Dichiarazione Ambientale 2007
Stabilimento di Ferrera Erbognone
Dati aggiornati al 31 dicembre 2007
In questo aggiornamento della Dichiarazione Ambientale sono riportate le variazioni che hanno apportato contributi
relativamente alla gestione di sicurezza ed ambiente rispetto a quanto illustrato nella Dichiarazione Ambientale 2006. Si segnala
come nel corso del 2007 non si siano registrate modifiche impiantistiche sostanziali che abbiano causato risvolti sulla
valutazione degli Aspetti Ambientali.
Inoltre viene illustrata la situazione al 31 dicembre 2007 per quanto riguarda:
• dati operativi e degli indicatori di prestazione ambientale e gestionali;
• stato di avanzamento del Piano di Miglioramento.
Informazioni per il pubblico
EniPower – Stabilimento di Ferrera Erbognone fornisce informazioni sugli Aspetti Ambientali e tecnici dello Stabilimento
ai soggetti interessati e alla popolazione. La Dichiarazione Ambientale viene divulgata all’esterno nel corso di incontri con
la popolazione e spedita ogni anno alle funzioni pubbliche ed associazioni attuando un progetto annuale di
comunicazione; inoltre è sempre disponibile presso lo Stabilimento e sul sito internet della Società www.enipower.it
Per informazioni rivolgersi a:
Responsabile di Stabilimento
ing. Roberto Lavecchia
Tel. 0382-993213 Fax 0382-993262
Indirizzo e-mail: [email protected]
RSPP e Rappresentante per la Direzione del Sistema di Gestione Ambientale
ing. Roberto Taurino
Tel. 0382-993201 Fax 0382-993262
Indirizzo e-mail: [email protected]
Presentazione del responsabile di stabilimento
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Profilo della Società
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Lo stabilimento e l’ambiente che lo circonda
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Il complesso industriale di Ferrera Erbognone - Sannazzaro de’ Burgondi
Lo stabilimento Enipower di Ferrera Erbognone
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26
26
Normative e prescrizioni ambientali
Formazione
Comunicazione
Gestione del controllo operativo
Controllo e registrazione della documentazione
Audit ambientali
Riesame del sistema di gestione ambientale
Struttura organizzativa
Il Sistema di Gestione Ambientale
Gli Aspetti Ambientali
Piano di Miglioramento
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43
43
L’identificazione degli aspetti ambientali
Aspetti ambientali diretti
· Emissioni in atmosfera
· Scarichi idrici
· Produzione dei rifiuti
· Rifiuti prodotti nelle attività di cantiere per collegamento
elettrico con Eni R&M
· Qualità del suolo e della falda
· Risorse idriche
· Risorse naturali ed energetiche
· Rumore esterno
· Emissioni di odori
· Campi elettromagnetici
· Strutture ed apparecchiature contenenti amianto
· Sostanze pericolose per l’ozono / pcb
· Impatto visivo
Aspetti ambientali in condizioni di emergenza
Aspetti ambientali indiretti
La significatività degli aspetti ambientali
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Avanzamento piano di miglioramento 2007-2009
Protocolli ambientali,
norme e leggi di riferimento
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Glossario
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Questa Dichiarazione Ambientale è stata prodotta con il contributo delle seguenti persone:
STABILIMENTO DI FERRERA ERBOGNONE
Roberto Taurino
Stefano Bertazzi
Giovanni Innocente
Roberto Vernazza
Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione e
Rappresentante della Direzione del Sistema di Gestione Ambientale
Responsabile Produzione
Responsabile Servizi Tecnici
Assistente Analisi Gestionali e Servizi Ausiliari
ed approvata da:
Roberto Lavecchia
Responsabile di Stabilimento
Dichiarazione di approvazione
EniPower Centrale di Ferrera Erbognone | Strada della Corradina snc
Ferrera Erbognone (PV)
Codice di attività
NACE E 40.10 Produzione e distribuzione di energia elettrica
NACE E 40.30 Produzione e distribuzione di vapore ed acqua calda
Questo Stabilimento è dotato di un Sistema di Gestione Ambientale conforme alla Norma ISO 14001:2004. I
risultati di gestione sono comunicati al pubblico secondo le modalità del Regolamento CE 761/2001 e relativo
aggiornamento 2006.
La verifica di sorveglianza annuale effettuata dal verificatore ambientale presso lo Stabilimento
EniPower di Ferrera Erbognone ha riscontrato il rispetto dei requisiti posti dal Regolamento CE
761/2001 di ecogestione ed audit ambientale. Ha constatato inoltre che la Dichiarazione
Ambientale tratta tutti gli Aspetti Ambientali legati all’attività del sito, fornendo informazioni chiare
ed attendibili.
Il verificatore accreditato Certiquality S.r.l. IV-0001 Via G. Giardino, 4 ha verificato e convalidato
questa Dichiarazione Ambientale in data 18/01/2008.
Lo Stabilimento EniPower di Ferrera Erbognone si impegna a far convalidare e a trasmettere
all’organismo competente sia i necessari aggiornamenti annuali sia la revisione della Dichiarazione
Ambientale completa entro tre anni dalla data della prima edizione, mettendoli a disposizione del
pubblico secondo quanto previsto dal Regolamento CE 761/2001.
Veduta esterna dello stabilimento.
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La sala controllo.
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Presentazione del Responsabile di Stabilimento
L’aggiornamento 2007 della prima Dichiarazione Ambientale dello Stabilimento di Ferrera Erbognone conferma
l’impegno di EniPower e delle sue controllate per il raggiungimento e il mantenimento di standard di eccellenza
nella gestione degli aspetti ambientali nonché dello sviluppo sostenibile della propria attività nei territori ospitanti.
La rilevanza ambientale delle tecnologie adottate per la realizzazione dello Stabilimento di Ferrera Erbognone consiste
nel coniugare, a livello delle migliori tecnologie attualmente disponibili, i più alti rendimenti e le minime emissioni;
in questa ottica lo stabilimento di Ferrera Erbognone si colloca tra gli impianti più compatibili a livello ambientale
nel parco termoelettrico italiano.
I risultati ambientali raggiunti testimoniano il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali
dello Stabilimento di Ferrera Erbognone.
Il Responsabile di Stabilimento
Roberto Lavecchia
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P RO F I LO D E L L A S O C I E T À
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Profilo della Società
Lo stabilimento e l’ambiente che lo circonda
Il Sistema di Gestione Ambientale
Gli Aspetti Ambientali
Piano di Miglioramento
Protocolli ambientali,
norme e leggi di riferimento
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P RO F I LO D E L L A S O C I E T À
Profilo della Società
Eni è un’impresa integrata nell’energia, impegnata a crescere
nell’attività di ricerca, produzione, trasporto, trasformazione
e commercializzazione di petrolio e gas naturale.
Opera nelle attività del petrolio e del gas naturale, della
generazione e commercializzazione di energia elettrica, della
petrolchimica e dell’ingegneria e costruzioni, in cui vanta
competenze di eccellenza e forti posizioni di mercato a livello
internazionale.
Tre i business fondamentali: Exploration & Production, Gas &
Power e Refining & Marketing.
Eni è presente in 70 paesi con oltre 73.000 dipendenti.
Ogni azione di Eni è caratterizzata dal forte impegno per lo
sviluppo sostenibile: valorizzare le persone, contribuire allo
sviluppo e al benessere delle comunità nelle quali opera,
rispettare l’ambiente, investire nell’innovazione tecnica,
perseguire l’efficienza energetica e mitigare i rischi del
cambiamento climatico.
Tutta la storia di Eni, fin dalla sua costituzione nel 1953, è
segnata da grandi sfide vinte e dalla realizzazione di progetti
apparentemente irrealizzabili.
Ai traguardi operativi Eni ha affiancato un processo di
radicale trasformazione dell’assetto societario tramite la
fusione nella Corporate delle società caposettore e la
conseguente creazione di divisioni operative per tutte le
principali attività.
In Figura 1 è riportata la Struttura societaria dell’Eni:
Fig. 1 – Struttura societaria Eni
Gas & Power
Exploring
& Production
APPROVVIGIONAMENTO, TRASPORTO,
RIGASSIFICAZIONE, DISTRIBUZIONE E VENDITA
DI GAS NATURALE E PRODUZIONE
E VENDITA DI ENERGIA ELETTRICA
Snam Rete Gas
(Eni 50,04%)
RICERCA E PRODUZIONE IDROCARBURI
E STOCCAGGIO DI GAS NATURALE
TRASPORTO ITALIA
Ingegneria
& costruzioni
SERVIZI PER L’INDUSTRIA
PETROLIFERA
Saipem
(Eni 42,9%)
CORPORATE, SOCIETÀ FINANZIARIE
E DI SERVIZI
Polimeri Europa
(Eni 100%)
Petrolchimica
PRODUZIONE E VENDITA
DI PRODOTTI PETROLCHIMICI
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RAFFINAZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE
DI PRODOTTI PETROLIFERI
Altre Attività
Snamprogetti
(Saipem 100%)
Divisioni
Refining
& Marketing
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La Società EniPower
EniPower (società controllata al 100% da Eni) è stata
costituita nel novembre 1999. Ad EniPower sono state
conferite centrali convenzionali (potenza installata di circa
1 GW) da EniChem e Agip Petroli.
EniPower ha in corso di completamento un piano di
investimenti che ha comportato la graduale fermata degli
impianti tradizionali acquisiti e la loro sostituzione con
impianti a ciclo combinato, alimentati a gas naturale, che
utilizzano le migliori tecnologie disponibili garantendo
standard elevati per la salute e sicurezza dei lavoratori e per
la salvaguardia dell’ambiente.
Ad oggi la Società e le sue controllate (EniPower Mantova e
Società EniPower Ferrara (SEF)) dispongono di 7 centrali
elettriche nei siti di Brindisi, Ferrara, Ferrera Erbognone (PV),
Mantova, Livorno, Ravenna, e Taranto, con una potenza
installata di circa 4,5 GW che la pone fra i primi produttori
nazionali di energia elettrica e al primo posto come
produttore di vapore tecnologico.
Gli investimenti previsti nel piano quadriennale (2007-2010)
porteranno la potenza installata a 5,5 GW con una
produzione a regime di circa 31 TWh (equivalenti al 10%
della produzione nazionale). In particolare il piano prevede:
• il completamento della centrale di Ferrara (due nuovi
cicli combinati con potenza di 390 MW ciascuno);
• la costruzione di una nuova centrale da 240 MW a Taranto.
Dal 1° giugno 2006 la società ha acquisito da EniTecnologie
le attività fotovoltaiche, costituite dall’impianto di Nettuno
(Roma) per la produzione di moduli con celle fotovoltaiche
da silicio.
Dal 1° gennaio 2007 EniPower S.p.A. e la controllata
EniPower Mantova S.p.A hanno stipulato con Eni S.p.A.
contratti di conto lavorazione in base ai quali EniPower
S.p.A. ed EniPower Mantova S.p.A. svolgono le attività di
generazione per conto Eni S.p.A. che provvede alla
commercializzazione dell’energia prodotta.
La salvaguardia dell’ambiente, la tutela della salute e della
sicurezza dei lavoratori, i rapporti con il territorio e con gli
stakeholders sono elementi fondamentali delle logiche
gestionali di EniPower.
La Società ha da tempo in funzione un sistema formalizzato
di controllo delle condizioni ambientali che coinvolge tutta
la struttura aziendale e sistemi di auditing ambientale che
garantiscono il continuo miglioramento dei processi e delle
pratiche operative.
In Figura 2 si riportano le Centrali EniPower presenti sul
territorio nazionale:
Fig. 2 – Centrali EniPower in Italia
Ferrara*
Oggi: 61MW
2007: 841 MW
Mantova**
836 MW
Ravenna
972 MW
Ferrera Erbognone (PV)
1.030 MW
Brindisi
1.321 MW
Livorno
202 MW
Nettuno
(fotovoltaico)
* SEF (Società EniPower Ferrara)
** EniPower Mantova
Ta r a n t o
Oggi: 87 MW
2010: circa 300 MW
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P RO F I LO D E L L A S O C I E T À
La Politica di Salute, Sicurezza ed Ambiente
dello Stabilimento EniPower di Ferrera Erbognone
La Direzione dello Stabilimento EniPower di Ferrera Erbognone ha implementato la Politica di Salute, Sicurezza ed
Ambiente con riferimenti ai clienti e per quanto riguarda la comunicazione nei confronti del personale delle società
terze che operano nello Stabilimento.
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Profilo della Società
Lo stabilimento e l’ambiente che lo circonda
Il Sistema di Gestione Ambientale
Gli Aspetti Ambientali
Piano di Miglioramento
Protocolli ambientali,
norme e leggi di riferimento
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P RO F I LO D E L L A S O C I E T À
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Lo stabilimento e l’ambiente che lo circonda
• Deposito PRAOIL, che gestisce gli oleodotti in entrata e in
uscita dalla Raffineria, ed è situato sul lato Sud, in corrispondenza del varco n°2 del muro di cinta; nel deposito
sono presenti serbatoi di stoccaggio del petrolio grezzo;
• Stabilimento GPL Eni R&M, in cui è stoccato GPL (in un
serbatoio sferico, in serbatoi orizzontali e in bombole per
l’uso domestico);
• Stabilimento Air Liquide per l’approvvigionamento di
ossigeno per l’impianto di gassificazione del TAR
VISBREAKER di Raffineria.
Il complesso industriale
di Sannazzaro de’ Burgondi
Ferrera Erbognone
Lo Stabilimento EniPower fa parte di un complesso industriale integrato (vedi Figura 3) che sorge sul territorio dei
comuni di Ferrera Erbognone e Sannazzaro de’ Burgondi.
Esso è composto da:
• Centrale Termoelettrica cogenerativa a ciclo combinato
EniPower della potenzialità di circa 1.000 MWe;
• Raffineria Eni Refining & Marketing di Sannazzaro
de’ Burgondi;
Fig. 3 – Complesso Industriale Integrato
GPL
Reflui
Gas
per la rete
cittadina
Vapore
RAFFINERIA
ENIPOWER
Energia
elettrica
Nel complesso industriale merita un cenno particolare la
Raffineria Eni Refining & Marketing (ex Agip Petroli) di
Sannazzaro situata a cavallo tra i comuni di Sannazzaro de’
Burgondi e di Ferrera Erbognone. La Raffineria è uno degli
Stabilimenti più importanti di proprietà dell’Eni R&M: le
produzioni attive in Raffineria sono Produzione GPL,
Produzione Benzine, Produzione Jet FueL, Produzione Gasoli,
Produzione Olii Combustibili e Bitume, desolforazione fumi
del cracking (BELCO) e impianto di gassificazione TAR.
DEPOSITO
PRAOIL
Reflui
Acqua
Vapore
Ossigeno
Acqua
Syngas
Energia elettrica
Reflui
Grezzo
Vapore
COMUNE
SANNAZZARO
Reflui
Vapore
STABILIMENTO GPL
AIR LIQUIDE
L’impianto di gassificazione permette un utilizzo innovativo
degli idrocarburi pesanti di distillazione del greggio,
garantendo, mediante una tecnologia d’avanguardia, la
segregazione degli inquinanti presenti (zolfo, ceneri e
metalli) e la produzione del gas di sintesi che viene ceduto
all’EniPower come combustibile della turbina a gas gruppo
3 ad esso dedicato.
15
LO S TA B I L I M E N TO E L ’ A M B I E N T E C H E LO C I RCO N DA
Lo Stabilimento EniPower
di Ferrera Erbognone
Lo Stabilimento EniPower di Ferrera Erbognone, ubicato
nella zona agricola della Lomellina, sede di numerosi piccoli
centri urbani, con forti tradizioni rurali, accanto alla
Raffineria Eni R&M di Sannazzaro de’ Burgondi, costituisce
la prima centrale elettrica a livello nazionale realizzata
dopo l’emanazione del decreto di liberalizzazione del
mercato dell’energia Elettrica del 1999. La nuova centrale
termoelettrica è stata inaugurata nel maggio del 2004.
La moderna concezione dell’impianto caratterizzata da un
elevatissimo grado di innovazione tecnologica consente la
produzione di energia elettrica ad alto rendimento. L’elevata
efficienza, le tipologie di combustibile e l’attenta progettazione
dell’impianto comportano un bassissimo impatto ambientale
che si attesta come minimo raggiungibile tra le varie
tipologie del parco di produzione termoelettrico.
Lo stabilimento è composto da tre gruppi cogenerativi a
ciclo combinato: due gruppi gemelli alimentati a gas
naturale (isole di potenza 1 e 2), l’altro gruppo (isola di
potenza 3) alimentabile sia a combustione mista con gas di
sintesi che soltanto a gas naturale. La fornitura di gas
naturale per alimentare le isole di potenza è assicurata da
Eni Divisione Gas & Power, attraverso metanodotto di Snam
Rete Gas mentre il gas di sintesi o syngas è prodotto, come
sopra detto, nell’impianto di gassificazione presso la
raffineria Eni Refining & Marketing di Sannazzaro de’
Burgondi. La potenza elettrica massima complessiva
generabile dall’impianto ed esportabile sulla rete di
trasmissione nazionale è pari a circa 1000 MWe.
Una caratteristica distintiva del nuovo impianto di Ferrera
Erbognone è relativa all’utilizzo di un sistema di raffreddamento mediante condensatori ad aria: il consumo d’acqua
dell’impianto è così limitato al reintegro dell’acqua demineralizzata utilizzata per produrre vapore.
La centrale è connessa alla Rete di Trasmissione Nazionale
da un elettrodotto di 8,5 Km a doppia terna su singola
palificata, di proprietà di EniPower Trasmissione.
Il gas di Raffineria, utilizzato a partire da marzo 2006 è
prodotto da un impianto di gassificazione di idrocarburi
pesanti gestito da Eni R&M.
L’impianto di gassificazione permette un utilizzo innovativo
delle frazioni pesanti di distillazione del greggio (TAR
VISBREAKING), garantendo, mediante una tecnologia
d’avanguardia, la produzione di un gas di raffineria
(SYNGAS) che, essendo esente da inquinanti tipici quali
zolfo, ceneri e metalli pesanti, può essere impiegato
direttamente come combustibile in turbina a gas.
In assenza del gassificatore, i medesimi idrocarburi pesanti,
opportunamente miscelati con idrocarburi leggeri,
sarebbero generalmente impiegati come combustibili
tradizionali in forni e caldaie, rilasciando in atmosfera i
16
Veduta dello stabilimento.
contaminanti che invece sono trattenuti dai sistemi di
abbattimento associati all’impianto di gassificazione. La
trasformazione in gas e l’utilizzo quale combustibile nelle
turbine a gas permette inoltre di evitare l’impatto del
trasporto dell’ olio combustibile altrimenti prodotto e
stimabile in almeno 20.000 autobotti l’anno e 4.000
ferrocisterne l’anno.
La maggior parte della produzione di energia elettrica è
destinata al mercato elettrico (98%); il vapore prodotto è
ceduto all’adiacente Raffineria Eni R&M.
L’elevato livello di scolarità e di specializzazione delle risorse
impiegate, unito all’applicazione sistematica di procedure
relative alla salute e sicurezza dei lavoratori, ha contribuito
all’assenza di infortuni nei quattro anni di esercizio.
I valori di emissione in atmosfera testimoniano l’adozione
delle migliori tecnologie disponibili: l’ambizioso programma
di miglioramento ambientale triennale prevede tuttavia
ulteriori riduzioni delle concentrazioni di NOx attraverso
l’ottimizzazione dell’esercizio delle turbine a gas.
Nello Stabilimento EniPower trovano occupazione 44 unità
lavorative suddivise tra Dirigenti, Quadri, Impiegati e Operai
come indicato in Figura 4.
Fig. 4 – Qualifica dipendenti della Centrale EniPower
di Ferrera Erbognone
1
Dirigenti
5
Quadri
23
Impiegati
15
Operai
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Modifiche impiantistiche e gestionali
significative dal punto di vista
ambientale
I rapporti con il territorio
Lo Stabilimento di Ferrera Erbognone è ben integrato con la
realtà socio-economica del territorio, con il quale ha
condiviso l’adozione delle tecnologie che hanno permesso
il raggiungimento dei miglioramenti ambientali complessivi.
Sono stati inoltre effettuati interventi di compensazione
ambientale tra cui:
• la realizzazione di una estesa piantumazione che ha permesso un miglior inserimento paesaggistico della centrale nel territorio;
• il potenziamento della rete di monitoraggio della qualità
dell’aria della Provincia di Pavia.
Lo Stabilimento EniPower partecipa attivamente ad una
Commissione di Alta Sorveglianza, istituita dal Comune di
Ferrera Erbognone, il cui scopo è monitorare la performance
ambientale dello Stabilimento.
Con la messa a regime nel 2006 del complesso integrato di
gassificazione-ciclo combinato e l’ottenimento nel 2007
della Certificazione ISO 14001 in accordo a quanto previsto
nel Decreto MAP n° 11/2002 del 18/07/2002, si è conclusa
definitivamente la commessa di progetto originaria della
Centrale elettrica EniPower di Ferrera Erbognone.
Con queste premesse, nel corso del 2007, a livelllo di
modifiche impiantistiche con impatti significativi sulla
gestione ambientale si segnalano:
• la conclusione del progetto e la successiva apertura
del cantiere di realizzazione del collegamento elettrico
con l’adiacente Raffineria Eni R&M di Sannazzaro
de’ Burgondi;
• lo svolgimento della revisione generale di manutenzione
sui Cicli Combinati dei Gruppi 2 e 3 con l’intervento
dei principali fornitori dei macchinari interessati e
l’implementazione di alcuni interventi di ottimizzazione
e recupero di efficienza associato alla pulizia del
compressore della turbina a gas, quantificabile in circa
il 2% della potenza nominale nel primo mese di marcia
dopo la revisione;
• la messa in esercizio, durante l’estate, del sistema di
deumidificazione dell’aria (fogging) ingresso compressore
turbina a gas del Ciclo Combinato del Gruppo 2. Il sistema,
nelle previsioni iniziali, pronto per l’esercizio nell’estate
dell’anno precedente, a causa di alcuni incovenienti
tecnici, ha visto il collaudo ed i performance test di
accettazione ad inizio luglio del 2007 ed è stato poi
esercito fino ad autunno inoltrato.
Il territorio circostante.
17
LO S TA B I L I M E N TO E L ’ A M B I E N T E C H E LO C I RCO N DA
Operazioni di controllo.
Particolare dello Stabilimento.
Sintesi degli accadimenti ed eventi
significativi in campo ambientale
Nel corso del 2007 si segnalano le seguenti attività
significative in campo ambientale:
1. l’apertura del cantiere per il collegamento elettrico con
l’adiacente Raffineria Eni R&M ha fatto registrare un
incremento nella produzione di rifiuti non pericolosi; di
seguito si riportano le principali e significative tipologie di
rifiuto prodotte durante la fase di cantiere nel 2007:
Codice CER
Tipo di rifiuto
Denominazione ufficiale
Quantità 2007 [ton]
170504
170302
170904
NP
NP
NP
Terre e rocce diverse da quelle di cui alla voce 170503
Miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 170301
Rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione,
5.894,66
375,28
diversi da quelli di cui alle voci 170901, 170902 e 170903
Totale
2. le attività di redazione dell’inventario del magazzino
hanno contribuito ad un incremento nella produzione
annuale dei rifiuti, in quanto tutto il materiale risultato
obsoleto è stato conferito allo smaltimento o recupero; di
seguito si riportano le principali e significative tipologie di
rifiuto prodotte confrontate con le quantità del 2006:
Codice CER
Tipo di rifiuto
Denominazione ufficiale
150103
150106
170405
NP
NP
NP
Imballaggi in legno
Imballaggi in materiali misti
Ferro e Acciaio
Quantità 2006 [ton]
Totali
18
41,38
6.311,32
6,09
8,95
3,92
18,96
Quantità 2007 [ton]
13,19
15,93
21,40
50,52
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Il laboratorio chimico.
3. la messa in esercizio durante l’estate del sistema fogging
sul CC2 ha consentito, oltre che il previsto miglioramento
delle prestazioni di potenza della turbina a gas, anche uno
stimato contenimento delle emissioni medie orarie di NOx
in atmosfera (circa 1 mg/Nm3) correlato al raffreddamento
della temperatura di fiamma intrinseco al funzionamento
del sistema;
4. la revisione generale di manutenzione del Gruppo 2,
effettuata tra gennaio ed aprile, è stata caratterizzata da un
ritardo dei tempi previsti, causato da un inconveniente
tecnico al riavviamento dell’impianto; tale situazione non
ha comportato alcuna conseguenza in termini di impatto
ambientale;
5. la revisione generale di manutenzione del Gruppo 3 si è
svolta regolarmente, secondo i tempi previsti, tra settembre
e ottobre.
Le attività di manutenzione, legate alle revisioni generali
citate ai punti 4 e 5, hanno contribuito ad un incremento
nella produzione annuale dei rifiuti; di seguito si riportano le
principali e significative tipologie di rifiuto confrontate con
le produzioni del 2006:
Codice CER
Tipo di rifiuto
Denominazione ufficiale
Quantità 2006 [ton]
130802*
150110*
P
P
150104
170603*
NP
P
Altre emulsioni
Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose
o contaminati da tali sostanze
Imballaggi metallici
Altri Materiali isolanti contenenti o costituiti
da sostanze pericolose
Totale
---
Quantità 2007 [ton]
8,72
0,14
15,20
1,17
29,92
3,58
18,92
9,19
49,00
19
LO S TA B I L I M E N TO E L ’ A M B I E N T E C H E LO C I RCO N DA
Visione notturna dello stabilimento.
Produzione
In Figura 5 vengono riportate le produzioni di Energia
Elettrica e Vapore dall’anno 2003 all’anno 2007. Si riporta
inoltre la produzione totale di Energia Elettrica equivalente
ottenuta sommando l’Energia Elettrica netta all’energia
equivalente ottenuta convertendo il Vapore ceduto ad Eni
R&M, utilizzando l’exergia posseduta dal vapore.
Fig. 5 – Produzione energia elettrica e vapore
7.000.000
Produzioni annue
6.000.000
5.000.000
4.000.000
3.000.000
2.000.000
1.000.000
0
2003
20
2004
2005
2006
2007
Vapore MP ceduto a Eni R&M (ton)
93.262
779.232
904.801
1.209.043
1.237.811
Energia elettrica netta (MWh)
623.994
5.471.407
6.699.007
6.346.000
6.259.136
Energia elettrica totale equivalente (MWheq)
646.377
5.658.423
6.916.159
6.636.170
6.556.210
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
attività hanno impattato sulla produzione annua
complessiva di energia elettrica;
• per quanto riguarda la produzione di Vapore ceduto
all’adiacente Raffineria Eni R&M si nota come nel biennio
2006-2007 la cogenerazione abbia raggiunto un assetto
definitivo in quanto la quantità di vapore esportata
annualmente si è stabilizzata a seguito di un costante
fabbisogno proveniente dalla Raffineria Eni R&M.
Dai grafici si evidenzia quanto segue:
• nel triennio 2003-2005 le produzioni di energia elettrica
e vapore sono aumentate progressivamente a fronte della
messa in marcia (terminata a Maggio 2004 con la fine
dell’avviamento del Gruppo 3) e regimazione dei tre cicli
combinati;
• nel biennio 2006-2007 le produzioni di energia elettrica
rispetto al 2005 sono diminuite a causa dell’esecuzione
delle prime revisioni generali di manutenzione sul
Gruppo 1 (anno 2006) e sui Gruppi 2 e 3 (anno 2007); tali
In Figura 6 e 7 si riportano i bilanci di massa dello
Stabilimento per l’anno 2007 e 2006:
Fig. 6 – Bilancio di massa anno 2007
ACQUA GREZZA DI SUPERFICIE
225.017 ton
ACQUA DEMINERALIZZATA
1.940.094 ton
ACQUA POTABILE DA ACQUEDOTTO
3.215 ton
ACQUA DI POZZO
3.581 ton
ENERGIA ELETTRICA NETTA
6.259.136 MWh
COMBUSTIBILI tep
Gas Naturale
Gas di Sintesi
829.692
235.205
VAPORE MP
Ceduto a Eni R&M
1.237.811 ton
tep
tep
VAPORE DENOx Gruppo 3,
685.393 ton
ADDITIVI E CHEMICALS
76 ton
EMISSIONI IN ATMOSFERA
EFFLUENTI LIQUIDI
Acque Reflue a trattamento Eni R&M
349.084 ton
(valore stimato)
RIFIUTI
Pericolosi
27 ton
Non pericolosi
6.421 ton
CO2
SO2
NOX
CO
2.944.618
17
1.226
4
ton
ton
ton
ton
Fig. 7 – Bilancio di massa anno 2006
ACQUA GREZZA DI SUPERFICIE
260.493 ton
ACQUA DEMINERALIZZATA
1.895.186 ton
ACQUA POTABILE DA ACQUEDOTTO
2.492 ton
ACQUA DI POZZO
3.446 ton
ENERGIA ELETTRICA NETTA
6.346.000 MWh
COMBUSTIBILI tep
Gas Naturale
Gas di Sintesi
929.144
150.354
VAPORE MP
Ceduto a Eni R&M
1.209.043 ton
tep
tep
VAPORE DENOx Gruppo 3
610.922 ton
ADDITIVI E CHEMICALS
121 ton
EMISSIONI IN ATMOSFERA
EFFLUENTI LIQUIDI
Acque Reflue a trattamento Eni R&M
387.917 ton
RIFIUTI
Pericolosi
20,90 ton
Non pericolosi
80,29 ton
CO2
SO2
NOX
CO
2.784.293
23
1307
4
ton
ton
ton
ton
21
LO S TA B I L I M E N TO E L ’ A M B I E N T E C H E LO C I RCO N DA
22
Profilo della Società
Lo stabilimento e l’ambiente che lo circonda
Il Sistema di Gestione Ambientale
Gli Aspetti Ambientali
Piano di Miglioramento
Protocolli ambientali,
norme e leggi di riferimento
23
I L S I S T E M A D I G E S T I O N E A M B I E N TA L E
Il Sistema di Gestione Ambientale
Lo Stabilimento EniPower di Ferrera Erbognone, dopo aver
raggiunto nel mese di febbraio 2007 la Certificazione ISO
14001, nel mese di luglio 2007, ha ottenuto la Registrazione
EMAS n° IT-000707.
In Figura 8 è riportato il Certificato di Registrazione.
Fig. 8 – Certificato di registrazione EMAS
Gli elementi principali del Sistema di Gestione Ambientale
sono:
1. politica ambientale
2. pianificazione
3. attuazione e il funzionamento
4. controlli e le azioni correttive
5. riesame della direzione
che ciclicamente si ripetono permettendo il continuo
miglioramento del sistema e delle prestazioni ambientali
dello Stabilimento (vedi Figura 9).
Fig. 9 – Diagramma di Deming
PIA
NIF
ICA
ELLA
ME D
RIESA EZIONE
DIR
MIGLIORAMENTO
CONTINUO
AZ CON
ION TR
I C OLL
OR I E
RE
TT
IVE
ZIO
NE
ATTU
E FUNZ AZIONE
IONAM
ENTO
A
IC LE
LIT NTA
O
E
P BI
AM
IT
AUD
Di seguito sono illustrate nel dettaglio l’applicazione del
Sistema di Gestione Ambientale nelle sue principali
caratteristiche.
Il Sistema di Gestione Ambientale costituisce una parte del
sistema di gestione aziendale ed individua le responsabilità,
le procedure e gli strumenti necessari per il perseguimento
dei programmi e il conseguimento degli obiettivi di
miglioramento e per l’ottimizzazione delle prestazioni
ambientali.
24
Normative e prescrizioni ambientali
Durante l’anno 2007 è stato assicurata l’individuazione e la
corretta gestione delle prescrizioni derivanti dalla normativa
applicabile e dalle altre prescrizioni sottoscritte che sono
risultate applicabili allo Stabilimento.
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Formazione
In Figura 10 sono indicate le ore di formazione erogate a
partire dall’anno 2003:
Fig. 10 – Formazione Salute, Sicurezza, Ambiente
2000
1500
1000
stazione, organizzata da Assoelettrica, denominata
Giornata Nazionale dell’Energia Elettrica che ha visto la
partecipazione di circa 200 studenti nella mattinata e di
oltre 200 cittadini nel pomeriggio;
• 18 Dicembre 2007
Cerimonia per la presentazione della Registrazione EMAS
alle Autorità Locali.
Inoltre durante l’anno lo Stabilimento EniPower di Ferrera
Erbognone ha partecipato attivamente alla Commissione di
Alta Sorveglianza istituita dal Comune di Ferrera Erbognone
con lo scopo di monitorare la performance ambientale
dello Stabilimento.
500
Gestione del controllo operativo
0
Ore erogate
2003
2004
2005
2006
2007
1763
530
1048
445
855
Si precisa che l’incremento registrato nel corso del 2007
rispetto all’anno precedente è conseguenza di un
impegnativo programma di formazione che ha coinvolto
tutti i dipendenti dello Stabilimento e che ha interessato in
particolare l’aggiornamento del Documento di Valutazione
dei Rischi e l’illustrazione dell’intero Sistema di Gestione di
Ambiente e Sicurezza.
Comunicazione
Nel corso del 2007 lo Stabilimento ha avuto modo di
incontrare i propri dipendenti, la cittadinanza e le Autorità
locali per comunicare la propria realtà produttiva nelle
seguenti occasioni:
• 12 gennaio 2007
Visita guidata per gli studenti del Master di Genova
sull’Energia;
• 23 marzo 2007
Visita guidata per i Responsabili commerciali grandi
Clienti della Divisione Gas&Power;
• 09 maggio 2007
Visita didattica guidata dell’Istituto Comprensivo del
Pavese;
• 04 giugno 2007
Giornata della Sicurezza, a cui hanno partecipato tutti
i dipendenti dello Stabilimento, in cui sono stati
illustrati i risultati raggiunti nell’ambito della sicurezza
e dell’ambiente;
• 14 giugno 2007
Visita guidata della Società E&M SERVICE;
• 06 ottobre 2007
Lo Stabilimento ha aderito per la terza volta alla manife-
Durante il corso del 2007 è stata elaborata l’Istruzione
Operativa ERBO.SETE.IS-02 per definire le modalità di
esecuzione delle attività di sostituzione e rabbocco dell’olio
lubrificante di macchine rotanti al fine di limitare la
produzione di rifiuti pericolosi e i rischi di spandimento
accidentale.
Al fine di migliorare la gestione della Salute e Sicurezza dei
lavoratori è stato aggiornato il Documento di Valutazione
dei Rischi, individuando alcune misure per il miglioramento
dei livelli di sicurezza, relativamente alle attività svolte dal
personale nelle aree di pertinenza.
Con lo scopo di garantire maggiore affidabilità nei criteri di
accuratezza e precisione dei principali dati di gestione
operativa e ambientale sono state emesse due Istruzioni
Operative (ERBO.SAQU.IS-03 ed ERBO.SAQU.IS-04) relative
alla calibrazione e taratura della strumentazione coinvolta.
Con l’obiettivo di migliorare il livello di prevenzione e
protezione dei lavoratori soggetti al rischio elettrico è stata
emessa una circolare di stabilimento relativa a
raccomandazioni da adottare nelle prescrizioni di sicurezza
e nella gestione delle attività per interventi di manutenzione in sottostazione a 380 kV.
Controllo e registrazione
della documentazione
La documentazione del Sistema di Gestione di Ambiente e
Sicurezza viene gestita in modo da garantirne
l’aggiornamento, la rintracciabilità nei luoghi di lavoro e la
standardizzazione.
25
I L S I S T E M A D I G E S T I O N E A M B I E N TA L E
Audit Ambientali
Nel corso del 2007 si sono svolte attività di audit che hanno
consentito di migliorare continuamente l’architettura del
Sistema di Gestione di Ambiente e Sicurezza implementato.
In particolare sono stati eseguiti i seguenti audit:
Gennaio 2007
• Audit esterno per la certificazione ISO 14001 e per la
convalida della Dichiarazione Ambientale da parte
dell’Ente di certificazione Certiquality.
Luglio 2007
• Audit interno ISO 14001 sul Sistema di Gestione di
Ambiente e Sicurezza.
• Audit interno sul Sistema di Gestione di Ambiente e
Sicurezza e sulla conformità legislativa da parte della
funzione di sede SAQU
Novembre 2007
• Audit esterno per la certificazione delle emissioni di CO2 ai
sensi del D. Lgs. n° 216/2006 da parte dell’Ente di
Certificazione DNV con rilascio dell’attestato di verifica
della dichiarazione di CO2 per l’anno 2007.
La campagna in inverno.
26
Riesame del Sistema
di Gestione Ambientale
Nel mese di luglio 2007 è stato eseguito il Riesame annuale
che ha evidenziato la validità del Sistema di Gestione di
Ambiente e Sicurezza.
Struttura Organizzativa
Nel corso del 2007 si sono registrati i seguenti movimenti
organizzativi. In particolare:
• cessazione dell’attività lavorativa per pensionamento di 2
risorse (una in area HSEQ e una in area area PROD);
• dimissioni di 1 Responsabile in Turno;
• assunzione di 3 risorse in area PROD;
• assunzione di 1 risorsa in area ANGE;
• assunzione di 1 risorsa in area HSEQ;
Il bilancio positivo rispetto all’anno precedente di due
nuove unità consente allo Stabilimento di raggiungere
l’organico di 44 unità.
Profilo della Società
Lo stabilimento e l’ambiente che lo circonda
Il Sistema di Gestione Ambientale
Gli Aspetti Ambientali
Piano di Miglioramento
Protocolli ambientali,
norme e leggi di riferimento
27
G L I A S P E T T I A M B I E N TA L I
Gli Aspetti Ambientali
Nel corso del 2007 lo Stabilimento EniPower di Ferrera
Erbognone non ha subito alcuna modifica impiantistica
sostanziale tale da modificare la valutazione degli Aspetti
Ambientali effettuata nel corso del 2006.
L’IDENTIFICAZIONE DEGLI ASPETTI
AMBIENTALI
Le attività oggetto della valutazione sono state considerate
nelle tre seguenti situazioni:
1. condizioni operative normali;
2. condizioni operative anomale (fermate e avviamenti
programmati o no);
3. condizioni di emergenza (verificatesi o potenzialmente
verificabili).
EMISSIONI IN ATMOSFERA
Gli Aspetti Ambientali Diretti ed Indiretti sono stati identificati in funzione della specificità dei gruppi di produzione e
degli impianti ausiliari.
Aspetti Ambientali Diretti
Si considerano Aspetti Ambientali Diretti tutti gli aspetti
che sono sotto il controllo dell’organizzazione come di
seguito indicati:
• Emissioni in Atmosfera
• Qualità dell’Aria
• Scarichi idrici
• Produzione rifiuti
• Qualità del Suolo e della Falda
• Risorse idriche
• Risorse naturali ed energetiche
• Rumore esterno
• Emissioni di odori
• Campi Elettromagnetici
• Strutture ed apparecchiature contenenti amianto
• Sostanze pericolose per l’ozono / PCB
• Impatto visivo
Relativamene ai Cicli Combinati 1 e 2 le emissioni in
atmosfera sono generate dalla combustione del gas naturale nelle turbine a gas e sono costituite essenzialmente da
ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO) ed anidride carbonica (CO2).
Relativamente al Ciclo Combinato 3 le emissioni in
atmosfera provengono dalla combustione del gas naturale
e del gas di sintesi e sono costituite essenzialmente da ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO), biossido di
zolfo (SO2) ed anidride carbonica (CO2).
Le caratteristiche delle 3 sorgenti sono riportate in Tabella 1,
in cui sono riportati i valori limite prescritti con
l’autorizzazione del Ministero delle Attività Produttive del
18/07/2002 n° 011/2002. Inoltre il Protocollo di intesa dell’11
Agosto 2005 e il relativo Addendum del 28 Ottobre 2005
(vedere pagina 65) prevedono le modalità, concordate con
ARPA, Provincia di Pavia e Regione Lombardia, per rilevare e
segnalare gli eventuali superamenti dei valori autorizzati: ad
oggi i valori medi orari di concentrazione delle emissioni non
hanno mai superato i limiti autorizzati.
Dall’anno 2006 sono presenti emissioni di SO2 dal Gruppo 3
in quanto il Gas di Sintesi ha una concentrazione di
H2S+COS limitato per Decreto MAP a 10 mg/Nm3.
Tab 1 – Sorgenti di Emissione della Centrale Termoelettrica EniPower
Sorgente
Ciclo Combinato CC1
Ciclo Combinato CC2
Ciclo Combinato CC3
28
Portata
secca
(t/h)
2.360
2.360
1.870
Altezza
camino
(m)
80
80
80
Area
camino
(mq)
31,7
31,7
31,7
Temperatura
fumi
(°C)
>100
>100
>100
Limiti di
legge NOx
(mg/Nm3)
50
50
50
Limiti di
legge CO
(mg/Nm3)
30
30
40
Limiti di
legge SO2
(mg/Nm3)
n.a.
n.a.
10
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Relativamente all’anidride carbonica, l’impatto della combustione del gas naturale sull’effetto serra risulta molto
contenuto: il gas naturale è la fonte fossile, la cui combustione genera la minor quantità di anidride carbonica (il fattore di emissione è inferiore di circa il 26% di quello ottenuto dalla combustione dei derivati dal petrolio e di circa il
41% rispetto al carbone). Lo Stabilimento EniPower di
Ferrera Erbognone a questo proposito è stata autorizzata
dal Ministero dell’Ambiente, con DEC/RAS/2179/04 del 28
dicembre 2004, ad emettere gas ad effetto serra ai sensi del
D.L. 12 novembre 2004 n° 273 (N° autorizzazione 222).
La comunicazione delle emissioni di gas serra relativa all’anno
2006 è stata verificata in data 27/03/2007 da Auditor EU ETS
accreditato (Attestato di Verifica N° 00273-2006-AEUETSMIL-MATT).
Nelle Figure da 11 a 17 sono riportati i valori medi annui
delle emissioni a partire dal 2003.
Fig. 11 – Emissioni NOx ciclo combinato CC1
Fig. 12 – Emissioni CO ciclo combinato CC1
Confronto tra valori medi annui e limiti delle emissioni di NOx
Confronto tra valori medi annui e limiti delle emissioni di CO
60
Concentrazioni
Concentrazioni
30
50
25
40
20
30
15
20
10
10
5
0
0
2003
2004
2005
2006
2007
NOx - media anno 38,7
(mg/Nm3)
37,7
41,6
34,2
30,2
50
50
50
50
NOx - valore limite
(mg/Nm3)
50
2003
2004
2005
2006
2007
CO - media anno
(mg/Nm3)
0,1
0,1
0,1
0,11
0,1
CO - valore limite
(mg/Nm3)
30
30
30
30
30
Fig. 13 – Emissioni NOx ciclo combinato CC2
Fig. 14 – Emissioni CO ciclo combinato CC2
Confronto tra valori medi annui e limiti delle emissioni di NOx
Confronto tra valori medi annui e limiti delle emissioni di CO
60
Concentrazioni
Concentrazioni
30
50
25
40
20
30
15
20
10
10
5
0
0
2003
NOx - media anno n.a.
(mg/Nm3)
NOx - valore limite
(mg/Nm3)
50
2004
2005
2006
2007
2003
2004
2005
2006
2007
40,1
33,4
32,5
33,4
CO - media anno
(mg/Nm3)
n.a.
0,10
0,08
0,10
0,1
50
50
50
50
CO - valore limite
(mg/Nm3)
30
30
30
30
30
29
G L I A S P E T T I A M B I E N TA L I
Fig. 15 – Emissioni NOx ciclo combinato CC3
Fig. 16 – Emissioni CO ciclo combinato CC3
Confronto tra valori medi annui e limiti delle emissioni di NOx
Confronto tra valori medi annui e limiti delle emissioni di CO
60
Concentrazioni
40
50
35
40
30
30
25
20
20
10
15
0
Concentrazioni
10
2003
2004
2005
2006
2007
5
NOx - media anno 38,7
(mg/Nm3)
37,7
41,6
42,5
41,6
0
50
50
50
50
NOx - valore limite
(mg/Nm3)
50
Fig. 17 – Emissioni SO2 ciclo combinato CC3
Confronto tra valori medi annui e limiti delle emissioni di SO2
12
Concentrazioni
10
8
6
4
2
0
2003
2004
2005
2006
2007
SO2
(mg/Nm3)
0
0
0
5
2,31
SO2 - valore limite
(mg/Nm3)
10
10
10
10
10
2003
2004
2005
2006
2007
CO - media anno
(mg/Nm3)
n.a.
0,10
0,25
0,10
0,10
CO - valore limite
(mg/Nm3)
40
40
40
40
40
Dalle Figure da 11 a 17 si evince che:
• Per il gruppo CC1 il valore medio di NOx risulta inferiore
rispetto a quello dell’anno precedente a seguito
dell’ottimizzazione della combustione;
• Per i gruppi CC2 e CC3 i valori medi di NOx sono in linea
con quelli degli anni precedenti;
• I valori medi di CO sono pressoché prossimi allo zero
grazie all’utilizzo della migliore tecnologia disponibile al
momento della realizzazione dei gruppi.
• I valori di concentrazione di SO2 relativi al CC3,
nettamente inferiori ai limiti autorizzati, risultano
inferiori apprezzabilmente all’anno precedente: risulta
però poco significativo ed attendibile estrarre una
tendenza consolidata dal confronto di un solo anno di
esercizio a regime, essendo stato il 2006 l’anno di avvio e
collaudo per il complesso integrato di gassificazione.
In Figura 18 si riporta l’andamento storico delle emissioni
dell’intero Stabilimento.
Fig. 18 – Andamento storico emissioni
3.000
Emissioni annue
2.500
2.000
1.500
1.000
500
0
NOx (t/anno)
SO2 (t/anno)
CO (t/anno)
CO2 (kt/anno)
30
2003
2004
2005
2006
2007
145
n.a.
1
246
1.203
n.a.
3
2.112
1.460
n.a.
5
2.590
1.307
23
4
2.784
1.226
17
4
2.945
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Per valutare il miglioramento ambientale è necessario
riferirsi agli indici di emissione espressi come quantità di
sostanze emesse in funzione dell’energia generata.
L’andamento degli indici di emissione (g/kWh) è riportato in
Figura 19.
L’indice di emissione di NOx risulta inferiore rispetto
all’anno precedente. Tale risultato è conseguenza del
notevole miglioramento di emissioni di NOx del CC1 (come
effetto del conseguimento dell’obiettivo riportato nella
Scheda n° 1 del Piano di Miglioramento 2007-2009 – vedere
pagina 50) e del mantenimento del regime di emissione
degli altri due gruppi.
L’indice di emissione di SO2, correlato al solo CC3, risulta
inferiore rispetto all’anno precedente.
Come detto precedentemente, l’attendibilità della
tendenza è inficiata dal confronto con l’anno di collaudo ed
avviamento del complesso integrato di gassificazione di
gestione e competenza condivisa con la Raffineria Eni R&M.
L’indice di emissione di CO2 è aumentato a causa della
regimazione finale con l’utilizzo di un utilizzo da parte dello
Stabilimento con gas di sintesi prodotto dall’adiacente
Raffineria Eni R&M.
Fig. 19 – Andamento degli indici di emissione
0,50
Emissioni annue
0,40
0,30
0,20
0,10
0
NOx (g/kWheq)
SO2 (g/kWheq)
CO (g/kWheq)
CO2 (kg/kWheq)
2003
2004
2005
2006
2007
0,218
0
0,0011
0,381
0,212
0
0,0002
0,373
0,211
0
0,0007
0,374
0,197
0,02
0,0006
0,420
0,187
0,01
0,0006
0,449
QUALITÀ DELL’ARIA
Nel corso del 2007 la qualità dell’aria è stata monitorata
dall’ARPA attraverso la centralina ambientale installata sul
territorio di Ferrera Erbognone, nella quale vengono
registrate le emissioni di NOx e CO, espresse come medie
giornaliere. Non sono stati segnalati, nel corso dell’anno,
malfunzionamenti della strumentazione.
Un campo coltivato nei dintorni di Ferrera Erbognone.
31
G L I A S P E T T I A M B I E N TA L I
SCARICHI IDRICI
Tutti i reflui idrici della Centrale sono conferiti per la
depurazione all’adiacente Raffineria Eni R&M. La Raffineria
dispone di un impianto centralizzato di depurazione
composto da una sezione primaria di separazione degli oli e
dei solidi sospesi, una sezione di trattamento chimico-fisico
ed una sezione biologica. Lo scarico finale dei reflui è
intestato esclusivamente alla Raffineria in quanto gestore
del depuratore centralizzato.
Tra la Eni R&M ed EniPower è in vigore una convenzione che
prevede il servizio di depurazione reflui da parte della
Raffineria e dove sono definiti valori-limite (di riferimento)
per il conferimento dei reflui al limite di Stabilimento.
Le acque di scarico dello Stabilimento EniPower sono
raccolte e convogliate agli impianti di trattamento acque
reflue di Raffineria suddivise in tre tipologie:
• Acque sanitarie
• Acque accidentalmente oleose
• Acque meteoriche e drenaggi di processo
In Figura 20 è riportato lo schema a blocchi della raccolta di
acque reflue e relativo conferimento ad Eni R&M.
Fig. 20– Schema a blocchi della raccolta di acque reflue
UTILITIES
Acque potenzialmente inquinabili per
perdite di olio dai macchinari rotanti
CICLO COMBINATO 1
Acque potenzialmente inquinabili per
perdite di olio dai macchinari rotanti
EniPower S.p.A.
Eni R&M
ACQUE ACCIDENTALMENTE OLEOSE
VASCA
DI ACCUMULO
CICLO COMBINATO 2
Acque potenzialmente inquinabili per
perdite di olio dai macchinari rotanti
CICLO COMBINATO 3
Acque potenzialmente inquinabili per
perdite di olio dai macchinari rotanti
PALAZZINA UFFICI CE1
Servizi Igienici
ACQUE SANITARIE
CABINA ELETTRICA CE2
Servizi Igienici
FOSSA
SETTICA
VASCA
DI ACCUMULO
IMPIANTO
DI TRATTAMENTO
PORTINERIA
Servizi Igienici
ACQUE METEORICHE
SU SUPERFICI NON DRENANTI
SPURGHI GENERATORI
DI VAPORE A RECUPERO
CICLO COMBINATO 1 - 2 - 3
SPURGHI TORRI EVAPORATIVE
ACQUA INDUSTRIALE DI RIGENERAZIONE
DEI FILTRI A SABBIA E GRAVITÀ
LAVAGGI INDUSTRIALI
32
VASCA
DI RACCOLTA
ACQUE METEORICHE
E SPURGHI
DI PROCESSO
IMPIANTO
DI TRATTAMENTO
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Nel corso del 2007 sono state eseguite 4 analisi di laboratorio per determinare le concentrazioni di inquinanti nello sca-
rico acque meteo e processo inviate alla Raffineria Eni R&M.
In Tabella 2 sono riportati i valori minimo e massimo rilevati:
Tab 2 – Concentrazioni di riferimento degli scarichi idrici
Sostanze
Unità di misura
pH
Valore minimo
misurato
Valore massimo
misurato
Valori di riferimento
da convenzione
con Eni R&M
7,3
7,7
5,5 - 9,5
Solidi sospesi totali
mg/L
1
6
≤ 80
COD (come O2)
mg/L
< 15
< 15
≤ 160
Alluminio
mg/L
< 0,01
0,23
≤1
Arsenico
mg/L
< 0.01
0,11
≤ 0,5
Cadmio
mg/L
< 0.01
< 0.01
≤ 0,02
Cromo VI
mg/L
< 0,05
< 0,05
≤ 0,2
Ferro
mg/L
0,15
1,86
≤2
Manganese
mg/L
0,05
0,20
≤2
Nichel
mg/L
< 0.01
0,35
≤2
Piombo
mg/L
< 0.01
< 0.01
≤ 0,2
Rame
mg/L
< 0,01
< 0.10
< 0,10
Stagno
mg/L
< 0.01
< 0.01
≤ 10
Zinco
mg/L
< 0,01
0,14
≤ 0,5
Cianuri Totali (come CN)
mg/L
< 0.01
0.06
≤ 0,5
Cloro attivo
mg/L
< 0,03
< 0,03
≤ 0,2
Solfiti (come SO3)
mg/L
< 0.1
< 0.1
<1
Solfati (come SO4)
mg/L
164
350
≤ 1000
Cloruri
mg/L
24
53
≤ 1200
Fluoruri
mg/L
< 0,1
0,1
≤6
Fosforo totale (come P)
mg/L
0,88
0,96
≤ 10
Azoto ammoniacale (come NH4)
mg/L
< 2,0
< 2,0
≤ 15
Azoto nitroso (come N)
mg/L
0,04
0,55
≤ 0,6
Azoto nitrico (come N)
mg/L
2,4
3,0
≤ 20
Idrocarburi aromatici totali
mg/L
< 0,10
< 0,10
≤5
Fenoli
mg/L
< 0,10
< 0,10
≤ 0,5
La campagna nel mese di maggio.
33
G L I A S P E T T I A M B I E N TA L I
Le quantità totali di acque inviate al trattamento
dell’adiacente Raffineria Eni R&M da EniPower negli ultimi
anni sono riportate in Figura 21.
Fig. 21 – Scarichi idrici
450.000 Quantità annue
400.000
350.000
300.000
250.000
200.000
150.000
100.000
50.000
0
2003
170.852
2004
429.725
2005
382.831
2006
387.917
2007
349.084
Acque reflue a trattamento Eni R&M (m3)
In Figura 22 è riportato quanto viene scaricato in funzione
della produzione equivalente di energia elettrica.
Fig. 22 – Indice scarichi idrici
0,300
Quantità annue
0,250
0,200
0,150
0,100
0,050
0,000
2003
0,260
2004
0,076
2005
0,055
2006
0,058
2007
0,053
Acque reflue (m3/MWheq)
Dal grafico si nota che nell’ultimo triennio il trend si è
stabilizzato ed è rappresentativo della situazione di regime
impiantistica.
34
Gli alti fusti dei pioppi che caratterizzano la zona.
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
PRODUZIONE DEI RIFIUTI
All’interno dello Stabilimento EniPower di Ferrera
Erbognone è stata adibita a Deposito Temporaneo una
Piazzola Ecologica pavimentata e parzialmente coperta in
cui sono stoccati temporaneamente i rifiuti suddivisi per
tipologia, in appositi contenitori, opportunamente
etichettati. È stata inoltre organizzata la raccolta
differenziata di alcune tipologie di rifiuti quali: carta, pile,
toner e nastri per stampanti. Le quantità di rifiuti prodotte
non derivano direttamente dal processo di produzione di
energia elettrica e vapore; piuttosto sono legate ad
interventi di bonifica, pulizia e manutenzione che sono di
tipo episodico. Pertanto la quantità di rifiuti prodotti non è
un dato costante con gli anni.
In Tabella 3 sono elencati, per tipologia e quantità i rifiuti
prodotti dall’anno 2005 all’anno 2007 :
Tab 3 – Tipologia e quantità dei rifiuti prodotti da EniPower negli anni 2005 - 2006 - 2007
Codice CER
Tipo rifiuto
Denominazione ufficiale
Quantità
2005 (ton)
Quantità
2006 (ton)
Quantità
2007 (ton)
060314
NP
Sali i loro soluzioni, diversi da quelli di cui alle voci 060311 e 060313
---
---
0,23
Pitture e vernici di scarto contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose
---
0,32
0,16
Toner per stampa esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 080317
---
---
0,05
080111*
P
080318
NP
130205*
P
Scarti olio minerale per motori, ingranaggi, lubrificazione non clururati
---
4,59
1,19
130802*
P
Altre emulsioni
0,90
---
8,72
150101
NP
Carta e Cartone
---
0,68
---
150102
NP
Imballaggi in plastica
---
---
0,13
150103
NP
Imballaggi in legno
7,74
6,09
13,19
150104
NP
Imballaggi metallici
14,18
15,20
29,92
150106
NP
Imballaggi in materiali misti
8,05
8,95
15,93
150110*
P
Imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze
---
0,14
1,17
150202*
P
Assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell'olio non specificati altrimenti),
11,35
11,44
5,48
stracci, indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose
150203
NP
160107*
P
Assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, diversi da 15 02 02
---
---
2,05
Filtri dell’olio
---
0,04
---
160114*
P
160214
NP
160305*
160601*
160602*
P
160803
NP
161106
NP
Rivestimenti e materiali refrattari provenienti da lavorazioni
170107
NP
Miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche
170401
NP
Liquidi antigelo contenenti sostanze pericolose
---
0,11
---
Apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 13
---
---
0,32
P
Rifiuti inorganici, contenenti sostanze pericolose
---
---
0,79
P
Batterie al piombo
---
0,20
---
Batterie al nichel-cadmio
---
0,05
---
Catalizzatori esauriti, contenenti metalli di transizione
---
---
0,44
---
---
0,56
---
21,22
---
Rame, bronzo, ottone
3,56
---
---
o composti di metalli di transizione
non metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 161105
diverse da quelle di cui alla voce 170106
170405
NP
Ferro e Acciaio
150,26
3,92
21,40
170603*
P
Altri Materiali isolanti contenenti o costituiti da sostanze pericolose
---
3,58
9,19
200121*
P
Tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio
---
0,42
---
200304
NP
Fanghi delle fosse settiche
39,70
23,10
25,12
35
G L I A S P E T T I A M B I E N TA L I
In Figura 23 e 24 si evidenziano il rapporto tra rifiuti
pericolosi e non pericolosi, nonché quelli che sono stati
recuperati o smaltiti in impianti autorizzati. La gestione del
servizio viene eseguita, tramite apposito contratto, da una
ditta terza che cura la completezza del ciclo a partire dal
trasportatore fino allo smaltitore finale.
Fig. 24 – Suddivisione tra rifiuti smaltiti e recuperati
250,00
Quantità annue in t
200,00
150,00
100,00
50,00
Fig. 23 – Suddivisione tra rifiuti pericolosi e non pericolosi
250,00
Quantità annue in t
Pericolosi smaltiti
Non pericolosi smaltiti
Pericolosi recuperati
Non pericolosi recuperati
200,00
150,00
100,00
50,00
0
Pericolosi
Non pericolosi
0
2005
2006
2007
12,25
223,49
20,9
80,29
26,70
109,34
2005
2006
2007
12,25
47,75
0
175,74
16,11
54,4
4,79
25,89
25,51
44,83
1,19
64,51
La notevole differenza in volumi dei rifiuti complessivamente prodotti nel 2007, rispetto al 2006, è legata ai seguenti
aspetti:
• esecuzione delle revisioni generali sui Gruppi 2 e 3;
• ripristino e riordino dell’intera area di magazzino.
RIFIUTI PRODOTTI NELLE ATTIVITÀ DI CANTIERE
PER COLLEGAMENTO ELETTRICO CON ENI R&M
L’apertura del cantiere finalizzato alla realizzazione del
collegamento elettrico con l’adiacente Raffineria Eni R&M
ha portato ad un ulteriore incremento della produzione dei
rifiuti non pericolosi. In Tabella 4 si riportano le tipologie e
quantità di rifiuti provenienti dalle attività di cantiere.
Per assicurare la corretta gestione relativa al conferimento
in discarica delle tre tipologie di rifiuto riportate in Tabella 4
e prodotte nella sola fase di scavo dei lavori necessari al
collegamento elettrico con l’adiacente Raffineria Eni R&M,
lo Stabilimento EniPower di Ferrera Erbognone ha assunto
direttamente la gestione dei rifiuti, stipulando un contratto
per il conferimento a smaltimento dei rifiuti stessi.
Un particolare del territorio circostante.
Tab 4 – Tipologia e quantità dei rifiuti prodotti durante le attività di cantiere
Codice CER
Tipo rifiuto
Denominazione ufficiale
Quantità
2007 (ton)
170504
170302
NP
Terre e rocce diverse da quelle di cui alla voce 170503
5.894,66
NP
Miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 170301
375,28
170904
NP
Rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione,
41,38
diversi da quelli di cui alle voci 170901, 170902 e 170903
Totale
36
6.311,32
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Veduta della campagna.
QUALITÀ DEL SUOLO E DELLA FALDA
In Tabella 5 sono riepilogati i consumi di chemicals, gasolio e olio di lubrificazione degli ultimi anni:
Tab 5 – Elenco consumi chemicals, oli e gasolio
Dettaglio chemicals
Deossigenante acque di caldaia
U. M.
Kg
Frasi di Rischio
R43: può provocare sensibilizzazione
per contatto con la pelle.
R52/53: nocivo per organismi acquatici.
Simbolo
pericolo
2004
2005
2006
2007
Xi
8.610
9.940
12.780
14.199
Fosfati acque di caldaia
Kg
R35 : provoca gravi ustioni.
C
12.400
6.200
10.850
7.799
Ammine acque di caldaia
Kg
R35 : provoca gravi ustioni.
R21/R22: nocivo a contatto con la pelle
e per ingestione.
R43: può provocare sensibilizzazione
per contatto con la pelle.
C
15.180
13.800
20.700
22.081
Detergenti per lavaggio
Kg
R22: nocivo in caso di ingestione.
Xi
145
3.000
4.000
1.000
R31: a contatto con acidi libera gas tossici.
R34 : provoca ustioni.
C
24.710
31.380
30.460
12.020
compressori turbine a gas
R35/38: irritante per inalazione
e contatto con la pelle
R36/38: irritante per gli occhi e la pelle
R38 : irritante per la pelle.
R41: rischio di gravi lesioni oculari.
Ipoclorito di sodio per torri
di raffreddamento
Kg
Acido solforico per torri
di raffreddamento
Kg
R35: provoca gravi ustioni.
C
0
36.880
35.720
13.240
Disperdente torri
di raffreddamento
Kg
R41: rischio di gravi lesioni oculari.
Xi
0
1.480
0
790
Antincrostante
Kg
NESSUNA
n.a.
6.607
6.320
6.400
4.800
Gasolio
Kg
R40: Pericolo di effetti irreversibili.
R65: nocivo può provocare danni
ai polmoni in caso di ingestione.
R51/53: tossico per gli organismi acquatici,
può provocare a lungo termine
effetti negativi per l'ambiente acquatico.
Xn
241
241
241
241
Olio di lubrificazione
Kg
NESSUNA
n.a.
14.464
14.920
9.730
17.900
Simbolo di Pericolo ai sensi della Direttiva CEE 379/88: C = Corrosivo Xi = Irritante Xn = Nocivo T = Tossico F = Infiammabile N = Pericoloso per l'Ambiente
37
G L I A S P E T T I A M B I E N TA L I
La centrale EniPower si è dotata di una rete di piezometri
per monitorare eventuali effetti della propria attività. Le
analisi effettuate da laboratorio qualificato sui campioni di
acqua di falda prelevati dai suddetti piezometri nell’anno
2007 hanno confermato l’assenza di inquinanti
provenienti dal processo.
Nel 2007 la gestione dei chemicals è stata caratterizzata da
una evidente ottimizzazione generale dei consumi
imputabile ad una rinnovata attenzione sia da parte dello
Stabilimento EniPower di Ferrera Erbognone che del
fornitore avvenuta tramite:
• l'implementazione da parte del fornitore di una nuova
tecnologia di controllo chimico sull'acqua di
raffreddamento che ha consentito la riduzione dei
consumi di ipoclorito e di acido solforico;
• il ricorso a consulenza esterna al fine di un’ottimizzazione
sul consumo dei fosfati.
In Tabella 6 sono riportati i risultati delle analisi effettuate
nel corso del 2007 (maggio ed ottobre):
Tab 6 – Risultati delle analisi sulle acque di falda effettuate nel 2007
Parametri
Idrocarburi totali
espressi come
nesano)
Idrocarburi
aromatici totali
Metodi
preparativi
impiegati
Metodi
analitici
impiegati
U. M.
Limite
C.S.C.*
D.Lgs
152/06
All. 5 Tab. 2
Acque sotterr.
Valore
Piezometro
E1
Valore
Piezometro
E2
Valore
Piezometro
E3
Valore
Piezometro
E4
-
APAT IRSA
5160B2
Vol. 2-2003
μg/l
350
Mag
< 10
Ott
< 10
Mag
< 10
Ott
< 10
Mag
< 10
Ott
< 10
Mag
< 10
Ott
< 10
EPA 5021 A
EPA 8260 B
μg/l
-
< 5,0
< 5,0
< 5,0
< 5,0
< 5,0
< 5,0
< 5,0
< 5,0
Benzene
EPA 5021 A
EPA 8260 B
μg/l
1
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
Toluene
EPA 5021 A
EPA 8260 B
μg/l
15
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
Etilbenzene
EPA 5021 A
EPA 8260 B
μg/l
50
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
M+p+o-Xilene
EPA 5021 A
EPA 8260 B
μg/l
10
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
< 0,5
Idrocarburi
policiclici aromatici
cancerogeni totali
EPA 3510 C
EPA 8270 D
μg/l
0.10
Pirene
EPA 3510 C
EPA 8270 D
μg/l
50
< 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010
Benzo (a)
antracene
EPA 3510 C
EPA 8270 D
μg/l
0.1
< 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010
< 0,10 < 0,10
< 0,10 < 0,10
< 0,10 < 0,10
< 0,10 < 0,10
Crisene
EPA 3510 C
EPA 8270 D
μg/l
5
< 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010
Benzo (b)
fluorantene
EPA 3510 C
EPA 8270 D
μg/l
0.1
< 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010
Benzo (k)
fluorantene
EPA 3510 C
EPA 8270 D
μg/l
0.05
< 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010
Benzo (a)
pirene
EPA 3510 C
EPA 8270 D
μg/l
0.01
< 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005
Dibenzo (a,h)
antracene
EPA 3510 C
EPA 8270 D
μg/l
0.01
< 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005
Indeno (1,2,3-c,d)
EPA 3510 C
EPA 8270 D
μg/l
0.1
< 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010 < 0,010
Benzo (g,h,i)
perilene
EPA 3510 C
EPA 8270 D
μg/l
0.01
< 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005 < 0,005
38
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
RISORSE IDRICHE
La Centrale utilizza quantità limitate di acqua in quanto la
condensazione del vapore è ottenuta tramite
condensatori ad aria. Anche il raffreddamento dei
macchinari è realizzato mediante torri evaporative in
circuito chiuso per il quale è necessario soltanto un
modesto reintegro dell’acqua evaporata.
Acqua
La Centrale a Ciclo Combinato di cogenerazione EniPower
utilizza, per il proprio ciclo produttivo, le seguenti
tipologie di acque:
• acqua grezza di superficie ad uso industriale per
reintegro torri di raffreddamento macchinari,
raffreddamento spurghi e lavaggi industriali fornita dalla
Raffineria Eni R&M (portata normale: 61 m3/h) che la
preleva da due canali superficiali, Gattinera e Malaspina,
di derivazione del canale Cavour alimentato dal fiume
Sesia e dal fiume Ticinno;
• acqua demineralizzata fornita dalla Raffineria Eni R&M
per reintegro del ciclo termico, lavaggio compressori
TurboGas e sistema di umidificazione aria ingresso
compressore TurboGas (portata massima 250 m3/h);
• acqua potabile da acquedotto pubblico per servizi
igienici della Palazzina Uffici, della Portineria e della
Cabina posta in Sottostazione Elettrica (portata
normale 1 m3/h);
• acqua impianto antincendio in circuito chiuso (portata
massima in caso di utilizzo 300 m3/h);
Acqua ad uso industriale
In Figura 25 sono indicati i consumi di acqua ad uso
industriale:
In Figura 26 si riportano gli Indici di consumo delle acque
ad uso industriale per i quali, nel periodo 2003 - 2007, si
evidenzia:
• un miglioramento dell’indice di consumo dell’acqua
grezza attribuibile in parte all’ottimizzazione della
gestione della chimica delle acque di torre, con conseguente riduzione degli spurghi, in parte alla riduzione
delle perdite dei generatori di vapore con conseguente
diminuzione della necessità di raffreddamento;
• un assestamento dell’indice di consumo dell’acqua
demineralizzata dovuto al funzionamento del ciclo
combinato 3 a gas di sintesi, con conseguente maggior
utilizzo di vapore per abbattimento degli NOx. L’indice si
è stabilizzato nell’ultimo biennio per i suddetti motivi.
Fig. 26 – Indice consumo acque ad uso industriale
0,350
Consumi annui in m3/Wheq
0,300
0,250
0,200
0,150
0,100
0,050
0,000
2003
Acqua grezza
di superficie
Acqua
demineralizzata
2004
2005
2006
2007
0,08
0,06
0,05
0,04
0,03
0,25
0,20
0,23
0,29
0,3
Acqua ad uso civile
L’acqua ad uso civile viene utilizzata essenzialmente per i
servizi; non vi sono pertanto sostanziali variazioni da
evidenziare nel periodo considerato. Da gennaio 2005 è
attivo il collegamento con l’acquedotto comunale.
In Figura 27 si riporta il Consumo di Acqua di Pozzo e
Potabile da acquedotto negli ultimi cinque anni.
Fig. 27 – Consumo acqua di pozzo e potabile da acquedotto
7.000,000 Consumi annui in m3
Fig. 25 – Consumi acque ad uso industriale
6.000,000
2.500.000 Consumi annui in m3
5.000,000
2.000.000
4.000,000
1.500.000
3.000,000
1.000.000
2.000,000
500.000
1.000,000
0
2003
2004
2005
2006
2007
Acqua grezza 50.266 337.754 335.362 260.493 225.017
di superficie
Acqua
158.611 1.159.922 1.620.302 1.895.186 1.940.094
demineralizzata
0,000
Acqua di pozzo
Acqua potabile
da acquedotto
2003
2004
2005
2006
2007
5.784
0
5.847
0
3.041
4.520
3.919
2.492
3.581
3.215
39
G L I A S P E T T I A M B I E N TA L I
In Figura 28 si riportano i totali delle acque nell’anno 2007 in entrata ed in uscita:
Fig. 28 – Acque entrata e uscita Stabilimento di Ferrera Erbognone 2007
ACQUA GREZZA DI SUPERFICIE
225.017 ton
VAPORE IMPORTATO DA ENI R&M
0 ton
ACQUA DI POZZO
3.581 ton
ACQUA DEMINERALIZZATA
1.940.094 ton
VAPORE A MP A ENI R&M
1.237.811 ton
ACQUA POTABILE DA ACQUEDOTTO
3.215 ton
ACQUE SANITARIE A
IMPIANTO DI TRATTAMENTO
6.796 ton
Acque reflue a
trattamento Eni R&M
349.084 ton
(valore stimato)
Vapore DeNox
Gruppo 03
685.393 ton
In Tabella 7 si riportano i totali delle acque nell’anno 2007 in entrata ed in uscita:
Tab 7 – Quantità delle acque in entrate ed uscita
Entrate
Acqua grezza di superficie
U.M
Ton
2005
335.362
2006
260.493
2007
225.017
Acqua demineralizzata
Ton
1.620.302
1.895.186
1.940.094
Acqua potabile da acquedotto
Ton
4.520
2.492
3.215
Acqua di pozzo
Ton
3.041
3.919
3.581
Vapore importato da Eni R&M
Ton
0
0
0
Acque Reflue a trattamento Eni R&M (Scarichi)
Ton
382.831
387.917
349.084
Vapore MP ceduto a Eni R&M
Ton
904.801
1.209.043
1.237.811
Vapore DeNOx Gruppo 03
Ton
327.848
487.135
685.393
Acque sanitarie a impianto di trattamento
Ton
7.561
6.411
6.796
Uscite
Si segnala che il valore delle “Acque Reflue a trattamento
Eni R&M (Scarichi)” è stimato e non misurato, in quanto
comporta anche il contributo dell’acqua meteorica, escluse
quella che cade su terreno libero.
La campagna circostante d’inverno
40
Risorse naturali ed energetiche
Nel triennio 2004 - 2005 il solo combustibile utilizzato dai
tre cicli combinati è stato il gas naturale. Nel 2006 e 2007
oltre al gas naturale è stato utilizzato il gas di sintesi
(Syngas) per il solo ciclo combinato 3. In Figura 29 viene
riportato il dettaglio dei quantitativi annui di combustibile
utilizzati nello Stabilimento e dove si evidenzia il mutato
mix di combustibile per l’ultimo biennio.
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Fig. 29 – Consumo combustibili
1.200.000
Consumo annuo
1.000.000
800.000
600.000
400.000
200.000
0
2003
Gas Naturale (tep)
Gas di Sintesi (Syngas) (tep)
2004
106.123
0
896.400
0
In Figura 30 viene illustrato il consumo specifico del
combustibile dall’anno 2003 all’anno 2007 in t.e.p.
Fig. 30 – Consumo specifico combustibile
0,200
2005
1.104.109
0
2006
2007
929.144
150.354
829.692
235.205
Relativamente alle radiazioni ionizzanti, non esistono
sorgenti radioattive, all’interno del Sito EniPower di Ferrera
Erbognone.
Strutture ed apparecchiature contenenti Amianto
Nel Sito EniPower di Ferrera Erbognone non sono presenti
materiali contenenti amianto.
Consumo specifico t.e.p./MWheq
0,180
0,160
0,140
0,120
0,100
Consumo specifico
2003
2004
2005
2006
2007
0,164
0,158
0,160
0,163
0,162
Dal grafico si evidenzia che nel 2007 la messa a regime del
Gruppo 3 a Syngas, rispetto agli assetti in avviamento del
2006, ha portato un lieve beneficio al rendimento
complessivo di Stabilimento.
Rumore esterno
Non avendo registrato modifiche sostanziali di impianto
viene confermata la campagna di monitoraggio acustico
post-operam, effettuata durante il mese di maggio del 2005
nell’area circostante la centrale, su 11 ricettori (identici tra
la fase “ante operam” e “post operam”). Si conferma
pertanto che i valori misurati sono assolutamente entro i
limiti di immissione di zonizzazione.
Emissioni di Odori
Le attività produttive del Sito EniPower di Ferrera
Erbognone non generano odori percepibili all’esterno né
ricaduta di polveri.
Campi Elettromagnetici
Non avendo realizzato modifiche sostanziali di impianto
viene confermata l’indagine conoscitiva sull’inquinamento
elettromagnetico presente nei locali e impianti dello
Stabilimento, compresa la sottostazione elettrica a 380 kV,
eseguita nel 2006.
Sostanze Pericolose per l’Ozono / PCB
CFC
Il Sito EniPower di Ferrera Erbognone non utilizza
clorofluorocarburi in quanto i suoi agenti estinguenti negli
impianti fissi e mobili (estintori) antincendio sono a polvere,
CO2 o Clean Agent - Argonite (argon + azoto). Inoltre i gas
frigorigeni degli impianti di condizionamento sono stati
sostituiti con gas a tutela dell’ozono stratosferico.
PCB
Nel Sito EniPower di Ferrera Erbognone non sono presenti
apparecchiature contenenti policlorobifenili (PCB).
Impatto Visivo
Durante l’anno 2007 dall'esterno non sono mai pervenute
segnalazioni particolari sull'impatto visivo del sito.
SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI
OPERANTI NEL SITO
Nel corso del 2007 sono stati consolidati gli strumenti di
prevenzione in uso nello Stabilimento EniPower di Ferrera
Erbognone. In particolare sono state eseguite le attività di:
• formazione ed informazione dei lavoratori circa i rischi
evidenziati nel documento di valutazione del rischio;
• sorveglianza sanitaria;
• esecuzione delle Prove di Emergenza;
• applicazione delle Procedure del Sistema di Gestione di
Ambiente e Sicurezza;
• sopralluogo del Medico Competente;
• ripristino dei Dispositivi Individuali di Protezione.
41
G L I A S P E T T I A M B I E N TA L I
tempi di permanenza ed esposizione delle posizioni di lavoro delle varie figure professionali. Il nuovo D.Lgs 195/06 ha
introdotto i valori di azione inferiori e superiori ed il valore
limite di esposizione, come illustrato in Tabella 8:
Rumore nei luoghi di lavoro
Nel corso del 2007 è stata aggiornata nel mese di dicembre
la valutazione dell’esposizione al rumore ai sensi del D.Lgs.
195/2006, a seguito dell’introduzione della variazione dell’organico aziendale ed in funzione dell’aggiornamento dei
Tab 8 – Valori di azione inferiori e superiori e Valore limite di esposizione (D. Lgs. 195/06)
Livello di esposizione giornaliera
LEX, 8h
Pressione acustica di picco
Ppeak
Livelli contenuti
nel D.Lgs. n. 277/1991
ora abrogato
Valori inferiori di azione
80 dB(A)
112 Pa = 135 dB(C)
80 db(A)
Valori superiori di azione
85 dB(A)
140 Pa = 137 dB(C)
85 dB(A)
Valori limite di esposizione
87 dB(A)
200 Pa = 140 dB(C)
90 dB(A)
tori che svolgono la loro attività all’interno dei reparti produttivi sono dotati ed utilizzano cuffie antirumore come
dispositivi di protezione individuale.
All’interno dello Stabilimento EniPower di Ferrera
Erbognone le zone superiori agli 85 dB(A) sono segnalate
da apposita cartellonistica.
Le figure professionali che operano nello Stabilimento sono
esposte a valori variabili in funzione della tipologia del lavoro svolto, ma non esistono comunque situazioni di esposizione giornaliera superiore a 87 dB(A). In ogni caso i lavora-
In Figura 31 è indicato il numero, suddiviso per unità, delle
persone esposte alle diverse soglie di rumore sulla base dei
risultati dei rilievi effettuati.
Fig. 31 – Esposizione al rumore del personale
35,00
Numero Persone
30,00
25,00
20,00
15,00
10,00
5,00
0,00
Staff
Servizi Tecnici
Produzione
< 80 dB(A)
> 80 dB(A) e < 85 d B(A)
> 85 dB(A) e < 87 d B(A)
> 87 dB(A)
7
0
6
0
10
21
0
0
0
0
0
0
Infortuni
L’impegno di EniPower nella prevenzione degli infortuni
si estende anche alle attività delle ditte terze: l’utilizzo
di fornitori qualificati, l’elaborazione di piani di
coordinamento delle fermate, l’effettuazione di riunioni
42
di sicurezza con le imprese e le ispezioni in campo durante
i lavori garantiscono alti livelli di sicurezza.
Nel 2007 non si sono registrati infortuni sul luogo di lavoro
presso lo Stabilimento EniPower di Ferrera Erbognone.
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Un momento dell’attività di un operatore EniPower.
ASPETTI AMBIENTALI IN CONDIZIONI
DI EMERGENZA
Anche nel 2007 viene confermato che le attività svolte nello
Stabilimento EniPower di Ferrera Erbognone non rientrano
nel campo di applicazione del D.Lgs 334/99 “Attuazione
della direttiva 96/82 CE relativa al controllo dei pericoli di
incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze
pericolose”.
Ciò nonostante, essendo lo Stabilimento confinante con
altri soggetti alla suddetta normativa, sono adottate
procedure di gestione delle emergenze, che tengono
conto del Piano di Emergenza Esterno del complesso
industriale.
L’elenco degli incidenti ritenuti probabili che possono
generare impatti sulla sicurezza e sull’ambiente è presente
nella precedente Dichiarazione Ambientale ed è rimasto
invariato.
ASPETTI AMBIENTALI INDIRETTI
Gli Aspetti Ambientali Indiretti sono quegli aspetti sui quali
l’organizzazione non ha un controllo gestionale diretto, ma
sui quali può esercitare una influenza. L’elenco degli Aspetti
Ambientali Indiretti e la loro descrizione in dettaglio è presente nella precedente Dichiarazione Ambientale ed è
rimasto invariato. Riassumendo sono stati presi in considerazione l’utilizzo di:
• Fornitori / Appaltatori
• Clienti
LA SIGNIFICATIVITÀ DEGLI ASPETTI
AMBIENTALI
La Valutazione degli Aspetti Ambientali permette di
determinare la significatività degli impatti ambientali ad essi
connessi. Essa viene elaborata secondo la procedura
aziendale RIS.HSE.PG-02.
43
G L I A S P E T T I A M B I E N TA L I
In particolare il raggiungimento dell’obiettivo n° 13
(Riduzione della quantità di Rifiuti Pericolosi) ha modificato
la significatività dell’Aspetto Ambientale relativo alla
Produzione dei Rifiuti, come mostrato in Figura 32:
ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI
Nel corso del 2007, la chiusura di alcuni obiettivi del Piano
di Miglioramento 2007-2009 ha portato alla modifica della
Valutazione degli Aspetti Ambientali Diretti.
Fig. 32 – Significatività degli aspetti ambientali diretti in condizioni normali e anomale
Emissioni in Atmosfera
Scarichi idrici
Produzione rifiuti
Qualità del suolo e della falda
Risorse idriche
Risorse naturali ed energetiche
Rumore
Emissioni di Odori
Radiazioni Elettromagnetiche
Strutture e apparecchiature con amianto
Sostanze pericolose per l’ozono /PCB
Impatto visivo
0
2
4
6
8
10
12
14
16
18
20
Aspetto Ambientale attualmente trascurabile
Sono sufficienti i controlli gestionali esistenti / impiantistica installata
Sono necessari interventi impiantistici o procedurali da inserire nel Piano di Miglioramento
Dal grafico si evidenzia come, a differenza di quanto
riportato nella valutazione del 2006, per l’Aspetto
Ambientale relativo alla Produzione dei Rifiuti siano
sufficienti i controlli gestionali esistenti. Infatti
l’elaborazione della nuova Istruzione Operativa
Uno scorcio di un corso d’acqua.
44
ERBO.SETE.IS-02 riporta le modalità di gestione controllata
nelle operazioni riguardanti l’utilizzo di olio lubrificante per
macchine rotanti in modo da minimizzare la
contaminazione degli olii (recuperabili) con sostanze
pericolose (solventi, etc.).
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
La mancanza di variazioni sostanziali impiantistiche ed
organizzative nel corso del 2007 consente di confermare la
Valutazione degli Aspetti Ambientali Diretti in condizioni di
Emergenza riportata in Tabella 9:
ASPETTI AMBIENTALI DIRETTI IN CONDIZIONI
DI EMERGENZA
Tab 9 – Valutazione della significatività degli aspetti ambientali in condizioni di emergenza
Aspetto ambientale in condizione di emergenza
Valutazione
Considerazione a supporto della valutazione
Rottura tubazione gas naturale/ gas di sintesi
NON SIGNIFICATIVO
(a); (b); (c); (d); (e); (f)
Contaminazione del terreno
NON SIGNIFICATIVO
(a); (b); (c); (d); (e); (f)
Incendio dei trasformatori o di parti di impianto
NON SIGNIFICATIVO
(a); (b); (c); (d); (e); (f)
Emissioni in atmosfera superiori ai limiti autorizzati
NON SIGNIFICATIVO
(a); (b); (c); (d); (f)
Rottura tubazione vapore
NON SIGNIFICATIVO
(a); (b); (c); (d); (e); (f)
La mancanza di variazioni sostanziali impiantistiche ed
organizzative nel corso del 2007 consente di confermare la
Valutazione degli Aspetti Ambientali Indiretti riportata in
Figura 33:
ASPETTI AMBIENTALI INDIRETTI
Fig. 33 – Significatività degli aspetti ambientali indiretti
Distribuzione prodotto - vapore
Distribuzione prodotto - EE
Smaltimento rifiuti
Gestione scarichi idrici
Approvvigionamento utilities
Approvvigionamento combustibili
Approvvigionamento chemicals
Laboratori analisi fumi
Laboratori analisi acque
Prestazioni meccaniche
Prestazioni elettrostrumentali
Prestazioni edili
Prestazioni controlli ND
Controllo dispositivi antincendio
Prestazioni pulizia/facchinaggi
Prestazioni residuali
0
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
Aspetto Ambientale attualmente trascurabile
Aspetto parzialmente sotto controllo dell’Organizzazione – ad oggi non sono necessari interventi
Aspetto fuori controllo dell’Organizzazione – sono da prevedere degli interventi
45
46
Profilo della Società
Lo stabilimento e l’ambiente che lo circonda
Il Sistema di Gestione Ambientale
Gli Aspetti Ambientali
Piano di Miglioramento
Protocolli ambientali,
norme e leggi di riferimento
47
P I A N O D I M I G L I O R A M E N TO
Piano di Miglioramento
La Direzione dello Stabilimento di Ferrera Erbognone ha
confermato il Piano di Miglioramento triennale 2007-2009
che è stato elaborato in maniera tale da rispondere
adeguatamente agli Aspetti Ambientali risultati significativi
nella Valutazione degli Aspetti Ambientali.
La Tabella 10 illustra il prospetto riassuntivo in cui si riportano
gli Aspetti Ambientali esaminati e quelli che sono stati inseriti
nel Piano di Miglioramento, per ognuno dei quali è stata
elaborata una scheda di attuazione con l’evidenza delle
responsabilità, risorse, tempistiche e stato di avanzamento.
Tab. 10 – Riepilogo degli Aspetti Ambientali inseriti nel Piano di Miglioramento
Aspetti ambientali esaminati
Emissioni in atmosfera
Scarichi idrici
Produzione rifiuti
Qualità del suolo e della falda
Risorse idriche
Risorse naturali ed energetiche
Rumore
Emissioni di odori
Radiazioni elettromagnetiche
Strutture ed apparecchiature contenenti amianto
Sostanze pericolose per l’ozono / PCB
Impatto visivo
Avanzamento Piano di Miglioramento
Relativamente al Piano di Miglioramento 2007-2009 si
segnala che, durante il 2007, sono stati chiusi i seguenti
obiettivi:
Scheda n° 1
• Riduzione della concentrazione di NOx (mg/Nm3) del
Turbogas TG1.
Scheda n° 2
• Riduzione della concentrazione di NOx (mg/Nm3) del
Turbogas TG2.
Scheda n° 3
• Riduzione della concentrazione di NOx (mg/Nm3) del
Turbogas TG3.
Scheda n° 4
• Miglioramento del sistema di tenuta e di monitoraggio
fughe syngas per accrescere l’affidabilità e la salvaguardia
dell’ambiente e del personale.
48
Valutazione
della significatività
Significativo
Significativo
Non significativo
Non significativo
Significativo
Significativo
Significativo
Non significativo
Non significativo
Non significativo
Non significativo
Non significativo
Aspetti ambientali oggetto
di miglioramento
X
X
X
X
X
X
Scheda n° 5
• Riduzione della concentrazione di NOx (mg/Nm3) in
avviamento del Turbogas TG1.
Scheda n° 7
• Riduzione del consumo di gas naturale a seguito di
alimentazione del Turbogas del Gruppo 3 a gas di sintesi.
• Utilizzo ad alto rendimento (48%) e basse emissioni di un
gas derivato da residui di raffinazione.
Scheda n° 9
• Riduzione reintegro acqua demi e miglioramento
rendimento Gruppo 2.
Scheda n° 13
• Riduzione della quantità di Rifiuti Pericolosi.
Nelle pagine seguenti vengono riportate le Schede di
Attuazione del Piano di Miglioramento aggiornate al 31
dicembre 2007.
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Scheda di Attuazione n° 1 – Componente ambientale: Emissioni in atmosfera
Obiettivi
Responsabilità
Stato di avanzamento %
100
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
OBIETTIVOAttività
RAGGIUNTO
PROD 06
Riduzione della concentrazione di NOx (mg/Nm3)
del Turbogas TG1.
Responsabile
Servizi tecnici
Importo €
Scadenza
890.000 €
31/12/2007
Traguardi
1 Modifica sistema bruciatori DLN per migliorare l’uniformità di miscelazione e di fiamma nella turbina riducendo il valor medio
annuo di concentrazione (mg/Nm3) di NOx del 2% rispetto al valore medio del 2005 (da 41,6 mg/Nm3 a 40,8 mg/Nm3).
N°
Peso %
1
10
Progettazione a cura di Ansaldo Energia di un
sistema di bruciatori PREMIX a nove fori.
2
10
3
Intervento (descrizione)
Realizzazione
Verifica
100
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
di Stabilimento
Elaborazione proposta di investimento
ed emissione del contratto di acquisto.
100
Responsabile Servizi Tecnici
10
Montaggio dei componenti in occasione
della revisione generale del Turbogas Gruppo 1.
100
4
35
Utilizzo del Turbogas Gruppo 1 con i nuovi
componenti installati.
100
5
35
Ottimizzazione della combustione verifica
del risultato atteso.
100
Obiettivo raggiunto con successo: il
Responsabile
valore della concentrazione
di NOx del
di Stabilimento
3
turbogas TG1 30,2 mg/Nm registrato
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
al 31 dicembre 2007 risulta
ridotto
di Stabilimento
di oltre il 2% del valore della
Responsabile
Servizi Tecnici
Responsabile
concentrazione
di NOx registrato
nel
di Stabilimento
3
2005 e pari a 41,6 mg/Nm .
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
di Stabilimento
Eseguita
Responsabilità
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Scadenza
V
31/12/2005
V
30/03/2006
V
30/06/2006
V
31/12/2006
V
31/12/2007
Scheda di Attuazione n° 2 – Componente ambientale: Emissioni in atmosfera
Obiettivi
Responsabilità
Stato di avanzamento %
100
Riduzione della concentrazione di NOx (mg/Nm3)
del Turbogas TG2.
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
OBIETTIVO
RAGGIUNTO
Attività
PROD 06
Responsabile
Servizi tecnici
Importo €
Scadenza
400.000 €
31/12/2007
Traguardi
1 Realizzazione sperimentale sistema di umidificazione aria aspirazione compressore (fogging) e valutazione miglioramento prestazione ambientale di emissione NOx nel periodo primaverile ed estivo. Risultato atteso da verificare a seguito sperimentazione: riduzione della concentrazione annua di NOx di 1 mg/Nm3 per l'anno 2007.
N°
Peso %
1
10
Progettazione ed emissione specifiche da parte
di Ansaldo Energia di sistema di fogging.
100
2
10
Realizzazione e montaggio sistema di fogging.
100
3
10
Commisioning e messa a punto sistema di fogging.
100
4
70
Utilizzo fogging e valutazione miglioramento
emissioni NOx periodo Aprile – Settembre 2007.
100
Intervento (descrizione)
Obiettivo raggiunto con successo: si
Verifica
stima sperimentalmente che la riduzione
Responsabile
Servizi Tecnici annua
Responsabile
della concentrazione
di NOx
di Stabilimento
per il 2007, determinata dall'utilizzo del
Responsabile
Tecnici
Responsabile
fogging, Servizi
è pari
a 1,17
mg/Nm 3
di Stabilimento
(riferimento file excel di calcolo "NOx Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
fogging TG2_PdM Scheda nr
di 2.xls").
Stabilimento
Realizzazione
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
Eseguita
Responsabilità
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Scadenza
V
31/01/2006
V
30/06/2006
V
31/10/2006
V
31/12/2007
49
P I A N O D I M I G L I O R A M E N TO
Scheda di Attuazione n° 3 – Componente ambientale: Emissioni in atmosfera
Obiettivi
Responsabilità
Stato di avanzamento %
100
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
OBIETTIVOAttività
RAGGIUNTO
PROD 06
Riduzione della concentrazione di NOx (mg/Nm3)
del Turbogas TG3.
Responsabile
Servizi tecnici
Importo €
Scadenza
10.000 €
31/12/2008
Traguardi
1 Riduzione attesa di 0,5 mg/Nm3h nel 2007 ed ulteriori 0,5 mg/Nm3h nel 2008 attraverso Ottimizzazione della regolazione
del vapore di abbattimento di NOx rispetto alla concentrazione media del 2006 nel solo funzionamento a Syngas.
Intervento (descrizione)
1
20
1A Modifica parametri regolazione e verifica
sperimentale.
100
2
30
Esercizio della turbina dopo aver apportato le
modifiche.
Verifica del risultato atteso per il 2007.
100
3
20
2A Modifica parametri regolazione e verifica sperimentale.
100
4
30
Esercizio della turbina dopo aver apportato
le modifiche.
Verifica del risultato atteso per il 2008.
100
Realizzazione
Verifica
Obiettivo diraggiunto
successo: la
Responsabile
Produzionecon Responsabile
di
Stabilimento
concentrazione annua di NOx
per il
3
2007
(41,6
mg/Nm
riferimento
file
Responsabile di Produzione Responsabile
di Stabilimento
excel di calcolo "Report Emissioni
Anno
2007.xls") risulta ridotta di oltre 1
mg/Nm3 rispetto
alla concentrazione
Responsabile
di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
media del 2006 nel solo funzionamento
a Syngas (43,1
mg/Nm3 - riferimento
file
Responsabile
di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
excel di calcolo "Calcolo NOx
SYNGAS
Anno 2006.xls").
Eseguita
Responsabilità
Stato di
avanzamento
%
N°
Peso %
Programmi
Scadenza
V
31/12/2006
V
31/12/2007
V
31/12/2007
V
31/12/2008
Scheda di Attuazione n° 4 – Componente ambientale: Emissioni in atmosfera
Obiettivi
Stato di avanzamento %
Responsabilità
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
Responsabile
Servizi tecnici
Attività PROD 12
100
Miglioramento del sistema di tenuta e di monitoraggio
fughe syngas per accrescere l’affidabilità e la salvaguardia dell’ambiente e del personale.
OBIETTIVO RAGGIUNTO
Importo €
Scadenza
20.000 €
31/12/2007
Traguardi
1 Installazione di ulteriori 4 rilevatori fissi di CO e configurazione allarmi per diverse aree di impianto.
2 Sostituzione 4 flange di accoppiamento critiche con flange a tenuta migliorata.
N°
Peso %
Intervento (descrizione)
1
10
Analisi stato di fatto e proposta miglioramento.
100
2
30
Sostituzione flange di accoppiamento critiche.
100
3
30
Installazione estensione impianto rilevatori CO.
100
4
30
Esercizio dei sistemi e Verifica funzionamento.
100
50
Obiettivo raggiunto con successo:
effettuata sia l'installazione di 4 rilevaRealizzazione
Verifica
tori fissi di CO e sia la configurazione
Responsabile
Servizi
Tecnici
allarmi per
diverse
aree Responsabile
di impianto
di Stabilimento
(riferimento documentale
Permesso
di Lavoro Servizi
n° 6243
- 6273);
effettuata
Responsabile
Tecnici
Responsabile
la sostituzione di 4 flangedidiStabilimento
accoppiamento critiche
con flange
a tenuta
Responsabile
di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
migliorata (riferimento documentale
Permessodi di
Lavoro n°Responsabile
G30921 Responsabile
Produzione
di Stabilimento
G30920) .
Eseguita
Responsabilità
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Scadenza
V
31/08/2006
V
31/12/2006
V
01/03/2007
V
31/12/2007
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Scheda di Attuazione n° 5 – Componente ambientale: Emissioni in atmosfera
Obiettivi
Responsabilità
Stato di avanzamento %
100
Riduzione della concentrazione di NOx (mg/Nm3) in
avviamento del Turbogas TG1.
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
OBIETTIVOAttività
RAGGIUNTO
PROD 22
Responsabile
Servizi tecnici
Importo €
Scadenza
Vedi Scheda
N° 1
31/12/2007
Traguardi
1 Riduzione ore di funzionamento in modalità di combustione a diffusione/mista per ciascun avviamento mediante implementazione
logica di anticipo modalità combustione a premix da 100 MW al full speed no-load su Turbogas TG1. Riduzione attesa di 1,5 ore per
ogni avviamento.
N°
Peso %
1
10
Progettazione modifiche logiche Turbogas Gruppo
1 da parte di Ansaldo Energia.
100
2
10
Implementazione logiche durante fermata.
100
3
80
Gestione avviamenti nel nuovo assetto e verifica
risultato atteso.
100
Intervento (descrizione)
Obiettivo raggiunto con successo: la
Verifica
riduzione stimata delle ore di
Responsabile
Servizi Tecnici
Responsabile
funzionamento
in modalità
di
di Stabilimento
combustione a diffusione/mista per
ciascun Servizi
avviamento
mediante
Responsabile
Tecnici
Responsabile
di Stabilimento
implementazione logica di
anticipo è
pari
a
3
h
per
avviamento
(riferimento
Responsabile di Produzione Responsabile
di Stabilimento
file excel "Avviamento diffusione_PdM
Scheda nr 5.xls").
Realizzazione
Eseguita
Responsabilità
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Scadenza
V
31/12/2005
V
30/06/2006
V
31/12/2007
Scheda di Attuazione n° 6 – Componente ambientale: Risorse naturali ed energetiche
Obiettivi
Stato di avanzamento %
Responsabilità
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
Responsabile
di Produzione
Attività PROD 03
73
Aumento della efficienza nell'utilizzo di risorse
energetiche e naturali.
Importo €
Scadenza
15.000 €
31/12/2008
Traguardi
1 Aumento atteso dell'efficienza media di centrale di 0,1 % mediante realizzazione piano di lavaggio condensatore per il mantenimento
della pulizia dei condensatori e sostituzione filtri aria aspirazione dei Turbogas con nuovi filtri misti in fibra di vetro.
Responsabilità
Verifica
Scadenza
100
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
V
31/12/2006
Installazione nuovi filtri sui Turbogas Gruppo 1 - 2 - 3.
100
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
di Stabilimento
V
31/12/2007
Attuazione piano lavaggi e Verifica
miglioramento efficienza con nuovi filtri.
40
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
N°
Peso %
Realizzazione
Eseguita
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Intervento (descrizione)
1
10
Stesura piano di lavaggio condensatori.
2
45
3
45
31/12/2008
51
P I A N O D I M I G L I O R A M E N TO
Scheda di Attuazione n° 7 – Componente ambientale: Risorse naturali ed energetiche
Obiettivi
Responsabilità
Stato di avanzamento %
100
1 Riduzione del consumo di gas naturale a seguito
di alimentazione del Turbogas TG3 a gas di sintesi.
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
OBIETTIVOAttività
RAGGIUNTO
PROD 06
Responsabile
di Produzione
Importo €
Scadenza
4.000.000 €
31/12/2007
2 Utilizzo ad alto rendimento (48%) e basse emissioni
di un gas derivato da residui di raffinazione.
Traguardi
1 Riduzione del 15% della quantità di Gas Naturale consumata dalla Centrale rispetto ai consumi del 2005 attraverso l'avviamento
del sistema integrato gassificazione TAR (Eni R&M) - Turbogas TG3 (EniPower).
N°
Peso %
1
30
Avviamento Turbogas Gruppo 3 ed ottimizzazione
a syngas.
100
2
70
Esercizio nel nuovo assetto dei gruppi a regime e
Verifica del risultato atteso.
100
Intervento (descrizione)
Obiettivo raggiunto con successo: la
riduzione della quantità di Gas
Realizzazione
Verifica
Naturale consumata dalla Centrale
Responsabile
rispetto diaiProduzione
consumi Responsabile
del 2005
di Stabilimento
attraverso l'avviamento del sistema
integrato gassificazione
(Eni R&M)
Responsabile
di Produzione TAR
Responsabile
di Stabilimento
- Turbogas TG3 (EniPower)
è pari al
25% (riferimento file excel "Consumi
Gas Naturale_PdM Scheda nr 7.xls").
Eseguita
Responsabilità
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Scadenza
V
31/12/2006
V
31/12/2007
Scheda di Attuazione n° 8 – Componente ambientale: Risorse naturali ed energetiche
Obiettivi
Stato di avanzamento %
Responsabilità
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
Responsabile
di Stabilimento
Attività PROD 08
40
Massimizzazione degli indici di cogenerazione (IRE, LT)
dei cicli combinati 1,2 e 3.
Importo €
Scadenza
N.A.
31/12/2009
Traguardi
1 Massimizzazione indici di cogenerazione ciclo combinato 1 (target: IRE 5 LT 10).
2 Massimizzazione indici di cogenerazione ciclo combinato 2 (target: IRE 5 LT 10).
3 Massimizzazione indici di cogenerazione ciclo combinato 3 (target: IRE 10 LT 15).
Verifica
Eseguita
Scadenza
100
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
V
31/12/2006
100
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
V
31/12/2007
Gestione assetti degli impianti tale da
massimizzare gli indici di cogenerazione
(IRE, LT e Verifica dei risultati anno 2008).
0
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
31/12/2008
Gestione assetti degli impianti tale
da massimizzare gli indici di cogenerazione
(IRE, LT e Verifica dei risultati anno 2009).
0
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
31/12/2009
Peso %
Realizzazione
N°
1
10
Monitoraggio in esercizio parametri
di cogenerazione (IRE, LT).
2
30
Gestione assetti degli impianti tale
da massimizzare gli indici di cogenerazione
(IRE, LT e Verifica dei risultati anno 2007).
3
30
4
30
52
Responsabilità
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Intervento (descrizione)
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Scheda di Attuazione n° 9 – Componente ambientale: Risorse Idriche
Obiettivi
Responsabilità
Stato di avanzamento %
100
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
OBIETTIVOAttività
RAGGIUNTO
PROD 08
Riduzione reintegro acqua demi e miglioramento
Gruppo 2.
Responsabile
di Produzione
Importo €
Scadenza
15.000 €
31/12/2007
Traguardi
1 Riduzione consumo acqua demi atteso 5 t/h e miglioramento rendimento atteso + 0,1 % sostituzione valvole di drenaggio generatore
a vapore a Recupero Gruppo 2 con valvole a miglior tenuta.
10
Intervento (descrizione)
Individuazione valvole soggette a tra filamento
eccessivo tramite analisi termografica.
100
2
10
Acquisto valvole in sostituzione e stipula
contratto manutenzione.
100
3
40
Effettuazione intervento in fermata generale.
100
4
40
Esercizio impianto e Verifica risultato atteso.
100
Realizzazione
Verifica
Eseguita
1
Responsabilità
Stato di
avanzamento
%
N°
Peso %
Programmi
Scadenza
Responsabile di Produzione
Responsabile
V
31/08/2006
V
30/10/2006
V
28/02/2007
V
31/12/2007
Stabilimento
Obiettivo raggiunto con disuccesso:
la
riduzione
del
consumo
di
acqua
demi
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
è pari a 14 t/h; verificato di
unStabilimento
miglioramento delServizi
rendimento
a 0,128%
Responsabile
Tecnici pari
Responsabile
di Stabilimento
(riferimento file excel "Consumo
Acqua
Demi_PdM Scheda nr 9.xls").
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
Scheda di Attuazione n° 10 – Componente ambientale: Risorse Idriche
Obiettivi
Stato di avanzamento %
1 Ridurre consumo di acqua di superficie.
2 Ridurre consumo dei reagenti chimici.
Responsabilità
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
Responsabile
di Produzione
Attività PROD 27
86
Importo €
Scadenza
10.000 €
31/12/2008
Traguardi
1 Riduzione del consumo annuo di acqua di superficie di circa 4000 m3
2 Riduzione del consumo annuo di Ipoclorito del 15% circa rispetto al consumo annuo 2006 attraverso implementazione sistema TRASAR 3D
per il controllo in continuo dei parametri chimici delle acque di torre al fine di minimizzare il reintegro di acqua ed il consumo
di reagenti chimici.
Responsabilità
Verifica
Scadenza
100
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
V
31/03/2007
Approvvigionamento materiali.
100
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
V
30/06/2007
20
Realizzazione modifiche impiantistiche.
100
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
di Stabilimento
V
31/12/2007
4
20
Attivazione del sistema.
100
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
V
30/03/2008
5
20
Monitoraggio dei risultati.
30
N°
Peso %
Realizzazione
Eseguita
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Intervento (descrizione)
1
20
Analisi di fattibilità.
2
20
3
Responsabile
di Stabilimento
31/12/2008
53
P I A N O D I M I G L I O R A M E N TO
Scheda di Attuazione n° 11 – Componente ambientale: Scarichi Idrici
Obiettivi
Stato di avanzamento %
Responsabilità
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
Responsabile
di Produzione
Attività PROD 17
59
Miglioramento monitoraggio acque reflue inviate
alla Raffineria e monitoraggio acque di falda.
Importo €
Scadenza
10.000 €
30/06/2008
Traguardi
1 Elaborazione ed attuazione del piano di monitoraggio acque reflue e acque di falda.
N°
Peso %
Intervento (descrizione)
1
30
Progettazione piano di monitoraggio interno.
2
40
3
40
Eseguita
Responsabilità
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Scadenza
V
01/03/2007
Realizzazione
Verifica
100
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
Realizzazione piano.
50
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
01/03/2008
Valutazione risultati ed archiviazione dati.
30
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
30/06/2008
Scheda di Attuazione n° 12 – Componente ambientale: Rumore e vibrazioni
Obiettivi
Stato di avanzamento %
Responsabilità
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
Responsabile
HSEQ
Attività PROD 06
50
Riduzione del livello sonoro di esposizione.
Importo €
Scadenza
50.000 €
31/12/2008
Traguardi
1 Studio e realizzazione di barriere fonoassorbenti nelle aree critiche di impianto (area Pompe alimento e Pompe ricircolo Eco Caldaia).
Responsabilità
Verifica
Scadenza
100
Responsabile HSEQ
Responsabile
di Stabilimento
V
30/06/2007
100
Responsabile HSEQ
Responsabile
di Stabilimento
V
31/12/2007
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
di Stabilimento
30/06/2008
Responsabile
di Stabilimento
31/12/2008
N°
Peso %
Realizzazione
Eseguita
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Intervento (descrizione)
1
25
Rilievi fonometrici.
2
25
Studio per progetto di realizzazione barriere
fonoassorbenti.
3
25
Realizzazione progetto.
0
4
25
Verifica dei risultati.
0
54
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Scheda di Attuazione n° 13 – Componente ambientale: Produzione Rifiuti
Obiettivi
Responsabilità
Stato di avanzamento %
100
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
OBIETTIVOAttività
RAGGIUNTO
SETE MECC 5
Riduzione della quantità di Rifiuti Pericolosi.
Responsabile
HSEQ
Importo €
Scadenza
N.A.
31/12/2007
Traguardi
Eseguita
Peso %
Stato di
avanzamento
%
Obiettivo raggiunto con successo:
attraverso
l'applicazione
1 Gestione controllata nelle operazioni riguardanti l'utilizzo di olio lubrificante
per macchine
rotantidell'istruzione
in modo da minimizzare
la contaminazione degli olii (recuperabili) con sostanze pericolose (solventi,
etc.).
operativa ERBO.SAQU.IS-02 esiste una
gestione controllata nelle operazioni
riguardanti l'utilizzo di olio lubrificante
Programmi
Responsabilità
- Rif.to documentale “Rapporto di
caratterizzazione rifiuti n° 2701608002 del 31/08/2007”. In particolare
N°
Intervento (descrizione)
Realizzazione
Verifica del
Scadenza
relativamente alla produzione
Rifiuto
CER
130205*
Scarti
di
olio
mine1 50 Emissione di Istruzione Operativa per procedurare 100
Responsabile HSEQ
Responsabile
V 30/06/2007
in modo dettagliato le operazioni di sostituzione
Stabilimento
rale per motori, ingranaggi,dilubrificazioolio lubrificante di macchine rotanti
ne non clorurati si evidenzia come nel
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
V 31/12/2007
2007 la quantità prodottadisiStabilimento
sia ridotta
2 50 Applicazione dell'Istruzione Operativa
100
e Monitoraggio dei risultati.
a 1,19 tonnellate contro le 4,59 tonnellate prodotte nel corso del 2006.
Scheda di Attuazione n° 14 – Componente ambientale: Radiazioni Elettromagnetiche, Impatto Visivo, Emissioni in atmosfera
Obiettivi
Stato di avanzamento %
Responsabilità
Riferimento al Registro
Aspetti Ambientali
Responsabile
Servizi Tecnici
Attività PROD 13
37,5
1 Riduzione di Radiazioni elettromagnetiche.
2 Riduzione di Impatto visivo.
Importo €
Scadenza
14.800.000 €
30/06/2009
3 Riduzione di Emissioni in atmosfera di Raffineria
(in caso di black-out).
Traguardi
1 Realizzazione di un cavidotto interrato a 130 kV per l'alimentazione elettrica della raffineria in sostituzione di una linea aerea.
2 Abilitazione dei Gruppi 1 e 2 al funzionamento in Isola di Raffineria in caso di black-out.
Responsabilità
Verifica
Scadenza
100
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
di Stabilimento
V
31/12/2005
Elaborazione progetto di massima e bando
di gara.
100
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
di Stabilimento
V
30/06/2006
5
Aggiudicazione contratti.
100
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
di Stabilimento
V
31/12/2006
4
75
Realizzazione opera.
30
Responsabile Servizi Tecnici
Responsabile
di Stabilimento
30/06/2008
5
10
Esercizio dell'impianto nel nuovo assetto
e Verifica dei risultati.
0
Responsabile di Produzione
Responsabile
di Stabilimento
30/06/2009
N°
Peso %
Realizzazione
Eseguita
Stato di
avanzamento
%
Programmi
Intervento (descrizione)
1
5
Elaborazione proposta di investimento.
2
5
3
55
56
Profilo della Società
Lo stabilimento e l’ambiente che lo circonda
Il Sistema di Gestione Ambientale
Gli Aspetti Ambientali
Piano di Miglioramento
Protocolli ambientali,
norme e leggi di riferimento
57
P ROTO CO L L I A M B I E N TA L I , N O R M E E L EG G I D I R I F E R I M E N TO
Protocolli ambientali, norme e leggi di riferimento
Protocolli Ambientali sottoscritti
Regione Lombardia, Provincia di Pavia, ARPA
Protocollo n.8329 del 11 agosto 2005 e relativo addendum
del 28 ottobre 2005 per la gestione dei superamenti dei
limiti di emissione della centrale.
– Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro – Energia e
Petrolio
– Codice di comportamento dell’Eni
Principali leggi applicabili
ARPA Lombardia
Convenzione per la gestione di una centralina di rilevamento della qualità dell’aria e di una centralina meteo del 18
luglio 2006.
EMISSIONI IN ATMOSFERA
Comune di Ferrera Erbognone
Convenzione per l’istituzione di una Commissione di Alta
Sorveglianza ambientale del 13 maggio 2002.
D.Lgs. 4 Agosto 1999, n° 372
Attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione
e riduzione integrate dell’inquinamento.
Norme di riferimento
Il Sistema di Gestione di Ambiente e Sicurezza descritto si
riferisce ai requisiti ed ai principi indicati nelle seguenti
normative:
– Norma UNI ISO 14004:2004
Sistemi di gestione ambientale – Linee guida generali su
principi, sistemi e tecniche di supporto
– Norma UNI EN ISO 14001:2004
Sistemi di gestione ambientale – Requisiti e guida per l’uso
– Norma UNI EN ISO 19011
Linee guida per gli audit dei sistemi di gestione per la
qualità e/o di gestione ambientale
– Regolamento (CE) n° 761/2001
del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 marzo
2001 sull’adesione volontaria delle organizzazioni a un
sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS)
– Regolamento (CE) n°196/2006
della Commissione del 3 Febbraio 2006 che modifica
l’allegato I del regolamento (CE) n° 761/2001del
Parlamento europeo e del Consiglio per tener conto
della norma europea EN ISO 14001:2004 e che abroga la
decisione 97/265/CE
58
D. Lgs. 3 aprile 2006, n° 152
Norme in materia ambientale.
Decreto Ministero delle Attività Produttive n.11/2002
del 18 luglio 2002
Autorizzazione all’installazione e all’esercizio della centrale
a ciclo combinato di Ferrera Erbognone, della potenza
elettrica di 1000 MW.
D. Lgs. 4 Aprile 2006, n° 216
Attuazione delle Direttive 2003/87 e 2004/101/CE in
materia di scambio di quote di emissioni dei gas a effetto
serra nella Comunità, con riferimento ai meccanismi di
progetto del protocollo di Kyoto.
Decreto Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio del 28 Dicembre 2004, DEC/RAS/2179/2004 e
DEC/RAS/65/2006
Autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra ai sensi del
D.Lgs. 12 Novembre 2004, n° 273 e Ricognizione delle
autorizzazioni ad emettere gas ad effetto serra rilasciate
con decreti DEC/RAS/2179/2004, DEC/RAS/013/2005 ai sensi
del D. Lgs. 12 Novembre 2004, n° 273, convertito in legge,
con modificazioni, dalla legge 30 dicembre 2004, n° 316.
DEC/RAS/074/2006
Assegnazione e rilascio delle quote di CO2 per il periodo
2005-2007.
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
SCARICHI IDRICI
D. Lgs. 3 Aprile 2006, n° 152
Norme in materia ambientale.
D.M. 6 Novembre 2003, n° 367
Regolamento concernente la fissazione di standard di
qualità nell’ambiente acquatico per le sostanze pericolose,
ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 11
maggio 1999, n° 152.
SMALTIMENTO DEI RIFIUTI
D. Lgs. 3 Aprile 2006, n° 152
Norme in materia ambientale.
Decreto Ministero dell’Ambiente e della Tutela del
Territorio del 3 Agosto 2005
Definizione dei criteri di ammissibilità dei rifiuti in discarica.
RUMORE
D.P.C.M. 1° Marzo 1991
Limiti massimi di esposizione al rumore negli ambienti
abitativi e nell’ambiente esterno.
Legge 26 Ottobre 1995, n° 447
Legge quadro sull’inquinamento acustico.
D.P.C.M. 14 Novembre 1997
Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore.
D.P.C.M. 8 Luglio 2003
Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e
degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione
dalle esposizioni a campi elettici e magnetici alla frequenza
di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti.
SALUTE E SICUREZZA
D.Lgs. 19 Settembre 1994, n° 626
Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE,
89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE,
90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE,
98/24/CE, 99/38/CE e 99/92/CE riguardanti il miglioramento
della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.
D.Lgs.14 Agosto 1996, n° 494
Attuazione della direttiva 92757/CEE concernente le
prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei
cantieri temporanei o mobili.
Per assicurare l’identificazione delle prescrizioni legali, altre
prescrizioni e degli adempimenti amministrativi di interesse
dello Stabilimento e per garantire la diffusione alle strutture
operative, il Responsabile di Stabilimento ha accesso alla
normativa comunitaria, nazionale e regionale e a lui giungono
tutte le comunicazioni degli Enti esterni.
Legge 3 agosto 2007, n. 123
Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul
lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della
normativa in materia.
D. Lgs. 10 Aprile 2006, n°195
Attuazione della direttiva 2003/10/CE relativa all’esposizione
dei lavoratori ai rischi derivanti dagli agenti fisici (rumore).
CONTAMINAZIONE DEL SUOLO E DELLA FALDA
D.M. 25 Ottobre 1999, n° 471
Regolamento recante criteri, procedure e modalità per la
messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei
siti inquinati, ai sensi dell’art. 17 del D.lgs. 5.2.97 n° 22 e
successive modifiche ed integrazioni.
CAMPI ELETTROMAGNETICI
D.P.C.M. 23 Aprile 1992
Limiti massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico
generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz) negli
ambienti abitativi e nell'ambiente esterno.
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60
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
Glossario
Unità di misura e prefissi
utilizzati nel testo
Unità di misura usate nel testo
Grandezza
Corrente elettrica
Unità
Simbolo
Sottomultipli
micro
milli
10–6
10–3
kilo
103
Multipli
Mega
Giga
106
109
Tera
1012
Ampere
A
Densità di flusso magnetico
Tesla
T
Energia
Joule
J
kJ
MJ
GJ
TJ
Energia
Wattora
Wh
kWh
MWh
GWh
TWh
metro
m
MW
GW
TW
Lunghezza
Peso
Portata in peso
Portata in volume
Potenza
Potenziale elettrico
Pressione
Volume (1)
grammi
g
Chilogrammi/ora
kg/h
Metri cubi/ora
m3/h
Watt
W
mA
μT
mT
mm
μg
mg
km
kg
t/h
l/h
kW
μV
Volt
V
bar
bar
mbar
mV
Metri cubi
m3
l
kV
(1) Nel
testo si cita anche volume in condizioni standard (volume di un gas riferito ad una temperatura di 15 °C e una pressione atmosferica di 1 bar) e volume in condizioni
normali (volume di un gas riferito ad una temperatura di 0 °C e una pressione atmosferica di 1 bar).
Acronimi utilizzati nel testo
CC
D.Lgs.
EMAS
GHG
HSEQ
ISO
PCB
T.E.P.
Ciclo Combinato
Decreto Legislativo
Environmental Management and Audit Scheme
Greenhouse Gases (gas a effetto serra)
Health Safety and Quality Evironment
(Salute, Sicurezza, Ambiente e Qualità)
International Standard Organization
Policlorobifenili
Tonnellate equivalenti petrolio
61
G LOS S A R I O
Glossario
ACQUE, impianto di trattamento delle
Impianto che, attraverso uno o più processi di carattere
meccanico, fisico, chimico e biologico, consente
l’eliminazione di sostanze nocive dai liquidi. I trattamenti
meccanici hanno la funzione di separare gran parte dei
materiali in sospensione, mentre i trattamenti biologici
operano la degradazione delle sostanze organiche ad opera
di particolari microrganismi. Infine i trattamenti chimicofisici consistono essenzialmente nell’insolubilizzazione e
nella successiva separazione di sostanze disciolte
ANIDRIDE CARBONICA (CO2)
Gas incolore, inodore, insapore, più pesante dell’aria, che si
forma in tutti i processi di combustione, respirazione,
decomposizione di materiale organico, per ossidazione
totale del carbonio: è presente in atmosfera per lo 0,03% in
volume ed è il reagente fondamentale per la fotosintesi
clorofilliana, indispensabile alla vita vegetale. E’ uno dei
principali gas a effetto serra.
APAT
L'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente e per i Servizi
Tecnici è stata istituita dal D. Lgs. n. 300 del 30 luglio 1999,
ed è nata ai sensi del D.P.R. 207 del 8/8/2002 dalla fusione tra
l'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente (ANPA,
che ai sensi della legge 21 gennaio 1994, n. 61 aveva
acquisito dalle USL le competenze in materia di controlli
ambientali) e il Dipartimento per i Servizi tecnici nazionali
della Presidenza del Consiglio dei Ministri. APAT svolge
attività tecnico-scientifiche di interesse nazionale per la
protezione dell'ambiente e per la tutela delle risorse idriche
e della difesa del suolo (monitoraggio, informazione,
definizione di standard di qualità ambientale, impulso alla
ricerca di tecnologie ecocompatibili), e svolge attività di
collaborazione, consulenza, servizio e supporto alle altre
Pubbliche Amministrazioni, definite con apposite
convenzioni. In particolare, APAT svolge le funzioni di
segreteria tecnica del Comitato Ecolabel-Ecoaudit per lo
svolgimento delle istruttorie tecniche relative alla
concessione del marchio Ecolabel e all'adesione al sistema
comunitario EMAS. L'APAT ha autonomia tecnico-scientifica
e finanziaria, e opera sulla base di un programma triennale,
aggiornato annualmente, che determina obiettivi, priorità e
risorse, in attuazione delle direttive del Ministero
dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. APAT è
integrata in un sistema a rete, il Sistema delle Agenzie
Ambientali, che conta oggi la presenza sul territorio
nazionale di 21 tra le Agenzie Regionali (ARPA) e Provinciali
(APPA) costituite con apposita Legge Regionale.
62
ASPETTO AMBIENTALE
Elemento di un’attività, prodotto o servizio
un’organizzazione che può interagire con l’ambiente.
di
AUDIT
Verifica ispettiva condotta da personale indipendente
secondo apposite procedure, volto alla valutazione
sistematica, documentata, periodica e obiettiva
dell’efficienza dei metodi di gestione di un’organizzazione
rispetto a norme di buona prassi di riferimento (a livello
nazionale, continentale o internazionale), grazie alla verifica
della corretta attuazione di politiche e procedure operative
aziendali, del raggiungimento degli obiettivi fissati e
dell’individuazione di eventuali azioni correttive.
Gli audit sul Sistema di Gestione Ambientale e/o della
sicurezza possono valutare la conformità rispetto alla
Norma UNI EN ISO 14001 / EMAS, coprendo le attività
dell’azienda e dei suoi fornitori di beni e servizi; l’Internal
audit si riferisce al sistema di controllo aziendale
sull’informativa finanziaria.
CERTIFICAZIONE DEI SISTEMI DI GESTIONE AMBIENTALE
I Sistemi di Gestione Ambientale comprendono la struttura
organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità,
le prassi, le procedure, i processi e le risorse, per elaborare,
mettere in atto, conseguire, riesaminare e mantenere attiva
la politica ambientale: tutto viene documentato nel
Manuale di Gestione.
I moderni Sistemi di Gestione, basati sul criterio
fondamentale del perseguimento costante del continuo
miglioramento, integrano quasi sempre i concetti di
protezione ambientale, tutela della salute e sicurezza sul
lavoro nella gestione operativa delle proprie attività, e
spesso vi associano anche la gestione della qualità,
ottimizzando l’uso delle risorse e lo sviluppo di azioni
sinergiche.
La certificazione è una processo di verifica operato da
organismi terzi, che fornisce assicurazione scritta che il
Sistema di Gestione aziendale è conforme, oltre che ai
requisiti di legge, a particolari standard di riferimento
volontari. Tra le norme riconosciute a livello internazionale,
l’ISO (International Organization for Standardization,
organismo mondiale che sovrintende alla normazione
tecnica) ha emanato nel settembre 1996 la serie di norme
14000 sulla gestione ambientale, rieditate nel dicembre
2004 (Norma UNI EN ISO 14001:2004), cui possono aderire
i siti industriali. A livello europeo, la Registrazione EMAS
(Regolamento CE n.761/2001, “EMAS II”), effettuata da un
organismo istituzionale (Comitato per l’Ecolabel e per
l’Ecoaudit – Sezione EMAS Italia, con sede presso l’APAT a
Roma), certifica la prestazione ambientale di qualunque
organizzazione, e ne valorizza soprattutto la comunicazione
esterna attraverso la Dichiarazione Ambientale.
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
La certificazione può essere rilasciata anche per i Rapporti
HSE, verificandone la correttezza metodologica della
raccolta, elaborazione e rappresentazione dei dati,
attraverso verifiche a campione sulle attività oggetto del
Rapporto.
CALDAIA A RECUPERO
Scambiatore di calore inserito negli impianti a ciclo
combinato [cfr. CICLO COMBINATO] a valle del turbogas [cfr.
TURBINA A GAS]: le tubazioni componenti sono percorse da
acqua di processo che vaporizza assorbendo il calore dei gas
di scarico della turbina che lambiscono le pareti esterne dei
tubi.
CAMERA DI COMBUSTIONE
Parte di un impianto termico nella quale viene innescata la
combustione tra combustibile e aria comburente
compressa ad alta pressione, in modo da trasformare
l’energia chimica contenuta nel combustibile in energia
termica. I prodotti della combustione, chiamati “fumi”, sono
immessi nell’atmosfera attraverso un camino dopo la loro
espansione in turbina [cfr. TURBINA A VAPORE e cfr. CICLO
COMBINATO].
CAMINO
Tubazione verticale utilizzata per immettere in atmosfera ad
altezza opportuna i “fumi” in uscita dall’impianto di
combustione [cfr. CAMERA DI COMBUSTIONE].
CICLO COMBINATO
Tecnologia impiantistica considerata una “Migliore
Tecnologia Disponibile” (BAT) nel settore dei grandi
impianti di combustione per la produzione di energia
elettrica da combustibili in forma gassosa, è basata
sull’applicazione combinata di due cicli termodinamici che
lavorano in due fasi successive: nel ciclo Brayton, l’energia
chimica del combustibile è trasformata in energia termica
(calore) in una turbina a gas, in cui avviene anche una prima
conversione in energia meccanica; nel successivo ciclo
Rankine, si ha un’ulteriore trasformazione dell’energia
termica residua dei gas prodotti dalla combustione in
energia meccanica nella turbina a vapore. In entrambe le
turbine, l’energia meccanica è infine convertita in energia
elettrica nel generatore.
La turbina a gas è una macchina destinata alla generazione
di energia elettrica mediante conversione nelle successive
forme di energia termica ed energia meccanica dell’energia
termica, direttamente all’interno della macchina stessa,
dell’energia chimica del combustibile: la turbina è
composta da un compressore a numerosi “stadi”, che aspira
l’aria ambiente e la porta a livelli di pressione sempre più
alti, da una camera di combustione in cui viene fatta
bruciare la miscela di questa aria comburente e del
combustibile gassoso iniettato, e da una zona costituita da
una numerosa serie di palette montate su file successive
attorno a un asse rotante: l’espansione dei gas prodotti dalla
combustione ad alta temperatura e pressione contro le
palette mette in rotazione l’asse della turbina cui è
collegato è il generatore che trasforma questo moto
rotatorio in energia elettrica.
La caldaia a recupero (o generatore di vapore a recupero)
è uno scambiatore di calore in cui i gas di combustione
allo scarico della turbina a gas, ancora ad elevata temperatura,
scambiano il proprio calore residuo con l’acqua
“di processo” che corre all’interno di tubazioni, in modo da
trasformarla in vapore e da inviarla in turbina a vapore
(ciclo acqua-vapore, cfr. IMPIANTO TERMOELETTRICO
“TRADIZIONALE”), in cui l’energia termica è trasformata in
energia meccanica (poi trasformata in energia elettrica dal
generatore elettrico), senza richiedere la combustione di
ulteriori combustibili. I gas prodotti dalla combustione,
chiamati “fumi”, così raffreddati nella caldaia a recupero,
sono immessi a una temperatura minore nell’atmosfera, ad
altezza opportuna, attraverso una tubazione verticale
chiamata camino. Il vapore “esausto” in uscita dalla turbina
a vapore può essere inviato in un condensatore destinato a
ritrasformare il vapore in acqua per reimmetterla nel ciclo
senza sprechi, oppure può essere in parte riutilizzato nel
caso di un assetto cogenerativo (cfr. COGENERAZIONE).
Le centrali a ciclo combinato permettono quindi un uso
particolarmente efficiente del combustibile, la cui energia è
sfruttata a cascata in due diverse parti dell’impianto
entrambe destinate alla generazione di energia elettrica, e
consentono un limitato impatto ambientale in termini di
inquinamento termico e di emissioni inquinanti, ridotte dal
minor consumo specifico di combustibili e dalle condizioni
ottimali di combustione in termini di temperatura.
CO (MONOSSIDO DI CARBONIO)
Gas fortemente tossico, tossico che attacca le funzioni
cerebrali e la respirazione, prodotto dalla combustione
incompleta del carbonio contenuto nei combustibili fossili
e nei carburanti, provocata da temperature di combustione
troppo basse, tempo di residenza nella zona di combustione
troppo breve, e da mescolamento inefficace di combustibile
e aria comburente causa di deficit locali di ossigeno.
COGENERAZIONE
Produzione congiunta di energia elettrica e di calore sotto
forma di vapore ulteriormente impiegato in insediamenti
industriali o in reti di teleriscaldamento, realizzata in uno
stesso impianto: l’assetto cogenerativo è basato sul
riutilizzo del calore residuo posseduto dai gas combusti per
trasformare acqua in vapore da immettere in turbina per
produrre ulteriore energia elettrica a cascata e da distribuire
per il suo successivo uso attraverso prelievi dai diversi
63
G LOS S A R I O
“stadi” di pressione della stessa turbina a vapore. In questo
modo si recupera energia termica residua che negli impianti
convenzionali è perduta: complessivamente, rispetto alle
produzioni separate della stessa quantità totale di energia
utile (elettrica e termica) in impianti convenzionali, che
richiedono due flussi distinti di combustibili, la
cogenerazione permette di utilizzare in modo più efficiente
l’energia contenuta nel combustibile immesso, realizzando
un significativo risparmio energetico e correlati vantaggi
economici ed ambientali. In particolare, l’alimentazione di
reti di teleriscaldamento cittadino permette di ridurre
l’impatto inquinante delle caldaie domestiche.
sostanze gassose che contribuiscono in maniera più
significativa all’effetto serra sono il vapor d’acqua, l’anidride
carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto
(N20), gli idrofluorocarburi (HFC), i perfluorocarburi (PFC) e
l’esafluoro di zolfo (SF6). Ognuno di essi è caratterizzato da
un diverso “potenziale di riscaldamento globale” (GWP,
Global Warming Potential), che ne descrive il livello di
incidenza riportandone l’effetto a quello di una massa
equivalente di CO2 (il gas serra con la maggiore
concentrazione nella stratosfera) occorrente per creare lo
stesso effetto nello stesso periodo di tempo: ad esempio, 1
tonnellata di CH4 equivale a 21 tonnellate di CO2.
COMBUSTIONE
Reazione di sostanze organiche con l’ossigeno. Essa produce
principalmente ossidi di carbonio, vapore d’acqua ed
energia termica.
ELETTRODOTTO
Insieme dei conduttori (cavi) e dei sostegni (tralicci o pali)
per il trasporto dell’energia elettrica: un elettrodotto può
portare più di una linea elettrica.
DECRETO BERSANI
Il D.Lgs 16 marzo 1999 n. 79 ("Attuazione della direttiva
96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno
dell'energia elettrica") è la prima legge in materia di
liberalizzazione del settore dell’energia elettrica in Italia,
stabilendo da un lato la separazione delle attività di
trasmissione dell’energia ed esercizio della Rete di
Trasmissione Nazionale, fino ad allora in capo al
monopolista Enel, dall’altro l’apertura progressiva del
mercato elettrico ai cosiddetti clienti idonei.
EMISSIONE
Scarico di qualsiasi sostanza solida, liquida o gassosa oppure
onda sonora o elettromagnetica, introdotta nell’ecosistema,
proveniente da un impianto o da qualsiasi altra fonte che
può produrre direttamente o indirettamente un impatto
sull’ambiente.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta
dal lavoratore allo scopo di proteggerlo nei confronti di uno o
più pericoli (riducendo i rischi) che potrebbero
comprometterne la salute e la sicurezza durante il lavoro,
nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.
EFFETTO SERRA
Fenomeno naturale di riscaldamento degli strati inferiori
dell’atmosfera e della superficie terrestre (analogo al
funzionamento di una serra), provocato dall’azione di
schermo esercitata da alcuni gas, “trasparenti” allo spettro
delle radiazioni solari dirette verso la Terra ma “opachi” allo
spettro delle radiazioni infrarosse emesse dalla superficie
terrestre: è così impedita la dispersione del calore terrestre,
garantendo una temperatura adatta allo sviluppo delle
specie animali e vegetali (si stima sia maggiore di circa 30°
rispetto all’assenza del fenomeno). L’aumento della
concentrazione dei gas serra, a seguito dell’aumento delle
attività industriali e di trasporto (in primis i fenomeni di
combustione di combustibili fossili) che comportano il
rilascio di carbonio, e della deforestazione intensificano
però l’effetto serra naturale, contribuendo agli asseriti
riscaldamento globale e cambiamento climatico: le
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FALDA ACQUIFERA
Zona di sottosuolo satura d’acqua, costituita da terreni
permeabili per porosità o fessurazione, delimitati
inferiormente da uno strato di roccia impermeabile. A
partire dal piano campagna si possono incontrare più falde
acquifere sovrapposte: la prima è denominata falda freatica
o falda superficiale, mentre le falde delimitate anche
superiormente da strati impermeabili sono definite falde
artesiane o falda confinata profonda.
GAS A EFFETTO SERRA O GAS SERRA (GREENHOUSE GASES)
Sostanze gassose “trasparenti” allo spettro delle radiazioni
solari e “opache” allo spettro delle radiazioni infrarosse
proprie della Terra: questa loro duplice azione, favorendo
l’accumulo di calore negli strati atmosferici a contatto con la
superficie terrestre, è responsabile del cosiddetto “effetto
serra” [cfr. EFFETTO SERRA], che consente un riscaldamento
adatto allo sviluppo delle specie animali e vegetali sulla
Terra. L’elenco dei gas serra è molto ampio, ma le sostanze
che contribuiscono in maniera significativa all’effetto serra
sono: il vapor d’acqua, l’anidride carbonica (CO2), il metano
(CH4), il protossido di azoto (N2O), gli idrofluorocarburi
(HFC), i perfluorocarburi (PFC) e l’esafluoro di zolfo (SF6).
Tali gas incidono in modo diverso sull’effetto serra e
pertanto sono introdotti appositi “potenziali di
riscaldamento globali” (GWP, Global Warming Potential),
che riportano l’effetto di ciascuno di essi a quello di una
massa equivalente di CO2 (il gas serra con la maggiore
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
concentrazione nella stratosfera) occorrente per creare lo
stesso effetto nello stesso periodo di tempo: ad esempio, 1
tonnellata di CH4 equivale a 21 tonnellate di CO2.
GAS NATURALE
Gas inodore e incolore prodotto dalla decomposizione di
materiale organico in assenza di ossigeno, in giacimenti
separati o come fase gassosa del petrolio, che si genera
anche in paludi (“gas di palude”), in discariche, e durante la
digestione negli animali. Ècostituito in massima parte da
metano (dall’88% al 98%) e per il resto da quantità variabile,
a seconda dei giacimenti, di idrocarburi paraffinici superiori
quali etano, propano, butano, pentano, etc.; non è tossico,
anche se alcuni pozzi generano “gas acido” contenente
solfuro di idrogeno, che deve essere trattato. Il gas naturale
trova larghissime applicazioni come combustibile fossile
nell’uso domestico e nell’industria e come carburante per
autotrazione. Il suo trasporto dalle aree di produzione verso
quelle di consumo avviene tramite gasdotti (cfr.) o sotto
forma di LNG (cfr.) in navi metaniere.
MIGLIORI TECNOLOGIE DISPONIBILI
Le “Best Available Techniques” (BAT), definite dalla Direttiva
96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrata
dell’inquinamento (Integrated Pollution Prevention and
Control – IPPC) come la più efficiente ed avanzata fase di
sviluppo di una tecnologia - nonché delle relative modalità
di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e
dismissione di un impianto - industrialmente disponibile in
quel momento sul mercato e sviluppata su scala tale da
renderla applicabile in condizioni economicamente e
tecnicamente valide nell'ambito del pertinente comparto
industriale (prendendo in considerazione i costi e i
vantaggi), in grado di ottenere un elevato livello di
protezione dell’ambiente nel suo complesso. Le BAT sono
individuate e aggiornate attraverso un processo di
valutazione condotto a livello comunitario, e rappresentano
in linea di massima il riferimento per la definizione dei valori
limite di emissione di inquinanti e rifiuti degli impianti cui si
applica la Direttiva IPPC, tenendo presente le caratteristiche
tecniche dei singoli impianti, la posizione geografica e le
condizioni ambientali locali.
IDROCARBURI POLICICLICI AROMATICI (IPA)
Idrocarburi aromatici con più anelli benzenici, alcuni dei
quali sono classificati cancerogeni per l’uomo. Già presenti
nel greggio, nella benzina si trovano solo in tracce.
IMPATTO AMBIENTALE
Qualunque modificazione dell’ambiente, negativa o
benefica, causata totalmente o parzialmente da attività,
prodotti e/o servizi di un’organizzazione che possano
interagire con le matrici ambientali (aria, acqua, terreno,
risorse naturali, flora, fauna ed esseri umani), come
l’alterazione della qualità e/o della disponibilità di una
risorsa ambientale causata da un intervento umano di
consumo o di inserimento di un’opera civile o industriale in
un territorio. Per realizzare opere di grande portata, è
vincolante un giudizio preventivo sulla compatibilità
ambientale detto Valutazione di Impatto Ambientale.
IMPIANTO TERMOELETTRICO “TRADIZIONALE”
Gli impianti di produzione di energia elettrica tradizionali
applicano il cosiddetto “ciclo Rankine” (o ciclo a vapore
convenzionale), ciclo termodinamico in cui l’energia chimica
del combustibile è trasformata dapprima in energia termica
(calore) nella caldaia, poi in energia meccanica nella turbina a
vapore e infine in energia elettrica nel generatore elettrico.
La caldaia è l’unità centrale costituita da bruciatore e
scambiatore termico, in cui viene innescata la combustione
tra combustibile e aria comburente compressa ad alta
pressione: l’energia chimica contenuta nel combustibile è
così trasformata nell’energia termica
posseduta dai gas prodotti dalla combustione: questo
calore viene a sua volta ceduto all’acqua “di processo” e la
trasforma in vapore.
La turbina a vapore è una macchina destinata alla
generazione di energia elettrica mediante conversione in
energia meccanica dell’energia termica posseduta dal
vapore generato in caldaia, grazie all’impatto del vapore ad
alta pressione su pale montate su un asse: un generatore
collegato all’asse della turbina trasforma il suo moto
rotatorio in energia elettrica.
I gas prodotti dalla combustione, chiamati “fumi”, sono
immessi nell’atmosfera ad altezza opportuna attraverso una
tubazione verticale chiamata camino, mentre il vapore
“esausto” in uscita dalla turbina viene inviato in un
condensatore destinato a ritrasformare il vapore in acqua,
che viene reimmessa nel ciclo senza sprechi.
INDICE DI FREQUENZA, INDICE DI GRAVITÀ
Indici definiti dall’INAIL (Istituto Nazionale per
l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) per valutare
l’incidenza degli eventi infortunistici sul lavoro. L'indice di
frequenza è il numero totale degli infortuni per milione di
ore lavorate nel periodo in considerazione e rappresenta
indicativamente il numero di infortuni che ogni anno si
verificherebbero per ogni mille addetti. L'indice di gravità è
il numero totale di giorni di assenza per infortunio per
migliaia di ore lavorate nel periodo in considerazione e
rappresenta il numero di giorni di attività cha sarebbero
persi all'anno per ogni addetto.
INDICE (INDICATORE)
Un indice (indicatore) è un qualsiasi parametro qualitativo o
quantitativo destinato alla rappresentazione sintetica di un
65
G LOS S A R I O
fenomeno complesso: in genere deriva dalla combinazione
(anche in termini matematici) di più informazioni, in modo
da prestarsi a valutazioni di efficienza: ad esempio, gli indici
di performance ambientale e di efficienza energetica
descrivono l’efficienza di uso delle risorse ambientali
combinando osservazioni o misurazioni di emissioni o
scarichi con dati gestionali o economici. Sono poi utilizzati
indici di sicurezza, di spesa, economici e finanziari.
INQUINANTE
Sostanza che, immessa nell’ambiente, può alterarne le
caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche, con potenziale
rischio per la salute umana e per l’ambiente stesso.
ISO Sigla di International Organization for Standardization,
organismo mondiale che sovrintende alla normazione
tecnica. Nel 2004, l’ISO ha ripubblicato la serie di norme
14000 sulla gestione ambientale, punto di riferimento
internazionale più avanzato per le imprese che vogliano
dotarsi di Sistemi di Gestione Ambientale per le proprie
attività produttive.
METALLI PESANTI
Elementi chimici caratterizzati da una densità superiore a
5 grammi /cm3; dalla tendenza a dare vita a legami chimici
complessi e a formare idrati con bassa solubilità in acqua.
A eccezione di ferro e alluminio, i metalli pesanti
appartengono ai cosiddetti 'elementi in traccia', presenti nei
più comuni suoli e rocce della crosta terrestre in
concentrazioni inferiori allo 0,1%; le loro concentrazioni nei
suoli, nei sedimenti e nelle rocce, sono solitamente di parti
per milione o per miliardo.
MONITORAGGIO
Insieme delle attività svolte allo scopo di effettuare un
controllo sull’andamento nel tempo di parametri che
caratterizzano opportunamente un fenomeno di interesse,
e di verificare l’efficacia di eventuali interventi adottati. Nel
campo della tutela di salute e sicurezza sul lavoro, si valuta
l’esposizione delle persone alla presenza di agenti chimici,
biologici e fisici, come il rumore, potenzialmente pericolosi.
La qualità ambientale dell’aria, dei corpi idrici e del
sottosuolo viene valutata periodicamente e confrontata
con gli standard fissati dalla normativa, grazie a piani e
campagne di monitoraggio: essi sono condotti ad esempio
con l’installazione di analizzatori in continuo dei “fumi” in
uscita dai camini e con reti di monitoraggio, strutture
costituite da centraline di monitoraggio (stazioni
automatiche) dotate di strumentazione per la misura delle
concentrazioni degli inquinanti, da sistemi manuali o
automatizzati di rilevamento dati e da una centrale
operativa, dislocate in più punti di misura in modo da fornire
informazioni su un’intera area tramite l’integrazione delle
misure (ad esempio la concentrazione media su un
66
determinato periodo di tempo di un inquinante rilevata
nell’aria ambientale).
NOX (OSSIDI DI AZOTO)
Gas prodotti dalla combustione di combustibili fossili in cui
l’azoto libero, che costituisce circa l’80% dell’atmosfera, si
combina con l’ossigeno: il monossido di azoto NO si forma
per reazione secondaria nelle combustioni ad alta
temperatura, e si trasforma successivamente nel biossido di
azoto NO2 (l’ossido più aggressivo) per ossidazione
fotochimica e in N2O5 che, assorbito dall’umidità
atmosferica, diventa acido nitrico. Le principali fonti di
inquinamento da ossidi di azoto sono i trasporti stradali, la
combustione di combustibili fossili e l’attività industriale:
queste sostanze sono tra i più aggressivi inquinanti
atmosferici, possono agire sulle vie aeree sinergicamente
con altri gas, danno luogo alle cosiddette "piogge acide"
insieme agli ossidi di zolfo, e partecipano come "precursori"
alla formazione degli ossidanti fotochimici nella bassa
atmosfera (ozono, perossidi organici). Per le turbine a gas, è
considerato come BAT l'impiego di bruciatori DLN (Dry Low
NOX), che limitano le emissioni degli ossidi di azoto
all'origine del processo di combustione, perché evitano la
produzione di emissioni secondarie proprie dei processi di
trattamento dei fumi.
OZONO (O3)
Gas la cui presenza nei bassi strati dell’atmosfera costituisce
un notevole inquinante atmosferico essendo il principale
degli ossidanti fotochimici. Grazie alla sua proprietà di
assorbire gran parte delle radiazioni solari ultraviolette
nell’alta atmosfera, esso costituisce però uno schermo per
queste radiazioni e permette così la vita sulla terra.
PERFORMANCE AMBIENTALE
Risultati misurabili del sistema di gestione ambientale,
conseguenti al controllo esercitato dall’organizzazione sui
propri impatti ambientali, sulla base della sua politica
ambientale, dei suoi obiettivi e dei suoi traguardi.
PIANO DI EMERGENZA
Strumento della politica ambientale e di sicurezza,
consistente in un programma preorganizzato, avente lo
scopo di ridurre le conseguenze dannose per i lavoratori, la
popolazione e l’ambiente, di un evento accidentale
originato da installazioni o da attività in corso. Esso coordina
e ottimizza le capacità e le risorse disponibili, nelle sedi
principali e in quelle periferiche. Un piano di emergenza
deve includere le responsabilità e le autorità, le azioni da
intraprendere nelle diverse situazioni e i piani di
comunicazione interna ed esterna.
E n i P o w e r F e r r e r a E r b o g n o n e / D I C H I A R A Z I O N E A M B I E N TA L E 2 0 0 7
POLVERI / PST
“Particolato sospeso totale”, prodotto dalla combustione
della frazione minerale di combustibili solidi e liquidi,
composto da microscopiche particelle solide in grado di
rimanere in sospensione in aria anche per molto tempo,
prima di depositarsi al suolo. La composizione del
particolato è molto varia (ad esempio, idrocarburi
incombusti da motori diesel, idrocarburi pesanti
parzialmente ossidati, metalli pesanti da impianti di
combustione, ceneri vulcaniche, polveri, etc.): la sua
pericolosità dipende dalla sua composizione (per
l’eventuale presenza di sostanze dannose) e delle
dimensioni medie delle particelle che, se inferiori a 10
micron (1 micron=10-3 mm), possono superare le vie aeree
superiori arrivando agli alveoli polmonari. La combustione
del gas naturale non è una sorgente significativa di emissioni
di polveri in condizioni controllate di combustione.
PRODUZIONE LORDA DI ENERGIA ELETTRICA
Somma delle quantità di energia elettrica prodotte,
misurate ai morsetti dei generatori elettrici.
PRODUZIONE NETTA DI ENERGIA ELETTRICA
Somma delle quantità di energia elettrica prodotte,
misurate in uscita dalle centrali di generazione elettrica, pari
alla produzione lorda diminuita dell’energia elettrica
destinata ai servizi ausiliari di centrale e delle perdite nei
trasformatori di centrale.
QUALITÀ DELL’ARIA
Per livelli di qualità dell’aria, si intende la concentrazione di
uno o più inquinanti rilevata nell’aria ambientale, di solito
come valore medio in un determinato periodo di tempo.
Tali valori, confrontati con opportuni standard fissati dalla
normativa, permettono di stabilire il grado di inquinamento
atmosferico presente.
RETE DI TRASMISSIONE NAZIONALE
Il complesso delle stazioni di trasformazione e delle linee
elettriche di trasmissione ad alta tensione sul territorio
nazionale.
RETI E STAZIONI DI MONITORAGGIO DELLA QUALITÀ
DELL’ARIA
Le reti di monitoraggio sono strutture costituite da stazioni
automatiche di monitoraggio dotate di strumentazione per
la rilevazione e la misura delle concentrazioni degli
inquinanti in atmosfera, da sistemi manuali o automatizzati
di rilevamento dati e da una centrale operativa.
L’organizzazione di più punti di misura permette di fornire
informazioni sui livelli di qualità dell’aria di un’intera area,
grazie all’integrazione delle misure.
SERVIZIO DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
Il Servizio di Prevenzione e Protezione ha i compiti allo
stesso attribuiti dal Decreto Legislativo 626/94, e succ.
modifiche; tra questi compiti vi sono l’assistenza al datore di
lavoro nella individuazione e valutazione dei rischi per la
salute e la sicurezza dei lavoratori, l’elaborazione delle
necessarie procedure di sicurezza e l’effettuazione di
sopralluoghi con il medico competente aziendale.
SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE
La parte del sistema di gestione aziendale che comprende la
struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le
responsabilità, le prassi, le procedure, i processi, le risorse
per elaborare, mettere in atto, conseguire, riesaminare e
mantenere
attiva
la
politica
ambientale.
La
documentazione che descrive complessivamente il sistema
di gestione ambientale e i mezzi per raggiungere gli
obiettivi stabiliti è costituita dalla politica ambientale, dal
manuale di gestione ambientale e dal piano di gestione
ambientale. I moderni sistemi di gestione integrano quasi
sempre la tutela della salute, la sicurezza sul lavoro e la
protezione ambientale e spesso associano a queste tre
variabili anche la gestione della qualità.
SOX (OSSIDI DI ZOLFO)
Gas (anidride solforosa SO2 e anidride solforica SO3),
prodotti della combustione dello zolfo e di prodotti
solforati presenti nel carbone e in alcuni prodotti petroliferi:
il gas naturale è ritenuto privo di zolfo. Le principali fonti di
inquinamento da ossidi di zolfo sono la combustione di
combustibili fossili e i trasporti stradali in aree urbane e
industriali, ove l’accumulo è favorito soprattutto dalle
condizioni meteorologiche tipiche dei periodi invernali:
queste sostanze sono tra i più aggressivi inquinanti
atmosferici, possono agire sulle vie aeree sinergicamente
con altri gas, e danno luogo alle cosiddette "piogge acide"
insieme agli ossidi di azoto.
SOTTOSTAZIONE ELETTRICA
Impianto di trasformazione o smistamento della rete
elettrica di trasmissione.
STAKEHOLDER
Insieme dei soggetti - individui, comunità, organizzazioni che hanno un interesse nei confronti di un'organizzazione e
che possono influenzarne l'attività con il loro
comportamento, o ne possono subire conseguenze dirette
o indirette. I portatori di interesse sono distinti in “interni” –
dirigenza, personale – ed esterni - fornitori, clienti,
investitori, azionisti, comunità locali, pubblica
amministrazione.
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G LOS S A R I O
TAR VISBREAKER
Residuo pesante di idrocarburi proveniente dal processo di
VISBREAKING. Tale processo è finalizzato alla conversione
termica di residui da vacuum in distillati leggeri (gas,
benzina, gasolio) e pesanti rompendo termicamente le
molecole pesanti della carica, per ottenere molecole più
leggere.
T.E.P.
Tonnellata equivalente di petrolio. Unità convenzionale, pari
a 10 milioni di kcal, con cui può essere espressa la quantità
di una qualsiasi fonte energetica, confrontando la sua
potenzialità energetica con quella del petrolio greggio.
TRASFORMATORE
Macchina collegata all’alternatore, che eleva la tensione
dell’energia elettrica prodotta dalla centrale ai valori
richiesti dal più vicino elettrodotto, per convogliare
l’energia elettrica sulla rete di trasporto ad alta tensione
[cfr. ELETTRODOTTO].
TURBINA A GAS
Macchina destinata alla generazione di energia elettrica
mediante conversione dell’energia chimica contenuta nei
gas combusti direttamente all’interno della macchina
stessa: essa è composta da un compressore che aspira l’aria
ambiente e la porta ad alta pressione, da una camera di
combustione [cfr. CAMERA DI COMBUSTIONE] in cui questa
aria comburente si mescola con il combustibile iniettato, e
da una numerosa serie di palette montate su file successive
attorno a un asse rotante, messo in rotazione
dall’espansione contro le palette dei prodotti di
combustione allo stato gassoso ad alta temperatura e
pressione. Il moto viene poi trasmesso all’alternatore, che
trasforma l’energia meccanica in energia elettrica.
TURBINA A VAPORE
Macchina destinata alla generazione di energia elettrica
mediante conversione dell’energia termica posseduta dal
vapore generato in una caldaia [cfr. CALDAIA e cfr. CALDAIA
A RECUPERO] in energia meccanica, a seguito dell’impatto
del vapore ad alta pressione sulle pale montate su un asse:
un generatore collegato all’asse della turbina trasforma il
moto rotatorio in energia elettrica.
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EniPower
Stabilimento di Ferrera Erbognone
Strada della Corradina
27032, Ferrera Erbognone (PV)
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Dichiarazione Ambientale 2007 Stabilimento di Ferrera