Asso c i a z i o ne d i v o lo n ta r ia to Anno X, Numero 2 Dicembre 2009 Redazione e stampa: Associazione “Laluna” Via Runcis, 59 San Giovanni di Casarsa (PN) Tel/fax 0434/871156 Sito internet: www.cjasalaluna.com E-mail: [email protected] Pubblicazione Trimestrale Spedizione in A.P. -Art. 2 Comma 20/C -Legge 662/96 - D.C. PN. Sommario: Editoriale ................................ 1 Musikemate ............................ 5 Maratoluna ............................. 6 Palestra Cjasaluna ................ 8 Punto H ................................. 8 Volontari del trasporto ........... 8 Comitato D ............................. 9 Cortometraggio ...................... 10 Sport e disabilità .................... 10 Casa al Sole ........................... 12 Progetto autonomia .............. 14 Diritto allo studio ................... 15 Ringraziamenti ...................... 17 La Biblioteca de Laluna... ..... 17 Brevemente da laluna ........... 18 Indovinate chi sono ............... 19 Prossimi appuntamenti ......... 20 La parola al poeta ................. 20 POSSO PARLARE UNA COSA? Maratoluna 2009: un paese che cammina assieme a noi Dalla Comunità: SERVIZIO CIVILE pag. 3 BEN-ESSERE IN CJASALUNA pag. 4 NAVIGARE A VISTA di Eleonora Castellarin Una levata di ancore particolarmente densa di eventi e di incontri per Laluna: salpiamo con la magnifica Maratoluna fra le acque del paese; prendiamo il largo con una festa fra noi il 3 ottobre, a inaugurare ufficialmente l’anno delle attività che ci porta immancabilmente alla castagnata con gli Amici della Montagna quando, dopo aver scalato impervi sentieri, siamo stati sorpresi dai primi fiocchi di neve, davvero imprevisti per quel 18 ottobre Pagina 2 POSSO PARLARE UNA COSA? ~ (quest’anno infatti niente partitona di calcio); e alla spettacolare pizzata che potremmo intitolare “meglio tardi che mai” con coloro che hanno molto attivamente partecipato al Musikemate . Ben rodati quindi in termini di “degustazione” e non certo stanchi di momenti conviali, domenica 15 novembre l’equipaggio de Laluna ha festeggiato come meglio gradisce (un bel pranzo) un altro piccolo grande giro di boa: i 15 anni. Per l’occasione si riteneva necessaria la partecipazione di tutti coloro che per un tempo più o meno lungo hanno remato nella stessa direzione ed è stato piacevole consegnare gli inviti raggiungendo i vari volontari dispersi nei sette mari! Molti sono partiti, molti hanno famiglia, tutti sono cresciuti, maturati, tutti sono appartenuti all’associazione e il senso del nostro invito era dir loro che, allo stesso modo, Laluna ancora gli Il segnavento: un simbolo della Cjasaluna appartiene e che anche fra cent’anni non dovranno mai sentirsi estranei fra le mura di via Runcis 59. Che bella giornata, giocata in casa, fattore che la rende ancora più speciale. Mi metto nei panni di chi era volontario agli esordi de Laluna, della Comunità: organizzare una festa poteva essere forse un problema logistico non da poco. Ora possiamo comodamente invitare una sessantina di persone a casa nostra. Quante cose si possono fare! La Maratoluna, gli incontri in Comunità, le varie iniziative in palestra, la sala prove, le cene, le feste,…! Quanto è importante per noi avere la possibilità fisica di ospitare e coinvolgere più persone possibile! È vitale, uno degli obiettivi fondamentali per noi è l’integrazione con la comunità del paese a cui siamo tanto affezionati. È il modo di ringraziare tutti coloro che ci appoggiano costantemente. E’ il modo di testimoniare la cultura della disabilità che in troppe circostanze è ancora nascosta e sottratta agli occhi del quotidiano e che invece qui a San Giovanni è uno scambio continuo nel flusso interminabile di gente che entra e che esce dalla Comunità riservando il rispetto e il Anno X - N° 1 giusto equilibrio che non priva Redazione: gli inquilini dei propri spazi Associazione Laluna di vita. La Cjasaluna ha un significato molto più ampio di Direttore Responsabile: Stefano Polzot quanto si possa immaginare, è una risorsa enorme che Pubblicazione Trimestrale di Pordenone vivrà finché qualcuno avrà Tribunale N° 1539 del 05/12/98 qualcosa da attingere. Dopo tutta questa strada, Stampato presso: Tipogr. MALACART dove sta andando Laluna? Dove arriverà? Difficile dirlo. Per tornare alla metafora della barca, è probabile che su questa rotta Laluna diventi un transatlantico di rapporti e iniziative, di sfaccettature di cui tenere conto, qualcosa di bello e complesso creato dalle nostre stesse risorse mentali e fisiche ma troppo importante per essere spostato a remi. Perché tutto si crea nell’intento di rispondere a bisogni concreti e ogni risposta non fa che aprire nuove domande e nuove sfide sempre più grandi per poter essere archiviate. Per fare un esempio pratico: la Comunità si costituisce attorno al bisogno di dare un alloggio e un futuro meno incerto ad alcune persone disabili; ad un certo punto ci si rende conto che gli spazi non sono più adeguati all’obiettivo e si progetta la Cjasaluna; la realizzazione della casa nuova porta ovviamente in campo questioni di mutuo, di manutenzione, di attrezzature, ecc.. Nuove problematiche scaturiscono da importanti risultati, non esiste un traguardo definitivo e non è possibile fermarsi lasciando sfumare tutto. Ma possiamo avere rimpianti? Si poteva scegliere certo di non fare nulla. Ma non è nelle nostre corde. E nemmeno nelle vostre che state leggendo questo giornalino e che siete parte di una Comunità aperta e straordinariamente capace di accogliere le sfide e la diversità. I risultati ottenuti presuppongono che il viaggio continui, fermo restando che nel volontariato tutto è rimesso alla disponibilità dei singoli e al fatto che pochi di noi possono realisticamente pronosticare il proprio futuro. Ecco perché ci si rimette sempre in gioco, costantemente si sceglie di investire noi stessi in qualcosa in cui crediamo profondamente, non potendo dimenticare che Laluna è vita quotidiana, è dibattito quotidiano su tematiche importanti, è una fonte di aspettative troppo grandi per essere lasciate alla deriva. Navigare a vista significa esserci e risolvere le questioni del presente, anche se questo forse ci mette in difficoltà nella programmazione di un futuro schematico e pianificato. Ma è un compromesso a cui dobbiamo scendere per non rischiare di perdere quella spontaneità che ci rende fondamentalmente diversi dalle istituzioni, che ci permette di trovare soluzioni efficaci e il più delle volte no profit, ovvero il più possibile slegate da meccanismi di “impresa”. La nostra intenzione è quella di continuare su questa rotta, la sfida è quella di riuscirci imparando POSSO PARLARE UNA COSA? a prevedere in modo più razionale anche gli sviluppi del nostro viaggio, così da mantenere solide basi da cui partire per nuove utopie. ~ Anno X - N° 1 Pagina 3 Tanti auguri allora a tutti per questo Natale e per il Nuovo Anno, continuate a essere sempre il nostro porto sicuro. DALLA COMUNITÀ... SERVIZIO CIVILE IN CJASALUNA di Stefania Mercante Mi presento: sono Stefania Mercante, ho 19 anni perché in principio nacque come seconda scelta per e dal 28 settembre 2009 sono volontaria del servizio chi non voleva svolgere il servizio militare obbligatorio civile presso la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola (la cosiddetta obiezione di coscienza). È diventato con Fabris” di San Giovanni di Casarsa. Terminate le il tempo un prezioso strumento per aiutare le fasce più scuole superiori in tutt’altro ambito (perito aziendale deboli della società contribuendo allo sviluppo sociale, corrispondente in lingue estere), ho deciso di dedicarmi culturale ed economico del nostro Paese. Nella pratica al prossimo. Era già da un po’ di tempo che ci pensavo: il servizio civile può essere svolto da tutti i cittadini fare qualcosa per gli altri che prendesse buona parte italiani tra i 18 e 28 anni che possiedono una serie del mio tempo, e così ci ho provato. di requisiti e gli ambiti variano dall’assistenziale al Date le mie scarse conoscenze nell’ambito del culturale, dallo sportivo al sostegno all’infanzia e molti volontariato e delle associazioni dello stesso genere altri. Permette così ai giovani, che volontariamente vi mi sono buttata nel servizio civile, ambito assistenziale, aderiscono, di formarsi per un anno della loro vita verso per vivere un’esperienza sì nuova ma che mi aiuti anche profili professionali orientati al principio costituzionale a capire cosa mi piacerebbe fare nella vita. Sembra un della solidarietà sociale, sviluppando così il Terzo po’ strano, ma difficilmente finita la scuola si hanno le settore nel nostro Paese. idee chiare sul proprio futuro, in particolare se sono Dal mio punto di vista il servizio civile è un vero e più cose quelle che si vorrebbe fare. Ho aderito così proprio modo di relazionarsi con gli altri chiunque essi ad un progetto intitolato “SUPERABILE…la comunità siano; in particolare è un’opportunità per chi come me si coinvolge”, che comprende appunto anche la non aveva alba di come entrare a far parte di questo cooperativa sociale mondo. Io in prima persona Lilliput. mi rapporto ogni giorno con Il mio arrivo qui in i ragazzi della Comunità Cjasaluna è stato bello, Cjasaluna. Nella pratica meglio di quanto mi condivido con loro l’arrivo aspettassi, anche perché a casa, le varie faccende io non ho mai avuto domestiche comuni a esperienze simili prima. Ho tutti e qualche attività di subito conosciuto Matilde intrattenimento, gioco o e Paola, che cortesemente altro. Una giornata tipo hanno fatto gli onori di può essere ad esempio casa mettendomi a mio un aiuto in cucina, qualche agio. Poco alla volta poi pulizia, l’occuparsi della ho conosciuto le altre biancheria e poi una persone con disabilità passeggiata semplice o che abitano la casa: finalizzata all’acquisto di Dolores, Cecilia, Lucio e un qualcosa necessario ai Stefania aiuta Paola a riordinare la camera Paolo. Ho ricevuto subito ragazzi. mille complimenti da Possono sembrare tutte Lucio e sono stata circondata dall’affetto di Paola, cose banali, specialmente per chi non è inserito in una dalla dolcezza di Dolores, dalla gentilezza di Paolo realtà del genere anche semplicemente come volontario, e dall’unicità di Matilde e Cecilia. Ho iniziato così ma a mio parere non sono le cose grandi, complicate quest’esperienza in Cjasaluna. o ricercate a rendere le giornate straordinarie, ma lo Da quando ho iniziato il servizio civile la domanda è rendere straordinario il nostro quotidiano. Quindi che più spesso mi è stata rivolta dalle persone con cui quello che io faccio è vivere la quotidianità tra e con i ne ho parlato è stata: “Ma cos’è?”. Le risposte direi che ragazzi, che al di là delle cose pratiche svolte, è una possono essere due. Dal punto di vista più tecnico e cosa stupenda, indescrivibile quasi, quindi difficile da anche legislativo dato che è previsto da una legge, il spiegare a parole. Ogni cosa fatta con loro ha dietro servizio civile è un modo alternativo di “servire la patria” di sé un significato diverso e più profondo di quello Pagina 4 POSSO PARLARE UNA COSA? ~ che almeno io ho vissuto nel mio quotidiano prima di arrivare qui in Cjasaluna. L’affetto che ho ricevuto da tutti gli abitanti della Comunità nei due mesi che ho già trascorso qui è veramente tanto e tanto sarà quello che ancora riceverò, di questo sono più che certa. Spero invece di essere altrettanto in grado di trasmettere loro qualcosa di speciale o almeno di poterlo fare nel tempo che condividerò con loro, almeno da poterli ringraziare per quello che mi hanno dato. Credo proprio di aver fatto la scelta giusta, anche se è una cosa che non ho sentito condivisa molto dalle persone intorno a me, ma ora come ora so che questo anno alla Cjasaluna sarà ricco di avvenimenti, affetto e anche divertimento Anno X - N° 1 ovviamente! Dopotutto è anche un’opportunità per conoscere persone nuove e devo dire di averne conosciute davvero tante! Consiglio pertanto a tutti i giovani di provare a vivere un anno come volontari del servizio civile perché è un’esperienza più che positiva, che insegna tanto e che aiuta soprattutto a guardare oltre se stessi. Ringrazio pertanto tutte le persone che ogni giorno mi affiancano nel mio servizio e ovviamente Paolo, Lucio, Matilde, Dolores, Paola e Cecilia. Infine un grazie lo devo anche al mio insegnante di diritto delle scuole superiori che mi ha consigliato quest’esperienza perché ne vale veramente la pena! IL BEN-ESSERE IN CJASALUNA Un lavoro che ricerca quotidianamente di migliorare la “qualità della vita” delle persone che abitano la Comunità di Cristina Feltrin e Francesca Ros (educatrici della Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris”) Noi, Cristina e Francesca, siamo due educatrici della cooperativa Lilliput dal 2004. La cooperativa assieme all’associazione Laluna si occupa anche della Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris”. Entrambe ci siamo avvicinate alla realtà della Cjasaluna tramite tirocinio formativo durante gli studi universitari. Successivamente ci siamo laureate in Scienze dell’educazione, titolo che per noi rappresenta, citando le parole della dott. Elena Granieri, “le righe sulle quali scrivere la nostra storia professionale”. Storia che prende forma con l’esperienza e la formazione continua, con la ricchezza della diversità di un gruppo di lavoro ma anche con l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco. La Cjasaluna è una casa con la “c” maiuscola, nel senso che non è semplicemente un edificio dove vivono persone trovatesi assieme per caso, ma una Famiglia. Magari un po’ bizzarra soprattutto per chi la vede da fuori…bizzarra perché chi vive in Cjasaluna porta con sé storie diverse e passati differenti. Ognuno di loro ha legami solidi con le proprie radici e ognuno di loro si è ritrovato da persona adulta tra altri adulti sconosciuti a condividere spazi e problemi personali di tutti i giorni; ma la bellezza di questo gruppo sta proprio nel fatto che hanno saputo costruire tra loro forti legami partendo soprattutto da un autentico affetto reciproco. Tutto questo è diventato possibile anche perché chi ha dato loro un tetto e la possibilità di viverci ha desiderato e voluto senza condizioni una Comunità che ricreasse i valori e l’atmosfera propri di una famiglia, cosa che si respira anche attraverso l’accoglienza che i ragazzi hanno per tutte le persone che bussano a questa porta. Questo significa che all’interno della Cjasaluna ognuno ha il proprio ruolo e le proprie responsabilità affinché tutti si sentano parte di un gruppo. C’è chi cucina, chi si occupa della biancheria, chi va a prendere il pane tutti i giorni; tutti si occupano delle proprie camere e delle Una famiglia di nome Cjasaluna. POSSO PARLARE UNA COSA? proprie cose personali e poi ci sono le attività, come adesso che si sta avvicinando il natale, da condividere e da realizzare assieme. Attraverso gli strumenti educativi e le competenze del gruppo di lavoro cerchiamo di accompagnare Matilde, Paolo, Lucio, Dolores, Cecilia, Paola, nella loro vita quotidiana aiutandoli ad affrontare i problemi di tutti i giorni: al lavoro, a casa, con gli amici, con la salute, con i familiari… aiutandoli ad arricchire il loro bagaglio di esperienza, promuovendo l’autonomia e creando possibilità affinché ciò avvenga. Lavorare secondo il principio di “Qualità della Vita” ci porta a realizzare progetti educativi individualizzati che mirano al ben-essere di ognuno di loro. MUSIKEMATE E ~ Anno X - N° 1 Pagina 5 Secondo una visione olistica possiamo dire che la Cjasaluna nella quotidianità è anche metodologia, organizzazione, lavoro a progetto (darsi obiettivi, perseguirli e verificarli); formulazione e sviluppo di obiettivi sempre più accurati per crescere anno dopo anno al fine di rendere concreti i principi base su cui si fonda la Comunità. Non meno importanti poi sono i sentimenti di tutti noi che operando in questa realtà cresciamo giorno dopo giorno nell’accogliere quello che Dolores, Paola, Lucio, Cecilia, Paolo e Matilde ci danno… emozioni e sentimenti che riempiono la nostra vita anche quando oltrepassiamo la porta della Cjasaluna per andare ognuno nelle proprie case. MARATOLUNA... RECORD DI PRESENZE AL 7° MUSIKEMATE Record di presenze (oltre 1200 persone stimate) alla 7^ edizione del Musikemate, la manifestazione musicale organizzata da “Laluna” che quest’anno si è svolta sabato 18 luglio all’Ippodromo di Rosa. L’attesa dell’evento non prometteva bene perché dopo giorni di caldo afoso sabato 18 era arrivato il diluvio mettendo a rischio mesi di preparativi. Ma all’imbrunire il cielo si era rasserenato e quindi il Musikemate poteva incominciare, la musica partire, le luci delle bancarelle si potevano accendere, gli hamburger dell’American e i panini di Gianluca Sclippa si potevano sfornare, la gente poteva incominciare a ballare... Al festival hanno suonato Cisco (ex cantante dei Modena city Ramblers) che ha tenuto un concerto molto apprezzato, i “furlans” Arbe Garbe, i Bo and the Boilers di Gianluca Pavan e Manuele Boraso di Futura (all’esordio musicale, che siamo riusciti ad ingaggiare dopo un anno di durissime trattative) e i Mellow mood che hanno proposto sonorità reggae che hanno fatto ballare fino alle 3 di notte il pubblico presente. C’è stata poi la presenza speciale de “il Lungo e lo Smilzo” e dei “St. John upon the firedhouse”, diventati ormai colonne imprescindibili del festival. Rimesso a nuovo anche l’angolo degli stand, curato nei minimi particolari, che ha visto la presenza di bancarelle di associazioni e cooperative che operano nel sociale nel nostro territorio: cooperativa Lilliput, Il Piccolo Principe e Futura, Avis Giovani di Casarsa, Progetto Giovani di Casarsa e San Vito, Consorzio Leonardo, Radio Onde Furlane, Fantats Furlans, Associazione San Pietro, Solidarmondo e Punto Giovani. Tra gli stand si poteva trovare anche la maglietta ufficiale del Musikemate. L’obiettivo degli stand espositivi è quello di far passare, accanto alla musica, un messaggio Pagina 6 POSSO PARLARE UNA COSA? ~ Anno X - N° 1 Questa manifestazione secondo me ha molte potenzialità per crescere, lo spazio è grandissimo. Forse dovrebbe crescere in maniera “promozionale”, ma ovviamente senza snaturare il senso del Musikemate. L’iniziativa dovrebbe essere più conosciuta nella vostra Regione e nelle Regioni vicine, per attirare più gente e giovani. La copertura pubblicitaria forse dovrebbe essere più ampia… Se dovessi dare un consiglio agli organizzatori è sicuramente “Provate a pensarvi più grandi!”. In ogni caso faccio a “LaLuna” i miei più grandi complimenti! Apprezzo tantissimo questa manifestazione! Ci terrei anche a conoscere i ragazzi che vivono in Comunità!». culturale e di solidarietà. Ha funzionato alla grande anche tutta la parte dei chioschi seguiti dalla Par San Zuan, Company Plasa (grande Neri!), Sporting San Giovanni e Motoclub San Giovanni. Ringraziamo tutte le persone e le associazioni che ci hanno aiutato a realizzare la manifestazione e gli sponsor: BCC Pordenonese, Studio Venos, Fabris no doma tabacs, Idraulica Colussi, coop. Lilliput, Borgna e Sicla Sport. Il ricavato dell’iniziativa servirà a finanziare le attività dell’associazione Laluna. L’appuntamento è al prossimo anno, per nuova musica da ascoltare, altre intense emozioni da vivere. In conclusione vi riportiamo l’impressione di Cisco sul Musikemate 2009: «La festa qui è molto bella, anche se stasera è un po’ troppo umido e fresco... purtroppo! Cisco sul palco del Musikemate A SPAS TRA LA MUSSA E LA VIERSA 500 persone presenti alla 6^ maratoluna, la camminata di 7 km organizzata da noi de Laluna. Quest’anno abbiamo costeggiato le rogge. di Paride Castellarin Si è svolta domenica 27 settembre la 6^ edizione della maratoluna, la marcia organizzata dall’associazione Laluna per le vie di San Giovanni. Oltre 500 i partecipanti che hanno potuto gustarsi un itinerario nuovo che ha costeggiato le rogge Mussa e Versa, dopo quelli degli scorsi anni “I due molini” e “Lungo le sedole”. Una caratteristica della maratoluna è infatti quella di valorizzare il paesaggio locale oltre a creare un momento di aggregazione e dare la possibilità a tutti i partecipanti di passare una domenica diversa in compagnia e serenità. Per noi de Laluna è anche un’ occasione importante di spalancare le porte della Cjasaluna. La scelta delle rogge non è stata casuale in quanto rappresentano un importante patrimonio naturale della nostra comunità. E a pensarci bene anche culturale, basti pensare alle poesie dedicate da Pasolini a questi piccoli corsi d’acqua o alla fiabaleggenda di Riccardo Castellani “Li fatis aganis da li Miris’cis”. E nonostante siano “cose di un tempo”, come le definì Pasolini, mantengono ancor oggi un loro fascino che va salvaguardato. La manifestazione è stata arricchita lungo il percorso da alcune iniziative: sono stati “rispolverati” i toponimi (nomi di luoghi particolari di paese che hanno origine da una caratteristica geografica del luogo) incontrati durante la passeggiata, abbiamo conosciuto gli alberi che “abitano” le nostre zone grazie alle tabelle appese sui POSSO PARLARE UNA COSA? tronchi e ad un opuscolo curato da Rino Castellarin che li presentava e descriveva le caratteristiche, c’era la mostra di attrezzi contadini di un tempo (un piacevole ritorno al passato per le persone più adulte e lo stupore del mondo che “c’era una volta” per i più piccoli) proposta da Elvio Dorigo e poi, verso l’arrivo, c’è stata una bellissima sorpresa: dalle parti del ponticello di Amedeo Castellarin (una piccola “chicca” del percorso) tutti i bambini presenti hanno potuto fare un magico giro in canoa. L’idea, di per sé molto semplice, ha creato in quell’angolo quasi sconosciuto di San Giovanni, un’atmosfera fantastica, regalando un momento di felicità a tutti i bambini e ai loro genitori che, o da sopra il ponticello o dal ciglio della roggia, “spingevano” con il loro entusiasmo le canoe con sopra i loro bambini, facilitando notevolmente il compito dei “3 moschettieri” (i 3 canoisti) Massimiliano Gigante, Alberto Bertoia e Gabriele Francescutti. In attesa di salire in canoa i bambini potevano giocare con i giochi di una volta gentilmente messi a disposizione da Gino “Bastian” e “animati” da Mario Pradal. Sono state poi create delle barchette di carta sulle quali i bambini potevano scrivere il loro nome o un pensiero o un desiderio prima di lasciarle andare al corso della roggia. All’arrivo in Cjasaluna, oltre alla medaglia ricordo (“disegnata” da Eleonora Castellarin) e alla pastasciutta preparata come sempre dalla Par San Zuan, i partecipanti hanno potuto ammirare la mostra fotografica “rogge: angoli di poesia” di Gabriele Francescutti con poesie di Pasolini e un video-documentario girato 10 anni fa da Luciano Fabris sulle rogge Mussa e Versa. Un grande grazie va, oltre che ai partecipanti, a tutte le persone che ci hanno dato una mano a preparare questa edizione della maratoluna, circa una settantina: è soprattutto grazie a loro (e al sole) se la giornata è riuscita bene. Vi aspettiamo il prossimo anno (abbiamo già in mente un nuovo percorso) per vivere un’altra bella giornata assieme. E un invito a tutti i 500 partecipanti: se la camminata vi è piaciuta aiutateci anche voi a fare pubblicità per la prossima edizione. ~ Anno X - N° 1 Pagina 7 Pagina 8 NEWS DA POSSO PARLARE UNA COSA? ~ Anno X - N° 1 LALUNA... LA PALESTRA DELLA CJASALUNA HA RIAPERTO LE PORTE Con il mese di ottobre sono ripartite le attività della palestra della Cjasaluna con i vari corsi aperti alla comunità locale. È ripartito il Centro Gioco Pollicino per i bambini da 1 a 3 anni gestito dalle mamme: si ritrovano il lunedì e il mercoledì pomeriggio dalle 16.30 alle 18.30 con l’intento di far socializzare i bambini tra di loro per alcune ore. Il lunedì e il giovedì dalle 18.30 e il mercoledì mattina si svolge invece il corso di Yoga, tenuto dal maestro Paolo Mazzon, che anche quest’anno conta un bel gruppo di iscritti. Il martedì e il giovedì dalle 17.15 alle 18.15 si svolge invece il corso di ginnastica seguito dalla fisioterapista Anna Barbui a cui partecipano una dozzina di signore. Inoltre ospitiamo un corso di Tai Chi Chuan (un’arte marziale) il martedì dalle 19.30 alle 21.30 tenuto da Gigi Simonetti e un corso di ginnastica il mercoledì e il venerdì dopo cena. Inoltre ospitiamo saltuariamente un corso di costellazioni familiari e un gruppo di teatro. Alle varie attività in palestra partecipano ogni settimana più di un centinaio di persone, un giro di gente che riusciamo a gestire grazie alla collaborazione e al rispetto per i locali di tutti e all’aiuto di alcune persone: Antonella Russo e Giulia Colussi per il Pollicino, Antonio Cozzarini per lo Yoga, Francesco De Caro e la maestra Rosa per la ginnastica, Gigi Simonetti, Sandra Cimò e Vania Fabris. Oltre alla palestra si sta rivelando un’iniziativa azzeccata anche la sala prove che si trova in una stanza adiacente ai locali della Cjasaluna. Attualmente la utilizzano 8 gruppi musicali, di cui 3 composti da giovani sotto i 20 anni. Tutte queste iniziative rappresentano in maniera concreta la nostra apertura alla comunità locale e ci permettono di creare con essa un legame forte e al tempo stesso rispondono a reali esigenze della cittadinanza stessa. Per informazioni sulle attività in palestra e sala prove telefonare allo 0434/871156. PUNTO H IN CJASALUNA È sempre aperto in Cjasaluna “Punto H”, il punto informativo per saperne di più sulle agevolazioni delle persone disabili seguito da Francesco De Caro. Del servizio, gratuito, in questi primi mesi hanno usufruito già diverse persone. L’ufficio, che si trova nei locali della Cjasaluna, rimane aperto il venerdì dalle 17.30 alle 19.30 solo su appuntamento (0434/871156). VOLONTARI DEL TRASPORTO È in cerca di nuovi autisti il gruppo di volontari che porta ogni mattina Matilde, Paola e Dolores a lavoro. Il gruppo è formato da una quindicina di volontari e svolge anche il servizio di trasporto anziani al Centro Pomeridiano per il Comune di Casarsa (servizio quest’ultimo coordinato da noi de Laluna). Chi volesse entrare a far parte del gruppo di volontari del trasporto o chiedere delle semplici informazioni può telefonare anche qui in Cjasaluna allo 0434/871156. POSSO PARLARE UNA COSA? ~ Anno X - N° 1 Pagina 9 DOPO 10 ANNI… ANCORA “INSIEME SI PUÒ” Il Comitato Disabilità del sanvitese ha festeggiato i 10 anni di attività. Nato per dare visibilità alle esigenze delle persone con disabilità, è formato dalle realtà pubbliche e private, gruppi e associazioni che operano nel sanvitese a favore delle persone disabili. Il “Comitato D” del sanvitese è nato nel 1999 ed è composto da tutte quelle strutture e servizi, pubblici e privati, che operano nel sanvitese e cercano di dare risposte qualificate ai bisogni dei cittadini disabili. Vari sono gli obiettivi che il Comitato si prefigge di perseguire: tutelare i diritti dei cittadini disabili, riconoscere la persona disabile come risorsa e parte attiva della comunità in cui vive, coordinare le risorse dei Servizi pubblici e privati, collaborare con gli amministratori per la definizione delle Politiche Sociali nel sanvitese. Tutte queste finalità il Comitato Disabilità cerca di concretizzarle con tutta una serie di iniziative proposte in questi anni alla cittadinanza che hanno lo scopo di sensibilizzare e favorire la crescita culturale della comunità. La prima attività risale al giugno 2000 con l’organizzazione di un Convegno dal titolo “Ci piace vivere insieme – La disabilità non come limite ma come risorsa”, dove furono illustrate le esperienze di integrazione sociale nel campo della scuola, del lavoro, dell’arte e dello sport. Successivamente sono stati proposti altri 2 convegni, uno sul tema: “Tempo libero, tempo d’integrazione sociale per le persone disabili – percorsi di cittadinanza”, l’altro dal titolo: “Vivere la disabilità oggi: esperienze e progetti di residenzialità e vita autonoma nel pordenonese”. Sono stati proposti anche dei cineforum sulla disabilità in cui sono state coinvolte anche le scuole e una mostra di pittura intinerante. Nel 2004 inoltre era stato organizzato, in collaborazione con Francesco De Caro, un ciclo di 3 serate dal titolo: “Disabilità e normativa: chiariamoci le idee” con la pubblicazione successiva di un opuscolo che raccoglieva gli atti dei 3 incontri. Per festeggiare i 10 anni di attività sono state proposte 2 serate presso l’Auditorium di San Vito. La prima “Scopriamo le barriere” si è svolta giovedì 5 novembre e prevedeva la proiezione del cortometraggio “Scopri le barriere” ideato dall’associazione “Un solo cuore” di Fiume Veneto e dall’Unione Italiana lotta alla distrofia muscolare di Pordenone e di seguito del video “I nuovi volti della disabilità” risultati del percorso di ricerca “Disabilità emergenti: quale domiciliarità” con relatore Paolo Tomasin. Moderatore dell’incontro è stato Alberto Grizzo. La seconda serata si è tenuta mercoledì 11 novembre con la proiezione del film “Il silenzio prima della musica” (USA 2009) presentato da un amico del Comitato D: Piero Colussi. Sabato 14 novembre c’è poi stato un momento di festa con il pranzo presso la sede degli alpini di San Vito, in cui hanno dato una mano nel prepararlo il Masci di San Vito 1, gli Scout di San Vito e il Progetto Giovani. Ha concluso l’iniziativa il teatro della compagnia “Noi Artisti” con lo spettacolo “Cerchiamo”. Attualmente il Comitato è formato da 15 realtà tra pubblico e privato: Azienda per i Servizi sanitari N. 6 “Friuli Occidentale” Servizi in delega - Ambito distrettuale Est 6.2 - Progetto Giovani Associazione La Nostra Famiglia - Associazione Vivere Insieme - Associazione Laluna, Associazione Noi Artisti - Associazione Italiana Sclerosi Multipla – Unione Italiana lotta alla distrofia muscolare - Associazione Pinna Sub – Associazione Libro Parlato - Cooperativa Il Piccolo Principe - Cooperativa Lilliput - Cooperativa Futura Cooperativa Il Granello. Referente è l’A.S.S. n. 6 del sanvitese. Il Comitato si ritrova, per programmare le iniziative, una volta al mese circa presso la sede del Centro di salute mentale di San Vito. Da dieci anni il Comitato Disabilità continua a credere nel cammino che ha intrapreso, l’obiettivo comune è quello di dare visibilità alle esigenze delle persone disabili e delle loro famiglie, di offrire una risposta globale ai loro bisogni, di garantire il diritto di ogni persona ad essere risorsa e parte attiva della comunità. Dopo dieci anni sentiamo di poter dire più forte che mai: INSIEME SI PUO’!!! Pagina 10 POSSO PARLARE UNA COSA? ~ Anno X - N° 1 “UNA PROPOSTA –SENZA BARRIERE–” Un cortometraggio sull’accessibilità nelle nostre zone presso: parcheggi, bancomat, trasporti... dott.ssa Elisa Tocchet (Vicepresidente UILDM) L’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare in collaborazione con Ass. Un Solo Cuore, hanno realizzato un cortometraggio “SCOPRI LE BARRIERE” sull’accessibilità o meno delle nostre zone, analizzando parcheggi, rampe di scale, bagni, bancomat e trasporti. Puntando il dito contro l’impossibilità di una persona con disabilità fisica ad avere una vita autonoma a causa delle tante barriere architettoniche e del poco senso civico,costringendolo a non usare i marciapiedi (perché spesso non si può scendere), i bagni (sporchi, chiusi o con accorgimenti inutili), i bancomat (tutti non accessibili). Questo progetto è stato divulgato nelle scuole superiori del pordenonese, invitando i ragazzi a collaborare realizzando dei lavori / progetti sul miglioramento SPORT dell’accessibilità; i primi 3 lavori verranno premiati a fine novembre. Il cortometraggio è stato messo a disposizione anche del Comitato Disabilità del Sanvitese creando una serata pubblica dedicata a questo tema che ha visto la presenza di diverso pubblico tra il quale anche il sindaco di San Vito Gregoris che si è messo a disposizione provando lui stesso una sedia a rotelle così da comprendere e percepire, anche se in minima parte, le difficoltà di un diversamente abile. Auspichiamo che in futuro ci sia una maggiore collaborazione tra associazioni e comune in modo da creare una sinergia che possa sposare i bisogni dei disabili con le esigenze di tutti. Visto che siamo tutti potenzialmente disabili meglio progettare in modo universale. E DISABILITÀ ... SPORT & DISABILITÀ, NUOVA ERA: DAI GHETTI ALL’INTEGRAZIONE Federazioni olimpiche in parolimpiche: trasformazione in atto Marinella Ambrosio (presidente del CIP Friuli Venezia Giulia): “Ci siamo arrivati dopo anni di iniziative in sinergia” di Alberto Francescut Sport & disabilità: nuove frontiere. Ovvero: trasformazioni epocali. All’insegna dell’integrazione. Lontano dai ghetti. Ne parliamo con il presidente del Cip (Comitato italiano paralimpico) del Friuli Venezia Giulia, Marinella Ambrosio. Marinella, si può parlare di svolta epocale? E’ in atto la trasformazione di alcune federazioni olimpiche in parolimpiche. Sono la Fci (federciclismo), Fise (sport equestri), Fitet (tennis tavolo), FitArco e Fick (canottaggio). Hanno inglobato il settore paralimpico in totale integrazione: prima erano solo nei dipartimenti del Cip, ora sono parte integrante delle federazioni olimpiche. Ci fa un esempio? Ora la Federciclismo, oltre al settore strada, pista, mountain bike e cross ha anche quello dei paralimpici. Quindi: integrazione, settore a pari dignità e importanza. Nei prossimi mesi il passaggio riguarderà anche la Fiv (vela), la Federghiaccio e la scherma. E’ una trasformazione frutto di battaglie… Ci siamo arrivati dopo infinite iniziative in collaborazione, per molti anni, con le federazioni per organizzare gare promozionali. Una forte sinergia che nel tempo ha dato, e darà ancora, risultati. Punto di partenza? Di arrivo? Marinella Non è pensabile in tempi brevi Ambrosio POSSO PARLARE UNA COSA? l’inclusione di tutte le discipline paralimpiche nel mondo dello sport olimpico. Rimangono necessari i regolamenti adattati in alcune discipline che caratterizzano le varie tipologie di disabilità. Penso, ad esempio, al torball per ciechi: il movimento paralimpico non sparirà. E sull’unione di Olimpiadi e Paralimpiadi? Vale lo stesso discorso: è ancora prematuro. Le diverse necessità logistiche e strutturali richiedono, al momento, tempi di esecuzione diversi. Londra 2012 sarà un banco di prova, un altro grande tassello di inclusione visto che quella sarà la prima Olimpiade che utilizzerà lo stesso comitato organizzatore per atleti olimpici e paralimpici. Per l’unificazione cosa servirebbe? Londra2012 potrebbe darci una risposta. Comunque il rischio, oggi come oggi, è che i paralimpici vengano offuscati all’interno di un Olimpiade. Ma una cosa è certa: i paralimpici hanno fatto un gran passo avanti. A Londra vedremo un livello tecnico ancora più elevato di Pechino. Una risposta c’è stata anche al Master internazionale di judo a Lignano dove la Turchia ha sconfitto sonoramente l’Italia. Molte Nazioni stanno investendo sullo sport paralimipico, e molto più dell’Italia. Insomma, siamo di fronte a…? Una trasformazione culturale. C’è la consapevolezza delle opportunità insite nello sport per tutte le persone in qualunque condizione fisica e mentale si trovino. E ~ Anno X - N° 1 Pagina 11 c’è il messaggio dato dalle persone disabili che per prime hanno mostrato con i fatti come la passione sia la stessa di tutti, come le soluzioni strutturali possano essere trovate senza grandi stravolgimenti. Trent’anni fa il rischio ghetto, ora tutt’altro. Cosa auspichi? Il consolidamento dell’attività delle società sportive regionali che stanno svolgendo un grandissimo lavoro per diverse tipologie di disabilità: dalle iniziative promozionali alle olimpiche, con la speranza che possano trovare sostegno economico per reggere le carriere degli atleti nazionali e i campionati delle maggiori serie. I PARERI DEI CAMPIONI... “LA BATTAGLIA VERSO LA NORMALITÀ È ANCORA LUNGA” Gli allenamenti in comune tra atleti disabili e normodotati sono un segnale Sport e disabilità, passi avanti certo. Ma ce ne sono altri da compiere. “Va ottimizzata - dice Marinella Ambrosio, il presidente regionale del Cip - la messa in rete di competenze ed esperienze per incoraggiare famiglie di alunni con disabilità ad avviarsi senza timori all’attività motorio-sportiva, incoraggiare insegnanti ad arricchire i propri percorsi educativi sportivi trovando l’inclusione per tutte le situazioni di disabilità. E’ necessario inoltre formare i tecnici”. Cosa ne pensano i nostri campioni? Per Mauro Cattai, vincitore di quattro maratone di Venezia di handbike, “va distinto fra l’agonista, e pertanto chi fa sport al pari dei normodotati, e quanti invece lo Pagina 12 POSSO PARLARE UNA COSA? ~ praticano per la riabilitazione e la reintegrazione. Nell’agonismo c’è ancora molto da migliorare. Il sostegno delle istituzioni e delle federazioni è minimo. È necessario, inoltre, coordinare il ricco calendario valorizzando le gare più importanti”. Daniela Floriduz, tricolore tandem: “Finalmente stiamo conquistando dello spazio sui mass media grazie anche ai recenti successi colti da Michele Pittacolo e alle cerimonie di premiazione comuni ai normodotati. La conquista più importante, comunque, rimane quella dell’accettazione nella normalità. E per ottenerla la battaglia è ancora lunga. Pensiamo ad esempio al problema del raggiungimento dei luoghi di allenamento aggravato dal sistema di trasporto pubblico inadeguato oppure dalla mancanza di guide per i tandem. Io stessa per il momento mi alleno con guide non specializzate”. Anno X - N° 1 Venezia Giulia, grazie all’azione congiunta di Coni e Cip, in tutti gli eventi sportivi sono uniti paralimpici e normodotati. Ad esempio, dal 1° ottobre la Fitet organizza stage e allenamenti comuni. Ciò permette di entrare in comunione con il mondo della disabilità e dal punto di vista sportivo è un segnale molto importante. Sicuramente in futuro verranno compiuti ulteriori passi avanti”. Michele Pittacolo, campione e recordman mondiale dell’inseguimento: “Credo che nel giro di 2-3 anni anche le società professionistiche si interesseranno ai paraciclisti. Dopo gli importanti successi agonistici che mi hanno fatto conoscere, ho notato un progressivo aumento dell’invidia e della malevolenza nei miei confronti quando mi presento al via di gare per normodotati. Da questo punto di vista c’è molto da lavorare ancora, la mentalità giusta è ancora lontana”. Pamela Pezzutto, campionessa europea di tennistavolo: “I miglioramenti sono leggeri. In Friuli DALLA COOPERATIVA LILLIPUT... CASA AL SOLE: ALL’AVANGUARDIA SULL’ABITARE IN AUTONOMIA DELLE PERSONE DISABILI Dopo l’esperienza della Casa al Sole (iniziata nel 2002) sono nate tre case satellite dott. Daniele Ferraresso (responsabile delle attività educative per la cooperativa Lilliput) Oggi siamo tutti consapevoli che quando parliamo della condizione adulta delle persone con disabilità intellettiva stiamo discutendo, work in progress, di una condizione umana e psicologica che si sta delineando in tempo reale e sotto i nostri occhi. È onesto premettere che i paradigmi esperienziali dai quali si traggono le riflessioni sono mediati dall’osservatore, il quale legge la realtà in ragione del proprio retroterra culturale ed esperienziale. Quello di cui si è certi è che questo punto di osservazione presenta un grande vantaggio: quello di essere solidamente ancorato ad una esperienza professionale che dura da circa 10 anni e che ha visto risultati inaspettati. Si tratta della Casa al Sole, Progetto di Autonomia Abitativa in partnership con Ass6 e Ass. Down, nata negli anni 2000 e che ha visto negli anni 2002 la realizzazione della Casa al Sole, nel 2003 la realizzazione della prima casa satellite e nel 2009 la realizzazione di altre due case satellite avviando così 8 persone con disabilità intellettiva, ad un nuova vita autonoma dalla famiglia e pienamente integrata nel contesto sociale. Questo Progetto ha rappresentato e rappresenta uno straordinario osservatorio sulle persone con disabilità, sulle loro famiglie, sugli operatori che hanno favorito e supportato percorsi di integrazione e infine anche sui gruppi sociali che hanno visto inserire questi giovani. Altri quattro ragazzi nel corso dell’inizio del 2009 hanno scelto di iniziare questo percorso che li porterà all’autonomia abitativa. Questo progetto nasce dai pensieri dei genitori POSSO PARLARE UNA COSA? riguardo al futuro dei loro figli. L’obiettivo è l’abitare in autonomia per un gruppo di persone in età adulta, già con un buon grado di autonomia e collocate al lavoro, per avviare il “dopo di noi durante noi”, allo scopo di evitare il trauma della perdita. Questo è un progetto innovativo perché, diversamente dai progetti in cui gli educatori sostituiscono i genitori e alle persone è concessa una autonomia puramente esecutiva, ci si pone il compito di realizzare una casa da abitare, in cui cominciare un percorso di crescita, collocato all’interno del normale percorso evolutivo, volto alla conquista e al potenziamento dell’identità personale, della consapevolezza di sé, per imparare a differenziarsi dagli altri ed acquisire un ruolo adulto ed essere protagonisti e responsabili della propria vita. Di conseguenza la finalità dell’intervento educativo è quella di costruire un progetto di vita, pensato e deciso dai ragazzi (sono loro che esprimono i propri pensieri, sentimenti, aspettative, attitudini,aspirazioni), in cui gli educatori non si mettono al loro posto e/o in quello dei genitori, ma accanto, accogliendoli e supportandoli nell’incontro con il limite. L’atteggiamento culturale su cui poggia l’intervento educativo parte da una visione che vede nel disabile una persona con delle potenzialità da coltivare, pur senza nasconderne i limiti, assegnandole un ruolo all’interno del contesto sociale, contrastando così la visione assistenzialistica basata su un teorico benessere (tutti quei comportamenti di tutela e protezione che si dice sono per il suo bene, per evitargli frustrazioni, ecc.) negando al disabile il diritto ad una identità personale. La disabilità infatti non elimina la spinta che ogni persona ha dentro di sé ad esprimere il proprio modo di essere, i propri sentimenti, emozioni, aspettative, capacità, attitudini: Tali modalità di considerare il disabile fanno si che il termine autonomia sia davvero riempito di significato e azioni: con il supporto dell’educatore la persona impara a considerarsi individuo con il diritto di esprimere sé stessa e di essere protagonista della propria vita, senza dovere vivere la vita che qualcun altro ha deciso per lui. Questa autonomia non può essere raggiunta se le figure genitoriali per prime e poi il contesto parentale, scolastico e sociale in genere, non adottano una modalità relazionale che favorisca la possibilità di differenziarsi dagli altri e quindi la capacità di relazioni indipendenti dalle altre persone. ~ Anno X - N° 1 Pagina 13 Quindi, il Progetto prevede due fasi: 1° il Corso per l’acquisizione di competenze (sia del quotidiano in cui imparano a cucinare, badare alla casa, fare la lista spesa e la spesa, tenere la contabilità personale e della casa, fare la lavatrice,ecc., sia dell’assunzione di ruolo); 2° le Case Satelliti che costituiscono l’abitazione in cui abitare in autonomia. Il Corso si tiene alla Casa al Sole, mentre le Case Satelliti vengono scelte a seconda delle esigenze delle persone che ci abiteranno. Il primo appartamento prevede l’alternanza Casa al Sole – Famiglia e dopo un periodo che varia a seconda dei tempi di ognuno, i ragazzi passano alla stabilità abitativa.. Quando le competenze si sono stabilizzate passano alle Casa Satellite, senza tornare ad abitare presso la famiglia, se non per una normale frequentazione, come accade ad ognuno di noi quando lasciamo la casa natale. Tale modalità è così formulata per consentire il distacco dalla famiglia ed una modifica graduale delle abitudini di vita: in particolare serve ai ragazzi per passare dall’essere guidati, al pensare, al decidere, all’agire in prima persona, e ai familiari per un distanziamento che, superando la relazione simbiotica, consenta spazi mentali e abitudini quotidiane diversificate. Il tempo di alternanza, i contenuti e le modalità educative vengono effettuate attraverso progetti individuali per l’approfondimento delle abilità del fare e per esprimere e/o potenziare la propria identità. Attualmente partecipano al Progetto complessivo (Casa al Sole e Case Satellite) 12 ragazzi in 4 appartamenti. Nel primo appartamento che rappresenta il primo periodo del distacco dalla famiglia, la presenza dell’educatore è continuativa, mentre negli appartamenti satellite che rappresentano la stabilizzazione delle competenze la presenza dell’educatore si riduce: attualmente il risultato massimo è di 8 ore settimanali. Nelle case Satelliti è prevista la continuità delle attività educative con una presenza minima dell’educatore. Questi movimenti hanno impegnato la Cooperativa ed in particolare gli Educatori a continui cambiamenti. Infatti, coerentemente con i principi dell’autonomia (intesa in questo progetto come autodeterminazione) è prevista la riduzione delle ore di presenza con l’aumentare delle autonomie, il cambiamento della relazione educativa con l’evolvere dello sviluppo dell’identità e della percezione di sé, la continua Pagina 14 POSSO PARLARE UNA COSA? ~ rivisitazione del ruolo dell’educatore e di chi è l’educatore in quel frangente educativo. Questo è un progetto che ha visto nella collaborazione e nell’approfondimento scientifico-tecnico uno sviluppo al passo con l’evoluzione individuale dei partecipanti ai percorsi di Autonomia. Fortunatamente c’è sempre stata la certezza dell’evoluzione delle persone che accedevano a questo Progetto e oggi (scusate, se è poco) la certezza dei risultati. Sono stati obiettivi perseguiti e cercati: quante fatiche nelle relazioni tra gli educatori, con le famiglie, con il contesto, con il pubblico… continuamente sollecitati al cambiamento e al rinnovamento personale, continuamente sollecitati Anno X - N° 1 a cercare alternative, soluzioni nuove che la teoria non ci offriva e che solo la discussione scientifica ci permetteva di abbozzare e sperimentare (quante volte ci siamo trovati insieme nella situazione di cercare di dare un sapere a ciò che era stato fatto!). È stato un cammino che ha conosciuto l’intervento di figure significative come la sig.ra Marchi che ha lottato insieme a noi e sempre creduto nell’autonomia di queste persone e oggi ci accompagna da lassù. Quello che accomuna chi ha visto collaborare in questo Progetto è il credere che anche le persone con disabilità intellettiva possano “diventare Grandi”, possano assumere cioè la condizione adulta. La capacità di saper accettare una adultità realisticamente possibile, piuttosto che una infanzia eterna è oggi la sfida che le persone disabili intellettive propongono alla nostra maturità di persone adulte e ci costringono a cambiamenti significativi. Quali? Lascio ad ognuno aperta la riflessione. ESPERIENZE DI AUTONOMIA NELL’APPARTAMENTO DELLA CJASALUNA Il progetto, realizzato assieme ai centri diurni delle cooperative “Futura” e “Il Piccolo Principe”, ha visto la presenza a turno di otto persone disabili nei fine settimana. dott. Daniele Ferraresso (vice presidente cooperativa Lilliput) Sentirsi parte di una collettività è una conquista che passa attraverso diverse realtà che compongono la società. Il primo passo è l’acquisizione di un’occupazione e di un’abitazione, condizioni indispensabili alla sopravvivenza, oltre che all’integrazione. In secondo luogo, il processo d’inserimento viene favorito da una serie di iniziative di sostegno ma anche culturali, che nascono ad opera dei cittadini. In questo panorama grande importanza hanno le organizzazioni pubbliche e private che mettono a disposizione le loro risorse per l’attuazione di progetti nati per sostenere le attività pubbliche; con questa premessa l’Associazione LaLuna ha messo a disposizione un appartamento per permettere a ragazzi con disabilità dei centri Punto Zero e Piccolo Principe di fare esperienze di inserimento sociale e di esercizio/conoscenza delle autonomie e delle proprie possibilità. Questa esperienza ha permesso a 8 ragazzi di vivere un week end organizzando interamente il proprio tempo: dalla decisione dei menù, alla lista spesa fino alla realizzazione della spesa, dal cosa mi piacerebbe fare al come posso realizzarlo. “Ma devo dire proprio io?” questa domanda veniva posta all’educatore quando aspettava una risposta sui loro desideri. Una lampada, andare al cinema, mangiarmi una pizza, andare a Messa e fare colazione fuori…, questi ed altri desideri hanno realizzato durante questa esperienza. Quattro fine settimana hanno messo in luce una serie di abilità e capacità non solo potenziali ma reali e dato agli educatori spunti interessanti da portare avanti e da realizzare nei Progetti Individualizzati. La sfida, che si vuole raccogliere da questo Progetto, non è solo economica e riconducibile all’acquisizione delle competenze tecniche necessarie, ma deve puntare anche, in un’epoca come quella attuale caratterizzata dalla perdita delle certezze e dei punti di riferimento, alla (ri)costruzione di un senso per la propria vita e del proprio stare nella comunità d’appartenenza. Al centro del dibattito ci devono essere le concrete politiche territoriali che rendono effettivo lo spostamento dell’asse dall’assistenza al territorio, dall’ esclusione sociale alla presa in carico della persona portatrice di bisogni, sia essa un disabile, un anziano, un malato, un ex-detenuto. Baricentro di questa rivoluzione copernicana sono le buone pratiche in corso rese possibili dalla nascita di una rete socio sanitaria, costituita da Asl, amministrazioni locali, Provincia, terzo settore e in particolare le cooperative sociali, ma solo se esse sono in grado di offrire un ruolo vero, da protagonista alla persona disabile e sono in grado di offrire qualificati servizi di assistenza e di gestione di progetti. POSSO PARLARE UNA COSA? ~ Anno X - N° 1 NEWS Pagina 15 DAL MONDO DELLA DISABILITÀ ... DIRITTTO ALLO STUDIO: DISABILITA’ E ASSISTENZA SCOLASTICA Appunti a cura di Francesco De Caro Nel precedente numero del nostro giornalino “Posso parlare una cosa” ho già affrontato il problema del “diritto allo studio” delle persone con disabilità, limitando però le informazioni al trasporto dalle abitazioni alle scuole e viceversa. Ma affinché il diritto allo studio sia pienamente esigibile si devono verificare altre condizioni, alcune delle quali sono quelle che riporto di seguito. Il Ministero della Pubblica Istruzione con nota del 30 novembre 2001 prot. n. 3390 ha stabilito che l’inserimento scolastico (inclusione scolastica) prevede diverse e differenziate forme di supporto e di assistenza, quali: - sostegno didattico; - assistenza per comunicazione; - assistenza igienica e materiale. l’autonomia e nella SOSTEGNO DIDATTICO Il sostegno didattico, previsto dall’art. 14 della L. 104/92, deve essere assicurato da docenti specializzati dipendenti dal Ministero della Pubblica Istruzione la cui formazione è affidata al Ministero dell’Università. ASSISTENZA PER COMUNICAZIONE L’AUTONOMIA E NELLA L’assistenza per l’autonomia e nella comunicazione è prevista dell’art. 13 della L. 104/92; purtroppo ancora oggi si continua a discutere su “cosa è” e “chi la deve prestare”. L’assistenza per l’autonomia è l’aiuto materiale che deve essere dato agli alunni disabili che hanno difficoltà nell’uso delle mani o non vedenti e consiste, per esempio, nel prendere appunti, nello sfogliare il vocabolario nelle traduzioni, nel mettere i fogli bianchi nella stampante, nell’accendere e spegnere il computer, ecc.. Insomma l’assistenza per l’autonomia consiste in tutte quelle operazioni che esulano dalla didattica e mettono l’alunno nelle condizioni di svolgere le normali operazioni scolastiche. L’assistenza nella comunicazione è l’aiuto che deve essere dato agli alunni che hanno difficoltà ad esprimersi cioè gli “audiolesi”. Questi aiuti sono differenti a seconda che riguardino: - i “sordi segnanti”, cioè i non protesizzati da piccoli, che necessitano di un interprete LIS (Lingua Italiana dei Segni), - i “sordi oralisti” cioè quelli che da piccoli sono stati protesizzati e grazie anche alla logoterapia e all’apprendimento della lettura labiale possono comunicare da soli purchè aiutati da una persona che scandisca bene i movimenti delle labbra e li aiuti a prendere appunti. Da qualche anno l’integrazione scolastica è estesa anche ai celebrolesi che per comunicare necessitano di interventi educativi precoci come il metodo ABA (Appliend Behavior Analysis = Analisi Applicata del Comportamento) e agli autistici. Questi “aiuti” debbono essere dati da educatori con specifica preparazione professionale e queste figure devono essere fornite, come prevede l’articolo 139 del D.Lgs. n. 112/1998: - dai Comuni per le scuole dell’infanzia (asilo), primaria (elementari) e secondaria di 1° grado (medie inferiori); - dalle Province per la scuola secondaria di 2° grado (medie superiori). Le Province, poi, in base alla L. 67/1993 devono assicurare tutti gli aiuti nelle scuole di ogni ordine e grado per gli alunni sordi e ciechi. Alcune Province sono restie a fornire gli aiuti agli alunni disabili diversi dai sordi e dai ciechi; in merito alcuni TAR hanno già pronunciato sentenze nel senso del testo dell’art. 139 del D.Lgs. 112/1998 ed il Consiglio di Stato con sentenza n. 2361 del 20.05.2008 ha ribadito l’obbligo delle province di... “garantire il supporto organizzativo per gli alunni con disabilità che frequentano le scuole medie superiori” …e quindi anche gli aiuti in argomento. Pagina 16 POSSO PARLARE UNA COSA? ~ Anno X - N° 1 ASSISTENZA IGIENICA E MATERIALE Per questo tipo di assistenza le problematiche sono ancora più complesse delle altre tipologie di assistenza; tuttora la normativa è farraginosa, fatta male e non chiara. Si è comunque arrivati ad avere una buona chiarezza sul “cosa è” e sul “chi la deve fare”. L’assistenza materiale consiste nell’accompagnamento degli alunni da fuori a dentro la scuola e viceversa, mentre l’assistenza igienica consiste nella cura dell’igiene personale e nell’accompagnamento ai servizi igienici. Fino al 1999 l’assistenza igienica e materiale era compito dei “bidelli/e” dipendenti dai Comuni e dalle Province; quasi nessuno di questi operatori però ha mai svolto la mansione perché i Comuni e le Province stipulavano convenzioni con cooperative che si sostituivano ai bidelli/e. Nel 1999 (L. 3/5/1999 n. 124) i bidelli/e sono transitati nei ruoli dello Stato, cambiando il nome in “collaboratori scolastici” e mantenendo invariate le mansioni previste dal CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro). Lo Stato cercò di far svolgere l’assistenza igienica e materiale ma non vi riuscì anche perché sul CCNL era riportato ….. “che detto personale, oltre alle altre mansioni, poteva pure svolgere questo tipo di assistenza”. Successive note ed intese tra Stato, Sindacati, Province e Comuni non sono riuscite a dissipare il dubbio tra “potere” e “dovere”. Si è giunti al rinnovo del CCNL del 24 luglio 2003 nel quale agli articoli 46 e 47 della tabella A si è ridefinito il profilo professionale dei collaboratori scolastici e si distingueva fra attività di assistenza materiale, consistente nell’accompagnamento degli alunni con disabilità da fuori a dentro la scuola e nei locali della scuola, e attività di cura dell’igiene personale e di accompagnamento ai servizi igienici. La prima tipologia di mansioni (attività di assistenza materiale) è comune a tutti i collaboratori e rientra nel loro ordinario mansionario. Quindi l’accompagnamento deve e può essere svolto da qualsiasi collaboratore scolastico. La seconda tipologia (l’attività di cura dell’igiene personale e di accompagnamento ai servizi igienici) è particolare e richiede un corso di formazione di circa 40 ore, dando diritto anche ad un aumento di stipendio, a seguito del conferimento dell’incarico da parte del Dirigente scolastico. Tale aumento è pari a circa 750 euro annui ed è anche pensionabile. Tale normativa è stata ribadita nel rinnovo del CCNL del 29.11.2007. Le cose però non sono cambiate in quanto il CCNL stabilisce che la formazione è “un diritto” e non anche “un dovere” per cui i collaboratori scolastici spesso si rifiutano di fare il corso. Allora cosa fare? Secondo il mio parere il Dirigente scolastico, che risponde della qualità del servizio scolastico, rischia di essere denunciato dalle famiglie dei disabili per omissioni di atti di ufficio e mancata assistenza a minori. Credo quindi che il Dirigente scolastico, constatato, in sede di assemblea sindacale del personale, il rifiuto da parte dei collaboratori scolastici a frequentare il corso, debba nominare con apposito ordine di servizio, almeno un collaboratore e di una collaboratrice per svolgere tale mansione. Il personale nominato potrà ricorrere al Giudice del lavoro e in questa sede, se c’è una giustizia,il Giudice dovrebbe convalidare l’operato del Dirigente. Le famiglie non devono stare a guardare ma devono pretendere che questo diritto sia esigibile. Devono: - - - - - chiedere (e poi accertarsi) che nella certificazione o nella diagnosi funzionale o nel PEI sia chiaramente riportata la “necessità di assistenza per l’autonomia e/o la comunicazione e/o l’assistenza igienica e materiale”; accertarsi che, entro fine maggio dell’anno precedente quello di frequenza, il Dirigente scolastico inoltri la richiesta del personale occorrente qualora sprovvisto fra i suoi; accertarsi che all’inizio dell’anno scolastico il personale richiesto sia già presente nella scuola. In caso negativo, invitare formalmente il Dirigente scolastico a provvedere ad inviare opportuno sollecito; denunciare il Dirigente scolastico, in caso di inerzia di questi, per omissioni di atti di ufficio e mancata assistenza a minore, dapprima al Difensore Civico Comunale, in mancanza a quello Provinciale o Regionale (Nota: la Regione Friuli Venezia Giulia non lo ha perché la legge istitutiva è stata abrogata); infine, possono rivolgersi ad un Avvocato per l’azione davanti al Tribunale Civile per l’assegnazione urgente del personale necessario ed eventualmente per l’azione penale. RIFERIMENTI NORMATIVI - Legge 5 febbraio 1992 n. 104 - Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 112 - Legge 3 maggio 1999 n. 124 - Legge10 marzo 2000 n. 62 - Nota del Ministero della Pubblica 30 novembre 2001, prot. n. 3390 - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 febbraio 2006 n. 185. Istruzione POSSO PARLARE UNA COSA? ~ Anno X - N° 1 Pagina 17 RINGRAZIAMENTI Ringraziamo tutte le persone, gruppi, associazioni, aziende che hanno sostenuto Laluna da luglio 2009. È anche grazie a queste offerte che la nostra attività può continuare. Offerte Barbisan Giada, Bazzana Sara, Cadin Aldo, Camillo Ilenia, Castellarin Costantino, Caturano Adolfo, Cozzarini Mariano, De Marco Giorgio, De Martin Gianna, De Mattia Piergiuseppe, Fabris Luciana ed Egidio, Flumian Vittorino, Francescut Marisa, Iuston Robert, Lazzarini Daviano, Lena Jimmy, Osquino Giuseppe, Rosin Eugenio, Rui Celio, Scalon Luigi, Valvassori Gabriele, Zanchetta Ginetta Offerte gruppi La Gazzetta dello Sport Par San Zuan Negozi Delizia Casarsa Offerte in memoria Offerta in memoria di Cristante Caterina Offerta in memoria di Culos Nadia Offerta in memoria di Lamonica Antonio Offerta in memoria di Lamonica Antonio da amministratori e dipendenti Comunali Comune di Casarsa Offerta in memoria di Francescutti Wally dalla classe 1952 Ringraziamo anche le 311 persone che, nell’anno 2007, ci hanno sostenuto con il 5 x 1000 dell’IRPEF per un importo totale di 8.316,30 LA BIBLIOTECA DE LALUNA VI CONSIGLIA «La famiglia di fronte alla disabilità. Stress, risorse e sostegni» di Mirella Zanobini, Mara Manetti e Maria Carmen Usai, Erickson editore, 2006, 182 pag. In che modo la presenza di un bambino disabile influenza le relazioni familiari, le vite dei genitori e dei fratelli, il benessere generale della famiglia? Quali sono gli aiuti che la società può offrire? Il libro cerca di rispondere a queste domande presentando i risultati di una ricerca condotta su 91 famiglie di bambini con disabilità della scuola dell’infanzia e di quella elementare. Sulla base di un approccio non patologizzante, che considera la vita di queste famiglie un fenomeno complesso, difficilmente riconducibile a modelli interpretativi unidirezionali, le autrici hanno valutato l’adattamento a seguito della nascita di un bambino disabile, la percezione della situazione in rapporto ai livelli di impegno nella cura, le strategie di coping messe in atto, i diversi aspetti della rete di supporto sociale e il grado di soddisfazione espresso nei confronti dei servizi. Il testo non solo tratteggia la realtà italiana delle famiglie con un bambino disabile, ma presenta anche i principali filoni di studio che hanno orientato e orientano le scelte e l’agire degli operatori, delineando alcune linee di intervento per il supporto familiare. Unico nel panorama italiano su un argomento così cruciale, il volume è rivolto a tutte le persone (genitori, psicologi, insegnanti e operatori del settore) che per motivi professionali e personali si confrontano con gli effetti della disabilità nel contesto familiare. Pagina 18 POSSO PARLARE UNA COSA? ~ Anno X - N° 1 BREVEMENTE DA LALUNA Campo Laluna Si è svolto dal 27 al 30 agosto il campo de Laluna. Tre giorni di divertimento al Camping Sabbiadoro di Lignano. Mattino in spiaggia e pomeriggio in piscina il programma di massima su cui colorare la nostra vacanza. Come lo scorso anno abbiamo ripetuto la formula di dividerci in gruppi di 3-4 persone che vivevano autonomamente nelle mitiche casette il momento del pranzo e della cena. L’ultima sera invece abbiamo cenato tutti assieme prima di tornare a San Giovanni dove ci aspettava, domenica mattina, il pranzo di “ben tornati” preparato da Elena. Manuela ed Elena di Casa Barbara in Cjasaluna Il 12, 13 e 14 novembre sono venute in Cjasaluna Manuela ed Elena di Casa Barbara (Romania) che hanno alloggiato nell’appartamento della Comunità. Venerdì 13 le 2 ragazze hanno fatto una testimonianza nella biblioteca della Cjasaluna dove hanno raccontato la loro vita, iniziata negli orfanotrofi dove vivevano in condizioni terribili fino alla luce, alla speranza di una nuova vita quando sono state accolte da Casa Barbara, una Comunità che ha sede a Iasi, fondata da Stefania De Cesare, una signora italiana. Inizio anno lunatico Sabato 3 ottobre è iniziato ufficialmente l’anno lunatico. E’ stata l’occasione per festeggiare tutti assieme il compleanno di Federica Rossi. Castagnata con Amici della Montagna Domenica 18 ottobre c’è stata la consueta e attesa gita autunnale con gli Amici della Montagna. Quest’anno Beppino ci ha portato ad Ugovizza. Ad accoglierci anche i primi fiocchi di neve. Visita di Debora Serracchiani in Cjasaluna Martedì 13 ottobre è venuta a trovarci in Comunità Debora Serracchiani, parlamentare europea del PD. Le abbiamo presentato la Cjasaluna ed è rimasta piacevolmente colpita dalla nostra struttura. Ciriani e Giunta Comunale a “Laluna” Mercoledì 14 ottobre sono venuti a cena in Cjasaluna il presidente della Provincia Alessandro Ciriani e la Giunta Comunale di Casarsa. La serata, molto amichevole e informale, è stata una buona occasione per parlare e far conoscere la nostra associazione e illustrare le attività che svolgiamo e le nostre esigenze. Riteniamo importante per il nostro cammino la presenza e il sostegno dell’amministrazione pubblica. L’incontro con Manuela ed Elena di Casa Barbara Pranzo per i 15 anni de Laluna Domenica 15 novembre abbiamo festeggiato i 15 anni de Laluna (il primo giorno di attività fu il 12 novembre 1994) con un mega pranzo nella palestra della Cjasaluna. E’ stata l’occasione per ritrovarsi tra vecchi e nuovi volontari “rispogliando” tra le altre cose le foto che scorrevano in un computer, testimoni indelebili del nostro cammino. Alla fine della festa è stato donato a tutti i volontari presenti e ai ragazzi un capellino in lana “lunatico”. Festa Musikemate Sabato 31 ottobre abbiamo organizzato una cena in Cjasaluna per ringraziare tutte le persone che ci hanno dato una mano a preparare il Musikemate. Tutti in piscina Domenica 8 novembre abbiamo passato la mattinata nella Piscina di Prodolone all’insegna del divertimento, rilassamento e qualche scherzetto. La giornata si è conclusa in Cjasaluna con un pranzo preparato da Zaida e Ilaria Castellarin, terminato con la spettacolare torta al cioccolato di Antonella. Ben arrivato Costel Da novembre lavora in Cjasaluna Ganta Laurentiu Costel, operatore socio-sanitario di Azzano Decimo. Il pranzo per i 15 anni de Laluna Laluna si presenta al Liceo Scientifico di S. Vito Sabato 28 novembre Gabriele ed Eleonora, assieme a Paolo e Matilde, hanno presentato la nostra associazione e le attività che svolgiamo presso il Liceo Scientifico “Le Filandiere” di San Vito durante un’assemblea d’Istituto. POSSO PARLARE UNA COSA? ~ Anno X - N° 1 Pagina 19 OGGI SPOSI... Il 4 luglio abbiamo festeggiato il matrimonio di Francesca e Paride. Laluna augura ai due sposi novelli una felice vita assieme. LALUNA HA UN NUOVO DOTTORE... Il 4 novembre si è laureato il nostro Gabriele Francescutti in “tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia” con… 110 e lode!!! Al nuovo dottore i complimenti da tutta l’associazione Laluna!!! Qui di lato, Gabriele poco prima di presentarsi davanti alla Commissione per discutere la tesi. INDOVINATE CHI SONO (vediamo se avete letto il giornalino) • Svolge Servizio Civile in Cjasaluna • Ha festeggiato il compleanno il 3 ottobre, anche se compie gli anni il 22 settembre • Prepara delle torte al cioccolato buonissime (piccolo aiuto: viene da Sile) PROSSIMI APPUNTAMENTI SULLALUNA Sabato 19 dicembre: Pizza di Natale Domenica 7 febbraio 2010: Sfilata di carnevale a S. Giovanni Sabato 20 febbraio: Cena con i genitori Sostieni anche tu l’associazione Laluna Associazione di volontariato “Laluna” – ONLUS c/c postale n. 10183598 ——————— Banca di Credito Cooperativo Pordenonese c/c n. 14366 - ABI 8356 - CAB 64810 Codice Iban: IT90T0835664810000000014366 La legge consente a privati e aziende di dedurre le donazioni a favore di ONLUS nella misura del 10% del reddito imponibile. Ci puoi sostenere anche con il 5x1000 dell’IRPEF. Il nostro codice fiscale è 91036070935. LA PAROLA AL POETA LALUNA VI AUGURA BUON NATALE E UN SERENO 2010 IL MIO REGALO Giocattoli in vetrina, bambini che li guardano Col naso contro i vetri che si appannano Gente quasi felice che si saluta e ride Fanno finta di niente ma si aspettano Forse qualcosa di speciale Forse un regalo di Natale Ma quanta gente che non c’è e non si sa dov’è Lo vive solo un giorno come un altro Perduti dentro a un niente, cercati da nessuno Passano in un momento come comete Trascorrono la vita in un presepe Con quella rabbia che toglie la sete (…) Le luci poi si spengono e le anime si arrendono A un mondo che non sarà mai migliore Con quella antica voglia di cambiare Che abbiamo dentro anche se non è Natale E tu quest’anno poi, se mi vuoi ricordare… Fammi sognare quando parlavamo Quando davanti al fuoco ti sedevi a raccontare Con quei capelli bianchi e tra le mani il tuo giornale Quando c’era la neve e mi aspettavi sulle scale Ed io correvo a dirti:”Buon Natale”. Pierangelo Bertoli