... "Tempi e spazi delle comunità straniere a Sesto San Giovanni" Piano dei Tempi e degli Orari (PTO) Progetti di Quartiere - 2004 Progetto promosso dall’Assessorato Tempi e Orari della città in collaborazione con l’Assessorato Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di Sesto San Giovanni Dossier conclusivo I risultati della ricerca-azione dicembre 2004 a cura di Gisella Bassanini con la collaborazione di Eleonora Cola, Mbemba Gassama e Jacopo Umidi INDICE Premessa PRESENTAZIONE DEL PROGETTO: LE FASI, IL METODO, I RISULTATI……….p. 3 Parte prima IL RACCONTO SUGLI STRANIERI RESIDENTI A SESTO…………………………….p. 6 Parte seconda IL RACCONTO DEGLI STRANIERI RESIDENTI A SESTO……………………………p. 23 Parte terza IL RAPPORTO CON I SERVIZI E LE STRUTTURE CITTADINE……………………..p. 33 Parte quarta ALCUNI DATI SULLA PRESENZA DELLE COMUNITÀ STRANIERE …………….…p.42 ALLEGATI………………………………………………………………………………………p. 78 Elenco dei soggetti intervistati Scheda di presentazione del gruppo di lavoro 2 PREMESSA 3 Presentazione del Progetto: le fasi, il metodo, i risultati La presente ricerca-azione ha come privilegiato oggetto di indagine i cittadini stranieri che, in possesso di un regolare permesso di soggiorno, hanno ottenuto la residenza a Sesto San Giovanni. Nessun riferimento in questo lavoro viene pertanto fatto alla realtà degli irregolari soggiornanti sul territorio comunale. Gli obiettivi prioritari dell’attività di ricerca-azione realizzata nei mesi scorsi sono stati: 1. Avviare una prima indagine conoscitiva sulla presenza delle comunità straniere residenti a Sesto San Giovanni: per capire chi sono, quanti sono, come vivono; cosa chiedono alla P.A. e alla comunità locale. Cosa vorrebbero fare e cosa vorrebbero vedere realizzato per migliorare la qualità della propria vita e quella degli altri, stranieri e italiani. Questa prima lettura della realtà sestese è stata ricostruita incrociando l’esperienza maturata in questi anni da tutti i soggetti, istituzionali e non, che in città si occupano di immigrazione con il vissuto di alcuni stranieri che a Sesto San Giovanni risiedono. 2. Conoscere in modo più approfondito l’offerta e l’articolazione dei servizi e delle iniziative che a Sesto San Giovanni sono attualmente rivolte ai cittadini stranieri. 3. Individuare interlocutori privilegiati e possibili “alleati di progetto” per costruire insieme azioni future e progetti di sviluppo condivisi finalizzati ad una maggiore integrazione degli stranieri nella comunità locale e per sviluppare una migliore convivenza tra le diverse culture e identità che compongono oggi il tessuto sociale cittadino. L’idea di questa iniziativa è dei cittadini che nel 2003 hanno partecipato al “Progetto Vie Bergomi/Marconi - Circoscrizione 1 Rondò –Torretta”/Progetti di Quartiere/PTO e si ritrova all’interno del “Documento finale condiviso” da loro prodotto nell’ultima fase del Progetto. La Pubblica Amministrazione in seguito ha fatto propria l’idea dando vita a questo progetto interassessorile che vede coinvolti l’Assessorato Tempi e Orari della città e l’Assessorato Servizi alla Persona, Comune di Sesto San Giovanni. 4 Il lavoro svolto si è articolato in diverse fasi che hanno prodotto i seguenti risultati: 1. Un racconto sugli stranieri residenti a Sesto, emerso dalle interviste in profondità realizzate utilizzando una traccia di intervista semi-strutturata, e rivolte a testimoni privilegiati quali: rappresentanti della Pubblica Amministrazione; operatori e/o responsabili di Servizi e Strutture del Comune; rappresentanti del privato sociale, del Terzo settore, sindacato e organizzazioni di categoria. Enti e soggetti diversi che, a vario titolo, si occupano in città di immigrati (prima parte del dossier conclusivo). 2. Un racconto degli stranieri residenti a Sesto, emerso dalle interviste in profondità realizzate utilizzando una traccia di intervista semi-strutturata, e rivolte ad alcuni rappresentanti delle comunità straniere e a singoli cittadini stranieri che risiedono nel territorio comunale (seconda parte del dossier conclusivo). 3. Una “mappa delle opportunità”, risultato di un lavoro di conoscenza e valutazione dell’offerta di Servizi attualmente rivolti ai cittadini stranieri di Sesto S. G. (terza parte del dossier conclusivo). 4. Un insieme di dati statistici, elaborati e commentati, relativi alla composizione e alla presenza delle comunità straniere residenti in città (quarta parte del dossier conclusivo). Le interviste qualitative sono state effettuate nel periodo compreso tra giugno e novembre 2004 da Gisella Bassanini, Eleonora Cola, Mbemba Gassama. La parte dedicata ai Servizi e alle strutture esistenti in città e rivolte agli stranieri è stata redatta da Eleonora Cola. I dati statistici sono stati elaborati e commentati da Jacopo Umidi. Ulteriori informazioni e materiali riferiti a questo Progetto si possono trovare c/o Gulliver Informagiovani, Via Costa 26, oppure c/o Assessorato alla Persona e alla Promozione Sociale, via Benedetto Croce, 12 - Sesto San Giovanni Per informazioni sui Progetti di Quartiere/PTO: www.sestosg.net/pto 5 Parte prima IL RACCONTO SUGLI STRANIERI RESIDENTI A SESTO 6 Questo racconto sugli stranieri residenti a Sesto, è emerso dalle interviste in profondità realizzate ad alcuni testimoni privilegiati: rappresentanti della Pubblica Amministrazione; operatori e/o responsabili di Servizi e Strutture del Comune; rappresentanti del privato sociale, del Terzo settore e di organizzazioni di categoria. Enti e soggetti diversi che, a vario titolo, si occupano in città di immigrati. I soggetti intervistati sono stati 48. Gli stranieri nella città: problemi ed opportunità La realtà sestese: opinioni e percezioni del fenomeno Nel corso delle interviste, oltre a raccogliere informazioni, materiali e suggerimenti si è anche cercato di comprendere il livello di conoscenza del fenomeno e di registrare le opinioni e percezioni che sull’argomento hanno i diversi soggetti intervistati. Ne è emerso un quadro conoscitivo complessivamente disarticolato, nonostante l’Amministrazione Comunale e la città di Sesto San Giovanni da tempo siano impegnati sul tema dell’immigrazione. L’emergenza, le difficoltà e necessità contingenti, paiono prendere il sopravvento, attraendo a sé attenzioni e risorse, per lasciare inevitabilmente poco spazio all’azione, alla conoscenza e riflessione sull’essere “cittadini stranieri in una condizione di normalità”. Anche i progetti e le iniziative che negli anni sono stati sviluppati in questo ambito sembrano risentire di questo carattere disomogeneo. “E’ sempre difficile far collaborare realtà diverse, mettere a sistema mondi tanto diversi come la Pubblica Amministrazione, le cooperative sociali, il volontariato perché ognuno vede e conosce solo il proprio pezzo. … Sono segmenti, pezzi di realtà diverse. Serve una regia, e l’unico ente che ha la titolarità per assumersi questa regia è il Comune”. “Quando si parla di stranieri a Sesto in molti pensano subito ai clandestini delle aree Falck”. “Manca una riflessione comune sul fenomeno stranieri, regolari e non… Sul tema degli stranieri siamo all’inizio. Bisogna andare al di là dell’emergenze”. “Riferirsi agli stranieri è importante e necessario, e lo sarà ancor più nei prossimi anni”. 7 Gli aspetti e le problematiche che caratterizzano questo tema oltre ad essere particolarmente complesse sono in continua trasformazione, e molti sono gli aspetti di questo fenomeno ancora da indagare approfonditamente. Ciò vale non solo per gli immigrati irregolari, ma anche per chi vive da cittadino residente questa città, e che magari da anni è parte, più o meno integrata, di questa comunità locale. “In mancanza di una lettura organica dei bisogni e delle risorse si rischia di disperdere opportunità, di sovrapporsi, di fare tutti la stessa, o addirittura di farsi concorrenza”. “Lo straniero residente non è una certezza”, afferma un intervistato riferendosi ai dati statistici e al margine di inattendibilità che inevitabilmente li accompagna, e aggiunge : “I dati statistici cambiano con le sanatorie. Ci vuole tempo perché si stabilizzino” Gli stranieri residenti non sono – dunque – “una certezza” per diversi motivi, al di là dei dati statistici e delle loro fluttuazioni: perché in generale poco si sa di loro; perché il rapporto che gli stranieri intrattengono con le Istituzioni locali e i servizi offerti dal territorio sono per lo più occasionali e legati a specifiche necessità (questo aspetto verrà meglio affrontato nel dossier); perché non sempre è facile stabilire un contatto e avviare una relazione tra gli stranieri e la comunità locale di cui sono parte (si veda a proposito la premessa alla seconda parte del dossier). Infine, per usare le parole di un intervistato: “… Ci vuole tempo per gli stranieri. Il fattore “tempo” conta molto. C’è bisogno di tempo…”. Per conoscersi e costruire rapporti solidi che siano in grado di continuare e svilupparsi nel tempo. “Ogni cultura è portatrice di un diverso modo di comunicare. La comunicazione è una rappresentazione della cultura. E questo aggiunge un ulteriore elemento di difficoltà nel nostro lavoro”. Sulla qualità della vita quotidiana degli stranieri che risiedono a Sesto, e sul rapporto con la città, alcuni intervistati affermano: “Ogni straniero ha un problema particolare. Gli stranieri fanno fatica a procurarsi alcuni documenti (dal contratto d’affitto alla pianta del proprio appartamento). Sul permesso di soggiorno sono spesso in ritardo perché le stesse Questure sono in ritardo, e dunque a catena tutto slitta nel tempo. Oltre alle normali e ovvie difficoltà linguistiche ci sono problemi legati alla modulistica che, per quanto sia stata semplificata in questi ultimi anni, ancora non è la cosa più semplice del mondo... La maggior parte delle richieste sono associate all’anagrafica e riguardano la scuola, la sanità, la casa”. “Se si pensa alle strutture produttive del bresciano dove la presenza della fabbrica fordista c’è ancora, così come le forme classiche di 8 organizzazione, non è difficile incontrare nei luoghi di lavoro e per esempio all’interno del sindacato, dei quadri dirigenti stranieri. In quella realtà trovi degli interlocutori stranieri che rivestono il duplice ruolo di essere portavoce dei lavoratori e punto di riferimento per le comunità di stranieri fuori dai luoghi di lavoro. Qui a Sesto la frammentazione del tessuto produttivo e la consistente presenza del terziario rendono difficile la realizzazione di un percorso analogo”. “A volte si lamentano che sono sempre in coda…” “L’organizzazione temporale della vita degli stranieri è più complessa della nostra. Per questo credo si debba cominciare a ragionare su come creare sportelli e servizi che rispondano a questa complessità, per esempio pensando anche a orari più orientati alle loro necessità”. “Ci sono stranieri che arrivano in città supportati dalle comunità etniche a cui appartengono, altri che non hanno nessuno su cui contare. Anche a Sesto San Giovanni ci sono comunità forti e ben strutturate e altre deboli o del tutto inesistenti”. “Vi è una grande solitudine nella quale si ritrovano molti stranieri, donne in particolare… Soprattutto tra le donne vi è una maggiore propensione e attenzione al bisogno di comunicare, di imparare l’italiano”. “Gli stranieri, ma soprattutto le donne, denunciano un bisogno di relazione con gli altri e le altre. Un bisogno che esprimono ma che poi non sanno come risolvere. Succede che, per esempio, se le indirizzi alle associazioni del territorio poi non ci vanno. Bisogna aiutarle a tirarsi fuori, a non avere paura; a tirar fuori il meglio di sé. Ecco perché è importante sviluppare azioni di aiuto o di autoaiuto”. “In molte situazioni e luoghi si vedono prevalentemente donne, penso per esempio in Questura, in alcuni Uffici del Comune. Solo qualche anno fa non era così. Vedevi solo uomini”. “Se guardiamo agli infortuni che accadono sul lavoro, due volte su tre coinvolgono gli stranieri, Il problema degli stranieri invalidi è un problema che sta emergendo”. “Se spedisci delle lettere a stranieri il 2/3 delle lettere torna perché il nome è scritto sbagliato, oppure perché non compare sulla casella postale, o anche perché non si trova la persona nonostante risulti residente a quel indirizzo, etc. Il mezzo più veloce ed efficace è il tam tam telefonico. Non c’è straniero che non abbia un cellulare: questo è il mezzo più sicuro per contattarli.” “A volte hanno bisogno di sapere come muoversi sul territorio, di conoscere i mezzi di trasporto pubblico e i loro orari… “Tutto città” è una delle cose che fotocopiano di più”. “Gli stranieri vivono la condizione del naufrago. Di chi è spaesato”. 9 L’Ufficio Stranieri del Comune, il “Coordinamento degli Uffici Stranieri” e il “Tavolo immigrazione/diritti di cittadinanza” L’Ufficio Stranieri del Comune, attivato nel 1992 e che dal 1995 ha una propria e autonoma collocazione e organizzazione, è l’unica struttura su tutto il territorio sestese specificatamente dedicata agli stranieri. Da alcuni mesi la parte legata all’anagrafica non è più svolta direttamente dallo Sportello Stranieri ma dall’Ufficio Anagrafe. “ La scelta di separare dal Settore Anagrafe le pratiche degli stranieri è nata dalla consapevolezza che la parte anagrafica rappresentasse anche un importante momento di contatto tra la Pubblica Amministrazione e gli stranieri: un momento di ascolto ed anche di orientamento della domanda espressa dai cittadini stranieri. Questa attività è stata possibile per tutto un certo periodo. Poi, la richieste di residenza è diventata altissima e di conseguenza tutto è passato in secondo piano”. “Va riqualificato lo Sportello Stranieri perché i numeri di questi anni, che sono diventati altissimi, lo hanno saturato, intasato da incombenze di tipo anagrafico (certificati per la residenza, etc.,)”. “L’aver in passato unito la parte sociale con l’anagrafica ha generato diversi problemi sia dal punto di vista concettuale che gestionale…In questo nuovo modo si ha uno sportello dedicato agli stranieri dentro all’Anagrafe che tra l’altro ha un orario di sportello più esteso che comprende anche il sabato…Il Comune potrà così ripensare al Servizio Stranieri, rioccuparsi degli aspetti sociali e anche per gli stranieri sarà più facile ottenere informazioni ora che l’anagrafica non monopolizza più l’attività dello sportello”. Dal mese di settembre 2004, Sesto San Giovanni fa parte del “Coordinamento degli Uffici Stranieri” istituito dal Comune di San Donato Milanese, che vede tra gli altri la partecipazione delle municipalità di Cinisello Balsamo, San Giuliano Milanese, Pioltello, Rozzano, Segrate, Pieve Emanuele, che si riuniscono periodicamente per confrontarsi, condividere e trovare nuove soluzioni in materia. Il “Tavolo immigrazione/diritti di cittadinanza” è invece un strumento tecnico che esiste ai sensi della legge 328 con la finalità della programmazione partecipata che è quella di contribuire alla stesura del Piano di Zona ed essere organo fondamentale nel suo monitoraggio e nella sua valutazione. A seguito della presenza di un consistente numero di cittadini stranieri regolari presenti a Sesto San Giovanni, e dei problemi legati all’occupazione delle aree dismesse da parte di alcuni immigrati irregolari, la Pubblica Amministrazione alcuni mesi fa ha deciso di affiancare ai Tavoli già esistenti, uno Tavolo legato alla 10 programmazione partecipata dei servizi a favore degli stranieri. Al Tavolo non partecipano le comunità straniere perché in fase di costituzione dei Tavoli e di definizione del sistema di governance del Piano di Zona questi hanno una composizione preminentemente tecnica. Di conseguenza, anche il Tavolo tecnico immigrazione/diritti di cittadinanza vede il contributo di soggetti gestori di servizi e progetti sociosanitari a cui si rivolgono cittadini stranieri regolari e irregolari. “Sul tema del coordinamento penso che la regia spetti alla Pubblica Amministrazione, una regia che tenga insieme anche realtà tanto diverse… Ogni realtà ha una propria piccola rete di relazioni e di conoscenze: “socializzare questa rete”, unire le reti e cercare di mettere a sistema l’esistente, evitare di duplicare le cose che già ci sono, ad esempio a Milano, potrebbe essere un importante passo in avanti”. Vita quotidiana e uso della città Agli intervistati è stato sottoposto un elenco con alcuni degli ambiti all’interno dei quali si struttura e sviluppa la vita quotidiana dei cittadini: il lavoro, la casa, l’assistenza legale, l’istruzione e la formazione, la salute, il tempo libero. Nelle pagine che seguono vengono riportate per ogni ambito alcune delle considerazioni e riflessioni raccolte. Sulla scuola e la formazione degli adulti La scuola, l’educazione e la formazione degli adulti stranieri, in particolare per quanto riguarda l’apprendimento della lingua italiana, risultano essere dalle parole degli intervistati, il settore nel quale si è investito maggiormente in questi anni attraverso progetti legati alla multietnicità e multiculturalità e in percorsi formativi che hanno coinvolto gli insegnati e più in generale gli operatori scolastici e della formazione. “A Sesto il Settore Educazione ha una storia importante che è legata all’integrazione del diverso”. “Se hai dei figli la Scuola diventa, anche per gli stranieri, un punto di riferimento essenziale”. 11 Il percorso di integrazione e il lavoro sulla multiculturalità fino ad oggi svolto nella Scuola dell’obbligo rischia però di essere messo a repentaglio dalla diminuzione delle risorse e del personale qualificato prevista dalla riforma Moratti. “Ci troviamo oggi, quale conseguenza della Riforma Moratti, ad avere diminuzioni significative di organico e di finanziamenti per progetti, per esempio quelli rivolti agli stranieri… la mancanza di risorse rischia di mettere in crisi nei prossimi anni il buon livello di integrazione che hanno sempre avuto le scuole sestesi. Ora si vive di rendita, grazie a tutto quello che è stato fatto nel recente passato (investimenti, progetti, formazione, etc)”. Il diritto allo studio è un diritto universale. Tutti i bambini e le bambine hanno il diritto di essere accettati nella scuola dell’obbligo (elementari e medie inferiori) a prescindere dalla loro condizione e in qualsiasi momento dell’anno scolastico. Cosa diversa è l’utilizzo di Servizi e di strutture al di fuori del tempo scuola la cui accessibilità è consentita ai soli regolari. “Per parlare della sola scuola dell’obbligo, come si può pensare che un bambino venga inserito in una classe di 25/28 alunni senza avere alcun supporto, senza alcun aiuto per apprendere in fretta e bene la nostra lingua?… Ci sono problemi di integrazione di base, di lingua, le risorse che lo Stato aveva messo a disposizione per i facilitatori vengono meno e allora le scuole si rivolgono sempre più alla Pubblica Amministrazione”. “Ci sono etnie i cui bambini hanno una forte motivazione scolastica, passate le difficoltà iniziali, la scuola statale viene vissuta come una bella opportunità . Ci sono in molti casi buoni rapporti tra i genitori stranieri e le istituzioni scolastiche. Con altre etnie ci sono invece dei problemi: legati alla dispersione scolastica, al lavoro minorile, al rapporto scuola/famiglia. Ci sono poi dei problemi seri quando ci si trova di fronte ad un handicap. Allora la difficoltà è anche nell’accettare l’intervento, nell’orientarsi nei servizi, etc.”. Contemporaneamente alla necessità di garantire e sviluppare il processo di integrazione linguistica e culturale degli stranieri nella comunità locale emerge il bisogno, manifestato dai cittadini stranieri e riportato dagli intervistati, di mantenere la propria cultura o comunque di valorizzarla attraverso corsi di lingua, attività musicali, culturali, etc. La complessiva diminuzione delle risorse a disposizione rende indubbiamente ancora più difficile e complesso il tentativo di consolidare un processo di integrazione e convivenza tra le diverse culture dentro e fuori le istituzioni scolastiche e formative, nonostante ciò – e forse proprio per la situazione che si è andata configurando in questi ultimi tempi - sono numerosi 12 gli intervistati che ribadiscono la necessità di continuare a investire in modo prioritario in questi ambiti della vita cittadina. Sulla casa Il problema della casa emerge dalle interviste come un altro dei problemi e delle urgenze con i quali gli stranieri devono quotidianamente fare i conti. Diversi sono gli elementi che concorrono a rendere particolarmente problematica, e per molti versi drammatica, la questione della casa: dalla difficoltà di trovare proprietari disponibili ad affittare a stranieri, alla possibilità di stipulare regolari contratti di affitto; dalla difficoltà ad accedere ad un mutuo al fatto che per diversi stranieri, in particolare donne - basta pensare alle donne impegnate nel lavoro di cura, la cosiddette “badanti”- casa e lavoro coincidono e che cambiare o perdere il lavoro significa non avere più un tetto sulla testa. Dai dati messi a disposizione dal Servizio Osservatorio Casa, attivato nel 1995, relativi a stranieri che a questo Servizio del Comune si sono rivolti nell’anno 2003, si può notare che per quanto riguarda l’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) su un totale di 73 assegnazioni, 11 riguardano stranieri (il 15% del totale). Per quanto riguarda il Fondo Sostegno Affitti, su un totale di 534 assegnazioni 123 sono state attribuite a stranieri (il 23% del totale). Il Contributo Affitto Comunale ha visto invece su 36 domande attive 5 domande fatte da stranieri (il 14% del totale). L’Edilizia Convenzionata ha coinvolto invece su un totale di 47 assegnazioni, 2 famiglie straniere (il 4% del totale), mentre la Locazione Temporanea ha visto su 25 contratti, 4 contratti fatti a stranieri (16% del totale). Sul tema e problema della casa, le opinioni degli intervistati divergono, come dimostrano le frasi qui di seguito riportate: “La maggior parte degli stranieri si arrangia come può. Pur di avere un tetto sulla testa, accetta a volte anche di vivere con tutta la famiglia in condizioni abitative al limite della decenza. Oppure, è costretta per ottenere un regolare contratto di affitto ad appoggiarsi ad amici italiani o a strutture del territorio che fanno da garanti rispetto alla proprietà”. “Quello che abbiamo visto in questi due anni e che gli stranieri hanno sempre più difficoltà a trovare case in affitto, quando le trovano sono spesso fatiscenti o con contratti non sempre regolari. Questo comporta tra l’altro una 13 grossa richiesta verso l’edilizia residenziale pubblica (ERP). Tale situazione di difficoltà coinvolge anche quei cittadini immigrati che hanno regolari contratti di lavoro, che hanno anche possibilità economiche o che comunque fanno tanti sacrifici e potrebbero permettersi una casa ai prezzi di mercato. E così questa fascia di lavoratori che già vive in una situazione di instabilità e precarietà rischia di peggiorare la propria condizione”. “C’è un atteggiamento di diffidenza nei confronti degli stranieri. Spesso è solo per pregiudizio che non si affittano case agli stranieri, anche se poi non lo si vuole ammettere”. “Dove c’è la presenza di stranieri come proprietari o affittuari si assiste ad un degrado dello stabile con un conseguente abbassamento del valore dell’immobile”. “L’impatto con queste altre culture non è soltanto un discorso di natura teorico, è anche una riflessione sugli stili di vita. Per esempio, è in aumento in questi ultimi anni il numero di stranieri che a fronte di un reddito ad un certo punto si rifiutano di pagare l’affitto. Oppure il caso in cui si affitta a una persona o nucleo famigliare e ti ritrovi in casa 10 persone. E allora ci si chiede: ‘ma nel loro Paese di origine come si comportavano? Possibile che anche nel loro Paese la cosa non fosse un costo?’ Questo atteggiamento genera problemi con i piccoli proprietari di casa che dopo simili esperienze non se la sentono più di affittare la loro casa a stranieri”. “Dobbiamo iniziare a rendere i cittadini stranieri partecipi dell’acquisto di una casa magari costruita da cooperative che vedono al loro interno come parte attiva e responsabile i lavoratori extracomunitari”. “Sulla casa e i mutui per acquistarla è necessario fare una riflessione. La maggior parte degli stranieri chiede un mutuo al 100% ma normalmente le banche non erogano mutui di questo tipo. Bisognerebbe creare una cooperativa che possa garantire la parte eccedente”. Sull’uso degli spazi pubblici aperti Rispetto a questo ambito, si segnala da più parti un disagio dovuto alla mancanza di cura e rispetto del territorio, e in particolare degli spazi pubblici aperti come giardini pubblici, aree verdi, e alcune strade della città, da parte di gruppi di stranieri. Il riferimento è nello specifico ai tornei di calcio che avvengono la domenica alla Pelucca (QT4) e in alcune aree verdi del QT5. “Attorno ai fenomeni del calcio alla Pelucca e al QT5 si stanno organizzando due comunità, quella peruviana e quella ecuadoriana”. “ I fine settimana sono momenti di incontro, di creazione di reti, sono l’occasione per fare una partita a calcio, il barbecue. Mangiano, giocano, bevono, fanno i loro bisogni dove capita non essendoci servizi igienici. E sono tanti”. “Il problema non è tanto l’occupazione dello spazio pubblico, quanto la sporcizia che viene lasciata per terra (bottiglie vuote, cartacce, etc) e il 14 rumore prodotto . … Ma c’è anche lo sporco che viene lasciato davanti a certe rosticcerie etniche e take way. Il problema andrebbe risolto, magari coinvolgendo direttamente i titolari che possono invitare i loro clienti ad usare il cestino per buttare carte, resti di cibo e bottiglie”. Questi fatti, stanno generando processi di conflittualità tra la popolazione residente e i frequentatori di questi spazi. Si tratta ora di casi limitati, ma che secondo gli intervistati potrebbero aumentare se non si interviene in modo adeguato. “Alla Pelucca e a Cascina Gatti ci sono stati casi di conflitto con la popolazione residente. Le Autorità competenti dovrebbero farsi carico di gestire questo fenomeno, ad esempio va risolto il problema dei servizi igienici e dei rifiuti che vengono lasciati per terra dopo ogni raduno o partita tra stranieri”. Il caso dei tornei di calcio o la presenza di gruppi che stazionano davanti alle rosticcerie etniche o ai take away, segnalano però anche un altro tipo di problema che riguarda più in generale la mancanza di spazi e di occasioni per l’incontro e la socialità, in particolare per gli stranieri, sia per quelli che appartengono alle comunità più radicate ed integrate nel territorio, sia per quelli che non si muovono con il supporto e all’interno delle reti di comunità. “C’è ancora molta paura, una paura diffusa, nei confronti degli stranieri. Io noto ad esempio che quando i sud americani si trovano nei parchi a fare festa gli italiani sono molto scontenti, preoccupati. I parchi sono gli unici spazi liberi che hanno. Anche il tema dell’aggregazione è molto importante e va presidiato, affrontato. Bisogna cercare di trovare delle occasioni di confronto e di condivisione, ad esempio la festa multietnica “Sesto Solidale” è stata bellissima proprio per questa ragione”. “In certe fasce orarie. Dalle 14.00 alle 16.00 per esempio, si vedono molto donne che arrivano dall’est, e che fanno perlopiù le badanti, nei parchi cittadini a chiacchierare, a festeggiare i compleanni o il capodanno. Le vedi al vivaio o al parco Carlo Marx.. Quando possono vanno a Milano, a incontrare amici e connazionali, oppure a partecipare a cerimonie religiose”. Sullo Sport Lo sport è praticato soprattutto dai ragazzini stranieri, è quanto emerge dalle interviste effettuate. Basta andare il sabato e la domenica ai giardini pubblici o nelle aree verdi della città, suggeriscono alcuni intervistati, per rendersi conto delle dimensioni del fenomeno. 15 Per alcune discipline sportive i dati sulla presenza di stranieri sono noti, per altre non c’è una conoscenza statistica. Nonostante ciò, è condivisa in ambedue i casi la percezione che vi sia in atto un aumento complessivo della presenza degli stranieri all’interno delle diverse attività sportive. “Il fenomeno è indubbiamente in crescita”, si afferma. Condivisa è altresì la convinzione che la pratica dello sport sia un importante mezzo di integrazione sociale che coinvolge piccoli e grandi. “E’ uno strumento di integrazione non solo per i giovani atleti ma anche per le loro famiglie che li accompagnano alle partite, agli allenamenti. E’ un modo per conoscersi, frequentarsi e diventare amici”. “Praticare lo sport in un’associazione però vuol dire, nella maggioranza dei casi, essere un’utenza privilegiata, sia per la documentazione che viene richiesta, sia per l’impegno economico che questo richiede… Avvicinare i bambini allo sport è molto importante ma purtroppo sta diventando un lusso”. A seguito delle interviste effettuate nel corso di questa ricerca-azione, la Consulta dello Sport sta verificando la possibilità di avviare un’indagine conoscitiva sulla presenza degli stranieri nelle diverse società sportive e l’utilizzo che questi fanno delle strutture sportive cittadine, sia da associati che da singoli utenti. “A Saint Denis, città gemellata con Sesto, ci sono un sacco di spazi dedicati agli stranieri, campi da calcio, campi da gioco e alcune palestre dove gli stranieri accedono a prezzi convenzionati. Anche lo sport può essere un importante terreno di condivisione e di scambio”. Sul lavoro Dalle interviste effettuate, il tema del lavoro riflette l’esigenza di luoghi stabili quali punti di riferimento e di aiuto per tutte le problematiche legate al mondo del lavoro: dall’informazione sui propri diritti e doveri, all’incontro domanda/offerta, fino all’inserimento lavorativo. “L’inserimento della persona straniera nel mondo del lavoro deve essere molto curato sia da parte del territorio che delle Istituzioni. Un’adeguata preparazione al nostro mercato del lavoro può favorire moltissimo le relazioni e la loro qualità; semplificarle. Questa scommessa coinvolge tutti i soggetti, prima di tutto gli imprenditori. … Se le persone sono orientate e sostenute nella scelta terranno più a lungo il posto di lavoro”. 16 “Il lavoro è un elemento fondante per questo è importante aiutarli nell’inserimento e anche nella scelta valorizzando la persona, le sue capacità, le sue inclinazioni, il suo bagaglio di competenze a prescindere dai titoli di studio non riconosciuti. … Cercare di ricostruire il loro bagaglio di competenze e di esperienze è il primo passo, invitarle a fare un minimo di selezione nelle offerte è altrettanto importante, Il riconoscimento del loro titolo di studio purtroppo è un iter lunghissimo, quindi è necessario aiutarli a costruire un curriculum fatto sulle capacità e sulle esperienze e non sui titoli. Chi ha fatto esperienze di questo tipo sa che si ottengono buoni risultati”. “Ci sono tanti aspetti complessi nel lavoro con le donne straniere ed è anche importante “personalizzare” al massimo l’approccio, il contatto. Per alcune di loro il solo fatto da parlare in pubblico è un tabù, e quindi in un contesto pubblico – di dibattito – è difficile coinvolgerle. Ad esempio la donne cinesi si rivolgono poco, o per niente, ai servizi ma se tu entri in uno dei loro negozi e ti metti a parlare ti raccontano un sacco di cose”. Una riflessione a sé meriterebbe il lavoro autonomo, anche a seguito di un aumento a Sesto San Giovanni di stranieri che avviano attività in questo settore. Una domanda aperta: servizi dedicati o no? Sul rapporto tra Servizi erogati, o da erogare, e utenti stranieri, e nello specifico sull’opportunità o meno di creare nuovi servizi - o potenziare quelli esistenti - per orientarli alle necessità delle comunità straniere residenti, gli intervistati esprimono posizioni alquanto diverse. “C’è una duplice esigenza: quella di chi è al primo impatto con l’Italia e con la città ed ha bisogno di una struttura e di un servizio dedicato, e quella di chi è inserito nella comunità e utilizza i servizi e le strutture come tutti gli altri cittadini. Chi arriva qui, e magari parla poco e male l’italiano, che non sa cosa sia una carta d’identità o un tesserino sanitario, ha bisogno di avere risposte ad hoc; ha bisogno di trovare qualcuno che gli dia risposta a necessità di base, penso a tutto ciò che riguarda l’anagrafica. Ci sono poi i problemi che riguardano i minori e la scuola. Pensiamo a quei bambini che arrivano in una classe ad un certo punto dell’anno scolastico, oppure frequentano per un periodo e poi scompaiono. O anche a quei bambini che hanno particolari difficoltà a comunicare in italiano per questioni di cultura e di lingua”. “Lo straniero è cittadino sestese e dunque va trattato come gli altri cittadini sestesi. Attivare e promuovere servizi solo per loro può essere vantaggioso nella fase di accoglienza ma si rivelerebbe controproducente nel tempo perché c’è un rischio di ghettizzazione del fenomeno. Credo ci debbano essere dei servizi ad hoc (mediatori, facilitatori) e che l’offerta debba essere flessibile ma è altresì necessario mantenere un livello di omogeneità dei servizi erogati. Questa, oltre al rischio di ghettizzazione, è anche una questione di risorse a disposizioni che scarseggiano”. 17 “Ci vuole un luogo, competenze e orari orientati alle necessità degli immigrati. E’ importante avere un luogo ospitale e informale, visibile e centrale ed anche capire quali fasce orarie rispondono meglio alle loro necessità… Una sorta di “Sportello Unico per gli immigrati” dove ci siano persone motivate che parlano diverse lingue, e che nel tempo diventi punto di riferimento per gli stranieri” “Se gli stranieri che arrivano ricevono le giuste informazioni hanno la possibilità di muoversi correttamente e nel rispetto delle leggi del nostro Paese… Luoghi che rispondano a questa necessità servirebbero in tutti i quartieri di Sesto. Potrebbero essere degli uffici itineranti nella città”. “E’ importante che la Pubblica Amministrazione costruisca i servizi in base alle esigenze degli utenti, ai bisogni reali e non supposti. Per questo penso che “l’ascolto” sia una componente importante perché ti permette di individuare i bisogni e le problematiche e costruire l’intervento. Importante è anche il ruolo della mediazione culturale”. “I Servizi vanno costruiti tenendo conto dei bisogni espressi dagli stranieri che sono diversi tra loro… l’accessibilità ai servizi è anche una questione oraria”. “In materia di stranieri, le esperienze e i casi di successo in Italia, hanno lavorato in genere su due fronti: la partecipazione e i servizi agli stranieri”. Sul tema della “cittadinanza agli stranieri” Tra le questioni affrontate nel corso delle interviste, una ha riguardato questo tema. Si è chiesto agli intervistati quali percorsi di cittadinanza sarebbe opportuno sviluppare, come e con quali motivazioni ed obiettivi. Ma, mentre è condivisa da molti la necessità di individuare forme di rappresentanza dei cittadini stranieri regolarmente residenti a Sesto, al fine di facilitare un rapido processo di integrazione, dialogo e convivenza tra le diverse culture, e per dare voce agli stranieri anche per quanto riguarda il governo della città, posizioni differenti e comunque ancora interlocutorie sono invece emerse circa i modi attraverso cui giungere a queste forme di rappresentanza. “Bisogna prima di tutto ragionare attorno ai modi partendo dalle esperienze già sviluppate da altri Comuni italiani. …Le esperienze di molti Comuni italiani rispetto alla partecipazione degli stranieri si sviluppano lungo due scuole di pensiero. C’è chi ha scelto la strada delle elezioni formali dei residenti per costituire una “Consulta degli stranieri” con il risultato che non sempre c’è un collegamento tra l’eletto e gli elettori, e spesso accade che siano in pochi gli stranieri a recarsi a votare. C’è invece chi si è dato come obiettivo principale quello di creare delle associazioni con lo scopo di aggregare gli stranieri tra loro, solo in seguito viene la Consulta che non si forma però tramite i elezioni ma attraverso delle nomine”. 18 “Il cittadino straniero residente è cittadino sestese con tutti diritti e i doveri che questo comporta. Ma d’altro canto è necessario non dimenticarsi che questi cittadini sono qui con tutto il loro bagaglio socio-politico. Penso all’esperienza e cultura portata dalle badanti , i valori, la cultura che esprimono va considerata nella vita politica e pubblica. L’integrazione non va intesa come un appiattimento, va avviato un processo di relazione. All’interno della vita pubblica va fatto un processo di integrazione rapido e nel rispetto delle identità”. “Esistono due percorsi, per nulla incompatibili: il primo, porta alla costituzione di una Consulta, o di una Commissione, all’istituzione del Consigliere comunale aggiunto; il secondo, riguarda il riconoscimento del diritto di voto agli immigrati”. “La via più percorribile è sicuramente quella che parte da un organismo tipo “Commissione” per poi arrivare ad una elezione di comunità”. “A Sesto ci sono tanti cittadini stranieri residenti che potrebbero essere un punto di riferimento per le istituzioni, inviare a casa loro delle comunicazioni di pubblica utilità scritte in più lingue e invitarli a diffondere le informazioni tramite il passaparola ci permetterebbe di stabilire dei contatti e potrebbe essere molto utile”. “Sul tema della rappresentanza faccio una provocazione: tra pochi anni la città di Sesto tornerà a votare. Per votare per l’elezione dei Consigli di Circoscrizione basta una delibera del Consiglio comunale, il Comune di Sesto potrebbe provare a fare questa scommessa. Poi è importante che in tutti i momenti e luoghi (la Conferenza economica cittadina, l’Agenda 21, etc.) le varie comunità straniere vengano coinvolte. Questo potrebbe essere anche un modo per vincere la diffidenza. L’iniziativa del consigliere aggiunto è interessante ma deve essere studiata bene perché il rischio è di creare “il” consigliere aggiunto di un particolare gruppo etnico escludendone altri. Questo potrebbe essere controproducente. Secondo me avrebbe molto più senso creare un forum che coinvolga tutti i soggetti che a vario titolo si interessano di cittadini stranieri ma soprattutto che coinvolga le comunità straniere, le loro rappresentanze. Non dico una consulta ma quantomeno la creazione di un forum dentro il quale poter agire, interagire, capire i problemi, interrogarsi sui bisogni e sulle opportunità. Questo potrebbe essere molto interessante”. 19 La “Banca delle idee” Sul ruolo della Pubblica Amministrazione Sviluppare una più stretta collaborazione tra gli enti e le strutture che già operano sul territorio comunale e sovra comunale. Alla Pubblica Amministrazione spetta la regia e la messa in rete delle diverse realtà ed esperienze. Sviluppare esperienze di co-progettazione tra la Pubblica Amministrazione e gli altri soggetti che si occupano di immigrazione. Realizzare microprogetti sperimentali con le comunità straniere coinvolgendo anche la parte economica della città (associazioni imprenditoriali, artigiani, commercianti, banche, etc.) Realizzare un ciclo di incontri con le diverse comunità e gruppi di stranieri che risiedono in città al fine di individuare progetti e azioni condivise. Pensare ad una diversa articolazione degli orari di apertura dello “Sportello Stranieri” e più in generale dei servizi, per orientarli anche alle necessità degli utenti stranieri. Prevedere all’interno dei Servizi comunali la presenza di mediatori linguistici e culturali (meglio se di origine straniera). Prevedere la partecipazione di una rappresentanza degli stranieri all’interno della “Consulta dei tempi e degli Orari” prevista dalla legge sui tempi n° 53 del 2000 che verrà istituita a Sesto San Giovanni come indicato nel “Documento Direttore” del Piano Territoriale degli Orari approvato dal Consiglio Comunale nel luglio 2004. Snellire le pratiche burocratiche per i figli di stranieri che nascono a Sesto e promuovere azioni per facilitare il ricongiungimento familiare. Uso e cura del verde e degli spazi pubblici aperti Avviare un’indagine sull’uso dello spazio pubblico aperto da parte degli stranieri per attività sportive e del tempo libero. Concordare delle fasce orarie per garantire a tutti, soprattutto nel fine settimana, l’uso dello spazio verde pubblico e delle aree attrezzate per il gioco. 20 Avviare un progetto di educazione civica nelle scuole e nella città utilizzando anche cartelli segnaletici multilingue. Tradurre in diverse lingue il regolamento d’uso degli spazi pubblici verdi. Attività sportive e del tempo libero Stipulare delle convenzioni tra i gruppi di stranieri e le strutture sportive cittadine per risolvere il problema dei tornei di calcio che spontaneamente si svolgono in alcune aree verdi della città. Realizzare una campagna di informazione sulle modalità di accesso e l’uso delle strutture sportive comunali. Avviare un’indagine e una riflessione comune per capire come possono essere utilizzate le attrezzature sportive cittadine (piscine, palestre) da parte di alcune comunità, (il riferimento è in particolare alle donne mussulmane). Realizzare un’indagine conoscitiva sugli stranieri e le attività sportive cittadine. Questa iniziativa, oltre ad indagare tra le 130 associazioni sportive del territorio, potrebbe essere realizzata coinvolgendo anche le Scuole della città. Occasioni conviviali, eventi culturali, spazi per l’incontro e la preghiera Mettere a disposizione luoghi di incontro per singoli cittadini e per le diverse comunità stranieri presenti a Sesto San Giovanni che possano diventare nel tempo punto di riferimento stabile almeno in occasione delle festività più importanti. Questi luoghi potrebbero essere usati anche per la preghiera. Promuovere iniziative volte alla conoscenza delle tradizioni gastronomiche dei diversi Paesi del mondo (feste, corsi di cucina etnica, concorsi gastronomici, etc.). Creare momenti di festa, di incontro e socializzazione tra italiani e stranieri. Si potrebbe organizzare un festival delle comunità straniere, così come si sta facendo per le culture giovanili. Casa e lavoro Attivare iniziative di cooperazione per risolvere il problema casa agli stranieri, attraverso la collaborazione tra Ente pubblico e cooperative edificatrici. Creare un luogo - o più luoghi collocati in diversi punti della città - per l’accoglienza, l’orientamento e l’inserimento al lavoro degli stranieri. 21 Comunicare, informare e formare Esporre tutte le informazioni che possono interessare in modo specifico gli stranieri (servizi, progetti, iniziative, etc.) nei luoghi da loro più frequentati: dai mezzi di trasporto pubblico alle fermate della metropolitana; dai bar ai phone center, dai negozi ai mercati rionali. Realizzare una “guida all’uso della città” - o singoli opuscoli informativi - aggiornata e tradotta in più lingue da inviare o consegnare a tutti cittadini stranieri residenti con indicate tutte le informazioni necessarie (dai servizi presenti sul territorio a come si fa la raccolta differenziata). Promuovere una campagna di informazione sanitaria, rivolta a tutti gli stranieri e in particolare alle famiglie con figli piccoli, che dall’Ospedale continui nelle scuole e in tutti i luoghi frequentati da stranieri. Offrire un supporto alla conoscenza dell’offerta formativa presente sul territorio sestese (corsi professionali, corsi di lingue, etc.) . 22 Parte seconda IL RACCONTO DEGLI STRANIERI RESIDENTI A SESTO 23 Questo racconto degli stranieri residenti a Sesto è emerso dalle interviste in profondità rivolte ad alcuni rappresentanti delle comunità straniere e a singoli cittadini stranieri che risiedono nel territorio comunale. Complessivamente sono state realizzate n° 12 interviste. In totale le persone contattate sono state una ventina, di queste alcune hanno risposto con immediata e grande disponibilità; altri, per vari e diversi motivi, non si sono resi disponibili. Il metodo utilizzato per l’individuazione degli interlocutori stranieri da intervistare Ai soggetti intervistati nella prima parte della ricerca-azione è stato chiesto di segnalare alcuni nomi di stranieri organizzati in comunità o singoli cittadini che rispondessero a due criteri di selezione: 1) portare la propria significativa esperienza mettendola in relazione anche con quella di altri conoscenti o/e connazionali residenti a Sesto San Giovanni; 2) rendersi disponibili a partecipare, ed eventualmente collaborare, a momenti e/o iniziative future finalizzate ad un maggior coinvolgimento degli stranieri nella vita della città. Nel corso della ricerca-azione, l’individuazione di persone straniere da intervistare che rispondessero a tutte e due i criteri sopra citati si è rivelato compito tutt’altro che facile. Tale difficoltà è anche dovuta al fatto che, la stragrande maggioranza degli stranieri, tende come si vedrà meglio nella terza parte del dossier - ad intrattenere con le istituzioni e le diverse realtà territoriali rapporti sporadici finalizzati all’erogazione di uno specifico servizio o alla risoluzione di un particolare problema, spesso in condizioni caratterizzate dall’emergenza. A questo, va ad aggiungersi il fatto che non tutte le comunità di straniere sono facili da avvicinare e da coinvolgere. Basta scorrere l’elenco degli intervistati riportato a fine dossier per notare la mancanza, per esempio, di persone di nazionalità cinese o egiziana, nonostante queste siano tra le comunità più numerose a Sesto San Giovanni. Quest’ultimo aspetto è tutt’altro che casuale e andrebbe approfondito ulteriormente. L’esperienza sviluppata all’interno di questa attività di ricerca-azione racconta di una popolazione straniera che si muove prevalentemente all’interno delle proprie reti amicali o di comunità, dentro a un sistema di “reti corte”, chiuse e circoscritte, che solo occasionalmente incrociano e dialogano con il resto della comunità locale. 24 Alcune note sugli intervistati Dodici sono state le persone intervistate: 7 donne e 5 uomini. Di quest’ultimi, quattro sono rappresentanti di comunità che hanno la propria sede, o comunque un punto di riferimento importante a Sesto San Giovanni: il direttore e vicedirettore della “Casa della Cultura Islamica (Centro islamico di Sesto San Giovanni)”, il presidente della “Associazione dei senegalesi di Milano e Provincia”, un membro dell’Associazione “Mitad del Mundo”. Gli altri soggetti intervistati sono invece singoli cittadini residenti a Sesto San Giovanni. Le persone intervistate hanno un’età compresa tra i 30 e i 45 anni. Vivono in città con le proprie famiglie che per la stragrande maggioranza dei casi vedono la presenza di figli con un età inferiore ai 10 anni. Molti di loro lavorano in ambito socio-culturale e nel lavoro di cura, riuscendo solo in parte, quando va bene, ad utilizzare le competenze e professionalità acquisite nei propri Paesi di origine dove, la quasi totalità degli intervistati, ha conseguito la laurea. Una buona parte di loro risiede a Sesto San Giovanni da almeno 5 anni. Alcuni intervistati sono arrivati a Sesto direttamente dai propri Paesi di origine per raggiungere parenti o famigliari; altri si sono trasferiti provenendo da altri Comuni, per esempio da Milano, avendo trovato in questa città una migliore sistemazione abitativa. L’incontro con la città: le prime difficoltà incontrate e gli aiuti ricevuti Arrivando a Sesto, gli intervistati dichiarano di aver ricevuto i primi aiuti prevalentemente dalle reti di comunità e da alcune specifiche realtà che operano sul territorio anch’esse conosciute tramite il passaparola. “Quando sono arrivata a Sesto nel 1987 non c’era nulla, poi, piano piano … All’inizio ci si rivolgeva esclusivamente alla rete di comunità, ora anche alle strutture e ai servizi che ci sono”. “All’inizio volevo frequentare un corso di italiano per stranieri ma non ero in regola e così non mi hanno accettato. Lo so che ci sono delle regole da rispettare. E’ vero che c’è della malavita tra alcuni stranieri, ma c’è anche chi è onesto, preparato e colto. Imparare la lingua italiana è la prima cosa da fare. Ho degli amici che vivono in Italia da 5 anni e non parlano bene l’italiano, e neppure sanno più bene la loro lingua madre”. 25 “Ho usato poco i servizi del Comune mi sono mossa attraverso delle reti di conoscenti sia stranieri che italiani”. “Le difficoltà che ho vissuto sono legate soprattutto a problemi burocratici… Mi ricordo che cercavo casa e l’agente immobiliare che mi aiutava al reperimento di un alloggio, per convincermi mi diceva “in questo palazzo non ci sono extracomunitari” ignorando la mia provenienza perché parlavo bene italiano ed ero in compagnia della mia ex fidanzata italiana. Quando gli dissi “allora sarò io il primo” , ci rimase di marmo poi tutto andò bene perché mi aiutò molto ad ottenere il mutuo presso l’Istituto di credito. Questo per dire che i pregiudizi esistono e si possono sciogliere però sta anche a noi realizzare la nostra integrazione, tramite i nostri comportamenti e atteggiamenti”. “Il problema che ho avuto, ed ho anche adesso con il secondo bambino di pochi mesi, è che non so dove lasciarlo quando devo andare al lavoro. Se non sai dove lasciare i tuoi figli piccoli, perché non hai alcun supporto dalla famiglia che è lontana e gli amici che frequenti magari hanno gli stessi tuoi problemi, e non ti possono quindi aiutare, come fai a trovare lavoro? Ma se non lavori non puoi accedere all’asilo nido: è un circolo chiuso che coinvolge donne straniere e italiane e non se ne vede soluzione. Mi arrangio, faccio quello che posso. Una volta ho portato al colloquio il mio piccolo bambino e mi sono sentita dire : “Ma signora! Come pensa di lavorare se non sa dove lasciare il suo bimbo?” “Da una famiglia per cui ho lavorato ho avuto la possibilità di vivere in un appartamento che mi avrebbero lasciato, ma preferisco vivere con una famiglia. Mi sento più protetta”. “Ci sono stranieri che hanno paura a parlare di loro, delle loro sofferenze e dei loro problemi agli italiani”. Per alcuni, fondamentale è stato l’incontro con le quelle realtà cittadine che da tempo stanno sviluppando iniziative con gli stranieri in uno spirito di reciproca collaborazione e dialogo. “La prima cosa che ho fatto arrivando a Sesto è stata frequentare un corso di italiani per stranieri”. “Dovrei a breve iniziare a collaborare come volontaria all’interno di un’associazione per aiutare soprattutto chi arriva da Paesi in guerra. Sento di doverli aiutare… ”. “Quando mi hanno detto che c’era un corso di italiano per stranieri è iniziata per me una nuova vita qui. Bisogna essere molti forti e motivati per tenere testa a tutti i problemi dell’esperienza dell’immigrazione. E’ doloroso pensare ogni mattina appena ti svegli che non sei con la tua famiglia Ho preso anche la licenza di terza media perché dovevo impegnarmi il cervello. Mi sentivo esclusa e volevo inserirmi, imparare. ” 26 “In molti stranieri c’è paura e ignoranza che messi insieme non ti fanno fare nulla. Magari subiscono situazioni di sfruttamento nel lavoro, con il padrone di casa, ma hanno paura a parlare a far valere i loro diritti. Molto dipende anche da noi. Conosco persone che sono in Italia da 14 anni e che non si muovono, non cercano, non sanno neppure delle opportunità offerte.” La vita in città: i Servizi utilizzati Anche la conoscenza dei Servizi e delle strutture esistenti in città è avvenuta perlopiù tramite il passaparola tra connazionali e amici. Una volta conosciuti i Servizi questi sono stati poi utilizzati senza particolari problemi e l’opinione espressa sul loro funzionamento è complessivamente positiva. Diffusamente debole risulta invece il sistema di informazione, in particolare sui Servizi e le opportunità che possono interessare gli stranieri. “All’Ufficio Stranieri del Comune sono andata diverse volte e mi hanno sempre aiutata”. “L’ufficio per stranieri di via Benedetto Croce funzionava bene due anni fa, adesso non lo so…”. “C’è un problema di informazione. Non sai subito cosa il Comune può offrire come Servizi. Poi magari lo vieni a sapere perché qualcuno te lo dice, operatori di altri strutture, conoscenti, e ci vai.” “Non esiste alcuna informazione da parte delle Istituzioni diretta specificatamente agli stranieri. Il Servizio ai cittadini stranieri si riassume nell’Anagrafe”. “Ho saputo di un corso di inglese del Comune per caso, parlando con amici. Perché non informarci, anche tramite la posta?” “Ora sono io ad informare gli altri stranieri, dico loro cosa conosco della città e dei suoi servizi. C’è bisogno di informare. C’è chi abita qui da 10 anni e non sa neppure cosa sia una carta di soggiorno.” “Con le Istituzioni ho avuto pochi contatti. Ho sempre risolto i miei problemi con il passaparola. Non ci sono altri modi. L’unico contatto vero è con la Scuola di mia figlia”. “Certo che se in Comune trovassi dall’altra parte una persona straniera come me mi sentirei più a mio agio, mi sentirei più capita. Una persona che può capire anche chi conosce poco l’italiano o semplicemente parla male perché è emozionato”. 27 A proposito del rapporto con le Istituzioni e i suoi Servizi, una parte degli intervistati ha citato più volte la Questura, nello specifico il modo attraverso cui è concepita e organizzata l’accoglienza degli utenti e affrontato il problema dell’attesa. “I principali servizi della città con i quali ho avuto modo di entrare in contatto sono la Questura, con una esperienza traumatica, e il servizio Anagrafe e l’Ufficio matrimonio del Comune, di cui ho un bel ricordo, positivo e di efficienza”. “Bisogna dire che la situazione è estremamente difficile per gli stranieri che non parlano l’italiano. Comunque credo che in Questura ci sia stato un miglioramento notevole in questi 5 anni. Tutto ciò però non mi impedisce di notare che le informazioni sono di difficile accesso per gli stranieri in generale. … Ci vuole più disponibilità e competenza…”. “La Questura mi fa paura, anche gli atteggiamenti che a volte trovi tra i suoi operatori mi fanno paura”. “Mi ricordo le 6 del mattino, a dicembre, tre ore in coda al freddo, in piedi. Ho preso poi l’influenza. Nelle 3 ore che ho fatto in coda fuori al freddo, mentre le persone passavano e ci guardavano, continuavo a dirmi “Sono una persona, sono una persona. Sto facendo una vita difficile, dovete rispettarmi”. “Il vetro dello sportello è una cosa che ancora oggi mi mette angoscia. Mi viene ancora da piangere se penso alle code al freddo …” La vita in città: luoghi e tempi del quotidiano Praticamente quasi tutti gli intervistati affermano di frequentare in prevalenza i giardini pubblici o i parchi della città: per portarvi a giocare i figli, il cane a spasso, o per incontrare amici e connazionali. Solo una minoranza di loro dice di frequentare anche altri luoghi della città (centri culturali e sociali, organizzazioni o associazioni, strutture per il tempo libero e la cultura, etc.). Sempre una piccola parte dei soggetti contattati dichiara di avere rapporti continuativi con connazionali che vivono a Sesto. “Qui frequento più italiani che stranieri. Mi piacerebbe frequentare una comunità straniera. Ho anche chiesto al consolato del mio Paese a Milano se c’era un’associazione, un gruppo di stranieri miei connazionali con cui mettermi in contatto ma non l’ho trovato. Con alcuni amici latinoamericani vogliamo costituire un gruppo che valorizzi la nostra cultura, insegnare a ballare, a conoscere le nostre tradizioni. Al mio Paese facevo parte di un gruppo folcloristico. Ma qui non riusciamo a trovare altri disponibili a far parte del gruppo”. 28 “Non frequento miei connazionali qui a Sesto San Giovanni perché non li conosco, mi hanno detto che ci sono ma non li vedo”. “Le donne e mamme straniere partecipano molto poco alla vita della città. E’ necessario coinvolgerle di più e cambiare la loro mentalità, lo dico da donna straniera. E’ importante sviluppare percorsi di autonomia come donne e uomini. E’ importante emanciparsi”. “In particolare le donne arabe sono separate dal resto del mondo. Non parlano l’italiano, come possono aiutare i loro figli a Scuola? Attraverso i nostri figli possiamo imparare molto. I corsi per imparare la lingua italiana, per esempio, sono importanti”. 29 Consigli per una “banca delle idee” Cosa chiedere alla Pubblica Amministrazione e alla città Qui di seguito vengono riportati per ogni ambito e problema le idee e i progetti proposti dagli stranieri intervistati. Formazione, casa e lavoro sono i tre problemi più citati dagli intervistati. Il loro posizionamento all’interno di un’ipotetica “lista delle priorità” varia ovviamente a seconda degli interlocutori ma è tuttavia opinione condivisa ritenere questi gli ambiti prioritari sui quali investire risorse e progetti futuri. Attraversa questi tre ambiti, così come tutti gli altri momenti della vita dei cittadini, il tema cruciale della comunicazione e informazione agli stranieri. La formazione/l’istruzione “L’istruzione e la formazione sono al primo posto. Se ti formi ti informi.” “La formazione, l’apprendimento della lingua, il riconoscimento delle proprie competenze questi sono ambiti importanti”. “Andrebbe previsto uno spazio per una scuola domenicale di lingua araba. Si tratta di un attività di dopo-scuola”. La casa “Il problema della casa è il principale problema. Se hai un posto tuo ti senti rassicurata e protetta. Se dormi bene, mangi bene, puoi fare tanto. Puoi uscire a cercarti un lavoro, imparare a parlare bene l’italiano, etc. Ma se non dormi in un letto comodo, se non puoi farti una doccia…” “Per una famiglia, soprattutto, ci vuole stabilità, ci vuole una casa.” Il lavoro “Il lavoro per me non è un problema. Ma so che è un problema per molti stranieri”. “Adesso che non c’è più il Centro Lavoro, a chi ci possiamo rivolgere? Andrebbe costruito un altro Centro o una rete di riferimento” 30 Nuovi Servizi e progetti “Per favorire una maggiore integrazione culturale, il Comune dovrebbe procedere ad una comunicazione permanente di tutte le iniziative alle comunità straniere”. “In Questura, il servizio informazione aperto il sabato mattina, è una cosa positiva. Anche l’Ufficio stranieri potrebbe prevedere un’apertura al sabato mattina questo ci permetterebbe di non dover sempre prendere i permessi dal lavoro per andarci”. “E’ importante conoscere come funzionano i servizi sociali a Sesto. Io sono abituata al modello francese oppure a quello che succede in un Paese come il Belgio, dove i figli non sono un problema da scaricare completamente sulla famiglia… Bisogna ragionare insieme su come creare servizi alle famiglie con bambini piccoli che siano aperti a tutti. Noi siamo soli, non ci sono nonne, zie…”. “Bisogna aggiornare la voce “stranieri” sul portale del Comune “. “All’ufficio Anagrafe, ci deve essere un vademecum in varie lingue straniere che fino a qualche mese fa, non c’era”. “I servizi bibliotecari devono prendere più in considerazione gli stranieri senza ghettizzarli, con la presenza di scaffali in lingue straniere, che aumenti l’interesse anche per gli italiani, lo scambio e la conoscenza dell’altro: è un arricchimento culturale”. “Quello che manca sono delle istruzioni all’uso della città”. Attività culturali e sportive, spazi per l’incontro e per la preghiera “Cultura e sport sono due ambiti importanti. Tutte le attività sportive aumentano la volontà di vivere in pace, aumentano il livello di convivenza con gli altri “. “Favorire gli incontri interetnici tra immigrati e poi tra immigrati e italiani; questo può avvenire attraverso eventi sportivi come le partite di calcio o attraverso rappresentazioni teatrali”. “Bisognerebbe prevedere un cimitero islamico per mussulmani lombardi. E’ semplicemente un pezzo di terra. Secondo il rito islamico, ma anche secondo il rito cristiano, non si possono seppellire mussulmani nello stesso luogo dove vengono seppelliti cristiani e viceversa”. “Perché non prevedere un uso separato delle strutture sportive per le donne musulmane? Potrebbe essere una fascia oraria particolare in un giorno della settimana. Il Comune di Reggio Emilia ha fatto una cosa del genere.” “Gradirei anche la messa a disposizione delle comunità straniere di sale riunioni per celebrare certi riti come il battesimo e il matrimonio che possono essere fattori d’integrazione e d’arricchimento culturale”. 31 “Manca uno spazio per gli incontri religiosi, in particolare per la preghiera del venerdì. Ci vuole uno spazio in grado di ospitare un migliaio di persone. Ci serve nella fascia oraria compresa tra le 12.00 e le 15.00 del venerdì”. “Ci vorrebbe uno spazio al chiuso dove poterci incontrare. E’ importante incontrare gli italiani, ma altrettanto importante è poterci incontrare tra stranieri per parlare dei nostri problemi che sono diversi da quelli degli italiani. Le donne hanno problemi con i figli, con le famiglie. Alcune cominciano a bere, magari anche a prostituirsi”. “Ci potrebbero essere iniziative al pomeriggio tra le 14.00 e le 16.00, il giovedì oppure la domenica. Quasi tutte le donne che vivono in famiglia hanno il loro giorno libero il giovedì e la domenica”. La partecipazione degli stranieri alla vita della città “Infine, chiedo che le comunità straniere siano rappresentate nelle strutture comunali anche come osservatorio o consulta”. “Tra i mediatori linguistici e culturali utilizzati dal Comune e dalle diverse strutture, quanti sono gli stranieri?… All’Ufficio Stranieri ci dovrebbe essere un mediatore linguistico e culturale straniero che parli due o tre lingue. Potrebbe anche essere un gruppo che a rotazione viene utilizzato dai Servizi del Comune…. Bisogna far vedere in Comune anche delle facce di stranieri”. “Ci sono molti gli italiani che vogliono lavorare per gli immigrati e non con gli immigrati. Una rappresentanza degli straneri è necessaria”. “Ci sono stranieri a Sesto che si occupano di mediazione linguistica e culturale andrebbero valorizzate le loro competenze ed esperienze”. 32 Parte terza IL RAPPORTO CON I SERVIZI E LE STRUTTURE CITTADINE 33 Il rapporto con i servizi e le strutture cittadine Nell’ambito della parte dedicata all’utilizzo della rete di servizi presenti sul territorio comunale da parte dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni, sono state individuati e contattati enti e strutture tra loro molto differenti. Si tratta di una varietà di soggetti che possono essere raggruppati secondo questo tipo di articolazione: 1. Comune di Sesto San Giovanni, Asl e Questura; 2. Privato sociale (Cooperative, Enti di formazione, Associazioni Onlus); 3. Gruppi di volontariato cattolico e laico; 4. Sindacati e Associazioni di categoria. I contenuti emersi dalle interviste effettuate hanno costituito materiale di conoscenza e riflessione sia per la prima parte del dossier (“Il racconto sugli stranieri residenti a Sesto”), sia per questa terza parte del dossier. Il rapporto, l’uso e la frequentazione dei servizi da parte degli stranieri, varia sensibilmente in relazione all’ambito di intervento, alla tipologia del servizio offerto e alla natura stessa dell’ente che eroga la prestazione. La combinazione di queste variabili determina, in maniera differente e peculiare, sia la tipologia del rapporto, sia la durata del contatto. Pur tenendo conto di tali differenze è possibile, tuttavia, formulare alcune riflessioni di carattere generale che valgono per la quasi totalità delle strutture e degli enti intervistati. Comunicare e informare Tutti i soggetti intervistati, a prescindere dalla loro finalità, considerano fondamentale il tema della comunicazione nel rapporto con l’utenza straniera. Riuscire a trasmettere informazioni chiare e precise rispetto alla natura della prestazione e ai tempi e modi di erogazione del servizio appare questione determinante. Tuttavia, pur riconoscendo l’importanza di trasmettere le informazioni in modo efficace e rapido, nessun servizio tra quelli presi in considerazione ha realizzato, almeno fino ad ora, una campagna di comunicazione e di informazione, ideata e progettata ad hoc per gli stranieri. La 34 prassi è in genere quella di tradurre in più lingue materiali già realizzati per poi diffonderli tra gli utenti stranieri. L’unico esempio in controtendenza riguarda – a memoria degli intervistati – “Vivere a Sesto San Giovanni: guida ai servizi più importanti della città”, realizzata con il contributo della Regione Lombardia – Servizio Politica del Lavoro su un progetto della Cooperativa Sociale ICARO 2000 (a fronte dell’art. 2 della Legge Regionale 38/88) e stampata nel marzo del 1998. Particolarmente interessante è la metodologia adoperata per la pubblicazione di questa guida dove alcuni cittadini stranieri, in particolare donne, coinvolti nel progetto, hanno contribuito non solo alla traduzione dei testi ma anche all’elaborazione e alla scelta dei contenuti. Reti di comunità e passaparola Nella quasi totalità dei casi, il contatto e l’incontro con i servizi della città avviene attraverso il passaparola, affermano gli operatori intervistati. La comunicazione informale viene considerata dagli stranieri un veicolo efficace e sicuro per la trasmissione e la condivisione delle informazioni. Le reti di comunità fungono da cassa di risonanza garantendo la diffusione delle notizie e rappresentano il primo punto di contatto tra gli stranieri e il territorio sestese. Spesso, i nuovi arrivati, si presentano agli sportelli dei servizi accompagnati da un connazionale che già conosce la struttura e che si pone come vero e proprio “mediatore”, a volte anche linguistico, nei confronti degli operatori. “Vengono tutti mandati da altre persone, raramente arrivano da altri servizi. Non hanno conosciuto il nostro servizio dai giornali locali. Arrivano sempre attraverso reti di comunità, tramite il passaparola. Soprattutto i primi tempi arrivavano ad ondate …. Vengono perché l’amico gli ha detto di venire”. Anche la comunicazione tra le diverse strutture e servizi che si occupano di stranieri a volte è problematica. Spesso accade che il passaggio delle informazioni sia garantito dalla buona volontà del singolo operatore o da reti amicali e di collaborazione tra operatori che si sono andate costruendo nel tempo in modo informale. Accade inoltre che alcune realtà, anche limitrofe, si conoscano solo superficialmente e spesso non siano aggiornate sulle reciproche attività e sui progetti in corso. 35 Servizi e utenza straniera E’ importante ricordare come sul territorio sestese non esistano servizi dedicati esclusivamente agli stranieri strutturati in modo stabile e continuativo nel tempo, ad eccezione dell’Ufficio Stranieri. Questo servizio, attivato nel 1992 dal Comune di Sesto San Giovanni per favorire l’espletamento delle procedure anagrafiche e delle attività amministrativa (certificati di residenza, idoneità alloggiativi,ecc.), ha sviluppato negli anni la funzione di sportello informativo di accoglienza e facilitazione rispetto all’accesso a tutte le risorse presenti sul territorio sestese, interne ed esterne alla Pubblica Amministrazione. Nella stragrande maggioranza dei casi, le strutture già esistente e attive da anni sul territorio sestese si sono trovate nella condizione di dover differenziare i propri servizi quale conseguenza del mutamento avvenuto nell’utenza. Per molti casi, si tratta di un cambiamento imposto dal mutare della realtà e dall’insorgere di nuove problematiche più che di una scelta strategica. E’ così, a partire dell’emergere di bisogni nuovi - espressi in modo più o meno esplicito - si è cercato di diversificare il più possibile l’offerta per venire incontro alle esigenze di questa nuova tipologia di utenza, portatrice di problematiche nuove ma anche di culture e valori differenti. Quest’ultima considerazione vale in particolare per tutte quelle realtà cittadine impegnate sul terreno del disagio socio-economico e della grave emarginazione, dove la presenza di stranieri è molto elevata e in alcuni casi tocca percentuali eccezionali (l’utenza, per esempio, intercettata dai Centri di Ascolto della Caritas Ambrosiana è composta da immigrati nella misura del 80-90 %). Percentuali più contenute, ma comunque significative, si registrano per esempio all’Informagiovani del Comune di Sesto San Giovanni dove nell’anno 2003 l’utenza straniera ha raggiunto il 30-35 %, al Centro Informazione Donna, sempre del Comune, dove gli utenti sono stati circa il 7,5 % o alla Casa Albergo Don Sandro Mezzanotte, dove circa la metà degli ospiti è composta da lavoratori stranieri. I servizi già esistenti che hanno visto progressivamente mutare la propria utenza si sono ritrovati, a fronte di tale difficoltà, a riflettere sull’efficacia del proprio operato, 36 sull’efficienza della metodologia adoperata e sull’utilità degli interventi proposti, dei servizi erogati, e delle prestazioni offerte. “Quando il Centro è nato i nostri utenti erano soprattutto italiani e non appartenevano a questo quartiere – c’è una certa resistenza a confessare i propri problemi, magari economici, famigliari o legati al lavoro, alle persone della tua zona che poi rincontri per strada. Nel giro di pochi anni la situazione è cambiata completamente: ora il 95 per cento dei nostri utenti sono stranieri. La maggior parte di loro abitano da queste parti e comunque sono di Sesto. Il cambiamento di utenza ha aperto una riflessione tra noi volontari, ci siamo interrogati sull’utilità o meno del momento di accoglienza e di ascolto; potevano forse essere utili attività diverse dalla nostra. Poi abbiamo deciso di proseguire sulla via dell’ascolto anche perché ci sembra che le persone siano contente di avere con noi questo tipo di rapporto, contente di sentire un po’ di attenzione e di comprensione”. “Una riflessione su questo periodo di attività ci porta a dire però che le emergenze e le richieste poste con forza dagli utenti hanno avuto il sopravvento sul nostro progetto originario: la pratica dell’ascolto ha lasciato spesso il posto ad un intervento di tipo più pratico come l’aiuto nella ricerca del lavoro o la distribuzione dei pacchi viveri. Ci siamo adeguati ai bisogni espressi dall’utenza”. Le realtà, pubbliche e private, maggiormente impattate da questa trasformazione sono quelle che denunciano il maggior livello di allarme e di preoccupazione. La difficoltà generata dalla consapevolezza di essere di fronte ad un problema di grande complessità e dalle variabili imprevedibili è percepibile e riscontrabile in ogni intervista. La scarsità di mezzi, anche economici, per affrontare questa problematica genera ansia e preoccupazione per il futuro. Nella gestione degli interventi prevale una logica “emergenziale” piuttosto che di pianificazione e controllo. Affiora un senso di frustrazione e di fatica tra gli operatori del settore. Questa visione negativa è riscontrabile soprattutto in quei servizi che, nell’agire quotidiano, intercettano i soggetti più deboli, emarginati e in difficoltà. Sono molti gli stranieri anche senza permesso di soggiorno che si rivolgono a queste strutture della città. Questa è la percezione, al di là dei dati e delle statistiche, che trasmettono tutti i soggetti intervistati. Progetti e iniziative realizzate Sono stati sviluppati in questi ultimi anni sul territorio cittadino, diversi e significativi progetti dedicati agli stranieri, spesso realizzati in forma sperimentale e temporanea. Progetti dedicati, per esempio, a specifiche fasce di utenza (donne, bambini, etc.) o a problematiche particolari (inserimento lavorativo, progetti di accoglienza e di alfabetizzazione, iniziative di carattere 37 interculturale, azioni di “mediazione sociale”, etc.), che si rivolgono in particolare a soggetti che vivono in condizione di disagio e di marginalità, più che in una situazione di normalità. “E’ un importante lavoro basato sulla reciproca conoscenza e sul confronto di culture, usi e costumi differenti”. “Questo tipo di attività produce buoni frutti e soprattutto insegna alle straniere un sacco di cose importanti sul nostro paese e sulle nostre consuetudini; cerchiamo di fare in modo che il loro comportamento possa essere il più adeguato possibile alla realtà italiana in modo da interagire con più facilità. Sono piccolissime cose ma molto importanti, ad esempio insegnare loro ad usare i mezzi pubblici comprando il biglietto e rispettando gli orari, oppure spieghiamo che in Italia il lavoro ha dei ritmi precisi e che la puntualità è un requisito necessario per conservare il proprio posto, a volte simuliamo un colloquio di lavoro. Questo le facilita molto nel rapporto con il nostro territorio. Cerchiamo di costruire la relazione con queste donne partendo dalla valorizzazione delle similitudini, da ciò che ci avvicina e non enfatizzando le differenze. Questo lavoro secondo me andrebbe ripetuto e moltiplicato”. “In realtà gli “utenti stranieri” sono trasversali a tutte le nostre attività. Sia il servizio pre-scuola sia i giochi serali (post-scuola) coinvolgono molti stranieri; e questa presenza è in continua e costante crescita. Stesso discorso vale anche per i Centri estivi”. Stranieri: risorsa o problema? Un altro aspetto emerso nel corso delle interviste riguarda le finalità, ma ancor più i presupposti a partire dai quali viene concepito e si struttura il servizio da erogare. Ci sono enti e strutture, che operano per esempio nell’ambito del lavoro, che considerano gli stranieri una risorsa sulla quale investire, una componente che può diventare nel tempo una parte anche molto consistente della propria base associativa (è il caso delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali, per citarne alcune). Per altre realtà, invece, la presenza di stranieri è percepita più che altro come un problema di difficile soluzione. Nel primo caso, la fidelizzazione dell’utenza rappresenta un obiettivo strategico. Le associazioni hanno spesso cercato di sviluppare veri e propri percorsi di accompagnamento individuale per rispondere, nel miglior modo possibile, alle esigenze espresse dall’utenza. Quest’approccio, caratterizzato dall’elevata personalizzazione dell’intervento, che diventa quasi consulenziale, ha dato ottimi risultati ed ha favorito la nascita di legami duraturi e fruttuosi. 38 “Agli imprenditori stranieri è dedicato un nostro sportello. La maggior parte del lavoro si concentra nella fase iniziale. Facciamo un accompagnamento durante tutte le fasi dell’avvio e comunque cerchiamo anche di fare insieme al diretto interessato un piccolo studio di fattibilità. In particolare per determinati settori siamo riusciti a costruire dei veri e propri percorsi di accompagnamento e ci sono alcuni imprenditori italiano nostri associati che fanno da “tutor” agli stranieri. Per rapportarci con questa nuova tipologia di utenza siamo partiti dai nostri servizi tradizionali e abbiamo cercato di insistere sulla pratica dell’accompagnamento perché ci sembrava l’aspetto centrale. Chiaramente i nostri operatori hanno dovuto imparare alcune cose relative ai permessi di soggiorno perché questo è un tema importantissimo e centrale”. La questione del lavoro Un approfondimento specifico merita il tema del lavoro e della ricerca di un’occupazione. Questa problematica è un filo rosso che collega e coinvolge tutti i servizi intervistati: dai Centri di Ascolto della Caritas, alle Cooperative Sociali, ai Servizi erogati dall’Ente locale. Le diverse strutture cercano di fronteggiare come possibile questa domanda ma i risultati, a detta degli operatori interpellati, sono purtroppo insoddisfacenti ed emerge forte la richiesta di individuare sul territorio un punto di riferimento o di una rete di riferimento in grado di fornire risposte adeguate. “Manca un luogo di accoglienza e orientamento per gli stranieri che arrivano sul nostro territorio, ad esempio sul tema del lavoro servirebbe un accompagnamento diverso, mirato. Ma questo accompagnamento servirebbe anche per altre problematiche come la casa e la salute. Magari ci sono strutture che si occupano di questo ma noi non le conosciamo”. “In quest’ultimo periodo portano tutti in maniera forte la difficoltà a trovare lavoro. Mentre all’inizio arrivavano persone che erano in Italia da poco e quindi o non avevano il permesso o avevano grosse difficoltà con la lingua, adesso invece arrivano anche persone che lavorano in Italia già da tanti anni che hanno sempre lavorato e che fanno veramente fatica a trovare qualcosa. Direi che nell’ultimo paio d’anni questo è proprio il cambiamento: persone presenti in Italia da tanti anni che adesso non trovano più niente pur andando in giro dappertutto”. Un’utenza “mordi e fuggi” Pressoché tutti gli operatori intervistati concordano nell’affermare che, nella maggior parte dei casi, l’utenza straniera si rapporta ai servizi presenti sul territorio in modo consapevole e informato. Le domande poste sono pertinenti, precise e circostanziate. Inoltre gli utenti stranieri manifestano un’elevata mobilità territoriale e adoperano con frequenza le risorse del 39 territorio, in particolare se provenienti dai paesi dell’Europa dell’est e dell’America Latina; Frequentemente sono le donne a rivolgersi agli sportelli. I rapporti e gli incontri sono però occasionali. Difficilmente si creano dei legami di lunga durata. L’approccio è immediato e utilitaristico e il rapporto con il territorio e con le sue strutture e servizi si configura pertanto come occasionale, caratterizzato da una logica “mordi e fuggi”. E’ difficile costruire relazioni durevoli. Spesso la permanenza o meno su un territorio è determinata dalla condizione lavorativa: si cambia occupazione, si cambia città. E’ evidente quanto questa incertezza ostacoli e renda difficoltoso lo sviluppo di dinamiche di radicamento. 40 Cosa chiedere alla Pubblica Amministrazione Le richieste poste dai diversi operatori intervistati alla Pubblica Amministrazione sono pressoché unanimi. Innanzi tutto, è necessario che, assumendo un ruolo di regia e direzione, l’Ente locale intervenga per : 1. presidiare maggiormente – investendo con risorse e progetti - il tema del lavoro; 2. favorire il coordinamento e la messa a sistema di tutte le realtà che a diverso titolo operano sul tema degli stranieri; 3. incoraggiare la nascita di sinergie nuove e di alleanza strategiche ampie ed efficaci; 4. allargare l’orizzonte delle reti di relazioni esistenti anche fuori dal territorio comunale sostenendo la nascita di legami extra-territoriali, che oggi sono piuttosto deboli e sporadici. “… Solo in questo modo è pensabile elaborare delle strategie complessive. Inoltre non si può sempre solo lavorare per tamponare le emergenze, viviamo una congiuntura economica e sociale che ci fa supporre che tra pochi anni la fascia di persone a rischio di esclusione sociale si allargherà sembra di più e non riguarderà certo solo gli stranieri. Famiglie che fino ad ora riuscivano ad arrangiarsi e tra poco non ce la faranno più”. “Il tema del coordinamento è assolutamente essenziale. Il Comune di Sesto si è sempre speso molto per favorire il coordinamento e questo territorio è ricco di esperienze molto interessanti ma, quello che manca è il collegamento tra tutte queste realtà. Esiste la Casa Albergo il sindacato, l’Ufficio Stranieri, le cooperative, la Caritas ma manca la capacità di coesione, la capacità di mettere a sistema, in contatto, in collegamento. C’è solo una realtà che lo può assumere questo ruolo e questa è l’Amministrazione Comunale che dovrà acquisire nel tempo – visto gli evidenti affanni dell’Amministrazione centrale – nuove competenze in materie come queste. E’ necessario un protagonismo dell’Amministrazione Comunale”. Nota bene: E’ possibile consultare presso la Sede dell’Assessorato Servizi alla Persona e Promozione Sociale in via Benetto Croce, 12 e presso Gulliver Informagiovani in via Costa, 26 alcune schede sintetiche relative ai Servizi censiti. Inoltre, è a disposizione degli interessati un breve elenco di strutture milanesi che si occupano di stranieri che possono rappresentare, anche per lo sviluppo di progetti futuri, importanti interlocutori. 41 Parte quarta ALCUNI DATI SULLA PRESENZA DELLE COMUNITÀ STRANIERE RESIDENTI 42 Sulla presenza delle comunità straniere residenti a Sesto San Giovanni Note introduttive La presente ricerca-azione ha come privilegiato oggetto di indagine i cittadini stranieri che, in possesso di un regolare permesso di soggiorno, hanno ottenuto la residenza a Sesto San Giovanni. Pertanto, va ricordato, nessun riferimento in questo lavoro viene fatto alla realtà degli irregolari soggiornanti sul territorio comunale. In questa sezione sono stati raccolti ed elaborati alcuni dati relativi alla presenza di cittadini stranieri residenti a Sesto1. I dati riportati offrono un interessante quadro della realtà sestese, pur nella consapevolezza che esistono dei margini di imprecisione dovuti a diversi fenomeni e comportamenti. Ci possono essere, per esempio, stranieri che mantengono la residenza a Sesto San Giovanni ma abitano in un altro comune, oppure che sono tornati al loro Paese d’origine senza aver provveduto a cancellarsi dalle liste anagrafiche, e via dicendo2. Ma quanti sono gli stranieri residenti a Sesto? Se durante tutti gli anni ’80 le migrazioni internazionali risultano in crescita ed incominciano ad avere un certo rilievo soprattutto nelle grandi città italiane, è solo con l’inizio degli anni ’90 che acquistano una certa consistenza, diventando fenomeno realmente visibile. Concentrandoci su Sesto San Giovanni questa tendenza è messa bene in rilievo nella figura 1. 1 I dati per l’indagine sono stati forniti dall’Anagrafe comunale e sono stati organizzati tenendo conto del Paese di provenienza, del Genere e della fascia di età di appartenenza. Tali dati sono stati in seguito confrontati con i dati e le riflessioni emersi all’interno del lavoro di tesi di laurea di Jacopo Umidi dal titolo “L’immigrazione straniera a Sesto San Giovanni: formazione e lavoro”, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2001-02. 2 Nel mese di ottobre 2004, alcuni articoli apparsi sulla stampa e pagine locali hanno segnalato come nel giro di un anno nell’hinterland milanese, e soprattutto a Sesto e Cinisello Balsamo, si sia verificato un aumento considerevole delle richieste di permesso di soggiorno, e ciò - si scrive - per il fatto che nei Commissariati delle due città si ottiene il rinnovo del permesso di soggiorno in soli tre mesi contro la media milanese che oscilla tra gli otto mesi e l’anno. Il Commissariato sestese e l’Anagrafe hanno per questo avviato una collaborazione per accertare le eventuali residenze false. 43 Figura 1: Cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni dal 31/12/1983 al 7/7/2004 7000 6000 5000 4000 3000 2000 1000 18 83 19 84 19 85 19 86 19 87 19 88 19 89 19 90 19 91 19 92 19 93 19 94 19 95 19 96 19 97 19 98 19 99 20 00 20 01 20 04 0 maschi femmine totale Fonte: Anagrafe comunale Tranne che nel 1986 (anno in cui si rileva un decremento di stranieri pari a 109 unità), il numero di immigrati residenti in città ha registrato un incremento durante tutti gli anni ’80. Se al 31 dicembre 1983 l’Anagrafe comunale comunicava la presenza nel territorio di Sesto di 369 stranieri, a fine 1989 la loro consistenza era salita a 588 unità. Come si nota, la crescita in valori assoluti non appare elevata (+219) ma indica in ogni caso in sei anni un incremento percentuale del 60%, fatto non trascurabile se si pensa che la città era da decenni abituata a confrontarsi esclusivamente con un tipo di immigrazione “nostrana”. Con l’inizio degli anni ’90 le tendenze sopra rilevate acquistano maggior rilievo e l’aumento di cittadini stranieri si fa sempre più consistente. Nel 1992 si raggiungono le 1.000 presenze, che costituiscono poco più dell’1% della popolazione totale residente in città. La crescita sarà continua anno dopo anno, registrando un incremento medio da un anno all’altro di circa il 17%. Va ricordato che, durante tutti gli anni ’90 e anche oggi, gli incrementi annui registrati dall’Anagrafe hanno sempre risentito delle varie sanatorie istituite. Essendo la residenza legata al possesso di un permesso di soggiorno, il periodo immediatamente seguente ad una regolarizzazione è caratterizzato da un aumento delle richieste di residenza da parte dei cittadini stranieri. Accade così che, nel corso del ’90, l’Ufficio Anagrafe di Sesto abbia 44 registrato incrementi significativi, e anomali rispetto alla media, proprio nel lasso di tempo immediatamente successivo alle sanatorie del 1990, del 1996 e del 1998. La stessa cosa è avvenuta anche due anni fa, in seguito alla sanatoria del 2002. Tornando all’analisi sulla consistenza numerica della componente straniera residente a Sesto si notano quindi incrementi significativi che fino ad oggi non sembrano registrare riduzioni. Nel corso degli anni ’90 la popolazione straniera è passata da 588 unità del 1 gennaio 1990 a 2.675 unità del 31 dicembre 1999, con un conseguente incremento del 355%. Anche il decennio da poco iniziato fornisce un quadro degli arrivi di cittadini stranieri in crescita. In soli quattro anni e mezzo (da gennaio 2000 a luglio 2004) la presenza straniera è raddoppiata, registrando un incremento del 133%. Al 7 luglio 2004 gli stranieri residenti a Sesto San Giovanni sono risultati essere 6.230 su un totale della popolazione che si attesta a 82.251 unità. Il 7,6% del totale dei residenti ha dunque un’origine straniera3. Le 10 nazionalità più presenti in città Gli stranieri che in questi anni sono giunti a Sesto San Giovanni provengono nella maggioranza dei casi da quei Paesi che vengono definiti “a forte pressione migratoria”. Essi non fanno parte di una zona specifica del mondo ma sono distribuiti, in misura più o meno consistente, in tutti i continenti. Per avere un’idea del contributo che ciascuno di essi fornisce alla composizione della popolazione di Sesto si osservi la figura 2. Nel grafico vengono indicate le 10 nazionalità che oggi risultano più presenti nella città. 3 Dai dati contenuti nel Dossier statistico 2004, XIV Rapporto Caritas/Migrantes, aggiornato al 31/12/2003, risultano sul territorio nazionale 2.193.999 stranieri soggiornanti registrati, di cui 502.610 in Lombardia. Tra le province lombarde che accolgono il maggior numero di stranieri vi è quella di Milano con 246.362 stranieri regolarmente registrati. 45 Figura 2: Composizione per nazionalità dei cittadini stranieri residenti Sesto San Giovanni al 7/7/2004 Egitto 21,6% Altro 25,6% Perù 9,1% Ecuador 7,7% Ucraina 2,2% Sri Lanka Marocco 2,8% 5,4% Filippine 7,0% Albania 5,5% Romania 6,4% Cina 6,9% Fonte: Anagrafe comunale Gli egiziani: più di 1 cittadino straniero su 5 (21,6%) è egiziano. In valori assoluti la presenza di questa comunità si assesta sulle 1.343 unità. A Sesto nessun altra nazionalità mostra valori così elevati. I peruviani: con le loro 567 presenze i peruviani sono la seconda comunità più numerosa a Sesto e mostrano un’incidenza del 9,1% sul totale della popolazione immigrata. Gli ecuadoregni: I cittadini provenienti dall’Ecuador sono il 7,7% della componente straniera (in valori assoluti 478 unità). I filippini: oggi sono 435 e rappresentano il 7,0% della popolazione straniera. I cinesi: questa comunità mostra una percentuale di presenza molto simile a quella filippina e pari al 6,9% (427 presenze). I rumeni: dopo un loro interessante incremento in questi ultimi anni, oggi sono 396, il 6,4% degli immigrati totali. 46 Gli albanesi: in valori percentuali rappresentano il 6,6% della popolazione straniera, in valori assoluti sono 344. I marocchini: tra le prime comunità ad insediarsi a Sesto, mostrano una presenza simile a quella albanese e spiegano il 5,4% della componente straniera (335 unità). I cingalesi: con le loro 172 presenze rappresentano il 2,8% degli immigrati. Gli ucraini: sono tra le ultime comunità arrivate a Sesto. Oggi sono 140 (il 2,2% degli stranieri). All’interno di questo quadro è opportuno sottolineare la specificità del “caso sestese”, caratterizzato da una forte presenza egiziana. Presenza che in altri contesti territoriali non si manifesta con percentuali di partecipazione tanto elevate e che quindi fa pensare che si sia creato negli anni un forte effetto di richiamo, capace di far confluire a Sesto un così alto numero di migranti dall’Egitto4. Le diverse comunità straniere residenti: continuità e trasformazioni Se quella descritta sopra è l’attuale composizione per nazionalità degli stranieri residenti, è interessante cercare di capire come la presenza delle diverse comunità sia cresciuta nel tempo. Per fare ciò viene presentato nella tabella 1 un confronto tra le prime 10 nazionalità nel 2001 e le prime 10 nel 2004. Lo scopo è quello di rilevare gli incrementi delle diverse comunità (cfr. fig. 3). Si cercherà inoltre di capire quanto abbia influito la sanatoria del 2002 sull’attuale distribuzione degli stranieri all’interno della città e stabilire quali comunità ne abbiano maggiormente usufruito. 4 Va segnalato che proprio in questi mesi è iniziata una ricerca sull’imprenditoria egiziana promossa dal CESPI Centro Studi di Politica Internazionale - di Roma dal titolo “Fostering Egyptian local development through diasporic networks in Italy” , nell’ambito del rapporto tra Italia ed Egitto “Progetto IMIS”. All’interno di questo filone di ricerca che studia i migranti come agenti di sviluppo dei Paesi di provenienza, il CESPI ha individuato la cintura milanese e in particolare Sesto San Giovanni come caso significativo da indagare. 47 Tabella 1: Composizione per nazionalità dei cittadini stranieri residenti Sesto San Giovanni nel 2001 e nel 2004 2001 Paese Presenza Egitto 792 Perù 324 Filippine 283 Marocco 279 Cina 232 Albania 222 Romania 144 Sri 99 Lanka Senegal 90 Ecuador 81 Altro 1350 Totale 3896 2004 Paese Presenza Egitto 1343 Perù 567 Ecuador 478 Filippine 435 Cina 427 Romania 396 Albania 344 Marocco Sri Lanka Ucraina Altro Totale 335 172 140 1593 6230 Fonte: Anagrafe comunale Nella tabella 1 si nota come, rispetto al 2001, ci sia la presenza tra le 10 nazionalità dell’Ucraina che ha preso il posto del Senegal. Gli incrementi dunque più sorprendenti registrati negli ultimi 2 anni e mezzo fanno riferimento alla comunità ucraina. Se a fine 2001 i cittadini ucraini residenti a Sesto San Giovanni erano 7, a metà 2004 salgono a 140, con un incremento percentuale del 1900% (per ovvi problemi grafici non se ne ha una rappresentazione nella figura 3). Una crescita così sostenuta non può essere semplicemente spiegata da un aumento improvviso dei flussi migratori dall’Ucraina ma è più giusto pensare che essa sia uno degli effetti della regolarizzazione. E’ ipotizzabile infatti che prima della sanatoria del 2002 fosse già presente una interessante quota di ucraini a Sesto ma che questi gravitassero nella sfera dell’irregolarità e che quindi non fossero visibili dall’Anagrafe comunale. Una popolazione composta per la maggior parte da donne che, impiegate come colf o badanti, ha provveduto a regolarizzare la propria presenza sul territorio usufruendo dell’opportunità offerta dalla sanatoria. 48 Figura 3: Incrementi delle principali nazionalità dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni (31/12/2001-7/7/2004) Romania Cina Perù Sri Lanka Egitto Albania Filippine Marocco 0% 20% 40% 60% 80% 100% 120% 140% 160% 180% Fonte: Anagrafe comunale Un discorso simile può essere fatto anche per la comunità ecuadoriana. In questo caso l’incremento registrato, seppur minore di quello ucraino, è significativo e si assesta sul 490%. Nel 2001 quella ecuadoriana era la decima nazionalità tra quelle più presenti a Sesto (rappresentava il 2,1% della popolazione straniera con 81 unità). Oggi, come si è visto sopra, registra un numero inferiore solo ad Egitto e Perù. Negli ultimi anni la comunità rumena ha più che raddoppiato la sua presenza sul territorio (con un incremento di 176 punti percentuale), mutando la propria incidenza sul totale degli stranieri dal 3,7% al 6,4%. Crescite significative si registrano anche per i cinesi (+84,1%), i peruviani (+75,0%), i cingalesi (+73,7%) e gli egiziani (69,6%). Soprattutto per le prime due comunità e per l’Egitto è interessante notare come, a fronte di una già importante presenza di queste comunità a Sesto, gli incrementi siano significativi, a dimostrazione della persistenza di un flusso migratorio che non accenna a ridursi. In valori 49 assoluti, infatti, un incremento della presenza egiziana del 69,6% significa un passaggio da 792 unità a 1.3435. Anche le restanti tre comunità rappresentate nella figura precedente mostrano un incremento della loro presenza. Gli albanesi, che prima del 1998 erano rappresentati da 30 unità, in due anni e mezzo presentano un incremento del 55,0%, molto simile a quello rilevato anche per i filippini (+53,7%). I marocchini, infine, vedono aumentare il loro numero da 279 a 335 unità, anche se, va segnalato, in maniera più contenuta rispetto agli altri paesi (+20,1%). Donne e uomini nelle singole comunità straniere La maturazione del fenomeno migratorio sta portando Sesto San Giovanni ad un riequilibrio nella popolazione straniera dal punto di vista della sua composizione di Genere. Questa tendenza risulta evidente osservando le percentuali di uomini e di donne che dal 1990 al 2004 compongono l’universo degli stranieri residenti (cfr. fig. 4). Nel corso di questi anni infatti si registra un maggior equilibrio tra componente maschile, che rimane comunque quella predominante, e componente femminile. Se nel 1990 gli uomini erano il 60,8% degli stranieri e le donne il 39,2%, oggi il divario si è fatto più contenuto e si assesta rispettivamente al 55,6% per la presenza maschile e al 44,4% per la presenza femminile. Questa tendenza è in parte determinata da una presenza straniera più radicata nel territorio che, soprattutto per le nazionalità di più vecchia immigrazione, chiama in Italia i propri famigliari. Ciò però spiega solo in parte la riduzione del divario tra uomini e donne visto che, come si vedrà in seguito, non tutte le comunità hanno seguito questa direzione. Bisogna aggiungere poi che la distribuzione per Genere degli stranieri residenti a Sesto è la risultante di tutte le singole distribuzioni entro ogni comunità, da quella caratterizzata da una forte presenza femminile (come quella dell’Ucraina e delle Filippine) a quella invece nota per la sua componente maschile (ad esempio quella dell’Egitto o del Marocco). 5 Basti pensare che al 29 ottobre 2004 risultano iscritti all’Anagrafe 1553 residenti di nazionalità egiziana, contro i 1343 registrati al 7 luglio 2004. 50 Osservando la figura 4, è interessante notare come il contributo femminile alle migrazioni sia cresciuto fino a circa metà anni ’90 per poi mantenersi, dal 1995 ad oggi, su valori che gravitano intorno al 45%. Figura 4: Distribuzione per genere dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni dal 31/12/1990 al 7/7/2004 100% 90% 80% maschi 70% 60% 50% 40% 30% femmine 20% 10% 0% 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2004 Fonte: Anagrafe comunale Un confronto tra la distribuzione per Genere dei cittadini stranieri e quella del totale dei residenti sestesi mette in luce che tra i primi (cittadini stranieri) prevale la componente maschile, mentre tra i secondi (totale residenti sestesi) prevale la compente femminile, con un’incidenza del 51,6%. Come conseguenza di ciò i maschi stranieri compongono l’universo dei residenti uomini per l’8,7%, mentre le donne straniere partecipano all’universo femminile con una percentuale del 6,5%. Come già anticipato, è possibile individuare alcune comunità caratterizzate da una incidenza femminile molto elevata ed altre in cui le donne sono una minoranza rispetto al totale (cfr. fig. 5). Ciò è determinato dal fatto che spesso esiste una correlazione tra nazionalità ed attività lavorativa svolta, con la conseguente formazione di un flusso migratorio fortemente condizionato da questo legame. Non è un caso quindi che, nella figura 5, i quattro Paesi che presentano percentuali di partecipazione femminile superiori a quelle degli uomini facciano riferimento a quelle nazionalità maggiormente impegnate nel lavoro di cura (degli anziani e dei bambini, collaborazione al lavoro domestico, etc.). 51 Tra queste si noti l’Ucraina che, con le sue 140 presenze totali, mostra una percentuale di donne del 76,4%. Anche l’Ecuador ed il Perù, comunità di nuova immigrazione, sono caratterizzate da un’importante quota di donne, rispettivamente del 62,8% e del 58,4%. Nel caso delle Filippine invece la distanza tra componente maschile e componente femminile è più contenuta e, forse perché si tratta di una comunità a più lunga tradizione migratoria, indica un’incidenza femminile del 55,2%. Figura 5: Distribuzione per genere delle principali nazionalità degli stranieri residenti a Sesto San Giovanni al 7/7/2004 80% 70% 60% 50% 40% 30% maschi 20% femmine 10% na om an ia Al ba ni a M ar oc co Sr iL an ka U cr ai na Al tro R Ci do r pi ne lip Fi Ec ua Eg itt o 0% Fonte: Anagrafe Comunale Le comunità dell’Egitto e del Marocco, pur essendo tra le comunità che da più tempo vivono a Sesto, mostrano una presenza femminile molto bassa e pari rispettivamente al 21,1% e al 34,0%. Il dato in parte sorprende perché si è soliti pensare che comunità a più lunga tradizione migratoria tendano ad un riequilibrio della loro componente per genere. E’ il caso, per esempio, dei cinesi in cui le donne sono il 50,8% e gli uomini il 49,2%. Una spiegazione alla bassa presenza femminile per i due paesi del nord Africa potrebbe essere pensata ipotizzando un’immigrazione che non vede nell’Italia la destinazione definitiva ma piuttosto un’opportunità temporalmente limitata finalizzata al raggiungimento di specifici obiettivi in un arco di breve e medio periodo . 52 La popolazione straniera per fasce di età L’analisi della popolazione straniera si arricchisce di un ulteriore elemento alla luce dei dati sulla distribuzione per classi di età forniti dall’Ufficio Anagrafe6. La figura 6 mette bene in rilievo come gli stranieri residenti a Sesto costituiscano una popolazione giovane Figura 6: Distribuzione per età dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni e del totale dei residenti al 7/7/2004 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% stranieri totale stranieri sc on os c. 65 ol tre -6 5 33 -3 2 16 015 totale Fonte: Anagrafe comunale Più della metà (55,6%) ha un’età che non supera i 32 anni e ben il 18,4% rientra nella classe 0-15. Coloro che fanno parte della fascia 33-65 sono invece il 42,9%. Mantenendo l’attenzione su quest’ultima classe si scopre che ben il 90% della sua componente è rappresentata da individui che non superano i 50 anni di età. 6 La classificazione per età dei cittadini stranieri residenti fornita dall’Ufficio Anagrafe del Comune comprende una classe denominata “sconosciuta” composta da 41 individui ai quali non è stato possibile attribuire giorno, mese e anno di nascita. Tale presenza, che non si ritrova nei dati riferiti alla composizione per età del totale residenti, se da un punto di vista statistico non condiziona in modo significativo il dato - trattandosi di un numero relativamente basso - dal punto di vista metodologico fa emergere alcuni e ovvi problemi di difformità degli universi studiati. 53 Questo dato conferma l’idea di una popolazione molto giovane rispetto a quella sestese nel suo complesso (come si evince anche dal confronto rappresentato in figura 6), tanto che il 93% degli stranieri totali ha un’età inferiore ai 50 anni. I motivi che concorro a spiegare questa tendenza sono essenzialmente due. Il primo risiede nel fatto che chi affronta un percorso migratorio, nella stragrande maggioranza dei casi, è una persona giovane, in età lavorativa, maggiormente disponibile ad adattarsi a situazioni di disagio e precarietà finalizzate ad un futuro successo. Il secondo motivo può essere invece individuato nel fatto che il fenomeno migratorio, che oggi coinvolge l’Italia e Sesto, è ancora all’inizio della sua evoluzione. Sono passati poco più di 20 anni dai primi arrivi ed è ipotizzabile che in futuro l’età media degli stranieri registri delle modifiche. In ogni caso non è ancora possibile dire se la presenza straniera sia caratterizzata maggiormente da stranieri che, dopo aver lavorato qualche anno in Italia, hanno intenzione di tornare nel loro paese d’origine o se invece prevalga quella componente che ha deciso di stanziarsi in maniera definitiva nel territorio italiano e /o sestese. Nella figura 7 vengono presentati gli incrementi registrati dal 2001 a metà 2004 degli stranieri divisi per fasce d’età. Ovviamente l’arco di tempo considerato è troppo breve per poter formulare ipotesi rispetto al progetto migratorio cui si faceva riferimento sopra. Ciò nonostante è possibile rilevare alcune generali linee di tendenza del fenomeno. Negli ultimi due anni e mezzo la popolazione residente straniera ha registrato un incremento del 60%. Un’analisi per diverse fasce d’età mostra che gli incrementi più significativi hanno interessato la classe d’età 16-32 e quella 0-15, con valori percentuali rispettivamente del 78,3% e del 56,6%. Di minore portata è invece la crescita della classe 33-65 (+47,6%), mentre il numero di over sessantacinque è calato del 21,4%. Quest’ultimo dato deve essere però letto alla luce del peso che gli ultra sessantacinquenni ricoprono all’interno della popolazione straniera. Se è vero infatti che se ne registra una riduzione, è altrettanto vero che in valori assoluti rappresentano poche decine di persone (42 a fine 2001 e 33 a metà 2004), e quindi molto sensibili ad ogni piccola variazione. 54 Figura 7: Incrementi per classi d’età dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni (31/12/2001-7/7/2004) 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% -10% -20% -30% 78,3% 56,6% 47,6% 0-15 16-32 -21,4% 33-65 Oltre 65 Fonte: Anagrafe comunale E’ opportuno invece soffermarsi sulle prime tre classi d’età per fare alcune considerazioni. E’ possibile ipotizzare che gli incrementi della seconda e della terza fascia di età siano la somma, da una parte, dei nuovi arrivi a Sesto e dall’altra dell’emersione dall’irregolarità in seguito alla sanatoria del 2002. Per quanto riguarda invece l’aumento degli stranieri da 0 a 15 anni è più credibile pensare che essa sia stata determinata dai nuovi nati e dal ricongiungimento tra genitori, già in Italia, e figli. Se un’analisi sull’età ha coinvolto fino a questo momento solo la componente straniera, si rileva necessario ora capire quanto questa incida sul totale dei residenti per ogni classe d’età. Come è stato rilevato in precedenza il peso totale dei residenti stranieri a metà 2004 si assesta sul 7,6%. Essendo però la popolazione studiata una popolazione giovane, la sua incidenza risulta più marcata nelle prime classi d’età e minore nelle ultime (cfr. fig. 8). 55 Figura 8: Incidenza dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni sul totale della popolazione residente divisa per classi d’età al 7/7/2004 100% 90% 80% 70% 60% 50% italiani 40% 30% 20% stranieri 10% 0% 0-15 16-32 33-65 oltre 65 Fonte: Anagrafe Comunale Le due fasce d’età in cui si rileva un maggior peso della componente straniera fa riferimento a quella che va dai 0 ai 15 anni e quella che va dai 16 ai 32. Per quanto riguarda la prima, l’incidenza rilevata si assesta a metà 2004 all’11,4%, valore decisamente superiore al 7,6% totale. Questa percentuale indica che a Sesto San Giovanni tra tutti i residenti che hanno un’età compresa tra gli 0 e i 15 anni, più di 1 su 10 è straniero (in valori assoluti 1.146). Il valore appare molto significativo in quanto si riferisce a quella parte della popolazione più giovane, con tutte le conseguenze che ciò comporta. E’ infatti innegabile che i nuovi scenari che stanno nascendo e prendendo forma in questi ultimi anni devono condurre ad una serie di riflessioni riguardanti, ad esempio, la nascita di bisogni inediti espressi dalle famiglie straniere, l’accoglienza e l’inserimento nel tessuto sociale di bambini e giovani figli di stranieri e la capacità di rinnovamento della scuola e della sua prontezza di risposta al sorgere di nuove problematiche specifiche (come ad esempio la lingua). La seconda classe d’età, quella che va dai 16 ai 32 anni, indica un’incidenza ancora maggiore della precedente. I dati dell’anagrafe mostrano che ben il 14,6% dei residenti sestesi 56 compresi in questa fascia è rappresentato da stranieri. Ciò, se da un lato restituisce ancora una volta un’immagine di un’immigrazione giovane, indica la crescente importanza della componente straniera all’interno del totale della popolazione in età lavorativa. La terza fascia (dai 33 ai 65 anni ) mostra invece valori percentuali più bassi e pari al 6,8%, dato viziato anche dal fatto che, come si è avuto modo di osservare in precedenza, la percentuale di over 50 è molto bassa. Per gli ultra sessantacinquenni invece l’incidenza è praticamente nulla e si assesta sullo 0,2%. Ciò che emerge, dunque, è che i dati appena commentati sono il risultato dell’incontro di una popolazione giovane, come è quella straniera, ed una popolazione che, come accade anche a livello nazionale, registra ormai da diversi anni un innalzamento dell’età media. Gli stranieri che abitano nelle 5 Circoscrizioni della città L’immagine che fino ad ora è emersa dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni ha messo a fuoco una serie di caratteristiche più che altro di natura demografica. Il passo successivo che si intende compiere è quello di capire in che modo questa parte della popolazione si distribuisca sul territorio sestese. In specifico si cercherà di capire se esistono zone della città preferite rispetto ad altre, e se sussiste un qualche tipo di collegamento tra esse e le comunità che qui vi abitano. Di seguito verrà quindi restituita la presenza dei cittadini stranieri nelle 5 Circoscrizioni: Circoscrizione 1 (Rondò – Torretta), Circoscrizione 2 (Rondinella – Baraggia – Restellone), Circoscrizione 3 (Isola del Bosco – Delle Corti), Circoscrizione 4 (Pelucca – Villaggio Falck), Circoscrizione 5 (Dei Parchi – Cascina de’ Gatti – Parpagliona). Come si evince dalla figura 9, più di 1 residente straniero su 3 (37,5%, in valori assoluti 2.339) risiede nella Circoscrizione 3. Anche la Circoscrizione 1 e la Circoscrizione 2 indicano interessanti percentuali di cittadini stranieri residenti. Se per la prima la presenza percentuale è del 27,1% (1.688), per la seconda scende al 19,7% (1.229). La Circoscrizione 4 e la Circoscrizione 5 indicano invece una presenza straniera inferiore a tutte le altre zone della città, pari rispettivamente al 4,4% (277) e all’11,2% (697). 57 Figura 9: Distribuzione dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni nelle diverse circoscrizioni al 7/7/2004 Circ. 4 4,4% Circ.5 11,2% Circ. 3 37,5% Circ. 1 27,1% Circ. 2 19,7% Fonte: Anagrafe comunale La presenza di cittadini stranieri rispetto al totale dei residenti delle 5 Circoscrizioni Risulta ora interessante osservare quale sia l’incidenza della presenza immigrata all’interno di ogni singola Circoscrizione (cfr. fig. 10). In questo modo si potrà valutare se esistono zone della città maggiormente interessate dal fenomeno o se, al contrario, il rapporto tra cittadini stranieri e popolazione totale residente si mantiene costante in tutti e 5 i quartieri. Come già scritto nelle pagine precedenti, l’incidenza della componente straniera sul totale dei residenti sestesi si attesta oggi al 7,6%. Dalla figura 10 emerge però l’esistenza di zone in cui questa percentuale è più consistente. Nella Circoscrizione 4, su 100 residenti, ben 12,3 sono stranieri. Questo quartiere, pur essendo il meno popoloso tra tutti e pur presentando, in valori assoluti, la più bassa concentrazione di immigrati di tutta la città, indica un’incidenza straniera molto alta e ben al di sopra della media. Ciò suggerisce come la Circoscrizione 4 abbia indubbiamente un potere di attrazione o una maggiore accessibilità, per esempio dal punto di vista abitativo, rispetto ad altre zone della città. 58 Anche la Circoscrizione 1 e la Circoscrizione 3 mostrano una presenza straniera al di sopra della media. Nel primo caso, si registra un’incidenza pari all’8,5%, mentre nel secondo al 9,4%. Di tendenza diversa sono invece le restanti due Circoscrizioni, che presentano valori inferiori al dato complessivo della città. Se per la Circoscrizione 3 la componente immigrata spiega il 7,1% dei residenti totali, la Circoscrizione 5 indica un’incidenza straniera molto bassa e pari al 3,9%. Figura 10: Incidenza dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni sul totale della popolazione residente nelle diverse circoscrizioni al 7/7/2004 14% 12% 10% 8% 6% 4% 2% 0% Circ. 1 Circ. 2 Circ. 3 incidenza stranieri Circ. 4 Circ.5 incidenza totale Fonte: Anagrafe comunale La relazione tra Paese d’origine e quartiere di residenza Verificata l’esistenza di zone della città più interessate dal fenomeno migratorio rispetto ad altre, si vuole ora far emergere l’esistenza di eventuali collegamenti tra le 5 Circoscrizioni della città e le principali comunità di immigrati. Per fare ciò si è ritenuto opportuno fornire una rappresentazione grafica dell’incidenza delle prime 10 nazionalità all’interno delle singole Circoscrizioni (cfr. fig. 11), così da osservare, al di là del diverso numero di residenti 59 all’interno dei singoli quartieri, l’esistenza o meno di una relazione tra nazionalità e quartiere di residenza. Figura 11: Incidenza delle principali comunità straniere presenti a Sesto San Giovanni sul totale della popolazione residente nelle diverse circoscrizioni al 7/7/2004 3,0% 2,5% 2,0% 1,5% 1,0% 0,5% 0,0% Egitto Perù Ecuador Filippine Circ. 1 Cina Circ. 2 Romania Albania Marocco Sri Lanka Ucraina Circ. 3 Circ. 4 Circ. 5 Fonte: Anagrafe comunale Osservando il grafico 11 è possibile rilevare due aspetti che caratterizzano la distribuzione dei cittadini stranieri a Sesto. Il primo fa riferimento alla preferenza che ogni comunità esprime per alcune zone della città, mentre il secondo riguarda la distribuzione più o meno equilibrata di ogni singola nazionalità all’interno delle 5 Circoscrizioni. Tra i Paesi che sembrano preferire un quartiere rispetto ad un altro troviamo l’Ecuador. Esso presenta una importante incidenza sul totale dei residenti nella Circoscrizione 4 Pelucca – Villaggio Falck (2,2%), mentre nei restanti quartieri la presenza di ecuadoregni mostra valori decisamente inferiori (da 0,7% a 0,3%). Anche i cinesi, i romeni e i cingalesi sembrano preferire la Circoscrizione 4, nonostante presentino un’incidenza non trascurabile anche all’interno della Circoscrizione 1 e Circoscrizione 3. 60 Per quanto riguarda egiziani, filippini e marocchini si rileva invece una tendenza d’insediamento maggiormente concentrata all’interno della Circoscrizione 1, 3 e, in misura più contenuta, nella Circoscrizione 2. I marocchini, inoltre, sono l’unica comunità straniera tra tutte quelle oggetto di studio che registra uno spiccato interesse anche per il Quartiere 5 Dei Parchi – Cascina de’ Gatti – Parpagliola (con un’incidenza paragonabile a quella rilevata per il Quartiere 1). La componente peruviana indica una maggiore incidenza nella Circoscrizione 1 e 2 e, in misura minore, nelle restanti tre. Gli ucraini invece sembrano preferire, con percentuali molto simili, i Quartieri Isola del Bosco – Delle Corti, Rondinella – Baraggia – Restellone e Rondò – Torretta. Gli albanesi, infine, mostrano una distribuzione all’interno della città che, se si esclude la Circoscrizione 5, appare pressoché uniforme per tutti i Quartieri, con percentuali d’incidenza molto simili tra loro. Le caratteristiche appena evidenziate confermano l’esistenza di una stretta relazione tra la nazionalità e la scelta del quartiere in cui andare a risiedere. Una riprova di come il radicamento nel territorio di alcune comunità orienti la destinazione finale dei nuovi arrivati, che tendono a stabilirsi in zone già frequentate da altri connazionali. E’ quello che, in misura più o meno consistente, è accaduto anche nel corso di tutti i movimenti migratori passati e che coinvolgere anche altre sfere del quotidiano, come ad esempio la ricerca del lavoro o la frequentazione di alcuni luoghi piuttosto che altri. 61 Sulle attività del commercio fisso, ambulante e itinerante, e le attività artigianali dei cittadini stranieri a Sesto San Giovanni Le pagine che seguono sono state elaborate e commentate a partire dai dati forniti dallo Sportello Unico Commercio e Artigianato, Settore Affari Istituzionali del Comune di Sesto San Giovanni. Esse si riferiscono alle attività di commercio fisso, ambulante ed itinerante 1, e alle attività artigianali avviate da cittadini stranieri sul territorio sestese2. A metà del 2004, lo Sportello Unico Commercio e Artigianato, registra la presenza sul territorio comunale di un totale di 168 attività tra commercio in sede fissa e attività artigianali intestate a cittadini stranieri. Esse fanno riferimento alla vendita di prodotti alimentari e non (bar, ristoranti, etc.), alla fornitura di servizi (imprese di autotrasporto, di pulizia, etc.), alla produzione manifatturiera e all’edilizia. Come è possibile osservare dalla figura 12, quasi 3 attività su 4 aperte da stranieri sono nate negli ultimi due anni e mezzo (tra il 2002 e la prima metà del 2004). E’ questo un dato interessante perché testimonia una crescita dell’imprenditoria etnica, anche se – va ricordato – queste informazioni riguardano soltanto le attività attualmente aperte, mentre non si conoscono, almeno se si considera i dati in nostro possesso, quante e quali attività in questi anni sono state aperte e poi, per vari motivi, abbiano cessato di esistere. 1 All’interno della categoria “Commercio Ambulante” esiste un’ulteriore categoria denominata “Commercio itinerante”. Mentre per il commercio ambulante l’attività di vendita viene esercitata su posto fisso all’interno di spazi assegnati nominalmente, nel caso dell’ambulante itinerante l’attività di vendita, come si intuisce già dal nome, può essere svolta per la città per un periodo di tempo limitato e a condizione che tale attività non sia di intralcio al traffico. Chi ha la licenza per il commercio ambulante in forma itinerante può anche partecipare alle fiere (facendo apposita richiesta, la cui validità e di un anno) e alla cosiddetta “spunta”: l’occupazione nei mercati di posti che risultano temporaneamente vacanti (per malattia, ferie, etc. del titolare del posto). 2 Va ricordato, che solo per il commercio ambulante itinerante è necessario essere residenti a Sesto San Giovanni per ottenere il rilascio dell’autorizzazione. Gli intestatari di attività commerciali e artigianali localizzate a Sesto San Giovanni potrebbero pertanto avere in città la sede della propria attività ma risiedere in un altro Comune. 62 Commercio in sede fissa e artigianato L’imprenditoria etnica, e questo è il dato da sottolineare, ha conosciuto in questi ultimi anni uno sviluppo e una diffusione mai registratasi in passato, come suggerisce la figura 12. Figura 12: Anno d’inizio delle attività di commercio in sede fissa e artigianato di titolari stranieri al 17/9/2004 25 43 4 2 4 10 19 61 Prima del 1998 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 Fonte: Sportello Unico Commercio e Artigianato L’Egitto e la Cina sono i due Paesi che presentano le quote più consistenti di operatori in questi settori. (cfr. fig. 13). I primi sono titolari a Sesto di 71 attività (il 42% del totale) mentre i secondi di 41 (24%). La partecipazione a questi settori delle altre nazionalità è decisamente minore, non paragonabile alle due comunità sopra citate e con un’incidenza che non supera mai il 5% del totale. Comunità come quella filippina o quella marocchina infatti, pur essendo presenti a Sesto da diversi anni in numero consistente, non sembrano interessate ad attività di commercio in sede fissa. E’ ipotizzabile quindi l’esistenza di reti “etniche” che spingono ogni comunità a specializzarsi in alcune attività piuttosto che altre e, nel caso dei filippini e dei marocchini, a orientarsi verso altre forme di lavoro, e verso il commercio ambulante o itinerante, come si vedrà in seguito. 63 Figura 13: Cittadini stranieri titolari di attività di commercio in sede fissa e artigianato suddivise per nazionalità al 17/9/2004 Egitto Cina Romania Perù Siria Tunisia Marocco Brasile Albania Bangladesh Ecuador Altro 0 10 20 30 40 50 60 70 80 Fonte: Sportello Unico Commercio e Artigianato Attività artigianali Tra le attività artigianali, si registrano 8 ditte specializzate in confezione di vestiti o articoli in pelle. E’ interessante notare come i titolari siano in tutti i casi cittadini cinesi e come quindi si possa pensare ad una specializzazione occupazionale della comunità cinese nel settore manifatturiero (cosa del resto risaputa non solo a Sesto ma in tutta Italia). Il settore dell’edilizia e delle costruzioni è invece caratterizzato da una diffusione di piccoli imprenditori egiziani e, in misura minore, romeni, marocchini e siriani (in tutto 25). La maggior parte di essi è titolare di un’impresa edile in senso stretto, mentre meno diffuse sono le attività di manutenzione, installazione e posa in opera legate al settore. Tabella 2: Principali attività commerciali ed artigianali per tipologia di attività e nazionalità al 17/9/2004 64 Attività esercitata Bar/ristoranti Vendita non alimentari Attività edili Imprese di pulizia Vendita alimentari Trasporti Confezioni abbigliamento e articoli in pelle Altre attività Paese Provenienza N. Attività Totale Cina 21 39 Egitto 12 Altro 6 Cina 11 26 Egitto 6 Altro 9 Egitto 11 Romania 5 25 Marocco 2 Siria 2 Altro 5 Egitto 21 25 Altro 4 Egitto 18 24 Siria 2 Altro 4 Perù 5 14 Altro 9 8 Cina 8 Egitto 3 Brasile 1 7 Cina 1 Ecuador 1 Polonia 1 Fonte: Sportello Unico Commercio e Artigianato Le attività nel settore del commercio e dei Servizi Ben 39 delle attività registrate fanno riferimento al settore della ristorazione (sia bar che ristoranti) e segnalano una predominanza di cinesi (21) ed egiziani (12). Situazione simile per le attività di vendita di prodotti non alimentari dove, su un totale di 26 negozi, 11 sono cinesi e 6 egiziani. Il settore dei servizi alle imprese, ed in specifico di servizi di pulizia, è costituito per la quasi totalità da ditte che fanno capo a egiziani (21 egiziani su un totale di 25 imprese di pulizia). Anche le attività di vendita di alimentari, caratterizzate da pizzerie d’asporto e macellerie islamiche, vedono la comunità egiziana occupare la prima posizione con 18 esercizi commerciali su 24 totali. Il settore dell’autotrasporti, infine, registra invece una predominanza della componente peruviana (5 su 14 ditte totali). 65 Commercio ambulante Anche nell’ambito del commercio ambulante si registra un’importante presenza di attività gestite da stranieri. Nei 4 mercati del sabato (Sesto Vecchio, via C. Marx, Rondinella e Sesto Nuovo) e nei mercati minori dei giorni feriali, sono complessivamente 41 le attività condotte da cittadini stranieri3. Quasi tutte sono state avviate nel triennio 2001-2004 e solo 4 di esse hanno avuto inizio tra il 1999 e il 2000. Tabella 3: Commercio ambulante per tipo di prodotti venduti e nazionalità al 31/7/2004 Paese di Provenienza Cina Marocco Senegal Jugoslavia Perù Tunisia Vietnam Prodotti venduti N. Attività Totale Abbigliamento 16 Calzature 2 Giocattoli 2 Merceria 2 25 Articoli sportivi 1 Bigiotteria 1 Casalinghi 1 Abbigliamento 6 Articoli orientali 1 Calzature 1 10 Casalinghi 1 Frutta e verdura 1 Abbigliamento 1 2 Profumi- pulizia casa 1 Chincaglieria 1 1 Abbigliamento 1 1 Tessuti 1 1 Bigiotteria 1 1 Fonte: Sportello Unico Commercio e Artigianato Come si ha modo di osservare nella tabella 3, il settore che registra una maggiore presenza di stranieri è quello riferito alle attività di vendita di prodotti non alimentari. Tra queste le più numerose sono le rivendite di abbigliamento (24) seguite da quelle di calzature (3), mentre solo in un caso la vendita riguarda prodotti alimentari (in specifico frutta e verdura). Le nazionalità che maggiormente sono impegnate come ambulanti sono i cinesi, con 25 banchi di vendita, e i marocchini con 10. 3 Anche in questo caso il rilascio delle autorizzazioni per inizio attività non è subordinato al possesso della residenza nel comune di Sesto San Giovanni. 66 E’ interessante notare l’assoluta assenza di egiziani e la forte presenza marocchina, in controtendenza rispetto alla scarsa partecipazione ad attività di vendita in sede fissa. Stessa cosa per i senegalesi che a Sesto non possiedono attività commerciali in sede fissa ma sono presenti nei mercati della città con 2 banchi di vendita. Commercio itinerante Al 31 luglio 2004, sono 113 le autorizzazioni concesse dal Comune di Sesto San Giovanni ai cittadini stranieri per lo svolgimento di attività di commercio itinerante4. Come si evince dalla tabella 4, la maggior parte di esse riguarda strettamente la vendita di prodotti non alimentari (106). Le restanti autorizzazioni si riferiscono invece al commercio di prodotti sia alimentari che non (4), a prodotti alimentari, non alimentari e alla somministrazione di cibi e bevande (2) e alla vendita di soli prodotti alimentari (1). Tra i maggiori titolari di questi permessi troviamo i marocchini con 46 autorizzazioni, i senegalesi con 26 e i cinesi con 17. Anche se numericamente meno rilevante, va evidenziata la presenza in questo tipo di attività degli immigrati provenienti dal Bangladesh (9) e del Pakistan (3), soprattutto se si tiene conto che il numero di residenti totale delle due comunità a Sesto è rispettivamente di 57 e 28 unità. La distribuzione per nazionalità mostra, come nel caso del commercio itinerante, una consistente presenza di marocchini impiegati in questo tipo di attività, a cui si affiancano anche i senegalesi, comunità quest’ultima specializzata nel settore del commercio ambulante ed itinerante (ben 1 senegalese su 5 a Sesto ha un autorizzazione di questo tipo). Tabella 4: Commercio itinerante per tipo di prodotti venduti e nazionalità al 31/7/2004 4 L’autorizzazione per il commercio itinerante è rilasciata esclusivamente a coloro i quali sono residenti a Sesto San Giovanni. 67 Paese di provenienza Marocco Senegal Cina Bangladesh Pakistan Egitto Perù Camerun Filippine Jugoslavia Russia Siria Somalia Uganda Usa Tipo di prodotti venduti N. Attività Totale Non alimentare 42 Alimentare e non alimentare 3 46 Alim.,non alim. e somministrazione di cibi e bevande 1 Non alimentare 26 26 Non alimentare 16 17 Alimentare 1 Non alimentare 9 9 Non alimentare 3 3 Alim.,non alim. e somministrazione di cibi e bevande 1 2 Non alimentare 1 Non alimentare 2 2 Non alimentare 1 1 Non alimentare 1 1 Non alimentare 1 1 Non alimentare 1 1 Alimentare e non alimentare 1 1 Non alimentare 1 1 Non alimentare 1 1 Non alimentare 1 1 Fonte: Sportello Unico Commercio e Artigianato 68 Sulla presenza straniera nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di 1° grado a Sesto San Giovanni Come si è avuto modo di rilevare nelle pagine precedenti, quella straniera è una popolazione giovane. Sia all’interno della sola componente straniera, sia rispetto ad un confronto con tutti i cittadini sestesi, i minori stranieri hanno un peso rilevante e difficilmente trascurabile tra i residenti a Sesto San Giovanni. Questo è uno dei motivi per cui si è scelto di osservare, attraverso i dati resi disponibili dal Settore Educazione del Comune, la consistenza della presenza straniera all’interno delle scuole dell’infanzia (materne), primarie (elementari) e secondarie di 1° grado (medie inferiori) pubbliche. Si cercherà di capire quali siano, all’interno della città, le strutture scolastiche in cui è più marcata la loro presenza, osservando inoltre possibili incrementi o decrementi di iscrizioni di bambini stranieri nell’anno scolastico 2003/2004 e in quello 2004/2005. Gli stranieri che oggi frequentano a Sesto le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado pubbliche sono 877 e rappresentano il 14,2% di tutti gli alunni iscritti. La percentuale di partecipazione è elevata ed appare in crescita rispetto all’anno scolastico 2003/2004, anno in cui la presenza straniera era del 13,4%. Come si evince dalla figura 14, le scuole d’infanzia presentano nell’a.s. 2004/2005 una partecipazione straniera pari al 16,4%. I bambini stranieri che oggi frequentano le scuole d’infanzia sono 260 su un totale di 1.582 alunni. La partecipazione appare dunque elevata e, da un confronto con l’anno scolastico precedente, se ne rileva un incremento di 1,5 punti percentuale (dal 14,9% al 16,4%). Le scuole primarie mostrano in valori assoluti una presenza straniera superiore alle scuole dell’infanzia e pari a 402 alunni, ma in valori percentuali esprimono un’incidenza inferiore di 2 punti percentuale (14,4%). Anche in questo caso la partecipazione appare in crescita rispetto all’a.s. 2003/2004, passando dal 13,6% del 2003/2004 all’attuale 14,4%. 69 Nelle scuole secondarie di 1° grado il 12,0% della popolazione scolastica è composta da alunni stranieri. Essi sono 215 su un totale di 814 ragazzi. Rispetto alla scuole dell’infanzia e a quelle primarie la loro incidenza sul totale degli iscritti è minore, passando dall’11,8% del 2003/2004 al 12% di oggi. Figura 14: Percentuale di alunni stranieri nelle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado nell’a.s. 2003/2004 e 2004/2005 16,4 14,9 14,4 13,6 11,8 12,0 scuola dell'infanzia scuola primaria scuola secondaria di 1°grado 2003/04 2004/05 Fonte: Settore Educazione Ciò che emerge dai dati appena rilevati è un incremento della componente straniera all’interno di tutti i cicli scolastici. L’alta incidenza di bambini stranieri nella scuola dell’infanzia fa presupporre che nei prossimi anni si registrerà un ulteriore incremento nella scuola primaria e in quella secondaria di 1° grado, che raggiungeranno percentuali di partecipazione molto simili a quelle oggi rilevate per le sole scuole materne. Come è stato scritto nelle pagine precedenti, i movimenti migratori che oggi coinvolgono la città sono ancora in via di evoluzione. Questo aspetto ovviamente inciderà profondamente sulla composizione scolastica degli anni a venire, creando un equilibrio tra alunni stranieri ed alunni italiani probabilmente ancora lontano da quello che si ha modo di osservare oggi. 70 La scuola dell’infanzia La figura 15 mostra come alcune scuole dell’infanzia presentino una percentuale di bambini stranieri superiore rispetto alla media cittadina (che si ricorda essere del 16,4%). Figura 15: Percentuale di alunni stranieri nelle scuole dell’infanzia nell’a.s. 2003/2004 e 2004/2005 Monte S. Michele Marelli Primavera Luini Collodi Tonale 2 Corridoni Tonale 1 Vittorino da Feltre Marx Savona Fante D'Italia Rodari 0 5 10 15 2003/04 20 25 30 35 40 45 2004/05 Fonte: Settore Educazione Tra queste si noti la scuola Monte S. Michele (Primo Circolo Didattico) e la scuola Marelli (Istituto Comprensivo Martiri della Libertà), che presentano rispettivamente una percentuale di alunni stranieri del 35,9% e del 23,7%. I valori sono molto alti e, per quanto riguarda la scuola S. Michele, si registra nell’ultimo anno un decremento rispetto all’anno precedente (nel 2003/3004 gli stranieri erano il 43,1%). Anche la scuola dell’infanzia Primavera (Primo Circolo Didattico) presenta una percentuale di bambini stranieri elevata (23,4%) ed in crescita. 71 Sia gli alunni stranieri della scuola Luini (Istituto Comprensivo Dante Alighieri) che quelli della scuola Collodi (Istituto Comprensivo Anna Frank) rappresentano il 18,9% degli iscritti totali. Se però nel primo caso la loro incidenza è cresciuta dell’8,3%, nel secondo è calata dell’1,8%. Tra le scuole che appaiono meno interessate da una presenza straniera troviamo la scuola materna Rodari (Quinto Circolo Didattico Mario Galli), con un’incidenza straniera del 7,7% e la scuola materna Fante D’Italia (Istituto Comprensivo Dante Alighieri) con una partecipazione del 9,5%. Le restanti scuole invece mostrano una presenza straniera che si avvicina al dato medio del 16,4%. La scuola primaria Tra le 10 scuole primarie di Sesto, quella maggiormente caratterizzata da una componente straniera è la scuola Oriani (cfr. fig. 16). Essa fa parte dello stesso Circolo Didattico della scuola dell’infanzia Monte San Michele e ben il 40,8% dei suoi iscritti sono cittadini stranieri (nell’a.s. 2003/2004 erano il 35,6%). Anche la scuola di primo livello Rovani (Istituto Comprensivo G. Rovani) mostra una importante presenza straniera pari al 21,1% di tutti i suoi alunni e risulta in crescita di 1,2 punti percentuale rispetto all’anno scolastico precedente. Di tendenza inversa sono invece la scuola Pascoli (Istituto Comprensivo Pascoli), la scuola Galli (Quinto Circolo Didattico Mario Galli) e la scuola Luini (Istituto Comprensivo Dante Alighieri). Tutte e tre indicano un’incidenza straniera al di sotto della media cittadina e rispettivamente pari all’8,7%, al 9,8% e al 11,3%. Nel caso della scuola Pascoli inoltre si registra un decremento dell’incidenza straniera di 0,5 punti percentuale rispetto all’anno scolastico 2003/2004. Le altre scuole di primo livello ruotano intorno al valore medio cittadino del 14,4%, con uno scarto in eccesso o in difetto di massimo 2 punti percentuali. 72 Figura 16: Percentuale di alunni stranieri nelle scuole primarie nell’a.s. 2003/2004 e 2004/2005 Oriani Rovani Frank Marzabotto XXV Aprile Martiri Dante Luini Galli Pascoli 0 5 10 15 20 2003/04 25 30 35 40 45 2004/05 Fonte: Settore Educazione La scuola secondaria di 1° grado Come si rileva dalla figura 17, la scuola Luini (Istituto Comprensivo Dante Alighieri) è la scuola secondaria di 1° grado con la più alta presenza straniera. Oggi il 27,0% dei suoi studenti è figlio di immigrati, mentre un anno fa la percentuale si stabilizzava al 20,0%. Anche la scuola Einaudi (Istituto Comprensivo Anna Frank) e la scuola Don Milani (Istituto Comprensivo Martiri della Libertà) presentano una percentuale di stranieri interessante e pari rispettivamente al 18,6% e al 17,6%. Le scuole secondarie di 1° grado Calamandrei (Istituto Comprensivo Marzabotto), VII Media (Istituto Comprensivo Pascoli) e Breda (Istituto Comprensivo Anna Frank) registrano 73 una presenza straniera inferiore alla media cittadina e si assestano rispettivamente al 5,3%, 7,0% e 7,7%. La scuola Breda inoltre indica una riduzione dell’incidenza degli studenti stranieri dal 10,5% del 2003/2004 al 7,7% del 2004/2005. La scuola Forlanini (Istituto Comprensivo G.Rovani) e la scuola Falck (Istituto Comprensivo Dante Alighieri), infine, mostrano una presenza straniera sul totale degli iscritti del 14,1% e del 13,7%. Figura 17: Percentuale di alunni stranieri nelle scuole secondarie di 1° grado nell’a.s. 2003/2004 e 2004/2005 Luini Boccaccio Don Milani Forlanini Falck Breda VII Media Calamandrei 0 5 10 2003/04 15 20 25 30 2004/05 Fonte: Settore Educazione La presenza straniera negli 8 Istituti Comprensivi Un’analisi dell’incidenza straniera all’interno dei diversi Istituti Comprensivi di Sesto (cfr. fig. 18) indica il 1° Circolo Didattico come quello caratterizzato da una più alta percentuale di stranieri tra i suoi iscritti: più di un quinto dei suoi alunni è figlio di immigrati (22,7%). Anche l’Istituto Comprensivo G. Rovani e l’Istituto Comprensivo Martiri della Libertà mostrano un’interessante incidenza straniera, pari rispettivamente al 17,0% e al 15,8%. 74 Gli alunni stranieri dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri e dell’Istituto Comprensivo Anna Frank invece rappresentano il 14,3% e il 13,9% dei loro iscritti, con percentuali molto simili alla partecipazione media registrata in città (che si ricorda essere del 14,2%). I restanti Istituti indicano invece una incidenza straniera inferiore al dato generale. In particolare: gli alunni stranieri dell’Istituto Comprensivo Marzabotto sono il 13,0%, quelli del 5° Circolo Didattico Mario Galli rappresentano il 12,1% degli iscritti e quelli dell’Istituto Comprensivo Pascoli mostrano un’incidenza del 9,4%. Da un confronto tra l’anno scolastico 2003/2004 e quello 2004/2005, emerge come l’Istituto Comprensivo Marzabotto sia l’unico, tra tutti gli istituti, a registrare una riduzione della percentuale di alunni stranieri (dal 15,1% al 13,0%). Figura 18: Percentuale di alunni stranieri negli Istituti Comprensivi nell’a.s. 2003/2004 e 2004/2005 1° Circolo Rovani Martiri Dante Frank Marzabotto 5° Circolo Pascoli 0 5 10 2003/2004 15 20 25 2004/2005 Fonte: Settore Educazione 75 Servizi d’integrazione oraria Durante l’anno scolastico 2003/2004 sono stati 570 gli alunni iscritti ai servizi d’integrazione oraria1 nelle scuole dell’infanzia e in quelle primarie. Di questi il 12,1% era straniero (69 in valori assoluti). La partecipazione dei bambini stranieri appare inferiore alla loro incidenza all’interno dei due cicli scolastici di riferimento che, nel 2003/2004, è stata pari al 14,1%. Le motivazioni che possono concorrere a spiegare questo sotto utilizzo dei servizi sono diverse. Tra queste la principale riguarda il fatto che a questi servizi, va ricordato, si possono iscrivere solamente bambini regolari, mentre nella scuola dell’obbligo tutti i bambini devono essere accettati, regolari e non. Un’altra motivazione decisiva nella scelta o meno da parte delle famiglie straniere di utilizzare queste opportunità, ha probabilmente a che fare con il fatto che questi servizi a domanda individuale sono a pagamento, e questo può risultare un problema o un limite per alcune famiglie che scelgono di conseguenza soluzioni alternative, per esempio rivolgendosi alle reti famigliari, parentali o amicali per accudire i propri figli nel tempo extrascolastico. Nell’anno scolastico 2003/2004, le nazionalità che maggiormente hanno usufruito dei servizi d’integrazione oraria sono stati gli ecuadoregni con 18 iscritti, i peruviani con 15 e i romeni con 8 (cfr. tab. 5). Tabella 5: Alunni stranieri iscritti ai servizi d’integrazione oraria nell’a.s. 2003/2004 Paese di provenienza Ecuador Perù Romania Albania Filippine Marocco Polonia Giappone Nigeria Grecia Germania Iscritti % 18 15 8 4 4 3 2 2 1 1 1 26,1% 21,7% 11,6% 5,8% 5,8% 4,3% 2,9% 2,9% 1,4% 1,4% 1,4% Paese di provenienza Brasile Colombia Rep. Domenicana Ucraina Cina Cuba Colombia Ucraina Marocco Uruguay Totale Iscritti % 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 69 1,4% 1,4% 1,4% 1,4% 1,4% 1,4% 1,4% 1,4% 1,4% 1,4% - Fonte: Settore Educazione 1 Questi servizi extra scuola, che sono a domanda individuale, sono servizi a pagamento e comprendono il “Prescuola” e i “Giochi Serali”. A questi servizi si possono iscrivere soltanto i bambini i cui genitori hanno un regolare permesso di soggiorno. 76 Una partecipazione minore, seppur non trascurabile, è invece stata espressa dagli albanesi e dai filippini (ciascuno con 4 iscritti), i marocchini con 3 iscritti, i polacchi e i giapponesi con 2. Centri ricreativi estivi Nell’estate 2004 i bambini stranieri che hanno frequentato i centri ricreativi2 sono stati 61 su un totale di 708 iscritti, con un’incidenza pari all’8,2%. Come nel caso dei servizi d’integrazione oraria, la componente straniera degli iscritti ai centri ricreativi è percentualmente inferiore a quella registrata nell’anno scolastico 2003/2004 nelle scuole d’infanzia e in quelle primarie (che si ricorda essere stata del 14,1%). Le famiglie straniere che maggiormente si sono rivolte ai centri ricreativi sono di nazionalità peruviana (13), ecuadoregna (6), albanese (6), francese (3), colombiana (3) e filippina (3). Tabella 6: Bambini stranieri iscritti ai centri ricreativi estivi nel 2004 Paese di provenienza Perù Ecuador Albania Francia Colombia Filippine Svizzera Mauritius Argentina Nigeria Giappone Grecia Brasile Iscritti 13 6 6 3 3 3 2 2 2 2 2 2 2 % 21,3% 9,8% 9,8% 4,9% 4,9% 4,9% 3,3% 3,3% 3,3% 3,3% 3,3% 3,3% 3,3% Paese di provenienza Bolivia Yugoslavia Egitto Sri Lanka Libia Guinea Sudan Germania Siria Inghilterra Rep. Ceca Cina Romania Totale Iscritti 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 1 61 % 1,6% 1,6% 1,6% 1,6% 1,6% 1,6% 1,6% 1,6% 1,6% 1,6% 1,6% 1,6% 1,6% - Fonte: Settore Educazione 2 Anche questa tipologia di servizio è a pagamento e si rivolge ai bambini i cui genitori hanno un regolare permesso di soggiorno. 77 ALLEGATI 78 Servizi e Strutture cittadine Soggetti intervistati Aiello Davide CNA sede di Milano Alberti Luca Componente del Comitato scientifico Centro Studi di Politica Internazionale (CESPI), SSG Avossa Antonietta Settore Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di SSG Badawi Mohamed Titolare della Farmacia Metrò SSG Belotti Daniela “Cooperativa Icaro 2000” Bergamo Arturo Centro di Ascolto Caritas Beato Muzzocconi Bianchini Tiziana “Cooperativa Lotta Contro l'Emarginazione” Bozzini Giudo Settore Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di SSG Cantoni Sonia Assessore All'Ambiente e Pari Opportunità, Comune di SSG Carella Maria Sportello Unico Commercio e Artigianato, Comune di SSG Casati Angela Servizio Gulliver Informagiovani, Comune di SSG Consulente di direzione Scuola di Lingue Hannah Arendt, Comune di SSG Servizio Stranieri, Settore Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di SSG Castellani Ivan Cipriani Rachele Citterio Simona Amadini Laura Consulta dei Presidenti di Quartiere Consulta dello Sport De Col Antimio Paolo Zanetti Centro di Ascolto Caritas Santa Maria Ausiliatrice Comune di SSG Comune di SSG CGIL Sesto San Giovanni Di Pietro Stefania Consigliera comunale e firmataria dell'OdG sulla rappresentanza dei cittadini stranieri presentato al Consiglio Comunale nel dicembre 2003 Fabbri Daniela Settore Educazione, Comune di SSG Falco Anna Maria Dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo Martiri della Libertà e Coordinatrice del Centro Territoriale Permanente (CTP) Ferrari Vanda Associazione “Da Donna a Donna” Fioroni Vincenza “Cooperativa La Grande Casa” 79 Franco Annamaria Consultorio Decanale di Via Fogagnolo Gervasoni Miriam CNA sede di SSG Lenus Carlo Casa Albergo Don Sandro Mezzanotti Fondazione San Carlo Mammoli Vincenzo Confartigianato APA Milano, comprensorio di SSG Mandelli Andrea Scarlatella Mario BCC Banca di Credito Cooperativo di SSG Mandelli Graziella Centro di Ascolto Caritas Resurrezione Martello Carmela Consultorio familiare ASL (Via Marx 110 e Viale Gramsci 32) Molteni Laura Fantinelli Elena Centro di Ascolto Caritas S. Stefano Morabito Demetrio Vice Sindaco e Assessore all'Urbanistica, Comune di SSG Noce Rosa Maria Settore Educazione, Comune di SSG Oldrini Giorgio Sindaco di Sesto San Giovanni Pellegrino Andrea Settore Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di SSG Pozzi Alessandro Assessore Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di SSG Santacroce Marisa V. Questore Agg. della Polizia di Stato, Questura di Milano, Commissariato di SSG Scheggia Patrizia Settore Sport e Politiche giovanili, Comune di SSG Settimio Sergio Servizio Stranieri, Settore Servizi alla Persona e Promozione sociale, Comune di SSG Spampinato Maria Centro Infomazione Donna (CID), Comune di SSG Testa Vittoria Coordinatrice per le politiche della casa c/o Staff del Sindaco ed ella Giunta, Comune di SSG Tommain Walter “Centro Sociale Silvia Baldina” Valmaggi Sara Vegetti Antonella Assessore alla Cultura, Politiche giovanili, Sport, Tempi e Orari della città, Comune di SSG Area Formazione - Consorzio per la Formazione Artigiana e Professionale (CIFAP) Comunità straniere Cittadini/e stranieri/e 80 Alexa Valentina nazionalità moldava Bounadi Naima nazionalità marocchina Butcovan Mihai Mircea nazionalità rumena Membro dell’Associazione “Mitad del Mundo”, nazionalità equadoregna Chapin Carlos Cituka Kalombo Rose Fuoad Selim nazionalità congolose Vicedirettore della “Casa della Cultura Islamica” (Centro islamico di SSG) Hailemelekot Hanna nazionalità etiope Hernandez Mayra nazionalità equadoregna Hocine Bouchemal Direttore della “Casa della Cultura Islamica” (Centro islamico di SSG) Kandè Abdoulaye Presidente “Associazione dei Senegalesi di Milano e Provincia” Ortiz Cabal Maria del Rosario nazionalità colombiana Royet Mendoza Dorys Esther nazionalità colombiana 81 Scheda di presentazione del gruppo di lavoro Sara Valmaggi, Assessore alla Cultura, Sport, Politiche Giovanili, Tempi e Orari della città Comune di Sesto San Giovanni Alessandro Pozzi, Assessore ai Servizi alla Persona e Promozione sociale, Formazione e Lavoro, Comune di Sesto San Giovanni Federico Ottolenghi, Direttore Settore , Sport, Politiche Giovanili, Tempi e Orari della città Comune di Sesto San Giovanni Ricerca-azione realizzata da Gisella Bassanini con la collaborazione di Eleonora Cola, Mbemba Gassama, Jacopo Umidi Gisella Bassanini, Architetto e Dottore di ricerca. Professore incaricato al Politecnico di Milano, Polo di Piacenza e della Bovisa. Si occupa di sviluppo locale e di rigenerazione urbana utilizzando un approccio spazio/temporale e la partecipazione diretta dei cittadini. In qualità di consulente esterna del Comune di Sesto San Giovanni dal 1999 è responsabile tecnico-scientifico del Piano Tempi e Orari (PTO)/Progetti di Quartiere. Eleonora Cola, laureata in Storia economica all'Università degli Studi di Milano. Agente di sviluppo territoriale e ricercatrice sociale. Mbemba Gassama, agente di sviluppo territoriale e mediatore linguistico-culturale. Jacopo Umidi, laureato in sociologia all’Università Statale di Milano Bicocca con una tesi dal titolo: “L’immigrazione straniera a Sesto San Giovanni: formazione e lavoro”, a.a. 200102. In qualità di ricercatore sociale collabora con diversi Istituti di ricerca. 82