ANSA Tumori: genovese avvia causa a produttori bevande alcoliche Con Assoutenti, sarebbe la prima di questo tipo in Italia (ANSA) - GENOVA, 7 OTT - Una donna genovese che ha due tumori ha deciso di intentare per la prima volta in Italia una causa contro tre produttori di bevande alcooliche, sostenendo che sull'etichetta delle loro bevande non l'hanno ''avvertita'' dei rischi che correva. E' questo il presupposto giuridico che sta alla base della causa che, per la prima volta in Italia, Assoutenti e i legali della donna intendono avviare a Genova. ''Le bevande alcoliche possono provocare il cancro - dicono. Peccato che tra chi le produce nessuno abbia avvertito''. La donna si e' affidata all'avvocato Giuseppe Giacomini e a Assoutenti, che sta raccogliendo altri possibili casi di persone ammalate e parenti di persone decedute in tutta Italia. Il caso pilota di Genova, ha spiegato oggi a Genova Gianni Testino, epatologo presso l'Ospedale San Martino, nasce dalla presa d'atto che l' Organizzazione Mondiale della Sanita' ha inserito di recente il consumo di etanolo e acetaldeide nel gruppo 1 dei cancerogeni per alcune parti dell'organismo umano come il cavo orale, la faringe, la laringe, l'intestino e la mammella. La donna genovese, impiegata in un ufficio pubblico, e' caduta nella dipendenza, e nel 2009 le e' stato diagnosticato un tumore alla mammella. Nel 2011, poi, e' stata colpita da un secondo tumore al collo. Secondo l'avvocato Giacomini e Assoutenti, i produttori sono responsabili perche' hanno immesso sul mercato un prodotto ''intrinsecamente pericoloso'' senza le opportune informazioni.(ANSA). IL GIORNALE Cancerogeni come il fumo Ora si può fare causa contro chi produce alcolici Si è ammalata di tumore al seno e poi anche di un carcinoma al collo. E mentre sta curandosi, ha deciso di intentare per la prima volta in Italia una causa contro tre produttori di bevande alcooliche, sostenendo che sull’etichetta delle loro bevande non l’hanno «avvertita» dei rischi che correva. È questo il presupposto giuridico che sta alla base della causa che, per la prima volta in Italia, Assoutenti e i legali della donna intendono avviare a Genova. «Le bevande alcoliche possono provocare il cancro - dicono. Peccato che tra chi le produce nessuno abbia avvertito». La donna si è affidata all’avvocato Giuseppe Giacomini e a Assoutenti, che sta raccogliendo altri possibili casi di persone ammalate e parenti di persone decedute in tutta Italia. La signora ha cinquant’anni, è sposata e ha due figli, da trent’anni è impiegata in un ufficio pubblico e negli ultimi dieci anni ha avuto problemi di alcolismo. Il caso pilota di Genova, ha spiegato Gianni Testino, epatologo all’Ospedale San Martino, nasce dalla presa d’atto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito di recente il consumo di etanolo e acetaldeide nel gruppo 1 dei cancerogeni per alcune parti dell’organismo umano come il cavo orale, la faringe, la laringe, l’intestino e la mammella. LA REPUBBLICA (Genova) Tumore provocato dall'alcool Prima causa per il risarcimento Gli avvocati: anche sulle bottiglie indicare i rischi come per le sigarette E' stata depositata al Tribunale di Genova la prima richiesta di risarcimento per malattie tumorali prodotte dall'alcool: la causa, predisposta dallo studio Conte & Giacomini, è rivolta a tre produttori di bevande alcoliche. A intentarla è una cinquantenne genovese, sposata con due figli e un impiego in un ente pubblico, che dopo essere diventata alcooldipendente ha contratto un tumore alla mammella e poi un altro due anni dopo il primo episodio. "Di recente l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il consumo di etanolo e acetaldeide nel gruppo 1 dei cancerogeni per alcuni tumori, come quello della mammella", ha spiegato il dottor Gianni Testino. Furio Truzzi, di Assoutenti Liguria Onlus che affianca la signora nell'azione legale, ha spiegato che se questa causa dovesse essere vinta al di là del risarcimento alla signora genovese: "potrà portare a modifiche anche culturali, come l'inserimento di etichette con la scritta "l'alcool nuoce alla salute" sulle bottiglie, esattamente come accade per i pacchetti delle sigarette". VITADIDONNA.ORG L'alcol gli causa un tumore, donna chiede risarcimento ai produttori Novità importante sul fronte delle richieste di risarcimento per malattie tumorali causate dal consumo di alcol. Per la prima volta in Italia una donna di cinquant'anni di Genova ha intentato una causa contro i produttori di tre bevande alcoliche. La richiesta di risarcimento è stata depositata al tribunale di Genova. La donna, dipendente pubblica, sposata, due figli, è diventata un'alcoldipendente e, secondo i legali, questa condizione è stata la causa del suo tumore alla mammella, che avuto una recidiva dopo due anni dalla sua prima comparsa. Stando alle recenti decisioni dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità), l'azione legale della donna sembra poggiare su evidenti basi scientifiche. Infatti l'Oms ha inserito l'etanolo e l'acetaldeide nel gruppo 1 delle sostanze cancerogene che causerebbero alcuni tumori, tra i quali quello della mammella. La donna è assistita dallo studio Conte&Giacomini e dall'associazione Assoutenti Liguria Onlus. Tra gli obiettivi non solo quello di ottenere un risarcimento per il danno subito dalla signora, ma anche quello di far inserire sulle bottiglie di alcol etichette con avvertimenti per la salute, come per le sigarette. ILQUOTIDIANOITALIANO.IT Abusava di alcool, chiede risarcimento per due tumori (08 ottobre 2011) GENOVA- Se l’allarme, in Europa, per l’eccessivo consumo di alcool nella popolazione non è nuovo, lo stesso non si può dire del legame tra l’ assunzione di etanolo e acetaldeide (parte delle bevande alcoliche) e l’insorgenza di particolari tumori (cavo orale, faringe, laringe, intestino, mammella). La questione viene messa in luce in questi giorni grazie alla causa di risarcimento danni intentata da una 50enne genovese, alcolizzata da tempo, contro tre aziende produttrici di alcolici, colpevoli di non averle illustrato i rischi derivanti dall’abuso delle bevande (*) e di conseguenza, responsabili di averle provocato due tumori, uno alla mammella (nel 2009), l’altro al collo (per il quale è ancora in cura). A dare valore di ufficialità al pericoloso legame tra consumo di alcool e insorgenza di tumori è stata nei mesi scorsi l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha inserito il consumo di etanolo e acetaldeide nel gruppo “1″ dei cancerogeni per alcuni tipi di cancro, come quello che colpisce la mammella. L’emergenza alcolismo è, infatti, una piaga sociale che in Italia raccoglie grandi numeri: quasi 2 milioni di persone soffrono di questa dipendenza, sono almeno 30mila l’anno i decessi per cause legate al consumo di alcol, rappresentando questa la prima causa di morte tra i giovani fino all’età di 24 anni. Data la vastità del fenomeno, la causa giudiziaria intentata dalla donna, la prima in Italia, potrebbe creare un importante precedente giuridico che aprirebbe le porte a cause di tipo collettivo, “all’americana”. Cause simili sono state intraprese per prodotti chiaramente nocivi, simili all’alcool, perchè di larga distribuzione e consumo, come le sigarette. Da apri fila, per classaction simili nel mondo, è stata nel 2001 la storica sentenza anti-fumo in California, con la quale si condannava il gigante del tabacco, Philip Morris, a una maxi-sanzione di 28miliardi di dollari per le gravissime condizioni di una 64enne, Betty Bullock, ridotta in fin di vita, da un tumore ai polmoni, causato proprio dal fumo. Anche l’Italia si sta muovendo su questa strada, ma i primi risultati non sono incoraggianti: a luglio 2011 il Tribunale di Roma, ha dichiarato inammissibile l’azione promossa dal Codacons nei confronti della British American Tabacco Italia S.p.A. per il risarcimento dei danni subiti dai consumatori di sigarette a causa della mancata adozione, da parte della società, di misure idonee a evitare loro conseguenze pregiudizievoli. Circa 3,5 milioni di cittadini avrebbero dovuto incassare 3mila euro a testa. E’ chiaro che se la signora genovese dovesse avere ragione nella aule di tribunale, anche questa sentenza sul fumo potrebbe essere rimessa in discussione. Dominga D’Alano (*) Nota: l’utilizzo di espressioni quali “alcolizzata da tempo” o “abuso delle bevande” rischia di portare fuori strada. Per ogni bevitore l’aumento del rischio di cancro aumenta già dal primo bicchiere. Non è in discussione la mancanza di informazione su alti livelli di consumo, ma su ogni livello di consumo. Un bicchiere di vino a pasto aumenta del 32 per cento il rischio di sviluppare cancro al seno. Non esiste un effetto soglia, ovvero un consumo al di sotto del quale l’alcol non sia cancerogeno. GAZZETTADIPARMA Il "pirata" patteggia ed è già libero Ha già ritrovato la libertà, l'elettricista 31enne che ha travolto e ucciso Dridi Achref sull'Asolana. Poche ore dopo essere stato arrestato, perché si era dato alla fuga subito dopo aver sbalzato il giovane dallo scooter, Andrea Cugini ha patteggiato la pena (sospesa) ed è uscito dal carcere: 2 anni, davanti al giudice Gabriele Nigro. Un'assoluta rarità, quella di un processo per direttissima in casi come questo: l'uomo, residente a Colorno, era infatti accusato di omicidio colposo, omissione di soccorso e guida sotto l'effetto di alcol e droga. Gli esami a cui Cugini era stato sottoposto avevano infatti messo in evidenza tracce oltre il limite di sostanze alcoliche e cocaina. (*) (*) Nota: non ci sarà clamore mediatico su questa sentenza scandalosa. Un italiano ubriaco che travolge e uccide uno straniero fa meno notizia. BRESCIAOGGI Accoltellamento al kebab, scoperto il responsabile Il ferito, un bresciano, era ubriaco Il gestore rischia una sanzione Gli agenti della squadra Mobile hanno chiuso in tempi da record il cerchio delle indagini facendo luce sul ferimento di due persone, un italiano e un pakistano, accoltellati alle due nella notte tra mercoledì e giovedì all'esterno di un kebab di via Milano. Raggiunto da più coltellate all'addome, al torace e al petto (prognosi un mese) un bresciano di 25 anni che si era presentato nel locale ubriaco. Il «118» lo aveva soccorso in via Don Vender. Aveva preso da bere e la polizia potrebbe ora sanzionare il gestore del locale per aver somministrato alcolici ad una persona già alterata. E PROPRIO il bere sarebbe la causa del ferimento. Il bresciano avrebbe apostrofato pesantemente un viado brasiliano di 43 anni, clandestino in Italia, più volte fermato, denunciato e espulso. Gli agenti della Mobile sono risaliti al brasiliano grazie alla collaborazione dei testimoni. È stato denunciato e non arrestato, essendo trascorsa la flagranza di reato e nonostante sia irregolare. Il viado, che abita in zona via Milano, è stato denunciato per lesioni ed è scattato l'ennesimo decreto di espulsione dal nostro Paese. Ma non è detto che E.F., raggiunga Malpensa per rientrare nel suo Paese. Potrebbe rimanere sul territorio nazionale come spesso fa la stragrande maggioranza degli stranieri espulsi. La polizia ha accertato che il pakistano fermato dalla polizia in via Milano dopo la segnalazione dell'aggressione(perdeva sangue dalla mano destra) aveva cercato di separare il brasiliano e l'italiano rimediando una ferita alla mano sinistra. La prognosi era stata di due settimane. F.MO. SCELTEDIGUSTO.IT Le bollicine fanno bene alla salute E’ il risultato di uno studio della UK Reading University, nel quale si è scoperto che i vini bianchi con le bollicine fanno bene al cuore ed al cervello. In particolare lo studio ha citato il Prosecco, celeberrimo spumante veneto di Valdobbiadene, che è ricco di polifenoli, sostanza antiossidanti, che consentono di far diminuire l’ipertensione con conseguente protezione del sistema cardiovascolare (Ni.Pa.) Tali proprietà salutistiche per l’organismo umano non sono una novità, in quanto già una dozzina di anni addietro, nel corso dei convegni intitolati “Vino e Salute” che si sono tenuti per diversi anni a Marsala, ed ai quali venivano invitati i maggiori esperti mondiali nel settore di questi ricerche, sono venuti fuori i valori postivi per l’organismo umano da parte del resveratrolo e di tante altre sostanze contenute nelle bucce delle uve e trasmesse al vino. Oggi questi studi sono particolarmente seguiti anche in Italia, in particolare dai ricercatori dell’Istituto Agrario San Michele all’Adige, che hanno individuato il “Gene DXS”, che determina anche l’aromaticità delle uve. Il problema di queste ricerche è, naturalmente, la visione contrastata dell’alcool da parte delle istituzioni che ancora oggi sono restii ad ammettere che il vino possegga virtù e non sia solo causa di pericoli per la salute. Secondo il prof. Attilio Scienza, massimo esperto mondiale di vitivinicoltura, il consumatore è stato costretto a subire un atteggiamento sospetto sul tema del vino, con una informazione che ha destato sospetti sul vino, che è un prodotto cha consumare con sicurezza e certezza di salubrità. Naturalmente aggiungiamo noi che il vino deve essere di qualità, parola da non confondere con vino molto costoso: oggi è possibile bere vini di qualità notevole a prezzi decisamente accessibili. Il suggerimento che vi diamo è certamente seguire le guide vinicole più serie, come quella di Luca Maroni tanto per citare la più autorevole, nelle quali si possono facilmente individuare i migliori vini dal profilo organolettico (piacevolezza) e capire pure dalla sua descrizione sulla consistenza se si tratta i vini con estratti secchi elevati. L’estratto secco del vino di calcola i mgr/lt, eliminando la parte liquida in acqua ed alcool: più è elevato, più estrazione c’è stata dalle bucce. Un vino con elevata consistenza viene prodotto da piante che sono state potate ed hanno reso pochi grappoli, dove si è concentrata la qualità. (*) (*) Nota: in questi giorni stanno uscendo nuove notizie su presunti effetti benefici del vino per la salute umana. Nulla di nuovo, né di sorprendente, si può leggere come una ulteriore dimostrazione di quanto sia potente in Italia La casta del vino. Ma anche di quanto sia disperata a fronte del continuo calo dei consumi. Intanto noi aspettiamo ancora che qualcun altro organo di stampa nazionalepubblichi il recente studio australiano che smentisce tutti questi benefici del vino (http://www.vichealth.vic.gov.au/en/Media-Centre/Partner-mediareleases/Red-wine-no-magic-remedy-for-heart-disease-APC-warns.aspx ). PRIMADANOI.IT UBRIACO ALLA GUIDA PROVOCA INCIDENTE E INSULTA I CARABINIERI CHIETI. Sorpresa in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico tre volte superiore alla norma, ingiuria per l’intera durata della formalizzazione degli atti i Carabinieri intervenuti per rilevarne il sinistro stradale in cui era rimasta coinvolta per la perdita di controllo del veicolo; è quanto accaduto ad una 43enne di Chieti denunciata per oltraggio a pubblico ufficiale e guida in stato di ebbrezza alcolica dai militari della Stazione di Rosciano. CORRIERE ADRIATICO L’episodio vicino all’Hotel House durante un blitz dei carabinieri Arresto convalidato per l’aggressione Porto Recanati Aveva aggredito un carabiniere e danneggiato l’autoradio di servizio. Mercoledì scorso, all’altezza dei parcheggi dell’Hotel House era stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni personali e condotta al carcere di Camerino. Ieri mattina al tribunale di Macerata il giudice ha convalidato l’arresto di Cinzia Palmieri, nata a Cingoli 47 anni fa e residente nell’anconetano ed è tornata in libertà. Secondo l’accusa, Palmieri era stata fermata mentre era a bordo della sua auto per un controllo da parte degli uomini del comandante Giuseppino Carbonari, e già a prima vista era in evidente stato di ebbrezza e di conseguenza di poco autocontrollo. Alla richiesta di effettuare il test alcolemico lei si è rifiutata e a quello sono seguiti momenti di tensione sfociati nell’aggressione di un carabiniere e nel danneggiamento dell’autoradio. Lei ieri mattina in tribunale ha fornito la propria versione dei fatti negando di aver reagito violentemente e di aver aggredito il carabiniere e affermando che le sembrava esagerata la situazione che si era venuta a creare. L’avvocato della donna, il legale Pietro Sgarbi del foro di Ancona, ha chiesto un termine a difesa e il procedimento proseguirà il 12 ottobre, giorno in cui è stata fissata la prossima udienza. ADNKRONOS Terni: ubriaco tenta di strangolare figlio di 14 anni con cintura, arrestato Terni, 8 ott. - (Adnkronos) - Ubriaco ha tentato di strangolare il figlio con la cintura dei pantaloni. L'uomo marocchino di 56 anni e' stato arrestato ieri pomeriggio dalla squadra volante della questura di Terni, intervenuta in seguito a una segnalazione arrivata al 113 di una signora allarmata perche' dall'appartamento vicino provenivano grida e lamenti. CORRIERE DEL TRENTINO In bici «ubriaco» Tasso alcolico 4,04 GIORNALE DI SONDRIO In 10mila per il primo weekend di Morbegno in Cantina LA NUOVA SARDEGNA il progetto bacco porta anche a teatro la campagna contro l'abuso di alcol L’ARENA di Verona Un corteo di moto scorta il feretro del centauro ucciso da un ubriaco Rassegna stampa del 9 ottobre FORUM NUTRIZIONE DEL CORRIERE DELLA SERA DOMANDA: Alberta B. Sabato, 08 Ottobre 2011 alcol = cancro Gentile dottore, oggi ho letto sull'edizione on line de Il Secolo XIX che una signora ha intentato causa di risarcimento danni per un tumore devastante alla mammella. L'articolo dice anche che se la causa venisse vinta si aprirebbero nuovi scenari dal punto di vista culturale: così come è successo per le sigarette anche sulle bottiglie di alcolici potrebbero comparire scritte che avvertono i consumatori del danno che può provocare l'assunzione di alcol. Un piccolo passo avanti... Un caro saluto a lei che queste cose ce le dice da tanto tempo. RISPONDE il dott. Andrea Ghiselli Sabato, 08 Ottobre 2011 Speriamo che questa iniziativa serva quanto meno a mettere sulle etichette delle bevande alcoliche, anche quelle sacre in Italia, un'avvertenza per le donne in gravidanza, come succede in altri paesi. Lo IARC International Agency for Research on Cancer ha suddiviso tutti i probabili cancerogeni per l'uomo in 4 differenti gruppi: Gruppo 1: cancerogeni per l'uomo al di sopra di ogni ragionevole dubbio Gruppo 2A: sostanze che con buona probabilità sono cncerogene per l'uomo Gruppo 2B: sostanze possibilmente cancerogene per l'uomo Gruppo 3: sostanze non classificabili come cancerogene per l'uomo Gruppo 4: sostanze non cancerogene per l'uomo Ebbene il consumo di bevande alcoliche è stato inserito nel gruppo 1. Ma non l'abuso, badate bene...il consumo. A CONFERMA DI QUANTO SOPRA DICHIARATO IL SALVAGENTE L'alcol è cancerogeno: donna chiede un milione di euro Ultimo aggiornamento: 08/10/11 La richiesta depositata al Tribunale di Genova. Si basa su osservazioni dell'Oms. L’alcol come le sigarette: dannoso e soprattutto cancerogeno. E’ quello che punta a dimostrare una donna genovese, che ha intentato causa a tre produttori di note bevande alcoliche per avere contratto il cancro. Due tumori in tre anni Pochi giorni fa al Tribunale di Genova è stata depositata la prima richiesta di risarcimento per malattie tumorali prodotte dall'alcool: la causa è stata predisposta dallo studio Conte & Giacomini che assistono una cinquantenne impiegata genovese, sposata con due figli, che dopo essere diventata alcolista ha contratto un tumore alla mammella e poi un altro due anni dopo il primo episodio. Un milione di euro di risarcimento L’azione legale si avvale della consulenza scientifica del dottor Gianni Testino, della società Italiana di Alcologia, e punta a dimostrare che le bevande assunte dalla donna sono la causa dei suoi problemi di salute e ottenere dai produttori un risarcimento di circa un milione di euro. Avvertenze anche sulle bottiglie La signora è affiancata da Furio Truzzi, dell’associazione Assoutenti Liguria Onlus, che punta alla storica sentenza per modificare le abitudini di consumo degli italiani. L’obiettivo è quello di fare inserire sulle bottiglie etichette con la scritta "l'alcool nuoce alla salute" sulle bottiglie degli alcolici, esattamente come accade per i pacchetti delle sigarette". La decisione dell'Oms La richiesta di risarcimento sembra avere solide basi scientifiche: di recente l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito il consumo di etanolo e acetaldeide nel gruppo 1 dei cancerogeni per alcuni tumori, come quello della mammella. NONOSTANTE LE BEVANDE ALCOLICHE SIANO CAUSA DI TUMORI COME QUELLO ALLA MAMMELLA, LE DONNE… LA REPUBBLICA Alcol, pari opportunità adesso le donne bevono come i maschi 20 agosto 2011 — pagina 23 sezione: CRONACA ROMA - Per essere dure e cattive come i maschi, belle e spietate, per non farsi mettere i piedi in testa: le ragazzine italiane, ma anche quelle inglesi, che stanno per sfiorare il sorpasso, bevono come e più degli amici del sabato sera, tracannano birra, scolano limoncello e vodka, e magari alla fine si mescolano nelle risse o spaccano almeno una bottiglia. Le giovani donne sull' orlo dell' alcolismo (il confineè relativo, posto che il corpo femminile è in grado di smaltire l' alcol meno di un quarto di quello di un uomo, che è impossibile conoscere la propria soglia di rischio personale e che la dipendenza si sviluppa nelle donne a una velocità doppia) sono il 7,7 per cento nel Regno Unito contro l' 8,1 per cento dei coetanei tra i 15 e i 24 anni (e 200 ragazze ogni settimana vengono fermate dalla polizia britannica per comportamenti illegali causati dalla sbronza). La paritàè (quasi) salva, mentre in Italia, in meno di due decenni, il consumo di birra al femminile è raddoppiato, quello di digestivi e superalcolici sta galoppando e solo il vino diminuisce leggermente, in misura minore rispetto alle tendenze generali. Se è vero che il record europeo resta all' Olanda (8,8 per cento di giovanissime super-bevitrici), l' allarme sta scattando un po' ovunque,e coinvolge fasce diverse per età e condizione. In Italia, a rischio sono le adolescenti e le quarantenni. E l' Osservatorio nazionale sull' alcol dell' Istituto superiore della sanità chiede a gran voce che il divieto di vendita di birra, vino e liquori sia innalzato da sedici a diciotto anni. «Il 15,3 della ragazzine tra gli 11 e i 15 anni ha già consumato alcol in modo non salutare, cioè al fuori dai pasti o in misura eccessiva - spiega Emanuele Scafato, il medico che guida l' Osservatorio - per questo cerchiamo di richiamare l' attenzione di governo e amministratori sulle regole di un mercato che rischia di apparire conveniente rispetto ad altri,e produce modalità sempre meno controllate e controllabili di consumo, come l' abitudine di comprare al supermercato e bere in piazza". La gara a chi si sbronza di più e più in fretta è ben documentata sui social network: "Guardate il video di me e della Dany sabato sera, in otto minuti abbiamo fatto fuori una bottiglia di vodka, e io non ho neppure vomitato. Mitico", diffonde agli amici una liceale di Brescia che si firma ubriacaforever. È il binge drinking, la bulimia da alcol, già sperimentata dal 3,1 per cento delle teenager italiane. «Oggi sappiamo che fino a vent' anni il cervello può continuare a svilupparsi - dice Scafato - e chiediamo che il divieto di vendita sia spostato verso questa età». A Parma e a Ravenna sono nati centri di accoglienza rivolti specialmente alle donne, che oltre al rischio metabolico guadagnano, insieme ai bicchieri di troppo, il 7 per cento di possibilità in più di ammalarsi di cancro. «Bevono per dimenticare il futuro», ha scritto nel suo "Ragazzi ubriachi" Flavio Pagano: uno su tre racconta di essersi ubriacato almeno una volta, mentre il 25 per cento delle morti accidentali di ragazzi tra i 15 e i 29 anni in Europa è riconducibile all' alcol. Ce ne sarebbe abbastanza per stare attente. Invece, si discute sul rapporto che lega alcol e seduzione: «Bevo una birra o due per essere meno timida quando sono con gli altri», racconta Simona, 15 anni, intervistata per la ricerca di prevenzioneragazzi.it, mentre Lucrezia, più esplicita, racconta: «Tutte le volte che sono stata con qualcuno avevo bevuto». «Se non bevi hai più controllo», dice l' opuscolo rivolto alle giovanissime dal ministero della Salute. Ma a quindici anni chi vuole averlo davvero? - VERA SCHIAVAZZI UNA DENUNCIA DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE SOSTENIBILE.BLOGOSFERE.IT Alcol e minori: il paradosso dei distributori automatici Sabato 8 Ottobre 2011, 12:43 in Opinioni, Politica italiana di Rosario Mastrosimone Si continuano a sprecare fiumi di parole per l'abuso di alcol tra i minorenni, mentre sia a livello nazionale che locale sono adottate tutta una serie di timide disposizioni e sporadici controlli per tentare di arginare il fenomeno. Il sistema Italia è un sistema schizofrenico. Capita allora che mentre da un lato della strada un bar è sanzionato per aver venduto una birra ad un minore, dall'altra parte della stessa strada i distributori automatici eroghino lattine di birra, senza controlli, né limitazioni. L'abuso di alcol tra i minorenni è un problema gravissimo, e le statistiche offrono numeri decisamente inquietanti. Circa il 20% dei bambini e ragazzini tra gli 11 ed i 15 anni ha bevuto alcolici almeno una volta nell'ultimo anno, mentre tra le bambine e ragazzine della stessa fascia di età, la percentuale si attesta attorno al 15%. Nella fascia di età immediatamente superiore, 16-18 anni, i ragazzi che bevono alcolici con una certa regolarità costituiscono addirittura la grande maggioranza. Oggi, il divieto di vendere alcolici si limita ai minori di anni 16. Spesso, è proprio in famiglia che col "classico" bicchierino di vino in occasione di una speciale ricorrenza, i più giovani ricevono una sorta di "via libera" psicologico al consumo di alcolici anche in altre future occasioni "speciali", che poi assumeranno la frequenza della quotidianità. L'alcol ha notoriamente effetti nefasti sullo sviluppo fisiologico e celebrale dell'essere umano, soprattutto nei primi 20 anni di vita. L'abuso di alcol è socialmente molto più dannoso del fumo da sigarette, perché oltre a incidere sulla salute, provoca anche, come le peggiori droghe, una grave alterazione delle percezioni e dei comportamenti, tale da mettere in pericolo oltre alla sicurezza di se stessi anche quella degli altri, favorendo atti di violenza, risse, incidenti stradali. RIDUZIONE DEI SINISTRI DEL 50% ASAPS Dal Parlamento europeo sì all’alcoltest “fai da te” Ue, si rinnova l’obiettivo: 50% di incidenti in meno nel decennio a venire Giovedì, 06 2011 (ASAPS) Pensi di essere sobrio abbastanza per guidare? Tra poco, potrebbe essere la chiave a dirtelo. Non è fantascienza, ma una delle 103 disposizioni emanate dal Parlamento europeo per bissare, nel decennio appena iniziato, la felice campagna di riduzione dei sinistri pari al 50%, quasi pienamente raggiunta fino al 2010. A renderlo noto, il sito web del Corriere della Sera, che mette in luce la nuova strategia antialcool, un concentrato di severità e tecnologia. Collegato alla chiave di accensione del veicolo, infatti, potrebbe presto trovarsi un apparecchio del tutto affine al classico etilometro, con tanto di boccaglio per il celeberrimo “soffio”. Al momento, la misura riguarderebbe solo i possibili recidivi, coloro che già una volta sono finiti nella lista nera delle forze dell’ordine per il vizio del bicchiere. Ma, se la sperimentazione dovesse dare i frutti sperati, non è escluso che possa essere allargata all’intera popolazione di veicoli su quattro ruote. Il sistema non fa sconti: chi transige non parte. Con il tasso di un incidente su tre causato da guidatori in stato d’ebbrezza, insomma, a Strasburgo si è pensato di optare per la linea dura. Ma le novità non riguardano solo gli alcoltest “fai da te”. Al vaglio, infatti, una serie di provvedimenti rivoluzionari, come il massiccio ricorso al limite dei 30 kilometri all’ora nelle aree residenziali, l’obbligo di frequenza per corsi di primo soccorso a tutti i neopatentati e un occhio di riguardo alla tassa sugli incidenti, un neo oggi ancor più visibile per un Vecchio Continente dalle tasche quanto mai bucate. L’obiettivo, si è detto, corrisponde in toto a quello appena perseguito. In verità, solo alcuni Paesi ce l’hanno fatta. Tra questi, spiccano gli Stati baltici come Lettonia o Estonia (61% di sinistri in meno tra 2001 e 2010), le più “evolute” Spagna (55%), Francia (51%) e Lussemburgo (54%), o la sorpresa Slovenia (50%). Per l’Italia, comunque, non si può parlare di bocciatura: la discesa di incidenti nel decennio lungo le strade della penisola, infatti, supera comunque la media continentale attestandosi al di sopra del 43% di schianti evitati rispetto alla fine del Novecento. Dati che fanno sorridere, certo, ma che più di ogni altra cosa, indicano la via da percorrere per il prossimo futuro. E il Parlamento europeo ha intenzione di imboccarla senza timori di sorta. (ASAPS) ASAPS A Dublino le strade più sicure d’Europa Nessun decesso sulle strade dal giugno scorso: è la capitale modello 6.10.11 (ASAPS) Chiamatela “il paradiso degli automobilisti”. Se a livello economico l’Irlanda non sta vivendo certo un momento florido, lo stesso non può dirsi riguardo la sicurezza stradale. Secodo quanto riporta il sito diretta news.it, infatti, la principale città per i devoti a San Patrizio, Dublino, è infatti la più virtuosa delle capitali europee in fatto di sinistri. Solo 7 incidenti fatali dall’inizio dell’anno, nessuno da giugno in poi. Numeri davvero esemplari per un agglomerato non tra i più popolosi del Vecchio Continente, ma che vede il suo traffico riversato interamente in superficie, stante l’assenza di linee di metro, contrariamente alle varie Londra, Roma o Parigi. La flessione degli incidenti nella prima città d’Irlanda, secondo lo european Transport Safety Council, è pari al 12%. Un calo che, a sentire Noel Brett, capo della Road Safety Authority, organo preposto al controllo della viabilità, starebbe tutto nell’incremento della vigilanza cittadina, l’ìestradizione dei mezzi pesanti dal centro storico e il gran numero di ciclisti, insolito deterrente, a suo dire, per moderare la velocità degli automobilisti. Secondo Alan Reid della Dublin Metropolitan Division, invece, a incoronare Dublino la città più sicura d’Europa per gli spostamenti sarebbe stato l’incremento convinto delle aree a limite di velocità pari a 30 kilometri orari. Secondo alcuni studi internazionali, infatti, il rischio di morte per un pedone investito a quella velocità è solo del 5%, mentre se si passa ai canonici 50 kilometri all’ora del centro abitato, si balza al 65% di pericolo di decesso. Importanti i risultati anche nel fronte ebbrezza: per i bevitori già noti alle forze dell’ordine, si sta pensando di varare l’obbligo all’ “alco-lock” il blocca motore sensibile al tasso alcolemico del guidatore. (ASAPS) BASTA LEGGERE GLI ARTICOLI DI CRONACA SOTTORIPORTATI PER EFFETTIVAMENTE IL VINO FA… BUON SANGUE… MA TANTO BUON SANGUE!!! CAPIRE CHE CORRIERE ADRIATICO E’ vero il vino fa buon sangue domenica, 9 ottobre 2011 Potenza Picena Grande attenzione e successo per l’incontro che s è svolto presso l’azienda vitivinicola Casale Dohuet di Potenza Picena organizzato in collaborazione con la Società italiana di flebologia e con l’Associazione valorizzazione area mare sud. “ Il territorio di Potenza Picena - dice Stefano Costantini presidente del sodalizio – è rinomato per i suoi vini e ci è sembrato importante, vista l’occasione che ci ha permesso di avere come interlocutore la Società di flebologia, rivalutare l’immagine del vino. Nel dibattito è infatti emerso che il vino bevuto con metodo e attenzione è anche uno strumento di prevenzione per la malattie cardiovascolari. La sorpresa poi è stata grande quando si è appreso che non è solo il vino rosso che fa “buon cuore” ma recenti studi hanno attribuito le stesse caratteristiche di prevenzione anche nel vino bianco”. Vino quindi che si ritaglia uno spazio importante nel panorama della prevenzione medica grazie agli studi condotti di recente. CONSEGUENZE DEL CONSUMO DI VINO, BIRRA ED ALTRI ALCOLICI IL RESTO DEL CARLINO Travolto in bici da un ubriaco senza patente E' stato falciato a Trodica, lungo la provinciale 485, e ucciso da un’auto condotta da un uomo risultato positivo ai test antidroga e antialcol Macerata, 8 ottobre 2011 - Erano all'incirca le 7 di questa mattina e Maurizio Camillucci, un cinquantenne di Trodica di Morrovalle (Macerata), stava andando a lavoro in bicicletta. E' stato falciato a Trodica, lungo la Strada provinciale 485, e ucciso da un’auto condotta da un uomo, C. C., di 34 anni, risultato positivo ai test antidroga e antialcol. Alla prova dell’etilometro, l’investitore e’ risultato positivo con un tasso alcolemico quasi quattro volte superiore al limite consentito (1.88 g/l) L’investitore e’ stato arrestato poco dopo. Gia’ noto come consumatore di droghe e per reati contro il patrimonio e spaccio, C. C. e’ stato accompagnato nell’ospedale di Civitanova Marche per accertare attraverso un prelievo ematico se avesse fatto uso anche di stupefacenti. Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale, l’auto condotta da C. C., 34 anni, di Macerata, ha centrato in pieno il ciclista, poi ha proseguito la corsa per circa un chilometro prima di fermarsi. La vittima indossava un giubbotto catarifrangente e secondo la polizia stradale viaggiava lungo la Sp 485 tenendo rigorosamente la destra. Il cinquantenne e’ morto quasi subito, nonostante i soccorsi prestati da un equipaggio del 118. A bordo della vettura viaggiava anche un’altra persona. Guidava senza patente - gli era stata revocata in quanto tossicodipendente – IL CORRIERE DELLA SERA Ubriaco al volante della Cinquecento travolge uno scooter: morto un giovane Domenica 9 Ottobre, 2011 MILANO Il semaforo lampeggiante, lo scooter che arriva da via Pascoli e corre verso il Politecnico. L'auto, una Fiat 500 verde acqua lo centra in pieno nel mezzo di viale Romagna. Lo scontro, alle 5.15 di sabato mattina. A terra il corpo di Claudio P., 22 anni, origini siciliane. Era in sella a uno scooter Honda Sh 125. I medici del 118 cercano di rianimarlo, lo trasportano alla clinica Città studi. Muore in ospedale. Sullo scooter assieme a lui anche Gabriele C., coetaneo, anche lui di origini siciliane. È ricoverato in condizioni gravissime al Policlinico. Ad investirli un 38 enne, l'autista della 500. La dinamica non è ancora chiara. Ma intanto c'è una certezza nelle mani dei vigili: il 38 enne è risultato positivo all'alcoltest. I «ghisa» non hanno diffuso il dato, sembra poco oltre il limite di 0,5 grammi per litro. In ogni caso l'automobilista è stato indagato per omicidio colposo. Quasi un atto dovuto, in attesa di valutare altri provvedimenti. I vigili stanno verificando la dinamica dello scontro dai filmati delle telecamere della zona. Pochi i punti fermi. Di certo lo scooter arrivava da via Pascoli diretto verso la periferia, mentre l'auto guidata dal 38 enne stava percorrendo viale Romagna diretta a Nord verso piazza Piola. Secondo i rilievi dei vigili l'auto ha investito la moto nella parte frontale, colpendola lateralmente. Poi la vettura ha terminato la sua corsa verso la carreggiata laterale, il controviale. Probabilmente, stando alla regola della precedenza a destra, lo scooter non ha rispettato l'obbligo e ha invaso l'incrocio proprio mentre arrivava la Fiat 500. La vittima è stata sbalzata a terra insieme all'amico. Molte e tutte gravissime le ferite riportate nello scontro. I due ragazzi avevano il casco jet, quello senza la protezione per il mento e il viso. Ma anche il casco non è bastato per salvare la vita a Claudio P., che è stato portato all'ex Clinica Santa Rita ed è morto poco dopo l'arrivo al pronto soccorso. L'amico, anche lui in condizioni disperate, nel corso della giornata ha reagito alle cure ed è ricoverato al Policlinico in prognosi riservata, ma le sue condizioni sono stabili. L'autista invece è stato trasportato al Fatebenefratelli in codice verde. C. Giu. IL RESTO DEL CARLINO Accoltella il marito dopo un litigio Sfiorata la tragedia Lui la prende a schiaffi, lei reagisce colpendolo con più fendenti. Grave un 32enne Rimini, 8 ottobre 2011 - ERA successo già tante altre volte che lui le desse le botte, anche di fronte agli altri, non solo in privato quando erano soli. Ma ieri non lo ha sopportato più e quando lui ieri sera verso le 22 le ha mollato due ceffoni, lei ha preso un coltellaccio da cucina e glielo ha affondato addosso. Due, tre, diverse volte glielo ha piantato in pancia e nel petto. Lo ha quasi ammazzato. Quando il 118 lo ha portato via aveva perso un sacco di sangue. Nessuno può dire se se la caverà quando pochi attimi dopo arrivano i carabinieri. Lei ammette subito. Dice che è stata lei a colpirlo perchè lui l’aveva picchiata, l’aveva presa a schiaffoni davanti al loro amico. In casa, un appartamento al secondo piano di via Cagni 22, c’erano marito e moglie lituani, lui di 32 anni, lei di poco più giovane. Con loro anche un ucraino che quando succede la tragedia sta mangiando la peperonata, forse la donna ha usato lo stesso coltellaccio per cucinarla e per poi mandare all’ospedale il marito. ALL’ARRIVO dei carabinieri nella stretta traversa di via Marecchiese che porta alla chiesa di San Raffaele, è chiaro che in quella casa non hanno solo mangiato, ma anche bevuto, e parecchio. Soprattutto l’uomo ucraino non si regge in piedi. Sembra più lucida la donna che mezz’ora dopo viene portata via dai carabinieri. E’ una biondina, niente affatto sofisticata, coi i capelli corti e la pelle chiara. La maglietta rossa fatica a nascondere la pelle dove si congiunge ai jeans. Si stupisce dei flash dei fotografi: «No, ma perchè?» chiede prima di salire sulla gazzella. Il suo amico invece esce dalla tromba delle scale barcollando. Lo devono sorreggere i carabinieri, altrimenti casca da tutte le parti. Alle 22.30 la piccola via illuminata fino a quel momento dalle luci blu dei carabinieri, torna a piombare nel buio. I pochi passanti dicono di non conoscere quella coppia di lituani. La donna viene portata in caserma mentre i medici dell’Infermi fanno di tutto per salvare suo marito. La lituana finirà in manette per il tentato omicidio del marito. E oggi dovrà spiegare anche al magistrato di turno cosa le è saltato in mente. Secondo le sue prime testimonianze non sarebbe stata certo quella la prima volta che la picchiava. E lei che aveva subito per tanto tempo, questa volta aveva deciso che il vaso era davvero colmo. Ma il suo gesto rischia di costarle anni di carcere. WAKE UP NEWS Terni: arrestato l’ubriaco che ha tentato di strangolare il figlio con una cintura OTTOBRE - 9 - 2011 TERNI – Ubriaco ha tentato di strangolare il figlio con la cintura dei pantaloni. L’uomo è stato arrestato dalla squadra volante della questura di Terni, intervenuta in seguito a una segnalazione arrivata al 113 di una signora allarmata perché dall’appartamento vicino provenivano grida e lamenti. Arrivata in una casa del centro, una pattuglia della volante ha trovato un ragazzo di 14 anni impaurito e ferito che si era rifugiato in una stanza della casa per sfuggire alla furia cieca del padre e la madre che ripuliva il pavimento dal sangue. L’uomo, un cittadino marocchino di 56 anni, disoccupato e alcolista, si è scagliato, ubriaco, contro il figlio che aveva chiesto di poter uscire e che al suo rifiuto aveva osato ribattere dicendo che si sarebbe fatto accompagnare dalla madre. Dopo averlo picchiato ha tentato di strangolarlo, stringendogli attorno al collo la cintura dei pantaloni; a niente sono valse le grida del ragazzo e le implorazioni della donna. Il ragazzo, nonostante il sangue copioso che gli usciva dal naso, è riuscito a divincolarsi e a ripararsi in un’altra stanza. Già nel 2001, l’uomo era stato denunciato per maltrattamenti in famiglia dall’ufficio minori e l’anno dopo era stato condannato dal tribunale di Terni; la famiglia era stata ospitata per un periodo presso una struttura protetta, ma poi erano tornati a vivere tutti insieme. La madre, 37 anni e anche lei marocchina, che lavora come domestica, è l’unica che contribuisce con il suo stipendio al mantenimento dei familiari, dato che il marito spende gran parte del sussidio di disoccupazione in vino e sigarette. I maltrattamenti contro il figlio erano all’ordine del giorno, tanto che la donna e il ragazzo avevano portato in un sottoscala un materasso, dove spesso passavano la notte in attesa che l’uomo smaltisse la sbronza. La polizia scientifica intervenuta sul posto ha documentato le condizioni disagiate del nucleo familiare e sono stati sentiti dei testimoni che hanno confermato i ripetuti maltrattamenti. L’uomo è stato portato al carcere di Terni. Natalia Radicchio LA CITTA’ DI SALERNO Una donna è ricoverata all’ospedale di Nocera 08 ottobre 2011 — pagina 20 sezione: Nazionale • POSITANO. Un grave incidente stradale è avvenuto, nella notte tra giovedì e venerdì, sulla Statale amalfitana, tra Positano e Piano di Sorrento, in localitá Tordigliano. Ad essere coinvolta è stata un’auto, con a bordo cinque ragazzi, di cui quattro residenti a Positano e una ragazza di nazionalitá turca, a Positano per uno stage. • La Mini Cooper è improvvisamente uscita di strada, sfondando il muretto che delimita la carreggiata e precipitando, per circa 30 metri, nella scarpata sottostante. I giovani, se la sono cavata con lesioni varie guaribili in 15 giorni, ad eccezione della stagista, ricoverata in prognosi riservata all’ospedale di Nocera Inferiore. Il conducente dell’auto, invece, è stato denunciato a piede libero dai carabinieri, in quanto si sarebbe rifiutato di sottoporsi all’alcol test. IL RESTO DEL CARLINO Rissa da record in via Divisione Acqui A decine si affrontano con mazze e bottiglie Tre i feriti Ancora ignote le cause, indaga la polizia Modena, 9 ottobre 2011 - Sono stati alcuni nomadi, nella notte fra sabato e domenica alle 4 e 15, a telefonare alla polizia avvertendo che in un parcheggio vicino a via Divisione Acqui era in corso una rissa da record. Ad essere coinvolti nella scazzottata, 'condita' anche da coltelli, mazze e bottiglie, decine di immigrati di origine nordafricana. La rissa è scoppiata quando il locale Off, lì vicino, aveva chiuso già da un'ora, non si sa ancora per quali motivi. Tre i feriti messi peggio (prognosi che vanno dai 3 ai 10 giorni) e pozze di sangue nel parcheggio. All'Off una serata hip hop nata, cresciuta e realizzata grazie al social network Facebook. Modenese l'ideatore che ha dato il via al tam tam rimbalzato su e giù per la regione. L'evento ha richiamato infatti tante persone provenienti anche da Reggio Emilia e Piacenza. Forse una birra di troppo (...anche due)(*) o altri motivi, che sono al vaglio della polizia, hanno fatto esplodere il caos quando le decine di nord africani si sono ritrovati nel parcheggio. Ora la questura sta cercando i responsabili. (*)Nota: eccolo qua il motivo, semplice no? CORRIERE ADRIATICO Maxirissa tra cinque ubriachi Tutti marocchini, in tre sono finiti all’ospedale. Il Far West nella notte in via Veregrense domenica, 9 ottobre 2011 Montegranaro Una violenta rissa tra ubriachi, generata probabilmente da futilissimi motivi, ha movimentato la nottata a Montegranaro. E messo a ferro e fuoco un intero quartiere. Hanno avuto un gran bel daffare i carabinieri della stazione cittadina per sedare gli animi degli esagitati e riportare la situazione alla normalità. Il parapiglia è scoppiato intorno alla mezzanotte in via Veregrense, nei pressi del Bar del Commercio (comunque estraneo alla vicenda). Protagonisti cinque marocchini, tutti residenti a Montegranaro, i quali, in evidente stato di ubriachezza hanno cominciato a fronteggiarsi tra di loro. Sono volati pugni, schiaffi e calci e pare che siano state anche usate delle armi, forse pure una bottiglia infranta trovata poco distante. Un Far West. Immediatamente, non appena capito che la situazione stava degenerando, residenti e passanti hanno dato l’allarme ai carabinieri che si sono precipitati sul posto. All’arrivo dei militari, i cinque sono stati bloccati e identificati. Tre di loro riportavano lesioni da taglio, originate verosimilmente dalla bottiglia infranta trovata sul luogo della rissa, per le quali si rendeva necessario l’intervento del servizio sanitario 118. Due in particolari giacevano a terra in gravi condizioni. Sono stati tutti accompagnati all’ospedale. Ne avranno per diversi giorni. Gli altri rislutavano feriti ma in maniera molto meno evidente. I carabinieri intanto hanno provveduto all’identificazione dei cinque. Si tratta di giovani, comunque tutti pregiudicati. B.A. 32 anni, B.N. 30 anni, A.Y. 21 anni, F.M. 21 anni e G.A. 26 anni dovranno ora rispondere del reato di rissa e lesioni personali aggravate. Dai controlli è emerso inoltre che uno di loro si intratteneva sul territorio italiano in condizioni di clandestinità, motivo per il quale, è stato anche segnalato per il reato di soggiorno illegale nel territorio dello stato. I carabinieri di Montegranaro svolgeranno in queste ore ulteriori accertamenti per capire le ragioni del violento scontro tra connazionali, per capire cioé se dietro la violenta rissa scoppiata a seguito di una nottata ad sballo - tutti e cinque sono infatti risultati ubriachi fradici - possa esserci qualcos’altro. Per ora i cinque giovani marocchini sono stati denunciati. E dovranno rispondere di reati gravi. IL LAVORO DELLE FORZE DELL’ORDINE REPUBBLICA ed. Firenze Incidenti stradali a Firenze ridotti di un terzo quelli mortali (08 ottobre 2011) Secondo i dati della Polizia Municipale, dall'inizio dell'anno sono stati 5, mentre nello stesso periodo, un anno fa, erano già 15 gli scontri con vittime Quasi il doppio degli alcol test rispetto all'anno scorso, poi il deterrente degli autovelox, le multe e la campagna contro la guida in stato di ebrezza condotta da Palazzo Vecchio e dalla Prefettura. Le ragioni sono molte, a volte anche sgradite ai cittadini, ma efficaci. Perché i dati parlano chiaro: rispetto all'anno scorso gli incidenti mortali sulle strade di Firenze sono dimuniti quasi del 70 per cento. "Nel 2011, fino ad oggi, in città se ne sono verificati 5, mentre nel 2010, da gennaio ad agosto, ne erano già avvenuti 15, ed alla fine di dicembre erano 23", spiega la comandante dei vigili Antonella Manzione. L'occasione per fare un quadro sull'attività del corpo cittadino è quella della Festa per il 157esimo anno della polizia municipale di Firenze. "Questi risultato sono stati raggiunti anche grazie a un'azione di contrasto sempre più incisiva portata avanti dai vigili urbani - spiega Manzione - quest'anno i nostri agenti hanno svolto 4.556 alcol test sugli automobilisti, in pratica 16-17 al giorno, a fronte dei 2.960 del 2011, ai quali vanno aggiunte le 139 denunce per guida in stato di ebbrezza e di alterazione da sostanze stupefacenti". Una battaglia, quella contro l'alcol al volante (e non solo), che vede impegnata in prima persona nel capoluogo toscano anche la Prefettura. "Si tratta di un problema grave, per fronteggiare il quale, insieme al Comune e a tutte le forze di polizia stiamo organizzando un'unità operativa per elaborare strategie di contrasto e prevenzione", ha annunciato il prefetto Paolo Padoin. Per Matteo Renzi "il dato della diminuzione degli incidenti mortali al volante è senz'altro importante ed occorre andare avanti su questa linea. Tuttavia - precisa il sindaco - anche 5 incidenti, cinque vite che scompaiono, sono comunque troppe, non ce le possiamo permettere". Il primo cittadino ha poi ringraziato "tutti gli 828 vigili, a iniziare da Manzione, prima comandante donna nella storia della polizia municipale fiorentina - ha puntualizzato - e un grazie particolare va in particolare a quei 31 che hanno dovuto far ricorso alle cure mediche per essere rimasti contusi in servizio". Tra i vari dati sull'attività dei vigili urbani, da segnalare l'elevato numero di richieste di intervento urgente arrivate quest'anno: "122 al giorno", ha rivelato Manzione. Alla celebrazione ha preso parte anche Stefano Guarnieri, presidente dell'associazione Lorenzo Guarnieri, che proprio insieme a Palazzo Vecchio ha elaborato il progetto David, un piano di contrasto agli incidenti mortali causati da chi guida sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti, e promosso la raccolta firme per l'istituzione del reato di omicidio stradale. Alla cerimonia di Palazzo Vecchio, preceduta da una messa celebrata dall'arcivescovo Giuseppe Betori nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, è stato presentato il nuovo cappello dei vigili e si è conclusa con la consegna di attestati di merito agli agenti di polizia municipale che si sono distinti per il valore delle loro azioni. REPUBBLICA ed. Roma GUIDONIA, ALCOL AL VOLANTE E DROGA: 10 DENUNCE CC (08 Ottobre 2011 ore 17:32) E' stata una notte di controlli quella trascorsa dai carabinieri della Compagnia di Tivoli effettuati soprattutto nel comune di Guidonia Montecelio, con particolare attenzione a Piazza della Repubblica, in località Villalba, spesso al centro di fattacci di cronaca. I militari hanno dapprima controllato a tappeto, con l'ausilio dei cani antidroga dell'Arma e del personale dell'Asl Roma G, i bar circostanti alla piazza, ai quali sono state elevate sanzioni amministrative per un valore complessivo di oltre 12mila euro, per irregolarità varie. Droga e alcool poi nel mirino dei diciannove carabinieri che hanno operato lungo le strade del Comune di Guidonia per scoraggiare il fenomeno della guida in stato di ebrezza e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. Il bilancio conclusivo è di 4 automobilisti denunciati per guida in stato d'ebbrezza con un tasso alcolemico fino a 2,69 g/l; 4 giovani tra i 17 ed i 28 anni denunciati per detenzione di sostanze stupefacenti, con complessivamente circa 30 grammi di marijuana, 35 di hashish e 8 di cocaina sequestrati; altre 7 persone segnalate alla prefettura quali abituali assuntori di stupefacenti, trovati ciascuno con moderate quantità di hashish e cocaina. Infine due italiani appena maggiorenni sono stati denunciati per ricettazione poiché colti mentre stavano smontando un motorino rubato due giorni prima ad una ragazza di Guidonia. (omniroma.it) LECCEPRIMA Alla guida dopo avere "bevuto", 19 le patenti ritirate Controlli sulle strade. Sedici i denunciati per guida in stato di ebbrezza. Tra questi soggetti 7 sono neopatentati. E’ l’esito del largo raggio condotto di carabinieri della compagnia di Gallipoli (domenica 9 ottobre 2011) GALLIPOLI – L’estate è ormai passata ma i controlli sulle strade da parte delle forze dell’ordine, soprattutto durante il week end, continuano serrati. E i risultati, in questo fine settimana, parlano di 19 patenti ritirate e di 16 persone denunciate per guida in stato di ebbrezza. Tre gli automobilisti che, avendo fatto registrare un tasso alcolemico nel sangue tra i 0,5 e i 0,80, hanno subito il ritiro della patente, la decurtazione di 10 punti e 500 euro di sanzione amministrativa, pur non incappando nella denuncia penale. E’ l’esito del largo raggio condotto di carabinieri della compagnia di Gallipoli insieme ai colleghi delle stazioni di competenza territoriale. La fascia di età delle persone denunciate per guida sotto l’effetto di alcool, ad eccezione di un signore 48enne, va dai 18 anni del più giovane sino ai 35 anni, e tutti trovati con un tasso alcolemico nel sangue tra i 0,89 e i 1,56 g/l. In un caso, un automobilista, palesemente ebbro per la sintomatologia, si è rifiutato di sottoporsi all’esame etilometrico. Dato preoccupante che tra i 16 soggetti denunciati per guida in stato di ebbrezza, ben 7 sono neopatentati. RIVIERA24 Guida in stato di ebbrezza: ritirate cinque patenti dai carabinieri tra Sanremo e Taggia di Fabrizio Tenerelli 09/10/2011 Sanremo - Un austriaco si è rifiutato di sottoporsi all’alcol test, pertanto, come prevede la legge italiana in questi casi, è stato valutato il valore massimo di alcol nel sangue certificabile dall’apparecchiatura. Si è concluso con il ritiro di cinque patenti un servizio d’ordine dei carabinieri, che la scorsa notte hanno organizzato posti di controllo tra Sanremo e Taggia, finalizzati a tutelare la sicurezza sulle strade. Denuncia per guida in stato di ebbrezza nei confronti di due sanremesi, un operaio di 18 anni e un uomo di 45 anni. Quest’ultimo deve rispondere anche di minacce nei confronti dei militari di pattuglia. Nei guai sono poi finiti un moldavo di 20 anni; un torinese di 43 anni e un austriaco di 48 anni. L’austriaco si è rifiutato di sottoporsi all’alcol test, pertanto, come prevede la legge italiana in questi casi, è stato valutato il valore massimo di alcol nel sangue certificabile dall’apparecchiatura. I controlli sono stati disposti dal nuovo comandante di compagnia, capitano Gerardina Corona. IL TEMPO Minaccia la madre con un coltello Voleva i soldi per acquistare alcolici 9.10.11 - SAN GIOVANNI INCARICO Estorce soldi alla madre per acquistare alcolici: manette per un trentatreenne del posto. La scorsa notte i militari della locale Stazione, a seguito di un'attività info-investigativa, hanno arrestato un uomo del posto, accusato dei reati continuati di estorsione e maltrattamenti in famiglia nei confronti della propria madre convivente. Gli uomini in divisa comandati dal capitano Pier Francesco Di Carlo hanno accertato che l'uomo pochi minuti prima del loro intervento con la minaccia di un coltello e con violenza, estorceva alla madre duecento euro per l'acquisto di alcolici di cui è consumatore. Secondo la ricostruzione operata dagli uomini della Benemerita l'episodio rientra in un più ampio contesto che si è protratto negli anni. Il coltello, della lunghezza di 46 centimetri, è stato sequestrato mentre per il trentatreenne si sono aperte le porte della Casa Circondariale di Cassino. L’ANGOLO DELLA GIUSTIZIA UMANA LA SICILIA Il rumeno interrogato dal gip «Non ricordo, ero ubriaco» Domenica 09 Ottobre 2011Ragusa,pagina 38e-mailprint v.r.) È stato interrogato ieri mattina il rumeno arrestato all'alba di giovedì dalla polizia per il presunto tentativo di stupro e violenza nei confronti di una giovane barista modicana di 26 anni. L'uomo, J.C., 31 anni, difeso dall'avv. Favaccio, ha dichiarato di essere giunto al pub ubriaco e di non ricordare molto di quanto accaduto quella sera. Secondo la barista, l'uomo, dopo pesanti avances da lei respinte, sarebbe andato oltre, usandole violenza all'ennesimo suo rifiuto e tentando di stuprarla. La polizia l'ha ritrovato seminudo nel pub. Il difensore si è opposto alla convalida dell'arresto per mancanza dei presupposti di flagranza, ha chiesto la remissione in libertà o in subordine un provvedimento meno afflittivo. Il gip si è riservato. LA SICILIA Sette presunti bruti dal Gup Il prossimo 2 novembre l'udienza: sono accusati di abusi su una psicolabile Domenica 09 Ottobre 2011Agrigento,pagina 39e-mailprint una violenza inaudita È stata fissata per il prossimo 2 novembre davanti al Gup del Tribunale di Agrigento, Valerio D'Andria l'udienza preliminare nei confronti di sette persone accusate di violenza sessuale ai danni di una minorenne con problemi psichici. Sarà il Gup a decidere il rinvio a giudizio o meno e quindi se dovranno essere processati i sette. Le indagini erano state condotte dagli agenti del commissariato di pubblica sicurezza della città. Accusati di questi episodi di presunta violenza originariamente vi erano otto persone indagate, sette residenti a Canicattì ed una a Favara. Una nel frattempo è deceduta. La vicenda risale al dicembre del 2008 quando una diciassettenne ospite, all'epoca dei fatti, di una comunità per minori della città sarebbe stata costretta ad avere rapporti sessuali con le otto persone che hanno un'età compresa tra i 26 ed i 50 anni. La ragazza una volta tornata a casa avrebbe raccontato tutto ai genitori i quali hanno presentato una denuncia alle forze dell'ordine, le quali hanno avviato le indagini. Nel marzo del 2010 alle persone coinvolte in questa delicata inchiesta era stato notificato un avviso di garanzia e contestualmente la richiesta da parte della Procura della Repubblica del capoluogo di un incidente probatorio con la loro vittima. Dunque la minorenne, in un faccia a faccia all'americana, senza esitare un attimo aveva riconosciuto i suoi presunti aguzzini che in precedenza aveva identificato in commissariato grazie ad alcune foto segnaletiche che le erano state mostrate dagli inquirenti Secondo l'accusa la diciassettenne sarebbe stata sottoposta a violenze sessuali di gruppo ma prima le avrebbero fatto assumere sostanze stupefacenti o fatta ubriacare facendole bere vino. I rapporti sessuali tra le sette persone e la ragazzina sarebbero stati consumati in macchina o a casa di alcuni degli indagati coinvolti in questa squallida vicenda. Per convincerla, inoltre, secondo l'accusa, avrebbero approfittato delle sue condizioni di inferiorità psichiche ed altre volte l'avrebbero minacciata. La ragazza è stata assistita da una psicologa di Favara, Loredana Pletto nominata dal Tribunale per evitare che la stessa, considerato che i suoi presunti aguzzini sono in stato di libertà, potessero convincerla a ritrattare. Carmelo Vella BASTEREBBE RISPETTARE LE LEGGI CHE GIA’ ESISTONO: ART. 688 – 689 – 690 – 691 DEL CODICE PENALE IL RESTO DEL CARLINO "Troppi eccessi, nuova ordinanza sugli alcolici" Il sindaco dice ‘basta’ In arrivo un giro di vite su mescita e vendita in centro Ferrara, 8 ottobre 2011 – INDIGNATO, preoccupato dagli eccessi, dall’abuso di alcolici da parte dei frequentatori della piazza. Il sindaco Tiziano Tagliani non farà correre. Non questa volta. Emetterà una nuova ordinanza, «più restrittiva di quella che oggi è in vigore», per limitare la mescita e la vendita di bevande da parte dei locali del centro storico. DUE AGENTI della polizia municipale e un carabiniere in borghese sono finiti all’ospedale, mercoledì sera, dopo essere stati presi a pugni da due giovanissimi ubriachi. Sette giorni di prognosi. Uno degli aggressori è finito in manette, l’altro è scappato, aiutato e spalleggiato dalla folla, anfiteatro di persone rumorose e moleste. Ora basta. «Ora c’è la necessità di incontrarsi come comitato di sicurezza», incalza il primo cittadino. «Ho dato mandato all’assessore al commercio di chiamare gli esercenti, di parlare con loro e valutare la stesura dei regolamenti. Non voglio fare tutto da solo». NEL GIRO di pochi giorni, comunque, in centro storico vigerà una nuova legge. Su questo non si discute. E nell’occhio del ciclone c’è proprio il famigerato ‘mercoledì universitario’. «Un pubblico diverso rispetto a quello del venerdì, dove in giro c’è più gente, più adulta, ma anche più controllo sociale», sottolinea il sindaco. In mezzo alla settimana, invece, la spola tra i bar viene fatta solo dagli studenti. Appena maggiorenni. Per questo «serve una misura di riduzione della vendita di bevande alcoliche». Mancano solo i dettagli. AL LAVORO c’è Deanna Marescotti, assessore alle attività produttive. «Ho fatto un passaggio con la dirigente per capire in quale ambito normativo ci possiamo muovere per limitare la vendita di alcol», spiega. «E ho contattato telefonicamente alcune associazioni di categoria per parlarne. Siamo in una fase esplorativa». PARLA di «episodi inquietanti» che hanno scatenato la reazione del sindaco e di tutte le persone responsabili. Episodi che «dovrebbero far riflettere» e di fronte ai quali si si sente anche «impotenti; è un sentimento difficile da governare». Per questo, dice, urge una «riflessione complessiva, da parte degli adulti, ma anche di tutti gli esercenti». PERCHÉ ormai l’asticella si è spostata. «Non è più soltanto rumore». Non è solo degrado, «ma qui si sta mettondo a repentaglio l’incolumità delle persone». Si tratta di un «problema serio». La sola prevenzione, si è capito, non è sufficiente. E nemmeno la sanzione: «La sola multa non riesce a scalfire». Non basta più. «Abbiamo cercato con il regolamento, gli scorsi anni, almeno di porre qualche limite — scuote la testa l’assessore —. E siamo stati anche criticati per questo. Ma ora dobbiamo pensare a qualcos’altro. Dobbiamo vedere quanto la normativa vigente possa farci spingere più in là. Avevano bevuto in un bar? Si erano portati l’alcol da casa? Non lo sappiamo». Di certo «non si può mettere un agente per ogni locale». La soluzione «è molto difficile». Ma «mi associo all’indignazione del sindaco. Adesso è nostro dovere capire che cosa fare». di BENEDETTA SALSI INIZIATIVE DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE LA NUOVA SARDEGNA Il progetto «Bacco» porta anche a teatro la campagna contro l’abuso di alcol 08 ottobre 2011 — pagina 36 sezione: Sassari OZIERI. Successo di pubblico e gradimento per le due rappresentazioni teatrali «C’è qualcosa che non quadra», della compagnia teatrale Kena Lakanas di Mores, e «Su cambiamentu» della compagnia Sant’Elene di Ittireddu. Si sono tenute nei giorni sorsi a Ozieri per iniziativa del progetto «Bacco!!.. Cosa non sappiamo?». È stato l’inizio di un percorso che si estenderà in maniera itinerante negli altri comuni del Logudoro e del Goceano con iniziative diversificate. Le rappresentazioni svoltesi a Ozieri, oltre che divertenti e applauditissime dal pubblico per il loro alto contenuto ironico, sono state il segnale della bontà dei progetti di confronto e integrazione promossi dagli operatori del «Bacco!!». Le compagnie teatrali hanno dimostrato una spiccata sensibilità e un grande impegno nell’allestire le due piece, le cui vicende intrecciavano aspetti critici e danni causati dall’alcol nelle relazioni familiari e sociali, non mancando di sottolineare alcuni luoghi comuni e la presenza fondamentale dei servizi che si occupano di alcol presenti nel territorio. Un applauso va anche agli operatori del SerD, che nella fase della sensibilizzazione hanno lavorato per far approfondire ai partecipanti le conseguenze mediche, sociali e familiari connesse al consumo di alcol. L’evento si è svolto sotto il patrocinio dell’istituzione San Michele del Comune di Ozieri, che ha messo a disposizione i locali e gli arredi del centro culturale San Francesco. (b.m.) LA PROVINCIA PAVESE Dal «Peano» una proposta anti-droga 08 ottobre 2011 — pagina 34 sezione: Vigevano TORTONA I ragazzi del liceo Peano hanno presentato una proposta di legge per prevenire l'uso di alcol e droghe. La presentazione dell'elaborato si è svolta nell'aula del consiglio regionale, a Palazzo Lascaris a Torino, nell'ambito dell'iniziativa“Ragazzi in aula”,varata dal consiglio regionale con la formula degli incontri formativi. Gli studenti hanno partecipato in aula a una simulazione di una seduta di assemblea, nel corso della quale sono stati presentati, discussi e votati progetti di legge elaborati dagli allievi. Prossimamente toccherà ad altre scuole superiori piemontesi, protagonisti della prima seduta della commissione permanente di questa settimana il liceo scientifico “G. Peano” di Tortona, che ha presentato il progetto di legge: “Misure di sensibilizzazione legate al consumo di alcolici e sostanze psicotrope”, il cui obiettivo è responsabilizzare gestori di locali e giovani frequentatori per evitare incidenti stradali mortali. La seduta di Commissione è stata preceduta dai saluti del vicepresidente del consiglio regionale, l’alessandrino Riccardo Molinari. Nell'occasione, grazie all’aiuto e al supporto di funzionari e dirigenti del consiglio, sono stati illustrati agli studenti ruolo e funzioni della Regione. IL TIRRENO Stili di vita ecologici, oggi il primo di sette incontri 07 ottobre 2011 — pagina 02 sezione: Cecina CECINA. Inaugurati in via Verga, a Cecina, la sede Arcatt e il laboratorio di ecologia sociale “Vladimir e Visnja Hudolin”. Hanno partecipato oltre ad esponenti della stessa associazione quelli dell’Asl 6, del Ser.T, di club alcologici, del comune di Cecina, del Cesvot, della Società della salute Bassa Val di Cecina, dell’Arci e dell’Aicat. Nel tardo pomeriggio ha avuto luogo il concerto del gruppo polifonico Cantores circuli e infine la riunione conviviale. Oggi, intanto, il primo dei sette incontri” per riflettere sui nostri stili di vita, sulla nostra cultura, sul nostro futuro”. Alle 18 (nella sede di via Verga 4) l’aperitivo analcolico e alle 18,30 Valentino Patussi, medico, psicoterapeuta, servitore-insegnante nei club alcologici territoriali di Sesto Fiorentino e responsabili del Centro alcologico regionale della Toscana parlerà di “Stili di vita e approccio ecologico sociale”. Gli incontri dal secondo al sesto saranno seguiti da un’attività specifica per chi desidera fare qualcosa per cambiare il proprio stile di vita. Ognuno dei 7 incontri sarà preceduto da un aperitivo analcolico offerto dall’Arcatt e sarà seguito da una cena a base di prodotti il più possibile rispettosi delle persone, dell’ambiente e della giustizia sociale (prodotti biologici, di filiera corta e del commercio equo e solidale); ogni serata si concluderà con una proiezione. Per ciascun tema trattato seguiranno approfondimenti con attività specifiche. L’11 novembre “Per un’alimentazione sana e rispettosa dell’ambiente e della giustizia sociale” relatore sarà Annarita Piras, esperta in alimentazione naturale. Il 16 dicembre, “L’alcol: noi e il nostro ambiente” con Giuseppe Corlito (psichiatra, psicoterapeuta, servitore insegnante nei club alcologici territoriali di Grosseto). Per la cena è previsto un contributo a offerta; gradita la prenotazione che si può effettuare telefonando ai numeri 0586/631.382 o 366/688.7932 oppure scrivendo una mail a [email protected]. GAZZETTA DI MODENA “Sapere e salute”: trentamila studenti a lezione di sani stili di vita e prevezione 07 ottobre 2011 — pagina 16 sezione: Nazionale È pronta la nuova edizione di “Sapere & salute”, il catalogo di progetti per la promozione della salute rivolti alle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Modena. Un’esperienza consolidata che coinvolge oltre 30mila studenti ogni anno. La guida è realizzata dalle aziende sanitarie modenesi, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e la Conferenza territoriale Sociale e Sanitaria. L'offerta contenuta nel catalogo punta sempre più su progetti che si rivolgono alla scuola intesa come “sistema”: studenti, personale docente e non docente, dirigente e genitori, nonché tutti i possibili collegamenti con il territorio entro cui essa si trova. Si tratta di progetti di promozione di stili di vita sani e la prevenzione dei comportamenti a rischio. Alimentazione e movimento; sostanze legali e illegali (fumo, alcol e doping); affettività, sessualità e relazione. Il catalogo è in distribuzione alle scuole. Info: 059 435677-924 VINO E SALUTE VINO.BLOSFERE.IT E' possibile un vino senza solfiti?Come? La produzione di vini senza solfiti è una delle nicchie dei vini biologici. I solfiti sono tossici e allergenici: sono sempre di più i consumatori che cercano di evitarli e quelli più attenti alla salute. Pertanto, la riduzione dei solfiti in vinificazione è un punto di forza di molte cantine, non soltanto biologiche. Cerchiamo di approfondire questo argomento: A cosa servono i solfiti? I Solfiti hanno una duplice funzione: antisettico: dosi massicce (di gran lunga superiori a quelle ammesse per legge sono in grado di uccidere qualsiasi essere vivente!), aggiunti al mosto sono in grado di debellare qualsiasi microrganismo presente. È possibile farne a meno perché solo uno di essi si svilupperà, quello più numeroso, portando a termine la sua funzione, pertanto sono molteplici le operazioni di cantina che permettono di ottenere lo stesso risultato. antiossidante: svolgono la funzione di ossidarsi al posto del vino al contatto con l'aria. Il vino ne contiene di potentissimi (l'alcool, il tannino,...) e anche in questo caso sono molteplici le operazioni di cantina che possono essere applicate per incentivare la medesima funzione. No ai solfiti nel vino. Perché? Innanzitutto l'anidride solforosa(comunemente conosciuta col termine di "solfiti")è tossica per inalazione, corrosiva ed irritante per le vie respiratorie e il tubo digerente (pensiamo al classico "cerchio alla testa", alla "pesantezza" fino ad arrivare a reazioni allergiche significative non solo in soggetti ipersensibili). Provoca alterazioni nel metabolismo di alcuni amminoacidi e della vitamina B1; l'azione degradativa a carico della vitamina B1 (tiamina), può indurne una carenza nell'uomo con conseguenti significative alterazioni a carico del metabolismo degli zuccheri. Inoltre, è presente in moltissimi alimenti conservati (è riscontrabile in etichetta tra gli ingredienti come antiossidante E 220, E 223 e E 224) è molto facile che anche un medio consumatore di vino superi la soglia di assunzione di solfiti fissata dall' OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Vini senza solfiti?Si, perché? I vini senza solfiti contengono una quantità di solfiti inferiore ai 10mg/l (limite al di sopra del quale è OBBLIGATORIO riportare sull'etichetta del vino la dicitura "contiene solfiti"). Sicuramente le caratteristiche organolettiche dei vini senza solfiti sono molto legate all'uva e alla campagna (terroir), e quindi tipiche del vitigno e assolutamente non omologate a quelle dei vini convenzionali (dato che proprio l'utilizzo di solforosa consente un controllo sulla fermentazione e sulle caratteristiche microbiche del mosto, consentendo, ad esempio, una facile attenuazione della cosiddetta acidità volatile, nonché una stabilizzazione del vino nel tempo). Quanto dura un vino senza solfiti aggiunti? Dipende dalla varietà di uva con cui il vino è stato prodotto, dalle sue caratteristiche peculiari e dalle condizioni in cui viene conservato. Quest'ultime sono decisive in entrambi i casi, ma mentre un vino con solfiti potrebbe diventare difettoso, un vino senza solfiti diventa un buon aceto.