SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
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€ 0,50
diretto da Salvo Benanti
La città
dei
coglioni
Il terremoto in Abruzzo credo che abbia sconvolto tutti
noi profondamente. Non
saprei aggiungere parole di
dolore allo strazio delle
immagini che vediamo in
televisione e nei giornali:
famiglie annientate, bambini uccisi. Commuove la solidarietà che si è mossa da
tutta l‟Italia, senza riserve,
senza pensarci, come se
sotto le macerie ci siano i
nostri fratelli e figli.
**
Vedo il nuovo Ospedale
dell‟Aquila sbriciolarsi come farina, sebbene costruito nel 2000 con criteri antisismici, e così la Prefettura,
la Casa dello studente, decine di fabbricati nuovi. Ma
che razza di norme antisismiche sono, che razza di
costruttori sono e con essi
chi avrebbe dovuto esercitare il controllo ?. E penso
anche ai 27 bambini di Giuliano Nuova uccisi dal terremoto e dalla malafede
accertata dei costruttori
della Scuola, in una sentenza di Tribunale.
**
Siracusa non ha questo
problema. L‟ospedale è stato costruito nei lontani anni
50/60, senza norme antisismiche, come quasi tutti gli
edifici definiti strategici o
sensibili (scuole, asili, uffici
pubblici, luoghi aperti al
pubblico etc). Il nuovo Ospedale da 25 anni dicono
di volerlo costruire ma non
si mettono d‟accordo su
come spartirsi gli utili
(incarichi, appalti). E finché questo accordo non si
trova, ci teniamo l‟ospedale
che abbiamo, salvo poi, in
caso di disgrazie,vedere
qualcuno dei soliti noti andare fuori, in televisione, a
gridare al colpevole per
depistare, come se non sapessimo chi sono i colpevoli.
**
La tragedia dell‟Aquila e
dell‟Abruzzo servirà a qualcosa, almeno da noi, o, tra
qualche giorno, dopo la
solenne cerimonia, torneranno ad azzuffarsi sul proprio tornaconto, come prima? Non è una grande vergogna? Perché nessuno interviene? Perché non avviene una rivolta popolare in
questa città di scoglionati?
FONDATO NEL 1988
N° 15/2009
Domenica 12 aprile 2009
Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl
Bonomo: Favorito centro sportivo
Ora il Pdl siracusano ha 3 correnti
Stefy Prestigiacomo è il vero capo
Servizio a pagina 6
In calo Bufardeci-Centaro. Debole l‟asse Bono-Vinciullo
Nel PDL nascono le correnti che sono, beninteso, le stesse
che c‟erano prima in Forza Italia ed Alleanza Nazionale. A
parte qualche rimescolamento di carte, prevedibile. Vediamo:
Area Prestigiacomo. Un correntone che vede presenti Fabio Granata, il sen.Alicata, Roberto Visentin, Salvo Mangiafico, Assenza etc. Ma su Assenza c‟è da aggiungere
qualcosa. Nell‟ambito politico che si riconosce nella Prestigiacomo il Presidente dell‟ASI è fermamente intenzionato a lavorare fin da ora per le prossime regionali che
spera avvengano prima della scadenza del termine (2013).
Assenza pensa che la PDL possa avere 3 seggi, ma in ogni
caso tenterà di scalzare Bufardeci o Vinciullo.
Area Centaro-Bufardeci Un asse consolidato che viene
messo in discussione come area di potere ed insidiato nei
consiglieri comunali e provinciali e nelle varie realtà della
provincia. La Prestigiacomo in questi mesi è scesa in cam-
L‟attuazione del nuovo PRG della Città provoca reazione furibonde ora che si cominciano ad intravedere le scelte compiute da
mattone selvaggio, come lo abbiamo definito. C‟è un rimedio per fermare questo PRG
e le aggressioni indecenti del territorio che
ha previsto? E‟ l‟interrogativo che si sono
posti alcuni cittadini amanti della città, della
sua storia, poco informati della genesi di
questo PRG, approvato irresponsabilmente
pochi minuti prima dello scadere della scorsa legislatura comunale,dove furono inserite
scelte di natura urbanistica che alcuni dei
protagonisti di quella notte ebbero a definire
“autentiche porcate”.
I Fatti hanno denunziato a lungo quelle scelte, la sinistra non le votò, la magistratura
sequestrò le carte, le c.d. associazioni ambientaliste rimasero zitte, l‟argomento non le
interessava. Ma mattone selvaggio ha co-
po pesantemente per acquisire quadri del partito, amministratori locali, imprese, nuove realtà. Non lo aveva mai fatto, avendo lasciato tutto lo spazio possibile a Bufardeci. Ha
cominciato a farlo sul serio, e questo, con la stessa candidatura di Assenza alle regionali, significa certamente qualcosa. Le deleghe in bianco sono finite. Ormai all‟interno del
PDL ci si conta e devono cessare ambiguità e doppi posizionamenti.
Area Bono-Vinciullo Molto forte in AN, debole nel PDL,
anche se Bono ha un ruolo di grande prestigio e potere.
L‟intesa preferenziale è con la Prestigiacomo, certamente
non con Bufardeci. Ma la competizione sarà molto dura.
Vinciullo è una macchina elettorale in continuo movimento,
ma rischia di essere stritolato. L‟ex area AN, priva di Granata, potrebbe essere troppo debole dentro il PDL per mantenere posizioni, potere e parlamentari.
Il Prg dei barbari
minciato a farsi “vedere”anche dai comuni cittadini: viale
Epipoli è stato inondato dalla costruzione di decine di villette a schiera (tutte le stesse!); a Tremila è successa la
stessa cosa; cubature generose al centro direzionale, vicino
al Tribunale; a piazza San Giovanni un lembo di terreno
dove insisteva un rustico mezzo diroccato e che sembrava
dovesse essere demolito per rendere più funzionale la
piazza, sta diventando, tra la meraviglia generale, un ennesimo palazzo; a via Elorina un palazzo di recente costruzione poggia un suo angolo nella strada come se fosse la
cosa più normale…e via di questo passo.
Ma non è finita qui!! L‟insediamento di villette costruite
da cooperative (sulle quali sarebbe bene che qualcuno ne
sapesse di più perché sono ben noti i manager che li dirigono ed i loro legami con certa politica) continuerà imper-
territo a Tremila, la premiata Ditta Frontino$Figlia costruirà sotto le mura dionigiane
il 3 centro commerciale ed una incartata di
villette, uffici, residenze etc. A via Mazzanti
nell‟ex area demaniale avverrà uno dei maggiori scempi: nell‟area prima oggetto di tutela verranno costruiti la caserma dei carabinieri, e poi uffici e palazzi. Sessanta anni di
difesa di quell‟area per farne un‟area a verde
attrezzato, crolla per mano dei nuovi barbari. Che fare? Come arginare queste ondate di
cemento che stanno deturpando angoli della
città.zone vincolate? Alcuni cittadini si interrogano e chiedono ai Fatti che fare. Non
siamo esperti di urbanistica ma se c‟è una
reale ed ampia indignazione su questi temi,
la politica se ne accorgerà ed i rimedi – che
ci sono –possono essere attivati e mattone
selvaggio si fermerà o, quanto, meno sarà
frenato.
E ora Piscitello s‟allea con Storace e Buontempo
Torniamo sull‟argomento non per antipatia ma perché, come si dice, “al ridicolo non c‟è mai fine”. Raffaele Lombardo, come è noto, ha scelto di allearsi con Francesco
Storace, cioè con la Destra Nazionale. Storace con Buontempo ed altri leaders della destra “dura” e “pura” è quella
parte di AN o fuori AN che non ha mai accettato posizioni
moderate, ma che intende costituire nel Paese l‟approdo per
la destra intransigente, anche extra parlamentare.
Bene, questa destra è il nuovo alleato dell‟MPA. Prima è
stata la Lega di Bossi, antimeridionalista ed antisiciliana,
ora, alle europee, è quel grumo di ex picchiatori, nostalgici,
che ancora sopravvivono nel nostro Paese e che, purtroppo,
non sono pochi.
Ovviamente Lombardo fa quel che vuole, e sappiamo anche
perché: non potendo contare sul voto politico e di opinione
all‟MPA, punta, anche stavolta, sul voto clientelare, di potere, e quel voto, pensa di portarlo dove (cazzo) vuole, a
destra, a sinistra, con la Lega, all‟estrema sinistra come
all‟estrema destra. Un ottovolante impazzito che irride le
categorie tradizionali della politica perché pensa di avere i
voti delle clientele chiusi nel cassetto.
Ma non è di Lombardo che intendiamo parlare ma del suo
già contestatissimo commissario provinciale dell‟MPA in
provincia di Siracusa, il prode Rino Piscitello. Lo ricordate?
I suoi salti politici (doppi, tripli, etc) non li contiamo più ma
questo merita una notazione di stupore e di entusiasmo per
una spregiudicatezza che non ha più confini, tabù, remore,
un pallido sentimento vicino alla vergogna. Piscitello ex Lotta Continua, ex PCI, ex Rete, ex Di Pietro, ex Verde, ex Rifondazione Comunista, ex Margherita, ex PD (cos‟altro abbiamo dimenticato?) approda come alleato della destra più
dura. Farà campagna elettorale insieme a Storace, incurante
del suo passato remoto e recentissimo,al detto “dove la barca
va…” dove la barca è Raffaele Lombardo.
Non è una situazione comicissima per chi conosce Piscitello
e la sua storia, l‟intransigenza, i cortei, gli insulti, le denunce, i dibattiti televisivi con cui ci ha stremato per anni da posizioni di estreme sinistra, etc?
Ne parliamo perché per noi Piscitello è un grandissimo insegnamento: non prendere mai sul serio in politica i moralisti,
gli estremisti, gli intransigenti perché sono sempre i peggiori.
Comunale a +1387
Ognina a + 2501
Via Crispi +952
Siamo quasi a tre anni di ritardo sull’inaugurazione...
Le bacchettate ci sono, la nuova strada invece no...
Il Comune sta raccogliendo i fondi. Bere o affogare...
2
Domenica 12 aprile 2009
Filo diretto: Roberto Visentin risponde:
Primo Maggio in piazza Duomo? Forse
I sindacati locali dovranno fornire tutte le possibili garanzie
selezionato quelle che abbiamo ritenuto
fossero di pubblico interesse. Le email
pubblicate poi sono state ridotte nello
scritto per ovvi motivi di spazio. Anzi
invitiamo chi scrive ad essere estremamente conciso. E questo nell’interesse
generale, più i quesiti sono brevi infatti e
più c’è la possibilità di occuparci di vari
argomenti. Veniamo ora alle email dei
nostri concittadini:
Boom di domande al sindaco Roberto
Visentin. Quasi un centinaio di email
alla nostra posta elettronica. Insomma i
siracusani sono interessati e attenti ai
problemi cittadini, anche a quelli più
piccoli. Da qui la pioggia di lettere tutte
indirizzate, nostro tramite, al primo cittadino. Di questa massiccia presenza vogliamo ringraziare i nostri lettori visto
che tanta partecipazione ci rende non
poco orgogliosi. Come sempre abbiamo
Riceviamo e pubblichiamo:
Risponde il sindaco:
La manutenzione è prevista e in ogni caso
se ci sono punti da luce da ripristinare sarà fatto rapidamente.
Riceviamo e pubblichiamo:
Riceviamo e pubblichiamo:
Ci sono tre discariche all‟ex circuito, davanti al sito dove fino a qualche mese addietro c‟era un autolavaggio. Ci sono anche
rifiuti tossici e pericolosi.
Lucia Aliffi
Piazza Pancali e il tempio di Apollo sono
“sporcati” da diverse settimane dai rifiuti
di una ditta e l‟immagine che presentiamo
ai turisti non è certo delle migliori.
Mario Bonvicino
Risponde il sindaco:
Non è una strada di proprietà comunale
ma ringraziamo ugualmente la signora Aliffi per la segnalazione che gireremo subito a chi di competenza.
Risponde il sindaco:
Si sta sistemando la facciata da parte di un
privato, un intervento che si è reso necessario per motivi di sicurezza e di decoro.
Lo status del luogo verrà in ogni caso ripristinato al più presto.
Riceviamo e pubblichiamo:
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro sindaco, le diamo atto di aver finalmente rifatto la Panoramica che è ormai
diventata un‟arteria molto transitata. Le è
però sfuggito che la stessa è quasi completamente al buio se si fa eccezione per un
paio di lampade, può intervenire?
Concetto Magnesi
L‟ex casello ferroviario della Borgata è
attualmente ricettacolo di spazzatura oltre
che ospitare la notte drogati e ubriaconi.
Quale sarà la sua sorte? Il sindaco non può
intervenire?
Carmelo Tuccitto
Risponde il sindaco:
Noi provvederemo immediatamente a ripulirlo, nel frattempo stiamo provvedendo al
completamento dei lavori della pedonale.
Rimetteremo in sesto anche il casello che
sarà riservato a un utilizzo opportuno.
Anche il Primo Maggio? Ma piazza Duomo non dovrebbe essere esentata da qualunque evento di questo tipo? Che fa il sindaco? Che fa la Soprintendenza?
Angela Manenti
Risponde il sindaco:
Ancora non è definito se la manifestazione
si svolgerà in piazza Duomo e in ogni caso
per utilizzarla dovremo avere tutte le garanzie possibili da parte del sindacato.
Riceviamo e pubblichiamo:
Ci sono tre lampade di piazza Duomo fulminate da tre anni. Vogliamo fare il G8 con
la piazza al buio?
A.B.
Risponde il sindaco:
Non faremo il G8 al buio, le lampade poi
non erano davvero guaste da tre anni. Comunque ad horas sarà tutto risolto.
Non preoccuparti del
fatto che la gente non
ti conosce, preoccupati del fatto che forse
non meriti di essere
conosciuto. Confucio
I Fatti Una fiera arrangiata all‟italiana
non
è
un
buon
biglietto
da
visita
di Londra Negli stands c‟erano persino brochure del 2005
Non vi voglio parlare di
cinema, di quel bellissimo
film del grande Federico
Fellini che fece la storia
del nostro cinema, ma di
una commedia si, una
commedia triste che ho
visto dissolversi anno dopo anno in un palcoscenico sempre piu' snobbato e
trattato con troppa superficialita'. Sto parlando
dell'evento conosciuto con
il nome de "La dolce vita"
che ormai da tanti anni si
tiene a Londra, un evento
come tanti in giro per il
mondo e che nasce con
l'intenzione di promuovere
il marchio e il marketing
italiano all'estero. Anche
quest'anno, dal 26 al 29
marzo, all'Olympia, un grandissimo centro esposizioni nell'
ovest di Londra, si e' svolta per l'ennesima volta questa fiera che anno dopo anno trovo sempre piu' piccola e monotona. Ho visitato la fiera solo due giorni, il primo giorno dedicato ai rappresentanti del settore e la domenica perche' aperta al pubblico cosi' come il venerdi' e il sabato e a parte
qualche intraprendente privato, sono rimasto meravigliato
dalla tanta poca professionalita' e dalla solita superficialita'
tutta italiana da parte dei rappresentanti delle diverse aziende espositrici.
A parte il fatto che ormai l'Italia, da nord a sud non sa pro-
durre altro che olio di oliva, vino e proprieta' immobiliari
esageratamente costose, il discorso perde interesse quando
dietro agli stands, si trova gente che non sapendo parlare
neanche una parola di inglese, trova difficolta' ad intrattenere un elementare discorso costruttivo con un qualsiasi
potenziale cliente. Ho visto esposti negli stands posters
con la pubblicita' del prodotto in questione scritti solo in
italiano, ho visto le cartelle delle agenzie immobiliari con
esposte le loro proprieta' con il prezzo in euro, ho visto
opuscoli promozionali datati 2005, "tanto non e' cambiato
niente" mi hanno risposto, ho visto gente svogliata e distratta girarsi e rigirarsi tra le pareti dei loro chioschi con
l'obbiettivo di far passare presto la giornata per andarsi a
divertire nella Londra by night piuttosto che intrattenere
quei pochi clienti che si aggiravano confusi tra i diversi
stands e convincerli a comprare il loro prodotto.
Alcuni stands erano completi della pubblicita' del loro
marchio di fabbrica ma vuoti, lascio a voi immaginare il
perche'... Tutto questo e' il solito figlio di una mala gestione tutta italiana.
Le regioni sovvenzionano i progetti espositivi alle ditte
che ne fanno domanda che a loro volta gonfiano i preventivi, calcolando spese eccessive senza che nessuno si preoccupi minimamente di valutare il tutto nel modo dovuto,
lasciando a loro la scelta di alloggiare in alberghi costosi e
a volte anche lontano dal centro, quindi spese di trasporto
e altro. In alcuni casi ho saputo di spese richieste per 10
persone mentre in realta' le persone coinvolte erano solo la
meta'. Ma quello che non ho visto quest'anno sono stati gli
inglesi e non solo loro, visto che Londra e' un palcoscenico abitato da giapponesi, australiani, americani, cioe' i veri
potenziali estimatori del nostro prodotto tanto vantato
all'estero. Al contrario, ho visto come al solito un eccessi-
vo numero di italiani che interessati solo a guadagnare
qualcosa gratis o per sentirsi solo meno lontano da casa
propria, creavano la solita confusione, classica solo della
nostra cultura caciarona.
Ma tutto questo mi avrebbe potuto contrariare solo in parte
se non fosse stato che, essendo un artista e art promoter e
vantando l'Italia per la sua caratteristica di museo a cielo
aperto, fatto di siti archeologici, di templi, di cattedrali, di
castelli, di musei, di monumenti, di tutti quei gioielli artistici che il mondo ci invidia e sopratutto di una new
generation artistica tenuta in un angolino quasi a vergognarsi di metterla a confronto con la storia dell'arte di cui sopra,
mi sarei aspettato, cosi' come l'ho sempre sperato negli anni
passati, di vedere un angolo dedicato ai nostri patrimoni
culturali passati e anche futuri, visto che l'Italia detiene la
più alta concentrazione di beni culturali al mondo, esportando da sempre le sue scoperte e le sue innovazioni in gran
parte del mondo con il presupposto di creare un industria
turistica di proporzioni non indifferenti. Invece a parte lo
stand di una art gallery inglese che esponeva dipinti riguardanti l'Italia ma creati da un inglese, c'era l'unico e solo rappresentante di quello che e' uno spicchio della nuova generazione degli artisti italiani, lo scultore, Andrea Roggi che
con le sue bellissime opere ha arricchito, anche se solo in
un discreto spazio espositivo, quello che se no sarebbe stata
una fiera monotona e per niente costruttiva.
Il risultato di tutto questo e' che dall'anno prossimo questa
fiera "La dolce vita" verra' spostata in un centro piu' piccolo, forse a Islington un quartiere al nord di Londra, quasi a
voler sminuire tutto il lavoro che quei pochi onesti e ambiziosi imprenditori italiani hanno creato nella loro vita sia in
Italia che all'estero.
Gianni Bonincontro
3
Domenica 12 aprile 2009
Università: Il consorzio Archimede è un bluff
Salvo Baio spieghi il suo operato ai Siracusani
Chiedere 50 mila euro di danni a I Fatti non lo solleva dalle responsabilità
Da qualche tempo i Fatti danno lavoro
agli avvocati. Ne siamo contenti per
loro, coscienti dei tempi magri che,
come tutti noi, vivono. E‟ un susseguirsi di notizie di querele, di denunce,
al grido: basta con i Fatti, non se ne
può più, dileggiano, diffamano impunemente. E‟ un cambio di linea. Prima
la voce era: ma i Fatti non li legge proprio nessuno, basta non parlarne, ignorarli, e finisce anche l‟interesse a stamparli. Prevale, insomma, la linea
“dura”per intimidirci, zittirci, condizionarci in qualche modo, chiuderci, se possibile.
Ora io mi rendo conto che in questa città che emana da anni l‟odore nauseabondo
del conformismo più servile, sciocco, dove
stampa e televisioni per sopravvivere devono centellinare le notizie e prestarsi a indecenti siparietti pro qualcuno, priva di imprenditori veri, di politici veri a caratura
nazionale e regionale, - un settimanale
“libero” che scrive senza remore quello
che sente e che vede (pur sbagliando qualche volta, come è naturale che sia) e che
per scriverlo non ha bisogno
dell‟autorizzazione di Catania o Palermo,
che non dipende dalla pubblicità che il
sig.Lombardo elargisce alla stampa come
se fossero soldi suoi e non dei contribuenti
siciliani, che non dipende da centrali di potere, ecco un “foglietto” così, pur senza
pretese, rompe i coglioni. Siamo coscienti
di questo.
Pensate quanta simpatia suscitiamo nei
promotori dei celebri project financing
che da anni imperversano in città (Porto
Turistico, Nuovo Ospedale,etc); nei cultori
di mattone selvaggio, quelli, per intenderci, che stanno riempiendo luoghi prima inedificabili di orribili villette a schiera, uffici,
palazzi, come se fossimo stati d‟incanto,
per un malefico sortilegio, scaraventati agli
inizi degli anni 60‟, all‟edilizia selvaggia di
allora,incurante di tutto, del paesaggio e
dell‟ambiente come della tutela delle aree
di interesse archeologico e che è sicuramente peggio dell‟abusivismo che almeno
riguardò le seconde case e, purtroppo, le
nostre coste. No, qui mattone selvaggio ha
scelto il centro del centro della città, le aree
da sempre vincolate (area demaniale di Via
Mazzanti, Viale Epipoli, Mura Dionigiane,
Piazza San Giovanni, Via Elorina…), dove
il business è sicuro e diretto. Ma qualcuno
si è chiesto mai chi sono i proprietari delle
aree del centro direzionale, dell‟area di via
Mazzanti, chi le ha comprate e per conto di
chi? Insomma stiamo sulle palle e qualcuno (politici di infimo ordine, avvocaticchi
in cerca di piccoli favori) si incarica di fare
il servizietto, di mollare, se ci riesce, qualche sganassone ai Fatti ed al suo Direttore.
Non ci riuscirà perché non siamo (ancora)
in un sistema autoritario, perché c‟è ancora
un ordine giudiziario in grado di tutelare
diritti costituzionalmente garantiti come la
libertà di stampa. In ogni caso la partita che
si è aperta è questa, non è la prima volta
che succede in tanti anni di pubblicazione
dei Fatti, non sarà certamente l’ultima. E’
bene che i nostri lettori, quelli che ci comprano alla luce del sole ma anche quelli che
lo fanno di nascosto (o ci leggono di nascosto), per non farsi vedere timorosi di rappresaglie, sappiano cosa succede e che tipo
di manovra è stata ordita contro di noi.
Salvo Benanti
Dal 2005 ad oggi il consorzio universitario Archimede è
stato un bluff. Doveva portarci verso un polo universitario autonomo, doveva fare di Siracusa quello che è
invece diventata Enna che ha la sua università, decide il
suo futuro e non dipende da nessuno. Noi ciccia! Siamo
succubi di scelte catanesi, dipendiamo dai catanesi, non
abbiamo praticamente un futuro. Le uniche certezze
sono le indennità d’oro che questa città paga al presidente, al vicepresidente, al direttore del Consorzio Archimede. Una vergogna che abbiamo denunciato con
forza e che nasconde anche una situazione atipica. Ci
sono infatti altre strutture universitarie nel territorio,
ma i responsabili delle stesse non beccano un euro di
indennità. Basterebbe fare lo stesso a Siracusa e delegare al
sindaco o al presidente della Provincia pro tempore i compiti,
ma quali compiti?, fino ad oggi espletati da presidente e collaboratori vari.
E poi abbiamo davvero abbandonato l’idea di diventare università autonoma? Lo si dica e si finisca uno sperpero di 10 miliardi l’anno per una impostazione che ci vede e ci vedrà sudditi poveri, a cui da un giorno all’altro si può togliere il poco che
hanno (sta già accadendo per beni culturali). Questo abbiamo
scritto, scriviamo e scriveremo sul consorzio Archimede e il
presidente Salvo Baio invece di intervenire, discutere, spiegare,
ci ha chiesto 50 mila euro per i danni alla sua immagine. Chi ci
onora della sua lettura valuti e giudichi.
La citazione: Noi la pensiamo così
Atto di citazione
Il dott. Baio Salvatore nato a Siracusa ed ivi residente nella via Luigi Spagna n. 50/A , selettivamente domiciliato in Siracusa, Corte Cesare Gaetani n. 2,
presso lo studio del sottoscritto avv. dal quale è rappresentato e difeso per mandato margine del presente atto cita Benanti Salvatore nato a Siracusa
ed ivi residente nella via Carlo Forlanini n 6 (BNN SVT 49D24 I754Z), a comparire avanti il Tribunale di Siracusa, Giudice Istruttore designando, per
l’udienza di comparizione, ore regol.,con invito a costituirsi in cancelleria nel termine di giorni venti prima dell’udienza indicatasi ai sensi e nelle forme di
cui all’art.166 c.p.c e con l’avvertenza che in mancanza si procederà in sua contumacia e che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze
di cui all’art 167 c.p.c er sentire accogliere le seguenti domande alle quali si premette.
I fatti di causa
Il predetto istante dott. Salvatore Baio, dipendente dell’INPS di Siracusa con la qualifica di Ispettore Generale e noto esponente del mondo politico siracusano da anni impegnato in attività sociali e culturali, esercita con continuità dal 2005 le funzioni di presidente del Consorzio Universitario Archimede.
Il predetto istante dott. Salvatore Baio, inoltre dal 1981 al 1990 è stato componente del comitato di gestione dell’Unità Sanitaria Locale di Siracusa e dal
1990 al 1994 ha svolto altresì la funzione di consigliere alla Provincia Regionale di Siracusa diventando, nel 1993, Presidente dell’anzidetto ente.
Il predetto istante dott. Salvatore Baio è stato inoltre presidente della Sogeas dal 1998 al 1999, componente del consiglio di amministrazione della SACService s.r.l Aeroporto di Catania dal 2001 al 2005, assessore provinciale alla pubblica istruzione dal 2002 al 2003 e consulente gratuito per l’Università
del Presidente della Provincia Regionale di Siracusa dal 2004 al 2005.
Ha svolto inoltre incarichi di dirigenza all’interno di un noto partito politico ed ha sempre avuto apprezzamenti e riconoscimenti nell’ambito della attività
pubblica svolta.
Nell’anzidetto contesto nel quale figura ed il ruolo dell’anzidetto istante dott. Salvatore Baio son ben noti nell’ambiente culturale e politico di Siracusa, nel
settimanale”I fatti della domenica” del 04.01.2009, senza alcuna razionale e logica giustificazione ed in maniera assolutamente gratuita in un articolo a
Mario Bonomo:
Alla politica si risponde con la politica. Fare querele o citazioni per
danni non risponde al mio modo di fare politica. C‟è poi da tenere
nella massima considerazione il concetto di libertà di stampa e di libertà di critica che sono a mio avviso due capisaldi del dibattito democratico in una società civile. I Fatti, a quanto mi risulta, si muovono in questo ambito e lo fanno anche in maniera apprezzabile .
Fausto Spagna:
tire ai singoli di esprimere le loro opinioni. E‟ evidente che la libertà ha anche dei confini e uno dei questi è la responsabilità. In ogni
caso, venendo al nostro caso, chi governa la cosa pubblica e gestisce risorse dei cittadini ha il dovere di accettare le critiche rivolte al
modo con cui vengono gestite le stesse pubbliche risorse.
Maurizio Scollo:
Non c‟è dubbio che sono tempi duri per chi fa
libera informazione nella nostra città: basta
che si parli di un soggetto che fa parte della
casta e subito diventa lesa maestà e richiesta di
danni. Nel caso specifico mi meraviglia che un
soggetto navigato come Baio possa essere infastidito da analisi politiche a cui comunque va
soggetto chi ha incarichi pubblici.
Non conosco i termini della vicenda, so per esperienza personale che
chi assolve ad un incarico pubblico, con risorse pubbliche, si espone inevitabilmente
ad un giudizio (della stampa, degli avversari
politici, dei cosiddetti amici politici, dei
semplici cittadini etc) che è difficile sindaAlex Zappalà:
care, essendo per definizione legittimo in
democrazia, salvo che non travalichi nelle
Il confine fra il diritto di cronaca e il
offese personali. E‟ tenuto anche, se questa
diritto di critica, per chi svolge con
è la seconda domanda, a fare conoscere le
professionalità il mestiere di giornaproprie appartenenze politiche che, a rigore
lista, è assai sottile e solo chi non
di logica, essendo strettamente personali,
riesce ad avere una visione demonon dovrebbero avere spazio nei giornali o dare adito a congetture o
cratica può immaginare un giornale
indiscrezioni politiche. Ma la politica oggi, a ben vedere, è anche, se
imbavagliato e genuflesso al potente
non soprattutto, questa: un grande gossip, come nel mondo dello
di turno. Chi svolge il mestiere della
spettacolo, dove le verità si confondono con le indiscrezioni, in un
politica come Baio ha invece il dosusseguirsi perverso di notizie, per dare vita ad una realtà spesso vir- vere di accettare tutte le critiche che giungono all‟indirizzo del suo
tuale e un po‟ squallida.
ministero, quale contributo obbligato per la costruzione di una democrazia non viziata e come elemento di valutazione di ogni azioBruno Alicata:
Spero che la Pasqua e la primavera servano a ne. “I Fatti” nella nostra città sono testimonianza alta di un servizio
rasserenare gli animi. Nel merito la stampa reso in omaggio alla stessa informazione e sempre dalla parte dei
deve poter sempre esercitare il diritto di criti- cittadini.
Enzo Vinciullo:
ca soprattutto quando si parla di un giornale
come questo che non è asservito a nessuno. Il Nel passato più volte sono stato attaccato da questo giornale ma cretutto ovviamente senza travalicare i limiti e do che i giornali debbono essere liberi di esprimere le proprie consinon credo che I Fatti lo abbiano fatto.
derazioni e le proprie idee su chi fa politica.. Ci dispiace leggere
giudizi non positivi su ognuno di noi ma non c‟è l‟ha ordinato il
Mario Genovese:
In questi ultimi anni l‟università di Siracusa non ha fatto un solo medico di fare politica e le critiche fanno parte del dibattito insompasso in avanti, insomma è stata un disastro, e non c‟è alcun dubbio ma “I Fatti” funzionano da pungolo ed è meglio che ci siano.
Emanuele Giliberti:
che quando succede questo le responsabilità sono di chi dirige il
Consorzio universitario.
Trovo assolutamente irrituale e pure prevedibilissima
l‟iniziativa di richiesta danni che è stata presentata al
Michele Mangiafico:
tribunale civile. Irrituale perché ritengo che gli addeViviamo in uno stato di dibiti siano inesistenti (la libertà di pensiero e di opiritto che garantisce la libernione ancora esiste). Prevedibile perché purtroppo
tà dell‟individuo e che gasembra normale ai molti in questo nostro momento
rantisce anche la libertà di
storico che debba scomparire una stampa libera.
stampa proprio per consen-
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Domenica 12 aprile 2009
Vigili urbani
con la pistola
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro direttore, solo per caso ho saputo che
il Comune sta spendendo migliaia di euro
per dotare i vigili urbani di una pistola. Che
questo avvenga alla vigilia di eventi importanti come il G8 e il Primo Maggio debbo
dire che desta una qualche preoccupazione.
Ma lei che ne pensa dei vigili con la pistola?
Massimo Verga
Questa mi mancava. In ogni caso la notizia
è vera. Il Comune sta acquistando 30 pistole calibro 9 per darle in dotazione ad
altrettanti vigili urbani. Per questa operazione ha speso 12 mila euro. Non è tutto,
ha speso anche qualche centinaio di euro
per comprare 400 cartucce. Tutto qui. Forse le pistole vecchie erano fuori uso e in
ogni caso il fatto è spiegabilissimo visto
che i vigili urbani hanno anche compiti di
pubblica sicurezza. Sarà discutibile la spesa ma una cosa è certa, che non c‟entrano
nulla né col G8 e tantomeno col Primo
maggio. Averlo solo ipotizzato è una diceria paesana, in ogni caso una balla.
I “soliti furbi”
Scrivevamo, la scorsa settimana,
dell‟asportazione definitiva dei due cassonetti destinati alla raccolta dei rifiuti solidi
urbani dalla via Pindaro. Aggiungevamo
anche dell‟assenza degli appositi contenitori per la raccolta differenziata in tutto il
Quartiere S. Lucia e dei disagi a cui vengono esposti i residenti. Facciamo, però, un
passo indietro: i cassonetti di via Pindaro
erano stati allocati in un apposito stallo,
demarcato da regolamentari strisce gialle,
che molti automobilisti hanno interpretato
da subito come uno smacco alle ridotte
possibilità di sosta dei veicoli. Furbescamente ma con la solita inciviltà derivante
da profondo egoismo, tali “signori” hanno
pensato bene di appropriarsi dello stallo da
utilizzare quale parcheggio personale, spingendo sulle strisce pedonali i contenitori ed
occludendo anche lo scivolo riservato ai
disabili! E‟ ovvio che l‟amministrazione
comunale, a seguito delle numerose lamentele pervenute al Comando dei Vigili Urbani, abbia disposto l‟eliminazione del problema, cancellando anche lo stallo. Non
basta: a seguito della rimozione dei cassonetti, alcuni furbi residenti che si sono sent i t i d e f r a u d a t i de i c o n t en i t o r i
dell‟immondizia, hanno pure continuato ad
utilizzare tali spazi per il collocamento di
buste di rifiuti, così, semplicemente, in
mezzo al marciapiede, come forse non si è
più soliti fare neanche nel più primitivo dei
paesi del quarto mondo (già il terzo è più
civile), rinunciando a percorrere quei cinquanta metri che li separano da un‟altra
batteria di contenitori posti lungo la via
Mons. Carabelli, all‟angolo di via Eumelo.
Siamo pigri, è vero, però ostentiamo tutti i
simboli del benessere: ci piace mostrare
orologi di marca, camicie con le iniziali
ricamate a mano, abbigliamento all‟ultima
moda ed automobili di prestigio. Ci sentiamo offesi allorché veniamo punti
nell‟orgoglio, rivanghiamo la plurimillenaria storia di civiltà della nostra Siracusa
ma, quando non ci vede nessuno, siamo
capaci d‟infangare anche la nostra stessa
casa! Reagiamo pure indignati nel vedere
urinare un cagnolino all‟angolo del nostro
edificio, perché sporca- diciamo- ed i suoi
padroni sono persone incivili. Ma quando,
sempre nello stesso angolo del cagnolino,
depositiamo i sacchi delle nostre immondizie o, peggio, lastre d‟amianto non protette,
ci sentiamo bravi e furbi perché abbiamo
dato una lezione agli amministratori. Siamo seri, per favore, diamo coerenza alle
nostre esteriorità traducendole in fatti concreti, civili e rispettosi delle necessità collettive, ricordandoci sempre che il concetto
di bene comune non può essere personalizzato a convenienza ma mantiene un valore
assoluto ed inderogabile per tutta la comunità. In quanto ai furbi: se parcheggiamo le
nostre automobili sui marciapiedi, sulle
strisce pedonali o addirittura negli spazi
riservati ai disabili, perché ci lamentiamo
poi delle multe o delle rimozioni forzate
dei veicoli se non siamo capaci di tenere in
debita considerazione i diritti degli altri?
Però piove, governo ladro; fa freddo, governo ladro; fa caldo, governo ladro; arriva
l‟estate, governo ladro; sono giunti i soldi
per il G8, quelli che stanno consentendo il
rifacimento di strade e della loro manutenzione. Il governo continua ad essere ladro!
Ezio Scariolo
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque
compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti.
L‟Estetica Le ricette
di Lorenzetti di Vecchio
“Un buon chirurgo, e il plastico non fa eccezione, non ha bisogno di
essere un intellettuale né un teorico, bensì gli viene richiesta una abilità manuale simile a quella di un ottimo ingegnere meccanico della Ferrari”. La definizione è di Pietro Lorenzetti (nella foto), un nome che a Siracusa significa storia della medicina, uno specialista in
chirurgia plastica che gode ormai di una notorietà nazionale, grazie
appunto alla sua strepitosa manualità. Sarebbe lungo elencare il curriculum, anch‟esso strepitoso, del professor Lorenzetti, come anche
le sue numerose missioni nei cosiddetti
paesi sottosviluppati dove ha prestato in
maniera assolutamente gratuita e volontaria la sua grande capacità. Ma
l‟occasione odierna è un‟altra. Venerdì
prossimo infatti, il 17 aprile cioè, sarà
presentato al Grand Hotel Excelsior di
Catania il libro “Intelligenza estetica”
di cui Lorenzetti è autore. Saranno presenti
Margherita
De
Bac del Corriere
della
Sera, Luciano
Onder,
direttore di
TG2 Salute/Medicina e la Miss Italia 2008,
Miriam Leone.
Un libro che è la sintesi di un percorso di
vita e soprattutto del grande amore di Lorenzetti per la sua professione.
“Nonostante la possibilità di imparare a
montare e smontare un volto e un corpo,
come fanno molti degli specialisti “che
curano”, ad un chirurgo plastico si chiede
di più – dice ancora Lorenzetti - . Si chiede di conoscere il valore delle proporzioni,
di avere studiato l‟anatomia ma,si spera,
anche l‟arte di ogni epoca. Dobbiamo conoscere le tendenze della
moda perché il corpo vi si adatta. Infine dobbiamo sapere non dove
spingere la nostra abilità, ma dove fermarci. Su questo filo sottile il
bravo plastico cammina ogni giorno”. Ecco di questo e di altro si
parlerà venerdì prossimo in occasione della presentazione dell‟
“Intelligenza estetica” di Pietro Lorenzetti all‟Excelsior di Catania. E
per chi vuole saperne di più basta esserci, l‟argomento oltre che attuale è ghiotto.
Claudio Benanti
Può sembrare scontato, ma è un libro “che si legge tutto d‟un fiato”.
Lo dice Andrea Camilleri quando afferma anche che questo di Andrea Vecchio ” è un libro originale”. Infatti , quale altro aggettivo
potrebbe usarsi per parlare di legalità con contorno di buona cucina? Andrea Vecchio ha voluto così mettere nero su bianco per le
sue lotte a favore della legalità, in un‟azione continua negli anni per
tutelare il proprio lavoro e quello
degli altri, il tutto calato nelle
giornate passate con la famiglia,
tra un piatto di spaghetti alle sarde e un risotto ai funghi. Mentre
il racconto scivola sull‟onda narrativa più schietta, i sentimenti
che fanno trafelare figli e moglie
vedendosi davanti il padre toccato
da quegli avvertimenti che lo portarono poi ad andare a trovare una
segretaria telefonica per registrare
quei messaggi. Il messaggio del
libro è tutto d‟atmosfera: quei
momenti che si intuiscono senza
indecisioni sono tutti compressi
nel sentimento di autodifesa e di
giustizia che aleggia a leggere le
parole di Andrea Vecchio che
sembrano tutte una partitura musicale che non ha pause. Il lato
positivo dei queste “ricette” sta tutto nel creare una maggiore coscienza del bisogno di legalità a difesa di quel lavoro immenso che
le categorie sopportano da sempre, ma che poi, qualche degenerazione mette a repentaglio. E nel difendersi dalle malformazioni
sociali e nel prevenire, soprattutto con forza, senza rassegnazione,
ma conseguendo forza interiore per questi difficili istanti della vita
imprenditoriali. Ed è lì ‟ che va trovata la forza in sé stessi, nel crescere, nel maturare alla vita. Andrea Vecchio ringrazia tutte le forze dell‟ordine, i prefetti, i suoi familiari, per la comprensione e la
collaborazione a superare i momenti difficile di un‟attività che con
la pratica gastronomica nella cucina di famiglia, trova il miglior sistema di stemperare le paure che spesso si presentano a chi operai
nel difficile contesto della vita. Andrea Vecchio, imprenditore edile,
dimostra ancora una volta che l‟ironia è spesso il migliore dei modi
per combattere e sopportare le traversie della vita e se poi vi aggiungiamo un aspetto della vita come quella della buona cucina, la vera
ricetta della vita è pronta. E Andrea Vecchio ce la offre su un libro
che è anche un piatto d‟argento.
Corrado Cartia
Pulite il piazzale davanti al mercato dei fiori!
Ma il comune ha una sezione di Igiene urbana? Adiacente al mercato dei fiori, in via
Elorina, si trova un piazzale, la cui pulizia
sarebbe di pertinenza del Comune, il condizionale è d'obbligo, perché di fatto non lo
è. Mi spiego meglio: si tratta di un piazzale
su cui insistono: l'Istituto agricoltura ed
ambiente, un'associazione sportiva, archivi
del Genio civile, un'azienda, il XII distretto
del comune, ebbene la sezione Ambiente
del Comune di Siracusa non ha mai incaricato l'I.G.M. della pulizia del piazzale, che
è pertanto terra di nessuno. E' vergognoso
che un piazzale che consente l'accesso alle
suddette strutture, in particolar modo ad un
istituto, frequentato da minorenni, debba
essere alla stregua di una porcilaia. Fino ad
ora il Comune ha provveduto a pulire il
piazzale solo una volta l'anno e dietro reiterati fax inviati dall'istituto in questione.
Durante la scorsa settimana i fax inviati
non hanno sortito alcun effetto, nonostante
i richiedenti facessero notare che presso
l'istituto avrebbe avuto luogo una festa,organizzata al fine di promuovere l'istituto nel territorio, pertanto non sarebbe stato opportuno far trovare gli invitati davanti
ad un immondezzaio.
Solo l'I.G.M., alla quale vanno sinceri ringraziamenti, si è mostrata sensibile alle
richieste dei docenti, procedendo rapidamente alla pulizia del piazzale. Si ritiene
doveroso anche un ringraziamento all'ingegnere Risuglia della Provincia di Siracu-
sa che, quando i docenti dell'Istituto per
l'agricoltura ed ambiente hanno telefonato,
perchè durante la notte ignoti avevano lanciato all'interno del cancello in questione
resti di amianto, con notevole celerità, supportato da ditte specializzate, ha ordinato di
procedere, velocizzando al massimo la
macchina burocratica, alla rimozione di
quanto segnalato. Da quanto detto sorge
spontanea una domanda che viene girata al
sindaco: "L'ufficio ambiente del comune
intende proseguire alla pulizia del piazzale
in questione, o pensa che sia autopulente?
perchè il medesimo non è mai ricaduto e
non ricade nella ordinaria pulizia della città?
Gabriella Dotto
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Domenica 12 aprile 2009
Picone: Le dimissioni di Eva Cantarella
segnano il declino della Fondazione Inda
Reciso ogni rapporto con la rilettura critica del teatro antico
Una gestione maramalda quanto dilettantesca
Pubblichiamo alcuni stralci dell‟editoriale
della rivista Dioniso(organo ufficiale
dell‟Istituto del Dramma Antico) dal titolo
“Fondazione e ricerca”,numero 6/2007,a firma dello studioso Giusto Picone, direttore
della stessa testata. Ciò al fine di ascoltare
anche voci dall‟interno dell‟Istituto, voci, che
in qualche modo,ci sembra,nutrano le stesse
preoccupazioni che in queste nostre pagine
abbiamo più volte evidenziato.
ll titolo di questo editoriale potrebbe far pensare a uno scherzoso divertissement, allusivamente evocativo del celebre romanzo di Isaac
Asimov,Foundation and Earth. La realtà, purtroppo, è assai differente e ne è testimonianza
manifesta proprio questo numero di Dioniso
che, per difficoltà amministrative e a dispetto
dell‟impegno della Redazione, viene pubblicato con un anno di ritardo rispetto alla cadenza prevista e sin qui sempre rispettata. Per di
piú, in qualità di direttore ho dovuto assumere
la non facile decisione di rivoluzionare la
struttura abituale della rivista per ospitare gli
Atti del Convegno Internazionale di Studi
svoltosi a Siracusa nel 2003 e che avrebbero
dovuto dar vita al n.2 dei Quaderni di Dioniso; in quasi cinque anni il Consiglio di Amministrazione dell‟INDA non ha mai ritenuto di
poter rinvenire tra le pieghe del bilancio la
somma, invero assai esigua, necessaria per
porre a disposizione della comunità scientifica
le relazioni presentate in quella occasione da
eminenti studiosi del teatro antico. A ciò si
aggiungano la mancata realizzazione del previsto bollettino on line (e, dunque,la sostanziale vanificazione del progetto Dioniso, le
cui linee fondamentali sono state illustrate nel
n.1 della nuova serie della rivista), la sospensione per un quinquennio dei Convegni Internazionali di Studi, il venir meno della Scuola
di Teatro Classico „Giusto Monaco‟, la rinuncia, neppure motivata, a un innovativo progetto editoriale: in una parola, l‟abbandono di
ogni seria prospettiva di ricerca nell‟ambito
della drammaturgia antica. E‟certo comprensibile che, in presenza di una contrazione dei
contributi statali e degli Enti locali, il CdA
della Fondazione abbia deciso di privilegiare
le annuali mises en scène nel Teatro greco di
Siracusa ed è senza dubbio apprezzabile che
sia stato comunque mantenuto un rapporto
con la scuola secondaria, grazie al Festival
Internazionale dei Giovani di Palazzolo Acreide; va tuttavia detto che la specificità
dell‟INDA, tanto significativamente valorizzata da Giusto Monaco negli anni in cui fu
alla guida dell‟Istituto e puntualmente registrata dalle norme statutarie tuttora vigenti,
consiste nella felice contaminazione tra sperimentazione scenica e indagine scientifica sul
corpus teatrale greco e latino. Perciò recidere i
rapporti con il mondo degli studi e con la riflessione critica significa snaturare un Ente
che non ha eguali, tradendone la storia e il
ruolo straordinario rivestito a lungo e non senza ragione nel panorama culturale non soltanto italiano. Non è casuale, io credo, che questa
grave involuzione si sia verificata in concomitanza con la soppressione del Comitato Scien-
Dell‟INDA vorrei diventare Presidente,
Consigliere delegato, Sovrintendente.
Oppure regista di una tragedia ed attore
protagonista. Anzi, con l‟attuale florilegio di (si fa per dire) professionalità sorte dal nulla, già che ci sono farei il marketing e l‟ufficio stampa e mi appalterei
l‟intera parte editoriale e pubblicitaria
(tanto comando io!). Scherzo? Certo che
si! Mica sono nel Consiglio
d‟Amministrazione e faccio come mi pare. Perdoni il lettore, ma trovo che solo
con l‟ironia ormai si possa scrivere della
tragedia moderna che è diventato il
Dramma antico. Ai cui destini tanti dicono di tenere ma nessuno concretamente se ne occupa. Società civile, intellettuali, cittadini: tutti colpevolmente indifferenti di fronte ad una gestione maramalda quanto dilettantesca,
improvvisata quanto roboante, che spadroneggia senza dar conto a
nessuno del suo operato. Forte della protezione di una classe politica che dispone secondo convenienza, sputando su etica, deontologia, professionalità, esclusivamente attenta ad interessi di partito e
legami personali. Agghiacciante antologia di menefreghismo, ipocrisia, chiacchiere senza costrutto le recriminazioni del prof. Consiglio o dell’On. Marziano sugli uomini che loro stessi hanno nominato nel CdA. Identica all’inconsistente impegno dell’On. Vinciullo
(annuncia trasparenza e poi s’occupa d’altro) mentre i vari Gianni,
De Benedictis, Bonomo se ne fottono al punto che, compreso il
Granata discettante su tutto, restano fedeli al gioco delle parti, diligente applicazione dei ruoli fra maggioranza ed opposizione: a te la
sanità, a me i lavori pubblici, a loro la cultura. Che bello: finalmente la politica ha compreso l‟importanza delle specializzazioni!
Risultati? Danni immensi alla pubblica amministrazione ed all‟Inda
(alcuni già denunciati dalla Corte dei Conti, altri che si presenteranno presto), l‟assoluta assenza di trasparenza sugli atti che Signorelli, Balestra o Visentin non mostrano manco ammazzati (tanto
alla fine nessuno sarà chiamato a rendere conto). In questo deserto
abbiamo lanciato il nostro allarme/provocazione agli Amici
dell’Inda, consapevoli di parlare ad appassionati che nella vita fanno altro, difficilmente in grado di gestire marketing o strategie così
settoriali. Gente armata solo della volontà e del prestigio personale
per promuovere la siracusanità dell‟Inda. Ma la cui presenza senza
tifico, disposta nel 2004 da un decreto legislativo che ha formato in peius la Fondazione e che è frutto del cedimento a miopi
spinte localistiche, che hanno ritenuto di
salvaguardare l‟Istituto Nazionale del
Dramma Antico rinserrandolo, nel nome di
una pretesa „siracusanità‟, in un‟angusta
dimensione provinciale. Il punto piú alto di
questa crisi di identità istituzionale è segnato, a mio avviso, dalle dimissioni di Eva
Cantarella, che hanno privato il CdA
dell‟apporto di una personalità prestigiosa e
dell‟impegno prezioso di una intelligenza
vivida e tenace. Credo però che proprio a
quella decisione, traumatica per molteplici
aspetti, si debba l‟avvio di un processo autocritico di ripensamento della politica perseguita dall‟INDA negli ultimi anni e il maturare della percezione dell‟urgenza di rian-
diritto di voto nel C.d.A. della Fondazione, forse inconsapevolmente, avalla
qualunque errore. A loro è rivolta la
nostra esortazione a rivedere le iniziative di promozione che si sono assunte: prettamente locali, economicamente onerose per ogni associato. Ma limitarle in prevalenza al territorio è come
dire che ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli. La dimensione dell’Inda è
di una tale internazionalità che darebbe ben altri risultati se guardasse anche al di fuori di Siracusa, in ambiti
nazionali ed internazionali, rivolta ad
entità più colte, evolute, estranee ai
giochi di potere locali, molto provinciali, utili alla boria di qualcuno ma
non alla missione ed all‟impegno degli
Amici dell‟Inda e della Fondazione stessa. Per questo andrebbe cercata la collaborazione con istituzioni italiane (Ministeri, aziende
sponsor, partner di settore) ed estere (Ambasciate, Unione europea,
altre aziende) per dare vita ad appuntamenti che a Berlino come a
Trieste pongano l‟Inda come must della drammaturgia classica. Non
è semplice ma nemmeno impossibile se agli sforzi degli Amici
dell‟Inda si affiancassero, disinteressatamente, quelli di esperti o appassionati purché animati dallo stesso amore per la Fondazione, apportandovi quei valori di passione e professionalità che oggi mancano. Uno o due incontri all‟anno ma di spessore nazionale ed internazionale. Teatro greco ed Inda sono un binomio formidabile, senza
uguali al mondo, di grande attrazione sul mercato, perché
all‟intrinseco valore culturale di nicchia (la drammaturgia greca) uniscono una comunicazione popolare di così forte attrazione che nessuna attività teatrale del pianeta si sogna. Mentre quest‟immenso patrimonio oggi è lasciato nelle mani di chi lo usa, molto male, non lo
ama, ne distrugge progressivamente il prestigio ed il patrimonio. I
circa 100/110 mila spettatori all‟anno, per di più racchiusi in soli 40
giorni, sono da pubblico di concerti pop o rock. Solo l‟Arena di Verona ha questi numeri. Che non fa con le tragedie greche bensì con
spettacoli popolari d‟ogni genere: sportivi, di danza, musica, etc...
Pertanto cari Amici dell‟Inda guardate fuori dal nostro territorio, sperimentate altri confini. Sennò dove sta la sfida lanciata dai padri fondatori più di un secolo fa? Che, è da ritenere, si stiano rivoltando nella tomba a veder trattata come oggi la loro creatura.
nodare il vitale rapporto tra Fondazione e
comunità scientifica, che nel dicembre del
2007 ha indotto il Presidente Bufardeci a
istituire una Commissione tecnica di consulta per le attività scientifiche dell‟INDA,
di cui sono stati chiamati a far parte tre
componenti del CdA (Mario Blancato, Monica Centanni, Giovanni Nuzzo) e cinque
studiosi del dramma antico (Maria Grazia
Bonanno, Giovanni Cerri, Giulio Guidorizzi, Giuseppe Mastromarco e il sottoscritto),
con la finalità dichiarata di contribuire alla
definizione delle attività scientifiche della
Fondazione. Il primo atto della Consulta è
stato l‟organizzazione del Convegno Internazionale di Studi su “Vendetta e giustizia
nell‟Orestea”, che consentirà
un‟approfondita riflessione su significati,
strutture drammaturgiche e fortuna della
trilogia eschilea.
L‟editoriale continua facendo come si vede
riferimento alla istituzione della Commissione tecnica di consulta per le attività scientifica dell‟Inda il cui primo passo è poi stato
effettivamente quello di indire il convegno,
svoltosi nel maggio 2008 sul tema “Vendetta
e Giustizia nell‟Orestea”. Ma adesso, trascorso del tempo da quella provvida istituzione della consulta sembra, da voci raccolte in
ambienti vicini all‟Inda, che non solo la stessa non abbia poi operato granchè ma che la
stessa rivista Dioniso chiuda le sue pubblicazioni per divenire solo uno strumento per
la pubblicazione degli atti di eventuali convegni smentendo così tutti gli auspici che lo
stesso editoriale conteneva …… A questo
punto, da chi di dovere attendiamo informazioni e forse spiegazioni.
La
Tre
G8: A Siracusa due linee di pensiero
Giorni
Ultimi lavori al Maniace
Dal 22 al 24 aprile, Siracusa ospita la riunione dei Ministri
dell‟Ambiente. L'edizione 2009 del G8 Ambiente, ricordiamo, discuterà di prospettive e barriere allo sviluppo delle
tecnologie a basso contenuto di carbonio nel breve, medio
e lungo termine, di scenari negoziali sui cambiamenti climatici e della preservazione della biodiversità. L‟incontro
rappresenta un momento di confronto internazionale, anche
rispetto all'uso equilibrato delle risorse naturali e ai possibili investimenti nelle nuove tecnologie. Le prime due sessioni di lavoro sono dedicate al tema dei cambiamenti climatici. I lavori cominceranno nel pomeriggio del 22 aprile, con un dibattito sulle opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche per incoraggiare la ripresa economica. E
sulla base dell‟impegno emerso dal Summit G8 di Toyako
dello scorso anno, è prevista una discussione su come promuovere le tecnologie energetiche pulite per affrontare la
doppia sfida dei cambiamenti climatici e della sicurezza
energetica. La seconda sessione dell‟incontro tra i Ministri
dell‟Ambiente, prevista per il 23 aprile, è dedicata
all‟esame delle diverse opzioni del „post Kyoto‟, in vista
della Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite di Copenhagen. L‟incontro è un‟opportunità per riflettere su come
conciliare gli impegni finanziari per la stabilizzazione dei
mercati e i programmi di investimento necessari per la riduzione delle emissioni. Il pomeriggio del 23 aprile, nella
terza sessione di lavoro, è prevista una discussione sulle
nuove prospettive della Biodiversità, in vista del 2010,
l‟Anno Internazionale della Biodiversità. Anche in
quest‟occasione l‟opinione pubblica si divide in due e da
luogo a dibattiti tra favorevoli e contrari al G8 Ambiente a
Siracusa. Molti i favorevoli e molte le persone che si stanno
dedicando attivamente all‟evento, per questo è nato ad esempio
il forum G-Tutti un coordinamento di cittadini e associazioni
che, in occasione dell‟imminente G-8 sull‟ambiente di Siracusa, intende portare all‟attenzione dell‟opinione pubblica i temi
della tutela dell‟ambiente, della lotta ai cambiamenti climatici e
della riconversione ecologica dell‟economia. Navigando su
internet è possibile notare come in molti siti le uniche notizie
date siano quelle relative ai temi che si discuteranno in sede di
convegno, senza tener conto di quello che questo evento effettivamente rappresenta. Nulla è stato fatto per coinvolgere le comunità locali in un processo di partecipazione, affinché Siracusa non sia soltanto lo sfondo di questo evento e i cittadini non
ne siano spettatori passivi ma protagonisti consapevoli. Il G8
infatti deve rappresentare l‟occasione per migliorare la qualità
del nostro territorio che, in tema di ambiente, presenta ancora
oggi notevoli problemi( ad esempio la raccolta differenzia, praticamente inesistente). Ma vi sono anche i contrari, movimenti
che si oppongono a tutto questo soprattutto perché considerano
paradossale la scelta di questa città come sede del summit
sull‟ambiente, dato che l‟area siracusana, limitrofa al triangolo
della morte “Priolo-Augusta-Melilli” e all‟area di Noto sfregiata dalle trivellazioni, è tra le più inquinate d‟Italia. Naturalmente queste rimangono semplici opinioni che possono essere condivise e non. Da parte nostra crediamo che il G8 Ambiente possa rappresentare una grande occasione non solo di visibilità
della nostra città, ma anche un input a migliorare tutto ciò che
fino adesso è sempre passato in secondo luogo in tema ambientale.
Desirèe Meijer
Mercoledì, 22 aprile 2009
Sessione mattutina: Incontro
con i Rappresentanti delle
Organizzazioni Non Governative (ONG). Sessione pomeridiana: Sessione di lavoro 1: Tecnologie a basso contenuto di carbonio.
Giovedì, 23 aprile 2009
Sessione mattutina: Sessione
di lavoro 2: Cambiamenti
Climatici. Sessione pomeridiana: Sessione di lavoro 3:
Biodiversità
Venerdì, 24 aprile 2009
Sessione mattutina: Sessione
di lavoro 4: Salute dei bambini e ambiente
Presentazione dei risultati
degli incontri.
Conferenza stampa.
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Domenica 12 aprile 2009
Bonomo: Ombre nel progetto Alfa
Il Presidente faccia subito chiarezza
Ci sono favoritismi? Perché a Siracusa nessuna pubblicità?
L’onorevole Mario Bonomo
interviene in maniera ufficiale su una iniziativa regionale che a Siracusa avrebbe
privilegiato alcune famiglie
e, nella assoluta mancanza
di pubblicità, un noto centro
sportivo. Bonomo non ci sta
e chiede chiarimenti al presidente della Regione Lombardo e all’assessore regionale al Lavoro su quello che
considera. Lo fa con
l’interrogazione che per
stralci vi proponiamo qui di
seguito:
Il Progetto A.L.Fa. - Armonizzare Lavoro e Famiglia è un
progetto pilota finanziato dal Dipartimento Regionale Formazione Professionale dell‟Assessorato al Lavoro, con i fondi del P.O.R. Sicilia 2000-2006, ed attuato da Italia Lavoro
Sicilia S.p.A. C; Che l‟Obiettivo generale del progetto è
quello di contribuire ad incrementare la partecipazione al
mercato del lavoro di donne e soggetti a rischio di esclusione
sociale, gravati da carichi di cura. Che il modo attraverso cui
si attua l‟obiettivo è la diffusione del voucher che è un buono
per l‟acquisizione di servizi di cura ed assistenza alla persona, destinato a coloro che non hanno tempo e modo di partecipare pienamente al mercato del lavoro perché devono occuparsi della famiglia. Che il voucher deve essere speso
presso fornitori specializzati, iscritti nell‟elenco regionale
costituito nell‟ambito del progetto A.L.Fa. per varie tipologie
di servizi (ad esempio: asili nido, servizi diurni per disabili,
case di riposo, assistenza domiciliare per diverse tipologie di
utenti, etc.), ed ha un valore pari a € 516,46 mensili, per un
periodo di fruizione non superiore ai 6 mesi. Che i destinatari dei voucher di conciliazione e servizio sono persone inoc-
cupate, disoccupate o occupate, prioritariamente donne, residenti in Sicilia, che devono fronteggiare situazioni di cura
nei confronti di figli minori fino ai 12 anni, anziani non autosufficienti, disabili, malati cronici non autosufficienti e/o
malati terminali. Che per poter ottenere il del voucher, i beneficiari occupati devono essere in possesso di regolare
contratto di lavoro (ad esempio: dipendenti a tempo
determinato/indeterminato, lavoratori a progetto, co.co.co.,
lavoratori occasionali, professionisti, lavoratori autonomi,
etc.)
Che i beneficiari disoccupati/inoccupati devono partecipare
ad attività di:
- formazione (anche a pagamento);
- work experiences;
- iniziative finanziate nell‟ambito della programmazione
regionale, nazionale, comunitaria, con priorità a quelle finanziate dal POR Sicilia;
ovvero frequentare:
- università;- master;- stage/tirocini;- inserimento al lavoro.
Che i voucher, finanziati dal Dipartimento Formazione Professionale dell‟Assessorato al Lavoro della Regione Siciliana tramite Italia Lavoro Sicilia, sono utilizzabili presso enti
iscritti ad un elenco regionale di fornitori di servizi di cura e
assistenza alla persona, appositamente istituito per
l‟erogazione dei voucher di conciliazione e servizio
nell‟ambito del progetto A.L.Fa. Si tratta di associazioni ed
enti di promozione sociale, organismi della cooperazione,
cooperative sociali, fondazioni, enti di patronato, organizzazioni di volontariato non a scopo di lucro. PREMESSO
ALTRESI’ che nello specifico, considerato che si sono rese disponibili delle economie, generate in gran parte da rinunce volontarie da parte dei beneficiari dei voucher, tali
risorse, pari ad euro 667.000,00, verranno utilizzate per
procedere allo scorrimento dell‟elenco di domande non finanziate per l‟assegnazione dei voucher di conciliazione e
servizi.
2.che, al fine di consentire al maggior numero possibile di
persone di usufruire dello strumento del voucher di conciliazione, verrà data copertura finanziaria, fino ad esaurimento
dei fondi disponibili, unicamente alle richieste che, al
31/12/2008, erano state dichiarate ammissibili ma non finanziate. Che la documentazione completa, consegnata a mano o
inviata per raccomandata o a mezzo fax o per via telematica
con firma digitale, dovrà pervenire presso la sede del progetto A.L.Fa. entro e non oltre le ore 13 del 6 aprile 2009.
Fatte queste e altre considerazioni che per motivi di spazio
omettiamo, l‟on. Bonomo interroga il presidente Lombardo
per sapere :
Perché un progetto così “utile” per molte famiglie non è stato
opportunamente pubblicizzato nella provincia di Siracusa,
mentre in altre zone della regione ha ricevuto le attenzioni
che meritava? Quante famiglie siracusane hanno usufruito di
questi fondi? Quante e quali “associazioni ed enti di promozione sociale, organismi della cooperazione, cooperative sociali, fondazioni, enti di patronato, organizzazioni di volontariato non a scopo di lucro” hanno beneficiato di questa lodevole iniziativa che sicuramente genera un movimento
“economico” interessante per il “terzo settore” ? Corrisponde
a verità che il Progetto A.l.fa. nella città di Siracusa abbia
rappresentato soprattutto una grande agevolazione per diverse decine di famiglie che hanno usufruito di abbonamenti per
attività sportive presso un unico centro molto noto in città.
E‟ possibile avere chiarimenti formali in proposito? Dato che
viene definito un progetto pilota, non sarebbe stato opportuno che tenesse sempre conto del modello ISEE per la distribuzione dei voucher, in modo da aiutare chi veramente ha
bisogno?. La scadenza del 06/04/09 per inviare presso la sede del progetto a Palermo una documentazione integrativa
indispensabile per poter accedere ai nuovi voucher non costituisce – data la brevità del termine – un modi di impedire
un‟ampia partecipazione degli aventi diritto? Non si ritiene
corretto differire di 30 almeno giorni (6/5/09) la scadenza del
termine?
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Domenica 12 aprile 2009
domande a Fabrizio Ardita
Sono deluso, premiate le clientele
Ma “torno in campo” con l‟Udeur
La battaglia sull‟acqua era giusta, il voto non l‟ha premiata
Fabrizio Ardita, lei non è stato rieletto
alla Provincia
No, non ce l‟ho fatta. Ho avuto 1600 voti,
ma sono deluso, molto deluso. Mi aspettavo molto di più dai miei concittadini.
Si riferisce alle battaglie portate avanti
sull’acqua dal suo Movimento?
Sì, mi riferisco a due anni di battaglia portate avanti con tanti sacrifici e anche con
notevoli spese che sono state affrontate
grazie al sottoscritto e ai suoi amici.
Il Movimento allora non ha funzionato?
Esatto. Intendiamoci la battaglia era giusta
e resta giusta. Non si può speculare
sull‟acqua come invece sta avvenendo nella nostra provincia. I siracusani vogliono
bollette più care? Si accomodino pure. Ho
fatto tante battaglie ma non avuto la soddisfazione di convincere i miei concittadini,
insomma i siracusani sono quasi rassegnati
a subire la legge del più forte.
Ma ha avuto 1600 voti che non sono pochi?
Sono pochissimi se si tiene per conto che
1400 voti sono personali, miei e dei miei
amici. Tante battaglie quindi hanno solo
prodotto 200 voti in più per la lista. Bastava che avessi fatto una decina di clientes e
di voti in più ne avrei preso un migliaio.
Non c‟è niente da fare a Siracusa prevalgono le clientele. Non ci sono ideali per cui
battersi, anche perché gli avversari sono
fortissimi e sono legati da interessi concreti,
altro che battaglie di principio.
Così ha rinunciato? Ha buttato la spugna?
Non ci penso nemmeno, non è nella mia natura. Non mi sono arreso. Anzi sono stato
nominato commissario provinciale
dell‟Udeur a Siracusa da Clemente Mastella
personalmente. Proprio in questi giorni mi
incontro con l‟ex ministro per decidere la
strategia da adottare per rilanciare l‟Udeur a
Siracusa. Il terreno è fertile, questo partito
ha avuto già grossi consensi a Siracusa, si
tratta di ridestare gli entusiasmi fra gli ex
aderenti e io sono stato nominato commissario proprio per questo.
I nostri giovani sfrattati da politici incapaci
Di quanto è andato dicendo in questi giorni l'on. Fini una
affermazione va condivisa, senza alcun minimo dubbio.
Non certo quando apprezza la sentenza della Consulta che
cassa parte della legge 40 ( fecondazione assistita). Senza
voler entrare nel merito, perchè anche Fini ha diritto a
cambiare opinione rispetto a quando dieci anni fa era contrario alla libertà di coscienza, "perchè ipocrita". "Se il
presidente della Camera ritiene che il Parlamento fa leggi
che necessitano poi della "giusta correzione" della Corte
Costituzionale e non difende quindi l'istituzione che presiede è opportuno che si dimetta" è il ragionamento del segretario dell'UDC on. Cesa. Si rischia veramente di rompere
gli argini della democrazia e di imboccare un solco autocratico. Nel nostro sistema il potere legislativo appartiene
al Parlamento e non ad altri, come abbiamo assistito nel
triste caso di Eluana Englaro. Fini è da condividere invece quando afferma che " altro grande problema sono i
giovani, <<una generazione mortificata>> alla quale
vanno offerte opportunità più che tutele. La grande crisi
può essere una occasione per rilanciare le speranze dei
giovani. Ma quali saranno i nuovi modelli sociali in cui si
troveranno a vivere?"
Quanti sono i giovani che nella nostra Siracusa vivono
galleggiando, pur sapendo nuotare? Nuotare nel mare
del lavoro e quindi della vita! Che devono segnare il passo pur sapendo correre? Un tempo si diceva :"quel giovane ha una marcia in più," per indicare un giovane capace
e preparato. Oggi l'istruzione superiore è molto diffusa e
di giovani culturalmente e tecnicamente preparati ne abbiamo tantissimi. Abbiamo l'Università in casa, un'indu-
stria petrolchimica e energetica tra le più interessanti del
Paese, un'agricoltura diffusa, il porto e il turismo. Ma i nostri giovani "galleggiano". Si preparano, si allenano, con
grande sacrificio proprio e dei genitori, molti dei quali
hanno fatto della crescita culturale e sociale dei figli l'ultima ragione della propria vita. C'è chi è andato a studiare a
Milano, chi a Roma, chi a Catania, chi addirittura va a
perfezionarsi all'estero. E poi? Di costoro, tra quelli che
riescono a nuotare, pochissimi lo fanno nella loro città.
Eppure a Siracusa c 'è un "mare" in cui potrebbero nuotare. Un terreno potenzialmente fertile "mangiato ra furami".
Dove "furami" non sta necessariamente per "forestiero" ma
per cattivo uso, cattiva organizzazione, per incapacità della
classe dirigente locale.
P.G.
Gianni lo azzera, Magro s‟arrabbia
Turi Magro non ne vuole sapere. Ritiene
il suo azzeramento da segretario provinciale dell’UDC una grave scorrettezza
politica e ritiene necessario, in futuro,
difendere se stesso ed i suoi amici formando formalmente una corrente interna all’UDC di Siracusa. Ne ha parlato
con Totò Cuffaro unitamente a Marino
(Lentini) perché prendesse atto che
l’UDC di Siracusa non è soltanto Gianni
ma anche una componente che fa capo a
Turi Magro.
Pippo Gianni ne ha preso serenamente
atto. L’articolazione del partito sarà nel
prosieguo più formale, nel senso che gli
organismi dirigenti eletti saranno convocati regolarmente e certe decisioni saranno assunte collegialmente. Anche Salvo Montagno e Tatai Bandiera avrebbero ritenuta esaurita una fase del partito,
necessario una articolazione realmente
democratica e partecipata, ferma restan-
do la solidarietà personale e politica a
Pippo Gianni.
Ci sono tre tipi di amici: il tuo amico, l'amico del tuo amico e il
nemico del tuo nemico.
Hazrat Ali
Le sciocchezze contabili del nostro ambito Ambito
Redde rationem è una di quelle
espressioni, in origine latina, che
esprime il concetto di ciò che si
vuole dire, nel migliore dei modi
possibili. Nel linguaggio comune
oggi viene intesa come rendere il
conto. Ma rationem vuol dire qualcosa di più del semplice conto; significa anche ragione, motivo,
spiegazione ragionevole, proposito, decisione, progetto, piano, causa. La dimostrazione di un paradigma, insomma, che può essere riassunta nel moderno bilancio di chiusura: nel rendiconto appunto. In siciliano l'espressione sarebbe dari cuntu e ragiuni. Nel corso della vita capita a tutti di dover dare conto e
ragione. Lo danno il dipendente durante il rapporto di lavoro e l'amministratore di cose altrui al momento della
restituzione del mandato. Lo dovrebbero fare le vecchie
generazioni nei confronti delle nuove e tutti gli amministratori di risorse pubbliche verso i cittadini mministrati,
senza bisogno di aspettare un terremoto. Nel senso proprio
di dare cuntu e ragiuni a genti. Non certo come lo fanno
gli Ato siciliani. “ In poco più di un anno i debiti degli
Ambiti territoriali sono raddoppiati”. Seconda i dati diffusi
dalla Cgil Sicilia l'ammontare del debito degli Ato è di
900 milioni di euro, vale a dire 1.800 miliardi di vecchie
lire. Una cifra enorme che costringerà la Giunta di Governo ad apportare delle modifiche alla Finanziaria per poter
contrarre un mutuo al fine di estinguere i debiti al 31 dicembre scorso. “Subito dopo la chiusura della sessione di
Bilancio si procederà alla approvazione della legge di ri-
forma degli Ato” mandando un poco di amministratori a
casa. Nel nostro ambito Ambito si è arrivato a dichiarare di
aver chiuso il bilancio 2008 con un utile di gestione, esibendo in tal senso la cifra di differenza tra crediti e debiti e
considerando crediti esigibili il debito storico dei Comuni,
“utile”, solo contabilmente, a compensare il più grosso effettivo debito della società “per il servizio di conferimento
in discarica” per un valore di 10.321.388,00 euro, pari a
circa 20 miliardi di vecchie lire. Contenti di questo straordinario risultato si è pensato bene di impegnare e spendere 2
milioni e 886 mila euro, equivalenti a più di 5 miliardi di
vecchie lire , “per la massiccia campagna di comunicazione
“ sulla raccolta differenziata, a carico finanziario del G 8.
Chissà che bel viaggio di andata e ritorno! Con destinazione
prestabilita?
Pepè Genovese
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Domenica 12 aprile 2009
contromano
Baio è un amico, ma ha fatto una cozzata
Dovrebbero sospendere per legge le rubriche di satira quando succedono cose come
la tragedia avvenuta in Abruzzo. Non capisco davvero come si possa pensare di ridere o far ridere quando c‟è gente ancora
sotto le macerie e una regione terrorizzata
da queste scosse selvagge che si ripetono,
gettando rovine su rovine, dolore su dolore.
Dovrebbero sospendere anche la pubblicità. Stasera fra un tg e l‟altro che raccontavano del terremoto ce n‟era una, credo fosse di merendine per bambini che era tutta
giocata su questi coglioncelli che erano
tutti contenti sullo sfondo di un antico paesino di montagna. Io guardavo la tv con la
mia signora, ci siamo guardati in faccia e
abbiamo pensato la stessa cosa: che cazzo
fanno vedere i paesini di montagna felici,
che da due giorni vediamo solo paesini di
montagna rasi al suolo e bare allineate?
Ero sintonizzato su raidue ed hanno mandato in un‟ora 4 volte il promo di due programmi uno più stonato dell‟altro con un
paese in lutto. Una specie di “amici” con
ragazzi che faranno gare di ballo
“academy” o qualcosa del genere, condotto da tale Lucilla non-so-chi, che da come
lo dicevano uno la deve conoscere e che io
e la mia signora non abbiamo idea di chi
sia, come del resto non conosciamo tutta la
schiera di signorine che imperversano come conduttrici sulla rai di sti tempi. Per
carità, meglio loro che i soliti intramontabili, però sembrano tutte un po‟ di plastica,
stesso sorriso, stesse gambe, stessa spigliatezza, stessa intelligenza (senza mai esagerare).
L‟altro promo invece era di una che nella
vita deve averne viste tante, Alda
D‟Eusanio che promuoveva un programma
dal titolo tipo “rieccoli” e sembrava avesse vent‟anni, non una ruga, anche il collo
non sembrava “arrappato”. Deve avere un
chirurgo molto migliore dei suoi programmi.
E comunque sono a Siracusa, nella mia
patria natia, tutta presa e compresa
dall‟arrivo di Giotto e dei cinquemila antigiotti che attaccheranno i santuari del potere finanziario come la city di Corso Gelone e tenteranno l‟assalto al palazzo di
inverno della Provincia in via Malta emulando le gesta dei padri bolscevichi, manifestando aspramente contro i compagni
cinesi che sono quelli che inquinano di più
al mondo, contro i brasiliani del compagno
Lula che se ne fotte del pianeta e vuole tagliare la foresta (o in cambio vuole una
vagonata di vagonate di dollari), contro gli
sporchi negri del sudafrica che non è che
perché ora sono abbronzati possono pre-
tendere di fregarsi tutti i diamanti della
terra, contro gli indiani che se si tengono
ancora le caste mentre noi contro la casta
facciamo le manifestazioni di piazza e anche di corso, via, viale, ronco e vicolo.
Ma soprattutto manifesteranno contro quel
buono a nulla di Obama che vuole fare più
guerra contro i fratelli talebani ed ha regalato mezza general motors agli agnelli.
Allantigiotto s‟è accreditato anche il mio
direttore che manifesterà contro Salvo Baio che gli ha chiesto un sacco di soldi di
risarcimento perché lo ha criticato. Non è
che gli ha fatto la querela per diffamazione, no. Ora si usa così, si chiedono i danni
e basta.
Ora, Salvo Baio è amico mio, ma io non
capisco „sta cosa. Se il direttore ha fatto
critiche politiche, ti puoi naturalmente incozzare come una biscia. Puoi scrivergli e
dirgli che ha scritto mischiate a tinchitè,
puoi (ma non è una strategia che consiglio
se non in casi estremi) aspettarlo sotto casa e fraccariarlo a legnate, ma fargli causa
perché? Se uno fa politica la critica è una
conseguenza fisiologica, anche la critica
pesante, anche quella astiosa.
Allora Berlusconi che dovrebbe fare?
Chiedere un miliardo di risarcimento danni ogni giorno a Repubblica, l‟Unità, Il
Manifesto, Liberazione etc etc?
Ma poi, se si ritiene che le critiche debbano
essere risarcite, quando un giornale parla
bene dei politici poi dovrebbe passare alla
cassa?
Boh, io „ste cose non le capisco sarà che
sono fuori allenamento, sarà che non mi
hanno querelato mai. Evidentemente nella
mia precedente vita dovevo essere scarsone
come giornalista.
Concludo facendo outing. Ho molto pudore
a dirlo. Certe cose non dovrebbero succedere, e se succedono non dovrebbero dirsi. Ma
io sono senza pudore e poi se uno ha un momento di difficoltà cosa deve fare se non
chiedere aiuto agli amici. Basta, ve lo dico:
mi piace l‟ultima canzone di Renato Zero.
Lo so che è gravissimo, lo so che non credevo potesse mai succedere. Lo so che non
doveva succedere. Forse devo chiamare mio
fratello Tati che è psichiatra e farmi dare
una cosa, che so un letto di contenzione, un
elettroshock, una tumpulata.
Ma, insomma, ora l‟ho detto. E mi sento già
meglio. Lo so che sta male che amici e parenti lo leggano dal giornale. Magari stasera lo dico in famiglia. Ma alla mia signora
che è di Liverpool centro posso dire che mi
piace Renato Zero. Secondo me mi chiede i
danni come Baio al direttore.
Hasta le tumpulate siempre
Joe Strummer
Bravo il sindaco Visentin e bravi gli assessori
Ci aspettiamo che il G8 Ambiente porti a Siracusa una ventata d'ambientalismo vero, d' amore verso i luoghi che dovremo consegnare alle prossime generazioni. I nostri giovani, da quest'evento internazionale,
ospitato nell‟isola di Ortigia, dovranno ricavare basi su cui poggiare una cultura che tenga, in primo
piano, le esigenze della vita affiancate alla difesa dell‟ambiente sempre più offeso. La politica è il mezzo chiamato a cambiare il malvezzo che ha portato un'antica città
greca ad essere tra le meno attente
alla custodia del suo patrimonio
naturale, però, i politici non sembrano ancora preparati al ruolo che
saranno chiamati a ricoprire. Da un
rapido sondaggio, senza pretese
scientifiche, abbiamo ricavato che
dalle nostre parti l‟argomento interessa a pochi rappresentanti delle
istituzioni o delle amministrazioni
locali. Su 21 comuni consultati attraverso qualche telefonata abbiamo avuto il risultato che racchiude le conoscenze ambientali, di chi si occupa di politica, alla sola “ balneabilità “ del
tratto di mare frequentato o al massimo dello “smog” presente nel centro urbano. La costante che si riscontra maggiormente a sud del capoluogo è il desiderio di un mare
pulito ma al solo fine di richiamare turisti, non per se stessi.
Nella zona Nord della provincia di Siracusa invece al centro
delle poche attenzioni si trova “l‟aria che si respira oltre
all‟acqua”. Nessuno attribuisce all‟ambiente, sia a nord sia
a sud di Siracusa, grande considerazione. Per tutti al massimo è un optional da tirare fuori in salotto. Affermiamo,
pertanto, che la cultura dell‟ambiente in provincia di Siracusa non si è formata ancora, neanche in chi avrebbe il
mandato popolare di pensare al bene collettivo. Forse, è per
questo che le nostre città sono brutte e le strade dell‟intera
provincia presentano ai bordi rifiuti, suppellettili ed elettrodomestici fuori uso. Probabilmente, il G8 Ambiente voluto
in casa del Ministro Prestigiacomo giocherà un grande ruolo per accendere le coscienze ambientaliste siracusane, a
partire proprio dal capoluogo che sembra avere già ricevuto
il necessario impulso. Recentemente gli amministratori di
Siracusa sono stati costretti a trasformarsi in provetti ambientalisti e a litigare anche con il vicino di casa che butta
a terra il pacchetto di sigarette vuoto, considerato che su di
loro ricadrà ogni responsabilità
dell‟immagine che riusciranno a rendere del territorio alle delegazioni dei paesi più grandi del mondo. Far bella la
città e tenerla pulita è stato
l‟imperativo, partito dal ministero fino
a palazzo Vermexio. Ogni assessore si
è sentito chiamare in causa come diretto
responsabile, in una inconsueta gara di
ambientalismo realizzabile in tempi
contingentati. Grazie a questa gara,
oggi cominciano a venir fuori anime
ambientaliste in assessori e consiglieri
comunali che mai, senza il G8 organizzato dalla Prestigiacomo, sarebbero emerse. Siracusa non sarebbe diventata
quella che sta per diventare dopo il maquillage imposto dal Ministero
dell‟Ambiente pagandolo con milioni
di euro. Peccato il troppo asfalto immesso sulle vie cittadine, una pavimentazione sarebbe stata più adeguata e meno traumatica, come affermano gli ambienti culturali, però il tempo restante
non avrebbe permesso altre soluzioni. Tra le medaglie da
mettere al petto degli amministratori c‟è quella di riconoscere loro la discreta azione dell‟abbattimento delle barriere visive (leggasi impianti pubblicitari illegali e abusivi
ndr ) che ha consentito il ripristino di quei panorami che
la città aveva perso ad ogni incrocio. All‟assessorato lavori pubblici, incredibilmente, non appena giunge segnalazione di una buca per strada ci s‟attiva come mai era accaduto, mentre, l‟assessore Concetto La Bianca diventa irrequieto se il responsabile demandato alla soluzione viene
colto a nicchiare. In pochi giorni sono state risolte quelle
problematiche ambientali e del pubblico decoro che si tra-
www.ifattidelladomenica.it
scinavano da decenni, quasi a dire, che il seme della cultura
del rispetto dell‟ambiente è stato immesso nella classe dirigente aretusea. Non sappiamo però se attecchirà oppure dopo il passaggio dell‟evento internazionale atteso appassirà,
facendo tornare le cose come allo stato di sempre. Scommettiamo sul fatto che difficilmente si potrà scordare quel
piacere di girare per le strade e osservare quel decoro urbano che mai si sarebbe pensato di vedere in questa città predata da interessi personali. Riscontriamo come nota positiva
il fatto che il sindaco Roberto Visentin e gli assessori
dell‟area tecnica, girano per le strade cittadine e per gli uffici del Palazzo, gongolanti di soddisfazione, fino al punto
di ammettere che grazie a questa ondata di ambientalismo
riversato dal G8, hanno aperto gli occhi rendendosi conto
che fino a ieri il solo fatto ambientale che la città poteva
vantare era la creazione dell‟Aria Marina Protetta del
Plemmirio. Un‟insufficiente e illusoria occasione per cercare di contrabbandare, nell‟immaginario di chi guarda attraverso internet o da una barca a vela, che la città di Archimede ama se stessa partendo dall‟ambiente. Anche l‟AMP
del Plemmirio è nata per volontà e ispirazione di Stefania
Prestigiacomo, quando ancora non gestiva il dicastero
dell‟Ambiente, peccato che quell‟iniziativa era rimasta un
fatto isolato che non aveva inciso per niente nella creazione
di una nuova cultura da portare per le strade invase dalle
automobili e dalle ciminiere che oscurano il cielo. Solo oggi si comincia a capire che avere l‟egida dell‟Unesco non è
come aver ricevuto un prodotto ordinato per catalogo. Le
decisioni che prenderanno i Grandi del mondo a favore
dell‟ambiente dentro il castello Maniace lasceranno una
traccia indelebile nella storia del mondo, ma forse non in
quella di Siracusa. Spetterà ai Grandi18 siracusani, primo il
sindaco, mettere alla porta la filosofia solita che, se un amico, un elettore, monta una baracca di onduline al centro di
una pubblica via, deve essere lasciato in pace per il diritto
acquisito che ha sempre ragione chi deve “buscarsi il pane”.
Oggi bisogna cambiare la rotta che qualcuno aveva impostato nei lustri passati, magari superando il vigente concetto, tutto siracusano, che il suolo pubblico è di chi vuole
camminare sopra un marciapiedi senza dover scendere forzatamente tra le auto perché qualcuno per guadagnarsi il
pane ha deciso di appropriarsene costruendoci sopra una
brutta struttura. La cosa pubblica non deve mai essere consegnata a privati, ma difesa sempre. L‟ambiente è il primo
bene pubblico da difendere anche con i coltelli tra i denti.
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Bonomo: Favorito centro sportivo Ora il Pdl siracusano ha 3 correnti