BIBLIOTECA
DEL
Supplemento Economico del giornale Il Tempo
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Num. 1
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'Prof. Corrado Gini
ord. 111/la R. Unlvusità di Parlava
SUL PROBLEMA flNANZIARIO
DEL DOPO GUERRA!
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ROMA
itab. Pollrraflc:o Editoriale Romano - Via della Pilotta 11
1919
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PROF. CORRADO GINI
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SUL PROBLEMA flNANZIARIO
DEL DOPO GUERRA
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Stab. Polii:rdico Editoriale Romano - Via della Pìlotta 11.
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CAPITOLO I.
e, aumento del debito pubblico
e la sua portata per l'economia nazionale
h preoccupazione finanziaria per il dopo-guerra.
(t.stratto aal Supplemento economico del giorn ale.
Il Tempo de/ 3 9 enna10. 3
3 marzo 1919)
e 20 tebbraJo e
:::iu.Jle lnonfa11tì nazioni dell'Intesa, qua::;ì alt rettan lo che sui vinti imperi centrali.
pri,a come un incubo il problema finanzia-
rio <iiel dopo-guerra.
A circa 1000 milliaii,di si prevede ·la molte
pa1 ti che finirà col salire l'a;ument.o che la
guerra e i r.uoi st11ascichi av.ran1110 determinato nel debito puhblico (frutiti'fero e tinifiruttikro) degli Stati che presero parte attiva al
c-unflitt.o (1). Orn, per qua..nto sieno inoer ti i.
dati sulla ricchezza ·di alcuni minori belhg.eranti, tuttavia si può ainre1'mare. che la
loro rieeh ezza compl esstiva (2), quale veniva
valutata prima dello scoppio delle ostilità,
si aiggfrava sui 3000 milliardi
IJ· debit•o
0
0
<I) I:nte11do riferirmi ug}j Stati delln quadruplì<:e
nemicn <Germnnin, AU>'trin-Ungherin, Bulgaria., Turchia), alle "ei !fTnndì ]>otenze alleate (Impero Bntnnnico, lta lìn, Frnnda, Gin.ppone, Sta.ti-Uniti, Ru,;.
•ia), nl Belgio, nlln Rumnnia, alla Serbia, al Porlo
gallo, nlb Grooìn
(2) Qui e in seguilo, Qtlruldo non faccio esplicite.
nv,·erfonzn. in contrario, intendo per ricchezza, secondo il !<ÌIP!ifica.to tra<lizionn.le della po.rola, i c111pitaJi
mohllinri e ìmmobilinri. e!>eludendone i ca.pitali pe1·
~onn li
4
cr1 "'Uerr starebbe quirnJii alla riCCh€'ZZil, di
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a.
I
t· lll'·1pertur·1
<'Ut disponevano i be liger<~n .1 <
'
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delle ostilità, nel rapporto d1 c1_rc_:i l ~ 3. ~~·l,
Re si escludono c}ta.l computo gh :::;ta.ti-~nilt ~
ti Giapl})one che, per es6ere initervenul!1 tar.xti
ne~ conflitto o avervi ;p.reso parte m~1H~ .,tltiY-a si trovano, da questo punto d1 v1!>ta'.
in 'condizioni ipartJicO'larmente favorevoli
il risultato uippare ancora più g~·ave..
.
PeQ· gli Stati rimanenti, il deib1tn rh .gue1 ra fi.rrura •al 40 circa. •per c-,,lllo {JeUa
ricch:zza antebellica. Tale saPel>be ·a un
rlipresso, secondo le cifre che si adielucono,
il rapporto ,·a.!ido per la_ ·Gran Bret~ag111a e
per la Germania. Esso <SL ·dovrel;_ue _innalza:
re quasi al 't5 per cento, ·per l ms~e~e ·d ei
heHige11anti europei. Ma, per alcu111 ~1 q~e
s.'tli le .cose. :S\tarielbbero 1anclw pe.gg10: in.
Fr~rnC'ia il ·debito <li .guerra ecc·edewebbe il
;-,o pe.r cento, in Italia il 55 per cento, in
Aust1'i.a-Ungheria 11 70 per cento della. 1·kchezza na7Jionale.
E' il lerzo della ncchezza dei belligeranti, è quasi itl. 1.5 per cento della. r'.ccheq,z•a. e·uroipea, è più della metà deHa ncchezza nostra che la guerra ha inghiotbiLo!
Ta l·e la co.nch1.sione a cui 1giungono 1profani
e cliilcitanti non solo, ma am::he per sone d11c
g0idono idi una. certa. -au tori.tà ·e rinom!\n7.a
nelle di6Ci•pine eoonomiehe.
Come potrà l'esausta economi!\ d·ei pae-'>i
belligeranti risollevarsi sotto il peso <li simile fardello? Potrà il loro erario far fron le
agli impegni assunti? E, potendolo, dovrà
farlo, qualora il farlo portasse irrimediabilmente alla roYina <liell'economia del paese?
Preoccupazioni siffatte non sono nuove
invero nella storia. Esse si sono ripetute,
anzi, dopo tutte le grandi guerre. Narra.si
che, dopo la guerra di seoessione, l'Europa
si aUendesse di momento in momento il fallimento degli Stati Uniti di America. E non
ili raclo, come dopo le guerre napoleonichP.
i mi'Tlislri <lel tese>ro dovette.ro ricorre~ n.
5
tutta. la \uro energia per resistere a!le correnti che domandavano il disconosc'.mi>nto
del dehito pubblico. Ciò non ha impedito agli
Stati cl i rifiorire e progr.ediI-e, manlen'·t•d o
non c:olo, ma molte volte accrescendo il loro d~hit~> pubblico.
Cornei c.piegarp tale apparent~ ronti arlcli7.ione?
Ammontare del debito pubblico
e ammontare della :-iccbezza nazionale.
Il primo punto da tenere presente è che
in quanto sia contratto all'interno, il debit~
pubblico non ra~pi'CGenta una passivi.t à che
convenga tle<lun e ai fini di ottenere l'ammontare della ricchezza nazionale.
Il fatto che uno Stato abbia un clcbitu
pubblico aJl'jnterno, poniamo di cinqll'.rnta
miliarcli, i:;ignifica solo che i detent )ri 'lei
titoli ciel rlebito punblicc. sono annualmente
c 1 Pflilol'i H•r·so il complesso dei cont. ibuentj
degli interessi e delle quote odi amm<•rt:1mento clei rinquanta miliardi. tLo Stato no1 1
ha altro compito che di togli.ere, merhantr.
lP imposte e le tasse, l'ammontare cli c .i·le<;ti
intcl'rssi e di codeste quote di an.mortamento <lallie tasche dell'insieme <l·ei c1lhtrlin1
per l'ivP-rsarli nelle tasche di una padieo
larP 1•n1egoria di cittadini sotto forma ù1
annualità o cli rimborsi. Trattasi dunrp1 ~
cli una partii.a di giro J)er l'economia del
paPse, in rui lo Stato non è che l'interm .. cliario, P. rli cui non è da tenere .alcun conto
ai fini cli determinare l'ammontare della
ricrhez.za nazionale.
SP. clomani, per ipotesi, i cittadini deten_tori cl-ei tifoli del debito pubblico nazionale.
m uno slancio di altruismo, ne fa.c-cssero
un imu-r1enso lfalò, non sarebbe punto muta_ta, nel suo ammontare complessivo. la
r1rchezzn nazionale. in quanto eh.e essi dii-
7
6
iù plwe1 i per la ste~i.~1 :-om:
venlerebber? p
lesso dei contnbuenti
ma per cui il __co~p
Similmente nessun
diYenterebbe p1u. i 1~co. a nazionale deriveaum~nto della r1cc ~ezz
debito pubrebbe da~ disconosc1me~(o ,~:1\0 Stato: ciò
blico all'interno lcla pat1c elmpoverire alcuni
B'i"'nifìcherebbe
so amen
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v ntaaCYiO deglt alti 1.
rittadn~~ ~alt~ cosl'"'semplici non sono gent"
.. ~=~t1e tenuti presenti dalla ~omunc dlel ~
'a te .1 l quanto che questa s1 prospetta i
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g·en . 1
\l · punto rii vista. rhe
problema da un a .10
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diversa
sembra a tutta prima rp~1 a~~ ~lato mnconclusione Le somme, c ie
· . .
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tua dai cittndini a me~w. dei pr~:~l1 cfe';1~
blici - si cHce - roslltu1scono
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ric.chezza, e \o St~to le 9pencl~e p~;·efa~:ofi~~
bellici, improdutti mm ente "\on. i
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l bitn' m·1
rontran-.e ·1
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re
' il fatto d1 >-pende1ne
t't .
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ente· il ricaYato .ros. i ll'l!"-Ce
impro d u tt 1vam
ia
. eanbilmene una distruzione cli nrc11ez ..
rnn o a·1 dunque negare che il debito pu1bCome
m
sia pure
blico contralto
durante la rrouc1• i•a, ..
all'interno, rappresenti un impoYe1·1mP.nlo
rlella na1,ione?
.·
E' facile la risposta.
In primo luogo, non t.ulte le .somme l ~
cavate dai pref'>titi sono spese improduttivamente: lo sono tutte quelle .che sono spese
nell'o.limeniazione dei sol da tJ; non lo sono
per buona parte quelle. che so:io. spese ~el1'.elevar& nuovi edifici md ustnah e sam l,arii, nel cof'>truire nuove f'>lracle. ne~ mettere
in yalore cave e miniere, nel f0ibbncar.e. letti, strumenti chirurgici, ecc.; lo sono, ma
non interamente, quelle ohe sono spese nella
iabbricazione di armi. di 'Proiettili, di esplosivi di automobili, di aeroplani, di material1e sanitario, di scorte di vario ?enere,
in quanto che, a fine guerra. questi lasceranno certamente un residuo, più o me?o
notevole, di materiale utilizzabile per le mdustrie o iper i servici pu~lici.
ln secon<llo luogo, noi rtobbiamo d()man-
darci <lonùe la nazione ha ricavato lo sommediante i
pre!'titi cli guerra: o le ha ricaYate dalla di!fe renza tra il reddito ottenuto e il con&umo
efifettuato a scopi non bellici durante la
guerra, e per questa parte la !'omma mutuato non rappresenta precisamente un im.
poverimento per la nazione, ma se mai
(supponendo he tale d.i1f:fere11za sarebbe
f'>taia altrimenti risparmiata) un mancato
a1Ticchimento; o ha dovuto, per ricavarle,
intaccare il capitale, usufru.ern:l10 dei precedenti risparmi, alienando valori esteri, trascurando gli ammorta.menti e le riparazioni, e, ipe1 qu-est.a parte veral!l1ente, ma per
1ruc!'ta soltanto, l'aumento del rlebito pubblico rapp1-esenta un impoverimento rlella
nazione.
Sì cle\'e aggiungere però l'IH' essn non
rapprei"-enta tutto
l'impnverimeuto. Altre
c:iuse cli impoverimento possono derivare
dni danni cli guena, dal depau1peramento
numerico, fìsiologtco, intellettuale, eugenico tle\\a popolazione; clall'esaurimento o dal
deperimento <lei beni materiali, avvenuto,
11011 già iperohè si sieno riYersate nei prestiti le somme che altrimenti si sarebbero
inve!"-t.iLe in ammortamenti o riparazioni,
ma perchè mancava assolutamente, r>er effetto del dissesto <l•eterminalo dalfa guerra,
ogni sornnrn rli!'poni1bile .per ·ammortnmenti o riparazioni.
Ci1·costanze siffntte, d'altra part e, posso110 N:!'\ere compensate e, teoricament-e almeno. f'>orpas.'>ate da cause d1 arricchimen1n. Tali sono: il bottino di guerra; le indennit.à 01.gli altri 'ant.a1g1gi di ordine economico
assi<'urati all·R nazione nel trattalo di pace;
i crediti nrso gli alleati; i progressi r·ealizzati in alcuni o in tutti i rami della pro<l1rnione, sia ner il sopralaYoro spontanoo
orl imn~'>t.o dalle <'ircostanze belliche, f'>ia
[lf'l' in~1 enzioni, !'.Coperte, perfezionamenti se.
g"11iti rlnnrnte ln guerra; l'utilità, non mime che ha versato allo Stato
8
sural;i.e 11 umericawente. rnu 11011 .• perciò
meno importante. dennrnle tlalln p1u f"alda
orga11izzaziune. da un. 1~1igli~rr ~s:;e~ta
mento ~lei \alori unu1111 101hvaluall e colletth'!j dalle abitudini di maggior \aYoro
e d·i 1;1inore consumo che si iniprim"no ne~
la popolazione, dallo stiJ11olo,. d~e ne den\a, a ·un più com:plelo e real1l't1co sfruttamento dcJl.e risorse economichP. e rlem ogra~
fiche ·rie l pae&e, dal 1luraturu rafforzar:;~
dello spirito rli sol~dal'ietà. da I sorgere <11
nuove o pii1 salde forme 1!oì coll:libo raz11n1e
internazionale (1).
Chi ben consideri Yiene duul{Ue facilmente alla conclu&ione che l'aumento del debito pubblico, con cui la nazione esce dal\~
cruerra
non i:;olo non mi!'.ura. ma non cla
o
in nessun moclo un'idea. delL'irnpovernnento {\ella nazione dalla guerra determinato.
Intesa n el suo senso più lar~o. che ahb1·accia tutti i coefficienti .a~lla produzione,
\a ricchezza. di una nazione <lipenrle invero
dalln. quantità e qualità degli immobili e
rlei mobili in natura di rui essn dispone.
rlal\a qu antità e qualità clei rapita.li perf-onali rappresentati dai s uoi •a.b it.anti. dal
modo con cui questi e quelli sono organi7.za.li al.l'interno <l:e-1\o Stato, dalla facilità e
si,curezza degli scambi con altri Sl.at.i, e,
infine, dai crediti ve Pso l'eist.ern. Immaginate
due Stati che sieno uguali !"•olio tutti questi ai:.petti, ma di cui nno nbbia u n debito
µnib'blico all'interno nullo ed un nitro invece un debito all' in terno cli molti miliardi:
l'amrmonta1·e della loro riC'rhezrn e cruello
del loro 1·eiddito risulteranno iclentiri: tutta la differenza consisterà solo in ci.ò ch P
nei due Stati. il reddito andrà divi so
diversamente: in uno, i•esLando y>er una
TJnrte maggiore presso i proprietari e i lat
.
•
(1) Per l'illustrao:-ione di questi fattori di a.rrìcchimento derivanti dalla gu&rra. ofr. il noet.ro opuscolo
..u n co,to dello ouerro. edito dal\'• Unione gonerale
degh In.sei:nnnti itaJiani •. 58, Vin A1·enuln, Romn 1911!'!
niralori che lo percepiscono; nell'altro, invf'ce, vene11clo per una parte maggiore sottratto a ques.li ed andando la differenza a
vantaggio dei detentori dei titoli pubblici.
Perciò, nell'uno, ·a\Tebbero un Yulore m<tt"giore gli immobili e i mobili in natura "'e
i capitali perso11ali; mentre, n ell'altro, que.s!i .beni risulterebbero svalutati , pi.>r la fulc1 drn rhe snbl!:'ce li loro reddito, drt un ammonta re cih~, i~1 certe j,potesi (1), si può
r~te11ere co rrispondente al valore comples~1\'<> dei lit.oli p111bhlici <2).
Ln.srinnclo eia parte i debiti e i crediti
verso l'rl'.tero. ,]'impoverim ento (o viceversa
l'nnicchimento) intervenuto in una nazin11e durante la guerra deve conseguentemcnt{' wnll' desunto dalla '<Hminuzione o
d al rl<'lpe1 nnento (o viceversa drull'incremento I' rlallo S\'iluppo) dei su oi immobi.li clei
suoi mobili in natura, dei suoi capitali' per!'onali, clnl peggioramento (o vice\'ersa rlnl
11). Que<-te ipotesi 8Ì possono tutte rtd\tne n quell"
cht' 1-ia ugun.Je nei due Stati il potere di acquisto delln monetn, in modo che l'unità monetaria BA:qui•ti.
nell'uno e nell'n.Uro, beni atti a da.re al proprietario
ln •t~ •:t qua.ntità di soddisfazioni economicne.
.. 21 Se no1 inlt'n•liamo invece la ricchezza nel ,-enso
!''u n,.t.J:cL!o e trnclizionnle, che a.bhraccin solo i beni
1mmob1hari e mobiliari, essa risulterà più a.li.a nello
Sta.lo. che ha ccmLrat.to il debito pubblico nJl'inte.rno.
Ln .tlrHnenzn_ ,.nri\ dnln dnl valore di quella parte del
<lebdn 1rnbhbco, le cui annualità si possono ritenere
•·<>·perte <'On le imposte e tas•e che colpiscono i cn.pitnh
,per:«>nali. Q.uesto va.lare ra.ppresenta la. ca.pitnJizuizione ?el reddit.o dn lavoro de.!tinato a pa.gare gli i nterei< ,1 dal debito pubblico Nello Stato che ha contratto il debito pubblico. resteranno s\•alulati. per un ammonta re corri!'J>ondenle. i ca.pitali persona.li. Dando alla pn-roln ricchezza il sirnificato più :ristretto. si viene a
~on tener conto di tale ,.valutazione. Questo e si.mili
inco.n•:emenli, n. cui si va. incontro nei confronti tr&
la •·1cchezzn dei.di Sltlti nello spazio e nel tempo Quand o In pa.roln ricohezzn viene presa nel senso t;ndizio:na.Je, rendono ~empr_e più consigliabile d i a.llargnrne
il b<:ll~o. nelle tndagm\ ,.Ut.tistiche, in modo dn com l>re:nde-l'e a.n~he i capitali persona.li. Ciò presuppone
Pt'ro. 11t<la.gi.m approfondite, dirette a chinrire molti
i:mnti o:•cu.ri o controver,.ì nella difficile Qlle~lione dalla ·.-• l11tnz1one dei ~api ta li per:;onali.
11
10
miglioramento) della slua -0rganiz1.azi_o~1e,
dalle <Jiifficoltà (o viceversa dalle fac1lltuzioni) intervenute negli scambi con l'est.ero.
In talune almeno delle naiioni belligeranti,
e tra esse in Italia, è certo che, durante
la guerra, un impoverimento, pur p1·cscindendo dal debito contratto verso l'estero, si
è avverato. Ma il suo ammontare è, in ogni
mod-0, inferiore a quello dell'aum ento verifiratosi nel debito pubblico all'interno. In I talia, per esempio, è dubbio se rh1ra11te la
guerra si sia avuto un impoverimento nei
upitali personali della nazione (1), l'organizzazione iDterna e le relazioni Internazionali ne resteranno prnhahilmente migliornte (2), la diminuzione o il de<pPrimenlo
de.gli immobili e dei rnobiH in natura potrà aggirarsi forse, ai prezzi dell'anle-gut~r
ra, su 7 od 8 miliardi (3), il clebit.t1 pubblico
all'interno (compresa la r.ircolazione car11) Of.r.. i n propo.•ito. Il ro.;to- t1rU11 u111•rr11. Op.
cit., pagg, 15-18. L'ottimismo di quelle pngine Vl\ oggi
n1Qua.nto temperato .in seguito alle perdite che In popolazione italiana ha subilo e subi•ce per effetto dell'epidemia influenzale.
(2) Cfr. n costo rlell<L u11crr11, Op. cit .. J>n~g. l8-3G
13) Ave\·~ già calcoLtto che. in confronto al Ju 11 Ji~
1914, la diminuzione o il deperimento nell'ottobre
1~17 ~ei beni immobHi e mobili in n.aLuro. ~on!l..idemii
ai fim dello. legge sul risarcimento dei dnnni di e:uerrn, J)ote:va J?Orsi all'iincirca. o.i prezzi dell'ante guerra,
~ . 4 m1l~ard1. A questi ò da a.gidunge1»1 un aHro miliardo c.1r~ per 1 dn.nni di guerr;i (Ch. l'articolo Sul
prr.~um1b1lc ammontare dci tln11ni rii uui•rr 11 , in Oior1111.!e ricali cconomi.<ti e Ril'i• ttr rii ,<;t,.ti~tirn, genna~o ~919). l be~i con•iderati ~ono tulti quelli dei
pn ,:ah: delle società e degli enti pubblici, e.> elu•i i
beni ~1 uso pub~lico delle Provincie e dei Comuni e
! b?ni dem.an~ah e IJ)a trimoniali dello Sto.lo . Trn i
beni _demaniali e patrimoniali dello Stato. alcune categorie, come le le.novie. le strade, i ponti, soprnltu tto nelle .terre rtC\liPerate. u"ci rnnno dn Jla gller ra
molto deperite. nltr~. come il mnterinle da t:llerrn .
A'!'lln~~ente a~orescmte I beni d1 U•o pubblico delle
Pronnc1e_ e .de1 Com1;1·n.i sono ce~tamenle deperi.ti
, In art1colt snccessr•t1 - n.1~pn.rsi , 11] giomn·1e Il
Trmpo de! 29 ge~~io e del 3 e 6 1febhrnio e riprodotti d~ll • A.ss~inz1one fra 1 propt·ieln ri delle lll'O,.incie invase• m un opuscolo dal titolo Q1111!'1' l'ir1-
'
tacea soYra.bbondante) ammonta im ece serondo I~ cifre che corrono, a 35-45 rnihard1. Per quanto forte sia per nsultare il disll\rllo Ira i iprezzi antebellici e quelli che
r:;i \enfichernnno quando si saranno ristah1hte le <·onclizioni normali del mercato economico, esso non Yarrà cer.t-0 a far comhacia1·e c!f 1·e tanto distanti fra loro. L'innemento in capitali 1personali, immobiliari
e rnohilia1·i, derivante dall'annessione di
11uove 1irovi;noi1e, e i vantaggi economici,
r!JP è> lecito sperare dal trattat 0 di 1H1ce,
11011 fatanno che accentuare la diffel'en7.a.
0
Debito pubblico
e distribuzione della ricchezza nazionale
L'ammontare global.e non è pero il solo
aspetto da oni si deve coosiidera re I a ricchezza di nna nazione.
Un altro punto cli vista di grande import11d'.lza è quello deJ.la sua distribuzione, intesa sia nel senso quantitativo sia nel !'enso qualitativo.
Dal punto di vista quantitativo, si so8lienc ùa molti ·Che, durante la guerra, sia.
ere.sci u la grandemente la concentrazione
c/1·r1nilri /1 c.ui l' /l alin n1•Tcbbe di r itto? va.Lutavo
1uos.,olonunenle n 2 miliardi. ni prezzi antebellici.
l'ulteriore diminuzione o deperimento dei beni sopra
indicati dull'oltobre 1917 fino a >mobilitazione compiuta e rilene,•o ln diminuzione o il deperimento
,·erillcolist in molle categorie di beni dello Stato all'infuori del.la zonn in<"a"-ll o sotto fuoco - compen.n·ll dal copioso mn.t.eriia.Je che l'Ammini•lrazione
Militare ·potrù impieirnre per la riooslrnzione o mettere n dj.-posizione delle inc!'uslrie nazionali In baee
a queste cifre, naturalmente a.pprossimative. la diminuz.ione o il deperimento dei beni immobili e mobili in natura donebbe porsi, ai prezzi antebellfoi,
o i miliardi. o cui sarebbe da. a.ggiungersi Qualco•a
- cert11Jnenle aneno di un miliardo a detLi prezzi 1>er i clonni ni beni pa.trimoniali e demaniali dello
Stato e ni beni di uso pubblico di Pro"incie e Co.tn11ni
13
12
dell.i ricchezza e che ciò dipenda essenzialmente dai prestiti pubblici di guerra, che
sa.rebbero stati sottoscritti presso che esclui;ivamente da~ ricchi. Per quanto lo Stato
si sia sforzato di ren<lere le sottoscrizioni ai
prestiti di ,guerra accessibili anchei alle piccole bo1•se, tutta\>ia non par dubbtio che i
nuovi titoli pubblici. come gli antichi, figul'ino con unn percentuale SUJPt-riore nelle sosta;nze dei ricchi.
Questa circostanza renderebbe la ri.ochezza
più coTicent.ratia che nell'ante-guerrn. qualora,
per ciò che ccmceme le a'ltrc categorie di bt>ni, i patrimoni indi'Viduali si fossero mantenuti immutati o fossero diminuiti tutti nelle stesse proporzioni. Ma questo non è certamente il caso. La guerra ha rleterminato
una vera rivoluzione dei redditi e dei patrimoni. Nuovi ricchi sono sorti dal nulla
ed altri hanno accresciuto ~misuratamente
le lnro sostanze. Tutti questi fatti tendono.
è ' ero, a fare aume.ntare la concentrazione
della riochezr.n. Ma i patriimoini delle altre
persnne, che cosLituiscono la grandissima.
maggioranza delle classi agiate e ricche, sono quasi senza eerezione diminuiti. D'altra
parte, gli alti prezzi •dei prodotti aigriroli e i
cospicui salari hanno permesso a mezzadri.
a piccoli fittavoli, ad operai di mt-ttere .(la
parte ;peculi non trascurabili. E queste sono
circostanze che tendono n rendere la distribumone della ricchezza meno disuguale.
Per modo che, tenuto ccmto <l•i questi oppni:;ti fattori, c'è da dubitare se dopo ln guerra la eonoentrazione della ricchezza sia per
risultare maggiore. o minore che nel periodo 'Prebellico. E, risolto plire questo rlubbio, resterebbe ancora da rlericl<>re se alla
condizione moderna dell'economia sia meg.lio rispondente una ricchezza più fortemente n meno fortemente concentrata di
quellu. che prima della guerra risultava ~n
taluni Stati. per esempio in Italia Anche
chi volesse ammettere che un aumento di
concentrazione fosse dannoso dal punto di
,·ist.a. economico, dovrebbe però in ogni caso
ncono.scere che esso sarebbe molto \'antaggioso dal punto di vista finanziario.
Più ·impo rtante, in conne';sione col problema dell'awnento 'Cl.iel debito pubblico, è
il punto d1 vista qualitativo della distribuzione della ricchezza. I titoli pubblici inv·ero
conferiscono a chi li possiede un reddito indipendentemente da ogni sua attività produttPice, reckHto che viene prelevato in definitiva sul i>rodotto che deriva dal lavru·o
o a cui il lavoro in qualche mi.sura .concone. L'aumento del debito pubb.lico contribuisce così alla dissociazione del lavoro
dal red'Cl.U.o ed è da questo punto di vista
doppiamente dannoso: è dannoso perchè
disanima dall laNoro chi non possiede titoli 'Pubblici, in quanto falcidia il premio
della sua attività; è dannoso perchè innalza il numero <li coloro che possono vivere - e. 1poichè una parte di essi certamente segue le. tentaziione, anche il numero
cE coloro che effettivamente vivono - a spaL
le altrui, senza alcun contributo di lavoro
manua·le o intellettuale ailla produzione nazionale. Quando dunque noi lfac·evamo l'ipotesi che due ·p aesi, aventi 1beni in natura
e capacità personali uguali per quantità e
qu al!ità, gli stessi debiti e crediti verso l'e!-l ero, la stessa org.anizzazionie e loe stesse
facilitazioni agli scambi internazi-0nali ma
immune l'uno, fortemente gravato l'altro
dal debito pubblico all'interno, avessero Io
i>.tesso reddito. faceva.mo invero un'ipotesi
che a rigore è contrad<J.itoria e che si po_teva ammettere solo in una prima approssimazione: in realtà il secon do paese, ferme restando le altre condizi•oni sopra enunciate, presenterebbe un'organizzazione infe1·iore - e quindi un reddito miinore -, essendo minore in esso lo stimolo alla produzione.
1
Ij
11
Dl altre conseguanze dell' aumento
del debito pubblico.
Oltre al lato ecollomico della questio_no
che ah!Jiumo consideralo nei s~o t~upli.ce
aispetto dell'ammontare e ~ella du;lnbuz1~
n della ricchezza - con' iene cons1dera1 e
a~che il lato finanziario. Poichlè è vero ben.gì che il pagamento delle annu1vlit~ e dello
quote <li .ammortaunenlo rle.J debito pu~
blico all'interno si risolve per l'economia
nazionale in una partita. d1 giro, ma è una.
partila di giro che non oi opera senza spese. Lo Stato non fa che mettere nelle tasche cli alcuni cittadini ciè> che t-0glie <lalle
ta~che di altri: ciò è vero. ma questi u ltimi non sono affatto pronti a presentargli
le loro tasche belle e spalancate. e. per
frugarle, lo Stato ha bisogno di impiegali,
di locali, di registri. di contestazioni, ili
processi, il cui cost-0 den poi in clefinith·a
essere sostenuto dai contribuenti. PP.r modo che egli finisce c-01 togliere cla Ile tasche
di questi 1più di quanto non fìni.gca col rime!·
tere nelle tasche di taluni
1Si aggi·ung.a che uno Stato, il quale ab1bia spinto all"estremo la ta~sazione per far
fronte agli oneri del 1bi lanrio, !\i trova in
imbarazzo ogniqualvolta evenienze straordinarie richiedono un contributo !\traordinario, e che la grayezza delle imposte diffi·
cilmente si condlia con quella giusti1.1a tri~
lbutaria senza la quale le correm1ti economiche Yengono svia.te dal loro normnle de•corso.
E, oltre all'aspetto economico e finanziario, v:i è pure quello sociale, che è strettamente collegato coi due precedenti. La di.
soci1a1.ione del redidito dal lavoro p r ovoca
ijnvidie e maloontenti e alimenta le correnti rivoluzionarie; la gravezza degli oneri
trilbntari .co!\-lringe il fisco ad inrdngini in·
cresciose, che ren·dono inviso al pubb lico>
lo Stato e ~i tra.ducono, data la ·diversa prop~nsione cd abilità dei contriJbuenti a sfug.gi rne, in Ofliose sperequazioni.
Se, clal punt-0 di vista dell'ammontare
della ricche1.za, l'altezza di un debito pubblico all'interno potrebbe dunque ~pparire
indifferente, ·dal punto di 'ista della sua
distribuzione, e quindi del suo rendi.mento,
del costo fìnanziario, dell'elasticità. del bilancio, dell a giusti1ja tributaria e della
tranquillitù e disciplina sociale. le coc;e
~tnnno hen divePsamente.
Il debito pubblico lasciato llalle guerre
passate In confronto a quello lasciato
dalla guerra attuale.
Ln gra' ità degli accennati inconvenienti,
derivanti <lall'esisienza di un debito pubblieo, cresce - ben s'intende - con l'ammontare del debito pubblico stesso; ma non
in proporzione con questo. Mentre gli inconvenienti possono es.sere lievissimti. e del
tu t.t.o traiSCul'abili per un debito pubblico
mo<l-erato, possono divental'e addirittur a intollera•bili per un debito pubblico elevato.
L'olt.imismo sulla soluzione ·del problema
finanziario nel dopo-guerra, a cui si sarebb e- a tutta prima indotti dal ricordo degli
allal'mi iT1ginslific.ati ,·e1u1fìicabisi dopo le
guerre pnl'<sate, potrebbe dunque essere
e<C'cessiY-0, in quanto che la facilità con
cni l'ecnnomia nazionalle sostenne il debito
pubbli_co dop-0 le guerre passate potrebbe
ben chpendere dall'ammontare del debito
stesso, inferiore, pur tenendo conto della d'lversa .potenziali1à economica delle nazion'i,
n ·<{nello d€1 debito pubblico attuale.
Effettivamente dopo parecchie guerre il
debit~ ~u.bblico rag.giunse altezze ra.gguarrlevoh nspetto alfa ricchezza nazionale, ma
•
17
16
non pare che esso abbia mai Loct.alu 1l punto a cui dopo l'attuale guerra si pre,·etle
che giungerà in Europa in genera le cd in
I ta.lia in particolare. 1 902 milioni di sterline di debito pubblico, cun cui il Regno
Unito uscì daJle guerre napoleoniche, non
1·appresentaYano che un te1~l-O della ricche7.·
za nazionale, stimata nel 1812 dal Colquhon
n 2700 milioni di sterline. I 2 mili·ardi e 750
milioni rli dollari che la guena di secessione lasciava in retaggio a1 Lioverno 'd~gli
SI.ali Unili rappr~entavnno poco più di un
~esto dellln ricchezza nnionale, v.alutata dal
"Census » del 1860 a HìlGO milioni di dollari; e, anche se il GoYerno feilerale avesse riconosriuto i '2 miliardi di rlollari di
rlebito rle<Tli
Stati <:lei Sud, non si sarebbe
o
.
ancora raggiunto co 11 riò il terzo de-ila rH'c-hezza nazi on a le (1) In Europa invece, come
$i i~ visto, il rapporto del debito pubblicn
n Ila ricchezza clell'ante-guerra <[nasi raggiunge il ~5 per cento ecl in Italiia, in •pnrliC'olare, esso oltrepassa il 35 per cento.
"\.oi sia.mo costretti. per mancanza rli dati
1'-IH capitali personali, a istituire i rnpporti
tra l'ammontare del debito pubblico e quello rlella ricchezza nazionale, intesa nel sen!'>O rii:;tretto ch e abbraccia solo i beni mobiliari e immo.biliari Se a questi però noi
poit.essim-0 aggi'llngeire i capitali persona•li, è
prohabi1-e che i confronti risulterebbero anrora più sfavoreYoli alle nazioni che escono
ùa !l'attuale guerra, in quanto che Yi è ragione <li ritenere che il valore rlei capitali
----
(l) Dopo le altre guerre. il debito pubblico Bembro.
n ,·er rappresentato. n,;petto n.\ln i·icchezza nazionale.
unn percenlunle ancora più bM•!ln. Liquidati i conti
delle guerre na.poleoniche. la Francia non nveYa. alla
fine del periodo della resta.urazione. che 4 milia.rdì
di debito pubblico sopra. una ricchezza. na.zion1le che
oltrepnMava forse i 100 miliardi. e nel 1S76. e.qnuritt.
In Jiquidn.zione della. guerra fra.nco-pru~sinna., il de
bilo pubblico toccnva n.pproosimalivnmente '26-27 '1111
1ia.rdi sopra. una ricchezza na.zionl\le di circa 200 mi
}iardi.
personali delle 11azioni sia cresciuto attraverso il tempo, meno rapidamente di quello
della ncchezza accumulata.
Si aggiunga che- i debiti lasciati dalle
g.uene sopra t·icordate erano contratti ei:;cJu:-1vamen.tr .. o quasi. all'interno; mentrp u11a
i.:.arntter1s~1ca, con CUi in part!Cchi Stati del1 In!.e>sa s1 presenta. il debito pubblico rii
guena, è che esso è contratto, in parte talora notevole, verso l'estero. Per questa p::irte>_. esso rappresenta naturalmente una percl'..~a 1;1:ttn per .1:economia nm.ionalc. Si p11ft .i c111 r. che cw non è nuovo nella storia
'Clelle guerre passate, di :a.ltre se n-0n di
quelle sopra ricordate: !a Fran~ia e la Germania. nel 1870, la"Russia ?, il Giapo1:n·~ ml
1! 1~'' nt:orsern inY r: in mi.•ura ma-~1;1• :·t ....
mmore ai preslit.i aU'e$tero. l\Ia si trattava di
ben. -i:ioca, cosa rispetto all'ammontare dei
~lebiti ali estero 'Che questa gue1-ra lascierà
m .reta-cigio a pa1·ecchie tra le nazioni vitt~n-0se Per ringhilterra, il miliardo di sterline di ·debiti verso l'estero contratti durante In guerra si ritiene generalmente comP.e~1sa~o, tenuto conto della dubbia solvibilita eh alcuni creditori, clai cr-editi che essa
11~ acco1·clafo, per un ammontare ben maag1ore~ agli a1leati. Ma, senza parlare delh1
Russia, che non sappiam<> se e in che mi-su ra farà onore ai suoi impegni, Ja Francia
esce dalla .guerra con un debito verso J'estern che si calcola a quasi 30 miliardi.
contro cui può contare forse 10 miliardi di
cre_d1ti accordati. a·cl amici ed alleati, e l'Italia ro11 un debito che già al chiudersi del
HlJR 1·a~i11nge'a 1;) miliardi e mezzo. La
Rume!lla, la Serbia, la Bulgaria, la TurC"!11~ non sono cPrtamente meno gravate dai
'leh1ft. 'e>rso l'estero, tenuto conto della loro
caipac1tà economica.
~i avYer:ta ancora che l'obbligo di -pagare
1:- ann~a 11tà del debito pubblico rii guerra
'a oggi ad aggiungersi all'obbligo da parte
rlrllo Stato di provverlei·e ad una qnanUtà
0
18
crescente <li senizi, che un tempo n.on ~·ie~
tra,·ano ·nella sfera delle sue at~r1?uz1om.
Già prima della guerra ti finanzi n erano
impensieriti sul modo di alimentare le crescenti spese dell'erario destinate a. far fronte al diJlagare clell'i 11gerenrn sociale ?ell.o
Stato. e tale ingerenza, cresciuta a dismisura du r ante la guerra, si conse 1·Yerà certamente 11 e11'a\'Yenire superiore che nel precedente perio<lo cli pace.
L'onere finanziario dello Stato
e il livello dei prezzi nel dopo.-guerra
Si potrebbe ossenare - - e l.1 <~n.zi eff.ctt.ivanlt'nlc usser\'alo - che non n e rug1u1w
di preoccuparsi delle grosse cifre clrl clebiiu
pubblico, 11i• clelle crescenti esigenze •lei servizi pubhl~ri. drd 111ome11lu che le "Ornme neces-;arie per 1iagare le an11ualith eh quello
e 1e spese di questi non assorbono, sull'amllH)'Jl~<HC del red<lito 11a7.ional1', una pen:en
tnale più alta -di qudla unier1or" ;i\Ja guerra. Effettivamente il Jh·ellu dei prezzi, quale è desunto dai crrnsueti nume1·i inrlici, ha
mostrato, in confronto cle.J prece•lentc pe
rioclo di pace, UH aumento superiore a
quello che si prevede per )(} spese dPl bilancio dello Stato. In Italia, ad esempio. sd
preYede un aumento 1H spe:se nel bilancio
dello Stnlo ria 2 mili:1rdi e mezzo a Ci-ì "
mezzo ·all'anno, mentrr i nn111C'"ri .ndici attesU!rebhero, al dic€mhre 1!ll~, u11 aumento
dei prezzi ben sniperiore, da 100 a qua~ì ~30,
secondo il lrnmero ìnchce clel hilancrn famigliare pubblicato rlal " 11ollettino mensile
<l~ll'liffirio
municipale del larnrn rlt Roma n; da 100 a o'tre 3:»0, secondo il numero.
indire del bilaneio fnmiglin.re pubhli!'ato dal
« Bollettino municipale rlella città di :\Ii·
Inno'" <la 100 a circa HO, srcomlo il n u mero
indice 'fl.er n11·ie cntego1·ic di rnerri pubblicnto dn I naclt i sul «Corriere economico 11.
19
Supposto quantitativamente
invariato lii
recldi~o nazionale, il suo valore commer~i a.le s~·ebbe quindi salito in guisa, che gh
mteress1 ùel debito pubblico e le a ltre spese
pubblich e sottrarrebbero a tale reddito, qualora i prez.zi attuali si mantenessero nel
dop~-gue~Ta, una 1frazione non superiore,
nw mfenore a quella che ne era assorbita
nel pas:::.ato tempo dli pace.
Senonchè, anche ammettendo - il che è
più ehe ·dnbbio - che l'uno o l'altro di codesti numeri indici sia costruito in modo
ria 1·ispo11de.1·c allo scopo di questo particola1·e rnnfronto. conviene osservare che la
ipotesi che i prezzi l'i mantengano nel dopo
gnel'l'.t qwtli Dggi sono, è evidentemente
prirn. rii ogni fondamento. Già alla conclu sione rlell'armistizio essi cominciarono a
discendere per alcuni ·gene1·i; eff Pttuata In
P.ace, col rifluire della mano rl'opera, col
riprendere dell'att.ivik'\ industriale. col cre~re1:e c~el tonnellaggio rlisponibile per gli usi
pnc1fic1, col ce:-;sare delle condizioni cli 11111nopnlio, col veni!· menu dei sopra•profitti <li
guena, col ridu1·si dell'inflazione moneta
ri<1 -- sia per il 1·itiro d1 carta moneta, l'in
esP.el' }'n~1m~11talo volume degli scambi
s i d1111111u1ranno - per quanto è lecito preveclere - progressivamente. Altri fatto1·i pntra1~110 -: ì: ,·ero - controperare · Je diffìrolta clenvanti alla produzione dalle necessitù del riassestamento incluslrial€; la <loman<la dei beni occorrenti 1per la ricost ruzion:; la tendenza d€i consumi ad e:-.p1111clers1 dopo la contrazione forzata subit'l
<lurnnte. la guerra. Si tratta però di fattori
- a 11110 credere
di influenza non preponrlernnte e, in ogni modo, <li carnttere
transitol'io
Senza rngigirnn•gcre forse per
1110!10 ten1po il liveillo dell'nnte-guerra. in
n.on lnngn volgere di anni. i prezzi saranno
ntornali, nella 11110\'a condizione cli cquili-
21
20
JJi-io, ad un livello certumein·te multo più
Jmsso ùi quello che abbiano a.tlua,June.nt~. .
Ora rulcune spese dello 'Stato <l1mmu1rann~, sia pure con un cer.to ritardo, in
proporzione della discesa dei prezz.1, come
quelle che sono ilestin.a te ~ f~r. fr~n le al·
l'acquisto Ili vettovaglie, eia c1b1, cll_ materiai i; altre. come quelle d ipenden li dalla
remunerazione della mano d'opera, potranno invece diminuire bensì, ma noi~ n~lla
stessa misura; non sono certo destm'ltJ a
diminuire gli stiipencli degli i~1piegaii.; I~
cifra del de'bito pubblico, infine, 111cl1pendenternente rlai
possibili ammortamenti rimarrà inYu1·iala. Essa rappresente1'.à. così una •passivitù nomi11alm~n
te uguale, ma sostanzialmente mugg10re tanto più grave in l[Unnln che gener;lmente gli Stati si sono obbligati a non
seguire. per un ,Jungo periodo di temp~,
meclinnte la conversione, la eventuale discesa del saggio rlell'interesse, che, indipenrlentemente da altre conclizion~, sarebb~
ila attendersi per effetto della rhscesa <l-e1
premi. A parità sostanziale, il reddito
delle nazò.oni andrà così. progressivrumente
<liminuendo nel suo ammonLa re nominale
più di quanto non possano diminuire le
1'-pese de1lo Stato, e una parte sempre maggiore di quello, finchè almeno lo Stato non
possa aiddivenire alla conve•rsione, resterà
assorbito dal pagamento delle annualità rlel
rlehito pubblico.
Conclusione
Possiamo concludere che, per quanto ~in
enato riguardare come una 1passività per la
ricchezza nazioniale la totalità del suo debito pubblico, pure convtiene riconoscere
che i1 problema finanziario del dopo-guerra
si presenta tutt'altro che facile. ~lai nella
loro storia gli Stat i europei non si sono trov:-iti gravati da un debito pubblico così alto
in rappo1·to alla lorn l'icchezza come quello
con cui essi, 'incitori e '1inti. ora escono
dalla lotta Per parecchi, e in particolare
per l'Itn!ia, mia parte notevole del debito
è contratta all'estero e rappresenta una. passi,·it:\ 11etta per 1t1 ricchezza nazionale :\la
anche inrlipendentemente eia) quest'ultima
circostanza, un rlebilo pubbl ico elevato tenrle n diminuire, dissociando il reddito dal
la' orn, Io stimolo alla produz.ii.one, provoca
cliffìcolt.à finanziarie e malcontento .sociale
'\l> <1uesti inco1nenienti si presentano come
passeggeri, chè anzi, in oa.ssenza di speciali
prov\'edimcnti, sono destinati ad ag.gravn 1·si progressi\ amen te. ::i.lmeno fino a che
i .governi non possano far uso della conversione, per effetto della gN1><:iuale discesa dei
prezzi che è sicuramente da ~ttendersi nel
dopo-guerra.
Conviene dunque a.\·visare a mezzi radicali
pel' far fronte alla situazione. Nei capitoli
seguenti, esamineremo alcuni tra quelli
finora proposti ed ·altri a cui, a nostro morlo
<li Yedere, si potrebbe utilmente ricorrere
23
O O O O O O O C) _Q_ Q_ O O O O Q_
CAPITOLO li.
ca lena del capitale
Che cosa s'intende per '' lm ,, del capitale
..\iezzo er0ico per alleviare il pe"o dell'enorme ùebito <li gucna, di cui .nel prccedrnte capitolo abhia1111 lllC!-<SO 111 Iure l~
portata per ~·economia nnz10nal_e, c. 1 os1
<let\a /era de/ 1·api./a/1'
O
r'OSCrt~Wll~ de1 flrl·
tri111011i.
Trarttasì di t>sigere una rnllu tanto una
imposta personale. a sa,ggi forten~ente. pr~
gressiv:i e cou l'esenzione <le_i pa_t1·1111on1 1111-
?'
nhmi, sul patrtmonio dci P!'l\'.u1Ji
_sec~nd.u
a.lou111i, anche di talurne soc1ela e 1stituz1~n1,
cli tale altezza da La;.;ta 1·e, cnl suo gettito,
:ill'annullairne111to di tnt1o, o ùi buo'na pn rle
almeno, del debito pubhldco
.
P~r farsi un'idea 1lcll'altezza che tale unposta dO\ rebhe rwggiu nge re ~i t~nga _ presente chP in lnghilten·a, a<I e.'-emp10, "J pre\'è<le r>he il debito puhblieo a~eenrleri't, nel
11in1zo l!)JC), a <i-8 111Ilinrd1 e ln r erhezzn pri\ata .i 15-16 mi'iardi di :-tc1li11e r che rappo1·ti a11alogt11 \'algonn pr r gli altri helli
g"Pl'a n t i emiro pc i
li pa.gamefrto dell'i111.post:1 non clonebbe
essere fatto esrllls1n1rnente in mrmieta rhi> ullorn non bnstel'e-bbc> forse 1:1 moneta
di tutto il mondo per pagal'e il deibìto pllbblico cli un solo Stato - mn potrebbe es-
sere iattu anche i11 altre fonne di capitale:
a11zìtntto in titoli del· debito pubblico; poi,
sN'on<lo la maggior parte dei fautori de~
l:i levn in titoli industriali; seicondo alr:um,
pcrsin~ i11 fabhl'iicati, bosC'hi e altri beni,
i11 q11ain110 siano <lkhiMati d,i cas11 in caso
n<'iC'ettahili in pa,gnmento dagli o!'gani della
pnhhlira ammi.n istrnzione.
I ru1it rihuent i chi> non a\'esse1·0 moneta
'' ti toli dbpo.111ihili in quantitò :-uffirientr e
non pole~scro offril'r. altri beni eh& lo Stato
ri'trtn.essc con ,·en i ente accetta re per l'a mmonl tH€ l'i'l'i1iPsto dalla leva, po·twbbern pron11·a11 sei i. ti11 tutto n in parte. o <In nitri pri' r<l i o da ban('h f', sia \'enden<lo, sin i:potec·.111 lo i lorn beni, m·,·ero, se lo pl'eferissero. poi rehbero \'e1·c;are l'irn~orto dell'im1po~ta a rate procedimento che qu:'l lclw au•ori• r:gunrda anzi rome il nol'male - :wrordando rontempor,rnea.rnentt> a:ln Stato,
qua lCJlra "Ì t mrn.ssero ne Ila nec es~ità <1 i dist11ilrn irP j1 pngamento 511 t11 llll 1UllgO periodo (s111Pt''l'iorP, pe1· esern1pio. ,1 i 3 a111n•i),
1m'ipn\Pc·a !'opni una congrna parte della
loro prnprietù, reicl hmibile ad ogni momento
:1 J11'l'O "'•Pltn,
I precedenti.
L'id('U 111111 e 11uo\ a. Dopo la s',onfìtit.a del
1810. p.1 rerchi de1p11tati 'francesi e Io stesso
relniiin' dPlln l.omll!issione dcl bilancio ren'1'1J a.ppell11 al pat11 iottisnl{) per un sacrificio
011;;;irmoll' 1<11iru dr/la f<1rlu11n a fine 1lì paga l'P l'indc1r.n itù di gueT1·a e nsa rei re le
''ttiine clellt> osliVità; nrn :1 Govrrno della
\,q 1,b'ca >:azi011a.1e non adPrì al mo,·i-
rne11 tn.
J 'idea 1·1!'orse i11 Gel'rnania, in oerasione
de1la r1 s finnnziari.1 del Hl09. pM' opt>rn
<IP) 'Pl'11f
C::.rh.-n1z, el>bè \'nria fnrtunn. sui
g-ionwli p0 itiri, ma non fu pH allora tra<iul.ta in ntto. JJ lFl'llrbl'itraa del 1!113 ne fu
in sostanzn 11na fìgliazione, per quanto de-
25
:H
. . . t·
nnn già ad alleggeri·re il debito
slt11l1l,1 ~·lato ma a 1>rncura1•gli i mezzi di of-.
' ei o ,,
'
. . . cl l 191~
lesa bellica. Fu ripresa al !H'111c1p10. ~ . '
e p,itrotuwla da professn1·1 autore,oh, qua. ·1 J"c:.ti·iiw il Jaflé l'Eule11bur.g, da de'
'
cl
l 1 I , «·putali influenti <[U[di l<> • trcrseuia1;n,. a
· .. l't l1·11·rl1...,·•
1. e a 1>oeo a poeo v1 diede
g10111.l
ori"ine a tutta una ll'tteratura, nella qu~le
vecliamo figurare, con altri, i 11~111i del D•etzel, del J)ielir, del Su111a1·y. dPil I !a11:bu1-ger,
<lei Ballati, t1rll Ettinger, ~.le!. w11. I~heber~.
de·I Bcrnhard. Se ne ebbe un ero 111 Aus~na
nelle opere del Dub e del Gnmtzel. Oggi, a
quanto nferic:.co110 i giom1~t~i :;a~·ebbP ~ul
punto di ,enne attuata CO"'L 111 Gennan1a,
cn1ne nell'Austl'ia tedesca.
Penetrata in Inghiller1 a, I idea JJoill'\'C per
un momento che a\·e-.se il fa\Ort> pe1 "011ale
ciel Cancelliere dello :-.cacchiere Bonar Law
C1ù contr'b111 a su,citare i11torno ad es'a l'interesse gener.1le e und approfoncht..1 di,c11s·
·ione che nnc 1ta dur<l, su; gi01 nali politici
~ i:;ci~ntìfki \'ediamn in """ 1 'chierati, da
una p..irte. tra i più note\Oli [auuni. il
prof. Pigou. l'on. A1 nolcl, l'llc>nclersun e die1trn lui la ma~gioiauza del partito (\el la·
\'oro, il Lawrence, l'llook. e, per quanto.non
"enza qualche esitazione, il prof. Edgeworth;
dall'nltna. il p10f. Scott, Bc1'Ih1r<l Shaw,
l'l! igg~. il ~l tchell, ai qua li pul'.1 aggiungersi ormai, dopo le dichiara7.IOni fatte alla
\.amera, se non il capo del partito conser·
,.a.ort> Bonar I.aw. almeno quello ciel par.tito liberale .\<:cquilh.
Jn Francia, la prc1po:o.a1 verme nmpiamenle S\"Olta ili un lihro de11'1Iari'.'-toy e virn\'ementP e imbattuta in un a1 ticolo di Ra·
phael·(;et•rge.:- Lh~. lla,·,mti Al Con<>igli~
dei >Iini31ri e po' òil\anti nlle Commissioni
1 rnnite del bilancio e della legislazione fi.
,.;cale. 11 ;\lim--tto delle ftnnnze Klfltz prean·
nun1.hw, ('he ne a\'l'e1ibe fatto oggetto di
un cli:segno cli le!!ge: ma l'accoglienzn ostile
~embra averlo
consigl iato a ri11unciine all'idea.
Da noi, solo a poco a poco si impose alla
attenzione degli studi·osi; presa un po' al
la leggera d1al Cabiati e riguardata come
non •pratica dal Pareto, \ e.nn1e inve.ce
acco11a con fanm~ eia! Loria e dal Graziani
patrocinata i1111 seno alla Commissione per ii
d0ipo·gnerra dal G1iziotli. P0-t~·!'1 alla Camer:~ da~~·on. P enone e daill'on. ì\IO'<ltigliani,
SU$Cltò 1 mte.resse clel puilYblico, che ne "ede
ora di C]'Uando in quando par'lare in vario
senso, sui quoti•diani e sui periodld.
fatta alle sue dichiarazioni
0
I vantaggi e gli inconvenienti della leva
del capitale.
11 la11go movimento, a cui la proposta diede l~ogo'. e i nomi aut.ore\·oli, che figurauo
f 11·n 1 suoi sostenitori, meritano che dei "1antaggi ad essa atM·ibuiti si faccia u.n'a1nialisi
a~prnfo.nclita, tenendo presenti le condizioll'l part.1·('nlaTi deLl'economia e della finanza
nn~trane.
1. La liquidazione del debito pubblico
a condizioni favorevoli.
I l primo vantaggio della leva del capitale
:>a:rcbbe. quello di liquiidare il debito pu.bbl1co ai prezzi att.uali, anzi che attendere
che il suo peso :;i aggPai\·i con la discesa
dei prez71i. Qursto è indubbiamente un reale \'~ntaggi_o per l'erario, che è qua111.to dire
per 1 con t.nbuenti. >:è s.i rebbe esatto os!'.er'.'are c~e esso è limitato al solo periodo du1 ~nte
!I Cflrnle lo Sta·to si è impegnato a non
ncnrrere a Ila ro11Ye1·sione. La rnnversione
ha ~'.1 ' ero pe1· effetto di ricondurre il saggio
<l ell mtereMe pagalo dnlJo Stato sui titoli
27
26
<li rendila al saggio del'l'inleresse normale
<lei mercato; rna non può modificare il fatto
che il rnlore capitale del debito 1>ubbl i~o.
di cui lo '-iato 1·esterà debit~.re, sarù nominalmen e uguale, ma so,.:tam.ia·Jmente supe. ioi·r all'a1tiua1e.
Piuttostn, pntrit ossen·a1'.-;i t1he, ciò c h e i
rn11t ribue11ti g11a1dagnano, i dcte11tori <lei titoli pu11Jbhe1 perduno e potrà dornandar,.:i
.s•' .s'la giusto f'ICl o·ppori.u 11 0 privare d rl \antaggio derìnn1te <h11ln discesa dei prea;i
le, un ammontare di rkchezza minore
e fol'SC molto mi11ore
di quanto ai prezzi
preeisisten1ti potrebbe atten<lersi. Questo inç01wenicnt~ tiesterebbe at.temiatn, ma non
'soppresso, autorizzando il pagamen!o a rate
della lPva; tanto più attenua·t o - s'intt;ncle
q11n11to maggiore .fosse il tempo concesso
pel pag;1111ento a rate e la diffusione che
qt1l'St11 si:;tema ,·enhse in pratica ad assume-
:-;111 cui nell'Ld.tu rlrl1:1 sott.ostTizio1Le t?"SI
flO"<;nllo purr aver c·1)11foto
1·olon1 riti:'
haiwo cli111ostrato fìdnci-t 11e ll11 Stato 11ei
giorni tlilTìcili. Que~ta ronsicleru1i-01n•e t' \'aIicla Jimitata111e11tr al di·hitn pubblko contratto all'intcnw e pn'.supp011r ll'u1uralu1ente che i detentori :itt.n·tli s1a110 tl!Hhe i snltoscrittori originari dei p11 <'Stirt1 pul>blilC"i, il
che, nella mtlggionrnzn dl:'t ('il"i, ~i può 1·1teuerl' r 1rrispo11d~n·te al ,·em. :'\ella qnale
i·potesi, i fautori della le\ a riel capita.le po:;snno rispondere C'l1E" per 1> flnin re il patriolt.iMnn dei so.((o..;rrit!11ri dei 1>uhhlic i pre:::ti:i. ossi sono dis1io:-;t1 a<l HC<'Ol'clare fa!rililazio11i ai cletent111·i d; titoli publ>'J.il •i, o a:llleno ai <letento11 dei til•>li del debito dì
guet'l'a. CerLm1r'111te, i11 qu0:;to modo, res•teranin.o fa\·01·iti n1l01111i specnl:1tori 1 che> di
titoli pnhhl.iiri s1 suno itLLJl•Jssessati metlianle aerp1isli suo<"essh·i. 111n incon,·r11icnt.1 rli
t~I genr.re .;,ono ine\'itnbili iu ogui pl'O\'\'t:>
d1•111en"". [Pg,iskiil\(I e ll'll'Cllrabili, rl'altrn
2. L'elasticità del bilancio.
fHll'le. <11 fl'ontE- alla 1111 1•11ialitù dei casi.
P?trr>lih• mwhe • '"CIT.11·"1 1··1e la lP\'3 del
rn 1p1h I• H\Tà prr eff1'f to eh 1'PIHle1 ' ricei·<'a11' cpirHP ca~or·" di rie rhezza, r~ n rui
~111rmalme11t~ si r"Pg'H' ;1 \e·lsain!'1n.tu e <li
111n~.J_z.1rne q1~i11~\i i prei'.zi 'a t"•<"ipÙo cl:
<f.11.elli <lellr aJll'l'e rn lPgorie rii hrm. Ln qiw le
'. lfos1'.ll~za . a J1a1'1e gP inr )11\''••nienti e< '.'I ".lrn1n.<lrrn·,111i <l:il'n in'ìtr,bil t:'i clei prcz7·1 - a1_ra l'effello ~ l i far <:Ì <'he lo :-;1.ito ,·rnrra 'Ie l'lC"Yl're
n l"
"''l.1a1n,,r
~
1a l rva ri el raip.i1a
"'
"
•
re t11•a i r·nnt1· ihn enti.
Pr<'cipuo 'autagg.tl della Jeya d~l ca1pitale, snirebhe, seco·ndo l'Lnteinzione rJi molti,
d1 ri<h11·e f"lnc4ic•i!à al bilancio.
Ohhiettano alcun.i che una forti' pressione lrihnt.1ria, per un lungo periodo di tempo, eostituirebhe il mezzo più efficace per impe,il1rr, eia parte drl"a•mminic:trnzione pubhlic.1, :-ipr>se stravaganti, di ui, dura.ntl' la
gue1 r.i, e in\'H•lsa l'ahitiu<Lne. ~Ia. a11d1e arn111ette:r11cln C"hr la le,·n. del c·apitnle non fnssp nn monito abhask1nza emcnce per la
econ(}mia delle &pe-se, si pou·ehhe semp1·e
ossrn a re 1·he In portaita dell':N·gomento è
e-cc·essi\''n. Si saTebhe per esso concloit.i a
lllL'ilrre ln Stnto nella impossibilità di aclern pit>l'f' ai suoi <"11mpiti per il timore C'he li
vsc;o]rn mal<:'!
Temono a Il l'i ·li I' la lr,.,a de I rapi I a le non
:ihhi<i :1<1 d\,..l'e l'Pffrt•·n rli 1·ict1111l"e le irnpo;:,ie att.unJi 11elln 1ni1sura che ci si attende.
I.li stt>s<:i goi,·rrni nttnali e i governi fnturi "i rif PrrU1111110 infntti \•incola'i.i - ci si dolllancla ~- ai] attenuare O conserv:He ln
"grn\·io t.rihutario, ·:n vista drl qnnle l'l le,·a si1I .~a:p.itale viene im·orata? Per ciò <'he
rOIH'c>rne i g-onljmi attuali, tale dubbio pare
ingins'tifkato. in •f1Jan~o che m olto diffi.cilmrntc essi potrehbero resistere all'oppo~izio
ne <!ella nnzirme, se le imposte \"igenti non
fm:sero ahba!'sate, clapo la leva del cnpitn·le.
nrlln misura del pos~ihilr. Per r iò che cnn-
28
cerne il futuro, cerlalllente non s1 puu esclu_
dare che la pressione tributaria torni a rialzarsi per far fronte a nuov·e esigenze sopra,, e.nute Ma è ,·eram~nte il caso di _alJarrna1ic;i d1 ta.Je e,·eirnt1ual!là? o non è p1u:ttosto precisamente 11no degli sc0ipi della
Jet\a del capit.al-e il pennetlene che essa possa a\'er luogo? Chr cosa !'>ignifìca in.fatti la
fracSe " ridare elas1id1à aL1 bi lancio » se non
" pe•rnneittere all'eTario di riltraJTc, quando
sì[l neces!'lario, nuo\ e ri~orsc rla n110\'e i1nposte »?
3. L'alleviamento del carico tributario.
,\ parte le necPssità soprn\\·enienti, la leva del capitale a\1rehbe l'effetto cli alle\'iare, rpe1· il futn ro, le im1poste di t.u tJt.o l'ammonta re destinato a pagare le ann1ua.Jità
del debito pubblico estinto. Re~t.erehbe co·
sì diminuito il costo dell'esa7.ione, s1 .atte·
nuerebbero le vessazioni tlel fisco. le resistenze dei cnn.trihuenti, che ne costituiscono
la l'Pazione inevitabile, la sperequazione che
ne deriva.
Questo è innrgabilmente \'ero: ma sembra
quasi che non si pong[l mente. da taluni
ra'Utori della leva dei pa"trimon.i, che, per
€'\1iLalrc ta1i iirncorwenicnti, si proJP011e pure
i.m'imposta - l'imposta sul cn'J)irtale - di
gran lunga più gra1rnsa di tu•tte le altre ..
L\imposta sarebbe prelevata una \"oJlta tan·
to, è \'ero; ma il sagtS1io più oalto re.ncterebbr gli inconvenienti molto più graYl; e,
degli in convenienti aC'cennati, molt.i - con·
\'iene tenerlo presente - crescono assai più
che _in propor1,ione del crrscere del saggio
del1'1m')X>sta. Nè de\'esi dimenticare a questo
proposito che lc;e, dal punto di dsta atfuq.
1riale, è equh·aJent.e rinunci<a.re a un dato
re<lcltito anntw o · al patrimonio che ne rn.pp~·esem<ta la taipitalizznzione, dal punito dJi
\"1sta p1;icolngico, il secondo sacrifir io è, per
29
In rnaggior parte d<."lla gen1t.E>, mollo più
sei11.tito.
Lu !'\esso fa to poi che l"imposta non è
clestir1ata a rin no\, 1Tsi è, per i contribuenti,
potrnll' !"timolo all'e\·asione, poichè essi pensano che, riusciii in questa. una \"Oll...1, non
hanno più da temere da n'lteiriori \e11fìrhe
f' rPtti·fìche Crescetrebbe, con l'evasione, la
lì]JcrecruM.ione tnihutaria. E s·i av\'er•t~1
t' ctn att.eirndersi tihe se ne avvanrta.ggerebbcro propl'io quelli che più si do\'rebbero culpiH?, coloro cioè che, dliffideinrti dcl siucl'esso deMe armi nazionali. investirono i Jo1·0 gnaclagni di gui>rra in gioie o tesaurizZi.lrono il danaro, rifìu1iando ogni concorso
n J.Jo sforzo rlella nazione.
'\Iri, a pa rtf' tali ci ricostanze, potrebbe a·ttendePsi che, in rn1'imposla S'UI ca•pitale, la
f"\·asione fo!'se inferiore c<he nelle O'Pdirnia·rie
imposte su1i consumi, S'U·gli aff•ari. sui prodotti e sui redlditi? La ri'Sposta è più chf'
dubbia par chi tenga presen'le quanto è forte l'evasione nel1le imposte sul'le su~·rcessio
ni. E si av·,terta c-he, nelle trasmissioni a
causa d.i mof'te, la resistenza de•l contribuent.e è pur mollto minore, sia perchè in quell e
<>gli ha mri.nor possibilità di ocoultawe be'lli
che di solito non. aimm:iin<is't.na, sia 'Pe 1'C'hè il
!"acri1fkio cli pe ndere prurte di ciò ch e è pToprio è mo1to più gira<Ve d i qiu.edlo di rucqui
sfare so.lo in pallte ciò c<he ern d'altri.
La gravità deg.Ji .inconvenienti su~enna1i dipende, rl'altra parte, in modo essenz;ia1.e rla:I i::.iste.ma finanziario dello Sta1t-0 ch e
im1pone la Jc-,·a del caipìtale. Un l?aese, come l'Un.giheria, che abbia istituito dl\lrarniP la
guenra un'imposta sul crupitia.le, o megi11o
a.ncora wn.o, come la Germania, che già in
tempo di paiee l'tweva e che ha pobu1fo seguire con essa le moditfìcazioni sopcra.v,·ennte clumnte il perio'Clo beillico nell'ar<>nom ia dei co11lriibue'Tlti, si troverà certa.mente, d.a qne!-\10 rmnto dli vistia, in condizicm~
pn r tkolm"Tl1ein1te fa,·oreYoli. Pa'fecchi :rn1t.n1-J
31
30
pe11ciò, i quali propugnawino la leva <lei
caipitaile in Fnam.cia e in Italia, domanda" ano come prefa:ione indispensabili> una
imposta :,;traordin.aria unnua. sul pu:ti"imonio, un'impusla sffl/iStil'lt, crune essi dice,·ano, d.i:re>tta al censinwnto dei pat·rimo11i.
- Poichè, nè in Fnvn1•ia, nè in Italin, 11uesta
i1Tl11})osta è stata nttuaita, essi logi·can1ente
dovrebbero oPa dichiarnrsi rontrari alln leva del capitale.
E' anolto duibb1io im·ero se, d01ve un'imposta siul pa1tliimonio non esisLe. la leva del
ca.pilale non raipp'res !i, dal pnnlo di vista che <Jlli :;;i es11rnina, un rimedio pegg.iore riel ma le.
'.\"on si può fan' infall.i mollo aflidarnt>n
1 0, ai fin: cl, 'l••eert:u·e il patrimonio dei con
t.r1buenti, :-apra lr imno;;tC' sul protlotto o
sul r rdd.to, rhe n(ln rolpi ... ro 110 1 bC>ni .rnp1" cluttin e ro1pi<.cono gli nltr, beni patr1mo11iali in mi.;:ura m olto <livrr..;;a; nè .;;opr.a
qu 0 l!r sul r s'H'ltS•,"nni, he rnlpisco110 i pall"llWni su 1o '.l J11~1gld .ntAtYa.11: r non seg1 10110 pi>rt< ,.' • le n1odif11• \/.. 11rn snpl'a \'Venu•e, r :i r·~lp1:-ro110, i11 0~11i 11Lod >, IH•ll t~111md o r1111tn dt lfo 11{' ·h<'ZZ•I <li eol111 C"he eretlit.1, lll'l della quota c he g'li \"ie11e altrih11ii·L1, c(}lmr i~1 Itali11, u della rireh1•zz·1 <lel
dl'f1111tn. Queste r.i·co.,,tn·nze t1:--.u1110110 pnrf 1cnlar1• mq1u11lt1nza ~lopo 1:1 n\·ol11zione,
rhc In g-uerrn ha prndotfo 1wi r'l.•dcliti e
1
1wi p:1 rimcYni, :n q11ant 1 chr. di rninor gio·
\nmcn1o p 1>.<:sono 1~sulfarc, per gl" nrC'Ntam enti posithrJilic1, gli <>lemelltJi ra<'colti nel
Jl'l .;;nto pcrioclo di pnt.:?.
11 i:i<'or.;;o al1la 11 .:hin1·pz.ion<> dei conLnhurnta, d«1 r mi.mllin"si dn1 fìsro, quale vienr proposto i·n Tnghil'terra, st' è pmn·edi111"11~0 ntlo a "e<mplifìrare l'immane Ci>mpito
dAg11 accntamenti che nlfrimrnt.i "'!'3'\'erebhe c:-i11lo ~tnto. non promrttC' l'letrt~ cli frenn,.,,, P.mc~rf'>mf'fn.t.0 l'e1Y01sionr. Tale è rupp1111to 11 sistema si'gnito •11 Tlnl1i·a P"r l'imJXl"1 ~ ~11 llc snrr"''"'·i11n i. c·J è• noto che, mal-
grnùo lo zelo degli agenti dellle imposte, mol1ti \'al•tvtano al 50 per cento la parte della
riocheua, ti1,asmessa per causa di morte,
che sfugge rul fisco.
!\è se111b1•a pratica la proposta di rimandare, nella le\·a del capitale, alla prima trasm1sS1ione per causa di moll'te la valutazimH• delle oategorie di riC!Clhezza di più
<lifficil·e aeee1~am€nto. E' evidente che, OYe
qu·es<tJa disposizione nc,n fosse a.ccompagnaita
dn altrn analoga riguardante le tra.!'mis::doni trn vivi, il fisco si troverebbe <li frontr per lo più a ~uccessioni, in cui IP caterroriC' rli beni da rn'1t1tare rapprese~1tereb
he110 br11 poca rusn, aYendo JH'O\'\·ecluto il
t/P C11i11s a met.t.erle in c;al\'o, r·on \'Pndi·te
o dotl'.17,io11i, da lla r<1pnnt> fak1clia della le1\'a. ::\'on p er tuttP le trasutisc:;ioni t.ra \'ivi,
Ji~ro, ma solo per quelle che han110 bbogno
eh trn1 rrgo larr rontratl<i, s1 potrebbp attnare tale clis-posizirn1e: la quale, d'a!ltra parte, verrl'bhe ad intt'illciare la Hbeirtù delle
C()ntrat.tazioni, più che mai nerec::saria nel
P"l'ioclo cli rinc::sestame·nto rhc srguirù In
g111•1·1 :1, ailla floriKlezw erm10111ien del paf'~e.
Incl 1. pendr<11tc>rne11te dall'esist enza o meno
di accntnnrenfi preesistenti, cli ·l'ui la leva
<I.e I capita I.e possa trn 1· partito, molto, fMtlla
rtu!.</ lia rli q 11e1,;t.n, cl 0\1rà influi re la ecl u·
<'nzic111e politica e la docilità rlei contrihUPtll·i, q11alii'là rhe rnrin.ru not.P\"olmente da
~.tato n ~l~tl<>,. <' moltis$imo poi la composiz1011<> CftK11litat.1va della rirrhezz·a, ch e si pre.... enfn t>ssenzialmente rliYersa nei differenti
ra~;;i. In uno St'l\o invero, in cui In ci1·rol~z1one mone·t~1 a sia limitata rispetto alla
'1crhfZ!a ~a z.1on41 Je e in rui prn ti ca men te
m~nch•no 1 titoli nl portatore. come in In;.h1lter~·a. il fi~~o si tl'Ova, rispetto all'eva. _ione: m cond.1z1one .senza confronto più fa' 01 e\ ~Jr chr rn rn1z10ni, come l'Tta li a e la
Fra~~r1a. in cui In circolazione monetaria
è Pili. a l.lbond.r1 ntP .e i titoli pubblici ed indnsi.nali l'Ono, nella magaior
part.e al por0
U1:ore.
'
33
12
4. La deflazione
della circolazione monetaria.
Un effetto della le,·a del] c.1.p1ta1le, irhe ,·ie111e da atlcuni autori ngiuardato come vant.aigigioso, sarebbe quello di far r·essa.rr, o
di dimin uilre almeno gnllldcmen'te, la illflnzione della circolazione, sdl1eov•ando cosi
lo St ato dal compito labo r ioso del ritiro de1lla valuta fidUJcial"ia. f;a leva invece - si
osserva - a~orbe automa tic a mente la monet•a che eccede ~11i bisogni del me1·ca1to e
una rnran massa <11 titoli, da cui ll'!le in1:rem~1to la circolazione fìdudiaria. i\è pare che l'effetto di 11uesta cirl'm;lanza potl'ebbe
,·eni•re compensato dall'e111issi()11e o dalla
rimessa in cirrolaziorH• di ca·rta moneta, che
i;i renderebbP forse necrs,_,11·ia per e:;ostenete
le banche, pra-snte cli dom,ulÒP di credito
da parte di prh·ati imha1 az1,atì a 1)agare
.i 101'1) qt1o''a di ca:pitale.
<::e non chr clobhi<Dmo domandarci se una
mipro·\·,·isa dimi11uzi1ine 0 re5'Sa:?Jione della
inflazione monetaria sfa varamemite, come si
:iffe11I11a, mi \'antagg•o, o non pm.ttosto un
dnnno. Fu bene ossr1·yatn che, a proposito
di in;fll'azione moneta1•ia, com;enie ciistilllgiuere il fenO!ffieno dmamico dal femmneno
i,;tatico. 11 progressho anmPnto dP'lla circol·azione al di là dei 1li--ogni ùe'l me11Cato,
S\.•alutando più e più la moneta, perturba
i rai)J!Porti tra c.reditl)lri e debi<i.ori, rende aleatorie le contra.ttazion:, alimenta la s.peculazione, darnne.ggia così inòuhbiamente l'economia nazionale, nessuno di tali inconvenienti si verific.'l invece per effetto della moneta deprezzata. se il deprezzamento si mantiene costante: ma rlanni analoghi, per quanto, rome diremo più innanzi, sopportati da
rliffe1<-nti cla;;,;;1 cli per.i;one, sraturiscono da
un crescente apprezzanw11to della moneta,
effetto della deflazione mone.t..'.lria.
Potrebbe però obbiettarsi con fondamento
"he, p1ec1same11te ciò ~he è difficile ad av\'e1 arsi quan<l·> la moneta è sovrabbondante
(· <leprezzata, è che il
deprezzamento
si m.u1tenga c0stimte, in quanto che la sfiducia nella valuta ri.u;innale, cìH:: al suo
rleprPzzainentu si accompagr.a, ne rende i
<·orsi est rema.mente sensibili e soggetti pertanto ad o~cill:tz.oni esag~rate. Ciò porterebbe pHù a c •. r.sigliare uri ,;radual(' rias~orbimento u<>lla rr:.oneta in circc:laziolle, non
mai una riduzione brusc.a. come, per effetto
clella leva del capitale, tenderebbe a verificarsi.
:\'on sarà cliffici1e, d'1altra palic, per lo
~lato, cli corre.:,crgere talle tendenza. rimettendo in circdlazione la moneta raccolta mediml'te raccpuisto di titoli del debito pubblico rimasi.i in ci11colazione. Per modo
rhe, ammesso pui·e che dalla le\a del capitale non <lebba a t t enclersi per questo ri!"pet to
alc1111 vantaggio, non si può nepnu"e soste·
nere l'hr essa determini ine\·iLabilmente un
<innnu aH'<>rrmmnia na1iionale.
5. L' influenza della leva del ca pitale
sopra l'aumento della ricchezza.
<.0 11 l<i Lonsiùerazione dell'inf'h1co1,za della
le\'a. del oa1pitale sopra l'inflazione monelt:aria, noi siamo 'Passati dall'esame dei suoi
effet1ti finaq1ziari a rruelao de1le sne conseguenze ecu~iomicltc.. :"\el quale ca.iupo, la leva del oap1tale o I.terrebbe indubbia mente il
vaq1taggio di 6c11111're a più mocleratf' e prob~hil1J!e11.te non pericolose, proporz'ioni l.a
d1ssociaz1one del lasorn cl;il reddito, In
q.11ale _a1tt11tisre lo stimo'lo a'l1;1 pr11duzfone,
•w_1 _i1e1 detent.01·i di titoli .pubhlil'i, ' ht'. pei·
gli mter~ssi che ne ritra1ggono, possono \'i,.~re. se non 111,ell'ozio, con minure lni,·oro;
sia nei .1 a,·orato1·i, C'he Yedon0 faki<liain a
34
va111taggio alt.mi, dalle itn.1>0::>t.e C'le,·u1te, la
riommeruziomie debla propria atli,•ita.
Che un 'i-11cremento della imposta possa
iniv.ero spingere alcune persone ad un maggiore sforw produHiirn per conserv.:ne il
tenore rubituale di vita ·e ma.guri mantenere od a.c:ci·escere, per un ·Oel'to t·enrpo, la
produttività deùla nazione, puo invero an1mettersi, ma che la permanenza cli un carioo •tri1bubario grarnso non finisoa col ridrur11e il reddito naniona1r ri•compensanclo
msuffìcientemente gli sforzi pro.ch1tli\"i 1 e. 0\-.e
le •im1po:;ile 5ieno •progressi\e, spegnendo lo
inceJ1t.ivo alti intensificare la prup1·ia attività, nnn può negarsi. Al quale incunve.
niell'le dl•\ e aggiungersi quello che 1derin1
dal tul4ba:mento apportato alle -cu1Tenti naturali della prvduzione e della <listi ibuzione dei 1berni. essendo praikaJnente impossibile eflace-roo re, .:>ltre nn rf'nto limite. imposto e lasse e ripartirnE.' ud 1m tempo
equt:.mente .1 •ca.1ico sul'le 'a11ie çat€>gorio
di coni riliu€nt1
:\lagnìrfìcano. in conlra·gpost11, i ft111tu1·i
della In·a 1clel capllale l'u!ILita di qnesw,
sia in quanto coglie, per così dire, sul fatto gl•i speculatori. che nella spPt'allzn <li
u11 numento dci prezzi. o gli a\a111 ed i
tiontd i, ·che 'Per paura, del pcgg-io, ·tengu1111
inope.ros.i 1a i ~cchezza; sia iu q u.:111 t o, tus:-;ando i ««•ntribucnti in •prop 1n.io1H! del patrimonio e inclipendeut.emente dal reddito,
t1oco1xln ai larnnn Jri intc.gro il premio
del a IOJ'o l•J>e.rnsità. '\cn 'solo i l·aniratori
J>lll"Ì. ma. ghi stessi industriali. \"<'l'rebbero,
n loro d re. avnrn11aggiati rlulla le\a, a tutto scap..to dei p11n eapitali.~ti, rispetto a·llo
;1 tt u~.l"' sistema cl i t.assnziolle.
Sem~,1 nega re :'importanza dei \'a n taggi
<'he la l~\'a dcl eapiUf le 'porterebl">A in 01·dine nlla produzione. com·ie11e tuttavia riflctterr che gll inc01wruienfi <lell'attu.<1le sistema di ta s<:azione •per far fronte n I •peso
<lei deb"it.o pnh!Jlico possono assumere gra-
35
\'I·tit molt.o cli\·e11sa secondo c:1· n·usta11ie S\'a-.
ria te.
111 . Ull pa~se. ido\"e i titoli pnbblici sono
cpms.1 esclusn·arnentt> ne.Ile ma1ii dei riccl11
Ja 'd1ssuc.ia~ic>ne del lavoro dal capitale as'.
~mne portatia. ben maggiore die i11 un •:litro
dove essi .sono largamente rlistribuiti t.ra i
/>I'! •f CSSJ•Oll ISI i.
:-;e il paga1uento delle annua,Jiià del ùebiLo . 'Pll hbliico
~ost~nuto medriante imposte
d11~llc o sugli alifan o sui <'onsumi di lusso
nm.1 clic n1er~i~ntc imposte sui consumi <l~
p11111a necessita, essr1, pur te1•1..1to conto d€l
ren'.1me110 inevitabile ·della traslazione, rica·
de m_ li11011.a p:1 rte oulla stes.::;:.i <·ìas~· sociale
.'he e· <.!Pli111 ,ce dei titoli puLI. : 1 -:. e rtencle
111 tal modo• nsolversi in un.1 p.irtita rh
g11 o, 11011 pure per l'e.conorni:i na;donale.
111.i p<'r la. stessa dasse dei capitafo;ti. ndumil lo rosi la portata della dissociazione
~lei 1 eddi!o rhtl la\·oro.
Ora, in_ Inghilterra almeaw e in Francia
~· m It,al1a, è> rnpp1mto alle 'impostt> dirrttP
e a quelle sugli :1ffari e sui consumi di
u -;so rlw iSi ·r fotto appel.ln p1·i11cipalmente
pe1 Jar f1·m1 11e alle spese 'li "'lH'•'"t . t'l'
j"("
•
-,
' ' I
"l
J><~ 1 1c~ t1:1lìt~fa 1·k1. non hln
evidcmternente
p1 1>hahrl1!:1 d1 \enire abbandonata nel dopo-
?
l{Uerra.
E' esse11ziale, d'altra parte. riflettere rhe
•p.e1· qnnnfo conceme .il punto di 1ista so:
t·wle. l<L prndu.z1011e 11011 ha tanto importanza in sè st.ess:t, qm.rnto come una componente clell'accumulnzione della 1·i-:chczza.
Ora se111b1·a precisamente questo il 11nnt11
rleb~le de-Ila .le\'a del crupitnle, in qua 11 tu,
n;isc:1nndo nei prnprietari i; timore che si
I"im~on_, h tli&toltia dal risparmio ,.. dalla
r·ap1tul1zzazione 11 qualP timore assumerebhe Yerosirnilment~ particolare forza ~e.. ro11.rn l!a rn inedt n bile. la .J.eva non potesse
r1u~c·1rP aid estinguere che nna parte del
dt>h1tn pubhlko, e influirebbe S}:>ecialmente
~t11ll'anirno dei ricchi, più duramente tnl'-
37
36
caii. ci quali pure son qu~lli che ~-ll'in<:re
mento de'lla ricchezza nazionale p'IU fortemente contribuiscono. Si .a.gg1ung1a che.
tl'loli del debito pubblico, pure essendo m
rnaggioram:a in mano de~le 1~rs~ne facoltose, ]Hllllllt1 m molti cast _cos~1itmlo '.1nch~
un -0ttimn investimento per il p1.ccolo t 1 1spa~
mio. E' molito probabile che il drenrugg10
upernto dalla le\1a <lc.J ciapitale ne pro_voche·
r:cbbe i I cl rs i'll vestimento, senza lu s1cu rezza cho il ri,d;waLo \'e11isse irnp1egiatn 11tll111ente pei· tu economò.a ~1azionale.
.
.
/E' in\Cf'll difficile pondel'f\TP, r . li I l •lCl"I
obbielti\'ì, i vantaggi e i <~anrn e~~ prospettati
gli uni e gli alt.ri 111negiab1lt - deHa
leva del capitale per '1u for111az10ne della ne• hr.>izza. ·ni> è deeisi\'·a l'ossen azione che la
pres!'l"ione dell'fo11posta è. un f~tl~ e il __ timoro ·che la leva sul cap1t1dl' !".1 i·1n110\ i una
pre\'isione; perchè molte \Olt~ i fatti previsti sono più potenti, nel .l1ngere le <1ZI•)·
ili nma11e. c.legli aittuali. :>\ella mnncan_za cli
niteri positivi. sosternitori e. aV\'_C'l'!'>~n della lern sul ca•pi•tale gettano me\',1tahilme~11:6
sulla. bilancì,a del .g.iuclizio il peso <l~r1s1,11 della propria e<1uazì01r r pe rsonale. Onde
nO'l1 è dn rnera\litglio<irsi sr gli uni rig11::11icla·
no la Jern come \miro mezzo di ìmpe·dirc
l'emigMzionc, ,·erso pa.e.si meno gNtnili dalle innposte, e.li •uomrini e di rnp.ttali nazioll'i·
Ji e di iuvogli•are per ,conbn> l'immigrn.1.ione
cli pe1·sone e l'in ve.stimento in pa t na d'i
capitali strarnieri, mentre gli aHri 1Pl'~\·e
d1mo a.I cnnitrario che la 'Je,·n del cap1lale, per il sospetto <lri suo rinno\'arsi, te1·rebbr, dli sa per quamito tempo, lnutuno cl.d
pa;ese clic l'ad·( lttasse ,,gni (~ apitaJ.e 1st1•:1 niero.
Q1mlunque sil11 la soluzione s·u questo pu11to rontroverso. è da tenersi )H'Psrnt.e <'he
k1 questione della immigraz.;ione •li capitali
e personale sfranie-r.1 deve rssere ronsi~le
mla da molte,pliei punti +di \'ista: 11nn s 1]n
ria quello econnmico, ma a11C'he dn quclln
polHico. !-,otto q·uesto aspetto, essa può non
Pssrre de.sideraliile per talune nazio11i; e noi
I taliani, in pa1'tiocolare, troppe !\.~te abbiamo inteso deplo1,are dm1ante la guerra la
penetrazi<>He tooe.sca per riguarda re come
u•11 va.ntu.ggio, +da pai1;te de.1la leva ciel cwp1
lalr o i1i·veee ciel sisten1a attuale d'imposte,
rii PSel'citarc un'allrazione sugli el~11H:nt•
sl11 11 ie i i. Opposto può essere l'inter'-;-:e Jì
p~i, come l'Inghilterra, che possedevano
e <I spi rana n ma1rt~nere un men·u to interna·
zionale del capi.tuie.
6. La formazione di un demanio industriale.
:\Ielitono al-cuni all'attivo delola leYa del
ca pitalc l'effetto di condune, coi titoli industriali offerti in pagamento, alla forma
zione di un dermanio indust1·i-ale dello Ski
to, il quale resterebbe e osì •p a11ecipe delle
vìcencle delle inclustnie <lei paese <' Yerrebbe ad assumere una Yigila11za interessaita
,-uJ loro buo11 ancllamento. Effettivamente
puù ammeLteirsi che possa. per <rueste .ra.
gio11i, 1 i uscire utile una ·co111partecipazione
dello Sfato alle società per azioni, o almeno
ad_ aln1ne c.:atego1·ie <li società per azioni, i11
n11s11rn moderata e, llleglio ch e uni1fonne per
t.n t te lr società, 1·egola ta secondo l'a.mcrnont a i.- riel loro capi.tale e la qualità dell'in·
d11i:;ti in cse rcit.ato. l\fa l a leva ciel capit1nle avrebbe prnbabìlmente per effetto cli
po1Tc 1in mt:i no dello Stato i titoli industria·li in lllisura note\'olissiima e, in ogni mooo.
notr\'olmente e ilTegolarmen•te di\·ersa per
le \'ari!' società. Ora, sarebbe certamente
pe1·icnloso c he la maggior parte dei titoli
incluslt ali di u11a società fosse iii mano
dello <.:t 1to, nwle ad.atto per sua natura a
se.gu11 le elastiche 'icende del mercasto i~1
<1 usLria le r t i•oppo raoecessibile alle influenzr P agli apprezzinmenti poliitici
i\folli ritengono per ciò che lo &tata me0
39
38
g lin fa r ebb e offrendo. o im pon en.tlo, ~i ùe1e11tor i •<l i titoli 1n1bblici, non l'llir~t1 ''.011
la le\·a dPJl capitale, il C"ambio col t1tol. in:
<lust r iali ri-rev11 t1 ~e non che de \'e tenem".1
presente rhe color o. 1 <runl·~ hann.o i1nei:;t11o i l nrn •a\'eri nei titoli <11 rend1oln e non
i )1><11 111 0 offerti allo "ti~1io o a i -contribnrnti che nr fnceYano J"ir lue-;1a, malgnL<lo .le
ron1lizio11i f,;-i, ore\'l1li di 1·ui p11tc,·ano prohtt 11 rP, <IO\'eva·1111 ;l\·ere 1per quest n in vest i1.11.e1.1
tu, in rau~1 pcw cSC<IlIJ~io della sua st:ib1l1 ta.
11na lia 1•t1C·11la rr pre<l ilczione, e eh~ s:11·;:~br
11cl 1111 trmpn una '"nlm.ione <1ell:1 11berta J1~
rlivicl11ak 1' 1111 1>rO\'\'edi1nento a11li-lc~>11~rn1:
eo 1'i111porn• acl Pssi l'l:l1ccetl.azio11e '.d1 l1tnll
ir11l11-;triali, ,il cui 111aneg!ji'l 11011 <ltmo..,t.ra111> :1 k1111n prorw11~ione.
7. Delle ripercussioni economiche
della leva del capitale.
,;.;pJ giudieare della op1portu~ rtù di imporre una leva del capitale, bisogna tener conto. 1101> soln dei suoi effetti di:retti, ma a~1c-11e clrllr $HC ri•percussion i sul l'economia
che
11 nzinnale r d ella e\'entualitù n lt1·e.~i
q11c>ste non s1 possa110 tu.tte ~wew~l nc. .
rl 1 c u r a hbiam o g ià
l J1H1 ri1p e 1wu:;:,c;io~1e
mcs"o in luce la por ta.Ln fin1:rnziariu - · è
il rialzo dei prezzi di alcnnc catl1gar ie di
hr.ni :i seapito dri prr7.7.i di 1ilcu11e alt re.
l lal punto <11 Yistn economir·o e sociale. es,.;a può c·ostrtuirP un danno tH>le\ olr, pro.ducen<ln g11;11lagni 1rnpr0\·vi1si per nlcum e
per altri crisi pa.rticularment.e difficili a. !'u Jlt"l'Urc;1 nel rnonH'nto in 1('1.li lo Stato \'tene
it
fa!i-1d1:11·t' una pn11 te co'>pwun dr! .oro
pal ri 11•>11 iu.
A lfro pe1icC1!~1 p110 cleri\'::\ ne d·al hisngno
<li 111olti rontrib11en·ti, ehe nrn ahbiann clena ro hquido o titoli in qu·a•n tità s u fnc ie·nte,
o 11nn pos:;nnu 11 non ,·oglinno realizzare
w11a. pnrte tl elnn 101·0 sostanza, d i r'i{'orre-
re al cre-cl.1t11 per far ·~route al pa,gamen to
<lella lo ro quota di capita.le. Ciò può mettet'C in imbarazzo molle bianche e scuotere
la fiducia de l me.reato, se lo <;tat-0 non viene .oon \·e11iente ment.e e tempesti\ arnente in
soccorso degli istituti di c1-.ed ito.
I m utui , C"l 11e si venanno -cosi U•arg•amente eo11trne11 d o, pe::;eramno però duramente
sul hil:nlt'i<1 degli i11oauti clebi.101 1i. l I di•$Cend nr de I I i ve 11 o rl·ei '1H'ezzi tende in fa !Li ad
aggTn\·:ir·e p r11gr€~!"ivamu1te ogni contiratto
di 11llllt10. iii quaintn il mut.na.ttario si trova
c·o:;t.rcttto a rrstituire mm.1 ~omn1a, d1e nominalmen te ì· uguale, una in realtà v~Lie e
"O'-I,~ 1110110 più di quella eh.e n\C\"•a avuto n prestito. Hicade così sui capitalisti ma, si 111)\ii, sul meno solldi ca.pit•alisti e
Hl quelli in pa•rti.:olare che, avendo i capita.1i inn~stiti i·n i·ndnstrie. in ('ommerd.
11rll'a~1·irolt u ra, non possono realizzare le
qnnt.c. ri·ehil'"'~e clal'lo ~t'l'O
quell'a.gg-ra\ÌO da cui la leYa '-Ul rapila·~·e tenrle\'a a
solle\iare i cn11t1•ihlllenti. L'espediente di di"trib11ire a 1 ate i' pa1gamento rlella quota
di <'apit:ilP, fis$'ala fin <la! momento della
im p•>si1.i1111e deilla leva. sn di un ce11to nu111ero d i ~11111i, SP venebbe ud attenuare al1•11ni i1wn11\·enie·11ii, l"iie alla 1ern si rimpro,,c•rn·n11 (quali la pertu11bt:izione de.i prezzi
d<'lle Yal'ie categorie di beni. la rapida deflazin1 1e lllOlletariu, il ronce11tt1amento di tilnli .ind1 1slriafli nellP man i del Gr•\Crno),
a \TPbhr in \"l'Ce p<"r effetto di ~f ncra.Ji7.zam
rl <lamio proveniente dall'abbassarsi dei
prezzi e dal eonsegl1l'nte aggr'l\' 1 fìsralc.
La .;;pJ.1 dinr.1·t111iza strurebbe in ciò che chi
'-C' Il•' ai\ ,·antnggerebbe noli sarebbero più
i pri, 111 i gli i.;;fituti ereclitnri. ma il ere·
dito11 "Lito. Il qnalc 1·isultat.o potrebbe
anlf'IH· e.;;c;er•e 1iguardato come indifferente,
P 1wrsinu ro111e ,-antaggiiosn, in condizioni
nor m ali, 111a. 111m per fermo in quelle anor-
41
40
mali che <lobbiaan11 abten<l erci nel de>puguenu.
Dumntc un periodo di prezzi cresoonti.
le classi la,oratrici restano infatti dan11eg
gia.te in quanto che l'aumeJ1to dei saliari so~o parzialmente e in ri<tardo tie11e dietro al
rinci<iro della \iita, mentre se ne a\•vantagg1ano gl1i mtnvprenditori - ehe, come classe, prati.c:amente si identi.fica110 nella soci.età mode.1'11a .coi capitalisti - i quali rea1Jz7Jano .se111prc più la.uti guadagni. E' quant.o
HJ\'Ven ne, ancora una Yolta, cl'urante qu oota
g u PJTU. In un periodo ùi prezzi decrescenti,
per con\·erso, la rimunerazione del la ,·oi·o,
se 1))111· diminuisce, diminui-;ce in 111isurn
molto J111i11ore ùel livello dei prezzi, ciò che
rende estremnrrnente pt·ccari·a e diffkilc J.a
com.I 1z1m1e del l'i1nprendi tol'e-ca,pilan:str. E'
q11ant•J an·enne dnpo le gucne na.p•,Jron1
che e qu:.N1to è ragione\'olrnenlt· da attend<"rsi nel <lnpo guerra imminentr. li !'U\'io
legislatore de\·e pertanto evitare di aggr<1
rnre per i apitaliS'ti 'l1n1a cri"1 ehe già per
c;è isa1·à 1inclnhlliarnentr gran•sa e che po
t rcbbe clh'en tare in~op.porta b'i le ed ·e.-;\enclersi, per le ripercussioni ine' itahili. a
tutto J'urga11ismo econ~nko.
Queste rnrie ripercn~sioni
econo111khe,
che d·aUla ,J,e\·a del t:.a.piitale sono 1·agionernlmrnte da attenclensi. assun1cranno naturalmente gravità molto di\"f~1s._1 d.1 Stuto
n Stato, a. $&·onda dell'am111onta1 1e del dEhito ))11bihlic.:o ehe si int.e.node annullare, non
solo, rua anche de:llJ~ 1compos1zio11e rlella rk<-hezza nazionale. La le\ a del <'apitnle rin·
scirà i11fntti tanto •pii1 agernle e le sue ri'PCrcussioni :-;aranno tanto meno profonde €
pel'icolose qnan1o più so110 diffu-;e nella rie
rhezm nazionale que'tle categorie di betii
t·on rui i cont11iib11enti possono pagare la
loro quotia cli ·capitale. Una nazio11e, come
l'I.nghiltena, nella quale si pre\'e<le che titoli e danaro rappresentemn110, nel dopoguerra; il 70 per cento della ricchezza priva1
ta, si troverà, <lH questo punto di vista, in
condiz101u ossenzialmE>nte di\·er.se da altre
nazioni, come pCYtrcbbP essere l'Ilalii1n, in cui
h pcrcentuaJe {!i ta:Ji beni non eccederà. il
!!O o i! 10 per ce11 to.
8. La leva del capitale
e la giustizia tributaria _
!-'e cnnsidPrazio1J1 eco11omi<'he ,, finanziarie
11011 pos'SQn n risolvere in modo netto la
questione sull'opportunità de:llla leva del capitale, potnì il cTiterio decisivo essere fornito eia co11side.nrnioni di gj.ustizia? E' la
tesi <11 molli a\·versari della le\'a rlel capirtale.
Ou'lnrlo pure 11011 sostengono che J.a leva
dei\ ca.pitale sarebbe una forma larvata cli
ni•pudio del debit.o pubblico. e-"Si fanno osservrure che una imposta di t<il genere anclt·ebbe conbro al pri!llc'i.pio dell'uguu~lianza
<li sacri.ficio, fondam~m 1 to della scienza dei
tnmwtri, il quale esige che l'imposta sia commisurafa, non già a_ c~itale, ma al redlfl ito dei um1ribuenti. E no11 costituirebbe
forse
essi si <lonM11Clano ancora
un'ingiustizia flagrante las-0iare e.semite da impo
:c;ta cl11 ha sciallacquato inte'liamente le proprir· e·11 trate e falki diare i'I c.:aipitale molte
volte me.sso fatkosamente dia pa1•1e con tutta
1111:i \"il:1 di Jn.,·oro r cli pri\'nziolli?
Rib·attono g li a.li1ti che cli ripudio del de
bit.o pubbliko non può parlarsi, poiché, se
0 \ero che la leva finisce col pri•\·are i det-ent.orJ dei titali pubblici di una parte del
loro reckli'to, è anche vetro però r.he non è
questo n11 pron·eòimento ad e:.:-;1 speciale,
ma un provvecl imeinto generale: 11è i I fa.. to
<l i es-;t'."rc clctentol'i di titoli puhblit•i puo C<..;
s·e1·e una ragione per sot.tra•rsi a queoJJo che
\'iene 11ieo11oscirut.o come obbligo inerent.e alla stessn q11alità tli citt.adino. Aggi11g11a-;i
-che, se ne~sun sistema di ·a.,,!':nzinne p\)-
43
42
è stato i<:Onsumato, iU ri~airmio sui reddiiti pa<:.Sati non
::;arebbe nrut.m•almante risipetta1to ùall'nltuale sistema di im1poste, sia perchè, ·in quanto
è clestitn.ato a nuova pro<lu.zio11e. esso catlrehbe :;ot1to Jr i1mposte sul r tldito o sul produttn,
sia pe!'chè, iu.1 ogni modo, ve;i'l'ebbe p1·rso in
co11side1•azione nelle imposte sul'le ~ac.ees
sioni, sugli affm"i e sui consumi. E, per ciò
che con1Cen-ne il prirncÌij'>io del1!'ug11aglinmrn
ciel san·iifìcio, osserYano essere an1rnesso romunemeule 011mai che esso no11 può pili do·
miinare russoll\lltO la ~cienza dei triihuti, ma
deve, se non lasria1re il llf11sso, almeno procedere d'a,ccordo con quel'ìo cli.~1 miTiimo snrrifìeio della collettiYità, e, per ciò che concerne la legislazioine del clopo-g11e1•ra, t>S!'el'e
anche tempera11n da e.riteri eqnitat1i\·i dirrtti
fl tenei' conto del d iv'er.:;o St1cn1ìcio che il
se11\1i7.io mi li tare ha riohie~to altle Ya rie ratc>.gor:ie cli per5one.
E' inspiTnn<losi ruppunto al prh1cipi11 ctel
111ininrn sacrificio C'hc si au.s1pica da molti la
lew1 dcl t"a1pitale, come qnelln chr metterebbe ,1 eont11i1lrnto i de'tentoni del! debito pnhblico, 1·a.ppresentamrt.i oggigiorno una delle
p;iù cospi'c·ue, se non la più co~pi·011a, tra le
rn·tegor,ie di ricrhezza, i quali si sottrarrebbero invece, a meno 'Che lo Stnfo non \·eni,:se meno agli impegni sole1mennenle 1)l'ec;i all'atto dell'rmi.ssione dei Jll'es1t.iti. alle impo::;te reali dirette e alle imposte sugli scambi
f'lllle qutali pure si incardina il sistema fì·
nanziario <li molti <:;tati, per esempio della
Franrin e dell'Italia. Alle qnali considerazioni si può replicare rhe. non con la Je\'a
sul capi1!al·e soltanto, ma <:on ogni imposta
personale snl reddito e sul patr:111011io, e con
imposte nltrec;ì sulle tnasmis.c;ioni a titolo
grntuitn, lo Stato .può. se crede, senza \'eni1·
meno ai suoi impegni, rolpire i <le!entori cli
titoli pubblici.
·
Annlnga ri~posta pnò darsi ~1 rhi \'anta
<:ome pregio de11la le\~a del cap<Haqe il rait.t-0
tl'Ù lllalÌ COIJpÌl'e quello che già
1
~·he essa colipisce i caipita'li improdiutti,vi (e
in pa ntilcola1·e quelli tenuti inope-rosi a sc-0pi
di !'IJlOC11l1azionr) e i capitali disiponibili, i
qnali si sott.l'aggono, gli uni e gli altri. alle
!imposte ~ml prodotJLO e su'l reddito - quelli
·pE'rehi• non llP sono co1'piti, quE:>sli pe rchè,
colpiti, l'Ì'esrono a tras.feriire l'onere su altri
~·ornl1 ri:i11r11ti. Lo stesso sco1po si i:aggiunge
mfatt1 c·n111 un'hrnposta annuale sul pa 1t.1irn1111iu, per 111o<lo che le considerazioni sursposte potrebbero, se mai, consigliare di
pre~evarn i trihuti per copl'Ìre lC' annualità
cll'l <~rhito pubblico con un'fan.pnsta gul patri11rnrno, non nee.eiSsM·iamente di a<JcJ,i\·enire
anzi <'11e a questa, alla leva del n1pita.lr. '
Se non rlle un'im1posta sul patri111oni·o o
111rn lù\·a del carpita.le non ri·5'pond1)rebbe.
nè al princiipio <lell'ugiuagffianza di sacrifì<'io, 1rnè n que1lo del sacrificio minimo se
11011 \"eni..,se <><>tesa anche ai capitali 'per
sona'1i. \'a~e ,1 dire alle attitudini fisiche E>
PS chkhe attP a dai'C un reddito a chi le
possiede '\on sarebbe giusto infaitl!i, nè pratlco per l't 1 ari o, di rinunciare a mettere a
cont.rihnto i cittiad'ini che lhanno etre<litato
u.na bella voce o muscoli particolarmente sohcl1 -0 11'.1rn a?ili1tà ;;~ngola1·e di mo\ i1me1ntt.i,
'.> una mtetlhgenza swpeiriore doti che,
111 ge-neraile, non cos!Jitiu·iscono un merito per
1·11 i le possi e cl e più di quanto non rosti t 11isca
un 11~·erito ·per un carpi1.alista il possedei-e un
to~p~ 1r110 patrimonio-; nf> sembra giusto o
pn1'1'!00 t.assare solo le doti er.·cezionali e 11i0n
1Mt!Prr a cont1,ihut.o i •c.aipit.a'li peirsonali,
chr costit.11i-scono l'immensa m.1ggiaranw,
della C1'11111ne <!ella gente.
1
:"' è è·
da. rredt>rt> l'he i capit,aH pe·rsonali
rappre5cnitrnn porn rosa ris·petlo a1 \"alore
'.]Pi p~t~·im1>ni. chi> anzi, in ogn, nazione.
1 rec1<11'tt eia ~n,·oro di gr::in lunga supE:>rano
<!nelli da cnipitale.
Se n,on chr, rome va;lutare codesti capitah
per~OTinJ.i_? Ca,p1~.nlizza.ndo ad un saggio co11\·en1ente il recldtto attuale? tippure <Juello che
1
44
r;;i può n1gione\ olme11te 1ire\ edere? :\fa il
reddito dei giornnì è multe volle sproporzionato alle doti superiori, che essi posseggono, ma che solo in seguito \'erran110 1icu
nosciule, e ln previsione del reddito, che essi
e In società ne trarranno in ft1tmo, è cosi
di.~ficile d1e il fisco farebbe spesso in tal mo·
do ben catt.ivi affari. Nessuno aHebbe mai
potuto stimare - lo riconoscono gli stessi
fa•utol'ì de'lla leva. - a pìù di qualche mi
glìc110 di sterline il capitale personale di <..;Ita kespcare \ entenne, le cui opere prncurarono
in vece all'era rio paziente, media 11 te l'n I.tua le
sistema di tassazione, gettiti cospicui. E.
anC'he ammesso che la capitalizz.az1011e clel
recidilo da lavoro sia .possi bile e co1we11iente,
sarà poi possibile l'esazione della quota irnpn~.ta dalla leva? Da Shakespeare \·entenne
fu bene osserrnlo - tutti gli agenti del
fisco non an·ebbero potuto spremere nep·
pure poche stNline.
Di.fficohtà siHatte consigliano agli stessi
fautori della fJC'\·a del c'lipìtale dì propulTe
che questa si limiti ai beni patrimoniali e
venga completata con una sovrimrpos1!:a sui
1·edditi ·da lavoro. Si vwme così ·a rinunciare
all'imitegrità del priil:idpio della levn del rapitale e si lascia ·ad.ilo, !per i crupiJtali pe;rsonaJi, ad i1n1com'enienti, derivanti dal loro
mancalo sfruttrumen1Lo, perfettarrnente corrispondein.ti a quelli ohe si imputano 1af1l'aittuule sisfoma di tassazione rispetto ai beni patl'imonia li.
na·t pumto cli vis'f.a dell'equità, osse1n~1
<rualche a:ulor inglese fa\'O'l'e\·dle alla lev~
del :cn1pit.ale c-he essa verrebbe a cdl1pire presso che esclusivnmente le _p€.rsone al di sopra
dei ·i5 anni, le quali, come si può desumere
dal1e sbaJtistiche delle ISuccessi<mi, posseg~ono gran parte del patrimonio 1naziona1e
~arebbc questa una felice coincildenza che
pEn'mciterebbe di lasdare, con ila leva òe.'
ca1pi la le, prC"'-so che esen'li dal gravame !11 il:ruta•rio le trfassi di et.à giovani. che hiannn
15
dato alla guer1·a unJ. partecipa:z,ione di per -.ona.
In linea di fatto, ,può ossen·arsi che la diff·t.1si~ne. della qJroprietà nelle varie categorie
<11 eta ri.-;ulta molto cli.versa da Stato a Stato:
St~ i11 I11ghi'ltena essa è poco frequente nelle
dassi di età da 20 a 45 anni, le cose ::;tanno diversamentie in F'l'a.ncia e neali Stati
Uniti. Da1l pooito di vista mor.ale 1
da con.c;ide1'are
che non t.utti i oaiovani furono al
.
1rnnte e non sarebbe giu·S't.o traittare ahla
;;tessa stregua chi vera.mente pa.gò di personia e chi, \' 1olontairi•annen~·e o meno andò
esente da i caT.iohi conne.ssi con la gi~vinez
z~1; ma sopra !lutto non con v'iene perdere di
nsta che <"Oclesto prete.so vanta.ggio della te\·a del Ca1Pitale si av\'ererebbe in tanto in
qua~to essa non fosse complet.ala con una
sonllnposta sul rerldilo da laYoro o con la
l'Rpitalizzazìone di lJUesto, provve<limen.ti di
rui, cl'altrn parte, gli sfeS6i fautori della
leva i11 generale nconosrono la necessità.
:\Iagigiore importanza sembra a tutta prima ave~·e la considerazione c-he il peso della
guerra d~ve andare riJpa;rtito equamente
tra le va·ne ca'tegorie di popolazione, tenuto
<:01111.o della rei!'Wonisabi1ità che esse hanno
asu to nel dichiarare le ostiilità e dei vant~1gg.i cihe se ne possono attendere. Pokhè,
cl altra pa-11te - si dice - le cla.ssi povere
h~nno pagato i1 loro trihu1f.o di saintgllle in
rn1sura ~guale, se non m~cigiore, delle ricrhe, è gl'Usto che su queste ricada interamente, o quasi, l'onere finanziario. Sulla.
1
flNllle considerazinne si può , i:n• linea ili equità'. conr'eni·re, pwr osservamelo. per ciò
1
rbe riguarda una delle raaioni addotte che
in \"èrità J.a guerra attuai~, almeno pe~· ciò
c?e CClfnoeerne le nazioni dell'Intesa. non si
r1proone'tt.e\'a e non ha ottenuto in definiti-'
\'?· .\·~~nfa1ggi economici. ma solo garanzie
gmr.1d1che e 'fini ideali, i'l cui ra.rnaiunaimen00
t o 111. •P f e 1·1cemente compiuto con u1liliità
"'
di
t.11ttn la popolazione, senza distinzione di
è°
0
47
46
ricchi e di po\·eri. fale concil1usione, in ogni
modo, porterebbe, non già n ecessarian:en~c
alla 1c-onseguenza che all'onCtre finanziano
de1'1a guerra si debba far fronte 'COil un a le
nt detl catPi't1ale, ma solo alla cons~guc~11z,a
che esso debba ·essere sostenuto con 'IJl'Ylposile
che pe.sin o soprattutto su'i ricchi, ciò che J~c~·
vero viene comunemente ricono:;c1uto e s1 e
a n zi, come si disse, inteso cli atlua!'C', almeno
:in talune nazioni, 1come l'Ingh11tena, la
Frnncia e l'Italia, C'llc inagp1·ir~>no d u rrinl~
ln guena molto più le imposte dn·ette o i:;ugl~
affarj o sui ·consumi di lusso che qn_e.Jle sui
consumi necessari Chè anzi, con 1e nnpoc;lP
v.i·genti, sP>mbra che as~ni meglfo che_.r.on la.
le,·a del ca.pitale (se d1 questa non :--1 vuo>l
compromettere il gettito), si_ p~s'-a te11.r'
f'nnto equamentie delle f'011cl1zwn1 t:i1111(,;'l1:1
ri dei cn11t,.ihuenti.
A un aiHro ondine di considerazioni però
si r~thinmano fautori e<l avve1;sa1'i. dPlln
leva rlcl capitale. La gi11'•ti1.ia tribntnnn non
deYe inlenderc;i - ec:si os~en"ano - solo t.Pa
coBtrihuente e con.tribuenti> della ~encra
zìnne :1tt11al>P, ma anche tra c.ontnh~1rnt1
della gr11er:uione at.tnale e contnbnPnti ciel·
le rre11r11azioni future.
Evidentemente, infatiti. non è in cliffere111e
per Jn grncrazione attual~ e P<'!' lf' f11w re eh<' la. primn annulli, prir mtero ()
in grnn pal'te, il drhito di gnerr~ merha1.1t~
11 na le\«1 dr1l capita.le o che 1w 1·1nrnn~l1 m' ece il paga:men'to degli interessi e l'a711auort.an1euto sulle generazioni <le11'an·emre
col \"i gente sistema t.1·ibuta rio. Vero è che,
c::r ne'l secondo caso, Il' genera1.ion1 future
~~~; 1 ,an•n.o l'one.re di rnag~iol'i irnpo,;te.'
primo, riceveranno una minore qua11~1!.t\ d~
ricchezzn, e Il he. se, nrl pri1110, i cap1tahsti
dovono cedere una. pal'le dellu loro sostanze
~ilio ~t:ito, la par•~ che loro 1·1ma11e, grr.vt1t:L
<la ìmpnst' minori, ae 111ist.i una i11;~g~1ore
utilità. ma crtdr·~ti sacrUic'i 1~ \·antagg1 s1 polr:111no be11sì compensare per l'insieme del-
ne!
l'una e dell'altra geu•era.zione, ma 11011 già
per i loro ~ì11goli componenti. La le\'a del
crupita'le colpisce inveiro i patrimoni (e ammett1Mno a.nche i cwpitali personali) degli
attuali componernti l•a nazione, secondo il loro a:vtuale anuuontaire, con criteiri di tassazfolle definiti una \'o~ta pet sempre. Continuan<.lo il sistro11a d'i..mposte ora vigrnte,
si col'pìscono invece le persone che \ia via
verram.no a far pan~e delle generazioni future, in base alll'ammontare c'he i loro pa.trimoni o i loro redJditi vewranno suc:cessi va111e11te :i.ssu111mHlo e ai criteri che si verranno de'tel'minamdo nella pubblica finanza.
Ora, i cùrn1ponenti delle gene·razioni future
11011 dbcendouo in uguale misura da tutti i
componenti delle gene1,azioni a.ittuali, non
S<lllo per effetto delle emigrazioni ed immigrazioni, ma per il fatto altresl che mo1'tli.
tra gli attuali viventi moriranno senza prole
e gli altri ne !ascie11<rnno in numero molto
\"Hl'io, per modo che, da una piccola pJrzio11e clella g1 nerazio:n•e •pr<:!sente si origina la
gran p:Hte delle generazioni future. Ciò che
<LV\" ene per le persone, e quindi per i capitali personali, si ripe't•e, in misura nom. in1c.riore, per i patrimoni, i qua.li pure emigTriJH1 cla :-;tnto •a Stato, e 1·ic:.entono ca.use
111011<1«11.. c cxl economiche di appl'ezzamento
P deprrzznmento, e si cumulaJ10 o si frazio11a11n rut.traverso le generazioni per effet·
fo d~le eredità e delle donazioni, e si spN'pern110 i> li"11·uQ.;go110, o \'. "'', rsn "' for111a
110 e ~i 111olti•plii'a11u, nell'altivitù pl'u luttl'ire
<'nn<;umatrire de:la nazione, se·nza. si inten
df:', che 11 moltiplicarsi o l'asc:ottig-liarsi hm
go unn linea cli discendenza dei càpitah pf:'r<;onali \alga n c.. mpcnsare esattamente il ri<l111rsi o l'arcre"rersi <lei beni patrimoni.ili.
fut:o ciò, nrnn-tre noYitù di \'C'dut.e scientifi·
• lir o cl: rritc ri tecni<'i o sopra\-vc>nute considerazioni politiche possono \ia via moctifìc.ire, a danno di a.lrnne categorie di capitale
48
e di recldilo e a rnntaggio ·di a1ltre, i printi1pi cl irettiYi della ta.'.:;Sazione.
'\!Pll'ppiposiz1one di iuteressi ll'a le ge1!eruzioni atiuali e le fulure, che co~ì sì deter111in.a, a quali dare la preferenza?
A quelli delle generazioni future - dioouo
1 fauttori delUa leva del caipitale. La geniel'azione a1t.uale, che ha \'Oluto la guerra, rlnc
u\·c11H', con la responsabilità, gli onciri. A
qneOli ideJ.la generazione attuale - ribattono
gli aivv.ersa1i. I ''antaig.gi, di qualunriur specie
e..'l.Si sia,no, morn.li o igiuridtci od eJcionomiri,
che da:lla gue11~ia derivano, non si riparti~c(}no forse su tutte le genet'azioni futurr,
in misura uguale, se non mnggiore, che sull'atluaile? E' sull'attuale in•\'ere rhe, all'infuori dell'onere tributario di cui ora si disoute, ha gra1vato ~l peso della guerra, mediante i sacrifici di vite, i lutti fa.mig1ia.ri,
le restrizioni nei oonsumi, lo sforzo produttiYo, .1a diffusiO'T1e de11e malatltie: solo dal
lato eugenico, si può dire che le generazioni
f\u!'urc ne restino danneggiqte. Perchè \'Ol'reimmo gravare sui viventi la mano anrhe
dail 'J)unt.o di Yista finanziario, e gravarla
parti1c10laIVnentie media1rnte la l·eVla sul cn.pilnle rhe, r·ome sii è de'tto. a.nrche CJUMHlo no11
a·pporti nn danno eronomico infe<t·iore alle
ntt11nli imposte, rappresenitn un srucrifìcio
pc;irolngiro più grave?
Il secondo pumto cli vista pare a me inattaecabi~e. ammesso rhe la guerra ris11Jtac;5e
i·nevitabLie o sia riuscita, sotto aspetti materiali o mora li. vantaggioc;a E il suo fondamento vien·e ricono;:;ciuto
anr!1f' da quei
fautori della leva del capit~lr i qua.li .c:.n.stengnno che, per non grn\'a1·e troppo snlla gr•nprazione pres·cnte, es~a deYe \'enii'e
riscossa a rate clistl'iJmi te t:;o1n·a nn· :1mgo
pel'iorlo: per quanto essi 11011 sembrino por
mente a ciò che l'agigra\'io rlella grnerazione present.e in confronto alle fttl·ure nella
leva del rapit::ile rlrri\'11, nnn tnntu dalle
n10dal'iU1 <li riscossione <lell'impostn, quan-
49
!11 dal
fa.ttn che que&ta si rnmmisura al
rntJnrc a ti ualc dei patrimoni esistenti.
Ohe :::.r im ecc la generazione presente ha
ingolfato, senza necessità, la nazione in una
impresa rnvinosa, ~ giusto che essa stessa
sro111t, n'.ella mag1giore misura possibile la
sua colpa o ~a !>ua legge.rezza, o anche s'emplir.emente la sua sfo1'tun1a. Chi pCl'de può
anf'he rn ere giocato bene, ma deYe in ogni
1110<10 pa•gate' Si tratterà. d'al!l'a par.te, in
questa ultima ipotesi, non solo di annullare il de1bifo pwbbliro, ma an1l'he di vers'.tre. la indennità imposta dag.Ji Slfiti vinC'1tori. In tal caso, il desiderio di i;c10gliersi dalla dipendPnza economica e dal
c·onll'Ollo militare del nemico può essere uino
stimolo ·potente a ricorrere alla leva del capitale; ali.a quale gli stessi vincitori hanno
tutto l'intere.~e a fine di liquidare la siluazion(' il più 1'apirlamewte poosibile e non avere in futuro la preoccupazione continua
della esazione rli un tributo da un debitore
11•aturalmente restio e incline a fomentare
c~mpli~·a~io.ni internazionali, per sottrarsi
<Il SUOI impegni.
La propost.a, già avanzaita iri Italia <l'imporre ai nemici \inti una leva del c~itale
~er .far fr'ont~ all'indennità di guel'l'a, g:a1 ant1~a da ~n 11pote.ca su!He categorie di beni
JIOI?· 1~nmediaiamen1te realizza'bili, mi pare
r1u1J11d1 :wcetJtaibile dal purnto di vista della
giustizia tributaria; mell't.re nu1la imvece da
<!ues~o ~unto .Idi \"ista, sembra consigliare
,.,11 'ifat1 clell Tnt.esa a dare la prefe.renza
a m1 provv'edimeonto consimile in ccm.fronto
de'lll'aitbuaJe sisiema di imposte.
9. La leva del capitale e la politica sociale.
I criteri di giustizia tributaria - insistono
però alcuni fautori della aeva del caipitale <lernno cedere il campo a cornsidenazioni di
<llp<pO'rtuni ià politile.a..
La. crisi pericolooa del passaggio del!l'eco-
51
Sll
nornia da'l1lc condizioni di guerra a quelle
di pa.ce non sarà forse molto più facilmente
s.u1perata se i ri·cchi, accetlanclo la lev.a. del
ca!Pit.a le, daramno alle classi lavorat:1c1 la
1proni patente dea loro buon volere? B.1s?gn!t
profi'1,tnre di questo mom~1to! in cui e. vivo anco·rn iù senso di patnotl1smo svegliato
dalla guerra e irntensa la gioia per la ,·it~
tioria, per 1c1h iedere alle classi a.bbien.ti ~~<' s1
snttome·ttano nJ1J.ontierosamen1te al sacr1hr10
(.)neste ronsidenazioni p-a1iono evidentellll' ntc d1u'I pr-esrnpposto che, malkgrado i te.nt.·11tivi di pe-requazione fa'fti dal Governo, la
crì·Si bellica :ubbia av'Vantagigiat.o più o clanue.g-giat-0 meno le olassi ricche, e eta.Ila previsione che alLrettan.Lo sia per avverarsi nel:a crisi postbellica. Ma, s.e pure il pre.suppot>lo è vero, la p1·e' isione che se ne l rac è t·erta:mesnrtie ~nfondata. Tutto fa prevedere in,·ece, <"Ome si è detto, ~he. anche dopo qnPsta guerra, coane dopo le passate, la discesa
dei prez7.i imporrà ai oaipitalisti e agli i m'P renditori saicrifici ben duri, che sarebbe ingiusto e contrari<> all'interesse di turtltn l'eccxnomin nazionalle di ai,,~ravare con una
1·eva d~ caipitJaJle. In c.e'!'ti S1:ati - è vero e particol•amnente in Italia, la disoc.c11pazione 1c·osti'tuiooe una delle magigiori preocCl;llpazioni de1 dopo-giuerra; ma non saTà
ce'Tlto accresoenkl•o le diffiool1:à degli imrpreinditori con la leva dea crupita'le che .essa poitrà esse-re alleviata e su!J>erata.
10. È la leva del capitale necessaria?
Ad un ultimo a11gomento ricorrono i fa.utoTi della leva del caipitale. Non vi è altro
modo di far fron1be ai giganteschi bilamc1
che si pre,·edono né.I dopo~uerra - essi dicono Necessità non ba legge.
Ma è sianille pessimismo v'era.mente giu$tiltk•ato?
Gli Stati belligeranti O•On hanno ratto front€ d1uira111 te 1a 31Uerra a ben magigiori spese·)
'
I
JI
Se le nazioni hanno potuto sborsare il debito di guerra, come mai ~wn pr;tiranno so;;teii1ernc gli iIJJteressi?
~i può osservare e vern - che buona
parte del debito rii gue1 ra, in alrune nazionì,
'e1me contratta all'estero e che, salvo per
l'Jinighiltena, tale passività non viene com1penisiata CC'1!11jple'liam.ente da.i credi1ti concessi
aigli alleati; che, d'a'ltro 1aio, per tu1t.ti i belrrigeranti elll'Oipei rulimemo, si è aVllltO a l'iSC()IJ1J\ra.re dnrante le ostilità UJna diminuzione o un cl eperimenito dei beni in natura;
che l'on€1·e delle f'<pese di gue1ira si potè sostenere solo mecliante un'economia di sforzo
e res'l.ri?.i01n.i nei consumi che non possono
prosegnire i'Ildefinitamente; c-he i'Ilfine la po1itka finanziaria dei prestiti pubblici - la
quale, d'altra parte, anche se n,m si vuole
chiudere c-0n la pace, si JYUÒ seguire, m ogni
modo, f'olo pe1· 1m tc>mpo limitato - è atta
a spremere clalla nazione le sue ri!'ot'Be disponibili molto meglio cli quella delle imposte. a cui nel lopo-guerra ~i donà. prima
o poi, inevitabHmente far riotorno.
:VIa non mancano le risposte. Pur tenenido
conto della bila'l'lda tra crediti e debiti all'esttero. c;ta i1l frutit.o che le 'Spese du.na.nte l•a
g'ueirra ascendO'no a molto più di cpuel~e che
rpossono e-ssere le esigenze dei bi,l'anc.i postbelllilri. Jn Italia, ad esean'P io, nei 41 m~i
di guerra. le spese raggiunsero circa 60
mili~H<li che, tennto conto del momento in
Mli esse vennero contratte. corrispondono a
rirra 100 miliardi abt1uali. di cui, ven;.o l'estero, appena H, che. ai cambi convenuti
t-ra a li e a ti, equi.varrel:>b€1J'o a ci re.a 17, ma
che, a.l più, si possono fissare in 20 miliardi in moneta no.c;tra. R estano in ogni modo,
ai prezzi attuali. 80 miHal'di almeno, con
una mc>dia di 23 miliard'i all'anno, mentre.
nel dopo-guern·a, si prevede .c<h e il nostro bi1i:mcio Slarà tra 6 e 7 miliardi e me-zzo alil'anno, con un aume.no da 3 miliardi e mez-
52
,j'.j
milianli ill .confro11to al birlancio prchr llico.
è d.
Il deperimento dei beni _in n~tura
1peso
dalla ma.nciwza di materie prime, rlailla de~
fìcienza di mano d'ùpera, dalla d_i1ficoilt.à d1
i·ùnrnova re i maochinari, dalle es1ge~1,e ~h
men lari dell'ese1,cito, dallo spreco mev1tahile in nnn amministrazione di gnNra. Compiuta la s.mobilitazione, ri.presi i traiffic1, n•m
\'i è riaO'iooe di tffiTiere che H deperimenrt.c>
rontinulper l1111go tempo, che a nzi tu~tn_ fa
prevedere che molteplici fattori malennl1 e
p~ichici concorrerann~ a eia re. alla pmdui'inne poslbelli<'a insolita energw.
T;e restrizioni nei consumi non sembra.no
esse.re stait,e mai tanto gravi da riuscire i n~
1ollrrabil i e basta risa li re a pochi ùecenm
acldietl'O per trovarsi di fronte ad un tenore
i li \'ita inferiore a quello mantenuto ùur.rntr la guerra.
.
.
In i.ali circostanze, non sembra 1mposs1bile far fronte alle esigemv:e ùel bilan··io col
pro\'tiin to ùi imposte..Quale. sa1rebbc i~t og~ ~
1110ùl1 la pressione tnburtar1a da pre~eder:o1
n r'l d O·po-guena?
.
In Jnghilte1Ta si cakola eh~ la somm~ nchiesta per il bibanrcio postbr>ll1·co as!'\orbirehbe una frazione dei! reddito comrpresa tra il
:?·i e il 32 %, probaJbilmen te di circa i 1 27 %.
Onesta sarebbe, in ogni modo, più che doppia di quella assorbita dal bitlancio anrLebclliico. Ne'l dO')Jo-guerra, ripresa la vita normale del'l•a nazione, si prevede che le impos1P. atlbuai1i drurebbero rnn. gettito che ri:'ulterebbe <la 125 a 270 milioni <li ~ter
linP secondo i varii fautori della l~\· 1
del ' cn pi tale, al disotto della spesa pre\'ista (1): es·.:;i a.ffenm'l.no che non è possi.bile innalzare i saggi dell'imposta sul redd i.to in modo da f\.1r fronte a tale dP.fir.it e
.z0 <I
,., J-
(1) Cfr.. in pairticoln.re, A. C. Prnou. l RJll'rial l~v11
to cli~rharoc wnr rlcbt. in Thc F:co110111ic .Tour"'''·
June 1918. e F w. PETIIICK LAWRENCE,
London, Allen and Unwin, 1918.
1ntnl,
1
L1!1'l/ on
rn-
«IH· l>isogna ricorrere, per eliminarlo, alla
lf.''\'n del capi1tale. Anche a prescindere dal
ricorso ad aH1re Lrn.poste, non si compre11de
però
ribattono gli avversari - pcrchè non
:,;i potrel>be inv·ece appigliarsi a rnn.·imposta
annualr sul patrimonio. Un tale sistem:i -111 c1c;:-;r.1 \'alo g'ns1arne1i!e - impnna, per ragi1111i •flnJ<·olog1d1c, 1111 111i1101 e sai rifieio per
i r·on't.ribuenti della larn del capitale; esso
C'ost.it.11isce, <l'altra rparte. un huon affare
per 1o Stn:t.o, che. daWesserc pazicntP verc;o
i tont'ribue<nti ha tutto da gua<lagnnrf.'.
Pr•r c·iù che' C'OnCP.1'111.' l'Italia i 11-15 milia rd rli reclclilto - - al lo1"<lo delk imposti' - <'l1P '-'i poteva111.o calcolai<> nel 1!)08, in base
a u11n 1 l<'chezza. cli 80-S:, mHiarcli, clovev;·1nr1 C's;;ern ceirto !'\aliti a l!J-20 prima della
guern. quando la rir-rhezza ave\'a 1aggiun:to n 1111 cli pres<;o 110 miliardi. NPI periorìn
po!"1helli·"o, tenendo ronto degli intere!'\~i
dPi prrstiti all'interno e dello aumento dei
l.lliP~zi P. pur farewlo la debita ron.cirlerazio11e
dl'IJ <IP.perimento dell'economia .nazionale, mi
«e111h1·n l'he. al lordo delle imposte. il reddito po•1·à ri'-ultarc di ::l2-::ll mi.lia1-.:li lln bilan<?10 rla Gai miliardi e mezzo qua!P s1 preve<lP nel dopo-guerra, non pare inisosteniitile,
rlnl punto di vista economico, per un l'ed<lito
.(]i 32-a'i n1ilia1'1{]1. Prescindiamo, in quec;ti
caleoli, 1lalla a1111ec:;c:;ione delle proYinrir 1·e
(]ente. r!Jp n:itnralmentp avrà per effetto di
a11111entarc, da una parte il reddito, dal1l'al1ra Jr !'\Jlf.'c:;e La pressione !1 ibutaria starebbe r oc:;ì tra il 18 e il 21 %. >:e! 1913-H, con un
bilmwio di 2690 milioni. essa era del 18 °4-,.
non mollo lontana, clu11<[ue, dall'altezza pre\'i~ta pe1 ìl rlopo-gueira. Dal plmto cli Yista
finanzinrio. è da tener presente 'Che il gel.1ito normale, nel dopo-guelira, delle im1po"'tr iipp>lkate d1u.1•arnte la gue'l"ria è previs'to
in ·i--5 mirliardi, senza prendere in considerazione I~ nuo\'~ssime imposte e i progettati mnnopoli. Per quanto sia largo per le
-entrate e per le spese i1l maPgine delle pre,·i-
1>4
sioni e pur lenendo c.:onto dei nuovi .tributi
1n via ùi attuazione. \'i è certo in ogi1H modo
un largo \UOto da colmare, ma, anche con
l'attuale sistema di imposte, l'impresa. pe~·
quanto g r a\'e, non pa1:rà dispe~at~ a chi
r.onosca di 11uali perfezwnamenlr siano nUsceittibili gl i attuali prnredi111entì di accertamen to e ;pong~1. me11te alle 1integrnzioni di
cui il nostro sistema tributnrio è ancora susc·ettibile. [Jn programma rompleto per ~o
prire i l rfa1bbisognn 1fina nziarin n el dop~
g u erra - certo <liscunibile in m~>lti punti,
ma in ogni modo degno de.Ila più attenta.
('OOSiderazione - venne e]albornto dalla VJ
sezi01n'e (Pnn'\·e<liment•i fìnanziari) della
Comm1issione del dopo-guerra e fatto oggetto eia! presidente r, rel~tore ~lelh me<l~
"ima, onore\'ole Alec:;s10, di apposita ·pubblicazione.
Conviene ancora, da una parte, tene.r presente elle, dal punto di vista finanziai in, s1
tJ1att.a cli difficoltà temp-0rainee, le qnali si
attenueranno mollo rfopo che sarà possi•bile
rico1 rere alla ronversi011e e. dall'nllra, non
ipetidere di vi•sta l'eve<ntuaililà che il debito
pu!bbliico de.Be naziO'lli òell'Intesn pnsc;a esMTe i.il parte sol1J.avato d~i t.rihnti di guerra
im!Posti ai nemici.
11. Gli effetti della leva del capitale
sul bilancio postbellico.
:'Ila
noi dobbiamo infine domandarci
quale aiuto si pobrebbe in ogni mod-0 a•t•tendere il bi1J.ancio dalla le,·a rle1 crupitale? un
Inghilt.erra si è cailcoliato che, rit.enut-0 il <l~
bito ,pubblico ugunile al 50 % della ricchezza nazionale. per annullarne la metà,
<'011Ve'fl'e:bbe tassare i pa,t1rimoni a un s~mgio
doppio di quello adottato per le sulC'cessioni e
<'O]jpire aiHresi i beni di molte sodeià e fon~
dlaziO'lli. Il s~a,gio dell'i1Jniposta sallireibhe co-
s1 Hnl) a I HJ % rei oltre (1). Codcsi.i <'11 leolo
tutta\·ia a:pprne incerto, in quantn l'hc: è clubbtn ~ nc-Ha renJ:·à sarebbe per verifìcarsi il
ll'<LJtpOrtn aidotLato tra >'alore dei patrirnom
e rnlore delle successioni ( 30) (2) Es!'.o si
fonda poi su parecchie ipotesi, più o meno
diffìdli a 1·ealizzarsi, che t'endono tU<tite a
condurre a risultati faivorevoli. Tali le ipo
te"i rhe la 1conce'Tltrazionr della ricchezza
sia n.nmentata siffattamente durante la guerra cln f·ar sa.lire del 50 % il gettito dell'i mposta, che la con centrazicme d<>i patrimoni
dr.i viventi sia ngua~e a quelln dei pabri111011i dei morti (mein.tre la circostanza che
i mnrti sono pi Ì1 Yecchi dei vivi fa sì che tra
<Jlll'fiti abbondino maggiormente i patrimoni
più a Ili) (:3), C'lle l'en1sione i;ia 11ella le\a del
rapii.aie uguale a quella che si YN'ifica nel1e
imposTe di successione, C'iò che, per i sa.ggi
<loppiamente ailt.i e per le a:ltre ra.gioni già
Psposte. difficilmente può ammettersi, infine
i-l1e non si accordino esenzioni a;. patrirnoni
snperiori alle 100 sterline o alite.nnazioni in
~·eilazione alle condizioni familiari, tali da
i'liminui·re sensibilme'llte il ge'l'tito delll' imJMste ì\fo, ainche in base aid ipotesi tanto
nttimiste, quale sarebbe l'effet.to di c:-0desta
lna del capitale? Essa abbasserebbe di cir1·a 1111 q1uarto la p1'essio11e t·r i1trutaria, portm111rlo ck1l 2i-32 al 17-2l 'ìo la porzione deil
reddito a~"<o1ibi1ba dal fisco. Si tenga preSl'llìl' d1e ciò non significa pun.to che il reddito lasria\.n a disposizione dPlln nazione
(I) Cfr.
(2) Cfr
e.i!.
In nostra memor a Dl'fl,, rl'lnzioui t rt1 lr
lflf."ll~itri cn()rr11/u•itr rii r/ut' cnrattrrr, in 1 tti tiri R
IEtitutn l'r·urtfJ tli Sci1•u=•', Lrtterr rrl Arti . •\nno acrndemico 1916-917. Tomo LXXVI. Parte seconda, S 15.
(3) L'i.nflucnza di questa circo>lnnzn è solo pa rzinlmenle compensala dalla minore mortalità, a. parità
d1 a.Jtrn condizione. delle per•one più ricche.
Cir. In no;.\rn opera su L'ammontnrr •' lo com)loxiz1ntJ•' dello riccl1rzza tlcllr >111zioni Torino, Booca,
1914, pa1rn 137-138 e ·171, e la memorin goprn ci1nUI
Drllr rl'111zio11i etc S 15
P1001·. a 1t .
57
56
sarebbe supenore del 7-8 ';{.. A parte gl; e-fretti re111oti 1 e nell'iipotesi ottimista che frattanto, pertn1,bando il mertcat.~, 11011 ab.ha:-::1
Ja pro<luzione, la l.e\'a del C'ap1tu1 IP lac;c·1ereh·
be inalterata la quantità del rrdd.to a cli':iJHlsizinnc dPlla 11aziu11e. M,1 i re<lditicri. aYPHclo
a loro disposizione un capit.nle falcirliatll
del :?:J °', ritrarrebbero u11 reddito minorr. da.I
qwnlc prrò trattemrehhero il 7-8 % di più.
anzi chr mettere. col C'UJpitn.!e integro e tin
re.d·rlito 11wgigiore, codesto 7-8 ';[, a di~JH1;;1zione dello Stnto per pagare gli interessi dc-1
debito pubbli.co. Pier ri'$parminre una partifo di giro soltanto dcl 7-8 /(, rlel 1·ed<litu,
\'anebbe la pena cli esegnirc• 11na espropr1<1z1nnr del ?.) '}:, dei pairirnoni'1
~è in Halia gli effetti de>lla leva clcl c.- a.pi~alP sarebbero 1più brillanti. Suppon.i:lmn che
1'Tt;1Jia esca drulJ.a guerra con un de.bilo pnl1
blirn in moneta nostrn. di 70 milial'(li, dr-i
cp1a1i 20 ve11sn l'estero, <', fncen<lo l'ipotesi
n1e.no fn voreYolr. con mi fa.bbisog-• ") fìnall·
zi.ario annuo <li 7 1n!iliardi t> mezzo, di
f110ntr ;1 1111,1 i·ic.chezui ai prezzi posthr'lici e nl lordo dei debiti \'erso !estero, cli
200 miliardi e a un rec'f.di1o <li 3::! rni1in111di.
~u1j)'poniamo rhe essa .pogsn annuJ.Jnre, mediante la leva del caipitale, i 20 miliarrli <li
debi'ti verso l'estero e a.Itri 10 miliardi cli
debito pnlbbliro interno. Sarebbe urio sforzn
immane per la nazione nostra. <Inta la poc 1
rrniccmtrnzion"' dcllri ri,cchezza e la enor:11e
rva!"inne che sai ebbe ragionrvolmente c'tn.
atti>nclersi, tennto r:onto degli 51~'1.l'sis!"irni r-lrrne•t'l<ti. cli rui il fisco di spl'l'lle pel' v:llntue
l'ammontare dei patrimoni n el r'l op0 gt•err.1,
e del fatto che i titoli al portatori> e In rnc•neta - categorie di be-ni su rui prntic~imer te
si può fare ~· a1-so a$<\e~nnme11t11 uella ,·aktnzione fìsca:1e dt'; patll'imoni - . rnrp.·esen1.ano nnn partr notevolr delln noc:tra
1-icchrzz:i. Il no~1 ro rnbhisogno fì nm1zi~1 rio
pogt.hel!iro 'el'l'r bbr nl.J'inCÌ'rca ridott-0 da
ì miliardi e mezzo t• 6. ma contr>rupornne.1-
111(·nt.e il redrlitJ r,hzionale ven~h!)C ri<l,ntn
ch1 :J3 mi·liardi a :32 e mezzo, nell'ipotesi ott 11riista l"lie la le·i<l del capi :t.0 uon ~~~, n
\'olgC:'$<l il t11ercnln r ri<luce~se la produz on<:. '-=1·11za la IC\a ciel c.-apitale, s:nebliero JJP·
c·es:-ane, pr 1 ropt·irc il fabhiscJgnn fìna11zia1·1u. i111po~le e• tassp eh(• prelevassero ei1·t1:1
•il ~a% ciel t Pcld1to; dopn la le\'a del C'apilal1. inipnstr e t:1sse che ne prelevassel'o il
1~-rn pP.r c·r1tfo.
\· .1·1 n·bbr la prna di affroutare in Italia
un imposta, qnale •la le·va de.1 cnipitale, lnn
ga. r pr.110.;on n risniote.rsi e di gettito diffìril111e11lr Jll'f"VC(libilP, con pP.rirolo immediato E' rn11 rlnbhia tnilit.i1 definitiva per J'e·~·11 .. mia nazionaile rli indiscutibile ingiustiz1.n '{Wso le geniernzion i fn tu re. per alle' ia 1(, ue.lln migliore cl elle ~potesi. il carico
1~ih\Jlnrin pMt.helJlro cli 1/'fi· l /6, che è quanto
dtrP }1i>1· entare nna partita di giro del 4-5
prr ri>nto dl'I rf'l<l<litn nazionale? La risposta,
n 111io 1110110 <li ,·edere, non può esse.re in-
rert:i.
La 1ag10n1• dello scarso effetto della leva clc>l c·n,pit.nle "ta in riò che la leva, annull:in<lo pn.rte eh•! debito puQ,blico, a,nnulla
nn,•he p:~rle crlella materia imponibile, e
chi', •!l•t>g\1 Sfnti 1noderni, il red d ito da rapit.nh• hn 1111'impor•anzn mo.Jt.o minore di
cp1 f' Ilo rln la \'Oro. !Per quest'ultima ci rcostan7,n, il i·r<lcliln \ 'ienr, neHa legislazione modt>ina, prefrrito nnche per rngioni pratiche,
c·n111e nggetto di illlpc,s-izinne. nl 1inlrimonio,
rhr "i rol•pisce <li solito solo a tiiolo complellle11tare: s,n·rhbe iJlno;;orio r pe'l'icoloso tentn 1· ~1 i nsl'i·ri> rln Ile strette finanziarie <lP'l
rlrp •-g-nerrn prr unn via di,·ersa.
Goncìusìone.
r.011< lndendo. 'è in.n•egabi'le che lia leva del
r1111itn le realizzerebbe dei \'antag"'i, sia per
J'er:urin. liquid.nmdo in un mome1~to favGrernlr pn rie del debito pnhbliro e ridonnnclo
58
elasticità al !bilancio, sia per l'economiH nazionale, .attenuando la dissociazione del red_
dito dal lavoro.
~fa essa p1'esenta, d'c1ltra parte, rnnlti
punti interrogativi. V~rrà realmeinite a _mit 1garr lJ coc;to cli esazione·, le yc•ssn~.1on1 ttsrali, In resistenza rlei cont.ribuenti. la ,.;pel'equazione tributaria? Quale sa1·ì1 in definitiva il suo effetto sulla fonnazione della
ri C'cllezza e sulla emigrazione Nl inuni.gra~i·one delle pe1·sone e I.lei capiln li'? Quale
sarà il suo gettito, tenuto eonto tlelle \·a' iazi011i dci prezzi, elle sono dn attendersene e della pol'tala dell'evasione'? Hiuc;cirà
1'alleviame1n.to della prec;sionr. tributaria, nel
futuro, commisuruto albi graYilit clell'onen'
attuale9
E non mancano infine gli i11conn:·11ienti.
Sai! \''O che neUe nazioni \'in te, la le\'a del capitale costitruirebbe mm ìlagrante ing1u5tizia tributaria. verso la gein1erazìone attun.lf'.
Condurrebbe ad un demanio industriai~ per1caloso. Sconivolgereibbe i prezzi, e I"'lltl~
r~bbe così aleatorie le contrattazioni. Farebbe sorgere una el.'cessiva richiesta di nmtui, che poLrebbe portare a una crisi genera1'e del credito_ Renderebbe gravosa la. 'Condizio11e di quei prapl'ietari che :non 1)-0tesgero reaJli•zza\re in breve tempo le loro 'quote
cli caipitale - cruso da attendersi come frecru·ente fra gl'indJustrinli. i commercianti, gli
agricoltori - lascirrndoli d ebitori \'HSO lo
Stato o verso istitu'ti o verso privati di 'S'OIUme, il cui va'1ore reale andrebbe orescendo
<'01 discendere del Jh·elfo dei iprezzi In generale, aJ<·crescerebbe le difficoltà deHa crisi
chic gli imprenditori - e quindi i capitalisti,
che, come ·classe, si confondono praticamente coi primi - in cauc:a apipunto della di~ce
ga dei prezzi, dovranno probahilmenle attr<1YersaJre doipo que.sta come dopo 1Je altre
g-ueirre.
Va,ntaiggi, dubbi, i·ncon.venienti assuanono
<l'altra parte, TJOrtata mol·to diversa nell~
\·1n1 ie nazioni, secondo circost·anze svariate.
'\azwni, come O.Ttalia e la Framcia che 1a.bh1ano contratto all'estero buona
del
loro deibito di guerra, ribrarranno dalla leva
rJ.el ·caipìtaHe un vantaggio monto maggiore di
nazioni,, come la Ge!'mania che lo abbiano
tuHo o qua.si aH'ilnlterno, i~ quanto che la
liqu1d.azione del debito alle condizio.11i favorevoli d·e1 ivn.nti daLl'·alto live·l lo dei prezzi,
per C{'Uétle, 1·ruppres0'Tlta UJ1' utilità dia pa,rte
de)'la nazione ri·sp.etto alle aJtre nazioni per
ques'le, sollo uin viantaggio da pa11'te di' al"une categoTie di contribuenti rispetto ad
almme rultre.
Il \·antaggio derivante dalla riacquistata
elasticità del bilancio varia na·llllralmenrte
a _secon:da dell'altezza delle imposte che altrimenti ·s arebbero neressarie e del'la natura
<l eme imposte stesse.
L'tattenuazione, che, dall'annullamento di
pa1~te _del debito pubblico, segue nella distiOtiaz1one tra reddito e lavoro, a.ssuime importanza molto diversa a seconda che i tit~li 'J?lllhblid si trovano concentrati nellle ma111 c11 persom1e che vivono déllla loro rendi.ta
o_ l~:ianente distriibui>!,i im~ece 'lra profess1omist1, .iindmstriali, comnnercia01ti, e in gene~·e _tra categ-O'l·ie di persone che vivono
pr111c11Palone<nte col frutto del lav()lro; essa
ai.c;,siume di·versa importanza altresì a 5eJcond.n. che, in man.canZJa delfa leva del ca1piiale,
s1 prov\'eld'erebbe ai! pagamento dell'a!Tlnualil~ com im1fYoste che col1pisconn t caipitalisti
n 1 lavoratori.
Dal punto cli \ ista del costo dell'esazione,
<le Ile vessazioni fisca 'i. delJ.a1 resistenza
,lei C?ntribuenti. della sperpquazione t.ributarn1 che nle1 deriva
l'utilità o il
d_annn deJla_ leva del capitale può vanare essenzialmente, da una parte. secondo il sistema delle imp-oote vigenti nello
"'bato e la necessità di or-eaime di nuove o
,c;olo cl'!nnal~re j saiggi delle preesistemrti a
fine- d1 far fronte ai cari1chi del bilando
-parte
GI
60
•·rlli·co , e • dall'altra • a seconda della.
pus·t -u
esistern:n o meno clii un'iim1posta genera.le sm
rpa11l'imoni, dei me1Zzi di a-cce:tamento <~1 que_
st· che a.1l'inf•uori di dette imposte, s1 hann~, deilo swnv•oJ;g imeno più o meno forte
d 1 e 1a guerra ha portato nelle. r.o:t~ne i•n<li ~;clitiali, deil.Jn docililtà dei cap1tal1sli ~.su
bire la. leva, della loro educazione poht1.r~.,
clrlla fiducia che essi hanno nello St.ato m
gE>•ne1ra.le e in particolare nrlln promessa
sna <li no.n rinnov•are nel fuburo la leva, de~
la rom!f>osizione della. riicrhezza, che può n$1\lfltaire in gran parte di 'titoli noo:ni.n.ati_vi,
('(lime i1ni Inghiltenra, o in buona paPtie mvpre di titoli al pOTtatore e di dnnaro com<'
i11 Italia. Tutte queste circostanze inflruis.cono, na1t1J.1ra~1111ente, in modo essenzia.Je
i::.ull'i11tensità delil'eivasione e quindi sul g<>t~
lito delil'imposta. Il qu•aJle. d'altra parte, sa ·
u à magginre o minore, datn. la for.te pr~
~rP!"-."ionP dei saggi, a seconda r.h<> l patrin1oni sono più o meno fortemente rorn1cenhali e a seconda del~a maggiore o minore
iml})~rtanza che ne1J.a ricchezza deilla na.zio~
H<' assumono le cat.egorie di heni con rn1
la <Jno1a di rrupitaJ.e si può p::igaire, tenuto
cl)lllto de'll'infJruenza che la. domanda di ques·tP ra.tegorie di beni deve esercitare "lii loro pr~zi.
Gli elffeltti sO'prn la aicctllinutlazione della
ri·crhezza 1n1el futruiro e s()![Ara la emigraz.lone
" In immigrazione dei capitali e delle persone sono essenzia.lmente diversi a seconda
l'he i contribuenti e gli stranieri sono più
o meno pervasi dal timore deil rinnovarsi
della lev.a dP.1 ca.pitale e devQll'lo essere di versamente rupprezzati da nazioni, come l'I1a:lia, che temono la penetrazion<> di elementi
~lranieri, o da nazioni inve<:e, come l'Inghilteirra, che a.spira'Ilo a conservare il ca.-attf'l'e <li mercato internazionale <lei caprtaai.
lii 1-eale sgravio che la leva del cB>pitale
pui> apportare alle generazioni future e i
conseguenti effetti sul!la produzione variano a. se·conda della parte, che, nel produrre il reddito attuale della nazione, a.ssumcmo il lav-0ro e i·l ca.pitale, e a seconda
01ltresì che si tratta di nazioni, come la Fran<·ia, in cui popolazione e ricchezza sono presso elle staz1cmarie o di nazioni, come l'Italiu, m vece, i 11 cui l'a umeruto della popolazione e il progresso economico dell'a.in•te-guerra
f·anno prevedere che, anche nel fu'turo, si
\"C'l'i·ficltcrà un n11pi1do aumento di ri cchezza,
per eiffctto del quiaJe a.ind rebbe alleviamdosi
na•bura;lmenie il peso drole i.mp~ste attuallfn ('lJ te necessari e.
Petr la generazione ·presente, la leva del
ca<pitale potrà apparire giust a od ingiusta
a. seconda della responsabilità che ~apitali
sti e hn·-0ratori, classi alte e classi basse
hammo avuto nel deiel"IDinare la guerra, a
;.;.econ<la deilla parte che gli uni e gli altri
hanno p1·eso . ai saicrifìci della naz.ione o dei
h11cri che viceversa hanno real izzato du11ant.e
le ostilità. La diffusione, minima in Inghilteirra, molto alta in F11ancia, della proprietà
fra le classi di età •che hanno fornito i combrutitC'Tlt.i è un a. circostalD!Zia che, con ai:tre,
deve pu1· tenersi presente a questo propol"ito
Risp('tto aJl.e generazioni fu't'U.re, essa sarà.
un provlvedimento giootifìcabile o meno, siia.
!rin un punto di vi&t.a eqiuitativ-0, sia da UJn
punto di vista politi•co, a seconda che esse,
da~l'esito della guerra, possono o meno ripromettersi vantaggi di ordine territoriale, o
-eronomico, o strategico, o i'deale. Le !Dazioni
\"inciirici dell'Init.esa e i vinti imperi centrali si tro,·a.no, da entrambi questi punti
di vista, in condiziO'Ili ess1mzialmente diversc>.
Gli incon1venien'ti deriv.anti dailla poca atti~ud!ne delq.o St ato a maineggiare UIO demanio 1rudru·~tnaJle possono essere di diver.sa
0
gmvità a seconrcla. della J:>ontà dell'ammini:o.trazione pubblica e della maigigi-0re o mi-
63
62
.
. cessibilità alle inHuenze polinore ::.ua t1ll
tielle.
. d' t·
1 danno de-Ile ripMct1::<La iprolon i a e i
d 1
· he che dailla leva e ca.
~::e ~°:o':~tit~nd~rsi sui _ptt·ezzi ddele~e o~·~·
r
.·
d' bern sul s1s ema
11e categoue 1 ., . '. d li .imdustriali e
dito su.ne cond1z10ru ~
.. -...·t o
•
·
· a J)aO'are SU>Ui .o
connne1rdanti rnca'Pac1 .
.o I'
-su~ merpre.sto le loro quoie d1 caip11a; e, ol-0 dal<lel lavoro di.ipend-0no, non s
.
~ato .
deblito che le nazioni vogliono
l ·alU}zza
anche dalla abbondanza.
annullare, ma
.
l · I ni che lo
nella ricchezza i:az1onale, ecne~ )~ie~la 1evia,
l:itato a.mmette in p~rum .
. oni.bile
dall'ammontare del r1sipa~o. dLSP.
'
.~,, d"'i nuovi invest1.rne<nt1, daùla
dalla vas t hu. "
.
·
nel
gra\·ità del pericolo di d1soccupazwne
dap.o-gmeiu·a.
. .
.
i,e
Se in base a\!le consideraz10~1 su~~pos '
. ' aissia.mo ad esaminare il p1 oblema
noi IP it>o della aipplicaz.ione della .leva del
~~~~:'.le ai vari belligeranti europe~, t~·~~iavi sarebbe un massimo d1 ra..,10ru
mo ohe
·
· rn.,..he. addivenir.,,; im Germania e m
o
~~r a fine d1 ·!Y-lgare la indennità ~ guer.ra
11a,
t"d l' alleati Nazi~
che lQ\ro 5arà imposta a.g l
. .
-.
. . '
"'sse hanno tutto lo stimolo ps1nii vllJ'l•e,
"
· ·
.
po'11tlc<>
a i·bera""''
cologioeo
e 1·111· •~~essie
I/O.I.
b1
·i..,
~ia:I peso dieill'indemnirtà; lì~ sareib e. guusto che, imi esse, la gencraZlone attua:le tacesse peJSan·e sulle futu<re le conseguenz.e del
suo errore; nè le c'lass.i al1-e, le qiu.a.!1. doll'erroll'.e hanno la grave res.ponsaib1lita, av.reibbero diritto di protestaire - come del
resto n001 avrebbero oggi la forza di ra.r
vallere le laro proteste - contro la falcidia dei patrimoni. L'imposta generale sul
.patrimonio ohe vige presso entramb~ codeste nazioni, le mette, d'altra parte, lll c<n~
dizione di poter esegui•r e la leva con un m1~
rumo di vessazioni fiscali, di resi~tenze,, d1
E1Vaisione, di spereqiuazion-e tributaria. E l l'n:
teresse dei 'vincitori coincide con qu-el~-0 dei
vimii nel 'doonandrure la liquidazione 1:mme-
d;l
diata della i11<le1111ità. Onde non $arebbe da
m1•nl\igliar.'-i ~e, coruc taluni giornali annunziano, la le\·a fosse in via di attuazione
11ei paesi tedeschi, e pare in ogn~ modo ria.turale chr l'idea <l i imporvela sia stata avanzata nei paesi dell'Intesa.
La convenienza deùla leva del caipitale
può e.'i'Sf're dubbia in Francia, nazi<>ne ad
alto de.bito estero, a lento svjlua>ipo della ricd1ezza e della. popolazione, a cui meno che
aid altre mcom!be il peri~olo del[a disoocupaz1{)(ne nel dopo-gue1-.ra, ma che, d'altra
parte, è do tasta <li un 'aimmi.nistrazione pubblica poro elastiica e molto soggetta alle
influenze politiche, cli una ncchezza largamente distribuita, anche tra le classi
di età che alla patria hann-0 dato il
'loro tnbu to cli sangue, e dispone di
scarsi elementi di accertannento dei patrim<>ni individuali; può essere dubbia in
Inghilterra, dove la leva sarebbe - è vero favorita dalla .ralatiYa facilità cli aocerlamenlo dt>i patrimonii e di esazione delle
quote, in conseguenza della grandissima
quantità di tiioli, quasi esclusivamente no111inati\'i, <!elle i·eceni1i valutazioni <lella prolJrietà teniera, compiute per corrunisurare
J'impostn sugli incrementi del valore del
s'uolo, <lell~1 docilità dei contribuenti, della e<lucazionc politica della popolazione,
·della fiduiria di cui lo St:i.to gode all'interno e all'estero, della forte concentrazione
della ricchezza, e resa pa.rtico!la'l'1lnente utile dalla notevole co·ruoentrazione dei titoli
-pubblici nelle mani dei ricchi; ma dove,
<l'altra parte, non è preparata da un'imposta snl patrimoni<> e n<>n potrebbe realizzare in ogni mOldo che uno sgravi-o tJfou·tal'io di portata limi t.ata. Si colYllprendono
'J)etianto, sia le esipHcite riserve, co.n cui, in
Francia, la Commissione del bilanc'io accolse l'annunci<> del ministro Klot.z di un
disegno d1 legge sulla leva del capiit.ale, sia
l'nllanne che, alla fine. del 1917, suscitò
65
64
l'Italia si trova, rispetto nella Camera inglese la dichia1azio11e, ftttt.a
da Bonia r Law a una delegazione 01wraia,
che pel'sonalmente egli era 1favorevole a una
simile misura.
Di dubbia convenienza in Francia, di tlubb1<1 conYenienza in Inghilterra, la leva del
capitale pare nettamente scuns1gliabilc in
Italia.
Nazi.one a costituzione economica rwC·>ra debole, e pertanto timorosa della penetrazione economi•ca straniera, ma ili \i a
di trasifrnrmazione, e pertanto con molti vU[pitali impegnali in t11U()Vi investimenti, ad
amministrazione pubblica organizzata con
criterri troppo burocratici e accessibile alle influoenze parlam.entari, a ricchezza poco
concentrata, i·n cui le categorie di beni ,·he
si potreibbero utilmente offrire per sod<lisfal'c la 1-eva del crupitale sono relati vamente sca.rse e, nello stesso tempo. difficRi r. I
aiacertarsi per la prevalenza di titoli al portatore, senza un'imposta sul pntrimonio,
con contribuenti poco docili e fo'l'temente
d•iffidenti dello Staito e delle sue promesse,
con un reddito da 101voro elevato rispetto
a queJ.lo da crupitaile, con la proSipeltiva
di un rU1pido incremento neHa popolazione
e nella ricchezza, con i titoli pubb'lici largamente disitJribuiti nella pic·cola o media
bCYrghesia e t<ra i professionisti, con un sistema di .imposte che ha riv.eirsato presso
ohe ,e1&clusiva1mente sUJll-e CIOJ$1Si abbient.i
il maggior carico tributario delermin'lto
dalla g·uerra, dotata di classi alite, che in
gran pa'l'te hanno, e colla prestazione peroona.le alìa gueirra e con i danni dell'in' asione e con le restr zioni che si sono ilnpost,e, preso parte attiva ai sacrifici del pe·
riodo bellico, con la prospetti v'a d'una crisi
di transiziO'ne la.boriosa per il problema della disoocupazione, con la coscienza di lasciare alle generazioni futu.r e realizzati i
fini strategici e sentimentali della guerra,
si ipuò dire _
n tutte le circootanze, nelle condizioni me-
no favorevoli per abbandonare l'attuale sistema di tassazione e adotta.l'e la leva del
c~p1iale. Con nno .sforzo einorme, essa poti e.bbe appena realizzare la riduzione di un
qurnto e~ di un sesto del \:anco tributario
post-bel11co, che è quanto .cthe e\'itare una
p1:ntita
girn del 4-5 per cento del redl(]!to nazionale. Soltanto il forte i.ndeb~1tan1e11to \'erso l'estero rappresenta una
c11·costanza
che 1·enderebbc
particoilarmente fa\'Ol'l'l\'Ole per l'Italia la liquidazione. al m omen to attuale, del debito pubbli1.·o. Ma la solidarietà, felicemente rinsaldata dopo la vittoria, tra gli Stati alleati
ed .amici, suggerisce ormai più equi prov.'·edi.menti .PeT. farvi frQIIlte. Di questi e d!
.dtn e~p.ed~enti, 1 nostro modo di \·edere più
a~propr1nt1, per alle,·iare il peso del debito
rlt gue1·~·a, a~·re.1~10 occasione 4; parlare nei
~C'f{lll'll f I c>:Lp I !Olt.
cl!
67
o o o o o o o o o o o_o o o o
-
CAPITOLO
il I.
Di altri proouedimenti
per ridurre l'ammontare del debito pubblico
La "leva facoltativa " del capitale
ne llOChi,
nè
( li ÌiO'COll\'ell .tell t.I p t"tt.1"1·
<
'
•
•
. :. - della le\·a del capitale di;n,a110 in
~:~.\:1 arte da.Ila sua obh"igatoricta; la quale
.,ia ·tp_ . d'altro lato, un tar~1ttere essenrost1 uisce,
,·
general·
.. 1 del prnYvooime11tu quale 'ien~
, .
zia ~e proposto. Una " le\'a fu col ta t 'vn ,, p'.it e
111e11 .
l
n· ec;pressiune cunti·atlcl1lo.
. " ,a
e1Telttva111en e u a .
•te h, Il'l'O]Jl'ÌCIÙ dt l·l'llollcl·o·
l'Jia
A pa1
e
•
,
. . è certo però che si potrebbe ponsa.~e a
g10,
l
n·un·iposla annuale sul pali unoì nl l'Ol u1rre u
. global'e dehl·e perso1ne fisiche ùella ge~
n10. zione presente (naturulmente a _sa.gg•.
ne1a,
. . e con l'e"enziu11e de"i JH1'lr1nn:m.1
prog1·essn1
·
~
·
·
. .
.
. . . no11 accompa('Tnati da red<l1l1 alti)
u11n1m1
<>
•
w tl
da i·i&cattarsi obbl'igato1:iamente a_-1 a o
cli ogni trasmissione a titolo . grat~i,\o .
dacrli eredi, per j1nter:o. magan a iale, l~l
ca;o <l•i su~ce:,:,.ione; dal donante, p1'0po1zionalmenle a1la diminuzione c~1e ne• se·
"'Ue nell'imposta da lui pagata_. 111 caso d1
donazione -; ma da potersi nscattare anrhe prima, in qualunque mome1:1fo, a s~elt~
del rnmtl'ibue11t.e, sul'la ha <>e. clii cor.l:nnent.1
periodicamente stabilii.i in amrnma col
"aggio dell'interesse corrente sul mercato.
Non sarebbe necessario di rendere obbli gatorio il riscatto in caso di trnsrruissione
a .titolo oneroso, in quanto che q u esta non
porterebbe alcuna dimirn.uzi-0.lle nehl'ammoniure dell'imposta annuailmen te richiesi.a al contrubuente; e nemmeno sarebbe
opportuno tale provved!i.mento, tenuto conto della remora agli scambi che ne deri·
vrrebbr.
Poie.hiè si può prevedere che le rorasmissioni annu ali a tit ol o g r atuito potrebbero
nuppreseint.n.re <la 1/2!:> a 1/60 deJla ricchezza pri\'al.a (1) non •i sarebbero da attenclersi, rlall'obh.ii.gm tnrietà de) riscatto, gli inconvenienti <'he derivano dal la obbligatorietà
della leva rlel capitale, quale vien~ genel'a mente iproposta. All'.infuori de:l caso in cui
il riscatto fosse obbligatorio, I'interesse i.nclivi-rluale 1p1·ovve<lerebbe, d'altra parte, a
restl'ingerne l'attuazio'De entro quei limiUi
rn cui non sarebbe di danno alla economia •p.r.i.,'ata e nazionaJe.
E' poi appena necessario avvertire che il
prnvvedimento di cui discorriamo non prorncherebbe gli inconverniienti - già segnalali - <lellla leva del capitale riscossa per
rate, in quanto che l'imiposta nnnualc S&gnirehbe le variazioni nel valore dei JHI
irimoni, d.iipe.n.denti, sia da cause economich e, sia. da c•ause monetart e: mentre la cir' osianzn che. durante la \'il.a, il proprie·
tario non sarebbe colpito, salvo un riscatto \'olontnrio. che (\a un'imposta a.nnua•le di
modico ammontare renderebbe la resistenza agli acce11tamenti fisca.li molto minore
di quena che sarebbe da attenderi'>i nella
le·rn del ca pi tale. Qualche difficoltà pratica
che non sembra però gra v•e - potrebbe
~01·g0re dal fatto che, per 1-e persone della
generazione' attuale, le quali riceYono ereditù o d011nzioni. il fiscn do\'l'ebbe tC'nere,
per il seguilo della loro vi,ta, disiintii dai
cli
Cli C'fr. Orl/P relt1zlo11i trn le i11tc11sitri coarmlunte
c/111' raratl<'ri. Op. ci-i. S 15.
68
69
ni.Jnrumm.ti i beni per tal \nia ·iiice\ uti, s u c~1i
all'aLLo della trasmissione si sarebl>e gtà
i.:ompiuto il i1iscatto e che n~n sa1'e?bero
pertanto u11terio11rnente soggetti alla un.po-
st~estereb«>c, d'alltn:a parte, dal .punto di. vista ùella giustizia tributaria, l'rnco~ven1en
te che, anche con una limposta cosi con.geanata, n peso sarablbe sempre sostei:u lo
dalla gieneraY.iione attua~e ilY p~·oporzio~e
dei suoi ave1'oi. Il qu.ale mconvernente rpe1ò
ycrrebbe ridotto di importanz'rl. se l'imposta
sul pa1irimol11io avesse solo car.attere compl0Il'lenlare, e fosse pertanto ordni~.a~a a saggi mollo bassii, e ~ potrelJbe aidclnultur.u ngua1t1a1•e ccm1e un utile co1lfettivo. se, co~
me auiore\'ollmente pur <>i suggerisce dl
fa1·e in Italia (1), c::.i riconesse, a fine 1lì raggiungere il pareggio, all'espediente di ~t~
\.i'llJgere per 11110Hi am1i an·cora a prest1i1
·1n11bbliri, i·I cui ca111co l'ica!lrehbe poi, in
proporzione della loro capacità cont1ùbutirn, sUJi C()llnlpOnem.tii le generazioni future.
Tu•tto considerato, la « ~e\'a facoltativa»
se così si può ohiamare - pare un
provveklimento da prendersi in consirlera'l.i>0ne come compJ egnemto delle altre imposte, ai fini di a:llegigro1ire l'onere. t11ilbutario
ct1elle generazi·oni futui1·e in quelle nazionti
che contatno dii ricorrere per moltri anni a.nrora, per saldare il billanctlo, ai prestiti pubhlrici.
Tra "le aJl1tre irn1poste », di oui la « 1evn
fncroHatliva » patrelbbe cosLituire il complemento o il correttirn, non è escluso natura.1mente che \'i sia una rimpasta ordinal'ia
~ul patrimonio: l'inbrotluzfone cle!Jla così
detta « lev.a facoltaitiva » ne innaJze1,ebbe
temporaneamente i saggi, lasciaindo, come
c:i disse, aJl contribuente, per questa parte
aggiunLirn, ma per questa c:oltanto, la fac-oltà drl riscatto.
0
lJ C r la Mlatn Rdazion1• ddln
l'1u11 n11a.>io111• del dopo-aurrra.
1' 1 Sczio11r tll'lla
Si potrebbe anche far senza del riscaitto
obbHgat.011io i11 occasione delle trasmissdoni a titolo gratuito se la imposta sul ca;pitale, invece che ordinata cGn criterio persana le, venrisse ordinata con cri terio reale.
Si caclre.bbr però rullora in ara\•i incon1venienti: non si poti·ebbe, anzitutto, dar-e all'imposta sLessa un carattere progressivo
,11 funzione del pa irilllonio "lolbalc del cont.ribueJ1te; 11011 si potrebibe, l1n. secondo luogio, - ~alv10 a venia· meno ad impegni so-lennemenie presi - cdlpire i tito:W. di debit·o 1pubhJi.co, ·e, dn:fìtne, un'imp0sta. 'l'eiwle sul
prodotto del.le 1altre oaiegorie di <:a1pitale e
sul. prodott~ de'lle intdustnie darebbe luogo
:wl i.ncon\'en1enti um.iversalmente riconosc.iuti dai fi:ianzieri. Per queste ragioni appunto, alle lmposte reali si JHiefer·iscono, in genernle, nelle legislazioni moderne, le imposte ?e1:s01.ia;1Ji: nè da. tale direttiva pare
comn1gllal:Me discostall'si n.e11o stabil.ire la
l-eva facoltati.rn de'l capitale.
Ma possiamo domandarci a questo
punto - se le imposte reaH offron() de!Zili
inconveniea1ti, nOOI sarà bene allora risc~t
•ta1·J.e? Ciò mi1gliorerelbtbe il sistema deri trilmth e allevierebbe aid un tempo il ca.nico
<l€ll'e11al'io. Noi siia.mo cosi concloiti aid esaminare un'alt:ra dellle propos1e a\'anzate
pew allegge1·i1"e m peso cle'l bil1ancio postbel1
Ji CO.
Il riscatto delle imposte reali
sui redditi da capitale
E' <fll<'Sla una 111isu11a t '1e ha noti precedenti nella storia finanziaria. Il Pit.t. ,.i ricol'se alla fine <le'! secolo '\I\ io1 Inghilterra; poehi anni pviima un tentativ'o abo11tiito
en1 :-1ato fatto in Tosoaua da.I Gianui; più
tardi ( 18G6) tUl progetto di legge, presentato dal'lo Scialoia ailla. Camera, non ebbe fol'tu11a e fu pdi aibbanclona;to dallo stesso pro-
70
ponetnte. Il tiscati? s~ •limdtava nei. t~·e ~~
si all'i mposta fund1ana ed era abb~1f?':to1 IO
secondo gli editti del Granduca <11 l osc~
ua lasciato invece alla facoltà del rontnbu~nte nella riforma del Pitt e ~el pr?netto dello Scialoia. Il riscatto ob1Jl1g? ton~
<lelle tre imposte diret.te (sui terreni, sui
rabbricati, Bulla ricchezza mobile, I.al. A_
e• B) (1), nonchè d>e~Qe sovri:n poste {'omunah
0 prov~ncial'i, venne p~tr~cmato poco tempo
l•n in Italia dal Gr1Z1otti (2).
Otfulilgatorio o tacoltativo, il] risratt~ potrebbe \·enire 01pe1ia:to, 1J1on soolo ·mediante
versamefn~o di u:na somnna di denaro, ma
pull'e mediianl;e cess~one di ~111 cqui\·~lente
ammontare di tli1oli dell d'eb1;to pubblico .o
anche in armonia con la proposta ventilata per la leYa. dei carpitiale. di titoli in<instiriali.
QuaJJli i vantaggi del riscatto" si1t11ili <I
qnerli della lew1 del capj.1ale ·- ma natura~mente limitati •in propo1-lione deJll'arnmcin.taire cun esso realizz.ato: jJ bi Lancio
auada.g1Jlerebbe in elasticità e si attenuerebl>e la ù·isso1C1iaziom•e del reddito dal crupi"tale.
Mane'het•elbbe in\'eC'e per l'erario il van1.agn-io de'lla leva <J.o('I} capitale deriùwte dalla
liquida.zio.ne d'i parte del debito pubblico
in un momento f.avorevole per effetto dell'alto livello de~ prezzi, in qu anto che, !'.e,
qualora non s.i p•ro;cedeiss·e al 11i:scatto, c1·e:cc·rrobbe'ro ne.I .futuro per l"era•rio il J>eso delle anrnuallità ed 1iJ \'alore real~ del debito,
C'rescerebbe però ad un tempo a11che iii valore del gettito delie imposte che col ris\:atl•> l'erario Yiene i1wece a perdere \h Yi è,
anche in questo caso, un ro\·escio della me(1) Escluse solo le imposte sugli intcres1'i ohe runtu.
rano per i depositi a riP.parmio e in genernle per iuth
, capitali non ,;ncolali in un dato investimento, in
qunnto per e.~si non si ,-erifica l'ammortamento.
(2) Teoria <len'ammortam,.,110 <idlr im1io~t1• r BUI'
ap]llicllzioni, in Giornalr eleo/i J•:ccn1omisti o Rivistl'
tli St.atistica , Gennn10. è'obbrnio e A1p1;Je 1918.
71
da.glJtia. Gli 'incmn-enient•i non mancano. Es~i vnriano pe1ò a se.::onlcla che ,;i tratta di
nscatto obhl1iga·t>Lll1·io o facoltati\O.
Il riscatto obbliga.to1,io offre illl. sostanza
glli stessi i11co11venient.i che sì lamentJano
nel·l a le\·a rlCll rapi tale: ques1 i possono è
\''ero es~erP attenuati (restando però ad un
tempo attenuati i vantaggi) da.Ila port.ata
!lrf1it1atn della operazione e r~ < trebbero at
tenuar~i flllche dli p•iù med'ia11te il sistema
del pa:gametn.to a rate, che, tratt:rndo!'li di
nn•L imposta reale, non Yi sarebbe ragfrone
di limit.u.re alla vita clel conll'ilJuente. Il
1·i~ratto conclnrrrbbe, insomma. i11
qnest-0
~ecl)ndo raso, ari aggiungere alla imposta
nf.uale 1mn quota di ammortamento prr u11
1·ertn n11me1·n di •a•nni, dopo i quali l'obbli!SO rii ogni pagamento cesserebbr.
L'imiposi1;ione dlll riscatto implica natura.l111ente il riconosc1imen10 che esso non corrispon(le, per ragioni economiche o psicolo,gichr. al desiderio cli tutti i contribuenti,
elir rapp.resentn pertanto per questi, o per
nna \frazione almeno di questi, un sacrifinio. Essa potrebbe quindi ammettersi, da
un punto di \·istn di gtioustizi1a, solo in quanto si estendesse a tutte le imipos.te cl'i•rett.e;
che se invece fosse ristretta per nece<SSità
pratirhe .aii proprietar i dii una sola categoria cJ,j ric.cihezza, essa darebbe luogo a
nna spereqllla 7Jionre a danno <li questi e a
rnntaggio de.gJ,i altri con tribuenti.
Fa edita ti vo. i'l J1iscatto non offre questi
inconvenient:i. ma a.bbisogna, per riuscire
"-'i nn::i sra.Ja abha·stanza vas11. d•i condi1.ioni fa \"OTeo\·oli. Le qua.Ji si riassumono
in questa: rhe il contribuente allle imposte
dfrette, di cui si permette il rùscatto, troV!i
più ·\ antaggioso <>borsare la somima o i
titoli richiesti per il riscatto che proseguire
:i pagnre- limpMta annuale.
\folt.i fatt.ori cli Yario genere possono influirr su questo
giudizio cli torna.conio·
anzitutto il confl'onto tra il redrlitD f'he i
73
72
titoli dauno, o che dalla somma i·ichi.esta
·1 contribuente cnnta di ottenere, e. l am;non tare annuo ùclla impOE>ta che v1~1~ e ~
ri.ispal'm~a re. A parità d1 a.t r.e conc11z1on~,
il conLribuente dovrebbe esegmrc o meno I~
l'iscatto, se facoltativo, ac.cettnrlo o Jneno d_1
se cibbligatol'IO. a seconda dd't
che e
1Hllln •orri·ado
e
'
più alta questa imposta ? cotlestu r~ i o.
:\la nel fatto codesta parutà delle alf!e con~l izloni non ~i vel'lifica. Circostanze pe•rturbatrici ideC'isive in a11go~1ento s.ono, da uina
parte, l1a maggiore o 11~11no;c .si.cure~~ del~
la percezione del redd1t.o, .i cui
.~ isca~
tare •l'imposta si 1~i;nunow, ~· dal! aJt.1~ pa1te la maggioore o n1'inore sicurezza dn esse:
1 e' Hbel'ati per sempre dall'ill1lposta che. s1
11rscatta. :'\e'l riscatto dehla imposta f.ondwria iniz alo dal Gianni in Toscana, Il ~on
tribucnte poteva cassare la sua contnbuzione oa:pitnlizznt.a al ::J e mezzu 1per <:ent.o,
medi·ante ,·ersamenro di tit\Jli che portavano
J'iill'lere::.se del 2 e ;:; {jo1, e elle, non ~.ven ·
do, e-gli poten1 procura1·si paga.n'<l~ ~ tnlei·esse del :3ofc. Per 3 lire e mezzo dii 11~1po
sta ri·spa1'lll fata, i•l cont !'i })uen t.e r111unoc1a va
così a 2 11h1e e 516 di ret~dlito o si sotittimet~e\'a a un d~bito di 3 li:re a~mannn. !\Iia. d:'1'
una parte, il farnre cctn c1Ltli i titoli pu1bibl1~
ci v'e11ti1vano accolti sul mercato per il.a facnlità detl.la loro eontratt.az.imH' e, d'a1H'a'Jit1'n,
il ti11101'e che, sparita l'imposta fond.iarìa:
il Go,·eirno ne imponesse qualche altra d1
equi\ ale.nte fece sì che, malgrndo le co11ìl1i7Jioni \'·antarggiiose, il ric;c,a t.to illco11t1·asse I.i
rrenerale cliiffìd'enza. Nel riscatto, al c0111tra·~io, riuc;oito al P:itt in Ingh1iJterm. per lihe11arsi di 3 lire di imposta fon<lfaria, b•isognava versare ~itoJ.i di renir\!i\Ja la c11~
annualità era di oltre 3 lii e e 1/'2; ma, cl.a u1w
parte, lo sfaYore da cui erano c;ircomlatli i
•Htoli publilic~. attestato del Joro bu,.so coTS o
(31), e, dall'altra, la fiduc.ia rhe l'im:postb
non venirsse, sotto l'una o sotto J'.a.Jl1.u fo1ma, r(in1nm'ata. fe.ce s1 che i I rise a Uo fosse
pe•
bene accolto e gradualmente si estendoose
<'ol :tempo ai due ter?.Ji dellla imposta fond ia 11ia. TU:le fiducia può venire alimentata
daLl'o~servare che lo Stato, ne1'l'atto d1 i1i11u11c:i'lu·c ai futu1 1i provcnbi d~lla imposta
1iiscattata, isliluisce una im,posta general!ie
a f.ta a far fronte ai bisogmi dell'avvenire.
In I1111gihJi.lterrn, l'istiituzfone de!l'inr·ow<" /a;r
<'onte111ipo11mw~nme11t e al rìSC'atto delil'a landlflJ' fu C'C'r to prnvvedi11ne11to at.t o a infondere nP>i eo11t11i11Yuentii la fìclucioa che no11 vi sare1bbe staio bisogmo di ricorrere in futuro a
t~iiJJUlli ~peoi1alli sulla proprietà fondiaria.
E <le\'<'i;i pure tener wesente che il 1isca\,to
1i111esso. ronic nel In rifon11;1 de.1 Pitt 1 alla
f.1'.•nl!à. dc.I proprietario, .ascia luogo molto
p1u fncllmentc del riscatto obblirratorio qua.
o
'
l r lu
tentlllo <In! r.i.rnni, all.n ficluria ('he )'im~ns t a non si l'i11no,·i. i·n 1ruanto che, col
r scafto facolt,1tiw1, In imposta ncJJ1 scompal'r <lei •llltfn, llè si potrà aggra\'are in fu·
turo sulll' propne à che cont.i1111eranno ad
Pssrrnc rolpite fuM·i di proporzione con l'altezza delle imposte reali Bulle nitre categorie
clr beni .
Altre rnnsiderazioni possono rendere erra.
<li1~ ai co~1tri.h11enfi il rii::ca•tto della irnp~sta
a:JI mfu.on c~·1 ogni 'an11aggio finamztia.rtio,
l'~alc o prevhst.o: il desi<lerio cli 11i"'ipa11miari::1 :In b11iga d1i •J1iscuotere le annualità ciel
;leib:ito pubblico, dia una parte, e di pagare
.e 1111p?ste, dalltrat111~a: e, ~esso mo.lto p1iù
lru:te.ch .qn11llo. il desllderio di avere la propn~ta !ibera. da ognli vincolo. Quest'ultimo
<1.e.sHleno 1puo assumere particolare inten"1Uì,. quan~lo si t1·atta de'J:l a prop11ietà fon~tar1a,. ]~ cr:ial·e Yiein.e ricercata anche per
·I n.g1u111
1nd1penùe11f.i dal c:.uo rendimento
eco11omico ..com.e è dimostra.to da!~l'alto coeffì?i1ent.e c1i caipiLalizzazione che, ai tempi di
P1tt, rom.e se<mpre, si deYe app~ioar.e per ri' ~a 1 frr clwl reddito al valore commercia.le
(lolla tenn.
r.onc'ludenclo, il rise-atto fiaK·-0lLatirn dalla
75
74
.
sta i'n nuimemrio o in t•itohi pubblici_ ha
umipo
'
·1 · · tto obbhgarobabilità. di riuscita, e I nsca
.
P .
. b bilità di essere bene ac,etto,
tono ha l~' o a.. parte vi sia sul mercai\o
q11anclo, la una
'
· <1i >Uù ritrai. bbon<ianza ùi t\enarn, da c:u1
I
. t.
,1
i·
. te ·eisse o c1ua.nclo i i·e
solo
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moc
icn
in
I
'
.
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t'
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·
e· >l'SO basso i .e a .1ol i iubblici abbiano un '
t . I te a 1 re dcli to che essi da.11110, e .quando,
'amen
. . .
ic Jo<Y1ehe del<l''til ra parie, le conù1z1on1 ps u o . . l
, .. ' one e t•ordina.mento delle impose
\a... J1,\Z,· 1· ù ·1110'encrare la con'•·mz1
• 011" ·he
" c. t
c; 1eno •Id 1 a
o
.
· l'
h irnpostn i·isc:altala non sa rù r1?1·1s ma. a
<~ .:;ost.ituita <la altro tributo spr.c1alc. sulla
.. . 1:.i c lie 11e resh\'a
c·oJpila. . Tl
prnpnei
'.
. . nscatto
}' .· _
. fì11e t·1nto nw110'0' tore prolrnbiltla <i i 1u
I ta in
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.
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I' ti
.. l'Io <1uanto magtrtore
a. ace.i
" l'll'P ~1 a.e 1
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1nento r k, '
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\llrnacontu, si annette alla propneta c ie co
.· "Cntto !'i libera dall'imposta.
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Ohtlligato:J'io o f•acol'tatn·o, J nsica.
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una
r11nunc1a
p1•esenta - dl
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• J'e1·a.11io nel senso che quec;to \'1e1'.e ..~
l
pe
' mna.lzau
.
.e l"m'l{POS t.a che si ..
1'11rinuncia re ad
•·
t
a
"
a
"·evui·re
rosì
l'·aumento
deillia
l'lCsca u " ' ,,. ·o
•
,.
.
rlH•zzn ('Ile l'imposta J('olpn'a. Tale l munc1~
avrebbe e''identemcnte dih'ersa q>0rtata p-e1.
]·~conomi•a .na7Ji.-0n.a'le a. seco~1<1a .che_. pe1, foa
fl'O'll t.e ali e spese so.prn' ven1e11t1 '. s1 <I O\ cs..s.e
poi, nell'asse.111.a .d·elln itlnpnsla_ ,1'1iscaM..al.a, i:
sbi tll•i re o ina~pn re ·1rn1posf:e })lll ? meno ~1
rl ninnose aM'ecomom1a 11a7..ùO!lale. H1q11e. Ila
, .•
.
l . "I
scatlall'e le iJ'Yllposte d11rette p•e1: f-0nk ~1 c i
fuit 11 ro sistema de.i l!ribubi su d1 una 1.mpo'tn oienemle su'l Teclclit.o potrebbe 0ssc>~·e
0
~~rta
n.to p.rovvediment.o utile all'er~n~m1 1~
1
nazional , IL1entre non sa1·ebbe cons1gi11ab1le, Òi1 qnesto punt~ di . vista,. il . rusc.a.tto,
qualora ai futuri b1sogrn :ieH el\al1lo ~1 dovec:se poi faT fronte con 1m'Po..c:;1e sui consumi -0 sug-J1i affani.
P.r non ~he non ,-i è nuHa in reaiù\à c:he
imp lid111 !<a 1n.ecess1t.à ùi ta.1c 1·immz!a. Qualora 111 ricchezza, rhe l'imposta .r1scat1~tn.
c·ol ph·n, aiumentii, .lo Stato può tassarne !'in0
1
cremento s.e n va venire m~mo per nulla aJlrim,pegno 1acitamente od esplicitamente a.s-.unto proponendo o imponendo il riscatto.
E' quanto fece il Lloy<l George i•n. Inghi'lterra, ·limit.atame.nLe agli incrementi di \'alore
del suolo posteriori al 30 ap1·11e Hl09. Ncm
si può tuttavia. La.cere '\.'he ra.\'versione che
i.nC'ontrò siffatto p10\·ve<l'imento sta a m-0<;.Ln'll'e c:ome la menta'lità deii ccmtribuelllLi
non sia mollo m1clinr a rendersi n.1giio11e
diella sua coneittezz.a, c1onde un inaS1prirsi
d 'e.tllla lol'o resiistenza e U!Tl ac:crescers·i deJJle
<liliicolJtà <leg.li accertamenti e dehle oesal'Jioni, che costitu11sco110 inconveIJJiP'!1lli inn~a
hfli.
A<l ulna perdita reale and1·ebbe incontn•o
dmece lo Stato qualu.ra operasse, MI un giu~to saggio, il riscatto di una im1posta che
non r0<lpb~ redditi esc!fl.lsi\'amenh. da caq)itale, mia reddit'i derivanti da1 concorso
~i cap~~'l1e e <li laYoTO. Tatli sono a.ppunto
1 reodU1ti della Cat. B nel\.'la nostra imposta
<I d 11icc hezza mobi 1J1e, che provengono d 1a 1l'ese-1 c'1z10 di induSitri•e e conun.erci. E' evtident e che 11 wulore 1ca1pitale corn,isponcleinlte a
<'ode.c;ti rekllclli.ti 11011 sli può otitenern in base
;1~ ~11C'Clesimo 1coeffi.oient.e ax:Iottato per i red<ht1 <la c.apitale, ma i111 base ad un coeffìden1·e ,di mOllltn iinrf·e11iore. l'l itiscatto' obb.Jj.
gahi1 1io <1'e'Iaa noS1hl'a imiposta cli il'icdhezza
11:01>.i le sni recldit.i clii Cat. B. çume su <1•uelli
d1 L.1f. \, al 100 pe1· 3, Cllme \·enne p.ropoc;fo (I), f'11:-;1it11irebbe dunque una ingiustizia
•\' C'l'So ' l'Cild•itiel'Ì :lelha 0ategoria 13, ]I l'Ì,:i{>l:ttìO fncoltat<iw•, a tal'i i.'."ondiziotnd, non a(l: Clr. GRIZIOTTJ, Art cit. Aprile 1918, pai;g 205'206 Il rapporto di 100 a 5 venirn ritenuto con'<'e-
niente per il periodo attuale : l ' Gr1ziott1, che proponeva dt. attuare il ri,;catto coa!tl\nmente. distribuen.done li 1ingamento 'u 30 anni, prevedeva che in
fegmto. ~on lo >'Cendere del •M". •10 clell'interes•e, tale
r111•porio n'·rehbe don1to e,;ere modificnto st1<0,ces"1
'"3mente in quelli dn 100 n 4.50 e di 100 n ·I, qempre
però senza fnre di,·er<ificazione per , reciditi di Cnt . A.
•' »rc ()He'li eh Cnt. B
77
76
\'l'ebbe per i red<litiloeri di q11e"-ta ontegoriio
alcuna probabilità dU i'iuscJU:1. D'aiH:ra pa:rte, se si adO'ttusse oaso per raso un equo
coefficiente di capitalizzaziune - che nella
media risultasse per ipotesi, anzi che del
20, del 10 - n~ scapiterebbe l'erario che,
i11Yece cli a.vere assicurata ogni anno, dal
aettito cli codesta imposta, una somma di
l30 milioni, sufficienite a cO'prire gli intieressi tli 2fi00 mijJoionrl dti dietbito puhb'\li·ro. potre1lbe, ,coi provenlli del riscatto, a.nnullare
ti1oli pubbllici per la metà so'llanLo chi questo amn1nnla1•e. Da che rosa cle-riverebbe
questa pe1•d'ita clell'era.ri·n? De1~iverebbe rla
ciò rhe, autor.izza.ndo j'l r.iscatto d'e.lll'·imip.ost-a
su1 reciditi dli Cat. B {1.l 100 oper 10, lo St.::ito,
mf'ntre 11 on favorirebbe per nuHa gli attuali rct:J.drn-e•ri. ve11•ebbe a rinunc.iare allll'·<'qu1''n l.ent.e di <[Ut»lla ~)arte dehla im1)ost.a che
awebbe colp·ito i profiH.i d~i redùit.ieri ,·entim·i.
l'l riscatto deUn imiposta l'>UIÌ redditi cli
Ca1:. B uon don·ebbe dunque f•al'-"'.i se non
peor la pa.rt.e che va a c01l!p'ire gl.i i1nt.e1ressi
dei ca.'Pitallri jnvestHi nellle industirie e nei
commet•ci, do:po ·~wewe d1ist·into ,la parte d1el
redidito che del\·e 'l.'.igiu'fl rd1a:rsi come i1nteresee del caiptit1a.lisk1. da q'l.lJe.lok1 elle deve rigun1rcl arsi come profH tn id e li' i 11tra:p1 e nel i I ore ( 1).
IJ:i distinzione teoricamente è semplicissima,
1pwaticaim€nte non \'a eisen1t•e da d•iffucoltà.
~ono tali cliiffkollù n·ppunto che hnni.no con(ll Que,-ln è ep)>Unlo ln soluzione che il GRIZIOTTI
propugna. - l'ettifìcando così ln )lreccdente ]lropo5la
- in un nuovo articolo ( Lr im 11o~tc Bt11l11 ricrhraza
dopo la ouerra, in (; ·or1111l•· rlroli T•:ro110111isti r Rit'iMa di Statist.ica, Febbraio 1919. ofr pag. 102). a,p"J}llt'SO p0ehi giorni dopo In pubblicazione del noolro
n.rticolo qui riprodotto. Con<cg\1enlemen.te. il Gnziotti avrebbe però dovuto nbbng.~nre la cifrn pre,·isla
per il provento del ri"cnLto delle imposte e "ovrim·
po,;le fondarle e sui f.a.bbricat e delle impo$lc dì ricchezza mobile CC.al. A. e Bl. che invece mnnliene
ì11 quasi 20 mìlhrdi (cfr. parr!!' 100) in bn~e ni calcoli
e•eguili nel precedente nrlico\o (cf•r. 1>01rn. 205-20f,)
~iglli'aito
i1l 1egtislatore 1a f"·•1e
de·l l'eUJU•l
,1,,1·11·l 1nn· .
•a-.
st•1. ~na oategonia. a parte, e sono ilruli diffi··ol!a c_he possono lasciare penp.lessi sulla
c·or1\"rn1en~a cli ap·ern:re il i1is"a,tio deHa impustJa _cì1 ncchezza molxile sui redditi di Cat
!3 hrr~1t~.ta1n~nte alll1a parbe ohe CO'J•pisce gl~
mtei•ess1 cuip1talisllici.
. Di11icoltà analoghe non si presentano per
il .l' scatto dell'imposta di ricchezza mobile
sii'.'' i·~~~liti ,del~e Ca•t. AI e A:z e diell'impo::>t<l ~1 ~11~Je sui terreni e sui fa;bibricati Le
c·o1Hltz10111
·1 1·
.
hm
d' attuali ciel mercato
·
i a 1ano sem.: no,
a_1fra parte, favorevoli a'l·la riusota del nsca!t.o facoltativo di c111este .
poste.
1m-
E_'
forse possibile di tro,·are ancora sul
~ne1cato italiano impieghi di captale a un
interesse superiore al 5%; ma tutti sanno
rome sia cla preYedersi che il saga: o del'l"interesse vada nel rlopo 0o-uerra cli':ninuendo
per mod
.
~ c h e. sai·ebbe ragionernlniente da'
~tte?ders1 che i contribuenti fossero disposti
~~ ns~att.are le imposte sui terreni e sui
b';i1>bl'l:cat1 e le imiposte ~ul1la niic,.hezza mole_ d1 Cat J\ nella misura ide! 20 per 1· ~Jò
~qu~ va nebbe ad_ un impiego perpetuo' del
Lap1tale al saigg'o del 5 %.
l . Tl nostro ronsoliclato 5% 1918, inconvertiHle_ fino n lutto il 1931, i tito~i del prestito
;1az1 onalr L:JO% 1015, inconvert.irbili fino a
~Jto il rn_2 t, e quell. del prestito nazionale
·l., J!)J6, ll1COl1\"el'tibi'li fino a tutto il 1925
;_rngono_ quotati in borsa a 17-18 Yolte il lo~
i o i_-Nlc_Mo annuo. Permettendo il riscatto
'{~ t1tnl1 rlel debito cli guerra al loro valore
e i_ lior!'a, lo Stato Yenebbe dun
.·
mrnre '>O
que a 11spar.
. .
1
1
~
le < i in te ressi per oo-ni 17 1'ro
. .
<11 imp:ista llenluta. TI bilancio one rius~i1thbe sollevato: mentre i contribuenti fa1,ehbr~~o un buo11 affare, in quanto è certo
r lC' l m!er<'s<:r, che ora percep'
rPI I
·
'
;scono, non
l iot
•
.} )I' lllal!(enet'<:i per ffiOJtO (CJ111'p0 a'] a·
h' rle1
J•n
T
'
1
,
ir J segnat_ per l'incom'ertibilità
E <la ntten<lersi rhe ne l futuro diminni~ra
-
79
78
sul mercato il sagg.io ~eill'intere~:-e ~e~~~~i·~~
le quotazioni dei titoh del nos io
.
f
uerra. Oovranno pertanto var.are. i coe ~centl. in base ai quali il riscatto viene 9:-c~
cordato: quest·l dovranno essere . stabiliti
sempre in modo che, per. esimersi da un
dato ammontare annu.o d.i imposta, con~en~
a \'ersare all'erario titoli che danno un a.n
~Halitù. nlqiuant.o s'llperio-re, nel l'UIPPOrLo,
per esempio. di 6 a 5.
.
. .
Q le sarebbe la portata del nscallo p1 eso
lll ~s~me? Si iprevede che, nel do?o-guer:a ,
l lota:le delle imposte erariali su.1 t~nem e
. fabbricati e delle imposte di ncchezza.
sU t
..
.
Al
A2 potrà
mobile sui redd1t1 <l1 Cat.
e
,
.
stare fra 350 e 400 milioni all'anno. Qu~lo1~
tale pre\·isione l'Ìs\HllHlesse al \·er(I e il r scatto riuscisse con1pktamentc.>, sarrh be10
\;20_180 milioni allnui cli interessi .< lel del> to pubblico che lo :-,tato risiparn11erebbe.
Un riscatto completo non è naturnlrnente da
·ittemlersi ma anche se u1 ·pochi a11111 s1 riu:cisse a ~iscattare una 111e1ù <lell.'imposla
s~u·ebbe sempre un rì::;nltato uon tltsprezzabile. tenu1o conto della circostanza. ct:e esso si altuereobbe senza spesa - s. pu'.i chre -:per l'erario e col beneplacito cle1 contribuenti .
1\l'on altrettanto consigliabile 1ia1·e il Ti:
scatto g·enN·al·e dell'c sovrirnpo~te ('On~1ma•l.1
e provincia.li. 1 Jetiti rlr~u enti local1 ~0I~?
invero <'.Ontratiiìi a un in\Cl'c~=-c molto p1u
h•isso, non solo di <p1ello d1P altnnlrnr.nh'
\'i<re sul mercato. :nn cl 11m'llo, pnr", .:-hc
per •molli anni è d_a pr:,\:e!ler-<1. Pe1: i c,n1
11nmi. l'interesse <\1•1 deb1t· per rnullu a J.l
Dicembre l'Hl ·~r 1 in mcdi.1 del ·'i-%. 1 b1lanc1 <legli ent.. lo·:nli non ri!'o1~irchb.en pr:1:lnnto che un clanno, se fù°'Se nutonzznt.) il
1·iscnlt,;1 delle SO\'l'ÌH~pOS\C l'il \w.:;e al coefflcientP. cli cn,pilailizznzinne del 20: •1è ::;.i po\t'eli1ie, d'a1.tra partr, atlf1Hlcl'(' chr il ''.
scn lto riuscisse con un coefficien le (li caip1-
tal1i:aazio1l'e Uiguale o superruo1·e al 2iJ. Indipendenietrnente da qrueste ci.rcostam'l.e, è cl.a
osse-rva1'C che i
mili001i che proba.biJ.mentc frutteranno nel dopo guerra le sonimposte co1nun1ali e ~rovincta.li, ri·soattate al coefficiente dei! 20, corrisponderebbero a 8 m1ha.rdi di caipitale. Ora il debito
rlri comuni e delle provincie è certamente,
e di lllulto, inferiore a. tale c.ifra. Di 28002000 m hl on i ne<l l!H ~. esso starà fra 3 o 4 m1l in l'Cli a .pace conclusa. Se il riscatto fosse
r·om·cniente e 1·iuscisse, \'i sarebbe dunque
cln tcmcl'c che il ricarnto superasse il debito. Questo co<;t tuil'ebbe un dani10 per J'ec·o11on1iu nazio1wle, se si \'enisse per tal via
a l'· cnsliluir~ 11 demanio fiseale di u11 te111po,
che lrnppe ragioni con~igliarono cli abolii·e.
c;Ji enti locali potrebhero - è \'ero
prestare I sovl'appiù allo Stato, depositandone
.l'imro1 lo n'lla Cassa Depositi e Prestiti: ma
qu e:-;ta dovl'ehbe \)a-gare un ì.nt.el'e...,se annuo
del G0 {,, per che gli ent_ locali 11011 vedes:;eru le loro entra.I.e diminuite in confronto
a quell a che anebbero realizzale me<lian'.e le sovrimpost.e. Orn il pa~amento d·i un
11nlercsse del S%, gfa .grai\e a,rJes:::o, veri·ebbe a rn•ppresenta.l'e nel seguito un ben
catl.i\'n affare per lo Stat,o.
l)uè1 ossei·,· arsi che ciò che è Yero del ri.;rat lo generale, lmò non essere \·ero di un
1·i-1l:<l'lto 1pa·1-1,i~tle cl'PJ.Je "OV'l'imposk c-0inrn·
nah e prm·inc a,lì. Erfetiirnmente se il ~ 01·
• l
'
/O
" a media clell'intel'esse .pagato per l'insieme dei loro mutui dai Comuni. molti mutui
sono però contratti ad. un interesse assai supr11iore. rn J11'0\"\'('(]1mento. che aut.orizzasse
il l'iscatto facoltativo delle sov1imposte comunali e provinciali limitatamente a!l':mprlJ·to dei clPhiti il cui interesse supera il
-.i%. non andrebbe incontro a nessuno cle·g1':
1
nconvenie1:ti sopra considerati, e parrebbe cla :molti pnnt•i clii viista consigl.iabile.
.mo
81
80
Il disconoscimento de l deb1·to pubblico
•
.
.· rdato come il i ap.porto
"\!oi abbiamo neo
l reddito annuo
t , ion d1 borsa a
rli:lle quo az
·d b'lo pubblico di guer. t't l' del nostro e l
d'
dei .1 o J .
nto di 17-18. Per la ren i:
ra sia og~1 soi~o.t i.f ra1pporto è invece d1
ta convertita " 0 • . . d' una così forte
23 cir('a Quali le ragioni rlifferenza?
r d'I guerra
I titoli del debito pubh H'O
.
t
. dirsi - manterranno il loro r·edd1to a puol
olo per quaJ.ch P tempo, ma.. appena
tua e s
·
(col 1. "'
CJ'en·
' . i.one di1yerrà
poc:.s1·b'l
i e
la .con1~;~s per il Prec:.tito Naziona>le . '•.50%
na o -~
. n
per il Prestito nal!ll'l col 1 gennaio 1:1~96
·1
: •,
r- o; 1!)16 col 1 gennaio 1932 per i
z1onal~do {o0 :-1 ~' Ì.918) è hen certo ch>e l'i ntelt T a borsa lo tiène
consoli a · io :
resse scenderà eh mo o. " .
t
H:P~nte e sconta tale e\·entuahtà. Ad unò ~ 1 ·
·
e !'.i rivela per intento esame la C:.Jl'egaz
o11 ~
a
nte
An,,.,.,ettiamo
pure
rhe, nena peg.
m
<>U lCle
·
"-'"
· t' t l' puib
. iore delle ipot.esi, l'interesse ?e1 J o i
~lici del debito di guerra, cl1scenda, dofio
livello d1 que -O
d este date · allo st!'sc:.o t't
ro
· anche
dell'attuale
rendita conver i a 3.5001
/o• '
.
·111 tale polesi che 'P'ure non è ce.rto facdde
'
.
. . d . n li del end avverarsi,
le quotaz1om
e1 i o
bito pubblico di gue1-ra do\Te.bber? e~sere
. . a11 e a t•uali
mollo super1on
•· ' · T·a. d1 ffe1 enza
di valore tra la rendila co1wertita 3.50% e
il Prestito naz. \.50% 1915 dovrebbe esse~e
di lire 5 - 5 e mez:.o: essa.~ ._nvece st~ta ne1if~
~corso gennaio d1 una h1 a !".olt.anto .. la d .
fe•remza <li. valore tra codest·n renchlln e '.I
Prestito nazionale 50.~, 1916 douebbe es!".et~
rli qualcosa n;ù cli \) lire. e. im·ec: è ~tata d1
·rea 6 lire: la differenza d1 ,-al01e t1 a detta
~~nd: ta e il consolidato :1·;~ Hl18 do.n·ebbe
essere infi11e di 1 i-ff> lire, e hwece è eh meno
di 7 lil'P.
.
.
,
, , ? \'' è
Onale conclus10ne s1 pno llarne.
1
.
un~ !"ola ro.ncl1u<:.ione •possibile. 1 det.e1n1.on
dei titoli del debito pubblico di guerra temono che Io Stato non facda onore compl-etarnente ai suoi impegni, che inS-Om.ma, o in
una forma o nell'altra, parzialmente disconosca gli obblighi che è venuto a conlrane.
::\on sarà qu:Jldi inut.Je r!chiairnare rattenzione sop1•a le varie forme . .palesi o la !'vate,
sotto le quali il disconoscimento del debito
pubblico Può ·c:ompiersi e mettere ln luce
i danni che, soprattutto 'Ì!ll questo periodo
dri trnn..sizione, ·ne <le1'iv·erebbero all'economia nazionale. E ciò tanto più in quauto
che. se tutti gli uomini di Stato dell'Intesa
son0 concordi neJl'escludere ogm forma o
grado cli disconoscimento per ciò che riguarda il deib..to pubblico di guerra della
lol'o nazione, alcuni però, e tra i più eminenti, ·Pn l'!ano del disconosci-mento del debito pubblico da 1pa.11e del nemico come di
un ·1>1'0Yrndimento po"-siJbile. se non a<ldirittu ra <'<'n~iglfabile.
Il disconoscimento o ripudio del debito
puhbli1c11 •può essere Lota.l e -0 pa·rZJiale.
Del ripudio totale hanno dato esempio il
Messico dopo la morte dell'imperatore Massimiliano, e, prima. sempre nel secolo scor'-O, pal"ecchi <:;tati dell'Unione Americana. Esempi simili non mancano certamente nei ·
seicoli am1et iori; ·ool1eb1'e, fra tm•tt.i, queUo
che <'ondusse a roYina le famiglie dei Bardi
e de·; Peruzzi, rrerlitrici insodcli.;falte rlei Re
dli Inghilterra e idi. 8vezia.
Del ripnd io parziale, gli esemp~ storicl
abbonrlano siffatflamente da far rlire che era
questo il sistema usuale per gli antichi. Stati di trnrsi 1l'ìmbarazzo neJle difficoltà finanziai ic. Mn. anche nel secoln scorso ~ustria
$pi1~na, Turchia. Portogallo, Greci.a. Egitt~
e tuHi gli 8tati dell' \mérica del c:;ud. eccettuato il Bl'asile, figurano, parecchi rirpetut.amentc>, nella J.ista Il'era deg.li <:;t.ati \'enuhl
meno ai loro imneg-ni A.ncora ai primi 1ann11
del secolo nostro, talune renubbliche !lell'America Centrale non erano in regola COI
1
S3
S'2
,
.
1· lista ~i è a\luuguta col
loro pu.g.irnenti, e "
.
· 1 1.1• \men\.'a
.
1· •·1 ree·eh i a 1\.n ~ t.a1'1 t e /
nl)tne e i 1 · ·
. ile la o-nena mo11<lel c1'11trn e rlel Sud e1u1 a1
"
1\lale.
.
.
.
umerr divt>rf.e
11 ripudio pa1 zia le puo ass
.
.
. 1 "'tatn 1rnò ritlurrP il Yulore cap1.
orme.
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1
talf' dei titoli cli rendila. o, cw e1ie o1 t ,1 .
te~so ridurne forzosamente l'inlere!'-~. &Hl
~lichidrnnclo apertamente {li paga!'lle ::.~~·
ta11lo 11na parte, sia masch~ran1l~ . la. 'i:
d11zione con iun'impo5ta s11ec1ale st~1 iltoh
del òeil>ifo pubblico: op~rnre può, me.dt·a nte la
ronversiono facollo.tiva, mett.e~·e 111. clctenlore dei Uto1i nell'alternativa di sub1~·e i~na
riduzione dell'interesse o tl.ii avere Il n.mhorso del ,,aloi-.e capitale prima ~el t~rmme
fìno al quale era s1.ato garruntito mtegro
nn t.ere:;:>e ai emni:..c;ione: o ancora può sospendere per alcun tei:ipo, i~ Y_ersame~to
del.le annual.ità, senna nf001der1e 1n seguito,
infine può semplicemente ritardarlo, lu·
0
<.'ranlclo rosi su1l'interesse delle so1.nme. c·.he
rim~mgono nell'interYallo a sua cl!sipos11J.O·
ne sia aperbamente, sia mascherando Ja rl !la;,ione col pagare le cedole, anzichè in monet.a, in tutoli di un m101\·o debito, rlel. q?ale
soltanto i;i 'Pagano poi in moneta gli intE're.ssl.
·~i ha rpure ripudio parziale quando il Go·
\E'rno disronosce non tutti i debi'ti pubbliri, ma solo q~1elli derivaniti da prestiti
particolari, per esempio dia. prestiti dì guer·
ra, come, dopo la guerra di sece~~ione, fe<'ero gli Stati-Uniti per ciò che nguardava
il debito di guerra contratto dagli Stati con·
federa•li ribelli e domo.ti, o quando di alcuni
o di tulti i debiti pubblici, rironoc;ce non
tutti i titoli, ma solo quelli di un certo 1iar
glia, come, secondo quanto diremo in ap_presso. aivrebbe fatto il go,·erno russo d.e1
'holsce,·ici.
Sono tutte forme, codeste, più o meno larva.te, di dieconoocimento aventi camttE'rto
rea1le, 1chie Je finanze obel'ale degli Sfat.i di
Europa e di Amenca hanno in tempi lontani o recenti 5perimentate.
D: fronte <Ld eF"e. stianno le forme aventi
<'a.rattere personale, che si avYerano qiuJando
lo Stato ripudia il debito o riduce o sospende o ritarda il pagamento degli interessi
v~rso cert~ categorie di CI'E!ditori, per esem,:>10 \'erso I Cl'editori esteri, come durante In
guerra e prima dii essa fecero t1aluni ~tati
deJ.l'America centrale e meridionale o 'erso
i 1critt.adimi nazfomal.i o ::i.nche gli stra~rieni che
posseggano un patrimonio o un reddito al
di ~opra clii una rlatia s.omma, come dicevas\
avere intenzione di fare i•n Germania l'attuale governo. Il quale ultimo pron·eclimento, per avere
efficacia, naturalmente
P.resuppone che ì titoli di debito JYUbbl1co
s1eno. nom~nati.Yi o iimplica la previa improvv1s.a I'l:duz1one a nomin1a tivi dei t itali
pubblici· al portatore.
Si possono dare naturalmente combinazion! molteplici di crueste Yarie forme di ripu·
dio parziale, una delle quali sarebbe quella
operata dal go\·erno russo dei bolscevici.
Mentre am1nu Ila Y'a i prestiti di Stato, a vrebbe. esso fat~o eccezione a favore degli operai,
dei co~ta~lmi e dei so 1dati, i quali possedessero titoli per somme non superiori a 10.000
rulbli, av·reb'be rispettato i dèpositi eseguiti
pre.sso le e.asse postali di risparmio e avrebbe infine nronosciuto ,-a.hde e ammesse alla
cii colazione come carta moneta le rartelle
del «Prestito della libertà» di valore nominale non superiore a 100 rubli.
. Col ~ipudli-0 del debito pubblico, l\amm1nistrazione dello C:tato 'iene nettamente me·
no ai. suoi i1111pe.gni; trélldisce la fiducia de1
P~bb'Ltco; t.ra.clisce ·i1n pa:rticolare la fiducia
d'l ic'hli, alìl'inteirno o ahl'estero a,·eva confidato in essa e nella missio~e per cui il
'Pl"t'.ISt.ito era stai\o contratto: roode per trul
modo cùiffici1le. finc-hè c'l·ella sua bancarotta
1-esterà il 'I'licordo, tp'l"estitd ·ulteriori. sopr~
t•uito per fini analloghi.
85
84
. a. uu~La ''<Llcssero i lrent
Quando pu:.~.n li··~tare 11erta11lo la Coli"'" t.ornac.oulu
'
· '"
m01..a I'i.. lu\'rCuu-.
l
ro
per d1svv:>1<lcrazwue de pu.
del Llàsconoscnuento
g'~iere d1alla tent~z.10ne
. 10 che ~ente
,, ,
ubl.wco un gove11
dru d e ....1"0 P
.
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s"'\1i·darietà
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l'er .nuxo c i , ·
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. .
t del debito pubbltforma 'il drsco11osounen u
. .
' .1 111 ' bbe [IJ'O\'VedliU1lOl1iU Cl'lll1'llLl150
co UPP• ' e
. . , · , ll'lutes·a
e iu&l-e d•a pa.rte de?,1h Stati de . .
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l'SU
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de.I. governu
11i<l•ico e nrn1 a.le. 1,a ipos1z1011e . à
l'idach·c u on ri.couu.c:.ce tiale c~ll \111111t" . e so
,· •a· t11·1 9Ì atterraja
a11z;1 a ne1rn1cl1 del go
00
ue.
, ' ·
.
-1,·t ' d1,;• 1,·en10 che l!a unllraltu Il •pres I o e
1-0sce e condanna La. missione 1per cu~1 qne~to v•enue emesso. Onde 'i Fe<leral1 vM1 tlo. amironu 100'ica.:meo1te dibce>no«;centlo .1\ ~.~
l'l ' , ,
o
Sl.ati. d eI !::i u <l peT a.~10
b lo 1cont.ratto dail?,1.•i
•
·
e loa, camenta:re 111a lotta ·d·1 "ecesswne, .
.~
mr.11\.c aHr>b'bero 1:1.gitu ' b1!lsee,1r•:. ,.,e ':
\'esscro limil•aito il rli·sconoscmicnfa.l ,11~ <le.1.>1ti cuntmtti ,pe.r c;,o,,toe11ere una ~~111 a ,, h.~
essi l'ì•pnidiavano. Prov\'e.~i11~e.nt1 s11!altll ,1
con<'C piscuno in ,-ero da cln li attua come una pu1rnizione inf.Mta a clii n.~l·a gue·r11a aveva d~tto i:\ sostegno econonuco _e ~olll~ ~un
mon'i,to pel' chi fosse leintiato l(l>! rnLe11lt11 ne
la p1·uv1a. .
.
·. .
.
o· Anc011a 1cLl\'e1ii:1a e la 1pos1zn01H' <111 \1'11 "'o
~·eirno che, dii fro11te .aigl.ì Stati esteri, •ais.sume la -con\1in1Uità giuT1idi1ea dieù go\'erno chie
ha. 1mnt.11aLt.o i.l pre,;lilo, ma •ne res?illg·e ogn1i s01bida.Tidà morale e ill ,r~arLicolare ict)ndanna il fme per cui il 11rest1to ,·en.ne eme"-
~ come sembra e,s$ere il caso per l'atbtuale
"'dvcrno dellla Germania nc1i 11i spett i del! .g<>~e1"l10 imlp'e-riale. Par1·ebhe eh<>, i11 silltl.Ull.
1
po!'<ii'lione, un governo 'POtre<bbe logic.an-..en-
tc disconoscere •il d-ebito pubblico di guerra
emesso all'in\.enno, intendendo così pumirù
i so.stenitoni di un reg.ime esecrat.o e d:i fi-
"ttindannati, ma de>webbe in ogni modo
riconoscere i:\ debito 1pubb1ri.co all'estero .
:-e· non .c1he ri1 1<ll1:;.co11ùSCimc1:1to del debito
1nul>i111ic·o pori.a a tali ìncom·enienti che è
111olt1) dubbio ~e ~ira 111<ri uppon.11110 per i nt1tin 11
vi j!t1'\PJ"11iiùi rucll!aere i 1111'a1ma.<'o~i perir·oJosn. per ,!)rendersi '11 gu,, o <li punì1 e i faut01'i dr•!l'a 11tiC'n n~g1111e .
In q11:rn Lu i I <l•i."<"001n!"'C1Dlelnto :-o.i estende
al debito c.olloca·o al 'estern. e:o>so atti11:i dn-
fatti s·1JI n11;v\·o :-;i.ain lf' 'Ìl'P rif'i creclit011i
stra111ie 1·i e può anrhe pro\'0L'11l'r aperte o-
!'Litl.ìtà eia •p•rnrtP <leg11.i <;;ta1Ji a run questi apIJHI! te.ngnno '\ìo' \'ediamo ogig1i gili stiessi
boJ.,01:e' ::ci of'friTP a.ll'ln11e;.a cli 11ito1,nar ~o
prn a•l 11ip 11cldo d ei debit.i \'e.rso l'estero pur
di Ass.e-re riammessi neil con':'o1·zio rlelJ.e na1
zioni.
All1intel'l1o, 11 cli~c<111osaimento <le! debtto
~mhrHir.n fornisce il ina~o esempiio ·an citt.1di11i, i qua.li, quando si tro,·ino in condizion i. fìnanzi a Pie imba razzant.i. si 1'1'€ 'le ranno
aut 'lrizzat1 a imitaire r esemnio <l·e~Jo St.<uo
seg·u~ndn il como:cln mezzo
qlllesti esrogi~
tatn }Jel' sc.ioiglier~i tla·i ·rlebili
M:i non sk1 qni tutto iii mal~. i\lolti capìtl.·1·l.ist1i. cth<> nei titoli pubhlici a1\·evano collocato ima pa1it.e 11ote\·0Je delle loro sostamze,
Si ! l'tJVeran11111 l'll'v Vl11a tti O per lo meno a ren•af.i ne.i loro a.ffa:ri. Essi tra.soineranno .con
s-è nei! danno le clias.-<;i meno abbienti; poi<:<hi• 1111 grandP ilnldtusitriaJe ,cost.retto a s1)spe11 cl ere il lavoro delle sue fn bbriche sign ifi<":t migl.iaha di opeirnti mes< S\11 'lastnco:
un .g1cantle p1'op1·i e-tario costre:1-0 a lesinaire
i m.:zzi di la,·o.ro alle sue terre signin a
<lonme di famiglie d1 conla<lini. c'Ii bo\'ari.
<li f)a~tori che vedono diminuito il loro red<litn. :.\lessi in d.ifficoltà. i ca:nital1ist1 correranno naturalmente agli btilnt.i di credit.11.
quali potrarn10 soddisf~re le 1-0'I'O l'ir.IHe:ste· tan1o più tlJffieilrnen~e in <rnant.o che
i hwo :mestiment,j in titoli pubblici si tro-
<la
0
1
1
86
veranno d'unprovviso en1wmeme1ne ridotti
di valore.
I fa.lhimenti dieahl
1istJituti di crediw divero
.
I
ram10 firequentii; quegli i9tit.uti stessi. e 1e
a\Ta:nno p:otuln resilsl·ere a.Ila bufeira, mdeholiti e. i·soJ.ati, do\'raJlno 1idune i loro affairi a proporzioni minime Vi saorehbe liii
mezzo pe 1· evitare agU istituti di credito la
•Tisi: che lo Slaiw fol'nisse loro •la ca1ta
moneta suf.fioi·en:te per f.<w fronte ai paigamanrti l'i~hi·esbi dalle circosLnnze; ·ciò siigni.fìcherebbe però null1a1Lro che .ave.re dliscono~iut.o un <l·ebito p·er crearne un alLro e sotto la forma r.irtenukl la più onerosa per la
economia nazionale. <.;e non si 1 icorre a tale
espedie11te, d'ailtra 1nu·te, tutto li si<Stema
rreditizi·o sarà spezzalo: ora il sistema credili7.io 1·appresen.t.a, nel·l'oirgia nbmo ·economico della nazione, l'<lpparato circolatorio
che melie fo reJa1.ione tra loro le Yarie 1part.i mecliai1te tma com·ente ,·h·ifìcatrl·ce
Col faJlli·re o iJI cliiudersi clegli ist.ituti di
ae<lìto, non solo re~1leranno rovinati molli
piccoli •P medi prop1ieitari, che ad essi avernno aoffìdato i 101'0 •l'isparmi, ma tuit.a l'industria, tutLi i commerci ne sn11anno inceppat1i o arr-estati. Cosi, per !'ilndissolubi le inter<IJipe.nd.en'l.a tra le \~aot·ie classi s-ocialli, la c rilSi ·dieii detenrt.0tri dli titoli µubbl'i.oci
diverrà la oriisi di tutta. l'econonii1a nazionnle.
T•ali ap1punto furono gH effetti che, negli Stati del Sud della confederazione americaina, ebbe il ri1poud'iio del debito tpubblioco
imposto dal Go\el'no fe<leraile: così che gE
storici sono unanimi oo·nuti nel riconoscere
che esso rappresentò un gra,·e enore dal
punto di \'i&La eoonomico.
Si. puo Cl'edere faciLmenl-e che glli effetti
saTebhero moltiplicartii cli intensità nelLa società moderna, i.n cui il credito ha assuntx>
~n'impo1,tamza di ta-n lo magg1·orc che per
i l passalo e i•n cui(> cresciuta, con l'aumen-
87
tata divisione de.l l.aYOl'O, la rntenlipendenza Ira le Ya 1·i·e classi sociali.
Tl 1lisro11o'ìcirnento parziale, <:.otto l'una
o sotto l'altra fv11ma, presenta, attenuati, gh
.;;tessi inconvenienti del disconoscimento tota~e. esso ne uresenta.
d'alrtra parte atte'It;.i t: an c he i vantaggi, nei! s-enso che solo
p:uzialmemte raggiunge lo scopo ,, cui è di1rlf(1
~. a ne1'ia, ù'aHra parte, che il cliscono"c.imenln pa:rzioale del debito pubblico può
cnmpromette·re l'economia nazionale in mi,-11ra lllOl•to ùi\'er.;;1 in un periodo a prezzi
rapirla1nente crescenti P in un periodo a
·i·rzzi rapidamente decrescenti. L'esperie11;r,:- attesta e la teoria giustifica - .:-ome ab·
biam_o . ~pieigato ne ' precedent: rapitolo
il tatt.o che, quando il lin·llo rlei
prrzzi ~resice rnpidamente, gli in1prenrlito1i,
e quindi i capitalisti, i quali, come clas,.:e.
"i possono idenui.fìca11ie coi primi. re:l'lizzano
lauti gu-adagnoi, me.n tre, allorchè i prezz.i
rapidalllente declinano.
essi Yedono attentiarl"i e scompari.re i loro profitti, <{UMl·
do p·ure non sono costretti a laYorare in pura pei"<:li:ta. Se, nei periodi a prezzi <:rescenti
d11n11ne
quali generaltmente dovettero esser
quelli in c-ui si procetleite al d:iscoooscimento
parziale del debiito 1pub.blico nell'antico regime francese e sotto il direttorio
·tale
pro\Ted1imento :potè rilSullare SOJ>port...'ùbiUe
per i capitali:sli e per l'economia nazionale.
durante ila discesa dei prezzi che ci ·riserba
il dnpn-guerra imminente, ne rie.ulterebbern
moltiplicate le conseguenze dannose.
Più si esamina la questione, e più appare dunque e\ii<lente che il disconoscimento, anche panrnle e lan·ato del debito pubblico, ingiusLl•fioaibile da ogni punto di ,·ista
per le na1.icmi che escono t.l'.ionfanti da.Ua
~u-0rra mondiale, è. per considerazioni econon~id~e, assolutamente sconsigl iabil~ per
1 ''mli,
nnn meno ch·a ·per i vincito1·i.
l'\è i 'in1·ilori de·rnnn dirnenti~are JIR stret-
89
88
t.n. ~olicln.ri,età che, finchì .-il111e110 non si~
pa..,.ata l'indennità di guerra, leg i le ,c;ort~
drl lorn erari all'ecr.nomia naz1r nale <lei
\'inti.
Di un contr:buto st aordinario
sui
guada~ni
ùi guerra
.\n1111etli·amo pure
di11a1rno molti
che
gli in1ru}lt'eUditori-capUal1sti
dcbb~110 attraversare. nel dopo-guerra, 1111 p.er1odo d1
<liffic'ollà . .\la sa:rù questa una ragione sut:
fìci<'JJ!e percliè essi si sottraggano ad ogi.11
contri'bnto 1per ì pingwi gurulaigni che h~nnto
realizzato durante la guerra'? Su.rà g1us o
elle essi yengauo t.ra,ttati alla ~lessa str~1ua
1l·e'i k1Yo1·nLo1·i, per cui la guerra ha rappn'sPnt.alo, comP pure si au1111ette, un .periodo di cl"Ì~i economic·a'? '-'.e nessuna misura 1,,,.1 equat1 ìrr \'enis,;e a1lol•t atn, l'Italia si
tre·\ erebbe, pas;:;.ita ·la crisi dl'l dopo-guerra, cnn im piccolo numero di persone uscii.e
dalla CT\l'brm. con ingent.ì fortune - f.rullo,
assi;1i
l'11e della. Jo.rn atti\ iti1, delle favorrvnli t'ollgi11niturr - di front.f> alla grM1de
111:1.gp:i11ra11za. se non impoverì.tu, oppressa
(hlmr110 da nn g.ravn"ll c:niro fìsc.ale.
E' questo i.nclubbiamente i.I pensiero che
~ping•e molti alle proposte della le\·n. del
c·t1pil.}1;lp e .fl,el i isratto ohhhgatorio delle
tjrnpoRte ·direlt·e t>. che rende tali proposte
p.wtfirolarmentP hene arcetle alle classi popolari ed ni 11wo nup1fl'Pt·ese11t.a11ti. Nè, per
rruanto sia cUffil'i·le prneclere q11nh• sarà I.a
((ii.!;(ribnzione della ricchezza l'lllJ <'lli l'Italia
u'S{)i·1·à clalla guerra, :-:.i }Jllt11 t>:'.cl111lere assoh1ta-mente che que,c;ti e quelli abbiano in
qualche pa.1te 11:1.girxne.
Poti à clirs1 - è Yern ·- che, 11ella crisi
belli•"a. ln Stato non Ri rlbint.eressò punto
delle e-lassi laH>l'at11ci più 1lurament.e pro' ate, ma pro•vvi1dle .a1n1, coi sussidi alle famiglie clei richi·amat1. rol mantenerr bassi
più
p1·e'l.z.i dei generi di prim.1. necessHa. col
t.assare 1 eon:>urn1 <li lussu e ~· !l'inasprire
più f.01iement.e le imposte direi te e sugli aìfa ri a l'e11de1e memo difficile la loro conrlizicme Ora, perchè non ùouà esso. nella
<-Ti~i poE!belliC'a , se non pre11ùcl'e ùe·i pnn·' e<limenti di faivore. evitare almeno di
gravare la mmio sug-li intraprenditori-capi:nlist.i clic nr c;offi11.ranno particolarmente
1·1" <·nnsi>..guenze drunnose 9 '\elle alterniati\'e
di a.lii e bassi g-ua<ll:igni c:reate claJil'innalza1:;1 e dall'ablrn,;sn1,-;i d!"!l li\'ello dei prezzi,
1
lo <.;tufo 11001 de,·e, per ragioni di gi1usLlzia
e di cvpport.unità. inter\'en.ire continua.mente
• :i danno ùi nna st.essa clla.3se sociale.
Se ncm che ~i <leve pu.1· riconoscere che
c;lte-gone par:ico.Jari di intraprenditori-ca)Ji.talisli si av\'anta.ggtia.rono, durant.e !k-1 cri~i hellica. 1:.er ragiioni speciali. molto più
d1e per la ri1•cl)stanza generale dell'.aumen1ato livello dei prezzi. L'aume11 !0 <lei prezzi
<lelle \iarie merlll fu infatti m o l\J ù1c:l'o.1me,
e. per alcun·e, rag-giunc;e ta le intensità da
non poter~i .a !'fatto considera re alla streaua
rlelle consuet.e ailternatiYe. <»li induRtrÌali
·a<ldPthi alla produzione> di me.rei richieste
<lalle amminisu·a7.ioni militairi. per la inett i1l n<line rl i queste " m 1.tt.n re gli affari commeorci.a li. ri11scirnno a 1•ealizznre profitti esorbila.nti. mentre la J.Mo conclizione più o
me.no pe11feLJLa cli mcmopohst.i ne•rmette\ia
1010
come fu g-iustamente osse;·,·ato -
di
rivn le1·Ri nei con ic;pett i \"i cl~i 11 uovi con-tratti cieli<> falcidie operate dalle imposte sui
so1>raprnfìliti e ::;ul centesimo lli guerra. Gli
al: i rendimenti - er>pnre tanto inferiori
al giusto, "e-condo l'impressione corrente <lell'imnost: sui sopraprofitti sono là ad nttei-ta.1·e
l'in1po1ianza di code~ti VO"uada.o-ni
di
.
O
~ongrnnturn. Ai quali si ag-giungeYa. per
1 gioYani. il YD.ntaigg:io dell':issenza dbJI~ armi, faioihnenie con1C>essa, con condiscendenza iorse ineYitabi1€, dalle anlorità militari.
Vr1·0 f> rhe tale nmta.g-gio Lc::i e.stende\'a an-
LJJ
90
?i
<'he ,La.Ji npNai delle industrie
guerra e
rhe ;eafi alti gu,~<la.gni, <rue<:.t 1 pu-re a \'C-
'
o
. .
. tJi '.\1b
v:n10 fHll'te, reahizza1ndo salan °rn.s1pe1~ . • . ,
tutto compreso, i salari r ealizzati. a.i11c1~e
nelle regioni più fa\orHe e nel~e cait.egone
di mdu:-t.rie di maggiore rendnnento. non
superavano di molto l'aument0. del hvell~
ctei prezzi e, :nell'insieme delle 1~dustr1e d1
guerra. di tuitta Italia,
probnbtlm~~,te ne
restairono a1 diisotto. Chè, .se pecull11 po't.erono da molt.e ifamLglie opera.1e mett,ersi d~
pat'te, ciò if<t.L in generale. o pe1: .la 1'estr~
zione dei consumi o per 1 reùd1t1 larterah,
consegmili mediiante l'impii>gn delle donne e
dei Tagazzi.
Tutto ronsidera.to, un 1mp10stn sui guada~111 eccezianali realizzati dagli intr~pren
ditori-cap1talisli durant{' la gueolTa s1 presento. duuque rome provn~tlimento pienamente giustificato. E' superfluo poi illu:-::trame la oppo1~tunità politira.
Jkne rlunque propone la '-.;e7,ione VI della
Cnmmissione del dopo-guerra che> ,·enga
applicata un'impo$l.a stranrdin.l!'ia sui guaclncrni rli eonaiuntura, realizzati per effetto
....
d'ella
guenia, o)){!r l'anunontare di tre m1·1·11nrdi <i'i prodotto, frazionand one il pagamento
111 un lernforn da. 5 a 10 auni. 11 voto diellia
Se7J011e non dice, ma. nulla impedisce di
aggiuni:rerc, che i.l pagamento possa anche
e~sere tnt.to in tit.oli del clebiito pubblir,o d1
guena .
.;;i aYverta che si tratta di 1111 provvedimento n:ffotto rlL,·erso <kt. quelli della leva
ciel capitale o del riscatto obbligatorio delle
imposte pre.~i precedentemente in esame.
Quelli :snreibbero pro\'vedimernti di indo0le
generale diretti a colpire tutte le clas~i dei
('apitali·st.i, fa1dipendent-emente dalla utilità
d1e dalloa rnL~i be1J·1i{:a i singol:i possail1o avere
6\l'atto: qnesto è p.rov,·e·dimento ~pec:iale,
dll' $i riferisce a uno pa1rticoki.re categoria
di persone individualment e cl·e.signate. La
siessa difficoltà degli accertamenti è. in
r1uesto ca.c;o, molto diminuita dalla esisl,enza dell'imposta su.i sopra.p.rofitti. a cui altri
elementi cli giudizio n01J1. sono difficiJi ad
a.ggiunge1 1si, trattran<losi di attività che troppi nessi hanno a\'uto con la arnministra1.ione dello Stato e col pubMico: H c:rnt.ributo 1 ichhesLo non appare. d'altra parte,
grave, quand() si ponga mente che il i.\lini.;;~ro delle Finanze giudicava possibile d1 ar1·1vare, con l'imposta sui sopra;profitti, ad un
pr·odolito annuo cli due miliardi: mentre la
;irc~ezz~ stessa clielle persocne col pite. lia
mev1rtiallnle e\ asicme che c1;;.se riusciranno
a d attuaire e che in parte hanno in<lubb'iamemtie predispostl:i con sospettosa accortez.
za, la ri·partizfone del carico sopna un notevole numero di anni, assicurano che il
tributo non 1·iuscirà <li gra,·e danno alla
oconomia nazionaile.
93
CAPITOLO I J.
Di alcuni proooedimenti
atti ad attenuare gli inconvenienti derivanti
dall'altezza del debito pubblico
Premessa
Prima di procedere ne11e .no0slre c?n~idC;1azioni non sarà male richiamare 1 n~ultal1 raggiunti 11ei precelclenti capitoli.
.
Noi abbiamo corni11ciato col mett.cre 111
luce nel' primo di ~si, qualr è la vera portata' dell'enorme aumento de. debito pubhhco con cui i bellio-era11ti
europei escono dal
0
reeelflle conflitto. Per ciò che r iguarda il
debito contralto all'estero, l'aumento rappresenta una passiv.ità secc~ per .a nazione; per ciò che nguarda 11 debito contratto aLl'intemo, esso si risohe, i1111vece,
rlal p'llnto ·di vista clell'ammo~tare. d~lla
ricchezza, in una semp1ice partila d1 giro
Questa partita di giro non avviene però
S{'nza spese, senza res1ste1ne, senza vesst1z10ni, senza un'attenuazione d>egh stimoli alla prodruzione. senza pericolJ per la
t1~,nquillità sociale Derivano siffatti incovenienti, 1lota~mente o in gran parte. dalla
dissociazione del reddito da1l la,'Oro, che
l'aurmento del debilto pubblico accentua; non
trascurabili oggi, e-ssi sono de.ostinati ad ag-
gra \'arsi l'Of dii''>Cendere progre=-s1 \"O del li'~l!Ct -e.lei p1·ezzi, che già si è inizia:to e che
per molto tempo ancora co11tinuerà nel periodo post.bellico.
Prospettata così la serietà della situazione e indicatene 1e cause fondamentali, abbiamo proceduto, nei due capitoli seguenti,
ad e~amina1·e taluni rimedi rathooli, che
furono ria \'arie parti proposi.i: la leva
del capitale sotto Yarie ,forme: il ribCatto deL.e imposi.e dirette; il disconoscimento parziale o totale del debito
pubblico; un conllibuto straordinario sui
guadagni di guerra, - mostrando se e in
che misura
ciascuno di questi aippari va
t'C111~igliabile allo Sltato itaJj1ano, tenuto coni.o dell'annmontare, del !dinamismo, della
d!c;tribuzione, della composizione qualitawYa della 11ostra ricrbezza nazionalle. Tutti
questi rime<lli costituiscono pron'edimenLi
di eccezione diretti a curare il male alla radice, annullando o ridrn::endo riamroontare
del debito pubblico. Per la parte per cui ad
essi non si ricorra, è necessar; o naturalrc·ente far fronte alle spe-se coi mezzi ordi1ia11i consentiti dall'attuale si:stema tribu1tario, acuendo le tasse e le imposte vigenti,
instituen<lone di nuove, creando altti monopoli, esacel'ban 1!0 i prezzi di \'endita nei
monopoli es stenti, •procedendo ad aocertnment1 più se,·eri, introducendo .rn<t più rigorosa economia nelle spese, ricorrendo magari, in qua che parte, a nuoYi prestiti Non
è noslra intenzione di addentrarci qui nel1 e~ame delle molteplici proposte, talune ardite. parecchie opportune, che, dal Governo. dagli studiosi, in parlamento. nelle appo&ite commission . f.urono in questo caim:po
avanzate e in parte anche portaite ad attuazione.
Desideriamo im·ece richiamare rattenzione sopra talunJ provvediimeiiti che non hanno propriamente caraìttere finanziario e non
sono d irettii a diminuire l'ammontare altu::i-
'/5
94
le dcl debito pubb\i.co, ma che, frenando la
d1srooa dei prezzi o attenuando la dissoCl<1zinne del reddito dal lavoro, con1lribuisrono aid allevùra.re il carico che il debito
rappresenta per l'economia nazionale e rendo.no cosi inclirelt.aimente meno difficile il
compii.o clell'euario.
Prenderemo anzitutto in esame
Il deprezzamento della unità monetaria
E' questa un 'espTessione che può inteu de1 si ili 1più modi. Si puu de-prezzare una
moneta, che sia alla pari, conc;ervandole lo
sle$SO nome, rn:a facendola corrispondere a
1111 valore minore. Ciò aHel'l'ebbe, per esempio, se gli Stat.i Uniti <l'America stabilissero un hel giorno che il clol.aru, invece <li
contenere un grammo e mezzo d'oro, ne contenesse un gramimo soltan1to, e urdina5sero
ehe i debiti cont111atti in dollari Yec"hi fossero sol\.ibii!i in dolilari nuO\i Questo espediente. a cui non di melo l'ico1·c;eru 11el medioeni principi poco scru·polosi per sottrarsi a
impellenti difft1coltà fina nziarie, è un modo
bello e buono di ,disconoscere in 1parte i JH'Opni debHi; nè mutia la naitura de.I provvedimento, ma anzi ne aggra\'a la 1portaba., il
fatto che il di·sconosc.imento non resta oosì
limitato ai soli debiti dello Stato, ma si estP.nde anche a quelli contratti da enti pubbliC'i, dia. società, da privati.
Dh·ersa cosa si intende quando oggi s1
pa 1la del deprezzamento della urntà mont.-<arìa Il provvedimento, •a cun si allude,
può aipplicarsi solo in quegli Stati in cui la
inflazione della ci1 colazione ha già determinato una svalub:1zione della moneta nazionale: sono, del resto, q-uale più e quale
meno, in questa condizione tuliti gli Stati
enron:>ei che ·hanno 1preso parte alla guerra.
I l provvedimento consiste nel consolidare
tale, svaluta:uione, dando per il futur o alla
moneta un valore nooninale corrispondenitf'
al s
valore reale nel momento in cui il
.si opera. In fa1lia, ad esein.
p•o, 100 lire in oro, secondo il cambio ufficiale, -corrispondono a circa 120 lire di carta. Si stabilizza tale rapporto, fissando che
d'ora innanzi, la lira-cartia varrà 1 5 men~
della lira-orn. Qualcosa di simile ha fatto
in passalo l'A1gentina, la quale ora ha aipipunto 1due moneite di valore diver.so: i:
iµeso-oro '!3 ll peso-carta. Oppure, per maooherare il provvedimento e non complicare
~e future contrattazioni con due monete
dello stesso nome e di valore diverso «1
può conser.-arei alla Ira il sun nome, 'm~a
m_utarne il rnlore, sta,bi'lendo ohe es.sa
stia, con una ·moneta d'oro scelta come base di riferimento, in un raworto diverso da
(ruello, in cui •staTel:>be se il cambio {osS(>
alla ~ari, e uguale invece a quello in cuì
effethvaanente sra, tenuto conto de.I cambio
1sifa.\'Orev0ile. Si stabilisce per esempio che
cl'_ora innanzii, indipende~temente dal' cam~
b10, ci_ debbano \O•ere, non più 25,22. ma
30,26 lire . per formare una sterlina, oprpu1ie, n-0n ,p1u 20, mw.. 24 lire per formare un
:r:iarengo, oppm·e, non più 5. 18, ma 6.21
hre pe~ ,for:111are un dollaro. A un e~edien
te s1m1le nco11Se la Russia una ventina di
a?ni fa stabil•endo che l'imperiale d'oro corn~ndesse per 1il furt11.1ro, non più a 10 rubli,
C-O'Ine avrebbe dov•u to essere indiipenden teme~te d_al camliio, ma a 15 rubli, come a\\.iemva m realtà ..per i 1 rublo-<cart.a de-prezzato.. li ,p ro:·yed1mento si maschera ancor
meg}10 se _V'lene .aiccompaognato con l'introdlu2..ione d1 •una nuova -unità monetaria
co~: se in Italia, ad esempio, si abolisse l~
u_mtà m<Ynetaria della lira e si fondasse il
sistema moneta1;o· sopra una moneta nuov~ a C:Ui si ponesse, iper esempio, jl nome
dl '.' Vittoria >>, Jia. quale cont.enesse 1 30
dell oro contenuto nell'attuale pe~o d'oro d'
1_00 franchi e .ne1la quale si potesse110 com·er~
Vire, nel r8UJ1Pol'to di 4 a 1, le lire di carta. at_
10
c~~nsolida:rnento
96
trnalmente in co1·so. :--.a1ebbe flJn e~pedie.nte
'-lini le " quello a cui 111corse ll\11Stl .a q~~au
do sostituì all'unità monelana. del fi?.J m?,
d1c, da franchi· t.50, quale era il ~uo \.a.lo~e
·:tlla pan, era disceso e da tempos1 a.gig.ua\a
intMno a franchì t, IO, que;,1,t della. corona
d"oro, cuniSiponùe11le a mezzo fìormo e a
franchi 1.05.
. .
.:
1
Codesti esem~)i storici furono i 1cl11?-'ma~
allche recentemenlie da economlist1 en:unent1
eu 11 l'm.o.istenza di un suggerimento: ·il .quale UH~r vero \'enne n1Leso, ma 1w11 nusc1. be~
ne wccetto alla generalità. Al che coninb~1
certa.mente la ci1icosla11za che il provvechJllento veni\·u apentamente quahficat? cO'Tl1e
un prunziale disconoscimento del dei:)'lt,o <l a
rarte dello Stato . .S~ n~i; che è veramente
tale eqruiparnzim1e g1ust1fica:ta? e fino a che
p11n tu?
.
.
'Se uno Stato avesse con tratto 1 s1101 debiti quando la moneta era abla pari e solo
1n se"'nit•> fosse sopra\ Yenuto quel deprezzame~to che si tratta d1 consoli<lare, s1. potiebbe di1·e ,giustmmen te che lo Stat? viene
a disconoscere u11a •parte del suo <lel>1to proporzionale al deprezzament-0 sapravvenut~
nell unilà monet.anu, tin quanto <:he .egll
Yiene a riconoscere ai nuovi ered 11\ori un
credilo nooninalmcnLe uguale, ma sostanzialmente corrjsp-011de11t.e a. una quantità di
orn inferiore, nella misura 11n·edetla, a quella ·elle, medi~rn e la moneta nazionale m~
t.11a tagli, lo Stato aveva potuto .procurarsi.
~la .di\'crsamcnt<> stam10 le cose se lo Stato,
come è ay,·enuto aiprmnto in Italia durante
la. guerra attuale, ha contratto una gn·1n
parte del suo debito pubblico quando la moneta era già deprezzata. rn ·kJ.l caso, con~o
Hd~1 ndn il <lep1·eua111enlo in u'n .momento
datn, .lo Stato vie11r :1 rkono.c:;core ai suoi
credi,tori un credit-0 corrispondente a una
quantità d'oro inferiore o ·Superiore alla
quantità d'oro equiwilente alla moneta nazionale mutuatagl;, a .seconda che, a.I mo1
1
97
mento del t:.·onsolidamento, la. sva1 utazione
era inferiore o supe1;ore a quella del momen:n ìn cui il debito venne contratto. D'altra parte, pnòchè è da attendersi che, a lungo andare, la moneta ni:1zionale finirà col
ritorna1·e alla pani, lo Stato, qualora non
operaS<Se il consolidamento deJ:l'a svalutazione della moneta \errebbe, p1"ima o poi, a trovarsi foevita.bilmente debitore di una soonm·1. in om supe1•iore a quella equivalente al
(·1·e<1it-0 apedogli. Ora può veramente condannarsi lo ~lato, elle, messo al bivio tra
u11a sol111zione che lo ipor'lerà sicuram~mte a
rkono.s<'ere un debito superiore al crOOlito
apertog'li e una soluzione c-he lo porterà a
riconoscere llll debito. per alcuni debitori
s11periore, per altri inferiore, si attiene a
<p1~l'ultima? Lo ,;i può iCondanniare rt.anto
meno
io penso, - in guanto che la p.erd;ta 1per aknni <lebitori, il guadagno per altl'i, sono già aHenuti al mom~mto in cui il
<'OJ1l"olidamento si opera. Col .conso1idament11, invem. -- come {ltce la stessa parola lo Staio non fa che rendere de.finitiva
una 1condiz.ione d' fatto già attuata&; esso
nulla toglie e nulla dona; impedisce S-Oltanto che Ia rondiz10ne attuat.a·si si modifich1i
i.n fllJijuro col ritorno idella moneta alla par
ii.i, facendo gua dagnare senza me1ito coloro che per effetto !Clel deprezzamento hanno
sE>nza colpa perduto, ma fa:ce<n<lo senza merito guadagna.:ie ancor cli più coloro ·he dal
diminuito •deprf'zzamentn hanno già trnitto
vantaggio.
·
Oltre nl nrntaggio di e\·itare l'aggravarsi
fut•nl'n 1<lel <lebito pubblico de1•i\·;mte dal ritorni) ali.a pari della rnoneo:;i nazional<, altri ne }ll'esentrrebhe il coJJsolitl,n11ento Jelln
~valutazione dell'1111ità monetaria: quello di
far N.'S.Sn re, anh.1,utto, l'inflazione monetaria, ìn quanto d1e 11 moneta. :,1 quale resta
iin cireolnzione. \ 1rehbE>, per tal ''in, ad acquistare un rnl01·r e rrisponde11te a quello
<'he r 1·icliie.::;to dnl rnlum(' degli .$t'ambi:
1
1
1
0
98
quello di attenuare, in secon_do luogo, la
discesa idei prezz;i, eliminando tl fattor~ r~~1presentato
dall'apprez'l111D1enlt> .~lell ~~11..à
monetaria Ora, la cessaz10nè dell 1n~l~z1one
monetaria di-spen.sa l<> Stato dal nt1ro, a
•tutta sua perdita., della moneta sov11abbon<lante, e -- ciò che fo1:se non_ è meno im~or
Lante
togli-e una causa ù1 queJ:l~ osc1llazio11i clclla rnluta nazionale che alimentano
la 5!}eculazione e o!'lacolano le contraU.a~
zionl e1111 l'estero; una mino1e disces_a dei
prezzi a\Unua, e può rendere lolle11~~b1~e, la
cl' isi che nel dopo guerra I t''' rnghera gh
intrapre11ùi tori.
.
Co11viene tuttavia far presente che il consolidamento idella svalutaz.io11e della moneta non O\Tie.rebbe completa111Pnte alla
rli.soe~.1 dei 1prezzi, la quale, ,,ltl'e che per
cause monetanie, è d,1 atte11de1·s: 11el d~o:
guerra per cau~e eco110D11iehe moltephc1
(ma""ai0re dispornbilità di mezzi •li trasporto, cft'.mano d'opera, di .c;apitali, cl~ materie
prime. jnwnzion', .snYpL rte. pel'fe1.1011amen1ii industriali; migliore assPttu nelle rel~
zioni tra le varie •classi soc·iali r Ha le \'ane
nazioni, ~cc.): nè di:<ipenserebbe nell'tavv,ern1·e lo Staio dal ritiro <li una parte del.a
,·alula fiduciaT;a. Operallost in.fatti il con601i1da.mento ·della svalutazit>ne <lella moneta iSolu mo men la neruruen le e da a tt.endersi
:cl;e qucsia re.Sti eommisurata n1 bis~1g~1i de_l
merc1a.to, in seguilo, .però, essa n~1'·.en~
sonahbondun1e !"C l'il11lue11za del d1m 1 nmre, per cause economiche, dei pl'ezzi _ddle merci ciel cessare clrlla tes11unzza1.10ne
della val;1l.a fìdu{'iaria -- pro\ ,-ediment.o assunlo. ma pi!re larga.mente pra\.icato ~~Ila
rrente ;,imur"'Sll ed ignara durante le ostilità,
~ ùel'n ripresa normale <lei mezzi cli parra111ent11 thl'etti ad economizzare la moneta
~inl'ern. come pare verisimil~. la contraria
influe11za c!ell'anmentato rnlume rlegli scambi. Le qnali considerazioni non portano t:J, nega re l'utilità del cnmmlidamento della sva-
99
lutazione della moneta, ma, delimitandone
la portata, mettono in luce l'opporitunità
che esso venga completato con altri prov\'e<l imentl.
Una difficoltà +pratica, che non sembra
trasc•urabile, è .però, nell'aittuale momento
quella cli .mil.':iurare con sufficiente a'Ppross i~
inazione il deprez?Jatrnento intenenuto nell'iunità. n1onetia.ria, in modo che lo Stato
<letem1ina'ndo la quantità di oro a cui que~
sta corrisponderà nel foturo e dn cui quindi
sar~t <'Oll\·ertibil·e, da. una parte, per a ver
tìi'.-sato 1111.1 quantità troippo elevata, non si
Lrn\'i affollata di domande di ('Ollvemione a
cui 11u11 puo rispondere, e, da~1l'altra, pel'' a\'e1· lis,.;aLo una tJUantità troppo bassa, anzi
che C011S•Jhdare
il deprezzamento aià
avve.
o
nuto, non mtr1>du1ca un deprezzamento ulteriore, danneggiando così i detento1i e i
cr-edi101"i di moneta e facendo lucnare senza
merito i debitori.
Il ca.Jnbio in oro della moneta nazionale
è fissato alttwlmente in I<alia dal ::\linistero
del Tesoro e risulta note\·olmente diverso
'Per i contratti aU'intemo e per i paua.menti_d_ogan~li: pe~· quelli, resta fissato. n~i giorIll ID cui sci 1\'1amo (gennaio 1919) a circa
l~O: per ~rnesli, a 150 La prima cifra - se'C',.mclo informazioni assu nte - con:isponde
nl cambio re-n"e desunto dal cambio della li1·a cnn h sterlina •sul merl'ato di Londra
nella ·precedente setllmana: la seconda \'el'reblH' mantenut1a ipiù ele\'a~a per dare allo
~lato un ana1·gine di guada.gno. ::\la \'i è 1·agione cli credere che il cambi') della lira con
la ,sterlina .~ml me1·cato di Londra s·a di\'erso da quelln 'C11e si nnebbe in regime di lihertù e \'cnga mantem.1k> artLfi~iosamente
bac~o in seguito ad a.ccordi inten·enuti tra
i due goH'rni. coordinati con accord1 analo...\"hi con i go\'en1i d!>lla Francia e derrJi
St::iti T"n.11 tli ùmerica. EffettiYamente, con la
"''. zzera e con la ~pagna, con cui non pare
es1sk-ino con\"enzioni di tal genere, il camb il•
è a.lq11an to più 1sfa \'Ore\'oUe (ci rea 130 con la
100
"i\".Zlera, cil'ca 1:?5 con la Spagna). La di.fferenza non• è grandissi111a, ne grandissima
ìulr-ehbe essere, lP•1oto co11lu .Jl'll'influenz'i
che . cambi sulle piazz.t li L 1 11<1ra, di Pal'igi e di NP\\" York devono nece::.sariamente
eser.·itare :-.tJJ me:r.:ati ~et:: 0 11oa1. dei paesi
ne:111rali Più i111pP1 tante è ì\,:::servare cìle,
in Itr liu almeno, il P• ezzo rJrìl'uro per uso
ì·ndustri<ule è aumentato in mistura molto più
rurte di cruanto da queste rif1·e non sarebbe d a attender&i: .da lire 3 e ~,o nelil'anteguena, esso •r sa.lito a. lire 8 e 50 al grammo.
"e l'o1io moneta:lo Jo.sse ,o;al>ito 11e!Ua stessa
misura, 100 lire rl'oro, conisponde11li 1a 100
!i•re cli ca1 la 1ruandL1 questa •'l'U alla pari,
donebbero oggi corrisponderP a qua.si :?5()
li re di cart.a.
La grande diYe1·s.itit d1 q11esl1 r<.llppo1ii las1~ia. lllolto perples::;i sulla quant.itù d'oro
in cu. lo Stato potrebbe assumel'Si J'obhlig·o
ili com·erti re ra llua.le 11 n i tà monetari.a. 1:. ei
fa doman:CJ.are -;e attualmente si pOSS.i pntdL'll!.emente Wicl1\eni~·e. in Ila,lìa, al 1·011solidamellt.o della ::;\·a1ut:izi11ne <klla moneta sf:n_
za 1111 pre\'iO periodo cli libertì1 nel commertio della valuta e cleJJ',~ro. R1sorgerebb'!ro.
cl"a ILra parte. ili rru e~to periodo, gli in Mn' e11ienti r:he gli aC"COl'Cli internazionali sui
n1 11 1h1 ha11110 avuto lo ,;cnp 1 cli <'\ itarl': <•ggi
Pssi p·resenterc>bbero però, in ogni modo,
1111~1 gra\'iLÙ mu lln wmore e 1111a Ùl\ersa po"t:•ln cli quella che a\'evann <: .•ranle le osti·
lità. Finanzieri sperirnentati potrebbero for_
se "uggerire espedienti per cla re esecuzione
.11 Jll'O''''edimento per alt 1.a \'ia. E il 1·ompito
pntrehbe essere grandornente facilital11 qualo1ntlprm·,·edimento111~1 .. fos:::e limitato ad uno
...;tatn soltanto, ma si estendesse, previi acNmli internazionali. a tutti i paes. dell'Inf1·s 1 l'n rnpporto c·o"frrnt.e tra le ,·arie unità
1110n<>h11 iP nazionali. se n0n l'ist1t11zione di
un'nnitù monetaria i11ten1nzìo1rnle unica,
sembra <l'altra par!t'. per molti punti <li v,"tn, opportuno, se non addirittura innispen-
101
:;abile, 11ualora si voglia fare rlella ~ocietà
delle 111[1zioni una solida u11ità fìnanZlaria.
La neutralizzazione della discesa dei prezzi.
f1.di1""nden1eme1 ••e eia] consolidamentv
della SWJlutazio11e ùe':-Ia moneta, si può pensare a.d a!ll'i mezzi, e più ra.dica,J.i, per far
sì che l'onere del bilancio noln· si aggravi
cu11 la disoesa dei prezzi.
ì\el ·primo capitolo (cfr. pagg. 18-20), a.IJli1.nino già os~ervato che, se i prezzi attuali
..;ii mantene.s~ero, l'one·re del bilancio po5tbellico non risulterebbe superiore. ma rors•_'
ìnforiorP, almeno per l'ItaJi.a, a quello sopportato nell'alite-guerra, in quanto che il
\'Ull>re nominale del reddito nai,ionale, per
<ruel che si può giuidi-0aire dai numeri indici
finora calcolati, :dovrebbe risultare aumentato più fortemente di quanto non si preveda
..::he sieno per a'llmentare le spese dello Stato.
"e non che i prezzi, e quindi il valore nomi1rnle del .reddito naziona.Je, andr ann(l rapùdamente dimiinuendo. mentre, tra le spese dello
...;tata, molte, e importantissima frn tu tte
q ue<lla destinaiia al pagamento degl.i in'teressi de-I debito publblico. non ne risentiranno
akm1 snlliern Se le annualità del debito pubblico potessero Iidrursi proporuona!lment.e al
riclu rsi dai prezzi, è molto probabiile che, in
Ham-a almeno, il carico tiibutrurio non ri.;ulterebbe nel dopo-guerra, in confronto al
reddito imponibile. più gravoso che nel pasi:.a lo tempo di paice. Ora che cosa significherebbe ridurre le annua.lirtà del debito pubbli·ro proporzionalmente al riklur!'-i dei prezzi'> -..:.ignifìchere-bbe null'altro che pagare ai
detent.011i dei titoli pubb1'ici un'annualità nonùnalment.e inferiore. ma avente la ste,c;sa
potenza di rucquLsto di queHa che si paga
ait.tua·lmenle, anzichè pagare loro una a11n u :1 lità nominalmente uguale. ma avente
:una potenza di acquisto maiggiore. come si
102
fairebbe qualo1ia non si operasse tale ridUZ'IO-
ne.
lln ,pron·edimento cli tal genere, usato verso i soli detentoi·i dei tiftoli pubblici, avrebbe t.utt.a\·ia un carattere odioso, ìn <1uant.o
eh e il ,·antaggio, che n eil fu turo è da a t'te111lersi <Jalla discesa dei prezzi, vei•rebbr. tolto,
fra tutti i creditori. proprio a quelli che rnut.lJéorono i loro averi per J.a dife!>.a clella patria i\fo noi rlohbiaimo domanclru1" i se non
fosse il caso di estendere !alr pro' n~·cllmen
to a tutti i r-reclitol'i, stabilend·O che - o,·e
11011 ,,i foss.c esprosso patto in conLrarlo il deibi!o1·e dcwesse Ye1 1sare al rr·eclitore una
sonun:l. non nominalmente, ma sostanzialmente uguale a quella mutuatagli, riducendo. o aumenta11d0, ]'ammoni.are nominale
rJella somma rii cui risll'°ta clrbitore, in mi·'·llra proporziouale alfa cJi1sl'esa, o al.J'aq1mento. dei prezzi, inì.e1Tenuto a partire dal morne~to in. rui tale norma venne introdotta o,
~e> il deb1 !o \'enne contratto posterionnente,
dal momento in cui il debito wnne contratto.
La neufralizZlazione dell'influenza delle rn1 iazioni dei prezzi, che c;i otterrebbe, è
st.a.ta spe~o amsu:iioata da.gli economiisii co~1e una m11Sura 1dea1le idi giustiia. Tfcl. moneta
mvel'o non ha ,·a.Lore di per sè, ma per i ben~ che con es~a si possono acqrwistare. E'
g1ust.~ perta'!1to che, chi ha dato un a certa
qua~Llfà d1 moneta, 1•iiceva, a parte gwli interessi, non una quantità di moneta nominalmente uguale, ma una cruant.ità di monet.a atta ad a-cquistare un ammontare equi'alente d1 be111 , e non i-es'i
. meri.t o
.. " , sen za
o senza .colpa, ~1Ticchito o impove•rito per
~r:etto eh. una d_1sce.sa o di un aumento del
Il\ elio ciei1 prezzi, di cui ai più sfuggono le
rausr e che molt<> mite anche gli . esperti
no~ .sanno pren:•d€re
Certamente non si
puo
1 .·m1pedire, a chi lo YoaJia
"' , d.1 s pocu l n re
su i Hl1zo e 9U'l ·ribasso del live.Jlo dei prezzi.
ma è bene rhe o1ò sia a.llora dichia.1·a t-0 es-pressa.men te' affinché l'alea
'
non possa es-
103
sere cor;;a mconsa.pevoLJ11ente dall'altro contraente non prart.ko di fenomeni economici.
nn 1111 punto ùi vista teorico, nulla potrebbe dunque essere più giusto rlel provvediinentn a cui :-.1 at:"cennava. per r1uanlo riguawiln i d<>biti futuri. Per ciò che riguarda
i <leh1ti con1ratt.i precedentemente, i credi\1)l'i ,·errebhero, con esso, a
perdere>, o a
guadagnare. la differenza dipendente !allo
aumento, o dalla dimi'!1uzione, dei prezzi
a v\'rratusi cl a I 1nomento in cui ' · c1·e.rlito Yenne areo1·dato al momento clell'i11troduzione ùella norma : S<lrebbe una
,ierclita
identica a quella i::he han•no
~ubito, durante il salire dei prezzi, .tutti coloro che erano rinumerati a ~ti'pendio fis:-o; una perdita, o un gua:dag:no, analogo a
'Jll{'lllO che, per il fatto .del r lmborso nel momento attuale, c;ubirebbero i detentori dei
1,1fn'Ji pubblici. qualora ~.i attuasse la 1e\'a ·del
"'a.pitale, ammess.o. comL pa·re pos~a aJninettersi, che il pubb'ic-o. nel valutare detti titoli. n,m tenga conto della fulura di:::c:esa dei
nrezzi.
· Per i crediti ac.::ordati in µas.-:atn, in\'ero,
\'en·el>be consolidato, col p1·0,·veld·imento che
si p ropo11é, i1J valo1-e reale che essi hanno a.l
moniento d eH'intiroduzione del:la nuo\'a nor11rn r i·mpeòita. ogni u'l'teriore diminuzione,
rrnH• •>~·n· u'l e l'Jore increme11<tL1, tli esso. Dal
momen1t-0 .in ~u·i la nuo\ia norma Yen ::;se ini I'• lotta, anche per essi verrebbe instn.11 '"'
i·l rn1ù :-!retto e ""w· ·o 1 z ne <li g-i·u~tizìa.
' ·a~ebbe, d'al1ra pa•rte, eYid·entemei{te ingiu·
,-tn <lnn• a.Ua. nonna un Ya'lore relroatt>iYo,
mentre no11 man cherebbe il mod11 di a lle,i.are l • 1•11ndizioni cli quelle categut,.L~ d persone ehe. d~-1'.P pa~"ULe \·i,·enrle de· prezzi. c;i
I ..~, nll I rjr]olt{' in cliffko'lt:\ In f"lll mal po· 1<~hh' rn di1ra.1-e. Ta-li, pe1· esemrpio, le> caltegorie degli impiegati pubb'ici, a cui, del
re.sto. già in parte si è pro\'Vedut11, ~
pel resto si potrebbe pro·v veder·e, con congruJ
a.umenH di sti;pi?nd.io.
104
105
Host-<J da \"C-dersi se <iiflkoltà pmtiche non
~i nppong<t110 alla traduzìoDe i11 attu di tale
111bu1·a te.onca1ue11 te pla.us.ibile.
Ol>Lirzim1i fou11Jutie forono rnosse alle pro,,.,~!.<! fultr i11 1.<l'le scu!>o a\'anti la guerra: es1>e der1n1no però, ili purte, dal proc001menlo cou cui la rnisura .-,i inteu<lern attuare in
pari.o <.la.Ila cil'<'.(JSla11za elie, in tempi 11or1 na
il, gli i11co1n·eme1di che si mi1·a,·a a r1muoH~re, TJ(>Jt JJJ't'-~nta\'<tll{) tale gru' dà da merila rie i I co1i10 ùi 1•ro,·vedimc11 U cli e scon volgPS.'X' r11 J'usual<' s1slema di liqui<.laz.ione dei
delliti, senza poter inL110durre, d'altra parte
P.1"· pnat~t;lie d ffie-0ltà, 11uel1a perfetta giustizra a r·u1 Ps.-.1 irle11 l111e11te ri::ipo1HIPYano.
• La 1p·ropo:-,&;~ ipiù rere11te e più uo~1 è quella
rn•J prof. lrn11g Fj-;iler. f•.:-;sa si fon.da sul
J1ri•:-;uppo,to elle Ju monet..u 1u olrcolazio11e
"IH rwmek1 C'<.t rtal('ea o ruonela metallica a
vn.lore non pieno, ma, nell'uno e nell'altro
ca~'"i: r~i111.Jnle 11ell,1 qiranWà di oro ad essa
c~1T1sponde11tc. Lo "!n o donebbe fare P' rii.
d1c11111erite la dì'• llll 11azio11e ufficiale de'l.
I~ q~untirù dr nro, a <'Uì <'01:rispondc l'unita .<11 rno11t>ta, in modo •eh€ il potere di ar
'!':·1sto dell'u11itù d_i mnni>ta !->Ì mantenga cosf,111.tp: f~ll~la11do..;;1. "' tal m,po, scwra llllIJle.n m<l 11e1 un1cial i, aippnsi t1.rn1e11 te cale<•·
l·nf1, ()~I rpl)te re di fl·cquii-to <li un'unità di
1
prso di oro (1).
. l)u:sfo ;;istrma 1)1'.escnlt•rebbe incom·e~Jlell!J non lievi: anzitutto, il pericolo che
il ..Goi;ernn r~gnlasse i numeri indici a prnpr 1:> \ nnta~gio, o almeno il so..:;petfo, <1:mno~oaJ1J:i Y1•ta ec011omirl"a :tll<'hc qu:ilora fos;;e info11dato. che un tale pL'ri'rolo e..:;ist-a; in
Cfr.
·
M
·11 I. Frsa .'R . TIir p11rcIHll'lll(]
POU't'r o/ mor1c11
O-Ollll a.n, 1911; .Jri U•Hhrinlrnbfr doUor
nell'/nd'
1"'•ule11 t. New York 1913 L
'
. ,_
(I)
•·enne J>rece<intn
4
d 't
· . a
proposto de: l''1~he:
di J. Allen Sm.ith is anza ~· ~ualcbe anno. da quella
- .
• tanto s1m1le che difficilmente ·e
ne d "'1mi."Ue
Ci J \
·•
llfont'll Sfonda d r:
• LLE:-" S~nTR
Thr .\111/t(plt•
tlc11111 o/ Poli/·r ·l
ica
m ..J n 11a/,
o/ l/11• • I 111<·r·1c1111 •I ca
.
a11d Socia/ Serene'>, March 1896.
seconiclo luogo, la via aperta ai lucl'i de"'li
spec-ulatori, che. quando fosse atteso un a~i
rncm to di peso d el.Ja moneta, potr.:-bbero,
per· esempio, porlal'e all'erario oro non monetato e rHJ1-.1rne 111onet.a, per riportare J. 1
.n1111eta e l'itira1-e una qua.ntità maggiore ct1
oro appe11H raumentu del pe.s·o della 111onea si fosse verificato {'!).
Si n.ggiiunga che l'indice ufficiale del li\ e .fo dei prezzi, $nprattuttu quando la suoH
determinazione fosse dmessa allo
Stato,
ll<)ll potrebbe seguire che co11 ritardo e a
sbalzi le varia7lioni, r-he s' \·erifìca.no. sul
mercato, del potere di a1cq111isto clellla moneta. Ora, il fatto che le modi!lcazioni ufficiali !ll'Of'eòono n ~balzi renclereil:>.be il provve.limento inutile per le coru;:rattazioni l! t.erm.i 11 e che cadono nello stesso i·n l~1·va.llo, e
potroobe i1n1\'0Ce far ricadere esagerata la
mflnenza deJlf' \"n ri1amoni dei prezzi sui quei
crmtra.tti nel ror::-o dei quali ,·eni~se modifì<«1fo l'indice governati\·o. Il fatto poi che
le 111odiifì1c:-:-izioni ufficiali a\"'\'!~ngono con rirt.ardo potrebbe t'€ndere dil rimedio peggfore
dell male, quando la tendenz'l a. \·ariare dei
prezzi non fosse molto intensa. così ehe potesse Yenti·J1e ·sopmHatta da osciHazioni acc1d'Cnt1a'li o da regolari oscillaz.ioni stagionali.
~ l"i tiene presente. d'altra parte. che 1
numeri indici, quali in pratic.a è drul<> dii
<'ostruire, possono tener conto solo iJl11perfetta.memte delle Yari.azioni neO potere di
aequisto economko della moneta, si comprende fa.oHmente L"ome la proposta del Fishe-r venisse giudicata, in tempi norma.li,
poro pPatira e non ~ia stata tradotta in
ritto.
rn,·er~o giudii,io sembra d<wersi dare per
la proposta. quale abbiamo ~opra formula-
(2) L'impo~1z1one di una ta"-"'1 di coniall1one solo
imparfettamente, e non sanza. o.prire idito ad altri
inconvenienti eliminerebbe tale pericolo. Cfr la no,;lrn rn.ssegnd su L'equazione dello scambio e il 110tcrc cli acq111sto deUa moneta, in Rid.•to italio11n d1
-"OCiolooia, M-nrzo - Aprile 1913.
100
107
..f.
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~··nder-;1 rhe aYL \,iri :z-:me rapWa
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rnag!!rnre fref. IVZll
<' n•rnt;'..llti,
j" ~'.!"tllT{' pill da vicino,
lt> \' riazi 1r.i <lel potere
m net . In I p• nù<>ri t-e'llen1' • ''.!' 1irl<> ro'll ntardt'l pre1
n 1 • • J\: ''t nz..:>, un \'and f..m't>
al t cl"l"llrar!P
".I
T~ +o>nUtll C'olltO df'IJ I por' r
' ir uz; mi no>J l.ve:Jo d,, prPzzi,
•,u ' r•i ... 'llZ-.l irnport<inza l'ine%:• 1
!l
i l numeri ind! i "Ono att.i a
1 •r r·., La"- ando im iriat.._1 i: p:>..'O nella
1
1 t rn nNar: 1 e st.1b1'rndo chP, Nl \"ar art' dr: }iyeJlo <lei nnmNi indici, dO\·ese \"'.lr·.are i 1 numt>ro <11"11(' unità moneta: di d~r"i :n p1g,nnAnto <lai rlebit-0iri, sarcbbr chm'a a~li spe.:ula'ton roccasione di
luaare sulle Ya1r,'.lzioni di pe:;o dell"unità
mon('taria '\'.m i.• dMto, d'.iìtra parte, che
la ro:::truziont> deì n11mel"i indici debba es... ere Ilt'l'e,-.,,.ar. .:une>me nffidat.a acl un orga-
no
~n vernnt",-n
d<1t
1..J un
essA r•)trebbe essere affi-
.-~-~no
.!lltonomo. il cui funzh1-
n- m+>n' l. com1:ollato ben-:ì dallu Stato. nonl 1dppre,ent.un1 dellt> \"-<l.rie classi so11li. 'n·~n.: 1 "'Ott l la garanr7Ja <li persollE' im1><1rzia!i. pt>r .:>-=empio, di un ronsi.,.
1!, '
tt1 Ciò iogliert>bb€ il ;:o<:pe1t IH
'
t' notos.::e \"alersene per av' 1•'t 1~
:·~11"!0 a danno d!'i creditori
'li •i o .J ' co1 ribuenti. :\è (> detto che vi
d '' t ""' • .;:.;t 1°€' un numrro md ice unico per
tutto lo :'tnto. d un .;;010 uff11•io a cui f11&se
rleiwu datn la ,;ua co<:truz1one; chè a.nzi la
co'tl'lll.iuni' <ii numeri indiri regionali par
p11rtt• 1lrgli 11ffki s1nti--tiri delle grandi clt-
che d
~i1
sembr-erebbe maggiormente consigJi.abiJe, sia 1pe11thè i \'ari numeri indici
::-eni rebbero così di reci;proco e-0ntrollo, sia perchè IC'iò permetterebbe di ten.er
cont.o delle \·ariazioni locali dei prezm, ial\"Olla sensibilmente <liffe1-ent.i nelle Yarie
regio11i d'Itn lia. Potrebbe stabilirsi che, qual nra non in ten venga esplicito pn tto in contra rio, i pagamenti doYessero essere regolialti secondo i numeri itndici de.Jla regione
di resitlen7..u a.bituale del rre<ditore, salvo
a1l esaminare se, per quelli dello Stato (stipendi, annuanità del debito pu1lb1ico, ere.),
non fosse .preferibile di basarsi su di un
numero indice uniforme per tutto il Regno,
(lesunto. o dal numero indice di una regrnne centrale. o da una media dei numeri indici regionali.
Quanto è a\'venuto
dm~ante la guerra
mostra la prati1 ità del prO\'Yeidimento che
qui si auspica. ;\on ='Olo im·ero si calcolarl1110. per part' a· pri\"nti studiosi e di
nffìri regionaLi del laYoro tper esempio, di
.\J<ik1110 e di Roma) nuimeri indici mensili
dr.I livello dei nrezzi e de1 costo della vita,
mn su cli essi' l"i si basò anche pe1 dirimPre i conl\Hltti che l'a rontinrua ascesa dei
prezzi ad ogni momenlo rlinnoYava tra i.mprem<litori e la1rnratori per la rinumeraz10ne della mano cl'fl!Pera . Sorsero così spontnnemnen te ronnnzioni <'he sr.mbrano prelnrlere all'arlozione <li una no1ma
genern!P.
,\ :'.1.fd·a1w. •per esempio, tra il Comune e
nl<"'!'lc rli1te, da ur•a pa1ie, e il personale dipend<>nte òall'altra. fu cmwennto che
la rimunerazione <li questo doYesse essere
.rnment-at:'l nutmnaticamentP in ragione di
nnn t:erta perc>ntnale <li\·ersa eia clilki a
ni1tn •d<' ll'i ncremcnto mo"t r · to dal nume1·0 1~1(\icP de.i prezzi cli no\·e generi di prima necessità pubhl <'a1n dal Bollrttino statL
stieo-Dmministrath·o <li quel Comune
Il
nro\'\'eclim{'nlto diede buoni risultati, così
109
108
eh;. il (omitato reg"IOJHI le t11 mobilitazione
indn:-triale di .\lilano adottò 1111 crite>ri<J cousimile> per:; i aumenti di rirnunerazion€ da
t-$SO dbpo<ct1 nelle sue ordmauze e al Comitàt•l centrale di mobi.itdZi1111t.' n1du~:ria
le "i \·e11t. u rqletutiLmrntP ~'jdNt di renderne l'appli··~izione .ge11erale e obhligatQria
pe1· tutti gli st.abilirnenui d1pe11denli. L'idea
fu abbandonata ~oprattutl•J - a quanto nn
:on!'tu - per manc.am.a di el~me1ili slati.-.tiri sufficienti a ;;tabilirr ''Oli appro~sima
zione adeguata iii rin1·aro del'~1 \'iU1 nelle
\'arie regioni ital~ane. E.fi1Jtti\ amen te il in urnero in<lice del Cornunt• d1 .\Iilano riguarda\'.:\ sc•lo un n11n1er1.,1 limitato di merrri, e
l'e~edieute di hr :'-Uhìre alJ.a rimuneraziotlf• della rna:no d'opC'I•n 1111 i;,1111111.'nt-0 p1"0porzìonale a una certa perci:ntuale de:l'.aumPnto dei prezzi dei gener. di 1prinw 11ec€'ssi·~à
- percenwale de.c;unLa dn quella che i generi di prima necessità si ritengon{I rappresentare nel bilancio famiigliare
rimedian1 ~olo in pa1rte. e non e.sa ttamente, a 1.alp dtSficienza. Il numem indice del Comune
di ~1ilano non potern, d'altra p arte, arpplirar,c;i ad altre regioni d'Italia. e solo in
seguito l'e"empio di qnest:l città ,-enne Dnihto da qualc.-he altra.
Si traNerebbe ora di rendei'(' ohbliigato1 ic nella città principale dì ng11i wmpnrt i 1rn"ll to itru1iano. la rilevazione
sistema tica ·dei prezzi dell>a regione per un grande
numero <li merci e la costruzione, coi dati
rnN'olti. <li numeri indici del livello dei
prezzi. &e'rn1ndo crit.eri •Uniformi, alti1i a cl:i.re a dal'<'una merce l'importanza che essa
al'l'1tllle 1wlla ,·ita economi0~ del con"l{P~Utì111P11to. La i.;;tit.uzione cli •uffiC'i c;tatic;t1-oi re~i,mali.
pl'Opugnat<i1 recentemente dall'Unione sinti~tica delle città itali·ane. faci1i tere.bbe tn le com.pi :o mentre non mancano m•nrn ll1 Italia static;tici an•edi.1ti, in
grado tli a,;snmersi la direzione di siffatt:
lavori. L1 cùìffi<r01tà 1x1in6pale ronsitSternb0
he nell'alttribuire aille singole merci il peso
·c•n '<."lii esse devono entrare nella costruzione dei nwne1i indi-ci. Essa è ·grave - lo
11co11osciamo; ma non insuipe-Dabile: noi ci
riserviamo di ritornare eventualmente in
a\ \'enire ::;u questo argomeato. ='IOi!l è detlO, d'a ltra parte, ohe i singoli uffiCi debba.no cosbruii·e 1un num-P-ro indi.ce U1n1ico. Essi
potrebbero costruirne pareooh1,
differenti
l'uno dall'altro wwrnnto per il diYerso peso
a tlrilbuito aJ..le me11ci prese in considerazione. fra questi, uno, costruito in modo da
dare alle singole merci un peso corrisponde1n te all'importa.n71a che assurrnooo nel bilancio delle aziende nazionali, costituirebbe
il numero •indice per antonomasia da cui
~i intenderebbero regolati i pagam~mi qualo1·a nutlla fosse con\·enuto in contrario ma
nulla impedirebbe che le _parti con\'en'issero, nel}a contrattazione, di prendere invece
11 ba::;e un altro numero indice, che megloio
paresse nspondere alle loro pani.iic-olaM esigenze, come n ulJ.a inl\J>edirebbe che esse con\enissero di regolare i \'ersament1 tenendo
1·orifo, non della intera variazione di un
nurnewo indice, ma di una sola sua percentuak, o anche, come sopra acce11nav.::imo,
r'he esse convenisisero che i pagamenti do'essero essere fatti senza tener conto alt.•uno delle variazioni dei tprezzi. Lo Stato
ptn1 e potrebbe, per ragioni varie usare di
c~m 1sirrwli temperamenti ,··erso ice1'.te caftegone cli :moi crnclitori. E cooì potrebbe parere p'ausihile che le annualità del debito
pul1blko fossero 1iòotte non prop0rzionalrnente. ma 1111 po· meno eh.i proporzional111ente, t'!l ridursi dei prez1;i, a fine di Ja:-ciare nn pr·emio n ·ol11
l'he so::-tennero. con le p1oprie ri"Orse. la guel'ra Jiberc1· ~ire: P sarehlw ila P-saminarc se mon fos'f' i 1 e ns l <11 a1fot tare un proYVl'l<l i mento a ...1'\ r;o \Pr~o g-:· illlpie-gati dello Stato i cui
--ti1•en<li. r1·e~so rhr invariati nom.n~'lmen
•e. suhìr11n0 durante la gue;rr~1 una. così
gr'lTHle di111i1111zi•'l1P <.li potenza di ncqni-
110
sto, ain·zi ··he a"Luare, in momenti tanto difficili per il bilancio, <ruegli aumenti che
altrimenti, come sopra accennava0110, si ren_
derebbero necessari.
Il regolamento dei pagirumenti in a.rmonia
col livello dei prezzi, non sarebbe so!() un
JH'OvYooimento · di giustizia economica; esso sarebbe rultresì
carnviene richi8Jl11arlo
· - un .PJrovvedimento di utilità finanziaria,
.in quanlto alleigigerirebbe di molto, come sopl'U mettevano in luc-e, il carico trib utario;
esso eviiLerebbe alle imprese la crisi che altrimenti le attende par esffetto della diiscesa
dei prezzi; e, 1·isulvendo automaticamenf(.e
la cruesticme dellta 11icliuzione dei salari alla
ma.no d'opera. toglierebbe una causa di attriti rp ericolosi tra lavar-0 e c·arpitale. E' difficile prev'edere quale accogliem~a trule propostia sia destinata ad avere tra avvocat.
e giuristi, che formano la catego11ia ·più numem"a e influente clellP attua.Ii classi diligenti it.aliane e disgraziatamente non sempre si mostrano in g11a~lo cli ,,alu:.are ndeguntamente i prob1emi ernnomici. La proposl'a dO\u-ehbe l'ssere matura onnai in ogni
modo per la coscien·zn eiconomi·ca dei cultori di sciemze sociali, da cui sarebbe pertanto da attendersene una ditscussione 8lrp rofolld ità ( 1).
Trattamento di favore
ai lavoratori proprietari di titoli pubblici.
A qn~J("he provrndimento potrebbe pure
pen<;a1-s,1. per sven•tral'e l'insidia che un clebi-
1~ pubb~.1·co grruvoso tende all'economh nazionale un quanto, dissociando il la\oro dal
Il pronedimento au;;.picato in que•to parngr: I
venne sug•;eril-0, indipendentement!l da o . .l o
(!)
c1
c l'<lente, dnll~ considerazione dell'opportuni"t' gnd~ prel1e,·arc l' ra
d Il'
.
u
1 RO .d .
~ ·rio
n aggravio derivnnte dal dee.ad
e1 Prezzi e da l ricordo delle
oo-e
o1·:rn.m delln mobilitazione 1·nc1 not~~ adottate dagli
automnticumenle du · t
us tl'J ~ Per ndn.ttare
•
ra.n e 1n guerra, i 'llhni al co-
111
reddito, attenua gli stimo.i aHa produzione.
Provvedimento consigliabile parrebbe quello <li nuto111zzare che, nel pagamento de.Jle
imposte sui redditi <lerivanti <lal la,·oro o
eia t:onronso di lavo.ro e cn.pi1iale. i contrilmenti potessero offrire le cedete della rensto della vita Abbiamo poi con•tatato con molto
compincimenlo che la stess:i. pro1>o:da ern i;ii\ stata
avn.nzat.a da econombti eminenLi ed a.ve,·a pa>1eato il
''n!l"lio di una critica presso che centenaria. Circ03tanze
A·na·loghe suscitano ana.Joghe idee. Durante la disce•a
<lei prezzi che. atlra ve~o note,·oli o,-ci:lln.zioni. tenne
dietro aille guerre na 1><>leoniche. fu a più riprese 5Uggerito d1 e'·itarne le nefn&te coIL<eguenze costruendo
uno. tavola di rife:-unenlo delle variazioni dei prezzi.
da cui appa.nese di quanto do,·e\·a &.'sere nument.atn o
d1m1nu1tn. la sornmu. contra·ttata per mant~mere costante 'I. suo potere d1 acqu.,to. (Cir. ·J. LO\\'E Pn•Rcnt
St11k o/ Enolnml in rcoard to Aonc11Zlurc, Trndr. 'ind
Jo'irwncc. Londan, 1&:!'2. chn.p. IX; G Pot'LLr.T Scaori:.
·In c;z;111ni11at~o11 of thc B1rnk Charter Quot1011 1mt11 nn
l11<1uir11 i11to tlH' Sature oj a .Ju.~t Sta11<111rd o/ l'al~.
Lonclon, lS.33 . Pri11cipk~ oj Politicnl Eco110111v. London
1833. pag. ·I[).~. Politica! Econom11 /or J>lai11 PcOplc,
lti73. li Jt:voi:s . .se nelle lnvc.<tiu"tions in Currcncv 1111cl
1"in11110• !London. lS.'ì·I, pa~. 123) mo°'travn di dubitare della prahc1+;. delta propo~tn. ne;l'opera Jlo11ey
1111<1 f/if Jlccl11111is111 oi Exclw•1ac1 CLondon. I E<ltz .
1875. Cfr 9 Ecliz 1890. pa•:.g. 330 e segg.) la accoglie
,.n invece con molto favore. dichìnrnndo 11 l>rogelto
perfettamente fondato e di alto valore da un punto
ù1 vbtn teorico e non grandi le diflìcolt:, pratiche che
ad esso si potevano opporre. La ~ola clifficoltì1 reale
- diceva. il Jernns - è il metodo adatto per co•truire
il numero indice del livello dei prezz>. Unn commisSlone go\·ernnhva anebbe dovuto raccogliere ed elnborure i dati $lii prezzi e pubblicn.rli in~'eme coi numen indici ricavatine. L'u~o del numero indice per
<'orreggere l'o.mmontnre delle somme pattuite n.vrebbe domto es,;ere faco!W.ti\'o da.pprima: in seguito. sng.
g1ala. la 1>r:i.ticitù. del pron·edimento, di\'enire obbli:,"aotorio. E il J evons ne mette,·n. in luce tutti i ,·a.ntagg., sia 111 quanto anebbe stabilizzato le entrate dei
~ingoli. e con~e:rnentemente le relazioni sociali, sin in
quanto aHebbc tolto alimento alla speculazione. ~ia
in qunnto anebbe reso meno freQnenti i fnllimenti
deri\'anti da erronee previsiom, sia in quanto n.\'reb
be mitl!rnlo le ari~1. Da ultimo un comitato compo~to
d• l GrFFF.ll, dni p•off EoGEWORTH, FoxwT.LT., 11.\RSfl.\LL,
XtcHoL~o~. SroowtcK. e da S. BouRi:F.. J. D. 1f.\RTtll.
H H . lllGLTS PALGR.\\'E. n.ppos!tamenle nominato dn.1-
113
112
·sl' inscritta al loro no1J1e o l'inunriare 1111
alle° am:rrnalità de11•a 1·endita nom'inathta., co11 un certo utile, che potr~b~ espuri.
1per i lavoralon
se re ffi""'"aiore
-ol:>
.
ta Ciò
· edequivarrebbe arl a!ttenuare 1'1mrpo-s su~ r ~
diii.i deriY.anti dal lavoro o dan conco1so d1
<11.tn
" ·1 I1 1 d•ocint.io11 /or the A dva11c<'u1c1>t o/ Sc1onoo
Ila I,ri '~
1· ·
· n.ocertare e
·
1JN in,·estigare ~ui meloch m1g ion p~r .•
· . . le v•ri'atzioni
nel V'lllore dell tvnila
monetn""
·
·
'
l
·
prepara.va addiritiiuirl).. un progetto i•ll•Pll'n o. a
n~:
·dee
pur
dichiarando
che
l'opinione
pubbhca.
1
: 1: ~ra ~ncora matura. per tradurlo in atto (Cfr. Re·
ort o/ thr Brititili .t ssociatiorr /or thc ·I d11<1ncrmrn t
1
o/ SriP11cc. 1890, pagg 488 e segg:)
Dn allora, Jo studio dei melodt per la contruzi~rne
dei mumeri indici si è a.pprofondiio: il matenn le
"tatistico •i è fa.lto più a.bbondante; qu~llrn . ~nn~
di 1,,"tlerrn han.no ma.turato l'opinione pubbhca l>lU dt
un secolo di pa.ce. Anche in q1~e~to campo, non. ~1
tratterebbe ormai. da pante de~h or1ram governa.liv1.
di J>reparare e dirigere l'opinio_ne .pubblica, ma di seguirla Jncon,·enienti nell'nippltcaz1one del ~elodo
deve ricono ...cersi - non mancano, ~n a1cun1 ~~? hU·
pera.bili. gli a.Jt.ri non sembrano d1 tale gra nta da
1·ompen.,arne i \'a.nta::gi.
L'incon\'enìente, su cui richin.ma,·a !'atl001z1one
.\LLl:N SM!TH 10.p. cit. pa!l' 2G), derìvan.te dal. fatto
he il ln·ello generale dei prezzi può \"flrinre dt\'er,;a
~rnnte o in ·ersamenle al prezzo di \Uln o dì nlcun_e
merci. ohe a.sswnono particolare importa112n nel bila.n<:io dei contraenVi, s1 0'"'Ìa t•on la fncoltil che
questi - come dicevamo nel te<-\o e co m ~ e~·a ,iiu.r
pre"i6 to dal Comi.ta.to i.ng·lese -: hnn~o ~1 r1fer~rs1'.
nelle loro conlratt-a.zioni a.lle "annz1ont cle1 pre1,zi di
unn o di talune merci particolari.
Le entrate e le spese - obhieltn il i!'ISHER ( 1'11f•
purcliasi110 Potl•rr, etc., pag. 336) - "errebbero .ad es"ere rep:o]ale con due <istemi · in parte col @hlem:t
odierno. ìn p:il'te in base al numero indice dei prezzi,
e ctò. per taluni commercianti. potrebbe importa1e una
1iordita supenore a quella che e~~i incon•rerebbern ,e
fo."ero tutte regolate col si lemn odierno Que•to
timore >nrebbe però fondato l!Oln nella ipote-i che
l'int~oduzione nei contralti della. cln1rnola rc'alt\'n nll'npplic.1zione del numero indice rimane se fo<.'olln·
t.va · che. se, inYece. come noi m·o1>0ninmo, 11 cilnu·
6oln fo_;e sempre presunta. •nh''l e•p1·es, con,·enzione in contnno de~le parti, le entrn!P e le ~JJei>e d
c nscuno risulterebbero re-gola.te con un soio •1stema.
sa.Ivo per quella parte, per cui egli ete«o dc~11lr»lsse
disporre altrimen\.i,
Ln norma inh-odotta da Uono Sinio avrebbe nntumlmenle \'nloTe unicarnentc nei m.J>1>0tll cli dhitto i11!1·rno: "~"" potrebbe ''enìre e<le~n n Ile coni r"l.tlnzioni
Jn1:;,UllUO
7
~·~n oro e capit•ale quando i conLribuenti pos&ggono titoli di renJdita nominativ>a o mista., o. anche, a riconoscere ai titoli pu:bbli• i nornimoatiYi o mi.~ti un interesse superiore quamtlo essi sono in proprietà di persone che lavorano. Per che non ,·enga a rappresenlal'e U!Tl cariro ulteriore per l'erario,
illte:rrui,zionah solo m seguito a convenzioni tra i ri.-.pettivi Govemi, nel cago che qrue.ste avessero luogo, s1
estenderebbero anche a.l!e contrattazioni internauona!i quei vania.gg1 che aibbia.mo messo m luce; nel caso
contTnrio, persisterebbero, peT questa parte, le condfaioni odierne; il che - si a vverla - non anebbe
alcuna particolare gravità., in quamto gli inconvenienti, che il provvedimento mira ad eliminare, sono soprattutto da. temersi nei ra.pporli tra era.rio e con.fribuen ti e tra. l'una. e l'ali.tra ch_<>Se socia.le. Nell'un ca.so
e nell'altro, ma.I si comprende iperchè, a.ttun.to nella.
forma da. noi proposta. - il provvedimento dovrebbe
pol'ta.re Quell'isola.mento commerciale dello Sta.lo che
lo adottasse, che il Fisher pre,·ede (op. cit. luogo
citato).
Deve convenirsi che !'a.pp!icaziane del numero indioe porterebbe con sè un qua.lohe dispendio di tempo e di lnvoro; ma., ae. in .tempi normaili. in cui le
COl'I'ezioni da. a.pJ>Orlnrsi difficilmente raggiungerebbero l'ordine del cente.;.imo, siffatto inconveniente
JX>te\•a meritare quella. considera:z;ione che a-O es.-><>
accordnvii.no il WALKER (cfr .lfcme11. Xew York, 1891,
pa.gg, 157-163). AI.LEN SMITH (op. cit ,pagg, 26-27, il
Jo:e:NSON <Mo11e11 and Cu.rrl'1t.e11, Boston. 1906, pn.gina
175); i•] FrsHER (QJ>. cit., luogo oita.to). esso ci pare
del tutto trasC"Urrubile qua.n.do. come pel dopo-guerra
imminente è lecito prevedere, le correzioni possono
a.e.sumere ben maggiore portata.
Il provYedime11to du11que da. ta.nto lem.po n.u:>pica.to
paTe trovi oggi le condizioni prqpizie per la. sua. n.tluaz.ione. La nostra. proposta. in questo senso venne
IWPPOl!'gÌa.tn dnll'EcoNOMTSTA (ofr. Sul problema finanziario del clopo-ou.erra, 16 febbraio 1919) ed è pa.trocina.ta. con nuo\; argomenti da.J prof. FELICE VINCl•
m un articolo sulle l'ariazioni dei prcui di imminente pubblic.'\zione nelfa. Rfrista della Socirtà Com111.crcìnlc. Il Vinci osserva. giusta.mente che le nostTe
Camere di Commercio hanno già. l'obbligo di forma.re
mercuriali e li.;tini dei prezzi e che l'Ufficio Centra.le
del La.,·oro pre,;so il Ministero di Industria e Commet'Cio già r.:iccoglie e ria.ssu:me mensilmente in un
numero indice i prezzi di a.louni generi aJimentari prat'Leali in 48 città d'Italia. per modo che. per ciò che
conoome la mocoltn e. l'eliaiborazione dei da.ti. non si
tra.tterebbe ç.he di com.pleta.re e di coordinare quanto
l':iù ~i sta facendo.
115
111
il pronedimenlo potrebbe essere compensatu
dn un aggnnio delle wnposte sui re<lditi a
cn1 il !anno non concorre, o, quando la con\'r.r!':ione dh·errà legalmente ~iossibile, da una
!lidu-,.ione dehl'ìnteresse sui titoli pubblici
che non si~mo proprietà uomina:tivn di lavoratori. Si ff.:1 llo trattiamento a \'l'ebbe per naturale con"eguenza di far affluire i titol~
publllid nominativi o misli dalle mani dei
<'a.pita.listi 'Puri alle mruni dei la.voral-Ori,
potrebbe e'iSere a.nclH~ <li stimolo al lavoro a
ipropr'et.ari cli titoli nominativi che altrìment.i vi\ rebbero di renùita; p!'r l'una e per
I alLra \.ia, contribuirebbe ad e.liminare il
iwricolo che l'esistenza di un debito pubblico grarns(l l'éltl),presenta per l'efficiehw pro·
duttiv.o. deUa nazione.
Del condono dei debiti di guerra
da parte degli Stati esteri.
Dei prov> ed imenti sopra. esaminati, ì I
consolidamenw della. svalutazione della moneta non a' rebbe al~una influenza su.il paga.mento deile annualità del debito alll'eis!'6ro la ri<l1uz1one degli in1\.eress.i iln· ~rroonia
coi de.cadere del livello id~i iprezzi non potrebbe estendersi a1 debito aill'estero ~enM
intese con gli Stati stran~eri; la distinzio~e
tra i detentori esteri di ·titoli pub}jlici naZJonali a seconda che san-0 o non sono lia.vor atori,1 anche quando fosse possibile, non presenterebbe alcun interesse- per lo Stato. ~L
debito aMl'e.<;tero sfugge dunque, nella poo.t1C'.a ai vari provvedimenti esamina•ti in quest~ capi·tolo. In quanto sia debito di guerra.
esso ha -d)a\tra parte, unr ca.rattere del tutt.o parh~olare, che dovrebbe consigliarne uno
speciale trat.tiame:nto alla conferenza della
pace.
Circostanze svari.ate, quali l'ailtezza dei
rombi e ·un 'Senso di orgogtlio patriottico, hanno f.a.tto sl ohe, nelln misura -del possilbile,
tutti gli '5tati belligerant.i con twae.sseru allo
.ntez:io i prestiti di guerra e, solo sotto
lo stimolo della necessità, facessero ricor,,o aJn'aiuto degli alle-atti. Il debito a.ll'e"!.e1·? rappresenta dunque uno sforzo finan7:1ar10 c_he lo <;;fiato fu costretto a coll\Pie1 e al d1 là della. sua cap.acità econ-0mica
Come tale, sarebbe ingiusto farlo o-ravar~
~llo S!ato che lo ha contratto: esso dovreb:'1e Y~n1re .so~ten~to dagli alaeati il cui sforzo fman~1ar10 runa.se a1l di sotto deJ J. 1 loro capacità economica (come dimostrarono
.iss.orb~nd? l!toli pubblici esteri), .;;alvo ad
t ::S~ poi ~1 rn-alersi, nella misura del pos'!'1b!le, sui 11 emi<i \inti.
L'ingiustizia di un cl·h·erso prncediment.o
sare?be tanto più grave in quanto che an•·he .rn tal m?do, gli Stati, i quali hann~ fallo ricorso ai prestiti all'estero, "i t1·overeb~P_1·0 p~r .sempre h1 condizioni peggiori de~h ~Itri. m_ quaJnto che, prima <li decidersi
a ncorrern. h·a1:no già dovuto compiere
~.no. sforzo_ supenore a que1lo C'he è stato
i 1ch1est-0 ai loro al~eati. Così, è evidente
che, •anch~ quand-0 i debiti contratti ali~
estero
bb venissero can-ceUa'ti , la everb'ia u~· ,.~ ~ daLla guerra più stremata, dal unto
•li ,-1sta economico, deLl'Italia e quest~ più
dell~ F~an~i.a e .cruesit.a ,più dell'Inghilterra è
cruesta. 11_1f11ne pm deg1li Stati Uni'ti. Il condon? dei debiti di guenra da parte degli
Stat i. es~eri. ~1a già, d'altra parte, dei precedenti: il pm noto è quello deU!'I n"'hilterra
,·erso l'Austria. dopo le a-uerre n~oleonl
!'he. 'L'Arustria h·a moltot:> sofferto - diiSSe
a nome del Governo un ministro d'alllora
- e la generosità verso di essa è un dove:e .». La. frase Yenne opportunamente ri~ ~1.l~at;i 111 questi ginrifr ·na le consi'deraz1on1 sii t'~p•.ste :n0~trano corr.e il condo11? ..aa ~arte ~e!l'l1_1.g'hiilterra e degli Stati Uniti dei cr~1!1 d1 gu&r11a. aiperti all'Italia
~l~la Francia .e .ai min_o:i alleati, piuittost~
e un atto <11 generos1ta, raippresenterebbe
_ .:.!.;:i:a?~: "ali na z icne dei deniti
_1 g srra.
DM
non piu g m -
'"-<"' <;·re·t.ament.e eco• a~· ;i
'"' creazione
..r.•.,,rr aL.i.unale, ~arnu
d ..:: !r.t;lSa, che -assord. ~uerr.i. dd.e \ arie n u_,_ r.ere ~ •.i. P' i ~ostt> nu<o
€ •-
... ::.
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• ::t_ F ..itt< e m ;a;e criterio. la
~ rel:òn .,,-.ùen·em ·nte ingiusta
d::s
'
.J
-·..i
,J.
:r.h:1urio e dan nosa pe r
p \ere che m_.g;1orment~ dal-
_..iLil
-ofiert.l. I n I talia, in pa1: p1' gt><:" dello Stem ' enne comr. 't:k,.:,;e a..:. i con"-ide razione che ues:t-\ ~ Do: \ ~rrebbe all'economia n al'he l'on€<r~. anzichè alia
l- - _. {.Ut. p :.t'hbt> più g.u:-tarnente con1m.:- ... r: r-• ....:. , .:apac ta contributi rn d ~un
·a ò
t:"àà1t della n.izione. :-enza <:on ciù
· ~rb..ire m. • )f..u.Il1€r.~E il u..'lrattere foniia11?€!1:n e de: pr ~t>••
P_u .m"D rt.u1·e è ''e•\ ;ue come. a ba::-e
ddt' o ....:,t "'Il • .-ua 1 ~d ea -- che già
n I C:-ipitolo I che
1~, hbi·o pubh'.:ro du ra nie I.i
.
t:"'1t"'r .
-· tU-~ld.. nella ,,ua to:ali tà. u na
!hl" '.tù per , e..· •Hl'nlt.i nazion<1le e m if'uri.
per l,i u.l wnt, il <l:-to dd~.1 guerra. E' giu-
: - • -- < ~~ -- er-.a a ..1gi01it.' - che il co~to
èt>lla .::u..rra -ia "' "teuuto "o1id alme nte da
tu<.:t1 ;• 1 3 'le . t. l ht dell.1 ,·ittoria gc)(h"'no i
f ni,. •. ~la ' l'
~ome- a bbrnmo rlimostrato
nd ·.utk ..M> ~u rie ·:·dato - il llebito pub-
l>iicu, in quianto :n-0n sia contratto all'estero
non solo non misura, ma non permette nei::
pure ùi dare un'idea aipprossimata del costo
della guerPa, il progetto viene a mancare
di fondamento.
Gi·usta sarebbe invece l'emissione di un
debito pwbblico intermazionale destinato a
nfon<lere le nazioni dell'Intesa delna diminuzione di beni materiruli e personali con
roi esse escono dalla ldtta.
Es.so potrebbe
venire ·più tardi annullato mediante l'indennità. dbratta dal nemico. La qurule però
- si tenga presente - , non dovrebbe, secondo 1 igorosa gi'll!Stizia, limitarsi a rifondere i danni chJe costituiscono in senso
s11retto il costo della guerra, ma doV'rebbe
anche r1parare i mancati inerementri. della
ri.cchezza che 1'a gue1rra ha determinato nelle nazioni ·v incitrici e nelle terre annesse (1) .
Considerazioni politi.che possono però
pren<lere il soprawento di fronte ai puri
crit eri di corrispettivo economico e rendere
cons igliabile il proge1ho dell'internazi ona:lizza_:z,ion_e dei d e?iti di guenra. Un debito pubbl LCO m!Jernaz10nale, garantito solidalmente
da tutti gli Stati dell'Intesa , cootituirel>be
invero l'a1rma più effkace per tenere saJd.amente e sincera/ll1ente ·aggregate alla Società delle Nazioni le nazioni più deboli e più
indebitate. Sono queste che, da coclesto provvedimento, rmag>giormenie si avvantaggierebbero, e ciò potrebbe ra·ppresentare per
es.se un equo compenso alla riduzione di
indi1pendenza, politiica, a .cui ineYitabilmente
anòr~bbero incontro nella Società delle )!azioni, <lo,·e la YOlontà e gli interessi p olitici
iielle nazioni più fori1i scmo destinate a,d
a Yere un sicuro sop1"1avvento.
Il progetto dell'internazi-0nalizzazione dei
òebiti di guerra degli Stati dell'In11esa appare pe1• tal modo legato al progetto dellla
(1) Cfr.
noslri articoli su li TPm po del 29 i *11n:l1o. 3 e 5 febbraio .
118
Società de le ~azioni, in quanto <li quest.a
rin~lderebbe la compagine Esso gli è legalo ancora ;per un altro verso: in quanto
la Società dellla Nazioni costituir~bbe l'organo che dovrebbe dare gamnzia e sanzio·ne all'obbligo internazionale dei! pagamento
delle annuallità del debito internazionale.
E' evidente irufatti che è necessario un ente
6uiperstatale, iil qua.le assicuri la solvibilità
dei singoli Stalli e albbia la forza per costringerli al p~mento delle quote che loro
spettano, qualora lo rita1,dino o lo ritìutino.
li problema ifìnanziario si connette così
intimaimente cal problema politico del dopo-guerNl.: basti qui l'averne richi•rumato la
indissoluibile inte1idipen!denza, senza entrare
in di'SC'Ussioni che ci porterebbero trop.po
lungi da.gli argomenti che in questo studio
<'i eravamo proposto di •w olgere.
INDICE
0
CAPITOLO
J, ' 0111111 ·11
l.
to dPl 1lebito p-ubblico e la
per l'cconomi.a nazionale
dua
portata
La preoecupazione fina.nz1a.ria per il dopo.guerra
pag
.\.mmon.tare del debito pubblic~ e a~ontare
della ricchezza n.aziona.le .
.
Debito pubblico e distribuzione della. rioohez..
za nazionale
Di altre consei.-tuwze dell'aumento del debito
pubblico
.
.
.
Il debito pubbaico lasciato da.lle guerre pa.s,.nte rn confronto a quello la.sciato da.li&
guerra attuale
L'onere fi=ziario dello Stato ~ il Ù\"el]~ dei
prezzi nel dopo-guerra
Conch1<ione
CAPITOLO
3
11
18
20
Il.
La le-va del capitale
Che co.."ll •'intende per • le,·a del capita.le• .
I pre<:edenti
I vantaggi e :di inconvenienti .attribuiti a.li~
lev& del ooipitale .
.
.
l La liquidazione del debito pubblico a
condizioni favorevoli
.
2. L'elasticità. del bilancio .
.
3. L'alleviamento del carico tributario
·1 La. defin'Zione della circola.zione monetaria.
ò L'influenza della Je,ia del ca.pitale sopra
l'aumento della riocheua .
.
.
.
6. La formMione di un demnnio industri:ile
7 Delle ripero~«ioni economiche della leV'll
del ca.pitale
.
.
.
.
!l. L4 }evn del capitale e la giustizia t.ribuh
~
ll:l
23
115
25
27
2S
3'.?
33
37
38
n
120
9. La leYa. del capita.le e la politica eocinle
10. E' la Jern del ca.pitale nece.;saria.? .
11. Gli e!fett1 del4l leva del ca,piWe sul
ln!Bn.cio post.bellico
Conclusione .
CA l'ITOLO
pag.
19
60
..
..
54
57
III
Di 11lt ri 7Jro1•1•ndi111t•nt i
11rr riclurri• l'a111mo1ll•1rc dcl clt•bito pubblico
Lii • Je,·a faol'o)lALl'tva • del capitale ,
li ru;.callo delle imposte reali sui redditi da.
u~We
GG
~
.
Il di~"'"°'cime·nto del debito pubblico
r•i
contributo g(raordinnrio
di guerrn.
UD
CAPITOT,()
(} 1 11lc111n
''"""i
ml
80
guadagni
88
IV.
proi:l'erliuicnti atti ad nltcnuarc (l i i ir~co1111c
cfrriiin11ti dall'all~zzn del debito pubblico.
Preme.sa
li dC'pre;.znmento delln unità monetaria •
11'.1 nculrnlìzzozìone della dit><:e.<;11. dei prezzi
Trutlamenlo di fa.,·ore ai lavoratori proprietari di titoli pubblici •
Del condono dei debiti di guerra da parte
degli Stati e;teri
L'int<'rnawmali?.Zazione dei debiti di guerra
92
•
94
101
•
110
•
114
•
116
,