Asso c i a z i o ne d i v o lo n ta r ia to
Anno X, Numero 2
Dicembre 2009
Redazione e stampa:
Associazione “Laluna”
Via Runcis, 59
San Giovanni di Casarsa (PN)
Tel/fax 0434/871156
Sito internet:
www.cjasalaluna.com
E-mail:
[email protected]
Pubblicazione Trimestrale
Spedizione in A.P.
-Art. 2 Comma 20/C
-Legge 662/96 - D.C. PN.
Sommario:
Editoriale ................................
1
Musikemate ............................
5
Maratoluna .............................
6
Palestra Cjasaluna ................
8
Punto H .................................
8
Volontari del trasporto ...........
8
Comitato D .............................
9
Cortometraggio ......................
10
Sport e disabilità ....................
10
Casa al Sole ...........................
12
Progetto autonomia ..............
14
Diritto allo studio ...................
15
Ringraziamenti ......................
17
La Biblioteca de Laluna... .....
17
Brevemente da laluna ...........
18
Indovinate chi sono ...............
19
Prossimi appuntamenti .........
20
La parola al poeta .................
20
POSSO PARLARE
UNA COSA?
Maratoluna 2009: un paese che cammina assieme a noi
Dalla Comunità:
SERVIZIO
CIVILE
pag. 3
BEN-ESSERE
IN CJASALUNA
pag. 4
NAVIGARE A VISTA
di Eleonora Castellarin
Una levata di ancore particolarmente densa di eventi e di
incontri per Laluna: salpiamo
con la magnifica Maratoluna fra
le acque del paese; prendiamo
il largo con una festa fra noi il 3
ottobre, a inaugurare ufficialmente
l’anno delle attività che ci porta
immancabilmente alla castagnata
con gli Amici della Montagna
quando, dopo aver scalato impervi
sentieri, siamo stati sorpresi dai
primi fiocchi di neve, davvero
imprevisti per quel 18 ottobre
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POSSO PARLARE UNA COSA?
~
(quest’anno infatti niente partitona di calcio); e alla
spettacolare pizzata che potremmo intitolare “meglio
tardi che mai” con coloro che hanno molto attivamente
partecipato al Musikemate .
Ben rodati quindi in termini di “degustazione” e non certo
stanchi di momenti conviali, domenica 15 novembre
l’equipaggio de Laluna ha festeggiato come meglio
gradisce (un bel pranzo) un altro piccolo grande giro
di boa: i 15 anni.
Per l’occasione si riteneva necessaria la partecipazione
di tutti coloro che per un tempo più o meno lungo
hanno remato nella stessa direzione ed è stato
piacevole consegnare gli inviti raggiungendo i vari
volontari dispersi nei sette mari! Molti sono partiti, molti
hanno famiglia, tutti sono cresciuti, maturati, tutti sono
appartenuti all’associazione e il senso del nostro invito
era dir loro che, allo stesso modo, Laluna ancora gli
Il segnavento: un simbolo della Cjasaluna
appartiene e che anche fra cent’anni non dovranno
mai sentirsi estranei fra le mura di via Runcis 59.
Che bella giornata, giocata in casa, fattore che la
rende ancora più speciale. Mi metto nei panni di chi
era volontario agli esordi de Laluna, della Comunità:
organizzare una festa poteva essere forse un problema
logistico non da poco. Ora possiamo comodamente
invitare una sessantina di persone a casa nostra.
Quante cose si possono fare! La Maratoluna, gli incontri
in Comunità, le varie iniziative in palestra, la sala prove,
le cene, le feste,…! Quanto è importante per noi avere
la possibilità fisica di ospitare e coinvolgere più persone
possibile! È vitale, uno degli obiettivi fondamentali per
noi è l’integrazione con la comunità del paese a cui
siamo tanto affezionati. È il modo di ringraziare tutti
coloro che ci appoggiano costantemente. E’ il modo
di testimoniare la cultura della disabilità che in troppe
circostanze è ancora nascosta e sottratta agli occhi
del quotidiano e che invece qui a San Giovanni è uno
scambio continuo nel flusso interminabile di gente che
entra e che esce dalla Comunità riservando il rispetto e il
Anno X - N° 1
giusto equilibrio che non priva
Redazione:
gli inquilini dei propri spazi Associazione Laluna
di vita. La Cjasaluna ha un
significato molto più ampio di Direttore Responsabile:
Stefano Polzot
quanto si possa immaginare,
è una risorsa enorme che Pubblicazione Trimestrale
di Pordenone
vivrà finché qualcuno avrà Tribunale
N° 1539 del 05/12/98
qualcosa da attingere.
Dopo tutta questa strada, Stampato presso:
Tipogr. MALACART
dove sta andando Laluna?
Dove arriverà? Difficile dirlo.
Per tornare alla metafora della barca, è probabile
che su questa rotta Laluna diventi un transatlantico
di rapporti e iniziative, di sfaccettature di cui tenere
conto, qualcosa di bello e complesso creato dalle
nostre stesse risorse mentali e fisiche ma troppo
importante per essere spostato a remi. Perché tutto si
crea nell’intento di rispondere a bisogni concreti e ogni
risposta non fa che aprire nuove domande e nuove
sfide sempre più grandi per poter essere archiviate.
Per fare un esempio pratico: la Comunità si costituisce
attorno al bisogno di dare un alloggio e un futuro meno
incerto ad alcune persone disabili; ad un certo punto
ci si rende conto che gli spazi non sono più adeguati
all’obiettivo e si progetta la Cjasaluna; la realizzazione
della casa nuova porta ovviamente in campo questioni
di mutuo, di manutenzione, di attrezzature, ecc.. Nuove
problematiche scaturiscono da importanti risultati,
non esiste un traguardo definitivo e non è possibile
fermarsi lasciando sfumare tutto. Ma possiamo avere
rimpianti? Si poteva scegliere certo di non fare nulla.
Ma non è nelle nostre corde. E nemmeno nelle vostre
che state leggendo questo giornalino e che siete parte
di una Comunità aperta e straordinariamente capace
di accogliere le sfide e la diversità. I risultati ottenuti
presuppongono che il viaggio continui, fermo restando
che nel volontariato tutto è rimesso alla disponibilità
dei singoli e al fatto che pochi di noi possono
realisticamente pronosticare il proprio futuro. Ecco
perché ci si rimette sempre in gioco, costantemente
si sceglie di investire noi stessi in qualcosa in cui
crediamo profondamente, non potendo dimenticare
che Laluna è vita quotidiana, è dibattito quotidiano su
tematiche importanti, è una fonte di aspettative troppo
grandi per essere lasciate alla deriva. Navigare a vista
significa esserci e risolvere le questioni del presente,
anche se questo forse ci mette in difficoltà nella
programmazione di un futuro schematico e pianificato.
Ma è un compromesso a cui dobbiamo scendere per
non rischiare di perdere quella spontaneità che ci
rende fondamentalmente diversi dalle istituzioni, che ci
permette di trovare soluzioni efficaci e il più delle volte
no profit, ovvero il più possibile slegate da meccanismi
di “impresa”. La nostra intenzione è quella di continuare
su questa rotta, la sfida è quella di riuscirci imparando
POSSO PARLARE UNA COSA?
a prevedere in modo più razionale anche gli sviluppi
del nostro viaggio, così da mantenere solide basi da
cui partire per nuove utopie.
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Anno X - N° 1
Pagina 3
Tanti auguri allora a tutti per questo Natale e per il
Nuovo Anno, continuate a essere sempre il nostro
porto sicuro.
DALLA COMUNITÀ...
SERVIZIO CIVILE IN CJASALUNA
di Stefania Mercante
Mi presento: sono Stefania Mercante, ho 19 anni perché in principio nacque come seconda scelta per
e dal 28 settembre 2009 sono volontaria del servizio chi non voleva svolgere il servizio militare obbligatorio
civile presso la Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola (la cosiddetta obiezione di coscienza). È diventato con
Fabris” di San Giovanni di Casarsa. Terminate le il tempo un prezioso strumento per aiutare le fasce più
scuole superiori in tutt’altro ambito (perito aziendale deboli della società contribuendo allo sviluppo sociale,
corrispondente in lingue estere), ho deciso di dedicarmi culturale ed economico del nostro Paese. Nella pratica
al prossimo. Era già da un po’ di tempo che ci pensavo: il servizio civile può essere svolto da tutti i cittadini
fare qualcosa per gli altri che prendesse buona parte italiani tra i 18 e 28 anni che possiedono una serie
del mio tempo, e così ci ho provato.
di requisiti e gli ambiti variano dall’assistenziale al
Date le mie scarse conoscenze nell’ambito del culturale, dallo sportivo al sostegno all’infanzia e molti
volontariato e delle associazioni dello stesso genere altri. Permette così ai giovani, che volontariamente vi
mi sono buttata nel servizio civile, ambito assistenziale, aderiscono, di formarsi per un anno della loro vita verso
per vivere un’esperienza sì nuova ma che mi aiuti anche profili professionali orientati al principio costituzionale
a capire cosa mi piacerebbe fare nella vita. Sembra un della solidarietà sociale, sviluppando così il Terzo
po’ strano, ma difficilmente finita la scuola si hanno le settore nel nostro Paese.
idee chiare sul proprio futuro, in particolare se sono
Dal mio punto di vista il servizio civile è un vero e
più cose quelle che si vorrebbe fare. Ho aderito così proprio modo di relazionarsi con gli altri chiunque essi
ad un progetto intitolato “SUPERABILE…la comunità siano; in particolare è un’opportunità per chi come me
si coinvolge”, che comprende appunto anche la non aveva alba di come entrare a far parte di questo
cooperativa
sociale
mondo. Io in prima persona
Lilliput.
mi rapporto ogni giorno con
Il mio arrivo qui in
i ragazzi della Comunità
Cjasaluna è stato bello,
Cjasaluna. Nella pratica
meglio di quanto mi
condivido con loro l’arrivo
aspettassi, anche perché
a casa, le varie faccende
io non ho mai avuto
domestiche comuni a
esperienze simili prima. Ho
tutti e qualche attività di
subito conosciuto Matilde
intrattenimento, gioco o
e Paola, che cortesemente
altro. Una giornata tipo
hanno fatto gli onori di
può essere ad esempio
casa mettendomi a mio
un aiuto in cucina, qualche
agio. Poco alla volta poi
pulizia, l’occuparsi della
ho conosciuto le altre
biancheria e poi una
persone con disabilità
passeggiata semplice o
che abitano la casa:
finalizzata all’acquisto di
Dolores, Cecilia, Lucio e
un qualcosa necessario ai
Stefania
aiuta
Paola
a
riordinare
la
camera
Paolo. Ho ricevuto subito
ragazzi.
mille
complimenti
da
Possono sembrare tutte
Lucio e sono stata circondata dall’affetto di Paola, cose banali, specialmente per chi non è inserito in una
dalla dolcezza di Dolores, dalla gentilezza di Paolo realtà del genere anche semplicemente come volontario,
e dall’unicità di Matilde e Cecilia. Ho iniziato così ma a mio parere non sono le cose grandi, complicate
quest’esperienza in Cjasaluna.
o ricercate a rendere le giornate straordinarie, ma lo
Da quando ho iniziato il servizio civile la domanda è rendere straordinario il nostro quotidiano. Quindi
che più spesso mi è stata rivolta dalle persone con cui quello che io faccio è vivere la quotidianità tra e con i
ne ho parlato è stata: “Ma cos’è?”. Le risposte direi che ragazzi, che al di là delle cose pratiche svolte, è una
possono essere due. Dal punto di vista più tecnico e cosa stupenda, indescrivibile quasi, quindi difficile da
anche legislativo dato che è previsto da una legge, il spiegare a parole. Ogni cosa fatta con loro ha dietro
servizio civile è un modo alternativo di “servire la patria” di sé un significato diverso e più profondo di quello
Pagina 4
POSSO PARLARE UNA COSA?
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che almeno io ho vissuto nel mio quotidiano prima di
arrivare qui in Cjasaluna. L’affetto che ho ricevuto da
tutti gli abitanti della Comunità nei due mesi che ho già
trascorso qui è veramente tanto e tanto sarà quello che
ancora riceverò, di questo sono più che certa. Spero
invece di essere altrettanto in grado di trasmettere loro
qualcosa di speciale o almeno di poterlo fare nel tempo
che condividerò con loro, almeno da poterli ringraziare
per quello che mi hanno dato.
Credo proprio di aver fatto la scelta giusta,
anche se è una cosa che non ho sentito condivisa
molto dalle persone intorno a me, ma ora come
ora so che questo anno alla Cjasaluna sarà ricco
di avvenimenti, affetto e anche divertimento
Anno X - N° 1
ovviamente! Dopotutto è anche un’opportunità per
conoscere persone nuove e devo dire di averne
conosciute davvero tante! Consiglio pertanto a tutti
i giovani di provare a vivere un anno come volontari
del servizio civile perché è un’esperienza più che
positiva, che insegna tanto e che aiuta soprattutto
a guardare oltre se stessi. Ringrazio pertanto tutte
le persone che ogni giorno mi affiancano nel mio
servizio e ovviamente Paolo, Lucio, Matilde, Dolores,
Paola e Cecilia. Infine un grazie lo devo anche al
mio insegnante di diritto delle scuole superiori che
mi ha consigliato quest’esperienza perché ne vale
veramente la pena!
IL BEN-ESSERE IN CJASALUNA
Un lavoro che ricerca quotidianamente di migliorare la “qualità della vita”
delle persone che abitano la Comunità
di Cristina Feltrin e Francesca Ros
(educatrici della Comunità Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris”)
Noi, Cristina e Francesca, siamo due educatrici della
cooperativa Lilliput dal 2004. La cooperativa assieme
all’associazione Laluna si occupa anche della Comunità
Alloggio “Cjasaluna Paola Fabris”.
Entrambe ci siamo avvicinate alla realtà della Cjasaluna
tramite tirocinio formativo durante gli studi universitari.
Successivamente ci siamo laureate in Scienze
dell’educazione, titolo che per noi rappresenta, citando
le parole della dott. Elena Granieri, “le righe sulle
quali scrivere la nostra storia professionale”. Storia
che prende forma con l’esperienza e la formazione
continua, con la ricchezza della diversità di un gruppo
di lavoro ma anche con l’entusiasmo
e la voglia di mettersi in gioco.
La Cjasaluna è una casa con la
“c” maiuscola, nel senso che non
è semplicemente un edificio dove
vivono persone trovatesi assieme
per caso, ma una Famiglia. Magari
un po’ bizzarra soprattutto per chi
la vede da fuori…bizzarra perché
chi vive in Cjasaluna porta con sé
storie diverse e passati differenti.
Ognuno di loro ha legami solidi con
le proprie radici e ognuno di loro
si è ritrovato da persona adulta tra
altri adulti sconosciuti a condividere
spazi e problemi personali di tutti
i giorni; ma la bellezza di questo
gruppo sta proprio nel fatto che
hanno saputo costruire tra loro forti
legami partendo soprattutto da un
autentico affetto reciproco.
Tutto questo è diventato possibile anche perché chi ha
dato loro un tetto e la possibilità di viverci ha desiderato
e voluto senza condizioni una Comunità che ricreasse
i valori e l’atmosfera propri di una famiglia, cosa che
si respira anche attraverso l’accoglienza che i ragazzi
hanno per tutte le persone che bussano a questa
porta.
Questo significa che all’interno della Cjasaluna ognuno
ha il proprio ruolo e le proprie responsabilità affinché
tutti si sentano parte di un gruppo. C’è chi cucina, chi si
occupa della biancheria, chi va a prendere il pane tutti
i giorni; tutti si occupano delle proprie camere e delle
Una famiglia di nome Cjasaluna.
POSSO PARLARE UNA COSA?
proprie cose personali
e poi ci sono le attività,
come adesso che si sta avvicinando il natale, da
condividere e da realizzare assieme.
Attraverso gli strumenti educativi e le competenze del
gruppo di lavoro cerchiamo di accompagnare Matilde,
Paolo, Lucio, Dolores, Cecilia, Paola, nella loro vita
quotidiana aiutandoli ad affrontare i problemi di tutti i
giorni: al lavoro, a casa, con gli amici, con la salute,
con i familiari… aiutandoli ad arricchire il loro bagaglio
di esperienza, promuovendo l’autonomia e creando
possibilità affinché ciò avvenga.
Lavorare secondo il principio di “Qualità della Vita” ci
porta a realizzare progetti educativi individualizzati che
mirano al ben-essere di ognuno di loro.
MUSIKEMATE
E
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Anno X - N° 1
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Secondo una visione olistica possiamo dire che la
Cjasaluna nella quotidianità è anche metodologia,
organizzazione, lavoro a progetto (darsi obiettivi,
perseguirli e verificarli); formulazione e sviluppo di
obiettivi sempre più accurati per crescere anno dopo
anno al fine di rendere concreti i principi base su cui si
fonda la Comunità.
Non meno importanti poi sono i sentimenti di tutti
noi che operando in questa realtà cresciamo giorno
dopo giorno nell’accogliere quello che Dolores, Paola,
Lucio, Cecilia, Paolo e Matilde ci danno… emozioni e
sentimenti che riempiono la nostra vita anche quando
oltrepassiamo la porta della Cjasaluna per andare
ognuno nelle proprie case.
MARATOLUNA...
RECORD DI PRESENZE AL 7° MUSIKEMATE
Record di presenze (oltre 1200 persone stimate) alla 7^ edizione del
Musikemate, la manifestazione musicale organizzata da “Laluna”
che quest’anno si è svolta sabato 18 luglio all’Ippodromo di Rosa.
L’attesa
dell’evento
non
prometteva bene perché dopo giorni di
caldo afoso sabato 18 era arrivato il diluvio mettendo
a rischio mesi di preparativi. Ma all’imbrunire il cielo
si era rasserenato e quindi il Musikemate poteva
incominciare, la musica partire, le luci delle bancarelle
si potevano accendere, gli hamburger dell’American e
i panini di Gianluca Sclippa si potevano sfornare, la
gente poteva incominciare a ballare...
Al festival hanno suonato Cisco (ex cantante dei
Modena city Ramblers) che ha tenuto un concerto
molto apprezzato, i “furlans” Arbe Garbe, i Bo and the
Boilers di Gianluca Pavan e Manuele Boraso di Futura
(all’esordio musicale, che siamo riusciti ad ingaggiare
dopo un anno di durissime trattative) e i Mellow mood
che hanno proposto sonorità reggae che hanno
fatto ballare fino alle 3 di notte il pubblico presente.
C’è stata poi la presenza speciale de “il Lungo e lo
Smilzo” e dei “St. John upon the firedhouse”, diventati
ormai colonne imprescindibili del festival. Rimesso a
nuovo anche l’angolo degli stand, curato nei minimi
particolari, che ha visto la presenza di bancarelle di
associazioni e cooperative che operano nel sociale
nel nostro territorio: cooperativa Lilliput, Il Piccolo
Principe e Futura, Avis Giovani di Casarsa, Progetto
Giovani di Casarsa e San Vito, Consorzio Leonardo,
Radio Onde Furlane, Fantats Furlans, Associazione
San Pietro, Solidarmondo e Punto Giovani. Tra gli
stand si poteva trovare anche la maglietta ufficiale del
Musikemate. L’obiettivo degli stand espositivi è quello
di far passare, accanto alla musica, un messaggio
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POSSO PARLARE UNA COSA?
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Questa manifestazione secondo me ha molte
potenzialità per crescere, lo spazio è grandissimo. Forse
dovrebbe crescere in maniera “promozionale”, ma
ovviamente senza snaturare il senso del Musikemate.
L’iniziativa dovrebbe essere più conosciuta nella vostra
Regione e nelle Regioni vicine, per attirare più gente
e giovani. La copertura pubblicitaria forse dovrebbe
essere più ampia… Se dovessi dare un consiglio agli
organizzatori è sicuramente “Provate a pensarvi più
grandi!”.
In ogni caso faccio a “LaLuna” i miei più grandi
complimenti!
Apprezzo
tantissimo
questa
manifestazione! Ci terrei anche a conoscere i ragazzi
che vivono in Comunità!».
culturale e di solidarietà. Ha funzionato alla grande
anche tutta la parte dei chioschi seguiti dalla Par San
Zuan, Company Plasa (grande Neri!), Sporting San
Giovanni e Motoclub San Giovanni. Ringraziamo
tutte le persone e le associazioni che ci hanno aiutato
a realizzare la manifestazione e gli sponsor: BCC
Pordenonese, Studio Venos, Fabris no doma tabacs,
Idraulica Colussi, coop. Lilliput, Borgna e Sicla Sport.
Il ricavato dell’iniziativa servirà a finanziare le attività
dell’associazione Laluna.
L’appuntamento è al prossimo anno, per nuova musica
da ascoltare, altre intense emozioni da vivere.
In conclusione vi riportiamo l’impressione di Cisco
sul Musikemate 2009:
«La festa qui è molto bella, anche se stasera è un po’
troppo umido e fresco... purtroppo!
Cisco sul palco del Musikemate
A SPAS TRA LA MUSSA E LA VIERSA
500 persone presenti alla 6^ maratoluna, la camminata di 7 km organizzata da noi de
Laluna. Quest’anno abbiamo costeggiato le rogge.
di Paride Castellarin
Si è svolta domenica 27 settembre la 6^
edizione della maratoluna, la marcia organizzata
dall’associazione Laluna per le vie di San Giovanni.
Oltre 500 i partecipanti che hanno potuto gustarsi
un itinerario nuovo che ha costeggiato le rogge
Mussa e Versa, dopo quelli degli scorsi anni “I due
molini” e “Lungo le sedole”. Una caratteristica della
maratoluna è infatti quella di valorizzare il paesaggio
locale oltre a creare un momento di aggregazione e
dare la possibilità a tutti i partecipanti di passare
una domenica diversa in compagnia e serenità. Per
noi de Laluna è anche un’ occasione importante di
spalancare le porte della Cjasaluna. La scelta delle
rogge non è stata casuale in quanto rappresentano
un importante patrimonio naturale della nostra
comunità. E a pensarci bene anche culturale,
basti pensare alle poesie dedicate da Pasolini a
questi piccoli corsi
d’acqua o alla fiabaleggenda di Riccardo
Castellani “Li fatis
aganis da li Miris’cis”.
E nonostante siano
“cose di un tempo”,
come le definì Pasolini,
mantengono ancor oggi
un loro fascino che va
salvaguardato. La manifestazione è stata arricchita
lungo il percorso da alcune iniziative: sono stati
“rispolverati” i toponimi (nomi di luoghi particolari
di paese che hanno origine da una caratteristica
geografica del luogo) incontrati durante la
passeggiata, abbiamo conosciuto gli alberi che
“abitano” le nostre zone grazie alle tabelle appese sui
POSSO PARLARE UNA COSA?
tronchi e ad un opuscolo curato da Rino Castellarin
che li presentava e descriveva le caratteristiche,
c’era la mostra di attrezzi contadini di un tempo
(un piacevole ritorno al passato per le persone
più adulte e lo stupore del mondo che “c’era una
volta” per i più piccoli) proposta da Elvio Dorigo e
poi, verso l’arrivo, c’è stata una bellissima sorpresa:
dalle parti del ponticello di Amedeo Castellarin (una
piccola “chicca” del percorso) tutti i bambini presenti
hanno potuto fare un magico giro in canoa. L’idea,
di per sé molto semplice, ha creato in quell’angolo
quasi sconosciuto di San Giovanni, un’atmosfera
fantastica, regalando un momento di felicità a
tutti i bambini e ai loro genitori che, o da sopra il
ponticello o dal ciglio della roggia, “spingevano”
con il loro entusiasmo le canoe con sopra i loro
bambini, facilitando notevolmente il compito dei “3
moschettieri” (i 3 canoisti) Massimiliano Gigante,
Alberto Bertoia e Gabriele Francescutti. In attesa
di salire in canoa i bambini potevano giocare con i
giochi di una volta gentilmente messi a disposizione
da Gino “Bastian” e “animati” da Mario Pradal.
Sono state poi create delle barchette di carta sulle
quali i bambini potevano scrivere il loro nome o un
pensiero o un desiderio prima di lasciarle andare
al corso della roggia. All’arrivo in Cjasaluna, oltre
alla medaglia ricordo (“disegnata” da Eleonora
Castellarin) e alla pastasciutta preparata come
sempre dalla Par San Zuan, i partecipanti hanno
potuto ammirare la mostra fotografica “rogge: angoli
di poesia” di Gabriele Francescutti con poesie di
Pasolini e un video-documentario girato 10 anni fa
da Luciano Fabris sulle rogge Mussa e Versa. Un
grande grazie va, oltre che ai partecipanti, a tutte le
persone che ci hanno dato una mano a preparare
questa edizione della maratoluna, circa una
settantina: è soprattutto grazie a loro (e al sole) se
la giornata è riuscita bene. Vi aspettiamo il prossimo
anno (abbiamo già in mente un nuovo percorso) per
vivere un’altra bella giornata assieme. E un invito a
tutti i 500 partecipanti: se la camminata vi è piaciuta
aiutateci anche voi a fare pubblicità per la prossima
edizione.
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NEWS
DA
POSSO PARLARE UNA COSA?
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Anno X - N° 1
LALUNA...
LA PALESTRA DELLA CJASALUNA HA RIAPERTO LE PORTE
Con il mese di ottobre sono ripartite le attività della
palestra della Cjasaluna con i vari corsi aperti alla
comunità locale.
È ripartito il Centro Gioco Pollicino per i bambini
da 1 a 3 anni gestito dalle mamme: si ritrovano il
lunedì e il mercoledì pomeriggio dalle 16.30 alle
18.30 con l’intento di far socializzare i bambini tra di
loro per alcune ore.
Il lunedì e il giovedì dalle 18.30 e il mercoledì
mattina si svolge invece il corso di Yoga, tenuto
dal maestro Paolo Mazzon, che anche quest’anno
conta un bel gruppo di iscritti.
Il martedì e il giovedì dalle 17.15 alle 18.15 si
svolge invece il corso di ginnastica seguito dalla
fisioterapista Anna Barbui a cui partecipano una
dozzina di signore. Inoltre ospitiamo un corso di Tai
Chi Chuan (un’arte marziale) il martedì dalle 19.30
alle 21.30 tenuto da Gigi Simonetti e un corso di
ginnastica il mercoledì e il venerdì dopo cena. Inoltre
ospitiamo saltuariamente un corso di costellazioni
familiari e un gruppo di teatro.
Alle varie attività in palestra partecipano ogni
settimana più di un centinaio di persone, un
giro di gente che riusciamo a gestire grazie alla
collaborazione e al rispetto per i locali di tutti e
all’aiuto di alcune persone: Antonella Russo e Giulia
Colussi per il Pollicino, Antonio Cozzarini per lo
Yoga, Francesco De Caro e la maestra Rosa per
la ginnastica, Gigi Simonetti, Sandra Cimò e Vania
Fabris.
Oltre alla palestra si sta rivelando un’iniziativa
azzeccata anche la sala prove che si trova in
una stanza adiacente ai locali della Cjasaluna.
Attualmente la utilizzano 8 gruppi musicali, di cui 3
composti da giovani sotto i 20 anni.
Tutte queste iniziative rappresentano in maniera
concreta la nostra apertura alla comunità locale e
ci permettono di creare con essa un legame forte e
al tempo stesso rispondono a reali esigenze della
cittadinanza stessa.
Per informazioni sulle attività in palestra e sala
prove telefonare allo 0434/871156.
PUNTO H IN CJASALUNA
È sempre aperto in Cjasaluna “Punto H”, il punto informativo per saperne di più sulle agevolazioni delle
persone disabili seguito da Francesco De Caro. Del servizio, gratuito, in questi primi mesi hanno usufruito già
diverse persone. L’ufficio, che si trova nei locali della Cjasaluna, rimane aperto il venerdì dalle 17.30 alle 19.30
solo su appuntamento (0434/871156).
VOLONTARI DEL TRASPORTO
È in cerca di nuovi autisti il gruppo di volontari
che porta ogni mattina Matilde, Paola e Dolores a
lavoro. Il gruppo è formato da una quindicina di volontari
e svolge anche il servizio di trasporto anziani al Centro
Pomeridiano per il Comune di Casarsa (servizio
quest’ultimo coordinato da noi de Laluna).
Chi volesse entrare a far parte del gruppo
di volontari del trasporto o chiedere delle semplici
informazioni può telefonare anche qui in Cjasaluna allo
0434/871156.
POSSO PARLARE UNA COSA?
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DOPO 10 ANNI… ANCORA “INSIEME SI PUÒ”
Il Comitato Disabilità del sanvitese ha festeggiato i 10 anni di attività.
Nato per dare visibilità alle esigenze
delle persone con disabilità, è formato dalle realtà pubbliche e private, gruppi e
associazioni che operano nel sanvitese a favore delle persone disabili.
Il “Comitato D” del sanvitese è nato nel 1999 ed è
composto da tutte quelle strutture e servizi, pubblici e
privati, che operano nel sanvitese e cercano di dare
risposte qualificate ai bisogni dei cittadini disabili.
Vari sono gli obiettivi che il Comitato si prefigge
di perseguire: tutelare i diritti dei cittadini disabili,
riconoscere la persona disabile come risorsa e
parte attiva della comunità in cui vive, coordinare
le risorse dei Servizi pubblici e privati, collaborare
con gli amministratori per la definizione delle
Politiche Sociali nel sanvitese. Tutte queste finalità il
Comitato Disabilità cerca di concretizzarle con tutta
una serie di iniziative proposte in questi anni alla
cittadinanza che hanno lo scopo di sensibilizzare e
favorire la crescita culturale
della comunità.
La prima attività risale
al
giugno
2000
con
l’organizzazione
di
un
Convegno dal titolo “Ci piace
vivere insieme – La disabilità
non come limite ma come
risorsa”, dove furono illustrate
le esperienze di integrazione
sociale nel campo della
scuola, del lavoro, dell’arte e
dello sport.
Successivamente sono stati proposti altri 2 convegni,
uno sul tema: “Tempo libero, tempo d’integrazione
sociale per le persone disabili – percorsi di
cittadinanza”, l’altro dal titolo: “Vivere la disabilità
oggi: esperienze e progetti di residenzialità e vita
autonoma nel pordenonese”. Sono stati proposti
anche dei cineforum sulla disabilità in cui sono state
coinvolte anche le scuole e una mostra di pittura
intinerante. Nel 2004 inoltre era stato organizzato, in
collaborazione con Francesco De Caro, un ciclo di 3
serate dal titolo: “Disabilità e normativa: chiariamoci
le idee” con la pubblicazione successiva di un
opuscolo che raccoglieva gli atti dei 3 incontri.
Per festeggiare i 10 anni di attività sono state
proposte 2 serate presso l’Auditorium di San
Vito. La prima “Scopriamo le barriere” si è svolta
giovedì 5 novembre e prevedeva la proiezione
del cortometraggio “Scopri le barriere” ideato
dall’associazione “Un solo cuore” di Fiume Veneto e
dall’Unione Italiana lotta alla distrofia muscolare di
Pordenone e di seguito del video “I nuovi volti della
disabilità” risultati del percorso di ricerca “Disabilità
emergenti: quale domiciliarità” con relatore Paolo
Tomasin. Moderatore dell’incontro è stato Alberto
Grizzo. La seconda serata si è tenuta mercoledì
11 novembre con la proiezione del film “Il silenzio
prima della musica” (USA 2009) presentato da un
amico del Comitato D: Piero Colussi.
Sabato 14 novembre c’è poi stato un momento di
festa con il pranzo presso la sede degli alpini di San
Vito, in cui hanno dato una mano nel prepararlo
il Masci di San Vito 1, gli Scout di San Vito e
il Progetto Giovani. Ha concluso l’iniziativa
il teatro della compagnia “Noi Artisti” con lo
spettacolo “Cerchiamo”.
Attualmente il Comitato è formato da 15 realtà
tra pubblico e privato: Azienda per i
Servizi sanitari N. 6 “Friuli
Occidentale” Servizi
in delega - Ambito
distrettuale Est 6.2
- Progetto Giovani
Associazione
La Nostra Famiglia
- Associazione Vivere Insieme - Associazione
Laluna, Associazione Noi Artisti - Associazione
Italiana Sclerosi Multipla – Unione Italiana lotta
alla distrofia muscolare - Associazione Pinna Sub –
Associazione Libro Parlato - Cooperativa Il Piccolo
Principe - Cooperativa Lilliput - Cooperativa Futura Cooperativa Il Granello. Referente è l’A.S.S. n. 6 del
sanvitese. Il Comitato si ritrova, per programmare le
iniziative, una volta al mese circa presso la sede del
Centro di salute mentale di San Vito.
Da dieci anni il Comitato Disabilità continua a
credere nel cammino che ha intrapreso, l’obiettivo
comune è quello di dare visibilità alle esigenze delle
persone disabili e delle loro famiglie, di offrire una
risposta globale ai loro bisogni, di garantire il diritto
di ogni persona ad essere risorsa e parte attiva della
comunità. Dopo dieci anni sentiamo di poter dire più
forte che mai: INSIEME SI PUO’!!!
Pagina 10
POSSO PARLARE UNA COSA?
~
Anno X - N° 1
“UNA PROPOSTA –SENZA BARRIERE–”
Un cortometraggio sull’accessibilità nelle nostre zone presso:
parcheggi, bancomat, trasporti...
dott.ssa Elisa Tocchet (Vicepresidente UILDM)
L’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare in
collaborazione con Ass. Un Solo Cuore, hanno
realizzato un cortometraggio “SCOPRI LE BARRIERE”
sull’accessibilità o meno delle nostre zone, analizzando
parcheggi, rampe di scale, bagni, bancomat e trasporti.
Puntando il dito contro l’impossibilità di una persona
con disabilità fisica ad avere una vita autonoma a
causa delle tante barriere architettoniche e del poco
senso civico,costringendolo a non usare i marciapiedi
(perché spesso non si può scendere), i bagni (sporchi,
chiusi o con accorgimenti inutili), i bancomat (tutti non
accessibili).
Questo progetto è stato divulgato nelle scuole superiori
del pordenonese, invitando i ragazzi a collaborare
realizzando dei lavori / progetti sul miglioramento
SPORT
dell’accessibilità; i primi 3 lavori verranno premiati a
fine novembre.
Il cortometraggio è stato messo a disposizione anche
del Comitato Disabilità del Sanvitese creando una
serata pubblica dedicata a questo tema che ha visto
la presenza di diverso pubblico tra il quale anche
il sindaco di San Vito Gregoris che si è messo a
disposizione provando lui stesso una sedia a rotelle
così da comprendere e percepire, anche se in minima
parte, le difficoltà di un diversamente abile. Auspichiamo
che in futuro ci sia una maggiore collaborazione tra
associazioni e comune in modo da creare una sinergia
che possa sposare i bisogni dei disabili con le esigenze
di tutti. Visto che siamo tutti potenzialmente disabili
meglio progettare in modo universale.
E DISABILITÀ ...
SPORT & DISABILITÀ, NUOVA ERA:
DAI GHETTI ALL’INTEGRAZIONE
Federazioni olimpiche in parolimpiche: trasformazione in atto
Marinella Ambrosio (presidente del CIP Friuli Venezia Giulia):
“Ci siamo arrivati dopo anni di iniziative in sinergia”
di Alberto Francescut
Sport & disabilità: nuove
frontiere.
Ovvero:
trasformazioni
epocali.
All’insegna dell’integrazione.
Lontano dai ghetti. Ne
parliamo con il presidente
del Cip (Comitato italiano
paralimpico) del Friuli Venezia
Giulia, Marinella Ambrosio.
Marinella, si può parlare di svolta epocale?
E’ in atto la trasformazione di alcune federazioni
olimpiche in parolimpiche. Sono la Fci (federciclismo),
Fise (sport equestri), Fitet (tennis tavolo), FitArco e Fick
(canottaggio). Hanno inglobato il settore paralimpico in
totale integrazione: prima erano solo nei dipartimenti
del Cip, ora sono parte integrante delle federazioni
olimpiche.
Ci fa un esempio?
Ora la Federciclismo, oltre al settore strada, pista,
mountain bike e cross ha anche quello dei paralimpici.
Quindi: integrazione, settore a pari dignità e importanza.
Nei prossimi mesi il passaggio
riguarderà anche la Fiv (vela), la
Federghiaccio e la scherma.
E’ una trasformazione frutto di
battaglie…
Ci siamo arrivati dopo infinite
iniziative in collaborazione, per
molti anni, con le federazioni per
organizzare gare promozionali.
Una forte sinergia che nel tempo
ha dato, e darà ancora, risultati.
Punto di partenza? Di arrivo?
Marinella
Non è pensabile in tempi brevi
Ambrosio
POSSO PARLARE UNA COSA?
l’inclusione di tutte le discipline paralimpiche nel mondo
dello sport olimpico. Rimangono necessari i regolamenti
adattati in alcune discipline che caratterizzano le varie
tipologie di disabilità. Penso, ad esempio, al torball per
ciechi: il movimento paralimpico non sparirà.
E sull’unione di Olimpiadi e Paralimpiadi?
Vale lo stesso discorso: è ancora prematuro. Le
diverse necessità logistiche e strutturali richiedono, al
momento, tempi di esecuzione diversi. Londra 2012
sarà un banco di prova, un altro grande tassello di
inclusione visto che quella sarà la prima Olimpiade che
utilizzerà lo stesso comitato organizzatore per atleti
olimpici e paralimpici.
Per l’unificazione cosa servirebbe?
Londra2012 potrebbe darci una risposta. Comunque
il rischio, oggi come oggi, è che i paralimpici vengano
offuscati all’interno di un Olimpiade. Ma una cosa è
certa: i paralimpici hanno fatto un gran passo avanti. A
Londra vedremo un livello tecnico ancora più elevato
di Pechino. Una risposta c’è stata anche al Master
internazionale di judo a Lignano dove la Turchia ha
sconfitto sonoramente l’Italia. Molte Nazioni stanno
investendo sullo sport paralimipico, e molto più
dell’Italia.
Insomma, siamo di fronte a…?
Una trasformazione culturale. C’è la consapevolezza
delle opportunità insite nello sport per tutte le persone
in qualunque condizione fisica e mentale si trovino. E
~
Anno X - N° 1
Pagina 11
c’è il messaggio dato dalle persone disabili che per
prime hanno mostrato con i fatti come la passione sia
la stessa di tutti, come le soluzioni strutturali possano
essere trovate senza grandi stravolgimenti.
Trent’anni fa il rischio ghetto, ora tutt’altro. Cosa
auspichi?
Il consolidamento dell’attività delle società sportive
regionali che stanno svolgendo un grandissimo lavoro
per diverse tipologie di disabilità: dalle iniziative
promozionali alle olimpiche, con la speranza che
possano trovare sostegno economico per reggere
le carriere degli atleti nazionali e i campionati delle
maggiori serie.
I PARERI DEI CAMPIONI...
“LA BATTAGLIA VERSO LA NORMALITÀ È ANCORA LUNGA”
Gli allenamenti in comune tra atleti disabili e normodotati sono un segnale
Sport e disabilità, passi avanti certo. Ma ce ne sono altri
da compiere. “Va ottimizzata - dice Marinella Ambrosio,
il presidente regionale del Cip - la messa in rete di
competenze ed esperienze per incoraggiare famiglie di
alunni con disabilità ad avviarsi senza timori all’attività
motorio-sportiva, incoraggiare insegnanti ad arricchire
i propri percorsi educativi sportivi trovando l’inclusione
per tutte le situazioni di disabilità. E’ necessario inoltre
formare i tecnici”.
Cosa ne pensano i nostri campioni?
Per Mauro Cattai, vincitore di quattro maratone di
Venezia di handbike, “va distinto fra l’agonista, e pertanto
chi fa sport al pari dei normodotati, e quanti invece lo
Pagina 12
POSSO PARLARE UNA COSA?
~
praticano per la riabilitazione e
la reintegrazione. Nell’agonismo
c’è ancora molto da migliorare.
Il sostegno delle istituzioni e
delle federazioni è minimo. È
necessario, inoltre, coordinare il
ricco calendario valorizzando le
gare più importanti”.
Daniela
Floriduz,
tricolore
tandem:
“Finalmente
stiamo
conquistando dello spazio sui
mass media grazie anche ai
recenti successi colti da Michele
Pittacolo
e
alle
cerimonie
di
premiazione
comuni
ai
normodotati. La conquista più
importante, comunque, rimane
quella dell’accettazione nella
normalità. E per ottenerla la battaglia è ancora lunga.
Pensiamo ad esempio al problema del raggiungimento
dei luoghi di allenamento aggravato dal sistema di
trasporto pubblico inadeguato oppure dalla mancanza
di guide per i tandem. Io stessa per il momento mi
alleno con guide non specializzate”.
Anno X - N° 1
Venezia Giulia, grazie all’azione
congiunta di Coni e Cip, in tutti
gli eventi sportivi sono uniti
paralimpici e normodotati. Ad
esempio, dal 1° ottobre la Fitet
organizza stage e allenamenti
comuni. Ciò permette di entrare
in comunione con il mondo della
disabilità e dal punto di vista
sportivo è un segnale molto importante. Sicuramente
in futuro verranno compiuti ulteriori passi avanti”.
Michele Pittacolo, campione
e
recordman
mondiale
dell’inseguimento: “Credo che
nel giro di 2-3 anni anche le
società
professionistiche
si
interesseranno ai paraciclisti.
Dopo gli importanti successi
agonistici che mi hanno fatto
conoscere,
ho
notato
un
progressivo aumento dell’invidia e
della malevolenza nei miei confronti
quando mi presento al via di gare per normodotati. Da
questo punto di vista c’è molto da lavorare ancora, la
mentalità giusta è ancora lontana”.
Pamela Pezzutto, campionessa europea di
tennistavolo: “I miglioramenti sono leggeri. In Friuli
DALLA COOPERATIVA LILLIPUT...
CASA AL SOLE: ALL’AVANGUARDIA SULL’ABITARE IN AUTONOMIA
DELLE PERSONE DISABILI
Dopo l’esperienza della Casa al Sole (iniziata nel 2002) sono nate tre case satellite
dott. Daniele Ferraresso (responsabile delle attività educative per la cooperativa Lilliput)
Oggi siamo tutti consapevoli che quando parliamo
della condizione adulta delle persone con disabilità
intellettiva stiamo discutendo, work in progress, di una
condizione umana e psicologica che si sta delineando
in tempo reale e sotto i nostri occhi. È onesto
premettere che i paradigmi esperienziali dai quali si
traggono le riflessioni sono mediati dall’osservatore,
il quale legge la realtà in ragione del proprio retroterra
culturale ed esperienziale. Quello di cui si è certi è
che questo punto di osservazione presenta un grande
vantaggio: quello di essere solidamente ancorato
ad una esperienza professionale che dura da circa
10 anni e che ha visto risultati inaspettati. Si tratta
della Casa al Sole, Progetto di Autonomia Abitativa
in partnership con Ass6 e Ass. Down, nata negli anni
2000 e che ha visto negli anni 2002 la realizzazione
della Casa al Sole, nel 2003 la realizzazione della
prima casa satellite e nel 2009 la realizzazione di
altre due case satellite avviando così 8 persone con
disabilità intellettiva, ad un nuova vita autonoma dalla
famiglia e pienamente integrata nel contesto sociale.
Questo Progetto ha rappresentato e rappresenta uno
straordinario osservatorio sulle persone con disabilità,
sulle loro famiglie, sugli operatori che hanno favorito
e supportato percorsi di integrazione e infine anche
sui gruppi sociali che hanno visto inserire questi
giovani. Altri quattro ragazzi nel corso dell’inizio del
2009 hanno scelto di iniziare questo percorso che li
porterà all’autonomia abitativa.
Questo progetto nasce dai pensieri dei genitori
POSSO PARLARE UNA COSA?
riguardo al futuro dei
loro figli. L’obiettivo è l’abitare in autonomia per un
gruppo di persone in età adulta, già con un buon
grado di autonomia e collocate al lavoro, per avviare
il “dopo di noi durante noi”, allo scopo di evitare il
trauma della perdita.
Questo è un progetto innovativo perché, diversamente
dai progetti in cui gli educatori sostituiscono i genitori
e alle persone è concessa una autonomia puramente
esecutiva, ci si pone il compito di realizzare una
casa da abitare, in cui cominciare un percorso di
crescita, collocato all’interno del normale percorso
evolutivo, volto alla conquista e al potenziamento
dell’identità personale, della consapevolezza di sé,
per imparare a differenziarsi dagli altri ed acquisire
un ruolo adulto ed essere protagonisti e responsabili
della propria vita.
Di conseguenza la finalità dell’intervento educativo è
quella di costruire un progetto di
vita, pensato e deciso dai ragazzi
(sono loro che esprimono i propri
pensieri, sentimenti, aspettative,
attitudini,aspirazioni), in cui gli
educatori non si mettono al loro
posto e/o in quello dei genitori,
ma accanto, accogliendoli e
supportandoli nell’incontro con il
limite. L’atteggiamento culturale
su cui poggia l’intervento
educativo parte da una visione
che vede nel disabile una
persona con delle potenzialità da
coltivare, pur senza nasconderne
i limiti, assegnandole un ruolo
all’interno del contesto sociale,
contrastando così la visione assistenzialistica basata
su un teorico benessere (tutti quei comportamenti di
tutela e protezione che si dice sono per il suo bene,
per evitargli frustrazioni, ecc.) negando al disabile il
diritto ad una identità personale. La disabilità infatti
non elimina la spinta che ogni persona ha dentro di
sé ad esprimere il proprio modo di essere, i propri
sentimenti, emozioni, aspettative, capacità, attitudini:
Tali modalità di considerare il disabile fanno si che il
termine autonomia sia davvero riempito di significato
e azioni: con il supporto dell’educatore la persona
impara a considerarsi individuo con il diritto di
esprimere sé stessa e di essere protagonista della
propria vita, senza dovere vivere la vita che qualcun
altro ha deciso per lui. Questa autonomia non può
essere raggiunta se le figure genitoriali per prime e poi
il contesto parentale, scolastico e sociale in genere,
non adottano una modalità relazionale che favorisca
la possibilità di differenziarsi dagli altri e quindi la
capacità di relazioni indipendenti dalle altre persone.
~
Anno X - N° 1
Pagina 13
Quindi, il Progetto prevede due fasi: 1° il Corso per
l’acquisizione di competenze (sia del quotidiano in
cui imparano a cucinare, badare alla casa, fare la
lista spesa e la spesa, tenere la contabilità personale
e della casa, fare la lavatrice,ecc., sia dell’assunzione
di ruolo); 2° le Case Satelliti che costituiscono
l’abitazione in cui abitare in autonomia. Il Corso
si tiene alla Casa al Sole, mentre le Case Satelliti
vengono scelte a seconda delle esigenze delle
persone che ci abiteranno. Il primo appartamento
prevede l’alternanza Casa al Sole – Famiglia e dopo
un periodo che varia a seconda dei tempi di ognuno,
i ragazzi passano alla stabilità abitativa.. Quando le
competenze si sono stabilizzate passano alle Casa
Satellite, senza tornare ad abitare presso la famiglia,
se non per una normale frequentazione, come
accade ad ognuno di noi quando lasciamo la casa
natale. Tale modalità è così formulata per consentire
il distacco dalla famiglia ed una
modifica graduale delle abitudini
di vita: in particolare serve ai
ragazzi per passare dall’essere
guidati, al pensare, al decidere,
all’agire in prima persona, e ai
familiari per un distanziamento
che, superando la relazione
simbiotica, consenta spazi
mentali e abitudini quotidiane
diversificate. Il tempo di
alternanza, i contenuti e le
modalità educative vengono
effettuate attraverso progetti
individuali per l’approfondimento
delle abilità del fare e per
esprimere e/o potenziare la
propria identità.
Attualmente partecipano al Progetto complessivo
(Casa al Sole e Case Satellite) 12 ragazzi in
4 appartamenti. Nel primo appartamento che
rappresenta il primo periodo del distacco dalla
famiglia, la presenza dell’educatore è continuativa,
mentre negli appartamenti satellite che rappresentano
la stabilizzazione delle competenze la presenza
dell’educatore si riduce: attualmente il risultato
massimo è di 8 ore settimanali. Nelle case Satelliti è
prevista la continuità delle attività educative con una
presenza minima dell’educatore.
Questi movimenti hanno impegnato la Cooperativa
ed in particolare gli Educatori a continui cambiamenti.
Infatti, coerentemente con i principi dell’autonomia
(intesa in questo progetto come autodeterminazione)
è prevista la riduzione delle ore di presenza con
l’aumentare delle autonomie, il cambiamento della
relazione educativa con l’evolvere dello sviluppo
dell’identità e della percezione di sé, la continua
Pagina 14
POSSO PARLARE UNA COSA?
~
rivisitazione
del
ruolo
dell’educatore e di chi
è l’educatore in quel
frangente
educativo.
Questo è un progetto che ha
visto nella collaborazione
e
nell’approfondimento
scientifico-tecnico
uno
sviluppo al passo con
l’evoluzione
individuale
dei
partecipanti
ai
percorsi di Autonomia.
Fortunatamente
c’è
sempre stata la certezza
dell’evoluzione
delle
persone che accedevano
a questo Progetto e oggi (scusate, se è poco) la
certezza dei risultati. Sono stati obiettivi perseguiti e
cercati: quante fatiche nelle relazioni tra gli educatori,
con le famiglie, con il contesto, con il pubblico…
continuamente sollecitati al cambiamento e al
rinnovamento personale, continuamente sollecitati
Anno X - N° 1
a cercare alternative, soluzioni nuove che la teoria
non ci offriva e che solo la discussione scientifica
ci permetteva di abbozzare e sperimentare (quante
volte ci siamo trovati insieme nella situazione di
cercare di dare un sapere a ciò che era stato fatto!).
È stato un cammino che ha conosciuto l’intervento
di figure significative come la sig.ra Marchi che ha
lottato insieme a noi e sempre creduto nell’autonomia
di queste persone e oggi ci accompagna da lassù.
Quello che accomuna chi ha visto collaborare in
questo Progetto è il credere che anche le persone
con disabilità intellettiva possano “diventare Grandi”,
possano assumere cioè la condizione adulta.
La capacità di saper accettare una adultità
realisticamente possibile, piuttosto che una infanzia
eterna è oggi la sfida che le persone disabili intellettive
propongono alla nostra maturità di persone adulte
e ci costringono a cambiamenti significativi. Quali?
Lascio ad ognuno aperta la riflessione.
ESPERIENZE DI AUTONOMIA NELL’APPARTAMENTO DELLA CJASALUNA
Il progetto, realizzato assieme ai centri diurni delle cooperative “Futura” e “Il Piccolo
Principe”, ha visto la presenza a turno di otto persone disabili nei fine settimana.
dott. Daniele Ferraresso (vice presidente cooperativa Lilliput)
Sentirsi parte di una collettività è una conquista che
passa attraverso diverse realtà che compongono la
società. Il primo passo è l’acquisizione di un’occupazione
e di un’abitazione, condizioni indispensabili alla
sopravvivenza, oltre che all’integrazione. In secondo
luogo, il processo d’inserimento viene favorito da una
serie di iniziative di sostegno ma anche culturali, che
nascono ad opera dei cittadini. In questo panorama
grande importanza hanno le organizzazioni pubbliche
e private che mettono a disposizione le loro risorse
per l’attuazione di progetti nati per sostenere le attività
pubbliche; con questa premessa l’Associazione
LaLuna ha messo a disposizione un appartamento
per permettere a ragazzi con disabilità dei centri
Punto Zero e Piccolo Principe di fare esperienze
di inserimento sociale e di esercizio/conoscenza
delle autonomie e delle proprie possibilità. Questa
esperienza ha permesso a 8 ragazzi di vivere un
week end organizzando interamente il proprio tempo:
dalla decisione dei menù, alla lista spesa fino alla
realizzazione della spesa, dal cosa mi piacerebbe fare
al come posso realizzarlo. “Ma devo dire proprio io?”
questa domanda veniva posta all’educatore quando
aspettava una risposta sui loro desideri. Una lampada,
andare al cinema, mangiarmi una pizza, andare a
Messa e fare colazione fuori…, questi ed altri desideri
hanno realizzato durante questa esperienza. Quattro
fine settimana hanno messo in luce una serie di
abilità e capacità non solo potenziali ma reali e dato
agli educatori spunti interessanti da portare avanti e
da realizzare nei Progetti Individualizzati. La sfida,
che si vuole raccogliere da questo Progetto, non è
solo economica e riconducibile all’acquisizione delle
competenze tecniche necessarie, ma deve puntare
anche, in un’epoca come quella attuale caratterizzata
dalla perdita delle certezze e dei punti di riferimento,
alla (ri)costruzione di un senso per la propria vita e del
proprio stare nella comunità d’appartenenza.
Al centro del dibattito ci devono essere le concrete
politiche territoriali che rendono effettivo lo spostamento
dell’asse dall’assistenza al territorio, dall’ esclusione
sociale alla presa in carico della persona portatrice di
bisogni, sia essa un disabile, un anziano, un malato,
un ex-detenuto.
Baricentro di questa rivoluzione copernicana sono le
buone pratiche in corso rese possibili dalla nascita di una
rete socio sanitaria, costituita da Asl, amministrazioni
locali, Provincia, terzo settore e in particolare le
cooperative sociali, ma solo se esse sono in grado
di offrire un ruolo vero, da protagonista alla persona
disabile e sono in grado di offrire qualificati servizi di
assistenza e di gestione di progetti.
POSSO PARLARE UNA COSA?
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Anno X - N° 1
NEWS
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DAL MONDO DELLA DISABILITÀ ...
DIRITTTO ALLO STUDIO:
DISABILITA’ E ASSISTENZA SCOLASTICA
Appunti a cura di Francesco De Caro
Nel precedente numero del nostro giornalino “Posso parlare una cosa” ho già affrontato
il problema del “diritto allo studio” delle persone con disabilità, limitando però le
informazioni al trasporto dalle abitazioni alle scuole e viceversa.
Ma affinché il diritto allo studio sia pienamente esigibile si devono verificare altre
condizioni, alcune delle quali sono quelle che riporto di seguito.
Il Ministero della Pubblica Istruzione con nota del 30
novembre 2001 prot. n. 3390 ha stabilito che l’inserimento
scolastico (inclusione scolastica) prevede diverse e
differenziate forme di supporto e di assistenza, quali:
-
sostegno didattico;
-
assistenza
per
comunicazione;
-
assistenza igienica e materiale.
l’autonomia
e
nella
SOSTEGNO DIDATTICO
Il sostegno didattico, previsto dall’art. 14 della
L. 104/92, deve essere assicurato da docenti specializzati dipendenti dal Ministero della Pubblica Istruzione la
cui formazione è affidata al Ministero dell’Università.
ASSISTENZA PER
COMUNICAZIONE
L’AUTONOMIA
E
NELLA
L’assistenza per l’autonomia e nella comunicazione è
prevista dell’art. 13 della L. 104/92; purtroppo ancora
oggi si continua a discutere su “cosa è” e “chi la deve
prestare”.
L’assistenza per l’autonomia è l’aiuto materiale che
deve essere dato agli alunni disabili che hanno
difficoltà nell’uso delle mani o non vedenti e consiste,
per esempio, nel prendere appunti, nello sfogliare il
vocabolario nelle traduzioni, nel mettere i fogli bianchi
nella stampante, nell’accendere e spegnere il computer,
ecc.. Insomma l’assistenza per l’autonomia consiste
in tutte quelle operazioni che esulano dalla didattica e
mettono l’alunno nelle condizioni di svolgere le normali
operazioni scolastiche.
L’assistenza nella comunicazione è l’aiuto che deve
essere dato agli alunni che hanno difficoltà ad esprimersi
cioè gli “audiolesi”. Questi aiuti sono differenti a seconda
che riguardino:
-
i “sordi segnanti”, cioè i non protesizzati da
piccoli, che necessitano di un interprete LIS
(Lingua Italiana dei Segni),
-
i “sordi oralisti” cioè quelli che da piccoli sono
stati protesizzati e grazie anche alla logoterapia
e all’apprendimento della lettura labiale possono
comunicare da soli purchè aiutati da una persona
che scandisca bene i movimenti delle labbra e li
aiuti a prendere appunti.
Da qualche anno l’integrazione scolastica è estesa
anche ai celebrolesi che per comunicare necessitano
di interventi educativi precoci come il metodo ABA
(Appliend Behavior Analysis = Analisi Applicata del
Comportamento) e agli autistici.
Questi “aiuti” debbono essere dati da educatori con
specifica preparazione professionale e queste figure
devono essere fornite, come prevede l’articolo 139 del
D.Lgs. n. 112/1998:
-
dai Comuni per le scuole dell’infanzia (asilo),
primaria (elementari) e secondaria di 1° grado
(medie inferiori);
-
dalle Province per la scuola secondaria di
2° grado (medie superiori). Le Province, poi, in
base alla L. 67/1993 devono assicurare tutti gli
aiuti nelle scuole di ogni ordine e grado per gli
alunni sordi e ciechi. Alcune Province sono restie
a fornire gli aiuti agli alunni disabili diversi dai
sordi e dai ciechi; in merito alcuni TAR hanno già
pronunciato sentenze nel senso del testo dell’art.
139 del D.Lgs. 112/1998 ed il Consiglio di Stato
con sentenza n. 2361 del 20.05.2008 ha ribadito
l’obbligo delle province di... “garantire il supporto
organizzativo per gli alunni con disabilità che
frequentano le scuole medie superiori” …e quindi
anche gli aiuti in argomento.
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POSSO PARLARE UNA COSA?
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Anno X - N° 1
ASSISTENZA IGIENICA E MATERIALE
Per questo tipo di assistenza le problematiche sono
ancora più complesse delle altre tipologie di assistenza;
tuttora la normativa è farraginosa, fatta male e non chiara.
Si è comunque arrivati ad avere una buona chiarezza
sul “cosa è” e sul “chi la deve fare”.
L’assistenza materiale consiste nell’accompagnamento
degli alunni da fuori a dentro la scuola e viceversa,
mentre l’assistenza igienica consiste nella cura dell’igiene
personale e nell’accompagnamento ai servizi igienici.
Fino al 1999 l’assistenza igienica e materiale era compito
dei “bidelli/e” dipendenti dai Comuni e dalle Province;
quasi nessuno di questi operatori però ha mai svolto la
mansione perché i Comuni e le Province stipulavano
convenzioni con cooperative che si sostituivano ai
bidelli/e.
Nel 1999 (L. 3/5/1999 n. 124) i bidelli/e sono transitati
nei ruoli dello Stato, cambiando il nome in “collaboratori
scolastici” e mantenendo invariate le mansioni previste dal
CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro). Lo Stato
cercò di far svolgere l’assistenza igienica e materiale ma
non vi riuscì anche perché sul CCNL era riportato …..
“che detto personale, oltre alle altre mansioni, poteva
pure svolgere questo tipo di assistenza”. Successive
note ed intese tra Stato, Sindacati, Province e Comuni
non sono riuscite a dissipare il dubbio tra “potere” e
“dovere”.
Si è giunti al rinnovo del CCNL del 24 luglio 2003 nel
quale agli articoli 46 e 47 della tabella A si è ridefinito
il profilo professionale dei collaboratori scolastici e si
distingueva fra attività di assistenza materiale, consistente
nell’accompagnamento degli alunni con disabilità da
fuori a dentro la scuola e nei locali della scuola, e attività
di cura dell’igiene personale e di accompagnamento ai
servizi igienici.
La prima tipologia di mansioni (attività di assistenza
materiale) è comune a tutti i collaboratori e rientra nel
loro ordinario mansionario. Quindi l’accompagnamento
deve e può essere svolto da qualsiasi collaboratore
scolastico.
La seconda tipologia (l’attività di cura dell’igiene
personale e di accompagnamento ai servizi igienici) è
particolare e richiede un corso di formazione di circa
40 ore, dando diritto anche ad un aumento di stipendio,
a seguito del conferimento dell’incarico da parte del
Dirigente scolastico. Tale aumento è pari a circa
750 euro annui ed è anche pensionabile.
Tale normativa è stata ribadita nel rinnovo del CCNL del
29.11.2007.
Le cose però non sono cambiate in quanto il CCNL
stabilisce che la formazione è “un diritto” e non anche
“un dovere” per cui i collaboratori scolastici spesso si
rifiutano di fare il corso.
Allora cosa fare?
Secondo il mio parere il Dirigente scolastico, che
risponde della qualità del servizio scolastico, rischia
di essere denunciato dalle famiglie dei disabili per
omissioni di atti di ufficio e mancata assistenza a minori.
Credo quindi che il Dirigente scolastico, constatato, in
sede di assemblea sindacale del personale, il rifiuto da
parte dei collaboratori scolastici a frequentare il corso,
debba nominare con apposito ordine di servizio, almeno
un collaboratore e di una collaboratrice per svolgere
tale mansione. Il personale nominato potrà ricorrere al
Giudice del lavoro e in questa sede, se c’è una giustizia,il
Giudice dovrebbe convalidare l’operato del Dirigente.
Le famiglie non devono stare a guardare ma devono
pretendere che questo diritto sia esigibile. Devono:
-
-
-
-
-
chiedere (e poi accertarsi) che nella certificazione
o nella diagnosi funzionale o nel PEI sia
chiaramente riportata la “necessità di assistenza
per l’autonomia e/o la comunicazione e/o
l’assistenza igienica e materiale”;
accertarsi che, entro fine maggio dell’anno
precedente quello di frequenza, il Dirigente
scolastico inoltri la richiesta del personale
occorrente qualora sprovvisto fra i suoi;
accertarsi che all’inizio dell’anno scolastico il
personale richiesto sia già presente nella scuola.
In caso negativo, invitare formalmente il Dirigente
scolastico a provvedere ad inviare opportuno
sollecito;
denunciare il Dirigente scolastico, in caso di
inerzia di questi, per omissioni di atti di ufficio
e mancata assistenza a minore, dapprima al
Difensore Civico Comunale, in mancanza a
quello Provinciale o Regionale (Nota: la Regione
Friuli Venezia Giulia non lo ha perché la legge
istitutiva è stata abrogata);
infine, possono rivolgersi ad un Avvocato
per l’azione davanti al Tribunale Civile per
l’assegnazione urgente del personale necessario
ed eventualmente per l’azione penale.
RIFERIMENTI NORMATIVI
-
Legge 5 febbraio 1992 n. 104
-
Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 112
-
Legge 3 maggio 1999 n. 124
-
Legge10 marzo 2000 n. 62
-
Nota del Ministero della Pubblica
30 novembre 2001, prot. n. 3390
-
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
23 febbraio 2006 n. 185.
Istruzione
POSSO PARLARE UNA COSA?
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Anno X - N° 1
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RINGRAZIAMENTI
Ringraziamo tutte le persone, gruppi, associazioni, aziende che hanno sostenuto Laluna
da luglio 2009. È anche grazie a queste offerte che la nostra attività può continuare.
Offerte
Barbisan Giada, Bazzana Sara, Cadin Aldo, Camillo
Ilenia, Castellarin Costantino, Caturano Adolfo,
Cozzarini Mariano, De Marco Giorgio, De Martin
Gianna, De Mattia Piergiuseppe, Fabris Luciana ed
Egidio, Flumian Vittorino, Francescut Marisa, Iuston
Robert, Lazzarini Daviano, Lena Jimmy, Osquino
Giuseppe, Rosin Eugenio, Rui Celio, Scalon Luigi,
Valvassori Gabriele, Zanchetta Ginetta
Offerte gruppi
La Gazzetta dello Sport
Par San Zuan
Negozi Delizia Casarsa
Offerte in memoria
Offerta in memoria di Cristante Caterina
Offerta in memoria di Culos Nadia
Offerta in memoria di Lamonica Antonio
Offerta in memoria di Lamonica Antonio da
amministratori e dipendenti Comunali Comune di
Casarsa
Offerta in memoria di Francescutti Wally dalla classe
1952
Ringraziamo anche le 311 persone che, nell’anno 2007,
ci hanno sostenuto con il 5 x 1000 dell’IRPEF
per un importo totale di 8.316,30
LA BIBLIOTECA DE LALUNA VI CONSIGLIA
«La famiglia di fronte alla disabilità.
Stress, risorse e sostegni»
di Mirella Zanobini, Mara Manetti e Maria Carmen
Usai, Erickson editore, 2006, 182 pag.
In che modo la presenza di un bambino
disabile influenza le relazioni familiari,
le vite dei genitori e dei fratelli, il
benessere generale della famiglia?
Quali sono gli aiuti che la società può
offrire? Il libro cerca di rispondere
a queste domande presentando i
risultati di una ricerca condotta su
91 famiglie di bambini con disabilità
della scuola dell’infanzia e di quella
elementare.
Sulla base di un approccio non
patologizzante, che considera la
vita di queste famiglie un fenomeno
complesso, difficilmente riconducibile
a modelli interpretativi unidirezionali,
le autrici hanno valutato l’adattamento a seguito
della nascita di un bambino disabile,
la percezione della situazione in
rapporto ai livelli di impegno nella
cura, le strategie di coping messe in atto, i diversi
aspetti della rete di supporto sociale e il grado di
soddisfazione espresso nei confronti dei servizi.
Il testo non solo tratteggia la
realtà italiana delle famiglie con
un bambino disabile, ma presenta
anche i principali filoni di studio che
hanno orientato e orientano le scelte
e l’agire degli operatori, delineando
alcune linee di intervento per il
supporto familiare.
Unico nel panorama italiano su
un argomento così cruciale, il
volume è rivolto a tutte le persone
(genitori, psicologi, insegnanti
e operatori del settore) che per
motivi professionali e personali
si confrontano con gli effetti della
disabilità nel contesto familiare.
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POSSO PARLARE UNA COSA?
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Anno X - N° 1
BREVEMENTE DA LALUNA
Campo Laluna
Si è svolto dal 27 al 30 agosto il campo de Laluna.
Tre giorni di divertimento al Camping Sabbiadoro di
Lignano. Mattino in spiaggia e pomeriggio in piscina
il programma di massima su cui colorare la nostra
vacanza. Come lo scorso anno abbiamo ripetuto la
formula di dividerci in gruppi di 3-4 persone che vivevano
autonomamente nelle mitiche casette il momento del
pranzo e della cena. L’ultima sera invece abbiamo
cenato tutti assieme prima di tornare a San Giovanni
dove ci aspettava, domenica mattina, il pranzo di “ben
tornati” preparato da Elena.
Manuela ed Elena di Casa Barbara in Cjasaluna
Il 12, 13 e 14 novembre sono venute in Cjasaluna
Manuela ed Elena di Casa Barbara (Romania) che
hanno alloggiato nell’appartamento della Comunità.
Venerdì 13 le 2 ragazze hanno fatto una testimonianza
nella biblioteca della Cjasaluna dove hanno raccontato
la loro vita, iniziata negli orfanotrofi dove vivevano in
condizioni terribili fino alla luce, alla speranza di una
nuova vita quando sono state accolte da Casa Barbara,
una Comunità che ha sede a Iasi, fondata da Stefania
De Cesare, una signora italiana.
Inizio anno lunatico
Sabato 3 ottobre è iniziato ufficialmente l’anno lunatico.
E’ stata l’occasione per festeggiare tutti assieme il
compleanno di Federica Rossi.
Castagnata con Amici della Montagna
Domenica 18 ottobre c’è stata la consueta e attesa gita
autunnale con gli Amici della Montagna. Quest’anno
Beppino ci ha portato ad Ugovizza. Ad accoglierci
anche i primi fiocchi di neve.
Visita di Debora Serracchiani in Cjasaluna
Martedì 13 ottobre è venuta a trovarci in Comunità
Debora Serracchiani, parlamentare europea del PD.
Le abbiamo presentato la Cjasaluna ed è rimasta
piacevolmente colpita dalla nostra struttura.
Ciriani e Giunta Comunale a “Laluna”
Mercoledì 14 ottobre sono venuti a cena in Cjasaluna il
presidente della Provincia Alessandro Ciriani e la Giunta
Comunale di Casarsa. La serata, molto amichevole e
informale, è stata una buona occasione per parlare
e far conoscere la nostra associazione e illustrare le
attività che svolgiamo e le nostre esigenze. Riteniamo
importante per il nostro cammino la presenza e il
sostegno dell’amministrazione pubblica.
L’incontro con Manuela ed Elena di Casa Barbara
Pranzo per i 15 anni de Laluna
Domenica 15 novembre abbiamo festeggiato i 15 anni de
Laluna (il primo giorno di attività fu il 12 novembre 1994)
con un mega pranzo nella palestra della Cjasaluna. E’
stata l’occasione per ritrovarsi tra vecchi e nuovi volontari
“rispogliando” tra le altre cose le foto che scorrevano in
un computer, testimoni indelebili del nostro cammino. Alla
fine della festa è stato donato a tutti i volontari presenti e
ai ragazzi un capellino in lana “lunatico”.
Festa Musikemate
Sabato 31 ottobre abbiamo organizzato una cena in
Cjasaluna per ringraziare tutte le persone che ci hanno
dato una mano a preparare il Musikemate.
Tutti in piscina
Domenica 8 novembre abbiamo passato la mattinata
nella Piscina di Prodolone all’insegna del divertimento,
rilassamento e qualche scherzetto. La giornata si è
conclusa in Cjasaluna con un pranzo preparato da
Zaida e Ilaria Castellarin, terminato con la spettacolare
torta al cioccolato di Antonella.
Ben arrivato Costel
Da novembre lavora in Cjasaluna Ganta Laurentiu
Costel, operatore socio-sanitario di Azzano Decimo.
Il pranzo per i 15 anni de Laluna
Laluna si presenta al Liceo Scientifico di S. Vito
Sabato 28 novembre Gabriele ed Eleonora, assieme a
Paolo e Matilde, hanno presentato la nostra associazione
e le attività che svolgiamo presso il Liceo Scientifico “Le
Filandiere” di San Vito durante un’assemblea d’Istituto.
POSSO PARLARE UNA COSA?
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OGGI SPOSI...
Il 4 luglio abbiamo festeggiato il matrimonio di Francesca e Paride.
Laluna augura ai due sposi novelli una felice vita assieme.
LALUNA
HA UN NUOVO
DOTTORE...
Il 4 novembre si è laureato
il nostro Gabriele Francescutti
in “tecniche di radiologia medica
per immagini e radioterapia” con…
110 e lode!!!
Al nuovo dottore i complimenti da tutta
l’associazione Laluna!!!
Qui di lato, Gabriele poco prima di
presentarsi davanti
alla Commissione per discutere la tesi.
INDOVINATE CHI SONO
(vediamo se avete letto il giornalino)
• Svolge Servizio Civile in Cjasaluna
• Ha festeggiato il compleanno il 3 ottobre, anche se
compie gli anni il 22 settembre
• Prepara delle torte al cioccolato buonissime (piccolo aiuto: viene da Sile)
PROSSIMI APPUNTAMENTI SULLALUNA
Sabato 19 dicembre: Pizza di Natale
Domenica 7 febbraio 2010: Sfilata di carnevale a S. Giovanni
Sabato 20 febbraio: Cena con i genitori
Sostieni anche tu l’associazione Laluna
Associazione di volontariato “Laluna” – ONLUS
c/c postale n. 10183598
———————
Banca di Credito Cooperativo Pordenonese
c/c n. 14366 - ABI 8356 - CAB 64810
Codice Iban: IT90T0835664810000000014366
La legge consente a privati e aziende di dedurre le donazioni a favore di ONLUS
nella misura del 10% del reddito imponibile.
Ci puoi sostenere anche con il 5x1000 dell’IRPEF.
Il nostro codice fiscale è 91036070935.
LA PAROLA
AL POETA
LALUNA
VI
AUGURA
BUON
NATALE
E
UN SERENO
2010
IL MIO REGALO
Giocattoli in vetrina, bambini che li guardano
Col naso contro i vetri che si appannano
Gente quasi felice che si saluta e ride
Fanno finta di niente ma si aspettano
Forse qualcosa di speciale
Forse un regalo di Natale
Ma quanta gente che non c’è e non si sa dov’è
Lo vive solo un giorno come un altro
Perduti dentro a un niente, cercati da nessuno
Passano in un momento come comete
Trascorrono la vita in un presepe
Con quella rabbia che toglie la sete
(…)
Le luci poi si spengono e le anime si arrendono
A un mondo che non sarà mai migliore
Con quella antica voglia di cambiare
Che abbiamo dentro anche se non è Natale
E tu quest’anno poi, se mi vuoi ricordare…
Fammi sognare quando parlavamo
Quando davanti al fuoco ti sedevi a raccontare
Con quei capelli bianchi e tra le mani il tuo giornale
Quando c’era la neve e mi aspettavi sulle scale
Ed io correvo a dirti:”Buon Natale”.
Pierangelo Bertoli
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Posso Parlare una Cosa? Dicembre 2009