Rassegna Stampa
Sabato 23 novembre 2013
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Rassegna del 23 novembre 2013
ASL BRESCIA
Corriere Della Sera (bs) 4
IL VADEMECUM CASO CAFFARO ASL INFORMA I BRESCIANI
P.g.
1
Il Giorno
Bergamo_brescia
Il Giorno
Bergamo_brescia
Il Giorno
Bergamo_brescia
Il Giornale Di Brescia
6
Paolo Cittadini
2
6
PCB NEL SANGUE, OPERAZIONE TRASPARENZA COMUNE E ASL PUBBLICANO
TUTTI I VALORI
SOLO IL 41% HA EFFETTUATO LE ANALISI
9
LA DIPENDENZA DA ALCOL NON HA ETÀ, GIOVANI E OVER 65 I PIÙ A RISCHIO
F.p.
4
1, 19 PCB; I BRESCIANI DISERTANO LE ANALISI
Anna Della Moretta
5
Il Giornale Di Brescia
23
Clara Piantoni
9
Bresciaoggi
1, 13 TORNA LA «GUIDA» DELL'ASL: DOMANDE E RISPOSTE SUL RISCHIO PCB
Eugenio Barboglio
11
GIOVANI E ALCOLISMO; È ALLARME «LA PREVENZIONE NON BASTA PIÙ»
3
Il vademecum
Caso Caffaro
Asl informa
i bresciani
I bresciani oggi non
devono temere
contaminazioni da Pcb:
avviene soprattutto per
via alimentare ma
allevamenti che
producono latte e carne
inquinati sono stati
chiusi io anni fa. Questo
uno dei messaggi
principali presenti nel
vademecum dell'Asl sul
caso Caffaro. Una guida
di 60 pagine distribuita
da oggi alla città (e
scaricabile sul sito
internet di Comune e
Asl) e presentata ieri dal
direttore generale
Carmelo Scarcella e dal
sindaco Del Bono. Si
parte dalla spiegazione di
cosa siano i Pcb, di cosa
sia stata la Caffaro, di
quanti veleni ci siano nei
terreni e nel sangue dei
bresciani (più nei vecchi
che nei giovani). Si
ricordano le malattie che
può provocare (in primis
il cancro), l'assenza di
cure ed i nuovi studi in
corso sui bresciani, (p.g.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ASL BRESCIA
Pag. 1
Pcb nel sangue, operazione trasparenza
Comune e Asl pubblicano tutti i valori
Caso Caffaro, i dati su un opuscolo disponibile anche in internet
579
AUTORITÀ
Da sinistra l'assessore
all'Ambiente Gianluigi
Fondra, il sindaco Emilio
Del Bono e il direttore
generale dell'AsI
C a r m e l o Scarcella
Le persone
residenti nel territorio
comunale di Brescia
esaminate nel 2003
I dati presenti
nell'opuscolo diffuso
risalgono a 10 anni fa
271
La concentrazione
massima
in microgrammi
di Pbc rilevata
Il livello minimo
è invece di 0,4
di PAOLO CITTADINI
- BRESCIA -
L'HANNO ribattezata operazione trasparenza. Comune e Asl di
Brescia hanno deciso di informare i residenti della città sul Pcb e i
livelli di concentrazione nel sangue (e nei grassi). I dati presenti
nell'opuscolo — stampato al momento in circa 1.300 copie che saranno distribuite attraverso associazioni e parrocchie, già sui siti
istituzionali di palazzo Loggia e
dell'Asl di Brescia — sono però
datati. Risalgono infatti alle ultime rilevazioni fatte, nel 2003 su
579 persone residenti nel territorio comunale, ma possono comunque rappresentare una fotografia.
Quello che balza agli occhi è come la concentrazione di Pcb nel
sangue delle persone esaminate
(cittadini bresciani tra i 20 e i 79
anni) sia molto variabile. Si va da
un minimo di 0,4 microgrammi
per litro a un massimo di 271 microgrammi per litro con una mediana. Altri numeri importanti sono quelli relativi alla concentrazione di Pcb nel sangue di quanti
hanno lavorato alla Caffaro, proprio nell'area dove veniva prodotto il veleno che nel tempo ha inquinato terreni e falde.
sibilità di conoscere realmente cosa è il Pcb — sottolinea Scarcella
—. L'obiettivo di questa pubblicazione è quello di provare a dipanare i dubbi sorti ai cittadini su una
questione che ovviamente e comprensibilmente spaventa». L'operazione rientra nel cambiamento
di rotta partito la scorsa primavera. «Abbiamo iniziato un lavoro
di concertazione e collaborazione
tra enti — ricorda il sindaco Emi«L'ULTIMA rilevazione effet- lio Del Bono —. L'obiettivo è
tuata sugli ex dipendendi del set- quello di dare informazioni e trantore produzione — sottolinea Car- quillizzare la popolazione dopo
melo Scarcella, direttore generale anni di immobilismo politico e
dell'Asl di Brescia — è del 2011 e non solo. Ora è arrivato il momenha fatto notare come rispetto agli to di passare ai fatti dopo un deanni precedenti il livello di Pcb cennio di silenzi e rimbalzo di resia diminuito dagli 80 microgram- sponsabilità».
mi per litro del 2003 agli attuali CARMELO SCARCELLA
55». Un dato comunque al di sopra dei normali livelli riscontrarti «La rilevazione sugli ex
nei bresciani non direttamenti dipendenti mostra un calo
esposti al Pcb. «Abbiamo comun- delle concentrazioni»
que voluto dare agli utenti la pos-
ASL BRESCIA
Pag. 2
INDAGINE
SoloiU1%
ha effettuato
le analisi
- BRESCIA -
DECISO Fabrizio Speziarli
Dipartimento prevenzione
L'INDAGINE
epidemiologica voluta
dall'Asl di Brescia per
controllare i livelli di Pcb
nel sangue dei bresciani è
iniziata a luglio. Dalla
scorsa estate l'azienda
sanitaria locale ha
contattato 960 residenti.
A tutt'oggi hanno risposto
al questionario e hanno
deciso di sottoporsi al
prelievo del sangue in 390,
il 41% del campione che
l'Asl vorrebbe prendere in
esame. Si tratta di 175
uomini e 225 donne ai
quali dovranno aggiungersi
altri 250 soggetti che l'Asl
vuole testare. «Pensiamo di
concludere i prelievi e di
predisporre le cartelle
entro la fine del prossimo
mese di gennaio —
sottolinea Fabrizio
Speziani, responsabile del
Dipartimento di
prevenzione medica della
Asl di Brescia — per
riuscire a raggiungere un
numero congruo di
soggetti esaminati abbiamo
ASL BRESCIA
iniziato a inviare la
seconda convocazione a chi
ancora non si è sottoposta
al prelievo del sangue».
L'ASL non vuole fermarsi
ai controlli nel capoluogo.
«Abbiamo esteso la nostra
indagine anche all'area di
Castelmella e di Capriano
del Colle, due comuni che
sono risultati contaminati
da Pcb — ricorda il dottor
Speziani —. A Castelmella
da lunedì inizieranno i
controlli su un campione
di 208 persone, mentre a
Capriano del Colle
abbiamo invitato 84
residenti e di questi il 50
per cento ha già risposto
presentandosi ai prelievi».
Pa.Ci.
Pag. 3
ALLARME I DATI DEL CONVEGNO DELL'ASL
La dipendenza da alcol non ha età
Giovani e over 65 i più a rischio
CATTIVE A B I T U D I N I II consumo di alcolici spesso avviene in strada
- BRESCIA -
SE CALA il consumo prò capite di alcol, aumentano però i consumatori a rischio alcolismo. E Brescia, città dove gli aperitivi dopo il lavoro
sono un'abitudine anche tra i più giovani, non è immune. Tra i soggetti più a rischio, gli over 65, ma anche i giovanissmi. Secondo le stime,
infatti, nella fascia tra i 18 e i 24 anni sono a rischio il 20% dei maschi e
il 9% delle femmine; tra gli under 16, l'8% dei maschi e il 4% delle
femmine; tra i 16 e 18 anni il 12% dei maschi e il 6% delle femmine.
«L'Asl di Brescia — ha spiegato il direttore generale Carmelo Scarcella
durante il convegno sull'alcologia moderna che si è svolto ieri — ha
potenziato i servizi in quest'ambito, nonostante a livello nazionale le
risorse siano destinate più per combattere il problema droga che quello
dell'alcol». Per risolvere a monte il problema, secondo il direttore
dell'osservatorio nazionale alcol Emanuele Scafato «bisognerebbe integrare i colloqui tra medici e pazienti con un breve questionario, l'audit,
per capire quanto alcol i consumatori assumono, con che frequenza e
in che circostanze. Ciò permetterebbe di riconoscere chi è a rischio e di
intervenire per tempo».
F.P.
ASL BRESCIA
Pag. 4
Pcb, i bresciani disertano le analisi
Solo 4 su 10 rispondono all'appello Asl. Una guida sul caso Caffaro
BRESCIA Solo il 41% delle persone contattate in città ha aderito
allo studio sull'esposizione a Pcb
che sta svolgendo l'Asl di Brescia
nel comune capoluogo, a Castel
Mella e a Capriano del Colle. Nei
prossimi giorni l'Asl invierà altri
250 inviti, che si aggiungono ai
960 già recapitati, con l'obiettivo
di terminare il campionamento
entro l'anno. Nel frattempo, con
la collaborazione del Comune di
Brescia, l'Asl distribuirà la guida
al cittadino sul «caso Caffaro». La
guida è anche sul sito di Comune
e Asl.
a pagina 19
Salute e Pcb, 6 bresciani su 10
;
rifiutano gli esami dell Asl
Su 960 persone invitate al prelievo di sangue, hanno
risposto in 390, pari al 41%. Obiettivo avere 500 campioni
Inquinamento e salute
• Sopra, Fondra, Del Bono,
Scarcella e Speziali con le guide
per i cittadini sulle attività
dell'AsI in materia di pcb e
salute dei cittadini (foto
Ortogni/Neg); a lato, la Caffaro
PUBBLICAZIONE
L'Asl distribuisce
la «guida
del cittadino»
sul «caso Caffaro»
con informazioni
su quel che si è
fatto e si farà
ASL BRESCIA
• Per conoscere i livelli di Pcb nel
sangue dei residenti in aree a diverso livello di inquinamento, l'Asl ha
invitato 960 persone che vivono in
città. Ad oggi, solo 390 (215 donne
Pag. 5
e 135 uomini)hanno risposto, sottoponendosi ad un semplice prelievo di sangue. Va meglio nei paesi
inclusi nello stesso studio trasversale: a Castelmella, dove iniziano i
prelievi dopodomani, gli inviti
mandati sono stati 208
e, ad oggi, l'adesione è
di circa la metà delle
persone del campione
contattate; metà degli
84 invitati hanno risposto anche a Capriano
del Colle. L'obiettivo
dell Asl è di terminare i
prelievi entro fine anno, con dati di 500 persone per la città e 140
per i due comuni vicini,
numeri necessari affinché il campione sia significativo e scientificamente rilevante. Il punto sull'evoluzione dello studio è stato fatto ieri, nella sede dell'Asl, nell'ambito della presentazione della pubblicazione
«Caso Caffaro. Guida al cittadino».
Per l'Asl sono intervenuti il direttore generale Carmelo Scarcella, affiancato dal direttore sanitario
Francesco Vassallo e da Fabrizio
Speziarli, responsabile Dipartimento Prevenzione e per il Comune, il sindaco Emilio Del Bono e
Gianluigi Fondra, assessore all'Ambiente.
Dati non secondari, quelli dell'adesione dei cittadini allo studio: se si
trattasse di una indagine di routine, la partecipazione del 41% della
popolazione potrebbe essere considerata un grande successo. Nel caso specifico - con il peso sociale,
economico ed individuale legato
all'inquinamento
da
Pcb e al caso Caffaro nella nostra città - che solo
quattro persone su dieci rispondano all'appello denota un disinteresse che dovrebbe far riflettere. Questo, malgrado lo sforzo «istituzionale» evidenziato ieri da
Scarcella e da Del Bono
nel seguire un percorso
di studio sugli alimenti
e sulla popolazione per
quel che è nelle prerogative dell'Azienda sanitaria e di trasparenza, messa in sicurezza e bonifiche ambientali sulle quali sta la-
vorando l'Amministrazione comunale.
Insieme, le due istituzioni hanno
realizzato una «guida al cittadino»
che rappresenta un aggiornamento rispetto alle nuove conoscenze
acquisite sul Pcb e alle scelte che
ne sono derivate. In particolare come è stato spiegato ieri dal direttore generale dell'Asl - riporta le
considerazioni dell'Agenzia internazionale per la ricerca sii cancro
che hanno indirizzato il Comitato
tecnico scientifico a intraprendere
un percorso di indagini sulle possibili correlazioni tra Pcb e patologie
tumorali e non.
«La grande collaborazione e il coordinamento degli interventi con
l'Asl sono molto preziosi - ha detto
il sindaco -. Che le istituzioni abbiano un volto unitario su temi tanto
delicati come quelli legati all'ambiente, all'inquinamento e alla salute è, di certo, un dato positivo sia
perché non alimenta sfiducia sia
perché permette di affrontare insieme i problemi».
Un lavoro all'«unisono» che il sindaco ha declinato nei capitoli della
trasparenza, della messa in sicurezza e delle bonifiche ambientali.
Trasparenza. «Si sta costruendo
una rete tra il mondo dell'associazionismo ambientalista - ha detto
Fondra -. Martedì ci sarà un incontro con quelle aderenti alla Consulta e, insieme, fisseremo un calendario di assemblee nei quartieri, nelle
scuole e, perché no, anche nei caseggiati per dare risposte concrete
ed avere indicazioni sulle azioni da
svolgere».
Poi, lo sblocco delle risorse Arpa
per avere dati aggiornati sulla situazione dell'acqua e dei terreni del Sito di interesse nazionale e dei comuni a sud della città.
Sul fronte dei fondi per la bonifica,
l'incontro nei giorni scorsi tra gli
amministratori comunali e l'assessore regionale Claudia Terzi ha avuto come oggetto l'impegno, da parte della Regione, che il milione di
euro della Regione venga stanziato
anche per il 2014 sulla voce «bonifica» e, dunque, non vada perduto.
In attesa che da Roma giunga il decreto definitivo per riprendere i lavori di bonifica dei giardini di via
ASL BRESCIA
Nullo.
Anna Della Moretta
Pag. 6
La «guida» online
sarà distribuita
anche a tutte
le realtà cittadine
Pcb nel sangue:
negli ex lavoratori
la concentrazione
è diminuita
• Nella «Guida al cittadino» sul caso
Caffaro, oltre ai risultati degli studi conclusi, vengono descritte le nuove attività
di indagine dell'Asl, già in corso o programmate. Gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno descritto i contenuti delle conoscenze scientifiche con
linguaggio chiaro e comprensibile anche dai non addetti ai lavori. «Al tentativo di chiarezza - hanno spiegato - si è unito quello di rispondere ai dubbi e ai bisogni che parte della popolazione ha
espresso sul caso Caffaro».
Dunque, ampio spazio è stato dato alle
risposte alle domande più frequenti.
Comune e Asl organizzeranno incontri
con la popolazione per presentare e distribuire l'opuscolo, mettendosi a disposizione per chiarire eventuali dubbi sui
contenuti.
Da oggi «Caso Caffaro. Guida al cittadino» è consultabile e scaricabile dai siti issituzionali di Asl (www.aslbrescia.it) e
del Comune (www.comune.brescia.it),
ma verrà anche distribuita nella sede delle Associazioni, delle realtà locali e delle
parrocchie..
La pubblicazione verrà aggiornata ogni
anno dall'Asl - solo nella forma online «per garantire un'informazione puntuale rispetto alle iniziative in corso».
• Uno dei capitoli della pubblicazione
dell'Asl riguarda le indagini sui lavoratori dell'azienda Caffaro, di cui si è parlato
anche durante l'incontro stampa di ieri.
Le indagini sono state effettuati nel corso degli ultimi dieci anni su lavoratori
che avevano lavorato nell'azienda di via
Milano dal 1974 in poi.
«In sintesi, per quanto la valutazione sia
stata effettuata solo su un piccolo numero, i dati raccolti sono indicativi di una
sensibile esposizione a Pcb negli ex lavoratori della Caffaro rispetto alla popolazione generale, interessando in primo
luogo i lavoratori addetti alla produzione, ma anche ad altri reparti attigui o alla
manutezione - si legge nella guida -.
L'esposizione è durata molti anni e sembra mostrare ora una graduale, lenta riduzione per coloro che erano maggiormente esposti in passato».
L'ultima rilevazione risale al novembre
2011 e il confronto del livello di Pcb nel
sangue tra la prima e l'ultima rilevazione
mostra «per gli ex addetti ai reparti di produzione di Pcb una significativa riduzione da 80 a 50 microgrammi per litro ed
una sostanziale stabilità per i non addetti (da 19 a 25). I valori di riferimento sono
di circa 9 microgrammi per litro di sangue.
LA SCHEDA
BAMBINI E PCB
Per i bambini, così come per gli
adulti, ilrispettodei divieti contenuti nell'ordinanza del sindaco del 25 luglio 2013 è, di per se,
la misura precauzionale che impedisce il contatto diretto con il
terreno contaminato, nonché
la sua ingestione e l'inalazione
di polvere contaminata. Nella
stessa ordinanza si vietano coltivazioni in aree agricole e orti
privati.
LATTE MATERNO E PCB
Non ci sono protocolli che valutino caso per caso la durata
dell'allattamento in funzione
della quantità di sostanze inquinanti presenti nel latte. L'Oms
raccomanda di allattare i bambini al seno fino al sesto mese,
anche in presenza di contaminanti, perché i benefici dell'allattamento sono superiori ai potenziali effetti negativi del Pcb.
In questi giorni l'Asl sta definendo i contenuti di uno studio trasversale sull'esposizione a Pcb
nelle puerpere residenti nel Comune di Brescia. L'indagine ha
come obiettivo la valutazione
dell'esposizione a Pcb nelle
puerpere, in particolare alla rilevazione dei livelli di Pcb nel
sangue e nel latte materno. Lo
studio inizierà nel 2014.
STUDIO POPOLAZIONE
STUDIO SU PUERPERE
ASL BRESCIA
Prosegue lo studio trasversale
sull'esposizione a Pcb nella pò-
Pag. 7
polazione generale dei comuni
di Brescia, Castel Mella e Capriano del Colle. Per Brescia sono state invitate al prelievo di
sangue 960 persone; hanno risposto in 390. Stanno partendo
altri 250 nuovi inviti e solleciti a
chi non ha aderito (i prelievi
vengono eseguiti anche a domicilio ad anziani e invalidi). Per
Castel Mella sono stati recapitati 208 inviti e per Capriano 84.
ASL BRESCIA
Pag. 8
Giovani e alcolismo; è allarme
«La prevenzione non basta più
»
Dati drammatici sull'abuso di alcol tra gli under24 bresciani
Pochi fondi ma l'impegno dell'Asl sul territorio è cresciuto
• Si beve sempre meno alcol, ma
ci si ubriaca più spesso e aumentano i casi di dipendenza alcolica tra i
giovanissimi. È quanto è emerso in
un convegno dell'Asl di Brescia, tenutosi ieri in città a 20 anni dall'inaugurazione del primo nucleo operativo di alcologia. In media in Italia si
consumano 6 litri d'alcol prò capite
l'anno, ma al tradizionale bicchiere
di vino a pranzo e cena, tipico della
dieta mediterranea, si sono sostituite le abbuffate alcoliche fuori pasto
(binge-drinking). «La fascia d'età tra
i 18 e i 24 anni è quella più colpita da
questo fenomeno - ha spiegato Fabio Roda, direttore del servizio di alcologia dell'Asl -. Le attitudini a rischio riguardano il 14% dei giovani,
20% maschi e 9% femmine».
Preoccupante anche il dato rilevato
tra i 16 e i 17 anni, che vede una propensione alla sbornia per il 12% dei
maschi e il 6% delle femmine, e quello tra gli 11 e i 14 anni, in cui ad ubriacarsi occasionalmente sono l'8%
dei maschi ed il 4% delle femmine.
Se il rischio di cadere nella trappola
della dipendenza aumenta anche oltre i 65 anni, è allarmante secondo
gli esperti il fatto che 1' 1,5% di alcoldipendenti in carico ai servizi in
Italia abbia meno di 19 anni. «Nel nostro Paese 310 milioni di euro vengono investiti ogni anno in pubblicità
di alcolici, mentre per la prevenzione lo Stato non stanzia più di un milione» ha sottolineato il direttore
dell'osservatorio nazionale di alcologia dell'Iss, Emanuele Scafato. Difficile quindi opporsi con la sola prevenzione a scuola a modelli sociali
che spingono i giovani verso l'abuso
di alcol, che costa all'Italia, secondo
l'Oms, 22 miliardi di euro all'anno.
L'alcol, infatti, anche escludendo
l'abuso, espone a immediati rischi
di disabilità e mortalità.
«Circa il 6% della mortalità stradale
è alcolcorrelata - ha affermato Barbara Barra, primo dirigente della
Stradale di Brescia -, ma la prevenzione sta dando ottimi risultati contro la guida in stato di ebbrezza». Se
nei Drimi 9 mesi del 2010 nell'ambi-
ASL BRESCIA
to dei controlli della Stradale di Brescia contro le stragi del sabato sera
erano risultate positive 696 persone
delle 10.817 sottoposte ad alcoltest,
quest'anno nello stesso periodo su
11.151 persone controllate, solo 388
sono state sanzionate. Benché le risorse stanziate per la prevenzione siano molto inferiori a quelle destinate a chi abusa di stupefacenti, è fortemente cresciuta nell'Asl di Brescia
l'attenzione per gli alcolisti. «Sono 4
i nuclei operativi di alcologia sul territorio - dice il direttore dell'Asl di
Brescia, Carmelo Scarcella -, a cui si
è recentemente affiancata una struttura di supporto a Palazzolo». Circa
2000 le persone in carico ai servizi
dell'Asl, anche se si stima che gli alcolisti potrebbero essere più di
18.000 su un territorio con un indice
di rischio di dipendenza alcolica più
elevato che nel resto d'Italia e dove
si stima anche che almeno il 10% degli incidenti sul lavoro sia alcolcorrelata (1.800 infortuni nel 2012).
Clara Piantoni
Pag. 9
I NUMERI BRESCIANI
Attitudine alle
Q
" a b b u f f a t e a l c o l i c h e " ( d a t i Asl di Brescia)
18-24 ANNI
16-17 ANNI
20%
9%
Maschi
Femmine
12%
6%
Maschi
Femmine
8%
11-14 ANNI
Maschi
E
i r n / di alcol dipendenti in
I i 5 v 0 carico ai servizi pubblici
ha meno di 19 anni (dato nazionale)
O
2.
4%
Femmine
*»*» gli alcolisti in carico ai servizi
U U dell'Asl di Bresciani stima che
in totale possano essere 1 8 . 0 0 0
Controlli alcoltest Polizia Stradale di Brescia
contro stragi del sabato sera
GENNAIO-SETTEMBRE 2010: 1 0 . 8 1 7 controlli di cui 697positivi (6,7%)
GENNAIO-SETTEMBRE 2013: 11.151 controlli di cui 3 8 8 positivi (3
il 1 0 %
^ S ' ' ' n c 'denti sul lavoro nell'AsI di Brescia potrebbe essere
correlato all'abuso di alcol ( 1 . 8 0 0 infortuni)
info gdb
ASL BRESCIA
Pag. 10
Torna la «Guida»
dell'Asl: domande
e risposte
sul rischio Pcb
PAG 13
Salute. La prevenzione
Dati e ricerche a disposizione dei cittadini
IN VIA DUCA DEGLI ABRUZZI. Nella sede dell'Azienda sanitaria locale di Brescia presentata la seconda edizione della Guida al cittadino dedicata al sito inquinato
Caffaro erischiPcb, le «istruzioni per l'uso»
«La Guida disponibile sui
sito Asl e ogni anno sarà
aggiornata non i dati nuovi»
Sul sito
dell'Asl
CARMELO SCARCELLA
DIRETTORE ASL BRESCIA
«La prossima settimana
previsto un incontro con
la consulta per l'ambiente*
Incontri e
assemblee
GIANLUIGI FONDRA
ASSESSORE ALLAMBIENTE
Più sicura la correlazione tra Pcb
e alcuni tumori come ilmelanoma
Negli operai della fabbrica tassi
più alti, ma in calo negli anni
Eugenio Barboglio
I Pcb fanno venire il cancro?
Chi ha lavorato alla Caffaro ha
ASL BRESCIA
più Pcb nel sangue di chi non
ci ha lavorato? Quali sono i livelli di questa sostanza nei residenti dell'area del Sito di interesse nazionale?
Sono domande che trovano
risposte nella «Guida al cittadino» dedicata al caso Caffaro, e che è stata curata dall'Asl.
Guida che replicala prima edizione del 2003, distinguendo-
Pag. 11
sene per l'aggiornamento di
dati e studi; quelli intercorsi
in questi anni di riflettori puntati e di stallo delle bonifiche,
attese ma frenate dalla burocrazia e, soprattutto, dalla
scarsità di risorse da investire.
Ma la «macchina è in movimento» come ha sottolineato
il sindaco Del Bono, e questo
movimento consiste, oltre che
nel garantire informazione e
trasparenza sul fronte dei dati
(appunto questa Guida al cittadino), anche andando avanti
nelle indagini sul terreno e negli studi sulla salute, per definire empiricamente quanto sia
implicato il Pcb nei livelli di
morbilità della popolazione
bresciana rispetto ad un quadro generale di una città a forte vocazione industriale, con
in gioco diversi altri fattori di
rischio sanitario.
Tra queste indagini una terminata e altre in corso: la prima ha riguardato i lavoratori
della Caffaro, ricercando i livelli di assorbimento di Pcb a seconda dell'esposizione all'agente inquinate. Ed è emerso
che nei 47 ex dipendenti che
avevano lavorato nei reparti di
produzione dei Pcb il valore
medio era di 66 microgrammi
per litro, quando in una persona che vive in una qualsiasi città industriale e quindi negli altri quartieri di Brescia, il valore si attesta sui 14 microgrammi. E pressoché in questa media si collocano gli altri ex di-
pendenti attivi in altri reparti,
mentre la concentrazione di
valori sale quanto più i reparti
sono vicini a quelli di produzione.
MA GLI STUDI scientifici più aggiornati hanno decretato in
modo più chiaro che i Pcb sono cancerogeni per l'uomo (in
precedenza erano classificati
solo come probabilmente cancerogene), stabilendo quindi
una relazione con l'insorgenza del cancro (in particolare
con il melanoma, meno sicura
con linfomi non-hodgkin e tumore alla mammella), benché
la portata di questa relazione
non sia ancora pienamente valutabile. E indagini come quelle in atto a Brescia sul caso Caffaro sono considerate utili alla
comunità scientifica internazionale per giungere a conclusioni ancora più certe.
Detto questo - spiega la Guida, al cittadino giustamente
preoccupato - non è però possibile distinguere quanto degli
eventuali eccessi tumorali sia
imputabile al Pcb o ad altri fattori presenti a Brescia. E per
quel che riguarda i lavoratori
Caffaro si può dire con certezza solo che le tute blu sono
morte di cancro più dei colletti bianchi, ma non che questo
sia avvenuto per colpa dei Pcb.
Ma non solo: anche che questa concentrazione nell'organismo va diradandosi con il
trascorrere degli anni.
Tra le indagini in corso, circa
ASL BRESCIA
un migliaio di residenti dei comuni di Brescia, Castelmella e
Capriano del Colle viene campionato allo scopo entrare in
possesso di dati chiari sul livello di concentrazione del Pcb
nel sangue. Prelievi ai quali
per ora si è sottoposto il 41 per
cento degli invitati. Asl e Comune a questi prooposito invitano i cittadini alla massima
commalborazione e annunciano i risultati dello studio per la
prossima primavera. Accanto
a questo monitoraggio sulla
popolazione adulta più esposta, è in campo un'indagine
che prende in considerazione
la presenza dei Pcb nelle puerpere»
Sono in corso
i prelievi sui
residenti
per l'indagine
sulla presenza
nel sangue
Oltre allo studio
su circa mille
residenti
l'Asl ne sta
svolgendo uno
sulle puerpere
Pag. 12
Carmelo Scarcella, direttore dell'Asl di Brescia, e il sindaco Emilio Del Bono sul caso Caffaro
ASL BRESCIA
Pag. 13
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