Rassegna Stampa Sabato 23 novembre 2013 Rassegna Stampa realizzata da SIFA Srl Servizi Integrati Finalizzati alle Aziende 20129 Milano – Via Mameli, 11 Tel. 0243990431 – Fax 0245409587 Rassegna del 23 novembre 2013 ASL BRESCIA Corriere Della Sera (bs) 4 IL VADEMECUM CASO CAFFARO ASL INFORMA I BRESCIANI P.g. 1 Il Giorno Bergamo_brescia Il Giorno Bergamo_brescia Il Giorno Bergamo_brescia Il Giornale Di Brescia 6 Paolo Cittadini 2 6 PCB NEL SANGUE, OPERAZIONE TRASPARENZA COMUNE E ASL PUBBLICANO TUTTI I VALORI SOLO IL 41% HA EFFETTUATO LE ANALISI 9 LA DIPENDENZA DA ALCOL NON HA ETÀ, GIOVANI E OVER 65 I PIÙ A RISCHIO F.p. 4 1, 19 PCB; I BRESCIANI DISERTANO LE ANALISI Anna Della Moretta 5 Il Giornale Di Brescia 23 Clara Piantoni 9 Bresciaoggi 1, 13 TORNA LA «GUIDA» DELL'ASL: DOMANDE E RISPOSTE SUL RISCHIO PCB Eugenio Barboglio 11 GIOVANI E ALCOLISMO; È ALLARME «LA PREVENZIONE NON BASTA PIÙ» 3 Il vademecum Caso Caffaro Asl informa i bresciani I bresciani oggi non devono temere contaminazioni da Pcb: avviene soprattutto per via alimentare ma allevamenti che producono latte e carne inquinati sono stati chiusi io anni fa. Questo uno dei messaggi principali presenti nel vademecum dell'Asl sul caso Caffaro. Una guida di 60 pagine distribuita da oggi alla città (e scaricabile sul sito internet di Comune e Asl) e presentata ieri dal direttore generale Carmelo Scarcella e dal sindaco Del Bono. Si parte dalla spiegazione di cosa siano i Pcb, di cosa sia stata la Caffaro, di quanti veleni ci siano nei terreni e nel sangue dei bresciani (più nei vecchi che nei giovani). Si ricordano le malattie che può provocare (in primis il cancro), l'assenza di cure ed i nuovi studi in corso sui bresciani, (p.g.) © RIPRODUZIONE RISERVATA ASL BRESCIA Pag. 1 Pcb nel sangue, operazione trasparenza Comune e Asl pubblicano tutti i valori Caso Caffaro, i dati su un opuscolo disponibile anche in internet 579 AUTORITÀ Da sinistra l'assessore all'Ambiente Gianluigi Fondra, il sindaco Emilio Del Bono e il direttore generale dell'AsI C a r m e l o Scarcella Le persone residenti nel territorio comunale di Brescia esaminate nel 2003 I dati presenti nell'opuscolo diffuso risalgono a 10 anni fa 271 La concentrazione massima in microgrammi di Pbc rilevata Il livello minimo è invece di 0,4 di PAOLO CITTADINI - BRESCIA - L'HANNO ribattezata operazione trasparenza. Comune e Asl di Brescia hanno deciso di informare i residenti della città sul Pcb e i livelli di concentrazione nel sangue (e nei grassi). I dati presenti nell'opuscolo — stampato al momento in circa 1.300 copie che saranno distribuite attraverso associazioni e parrocchie, già sui siti istituzionali di palazzo Loggia e dell'Asl di Brescia — sono però datati. Risalgono infatti alle ultime rilevazioni fatte, nel 2003 su 579 persone residenti nel territorio comunale, ma possono comunque rappresentare una fotografia. Quello che balza agli occhi è come la concentrazione di Pcb nel sangue delle persone esaminate (cittadini bresciani tra i 20 e i 79 anni) sia molto variabile. Si va da un minimo di 0,4 microgrammi per litro a un massimo di 271 microgrammi per litro con una mediana. Altri numeri importanti sono quelli relativi alla concentrazione di Pcb nel sangue di quanti hanno lavorato alla Caffaro, proprio nell'area dove veniva prodotto il veleno che nel tempo ha inquinato terreni e falde. sibilità di conoscere realmente cosa è il Pcb — sottolinea Scarcella —. L'obiettivo di questa pubblicazione è quello di provare a dipanare i dubbi sorti ai cittadini su una questione che ovviamente e comprensibilmente spaventa». L'operazione rientra nel cambiamento di rotta partito la scorsa primavera. «Abbiamo iniziato un lavoro di concertazione e collaborazione tra enti — ricorda il sindaco Emi«L'ULTIMA rilevazione effet- lio Del Bono —. L'obiettivo è tuata sugli ex dipendendi del set- quello di dare informazioni e trantore produzione — sottolinea Car- quillizzare la popolazione dopo melo Scarcella, direttore generale anni di immobilismo politico e dell'Asl di Brescia — è del 2011 e non solo. Ora è arrivato il momenha fatto notare come rispetto agli to di passare ai fatti dopo un deanni precedenti il livello di Pcb cennio di silenzi e rimbalzo di resia diminuito dagli 80 microgram- sponsabilità». mi per litro del 2003 agli attuali CARMELO SCARCELLA 55». Un dato comunque al di sopra dei normali livelli riscontrarti «La rilevazione sugli ex nei bresciani non direttamenti dipendenti mostra un calo esposti al Pcb. «Abbiamo comun- delle concentrazioni» que voluto dare agli utenti la pos- ASL BRESCIA Pag. 2 INDAGINE SoloiU1% ha effettuato le analisi - BRESCIA - DECISO Fabrizio Speziarli Dipartimento prevenzione L'INDAGINE epidemiologica voluta dall'Asl di Brescia per controllare i livelli di Pcb nel sangue dei bresciani è iniziata a luglio. Dalla scorsa estate l'azienda sanitaria locale ha contattato 960 residenti. A tutt'oggi hanno risposto al questionario e hanno deciso di sottoporsi al prelievo del sangue in 390, il 41% del campione che l'Asl vorrebbe prendere in esame. Si tratta di 175 uomini e 225 donne ai quali dovranno aggiungersi altri 250 soggetti che l'Asl vuole testare. «Pensiamo di concludere i prelievi e di predisporre le cartelle entro la fine del prossimo mese di gennaio — sottolinea Fabrizio Speziani, responsabile del Dipartimento di prevenzione medica della Asl di Brescia — per riuscire a raggiungere un numero congruo di soggetti esaminati abbiamo ASL BRESCIA iniziato a inviare la seconda convocazione a chi ancora non si è sottoposta al prelievo del sangue». L'ASL non vuole fermarsi ai controlli nel capoluogo. «Abbiamo esteso la nostra indagine anche all'area di Castelmella e di Capriano del Colle, due comuni che sono risultati contaminati da Pcb — ricorda il dottor Speziani —. A Castelmella da lunedì inizieranno i controlli su un campione di 208 persone, mentre a Capriano del Colle abbiamo invitato 84 residenti e di questi il 50 per cento ha già risposto presentandosi ai prelievi». Pa.Ci. Pag. 3 ALLARME I DATI DEL CONVEGNO DELL'ASL La dipendenza da alcol non ha età Giovani e over 65 i più a rischio CATTIVE A B I T U D I N I II consumo di alcolici spesso avviene in strada - BRESCIA - SE CALA il consumo prò capite di alcol, aumentano però i consumatori a rischio alcolismo. E Brescia, città dove gli aperitivi dopo il lavoro sono un'abitudine anche tra i più giovani, non è immune. Tra i soggetti più a rischio, gli over 65, ma anche i giovanissmi. Secondo le stime, infatti, nella fascia tra i 18 e i 24 anni sono a rischio il 20% dei maschi e il 9% delle femmine; tra gli under 16, l'8% dei maschi e il 4% delle femmine; tra i 16 e 18 anni il 12% dei maschi e il 6% delle femmine. «L'Asl di Brescia — ha spiegato il direttore generale Carmelo Scarcella durante il convegno sull'alcologia moderna che si è svolto ieri — ha potenziato i servizi in quest'ambito, nonostante a livello nazionale le risorse siano destinate più per combattere il problema droga che quello dell'alcol». Per risolvere a monte il problema, secondo il direttore dell'osservatorio nazionale alcol Emanuele Scafato «bisognerebbe integrare i colloqui tra medici e pazienti con un breve questionario, l'audit, per capire quanto alcol i consumatori assumono, con che frequenza e in che circostanze. Ciò permetterebbe di riconoscere chi è a rischio e di intervenire per tempo». F.P. ASL BRESCIA Pag. 4 Pcb, i bresciani disertano le analisi Solo 4 su 10 rispondono all'appello Asl. Una guida sul caso Caffaro BRESCIA Solo il 41% delle persone contattate in città ha aderito allo studio sull'esposizione a Pcb che sta svolgendo l'Asl di Brescia nel comune capoluogo, a Castel Mella e a Capriano del Colle. Nei prossimi giorni l'Asl invierà altri 250 inviti, che si aggiungono ai 960 già recapitati, con l'obiettivo di terminare il campionamento entro l'anno. Nel frattempo, con la collaborazione del Comune di Brescia, l'Asl distribuirà la guida al cittadino sul «caso Caffaro». La guida è anche sul sito di Comune e Asl. a pagina 19 Salute e Pcb, 6 bresciani su 10 ; rifiutano gli esami dell Asl Su 960 persone invitate al prelievo di sangue, hanno risposto in 390, pari al 41%. Obiettivo avere 500 campioni Inquinamento e salute • Sopra, Fondra, Del Bono, Scarcella e Speziali con le guide per i cittadini sulle attività dell'AsI in materia di pcb e salute dei cittadini (foto Ortogni/Neg); a lato, la Caffaro PUBBLICAZIONE L'Asl distribuisce la «guida del cittadino» sul «caso Caffaro» con informazioni su quel che si è fatto e si farà ASL BRESCIA • Per conoscere i livelli di Pcb nel sangue dei residenti in aree a diverso livello di inquinamento, l'Asl ha invitato 960 persone che vivono in città. Ad oggi, solo 390 (215 donne Pag. 5 e 135 uomini)hanno risposto, sottoponendosi ad un semplice prelievo di sangue. Va meglio nei paesi inclusi nello stesso studio trasversale: a Castelmella, dove iniziano i prelievi dopodomani, gli inviti mandati sono stati 208 e, ad oggi, l'adesione è di circa la metà delle persone del campione contattate; metà degli 84 invitati hanno risposto anche a Capriano del Colle. L'obiettivo dell Asl è di terminare i prelievi entro fine anno, con dati di 500 persone per la città e 140 per i due comuni vicini, numeri necessari affinché il campione sia significativo e scientificamente rilevante. Il punto sull'evoluzione dello studio è stato fatto ieri, nella sede dell'Asl, nell'ambito della presentazione della pubblicazione «Caso Caffaro. Guida al cittadino». Per l'Asl sono intervenuti il direttore generale Carmelo Scarcella, affiancato dal direttore sanitario Francesco Vassallo e da Fabrizio Speziarli, responsabile Dipartimento Prevenzione e per il Comune, il sindaco Emilio Del Bono e Gianluigi Fondra, assessore all'Ambiente. Dati non secondari, quelli dell'adesione dei cittadini allo studio: se si trattasse di una indagine di routine, la partecipazione del 41% della popolazione potrebbe essere considerata un grande successo. Nel caso specifico - con il peso sociale, economico ed individuale legato all'inquinamento da Pcb e al caso Caffaro nella nostra città - che solo quattro persone su dieci rispondano all'appello denota un disinteresse che dovrebbe far riflettere. Questo, malgrado lo sforzo «istituzionale» evidenziato ieri da Scarcella e da Del Bono nel seguire un percorso di studio sugli alimenti e sulla popolazione per quel che è nelle prerogative dell'Azienda sanitaria e di trasparenza, messa in sicurezza e bonifiche ambientali sulle quali sta la- vorando l'Amministrazione comunale. Insieme, le due istituzioni hanno realizzato una «guida al cittadino» che rappresenta un aggiornamento rispetto alle nuove conoscenze acquisite sul Pcb e alle scelte che ne sono derivate. In particolare come è stato spiegato ieri dal direttore generale dell'Asl - riporta le considerazioni dell'Agenzia internazionale per la ricerca sii cancro che hanno indirizzato il Comitato tecnico scientifico a intraprendere un percorso di indagini sulle possibili correlazioni tra Pcb e patologie tumorali e non. «La grande collaborazione e il coordinamento degli interventi con l'Asl sono molto preziosi - ha detto il sindaco -. Che le istituzioni abbiano un volto unitario su temi tanto delicati come quelli legati all'ambiente, all'inquinamento e alla salute è, di certo, un dato positivo sia perché non alimenta sfiducia sia perché permette di affrontare insieme i problemi». Un lavoro all'«unisono» che il sindaco ha declinato nei capitoli della trasparenza, della messa in sicurezza e delle bonifiche ambientali. Trasparenza. «Si sta costruendo una rete tra il mondo dell'associazionismo ambientalista - ha detto Fondra -. Martedì ci sarà un incontro con quelle aderenti alla Consulta e, insieme, fisseremo un calendario di assemblee nei quartieri, nelle scuole e, perché no, anche nei caseggiati per dare risposte concrete ed avere indicazioni sulle azioni da svolgere». Poi, lo sblocco delle risorse Arpa per avere dati aggiornati sulla situazione dell'acqua e dei terreni del Sito di interesse nazionale e dei comuni a sud della città. Sul fronte dei fondi per la bonifica, l'incontro nei giorni scorsi tra gli amministratori comunali e l'assessore regionale Claudia Terzi ha avuto come oggetto l'impegno, da parte della Regione, che il milione di euro della Regione venga stanziato anche per il 2014 sulla voce «bonifica» e, dunque, non vada perduto. In attesa che da Roma giunga il decreto definitivo per riprendere i lavori di bonifica dei giardini di via ASL BRESCIA Nullo. Anna Della Moretta Pag. 6 La «guida» online sarà distribuita anche a tutte le realtà cittadine Pcb nel sangue: negli ex lavoratori la concentrazione è diminuita • Nella «Guida al cittadino» sul caso Caffaro, oltre ai risultati degli studi conclusi, vengono descritte le nuove attività di indagine dell'Asl, già in corso o programmate. Gli esperti del Comitato tecnico scientifico hanno descritto i contenuti delle conoscenze scientifiche con linguaggio chiaro e comprensibile anche dai non addetti ai lavori. «Al tentativo di chiarezza - hanno spiegato - si è unito quello di rispondere ai dubbi e ai bisogni che parte della popolazione ha espresso sul caso Caffaro». Dunque, ampio spazio è stato dato alle risposte alle domande più frequenti. Comune e Asl organizzeranno incontri con la popolazione per presentare e distribuire l'opuscolo, mettendosi a disposizione per chiarire eventuali dubbi sui contenuti. Da oggi «Caso Caffaro. Guida al cittadino» è consultabile e scaricabile dai siti issituzionali di Asl (www.aslbrescia.it) e del Comune (www.comune.brescia.it), ma verrà anche distribuita nella sede delle Associazioni, delle realtà locali e delle parrocchie.. La pubblicazione verrà aggiornata ogni anno dall'Asl - solo nella forma online «per garantire un'informazione puntuale rispetto alle iniziative in corso». • Uno dei capitoli della pubblicazione dell'Asl riguarda le indagini sui lavoratori dell'azienda Caffaro, di cui si è parlato anche durante l'incontro stampa di ieri. Le indagini sono state effettuati nel corso degli ultimi dieci anni su lavoratori che avevano lavorato nell'azienda di via Milano dal 1974 in poi. «In sintesi, per quanto la valutazione sia stata effettuata solo su un piccolo numero, i dati raccolti sono indicativi di una sensibile esposizione a Pcb negli ex lavoratori della Caffaro rispetto alla popolazione generale, interessando in primo luogo i lavoratori addetti alla produzione, ma anche ad altri reparti attigui o alla manutezione - si legge nella guida -. L'esposizione è durata molti anni e sembra mostrare ora una graduale, lenta riduzione per coloro che erano maggiormente esposti in passato». L'ultima rilevazione risale al novembre 2011 e il confronto del livello di Pcb nel sangue tra la prima e l'ultima rilevazione mostra «per gli ex addetti ai reparti di produzione di Pcb una significativa riduzione da 80 a 50 microgrammi per litro ed una sostanziale stabilità per i non addetti (da 19 a 25). I valori di riferimento sono di circa 9 microgrammi per litro di sangue. LA SCHEDA BAMBINI E PCB Per i bambini, così come per gli adulti, ilrispettodei divieti contenuti nell'ordinanza del sindaco del 25 luglio 2013 è, di per se, la misura precauzionale che impedisce il contatto diretto con il terreno contaminato, nonché la sua ingestione e l'inalazione di polvere contaminata. Nella stessa ordinanza si vietano coltivazioni in aree agricole e orti privati. LATTE MATERNO E PCB Non ci sono protocolli che valutino caso per caso la durata dell'allattamento in funzione della quantità di sostanze inquinanti presenti nel latte. L'Oms raccomanda di allattare i bambini al seno fino al sesto mese, anche in presenza di contaminanti, perché i benefici dell'allattamento sono superiori ai potenziali effetti negativi del Pcb. In questi giorni l'Asl sta definendo i contenuti di uno studio trasversale sull'esposizione a Pcb nelle puerpere residenti nel Comune di Brescia. L'indagine ha come obiettivo la valutazione dell'esposizione a Pcb nelle puerpere, in particolare alla rilevazione dei livelli di Pcb nel sangue e nel latte materno. Lo studio inizierà nel 2014. STUDIO POPOLAZIONE STUDIO SU PUERPERE ASL BRESCIA Prosegue lo studio trasversale sull'esposizione a Pcb nella pò- Pag. 7 polazione generale dei comuni di Brescia, Castel Mella e Capriano del Colle. Per Brescia sono state invitate al prelievo di sangue 960 persone; hanno risposto in 390. Stanno partendo altri 250 nuovi inviti e solleciti a chi non ha aderito (i prelievi vengono eseguiti anche a domicilio ad anziani e invalidi). Per Castel Mella sono stati recapitati 208 inviti e per Capriano 84. ASL BRESCIA Pag. 8 Giovani e alcolismo; è allarme «La prevenzione non basta più » Dati drammatici sull'abuso di alcol tra gli under24 bresciani Pochi fondi ma l'impegno dell'Asl sul territorio è cresciuto • Si beve sempre meno alcol, ma ci si ubriaca più spesso e aumentano i casi di dipendenza alcolica tra i giovanissimi. È quanto è emerso in un convegno dell'Asl di Brescia, tenutosi ieri in città a 20 anni dall'inaugurazione del primo nucleo operativo di alcologia. In media in Italia si consumano 6 litri d'alcol prò capite l'anno, ma al tradizionale bicchiere di vino a pranzo e cena, tipico della dieta mediterranea, si sono sostituite le abbuffate alcoliche fuori pasto (binge-drinking). «La fascia d'età tra i 18 e i 24 anni è quella più colpita da questo fenomeno - ha spiegato Fabio Roda, direttore del servizio di alcologia dell'Asl -. Le attitudini a rischio riguardano il 14% dei giovani, 20% maschi e 9% femmine». Preoccupante anche il dato rilevato tra i 16 e i 17 anni, che vede una propensione alla sbornia per il 12% dei maschi e il 6% delle femmine, e quello tra gli 11 e i 14 anni, in cui ad ubriacarsi occasionalmente sono l'8% dei maschi ed il 4% delle femmine. Se il rischio di cadere nella trappola della dipendenza aumenta anche oltre i 65 anni, è allarmante secondo gli esperti il fatto che 1' 1,5% di alcoldipendenti in carico ai servizi in Italia abbia meno di 19 anni. «Nel nostro Paese 310 milioni di euro vengono investiti ogni anno in pubblicità di alcolici, mentre per la prevenzione lo Stato non stanzia più di un milione» ha sottolineato il direttore dell'osservatorio nazionale di alcologia dell'Iss, Emanuele Scafato. Difficile quindi opporsi con la sola prevenzione a scuola a modelli sociali che spingono i giovani verso l'abuso di alcol, che costa all'Italia, secondo l'Oms, 22 miliardi di euro all'anno. L'alcol, infatti, anche escludendo l'abuso, espone a immediati rischi di disabilità e mortalità. «Circa il 6% della mortalità stradale è alcolcorrelata - ha affermato Barbara Barra, primo dirigente della Stradale di Brescia -, ma la prevenzione sta dando ottimi risultati contro la guida in stato di ebbrezza». Se nei Drimi 9 mesi del 2010 nell'ambi- ASL BRESCIA to dei controlli della Stradale di Brescia contro le stragi del sabato sera erano risultate positive 696 persone delle 10.817 sottoposte ad alcoltest, quest'anno nello stesso periodo su 11.151 persone controllate, solo 388 sono state sanzionate. Benché le risorse stanziate per la prevenzione siano molto inferiori a quelle destinate a chi abusa di stupefacenti, è fortemente cresciuta nell'Asl di Brescia l'attenzione per gli alcolisti. «Sono 4 i nuclei operativi di alcologia sul territorio - dice il direttore dell'Asl di Brescia, Carmelo Scarcella -, a cui si è recentemente affiancata una struttura di supporto a Palazzolo». Circa 2000 le persone in carico ai servizi dell'Asl, anche se si stima che gli alcolisti potrebbero essere più di 18.000 su un territorio con un indice di rischio di dipendenza alcolica più elevato che nel resto d'Italia e dove si stima anche che almeno il 10% degli incidenti sul lavoro sia alcolcorrelata (1.800 infortuni nel 2012). Clara Piantoni Pag. 9 I NUMERI BRESCIANI Attitudine alle Q " a b b u f f a t e a l c o l i c h e " ( d a t i Asl di Brescia) 18-24 ANNI 16-17 ANNI 20% 9% Maschi Femmine 12% 6% Maschi Femmine 8% 11-14 ANNI Maschi E i r n / di alcol dipendenti in I i 5 v 0 carico ai servizi pubblici ha meno di 19 anni (dato nazionale) O 2. 4% Femmine *»*» gli alcolisti in carico ai servizi U U dell'Asl di Bresciani stima che in totale possano essere 1 8 . 0 0 0 Controlli alcoltest Polizia Stradale di Brescia contro stragi del sabato sera GENNAIO-SETTEMBRE 2010: 1 0 . 8 1 7 controlli di cui 697positivi (6,7%) GENNAIO-SETTEMBRE 2013: 11.151 controlli di cui 3 8 8 positivi (3 il 1 0 % ^ S ' ' ' n c 'denti sul lavoro nell'AsI di Brescia potrebbe essere correlato all'abuso di alcol ( 1 . 8 0 0 infortuni) info gdb ASL BRESCIA Pag. 10 Torna la «Guida» dell'Asl: domande e risposte sul rischio Pcb PAG 13 Salute. La prevenzione Dati e ricerche a disposizione dei cittadini IN VIA DUCA DEGLI ABRUZZI. Nella sede dell'Azienda sanitaria locale di Brescia presentata la seconda edizione della Guida al cittadino dedicata al sito inquinato Caffaro erischiPcb, le «istruzioni per l'uso» «La Guida disponibile sui sito Asl e ogni anno sarà aggiornata non i dati nuovi» Sul sito dell'Asl CARMELO SCARCELLA DIRETTORE ASL BRESCIA «La prossima settimana previsto un incontro con la consulta per l'ambiente* Incontri e assemblee GIANLUIGI FONDRA ASSESSORE ALLAMBIENTE Più sicura la correlazione tra Pcb e alcuni tumori come ilmelanoma Negli operai della fabbrica tassi più alti, ma in calo negli anni Eugenio Barboglio I Pcb fanno venire il cancro? Chi ha lavorato alla Caffaro ha ASL BRESCIA più Pcb nel sangue di chi non ci ha lavorato? Quali sono i livelli di questa sostanza nei residenti dell'area del Sito di interesse nazionale? Sono domande che trovano risposte nella «Guida al cittadino» dedicata al caso Caffaro, e che è stata curata dall'Asl. Guida che replicala prima edizione del 2003, distinguendo- Pag. 11 sene per l'aggiornamento di dati e studi; quelli intercorsi in questi anni di riflettori puntati e di stallo delle bonifiche, attese ma frenate dalla burocrazia e, soprattutto, dalla scarsità di risorse da investire. Ma la «macchina è in movimento» come ha sottolineato il sindaco Del Bono, e questo movimento consiste, oltre che nel garantire informazione e trasparenza sul fronte dei dati (appunto questa Guida al cittadino), anche andando avanti nelle indagini sul terreno e negli studi sulla salute, per definire empiricamente quanto sia implicato il Pcb nei livelli di morbilità della popolazione bresciana rispetto ad un quadro generale di una città a forte vocazione industriale, con in gioco diversi altri fattori di rischio sanitario. Tra queste indagini una terminata e altre in corso: la prima ha riguardato i lavoratori della Caffaro, ricercando i livelli di assorbimento di Pcb a seconda dell'esposizione all'agente inquinate. Ed è emerso che nei 47 ex dipendenti che avevano lavorato nei reparti di produzione dei Pcb il valore medio era di 66 microgrammi per litro, quando in una persona che vive in una qualsiasi città industriale e quindi negli altri quartieri di Brescia, il valore si attesta sui 14 microgrammi. E pressoché in questa media si collocano gli altri ex di- pendenti attivi in altri reparti, mentre la concentrazione di valori sale quanto più i reparti sono vicini a quelli di produzione. MA GLI STUDI scientifici più aggiornati hanno decretato in modo più chiaro che i Pcb sono cancerogeni per l'uomo (in precedenza erano classificati solo come probabilmente cancerogene), stabilendo quindi una relazione con l'insorgenza del cancro (in particolare con il melanoma, meno sicura con linfomi non-hodgkin e tumore alla mammella), benché la portata di questa relazione non sia ancora pienamente valutabile. E indagini come quelle in atto a Brescia sul caso Caffaro sono considerate utili alla comunità scientifica internazionale per giungere a conclusioni ancora più certe. Detto questo - spiega la Guida, al cittadino giustamente preoccupato - non è però possibile distinguere quanto degli eventuali eccessi tumorali sia imputabile al Pcb o ad altri fattori presenti a Brescia. E per quel che riguarda i lavoratori Caffaro si può dire con certezza solo che le tute blu sono morte di cancro più dei colletti bianchi, ma non che questo sia avvenuto per colpa dei Pcb. Ma non solo: anche che questa concentrazione nell'organismo va diradandosi con il trascorrere degli anni. Tra le indagini in corso, circa ASL BRESCIA un migliaio di residenti dei comuni di Brescia, Castelmella e Capriano del Colle viene campionato allo scopo entrare in possesso di dati chiari sul livello di concentrazione del Pcb nel sangue. Prelievi ai quali per ora si è sottoposto il 41 per cento degli invitati. Asl e Comune a questi prooposito invitano i cittadini alla massima commalborazione e annunciano i risultati dello studio per la prossima primavera. Accanto a questo monitoraggio sulla popolazione adulta più esposta, è in campo un'indagine che prende in considerazione la presenza dei Pcb nelle puerpere» Sono in corso i prelievi sui residenti per l'indagine sulla presenza nel sangue Oltre allo studio su circa mille residenti l'Asl ne sta svolgendo uno sulle puerpere Pag. 12 Carmelo Scarcella, direttore dell'Asl di Brescia, e il sindaco Emilio Del Bono sul caso Caffaro ASL BRESCIA Pag. 13