SETTIMANALE DI POLITICA E COSTUME Autorizzazione del tribunale di Siracusa n.2/2003 Spedizione in abbonamento postale Pubblicità inferiore al 70 % € 0,50 diretto da Salvo Benanti La città dei coglioni Il terremoto in Abruzzo credo che abbia sconvolto tutti noi profondamente. Non saprei aggiungere parole di dolore allo strazio delle immagini che vediamo in televisione e nei giornali: famiglie annientate, bambini uccisi. Commuove la solidarietà che si è mossa da tutta l‟Italia, senza riserve, senza pensarci, come se sotto le macerie ci siano i nostri fratelli e figli. ** Vedo il nuovo Ospedale dell‟Aquila sbriciolarsi come farina, sebbene costruito nel 2000 con criteri antisismici, e così la Prefettura, la Casa dello studente, decine di fabbricati nuovi. Ma che razza di norme antisismiche sono, che razza di costruttori sono e con essi chi avrebbe dovuto esercitare il controllo ?. E penso anche ai 27 bambini di Giuliano Nuova uccisi dal terremoto e dalla malafede accertata dei costruttori della Scuola, in una sentenza di Tribunale. ** Siracusa non ha questo problema. L‟ospedale è stato costruito nei lontani anni 50/60, senza norme antisismiche, come quasi tutti gli edifici definiti strategici o sensibili (scuole, asili, uffici pubblici, luoghi aperti al pubblico etc). Il nuovo Ospedale da 25 anni dicono di volerlo costruire ma non si mettono d‟accordo su come spartirsi gli utili (incarichi, appalti). E finché questo accordo non si trova, ci teniamo l‟ospedale che abbiamo, salvo poi, in caso di disgrazie,vedere qualcuno dei soliti noti andare fuori, in televisione, a gridare al colpevole per depistare, come se non sapessimo chi sono i colpevoli. ** La tragedia dell‟Aquila e dell‟Abruzzo servirà a qualcosa, almeno da noi, o, tra qualche giorno, dopo la solenne cerimonia, torneranno ad azzuffarsi sul proprio tornaconto, come prima? Non è una grande vergogna? Perché nessuno interviene? Perché non avviene una rivolta popolare in questa città di scoglionati? FONDATO NEL 1988 N° 15/2009 Domenica 12 aprile 2009 Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl Bonomo: Favorito centro sportivo Ora il Pdl siracusano ha 3 correnti Stefy Prestigiacomo è il vero capo Servizio a pagina 6 In calo Bufardeci-Centaro. Debole l‟asse Bono-Vinciullo Nel PDL nascono le correnti che sono, beninteso, le stesse che c‟erano prima in Forza Italia ed Alleanza Nazionale. A parte qualche rimescolamento di carte, prevedibile. Vediamo: Area Prestigiacomo. Un correntone che vede presenti Fabio Granata, il sen.Alicata, Roberto Visentin, Salvo Mangiafico, Assenza etc. Ma su Assenza c‟è da aggiungere qualcosa. Nell‟ambito politico che si riconosce nella Prestigiacomo il Presidente dell‟ASI è fermamente intenzionato a lavorare fin da ora per le prossime regionali che spera avvengano prima della scadenza del termine (2013). Assenza pensa che la PDL possa avere 3 seggi, ma in ogni caso tenterà di scalzare Bufardeci o Vinciullo. Area Centaro-Bufardeci Un asse consolidato che viene messo in discussione come area di potere ed insidiato nei consiglieri comunali e provinciali e nelle varie realtà della provincia. La Prestigiacomo in questi mesi è scesa in cam- L‟attuazione del nuovo PRG della Città provoca reazione furibonde ora che si cominciano ad intravedere le scelte compiute da mattone selvaggio, come lo abbiamo definito. C‟è un rimedio per fermare questo PRG e le aggressioni indecenti del territorio che ha previsto? E‟ l‟interrogativo che si sono posti alcuni cittadini amanti della città, della sua storia, poco informati della genesi di questo PRG, approvato irresponsabilmente pochi minuti prima dello scadere della scorsa legislatura comunale,dove furono inserite scelte di natura urbanistica che alcuni dei protagonisti di quella notte ebbero a definire “autentiche porcate”. I Fatti hanno denunziato a lungo quelle scelte, la sinistra non le votò, la magistratura sequestrò le carte, le c.d. associazioni ambientaliste rimasero zitte, l‟argomento non le interessava. Ma mattone selvaggio ha co- po pesantemente per acquisire quadri del partito, amministratori locali, imprese, nuove realtà. Non lo aveva mai fatto, avendo lasciato tutto lo spazio possibile a Bufardeci. Ha cominciato a farlo sul serio, e questo, con la stessa candidatura di Assenza alle regionali, significa certamente qualcosa. Le deleghe in bianco sono finite. Ormai all‟interno del PDL ci si conta e devono cessare ambiguità e doppi posizionamenti. Area Bono-Vinciullo Molto forte in AN, debole nel PDL, anche se Bono ha un ruolo di grande prestigio e potere. L‟intesa preferenziale è con la Prestigiacomo, certamente non con Bufardeci. Ma la competizione sarà molto dura. Vinciullo è una macchina elettorale in continuo movimento, ma rischia di essere stritolato. L‟ex area AN, priva di Granata, potrebbe essere troppo debole dentro il PDL per mantenere posizioni, potere e parlamentari. Il Prg dei barbari minciato a farsi “vedere”anche dai comuni cittadini: viale Epipoli è stato inondato dalla costruzione di decine di villette a schiera (tutte le stesse!); a Tremila è successa la stessa cosa; cubature generose al centro direzionale, vicino al Tribunale; a piazza San Giovanni un lembo di terreno dove insisteva un rustico mezzo diroccato e che sembrava dovesse essere demolito per rendere più funzionale la piazza, sta diventando, tra la meraviglia generale, un ennesimo palazzo; a via Elorina un palazzo di recente costruzione poggia un suo angolo nella strada come se fosse la cosa più normale…e via di questo passo. Ma non è finita qui!! L‟insediamento di villette costruite da cooperative (sulle quali sarebbe bene che qualcuno ne sapesse di più perché sono ben noti i manager che li dirigono ed i loro legami con certa politica) continuerà imper- territo a Tremila, la premiata Ditta Frontino$Figlia costruirà sotto le mura dionigiane il 3 centro commerciale ed una incartata di villette, uffici, residenze etc. A via Mazzanti nell‟ex area demaniale avverrà uno dei maggiori scempi: nell‟area prima oggetto di tutela verranno costruiti la caserma dei carabinieri, e poi uffici e palazzi. Sessanta anni di difesa di quell‟area per farne un‟area a verde attrezzato, crolla per mano dei nuovi barbari. Che fare? Come arginare queste ondate di cemento che stanno deturpando angoli della città.zone vincolate? Alcuni cittadini si interrogano e chiedono ai Fatti che fare. Non siamo esperti di urbanistica ma se c‟è una reale ed ampia indignazione su questi temi, la politica se ne accorgerà ed i rimedi – che ci sono –possono essere attivati e mattone selvaggio si fermerà o, quanto, meno sarà frenato. E ora Piscitello s‟allea con Storace e Buontempo Torniamo sull‟argomento non per antipatia ma perché, come si dice, “al ridicolo non c‟è mai fine”. Raffaele Lombardo, come è noto, ha scelto di allearsi con Francesco Storace, cioè con la Destra Nazionale. Storace con Buontempo ed altri leaders della destra “dura” e “pura” è quella parte di AN o fuori AN che non ha mai accettato posizioni moderate, ma che intende costituire nel Paese l‟approdo per la destra intransigente, anche extra parlamentare. Bene, questa destra è il nuovo alleato dell‟MPA. Prima è stata la Lega di Bossi, antimeridionalista ed antisiciliana, ora, alle europee, è quel grumo di ex picchiatori, nostalgici, che ancora sopravvivono nel nostro Paese e che, purtroppo, non sono pochi. Ovviamente Lombardo fa quel che vuole, e sappiamo anche perché: non potendo contare sul voto politico e di opinione all‟MPA, punta, anche stavolta, sul voto clientelare, di potere, e quel voto, pensa di portarlo dove (cazzo) vuole, a destra, a sinistra, con la Lega, all‟estrema sinistra come all‟estrema destra. Un ottovolante impazzito che irride le categorie tradizionali della politica perché pensa di avere i voti delle clientele chiusi nel cassetto. Ma non è di Lombardo che intendiamo parlare ma del suo già contestatissimo commissario provinciale dell‟MPA in provincia di Siracusa, il prode Rino Piscitello. Lo ricordate? I suoi salti politici (doppi, tripli, etc) non li contiamo più ma questo merita una notazione di stupore e di entusiasmo per una spregiudicatezza che non ha più confini, tabù, remore, un pallido sentimento vicino alla vergogna. Piscitello ex Lotta Continua, ex PCI, ex Rete, ex Di Pietro, ex Verde, ex Rifondazione Comunista, ex Margherita, ex PD (cos‟altro abbiamo dimenticato?) approda come alleato della destra più dura. Farà campagna elettorale insieme a Storace, incurante del suo passato remoto e recentissimo,al detto “dove la barca va…” dove la barca è Raffaele Lombardo. Non è una situazione comicissima per chi conosce Piscitello e la sua storia, l‟intransigenza, i cortei, gli insulti, le denunce, i dibattiti televisivi con cui ci ha stremato per anni da posizioni di estreme sinistra, etc? Ne parliamo perché per noi Piscitello è un grandissimo insegnamento: non prendere mai sul serio in politica i moralisti, gli estremisti, gli intransigenti perché sono sempre i peggiori. Comunale a +1387 Ognina a + 2501 Via Crispi +952 Siamo quasi a tre anni di ritardo sull’inaugurazione... Le bacchettate ci sono, la nuova strada invece no... Il Comune sta raccogliendo i fondi. Bere o affogare... 2 Domenica 12 aprile 2009 Filo diretto: Roberto Visentin risponde: Primo Maggio in piazza Duomo? Forse I sindacati locali dovranno fornire tutte le possibili garanzie selezionato quelle che abbiamo ritenuto fossero di pubblico interesse. Le email pubblicate poi sono state ridotte nello scritto per ovvi motivi di spazio. Anzi invitiamo chi scrive ad essere estremamente conciso. E questo nell’interesse generale, più i quesiti sono brevi infatti e più c’è la possibilità di occuparci di vari argomenti. Veniamo ora alle email dei nostri concittadini: Boom di domande al sindaco Roberto Visentin. Quasi un centinaio di email alla nostra posta elettronica. Insomma i siracusani sono interessati e attenti ai problemi cittadini, anche a quelli più piccoli. Da qui la pioggia di lettere tutte indirizzate, nostro tramite, al primo cittadino. Di questa massiccia presenza vogliamo ringraziare i nostri lettori visto che tanta partecipazione ci rende non poco orgogliosi. Come sempre abbiamo Riceviamo e pubblichiamo: Risponde il sindaco: La manutenzione è prevista e in ogni caso se ci sono punti da luce da ripristinare sarà fatto rapidamente. Riceviamo e pubblichiamo: Riceviamo e pubblichiamo: Ci sono tre discariche all‟ex circuito, davanti al sito dove fino a qualche mese addietro c‟era un autolavaggio. Ci sono anche rifiuti tossici e pericolosi. Lucia Aliffi Piazza Pancali e il tempio di Apollo sono “sporcati” da diverse settimane dai rifiuti di una ditta e l‟immagine che presentiamo ai turisti non è certo delle migliori. Mario Bonvicino Risponde il sindaco: Non è una strada di proprietà comunale ma ringraziamo ugualmente la signora Aliffi per la segnalazione che gireremo subito a chi di competenza. Risponde il sindaco: Si sta sistemando la facciata da parte di un privato, un intervento che si è reso necessario per motivi di sicurezza e di decoro. Lo status del luogo verrà in ogni caso ripristinato al più presto. Riceviamo e pubblichiamo: Riceviamo e pubblichiamo: Caro sindaco, le diamo atto di aver finalmente rifatto la Panoramica che è ormai diventata un‟arteria molto transitata. Le è però sfuggito che la stessa è quasi completamente al buio se si fa eccezione per un paio di lampade, può intervenire? Concetto Magnesi L‟ex casello ferroviario della Borgata è attualmente ricettacolo di spazzatura oltre che ospitare la notte drogati e ubriaconi. Quale sarà la sua sorte? Il sindaco non può intervenire? Carmelo Tuccitto Risponde il sindaco: Noi provvederemo immediatamente a ripulirlo, nel frattempo stiamo provvedendo al completamento dei lavori della pedonale. Rimetteremo in sesto anche il casello che sarà riservato a un utilizzo opportuno. Anche il Primo Maggio? Ma piazza Duomo non dovrebbe essere esentata da qualunque evento di questo tipo? Che fa il sindaco? Che fa la Soprintendenza? Angela Manenti Risponde il sindaco: Ancora non è definito se la manifestazione si svolgerà in piazza Duomo e in ogni caso per utilizzarla dovremo avere tutte le garanzie possibili da parte del sindacato. Riceviamo e pubblichiamo: Ci sono tre lampade di piazza Duomo fulminate da tre anni. Vogliamo fare il G8 con la piazza al buio? A.B. Risponde il sindaco: Non faremo il G8 al buio, le lampade poi non erano davvero guaste da tre anni. Comunque ad horas sarà tutto risolto. Non preoccuparti del fatto che la gente non ti conosce, preoccupati del fatto che forse non meriti di essere conosciuto. Confucio I Fatti Una fiera arrangiata all‟italiana non è un buon biglietto da visita di Londra Negli stands c‟erano persino brochure del 2005 Non vi voglio parlare di cinema, di quel bellissimo film del grande Federico Fellini che fece la storia del nostro cinema, ma di una commedia si, una commedia triste che ho visto dissolversi anno dopo anno in un palcoscenico sempre piu' snobbato e trattato con troppa superficialita'. Sto parlando dell'evento conosciuto con il nome de "La dolce vita" che ormai da tanti anni si tiene a Londra, un evento come tanti in giro per il mondo e che nasce con l'intenzione di promuovere il marchio e il marketing italiano all'estero. Anche quest'anno, dal 26 al 29 marzo, all'Olympia, un grandissimo centro esposizioni nell' ovest di Londra, si e' svolta per l'ennesima volta questa fiera che anno dopo anno trovo sempre piu' piccola e monotona. Ho visitato la fiera solo due giorni, il primo giorno dedicato ai rappresentanti del settore e la domenica perche' aperta al pubblico cosi' come il venerdi' e il sabato e a parte qualche intraprendente privato, sono rimasto meravigliato dalla tanta poca professionalita' e dalla solita superficialita' tutta italiana da parte dei rappresentanti delle diverse aziende espositrici. A parte il fatto che ormai l'Italia, da nord a sud non sa pro- durre altro che olio di oliva, vino e proprieta' immobiliari esageratamente costose, il discorso perde interesse quando dietro agli stands, si trova gente che non sapendo parlare neanche una parola di inglese, trova difficolta' ad intrattenere un elementare discorso costruttivo con un qualsiasi potenziale cliente. Ho visto esposti negli stands posters con la pubblicita' del prodotto in questione scritti solo in italiano, ho visto le cartelle delle agenzie immobiliari con esposte le loro proprieta' con il prezzo in euro, ho visto opuscoli promozionali datati 2005, "tanto non e' cambiato niente" mi hanno risposto, ho visto gente svogliata e distratta girarsi e rigirarsi tra le pareti dei loro chioschi con l'obbiettivo di far passare presto la giornata per andarsi a divertire nella Londra by night piuttosto che intrattenere quei pochi clienti che si aggiravano confusi tra i diversi stands e convincerli a comprare il loro prodotto. Alcuni stands erano completi della pubblicita' del loro marchio di fabbrica ma vuoti, lascio a voi immaginare il perche'... Tutto questo e' il solito figlio di una mala gestione tutta italiana. Le regioni sovvenzionano i progetti espositivi alle ditte che ne fanno domanda che a loro volta gonfiano i preventivi, calcolando spese eccessive senza che nessuno si preoccupi minimamente di valutare il tutto nel modo dovuto, lasciando a loro la scelta di alloggiare in alberghi costosi e a volte anche lontano dal centro, quindi spese di trasporto e altro. In alcuni casi ho saputo di spese richieste per 10 persone mentre in realta' le persone coinvolte erano solo la meta'. Ma quello che non ho visto quest'anno sono stati gli inglesi e non solo loro, visto che Londra e' un palcoscenico abitato da giapponesi, australiani, americani, cioe' i veri potenziali estimatori del nostro prodotto tanto vantato all'estero. Al contrario, ho visto come al solito un eccessi- vo numero di italiani che interessati solo a guadagnare qualcosa gratis o per sentirsi solo meno lontano da casa propria, creavano la solita confusione, classica solo della nostra cultura caciarona. Ma tutto questo mi avrebbe potuto contrariare solo in parte se non fosse stato che, essendo un artista e art promoter e vantando l'Italia per la sua caratteristica di museo a cielo aperto, fatto di siti archeologici, di templi, di cattedrali, di castelli, di musei, di monumenti, di tutti quei gioielli artistici che il mondo ci invidia e sopratutto di una new generation artistica tenuta in un angolino quasi a vergognarsi di metterla a confronto con la storia dell'arte di cui sopra, mi sarei aspettato, cosi' come l'ho sempre sperato negli anni passati, di vedere un angolo dedicato ai nostri patrimoni culturali passati e anche futuri, visto che l'Italia detiene la più alta concentrazione di beni culturali al mondo, esportando da sempre le sue scoperte e le sue innovazioni in gran parte del mondo con il presupposto di creare un industria turistica di proporzioni non indifferenti. Invece a parte lo stand di una art gallery inglese che esponeva dipinti riguardanti l'Italia ma creati da un inglese, c'era l'unico e solo rappresentante di quello che e' uno spicchio della nuova generazione degli artisti italiani, lo scultore, Andrea Roggi che con le sue bellissime opere ha arricchito, anche se solo in un discreto spazio espositivo, quello che se no sarebbe stata una fiera monotona e per niente costruttiva. Il risultato di tutto questo e' che dall'anno prossimo questa fiera "La dolce vita" verra' spostata in un centro piu' piccolo, forse a Islington un quartiere al nord di Londra, quasi a voler sminuire tutto il lavoro che quei pochi onesti e ambiziosi imprenditori italiani hanno creato nella loro vita sia in Italia che all'estero. Gianni Bonincontro 3 Domenica 12 aprile 2009 Università: Il consorzio Archimede è un bluff Salvo Baio spieghi il suo operato ai Siracusani Chiedere 50 mila euro di danni a I Fatti non lo solleva dalle responsabilità Da qualche tempo i Fatti danno lavoro agli avvocati. Ne siamo contenti per loro, coscienti dei tempi magri che, come tutti noi, vivono. E‟ un susseguirsi di notizie di querele, di denunce, al grido: basta con i Fatti, non se ne può più, dileggiano, diffamano impunemente. E‟ un cambio di linea. Prima la voce era: ma i Fatti non li legge proprio nessuno, basta non parlarne, ignorarli, e finisce anche l‟interesse a stamparli. Prevale, insomma, la linea “dura”per intimidirci, zittirci, condizionarci in qualche modo, chiuderci, se possibile. Ora io mi rendo conto che in questa città che emana da anni l‟odore nauseabondo del conformismo più servile, sciocco, dove stampa e televisioni per sopravvivere devono centellinare le notizie e prestarsi a indecenti siparietti pro qualcuno, priva di imprenditori veri, di politici veri a caratura nazionale e regionale, - un settimanale “libero” che scrive senza remore quello che sente e che vede (pur sbagliando qualche volta, come è naturale che sia) e che per scriverlo non ha bisogno dell‟autorizzazione di Catania o Palermo, che non dipende dalla pubblicità che il sig.Lombardo elargisce alla stampa come se fossero soldi suoi e non dei contribuenti siciliani, che non dipende da centrali di potere, ecco un “foglietto” così, pur senza pretese, rompe i coglioni. Siamo coscienti di questo. Pensate quanta simpatia suscitiamo nei promotori dei celebri project financing che da anni imperversano in città (Porto Turistico, Nuovo Ospedale,etc); nei cultori di mattone selvaggio, quelli, per intenderci, che stanno riempiendo luoghi prima inedificabili di orribili villette a schiera, uffici, palazzi, come se fossimo stati d‟incanto, per un malefico sortilegio, scaraventati agli inizi degli anni 60‟, all‟edilizia selvaggia di allora,incurante di tutto, del paesaggio e dell‟ambiente come della tutela delle aree di interesse archeologico e che è sicuramente peggio dell‟abusivismo che almeno riguardò le seconde case e, purtroppo, le nostre coste. No, qui mattone selvaggio ha scelto il centro del centro della città, le aree da sempre vincolate (area demaniale di Via Mazzanti, Viale Epipoli, Mura Dionigiane, Piazza San Giovanni, Via Elorina…), dove il business è sicuro e diretto. Ma qualcuno si è chiesto mai chi sono i proprietari delle aree del centro direzionale, dell‟area di via Mazzanti, chi le ha comprate e per conto di chi? Insomma stiamo sulle palle e qualcuno (politici di infimo ordine, avvocaticchi in cerca di piccoli favori) si incarica di fare il servizietto, di mollare, se ci riesce, qualche sganassone ai Fatti ed al suo Direttore. Non ci riuscirà perché non siamo (ancora) in un sistema autoritario, perché c‟è ancora un ordine giudiziario in grado di tutelare diritti costituzionalmente garantiti come la libertà di stampa. In ogni caso la partita che si è aperta è questa, non è la prima volta che succede in tanti anni di pubblicazione dei Fatti, non sarà certamente l’ultima. E’ bene che i nostri lettori, quelli che ci comprano alla luce del sole ma anche quelli che lo fanno di nascosto (o ci leggono di nascosto), per non farsi vedere timorosi di rappresaglie, sappiano cosa succede e che tipo di manovra è stata ordita contro di noi. Salvo Benanti Dal 2005 ad oggi il consorzio universitario Archimede è stato un bluff. Doveva portarci verso un polo universitario autonomo, doveva fare di Siracusa quello che è invece diventata Enna che ha la sua università, decide il suo futuro e non dipende da nessuno. Noi ciccia! Siamo succubi di scelte catanesi, dipendiamo dai catanesi, non abbiamo praticamente un futuro. Le uniche certezze sono le indennità d’oro che questa città paga al presidente, al vicepresidente, al direttore del Consorzio Archimede. Una vergogna che abbiamo denunciato con forza e che nasconde anche una situazione atipica. Ci sono infatti altre strutture universitarie nel territorio, ma i responsabili delle stesse non beccano un euro di indennità. Basterebbe fare lo stesso a Siracusa e delegare al sindaco o al presidente della Provincia pro tempore i compiti, ma quali compiti?, fino ad oggi espletati da presidente e collaboratori vari. E poi abbiamo davvero abbandonato l’idea di diventare università autonoma? Lo si dica e si finisca uno sperpero di 10 miliardi l’anno per una impostazione che ci vede e ci vedrà sudditi poveri, a cui da un giorno all’altro si può togliere il poco che hanno (sta già accadendo per beni culturali). Questo abbiamo scritto, scriviamo e scriveremo sul consorzio Archimede e il presidente Salvo Baio invece di intervenire, discutere, spiegare, ci ha chiesto 50 mila euro per i danni alla sua immagine. Chi ci onora della sua lettura valuti e giudichi. La citazione: Noi la pensiamo così Atto di citazione Il dott. Baio Salvatore nato a Siracusa ed ivi residente nella via Luigi Spagna n. 50/A , selettivamente domiciliato in Siracusa, Corte Cesare Gaetani n. 2, presso lo studio del sottoscritto avv. dal quale è rappresentato e difeso per mandato margine del presente atto cita Benanti Salvatore nato a Siracusa ed ivi residente nella via Carlo Forlanini n 6 (BNN SVT 49D24 I754Z), a comparire avanti il Tribunale di Siracusa, Giudice Istruttore designando, per l’udienza di comparizione, ore regol.,con invito a costituirsi in cancelleria nel termine di giorni venti prima dell’udienza indicatasi ai sensi e nelle forme di cui all’art.166 c.p.c e con l’avvertenza che in mancanza si procederà in sua contumacia e che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui all’art 167 c.p.c er sentire accogliere le seguenti domande alle quali si premette. I fatti di causa Il predetto istante dott. Salvatore Baio, dipendente dell’INPS di Siracusa con la qualifica di Ispettore Generale e noto esponente del mondo politico siracusano da anni impegnato in attività sociali e culturali, esercita con continuità dal 2005 le funzioni di presidente del Consorzio Universitario Archimede. Il predetto istante dott. Salvatore Baio, inoltre dal 1981 al 1990 è stato componente del comitato di gestione dell’Unità Sanitaria Locale di Siracusa e dal 1990 al 1994 ha svolto altresì la funzione di consigliere alla Provincia Regionale di Siracusa diventando, nel 1993, Presidente dell’anzidetto ente. Il predetto istante dott. Salvatore Baio è stato inoltre presidente della Sogeas dal 1998 al 1999, componente del consiglio di amministrazione della SACService s.r.l Aeroporto di Catania dal 2001 al 2005, assessore provinciale alla pubblica istruzione dal 2002 al 2003 e consulente gratuito per l’Università del Presidente della Provincia Regionale di Siracusa dal 2004 al 2005. Ha svolto inoltre incarichi di dirigenza all’interno di un noto partito politico ed ha sempre avuto apprezzamenti e riconoscimenti nell’ambito della attività pubblica svolta. Nell’anzidetto contesto nel quale figura ed il ruolo dell’anzidetto istante dott. Salvatore Baio son ben noti nell’ambiente culturale e politico di Siracusa, nel settimanale”I fatti della domenica” del 04.01.2009, senza alcuna razionale e logica giustificazione ed in maniera assolutamente gratuita in un articolo a Mario Bonomo: Alla politica si risponde con la politica. Fare querele o citazioni per danni non risponde al mio modo di fare politica. C‟è poi da tenere nella massima considerazione il concetto di libertà di stampa e di libertà di critica che sono a mio avviso due capisaldi del dibattito democratico in una società civile. I Fatti, a quanto mi risulta, si muovono in questo ambito e lo fanno anche in maniera apprezzabile . Fausto Spagna: tire ai singoli di esprimere le loro opinioni. E‟ evidente che la libertà ha anche dei confini e uno dei questi è la responsabilità. In ogni caso, venendo al nostro caso, chi governa la cosa pubblica e gestisce risorse dei cittadini ha il dovere di accettare le critiche rivolte al modo con cui vengono gestite le stesse pubbliche risorse. Maurizio Scollo: Non c‟è dubbio che sono tempi duri per chi fa libera informazione nella nostra città: basta che si parli di un soggetto che fa parte della casta e subito diventa lesa maestà e richiesta di danni. Nel caso specifico mi meraviglia che un soggetto navigato come Baio possa essere infastidito da analisi politiche a cui comunque va soggetto chi ha incarichi pubblici. Non conosco i termini della vicenda, so per esperienza personale che chi assolve ad un incarico pubblico, con risorse pubbliche, si espone inevitabilmente ad un giudizio (della stampa, degli avversari politici, dei cosiddetti amici politici, dei semplici cittadini etc) che è difficile sindaAlex Zappalà: care, essendo per definizione legittimo in democrazia, salvo che non travalichi nelle Il confine fra il diritto di cronaca e il offese personali. E‟ tenuto anche, se questa diritto di critica, per chi svolge con è la seconda domanda, a fare conoscere le professionalità il mestiere di giornaproprie appartenenze politiche che, a rigore lista, è assai sottile e solo chi non di logica, essendo strettamente personali, riesce ad avere una visione demonon dovrebbero avere spazio nei giornali o dare adito a congetture o cratica può immaginare un giornale indiscrezioni politiche. Ma la politica oggi, a ben vedere, è anche, se imbavagliato e genuflesso al potente non soprattutto, questa: un grande gossip, come nel mondo dello di turno. Chi svolge il mestiere della spettacolo, dove le verità si confondono con le indiscrezioni, in un politica come Baio ha invece il dosusseguirsi perverso di notizie, per dare vita ad una realtà spesso vir- vere di accettare tutte le critiche che giungono all‟indirizzo del suo tuale e un po‟ squallida. ministero, quale contributo obbligato per la costruzione di una democrazia non viziata e come elemento di valutazione di ogni azioBruno Alicata: Spero che la Pasqua e la primavera servano a ne. “I Fatti” nella nostra città sono testimonianza alta di un servizio rasserenare gli animi. Nel merito la stampa reso in omaggio alla stessa informazione e sempre dalla parte dei deve poter sempre esercitare il diritto di criti- cittadini. Enzo Vinciullo: ca soprattutto quando si parla di un giornale come questo che non è asservito a nessuno. Il Nel passato più volte sono stato attaccato da questo giornale ma cretutto ovviamente senza travalicare i limiti e do che i giornali debbono essere liberi di esprimere le proprie consinon credo che I Fatti lo abbiano fatto. derazioni e le proprie idee su chi fa politica.. Ci dispiace leggere giudizi non positivi su ognuno di noi ma non c‟è l‟ha ordinato il Mario Genovese: In questi ultimi anni l‟università di Siracusa non ha fatto un solo medico di fare politica e le critiche fanno parte del dibattito insompasso in avanti, insomma è stata un disastro, e non c‟è alcun dubbio ma “I Fatti” funzionano da pungolo ed è meglio che ci siano. Emanuele Giliberti: che quando succede questo le responsabilità sono di chi dirige il Consorzio universitario. Trovo assolutamente irrituale e pure prevedibilissima l‟iniziativa di richiesta danni che è stata presentata al Michele Mangiafico: tribunale civile. Irrituale perché ritengo che gli addeViviamo in uno stato di dibiti siano inesistenti (la libertà di pensiero e di opiritto che garantisce la libernione ancora esiste). Prevedibile perché purtroppo tà dell‟individuo e che gasembra normale ai molti in questo nostro momento rantisce anche la libertà di storico che debba scomparire una stampa libera. stampa proprio per consen- 4 Domenica 12 aprile 2009 Vigili urbani con la pistola Riceviamo e pubblichiamo: Caro direttore, solo per caso ho saputo che il Comune sta spendendo migliaia di euro per dotare i vigili urbani di una pistola. Che questo avvenga alla vigilia di eventi importanti come il G8 e il Primo Maggio debbo dire che desta una qualche preoccupazione. Ma lei che ne pensa dei vigili con la pistola? Massimo Verga Questa mi mancava. In ogni caso la notizia è vera. Il Comune sta acquistando 30 pistole calibro 9 per darle in dotazione ad altrettanti vigili urbani. Per questa operazione ha speso 12 mila euro. Non è tutto, ha speso anche qualche centinaio di euro per comprare 400 cartucce. Tutto qui. Forse le pistole vecchie erano fuori uso e in ogni caso il fatto è spiegabilissimo visto che i vigili urbani hanno anche compiti di pubblica sicurezza. Sarà discutibile la spesa ma una cosa è certa, che non c‟entrano nulla né col G8 e tantomeno col Primo maggio. Averlo solo ipotizzato è una diceria paesana, in ogni caso una balla. I “soliti furbi” Scrivevamo, la scorsa settimana, dell‟asportazione definitiva dei due cassonetti destinati alla raccolta dei rifiuti solidi urbani dalla via Pindaro. Aggiungevamo anche dell‟assenza degli appositi contenitori per la raccolta differenziata in tutto il Quartiere S. Lucia e dei disagi a cui vengono esposti i residenti. Facciamo, però, un passo indietro: i cassonetti di via Pindaro erano stati allocati in un apposito stallo, demarcato da regolamentari strisce gialle, che molti automobilisti hanno interpretato da subito come uno smacco alle ridotte possibilità di sosta dei veicoli. Furbescamente ma con la solita inciviltà derivante da profondo egoismo, tali “signori” hanno pensato bene di appropriarsi dello stallo da utilizzare quale parcheggio personale, spingendo sulle strisce pedonali i contenitori ed occludendo anche lo scivolo riservato ai disabili! E‟ ovvio che l‟amministrazione comunale, a seguito delle numerose lamentele pervenute al Comando dei Vigili Urbani, abbia disposto l‟eliminazione del problema, cancellando anche lo stallo. Non basta: a seguito della rimozione dei cassonetti, alcuni furbi residenti che si sono sent i t i d e f r a u d a t i de i c o n t en i t o r i dell‟immondizia, hanno pure continuato ad utilizzare tali spazi per il collocamento di buste di rifiuti, così, semplicemente, in mezzo al marciapiede, come forse non si è più soliti fare neanche nel più primitivo dei paesi del quarto mondo (già il terzo è più civile), rinunciando a percorrere quei cinquanta metri che li separano da un‟altra batteria di contenitori posti lungo la via Mons. Carabelli, all‟angolo di via Eumelo. Siamo pigri, è vero, però ostentiamo tutti i simboli del benessere: ci piace mostrare orologi di marca, camicie con le iniziali ricamate a mano, abbigliamento all‟ultima moda ed automobili di prestigio. Ci sentiamo offesi allorché veniamo punti nell‟orgoglio, rivanghiamo la plurimillenaria storia di civiltà della nostra Siracusa ma, quando non ci vede nessuno, siamo capaci d‟infangare anche la nostra stessa casa! Reagiamo pure indignati nel vedere urinare un cagnolino all‟angolo del nostro edificio, perché sporca- diciamo- ed i suoi padroni sono persone incivili. Ma quando, sempre nello stesso angolo del cagnolino, depositiamo i sacchi delle nostre immondizie o, peggio, lastre d‟amianto non protette, ci sentiamo bravi e furbi perché abbiamo dato una lezione agli amministratori. Siamo seri, per favore, diamo coerenza alle nostre esteriorità traducendole in fatti concreti, civili e rispettosi delle necessità collettive, ricordandoci sempre che il concetto di bene comune non può essere personalizzato a convenienza ma mantiene un valore assoluto ed inderogabile per tutta la comunità. In quanto ai furbi: se parcheggiamo le nostre automobili sui marciapiedi, sulle strisce pedonali o addirittura negli spazi riservati ai disabili, perché ci lamentiamo poi delle multe o delle rimozioni forzate dei veicoli se non siamo capaci di tenere in debita considerazione i diritti degli altri? Però piove, governo ladro; fa freddo, governo ladro; fa caldo, governo ladro; arriva l‟estate, governo ladro; sono giunti i soldi per il G8, quelli che stanno consentendo il rifacimento di strade e della loro manutenzione. Il governo continua ad essere ladro! Ezio Scariolo Opinioni e repliche Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti. L‟Estetica Le ricette di Lorenzetti di Vecchio “Un buon chirurgo, e il plastico non fa eccezione, non ha bisogno di essere un intellettuale né un teorico, bensì gli viene richiesta una abilità manuale simile a quella di un ottimo ingegnere meccanico della Ferrari”. La definizione è di Pietro Lorenzetti (nella foto), un nome che a Siracusa significa storia della medicina, uno specialista in chirurgia plastica che gode ormai di una notorietà nazionale, grazie appunto alla sua strepitosa manualità. Sarebbe lungo elencare il curriculum, anch‟esso strepitoso, del professor Lorenzetti, come anche le sue numerose missioni nei cosiddetti paesi sottosviluppati dove ha prestato in maniera assolutamente gratuita e volontaria la sua grande capacità. Ma l‟occasione odierna è un‟altra. Venerdì prossimo infatti, il 17 aprile cioè, sarà presentato al Grand Hotel Excelsior di Catania il libro “Intelligenza estetica” di cui Lorenzetti è autore. Saranno presenti Margherita De Bac del Corriere della Sera, Luciano Onder, direttore di TG2 Salute/Medicina e la Miss Italia 2008, Miriam Leone. Un libro che è la sintesi di un percorso di vita e soprattutto del grande amore di Lorenzetti per la sua professione. “Nonostante la possibilità di imparare a montare e smontare un volto e un corpo, come fanno molti degli specialisti “che curano”, ad un chirurgo plastico si chiede di più – dice ancora Lorenzetti - . Si chiede di conoscere il valore delle proporzioni, di avere studiato l‟anatomia ma,si spera, anche l‟arte di ogni epoca. Dobbiamo conoscere le tendenze della moda perché il corpo vi si adatta. Infine dobbiamo sapere non dove spingere la nostra abilità, ma dove fermarci. Su questo filo sottile il bravo plastico cammina ogni giorno”. Ecco di questo e di altro si parlerà venerdì prossimo in occasione della presentazione dell‟ “Intelligenza estetica” di Pietro Lorenzetti all‟Excelsior di Catania. E per chi vuole saperne di più basta esserci, l‟argomento oltre che attuale è ghiotto. Claudio Benanti Può sembrare scontato, ma è un libro “che si legge tutto d‟un fiato”. Lo dice Andrea Camilleri quando afferma anche che questo di Andrea Vecchio ” è un libro originale”. Infatti , quale altro aggettivo potrebbe usarsi per parlare di legalità con contorno di buona cucina? Andrea Vecchio ha voluto così mettere nero su bianco per le sue lotte a favore della legalità, in un‟azione continua negli anni per tutelare il proprio lavoro e quello degli altri, il tutto calato nelle giornate passate con la famiglia, tra un piatto di spaghetti alle sarde e un risotto ai funghi. Mentre il racconto scivola sull‟onda narrativa più schietta, i sentimenti che fanno trafelare figli e moglie vedendosi davanti il padre toccato da quegli avvertimenti che lo portarono poi ad andare a trovare una segretaria telefonica per registrare quei messaggi. Il messaggio del libro è tutto d‟atmosfera: quei momenti che si intuiscono senza indecisioni sono tutti compressi nel sentimento di autodifesa e di giustizia che aleggia a leggere le parole di Andrea Vecchio che sembrano tutte una partitura musicale che non ha pause. Il lato positivo dei queste “ricette” sta tutto nel creare una maggiore coscienza del bisogno di legalità a difesa di quel lavoro immenso che le categorie sopportano da sempre, ma che poi, qualche degenerazione mette a repentaglio. E nel difendersi dalle malformazioni sociali e nel prevenire, soprattutto con forza, senza rassegnazione, ma conseguendo forza interiore per questi difficili istanti della vita imprenditoriali. Ed è lì ‟ che va trovata la forza in sé stessi, nel crescere, nel maturare alla vita. Andrea Vecchio ringrazia tutte le forze dell‟ordine, i prefetti, i suoi familiari, per la comprensione e la collaborazione a superare i momenti difficile di un‟attività che con la pratica gastronomica nella cucina di famiglia, trova il miglior sistema di stemperare le paure che spesso si presentano a chi operai nel difficile contesto della vita. Andrea Vecchio, imprenditore edile, dimostra ancora una volta che l‟ironia è spesso il migliore dei modi per combattere e sopportare le traversie della vita e se poi vi aggiungiamo un aspetto della vita come quella della buona cucina, la vera ricetta della vita è pronta. E Andrea Vecchio ce la offre su un libro che è anche un piatto d‟argento. Corrado Cartia Pulite il piazzale davanti al mercato dei fiori! Ma il comune ha una sezione di Igiene urbana? Adiacente al mercato dei fiori, in via Elorina, si trova un piazzale, la cui pulizia sarebbe di pertinenza del Comune, il condizionale è d'obbligo, perché di fatto non lo è. Mi spiego meglio: si tratta di un piazzale su cui insistono: l'Istituto agricoltura ed ambiente, un'associazione sportiva, archivi del Genio civile, un'azienda, il XII distretto del comune, ebbene la sezione Ambiente del Comune di Siracusa non ha mai incaricato l'I.G.M. della pulizia del piazzale, che è pertanto terra di nessuno. E' vergognoso che un piazzale che consente l'accesso alle suddette strutture, in particolar modo ad un istituto, frequentato da minorenni, debba essere alla stregua di una porcilaia. Fino ad ora il Comune ha provveduto a pulire il piazzale solo una volta l'anno e dietro reiterati fax inviati dall'istituto in questione. Durante la scorsa settimana i fax inviati non hanno sortito alcun effetto, nonostante i richiedenti facessero notare che presso l'istituto avrebbe avuto luogo una festa,organizzata al fine di promuovere l'istituto nel territorio, pertanto non sarebbe stato opportuno far trovare gli invitati davanti ad un immondezzaio. Solo l'I.G.M., alla quale vanno sinceri ringraziamenti, si è mostrata sensibile alle richieste dei docenti, procedendo rapidamente alla pulizia del piazzale. Si ritiene doveroso anche un ringraziamento all'ingegnere Risuglia della Provincia di Siracu- sa che, quando i docenti dell'Istituto per l'agricoltura ed ambiente hanno telefonato, perchè durante la notte ignoti avevano lanciato all'interno del cancello in questione resti di amianto, con notevole celerità, supportato da ditte specializzate, ha ordinato di procedere, velocizzando al massimo la macchina burocratica, alla rimozione di quanto segnalato. Da quanto detto sorge spontanea una domanda che viene girata al sindaco: "L'ufficio ambiente del comune intende proseguire alla pulizia del piazzale in questione, o pensa che sia autopulente? perchè il medesimo non è mai ricaduto e non ricade nella ordinaria pulizia della città? Gabriella Dotto 5 Domenica 12 aprile 2009 Picone: Le dimissioni di Eva Cantarella segnano il declino della Fondazione Inda Reciso ogni rapporto con la rilettura critica del teatro antico Una gestione maramalda quanto dilettantesca Pubblichiamo alcuni stralci dell‟editoriale della rivista Dioniso(organo ufficiale dell‟Istituto del Dramma Antico) dal titolo “Fondazione e ricerca”,numero 6/2007,a firma dello studioso Giusto Picone, direttore della stessa testata. Ciò al fine di ascoltare anche voci dall‟interno dell‟Istituto, voci, che in qualche modo,ci sembra,nutrano le stesse preoccupazioni che in queste nostre pagine abbiamo più volte evidenziato. ll titolo di questo editoriale potrebbe far pensare a uno scherzoso divertissement, allusivamente evocativo del celebre romanzo di Isaac Asimov,Foundation and Earth. La realtà, purtroppo, è assai differente e ne è testimonianza manifesta proprio questo numero di Dioniso che, per difficoltà amministrative e a dispetto dell‟impegno della Redazione, viene pubblicato con un anno di ritardo rispetto alla cadenza prevista e sin qui sempre rispettata. Per di piú, in qualità di direttore ho dovuto assumere la non facile decisione di rivoluzionare la struttura abituale della rivista per ospitare gli Atti del Convegno Internazionale di Studi svoltosi a Siracusa nel 2003 e che avrebbero dovuto dar vita al n.2 dei Quaderni di Dioniso; in quasi cinque anni il Consiglio di Amministrazione dell‟INDA non ha mai ritenuto di poter rinvenire tra le pieghe del bilancio la somma, invero assai esigua, necessaria per porre a disposizione della comunità scientifica le relazioni presentate in quella occasione da eminenti studiosi del teatro antico. A ciò si aggiungano la mancata realizzazione del previsto bollettino on line (e, dunque,la sostanziale vanificazione del progetto Dioniso, le cui linee fondamentali sono state illustrate nel n.1 della nuova serie della rivista), la sospensione per un quinquennio dei Convegni Internazionali di Studi, il venir meno della Scuola di Teatro Classico „Giusto Monaco‟, la rinuncia, neppure motivata, a un innovativo progetto editoriale: in una parola, l‟abbandono di ogni seria prospettiva di ricerca nell‟ambito della drammaturgia antica. E‟certo comprensibile che, in presenza di una contrazione dei contributi statali e degli Enti locali, il CdA della Fondazione abbia deciso di privilegiare le annuali mises en scène nel Teatro greco di Siracusa ed è senza dubbio apprezzabile che sia stato comunque mantenuto un rapporto con la scuola secondaria, grazie al Festival Internazionale dei Giovani di Palazzolo Acreide; va tuttavia detto che la specificità dell‟INDA, tanto significativamente valorizzata da Giusto Monaco negli anni in cui fu alla guida dell‟Istituto e puntualmente registrata dalle norme statutarie tuttora vigenti, consiste nella felice contaminazione tra sperimentazione scenica e indagine scientifica sul corpus teatrale greco e latino. Perciò recidere i rapporti con il mondo degli studi e con la riflessione critica significa snaturare un Ente che non ha eguali, tradendone la storia e il ruolo straordinario rivestito a lungo e non senza ragione nel panorama culturale non soltanto italiano. Non è casuale, io credo, che questa grave involuzione si sia verificata in concomitanza con la soppressione del Comitato Scien- Dell‟INDA vorrei diventare Presidente, Consigliere delegato, Sovrintendente. Oppure regista di una tragedia ed attore protagonista. Anzi, con l‟attuale florilegio di (si fa per dire) professionalità sorte dal nulla, già che ci sono farei il marketing e l‟ufficio stampa e mi appalterei l‟intera parte editoriale e pubblicitaria (tanto comando io!). Scherzo? Certo che si! Mica sono nel Consiglio d‟Amministrazione e faccio come mi pare. Perdoni il lettore, ma trovo che solo con l‟ironia ormai si possa scrivere della tragedia moderna che è diventato il Dramma antico. Ai cui destini tanti dicono di tenere ma nessuno concretamente se ne occupa. Società civile, intellettuali, cittadini: tutti colpevolmente indifferenti di fronte ad una gestione maramalda quanto dilettantesca, improvvisata quanto roboante, che spadroneggia senza dar conto a nessuno del suo operato. Forte della protezione di una classe politica che dispone secondo convenienza, sputando su etica, deontologia, professionalità, esclusivamente attenta ad interessi di partito e legami personali. Agghiacciante antologia di menefreghismo, ipocrisia, chiacchiere senza costrutto le recriminazioni del prof. Consiglio o dell’On. Marziano sugli uomini che loro stessi hanno nominato nel CdA. Identica all’inconsistente impegno dell’On. Vinciullo (annuncia trasparenza e poi s’occupa d’altro) mentre i vari Gianni, De Benedictis, Bonomo se ne fottono al punto che, compreso il Granata discettante su tutto, restano fedeli al gioco delle parti, diligente applicazione dei ruoli fra maggioranza ed opposizione: a te la sanità, a me i lavori pubblici, a loro la cultura. Che bello: finalmente la politica ha compreso l‟importanza delle specializzazioni! Risultati? Danni immensi alla pubblica amministrazione ed all‟Inda (alcuni già denunciati dalla Corte dei Conti, altri che si presenteranno presto), l‟assoluta assenza di trasparenza sugli atti che Signorelli, Balestra o Visentin non mostrano manco ammazzati (tanto alla fine nessuno sarà chiamato a rendere conto). In questo deserto abbiamo lanciato il nostro allarme/provocazione agli Amici dell’Inda, consapevoli di parlare ad appassionati che nella vita fanno altro, difficilmente in grado di gestire marketing o strategie così settoriali. Gente armata solo della volontà e del prestigio personale per promuovere la siracusanità dell‟Inda. Ma la cui presenza senza tifico, disposta nel 2004 da un decreto legislativo che ha formato in peius la Fondazione e che è frutto del cedimento a miopi spinte localistiche, che hanno ritenuto di salvaguardare l‟Istituto Nazionale del Dramma Antico rinserrandolo, nel nome di una pretesa „siracusanità‟, in un‟angusta dimensione provinciale. Il punto piú alto di questa crisi di identità istituzionale è segnato, a mio avviso, dalle dimissioni di Eva Cantarella, che hanno privato il CdA dell‟apporto di una personalità prestigiosa e dell‟impegno prezioso di una intelligenza vivida e tenace. Credo però che proprio a quella decisione, traumatica per molteplici aspetti, si debba l‟avvio di un processo autocritico di ripensamento della politica perseguita dall‟INDA negli ultimi anni e il maturare della percezione dell‟urgenza di rian- diritto di voto nel C.d.A. della Fondazione, forse inconsapevolmente, avalla qualunque errore. A loro è rivolta la nostra esortazione a rivedere le iniziative di promozione che si sono assunte: prettamente locali, economicamente onerose per ogni associato. Ma limitarle in prevalenza al territorio è come dire che ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli. La dimensione dell’Inda è di una tale internazionalità che darebbe ben altri risultati se guardasse anche al di fuori di Siracusa, in ambiti nazionali ed internazionali, rivolta ad entità più colte, evolute, estranee ai giochi di potere locali, molto provinciali, utili alla boria di qualcuno ma non alla missione ed all‟impegno degli Amici dell‟Inda e della Fondazione stessa. Per questo andrebbe cercata la collaborazione con istituzioni italiane (Ministeri, aziende sponsor, partner di settore) ed estere (Ambasciate, Unione europea, altre aziende) per dare vita ad appuntamenti che a Berlino come a Trieste pongano l‟Inda come must della drammaturgia classica. Non è semplice ma nemmeno impossibile se agli sforzi degli Amici dell‟Inda si affiancassero, disinteressatamente, quelli di esperti o appassionati purché animati dallo stesso amore per la Fondazione, apportandovi quei valori di passione e professionalità che oggi mancano. Uno o due incontri all‟anno ma di spessore nazionale ed internazionale. Teatro greco ed Inda sono un binomio formidabile, senza uguali al mondo, di grande attrazione sul mercato, perché all‟intrinseco valore culturale di nicchia (la drammaturgia greca) uniscono una comunicazione popolare di così forte attrazione che nessuna attività teatrale del pianeta si sogna. Mentre quest‟immenso patrimonio oggi è lasciato nelle mani di chi lo usa, molto male, non lo ama, ne distrugge progressivamente il prestigio ed il patrimonio. I circa 100/110 mila spettatori all‟anno, per di più racchiusi in soli 40 giorni, sono da pubblico di concerti pop o rock. Solo l‟Arena di Verona ha questi numeri. Che non fa con le tragedie greche bensì con spettacoli popolari d‟ogni genere: sportivi, di danza, musica, etc... Pertanto cari Amici dell‟Inda guardate fuori dal nostro territorio, sperimentate altri confini. Sennò dove sta la sfida lanciata dai padri fondatori più di un secolo fa? Che, è da ritenere, si stiano rivoltando nella tomba a veder trattata come oggi la loro creatura. nodare il vitale rapporto tra Fondazione e comunità scientifica, che nel dicembre del 2007 ha indotto il Presidente Bufardeci a istituire una Commissione tecnica di consulta per le attività scientifiche dell‟INDA, di cui sono stati chiamati a far parte tre componenti del CdA (Mario Blancato, Monica Centanni, Giovanni Nuzzo) e cinque studiosi del dramma antico (Maria Grazia Bonanno, Giovanni Cerri, Giulio Guidorizzi, Giuseppe Mastromarco e il sottoscritto), con la finalità dichiarata di contribuire alla definizione delle attività scientifiche della Fondazione. Il primo atto della Consulta è stato l‟organizzazione del Convegno Internazionale di Studi su “Vendetta e giustizia nell‟Orestea”, che consentirà un‟approfondita riflessione su significati, strutture drammaturgiche e fortuna della trilogia eschilea. L‟editoriale continua facendo come si vede riferimento alla istituzione della Commissione tecnica di consulta per le attività scientifica dell‟Inda il cui primo passo è poi stato effettivamente quello di indire il convegno, svoltosi nel maggio 2008 sul tema “Vendetta e Giustizia nell‟Orestea”. Ma adesso, trascorso del tempo da quella provvida istituzione della consulta sembra, da voci raccolte in ambienti vicini all‟Inda, che non solo la stessa non abbia poi operato granchè ma che la stessa rivista Dioniso chiuda le sue pubblicazioni per divenire solo uno strumento per la pubblicazione degli atti di eventuali convegni smentendo così tutti gli auspici che lo stesso editoriale conteneva …… A questo punto, da chi di dovere attendiamo informazioni e forse spiegazioni. La Tre G8: A Siracusa due linee di pensiero Giorni Ultimi lavori al Maniace Dal 22 al 24 aprile, Siracusa ospita la riunione dei Ministri dell‟Ambiente. L'edizione 2009 del G8 Ambiente, ricordiamo, discuterà di prospettive e barriere allo sviluppo delle tecnologie a basso contenuto di carbonio nel breve, medio e lungo termine, di scenari negoziali sui cambiamenti climatici e della preservazione della biodiversità. L‟incontro rappresenta un momento di confronto internazionale, anche rispetto all'uso equilibrato delle risorse naturali e ai possibili investimenti nelle nuove tecnologie. Le prime due sessioni di lavoro sono dedicate al tema dei cambiamenti climatici. I lavori cominceranno nel pomeriggio del 22 aprile, con un dibattito sulle opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche per incoraggiare la ripresa economica. E sulla base dell‟impegno emerso dal Summit G8 di Toyako dello scorso anno, è prevista una discussione su come promuovere le tecnologie energetiche pulite per affrontare la doppia sfida dei cambiamenti climatici e della sicurezza energetica. La seconda sessione dell‟incontro tra i Ministri dell‟Ambiente, prevista per il 23 aprile, è dedicata all‟esame delle diverse opzioni del „post Kyoto‟, in vista della Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite di Copenhagen. L‟incontro è un‟opportunità per riflettere su come conciliare gli impegni finanziari per la stabilizzazione dei mercati e i programmi di investimento necessari per la riduzione delle emissioni. Il pomeriggio del 23 aprile, nella terza sessione di lavoro, è prevista una discussione sulle nuove prospettive della Biodiversità, in vista del 2010, l‟Anno Internazionale della Biodiversità. Anche in quest‟occasione l‟opinione pubblica si divide in due e da luogo a dibattiti tra favorevoli e contrari al G8 Ambiente a Siracusa. Molti i favorevoli e molte le persone che si stanno dedicando attivamente all‟evento, per questo è nato ad esempio il forum G-Tutti un coordinamento di cittadini e associazioni che, in occasione dell‟imminente G-8 sull‟ambiente di Siracusa, intende portare all‟attenzione dell‟opinione pubblica i temi della tutela dell‟ambiente, della lotta ai cambiamenti climatici e della riconversione ecologica dell‟economia. Navigando su internet è possibile notare come in molti siti le uniche notizie date siano quelle relative ai temi che si discuteranno in sede di convegno, senza tener conto di quello che questo evento effettivamente rappresenta. Nulla è stato fatto per coinvolgere le comunità locali in un processo di partecipazione, affinché Siracusa non sia soltanto lo sfondo di questo evento e i cittadini non ne siano spettatori passivi ma protagonisti consapevoli. Il G8 infatti deve rappresentare l‟occasione per migliorare la qualità del nostro territorio che, in tema di ambiente, presenta ancora oggi notevoli problemi( ad esempio la raccolta differenzia, praticamente inesistente). Ma vi sono anche i contrari, movimenti che si oppongono a tutto questo soprattutto perché considerano paradossale la scelta di questa città come sede del summit sull‟ambiente, dato che l‟area siracusana, limitrofa al triangolo della morte “Priolo-Augusta-Melilli” e all‟area di Noto sfregiata dalle trivellazioni, è tra le più inquinate d‟Italia. Naturalmente queste rimangono semplici opinioni che possono essere condivise e non. Da parte nostra crediamo che il G8 Ambiente possa rappresentare una grande occasione non solo di visibilità della nostra città, ma anche un input a migliorare tutto ciò che fino adesso è sempre passato in secondo luogo in tema ambientale. Desirèe Meijer Mercoledì, 22 aprile 2009 Sessione mattutina: Incontro con i Rappresentanti delle Organizzazioni Non Governative (ONG). Sessione pomeridiana: Sessione di lavoro 1: Tecnologie a basso contenuto di carbonio. Giovedì, 23 aprile 2009 Sessione mattutina: Sessione di lavoro 2: Cambiamenti Climatici. Sessione pomeridiana: Sessione di lavoro 3: Biodiversità Venerdì, 24 aprile 2009 Sessione mattutina: Sessione di lavoro 4: Salute dei bambini e ambiente Presentazione dei risultati degli incontri. Conferenza stampa. 6 Domenica 12 aprile 2009 Bonomo: Ombre nel progetto Alfa Il Presidente faccia subito chiarezza Ci sono favoritismi? Perché a Siracusa nessuna pubblicità? L’onorevole Mario Bonomo interviene in maniera ufficiale su una iniziativa regionale che a Siracusa avrebbe privilegiato alcune famiglie e, nella assoluta mancanza di pubblicità, un noto centro sportivo. Bonomo non ci sta e chiede chiarimenti al presidente della Regione Lombardo e all’assessore regionale al Lavoro su quello che considera. Lo fa con l’interrogazione che per stralci vi proponiamo qui di seguito: Il Progetto A.L.Fa. - Armonizzare Lavoro e Famiglia è un progetto pilota finanziato dal Dipartimento Regionale Formazione Professionale dell‟Assessorato al Lavoro, con i fondi del P.O.R. Sicilia 2000-2006, ed attuato da Italia Lavoro Sicilia S.p.A. C; Che l‟Obiettivo generale del progetto è quello di contribuire ad incrementare la partecipazione al mercato del lavoro di donne e soggetti a rischio di esclusione sociale, gravati da carichi di cura. Che il modo attraverso cui si attua l‟obiettivo è la diffusione del voucher che è un buono per l‟acquisizione di servizi di cura ed assistenza alla persona, destinato a coloro che non hanno tempo e modo di partecipare pienamente al mercato del lavoro perché devono occuparsi della famiglia. Che il voucher deve essere speso presso fornitori specializzati, iscritti nell‟elenco regionale costituito nell‟ambito del progetto A.L.Fa. per varie tipologie di servizi (ad esempio: asili nido, servizi diurni per disabili, case di riposo, assistenza domiciliare per diverse tipologie di utenti, etc.), ed ha un valore pari a € 516,46 mensili, per un periodo di fruizione non superiore ai 6 mesi. Che i destinatari dei voucher di conciliazione e servizio sono persone inoc- cupate, disoccupate o occupate, prioritariamente donne, residenti in Sicilia, che devono fronteggiare situazioni di cura nei confronti di figli minori fino ai 12 anni, anziani non autosufficienti, disabili, malati cronici non autosufficienti e/o malati terminali. Che per poter ottenere il del voucher, i beneficiari occupati devono essere in possesso di regolare contratto di lavoro (ad esempio: dipendenti a tempo determinato/indeterminato, lavoratori a progetto, co.co.co., lavoratori occasionali, professionisti, lavoratori autonomi, etc.) Che i beneficiari disoccupati/inoccupati devono partecipare ad attività di: - formazione (anche a pagamento); - work experiences; - iniziative finanziate nell‟ambito della programmazione regionale, nazionale, comunitaria, con priorità a quelle finanziate dal POR Sicilia; ovvero frequentare: - università;- master;- stage/tirocini;- inserimento al lavoro. Che i voucher, finanziati dal Dipartimento Formazione Professionale dell‟Assessorato al Lavoro della Regione Siciliana tramite Italia Lavoro Sicilia, sono utilizzabili presso enti iscritti ad un elenco regionale di fornitori di servizi di cura e assistenza alla persona, appositamente istituito per l‟erogazione dei voucher di conciliazione e servizio nell‟ambito del progetto A.L.Fa. Si tratta di associazioni ed enti di promozione sociale, organismi della cooperazione, cooperative sociali, fondazioni, enti di patronato, organizzazioni di volontariato non a scopo di lucro. PREMESSO ALTRESI’ che nello specifico, considerato che si sono rese disponibili delle economie, generate in gran parte da rinunce volontarie da parte dei beneficiari dei voucher, tali risorse, pari ad euro 667.000,00, verranno utilizzate per procedere allo scorrimento dell‟elenco di domande non finanziate per l‟assegnazione dei voucher di conciliazione e servizi. 2.che, al fine di consentire al maggior numero possibile di persone di usufruire dello strumento del voucher di conciliazione, verrà data copertura finanziaria, fino ad esaurimento dei fondi disponibili, unicamente alle richieste che, al 31/12/2008, erano state dichiarate ammissibili ma non finanziate. Che la documentazione completa, consegnata a mano o inviata per raccomandata o a mezzo fax o per via telematica con firma digitale, dovrà pervenire presso la sede del progetto A.L.Fa. entro e non oltre le ore 13 del 6 aprile 2009. Fatte queste e altre considerazioni che per motivi di spazio omettiamo, l‟on. Bonomo interroga il presidente Lombardo per sapere : Perché un progetto così “utile” per molte famiglie non è stato opportunamente pubblicizzato nella provincia di Siracusa, mentre in altre zone della regione ha ricevuto le attenzioni che meritava? Quante famiglie siracusane hanno usufruito di questi fondi? Quante e quali “associazioni ed enti di promozione sociale, organismi della cooperazione, cooperative sociali, fondazioni, enti di patronato, organizzazioni di volontariato non a scopo di lucro” hanno beneficiato di questa lodevole iniziativa che sicuramente genera un movimento “economico” interessante per il “terzo settore” ? Corrisponde a verità che il Progetto A.l.fa. nella città di Siracusa abbia rappresentato soprattutto una grande agevolazione per diverse decine di famiglie che hanno usufruito di abbonamenti per attività sportive presso un unico centro molto noto in città. E‟ possibile avere chiarimenti formali in proposito? Dato che viene definito un progetto pilota, non sarebbe stato opportuno che tenesse sempre conto del modello ISEE per la distribuzione dei voucher, in modo da aiutare chi veramente ha bisogno?. La scadenza del 06/04/09 per inviare presso la sede del progetto a Palermo una documentazione integrativa indispensabile per poter accedere ai nuovi voucher non costituisce – data la brevità del termine – un modi di impedire un‟ampia partecipazione degli aventi diritto? Non si ritiene corretto differire di 30 almeno giorni (6/5/09) la scadenza del termine? 5 7 Domenica 12 aprile 2009 domande a Fabrizio Ardita Sono deluso, premiate le clientele Ma “torno in campo” con l‟Udeur La battaglia sull‟acqua era giusta, il voto non l‟ha premiata Fabrizio Ardita, lei non è stato rieletto alla Provincia No, non ce l‟ho fatta. Ho avuto 1600 voti, ma sono deluso, molto deluso. Mi aspettavo molto di più dai miei concittadini. Si riferisce alle battaglie portate avanti sull’acqua dal suo Movimento? Sì, mi riferisco a due anni di battaglia portate avanti con tanti sacrifici e anche con notevoli spese che sono state affrontate grazie al sottoscritto e ai suoi amici. Il Movimento allora non ha funzionato? Esatto. Intendiamoci la battaglia era giusta e resta giusta. Non si può speculare sull‟acqua come invece sta avvenendo nella nostra provincia. I siracusani vogliono bollette più care? Si accomodino pure. Ho fatto tante battaglie ma non avuto la soddisfazione di convincere i miei concittadini, insomma i siracusani sono quasi rassegnati a subire la legge del più forte. Ma ha avuto 1600 voti che non sono pochi? Sono pochissimi se si tiene per conto che 1400 voti sono personali, miei e dei miei amici. Tante battaglie quindi hanno solo prodotto 200 voti in più per la lista. Bastava che avessi fatto una decina di clientes e di voti in più ne avrei preso un migliaio. Non c‟è niente da fare a Siracusa prevalgono le clientele. Non ci sono ideali per cui battersi, anche perché gli avversari sono fortissimi e sono legati da interessi concreti, altro che battaglie di principio. Così ha rinunciato? Ha buttato la spugna? Non ci penso nemmeno, non è nella mia natura. Non mi sono arreso. Anzi sono stato nominato commissario provinciale dell‟Udeur a Siracusa da Clemente Mastella personalmente. Proprio in questi giorni mi incontro con l‟ex ministro per decidere la strategia da adottare per rilanciare l‟Udeur a Siracusa. Il terreno è fertile, questo partito ha avuto già grossi consensi a Siracusa, si tratta di ridestare gli entusiasmi fra gli ex aderenti e io sono stato nominato commissario proprio per questo. I nostri giovani sfrattati da politici incapaci Di quanto è andato dicendo in questi giorni l'on. Fini una affermazione va condivisa, senza alcun minimo dubbio. Non certo quando apprezza la sentenza della Consulta che cassa parte della legge 40 ( fecondazione assistita). Senza voler entrare nel merito, perchè anche Fini ha diritto a cambiare opinione rispetto a quando dieci anni fa era contrario alla libertà di coscienza, "perchè ipocrita". "Se il presidente della Camera ritiene che il Parlamento fa leggi che necessitano poi della "giusta correzione" della Corte Costituzionale e non difende quindi l'istituzione che presiede è opportuno che si dimetta" è il ragionamento del segretario dell'UDC on. Cesa. Si rischia veramente di rompere gli argini della democrazia e di imboccare un solco autocratico. Nel nostro sistema il potere legislativo appartiene al Parlamento e non ad altri, come abbiamo assistito nel triste caso di Eluana Englaro. Fini è da condividere invece quando afferma che " altro grande problema sono i giovani, <<una generazione mortificata>> alla quale vanno offerte opportunità più che tutele. La grande crisi può essere una occasione per rilanciare le speranze dei giovani. Ma quali saranno i nuovi modelli sociali in cui si troveranno a vivere?" Quanti sono i giovani che nella nostra Siracusa vivono galleggiando, pur sapendo nuotare? Nuotare nel mare del lavoro e quindi della vita! Che devono segnare il passo pur sapendo correre? Un tempo si diceva :"quel giovane ha una marcia in più," per indicare un giovane capace e preparato. Oggi l'istruzione superiore è molto diffusa e di giovani culturalmente e tecnicamente preparati ne abbiamo tantissimi. Abbiamo l'Università in casa, un'indu- stria petrolchimica e energetica tra le più interessanti del Paese, un'agricoltura diffusa, il porto e il turismo. Ma i nostri giovani "galleggiano". Si preparano, si allenano, con grande sacrificio proprio e dei genitori, molti dei quali hanno fatto della crescita culturale e sociale dei figli l'ultima ragione della propria vita. C'è chi è andato a studiare a Milano, chi a Roma, chi a Catania, chi addirittura va a perfezionarsi all'estero. E poi? Di costoro, tra quelli che riescono a nuotare, pochissimi lo fanno nella loro città. Eppure a Siracusa c 'è un "mare" in cui potrebbero nuotare. Un terreno potenzialmente fertile "mangiato ra furami". Dove "furami" non sta necessariamente per "forestiero" ma per cattivo uso, cattiva organizzazione, per incapacità della classe dirigente locale. P.G. Gianni lo azzera, Magro s‟arrabbia Turi Magro non ne vuole sapere. Ritiene il suo azzeramento da segretario provinciale dell’UDC una grave scorrettezza politica e ritiene necessario, in futuro, difendere se stesso ed i suoi amici formando formalmente una corrente interna all’UDC di Siracusa. Ne ha parlato con Totò Cuffaro unitamente a Marino (Lentini) perché prendesse atto che l’UDC di Siracusa non è soltanto Gianni ma anche una componente che fa capo a Turi Magro. Pippo Gianni ne ha preso serenamente atto. L’articolazione del partito sarà nel prosieguo più formale, nel senso che gli organismi dirigenti eletti saranno convocati regolarmente e certe decisioni saranno assunte collegialmente. Anche Salvo Montagno e Tatai Bandiera avrebbero ritenuta esaurita una fase del partito, necessario una articolazione realmente democratica e partecipata, ferma restan- do la solidarietà personale e politica a Pippo Gianni. Ci sono tre tipi di amici: il tuo amico, l'amico del tuo amico e il nemico del tuo nemico. Hazrat Ali Le sciocchezze contabili del nostro ambito Ambito Redde rationem è una di quelle espressioni, in origine latina, che esprime il concetto di ciò che si vuole dire, nel migliore dei modi possibili. Nel linguaggio comune oggi viene intesa come rendere il conto. Ma rationem vuol dire qualcosa di più del semplice conto; significa anche ragione, motivo, spiegazione ragionevole, proposito, decisione, progetto, piano, causa. La dimostrazione di un paradigma, insomma, che può essere riassunta nel moderno bilancio di chiusura: nel rendiconto appunto. In siciliano l'espressione sarebbe dari cuntu e ragiuni. Nel corso della vita capita a tutti di dover dare conto e ragione. Lo danno il dipendente durante il rapporto di lavoro e l'amministratore di cose altrui al momento della restituzione del mandato. Lo dovrebbero fare le vecchie generazioni nei confronti delle nuove e tutti gli amministratori di risorse pubbliche verso i cittadini mministrati, senza bisogno di aspettare un terremoto. Nel senso proprio di dare cuntu e ragiuni a genti. Non certo come lo fanno gli Ato siciliani. “ In poco più di un anno i debiti degli Ambiti territoriali sono raddoppiati”. Seconda i dati diffusi dalla Cgil Sicilia l'ammontare del debito degli Ato è di 900 milioni di euro, vale a dire 1.800 miliardi di vecchie lire. Una cifra enorme che costringerà la Giunta di Governo ad apportare delle modifiche alla Finanziaria per poter contrarre un mutuo al fine di estinguere i debiti al 31 dicembre scorso. “Subito dopo la chiusura della sessione di Bilancio si procederà alla approvazione della legge di ri- forma degli Ato” mandando un poco di amministratori a casa. Nel nostro ambito Ambito si è arrivato a dichiarare di aver chiuso il bilancio 2008 con un utile di gestione, esibendo in tal senso la cifra di differenza tra crediti e debiti e considerando crediti esigibili il debito storico dei Comuni, “utile”, solo contabilmente, a compensare il più grosso effettivo debito della società “per il servizio di conferimento in discarica” per un valore di 10.321.388,00 euro, pari a circa 20 miliardi di vecchie lire. Contenti di questo straordinario risultato si è pensato bene di impegnare e spendere 2 milioni e 886 mila euro, equivalenti a più di 5 miliardi di vecchie lire , “per la massiccia campagna di comunicazione “ sulla raccolta differenziata, a carico finanziario del G 8. Chissà che bel viaggio di andata e ritorno! Con destinazione prestabilita? Pepè Genovese 8 Domenica 12 aprile 2009 contromano Baio è un amico, ma ha fatto una cozzata Dovrebbero sospendere per legge le rubriche di satira quando succedono cose come la tragedia avvenuta in Abruzzo. Non capisco davvero come si possa pensare di ridere o far ridere quando c‟è gente ancora sotto le macerie e una regione terrorizzata da queste scosse selvagge che si ripetono, gettando rovine su rovine, dolore su dolore. Dovrebbero sospendere anche la pubblicità. Stasera fra un tg e l‟altro che raccontavano del terremoto ce n‟era una, credo fosse di merendine per bambini che era tutta giocata su questi coglioncelli che erano tutti contenti sullo sfondo di un antico paesino di montagna. Io guardavo la tv con la mia signora, ci siamo guardati in faccia e abbiamo pensato la stessa cosa: che cazzo fanno vedere i paesini di montagna felici, che da due giorni vediamo solo paesini di montagna rasi al suolo e bare allineate? Ero sintonizzato su raidue ed hanno mandato in un‟ora 4 volte il promo di due programmi uno più stonato dell‟altro con un paese in lutto. Una specie di “amici” con ragazzi che faranno gare di ballo “academy” o qualcosa del genere, condotto da tale Lucilla non-so-chi, che da come lo dicevano uno la deve conoscere e che io e la mia signora non abbiamo idea di chi sia, come del resto non conosciamo tutta la schiera di signorine che imperversano come conduttrici sulla rai di sti tempi. Per carità, meglio loro che i soliti intramontabili, però sembrano tutte un po‟ di plastica, stesso sorriso, stesse gambe, stessa spigliatezza, stessa intelligenza (senza mai esagerare). L‟altro promo invece era di una che nella vita deve averne viste tante, Alda D‟Eusanio che promuoveva un programma dal titolo tipo “rieccoli” e sembrava avesse vent‟anni, non una ruga, anche il collo non sembrava “arrappato”. Deve avere un chirurgo molto migliore dei suoi programmi. E comunque sono a Siracusa, nella mia patria natia, tutta presa e compresa dall‟arrivo di Giotto e dei cinquemila antigiotti che attaccheranno i santuari del potere finanziario come la city di Corso Gelone e tenteranno l‟assalto al palazzo di inverno della Provincia in via Malta emulando le gesta dei padri bolscevichi, manifestando aspramente contro i compagni cinesi che sono quelli che inquinano di più al mondo, contro i brasiliani del compagno Lula che se ne fotte del pianeta e vuole tagliare la foresta (o in cambio vuole una vagonata di vagonate di dollari), contro gli sporchi negri del sudafrica che non è che perché ora sono abbronzati possono pre- tendere di fregarsi tutti i diamanti della terra, contro gli indiani che se si tengono ancora le caste mentre noi contro la casta facciamo le manifestazioni di piazza e anche di corso, via, viale, ronco e vicolo. Ma soprattutto manifesteranno contro quel buono a nulla di Obama che vuole fare più guerra contro i fratelli talebani ed ha regalato mezza general motors agli agnelli. Allantigiotto s‟è accreditato anche il mio direttore che manifesterà contro Salvo Baio che gli ha chiesto un sacco di soldi di risarcimento perché lo ha criticato. Non è che gli ha fatto la querela per diffamazione, no. Ora si usa così, si chiedono i danni e basta. Ora, Salvo Baio è amico mio, ma io non capisco „sta cosa. Se il direttore ha fatto critiche politiche, ti puoi naturalmente incozzare come una biscia. Puoi scrivergli e dirgli che ha scritto mischiate a tinchitè, puoi (ma non è una strategia che consiglio se non in casi estremi) aspettarlo sotto casa e fraccariarlo a legnate, ma fargli causa perché? Se uno fa politica la critica è una conseguenza fisiologica, anche la critica pesante, anche quella astiosa. Allora Berlusconi che dovrebbe fare? Chiedere un miliardo di risarcimento danni ogni giorno a Repubblica, l‟Unità, Il Manifesto, Liberazione etc etc? Ma poi, se si ritiene che le critiche debbano essere risarcite, quando un giornale parla bene dei politici poi dovrebbe passare alla cassa? Boh, io „ste cose non le capisco sarà che sono fuori allenamento, sarà che non mi hanno querelato mai. Evidentemente nella mia precedente vita dovevo essere scarsone come giornalista. Concludo facendo outing. Ho molto pudore a dirlo. Certe cose non dovrebbero succedere, e se succedono non dovrebbero dirsi. Ma io sono senza pudore e poi se uno ha un momento di difficoltà cosa deve fare se non chiedere aiuto agli amici. Basta, ve lo dico: mi piace l‟ultima canzone di Renato Zero. Lo so che è gravissimo, lo so che non credevo potesse mai succedere. Lo so che non doveva succedere. Forse devo chiamare mio fratello Tati che è psichiatra e farmi dare una cosa, che so un letto di contenzione, un elettroshock, una tumpulata. Ma, insomma, ora l‟ho detto. E mi sento già meglio. Lo so che sta male che amici e parenti lo leggano dal giornale. Magari stasera lo dico in famiglia. Ma alla mia signora che è di Liverpool centro posso dire che mi piace Renato Zero. Secondo me mi chiede i danni come Baio al direttore. Hasta le tumpulate siempre Joe Strummer Bravo il sindaco Visentin e bravi gli assessori Ci aspettiamo che il G8 Ambiente porti a Siracusa una ventata d'ambientalismo vero, d' amore verso i luoghi che dovremo consegnare alle prossime generazioni. I nostri giovani, da quest'evento internazionale, ospitato nell‟isola di Ortigia, dovranno ricavare basi su cui poggiare una cultura che tenga, in primo piano, le esigenze della vita affiancate alla difesa dell‟ambiente sempre più offeso. La politica è il mezzo chiamato a cambiare il malvezzo che ha portato un'antica città greca ad essere tra le meno attente alla custodia del suo patrimonio naturale, però, i politici non sembrano ancora preparati al ruolo che saranno chiamati a ricoprire. Da un rapido sondaggio, senza pretese scientifiche, abbiamo ricavato che dalle nostre parti l‟argomento interessa a pochi rappresentanti delle istituzioni o delle amministrazioni locali. Su 21 comuni consultati attraverso qualche telefonata abbiamo avuto il risultato che racchiude le conoscenze ambientali, di chi si occupa di politica, alla sola “ balneabilità “ del tratto di mare frequentato o al massimo dello “smog” presente nel centro urbano. La costante che si riscontra maggiormente a sud del capoluogo è il desiderio di un mare pulito ma al solo fine di richiamare turisti, non per se stessi. Nella zona Nord della provincia di Siracusa invece al centro delle poche attenzioni si trova “l‟aria che si respira oltre all‟acqua”. Nessuno attribuisce all‟ambiente, sia a nord sia a sud di Siracusa, grande considerazione. Per tutti al massimo è un optional da tirare fuori in salotto. Affermiamo, pertanto, che la cultura dell‟ambiente in provincia di Siracusa non si è formata ancora, neanche in chi avrebbe il mandato popolare di pensare al bene collettivo. Forse, è per questo che le nostre città sono brutte e le strade dell‟intera provincia presentano ai bordi rifiuti, suppellettili ed elettrodomestici fuori uso. Probabilmente, il G8 Ambiente voluto in casa del Ministro Prestigiacomo giocherà un grande ruolo per accendere le coscienze ambientaliste siracusane, a partire proprio dal capoluogo che sembra avere già ricevuto il necessario impulso. Recentemente gli amministratori di Siracusa sono stati costretti a trasformarsi in provetti ambientalisti e a litigare anche con il vicino di casa che butta a terra il pacchetto di sigarette vuoto, considerato che su di loro ricadrà ogni responsabilità dell‟immagine che riusciranno a rendere del territorio alle delegazioni dei paesi più grandi del mondo. Far bella la città e tenerla pulita è stato l‟imperativo, partito dal ministero fino a palazzo Vermexio. Ogni assessore si è sentito chiamare in causa come diretto responsabile, in una inconsueta gara di ambientalismo realizzabile in tempi contingentati. Grazie a questa gara, oggi cominciano a venir fuori anime ambientaliste in assessori e consiglieri comunali che mai, senza il G8 organizzato dalla Prestigiacomo, sarebbero emerse. Siracusa non sarebbe diventata quella che sta per diventare dopo il maquillage imposto dal Ministero dell‟Ambiente pagandolo con milioni di euro. Peccato il troppo asfalto immesso sulle vie cittadine, una pavimentazione sarebbe stata più adeguata e meno traumatica, come affermano gli ambienti culturali, però il tempo restante non avrebbe permesso altre soluzioni. Tra le medaglie da mettere al petto degli amministratori c‟è quella di riconoscere loro la discreta azione dell‟abbattimento delle barriere visive (leggasi impianti pubblicitari illegali e abusivi ndr ) che ha consentito il ripristino di quei panorami che la città aveva perso ad ogni incrocio. All‟assessorato lavori pubblici, incredibilmente, non appena giunge segnalazione di una buca per strada ci s‟attiva come mai era accaduto, mentre, l‟assessore Concetto La Bianca diventa irrequieto se il responsabile demandato alla soluzione viene colto a nicchiare. In pochi giorni sono state risolte quelle problematiche ambientali e del pubblico decoro che si tra- www.ifattidelladomenica.it scinavano da decenni, quasi a dire, che il seme della cultura del rispetto dell‟ambiente è stato immesso nella classe dirigente aretusea. Non sappiamo però se attecchirà oppure dopo il passaggio dell‟evento internazionale atteso appassirà, facendo tornare le cose come allo stato di sempre. Scommettiamo sul fatto che difficilmente si potrà scordare quel piacere di girare per le strade e osservare quel decoro urbano che mai si sarebbe pensato di vedere in questa città predata da interessi personali. Riscontriamo come nota positiva il fatto che il sindaco Roberto Visentin e gli assessori dell‟area tecnica, girano per le strade cittadine e per gli uffici del Palazzo, gongolanti di soddisfazione, fino al punto di ammettere che grazie a questa ondata di ambientalismo riversato dal G8, hanno aperto gli occhi rendendosi conto che fino a ieri il solo fatto ambientale che la città poteva vantare era la creazione dell‟Aria Marina Protetta del Plemmirio. Un‟insufficiente e illusoria occasione per cercare di contrabbandare, nell‟immaginario di chi guarda attraverso internet o da una barca a vela, che la città di Archimede ama se stessa partendo dall‟ambiente. Anche l‟AMP del Plemmirio è nata per volontà e ispirazione di Stefania Prestigiacomo, quando ancora non gestiva il dicastero dell‟Ambiente, peccato che quell‟iniziativa era rimasta un fatto isolato che non aveva inciso per niente nella creazione di una nuova cultura da portare per le strade invase dalle automobili e dalle ciminiere che oscurano il cielo. Solo oggi si comincia a capire che avere l‟egida dell‟Unesco non è come aver ricevuto un prodotto ordinato per catalogo. Le decisioni che prenderanno i Grandi del mondo a favore dell‟ambiente dentro il castello Maniace lasceranno una traccia indelebile nella storia del mondo, ma forse non in quella di Siracusa. Spetterà ai Grandi18 siracusani, primo il sindaco, mettere alla porta la filosofia solita che, se un amico, un elettore, monta una baracca di onduline al centro di una pubblica via, deve essere lasciato in pace per il diritto acquisito che ha sempre ragione chi deve “buscarsi il pane”. Oggi bisogna cambiare la rotta che qualcuno aveva impostato nei lustri passati, magari superando il vigente concetto, tutto siracusano, che il suolo pubblico è di chi vuole camminare sopra un marciapiedi senza dover scendere forzatamente tra le auto perché qualcuno per guadagnarsi il pane ha deciso di appropriarsene costruendoci sopra una brutta struttura. La cosa pubblica non deve mai essere consegnata a privati, ma difesa sempre. L‟ambiente è il primo bene pubblico da difendere anche con i coltelli tra i denti.