ALCOLOGIA MODERNA. ATTUALI TREND DI CONSUMO E PERCORSI
TERAPEUTICO-RIABILITATIVI
Brescia 22 novembre 2013
ALCOL E
LUOGHI DI LAVORO
Domenica Sottini
[email protected]
ASL Brescia- Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro
Alcol e luogo di lavoro
Progetto nazionale Alcol e Lavoro: consumatori 68%
Progetto “Alcol e Lavoro” ASL di Brescia (1999): Consumatori 82%
Negli US si è stimato che il 15% dei lavoratori (con una
differenza di genere) lavora sotto l'influenza dell'alcol
(Frone MR 2006)
In Italia si stima che dal 10% al 15% degli operatori
sanitari hanno usato alcol (e/o sostanze stupefacenti)
durante il lavoro . (Baldisseri MR. 2007)
Alcol e infortuni: Alcune Stime
Secondo l'OMS dal 10 al 30% degli infortuni in
ambito lavorativo sarebbe causato dall'uso di alcol
Secondo stime italiane l'alcol è concausa nel 10%
degli infortuni sul lavoro
Applicando le stime più conservative del 10%
infortuni alcol-correlati in Italia 72.519
in Lombardia 14.417 e
nella ASL 1844.
(Dati INAIL 2011)
Inoltre la ricerca ci dice che
L'uso di alcol può incidere:
Sulla produttività
Sull'assenteismo
Sul presenteismo
Sugli infortuni
Sulle malattie e mortalità
Sulla sicurezza propria e altrui
Sui costi della produzione
Occupation and mortality
related to alcohol, drugs and sexual abit
Coggon D. et Al. 2010 Occup. Med.
L'analisi della mortalità per gli anni 1991–2000
ha evidenziato tassi di mortalità più elevati per
mansioni quali: addetti alla ristorazione, baristi, e
settore alberghiero, oltre che per i marinai e
addetti all'edilizia.
The job groups with highest mortality..were in the catering
industry .....it is unsurprising given the ready access
to alcoholic drink in these occupation....to this
extent, their risk of alcohol related disease could be
regarded as a true occupational hazard..
Caratteristiche “trasversali” del lavoro che
condizionano i consumi di bevande alcoliche
condizioni lavorative stressanti, con scarsa
autonomia o elevata responsabilità, richieste
eccessive a fronte di scarso riconoscimento,
elevata conflittualità, aggressioni fisiche e
verbali, lavoro in solitudine, tipologia dei
turni..;
“accettazione del bere” e disponibilità di
alcol sul luogo di lavoro, assenza di politiche
aziendali sul consumo di bevande alcoliche,
mancanza di vigilanza da parte dei preposti.
(dati National Institute on Alcohol Abuse and Alcoholism)
La normativa Italiana
Il Dlgs 81/08 e s.m.i.
TU sulla salute e sicurezza sul lavoro
Legge 125 del 2001
legge quadro sull'alcol e problemi alcol
correlati
Atto di Intesa del 2006
Lista delle mansioni a rischio per terzi
Legge 120 del 29/11/2010
disposizioni in materia di sicurezza
stradale
Dlgs 81/08 e s.m.
Art. 20. Ogni lavoratore deve
prendersi cura della propria
salute e sicurezza e di quella
delle altre persone...
Art. 41. “nei casi ed alle
condizioni previste
dall’ordinamento, le visite
….mediche di idoneità alla
mansione …..sono altresì
finalizzate alla verifica di
assenza di condizioni di
alcol dipendenza e di
assunzione di sostanze
psicotrope..”
Legge 125/01
Art. 15.e’ vietata la
assunzione e
somministrazione di bevande
alcoliche e superalcoliche
nelle attività lavorative che
comportano un elevato
rischio di infortuni sul lavoro
ovvero per la sicurezza,
l’incolumità o la salute dei
terzi…… i MEDICI COMPETENTI
e i medici degli PSAL possono
effettuare controlli
alcolimetrici nei luoghi di
lavoro.
AD OGGI PERTANTO
Divieto di lavorare avendo
assunto alcol nelle mansioni a
rischio (Atto di Intesa 2006)
In occasione della visite il medico
competente deve indagare anche
l'alcol-dipendenza
Il rispetto del divieto va verificato
con test alcolimetrici che possono
essere effettuati solo dai MEDICI
COMPETENTI e medici PSAL
LINEE GUIDA PER APPLICAZIONE NORMATIVA
“Alcol e Lavoro”
Veneto
Toscana
Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna
Puglia
Piemonte
…......
Documento Faq
della Regione Lombardia del 2009
Regione Lombardia Documento – FAQ
del 22 settembre 2009
… in considerazione del contenuto della misura generale di tutela di
cui all’art. 15, comma 1, lett. m): “allontanamento del lavoratore
dall’esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona
e adibizione, ove possibile, ad altra mansione”,
oltre all’impiego da parte del datore di lavoro dell’art. 5 della L.
300/70,
si ritiene altrettanto possibile l’espletamento di accertamenti
specifici, prescritti dal Medico Competente, quali ad esempio le
valutazioni inerenti la sfera relazionale e comportamentale e la
determinazione della CDT; si insiste, tale possibilità è da riferire
solamente a quelle specifiche situazioni in cui a seguito di visita
medica (dati anamnestici, ematochimici ecc.) si evincano concreti
sospetti di assunzione cronica di alcol da parte di un lavoratore
addetto allo svolgimento di una mansione in cui il consumo di alcol
rappresenti un rischio aggiuntivo rilevante per la sua salute e
sicurezza. …”.
Alcuni riferimenti per un
approccio globale:
Codice ILO (International Labour Office)
sulla gestione dei problemi di
dipendenza
da
alcol
e
da
stupefacenti nei luoghi di lavoro
Linee
guida
dei
programmi
preventivi statunitensi
Linee Guida SIMLII
Affrontare
in
maniera
integrata
prevenzione,
individuazione, assistenza e successivo reinserimento
dei lavoratori con problemi legati all’uso di sostanze
Il programma aziendale dovrebbe essere
articolato in almeno 4 fasi:
1. Politica
esplicito
l’attività
possano
aziendale scritta e condivisa con RLS/RLST, con
divieto di assunzione di sostanze e di alcol durante
lavorativa e prima dell’orario qualora gli effetti
persistere sul lavoro;
2. Informazione, formazione e promozione della salute e
del benessere (WHP e WWP) che coinvolga dirigenti,
preposti, lavoratori e personale sanitario;
3. Test (stupefacenti e alcol), dettagliata nei diversi aspetti
sensibili (consenso informato, riservatezza, ecc.) e nei
requisiti tecnici dei test che devono essere effettuati solo dove
previsto dalla norma;
4. Programma di assistenza e reinserimento dei lavoratori
con problemi.
Tutti questi interventi devono essere fatti nel rispetto della
libertà dell’individuo nella sua sfera privata.
Per quanto riguarda gli interventi per ridurre gli infortuni
alcol e sostanze stupefacenti correlati
la ricerca ci dice che
Per gli autisti professionali il test obbligatorio
random per l'alcol è associato ad una
riduzione degli infortuni subito dopo
l'intervento. Mentre non si evidenzia una
influenza significativa sulla riduzione del
trend infortunistico.(2009)
Nelle imprese edili (evidenza forte),
manifatturiere e dei servizi, l'adozione di
programmi per luoghi di lavoro Alcol e drugfree può essere efficace per ridurre gli
infortuni. Tuttavia tali programmi includono
altre attività oltre al Test.
LA PRESENZA DI LAVORATORE ALTERATO
DALL' ALCOL E' UNA SITUAZIONE DI
EMERGENZA PER L'AZIENDA!
Procedura definita a priori e concordare con con RLS
e RLST che prevede;
• quando e con quali modalità il lavoratore debba
essere
immediatamente
allontanato
dalla
mansione a rischio e quali provvedimenti devono
essere assunti;
la lavorazione è compresa nell’allegato 1
dell’accordo Stato Regioni del 2006, il MC potrà
effettuare il controllo alcolimetrico ed avviare ulteriori
approfondimenti come previsto dalla nota.
- Se
-Negli altri casi il DL, sentito il MC, potrà ricorrere al
percorso previsto dall’art. 5 della L. 300/70 per la
valutazione dell’idoneità del lavoratore.
PROGETTO ASL BRESCIA 2009-2010
“ALCOL, SOSTANZE STUPEFANCENTI E LAVORO”
Finalità: assistenza
alle aziende e
controllo della
applicazione della
normativa alcol e
sostanze stupefacenti
Predisposto opuscolo
informativo per lavoratori e
piccole medie imprese
PROGETTO ASL BRESCIA 2009-2010
“ALCOL, SOSTANZE STUPEFANCENTI E LAVORO”
Controllate 39 aziende appartenenti ai
settori trasporti, commercio, edilizia,
metalmeccanica
lavoratori totali 2710 (media 79,5
range 3-435), di cui 1288 interessati
dalla normativa
I controlli sono stati condotti tramite
incontro con le figure della
prevenzione e compilazione della
check list
PROGETTO ASL BRESCIA 2009-2010
“ALCOL, SOSTANZE STUPEFANCENTI E LAVORO”
80
70
60
percentuale
50
Buono
Suff.
Insuff.
40
30
20
10
0
SPP
DVR ALCOL
INFOR-FOR
SORV SAN
Giudizio
Per quanto riguarda l'alcol la grande maggioranza delle
aziende (68%) non ne faceva cenno nel DVR, non aveva fatto
iniziative di informazione (63%), né il medico competente
valutava segni o sintomi di alcol-dipendenza (76%).
PROGETTO ASL BRESCIA 2009-2010
“ALCOL, SOSTANZE STUPEFANCENTI E LAVORO”
Nella quasi totalità delle aziende (92,1%) non erano previste
procedure, concordate con RLS, per la tutela della privacy né
procedure per controlli in caso di ragionevole dubbio (94,7%).
Risultati
L'informazione e formazione era stata effettuata solo con
distribuzione di materiale (63,2%) e gli RLS non erano stati
consultati nel 50% dei casi, nel 97,4% dei casi non veniva
effettuata una verifica dell'apprendimento
La quasi totalità delle aziende non aveva definito una politica
per affrontare le problematiche legate all'alcol (94,7%)
CONCLUSIONI
Il modo più efficace per ridurre gli effetti negativi dell'alcol nei
luoghi di lavoro richiede quindi di affiancare ai controlli
alcolimetrici e alla capacità del medico competente di
sospettare un “problema alcol-correlato”, l'attuazione di
programmi di promozione della salute (WHP) e del benessere
(WWP), attraverso l'applicazione di “buone prassi”* il cui punto
forte è il coinvolgimento, fin dalla progettazione, di tutte le
figure aziendali della prevenzione compreso RLS, anche in
considerazione degli aspetti etici collegati a controlli che
invadono la sfera privata.
*DGR 11/12/2012:Promozione di stili di vita favorevoli alla salute negli ambienti di
lavoro indicazioni alle ASL per lo sviluppo di programmi efficaci e sostenibili
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Dr.ssa Domenica Sottini