MOBBING
Aspetti psichiatrici di una
malattia
professionale
emergente
Unità Operativa di Psichiatria PTV
Ambulatorio Specialistico di Psichiatria
Prof. Alberto Siracusano
Dott. Enzo Fortuna
Dott. Francesco Bianchi
Dott.ssa Silvia Di Mario
Dott.ssa Barbara Centini
UNIVERSITA’
DEGLI STUDI DI ROMA
TOR VERGATA
mobbing: definizione

Nel linguaggio comune: un
atteggiamento aggressivo
e di violenza psicologica
attuato, sul luogo di
lavoro, da superiori e/o
colleghi nei confronti di un
lavoratore individuato
come vittima bersaglio
mobbing: definizione
1

“to mob”: accerchiare, aggredire

dal latino “mobile vulgus” folla tumultuante,
gentaglia, plebaglia
mobbing: definizione 2

Konrad Lorenz: (1963) “meccanismo
per cui, in una popolazione animale,
un individuo viene espulso dalla
comunità di appartenenza con dei
comportamenti propri di
allontanamento o di aggressività o
perché considerato estraneo alla
comunità animale stessa o perché
ritenuto malato e in ogni caso
pericoloso. In sostanza è un
meccanismo di difesa grazie al quale
un gruppo animale mantiene la
propria omogeneità espellendo il “non
simile” con comportamenti lesivi che in
alcuni casi portano fino alla distruzione
dell’individuo ritenuto
“diverso/inadeguato”
mobbing: definizione
3

Konrad Lorenz:

strategia difensiva antipredatoria di animali
che conducono una vita collettiva (prede vs
predatore)

strategia conservativa a tutela della struttura
gerarchica del gruppo (branco vs singolo)
mobbing: definizione
4

Heinz Leymann (1986):

“a situation in which one or more
people (employees) at the
workplace
show
hostile
behaviour toward most often
only one employee, very often
and over a very long period of
time (months or years), thereby
victimizing him or her.”
mobbing vs bullying

“bullying”:

terrorismo psicologico e/o aggressioni fisiche e/o atti di
vandalismo compiute da giovani (casa, strada, scuola,
caserma, carcere) che vede coinvolti un solo aggressore
ed una o più vittime.
mobbing vs bossing

“bossing”:

strategia
aziendale
di
riduzione e ringiovanimento
degli organici compiuta in
genere dalla direzione del
personale, con atteggiamenti
spadroneggianti ed aggressivi
nei confronti di dipendenti e
colleghi.
mobbing vs conflitto

H. Leymann :

“..conflict occurs between equally strong people. In
mobbing the hostility is directed by one ore more strong
people towards weaker individual who has become the
underdog”.

“…(the) focus is not in what is done or how it is done,
but rather on the frequency and duration of whatever
is done”.
mobbing:
parametri identificativi





frequenza dei soprusi ( > 1 volta a settimana)
durata del fenomeno (> 6 mesi o > 3 mesi se la
frequenza dei soprusi è quotidiana)
relazione asimmetrica tra vittima ed aggressore
intenzione negativa
impossibilità della vittima di difendersi
Leymann
mobbing: tipologie









m. verticale
m. orizzontale
m. dal basso
m. strategico
m. emozionale
m. non intenzionale
m. individuale
m. collettivo
m. sessuale
mobbing activities:
definizione

mobbing activities “..consisted to great
extent of quite normal interactive
behaviours. However, used frequently on
over a long period of time in order to
harrass, their content and meaning
changes consequently turning into
dangerous communicative weapons.”
Leymann
mobbing activities:
compromissione di:





possibilità
di
una
comunicazione
adeguata (telefono, computer, riunioni,
informazioni)
possibilità di mantenere contatti sociali
con i colleghi
possibilità di difendere la propria
reputazione (professionale e personale)
possibilità di mantenere il ruolo lavorativo
(demansionamento ecc.)
possibilità di salvaguardare la propria
salute fisica (permessi, ferie, molestie
sessuali…)
Leymann
mobbing: target

individui maggiormente esposti:
1.
4.
persone sole
persone “diverse dal gruppo” (razza, religione, orientamento
sessuale)
persone che hanno successo
persone nuove

H. Ege:
2.
3.
Mobbizzato (target):
l’ambizioso, il distratto, l’introverso, il paranoico, il permaloso, il
presuntuoso, il servile, il severo, il sicuro di sé
mobbing: mobber

1.
2.
3.

artefici del mobbing:
datori di lavoro
colleghi di pari grado
l’azienda nell’ambito di una strategia
H. Ege:
mobber: il collerico, il frustrato, l’invidioso, l’istigatore, il
sadico, il tiranno
mobbing: side-mobbers

spettatori: colleghi, superiori ecc. non coninvolti
direttamente nel mobbing ma che assistono
senza intervenire

side-mobbers: mobbizzano ma non sono
avversari diretti della vittima
mobbing: fasi 1
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Condizione zero
Conflitto mirato
Inizio mobbing
Primi sintomi psicosomatici
Errori ed abusi dell’amministrazione del
personale
Serio aggravamento della salute psicofisica
della vittima
Esclusione dal mondo del lavoro
Leymann modificato Ege
mobbing: fasi 2

H. Ege:

teoria del sasso nello stagno : “…una particolare
strategia mobbizzante che non segue una
parabola in crescendo, bensì implica un’unica
grave azione che si esplica in modo simile ad un
sasso gettato nello stagno: originando, cioè, in
una serie di cerchi concentrici, anche dopo che il
primo di essi è scomparso sott’acqua”
mobbing: aspetti medico-legali

malattia professionale (INAIL 2000):

si configura ove la causa del danno sia
l’attività lavorativa alla cui azione
dannosa costante, continua, diluita nel
tempo, si deve lo stato peggiorativo.
mobbing aspetti medico-legali

rilevanza penale:
1.
“lesioni personali colpose”
“ingiuria”
“diffamazione”
“violenza sessuale”
“violenza privata” ecc.
2.
3.
4.
5.
mobbing: aspetti medico-legali

rilevanza civile:
diversi tipi di danni risarcibili anche
cumulativamente, lo stesso comportamento
mobizzante può violare norme diverse:

danno patrimoniale (lucro cessante, danno
emergente)
danno non patrimoniale (danno biologico,
danno morale, danno esistenziale)

mobbing: aspetti medico-legali

disegno di legge/ febbraio 2005:
“si intende per violenza o persecuzione psicologica ogni
atto o comportamento adottati dal datore di lavoro,
dal committente, da superiori ovvero da colleghi di pari
grado o grado inferiore, con carattere sistematico,
intenso e duraturo, finalizzati a danneggiare l’integrità
psico-fisica del lavoratore”
Comitato ristretto della Commissione Lavoro del Senato
mobbing: aspetti medico-legali

disegno di legge (sanzioni):

la responsabilità disciplinare per chi
attua attività di mobbing, per chi
denuncia fatti inesistenti
(le sanzioni vanno dalla sospensione dal
servizio e dalla retribuzione per 10 gg al
licenziamento)
mobbing:come
diverse componenti:
Organizzazione del lavoro (stile della leadership,
stressors lavorativi)
Caratteristiche della vittima (personalità,
competenze sociali)
Caratteristiche del perpetratore (personalità,
competenze sociali)
Caratteristiche del gruppo di lavoro (coesione,
pressioni di gruppo, norme di gruppo)

organizzazione del lavoro

H. Leymann:

insufficiente organizzazione del lavoro
(divisione non chiara dei compiti, leadership
ambigua, leadership spontanea)

supervisione del lavoro scarsa
e conflittuale
tratti di personalità

Leymann (1990): “no personality traits
shared by the victims have, thus far, been
detected in research. The cause of
mobbing are to be found in the social
structures and power structures that are
dominant
in
the
workplace
organization.”
tratti di personalità: vittima



Zapf (1999): disturbi d’ansia e disturbi depressivi
preesistenti in un sottogruppo di vittime di
mobbing
Baron (1999) e Folger (1996): modello
comportamentale di tipo A (elevata irritabilità
interpersonale) come predisposizione al
mobbing
Einarsen (1999): vittime con elevata quota di
ansia sociale e scarsa autostima mostrano più
frequentemente
sintomi
psicosomatici,
psicologici e fisici (dolori muscolo-scheletrici)
tratti di personalità: vittima

Giorgi (2004): tra le
vittime di mobbing
elevata frequenza di
personalità di tipo
ossessivo secondo il
modello
di
Salkovskis e Kirk
(“inflazionato senso
di
responsabilità
personale”)
mobbing: sintomi

sintomi psichici:
umore depresso, astenia,
difficoltà di concentrazione e
attenzione, anedonia, apatia,
alterazioni del sonno,
alimentazione irregolare,
abuso di alcolici, sostanze
psicotrope e psicofarmaci,
tabagismo.
mobbing: sintomi
sintomi fisici:
cefalea, sindromi vertiginose, eruzioni cutanee,
tachicardia, senso di ambascia precordiale,
disturbi gastro-intestinali, ipertensione arteriosa,
dolori muscolo-scheletrici
mobbing: sintomi
Problemi relazionali
Doppio mobbing:
“…la famiglia, che in un primo momento aveva
espresso atteggiamenti comprensivi e protettivi
verso il congiunto mobbizzato, abbandona tale
atteggiamento
ed
inizia
ad
isolarlo,
considerandolo un pericolo per sé e per altri”
mobbing: valutazione psichiatrica
Strumenti:




DSM-IV-TR
Structured Clinical Interview for DSM-IV axis-I
disorders (SCID-I)
Structured Clinical Interview for DSM-IV axis-II
disorders (SCID-II)
Minnesota Multifasic Personality Inventory- 2
(MMPI-2)
mobbing: quando?

1.
2.
3.
secondo l’INAIL:
“le possibili conclusioni diagnostiche sono:
presenza di disturbi/patologie preesistenti cui
ricondurre tutto il quadro clinico
presenza di disturbi/patologie preesistenti che
hanno un ruolo concausale
assenza di disturbi/patologie preesistenti”
mobbing: quando?

nei casi in cui la sofferenza psichica è
esclusivamente legata all’azione di
mobbing:

disturbo dell’Adattamento

disturbo Post-Traumatico da Stress
Disturbo dell’adattamento
DSM-IV-TR
Criterio A:

Lo sviluppo di sintomi emotivi o comportamentali in risposta ad
uno o più fattori stressanti identificabili che si manifesta entro 3
mesi dall’insorgenza del/dei fattori stressanti;
Criterio B:


Questi sintomi o comportamenti sono clinicamente significativi
come evidenziato da uno dei seguenti:
Marcato disagio che va al di là di quanto prevedibile in base
all’esposizione al fattore stressante
Compromissione significativa del funzionamento sociale o
lavorativo (scolastico)
Disturbo dell’adattamento
DSM-IV-TR
Criterio C:
L’anomalia correlata correlata allo stress non soddisfa i
criteri per un altro disturbo specifico in asse I o in asse II.
Criterio D:
I sintomi non corrispondono ad un Lutto
Criterio E:
Una volta che il fattore stressante (o le sue
conseguenze) sono superati, i sintomi non persistono per
più di altri sei mesi
Disturbo dell’adattamento


DSM-IV-TR
acuto (meno di sei mesi)
cronico (maggiore di sei mesi)
Sottotipi:






Con umore depresso
Con ansia
Con ansia ed umore depresso misti
Con alterazioni della condotta
Con alterazione mista dell’emotività e della condotta
Non specificato
Disturbo post traumatico da stress DSM-IVTR
Criterio A: la persona è stata esposta ad un evento
traumatico nel quale erano presenti entrambe
le caratteristiche seguenti:

La persona ha vissuto, ha assistito, o si è
confrontata con un evento o con eventi che
hanno implicato morte, o minaccia di morte, o
gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica
propria o di altri

La risposta della persona comprendeva paura
intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore.
Disturbo post traumatico da stress DSM-IVTR

Criterio B: l’evento traumatico viene rivissuto
persistentemente in uno (o più) dei seguenti modi:
ricordi spiacevoli, sogni ricorrenti riguardo all’evento,
illusioni, flashback, disagio psicologico intenso e
reattività fisiologica all’esposizione a fattori che
simbolizzano l’evento traumatico

Criterio C: evitamento persistente degli stimoli (pensieri,
sensazioni, luoghi, persone) associati con il trauma e
attenuazione della reattività generale (distacco,
affettività ridotta, riduzione dell’interesse, visione
negativa del futuro)
Disturbo post traumatico da stress
DSM-IV-TR

Criterio D: sintomi persistenti di aumentato arousal:
difficoltà nel sonno, ipervigilanza, irritabilità,
deconcentrazione, stato di allarme continuo

Criterio E: la durata del disturbo è superiore ad un
mese

Criterio F: il disturbo causa disagio clinicamente
significativo o menomazione nel funzionamento sociale,
lavorativo o di altre aree importanti.
pattern di risposta
Brodsky (1976): identificò tre pattern di risposta
nelle vittime di violenza psicologica sul luogo di
lavoro:



sintomi fisici aspecifici (debolezza, anergia,
faticabilità, dolori cronici)
depressione, vissuti di impotenza, ridotta
autostima, insonnia
ostilità, iperreattività, problemi di memoria,
irritabilità, ritiro sociale
disturbo post-traumatico da stress

“traumatic episodes connected to man-made
aggressive acts (injustice, assaults, harassment)
are argued to pose a greater risk than to
incidents caused by accidents or disasters”.
(Dahl et al., 1994)

Prolonged Duress Stress Disorder (PDSD):
“…enduring psychosocial stress in the absence of
one single acute and dramatic trauma may
produce full symptomatology of PTSD”.
(Scott and Strandling, 1994)
mobbing:diagnosi differenziale

Simulazione


Disturbo fittizio
Disturbo paranoide di personalità (non esclude
la presenza di mobbing)
mobbing: conclusioni

valutazione clinica e medico-legale complessa:
1.
pazienti con disturbo psicopatologico
direttamente derivato dal mobbing
pazienti con disturbi psicopatologici già in atto
al momento del mobbing
pazienti “predisposti” per tratti di personalità
pazienti con anamnesi psichiatrica positiva
2.
3.
4.
Marasco 2004
mobbing: epidemiologia
18%
16%
14%
12%
10%
8%
6%
4%
2%
0%
UK
S
F
IR
D
I
E
B
GR
In Italia si stimano in 1.500.000 di persone vittime di
mobbing o persone esposte ad aggressioni morali, pari
al 6% dei lavoratori.
Dati ISPESL 2000
mobbing: epidemiologia
EUROPA

Nel 2000 12 milioni di casi, corrispondenti al 9%
ITALIA

Nel biennio 1996/1997 tra 800.000 e 1 milione
corrispondenti al 4.2% dei lavoratori, aumentati
al 6% nel 2000
mobbing: epidemiologia

È ipotizzabile che queste differenze non dipendano
soltanto da variazioni nel verificarsi del fenomeno, ma
anche a diversità culturali nell’attenzione dedicata al
mobbing ed alla sua conseguente segnalazione.

Altra tipicità italiana è il fatto che gli aggressori siano
riconosciuti, nella maggioranza dei casi , nei superiori
(53.5%), mentre i colleghi partecipano pochissimo alle
azioni di mobbing (7.1%).
(dati SDA Bocconi Milano 2004 )
mobbing: epidemiologia

DATI INAIL

Le denunce provengono soprattutto dal mondo
dell’industria (48.1%), seguito da terziario e servizi
(30.4%), pubblica amministrazione ed enti locali
(20.7%).

La regione in cui le denunce sono più numerose è
l’Emilia Romagna (15.6%), seguita da Puglia (12.2%) e
Piemonte (11.2%).
Sono invece rare in Molise e in Trentino (0.6%).
mobbing: costi

50% assenteismo da imputarsi allo stress
lavorativo (20 miliardi di euro in termini
di perdita di tempo e spese sanitarie)

Il mobbing ha un costo molto elevato per
il datore di lavoro: la produttività di un
lavoratore cala del 70%
mobbing: costi sanitari

si calcola che per il 18% le malattie
cardiovascolari siano dovute allo stress
collegato al lavoro

alcuni studi attribuiscono al mobbing la
concausa dell’incremento esponenziale
dell’uso di psicofarmaci in Italia
mobbing: durata

durata delle azioni mobbizzanti:
40% da 1 anno a 2 anni
30% oltre 2 anni
27% da 6 mesi ad 1 anno
dati ISPESL 2000
mobbing: target






ISPESL (istituto italiano per la sicurezza sul
lavoro)
ritratto tipico del target:
maschio (52%)
vicino alla pensione (62% ha tra i 51 e i 60 anni)
lavora come impiegato nella pubblica
amministrazione (80%)
regione più colpita Lazio (43% dei casi)
Thanks to
Enzo Fortuna (supervision)
Francesco Bianchi (first-aid & graphics)
Federica Pistoia (scotch & soul)
Ilaria Bartoli (first visits’ shifting)
Laura Borgioni (styling and smiles)
Nicola Galliani (brain storming)
Silvia Gallozzi (brain pushing)
Giulia Valerio (sense & sensibility)
Umberta Cagli (psychological support)
M. Luisa Florimonte (gestalt training)
Luca Mantua (coffee & movies)
Thanks to
Enzo Fortuna (supervision)
Francesco Bianchi (first-aid & graphics)
Federica Pistoia (scotch & soul)
Ilaria Bartoli (first visits’ shifting)
Laura Borgioni (styling and smiles)
Nicola Galliani (brain storming)
Silvia Gallozzi (brain pushing)
Giulia Valerio (sense & sensibility)
Umberta Cagli (psychological support)
M. Luisa Florimonte (gestalt training)
Luca Mantua (coffee & movies)
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