L’ESTATE
mercoledì 14 luglio 2010
2010
L’UNIONE SARDA
“Aperitivi ad Arte” da domani alla Galleria comunale di Cagliari: si parte dalla cultura cinese
Cultura
La Galleria comunale di Cagliari
Alla Galleria comunale d’arte di Cagliari prendono il via domani gli “Aperitivi ad Arte”. L’iniziativa, in collaborazione
con Artècrazia, si terrà ogni giovedì di luglio e agosto, dalle
20,30. Il ciclo di aperitivi vedrà di volta in volta protagoniste
diverse forme espressive: dalla letteratura alla recitazione,
dalla musica alla danza. Quest’estate il motivo ispiratore e il
filo conduttore dei sette appuntamenti sarà il “Museo per
l’armonia sociale” attraverso il quale la tradizione gastrono-
mica nostrana, con i prodotti a km zero, si confronterà con
le culture alimentari delle comunità straniere presenti nel
territorio.
Programma della prima serata: danza e tradizioni alimentari
della Cina, alle 20,30 aperitivo di benvenuto, alle 21,15 spettacolo di danza a cura dell’Accademia di discipline orientali,
alle 22 degustazione di piatti della tradizione culinaria cinese. Biglietto 4 €.
Adamsberg in fumetto
Dall’incontro tra Edmond Baudoin e Fred Vargas nasce “I quattro
fiumi”, un libro i cui dialoghi sono scanditi con artifici grafici
E
dmon Baudoin è uno degli autori
più interessanti del fumetto contemporaneo; Fred Vargas è una
scrittrice di gialli tra le più apprezzate in Europa; I quattro fiumi è la
graphic novel che hanno realizzato insieme,
una storia che ha tra i protagonisti il commissario Adamsberg, del 13° arrondissement di Parigi, curiosa figura di investigatore, riflessivo e lento, che risolve i casi affidandosi più alla sua sensibilità e alle intuizioni momentanee che al ragionamento logico.
Baudoin è un maestro del bianco e nero
“sporco e secco”, ma estremante espressivo,
quanto di più lontano dagli stilemi della ligne claire. Ha iniziato a lavorare professionalmente come disegnatore alla fine degli
anni Sessanta, pubblicando poi sulle maggiori riviste francesi, quali Pilote, Circus,
L’Echo des Savanes. Con Les Centiers Cimentés, edito da Futuropolis nel 1981, ha
iniziato un percorso poetico-espressivo assolutamente personale che lo ha portato a
produrre una serie di opere che l’hanno fatto diventare un autore di culto tra gli appassionati d’oltralpe. In Italia è conosciuto, soprattutto per la graphic-novel Piero (pubblicata in Italia da Coconino Press - Fandango),
un’opera sull’amicizia e l’amore fraterno,
dove la fantasia e l’autobiografia si confondono.
Vargas è una scrittrice attenta alla capacità evocativa di ogni parola, capace di coniugare capacità visionaria e meticolosa ricostruzione di quadri ambientali e psicologici.
È stata definita l’anti-Patricia Cornwell perché concepisce il poliziesco come una favola, ironica e tragica e rifugge dal raccontare
crimini troppo complicati e improbabili, sfumando sulla rappresentazione compiaciuta
della violenza. Il delitto, per la Vargas, è sempre qualcosa di molto semplice che, però,
può essere l’occasione per approfondire e
capire aspetti che riguardano il contesto sociale e la psicologia dei protagonisti coinvolti - questa sua voglia di approfondire e capire è testimoniata anche dal ruolo che la
scrittrice ha avuto nella campagna per la difesa di Cesare Battisti, il terrorista italiano
fuggito in Brasile; si veda al riguardo il suo
libro La Vérité sur Cesare Battisti, uscito in
Francia nel 2004 e ancora inedito da noi.
Progetto per il risparmio
C’è la crisi
ma è tempo
di sprechi
Cifre impressionanti, da qui
un’iniziativa internazionale:
ne parla Andrea Segré
dell’università di Bologna
L
di inquadrature collegate da un nesso di
consequenzialità all’interno di una stessa
scena), capire che cosa deve “togliere” e dove deve “aggiungere”, insomma, deve avere
il senso della “messa in scena grafica”.
Da parte sua il disegnatore deve entrare i
sintonia col testo, saper rendere col segno
ciò che lo scrittore non può mettere di suo
con le parole: non solo deve dare un corpo
al progetto narrativo, ma anche fare emerge l’anima del racconto.
Per la riuscita narrativa de I quattro fiumi,
probabilmente non è secondario il fatto che
la Vargas abbia maturato una certa esperienza come sceneggiatrice televisiva.
Il commissario Jean-Baptiste Adambsberg
è apparso per la prima volta nel romanzo
L’uomo dei cerchi azzurri del 1992.
a crisi attanaglia le famiglie,
ma gli sprechi alimentari continuano ad essere apocalittici. Secondo le rilevazioni riferite al 2009, in Italia è rimasta
nei campi il 3,5% della produzione
agricola e ortofrutticola, mentre dalla
distribuzione organizzata finiscono
ogni anno in discarica 200 mila tonnellate di alimenti per un miliardo di
euro. Con questi sprechi si potrebbe
dar da mangiare per tre volte al giorno a più di 600.000 persone ed evitare l’immissione nell’atmosfera di quasi 300.000 tonnellate di CO2 all’anno,
prodotte per il loro smaltimento come
rifiuti. Contro questi sprechi è scattata un’iniziativa che sarà presentata
domani a Roma: “Un anno contro lo
spreco”, un progetto promosso dalla
facoltà di Agraria e da Last Minute
Market, spin off accademico dell’Alma
Mater Studiorum dell’Università di
Bologna. Anima del progetto (che si
articola in due filoni; lo spettacolo
“SPR + ECO: Formule per non alimentare lo spreco”, in tour per l’Italia con
le canzoni di Mirco Menna e le immagini di Francesco Tullio Altan, e Le
Giornate europee contro lo spreco)
Andrea Segré, preside della facoltà di
Agraria dell’università di Bologna.
Professor Segré, cos’è Last Minute Market?
«È l’iniziativa che ci permette la raccolta di cibo e altri beni che non si consumano e che per criteri commerciali
o ragioni stupide (confezioni vicine alla scadenza o danneggiate) sono tolti
dalla vendita e da noi recuperati in totale sicurezza, assegnati a enti caritativi e donati alle persone senza potere
d’acquisto.Abbiamo iniziato questo lavoro con i cibi, poi abbiamo allargato
la gamma dei prodotti: si sprecano anche libri, farmaci e tante altre cose».
Un aiuto sicuro per tanta gente
che ha bisogno?
«Certo, ma oltre all’aspetto solidaristico, c’è quello ambientale. Lo spreco
genera rifiuti, inquinamenti, e smaltire costa. Last Minute Market è una
specie di chilometro zero dello spreco,
perché si recupera e si consuma dove
si forma l’eccedenza. Da qui l’idea di
fare una riflessione più ampia con proposte concrete a livello nazionale ed
europeo, e quindi le giornate europee
contro lo spreco, perché non è dando
gli avanzi dei ricchi ai poveri che risolviamo il problema della fame e della
povertà: ci vogliono altri strumenti».
Quali?
«Se generiamo meno rifiuti stiamo
meglio tutti. Quindi lavoriamo sui modelli di consumo, sull’efficienza, perché lo spreco è un fallimento del mercato. Se non si vende vuol dire che bisogna consumare in modo diverso».
BEPI VIGNA
MASSIMO GIOVANNONI
A destra, particolare della copertina del libro “I quattro
fiumi” di Vargas e Baudoin
Sopra e sotto, alcune tavole
della graphic novel.
L’incontro tra queste due personalità artistiche si rivela estremamente felice, perché
I quattro fiumi è un grande romanzo grafico, capace di soddisfare sia i lettori abituali
della Vargas, sia i fan di Baudoin. Un’opera
che propone scelte precise nell’equilibrare
disegno e testo scritto, dove i dialoghi sono
scanditi con artifici grafici che esaltano
l’aspetto letterario senza farlo diventare preponderante.
Lo scenario è la banlieue parigina; i protagonisti, persone che vivono ai margini della società: piccoli scippatori, attori senza lavoro che declamano Baudelaire e Racine,
un vecchio impegnato da anni ad assemblare lattine di birra per creare una riproduzione prfetta della fontana dei Quattro Fiumi di
Bernini, un poliziotto che cita Pascal.
Grégoire e Vincent sono convinti di aver
XI
messo a segno un buon colpo ma la borsa
che hanno rubato è piena di oggetti sinistri:
ciocche di capelli attaccate su cartoncini,
denti umani rotti, scheletri di piccoli animali, sassolini neri, una zampa d’uccello, il cranio di un piccolo animale, opuscoli di magia.
Una vicenda di quotidiana malavita si trasforma in un incubo oscuro. Il commissario
Adamsberg scorge nel caso una traccia che
può ricondurre all’Ariete, un omicida seriale che marchia col suo simbolo il corpo delle vittime.
Non è automatico che l’incontro tra un
grande disegnatore e un grande scrittore dia
luogo a risultati apprezzabili, come sembrano invece pensare alcuni editors di grandi
case editrici, spesso poco avvezzi al fumetto e con troppi limiti culturali. E in questi
anni i risultati si sono visti: storie squilibra-
te, senza anima, dove l’aspetto grafico e
quello narrativo restano su piani separati.
Prodotti che non convincono né gli abituali
lettori di fumetto, né gli abituali lettori di romanzi.
Scrivere per il fumetto non è molto diverso dallo scrivere per il teatro o per il cinema,
nel senso che in tutti i casi, ciò che lo sceneggiatore produce, è un testo strumentale a un
codice linguistico non letterario.
Quindi, uno sceneggiatore non solo deve
saper scrivere ma conoscere anche a fondo
il linguaggio peculiare dei comics. Deve saper ragionare per immagini, riuscire a valutare il valore espressivo di ogni inquadratura e di ogni sequenza (intesa come insieme
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Sabato sera chiuso
*Sino al 31 Luglio 2010
promozione estate 2010
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