INDICE
1. Introduzione………………………………………………………………………………p. 1
2. Attività di accoglienza e ospitalità……………………………………………………….p. 2
3. L’ospitalità nelle case rifugio …………………………………………………………....p. 5
4. Accoglienza e sostegno per minori vittime di abusi e violenze…………………………p. 7
5. Progetto “Oltre la strada”………………………………………………………………..p. 10
6. Sportello lavoro…………………………………………………………………………...p. 11
7. Settore Promozione, comunicazione e fundraising……………………………..………p. 12
8. Formazione………………………………………………………………………………..p. 18
9. Partecipazione a reti di Centri antiviolenza e Case delle donne……………................p. 26
10. Progetto Daphne Muvi………………………………………………………………….p. 27
11. Progetto Pensionato sociale…………………………………………………………….p. 27
12. Commento ai dati………………………………………………………………………..p.28
In allegato: dati 2009
1. Introduzione
I dati di attività della Casa delle donne per non subire violenza anche per il 2009 si sono
mantenuti costanti con una leggera flessione al rialzo delle donne accolte, 517 rispetto alle 490
dell’anno precedente.
Con questo anno termina la triennalità 2007-2009 previsto dall’’Accordo Attuativo
Metropolitano e dalle rispettive convenzioni con gli enti locali che avevano messo a disposizione,
per il 2009, le seguenti risorse:
1. Comune di Bologna, 90.000 euro
2. Provincia di Bologna: due appartamenti – case rifugio – in affitto a canone sociale e il
pagamento di tutte le utenze;
3. 48 Comuni della provincia di Bologna: euro 45.107
Queste risorse non sono state, ovviamente, sufficienti a coprire i costi del centro antiviolenza
e pertanto l’associazione, anche per il 2009, ha lavorato per cercare nuovi finanziatori, anche privati
fra cui il 5 per mille.
Crediamo che il servizio offerto, da più di venti anni, dalla nostra associazione alle donne e
bambini che subiscono violenza, nel nostro territorio, sia diventato una parte rilevante, ( per qualità
del servizio e per quantità delle richieste di aiuto) del welfare di Bologna e provincia. e come tale
debba essere riconosciuto e sostenuto
Il personale retribuito della Casa delle donne è composto, attualmente, da 18 operatrici,
compresa la nostra amministrativa. Le responsabili dei diversi progetti – Accoglienza, Case rifugio,
Progetto minori, Oltre la strada, Formazione, Pensionato Sociale, Osservatorio Regionale, Daphne
Muvi, Segreteria – sono operatrici senior di grande esperienza (curriculum di almeno 15 anni di
attività). Ci avvaliamo anche della collaborazione di due psicologhe per la supervisione, di un
gruppo di avvocate per le consulenze e di uno studio commercialista per la contabilità e il bilancio
consuntivo. Nel 2009, purtroppo non abbiamo potuto usufruire della collaborazione delle volontarie
del Servizio Civile in quanto il nostro progetto non è stato approvato. Questo ha comportato un
notevole aumento del carico di lavoro delle operatrici e un minore aiuto e supporto delle donne
ospiti nelle case rifugio.
.
La Presidente
Susanna Bianconi
Casa delle donne per non subire violenza
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2. Attività di accoglienza e ospitalità
Presso la Casa delle donne per non subire violenza viene offerto ascolto e protezione alle
donne adulte, residenti o domiciliate a Bologna o Provincia, italiane e straniere, e ai loro figli e
figlie, che chiedono aiuto a causa di problematiche personali legate al maltrattamento subito. La
maggior parte delle donne che rivolgono al Centro, più dell’80 %, subiscono violenza da parte di
uomini che nella maggior parte dei casi sono i loro partner, o lo sono stati. Nonostante siano sempre
più numerose le donne che ogni anno chiedono sostegno alla Casa delle donne, queste
rappresentano una piccola parte del numero complessivo che ne avrebbero bisogno, di cui tante non
ne hanno mai parlato con nessuno. Dalla ricerca Istat si evince che solo il 6,2 % si rivolge ai centri
antiviolenza ( o ai servizi sociali).
Le operatrici offrono sostegno e informazioni specifiche, affinché ogni donna possa trovare
la soluzione adatta a sé e alla propria situazione. Quando il primo contatto col Centro viene preso da
un familiare, un’amica, un’assistente sociale o altri, viene data indicazione delle modalità secondo
cui la donna stessa, se lo desidera, può contattare il Centro per richiederne l’intervento. E’ infatti
importante che sia la persona direttamente interessata a decidere di compiere il primo passo per
uscire da una situazione di violenza e si attivi di conseguenza.
Non esiste una tipologia di donna che si rivolge al nostro Centro perché subisce violenza. Né
esiste una tipologia di uomo che ha comportamenti violenti nei confronti della partner. Esiste però
una tipicità di situazioni che ci vengono raccontate, e una tipologia di reazioni e di effetti alla
violenza a lungo termine. E’ un fenomeno che appartiene più alla normalità che alla patologia e
riguarda donne e uomini di tutti gli strati sociali: esiste in tutti i paesi, attraversa tutte le culture, le
classi, le etnie, i livelli d’istruzione, di reddito e tutte le fasce d’età. La violenza verso le donne si
presenta generalmente come una combinazione di violenza fisica, sessuale, psicologica ed
economica, con episodi che si ripetono nel tempo e tendono ad assumere forme di gravità sempre
maggiori. Raramente si tratta di fenomeni presenti già all’inizio di un rapporto di coppia. Avviene,
di solito, quando tra i due si è stabilito un legame di fiducia.
La violenza ha un andamento ciclico: l’episodio di violenza è seguito da tentativi di
riconciliazione che rinsaldano il legame tra i due partner e posticipano i tentativi della donna di
cercare protezione. Nelle coppie dove c’è violenza è presente una divisione sproporzionata nella
gestione del potere a favore dell’aggressore che inoltre agisce un controllo sulla partner; la violenza
si istaura chiudendo progressivamente spazi di vita sociale all’altra. Ciò comporta per la donna
l’isolamento da relazioni significative con familiari o amici; la perdita di autonomia e di autostima,
di fiducia in sé e nelle proprie capacità; spesso un danneggiamento delle competenze genitoriali; la
vergogna per la propria dignità calpestata, per l’incredulità e il giudizio negativo di altre persone
che faticano a capire queste dinamiche. Il primo contatto col Centro è quasi sempre tramite il
telefono.
L’operatrice che risponde offre un primo ascolto, a cui di solito segue un appuntamento per
un colloquio individuale per dare modo alla donna di raccontare più diffusamente il suo problema,
ricevere informazioni adeguate, trovare un sostegno per avviare un percorso di uscita dalla
situazione di violenza, rassicurandola che è possibile farlo. L’intervento consiste in un percorso di
counseling specifico sulla situazione di violenza che la donna sta vivendo, strutturato in una serie di
colloqui a cadenza periodica con durata variabile a seconda degli obiettivi stabiliti con la donna. La
metodologia prevede che ogni azione (denunce, separazione, attivazione dei servizi, ecc.) venga
intrapresa con il consenso della donna in una modalità che le consenta di parlare di sé, offrendole la
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possibilità di ritrovare fiducia in se stessa, secondo i presupposti della protezione, della riservatezza
e del non giudizio da parte dell’operatrice.
Durante il primo colloquio, a seconda della situazione della donna, vengono fornite le prime
informazioni di base che possono esserle utili. Si tratta, prevalentemente, di informazioni relative
all’ambito giuridico, civile o penale; al funzionamento dei servizi sociali territoriali; alle dinamiche
e alle conseguenze della violenza nelle relazioni affettive. Viene offerto un ascolto approfondito e
accogliente che aiuta e sostiene le donne affinché possano prendere la decisione più opportuna,
valorizzando e potenziando le proprie risorse. L’operatrice riconosce le risorse della donna che ha
di fronte e l’aiuta a farle emergere; offre un ascolto fiducioso nelle sue possibilità, rassicurandola
che ci sono le potenzialità per uscire dal suo problema, grazie anche all’occasione data da un luogo
che può offrirle protezione.
Per poter prendere una decisione in situazioni altamente complesse dal punto di vista
emotivo, fisico, giuridico ed economico, è molto importante disporre di un luogo protetto in cui
poter trovare ascolto, sentirsi credute e accolte. Le donne, generalmente, parlano con sincerità della
violenza subita dal partner se sentono garantita la riservatezza, se sanno che non ci saranno
conseguenze alla loro violazione del silenzio circa quello che succede all’interno delle “mura di
casa”. Lo spazio di ascolto offerto presso il Centro e la possibilità di parlare in un luogo riservato è
la prima forma di protezione di fronte alla paura che provano in queste situazioni. Paura che non
andrebbe mai sottovalutata da parte dei professionisti (operatrici dei Centri, servizi socio-sanitari,
forze dell’ordine…) che ricevono dalla donna il racconto circa le violenze subite: il rischio di
omicidio è sempre presente nelle situazioni in cui viene utilizzato, come minaccia, dall’aggressore,
e dove c’è violenza fisica. E’ importante offrire ascolto e comprensione alla donna senza forzarla a
prendere decisioni; va invece sostenuta affinché sia in grado di decidere per sé, sostenendo le sue
capacità nell’affrontare il suo problema. Ciò può darle l’opportunità di fare luce sui propri desideri e
sulle proprie possibilità di scegliere, valutando insieme a lei le sue risorse personali e quelle, quali
supporti familiari, amicali, sociali ecc. può sollecitare in suo aiuto e sostegno. Questo aiuta a
riprendere fiducia in sé a donne che nell’area del legame affettivo col partner si sentono spesso in
colpa o impotenti. E’ importante fornire informazioni in relazione a ciò che la donna può fare per
proteggersi. Conoscere in modo corretto e realistico i vantaggi e le difficoltà degli strumenti
protettivi a loro disposizione, dà più potere e responsabilizza le donne circa la possibilità di trovare
soluzioni. Questo ne aumenta l’efficacia perché sono le donne stesse che si rendono protagoniste
del proprio progetto, e si attivano per la sua realizzazione. Oltre ai colloqui individuali, le donne
hanno la possibilità di incontrarsi tra loro in gruppi di confronto sulle dinamiche legate alla violenza
e ai relativi vissuti.
L’obiettivo di favorire l’empowerment delle donne accolte e la lettura sociale del fenomeno,
sono strettamente legati nella metodologia sviluppata nel corso degli anni e approvata da tutte le
principali organizzazioni internazionali che si sono occupate d’intervento e di standard di qualità
dell’aiuto offerto alle vittime di violenza. In base a questa impostazione il Centro, per il settore che
accoglie le donne, si avvale di personale esclusivamente femminile, perché si ritiene che attraverso
la relazione fra donne si possa innescare un processo efficace di sostegno e una maggiore
valorizzazione della propria identità femminile e dell’autostima. Sono in aumento situazioni di
giovani donne straniere che si rivolgono al Centro per problematiche di violenza legate alla famiglia
di origine, fenomeno di cui recentemente si è iniziato a parlare anche nella cronaca dei quotidiani.
Spesso queste giovani subiscono violenze familiari anche gravi a causa dell’imposizione di usi,
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costumi e a volte mariti, dei paesi di provenienza, senza comprensione e rispetto delle difficoltà che
ciò comporta per ragazze cresciute e scolarizzate a Bologna.
Supervisione
Le operatrici che svolgono attività di accoglienza con le donne che si rivolgono al Centro a
causa di violenze e maltrattamenti subiti, incontrano periodicamente due psicoterapeute per la
supervisione delle situazioni incontrate. La supervisione è uno strumento fondamentale di
formazione permanente, di qualità del servizio offerto e di protezione di chi quotidianamente si
confronta, nell’ambito della relazione di aiuto offerta dal Centro, donne sofferenti ed esposte a
pericoli oggettivi per la loro salute psicologica e fisica. Nel corso del 2008 si sono svolti 8 incontri
di due ore di supervisione con le due psicoterapeute di riferimento. Le operatrici che iniziano la loro
attività di accoglienza, svolgono la supervisione nel confronto con le colleghe più esperte.
Tirocini, Servizio civile volontario
La Casa delle donne accoglie ogni anno numerose tirocinanti dell’Università di
Bologna; nell’ambito dei settori della formazione e della promozione vengono impiegate le
studentesse di Scienze Politiche, corso di laurea Cultura e Diritti Umani. Nel settore
dell’accoglienza le studentesse di Scienze della Formazione, corso di laurea Scienze della
Educazione. Tali stage hanno una durata variabile dalle 150 alle 300 ore e danno modo alle
studentesse di conoscere l’approccio al fenomeno della violenza alle donne caratteristico
dell’associazione e la metodologia dell’accoglienza alle donne maltrattate, della prevenzione alla
violenza e delle modalità per promuovere l’attività del Centro perché sia raggiungibile da un sempre
maggior numero di donne che ne abbiano bisogno.
Nel 2009, abbiamo fruito della collaborazione di 6 giovani volontarie del servizio civile
nazionale che abbiamo selezionato su numerose offerte. Le volontarie prestano il loro servizio per
un anno con una presenza di 30 ore settimanali. Hanno supportato il lavoro delle operatrici nei vari
settori di attività (5 nell’ambito dell’accoglienza e 1 in segreteria-promozione). Dopo un periodo di
formazione sulle tematiche e le metodologie adottate dalle operatrici dell’associazione, le volontarie
hanno cominciato la loro attività in affiancamento alle operatrici, con sempre maggiori spazi di
autonomia. Successivamente al periodo dei tirocini e del Servizio civile volontario, alcune ragazze
hanno potuto ricevere incarichi di collaborazione occasionale.
La Responsabile
Caterina Righi
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3. L’ospitalità nelle case rifugio
Il servizio di ospitalità
L’ospitalità è stata concepita per offrire alle donne un luogo sicuro in cui sottrarsi alla
violenza del (ex) partner, che spesso aumenta pericolosamente nel periodo in cui la donna tenta di
separarsi. E’ offerta in case rifugio a indirizzo segreto: un luogo in cui la donna può intraprendere
con tranquillità un percorso di allontanamento emotivo e materiale dalla relazione violenta e
ricostruire con serenità la propria autonomia. Gli appartamenti a indirizzo segreto sono di proprietà
della Provincia di Bologna che richiede all’associazione una spesa di affitto abbattuto del 70% ed,
inoltre, da Convenzione, paga le utenze degli appartamenti. Le Case rifugio prevedono 14 posti
letto + 2 di emergenza. L’ospitalità è concordata per un periodo massimo di 5 mesi, più 1 mese di
proroga per le madri, poiché si è visto che queste ultime incontrano maggiori difficoltà rispetto ad
un traguardo di autonomia a causa dei tempi legali legati alla protezione del minore a carico.
A causa delle sempre più difficili possibilità di collocamento sul territorio delle donne in uscita
dalle nostre strutture, è possibile definire un’eventuale modifica del progetto che viene attentamente
valutata dalla responsabile e ufficialmente concordata con il Servizio Sociale di riferimento.
La Casa delle donne sostiene le donne ospiti nelle case rifugio e prive di reddito adeguato
mediante: buoni Coop Adriatica; generi di prima necessità con consegna mensile che vengono
forniti dal Banco Alimentare, pagato con contributo volontario dall’Associazione; prodotti di vario
genere ritirati una volta ogni due settimane dalle operatrici del gruppo casa (progetto Last Minute
Market); medicinali provenienti dalla raccolta farmaceutica annuale (progetto Banco
Farmaceutico); rimborso delle spese di trasporto valutabili a seconda delle necessità.
L’anno 2009 ha visto la sostituzione della responsabile, assente per maternità e così il
gruppo si è, nei primi mesi, occupato di darsi un nuovo assetto più funzionale ai nuovi turni. Dopo
un primo momento in cui si poteva disporre della compresenza di due operatrici nelle case
l’Associazione ha dovuto, per carenze di risorse economiche, ridurne le ore di presenza che
sommate alla non approvazione del progetto del Servizio Civile ha comportato disagi nella gestione
delle case rifugio.
.
Attività nelle case rifugio con le ospiti.
• Quotidianamente le operatrici svolgono attività di ascolto attivo e accoglienza dei vissuti
delle donne ospiti, condividono occasionalmente i pasti, utilizzando i beni alimentari
provenienti dai progetti dell’Associazione.
• Le operatrici gestiscono con la collaborazione delle donne ospiti i prodotti provenienti dal
progetto Last-Minute Market, Banco Alimentare e Banco Farmaceutico.
• Una volta la settimana è prevista un’ora di riunione obbligatoria da regolamento, alla quale
le donne si possono astenere solo per motivi di lavoro o impegni valutabili come
improrogabile insieme alle operatrici. La riunione viene condotta da due operatrici della
casa. I minori stanno con l’operatrice minori in una stanza diversa da quella dove si svolge
la riunione.
• In prossimità delle feste natalizie le operatrici propongono una cena in ciascun appartamento
per celebrare il nuovo anno. La cena non è obbligatoria, viene concordato il menù con le
donne ospiti e ognuna (comprese le operatrici) porta qualcosa di propria produzione da
condividere.
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Nelle case vengono proposti laboratori ri-creativi non obbligatori ai quali partecipano le donne e,
nel caso sia presente l’operatrice minori, le donne e i bambini. I laboratori hanno l’obiettivo di
portare un po’ di colore all’interno delle case sperimentando l’utilizzo di materiali differenti tra loro
e di riciclo per costruire oggetti di quotidiana utilità (portafogli in tetrapak, attacca - messaggi con
tappi di sughero, calamite per il frigo, …), per riempire con attività collettive alcune delle ore che le
donne passano in casa, per condividere aspetti propri a culture differenti, per creare spazi di
benessere e leggerezza
Attività nelle case con i bambini.
• Accoglienza del minore durante il colloquio di ingresso.
• Sostegno nei compiti scolastici.
• Sostegno nella relazione mamma-bambino.
• Attività che favoriscano la convivenza dei minori.
• Sostegno al mantenimento di un ambiente adeguato ai minori.
• Attività di gioco libero e strutturato, anche durante la riunione delle donne/madri ospiti.
L’obiettivo per l’anno 2010 sarà di riuscire ad incrementare almeno di una operatrice,
l’organico attuale. Inoltre sarà necessario un confronto allargato a tutta l’Associazione per discutere
e definire le modalità di accoglienza delle donne che rientrano nella procedura legata all’ex art.13
poiché si è visto che per loro i 5 mesi previsti non possono essere sufficienti alla realizzazione del
progetto in cui sono inserite.
La responsabile
Deborah Casale
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4. Accoglienza e sostegno per minori vittime di abusi e violenze
L’accoglienza ed il sostegno
Il Servizio di accoglienza per minori vede coinvolte al suo interno figure professionali
specificatamente formate sulla violenza ai/alle minori. Tra operatrici e volontarie operano a parttime due psicoterapeute familiari, un’educatrice per i/le bambini/e, una psicologa tirocinante, una
psicologa volontaria e una consulente legale volontaria.
Gli interventi rivolti alle donne ed ai/alle loro figli/e sono stati effettuati all’interno di un lavoro
di rete che ha visto l’attivazione di percorsi specifici con l’obiettivo di fornire una risposta adeguata
ai bisogni emersi nelle diverse situazioni che si sono presentate, e che ha portato al coinvolgimento
delle differenti istituzioni che, a seconda della situazione, sono preposte alla tutela e all’aiuto dei/le
minori.
In particolare sono stati attivati percorsi comprendenti:
• colloqui di prima accoglienza a donne che vivevano una situazione di violenza domestica e a cui
i/le figli/e assistevano;
• colloqui con madri che si sono rivolte per la violenza subita direttamente dai/dalle figli/e;
• colloqui di prima accoglienza con adolescenti con esperienze di violenza intrafamiliare;
• colloqui di sostegno alla genitorialità con le madri;
• colloqui di sostegno psicologico/psicoterapia con minori e con adolescenti;
• attività di consulenza, informazione e formazione ai soggetti partner coinvolti sul tema della
violenza ai minori;
• attività di rete e di coordinamento con i servizi preposti alla tutela e alla protezione dei/le
minori.
Il servizio rivolto ai/alle minori lavora in équipe con il settore dell’associazione che si occupa
dei percorsi di accoglienza per le donne che subiscono violenza ospiti e non ospiti presso le case
rifugio ad indirizzo segreto. E’ prevista una riunione a cadenza settimanale di coordinamento e
confronto riguardo le situazioni seguite: nel periodo gennaio-dicembre 2009 sono state effettuate 50
riunioni di accoglienza, a cui hanno partecipato, insieme alla responsabile del gruppo minori anche
le operatrici dei diversi servizi gestiti dall’associazione.
Bambini/e ospiti nelle case rifugio
La Casa delle donne gestisce due appartamenti ad indirizzo segreto dove vengono ospitate
donne con o senza figli/e che escono da contesti familiari violenti. Le case ad indirizzo segreto sono
luoghi dove le madri con i/le figli/e vengono ospitate qualora non esistano altre risorse per la donna
e soprattutto qualora si renda necessaria una dimora con caratteristiche di sicurezza.
Il progetto rivolto ai/alle bambini/e ospiti, attivo dal 1999, mira a favorire l’inserimento e la
permanenza del/la minore nella casa rifugio e ad offrire un supporto alla funzione genitoriale della
madre. Tale intervento prevede diverse azioni e diverse figure professionali: una
operatrice/educatrice formata sulle tematiche dell’infanzia, che si occupa di progettare e realizzare,
insieme a volontarie, attività diversificate (educative e ricreative) e mirate a seconda delle esigenze
del/la minore e della madre; una volontaria del servizio civile che svolge un intervento rivolto a
fornire un aiuto concreto alle madri nell’accudimento dei bambini/e per facilitare e sostenere
l’inserimento lavorativo e abitativo delle madri (ricerca lavoro, ricerca casa…) e sostenerle
nell’accudimento; una psicologa che fornisce percorsi di sostegno alla genitorialità, una psicologa –
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psicoterapeuta che, oltre all’attività clinica, coordina e supervisiona le attività delle operatrici
coinvolte nel progetto.
Le psicologhe del Servizio Minori nel 2009 hanno effettuato 50 riunioni di supervisione (a
cadenza settimanale e della durata di un’ora) delle attività svolte dalla operatrice e dalle volontarie
con i/le minori ospiti all’interno delle case rifugio.
I progetti della Casa delle donne rivolte a mamme e bambini/e
La Casa delle donne nel cercare di fornire risposte sempre più vicine alle reali esigenze dei
bambini, delle bambine e delle loro madri che sono vissuti in contesti familiari violenti ha cercato
negli anni di diversificare ed ampliare le sue proposte di intervento favorendo l’affiancamento di
attività laboratoriali e di gruppo ad attività individuali, sia per le attività di sostegno alle madri che
ai minori. Di seguito presentiamo una breve descrizione del progetto attivato da Giugno 2009 grazie
al contributo della Fondazione del Monte.
Progetto “Luci e ombre”.
Da Giugno 2009, grazie al finanziamento annuale ricevuto dalla Fondazione del Monte, la Casa
delle donne in partnership con l’Associazione Mondo Donna, ha avuto la possibilità di realizzare il
progetto “Luci e ombre”. La realizzazione del progetto ha permesso alle madri e ai/alle bambini/e
che hanno subito violenza domestica e che vivono in situazione di grave disagio sociale di potere
usufruire di un supporto mirato e qualificato.
Pertanto, in questi primi sei mesi sono stati realizzati alcuni interventi psicologici,
psicoterapeutici ed educativi, come previsti dal progetto, che hanno coinvolto le madri e i/le
bambini/e a livello individuale e/o di gruppo. Tra Gennaio e Giugno 2010 verranno realizzate le
rimanenti attività laboratoriali rivolte ei minori e alle madri, mantenendo naturalmente la continuità
del lavoro psicologico ed educativo individuale intrapreso in questi mesi.
L’intervento attivato è stato rivolto a:
Madri italiane e straniere che con i loro figli/e sono state ospiti nelle case rifugio ad indirizzo
segreto o presso il Pensionato Sociale;
Madri italiane e straniere che hanno subito violenza interessate a svolgere un percorso di
sostegno alla genitorialità;
Bambine, bambini, adolescenti che insieme alle loro madri si sono rivolte alle associazioni
coinvolte e/o che sono ospiti presso le strutture.
In particolare il progetto prevedeva:
- Percorsi psicologici ed educativi individuali
La finalità delle attività proposte è stata quella di sostenere le partecipanti su alcune tematiche
legate alla genitorialità, e in particolare aiutarle a riconoscere i bisogni dei propri figli e figlie,
recuperando o costruendo insieme a loro strumenti di lettura e di gestione della relazione.
Accanto a percorsi di sostegno alla genitorialità individuali, condotti dalle Psicologhe del
Servizio Minori, sono stati realizzati incontri di approfondimento educativi individuali, in
particolare, con le mamme ospiti delle case rifugio, condotti dall’educatrice che si occupa di
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facilitare la relazione madre-bambino/a durante l’ospitalità, con l’obiettivo di aiutare le donne a
dare un significato puntuale e contestuale alle manifestazioni comportamentali ed emotive dei loro
bambini durante le varie fasi dell’ospitalità.
L’alternanza di momenti di approfondimento psicologico ed educativo individuali attraverso il
lavoro in simultanea di entrambe le figure professionali, ha permesso di attivare un intervento che
teneva conto della complessità delle situazioni di violenza e delle difficoltà che sia le madri che i
bambini vivono.
- Attività laboratori ali rivolte ai/alle bambini/e
• Laboratorio di sostegno ai compiti
Una prima parte delle ore previste per il laboratorio di sostegno ai compiti sono state realizzate tra
giugno e dicembre 2009 con un monte ore complessivo di 10 ore. Hanno usufruito del sostegno ai
compiti tre bambini, rispettivamente di 7, 8 e 9 anni, di nazionalità straniera e italiana. Nelle attività
programmate erano compresi l’aiuto nello svolgimento dello studio e il supporto ai bambini circa le
eventuali difficoltà riscontrate nelle diverse materie scolastiche, in particolare riguardo la lettura.
• Laboratorio pittorico-manuale
Il laboratorio pittorico/manuale si è svolto su tre incontri di due ore ciascuno e ha visto la
partecipazione di tre bambini di sette, otto e nove anni.
Questo laboratorio ha offerto ai bambini la possibilità di conoscere ed applicare differenti tecniche
pittoriche, espressive, di costruzione e di manipolazione. Attraverso le attività, i bambini sono stati
aiutati a prendere coscienza dei diversi modi di comunicare e di esprimersi, oltre alla modalità
verbale. Attraverso l’uso di queste rappresentazioni è stato possibile mettere in scena alcuni
momenti di vita familiare sperimentati dai bambini e pieni di significati traumatici e aiutare gli
stessi attraverso il gioco verso una nuova rielaborazione dei vissuti.
Attività di promozione del servizio e delle attività
Promozione del lavoro di rete
Da dieci anni la Casa delle donne è iscritta al C.I.S.M.A.I. (Coordinamento Italiano dei Servizi
contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia) del quale fanno parte centri e servizi di differenti
regioni d’Italia con lo scopo di costituire una rete di studio, approfondimento e di confronto rispetto
le modalità di intervento nei casi di violenza all’infanzia.
Formazione volontarie
Le operatrici del Servizio minori hanno seguito e supervisionato le attività di stage di due
volontarie che sono state inserite all’interno del progetto rivolto ai minori ospiti delle Case rifugio.
La Responsabile
Silvia Carboni
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5. Progetto “Oltre la strada”
Durante l’anno 2009 le donne straniere uscite dalla prostituzione e vittime di tratta che hanno
svolto un percorso finalizzato alla regolarizzazione e all’inserimento sociale, nell’ambito del
progetto regionale “Oltre la strada”, sono state 34: 16 già in carico prima del periodo considerato e
18 nuovi ingressi, di cui 3 avevano un figlio piccolo ciascuna.
La tipologia delle donne sta variando da almeno un anno per nazionalità, fascia d’età e
caratteristiche della storia di tratta. Infatti vi è una netta prevalenza delle nigeriane (18 sul totale); la
fascia d’età prevalente è sempre fra i 18 e i 24 anni (sempre 18 sul totale), ma vi è un numero
maggiore di donne, ben 8 , che superano i 29 anni. La storia di molte nigeriane inoltre, rispetto alle
vittime di tratta di altre nazionalità, è di uscita dalla prostituzione dopo anni di sfruttamento durante
i quali le donne hanno pagato alle/ai sfruttatrici/ori somme che variano dai 30 ai 50 mila euro.
Dunque le denunce sono spesso difficili da indagare da parte delle Forze dell’Ordine perché
riguardano diversi territori e dunque diverse Questure e diverse Procure a cui chiedere il nulla osta
per il permesso. In questi casi i percorsi sono molto lunghi, a volte si sono prolungati oltre i due
anni perché il permesso di soggiorno può arrivare dopo molti mesi o anche un anno e ovviamente
questo porta a stanchezza e sfiducia nelle donne, che tendono a perdere la speranza. Vi sono però
anche, fra le nigeriane, donne giovanissime scappate dopo poco che erano in Italia e per queste la
difficoltà è di avere pochissimi elementi di riscontro a conferma della loro storia di tratta. Per queste
si è cercato quest’anno di attivare con la Questura di Bologna i percorsi sociali che consentono di
ottenere il permesso anche senza denuncia purché la storia sia avvalorata da elementi di riscontro e
che la donna durante il percorso dimostri una volontà di inserimento.
Per quanto riguarda le altre nazionalità delle donne in percorso, c’è da notare che si sono
ridotte a 3 le donne di nazionalità rumena e 3 sono anche le donne moldave. Le restanti donne sono
tutte di nazionalità diverse: marocchina, dello Zimbawe, cinese, uzbeka, serba, del Montenegro e
altre dell’area dell’Est Europa.
Per quel che riguarda gli esiti, 5 sono i percorsi conclusi e 18 quelli ancora in corso; 2 donne
hanno ricevuto sostegno per il rimpatrio volontario e una, trasferita a scopo di rimpatrio volontario,
ha rinunciato all’ultimo momento abbandonando il progetto. Un’altra ha abbandonato
volontariamente il percorso, dopo aver fatto la denuncia e testimoniato al processo e un’altra è stata
espulsa per comportamento inidoneo. Le donne trasferite volontariamente in altri progetti analoghi
e in altre città sono state 5, fra le quali una donna con figlioletta neonata, partorita durante
l’ospitalità presso la nostra struttura residenziale.
In generale, l’attività del progetto si avvale di collaborazioni di rete frutto di rapporti
consolidati con un’ampia gamma di servizi e agenzie di Bologna ed extraterritoriali.
La Responsabile
Elsa Antonioni
Casa delle donne per non subire violenza
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6. Sportello lavoro
L’autonomia economica delle donne dal proprio partner è un requisito assolutamente
fondamentale per poter conquistare o mantenere la propria autonomia personale. Le donne che
subiscono violenza da parte di un partner spesso devono rinunciare, o rimandare, il momento in cui
fare scelte importanti relative alla propria protezione, a quando saranno in grado di autogestirsi a
livello economico.
La Casa delle donne per non subire violenza ha gestito nel 2009 uno spazio dedicato
all’orientamento e all’accompagnamento alla ricerca del lavoro all’interno dello stesso Centro
antiviolenza, per le donne in difficoltà che ne sono utenti, all’interno del Progetto “Una rete
regionale a supporto dell’inclusione lavorativa delle vittime di violenza”, finanziato dalla Regione
Emilia Romagna e rivolto ai vari Centri Antiviolenza che sono presenti nel territorio.
Questa esperienza, è stata molto importante perché ha evidenziato la necessità di gestire, all’interno
del Centro antiviolenza, uno spazio dedicato al sostegno delle donne nella ricerca del lavoro in un
momento molto delicato della propria vita.
Le operatrici incaricate della gestione dello sportello lavoro hanno svolto colloqui
individuali con le donne (67) che ne hanno fatto richiesta tramite la propria operatrice di
accoglienza (cioè l’operatrice che le ha accolte presso la Casa delle donne per il supporto relativo
alle problematiche inerenti la violenza subita). Per ogni donna è stata compilata una scheda
personale e steso il curriculum vitae. Sono state offerte informazioni sui servizi presenti sul
territorio, sui principali canali per la raccolta delle informazioni sul mercato del lavoro locale. Sono
state condivise e pianificate le prime strategie d’azione per la ricerca del lavoro o di un corso di
formazione o qualificazione.
Quasi la metà delle donne che si sono rivolte allo sportello di orientamento ed
accompagnamento alla ricerca del lavoro hanno svolto colloqui di aggiornamento che hanno
favorito un costante sostegno durante le difficoltà incontrate nel lavoro o nella ricerca dello stesso.
Grazie all’adesione al Progetto Pari, promosso dal Ministero del Lavoro, sono stati realizzati due
tirocini formativi rimborsati che hanno consentito alle donne di sviluppare proprie competenze e di
farsi conoscere all’interno dell’azienda che, dopo l’esperienza positiva, ha dimostrato interesse
all’inserimento lavorativo. Un altro tirocinio formativo rimborsato è stato realizzato all’interno del
progetto finanziato dalla Regione. Anche tale esperienza è stata una preziosa occasione per
individuare e valorizzare capacità personali nelle donne che ne avevano manifestato l’interesse.
La Responsabile
Caterina Righi
Casa delle donne per non subire violenza
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7. Settore promozione, comunicazione e fundraising
Il Settore “Promozione” è composto da una responsabile, socia e volontaria; un’operatrice a
20 ore settimanali, socia, affiancate nel corso dell’anno e in prossimità di specifici momenti del
calendario di lavoro da una collaboratrice, Chiara Cretella, da un consulente per il Fundraising,
Alberto Benchimol, e da un numero variabile di tirocinanti-volontarie provenienti : dal Servizio
Civile (1 per un anno); dalla Facoltà di Culture e Diritti Umani di Bologna (1 ogni tre mesi per 200
ore) e, quest’anno, ha accolto volontarie provenienti anche da corsi di laurea fuori regione.
Il settore Promozione si occupa di organizzare e seguire azioni che possono essere suddivise
in quattro aree specifiche:
1) Pubblicizzazione della Casa delle donne ed eventi di sensibilizzazione, iniziative esterne
2) Fundraising per l’Associazione
3) Attività di gestione ordinaria dell’Ufficio promozione
4) Ufficio stampa e mass media.
1) Pubblicizzazione della Casa delle donne
Questa attività comprende le azioni specifiche di promozione e conoscenza del servizio sul
territorio di riferimento e la diffusione del numero di telefono. Con il 2009 la Casa delle donne ha
inaugurato una stagione caratterizzata dall’apertura di molteplici contatti che hanno esportato la
Casa delle donne e i servizi che offre verso contesti socio-politici finora non permeati.
EVENTI E PARTECIPAZIONI 2009:
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26 gennaio 2009: viene inaugurata, presso il Consiglio d’Europa di Strasburgo, la mostra
Testimoni Silenziose alla presenza di numerose autorità internazionali. Per l’associazione ha
partecipato Elsa Antonioni
18 febbraio 2009: la Casa delle donne ha partecipato al presidio contro lo stupro indetto in
città a seguito dei fatti di cronaca diffondendo a tutti gli astanti volantini che esplicitavano la
posizione politica del centro rispetto a questa tematica;
25 febbraio 2009: Susanna interviene alla serata organizzata dal PD di San Ruffillo con
cineforum a tema;
1 marzo 2009: rinnovata e sempre importante la collaborazione con Note Muse, un gruppo di
donne musiciste, che anche questa volta ci ha invitate a uno dei loro concerti presso il Teatro
Manzoni, devolvendoci €1 per ogni biglietto venduto;
19-20 marzo 2009: in occasione dell’ultimo seminario all’interno del progetto Muvi questo
settore si è occupato di curare e gestire le comunicazioni verso i media, i simpatizzanti e il
possibile pubblico in genere. La Casa delle donne era presente con un banchetto.
5 aprile abbiamo partecipato alla Festa di Primavera organizzata dal neo collettivo femminista
Mujeres Libres
22 aprile : dietro l’invito delle Betty&Books abbiamo presenziato con un banchetto una dei
loro appuntamenti fissi, MercoLady, in cui era prevista un’istallazione sulla violenza
domestica alla presenza dell’artista;
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25 aprile: in occasione della celebrazione “Pratello r’esiste” abbiamo esposto per una
settimana la mostra Testimoni Silenziose di Anija Seedler all’interno della sede del Quartiere
Saragozza;
29 aprile: in occasione delle iniziative organizzate per l’arrivo della Staffetta Udi in città,
Angela è intervenuta durante l’incontro pubblico organizzato per le lavoratrici di Coop
Adriatica da Cgil, Uil, Cisl e Coop Adriatica;
11 maggio: dopo una serie di incontri formativi tenuti da Angela, le/i diplomande/i del corso
professionale Ecipar hanno organizzato uno spettacolo teatrale sul tema della violenza di
genere a cui siamo state invitate. Oltre alla vasta pubblicizzazione, ci hanno messo a
disposizione l’utilizzo del video;
14 maggio: Elsa ha partecipato al convegno “Fuori dalla violenza” tenutosi a Padova ed
organizzato dal Centro di Padova per il quale nel corso dell’anno avevamo tenuto incontri
formativi;
23 maggio: abbiamo partecipato con un banchetto alla festa organizzata dalla Cgil nel
dopolavoro ferroviario a Bologna;
19-20 giugno: Giuditta ha partecipato in qualità di relatrice al seminario “Leggere i contesti,
interpretare i dati, riconoscere la violenza” organizzato nell’ambito del progetto Diritti Umani
di Genere della regione Veneto;
22 luglio: il Centergross ci ha invitate a presenziare alla cerimonia di diploma del corso per
stilisti e modellisti concretizzatosi in una sfilata alla presenza dei Presidenti di tutte le aziende
coinvolte. Alla Casa delle donne sono stati donati una collezione di abiti da donna. Ha
partecipato Deborah;
20 luglio: serata con dibattito sulla Casa delle donne e presentazione della pubblicazione a
cura di Linea Rosa nel corso della Festa de l’Unità di Bologna;
12 settembre: con un banchetto informativo a cura delle nostre volontarie abbiamo partecipato
alla manifestazione “La città dello Zecchino”;
2 ottobre: su invito del collettivo Queer abbiamo partecipato alla serata, organizzata presso il
locale L’Arteria, dal titolo “I panni sporchi si lavano insieme”;
23 ottobre: su richiesta dell’artista Selena Iacaroni, la sua mostra personale ha ospitato il
nostro banchetto e una raccolta fondi destinata ai progetti di formazione Fiocco Bianco;
30 ottobre: grazie alla cura di due simpatizzanti, è stato organizzata una cena a tema scozzese
il cui ricavato netto è stato devoluto alle nostre attività;
17 novembre: a Crespellano è stato organizzato un incontro conoscitivo sul fenomeno della
violenza di genere e dei servizi di uscita esistenti rivolto ai nuovi amministratori e
amministratrici. Ha partecipato Elsa Antonioni;
20 novembre: Elsa Antonioni ha partecipato ad uno degli incontri formativi pubblici del ciclo
“Relazioni e violenza di genere” organizzato presso la Biblioteca comunale di Crespellano;
23 novembre: Giuditta Creazzo ha partecipato come relatrice al seminario organizzato
dall’Udi di Genova dal titolo “L’altrà metà del cielo e le sue piccole stelle. Il maltrattamento e
la violenza assistita tra le mura domestiche”;
23 novembre: Susanna Bianconi ha partecipato all’incontro pubblico organizzato per il 25
novembre dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di San Giorgio di Piano;
23 novembre: Angela Romanin ha partecipato in qualità di relatrice al seminario pubblico
organizzato dalla Cgil di Bologna sul tema dello stalking;
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28 novembre: Deborah Casale ha partecipato come relatrice al convegno organizzato da
Donne Insieme Val D’Elsa dal titolo “Violenza contro le donne: percorsi operativi a
confronto”;
29 novembre: grazie alla collaborazione della Cons. regionale Silvia Noè, è stata organizzata
una giornata di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere presso Palazzo Albergati
(Zola Predosa) patrocinata da Unindustria Bologna. Ha partecipato Susanna Bianconi;
3 dicembre: l’amministrazione comunale di Monte San Pietro ha organizzato un incontro
pubblico sulla recente normativa che istituisce il reato di stalking. Per la Casa ha partecipato
l’Avv. Susanna Zaccaria;
18 dicembre: grazie a tutte le nostre volontarie ed operatrici siamo riuscite ad organizzare una
cena sociale di autofinanziamento presso la Casa del popolo di Castel Maggiore i cui esiti
sono stati a dir poco soddisfacenti!
MATERIALI ILLUSTRATIVI E LORO DIVULGAZIONE
• Diffusione presso tutte le bacheche pubbliche dei Comuni della provincia di Bologna di
manifesti e locandine creati dal Coordinamento Regionale per il 25 novembre 2009
• Festival LA VIOLENZA ILLUSTRATA 2009:
∗ 60 Locandine
a. 5.000 segnalibro
∗ 3000 programmi pieghevoli
Tutto il materiale divulgativo riguardante il Festival è stato fatto avere a tutti i punti di
interesse del centro cittadino; compresi locali pubblici, facoltà universitarie, Urp comunali e
provinciali, biblioteche, Cineteca, etc. Gli stessi materiali (files) sono stati diffusi tramite la
nostra mailing list e il nostro indirizzario stampa. Nelle due settimane precedenti, abbiamo
affittato uno spazio pubblicitario su Radio Città del Capo e un banner-logo dell’evento è
stato pubblicato sul loro sito.
• Casa delle DonNews, due edizioni:
o La prima in occasione del 25 novembre: spedizione ai 2500 contatti del nostro database.
o La seconda, in dicembre, indirizzato a tutte le istituzioni comunali, sportelli del cittadino e
biblioteche di Bologna e provincia in forma schematica esplicativa dei servizi offerti dalla
Casa delle donne.
L’obiettivo primario perseguito con questo strumento va al di là della singola donazione immediata,
infatti pensiamo che sia un investimento a lungo termine “comunicare” con i nostri simpatizzanti e
raccontare loro un pezzo di vita dell'associazione.
Donne e bambini che subiscono violenza: indicazioni per l’assistenza legale
Grazie alle impegno delle 3 avvocate che da tempo collaborano con il Centro, abbiamo dato origine
e diffusione ad un prodotto comunicativo estremamente utile. L’opuscolo infatti riassume tutta la
normativa esistente in Italia in tema di violenza di genere e sui minori. Destinatari primari di questa
pubblicazione sono stati i 3.405 iscritti/e all’ordine degli Avvocati di Bologna a cui è stato
direttamente recapitato. L’opuscolo è stato inoltre pubblicato sul nostro sito per essere scaricato
liberamente. La notizia di questa pubblicazione è stata diffusa a mezzo comunicato stampa a tutti i
nostri contatti. I riscontri che abbiamo avuto modo di valutare sono stati tutti molto positivi: pareri
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delle/dei dirette/i interessate/i; mail e telefonate da parte di avvocati che esercitano fuori Bologna
per richiederne copia; encomi all’iniziativa da parte di un pubblico più eterogeneo che segue le
attività del centro.
8 MARZO 2009 : EVENTI E PARTECIPAZIONI
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8 marzo: “Donne e salute oltre la violenza” con questo titolo abbiamo celebrato la Giornata
della donna 2009 tessendo un intreccio inaspettato e del tutto proficuo con il Centro Natura di
Bologna, luogo molto noto e frequentato in città, e il Collegio delle Ostetriche della provincia di
Bologna. Il pomeriggio è stato dedicato ad un momento seminariale sulle connessioni tra la
maternità e la violenza subita dalle donne mentre la serata ha aperto ad un interessante momento
di convivialità durante la cena presso il ristorante bio-vegetariano del Centro ospitante.
8 marzo: anche quest’anno quella dell’8 marzo ha confermato essere una data fulcro per la
nostra presenza pubblica soprattutto per la mole e la qualità degli inviti ricevuti. In particolare
abbiamo partecipato a:
- serata teatrale a Bentivoglio, l’introduzione allo spettacolo è stata curata da
Angela;
- cena sociale e successivo dibattito a Malalbergo. Ha partecipato Deborah;
- concerto, reading e banchetto presso un locale pubblico bolognese organizzato dal
collettivo Queer. Hanno partecipato Valeria e Viviana;
- proiezione e dibattito sulla violenza organizzato dal collettivo Figlie Femmine a
cui ha partecipato Caterina;
- a Cesena, su invito dei tre sindacati, Angela ha rappresentato la Casa delle donne
con un intervento a seguito della proiezione prevista alla presenza dei delegati
sindacali, delle rappresentanze lavorative e degli studenti;
- intervento all’inizio dei lavori della Conferenza permanente delle donne Pd; ha
partecipato Anna;
- presso la Camera del Lavoro di Bologna, è intervenuta Susanna al convegno di
inaugurazione dello sportello sindacale per le discriminazioni contro le donne sul
luogo di lavoro;
- “BASTA UN FIORE PER FARE UNA CASA” con questo slogan la Casa delle donne è
stata presente nei supermercati gestiti da Coop Reno la quale ci ha devoluto il
corrispettivo dei gadget;
25 NOVEMBRE 2009: FESTIVAL LA VIOLENZA ILLUSTRATA – IV EDIZIONE
La Giornata internazionale contro la violenza alle donne si è, con il 2009, stabilmente fissata
nel calendario nazionale delle celebrazioni pubbliche. Infatti i maggiori canali mediatici ne hanno
riportato notizia e molte tv hanno previsto opportuni approfondimenti. Tutto ciò ha contribuito
notevolmente all’obiettivo che i centri hanno voluto perseguire importando questa celebrazione. Il
grado elevato di attenzione si è tradotto altresì in una crescita delle richieste di interventi e
partecipazioni rivolte a noi per i molteplici eventi previsti.
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Con un imponente lavoro in fase progettuale e organizzativa, grazie alla collaborazione di
alcune volontarie, è stata realizzata la IV edizione del nostro Festival.
Molte le novità di quest’anno. Innanzitutto va sottolineata la compiuta definizione di questo
progetto come contenitore di iniziative cittadine volte a celebrare la ricorrenza del 25 novembre.
Abbiamo avuto modo, infatti, di “ospitare” e patrocinare molteplici eventi pubblici
provenienti da soggetti diversi in luoghi diversi come diverse sono state le tipologie artistiche. Gli
appuntamenti curati direttamente dalla Casa delle donne hanno riguardato un tipo di violenza che
potremmo definire violenza mediatica. Ci siamo concentrate, cioè, sulle percezioni del femminile
veicolata dai mass media e sul recente dibattito che ha preso piede in Italia. Abbiamo dunque
dedicato le serate alle proiezioni, presso la Cineteca Lumiére, di un recentissimo documentario, “Il
corpo delle donne”, di un bellissimo cortometraggio,“Amelia”, e di un’intervista a Joyce Lussu,
inedita e firmata da Marco Bellocchio . Tutte le proiezioni sono state precedute/seguite da dibattiti
alla presenza di personalità esperte (docenti universitarie, sociologhe, semiologie, editori, registi,
personaggi dello spettacolo) ed hanno ricevuto un ottimo successo in termini di pubblico. Va
segnalato che, per la sua IV edizione, il Festival ha beneficiato di un contributo comunale (Settore
Cultura) e di 3 contributi privati: Coop Adriatica, Camst e Banca Popolare di Milano.
“TESTIMONI SILENZIOSE” – MOSTRA ITINERANTE
Sulla base della ricerca sul Femminicidio in Italia, che la Casa delle donne conduce dal 2006, in
occasione del 25 novembre 2008 abbiamo inaugurato la mostra Testimoni Silenziose nella sua
versione più duratura e compiuta. Da allora la mostra, composta da 40 sagome a grandezza naturale
in alluminio rosso e corredata da un totem con l’elenco completo della ricerca , è stata esposta:
- A Bologna, presso l’Urban Center di Sala Borsa nelle due settimane intorno al 25
Novembre sia nel 2008 che nel 2009;
- a Carpi, presso Palazzo Pio, tra aprile e maggio 2009 tra le iniziative organizzate
dall’Udi locale;
- a Strasburgo, presso il Consiglio d’Europa, nel gennaio 2009 su richiesta
dell’Istituto di Cultura italiana di Strasburgo.
La collezione di 18 litografie sul tema della violenza di genere che l’autrice, Anija Seedler, ha
messo a disposizione della Casa delle donne, invece, è stata esposta:
- a Bologna, durante la seconda edizione del Festival, presso Palazzo D’Accursio;
- a Collegno (TO), in una delle iniziative del Centro Vivere Donna che ci ha
richiesto la mostra;
- presso la sede del Quartiere Saragozza durante le celebrazioni per il 25 Aprile;
- a Faenza, in settembre, su richiesta dell’associazione locale SOS Donna.
Pubblicizzazione di iniziative: le iniziative organizzate dalla Casa delle donne o a cui ci viene
chiesto di collaborare e partecipare, vengono sempre pubblicizzate tramite la nostra mailing list che
consta di oltre 3000 contatti.
Il nostro sito, www.casadonne.it, inaugurato nella sua nuova veste l’ 8 marzo 2008 è costantemente
aggiornato, e reca sempre opportuna comunicazione di ogni evento da noi organizzato e a cui siamo
chiamate a partecipare.
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Il nostro ufficio stampa si occupa di redigere e inviare i comunicati stampa in occasione di
convegni, dibattiti, etc. e di convocare opportune conferenze stampa.
2) Attività di Fundraising
Le attività di raccolta fondi per il 2009 hanno compreso richieste di contributi a Fondazioni
nazionali, presentazioni di progetti sulle nostre attività ad enti istituzionali e non, gestione della
campagna del 5 per mille.
Nel corso del 2009 abbiamo contattato:Fondazione Carisbo; Fondazione del Monte di Bologna e
Ravenna; NordiConad; Banca Popolare di Milano; Cassa di Risparmio di Ravenna; Hera spa;
Fondazione IBM; Fondazione Monte di Paschi di Siena; Camst. Non tutti progetti però sono andati
a buon fine, ma abbiamo concretizzato la collaborazione con Nordiconad per il prossimo 8 marzo
2010, abbiamo ottenuto un finanziamento dalla Fondazione del Monte rivolto ai minori ospiti,
sponsorizzazioni sostanziali per il Festival da parte di Camst e Banca Popolare di Milano.
3) Attività di gestione ordinaria dell’ ufficio promozione
L’ufficio promozione e comunicazione lavora interagendo con tutti i settori della Casa delle
donne, fornendo e aggiornando costantemente strumenti che sono a vantaggio di tutta
l’associazione, quali l’indirizzario: un database che raccoglie oltre 7.349 contatti, che è stato
implementato quest’ultimo anno con gli indirizzi degli avvocati di Bologna, la maling list e i
contatti con i mass- media.
4 ) Mass media e ufficio stampa
La Casa delle donne si è avvalsa nella gestione dell’Ufficio stampa di una collaboratrice, già
volontaria del servizio civile nel corso del 2007: Viviana Vignola. Nel corso del 2008 e del 2009 ha
curato le relazioni con la stampa, la redazione dei nostri comunicati stampa, l’aggiornamento della
rassegna stampa sulla Casa delle donne e ha organizzato e convocato le conferenze stampa .
La responsabile
Anna Pramstrahler
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8. Formazione
La formazione sul tema della violenza di genere, dell’aiuto alle donne vittime di violenza e
della predisposizione del servizio ha l’obiettivo di sviluppare e implementare le politiche di rete,
migliorando l’accoglienza delle donne nei vari contesti, far nascere nuovi centri antiviolenza, o
migliorare l’intervento e i servizi di quelli esistenti. È anche un mezzo che tutela dal burn out le
operatrici, continuamente esposte alla traumatizzazione secondaria, contribuendo a preservare lo
staff esistente. L’organizzazione e la partecipazione a convegni e seminari per sensibilizzare
contesti o target specifici mira al cambiamento culturale, cioè di quegli aspetti strutturali che
sostanziano la violenza contro le donne.
L’attività di formazione della Casa delle donne per non subire violenza viene finanziata da
specifici progetti approvati dal Fse, oppure da committenti esterni (enti pubblici, centri antiviolenza,
scuole, associazioni del privato sociale, ecc.) che richiedono gli interventi formativi per il loro
personale.
A livello organizzativo dispone di una responsabile di settore, Angela Romanin, che si occupa di
programmare, preparare, coordinare e valutare tutta l’attività. La metodologia adottata si avvale di
lezioni frontali, esercitazioni, simulazioni, analisi di casi reali, discussioni guidate, ecc. secondo un
metodo interattivo sperimentato e consolidato da parte dei centri antiviolenza europei. Le docenti
sono le esperte dei vari settori della Casa delle donne, oltre che avvocate e professioniste
provenienti da altri centri antiviolenza italiani e stranieri.
Le principali esperienze formative del 2009 sono elencate di seguito e compaiono nel sito
www.casadonne.it . I momenti più significativi della formazione esterna per impegno, continuità e
approfondimento si sono svolti in gennaio-settembre ad Alessandria per il Centro Me.Dea e in
ottobre-aprile 2010 per il Comune di Olbia. Per quanto riguarda la formazione interna, si segnala il
Seminario internazionale del progetto Muvi (Men Using Violence in Intimate Relationship) del 1920 marzo a Bologna, «Percorsi e pratiche sociali per affrontare la violenza maschile nelle relazioni
di intimità: dall’invisibilità alla responsabilizzazione».
Interventi di formazione, prevenzione e sensibilizzazione rivolti all’esterno
gennaio-settembre 2009
ad Alessandria, 12 giornate formative rivolte a un gruppo di volontarie e operatrici che hanno aperto
il centro antiviolenza Me.Dea. I temi: la violenza di genere alle donne e ai minori; la violenza
assistita, l’accoglienza alle donne adulte; la gestione del centro antiviolenza e della casa rifugio; i
rapporti con le istituzioni e il lavoro in rete; il profilo professionale dell’operatrice di accoglienza;
l’attività di promozione, comunicazione e la raccolta fondi. Docenti: Angela Romanin, Isadora
Bergami, Caterina Righi, Silvia Carboni, Samuela Pasquali, Deborah Casale, Elena de Concini e
Valeria D’Onofrio.
26-27 febbraio 2009
ad Asti «GenderWorks International Practice Exchange», conferenza internazionale all’interno del
Progetto Genderwork. Mainstreaming and Communicating Gender Equality in Anti Poverty and
Inclusion Strategies, (2007–2009), condotto da Oxfam (GB) in partnership con Wave (Austria) e
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Lamoro (Italia), finanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma Progress.
Relazioni di Isadora Bergami, Silvia Radicioni e Angela Romanin
febbraio-marzo 2009
a Bologna, per il Teatro dei Mignoli e gli Angeli alle fermate, due interventi formativi sulla
violenza di genere e l’intervento in aiuto alle donne. Docenti: Isadora Bergami e Laura Saracino
febbraio-marzo 2009
a Padova, per il Centro Veneto Progetti Donna, 2 giornate formative sui temi dell’accoglienza e
l’organizzazione del centro antiviolenza e sull’attività di comunicazione esterna. Docenti: Caterina
Righi, Elena de Concini e Valeria D’Onofrio
marzo-aprile, per l’Associazione Donne Insieme di Granarolo, all’interno di un corso di autodifesa
intervento su “Gli esiti psicologici dei traumi da aggressione”, docente Silvia Carboni
8 marzo, presso il centro Natura di Bologna, realizzato all’interno della serata organizzata
dall’Associazione delle Ostretiche, intervento su “Maternità e violenza”. Docente Masa Romagnoli
13-14 marzo 2009
a Merano, per il centro antiviolenza Donne contro la violenza – Frauen gegen Gewalt, due giornate
formative: Comunicare in pubblico. Il rapporto con i media. Docenti: Elena de Concini e Angela
Romanin
marzo-aprile 2009
a Casalecchio di Reno (BO), per l’Azienda USL di Bologna, Programma Salute Donna Infanzia e
Adolescenza, tre giornate formative «Laboratorio di formazione. Ascolto delle donne vittime di
violenza». Docenti: Caterina Righi e Angela Romanin. “Gli esiti della violenza domestica sulla
relazione madre-bambino” , docente Silvia Carboni.
7 aprile 2009
a Bologna, seminario: «Minori: violenza assistita e subita. Come riconoscerla e affrontarla»,
intervento formativo di Silvia Carboni: Bambini che assistono alla violenza domestica. Rilevazione,
protezione e intervento nell’esperienza della Casa delle donne per non subire violenza. Il seminario
è all’interno del Progetto Insieme contro la violenza di genere del Comune di Bologna, finanziato
dal Dipartimento Per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
17 e 24 aprile 2009
a Casalecchio di Reno (BO), presso ITCS Gaetano Salvemini, quattro incontri formativi all’interno
del progetto «Fiocco Bianco», realizzato in due classi del secondo anno, con l’obiettivo di
riconoscere gli stereotipi di genere trasmessi dalla cultura mass-mediatica ed esplorare i possibili
nessi tra il conformismo allo stereotipo e la violenza di genere. Intervento formativo a cura di Casa
delle Donne con Silvia Carboni, Masha Romagnoli e Isadora Bergami, e Maschile Plurale con
Gianluca Ricciato e Sandro Casanova
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aprile 2009
a Bologna, per Enaip Bologna, consulenza ai formatori sul tema della violenza familiare e il
maltrattamento sui minori. Docente: Silvia Carboni
aprile e settembre 2009
a Faenza, tre giornate formative sulla violenza di genere e l’accoglienza alle donne che chiedono
aiuto alle volontarie di Sos Donna di Faenza. Docenti: Angela Romanin e Caterina Righi
7 maggio, presso il Liceo Minghetti, intervento dal titolo “La violenza sui minori”, docente Silvia
Carboni
8-9 maggio 2009
a Belluno. Corso di formazione «Violenza contro donne e minori», due giornate formative su: La
violenza di genere e l’intervento di aiuto con le donne che hanno subito violenza: sviluppo di
competenze di base, nell’ambito del Progetto Rivige, Dipartimento per le Pari Opportunità,
finanziamento progetti finalizzati a rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto della violenza di
genere. Docenti: Isadora Bergami e Angela Romanin
14 maggio 2009
a Padova, convegno «Fuori dalla violenza. Progetti, azioni e pensieri per cambiare la relazione tra i
sessi», intervento di Elsa Antonioni: L’intervento con uomini violenti: una nuova tappa contro la
violenza alle donne.
21-22 maggio 2009
a La Spezia, per il centro di formazione Is.ForCoop, due giornate destinate alle volontarie e
operatrici, assistenti sociali, psicologhe e altro personale che opera nel nuovo Centro Antiviolenza
Provinciale. Temi: cosa sono e come operano i Centri Antiviolenza; il lavoro di rete per il vantaggio
delle donne che subiscono violenza: rapporti con enti, servizi sanitari, forze dell’ordine del
territorio. Docente: Angela Romanin
16 giugno 2009
a Cesena, seminario: «Urgenza ed emergenza: percorsi di ascolto, accoglienza e valutazione del
danno», intervento formativo di Angela Romanin: La valutazione del rischio e i progetti di
protezione dalla violenza: centri antiviolenza italiani e stranieri di fronte alle raccomandazioni
europee. Il seminario è all’interno del Progetto Insieme contro la violenza di genere, Comune di
Bologna, finanziato dal Dipartimento Per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri.
24 giugno 2009
a Bologna, corso: «Violenza di genere: una piaga globale. Proposte e percorsi interculturali per una
convivenza nonviolenta tra uomini e donne», corso di formazione per giovani animatori sociali di
associazioni e comunità, in partnership con Maschile Plurale e rivista Marea associazione
interculturale di donne native e migranti della solidarietà e dei diritti umani di Rimini, Comune di
Reggio Emilia, Trama di Terre. Intervento formativo di Angela Romanin
Casa delle donne per non subire violenza
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17 settembre 2009
a Bolzano, per la Provincia Autonoma e il Comune di Bolzano, nell’ambito del Progetto Una
comunità in rete per contrastare la violenza di genere, intervento formativo/seminariale di Angela
Romanin sulla dinamica della violenza e i centri antiviolenza.
24-25-26 settembre 2009
a Vienna, 11th Wave Conference «Stop Violence against Women and Children». Workshop 2:
Secure Social-Economic Rights of Women Survivors of Violence, relazione di Angela Romanin.
Workshop 5: Stop Femicide Now!, relazione di Anna Pramstrahler
settembre 2009
Casalecchio di Reno (BO), sei incontri formativi rivolti ai/alle volontari/e del Centro per le Vittime
e dell’Associazione Vittime del Salvemini, sui temi: la fenomenologia della violenza di genere e le
risposte di aiuto alle vittime; le raccomandazioni internazionali in tema di violenza di genere;
l’accoglienza alle donne; la rete integrata tra istituzioni e associazioni; la sensibilizzazione della
cittadinanza. Docenti: Valeria D’Onofrio; Angela Romanin; Isadora Bergami; Caterina Righi.
ottobre-novembre 2009
nel Quartiere Reno di Bologna, presso l’Istituto Comprensivo della scuola secondaria di primo
grado G. Dozza, sei incontri formativi all’interno del progetto «Fiocco Bianco: Quartiere Reno
contro la violenza di genere», realizzato in due classi del terzo anno, con l’obiettivo di promuovere
un percorso di sensibilizzazione e di prevenzione alla violenza di genere. Intervento formativo a
cura di Casa delle Donne con Masha Romagnoli e Isadora Bergami, e Maschile Plurale con
Gianluca Ricciato e Sandro Casanova
ottobre 2009 – aprile 2010
per il Comune di Olbia, «Corso di formazione in tema di violenza di genere», 14 giornate formative
per la predisposizione di un servizio di aiuto alle vittime e un supporto per la costituzione di una
rete territoriale tra servizi. Le tematiche affrontano la fenomenologia della violenza di genere, la
violenza ai minori, i bisogni e difficoltà delle vittime, la promozione e la sensibilizzazione in tema
di violenza di genere, gli aspetti normativi e giuridici, ecc. Docenti: Maša Romagnoli, Elena de
Concini, Caterina Righi, Angela Romanin, Elena Tasca, Isadora Bergami, Valeria D’Onofrio.
20 novembre 2009
a Bologna, Regione Emilia-Romagna, presentazione del corso «Lavorare con gli autori di violenze
di genere nelle relazioni d’intimità pratiche esistenti, pratiche possibili, scenari futuri in EmiliaRomagna». Intervento di Angela Romanin sull’attività dei centri antiviolenza emiliano-romagnoli.
20 novembre 2009
a Bentivoglio (BO) nell’ambito degli Incontri di formazione sul tema del disagio sociale dei nuclei
famigliari di cittadini stranieri, dedicati allo staff del Progetto Punto Migranti e al personale dei
Servizi alla Persona dei Comuni del Distretto Pianura Est, conferenza: «Relazioni e violenza di
genere», intervento formativo di Elsa Antonioni: L’esperienza della Casa delle Donne per non
subire violenza: un approccio pratico.
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25 novembre 2009
a Bologna, Università degli Studi, Facoltà di Scienze della formazione, intervento di Angela
Romanin sulla violenza di genere, in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza alle
donne.
4 e 10 dicembre 2009
a Bologna, all’interno del Progetto Insieme contro al violenza di genere del Comune di Bologna,
finanziato dal Dipartimento Per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri,
due giornate formative destinate agli assistenti sociali (area intervento anziani) e operatori degli
Sportelli Sociali dei Quartieri, alla Polizia Municipale, ai Referenti dei quartieri (Politiche per la
Sicurezza - Staff del Sindaco) «Gli/le operatori/ici di fronte alla violenza di genere». Docenti:
Angela Romanin e Isadora Bergami.
7-8 dicembre 2009
ad Atene, conferenza europea «Italy, Albania and Greece against Trafficking of Women and
Minors», intervento di Elsa Antonioni sull’intervento della Casa delle donne per non subire
violenza di Bologna.
21 e 23 dicembre 2009
a Medicina, presso la scuola secondaria di primo grado, progetto «Fiocco Bianco: campagna
internazionale di educazione e sensibilizzazione contro la violenza sulle donne». Intervento
formativo a cura di Casa delle Donne con Maša Romagnoli, e Maschile Plurale con Gianluca
Ricciato.
Formazione nelle scuole
Nel 2009 la Casa delle donne ha continuato la promozione e l’organizzazione della
Campagna del Fiocco Bianco nella Città e nella Provincia di Bologna in collaborazione con
l’Associazione Maschile Plurale di Bologna, ed ha partecipato ad incontri informativi e di
sensibilizzazione sul tema della violenza durante le assemblee di istituto di alcune scuole superiori.
Le operatrici del Servizio minori hanno partecipato alla realizzazione di momenti di
sensibilizzazione previsti dalla Campagna. In particolare ad Aprile 2009 è stato realizzato il
progetto finanziato dall’Istituto Commerciale Salvemini di Casalecchio di Reno, che ha visto
coinvolte due classi dello stesso istituto.
Il progetto vedeva coinvolte due classi prime e prevedeva un intervento di 4 ore (2 incontri
da due ore) presso le scuole. Gli obiettivi delle attività erano quelli di riconoscere la differenza tra
sesso e genere, individuare gli elementi legati alla costruzione culturale dell’identità maschile e
femminile, analizzare come i diversi contesti educativi (famiglia, scuola, gruppo dei pari)
intervengono nella costruzione dell’identità di genere, decodificare gli stereotipi di genere presenti
nei diversi “luoghi” comunicativi (mass media, contesti sociali) e le aspettative ad essi legati,
favorire il benessere nelle relazioni interpersonali, promuovendo un ambiente accogliente,
inclusivo, rispettoso delle differenze di genere. L’intervento è stato seguito da una relazione
qualitativa e valutativa dell’andamento del percorso.
A Novembre 2009, inoltre, è stato realizzato anche un intervento, finanziato dal Quartiere
Reno presso le Scuole Medie Dozza. Le attività hanno coinvolto due classi terze e si sono svolte in
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due interventi di 2 ore e uno di 3 ore, mantenendo gli stessi obiettivi e stessa equipe didattica dei
precedenti. Infine a Dicembre sono stati realizzati due incontri di due ore in una classe seconda
della Scuola Media di Medicina.
Formazioni e aggiornamenti ricevuti dalle operatrici e volontarie
24 gennaio 2009
a Bologna, Convegno «La tecnica delle sculture con fotografia: applicazioni pratiche e una lettura
socio-costruzionista», organizzato dal Centro Bolognese di Terapia della Famiglia. Ha partecipato:
Maša Romagnoli.
29 gennaio 2009
a Parma, all’interno del progetto provinciale Azioni di prevenzione e contrasto della violenza sulle
donne, seminario di studio «Rapporti fra i generi e violenza sulle donne. I giovani raccontano gli
adulti si interrogano». Hanno partecipato: Valentina Fabbri, Isadora Bergami, Angelina Camarda e
Fiore Zaniboni.
26-27 febbraio 2009
ad Asti, all’interno del progetto GenderWorks International Practice Exchange (2007–2009),
Conferenza internazionale «Mainstreaming and Communicating Gender Equality in Anti Poverty
and Inclusion Strategies». Isadora Bergami e Angela Romanin.
19-20 marzo 2009
a Bologna, all’interno del progetto del progetto MUVI – Men Using Violence in Intimate
Relationship
http://www.casadonne.it/cms/images/pdf/iniziative/2009/muvi_convegno.pdf.
seminario finale «Percorsi e pratiche sociali per affrontare la violenza maschile nelle relazioni di
intimità: dall’invisibilità alla responsabilizzazione». Relatori: Marius Rakil et al. Hanno partecipato:
Laura Saracino, Caterina Righi, Elsa Antonioni, Angela Romanin, Valeria D’Onofrio, Maša
Romagnoli, Silvia Carboni, Valentina Fabbri.
marzo 2009
all’interno del Progetto Insieme contro la violenza di genere, del Comune di Bologna finanziato dal
Dipartimento Per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, seminario
sull’intervento del Pronto soccorso Violenza sessuale Ospedale Maggiore di Bologna. Hanno
partecipato: Angela Romanin, Caterina Righi, Mara dalla Casa, Samuela Pasquali, Federica
Palazzolo, Isadora Bergami.
23-24 marzo 2009
a Forlì, all’interno del progetto Insieme contro la violenza di genere, Convegno «Violenza di genere
e donne migranti». Ha partecipato Valentina Fabbri.
marzo-aprile 2009
a Casalecchio di Reno (BO), per l’Azienda USL di Bologna, Programma Salute Donna Infanzia e
Adolescenza, tre giornate formative «Laboratorio di formazione. Ascolto delle donne vittime di
violenza». Ha partecipato: Isadora Bergami.
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7 aprile 2009
a Bologna, all’interno del progetto Insieme contro la violenza di genere, Convegno «Minori:
violenza assistita e subita. Come riconoscerla e affrontarla». Ha partecipato Valentina Fabbri,
Samuela Pasquali, Silvia Carboni.
19 aprile 2009
a Bologna, Convegno «La prevenzione del maltrattamento all’infanzia» organizzato dal Cimai.
Hanno partecipato Silvia Carboni e Maša Romagnoli.
6 maggio 2009
a Bologna, Convegno «Esperienze, descrizioni e segreti nella costruzione dell'identità» organizzato
dal Centro Bolognese di Terapia della Famiglia. Ha partecipato Maša Romagnoli.
9 maggio 2009
a Bologna, Convegno «La doppia natura della relazione in scrittura clinica» organizzato dal Centro
Bolognese di Terapia della Famiglia. Ha partecipato Maša Romagnoli.
19 maggio
a Bologna, convegno “La prevenzione del maltrattamento all’infanzia” organizzato dal
C.I.S.M.A.I. hanno partecipato Silvia Carboni e Masa Romagnoli.
6 giugno
A Bologna, Convegno “Esperienze, descrizioni e segreti nella costruzione dell’identità” ha
partecipato Masa Romagnoli
11-12 giugno 2009
a Bologna, all’interno del progetto GenderWorks International Practice Exchange (2007–2009), due
giornate formative condotte dal team di Oxfam composto da Emma Feeny, Anna Grindle e Sandhya
Sharma. Obiettivo: sostenere il neonato Coordinamento dei centri antiviolenza dell’EmiliaRomagna nella sua capacità di influenzare, fare rete e convincere i propri partner/finanziatori.
Hanno partecipato: Isadora Bergami, Valeria D’Onofrio, Angela Romanin, Silvia Radicioni e
Chiara Cretella.
luglio 2009
a Bologna, prima scuola estiva di Ludopedagogia: una settimana intensiva di fruizione e
affiancamento dei laboratori ludopegogici. Formatori: Ariel Castelo e Valentina Pascetti. Hanno
partecipato: Isadora Bergami, Laura Saracino e Fiore Zaniboni.
settembre 2009
in Uruguay, Biennale di Ludopedagogia: “Los hombren pasan las instituciones juegan”, durata 5
giorni. Formatori: Ariel Castelo e Valentina Pascetti. Hanno partecipato: Laura Saracino e Isadora
Bergami.
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24-25-26 settembre 2009
a Vienna, 11th Wave Conference «Stop Violence against Women and Children». Hanno
partecipato: Angela Romanin e Anna Pramstrahler.
10 ottobre 2009
a Bologna, Convegno «Le dimensioni del lutto» organizzato dal Centro Bolognese di Terapia della
Famiglia. Ha partecipato Maša Romagnoli.
31 ottobre 2009
a Bologna, Convegno dal titolo «Uno e uno fanno tre: Quale psicoterapia per la coppia di oggi»
organizzato dal Centro Bolognese di Terapia della Famiglia. Ha partecipato Maša Romagnoli.
La responsabile
Angela Romanin
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9. Partecipazione a reti di Centri antiviolenza e Case delle donne
I Conferenza mondiale dei centri antiviolenza
Si è svolta in Canada e precisamente a Edmonton, dall’8 all’11 settembre 2008, il primo
Convegno mondiale delle case delle donne. Al summit hanno partecipato 800 operatrici provenienti
da 51 paesi del mondo. L’Italia era rappresentata solo da Anna Pramstrahler, socia della Casa delle
donne. Tante donne provenienti da tutto il mondo, dai paesi ricchi con oltre 30 anni di esperienza ai
cosiddetti paesi in via di sviluppo, diverse ma unite da un linguaggio e una pratica comune: aiutare
le donne e combattere la violenza che subiscono.
Questo convegno, organizzato dalla Casa delle donne di Alberta, è costato due anni di
impegno e oltre 700.000 euro. Una cifra enorme messa insieme con una raccolta fondi che ha
permesso di invitare anche le donne che non avrebbero avuto la possibilità economica di arrivare in
Canada.
Reti
La Casa delle donne partecipa alle seguenti reti:
a. Il Coordinamento delle Case delle donne e dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna
Nel 2008 il centro ha condiviso con il Coordinamento regionale la partecipazione al bando che
ha permesso la riattivazione dello Sportello lavoro. Inoltre, in occasione del 25 novembre, si è
ripetuta l’esperienza degli anni precedenti e sono stati realizzati e diffusi nei comuni della
regione i manifesti contro la violenza celebrativi della Giornata internazionale contro la violenza
sulle donne. Data la fattiva collaborazione tra i centri, il Coordinamento delle Case delle donne
e dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna si sta avviando nella direzione di una maggiore
formalizzazione.
b. La Rete dei Centri antiviolenza e delle Case delle donne italiani
Dopo tanti anni di attività, politica in comune, convegni, gruppi di lavoro e scambi la Rete
nazionale Centri antiviolenza ha deciso di cambiare la sua formula organizzativa e di costituirsi
come associazione nazionale. Il 29 settembre 2008, a Roma, è nata “D.I.R.E. contro la violenza
alle donne”, associazione nazionale che rappresenta 45 centri antiviolenza e case delle donne di
tutta Italia.
c. La rete europea Wave – Women Against Violence Europe
Il progetto Improve. Quality services for victims of domestic violence, gestito dal network
europeo di case rifugio Wave, si è concluso nel 2008 con un seminario nazionale italiano
tenutosi a Bologna, il 24-25 gennaio 2008, nella sede della Provincia di Bologna che ha
collaborato al progetto insieme alla Casa delle donne. Continuano, invece, le attività del
progetto GenderWorks, (dicembre 2007 – dicembre 2009), promosso dalla Commissione
Europea all’interno del programma Progress): due operatrici della Casa delle donne hanno
partecipato a due giornate formative svoltesi il 27 e 28 ottobre a Vienna, invitate da Wave in
qualità di relatrici.
d. Coordinamento regionale del C.I.S.M.A.I
Da dieci anni la Casa delle donne è iscritta al C.I.S.M.A.I. (Coordinamento Italiano dei Servizi
contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia) del quale fanno parte centri e servizi di differenti
regioni d’Italia con lo scopo di costituire una rete di studio, approfondimento e di confronto rispetto
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le modalità di intervento nei casi di violenza all’infanzia. La responsabile del Servizio minori
partecipa attivamente agli incontri regionali e nazionali. Le operatrici del Servizio minori
partecipano attivamente alla vita del Coordinamento ed alle attività culturali e scientifiche da questo
promosse.
Nel 2009 la responsabile del gruppo minori ha partecipato agli incontri del coordinamento regionale
del C.I.S.M.A.I. Questo coordinamento ha l’obiettivo di promuovere il confronto e le iniziative
comuni tra le differenti realtà che, in Emilia Romagna, operano in tutela dei minori.
L’obiettivo di rafforzare l’azione e l’impegno a livello locale sul tema della prevenzione della
violenza all’infanzia, ha portato, il coordinamento regionale C.I.S.M.A.I., a sostenere il C.I.S.M.A.I
nazionale nell’organizzazione della giornata seminariale, con il patrocinio della Regione Emilia
Romagna, dal titolo “La prevenzione del maltrattamento all’infanzia”, svoltasi a Bologna il 19
Maggio 2009.
Anna Pramstrahler
10. Progetto Daphne Muvi
Il progetto si è concluso nel 2009 con una Conferenza Internazionale di un giorno e mezzo a cui
hanno partecipato esperti e studiose di livello internazionale (Patrizia Romito, Jalna Hanmer,
Marianne Hester, Ludger Jungnitz-Dissent) e i partner del progetto. Nel corso della prima giornata
sono stati presentati i risultati della ricerca (Giuditta Creazzo) e del progetto (Manuela Marsano,
Comune di Bologna) e sono intervenute sul tema le studiose indicate. Nel corso della seconda
giornata sono intervenuti esperti sul tema dell’intervento con i maltrattanti (Ludger JungnitzDissent; Per Isdal-ATV) ed è stata condotta dall’avv. Teresa Semeraro una tavola rotonda che ha
visto discutere e portare le loro esperienze i/le protagonisti/e di sperimentazioni italiane di
intervento con uomini che usano violenza nelle relazioni di intimità. Nel corso del 2009 è stato
inoltre realizzato un volume con i risultati del progetto, a cura di Giuditta Creazzo e Letizia Bianchi,
pubblicato dalla casa editrice Carocci “Uomini che maltrattano le donne: Che fare? Sviluppare
strategie di intervento con uomini che usano violenza nelle relazioni di intimità”. Dal sito del
progetto è possibile scaricare il file con il Training Package prodotto dal Centro ATV di Oslo, in
italiano e in inglese.
La responsabile
Giuditta Creazzo
11. Progetto Pensionato sociale
Il Pensionato sociale nasce come progetto del Comune di Bologna, nell’aprile 2004, per
offrire un alloggio di emergenza a donne, con figli minori, in grave disagio abitativo, economico e
sociale ed è gestito in associazione temporanea di scopo insieme all’associazione Mondo Donna. Le
problematiche per cui vengono accolte sono molto varie: sfratto dall’abitazione, assoluta mancanza
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di sostegno economico, violenze subite dal proprio compagno, condizione di rifugiate politiche e
umanitarie.
Il Pensionato, un grande appartamento di 20 posti letto, è pensato innanzitutto come luogo
sicuro dove donne e bambini possano trovare ospitalità ed essere accolti da personale qualificato.
La struttura è finalizzata principalmente ad un’accoglienza temporanea e di emergenza di sei mesi.
Durante i sei mesi di permanenza presso il Pensionato, le operatrici si adoperano per fornire
alle donne ospiti strumenti informativi e operativi per iniziare un percorso di autonomia economica
e sociale del nucleo familiare, in accordo e collaborazione con l’assistente sociale.
L’intervento riguarda principalmente: orientamento alla formazione e al mondo del lavoro,
informazione sui servizi offerti dal territorio, accessi e accompagnamenti ai servizi sanitari,
scolastici, anagrafici, rilascio documenti.
Data la numerosa presenza di donne straniere sono stati attivati corsi di lingua italiana
(provvisti di servizio di baby-sitting).
Il Pensionato sociale si caratterizza per un'alta presenza di bambini e bambine, anche appena
nati/e, e per questo sono presenti due educatrici per i minori ospiti, con formazione specifica
sull’accoglienza di minori in comunità. Particolare cura viene prestata all’inserimento scolastico e
al supporto della relazione madre-figlio/a, al fine di aiutare entrambi in questo periodo di ospitalità.
Nell’anno 2009 abbiamo ospitato 23 donne e 29 bambine/i, di cui in maggioranza donne
straniere provenienti dall’Africa e dall’Est Europa.
Il pensionato è gestito da due coordinatrici che si alternano nella reperibilità 24 ore su 24, da
una operatrice specializzata nella relazione con donne, due educatrice per i bambini, una operatrice
che cura la gestione dell’appartamento, una custode notturna, personale volontario e tirocinanti
dell’Università.
La responsabile
Susanna Bianconi
12. COMMENTO AI DATI
I dati dell’accoglienza
Le donne che si sono rivolte al Centro per la prima volta nell’anno 2009 sono state 517. Di
queste donne, 299 hanno effettuato un percorso di accoglienza che prevede almeno un colloquio
personale e altre 218 donne si sono limitate a una sola telefonata, che nei mesi successivi potrebbe
dar luogo a un percorso di accoglienza. Infatti, altre 69 donne hanno proseguito o ripreso un
percorso iniziato nei mesi o negli anni precedenti. Il totale delle donne seguite in percorso
nell’anno 2009 sono state quindi 368, 299 nuove più 69 degli anni precedenti (tab. 1).
Del totale di 517 nuove donne che ci hanno contattato, 471 lo ha fatto per motivi di violenza,
che corrisponde ad un 91% del totale (tab. 2).
Rispetto alla residenza delle nuove donne che hanno telefonato, 302 donne (59%) sono
residenti a Bologna, 137 donne (26%) sono residenti nella Provincia di Bologna e 77 donne (15%)
sono residenti nella Regione Emilia-Romagna e nelle altre regioni d’Italia (tab. 3). Per quanto
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riguarda i Comuni di provenienza (Provincia di Bologna), 10 donne provengono da Casalecchio di
Reno, 7 donne provengono da San Lazzaro di Savena, 6 donne provengono da Castenaso, 5 donne
dal Comune di Budrio e altre 5 dal comune d’Imola. (tab. 4).
La maggior parte delle donne che ci hanno contattato sono italiane (64%) (tab. 5). Per
quanto riguarda le donne straniere, la maggior parte di loro, pari al 43%, proviene dall’Europa
dell’Est, il 26% dal Nord Africa e il 10% dall’America Latina (tab. 6).
In relazione all’età delle donne accolte, il 67% di loro ha dai 26 ai 45 anni: il 37% dai 26 ai
35 e il 30% dai 36 ai 45 anni (tab. 7).
Per quanto riguarda lo stato civile, il 60% è coniugata o convivente e il 23% è nubile (tab. 8).
Il 68% di loro ha delle/dei figlie/i (tab. 9).
Rispetto all’occupazione delle donne che hanno telefonato, il 54% è occupata (tab. 10) ma
soltanto il 30% del totale delle donne occupate o con un altro tipo di remunerazione, ha un reddito
sufficiente (tab. 11).
Il 96,7% delle donne che ci hanno contattato non presenta alcuna caratteristica psicofisica
particolare, cioè non presentano segni di disagio psichico (2,5%), handicap grave (0,4%),
alcolismo (0,2%) e tossicodipendenza (0,2%) (tab. 12).
Rispetto ai tipi di violenza subita dalle donne che si sono rivolte al Centro, 165 donne hanno
subito violenza fisica + psicologica, 154 donne violenza fisica, economica e psicologica e 50
donne psicologica.
Se consideriamo le violenza per macrocategorie distinte, risulta che - del totale delle donne
accolte per motivi di violenza e di cui si conoscono i tipi di violenza subite (470 donne), 458
hanno subito violenza psicologica, 365 hanno subito violenza fisica, 222 hanno subito violenza
economica e 67 violenza sessuale (tab. 13).
Nella maggior parte dei casi, 87%, il primo contatto con il Centro è stato fatto direttamente
dalla donna, il 6% è avvenuto da parte di amiche/ci e il 4,1% da parte dei Servizi Sociali (tab. 14).
Invece la donna ha conosciuto il Centro attraverso la pubblicizzazione diretta (27%),
amiche/i, conoscenti, familiari (25%), i servizi socio sanitari (15%) e 41 donne, pari al 8%, hanno
conosciuto il Centro attraverso il “1522 – Antiviolenza donna” (tab. 15).
Per quanto riguarda le richieste e i bisogni espressi dalle donne il 69% ha chiesto
informazioni, il 62% dei colloqui, il 53% ascolto, sfogo e consigli. Il 23% delle donne (pari a 121
donne) ha chiesto consulenza e assistenza legale. Il 9% (pari a 49 donne) ha chiesto ospitalità e il
7% (pari a 35 donne) hanno chiesto aiuto in emergenza per violenza (tab. 16).
Del totale delle nuove donne accolte che hanno avviato un percorso di accoglienza (299), 135
donne hanno posto in atto raccordi con i Servizi Sociali competenti (45%).
I dati dell’ospitalità nelle case rifugio
Nel periodo di riferimento le due strutture di ospitalità sono sempre state occupate da donne
e bambine/i per un totale di 29 donne e 19 bambine/i. Di queste, 5 donne e 6 bambine/i erano già
ospiti prima di gennaio 2009.
Quindi, le nuove donne ospitate nel 2009 sono in totale 24, insieme a 13 bambine/i.
Complessivamente le donne hanno utilizzato un totale di 2416 posti letto per notte che, sommati
ai 1757 utilizzati dalle/dai loro bambine/i, danno un totale di 4173 posti letto utilizzati (tab. 17).
Tra le 24 donne e bambini ospitati per la prima volta nel 2009, 11 sono residenti a Bologna,
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12 nella Provincia di Bologna e 1 nella Regione Emilia Romagna e in altre regioni (tab. 18).
Riguardo la loro cittadinanza, 16 sono straniere e 8 sono italiane (tab. 19).
La fascia di età delle donne ospiti va dai 18 ai 55 anni, la maggior parte di loro
appartengono alle fasce dai 26 ai 45 anni (tab. 20).
La maggior parte delle donne ospitate (13 su 24) non ha dei figli con se durante l’ospitalità,
come evidenziato nella tab. 21.
(tab. 23).
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