Analisi e sinossi
di “Democrazia cosa é ” di Giovanni
Sartori
a cura della classe 4°B
Capitolo 4 : Perfezionismo e Utopia
Capitolo 5 : Opinione pubblica e democrazia governante
Capitolo 6 : Democrazia verticale
Capitolo 7 : Democrazia e no
Capitolo 8 : Democrazia degli antichi e democrazia dei
moderni
Capitolo 9 : Libertà e legge
Capitolo 10 : Eguaglianza
Capitolo 11 : Liberalismo e democrazia
Anno scolastico 2007/2008
Docente coordinatore e responsabile
Luisa Caime
Capitolo 4
Perfezionismo e Utopia
Valentini Maria
Giambi Maria Serena
Serena Monghini Stefania
La deontologia male intesa
•Cattivo realismo
Cattivo idealismo = PERFEZIONISMO
modo sbagliato di intendere
e di impiegare gli ideali
•Democrazia = - sovranità popolare
- eguaglianza
- autogoverno
•Perché?
Popolo sovrano = eguale sovranità dei singoli
autogoverno
eguali poteri
eguaglianza in generale
• Descrittivamente :
– Sovranità popolare = principio di legittimità
– Eguaglianza = eguali leggi e eguale voto
– Autogoverno
micro democrazie
• Prescrittivamente
(teoria della democrazia)
fondano la deontologia
democratica
mettere in chiaro
natura e funzione
degli ideali
ideali normativi
1.
Un ideale è un ideale
Concetto di uguaglianza:
Thomas Jefferson ( Dichiarazione di Indipendenza 1776) :
“ tutti gli uomini sono creati uguali ”
Verità autoevidente ( = verità di fatto)
Gli uomini NON sono creati uguali
per il democratico l’uguaglianza è giusta
2.
verità accettata
Cosa sono gli ideali e la loro funzione
fraintende la natura degli ideali
Perfezionista
dislivello tra reale e ideale  NO
costitutivo
Dalla scienza all’utopia
Mondo reale ≠ mondo ideale
Soluzione platonica = filosofo-re
tradizione contemplativa
si interrompe con Karl Marx
(= città ideale è realizzabile)
filosofo rivoluzionario
razionale è reale
Il perfezionismo era contemplativo : ora è perfezionistico
T. More: Utopia
(ou = non topos = luogo) ≠ impossibile
società retta da una
ragione naturale
• Un utopista che crede nella realizzabilità del suo progetto non è un
utopista
Marx
Utopia
Mannheim
non esiste
non è possibile
utopia = stato mentale che trascende
le utopie ( = ideologie rivoluzionarie) sono verità premature
Perfezionismo XX sec
senso dell’
impossibile
contemplazione
perfezionismo attivo
città ideale da
rappresentare in terra
L’impossibile
Si può stabilire a priori cosa è possibile e cosa è impossibile?
• Aristotele
principio di non-contraddizione
MA l’impossibilità è un problema dell’azione, del realizzabile
la struttura logica delle impossibilità pratiche assolute è la
CONTRADDITORIETA’ di azioni contrarie
NON è POSSIBILE ottenere PIU’ di due cose che
richiedono azioni contrarie
Utopico ( = non realizzabile) è determinabile EX ANTE
L’autogoverno che mai sarà
Autogoverno: governare se stessi da se
L’intensità di un autogoverno sta in relazione
inversa all’estensione e alla durata alla quale si
applica
STATO:
autogoverno = uno stato di
indipendenza nazionale
La funzione degli ideali
Def.: uno stato di cose desiderabile che non
coincide mai con la realtà
Funzione: contrastare la realtà
Ideale
pars destruens: forza d’urto che
non si realizza
pars costruens: ideale trasformato
che si realizza
Pericolo opposto esito inverso
IDEALE DEMOCRATICO
2)in democrazia
1) senza democrazia
(all’interno di una
(prima che una democrazia
venga in essere)
democrazia insediata)
1)
2)
L’ideale democratico: ideale negante del sistema che combatte
L’ideale democratico: ideale, realizzato imperfettamente, sostiene e
promuove la sua “creatura”
FUNZIONE DEGLI IDEALI: spingere il reale “verso il meglio”
Ideale che non reagisce contro il reale ma interagisce con esso
Ideale è costruttivo quando
impara dall’esperienza
ideale si sottomette
ai fatti
Proporre un ideale sempre più estremo in dosi sempre più massicce non
funziona e il semplicismo diventa controproducente
PROBLEMA: gestione degli ideali
REGOLA: nella misura in cui un ideale è convertito in realtà, nella
stessa misura va riproporzionato alla realtà stessa in chiave di
feedback monitoring
Se viene violata si hanno esiti inversi
Esempio: “tutto il potere al popolo” = forma estrema del principio
della sovranità popolare
per abbattere una dittatura: va bene
dopo averla abbattuta: pone in essere una titolarità. Resta
il problema dell’esercizio del potere
Occorrono i principii intermediari
 meno potere
 il popolo controlla e cambia chi sta al potere
ma non ha “tutto il potere”
Ma
Se si insiste per l’attuazione totale le strutture intermediarie non vengono più
apprezzate come strumenti di conquista di esercizio ma avversate come
ostacoli da abbattere, ritenute impedimenti
E l’ideale così approda a effetti inversi con il ritorno del principio
“tutto il potere al popolo”
Se il popolo vuole avere il potere deve impedire il potere illimitato
“tutto il potere al popolo” deve diventare “tutto il potere a nessuno”
Se non è così
Un potere assoluto viene distrutto per crearne un altro
Il pericolo di una democrazia che non ha più nemici non sta nella
concorrenza di controideali ma nel reclamare una “vera democrazia”
che scavalca e ripudia quello che c’è
Perfezionismo e demagogia
In teoria:
PERFEZIONISMO = è un errore intellettuale sviluppato da
intellettuali
DEMAGOGIA = è semplicemente convenienza
La teoria la combatte solo in modo indiretto :
Il demagogo è un animale “naturale”  se privato di
retroterra intellettuali farà meno danni
DEMOCRAZIA
tra partiti
ECONOMIA
concorrenza
tra produttori
ma
vaglio meno efficace
poiché i beni non sono
tangibili né di pronto
consumo
sottoposta al controllo
dei consumatori: beni
tangibili e di pronto
consumo
La frode politica
non è punita
la frode in commercio
viene punita
Come si corregge? Funzionari pubblici che non si lasciano corrompere
Opinione pubblica e
democrazia governante
Pubblico e cose pubbliche
Parte governata
Democrazia
Parte governante
Governante: tramite le elezioni
Le elezioni sono:
 Occasionali
 Non lasciano libera scelta all’elettore
 Stabiliscono solo chi governa
“Il vero fondamento di ogni governo è l’opinione dei
governati” (Dicey)
Le elezioni sono un mezzo il cui fine è il “governo di
opinione”
Però
Elezioni libere con opinioni imposte non portano a
nulla
La dizione “opinione pubblica” risale ai
decenni che precedono la rivoluzione francese
del 1789
 “Opinione pubblica” denota un pubblico
interessato alla “cosa pubblica”
 Un’opinione viene detta pubblica non solo
perché diffusa tra molti, ma anche perchè
considera oggetti o materie che sono di natura
pubblica
 L’obiezione di sempre contro la democrazia
era che il popolo “non sa”, arrivando a
opporre che alla democrazia basta che il
pubblico abbia opinioni

Consenso e governo consentito
“Governo consentito”: governo che nasce dalle
opinioni degli elettori e che governa in
sintonia con stati prevalenti di opinione
pubblica (governo fondato sul consenso)
ma
Democrazia non richiede consenso ma conflitto
(dissenso),è infatti massimizzata e arricchita
dal conflitto
Il consenso (sentire assieme) non è approvare
ma accettare
 3 oggetti e livelli di consenso:
- accettazione di valori ultimi (livello di
comunità, consenso nelle credenze di valori)
- accettazione di regole del gioco (livello di
regime, su regole procedurali)
- accettazione di governi (livello di governo, su
politiche di governo)

La formazione dell’opinione

Soprattutto il pubblico riceve i flussi di
informazione
3 modalità di
formazione
dei processi
Una discesa a
cascata dalle
èlites in giù
Un ribollire
dalla base in su
Identificazioni
con gruppi di
riferimento
Policentrismo e monopolio dei media
L’opinione sopra descritta si applica soltanto alla democrazia.
libertà di pensiero
 Tre condizioni
libertà di espressione
policentrismo
 Totalitarismo: - la struttura di tutte le comunicazioni di
dei
media
massa è unicentrica e monocolore;
- la distinzione tra propaganda ed
educazione è cancellata;
- il mondo totalitario si preserva come un
mondo chiuso;
- La propaganda e l’indottrinamento totalitario
hanno atrofizzato l’uomo libero e la sua
libertà di opinare in proprio;


Il policentrismo: deve essere in un qualche equilibrio
Disinformazione informazione e
competenza
L’opinione pubblica
ha scarsa
informazione
per l’informazione
Quantitativamente
insufficiente
Di scarsa qualità
tendenziosa
Per ovviare a questo problema si dovrebbe
Aumentare ancora
di più l’educazione
in senso politico
Dare la possibilità
anche al pubblico
di opinare
fare scegliere
rappresentanti
competenti
che governino
il pubblico
La democrazia partecipatoria
Si fonda sul concetto di
partecipazione
Perde potere
Se aumenta il
Numero di
“Partecipanti”
Non propone
Nulla all’infuori
Di quello che
rifiuta
È mossa da
Un’intensità
Fine a se stessa
E irrazionale
Forma gruppi di
élite di stampo
leninista
Il partecipazionista
sta sempre raso
terra e non arriva
mai allo stato
Genera l’estremismo
Il nemico più
Ardito ed al
Contempo ignorante
Della democrazia
Democrazia diretta e democrazia
referendaria
Democrazia diretta: democrazia senza rappresentanti e
senza rappresentanza, immediatezza di interazioni.
 Intensità di autogoverno sta in relazione inversa alla sua
estensione (meno autentico se il numero di chi si
autogoverna cresce). Può raggiungere un ”soffitto”.
 L’autogoverno si congiunge con la democrazia diretta?
Sì
No
- anche la democrazia
- una democrazia senza
è condizionata dai numeri
rappresentanza non è
vincolata dai numeri

Governo diretto = autogoverno  finchè non oltrepassano la
grandezza di gruppi relativamente piccoli.
Primo soffitto: formato assemblea.
 Anche formati più grandi a condizione che la collettività in
questione sia osservabile (esempio:Ekklesìa ), i cittadini
devono osservarsi singolarmente tra di loro  devono
interagire.
Democrazia diretta significa anche governarsi da sé nell’ambito
di “presenti osservabili”
 Referendum: - strumento di democrazia diretta
- democrazia rappresentativa  democrazia
referendaria a “somma positiva”
non si limita a eleggere, ma decide sulle questioni da decidere
Democrazia a somma nulla
 Il votare che elegge non è a somma nulla: democrazia
votante democrazia rappresentativa (i rappresentati
discutono per concordare soluzioni a somma positiva)




La democrazia referendaria centuplica i rischi di
manipolazione e di imbroglio del demos
Implicazioni di una democrazia referendaria a somma nulla:
- tende ad aggravare i conflitti
- instaura un principio maggioritario assoluto violando il
principio del rispetto della minoranza
Il problema della pubblica opinione è da riproporre:
l’opinione dei pubblici deve essere autonoma e “di qualità” al
positivo.
L’informazione non è più competenza: la padronanza
conoscitiva presuppone informazione ma non
l’incontrario,l’informazione non da epistéme (padronanza
conoscitiva) che occorre alla democrazia referendaria. Non
gli basta l’opinione, occorre cognizione
Peso crescente della televisione impoverisce l’informazione
stessa e anche la qualità dell’opinione pubblica
Demos governato o governante?






La democrazia rappresentativa è governata; ma resta
una democrazia.
Le democrazie stanno passando da democrazie
governate a democrazie governanti?
Non bisogna scambiare l’attivismo per una paideìa;
Non bisogna lasciarsi ingannare dal demagogo;
Meno potere per i governanti non è,
automaticamente, più potere per i governanti;
Tutti gli attuali governi sono condizionati da
“imperativi tecnologici” e dalla inderogabile
necessità di affrontarli;
Ginghini Gian
Battista,Ginghini
Gian Lorenzo,
Nicola Madeddu
CAP. 6
DEMOCRAZIA VERTICALE
• DEMOCRAZIA ORIZZONTALE: è
la base dell’edificio(opinione
pubblica,democrazia elettorale)
• DEMOCRAZIA VERTICALE: è
l’edificio come sistema di governo
ACCUSA: come mai il comando
della maggioranza si trasforma in
comando di minoranze?
maggioranza: - maggior numero
- criterio maggioritario
RISPOSTA:se la maggioranza è intesa
come criterio maggioritario non vi è
contraddizione
TIRANNIDE DELLA
MAGGIORANZA
3 contesti:
1)costituzionale:violare legiferando i diritti delle
minoranze
2) elettorale: la minoranza non ha diritti; perde e
basta. Non ha senso parlare di tirannide
3)sociale: oppressione della società sull’ individuo
( imposizione opinioni, sentimenti,conformismo)
(Tocqueville e Mill)
Chi viene eletto?
PRINCIPIO DI MAGGIORANZA: risale a Locke (16321704). Greci e Romani non lo conoscevano.
Obiezione di Royer Collar: non dobbiamo obbedienza alla
maggioranza.
TRE RISPOSTE:
1) I numeri danno forza(ma non legittimità) risposta
debole
2) E’ il male minore, solo uno strumento
3) La volontà della maggioranza deve in ogni caso
prevalere ma deve essere giusta e ragionevole
(Jefferson)
MINORANZA DI POTERE
(non quindi elettorali, linguistiche, razziali,
religiose, ecc...):classe dirigente, èlites
dominante,politica. Sono controllanti,cioè
dotate di potere di controllo,identificate in due
modi:
- CRITERIO ALTIMETRICO(sta in alto).(Dahl).
- CRITERIO MERITOCRATICO ( sta in alto
perché se lo merita, è capace)
(Pareto,Laswell)
La democrazia è gestita da
minoranze al singolare?
SINGOLARE:Mosca Gaetano: Al comando c’è sempre
una minoranza.(nega possibilità democrazia)
-Wright Mills: Gli USA sono dominati da
una elite di potere.
-Dahl: il potere si rivela solo quando una decisione è
controversa
La democrazia funziona come Poliarchia.
Barachrach e Baratz: il potere è anche potere di
sopprimere i problemi.
Conclusione di SARTORI:La struttura di potere della
democrazia è la POLIARCHIA.
1)MICHELS (1910) :
LEGGE DI FERRO DELL’ OLIGARCHIA:
L’ organizzazione snatura la democrazia e la
trasforma in oligarchia.
2) SCHUMPETER (1974):
TEORIA DELLA COMPETITIVITA DELLA
DEMOCRAZIA:
Alcune persone acquistano potere mediante
lotta competitiva per voto popolare.
3) SARTORI: La democrazia è il meccanismo
che genera una poliarchia aperta la cui
competizione nel mercato elettorale
attribuisce al popolo, e specificatamente
impone la responsabilità degli eletti nei
confronti degli elettori.
Chi sono gli ELITISTI ?
RISPOSTA: non si sa: ormai è una parola che sta in
bocca a tutti (Mosca,Pareto,Schumpeter,Dahl?)
-DEMOCRAZIA DESCRITTIVA: POLIARCHIA
ELETTIVA
-DEMOCRAZIA PRESCRITTIVA: MERITOCRAZIA
SELETTIVA.(Rousseau e Sartori)
EGUAGLIANZA:
-ARITMETICA: cose uguali a tutti.(appiattisce)
-PROPORZIONALE: cose uguali ad uguali, disuguali
a disuguali.(immette valore).
Capitolo 7
Democrazia e no
“Ogni determinazione è negazione”Spinoza
Come si definisce una democraziacontrario di:
Assolutismo
Autoritarismo
Totalitarismo
Dittatura
Autocrazia
Ma ciò non comporta che la democrazia sia contraddittorio delle realtà di
governo utilizzate per definirla con il metodo “a contrario”.
Democrazia≠Democraticità
Delimitando una realtà
induce a chiedersi cosa è
e cosa non è la
democrazia
Conclusioni
Induce a chiedersi la quantità di
democrazia in una forma di
governo
Implica la preventiva definizione di
cosa è la democrazia nel suo
insieme
Assolutismo
L’esercizio del potere viene definito assolutismo quando diventa troppo
concentrato e/o quando chi detiene il potere detta leggi a sua discrezione.
Ciò deriva dal pensiero di Hobbes, il quale afferma che:
un monarca è “assoluto” quando è al di sopra di ogni legge e
quando il potere è svincolato da qualsiasi limite(ne è un esempio
nella storia il monarca francese Luigi XIV)
Assolutismo è un buon contrario di democrazia? Sì ma in modo
indiretto.
La legittimazione democratica limita il potere finché contrasta un
potere autocratico. una volta abbattuti gli avversari essa attribuisce al
potere una sanzione assoluta.
Indietro
Luigi XIV
Figlio di Luigi XIII e di Anna d'Austria aveva
compiuto appena cinque anni quando ereditò il
trono di Francia, ma in realtà assunse il potere
solo alla morte del suo Primo ministro, il
Cardinale Mazarino, avvenuta nel 1661.Luigi
prima di essere incoronato fu attaccato dai nobili
nella rivolta della fionda, ma quando salì al trono
costruì una grande reggia a Versailles e fece
traslocare tutti i nobili. Luigi, che è noto anche
come il Re Sole e come "Luigi il Grande" (Louis
le Grand)[1] , governò sulla Francia per oltre
settant'anni, più di qualsiasi altro monarca
francese e di tutti i principali monarchi europei.
Sposò l‘ infanta di Spagna Maria Teresa
d'Austria (1638-1683) nel 1660.
Si deve al Re Sole la trasformazione della
monarchia francese in monarchia assoluta, ma
in funzione di una precisa strategia volta a
ridurre il potere della nobiltà, sempre pronta a
interferire con i suoi intrighi nelle scelte
politiche della Corona. Luigi si impegnò a
indebolire la nobiltà di spada anche prendendo a
servizio suo o del palazzo alcuni suoi esponenti
e creando così i presupposti per una nobiltà di
corte, totalmente fine a se stessa, parassita
dell'ambiente regio e schiava dell'"etichetta",
una sorta di "gerarchia" in voga allora nella
reggia per cui più si era vicini al Re nel servirlo
più si saliva di etichetta.
In ambito amministrativo tolse man mano
potere ai vecchi governatori provinciali,
che tuttavia non esautorò, e sovrappose
ad essi degli intendenti, non in gran
numero e quasi tutti provenienti
dall'aristocrazia e dalla nobiltà di toga. Gli
intendenti erano una nuova figura
amministrativa e rimasero in pianta
stabile anche dopo la morte del Re Sole;
avevano una dipendenza fortemente
centralizzata che tuttavia persero col
passare dei tempi e dei regnanti. I
problemi legati alla successione ed il
cattivo stato di salute intristirono gli anni
finali del suo regno. Dopo il Gran Delfino
morirono di vaiolo anche suo figlio, Luigi
duca di Borgogna ed il primo figlio ed
erede di questi. Rimaneva, unico principe
di sangue reale erede legittimo di Luigi
XIV, il figlio minore del duca di Borgogna,
Luigi Duca d‘Angiò, divenuto poi re Luigi
XV di Francia. Luigi XIV morì di cancrena
dopo 72 anni e 100 giorni di regno. Gli
successe il pronipote Luigi, Duca d'Angiò
con il nome di Luigi XV, sotto la reggenza
fino alla maggiore età nel 1723, del duca
Filippo d'Orléans, nipote e genero del
defunto Re Sole.
Assolutismo
Autoritarismo e Autorità
Autoritarismo= abuso ed eccesso di autorità che schiaccia la libertà.
Autorità  Autoritarismo ma Autorità ≠ Autoritarismo
Autorità nell’uso comune= un potere che è accettato,rispettato,riconosciuto,
legittimo.
Autorità= il diritto di dirigere e di
comandare, di essere ascoltato
e obbedito dall’altro.
Potere= la forza della quale si
dispone e a mezzo della quale si può
costringere l’altro ad ascoltare o ad
obbedire.
Una buona democrazia dovrebbe tendere a trasformare il potere in autorità
Autoritarismo è contrario di democrazia se specifichiamo dittatura autoritaria.
Autorità autoritaria= una autorità
cattiva e falsa, nemica della libertà
(Benito Mussolini)
Autorità autorevole= un’autorità
genuina che si appaia con la libertà
Indietro
Benito Mussolini
Fondatore del fascismo, fu primo ministro del Regno
d'Italia, con poteri dittatoriali, dal 31 ottobre 1922 al 25
luglio 1943. Figlio del fabbro Alessandro e della
maestra elementare Rosa Maltoni, nasce il 29 luglio
1883 in un casolare a Varano dei Costa, frazione del
comune Dovia di Predappio, allora situato in provincia
di Firenze, oggi in provincia di Forlì. Nel 1900 si iscrive
al Partito Socialista Italiano e consegue la maturità
magistrale nel 1901.
Convinto anti-interventista negli anni precedenti la
prima guerra mondiale, nel 1914 cambiò radicalmente
opinione, dichiarandosi a favore dell'intervento in
guerra. Nell'immediato dopoguerra, cavalcando lo
scontento per la «vittoria mutilata», fondò il Partito
Fascista (1921), e si presentò al Paese con un
programma politico nazionalista e autoritario, con forti
elementi antisocialisti e antisindacali che gli valsero
l'appoggio della piccola borghesia e dei ceti industriali
e agrari. Emerge quindi come il fascismo si sia
caratterizzato, nella sua concreta realizzazione storica,
come un movimento autoritario, nazionalista e
antidemocratico (nel 1931 Mussolini esplicitò il proprio
rifiuto della democrazia, definendo la disuguaglianza
come «feconda e benefica»).
L'arrivo da Roma di un comunicato in cui il
Comitato di Liberazione Nazionale[37] esprimeva
la necessità di una rinascita sociale politica e
morale dell'Italia attuabile solo attraverso
l'uccisione di Mussolini e la distruzione di ogni
simbolo del partito fascista presente in Italia fornì
successivamente una giustificazione politica
dell'accaduto.La decisione venne attuata il 28
aprile 1945; secondo la versione ufficiale,
Mussolini fu fucilato. I tempi e i modi
dell'esecuzione furono dettati anche dalla volontà
di evitare interferenze da parte degli alleati che
avrebbero (almeno ufficialmente) preferito
catturare Mussolini e processarlo davanti ad una
corte internazionale.
Autoritarismo
Totalitarismo
Caratteristiche del totalitarismo individuate da Friedrich:
•Partito unico di massa controllato da un’ oligarchia
•Monopolio delle armi
•Monopolio di tutti gli strumenti di comunicazione
•Sistema terroristico di polizia
•Un’ ideologia ufficiale
•Un’ economia diretta dal centro
Aggiunta in seguito per giustificare lo
stalinismo come un totalitarismo.
In seguito all’individuazione dei punti salienti è possibile riscontrare due tipi di
regimi totalitari nella storia:
•Nazismo (guidato da Adolf Hitler)
•Stalinismo (guidato da Josif Stalin)
Caratterizzato da una maggiore presa totalitaria
per quanto riguarda l’estensione del fenomeno
Alcuni studiosi hanno individuato regimi totalitaristi anche nel passato,risalendo ai greci
e,Edgar Hallet Carr ha perfino ipotizzato che la storia sia un succedersi di totalitarismi.
Ciò è inaccettabile poiché svuota di significato il termine e poiché totalitarismo è una
parola che è stata coniata in tempi moderni per descrivere quel volto del potere che
non ha precedenti,fondandosi su una tecnologia del potere che in passato non
esisteva.
Risolto il problema del tempo gli studiosi si sono interrogati se abbia senso sviluppare
e affinare il concetto di totalitarismo,ora che questi regimi sono caduti.La risposta è si
perché il termine,concepito come tipo ideale,funge da parametro e da punto di
riferimento,alla stregua di concetti come anarchia o feudalesimo che,seppur non
esistenti nella società,facilitano la comprensione delle varie forme di potere e del suo
esercizio.
Per concludere rispondiamo alla domanda se totalitarismo sia un buon contrario di
democrazia.Totalitarismo è un buon opposto se si specifica dittatura totalitaria,poiché
è necessario che la legittimazione del potere non sia conferita dal popolo,mentre
“totalitarismo” preso singolarmente potrebbe comprendere anche una democrazia
totalitaria.
Indietro
Josif Stalin
Josif Stalin(1879-1953) è stato un politico russo,capo del
Partito Comunista e dell’Unione Sovietica.Nasce a
Gori(Georgia) da una famiglia di modeste condizioni
economiche e trascorre un’infanzia segnata da difficili
rapporti con il padre.Nel 1888 si trasferisce a Tibilisi per
frequentare un seminario teologico ortodosso e
contemporaneamente entra a far parte di gruppi clandestini
di marxisti esiliati dallo zar,iniziando un’intensa
propaganda tesa a porre le basi per la rivoluzione.Questa
sua attività lo porta all’arresto nel 1900 e alla deportazione
in Siberia,da cui riesce a scappare nel 1904.Nel 1908
partecipa in prima linea agli scioperi dei lavoratori a Baku e
viene deportato nuovamente in Siberia, dalla quale riesce
nuovamente a fuggire.Questi sono per Stalin anni cruciali
poiché riesce a distinguersi dalla folla per personalità e
carisma,tanto da essere chiamato a far parte del Comitato
centrale del partito da Lenin.Assume la direzione della
Pravda(organo di stampa bolscevico)e nel 1917 elabora la
Dichiarazione dei popoli della Russia,che rimarrà un
documento fondamentale per lo stato sovietico.Nel 1922
viene nominato segretario generale del Comitato centrale e
dopo la morte di Lenin(1924),che negli ultimi anni aveva
mostrato qualche diffidenza verso Stalin a causa delle
eccessive ambizioni personali che quest’ultimo sembrava
anteporre agli interessi del movimento,sfrutta la propria
posizione per accrescere sensibilmente la propria notorietà
e con il suo carisma(nel 1927) riesce a far prevalere le sue
idee su quelle di Lev Trockij,più vicino al pensiero di
Lenin.A partire dal 1928 ha inizio l’”era di Stalin”,che
durerà fino al 1953(anno di morte),nella quale l’ URSS
diventerà una delle potenze mondiali più influenti insieme
agli Stati Uniti d’America.
I primi provvedimenti che Stalin prende per potenziare
l’Unione Sovietica sono la meccanizzazione
dell’agricoltura,la soppressione della proprietà privata, il
potenziamento dell’industria(in particolare quella
siderurgica)e il potenziamento dell’istruzione per
plasmare nuove menti,fedeli all’ideologia di Stato,in grado
di dotare l’URSS di tecnologie all’avanguardia.Nel 1934
l’Unione Sovietica entra nella Società delle
Nazioni,proponendo il disarmo generale e nel 1936 porta
aiuto alla resistenza spagnola contro Franco,ma nel
1939,in seguito al Patto di Monaco,stringe un’alleanza di
non aggressione con la Germania di Hitler,il cosiddetto
Patto Molotov-Ribbentrop per garantire la pace all’URSS.Il
patto viene violato da Hitler nel 1941 e con il tentativo di
invasione dei nazisti comincia una guerra tra le due
potenze che durerà 4 anni,fino alla presa di Berlino e alla
conseguente capitolazione della Germania.Con la fine
della Seconda Guerra Mondiale si apre un altro
conflitto(che non sfocerà mai in una guerra
militare),questa volta tra URSS e Stati Uniti,denominato
Guerra fredda che durerà fino al 1990.Stalin partecipa solo
ai primi anni del conflitto poiché muore nel 1953 in
seguito ad un colpo apoplettico.Muore lasciando dietro di
sé una Nazione profondamente segnata dal terrore e dalla
spietatezza delle azioni di repressione effettuate nel corso
degli anni contro ogni forma di opposizioni politica.
Totalitarismo
Adolf Hitler
Adolf Hitler(20 aprile 1889-30 aprile 1945) è stato un uomo
politico tedesco.Nato a Braunau am Inn si trasferisce all’età
di diciannove anni,dopo un’infanzia travagliata segnata dai
difficili rapporti con il padre e dalla prematura scomparsa
dei genitori,a Vienna dove cerca di essere conosciuto come
artista non ottenendo risultati di rilievo.Nel 1914 partecipa
con entusiasmo alla Prima Guerra Mondiale conseguendo il
titolo di caporale.In seguito alla sconfitta della
Germania,Hitler decide di dedicarsi completamente alla
politica diventando leader del Partito
Nazionalsocialista,piccolo partito estremista.In questi anni
Hitler da prova della sua eccellente abilità oratoria che gli
permetterà di “conquistare” sempre più aderenti(come
Hermann Göring o Rudolf Hess)affascinati dai progetti di
grandezza del futuro Führer.Nel 1923 tenta il colpo di Stato
ma fallisce e viene recluso per 5anni(che saranno solamente
nove mesi)nel carcere della prigione di Landsberg.
Nonostante il fallimento,Hitler decide di riorganizzare il
proprio partito imponendo una maggior disciplina e creando
un corpo di guardia personale, guidato da Heinrich
Himmler,che prese il nome di SS. L’ascesa politica del
Führer ebbe inizio nel 1930 quando alle elezioni,svolte in un
clima di grande depressione per il popolo tedesco a causa
della forte disoccupazione e a causa di difficoltà
economiche del Paese,il partito Nazionalsocialista ottenne
6.500.000 voti divenendo insieme al Partito Comunista e ai
Socialdemocratici la maggior forza politica tedesca. Nel
gennaio del ’33 Hitler diventa cancelliere e grazie al
prestigio della carica ottenuta e ad un uso univoco di ogni
mezzo d’informazione,persuade la maggioranza dei
tedeschi a considerarlo come il salvatore della Patria dalla
crisi economica,dagli Stati stranieri e dagli ebrei,che furono
uccisi o portati come schiavi nei campi di concentramento a
lavorare in condizioni disumane.
Nel 1935 Hitler viola il Trattato di Versailles,che limitava il
riarmamento della Germania,e pone le basi per la creazione
di una nuova Marina e di una nuova Aviazione(posta sotto
il controllo di uno dei suoi fedelissimi,Herman Göring)e nel
1936 appoggia Francisco Franco,durante la guerra civile
spagnola,avendo così modo di provare le reali capacità
delle forze armate a sua disposizione. Sempre nel 1936 si
allea con Benito Mussolini formando l’asse Roma-Berlino e
nel 1937 comincia a ultimare i preparativi per la conquista
del cosiddetto “spazio vitale”. Il 23 agosto firma un patto di
non aggressione con la Russia e il 1°settembre invade la
Polonia,suscitando la reazione di Francia e Inghilterra che
dichiarano guerra alla Germania.La guerra comincia per il
Führer con una serie di vittorie fulminanti su
Danimarca,Norvegia,Paesi Bassi,Belgio e addirittura
Francia.Con l’entrata dell’Italia a fianco della Germania
vengono aperti due fronti di guerra: quello nel Nord Africa
e quello nei Balcani.Allo stesso tempo l’aviazione tedesca
è impegnata in una difficile battaglia contro l’aviazione
inglese che impedisce a Hitler di impossessarsi del
territorio Britannico. La guerra procede bene per la
Germania fino al momento in cui Hitler decide di violare il
patto di non aggressione con la Russia tentandone
l’invasione.Il freddo e la guerriglia dei russi rendono
inefficace l’attacco delle truppe tedesche e,
contemporaneamente all’entrata in guerra degli Stati Uniti
che aprono un fronte di guerra a ovest della
Germania,comincia l’avanzata russa su Berlino da
est,ormai stretto in una morsa dalle due potenze mondiali.
Il 30 aprile 1945,quando le truppe di Stalin arrivano a pochi
metri dalla Cancelleria di Berlino,il Führer,ormai privo di
ogni risorsa per contrastare il nemico,decide di suicidarsi
nel proprio bunker,ponendo così sostanzialmente fine al
Terzo Reich.
Totalitarismo
Dittatura
Nella romanità:
Dictator = magistratura straordinaria per emergenze di guerra, vincolata a 6 mesi
di dittatura che durò fino al III sec. a.C quando muore Cesare.
Dittatura si trasmette come termine positivo
Machiavelli e Rousseauelogiavano la dittatura romana.
Oggi giorno:
Dittatura= forma di Stato e una struttura che ne consente un uso illimitato e
discrezionale.
Nello Stato dittatoriale il dittatore viola la Costituzione.
Legibus solutus
Neumann distingueva:
•
Dittatura semplice
•
Dittatura cesaristica (scelta ad esempio da Francisco Franco)
•
Dittatura totalitaria ≠ Totalitarismo
Democrazia-dittaturaopposizione strutturale
Indietro
Francisco Franco
Francisco Franco è stato un generale e politico
spagnolo. Fu l'instauratore, in Spagna, di un regime
dittatoriale a carattere autoritario noto come
franchismo. Rimase al potere dalla vittoria nella
guerra civile spagnola del 1939 fino alla sua morte
nel 1975.
Nonostante fosse nato in una famiglia di classe
media, la sua infanzia non fu molto fortunata. I suoi
genitori erano separati ed ebbe sempre un rapporto
conflittuale con il padre, Nicolás Franco SalgadoAraujo, mentre amò molto la madre, Maria del Pilar
Bahamonde, dal carattere severo, ed estremamente
religiosa. Collezionò numerosi successi e meriti
divenendo ben presto una figura rilevante
nell'ambito militare. Nel 1920 entrò nei ranghi della
Legione straniera spagnola e si distinse per
durezza e ferrea disciplina.
Tornato in Spagna per un breve soggiorno,
conobbe e sposò Carmen Polo, esponente dell'alta
società asturiana. Ripartì quindi alla volta del nord
Africa, dove proseguì la sua carriera militare sino a
divenire colonnello nel 1925 e generale di brigata
l'anno seguente (a 33 anni fu il più giovane
generale d'Europa).
Franco fu un nazionalista ad oltranza ed un
anticomunista, con una concezione rigida e
conservatrice della religione e una visione chiara
della storia della Spagna.
Il 29 settembre 1936 fu ufficialmente dichiarato
Generalísimo de los ejércitos de Tierra, Mar y Aire.
Ne seguì una sanguinosa guerra civile, vinta la quale,
nell'aprile 1939, il Generalísimo assunse la guida
definitiva dello Stato, instaurando un regime
dittatoriale di stampo fascista che scatenò una
fortissima repressione. Durante la seconda guerra
mondiale decise di mantenere la Spagna neutrale
declinando l’offerta di Hitler di unirsi all’asse nel
1940. In questi anni la Spagna divenne un vero e
proprio rifugio per gli Ebrei poiché egli si rifiutò di
imporre le leggi antisemite. L'8 giugno 1973 lasciò la
carica di Primo Ministro a Luis Carrero Blanco
mentre diventò capo di stato Juan Carlos di Spagna.
Morì il 19 novembre 1975.
Dittatura
Autocrazia
Autocrazia
contraddittorio
auto-investitura, proclamarsi capo da sé, o trovarsi a essere capo per diritto
ereditario(come avvenne nel caso del celebre Pietro I il Grande di Russia).
Democrazia
Non democrazia
•Regime nel quale il personale
politico controllante viene scelto
tramite elezioni libere, competitive e
non fraudolente.
•Qualsiasi regime il cui
personale politico
controllante non
proviene da elezioni.
•Il potere dell’uomo sull’uomo può
essere attribuito soltanto
dall’investitura altrui.
•Potere non proveniente dal
consenso popolare.
Il potere non è proprietà di nessuno
Nessuno può esercitare il potere
senza condizioni né limiti.
Costituzionalismo
Indietro
Conclusioni
Dopo aver esaminato le caratteristiche dell’assolutismo,dell’autoritarismo,del
totalitarismo,della dittatura e dell’autocrazia possiamo ragionevolmente sostenere
che tra tutti i sistemi politici elencati,l’unico vero contrario di democrazia è
autocrazia poiché segna un netto confine tra ciò che è democrazia e ciò che non è
democrazia,mentre i restanti sistemi politici rendono possibile tracciare un’ipotetica
linea che unisce,a coppie,ogni regime con la democrazia,rendendo possibile
l’individuazione di casi intermedi posti nel mezzo dei due poli.
Dittatura
Totalitarismo
Democrazia
Autoritarismo
Autocrazia
Fine
presentazione
Come sopra spiegato non è
possibile tracciare una linea di
continuità essendo due opposti
Pietro I il
Grande
Pietro I il Grande nasce a Mosca,il 30 maggio
1672,dall’unione tra Alessio I e la seconda
moglie Natalya Naryskina.A soli 10 anni viene
scelto come futuro zar al posto del
fratellastro IvanIV,affetto da turbe
psichiche,sotto la reggenza iniziale della
madre.Ufficialmente Ivan viene considerato
allo stesso livello di Pietro,ma in pratica non
avrà gli stessi poteri di quest’ultimo.A partire
dal 1696 con la morte del fratello Ivan,e con
la precedente morte della madre nel
1694,Pietro rimane solo alla guida della
Russia e da inizio ad un governo assoluto e
autocratico.Sono anni di grandi cambiamenti
per il Paese, poiché lo zar attua uno
svecchiamento delle tradizioni e
un’occidentalizzazione assolutamente
innovativi per l’epoca.Questa svolta è dovuta
all’esigenza di riformare l’esercito(da ora
addestrato da numerosi ufficiali stranieri),alla
necessità di potenziare l’economia e i traffici
commerciali,alla riorganizzazione
dell’amministrazione e alla nascita di una
nuova cultura di Stato.Alla morte di Pietro nel
1725,la Russia ha ormai chiaramente definito
la propria posizione
internazionale,evidenziando le sue enorme
possibilità di futura crescita.
Autocrazia
• Righini Matteo (Introduzione,Assolutismo,Autoritarismo e Autorità con relativi
esponenti);
•Sillato Stefano (Totalitarismo con relativi esponenti e conclusioni);
•Randi Jacopo (Dittatura e Autocrazia con relativi esponenti).
Capitolo 8
Democrazia degli antichi e democrazia dei moderni
“ È chiaro che tutte le condizioni della libertà hanno cangiato; la parola stessa libertà
non ha il medesimo significato presso gli antichi e presso i moderni… Sarà sempre
utile studiare gli antichi, come puerilei e pericoloso imitarli.”
( E. Laboulaye )
• Capitolo 8.1: dalla città allo stato
• Capitolo 8.2: partecipazione e rappresentanza
• Capitolo 8.3: libertà individuale e collettiva
• Capitolo 8.4: democrazia e repubblica
• Capitolo 8.5: la scoperta del pluralismo
• Capitolo 8.6: ricapitolazione
Bandini Alessandro
Casadei Giulia & Letizia
Cirillo Silvia
Capitolo 8.1: dalla città allo stato
La storia ha prodotto due tipi di democrazie :
 La democrazia diretta:
partecipazione  esercizio diretto del potere  polis
 La democrazia indiretta:
rappresentazione  controllo del potere  meccanismi rappresentativi
In prima analisi la diretta sembra essere più soddisfacente MA le polis hanno
vissuto una esistenza turbolenta, nonostante fossero un laboratorio ideale
per la democrazia diretta.
La democrazia antica non fu una città-Stato su una città senza stato
Stato ( da status = situazione qualsiasi ) nel vocabolario indica le
formazioni politiche medioevali non definibili regnum, imperium o
civitas.
Machiavelli fu il primo ad usare questo termine, ma si affermò
solamente nel XIX
Oggi Stato = apparato vastissimo e complesso di governo,
amministrazione e legislazione.
 La parola STATO non è assolutamente riferibile ai greci
( questo non vuol dire che fosse tutta autogestione : c’erano l’ ekklesia,
un boulé di 500 membri e varie magistrature )
 Nelle poleis le cariche pubbliche erano a sorteggio e a rotazione :
una politica senza politici ossia :
 una configurazione orizzontale della politica ( non verticale )
Quindi, per i greci, senza Stato equivale a dire senza verticalità.
 Per conservare il suo “ non Stato “ la Grecia doveva restare intra
moenia, perché un allargamento della città avrebbe fatto crollare
il governo diretto dei polites.
L’ incapacità di ingrandirsi della poli sancì il suo definitivo
eclissarsi
 senza Stato comporta senza espansione.
Una città senza territorio è un’ enorme entità non
vitale, che necessita di passare dalla città allo
Stato
↓
Per passare dalla città allo Stato senza perdere la
democrazia ci sono voluti più di duemila anni.
↓
La democrazia odierna non è più condannata ad
essere piccola, ma ciò avviene solo perché si pone
come STATO
Capitolo 8.2: partecipazione e rappresentazione
La democrazia degli antichi non è più applicabile alla realtà
dei moderni
 supponiamo che lo sia…
Aristotele poneva la democrazia tra le forme di governo
degenerate ( il cattivo governo dei molti ) :
 “ la democrazia è governo dei poveri a proprio vantaggio “
↓
Non è una visione socio-economica perché nella democrazia
governerebbero i poveri anche se in minoranza.
È uno dei tre casi di governo nell’ interesse proprio

Ad Aristotele si affiancarono altri
Per Erodoto ( coniatore del termine ) la democrazia era
pensatori :
fondata sulla Isonomia;
 50 anni dopo Senofonte afferma “ è assurdo che il demos
abbia il diritto di fare quel che gli piace “.
In breve il buono della democrazia venne travolto
 l’ isonomia ebbe breve vita;
 Le leggi venivano fatte e disfatte dal demos a suo piacimento,
così così la polis si polarizzava in una lotta di classi.
L’ autogoverno dei greci comportava una totale devozione del
cittadino al pubblico servizio
↓
doveva trascurare i propri affari per lavorare a profitto della città:
 così si creava un profondo disequilibrio nella vita associata.
______________________
La democrazia indiretta è un correttivo della democrazia diretta:
 Permette di sfuggire alla radicalizzazione del potere;
 Anche senza partecipazione totale mantiene il controllo e la
limitazione del potere;
In Grecia tutti i poteri erano assorbiti dalla polis
 Sprofondarono in un vortice di troppa politica;
 “ Chi ha bisogno di lavorare per vivere non può essere cittadino
“ Aristotele
Gli antichi avrebbero scelto la democrazia diretta o
partecipativa ?
 È davvero un dubbio
Mentre i moderni, per avere una democrazia duratura, si
sono accontentati di meno democrazia.
I moderni pretendono meno dalla partecipazione al potere ma una
maggiore libertà individuale.
 Quando si dice “ limitazione del potere “ si tenta di eliminare
l’ oppressione dell’ uomo sull’ uomo in nome della libertà
individuale.
Capitolo 8.3: libertà collettiva e libertà individuale
• Libertà Greca
Il significato che la civiltà greca ascriveva al soggetto umano ben differisce da quello
tradizionalmente tollerato dai moderni sistemi valutativi democratici; entro la polis alcun
valore personale o privato dell’individuo fu consentito, mentre vi resistette soltanto
quello civile.
Nell’agire politico (comunitario) oltre a conservarsi i principi di una norma
costituzionale, quella della Democrazia Diretta e Partecipatoria, si annunciava
l’individuo, si manifestava il ruolo sociale del personaggio umano, così finalmente
sottratto all’oscurità di un intimità mai riconosciuta.
Disporre di diritti politici, votare, nominare magistrati, conseguire dignità pubbliche: in
questo soltanto si risolveva la Libertà Greca, esclusivamente dedita alla tutela della
collettività sull’individuo e alla definitiva negazione di ogni indipendenza.
- L’assenza di una sfera privata,
personale, di libertà;
Riassumendo:
- L’identità tra libertà umana e governo collettivo
e
- L’eteronomia dell’individuo dalla società politica
producono
- L’affermazione della libertà per
mezzo della partecipazione
politica attiva;
- La negazione di indipendenza e
sicurezza soggettive.
- Alessandro Bandini -
• Libertà Moderna
E’ grazie ad eventi quali il rinascimento, il giusnaturalismo, la
Riforma e tutta la lunga meditazione filosofica conclusasi in Kant,
che la società occidentale ha potuto maturare l’attuale concezione di
libertà umana: svincolata al suo significato politico e civile
originario, essa è divenuta l’intrinseca testimonianza di un valore
soggettivo
proprio
e
inalienabile
all’individuo.
Vive infatti tra i moderni e gli antichi non
tanto una differenza di intenzioni quanto
piuttosto di esperienze sociali, culturali e
ideali, che hanno infine consentito la
sperimentazione
e
la
definitiva
approvazione di nuove forme di libertà:
rispetto e tutela dell’individuo-persona,
diritto alla difesa giuridica personale,
garanzia di indipendenza e sicurezza
soggettive
sono
sì
conquiste
profondamente radicate nella coscienza
privata e pubblica dei moderni sistemi
democratici e civili, ma sono ancor prima
il prodotto di una nuova congiuntura
storica.
La libertà può conservarsi soltanto entro i diritti positivi dell’uomo
e non più in sottordine allo Stato
- Alessandro Bandini -
Il soggetto sociale consegue
valore e dignità personali.
(indipendenti dalle nozioni di cittadinanza,
politicità, statualità cui usava soggiacere)
Libertà Moderna
Consente:
- una inedita individualità
umana del cittadino;
- il diritto alla difesa giuridica
personale;
- rispetto e tutela per una
libertà soggettiva e“privata”.
Capitolo 8.4: democrazia e repubblica
La democrazia degli antichi fu breve, quanto?
 Il termine democrazia viene coniato da Erodoto a metà del V
secolo
 E finì con la morte di Alessandro Magno del 323 a.C.
Poi non si parlò più di democrazia, ma di respublica
• Respublica = “ cosa di tutti “  interesse generale;
• Democrazia = “ cosa di una parte “ il demos  potere di
qualcuno.
 L’ inglese commonwealth (common weal) indica il benessere
comune
Così si delinea la repubblica come un sistema politico intemedio
tra la “ cosa di uno solo “ e la “ cosa del popolo “
Nella Storia…
 Kant critica chi confonde la repubblica con la democrazia;
ogni governo è dispotico o repubblicano  la democrazia (
nel senso proprio del termine ) è un dispotismo
 Hamilton-Madinson  repubblica ( sistema rappresentativo )
e democrazia ( la democrazia diretta ).
“ Le democrazie hanno sempre offerto turbolenza e dissidi […] in
contrasto con ogni forma di garanzia delle persone”
Limitazioni del pluralismo
 Fideismo e fanatismo;
 affidamento solo alla fede con degrignazione della ragione
 riconoscersi ed identificarsi in maniera esasperata in
un particolare credo o sistema di credenze
 Stato vincolato alla volontà della chiesa;
 Stato che politicizza la società;
Capitolo 8.5: la scoperta del Pluralismo
Idee diverse e dibattito aiutano un ordine
politico-sociale
Differenziazione = vitale per convivenza
Genesi  Prima della Riforma:
 Umanità = necessari
Fondamento Dei governi
 Diversità = causa di Rovina
degli Stati
Chi ha scoperto il pluralismo?
 Nessuno in particolare. Essendosi l’idea sviluppata durante la
Riforma si pone l’attenzione sui riformatori, in particolare
sulle sette puritane.
 I puritani hanno chiarito ciò che appartiene a Dio e ciò che
appartiene allo Stato.
 Tuttavia invocarono la libertà di conoscenza e d’opinione
per sé.
Punti fondamentali
Pluralismo:
I.
Concepito Come una credenza Di valore
II.
Presuppone e Comporta la tolleranza
III.
Esigenza della Chiesa separata Dallo Stato e della Società
autonoma
Conclusione
Spesso viene subordinato il valore di “liberalismo”, concetto
sottinteso, quando si parla di democrazia.
IN REALTA’
La democrazia moderna esiste perché è istituita da una
prevalenza liberale
 La democrazia moderna dovrebbe
essere chiamata “liberal democrazia”.
Democrazia antica
 Prevale il concetto di
uguaglianza.
 Si basa sulla partecipazione
dei cittadini.
Democrazia liberale
 Prevale l’idea di libertà.
 Si fonda sulla competizione
tra candidati e sul
meccanismo della delega
tramite elezioni.
democrazia moderna = liberaldemocrazia
Combina il principio della sovranità con la tutela dei diritti
liberali e con la divisione del potere
Capitolo 8.6: ricapitolazione
Per i greci
Nessun margine di
indipendenza
Nessuna protezione per
il singolo
democrazia = decisioni collettive
Hobbes: “ Ateniesi e Romani erano liberi, vale a dire che le loro città
erano libere.
Ma città libere ≠ cittadini libero
L’ idea di libertà moderna non coincide con quella degli ateniesi
[ perché storicamente separati da noi ]
 I greci partecipavano alla polis per arrivare al polítes
 l’ individuo è sussunto della sua città
 Opposizione tra concezione dei moderni e degli antichi:
l’ uomo non è semplicemente :
 cittadino di uno Stato
 la partecipazione di
una società collettiva
L’ esercizio del potere collettivo non risolve i nostri
problemi
Nemmeno risolveva i problemi dei greci  tutto quello le la folle
acclamava finiva per diventare legge
Questo sancì la fine dell’ isonomia
 È grazie alla diseguaglianza al modello Greco che le nostre
democrazie sono in grado di durare
Esistono due tipi di democrazia
non intercambiabili :
 Come esercizio
diretto del potere
 Come controllo e
limitazione del
potere
I moderni non hanno solo creato una democrazia in grado di
durare, ma hanno anche risolto problemi che i greci non
risolsero, e perseguito valori che essi non conoscevano.
Capitolo 9
Libertà e legge
Libertà
Esistono due libertà completamente
differenti
politica
liberale
Libertà politica
• Libertà politica è coesistere in libertà e resistere alle
illiberalità;
• Libertà protettiva poiché permette di essere “liberi da…” per
poter essere “liberi di…”;
• Combatte l’abuso di potere e ha la possibilità di limitare
l’esercizio del potere;
• Protegge i cittadini dalle oppressioni;
composta da 5 elementi
abilità,potere e opportunità
privacy e indipendenza
(libertà di…)
(libertà da…)
Portano alla
completa libertà
Libertà liberale
• Ritiene che il cittadino è libero da oppressioni solo se è
servo delle leggi;
• Siamo liberi se sottostiamo alle leggi e non ai padroni;
Supremazia della legge e
democrazia in Rousseau
• Sostiene che la libertà era fondata dalla legge e nella legge
e che il problema della politica è mettere la legge al di
sopra dell’uomo.
Se viene meno il vigore della legge non si può avere né
libertà né sicurezza e di conseguenza si avrà uno stato di
padroni e schiavi
• Ritiene che lo stato abbia bisogno di poche leggi,che devono
essere fatte da un legislatore.
• Reputa la Repubblica la migliore forma di governa,tale governo
è guidato dalla volontà generale, che è la legge.
Libertà e autonomia
•
Sempre Rousseau sostiene che l’uomo è libero quando
governano le leggi e non altri uomini perché non è
esposto a nessun arbitrio.
• È possibile avere libertà solo se non abbiamo
impedimenti d’ azione.
Diritto dei legislatori
Oggi non siamo liberi perché produttori di leggi alle quali
siamo sottoposti,ma perché i legislatori che le fanno,
sono liberi di farle secondo il loro libero arbitrio.
COSTITUZIONALISMO
Rifonda ed equilibra in sé la legge come
limite e come manifestazione di volontà,ma
tale equilibrio è funzione di come la legge
viene concepita
Costituzionalismo
Consente di fare le leggi
trasformando il Parlamento in
un organo legislativo
Fa si che siamo governati da
leggi solo se il legislatore è
sottoposto a queste
Controllo delle leggi permette di
evitare che un tiranno eserciti il suo
potere in nome della legge
Mentre in passato il giudice creava leggi conformi alle
consuetudini,i legislatori moderni concepiscono la legge
semplici e puri comandi. Tutto questo porta ad uno sciupo
delle leggi per 4 motivi:
I 4 motivi
• 1° inflazione di leggi: vengono formulate talmente tante leggi
che vengono chiamate così,ma che non hanno nessun
valore,quindi si ha un inflazione di leggi
• 2° cattiva qualità: troppe leggi sminuiscono la loro importanza
e si ha una perdita di chiarezza.
• 3° perdita di certezza: la funzione del sistema giuridico è di
dare ai destinatari delle norme,ma il continuo rifacimento delle
leggi non permette di avere la certezza che ci aspettiamo.
• 4° perdita di generalità: siamo davanti ad una crescita di una
legislazione settoriale,dunque di leggi non uguali per tutti.
Questa mancanza di generalità porta alla mancanza di
protezione.
Leggi e diritti
Libertà è liberarsi dalla
legge,ma la libertà è una
questione rapportuale e non
intereriore.
La libertà di ognuno
deve trovare il suo limite
nella reciprocità,ovvero
nel rispetto della libertà
degli altri
Sono “libertà da...”
convertite in “libertà di…”
Con l’ aumentare dei
diritti cresce la libertà
politica,si allarga in
libertà economica e la
libertà liberale trapassa
in libertà democratica
CAPITOLO 10
EGUAGLIANZA
“L’ineguaglianza è facile perché richiede soltanto di galleggiare con la
corrente, laddove l’eguaglianza è difficile perché ci richiede di
nuotare controcorrente.”
(Tawney)
Identico e giusto
Eguaglianza al singolare=idea-protesta
simbolo della rivolta contro
le cristallizzazioni gerarchiche,i dislivelli fortuiti,gli svantaggi o vantaggi di
nascita
Rousseau: ”è precisamente perché la forza delle cose tende
sempre a distruggere l’eguaglianza, che la forza della legislazione deve
sempre tendere a mantenerla”(contratto sociale,II,11)
Eguale identico≠Eguale giustizia
eguaglianza tra gli uomini
Eguaglianza al plurale=idea-proposta
Aristotele: “ingiustizia è
ineguaglianza,giustizia è
eguaglianza”
Eguali opportunità
L’eguaglianza di opporunità risale alla rivoluzione francese
Dichiarazione dei diritti(1789)
articolo 6: “essendo tutti i cittadini eguali(agli occhi
della legge) essi hanno eguale titolo a tutti gli emolumenti
e posizioni del pubblico ufficio in accordo con le loro
capacità e in ragione del solo criterio della loro virtù
e intelligenza”.
Premessa isonomìa
_eguale accesso a tutti i pubblici uffici per merito:
in ragione di capacità,virtù e intelligenza
_eguali partenze
Eguali opportunità
Eguale accesso: eguale riconoscimento a eguali capacità
meritocrazia
promuovere una
posto da forme-diritti,procedure,modalità- di accesso
Eguali partenze:i parenti devono essere in condizioni eguali
poste da condizioni e circostanze materiali
Eguale accesso=libertà-eguaglianza/Eguali partenze=eguaglianza ma
dubbia libertà
difficile però eguagliare le
partenze: il povero è sempre
svantaggiato di fronte al
ricco
poiché l’eguale
partenza richiede eguale
benessere e confluisce in una
relativa eguaglianza economica
positiva: relativo pareggiamento nell’avere e degli averi
Eguaglianza economica
negativa: nulla a nessuno
Eguaglinza economica relativa e al positivo
opportunità di partenza.
istanza delle eguali
Eguali opportunità
Eguaglianza economica
Ridurre la miseria,pareggiare gli estremi del miliardario e del mendicante,
non è oggi soltanto “giustizia economica”,è anche giustizia nelle
opportunità.
Tipi di eguaglianze
• Eguaglianza giuridico-politica
• Eguaglianza sociale
eguale accesso
• Eguaglianza di opportunità
eguali partenze
relativa (al positivo)
• Eguaglianza economica
radicale (al negativo)
• Egualitarismo totale (tutti identici in tutto)
Criteri semplificati
•
•
•
•
•
Quote eguali a tutti
Quote proporzionate alle differenze rilevanti
Quote tanto sproporzionate da neutralizzare le differenze rilevanti
A ciascuno in ragione della capacità
A ciascuno in ragione del bisogno
Criteri di eguaglianza
1.
2.
Lo stesso a tutti: eguali quote (oneri, benefici) o regole a tutti
Lo stesso agli stessi: eguali quote (oneri, benefici) o regole a chi è uguale,
e diseguali a chi è diseguale. Cosi:
2a in proporzione(monotonica o progressiva)
2b quote diseguali per differenze rilevanti
2c quote eguali per meriti eguali (a ciascuno in ragione delle capacità)
2d quote eguali per bisogni eguali (a ciascuno secondo i suoi bisogni)
Capitolo 11
Liberalismo Puro e Semplice
I movimenti politici del Liberalismo, Socialismo, Comunismo,
Democrazia caratterizzano la lotta politica del XIX e del XX sec.
Tutti e quattro nascono contemporaneamente dalla riv. Francese.
De Ruggiero afferma che: “ ... tra il 1789 e il 1793, tre rivoluzioni si svolgono
l’ una dall’ altra, e l’ una forma nel tempo stesso il complemento e l’ antitesi
dell’ altra. [...] una sola delle tre rivoluzioni è veramente matura: quella
liberale borghese.”


LIBERALISMO PURO E SEMPLICE
Secondo Sartori il fenomeno nasce precedentemente alla parola, apparsa
per la prima volta in Spagna tra il 1810-11 il cui sviluppo è ancora più
tardivo, e ciò lo connotò negativamente.
Stati Uniti: esempio di pensiero liberale, il termine non riuscì ad attecchire:
“Gli Americani percepirono il loro sistema prima come una repubblica e
subito dopo come una democrazia”. La costituzione americana è il prototipo
delle altre costituzioni liberali, ma gli Americani non la avvertono come tale (
Dahl la chiama democrazia madisoniana ).
Francia e Inghilterra: la parola acquista accezioni sbagliate
LIBERALISMO ≠ LIBERISMO
Mentre il liberalismo acquisiva un nome proprio era in corso la 1 a Rivoluzione
Industriale. Sotto l’ ottica di un simile fenomeno guadagnava una notevole
importanza il liberismo economico.
Per tale ragione il termine liberalismo acquisì un’ accezione più economica che
politica, e additato come manifestazione dell’ animo “borghese e capitalista”
ottenne le ostilità del proletariato industriale.
LOCKE, MONTESQUIEU, MADISON, CONSTANT:
non furono teorici di economia ma
del costituzionalismo e della libertà politica.
=
Teoria + Prassi della libertà individuale, della
protezione giuridica e dello stato costituzionale.
≠
Economia di mercato
LIBERALISMO
Socialismo e Socialdemocrazia
Esistono tanti tipi di socialismo
Caratteristica comune:
avversione e negazione della
proprietà privata
Nel capitolo l’autore analizza la Riv. Francese asserendo che :
1)
Nel 1791 la Dichiarazione dei Diritti statuiva che
“La proprietà è un diritto sacro ed inviolabile”
Nessuno può esserne privato se non …
2)
La Riv. Francese era diretta
contro il potere
… per necessità
con giusta
indennità
Era inconcepibile che
si convertisse in strumento
di uguaglianza materiale
Dalla 1 e dalla 2 segue che: LA RIV. FRANCESE NON ERA ( O LO ERA
LIMITAMENTE) SOCIALISTA
Per la nascita del pensiero socialista…
fu necessaria la maturazione
della Riv. Industriale ( e i
disagi da essa derivanti)
Con Leroux appare il termine socialismo
Dal 1821 al 1848 molteplici moti di protesta sociale ed economica:
Fourier
Owen
Saint-Simon
Leroux
Blanc
Proudhon
Blanqui
NON ANCORA SOCIALISMO ( arcipelago di sinistra )
Dopo la sconfitta che le idee socialiste (1848) subirono con il colpo di Stato di Luigi
Bonaparte il socialismo si trasferì in Germania e diede origine e diffusione ai partiti
operai
MARXISMO
1848
1863
1869
1875
1891
Manifesto dei comunisti di Marx-Engels si afferma un socialismo
inficiato dalla sua dottrina
Lassalle a capo del 1° partito operaio tedesco
Liebknect e Bebel formano il partito marxista
Unificazione dei 2 partiti a Gotha
Kautski sende il programma di Erfurt che definì il marxismo
ortodosso
SOCIALISMO ITALIANO
Bissolati  fonda nel 1912 il partito riformista
Turati  marxista che si oppone al massimalismo rivoluzionario
Labriola  marxismo italiano, interprete originale di Marx
OGGI i partiti socialdemocratici hanno ripudiato il marxismo.
PERIODI DELLA
SOCIALDEMOCRAZIA
1° fase ( sino al 1918 ) :
Socialdemocrazia non distingue nulla. Il partito di Bebel e quello di Kautski poi si
definisce socialdemocratico
SOCIALDEMOCRAZIA = SOCIALISMO = PASSAGGIO AL COMUNISMO
2° fase ( dal 1918 ) :
Lenin fonda il Partito Comunista Russo
Divisione tra il
COMUNISMO (leninismo – stalinismo)
≠
SOCIALISMO
IL socialismo resta marxismo che vede nel capitalista un nemico e che ricerca una
nuova società senza proprietà, senza classi e senza Stato.
3° fase ( sino al 1940 ) :
Competizione fra socialisti e comunisti per definire il reale partito marxista (In Italia la
questione si risolse con il CONGRESSO DI LIVORNO, 1921 )
Il Socialismo rimase marxista sino al 1940.
La Democrazia Liberale
Evo antico, medioevo, assolutismo  regimi
liberi e repubbliche
 Fine monarchie assolute  si dissolve l’antitesi
monarchia/repubblica
 1789 (Riv. Francese)  dissidio tra liberalismo e
democrazia
 1848 (socialismo)  dissidio tra democrazia e
socialismo

DEMOCRAZIA
•Eguaglianza nella libertà
•Eguaglianza assertrice di
libertà
SOCIALISMO
•Eguaglianza nel disagio e
nella servitù
•Eguaglianza negatrice di
libertà
•Metà del XIX ideale liberale e ideale democratico si fondono e si
confondono:
Democrazia intesa come  Liberal democrazia (attributi del
liberalismo)
•Libertà è il fine e la democrazia è lo strumento
 prevale la democrazia
 i liberali rinunciano alla propria identità
 liberalismo è inteso come etichetta
Libertà ed Uguaglianza
Tocqueville
Liberalismo = libertà
Democrazia = uguaglianza
La liberal democrazia tende a conciliarle entrambe
Libertà e uguaglianza sono la demarcazione tra liberalismo e democrazia
Uguaglianza liberale = preparare tramite la libertà aristocrazie qualitative
uguaglianza giuridico-politica contraria al merito regalato dall’alto
Democrazia
= uguaglianza che frena ogni sforzo di differenziazione
Uguaglianza = allargamento
orizzontale
“eguali opportunità di diventare
ineguali”
Democratico = integrazione sociale,
fa perno sulla società
Libertà = slancio verticale
“diseguali opportunità per diventare
eguali”
Liberale = apprezza l’ innovazione,
fa perno sull’ individuo


PROGRESSISTI
Identificano libertà e
uguaglianza
Partendo da una libertà
formale (uguaglianza)
giungono a identificarla
con la libertà reale


SARTORI
Divide libertà e
uguaglianza
Pur notando il possibile
passaggio da una libertà
formale (uguaglianza) ad
una libertà reale
preferisce distinguerle
A = libertà formale
B = libertà reale
Se A è condizione di B,
A=B
Se A è condizione di B,
A≠B
Stato liberale e Società
democratica
LIBERALISMO
DEMOCRAZIA

Tecnica dei limiti del
potere dello stato

Immissione del potere
popolare dello stato

Attenzione verso la
forma dello stato 
come devono essere
create le norme

Importanza del contenuto
delle norme  cosa
dev’essere stabilito dalle
norme

Democrazia in senso
politico

Democrazia in senso
sociale - economico
Democrazia è più del liberalismo in senso sociale ma non in senso politico
Il liberalismo è un presupposto della democrazia
 La democrazia politica coincide con il liberalismo
La democrazia è più del liberalismo quando mira a obiettivi come
l’eguaglianza sociale e il benessere economico
Più democrazia
democrazia in senso sociale
contenuto sociale
modo di essere della società
antefatto e substrato della democrazia in grande
Non comporta meno liberalismo

Democrazia riceve dal liberalismo le strutture politiche che la rendono agibile
Democrazia liberale
Democratico: per il benessere, eguaglianza e
coesione sociale
Liberale: per i problemi della servitù politica, della
forma dello stato e delle iniziative individuali
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Classe 4B