mantello all’altra). Rimane infine ancora da implementare il finanziamento della formazione di base e continua per i medici FMH (e da migliorare anche quella per il personale sanitario non universitario). Per quanto riguarda il ruolo di “regolatori” dei Cantoni, il consigliere di Stato PPD Conti ritiene che il Ticino non si sia ancora allineato alla nuova politica federale, che vuole più concorrenza tra ospedali, mentre da noi si continuerebbe a pianificare centralmente. Pianificazione che secondo l’economista Willy Oggier non porterebbe a limitare l’impegno finanziario del Cantone, ma spingerebbe piuttosto le cliniche ad aprire succursali in altri Cantoni. Secondo i sostenitori del nuovo finanziamento gli ospedali pubblici e privati avrebbero finalmente tro- vato uno strumento di armonizzazione, ma al Sindacato VPOD, che ha criticato assieme alle associazioni professionali della sanità il DRG e la concorrenza a tutto spiano introdotta nella sanità svizzera, al momento fa specie soprattutto la gestione sempre più aziendalistica delle strutture sanitarie e la pressione sempre più forte sulle condizioni di lavoro del personale sanitario, che rischia di rimettere in questione anche i contratti collettivi di lavoro. Assemblea sindacale per il personale SCB di Biasca Nelle scorse settimane i sindacati VPOD e OCST hanno incontrato i vertici dei Servizi centrali Biasca dell’Ente ospedaliero cantonale (SCB/EOC) per discutere e definire alcuni aspetti legati principalmente alle problematiche dei contratti a ore: eccessivo uso dei contratti a ore, computo degli anni per il premio di anzianità, scatti annuali in caso di passaggio a contratto fisso. La necessità di discutere questi temi è scaturita a seguito delle numerose istanze presentate dalle organizzazioni sindacali presso La Commissione paritetica cantonale EOC negli scorsi mesi. Prima di intraprendere qualsiasi azione è stato però deciso di coinvolgere il personale per valutare le eventuali modifiche alle direttive da apportare; variazioni che, se accettate, entreranno in vigore già dal 1 gennaio 2014. A causa dei tempi redazionali, riporteremo l’esito della riunione sul prossimo numero dei Diritti. Adottate le pianificazioni SACD, invalidi e CPA Nella scorsa seduta il Gran Consiglio ticinese ha adottato la pianificazione concernente l’assistenza e la cura a domicilio 2011-2014 (messaggio 6619), l’aggiornamento dell’elenco degli istituti per anziani e per invalidi autorizzati ad esercitare a carico dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie (messaggio 6620) e la pianificazione 2010-2020 della capacità d’accoglienza degli istituti per anziani (messaggio 6621). Queste pianificazioni sono caratterizzate dalla liberalizzazione e dalla concorrenza tra pubblico e privato introdotte dalla (criticabile) modifica dell’art. 25a della legge federale sull’assicurazione obbligatoria contro le malattie. In particolare il rapporto commissionale 6619 sulla pianificazione dell’assistenza e cura a domicilio segnala l’esistenza di numerosi problemi, collegati all’esplosione del numero di servizi, i quali sono difficili da coordinare e regolamentare in modo razionale e conforme alla legge federale: si tratta di 6 servizi d’interesse pubblico, 25 servizi commerciali e 150 infermiere indipendenti, cui si aggiungono i centri diurni e le badanti (a fine 2010 operavano 150 badanti censite, e150 non censite). È dimostrato che per 9 i casi complessi la presa a carico in un istituto per anziani medicalizzato è più efficiente, ma in casi meno complessi il Cantone riconosce piccoli aiuti diretti ai famigliari che si occupano di un anziano o di un invalido. Questa strategia è pertanto approvata dalla pianificazione. Segnaliamo che Comuni e Cantone dovranno disporre di 5’049 posti letto nelle case anziani entro il 2020 (+ 640 posti); l’aumento comporterà investimenti per 190 milioni di franchi e maggiori costi di gestione corrente per 22 milioni di fr. i diritti del lavoro Applicazione della sentenza Orange in alto mare Lo scorso 12 settembre il Sindacato VPOD ha incontrato il Consigliere di Stato Beltraminelli per chiedere l’applicazione della sentenza Orange in tutto il settore sociosanitario, ma i risultati sono stati scarsi. di Massimo Mantovani, sindacalista VPOD La sentenza Orange riconosce a tutti i dipendenti sottoposti al Codice delle obbligazioni, che svolgono regolarmente attività con turnistica festiva e notturna, il diritto a considerare le indennità festive e notturne quale parte del salario base anche nei periodi di assenza per vacanze, malattia e infortunio. Come sindacato abbiamo chiesto al Dipartimento sanità e socialità (DSS) di finanziare agli enti sociosanitari l’onere derivante dall’applicazione di tale sen- tenza, in particolare per la parte retroattiva degli ultimi 5 anni. La risposta dell’on. Beltraminelli è stata un’arrampicata sui vetri per quanto riguarda il diritto del personale ad ottenere giustizia ed un niet per quanto riguarda il sussidiamento straordinario cantonale. Per il DSS le risorse necessarie vanno trovate all’interno dei contratti di prestazione che le varie strutture sottoscrivono con lo Stato e che garantirebbero gli spazi sufficienti per ammortizzare anche spese straordinarie (che sarebbero da considerare investimenti ammortizzabili su vari anni: evviva la contabilità creativa!). Vedremo se sarà tutto così facile… Secondo noi questa posizione pilatesca non risolve il problema, anzi crea le condizioni per mettere in difficoltà le corrette relazioni tra datori di lavoro e operatori. Come Sindacato VPOD dovremo pertanto avviare delle procedure giudiziarie a tappeto per ottenere il dovuto per i lavoratori del settore sociosanitario. Nel corso dell’incontro Beltraminelli ha poi ribadito che per il 2014 ripeterà il taglio dell’1,8% sul finanziamento degli enti sociosanitari. I Sindacati hanno espresso totale contrarietà a questa decisione, la quale inciderà negativamente sulla qualità dei servizi sociosanitari. Le condizioni di lavoro dei dipendenti del settore, già oggi sotto pressione, peggioreranno ulteriormente e questo influirà sulla capacità di rispondere con l’efficacia richiesta ai bisogni degli utenti. L’incontro con il DSS insomma è stato deludente. Per questo i lavoratori del settore sociosanitario devono mobilitarsi per difendere i loro diritti e la loro dignità. Sabato 19 ottobre mattina tutti in Piazza Manzoni a Lugano per dire basta ai tagli: difendiamo la qualità e la dignità del nostro lavoro! Beltra-tagli sul personale EOC ed enti sussidiati Secondo il consigliere di Stato Beltraminelli, che dirige da un paio d’anni il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), il personale dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) sta troppo bene. Lo ha dichiarato ai sindacalisti che lo hanno incontrato recentemente per chiedere l’applicazione della sentenza Orange sulle indennità festive e notturne anche alle case anziani e alle istituzioni sociali, come avvenuto 5 anni fa presso l’EOC. Nel contempo Beltraminelli ha riconfermato il taglio del 1,8% su EOC, case anziani, istituti sociali e servizi a domicilio per il 2014, affermando che esso è sopportabilissimo per gli enti. Gente, sveglia, dobbiamo cominciare a mobilitarci! È cambiata la musica da quando c’era la “socialdemocratica moderata” Patrizia Pesenti alla testa del DSS. Il nuovo direttore PPD vuole favorire i privati che costano meno e non ha reticenze ideologiche nel peggiorare le condizioni di lavoro degli ospedalieri e del personale parastatale protetto da contratti collettivi di lavoro. Tutti a Lugano il 19 ottobre Importante mozione per gli educatori di picchetto in istituto Pubblichiamo la mozione inoltrata dalla consigliera nazionale Marina Carobbio Guscetti (e sostenuto da una ventina di altri deputati) a favore del riconoscimento del tempo di lavoro per gli educatori di picchetto negli istituti sociali. di Marina Carobbio Guscetti Il Consiglio federale è invitato a rendere applicabile l’art. 15 dell’ordinanza sulla legge sul lavoro OLL1 anche agli educato- i diritti del lavoro ri e sorveglianti occupati in istituto il picchetto notturno in istituto sia considerato tempo di lavoro. Gli educatori che lavorano presso istituti sociali, ad esempio gli educatori degli istituti minorili, devono fare picchetto la notte nelle strutture e dormirci, intervenendo quando gli utenti hanno problemi. Essi non sono però trattati come altre categorie di lavoratori in caso di picchetto notturno in istituto. Infatti, contrariamente agli operatori sanitari che sono di picchetto e dormono negli istituti sociali stessi o negli ospedali (vedi articolo 15 cpv. 1 dell’ordinanza 1 10 della legge sul lavoro -15 OLL1) il tempo in cui riposano non è considerato tempo di lavoro, perché ai "docenti delle scuole private, assistenti, educatori e sorveglianti occupati in istituto" non è applicabile totalmente la legge sul lavoro (vedi art. 3 lett e legge federale sul lavoro). Questa discriminazione non ha nessuna giustificazione e risale verosimilmente a un tempo, quando il lavoro di sorveglianza negli istituti era svolto soprattutto da volontari e/o religiosi. Quanto prenderò di AVS? È una domanda semplice quanto frequente. L’importo della rendita della cassa pensioni dipende dall’ammontare del proprio avere di vecchiaia. Ma come funziona l’AVS? Quanti soldi ho sul conto? E in che misura questi elementi determinano la mia rendita? da «contatto.sev» Casse pensioni e AVS sono organizzate in modo profondamente diverso. Le prime sono strutturate in base al sistema della capitalizzazione: i contributi di lavoratrici e lavoratori (dedotti dal salario o pagati sotto forma di riscatto), quelli del datore di lavoro e gli interessi cumulati vanno ad alimentare il capitale a disposizione al momento del passaggio alla pensione. L’importo della rendita annua viene ottenuto moltiplicando questo importo per il tasso di conversione. L’AVS poggia invece sul sistema della ripartizione in cui le persone attive e i loro datori di lavoro versano i contributi, con i quali l’AVS paga le rendite ai beneficiari. L’importo di queste rendite viene determinato sulla base del numero di anno in cui sono stati versati i contributi e sull’importo del salario determinante per i contributi stesi. Per avere una rendita completa, bisogna aver versato contributi dal 20. Anno d’età senza interruzioni sino al raggiungimento dell’età AVS, ossia 65 anni per gli uomini e 64 per le donne. Le persone che esercitano un’attività lucrativa sono tuttavia tenute a versare i contributi AVS dal 1° gennaio seguente il compimento dei 17° anno di età. La rendita completa minima ammonta attualmente a 14040 franchi, quella massima a 28080; la rendita per coniugi corrisponde a una volta e mezza di questi importi. Ogni anno di contributi mancanti, per esempio a causa di soggiorni all’estero, porta a una riduzione della rendita del 2,3%. Come viene svolto il calcolo? Per determinare la rendita, viene calcolato il reddito annuo medio, sulla base dei redditi provenienti dall’attività lucrativa realizzati fino al 31 dicembre dell’anno precedente l’inizio della rendita. Il valore medio viene poi rivalutato di un fattore determinato annualmente dal Consiglio federale. I redditi conseguiti negli anni giovanili sono presi in considerazione solo se si devono colmare lacune contributive insorte più tardi. Nel calcolo si tiene conto pure degli accrediti per compiti educativi assisten- ziali. Gli accrediti per compiti educativi vengono riconosciuti per ogni anno in cui i coniugi assicurati hanno avuto figli sotto ai 16 anni; rispettivamente quelli per compiti assistenziali, qualora ci si sia occupati di parenti bisognosi di cure. Questi ultimi non sono però automatici, ma devono essere rivendicati presso la cassa di compensazione competente. Controllare l’estratto! Premessa fondamentale per il calcolo è evidentemente la corretta registrazione del salario determinante a cura della cassa di compensazione. A tal fine, essa tiene per ogni assicurato un “conto individuale” del quale l’assicurato/a ha il diritto di richiedere un estratto gratuito. Val senz’altro la pena di farlo, soprattutto quando ci si ritrova con diverse “piccole” fonti di introito, oppure quando si ha a che fare con datori di lavoro poco affidabili. Anche per chi si trova in situazioni più tranquille sarebbe comunque consigliabile provvedere periodicamente a richiedere un estratto conto, del quale possono essere richieste correzioni entro cinque anni. È quindi opportuno conservare gli atti almeno per questo lasso di tempo. Le correzioni del conto possono essere richieste anche trascorsi 5 anni, ma occorre dimostrare, oltre alla deduzione dei contributi, anche che gli stessi sono stati riversati e che quindi l’errore è avvenuto presso la cassa di compensazione stessa. Si tratta tuttavia di un compito difficile. Val quindi la pena di controllare l’estratto del proprio conto individuale almeno ogni 5 anni, o in occasione di ogni cambiamento di lavoro o di funzione, in modo da poter reagire tempestivamente in caso di lacune o irregolarità. Informazioni supplementari sul funzionamento dell’AVS sono ottenibili all’indirizzo www.avs-ai.ch L’iniziativa AVS Plus è riuscita L’Unione sindacale svizzera (USS) e i suoi partner hanno raccolto le firme necessarie in soli 4 mesi. In vista dei brutali piani di smantellamento della previdenza vecchiaia presentati dal Consiglio federale, la riuscita rapida dell’iniziativa AVS Plus (con più di 116000 firme raccolte) dimostra come una larga fetta della popolazione voglia dei progressi in materia di previdenza vecchiaia e non il suo smantellamento. Sono coscienti infatti che le rendite da anni non adempiono al mandato costituzionale che stipula che il primo e il secondo pilastro debbano garantire un mantenimento del livello di vita anteriore alla pensione “in maniera adeguata”. AVS plus chiede che le rendite siano aumentate del 10%. La rendita media per una persona sola sarà così aumentata di circa 200 franchi al mese e quella per coppie di circa 350 franchi. 11 i diritti del lavoro Colonie dei Sind Pubblichiamo questo inserto sui 90 anni delle Colonie dei Sindacati. I festeggiamenti hanno avuto luogo a Rodi lo scorso 31 agosto. Invitiamo tutti i membri a sostenere le Colonie dei Sindacati facendo in modo che siano frequentate in tutti i periodi dell’anno: visitate il sito www.coloniedeisindacati.ch e ricordatevi che la casa di Rodi (Leventina) si può affittare facilmente anche per esigenze private. La casa polivalente dei Sindacati USS-TI è stata inaugurata nel 1992 dopo un enorme lavoro di ristrutturazione e ampliamento eseguito su quella che in passato era conosciuta come “Casa Verde”. La costruzione risulta essere molto luminosa e adatta a molteplici attività grazie ai diversi spazi a disposizione e al riscaldamento che permette il suo utilizzo durante tutto l’arco dell’anno (scuole montane, corsi, seminari, settimane bianche e verdi, vacanze,…). La casa è distribuita su 3 piani e dispone di 20 camere per un totale di 101 posti. • Letti per camera: camere da 2, 4 e 6 e 10 posti letto; • Tipo di letti: 64 normali e 19 a castello; • Attrezzatura letti: s, è compresa nel prezzo; • Attrezzatura per disabili: ì • Cucina: attrezzata, indipendente o con cuoca su richiesta; • Locali servizio: Wc e docce sul piano, sala polivalente, refettorio, 2 aule, soggiorno, scarpiera, ufficio, giardino, griglia a disposizione; • Spazi esterni: campo da calcio, campo da basket, campo da pallavolo, altalene, scivoli, cassette con sabbia, giardino, griglia a disposizione; • Personale disponibile: cuoca su richiesta, pulizia della casa a pagamento. • Furgone da 9 posti: noleggiabile separatamente Riservazioni Colonie dei Sindacati, Viale Stazione 31, 6500 Bellinzona tel. 091 826 35 77 fax 091 826 31 92 (oppure tramite il sito) Prezzi Tutti i prezzi sono in CHF, IVA inclusa e tassa di soggiorno compresa. • Fino a 30 persone: da 15 a 17 (pernottamento pro capite) • Oltre 30 persone: da 12 a 15 (pernottamento pro capite) • Vitto e alloggio: da 27 a 32 (forfait giornaliero) • Altre spese: elettricità e riscaldamento Fieri di essere qui di Dario Bernasconi, presidente Colonie dei Sindacati Siamo arrivati a 90 anni. Nel lontano 1923, uno sparuto numero di persone hanno dato vita alla prima Colonia, legata ai Sindacati, per i bambini degli operai del Canton Ticino. Era chiamata “Casa climatica di Cura – Colonie dei Sindacati”. Stava a significare che a Rodi si respirava aria buona e salutare, adatta al benessere. Oggi si chiamerebbe Spa. Da Varenzo, culla delle colonie, a Rodi il passo non è stato lungo. Si sono create le strutture: Casa Rosa, Casa Gialla, Casa Bianca, Casa Verde, Casina fino agli anni ’80. Poi c’è stata la vendita di Casa Rosa e Casa Gialla, per avere i mezzi e dare corpo alla nuova struttura, l’attuale Casa Polivalente, ampliando Casa Verde e abbattendo Casa Bianca. Solo Casina è resistita nel tempo, trasformata in importanti spazi educativi a sostegno della nuova struttura. E, se le strutture sono evolute nel tempo, lo stesso è successo sul piano educativo e sul piano dei numeri. Le nostre colonie sono sempre state un vero modello di colonia. Sempre organizzate sulle tre settimane a partire dalla metà degli anni Sessanta, hanno avuto picchi di oltre 500 aderenti per turno a Rodi e di oltre un centinaio a Igea. Una marea di ragazze e ragazzi che hanno conosciuto un ambiente educativo di crescita al passo coi tempi, da sempre. Gli staff educativi che si sono succeduti a Rodi e a Igea, e che oggi ringrazio nel modo più assoluto, hanno permesso alle nostre Colonie di essere all’avanguardia sul piano gestionale dei gruppi e sulle proposte pedagogiche e i diritti del lavoro 12 dacati - 90 anni didattiche. L’innovazione, ponderata con la sicurezza e il rispetto delle individualità, ha fatto da traino a tutta una serie di conquiste che ci hanno sempre proiettato davanti alle altre colonie. Purtroppo, a partire dagli anni 90, abbiamo dovuto confrontarci con altre realtà: in primis la crescita esponenziale delle offerte di vacanze estive, da quelle itineranti a quelle intergrate, dagli esploratori alle colonie comunali e religiose, da quelle di soli quindici giorni per finire all’oggi con le colonie diurne. Se a ciò aggiungiamo la crisi economica che ha colpito le famiglie, i conti sono presto fatti. È stato un continuo calare di iscrizioni che ci hanno costretto a ridimensionare i turni a soli 15 giorni e a convivere con numeri molto ridotti, una settantina per turno, di ospiti. Un calo che ci ha numericamente colpito, ma non sul piano dell’offerta pedagogica e didattica. Oggi siamo fieri di essere qui e vedere come le Colonie dei Sindacati siano stati un punto di riferimento importante per moltissimi ticinesi, sia per chi ci ha passato un solo turno sia per chi ha vissuto Rodi, o Igea o entrambi, con un grande spirito di appartenenza. Bambini che sono poi diventati monitori, capi casa, direttori. Bambini cresciuti con questo spirito d’insieme, di voglia di condividere esperienze atte a favorire una sana crescita educativa e sociale, improntata al rispetto, alla condivisione e alla socialità. Con l’augurio che quanto è stato seminato negli decenni non vada perso e trovi sempre persone che ci credono e portino avanti questo incredibile progetto che sono le Colonie dei Sindacati. Mi è stato chiesto di curare un breve intervento introduttivo per situare la nascita delle Colonie dei Sindacati nel contesto della nascita delle colonie estive di vacanza e per situarle nel filone della crescita che ha avuto il movimento delle colonie, perché solo conoscendo il passato è possibile situarsi nel presente e prepararsi al futuro. di Ivan Pau Lessi, capo Ufficio famiglie e minorenni È una richiesta che ho accolto con molto piacere, anche perché mi permette di rispolverare ricerche che mi avevano appassionato ormai più di 25 anni fa. E il passato che dobbiamo considerare è precedente a 90 anni fa. Bisogna risalire alla prima parte del 1800 quando nacquero le prime iniziative di vacanza sottoforma di “viaggi”; viaggi promossi per studenti con l’intento di riequilibrare l’istruzione scolastica e di completarla per mezzo di scoperte che avvenivano tramite i viaggi con tanto di sacco in spalla, attraverso vallate, città e campagne, alla scoperta dell’ambiente, tesi a favorire l’educazione sociale, fisica, morale, spirituale e intellettuale dei giovani partecipanti. Lo scrittore svizzero (ginevrino) Toepffer, fondatore di una scuola ed uno dei primi promotori di questi viaggi, aveva colto il significato della vita comunitaria come elemento educativo aggiuntivo, che proponeva ai giovani il valore della collaborazione, della ricerca comune di soluzioni, del rispetto di regole condivise, ecc. – tutti valori ancora attuali oggigiorno - e scriveva che “20 giorni di vita comunitaria nei viaggi “en plain air”, valgono di più di 20 anni di insegnamento in classe” (e non è forse ciò che si potrebbe ancora dire anche di un turno di colonia?). I viaggi ebbero diffusione in Francia (Portiez), in Svizzera (Toepffer), in Germania (Salzmann), in Italia (Don Bosco) e in Inghilterra, dove gli effetti della rivoluzione industriale, tangibili soprattutto nelle città, avevano spinto alla promozione dei viaggi non già per colmare o completare l’istruzione scolastica, bensì quale necessaria risposta alle condizioni igienico sanitarie precarie delle città industrializzate inglesi. Il diffondersi degli effetti dell’industrializzazione, la modifica del lavoro, la crescente concentrazione urbana aveva sempre più posto in rilievo la necessità di trovare delle soluzioni per i bambini ammalati e denutriti, gracili e privati di possibilità di svago e di contatto con la natura. Da queste condizioni sociali e dalle prime esperienze rivolte ai giovani nascono dopo la metà dell’800 due particolari iniziative. La prima è quella delle colonie di vacanza (che vedremo fra poco); la seconda è quella degli ospizi e dei sanatori (che invece non tratteremo, in cui si proponevano soggiorni per bambini finalizzati essenzialmente all’elioterapia e all’idroterapia). 13 i diritti del lavoro La prima colonia estiva In questo contesto nasce la prima colonia estiva di vacanza, quella del pastore Wilhelm Bion nel 1876. Nato nella campagna zurighese, Bion è attribuito alla città tigurina per esercitare il suo magistero. Posto di fronte alla situazione vissuta dai bambini di Zurigo propone una colonia di vacanza nel Canton Appenzello. Non vi sono edifici adeguati e i 68 bambini e le 8 maestre sono ospitati presso famiglie contadine. È tacciato d’agitatore, di ciarlatano, di perturbatore, di socialista….. ma persegue nel suo intento. I bambini si ritrovano durante la giornata che è resa stimolante dai giochi collettivi nelle foreste, dalla costruzione di capanne, dal canto, dalle marionette, dalle rappresentazioni drammatiche di fiabe quale Cappuccetto rosso e Biancaneve, dalla lettura (aveva anche istituito una biblioteca), ecc. Aveva compreso che il buon cuore, l’amore per i bambini, il buon senso non erano elementi sufficienti per dare significato all’esperienza di colonia e la formazione delle insegnanti doveva essere preceduta per metterle in condizione di sfruttare tutte le opportunità date dal soggiorno estivo in campagna. Aveva stabilito che il piccolo gruppo non doveva avere più di 8-10 bambini (limite tuttora valido per il nostro Cantone), poiché era il limite che distingueva l’azione di guida da quella del sorvegliante. Aveva improntato il soggiorno sulla base della libertà, l’educazione doveva essere libera e la sveglia mattutina era libera, lasciata alla discrezione di ciascuno. Le colonie della Camera del Lavoro Non penso che l’intento dei promotori della prima “Colonia proletaria di vacanze della Camera del lavoro” di Lugano ad Astano nel 1923 fosse quello di ricuperare l’esperienza promossa da Bion, la cui influenza in Ticino non è provata. Di certo la prima “Colonia proletaria di vacanze della Camera del lavoro” è nata ad Astano nel 1923 sullo slancio di solidarietà che animava il sindacalismo elvetico in quei tempi, dalla volontà di esserci, di dare un proprio contributo e una propria risposta alle difficoltà che molte famiglie di operai vivevano con i loro propri figli, in condizioni di povertà, di salute cagionevole, di condizioni igienico sanitarie insufficienti. La Camera del lavoro offre quindi una propria lettura e una propria iniziativa. Non solo un’iniziativa socio-assistenziale - offrire un posto a tavola, un letto e della buona aria -, ma un’iniziativa con finalità chiare anche da un punto di vista del concetto educativo. E lo fa aprendo una strada originale, basta rileggere lo Statuto della Colonia Estiva di Cura dei Sindacati della Camera del Lavoro di Lugano – Varenzo del 1932. All’art. 1 Costituzione e scopo si legge: 2) Scopo della Colonia Estiva di Cura dei Sindacati è quello di raccogliere il maggior numero possibile di ragazzi degli organizzati e bisognosi di cura estiva per inviarli in una località soleggiata durante il periodo estivo ed educarli ai principi di solidarietà e di libertà. Sono concetti di una bellezza straordinaria, senza i quali la colonia dei sindacati sarebbe stata una delle tante colonie climatiche assistenziali, concetti che purtroppo nelle successive redazioni degli Statuti andarono persi. Ma mai sono andati persi lo spirito e la forza del loro significato, che da sempre hanno animato e distinto l’azione educativa delle sue Colonie (ad Astano, poi a Varenzo, a Rodi, a Igea Marina, a Uzwil e nei campi di vacanza itineranti). Le colonie di Bion furono un grande successo e contribuirono a diffondere le colonie di vacanza in tutta Europa, compresa la Russia, persino negli USA (anche se non è certa l’influenza di Bion). Ma con gli inizi del ‘900, quanto più si diffondevano gli effetti della rivoluzione industriale, tanto più nasceva l’esigenza di promuovere le colonie di vacanza. Ma quanto più le colonie diventavano un fenomeno di massa, tanto più queste perdevano i valori educativi, per diventare dei grossi centri di concentrazione di bambini, gestiti da pochissimo personale con metodi direttivi ed autoritari, impoverendole di contenuti e riducendole ad essere per i bambini un posto a tavola ed un letto quale risposta a problemi igienico-sanitari. È questa quella che viene denominata la colonia climatico-assistenziale che ha caratterizzato la storia del movimento colonie anche dopo la metà dello scorso secolo. i diritti del lavoro 14 L’innovazione pedagogica facili richiami proposti dai grandi veicoli mediatici o dalle mode del momento. Nel tempo si sono rafforzati dall’intreccio della propria azione con quella dei Cemea, e con quella del Centro educativo italo-svizzero (Ceis) di Rimini, dando a quei concetti dei significati operativi che sono stati innovativi e di riferimento per tutto il movimento delle colonie: - con i Cemea un intreccio nato ben prima della Fondazione della Sezione ticinese, già negli anni ‘50 con la partecipazione di monitori delle nostre colonie agli stages promossi dall’associazione italiana dei Cemea (vedi documento); - con il Ceis un intreccio della prima ora con il Dono svizzero del SOS di Zurigo fino alla scomparsa di una delle più grandi figure dell’educazione moderna, Margherita Zöbeli - valori che hanno prodotto nel concreto delle azioni educative innovative e di riferimento per tutto il movimento delle colonie cantonali: dal il primo momento della giornata, con l’organizzazione della sveglia individualizzata, concepita per rispettare il più possibile la libertà, i bisogni e le esigenze di riposo e di risveglio individuale dei bambini più piccoli; l’organizzazione delle attività, a libera scelta per rispettare anche in questo caso la libertà, l’interesse di ciascuno dei piccoli ospiti, una scelta effettuata fra numerose possibilità promosse e concepite per arricchire la conoscenza, l’esperienza, la sperimentazione, il confronto con l’ambiente e i suoi materiali; il momento dei pasti consumati e vissuti nell’intimità del piccolo gruppo; il riposo pomeridiano anch’esso differenziato per rispettare la libertà e i ritmi individuali; i grandi giochi, lo studio d’ambiente, la redazione del giornale, le veglie serali, ecc. queste ed altre iniziative concepite, organizzate e condotte per accrescere al meglio in tutta libertà il campo esperienziale della dimensione fisica, cognitiva, sociale ed affettiva dei giovani ospiti. Quei concetti, quei valori oggi sono ancora di una forza straordinaria, costituiscono dei riferimenti irrinunciabili a cui bisogna dare un’interpretazione pratica aggiornata alla nostra realtà, ai nostri tempi. Non si abbandonino questi valori sull’altare di Bisogna rimanere fedeli ai valori sui quali è nata e si è costruita la storia delle colonie dei sindacati, per attualizzarli e riproporli, offrirli ancora alle nuove generazioni. Perché questo è il compito irrinunciabile di un educatore: dare una lettura sempre aggiornata ai grandi valori che spingono le agenzie educative. Margherita Zoebeli del Ceis era una pedagogista straordinaria, animata sempre dalla volontà di trovare delle nuove vie concrete e pratiche per interpretare i grandi valori di cui siamo eredi: la pace, la giustizia, la solidarietà, l’accoglienza, l’onestà, la lealtà, l’etica, il rispetto, ecc. È nelle piccole azioni quotidiane che questi devono materializzarsi, nel linguaggio, nello stile, nelle azioni, nel comportamento, ecc. Se dopo 90 anni c’è ancora una storia da scrivere questa risiede nella capacità di dare ancora una lettura concreta ed attualizzata ai valori di solidarietà e di libertà che hanno mosso i primi illuminati promotori delle colonie dei sindacati e tutti coloro che sono seguiti. L’amico si vede nel bisogno Abbiamo vinto il referendum contro la privatizzazione della sorveglianza carceraria Ora più che mai il Sindacato VPOD è al tuo fianco per affrontare i problemi sul posto di lavoro e nella società Difende i servizi d'interesse pubblico 15 i diritti del lavoro Dimissioni che siano utili al nostro sindacato Lo scorso 12 dicembre, dopo 32 anni di attivismo nella VPOD, ho rassegnato le dimissioni da ogni mia carica (membro del Comitato esecutivo, membro del Comitato di Regione e membro del Comitato docenti) al nostro Presidente e al Comitato di Regione. di Mario Biscossa, ex presidente VPOD docenti Ora desidero comunicare a tutti gli iscritti le considerazioni che mi hanno spinto a compiere un passo così radicale… e personalmente anche doloroso dopo aver dedicato al sindacato più della metà della mia vita attiva. Spero con ciò di fornire materia, spunti per una riflessione. Negli ultimi decenni, il sindacato ha subito trasformazioni analoghe a quelle avvenute in tutte le istituzioni democratiche. Ovunque si è assistito al passaggio da forme di democrazia di rappresentanza, con organismi eletti per rendere più potente, efficace, l’azione della base, ma fortemente collegati con la base stessa, ad una democrazia di delega, dove gli iscritti, siano essi al partito o al sindacato, con l’elezione degli organi statutari ritengono di aver adempiuto al loro compito. È importante cogliere la differenza tra forme di rappresentanza e forme di delega. Nella democrazia di rappresentanza, infatti, gli iscritti chiedono che i propri desideri, aspirazioni, esigenze, vengano portati avanti, difesi, rivendicati dai rappresentanti eletti mentre quest’ultimi traggono forza da una base che li ha focalizzati, elaborati attraverso una dialettica interna. Nella democrazia di delega – sindacale o partitica che sia – la base ritiene invece, con l’elezione degli organi statutari, di non aver più il diritto/dovere e nemmeno il bisogno di mettere a fuoco checchessia perché per questo compito ha dato completa delega agli eletti. Il sindacato, in particolare, è così venuto sempre più ad assomigliare ad una società d’assicurazione, alle cui competenze ci si rivolge quando un proprio bisogno non viene soddisfatto dalla controparte, cioè il datore di lavoro. E la novità epocale è che l’iscritto non rivendica più, di fatto, verso il “padrone” bensì verso il sindacato, da cui esige un pronto e vigoroso impegno per fargli avere soddisfazione. Ciò significa che la forza del sindacato non consiste più nella capacità di lotta dei suoi i diritti del lavoro aderenti ma nelle competenze dei suoi delegati. E poiché le competenze sono il frutto congiunto delle conoscenze teoriche insieme alla pratica sindacale, anche gli organismi elettivi (i comitati vari del sindacato) trovano comodo delegare anche totalmente (come per anni è stato per il nostro comitato degli impiegati amministrativi, ad esempio) al o ai segretari sindacali, cioè a professionisti che incarnano in sé l’ultimo residuo di strumento di lotta del sindacato: la competenza amministrativa. È così che oggi l’organo rappresentativo supremo del nostro sindacato, il Comitato di Regione, altro non è che un paravento di ratifica delle decisioni prese per proprio conto dal segretario sindacale, il quale non può che perfezionare l’uso di leggi, regolamenti, iniziative di legge atte a ricordare ai cittadini che il sindacato (e chi lo dirige…) esiste. È così che Raoul Ghisletta ha potuto lanciare (poco prima delle elezioni comunali a Lugano dove si candidava per il municipio) l’ultima iniziativa, quella che auspica la riduzione del Cantone a 15 comuni, sostenendola di competenza sindacale perché permette una ristrutturazione dei servizi pubblici ma senza tagli. Non m’interessa entrare qui nel merito dell’iniziativa, che comunque c’entra col sindacato come il burro con la ferrovia. Quel che voglio evidenziare è che essa non è stata pensata, né tantomeno elaborata dai nostri iscritti. Il testo del segretario è stato messo all’ordine del giorno di una seduta del Comitato di Regione, nella quale, dopo averla discussa per la prima volta, è stata accettata da 8 membri, rifiutata da 4, con 2 astensioni. Dopo di che, è stata presentata come iniziativa della VPOD. Ovvio chiedersi cosa e dove sia oggi la VPOD. Per gli stessi motivi ho rassegnato le mie dimissioni. Mentre, come membro della Commissione del Cassa Pensioni Dipendenti dello Stato prima e come membro del suo Comitato poi, mi battevo per il mantenimento del primato delle prestazioni per gli associati (richiesta della base di tutti i lavoratori, VPOD e non, manifestatasi e ratificata in assemblee, a più riprese), mi toccava scoprire che fin dal 2007 il segretario Ghisletta, deputato PS, aveva sottoscritto, come membro della Commissione della Gestione del Gran Consiglio, la richiesta che la CPDS passasse al primato dei contributi, scelta fatta forse da statista “illuminato” ma certamente in 16 barba ai bisogni ed alla volontà della base del sindacato e di tutti i lavoratori. La tiepidezza con cui il nostro segretario sindacale ha sostenuto la battaglia per il mantenimento del primato delle prestazioni, vista da tutti, era spiegata. Ed io mi son trovato così solo, per una battaglia che doveva essere di tutti. La situazione all’interno della VPOD Ticino è il frutto di un’evoluzione storica generale, non solo nostra ma ben sostanziata presso di noi. Ora, se è vero che non si può andare contro la storia, resta il fatto che la forza di un sindacato, la sua capacità di vincere nelle varie trattative a cui è chiamato, dipendono dalla sua effettiva capacità di rappresentanza. Continuare così, a medio termine sarà suicidale. Un cambiamento è necessario, per evitare – tanto per intenderci - che il sindacato venga soppiantato da forme come...la protezione giuridica del TCS. I segretari sindacali potranno essere riportati al loro status di dipendenti dei lavoratori solo se e quando i lavoratori sindacalizzati avranno saputo riprendere le loro funzioni, il loro ruolo, il loro potere, dentro e fuori il sindacato. È il mio augurio. È la mia speranza. Il cambiamento, però, dovrà essere ricercato senza il mio contributo: il sentimento di fredda solitudine, che per troppo tempo mi ha circondato, mi impedisce di esserci. Risposta del segretario VPOD Ticino Raoul Ghisletta Spiace sempre quando una persona se ne va sbattendo la porta e piena di rancore. In particolare spiace quando questa persona ha avuto grosse responsabilità dirigenziali nel sindacato e ha discusso per ore e ore dei temi sollevati (vedi cassa pensioni) con i colleghi dei vari comitati. Sono chiaramente abituato a certi sfoghi e guardo avanti, ma non capisco perché non si accettano le decisioni democratiche nel sindacato. Posso solamente assicurare tutti che per fortuna il Sindacato VPOD Ticino ha comitati di militanti che funzionano bene e che, spesso dopo ampia discussione e con decisione presa a maggioranza, fanno delle scelte talora difficili, come quelle citate. Per fortuna il Sindacato VPOD Ticino ha ancora membri che sanno ancora mobilitarsi attivamente e con coraggio su vari piani: dalla Aumenta il ricorso all’assistenza in Ticino Nella primavera del 2011 sono entrati in vigore i tagli all’assicurazione disoccupazione, dopo che il popolo aveva respinto in votazione il referendum promosso dai sindacati e partiti di sinistra contrari alla riforma. da «area» Prima della votazione, la conferenza dei direttori cantonali delle assicurazioni sociali aveva dichiarato di temere un notevole aumento dei casi di assistenza, ossia di un travaso delle casse federali dell’assicurazione disoccupazione a quelle cantonali da cui dipende l’assistenza. In attesa di cifre ufficiali, le stime indicano un migliaio le persone che in Ticino si sono rivolte all’assistenza perché escluse dalla disoccupazione. Il travaso dai conti federali a quelli cantonali è stato dunque relativamente contenuto. Gran parte di quell’onere finanziario “risparmiato” coi tagli alla disoccupazione se li sono assunti i singoli cittadini coi loro risparmi, dopo essere stati privati della disoccupazione e non avendo i requisiti per chiedere l’assistenza. Uno Stato sociale del fai da te, dunque. Sebbene l’accesso all’assistenza sociale sia particolarmente restrittivo, negli ultimi anni sempre più persone in Ticino sono o sono state costrette a rivolgervisi. Lo attestano le ultime cifre diffuse dall’Ufficio cantonale del sostegno sociale e inserimento (Ussi). Nel giugno 2009 erano circa 4300 le persone destinate all’assistenza, mentre nello stesso mese di quest’anno erano poco oltre le 6000 le persone a cui veniva versata l’assistenza. Inevitabilmente, le spese per l’assistenza sono lievitate dai 56,8 milioni di franchi del 2008 ai 75,65 milioni dello scorso anno. Al solito le cifre però non raccontano tutto. Il diritto all’assistenza è fortemente restrittivo, limitato da parametri ben definiti. Oltre agli aspetti materiali, sussiste sempre un certo pudore nel chiederla. Si può dunque ipotizzare che il sommerso delle persone in difficoltà economica e sociale sia tutt’altro che trascurabile nel nostro benestante Cantone. I limiti morali del mercato L’ultimo libro – Quello che i soldi non possono comprare — del filosofo Michael Sandel merita la massima attenzione. In esso sono illustrate, con dovizia di esempi particolarmente significativi, le perversioni morali del modello di società difesa dai “fondamentalisti del mercato” e che ha trovato negli Stati Uniti la sua piena materializzazione. di Luciano Pellicani, da «L’avvenire dei lavoratori, Fondazione Nenni» Sandel non si schiera con coloro che – come Serge Latouche o Zygmunt Baumann – raffigurano il capitalismo come un sistema diabolico, responsabile della degradazione della umanità. Egli parte dalla distinzione fra “economia di mercato” e “società di mercato”. E precisa: un’economia di mercato è uno strumento prezioso ed efficace per organizzare l’attività produttiva, ma esso assume forme moralmente inaccettabili quando i valori mercantili penetrano in ogni aspetto dell’attività umana e la società si trasforma in un luogo in cui tutte le relazioni sociali sono regolate dalla logica catallattica. Si verifica, così, il fenomeno che Sandel chiama “imperialismo del mercato”, di cui Gary Becker oggi è il teorico più consequenziale. Lo è a tal punto che non ha avuto esitazione alcuna a proclamare il principio metodologico secondo il quale “quello economico è un approccio onnicomprensivo applicabile a tutti i comportamenti umani”. Ma – si chiede giustamente Sandel – l’intera condotta umana può essere compresa attraverso l’immagine di un mercato? Può, detto in altro modo, essere la categoria dell’utile la chiave per leggere la storia dell’umanità? Come è pensabile che – per fare solo un esempio particolarmente significativo – che le azioni terroristiche degli attivisti di Al Qaida – pronti a sacrificare la loro vita per testimoniare la loro fede e per manifestare il loro odio per il Grande Satana – siano decifrabili con le categorie della scienza economica? Ma le obbiezioni di Sandel all’imperialismo economico non sono solo metodologiche. Sono – anche e soprattutto – di indole morale. Non tutto – non si stanca di ripetere – può essere oggetto di compra– vendita.Ci sono beni – l’amore, l’amicizia, ecc. – che non possono essere trattati come se fossero merci di scambio. Sono beni morali che non hanno prezzo. Per contro, nella società americana accade proprio questo: che i valori morali sono degradati a valori economici fissati dall’impersonale e amorale legge della domanda e dell’offerta. I “fondamentalisti del mercato” dimenticano, con sconcertante insensibilità morale, che una società è tale solo se in essa sia vigente un principio di solidarietà; e che tale principio è del tutto estraneo alla logica catallattica. Per questo i socialisti hanno sempre rifiutato il liberismo. E per la stessa ragione hanno istituzionalizzato il Welfare State. Il quale ha assunto su di sé l’obbligo etico di garantire che certi beni – la salute, l’istruzione, ecc. – siano universalmente fruibili. Una rivoluzione – quella welferista – grazie alla quale è stata creata la più umana forma di capitalismo finora conosciuta. E ciò è accaduto proprio in quanto i socialisti hanno sempre avuto una chiara percezione dei limiti morali del mercato. Per dirla con l’efficace formula riassuntiva di Giorgio Ruffolo, i socialisti hanno detto sì alla “economia di mercato” e, contemporaneamente, no alla “società di mercato”. portato 669 dipendenti cantonali a scioperare lo scorso 5.12.2012 e che ha vinto più di un referendum a difesa del servizio pubblico. Certo sarebbe bello fare di più e poter contare ancora su più militanza e forza, in particolare nei posti di lavoro, ma questo non dipende tanto dai sinda- calisti, ma piuttosto da un'evoluzione sociale che purtroppo porta sempre più all'individualismo e alla delega (pensando erroneamente che i funzionari sindacali o i politici risolvano da soli i problemi collettivi dei lavoratori). Continua da pagina 16 democrazia diretta alle manifestazioni, dai volantinaggi alla gestione delle assemblee e delle commissioni del personale, fino alle lettere e alle telefonate al sindacato per segnalare i problemi d'interesse generale. E possiamo anche essere orgogliosi che VPOD Ticino da sola ha 17 i diritti del lavoro Parità dei sessi: un nuovo opuscolo aiuta a conoscere meglio i propri diritti Avete il sospetto di essere pagate meno rispetto ai vostri colleghi uomini? Sentite che il datore di lavoro, saputo della vostra gravidanza, vi mette sotto pressione? Avete l’impressione che nella vostra azienda donne e uomini ricevano un trattamento diverso? Non siete le sole. In Svizzera nell’economia privata, le donne guadagnano oggi mediamente il 23.6% in meno degli uomini; una percentuale che corrisponde a circa 1.800 franchi ogni mese. Quasi il 40% di questo divario è da ricondurre a comportamenti discriminatori. Prendendo spunto da una campagna informativa lanciata nei Cantoni della Svizzera Romanda, l’Ufficio della legislazione, delle pari opportunità e della trasparenza ha perciò curato una versione in lingua italiana – con adattamento alla legislazione ticinese – della Guida pratica intitolata La legge sulla parità dei sessi vi protegge. Come far valere i vostri diritti. La Guida, concepita per promuovere la conoscenza della legge sulla parità dei sessi e delle sue applicazioni concrete, si rivolge alle persone vit- time di discriminazione e a chi le accompagna professionalmente: associazioni, consultori giuridici, sindacati e avvocati. Una prima parte vi permetterà di conoscere i vostri diritti e di capire cos’è la discriminazione fra i sessi nella vita professionale, nella seconda saranno invece forniti consigli pratici per chi si ritenesse vittima di discriminazione: dove, come e a chi rivolgersi. L’opuscolo cartaceo può essere richiesto all’Ufficio della legislazione, delle pari opportunità e della trasparenza, al numero di telefono 0918143014 Sottoscrivete a prezzo speciale «PRIVATIZZAZIONI» il nuovo libro di Graziano Pestoni I disastri della politica liberista nel mondo, in Svizzera e in Ticino Nell’attuale clima economico il tema delle privatizzazioni continua ad essere sulla cresta dell’onda. Quando non è indicato quale rimedio infallibile e sovrano ad ogni tipo di crisi, viene considerato l’inevitabile passo per adeguarsi all’apertura dei mercati. Valendosi anche dell’esperienza acquisita quale segretario del nostro sindacato, Graziano Pestoni ha seguito l’evolversi della situazione a diversi livelli, mondiale, svizzero, ticinese e ci presenta molti esempi di come il pensiero neoliberista abbia danneggiato la stragrande maggioranza della popolazione e ne abbia indebolito l’unica istituzione in grado di ridistribuire ricchezza, lo Stato. Dal punto di vista del membro del sindacato o del suo militante, il libro è uno strumento prezioso per aver sottomano gli argomenti per controbattere frasi che sentiamo ogni giorno: «lo Stato è inefficiente», «privato è meglio», «non si può fare altrimenti». È la ragione per cui ve lo proponiamo a prezzo di favore e ve lo mandiamo a casa gratis. Basta compilare il tagliando. # Sottoscrizione del testo di Graziano Pestoni «Privatizzazioni» Presentazione del libro Martedì 12 novembre 2013,ore 18.30 Biblioteca cantonale Bellinzona, Viale Stefano Franscini 30a Interverranno: Nome e cognome: Via: - Gabriele Rossi, storico, Fondazione Pellegrini Canevascini Località: - Christian Marazzi economista, professore SUPSI N° di copie - Roberto Martinotti presidente Sindacato VPOD Ticino a fr 20.- , porto compreso Firma: - Graziano Pestoni autore della pubblicazione Inviare il tagliando a Segretariato SSP/VPOD, casella postale 1216, 6501 Bellinzona; oppure [email protected] i diritti del lavoro 18 Il riciclaggio africano dei sacchetti di plastica È una delle piaghe dell’Africa, ma alcune donne del Burkina Faso hanno cominciato a recuperare i sacchetti di plastica dispersi dovunque. Li tessono per farne cestini, borsette, vestiti. di Caroline Lefebvre, InfoSud per Alliance Sud (Trad. Sonia Stephan) La pista che attraversa il settore 25, un quartiere periferico di Bobo-Dioulasso, seconda città del Burkina Faso, è interminabile come una carrellata cinematografica di strade disseminate di sacchetti di plastica. Da trent’anni questi sacchetti sfigurano il paesaggio di tante nazioni africane. Un disastro che favorisce zanzare e malaria, trattenendo l’acqua in pozzanghere che impoveriscono i suoli e che, secondo il ministero delle Risorse animali, sarebbe responsabile del 30% della mortalità del bestiame. In fondo al quartiere, dopo le ultime case, alti muri di calcestruzzo prestano riparo ad operai che attingono a cumuli di sacchetti neri per trasformarli in oggetti di uso quotidiano. I sacchetti vengono raccolti nelle strade. Lavati, asciugati e tagliati a strisce, formano un filo, tessuto in seguito con il cotone. Sulla decina di telai presenti nel grande capannone si avvolge un tessuto nero spesso, resistente, che si trasformerà tra le mani di fata delle sarte, in borsette, astucci, cestini, poltrone a sacco o anche in vestiti dei quali mai ci si immaginerebbe l’origine. La tecnica dell’uncinetto Questa divertente idea è venuta a Haoua Ilboudo: “Le mie pecore morivano dopo avere ingerito dei sacchetti”, spiega l’attuale direttrice di questo centro di riciclaggio. “Ho dunque proposto un progetto di raccolta e di trasformazione nell’ambito di un concorso lanciato dalla Banca mondiale.” A questo concorso vince il 10° premio, impara la tecnica dell’uncinetto e matura l’idea: se si possono lavorare all’uncinetto i sacchetti, allora si potrà pure tesserli… Il centro di riciclaggio è stato creato nel 2003 sotto la guida di Gafreh (Gruppo d’azione delle donne per il rilancio eco- nomico di Houet), collettivo che raggruppa 117 associazioni tra le quali vengono reclutate le operaie. Roukia, Bernadette, Rosalie e Bintou hanno abbandonato la vendita di torte, arachidi o legna da ardere in favore del riciclaggio che offre loro migliori entrate e migliori condizioni di lavoro. “Il mio piccolo commercio fruttava 2’000 franchi CFA (3,70 CHF) la settimana. Oggi guadagno circa 8’000 franchi CFA (circa 15 CHF)”, afferma Rosalie, tessitrice, madre di tre figli. Cento sacchi al mese Al culmine dell’attività, il centro può occupare fino a 85 donne. Khady Traoré, segretaria del centro, si commuove per “questa vecchia signora che cresce i suoi tre nipoti orfani e riesce a raccogliere quasi cento sacchi di 7 chili al mese”. Una lode al coraggio di queste operaie di ogni età, pagate a cottimo. Le raccoglitrici prendono 600 franchi CFA (1 CHF) per ogni sacco di 7 chili. Le addette al lavaggio, le tessitrici e le sarte guadagnano da 4’000 a 20’000 franchi CFA (da 7,40 a 37 CHF) per sei giorni di lavoro, a dipendenza del loro compito e della loro destrezza. Quattordici tonnellate di sacchetti di plastica vengono quindi raccolte ogni anno. Quelli non utilizzabili perché troppo lacerati, venivano in precedenza fusi per fabbricare lastricati. Ma in assenza del sostegno dell’autorità, Gafreh non ha potuto proseguire quest’attività. A Bobo-Dioulasso, i rifiuti domestici, quando non vengono bruciati, vengono raccolti dalle donne dei quartieri: “Non c’è una differenziazio19 ne”, deplora Haoua Ilboudo responsabile dell’associazione del suo settore. “Noi li buttiamo fuori città.” Esiste un centro di discarica municipale, ma non ha mai funzionato a causa della mancanza di personale adeguatamente istruito. A parte una sovvenzione concessa nel 2011 dall’Agenzia canadese di sviluppo internazionale per la costruzione dell’attuale sito di produzione e l’acquisto di materiale, il centro si autofinanzia interamente. “Le donne di Gafreh hanno ricevuto un aiuto puntuale ma vivono del loro lavoro, sono autonome. “E’ così che l’aiuto allo sviluppo può essere sostenibile”, si entusiasma Isabelle Chevalley. La Consigliera nazionale del canton Vaud è stata conquistata dalla dinamicità di queste donne, incontrate nel 2011 in occasione di un viaggio nel Burkina Faso con l’ONG Nouvelle Planète. Da allora si è data da fare per portare loro strumenti (un software per la contabilità…) utili a migliorare il loro funzionamento e prende contatto con la grande distribuzione svizzera in cerca di nuovi sbocchi. La crisi in Europa e la guerra in Mali hanno inferto un colpo durissimo all’attività di Gafreh la cui cifra di affari, già in calo nel 2011, a 31 milioni di franchi CFA (57’000 CHF) è precipitata nel 2012. I turisti hanno disertato il Burkina Faso ed i negozi Gafreh di Bobo-Dioulasso e di Ouagadougou vendono meno. Il numero delle operaie ha riflesso questa tendenza al ribasso, in attesa di una ripresa del mercato. Firmato Yves Saint- Laurent La sopravvivenza passerà dall’esportazione, per ora limitata a qualche cliente individuale e boutique? Alle responsabili piacerebbe crederci, ma restano perplesse, scottate dalla comparsa di contraffazioni. E anche dalla storia di questa borsetta firmata Yves Saint-Laurent, realizzata con il loro tessuto “secondo i principi del commercio equo” come rivendicava il marchio. Il tessuto era stato acquistato da un intermediario a 2’000 franchi CFA al metro, ossia 3,70 CHF al metro. La borsetta era poi venduta a 1’455 franchi svizzeri! i diritti del lavoro Corsi Croce Rossa Svizzera Per informazioni e iscrizioni: settore corsi CRS, Corso S. Gottardo 70, 6830 Chiasso, tel. 091/682 31 31 (08.30 – 11.30), e-mail: [email protected], www.crs-corsiti.ch Data Corso Ore Costo Formatore Luogo 12,19,26.11.2013 Affrontare l’inverno con gli oli essenziali 7.5 ore (3x2.5h) Fr. 185.- Pascale Lecoutre Giubiasco, centro Aranda 12.10.2013 Ansia: riconoscerla per affrontarla 3 ore Fr. 70.- Silvia Ostini CSTM Taverne 5,12,19,26.10.2013 9 e 16.11.2013 Collaboratrice / ore familiare CRTI (Badante) 50 ore Fr. 650.- Luciana Mittero Bellinzona 7,4,21.10.2013 e 4,11,18.11.2013 Curare a casa 13 ore Fr. 240.Questo corso si tiene in collaborazione con palliative ti Mariuccia Schönholzer + esperti SSMT Lugano Corsi Associazione svizzera infermiere e infermieri (ASI) Per iscrizioni e/o maggiori informazioni potete rivolgervi a: ASI, Sezione Ticino, Via Simen 8, 6830 Chiasso – Tel. 091/682 29 31 Fax 091/682 29 32 – E-mail: [email protected] – www.asiticino.ch Data 08-15.11.13 Corso La floriterapia: fiori di Bach e tanti altri Igiene orale nelle cure Termine iscrizione 07.10.2013 Animatore Lilia Nodari Cereda Partecipanti aperto a tutti Luogo Lugano 09.10.2013 Milena Scaroni Lugano 21-22.11.2013 Conflitti interpersonali e negoziazione 21.10.2013 Vincenzo Santoro aperto a tutti gli operatori del ramo sanitario aperto a tutti gli operatori del ramo socio-sanitario 25-26-27.11.2013 Le abilità di counseling nel lavoro quotidiano 23.10.2013 Patrizia Gasparetti aperto a tutti Bellinzona 6.12.2013 Approccio al paziente anziano affetto da demenza durante l’ospedalizzazione 04.11.2013 Marco Malnati aperto a tutti gli operatori del ramo socio-sanitario Mendrisio 9-10.12.2013 Sapersi esprimere in gruppo 06.11.2013 Mariano Cavolo aperto a tutti Lugano 11-12.12.2013 Riflessologia del piede neuromuscolare: Ripasso 11.11.2013 Antonio Maglio Bellinzona 13.12.2013 Stalking e Mobbing: come riconoscere i comportamenti persecutori quando la vittima è stata designata 11.11.2013 Alfredo Bodeo operatori del ramo sanitario che hanno partecipato al corso “Riflessologia del piede: parte neuro – muscolare” aperto a tutti gli operatori del ramo socio-sanitario 16.12.2013 Come comunicare al paziente? 13.11.2013 Paolo Marino Cattorini aperto a tutti Come scegliere le parole eticamente giuste? Il counseling etico – infermieristico nella realtà clinica e nel cinema 12.11.13 Mendrisio Mendrisio Chiasso Corsi di formazione continua Corsi di formazione continua dell’Istituto Universitario Federale per la Formazione Professionale IUFFP. Per iscrizioni e/o maggiori informazioni potete rivolgervi a: IUFFP, Via Besso 84, 6900 Lugano Massagno, Telefono +41 91 960 77 88 | Fax +41 91 960 77 66, http://www.iuffp-svizzera.ch Data Corso Orario Costo Formatore Luogo 7.10, 21.10.2013 Ricerca dell’identità psicologica e di genere 18.00 - 20.00 Fr. 100 Anna Maria Maggetti-Jolidon CSIA, Lugano 8,15,22.10.2013 e 5.11.2013 Autostima e perfezione 17.30 - 20.00 Fr. 250 Fiorella Pasini SPAI, Locarno 14.10.2013 Social network come 17.00 - 19.00 strumento di ricerca di lavoro First Aid in aula e BLS AED 17.30 - 20.30 pediatrico, baby ed adulto Fr. 50 Paolo Attivissimo IUFFP, Lugano Fr. 225 Judith Ulm Bortolato CPC, Locarno 17.30 - 19.00 Fr. 25 Nando Snozzi Atelier Attila, Arbedo 09.00 - 17.00 Fr. 150 Nathalie Luisoni CST, Tenero Luigi Gianini SPAI, Locarno Pietro De Marchi IUFFP, Lugano 15,22.10.2013 e 5.11.2013 17.10.2013 22.10.2013 23.10.13 24.10.13 Visita all’Atelier di Nando Snozzi Bon ton: comunicare con eleganza Identità di genere e ruoli sociali Letteratura italiana e cinema i diritti del lavoro 17.30 - 19.30 - 17.30 - 20.00 Fr. 50 20 Offerte di lavoro Confederazione (http://www.stelle.admin.ch/it) rie/i di cura, ausiliarie/i settore alberghiero- (scadenza 31 dicembre 2013); Diversi: Cantone Ticino Amministrazione dello Stato: 110/13 Giurista presso il Controllo cantonale delle finanze del Canton Ticino, Bellinzona (scadenza 11 ottobre) si richiamano le condizioni generali valide per il concorso (www.ti.ch/concorsi); 111/13 Operaio/a qualificato/a presso il Centro di manutenzione autostradale di Camorino (scadenza 15 ottobre) si richiamano le condizioni generali valide per il concorso (www.ti.ch/concorsi); Ente Ospedaliero Cantonale: Ospedale Regionale di Lugano: medico capoclinica (durata contratto 6-12 mesi) info. F.U. 77/2013; Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli: farmacista responsabile 100% (scadenza 18 ottobre 2013); Case Anziani, Cliniche, Enti, Fondazioni, Servizi: Ingrado: un/a responsabile settore ambulatoriale 100% (scadenza 9 ottobre); Casa San Rocco di Morbio Inferiore: panettiere/a – pasticciere/a (scadenza 11 ottobre); Municipio di Bellinzona: casa anziani comunale concorso generale 2013 infermiere/i, operatrici/operatori socio sanitari, assistenti di cura CRS, ausilia- Municipio di Gambarogno: vice segretario comunale a tempo pieno (scadenza 7 ottobre, ore 12.00); Municipio di Mendrisio: 2 operai presso le squadre esterne dell’Ufficio tecnico comunale della Città di Mendrisio (scadenza 7 ottobre, ore 16.00); Municipio di Minusio: addetta alle pulizie scuola dell’infanzia (scadenza 7 ottobre, ore 11.00); Municipio di Giubiasco: operatore sociale e collaboratore dell’Autorità regionale di protezione (scadenza 8 ottobre, ore 17.00); Municipio di Sobrio: segretario/a comunale al 30% con possibilità fino al 50% (scadenza 11 ottobre, ore 18.00); Municipio di Bellinzona: disegnatore/trice presso il Dicastero territorio e mobilità e un/a assistente di cantiere presso il Dicastero opere pubbliche e ambiente, ufficio tecnico, (scadenza 11 ottobre, ore 16.00); Nomina di geometri revisori per il quadriennio 2014-2017: Municipi e Comuni interessati: vedi F.U. 73 del 10 settembre pagina 7025 (scadenza 11 ottobre); Municipio di Bellinzona, Aziende Municipalizzate, sezione elettricità: un/una Capo Servizio telecomunicazioni -Responsabile progettazione/direzione lavori- (scadenza 18 ottobre, ore 16.00) Protezione giuridica privata MULTI VPOD COOP Assicurazioni VPOD A cosa serve la MULTI-VPOD? In materia di circolazione stradale; in caso di controversie nell'ambito della locazione, in caso di litigio con assicurazioni, uffici viaggio, dentisti,... per prestazioni finanziarie per vittime di crimini e di violenze; per questioni familiari e di diritto ereditario La protezione giuridica MULTI VPOD costa solo fr. 120.- annui e si può disdire ogni anno. Richiedete la documentazione per la sottoscrizione al segretariato VPOD tel. 091/911 69 30, [email protected] Berna, manifestazione sindacale del 21.09.2013 STOPP der SPARschweinerei! (Basta porcherie di risparmi) 21 i diritti del lavoro “i grappoli” 6997 Sessa - Telefono: 091- 608 11 87 - Fax: 091- 608 26 41 [email protected] [email protected] www.grappoli.ch APPUNTAMENTI OTTOBRE 2013 Lunedi 7 ottobre, 20h30 “Mago René ” Spettacolo di magia Comitato polizia 10 ottobre 2013, ore 14.00 Luogo da definire Grande Manifestazione 19 ottobre 2013, dalle 10.30 alle 12.15 Piazza Manzoni, Lugano Venerdi 11 ottobre, ore 20h00 “Serata di piano bar con Elisa” Domenica 20 ottobre, ore 9h45 In collaborazione con il programma radiofonico “Tra la gente” “7a. Corsa della bricolla” Gara podistica competitiva, camminata popolare non competitiva e rievocazione storica Special Guests: Carla Norghauer e i Frontaliers Domenica 27 ottobre, ore 14h30 In occasione della rassegna “Zucca e castagne” “Castagnata” Premiazione del concorso “Miss zucca e miss castagna” e animazione per grandi e piccini Assemblea scuole comunali 22 ottobre 2013, ore 17.15 Ristorante Bricola, Rivera Assemblea del personale Case Anziani 24 ottobre 2013, ore 20.30 c/o Touring Club Svizzero, Rivera Assemblea VPOD docenti 5 novembre 2013, ore 20.30 Ristorante Casa del Popolo, Bellinzona Comitato di regione 13 novembre 2013, ore 20.15 Ristorante Casa del Popolo Vinci 5 biglietti per il concerto di Edoardo Bennato! Sabato 19 ottobre 2013 ore 20.30 al Palazzetto Fevi di Locarno non perdere la 5° edizione del "Concerto per l'infanzia", organizzato dal gruppo L'Arte della Solidarietà. Quest'anno salirà sul palco con un concerto antologico, unico e straordinario, Edoardo Bennato. Nell’atrio del Palazzetto Fevi sarà allestita una cittadella della solidarietà con stand informativi sui servizi di prevenzione e di protezione dell'infanzia in Ticino, tra i quali ci saranno anche quelli di "Infogiovani" e "Infofamiglie" del Dipartimento della sanità e della socialità. Il prezzo d'entrata è di fr. 50.-; apprendisti, studenti, beneficiari rendite AVS/AI fr. 30.-, tutti i posti sono a sedere ma non numerati. Il ricavato della serata sarà totalmente devoluto all'Associazione Famiglie Diurne del Mendrisiotto, all'Associazione Pro Juventute della Svizzera italiana, all'Associazione Ticinese Famiglie Affidatarie e all'Associazione Progetto Genitori Chiama subito lo 091 826 12 78 per vincere uno dei 5 biglietti in palio! (Un solo biglietto per persona che chiama) i diritti del lavoro Appuntamenti sindacali 22 Cattivi pensieri Bocciati in politica e matematica! Che bello se si potessero bocciare i parlamentari che vendono lucciole per lanterne. Ultimo esempio. È da quarant’anni che in Ticino si discute di mettere un massimo di 20 allievi per classe. Ma la maggioranza del Parlamento non sa andare oltre la proposta di istituire un docente d’appoggio facoltativo (a discrezione del Municipio) per le classi di 23, 24 e 25 allievi. E dove va a finire l’uguaglianza delle possibilità per tutti i ragazzi? Stando al Dipartimento educazione la proposta dei parlamentari borghesi potrebbe costare di più rispetto alla riduzione degli allievi ad un massimo di 22 allievi. Parlamentari bocciati in politica e matematica! Servizi CGIL per i frontalieri iscritti al sindacato VPOD Como Camera del lavoro, per info generali su sedi e orari: 031239 311 Patronato INCA via Italia Libera 25 lu-me-ve 8.30-14.30 ma-gio 9.00-12.30 / 16.00-18.30 sa 9.00-11.30 Per info sulle altre sedi provinciali del patronato: 031 239 390 CAAFCGIL Centro servizi fiscali via Anzani 12b lu-ve 8.30-12.30 / 14.00-18.00 Per appuntamenti o per info sulle altre sedi del CAAF: 031 260 375 Permanenze Coordinamento frontalieri CGIL L’agenda tascabile VPOD 2014 L’agenda VPOD comprende: - il mese su due pagine - una distinta per le indennità - una rubrica per gli indirizzi Prezzo: fr. 8.65 Porlezza via Garibaldi 54 tel. 0344 725 73 ma 16.00-18.00 sa 9.00-11.30 Varese Camera del lavoro per info generali su sedi e orari: 0332 276 111 Patronato INCA, via Nino Bixio 37 lu-ve 9.00-12.00 / 15.00-18.00 CAAFCGIL Centro servizi fiscali, via Nino Bixio 37 Per appuntamenti o per info sulle altre sedi del CAAF: 0332 810 478 senza assicurazione fr. 8.65 con assicurazione fr. 18.35 (l’assicurazione è valida fino a 70 anni) Cognome Bizzarone c/o biblioteca (palazzo comunale) ma 17.00-18.00 Olgiate Comasco c/o Camera del lavoro CGIL tel. 031 944 321 via Vittoro Emanuele 63 me 17.00-18.30 Bollettino d’ordinazione agenda tascabile VPOD 2014 (da spedire a VPOD, cp 748, 6903 Lugano) Nome È possibile avere l’agenda VPOD 2014 con Assicurazione: versamento in caso di decesso o invalidità totale per infortunio; somma assicurata fr. 5’000.- Indirizzo L’assicurazione è valida solo fino all’età di 70 anni. Data Firma Prezzo: solo fr. 18.35 (assicurazione compresa) N.B. L’ acquisto è riservato ai soci VPOD Permanenze patronato INCA/CGIL Arcisate Via Trieste 10 tel. 0332 851 722 me 9.00-12.00 / 16.30-18.30 gio-ve 9.00-12.00 Besozzo via 25 aprile c/o Camera del lavoro tel. 0332 771 035 lu-me 15.00-18.30 gio-ve 9.00-12.00 Impressum Redazione: Segretariato SSP/VPOD, Regione Ticino Via S. Gottardo 30, CP 748, 6903 Lugano Tel. 091 911 69 30 - Fax 091 911 69 31 [email protected] Cassa malati collettiva VPOD La Cassa malati collettiva VPOD (tel. 091 911 69 30) gestisce 3 marchi del gruppo HELSANA, ossia: vi assicuriamo Raoul Ghisletta (responsabile), Fausto Calabretta, Daniela Casalini -Trampert, Massimo Mantovani, Paola Orsega-Testa, Linda Cortesi, Stefano Testa, Laura Calebasso. Chiusura redazionale: 10 giorni prima dell’uscita Frequenza: mensile Grafica: Studio Warp, S. Antonino Stampa: Tipo Aurora SA, Canobbio Abbonamenti: Gratuito per i soci VPOD, Fr. 55.- per i non soci in Svizzera Fr. 70.- per i non soci all’estero Il prossimo numero de “I diritti del lavoro” uscirà giovedì 14 novembre 2013 ! sicurezza a basso prezzo Per tutti gli attuali assicurati è possibile fare un cambio, ad esempio passare da Helsana ad Helsana collettiva VPOD; da Avanex a Avanex collettiva VPOD; da Progrès a Progrès collettiva VPOD. È necessario richiedere l’apposito formulario presso il nostro ufficio. Beneficiate così del 15% di sconto su quasi tutte le assicurazioni complementari, LCA. 23 i diritti del lavoro ! Zentralsekretariat VPOD Postfach 8279, 8036 Zürich GAB 8036 Zürich 50 franchi per chi procura un nuovo socio! Sindacato VPOD Ticino Sito VPOD Ticino: www.vpod-ticino.ch Segretariato VPOD Lugano Aperto tutti i giorni, orari: 8.00-12.00/13.30-17.30 Tel. 091 911 69 30 - Fax 091 911 69 31 E-mail: [email protected] CP 748, Via S. Gottardo 30, 6903 Lugano (4°piano, vicino stazione FFS, davanti Ufficio del Lavoro) Sindacato svizzero dei servizi pubblici VPOD Regione Ticino Aderire al Sindacato è semplice! Per conoscere la quota mensile chiami il numero 091 911 69 30 P.F. scrivere in stampatello Cognome e Nome Sesso M Data di nascita F Data d’adesione Via e numero No. Postale e domicilio Sede VPOD Locarno Aperto il lunedì : 14.00-17.00 e il giovedì : 9.00-12.00 - Tel. 091 751 00 47 Piazzetta dei Riformati 1, 6600 Locarno Nazionalità Tel. /Cel. e-mail Datore di lavoro Professione % lavoro Stipendio lordo annuo Sindacato precedente Giornale in lingua: I T F La VPOD regala 50.- Fr. di premio a chi le ha consigliato di aderire al Sindacato Cognome, nome, indirizzo Luogo, data Ufficio VPOD Bellinzona Aperto da lunedì a giovedì : 8.00-12.00 / 13.30-17.30 venerdì : 08.00/12.00 (pomeriggio chiuso) Tel. 091 826 12 78 - Fax 091 825 26 14 E-mail: [email protected] CP 1216, Piazza Collegiata, Salita S. Michele, 6501 Bellinzona (2° piano, sopra orologeria Tettamanti) Sede VPOD Balerna Aperto il martedì (se festivo mercoledì ): 13.30-17.00 - Tel. 091 646 00 69 E-mail: [email protected] Via L. Favre 10, 6828 Balerna sede Associazione Inquilini Mendrisiotto Sede VPOD Biasca Via Nadro 3, su appuntamento, tel. 079 708 24 40 Firma La /il sottoscritta/o dichiara con la presente di aderire al Sindacato svizzero dei servizi pubblici – VPOD e s’impegna a rispettarne gli statuti. 50 franchi per chi procura un nuovo socio! Per ogni adesione al Sindacato VPOD verrà riconosciuto un premio speciale di 50 franchi per il propagandista. E a chi si iscrive al Sindacato VPOD un orologio rosso con spilla o una penna USB Come funziona? Ogni membro che si iscriverà al sindacato riceverà in regalo un magnifico orologio rosso con spilla oppure un'utilissima penna USB (a scelta). Bellinzonese e valli Sede centrale a Bellinzona Piazza G. Buffi 6A - CP 1270 - 6501 Bellinzona Tel. 091/826 48 83 - Fax 091/826 48 84 LU 09.00 - 11.30 / pom. chiuso MA e GIO 09.00 - 11.30 / 14.00 - 17.00 ME 14.00 - 17.00 VE tutto il giorno chiuso Luganese e valli Sportello presso VPOD di Lugano (vedi sopra) Tutti i giorni: 09.00-11.30 / 14.00-17.00 Locarnese e valli Sportello presso VPOD di Locarno (vedi sopra) Come ritirare il premio? Mendrisiotto Sportello presso VPOD di Balerna (vedi sopra) Una volta compilata l'adesione al Sindacato VPOD potete ritirare l'orologio o la penna USB presso i segretariati sindacali di Lugano o Bellinzona. i diritti del lavoro Cassa disoccupazione Syndicom - VPOD Biasca e valli Solo recapito postale: CP 2455 - 6710 Biasca 24