i diritti del
lavoro
Vinci un biglietto
per il 5° concerto per l’infanzia con
Edoardo Bennato!
Scopri come a pagina 22
Organo del Sindacato dei servizi pubblici
Numero 9, giovedì 3 ottobre 2013
Sabato 19 ottobre,
dalle 10.30 alle 12.15
Lugano, Piazza Manzoni
Grande
manifestazione
Per lo sviluppo
dei diritti economici
e sociali
No ai tagli antisociali
e sui dipendenti
Sì a un confronto
politico rispettoso
Continua a pagina 2
Tutti in piazza a Lugano!
Gli ultimi 20 anni sono stati caratterizzati da un chiaro
degrado delle condizioni di lavoro anche in Ticino dovuto
al neoliberismo e alla concorrenza economica globale. La
precarizzazione dei rapporti di lavoro e l’erosione dei diritti dei salariati hanno oggi come conseguenza un’impressionante messa in concorrenza dei lavoratori da parte di certo
padronato privo di scrupoli. Dumping salariale, divisione
delle lavoratrici e dei lavoratori, precarizzazione degli
impieghi, riduzione del potere di acquisto reale, peggioramento delle assicurazioni sociali (assicurazione disoccupaContinua a pagina 2
Tutti in piazza a Lugano!
Editoriale
Continua dalla prima
Votazioni: l’attenzione
dei sindacati resta alta
di Linda Cortesi , sindacalista VPOD
L’ultimo fine settimana di votazioni
ha decretato l’approvazione della
modifica della Legge sul lavoro. Ciò
significa che le 24 stazioni di servizio
situate lungo gli importanti assi di
circolazione fortemente frequentate,
che già ora restano aperte anche la
notte, potranno far fruttare il loro
negozio 24 ore su 24. L’apertura nonstop dei negozi dovrebbe quindi
riguardare solo un piccolo numero
dei punti vendita delle stazioni di
servizio. Secondo l’Unione sindacale
svizzera (USS) il risultato della votazione non dovrebbe allora dare luce
verde a maggiori concessioni per il
lavoro notturno, serale e la domenica. Il 44% di no mostra infatti che il
malessere che susciteranno ulteriori
passi verso la giornata lavorativa di
24 ore, è profonda. Perché il lavoro
notturno è e resta nocivo per la salute
e, come il lavoro domenicale, può
intaccare la vita sociale e famigliare.
Nel suo comunicato l’USS si dice fiducioso che il ministro dell’economia
Johann Schneider-Ammann tenga
fede a quanto assicurato in campagna,
ovvero che non si toccherà il divieto di
lavoro notturno e domenicale.
Nello stesso fine settimana è stato
inoltre approvato l’obbligo di vaccinazione (come auspicato dall’USS),
mentre è stata bocciata l’iniziativa
volta togliere l’obbligo per i giovani
svizzeri di prestare servizio militare.
In Ticino ci si è espressi su due importanti temi: la privatizzazione parziale
della sorveglianza carceraria (legga
l’articolo relativo a pagina 3) e il divieto di dissimulare il volto in luoghi
pubblici, la cosiddetta iniziativa antiburqa. Quest’ultima, approvata dal
65% dei votanti, darà al Ticino un primato svizzero non proprio lusinghiero. Il Coordinamento delle donne di
sinistra ha così commentato l’esito:
“Se un decimo delle energie spese ad
attaccare, insultare gli avversari di
un’iniziativa che avrà scarsa o nessuna efficacia sul benessere delle donne
del nostro Paese, svizzere o straniere
che siano, venisse speso per sostenere migliori politiche di genere, la vita
delle donne sarebbe di certo migliore”. Non possiamo che sottoscriverlo.
i diritti del lavoro
Continua dalla prima
zione e invalidità in particolare), indebolimento dei servizi pubblici, aumento
degli affitti, ecc. sono alcuni fenomeni
che caratterizzano la società e il mondo
del lavoro in Ticino. Nel contempo i redditi e i patrimoni dei ricchi e dei manager sono enormemente cresciuti ovunque nel mondo.
Le destre a livello svizzero e ticinese
hanno pesanti responsabilità per questa
drammatica situazione, avendo rifiutato
e combattuto sovente misure incisive
per regolamentare il lavoro e l’alloggio,
come pure avendo cercato di smantellare le assicurazioni sociali e i servizi pubblici. Per il preventivo 2014 il Governo
ticinese e il Municipio di Lugano sin dall’estate hanno preannunciato tagli antisociali, aumenti di tasse causali e tagli
sui dipendenti, omettendo di dire che
essi sono causati dall’imprevidente politica fiscale praticata negli scorsi anni.
Questo contesto esige un confronto
politico teso a individuare e attuare
soluzioni praticabili ed efficaci per risolvere i problemi della popolazione ticinese. Invece un settimanale a larga diffusione come il Mattino della domenica
(ora diretto da un municipale-consigliere nazionale-giornalista) e il sito mattinonline si dedicano ad una violenta
polemica interna al Cantone che mira:
a dividere e indebolire i lavoratori aizzandoli gli uni contro gli altri: cittadine e cittadini svizzeri, straniere e stranieri residenti, frontaliere e frontalieri;
a criminalizzare e mettere in cattiva
luce gli stranieri e i credenti di altre
religioni, mettendo in risalto sistematicamente episodi di cronaca nera a
loro attribuiti e attizzando in tal modo
la xenofobia in Ticino;
a mettere tra parentesi la tradizione
umanitaria della Svizzera, che accoglie i rifugiati dalle guerre e dalle persecuzioni;
a intimidire i magistrati che applicano
le leggi sul rispetto della personalità
nonché quelle contro la discriminazione razziale e lo sfruttamento criminale e mafioso della prostituzione;
a denigrare donne/uomini politici,
sindacaliste/i, giornaliste/i e altri cittadine/i che onestamente promuovono
valori di apertura e obiettivi diversi;
a diffondere il sessismo, in particolare
pubblicando settimanalmente ben
due pagine di foto e annunci di prostitute, dietro le quali si muove non di
rado la criminalità e la mafia.
2
Come cittadine e cittadini
del Canton Ticino e di Lugano
1) invitiamo tutti a battersi con determinazione
per salari minimi legali che assicurino
un tenore di vita adeguato e possibilità di occupazione a chi vive in Ticino
contro i tagli antisociali e sui dipendenti
per affitti accessibili a chi lavora e vive
nel Cantone
per assicurazioni sociali e servizi pubblici che assicurino condizioni di vita
decorose a tutti i cittadini e tutelino
l’ambiente di vita.
In tal modo agiremo concretamente
contro le cause profonde della xenofobia e del razzismo nel nostro Cantone,
favorendo la convivenza civile e la crescita sociale ed economica;
2) chiediamo inoltre al sindaco leghista
di Lugano (dove il 40% dei residenti è
straniero) di volersi finalmente impegnare affinché il settimanale e il sito
del suo partito siano basati su un confronto rispettoso degli avversari politici e sociali, degli stranieri e delle
donne;
3) chiediamo anche agli inserzionisti
che finanziano il Mattino/Mattinonline di sospendere la loro pubblicità
fin tanto che la linea di questi media
rimarrà denigratoria, xenofoba e sessista.
Organizzazioni aderenti alla manifestazione: Partito socialista Sezione Lugano, Partito
comunista, Movimento per il socialismo,
Partito socialista, Insieme a sinistra
Mendrisio, Coordinamento PS Tre Valli,
Sindacato Unia Regione Ticino e Moesa,
Sindacato dei servizi pubblici e sociosanitari
VPOD Ticino, Sindacato svizzero dei mass
media SSM, Sindacato del personale dei trasporti SEV Ticino, Associazione Bel Ticino,
Associazione cultura popolare ACP Balerna,
Coordinamento donne della sinistra,
Gruppo donne USS Ticino, Stop all'ignoranza, Movimento dei senza voce.
Sommario
Colpo gobbo contro la privatizzazione carceraria!
Domenica 22 settembre il
popolo ticinese ha respinto
la privatizzazione parziale della sorveglianza carceraria in Ticino, ossia la
delega a privati dell’uso
della forza nei confronti di persone prive
di libertà. Il Sindacato VPOD Ticino,
promotore del referendum, esprime la
propria soddisfazione per il netto risultato (58% di NO contro 42% di SI).
di Raoul Ghisletta, segretario Sindacato VPOD Ticino
In aprile il Sindacato VPOD Ticino ha
lanciato il referendum contro la modifica in senso privatistico della legge cantonale sull’esecuzione delle pene e misure
per gli adulti e il 7 giugno 2013 ha consegnato 9'000 firme valide (ne occorrevano
7'000). È stato un lavoro impegnativo,
perché parallelamente dovevamo raccogliere firme per altre due nostre iniziative
popolari cantonali, quella per migliori
asili nido in Ticino e quella per il rafforzamento dei Comuni. I sostegni al referendum contro la privatizzazione parziale della sorveglianza carceraria sono
stati relativamente pochi e sono venuti
da alcune associazioni del personale del
carcere e della polizia, dall’Associazione
per la difesa del servizio pubblico, nonché dai partiti di sinistra e dalla piccola
UDC ticinese. Questi partiti in
Parlamento avevano bocciato la modifica del capo del Dipartimento istituzioni
Norman Gobbi per ragioni di principio,
ritenendo che l’uso della forza dovesse
rimanere in mano dello Stato e non
potesse essere delegato ad agenzie private di sicurezza.
Il risultato della votazione popolare permette di evitare pericolosi precedenti e
di garantire che la sorveglianza carcera-
ria sia interamente affidata a persone
qualificate e direttamente dipendenti
dallo Stato come gli agenti cantonali di
custodia. Per affrontare i nuovi compiti il
Cantone dovrà pertanto formare ed
assumere agenti di custodia cantonali in
numero sufficiente, cosa sulla quale il
Sindacato veglierà attentamente.
Il Sindacato VPOD ancora una volta è
stato in prima linea per fare un lavoro di
raccolta firme e una campagna atta a
convincere i cittadini ticinesi a fermare
una pericolosa privatizzazione. Il 22 settembre si sono confermati i risultati
positivi ottenuti nella votazione sul ticket per la scuola privata, in quella sullo
statuto del personale federale e in quella
sulla meritocrazia salariale, che la maggioranza del Parlamento e Governo volevano applicare al personale cantonale
scimmiottando il settore privato.
L’importanza di un sindacato forte del
settore pubblico, dotato di risorse umane e finanziarie per affrontare simili sfide, appare evidente. Il sindacato VPOD
può tuttavia esistere solamente grazie ai
suoi membri. Vi invito pertanto caldamente a fare propaganda per garantire al
Sindacato VPOD un maggiore numero di
associati nel settore pubblico.
4 La VPOD ti aiuta
5 Scontro sul programma
federale di tagli
6 Basta precariato a Lugano!
7 Per la riduzione degli allievi
in classe
8 Migliori condizioni di lavoro
in Casa anziani
9 Nuovo finanziamento ospedaliero
11 Sentenza Orange in alto mare
11 Quanto prenderò di AVS?
12 Inserto 90esimo Colonie
16 Biscossa lascia il Sindacato
18 Opuscolo parità sessi
19 Alliance Sud
20 Corsi
21 Offerte di lavoro
22 Appuntamenti sindacali
23 Cassa malati collettiva
24 Adesione Sindacato VPOD
In breve
Sciopero dei dipendenti
di Gate Gourmet
Dal 1.1.2013 il CCL della gastronomia
di Gate Gourmet è stato esteso anche
alle aziende Catering. Con questo pretesto, Gate Gourmet prevede di abbassare i salari al livello del CCL della
gastronomia per migliorare ancora di
più i suoi profitti. Gate Gourmet chiede delle riduzioni dagli 11 ai 637 franchi mensili, per dei salari tra i 3’553 e i
6’107 franchi. In più Gate Gourmet
propone dei peggioramenti delle
indennità, del sistema salariale e della
Cassa pensioni. A giugno 2013 Gate
Gourmet ha resiliato il CCL per la fine
dell’anno in corso e a inizio settembre
ha licenziato 83 impiegati (oltre il 70%
del personale) proponendo dei nuovi
contratti peggiorativi e violando gravemente il suo obbligo di pace del
lavoro. Per sostenere i lavoratori in
sciopero dal 13 settembre scorso,
sabato 28 è stata organizzata una
manifestazione ai piedi della torre di
controllo dell’aeroporto di Ginevra.
No limits! - I campioni dell'altitudine
Una mostra sulla biodiversità alpina
Museo cantonale di storia naturale
Lugano
Prolungata fino al 28 giugno 2014
Ma-Sa 09.00-12.00/14.00-17.00
Entrata libera
3
i diritti del lavoro
Il Sindacato VPOD ti aiuta: ottenuta la giusta rendita AI
Il Sindacato VPOD ha accordato assistenza giuridica ad un suo affiliato al
quale l’Assicurazione invalidità aveva
riconosciuto una rendita per un periodo
limitato.
In realtà egli era affetto da varie patologie
fra le quali una importante cefalea, la
quale non era stata correttamente valutata. Contro tale decisione dell’AI è stato
fatto ricorso al Tribunale cantonale delle
assicurazioni. Grazie al ricorso e agli
accertamenti medici inoltrati dal legale
che ha seguito il caso, l’Ufficio AI ha
ammesso che non era stata fatta una sufficiente valutazione medica. L’AI ha
quindi accettato la necessità di una ulteriore perizia medica e il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha stralciato il
ricorso. L’assicurazione
AI ha fatto eseguire la
perizia medica specialistica e in base alla
perizia ha stabilito il diritto a mezza rendita di invalidità. L’interessato grazie
all’intervento del Sindacato VPOD ha
così potuto ottenere il diritto alla giusta
prestazione d’invalidità.
Il personale non è un bancomat
L’Assemblea degli impiegati dell’amministrazione cantonale, dei docenti e del personale sociosanitario del 4 settembre 2013,
indetta dai sindacati CCS,OCST eVPOD in
vista dell’incontro con il Governo del 11
settembre 2013, ha votato la risoluzione
che pubblichiamo di seguito. Nella trattativa dell’11 settembre il Governo ha fatto
una sostanziale marcia indietro per i giovani in carriera e ha rinunciato al taglio
degli aumenti annui (6,8 milioni fr di
taglio), mentre ha mantenuto la decisione
di abolire l’indennità economia domestica, seppure a tappe (3,2 milioni fr di taglio
al 100%). Riferiremo nel prossimo numero sulle decisioni dell’assemblea intersindacale CCS OCST e VPOD in calendario il
1. ottobre.
di VPOD, CCS e OCST
Gli impiegati cantonali e comunali, i
docenti e il personale sociosanitario
degli enti sussidiati si oppongono
all’inaccettabile politica dei tagli che da
troppo il Consiglio di Stato attua. Le proposte presentate per il preventivo 2014,
che penalizzeranno particolarmente i
dipendenti giovani in carriera e chi ha
responsabilità familiare, vanno a sommarsi ai numerosi peggioramenti che
negli ultimi 20 anni hanno colpito gli stipendi dei collaboratori.
È questo il frutto di una non-politica di
chi non vuole assumere responsabilità
decisionali e, anziché valutare una seria
razionalizzazione della spesa e adeguando se necessario la leva fiscale all’esigenze dello Stato, preferisce sparare nel
mucchio con
proposte che
penalizzano
tutti indistintamente
e
peggiorano le
prestazioni
alla popolazione e alle
sue esigenze
di sostegno.
Risanare
le
finanze degli
enti cantonali
e comunali
tagliando sui
servizi pubblici alla popolazione e sulle
condizioni di lavoro di ca. 20'000 persone
(soppressione dell’indennità economia
domestica e blocco degli scatti, come proposto dal Governo) è una politica miope e
controproducente, anche dal lato economico, perché riduce il potere d'acquisto e
favorisce la dipendenza da forme di assistenza. Occorre quanto prima intraprendere con decisione la strada delle rifor-
me strutturali in tutti gli ambiti, dagli
enti locali alla polizia, dalla scuola al settore sociosanitario, affinché la gestione
del personale non sia attuata unicamente a partire dai contraccolpi finanziari
ma torni ad essere considerata un investimento
a
favore della
collettività e a
sostegno dei
bisogni
dei
singoli individui.
Se i prossimi
incontri con il
Governo non
dovessero
portare
al
blocco dell’assurda politica
dei tagli e non
permettesse di avviare una seria discussione su progetti volti a garantire considerazione per l’attività dei collaboratori
e attrattiva alla pubblica amministrazione, l’assemblea si dichiara già sin d’ora
d’accordo di aderire a tutte quelle misure
di contestazione (manifestazioni, azioni
di protesta e pure scioperi) che il Fronte
Sindacale vorrà proporre.
Basta violenza contro i funzionari pubblici!
Il fenomeno della violenza verbale e fisica sui funzionari pubblici diventa sempre più preoccupante e alla stessa occorre mettere un argine in modo deciso con
condanne rapide ed efficaci degli autori.
di Sindacato VPOD Ticino
La violenza e la minaccia contro le autorità è punibile in base all'articolo 285 del
i diritti del lavoro
Codice penale svizzero: in Svizzera i
reati registrati di questo tipo sono quadruplicati dal 2000 ad oggi (774 casi nel
2000, 2957 nel 2012), ciò che indica
un’evoluzione e una banalizzazione
assolutamente inaccettabili.
Gli agenti di polizia, gli agenti di custodia, gli impiegati cantonali e comunali,
gli insegnanti e gli operatori sociosanitari lavorano per il bene pubblico e
4
meritano il rispetto della loro integrità
fisica e psichica alla stessa stregua degli
altri lavoratori. Il Sindacato dei dipendenti dei servizi pubblici VPOD chiede
alla autorità di rafforzare le misure di
sicurezza a tutela dei funzionari pubblici, esprime la piena solidarietà agli
agenti di polizia aggrediti alla Resega
Lugano e plaude al risoluto intervento
del Ministero pubblico ticinese.
Scontro sul programma federale di tagli alla spesa
Il programma d’economie
presentato a suo tempo dal
Consiglio federale continua
a essere oggetto di confronti
e scontri alle Camere federali. Un programma che
nella versione del governo dovrebbe portare a un alleggerimento dei conti della
Confederazione di circa 700 milioni
all’anno. Con tagli vari alla spesa pubblica nei settori della formazione, delle
università, dell’aiuto allo sviluppo, dell’aiuto al trasporto dei giornali.
di Werner Carobbio, già consigliere nazionale
Il Consiglio nazionale che si era occupato in via prioritaria del progetto aveva a
suo tempo deciso di rinviare lo stesso al
Consiglio federale con la richiesta di presentare nuove varianti del tipo blocco a 3
miliardi della spesa per il personale federale. Chiamato a suo volta a prendere
posizione il Consiglio degli Stati negli
scorsi giorni non ha seguito la posizione
del Consiglio nazionale e ha sostanzialmente deciso di entrare in materia sulle
proposte governative.
Il rinvio al governo del piano di austerità
è stato giudicato inutile e ingiustificato,
anche perché è stato lo stesso
Parlamento a chiedere la presentazione
di un programma di economie. Per la
maggioranza dei senatori è in ogni caso
da escludere che si possa rinunciare,
come lasciava intendere il Consiglio
nazionale nella sua presa di posizione,
ad esempio alla riforma due dell’imposizione delle imprese. Riforma no uno che
come noto sta provocando perdite
miliardarie
alle
entrate
della
Confederazione e era del resto all’origine
della rivendicazione di un programma di
economie, invocato come programma di
riesame dei compiti dello stato federale.
Ma in realtà ridottosi a un semplice programma di tagli alla spesa pubblica, Ed è
proprio quello l’obiettivo che sembra
perseguire il Consiglio degli stati con la
sua decisione di non seguire la Camera
bassa nella sua decisione di rinvio al mittente del progetto in discussione. In altre
parole si vuol dar seguito alle varie proposte di tagli nei settori già citati - formazione, università, aiuto allo sviluppo, ecc.
– E questo per compensare preventivamente la diminuzione delle entrate conseguente a riforme come quella in favore
delle imprese. Niente di nuovo quindi in
materia di finanze pubbliche. Non è da
oggi che con una mano si fanno regali
fiscali alle persone giuridiche e ai redditi
elevati e con l’altra si chiedono sacrifici o
comunque si comprimono spese importanti come quelli per la formazione e la
ricerca, i trasporti e via dicendo.
Il tutto poi in un quadro delle finanze
federali tutt’altro che negativo. Infatti
dopo tutta una serie di risultati positivi
con i quali si sono chiusi negli ultimi
anni i contri della Confederazione anche
le previsioni per il 2014 vanno nella stessa direzione e prevedono secondo le
indicazioni del Dipartimento della consigliere federale Eveline Widmer
Schlumps un eccedente di entrate dell’ordine di 220 milioni. Ora l’oggetto
ritorna al Consiglio Nazionale per l’eliminazione della divergenza. Staremo a
vedere se la decisione iniziale di rinvio
del progetto sarà confermata, anche se
non è il caso di farsi troppe illusioni.
Nessun taglio a scapito del personale della Confederazione!
La destra vuole nuovamente imporre dei
tagli radicali a scapito del personale della
Confederazione. In una proposta di rinvio del programma di consolidamento e
di riesame dei compiti (PCon2014), chiede al Consiglio federale di mettere a punto una variante che contenga dei risparmi e che ponga un tetto massimo per il
budget del personale a 3 miliardi di franchi. Ciò che imporrebbe la soppressione
di 2000 posti di lavoro a tempo pieno nell’amministrazione federale, minando
gravemente la sua efficacia. L’assemblea
dei delegati dell’Unione sindacale svizzera (USS) chiede invece al Consiglio
federale di vegliare affinché le condizioni di lavoro del personale federale siano
eque e di opporsi energicamente ai progetti di smantellamento del personale.
Ne abbiamo abbastanza!
Nel 2012, la Confederazione ha realizzato eccedenze di gettito per 1,3 miliardi di
franchi: un ottimo risultato. Questa
situazione economica gli permette quindi di aumentare senza alcun problema i
contributi a PUBLICA (cassa pensioni
della Confederazione). Bisogna una volta per tutte che le incertezze per il personale finiscano! L’assemblea dei delegati
USS chiede quindi che il Consiglio federale mantenga il livello attuale di prestazioni di PUBLICA senza opprimere il
personale. Solo un personale motivato
garantisce, alla popolazione, dei servizi
pubblici di qualità.
La risoluzione completa (in tedesco e
francese) è scaricabile al sito www.personnel-federal.ch
In 15.000 contro dumping salariale e furto delle pensioni
Più di 15'000 persone hanno partecipato
sabato 21 settembre a Berna alla manifestazione dell’Unione sindacale svizzera
(USS) contro il dumping salariale, il furto
delle pensioni e per condizioni di lavoro
eque. “Fermiamo questo incendio sociale
criminale prima che non bruci tutto” ha
esortato Paul Rechsteiner, presidente
USS. Una “svolta sociale” è necessaria,
“bisogna finirla con questa ripartizione
estremamente iniqua dei salari e delle ric-
chezze in questo Paese”. Servono salari
più giusti, una protezione efficace dei
salari e delle rendite decenti. Katharina
Prelicz-Huber, presidente del Sindacato
VPOD/SSP, si è invece scagliata “contro lo
scandalo delle misure di contenimento
della spesa” che puntano a “corrodere il
servizio pubblico”, denunciando anche la
stagnazione dell’uguaglianza dei salari tra
donne e uomini: “Servono regole vincolanti per imporre l’uguaglianza salariale!”
5
i diritti del lavoro
Basta precariato a Lugano!
Il Sindacato VPOD ha raccolto numerose
preoccupazioni di dipendenti con contratti precari assunti dal Municipio di Lugano
negli scorsi anni e oggi rimessi in forse dalla crisi finanziaria della Città. Le prime vittime della politica dei tagli saranno i
dipendenti con contratti di lavoro precari,
che si ritroveranno in disoccupazione. Il
Sindacato VPOD Ticino si mette a disposizione del personale della Città per affrontare i problemi e per costruire con i dipendenti una risposta sindacale forte contro la
politica dei tagli. Si invita i dipendenti a
contattare il Sindacato allo 091 911 69 30 o
all’indirizzo [email protected]
Il Sindacato VPOD Ticino rivendica inoltre
il coinvolgimento dei partner sindacali da
parte dell’esecutivo luganese relativamente ai tagli che intende effettuare sull’amministrazione cittadina. Altrettanto
farà la Commissione del personale della
Città, recentemente rinnovata, alla quale
formuliamo i migliori auguri per un proficuo lavoro.
Membri e supplenti della Commisione
del Personale Lugano
Settore 1: Fabio Schnellmann (presidente) e Roberto Bordoni per l’Amministrazione generale/finanze/attività cultura-
li/giovani ed eventi/turismo e sport
Settore 2: Giuseppe Candela (Dicastero
servizi urbani), Nicola Melchiorre
(Edilizia privata), Prisca Stoppa (Edilizia
pubblica) per il Territorio
Settore 3: Pietro Bonardi (vicepresidente) e Matteo Scopazzini per le scuole
Settore 4: Paolo Botta, Alessando
Delorenzi, Elena Menghetti e Davide
Restelli per le attività sociali (Istituti
sociali comunali)
Settore 5: Federico Sala (pompieri e polizia)
Chiesta chiarezza al Municipio di Mendrisio
Il Sindacato dei servizi pubblici VPOD
ha incontrato un gruppo di dipendenti
del Comune di Mendrisio in data 11 settembre per discutere dei temi caldi del
momento: cambiamento della cassa
pensioni, trasformazione in SA delle
Aziende industriali di Mendrisio e valutazione dei dipendenti. In seguito ha
interpellato il Municipio chiedendo di
essere coinvolto sulle problematiche.
di Massimo Mantovani e Raoul Ghisletta,
sindacalisti VPOD
l’ipotesi del cambiamento della Cassa
Pensione per i dipendenti di Mendrisio.
Si tratta di un’ipotesi che si dovrà discutere compiutamente in autunno alla luce
dei dati finanziari e dei vantaggi/svantaggi previdenziali per i dipendenti. In ogni
caso il Sindacato VPOD non ha mai dato il
via libera alla proposta di cambiamento
della cassa pensioni: ricordiamo che una
votazione dei dipendenti è necessaria
per legge per autorizzare il cambiamento
di cassa pensioni, che non potrà in ogni
caso avvenire prima del 2015.
Su tema del cambiamento della Cassa
pensioni il Sindacato VPOD ha ricordato
che nell’incontro avvenuto tra i rappresentanti del Fronte unico sindacale e il
Municipio lo scorso 18 luglio, l’esecutivo
cittadino ha presentato unicamente
Tra i dipendenti delle Aziende industriali
di Mendrisio vi è sicuramente molta preoccupazione per l’ipotesi del Municipio
di Mendrisio di trasformare l’azienda
elettrica comunale in una società anonima, ossia di privatizzare un’azienda
SERATA DIBATTITO - Aggregazioni nel Malcantone
Sabato 19 ottobre 2013, ore 20.00
Sala multiuso comunale di Magliaso
Ne discuteranno:
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Roberto Citterio, Sindaco di Magliaso
Giovanni Cossi, Sindaco di Vernate
Elio Genazzi, Capo della Sezione degli enti locali
Raoul Ghisletta, Segretario Sindacato VPOD Ticino
Piero Marchesi, Sindaco di Monteggio
Modera la serata: Giuliano Gasperi, giornalista del Corriere del Ticino
La serata sarà allietata da uno spettacolo del mentalista Federico Soldati.
Organizza il Gruppo Lega-UDC-Ind. di Magliaso
i diritti del lavoro
6
comunale. Secondo il Sindacato VPOD
non si devono privatizzare le Aziende
industriali di Mendrisio, perché si indebolisce il controllo pubblico di tale importante struttura: il Sindacato VPOD si
oppone pertanto a questa privatizzazione
e tutelerà gli interessi dei dipendenti AIM.
Infine il Sindacato VPOD ha raccolto la
preoccupazione di alcuni dipendenti sulle modalità di valutazione del personale e
rimane a disposizione in caso di bisogno.
In ogni caso la valutazione del personale,
in base all’ordinanza municipale (per la
quale i sindacati hanno dato l’accordo)
può avere come esito unicamente (e fatte
salve le vie di ricorso) di fermare una carriera salariale in caso di manifesto demerito del dipendente. L’ordinanza non permette invece la meritocrazia, ossia il versamento di bonus salariali.
Per la riduzione degli allievi in classe
Nel 2009 il Sindacato docenti VPOD ha
consegnato, con altre organizzazioni,
l’iniziativa popolare “Aiutiamo le scuole
comunali – Per il futuro dei nostri ragazzi”, supportata da 11’000 firme di cittadini ticinesi, che chiede da un lato la
generalizzazione di mense/doposcuola e
dall’altro la riduzione a 20 allievi al
massimo per classe, sia per le scuole elementari, sia per le scuole dell’infanzia.
di Linda Cortesi e Raoul Ghisletta,
sindacalisti VPOD Ticino
L’iniziativa popolare ha avuto un forte
appoggio di genitori e di docenti comunali. Dopo 4 anni di ritardi, lo scorso 24
settembre, il Parlamento ha deciso in
modo rocambolesco e improvvisato sulla riduzione del numero massimo di
allievi per classe.
La maggioranza del Parlamento ha bocciato il compromesso del consigliere di
Stato Bertoli per la riduzione degli allievi
da 25 a 22 al massimo per classe (previsto
innanzi tutto nelle scuole elementari e
medie). La maggioranza del Parlamento
ha votato invece per inserire nella legge
sulla scuola dell’infanzia e sulla scuola
elementare la possibilità di assunzione
(quindi facoltativa!) "per tutto o parte
dell’anno scolastico di un docente d’appoggio a orario parziale che coadiuvi il
docente titolare" nelle classi di scuola
dell’infanzia e di scuola elementare con
23 e più allievi : MA A DECIDERE SARÀ
sempre e solamente IL MUNICIPIO.
Pensate che Città come Bellinzona,
Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio,
dove i Municipi che stanno tagliando
sulle spese per far quadrare i conti del
2014, saranno favorevoli ad assumere
docenti d’appoggio facoltativi? È uno
specchietto per le allodole o, se vogliamo, pura demagogia, secondo noi.
Solamente i Comuni molto ricchi e molto sensibili alla scuola nomineranno il
docente d’appoggio per le classi di 23 e
più allievi. Il risultato sarà che in Ticino ci
saranno scuole comunali di serie A e di
serie B. Dove andrà a finire la parità di
trattamento degli allievi nella scuola dell’obbligo?
In ogni caso vorremmo discutere con voi
a fondo della situazione: cosa ne pensate
come docenti comunali? Vi invitiamo
pertanto all’assemblea generale dei
docenti comunali del Canton Ticino per
decidere assieme quali passi dovremo
adottare come Sindacato docenti. In particolare vi chiediamo: 1) dobbiamo
sostenere l’idea di andare al voto popola-
re con l’iniziativa popolare a favore dei
20 allievi max. per classe + a favore di
mense-doposcuole? 2) e, se sì, come
organizzare la campagna della votazione
popolare per vincere?
Ma la rivalutazione della professione di
docente di scuola comunale passa
anche dallo stipendio. Come Sindacato
VPOD chiediamo al Consiglio di Stato
l’immediata rivalutazione dei salari delle/dei docenti delle scuole comunali,
che sono molto bassi rispetto alle altre
categorie di docenti, nonostante le/i
docenti della scuola dell’infanzia e della
scuola elementare necessitino di un
bachelor per accedere alla professione
(classe 22-24 docente scuola infanzia
senza refezione, classe 24-26 docente
scuola infanzia con refezione, classe 2527 docente scuola elementare, classe 2930 docente scuola media con titolo intermedio, classe 30-31 docente scuola
media con titolo accademico, ecc).
Anche su questo fronte dobbiamo discutere sul da farsi ed essere attivi: come
organizzare una campagna partecipativa ed efficace sulle autorità?
Vi aspettiamo pertanto numerose/i
all’assemblea generale dei docenti delle
scuole comunali del 22 ottobre.
Assemblea generale
dei docenti comunali
(SI/SE) del Canton Ticino
Martedì 22 ottobre,
17.15, Rivera
Ristorante Bricola
PER LA RIDUZIONE
DEGLI ALLIEVI
E LA RIVALUTAZIONE
SALARIALE
NELLE SCUOLE
COMUNALI
La formazione professionale:
fattore strategico per il Ticino del futuro
Giornata di studio con tavola rotonda in occasione della
presentazione del libro «Meglio artigiano che disoccupato?»
edito da Casagrande.
14 novembre, Centro di studi bancari, Vezia, ore 13.30-19.00
Uno spunto per discutere le implicazioni politico-culturali delle proposte derivanti
dallo studio e che interesserà un pubblico ampio, comprendente chi riveste ruoli
decisionali tanto nel pubblico quanto nel privato. La giornata è promossa
dall’Istituto Universitario federale per la formazione professionale (IUFFP), la
Divisione della formazione professionale e il Centro di studi bancari.
7
i diritti del lavoro
Per migliori condizioni di lavoro nelle case anziani
Un gruppo di case anziani vuole peggiorare, in particolare facilitando i licenziamenti, il contratto collettivo di lavoro
ROCA che si applica a 26 case anziani
ticinesi. Si tratta di una politica a nostro
avviso molto pericolosa per il reperimento del personale!
di Stefano Testa e Raoul Ghisletta,
sindacalisti VPOD
dennità festiva da 5 a 6 fr orari. Si sarebbe
in tal modo infine applicata la sentenza
Orange nelle case anziani (già applicata
da 5 anni negli ospedali e dal 2013 nelle
cliniche), che prevede il pagamento delle
indennità regolari anche durante le
vacanze, malattie, infortuni e congedi
pagati del dipendente (essendo le indennità considerate salario regolare).
• Cambiamento del nome da ROCA a
CCL CPA: cambiamento costoso e inutile.
Punti insoddisfacenti
nel testo dei datori di lavoro
• Abolizione dei limiti della disdetta ordinaria: oggi il ROCA prevede agli art.
52,56,57 che la casa anziani possa licenziare il dipendente in via ordinaria (con
un termine di 3 mesi) solamente per
motivi validi e comprovati. I datori di
lavoro vogliono eliminare ogni tutela
effettiva del dipendente.
• Annualizzazione dell’orario di lavoro: il
calcolo proposto per le 40 ore settimanali
di lavoro viene fatto non più sulle 4 settimane, ma sulle 52 settimane.
L'assemblea del personale VPOD propone un calcolo su un periodo massimo di 3
mesi (per tenere conto delle malattie,
vacanze, decessi ospiti, ecc.).
• Abolizione del ricorso contro la disdetta immediata: il nuovo articolo 7 proposto dai datori di lavoro riduce fortemente
le possibilità di ricorso contro la disdetta
immediata o in tronco del dipendente,
che si rivela infondata o insufficientemente comprovata.
• Art. 28 ROCA Gratifica premio fedeltà in
una sola casa anziani: i datori di lavoro
vogliono sopprimere il riconoscimento
degli anni di lavoro svolti presso precedenti case anziani ROCA.
• Abolizione dell’indennità per soppressione di posto/funzione: Il nuovo articolo
8 dei datori di lavoro non prevede più
alcun indennizzo per il dipendente vittima
di una soppressione di posto/funzione.
• No a migliori indennità per lavoro notturno e festivo (art. 30 ROCA): i datori di
lavoro hanno indicato che i Comuni
(maggiori finanziatori delle case anziani)
non sono d'accordo di migliorare l’indennità notturna da 5,90 fr a 7 fr orari e l’in-
i diritti del lavoro
• Abrogazione delle indennità ROCA per
superstiti: i datori di lavoro vogliono abolire le indennità art. 54 ROCA per i superstiti in caso di decesso del dipendente,
che sono migliorative rispetto alla legge.
• Soppressione art. 32, 33, 34 + cpv. 2/3
art. 35 ROCA: i datori di lavoro vogliono
abolire gli articoli che ricordano il rispetto
delle norme di protezione della legge
federale del lavoro per giovani, lavoratori
notturni, maternità/famiglia e tempi di
riposo/pause. La loro soppressione vuole
far dimenticare l’esistenza di questi articoli e crea problemi di sostanza per l'applicazione di queste norme alle case
anziani di diritto pubblico (consorzi).
Il Sindacato VPOD ha convocato già due
assemblee del personale, il 18 settembre e
il 30 settembre, per battersi contro i peggioramenti e formulare le proprie richieste in vista della trattativa che avverrà il 17
ottobre. Invitiamo il personale a mobilitarsi per i prossimi appuntamenti: manifestazione contro i tagli a Lugano in
Piazza Manzoni sabato 19 ottobre ore
10.30 e assemblea del personale case
anziani giovedì 24 ottobre, ore 20.30 al
TCS di Rivera.
• Abrogazione dell’art. 62 su protezione
disdetta in malattia: chiediamo che la
protezione dalla disdetta in caso di
malattia sia lasciata come ora (art. 62
ROCA).
posto di lavoro. Assurdo e pericoloso per
il personale.
• Aumento sanzioni disciplinari: i datori
di lavoro vogliono aumentare le multe
massime da 500 a 3'000 fr e introdurre
una nuova sanzione, la riduzione dello
stipendio per un anno mantenuto l'obbligo lavorativo.
• Segnaliamo infine che a causa delle
decisioni del Governo ticinese è a rischio
l’indennità economia domestica versata
per i figli a carico di età inferiore ai 12
anni sulla base dell'importo in vigore per i
dipendenti cantonali.
Rivendicazioni sindacali
Oltre all’applicazione della sentenza
Orange sulle indennità festive e notturne
(vedi sopra), il Sindacato VPOD rivendica
il pensionamento anticipato a 60 anni
per tutti i dipendenti delle Case anziani.
Si tratta di una rivendicazione fondamentale per garantire una prestazione
importante in vigore in altri ambiti sanitari pubblici (cantone, case anziani
comunali, ospedali pubblici).
• Abrogazione dei diritti alla formazione: i
datori di lavoro vogliono abolire i cpv.
2,3,4,5,6,7 dell’art. 50 ROCA sulla formazione. Assurdo e pericoloso per il personale.
• Abolizione del reintegro nella vecchia
funzione qualora la promozione dia esito
negativo nel periodo di prova. Ostacola la
mobilità interna del personale.
• Abrogazione dei diritti sindacali: i datori di lavoro vogliono abolire l’articolo 49
cpv. 4 e 5 ROCA sui diritti sindacali nel
8
Tutti a Lugano il 19 ottobre
Che ne è del nuovo finanziamento ospedaliero?
“Un bilancio vero e proprio
del nuovo finanziamento
ospedaliero è ancora troppo presto per farlo”. A quasi
due anni dalla sua introduzione il consigliere di Stato
PPD Carlo Conti, direttore del
Dipartimento della salute di Basilea,
nonché presidente della Conferenza
svizzera delle direttrici e dei direttori
cantonali della sanità, ammette che di
lavoro ce n’è ancora molto e che non tutto va per il verso giusto.
di Linda Cortesi, sindacalista VPOD Ticino
Introdotto nel gennaio 2012, il nuovo
sistema finanziario ospedaliero in
Svizzera prevede un cambio completo di
paradigma: non sono infatti più finanziati i letti inseriti nella pianificazione ospedaliera, bensì le prestazioni fornite al
paziente dal nosocomio. In parallelo è
stato creato un nuovo tariffario basato su
forfait per caso (SwissDRG), la libera scelta dell’ospedale per i pazienti e una suddivisione dei costi, che porterà il finanziamento cantonale entro gennaio 2017
ad almeno il 55% dei costi complessivi,
mentre le Casse malati saranno chiamate
a contribuire al massimo per il 45%.
Se l’on. Carlo Conti ha ribadito più volte
nella sua conferenza tenuta lo scorso 25
settembre alla Clinica luganese di
Moncucco che “il nuovo finanziamento
è stato introdotto con successo, nessuno
si è ancora lamentato!”, ha dovuto tuttavia ammettere che in realtà il lavoro e le
questioni aperte sono ancora molte.
“Non ovunque è stato fatto tutto il necessario e l’evoluzione dipende anche dal
processo di decisione politica di ogni
Cantone” – ha dichiarato Conti. L’entità
del finanziamento dei costi per gli investimenti, che con la riforma rientrano
nello stesso calderone della remunerazione dei costi vivi, sembra essere stata
sottovalutata nel cambiamento di legge.
Rimangono in attesa di una riformulazione le nuove strutture tariffali per la
psichiatria e la riabilitazione. Vi sono
grossi problemi per remunerare le prestazioni della pediatria: i costi reali si
rivelano più elevati rispetto alle medie
ipotizzate da SwissDRG. La discussione
con le casse malati è molto difficile: le
trattative tariffali – non solo per le cure
pediatriche – sono molto complicate e si
stanno moltiplicando con l’avvento della nuova associazione mantello di casse
malati, Curafutura, che raggruppa CSS,
Helsana, Sanitas, CPT e che opera in concorrenza con Santésuisse (con i relativi
passaggi di casse malati da un’associazione mantello all’altra). Rimane infine
ancora da implementare il finanziamento della formazione di base e continua
per i medici FMH (e da migliorare anche
quella per il personale sanitario non universitario).
Per quanto riguarda il ruolo di “regolatori” dei Cantoni, il consigliere di Stato
PPD Conti ritiene che il Ticino non si sia
ancora allineato alla nuova politica federale, che vuole più concorrenza tra ospedali, mentre da noi si continuerebbe a
pianificare centralmente. Pianificazione
che secondo l’economista Willy Oggier
non porterebbe a limitare l’impegno
finanziario del Cantone, ma spingerebbe
piuttosto le cliniche ad aprire succursali
in altri Cantoni. Secondo i sostenitori del
nuovo finanziamento gli ospedali pubblici e privati avrebbero finalmente tro-
vato uno strumento di armonizzazione,
ma al Sindacato VPOD, che ha criticato
assieme alle associazioni professionali
della sanità il DRG e la concorrenza a tutto spiano introdotta nella sanità svizzera, al momento fa specie soprattutto la
gestione sempre più aziendalistica delle
strutture sanitarie e la pressione sempre
più forte sulle condizioni di lavoro del
personale sanitario, che rischia di rimettere in questione anche i contratti collettivi di lavoro.
Assemblea sindacale
per il personale SCB di Biasca
Nelle scorse settimane i sindacati
VPOD e OCST hanno incontrato i vertici dei Servizi centrali Biasca dell’Ente
ospedaliero cantonale (SCB/EOC) per
discutere e definire alcuni aspetti legati
principalmente alle problematiche dei
contratti a ore: eccessivo uso dei contratti a ore, computo degli anni per il
premio di anzianità, scatti annuali in
caso di passaggio a contratto fisso. La
necessità di discutere questi temi è scaturita a seguito delle numerose istanze
presentate dalle organizzazioni sindacali presso La Commissione paritetica
cantonale EOC negli scorsi mesi.
Prima di intraprendere qualsiasi azione è stato però deciso di coinvolgere il
personale per valutare le eventuali
modifiche alle direttive da apportare;
variazioni che, se accettate, entreranno in vigore già dal 1 gennaio 2014. A
causa dei tempi redazionali, riporteremo l’esito della riunione sul prossimo
numero dei Diritti.
Adottate le pianificazioni SACD, invalidi e CPA
Nella scorsa seduta il Gran Consiglio
ticinese ha adottato la pianificazione
concernente l’assistenza e la cura a
domicilio 2011-2014 (messaggio 6619),
l’aggiornamento dell’elenco degli istituti per anziani e per invalidi autorizzati
ad esercitare a carico dell’assicurazione
obbligatoria contro le malattie (messaggio 6620) e la pianificazione 2010-2020
della capacità d’accoglienza degli istituti per anziani (messaggio 6621). Queste
pianificazioni sono caratterizzate dalla
liberalizzazione e dalla concorrenza tra
pubblico e privato introdotte dalla (criticabile) modifica dell’art. 25a della
legge federale sull’assicurazione obbligatoria contro le malattie. In particolare
il rapporto commissionale 6619 sulla
pianificazione dell’assistenza e cura a
domicilio segnala l’esistenza di numerosi problemi, collegati all’esplosione
del numero di servizi, i quali sono difficili da coordinare e regolamentare in
modo razionale e conforme alla legge
federale: si tratta di 6 servizi d’interesse
pubblico, 25 servizi commerciali e 150
infermiere indipendenti, cui si aggiungono i centri diurni e le badanti (a fine
2010 operavano 150 badanti censite,
e150 non censite). È dimostrato che per
9
i casi complessi la presa a carico in un
istituto per anziani medicalizzato è più
efficiente, ma in casi meno complessi il
Cantone riconosce piccoli aiuti diretti ai
famigliari che si occupano di un anziano
o di un invalido. Questa strategia è pertanto approvata dalla pianificazione.
Segnaliamo che Comuni e Cantone
dovranno disporre di 5’049 posti letto
nelle case anziani entro il 2020 (+ 640
posti); l’aumento comporterà investimenti per 190 milioni di franchi e maggiori costi di gestione corrente per 22
milioni di fr.
i diritti del lavoro
Applicazione della sentenza Orange in alto mare
Lo scorso 12 settembre il
Sindacato VPOD ha incontrato il Consigliere di Stato
Beltraminelli per chiedere
l’applicazione della sentenza Orange in tutto il settore sociosanitario, ma i risultati sono
stati scarsi.
di Massimo Mantovani, sindacalista VPOD
La sentenza Orange riconosce a tutti i
dipendenti sottoposti al Codice delle
obbligazioni, che svolgono regolarmente attività con turnistica festiva e notturna, il diritto a considerare le indennità
festive e notturne quale parte del salario
base anche nei periodi di assenza per
vacanze, malattia e infortunio. Come
sindacato
abbiamo
chiesto
al
Dipartimento sanità e socialità (DSS) di
finanziare agli enti sociosanitari l’onere
derivante dall’applicazione di tale sen-
tenza, in particolare per la parte retroattiva degli ultimi 5 anni.
La risposta dell’on. Beltraminelli è stata
un’arrampicata sui vetri per quanto
riguarda il diritto del personale ad ottenere giustizia ed un niet per quanto
riguarda il sussidiamento straordinario
cantonale. Per il DSS le risorse necessarie vanno trovate all’interno dei contratti di prestazione che le varie strutture
sottoscrivono con lo Stato e che garantirebbero gli spazi sufficienti per ammortizzare anche spese straordinarie (che
sarebbero da considerare investimenti
ammortizzabili su vari anni: evviva la
contabilità creativa!). Vedremo se sarà
tutto così facile…
Secondo noi questa posizione pilatesca
non risolve il problema, anzi crea le condizioni per mettere in difficoltà le corrette relazioni tra datori di lavoro e operatori. Come Sindacato VPOD dovremo pertanto avviare delle procedure giudiziarie
a tappeto per ottenere il dovuto per i
lavoratori del settore sociosanitario.
Nel corso dell’incontro Beltraminelli ha
poi ribadito che per il 2014 ripeterà il
taglio dell’1,8% sul finanziamento degli
enti sociosanitari. I Sindacati hanno
espresso totale contrarietà a questa
decisione, la quale inciderà negativamente sulla qualità dei servizi sociosanitari. Le condizioni di lavoro dei dipendenti del settore, già oggi sotto pressione, peggioreranno ulteriormente e questo influirà sulla capacità di rispondere
con l’efficacia richiesta ai bisogni degli
utenti.
L’incontro con il DSS insomma è stato
deludente. Per questo i lavoratori del
settore sociosanitario devono mobilitarsi per difendere i loro diritti e la loro
dignità. Sabato 19 ottobre mattina tutti
in Piazza Manzoni a Lugano per dire
basta ai tagli: difendiamo la qualità e la
dignità del nostro lavoro!
Beltra-tagli sul personale EOC ed enti sussidiati
Secondo il consigliere di Stato Beltraminelli, che dirige da un paio d’anni il
Dipartimento della sanità e della socialità (DSS), il personale dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) sta troppo bene.
Lo ha dichiarato ai sindacalisti che lo hanno incontrato recentemente per chiedere l’applicazione della sentenza Orange sulle indennità festive e notturne anche
alle case anziani e alle istituzioni sociali, come avvenuto 5 anni fa presso l’EOC.
Nel contempo Beltraminelli ha riconfermato il taglio del 1,8% su EOC, case anziani, istituti sociali e servizi a domicilio per il 2014, affermando che esso è sopportabilissimo per gli enti.
Gente, sveglia, dobbiamo cominciare a mobilitarci! È cambiata la musica da quando c’era la “socialdemocratica moderata” Patrizia Pesenti alla testa del DSS. Il
nuovo direttore PPD vuole favorire i privati che costano meno e non ha reticenze
ideologiche nel peggiorare le condizioni di lavoro degli ospedalieri e del personale parastatale protetto da contratti collettivi di lavoro.
Tutti a Lugano il 19 ottobre
Importante mozione per gli educatori di picchetto in istituto
Pubblichiamo la mozione
inoltrata dalla consigliera
nazionale Marina Carobbio
Guscetti (e sostenuto da una
ventina di altri deputati) a
favore del riconoscimento
del tempo di lavoro per gli educatori di
picchetto negli istituti sociali.
di Marina Carobbio Guscetti
Il Consiglio federale è invitato a rendere
applicabile l’art. 15 dell’ordinanza sulla
legge sul lavoro OLL1 anche agli educato-
i diritti del lavoro
ri e sorveglianti occupati in istituto il picchetto notturno in istituto sia considerato
tempo di lavoro. Gli educatori che lavorano presso istituti sociali, ad esempio gli
educatori degli istituti minorili, devono
fare picchetto la notte nelle strutture e
dormirci, intervenendo quando gli utenti
hanno problemi. Essi non sono però trattati come altre categorie di lavoratori in
caso di picchetto notturno in istituto.
Infatti, contrariamente agli operatori
sanitari che sono di picchetto e dormono
negli istituti sociali stessi o negli ospedali
(vedi articolo 15 cpv. 1 dell’ordinanza 1
10
della legge sul lavoro -15 OLL1) il tempo
in cui riposano non è considerato tempo
di lavoro, perché ai "docenti delle scuole
private, assistenti, educatori e sorveglianti occupati in istituto" non è applicabile
totalmente la legge sul lavoro (vedi art. 3
lett e legge federale sul lavoro). Questa
discriminazione non ha nessuna giustificazione e risale verosimilmente a un
tempo, quando il lavoro di sorveglianza
negli istituti era svolto soprattutto da
volontari e/o religiosi.
Quanto prenderò di AVS?
È una domanda semplice quanto frequente. L’importo della rendita della
cassa pensioni dipende dall’ammontare del proprio avere di vecchiaia. Ma
come funziona l’AVS? Quanti soldi ho
sul conto? E in che misura questi elementi determinano la mia rendita?
da «contatto.sev»
Casse pensioni e AVS sono organizzate
in modo profondamente diverso. Le
prime sono strutturate in base al sistema della capitalizzazione: i contributi di
lavoratrici e lavoratori (dedotti dal salario o pagati sotto forma di riscatto),
quelli del datore di lavoro e gli interessi
cumulati vanno ad alimentare il capitale a disposizione al momento del passaggio alla pensione. L’importo della
rendita annua viene ottenuto moltiplicando questo importo per il tasso di
conversione.
L’AVS poggia invece sul sistema della
ripartizione in cui le persone attive e i loro datori di
lavoro versano i contributi,
con i quali l’AVS paga le rendite
ai
beneficiari.
L’importo di queste rendite
viene determinato sulla
base del numero di anno in
cui sono stati versati i contributi e sull’importo del
salario determinante per i
contributi stesi. Per avere
una rendita completa, bisogna aver versato contributi
dal 20. Anno d’età senza
interruzioni sino al raggiungimento dell’età AVS, ossia 65 anni per gli uomini e
64 per le donne. Le persone che esercitano un’attività lucrativa sono tuttavia
tenute a versare i contributi AVS dal 1°
gennaio seguente il compimento dei 17°
anno di età. La rendita completa minima ammonta attualmente a 14040 franchi, quella massima a 28080; la rendita
per coniugi corrisponde a una volta e
mezza di questi importi. Ogni anno di
contributi mancanti, per esempio a
causa di soggiorni all’estero, porta a una
riduzione della rendita del 2,3%.
Come viene svolto il calcolo?
Per determinare la rendita, viene calcolato il reddito annuo medio, sulla base
dei redditi provenienti dall’attività
lucrativa realizzati fino al 31 dicembre
dell’anno precedente l’inizio della rendita. Il valore medio viene poi rivalutato
di un fattore determinato annualmente
dal Consiglio federale. I redditi conseguiti negli anni giovanili sono presi in
considerazione solo se si devono colmare lacune contributive insorte più tardi.
Nel calcolo si tiene conto pure degli
accrediti per compiti educativi assisten-
ziali. Gli accrediti per compiti educativi
vengono riconosciuti per ogni anno in
cui i coniugi assicurati hanno avuto figli
sotto ai 16 anni; rispettivamente quelli
per compiti assistenziali, qualora ci si
sia occupati di parenti bisognosi di cure.
Questi ultimi non sono però automatici,
ma devono essere rivendicati presso la
cassa di compensazione competente.
Controllare l’estratto!
Premessa fondamentale per il calcolo è
evidentemente la corretta registrazione
del salario determinante a cura della
cassa di compensazione. A tal fine, essa
tiene per ogni assicurato un “conto individuale” del quale l’assicurato/a ha il
diritto di richiedere un estratto gratuito.
Val senz’altro la pena di farlo, soprattutto quando ci si ritrova con diverse “piccole” fonti di introito, oppure quando si
ha a che fare con datori di lavoro poco
affidabili.
Anche per chi si trova in situazioni più
tranquille sarebbe comunque consigliabile provvedere periodicamente a
richiedere un estratto conto, del quale
possono essere richieste correzioni
entro cinque anni. È quindi opportuno
conservare gli atti almeno per questo
lasso di tempo.
Le correzioni del conto possono essere
richieste anche trascorsi 5 anni, ma
occorre dimostrare, oltre alla deduzione
dei contributi, anche che gli stessi sono
stati riversati e che quindi l’errore è
avvenuto presso la cassa di compensazione stessa. Si tratta tuttavia di un compito difficile.
Val quindi la pena di controllare l’estratto del proprio conto individuale almeno
ogni 5 anni, o in occasione di ogni cambiamento di lavoro o di funzione, in
modo da poter reagire tempestivamente
in caso di lacune o irregolarità.
Informazioni supplementari sul funzionamento dell’AVS sono ottenibili all’indirizzo www.avs-ai.ch
L’iniziativa AVS Plus è riuscita
L’Unione sindacale svizzera (USS) e i suoi partner hanno raccolto le firme necessarie in soli 4 mesi. In vista dei brutali piani di smantellamento della previdenza
vecchiaia presentati dal Consiglio federale, la riuscita rapida dell’iniziativa AVS
Plus (con più di 116000 firme raccolte) dimostra come una larga fetta della popolazione voglia dei progressi in materia di previdenza vecchiaia e non il suo smantellamento. Sono coscienti infatti che le rendite da anni non adempiono al mandato costituzionale che stipula che il primo e il secondo pilastro debbano garantire
un mantenimento del livello di vita anteriore alla pensione “in maniera adeguata”.
AVS plus chiede che le rendite siano aumentate del 10%. La rendita media per una
persona sola sarà così aumentata di circa 200 franchi al mese e quella per coppie
di circa 350 franchi.
11
i diritti del lavoro
Colonie dei Sind
Pubblichiamo questo inserto sui 90 anni
delle Colonie dei Sindacati. I festeggiamenti hanno avuto luogo a Rodi lo scorso 31 agosto. Invitiamo tutti i membri a
sostenere le Colonie dei Sindacati facendo in modo che siano frequentate in
tutti i periodi dell’anno: visitate il sito
www.coloniedeisindacati.ch e ricordatevi che la casa di Rodi (Leventina) si può
affittare facilmente anche per esigenze
private. La casa polivalente dei Sindacati
USS-TI è stata inaugurata nel 1992 dopo
un enorme lavoro di ristrutturazione e
ampliamento eseguito su quella che in
passato era conosciuta come “Casa
Verde”. La costruzione risulta essere
molto luminosa e adatta a molteplici attività grazie ai diversi spazi a disposizione e
al riscaldamento che permette il suo utilizzo durante tutto l’arco dell’anno (scuole
montane, corsi, seminari, settimane bianche e verdi, vacanze,…).
La casa è distribuita su 3 piani e dispone di 20 camere per un totale di 101 posti.
• Letti per camera: camere da 2, 4 e 6 e 10 posti letto;
• Tipo di letti: 64 normali e 19 a castello;
• Attrezzatura letti: s, è compresa nel prezzo;
• Attrezzatura per disabili: ì
• Cucina: attrezzata, indipendente o con cuoca su richiesta;
• Locali servizio: Wc e docce sul piano, sala polivalente, refettorio, 2 aule, soggiorno, scarpiera, ufficio, giardino, griglia a disposizione;
• Spazi esterni: campo da calcio, campo da basket, campo da pallavolo, altalene,
scivoli, cassette con sabbia, giardino, griglia a disposizione;
• Personale disponibile: cuoca su richiesta, pulizia della casa a pagamento.
• Furgone da 9 posti: noleggiabile separatamente
Riservazioni
Colonie dei Sindacati, Viale Stazione
31, 6500 Bellinzona tel. 091 826 35 77
fax 091 826 31 92 (oppure tramite il sito)
Prezzi
Tutti i prezzi sono in CHF, IVA inclusa
e tassa di soggiorno compresa.
• Fino a 30 persone: da 15 a 17
(pernottamento pro capite)
• Oltre 30 persone: da 12 a 15
(pernottamento pro capite)
• Vitto e alloggio: da 27 a 32
(forfait giornaliero)
• Altre spese: elettricità e riscaldamento
Fieri di essere qui
di Dario Bernasconi, presidente Colonie dei Sindacati
Siamo arrivati a 90 anni. Nel lontano 1923, uno sparuto numero di persone hanno
dato vita alla prima Colonia, legata ai Sindacati, per i bambini degli operai del
Canton Ticino.
Era chiamata “Casa climatica di Cura – Colonie dei Sindacati”. Stava a significare che a
Rodi si respirava aria buona e salutare, adatta al benessere. Oggi si chiamerebbe Spa.
Da Varenzo, culla delle colonie, a Rodi il passo non è stato lungo. Si sono create le
strutture: Casa Rosa, Casa Gialla, Casa Bianca, Casa Verde, Casina fino agli anni ’80.
Poi c’è stata la vendita di Casa Rosa e Casa Gialla, per avere i mezzi e dare corpo alla
nuova struttura, l’attuale Casa Polivalente, ampliando Casa Verde e abbattendo
Casa Bianca. Solo Casina è resistita nel tempo, trasformata in importanti spazi educativi a sostegno della nuova struttura.
E, se le strutture sono evolute nel tempo, lo stesso è successo sul piano educativo e
sul piano dei numeri.
Le nostre colonie sono sempre state un vero modello di colonia. Sempre organizzate sulle tre settimane a partire dalla metà degli anni Sessanta, hanno avuto picchi di
oltre 500 aderenti per turno a Rodi e di oltre un centinaio a Igea. Una marea di
ragazze e ragazzi che hanno conosciuto un ambiente educativo di crescita al passo
coi tempi, da sempre. Gli staff educativi che si sono succeduti a Rodi e a Igea, e che
oggi ringrazio nel modo più assoluto, hanno permesso alle nostre Colonie di essere
all’avanguardia sul piano gestionale dei gruppi e sulle proposte pedagogiche e
i diritti del lavoro
12
dacati - 90 anni
didattiche. L’innovazione, ponderata
con la sicurezza e il rispetto delle individualità, ha fatto da traino a tutta una
serie di conquiste che ci hanno sempre
proiettato davanti alle altre colonie.
Purtroppo, a partire dagli anni 90, abbiamo dovuto confrontarci con altre realtà:
in primis la crescita esponenziale delle
offerte di vacanze estive, da quelle itineranti a quelle intergrate, dagli esploratori
alle colonie comunali e religiose, da quelle di soli quindici giorni per finire all’oggi
con le colonie diurne. Se a ciò aggiungiamo la crisi economica che ha colpito le
famiglie, i conti sono presto fatti.
È stato un continuo calare di iscrizioni
che ci hanno costretto a ridimensionare
i turni a soli 15 giorni e a convivere con
numeri molto ridotti, una settantina per
turno, di ospiti. Un calo che ci ha numericamente colpito, ma non sul piano
dell’offerta pedagogica e didattica.
Oggi siamo fieri di essere qui e vedere
come le Colonie dei Sindacati siano stati
un punto di riferimento importante per
moltissimi ticinesi, sia per chi ci ha passato un solo turno sia per chi ha vissuto
Rodi, o Igea o entrambi, con un grande
spirito di appartenenza. Bambini che
sono poi diventati monitori, capi casa,
direttori. Bambini cresciuti con questo
spirito d’insieme, di voglia di condividere
esperienze atte a favorire una sana crescita educativa e sociale, improntata al
rispetto, alla condivisione e alla socialità.
Con l’augurio che quanto è stato seminato negli decenni non vada perso e
trovi sempre persone che ci credono e
portino avanti questo incredibile progetto che sono le Colonie dei Sindacati.
Mi è stato chiesto di curare un breve intervento introduttivo per situare la nascita
delle Colonie dei Sindacati nel contesto della nascita delle colonie estive di vacanza e per situarle nel filone della crescita che ha avuto il movimento delle colonie,
perché solo conoscendo il passato è possibile situarsi nel presente e prepararsi al
futuro.
di Ivan Pau Lessi, capo Ufficio famiglie e minorenni
È una richiesta che ho accolto con molto piacere, anche perché mi permette di
rispolverare ricerche che mi avevano appassionato ormai più di 25 anni fa. E il passato che dobbiamo considerare è precedente a 90 anni fa. Bisogna risalire alla prima
parte del 1800 quando nacquero le prime iniziative di vacanza sottoforma di “viaggi”; viaggi promossi per studenti con l’intento di riequilibrare l’istruzione scolastica e di completarla per mezzo di scoperte che avvenivano tramite i viaggi con tanto
di sacco in spalla, attraverso vallate, città e campagne, alla scoperta dell’ambiente,
tesi a favorire l’educazione sociale, fisica, morale, spirituale e intellettuale dei giovani partecipanti. Lo scrittore svizzero (ginevrino) Toepffer, fondatore di una scuola ed uno dei primi promotori di questi viaggi, aveva colto il significato della vita
comunitaria come elemento educativo aggiuntivo, che proponeva ai giovani il valore della collaborazione, della ricerca comune di soluzioni, del rispetto di regole condivise, ecc. – tutti valori ancora attuali oggigiorno - e scriveva che “20 giorni di vita
comunitaria nei viaggi “en plain air”, valgono di più di 20 anni di insegnamento in
classe” (e non è forse ciò che si potrebbe ancora dire anche di un turno di colonia?).
I viaggi ebbero diffusione in Francia (Portiez), in Svizzera (Toepffer), in Germania
(Salzmann), in Italia (Don Bosco) e in Inghilterra, dove gli effetti della rivoluzione
industriale, tangibili soprattutto nelle città, avevano spinto alla promozione dei
viaggi non già per colmare o completare l’istruzione scolastica, bensì quale necessaria risposta alle condizioni igienico sanitarie precarie delle città industrializzate
inglesi.
Il diffondersi degli effetti dell’industrializzazione, la modifica del lavoro, la crescente concentrazione urbana aveva sempre più posto in rilievo la necessità di trovare
delle soluzioni per i bambini ammalati e denutriti, gracili e privati di possibilità di
svago e di contatto con la natura.
Da queste condizioni sociali e dalle prime esperienze rivolte ai giovani nascono
dopo la metà dell’800 due particolari iniziative. La prima è quella delle colonie di
vacanza (che vedremo fra poco); la seconda è quella degli ospizi e dei sanatori (che
invece non tratteremo, in cui si proponevano soggiorni per bambini finalizzati
essenzialmente all’elioterapia e all’idroterapia).
13
i diritti del lavoro
La prima colonia estiva
In questo contesto nasce la prima colonia estiva di vacanza, quella del pastore
Wilhelm Bion nel 1876. Nato nella campagna zurighese, Bion è attribuito alla
città tigurina per esercitare il suo magistero. Posto di fronte alla situazione vissuta dai bambini di Zurigo propone una
colonia di vacanza nel Canton
Appenzello. Non vi sono edifici adeguati
e i 68 bambini e le 8 maestre sono ospitati presso famiglie contadine. È tacciato
d’agitatore, di ciarlatano, di perturbatore, di socialista….. ma persegue nel suo
intento. I bambini si ritrovano durante la
giornata che è resa stimolante dai giochi
collettivi nelle foreste, dalla costruzione
di capanne, dal canto, dalle marionette,
dalle rappresentazioni drammatiche di
fiabe quale Cappuccetto rosso e
Biancaneve, dalla lettura (aveva anche
istituito una biblioteca), ecc.
Aveva compreso che il buon cuore,
l’amore per i bambini, il buon senso non
erano elementi sufficienti per dare significato all’esperienza di colonia e la formazione delle insegnanti doveva essere
preceduta per metterle in condizione di
sfruttare tutte le opportunità date dal
soggiorno estivo in campagna. Aveva
stabilito che il piccolo gruppo non doveva avere più di 8-10 bambini (limite tuttora valido per il nostro Cantone), poiché era il limite che distingueva l’azione
di guida da quella del sorvegliante. Aveva
improntato il soggiorno sulla base della
libertà, l’educazione doveva essere libera
e la sveglia mattutina era libera, lasciata
alla discrezione di ciascuno.
Le colonie
della Camera del Lavoro
Non penso che l’intento dei promotori della prima “Colonia proletaria di vacanze
della Camera del lavoro” di Lugano ad Astano nel 1923 fosse quello di ricuperare
l’esperienza promossa da Bion, la cui influenza in Ticino non è provata. Di certo la
prima “Colonia proletaria di vacanze della Camera del lavoro” è nata ad Astano nel
1923 sullo slancio di solidarietà che animava il sindacalismo elvetico in quei tempi,
dalla volontà di esserci, di dare un proprio contributo e una propria risposta alle difficoltà che molte famiglie di operai vivevano con i loro propri figli, in condizioni di
povertà, di salute cagionevole, di condizioni igienico sanitarie insufficienti.
La Camera del lavoro offre quindi una propria lettura e una propria iniziativa. Non
solo un’iniziativa socio-assistenziale - offrire un posto a tavola, un letto e della
buona aria -, ma un’iniziativa con finalità chiare anche da un punto di vista del concetto educativo.
E lo fa aprendo una strada originale, basta rileggere lo Statuto della Colonia Estiva
di Cura dei Sindacati della Camera del Lavoro di Lugano – Varenzo del 1932. All’art.
1 Costituzione e scopo si legge: 2) Scopo della Colonia Estiva di Cura dei Sindacati
è quello di raccogliere il maggior numero possibile di ragazzi degli organizzati e
bisognosi di cura estiva per inviarli in una località soleggiata durante il periodo estivo ed educarli ai principi di solidarietà e di libertà.
Sono concetti di una bellezza straordinaria, senza i quali la colonia dei sindacati
sarebbe stata una delle tante colonie climatiche assistenziali, concetti che purtroppo nelle successive redazioni degli Statuti andarono persi. Ma mai sono andati persi
lo spirito e la forza del loro significato, che da sempre hanno animato e distinto
l’azione educativa delle sue Colonie (ad Astano, poi a Varenzo, a Rodi, a Igea Marina,
a Uzwil e nei campi di vacanza itineranti).
Le colonie di Bion furono un grande successo e contribuirono a diffondere le
colonie di vacanza in tutta Europa, compresa la Russia, persino negli USA (anche
se non è certa l’influenza di Bion).
Ma con gli inizi del ‘900, quanto più si
diffondevano gli effetti della rivoluzione
industriale, tanto più nasceva l’esigenza
di promuovere le colonie di vacanza. Ma
quanto più le colonie diventavano un
fenomeno di massa, tanto più queste
perdevano i valori educativi, per diventare dei grossi centri di concentrazione
di bambini, gestiti da pochissimo personale con metodi direttivi ed autoritari,
impoverendole di contenuti e riducendole ad essere per i bambini un posto a
tavola ed un letto quale risposta a problemi igienico-sanitari.
È questa quella che viene denominata la
colonia climatico-assistenziale che ha
caratterizzato la storia del movimento
colonie anche dopo la metà dello scorso
secolo.
i diritti del lavoro
14
L’innovazione pedagogica
facili richiami proposti dai grandi veicoli
mediatici o dalle mode del momento.
Nel tempo si sono rafforzati dall’intreccio della propria azione con quella dei
Cemea, e con quella del Centro educativo italo-svizzero (Ceis) di Rimini, dando a
quei concetti dei significati operativi che sono stati innovativi e di riferimento per
tutto il movimento delle colonie:
- con i Cemea un intreccio nato ben prima della Fondazione della Sezione ticinese,
già negli anni ‘50 con la partecipazione di monitori delle nostre colonie agli stages
promossi dall’associazione italiana dei Cemea (vedi documento);
- con il Ceis un intreccio della prima ora con il Dono svizzero del SOS di Zurigo fino
alla scomparsa di una delle più grandi figure dell’educazione moderna,
Margherita Zöbeli
- valori che hanno prodotto nel concreto delle azioni educative innovative e di riferimento per tutto il movimento delle colonie cantonali: dal il primo momento
della giornata, con l’organizzazione della sveglia individualizzata, concepita per
rispettare il più possibile la libertà, i bisogni e le esigenze di riposo e di risveglio
individuale dei bambini più piccoli; l’organizzazione delle attività, a libera scelta
per rispettare anche in questo caso la libertà, l’interesse di ciascuno dei piccoli
ospiti, una scelta effettuata fra numerose possibilità promosse e concepite per
arricchire la conoscenza, l’esperienza, la sperimentazione, il confronto con l’ambiente e i suoi materiali; il momento dei pasti consumati e vissuti nell’intimità del
piccolo gruppo; il riposo pomeridiano anch’esso differenziato per rispettare la
libertà e i ritmi individuali; i grandi giochi, lo studio d’ambiente, la redazione del
giornale, le veglie serali, ecc. queste ed altre iniziative concepite, organizzate e
condotte per accrescere al meglio in tutta libertà il campo esperienziale della
dimensione fisica, cognitiva, sociale ed affettiva dei giovani ospiti.
Quei concetti, quei valori oggi sono ancora di una forza straordinaria, costituiscono
dei riferimenti irrinunciabili a cui bisogna dare un’interpretazione pratica aggiornata alla nostra realtà, ai nostri tempi. Non si abbandonino questi valori sull’altare di
Bisogna rimanere fedeli ai valori sui
quali è nata e si è costruita la storia delle
colonie dei sindacati, per attualizzarli e
riproporli, offrirli ancora alle nuove
generazioni. Perché questo è il compito
irrinunciabile di un educatore: dare una
lettura sempre aggiornata ai grandi valori che spingono le agenzie educative.
Margherita Zoebeli del Ceis era una
pedagogista straordinaria, animata
sempre dalla volontà di trovare delle
nuove vie concrete e pratiche per interpretare i grandi valori di cui siamo eredi:
la pace, la giustizia, la solidarietà, l’accoglienza, l’onestà, la lealtà, l’etica, il
rispetto, ecc. È nelle piccole azioni quotidiane che questi devono materializzarsi, nel linguaggio, nello stile, nelle azioni, nel comportamento, ecc. Se dopo 90
anni c’è ancora una storia da scrivere
questa risiede nella capacità di dare
ancora una lettura concreta ed attualizzata ai valori di solidarietà e di libertà
che hanno mosso i primi illuminati promotori delle colonie dei sindacati e tutti
coloro che sono seguiti.
L’amico si vede nel bisogno
Abbiamo vinto il referendum
contro la privatizzazione
della sorveglianza carceraria
Ora più che mai il Sindacato VPOD
è al tuo fianco per affrontare i problemi
sul posto di lavoro e nella società
Difende i servizi d'interesse pubblico
15
i diritti del lavoro
Dimissioni che siano utili al nostro sindacato
Lo scorso 12 dicembre, dopo 32 anni di
attivismo nella VPOD, ho rassegnato le
dimissioni da ogni mia carica (membro
del Comitato esecutivo, membro del
Comitato di Regione e membro del
Comitato docenti) al nostro Presidente e
al Comitato di Regione.
di Mario Biscossa, ex presidente VPOD docenti
Ora desidero comunicare a tutti gli
iscritti le considerazioni che mi hanno
spinto a compiere un passo così radicale… e personalmente anche doloroso
dopo aver dedicato al sindacato più
della metà della mia vita attiva. Spero
con ciò di fornire materia, spunti per
una riflessione. Negli ultimi decenni, il
sindacato ha subito trasformazioni analoghe a quelle avvenute in tutte le istituzioni democratiche. Ovunque si è assistito al passaggio da forme di democrazia di rappresentanza, con organismi
eletti per rendere più potente, efficace,
l’azione della base, ma fortemente collegati con la base stessa, ad una democrazia di delega, dove gli iscritti, siano essi
al partito o al sindacato, con l’elezione
degli organi statutari ritengono di aver
adempiuto al loro compito. È importante cogliere la differenza tra forme di rappresentanza e forme di delega.
Nella democrazia di rappresentanza,
infatti, gli iscritti chiedono che i propri
desideri, aspirazioni, esigenze, vengano
portati avanti, difesi, rivendicati dai rappresentanti eletti mentre quest’ultimi
traggono forza da una base che li ha
focalizzati, elaborati attraverso una dialettica interna. Nella democrazia di
delega – sindacale o partitica che sia – la
base ritiene invece, con l’elezione degli
organi statutari, di non aver più il diritto/dovere e nemmeno il bisogno di mettere a fuoco checchessia perché per
questo compito ha dato completa delega agli eletti. Il sindacato, in particolare,
è così venuto sempre più ad assomigliare ad una società d’assicurazione, alle
cui competenze ci si rivolge quando un
proprio bisogno non viene soddisfatto
dalla controparte, cioè il datore di lavoro. E la novità epocale è che l’iscritto
non rivendica più, di fatto, verso il
“padrone” bensì verso il sindacato, da
cui esige un pronto e vigoroso impegno
per fargli avere soddisfazione. Ciò significa che la forza del sindacato non consiste più nella capacità di lotta dei suoi
i diritti del lavoro
aderenti ma nelle competenze dei suoi
delegati. E poiché le competenze sono il
frutto congiunto delle conoscenze teoriche insieme alla pratica sindacale,
anche gli organismi elettivi (i comitati
vari del sindacato) trovano comodo
delegare anche totalmente (come per
anni è stato per il nostro comitato degli
impiegati amministrativi, ad esempio)
al o ai segretari sindacali, cioè a professionisti che incarnano in sé l’ultimo
residuo di strumento di lotta del sindacato: la competenza amministrativa. È
così che oggi l’organo rappresentativo
supremo del nostro sindacato, il
Comitato di Regione, altro non è che un
paravento di ratifica delle decisioni
prese per proprio conto dal segretario
sindacale, il quale non può che perfezionare l’uso di leggi, regolamenti, iniziative di legge atte a ricordare ai cittadini
che il sindacato (e chi lo dirige…) esiste.
È così che Raoul Ghisletta ha potuto lanciare (poco prima delle elezioni comunali a Lugano dove si candidava per il
municipio) l’ultima iniziativa, quella
che auspica la riduzione del Cantone a
15 comuni, sostenendola di competenza sindacale perché permette una
ristrutturazione dei servizi pubblici ma
senza tagli. Non m’interessa entrare qui
nel merito dell’iniziativa, che comunque c’entra col sindacato come il burro
con la ferrovia. Quel che voglio evidenziare è che essa non è stata pensata, né
tantomeno elaborata dai nostri iscritti.
Il testo del segretario è stato messo
all’ordine del giorno di una seduta del
Comitato di Regione, nella quale, dopo
averla discussa per la prima volta, è
stata accettata da 8 membri, rifiutata da
4, con 2 astensioni. Dopo di che, è stata
presentata come iniziativa della VPOD.
Ovvio chiedersi cosa e dove sia oggi la
VPOD. Per gli stessi motivi ho rassegnato le mie dimissioni. Mentre, come
membro della Commissione del Cassa
Pensioni Dipendenti dello Stato prima e
come membro del suo Comitato poi, mi
battevo per il mantenimento del primato delle prestazioni per gli associati
(richiesta della base di tutti i lavoratori,
VPOD e non, manifestatasi e ratificata in
assemblee, a più riprese), mi toccava
scoprire che fin dal 2007 il segretario
Ghisletta, deputato PS, aveva sottoscritto, come membro della Commissione
della Gestione del Gran Consiglio, la
richiesta che la CPDS passasse al primato dei contributi, scelta fatta forse da
statista “illuminato” ma certamente in
16
barba ai bisogni ed alla volontà della
base del sindacato e di tutti i lavoratori.
La tiepidezza con cui il nostro segretario
sindacale ha sostenuto la battaglia per il
mantenimento del primato delle prestazioni, vista da tutti, era spiegata. Ed io
mi son trovato così solo, per una battaglia che doveva essere di tutti.
La situazione all’interno della VPOD
Ticino è il frutto di un’evoluzione storica
generale, non solo nostra ma ben
sostanziata presso di noi. Ora, se è vero
che non si può andare contro la storia,
resta il fatto che la forza di un sindacato,
la sua capacità di vincere nelle varie
trattative a cui è chiamato, dipendono
dalla sua effettiva capacità di rappresentanza. Continuare così, a medio termine
sarà suicidale. Un cambiamento è
necessario, per evitare – tanto per intenderci - che il sindacato venga soppiantato da forme come...la protezione giuridica del TCS. I segretari sindacali potranno essere riportati al loro status di
dipendenti dei lavoratori solo se e quando i lavoratori sindacalizzati avranno
saputo riprendere le loro funzioni, il loro
ruolo, il loro potere, dentro e fuori il sindacato.
È il mio augurio. È la mia speranza. Il
cambiamento, però, dovrà essere ricercato senza il mio contributo: il sentimento di fredda solitudine, che per
troppo tempo mi ha circondato, mi
impedisce di esserci.
Risposta del segretario VPOD
Ticino Raoul Ghisletta
Spiace sempre quando una persona se ne
va sbattendo la porta e piena di rancore.
In particolare spiace quando questa persona ha avuto grosse responsabilità dirigenziali nel sindacato e ha discusso per
ore e ore dei temi sollevati (vedi cassa
pensioni) con i colleghi dei vari comitati.
Sono chiaramente abituato a certi sfoghi
e guardo avanti, ma non capisco perché
non si accettano le decisioni democratiche nel sindacato. Posso solamente assicurare tutti che per fortuna il Sindacato
VPOD Ticino ha comitati di militanti che
funzionano bene e che, spesso dopo
ampia discussione e con decisione presa
a maggioranza, fanno delle scelte talora
difficili, come quelle citate. Per fortuna il
Sindacato VPOD Ticino ha ancora membri che sanno ancora mobilitarsi attivamente e con coraggio su vari piani: dalla
Aumenta il ricorso all’assistenza in Ticino
Nella primavera del 2011 sono entrati in
vigore i tagli all’assicurazione disoccupazione, dopo che il popolo aveva
respinto in votazione il referendum promosso dai sindacati e partiti di sinistra
contrari alla riforma.
da «area»
Prima della votazione, la conferenza dei
direttori cantonali delle assicurazioni
sociali aveva dichiarato di temere un
notevole aumento dei casi di assistenza,
ossia di un travaso delle casse federali
dell’assicurazione disoccupazione a
quelle cantonali da cui dipende l’assistenza. In attesa di cifre ufficiali, le stime
indicano un migliaio le persone che in
Ticino si sono rivolte all’assistenza perché escluse dalla disoccupazione. Il travaso dai conti federali a quelli cantonali
è stato dunque relativamente contenuto.
Gran parte di quell’onere finanziario
“risparmiato” coi tagli alla disoccupazione se li sono assunti i singoli cittadini coi
loro risparmi, dopo essere stati privati
della disoccupazione e non avendo i
requisiti per chiedere l’assistenza. Uno
Stato sociale del fai da te, dunque.
Sebbene l’accesso all’assistenza sociale
sia particolarmente restrittivo, negli ultimi anni sempre più persone in Ticino
sono o sono state costrette a rivolgervisi.
Lo attestano le ultime cifre diffuse
dall’Ufficio cantonale del sostegno
sociale e inserimento (Ussi). Nel giugno
2009 erano circa 4300 le persone destinate all’assistenza, mentre nello stesso
mese di quest’anno erano poco oltre le
6000 le persone a cui veniva versata l’assistenza. Inevitabilmente, le spese per
l’assistenza sono lievitate dai 56,8 milioni di franchi del 2008 ai 75,65 milioni dello scorso anno.
Al solito le cifre però non raccontano tutto. Il diritto all’assistenza è fortemente
restrittivo, limitato da parametri ben
definiti. Oltre agli aspetti materiali, sussiste sempre un certo pudore nel chiederla.
Si può dunque ipotizzare che il sommerso delle persone in difficoltà economica e
sociale sia tutt’altro che trascurabile nel
nostro benestante Cantone.
I limiti morali del mercato
L’ultimo libro – Quello che i soldi non
possono comprare — del filosofo
Michael Sandel merita la massima
attenzione. In esso sono illustrate, con
dovizia di esempi particolarmente
significativi, le perversioni morali del
modello di società difesa dai “fondamentalisti del mercato” e che ha trovato
negli Stati Uniti la sua piena materializzazione.
di Luciano Pellicani,
da «L’avvenire dei lavoratori, Fondazione Nenni»
Sandel non si schiera con coloro che –
come Serge Latouche o Zygmunt
Baumann – raffigurano il capitalismo
come un sistema diabolico, responsabile della degradazione della umanità. Egli
parte dalla distinzione fra “economia di
mercato” e “società di mercato”. E precisa: un’economia di mercato è uno strumento prezioso ed efficace per organizzare l’attività produttiva, ma esso assume forme moralmente inaccettabili
quando i valori mercantili penetrano in
ogni aspetto dell’attività umana e la
società si trasforma in un luogo in cui
tutte le relazioni sociali sono regolate
dalla logica catallattica.
Si verifica, così, il fenomeno che Sandel
chiama “imperialismo del mercato”, di
cui Gary Becker oggi è il teorico più consequenziale. Lo è a tal punto che non ha
avuto esitazione alcuna a proclamare il
principio metodologico secondo il
quale “quello economico è un approccio
onnicomprensivo applicabile a tutti i
comportamenti umani”.
Ma – si chiede giustamente Sandel – l’intera condotta umana può essere compresa attraverso l’immagine di un mercato? Può, detto in altro modo, essere la
categoria dell’utile la chiave per leggere
la storia dell’umanità? Come è pensabile che – per fare solo un esempio particolarmente significativo – che le azioni
terroristiche degli attivisti di Al Qaida –
pronti a sacrificare la loro vita per testimoniare la loro fede e per manifestare il
loro odio per il Grande Satana – siano
decifrabili con le categorie della scienza
economica?
Ma le obbiezioni di Sandel all’imperialismo economico non sono solo metodologiche. Sono – anche e soprattutto – di
indole morale. Non tutto – non si stanca
di ripetere – può essere oggetto di compra– vendita.Ci sono beni – l’amore,
l’amicizia, ecc. – che non possono essere
trattati come se fossero merci di scambio. Sono beni morali che non hanno
prezzo. Per contro, nella società americana accade proprio questo: che i valori
morali sono degradati a valori economici fissati dall’impersonale e amorale
legge della domanda e dell’offerta.
I “fondamentalisti del mercato” dimenticano, con sconcertante insensibilità
morale, che una società è tale solo se in
essa sia vigente un principio di solidarietà; e che tale principio è del tutto estraneo alla logica catallattica. Per questo i
socialisti hanno sempre rifiutato il liberismo. E per la stessa ragione hanno istituzionalizzato il Welfare State. Il quale ha
assunto su di sé l’obbligo etico di garantire che certi beni – la salute, l’istruzione,
ecc. – siano universalmente fruibili. Una
rivoluzione – quella welferista – grazie
alla quale è stata creata la più umana
forma di capitalismo finora conosciuta. E
ciò è accaduto proprio in quanto i socialisti hanno sempre avuto una chiara percezione dei limiti morali del mercato.
Per dirla con l’efficace formula riassuntiva di Giorgio Ruffolo, i socialisti hanno
detto sì alla “economia di mercato” e,
contemporaneamente, no alla “società
di mercato”.
portato 669 dipendenti cantonali a scioperare lo scorso 5.12.2012 e che ha vinto
più di un referendum a difesa del servizio
pubblico. Certo sarebbe bello fare di più e
poter contare ancora su più militanza e
forza, in particolare nei posti di lavoro,
ma questo non dipende tanto dai sinda-
calisti, ma piuttosto da un'evoluzione
sociale che purtroppo porta sempre più
all'individualismo e alla delega (pensando erroneamente che i funzionari sindacali o i politici risolvano da soli i problemi collettivi dei lavoratori).
Continua da pagina 16
democrazia diretta alle manifestazioni,
dai volantinaggi alla gestione delle
assemblee e delle commissioni del personale, fino alle lettere e alle telefonate al
sindacato per segnalare i problemi d'interesse generale. E possiamo anche essere
orgogliosi che VPOD Ticino da sola ha
17
i diritti del lavoro
Parità dei sessi: un nuovo opuscolo aiuta a conoscere meglio i propri diritti
Avete il sospetto di essere pagate meno
rispetto ai vostri colleghi uomini? Sentite
che il datore di lavoro, saputo della vostra
gravidanza, vi mette sotto pressione?
Avete l’impressione che nella vostra
azienda donne e uomini ricevano un trattamento diverso? Non siete le sole.
In Svizzera nell’economia privata, le
donne guadagnano oggi mediamente il
23.6% in meno degli uomini; una percentuale che corrisponde a circa 1.800 franchi ogni mese. Quasi il 40% di questo
divario è da ricondurre a comportamenti
discriminatori. Prendendo spunto da una
campagna informativa lanciata nei
Cantoni della Svizzera Romanda, l’Ufficio
della legislazione, delle pari opportunità e
della trasparenza ha perciò curato una
versione in lingua italiana – con adattamento alla legislazione ticinese – della
Guida pratica intitolata La legge sulla
parità dei sessi vi protegge. Come far valere i vostri diritti. La Guida, concepita per
promuovere la conoscenza della legge
sulla parità dei sessi e delle sue applicazioni concrete, si rivolge alle persone vit-
time di discriminazione e a chi le accompagna professionalmente: associazioni,
consultori giuridici, sindacati e avvocati.
Una prima parte vi permetterà di conoscere i vostri diritti e di capire cos’è la
discriminazione fra i sessi nella vita professionale, nella seconda saranno invece
forniti consigli pratici per chi si ritenesse
vittima di discriminazione: dove, come e
a chi rivolgersi. L’opuscolo cartaceo può
essere richiesto all’Ufficio della legislazione, delle pari opportunità e della trasparenza, al numero di telefono 0918143014
Sottoscrivete a prezzo speciale
«PRIVATIZZAZIONI»
il nuovo libro
di Graziano
Pestoni
I disastri della politica liberista
nel mondo, in Svizzera e in Ticino
Nell’attuale clima economico il tema delle privatizzazioni continua
ad essere sulla cresta dell’onda. Quando non è indicato quale
rimedio infallibile e sovrano ad ogni tipo di crisi, viene considerato l’inevitabile passo per adeguarsi all’apertura dei mercati.
Valendosi anche dell’esperienza acquisita quale segretario del
nostro sindacato, Graziano Pestoni ha seguito l’evolversi della
situazione a diversi livelli, mondiale, svizzero, ticinese e ci presenta molti esempi di come il pensiero neoliberista abbia danneggiato la stragrande maggioranza della popolazione e ne abbia indebolito l’unica istituzione in grado di ridistribuire ricchezza, lo Stato.
Dal punto di vista del membro del sindacato o del suo militante,
il libro è uno strumento prezioso per aver sottomano gli argomenti per controbattere frasi che sentiamo ogni giorno: «lo Stato
è inefficiente», «privato è meglio», «non si può fare altrimenti». È
la ragione per cui ve lo proponiamo a prezzo di favore e ve lo
mandiamo a casa gratis. Basta compilare il tagliando.
#
Sottoscrizione del testo
di Graziano Pestoni «Privatizzazioni»
Presentazione del libro
Martedì 12 novembre 2013,ore 18.30
Biblioteca cantonale Bellinzona,
Viale Stefano Franscini 30a
Interverranno:
Nome e cognome:
Via:
- Gabriele Rossi,
storico, Fondazione Pellegrini Canevascini
Località:
- Christian Marazzi
economista, professore SUPSI
N° di copie
- Roberto Martinotti
presidente Sindacato VPOD Ticino
a fr 20.- , porto compreso
Firma:
- Graziano Pestoni
autore della pubblicazione
Inviare il tagliando a Segretariato SSP/VPOD, casella postale 1216, 6501 Bellinzona;
oppure [email protected]
i diritti del lavoro
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Il riciclaggio africano dei sacchetti di plastica
È una delle piaghe dell’Africa, ma alcune donne del Burkina Faso hanno
cominciato a recuperare i sacchetti di
plastica dispersi dovunque. Li tessono
per farne cestini, borsette, vestiti.
di Caroline Lefebvre, InfoSud per Alliance Sud
(Trad. Sonia Stephan)
La pista che attraversa il settore 25, un
quartiere periferico di Bobo-Dioulasso,
seconda città del Burkina Faso, è interminabile come una carrellata cinematografica di strade disseminate di sacchetti di plastica. Da trent’anni questi sacchetti sfigurano il paesaggio di tante
nazioni africane. Un disastro che favorisce zanzare e malaria, trattenendo l’acqua in pozzanghere che impoveriscono i
suoli e che, secondo il ministero delle
Risorse animali, sarebbe
responsabile del 30% della
mortalità del bestiame.
In fondo al quartiere, dopo le
ultime case, alti muri di calcestruzzo prestano riparo ad
operai che attingono a cumuli di sacchetti neri per trasformarli in oggetti di uso quotidiano.
I sacchetti vengono raccolti
nelle strade. Lavati, asciugati
e tagliati a strisce, formano un
filo, tessuto in seguito con il
cotone. Sulla decina di telai
presenti nel grande capannone si avvolge un tessuto nero
spesso, resistente, che si trasformerà tra le mani di fata
delle sarte, in borsette, astucci, cestini, poltrone a sacco o
anche in vestiti dei quali mai ci si immaginerebbe l’origine.
La tecnica dell’uncinetto
Questa divertente idea è venuta a Haoua
Ilboudo: “Le mie pecore morivano dopo
avere ingerito dei sacchetti”, spiega l’attuale direttrice di questo centro di riciclaggio. “Ho dunque proposto un progetto di raccolta e di trasformazione nell’ambito di un concorso lanciato dalla
Banca mondiale.” A questo concorso
vince il 10° premio, impara la tecnica
dell’uncinetto e matura l’idea: se si possono lavorare all’uncinetto i sacchetti,
allora si potrà pure tesserli…
Il centro di riciclaggio è stato creato nel
2003 sotto la guida di Gafreh (Gruppo
d’azione delle donne per il rilancio eco-
nomico di Houet), collettivo che raggruppa 117 associazioni tra le quali vengono reclutate le operaie. Roukia,
Bernadette, Rosalie e Bintou hanno
abbandonato la vendita di torte, arachidi o legna da ardere in favore del riciclaggio che offre loro migliori entrate e
migliori condizioni di lavoro. “Il mio piccolo commercio fruttava 2’000 franchi
CFA (3,70 CHF) la settimana. Oggi guadagno circa 8’000 franchi CFA (circa 15
CHF)”, afferma Rosalie, tessitrice, madre
di tre figli.
Cento sacchi al mese
Al culmine dell’attività, il centro può
occupare fino a 85 donne. Khady Traoré,
segretaria del centro, si commuove per
“questa vecchia signora che cresce i suoi
tre nipoti orfani e riesce a raccogliere
quasi cento sacchi di 7 chili al mese”.
Una lode al coraggio di queste operaie di
ogni età, pagate a cottimo. Le raccoglitrici prendono 600 franchi CFA (1 CHF)
per ogni sacco di 7 chili. Le addette al
lavaggio, le tessitrici e le sarte guadagnano da 4’000 a 20’000 franchi CFA (da 7,40
a 37 CHF) per sei giorni di lavoro, a
dipendenza del loro compito e della loro
destrezza.
Quattordici tonnellate di sacchetti di
plastica vengono quindi raccolte ogni
anno. Quelli non utilizzabili perché
troppo lacerati, venivano in precedenza
fusi per fabbricare lastricati. Ma in
assenza del sostegno dell’autorità,
Gafreh non ha potuto proseguire quest’attività. A Bobo-Dioulasso, i rifiuti
domestici, quando non vengono bruciati, vengono raccolti dalle donne dei
quartieri: “Non c’è una differenziazio19
ne”, deplora Haoua Ilboudo responsabile dell’associazione del suo settore. “Noi
li buttiamo fuori città.” Esiste un centro
di discarica municipale, ma non ha mai
funzionato a causa della mancanza di
personale adeguatamente istruito.
A parte una sovvenzione concessa nel
2011 dall’Agenzia canadese di sviluppo
internazionale per la costruzione dell’attuale sito di produzione e l’acquisto
di materiale, il centro si autofinanzia
interamente. “Le donne di Gafreh hanno
ricevuto un aiuto puntuale ma vivono
del loro lavoro, sono autonome. “E’ così
che l’aiuto allo sviluppo può essere
sostenibile”, si entusiasma Isabelle
Chevalley. La Consigliera nazionale del
canton Vaud è stata conquistata dalla
dinamicità di queste donne, incontrate
nel 2011 in occasione di un viaggio nel
Burkina Faso con l’ONG Nouvelle
Planète. Da allora si è data da fare per
portare loro strumenti
(un software per la contabilità…) utili a migliorare
il loro funzionamento e
prende contatto con la
grande
distribuzione
svizzera in cerca di nuovi
sbocchi.
La crisi in Europa e la
guerra in Mali hanno
inferto un colpo durissimo all’attività di Gafreh
la cui cifra di affari, già in
calo nel 2011, a 31 milioni
di franchi CFA (57’000
CHF) è precipitata nel
2012. I turisti hanno
disertato il Burkina Faso
ed i negozi Gafreh di
Bobo-Dioulasso e di
Ouagadougou vendono
meno. Il numero delle operaie ha riflesso questa tendenza al ribasso, in attesa
di una ripresa del mercato.
Firmato Yves Saint- Laurent
La sopravvivenza passerà dall’esportazione, per ora limitata a qualche cliente
individuale e boutique? Alle responsabili piacerebbe crederci, ma restano perplesse, scottate dalla comparsa di contraffazioni. E anche dalla storia di questa borsetta firmata Yves Saint-Laurent,
realizzata con il loro tessuto “secondo i
principi del commercio equo” come
rivendicava il marchio. Il tessuto era
stato acquistato da un intermediario a
2’000 franchi CFA al metro, ossia 3,70
CHF al metro. La borsetta era poi venduta a 1’455 franchi svizzeri!
i diritti del lavoro
Corsi Croce Rossa Svizzera
Per informazioni e iscrizioni: settore corsi CRS, Corso S. Gottardo 70, 6830 Chiasso, tel. 091/682 31 31 (08.30 – 11.30),
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12,19,26.11.2013
Affrontare l’inverno
con gli oli essenziali
7.5 ore (3x2.5h)
Fr. 185.-
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Giubiasco,
centro Aranda
12.10.2013
Ansia: riconoscerla
per affrontarla
3 ore
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5,12,19,26.10.2013
9 e 16.11.2013
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familiare CRTI (Badante)
50 ore
Fr. 650.-
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fiori di Bach e tanti altri
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Partecipanti
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09.10.2013
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del ramo socio-sanitario
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Le abilità di counseling
nel lavoro quotidiano
23.10.2013
Patrizia Gasparetti
aperto a tutti
Bellinzona
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Approccio al paziente anziano
affetto da demenza durante
l’ospedalizzazione
04.11.2013
Marco Malnati
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del ramo socio-sanitario
Mendrisio
9-10.12.2013
Sapersi esprimere in gruppo
06.11.2013
Mariano Cavolo
aperto a tutti
Lugano
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Riflessologia del piede neuromuscolare: Ripasso
11.11.2013
Antonio Maglio
Bellinzona
13.12.2013
Stalking e Mobbing:
come riconoscere i comportamenti
persecutori quando la vittima
è stata designata
11.11.2013
Alfredo Bodeo
operatori del ramo sanitario
che hanno partecipato al corso
“Riflessologia del piede:
parte neuro – muscolare”
aperto a tutti gli operatori
del ramo socio-sanitario
16.12.2013
Come comunicare al paziente?
13.11.2013
Paolo Marino Cattorini aperto a tutti
Come scegliere le parole eticamente
giuste? Il counseling etico – infermieristico nella realtà clinica e nel cinema
12.11.13
Mendrisio
Mendrisio
Chiasso
Corsi di formazione continua
Corsi di formazione continua dell’Istituto Universitario Federale per la Formazione Professionale IUFFP. Per iscrizioni e/o maggiori informazioni
potete rivolgervi a: IUFFP, Via Besso 84, 6900 Lugano Massagno, Telefono +41 91 960 77 88 | Fax +41 91 960 77 66, http://www.iuffp-svizzera.ch
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7.10, 21.10.2013
Ricerca dell’identità
psicologica e di genere
18.00 - 20.00
Fr. 100
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CSIA, Lugano
8,15,22.10.2013
e 5.11.2013
Autostima e perfezione
17.30 - 20.00
Fr. 250
Fiorella Pasini
SPAI, Locarno
14.10.2013
Social network come
17.00 - 19.00
strumento di ricerca di lavoro
First Aid in aula e BLS AED 17.30 - 20.30
pediatrico, baby ed adulto
Fr. 50
Paolo Attivissimo
IUFFP, Lugano
Fr. 225
Judith Ulm Bortolato
CPC, Locarno
17.30 - 19.00
Fr. 25
Nando Snozzi
Atelier Attila, Arbedo
09.00 - 17.00
Fr. 150
Nathalie Luisoni
CST, Tenero
Luigi Gianini
SPAI, Locarno
Pietro De Marchi
IUFFP, Lugano
15,22.10.2013
e 5.11.2013
17.10.2013
22.10.2013
23.10.13
24.10.13
Visita all’Atelier
di Nando Snozzi
Bon ton: comunicare
con eleganza
Identità di genere
e ruoli sociali
Letteratura italiana
e cinema
i diritti del lavoro
17.30 - 19.30
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17.30 - 20.00
Fr. 50
20
Offerte di lavoro
Confederazione
(http://www.stelle.admin.ch/it)
rie/i di cura, ausiliarie/i settore alberghiero- (scadenza 31 dicembre 2013);
Diversi:
Cantone Ticino
Amministrazione dello Stato:
110/13 Giurista presso il Controllo cantonale delle finanze del Canton Ticino,
Bellinzona (scadenza 11 ottobre) si
richiamano le condizioni generali valide
per il concorso (www.ti.ch/concorsi);
111/13 Operaio/a qualificato/a presso il
Centro di manutenzione autostradale
di Camorino (scadenza 15 ottobre) si
richiamano le condizioni generali valide
per il concorso (www.ti.ch/concorsi);
Ente Ospedaliero Cantonale:
Ospedale Regionale di Lugano: medico
capoclinica (durata contratto 6-12 mesi)
info. F.U. 77/2013;
Ospedale Regionale di Bellinzona e
Valli: farmacista responsabile 100% (scadenza 18 ottobre 2013);
Case Anziani, Cliniche, Enti,
Fondazioni, Servizi:
Ingrado: un/a responsabile settore
ambulatoriale 100% (scadenza 9 ottobre);
Casa San Rocco di Morbio Inferiore:
panettiere/a – pasticciere/a (scadenza
11 ottobre);
Municipio di Bellinzona: casa anziani
comunale concorso generale 2013 infermiere/i, operatrici/operatori socio
sanitari, assistenti di cura CRS, ausilia-
Municipio di Gambarogno: vice segretario comunale a tempo pieno (scadenza 7
ottobre, ore 12.00);
Municipio di Mendrisio: 2 operai presso
le squadre esterne dell’Ufficio tecnico
comunale della Città di Mendrisio (scadenza 7 ottobre, ore 16.00);
Municipio di Minusio: addetta alle pulizie scuola dell’infanzia (scadenza 7 ottobre, ore 11.00);
Municipio di Giubiasco: operatore
sociale e collaboratore dell’Autorità
regionale di protezione (scadenza 8 ottobre, ore 17.00);
Municipio di Sobrio: segretario/a comunale al 30% con possibilità fino al 50%
(scadenza 11 ottobre, ore 18.00);
Municipio di Bellinzona: disegnatore/trice presso il Dicastero territorio e
mobilità e un/a assistente di cantiere
presso il Dicastero opere pubbliche e
ambiente, ufficio tecnico, (scadenza 11
ottobre, ore 16.00);
Nomina di geometri revisori per il quadriennio 2014-2017: Municipi e Comuni
interessati: vedi F.U. 73 del 10 settembre
pagina 7025 (scadenza 11 ottobre);
Municipio di Bellinzona, Aziende
Municipalizzate, sezione elettricità:
un/una Capo Servizio telecomunicazioni
-Responsabile progettazione/direzione
lavori- (scadenza 18 ottobre, ore 16.00)
Protezione
giuridica
privata
MULTI VPOD
COOP Assicurazioni
VPOD
A cosa serve la
MULTI-VPOD?
In materia di circolazione stradale; in caso di controversie nell'ambito della locazione, in caso
di litigio con assicurazioni, uffici
viaggio, dentisti,... per prestazioni finanziarie per vittime di
crimini e di violenze; per questioni familiari e di diritto ereditario
La protezione giuridica MULTI
VPOD costa solo fr. 120.- annui
e si può disdire ogni anno.
Richiedete la documentazione
per la sottoscrizione al segretariato VPOD tel. 091/911 69 30,
[email protected]
Berna, manifestazione sindacale del 21.09.2013 STOPP der SPARschweinerei! (Basta porcherie di risparmi)
21
i diritti del lavoro
“i grappoli”
6997 Sessa - Telefono: 091- 608 11 87 - Fax: 091- 608 26 41
[email protected]
[email protected] www.grappoli.ch
APPUNTAMENTI OTTOBRE 2013
Lunedi 7 ottobre, 20h30
“Mago René ”
Spettacolo di magia
Comitato polizia
10 ottobre 2013, ore 14.00
Luogo da definire
Grande Manifestazione
19 ottobre 2013,
dalle 10.30 alle 12.15
Piazza Manzoni, Lugano
Venerdi 11 ottobre, ore 20h00
“Serata di piano bar con Elisa”
Domenica 20 ottobre, ore 9h45
In collaborazione con il programma radiofonico “Tra la gente”
“7a. Corsa della bricolla”
Gara podistica competitiva,
camminata popolare non competitiva
e rievocazione storica
Special Guests:
Carla Norghauer e i Frontaliers
Domenica 27 ottobre, ore 14h30
In occasione della rassegna
“Zucca e castagne”
“Castagnata”
Premiazione del concorso
“Miss zucca e miss castagna”
e animazione per grandi e piccini
Assemblea scuole comunali
22 ottobre 2013, ore 17.15
Ristorante Bricola, Rivera
Assemblea del personale
Case Anziani
24 ottobre 2013, ore 20.30
c/o Touring Club Svizzero, Rivera
Assemblea VPOD docenti
5 novembre 2013, ore 20.30
Ristorante Casa del Popolo,
Bellinzona
Comitato di regione
13 novembre 2013, ore 20.15
Ristorante Casa del Popolo
Vinci 5 biglietti per il concerto di Edoardo Bennato!
Sabato 19 ottobre 2013 ore 20.30 al Palazzetto Fevi
di Locarno non perdere la 5° edizione del "Concerto
per l'infanzia", organizzato dal gruppo L'Arte della
Solidarietà. Quest'anno salirà sul palco con un
concerto antologico, unico e straordinario,
Edoardo Bennato.
Nell’atrio del Palazzetto Fevi sarà allestita una cittadella della solidarietà con stand informativi sui
servizi di prevenzione e di protezione dell'infanzia
in Ticino, tra i quali ci saranno anche quelli di
"Infogiovani" e "Infofamiglie" del Dipartimento
della sanità e della socialità.
Il prezzo d'entrata è di fr. 50.-; apprendisti, studenti, beneficiari rendite AVS/AI fr. 30.-, tutti i posti
sono a sedere ma non numerati. Il ricavato della
serata sarà totalmente devoluto all'Associazione
Famiglie Diurne del Mendrisiotto, all'Associazione
Pro Juventute della Svizzera italiana, all'Associazione Ticinese Famiglie Affidatarie e all'Associazione Progetto Genitori
Chiama subito lo 091 826 12 78
per vincere uno dei 5 biglietti in palio!
(Un solo biglietto per persona che chiama)
i diritti del lavoro
Appuntamenti sindacali
22
Cattivi pensieri
Bocciati in politica
e matematica!
Che bello se si potessero bocciare i
parlamentari che vendono lucciole
per lanterne.
Ultimo esempio. È da quarant’anni
che in Ticino si discute di mettere un
massimo di 20 allievi per classe. Ma
la maggioranza del Parlamento non
sa andare oltre la proposta di istituire
un docente d’appoggio facoltativo (a
discrezione del Municipio) per le
classi di 23, 24 e 25 allievi. E dove va a
finire l’uguaglianza delle possibilità
per tutti i ragazzi? Stando al
Dipartimento educazione la proposta dei parlamentari borghesi
potrebbe costare di più rispetto alla
riduzione degli allievi ad un massimo
di 22 allievi. Parlamentari bocciati in
politica e matematica!
Servizi CGIL per i frontalieri
iscritti al sindacato VPOD
Como
Camera del lavoro, per info generali
su sedi e orari: 031239 311
Patronato INCA via Italia Libera 25
lu-me-ve 8.30-14.30
ma-gio 9.00-12.30 / 16.00-18.30
sa 9.00-11.30
Per info sulle altre sedi provinciali
del patronato: 031 239 390
CAAFCGIL Centro servizi fiscali
via Anzani 12b
lu-ve 8.30-12.30 / 14.00-18.00
Per appuntamenti o per info sulle
altre sedi del CAAF: 031 260 375
Permanenze Coordinamento
frontalieri CGIL
L’agenda tascabile VPOD 2014
L’agenda VPOD comprende:
- il mese su due pagine
- una distinta per le
indennità
- una rubrica per gli
indirizzi
Prezzo: fr. 8.65
Porlezza via Garibaldi 54
tel. 0344 725 73 ma 16.00-18.00
sa 9.00-11.30
Varese
Camera del lavoro per info generali
su sedi e orari: 0332 276 111
Patronato INCA, via Nino Bixio 37
lu-ve 9.00-12.00 / 15.00-18.00
CAAFCGIL Centro servizi fiscali,
via Nino Bixio 37
Per appuntamenti o per info sulle
altre sedi del CAAF: 0332 810 478
senza assicurazione fr. 8.65
con assicurazione fr. 18.35
(l’assicurazione è valida fino a 70 anni)
Cognome
Bizzarone c/o biblioteca
(palazzo comunale) ma 17.00-18.00
Olgiate Comasco c/o Camera
del lavoro CGIL tel. 031 944 321
via Vittoro Emanuele 63
me 17.00-18.30
Bollettino d’ordinazione agenda tascabile VPOD 2014
(da spedire a VPOD, cp 748, 6903 Lugano)
Nome
È possibile avere l’agenda
VPOD 2014
con Assicurazione:
versamento in caso di
decesso o invalidità totale
per infortunio; somma
assicurata fr. 5’000.-
Indirizzo
L’assicurazione è valida solo
fino all’età di 70 anni.
Data
Firma
Prezzo: solo fr. 18.35
(assicurazione compresa)
N.B. L’ acquisto è riservato ai soci VPOD
Permanenze patronato INCA/CGIL
Arcisate Via Trieste 10
tel. 0332 851 722
me 9.00-12.00 / 16.30-18.30
gio-ve 9.00-12.00
Besozzo via 25 aprile c/o Camera
del lavoro tel. 0332 771 035
lu-me 15.00-18.30 gio-ve 9.00-12.00
Impressum
Redazione:
Segretariato SSP/VPOD, Regione Ticino
Via S. Gottardo 30, CP 748, 6903 Lugano
Tel. 091 911 69 30 - Fax 091 911 69 31
[email protected]
Cassa malati collettiva VPOD
La Cassa malati collettiva VPOD (tel. 091 911 69 30)
gestisce 3 marchi del gruppo HELSANA, ossia:
vi assicuriamo
Raoul Ghisletta (responsabile),
Fausto Calabretta,
Daniela Casalini -Trampert,
Massimo Mantovani,
Paola Orsega-Testa, Linda Cortesi,
Stefano Testa, Laura Calebasso.
Chiusura redazionale:
10 giorni prima dell’uscita
Frequenza: mensile
Grafica: Studio Warp, S. Antonino
Stampa: Tipo Aurora SA, Canobbio
Abbonamenti:
Gratuito per i soci VPOD,
Fr. 55.- per i non soci in Svizzera
Fr. 70.- per i non soci all’estero
Il prossimo numero de
“I diritti del lavoro”
uscirà giovedì 14 novembre 2013
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i diritti del lavoro
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GAB 8036 Zürich
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Sito VPOD Ticino: www.vpod-ticino.ch
Segretariato VPOD Lugano
Aperto tutti i giorni, orari: 8.00-12.00/13.30-17.30
Tel. 091 911 69 30 - Fax 091 911 69 31
E-mail: [email protected]
CP 748, Via S. Gottardo 30, 6903 Lugano
(4°piano, vicino stazione FFS,
davanti Ufficio del Lavoro)
Sindacato svizzero dei servizi pubblici VPOD Regione Ticino
Aderire al Sindacato è semplice!
Per conoscere la quota mensile chiami il numero 091 911 69 30
P.F. scrivere in stampatello
Cognome e Nome
Sesso M
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Via e numero
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Aperto il lunedì : 14.00-17.00
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Nazionalità
Tel. /Cel. e-mail
Datore di lavoro
Professione
% lavoro Stipendio lordo annuo
Sindacato precedente Giornale in lingua: I
T
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La VPOD regala 50.- Fr. di premio a chi le ha consigliato di aderire al Sindacato
Cognome, nome, indirizzo
Luogo, data
Ufficio VPOD Bellinzona
Aperto da lunedì a giovedì : 8.00-12.00 / 13.30-17.30
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Tel. 091 826 12 78 - Fax 091 825 26 14
E-mail: [email protected]
CP 1216, Piazza Collegiata, Salita S. Michele, 6501
Bellinzona (2° piano, sopra orologeria Tettamanti)
Sede VPOD Balerna
Aperto il martedì (se festivo mercoledì ):
13.30-17.00 - Tel. 091 646 00 69
E-mail: [email protected]
Via L. Favre 10, 6828 Balerna
sede Associazione Inquilini Mendrisiotto
Sede VPOD Biasca
Via Nadro 3, su appuntamento, tel. 079 708 24 40
Firma
La /il sottoscritta/o dichiara con la presente di aderire al Sindacato svizzero dei
servizi pubblici – VPOD e s’impegna a rispettarne gli statuti.
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Per ogni adesione al Sindacato VPOD verrà riconosciuto un premio speciale di 50 franchi
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Bellinzonese e valli
Sede centrale a Bellinzona
Piazza G. Buffi 6A - CP 1270 - 6501 Bellinzona
Tel. 091/826 48 83 - Fax 091/826 48 84
LU 09.00 - 11.30 / pom. chiuso
MA e GIO 09.00 - 11.30 / 14.00 - 17.00
ME 14.00 - 17.00
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Luganese e valli
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Tutti i giorni: 09.00-11.30 / 14.00-17.00
Locarnese e valli
Sportello presso VPOD di Locarno (vedi sopra)
Come ritirare il premio?
Mendrisiotto
Sportello presso VPOD di Balerna (vedi sopra)
Una volta compilata l'adesione al Sindacato VPOD potete
ritirare l'orologio o la penna USB presso i segretariati sindacali di Lugano o Bellinzona.
i diritti del lavoro
Cassa disoccupazione
Syndicom - VPOD
Biasca e valli
Solo recapito postale: CP 2455 - 6710 Biasca
24
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I Diritti del Lavoro 9/2013