PER L'UNITADELLEARTI
La poetica 'figurativa'di
GiovambattistaStrozziil Giovane
MASSIMILIANOROSSI
~ interesseche la produzionedell'Accademiadegli Alterati1
puo suscitare in chi si occupi delle vicende dell'arte figurativa tra Cinque e Seicento e legato al coinvolgimento di molti
dei suoi membri nell' 'invenzione' e nella 'descrizione' degli apparati allestiti in occasione delle piu celebri feste medicee. Si e dunque scelto di mettere in luce in che modo il dibattito intorno a proL
Desidero ringraziare Anna Maria Amonaci, Domenica Landolfi, Annamaria Petrioli Tofani per aver voluto discutere con me alcuni aspetti di questa ricerca e Lucia
Faedo per la sua consulenza in merito alle personificazioni dei generi letterari in epoca
classica. Senza I'aiuto e la disponibilita di Kathryn Bosi non avrei potuto affrontare lo
studio dei madrigali strozziani. Infine un pensiero riconoscente e affettuoso va alla pazienza del comitato di redazione, quella soprattutto di Fiorella Superbi e Nelda Ferace.
1 Nel 1569 sette giovani fiorentini di nobile famiglia si riunirono in un sodalizio
privato per comporre versi e recitare 'lezioni' preparateo improvvisate su argomenti disparati; due anni dopo si dettero uno statuto e un nome: nacque cosl l'Accademia degli
Alterati, la cui impresa fu un tino pieno di uve, con il motto tratto da Orazio "Quid
non designat? [ebrietas]" (Epist. I, 5, 16). Tanto nel nome che nell'impresa, gli Alterati
esibivano quei caratteri autodispregiativi, comuni a molte altre Accademie italiane contemporanee, che in realta nascondevano, come altrettanti sileni socratici, ambizioni e intenti ben piiuelevati. Cosl come l'uva ribolle nei tini trasformandosiin vino pregiato, il
calore delle discussioni avrebbe condotto l'ingegno degli Alterati alla perfezione. Ciascun Accademico si scelse allora un'impresa e un motto personale, ma coerente con la
simbologia vinicola, offrendo, in questo modo, un precedente significativo alla iconografia granariadell'Accademia della Crusca, esibita nelle imprese, dipinte sulle pale da fornaio, negli arredi e nel cerimoniale. Soprattutto nella fase cinquecentesca dell'Accademia, piiu intensa e determinante, gli Alterati furono impegnati nell'applicazione della
normativa aristotelica a generi letterari non codificati nella Poetica, dalle orazioni funebri alle novelle, dalle imprese a una figura retorica come la prosopopea, alla biografia e,
cio che piiuci interessa, a forme legate allo spettacolo e dunque alle arti figurative, come
le mascheratee gli intermezzi. Ma la riflessione sui generi letterari indusse a trattazioni
significative anche della tragedia e delle questioni del "furor poetico" e della "purgazione degli affetti". Mentre la discussione sul poema eroico non solo veniva coinvolta nella
piiuampia disputa che contrappose i sostenitori del Tasso a quelli dell'Ariosto, ma anche
169
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MASSIMILIANO
ROSSI
ad esempio1''unita'
blemicentralidellepoetichecontemporanee,
in relazioneallostatutodel
o la 'varieta'della'favola',soprattutto
delleimprese
genere'eroico',incidesseanchesullastrutturazione
maanchela lofigurativeogniqualvolta
la loroinventioe dispositio,
impegnati
ro 'dichiarazione',
fosseroaffidateaglistessipersonaggi
un perSi
poi
cercato
di
seguire
nelleparalleledisputeletterarie. e
quellemetaforee analogiefigurative,
corsoinverso,recuperando
o di orazionifunebri,
introdottenel testo di lezioniaccademiche
noncasualedellacontemporanea
unaconoscenza
chedimostrassero
da una
produzione
artisticae checi parevafosserodariconsiderare
il piupossibileestesadellastoriadellacriticad'arte,a
prospettiva
confermadi unafortecircolarita
operativatrapoeticheletterariee
in chemodola
tendenzefigurative.
Infine,si e cercatodi verificare
interessante
presenzadi versidipinti,in un casoparticolarmente
nel Chiostrodi Ognissantia Firenze,coinquale il cicloaffrescato
codificazione
letteraria,
volgessele immagininellacontemporanea
di legareanchequestaimpresafigurativa
a unapoetipermettendo
cacoerente.
E risultataalloradeterminante
percollegarei diversiaspettidi
questaricercala lunga militanzaletterariadi Giovan Battista
nell'AccadeStrozziil Giovane(1551-1634).Entratogiovanissimo
miaFiorentina
e dunquenell'orbita
medicea,Strozzivedebenpresto il suo magisterointellettuale riconosciuto molto al di la dei confini del Granducato.
Durantei suoi soggiorniromani,neglianni
nell'altra, contemporanea e legata per certi versi alla prima, sullo statuto poetico e la
dubbia conformita della Commediadantesca ai precetti aristotelici. L'attivita dell'Accademia costituisce dunque un momento importante dell"'eta dell'eloquenza" che meriterebbe una trattazione specifica: molte furono le orazioni funebri recitate dagli Alterati
in onore di principi e granduchi medicei, ma anche di letterati famosi come il Tasso, e
costante l'attenzione a testi tecnici dell'eloquenza antica, come la Retorica aristotelica e
il De Elocutione di Demetrio Falereo, che venne volgarizzato da Marcello Adriani il
Giovane nel 1589. Per la storia dell'Accademia cfr. le Memorie della fiorentinafamosa
Accademiadegli Alterati raccolteDa DOMENICOMARIAMANNI,In Firenze, Nella Stampe"Argomenti di discussione letteraria
ria di Gio: Battista Stecchi, 1748; B. WEINBERG,
nell'Accademia degli Alterati (1570-1600)", Giornale Storico della LetteraturaItaliana,
CXXXI, 1954, pp. 175-194; ID., "The Accademia degli Alterati and Literary Taste
from 1570 to 1600", Italica, XXXI, 1954, pp. 207-214; C. V. PALISCA, "The Alterati
of Florence, Pioneers in the Theory of Dramatic Music", in New Looks at Italian Opera:
Essaysin Honor of Donald J. Grout, a cura di W. W. AUSTIN, Ithaca, NY, 1968, pp. 938, ora ripubblicato in C. V. PALISCA, Studies in the History of Italian Music and Music
Theory, Oxford, 1994, pp. 408-431; V. BRAMANTI, "Introduzione", in T. MALASPINA,
Dello scriverele vite, Bergamo, 1991, pp. 11-30.
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PER L'UNITADELLEARTI
di FilippoNeri
'90, entrain contattoconil circolodegliOratoriani
e con FedericoBorromeoche lo vorraa Milano,nel '95, come
In realtail numerodelleoperepubblicate
in
maestrod'eloquenza.
vita dalloStrozzirisultamoltoesiguoa frontedellaconsiderevole
produzione
rimastamanoscritta
e offreun quadroparzialee disorganicodi un'attivitamultiforme.2
In relazionepersonaleo solo
epistolarecon GiovanBattistaGuarinie FrancescoPatrizida
e
Cherso,conTorquatoTasso,AngeloGriu, GabrieloChiabrera
GiovanBattistaMarino,coslcomeconi letteratinapoletani
vicini
al Tasso,da CamilloPellegrino
a TommasoCosto,lo Strozziospita dal 1599e fino allamorte,nel suo palazzoin via Tornabuoni,
le sessionidegli Alterati,contribuendo
a mantenereil prestigio
fin dentroil nuovosecolo.Eppurelo scioglimento
dell'Accademia
del sodalizioin concomitanza
con la suamortee il passaggioalla
Cruscadei membrisuperstitidimostranocome alla sua longeva
di Altenon si fosseaffiancata
unanuovagenerazione
personalita
ratichecontassefigurealtrettanto
determinanti
e impegnate
come
Giovannide' Bardi,FrancescoBonciani,BernardoDavanzatio
Lorenzo Giacomini.
I
In occasionedellenozzetra Ferdinando
de' Medicie Cristina
di Lorenapersinoil nuovoallestimento
BuonpensatodaBernardo
talentiperil teatromediceodegliUffiziavrebbepotutorichiamare
aglispettatori
piiuavvertiti,il contemporaneo
dibattitoletterario.
A
GiovanBattistaStrozzi,autoredel testo dei madrigali
del quarto
erainfattistataaffidataanche1''invenzione'
intermedio,
delledieci statuedipintea fintomarmo,da collocarenellenicchiedell'ulti2 Cfr. S. SALVINI,
Fasti consolaridell'AccademiaFiorentina,In Firenze, Nella Stamperia di S. A. R. Per Gio: Gaetano Tartini, e Santi Franchi, 1717, pp. 244-259; A. S.
BARBI,Un accademico mecenate e poeta. Giovan Battista Strozzi il Giovane, Firenze,
1900; L. BOLZONI,
"Ercole e i pigmei, ovvero Controriformae intellettuali neoplatonici", Rinascimento,XXI, 1981, pp. 285-296 (294 e sgg.); F. FIDO,"L'America: primo
Canto di un poema inedito di Giovan Battista Strozzi il Giovane", Studi Secenteschi,
XXIII, 1982, pp. 283-310; P. CHERCHI,"Molte Veneri e pochi Adoni (con un inedito
attribuibile a G. B. Strozzi)", Esperienzeletterarie,XIII, 1988, 4, pp. 15-38; per l'amicizia con uno dei personaggipiiuinteressanti di Casa Medici, che fu anche Accademico Alterato, D. LANDOLFI,
"Don Giovanni de' Medici 'principe intendentissimo di varie
scienze' ", Studi Secenteschi,XXIX, 1988, pp. 125-162, passim.
171
ROSSI
MASSIMILIANO
mogradonedellacaveadel teatro,ognunadotatadi un mottolatineilafamosaincisionedi Jacno. Sonole statueche si intravedono
ques Callotrelativaallamessain scena,duranteil carnevaledel
di Tirreno
1617,del PrimoIntermedio
dellaVegliadellaLiberatione
di AndreaSalvadori3
(Fig.3). Unadi queste,il Poemaeroico,e stata
armatoall'antica,
riconosciuta
da DetlefHeikamp4
nelpersonaggio
altocircaduemetri,di cretamistaa stoppa,telae stuccobianco,
oraagliUffizi,e in seguitoattribuitaa TaddeoLandini,che fu imdellearchitetture
effimeredisposte
pegnatoanchenelladecorazione
daCristinadi Lorenas(Fig.1).
lungol'itinerario
trionfalepercorso
Lo spaziodedicatoda Bastianode' Rossi,il redattoredelladescrizioneufficiale,alle statuedenotaun forteinteresseprofessionalee rivelal'importanza
che, all'internodel nuovoallestimento,
si eravolutodarea questocorredoscultoreo.Lo Strozzidunque,
facendocollocarenellenicchierivestitedi finto lapislazzulo,
dell'ultimogradonedellacavea,le sei statuealtesei braccia:
... ottimamente
consideroche per gli abiti si potevadistingueree la
a propositoil metterein queCommedia
Vecchiae la Nuova;parendogli
sto apparato
cotalistatue,assegnoloro,non comea Poemapiu nobile,
in casaloro,il primieroluogo,metma (comepropriamente
diremmo)
nelleprimenicchie,allatoallaProspettitendol'unarincontroall'altra:
va, dallasinistrala Vecchia,e dallamandestramisela Nuova,e appresso, dallasuabanda,e comeda lei dependenti,percioccheella ammaee sempreterminain nozze,
stra,fa sperarbene,rallegragli ascoltatori,
voile che fosserol'Ammaestramento,
la Confidenza,il Riso e lo Dio
Imeneo.LaVecchia,cheperesserdismessa,sarebbedallasuabandarimastasola,le miseallatoil PoemaEroico,poi il Pastorale,dopoal Pastoraleil Satirico,e dopoal Satiricomiseil Lirico:tutte poesieposte
consufficienteautoriconassaigiudicioin quelseggio,comepotremmo,
e peroraquestodiremodellaSatirasota, se mestierfacesse,mostrarlo;
deefigurare,del quale,nel
lamente,cheellaqualpoemarappresentativo
3
ancheper la bibliografiaprecedente,cfr. ora S. MAMONE, "L'oeil
Sull'immagine,
la nota 11, alle pp.
theatraldi JacquesCallot",Artista,1993, pp. 138-149(in particolare
148-149).
4 Cfr. "II teatromediceodegli Uffizi", Bollettino
del CentroInternazionale
di Studi
"Andrea
Palladio",XVI, 1974, pp. 323-332.
di Architettura
5 Cfr. la Scheda17 a curadi C. CANEVA,in Gli Uffizi.Catalogo
generale,Firenze,
da T. ESER, "Der 'Schild1979, p. 1083. L'attribuzionenon e presain considerazione
Jahrbuchder BibliothecaHertziana,
des TaddeoLandini",Rohmisches
kr6tenbrunnen'
27/28, 1991/1992,pp. 201-282 (perle operedell'89,pp. 233-234).
172
PER L'UNITADELLEARTI
Cicloped'Euripide,ne ritroviamo1'esemplo;ne essendogliparuto,per
piiuragioni,che la tragediadovesse aver luogo in questo spettacolo,in
sua vece ci ha egli posta la Satirasua figliuola,per non essereella cosi
mesta,come la madre.E avendoavuto ad averriguardoall'accomodarsi
alle dieci nicchie, e insiemeal divisamento,per quel che si puo vedere,
l'ha egli saputesi scompartire,che non pare,che ne meglio,ne con piiu
l'unaall'altra,e figurolle
artedi quelche fanno,potesserocorrispondersi
e vestillein questamaniera.
La:Commedianuovacon volto ne vecchione giovane,d'aspettopiu
tosto nobilee grave;in manola tibia, in piedei socchi,nell'acconciatura
stravolgimenti,legamenti,e scioglimentidi trecce, che esprimevamaestrevolmentei cinqueatti, e avevaquestomottoin una cartellapostatra
la nicchiae i ballatoidellafinestra:"Describomoreshominum".
La Commediavecchiae rincontro,con viso grinzoe spiacevolenel
qual parevache anche si scorgesselo schernoch'ella faceva d'altrui,e
piu tosto avessedel prosuntuosoche dell'ardito;scapigliata,scarmigliata, e con brutte chiome, e oltr'a cio mal vestita, a significarla povera e
senzaornamenti;stava in atto d'andarsene,quasicacciata,e di dardie
d'asticciuole da lanciare piene le mani, nella cartella, si come la statua
dirimpetto, avea questo motto: "Multa cum libertate notabam".
Allato alla nuova Commedia l'Ammaestramento.Un huomo d'aspetto magnifico e venerando, con abito lungo e ripieno d'una magnanima
gravitaN;
lo specchio in mano, e sopra in una cartella queste parole: "Inspice, cautus eris".
Rincontro il Poema Eroico, huomo di real maesta e grandezza, armato in alcuna parte; la spada in mano, come pare che in quel verso lo ci
voglia dipinger Dante: "Mira colui, che con la spada in mano". E questo e 'l suo motto: "Arma, virosque cano".
All'Ammaestramentoseguiva immantenente la Confidenza, donna in
atto piena d'ardire, e accennante allegrezza e buona speranza; giovane,
perche sempre i giovani speran bene: e se la scultura di colori fosse stata
capace, sarebbe stata finta sanguigna, conciosiacosache '1 sangue generi
ordinariamentecalore; le mise in mano una spiga, che al Buono evento
suole assegnarsi, e questo e '1 suo motto: "Eventus sperate secundos".
Una donna di semplice e naturalbellezza, e non azzimata, con una siringa in mano, figurata per lo Poema Pastorale, dall'altrabanda la riguardava. Aveva, a significar che puote rappresentarsi,in piede stivaletti di
giunchi e fiori: erano a staffa, e, a semplicita, mostravano il piede ignudo e queste parole sopra: "Pastorumcarminaludo".
II Riso veniva dopo la Confidenza: come altra volta e stato dipinto,
un giovane allegro e bello; parve al trovatore, che non disconvenisse l'a173
MASSIMILIANO
ROSSI
dattargliin mano una maschera,dimostrandoquello che per ispezie di
ridicoloe posto da Aristotele,cioe facciahistortae bruttasenzadolore;
il motto:"Amararisutempera".
Rincontrail Riso il Satirico,huomocon facciaallegra,lasciva,ardita, e vibravaun tirso e per mostrareche anch'eglie atto a rappresentarsi, fu finto ignudo,e sopraquesteparole:"Irridenscuspidefigo".
Dietro al Riso Imeneo, finto, come ordinariamentesi finge da ciascheduno:giovanee bello, chiomelunghee inghirlandatodi persa;nella
destrauna facellaaccesadi spinabianca,e nella sinistraun vel giallo, e
in piede i suoi calzaretti;ne gli togliendopero niente di quelloche lo fa
riconoscerper Imeneo,l'adornocon gioie e con molti altri ricchi ornamenti, che fuor dell'usatoe risplendentee magnificolo rendevano,volendo con questosignificarela straordinaria
grandezzae magnificanzadi
quellenozze;e questofu '1motto:"BoniconiugatorAmoris".
II PoemaLiricoil risguardava:
una giovanedonnacon lira in mano,
abito vario, ma grazioso,attillatoe stretto, a manifestareche sotto una
sola piiucose vi si contengono;e con queste parolelo dichiaro:"Brevi
complectorsingulacantu''.6
L' 'invenzione' dello Strozzi teneva conto delle esigenze di decoro
imposte dall'occasione: metteva dunque al primo posto, nella gerarchia dei generi, la Commedia, in riguardo al luogo; eliminava
come infausta la Tragedia,in considerazione dell'evento festivo, e
inseriva tra i personaggi il Dio Imeneo, per le stesse ragioni encomiastiche. Ma l'ekphrasis di Bastiano e attenta anche al processo
generativo delle invenzioni dello Strozzi: piuifedele, forse, nel segnalare la reminiscenza antiquarianella Confidenza(e letteraria nel
Riso) che nell'interpretazione in chiave esclusivamente dantesca
del Poema eroico. Oltre agli attributi, alle vesti o alla nudita (che,
per metafora, indica la possibilita della rappresentazione), sono
sottolineate le espressioni, gli 'affetti' dei volti, corrispondenti a
quelli provocati dai diversi generi nel pubblico, e ai quali gli Alterati, influenzati dalla contemporaneasperimentazione musicale, risultano particolarmenteattenti.7
L'analisi di ciascuno dei generi personificati era o sarebbe sta6 (B. DE' Rossi), Descrizionedell'apparatoe degl'intermedi.Fattiper la commediarappresentatain Firenze.Nelle nozze de' SerenissimiDon FerdinandoMedici, e MadamaCristina di Lorena, Gran Duchi di Toscana, In Firenze, Per Anton Padovani, M.D.LXXXIX,
pp. 10-14.
7 Cfr. il contributo di PALISCA, loc. cit. (vedi nota 1).
174
PER L'UNITADELLEARTI
ad esempio,l'ammirata oggettodi lunghesessioniaccademiche:
zionedegliAlteratiperil PastorFidodi GiovanBattistaGuarinie
da unaletteradel 1586di LionardoSalviatiall'autotestimoniata
re8 e sappiamo
propriodal Guariniil grancontoin cui lo Strozzi
teneva il suo poema pastorale.9Quel che appare piiuimportante e
l'ordine dell'invenzione "che meglio non si puo", in modo tale
che alla CommediaNuova e posta davanti la Vecchia, all'Ammaestramento il Poema Eroico, entrambi con sembianze maschili e
"gravi", ma forse anche per riaffermare il valore didascalico di
questi generi; alla Confidenzail Poema Pastorale,una personificazione femminile; al Riso il Poema Satirico, al Dio Imeneo il Poema
Lirico, nel quale e evidentemente compreso l'epitalamio, in base a
un'ulteriore serie di corrispondenze non meno importante che il
de' Rossi non rende esplicita. La necessit"adella esatta collocazione della statue, affinche fosse realizzato il duplice ordine di raffronti, trova riscontro nel Memoriale di Girolamo Seriacopi, responsabile organizzativo della messa in scena, laddove si annota,
in data 31 agosto 1588, che Bernardo Buontalenti: "... ordina et
ha ordinato a maestro Dionigi legnaiuolo che sia presente et si ritrovi di continuo al mettere in opera tutte le figure che vanno nel
salone con tutti i loro ferramenti, accio tutte le si accomodino con
buono ordine et fidate et sicure".10
L'intento di conferire a un genere sussidiario, per sua natura e
funzione, come quello delle 'descrizioni', uno statuto di piiuelevata letterariet'a"e reso evidente, nel testo di Bastiano de' Rossi,
8
Cfr. Lettereediteed ineditedel Cav.LIONARDOSALVIATI, Padova, 1875, pp. 90-93.
9 Cfr. le Lettere del Signor Cavaliere BATTISTAGUARINInobile ferrarese [...], In Ve-
netia, Presso Gio. Battista Ciotti, 1615, p. 168.
10 Cfr. l'edizione a cura di A. TESTAVERDE MATTEINI,L'officina delle nuvole. II
Teatro mediceo nel 1589 e gli Intermedidel Buontalenti nel Memorialedi Girolamo Seriacopi", Musica e teatro. Quadernidegli amici della Scala, VII, 1991, 11/12, p. 176 (cfr.
anche pp. 83-87). Per il criterio dell' 'ordine' e le diverse figure professionali chiamate
in gioco per la sua applicazione, sono fondamentali le osservazioni di S. SETTIS: "Una
sequenza di immagini dev'essere... 'ordinata', cioe concepita in un certo ordine da una
mente sola, e poi, sia pure, eseguita - ma in quell'ordine - da molti. [...] 'Ordinare' e
dunque concepire ('inventione'), ma specialmente dare direttive ai pittori, e naturalmente seguirne in una certa misurail lavoro, per garantirnela conformit"aall'ordine prestabilito", in "Artisti e committenti fra Quattro e Cinquecento", in Storiad'Italia, Annali, a
cura di C. VIVANTI,4, Torino, 1981, pp. 701-761 (705-706).
11 Sul
tema, cfr. M. Rossi, "II 'Magno Palazzo' del Mattioli: alcune considerazioni
sul poemetto ecfrastico e celebrativo nel Cinquecento", in II Castellodel Buonconsiglio.
175
MASSIMILIANO
ROSSI
tramiteil riferimentoai problemicentralisollevatidallecontemporaneedisputesui generie le poetiche,inseritoa propositodegli
spettacoliallestiti.II difficilerapportodi coerenzastrutturale
tra
gli intermedidellacommedia
eragia statocommentato
proprioda
Bastiano,nellaDescrizione
delmagnificentiss.
apparato
e de'maravigliosiintermedi
fatti per la commedia
rappresentata
in Firenzenelle
felicissime
Nozzedegl'Illustrissimi,
ed Eccellentissimi
Signoriil Signor
donCesare
d'Estee la Signora
DonnaVirginia
Medici."2
Divisotrale
ragionidel dilettoe l'adesionealle normedi unapoeticatendenzialmentearistotelica,
Giovannide' Bardi,autoredel testoe della
commedia,all'epocaancoraAccademico
Alterato,avevafinitoper
riconoscereun filo tematicosolamentenell'encomiocortigiano
ineludibile:
Mapassiamoad altroe diciamoqualfu l'animodel Poeta,quando,
da principio,gli convennecercarla favolaper la rappresentazion
de'
dettiintermedi,che fu questo,di ritrovarla
conun sol filo, e posciafar
nascerdaquellatuttee sei le rappresentazion
chegli abbisognavano.
Ma
fu giudicatoopportunoalla 'ntenzione,che s'avevaprincipalmente
nel
presentespettacolo,che innanziad ogni altracosas'attendesse
allavarieta:di maniera,
chegli fu necessario,
percotalriguardo
perderne.l'unie
il
per
conseguente
che
pregio,
essa
per
puo
E veggenguadagnarsi.
ta,
do cheil suocomponimento
esserconvenivadi molticapi,si disposeper
ogniguisadi volermetterenellavarietae disunionela sopraddetta
unita, ed egli[e]venutofattoperciocche
tuttele grazie,chein essiintermedi finge, che vengafatte a' mortali,tutte appariscono
per cagionedi
questofelicissimo
maritaggio.13
E singolare
che Bastianode' Rossi,lo sottolineoa suotempoJohn
abbiarecuperato
Shearman,
in questoresocontoI'aneddotoceleberrimo,narratoda TorquatoTassonell'Apologia,
secondoil quale Bernardo
avrebberinunciatoa comporre
un poemaeroicoregolato, in favoredi un 'romanzo'comel'Amadigi,
proprioa causa
dell'insuccesso
riscontratodavantial pubblicodei cortigiani,che
Percorsonel Magno Palazzo, a cura di E. CASTELNUOVO,
I, Trento, 1995, pp. 233-245.
Sul genere dele 'descrizioni' sono importanti le osservazioni di C. MOLINARI,
"Delle
nozze medicee e dei loro cronisti", Quadernidi teatro, II, 1980, fasc. 7, pp. 23-31, ristampato nel volume miscellaneo a cura di F. CRUCIANI-D.SERAGNOLI,
II teatro italiano
nel Rinascimento,Bologna, 1987, pp. 263-27 1.
12 In Firenze, Appresso Giorgio Marescotti, l'Anno MDLXXXV.
13 Ibid., p. 6.
176
PER L'UNITADELLEARTI
avevanoabbandonato
la saladoveil poetastavaleggendoun abbozzo dell'opera.'4
Nel 1589 l'invenzionedei famosiintermediper la commedia
La Pellegrina
di GirolamoBargagli
vieneaffidata,com'enoto,ancoraa Giovannide' Bardi.IIprincipiodella'varieta'none piuregistratoda Bastianode' Rossi,ormaicompagnod'Accademia
in
macomeun
Cruscadel Contedi Vernio,comeun malenecessario
e realizzato
consapevole
principiodi poeticadrammaturgica:
a raccontar
Mavegniamo
oramai
dellemeraviglie
ne'
degl'Intermedi,
qualiil facitord'essi, a tutto suo poters'e sforzato,che l'operazioni,che
si deon far nella favola, tutte venganfatte per lor natura;per esempio,
che se nello 'ntermediosi ballerao si cantera,la favolalo richiegga,e
che '1poeta abbiafacultadi variesortedi madrigali,e i musicisopraesSi, con vari strumenti,musichedi consertarevarnee di varntuoni, al trovato appropriatedello 'ntermedio.Egli s'e oltr'a cio impegnatodi far
I'Architettoabbondantissimo
d'invenzione,acciocheesso, con quantita
di macchinesaglientie discendentidal Cielo, passantiper I'ariae uscenti di sotto '1 palco, e con ispessi mutamentidi scena, possa mostrareil
vivo suo ingegno,e in un temporecareal popoloe meravigliae diletto.
E percio fare non gli parvea propositouna favolad'un sol filo, giudicandoche gli uditor non farannopoco, se a quelladella commediastarannoattenti. Oltreche,pigliandouna sola favola,era sforzatoa mostrare e a seguircontinuamentequel filo, nel qualesempredel buono e del
cattivo par che si truovi:legavale mani all'arteficee agli scienziatinon
gli parevamostrarealcunacosa di nuovo.15
Il tono polemico e leggermente sprezzante del segretario dell'Accademia della Crusca (il piiutendenzioso e aggressivonel sostenere
14
T. TASSO,Apologia in difesa della 'GerusalemmeLiberata',in Prose, a cura di E.
con una premessa di F. FLORA, Milano-Napoli, 1959, pp. 411-485 (416-417);
cfr. inoltre J. SHEARMAN, Il Manierismo,trad. it. con aggiunte inedite a cura di M. COLLARETA, Firenze, 1983, pp. 9-10 (I ed. Harmondsworth, 1967), p. 108.
15 DE' Rossi, op. cit. (vedi nota 6), p. 17. La bibliografia, vastissima, sugli intermedi dell'89 e stata recentemente riepilogata da S. LA VIA, "Concentus Iovis adversus Saturni Voces. Magia, Musica astrale e Umanesimo nel IV Intermedio fiorentino del
1589", I Tatti Studies, 5, 1993, pp. 111-156 (p. 112, nota 2); da parte mia aggiungo le
osservazioni di R. STRONG, Arte e potere. Le feste del Rinascimento1450-1650, Milano,
1987 (I ed. Suffolk, 1984), pp. 215-231 e rinvio, ancora una volta, allo studio di C. MoLINARI, Le nozze degli dMi.Un saggio sul grandespettacolo italiano nel Seicento, Roma,
1968, pp. 14-34 e 50 e sgg., in cui e affrontato il problema dell'unita/varietanell'invenzione degli intermedi.
MAZZALI,
177
12
MASSIMILIANO ROSSI
la presunta ostilita di Bernardo e Torquato Tasso nei confronti di
Firenze e dei fiorentini),"6e 1'accenno,critico, alla "favola d'un sol
filo", rimandano alle analogie che aveva utilizzato Lionardo Salviati, nella Difesa dell'OrlandoFurioso dell'Ariosto, dell'85. Se il
Furioso era stato criticato da Camillo Pellegrino in quanto poema
di piiufila, Salviati parodiava ora la censura, assimilando il poema
dell'Ariosto a una "tela larga e magnifica, e ripiena di molte fila"
e la GerusalemmeLiberataa "un nastro, o come si chiama a Napoli, una zagherella".17
II riferimento alle contemporanee dispute letterarie irrompeva
percio in una sede solo apparentementeincongrua e non rimaneva
episodico. De' Rossi non ci dice, a differenza di Simone Cavallino, al quale si deve una Raccolta piiusommariadelle feste, che nel
Prologo della Pellegnina:"Usci un giovane intermedio nomato, et
incontrando una maschera, si scoprl per donna chiamata comedia,
e depoi haver trascorso un pezzo si congiunsero insieme per marito et moglie"."8Sarebbe interessante sapere che cosa si dissero
l'Intermedioe la Commedia,prima di convolare a quelle nozze poetiche (allusione evidente al matrimonio realmente celebrato e al
doppio sposalizio che conclude La Pellegrina),benche l'intento encomiastico nascondesse probabilmente il tentativo di mettere in
scena una felice conciliazione tra le diverse e talvolta incongrue
componenti del teatro contemporaneo.
L'importanza dell' 'ordine', in quanto criterio strutturante
un'invenzione figurativa, era gi'a stata rilevata dallo Strozzi, nel16 Per la famosa querelle, cfr. almeno C. MARCONCINI,
L'Accademia della Crusca
dalle originialla prima edizione del vocabolario(1612), Pisa, 1910, pp. 133-185 (sul ruolo
del de' Rossi, pp. 146-147, nota 3 e pp. 175-178); B. WEINBERG, A History of Literary
Criticismin the Italian Renaissance, Chicago, 1961, II, pp. 954-1073; P. M. BROWN,
"The Historical Significance of the Polemics over Tasso's 'Gerusalemme Liberata"',
Studi Secenteschi,XI, 1970, pp. 3-23. Altri titoli verranno citati in seguito.
17 (L. SALVIATI),
Degli Accademicidella Cruscadifesa dell'OrlandoFuriosodell'Ariosto. Contra 'l Dialogo dell'epicapoesia di CammilloPellegrino.Stacciataprima, In Firenze,
Per Domenico Manzani stampatordella Crusca. In fine: Nella Stamperiadi Giorgio MaAutunrescotti, 1584 (stile fiorentino), c. 3r e sgg. Per queste metafore, cfr. C. OSSOLA,
no del Rinascimento. "Ideadel Tempio" dell'artenell'ultimo Cinquecento,Firenze, 1971,
pp. 90-94. Per il Carrafadel Pellegrino, vedi sotto la nota 36.
18 Raccolta di Tutte le SolennissimeFeste nel Sposalitio della SerenissimaGran Duchessadi Toscana.Fatte in Fiorenzail Mese di Maggio1589. Con brevitdRaccolte da SIMoNE CAVALLINO DA VITERBO..., Roma, Appresso Paolo Blado Stampatore Camerale, 1589,
pp. 3-4.
178
PER L'UNITADELLEARTI
in qualitadi autoredeltestodelleEssequie
delSerenissimo
don
Francesco
II.19Lavolontadi presentaMediciGranDucadi Toscana
re un'operache si distaccasse
dagliusualiresocontidellecelebrazioniprincipesche,
anchein virtiudi unaricercata
dignit'a
stilistica,
sarebbestatacoltada LionardoSalviati,chein unaletterada Fer-
l'87,
raradel 31 gennaio 1588 esclamava:
E la Descrizionedella Chiesa di S. Lorenzospezialmenteho per
istupenda;nella quale V. S. non solamenteintendentissimodell'opera
del descrivere,ma si scuopremaestrod'Architettura".(...) "Percheed il
soggettoparticolare,che e la pompadi si granPrincipe,e l'inauditama-
e la personadi chi la scrive,
gnificenza,ond'ellavennerappresentata,
non dovevanogia ristrignersi
allecomunaliformedell'altrescritturedi
questogenere,dellequaliho vedutemolteche mi paionopiuttostoinventari.20
Nel testo, alladescrizionepuntualedell'internodel complessodi
SanLorenzo,dovesonoricordatele operedi Brunelleschi,
Donatelloe Michelangelo,21
fa seguitol'analisidettagliata
dell'apparato
funebre:
Fieracosaeraa vedere,comes'entravanel Tempio,avantia ciascuna colonnaunamorte,et altasl che insiemecon quelche la sosteneva
mendi dodicibraccianonera;duesl fattemettevano
in mezzola porta
maggiore:
e tutte non solamentespaventavano
con l'aspetto,ma con
quelchenellabasemostravano
scritto.22
In modoparticolare,
lo Strozzitiene a sottolineare
le corrispondenzeinterneall'allestimento:
19
In Fiorenza, ne le Case de' Sermantelli, ne l'Anno, 1587.
SALVIATI,
op. cit. (vedi nota 8), pp. 108-109, riprodotta anche in SALVINI, Op.
cit. (vedi nota 2), pp. 253-254 e citata da T. FRANGENBERG,
Der Betrachter.Studienzur
florentinischenKunstliteraturdes 16. Jahrhunderts,Berlin, 1990 (FrankfurterForschungen
zur Kunst, Bd. 16), pp. 176-178.
21 STROZZI, op. cit. (vedi nota 19), pp. 34-37.
22 L'interno della basilica (Fig. 2) e raffigurato, anche se sommariamente(non si riconoscono le tele commemorative), in una delle due illustrazioni contenute nell'altro
opuscolo composto per l'occasione: (G. V. SODERINI),BreveDescrizioneDella Pompa Funerale Fatta nelle Essequiedel SerenissimoD. FrancescoMedici II Gran Duca Di Toscana.
Nella Inclita Cittd di Fiorenza, il di 15 di Dicembre MDLXXXVII, In Fiorenza, Nella
Stamperia di Filippo Giunti, e Fratelli, 1587 (p. 9); cfr. la Scheda 2. 28b, a cura di I.
CISERI,in San Lorenzo, i documenti e i tesori nascosti, catalogo della mostra, Venezia,
1993, pp. 81-82.
20
179
MASSIMILIANO
ROSSI
Era soprala portadel mezzo non a caso la Nativita del Gran Duca,
percheoltre a l'esserela nascitail principioa ogn'unodel poteroperare,
postaquivivenivadirimpettoal feretroe l'immagine,e cosi mostrandoci
l'una il suo venirein vita e l'altrail suo giugnerea morte,oltre al muoverci a compassionedi lui ammaestravanoi della vicinanzache e dalla
vita allamorte.13
Descrivendo l'ultima delle tele commemorative appese "quattro di
qua e quattro di la sopra il paramento delle navi", lo Strozzi si
chiedeva:
Non so se a caso venne fatto o con elezioneche questapitturache
dimostravai Re venuti innanzi a lui, fusse oppostaa quellache rapresentavalui davantia un altroRe; l'una essendola prima,l'altral'ultima
di questeritratteazzioni,davanoa chi riguardasenzanegligenzale cose,
da considerarquestadiversita.24
La corrispondenzadei soggetti ha dunque una valenza fortemente
retorica: orienta la lettura, muove alla compassione e, nello stesso
tempo, induce al contemptusmundi.25 Non a caso anche nell'apparato della facciata risaltavano, ai lati delle tre porte, quattro personificazioni della Morte "in oscuri panni ravvolte" (collocate, all'interno di nicchie, su quattro pilastri che recavano un motto ciascuno), per l'invenzione delle quali si era osservato il criterio della
'varieta' figurativa: "Non havevano gia queste morti aspetti medesimi o atti uniformi, anzi giudiziosamente in ciascuna variando
si poteva in ciascuna conoscere la cagione della varieta, che non
solo era il volere mostrare invenzione, ma che gl'aspetti, gl'atti, e
i motti si corrispondessero".26
23 STROZZI,op. cit. (vedi nota 19), p. 45. Si trattava di una tela a chiaroscuro di
Giovanni Balducci; per gli autori dei dipinti, cfr. L. BERTI,II principe dello Studiolo.
FrancescoI dei Medici e la fine del Rinascimentofiorentino, Firenze, 1967, pp. 196-198.
24 Ibid., p. 50. Il riferimento e alle due tele raffiguranti rispettivamente Francesco
ricevuto da Filippo di Spagnaa Genova di Stefano Pieri e Francescoche riceve i principi
orientalidi Alessandro Fei.
25 L'effetto emotivo che gli apparati avrebbero dovuto avere sugli astanti e pii'uvolop. cit.
te sottolineato dalo Strozzi ed e un aspetto del testo rilevato da FRANGENBERG,
(vedi nota 20), p. 178.
26 STROZZI,op. cit. (vedi nota 19), p. 31. Al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi si conserva uno studio di Bernardino Poccetti per l'addobbo della facciata, cfr. la
Scheda 2.28a, a cura di I. CISERI,op. cit., (vedi nota 22), pp. 81-82.
180
PER L'UNITA DELLE ARTI
tematicae formale,chequaProvadi un'invenzione
superiore,
lificail 'trovatore'di apparatiquantol'artista,abilee fedeleesestrutcutore,la "varieta"delleMortie regolatada unaconcinnitas
turaleconcepitaanchein funzionedel discorsoscritto,del comall'interno
della
mentoperpetuodei mottilatini,che si susseguono
de' Medici,Accabasilica,trattidalcanonicodel duomoBernardo
demicoFiorentino,
dalleScritturee da Seneca:
Comesi dissei mottidellafacciatae questie gl'altritutti, affinche
e conl'autoritache e' portae' potesserocon quelche e' contenevano,
non a volontasi formarono
o si tolsero
vanopersuader
maggiormente,
da quei che scrisseroe lumedi fede non hebbero,ma da gli scrittori
eletti da Dio a illuminare
il mondo,non ne rifiutandoperOalcunidi
di virtiumorale,
quelgravissimo
autore,il qualedandonealtidocumenti
di Moraleha meritatoil nome,e dahuominigrandie statogiudicatoavdellacristiana
virtu.27
vicinarsiallaperfezione
II toposfigurativodellavarietaspotenziadunquea fine '500 la sua
origineretorica,allorchei teoricidel poemaeroico,comelo Strozproblezi, lo impiegano,
ormaicaricatodi tuttala contemporanea
maticaletteraria,qualecriteriodi giudiziodi operenonsololetterarie.28
Vedremoanchein seguitocomel'ambitofiorentinotestidegliscambitraquesti
moni,conparticolare
lucidita,la frequenza
e la lororeciproca
dueramidellatrattatistica
valenzanormativa
e
operativa.
del
Nel 1608,in occasionedellecelebrazioni
peril matrimonio
d'AuprincipeCosimo,futurogranduca,con MariaMaddalena
stria,allo Strozziviene affidatal'invenzionedel quintointermeII Giudiziodi Paridedi Michelangelo
dio perla commedia
Buonar27
28
Ibid., pp. 38-39.
Per le varie accezioni del termine negli scritti teorici di Alberti, cfr. M. GoSEBRUCH, "Varieta bei Leon Battista Alberti und der wissenschaftliche Renaissancebegriff", Zeitschriftfir Kunstgeschichte,20, 1957, pp. 229-238; per quelle riscontrabili nei
trattati d'arte e di poetica a fine Cinquecento, cfr. OSSOLA, op. cit. (vedi nota 17), p.
130-138 e SHEARMAN, op. cit. (vedi nota 14), pp. 108-116. Sullo slittamento semantico,
nella trattatistica cinque-secentesca, dell' 'invenzione' che coincide sempre meno con ii
bel soggetto letterario e finisce per identificarsi con la 'disposizione' e l'espressione, cfr.
P. BAROCCHI,"Schizzo di una storia della critica cinquecentesca sulla Sistina", Atti e
Memoriedell'AccademiaToscanadi Scienze e LettereLa Colombaria,n. s. XVII, XXVI,
1956, pp. 177-212 (179); OSSOLA,op. cit. (vedinota 17), pp. 51-52 e pp. 167-236; SETTIS, loc. cit. (vedi nota 10), pp. 736-737.
181
MASSIMILIANO
ROSSI
roti il Giovane. Per l'occasione l'autore immagina 1'Arivo della
nave di Amerigo Vespuccinel mare della Tranquillitd.Si tratta dunque della teatralizzazione della 'favola' dell'America, il poema di
cui in quegli stessi anni Giovan Battista da pubblica lettura nelle
sessioni dell'Accademia degli Alterati: l'impiego di un tema eroico
nell'ambito di un intermezzo celebrativo si risolve dunque in una
messa in scena promozionale.29Secondo un'ipotesi di Claude Palisca, lo Strozzi avrebbe preparatoproprio per questa occasione uno
scritto teorico nel quale si tenta una codificazione e si propone un
soggetto corrispondente ai requisiti di "grandezza", "maraviglia",
"chiarezza", "diletto", "connessione", "convenienza" con la
commedia e "riguardo" per l'occasione in cui l'intermedio si rappresenta. L'origine del genere e motivata secondo criteri aristotelici: "Gli Intermedii, s'io non m'inganno, furono gia ritrovati per
ricreatione e diletto degli spettatori, per commodita degli histrioni, e per salvare il verisimile del tempo dell'attione in quella maniera che a piu commoda occasione si dira".
In base al criterio della "grandezza", si impone la messa in
scena di "cose heroiche e divine degne di rappresentarsia Principi, e non di picciol momento da comedie private. Et e bene osservare che di mano in mano ogni Intermedio vadia crescendo, o almeno che l'ultimo sia maggiore e piu bello che gli altri". Ma anche la "maraviglia" e soprattutto la "connessione" ripropongono
la contaminazione con la poetica 'eroica' dello Strozzi: "Se un Intermedio non depende o in qualche cosa non conviene con l'altro,
manca d'ordine e d'unita, e senza quello e questa non puo esser
bellezza. Ma sfuggasi il fastidio con la varieta e con '1 far ciaschedun Intermedio differente dall'altro".30
La favola di Giasone e degli Argonauti,che lo Strozzi presenta
come soggetto esemplare, non sara realizzata per uno degli intermedi della commedia, ma per una battaglia navale, allestita in Arno, su invenzione di Francesco Cini, nella stessa occasione. Ciono29 Del quale e rimasto solo il I Canto, rintracciato e pubblicato da F. FIDO, icC. cit.
(vedi nota 2); cfr. anche BARBI,op. cit. (vedi nota 2), pp. 55-56.
30 Il testo e pubblicato col titolo Prescrizioniper Intermedie commentato in C. V.
PALISCA,The Florentine Camerata.DocumentaryStudies and Translations,New HavenLondon, 1989, pp. 208-224 (222); cfr. inoltre le recenti osservazioni di LA VIA, loc. cit.
(vedi nota 15), pp. 116-118. La minuta si trova presso la Biblioteca Nazionale Centrale
di Firenze (da ora in poi BNF), Fondo Ginori-Conti, filza 27, inserto V-1.
182
PER L'UNITADELLEARTI
nostantelo Strozzi,purpresentando
un temadiversoe piiufunzionale allepropriestrategieeditoriali,rimarrafedeleai propripredi CamilloRinuccini,
cetti:secondola descrizione
la navedi AmerigoVespuccigiungevaal maredellaTranquillit'a,
mentrequesta
personificazione
emergevadalleacquesoprauno scoglio;in quel
momento,in cielo, l'Immortalita,
Apollo,la Fama,la Gloria,le
cui
Musee unaschieradi poeti,tra Omero,Virgilio,Dantee Petrarca,iniziavanoa cantarele gloriedell'esploratore
fiorentino.3
Il codiceencomiastico,
che coinvolgegli uominiillustrifiorentini,
Vespucci,Dante e Petrarca,accomunadunquegeneripoeticie
praticheteatrali,rigenerandosi
con un effetto amplificato
per il
ed elogiatol'encoqualechi loda vedraa sua volta riconosciuto
mio. Lo Strozzisi servedi un'occasione
celebrativa
per alludere,
di frontea un pubblicodi virtuosie intendenti,al suo opusmagnum,il poemaeroicoda cui si aspettala massimaglorialetteraria.32Nel 1608 il contestocelebrativo(si ricordila "grandezza"
convenienteai principi)si offredunquecomeoccasioneprivilegiadi piiuimpegnative
ta perI'anticipazione
impreseletterarie.
Ma il giocotra invenzioniletterariee figurativenon sarebbe
finitoqui,poiche,nel frattempo,CesareRipaattingevalargamente, peril suoprontuario
iconologico,rivoltoai poeticomeagliartisti, alla Descrizione
dell'89di Bastianode' Rossi, dallaquale
traeva,con variazioniminime,le allegoriedel PoemaLirico,Eroie Satirico,mottilatinicompresi.33
co, Pastorale
Sar'acosi che, tra31 (C. RINUCCINI),
Descrizionedellefeste fatte nelle reali nozze de' SerenissimiPrincipi
di Toscana.D. Cosimo de' Medici, e MariaMaddalenaArciduchessad'Austria,In Firenze,
Appresso i Giunti, 1608, pp. 40-41.
32 Su una iniziale prova 'eroica' dello Strozzi, la traduzione in ottave di un poema
'mediceo' in latino di Pietro Angeli da Barga, cfr. BARBI,op. cit. (vedi nota 2), p. 41 e
H. Th. van VEEN, "Art and Propagandain Late Renaissance and Baroque Florence: the
Defeat of Radagasius,King of the Goths", The Journalof the Warburgand CourtauldInstitutes, XLVII, 1984, pp. 106-118 (113 e sgg.), poi ripubblicato in italiano in H. Th.
VANVEEN, Letteraturaartisticae arte di corte nella Firenzegranducale.Studi vari, Firenze,
1986, pp. 89-120.
33 Cfr. C. RIPA, Iconologiaovero descrittionedi diverseimaginicavatedall'antichitd,e
di propriainventione.With an introduction by E. MANDOWSKY,Hildesheim-Ziirich-New
York, 1984 (rist. anastatica dell'ed. Roma, Lepido Faeii, 1603), p. 18 ("Ammaestramento"); p. 72 ("Comedia"); p. 82 ("Confidenza"); p. 408 ("Poema lirico", "Poema eroico", "Poema pastorale", "Poema satirico"); p. 437 ("Riso"). Per le altre allegorie tratte
dal testo del De' Rossi, cfr. E. MANDOWSKY,Ricercheintornoall'Iconologiadi CesareRipa, Firenze, 1939 (Estratto dal vol. XLI, dispense 1-2, 3, 5-6, 7-8 della Bibliofilia), pp.
52-54, nota 53.
183
MASSIMILIANO ROSSI
mite l'edizione francese illustrata dell'Iconologia del 1644, le invenzioni dello Strozzi torneranno a materializzarsinei giardini di
Versailles. In seguito alla commissione voluta da Colbert nel 1674,
Charles Le Brun progetter'ainfatti un parterred'Eau, decorato con
24 statue di marmo, raffigurantii quattro elementi, le quattro stagioni, le quattro parti del giorno, le quattro complessioni dell'uomo, le quattro parti del mondo e, appunto, i quattro poemi, specchio della concatenazione tra le diverse membradella gran macchina dell'universo. II progetto cosi formulato verra poi abbandonato, ma le statue, nel frattempo realizzate, sarannoposte, nel 1683,
lungo un lato del ParterreNord. II Poema Eroico (di Jean Drouilly),
Satirico(Philippe Buyster), Pastorale(Gerard Herard, terminata da
Pierre Granier) e Lirico (Baptiste Tuby) non perderanno, en plein
air, il valore didascalico che esibivano quando si affacciavano, di
creta dipinta, al lume delle torce, sulla cavea del teatro mediceo,
solo che 1' "abito vario... attillato e stretto, a manifestare, che sotto una sola, piu cose vi si contengono" diventera un gran panneggio all'antica che scopre il seno di una poetessa ormai lontana dalle dispute fiorentine vecchie di cent'anni34(Figg. 4-7).
II
Come ha sottolineato Bernard Weinberg, ben prima della pubblicazione del Carrafa,0 Vero Della Epica Poesia, il dialogo di Camillo Pellegrino che provochera la reazione della Crusca, gli Alterati, fin dal luglio dell'82, dedicano un semestre delle loro sedute
alle questioni relative alla poesia epica.35Nell'84 il Pellegrino pubblica, guarda caso a Firenze presso Sermantelli, il Dialogo in cui
sostiene la superioritadella Liberatasul Furioso, con una lettera di
dedica di Scipione Ammirato, il letterato napoletano anche lui Ac-
34 Cfr. S. HOOG,
Fiches 10-14, in Les Jardinsde Versailleset de Trianond'AndreLe
Notre a RichardMique, catalogo della mostra, Musee national des chateaux de Versailles
et de Trianon, Paris, 1992, pp. 60-63; ma sul rapporto tra libretti teatrali e decorazione
dei giardini e importante H. HIMELFARB, "Source meconnue ou analogie culturelle? Des
livrets d'operas lullystes au decor sculpte des jardins des Versailles", Gazette des BeauxArts, CXX, Novembre 1992, pp. 179-194.
35 In WEINBERG, loc. cit. (vedi nota 1), pp. 184-185. Il Diario degli Alterati e conservato presso la Biblioteca Laurenzianadi Firenze (Ashburnhamiano558).
184
PER L'UNITADELLEARTI
A questopunto,Giovannide' Bardi("il PucademicoAlterato.36
un discorsoin
ro"),chenel febbraiodell'83avevagiapronunciato
lode dell'Ariosto,37non solo sollecita a FerraraFrancesco Patrizi a
scrivere un Parerein difesa del Furioso38ma, nell'85, tiene ancora
una lezione proprio contro il Pellegrino.39Le posizioni del Bardi
sono pero destinate a rimanere isolate all'interno dell'Accademia
ed e forse per questo che il Conte di Vernio passa fin dal marzo
dell'86 tra i ranghi della Crusca.40E a questo punto che l'Accademia degli Alterati prende una posizione precisa, allineandosi con i
letterati filotassiani piuttosto che contro l'Ariosto, in contrapposidei Cruscanti.
zione alla rissositNa
In una lettera datata 15 Marzo 1585 (in stile fiorentino, dunque dell'86) e pubblicata a Venezia solo nel '92,.in appendice a
una nuova edizione del Canzonieredi Petrarca, e quindi sfuggita,
per la collocazione anomala, agli storici della querelle, Giovan Battista Strozzi descriveva a Tommaso Costo, curatore nell'82 di una
il sodalizio degli Alpregevole edizione napoletana della Liberata,41
terati nei termini seguenti:
Io son di questaAccademia,la qualese bene ha piiuanni,che sempre
s'e in eserciziAccademiciimpiegata,non ha nondimentostampatomai
36 Ripubblicato da WEINBERG, fra i Trattatidi poetica e retoricadel Cinquecento,Bari, III, 1972, pp. 309-344; cfr. anche WEINBERG, op. cit. (vedi nota 16), II, p. 991 e sgg.
Sulla figura di Scipione Ammirato in relazione all'ambito granducale,cfr. il classico studio di E. COCHRANE, Florencein the ForgottenCenturies1527-1800. A History of Florence
and the Florentinesin the Age of the GrandDukes, Chicago-London, 1973, pp. 95-161.
37 WEINBERG, op. cit. (vedi nota 16), II, pp. 985-987; P. M. BROWN, "In Defence
of Ariosto. Giovanni de' Bardi and Lionardo Salviati", Studi Secenteschi,XII, 1971, pp.
3-27; D. JAVITCH, Proclaiminga Classic. The Canonizationof OrlandoFurioso, Princeton,
N.J., 1991, p. 82. La Lezione in difesadell'Ariostofu stampata, con un'errataatribuzione
a Scipione Ammirato, da D. MORENI, in appendice a un'altra opera del BARDI,Della
Imp. Villa Adrianae di altre sontuosissimegid adiacentialla Cittddi Tivoli. Descrizionedi
GIOVANNI DE' CONTI BARDI antico Accademico della Crusca, Firenze, Nella Stamperia
Magheri, 1825, p. 39 e sgg. Sul testo, cfr. anche gli articoli di PALISCA e LA VIA, citati
oltre alla nota 128.
38 Cfr. ancora WEINBERG, cit. (vedi nota 16), II, pp. 997-1000 e C. VASOLI,
op.
"Francesco Patrizi e il dibattito sul poema epico", in Ritterepikder Renaissance,a cura
di K. W. HEMPFER, Stuttgart, 1989, pp. 315-332.
39 Cfr. WEINBERG, loc. cit. (vedi nota 1), p. 189.
40 Dove diviene, non a caso, 1"'Incruscato": cfr. Catalogo degli Accademici della
Firenze, 1983, p. 13.
Cruscadallafondazione, a cura di S. PARODI,
41 Sul personaggio cfr. soprattutto A. QUONDAM, La parola nel labirinto, Bari,
1975, pp. 627-646.
185
MASSIMILIANO ROSSI
cosa alcuna,o pochissimeper diversi accidenti,com'e stato il morireo
I'andarein lontanipaesispessospessoqualcheAccademico,e quasisempre de' piiuvalorosi;e oltre 'a quei, che son seminatiper diverseparti
d'Italia, la Francia,la Spagna,I'Alemagna,e l'Indie infino hanno appressodi se qualcheAccademicoAlterato.Con tutto cio il maggiornumeroe qui, altroa me non conviendire, e questoho io detto acciocche
V.S. non creda,come il S. TorquatoTasso e altri mostranodi credere,
che I'AccademiadellaCruscasia tutta Firenze.Noi siamotra presentie
lontanida quarantain su, e non c'entramai nessuno,che non vincaper
tutti i voti, tutti son nobili, e tutti (sonostato per dire)intendenti:ma a
me per conto mio particolaree per altrosi disdirebbeil dirlo.42
Si rivelano allora contributi importanti anche per il contemporaneo dibattito figurativo alcune delle Orazioni dello Strozzi che,
pubblicate postume nel 1635, vennero recitate per lo piiunegli anni '90 del Cinquecento in diversi ambiti accademici.43
Nel 1588 lo Strozzi legge nell'Accademia Fiorentina un Discorso sul tema Se sia bene a Poeti il servirsidelle Favole degli Antichi,4
contributo a una piiu generale discussione alla quale, su posizioni
non troppo dissimili, partecipa anche il Tasso con il dialogo II Cataneo overo de gli idoli.45La critica letteraria forte della tradizione
42 I PetrarcanuovamenteRidotto alla vera Lettione... Di nuovo vi e aggiontoun Discorso del Sig. TOMASO
Per lo quale si mostraa che fine l'Auttoreindrizzassele sue
COSTO;
Rime, e che i suoi Trionfi sieno poema Eroico, In Venetia, Appresso Barezzo Barezzi,
1592, pp. 52-53. II Tasso soggiorneraa Firenze nell'89, ma solo per pochi mesi, attratto
dalla possibilita di dedicare a Ferdinando I la Conquistata,in seguito al matrimonio del
granducacon Cristina di Lorena. In quell'occasione il poeta verra accolto calorosamente
dagli Alterati, tanto e vero che Antonio Querenghi in una lettera da Roma, del 23 maggio 1592, informeralo Strozzi che "[il Tasso] parla di V.S. con segni di grande osservanza" (BNF, Magl. VIII, 1399, c. 63v). Sulle vicende fiorentine del Tasso, cfr. A. SOLERTI, Vita di TorquatoTasso, Torino-Roma, 1895, I, pp. 632-663 (soprattutto 652 e sgg.)
e, di chi scrive, "Fortuna figurativa dell'epica tassiana a Firenze e Venezia fra Cinque e
Seicento: motivazioni encomiastiche, criteri di illustrazione e un intervento di Bernardo
Castello recuperato", in TorquatoTasso quattrosecoli dopo, a cura di D. DELLATERZA,
in corso di stampa.
43 Orazioni et altre prose del Signor GIOVAMBATTISTA DI LORENZO
STROZZI.
AlI'Em.mo e Rev.mo Sig. Card. Barberino,In Roma, Nella Stampa di Lodovico Grignani,
1635. Non e un caso che l'edizione abbia avuto il patrocinio dei Barberini, data l'amicizia che aveva legato Urbano VIII allo Strozzi (cfr. BARBI,op. cit. [vedi nota 2], p. 61).
44 STROZZI,op. cit. (vedi nota 43), pp. 126-138; cfr. anche WEINBERG,
op. cit. (vedi
nota 16), I, p. 330.
45 Un'analisi del testo e in M. Rossi, La poesia scolpita. Danese Cataneonella Venezia del Cinquecento,Lucca, 1995, pp. 99-100.
186
PER L'UNITADELLEARTI
umanistica si mostra libera dai vincoli ai quali e soggetta la trattatistica figurativa e si concede un apprezzamentodel Giudizio michelangiolesco, giocato in chiave dantesca (e dunque fiorentina),
indifferente alle censure ormai numericamenteconsistenti di stampo moralistico e confessionale:
E poicheper incidenzaci sono venute innanzia gli occhi le pitture,
non e da tralasciare,poichee' biasimanoMinose Carontene' poemisacri, ch'io non so qual sia piu religiosoluogo e piu sacrodel tempio di
Dio, e purein molti di essi gli veggiamoritratti.E chi non ha con maravigliae con diletto vedutoet approvatoil Minoset il Caronteche il giuditiosissimonostroBuonarrotiritrassenella principalChiesadella prinDicendo che l'istesso Dante, del qualeafcipalcitta del Cristianesimo?
fettionatissimoe' fu, gl'e l'havevainsegnatoa ritrarrenel Paradiso;considerache tu non vi trovine Giunone,ne Diana,ne Giove...46
In base a una legittimazione reciproca, la consuetudine con le favole poetiche antiche rende ammissibile quella con le statue e viceversa, poiche "temere che i vani dei degl'antichi non siano dalla
gente grossa stimati per veri e per vivi e percio proibirgli sarebbe
come se tu proibissi le statue, accioche nessuno si possa dare a credere che elle siano veramente persone, e atte a operare come
noi".47Le riserve maggiori (ed e ancora la posizione del Tasso nel
Cataneo)sono per lo piiunei confronti di stridenti infrazioni al decoro, come quella, clamorosa, commessa da Jacopo Sannazaro nel
De PartuVirginisi'8
Laconclusione
a un lucie dunqueimprontata
do pragmatismo:"E veramente senza atterrarle statue, sdipinger
le mura, senza purgar col fuoco gl'Homeri, i Vergili, gl'Ovidii,
senza rimutarei nomi a i giorni, a i mesi, alle stelle, a i cieli, a citta, a provincie, a rinovare in somma ogni cosa non si potrebbe di
loro [cioe degli dei] tor via la memoria".4
Nella lezione In Lode del Poema eroico, letta nel '94 a Roma,
nell'Accademiadel cardinaledi San Giorgio, Cinzio Aldobrandini,
46
47
STROZZI,
op. cit. (vedinota43), p. 133.
Ibid.,p. 130.
48 "Grave errore e stimato che il Sannazaronel suo Poema,
intitolato il Parto della
Vergine, induca il Giordano che racconti haver udito da Proteo predire i sacri e incomprensibili misteri dell'operator della nostra salute. Ne vale che e' dica che, se bene Proteo nel resto fu bugiardo, in questo non fu". (Ibid., p. 137).
49
Ibid.,p. 136.
187
MASSIMILIANO ROSSI
protettore di Torquato Tasso e dedicatario della Conquistata,lo
Strozzi, contraddicendo l'autorita di Aristotele, sostiene la superiorita di questo genere sulla tragedia.0 Inoltre in base all'assimilazione, generalmente tutt'altro che pacifica, tra 1' "Epico" e 1' "Broico" ("si come io presuppongo che per questi nomi tutti voi intendiate Poesia grande, magnifica, nella quale si raccontano attioni reali e sovrane"), e proposto un canone poetico assai elastico
che non solo comprende, accanto a Omero, Virgilio e Tasso, l'Ariosto, ma anche Dante "nel suo sacro Poema" e un'altra gloria
fiorentina come "l'Alamanni nel Girone e nell'Avarchide".51
Opponendosi dunque al principio in base al quale la tragedia
avrebbe "il suo piacere piiuraccolto e ristretto", lo Strozzi sostiene che "la favola eroica benche tanto allungata, benche in tante
parti divisa, in tutte nondimento distribuisce piacere",52 mediante
un confronto esplicito con opere di scultura:
Mirisiun marmograndenel qualehabbiapiiustatuecomequel famoso che e in Romacelebratoda Plinioe quel Laocoontea tutti notissimo,
o il rattola della Sabina,verrass'eglia indeboliree menomareil piacere,
si che l'occhio rimirandolosi compiacciain lui meno che in un altro
marmod'una statuasola?Certo non far"a,poiche tutte quelle figurein
uno sguardosolo si veggono e in ciaschedunae bellezza, quanto vi si
puo desiderare.Non altrimentiavvien del poemaeroico, potendo l'occhio della mente vederlo tutto insieme e per tutto ritrovandocose da
doverdilettare.Concludiamoadunqueche la ragioned'Aristoteleproverebbese le bellezzeche avesseroa esserein una statuasola fusserosparse in molte, che s'ifatta sarebbel'epopea,che nelle molte sue partihavesse diviso le bellezze d'una tragediasola, e di bello niente havesse
di piu.53
La complessit'adi un gruppo a piiu figure come il Laocoonte o il
Toro Farnese(al quale si fa riferimento citando la NaturalisHistoria, XXXVI, 34), avvicinati senza pregiudizi antiquari al moderno
e fiorentino Ratto delle Sabine di Giambologna, risponde dunque a
un criterio di 'unit'amista' o di 'variet'anell'unit'a', di ispirazione
50
Ibid.,pp. 189-203; cfr. WEINBERG, op. cit. (vedinota 16), II, pp. 684-685.
51 STROZZI, op.
cit. (vedi nota 43), p. 191.
Ibid.,pp. 193-194.
53 Ibid.,pp. 194-195.
52
188
PER L'UNITADELLEARTI
tassiana,54che renderebbe pi", dilettevole il poema, gia in precedenza assimilato alla "statua del Gigante o '1 Colosso, che quando
bene tutta la perfettione non habbiano in se, nondimeno con la
grandezza loro son a riguardanti di meraviglia e di diletto cagione".55 L'analogia introdotta gia da Quintiliano, nella Institutio
Oratoria(II, xiii, 9-11), tra una scultura elaboratacome il Discobolo di Mirone e uno stile reso piuigradevole da un uso originale delle figure retoriche e aggiornatadallo Strozzi sulle moderne problematiche letterarie e figurative.56La riflessione teorica e le dimostrazioni esemplari degli artisti sui temi della figura serpentinatae
della molteplicita di vedute di una statua57si incontra con la riflessione tardocinquecentescasull' 'unita' o la 'varieta' del poema epico. II riferimento al Ratto delle Sabine, collocato nell'83 sotto la
Loggia di Piazza della Signoria, non e dunque casuale quando si
pensi alla letteratura encomiastica che aveva accompagnatol'erezione del gruppo scultoreo e alla citazione, nel rilievo bronzeo del
piedistallo, proprio del Toro Farnesequale modello compositivo58
54 In base all'assunto che "la stessa varieta in una sola azione si trovi hoc opus, hic
labor est" (T. TASSO, Discorsosecondo dell'Artepoetica, in Discorsidell'Artepoetica e del
Poema eroico, a cura di L. POMA, Bari, 1964, p. 36); per la trama testuale che lega i Discorsi alle contemporanee poetiche figurative, cfr. le pagine fondamentali di OSSOLA,op.
cit. (vedi nota 17), pp. 86-94; inoltre per le questioni principali del dibattito letterario,
cfr. almeno D. RASI,"Diacronie cinquecentesche. 'Unita' e 'varieta', 'verita' e 'finzione' nella 'favola epica"', in Quasi un picciolo mondo. Tentatividi codificazionedel genere
epico nel Cinquecento,a cura di G. BALDASSARRI,
Padova, 1982, pp. 31-56.
55 STROZZI,op. cit. (vedi nota 43), p. 190. Di statue colossali non mancavanoesempi a Firenze, cfr. allora, per la terminologia tecnica di Strozzi, V. BUSH, The Colossal
Sculptureof the Cinquecento,New York-London, 1976, pp. xxv-xxxi.
56 Sulla fortuna del passo nella letteratura ecfrastica del Cinquecento (Celio Calcagnini, Giovan Battista Giraldi Cinzio), cfr. soprattutto D. SUMMERS,"Manieraand Movement. The Figuraserpentinata",The Art Quarterly,XXXV, 1972, 3, pp. 269-301 (277278); SHEARMAN,op. cit. (vedi nota 14), pp. 63-64.
57 II rinvio e all'antologiadi testi contenuta nella sezione V. "Pittura e scultura", a
cura di P. BAROCCHI,Scnittid'artedel Cinquecento,Milano-Napoli, I, 1971, p. 465 e sgg.
58 Mi riferisco all'opuscolo intitolato Alcune Composizionidi diversiautori in lode
del ritrattodella Sabina scolpito in marmodall'eccellentissimoM. Giovanni Bologna, posto
nella Piazza del SerenissimoGran Duca di Toscana (Firenze, Sermantelli, 1583), parzialmente ripubblicato e commentato da P. BAROCCHI,tra gli Scrittid'artedel Cinquecento,
II, Milano-Napoli, 1973, p. 1211-1242 e p. 2372; ma sul testo cfr. anche M. BURY,
"BernardoVecchietti, Patron of Giambologna", I Tatti Studies, 1, 1989, pp. 13-56 (2730; 43-46); infine, per una iniziativa parallelameno nota, D. HEIKAMP,"A rare booklet
of poems on Giambologna's 'Rape of a Sabine Woman' ", Paragone,40, n. s. 18 (477),
1989, pp. 53-70. Per la ripresa dall'antico in quest'opera dello scultore, cfr. Ch. AVERY,
Giambologna.The CompleteSculpture,Oxford, 1987, pp. 53-54.
189
MASSIMILIANO ROSSI
(Fig. 8). Anche per il testo dello Strozzi si puo allora affermarecome le metafore di un prestigioso classicismo abbiano potuto risparmiare rigori normativi e isterie iconoclaste alla scultura fiorentina
del tardo '500, collocata, per esempio da Raffaello Borghini, nel
Riposo, in un limbo non costretto in rigide codificazioni.5
Nel 1595, dopo la morte del Tasso, il cardinale di San Giorgio
pensa di affidare l'orazione funebre proprio allo Strozzi, che pero
in quel momento non si trova a Roma;60quando allora un altro Alterato, Lorenzo Giacomini, al cospetto dell'Accademia, pronuncia
l'orazione funebre in lode del poeta, stabilisce, coerentemente,
una corrispondenzaulteriore:
Lodisidunquel'avvedimentodel Tasso, il qualenon dal caso guidato, ma da la rettaragionede 1'Arte,de la cui esquisitainteiligenzafanno
fede i suoi Discorsidel PoemaHeroico, che sono a la Gerusalem,quasi
il canonedi Policletoa la sua statua,mentreconstituirvolle azzioneordinata,che con tutte le membradatelehavessegrandezzanon trapassante pero la virtuidella mente, ma tale che da la memoriaesser potesse in
brevegiro riguardata,la fregioe l'adornodi diletti all'humangusto convenevoli,di cio rendendoragionea quellavirtiuhabitatricede' Cieli, che
in suo soccorso invocava.61
II Giacomini, che aveva partecipato nel 1583 alla raccolta di versi
in lode del Ratto delle Sabine,62teorizzo la necessita di inserire metafore figurative nelle opere di teoria e critica letteraria.63Cio che
59 Cfr. le brevi ma esatte osservazioni di P. BAROCCHI,introduttive alla sezione
VII. "Scultura", degli Scnittid'artedel Cinquecento,op. cit. (vedi nota 58), II, pp. 11531155. Fa eccezione la nota Letteraagli Accademicidel Disegno di Bartolomeo Ammannati, dell'82, riedita da P. BAROCCHI,nei Trattatid'arte del Cinquecentofra Manienismoe
Controriforma,III, Bari, 1962, pp. 117-123 e "Nota critica", pp. 388-391; cfr. ora an" 'L'abuso nella scoltura et pittura' e la 'conversione' dell'Ammannati",
che A. SPIRuIT,
DEL
in BartolomeoAmmannati.Scultore e Architetto. 1511-1592, a cura di N. ROSSELLI
TURCo-F.SALVI, Firenze, 1995, pp. 49-53.
60 Cfr. SOLERTI, op. cit. (vedi nota 42), I, pp. 814-815 e la lettera di Antonio Querenghi allo Strozzi del 28 aprile, ibid., II, pp. 360-361.
61 Orationein lode di TorquatoTasso. Fatta ne l'Academiadegli Alterati da LORENZO
In Fiorenza, Per Filippo Giunti, 1596, p. 20. Sul
MALESPINI,
TEBALDUCCI
GIACOMINI
op. cit. (vedi nota 2), pp. 259-274.
personaggio, cfr. SALVINI,
62 In Alcune Composizionidi diversiautori..., p. 22 (i versi non sono riprodotti dalop. cit. [vedi nota 58]).
la BAROCCHI,
63 "Utile ancor sara di alcune arti avere alcune generali notizie, come de la militare, de la navigatoria, de l'agricoltura, de l'architettura, de la pittura, de la musica, e di
altre simiglianti, sl perche molti concetti da esse presi s'inseriscon nel poema, sl perche
190
PER L'UNITA DELLE ARTI
invece caratterizzala riflessione dello Strozzi e la valenza operatiextraletva delle categorie critiche impiegate, la loro applicabilit"a
teraria che concorre al processo costitutivo, non solo tematico, di
un'immagine. Le personificazioni femminili della CommediaNuova e del Poema Linico, per chi avesse avuto interesse a osservarle
nel teatro del Buontalenti, ricordandosi della Descrizionedel de'
Rossi, sarebbero apparse "La Commedia nuova con volto ne vecchio, ne giovane, d'aspetto piiu tosto nobile e grave [...]; nell'acconciatura stravolgimenti, legamenti e scioglimenti di trecce, che
esprimevan maestrevolmente i cinque atti [...]". II Poema Lirico:
"una giovane donna con lira in mano; abito vario, ma grazioso, attillato e stretto, a manifestare che sotto una sola piu cose vi si
contengono".
Datata al '99 e la lezione Dell'unitd della favola, recitata dallo
Strozzi di fronte agli Alterati e ripubblicata dal Weinberg nel
1974.64 Dovendosi pronunciare su questo tema cruciale, l'autore
dimostra una disponibilita critica non frequente, accogliendo esperienze e risultati diversi e dunque scartandouna griglia rigidamendi Aristotele,65si considera
te normativa. Fondandosi sull'autorit"a
solo apparente l'opposizione di 'unita' e 'varieta', entrambe dilettevoli, e si conclude definendo come 'unita' la regolata proporzio-
di esso". II passoe conindi si traggonmoltecomparazioni
e metaforeper adornamento
MALESPINI
tenuto in Del furor poetico. Discorsofatto da LORENZOGIACOMINITEBALDUCCI
(I ed. in L. GIACOMINI,
Orationiet
ne l'Accademia
degliAlteratine l'annoMDLXXXVII
fra i Trattadiscorsi,Firenze,Sermantelli,1597, pp. 53-73), ripubblicatoda WEINBERG,
ti..., op. cit. (vedinota 36), III, pp. 423-444(441).
64 STROZZI,
op. cit. (vedi nota 43), pp. 148-158;le citazionisono tratte dal testo
IV, Bari, 1974, pp. 335-344e
rieditofra i Trattatidi poeticae retoricadel Cinquecento,
433-434; cfr. il commento di WEINBERG,op. cit. (vedi nota 16), II, pp. 705-706 e, in
e iconografici
nell'etddelultimo,di L. BOLZONI,
La stanzadellamemoria.Modelliletterari
la stampa,Torino, 1995, pp. 210-217, che, cortesemente,rinviaal presentesaggio(p.
241, nota61), presentatonel 1993, a VillaI Tatti, con un titolo diverso.Perun esempio
di libro-Wunderkammer,
Il SerraglioDe gli stuporidel Mondodi T. Garzoni(Venezia,
1613), cfr. M. Rossi, "StrukturelleEigenschaftenund Modelle in der moralischen
in Microcosmo.
Die
Enzyklopadiedes TommasoGarzoni(1549-1589)",in Macrocosmos
desSammelns1450bis 1800, a curadi A. GROTE,(BerWeltin derStube.ZurGeschichte
linerSchriftenzurMuseumskunde,
Bd. 10), Opladen,1994, pp. 349-370(356-360).
65 Lo Strozzicurera,nel 1617, ad uso didattico,una riedizionedel commentoalla
Poetica del Vettori, cfr. ARISTOTELIS
Poetica. Petro Victorio interprete,Florentiae, Apud
Iuntas, 1617, nella qualericorderaanchele proprieesposizionidel testo presentateal1'Accademia
degliAlterati.
191
MASSIMILIANO ROSSI
ne tra parti dissimili. L'esemplificazione di una tale 'unita mista' e
rafforzata dall'analogia con altre esperienze artistiche, dall'architettura alla pittura, dalla scultura al collezionismo. Nella serie di
"dubbi", che lo Strozzi attribuisce a un ipotetico oppositore, ci Si
chiede:
Un palazzo,quantipiiuappartamenti
avra,quantipiiucortilie giardini e logge, non saraegli piiutanto bello e desiderabile?Un marmogrande che abbiamolte figure come il Toro de' Farnesi,infin celebratoda
Plinio, o quel Laocoonteco' figliuolie co' serpenti,non saraegli piiudilettevole all'occhio che una statua sola? E cosi della pittura si puo dire:
non e egli cosa chiarache diletterapiu un quadrodove sieno effigiate
piu personee piuicose?66
Nelle "soluzioni" che seguono si da questa proposizione generale:
"A tutte queste obiezioni si risponde in universale con l'istesso,
cioe col presupporreprimieramenteche l'unita e la varieta%
non repugnano, e che l'unita del poema e (direbbe il filosofo) eterogenea
e non omogenea". Non solo:
Per secondasupposizione,io direi che non ogni varietae dilettevole,
ma la conveniente,la proporzionata,
l'ordinata.Peronon diletterebbe,o
meno,il vederpiuicose indipendentie confuse,e che non abbinche fare
insieme. L'ordine, adunque, la commessione e '1 terminato diletta, e tutti quanti tendono a unita; la quale piace s'i all'intelletto che sempre che
e' vede cose diverse e dissimili, cerca e s'ingegna di trovarvi il simile, e
per dir cosi d'informarletutte con una forma dal suo intelletto prodotta;
come avvenendosi in qualche studio o camera dove sieno pitture, statue,
minerali, cose pietrificate et altre cose si fatte, se non sono tra loro ordinate, le ordina et accomoda da se, e se sono ordinate se ne compiace, e
quantunque diverse siano le considera come simili e concorrenti a fare
l'unita che e' desidera, e le comprende sotto ragion d'unita e di maraviglie.67
Questo passo straordinario, in cui il concetto aristotelico di 'forma'
viene applicato con disinvoltura alle moderne pratiche collezionistiche, risulta, e non a caso, l'esatto contrario della ben piu famosa critica di Galileo alla Liberata, paragonata, nelle Considerazioni
al Tasso, a "uno studietto di qualche ometto curioso", pieno di
66
67
op. cit. (vedi nota 64), p. 339.
STROZZI,
Ibid.,pp. 339-340.
192
Fig. 1. Poemaeroico, TADDEOLANDINI(?). (Galleriadegli Uffizi,
Firenze).
-t^:
z
/~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~-
Fig. 2. Internodella Chiesadi San Lorenzo,con l'addobbofunebreallestitoper le esequiedi FrancescoI
de' Medici, in G. V. SODERINI,
Breve DescrizioneDella Pompa FuneraleFatta nelle Esequie del
SerenissimoD. FrancescoMediciII GranDuca Di Toscana.Nella Inclita Citta di Fiorenza,il di 15 di
DicembreMDLXXXVII,
In Fiorenza,Nella Stamperiadi FilippoGiunti,e Fratelli,MDLXXXVII,(p. 9).
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PRMWONTiERERD'JO DELLA PtGLI4 DCLLA LSlRATIO?t T. D
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Fig. 3. Pnimo Intermediodella VegliadellaLiberationedi Tirreno,JACQUES
CALLOT,
1617.
Fig. 4. Poemeheroi4ue,JEANDROUILLY,
giardinidella reggiadi Versailles.
Fig. 5. Poeme satyrique,
BuYsTER,giardini della reggia di
Versailles.
PHILIPPE
Fig. 6. Poemepastoral,GERARD HERARD e PIEmR GRANIER, giardini della
reggiadi Versailles.
Fig. 7. Poemelyrique,BAPsISTE TuBY, giardimidella reggiadi Versailles.
It
~ ~
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Fig. 8. RattodelleSabine,GIAMBOLOGNA, particolaredel rilievobronzeodel
piedistallo.(Loggiadei Lanzi, Piazzadella Signoria,Firenze).
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Fig. 9. Splendeat usu, impresa per Bianca Capello, in Alcune delle Rime di M.
DI LORENZO
DI FunuRCO STROZZI,
GIOVAMBATTISTA
fra gl'AccademiciAlteratinominatoil
Tenero. Di Giovanni Berti donataglida l'Autore, 1582. (Biblioteca Nazionale Centrale,
Firenze,Magi.VII, 329, c. 102).
ti
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M
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cN10
Fig. 10. Nil sine te, impresa per Bianca Capello, in Akcune delle Rime di M.
fra gl'AccademiciAlteratinominatoil
DI LORENZO
GIOVAMBArrSTA
STROZZI,
MIFEDERIGO
Tenemo.Di Giovanni Berti donataglida l'Autore, 1582. (Biblioteca Nazionale Centrale,
Firenze, Magi. VII, 329, c. 106).
Fig. 11. II Crocifissodi San Damianoparlaa San Francesco,JACOPOLIGOZZI.(Chiostro di
Ognissanti,Firenze).
Fig. 12. La rinunciaai beni paterni.II Santo schernitodai concittadini,JAcopo LIGOZzI.
(Chiostrodi Ognissanti,Firenze).
,Al*
Fig. 13. II Capitolo,dettodellestoje,adunatoda SanFrancesco(daJACOPO
LIGOZZI),F. Corsi.
PER L'UNITADELLEARTI
Perlo Strozzi,invece,
"millecosette"eterogeneee disordinate.68
e propriolo spettacolodi unaWunderkammer
regolata,che meglio
di tuttoesemplifica
il compiacimento
cheprovail poeta/collezionista considerando
il suo microcosmo
compositoma unitario.Inoldi una raccoltacome criterio
tre, l'insistenzasull'ordinamento
equivalente
alladispositio
letteraria
rimanda,ancoraunavolta,alla
sequenzadelle statueper l'allestimentodell'89, progettatacon
tanto"giudicio"propriodalloStrozzi.Secondoquesticriteripossono essereripresele analogiepropostenei "dubbi",in base a
quell''idea'tassianadi poema/microcosmo,
"quasi...un picciolo
mondo",teorizzatofino dai Discorsidell'ArtePoetica,69e con l'inserimentodi unanontantovelataallusionecortigiana
allapolitica
dei Medici:
architettonica
Del palazzomi rimettoagli architetti,i qualiio credoche mentreapprovinola capacit"a
e la grandezza,non escludinola proporzionee la corrispondenza.E d'alcuni capacissimisi, ma sproporzionati,come per
esempioquel del Vaticano,quel di Mantova,son da dirsipiiutosto casamenti o palazziinsiemecongiunti.E l'idea d'un palazzograndeet uno,
non giudicherestivoi che fusse (o Accademici)quellache da cittadini
68 Cfr. le Considerazioni
al Tasso,in G. GALILEI, Scrittiletterari,a curadi A. CHIAFirenze,1970, pp. 443-494;593. Gli spuntiofferti allacriticaletterariadi Galileo
dalleraccoltegranducalisono statiindicatida D. HEIKAMP,"LaTribunadegliUffizi come era nel Cinquecento",Antichitdviva,III, 1964, 3, pp. 11-30 (30);cfr. ancheP. BAROCCHI,"Fortunadell'Ariostonella trattatisticafigurativa",in Studivasariani,
Torino,
1984, pp. 53-67;lo studioclassicodi E. PANOFSKY,Galileocriticodellearti,a curadi M.
C. MAZZI,Venezia,1985 (I ed. The Hague, 1954)e in ultimoL. PuPPi"GalileoGalilei
e la culturaartisticaa Veneziatra la fine del '500 e l'iniziodel '600", in GalileoGalilei
e la culturaveneziana,Venezia,1995, pp. 243-255. InoltreT. WLASSICS,Galileocritico
letterario,
Ravenna,1974 e D. DELLATERZA,"Galileoletterato:'Considerazioni
al Tasso"', in ID., Formae memoria,Roma, 1979, pp. 197-221.Una letteradello Strozziin
cui si loda il cannocchialee indirizzataa Galileo,a Padova,il 19 settembre1609, cfr.
Le Operedi GALILEO GALILEI, X, Firenze, 1934 (Ristampadell'Ed. Nazionale1900),
p. 258.
69 "... se tu diraiche la varietadilettae pero e migliorela multiplicita
che l'unita,
concederola multiplicit"a
essermigliorequandomoltecose, o vogliamdireil tutto riguardi un medesimofine et abbiaordinee dependenza".Come "in un poemabuono, nel
qualee tempestee caccee conviti, e amorie occisionie sacrifizii,e giuochie viaggie
guerree nozze, e millealtrecose diversevi si trovano,ma non perosenzadistinzioneet
uniformita".(STROZZI,
op. cit. [vedinota 64], pp. 340-341).Sul "progettodi poesiacoRI,
me enciclopedia del mondo", perseguito dal Tasso, cfr.
OSSOLA,
op. cit. (vedi nota 17),
p. 134 e sgg. e p. 86 e sgg. e E. ARDISSINO,"Le allegoriedellaConquistata
comepoema
dell'anima",Filologiae critica,XVIII, 1993, 1, pp. 45-69 (66-67).Il rinvioe a un passo
famoso dei giovanili Discorsi, cfr. TASSO, op. cit. (vedi nota 54), p. 36.
193
13
MASSIMILIANO ROSSI
grandeprincipiatagia, da grandissimiprincipis'e poi condottaa perfezione? I marmiche abbinopiu statue insiemeet i quadrio altro dove
sianoritrattepiu cose uniformi,quandoavesserole sopradette obiezioni, rispondereiche corrispondonoal ben regolatoe variatopoema.70
E sara allora possibile individuare una tale, composita, 'unita' nell'Iliade, nell'Odissea,nell'Eneide, nella Liberatae persino nel Furioso.71
E dunquesignificativoche lo Strozzi, adottandoparadossal-
mente criteri derivati dal Tasso, arrivi a reintegrare nel canone
epico proprio il poema dell'Ariosto.2 II Furiosoera stato infatti assunto in precedenza, proprio in ambito fiorentino, come termine
di paragone negativo dalla trattatistica figurativa, impegnata a rinnovare i precetti albertiani sulla base delle poetiche elaborate nell'ambito della contemporanea codificazione del genere eroico.
Aveva cominciato Vincenzio Borghini, nel 1564, nella Selva di notizie, mettendo in guardia dal "dipignere in una istoria et in una tavola, fatte per una istoria che sia unita e non divisa, piu d'un'azione per volta", e portando a esempio di questo andazzo guarda caso proprio "le sciocchissime figure poste ultimamente nel Furioso", vanto dell'editoria veneziana.73Ma sara Raffaello Borghini,
70 STROZZI, op. cit.
71
(vedi nota 64), pp. 341.
Ibid., pp. 341-344.
72 E significativo che in un ambito diverso ma sempre nell'orbita tassiana, Gregorio Comanini applichi, nel Figino (Mantova, Osanna, 1591), la partizione della tragedia
alla pittura e si faccia sostenitore del criterio di "unita formale", utile a riabilitare il
Giudizio sistino e a presentare l'Arcimboldo come modello (cfr. l'edizione curata dalla
BAROCCHI, nei Trattatid'arte del Cinquecentofra Manierismoe Contrornforma,
III, Bari,
1962, pp. 239-379 [346 e sgg.] e la "Nota critica", pp. 397-402). Per un precedente tentativo (1567) di applicarele parti della tragedia alla pittura, non a caso d'ambito fiorentino, cfr. R. WILLIAMS, "A Treatise by Francesco Bocchi in praise of Andrea del Sarto", TheJournalof the Warburgand CourtauldInstitutes,LII, 1989, pp. 111-139. Va inoltre segnalato che, nel Diario degli Alterati, in data 31 gennaio 1585 si annota: "l'Annacquato [Francesco Rucellai]... lesse la sua lezione la quale fu che non picciola parte de
precetti di pittura si possano trarre dalla Poetica d'Aristotele" (cfr. WEINBERG, boc. Cit.
[vedi nota 1], p. 189). Per le successive codificazioni secentesche cfr. almeno le pagine
classiche di R. W. LEE, Ut picturapoesis. La teoriaumanisticadella pittura, Firenze, 1974,
pp. 81-94 (I ed. New York, 1967), pp. 103-111.
73 Cfr. l'edizione e il commento a cura di P. BAROCCHI,
in Scrittid'artedel Cinquecento..., op. cit. (vedi nota 57), I, pp. 470-474 e pp. 611-673 (651 e sgg.). Inoltre, ancora
della studiosa, "Una 'Selva di notizie' di Vincenzio Borghini", in Un augurioa Raffaele
Mattioli, Firenze, 1970, pp. 87-172. [Vedi anche la nota 28].
194
PER L'UNITA DELLE ARTI
nell'anno fatidico 1584, a sostenere, per bocca di Bernardo Vecchietti, la posizione piiuintransigente:
Quandoi pittori voglionodipingeretante attioni doverebbonodividere la loro facciatao la lor tavolain piiuquadri,et in ogni quadrofare
la sua attione:et in quellodeonoessereconformial buon poetaheroico,
che nel suo poemauna sola attioned'un sol Cavaliereimprendea trattare, e volendopur altrisuoi fatti diregli fa raccontareper episodi;laonde
si veggondivisi dal primosuo intendimento;cosi il pittoredee compartire unahistoriain piiuquadri,e non confondereil tutto insieme,cosache
repugnaall'arteet allanatura.74
Lette di seguito, le analogie strutturalidei Borghini, le celebri metafore galileiane e quelle inserite dallo Strozzi nella Lezione in lode
dell'unitdoffrono suggerimentiulteriori. Nel secondo Cinquecento
attraverso una vasta produzione di Bellezze, Pitture e Templi un
genere come il poema cavalleresco viene destrutturato (e il caso
del Furioso)in base a una ricezione ecfrastica, gia, a sua volta, parzialmente influenzata dalle contemporanee pratiche collezionistiche. D'altro canto, l'esperienza concreta dei cicli pittorici in cui le
favole poetiche antiche o moderne sono scomposte nei cosiddetti
quadri riportati, favorisce una ricezione fortemente visiva della
poesia, soprattutto epica, alla quale contribuiscono le edizioni illustrate dei testi, spesso utilizzate come prontuari dagli stessi pittori.75 La possibilita di proiettare sulle pareti di un cortile, negli
nel salone di un casino signorile o
scompartidi un arco trionfiale,76
in una serie coerente di quadri da sala, l'intera vicenda o solo alcune sequenze di episodi tratti da un poema (a Firenze, la fortuna
figurativa della Liberata e attestata gia nell'ultimo decennio del
e quelladel Furiosodiverraprestouna modaaltrettantodi'50077
74 Cfr. R. BORGHINI,
II Riposo. Saggio biobibliograficoe indice analitico a cura di M.
Rosci, Milano, 1967 (ristampaanastaticadell'ed. di Firenze, Marescotti, 1984), p. 60.
75 Esemplarii casi segnalati da M. L. MORONI,
"L'iconologia di Cesare Ripa in due
cicli pittorici umbri", Esercizi, 8, 1985, pp. 33-48 e "Aggiunte al ciclo allegorico dei Saracini in Perugia", Esercizi, 9, 1986, pp. 54-59.
76 Come accadde per la Syriasdi Pietro Angeli, in occasione dell'ingresso a Firenze
di Cristina di Lorena dell'89, cfr. allora Rossi, loc. cit. (vedi nota 11), pp. 240-241.
77 Cfr. M. COLLARETA,
Scheda 1.2, relativa all'Erminiafra i pastonidi Santi di Tito, in II Seicentofiorentino. Arte a Firenzeda FerdinandoI a Cosimo III. Pittura, catalogo
della mostra, Firenze, 1986, p. 84, e Rossi, loc. cit. (vedi nota 42).
195
MASSIMILIANO ROSSI
lagante78)rende dunque ragione dell'analogia, vista dallo Strozzi e
da Galileo, con le tipologie diversificate e talora contrastanti del
collezionismo contemporaneo. Nei differenti contesti, il responsabile di una 'invenzione' manipola e segmenta la favola letteraria,
ne altera la dispositioin base a criteri diversi come l'insistenza sui
temi encomiastici, la immediata comprensione da parte dell'osservatore, lo spazio a disposizione.79Le parti di un poema sono dunque assimilabili facilmente ai dipinti di una collezione poiche, in
alcuni casi, proprio una quadreria e/o un ciclo di quadri riportati
possono realmente ricombinare la 'favola' di un'opera letteraria o
di una narrazionestorica.
III
Nel 1606 vengono pubblicati i Versi, e Madrigalidel Molto Illustre S. Gio: BattistaStrozzi,soprala vita del gloriosoPadreS. Francesco dipintanelle Lunette del primo Chiostrodel Conventode' Minori
Osservantidi Ogni Santi di Fiorenza,posti sotto le medesimePitture,
a conclusione delle Rime spiritualidi diversiautori in lode del serafico PadreS. Francescoe del SacroMonte della Verna,Raccolte da Fra
Silvestro da Poppi de' Minori Osservanti,A consolazione spirituale
de' devoti di detto Santo. Al molto illustreSig. Bardo Corsi.80La raccolta ha gia attirato 1'attenzione degli studiosi, poiche alla pubblicazione dei quattordici madrigali (piiula quartina iniziale), che, dipinti, svolgono il ruolo di commento agli affreschi di Jacopo Li78
Non solo per motivazioni riconducibili a un 'gusto' generico, come ha dimostragli anni della peste", Artista, 1994, pp. 138-198
(150- 152).
79 Ad esempio, nella volta a botte di una delle due logge che danno sul cortilino
"degli Imperatori" in Palazzo Portinari Salviati, a Firenze, sede attuale della Banca Toscana, gli episodi dell'Odissea, dipinti, sei per volta, da Alessandro Allori e aiuti, negli
anni 1575-1576, sono disposti seguendo l'ordine delle vicende, dunque della 'fabula', e
non in base a quello dei canti del poema, cioe all' 'intreccio' (cfr. M. GREGORI, "II Palazzo Portinari-Salviati", in Banca Toscana. Storia e collezioni, Firenze, 1982, pp. 247280 [270-278]). Sull'argomentosono fondamentali le pagine di L. BOLZONI,op. cit. (vedi
nota 64), pp. 217-221 e l'intervento della stessa studiosa: "Parole e immagini per il ritratto di un nuovo Ulisse: 1' 'invenzione' dell'Aldrovandi per la sua villa di campagna"
in DocumentaryCulture.Florenceand Romefrom Grand-DukeFerdinandI to PopeAlexander
VII, a curadi E. CROPPER-G.PERINI-F.SOLINAS,Bologna,1992,pp.317-348(332-5).
80 In Firenze, Appresso Volcmar Timan, 1606, cc. 53v-58r.
to G.
"JacopoVignalie
PAGLIARULO,
196
PER L'UNITA DELLE ARTI
gozzi nel Chiostrodi Ognissanti(Figg.11 e 12), si accompagna
l'indicazione
del nomedei diversicommittenti
e dellelunettenon
ancoradipinte:tramiteil testoe dunquepossibileconoscerel'esatta situazionedell'impresa figurativa nel 1606.81Dal momento che
i madrigalistrozziani sono stati recentemente riediti,82mi limitero
a citare in questa sede solo quei versi che meglio servano a definire il tipo di ricezione delle storie francescane che essi avrebbero
dovuto suggerire. L'inserimento di tituli didascalici in un ciclo figurativo ha, com'e noto, una lunga tradizione rinverdita nel tardo
Cinquecento, quando si moltiplicano i cicli figurativi che celebrano i fondatori o i rappresentantipiu venerati dei vari ordini religiosi. La rinnovata funzione di biblia pauperumaffidata alle immagini e rafforzata dalla presenza delle didascalie, che, inserite in
qualita di guida ufficiale alla lettura dell'affresco, consentono una
piena comprensione della scena e, come vedremo, la sua corretta
fruizione in chiave devozionale.83Da questo punto di vista i versi
dello Strozzi per ii ciclo di Ognissanti, anche rispetto ai precedenti romani e fiorentini, si presentano come un caso particolarmente
sofisticato di "visibile parlare", tanto per 1'autorevolezzadel personaggio coinvolto che per la particolare scelta del metro e delle
soluzioni stilistiche impiegate. In ambito fiorentino l'impresa Iigozziana trovava i suoi modelli nei cicli del Chiostro Grande di
Santa Maria Novella, con le Storie dei Santi domenicani,realizzate
81 Per questo ciclo cfr. innanzitutto il saggio ancora valido di M. BACCI,"Jacopo
Ligozzi e la sua posizione nella pittura fiorentina", Proporzioni,IV, 1963, pp. 46-84 (6467); S. PROSPERI
VALENTI
RODINO,"Francescanesimoe pittura riformatain Italia centrale", in L'immaginedi San Francesconella Contronforma,catalogo della mostra a cura di
S. PROSPERI
VALENTI
RODINO-C.
STRINATI,
Roma, 1982, pp. 63-72 (66-69);A. M. AMONACI,"Per una ricostruzione della storia del primo chiostro del convento di San Salvatore di Ognissanti di Firenze", ArchivumFranciscanumHistoricum, 82, 1989, pp. 42-104
(85-94); gli interventi raccolti in Il Chiostrodi Ognissantia Firenze.Gli affreschidel ciclo
francescano, Firenze, 1989 e L. CONIGLIELLO,
"Addenda alla decorazione del chiostro
francescanodi Ognissanti", in JacopoLigozzi. Le vedutedel SacroMonte della Verna.I dipinti di Poppi e Bibbiena, catalogo della mostra a cura di L. CONIGLIELLO,
POppi, 1992,
pp. 188-192.
82 Ibid.
83 Sulle 'parole dipinte' sono importanti i saggi riuniti a cura di C. CIOCIOLA,
in Visibile parlare.Le scrittureespostenei volgariitaliani dal Medioevo al Rinascimento,a cura
di C. CIOCIOLA,
Napoli, in corso di stampa. Piiuin generale:J. SPARROW,
VisibleWords.
A Study of Inscriptionsin and as Books and Works of Art, Cambridge, 1969, pp. 48-88 e
M. BUTOR,Le parole nella pittura,Venezia, 1987 (I ed. Paris, 1969).
197
ROSSI
MASSIMILIANO
a partire dagli anni '70 e dunque prototipo per questo genere di
decorazione, e della Compagnia di San Pierino, dove, dal 1585 al
'90, erano stati raffigurati, con la regia di Bernardino Poccetti, i
Martinrdegli Apostoli. In entrambi i casi compaiono, in alto, cartigli, retti da angioletti o appesi illusionisticamente alla cornice dipinta dell'affresco, che spiegano luoghi, tempi e circostanze.84Nel
primo decennio del Seicento verranno inoltre intrapresi il ciclo
con Storie di San Romualdo, nel Chiostro del Monastero di Santa
Maria degli Angeli (1601-2), e quelli con le Storie di Sant'Antonino, nel primo Chiostro di San Marco (dal 1602),85e dei Servi di
Maria, affrescate nel Chiostro Grande della Santissima Annunziata (dal 1604),86dove sono presenti, sotto ciascuna lunetta, didascalie in volgare e in prosa. La circoscritta fortuna della soluzione
sperimentata a Ognissanti e dunque testimoniata dalle terzine in
volgare che dovevano accompagnaretutte le lunette dipinte, dagli
anni '30, nel Chiostro Grande del Carmine, raffiguranti le Stofie
di Elia ed Eliseo, e dalle terzine, poi sostituite da quartine, a commento delle Stonie di Francesco, nel Chiostro di S. Francesco a
Giaccherino presso Pistoia, eseguite tra il 1642 e il 1643.87 II ciclo
di Ognissanti trova pero un diretto precedente tipologico, a Roma, nella "Sancti Francisci Historia" affrescata da Nicolo Circignani e Giovan Battista Lombardellinei due chiostri di San Pietro
in Montorio, alla fine degli anni '80 del '500: non e un caso infatti che anche sotto le lunette dipinte dal Pomarancio fossero presenti didascalie in latino accanto alle quali comparivanomotti trat84 Cfr. L. BERTANI,
"Gli affreschi del Chiostro di San Pierino", in La Compagnia
della SantissimaAnnunziataa Firenze.Gli affreschidel chiostro,Firenze, 1989, pp. 25-27.
85 R. C. PROTOPISANI,"II ciclo affrescato del primo Chiostro di San Marco: una
Galleria della pittura fiorentina del Seicento", in La Chiesae il Conventodi San Marcoa
Firenze,Firenze, 1990, II, pp. 321-346.
86 U. NoMI VENEROSIPESCIOLINI,
II ChiostroGrandedella Ss. Annunziatadi Firenze
e il pittoreBernardinoPoccetti da San Gimignano,Firenze, 1903. Le iscrizioni sono riportate in nota.
87 Per le lunette superstiti del ciclo fiorentino, cfr. S. MELONITRKULJA,"Opere
nel Convento dal XVI al XIX secolo", in La chiesa di SantaMariadel Carminea Firenze,
pp. 173-201 (196-197) a cura di L. BERTI, Firenze, 1992. Per gli affreschi pistoiesi, cfr.
P. CAPPELLINI,"I minori osservanti a Pistoia. Cultura religiosa e indirizzi iconografici
nel Chiostro di San Francesco a Giaccherino", in Chiostriseicenteschia Pistoia. Le storie
di San Francescoa Giaccherinoe gli altri cicli contemporanei,a cura di F. FALLETTI,Pistoia, 1992, pp. 113-169 (118) e pp. 249-251.
198
PER L'UNITA DELLE ARTI
ti dallaSacraScrittura.88
D'altrocantocomeprototipodi questa
impresadeveessereindicato,moltoprobabilmente,
il ciclocon le
di Paola,il fondatoredei Minimi,affrescato
Stoniedi SanFrancesco
nel chiostrodi Trinitadei Monti,trail '79 e 1'84,dove,soprale
in latinodoscene,eranopostimottiscritturali
e, sotto,didascalie
che a Marc-Antoine
vutenientedimento
Muret,latinistainsignee
professore
di retoricaallaSapienza.89
in cui i maUnavoltatenutapresentela tradizionefigurativa
drigalidelloStrozzivengonoa inserirsisi possonoproporreulterioriconsiderazioni,
che in parteci riconducono
agliscrittiteorici
commentatiin precedenza.Ci limiteremopercioa prenderein
considerazione
solamentei versirelativiagli affreschiligozziani,
recentemente
ricollocati
nel chiostro,inseritiin un cartouche
o trascrittisu foglidi cartaappuntati,
comea trompe
l'oeil,sullecornici dellescene.Lapubblicazione
del 1606e dunqueparticolarmente preziosa,perchein alcunicasii cartiglinon si sonoconservati
i nn. 1, 10, 11, 12, 17,
(rispettando
la numerazione
dell'opuscolo,
25, 26), mentreunodi quellisuperstiti,l'ottavo,restainspiegabilmentenel depositodella Soprintendenza
per i Beni Artisticie
Storicidi Firenzee Pistoia,pressola limonaiadi VillaCorsinia
Castello.90Non affronteremo pero il problema, di non facile soluzione e che va comunque segnalato, della paternit"adi tutti gli altri
madrigali, non ancora ricollocati, composti a commento degli affreschi piiutardi di Giovanni da San Giovanni, Filippo Tarchiani,
Nicodemo Ferrucci, Galeazzo Ghidoni.
La fama dello Strozzi come autore di madrigali e attestata a
una data precoce: nel 1584 Lionardo Salviati lo qualifica come
"gentiluomo giovane d'anni, ma di senno maturo, e letterato ed
ingegnoso e discreto al pari d'ogni altro delle nostre contrade. II
quale essendo in rima a questi tempi gentilissimo dicitore, in quella guisa spezialmente, che madrigali si chiamano, ai giorni nostri,
il primo luogo, senza contrasto, s'e guadagnato nella nostra favel88 Cfr. G. BELARDINELLI, "La 'SanctiFrancisciHistoria'negli affreschidi Circignanie Lombardellia San Pietroin Montorioe nelle incisionidi Villamenae Thomassin", Bollettinod'Arte,LXXVI,serieVI, 1991, 68-69, pp. 131-146.
89 Cfr. I. BALSAMO,"La Trinite-des-Monts
a Rome:les decorsdu cloitre (15801620),Histoirede l'art,8, 1989, pp. 25-38.
90 Cfr. la nota 109.
199
ROSSI
MASSIMILIANO
la".9"Contemporaneo a questa menzione e l'inserimento nel Riposo di Raffaello Borghini92di due madrigali di Giovan Battista in
lode di Giorgio Vasari, in qualita di autore del ritratto del futuro
vescovo di Volterra, Alessandro Strozzi. Di due anni prima e invece la serie di madrigali, manoscritti, a commento di otto imprese, disegnate a penna (forse dall'autore stesso dei versi), destinate
in origine al ricamo di una veste donata da Caterina Strozzi Frescobaldi a Bianca Capello. In ciascuna il 'corpo', inscritto in un
tondo, campeggia in primo piano sulo sfondo di paesaggini toscani, mentre, alternativamentesotto e sopra l'immagine, un cartiglio
riporta il motto in latino93(Figg. 9 e 10).
Fin dal 1574, l'autore aveva affiancato a questa produzione, di
cui i manoscritti conservati nella Biblioteca Nazionale Centrale e
all'Archivio di Stato di Firenze, gia censiti dal Barbi, offrono
un'ampia rappresentanza,la Lettione soprai madnigali,recitata nell'Accademia Fiorentina e pubblicata solo nel 1635.94 Non sara
dunque un caso che nella piiucospicua raccolta di madrigalidi inizio '600, II GareggiamentoPoetico del ConfusoAccademico Ordito.
MadrigaliAmorosi Gravi, e Piacevoli; Ne' quali si vede il bello, il
Leggiadro,et il Vivace dei piu' illustri Poeti d'Italia,95Strozzi com91 Degli avvertimentidella linguasopra 'I DecameroneVolume Primo del CavalierLioNARDOSALVIATI...,In Venezia, Presso Domenico, et Gio. Battista Guerra, fratelli, 1584,
p. 112.
92
R.
op. cit. (vedi nota 74), p. 549.
e inserito in Alcune delle Rime di M.
BORGHINI,
93 II ciclo
GIOVAMBATTISTA
DI LORENZO DI
fra gl'AccademiciAlterati nominato il Tenero.Di Giovanni Berti donatagli da l'Autore, 1582, BNF, Magl. VII, 329, cc. 100-108.
94 BARBI, op. cit. (vedi nota 2), pp. 69-75; sulla Lettione
cfr. WEINBERG, op. cit. (veDas Madrigal.Stilgeschichteder italiedi nota 16), II, pp. 541-542; U. SCHULZ-BUSCHAUS,
nischen Lyrik zwischen Renaissanceund Barock, Bad Homburg v. d. H.-Berlin-Zurich,
1969, pp. 113-120; M. ARIANI, "Giovan Battista Strozzi il Vecchio, il Manierismo e il
Madrigale del '500: strutture ideologiche e strutture formali", in G. B. STROZZIIL VECinediti,Urbino, 1975, Pp. VII-CLXV (LIV e sgg.); A. DANIELE, "Teoria e
CHIO,Madrigali
prassi del madrigale libero nel Cinquecento (Con alcune note sui madrigali musicati da
Andrea Gabrieli)", in Andrea Gabrieli e il suo tempo, a cura di F. DEGRADA, Firenze,
1987, pp. 75-169 (106-107; 141-143), ora ripubblicato in A. DANIELE, Linguaggie metri
del Cinquecento,Rovito (Cosenza), 1994, pp. 159-245; L. BIANCONI-A. VASSALLI, "Circolazione letteraria e circolazione musicale del madrigale: il caso G. B. Strozzi", in II
madrigaletra Cinque e Seicento, a cura di P. Fabbri, Bologna, 1988, pp. 123-133 (128);
S. LA VIA, "Madrigalee rapporto fra poesia e musica nella critica letteraria del Cinquecento", Studi musicali, XIX, 1990, 1, pp. 33-70 (45-50).
95In Venetia, Appresso Barezzo Barezzi, 1611. Sulla raccolta cfr. A. MARTINI,
FEDERIGO
STROZZI,
200
PER L'UNITA DELLE ARTI
distribuitiin quattrodellenovesepaiaconben tredicimadrigali,
zioni, tra i qualisono da segnalarei due, di genereecfrastico,
morali,et Heroici(ImagicompresitraLe Imagini,OveroMadrigali
annidata
soprala Statuadi Mene di Venerein Marmoe Rondine
e quelloinseritonelMausoleo
Overomadrigali
funebri,di cadea),96
rattere spirituale, intitolato Pentimento.97E dunque evidente come
anche per questo aspetto i madrigalifrancescanidi Ognissanti non
siano un unicum nella produzione lirica dello Strozzi. La fortuna
del madrigalecome luogo privilegiato dell'ekphrasis e della celebrazione di opere e artefici, anche prima della consacrazione che ne
dara Marino nella Galeria,98e d'altra parte, gi'aattestata a Firenze,
ad esempio nella produzione di Giovan Battista Strozzi il Vecchio, nell'ambito della quale compaiono madrigaliin morte e in lode di sculture di Michelangelo,99e nella gia citata raccolta dedicata
al Ratto delle Sabine. Per l'ambito pittorico, sono stati recentemente riesumati tre componimenti, databili a poco dopo il '77, in lode
della Cappella di San Girolamo in Santa Maria Novella, ristrutturata da Niccolo Gaddi a partire dal '66.1??
Uno dei caratteri del madrigaleecfrastico di Marino, lo ha notato recentemente Marc Fumaroli, e l'arguzia concettosa in cui si
risolve la descrizione delle favole pagane;10'ma proprio questa sentenziosita arguta era stata indicata dallo Strozzi, nella Lettione del
"Ritratto del madrigalepoetico fra Cinque e Seicento", Lettereitaliane, XXXIII, 1981,
4, pp. 529-548.
96 Rispettivamente c. 29v e c. 39v. La sezione e da tenere presente come incunabolo della Galeria (Marino e largamenterappresentato),anche per la diversita di temi e tecniche inventariati. Gli altri madrigalidello Strozzi compaiono nella prima parte: Bellezze, cc. 12r, 22r, 25v, 34v; nella seconda: Dependenze,Overo Madrigaliamorosi, cc. 6v,
7r, llv, 75v, 122v, e nella terza: I Misti, Overomadrigaliamorosi,c. 189v.
97 Ibid., c. 238r.
98 Rimando allora a un saggio che esamina l'opera nell'ambito del genere ecfrastico
cinque-secentesco: M. ALBRECHT-BOTT, Die bildendeKunst in der italienischenLyrik der
Renaissanceund des Barock. Studienzur Beschreibungvon Portraitsund anderenBildwerken
unterbesondererBerucksichtigung
von G. B. Marinos'Galleria'(Mainzer romanistischeArbeiten, Bd. XI), Wiesbaden, 1988.
99 Cfr. ARIANI, loc. cit. (vedi nota 94), p. CVIII.
100 C. ACIDINI LUCHINAT, "Tre madrigalie alcune osservazioni sulla Cappella Gaddi in Santa Maria Novella", Studi di Storiadell'Arte, 2, 1991, pp. 295-320.
101Cfr. "La Galeria de Marino et la Galerie Farnese: epigrammeset oeuvres d'art
profanes ver 1600", in M. FUMAROLI, L e'cole du silence. Les sentiment des images au
XVIIe siecle, Paris, 1994, pp. 37-51 (50), ora anche in trad. italiana: M. FUMAROLI, La
scuola del silenzio. Il senso delle immagininel XVII secolo, Milano, 1995.
201
MASSIMILIANO ROSSI
'74, comeunodei requisitiprincipali
del madrigale
"dovemaravigliosamente
tornanoquegliargomenti,che da i logicis'addomandanosofistici,percheoltremodosi desiderain lui, ch'eglihabbia
del vivo, e dell'acuto,e siamilecitousarquestalicenzadi favellare:nel madrigale
a volerche e' sia stupendosi vuolsentireun non
so che del frizzante").102
di leggerela combinaNon credosia alloraazzardato
proporre
e le sequenzeparalleledell'interociclodi
zioneaffresco-madrigale
affreschie di quellotestualecomeuna successionedi emblemata
sacra,tenutoconto del precedentetutto profanodella serie dei
celebrativi,abbinatialleimpresedi BiancaCapello,del
madrig,ali
di caratterestruttu1582.E evidentecomeunataleassimilazione,
rale,reggasolo a pattodi tenereben distintela naturae la destinazionedelle due seriefigurative:nellaprima,il commentoalle
impresedestinateal ricamodi unavestee tuttogiocatointornoallo "scherzodel nome",codificatopropriodalloStrozzi,'03
cioeentro l'areasemanticadel "candore";
mentrenel casodel Chiostro
di Ognissantii versidipintihannounadestinazione
devozionale.
Eppurel'impiegodi madrigaliin volgarepiuttostoche, come a
Roma,di mottitrattidallasacrascrittura,consentedi leggereil
in cui le
ciclopropriocomeuna galleriadi emblemifrancescani,
le vignettenarrativedelleraccoltecontemposcenesostituiscono
ranee, assaipoco criptichee anzi didascaliche.104E da notarepero
francescani
non si pongonomai comeun doppio
che i madrigali
le piu intedell'affresco,
ma,cosi comei versiche accompagnano
di emblemisacri,intrattengono
ressantiraccoltecontemporanee
e con
un doppioordinedi rapporticonl'immagine
da commentare
Lo spettatorevieneimmediaal qualesi rivolgono.'05
l'osservatore
102 STROZZI,op. cit. (vedi nota 43), p. 176. Lo Strozzi in realta riprende una osservazione gia fatta dal Parabosco, nei Diporti, per bocca di Sperone Speroni, il quale, assimilando il madrigale ailo strambotto, ne aveva sostenuto la sostanziale identita anche
IcC.cit. [vedi nota 94], p. 97 e G. PARABOSCO,
I diporti
con i motti arguti (cfr. DANIELE,
[I ed. Venezia, 1550], in Novellieniminori del Cinquecento,a cura di G. GIGLI-F.NICOLINI, Bari, 1912, p. 177).
103 STROZZI,op. cit. (vedi nota 43), pp. 178-182.
104 M. PRAZ, Studies in Seventeenth-Century
Imagery,Roma, 1964 (I ed. London,
1939-1947), pp. 83-168 (134 e sgg.).
105 Sono debitore allo studio di L. INNOCENTI,Vis eloquentiae. Emblematicae persuasione, Palermo, 1983, pp. 95-144, per la possibilita di applicare al ciclo di Ognissanti
una tale 'triangolazione', messa in evidenza a proposito delle liriche presenti, a commento delle immagini, neile raccolte inglesi di emblemi morali.
202
PER L'UNITADELLEARTI
tamente coinvolto nella meditazione devozionale dalla prima quartina, a commento della gloria di angeli, dipinta sopra l'ingresso del
chiostro:
Un gruppod'angeliin lode di san Francescocon questeparole.
Chi vuol tesoropossederceleste
la riccapovertarimiri
quaggiiu
del granFrancesco,all'altoregnoaspiri
se d'humiltach'essaltolui si veste.106
Nella maggior parte dei versi il soggetto del madrigale e Francesco, individuato da pronomi, particelle pronominali e aggettivi
possessivi (nn. 3, 4, 5, 8, 11, 12, 17, 25, 26); in pochi casi si utilizza la terza persona, quasi sempre per il santo (2, 6, 9, 10); in
uno e apostrofata la Poverta (7). Un'unica volta e proposta una
meditazione personale, che ovviamente dovra far propria chi legge; la strutturabipartita dei madrigali,particolarmenteevidente in
questo caso, fa seguire alla descrizione della scena un meditato
commento:
QuandoSant'AngeloCarmelitanoprediceal Santole stimate,et egli
SignorBaliil Signor
prediceil martirioa lui. Fattafare dall'Illustrissimo
CavalierRubertoPucci.
Angeloal nome, all'opre
alto volerdivin racchiusoscopre;
ei ti predicele sue santepiaghe,
tu con voci presaghe
palesia lui, ch'e' sosterramartirio.
Deh hor se vostraimmensagloriamiro,
che non mi rendocol soffrirtormento
con voi nel Cielo a sorvolarnon lento?107
Lo Strozzi si mantiene fedele alla propria poetica madrigalistica,
applicando al tema sacro quel "non so che di frizzante", previsto
per tutt'altri soggetti: questa volta si gioca infatti sulle coppie
106
II cartiglioe perduto,propongodi correggerela 'T'apostrofatadell'ultimoverso
in II Chiostro
di Ognissancon una 'd'; per la scena cfr. la Scheda 31a di L. CONIGLIELLO,
ti...,op.cit.(vedinota 81), p. 93.
107
Anche questo cartiglio e perduto; per la scena cfr. la Scheda 23 di CONIGLIELLO,
ibid.,pp. 78-79.
203
MASSIMILIANO ROSSI
antitetichedi santita/umilta",
povert"a
terrena/tesorospirituale;
asprezzadella regola/dolcezzadel premio finale (1, 2, 3, 7, 12, 26).
Nel sesto madrigalel'opposizione altezza d'animo/umiliazionesubita
e affidata al concetto ispiratore piu che al gioco lessicale:
Quandoe spregiatoet infangatoda Putti. Questo con I'altroMadrigale che seguitasono nella medesimalunetta.Fattafare dal Sig. Filippo
Machiavelli.
Non cadeno da milleoltraggioppresso,
tutti scendonoa voto
stralidi scherno,e 'ngiuriosoloto:
anzicol fangovil piiuviene impresso
l'affettoin lui del'avvilirse stesso108(Fig. 12).
Infine, nell'ottavo madrigalelo Strozzi stipa in pochi versi una serie di antitesi concettose, risolte in una metafora continuata, anzi
a doppio fondo, configurando tutte le sequenze di affresco e madrigale come una serie di sermoni concentrati sulla vita esemplare di Francesco, alter Christusda un lato, modello per ognuno
dall'altro:
Quandoda' Ladronivien gettato nella neve. E quandoveste Frati.
Fattafaredal SignorPier FrancescoBuonaccorsi.
Perchedi neve il gielo
spegnernon puo divino ardentezelo,
nel ghiaccioavvampi,e mille
nascondal tuo soaveardorfaville;
e 'nceneritomanto
scuoprenell'almaascosoincendiosanto.109
Il coinvolgimento dello spettatore sembrerebbedunque affidato in
primo luogo a quella sorta di guida ufficiale offerta dai madrigali
dipinti; d'altra parte proprio lo Strozzi aveva sottolineato, nelle
Essequie di Francesco de' Medici, l'inadeguatezza della sola rappresentazione visiva, incapace di riprodurre le virtiu morali del
principe:
108 E uno dei due madrigalia commentodellalunettadov'e rappresentata
anchela
Rinunciaai benipaterni,cfr. la Scheda5 di CONIGLIELLO, ibid.,pp. 46-47.
109 Cfr. la Scheda6 di CONIGLIELLO, ibid.,pp. 48-49.
204
PER L'UNITADELLEARTI
il GranDuca FranceQueste furono1'Azzioniche per rappresentare
sco eranostate in dodici quadriritratte;ma le sue maggioriAzzioniera
impossibileo malagevoleche dalla Pitturafussero in poco spazio racchiuse. [...] Ben si vedevadipintala Rinunziadel Governo,ma quanto
discretamentee' comandasse,quantoseveroe' fusse verso di se, quanto
versogl'altribenigno,con quantaprudenzaegli antivedessele cose, con
quantaegualita,con debitaproporziontemperata,a tutti amministrasse
ragione,non volendoche la iustitiafusse al poverospadataglienteet al
ricco spadadi marra,non in breve Pittura,ma in lungaHistoriamerita
d'esserediffusamentenarrato.110
In realt"a,nel Chiostro di Ognissanti una tale irrisolta conciliazione tra la "breve pittura" e la "lunga historia" trovava una soluzione raffinata, di cui resta memoria solo nelle preziose incisioni
ottocentesche che riproducono le lunette nella loro integrit'a.Lucilla Conigliello ha notato che alcune scene poggiavano su illusionistici basamenti architettonici, "una sorta di proscenio sul quale
si svolgeva l'evento sacro", dov'erano raffigurati personaggi
estranei alla storia rappresentata, ma che avevano la funzione di
introdurre l'osservatore alla meditazione dell'immagine. Negli affreschi con l'Udienza di InnocenzoIII e con l'Incontroin San Giovanni in Laterano con Sant'Angelo Carmelitano,svolgono questa
funzione alcuni giovani mendicanti, e, nella seconda scena, addirittura una donna malata di lebbra e un povero seminudo, intesi
come i destinatari privilegiati del messaggio francescano.111
Ma la
soluzione che ci aiuta a capire il funzionamento dell'intero sistema
visivo e scritto e quella dell'affresco raffiguranteil cosiddetto Capitolo delle stuoie, durante il quale avvenne l'incontro fra San
Francesco e San Domenico. Seduto ai piedi del solito basamento,
un personaggio maschile, purtroppo andato perduto ma documentato dall'incisione, si volgeva verso l'osservatore interrompendola
110 STROZZI,op. cit. (vedi nota 19), pp. 52-53. Per una codificazione dell' 'irrappresentabile', cfr. S. RINGBOM,"Action and Report: the Problem of Indirect Narration in
the Academy Theory of Painting", The Journalof the Warburgand CourtauldInstitutes,
LII, 1989, pp. 34-51. Per il topos nell'ambito della ritrattistica cfr. J. SHEARMAN,Only
connect... Art and the Spectatorin the Italian Renaissance,Princeton, 1992, p. 111 e sgg.
(ora anche in traduzione italiana: J. SHEARMAN,Arte e spettatore nel Rinascimento
italiano, Milano, 1995).
111 Cfr. L. CONIGLIELLO,
"L'intervento di Jacopo Ligozzi e il completamento del
ciclo", in II Chiostrodi Ognissanti...,op. cit. (vedi nota 81), pp. 31-37 (36) e Schede 7,
pp. 50-51 e 23, pp. 78-79.
205
MASSIMILIANO
ROSSI
letturadel librettotenutofrale mani;si trattavadunquedi colui
che nel madrigale
dipinto,gia citato,intervienein primapersona,
"Deh
hor se vostraimmensagloriamiro,/ che non
esclamando:
mi rendocol soffrirtormento/ con voi nel Cieloa sorvolarnon
lento?"'112Tramitefra l'osservatore
e l'affresco,il personaggio
si
mostravainoltrecomeil lettoreidealedellaraccoltadi versi in
onoredel santo,pubblicata
dellaqualeindicava
contestualmente,
la vera funzione, quella cioe di servire a ripensare la scena reale,
vista nel chiostro, come un'immagine interiore di devozione"3
(Fig.13).
In base dunque ad un'accorta strategia promozionale, i madrigali dello Strozzi vengono pubblicati quando il ciclo figurativo
non e ancora completato: il curatore della raccolta offre cosi un
prodotto destinato alla devozione privata ("A consolazione spirituale de' devoti di detto Santo" recita il sottotitolo sul frontespizio) ma che almeno in un caso rinvia a un'opera figurativa di destinazione pubblica. Forse per ragioni di costi editoriali non si sceglie una soluzione consueta a Roma, quella cioe di pubblicare un
libretto illustrato da incisioni che riproducono gli affreschi corredati dai loro tituli.114Fra' Silvestro da Poppi ovvia pero facendo
Cfr. nota 107.
Per l'analisi del ciclo sono stati esempi di metodo i due saggi, relativi ad altri
ambiti cronologici, di L. BOLZONI, "La battaglia dei vizi e delle virtui:testi e immagini
fra Tre e Quattrocento", in Ceti sociali ed ambienti urbaninel teatro religiosoeuropeodel
'300 e del '400, a cura di M. CHIABO-F.DOGLIO, Viterbo, 1986, pp. 93-123 e "Un codice trecentesco delle immagini: scrittura e pittura nei testi domenicani e negli affreschi
del Camposanto di Pisa", in Letteraturae artifigurative,a cura di A. FRANCESCHETTI, Firenze, 1988, pp. 347-356. Per 1' 'immagine interiore' cfr. FUMAROLI, op. cit. (vedi nota
101), pp. 203-216 ("Ut pictura rhetorica divina"), di cui vale la pena di riportare alcune
osservazioni: "Or, s'il est vrai que la theorie des arts a la Renaissance a emprunte son
vocabulaire a la poetique et a la rhetorique antiques, la pratique des arts, l'invention des
artistes, la reception de leurs oeuvres par leur public, relevent aussi et peut-etre plus
profondement de cette extraordinairepsychologie mystique qui est vraiment la nouveaute de l'Europe chretienne et dans laquelle l'imagination, la germination des images, la
conquete d'un espace interieur, les contrastes d'ombre et de lumiere, de souffrance et de
joie, la liberte des mouvements, la perception surnaturellela plus delicate et la plus fine
des formes purifiees de la pesanteur du pec, jouent un role cognitif inimaginable pour
l'homme antique" (p. 213). Cfr. inoltre, in relazione alle imaginesagentes devozionali
INNOCENTI, op. cit. (vedi nota 105), pp. 75-93 e BOLZONI,op. cit. (vedi nota 64), pp.
143-148.
114 Come accade nel 1584 per il ciclo del Chiostro di Trinita dei Monti (cfr. BALSAMO, loc. cit. [vedi nota 89], fig. 8, p. 31) e nel 1608 per quello di S. Pietro in Montorio (cfr. BELARDINELLI, loc. cit. [vedi nota 88], passime note 16 e 22 a p. 145). Il libretto
112
113
206
PER L'UNITADELLEARTI
i madrigali
precedere
delloStrozzida un poemaagiografico
in tre
canti,la VitadelSerafico
et GloriosoS. Francesco
descritta
in ottava
un Capitolo
del
nimadi Lucrezia
Marinella;
soprala vita,e stimmate
di un altrominoreosservante,
PadreS. Francesco
Giovanni
glonioso
da Stia;unaseriedi Sonettidi Diversiin lodedi S. Francesco
Messi
in cui compaiono,tra
del nomedell'Autoni,
perordined'Alfabeto
gli altri,un sonettodel Varchie due di TorquatoTasso.Infine,
traquestasezionee quellafinalededicataa Ognissanti,sonoinseriti quattromadrigali
di GiovanBattistaMarino.Comesi vedela
e inseriscei versidipintidi
raccoltae tutt'altroche improvvisata
un autoreprestigiosissimo
accantoa quellidi letteratinon meno
famosi;inoltrela sequenzarealizzata,
poemain ottava- capitolodelleformemetriche
sonetti- madrigali,
sottolineaunagerarchia
di solututt'altroche casuale,offrendo,perinciso,un prontuario
zionidiversificate
sullatopicafrancescana.115
e quelladei sonettitassiaLapresenzadi un poemaagiografico
ni inducea riconsiderare
in chiave'eroica'anchei madrigali
strozziani:e indubbiainfattila volonta%
dell'autore
di promuovere
San
Francesco'eroedellafede', attraverso
la ripresain alcuniendecasillabidi formuledi evidenteconio tassiano.Ancheper questo
aspettolo Strozziapparefedelea uno degliassuntidellaLettione
del '74, in base al qualeil madrigale"nellafrontemostrandosi
tuttoagevole,nascondedentroa se assaidifficolta%,
comequelche
nellasuapicciolezzatuttele partici racchiude,
e quasile membra
contiened'ognialtropoemapiuigrande".1'16
Ricordo,poi, ancora
nel teatrobuontalentiano
il Poema
unavolta,comesi presentava
linico:"unagiovanedonnacon lirain mano,abitovario,magraillustratoserve anchecome prontuariofigurativo,tanto e vero che proprioper questo
tramitee stato possibileindividuareuna derivazionedal ciclo di Circignanie Lombardelli nella scenadella Nascitaaffrescatada Ligozzinel Chiostrodi Ognissanti(cfr. S.
PROSPERIVALENTIRODINO, loc. cit. [vedi nota 81], p. 67 e, della stessa studiosa, "La difCONIGLIELLO,
loc. cit. [vedi note 81 e 111] p. 40).
fusionedell'iconografia
francescanaattraversol'incisione",ibid., pp. 159-223 e
115 Semprenel 1606 fra' Silvestrocuraun'altraraccoltadi rimesacre:le SetteCanzonidi settefamosiautoriIn lodedel SeraficoP. S. Francesco
e del SacroMontedellaVerna
(...), In Fiorenza,Appresso.Gio. Antonio Caneo,e RaffaelloGrossi CompagniNella
Condotta.Per la presenzadel Tassonelleraccoltedi poesiesacred'iniziosecolo,cfr. G.
JORI,Leformedellacreazione.
Sullafortunadel "Mondocreato"(secoliXVIIe XVIII),Firenze, 1995,pp. 32-34.
116
STROZZI,op. cit. (vedi nota 43), p. 158.
207
ROSSI
MASSIMILIANO
zioso, attillato e stretto, a manifestare che sotto una sola piu cose
vi si contengono".
Si consideri allora il primo verso del sesto madrigale, gia citato, "Non cade no da mille oltraggi oppresso", che rinvia al tassiano "La vita no, ma la virtuisostenta / quel cadavero indomito e feroce", nell'VIII Canto della Liberata (ott. 23, vv. 1-2), in riferimento a Sveno che soccombe sotto la furia di Solimano. Inoltre si
potrebbe citare anche l'ultimo verso dell'ottava 4, del XIX Canto,
"non scese no, precipito di sella" (soggetto della quale e Erminia
allorche riconosce Tancredi ferito), tornato probabilmente alla memoria dello Strozzi, al momento di descrivere un'altra caduta,
quella del santo nella fossa di neve. Sempre in chiave epica (e sentenziosa) e la chiusa del diciassettesimo madrigale:
Quandoe innanzi al Soldanoper convertirlo,e con desiderio,non
facendofrutto, d'haverneil martirio.Fattafare dal SignorLorenzoCalderini.
Quell'altierasembianza
fulminid'iraminacciandoavventa;
non pero si paventa
da te, che fondi in crudeltasperanza,
che se la sua fierezzaogn'altraavanza
speribramandoa lui darvita in vano
e morte,e palmahaverdall'empiamano.'17
Vengono in mente, questa volta, le parole di Goffredo sul cadavere di Dudone: "ed hai del bene oprar corona e palma" (Gerusalemme Liberata, III, ott. 68, v. 8).118 Come appare evidente anche
da una microanalisi qual e quella tentata, la contaminazione fra i
generi, all'insegna della celebrazione 'eroica', nel primo decennio
Eppure e significativo
del '600, risulta un fenomeno capillare.1"9
che nel giovanile discorso teorico dello Strozzi la declinazione 'spi117 Per la lunetta corrispondente, cfr. la Scheda 15 della CONIGLIELLO , in II Chiostro di Ognissanti...,op. cit. (vedi nota 81), pp. 64-65.
118 Per un'altra mirata citazione dello Strozzi dalla Liberata,addiritturain un'opera in prosa, cfr. Rossi, loc. cit. (vedi nota 42).
119Sul tema e fondamentale A. N. MANCINI, "Dal 'romanzo' alla epopea agiografica nell'eta della Controriforma:La Vita di san Thomasod'Aquino di Francesco Bolognetti", Studi di letteraturaitaliana, III, 1985, 1, pp. 11-43. Per una riscrittura in chiave
'francescana'della Liberata,cfr. JORI, op. cit. (vedi nota 115), p. 34.
208
PER L'UNITADELLEARTI
rituale'del madrigale
nonfossecontemplata,
infatti:',"II
madrigale
e imitationed'attionegentilepicciola,fattaper via di narratione
con versiin rima,non sottopostia numero,ne a manieradi rimare)",20 inadattoa "convenevolmente
lodarei grandihuomini,l'attionide' qualirichieggono
moltopiugravee piulungopoema,che
questonone"
a commentodi un ciclo francescano
L'impiegodel madrigale
rientradunquein quel generaleprocessodi risignificazione
che
questaformametricaconosceallafine del Cinquecento
e di cui il
benedettinoAngeloGrillooffrecon i Pietosiaffettidel '95 l'esempio piu%
fortunato.L'autore,che fu amicoe corrispondente
dello
Strozzi,avevaesordito,in unaraccoltamiscellanea
dell'87,in veste bifronte:con il proprionomeutilizzatoper sonettie canzoni
moralie sottolo pseudonimo
di LivioCelianopermadrigali
e canzonetteamorose.'22
L'abbandono
dapartedi Grillodellaproduzione profanae la riconversione
a tematichedevozionali
e penitenziali del madrigale
sonostatimessiin relazioneda GiuliaRabonicon
in ambitomusicaledel generemala contemporanea
affermazione
risultatoperfettamente
funzionaleallesperimentaziodrigalistico,
ni sul cantomonodicotentatein contestidiversie volte a restaurarequel poteredellaparola,compromesso
dallapolifonia,indidei temisacri.E unatendenzache
spensabileallacomunicazione
i versidello Strozziallaproduzione'sacra'di Giovan
accomuna
BattistaMarino(nona casopresentecon quattromadrigali
nella
raccoltafrancescana),
che gia nel 1602,nelleRimeuscitea Venezia, avevaattintoal repertoriometaforicodei Pietosiaffetti,ad
120
121
STROZZI,op. cit. (vedi nota 43), p. 172.
Ibid., p. 174.
122 G. RABONI, "II madrigalista genovese Livio Celiano e il benedettino
Angelo
Griuo", Studi Secenteschi,XXXII, 1991, pp. 137-188 (160 e sgg.). Per i rapporti tra
Grillo e Strozzi documentati dal carteggio del benedettino, tra il 1600 e il 1601, cfr. E.
DURANTE-A.MARTELLOTTI,
Don Angelo Gullo O.S.B. alias Livio Celianopoeta per musi-
ca del secolo Decimosesto,Firenze, 1989, pp. 193-199. Sulla madrigalisticasacra, cfr. E.
FERRARIBARASSI,"II madrigale spirituale nel Cinquecento e la raccolta monteverdiana
del 1583", in Claudio Monteverdie il suo tempo, a cura di R. MONTEROSSO,Verona,
1969, pp. 217-252 (229-230). Ma per la riconversione spirituale della lirica profana, cfr.
soprattutto A. QUONDAM, "Riscrittura, citazione e parodia. Il Petrarca spirituale di Gi-
rolamo Malipiero", in A. QUONDAM, Il naso di Laura.Linguae poesia lirica nella tradizione del Cinquecento,Modena, 1991, pp. 203-262; infine: M. FOCKING,
'Rime sacre' und
die Genese des barockenStils. Untersuchungen
zur StilgeschichtegeistlicherLyrik in Italien
(1536-1614) (Text und Context 12), Stuttgart, 1994.
209
14
MASSIMILIANO
ROSSI
esempio, e non a caso, nei madrigaliche svolgono il tema della passione di Cristo."23
Ma non credo sia stato solo il modello dei Pietosi
affetti, piiuvolte ristampati e destinati a una straordinariafortuna
musicale, a far deviare lo Strozzi dalle posizioni teoriche sostenute
nel '74. E noto che Giovan Battista, durante tre decenni, dal 1593
al 1625, fu in relazione epistolare con Federico Borromeo, conosciuto a Roma e visitato a Milano dal luglio al dicembre 1595.124Al
cardinale lo Strozzi forni una preziosa consulenza linguistica e letteraria, necessaria a quella riforma della predicazione che il Borromeo intendeva modellare sul volgare toscano del Trecento.25
2E da
segnalare che proprio in una delle oltre settanta lettere inviate a
Federico, lo Strozzi attribuiscaproprio all'illustre corrispondenteil
carattere cristiano della sua poesia: "Ella con l'insegnarmi a dar
forma migliore alle parole amorose di questo e di quello, e anco la
presente cagione che io habbia composta l'inclusa 'poesia' la quale
io mando a lei come cosa sua".126Sta di fatto che Salvino Salvini ricorda di aver letto tra i codici strozziani "Discorsi Sacri fatti in diverse Chiese", che non ho ancorarintracciato.127
123 Cfr. 0. BESOMI,
Ricercheintornoalla "Lira"di Giovan BattistaMarino, Padova,
1969, pp. 154-185, in modo particolarele pp. 166-168. Ovviamente lo Strozzi fu in rapporto anche con Marino, che, il 15 febbraio del 1602, gli indirizzo da Venezia una lettera, in chiave di ut musicapoesis, per ringraziarlodell'invio di un sonetto, presente, assieme alla risposta, nelle Rime, uscite in quell'anno da Ciotti, a p. 241 della Prima Parte
(cfr. G. MARINO, Lettere.A cura di M. GUGLIELMINETTI, Torino, 1966, pp. 29-30 e anche BESOMI, op. cit. in questa stessa nota, p. 131).
124 Barbi, op. cit. (vedi nota 2), pp. 46-47.
125 S. MORGANA, "Gli studi di lingua di Federico Borromeo", Studi linguisticiitaliani, n.s., VII, 1988, II, pp. 191-216 (199-200) e BARBI, op. cit. (vedi nota 2), pp. 46-47;
A. BARBERA, L'operascientifico letterariadel card. FedericoBorromeo,Milano, 1931, pp.
85-88. Ma cfr. anche BOLZONI, op. cit. (vedi nota 64), pp. 75-81 e, della stessa studiosa,
"Oratoria e prediche", in Letteraturaitaliana, III**, Torino, 1984, pp. 1041-1074
(1064).
126 Citata da BARBERA, op. cit. (vedi nota 125), p. 88; Milano, Biblioteca Ambrosiana, G. 163, c. 178. Dato il protrarsi della chiusura della Biblioteca, non mi e stato
possibile esaminareil carteggio, ne questa lettera in particolare,di cui ignoro la data.
127 Cfr. SALVINI, op. cit. (vedi nota 2), p. 252. D'altro canto, se la predicazione di
un amico e ammiratoredello Strozzi, Francesco Panigarola, anche lui minore osservante,
utilizza tutti gli artifici della retorica e della letteratura profana, a sua volta un laico come Giovan Battista Marino, in quelle pseudopredicheche sono le Dicerie Sacre,prendera
a modello di scrittura proprio il Panigarola (cfr. allora di G. Pozzi, "Intorno alla predicazione del Panigarola", in Problemi di vita religiosain Italia nel Cinquecento,Padova,
1960, pp. 315-322 e l"'Introduzione alle 'Dicerie Sacre"', in G. MARINO, Dicerie Sacree
210
PER L'UNITA DELLE ARTI
II coinvolgimento
delloStrozzinell'allestimento
deglispettacoli del 1589, in particolare
nel celebrequartointermezzo,per il
qualepropriotre madrigali
delpoetafuronosceltida Giovannide'
del potereorficodella
Bardiper una complessarappresentazione
'28il ruolodi guidadegliAlteratie dunquela conoscenza
musica;
di primamanodelleriflessioniteorichesullamusicadegliantichi,
e purgazione
la monodiae la commozione
degliaffettinellatragediachein quellasedeeranostateesposte,129
e, infine,il fattochei
musicatidai compositori
suoi madrigalifosserofrequentemente
fiorentino130
credosianostatituttifattoriche spinsero
dell'ambito
il madrigalecomela formametricapiiu
il Teneroa privilegiare
Eraquestaunasoluzioneefadattaai titulidel ciclodi Ognissanti.
ficaceperguidarela visionedegliaffreschiversoquei"pietosiaffetti" che si auspicava
la vicendadi Francesco
fino a
provocasse,
incoraggiarne
la devotaimitazione.L'assimilazione,
gia sostenuta
da GabrielePaleotti,trail pittorecristianoe l'oratore,in virtiui
del
il popoloe tirarlocol mezzodellapitcomunefine di "persuadere
turaad abbracciare
alcunacosapertinenteallareligione",veniva
realizzata
a Firenzee in mododel tuttooriginale.'1'
pienamente
la Stragede gl'innocenti,Torino,1960, pp. 13-65 [47 e sgg.]).Il Panigarolad'altraparte
loda proprioun testo dello Strozzicome esempioperfettodi linguatoscana,l'Orazione
in lodedi Giovannad'Austria,Firenze,Sermantelli,1578, in II Predicatore
di F. FRANCESCOPANIGAROLA,
Minoreosservante
(...), In Venetia, AppressoBernardoGiunti, Gio.
BattistaCiotti, et Compagni,1609, SecondaParte,p. 32. Un sonettodi GiovanBattista in lode del predicatoree in BNF, Magl.VII, 329, c. 152v.
128 Cfr. LAVIA,loc. cit. (vedinota 15) e C. V. PALISCA,
"The MusicalHumanism
of GiovanniBardi",in Poesiae musicanell'estetica
del XVI e XVIIsecolo,a curadi H.
MEYVALIAN,Firenze, 1979, pp. 45-72 (50-52).
129 Cfr. il contributofondamentale
di PALISCA,
loc. cit. (vedinota 1). Per il sodalizio fra lo Strozzie il principaleteoricomusicaledegliAlterati,cfr. D. RESTANI,
L'itineratio di GirolamoMei dalla 'poetica"alla musica,con un'appendice
di testi, Firenze,
1990,pp. 63-81 e, in particolare,82-83.
130 Sullaproduzione
profanadello Strozzimusicatain ambitofiorentinoe fondamentalela tesi di dottoratodi D. BUTCHART,
TheMadrigal
in Florence,1560-1630,Universitadi Oxford, 1979, p. 58 e sgg. e p. 71 e sgg.;cfr. ancheP. GARGIULO,
LucaBati
madrigalista
fiorentino.Conl'edizionemodernadel SecondoLibrode Madrigali
a cinquevoci (1598),Firenze,1991, p. 32 e p. 39.
131Cfr. il Discorsointornoalle immaginisacree profane(Bologna,Benacci,1582),
ripubblicatoda P. BAROCCHI
tra i Trattatid'artedel Cinquecento...,
II, Bari, 1961, Libro
I, Cap.XXI, pp. 214-216;cfr. ancheG. SCAVIZZI,
"La teologiacattolicae le immagini
duranteil XVI secolo",Storiadell'arte,21, 1974, pp. 171-212(185-190).Non saradunque un caso che proprioLorenzoGiacomini,nel Discorsosullapurgazione
dellatragedia,
211
MASSIMILIANO
ROSSI
In un passo della lontana Lettione del 1574, contenuto in una
digressione dedicata a mascheratee intermedi, nei quali poteva accadere di inserire madrigali,lo Strozzi aveva osservato:
Nelle qualiImitationiconvieneperavventuraosservarquesto. Si come in una Impresail corpo e l'animacteonoessere uniti talmente,che
l'un congiuntocon l'altrovenga a fare un compostoperfetto,coslinelle
Mascherate,e negli Intermediile paroleche s'odono,e tutto quelloche
si vede, voglionoconcorrereinsiemea fare un'espressioned'un concetto
affinchel'unoo l'altronon vi sia di soverchio.Percio,spogliandopoi que'
e ne divengonomoltomenvaghiportandoseco
versettidegl'adornamenti,
quegl'altriapparecchi
troppogranpartedellavaghezzaloro.132
L'assimilazione di mascherate e intermezzi al genere 'misto' delle
imprese non conferma solo l'analogia, proposta in precedenza, tra
una serie di emblemi sacri e un ciclo di affreschi, corredato da madrigali, ma riverbera sulle Stone di Ognissanti anche il modello di
"un composto perfetto" tra testo e immagine, "espressione d'un
concetto". Queste e le altre analogie, di volta in volta messe in
evidenza, tra il perfetto poema e un complesso architettonico, un
gruppo scultoreo, una scena dipinta e una collezione enciclopedica, ma anche tra madrigale e poema e tra poema e intermedio,
consentono dunque, in base a una tale predicata reversibilita tra
sottolineil'analogiatra la pittura,la scultura,la musicae la poesiain base allo stessofie incitamentoallavirtui:"I fini secondoAristotelesarannola purne di moralizzazione
il riposoda le molestiee da' negoziide la vita, e finalmente
gazione,l'ammaestramento,
il diportode l'animone l'uomointendente,che e giocondae perfettacognizionede l'eccellenzade l'opera;o uno o piiudi questi secondole diversespezie de' poemi. Questi
et a le statueet a le pitture,sl che dopo averconsemedesimifini ci e lecito appropriare
gnatoal pittoreet a lo scultoreper lor fini le opereda farsida ciascuno,se saremointerrogatiqualsia l'uso di quelle,che megliorisponderpotremose non che il verolorouso e
lo incitarea virtiucoloroche le rimirano,se di lodevolecostumefannosembianza?0 e
0 daresvagamento
sfogamentodi affetto in colui che le formoo ne' loro riguardatori?
di animoda noiosipensierio nobilericreamentonel giudicarela perfezionedel magistero?Ne disdiceche i fini di questeoperesiani medesimiche quellide' poemi,non essendo necessarioassegnarea ciascunasempreil propriofine, il che ne le armonie,ne le poesie, ne le pitturee ne le statueche o di marmoo di bronzodiverseartifabricano,e madegli Alteratinell'86 [I ed. in L. GIACOMINI,
nifesto" (il Discorso,letto nell'Accademia
Orationiet discorsi,Firenze,Sermantelli,1597, pp. 29-52], e statoripubblicatoda WEINop. cit. [vedinota 36], III, pp. 347-371[352]);il passoe opportunaBERGfra i Trattati...,
andthe
HANNING,Of PoetryandMusic'sPower.Humanism
mentecitato da B. RUSSANO
Creation
of Opera,Ann Arbor,1980, pp. 22-26.
132 STROZZI, op. cit. (vedinota 43), p. 166.
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PER L'UNITA DELLE ARTI
generi letterari e figurativi, di riconsiderarei versi dipinti per il ciclo di Ognissanti (come le statue per il teatro degli Uffizi) nell'ambito di un'arspoetica che, proprio per la sua diversificata possibilita di applicazione, si configura tra le piiu originali e 'universali'
della fine del Cinquecento.
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