STILL ACTIVE! Davide di Pietro PROPOSTE DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER CITTADINI SENIOR manuale per i volontari INDICE 4 Prefazione PARTE 1 1.1 1.2 1.3 1.4 1.5 Introduzione ad un possibile programma Europeo per volontari senior Contesto 5 Una strategia per incoraggiare la cittadinanza attiva 5 Progetti precedenti. Cosa è già stato fatto 6 Apprendimento interculturale e solidarietà tra le generazioni 6 Come nasce quest'idea: un po' di storia 7 PARTE 2 2.1 2.2 2.3 2.4 2.5 2.6 2.7 Qualche considerazione (si spera) utile per i volontari Progetti e abilità richieste Quando e dove Vitto e alloggio La lingua Il viaggio Come posso partecipare? Quanto costerà? 8 9 10 11 11 12 13 PARTE 3 Esempi di progetti già svolti seguiti dai resoconti dei volontari Progetto 1EURAG, Graz, Austria 14 Progetto 2Youth Action for Peace, Bedheim, Germania 16 Progetto 3Tiszta Forrás Alapítvány, Budapest, Ungheria 19 Progetto 4The Monastery of St Francis and Gorton Trust, Manchester, Regno Unito 22 Progetto 5Legambiente, Eboli, Italia 25 APPENDICE 1 Alcuni consigli per i volontari senior internazionali 29 APPENDICE 2 Organizzazioni internazionali di volontariato con possibilità 31 di sistemazione ed ospitalità a medio e lungo termine per volontari senior Progetto grafico: Stefano Molino 3 Prefazione Quest'opuscolo è indirizzato a quei cittadini senior interessati a partecipare come volontari a progetti internazionali. Negli ultimi anni più di 300 volontari hanno deciso di impiegare una parte del proprio tempo per partecipare a progetti di utilità sociale in un altro paese europeo. Come nasce questa proposta? Partendo dal concetto di “apprendimento lungo tutto l'arco della vita”, ci siamo chiesti se le possibilità di comprendere altre culture e di esprimere un impegno sociale e civile tramite il volontariato internazionale, potesse essere un effettivo strumento per promuovere e stimolare la “cittadinanza attiva” tra coloro che sono usciti dal mercato del lavoro, ma non certo dalla vita sociale. Riteniamo che nessuno sia troppo in là con gli anni per apprendere e che l'istruzione debba avere un ruolo importante, in qualunque momento della nostra vita. Partendo da questo assunto, qualche anno fa abbiamo lanciato il progetto “Mobility 55” che aveva lo scopo di verificare l'interesse di persone con più di 55 anni, verso la mobilità e le attività di volontariato in Europa. Proponemmo esperienze di volontariato all’estero come strumento di educazione informale, tirocinio, approfondimento culturale e scambi d'esperienze di vita. Nel 2003 abbiamo continuato questa esperienza con il progetto “Still active”, grazie al quale abbiamo arricchito le forme di partecipazione attraverso un incontro di preparazione prima della partenza: il risultato è stato che 29 volontari senior di 6 paesi europei sono stati coinvolti in progetti all'estero. Dobbiamo sottolineare che questa guida, uno dei prodotti del progetto, è stata realizzata grazie all'entusiasmo di tutti i volontari e le volontarie che, autentici pionieri, hanno preso parte alla fase sperimentale. A tutti loro il nostro grazie! Nelle prime due parti forniamo un'introduzione generale al programma e una descrizione delle caratteristiche comuni a tutti i progetti: leggerle dovrebbe aiutarvi a valutare se siete interessati a questo tipo di iniziative e può essere considerato come un primo passo verso la preparazione dei futuri volontari. Siamo coscienti che questa proposta non interesserà necessariamente tutti: speriamo dunque di riuscire a delineare un quadro chiaro dell'intero programma. La terza parte contiene la descrizione di 5 progetti “Still Active” a cui hanno partecipato i nostri volontari nella fase di sperimentazione durante l'estate 2004, che riportiamo a titolo di esempio. Ogni progetto è seguito dalla relazione dei volontari che vi hanno preso parte. E' auspicabile che questo dia un'idea non solo delle possibilità presentate ma anche del modo in cui esse sono praticate e vissute dagli stessi volontari. Riteniamo siano interessanti le differenze tra i progetti presentati sulla carta e la loro realizzazione. Questa pubblicazione è uno dei risultati del progetto “Still Active”, finanziato dal programma Socrates della Commissione Europea e dal Ministero Federale Austriaco della Sicurezza Sociale, delle Generazioni e della Tutela dei Consumatori. 4 PARTE 1 - Introduzione ad un possibile programma europeo per Volontari Senior 1.1 Contesto Negli anni passati l'Europa ha assistito ad un drammatico cambiamento dei trend demografici e ad un importante invecchiamento della sua popolazione. Le aspettative di una vita più lunga hanno cambiato radicalmente gli stili di vita ed i bisogni dei cittadini senior. La Carta dei Diritti dell'Unione Europea registra questo mutamento affermando che “l'Unione Europea rispetta o diritti dei cittadini senior ad avere una vita dignitosa ed indipendente e a prendere parte attivamente alla vita sociale e culturale” (art. 25). In Europa la maggior parte dei senior vive in migliori condizioni che in passato, ma c'è ancora un certo margine di rischio relativamente all'esclusione sociale dovuta all'età. La creazione di una società europea attiva per le persone di ogni età, necessita di una strategia che permetta ai cittadini senior di prendere parte alla vita sociale anche dopo aver smesso di svolgere la propria attività lavorativa ed aver avuto accesso alla pensione. Azioni specifiche da parte della Comunità Europea possono sviluppare programmi di inclusione sociale e di partecipazione attiva in grado di proiettare i senior da una condizione di beneficiari passivi della previdenza sociale ad una condizione di cittadini attivi nella costruzione dell'Europa. 1.2 Una strategia per incoraggiare la cittadinanza attiva Il grande successo avuto dal programma europeo Gioventù e più specificatamente dall'Azione 2 “Servizio Volontario Europeo” ha dimostrato come il volontariato internazionale possa rappresentare una straordinaria esperienza di apprendimento non-formale per i giovani. Riteniamo dunque che questo possa dare anche un ottimo contributo alla promozione della cittadinanza attiva tra i senior, grazie alle sue caratteristiche sociali e culturali di partecipazione e solidarietà. I senior dovrebbero essere considerati come potenziali volontari in tutti i paesi membri dell'Unione Europea. Essi hanno sempre rappresentato la spina dorsale delle tradizionali organizzazioni civili, delle chiese e delle associazioni di volontariato laiche. I senior hanno una capacità e un desiderio di essere attivi che tendono ad essere sottovalutati. Prepararsi per una vita più lunga e attiva, e organizzare opportunità di partecipazione attiva dopo la pensione sono aspetti fondamentali per assicurare un dignitoso grado di auto-stima e di auto-determinazione nella terza età. 5 1.3 Progetti precedenti - Cosa è già stato fatto Nel 2001 sono stati finanziati dalla Commissione Europea due progetti pilota di mobilità rivolti ai cittadini senior. Entrambi avevano come oggetto il volontariato internazionale, la cittadinanza attiva, l'educazione interculturale e il dialogo inter-generazionale. Pensiamo che il lavoro degli scorsi anni possa essere continuato e migliorato e come partnership ci sentiamo responsabili di portare avanti questo lavoro, specialmente in nome dei buoni risultati ottenuti nel coinvolgimento delle persone, delle organizzazioni della società civile e degli enti locali. Uno dei due progetti del 2001 era sovvenzionato dalla linea di finanziamento SOCRATES - GRUNDTVIG 1. Il progetto chiamato “Mobility 55” prevedeva lo studio sul modo di percepire le attività di volontariato da parte dei cittadini con più di 55 anni, e una fase di sperimentazione durante la quale 30 volontari senior provenienti da 5 stati membri hanno preso parte ad un periodo di 1 o 2 mesi di servizio volontario all'estero. I volontari hanno raccontato di essersi sentiti necessari, utili e attivi, e di aver imparato molto dal contesto interculturale nel quale avevano avuto la loro esperienza di volontariato. Parallelamente, le organizzazioni d'accoglienza, non solo hanno beneficiato del lavoro di queste persone, ma in molti casi hanno dato inizio ad un processo di reale e reciproco scambio e apprendimento. Inoltre abbiamo riscontrato un alto interesse da parte di alcuni enti locali che hanno seguito le attività di scambio che si sono svolte sotto la loro giurisdizione. Nel 2001 un secondo progetto chiamato “European Exchange Programme of Older Volunteers” è stato finanziato dalla DG Employment and Social Affairs della Commissione Europea e ha coinvolto 8 Stati europei e 137 volontari di età compresa tra i 50 e gli 80 anni. E così arriviamo a questo progetto, partorito nel 2003, chiamato “Still Active!” e finanziato nuovamente dal Programma Socrates - Action Grundtvig 1, che si è impegnato nell'elaborazione dei moduli di formazione per i potenziali volontari senior che vorrebbero prendere parte ai progetti internazionali e per le organizzazioni della società civile che si offrono di accogliere i volontari stranieri e di coinvolgerli per brevi periodi nelle attività che normalmente svolgono. contesti culturali altri rispetto a quelli d'origine e agli effetti del contatto interculturale sui partecipanti agli scambi, ma queste riflessioni sono basate solo sull'esperienza dei giovani. Noi crediamo che anche per quello che riguarda i senior una riflessione ampia come questa sarebbe utile: essi possono contribuire, con le loro esperienza di vita, ad iniziative socialmente utili. L'esperienza di educazione e scambio interculturale funziona secondo due canali: non solo il volontario è inserito profondamente nella cultura altra, ma anche l'ospite acquisisce dal contatto con i volontari diversi e nuovi punti di vista, differenti modalità di svolgere attività di volontariato e si trova a doversi confrontare positivamente con altre mentalità al di là di stereotipi e pregiudizi. Le migliori esperienze hanno visto i volontari senior e i giovani lavorare insieme e dividere la vita quotidiana, dai pasti al lavoro, e a volte persino l'alloggio. Abbiamo constatato che è impossibile verificare chi apprenda da chi, ma è chiaro che il processo di mutuo arricchimento esiste e cerca di combattere ogni possibile pregiudizio e stereotipo che si può avere verso chi appartiene ad un altra generazione. 1.5 Come nasce questa idea: un po' di storia Ora ci auguriamo sarete curiosi di conoscere le radici di questa proposta. In effetti sono piuttosto profonde e lontane nel tempo. Dobbiamo tornare indietro alla fine della 1a Guerra Mondiale e rivolgere la nostra attenzione ad un paesino chiamato Verdun, al confine tra Francia e Germania. Lì accadde qualcosa incredibile e molto strana: un gruppo di volontari internazionali organizzato da un obiettore di coscienza svizzero, Pierre Ceresole, arrivò nel paesino di Verdun per aiutare gli abitanti nella ricostruzione di alcune case distrutte dalla guerra. Il gruppo di volontari era composto anche da alcuni tedeschi. Riuscite a crederlo? Francesi e tedeschi si erano combattuti fino ad allora e ora lavoravano insieme per uno scopo comune. Questo fatto usciva talmente dalla dominante logica guerrafondaia, che le autorità francesi si insospettirono, alcune voci cominciarono a diffondere l'idea che quei volontari fossero delle spie, e così l'esperienza si concluse dopo qualche settimana. Ma rimase l'idea che il volontariato internazionale potesse costituire un prezioso strumento di solidarietà e un'occasione d'incontro e reciproca conoscenza tra persone di diverse nazionalità, stili di vita e storie alle spalle, grazie al lavoro su obiettivi comuni. Questo fu anche l'anno della fondazione dell'organizzazione “Servizio Civile Internazionale”, madre e origine di tante altre organizzazioni simili, sia a livello nazionale che internazionale. 1.4 Apprendimento interculturale e solidarietà tra le generazioni Partecipare a un programma di volontariato all'estero, includendo in questo anche gli incontri di formazione e di valutazione successiva, rappresenta un'esperienza completa di educazione non formale. Molta letteratura è stata prodotta sul volontariato nei 6 7 PART 2 – Qualche considerazione (si spera) utile per i volontari 2.1 Progetti e abilità richieste Per partecipare a queste iniziative di volontariato internazionale non sono richieste competenze particolari, solo una buona motivazione, voglia di mettersi in gioco ed un certo spirito di adattamento. Veniamo subito a uno dei cardini di questo programma. L'idea è che chiunque può partecipare a qualunque progetto purché lo reputi interessante: in altre parole se avete passato l'esistenza dietro una scrivania ma non sapete tenere in mano un rastrello potreste comunque partecipare a un progetto di agricoltura biologica, a condizione che la cosa vi interessi. Chi ha stirato camicie tutta la vita, potrebbe essere attratto dal lavoro di animazione con i bambini così come un ex-pugile potrebbe volersi cimentare nell'apertura di un nuovo sentiero in alta montagna. Le domande più frequenti a questo punto sono due: 1. Ma che “aiuto” posso dare se sono il primo a dover imparare il lavoro da fare? Assioma fondamentale del volontariato internazionale: i volontari non devono rubare lavoro salariato alla manodopera locale. Può sembrare una fesseria ma se foste un'operatrice che lavora con i bambini disabili, che cosa pensereste se la vostra cooperativa vi licenziasse per “arruolare” dei volontari che magari vengono dall'estero? Questa si chiama concorrenza sleale (se non incitazione alla xenofobia) e a noi francamente non interessa. Chiariamoci dunque sulla questione “aiuto”: se un'organizzazione deve riparare la propria sede, chiamerà dei tecnici, li pagherà e avrà un lavoro eseguito a regola d'arte. Un volontario che viene da un altro paese rappresenta piuttosto una risorsa importante in termini di apprendimento interculturale per un progetto: il lavoro che eseguirà, di supporto alle attività quotidiane, sarà sicuramente importante ma lo è anche la sua presenza. La sua “diversità” rappresenta un valore in sé da non trascurare. Una persona che si è lasciata alle spalle i 55 anni rappresenta un patrimonio di esperienze utili da trasmettere anche se non riguardano lo specifico compito da eseguire: questo è ancora più vero nel caso in cui nel progetto sono coinvolti dei giovani: lo scambio intergenerazionale è infatti uno degli obbiettivi del programma. Le competenze che ricerchiamo non sono tanto legate alle capacità manuali quanto a quelle umane: sapersi mettere in relazione con gli altri, capacità di ascolto, abilità nella trasmissione di esperienze e tutte quelle capacità che solo l'esperienza ci insegna. E infine non nascondiamoci dietro un dito: chi fa volontariato, lo fa anche per se stesso: aiutare gli altri è sicuramente un bel modo di pensare a se stessi, ma è pur sempre la soddisfazione di un nostro impulso. E forse è giusto che sia così. 8 2. 2. Ma perché devo partire da, poniamo, Caltanissetta per andare in Germania ad occuparmi dei bambini? Non possono badare ai bambini i volontari tedeschi? A stretto rigore di logica questa domanda è più che legittima. In Germania e in Francia ad esempio, il numero dei volontari attivi è superiore a quello che c'è da noi e dappertutto ci sono volontari disponibili a livello locale. Per tagliare una siepe, piantare un chiodo in un centro giovanile o raccontare una favola a un bambino disabile, nessuno sta aspettando noi - e meno male. Dobbiamo dunque fare riferimento a quanto già detto sopra rispetto alla nostra “utilità”: addirittura la presenza dei volontari stranieri può, almeno all'inizio, rappresentare un impegno per le strutture di accoglienza. Se non credete che il confronto tra culture diverse, migliori sia voi che quelli con cui entrate in contatto e se non credete che la costruzione di un mondo un po' meno incivile passi attraverso il confronto e la conoscenza dell'altro, forse tutto questo a voi non interessa. Il che è del tutto legittimo. Se invece siete almeno incuriositi, forse può valere la pena continuare a capire come funziona questo programma. 2.2 Quando e dove In teoria questo tipo di attività può essere organizzato ovunque. Lo scambio dei volontari dell'estate 2002 ha visto coinvolti 5 paesi dell'Unione Europea - Spagna, Francia, Austria, Germania e Italia. I progetti erano localizzati sia in zone rurali che urbane. Il valore interculturale di cui già si è detto, non cambia se si va in una grande città, in un piccolo paese o nella foresta. Spesso però si hanno delle preferenze, un po' perché nel tale posto già ci si è stati e si vorrebbe ritornare, un po' perché si dice che nel tale paese le persone siano aperte e calorose, o magari riservate ma ospitali, e così via. E' giusto che sia così e vi consigliamo di assecondare i vostri desideri nella scelta di una destinazione. Quando parliamo di esperienza interculturale ci riferiamo anche a una delle caratteristiche più efficaci di questo programma: l'abbattimento dei propri pregiudizi. Ovunque andiate dunque tenete sempre sotto controllo i vostri stereotipi e aprite bene occhi e orecchie: scommettiamo che rimarrete stupiti? Un periodo all'estero e “casa dolce casa” Quando abbiamo ideato questo programma pensavamo di proporre ai volontari dei periodi variabili dai 3 ai 6 mesi. Ci siamo subito scontrati con la realtà: la maggior parte dei volontari hanno troppi impegni familiari e, in genere, non se la sentono di assentarsi per periodi così lunghi. Il programma è stato dunque ricalibrato su queste esigenze. E' stato proposto un periodo variabile dalle 2 alle 8 settimane. Per meno tempo probabilmente non ne varrebbe neanche la pena. Prima di partire cercate di non lasciare troppa infelicità dietro di voi: garantite l'acqua alle piante, il cibo al gatto, rassicurate i vostri cari che non siete impazziti all'improvviso, chiarite bene loro che cosa state per fare e che telefonerete e scriverete spesso (poi per favore fatelo)… 9 Il volontariato internazionale e la legione straniera Una cosa importante: non prendete questa esperienza con lo spirito di chi parte per la legione straniera. Se vi è capitato qualcosa di grave di recente o se cercate di scappare da qualche situazione difficile, evitate di partecipare a un progetto di volontariato all'estero. Se il problema è nella vostra testa ve lo porterete dietro ovunque andate. Spesso i progetti di accoglienza hanno sufficienti difficoltà per conto loro. Siate onesti e chiari con voi stessi: altrimenti avrete ottime possibilità di trovarvi male e nella migliore delle ipotesi far perdere tempo a tutti quanti. L'interruzione del progetto Tutti sbagliamo. A tutti è capitato di fare una scelta errata e allo stesso tempo non sempre quello che organizziamo ci riesce a puntino. A volte ci aspettiamo una cosa e ne troviamo un'altra oppure ci si può accorgere che una cosa non ci interessa solo quando la stiamo vivendo. Questa guida servirebbe ad evitare tutto questo, ma non è possibile prevedere tutte le situazioni - e in fondo è anche poco interessante. Fatta salva la buona fede dell'organizzazione ospitante e del volontario ospitato, ci possono essere mille ragioni per le quali si decide di interrompere il progetto: non sentitevi dei falliti e per quanto possibile non cercate di far sentire così qualcun altro. Ogni volta che si presenta un problema il volontario deve parlarne con il suo tutor o se preferisce con la sua organizzazione d'invio per cercare insieme delle possibili soluzioni. Se queste non si trovano allora il volontario può decidere di andarsene: è importante che il volontario concordi con l'organizzazione di invio e di accoglienza l'interruzione di un progetto e non che se ne vada e basta. Cercate di analizzare e spiegare le motivazioni della scelta sia per evitare fraintendimenti sgradevoli sia perché può risultare estremamente utile per tutti capire gli errori per non ripeterli in futuro. 2.3 Vitto e alloggio Uno degli obiettivi di questo progetto è di fare nuove esperienze, tra cui anche quella di una cucina sconosciuta. Spesso - specialmente in situazioni di vita comunitaria - qualcun altro cucinerà per noi: non tutti siamo nati cuochi e non sempre le persone giuste sono al posto giusto. Partire con la borsa piena di prelibatezze nostrane potrebbe essere un'idea, ma forse decidere di correre il rischio di un drastico cambiamento della propria dieta può comunque far parte dell'esperienza e non è detto che debba andare per forza male. Siate pronti ad accettare diversi tipi di cibo e magari proponete di cucinare voi stessi per presentare la vostra cucina. Tanto ormai l'avrete capito che lo spirito di adattamento è un requisito fondamentale. 10 Un alloggio dignitoso viene sempre garantito. Può capitare di dover dividere la stanza con qualcun altro. A volte si è ospitati in famiglia, altre dalla comunità titolare del progetto. Anche qui una certa dose d'adattamento è richiesta: se avete delle esigenze specifiche rispetto a questo è fondamentale che lo facciate sapere prima di partire, in modo che eventuali richieste possano essere accolte. 2.4 La lingua In Italia si parla l'Italiano, negli altri paesi Europei no. Questa semplice considerazione è sufficiente a far autoescludere da questa esperienza molte persone. Comunicare in una lingua diversa dalla nostra non è impresa da poco. Se non lo abbiamo mai fatto può sembrare un'impresa ciclopica. Se avete una conoscenza anche scolastica della lingua Inglese (o di un'altra lingua parlata nel paese di accoglienza) sicuramente partite avvantaggiati. La fase pre-partenza potrebbe essere un buon momento per frequentare quel corso di lingua che avete sempre rimandato, oppure per risentire la simpatica coppia di tedeschi o americani conosciuti in vacanza l'anno scorso. Va sottolineato che se parlate cinque lingue ma non avete voglia di comunicare con nessuno le cose non vanno molto meglio. Come già detto l'idea del programma è quella di dare l'opportunità a tutti di poter fare quest'esperienza: riteniamo tuttavia che non sia una buona idea avventurarsi senza nessuna conoscenza della lingua del paese che vi ospita o almeno dell'Inglese, che un po' tutti masticano. Chi non parla nessuna lingua e non ha nessuna voglia - o possibilità - di impararne una, potrebbe verificare la possibilità di un periodo di volontariato in Italia, tanto per cominciare, e poi se vi dovesse venire la voglia di avventurarvi oltre confine se ne potrebbe parlare l'anno successivo. 2.5 Il viaggio Una parte importante dell'esperienza è costituita dal viaggio per arrivare al luogo di destinazione. Normalmente si viaggia da soli o al massimo in coppia: vi vengono date le istruzioni precise su come arrivare al luogo del progetto, inclusi tutti i numeri di telefono da contattare in caso di emergenza, poi sta a voi raggiungere la destinazione finale. Niente e nessuno può garantirvi che spostandosi dal punto A al punto B non incorrerete in nessun imprevisto: per certi versi è anche il bello del viaggiare. Il modo più sicuro per non avere problemi quando si viaggia è rimanersene a casa. Però si possono dare alcuni suggerimenti per cercare di anticipare almeno gli imprevisti più comuni. Fra i tanti ne abbiamo selezionati due che ricorrono con una certa frequenza. 1. Perdere una coincidenza Non avete mai perso una coincidenza? Si tratta di un'esperienza piuttosto comune. Portate con voi i numeri di telefono per poter avvertire i responsabili del progetto che ritarderete. Se qualcuno vi aspetta in aeroporto o alla stazione ferroviaria di arrivo non 11 si preoccuperà e non starà ad aspettare voi tutto il giorno, con conseguente arrabbiatura: un ospite irritato non è esattamente il modo migliore per cominciare. 2. Perdere il bagaglio Se viaggiate in aereo, tenete presente che secondo le ultime statistiche è intorno al 5 per cento il numero dei bagagli che prende una destinazione diversa da quella del passeggero. Può dunque succedere che anche il vostro decida di visitare un altro paese. Il consiglio può sembrare superfluo: portatevi un cambio nel bagaglio a mano, le medicine importanti e tutto quanto può servirvi per i primi due giorni. Soprattutto non fatevi prendere dal panico! Tutti gli aeroporti sono attrezzati con appositi uffici che sapranno dare l'assistenza necessaria, e qualcuno che parla una lingua comprensibile lo troverete facilmente. Siate collaborativi e il bagaglio vi dovrebbe essere restituito al massimo entro 48 ore. Può darsi che qualcuno venga a prendervi in aeroporto o in stazione, ma può succedere che proprio quel giorno tutti abbiano da fare: non consideratela una scortesia e piuttosto datevi da fare per capire il sistema locale di trasporti. Spesso sufficienti informazioni possono essere ottenute prima della partenza: internet da questo punto di vista può essere utile. 2.6 Come posso partecipare? Ai volontari senior che hanno partecipato al programma “Still Active” i progetti d'accoglienza disponibili sono stati introdotti dalle organizzazioni dei loro rispettivi paesi. “Still Active” non è un programma permanente. Si è sviluppato come un progetto pilota per promuovere la partecipazione dei volontari senior ad attività di volontariato all'estero. Queste attività sono largamente presenti in quasi tutti i paesi del mondo. Chi vuole aderire a una di queste proposte deve solo procurarsi le informazioni giuste. E' possibile partecipare a progetti di gruppo per 10-15 volontari (campi di lavoro della durata di 2-3 settimane), o programmi individuali per periodi più lunghi (da 3 a 12 mesi). Ogni progetto internazionale è presentato con una breve sintesi delle attività, una descrizione della sistemazione, della durata del soggiorno, i limiti di età, e le condizioni di partecipazione. Per i progetti di lunga durata qualche selezione è necessaria ed è svolta dalle organizzazioni d'accoglienza, che possono richiedere il curriculum vitae, le informazioni sulle condizioni di salute, le abilità linguistiche e manuali, gli impegni sociali od intellettuali (leggere paragrafo 2.7). Nell'Allegato 2 di questo opuscolo c'è una lista delle organizzazioni alle quali è possibile indirizzare le richieste. Queste organizzazioni di riferimento possono fornire indirizzi utili in molti paesi. 12 2.7 Quanto costerà? Questo opuscolo è stato prodotto grazie al progetto pilota co-finanziato dalla Commissione Europea. Ciò significa che per i volontari senior che hanno partecipato al progetto erano previsti benefici in termini di rimborsi dei loro costi di viaggio, l'assenza delle quote di partecipazione, la copertura assicurativa e i seminari di preparazione gratuiti. Al di fuori del progetto “Still Active” le condizioni per prendere parte ad un progetto di volontariato all'estero (a breve o a lungo termine) possono variare molto. Sicuramente il partecipante deve coprire il costo del viaggio per raggiungere la località di svolgimento delle attività. Vitto e alloggio sono invece normalmente garantiti, ma non è previsto alcun rimborso per le spese extra. A volte alcune organizzazioni d'accoglienza forniscono i biglietti per il trasporto locale , gli abbonamenti mensili o dei piccoli contributi per le spese personali dei volontari. Normalmente le organizzazioni di invio richiedono una quota di partecipazione per contribuire al loro lavoro amministrativo e alla realizzazione dei progetti. Qualche volta anche le organizzazioni d'accoglienza richiedono una quota che contribuisca alle attività locali. Non sempre l'assicurazione è inclusa nella quota di partecipazione. E' importante esaminare attentamente tutte le condizioni offerte ed avere tutte le informazioni circa i costi del viaggio e di spostamento prima di accettare una certa destinazione ed acquistare i biglietti. Cancellare la propria adesione dopo essere stati accettati è frustrante sia per le organizzazioni d'invio che per quelle d'accoglienza. 13 PARTE 3 - 6 Esempi di progetti già svolti seguiti dai resoconti dei volontari Progetto 1 - EURAG, Graz, Austria RECAPITI Organizzazione: Indirizzo: EURAG Graz (AUSTRIA) A-8010 Graz www.eurag-europe.org DESCRIZIONE E Eurag è un'organizazione europea no-profit e laica fondata nel 1962 CONTESTO DELLE ATTI- con sede in Lussemburgo, indipendente ed apolitica. Fin dal 1974 il VITÀ Segretariato Generale di Eurag è a Graz (Austria). Attualmente con le sue 152 organizzazioni che ne fanno parte in 33 paesi, Eurag rappresenta milioni di anziani in Europa e il suo scopo è di promuovere la qualità della vita dei senior a livello politico e sociale. Obiettivi di Eurag: • rappresentare a livello europeo gli interessi della popolazione senior; • promuovere lo scambio di esperienze; • coordinamento, collaborazione e scambio di opinioni con esperti e organizzazioni del Terzo Settore ed iniziative di gruppo ed individuali; • creazione di reti. LUOGO DELLO SCAMBIO Luogo dello scambio e area tematica: Previsto lavoro d'uffiDEI VOLONTARI SENIOR cio nel segretariato, lavoro in un day hospital per anziani, coinvolgimento nelle attività dell'Ufficio Centrale di Graz. CONDIZIONI Condizioni generali: DI PARTECIPAZIONE • Lavoro in gruppi • Esperienze di scambio con altri volontari • Biglietti per i trasporti forniti dall'organizzazione Alloggio: Casa privata Date e programma: Numero di settimane: 4 COSA È RICHIESTO Capacità specifiche: : Lavoro di gruppo e flessibilità. AI VOLONTARI SENIOR? Livello di conoscenza minimo della lingua locale per svolgere la attività programmate: sufficiente per gli usi interni quotidiani. 14 “REPORT” ” Progetto: EURAG, Graz 6-30 Luglio 2004 Franca, volontaria italiana L'Associazione Lunaria mi ha dato l'opportunità di partecipare al progetto "Still Active" che in Europa ha coinvolto 40 persone "over 55". La conoscenza della lingua tedesca, le mie precedenti esperienze di lavoro e in gioventù di lunga convivenza in una realtà nordica (Germania) hanno senz'altro contribuito ad introdurmi meglio nell'ambiente di lavoro come pure durante il tempo libero (frequentazioni musicali e culturali con temporanee "colleghe di lavoro" e con i coinquilini della casa, una giovane famiglia intellettuale di Cuba che mi ha arricchita umanamente e culturalmente). Tuttavia penso che anche altre/i volontari al posto mio avrebbero avuto pari possibilità Sono stata accolta a Graz da EURAG (Federazione Europea delle Persone Anziane) ed è stata un'esperienza molto positiva e formativa sotto tutti gli aspetti. EURAG fin dall'inizio aveva predisposto un'accoglienza all'arrivo molto tranquillizzante. L'attesa alla stazione, la soluzione abitativa eccezionale nel punto più significativo della città (Casa degli Autori sullo Schlossberg, simbolo di Graz), l'alloggio molto accogliente, ben arredato, arioso, tra il verde del colle, la vista mozzafiato su Graz, hanno avuto immediatamente un impatto più che favorevole. L'ufficio EURAG - il personale, molto ospitale e disponibile - mi ha fatto rivivere il periodo di attività (a dire il vero meno stimolante) terminato con il pensionamento. Inizialmente ho riordinato i libri della biblioteca - spero di averlo fatto con criterio in base alle loro aspettative. In un secondo tempo la traduzione al computer dal tedesco all'italiano delle Informazioni EURAG - molto interessanti per il contenuto stesso - ha richiamato alla mia memoria gli argomenti di cui mi ero occupata in passato. Mi auguro che la soddisfazione sia stata reciproca. Anche il mio intervento pomeridiano al corso bisettimanale di italiano mi ha dato modo di conoscere signore-allieve molto aperte al dialogo, con le quali si è instaurato un reciproco rapporto di simpatia. Conoscere la lingua del Paese dove si è ospiti facilita naturalmente l'inserimento e la comunicazione. Tuttavia non deve trattarsi solo della comprensione linguistica, ma piuttosto di una comprensione a livello umano che deve nascere tra persone di diversa cultura, di diversa estrazione, tra diverse generazioni: un'intesa reciproca che può evitare malintesi tra poche persone, quindi tra comunità ed a largo raggio tra le popolazioni. Questo è il resoconto di una esperienza molto positiva, vissuta in un altro Paese Membro UE, dove, in conformità al mio modo di vedere, non mi sono sentita straniera. 15 Progetto 2 - Youth Action for Peace, Bedheim, Germany RECAPITI Organizzazione: Youth Action for Peace Germany - cfd e.V. Indirizzo: Francoforte sul Meno DESCRIZIONE E Yap Germania organizza programmi di volontariato internazioCONTESTO DELLE ATTI- nale, campi di lavoro, seminari nazionali ed internazionali e VITÀ corsi di formazione per sensibilizzare la popolazione affinché si attivi contro ogni forma di violenza, razzismo e pregiudizio, per rafforzare la cittadinanza attiva e promuovere il volontariato come strumento di reciproca comprensione e tolleranza fra le nazioni, le culture e le generazioni. LUOGO DELLO SCAMBIO Luogo dello scambio e area tematica: DEI VOLONTARI SENIOR Il castello “Bedheim” è situato a 8 Km da Hildburghasen e a 15 Km da Bad Rodach nel meraviglioso sud franconiano della Turingia, vicino al confine con la Baviera. In questi due villaggi si trovano le stazioni ferroviarie più vicine al castello. La città più importante della zona è Coburg, a 28 Km da Bedheim. Il castello è circondato da un gradevole panorama. L'edificio, in rovina al tempo della Repubblica Democratica Tedesca, è stato recentemente restaurato dalla famiglia Ruehle al quale appartiene. Un'associazione riconosciuta come ente di pubblica utilità si occupa dei lavori. Fin dal 1992 vengono organizzati campi di lavoro a Bedheim insieme allo YAP e dal 1994 c'è un'attività di ortocoltura ecologica e socio-terapeutica, dove persone disabili e studenti di pedagogia effettuano il loro tirocinio pratico di formazione. Attività previste per lo scambio dei volontari senior: I compiti dei volontari saranno molteplici. • Giardinaggio: a seconda della stagione • Piccoli lavori di manutenzione all'interno del castello • Animazione con i bambini e i giovani che trascorrono periodi di vacanza al castello (aiuto nella preparazione dei pasti, nelle pulizie, nel fare la spesa e nell'organizzazione delle attività ricreative e del tempo libero) • Aiutare i leader dei campi di lavoro internazionale ospitati nel castello in estate e in autunno CONDIZIONI Condizioni generali: DI PARTECIPAZIONE • Lavoro in gruppi • Esperienze di scambio con altri volontari • Possiamo rispondere ad ogni richiesta realistica dei volontari 16 Alloggio: I volontari divideranno una stanza nel castello. Essi dovrebbero portare dei sacchi a pelo, pantofole e pullover. Possono preparare i loro pasti insieme o mangiare con lo staff ed il gruppo d'accoglienza. Date e programma: Numero di settimane: 4 COSA È RICHIESTO Capacità specifiche: Apertura mentale e disponibilità a vivere AI VOLONTARI SENIOR? in un'area rurale. Livello di conoscenza minimo della lingua locale per svolgere la attività programmate: sufficiente conoscenza del tedesco per gli usi interni quotidiani. “REPORT” Progetto: Bedheim, Germania YAP 6-25 Settembre 2004 Clementina, volontaria italiana Il 5 settembre quando con Eugenio ho caricato le nostre valige sull'auto, nel mio cuore c'era tanta ansia e tanti dubbi per questa esperienza che avrei trascorso in Germania con mio marito. Non portavo con me le preoccupazioni di aver lasciato a casa i miei quattro figli, perché sapevo che si sarebbero comportati bene e che non avrebbero avuto difficoltà senza la nostra presenza. Ma il mio pensiero si soffermava ad una domanda: come comunicherò con gli altri volontari se non sono a conoscenza di una lingua straniera e tanto meno con le persone del posto? Il viaggio di andata è stato piuttosto tranquillo, Eugenio era solamente un po' nervoso dato il lungo tragitto e notavo sul nostro viso la stanchezza accumulatasi. Giunti a Bedheim, la coordinatrice non ci aspettava perché c'era stato un piccolo contrattempo per un disguido di giorni non comunicati; comunque ci ha sistemati subito in una casetta dove alloggiavano già due volontarie: Federica una signora viennese, molto brillante e comunicativa e Paulina, una signora di Manchester tipicamente inglese. La casetta non era molto confortevole, piuttosto disagiata e alquanto spartana con crepe e buchi dai quali una sera è entrato un topolino, facendomi entrare in panico e scombussolando la mia persona. Inizialmente mi aspettavo di trovare altri volontari coetanei, ma per mia fortuna queste due signore conoscevano l'italiano. Dopo due giorni Federica è partita e così con noi per una settimana è rimasta la cara Paulina, la quale mi è stata di aiuto facendo da intermediaria tra me e i nativi del posto e quando ridevamo, in lei c'era un vero humour inglese. Passati quattro, cinque giorni ho pensato di andar via, perché mi sembrava di essere una persona fuori luogo e pertanto di nessuna utilità, anche se la mia man- 17 sione era quella di cucinare. Paulina invece continuava ad incoraggiarmi nel restare perché la settimana successiva sarebbero arrivati dei ragazzi e sicuramente qualcosa sarebbe cambiato. Con questo non voglio dire che le persone del posto sono state poco ospitali, ma intorno a me sentivo un ambiente “freddo” e spesso mi domandavo: ma io qui cosa ci sto a fare? Al contrario Eugenio era entusiasta e con la sua conoscenza del tedesco era un grande interlocutore. Le mie mansioni erano più solitarie e di volontariato non avvertivo niente, nonostante ho cercato di fare del mio meglio. Giunti i ragazzi che provenivano da diverse parti del mondo “l'aria” è cambiata. Con loro ho stretto una buona amicizia ed essendo io l'unica volontaria più anziana, mi sono sentita una mamma. Ragazzi veramente bravi, che si prodigavano in varie mansioni; il loro lavoro si svolgeva maggiormente nei campi, mentre giornalmente una coppia restava in cucina per preparare una pietanza originaria del loro paese. E' stato veramente interessante assaggiare i loro piatti tipici e condividere con loro le ore di pranzo. MI ha fatto piacere conoscere più a fondo le loro idee, le abitudini, la propria cultura, l'allegria e la solarità della loro gioventù. Fortunatamente due ragazze conoscevano l'italiano e quindi mi sono integrata nelle loro conversazioni più personali. Ancora oggi sono dubbiosa di questa esperienza perché non ho ancora trovato il fine e il relativo obiettivo. Pertanto mi domando: Cosa sono andata a concretizzare a Bedheim? Avrò fatto qualcosa di utile? Nel mio obiettivo forse avrei voluto comunicare di più con quei due ragazzi con handicap che tre volte a settimana venivano a passare la mattinata; ma a noi era poco concesso coccolarli. Forse in principio avrei voluto instaurare un rapporto più stretto con la coordinatrice, che all'inizio si era rivelata più autoritaria ma in seguito ho scoperto la sua disponibilità e amicizia. Per tutto questo, alla mia partenza i miei occhi si sono riempiti di lacrime, perché alcune volte, nelle esperienze in cui si creano circostanze negative, queste si mettono da parte, ed emergono gli amori e i ricordi più affettuosi. Eugenio, volontario italiano marito di Clementina Non posso dire di aver avuto dei pregiudizi o delle titubanze prima di partire perché l'animo era molto predisposto, seppure fosse la prima esperienza e non sapendo nulla di ciò che dovevo fare, posso dire veramente con tutto il calore di aver tro- 18 vato l'ambiente che aspettavo. Inizialmente la convivenza con altre persone della nostra età era un po' stantia, nonostante ci sia stato uno scambio di idee molto interessante e la situazione rimaneva un po' noiosa, ma con l'arrivo dei ragazzi di diverse nazionalità ho avvertito una ventata di primavera. Insieme si lavorava e si divideva ogni momento della giornata. Mangiavamo sempre insieme e la cucina veniva svolta ogni giorno da una nazionalità differente, per cui ho avuto modo di conoscere la cucina coreana, messicana e turca. Era interessante che questi ragazzi ci spiegavano attraverso la cucina usi e costumi dei loro paesi. Avevamo molto tempo libero per cui ho avuto tempo di visitare diversi luoghi della Germania. Il sabato andavamo a vendere al mercato di Coburg frutta e verdura che veniva coltivata in questo centro di agricoltura biologica. Due volte a settimana venivano dei ragazzi con handicap ed era molto bello vedere l'interesse e la precisione per i compiti che svolgevano. Nonostante la differenza di età non ho trovato quella differenza tra generazioni con i ragazzi, era come se fossi uno di loro e quando sorgeva un problema, diventava un problema di tutti. Pertanto posso dire che è stata un'esperienza molto positiva, sia dal lato pratico che umano, (dunque) se potessi partire di nuovo, domani lo rifarei. Progetto 3 - Tistza Forràs Alapitvany, Budapest, Ungheria RECAPITI Organizzazione:Tistza Forràs Alapitvany (centro per senza fissa dimora) Indirizzo: Ulloi n. 373 - 1181 Budapest DESCRIZIONE E Vivono in questa casa di accoglienza prevalentemente uomini, CONTESTO DELLE ATTI- in età da lavoro, che a causa di seri problemi personali hanno VITÀ perso la casa, il lavoro e a volte gli stessi familiari. La casa ha due differenti aree: un padiglione è per i senza fissa dimora ospitati durante il giorno che ricevono cibo, fanno la doccia e lavano i panni; un secondo padiglione è una zona residenziale dove solo gli uomini vivono e cucinano. Queste persone sono ufficialmente registrate e lavorano. La casa d'accoglienza organizza una volta a settimana delle discussioni sulla bibbia ed incontri per gli alcolisti. LUOGO DELLO SCAMBIO Attività previste per lo scambio dei volontari senior: DEI VOLONTARI SENIOR Il volontario può aiutare nei lavori domestici quotidiani, nel lavoro d'ufficio e nella cucina. Se in possesso di abilità lingui- 19 stiche il volontario sarà di grande aiuto per comunicare con i senza fissa dimora, passando del tempo insieme a loro, prestando ascolto ai loro problemi. CONDIZIONI Condizioni generali: DI PARTECIPAZIONE • Lavoro in gruppi • Vitto e alloggio è garantito. I volontari devono provvedere alle piccole spese personali Alloggio: TheI volontari disporranno di una stanza singola a Budapest, ma non nella casa d'accoglienza, perché questa non si trova nel centro della città, ma nel distretto di Kobanya. Date e programma: Numero di settimane: 2-4 COSA È RICHIESTO Capacità specifiche: Nessuna particolare competenza è AI VOLONTARI SENIOR? richiesta se non la disponibilità e capacità di relazionarsi con persone con problemi piuttosto seri. Livello di conoscenza minimo della lingua locale per svolgere la attività programmate: L'organizzazione lavora dal 2002 con volontari stranieri provenienti dalla Germania e dal Regno Unito di età fra i 18 e i 25 anni. La capacità di esprimersi in ungherese è auspicabile (minimo livello 1). Lingue straniere parlate nel contesto di lavoro: nessuna. ULTERIORI Ogni mercoledì è organizzata una preghiera collettiva nel cenINFORMAZIONI tro d'accoglienza. “REPORT” Progetto: Tistza Forràs Alapitvany, Ungheria 13-25 Settembre 2004 Antonio, volontario italiano GLI ASPETTI PRATICI Avevo alla base precedenti esperienze a Roma presso una casa famiglia per bambini piccoli abbandonati e come volontario a servire alla mensa della comunità di Sant'Egidio ma non conosco ovviamente l'ungherese, riesco a colloquiare in inglese specialmente con chi è al mio semplice livello cioè nella normale elementare fluenza del linguaggio. Queste basi quindi sono state importanti per me. Per quanto mi riguarda, al mio arrivo sono entrato all'istante in familiarità con le cinque dipendenti della struttura; solo una di esse, una ragazza rumena parlava l'inglese semplice come il mio ed è stata insostituibile per la riuscita delle due settimane, due altre signore svolgevano anche loro specialmente lavoro di segreteria e parlavano solo l'ungherese come le altre due addette una alla sartoria ed una al reparto vivande. Naturalmente sono stato messo a collaborare con la signora addetta alla distribuzione ai poveri dei cibi, del caffè, del sapone, sciampo, eccetera. A me è sembrata una sistemazione appropriata 20 ed era anche quella che mi sarei aspettato a causa della difficoltà del linguaggio. Era anche il posto più adatto per avere un contatto con gli homeless. Durante il periodo la collaborazione è stata costruttiva ma amichevole grazie alla cortesia ed alla naturalezza delle persone addette, a quella che da parte mia doveva essere alla base del mio impegno cioè apertura mentale, affabilità, educazione, disponibilità a dare il meglio. La mia sistemazione a Budapest è stata più che adeguata; una guesthouse con prima colazione anglosassone, abbastanza centrale, connessa alla chiesa "riformata", una delle tante chiese protestanti presenti qui. Nei giorni di attività il pranzo era in trattoria in compagnia affabile di un'altra persona della struttura, e potevo avere durante il giorno tutto ciò che volevo, come in una famiglia; e poi come si fa ad essere fiscali quando si sono fatti 1500 chilometri per venire ad aiutare degli homeless e dove tutti ti trattano con cordialità e simpatia? Ero pienamente appagato nel corpo e nello spirito. GLI ASPETTI SOCIALI ED UMANI Innanzi tutto sono felicissimo della scelta fatta cioè di aver avuto la volontà e di conseguenza l'iniziativa di voler vivere una esperienza del genere, in particolare proprio in una struttura per senza-casa e per di più in una nazione - l'Ungheria - dove ho saputo che ancor oggi, a distanza di 15 anni dalla caduta del "Muro", su 10 milioni di abitanti ci sono 3 milioni che vivono con un reddito sotto la soglia di povertà. E' stata, anche se le parole sono scontate, una esperienza benefica per la mente e lo spirito, superiore ad ogni aspettativa possibile, da me vissuta fin dal primo secondo in maniera profonda, immediata e partecipativa, e ciò ha sanato la brevità dell'esperienza. Ad esempio l'avere assistito ad un servizio religioso tenuto per gli homeless durante il quale una persona, nel parlare dei propri problemi, è caduta in un pianto singhiozzante davanti a tutti i presenti, è un ricordo che per me rimarrà incancellabile come pure i volti ed i silenzi di tutti i presenti. Fare del volontariato nel proprio paese, nel bene o nel male è per fortuna un dato acquisito; andare ad aiutare altri nel loro paese è quello che auguro possano fare sempre più persone e dovrebbero fare intere organizzazioni o gruppi. Però occorre essere determinati, sapere quello che si può ottenere - il proprio arricchimento umano, morale, sociale - essere consapevoli di voler specialmente dare. Mi rendo conto che il nostro aiuto è infinitamente piccolo ma può servire da stimolo e poi .. è sempre una goccia in più nel mare .. "dei bisogni", diceva Madre Teresa. E un'altra personalità politica all'indomani dell' 11.09.2001 diceva: "il futuro è nella cooperazione tra i popoli". Ho cercato di far mia quella frase nel mio piccolo e auguro a tutti di farla propria anche con altre iniziative pari a questa ed anche migliori e più nobili, qualora possibile. Mi auguro di ripetere, se del caso anche la stessa avventura, sono stato già invitato, per l'autunno del 2006, alla cerimonia di inaugurazione della nuovissima casa per homeless di Budapest-Kobanya (che andrà a sostituire quella nella quale sono stato) e la cosa mi riempie di ulteriore gratitudine e felicità. 21 CONSIGLI, SUGGERIMENTI - ritengo che queste esperienze debbano essere vissute singolarmente per stimolare al massimo lo spirito di integrazione e l’interscambio socio culturale, l'essere soli spinge a dare il meglio delle proprie capacità psico attitudinali. - il periodo minimo di due settimane di un progetto è congruo se il soggetto interessato ha una adeguata apertura mentale e estrema facilità di inserimento; altrimenti è preferibile optare per un periodo un po' più lungo. - i soggetti interessati devono sapere un po’ di inglese,essere curiosi, motivati, avere il piacere del confronto, .. avere anche un pizzico di spirito di avventura. Progetto 4 - The Monastery of St Francis and Gorton Trust, Manchester, United Kingdom RECAPITI Organizzazione: Monastero di S. Francis and Gorton Trust Indirizzo: Gorton - Manchester (U.K.) Website: www.gortonmonastery.org.uk DESCRIZIONE E La chiesa di S. Francis è uno degli esempio più belli dell'archiCONTESTO DELLE ATTI- tettura gotica vittoriana inglese. Essa è stata per ben due volte VITÀ inclusa nella lista dei monumenti in pericolo a livello mondiale. La chiesa ed il convento erano in stato di abbandono e minacciati da continui atti vandalici. Gorton, ad est di Manchester, si situa ai primi posti in tutte le statistiche che riguardano l'emarginazione sociale in Inghilterra. La zona è afflitta da alta disoccupazione, mancanza di coesione sociale, vandalismo, scarso livello di istruzione tra i giovani e vanta le peggiori statistiche sulla salute nell'area di Manchester. Un gran numero di richiedenti asilo e rifugiati vive nell'area: questi non hanno legami con la comunità locale, non parlano la lingua e vivono la cultura locale come estranea. Un progetto è partito intorno a questo edificio simbolo ed in 7 anni ha raccolto fondi per quasi 7 milioni di sterline. Il progetto è gestito dalla comunità attraverso un'associazione benefica, il Monastero di S. Francis and Gorton Trust. Questo ente ha sviluppato una vasta rete di collaborazioni durante gli anni trascorsi per restaurare il Monastero e ha svolto un ruolo catalizzatore per il miglioramento dell'area e della vita dei cittadini. LUOGO DELLO SCAMBIO Luogo dello scambio e area tematica: DEI VOLONTARI SENIOR Uffici del Monastery Trust 22 Attività previste per lo scambio dei volontari senior: Il Monastery Trust si è impegnato negli ultimi sette anni a raccogliere fondi per il restauro e le attività, creando opportunità di istruzione e attività artistiche per la popolazione locale, coinvolgendo diverse organizzazioni importanti e fornendo informazioni sulle proprie attività. Le attività previste sono: • lavoro al seguito dello staff; • contattare altre organizzazioni e comunità nell'area; • aiutare la preparazione del Festival di Gorton; • prendere parte alle attività quotidiane del Monastero CONDIZIONI Condizioni generali: DI PARTECIPAZIONE • Lavoro in gruppi • Scambio di esperienze con altri volontari Alloggio: In appartamenti del campus dell'Università di Salford che è situata lungo il fiume a circa un miglio dal centro di Manchester. Bus e treni portano di continuo a Gorton. A Manchester risiede una vasta popolazione di studenti provenienti da tutto il mondo. In questi ultimi anni c'è stato un discreto sviluppo delle attività di Salford: sono stati aperti negozi, servizi per il tempo libero e di intrattenimento. Date e programma: Numero di settimane: 2-3 COSA È RICHIESTO Capacità specifiche: AI VOLONTARI SENIOR? Non sono richieste particolari qualifiche a parte un interesse per la valorizzazione delle comunità locali e un desiderio di partecipazione. Livello di conoscenza minimo della lingua locale per svolgere la attività programmate: da buono a molto buono Lingue parlate nel contesto lavorativo: solo inglese 23 “REPORT” Progetto: MANCHESTER MONASTERY OF St FRANCIS 31 Agosto - 21 Settembre 2004 Vera, volontaria austriaca Dopo il volo da Vienna a Manchester sono stata accolta all'aeroporto con grande gentilezza. Mi hanno portato a Salford Crescent con un treno e mi sono sistemata nel mio nuovo appartamento, dove avrei vissuto per le tre settimane successive. Dalla finestra avevo una splendida vista su un vasto prato con degli alberi. La mattina successiva abbiamo preso un taxi per l'ufficio della Gorton Trust nella parte est di Manchester, dove avrei lavorato. Ero davvero curiosa di conoscere le persone dell'ufficio. Sono stata cordialmente ricevuta, mi hanno mostrato la loro splendida chiesa, il monastero ed il giardino. E' incredibile che il Monastero sia in una condizione tanto pessima. La Gorton Trust ha come obiettivo quello di migliorare lo stato del monumento: sta restaurando l'intera area per creare un nuovo centro per la comunità di Gorton. La comunità di Gorton organizza periodicamente diverse attività, come il coro (a cui ho potuto partecipare) e all'inizio di Ottobre un Festival con una processione di lanterne costruite dai bambini. Il mio compito era quello di aiutare nella preparazione della processione, insieme ad una volontaria polacca che era arrivata una settimana dopo di me. Fin dall'inizio ci siamo trovate bene e la nostra collaborazione è stata molto piacevole. Prima di tutto dovevamo decidere in che modo dovessero essere le lanterne: ce n'erano di due tipi. I bambini che avrebbero preso parte alla processione avevano dai 5 agli 8 anni e potevano scegliere quale tipo di lanterna portare durante la sfilata. Potevano fabbricare la propria lanterna personale: avevamo organizzato due laboratori (2 ore) nella scuola elementare e con alcuni gruppi di giovani. Io, la volontaria polacca ed alcune persone della Gorton Trust abbiamo aiutato le maestre ed i bambini a fabbricare le lanterne. Io mi sono occupata di chiamare il preside della scuola e i leader dei gruppi di giovani per pianificare date e luogo dei laboratori. Dopo aver fatto tutto il lavoro di preparazione, abbiamo finalmente partecipato ai laboratori. Per me è stata un'esperienza totalmente nuova e mi è piaciuto tantissimo fare lavori manuali con i bambini. Ero davvero contenta. Ricordo ancora con tenerezza le loro voci che mi chiedevano di aiutarli… “Miss, Miss, Miss, Plaese…”. Le ore passate con i bambini sono state indimenticabili. E come risultato di questo lavoro più di 500 lanterne hanno illuminato l'orizzonte al festival del 2 Ottobre. Mi ricorderò sempre dei bambini di Gorton. Il 18 e 19 Settembre c'è stato il “Giorno del Patrimonio Artistico” di Gorton. Gli abi- 24 tanti potevano visitare la chiesa e avere informazioni sullo stato del suo restauro. E' stata un'esperienza straordinaria vedere tanta gente nella chiesa: questo prova quanto la chiesa sia importante per la comunità locale. Queste 3 settimane a Manchester mi hanno fatto vivere nuove esperienze: ho conosciuto nuovi amici, ho stretto un bel rapporto con una signora polacca, ho potuto parlare inglese (e mi sono divertita molto nel farlo), sono stata coinvolta in una splendida atmosfera nella scuola elementare. Grazie davvero per avermi permesso di fare questa esperienza! Progetto 5 – Legambiente, Eboli, Italy RECAPITI Organizzazione: Legambiente onlus Indirizzo: Via Salaria 403- 00199 Roma - Italia Legambiente è la maggiore associazione di volontariato DESCRIZIONE E ambientalista in Italia. E' organizzata in 1.500 sedi locali, 20 sedi CONTESTO DELLE ATTI- regionali, e più di 115.000 tra membri e soci. VITÀ Si occupa di informazione e di campagne di sensibilizzazione. Organizza attività di volontariato ambientale coinvolgendo migliaia di persone. Legambiente promuove la solidarietà e la cooperazione per lo sviluppo ed è molto attiva in attività di pronto soccorso e d'emergenza. Legambiente promuove inoltre il volontariato a lungo termine in Italia e all'estero. In Italia, infatti, sono presenti numerosi centri permanenti di volontariato che ospitano durante tutto l'anno volontari di ogni età. Legambiente fornisce il proprio contributo al progetto sin da quando questo fu pensato per la prima volta alcuni anni fa. Crediamo che il volontariato sia uno dei migliori strumenti educativi e di pace, sia per i volontari di ogni età che per le comunità ospitanti. LUOGO DELLO SCAMBIO Luogo dello scambio e area tematica: DEI VOLONTARI SENIOR Ambiente e questioni sociali Eboli, vicino Salerno, Italia meridionale Terminal: l'aeroporto più vicino è Napoli (100 Km). La stazione 25 ferroviaria di Eboli è collegata sia con Napoli che con Roma. Attività previste per lo scambio dei volontari senior: La piccola città di Eboli è situata a pochi chilometri da Paestum e dal Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano; è vicina a molti luoghi di interesse turistico come Pompei e la Costiera Amalfitana. Il progetto di Legambiente ospita alcuni giovani volontari a lungo termine ed alcuni volontari di tutte le età per brevi campi di lavoro, sia italiani che stranieri. I volontari prendono parte a due attività: pulizia e protezione di un area lungo la costa (che in passato era sfigurata dai rifiuti illegali); la cura e il miglioramento di alcune aree verdi urbane curate da anziani e di alcuni giardini della città. Il lavoro può essere manuale o promozionale, cosicché ogni volontario ha facoltà di scelta. Condizioni generali: CONDIZIONI • Lavoro in gruppi DI PARTECIPAZIONE • Esperienze di scambio con altri volontari Alloggio: I volontari saranno ospitati nella “Villa Falcone-Borsellino”, un bel edificio sulla costa requisito alla mafia. Condivideranno delle camere comuni (4-8 letti) e i servizi. Sono previsti e garantiti tre pasti quotidiani, preparati dagli stessi volontari secondo dei turni. Date e programma: Numero di settimane: 4, 12/07-13/08 Capacità specifiche: Nessuna. COSA È RICHIESTO AI VOLONTARI SENIOR? Livello di conoscenza minimo della lingua locale per svolgere la attività programmate: E' sufficiente l'interesse ad imparare alcune parole. Il progetto può ospitare 2 volontari “Still Active”. Parteciperanno ULTERIORI a due parti dello stesso progetto. La prima parte è un campo INFORMAZIONI internazionale dal 12 al 26 giugno. La seconda parte è un campo di soli volontari italiani dal 2 al 13 Agosto. Il periodo di permanenza può essere ampliato nelle date comprese tra i due campi, ma i volontari possono comunque restare quanto desiderano perché l'alloggio è sempre disponibile. Durante l'intero periodo i volontari senior saranno seguiti da 3 giovani volontari europei, come dallo staff locale di Legambiente. 26 “REPORT” Progetto: EBOLI - LEGAMBIENTE 9 Luglio - 13 Agosto 2004 Franz, Austrian volunteer Organizzazione ospitante Il “nocciolo duro” del gruppo Legambiente Eboli è un gruppo realmente impegnato di persone che pensano ed agiscono in modo alternativo. Fin dall'inizio mi hanno trattato molto bene, con attenzione e rispetto. Anche il mio sforzo di integrarmi nel gruppo è stato accolto positivamente. Attività Sebbene la mia conoscenza della lingua italiana fosse davvero limitata, fin dall'inizio sono stato ben accolto e ho compreso senza problemi le informazioni riguardanti le mie mansioni. Ho preso parte alle attività del gruppo interamente. I due gruppi erano coordinati dai due volontari long-term. La mia posizione era quella di un co-leader. L'organizzazione minima dei singoli giorni era esposta in due fogli nei quali erano riportati i compiti assegnati ad ogni volontario. La spiaggia dove lavoravamo era distante circa 5 km dalla villa dove dormivamo. Questo tragitto lo percorrevamo in bicicletta. Il programma delle attività partiva alle 8 di mattina e alle 14 il pomeriggio, dopo il pranzo passato tutti insieme. La prima settimana è stata interamente dedicata alla raccolta della spazzatura e dei rifiuti lungo la costa in una pineta. La seconda settimana abbiamo lavorato in piccoli gruppi, uno di questi ha proseguito nella raccolta dei rifiuti, il resto dei gruppi si è occupato di sistemare le segnaletiche per le delimitazioni delle aree di spiaggia pulite e quelle ancora da ripulire. Tavoli e panche sono stati costruiti durante l'ultima settimana. Come ultima attività abbiamo cominciato ad organizzare le aree-gioco per i bambini e la zone barbecue. Sistemazione Dal punto di vista architettonico la Villa era estremamente attraente, e ci è stata descritta come il luogo di incontro di mafiosi. Porte con pesanti pannelli, bagni di marmo. Per ospitare noi volontari l'edificio era stato inoltre ristrutturato e attrezzato con delle brandine. La villa è risultata troppo grande rispetto alle esigenze del primo gruppo, abbastanza piccolo, ma è stata forse troppo piccola per gli altri due gruppi, considerevolmente più grandi. La cucina era molto spartana e provvisoria. Ero stupito dell'alta qualità dei cibi cucinati in quel tugurio. Un capolavoro del talento immaginativo dell'Italia meridionale. Nonostante il bagno fosse di marmo (ma senza specchio), la sistemazione era 27 APPENDICE 1 molto spartana e ci è voluto un po' di tempo perché mi abituassi. La mancanza di ogni tipo di privacy - anche per me che ho un passato da soldato e abituato ad adattarmi - è stata difficile da accettare. Personalmente posso dire che questa è stata la più grande sfida durante la mia permanenza. Vitto Il cibo era molto buono e la quantità più che sufficiente. La qualità era differente a seconda di chi cucinava. Abbiamo organizzato anche un menù Turco-Austriaco, dando spazio alla creatività tra volontari di diverse nazionalità. Considerando lo scoscio di applausi posso dire che il menù ha avuto un grande successo. Lingua, paese, persone e escursioni Riguardo la mia limitata conoscenza della lingua italiana avevo letto sulla scheda di presentazione del progetto: è sufficiente l'interesse ad imparare alcune parole. In effetti questo è sufficiente per il lavoro quotidiano e per l'interazione con il gruppo, ma del tutto insufficiente per la comprensione delle connessioni tra diversi fatti e cose. Per fortuna una delle volontarie conosceva il tedesco: grazie alle sue spiegazioni ed interpretazioni mi è stato possibile accedere ad una comprensione più approfondita dei comportamenti e delle diverse mentalità dei partecipanti. Il sostegno al tempo libero e alle escursioni avuto dal team di Eboli è stato fondamentale. Molte sere le abbiamo passate tutti insieme, e il forno per la pizza è stato usato spesso. Anche i vecchi volontari di Legambiente ci raggiungevano in queste occasioni. Conclusioni In considerazione della mia carriera di militare e dei contatti da me avuti con tanti altri eserciti sono stato in grado di venire a contatto con tanti tipi diversi di mentalità. Ma, tutte queste erano inserite in una simile condizione (gli eserciti di ogni paese lavorano più o meno allo stesso modo), e non lasciavano emergere realmente le differenze culturali. Per questo il tipo di vita e di lavoro ai quali ho partecipato durante il progetto sono stati del tutto nuovi e sorprendenti. Sono finalmente entrato in contatto con persone diverse nel loro ambiente e con tutte le loro abitudini e peculiarità. Il mio grande rispetto e la mia stima vanno alla leadership del team di Legambiente di Eboli Silaris. Il clima da loro creato è stato di grande cooperazione in tutti i momenti dell'esperienza. 28 Alcuni consigli per i volontari senior internazionali Diamo per assodato che tutti i volontari si comportino in modo sensibile e professionale, ma vogliamo suggerire qualche consiglio per cercare di ottenere il massimo dall'esperienza di scambio. Questi possono contribuire a risolvere problemi di comunicazione ed eventuali fraintendimenti. ü Partecipa agli incontri di preparazione sia nel proprio paese che in quello di accoglienza è condizione necessaria per l'adesione al progetto. ü Cerca di agire in armonia con le regole della propria organizzazione d'accoglienza. ü Cerca di portare a termine i compiti assegnati. ü E' importante una buona comunicazione tra te e il tuo ospite e coinvolgersi nel maggior numero di attività possibile. Ti aiuterà a relazionarti meglio e ad imparare di più sulle tradizioni e abitudini locali. ü Rispetta la cultura locale e i metodi di lavoro degli altri. Mostra considerazione e rispetto per i tuoi compagni di lavoro ed ogni altra persona con la quale ti trovi a collaborare. ü Adempi agli impegni del progetto compatibilmente alle tue condizioni di salute. Segnala prontamente qualunque problema medico. Devi inoltre avvertire l'associazione di invio di ogni problema di salute che possa impedirti di partecipare alle attività normalmente programmate. ü Se desideri avere del tempo per visitare alcune località del paese che ti ospita, cerca di organizzare le visite con il dovuto anticipo insieme all'organizzazione d'accoglienza. ü Mantieni in buone condizioni igieniche il tuo alloggio. ü Se pensi che ti venga chiesto di fare troppo o troppo poco discutine con il tuo ospite. Se la situazione non si risolve contatta la tua organizzazione d'invio. ü Divertiti! Ora che abbiamo elencato quelli che sono i tuoi “doveri” di volontario - quali sono i “doveri” della tua organizzazione d'invio? ü Trovare e formare i volontari. ü Inserire i volontari nei vari progetti tenendo conto delle loro capacità e dei loro interessi. ü Reperire e fornire ai volontari il maggior numero possibile di informazioni. ü Presentare i volontari che hanno già partecipato a progetti simili ai nuovi volonta- 29 ri e chiedere loro di aiutarli. ü Valutare il progetto. ü Prendersi cura dei volontari durante e dopo il progetto, mantenendo i contatti con l'organizzazione d'accoglienza mentre i volontari sono all'estero. ü Aiutare ad ottenere i Visti d'ingresso (se necessario) ü Fornire i contatti d'emergenza ai familiari dei volontari e in caso di necessità essere un punto di riferimento per la famiglia. APPENDICE 2 Organizzazioni internazionali di volontariato con possibilita' di sistemazione ed ospitalita' a medio e lungo termine per volontari senior Retired & Seniors Volunteer Programme Community Service Volunteers (CSV) P.O. Box 8504 NL - 3503 Utrecht Tel: +49 – 7274 777 485 Web: www.edyn.org E quali sono i “doveri” dell'organizzazione d'accoglienza? ü Confermare il piazzamento dei volontari nel progetto sia ai volontari che all'organizzazione d'invio. ü Spedire informazioni sufficienti all'organizzazione d'invio e ai volontari. ü Pianificare la proposta di un programma dettagliato delle attività cosicché i volontari possano sapere cosa ci si aspetta da loro. ü Organizzare gli aspetto logistici - pasti, alloggio, trasporti locali etc. ü Possibilmente recarsi a prendere i volontari alla stazione ferroviaria o all'aeroporto d'arrivo. ü Organizzare un incontro di benvenuto per i volontari: presentare il progetto, i membri i volontari e lo staff ai volontari appena arrivati, insieme a una breve introduzione e spiegazione di usi, costumi, credenze, tradizioni e regole della cultura locale. ü Individuare un tutor o una persona di contatto per i volontari. ü Dovrebbe organizzare attività sociali (facoltative) o fornire informazioni sulle possibilità di svago nella zona. ü Favorire la comunicazione tra i volontari senior stranieri e i volontari locali. ü Dare informarzioni sui servizi sanitari presenti nella zona e sulle procedure da seguire per poterne far uso. ü Compilare un questionario di valutazione da spedire ai volontari e all'organizzazione d'invio. 237 Pentonville Road UK - London N19 NJ Tel: +44 – 20 – 764 31 397 Fax: +44 - 20- 783 30 149 E-mail: [email protected] Contact: Gordon Rattray Web: http://www.csv.org Un network europeo di organizzazioni ecumeniche impegnate nel volontariato nazionale ed internazionale. Accolgono con piacere volontari senior. RSVP ha un programma per volontari senior nel Regno Unito e desidera attivare scambi con altre associazioni europee. St. Jacobsmarkt 82, B - 2000 Antwerpen Tel: +32 -3 - 22 65 727 Fax: +32 -3 - 23 20 344 email: [email protected] Contact: Isabelle Vandenbergen Web: www.ines.org/sci/ Eirene Engerser Straße 74b, D - 56564 Neuwied Tel: +49 - 2631 - 83 79 0 Fax: +49 - 2631 - 3 11 60 e-mail: [email protected] Contact: Sigmar Petry Web: www.eirene.org/ Un'organizzazione tedesca che ha un programma di scambio di volontari in Europa e nei Paesi in via di sviluppo. Accolgono volontari senior; i loro progetti durano quasi sempre un anno intero o più Ecumenical Diaconal Year Network (EDYN) c/o Jeugdwerk PKN 30 Service Civil International (SCI) Un movimento mondiale per la pace, che coinvolge tanti volontari, nazionali ed internazionali. Non c'è limite d'età e i progetti durano da 2 settimane a 2 anni. Youth Action for Peace/Action Jeunesse pour la Paix (YAP/AJP) Avenue du Parc Royal 3, B - 1020 Bruxelles Tel: +32 - 2 - 478 94 10 Fax: +32 - 2 - 478 94 32 e-mail: [email protected] Contact: Gisèle Evrard Web: www.yap.org/ Sempre un network globale, nonostante il nome, accetta anche volontari senior - specialmente nei campi di lavoro di 2-3 settimane. 31 Eurag – European Federation for Older Persons Weilandgasse, 9 A-8010 Graz Austria Tel: +43-(0)316-814608 Fax: +43-(0)316-814608 e-mail: [email protected] Web: www.eurag-europe.org Contact: Gerhard Teissl Co-ordinating Committee for International Voluntary Service (CCIVS) UNESCO, 1 rue Miollis, F - 75015 Paris Tel: +33 - 1 – 45 68 49 36 Fax: +33 - 1 - 42 73 05 21 e-mail: [email protected] Contact: Simona Costanzo Web: www.unesco.org/ccivs Eurag è un ombrello internazionale di organizzazioni che si occupano di senior. Sono stati coinvolti già numerose volte in scambi di volontari senior e possono fornire molte informazioni. Una rete globale di associazioni che organizzano campi di lavoro. E' meglio non rivolgersi a loro direttamente, ma contattare i loro membri nei diversi paesi per avere informazioni sulle opportunità di volontariato. Alliance of European Voluntary Service Organisations Association of Voluntary Service Organisations c/o MS, Bogergade 14, DK-1300 Copenhagen., Denmark Tel: 0045 7731 0000 Fax: 0045 7731 0060 e-mail: [email protected] Web: www.alliance-network.org 174 Rue Joseph II, 1000 Brussels Belgium Tel.: +32-2-230 68 13 Fax: +32-2-231 14 13 E-mail: [email protected] Website: www.avso.org Alliance è un network di tante associazioni nazionali che organizzano campi di lavoro. La maggior parte dei membri accetta e accoglie volontari senior nei loro progetti durante tutto l'arco dell'anno. Una rete di organizzazioni europee che organizzano progetti di volontariato a lungo termine. E' meglio non rivolgersi a loro direttamente, ma contattare i loro membri nei diversi paesi per avere informazioni sulle opportunità di volontariato. Sul sito www.idealist.org si trova una lunga lista di organizzazioni che possono aiutarvi a fare volontariato all'estero, soprattutto in progetti nei Paesi in via di sviluppo, sia a breve che a lungo termine. La maggior parte di essi non hanno limiti d'età. 32 Questa pubblicazione è uno dei prodotti del progetto europeo “Still Active”. Le attività sono state coordinate dall'associazione Lunaria e realizzate da una partnership composta da tre network internazionali, AVSO - the Association of Voluntary Service Organisations, The Alliance of the European Voluntary Service Organisations e EURAG - the European Federation of Older persons. Altri partner del progetto sono stati l'Universita di Salford (UK), Legambiente, l’istituto di ricerche sociologiche ISIS di Francoforte e il Comune di Roma. L'idea del progetto era di ideare alcuni strumenti per volontari senior e organizzazioni della società civile interessate ad accoglierli, allo scopo di favorire e facilitare quest'esperienza. Grazie a una serie di progetti europei che portiamo avanti dal 2001 che hanno avuto come oggetto lo scambio di volontari senior, più di 300 volontari e decine di organizzazioni della società civile si sono lanciati in questa avventura. Nell'estate del 2003, Still Active ha coinvolto 40 volontari fra i 50 e i 70 anni che sono stati ospitati in più di venti progetti in Austria, Estonia, Germania, Regno Unito, Italia e Ungheria. Questa pubblicazione è stata pensata per quei volontari senior che sono incuriositi all'idea di trascorrere un periodo all'estero dedicato ad attività di volontariato. Contiene alcune informazioni generali sul programma, così come si è svolto finora, e alcuni esempi di progetti passati a confronto con le relazioni dei volontari che vi hanno partecipato. Fra gli altri materiali del progetto, segnaliamo la descrizione di un corso di preparazione per volontari senior e un manualetto dedicato alle organizzazioni della società civile incuriosite dall'iniziativa . Still Active è stato finanziato dal programma Socrates-Grundtvig della Commissione Europea e dal Ministero Federale Austriaco per la Gioventù, la famiglia e le politiche per gli anziani. COMMISSIONE EUROPEA PROGRAMMA SOCRATES COMUNE DI ROMA STILL ACTIVE! Davide di Pietro PROPOSTE DI VOLONTARIATO INTERNAZIONALE PER CITTADINI SENIOR manuale per i volontari TÖSTERREICHISCHES BUNDESMINISTERIUM FÜR SOZIALE SICHERHEIT, GENERATIONEN UND KONSUMENTENSCHUTZ EURAG European Commission Socrates Programme Lunaria