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"Tempi e spazi delle comunità straniere a Sesto San Giovanni"
Piano dei Tempi e degli Orari (PTO)
Progetti di Quartiere - 2004
Progetto promosso dall’Assessorato Tempi e Orari della città
in collaborazione
con l’Assessorato Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di Sesto San Giovanni
Dossier conclusivo
I risultati della ricerca-azione
dicembre 2004
a cura di Gisella Bassanini
con la collaborazione di Eleonora Cola, Mbemba Gassama e Jacopo Umidi
INDICE
Premessa
PRESENTAZIONE DEL PROGETTO: LE FASI, IL METODO, I RISULTATI……….p. 3
Parte prima
IL RACCONTO SUGLI STRANIERI RESIDENTI A SESTO…………………………….p. 6
Parte seconda
IL RACCONTO DEGLI STRANIERI RESIDENTI A SESTO……………………………p. 23
Parte terza
IL RAPPORTO CON I SERVIZI E LE STRUTTURE CITTADINE……………………..p. 33
Parte quarta
ALCUNI DATI SULLA PRESENZA DELLE COMUNITÀ STRANIERE …………….…p.42
ALLEGATI………………………………………………………………………………………p. 78
Elenco dei soggetti intervistati
Scheda di presentazione del gruppo di lavoro
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PREMESSA
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Presentazione del Progetto: le fasi, il metodo, i risultati
La presente ricerca-azione ha come privilegiato oggetto di indagine i cittadini stranieri che, in
possesso di un regolare permesso di soggiorno, hanno ottenuto la residenza a Sesto San
Giovanni. Nessun riferimento in questo lavoro viene pertanto fatto alla realtà degli irregolari
soggiornanti sul territorio comunale.
Gli obiettivi prioritari dell’attività di ricerca-azione realizzata nei mesi scorsi sono stati:
1. Avviare una prima indagine conoscitiva sulla presenza delle comunità straniere residenti a
Sesto San Giovanni: per capire chi sono, quanti sono, come vivono; cosa chiedono alla P.A.
e alla comunità locale. Cosa vorrebbero fare e cosa vorrebbero vedere realizzato per
migliorare la qualità della propria vita e quella degli altri, stranieri e italiani.
Questa prima lettura della realtà sestese è stata ricostruita incrociando l’esperienza maturata
in questi anni da tutti i soggetti, istituzionali e non, che in città si occupano di immigrazione
con il vissuto di alcuni stranieri che a Sesto San Giovanni risiedono.
2. Conoscere in modo più approfondito l’offerta e l’articolazione dei servizi e delle iniziative
che a Sesto San Giovanni sono attualmente rivolte ai cittadini stranieri.
3. Individuare interlocutori privilegiati e possibili “alleati di progetto” per costruire insieme
azioni future e progetti di sviluppo condivisi finalizzati ad una maggiore integrazione degli
stranieri nella comunità locale e per sviluppare una migliore convivenza tra le diverse culture
e identità che compongono oggi il tessuto sociale cittadino.
L’idea di questa iniziativa è dei cittadini che nel 2003 hanno partecipato al “Progetto Vie
Bergomi/Marconi - Circoscrizione 1 Rondò –Torretta”/Progetti di Quartiere/PTO e si ritrova
all’interno del “Documento finale condiviso” da loro prodotto nell’ultima fase del Progetto.
La Pubblica Amministrazione in seguito ha fatto propria l’idea dando vita a questo progetto
interassessorile che vede coinvolti l’Assessorato Tempi e Orari della città e l’Assessorato
Servizi alla Persona, Comune di Sesto San Giovanni.
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Il lavoro svolto si è articolato in diverse fasi che hanno prodotto i seguenti risultati:
1. Un racconto sugli stranieri residenti a Sesto, emerso dalle interviste in profondità realizzate utilizzando una traccia di intervista semi-strutturata, e rivolte a testimoni
privilegiati quali: rappresentanti della Pubblica Amministrazione; operatori e/o
responsabili di Servizi e Strutture del Comune; rappresentanti del privato sociale, del
Terzo settore, sindacato e organizzazioni di categoria. Enti e soggetti diversi che, a vario
titolo, si occupano in città di immigrati (prima parte del dossier conclusivo).
2. Un racconto degli stranieri residenti a Sesto, emerso dalle interviste in profondità realizzate utilizzando una traccia di intervista semi-strutturata, e rivolte ad alcuni
rappresentanti delle comunità straniere e a singoli cittadini stranieri che risiedono nel
territorio comunale (seconda parte del dossier conclusivo).
3. Una “mappa delle opportunità”, risultato di un lavoro di conoscenza e valutazione
dell’offerta di Servizi attualmente rivolti ai cittadini stranieri di Sesto S. G. (terza parte del
dossier conclusivo).
4. Un insieme di dati statistici, elaborati e commentati, relativi alla composizione e alla
presenza delle comunità straniere residenti in città (quarta parte del dossier conclusivo).
 Le interviste qualitative sono state effettuate nel periodo compreso tra giugno e novembre
2004 da Gisella Bassanini, Eleonora Cola, Mbemba Gassama.
 La parte dedicata ai Servizi e alle strutture esistenti in città e rivolte agli stranieri è stata
redatta da Eleonora Cola.
 I dati statistici sono stati elaborati e commentati da Jacopo Umidi.
Ulteriori
informazioni
e materiali riferiti a questo Progetto si possono trovare c/o Gulliver
Informagiovani, Via Costa 26, oppure c/o Assessorato alla Persona e alla Promozione Sociale, via
Benedetto Croce, 12 - Sesto San Giovanni
Per informazioni sui Progetti di Quartiere/PTO: www.sestosg.net/pto
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Parte prima
IL RACCONTO SUGLI STRANIERI RESIDENTI A SESTO
6
Questo racconto sugli stranieri residenti a Sesto, è emerso dalle interviste in profondità
realizzate ad alcuni testimoni privilegiati: rappresentanti della Pubblica Amministrazione;
operatori e/o responsabili di Servizi e Strutture del Comune; rappresentanti del privato
sociale, del Terzo settore e di organizzazioni di categoria. Enti e soggetti diversi che, a vario
titolo, si occupano in città di immigrati. I soggetti intervistati sono stati 48.
Gli stranieri nella città: problemi ed opportunità
La realtà sestese: opinioni e percezioni del fenomeno
Nel corso delle interviste, oltre a raccogliere informazioni, materiali e suggerimenti si è anche
cercato di comprendere il livello di conoscenza del fenomeno e di registrare le opinioni e
percezioni che sull’argomento hanno i diversi soggetti intervistati.
Ne è emerso
un
quadro
conoscitivo
complessivamente disarticolato,
nonostante
l’Amministrazione Comunale e la città di Sesto San Giovanni da tempo siano impegnati sul
tema dell’immigrazione. L’emergenza, le difficoltà e necessità contingenti, paiono prendere
il sopravvento, attraendo a sé attenzioni e risorse, per lasciare inevitabilmente poco spazio
all’azione, alla conoscenza e riflessione sull’essere “cittadini stranieri in una condizione di
normalità”. Anche i progetti e le iniziative che negli anni sono stati sviluppati in questo
ambito sembrano risentire di questo carattere disomogeneo.
“E’ sempre difficile far collaborare realtà diverse, mettere a sistema mondi
tanto diversi come la Pubblica Amministrazione, le cooperative sociali, il
volontariato perché ognuno vede e conosce solo il proprio pezzo. … Sono
segmenti, pezzi di realtà diverse. Serve una regia, e l’unico ente che ha la
titolarità per assumersi questa regia è il Comune”.
“Quando si parla di stranieri a Sesto in molti pensano subito ai clandestini
delle aree Falck”.
“Manca una riflessione comune sul fenomeno stranieri, regolari e non…
Sul tema degli stranieri siamo all’inizio. Bisogna andare al di là
dell’emergenze”.
“Riferirsi agli stranieri è importante e necessario, e lo sarà ancor più nei
prossimi anni”.
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Gli aspetti e le problematiche che caratterizzano questo tema oltre ad essere particolarmente
complesse sono in continua trasformazione, e molti sono gli aspetti di questo fenomeno
ancora da indagare approfonditamente. Ciò vale non solo per gli immigrati irregolari, ma
anche per chi vive da cittadino residente questa città, e che magari da anni è parte, più o meno
integrata, di questa comunità locale.
“In mancanza di una lettura organica dei bisogni e delle risorse si rischia
di disperdere opportunità, di sovrapporsi, di fare tutti la stessa, o
addirittura di farsi concorrenza”.
“Lo straniero residente non è una certezza”, afferma un intervistato riferendosi ai dati
statistici e al margine di inattendibilità che inevitabilmente li accompagna, e aggiunge : “I
dati statistici cambiano con le sanatorie. Ci vuole tempo perché si stabilizzino”
Gli stranieri residenti non sono – dunque – “una certezza” per diversi motivi, al di là dei dati
statistici e delle loro fluttuazioni: perché in generale poco si sa di loro; perché il rapporto che
gli stranieri intrattengono con le Istituzioni locali e i servizi offerti dal territorio sono per lo
più occasionali e legati a specifiche necessità (questo aspetto verrà meglio affrontato nel
dossier); perché non sempre è facile stabilire un contatto e avviare una relazione tra gli
stranieri e la comunità locale di cui sono parte (si veda a proposito la premessa alla seconda
parte del dossier). Infine, per usare le parole di un intervistato: “… Ci vuole tempo per gli
stranieri. Il fattore “tempo” conta molto. C’è bisogno di tempo…”. Per conoscersi e costruire
rapporti solidi che siano in grado di continuare e svilupparsi nel tempo.
“Ogni cultura è portatrice di un diverso modo di comunicare. La
comunicazione è una rappresentazione della cultura. E questo
aggiunge un ulteriore elemento di difficoltà nel nostro lavoro”.
Sulla qualità della vita quotidiana degli stranieri che risiedono a Sesto, e sul rapporto con la
città, alcuni intervistati affermano:
“Ogni straniero ha un problema particolare. Gli stranieri fanno fatica a
procurarsi alcuni documenti (dal contratto d’affitto alla pianta del
proprio appartamento). Sul permesso di soggiorno sono spesso in
ritardo perché le stesse Questure sono in ritardo, e dunque a catena
tutto slitta nel tempo. Oltre alle normali e ovvie difficoltà linguistiche ci
sono problemi legati alla modulistica che, per quanto sia stata
semplificata in questi ultimi anni, ancora non è la cosa più semplice
del mondo... La maggior parte delle richieste sono associate
all’anagrafica e riguardano la scuola, la sanità, la casa”.
“Se si pensa alle strutture produttive del bresciano dove la presenza
della fabbrica fordista c’è ancora, così come le forme classiche di
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organizzazione, non è difficile incontrare nei luoghi di lavoro e per
esempio all’interno del sindacato, dei quadri dirigenti stranieri. In
quella realtà trovi degli interlocutori stranieri che rivestono il duplice
ruolo di essere portavoce dei lavoratori e punto di riferimento per le
comunità di stranieri fuori dai luoghi di lavoro. Qui a Sesto la
frammentazione del tessuto produttivo e la consistente presenza del
terziario rendono difficile la realizzazione di un percorso analogo”.
“A volte si lamentano che sono sempre in coda…”
“L’organizzazione temporale della vita degli stranieri è più complessa
della nostra. Per questo credo si debba cominciare a ragionare su
come creare sportelli e servizi che rispondano a questa complessità,
per esempio pensando anche a orari più orientati alle loro necessità”.
“Ci sono stranieri che arrivano in città supportati dalle comunità
etniche a cui appartengono, altri che non hanno nessuno su cui
contare. Anche a Sesto San Giovanni ci sono comunità forti e ben
strutturate e altre deboli o del tutto inesistenti”.
“Vi è una grande solitudine nella quale si ritrovano molti stranieri,
donne in particolare… Soprattutto tra le donne vi è una maggiore
propensione e attenzione al bisogno di comunicare, di imparare
l’italiano”.
“Gli stranieri, ma soprattutto le donne, denunciano un bisogno di
relazione con gli altri e le altre. Un bisogno che esprimono ma che poi
non sanno come risolvere. Succede che, per esempio, se le indirizzi
alle associazioni del territorio poi non ci vanno. Bisogna aiutarle a
tirarsi fuori, a non avere paura; a tirar fuori il meglio di sé. Ecco perché
è importante sviluppare azioni di aiuto o di autoaiuto”.
“In molte situazioni e luoghi si vedono prevalentemente donne, penso
per esempio in Questura, in alcuni Uffici del Comune. Solo qualche
anno fa non era così. Vedevi solo uomini”.
“Se guardiamo agli infortuni che accadono sul lavoro, due volte su tre
coinvolgono gli stranieri, Il problema degli stranieri invalidi è un
problema che sta emergendo”.
“Se spedisci delle lettere a stranieri il 2/3 delle lettere torna perché il
nome è scritto sbagliato, oppure perché non compare sulla casella
postale, o anche perché non si trova la persona nonostante risulti
residente a quel indirizzo, etc. Il mezzo più veloce ed efficace è il tam
tam telefonico. Non c’è straniero che non abbia un cellulare: questo è
il mezzo più sicuro per contattarli.”
“A volte hanno bisogno di sapere come muoversi sul territorio, di
conoscere i mezzi di trasporto pubblico e i loro orari… “Tutto città” è
una delle cose che fotocopiano di più”.
“Gli stranieri vivono la condizione del naufrago. Di chi è spaesato”.
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L’Ufficio Stranieri del Comune, il “Coordinamento degli Uffici Stranieri” e il “Tavolo
immigrazione/diritti di cittadinanza”
L’Ufficio Stranieri del Comune, attivato nel 1992 e che dal 1995 ha una propria e autonoma
collocazione e organizzazione, è l’unica struttura su tutto il territorio sestese specificatamente
dedicata agli stranieri. Da alcuni mesi la parte legata all’anagrafica non è più svolta
direttamente dallo Sportello Stranieri ma dall’Ufficio Anagrafe.
“ La scelta di separare dal Settore Anagrafe le pratiche degli stranieri
è nata dalla consapevolezza che la parte anagrafica rappresentasse
anche un importante momento di contatto tra la Pubblica
Amministrazione e gli stranieri: un momento di ascolto ed anche di
orientamento della domanda espressa dai cittadini stranieri. Questa
attività è stata possibile per tutto un certo periodo. Poi, la richieste di
residenza è diventata altissima e di conseguenza tutto è passato in
secondo piano”.
“Va riqualificato lo Sportello Stranieri perché i numeri di questi anni,
che sono diventati altissimi, lo hanno saturato, intasato
da
incombenze di tipo anagrafico (certificati per la residenza, etc.,)”.
“L’aver in passato unito la parte sociale con l’anagrafica ha generato
diversi problemi sia dal punto di vista concettuale che gestionale…In
questo nuovo modo si ha uno sportello dedicato agli stranieri dentro
all’Anagrafe che tra l’altro ha un orario di sportello più esteso che
comprende anche il sabato…Il Comune potrà così ripensare al
Servizio Stranieri, rioccuparsi degli aspetti sociali e anche per gli
stranieri sarà più facile ottenere informazioni ora che l’anagrafica non
monopolizza più l’attività dello sportello”.
Dal mese di settembre 2004, Sesto San Giovanni fa parte del “Coordinamento degli Uffici
Stranieri” istituito dal Comune di San Donato Milanese, che vede tra gli altri la partecipazione
delle municipalità di Cinisello Balsamo, San Giuliano Milanese, Pioltello, Rozzano, Segrate,
Pieve Emanuele, che si riuniscono periodicamente per confrontarsi, condividere e trovare
nuove soluzioni in materia.
Il “Tavolo immigrazione/diritti di cittadinanza” è invece un strumento tecnico che esiste ai
sensi della legge 328 con la finalità della programmazione partecipata che è quella di
contribuire alla stesura del Piano di Zona ed essere organo fondamentale nel suo
monitoraggio e nella sua valutazione. A seguito della presenza di un consistente numero di
cittadini stranieri regolari presenti a Sesto San Giovanni, e dei problemi legati all’occupazione
delle aree dismesse da parte di alcuni immigrati irregolari, la Pubblica Amministrazione
alcuni mesi fa ha deciso di affiancare ai Tavoli già esistenti, uno Tavolo legato alla
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programmazione partecipata dei servizi a favore degli stranieri. Al Tavolo non partecipano le
comunità straniere perché in fase di costituzione dei Tavoli e di definizione del sistema di
governance del Piano di Zona questi hanno una composizione preminentemente tecnica. Di
conseguenza, anche il Tavolo tecnico immigrazione/diritti di cittadinanza vede il contributo di
soggetti gestori di servizi e progetti sociosanitari a cui si rivolgono cittadini stranieri regolari e
irregolari.
“Sul tema del coordinamento penso che la regia spetti alla Pubblica
Amministrazione, una regia che tenga insieme anche realtà tanto
diverse… Ogni realtà ha una propria piccola rete di relazioni e di
conoscenze: “socializzare questa rete”, unire le reti e cercare di mettere
a sistema l’esistente, evitare di duplicare le cose che già ci sono, ad
esempio a Milano, potrebbe essere un importante passo in avanti”.
Vita quotidiana e uso della città
Agli intervistati è stato sottoposto un elenco con alcuni degli ambiti all’interno dei quali si
struttura e sviluppa la vita quotidiana dei cittadini: il lavoro, la casa, l’assistenza legale,
l’istruzione e la formazione, la salute, il tempo libero. Nelle pagine che seguono vengono
riportate per ogni ambito alcune delle considerazioni e riflessioni raccolte.
Sulla scuola e la formazione degli adulti
La scuola, l’educazione e la formazione degli adulti stranieri, in particolare per quanto
riguarda l’apprendimento della lingua italiana, risultano essere dalle parole degli intervistati, il
settore nel quale si è investito maggiormente in questi anni attraverso progetti legati alla
multietnicità e multiculturalità e in percorsi formativi che hanno coinvolto gli insegnati e più
in generale gli operatori scolastici e della formazione.
“A Sesto il Settore Educazione ha una storia importante che è legata
all’integrazione del diverso”.
“Se hai dei figli la Scuola diventa, anche per gli stranieri, un punto di
riferimento essenziale”.
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Il percorso di integrazione e il lavoro sulla multiculturalità fino ad oggi svolto nella Scuola
dell’obbligo rischia però di essere messo a repentaglio dalla diminuzione delle risorse e del
personale qualificato prevista dalla riforma Moratti.
“Ci troviamo oggi, quale conseguenza della Riforma Moratti, ad avere
diminuzioni significative di organico e di finanziamenti per progetti, per
esempio quelli rivolti agli stranieri… la mancanza di risorse rischia di
mettere in crisi nei prossimi anni il buon livello di integrazione che hanno
sempre avuto le scuole sestesi. Ora si vive di rendita, grazie a tutto quello
che è stato fatto nel recente passato (investimenti, progetti, formazione,
etc)”.
Il diritto allo studio è un diritto universale. Tutti i bambini e le bambine hanno il diritto di
essere accettati nella scuola dell’obbligo (elementari e medie inferiori) a prescindere dalla
loro condizione e in qualsiasi momento dell’anno scolastico. Cosa diversa è l’utilizzo di
Servizi e di strutture al di fuori del tempo scuola la cui accessibilità è consentita ai soli
regolari.
“Per parlare della sola scuola dell’obbligo, come si può pensare che un
bambino venga inserito in una classe di 25/28 alunni senza avere alcun
supporto, senza alcun aiuto per apprendere in fretta e bene la nostra
lingua?… Ci sono problemi di integrazione di base, di lingua, le risorse che
lo Stato aveva messo a disposizione per i facilitatori vengono meno e
allora le scuole si rivolgono sempre più alla Pubblica Amministrazione”.
“Ci sono etnie i cui bambini hanno una forte motivazione scolastica,
passate le difficoltà iniziali, la scuola statale viene vissuta come una bella
opportunità . Ci sono in molti casi buoni rapporti tra i genitori stranieri e le
istituzioni scolastiche. Con altre etnie ci sono invece dei problemi: legati
alla dispersione scolastica, al lavoro minorile, al rapporto scuola/famiglia.
Ci sono poi dei problemi seri quando ci si trova di fronte ad un handicap.
Allora la difficoltà è anche nell’accettare l’intervento, nell’orientarsi nei
servizi, etc.”.
Contemporaneamente alla necessità di garantire e sviluppare il processo di integrazione
linguistica e culturale degli stranieri nella comunità locale emerge il bisogno, manifestato dai
cittadini stranieri e riportato dagli intervistati, di mantenere la propria cultura o comunque di
valorizzarla attraverso corsi di lingua, attività musicali, culturali, etc.
La complessiva diminuzione delle risorse a disposizione rende indubbiamente ancora più
difficile e complesso il tentativo di consolidare un processo di integrazione e convivenza tra
le diverse culture dentro e fuori le istituzioni scolastiche e formative, nonostante ciò – e forse
proprio per la situazione che si è andata configurando in questi ultimi tempi - sono numerosi
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gli intervistati che ribadiscono la necessità di continuare a investire in modo prioritario in
questi ambiti della vita cittadina.
Sulla casa
Il problema della casa emerge dalle interviste come un altro dei problemi e delle urgenze con
i quali gli stranieri devono quotidianamente fare i conti.
Diversi sono gli elementi che concorrono a rendere particolarmente problematica, e per molti
versi drammatica, la questione della casa: dalla difficoltà di trovare proprietari disponibili ad
affittare a stranieri, alla possibilità di stipulare regolari contratti di affitto; dalla difficoltà ad
accedere ad un mutuo al fatto che per diversi stranieri, in particolare donne - basta pensare
alle donne impegnate nel lavoro di cura, la cosiddette “badanti”- casa e lavoro coincidono e
che cambiare o perdere il lavoro significa non avere più un tetto sulla testa.
Dai dati messi a disposizione dal Servizio Osservatorio Casa, attivato nel 1995, relativi a
stranieri che a questo Servizio del Comune si sono rivolti nell’anno 2003, si può notare che
per quanto riguarda l’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) su un totale di 73 assegnazioni, 11
riguardano stranieri (il 15% del totale). Per quanto riguarda il Fondo Sostegno Affitti, su un
totale di 534 assegnazioni 123 sono state attribuite a stranieri
(il 23% del totale). Il
Contributo Affitto Comunale ha visto invece su 36 domande attive 5 domande fatte da
stranieri (il 14% del totale). L’Edilizia Convenzionata ha coinvolto invece su un totale di 47
assegnazioni, 2 famiglie straniere (il 4% del totale), mentre la Locazione Temporanea ha visto
su 25 contratti, 4 contratti fatti a stranieri (16% del totale).
Sul tema e problema della casa, le opinioni degli intervistati divergono, come dimostrano le
frasi qui di seguito riportate:
“La maggior parte degli stranieri si arrangia come può. Pur di avere un tetto
sulla testa, accetta a volte anche di vivere con tutta la famiglia in condizioni
abitative al limite della decenza. Oppure, è costretta per ottenere un regolare
contratto di affitto ad appoggiarsi ad amici italiani o a strutture del territorio
che fanno da garanti rispetto alla proprietà”.
“Quello che abbiamo visto in questi due anni e che gli stranieri hanno
sempre più difficoltà a trovare case in affitto, quando le trovano sono spesso
fatiscenti o con contratti non sempre regolari. Questo comporta tra l’altro una
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grossa richiesta verso l’edilizia residenziale pubblica (ERP). Tale situazione
di difficoltà coinvolge anche quei cittadini immigrati che hanno regolari
contratti di lavoro, che hanno anche possibilità economiche o che comunque
fanno tanti sacrifici e potrebbero permettersi una casa ai prezzi di mercato.
E così questa fascia di lavoratori che già vive in una situazione di instabilità
e precarietà rischia di peggiorare la propria condizione”.
“C’è un atteggiamento di diffidenza nei confronti degli stranieri. Spesso è
solo per pregiudizio che non si affittano case agli stranieri, anche se poi
non lo si vuole ammettere”.
“Dove c’è la presenza di stranieri come proprietari o affittuari si assiste ad un
degrado dello stabile con un conseguente abbassamento del valore
dell’immobile”.
“L’impatto con queste altre culture non è soltanto un discorso di natura
teorico, è anche una riflessione sugli stili di vita. Per esempio, è in aumento
in questi ultimi anni il numero di stranieri che a fronte di un reddito ad un
certo punto si rifiutano di pagare l’affitto. Oppure il caso in cui si affitta a una
persona o nucleo famigliare e ti ritrovi in casa 10 persone. E allora ci si
chiede: ‘ma nel loro Paese di origine come si comportavano? Possibile che
anche nel loro Paese la cosa non fosse un costo?’ Questo atteggiamento
genera problemi con i piccoli proprietari di casa che dopo simili esperienze
non se la sentono più di affittare la loro casa a stranieri”.
“Dobbiamo iniziare a rendere i cittadini stranieri partecipi dell’acquisto di una
casa magari costruita da cooperative che vedono al loro interno come parte
attiva e responsabile i lavoratori extracomunitari”.
“Sulla casa e i mutui per acquistarla è necessario fare una riflessione. La
maggior parte degli stranieri chiede un mutuo al 100% ma normalmente le
banche non erogano mutui di questo tipo. Bisognerebbe creare una
cooperativa che possa garantire la parte eccedente”.
Sull’uso degli spazi pubblici aperti
Rispetto a questo ambito, si segnala da più parti un disagio dovuto alla mancanza di cura e
rispetto del territorio, e in particolare degli spazi pubblici aperti come giardini pubblici, aree
verdi, e alcune strade della città, da parte di gruppi di stranieri. Il riferimento è nello specifico
ai tornei di calcio che avvengono la domenica alla Pelucca (QT4) e in alcune aree verdi del
QT5.
“Attorno ai fenomeni del calcio alla Pelucca e al QT5 si stanno
organizzando due comunità, quella peruviana e quella ecuadoriana”.
“ I fine settimana sono momenti di incontro, di creazione di reti, sono
l’occasione per fare una partita a calcio, il barbecue. Mangiano, giocano,
bevono, fanno i loro bisogni dove capita non essendoci servizi igienici. E
sono tanti”.
“Il problema non è tanto l’occupazione dello spazio pubblico, quanto la
sporcizia che viene lasciata per terra (bottiglie vuote, cartacce, etc) e il
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rumore prodotto . … Ma c’è anche lo sporco che viene lasciato davanti a
certe rosticcerie etniche e take way. Il problema andrebbe risolto, magari
coinvolgendo direttamente i titolari che possono invitare i loro clienti ad
usare il cestino per buttare carte, resti di cibo e bottiglie”.
Questi fatti, stanno generando processi di conflittualità tra la popolazione residente e i
frequentatori di questi spazi. Si tratta ora di casi limitati, ma che secondo gli intervistati
potrebbero aumentare se non si interviene in modo adeguato.
“Alla Pelucca e a Cascina Gatti ci sono stati casi di conflitto con la
popolazione residente. Le Autorità competenti dovrebbero farsi carico di
gestire questo fenomeno, ad esempio va risolto il problema dei servizi
igienici e dei rifiuti che vengono lasciati per terra dopo ogni raduno o partita
tra stranieri”.
Il caso dei tornei di calcio o la presenza di gruppi che stazionano davanti alle rosticcerie
etniche o ai take away, segnalano però anche un altro tipo di problema che riguarda più in
generale la mancanza di spazi e di occasioni per l’incontro e la socialità, in particolare per gli
stranieri, sia per quelli che appartengono alle comunità più radicate ed integrate nel territorio,
sia per quelli che non si muovono con il supporto e all’interno delle reti di comunità.
“C’è ancora molta paura, una paura diffusa, nei confronti degli stranieri.
Io noto ad esempio che quando i sud americani si trovano nei parchi a
fare festa gli italiani sono molto scontenti, preoccupati. I parchi sono gli
unici spazi liberi che hanno. Anche il tema dell’aggregazione è molto
importante e va presidiato, affrontato. Bisogna cercare di trovare delle
occasioni di confronto e di condivisione, ad esempio la festa multietnica
“Sesto Solidale” è stata bellissima proprio per questa ragione”.
“In certe fasce orarie. Dalle 14.00 alle 16.00 per esempio, si vedono molto
donne che arrivano dall’est, e che fanno perlopiù le badanti, nei parchi
cittadini a chiacchierare, a festeggiare i compleanni o il capodanno. Le
vedi al vivaio o al parco Carlo Marx.. Quando possono vanno a Milano, a
incontrare amici e connazionali, oppure a partecipare a cerimonie
religiose”.
Sullo Sport
Lo sport è praticato soprattutto dai ragazzini stranieri, è quanto emerge dalle interviste
effettuate. Basta andare il sabato e la domenica ai giardini pubblici o nelle aree verdi della
città, suggeriscono alcuni intervistati, per rendersi conto delle dimensioni del fenomeno.
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Per alcune discipline sportive i dati sulla presenza di stranieri sono noti, per altre non c’è una
conoscenza statistica. Nonostante ciò, è condivisa in ambedue i casi la percezione che vi sia in
atto un aumento complessivo della presenza degli stranieri all’interno delle diverse attività
sportive. “Il fenomeno è indubbiamente in crescita”, si afferma.
Condivisa è altresì la convinzione che la pratica dello sport sia un importante mezzo di
integrazione sociale che coinvolge piccoli e grandi.
“E’ uno strumento di integrazione non solo per i giovani atleti ma anche per
le loro famiglie che li accompagnano alle partite, agli allenamenti. E’ un
modo per conoscersi, frequentarsi e diventare amici”.
“Praticare lo sport in un’associazione però vuol dire, nella maggioranza dei
casi, essere un’utenza privilegiata, sia per la documentazione che viene
richiesta, sia per l’impegno economico che questo richiede… Avvicinare i
bambini allo sport è molto importante ma purtroppo sta diventando un lusso”.
A seguito delle interviste effettuate nel corso di questa ricerca-azione, la Consulta dello Sport
sta verificando la possibilità di avviare un’indagine conoscitiva sulla presenza degli stranieri
nelle diverse società sportive e l’utilizzo che questi fanno delle strutture sportive cittadine, sia
da associati che da singoli utenti.
“A Saint Denis, città gemellata con Sesto, ci sono un sacco di spazi dedicati
agli stranieri, campi da calcio, campi da gioco e alcune palestre dove gli
stranieri accedono a prezzi convenzionati. Anche lo sport può essere un
importante terreno di condivisione e di scambio”.
Sul lavoro
Dalle interviste effettuate, il tema del lavoro riflette l’esigenza di luoghi stabili quali punti di
riferimento e di aiuto per tutte le problematiche legate al mondo del lavoro: dall’informazione
sui propri diritti e doveri, all’incontro domanda/offerta, fino all’inserimento lavorativo.
“L’inserimento della persona straniera nel mondo del lavoro deve essere
molto curato sia da parte del territorio che delle Istituzioni. Un’adeguata
preparazione al nostro mercato del lavoro può favorire moltissimo le relazioni
e la loro qualità; semplificarle. Questa scommessa coinvolge tutti i soggetti,
prima di tutto gli imprenditori. … Se le persone sono orientate e sostenute
nella scelta terranno più a lungo il posto di lavoro”.
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“Il lavoro è un elemento fondante per questo è importante aiutarli
nell’inserimento e anche nella scelta valorizzando la persona, le sue
capacità, le sue inclinazioni, il suo bagaglio di competenze a prescindere dai
titoli di studio non riconosciuti. … Cercare di ricostruire il loro bagaglio di
competenze e di esperienze è il primo passo, invitarle a fare un minimo di
selezione nelle offerte è altrettanto importante, Il riconoscimento del loro
titolo di studio purtroppo è un iter lunghissimo, quindi è necessario aiutarli a
costruire un curriculum fatto sulle capacità e sulle esperienze e non sui titoli.
Chi ha fatto esperienze di questo tipo sa che si ottengono buoni risultati”.
“Ci sono tanti aspetti complessi nel lavoro con le donne straniere ed è anche
importante “personalizzare” al massimo l’approccio, il contatto. Per alcune di
loro il solo fatto da parlare in pubblico è un tabù, e quindi in un contesto
pubblico – di dibattito – è difficile coinvolgerle. Ad esempio la donne cinesi si
rivolgono poco, o per niente, ai servizi ma se tu entri in uno dei loro negozi e
ti metti a parlare ti raccontano un sacco di cose”.
Una riflessione a sé meriterebbe il lavoro autonomo, anche a seguito di un aumento a Sesto
San Giovanni di stranieri che avviano attività in questo settore.
Una domanda aperta: servizi dedicati o no?
Sul rapporto tra Servizi erogati, o da erogare, e utenti stranieri, e nello specifico
sull’opportunità o meno di creare nuovi servizi - o potenziare quelli esistenti - per orientarli
alle necessità delle comunità straniere residenti, gli intervistati esprimono posizioni alquanto
diverse.
“C’è una duplice esigenza: quella di chi è al primo impatto con l’Italia e con la
città ed ha bisogno di una struttura e di un servizio dedicato, e quella di chi è
inserito nella comunità e utilizza i servizi e le strutture come tutti gli altri
cittadini. Chi arriva qui, e magari parla poco e male l’italiano, che non sa
cosa sia una carta d’identità o un tesserino sanitario, ha bisogno di avere
risposte ad hoc; ha bisogno di trovare qualcuno che gli dia risposta a
necessità di base, penso a tutto ciò che riguarda l’anagrafica. Ci sono poi i
problemi che riguardano i minori e la scuola. Pensiamo a quei bambini che
arrivano in una classe ad un certo punto dell’anno scolastico, oppure
frequentano per un periodo e poi scompaiono. O anche a quei bambini che
hanno particolari difficoltà a comunicare in italiano per questioni di cultura e
di lingua”.
“Lo straniero è cittadino sestese e dunque va trattato come gli altri cittadini
sestesi. Attivare e promuovere servizi solo per loro può essere vantaggioso
nella fase di accoglienza ma si rivelerebbe controproducente nel tempo
perché c’è un rischio di ghettizzazione del fenomeno. Credo ci debbano
essere dei servizi ad hoc (mediatori, facilitatori) e che l’offerta debba essere
flessibile ma è altresì necessario mantenere un livello di omogeneità dei
servizi erogati. Questa, oltre al rischio di ghettizzazione, è anche una
questione di risorse a disposizioni che scarseggiano”.
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“Ci vuole un luogo, competenze e orari orientati alle necessità degli
immigrati. E’ importante avere un luogo ospitale e informale, visibile e
centrale ed anche capire quali fasce orarie rispondono meglio alle loro
necessità… Una sorta di “Sportello Unico per gli immigrati” dove ci siano
persone motivate che parlano diverse lingue, e che nel tempo diventi punto
di riferimento per gli stranieri”
“Se gli stranieri che arrivano ricevono le giuste informazioni hanno la
possibilità di muoversi correttamente e nel rispetto delle leggi del nostro
Paese… Luoghi che rispondano a questa necessità servirebbero in tutti i
quartieri di Sesto. Potrebbero essere degli uffici itineranti nella città”.
“E’ importante che la Pubblica Amministrazione costruisca i servizi in base
alle esigenze degli utenti, ai bisogni reali e non supposti. Per questo penso
che “l’ascolto” sia una componente importante perché ti permette di
individuare i bisogni e le problematiche e costruire l’intervento.
Importante è anche il ruolo della mediazione culturale”.
“I Servizi vanno costruiti tenendo conto dei bisogni espressi dagli stranieri
che sono diversi tra loro… l’accessibilità ai servizi è anche una questione
oraria”.
“In materia di stranieri, le esperienze e i casi di successo in Italia, hanno
lavorato in genere su due fronti: la partecipazione e i servizi agli stranieri”.
Sul tema della “cittadinanza agli stranieri”
Tra le questioni affrontate nel corso delle interviste, una ha riguardato questo tema. Si è
chiesto agli intervistati quali percorsi di cittadinanza sarebbe opportuno sviluppare, come e
con quali motivazioni ed obiettivi. Ma, mentre è condivisa da molti la necessità di individuare
forme di rappresentanza dei cittadini stranieri regolarmente residenti a Sesto, al fine di
facilitare un rapido processo di integrazione, dialogo e convivenza tra le diverse culture, e per
dare voce agli stranieri anche per quanto riguarda il governo della città, posizioni differenti e
comunque ancora interlocutorie sono invece emerse circa i modi attraverso cui giungere a
queste forme di rappresentanza.
“Bisogna prima di tutto ragionare attorno ai modi partendo dalle esperienze
già sviluppate da altri Comuni italiani. …Le esperienze di molti Comuni
italiani rispetto alla partecipazione degli stranieri si sviluppano lungo due
scuole di pensiero. C’è chi ha scelto la strada delle elezioni formali dei
residenti per costituire una “Consulta degli stranieri” con il risultato che non
sempre c’è un collegamento tra l’eletto e gli elettori, e spesso accade che
siano in pochi gli stranieri a recarsi a votare. C’è invece chi si è dato come
obiettivo principale quello di creare delle associazioni con lo scopo di
aggregare gli stranieri tra loro, solo in seguito viene la Consulta che non si
forma però tramite i elezioni ma attraverso delle nomine”.
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“Il cittadino straniero residente è cittadino sestese con tutti diritti e i doveri
che questo comporta. Ma d’altro canto è necessario non dimenticarsi che
questi cittadini sono qui con tutto il loro bagaglio socio-politico. Penso
all’esperienza e cultura portata dalle badanti , i valori, la cultura che
esprimono va considerata nella vita politica e pubblica. L’integrazione non
va intesa come un appiattimento, va avviato un processo di relazione.
All’interno della vita pubblica va fatto un processo di integrazione rapido e
nel rispetto delle identità”.
“Esistono due percorsi, per nulla incompatibili: il primo, porta alla
costituzione di una Consulta, o di una Commissione, all’istituzione del
Consigliere comunale aggiunto; il secondo, riguarda il riconoscimento del
diritto di voto agli immigrati”.
“La via più percorribile è sicuramente quella che parte da un organismo tipo
“Commissione” per poi arrivare ad una elezione di comunità”.
“A Sesto ci sono tanti cittadini stranieri residenti che potrebbero essere un
punto di riferimento per le istituzioni, inviare a casa loro delle comunicazioni
di pubblica utilità scritte in più lingue e invitarli a diffondere le informazioni
tramite il passaparola ci permetterebbe di stabilire dei contatti e potrebbe
essere molto utile”.
“Sul tema della rappresentanza faccio una provocazione: tra pochi anni la
città di Sesto tornerà a votare. Per votare per l’elezione dei Consigli di
Circoscrizione basta una delibera del Consiglio comunale, il Comune di
Sesto potrebbe provare a fare questa scommessa. Poi è importante che in
tutti i momenti e luoghi (la Conferenza economica cittadina, l’Agenda 21,
etc.) le varie comunità straniere vengano coinvolte. Questo potrebbe essere
anche un modo per vincere la diffidenza. L’iniziativa del consigliere aggiunto
è interessante ma deve essere studiata bene perché il rischio è di creare “il”
consigliere aggiunto di un particolare gruppo etnico escludendone altri.
Questo potrebbe essere controproducente. Secondo me avrebbe molto più
senso creare un forum che coinvolga tutti i soggetti che a vario titolo si
interessano di cittadini stranieri ma soprattutto che coinvolga le comunità
straniere, le loro rappresentanze. Non dico una consulta ma quantomeno la
creazione di un forum dentro il quale poter agire, interagire, capire i
problemi, interrogarsi sui bisogni e sulle opportunità. Questo potrebbe
essere molto interessante”.
19
La “Banca delle idee”
Sul ruolo della Pubblica Amministrazione
 Sviluppare una più stretta collaborazione tra gli enti e le strutture che già operano sul
territorio comunale e sovra comunale. Alla Pubblica Amministrazione spetta la regia e
la messa in rete delle diverse realtà ed esperienze.
 Sviluppare esperienze di co-progettazione tra la Pubblica Amministrazione e gli altri
soggetti che si occupano di immigrazione.
 Realizzare microprogetti sperimentali con le comunità straniere coinvolgendo anche la
parte economica della città (associazioni imprenditoriali, artigiani, commercianti,
banche, etc.)
 Realizzare un ciclo di incontri con le diverse comunità e gruppi di stranieri che
risiedono in città al fine di individuare progetti e azioni condivise.
 Pensare ad una diversa articolazione degli orari di apertura dello “Sportello
Stranieri” e più in generale dei servizi, per orientarli anche alle necessità degli utenti
stranieri.
 Prevedere all’interno dei Servizi comunali la presenza di mediatori linguistici e
culturali (meglio se di origine straniera).
 Prevedere la partecipazione di una rappresentanza degli stranieri all’interno della
“Consulta dei tempi e degli Orari” prevista dalla legge sui tempi n° 53 del 2000 che
verrà istituita a Sesto San Giovanni come indicato nel “Documento Direttore” del
Piano Territoriale degli Orari approvato dal Consiglio Comunale nel luglio 2004.
 Snellire le pratiche burocratiche per i figli di stranieri che nascono a Sesto e
promuovere azioni per facilitare il ricongiungimento familiare.
Uso e cura del verde e degli spazi pubblici aperti
 Avviare un’indagine sull’uso dello spazio pubblico aperto da parte degli stranieri per
attività sportive e del tempo libero.
 Concordare delle fasce orarie per garantire a tutti, soprattutto nel fine settimana, l’uso
dello spazio verde pubblico e delle aree attrezzate per il gioco.
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 Avviare un progetto di educazione civica nelle scuole e nella città utilizzando anche
cartelli segnaletici multilingue.
 Tradurre in diverse lingue il regolamento d’uso degli spazi pubblici verdi.
Attività sportive e del tempo libero
 Stipulare delle convenzioni tra i gruppi di stranieri e le strutture sportive cittadine per
risolvere il problema dei tornei di calcio che spontaneamente si svolgono in alcune
aree verdi della città.
 Realizzare una campagna di informazione sulle modalità di accesso e l’uso delle
strutture sportive comunali.
 Avviare un’indagine e una riflessione comune per capire come possono essere
utilizzate le attrezzature sportive cittadine (piscine, palestre) da parte di alcune
comunità, (il riferimento è in particolare alle donne mussulmane).
 Realizzare un’indagine conoscitiva sugli stranieri e le attività sportive cittadine.
Questa iniziativa, oltre ad indagare tra le 130 associazioni sportive del territorio,
potrebbe essere realizzata coinvolgendo anche le Scuole della città.
Occasioni conviviali, eventi culturali, spazi per l’incontro e la preghiera
 Mettere a disposizione luoghi di incontro per singoli cittadini e per le diverse
comunità stranieri presenti a Sesto San Giovanni che possano diventare nel tempo
punto di riferimento stabile almeno in occasione delle festività più importanti. Questi
luoghi potrebbero essere usati anche per la preghiera.
 Promuovere iniziative volte alla conoscenza delle tradizioni gastronomiche dei diversi
Paesi del mondo (feste, corsi di cucina etnica, concorsi gastronomici, etc.).
 Creare momenti di festa, di incontro e socializzazione tra italiani e stranieri. Si
potrebbe organizzare un festival delle comunità straniere, così come si sta facendo per
le culture giovanili.
Casa e lavoro
 Attivare iniziative di cooperazione per risolvere il problema casa agli stranieri,
attraverso la collaborazione tra Ente pubblico e cooperative edificatrici.
 Creare un luogo - o più luoghi collocati in diversi punti della città - per l’accoglienza,
l’orientamento e l’inserimento al lavoro degli stranieri.
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Comunicare, informare e formare
 Esporre tutte le informazioni che possono interessare in modo specifico gli stranieri
(servizi, progetti, iniziative, etc.) nei luoghi da loro più frequentati: dai mezzi di
trasporto pubblico alle fermate della metropolitana; dai bar ai phone center, dai negozi
ai mercati rionali.
 Realizzare una “guida all’uso della città” - o singoli opuscoli informativi - aggiornata
e tradotta in più lingue da inviare o consegnare a tutti cittadini stranieri residenti con
indicate tutte le informazioni necessarie (dai servizi presenti sul territorio a come si fa
la raccolta differenziata).
 Promuovere una campagna di informazione sanitaria, rivolta a tutti gli stranieri e in
particolare alle famiglie con figli piccoli, che dall’Ospedale continui nelle scuole e in
tutti i luoghi frequentati da stranieri.
 Offrire un supporto alla conoscenza dell’offerta formativa presente sul territorio
sestese (corsi professionali, corsi di lingue, etc.)
.
22
Parte seconda
IL RACCONTO DEGLI STRANIERI RESIDENTI A SESTO
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Questo racconto degli stranieri residenti a Sesto è emerso dalle interviste in profondità
rivolte ad alcuni rappresentanti delle comunità straniere e a singoli cittadini stranieri che
risiedono nel territorio comunale. Complessivamente sono state realizzate n° 12 interviste.
In totale le persone contattate sono state una ventina, di queste alcune hanno risposto con
immediata e grande disponibilità; altri, per vari e diversi motivi, non si sono resi disponibili.
Il metodo utilizzato per l’individuazione degli interlocutori stranieri da intervistare
Ai soggetti intervistati nella prima parte della ricerca-azione è stato chiesto di segnalare alcuni
nomi di stranieri organizzati in comunità o singoli cittadini che rispondessero a due criteri di
selezione:
1) portare la propria significativa esperienza mettendola in relazione anche con quella di altri
conoscenti o/e connazionali residenti a Sesto San Giovanni;
2) rendersi disponibili a partecipare, ed eventualmente collaborare, a momenti e/o iniziative
future finalizzate ad un maggior coinvolgimento degli stranieri nella vita della città.
Nel corso della ricerca-azione, l’individuazione di persone straniere da intervistare che
rispondessero a tutte e due i criteri sopra citati si è rivelato compito tutt’altro che facile.
Tale difficoltà è anche dovuta al fatto che, la stragrande maggioranza degli stranieri, tende come si vedrà meglio nella terza parte del dossier - ad intrattenere con le istituzioni e le
diverse realtà territoriali rapporti sporadici finalizzati all’erogazione di uno specifico servizio
o alla risoluzione di un particolare problema, spesso in condizioni caratterizzate
dall’emergenza. A questo, va ad aggiungersi il fatto che non tutte le comunità di straniere
sono facili da avvicinare e da coinvolgere. Basta scorrere l’elenco degli intervistati riportato
a fine dossier per notare la mancanza, per esempio, di persone di nazionalità cinese o
egiziana, nonostante queste siano tra le comunità più numerose a Sesto San Giovanni.
Quest’ultimo aspetto è tutt’altro che casuale e andrebbe approfondito ulteriormente.
L’esperienza sviluppata all’interno di questa attività di ricerca-azione racconta di una
popolazione straniera che si muove prevalentemente all’interno delle proprie reti amicali o di
comunità, dentro a un sistema di “reti corte”, chiuse e circoscritte, che solo occasionalmente
incrociano e dialogano con il resto della comunità locale.
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Alcune note sugli intervistati
Dodici sono state le persone intervistate: 7 donne e 5 uomini. Di quest’ultimi, quattro sono
rappresentanti di comunità che hanno la propria sede, o comunque un punto di riferimento
importante a Sesto San Giovanni: il direttore e vicedirettore della “Casa della Cultura Islamica
(Centro islamico di Sesto San Giovanni)”, il presidente della “Associazione dei senegalesi di
Milano e Provincia”, un membro dell’Associazione “Mitad del Mundo”. Gli altri soggetti
intervistati sono invece singoli cittadini residenti a Sesto San Giovanni.
Le persone intervistate hanno un’età compresa tra i 30 e i 45 anni. Vivono in città con le
proprie famiglie che per la stragrande maggioranza dei casi vedono la presenza di figli con un
età inferiore ai 10 anni. Molti di loro lavorano in ambito socio-culturale e nel lavoro di cura,
riuscendo solo in parte, quando va bene, ad utilizzare le competenze e professionalità
acquisite nei propri Paesi di origine dove, la quasi totalità degli intervistati, ha conseguito la
laurea.
Una buona parte di loro risiede a Sesto San Giovanni da almeno 5 anni. Alcuni intervistati
sono arrivati a Sesto direttamente dai propri Paesi di origine per raggiungere parenti o
famigliari; altri si sono trasferiti provenendo da altri Comuni, per esempio da Milano, avendo
trovato in questa città una migliore sistemazione abitativa.
L’incontro con la città: le prime difficoltà incontrate e gli aiuti ricevuti
Arrivando a Sesto, gli intervistati dichiarano di aver ricevuto i primi aiuti prevalentemente
dalle reti di comunità e da alcune specifiche realtà che operano sul territorio anch’esse
conosciute tramite il passaparola.
“Quando sono arrivata a Sesto nel 1987 non c’era nulla, poi, piano piano …
All’inizio ci si rivolgeva esclusivamente alla rete di comunità, ora anche alle
strutture e ai servizi che ci sono”.
“All’inizio volevo frequentare un corso di italiano per stranieri ma non ero in
regola e così non mi hanno accettato. Lo so che ci sono delle regole da
rispettare. E’ vero che c’è della malavita tra alcuni stranieri, ma c’è anche chi
è onesto, preparato e colto. Imparare la lingua italiana è la prima cosa da
fare. Ho degli amici che vivono in Italia da 5 anni e non parlano bene
l’italiano, e neppure sanno più bene la loro lingua madre”.
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“Ho usato poco i servizi del Comune mi sono mossa attraverso delle reti di
conoscenti sia stranieri che italiani”.
“Le difficoltà che ho vissuto sono legate soprattutto a problemi burocratici…
Mi ricordo che cercavo casa e l’agente immobiliare che mi aiutava al
reperimento di un alloggio, per convincermi mi diceva “in questo palazzo non
ci sono extracomunitari” ignorando la mia provenienza perché parlavo bene
italiano ed ero in compagnia della mia ex fidanzata italiana. Quando gli dissi
“allora sarò io il primo” , ci rimase di marmo poi tutto andò bene perché mi
aiutò molto ad ottenere il mutuo presso l’Istituto di credito. Questo per dire
che i pregiudizi esistono e si possono sciogliere però sta anche a noi
realizzare la nostra integrazione, tramite i nostri comportamenti e
atteggiamenti”.
“Il problema che ho avuto, ed ho anche adesso con il secondo bambino di
pochi mesi, è che non so dove lasciarlo quando devo andare al lavoro. Se
non sai dove lasciare i tuoi figli piccoli, perché non hai alcun supporto dalla
famiglia che è lontana e gli amici che frequenti magari hanno gli stessi tuoi
problemi, e non ti possono quindi aiutare, come fai a trovare lavoro?
Ma se non lavori non puoi accedere all’asilo nido: è un circolo chiuso che
coinvolge donne straniere e italiane e non se ne vede soluzione.
Mi arrangio, faccio quello che posso. Una volta ho portato al colloquio il mio
piccolo bambino e mi sono sentita dire : “Ma signora! Come pensa di
lavorare se non sa dove lasciare il suo bimbo?”
“Da una famiglia per cui ho lavorato ho avuto la possibilità di vivere in un
appartamento che mi avrebbero lasciato, ma preferisco vivere con una
famiglia. Mi sento più protetta”.
“Ci sono stranieri che hanno paura a parlare di loro, delle loro sofferenze e
dei loro problemi agli italiani”.
Per alcuni, fondamentale è stato l’incontro con le quelle realtà cittadine che da tempo stanno
sviluppando iniziative con gli stranieri in uno spirito di reciproca collaborazione e dialogo.
“La prima cosa che ho fatto arrivando a Sesto è stata frequentare un corso
di italiani per stranieri”.
“Dovrei a breve iniziare a collaborare come volontaria all’interno di
un’associazione per aiutare soprattutto chi arriva da Paesi in guerra. Sento
di doverli aiutare… ”.
“Quando mi hanno detto che c’era un corso di italiano per stranieri è iniziata
per me una nuova vita qui. Bisogna essere molti forti e motivati per tenere
testa a tutti i problemi dell’esperienza dell’immigrazione. E’ doloroso pensare
ogni mattina appena ti svegli che non sei con la tua famiglia Ho preso anche
la licenza di terza media perché dovevo impegnarmi il cervello. Mi sentivo
esclusa e volevo inserirmi, imparare. ”
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“In molti stranieri c’è paura e ignoranza che messi insieme non ti fanno fare
nulla. Magari subiscono situazioni di sfruttamento nel lavoro, con il padrone
di casa, ma hanno paura a parlare a far valere i loro diritti. Molto dipende
anche da noi. Conosco persone che sono in Italia da 14 anni e che non si
muovono, non cercano, non sanno neppure delle opportunità offerte.”
La vita in città: i Servizi utilizzati
Anche la conoscenza dei Servizi e delle strutture esistenti in città è avvenuta perlopiù tramite
il passaparola tra connazionali e amici. Una volta conosciuti i Servizi questi sono stati poi
utilizzati senza particolari problemi e l’opinione espressa sul loro funzionamento è
complessivamente positiva. Diffusamente debole risulta invece il sistema di informazione, in
particolare sui Servizi e le opportunità che possono interessare gli stranieri.
“All’Ufficio Stranieri del Comune sono andata diverse volte e mi hanno
sempre aiutata”.
“L’ufficio per stranieri di via Benedetto Croce funzionava bene due anni fa,
adesso non lo so…”.
“C’è un problema di informazione. Non sai subito cosa il Comune può offrire
come Servizi. Poi magari lo vieni a sapere perché qualcuno te lo dice,
operatori di altri strutture, conoscenti, e ci vai.”
“Non esiste alcuna informazione da parte delle Istituzioni diretta
specificatamente agli stranieri. Il Servizio ai cittadini stranieri si riassume
nell’Anagrafe”.
“Ho saputo di un corso di inglese del Comune per caso, parlando con amici.
Perché non informarci, anche tramite la posta?”
“Ora sono io ad informare gli altri stranieri, dico loro cosa conosco della città
e dei suoi servizi. C’è bisogno di informare. C’è chi abita qui da 10 anni e
non sa neppure cosa sia una carta di soggiorno.”
“Con le Istituzioni ho avuto pochi contatti. Ho sempre risolto i miei problemi
con il passaparola. Non ci sono altri modi. L’unico contatto vero è con la
Scuola di mia figlia”.
“Certo che se in Comune trovassi dall’altra parte una persona straniera
come me mi sentirei più a mio agio, mi sentirei più capita. Una persona che
può capire anche chi conosce poco l’italiano o semplicemente parla male
perché è emozionato”.
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A proposito del rapporto con le Istituzioni e i suoi Servizi, una parte degli intervistati ha
citato più volte la Questura, nello specifico il modo attraverso cui è concepita e
organizzata l’accoglienza degli utenti e affrontato il problema dell’attesa.
“I principali servizi della città con i quali ho avuto modo di entrare in contatto
sono la Questura, con una esperienza traumatica, e il servizio Anagrafe e
l’Ufficio matrimonio del Comune, di cui ho un bel ricordo, positivo e di
efficienza”.
“Bisogna dire che la situazione è estremamente difficile per gli stranieri che
non parlano l’italiano. Comunque credo che in Questura ci sia stato un
miglioramento notevole in questi 5 anni. Tutto ciò però non mi impedisce di
notare che le informazioni sono di difficile accesso per gli stranieri in
generale. … Ci vuole più disponibilità e competenza…”.
“La Questura mi fa paura, anche gli atteggiamenti che a volte trovi tra i suoi
operatori mi fanno paura”.
“Mi ricordo le 6 del mattino, a dicembre, tre ore in coda al freddo, in piedi. Ho
preso poi l’influenza. Nelle 3 ore che ho fatto in coda fuori al freddo, mentre le
persone passavano e ci guardavano, continuavo a dirmi “Sono una persona,
sono una persona. Sto facendo una vita difficile, dovete rispettarmi”.
“Il vetro dello sportello è una cosa che ancora oggi mi mette angoscia. Mi
viene ancora da piangere se penso alle code al freddo …”
La vita in città: luoghi e tempi del quotidiano
Praticamente quasi tutti gli intervistati affermano di frequentare in prevalenza i giardini
pubblici o i parchi della città: per portarvi a giocare i figli, il cane a spasso, o per incontrare
amici e connazionali. Solo una minoranza di loro dice di frequentare anche altri luoghi della
città (centri culturali e sociali, organizzazioni o associazioni, strutture per il tempo libero e la
cultura, etc.). Sempre una piccola parte dei soggetti contattati dichiara di avere rapporti
continuativi con connazionali che vivono a Sesto.
“Qui frequento più italiani che stranieri. Mi piacerebbe frequentare una
comunità straniera. Ho anche chiesto al consolato del mio Paese a Milano
se c’era un’associazione, un gruppo di stranieri miei connazionali con cui
mettermi in contatto ma non l’ho trovato. Con alcuni amici latinoamericani
vogliamo costituire un gruppo che valorizzi la nostra cultura, insegnare a
ballare, a conoscere le nostre tradizioni. Al mio Paese facevo parte di un
gruppo folcloristico. Ma qui non riusciamo a trovare altri disponibili a far parte
del gruppo”.
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“Non frequento miei connazionali qui a Sesto San Giovanni perché non li
conosco, mi hanno detto che ci sono ma non li vedo”.
“Le donne e mamme straniere partecipano molto poco alla vita della città. E’
necessario coinvolgerle di più e cambiare la loro mentalità, lo dico da donna
straniera. E’ importante sviluppare percorsi di autonomia come donne e
uomini. E’ importante emanciparsi”.
“In particolare le donne arabe sono separate dal resto del mondo. Non
parlano l’italiano, come possono aiutare i loro figli a Scuola? Attraverso i
nostri figli possiamo imparare molto. I corsi per imparare la lingua italiana,
per esempio, sono importanti”.
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Consigli per una “banca delle idee”
Cosa chiedere alla Pubblica Amministrazione e alla città
Qui di seguito vengono riportati per ogni ambito e problema le idee e i progetti proposti dagli
stranieri intervistati.
Formazione, casa e lavoro sono i tre problemi più citati dagli intervistati. Il loro
posizionamento all’interno di un’ipotetica “lista delle priorità” varia ovviamente a seconda
degli interlocutori ma è tuttavia opinione condivisa ritenere questi gli ambiti prioritari sui
quali investire risorse e progetti futuri.
Attraversa questi tre ambiti, così come tutti gli altri momenti della vita dei cittadini, il tema
cruciale della comunicazione e informazione agli stranieri.
La formazione/l’istruzione
“L’istruzione e la formazione sono al primo posto. Se ti formi ti informi.”
“La formazione, l’apprendimento della lingua, il riconoscimento delle proprie
competenze questi sono ambiti importanti”.
“Andrebbe previsto uno spazio per una scuola domenicale di lingua araba. Si
tratta di un attività di dopo-scuola”.
La casa
“Il problema della casa è il principale problema. Se hai un posto tuo ti senti
rassicurata e protetta. Se dormi bene, mangi bene, puoi fare tanto. Puoi
uscire a cercarti un lavoro, imparare a parlare bene l’italiano, etc. Ma se
non dormi in un letto comodo, se non puoi farti una doccia…”
“Per una famiglia, soprattutto, ci vuole stabilità, ci vuole una casa.”
Il lavoro
“Il lavoro per me non è un problema. Ma so che è un problema per molti
stranieri”.
“Adesso che non c’è più il Centro Lavoro, a chi ci possiamo rivolgere?
Andrebbe costruito un altro Centro o una rete di riferimento”
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Nuovi Servizi e progetti
“Per favorire una maggiore integrazione culturale, il Comune dovrebbe
procedere ad una comunicazione permanente di tutte le iniziative alle
comunità straniere”.
“In Questura, il servizio informazione aperto il sabato mattina, è una cosa
positiva. Anche l’Ufficio stranieri potrebbe prevedere un’apertura al sabato
mattina questo ci permetterebbe di non dover sempre prendere i permessi
dal lavoro per andarci”.
“E’ importante conoscere come funzionano i servizi sociali a Sesto. Io sono
abituata al modello francese oppure a quello che succede in un Paese come
il Belgio, dove i figli non sono un problema da scaricare completamente sulla
famiglia… Bisogna ragionare insieme su come creare servizi alle famiglie
con bambini piccoli che siano aperti a tutti. Noi siamo soli, non ci sono
nonne, zie…”.
“Bisogna aggiornare la voce “stranieri” sul portale del Comune “.
“All’ufficio Anagrafe, ci deve essere un vademecum in varie lingue straniere
che fino a qualche mese fa, non c’era”.
“I servizi bibliotecari devono prendere più in considerazione gli stranieri
senza ghettizzarli, con la presenza di scaffali in lingue straniere, che aumenti
l’interesse anche per gli italiani, lo scambio e la conoscenza dell’altro: è un
arricchimento culturale”.
“Quello che manca sono delle istruzioni all’uso della città”.
Attività culturali e sportive, spazi per l’incontro e per la preghiera
“Cultura e sport sono due ambiti importanti. Tutte le attività sportive
aumentano la volontà di vivere in pace, aumentano il livello di convivenza
con gli altri “.
“Favorire gli incontri interetnici tra immigrati e poi tra immigrati e italiani;
questo può avvenire attraverso eventi sportivi come le partite di calcio o
attraverso rappresentazioni teatrali”.
“Bisognerebbe prevedere un cimitero islamico per mussulmani lombardi. E’
semplicemente un pezzo di terra. Secondo il rito islamico, ma anche
secondo il rito cristiano, non si possono seppellire mussulmani nello stesso
luogo dove vengono seppelliti cristiani e viceversa”.
“Perché non prevedere un uso separato delle strutture sportive per le donne
musulmane? Potrebbe essere una fascia oraria particolare in un giorno della
settimana. Il Comune di Reggio Emilia ha fatto una cosa del genere.”
“Gradirei anche la messa a disposizione delle comunità straniere di sale
riunioni per celebrare certi riti come il battesimo e il matrimonio che possono
essere fattori d’integrazione e d’arricchimento culturale”.
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“Manca uno spazio per gli incontri religiosi, in particolare per la preghiera del
venerdì. Ci vuole uno spazio in grado di ospitare un migliaio di persone. Ci
serve nella fascia oraria compresa tra le 12.00 e le 15.00 del venerdì”.
“Ci vorrebbe uno spazio al chiuso dove poterci incontrare. E’ importante
incontrare gli italiani, ma altrettanto importante è poterci incontrare tra
stranieri per parlare dei nostri problemi che sono diversi da quelli degli
italiani. Le donne hanno problemi con i figli, con le famiglie. Alcune
cominciano a bere, magari anche a prostituirsi”.
“Ci potrebbero essere iniziative al pomeriggio tra le 14.00 e le 16.00, il
giovedì oppure la domenica. Quasi tutte le donne che vivono in famiglia
hanno il loro giorno libero il giovedì e la domenica”.
La partecipazione degli stranieri alla vita della città
“Infine, chiedo che le comunità straniere siano rappresentate nelle strutture
comunali anche come osservatorio o consulta”.
“Tra i mediatori linguistici e culturali utilizzati dal Comune e dalle diverse
strutture, quanti sono gli stranieri?… All’Ufficio Stranieri ci dovrebbe essere
un mediatore linguistico e culturale straniero che parli due o tre lingue.
Potrebbe anche essere un gruppo che a rotazione viene utilizzato dai Servizi
del Comune…. Bisogna far vedere in Comune anche delle facce di stranieri”.
“Ci sono molti gli italiani che vogliono lavorare per gli immigrati e non con gli
immigrati. Una rappresentanza degli straneri è necessaria”.
“Ci sono stranieri a Sesto che si occupano di mediazione linguistica e
culturale andrebbero valorizzate le loro competenze ed esperienze”.
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Parte terza
IL RAPPORTO CON I SERVIZI E LE STRUTTURE CITTADINE
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Il rapporto con i servizi e le strutture cittadine
Nell’ambito della parte dedicata all’utilizzo della rete di servizi presenti sul territorio
comunale da parte dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni, sono state individuati
e contattati enti e strutture tra loro molto differenti. Si tratta di una varietà di soggetti che
possono essere raggruppati secondo questo tipo di articolazione:
1. Comune di Sesto San Giovanni, Asl e Questura;
2. Privato sociale (Cooperative, Enti di formazione, Associazioni Onlus);
3. Gruppi di volontariato cattolico e laico;
4. Sindacati e Associazioni di categoria.
I contenuti emersi dalle interviste effettuate hanno costituito materiale di conoscenza e
riflessione sia per la prima parte del dossier (“Il racconto sugli stranieri residenti a Sesto”), sia
per questa terza parte del dossier.
Il rapporto, l’uso e la frequentazione dei servizi da parte degli stranieri, varia sensibilmente in
relazione all’ambito di intervento, alla tipologia del servizio offerto e alla natura stessa
dell’ente che eroga la prestazione. La combinazione di queste variabili determina, in maniera
differente e peculiare, sia la tipologia del rapporto, sia la durata del contatto. Pur tenendo
conto di tali differenze è possibile, tuttavia, formulare alcune riflessioni di carattere generale
che valgono per la quasi totalità delle strutture e degli enti intervistati.
Comunicare e informare
Tutti i soggetti intervistati, a prescindere dalla loro finalità, considerano fondamentale il tema
della comunicazione nel rapporto con l’utenza straniera. Riuscire a trasmettere informazioni
chiare e precise rispetto alla natura della prestazione e ai tempi e modi di erogazione del
servizio appare questione determinante.
Tuttavia, pur riconoscendo l’importanza di trasmettere le informazioni in modo efficace e
rapido, nessun servizio tra quelli presi in considerazione ha realizzato, almeno fino ad ora, una
campagna di comunicazione e di informazione, ideata e progettata ad hoc per gli stranieri. La
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prassi è in genere quella di tradurre in più lingue materiali già realizzati per poi diffonderli tra
gli utenti stranieri.
L’unico esempio in controtendenza riguarda – a memoria degli intervistati – “Vivere a Sesto
San Giovanni: guida ai servizi più importanti della città”, realizzata con il contributo della
Regione Lombardia – Servizio Politica del Lavoro su un progetto della Cooperativa Sociale
ICARO 2000 (a fronte dell’art. 2 della Legge Regionale 38/88) e stampata nel marzo del
1998. Particolarmente interessante è la metodologia adoperata per la pubblicazione di questa
guida dove alcuni cittadini stranieri, in particolare donne, coinvolti nel progetto, hanno
contribuito non solo alla traduzione dei testi ma anche all’elaborazione e alla scelta dei
contenuti.
Reti di comunità e passaparola
Nella quasi totalità dei casi, il contatto e l’incontro con i servizi della città avviene attraverso
il passaparola, affermano gli operatori intervistati. La comunicazione informale viene
considerata dagli stranieri un veicolo efficace e sicuro per la trasmissione e la condivisione
delle informazioni. Le reti di comunità fungono da cassa di risonanza garantendo la diffusione
delle notizie e rappresentano il primo punto di contatto tra gli stranieri e il territorio sestese.
Spesso, i nuovi arrivati, si presentano agli sportelli dei servizi accompagnati da un
connazionale che già conosce la struttura e che si pone come vero e proprio “mediatore”, a
volte anche linguistico, nei confronti degli operatori.
“Vengono tutti mandati da altre persone, raramente arrivano da altri servizi.
Non hanno conosciuto il nostro servizio dai giornali locali. Arrivano sempre
attraverso reti di comunità, tramite il passaparola. Soprattutto i primi tempi
arrivavano ad ondate …. Vengono perché l’amico gli ha detto di venire”.
Anche la comunicazione tra le diverse strutture e servizi che si occupano di stranieri a volte è
problematica. Spesso accade che il passaggio delle informazioni sia garantito dalla buona
volontà del singolo operatore o da reti amicali e di collaborazione tra operatori che si sono
andate costruendo nel tempo in modo informale.
Accade inoltre che alcune realtà, anche limitrofe, si conoscano solo superficialmente e spesso
non siano aggiornate sulle reciproche attività e sui progetti in corso.
35
Servizi e utenza straniera
E’ importante ricordare come sul territorio sestese non esistano servizi dedicati
esclusivamente agli stranieri strutturati in modo stabile e continuativo nel tempo, ad eccezione
dell’Ufficio Stranieri. Questo servizio, attivato nel 1992 dal Comune di Sesto San Giovanni
per favorire l’espletamento delle procedure anagrafiche e delle attività amministrativa
(certificati di residenza, idoneità alloggiativi,ecc.), ha sviluppato negli anni la funzione di
sportello informativo di accoglienza e facilitazione rispetto all’accesso a tutte le risorse
presenti sul territorio sestese, interne ed esterne alla Pubblica Amministrazione.
Nella stragrande maggioranza dei casi, le strutture già esistente e attive da anni sul territorio
sestese si sono trovate nella condizione di dover differenziare i propri servizi quale
conseguenza del mutamento avvenuto nell’utenza. Per molti casi, si tratta di un cambiamento
imposto dal mutare della realtà e dall’insorgere di nuove problematiche più che di una scelta
strategica.
E’ così, a partire dell’emergere di bisogni nuovi - espressi in modo più o meno esplicito - si
è cercato di diversificare il più possibile l’offerta per venire incontro alle esigenze di questa
nuova tipologia di utenza, portatrice di problematiche nuove ma anche di culture e valori
differenti.
Quest’ultima considerazione vale in particolare per tutte quelle realtà cittadine impegnate sul
terreno del disagio socio-economico e della grave emarginazione, dove la presenza di stranieri
è molto elevata e in alcuni casi tocca percentuali eccezionali (l’utenza, per esempio,
intercettata dai Centri di Ascolto della Caritas Ambrosiana è composta da immigrati nella
misura del 80-90 %). Percentuali più contenute, ma comunque significative, si registrano per
esempio all’Informagiovani del Comune di Sesto San Giovanni dove nell’anno 2003 l’utenza
straniera ha raggiunto il 30-35 %, al Centro Informazione Donna, sempre del Comune, dove
gli utenti sono stati circa il 7,5 % o alla Casa Albergo Don Sandro Mezzanotte, dove circa la
metà degli ospiti è composta da lavoratori stranieri.
I servizi già esistenti che hanno visto progressivamente mutare la propria utenza si sono
ritrovati, a fronte di tale difficoltà, a riflettere sull’efficacia del proprio operato,
36
sull’efficienza della metodologia adoperata e sull’utilità degli interventi proposti, dei servizi
erogati, e delle prestazioni offerte.
“Quando il Centro è nato i nostri utenti erano soprattutto italiani e non
appartenevano a questo quartiere – c’è una certa resistenza a confessare i
propri problemi, magari economici, famigliari o legati al lavoro, alle persone
della tua zona che poi rincontri per strada. Nel giro di pochi anni la
situazione è cambiata completamente: ora il 95 per cento dei nostri utenti
sono stranieri. La maggior parte di loro abitano da queste parti e comunque
sono di Sesto. Il cambiamento di utenza ha aperto una riflessione tra noi
volontari, ci siamo interrogati sull’utilità o meno del momento di accoglienza
e di ascolto; potevano forse essere utili attività diverse dalla nostra. Poi
abbiamo deciso di proseguire sulla via dell’ascolto anche perché ci sembra
che le persone siano contente di avere con noi questo tipo di rapporto,
contente di sentire un po’ di attenzione e di comprensione”.
“Una riflessione su questo periodo di attività ci porta a dire però che le
emergenze e le richieste poste con forza dagli utenti hanno avuto il
sopravvento sul nostro progetto originario: la pratica dell’ascolto ha lasciato
spesso il posto ad un intervento di tipo più pratico come l’aiuto nella ricerca
del lavoro o la distribuzione dei pacchi viveri. Ci siamo adeguati ai bisogni
espressi dall’utenza”.
Le realtà, pubbliche e private, maggiormente impattate da questa trasformazione sono quelle
che denunciano il maggior livello di allarme e di preoccupazione. La difficoltà generata dalla
consapevolezza di essere di fronte ad un problema di grande complessità e dalle variabili
imprevedibili è percepibile e riscontrabile in ogni intervista. La scarsità di mezzi, anche
economici, per affrontare questa problematica genera ansia e preoccupazione per il futuro.
Nella gestione degli interventi prevale una logica “emergenziale” piuttosto che di
pianificazione e controllo. Affiora un senso di frustrazione e di fatica tra gli operatori del
settore. Questa visione negativa è riscontrabile soprattutto in quei servizi che, nell’agire
quotidiano, intercettano i soggetti più deboli, emarginati e in difficoltà. Sono molti gli
stranieri anche senza permesso di soggiorno che si rivolgono a queste strutture della città.
Questa è la percezione, al di là dei dati e delle statistiche, che trasmettono tutti i soggetti
intervistati.
Progetti e iniziative realizzate
Sono stati sviluppati in questi ultimi anni sul territorio cittadino, diversi e significativi progetti
dedicati agli stranieri, spesso realizzati in forma sperimentale e temporanea. Progetti dedicati,
per esempio, a specifiche fasce di utenza (donne, bambini, etc.) o a problematiche particolari
(inserimento lavorativo, progetti di accoglienza e di alfabetizzazione, iniziative di carattere
37
interculturale, azioni di “mediazione sociale”, etc.), che si rivolgono in particolare a soggetti
che vivono in condizione di disagio e di marginalità, più che in una situazione di normalità.
“E’ un importante lavoro basato sulla reciproca conoscenza e sul confronto
di culture, usi e costumi differenti”.
“Questo tipo di attività produce buoni frutti e soprattutto insegna alle
straniere un sacco di cose importanti sul nostro paese e sulle nostre
consuetudini; cerchiamo di fare in modo che il loro comportamento possa
essere il più adeguato possibile alla realtà italiana in modo da interagire con
più facilità. Sono piccolissime cose ma molto importanti, ad esempio
insegnare loro ad usare i mezzi pubblici comprando il biglietto e rispettando
gli orari, oppure spieghiamo che in Italia il lavoro ha dei ritmi precisi e che la
puntualità è un requisito necessario per conservare il proprio posto, a volte
simuliamo un colloquio di lavoro. Questo le facilita molto nel rapporto con il
nostro territorio. Cerchiamo di costruire la relazione con queste donne
partendo dalla valorizzazione delle similitudini, da ciò che ci avvicina e non
enfatizzando le differenze. Questo lavoro secondo me andrebbe ripetuto e
moltiplicato”.
“In realtà gli “utenti stranieri” sono trasversali a tutte le nostre attività. Sia il
servizio pre-scuola sia i giochi serali (post-scuola) coinvolgono molti
stranieri; e questa presenza è in continua e costante crescita. Stesso
discorso vale anche per i Centri estivi”.
Stranieri: risorsa o problema?
Un altro aspetto emerso nel corso delle interviste riguarda le finalità, ma ancor più i
presupposti a partire dai quali viene concepito e si struttura il servizio da erogare. Ci sono enti
e strutture, che operano per esempio nell’ambito del lavoro, che considerano gli stranieri una
risorsa sulla quale investire, una componente che può diventare nel tempo una parte anche
molto consistente della propria base associativa (è il caso delle associazioni di categoria e
delle organizzazioni sindacali, per citarne alcune). Per altre realtà, invece, la presenza di
stranieri è percepita più che altro come un problema di difficile soluzione.
Nel primo caso, la fidelizzazione dell’utenza rappresenta un obiettivo strategico. Le
associazioni hanno spesso cercato di sviluppare veri e propri percorsi di accompagnamento
individuale per rispondere, nel miglior modo possibile, alle esigenze espresse dall’utenza.
Quest’approccio, caratterizzato dall’elevata personalizzazione dell’intervento, che diventa
quasi consulenziale, ha dato ottimi risultati ed ha favorito la nascita di legami duraturi e
fruttuosi.
38
“Agli imprenditori stranieri è dedicato un nostro sportello. La maggior parte
del lavoro si concentra nella fase iniziale. Facciamo un accompagnamento
durante tutte le fasi dell’avvio e comunque cerchiamo anche di fare insieme
al diretto interessato un piccolo studio di fattibilità. In particolare per
determinati settori siamo riusciti a costruire dei veri e propri percorsi di
accompagnamento e ci sono alcuni imprenditori italiano nostri associati che
fanno da “tutor” agli stranieri. Per rapportarci con questa nuova tipologia di
utenza siamo partiti dai nostri servizi tradizionali e abbiamo cercato di
insistere sulla pratica dell’accompagnamento perché ci sembrava l’aspetto
centrale. Chiaramente i nostri operatori hanno dovuto imparare alcune cose
relative ai permessi di soggiorno perché questo è un tema importantissimo e
centrale”.
La questione del lavoro
Un approfondimento specifico merita il tema del lavoro e della ricerca di un’occupazione.
Questa problematica è un filo rosso che collega e coinvolge tutti i servizi intervistati: dai
Centri di Ascolto della Caritas, alle Cooperative Sociali, ai Servizi erogati dall’Ente locale.
Le diverse strutture cercano di fronteggiare come possibile questa domanda ma i risultati, a
detta degli operatori interpellati, sono purtroppo insoddisfacenti ed emerge forte la richiesta di
individuare sul territorio un punto di riferimento o di una rete di riferimento in grado di
fornire risposte adeguate.
“Manca un luogo di accoglienza e orientamento per gli stranieri che arrivano
sul nostro territorio, ad esempio sul tema del lavoro servirebbe un
accompagnamento diverso, mirato. Ma questo accompagnamento
servirebbe anche per altre problematiche come la casa e la salute. Magari ci
sono strutture che si occupano di questo ma noi non le conosciamo”.
“In quest’ultimo periodo portano tutti in maniera forte la difficoltà a trovare
lavoro. Mentre all’inizio arrivavano persone che erano in Italia da poco e
quindi o non avevano il permesso o avevano grosse difficoltà con la lingua,
adesso invece arrivano anche persone che lavorano in Italia già da tanti anni
che hanno sempre lavorato e che fanno veramente fatica a trovare qualcosa.
Direi che nell’ultimo paio d’anni questo è proprio il cambiamento: persone
presenti in Italia da tanti anni che adesso non trovano più niente pur
andando in giro dappertutto”.
Un’utenza “mordi e fuggi”
Pressoché tutti gli operatori intervistati concordano nell’affermare che, nella maggior parte
dei casi, l’utenza straniera si rapporta ai servizi presenti sul territorio in modo consapevole e
informato. Le domande poste sono pertinenti, precise e circostanziate. Inoltre gli utenti
stranieri manifestano un’elevata mobilità territoriale e adoperano con frequenza le risorse del
39
territorio, in particolare se provenienti dai paesi dell’Europa dell’est e dell’America Latina;
Frequentemente sono le donne a rivolgersi agli sportelli.
I rapporti e gli incontri sono però occasionali. Difficilmente si creano dei legami di lunga
durata. L’approccio è immediato e utilitaristico e il rapporto con il territorio e con le sue
strutture e servizi si configura pertanto come occasionale, caratterizzato da una logica “mordi
e fuggi”. E’ difficile costruire relazioni durevoli. Spesso la permanenza o meno su un
territorio è determinata dalla condizione lavorativa: si cambia occupazione, si cambia città. E’
evidente quanto questa incertezza ostacoli e renda difficoltoso lo sviluppo di dinamiche di
radicamento.
40
Cosa chiedere alla Pubblica Amministrazione
Le richieste poste dai diversi
operatori intervistati alla Pubblica Amministrazione sono
pressoché unanimi. Innanzi tutto, è necessario che, assumendo un ruolo di regia e direzione,
l’Ente locale intervenga per :
1. presidiare maggiormente – investendo con risorse e progetti - il tema del lavoro;
2. favorire il coordinamento e la messa a sistema di tutte le realtà che a diverso titolo
operano sul tema degli stranieri;
3. incoraggiare la nascita di sinergie nuove e di alleanza strategiche ampie ed efficaci;
4. allargare l’orizzonte delle reti di relazioni esistenti anche fuori dal territorio comunale
sostenendo la nascita di legami extra-territoriali, che oggi sono piuttosto deboli e
sporadici.
“… Solo in questo modo è pensabile elaborare delle strategie complessive. Inoltre non
si può sempre solo lavorare per tamponare le emergenze, viviamo una congiuntura
economica e sociale che ci fa supporre che tra pochi anni la fascia di persone a rischio
di esclusione sociale si allargherà sembra di più e non riguarderà certo solo gli
stranieri. Famiglie che fino ad ora riuscivano ad arrangiarsi e tra poco non ce la
faranno più”.
“Il tema del coordinamento è assolutamente essenziale. Il Comune di Sesto si è
sempre speso molto per favorire il coordinamento e questo territorio è ricco di
esperienze molto interessanti ma, quello che manca è il collegamento tra tutte queste
realtà. Esiste la Casa Albergo il sindacato, l’Ufficio Stranieri, le cooperative, la Caritas
ma manca la capacità di coesione, la capacità di mettere a sistema, in contatto, in
collegamento. C’è solo una realtà che lo può assumere questo ruolo e questa è
l’Amministrazione Comunale che dovrà acquisire nel tempo – visto gli evidenti affanni
dell’Amministrazione centrale – nuove competenze in materie come queste. E’
necessario un protagonismo dell’Amministrazione Comunale”.
Nota bene:
E’ possibile consultare presso la Sede dell’Assessorato Servizi alla Persona e Promozione
Sociale in via Benetto Croce, 12 e presso Gulliver Informagiovani in via Costa, 26 alcune
schede sintetiche relative ai Servizi censiti. Inoltre, è a disposizione degli interessati un breve
elenco di strutture milanesi che si occupano di stranieri che possono rappresentare, anche per
lo sviluppo di progetti futuri, importanti interlocutori.
41
Parte quarta
ALCUNI DATI SULLA PRESENZA DELLE COMUNITÀ STRANIERE RESIDENTI
42
Sulla presenza delle comunità straniere residenti a Sesto San Giovanni
Note introduttive
La presente ricerca-azione ha come privilegiato oggetto di indagine i cittadini stranieri che, in
possesso di un regolare permesso di soggiorno, hanno ottenuto la residenza a Sesto San
Giovanni. Pertanto, va ricordato, nessun riferimento in questo lavoro viene fatto alla realtà
degli irregolari soggiornanti sul territorio comunale.
In questa sezione sono stati raccolti ed elaborati alcuni dati relativi alla presenza di cittadini
stranieri residenti a Sesto1.
I dati riportati offrono un interessante quadro della realtà sestese, pur nella consapevolezza
che esistono dei margini di imprecisione dovuti a diversi fenomeni e comportamenti. Ci
possono essere, per esempio, stranieri che mantengono la residenza a Sesto San Giovanni ma
abitano in un altro comune, oppure che sono tornati al loro Paese d’origine senza aver
provveduto a cancellarsi dalle liste anagrafiche, e via dicendo2.
Ma quanti sono gli stranieri residenti a Sesto?
Se durante tutti gli anni ’80 le migrazioni internazionali risultano in crescita ed incominciano
ad avere un certo rilievo soprattutto nelle grandi città italiane, è solo con l’inizio degli anni
’90 che acquistano una certa consistenza, diventando fenomeno realmente visibile.
Concentrandoci su Sesto San Giovanni questa tendenza è messa bene in rilievo nella figura 1.
1
I dati per l’indagine sono stati forniti dall’Anagrafe comunale e sono stati organizzati tenendo conto del Paese
di provenienza, del Genere e della fascia di età di appartenenza. Tali dati sono stati in seguito confrontati con i
dati e le riflessioni emersi all’interno del lavoro di tesi di laurea di Jacopo Umidi dal titolo “L’immigrazione
straniera a Sesto San Giovanni: formazione e lavoro”, Università Statale di Milano Bicocca, a.a. 2001-02.
2
Nel mese di ottobre 2004, alcuni articoli apparsi sulla stampa e pagine locali hanno segnalato come nel giro di
un anno nell’hinterland milanese, e soprattutto a Sesto e Cinisello Balsamo, si sia verificato un aumento
considerevole delle richieste di permesso di soggiorno, e ciò - si scrive - per il fatto che nei Commissariati delle
due città si ottiene il rinnovo del permesso di soggiorno in soli tre mesi contro la media milanese che oscilla tra
gli otto mesi e l’anno. Il Commissariato sestese e l’Anagrafe hanno per questo avviato una collaborazione per
accertare le eventuali residenze false.
43
Figura 1: Cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni dal 31/12/1983 al 7/7/2004
7000
6000
5000
4000
3000
2000
1000
18
83
19
84
19
85
19
86
19
87
19
88
19
89
19
90
19
91
19
92
19
93
19
94
19
95
19
96
19
97
19
98
19
99
20
00
20
01
20
04
0
maschi
femmine
totale
Fonte: Anagrafe comunale
Tranne che nel 1986 (anno in cui si rileva un decremento di stranieri pari a 109 unità), il
numero di immigrati residenti in città ha registrato un incremento durante tutti gli anni ’80. Se
al 31 dicembre 1983 l’Anagrafe comunale comunicava la presenza nel territorio di Sesto di
369 stranieri, a fine 1989 la loro consistenza era salita a 588 unità. Come si nota, la crescita
in valori assoluti non appare elevata (+219) ma indica in ogni caso in sei anni un incremento
percentuale del 60%, fatto non trascurabile se si pensa che la città era da decenni abituata a
confrontarsi esclusivamente con un tipo di immigrazione “nostrana”.
Con l’inizio degli anni ’90 le tendenze sopra rilevate acquistano maggior rilievo e l’aumento
di cittadini stranieri si fa sempre più consistente. Nel 1992 si raggiungono le 1.000 presenze,
che costituiscono poco più dell’1% della popolazione totale residente in città. La crescita
sarà continua anno dopo anno, registrando un incremento medio da un anno all’altro di circa il
17%.
Va ricordato che, durante tutti gli anni ’90 e anche oggi, gli incrementi annui registrati
dall’Anagrafe hanno sempre risentito delle varie sanatorie istituite. Essendo la residenza
legata al possesso di un permesso di soggiorno, il periodo immediatamente seguente ad una
regolarizzazione è caratterizzato da un aumento delle richieste di residenza da parte dei
cittadini stranieri. Accade così che, nel corso del ’90, l’Ufficio Anagrafe di Sesto abbia
44
registrato incrementi significativi, e anomali rispetto alla media, proprio nel lasso di tempo
immediatamente successivo alle sanatorie del 1990, del 1996 e del 1998. La stessa cosa è
avvenuta anche due anni fa, in seguito alla sanatoria del 2002.
Tornando all’analisi sulla consistenza numerica della componente straniera residente a Sesto
si notano quindi incrementi significativi che fino ad oggi non sembrano registrare riduzioni.
Nel corso degli anni ’90 la popolazione straniera è passata da 588 unità del 1 gennaio 1990
a 2.675 unità del 31 dicembre 1999, con un conseguente incremento del 355%.
Anche il decennio da poco iniziato fornisce un quadro degli arrivi di cittadini stranieri in
crescita. In soli quattro anni e mezzo (da gennaio 2000 a luglio 2004) la presenza straniera è
raddoppiata, registrando un incremento del 133%.
Al 7 luglio 2004 gli stranieri residenti a Sesto San Giovanni sono risultati essere 6.230 su
un totale della popolazione che si attesta a 82.251 unità. Il 7,6% del totale dei residenti ha
dunque un’origine straniera3.
Le 10 nazionalità più presenti in città
Gli stranieri che in questi anni sono giunti a Sesto San Giovanni provengono nella
maggioranza dei casi da quei Paesi che vengono definiti “a forte pressione migratoria”. Essi
non fanno parte di una zona specifica del mondo ma sono distribuiti, in misura più o meno
consistente, in tutti i continenti. Per avere un’idea del contributo che ciascuno di essi fornisce
alla composizione della popolazione di Sesto si osservi la figura 2. Nel grafico vengono
indicate le 10 nazionalità che oggi risultano più presenti nella città.
3
Dai dati contenuti nel Dossier statistico 2004, XIV Rapporto Caritas/Migrantes, aggiornato al 31/12/2003,
risultano sul territorio nazionale 2.193.999 stranieri soggiornanti registrati, di cui 502.610 in Lombardia. Tra le
province lombarde che accolgono il maggior numero di stranieri vi è quella di Milano con 246.362 stranieri
regolarmente registrati.
45
Figura 2: Composizione per nazionalità dei cittadini stranieri residenti Sesto San Giovanni al
7/7/2004
Egitto
21,6%
Altro
25,6%
Perù
9,1%
Ecuador
7,7%
Ucraina
2,2%
Sri Lanka Marocco
2,8%
5,4%
Filippine
7,0%
Albania
5,5%
Romania
6,4%
Cina
6,9%
Fonte: Anagrafe comunale
Gli egiziani: più di 1 cittadino straniero su 5 (21,6%) è egiziano. In valori assoluti la
presenza di questa comunità si assesta sulle 1.343 unità. A Sesto nessun altra nazionalità
mostra valori così elevati.
I peruviani: con le loro 567 presenze i peruviani sono la seconda comunità più numerosa a
Sesto e mostrano un’incidenza del 9,1% sul totale della popolazione immigrata.
Gli ecuadoregni: I cittadini provenienti dall’Ecuador sono il 7,7% della componente straniera
(in valori assoluti 478 unità).
I filippini: oggi sono 435 e rappresentano il 7,0% della popolazione straniera.
I cinesi: questa comunità mostra una percentuale di presenza molto simile a quella filippina e
pari al 6,9% (427 presenze).
I rumeni: dopo un loro interessante incremento in questi ultimi anni, oggi sono 396, il 6,4%
degli immigrati totali.
46
Gli albanesi: in valori percentuali rappresentano il 6,6% della popolazione straniera, in valori
assoluti sono 344.
I marocchini: tra le prime comunità ad insediarsi a Sesto, mostrano una presenza simile a
quella albanese e spiegano il 5,4% della componente straniera (335 unità).
I cingalesi: con le loro 172 presenze rappresentano il 2,8% degli immigrati.
Gli ucraini: sono tra le ultime comunità arrivate a Sesto. Oggi sono 140 (il 2,2% degli
stranieri).
All’interno di questo quadro è opportuno sottolineare la specificità del “caso sestese”,
caratterizzato da una forte presenza egiziana. Presenza che in altri contesti territoriali non si
manifesta con percentuali di partecipazione tanto elevate e che quindi fa pensare che si sia
creato negli anni un forte effetto di richiamo, capace di far confluire a Sesto un così alto
numero di migranti dall’Egitto4.
Le diverse comunità straniere residenti: continuità e trasformazioni
Se quella descritta sopra è l’attuale composizione per nazionalità degli stranieri residenti, è
interessante cercare di capire come la presenza delle diverse comunità sia cresciuta nel tempo.
Per fare ciò viene presentato nella tabella 1 un confronto tra le prime 10 nazionalità nel 2001 e
le prime 10 nel 2004. Lo scopo è quello di rilevare gli incrementi delle diverse comunità (cfr.
fig. 3). Si cercherà inoltre di capire quanto abbia influito la sanatoria del 2002 sull’attuale
distribuzione degli stranieri all’interno della città e stabilire quali comunità ne abbiano
maggiormente usufruito.
4
Va segnalato che proprio in questi mesi è iniziata una ricerca sull’imprenditoria egiziana promossa dal CESPI Centro Studi di Politica Internazionale - di Roma dal titolo “Fostering Egyptian local development through
diasporic networks in Italy” , nell’ambito del rapporto tra Italia ed Egitto “Progetto IMIS”. All’interno di questo
filone di ricerca che studia i migranti come agenti di sviluppo dei Paesi di provenienza, il CESPI ha individuato
la cintura milanese e in particolare Sesto San Giovanni come caso significativo da indagare.
47
Tabella 1: Composizione per nazionalità dei cittadini stranieri residenti Sesto San Giovanni
nel 2001 e nel 2004
2001
Paese Presenza
Egitto
792
Perù
324
Filippine
283
Marocco
279
Cina
232
Albania
222
Romania 144
Sri
99
Lanka
Senegal
90
Ecuador
81
Altro
1350
Totale
3896
2004
Paese Presenza
Egitto
1343
Perù
567
Ecuador
478
Filippine
435
Cina
427
Romania
396
Albania
344
Marocco
Sri Lanka
Ucraina
Altro
Totale
335
172
140
1593
6230
Fonte: Anagrafe comunale
Nella tabella 1 si nota come, rispetto al 2001, ci sia la presenza tra le 10 nazionalità
dell’Ucraina che ha preso il posto del Senegal.
Gli incrementi dunque più sorprendenti registrati negli ultimi 2 anni e mezzo fanno
riferimento alla comunità ucraina. Se a fine 2001 i cittadini ucraini residenti a Sesto San
Giovanni erano 7, a metà 2004 salgono a 140, con un incremento percentuale del 1900% (per
ovvi problemi grafici non se ne ha una rappresentazione nella figura 3).
Una crescita così sostenuta non può essere semplicemente spiegata da un aumento improvviso
dei flussi migratori dall’Ucraina ma è più giusto pensare che essa sia uno degli effetti della
regolarizzazione. E’ ipotizzabile infatti che prima della sanatoria del 2002 fosse già presente
una interessante quota di ucraini a Sesto ma che questi gravitassero nella sfera dell’irregolarità
e che quindi non fossero visibili dall’Anagrafe comunale. Una popolazione composta per la
maggior parte da donne che, impiegate come colf o badanti, ha provveduto a regolarizzare la
propria presenza sul territorio usufruendo dell’opportunità offerta dalla sanatoria.
48
Figura 3: Incrementi delle principali nazionalità dei cittadini stranieri residenti a Sesto San
Giovanni (31/12/2001-7/7/2004)
Romania
Cina
Perù
Sri Lanka
Egitto
Albania
Filippine
Marocco
0%
20%
40%
60%
80%
100%
120%
140%
160%
180%
Fonte: Anagrafe comunale
Un discorso simile può essere fatto anche per la comunità ecuadoriana. In questo caso
l’incremento registrato, seppur minore di quello ucraino, è significativo e si assesta sul 490%.
Nel 2001 quella ecuadoriana era la decima nazionalità tra quelle più presenti a Sesto
(rappresentava il 2,1% della popolazione straniera con 81 unità). Oggi, come si è visto
sopra, registra un numero inferiore solo ad Egitto e Perù.
Negli ultimi anni la comunità rumena ha più che raddoppiato la sua presenza sul
territorio (con un incremento di 176 punti percentuale), mutando la propria incidenza sul
totale degli stranieri dal 3,7% al 6,4%.
Crescite significative si registrano anche per i cinesi (+84,1%), i peruviani (+75,0%), i
cingalesi (+73,7%) e gli egiziani (69,6%).
Soprattutto per le prime due comunità e per l’Egitto è interessante notare come, a fronte di
una già importante presenza di queste comunità a Sesto, gli incrementi siano significativi, a
dimostrazione della persistenza di un flusso migratorio che non accenna a ridursi. In valori
49
assoluti, infatti, un incremento della presenza egiziana del 69,6% significa un passaggio da
792 unità a 1.3435.
Anche le restanti tre comunità rappresentate nella figura precedente mostrano un incremento
della loro presenza. Gli albanesi, che prima del 1998 erano rappresentati da 30 unità, in due
anni e mezzo presentano un incremento del 55,0%, molto simile a quello rilevato anche per i
filippini (+53,7%). I marocchini, infine, vedono aumentare il loro numero da 279 a 335
unità, anche se, va segnalato, in maniera più contenuta rispetto agli altri paesi (+20,1%).
Donne e uomini nelle singole comunità straniere
La maturazione del fenomeno migratorio sta portando Sesto San Giovanni ad un riequilibrio
nella popolazione straniera dal punto di vista della sua composizione di Genere. Questa
tendenza risulta evidente osservando le percentuali di uomini e di donne che dal 1990 al 2004
compongono l’universo degli stranieri residenti (cfr. fig. 4). Nel corso di questi anni infatti si
registra un maggior equilibrio tra componente maschile, che rimane comunque quella
predominante, e componente femminile.
Se nel 1990 gli uomini erano il 60,8% degli stranieri e le donne il 39,2%, oggi il divario si è
fatto più contenuto e si assesta rispettivamente al 55,6% per la presenza maschile e al
44,4% per la presenza femminile.
Questa tendenza è in parte determinata da una presenza straniera più radicata nel territorio
che, soprattutto per le nazionalità di più vecchia immigrazione, chiama in Italia i propri
famigliari. Ciò però spiega solo in parte la riduzione del divario tra uomini e donne visto che,
come si vedrà in seguito, non tutte le comunità hanno seguito questa direzione. Bisogna
aggiungere poi che la distribuzione per Genere degli stranieri residenti a Sesto è la risultante
di tutte le singole distribuzioni entro ogni comunità, da quella caratterizzata da una forte
presenza femminile (come quella dell’Ucraina e delle Filippine) a quella invece nota per la
sua componente maschile (ad esempio quella dell’Egitto o del Marocco).
5
Basti pensare che al 29 ottobre 2004 risultano iscritti all’Anagrafe 1553 residenti di nazionalità egiziana,
contro i 1343 registrati al 7 luglio 2004.
50
Osservando la figura 4, è interessante notare come il contributo femminile alle migrazioni sia
cresciuto fino a circa metà anni ’90 per poi mantenersi, dal 1995 ad oggi, su valori che
gravitano intorno al 45%.
Figura 4: Distribuzione per genere dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni dal
31/12/1990 al 7/7/2004
100%
90%
80%
maschi
70%
60%
50%
40%
30%
femmine
20%
10%
0%
1990
1991
1992
1993
1994
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2004
Fonte: Anagrafe comunale
Un confronto tra la distribuzione per Genere dei cittadini stranieri e quella del totale dei
residenti sestesi mette in luce che tra i primi (cittadini stranieri) prevale la componente
maschile, mentre tra i secondi (totale residenti sestesi) prevale la compente femminile,
con un’incidenza del 51,6%. Come conseguenza di ciò i maschi stranieri compongono
l’universo dei residenti uomini per l’8,7%, mentre le donne straniere partecipano
all’universo femminile con una percentuale del 6,5%.
Come già anticipato, è possibile individuare alcune comunità caratterizzate da una incidenza
femminile molto elevata ed altre in cui le donne sono una minoranza rispetto al totale (cfr. fig.
5). Ciò è determinato dal fatto che spesso esiste una correlazione tra nazionalità ed attività
lavorativa svolta, con la conseguente formazione di un flusso migratorio fortemente
condizionato da questo legame. Non è un caso quindi che, nella figura 5, i quattro Paesi che
presentano percentuali di partecipazione femminile superiori a quelle degli uomini
facciano riferimento a quelle nazionalità maggiormente impegnate nel lavoro di cura
(degli anziani e dei bambini, collaborazione al lavoro domestico, etc.).
51
Tra queste si noti l’Ucraina che, con le sue 140 presenze totali, mostra una percentuale di
donne del 76,4%. Anche l’Ecuador ed il Perù, comunità di nuova immigrazione, sono
caratterizzate da un’importante quota di donne, rispettivamente del 62,8% e del 58,4%. Nel
caso delle Filippine invece la distanza tra componente maschile e componente femminile è
più contenuta e, forse perché si tratta di una comunità a più lunga tradizione migratoria, indica
un’incidenza femminile del 55,2%.
Figura 5: Distribuzione per genere delle principali nazionalità degli stranieri residenti a
Sesto San Giovanni al 7/7/2004
80%
70%
60%
50%
40%
30%
maschi
20%
femmine
10%
na
om
an
ia
Al
ba
ni
a
M
ar
oc
co
Sr
iL
an
ka
U
cr
ai
na
Al
tro
R
Ci
do
r
pi
ne
lip
Fi
Ec
ua
Eg
itt
o
0%
Fonte: Anagrafe Comunale
Le comunità dell’Egitto e del Marocco, pur essendo tra le comunità che da più tempo vivono
a Sesto, mostrano una presenza femminile molto bassa e pari rispettivamente al 21,1% e
al 34,0%. Il dato in parte sorprende perché si è soliti pensare che comunità a più lunga
tradizione migratoria tendano ad un riequilibrio della loro componente per genere. E’ il caso,
per esempio, dei cinesi in cui le donne sono il 50,8% e gli uomini il 49,2%. Una
spiegazione alla bassa presenza femminile per i due paesi del nord Africa potrebbe essere
pensata ipotizzando un’immigrazione che non vede nell’Italia la destinazione definitiva ma
piuttosto un’opportunità temporalmente limitata finalizzata al raggiungimento di specifici
obiettivi in un arco di breve e medio periodo .
52
La popolazione straniera per fasce di età
L’analisi della popolazione straniera si arricchisce di un ulteriore elemento alla luce dei dati
sulla distribuzione per classi di età forniti dall’Ufficio Anagrafe6.
La figura 6 mette bene in rilievo come gli stranieri residenti a Sesto costituiscano una
popolazione giovane
Figura 6: Distribuzione per età dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni e del
totale dei residenti al 7/7/2004
50%
45%
40%
35%
30%
25%
20%
15%
10%
5%
0%
stranieri
totale
stranieri
sc
on
os
c.
65
ol
tre
-6
5
33
-3
2
16
015
totale
Fonte: Anagrafe comunale
Più della metà (55,6%) ha un’età che non supera i 32 anni e ben il 18,4% rientra nella
classe 0-15. Coloro che fanno parte della fascia 33-65 sono invece il 42,9%.
Mantenendo l’attenzione su quest’ultima classe si scopre che ben il 90% della sua
componente è rappresentata da individui che non superano i 50 anni di età.
6
La classificazione per età dei cittadini stranieri residenti fornita dall’Ufficio Anagrafe del Comune comprende
una classe denominata “sconosciuta” composta da 41 individui ai quali non è stato possibile attribuire giorno,
mese e anno di nascita. Tale presenza, che non si ritrova nei dati riferiti alla composizione per età del totale
residenti, se da un punto di vista statistico non condiziona in modo significativo il dato - trattandosi di un
numero relativamente basso - dal punto di vista metodologico fa emergere alcuni e ovvi problemi di difformità
degli universi studiati.
53
Questo dato conferma l’idea di una popolazione molto giovane rispetto a quella sestese
nel suo complesso (come si evince anche dal confronto rappresentato in figura 6), tanto
che il 93% degli stranieri totali ha un’età inferiore ai 50 anni.
I motivi che concorro a spiegare questa tendenza sono essenzialmente due.
Il primo risiede nel fatto che chi affronta un percorso migratorio, nella stragrande
maggioranza dei casi, è una persona giovane, in età lavorativa, maggiormente disponibile ad
adattarsi a situazioni di disagio e precarietà finalizzate ad un futuro successo. Il secondo
motivo può essere invece individuato nel fatto che il fenomeno migratorio, che oggi coinvolge
l’Italia e Sesto, è ancora all’inizio della sua evoluzione. Sono passati poco più di 20 anni dai
primi arrivi ed è ipotizzabile che in futuro l’età media degli stranieri registri delle modifiche.
In ogni caso non è ancora possibile dire se la presenza straniera sia caratterizzata
maggiormente da stranieri che, dopo aver lavorato qualche anno in Italia, hanno intenzione di
tornare nel loro paese d’origine o se invece prevalga quella componente che ha deciso di
stanziarsi in maniera definitiva nel territorio italiano e /o sestese.
Nella figura 7 vengono presentati gli incrementi registrati dal 2001 a metà 2004 degli stranieri
divisi per fasce d’età. Ovviamente l’arco di tempo considerato è troppo breve per poter
formulare ipotesi rispetto al progetto migratorio cui si faceva riferimento sopra. Ciò
nonostante è possibile rilevare alcune generali linee di tendenza del fenomeno.
Negli ultimi due anni e mezzo la popolazione residente straniera ha registrato un incremento
del 60%. Un’analisi per diverse fasce d’età mostra che gli incrementi più significativi hanno
interessato la classe d’età 16-32 e quella 0-15, con valori percentuali rispettivamente del
78,3% e del 56,6%. Di minore portata è invece la crescita della classe 33-65 (+47,6%),
mentre il numero di over sessantacinque è calato del 21,4%. Quest’ultimo dato deve essere
però letto alla luce del peso che gli ultra sessantacinquenni ricoprono all’interno della
popolazione straniera. Se è vero infatti che se ne registra una riduzione, è altrettanto vero che
in valori assoluti rappresentano poche decine di persone (42 a fine 2001 e 33 a metà 2004), e
quindi molto sensibili ad ogni piccola variazione.
54
Figura 7: Incrementi per classi d’età dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni
(31/12/2001-7/7/2004)
80%
70%
60%
50%
40%
30%
20%
10%
0%
-10%
-20%
-30%
78,3%
56,6%
47,6%
0-15
16-32
-21,4%
33-65
Oltre 65
Fonte: Anagrafe comunale
E’ opportuno invece soffermarsi sulle prime tre classi d’età per fare alcune considerazioni. E’
possibile ipotizzare che gli incrementi della seconda e della terza fascia di età siano la somma,
da una parte, dei nuovi arrivi a Sesto e dall’altra dell’emersione dall’irregolarità in seguito alla
sanatoria del 2002.
Per quanto riguarda invece l’aumento degli stranieri da 0 a 15 anni è più credibile pensare che
essa sia stata determinata dai nuovi nati e dal ricongiungimento tra genitori, già in Italia, e
figli.
Se un’analisi sull’età ha coinvolto fino a questo momento solo la componente straniera, si
rileva necessario ora capire quanto questa incida sul totale dei residenti per ogni classe d’età.
Come è stato rilevato in precedenza il peso totale dei residenti stranieri a metà 2004 si assesta
sul 7,6%. Essendo però la popolazione studiata una popolazione giovane, la sua incidenza
risulta più marcata nelle prime classi d’età e minore nelle ultime (cfr. fig. 8).
55
Figura 8: Incidenza dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni sul totale della
popolazione residente divisa per classi d’età al 7/7/2004
100%
90%
80%
70%
60%
50%
italiani
40%
30%
20%
stranieri
10%
0%
0-15
16-32
33-65 oltre 65
Fonte: Anagrafe Comunale
Le due fasce d’età in cui si rileva un maggior peso della componente straniera fa riferimento a
quella che va dai 0 ai 15 anni e quella che va dai 16 ai 32. Per quanto riguarda la prima,
l’incidenza rilevata si assesta a metà 2004 all’11,4%, valore decisamente superiore al 7,6%
totale.
Questa percentuale indica che a Sesto San Giovanni tra tutti i residenti che hanno un’età
compresa tra gli 0 e i 15 anni, più di 1 su 10 è straniero (in valori assoluti 1.146).
Il valore appare molto significativo in quanto si riferisce a quella parte della popolazione più
giovane, con tutte le conseguenze che ciò comporta. E’ infatti innegabile che i nuovi scenari
che stanno nascendo e prendendo forma in questi ultimi anni devono condurre ad una serie di
riflessioni riguardanti, ad esempio, la nascita di bisogni inediti espressi dalle famiglie
straniere, l’accoglienza e l’inserimento nel tessuto sociale di bambini e giovani figli di
stranieri e la capacità di rinnovamento della scuola e della sua prontezza di risposta al sorgere
di nuove problematiche specifiche (come ad esempio la lingua).
La seconda classe d’età, quella che va dai 16 ai 32 anni, indica un’incidenza ancora maggiore
della precedente. I dati dell’anagrafe mostrano che ben il 14,6% dei residenti sestesi
56
compresi in questa fascia è rappresentato da stranieri. Ciò, se da un lato restituisce ancora
una volta un’immagine di un’immigrazione giovane, indica la crescente importanza della
componente straniera all’interno del totale della popolazione in età lavorativa.
La terza fascia (dai 33 ai 65 anni ) mostra invece valori percentuali più bassi e pari al
6,8%, dato viziato anche dal fatto che, come si è avuto modo di osservare in precedenza, la
percentuale di over 50 è molto bassa. Per gli ultra sessantacinquenni invece l’incidenza è
praticamente nulla e si assesta sullo 0,2%.
Ciò che emerge, dunque, è che i dati appena commentati sono il risultato dell’incontro di
una popolazione giovane, come è quella straniera, ed una popolazione che, come accade
anche a livello nazionale, registra ormai da diversi anni un innalzamento dell’età media.
Gli stranieri che abitano nelle 5 Circoscrizioni della città
L’immagine che fino ad ora è emersa dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni ha
messo a fuoco una serie di caratteristiche più che altro di natura demografica. Il passo
successivo che si intende compiere è quello di capire in che modo questa parte della
popolazione si distribuisca sul territorio sestese. In specifico si cercherà di capire se esistono
zone della città preferite rispetto ad altre, e se sussiste un qualche tipo di collegamento tra esse
e le comunità che qui vi abitano.
Di seguito verrà quindi restituita la presenza dei cittadini stranieri nelle 5 Circoscrizioni:
Circoscrizione 1 (Rondò – Torretta), Circoscrizione 2 (Rondinella – Baraggia – Restellone),
Circoscrizione 3 (Isola del Bosco – Delle Corti), Circoscrizione 4 (Pelucca – Villaggio Falck),
Circoscrizione 5 (Dei Parchi – Cascina de’ Gatti – Parpagliona).
Come si evince dalla figura 9, più di 1 residente straniero su 3 (37,5%, in valori assoluti
2.339) risiede nella Circoscrizione 3. Anche la Circoscrizione 1 e la Circoscrizione 2
indicano interessanti percentuali di cittadini stranieri residenti. Se per la prima la presenza
percentuale è del 27,1% (1.688), per la seconda scende al 19,7% (1.229). La Circoscrizione
4 e la Circoscrizione 5 indicano invece una presenza straniera inferiore a tutte le altre zone
della città, pari rispettivamente al 4,4% (277) e all’11,2% (697).
57
Figura 9: Distribuzione dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni nelle diverse
circoscrizioni al 7/7/2004
Circ. 4
4,4%
Circ.5
11,2%
Circ. 3
37,5%
Circ. 1
27,1%
Circ. 2
19,7%
Fonte: Anagrafe comunale
La presenza di cittadini stranieri rispetto al totale dei residenti delle 5 Circoscrizioni
Risulta ora interessante osservare quale sia l’incidenza della presenza immigrata all’interno di
ogni singola Circoscrizione (cfr. fig. 10). In questo modo si potrà valutare se esistono zone
della città maggiormente interessate dal fenomeno o se, al contrario, il rapporto tra cittadini
stranieri e popolazione totale residente si mantiene costante in tutti e 5 i quartieri.
Come già scritto nelle pagine precedenti, l’incidenza della componente straniera sul totale dei
residenti sestesi si attesta oggi al 7,6%. Dalla figura 10 emerge però l’esistenza di zone in cui
questa percentuale è più consistente.
Nella Circoscrizione 4, su 100 residenti, ben 12,3 sono stranieri. Questo quartiere, pur
essendo il meno popoloso tra tutti e pur presentando, in valori assoluti, la più bassa
concentrazione di immigrati di tutta la città, indica un’incidenza straniera molto alta e ben al
di sopra della media. Ciò suggerisce come la Circoscrizione 4 abbia indubbiamente un potere
di attrazione o una maggiore accessibilità, per esempio dal punto di vista abitativo, rispetto ad
altre zone della città.
58
Anche la Circoscrizione 1 e la Circoscrizione 3 mostrano una presenza straniera al di
sopra della media. Nel primo caso, si registra un’incidenza pari all’8,5%, mentre nel
secondo al 9,4%.
Di tendenza diversa sono invece le restanti due Circoscrizioni, che presentano valori inferiori
al dato complessivo della città. Se per la Circoscrizione 3 la componente immigrata spiega il
7,1% dei residenti totali, la Circoscrizione 5 indica un’incidenza straniera molto bassa e pari
al 3,9%.
Figura 10: Incidenza dei cittadini stranieri residenti a Sesto San Giovanni sul totale della
popolazione residente nelle diverse circoscrizioni al 7/7/2004
14%
12%
10%
8%
6%
4%
2%
0%
Circ. 1
Circ. 2
Circ. 3
incidenza stranieri
Circ. 4
Circ.5
incidenza totale
Fonte: Anagrafe comunale
La relazione tra Paese d’origine e quartiere di residenza
Verificata l’esistenza di zone della città più interessate dal fenomeno migratorio rispetto ad
altre, si vuole ora far emergere l’esistenza di eventuali collegamenti tra le 5 Circoscrizioni
della città e le principali comunità di immigrati. Per fare ciò si è ritenuto opportuno fornire
una rappresentazione grafica dell’incidenza delle prime 10 nazionalità all’interno delle
singole Circoscrizioni (cfr. fig. 11), così da osservare, al di là del diverso numero di residenti
59
all’interno dei singoli quartieri, l’esistenza o meno di una relazione tra nazionalità e quartiere
di residenza.
Figura 11: Incidenza delle principali comunità straniere presenti a Sesto San Giovanni sul
totale della popolazione residente nelle diverse circoscrizioni al 7/7/2004
3,0%
2,5%
2,0%
1,5%
1,0%
0,5%
0,0%
Egitto
Perù
Ecuador Filippine
Circ. 1
Cina
Circ. 2
Romania Albania Marocco Sri Lanka Ucraina
Circ. 3
Circ. 4
Circ. 5
Fonte: Anagrafe comunale
Osservando il grafico 11 è possibile rilevare due aspetti che caratterizzano la distribuzione dei
cittadini stranieri a Sesto. Il primo fa riferimento alla preferenza che ogni comunità esprime
per alcune zone della città, mentre il secondo riguarda la distribuzione più o meno equilibrata
di ogni singola nazionalità all’interno delle 5 Circoscrizioni.
Tra i Paesi che sembrano preferire un quartiere rispetto ad un altro troviamo l’Ecuador. Esso
presenta una importante incidenza sul totale dei residenti nella Circoscrizione 4 Pelucca –
Villaggio Falck (2,2%), mentre nei restanti quartieri la presenza di ecuadoregni mostra valori
decisamente inferiori (da 0,7% a 0,3%).
Anche i cinesi, i romeni e i cingalesi sembrano preferire la Circoscrizione 4, nonostante
presentino un’incidenza non trascurabile anche all’interno della Circoscrizione 1 e
Circoscrizione 3.
60
Per quanto riguarda egiziani, filippini e marocchini si rileva invece una tendenza
d’insediamento maggiormente concentrata all’interno della Circoscrizione 1, 3 e, in misura
più contenuta, nella Circoscrizione 2.
I marocchini, inoltre, sono l’unica comunità straniera tra tutte quelle oggetto di studio che
registra uno spiccato interesse anche per il Quartiere 5 Dei Parchi – Cascina de’ Gatti –
Parpagliola (con un’incidenza paragonabile a quella rilevata per il Quartiere 1).
La componente peruviana indica una maggiore incidenza nella Circoscrizione 1 e 2 e, in
misura minore, nelle restanti tre.
Gli ucraini invece sembrano preferire, con percentuali molto simili, i Quartieri Isola del
Bosco – Delle Corti, Rondinella – Baraggia – Restellone e Rondò – Torretta.
Gli albanesi, infine, mostrano una distribuzione all’interno della città che, se si esclude la
Circoscrizione 5, appare pressoché uniforme per tutti i Quartieri, con percentuali
d’incidenza molto simili tra loro.
Le caratteristiche appena evidenziate confermano l’esistenza di una stretta relazione tra la
nazionalità e la scelta del quartiere in cui andare a risiedere. Una riprova di come il
radicamento nel territorio di alcune comunità orienti la destinazione finale dei nuovi arrivati,
che tendono a stabilirsi in zone già frequentate da altri connazionali. E’ quello che, in misura
più o meno consistente, è accaduto anche nel corso di tutti i movimenti migratori passati e che
coinvolgere anche altre sfere del quotidiano, come ad esempio la ricerca del lavoro o la
frequentazione di alcuni luoghi piuttosto che altri.
61
Sulle attività del commercio fisso, ambulante e itinerante, e le attività
artigianali dei cittadini stranieri a Sesto San Giovanni
Le pagine che seguono sono state elaborate e commentate a partire dai dati forniti dallo
Sportello Unico Commercio e Artigianato, Settore Affari Istituzionali del Comune di Sesto
San Giovanni. Esse si riferiscono alle attività di commercio fisso, ambulante ed itinerante 1, e
alle attività artigianali avviate da cittadini stranieri sul territorio sestese2.
A metà del 2004, lo Sportello Unico Commercio e Artigianato, registra la presenza sul
territorio comunale di un totale di 168 attività tra commercio in sede fissa e attività
artigianali intestate a cittadini stranieri. Esse fanno riferimento alla vendita di prodotti
alimentari e non (bar, ristoranti, etc.), alla fornitura di servizi (imprese di autotrasporto, di
pulizia, etc.), alla produzione manifatturiera e all’edilizia.
Come è possibile osservare dalla figura 12, quasi 3 attività su 4 aperte da stranieri sono
nate negli ultimi due anni e mezzo (tra il 2002 e la prima metà del 2004).
E’ questo un dato interessante perché testimonia una crescita dell’imprenditoria etnica, anche
se – va ricordato – queste informazioni riguardano soltanto le attività attualmente aperte,
mentre non si conoscono, almeno se si considera i dati in nostro possesso, quante e quali
attività in questi anni sono state aperte e poi, per vari motivi, abbiano cessato di esistere.
1
All’interno della categoria “Commercio Ambulante” esiste un’ulteriore categoria denominata “Commercio
itinerante”. Mentre per il commercio ambulante l’attività di vendita viene esercitata su posto fisso all’interno di
spazi assegnati nominalmente, nel caso dell’ambulante itinerante l’attività di vendita, come si intuisce già dal
nome, può essere svolta per la città per un periodo di tempo limitato e a condizione che tale attività non sia di
intralcio al traffico. Chi ha la licenza per il commercio ambulante in forma itinerante può anche partecipare alle
fiere (facendo apposita richiesta, la cui validità e di un anno) e alla cosiddetta “spunta”: l’occupazione nei
mercati di posti che risultano temporaneamente vacanti (per malattia, ferie, etc. del titolare del posto).
2
Va ricordato, che solo per il commercio ambulante itinerante è necessario essere residenti a Sesto San Giovanni
per ottenere il rilascio dell’autorizzazione. Gli intestatari di attività commerciali e artigianali localizzate a Sesto
San Giovanni potrebbero pertanto avere in città la sede della propria attività ma risiedere in un altro Comune.
62
Commercio in sede fissa e artigianato
L’imprenditoria etnica, e questo è il dato da sottolineare, ha conosciuto in questi ultimi anni
uno sviluppo e una diffusione mai registratasi in passato, come suggerisce la figura 12.
Figura 12: Anno d’inizio delle attività di commercio in sede fissa e artigianato di titolari
stranieri al 17/9/2004
25
43
4
2
4
10
19
61
Prima del 1998
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
Fonte: Sportello Unico Commercio e Artigianato
L’Egitto e la Cina sono i due Paesi che presentano le quote più consistenti di operatori
in questi settori. (cfr. fig. 13). I primi sono titolari a Sesto di 71 attività (il 42% del totale)
mentre i secondi di 41 (24%). La partecipazione a questi settori delle altre nazionalità è
decisamente minore, non paragonabile alle due comunità sopra citate e con un’incidenza che
non supera mai il 5% del totale.
Comunità come quella filippina o quella marocchina infatti, pur essendo presenti a Sesto
da diversi anni in numero consistente, non sembrano interessate ad attività di commercio
in sede fissa.
E’ ipotizzabile quindi l’esistenza di reti “etniche” che spingono ogni comunità a specializzarsi
in alcune attività piuttosto che altre e, nel caso dei filippini e dei marocchini, a orientarsi verso
altre forme di lavoro, e verso il commercio ambulante o itinerante, come si vedrà in seguito.
63
Figura 13: Cittadini stranieri titolari di attività di commercio in sede fissa e artigianato
suddivise per nazionalità al 17/9/2004
Egitto
Cina
Romania
Perù
Siria
Tunisia
Marocco
Brasile
Albania
Bangladesh
Ecuador
Altro
0
10
20
30
40
50
60
70
80
Fonte: Sportello Unico Commercio e Artigianato
Attività artigianali
Tra le attività artigianali, si registrano 8 ditte specializzate in confezione di vestiti o articoli
in pelle. E’ interessante notare come i titolari siano in tutti i casi cittadini cinesi e come quindi
si possa pensare ad una specializzazione occupazionale della comunità cinese nel settore
manifatturiero (cosa del resto risaputa non solo a Sesto ma in tutta Italia).
Il settore dell’edilizia e delle costruzioni è invece caratterizzato da una diffusione di piccoli
imprenditori egiziani e, in misura minore, romeni, marocchini e siriani (in tutto 25). La
maggior parte di essi è titolare di un’impresa edile in senso stretto, mentre meno diffuse sono
le attività di manutenzione, installazione e posa in opera legate al settore.
Tabella 2: Principali attività commerciali ed artigianali per tipologia di attività e
nazionalità al 17/9/2004
64
Attività esercitata
Bar/ristoranti
Vendita non alimentari
Attività edili
Imprese di pulizia
Vendita alimentari
Trasporti
Confezioni abbigliamento e articoli in pelle
Altre attività
Paese Provenienza N. Attività Totale
Cina
21
39
Egitto
12
Altro
6
Cina
11
26
Egitto
6
Altro
9
Egitto
11
Romania
5
25
Marocco
2
Siria
2
Altro
5
Egitto
21
25
Altro
4
Egitto
18
24
Siria
2
Altro
4
Perù
5
14
Altro
9
8
Cina
8
Egitto
3
Brasile
1
7
Cina
1
Ecuador
1
Polonia
1
Fonte: Sportello Unico Commercio e Artigianato
Le attività nel settore del commercio e dei Servizi
Ben 39 delle attività registrate fanno riferimento al settore della ristorazione (sia bar che
ristoranti) e segnalano una predominanza di cinesi (21) ed egiziani (12).
Situazione simile per le attività di vendita di prodotti non alimentari dove, su un totale di
26 negozi, 11 sono cinesi e 6 egiziani.
Il settore dei servizi alle imprese, ed in specifico di servizi di pulizia, è costituito per la quasi
totalità da ditte che fanno capo a egiziani (21 egiziani su un totale di 25 imprese di pulizia).
Anche le attività di vendita di alimentari, caratterizzate da pizzerie d’asporto e macellerie
islamiche, vedono la comunità egiziana occupare la prima posizione con 18 esercizi
commerciali su 24 totali.
Il settore dell’autotrasporti, infine, registra invece una predominanza della componente
peruviana (5 su 14 ditte totali).
65
Commercio ambulante
Anche nell’ambito del commercio ambulante si registra un’importante presenza di attività
gestite da stranieri. Nei 4 mercati del sabato (Sesto Vecchio, via C. Marx, Rondinella e Sesto
Nuovo) e nei mercati minori dei giorni feriali, sono complessivamente 41 le attività condotte
da cittadini stranieri3. Quasi tutte sono state avviate nel triennio 2001-2004 e solo 4 di
esse hanno avuto inizio tra il 1999 e il 2000.
Tabella 3: Commercio ambulante per tipo di prodotti venduti e nazionalità al 31/7/2004
Paese di Provenienza
Cina
Marocco
Senegal
Jugoslavia
Perù
Tunisia
Vietnam
Prodotti venduti N. Attività Totale
Abbigliamento
16
Calzature
2
Giocattoli
2
Merceria
2
25
Articoli sportivi
1
Bigiotteria
1
Casalinghi
1
Abbigliamento
6
Articoli orientali
1
Calzature
1
10
Casalinghi
1
Frutta e verdura
1
Abbigliamento
1
2
Profumi- pulizia casa
1
Chincaglieria
1
1
Abbigliamento
1
1
Tessuti
1
1
Bigiotteria
1
1
Fonte: Sportello Unico Commercio e Artigianato
Come si ha modo di osservare nella tabella 3, il settore che registra una maggiore presenza
di stranieri è quello riferito alle attività di vendita di prodotti non alimentari. Tra queste
le più numerose sono le rivendite di abbigliamento (24) seguite da quelle di calzature (3),
mentre solo in un caso la vendita riguarda prodotti alimentari (in specifico frutta e
verdura).
Le nazionalità che maggiormente sono impegnate come ambulanti sono i cinesi, con 25
banchi di vendita, e i marocchini con 10.
3
Anche in questo caso il rilascio delle autorizzazioni per inizio attività non è subordinato al possesso della
residenza nel comune di Sesto San Giovanni.
66
E’ interessante notare l’assoluta assenza di egiziani e la forte presenza marocchina, in
controtendenza rispetto alla scarsa partecipazione ad attività di vendita in sede fissa. Stessa
cosa per i senegalesi che a Sesto non possiedono attività commerciali in sede fissa ma sono
presenti nei mercati della città con 2 banchi di vendita.
Commercio itinerante
Al 31 luglio 2004, sono 113 le autorizzazioni concesse dal Comune di Sesto San Giovanni ai
cittadini stranieri per lo svolgimento di attività di commercio itinerante4.
Come si evince dalla tabella 4, la maggior parte di esse riguarda strettamente la vendita
di prodotti non alimentari (106). Le restanti autorizzazioni si riferiscono invece al
commercio di prodotti sia alimentari che non (4), a prodotti alimentari, non alimentari e
alla somministrazione di cibi e bevande (2) e alla vendita di soli prodotti alimentari (1).
Tra i maggiori titolari di questi permessi troviamo i marocchini con 46 autorizzazioni, i
senegalesi con 26 e i cinesi con 17.
Anche se numericamente meno rilevante, va evidenziata la presenza in questo tipo di attività
degli immigrati provenienti dal Bangladesh (9) e del Pakistan (3), soprattutto se si tiene
conto che il numero di residenti totale delle due comunità a Sesto è rispettivamente di 57 e 28
unità.
La distribuzione per nazionalità mostra, come nel caso del commercio itinerante, una
consistente presenza di marocchini impiegati in questo tipo di attività, a cui si affiancano
anche i senegalesi, comunità quest’ultima specializzata nel settore del commercio ambulante
ed itinerante (ben 1 senegalese su 5 a Sesto ha un autorizzazione di questo tipo).
Tabella 4: Commercio itinerante per tipo di prodotti venduti e nazionalità al 31/7/2004
4
L’autorizzazione per il commercio itinerante è rilasciata esclusivamente a coloro i quali sono residenti a Sesto
San Giovanni.
67
Paese di provenienza
Marocco
Senegal
Cina
Bangladesh
Pakistan
Egitto
Perù
Camerun
Filippine
Jugoslavia
Russia
Siria
Somalia
Uganda
Usa
Tipo di prodotti venduti
N. Attività Totale
Non alimentare
42
Alimentare e non alimentare
3
46
Alim.,non alim. e somministrazione di cibi e bevande
1
Non alimentare
26
26
Non alimentare
16
17
Alimentare
1
Non alimentare
9
9
Non alimentare
3
3
Alim.,non alim. e somministrazione di cibi e bevande
1
2
Non alimentare
1
Non alimentare
2
2
Non alimentare
1
1
Non alimentare
1
1
Non alimentare
1
1
Non alimentare
1
1
Alimentare e non alimentare
1
1
Non alimentare
1
1
Non alimentare
1
1
Non alimentare
1
1
Fonte: Sportello Unico Commercio e Artigianato
68
Sulla presenza straniera nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di
1° grado a Sesto San Giovanni
Come si è avuto modo di rilevare nelle pagine precedenti, quella straniera è una popolazione
giovane. Sia all’interno della sola componente straniera, sia rispetto ad un confronto con tutti i
cittadini sestesi, i minori stranieri hanno un peso rilevante e difficilmente trascurabile tra i
residenti a Sesto San Giovanni.
Questo è uno dei motivi per cui si è scelto di osservare, attraverso i dati resi disponibili dal
Settore Educazione del Comune, la consistenza della presenza straniera all’interno delle
scuole dell’infanzia (materne), primarie (elementari) e secondarie di 1° grado (medie
inferiori) pubbliche. Si cercherà di capire quali siano, all’interno della città, le strutture
scolastiche in cui è più marcata la loro presenza, osservando inoltre possibili incrementi o
decrementi di iscrizioni di bambini stranieri nell’anno scolastico 2003/2004 e in quello
2004/2005.
Gli stranieri che oggi frequentano a Sesto le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado
pubbliche sono 877 e rappresentano il 14,2% di tutti gli alunni iscritti. La percentuale di
partecipazione è elevata ed appare in crescita rispetto all’anno scolastico 2003/2004, anno in cui la
presenza straniera era del 13,4%.
Come si evince dalla figura 14, le scuole d’infanzia presentano nell’a.s. 2004/2005 una
partecipazione straniera pari al 16,4%. I bambini stranieri che oggi frequentano le scuole
d’infanzia sono 260 su un totale di 1.582 alunni. La partecipazione appare dunque elevata e,
da un confronto con l’anno scolastico precedente, se ne rileva un incremento di 1,5 punti
percentuale (dal 14,9% al 16,4%).
Le scuole primarie mostrano in valori assoluti una presenza straniera superiore alle scuole
dell’infanzia e pari a 402 alunni, ma in valori percentuali esprimono un’incidenza inferiore di
2 punti percentuale (14,4%). Anche in questo caso la partecipazione appare in crescita
rispetto all’a.s. 2003/2004, passando dal 13,6% del 2003/2004 all’attuale 14,4%.
69
Nelle scuole secondarie di 1° grado il 12,0% della popolazione scolastica è composta da
alunni stranieri. Essi sono 215 su un totale di 814 ragazzi. Rispetto alla scuole dell’infanzia
e a quelle primarie la loro incidenza sul totale degli iscritti è minore, passando dall’11,8% del
2003/2004 al 12% di oggi.
Figura 14: Percentuale di alunni stranieri nelle scuole d’infanzia, primarie e secondarie di
1° grado nell’a.s. 2003/2004 e 2004/2005
16,4
14,9
14,4
13,6
11,8
12,0
scuola dell'infanzia
scuola primaria
scuola secondaria di 1°grado
2003/04
2004/05
Fonte: Settore Educazione
Ciò che emerge dai dati appena rilevati è un incremento della componente straniera all’interno
di tutti i cicli scolastici. L’alta incidenza di bambini stranieri nella scuola dell’infanzia fa
presupporre che nei prossimi anni si registrerà un ulteriore incremento nella scuola primaria e
in quella secondaria di 1° grado, che raggiungeranno percentuali di partecipazione molto
simili a quelle oggi rilevate per le sole scuole materne.
Come è stato scritto nelle pagine precedenti, i movimenti migratori che oggi coinvolgono la
città sono ancora in via di evoluzione. Questo aspetto ovviamente inciderà profondamente
sulla composizione scolastica degli anni a venire, creando un equilibrio tra alunni stranieri ed
alunni italiani probabilmente ancora lontano da quello che si ha modo di osservare oggi.
70
La scuola dell’infanzia
La figura 15 mostra come alcune scuole dell’infanzia presentino una percentuale di bambini
stranieri superiore rispetto alla media cittadina (che si ricorda essere del 16,4%).
Figura 15: Percentuale di alunni stranieri nelle scuole dell’infanzia nell’a.s. 2003/2004 e
2004/2005
Monte S. Michele
Marelli
Primavera
Luini
Collodi
Tonale 2
Corridoni
Tonale 1
Vittorino da Feltre
Marx
Savona
Fante D'Italia
Rodari
0
5
10
15
2003/04
20
25
30
35
40
45
2004/05
Fonte: Settore Educazione
Tra queste si noti la scuola Monte S. Michele (Primo Circolo Didattico) e la scuola Marelli
(Istituto Comprensivo Martiri della Libertà), che presentano rispettivamente una percentuale
di alunni stranieri del 35,9% e del 23,7%. I valori sono molto alti e, per quanto riguarda la
scuola S. Michele, si registra nell’ultimo anno un decremento rispetto all’anno precedente (nel
2003/3004 gli stranieri erano il 43,1%).
Anche la scuola dell’infanzia Primavera (Primo Circolo Didattico) presenta una percentuale
di bambini stranieri elevata (23,4%) ed in crescita.
71
Sia gli alunni stranieri della scuola Luini (Istituto Comprensivo Dante Alighieri) che quelli
della scuola Collodi (Istituto Comprensivo Anna Frank) rappresentano il 18,9% degli iscritti
totali. Se però nel primo caso la loro incidenza è cresciuta dell’8,3%, nel secondo è calata
dell’1,8%.
Tra le scuole che appaiono meno interessate da una presenza straniera troviamo la scuola
materna Rodari (Quinto Circolo Didattico Mario Galli), con un’incidenza straniera del 7,7%
e la scuola materna Fante D’Italia (Istituto Comprensivo Dante Alighieri) con una
partecipazione del 9,5%.
Le restanti scuole invece mostrano una presenza straniera che si avvicina al dato medio del
16,4%.
La scuola primaria
Tra le 10 scuole primarie di Sesto, quella maggiormente caratterizzata da una componente
straniera è la scuola Oriani (cfr. fig. 16). Essa fa parte dello stesso Circolo Didattico della
scuola dell’infanzia Monte San Michele e ben il 40,8% dei suoi iscritti sono cittadini stranieri
(nell’a.s. 2003/2004 erano il 35,6%).
Anche la scuola di primo livello Rovani (Istituto Comprensivo G. Rovani) mostra una
importante presenza straniera pari al 21,1% di tutti i suoi alunni e risulta in crescita di 1,2
punti percentuale rispetto all’anno scolastico precedente.
Di tendenza inversa sono invece la scuola Pascoli (Istituto Comprensivo Pascoli), la scuola
Galli (Quinto Circolo Didattico Mario Galli) e la scuola Luini (Istituto Comprensivo Dante
Alighieri). Tutte e tre indicano un’incidenza straniera al di sotto della media cittadina e
rispettivamente pari all’8,7%, al 9,8% e al 11,3%. Nel caso della scuola Pascoli inoltre si
registra un decremento dell’incidenza straniera di 0,5 punti percentuale rispetto all’anno
scolastico 2003/2004.
Le altre scuole di primo livello ruotano intorno al valore medio cittadino del 14,4%, con uno
scarto in eccesso o in difetto di massimo 2 punti percentuali.
72
Figura 16: Percentuale di alunni stranieri nelle scuole primarie nell’a.s. 2003/2004 e
2004/2005
Oriani
Rovani
Frank
Marzabotto
XXV Aprile
Martiri
Dante
Luini
Galli
Pascoli
0
5
10
15
20
2003/04
25
30
35
40
45
2004/05
Fonte: Settore Educazione
La scuola secondaria di 1° grado
Come si rileva dalla figura 17, la scuola Luini (Istituto Comprensivo Dante Alighieri) è la
scuola secondaria di 1° grado con la più alta presenza straniera. Oggi il 27,0% dei suoi
studenti è figlio di immigrati, mentre un anno fa la percentuale si stabilizzava al 20,0%.
Anche la scuola Einaudi (Istituto Comprensivo Anna Frank) e la scuola Don Milani (Istituto
Comprensivo Martiri della Libertà) presentano una percentuale di stranieri interessante e pari
rispettivamente al 18,6% e al 17,6%.
Le scuole secondarie di 1° grado Calamandrei (Istituto Comprensivo Marzabotto), VII
Media (Istituto Comprensivo Pascoli) e Breda (Istituto Comprensivo Anna Frank) registrano
73
una presenza straniera inferiore alla media cittadina e si assestano rispettivamente al 5,3%,
7,0% e 7,7%. La scuola Breda inoltre indica una riduzione dell’incidenza degli studenti
stranieri dal 10,5% del 2003/2004 al 7,7% del 2004/2005.
La scuola Forlanini (Istituto Comprensivo G.Rovani) e la scuola Falck (Istituto
Comprensivo Dante Alighieri), infine, mostrano una presenza straniera sul totale degli iscritti
del 14,1% e del 13,7%.
Figura 17: Percentuale di alunni stranieri nelle scuole secondarie di 1° grado nell’a.s.
2003/2004 e 2004/2005
Luini
Boccaccio
Don Milani
Forlanini
Falck
Breda
VII Media
Calamandrei
0
5
10
2003/04
15
20
25
30
2004/05
Fonte: Settore Educazione
La presenza straniera negli 8 Istituti Comprensivi
Un’analisi dell’incidenza straniera all’interno dei diversi Istituti Comprensivi di Sesto (cfr.
fig. 18) indica il 1° Circolo Didattico come quello caratterizzato da una più alta percentuale
di stranieri tra i suoi iscritti: più di un quinto dei suoi alunni è figlio di immigrati (22,7%).
Anche l’Istituto Comprensivo G. Rovani e l’Istituto Comprensivo Martiri della Libertà
mostrano un’interessante incidenza straniera, pari rispettivamente al 17,0% e al 15,8%.
74
Gli alunni stranieri dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri e dell’Istituto Comprensivo
Anna Frank invece rappresentano il 14,3% e il 13,9% dei loro iscritti, con percentuali molto
simili alla partecipazione media registrata in città (che si ricorda essere del 14,2%).
I restanti Istituti indicano invece una incidenza straniera inferiore al dato generale. In
particolare: gli alunni stranieri dell’Istituto Comprensivo Marzabotto sono il 13,0%, quelli
del 5° Circolo Didattico Mario Galli rappresentano il 12,1% degli iscritti e quelli
dell’Istituto Comprensivo Pascoli mostrano un’incidenza del 9,4%.
Da un confronto tra l’anno scolastico 2003/2004 e quello 2004/2005, emerge come l’Istituto
Comprensivo Marzabotto sia l’unico, tra tutti gli istituti, a registrare una riduzione della
percentuale di alunni stranieri (dal 15,1% al 13,0%).
Figura 18: Percentuale di alunni stranieri negli Istituti Comprensivi nell’a.s. 2003/2004 e
2004/2005
1° Circolo
Rovani
Martiri
Dante
Frank
Marzabotto
5° Circolo
Pascoli
0
5
10
2003/2004
15
20
25
2004/2005
Fonte: Settore Educazione
75
Servizi d’integrazione oraria
Durante l’anno scolastico 2003/2004 sono stati 570 gli alunni iscritti ai servizi d’integrazione
oraria1 nelle scuole dell’infanzia e in quelle primarie. Di questi il 12,1% era straniero (69 in
valori assoluti).
La partecipazione dei bambini stranieri appare inferiore alla loro incidenza all’interno dei due
cicli scolastici di riferimento che, nel 2003/2004, è stata pari al 14,1%.
Le motivazioni che possono concorrere a spiegare questo sotto utilizzo dei servizi sono
diverse. Tra queste la principale riguarda il fatto che a questi servizi, va ricordato, si possono
iscrivere solamente bambini regolari, mentre nella scuola dell’obbligo tutti i bambini devono
essere accettati, regolari e non. Un’altra motivazione decisiva nella scelta o meno da parte
delle famiglie straniere di utilizzare queste opportunità, ha probabilmente a che fare con il
fatto che questi servizi a domanda individuale sono a pagamento, e questo può risultare un
problema o un limite per alcune famiglie che scelgono di conseguenza soluzioni alternative,
per esempio rivolgendosi alle reti famigliari, parentali o amicali per accudire i propri figli nel
tempo extrascolastico.
Nell’anno scolastico 2003/2004, le nazionalità che maggiormente hanno usufruito dei servizi
d’integrazione oraria sono stati gli ecuadoregni con 18 iscritti, i peruviani con 15 e i
romeni con 8 (cfr. tab. 5).
Tabella 5: Alunni stranieri iscritti ai servizi d’integrazione oraria nell’a.s. 2003/2004
Paese di
provenienza
Ecuador
Perù
Romania
Albania
Filippine
Marocco
Polonia
Giappone
Nigeria
Grecia
Germania
Iscritti
%
18
15
8
4
4
3
2
2
1
1
1
26,1%
21,7%
11,6%
5,8%
5,8%
4,3%
2,9%
2,9%
1,4%
1,4%
1,4%
Paese di
provenienza
Brasile
Colombia
Rep. Domenicana
Ucraina
Cina
Cuba
Colombia
Ucraina
Marocco
Uruguay
Totale
Iscritti
%
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
69
1,4%
1,4%
1,4%
1,4%
1,4%
1,4%
1,4%
1,4%
1,4%
1,4%
-
Fonte: Settore Educazione
1
Questi servizi extra scuola, che sono a domanda individuale, sono servizi a pagamento e comprendono il
“Prescuola” e i “Giochi Serali”. A questi servizi si possono iscrivere soltanto i bambini i cui genitori hanno un
regolare permesso di soggiorno.
76
Una partecipazione minore, seppur non trascurabile, è invece stata espressa dagli albanesi e
dai filippini (ciascuno con 4 iscritti), i marocchini con 3 iscritti, i polacchi e i giapponesi
con 2.
Centri ricreativi estivi
Nell’estate 2004 i bambini stranieri che hanno frequentato i centri ricreativi2 sono stati 61 su
un totale di 708 iscritti, con un’incidenza pari all’8,2%.
Come nel caso dei servizi d’integrazione oraria, la componente straniera degli iscritti ai centri
ricreativi è percentualmente inferiore a quella registrata nell’anno scolastico 2003/2004 nelle
scuole d’infanzia e in quelle primarie (che si ricorda essere stata del 14,1%).
Le famiglie straniere che maggiormente si sono rivolte ai centri ricreativi sono di nazionalità
peruviana (13), ecuadoregna (6), albanese (6), francese (3), colombiana (3) e filippina (3).
Tabella 6: Bambini stranieri iscritti ai centri ricreativi estivi nel 2004
Paese di provenienza
Perù
Ecuador
Albania
Francia
Colombia
Filippine
Svizzera
Mauritius
Argentina
Nigeria
Giappone
Grecia
Brasile
Iscritti
13
6
6
3
3
3
2
2
2
2
2
2
2
%
21,3%
9,8%
9,8%
4,9%
4,9%
4,9%
3,3%
3,3%
3,3%
3,3%
3,3%
3,3%
3,3%
Paese di provenienza
Bolivia
Yugoslavia
Egitto
Sri Lanka
Libia
Guinea
Sudan
Germania
Siria
Inghilterra
Rep. Ceca
Cina
Romania
Totale
Iscritti
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
1
61
%
1,6%
1,6%
1,6%
1,6%
1,6%
1,6%
1,6%
1,6%
1,6%
1,6%
1,6%
1,6%
1,6%
-
Fonte: Settore Educazione
2
Anche questa tipologia di servizio è a pagamento e si rivolge ai bambini i cui genitori hanno un regolare
permesso di soggiorno.
77
ALLEGATI
78
Servizi e Strutture cittadine Soggetti intervistati
Aiello Davide
CNA sede di Milano
Alberti Luca
Componente del Comitato scientifico Centro Studi di Politica
Internazionale (CESPI), SSG
Avossa Antonietta
Settore Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di SSG
Badawi Mohamed
Titolare della Farmacia Metrò SSG
Belotti Daniela
“Cooperativa Icaro 2000”
Bergamo Arturo
Centro di Ascolto Caritas Beato Muzzocconi
Bianchini Tiziana
“Cooperativa Lotta Contro l'Emarginazione”
Bozzini Giudo
Settore Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di SSG
Cantoni Sonia
Assessore All'Ambiente e Pari Opportunità, Comune di SSG
Carella Maria
Sportello Unico Commercio e Artigianato, Comune di SSG
Casati Angela
Servizio Gulliver Informagiovani, Comune di SSG
Consulente di direzione Scuola di Lingue Hannah Arendt, Comune di
SSG
Servizio Stranieri, Settore Servizi alla Persona e Promozione Sociale,
Comune di SSG
Castellani Ivan
Cipriani Rachele
Citterio Simona
Amadini Laura
Consulta dei Presidenti di
Quartiere
Consulta dello Sport
De Col Antimio
Paolo Zanetti
Centro di Ascolto Caritas Santa Maria Ausiliatrice
Comune di SSG
Comune di SSG
CGIL Sesto San Giovanni
Di Pietro Stefania
Consigliera comunale e firmataria dell'OdG sulla rappresentanza dei
cittadini stranieri presentato al Consiglio Comunale nel dicembre 2003
Fabbri Daniela
Settore Educazione, Comune di SSG
Falco Anna Maria
Dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo Martiri della Libertà e
Coordinatrice del Centro Territoriale Permanente (CTP)
Ferrari Vanda
Associazione “Da Donna a Donna”
Fioroni Vincenza
“Cooperativa La Grande Casa”
79
Franco Annamaria
Consultorio Decanale di Via Fogagnolo
Gervasoni Miriam
CNA sede di SSG
Lenus Carlo
Casa Albergo Don Sandro Mezzanotti Fondazione San Carlo
Mammoli Vincenzo
Confartigianato APA Milano, comprensorio di SSG
Mandelli Andrea
Scarlatella Mario
BCC Banca di Credito Cooperativo di SSG
Mandelli Graziella
Centro di Ascolto Caritas Resurrezione
Martello Carmela
Consultorio familiare ASL (Via Marx 110 e Viale Gramsci 32)
Molteni Laura
Fantinelli Elena
Centro di Ascolto Caritas S. Stefano
Morabito Demetrio
Vice Sindaco e Assessore all'Urbanistica, Comune di SSG
Noce Rosa Maria
Settore Educazione, Comune di SSG
Oldrini Giorgio
Sindaco di Sesto San Giovanni
Pellegrino Andrea
Settore Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di SSG
Pozzi Alessandro
Assessore Servizi alla Persona e Promozione Sociale, Comune di SSG
Santacroce Marisa
V. Questore Agg. della Polizia di Stato, Questura di Milano,
Commissariato di SSG
Scheggia Patrizia
Settore Sport e Politiche giovanili, Comune di SSG
Settimio Sergio
Servizio Stranieri, Settore Servizi alla Persona e Promozione sociale,
Comune di SSG
Spampinato Maria
Centro Infomazione Donna (CID), Comune di SSG
Testa Vittoria
Coordinatrice per le politiche della casa c/o Staff del Sindaco ed ella
Giunta, Comune di SSG
Tommain Walter
“Centro Sociale Silvia Baldina”
Valmaggi Sara
Vegetti Antonella
Assessore alla Cultura, Politiche giovanili, Sport, Tempi e Orari della
città, Comune di SSG
Area Formazione - Consorzio per la Formazione Artigiana e
Professionale (CIFAP)
Comunità straniere
Cittadini/e stranieri/e
80
Alexa Valentina
nazionalità moldava
Bounadi Naima
nazionalità marocchina
Butcovan Mihai Mircea
nazionalità rumena
Membro dell’Associazione “Mitad del Mundo”, nazionalità
equadoregna
Chapin Carlos
Cituka Kalombo Rose
Fuoad Selim
nazionalità congolose
Vicedirettore della “Casa della Cultura Islamica” (Centro islamico di
SSG)
Hailemelekot Hanna
nazionalità etiope
Hernandez Mayra
nazionalità equadoregna
Hocine Bouchemal
Direttore della “Casa della Cultura Islamica” (Centro islamico di SSG)
Kandè Abdoulaye
Presidente “Associazione dei Senegalesi di Milano e Provincia”
Ortiz Cabal Maria del
Rosario
nazionalità colombiana
Royet Mendoza Dorys Esther nazionalità colombiana
81
Scheda di presentazione del gruppo di lavoro
Sara Valmaggi, Assessore alla Cultura, Sport, Politiche Giovanili, Tempi e Orari della città
Comune di Sesto San Giovanni
Alessandro Pozzi, Assessore ai Servizi alla Persona e Promozione sociale, Formazione e
Lavoro, Comune di Sesto San Giovanni
Federico Ottolenghi, Direttore Settore , Sport, Politiche Giovanili, Tempi e Orari della città
Comune di Sesto San Giovanni
Ricerca-azione realizzata da
Gisella Bassanini con la collaborazione di Eleonora Cola, Mbemba Gassama, Jacopo
Umidi
Gisella Bassanini, Architetto e Dottore di ricerca. Professore incaricato al Politecnico di
Milano, Polo di Piacenza e della Bovisa. Si occupa di sviluppo locale e di rigenerazione
urbana utilizzando un approccio spazio/temporale e la partecipazione diretta dei cittadini. In
qualità di consulente esterna del Comune di Sesto San Giovanni dal 1999 è responsabile
tecnico-scientifico del Piano Tempi e Orari (PTO)/Progetti di Quartiere.
Eleonora Cola, laureata in Storia economica all'Università degli Studi di Milano. Agente di
sviluppo territoriale e ricercatrice sociale.
Mbemba Gassama, agente di sviluppo territoriale e mediatore linguistico-culturale.
Jacopo Umidi, laureato in sociologia all’Università Statale di Milano Bicocca con una tesi
dal titolo: “L’immigrazione straniera a Sesto San Giovanni: formazione e lavoro”, a.a. 200102. In qualità di ricercatore sociale collabora con diversi Istituti di ricerca.
82
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"Tempi e spazi delle comunità straniere a Sesto San Giovanni" I