ANNO X N. 31
Poste Italiane SPA - Sped. Abb. Postale DL 353/2003 (conv. INL. 27/02/2004, nª 46) ART.1 comma 1 DCB ROMA • Aprile - Giugno 2015
P E R I O D I C O
D E L L A
F A I T A
F E D E R C A M P I N G
FAITA ELBA
,
IL “PRIVILEGIO”
DELLA INSULARITÀ
SIPAC,
IL SALONE IN CUI
SI FANNO AFFARI
IL FLORENZ DI
COMACCHIO,
DA 50 ANNI
SULLA BRECCIA
CISET: IL TURISMO
ITALIANO CRESCE,
PIÙ TURISTI ESTERI
E ITALIANI
ANNO X N. 31
CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE
Di cosa parliamo quando parliamo di turismo?
Probabilmente esistono tanti punti di vista quanti sono i settori di questa importante quota dei servizi del
nostro paese.
Il turismo di chi fa ristorazione non è quello di chi organizza eventi musicali, chi ha un campeggio forse non
giudica turistico quel che invece lo è per chi coltiva eccellenze enogastronomiche, si può continuare a lungo,
ma è sufficiente quanto detto per accettare che in materia di turismo le opinioni abbondano e le strategie
inevitabilmente divergono. Dunque, se si vuole puntare ad obbiettivi anche solo sovraziendali se non territoriali, bisogna incominciare a parlare la stessa lingua,
esercitarsi al confronto ed essere elastici sulle proprie e
le altrui opinioni.
Maurizio Vianello
Può apparire come semplice buon senso eppure vi assicuro che la pratica di un linguaggio comune anche
solo tra imprenditori della stessa categoria è una istanza ancora irrisolta.
Negli anni Settanta l’Italia figurava come primo paese
per arrivi internazionali, mentre oggi oscilla tra il quinto e il sesto posto mondiale in termini di arrivi. Francia
e Spagna hanno preso le prime due posizioni in Europa
per numero di presenze.
Il declino cui assistiamo accade, a mio avviso, a causa
di una distorta percezione della categoria turistica come sottoprodotto di economie mature dove il primario
ed il secondario continuano a dominare la scena e dove il terziario è a sua volta dominato dal settore finanziario e creditizio.
continua a pag.7
FAITA FEDERCAMPING
Via Cola di Rienzo, 285
00193 Roma
Autorizzazione
del Tribunale di Roma
n. 363/2006 del 29/09/2006
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Redazione:
Nicolcarlo Genovese
Pietro Licciardi
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Finito di stampare
Ottobre 2015
CAMPING MANAGEMENT :SOMMARIO
5 IL FLORENZ DI COMACCHIO,
DA 50 ANNI SULLA BRECCIA
A cura di Pietro Licciardi
10 FAITA ELBA, IL “PRIVILEGIO”
24 LE NOVITA’ UE SUL TURISMO
27 COME AVVICINARE I GIOVANI
AL TURISMO IN TENDA?
DELLA INSULARITA’
30 PIU’ VALORE ALLA PRIVACY
14 SIPAC, IL SALONE IN CUI SI
FANNO AFFARI
17 CISET: IL TURISMO ITALIANO
CRESCE, PIU’ TURISTI ESTERI
E ITALIANI
19 TURISMO SENZA CONFINI: I
BISOGNI DELL’ACCESSIBILITA’
DEGLI UTENTI SUL WEB
di Dario Lombardelli e Giorgio Carone
34 CASE MOBILI, TUTTO L’USATO
IN UN CLICK
37 NANNI, LETTINI E ARREDI RIMINI STYLE
40 EDITO IL MANUALE
21 TURISMO & “MADE IN ITALY”
UN BINOMIO STRATEGICO
23 DIECI ANNI FA… CAMPING
MANAGEMENT
di La redazione
PER LA GESTIONE
DELLA SICUREZZA
NELLE STRUTTURE
OPEN AIR
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CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO A FUOCO
IL FLORENZ DI
COMACCHIO, DA 50
ANNI SULLA BRECCIA
MEZZO SECOLO FA LA FAMIGLIA VITALI INIZIAVA
LA SUA AVVENTURA NELL’OPEN AIR
a cura di Pietro Licciardi
I
l campeggio di cui ci occupiamo
questa volta è particolare; innanzitutto perché festeggia il mezzo secolo di storia e in secondo luogo perché è stato uno dei primi in Italia a
sposare il concetto dell’accessibilità,
che come i lettori di Camping Management ormai sanno, riguarda non soltanto i portatori di handicap motòri
ma un numero molto più vasto di persone: dalle mamme in attesa alle famiglie con bambini piccoli, agli anziani, ai giovani magari un po’ spericolati che si ritrovano temporaneamente costretti su una sedia a rotelle
o a usare un paio di stampelle dopo
una caduta dalla moto o una discesa
sugli sci finita male. Insomma tutti potenziali vacanzieri che senza adeguate strutture rischiano di trascorrere le
proprie ferie a casa anziché in qualche bel campeggio o villaggio.
“
PROPRIETARIO,
GESTORE E MANAGER È
GIANFRANCO VITALI,
IL QUALE HA
EREDITATO L’AZIENDA
DAI GENITORI, CHE
NELL’ORMAI LONTANO
1958, AGLI ALBORI DEL
TURISMO DI MASSA,
HANNO DECISO DI
TENTARE L’AVVENTURA
DELL’OPEN AIR.
Protagonista di queste pagine è
l’Holliday Village Florenz di Lido degli Scacchi a Comacchio, in provincia di Ferrara: case mobili, bungalow,
ampie piazzole alberate immerse in
una di una lussureggiante pineta, protetta dal mare da un cordone di dune
sabbiose tra le meglio conservate del
Delta del Po e naturalmente tutti i servizi che ci si può aspettare da una
struttura di questo tipo: due ristoranti, una pizzeria, supermercato, campi
sportivi, area welness, piscine…
Proprietario, gestore e manager del
Florenz è Gianfranco Vitali, il quale
ha ereditato l’azienda di famiglia. I
pionieri sono stati infatti i genitori,
che nell’ormai lontano 1958, agli albori del turismo di massa, hanno deciso di tentare l’avventura dell’open
air. Eh si, perché a quel tempo l’unico asso era il mare e la bellezza ancora un po’ selvaggia dei luoghi, rimasti più o meno gli stessi di cento anni prima, e aprire un camping quando in Italia non esistevano praticamente roulotte e ben pochi avevano
una tenda poteva sembrare ai più un
vero azzardo. «Ma a casa mia già si
“faceva turismo”», ricorda il signor
5
CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO A FUOCO
Gianfranco, «infatti d’estate affittavamo ai villeggianti anche la camera da letto dove dormivamo io e i
miei due fratelli, così la notte ci arrangiavamo nell’auto “familiare” di
mio padre; oggi diremmo nella station wagon. Così fu quasi naturale per
i miei pensare a qualcosa di più impegnativo». Ecco così farsi strada
l’idea di un campeggio, ovvero un
semplice terreno di 15 mila metri
quadrati sul Lido di Pomposa. «Non
c’era praticamente niente», ricorda
ancora Vitali, «eccetto una pompa
di benzina all’esterno. Io ho cominciato la mia carriera lavorando come
benzinaio».
E’ nel 1965 che la famiglia Vitali
prende in affitto il Camping Florenz,
a Lido degli Scacchi mentre un anno dopo avevano già acquistato il
terreno iniziando a trasformarlo radicalmente con importanti investimenti. Erano passati infatti già otto
anni dagli esordi e il turismo all’aria
aperta aveva fatto passi da gigante:
si vedevano circolare roulotte, sem-
6
pre più grandi e non soltanto con
targa straniera, accanto alle canadesi a due o quattro posti si montavano anche le prime “casette” familiari in tessuto e i turisti reclamavano
alcuni servizi indispensabili, come i
wc, le docce, i market… «Al Florenz
rifacemmo tutta la piantumazione,
sostituendo i pioppi con ben milleduecento pini marittimi; ricostruimmo i bagni, i servizi comuni e ammodernammo il ristorante. Per fortuna i miei genitori ebbero l’accortezza di conservare le dune naturali
di sabbia, che ancora oggi sono una
delle caratteristiche del nostro campeggio e che per questo manteniamo con la massima cura».
Il Camping Florenz da allora non ha
cessato di migliorarsi, cercando di rimanere sempre al passo con la domanda proveniente dalla sempre più
affezionata clientela, italiana e straniera, quest’ultima attirata non solo
dalla relativa prossimità con i confini nazionali ma anche dalla posizione turisticamente strategica, essendo Lido degli Scacchi a pochi chilo-
“
E’ NEL 1965 CHE LA FAMIGLIA VITALI PRESE IN AFFITTO IL CAMPING FLORENZ,
A LIDO DEGLI SCACCHI MENTRE UN ANNO DOPO AVEVANO GIÀ
ACQUISTATO IL TERRENO INIZIANDO A TRASFORMARLO RADICALMENTE
CON IMPORTANTI INVESTIMENTI.
metri da bellissime città come
Ferrara, Ravenna e soprattutto
Venezia. Senza parlare del Delta del
Po; una delle aree più affascinanti del
nostro Nord, da scoprire a piedi, in
barca, a cavallo o in bicicletta; in cui
è possibile osservare colonie di uccelli che scivolano sugli specchi d’acqua della più vasta zona umida
d’Italia. E per chi è meno sportivo ci
sono alcune suggestive mete come il
Castello della Mesola, l'Abbazia di
Pomposa, il Faro di Gorino, la Torre
dell'Abate o il centro storico di
Comacchio, con i suoi ponti e canali. Senza trascurare una rigenerante
sosta in una delle numerose trattorie, osterie, e ristoranti che propongono, ognuno nella propria personalissima variante, piatti tipici locali,
soprattutto di mare: pesce e frutti di
mare, con ostriche, cannocchie e cozze, oltre alle immancabili anguille.
Ma una data importante per il
Florentz è il 2006, quando con la
consulenza di Roberto Vitali, presidente di Village for All, è iniziato il
percorso della accessibilità. «Con
Roberto abbiamo scoperto un mondo», confida il proprietario
dell’Holliday Village Florenz, «infatti esperienze già consolidate all’estero e una nuova sensibilità sui temi
della disabilità nel nostro Paese mostrano che vi è un numero importante di potenziali clienti che rinuncia
alle ferie nella impossibilità di trovare strutture capaci di assecondare alcuni loro bisogni. Soprattutto abbiamo “scoperto” che è riduttivo pensare alla accessibilità solo in termini di
barriere architettoniche da abbattere, per consentire alle sedie a rotelle
di circolare liberamente».
Rendere il campeggio-villaggio accessibile ha significato istallare ben
37 case mobili prive di barriere, peraltro molto apprezzate anche dai
clienti senza particolari problemi, ripensare la viabilità interna e soprattutto attrezzare la spiaggia per consentire a carrozzelle e passeggini di
muoversi sulla sabbia mentre la piscina è stata dotata di speciali ausili
7
CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO A FUOCO
per farvi immergere persone a ridotta mobilità. Il risultato, come sottolinea Gianfranco Vitali, è stato di
tutto rispetto: «Oggi il fatturato del
turismo accessibile rappresenta per
noi il 15 per cento del totale ma la
nostra grande soddisfazione è stata
rendere possibile una forte integrazione fra i clienti normodotati e gli
altri. Questo progetto ci ha portato
nel 2014 un prestigioso premio, conferito dalla Commissione Europea.
Anzi, siamo stati l’unica azienda ricettiva italiana premiata».
Ma questa non è l’unica soddisfazione per la direzione e tutto lo staff del
Florenz. Infatti, come accennato in
apertura il Florens – che nel 2014,
diventando un “4 stelle” ha cambiato denominazione in Holiday Village
Florenz - compie cinquant’anni, mezzo secolo di attività, attraversando
tutta l’evoluzione dell’open air nel nostro Paese. Un avvenimento senz’altro da festeggiare, «e infatti abbiamo
predisposto un fitto calendario di
eventi, per lo più musicali», annuncia il proprietario, «come ringraziamento per i nostri clienti. In effetti
è grazie a loro se siamo arrivati a questo traguardo. Qui da noi ci sono
amici, perché sarebbe riduttivo chiamarli ancora “clienti”, che vengono
ininterrottamente da cinquant’anni,
come Manfred Vaubel, un tedesco
8
“
DATA IMPORTANTE PER
IL FLORENZ È IL 2006,
QUANDO CON LA
CONSULENZA DI
ROBERTO VITALI,
PRESIDENTE DI VILLAGE
FOR ALL, È INIZIATO
IL PERCORSO DELLA
ACCESSIBILITÀ.
che è stato anche premiato dal nostro sindaco. Tanta costanza è il migliore riconoscimento per la nostra
ospitalità; parlo della mia famiglia,
ma anche del territorio, che in questi anni ha visto sviluppare sempre
più la sua vocazione turistica»
Eppure dopo mezzo secolo il mondo
dell’open air è cambiato, e anche di
molto; non è vero?
«E’ radicalmente cambiato. Ora non
si va più in un campeggio perché è
la vacanza più economica. Una volta si dormiva in tenda, ci si faceva
da mangiare sui fornelletti a gas e si
era più che soddisfatti se c’erano a
disposizione acqua corrente, qualche
doccia e il wc. Adesso si sceglie il
camping, che ha pure cambiato nome diventando il più delle volte “villaggio”, sempre per restare più a contatto con la natura, avendo la possi-
bilità di stare immersi nel verde, letteralmente a due passi dalla spiaggia
e il più delle volte fuori dai centri
abitati, ma con tutte le comodità di
un albergo: ristoranti e piscina compresi. Oggi i campeggi più evoluti offrono una vasta scelta di soluzioni
abitative: dal lusso all’economico, e
piazzole ciascuna munita di servizi,
e poi il wi fi, internet, la Tv e l’aria
condizionata… Come dicevo, tutto
quello che c’è in un albergo di alta
categoria».
Signor Vitali, con la sua più he cinquantennale esperienza, sarà considerato il decano tra gli imprenditori
del turismo all’aria aperta della sua
zona. Cosa vede dietro l’angolo per
l’open air, nella sua Regione?
«Io sono presidente Faita Emilia
Romagna da ormai vent’anni e conosco bene la realtà della mia regione. Ho assistito ad una costante crescita delle aziende che hanno investito e oggi si trovano allineate alle
richieste del mercato. Io sollecito
sempre i colleghi a puntare sulla qualità, perché credo sia l’unica strada
oggi possibile; ritengo infatti che
compito di una associazione come
questa sia anche indicare ai soci le
tendenze del mercato e favorire lo
scambio di informazioni ed esperienze, in modo di accelerare il processo
di crescita ed evitare errori» n
CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
FAITA ELBA, IL “PRIVILEGIO”
DELLA INSULARITÀ
di Pietro Licciardi
PUR ESSENDO A BASE REGIONALE LA FEDERAZIONE
TOSCANA HA UNA SUA COSTOLA CON 23 ASSOCIATI
NELLA TERZA ISOLA PIÙ GRANDE D’ITALIA
L’
Isola d’Elba dopo la Sicilia e la
Sardegna è la terza isola italiana; ha una superficie di poco
superiore a quella del Lago Maggiore
e rappresenta un territorio unico. Una
unicità che riguarda anche il mondo
della FAITA, la quale pur essendo a
base regionale, ha qui costituito una
sua “costola”, indipendente.
La storia ha inizio negli anni Sessanta del secolo scorso, quando alcuni
imprenditori elbani, tra i quali Giulio Ridi - che poi per molti anni ha
ricoperto anche la carica di presidente regionale della FAITA -, Marino
Maselli, Orsola Bruno Ancillotti,
Gianpiero Signorini, Alberto Sparnocchia e i fratelli Tallinucci, fondarono il “Gruppo Campeggi dell’isola
d’Elba”. Questo fu anche lo “zoccolo
duro” che transitando in blocco nella FAITA Toscana dette vita alla FAITA Elba, che a partire dal 1991 si è
dotata di un proprio ufficio. Il “privilegio” di potersi organizzare in proprio si deve all’insularità e al fatto che
i campeggi associati elbani erano assai consistenti: poco meno di trenta;
il che consigliava gli operatori del settore a munirsi anche di una struttura
locale, per essere più vicini alle istituzioni e per garantire una più efficace tutela degli interessi della categoria.
Nel 2007 purtroppo sono sorti dei
contrasti all’interno del gruppo elbano, soprattutto in merito all’attività
promozionale, che è stato sostanzialmente sciolto. A questo punto è in-
10
tervenuta FAITA Toscana che ha mediato tra le parti e ha mantenuto aperto l’ufficio presso la locale sede di Confcommercio. In cambio gli associati
dell’Elba pagano all’associazione regionale una quota doppia rispetto a
quella degli associati del resto della
Toscana.
I componenti del Consiglio direttivo
sono i cinque elbani che fanno parte
pure del Consiglio direttivo di FAITA Toscana: Giacinto Sambuco, Antonio Posta, Gabriele Rotellini, Graziano Signorini e Luigi Coppola. Il
rinnovo delle cariche avviene contestualmente a quello delle cariche regionali. Attualmente, il responsabile
di zona è Giacinto Sambuco, uno dei
titolari del camping Stella Mare di
Capoliveri.
Tra le iniziative promosse dalla FAITA Toscana, alla quale ha aderito anche la realtà elbana, la nascita nei primi anni del 2000 del Consorzio Toscana Promocamping il cui scopo era
di dare la possibilità alle imprese dell’open air di partecipare ai bandi con
i quali venivano stanziati fondi per la
promozione turistica. Fondi che purtroppo sono progressivamente diminuiti fino a scomparire del tutto. Oltretutto negli ultimi anni, come hanno potuto costatare gli operatori del
settore, la realtà è sensibilmente cambiata; non solo perché a causa dei tagli alla spesa i contributi pubblici sono stati del tutto cancellati, ma con
l’avvento di internet, è cambiato il
modo di fare promozione. Molti imprenditori manifestano perplessità sul-
“
LA STORIA HA INIZIO
NEGLI ANNI SESSANTA
DEL SECOLO SCORSO,
QUANDO ALCUNI
IMPRENDITORI ELBANI
FONDARONO IL “GRUPPO
CAMPEGGI DELL’ISOLA
D’ELBA”.
l’utilità di continuare a partecipare
alle fiere e di stampare opuscoli poiché l’attività promozionale si svolge
quasi tutta sul web, per cui si è aperta una discussione all’interno del Consorzio su come dovrà svolgersi d’ora
in poi l’azione promozionale. Per alcuni addirittura sarebbe arrivato il
momento di chiudere definitivamente i battenti. Ma al di là di questo l’attività della FAITA Elba è quella tipica di un sindacato di categoria. Gli
associati sono 23, sparsi in sei degli
otto comuni dell’Elba dal momento
che Marciana e Marciana Marina a
causa della conformazione del territorio e un po’ per scelta politica non
hanno campeggi; ma il nucleo “forte” è rappresentato dai campeggi di
Capoliveri, che sono ben 11. C’è dunque innanzitutto la necessità di interloquire con le amministrazioni comunali sui consueti problemi che riguardano la categoria: piani di fabbricazione, tasse comunali, servizio di raccolta differenziata, pulizia delle spiagge, trasporti marittimi, che come è facile intuire sono di importanza vitale per l’economia turistica dell’Elba.
Ma l’attività della FAITA Elbana non
si limita a questo; oltre che con i Comuni deve confrontarsi anche con il
Parco Nazionale, che è stato istituito
alla fine degli anni Novanta e copre
a macchia di leopardo circa la metà
dell’isola, senza purtroppo avere quel
ruolo trainante che molti auspicavano, né sul piano della tutela del ter-
ritorio né su quello dello sviluppo turistico.
Con l’ultimo rinnovo delle cariche
direttive dell’ente parco sono entrati nel consiglio direttivo anche due
consiglieri della FAITA elbana i quali dovranno fare di tutto per far sì che
il Parco diventi più dinamico e “produttivo”; contando anche sul fatto
che l’attuale presidente è una persona aperta alla collaborazione e al dialogo con gli imprenditori. A riprova
di ciò, sottolineano alla FAITA Elba,
ogni campeggio che si trova all’interno del parco ha potuto presentare un
proprio progetto di sviluppo “eco-sostenibile”, mentre quando è stata effettuata la “zonazione” camping e alberghi sono stati inseriti all’interno
11
CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
delle zone di “sviluppo economico”,
nelle quali è consentito eseguire tutte le opere previste dagli strumenti
urbanistici comunali. Il responsabile di zona della FAITA, Giacinto
Sambuco, è invece presente all’interno del consiglio direttivo della
Banca dell’Elba, una piccola banca
di credito cooperativo nata su iniziativa degli elbani e ben radicata sul
territorio.
La FAITA Elba inoltre è stata l’apripista di iniziative per il rispetto ambientale. Alla fine degli anni
Novanta, quando ancora all’Elba si
cominciava appena a parlare di raccolta differenziata, a spese della federazione è stato istituito un servizio di
raccolta e smaltimento di vetro, lattine, carta e plastica firmando delle
convenzioni con ditte specializzate
(la Revet di Empoli, la Pianigiani
Rottami di Siena e la Replastic di
Livorno).
Convenzioni sono state stipulate anche con professionisti locali per garantire un servizio efficiente e tariffe
“
L’ATTIVITÀ DELLA FAITA
ELBA È QUELLA TIPICA DI
UN SINDACATO DI
CATEGORIA. GLI
ASSOCIATI SONO 23,
SPARSI IN SEI DEGLI OTTO
COMUNI DELL’ELBA
agevolate in materia di sicurezza del
lavoro mentre sempre la FAITA Elba
ha organizzato corsi di lingua, in par-
ticolare tedesco, per gli associati e i
loro dipendenti. Un problema attuale e del quale la Federazione elbana
deve occuparsi spesso, è quello della
gestione associata del turismo. La
Regione Toscana, già da alcuni anni,
ha soppresso le Aziende di promozione turistica, istituendo un’unica agenzia a livello regionale. Poiché questa
scelta avrebbe senz’altro fortemente
penalizzato l’Isola, gli otto comuni elbani, in accordo con le associazioni
di categoria, hanno deciso di istituire una “tassa di sbarco” i cui proventi - circa 800mila euro all’anno - vengono per due terzi destinati alla promozione turistica e per un terzo alle
esigenze dei singoli comuni. Sono stati chiamati dei tecnici per organizzare la promozione e spesso anche le associazioni vengono consultate per le
scelte che devono essere fatte.
Fino al 2007, cioè fino a quando è esistito il Gruppo Elba, veniva stampato un catalogo fornitori; non un vero e proprio gruppo acquisti ma un
elenco di ditte con le quali la FAITA
SUL TURISMO ELBANO
UN REFOLO DI RIPRESA
DOPO UN DECENNIO DI FLESSIONE I TURISTI
SEMBRANO TORNARE. DATI INCORAGGIANTI
ANCHE PER QUEST’ANNO
I
l turismo elbano esce da un decennio nero: 12% in
meno di turisti dal 2000, anno in cui ancora di crisi
internazionale neanche si parlava, ad oggi, che significa quasi 400mila presenza in meno. A farne le spese sono stati soprattutto gli alberghi, mentre ha retto meglio
il settore extra alberghiero, che ha perso poco più di
70mila presenze sempre dal 2000 ad oggi. Come sempre
è difficile stabilire con certezza le cause della riduzione
ma l’andamento positivo registrato nello stesso periodo
in realtà “dirimpettaie” come la Val di Cornia (60mila
presenze in più) lascia supporre che un esame di coscienza gli operatori turistici dell’Isola d’Elba se lo dovrebbero fare. Sicuramente non aiuta l’insularità, il che implica un sensibile aggravio dei costi, ma anche il fatto che
la cementificazione massiccia degli anni scorsi, che ha
portato alla proliferazione delle seconde case, ha fatto
12
perdere all’Elba parte del suo fascino. Comunque una
parziale ripresa sembra esserci recentemente stata, in
quanto gli alberghi sono passati da 1.372.44 presenze del
2012, alle 1.433.528 del 2013. Sempre nel 2013, su un
bacino di 2.742.122 presenze turistiche nell’Arcipelago
toscano, 1.727.855 sono state quelle rappresentate dagli
italiani, mentre gli stranieri si sono fermati a 1.014.267.
Sia gli italiani che gli stranieri sono in aumento rispetto agli anni precedenti, ma comparando i dati con quelli di tredici anni fa si nota che rispetto al 2000, anno in
cui si sono contante 379mila turisti in più, gli stranieri
sull’isola sono solo 996.476. Nel 2013, invece, i turisti
non italiani sono saliti a 1.014.267. L’emorragia di presenze, insomma, sembra da ricercarsi nel calo significativo del turismo italiano, colpito in modo più duro dalla crisi globale. Per quanto riguarda i singoli comuni Ca-
“
FINO AL 2007, CIOÈ FINO A QUANDO È ESISTITO IL
GRUPPO ELBA, VENIVA STAMPATO UN CATALOGO
FORNITORI; NON UN VERO E PROPRIO GRUPPO
ACQUISTI MA UN ELENCO DI DITTE CON LE QUALI LA
FAITA STIPULAVA DELLE CONVENZIONI
stipulava delle convenzioni: ciascuna ditta in cambio della promozione
presso i campeggi associati riconosceva una piccola percentuale sul fatturato realizzato. Il meccanismo però ha
funzionato solo in parte, dal momento che molti campeggi danno in gestione a terzi i servizi interni di bar e
ristorante, che pertanto non si sentono vincolati ad aderire.
Per quanto riguarda il presente, il momento non è dei più favorevoli per il
turismo elbano. Da più di dieci anni
ormai il numero di presenze sull’isola è sensibilmente diminuito a causa
della concorrenza nazionale ed estera e del costo eccessivo dei trasporti
marittimi. L’acquisto della ex regionale Toremar da parte di Moby ha di
fatto realizzato un regime monopoli-
poliveri si è confermato anche nel 2013 il leader per presenze turistiche con 864.402 le presenze nelle strutture
ricettive, di cui 310mila negli alberghi, 553 nelle strutture extra alberghiere (campeggi innanzitutto). Al secondo posto Portoferraio (580.190 presenze), il comune
più esteso; segue Campo nell’Elba con 541.781 presenze, quindi Marciana (253.107), Porto Azzurro (166.454),
Rio Marina (124.543), Marciana Marina (114.330 di cui
106mila in albergo) e, infine, Rio nell’Elba con poco più
di 76mila presenze.
I dati relativi agli incassi della tassa di sbarco raccolti
dalla Gestione Associata per il Turismo fa sperare anche
per il 2015 in una stagione positiva. Il dato più interessante è quello relativo biglietti per i traghetti acquistati
da gennaio a maggio scorso; il dato ha subito infatti un
picco con un incremento dei passaggi acquistati presso
stico, anche se da qualche anno c’è
la concorrenza di una piccola compagnia: Blu Navy. Come se non bastasse la crisi economica non accenna a
risolversi. A tutto questo si aggiunge
la necessità di forti investimenti da
parte delle imprese dell’open air, che
qui come altrove devono fronteggiare la diminuzione del classico turismo
all’aria aperta, fatto con tende e roulotte, costringendo le strutture ad
istallare più case mobili, la cui richiesta è in continua crescita. Questo aumenta considerevolmente la quantità e la qualità dei servizi offerti alla
clientela, tanto è vero che il trend di
gran lunga prevalente all’Elba è la trasformazione dei campeggi in veri e
propri villaggi. D’altro canto in tal
modo il turismo all’aria aperta sta soffrendo assai meno di quello alberghiero ma ciò non consiglia di abbassare
la guardia, sia sul piano imprenditoriale né su quello della tutela e della
promozione della categoria. La FAITA Elba pertanto continua il suo lavoro. n
le compagnie marittime del 25% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La comparazione rispetto allo scorso anno può tuttavia nascondere imprecisioni, dal
momento che un ruolo chiave lo ha avuto la festività di
Pentecoste caduta quest’anno a maggio (lo scorso anno
a giugno) che può aver comportato un acquisto anticipato dei biglietti. Fatto sta che da gennaio alla fine di
maggio 2014 sono stati 84.175 i passaggi nave acquistati per la stagione turistica dell’anno passato. A distanza
di dodici mesi i passaggi acquistati nello stesso periodo
sono stati 105.369 con un incremento percentuale del
25,18%. Ad ogni modo occorrerà attendere il responso
dell’Osservatorio turistico della Provincia di Livorno per
sapere se lo sforzo congiunto dei comuni elbani e degli
imprenditori per promuovere in maniera strategica il territorio ha funzionato. n
13
CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
SIPAC, IL SALONE
IN CUI SI FANNO AFFARI
SI AVVICINA LA NUOVA EDIZIONE
DELLA PIÙ COMPLETA FIERA
PER OPERATORI DEL SETTORE
I
l 18 e 19 Novembre torna il Sipac,
il Salone ufficiale di FAITA Federcamping, primo ed unico appuntamento internazionale Business
2 Business rivolto ad imprese e professionisti del turismo all'aria aperta e
del mondo dell’outdoor.
La manifestazione, giunta quest’anno
alla sua quinta edizione si aprirà, alle
ore 14,30 del 18 Novembre con un
importante evento: l’incontro con
esperti di marketing turistico ed operatori della comunicazione dal titolo
“Resort Italia: la risorsa open air», che
sarà introdotto dal presidente della
FAITA, Maurizio Vianello e moderato dal giornalista de Il Sole24Ore
Marzio Bortoloni. Lorenzo Salvia, giornalista del Corriere della sera e autore
del libro Resort italia svolgerà una analisi mentre Marco Mercatili, ricercatore di Nomisma, esporrà la sua prognosi. A Giancarlo Dallara, docente
universitario, spetterà infine delineare
una terapia sul tema proposto.
I veri ed unici protagonisti del Salone
comunque restano i proprietari e ge-
14
“
LA MANIFESTAZIONE
DEDICATA AL TURISMO
ALL’ARIA APERTA E
ALL’OUTDOOR SI
SVOLGERÀ A
PADOVA IL 18 E 19
NOVEMBRE
stori delle strutture turistico ricettive
all’aria aperta e le aziende fornitrici di
tali strutture, in veste di espositori qualificati e selezionati. Non mancheranno anche in questa edizione le novità. Innanzitutto lo spazio Smart Village, ovvero un’area interamente dedicata alle nuove idee e tecnologie per
l’ottimizzazione di tutti i processi gestionali, organizzativi ed economici
delle strutture. Qui le aziende produttrici dei più evoluti sistemi di comunicazione e interconnessione proporranno ai proprietari e i gestori delle
strutture ricettive open air i loro sistemi per il monitoraggio dei processi
aziendali, dei consumi, del risparmio
delle risorse energetiche e la raziona-
lizzazione di quelle economiche per,
appunto, una gestione meno dispendiosa e più efficace.
Sempre da quest’anno il Sipac – grazie all’iniziativa di FAITA Lazio - apre
alle Regioni, che avranno l’opportunità di presentare le proprie eccellenze agli operatori turistici anche stranieri presenti in fiera. Una delle caratteristiche più interessanti del Salone
infatti sarà ancora la promozione di incontri B 2 B attraverso il Buy Camping, con una formula totalmente rinnovata: gli appuntamenti saranno scanditi da un’agenda on line che verrà messa in linea in prossimità dell’inizio del
Salone. Iscriversi al Buy Camping vuol
dire aderire ad una vasta rete di imprese e professionisti del comparto turistico outdoor che consente di immettere la propria azienda ricettiva nei più
importanti circuiti della domanda. Uno
spazio dedicato dove, strutture ricettive, tour operator, ed agenzie, potranno liberamente e in completa tranquillità illustrare domanda ed offerta al fine di proporre ed intercettare nuove
proposte e mercati.
Gli ospiti naturalmente troveranno
anche nell’edizione 2015 tutte le opportunità che hanno reso il Sipac un
indispensabile momento di aggiornamento professionale e una vera e propria piattaforma d’affari, come le conferenze e i workshop che informeranno e formeranno gli operatori sulle
novità del turismo all’aria aperta oltre ai seminari organizzati da FAITA
Federcamping su alcuni aspetti cruciali del settore.
Per tutte le altre informazioni sul Sipac è consigliabile visitare il sito
www.salonesipac.com, registrarsi ed
ottenere il biglietto di ingresso gratuito al Salone. Dallo stesso sito con
un semplice “clic” si può accedere alla nuova piattaforma del Buy Camping. n
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
CISET: IL TURISMO
ITALIANO CRESCE,
PIÙ TURISTI ESTERI
E ITALIANI
S
econdo il Centro internazionale di studi sull’economia turistica (Ciset) per il turismo italiano potrebbe esserci un rilancio.
Ciò in base alla sua indagine congiunturale sulla stagione estiva 2015
e questo grazie al buon traino del turismo estero e alla forte ripresa del
traffico domestico. Pressoché stabile, invece, la propensione a fare vacanza all’estero da parte dei nostri
connazionali, che comunque rivolgeranno il proprio interesse soprattutto verso mete vicine a casa e saranno attenti al rapporto qualità-prezzo delle offerte.
Secondo gli intervistati, tra maggio
e ottobre 2015 gli arrivi dei turisti
stranieri in Italia dovrebbero aumentare del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2014, mentre le presenze
cresceranno del 2,6%. Incremento
anche per il turismo domestico:
+1,4% per i flussi e +0,7% per le notti, con una tendenziale riduzione della permanenza media. Positiva anche
l’evoluzione del fatturato del turismo
in Italia: +1,3% rispetto all’estate
2014, trainato dalla crescita della spesa dei turisti stranieri, ma anche da
una maggiore disponibilità ad acquistare servizi turistici da parte degli
italiani.
Sempre secondo l’indagine Ciset l’effetto dell’Expo appare limitato: meno di un quarto degli operatori inter-
vistati lo segnala come motivo di aumento del turismo in Italia nell’estate 2015, probabilmente anche perchè si svolge in una stagione che già
di per sé richiama visitatori attratti
dalle bellezze del nostro Paese. E comunque si tratta di un evento considerato maggiormente importante per
il mercato internazionale che non
per quello domestico.
Tra i principali Paesi di origine dei turisti stranieri, sempre secondo le interviste effettuate dal Ciset, saranno
gli Usa a registrare la dinamica più
interessante nell’estate 2015, seguiti
da Germania, Giappone e Francia. In
leggera crescita anche i turisti provenienti dalla Gran Bretagna, mentre
tra gli altri mercati europei segnalati
dagli stessi operatori spiccano Austria,
Svizzera, Belgio, Olanda, Polonia e
Repubblica Ceca; stabile la Russia,
penalizzata dall’embargo. Tra i mercati extraeuropei vengono citati
Turchia, Cina, Brasile, India, Emirati
Arabi e Australia.
La classifica dei prodotti turistici più
gettonanti per l’estate 2015 vede ai
primi posti il turismo culturale e d’arte, seguito dall’agriturismo e dal turismo verde in genere, dal turismo
fitness e benessere e dal turismo balneare, che dopo alcune stagioni ritorna nel gruppo dei top 4, sopravanzando le crociere. Buona anche la
performance della vacanza ai monti
e del soggiorno termale tradizionale,
mentre è sostanzialmente stabile il
turismo lacuale. Ancora leggermente negativi, ma in ripresa, il turismo
d’affari e quello per convegni e congressi, che comunque accusano una
flessione “fisiologica” soprattutto nei
mesi centrali dell’estate. n
17
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
TURISMO SENZA
CONFINI: I BISOGNI
DELL’ACCESSIBILITÀ
L’INDAGINE DELL’OSSERVATORIO
EUROPCAR DOXA SUGLI STILI DI
VACANZA DEGLI ITALIANI
S
u questa rivista abbiamo parlato
più volte del “turismo accessibile”, ovvero della possibilità di
accogliere nei luoghi di vacanza anche quelle persone con particolari problemi, permanenti o temporanei, e
quindi bisognose di attenzioni e attrezzature idonee da parte delle strutture ricettive. Si tratta, come i nostri
lettori ormai sanno, di un concetto
più ampio dell’accessibilità riservata
ai soli soggetti con handicap o, come
si è ormai soliti dire: “diversamente
abili”, poiché riguarda anche, ad esempio, anziani, famiglie con bambini piccoli e neonati, infortunati temporaneamente costretti su sedie a rotelle
o che necessitano di supporti ortopedici, persone allergiche, famiglie numerose o con animali domestici al seguito.
Nell’ambito dell’annuale Osservatorio
Europcar, Doxa ha effettuato un’indagine demoscopica presso la popolazione italiana adulta per esplorare appunto il tema del «turismo accessibile» raccogliendo tra l’altro opinioni
sull’adeguatezza del supporto fornito
ai viaggiatori con esigenze specifiche,
i fattori sui quali gli operatori turistici dovrebbero concentrare maggiormente la propria attenzione, le informazioni ritenute più importanti e utili per organizzare al meglio le vacanze, eventuali atteggiamenti di incomprensione o ostilità da parte degli operatori nella fase organizzativa della vacanza oltre a opinioni sul livello di
sensibilità e attenzione verso il turismo accessibile in Italia. Come si vede una gamma molto ampia di indicatori, raccolti su un campione costi-
tuito da 1.001 persone, 5500 screenings
e 844 interviste ad un campione nazionale di famiglie italiane “con esigenze specifiche” legate al turismo. Le
interviste sono state realizzate dal 9
aprile al 12 maggio 2015.
Secondo la ricerca il 54% degli italiani quest’anno andrà in vacanza, la
stessa percentuale del 2008 dopo il
sensibile calo registrato dal 2011
(49%) al 2014 (46%), e a farlo saranno soprattutto i più giovani, ovvero
la fascia di età compresa tra i 15-29
anni (72%) e i 30-49 anni (66%).
Come sempre si sceglieranno prevalentemente le località marine (68%);
ma il 13% opterà per la montagna o
la collina e l’11% per una città d’arte. Il 17% degli intervistati ha in programma un solo fine settimana e appena il 10% sosterà per almeno un
mese; la percentuale più consistente
(36%) si fermerà nei luoghi di villeggiatura per una settimana. La durata
media delle ferie sarà di 12.5 giorni.
Il 74% resterà in Italia mentre il 18%
ha prenotato all’estero (nel 2008 si
erano recati all’estero il 27% degli italiani). Tra le località più gettonate le
regioni del Sud mentre al Centronord
il primato spetta all’Emilia Romagna
(7%). Il mezzo di trasporto preferito
resta l’automobile (67%), seguito dall’aereo (18%); il treno, una volta il
mezzo più economico, sarà utilizzato
solo dal 7%. L’Expo non sembra suscitare particolare entusiasmo, poiché
il 40% ha già deciso di non andarci
contro un 17% sicuramente intenzionato a farci un salto; a questa percentuale potrebbe tuttavia affiancarsi un
25% di propensi, ma ancora indecisi.
Per quanto riguarda le esigenze degli
intervistati il 6% ha dichiarato di avere bambini piccoli, la stessa percen-
19
CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
tuale di coloro che hanno animali domestici che vorrebbero portare in vacanza con loro mentre un 5% ha persone anziane al seguito. I disabili, le
famiglie numerose e le persone con
malattie croniche sono invece rappresentate con la stessa percentuale: 2%;
ovvero 16% delle famiglie (circa 10
milioni di persone) ha almeno una
delle esigenze indicate e che potrebbero influenzare le scelte turistiche.
Per tutti è importante l’accessibilità
alle strutture, specialmente tra gli anziani e i disabili, mentre tra i malati
cronici (60%) e i disabili (45%) prevale il sapere di poter contare su una
assistenza sanitaria. Confortante il fatto che l’86% degli intervistati ha dichiarato di non aver riscontrato, neanche in passato, atteggiamenti di
ostilità o incomprensione, cosa che
invece ha riguardato il 22% di famiglie con disabili. Sull’origine di tali
incomprensioni il 74% ha dichiarato
che queste si sono verificate per questioni legate all’accessibilità delle strutture. I fattori di criticità per gli operatori turistici rilevati dal campione
riguardano prevalentemente l’eliminazione delle barriere architettoniche
(63%), la formazione degli operatori
(58%) e il controllo dei servizi offerti da hotel e ristoranti (62%); il 55%
ha anche chiesto di prevedere guide
specializzate.
Per quanto riguarda le informazioni
che sarebbe utile disporre per organizzare la vacanza il 59% gradirebbe notizie su spostamenti e parcheggi, il
57% sul tipo di assistenza sanitaria disponibile, il 50% se ci sono percorsi o
visite agevolate, il 49% se sono disponibili infrastrutture per bambini e il
42% notizie sull’accessibilità e l’adeguatezza dei ristoranti. Anche per i turisti bisognosi di accessibilità lo strumento più utilizzato per pianificare il
viaggio e scegliere la struttura secondo loro più idonea ad accoglierli è internet (64%) consultato anche dal
61% degli anziani; il 40% di loro utilizza i siti web di enti pubblici ma anche il passaparola tra amici e conoscenti non è irrilevante (39%), specie per le persone con malattie croniche (52%) e le famiglie numerose.
Alla domanda se la tendenza è di recarsi in un località di vacanza già conosciuta o in una completamente
nuova il 39% preferisce cambiare e visitare luoghi per la prima volta, contro un 34% di abitudinari e un 27%
che torna dove è già stato una o più
volte. Quasi tutti comunque organizzano autonomamente il viaggio e soltanto il 6% di chi ha bimbi piccoli, il
5% degli anziani, il 4% di chi ha malattie croniche il 3% dei disabili si rivolge a tour operator per acquistare
pacchetti completi.
Interessante il dato che riguarda la
percezione riscontrata dagli intervistati sull’attenzione ai temi dell’accessibilità. Per il 42% c’è maggiore sensibilità negli altri Paesi europei, per il
20% c’è maggiore attenzione in Italia
e per il 38% è più o meno uguale. Il
49% però è convinto che in Italia la
sensibilità sui temi dell’accessibilità è
aumentata rispetto a qualche anno fa,
specialmente per quanto riguarda le
infrastrutture e i servizi per i bambini
(49%) e l’abbattimento delle barriere architettoniche (45%). n
CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE
segue da pag.3
Succede così che si trasferiscono ricette obsolete e già perdenti per l’industria direttamente nel lessico e nella progettualità turistica. Capita ancora oggi di sentire parlare di filiera turistica,
di distretti turistici addirittura di fare rete per il turismo.
L’errore prospettico è madornale ed abbagliante: il turismo non è un prodotto, trattarlo da tale con tutta la compagnia cantante di produttività, certificazioni e sinergie
significa svilirlo e condannarlo ad essere marginale.
Il turismo se non è pura e semplice vacanza, è sempre esperienza e l’esperienza si costruisce nel turismo come un mosaico, ogni tessera è insignificante di per sé ma assume
senso nel quadro d’insieme che compone con le altre.
Dunque il turismo se è esperienza deve essere comunque
territorio e nel territorio devono esserci le singolarità che
ne fanno un contesto utile per attrarre ed intrattenere.
Non c’è bisogno di essere nemmeno tanto univoci nel seguire vocazioni e peculiarità perché un’altra chiave di volta del successo turistico è la varietà e la molteplicità delle offerte.
Per chiarire il punto di vista di chi considera il turismo
come un impegno quotidiano occorre guardare le cose
nell’ottica dell’impresa: funziona ciò che la fa crescere e
che le consente di progredire. Funziona se funzionano tra-
20
sporti e sicurezza, se i luoghi sono conosciuti e conoscibili attraverso i nuovi mezzi d’informazione, se l’artigianato, il folklore e le altre eccellenze del territorio sono fruibili e rese note agli ospiti.
Non servono investimenti di grande portata ma è indispensabile che si faccia luogo ad un ceto amministrativo
preparato e consapevole che renda agibile al territorio
uno sviluppo turistico coerente con le sue ricchezze e le
sue emergenze.
‘E così che si potrà nelle aziende ricettive costruire il servizio modellandolo sulle specificità locali ed arricchendolo con la qualità e la gamma che ormai le imprese hanno raggiunto da tempo. La stagione 2015 ha le caratteristiche per garantire una ripresa della domanda, occorrerà intercettarla e stabilizzarla se davvero intendiamo incominciare ad uscire dalla crisi. Bisogna riaprire un dibattito che serva a mettere in contatto due tra gli interlocutori principali dello sviluppo, imprenditori e ceto amministrativo, se si troverà un linguaggio comune i risultati
non mancheranno di venire e si potrà finalmente riavviare un processo virtuoso che riporti il tema del turismo
sui binari della fattività e del buon senso da troppo tempo poco frequentati con le disastrose conseguenze che tutti noi conosciamo.
CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
TURISMO &“MADE
IN ITALY” UN BINOMIO
STRATEGICO
VIANELLO A TORTORETO
APRE I LAVORI DEL CONVEGNO
SUI TURISMI INTEGRATI
I
l 29 giugno al Villaggio Salinello
di Tortoreto Lido, in provincia di
Teramo, si è svolto il convegno sul
tema: “I turismi integrati in un progetto paese Italia”, al quale ha partecipato tra gli altri il presidente nazionale della FAITA-Federcamping Maurizio Vianello, il quale introducendo
i lavori ha individuando alcune aree
su cui intervenire. Innanzitutto la modernizzazione delle infrastrutture, indispensabili per facilitare l’arrivo e la
permanenza dei turisti, una formazione di qualità nella cultura dell’ospitalità, una necessaria riqualificazione
dell’offerta, una omogeneizzazione fiscale europea e soprattutto una migliore e più decisa promozione del nostro Paese mediante una politica cen-
trata sul “brand” Italia. Su quest’ultimo punto si è soffermato anche Giovanni Lolli, coordinatore nazionale
degli assessorati al turismo in Italia,
secondo il quale il turismo non è un
settore ma una risorsa trasversale che
deve trovare forza nell’uso appropriato del marchio “Made in Italy”, tra i
primi tre nel mondo per notorietà.
Intervento poi sostenuto nel dibattito successivo dal consigliere regionale delle Marche, Piero Celani, che ha
incentrato le sue considerazioni sul
turismo integrato da sviluppare sinergicamente almeno tra regioni limitrofe e confinanti come Abruzzo e
Marche.
Dal convegno sono stati ampiamente raccolti gli stimoli lanciati da
Vianello in apertura per sostenere un
turismo integrato e “trasversale” suggerendo interventi decisivi nell’area
dell’accessibilità (modernizzazione delle infrastrutture), nell’area dell’accoglienza (formare i lavoratori alla cultura dell’ospitalità), nella omogeneizzazione fiscale in Europa e soprattutto nella necessità di creare una promozione incoming con il marchio Italia
meglio coordinata e più globale.
L’incontro è stato anche l’occasione
per inaugurare il nuovo Centro congressi Villaggio Salinello realizzato
direttamente sul mare con tecnologia e design all’avanguardia che dovrà essere un luogo delle idee, della
conoscenza e dell’innovazione; ideale per ospitare convegni, workshop,
corsi di formazione, ma anche sfilate di moda ed esposizioni di prodotto. Con i suoi oltre 500 posti a sedere il Centro congressi Villaggio
Salinello è una eccellenza tra le infrastrutture di Tortoreto. n
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CAMPING MANAGEMENT :I NOSTRI PRIMI 10 ANNI
DIECI ANNI FA…
di La redazione
AL SERVIZIO DELLA FAITA E DEGLI
IMPRENDITORI DELL’OPEN AIR
D
ieci anni fa arrivava per la prima volta nella vostra cassetta
postale Camping management,
il periodico della Faita FederCamping
nazionale. Un tempo sufficientemente lungo per festeggiare e soprattutto
per fare, come suol dirsi, qualche bilancio; anche se è sempre bene – se
non altro per scaramanzia - non indugiare nell’autocompiacimento.
Autocompiacimento che nel nostro
caso sarebbe certo fuori luogo, poiché
questa rivista è nata per svolgere essenzialmente un servizio. Alla Federazione, innanzitutto, che come tutte
le organizzazioni con migliaia di iscritti sul territorio ha necessità di poter
parlare ai propri associati e far giungere loro le novità del settore, informare sulle proprie attività, raccogliere e dibattere le questioni importanti. Ma un servizio rivolto anche a voi,
che – almeno così speriamo – avete
avuto modo di scoprire su queste colonne qualcosa di utile per la vostra
attività o, cosa ancor più importante,
avete avuto la possibilità di parlare del
vostro lavoro, delle vostre fatiche e
aspettative. A qualcuno potrebbe sembrare un po’ anacronistico, in piena
era digitale, sfogliare una rivista di carta. A dire il vero non ci sentiamo affatto “obsoleti” e ci piace immaginare i nostri lettori seduti a fine giornata sotto il portico della loro direzione
o a bordo piscina immersi nella lettura; per qualche minuto lontani da ipad, cellulari, pc, utilissimi, anzi indispensabili sul lavoro, ma decisamente invadenti. Senza considerare quanto sono inefficaci se non si conosce
alla perfezione la complicatissima Url
che permette di accedere a quella precisa pagina web, tra i miliardi che ormai popolano la rete. Detto tra noi: è
molto più comoda una rivista di carta, sempre a portata di mano.
Camping management, dicevamo, è nata per essere un collegamento tra la federazione e i suoi iscritti e una tribuna
dalla quale rappresentare la realtà di
un settore sempre più importante per
il nostro turismo. Col tempo è divenuta anche una vetrina di aziende, che
con i loro prodotti e servizi offrono l’opportunità a chi fa impresa nell’open air
di innovarsi e restare al passo con la
domanda. Speriamo con questo di aver
incontrato il vostro gradimento e apprezzamento.
Infine due doverosi ringraziamenti. Al
presidente nazionale Maurizio Vianello e ai suoi più stretti collaboratori:
Salvatore Vingiani e Nicolcarlo Genovese innanzitutto, che hanno creduto nella rivista e non hanno fatto
mancare il proprio sostegno in questi
anni, e Filippo Gentile, amministratore unico di Contatto s.r.l., il quale
in veste di editore ha assicurato la pubblicazione di Camping management e
ha anche pazientemente intessuto
quella trama di relazioni con realtà
imprenditoriali ed istituzionali concretizzando giorno dopo giorno quella che all’uscita del numero uno era
soltanto una scommessa. Un imprenditore che ha creduto sin dal primo
momento nel potenziale dell’open air
italiano e nella Faita FederCamping,
scoprendo anche, come lui stesso ha
confidato, un universo di imprese fornitrici di prodotti e servizi innovativi
qualificate e caratterizzate da «un alto tasso di valore umano». n
23
CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
LE NOVITÀ UE
SUL TURISMO
IL RESOCONTO DELLA FEDERAZIONE EUROPEA
DELLE ASSOCIAZIONI CAMPING E ASSOCIAZIONI
HOLIDAY PARK (EFCO&HPA)
N
el corso di un briefing che si è
svolto il 30 giugno 2015 presso la Federazione europea delle associazioni camping e associazioni
Holiday Park (Efco&Hpa) sono stati
resi noti gli ultimi sviluppi che interessano la politica europea del turismo.
Un Libro verde della Commissione
europea è stata pubblicato nel luglio
2014 esaminando i rischi per la sicurezza e la regolamentazione già in vigore in tutta Europa. Efco&Hpa in risposta ha presentato un promemoria
di 45 pagine che ha tenuto conto delle esigenze dei camping e villaggi in
tutta Europa, facendo presente innanzitutto che a livello nazionale esistono già regolamenti per la sicurezza a
protezione dei turisti mentre non è
stata inserita una chiara definizione
di “struttura ricettiva”; inoltre è stato
deplorato come Commissione europea individuando un particolare settore - ad esempio la legislazione per
garantire controlli di protezione contro i rischi di CO – ha imposto l’applicazione di determinate misure anche là dove non ci sono rischi specifici per i turisti.
A seguito della consultazione dello
scorso anno in merito al Libro verde,
la Commissione europea ha pubblicato la sua decisione sui prossimi passi,
affermando: «Dal feedback ricevuto,
è stata stabilita alcuna connessione
tra il quadro normativo esistente
tra gli Stati membri, l'assenza di regolazione del livello UE a causa della sussidiarietà e di rischi per i consumatori. Nessuna prova indica quindi in questo momento la necessità
di un ulteriore esame delle questio-
24
ni relative alla protezione dei consumatori in una prospettiva europea nel
settore specifico degli alloggi turistici». Questa dichiarazione scritta è stata fatta in risposta ad una interrogazione parlamentare del 5 giugno 2015.
La risposta è disponibile per la visualizzazione sul sito Efco&Hpa. La Federazione europea delle associazioni
camping, salvo imprevisti, ritiene pertanto che per il momento non si procederà ad una ulteriore azione da parte europea della sicurezza nella ricettività turistica.
Nel corso del briefing è stata trattata
anche l'attuale direttiva sui viaggi
(Ptd), in vigore dal 1990, in fase di
aggiornamento da parte dell'Unione
europea per tenere conto degli sviluppi tecnologici. Il Ptd oggi prevede che
l’organizzatore del pacchetto vacanza
debba assumersi la responsabilità per
la prestazione dei servizi offerti e compensare in caso di mancata erogazione o fruizione. Ciò significa che i fornitori dei suddetti pacchetti hanno
dovuto assicurarsi contro tali rischi;
tuttavia il Ptd fino ad ora non ha contemplato per intero le complesse transazioni effettuate online; a questo scopo si sono svolte nell’ambito dell’Unione europea discussioni per aggiornare la Ptd tenendo conto delle modalità offerte dal web e usate dai consumatori per
prenotare le proprie vacanze. La nuova direttiva aggiorna le norme esistenti ed estendere regole e protezioni per
i pacchetti tradizionali a combinazioni di servizi di viaggio separati, in particolare se venduti on-line. Il Ptd aggiornato all’era digitale prevede:
- ai clienti che utilizzano online “click
through”, dove nome, dettagli di pagamento e l'indirizzo e-mail del cliente vengono trasferiti tra fornitori collegati on-line entro 24 ore, è data la
stessa protezione di coloro che acquistano pacchetti tradizionali;
- è introdotta una nuova categoria:
“organizzazione di viaggi collegati”,
creata per coprire le vendite di clickthrough tra siti collegati. Questo riguarderà le operazioni in cui non tutte le informazioni sui clienti siano
condivise entro 24 ore.
La modalità di viaggio assistita (Ata),
quando i clienti prenotano le diverse
parti del pacchetto come operazioni
distinte on-line, compresi i fornitori
collegati che non condividono tutte
le informazioni sui clienti di cui sopra
entro 24 ore, rimarrà non regolamentata. Il Parlamento europeo ha approvato una revisione dell’esenzione Ata
una volta che la nuova Ptd sia stata
adeguata
Il Consiglio europeo e il Parlamento
europeo il 28 maggio 2015
hanno confermato l'accordo politico
sulla riforma della Ptd e rimangono ancora pochi passaggi da compiere prima
che la direttiva possa essere approvata
formalmente dal Consiglio. Le nuove
disposizioni saranno applicabili 30 mesi dopo l'entrata in vigore della direttiva.
La direttiva sulla parità di trattamento sarà una priorità per la Commissione europea mentre il Consiglio ha discusso la proposta nella riunione del
19 giugno 2015. La Presidenza lettone ha cercato di chiarire il campo di
applicazione della proposta, nonché
la ripartizione delle competenze tra
l'UE ei suoi Stati membri. Per l'adozione della direttiva è richiesta l'unanimità del Consiglio, pertanto il lavoro richiederà molto tempo.
Sulla promozione del turismo in Europa è stato pubblicato un progetto di
relazione della commissione del Parlamento europeo per i trasporti e il turismo sulle nuove sfide. L’iniziativa si
concentrerà, tra l'altro, su una azione
di branding, marketing congiunto delle destinazioni turistiche in Europa, il
turismo sostenibile e responsabile,
l'economia della condivisione e la digitalizzazione. Il relatore, Isabella De
Monte del gruppo dell'Alleanza progressista di socialisti e democratici al
Parlamento europeo, ha presentato il
suo progetto di relazione nel corso della riunione della commissione Tran
del 15 giugno 2015. Una copia del rapporto e il video dell'incontro sono disponibili sul sito della Efco&Hpa
In una risposta scritta a una interpellanza sul turismo e l'economia della
condivisione, El bieta Bie kowska, commissario europeo per il Mercato interno e l’industria, ha detto che la Commissione sta esaminando le sfide regolamentari poste dall'economia, includendo il turismo. Il commissario ha riconosciuto la necessità di un'ulteriore azione dell'UE e ha dichiarato che
la Commissione è sulla stessa lunghezza d’onda. Secondo la Bie kowska:
«L'economia della condivisione sta
guidando lo sviluppo di nuovi modelli di business, alterando la catena del
valore del turismo e la creazione di
nuovi modi per partecipare all’economia turistica. Questi nuovi modelli di
“
NEL CORSO DEL
BRIEFING È STATA
TRATTATA ANCHE
L'ATTUALE
DIRETTIVA SUI
VIAGGI (PTD),
IN VIGORE DAL 1990,
IN FASE DI
AGGIORNAMENTO DA
PARTE DELL'UNIONE
EUROPEA PER TENERE
CONTO DEGLI SVILUPPI
TECNOLOGICI.
business offrono una serie di vantaggi
importanti, mentre aumentano anche
le possibili nuove sfide normative in
settori quali la fiscalità e la previdenza sociale, la sicurezza, la responsabilità, dei consumatori e la protezione dei
dati». Per quanto riguarda il settore del
turismo il 27 marzo 2015 la Commissione ha organizzato un primo incontro sul Tourism Network per scambiare esperienze e analizzare le opportunità di turismo digitale, compresi gli
aspetti legati agli impatti economici.
La Commissione è a conoscenza di richieste di ulteriori azioni a livello UE
ed è pronta a impegnarsi in un dialogo costruttivo con le parti interessate.
Su questa base, la Commissione deciderà sulla via da seguire.
In risposta ad interpellanza sulla standardizzazione dei requisiti tecnici minimi nei settori dell'ospitalità e del turismo, il Commissario Bie kowska ha
riconosciuto l’esistenza di un problema e la mancanza di standard. Nel
2012, la Commissione ha condotto
uno studio sull'impatto della legislazione europea in materia di turismo;
oltre a questo, nel 2014, ha effettuato una consultazione pubblica sul quadro normativo e amministrativo a livello comunitario, nazionale, regionale e locale che interessa il turismo.
Dalla consultazione è emerso che le
parti interessate ritengono che la razionalizzazione del quadro normativo
che interessano il turismo dovrebbe
essere una delle priorità delle attività
della Commissione. Possibili azioni
future nell'ambito di questa priorità
includono, tra l'altro, un'ulteriore valutazione della regolamentazione quadro che colpisce turismo e la coope-
razione tra i servizi della Commissione per la semplificazione e controllo
idoneità esercizi di legislazione esistente. Tuttavia è importante sottolineare che l'articolo 195 del TFUE esclude esplicitamente la possibilità di armonizzare le misure degli Stati membri nel settore del turismo. Infine, diverse iniziative che forniscono requisiti comuni in vari aspetti dei servizi
turistici, come ad esempio il marchio
Ecolabel UE o EMAS nella protezione dell'ambiente, sono già state messe in atto a livello europeo. Inoltre,
gli organismi di normalizzazione europei e internazionali hanno sviluppato standard volontari per alcune attività turistiche, e gli Stati membri e
l'industria hanno anche sviluppato sistemi di certificazione di qualità del
turismo.
In risposta ad un’altra interrogazione
parlamentari sui criteri per gli standard di affari in alberghi e altre strutture ricettive il commissario europeo
per il Mercato interno e l’industria
El bieta Bie kowska, ha ammesso che
la Commissione è a conoscenza della
incoerenza nei criteri di valutazione
della qualità dei servizi turistici e di
classificazione alberghiera in tutta l'UE,
ma non rientra nelle sue competenze. Dal 2010 al 2013 la Commissione
ha effettuato un'ampia ricerca sulle
etichette di qualità pubbliche e private esistenti in Europa e lo studio ha
fatto da sfondo per la proposta della
Commissione al Consiglio sui principi di qualità da adottare in ambito europeo che doveva fornire un punto di
riferimento comune per i servizi turistici di qualità in Europa. La proposta
è stata ritirata dalla Commissione in
quanto non ha ottenuto un sostegno
sufficiente dagli Stati membri in seno
al Consiglio. Allo stesso tempo è da
sottolineare che l'armonizzazione della classificazione degli hotel (classificazione a stelle) non rientra tra le competenze della Commissione, come alcuni criteri dei regimi di rating sono
definiti dalla legislazione nazionale
degli Stati membri. L’Art. 195 TFUE
stabilisce che la Commissione deve
integrare le azioni degli Stati membri,
ma vieta l'armonizzazione delle misure nazionali. n
25
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CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
COME AVVICINARE
I GIOVANI AL TURISMO
IN TENDA?
LA PROPOSTA ELABORATA DALLA
FAITA TOSCANA SULLA BASE DEI
DATI DEL PROPRIO OSSERVATORIO
I
dati dell’Osservatorio sul turismo
all’aria aperta della Toscana per il
2014 confermano le evidenti trasformazioni del mercato, sia per quanto riguarda la domanda che l’offerta;
inoltre l’apertura degli agricampeggi
e delle aree di sosta ha modificato il
modo di usufruire dei camping tradizionali, che risentono della migrazione di clienti verso queste particolari
strutture ricettive. Per quanto riguarda invece i gestori e i proprietari di
campeggi questi si orientano sempre
più verso le strutture fisse, mentre nei
segmenti più maturi e stanziali del
turismo regionale cresce l’utilizzo di
attrezzature di proprietà del camping
“
FAITA TOSCANA, DOPO
UNA RICOGNIZIONE
NEL WEB, HA SCOPERTO
CHE IL MINISTERO
DELL’ISTRUZIONE
FINANZIA UN
PROGETTO PER IL
CAMPEGGIO
SCOLASTICO DI CUI
PERÒ USUFRUISCONO
SOLO DUE REGIONI:
CAMPANIA E VENETO.
stesso, quasi a volersi spostare da un
tradizionale turismo auto-organizzato ad uno più comodo e “accudito”,
insomma più simile all’hotel. I bun-
galow e le case mobili, che nel 2013
raccoglievano il 42,5% delle presenze, nel 2014 hanno sfiorato il 44%.
La tenda continua comunque ad essere l’attrezzatura più usata in montagna, dove si campeggia ancora in
modo classico, ma anche in campagna e collina.
Questi dati, elaborati dalla Faita
Toscana, sembrano indicare in maniera abbastanza chiara che nelle giovani generazioni l’uso della tenda è
in continua decrescita e in prospettiva i campeggi e i villaggi non riusciranno a realizzare il pieno utilizzo
delle strutture per almeno il 30% della capacità ricettiva complessiva.
La Faita Toscana ha cercato di capire i motivi alla base di questo mutamento di comportamento da parte
dei giovani, una volta attratti dal
campeggio non solo perché economico ma anche perché consentiva
maggiore libertà e facilità di rapporti sociali.
Una prima, superficiale, risposta sembra risiedere nel fatto che i social network sono oggi sempre più surrogato
immateriale dello “stare insieme” di
una volta, mentre l’inoccupazione e
l’incertezza del futuro hanno facilitato nei giovani un rinnovato attaccamento alle pareti domestiche, con
una maggiore dipendenza, rispetto
alle generazioni immediatamente
precedenti, dalla famiglia, da cui ci
si distacca sempre più tardi.
Sempre secondo la Faita Toscana in
altri paesi il campeggio e la tenda fanno parte di un percorso formativo dei
giovani e ciò viene incoraggiato ad
ogni livello: scuola, famiglia, istituzioni. Una formazione che si sviluppa in varie attività: sportive, scolasti-
27
CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO
che, culturali ma soprattutto alla base vi è la spinta all’autonomia, alla
scoperta delle proprie capacità individuali e di relazione, in un contesto
isolato dalla protezione familiare.
Per quanto riguarda il nostro Paese la
Faita Toscana, dopo una ricognizione
nel web, ha scoperto che il Ministero
dell’istruzione finanzia un progetto per
il campeggio scolastico di cui però usufruiscono solo due regioni: Campania
e Veneto, mentre Lazio, Lombardia e
Toscana hanno emanato una legge regionale che autorizza e finanzia le associazioni di volontariato e sociali che
svolgono percorsi educativi e didatti-
ci in agricampeggio o campeggio.
Oltre al Ministero anche il Coni organizza campeggi giovanili per la pratica sportiva.
La conclusione che ne trae la Faita
Toscana è che in Italia vi è una tendenza a sostenere la formazione dei
giovani mediante i soggiorni all’aria
aperta ma in modo molto sporadico
e soprattutto senza una visione d’insieme e senza un progetto capace di
organizzare e indirizzare risorse e attività. Al contrario sarebbe utile e
interessante pensare di coinvolgere
organicamente le scuole in campus
formativi all’aria aperta nei quali im-
partire una formazione sui temi, ad
esempio dell’ecologia e del rispetto
dell’ambiente, della convivenza e della cura della persona, della pratica
sportiva.
Come sottolinea la Faita regionale la
ricerca svolta ha lo scopo di far emergere un problema, mentre per lo sviluppo di una vera e propria azione la
strada è ancora tutta da percorrere ma
non c’è dubbio che le aziende dell’open
air potrebbero spingere in tal senso,
anche manifestando la propria disponibilità a sostenerne in parte i costi,
in quanto si tratterebbe anche di un
investimento sul futuro del settore. n
CAMPEGGI TOP SECRET PAGATI DAL MINISTERO
UN ARTICOLO PUBBLICATO NEL 2007
DAL SETTIMANALE VITA SVELA UN PICCOLO MISTERO
S
ono 43 anni che il ministero
della Pubblica istruzione finanzia campeggi estivi per gli studenti, sborsando 70mila euro all’anno. Però da 43 anni ci vanno pressoché solo studenti campani e veneti.
Favoritismi? Campanilismo? No, è
che tutti gli altri studenti d’Italia dell’iniziativa non sanno nulla.
Ecco la storia. Nel 1964, il ministero
della Pubblica istruzione si pose il problema di offrire agli studenti delle scuole elementari e
medie una valida esperienza educativa da vivere in ambiente naturale. Il progetto del campeggio estivo fu avviato in via sperimentale in due luoghi: nella radura di
Lacero, provincia di Avellino, a 1.050 metri di altezza, e
in provincia di Belluno, ai piedi delle Alpi. L’idea era che
se l’iniziativa avesse dato risultati positivi sarebbe stata
estesa anche ad altre realtà italiane. L’esperienza positiva lo è senza dubbio, visto l’entusiasmo che prende ogni
anno 450 studenti campani e veneti, che si alternano
ogni quindici giorni dal 1° luglio al 20 di agosto, ospitati in strutture prefabbricate e in tende canadesi che consentono campeggi itineranti durante le escursioni di più
giorni.
Accompagnati da insegnanti di educazione fisica, gli studenti praticano pallacanestro, pallavolo, equitazione, ping
pong.
Perché allora l’iniziativa è così poco conosciuta? In primo luogo non sono informati i dirigenti scolastici delle
scuole, che a loro volta dovrebbero informare le famiglie
28
e gli studenti. Gli esperti che operano presso i Provveditorati agli studi,
e che dovrebbero informare i professori di educazione fisica nelle scuole,
se interpellati rispondono che qualcosa c’è, da qualche parte, ma non si
sa dove e chi la gestisce. Se vi intestardite e consultate il sito del ministero della Pubblica istruzione, alla
voce “studenti” non troverete nessuna informazione, e la solfa non cambia cliccando sotto la voce “famiglia” o “progetti” o “convivenza civile”.
Il tesoro si nasconde sotto la voce “attività motorie e sportive”, in fondo alla pagina, dove un’immagine delle Alpi bellunesi vi esorta a cliccare per avere dettagli, forniti dall’Ufficio scolastico provinciale di Belluno, su date,
luoghi, modalità di partecipazione. Peccato che dietro la
foto delle cime innevate vi comparirà soltanto una pagina bianca! Del campeggio che si svolge in provincia di
Avellino invece trovate foto, finalità educativa e perfino
i nomi degli insegnanti di educazione fisica addetti alla
cucina, ma non la modalità di partecipazione.
Terminata l’affannosa ricerca, si pongono alcune domande. Perché il ministero della Pubblica istruzione tiene nascosta una così bella iniziativa che consentirebbe a tanti studenti di vivere una impagabile esperienza educativa nella natura? Perché non estenderla invece a ogni provincia, individuando un’area apposita e attrezzandola? Se
questo fosse accaduto avrebbero vissuto l’esperienza del
campeggio ben 43.350 studenti ogni anno, che dal 1964
a oggi fanno circa 2 milioni. n
CAMPING MANAGEMENT :TECNOLOGIE WEB
PIÙ VALORE
ALLA PRIVACY DEGLI
UTENTI SUL WEB
di Dario Lambarelli e Giorgio Carone
I COOKIE, COSA SONO, A COSA SERVONO
E LA RELATIVA NORMATIVA
I
l concetto di privacy sul web è molto complesso e sono differenti gli
approcci da parte degli utenti ed
anche delle strutture turistiche che,
più o meno attivamente, subiscono e
sfruttano la forza di internet attraverso i loro siti (ma non sempre), passando per i motori di ricerca, i portali pubblicitari e i social network.
Le regole sul web cambiano continuamente, così come il concetto di privacy, affiancato da quello della veridicità e di utilità delle informazioni. Tutti si sono accorti come dal 2012 le parole chiave che portano visite ai siti
sono diventate prevalentemente “not
provided”. Tutti sono rimasti sorpresi la prima volta in cui, dopo aver visto un prodotto su un sito, hanno ritrovato l’annuncio di quel prodotto
su altri siti e infine, ma gli esempi sarebbero molteplici, tantissime strutture turistiche hanno visto bloccato,
soprattutto negli ultimi mesi, il loro
profilo Facebook con l’obbligo di convertirlo in pagina. A questo scenario
già di per sé complicato, dal 2 giugno
2015 si è aggiunto l’obbligo di comunicazione dei "cookie" per i siti internet, un argomento ancora molto discusso e che affronteremo nel resto
dell’articolo. In ogni caso, la CreatiWeb srl ha già effettuato l'aggiornamento gratuitamente per il sito Faita
Nazionale e per i siti Faita regionali.
Il web e il web marketing (e la volontà di targettizzare sempre di più le campagne in base agli utenti) sono entrati a tutti gli effetti nelle dinamiche
30
della nostra vita: qualsiasi attività che
svolgiamo durante la nostra giornata
ha il suo corrispettivo virtuale o un’applicazione che sfrutta la rete per aumentarne in maniera positiva l’esperienza: viaggi e vacanze, sport e fitness, musica, banca e finanza...
Gli accessi ai portali del turismo all’aria aperta e ai siti dei campeggi e
villaggi, confermano ulteriormente
che gli utenti utilizzano internet, tramite pc ma in maniera crescente tramite dispositivi mobili, sia per organizzare i propri viaggi sia per prenotare le loro vacanze nelle strutture turistiche.
Siamo così immersi nella Rete da non
accorgerci che spesso internet è la
trasposizione virtuale del mondo reale, a volte portando all’eccesso i caratteri di ognuno di noi, e approcciandoci in maniera diversa gli uni
dagli altri mentre navighiamo tra un
sito e un altro alla ricerca di informazioni per pianificare la nostra prossima vacanza, mentre cerchiamo di
comperare l’ultima produzione discografica del nostro artista preferito, o
mentre stiamo aggiornando il nostro
profilo social.
Come il mondo reale, la popolazione
della rete, tra cui i clienti ma anche i
gestori dei campeggi e villaggi, ha diverse facce, talvolta diametralmente
opposte. Una, che possiamo definire
paranoica, vive con la paura che possa essere spiato e derubato non solo
della propria identità virtuale, ma anche dei suoi beni materiali, andando
di fatto a rinunciare alle potenzialità
e ai vantaggi che la rete può donare
alla vita quotidiana: shopping, ricerche, pagamenti, informazioni... Un’altra invece più libertina, che non si cura minimamente di quali siano le dinamiche della rete: non conosce le regole della Netiquette, ovvero le regole della buona educazione da adottare in rete, contribuisce allo spam selvaggio, non sfrutta le potenzialità che
Internet offre, e - cosa peggiore di tutte - si espone ai rischi che possono derivare da un uso non consapevole del
mezzo, dal semplice virus al furto di
password e identità.
I primi rinunciano a tutto per paura:
non hanno profili Facebook e si nascondo dietro alla convinzione che il
social network uccida i rapporti umani, non comprano su Ebay, Amazon e
negli altri store online, non hanno mai
avuto accesso a un conto bancario da
pc o smartphone, e ogni volta che un
sito gli presenta una pop-up con scritto “acconsento al trattamento dei dati personali” chiudono la sessione per
paura di essere incappati in qualcosa
di losco. Questo tipo di utente solitamente gestisce telefonicamente le relazioni e, per quanto possibile, cerca
di gestire in questo modo anche le prenotazioni.
All’estremo opposto, ci sono gli utenti che scaricano di tutto senza problemi, non hanno antivirus e se lo hanno la licenza è scaduta da almeno un
anno; mandano mail multiple con tutti gli indirizzi visibili, condividono
“
LA MAGGIOR PARTE DEI SITI INTERNET UTILIZZANO COOKIE, CHE
VENGONO SALVATI NEI BROWSER DEI NOSTRI PC, TABLET O SMARTPHONE
PER RICORDARSI PER ESEMPIO CHE “CI PIACE IL MARE” E CHE “VIVIAMO A
TORINO”, IN MODO CHE NELLE PROSSIME VISITE A QUEL SITO TROVEREMO IN
PRIMO PIANO NOTIZIE O FOTO CHE RIGUARDANO IL MARE E GLI AVVENIMENTI,
LE NEWS, E IL METEO DI TORINO
qualsiasi notizia “bufala”, accedono
dal proprio conto in banca dagli internet point cliccando “SI” a qualsiasi domanda, anche a “vuoi salvare utente
e password per questo sito?”, e inoltre
forniscono i loro accessi a chiunque
glielo chieda via mail.
Paranoici e libertini: chi vivendo nel
terrore rinuncia semplicemente ad esistere nel mondo virtuale, e chi invece è facile preda di malintenzionati, e
probabilmente un giorno darà la colpa a internet quando scoprirà che qualcuno dall’altra parte del mondo gli ha
prosciugato il conto in banca.
Fortunatamente in questo scenario,
che è stato ovviamente estremizzato,
ma non troppo, troviamo una buona
fetta degli abitanti del mondo virtuale che risulta consapevole, informato,
che conosce i rischi e sa evitarli o affrontarli: sono gli utenti educati alla
Netiquette e che sanno apprezzare a
pieno le enormi potenzialità che la re-
te può fornire loro.
Chi vive Internet in maniera responsabile non fa code in banca per fare
un bonifico o in posta per pagare un
bollettino, acquista on-line abbigliamento, libri e musica, prenota i suoi
viaggi risparmiando e pianificando al
meglio senza problemi e intoppi, il tutto nella massima sicurezza possibile.
L’utente responsabile è sempre aggiornato, segue i blog degli influencer del
proprio settore, sa distinguere tra notizie vere e bufale, e partecipa in maniera attiva alla creazione di contenuti oltre che alla vita sui social network,
da cui cerca di trarre beneficio, informazione e comunicazione.
Chi vive internet responsabilmente
non si meraviglia se un portale gli presenta in evidenza le informazioni che
generalmente cerca e sa fidarsi di chi
considera autorevole. Non si stupisce
se i motori di ricerca o i social network
gli “consigliano” siti e pagine attinen-
ti ai suoi gusti, perché sa che navigando lascia delle informazioni su di sé
che servono sostanzialmente a migliorare la sua esperienza in Rete, a facilitargli la vita e a renderlo più protagonista di ogni sito e portale.
Ma come funziona tutto ciò? Quali sono le informazioni che lasciamo in rete, e come possiamo sapere chi le utilizzerà? Serviranno davvero solo per
migliorare le nostre esperienze?
Per rispondere a queste domande dobbiamo parlare dei protagonisti di tutto ciò: i Cookie.
La maggior parte dei siti internet utilizzano dei particolari file testuali con
un nome simpatico che ricorda i dolci biscotti, Cookie appunto, che vengono salvati nei browser dei nostri pc,
tablet o smartphone per ricordarsi per
esempio che “ci piace il mare” e che
“viviamo a Torino”, in modo che nelle prossime visite a quel sito troveremo in primo piano notizie, foto, sen-
31
CAMPING MANAGEMENT :TECNOLOGIE WEB
sazioni che riguardano il mare, e gli
avvenimenti, le news, e il meteo di
Torino. Nulla di illegale se fatto nel
rispetto della privacy, perché come vedremo ci sono delle regole da considerare. I Cookie si suddividono in due
categorie: tecnici e non tecnici (o di
profilazione). Quelli tecnici servono
appunto al sito per autenticazioni, monitoraggio di sessioni, memorizzazione di informazioni su specifiche configurazioni, memorizzazione delle preferenze, ecc. in modo da facilitare o
snellire la navigazione dell’utente e
aumentare la qualità della sua esperienza online.
I Cookie non tecnici (o di profilazione) invece ottengono informazioni
più dettagliate su di noi. Sia chiaro,
non memorizzano i dati della nostra
carta di credito a meno che non lo vogliamo, ma, come dice il nome, ci profilano in modo da utilizzare queste informazioni anche per annunci pubblicitari di varia natura. Spesso si tratta
di Cookie di terze parti, come avviene tramite le ricerche su Google (come per esempio con il remarketing di
Google, che ci ripresenta siti attinenti alle nostre ricerche e preferenze),
tramite i social network - Facebook Advertising, Twitter Ads etc. Una particolare tipologia di cookie, detti analytics, sono poi utilizzati dai gestori dei
siti web per raccogliere informazioni,
in forma aggregata, sul numero degli
utenti e su come quest’ultimi visitano il sito stesso, permettendo in seguito di elaborare statistiche generali sul servizio e sul suo utilizzo.
Da sempre conoscere le abitudini dei
potenziali clienti è fondamentale per
non disperdere energie e ottimizzare gli investimenti pubblicitari: ottenere il miglior risultato possibile
sulle conversioni, quindi principalmente le prenotazioni nell’ambito
del turismo, è il sogno di chiunque
abbia una attività. Inoltre raggiungere solo le persone potenzialmente
interessate evita il diffondersi dello
spam e la sensazione di fastidio nelle persone che ricevono la pubblicità e di conseguenza una cattiva considerazione del brand.
La compravendita di indirizzi e pro-
32
“
L’UTILIZZO DI COOKIE IN QUESTO CONTESTO È
MATERIA GIURIDICA COMPLESSA IN
QUANTO RIENTRA NELLE COMPETENZE
DELLA TUTELA DELLA PRIVACY E
TRATTAMENTO DEI DATI. IL GARANTE L’8 MAGGIO
2014 CON IL PROVVEDIMENTO N. 229/2014 HA
MESSO IN EVIDENZA I PALETTI E LE DISTINZIONI
TRA TIPOLOGIE DI COOKIE DIVERSI E SUL COME
OGNI SITO DEVE INFORMARE E OTTENERE I
CONSENSI DAI SUOI VISITATORI.
fili è anche un business e per questa
ragione, mentre i Cookie tecnici non
necessitano di particolari autorizzazioni per essere utilizzati - basta l’avviso che il sito in questione ne fa uso
e una pagina descrittiva per gli approfondimenti -, quelli di profilazione
devono essere ben evidenziati, con
banner espliciti, completi di cosa e
chi verrà in possesso delle informazioni che il sito carpirà su di noi e sulle nostre abitudini durante la nostra
permanenza sulle sue pagine. E soprattutto per questi ultimi serve il nostro consenso esplicito: siamo noi
utenti che autorizziamo o meno l’utilizzo delle informazioni a scopi pubblicitari.
L’utilizzo di Cookie in questo contesto
è materia giuridica complessa in quanto rientra nelle competenze della tutela della privacy e trattamento dei dati. Il Garante l’8 maggio 2014 con il
provvedimento n. 229/2014 ha messo in evidenza i paletti e le distinzioni tra tipologie di Cookie diversi e sul
come ogni sito deve informare e ottenere i consensi dai suoi visitatori.
Il 2 giugno 2015 è entrato in vigore
l’obbligo per i gestori e/o proprietari di
siti internet, di inserire un “banner”
in cui si comunica che il sito web ovvero la pagina internet, utilizza i cookie. Le contravvenzioni non sono indolore: si parla di multe da 6.000 fino
a 120.000 euro, a seconda della tipologia di violazione, ma sappiamo che
spesso riuscire a capire esattamente cosa e come fare ad espletare tutte le procedure tecniche non è sempre facile,
soprattutto considerando che molti gestori di siti – intesi come intestatari del
dominio – spesso ignorano quasi completamente gli argomenti più tecnici
essendo giustamente più concentrati
sui contenuti. Gli artt. 122, comma 1
e 154, comma 1, lett. h del Codice Privacy – D. Lgs. n.196/03, stabiliscono
che, nel momento in cui si accede alla home page (o ad altra pagina) di un
sito web, compaia un banner di idonee dimensioni contenente le seguenti indicazioni:
a) che il sito utilizza cookie di profilazione;
b) che il sito consente anche l'invio
di cookie "terze parti";
c) il link all'informativa estesa, che
deve contenere le seguenti ulteriori indicazioni relative a:
- uso dei cookie tecnici e analytics;
- possibilità di scegliere quali specifici cookie autorizzare;
- possibilità per l'utente di manifestare le proprie opzioni in merito
all'uso dei cookie da parte del sito, anche attraverso le impostazioni del browser, indicando almeno la procedura da eseguire per
configurare tali impostazioni.
d) l'indicazione che alla pagina dell'informativa estesa è possibile negare il consenso all'installazione di
“
LE REGOLE SUL
WEB CAMBIANO
CONTINUAMENTE, COSÌ
COME IL CONCETTO DI
PRIVACY, AFFIANCATO
DA QUELLO DELLA
VERIDICITÀ E DI
UTILITÀ DELLE
INFORMAZIONI.
qualunque cookie;
e) l'indicazione che la prosecuzione
della navigazione mediante accesso ad altra area del sito o selezione
di un elemento dello stesso (ad
esempio, di un'immagine o di un
link) comporta la prestazione del
consenso all'uso dei cookie.
Per l’utente preoccupato della privacy, è importante specificare che la navigazione può essere, comunque, effettuata ugualmente senza accettare i
cookie e non tenere traccia dei dati,
nei seguenti modi:
a) bloccando, dalle impostazioni del
browser, i cookie di terze parti, che generalmente non sono indispensabili
per navigare;
b) attivando l'opzione “Do Not Track”,
presente nella maggior parte dei browser: i siti web dovrebbero automaticamente smettere di raccogliere alcuni
dati di navigazione;
c) attivando la modalità di "navigazione anonima”: mediante questa funzione si può navigare, senza lasciare
traccia nel browser dei dati di navigazione. I siti non si ricorderanno del
passaggio dell’utente e le pagine visitate non saranno memorizzate nella
cronologia. Inoltre, eliminando i cookie del browser dopo la navigazione,
si cancelleranno le informazioni precedentemente memorizzate, fino alla
successiva sessione.
Per maggiori informazioni il sito
www.garanteprivacy.it fornisce il testo integrale della normativa e molte
web agency come la CreatiWeb s.r.l.
forniscono l’adeguamento tecnico dei
siti internet dei propri clienti, come
effettuato per i siti della Faita. n
La nostra sfida
è semplificare l’operatività
delle vostre strutture
ambienti innovativi
per spogliatoi e servizi
33
CAMPING MANAGEMENT :LE AZIENDE INFORMANO
CASE MOBILI, TUTTO
L’USATO IN UN CLICK
di Mattia Ferro
NASCE IL PORTALE CHE FA INCONTRARE
LA DOMANDA E L’OFFERTA, CON ULTERIORI
OPPORTUNITÀ DI RISPARMIO
N
ell’universo delle case mobili esiste un mondo, quello della compravendita dell’usato,
che pur rappresentando una notevole opportunità per gli imprenditori
del turismo all’aria aperta vive oggi
una crescente difficoltà. I motivi di
questa “fatica” sono interni ma anche esterni all’open air. Da un lato
infatti permane l’incertezza legislativa che rende difficile e talvolta azzardato per gli imprenditori incrementare il parco delle case mobili;
basta ricordare alcune vicissitudini
che i lettori di Campig management
ricordano bene, avendole apprese anche da queste colonne, riguardanti
alcuni camping che hanno visto mettere sotto sequestro le proprie unità
abitative. Non dimentichiamo poi la
scarsa lungimiranza della nostra po-
34
“
DALL’ANALISI
APPROFONDITA
DELLE CARENZE DEL
SETTORE HA PRESO LE
MOSSE UNA
INNOVATIVA
ESPERIENZA CHE
PROBABILMENTE
PORTERÀ UNA VENTATA
DI ARIA NUOVA NELLA
COMPRAVENDITA
DELL’USATO
litica, che negli anni ha previsto incentivi per tutto: dalle auto ai frigoriferi, ai computer ma per il turismo,
vera grande ricchezza dell’Italia non
si è mai voluto fare un intervento degno di questo nome. Dall’altro tra le
aziende che trattano l’usato manca
un modo di pensare “strategico”. In
altre parole sia in Italia che all’estero si fa ancora poco gioco di squadra
e si dà poca importanza allo stile di
vendita. Almeno fino ad oggi.
Attingendo alle mie esperienze di
partnership, tutte formative e interessanti, anche se non sempre remunerative sotto il profilo economico
sottolineo la svolta attuata dalla più
affermata azienda in Italia, e forse anche all’estero, che tratta la vendita
di case mobili usate, la quale dall’analisi approfondita delle “carenze”, come amano definirle gli anglosassoni,
sopra accennate ha preso le mosse
per una innovativa esperienza che
probabilmente porterà una ventata
di aria nuova in un settore affatto
marginale, che oltretutto potrebbe
rivelarsi decisivo per superale l’attua-
“
IL PORTALE CASEMOBILIVACANZA.COM HA GIÀ OLTRE
1000 CAMPEGGI REGISTRATI E L’OBIETTIVO È DIVENTARE PUNTO
DI RIFERIMENTO PER TUTTO IL MONDO DEI CAMPING
le empasse cui accennato in apertura. Stiamo parlando di casemobilivacanza.com, un portale dedicato alla compravendita di case mobili e su
ruote che come punto di forza ha la
capacità di creare una sinergia telematica tra le necessità di un campeggio o villaggio, i venditori e i trasportatori.
In pratica il portale consente di ven-
dere o comprare le unità abitative
usate in stock, inserire promozioni,
pubblicizzare il proprio campeggio e
organizzare direttamente il trasporto
del venduto o delle unità acquistate
sfruttando le coincidenze inserite dagli stessi trasportatori; il che significa, tra l’altro poter realizzare ulteriori risparmi, derivanti dall’ottimizzazione dei tempi e dei percorsi, non-
ché dalle tariffe last minute praticate
in alcuni casi.
Il portale casemobilivacanza.com ha
già oltre 1000 campeggi registrati e
l’obiettivo è diventare punto di riferimento per tutto il mondo dei camping e delle case mobili usate non appena gli utenti si saranno resi conto
che può diventare un vero e proprio
partner che crea collaborazione n
QU
QUANTUM
ANTU M HOSPITALITY
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CAMPING MANAGEMENT :LE AZIENDE INFORMANO
NANNI, LETTINI
E ARREDI RIMINI STYLE
DAL 1910 ARREDI E ACCESSORI PER L’ARIA
APERTA DI GRAN CLASSE E QUALITÀ.
L’
azienda Nanni nasce nel 1910
a Rimini per produrre letti in
ferro, che con il trascorrere degli anni e il diffondersi del turismo
sono diventati lettini da spiaggia e
altri accessori, tutti frutto di una attenta ricerca e applicazione di nuove tecniche e materiali. Il primo lettino da mare in ferro zincato a caldo
e verniciato è del 1974, anno che segnerà una svolta per l’impresa familiare, la quale nel 1977 avvierà la prima produzione di lettini prendisole
in alluminio anodizzato conquistando sempre più notorietà e prestigio
nel settore della balneazione e successivamente anche negli arredi per
l’esterno. Ormai sono parecchi gli
operatori che hanno scelto la ditta
Nanni come loro fornitore, conquistati dalla qualità dei prodotti. Attualmente al timone dell’azienda c’è
Walter Nanni, che oltre ad essere il
titolare si occupa anche delle relazioni con clienti, studia prodotti nuovi e cerca di individuare le nuove tendenze di mercato. Ma il suo ruolo di
factotum non tragga in inganno, la
Nannisald, attuale denominazione
dell’azienda, ha dimensioni ormai internazionali, essendo presente a Miami, in Florida, a Lione, in Francia, a
Laichingen, in Germania, a Zanzibar, in Tanzania, e a Dubai; pur avendo il suo “zoccolo duro” del mercato
in Italia, con forniture in parchi, piscine, alberghi, campeggi e agriturismi di tutta la Penisola.
Come mai avete scelto di essere presenti anche all’estero?
«Per la verità il nostro mercato principale è italiano», risponde Walter
Nanni, «ma in un certo senso la fama dei nostri prodotti ci ha guidati.
Infatti non appena abbiamo comin-
ciato a guardarci intorno, spinti dai
venti di crisi, siamo subito stati scelti da aziende venditrici estere conquistate dal nostro “made in Rimini”.
Non dimentichiamo che questa cittadina romagnola ha tanto da insegnare in materia di turismo. Siamo
andati nelle nazioni verso le quali
esportiamo non raccontando chi siamo, ma facendo vedere con video e
immagini cosa facciamo, come potevamo cambiare con i nostri prodotti il loro beach style e proponendo anche soluzioni e know-how per arredare strutture di lusso all’insegna della
qualità e della praticità».
Quali sono le principali caratteristiche dei vostri prodotti? Cosa vi distingue dai concorrenti?
«Tutti i prodotti sono costruiti con
materiali italiani mentre nelle fasi
della lavorazione abbiamo concen-
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CAMPING MANAGEMENT :LE AZIENDE INFORMANO
trato una serie di brevetti che tutelano il prodotto e lo rendono unico
nel suo genere. Nostra esclusiva è il
lettino prodotto senza saldatura, il
che aumenta la resistenza alla flessione e torsione del 100 % Il nostro
lettino per disabili e anziani poi ha
vinto l'ambito premio al Salon Sett
edizione 2013 in Francia come miglior prodotto innovativo per il camping and disabilitè. Questo riconoscimento ci ha permesso di sbarazzarci
della concorrenza. Ma soprattutto
possiamo contare su una struttura
aziendale veloce e dinamica. Noi cerchiamo di avere con i nostri concorrenti un rapporto leale e garbato ma
mentre il nostro modo aziendale di
operare è molto “americano” i nostri
concorrenti hanno procedure più
macchinose e pesanti, non sempre
efficienti e con qualche difficoltà ad
assicurare il servizio ai clienti specie
in alta stagione».
Dove si acquistano i vostri prodotti?
«Abbiamo una vasta gamma di prodotti che è possibile comprare direttamente in fabbrica; il listino è su
www.nanniweb.it. Inoltre disponiamo di rivenditori specializzati per la
commercializzazione e l'assistenza del
prodotto su tutto il territorio nazionale; basta richiedere prodotti Nanni,
mentre per gli amanti del web siamo
38
“
IL LETTINO PER DISABILI
E ANZIANI HA VINTO
L'AMBITO PREMIO AL
SALON SETT EDIZIONE
2013 IN FRANCIA COME
MIGLIOR PRODOTTO
INNOVATIVO PER IL
CAMPING AND
DISABILITÈ.
presenti in Amazon e altri siti di
commercio elettronico. Ma siamo
ancora un po’ all’antica e ci piace
molto il rapporto con il cliente, consigliarlo e fargli capire cosa sta acqui-
stando. Il lettino da mare, come del
resto altri prodotti, non è un semplice lettino ma è un qualcosa che contribuisce all’immagine e allo stile del
campeggio, dello stabilimento balneare, di un agriturismo o di qualsiasi altra impresa del turismo.
Insomma, sbagliare arredo è come
sbagliare vestito e come noi non ci
sentiremmo a nostro agio con un abito inappropriato, neppure i clienti
della struttura si sentirebbero appagati; e questo non fa bene agli affari.
Per questo cerchiamo di essere sempre vicini ai nostri committenti e alle loro esigenze». n
CAMPING MANAGEMENT :TRIBUNA DEL LAVORO
EDITO IL MANUALE
PER LA GESTIONE DELLA
SICUREZZA NELLE
STRUTTURE OPEN AIR
COME APPLICARE IL TESTO UNICO SULLA SICUREZZA
(DECRETO LEGISLATIVO 81 DEL 2008)
I
l rispetto della normativa a tutela
della sicurezza sul lavoro non è privilegio di un settore o di alcuni settori produttivi, è una conquista sociale che “copre” e protegge tutti i lavoratori, qualunque sia la loro attività.
In più, chi è titolare di una struttura
con ospiti, ha una ulteriore responsabilità nei confronti dei suoi clienti,
cui deve offrire non solo una struttura confortevole, serena ed ospitale, ma
anche sicura, il più possibile priva di
rischi. L’applicazione quotidiana del
Testo unico sulla sicurezza - così viene rammentato il decreto legislativo
81 del 2008 - costituisce quindi per
gli appartenenti alla nostra categoria
professionale una regola vincolante;
è in questa ottica, e con la speranza di
fornire uno strumento di aiuto pratico, che viene data alle stampe in questi giorni, con presentazione al termine della stagione estiva, una pubblicazione nata per essere di facile consultazione, di aiuto immediato per chi
è chiamato alla responsabilità della
gestione della struttura.
L’autore non è un tecnico “estraneo”,
ma è una persona che congiunge la
professionalità specifica nel settore alla conoscenza della attività di gestione di un villaggio turistico.
L’Architetto Gianfranco Pandolfo è
stato infatti per alcuni anni socio in
una impresa proprietaria di un villaggio turistico a Marina di Camerota,
quindi è riuscito a coniugare l’esperienza dell’imprenditore con le cono-
40
“
IL TESTO, A CARATTERE
MANUALISTICO,
DI FACILE
CONSULTAZIONE, IN
RELAZIONE ALLE
PROBLEMATICHE CHE
DOVESSERO INSORGERE
NELL’ESPLETAMENTO
DELLE INCOMBENZE
PREVISTE PER LA
SICUREZZA DALLA
LEGISLAZIONE VIGENTE,
NON È INDIRIZZATO AD
UNO SPECIFICO
FRUITORE MA È
INDICATO PER
IMPRENDITORI E
LAVORATORI
scenze tecniche del professionista.
Il testo, a carattere manualistico, di
facile consultazione, in relazione alle
problematiche che dovessero insorgere nell’espletamento delle incombenze previste per la sicurezza dalla legislazione vigente, non è indirizzato ad
uno specifico fruitore ma è indicato
per chiunque necessita di chiarimenti o curiosità, sia esso datore di lavoro e imprenditore, già assillato da mille tematiche relative alla gestione economica-amministrativa aziendale, specie in un periodo come quello attua-
le in cui si deve coniugare l’obbligatorietà di prassi legislative, a volte anche molto onerose, ad un’oculata conduzione dell’impresa, in rapporto alle
altre strutture concorrenti; o sia lavoratore, spesso distratto, non molto
motivato o relativamente informato
sulle condizioni di sicurezza in cui si
svolgono le attività e scarsamente abituato ad affrontarne le tematiche, specie in situazioni di attività stagionali
e non di lungo periodo.
Il manuale si articola in quattro sezioni: a) legislazione di riferimento, b)
adempimenti, c) prevenzione, d) protezione
a) La guida rappresenta un approfondimento ragionato del Testo unico, per consentire un efficace orientamento nella sua articolazione e
reperire più facilmente gli argomenti per la soluzione di dubbi o
incertezze e ottenere informazioni
sulla gestione di situazioni che dovessero verificarsi all’interno della
struttura lavorativa, collegando titoli, capi, sezioni, articoli e relativi allegati.
b) Nella sezione “adempimenti” sono
sistematizzate informazioni relative alla documentazioni che è obbligo custodire nel luogo di lavoro,
ordinate per argomento, con l’indicazione di quando devono essere presenti o prodotte; alle componenti, ruoli e funzioni del servizio
di prevenzione e protezione, all’organizzazione e gestione della sorve-
glianza sanitaria, alla redazione del
Documento di valutazione dei rischi (Dvr), con l’indicazione di finalità, contenuti, criteri e metodologie di valutazione, misure adottate e miglioramento nel tempo
delle condizioni di sicurezza, formazione, segnaletica e quant’altro
debba essere in esso contenuto perché sia efficace e conforme alla normativa di legge, alla redazione del
Documento unico di valutazione
dei rischi da interferenze (Duvri),
in caso, peraltro molto frequente,
in cui contemporaneamente vengano svolte attività diverse da quelle “istituzionali” all’interno della
struttura, da parte di soggetti e/o
imprese esterni.
c) Nella sezione “prevenzione”, considerata come appendice al
Documento di valutazione dei rischi, si è cercato di rilevare e approfondire:
- i rischi specifici delle strutture turistiche all’aria aperta, ma anche
gli altri rischi comunemente pre-
senti anche in altre situazioni lavorative. Oltre alla mera ma dovuta descrizione del rischio, sono
state inserite, per quanto possibile in modo schematico, proprio
per rimanere aderenti allo scopo
della pubblicazione, le norme di
prevenzione che il datore di lavoro deve scegliere, adottare e comunicare ai lavoratori e che il lavoratore stesso deve fedelmente
seguire, allo scopo di limitare il
più possibile il livello di rischio:
nell’organizzazione del lavoro, nell’uso delle attrezzature, nelle modalità di svolgimento delle attività, nel rispetto delle condizioni
ottimali di sicurezza, nella scelta,
uso e conservazione dei D.P.I. adeguati all’abbassamento anche dei
rischi residuali.
- Le attività a rischio specifico per
le struttura di ricezione turistica
all’aria aperta, con l’inserimento
di pratiche schede di rischio relative alle molteplici attività riscontrate
d) Nella sezione “protezione” infine
si è posto l’accento sulle misure da
porre in atto in caso di emergenza.
Anch’essa utilissima alla redazione
del Dvr, in particolar modo del
Piano di emergenza, contiene le
norme da porre in atto da parte del
personale durante e dopo l’emergenza, nelle varie situazioni ci si
possa trovare, facendo riferimento,
ove opportuno, alla organizzazione
dei soccorsi e delle squadre di emergenza, a beneficio del personale e
degli ospiti, in relazione alle condizioni del luogo di lavoro ed al livello di rischio riscontrato in fase
di valutazione.
Il Manuale è, inoltre, corredato di figure esemplificative di quanto descritto, poste in coda al testo, per non interromperne la continuità descrittiva
e di analisi delle problematiche; una
tabella dei principali acronimi istituzionali ed abbreviazioni che sono state usate nel testo; un doppio indice:
uno per il testo, l’altro per l’individuazione delle figure. n
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ANNO X N. 31 - FAITA FEDERCAMPING