BOTERO - DONAT-CATTIN - HOFMANNsTHAL - VAN GOGH Il vitalismo di Irving Layton L’Italia di Donat-Cattin L’Elettra di Hugo von Hofmannsthal Una maledetta vegetazione LA FIERA LIBRARIA - ANNO XXXII - Nº 288 - MARZO 2012 LA FIERA LIbRARIA Mensile d’informazione bibliografica, politica e culturale SOMMARIO Le Penseur de Notre-Dame de Paris EDITORIALE Crisi del libro di Luigi Castiglione 3 PERISCOPIO Van Gogh e il viaggio di Gauguin Aste primaverili bolaffi Direttore responsabile Luigi Castiglione Vicedirettore Massimo Ubaldi Art Director Valérie Larbaud Amministrazione GALLERIA La sensuose vitalità di Layton a cura di Mario Danesi L’Elettra di Hofmanstahl di Carmelo Rifici 5/8 9/17 LETTURA DEL MESE Maledetta vegetazione di Jacques Maritain 15 IN PRIMO PIANO L’Italia di Donat-Cattin di Francesco Malgeri 20 Laura Castelli Iscr. Registro della Stampa e Tribunale di Roma nº 278/1981 Copyright & Protezione dei dati ex art 10 legge 675/1996 Amministrazione Via Alatri, 30 00171 ROMA / Italia SCAFFALE Smith, Il libro dell’altra gente Giuliotti, La poesia della fede Jens, Life deluxe Apuleio, Amore e psiche Palumbo, Camned Felix, Machivelli e Guicciardini 27/37 Centro direttivo europeo email: [email protected] Anno XXXII - Nº 288 Marzo 2012 INSERTO EDIZIONI LOGOS, 31/36 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 EDITORIALE un Pirandello, tutto il Pirandello, sedici euro, ed altro non può diffonderlo perché le sue finanze non glielo permette. Ma c’è di più, ed il discorso sarebbe qui molto lungo. Crisi del libro? La crisi economica si abbatte anche sulle vendite dei libri, e lo fa pesantemente. «L'ultimo trimestre del 2011 è stato disastroso», spiega Gian Arturo Ferrari, presidente del Centro per il Libro e la Lettura, durante la presentazione del rapporto «L'Italia dei Libri – Un anno, le stagioni, due trimestri a confronto», commissionato alla Nielsen per rilevare analiticamente le abitudini di lettura e il consumo di libri nell'arco di tempo che va da ottobre 2010 a dicembre 2011. «Rispetto allo stesso trimestre del 2010 – aggiunge Ferrari – si sono persi per strada 1.700.000 acquirenti e il 6% di lettori. In totale la spesa complessiva destinata all’acquisto dei libri è scesa a 471 milioni di euro con una flessione del 20%. Si tratta di una notizia allarmante – sottolinea – se questo dato dovesse mantenersi per l'intero anno in corso credo che tutto il complesso editoriale ne avrebbe una serie complicata di conseguenze». «Un dato disastroso e allarmante'». Gli fa eco il presidente dell'Aie, Marco Polillo, che aggiunge: '»Il problema è vedere come si sta muovendo il mercato nel 2012, se si riprende o si assesta, o invece continua il trend di discesa. Sapevamo che il dato del 2011 non era buono, ma una cifra così imponente è effettivamente più alta rispetto a quello che pensavamo. Questa mancanza di predisposizione all’acquisto del libro in quel periodo, per motivi economici o di altra natura, è effettivamente molto preoccupante». E sottolinea: «Il mondo dell’editoria sta soffrendo come tutta l’Italia. Non è certo un’oasi dorata». E questo non è però vero. E non è vero perché si dimentica che siamo in regime di liberalismo, ossia di libero mercato e quindi di libera concorrenza, e di concorrenza sleale, perché non è, e non dovrebbe essere possibile che un editore danaroso possa vendere Rassicurazione arrivano invece dal governo. Paolo Peluffo, sottosegretario all'Editoria alla Presidenza del Consiglio, intervenuto alla presentazione del Rapporto ribadisce l'impegno della politica nei confronti della lettura concepita come «asse strategico del governo'». E anticipa l'impegno anche attraverso una campagna d’informazione strategica «che per tutto l’anno fa in modo che la promozione della lettura attraverso la frequentazione dei luoghi della lettura che sono l'edicola, la libreria e la biblioteca...» Ma chi ci crede più? Coloro che vivono «tra i libri» hanno tutte le ragione di diffidare delle belle parole, dei buoni propositi, gli s’affumicano gli occhi, e sanno che tutte le sovvenzioni vanno a chi ha e vengono yolte a chi nn ha... Veritiero è invece il rapporto, quando fornisce un quadro preciso e dettagliato dei comportamenti di acquisto e di lettura degli italiani nell'anno 2011, definendolo «un ritratto pieno di luci ed ombre»: «Non è vero che i giovani non leggono. Il 70% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni legge un libro l’anno. La platea degli acquirenti di libri in Italia è grande e non è più vero che siamo in una situazione di ritardo rispetto agli altri paesi europei. Pensiamo a cosa era l’Italia nel 1861 a confronto con paesi come la Francia di allora. Anche se siamo un po’ indietro la situazione è più positiva di quanto si pensi». LA FIERA LIBRARIA La foire du livre La feria del libro A feira do livro Book Fair Bokmessen The book fair Knižní veletrh ブックフェア Targi książki Η έκθεσ βιβλίου *** Ma cosa hanno fatto i governi a favore del libro? Cosa hanno fatto oltre a favorire le più «grandi» Case editrici, le industrie editoriali, le lobbies dell’incultura? Molti sono gli enti statali (a cominciare della presidenza del consiglio dei ministri per l'editoria? alle biblioteche popolari, ai centri di letture a ) che comprano soltanto i libri dei «raccomandati», degli «amici dell'Onorevole», soprattutto se Ministro, il quale prende il telefono alza la cornettta e ordina di comprare i libri di questo o quell’editore… – La qualità? Non importa... – La quantità? Il più possibile, il più possibile, mi raccomando… È uno che merita... Ma… lasci perdere, la saluto cordialmente... Ppaffiti ed il telefono è chiuso… Dall'altra parte del filo c’è un certo risentimento ...c’erano in lista altri raccomandati… Luigi Castiglione Liber pulchra Targul de carte Bogen fair Kirjamessut Bokmessen De boekenbeurs 3 4 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 PERIsCOPIO EbOOKS LOGOS / Novità Charles Péguy La nostra giovinezza Georges bernanos Il Cammino di Cruz das Almas Léon bloy Nelle tenebre A cura di Massimo Ubaldi A cura di Luigi Castiglione Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della prosa di Péguy. È una parola difficile questa nel caso di Péguy, che il «capolavoro» in realtà non lo scrisse mai (ed è una delle ragioni per cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle opere sue più salde, per fedeltà a un tema centrale e per costanza di ispirazione. Mentre possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e quei ristagni che pesano sovente sulla sua opera, raggiungendo così una sua completezza, che permette di presentarla, in qualche modo, come esemplare.... «I proscritti che errano oggi attraverso il mondo, e che non trovano asilo in nessun luogo, con il pretesto che il loro passaporto non sia in regola, permettono di ben prevedere i nuovi metodi mediante i quali sarà nel futuro attuata la lotta per la vita. si può peccare per azione e per omissione; è ugualmente facile sterminare con l’azione e con l’omissione. L’eccessiva ricchezza ha fatto diventar folli le patrie. La miseria le farà diventar feroci. Lo svolgimento degli effetti e delle cause potrà ormai essere arrestato soltanto con un altro miracolo, simile a quello che fu annunciato, venti secoli fa, da un angelo ad alcuni pastori. Il fronte della cristianità è stato rotto, non mi stancherò di scriverlo, la sconfitta delle coscienze è un fatto smisurato, dalle conseguenze incalcolabili. nessuno sembra dubitarne, i pastori contano le loro pecore e si rassicurano pensando che il loro numero non sia diminuito come prevedevano i profeti di sciagure come me... Dico che la solidarietà della cristianità universale di fronte a scandali più grandi, intollerabili, non è stata mantenuta, i cristiani hanno agito ciascuno per sé... L’umanità riscattata, resa partecipe della divinità come c’insegna la liturgia della messa, è inchiodata alla croce, ma che gliene importa ai Farisei dal momento che hanno pagato la decima e rispettato il sabato?» Ecco la filosofia del Bloy. È la filosofia della Bibbia, dei mistici, delle anime semplicemente e profondamente religiose; la filosofia che gravita intorno ai due fatti fondamentali della storia religiosa dell’umanità: la Caduta dell’uomo, esiliato in terra, il cui metaforico sonno è attraversato dalle immagini semicancellate del perduto Eden; e la Redenzione, monologo divino nella storia umana, che fa del sublime Crocifisso il centro ed il lume della vita. Intorno a questi due elementi, si inseriscono motivi di colore mistico, come la dottrina giovannea del tralcio e della vite, il paolino «Unus estis in Christo» (Gal., 3, 28), cioè degli uomini membra sostanziali del corpo mistico di Gesù; mo-tivi di tendenza mistica con sviluppi pratici, come la dottrina della Comunione dei Santi, chiamante all’integrale corresponsabilità degli atti umani; motivi infine schiettamente etici come quello della libertà. La libertà («questo dono prodigioso, inqualificabile, con cui ci è dato di vincere il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, di uccidere il Verbo incarnato... etc.) è per il Bloy il dono divino che più di ogni altro conferisce dignità all’uomo, ma al (tem-po stesso il più terrificante, perchè solo in forza della libertà fu possibile crocifiggere il Salvatore — come è possibile ora continuare ad offenderlo... Bergson da parte sua riconosceva scrivendo di Péguy in questi termini: «Aveva una straordinaria capacità di andare oltre la materialità degli esseri, superarla e giungere alla loro anima. È così ch’egli ha penetrato il mio pensiero più segreto, come io avrei voluto e non ho saputo esprimerlo ». Polemista d’indubbia coerenza, creatore del romanzo teologico, poeta della grazia come nessun altro scrittore moderno, Georges Bernanos (1888-1948) fu uomo che «non barò mai in un mondo in cui tutti barano». rinunciò alla Legion d’onore, rifiutò l’accademia francese, respinse la poltrona di ministro scegliendo di essere — com’ebbe a scrivere stanislas Fumet — «un esplosivo, un vulcano ch’eruttava disprezzo come lava, e non certo con la ponderatezza di Léon Bloy, suo maestro di vociferazioni e di dottrina, perché lui stesso era il ribollimento, l’effervescenza». Tra le opere pubblicate dalla Logos Domenico l’incendiario, Scandalo della verità, I ragazzi umiliati,Il signor Ouine, Mouchette, La gioia, La grande paura dei benpensanti, Nuova visione cattolica del reale (Satana e noi), Diario della guerra di Spagna... [email protected] – edilogos.com Introduzione di Vittorio di Giacomo ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 5 6 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 PERIsCOPIO EBOOKS LOGOS / Novità SØREN KIERKEGAARD Scritti sulla comunicazione Tradotti, introdotti e annotati da Cornelio Fabro Originale figura di uomo e di pensatore, spirito squisitamente poetico e profondamente religioso, propugnatore di una nuova religiosità integralmente vissuta in contrasto sia con l’idealismo hegeliano che con il protestantesimo ufficiale, Kierkegaard è scrittore di gran classe, di finissima penetrazione analitica e di straordinaria potenza dialettica. Nelle sue numerose opere, quasi tutte più o meno autobiografiche, si riflettono le esperienze della sua vita mondana, le ansie del cristiano di fronte al problema della salvezza, le polemiche giornalistiche. Ma proprio su quest'incandescente materia autobiografica si costruisce la sua riflessione: audace e geniale visione filosofico-religiosa della vita, dove il valore assoluto della verità personale e concreta del cristianesimo si afferma contro la verità generale e razionale dei sistemi filosofici. Tradotti, introdotti e annotati da Cornelio Fabro, questi scritti hanno infatti la peculiarità d’introdurre al senso di tutta l'imponente produzione letteraria del terribile contestatore cristiano. SØREN KIERKEGAARD Scritti sulla comunicazione / 1 1. La dialettica della comunicazione etica ed etico-religiosa 2. Sulla mia vita letteraria - 3. Il punto di vista della mia attività letteraria. Traduzione dal danese, introduzione e note a cura di Cornelio Fabro - Pagine 216, €. 16 SØREN KIERKEGAARD Scritti sulla comunicazione / 2 4. Due piccole dissertazioni etico-religiose (E' lecito ad un uomo farsi uccidere per la verità? - Della differenza fra un genio ed un apostolo) - 5. La neutralità armata, ossia la mia posizione come scrittore cristiano nella cristianità - 6. La risposta al "pastore di campagna" - 7. Testi complementari sulla comunicazione - Postilla ermeneutica del traduttore. Traduzione dal danese, introduzione e note a cura di Cornelio Fabro II ed., eBook, pagine 176, € 16 SØREN AAByE KIERKEGAARD, filosofo e teologo danese, padre dell’esistenzialismo moderno (Copenaghen, 1815-1855). La sua fecondissima attività letteraria è rappresentata da circa trenta volumi, di cui una decina comprende le Opere (Samlede Vaerker) e gli altri venti raccolgono le Carte (Efterladte Papirer). Tra i titoli principali, oltre ad Aut-Aut (1843), Timore e tremore (1843), La ripetizione (1843), Briciole filosofiche (1844), II concetto dell’angoscia (1844), Stadi del cammino della vita (1845), Postilla alle «Briciole filosofiche» (1846), La malattia mortale (1849), La scuola del cristianesimo (1850) e il Diario 1848-1851 (curato in italiano da Cornelio Fabro, la cui introduzione è stata giudicata «quanto di meglio sia stato scritto in Italia» sullo scrittore danese). Van Gogh e il viaggio di Gauguin Palazzo Ducale, Appartamento del Doge 12 novembre - 15 aprile 2012 Info e prenotazioni Call center Tel. +39 0422 429999 Fax +39 0422 308272 [email protected] www.lineadombra.it Biglietti/Tickets: compra/buy online Orario: lunedì – giovedì: ore 9-19 venerdì ore 9-20 sabato: ore 9-21 domenica: ore 9-20 Chiuso 24, 25 dicembre 2011 31 dicembre, ore 16 - 3 (del 1 gennaio 2012) 1º gennaio: ore 10-20 La mostra - 80 capolavori della pittura europea e americana del XIX e del XX secolo e una decina di lettere originali di Van Gogh - ha come tema il viaggio, inteso anche come avventura interiore. Cuore dell'esposizione sono 40 opere di Van Gogh e il celebre quadro di Paul Gauguin Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?, che il museo di Boston presta solo per la seconda volta in Europa. E poi Hopper, Rothko, Turner, Morandi, Kandinsky, Monet e tanti altri protagonisti della scena artistica degli ultimi due secoli. giovedì 10 novembre 2011, ore 11 la conferenza stampa venerdì 11 novembre 2011, ore 18 l'inaugurazione www.lineadombra.it Nell'ambito della Loggia degli Abati: mostra, nella ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 LA FIERA LIbRARIA Aste primaverili Bolaffi Appuntamenti imperdibili per collezionisti le prosime due aste primaverili di numismatica e filatelia che Bolaffi terrà nella sua sede torinese di Via Cavour 17 rispettivamente il 26 e il 27-28 maggio.La vendita di numismatica coincide casualmente con l’uscita a fine maggio del unico «luogo d’incontro» permanente degli Editori e della cultura europea e iberoamericana *** L’unica rivista che facilita gli scambi delle novità librarie in tutto il mondo Les livres, les idées, la culture des pays de langue allemande, anglaise, espagnole, française, italienne, portugaise... l’edizione 2011-12 del catalogo Unificato delle Monete e Cartamo-neta d’Italia che pone particolare at-tenzione alle nuove quotazioni in funzione della movimentata fluttuazione dei metalli (oro e argento). In quanto alle monete, la forte richiesta mondiale di questi due metalli ha inciso sugli aumenti di tutte le monete realizzate in oro e argento, tra cui anche le più recenti di Repubblica Italiana/San Marino e Vaticano che da tempo non davano segno di ripresa. I libri, le idee, la cultura dei paesi di lingua francese, inglese, italiana, portoghese, spagnola, tedesca... Los libros, las ideas, la cultura de los paises de lengua alemana, española, francesa, inglesa, italiana, portuguesa... 7 8 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 PERIsCOPIO Félix Nagore SCIACCA. UN PENSADOR POLíTICAMENTE INCORRECTO Félix Ruiz Nagore da anni si occupa del pensiero di Sciacca, e il presente volume, rappresenta il culmine di questo suo settore di studi, incrementando in modo significativo la bibliografia sciacchiana uscita all’estero, che è un terzo dei seimila titoli di cui si compone. Un profilo estremamente incisivo della personalità del filosofo ne introduce le principali linee di pensiero: tanto anticonformista quanto costruttivo, riguardo alla meta- fisica, all’antropologia, all’estetica, alla filosofia della storia – di stimolante attualità. L’autore articola l’interpretazione dei quaranta volumi delle Opere complete sciacchiane nella chiave dell’«anticonformismo costruttivo», che attraversa i cardini dell’Occidente – da Platone ad Agostino, da Tommaso a Pascal, da Vico a Rosmini – entro una intessitura che pone in primo piano le posizioni – dalla sofisticaall’empirismo e all’illuminismo, dall’idealismo a Nietzsche, dagli scientismi alle fenomenologie odierne – che impoveriscono i fondamenti costitutivi dell’Occidente stesso, fino alla sua decadenza. An extremely incisive profile of the philosopher’s personality presents the main lines of Sciacca’s thought: as much nonconformist as constructive about metaphysics, anthropology, aesthetics, and philosophy of his- tory.The author’s interpretative key for the forty volumes of Sciacca’s Opere Complete is a «constructive non-conformism» that goes through the cornerstones of Western civilization, highlighting the positions that weaken the foundations of the West itself, up to its decadence. Félix Ruiz Nagore, dell’Università di Saragoza, da un cinquantennio si occupa dell’opera di Sciacca, sulla quale ha pubblicato una ventina di contributi, in riviste spagnole quali «Augustinus» e «Crisis»,e italiane,quali «Giornale di Metafisica» e «Filosofia oggi».Tutte le sue pubblicazioni,in pre- stigiosi periodici di diversi Paesi,si imperniano sui principali nodi critici del pensiero contemporaneo. Biblioteca di studi su Sciacca, vol. 6 LEO S. OLSCHKI EDITORE ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 9 GALLERIA Irving Layton Sensuose vitalità Irving Layton nasce il 12 marzo 1912 a Târgu Neamt, piccola città in Romania, con il nome di Israel Pincu Lazarovitch, da Moses e Klara Lazarovitch. La famiglia, di origine ebrea, emigra in Canada un anno dopo la nascita del figlio. La passione per la letteratura arriva in età adolescenziale quando ha modo di conoscere le poesie di autori quali Alfred Lord Tennyson, Walter Scott, William Wordsworth, Lord Byron, e Percy Bysshe Shelley; tra gli autori di romanzi che più lo influenzano vi sono Jane Austen e George Eliot; tra gli altri citiamo anche Francis Bacon, Oliver Goldsmith, Samuel Johnson e Jonathan Swift, oltre a William Shakespeare e Charles Darwin. Fin dagli anni '40 Irving Layton è stato riconosciuto, sia in Canada che internazionalmente, come poeta della scuola «moderna», prolifico, versatile, rivoluzionario e controcorrente. È stato promotore del gruppo di giovani poeti di Montréal che credevano nella rivoluzione contro un romanticismo di tipo insipido. La satira di Layton è generalmente diretta contro l'ottusità borghese; le sue famose poesie d'amore sono esplicitamente erotiche. Ha esordito con la raccolta poetica Qui e ora («Here and now», 1945) cui è se guita una vasta produzione lirica: Amore il verme conquistatore («Love the conqueror worm», 1953), Il freddo elemento verde («The cold green element», 1955). Le Poesie raccolte («Collected poems», 1965) raccoglie le sue liriche più significative, a cui seguono Periodi della luna («Periods of the moon», 1967), L'occhio fermo («The unwavering eye», 1975). Illuminati da accensioni oniriche, i versi di Irving Layton intrecciano una sensuosa vitalità con la perorazione dei diritti delle classi umili. Ha pubblicato numerosi libri di poesie dai più disparati contenuti. Layton ha teorizzato che la poesia deve essere «vitale, intensa, sottile e drammatica». Nel tempo si costruisce la fama di artista provocatorio e raffinato, caustico verso la società borghese e i suoi riti, vitale e vigoroso. Dopo i 50 anni la sua opera è segnata dalla riscoperta delle radici ebraiche. Nonostante abbia scritto oltre quaranta libri, in Italia non è stato molto tradotto; gli ultimi suoi versi pubblicati sono nell'Almanacco della Poesia (dicembre 2005) di Crocetti. In lingua italiana si ricorda la sua raccolta Il freddo verde elemento. Muore a Montreal, la città dove ha sempre vissuto, il giorno 4 gennaio 2006. [m.d.] EBOOKS LOGOS / Novità SILVIO BOTERO La coppia umana tra idealità e realtà GEORGES BERNANOS Il cammino di Cruz das Almas LéON BLOy Nelle tenebre PAUL CLAUDEL La messa laggiù LUIGI CASTIGLIONE Salvarsi dal nulla GIUSEPPE MAZZINI Lettera ai cattolici ChARLES PéGUy La nostra giovinezza A. D. SERTILLANGES Musica e preghiera SILVIO BOTERO La famiglia nel pensiero di Benedetto XVI JACQUES MARITAIN La nuova cristianità 10 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 GALLERIA Destino di Péguy Più che mai rivoluzionario, Péguy capi, sul legno della croce che non bisogna aspettarsi da una rivoluzione umana, da sforzi soltanto umani, un cambiamento decisivo. Non è solo l’economicismo ad essere insufficiente. Vi è tutto l'umanesimo, tutto l'immanentismo che sono colpiti dalla sterilità. L'unico cambiamento reale è di ordine ontologico, metafisico, religioso, e non può essere operato che da Dio. La rivoluzione sarà l'opera del Paraclito ο non sarà affatto... Contro un cristianesimo disincarnato, Péguy afferma che la rivoluzione del Vangelo non può essere reale se non distrugge realmente i mali e cambia realmente le strutture oppressive. Ma contro un socialismo immanentista, egli afferma anche e dall'inizio che questa rivoluzione non può procedere dalla semplice volontà umana, che essa deve nascere da Dio. Deve certamente prendere a prestito gli itinerari della terra, le dure ed oscure ed ingrate vie umane. Ma essa non verrà da uomini soltanto generosi, morali, altruisti. Ciò che la rivoluzione evangelica reclama, sono uomini nuovi, uomini che abbiano superato la prova pasquale, uomini morti e resuscitati in Cristo... (dal saggio di Jean Bastaire) Un immenso arazzo diviso in due parti; nella prima campeggia la cattedrale di Parigi e si esprime l'amore di Péguy per la città dove vive, lavora e soffre; il secondo momento è invece scandito dall'alta poesia della Presenfazione della Beauce a Notre-Dame di Chartres, e dalle cinque preghiere nella Cattedrale... Già all'inizio della Presentazione, in cui il poeta prega, ma resta sulla strada, contemplando da lontano, ο nell'albergo ο davanti alla Cattedrale, esplode il «canto profondo dell'anima» e si dimentica la musica «un po' troppo parnassiana» dell'addio a Parigi; e poi l'orchestrazione piena e fascinosa della preghiera dentro Notre-Dame, segno della sua resa totale alla Grazia, che accompagna le confidenze che mettono a nudo il terreno scosceso del suo spirito e della sua carne, il segreto lacerante del suo cuore, e la pace pienamente riconquistata con l'aiuto della «Regina delle paci e dei disarmi». Notre jeunesse è comunemente posta fra i capolavori della prosa di Péguy. È una parola difficile questa nel caso di Péguy, che il «capolavoro» in realtà non lo scrisse mai (ed è una delle ragioni per cui la sua fama non oltrepassò determinati ambienti), ma certo essa è una delle opere sue più salde, per fedeltà a un tema centrale e per costanza di ispirazione. Mentre possiede alcune fra le pagine bellissime di Péguy, va relativamente immune da quelle dispersioni e quei ristagni che pesano sovente sulla sua opera, raggiungendo così una sua completezza, che permette di presentarla, in qualche modo, come esemplare.... Bergson da parte sua riconosceva scrivendo di Péguy in questi termini: «Aveva una straordinaria capacità di andare oltre la materialità degli esseri, superarla e giungere alla loro anima. È così ch’egli ha penetrato il mio pensiero più segreto, come io avrei voluto e non ho saputo esprimerlo ». www.edilogos.com - [email protected] Aumenti delle quotazioni in particolare riguardanti la monetazione di Vittorio Emanuele II / Regno di Sardegna, grazie alla maggiore richiesta conseguente alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e, in epoca moderna, per le famose 500 lire “Caravelle” con bandiere rovesciate. Nell’asta Bolaffi del 26 giugno si nota una presenza di molti aurei di epoca imperiale romana, ambiti dal collezionismo internazionale, come un aureo con e ffigie e nome di Lucio Vero, genero dell’imperatore Marco Aurelio, databile agli anni 166-167 d.C., Zecca di Roma (base 6 mila euro)Tra le numerose monete offerte, coniate nei secoli XVI – XVIII, si segnala un 10 Scudi oro del 1624, durante il Governo dei Dogi Biennali della Repubblica di Genova, moneta mai apparsa in vendita (base 7.500 euro) (foto 2). Spicca nella vendita una collezione di monete di Casa Savoia, dal 1755 al 1943, che più che sulla completezza punta sulla qualità e il prestigio degli esemplari raccolti: un Mezzo Carlino da 2,5 Doppie del 1757, Zecca di Torino, il più bell’esemplare apparso in asta, ha base 26 mila euro mentre un 100 lire oro del Regno d’Italia con effigie di Vittorio Emanuele II del 1878 ha base 15 mila euro (foto 3). Un esemplare del già citato 500 lire Caravelle Bandiere Rovesciate, prova del 1957, ha base 7 mila euro. Il mercato delle banconote, segnala il catalogo Unificato, è rimasto pressoché stabile, con qualche revisione per gli oggetti più rari. Nell’asta Bolaffi un rarissimo Biglietto di Banca da 500 lire “Grande C” del 1950, uno degli esemplari meglio conservati, è proposto con una base di 8 mila euro.  ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 11 GALLERIA ...una testimone dell'individuo in un'epoca che ha perduto il tragico come categoria morale ed estetica L’Elettra di Hofmannstahl La messa in scena di Elektra, scritta dal poeta tedesco Hugo von Hofmannsthal, pone una serie di complicate e stimolanti questioni. Prima di tutto c’è da chiedersi di che «natura» sia il linguaggio che il regista deve affrontare, in secondo luogo ci si trova di fronte all’evidente problema dell’ambientazione della vicenda: la Grecia di Hofmannsthal non trova corrispondenza con la Grecia di Sofocle, terzo e non ultimo l’uso della musica. È noto a tutti che pochi anni dopo la stesura dell’Elektra, che fu scritta senza sostanziali correzioni in tre-quattro settimane, tra l’agosto e il settembre del 1903, il compositore Richard Strauss, colpito da quel testo che veniva incontro ai suoi gusti e alla sua stessa tecnica espressiva, se ne servì come libretto per la sua opera omonima. Vero che Hofmannsthal non aveva subito pensato ad un approdo operistico del testo, ma agli occhi degli studiosi contemporanei non può sfuggire che il binomio parole e musica dei due grandi autori era il fatale epilogo di una collaborazione artistica che può essere considerata tra le più alte e importanti dell’arte decadente. Elektra è sicuramente additata tra i capolavori del decadentismo, uno dei migliori «pezzi d’epoca» dello Jugendstil, del liberty, ma un regista consapevole sa benissimo che per quanto affascinante siano i testi partoriti da quella corrente, oggi devono trovare una collocazione pertinente sui nostri palcoscenici, affinché possano raccontarci qualcosa che ci tocchi e ci emozioni. Perciò ho deciso di non usare la musica di Strauss perché non mi avrebbe concesso di guardare il testo da un altra prospettiva. Elektra è un «testo poetico», non è poesia, non è drammaturgia. In questo si allontana terribilmente dalla tragedia ispiratrice: l’Elettra di Sofocle è scritta in una lingua evocativa ed epica, la piet- Lucio D’Orazi La morte di papa Luciani (In nome di Dio o del diavolo?) rosità del linguaggio serve ad avvicinare, mattone dopo mattone, le figure dei fratelli fra loro e loro agli spettatori. La lingua del poeta tedesco non evoca perché strabordante, non è metaforica perché il suo contenente è già il suo contenuto. È un linguaggio immaginifico che non deve aprirci ad un mondo sotterraneo perché è già quel mondo. Caso mai la musicalità delle parole (e la musica, elemento imprenscindibile) sono la chiave d’accesso all’inferno in cui l’autore vuole condurre lo spettatore. La poesia serve non ad evocare un mondo, ma a rappresentare un luogo connotato dalla sua stessa lingua. Le parole in poesia di Hofmannstahl hanno il compito di scagliare addosso allo spettatore una serie di immagini e suoni atroci e bestiali da condurre immediatamente questo in uno spazio-prigione popolato di mostri, personaggi deformi nel corpo e nell’anima. Non ci fosse Strauss si potrebbe quasi pensare che, come Oscar Wilde per la Salomé, Hofmannsthal abbia costruito un testo di genere: una sperimentazione sonora-linguistica ai limiti del verosimile. La vera ispirazione dell’autore quindi non va cercata nella Grecia di Sofocle, ma nell’universo poetico di Shakes- L’opinione pubblica, in seguito anche a dicerie disinvoltamente acuite da certi mezzi di comunicazione di massa, continua ad interessarsi alla causa della morte di papa Luciani. Questo libro ripristina la verità con documenti, testimonianze ed anche giudizi di illustri personalità nel campo della medicina legale, confutando le assurde ipotesi senza le quali una commedia, una trasmissione radiotelevisiva o un film non avrebbero successo. L’autore, che è un autorevole magistrato, scrive perciò bene nella prefazione: «Papa Luciani non avrebbe certamente voluto tutto questo e gli chiedo venia; son perciò certo che, da lassù, mi sta rispondendo con uno di quei suoi arguti sorrisi che lo hanno reso famoso e simpatico a tutti: persino a David Yallop». Lucio D’Orazi, La morte di papa Luciani, (In nome di Dio o del diavolo?), Logos, pagine, II ed., 192, € 16 EDIZIONI LOGOS [email protected] 12 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 GALLERIA Paul Claudel Cinque grandi odi ...soltanto un raggio d’oro nella vela E quando il suo canto erompe com'esaltazione dell'anima che sente la sua stirpe divina, giuoco o piacere o illusione più non è, ma ebbrezza della virtù che sa di creare, di là dal mondo sensibile, oltre i limiti della contingenza, realtà d'amore che nobilita l'istinto, ansia di protendersi nell'infinito ch’è musica [...] Ed impossibile è non avvertirne quell'armoniosa dolcezza di suono e d'in-flessione e di musicalità ch’avvolge la parola nel suo srotolarsi lungo la magia del canto, contrappuntato da un’uguale ispirazione, da una luce sempre identica e dalla sacralità che misteriosamente la percorre... Ed è la tragedia dell’orgoglio umano, la follia della società iinfollita, la catastrofe del desiderio evaso dalla legge, il canto della vita e della superazione dalla morte... Ed ecco allora le Cinque grandi odi irrompere nel turbinìo delle foglie d'oro, nell'orchestrale giubilo, nel sale del fuoco che schiocca, nell'improvvisa deflagrazione dei versi, nello scoppio della folgore triforcuta, nell'inestinguibil eco... E così l'«ode pura come un bei corpo nudo risplendente di sole» frammischiando si discioglie piedi che fuggono il peso del corpo inerte, Ulisse da caldi dèi inseguito nella notte soltanto un raggio d’oro nella vela, l’oro innato (o l'interiore conoscenza che da sé possiede ogni cosa) nella sostanza umana infuso, l’acclamazione della tromba insieme con il latino del gallo... Paul Claudel, Cinque grandi odi, Testo originale a fronte, traduzione e introduzione di Luigi Castiglione edizioni logos peare, Elektra assomiglia molto di più ad Amleto che alla sua omonima classica. La poesia è utilizzata da Hofmannsthal per distruggere il concetto di azione. Amleto è il primo grande personaggio moderno intento più a ragionare che a muoversi, il dubbio se essere o non essere sta alla base dell’anelito di Elektra, che vuole uccidere ma non riesce a farlo. L’azione le è negata, buona solo ad immaginare il matricidio ma incapace di agire ella stessa. Ma come è impossibile recuperare la tragedia greca in questo testo, così anche il recupero della tragedia shakespiriana sembra solo un altro disperato e assurdo tentativo di Elektra di essere qualcosa. Elektra, nell’impossibile viaggio per ritrovare la sua antica identità, incontra Amleto, il suo più prossimo parente. Un parente scomodo però, perché dopo di lui nessun personaggio del mito è più riuscito a recuperare se stesso. Un essere impossibilitato ad agire, chiuso nella prigione della sua stessa mente, così appare a Hofmannstahl l’uomo contemporaneo. Prigioniera Elektra, e non meno di lei la sorella Crisotemide e l’odiata madre Clitennestra, tutte prigioniere della loro stessa follia, nel recinto angusto e isolato del cortile, delle loro angosce, delle loro ossessioni, del cerchio chiuso del loro sangue, smaniose di uscire dal carcere che le separa dal mondo, le esclude dalla vita, di uscire da se stesse e liberare gli incarcerati stimoli vitali. Ma c’è di più: pur cercando riferimenti e suggestioni per la costruzione del suo testo nei due grandi autori del passato, Hofmannsthal viene soprattutto influenzato dalle grandi scoperte sull’inconscio dell’epoca. Elektra non può essere additata come un’opera di stampo psicologico, però c’è un tentativo dell’autore (forse non consapevole) di costruire una lingua molto vicina a quella che Freud utilizza nell’interpretazione dei sogni. C’è un’incisione psicologica dei personaggi che scopre Elektra coeva allo scandaglio psicologico del tempo. Molto di ciò che era nell’aria della Vienna di fine secolo, Hofmannstahl l’ha trovato negli studi sull’isterismo di Breuer e di Freud, ma le nuove interpretazioni psicologiche e analitiche sulla mente sono accolte dal poeta in funzione di paesaggi, di atmosfere, che per l’affinità di colori si offrissero alla dimora ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 IN PRIMO PIANO La Collana dei Classici italiani dell’UTET si arricchisce con una grande e prestigiosa novità MASCHERE NUDE Opere teatrali di Luigi Pirandello • 3 volumi • 2.330 pagine complessive • 15 tavole fuori testo • Edizione coordinata da Angelo R. Pupino • A cura di Guido Nicastro La drammaturgia di Luigi Pirandello (1867-1936) rappresenta una tra le vette più alte della storia del teatro italiano. Il teatro di Pirandello, che si presentò subito come un’assoluta novità, si impone per l’ampiezza della produzione (ben 47 opere) e per il valore dei risultati raggiunti. Fu proprio il teatro infatti che rese lo scrittore siciliano un autore conosciuto in tutto il mondo a partire dal 1921, data della prima rappresentazione dei Sei personaggi in cerca d’autore, la sua opera più rappresentativa. Soprattutto grazie al messaggio geniale della sua produzione teatrale, a Pirandello fu assegnato nel 1934 il Premio Nobel. Le opere teatrali di Pirandello sono divenute parte essenziale della nostra letteratura, del nostro teatro, della cultura e del linguaggio. Non è certo un caso se alcuni suoi titoli – Così è (se vi pare), Il giuoco delle parti, Ma non è una cosa seria – sono diventati modi di dire comuni della nostra lingua. E ‘«pirandelliano» è un aggettivo usato per indicare qualcosa di paradossale: come tutte le situazioni di queste celebri opere teatrali Il grande messaggio di Pirandello nelle Maschere nude è che il teatro non aiuta più l’uomo a dare spiegazione ai suoi conflitti interiori, come succedeva nelle epoche precedenti. L’uomo contemporaneo è infatti come bloccato in una maschera che lo imprigiona e gli rende difficile comunicare e stabilire verità comuni. 13 14 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 IN PRIMO PIANO OPERE DI LÉON BLOY le grandi opere, e le più belle pagine, di Léon bloy tradotte e presentate da Luigi Castiglione, uno dei massimi specialisti di letteratura francese in Italia www.edilogos.com: leggi in LEGGERE la voce Léon bloy ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 15 IN PRIMO PIANO LETTURA DEL MESE ...dal libro di Jacques Maritain, La tragedia delle democrazie Una maledetta vegetazione... TOMBS OF ILLUSTRIOUS ITALIANS AT ROME Questo volume speciale del «Bol-letttino d’arte» della Royal Library di Windsor, intitolato Tombs of Illustrious Italian at Rome (Casa Editrice Olschki) contiene esclusivamente disegni di lastre tombali e di monumenti romani, dovuti a più autori ed eseguiti con tecniche diverse. La raccolta rappresenta un unicum nel panorama delle campagne di documentazione della prima metà del Seicento e fornisce preziose testimonianze sull’aspetto di sepolture andate perdute o a noi giunte in assetti pesantemente alterati. Tradizionalmente incluso nel Museo Cartaceo di Cassiano dal Pozzo, l’album è invece da riferireVallo storico Costantino Gigli (circa 1590–1666), figura fino ad oggi poco nota che condusse ricerche sulla storia delle fa-miglie nobili romane e delle istituzioni civiche capitoline e collaborò alla realizzazione del trattato Delle memorie sepolcrali del collezionista Francesco Gualdi (circa 1574 - 1657). Il volume di Windsor è pertanto da intendere come «strumento di lavoro» dal carattere e-minentemente privato e non sistematico, che Gigli assemblò a partire da un precedente silloge, costituita in gran parte da disegni di buona qualità radunati al principio del Seicento da un ignoto personaggio, in cui è forse da riconoscere lo stesso Gualdi o il padre di Costantino, Giovanni Battista. Le tombe riprodotte nei disegni risalgono ad un periodo molto ampio, che va dal Duecento ai primi decenni del XVII secolo; particolarmente ben» rappresentati sono le lastre terragne tre/quattrocentesche, i monumenti parietali di epoca rinascimentale, i grandi depositi della seconda metà del Cinquecento. . [...] Un'altra grande causa del fallimento delle democrazie moderne per attuare la democrazia è il fatto che quest'attuazione esigeva ineluttabilmente che fossi compiuta sia nell'ordine sociale che nell'ordine politico, e che quest'esigenza non sia mai stata adempita. Gl'irriducibili antagonismi inerenti ad un'economia basata sulla fecondità del denaro, l'egoismo delle classi capitalistiche e la secessione del proletariato eretta dal marxismo a principio mistico della Rivoluzione, hanno impedito alle dottrine democratiche di trasfondersi nella vita sociale; e l'impotenza delle società moderne dinanzi alla miseria e dinanzi alla disumanizzazione del lavoro, la loro im-possibilità di superare lo sfruttamento dell'uomo mediante l'uomo sono state per esse un amaro alimento. Ma la causa principale è d'ordine spirituale: coi nell'intima contraddizione e nel tragico malinteso di le democrazie moderne, soprattutto in Europa, sono state le vittime. Nel suo principio essenziale questa forma, quest'ideale di vita comune che si chiama democrazia deriva dall'ispirazione evangelica, senza la quale non può sussistere: ed in virtù della cieca logica dei conflitti storici e dei meccanismi della memoria sociale, che non ha nessun rapporto con la logica del pensiero, si sono viste le forze direttive delle democrazie moderne rinnegare, per tutto un secolo, il Vangelo e il cristianesimo, in nome della libertà umana, e le forze direttive degli strati sociali cristiani combattere, per tutto un secolo, le aspirazioni democratiche in nome della religione. In Francia il movimento operaio del 1848 era animato da una fiamma cristiana, anche se talvolta fosse fumosa. La borghesia benpensante annientò nel contempo quel movimento e quella fiamma: e la potenza sociale della religione agì a favore della borghesia, come aveva prima agito a favore della politica del trono e dell'altare. Gli apostoli patentati dell'emancipazione sociale non sapevano più riconoscere Gesù nella Chiesa e confondevano l'ortodossia religiosa con l'oppressione politica e sociale che si atteggiava a sostenitore dell'ordi ne. I sostenitori sociali della religione non sapevano più rieonoscere Gesù nei poveri e nel confuso clamore delle loro rivendicazioni, e confondevano ogni invito alla giustizia sociale con quello scompiglio e quella rivoluzione senza Dio che si spacciavano per progresso. Alla fine del XIX secolo il grande scandalo di cui parlò Pio XI sembrava consumato, le classi operaie cercavano la propria salvezza rinnegando il cristianesimo, gli ambienti conservatori cristiani cercavano la loro rinnegando le esigenze temporali della giustizia e dell'amore. La Chiesa cattolica aveva solennemente avvertito i popoli del male che incombeva su di loro, ma quei grandi ammonimenti erano giunti troppo tardi. Ben presto in tutta l'Europa l'assurdo dilemma che capi impazziti sbandieravano agli uomini pretendendo di costringerli a scegliere tra il comunismo che voleva scacciare Dio e il fa-scismo che voleva asservirlo e irreggimentarlo e corrompere la religione nelle anime e «scristianizzare la stessa Chiesa», avrebbe subito rivelato la spaventosi paralisi alla quale la contraddizione di cui ho parlato do veva nel contempo condurre sia il principio democrati co ehe il principio cristiano nella vita temporale dei pcpoli, e il disastro causato nelle democrazie moderne dalla discrepanza tra questi due principi. La guerra è stata un tragico risveglio per gli uomini. Se le democrazie vinceranno la pace dopo aver vinto la guerra, sarà soltanto a condizione che l’ ispirazione cristiana e l'ispirazione democratica si riconoscano e si riconcilino. C'è in America una pianta nociva chiamata edera velenosa. Quando l'edera velenosa s'arrampica intorno ad una quercia, questa diventa a sua volta pericolosa per chi li tocca, e viene chiamata — a torto — «quercia velenosa»; è invece in sé sana, e sana è la sua linfa, velenoso è il parassita. Da trent'anni in Europa, molte persone sincere — per non parlare dei fautori della dittatura e di coloro che gridavano: «morte all'intelligenza!» — si allontanavano dalla democrazia con più ο meno disgusto, talmente il suo autentico principio era soffocato dalle edere velenose che lo 16 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 IN PRIMO PIANO dei propri fantasmi. Qui l’autore apre il grande e centrale tema dell’opera: il tema della Memoria, intesa come contenitore di ricordi. Da una parte abbiamo Elektra ossessionata a ricordare, anzi a recuperare ricordi, dall’altra abbiamo Crisotemide, chiusa nel suo autistico mondo, decisa a non ricordare, a fare il deserto nel suo cervello, e la crudele e disperata Clitennestra consapevole di perdere i ricordi, di avere una memoria piena di buchi che si allargano continuamente: in ogni caso patologie che impediscono ai personaggi di recuperare il fatto all’origine dei mali: la morte di Agamennone. In questo senso viene costruita la figura di Oreste, quasi una proiezione dei desideri di Elektra di diventare quell’ “Uomo”, che sia padre, fratello o figlio non importa, che possa fare ciò che ad una donna è vietato fare: cioè agire. Ma anche Oreste, appare in scena con tutta la sua umana fragilità, incapace di recuperare l’alto compito destinato dal mito ad assolvere: personaggio spaventato e confuso, e infine Egisto, grottesco mostro infernale, nella vana ricerca di un barlume di luce che possa dare «tregua» all’anima, come il Claudio di Amleto inghiottito dall’amara consapevolezza della sua colpa. La Grecia di Hofmannsthal è quindi un’invenzione onirica del poeta, un incubo ossessivo dell’autore, insomma un sogno. O meglio l’analisi antelitteram dei sogni. Per questo ho deciso di ambientare la vicenda in un palazzo «escheranamente» distorto, dove i personaggi, vestiti in abiti da manicomio, con reminescenze shakesperiane più che sofoclee, devono ad ogni parola pronunciata sbugiardare la possibilità di essere personaggi tragici e confermare la tragicità di non sapere più chi essi siano realmente: personaggi che fanno vivere l’incubo di Elettra, o incubi essi stessi di chi li guarda? Carmelo Rifici Georges bernanos Il cammino di Cruz das Almas Luigi Castiglione Consolazioni agli imbecilli Polemista d'indubbia coerenza, creatore del romanzo teologico, poeta della grazia come nessun altro scrittore moderno. Georges bernanos (1888-1948) fu uomo che «non barò mai in un mondo in cui tutti barano». Rinunciò alla Legion d'onore, rifiutò l'Accademia francese, respinse la poltrona di ministro scegliendo d'esser – come ebbe a scrivere Stanislas Fumet – «un esplosivo, un vulcano ch'eruttava disprezzo come lava, e non certo con la ponderatezza di Léon bloy, suo maestro di vociferazioni e di dottrina, perché lui stesso era il ribollimento, l'effervescienza». È questo bernanos che c'è anche in questo libro… Quasi un seguito ai « prolegomeni agli infami », questo libro di CastigÌione persegue quell’imbecillità e stoltezza o stupidità, che implica « freddezza del cuore » (Leopardi), « fa muovere l’uomo a carponi » (Anosto) e tale induce un « traviamento del giudizio » (Cicerone) da sfociare spesso nell’oligofrenia più aberrante... Opponendo così dunque ancora una volta all’iniquità la bontà, all’ottusità l’acutezza e la sagacia, la perspicacia, all’ebetismo l’intelligenza, mediante quel suo peculiare modo d’interrogare indirettamente, o scavare interiormente, voci perlopiù discordi, se non dissonanti, di scrittori che, in un certo qual senso onirico, gli sono stati più o meno congeniali tra i tanti con i quali, lungo i secoli, ha trovato la possibilità di colloquiare, egli perviene ad ipostatizzare alcune tra le aberrazioni più devastanti d’oggi... Fino a quel Baudelaire le cui bestemmie si risolsero infine come in una catarsi corale, espressa nell’accorata implorazione : « Car c’est vraiment, Seigneur, le meilleur témoignage / Que nous puissions donner de notre dignité / Que cet ardent sanglot qui roule d’âge en âge / Et vient mourir au bord de votre étemité »... Georges bernanos, Il cammino di Cruz das Almas, vol. I, ebook, pagine 196, € 18 Luigi Castiglione, Interrogativi indiretti a Šolochov, Malraux, Papini, Greene, Asturias, Hauthorne, Gide, Baudelaire, Milosz, ebook, pagine 160, € 16 edizioni logos ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 IN PRIMO PIANO TRIONFI di Francesco Petrarca Riproduzione in facsimile del Manoscritto Cod. 2581 (Les Triumphes de Petrarque) conservato presso la Osterreichische Nationalbibliothek (Biblioteca Nazionale Austriaca – Vienna) Testo in francese - commento di Bernardo Glicino Tiratura limitata e numerata di 499 esemplari in numeri arabi di cui 20 FC e 299 esemplari in numeri romani Riproduzione in facsimile fedele all’originale in ogni particolare 1 Volume di grande formato di cm 32,5X21 - 590 pagine 86 grandi miniature tutte inserite in eleganti cornici dorate Oltre 1.800 capilettera dorati Coperta in pelle pieno fiore a concia vegetale Legatura artigianale con cucitura eseguita con ago e filo di canapa Applicazione manuale del colore oro in due tipologie: in lamina nei capilettera e in polvere nelle miniature - Elegante cofanetto - Dedica personalizzata trascritta da calligrafo - Volume di Commentario con la Prefazione dell’ Ambasciatore d’Austria in Italia Christian B.M. Berlakovits - Pagine totali: 590 - Richiedi informazioni su questo prodotto 17 18 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 IN PRIMO PIANO La «trilogia dell’effimero» di Luigi Castiglione Luigi Castiglione Clinton, le pene Luigi Castiglione Diana, la favola Luigi Castiglione Il Piccolo dittatore (Clonare Starr) (In nome di Sua Maestà) (Berlusconi, atto primo) Pagine 254, € 18 Pagine 256, € 18 Pagine 290, € 23 Romanzo o storia romanzata, affabulazione, oppure semplice «divertissement»? Forse una favola in cui, come l’autore scrive, «l'ironia, il sarcasmo, il dileggio, il sogghigno, il cachinno, lo sberleffo, lo scherno, la derisione, l’irrisione, la parodia, la risata non son che l’altra faccia della tristezza» in un mondo in cui «si vive tra vigliacchi e lestofanti, tra venduti e depravati, perversi e pervertiti, infetti ed appestati...» Cos'è alla fin fine una favola se non una narrazione in cui parlano ed operano anche animali ed esseri inanimati ed immaginari sempre (fate, gnomi, streghe ed alberi, serpenti e rane e fiori...) con lo scopo di trarne una morale, ο la rappresentazione scenica, oppure l'intreccio d'un dramma ο d'un poema, e l'illusione altresì, il dramma creato dalla vita? È la favola di queste pagine, che non configurano una biografia, ma soltanto brandelli di carne d'una vita che, volendo viversi in tutte le implicanze, non lo fu che nell'immagine falsata e latente, fugace, nell'apparenza ingannevole, nel rincorrere l'effimero, l'inconsistenza, la futilità, la debilità dell'essere, ove il nulla profonde ha le radici... La triste, breve favola in cui una principessa si muove e muore, nel dramma d'una vita, tra fiori e rose, tra i fiori e le rose, e tra le spine... « ...in quello che doveva essere il periodo di transizione al bipolarismo alternativo, si son moltiplicati i partiti trasversali, i partiti strumentali, i partiti estraparlamentari (dei magistrati, dei giornalisti, degli azzeccagarbugli, degli intellettualoidi, degli imbecilli, degli infami...) Son in verità caduti falci, martelli, rose, garofani, biancofiori, querce ed altro, ma son nati ulivi e margherite e persino asinelli, e spine, rovi, tanti... Sicché l’acheronteo tragittatore e dantesco, nella fossa i felini se l’è infine ritrovati d’ogni parte convenuti... Come perciò non credere nei vichiani «corsi e ricorsi storici»? Quel che successe allora contro quest’uomo passionale, coerente, quest’uomo forte, sta succedendo anche oggi: lo stesso identico copione! Gli stessi cani politici, gli stessi pupazzi, le stesse marionette (con altra maschera) aizzati contro il Governo, e il suo Presidente, qualsiasi cosa faccia, qualsiasi cosa dica! Gli stessi scioperi «manovrati»... Le stesse sceneggiate televisive (uno pro, un altro contro...) Chi ne tiene i fili è sempre lo stesso Puparo internazionale (la preminenza delle privatizzazioni, il culto del «massimo profitto», la dittatura del mercato...) Fino all’abuso di potere, alla soppressione dei diritti umani a scopo di rapina politica, fino all’omicidio... (da «I colori della tristezza», presentazione...) www.edilogos.com: leggi in LEGGERE (Sommario) la voce Luigi Castiglione [email protected] ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 19 IN PRIMO PIANO parassitavano. S'accorgono adesso che dando di scure contro l'albero si colpiva soltanto la speranza temporale degli uomini senza raggiungere i principi mortiferi avviluppatisi intorno; cadendo sul terreno e nutrendosi di tutto il marciume della terra, le piante velenose proliferavano molto più orrendamente, producevano una maledetta vegetazione che aveva l'apparenza d'un frutto; tutti i loro veleni si concentravano infatti nella mostruosità hitleriana. Non si possono cambiare a piacere i nomi per i quali generazioni di uomini hanno sofferto e sperato. Non si tratta di trovare un nome nuovo per la democrazia, ma di scoprire la sua vera essenza e di attuarla; di passare dalla democrazia borghese, inaridita dalle sue ipocrisie e dalla mancanza di linfa evangelica, ad una democrazia integralmente umana; dalla democrazia fallita alla vera democrazia. Il nome stesso di democrazia ha una risonanza ben diversa in America e in Europa (per non parlare delle differenze, da questa prospettiva, tra gli stessi paesi d'Europa). In America dove, nonostante la potenza dei grandi interessi economici la democrazia ha compenetrato molto più intensamente l'esistenza, e dove non ha mai dimenticato le sue origini cristiane, evoca un istinto vitale, più forte degli errori dell'intelligenza che la parassitano. In Europa evoca un ideale sbeffeggiato dai fatti e di cui questi stessi errori avevano divorata l'anima. Forse perché in America il cristianesimo ha assunto forme confuse e vaghe, tanto da non essere spesso più che un ingrediente sentimentale della morale umana, la discrepanza tra il principio democratico e il principio cristiano non vi si è fatta mai cogliere così intensamente come in Europa dove le persone sono divise tra un cristianesimo irriducibilmente costituito nella sua struttura .'nella sua dottrina, ma per molti anni isolato dalla vita popolo, e l'infedeltà aperta e militante ο l'odio per religione. Il problema, per l'America, è riportare il cristianesimo all'altezza delle esigenze divine e far lire fino all'altezza della croce di Cristo il potenziale rigioso e spirituale della sua democrazia. Il problema, per l'Europa, è ritrovare la forza vivificante del cristiasimo nell'esistenza temporale, e nel contempo di farla finita con l'ondata di barbarie anticristiana e l'ondata di schiavismo antidemocratico. Nell'una e nell'altra è necessaria una trasformazione radicale, una risurrezione delle energie spirituali, una mova cavalleria nata dai popoli. Questa trasformazione è iniziata, ma soltanto iniziata, ora. Jacques Maritain LOGOS / OFFERTA SPECIALE La Logos offre eccezionalmente il «Codice di diritto canonico» a € 13 anziché a € 26* Le condizioni di vendita restano quelle usuali con pagamento anticipato mediante versamento sul ccp n° 64725005 intestato alle Edizioni Logos Via Alatri, 30 - 00171 ROMA (Italia) * 10 copie, € 100 Contributo spese d’invio, rispettivamente 2/6 CODICE DI DIRITTO CANONICO Testo italiano con le «Interpretzioni autentiche»; le «Delibere» della Cei; ampio «Indice analitico»... Beneplacito della Conferenza episcopale italiana A cura di Luigi Castiglione Pagine 448, € 26 / 13 «Quest’edizione italiana del Codice di diritto canonico presenta alcune caratteristiche che ci piace mettere in risalto [...] La versione italiana curata da Luigi Castiglione, è nuova, non solo perché diversa da quella corrente dell’Ueci, ma anche perché condotta con criteri più moderni (per esempio, uno tra centinaia, «potestas» è resa con «potere» e non con «podestà» [...] Per tutte queste caratteristiche positive [...] essa merita la più ampia diffusione e utilizzazione da parte degli interessati, che dovrebbero essere più i pastori che i canonisti della Chiesa (E.M. Lisi, «La Scala»). edizioni logos 20 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 IN PRIMO PIANO IN UN LIBRO PUBBLICATO DA MARSILIO L’Italia di Donat-Cattin Di seguito le prime pagine dell’introduzione dello storico Francesco Malgeri al libro L’Italia di DonatCattin, pubblicato da Marsilio a cura di Valeria Mosca. Gli epistolari e i carteggi rappresentano una fonte insostituibile per ricostruire aspetti e vicende storiche, per far luce su eventi poco chiari, ma soprattutto per cogliere e delineare personalità, stati d'animo, passioni e reazioni, in grado di offrirci la fisionomia più viva e più vera di momenti storici e di personaggi che sono stati i protagonisti della vicenda politica e sociale di un paese. Lidea di raccogliere e pubblicare le lettere di Donat-Cattin ai segretari politici della Democrazia cristiana e ad alcune figure più rappresentative del partito, non può, quindi, non suscitare un particolare e vivo interesse sul piano storico e sul piano politico. Questo carteggio, curato da Valeria Mosca e da Alessandro Parola, che lo ha corredato di introduzioni e utili apparati critici, ci aiuta a ricostruire non solo la figura e la personalità di uno straordinario esponente della vita sindacale e politica italiana, ma anche a far luce e chiarezza su momenti ed episodi che hanno inciso sulla nostra storia in età repubblicana. Ci consente, infine, di cogliere la fisionomia di uomini che hanno segnato una lunga stagione politica, evidenziando qualità, im-pegno e serietà. Una classe dirigente di alto livello, che, sia pure nella diversità di temperamenti, metodi e scelte politiche, si richiamava a una scuola e a un pensiero comuni, riuscendo a condurre il paese, pur tra molti problemi, difficoltà, mancanze ed errori, sulla strada di una solida democrazia e di uno sviluppo economico, civile e sociale mai prima conosciuto dal nostro paese. Una prima riflessione che ci offrono queste lettere va individuata nella fermezza e costanza di DonatCattin nel rivendicare il peso e il ruolo che nel partito esercitavano la componente operaia e il mondo del lavoro. Egli giudica la De come un partito che deve farsi portavoce di diversi interessi e di diverse attese che provenivano dalla società civile, dal mondo del lavoro e delle professioni, con l'attenzione alle esigenze del mercato e dello sviluppo capitalistico, ma sensibile anche al bisogno di assistenza sociale e al sostegno dello Stato per le categorie più deboli dei cittadini, ispirando la sua azione al rispetto della persona e a una visione pluralista e articolata della società. Da qui la sua frequente insistenza, in queste lettere, a veder riconosciuta l'importanza della componente operaia in seno alla Democrazia cristiana. Scriveva a Moro l’8 maggio 1962: «non condivido l'apprezzamento della trascurabile importanza, nel campo nostro, dell'elettorato operaio, dei lavoratori. Ne hanno come numero e ne hanno, oltre ai numeri, per la spinta politica che nascerà se si ridarà loro la fiducia nella democrazia e nella Democrazia cristiana. Perché non vieni, una volta, a Torino ο a Milano a parlare, a vedere sul posto come vanno le cose?». Ma, accanto alla rivendicazione della presenza e dell'importanza della componente operaia, c'è in lui, costante e ferma, la difesa del suo gruppo, per rivendicarne il peso e il dovuto riconoscimento nell'organizzazione interna del partito e in seno al governo. Ancora a Moro scriveva 1*11 dicembre 1963, ringraziandolo per la nomina a sottosegretario alle Partecipazioni statali nel primo governo organico di centrosinistra, ma manifestando anche la sua «acerba amarezza» per la scarsa Il profilo morale «C’è un profilo che sta sopra quello politico, ed è il profilo morale». In questa frase di Carlo DonatCattin (1919-1991) si legge il senso di una vitae il valore di un impegno che lo ha visto protagonista per oltre trent'annicome leader della Democrazia cristiana e ministro della Repubblica. Il libro L’Italia di Donat-Cattin (Gli anni caldi della prima Repubblica nel carteggio inedito con Moro, Fanfani, Rumor, Forlani, Andreotti, Piccoli, Zaccagnini, Cossiga, De Mita, 1960-1991, a cura di Valeria Mosca e Alessandro Parola, prefazione di Francesco Malgeri, Marsilio Editori), raccoglie in forma antologica la sua corrispondenza con segretari democristiani e presidenti del Consiglio tra il i960 e il 1991. Dai «dialoghi epistolari» con Moro, Fanfani, Rumor, Forlani, Andreotti, Piccoli, Zaccagnini, Cossiga e De Mita emergono retroscena e aspetti inediti dell'Italia democristiana, insieme a importanti rivelazioni su crisi politiche e alleanze che hanno segnato la storia del nostro paese. Un carteggio ricco di spunti per approfondire la conoscenza degli anni caldi della Prima Repubblica, abbattendo luoghi comuni e ricostruzioni dei fatti molto spesso manipolati. ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 21 IN PRIMO PIANO rappresentanza della corrente di Rinnovamento nella compagine di governo: «...siamo in larga misura articolazione politica nella De di organizzazione e di movimenti, mancando la base dei quali alla De, essa cambierebbe aspetto e sareb-be nient'altro che un partito borghese. [...] Nessuno si illuda di mantenere i contatti col mondo socialista schiacciando l'espressione politica più qualificata del movimento ope-raio cristiano: se dovessero essere intrecciati a questo costo, quei legami noi li sapremmo spezzare». Non poteva, infine, non esprimere il suo rammarico che «l'unico gruppo radicato nel movimento operaio» presente nella Democrazia cristiana venisse «mortificato» nel momento in cui si realizzava il centro-sinistra e la collaborazione con il Partito socialista. Qualche anno dopo, il 30 giugno 1973, in vista della formazione del quarto governo Rumor, lamentava con Fanfani la «totale emarginazione» degli uomini a lui vicini, dando invece spazio a figure che riflettevano «l'interpretazione moderata del partito con tutte le conseguenze del caso». Momento critico nel rapporto tra Donat-Cattin e i vertici politici della Dc si ebbe nello scontro con Mariano Rumor, in occasione del convegno di Sorrento di Forze nuove del 21-22 settembre 1968. Un convegno nel quale erano emersi pesanti giudizi nei confronti della linea politica del partito. Lo stesso DonatCattin non aveva mancato dì ipotizzare la nascita di un nuovo partito a ispirazione cristiana. Una tentazione poi superata, a seguito del discorso di Moro al Consiglio nazionale del novembre 1968, quando lo statista pugliese prese le distanze dalla maggioranza dorotea, cogliendo e interpretando, tra l'altro, i moti irreversibili che stavano investendo in quei mesi la società e la scuola italiana. «Noi ci rendemmo conto», ricordava Donat-Cattin nel 1980, «che la separazione avrebbe significato sradicamento. Senza radici storico-sociali, l'avventura politica del cristiano si limita a testimonianza» '. Il dibattito di Sorrento aveva suscitato allarme in seno alla segreteria politica del partito, tanto che lo stes- Carlo Donat-Cattin La forza dei principi Nato da padre torinese (26 giugno 1919 Finale Ligure, Savona) con radici savoiarde e madre ligure, compì gli studi a Torino, conseguendo la licenza liceale. La sua formazione trovò i più significativi riferimenti nell’influsso paterno e nell’associazionismo cattolico. Il padre, Attilio, era stato parte attiva nel popolarismo torinese, in stretta collaborazione con Sturzo, specie nel settore organizzativo del partito, per ricoprire poi vari incarichi nella dirigenza diocesana dell’Azione Cattolica, Carlo secondo di cinque figli, frequentò l’oratorio salesiano della Crocetta, impegnandosi nel contempo nella federazione diocesana della GIAC in contatto con i responsabili delle organizzazioni cattoliche torinesi, tra i quali in particolare Carlo Carretto. Coltivò fin dalla giovinezza un’innata attrazione per il giornalismo, attività iniziata negli anni ’30 con la collaborazione a giornali dell’Ac, all’edizione torinese de “L’avvenire d’Italia” e, tra il 1937 e il 1940, come cronista de “L’Italia”, auspice soprattutto Rodolfo Arata che ne accompagnò le prime esperienze. Gli anni ’30 corrisposero anche ad una intensa crescita intellettuale, alimentata sia dalla discreta biblioteca paterna (arricchita delle opere più significative sulla presenza dei cattolici nella società italiana, ma aperta altresì ad una pluralità di con- so Rumor indirizzò, il 25 settembre 1968, a Donat-Cattin una lettera dura, nella quale denunciava come il convegno fosse «apparso quasi a cavallo tra una riunione di iscritti al partito e di elementi e gruppi contestativi della stessa presenza e del rulo della Dc», con «prese di posizione apertamente favorevoli alla scissione della Dc». Le argomentazioni affrontate a Sorrento, secondo Rumor, portavano a «considerare Forze nuove come un interlocutore autonomo, addirittura più che un partito partito». Denunciando il danno che queste posizioni arrecavano, Ru mor chiedeva un «preciso ed aperto chiarimento». Donat-Cattin rispose con una prima breve lettera interlocutoria il 27 settembre e una seconda del 2 ottobre, con la quale replicò punto su punto ai rilievi di Rumor, ricordando come fossero ricorrenti nella vita del partito riunioni di gruppi e di tendenze, precisando, comunque, che nel convegno di Sorrento erano «intervenuti nel dibattito soltanto iscritti alla De», e che erano emersi «i temi di dibattito politico che travagliano oggi molti nostri amici di partito sui quali sono riposte le speranze di una presenza di valori cristiani nella vita di domani, non credo se ne debba trarre elemento per irrigidimenti formalistici». In sostanza, concludeva DonatCattin, occorreva che «taluni^ispetti, anche preoccupanti, del dibattito politico debbano essere oggetto di attenta meditazione per l'azione di tutti: perché essa non perda contatto dalle coscienze più generose e aperte, perché ritrovi quei motivi ideali declinando i quali si alimentano stati d'animo di separazione, di frustrazione e di rinuncia». Francesco Malgeri 22 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 IN PRIMO PIANO EbOOKS LOGOS / Novità San Bonaventura Silvio Botero Giraldo A.D. Sertillanges Le sei ali del serafino La coppia umana tra idealità e realtà Preghiera e musica Il pensare di Bonaventura è sempre un pensare «biblico», la sua espressione tende sempre a riprendere le parole della Scrittura, inserendole con singolare naturalezza nel contesto del suo discorso. Ciò però non significa che ci sia mai in Lui un incriteriato fideismo; anzi, seguendo la Bibbia egli tende ad assimilare alla vita dell'Essere, cercando agostinia-namente di intendete, nella partecipazione della Luce divina, il senso profondo della vita come dono, al fine di partecipare più intensamente di Dio. In questo medesimo senso Bonaventura propone la lettura dell'opuscolo Le sei ali del Serafino. Sei sono le ali dei Serafini, delle più alte creature angeliche che, secondo Isaia (6,1 ss.), stanno direttamente innanzi a Dio. Bonaventura intende che come il Serafino ha sei ali, con il prelato, colui che ha la gravissima responsabilità non solo della sua personale salvezza, ma anche della vita di coloro che gli sono affidati e che deve in nome di Dio liberare dal peccato per renderli operai nella messe divina, debba avere sei virtù fondamentali. Tali sei virtù sono : 1) lo zelo della giustizia; 2) la religiosa pietà; 3) la pazienza; 4) una vita esemplare; 5) l'acutezza e la sensatezza nelle diverse situazioni della vita; 6) la devozione vers o Dio. L’essenza del sacramento del matrimonio non è l’unione legale tra un uomo e una donna per una inseparabile comunanza di vita, come finora s’era andato sostenendo, bensì il reciproco amore tra i coniugi. Il farsi l’uno carne dell’altro, il divenire una sola carne, come se fossero un unico essente. E un teologo gesuita, già negli anni trenta del passato secolo, l’aveva scritto: « ...quando tra un uomo e una donna c’è il vincolo dell’amore allora il matrimonio c’è»; e Giovanni Paolo II, nella sua prima enciclica, l’aveva ribadito: «L’uomo non può vivere senza amare; la sua vita sarebbe priva di senso, se non fosse riamato, se non sperimentasse l’amore». Sicchè il sacramento finisce quando l’amore muore... In sostanza è questa la tesi sostenuta dal Botero che, basandosi anche su recenti sentenze rotali, non fa altro in questo suo nuovo magistrale libro che ripercorrere l’iter del sacramento matrimoniale dal punto di vista storico, morale, giuridico. La preghiera è musicale per natura; come ogni parola che si esalta, essa va incontro al canto. «La parola è un suono in cui è pri-gioniero il canto» dice Grétry. Vi è prigio-niero come la statua nel marmo, sotto le mani di Michelangelo; ma per scioglierla basta un lieve accrescimento di vita, perchè qui lo scultore è a casa sua. La parola esprime un pensiero; ed in se stessa una parola non è una musica; ma a questo pensiero è sempre legato uno stato d’animo, un alone di fantasia, un gioco di fantasmi dalle tendenze dinamiche, di cui ritmo e melodia sono la legge, per quanto poco esso si acceleri. J. Silvio Botero Giraldo è sacerdote redentorista.Si è licenziato in Diritto canonico e in Teologia dogmatica nell’Università «Comillas» (Madrid). Laureato in Teologia morale nell’Accademia alfonsiana dell’Università lateranense di Roma. Ha insegnato in diverse Università pontificie della Colombia. Professore di Teologia morale del matrimonio e della famiglia dal 1987 nel-l’Accademia alfonsiana. Collabora con la Cathedra di teologia morale, con Itepal, l’Istituto del Celam a Bogotà. È autore di una quarantina di libri e una cinquantina di saggi pubblicati in riviste dell’Europa e dell’America Latina. La Logos, che ne pubblicherà tutte le opere in esclusiva, ha già in corso di stampa un settimo volume. [email protected] – edilogos.com «La musica prolunga gli effetti dell’anima», dice il De arte musicae, attribuito (del resto a torto) a san Tomaso d’Aquino. «Il canto è l’espressione eroica della pa-rola», dice Carlyle. ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 23 IN PRIMO PIANO Le grandi opere di Silvio Botero pubblicate in eBooks dalla Logos Silvio Botero Giraldo LA FAMIGLIA DALLA RALTÀ AL MISTERO Silvio Botero Giraldo LA FAMIGLIA COMUNITÀ D’AMORE (Dialettica tra unità/fecondità) Pagine 224, € 18 Pagine 256, € 18 Silvio Botero Giraldo L’ETICA DELLA COPPIA NELLA POSTMODERNITÀ PROPSETTIVE) Pagine 280, € 18 Pagine 296, € 18 Silvio Botero Giraldo LA COPPIA UMANA TRA IDEALITÀ E REALTÀ Silvio Botero Giraldo UNA NUOVA MORALE MATRIMONIALE Pagine 168, € 18 Pagine 296, € 18 Silvio Botero Giraldo CHIAMATI ALLA PERFEZIONE COME COPPIA UMANA (FONDAMENTI E Nuove frontiere dell’etica www.edilogos.com - [email protected] 24 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 IN PRIMO PIANO tributi culturali, in primis le edizioni gobettiane) sia da vivaci interessi che il giovane Donat-Cattin andava coltivando prevalentemente in campo letterario e filosofico. Settore, quest’ultimo, sviluppato soprattutto nella frequentazione e nel dialogo con il cenacolo domenicano torinese dove, accanto ad alcuni interlocutori privilegiati quali p. Marcolino Daffara e p. Enrico di Rovasenda, avviò anche proficui contatti con Carlo Mazzantini. Fu attraverso questi canali che DonatCattin approfondì la conoscenza delle filosofia francese contemporanea e in particolare il pensiero politico di Maritain e Mounier. A questi studi affiancò anche interessi per l’economia politica, accostata attraverso le opere di Vito, i primi scritti di Fanfani e in genere risentendo di quanto si andava elaborando negli ambienti dell’Università Cattolica milanese. Iscrittosi nel frattempo alla Facoltà di Filosofia presso l’ateneo torinese, non proseguì gli studi universitari sia perché sempre più assorbito dall’attività giornalistica sia per la chiamata alle armi nel 1940. Ufficiale nel 1942, nello stesso anno si sposò. I fatti del 25 luglio lo colsero a Montefiascone, ufficiale dei granatieri. Rientrato in Piemonte, venne assunto alla Olivetti di Ivrea, dove entrò in contatto con la Resistenza della zona del Canavese di cui rappresentò la componente democratico-cristiana nel CLN locale. Dopo la guerra riprese l’attività giornalistica (per altro coltivata anche nel periodo resistenziale con la stampa del foglio clandestino “Per il domani”), dirigendo il settimanale “Il popolo canavesano” e, soprattutto, iniziando la collaborazione a “Il popolo nuovo”, ancora su invito di Arata, redattore capo del giornale diretto da Gioachino Quarello. Gli interventi sul quotidiano della DC torinese, cui si affiancarono collaborazioni a varie altre testate (tra queste il “Il Popolo piemontese”, settimanale che inizialmente diresse, la “Democrazia” di Malvestiti e ancora, a fine anni ’40, le dosset-tia-ne “Cronache sociali”) lo qualificarono soprattutto come redattore sindacale. Al sindacato Donat-Cattin dedicò larga parte del proprio impegno e nel vivace laboratorio torinese del dopoguerra assimilò una diretta esperienza dei fondamentali meccanismi dell’evoluzione sociale ed economica italiana insieme ad uno stimolante quanto serrato e rigoroso confronto con contrapposti orientamenti e ideologie. L’idea cristiana della’amore di Max Scheler Sembra che sia venuto il momento di un nuovo spirito finora solo presumibile di primavera. Comincia lentamente l'oscillazione scettica di questa civiltà, il dubbio su se stessa e sulle idee in cui crede. Ma l'implorazione di salvezza diverrà sempre più forte e più urgente. Nel suo cuore germoglia già una nuova volontà di penitenza e di pentimento e di grande delusione per tutto quello che una volta aveva adorato e seguito con animo vittorioso. Questo germe, quando i popoli si renderanno lentamente conto di quello che hanno fatto, diventerà una forte e grande corrente di lacrime. Però soltanto il pentimento è la via al rinnovamento, la via alla rinascita non solo per i singoli, ma per la società intera. In questo momento conta moltissimo che anche i cristiani ascoltino quel grido di aiuto, e che tutti, facendo rivivere la propria fede prima nel proprio cuore, spalanchino questi cuori per riversare la corrente di fede e di amore, che segretamente scorre nella Chiesa cristiana, riversarla nel mondo, in un mondo che ha bisogno di questa fede e di questo amore — che comincia a desiderarli — che li desidera come non mai nel passato. Filosofo tedesco fra i più brillanti della scuola fenomenologica, Max Scheler (1874-1928) orienta i suoi interessi principalmente nel campo della filosofìa morale, della filosofìa della religione e della sociologia. Il diverso modo di concepire la metafìsica, elemento portante dei tre periodi in cui si può dividere la sua produzione, provoca le varie risposte: tendenzialmente vitalista nel primo (1899-1913), crea-zionista e perciò teista e cristiano nel secondo (1913-1922) e panteista nel terzo (1922-1928). EDIZIONI LOGOS [email protected] ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 IN PRIMO PIANO La piaga della droga La piaga della droga, che colpisce soprattutto ingiovanì, rischia di mettere in pericolo l'esistenza della prossima generazione. Combatterla è lo scopo di questo volume che, avvalendosi di un originale metodo d'indagine, offre un'esatta diagnosi di quello che si può ormai chiamare il "male del secolo". Nel contempo dà anche un volto ben preciso alla "multinazionale della droga", di cui disvela i centri di produzione, il controllo del mercato, le banche che ne gestiscono gli enormi proventi, i collegamenti con il crimine organizzato, la corruzione delle forze politiche che ne reclamano la liberalizzazione, le istituzioni che ne elaborano la cultura... Droga S.p.A. (La guerra dell'oppio) K. KALIMTGIS, D. GOLDMAN, J. STEINBERG Droga S.p.A. (La guerra dell’oppio) Pagine 446, 76 foto, 10 tavole prospettiche, € 26 edizioni logos 25 26 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 sCAFFALE EDITRICE OLSCHKI / Novità I PAESAGGI DI MONTALE FILIPPO DE PISIS BOTANICO FLâNEUR Monica Cioli Il fascismo e la «sua» arte (Dottrina e istituzioni tra futurismo e Novecento) Paesaggio ligure e paesaggi interiori nella poesia di Eugenio Montale Atti del Convegno internazionale «Credo non esista nulla di simile al mondo» (Parco Nazionale delle Cinque Terre, Riomaggiore Monterosso (La Spezia), 11-13 dicembre 2009) A cura di Paola Polito e Antonio Zollino Tornare a occuparsi del paesaggio montaliano ha signi- ficato per i curatori l’apertura di uno spazio di interpretazio- ne e di confronto fra studiosi assai differenti per formazione, provenienza e aree disciplina- ri, senza l’imposizione di una linea o una tesi di fondo precostituita. Ognuno ha parlato liberamente del suo Montale e, partendo dal paesaggio, ha trat- tato talvolta cose molto diverse, in un’esplorazione del paesag- gio montaliano inteso come luogo dell’anima, referente onnicomprensivo di un mon- do interiore unico e variegato. Biblioteca dell’«Archivum Romanicum». Serie I, vol. 390, 2011, cm 17x24, VIII-284 pp. con 7 figg. n.t. P. Roncarati/ R.Marcucci Filippo de Pisis botanico flâneur Molti artisti hanno affinato una sensibilità cromatica e tattile ammirando la teatralità della natura e cogliendo piante fiori foglie radici cortecce fossili: reperti e dettagli di un microcosmo trascurato dai più, che esplorano l’universo visibile protendendo piuttosto lo sguardo verso l’alto. C’è però chi ha indagato il prodigio della materia e delle sue forme con le mani tra l’erba, sporcandosi di terra, ‘consultando contadini e montanari’ superando i confini della scienza accademica. Un collezionismo di reperti di natura, come un saggio filosofico, genera molte domande oltre che emozioni. Il giovane Luigi Tibertelli, che acquisì fama di pittore come Filippo de Pisis (1896-1956), ben prima di divenire uno tra i Maestri della pittura del XX secolo, collezionò un erbario di circa 1200 piante essiccate, donato nel 1917 all’Ateneo di Padova, dove la raccolta venne disaggregata. Se ne rese impossibile, quindi, lo studio come incunabolo formativo di un artista. L’onerosa pluriennale riemersione di ogni foglio e una contestuale, ininterrotta riflessione hanno portato le protagoniste di questa operazione – ciascuna con specifiche competenze – alla stesura di unsaggio che indaga sulle implicazioni della precoce passione botanica di de Pisis. La tesi di fondo è l’affascinante e produttivo connubio, per il futuro artista, tra reperti botanici, rilevanze paesaggistiche, atmosfera poetica. Il saggio è arricchito da immagini e schede botaniche che testimoniano altresì la serietà scientifica della collezione esaminata. Paola Roncarati – Rossella Marcucci, Filippo de Pisis botanico flâneur, un giovane tra erbe, ville, poesia, Giardini e paesaggio, vol. 30, 2012, cm 17x24, XVI-208 pp. con 43 figg. n.t. di cui 36 a colori. L’Autrice affronta le vicende che hanno caratterizzato la prima metà del ’900 in Italia, parlandoci dell’arte e dell’architettura del Ventennio, o meglio degli influssi reciproci e delle affinità fra il linguaggio politico e quello culturale. «L’idea di partenza era quella di analizzare il futurismo per capire meglio il fascismo» spiega la studiosa, il cui testo prende le mosse dal mito di un’Italia rigenerata, «creatrice di una moderna civiltà», mito insito nell’origine stessa dell’avanguardia italiana e che il regime fascista farà suo. Arte e politica vogliono entrambe educare e formare un nuovo individuo. La scienza sta al cuore di questo rivoluzionario progetto: strettamente connessa, dapprima, allo sviluppo tecnologico e al mondo delle macchine, diverrà poi viatico per il superamento, anzitutto morale, della materia. L’interesse del volume sta anche nel tentativo di dare significato politico-costituzionale a tutto ciò. Monica Cioli insegna «Storia della politica europea e internazionale» presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Trento. è stata assistente presso l’Istituto Storico dell’Università di Berna, ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia in Germania (Università di Kassel) e ottenuto una borsa di studio postodottorato nell’ambito del Dottorato Internazionale «Comunicazione politica dall’antichità al XX secolo» (Università di Francoforte, Innsbruck, Bologna, Trento, Pavia). Fra le pubblicazioni principali si ricordano Pragmatismus und Ideologie. Organisationsformen des deutschen Liberalismus zur Zeit der Zweiten Reichsgründung e Un Congresso internazionale di fisica: l’organizzazione della scienza nella co-struzione dello Stato fascista, in Fascismo e scienza. Le celebrazioni voltiane e il Congresso internazionale dei Fisici del 1927, a cura di A. Gamba e P. Schiera, Il Mulino, 2005. Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Collana «Inediti», vol. 2, 2011, cm 15x21, XXVI-366 pp. con 16 tavv. f.t. ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 27 IN PRIMO PIANO state vittime. Nel suo principio essenziale questa forma, quest'ideale di vita comune che si chiama democrazia deriva dall'ispirazione evangelica, senza la quale non può sussistere: ed in virtù della cieca logica dei conflitti storici e dei meccanismi della memoria sociale, che non ha nessun rapporto con la logica del pensiero, si sono viste le forze direttive delle democrazie moderne rinnegare, per tutto un secolo, il Vangelo e il cristianesimo, in nome della libertà umana, e le forze direttive degli strati sociali cristiani combattere, per tutto un secolo, le aspirazioni democratiche in nome della religione». Jacques Maritain La Tragedia della democrazia «La tragedia delle democrazie moderne consiste nel fatto che non siano ancora riuscite a realizzare la democrazia. Molte sono le cause di questo fallimento. Anzitutto i nemici dell'ideale democratico non hanno mai deposto le armi; i loro risentimenti, il loro odio per il popoo e per la libertà non hanno mai cessato di crescere via via che le debolezze e gli errori delle democrazie moderne offrivano loro più numerosi pretesti... Un'altra grande causa del fallimento delle democrazie moderne per attuare la democrazia è il fatto che quest'attuazione esigeva ineluttabilmente che fosse compiuta sia nell'ordine sociale che nell'ordine politico, e che quest'esigenza non sia mai stata adempita... Ma la causa principale è d'ordine spirituale: consiste nell'intima contraddizione e nel tragico malinteso di cui le democrazie moderne, so¬prattutto in Europa, sono Jacques Maritain, nato a Parigi il 18 novembre del 1882. discepolo di Bergson, fu presto conquistato dalla filosofia tomistica, diventandone battagliero apostolo. Nel 1912 insegna filosofia a Parigi, nel 1933 a Toronto, nel 1939 negli Stati Uniti (Princeton, Columbia University. New york). Dal 1945 al 1948 è ambasciatore di Francia presso il Vaticano. Nel 1960 si ritira a vivere in un convento di Tolosa, dove muore il 18 aprile 1973, lasciando innumerevoli opere su problemi metafisici, gnoseologici, morali, estetici, politici, sociali, mistici e pedagogici. Qualche anno prima, scrivendo a Cocteau, François Mauriac osservava: «Il male esiste, e tu ben lo sai. Tutti lo sappiamo. Ma esiste anche il bene, e tu hai potuto scorgerlo nello sguardo di p. Charles de Foucauld e in quello di Jacques Maritain». Jacques Maritain Primato dello spirituale Libro polemico, a ben guardare, anche nel clima culturale degli anni '70, in relazione a quello che è stato chiamato - con probabile, anche se implicito e forse inconsapevole riferimento proprio a Maritain – il "primato del temporale". Ma la breve stagione di questa teologia politica imperniata sul «primato del temporale», soprattutto se ciò sia inteso nel senso riduttivo di una lettura esclusivamente politica del Vangelo, si è forse già conclusa, non senza lasciare ampi spazi vuoti nella cultura politica dei cattolici; mentre si profila, nella prospettiva degli anni '80, un cristianesimo "più religioso", e forse più intimistico, se non del tutto disimpegnato rispetto alle realtà terrestri. In questo contesto la rilettura del libro può offrire ancora oggi utili punti di riferimento per il recupero di un «primato dello spirituale» che non s'identifichi con una religiosità astratta e disincarnata ma sia sempre sorretto da una robusta attenzione alla storia. (dalla prefazione di Giorgio Campanini) 28 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 sCAFFALE ll libro dell’altra gente La poesia della fede Life deluxe. Trilogia di Stoccolma a cura di Zadie Smith di Domenico Giuliotti di Lapidus Jens C ome dice Zadie Smith, la straordinaria curatrice di questa straordinaria antologia, le istruzioni erano quantomai semplici: "Create qualcuno". E come per incantesimo - da istruzioni così semplici è nata questa meravigliosa raccolta di ventidue storie che affrontano la questione del "personaggio" da tutti gli angoli e da tutte le prospettive. Si va dall'esilarante descrizione di David Mitchell della storia d'amore fantastica tutta vissuta su Internet da una donna in menopausa allo struggente idillio tra un ragazzo ebreo e una ragazza nera di "ZZ Packer", dall'estrema sensualità del racconto di Adam Thirlwell al magistrale e controllato delirio di George Saunders. Ogni storia, insomma, ha una sua straordinaria e vividissima individualità: "Theo" di Dave Eggers è - tanto per fare un esempio - una commovente fiaba che parla di una montagna che si innamora. Ma non basta, c'è anche una memorabile short story a fumetti di quello che è considerato indiscutibilmente il maestro della graphic novel, Chris Ware, e poi ancora altre memorabili pagine di Jonathan Safran Foer, Nick Hornby, Colm Tóibin, A.M. Homes, Jonathan Lethem, Aleksandar Hemon e altri giovani maestri di quell'arte antichissima e sempre nuova di creare magie con le parole scritte. ella vera, tragica anima di Michelangiolo perdura, anche in mezzo a rapinose tempeste, un fondamentale spirito religioso, ho voluto tener conto soprattutto di quelle poesie il senso grida) (o dove più vibra e canta del divino, sia che tragga alimento dal platonismo cristiano-ficiniano, sia che affondi le sue radici nella pura ortodossia cattolica. Così balza netta l'incomparabile figura dello scultore poeta. La tragedia di Michelangiolo non poté cessare che con l'ultimo battito del suo cuore. Anche lui, certo, come Dante, ebbe una tenace fede religiosa; ma era, quella fede, simile ad una fiamma che, sebbene inestinguibile, fu continuamente combattuta da "contrari venti". Le rime della vecchiezza sono la sua più alta, profonda, tragica, religiosa e conclusiva poesia. E infatti, proprio durante l'ultima stagione della sua vita egli raggiunge, con la penna, quasi la stessa potenza già conseguita coi colori e coi marmi. Spirito sempre in lotta con la materia, come i suoi Prigioni incompiuti, egli canta il proprio sforzo eroico, il proprio angoscioso anelito all'infinito, a Dio. Mondadori, 2012, p. 286, € 19,50 LEF, 2005, p.104, 12 N È proprio come un'eredità che viene trasmessa. Di padre in figlia. È l'onore, il potere, un modo di essere. Il denaro sporco - indipendentemente da dove provenga diventerà denaro pulito e immacolato dopo essere stato ripulito, riciclato dalla persona giusta: e JW non ha sprecato il tempo trascorso in prigione. Sta organizzando un ritorno alla grande, in pompa magna. Jorge è stanco delta sua nuova esistenza, regolare, piatta, Insignificante, passata a vendere cappuccini e caffè macchiati. Ma al suo orizzonte si profila qualcosa di assolutamente diverso, una vera e propria 'life deluxe': Insieme al Finnico, sta progettando il suo ultimo colpo e questa volta si parla di soldi veri, roba grossa. Ma un poliziotto infiltrato è riuscito a penetrare a fondo nel sottobosco criminale di Stoccolma e ormai è vicinissimo a (orge. Vicinissimo a JW. Come se ciò non bastasse, qualcuno è a caccia di Radovan Kranjlc, il Kum, il Padrino in persona. Ma come sarà la vita quando Radovan sarà stato eliminato? Chi sarà il nuovo Re di Stoccolma? O la nuova Regina, perché no? Insomma le tecniche possono essere le più diverse: protezione, racket, rapina, coca, papponaggio: quello che conta è che la famelica caccia ai soldi, al potere e a una vita da favola in qualche posto caldo e soleggiato non si ferma mal. L'obiettivo è sempre quello: denaro facile e 'life deluxe Mondadori, 2012, p.525, 18 CHIARE LETTERE editore multimediale indipendente ANNO XXXII 29 - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 sCAFFALE Amore e psiche Damned di Claudia Palumbo di Apuleio L e canzoni non ti tradiscono", dice Ligabue. Ma le persone sì. Cathy, occhi blu e una ciocca viola che fa capolino tra i capelli nerissimi, lo ha scoperto quando Mirko, il suo primo amore, l'ha irrimediabilmente ferita. È per questo che ha messo in valigia la sua chitarra e i suoi diciott'anni, e ha lasciato la città dov'è nata, Napoli, per raggiungere la madre in Germania. E cercare, laggiù, di rimettere insieme i pezzi sparsi del suo cuore. Ma Cathy non sa che a Madenburg, cupa cittadina tedesca, l'aspetta il destino. Un destino che comincia quando, a un concerto nella nuova scuola, su di lei si posano gli occhi indagatori di Tristan e Konstantin Von Giunti, 2012, p.160, € 5 Schaden, voce e basso della band del momento, i Damned. Due gemelli che non si assomigliano, se non per un particolare: la straordinaria bellezza. E il potere quasi ipnotico che i loro sguardi, e la loro musica, di Marco T. Cicerone esercitano su Cathy. Tristan e Konstantin Nell'accezione ciceroniana, gli "officia" sono entrano così nella sua vita, sconvolgendo regole di comportamento. Per condurre bene, ogni certezza: perché custodiscono un antivirtuosamente, sia la vita pubblica sia quella co segreto, e la loro è una storia maledetta, privata. Con il "De officiis", l'anno prima di e maledettamente affascinante. Quando morire, Cicerone si rivolge al figlio Marco e cerca di organizzare un sistema di trasmisCathy, attratta da entrambi, capirà di amare sione della memoria fra generazioni. Una davvero uno solo dei due, scoprirà però che specie di "Etica spiegata a mio figlio", come non sempre l'amore basta. A volte, s'insi intitolerebbe oggi, che è poi diventata uno tromette il destino, e quello di Cathy - anche snodo fondamentale per la cultura latina, se lei ancora non lo sa - è di lottare contro il medievale e moderna. Nata in tempi difficili per riassumere e tramandare l'identità cultur- Male. E contro le creature dell'ombra come i ale di una comunità in un passaggio storico fratelli Von Schaden. Una scelta che solo il cruciale, nel momento di massima discontinu- cuore può compiere, un duplice amore che ità dell'organizzazione statuale romana, sfida il tempo, una lotta epica tra Bene e l'opera ha trovato lettori e cultori molto in là Male. nel tempo. Con modalità prescrittive, Un'antica leggenda riporta una storia immortale di passione tra dei e umani. Narra del bellissimo dio Amore, figlio di Venere, che perde la testa per la mortale Psiche, figlia di un grande re. Per nascondere la propria infatuazione alla madre, gelosa della bellezza della ragazza, Amore decide di unirsi a lei solo di notte, celandole la propria identità. Psiche sa che le è vietato vederlo e lo accetta, fino a quando non sente la necessità di ribellarsi per conoscere finalmente la verità. De Officiis Cicerone ha trasmesso il suo "munus" alle generazioni successive, proponendo quello che, nella ricezione, è divenuto un paradigma per chi si proponeva di riorganizzare altri tipi di società; Si tratta di virtù che non potevano più essere, né concettualmente né politicamente, quelle che Cicerone aveva messo a punto ma che alla sua teorizzazione si rifacevano, reinterpretandola, adattandola, in una trasmissione di valori che ha permeato la cosiddetta "cultura occidentale" fino ai giorni nostri. Einaudi, 2012, p. 400, € 30 Sperling § Kupfer, 2012, p. 402, € 15,90 Machiavlli e Guicciardini di Gilbert Felix P ubblicato in inglese nel 1965 e tradotto da Einaudi nel 1970, "Machiavelli e Guicciardini" si è imposto subito come un classico della storiografia sul Rinascimento per la vastità delle ricerche archivistiche che lo sostengono e per l'eccezionale talento narrativo degl'autore. Nell'affrontare una stagione decisiva della cultura europea, Felix Gilbert riesce infatti a coniugare come pochi il corpo a corpo con i testi dei due grandi pensatori fiorentini alla minuziosa ricostruzione dell'ambiente intellettuale nel quale si sono formati. Messi a confronto con il lessico del tempo e inseriti nei grandi conflitti sociali della repubblica di Savonarola e Soderini, "Il Principe", i "Discorsi" e la "Storia d'Italia" ci vengono cosi restituiti in una luce inedita, sino a fare di essi non più dei capolavori isolati ma il frutto più originale e avanzato di un generale ripensamento delle credenze sull'utile e sull'onesto, sulla violenza e sull'educazione, sull'importanza delle istituzioni e sul ruolo della religione nella vita pubblica. Tutti temi che sono ancora oggi al centro della riflessione dei filosofi: e il saggio introduttivo scritto appositamente per questa nuova edizione da Gabriele Pedullà mostra appunto come il libro di Gilbert non dialoghi soltanto con tutti i grandi rinascimentalisti della sua generazione (da Baron e Rubinstein a Kantorowicz), ma discuta sotterraneamente le tesi dei maggiori pensatori politici tedeschi del XX secolo, da Hans Kelsen a Carl Schmitt... Einaudi, 2012, p. 272, € 23 30 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 INTERVALLO GEORGES MAX SCHELER bERNANOS L'IDEA LA GIOIA CRISTIANA DELL'AMORE CLAUDEL Opere a cura di Luigi Castiglione Giovanna d’Arco al rogo Il libro di Cristoforo Colombo Il festino della saggezza La messa laggiù Signore, insegnaci a pregare Un romanzo drammatico, sconvolgente, turgido di luci e d’ombre. N’è protagonista Chantal, eroina della grazia, nuova santa Teresa. In lei si svolge la lotta tra la grazia e il male, ch’ella espia, vittima dei perversi Il simbolismo di La Salette Cinque grandi odi Processionale per salutare il secolo nuovo Amo la bibbia logos Georges bernanos, La gioia, con una nota di Ferdinando Castelli, Edizioni Logos, pagine 256, € 18 Sembra che sia venuto il momento di un nuovo spirito finora solo presumibile di primavera. Comincia lentamente l'oscillazione scettica di questa civiltà, il dubbio su se stessa e sulle idee in cui crede. Ma l'implorazione di salvezza diverrà sempre più forte e più urgente [...] Questo germe, quando i popoli si renderanno lentamente conto di quello che hanno fatto, diventerà una forte e grande corrente di lacrime. In questo momento conta moltissimo che anche i cristiani ascoltino quel grido di aiuto, e che tutti, facendo rivivere la propria fede prima nel proprio cuore, spalanchino questi cuori per riversare la corrente di fede e di amore, che segretamente scorre nella Chiesa cristiana, riversarla nel mondo, in un mondo che ha bisogno di questa fede e di questo amore – che comincia a desiderarli – che li desidera come non mai nel passato; M a x S c h e l e r, L’idea cristiana dell’amore, a cura di Ubaldo Pellegrino, Logos , p. 112, € 10 LUIGI CASTIGLIONE CLINTON, LE PENE (Clonare Starr) Romanzo o storia romanzata, affabulazione, oppure un semplice «divertissement»? Forse una favola in cui, come l’autore scrive, «l’ironia, il sarcasmo, il dileggio, il sogghigno, il cachinno, lo sberleffo, lo scherno, la derisione, l’irrisione, la parodia, la risata non son che l’altra faccia della tristezza» in un mondo in cui «si vive tra vigliacchi e lestofanti, tra venduti e depravati, perversi e pervertiti, infetti ed appestati...» Fa parte della sua «Trilogia dell’effimero»... Luigi Castiglione, Clinton, le pene (Clonare Staar?), Edizioni Logos, pagine 256, € 18 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 21 sCAFFALE un libro sempre attuale TEOLOGI IN RIVOLTA I testi e i documenti integrali della «contestazione nella Chiesa» con i commenti di Alberigo, Baget Bozzo, Bouchard, Camon, Cardia, Costa, Davi, Del Noce, Del Rio, Delumeau, Di Fazio, Egidi, Fabbretti, Ferraudo, Filippi, Gentilonì, Giussani, Greinacher, Guasco, Kasper, Küng, Lehmann, Marengo, Margiotta Broglio, Melina, Molari, Negri, Poletti, Quinzio, Rossi, Ruggeri, Santini, Spiazzi, Strazzari, Svidercoschi, Testa, Tettamanzi, Vassallo, Zizola Saggio introduttivo di Angelo Scola edizioni logos edilogos.com [email protected] TEOLOGI IN RIVOTA «La Chiesa è un corpo vivo che ha bisogno dell'opinione pubblica alimentata dal colloquio tra le diverse membra e mancherebbe qualcosa alla sua vita se l'opinione pubblica le venisse a mancare». PIO XII «Coloro che si dedicano alle scienze sacre usufruiscono di una giusta libertà di ricerca ed anche di esporre con prudenza il loro pensiero sulle materie in cui sono competenti, mantenendo il dovuto rispetto nei confronti del magistero della Chiesa». CODICE DI DIRITTO CANONICO «Ho avuto sempre più conferma che solo nell'obbedienza che nasce dall'amore si può diventare intelligenti di quell'avvenimento che ci è stato donato e che supera ogni intelligenza». LUIGI GIUSSANI «La Chiesa viene ammonita «a non farsi condizionare dalla logica mondana»;, mi domando quanto questo condizionamento non abbia invece agito su molti intellettuali che intendono interpretare "lo spirito" piuttosto che la lettera del Concilio (o indirettamente su tutti)». AUGUSTO DEL NOCE «Considero la «Dichiarazione di Colonia» inaccettabile per la Chiesa, sia per la sua forma, sia per il contenuto. Ciò non esclude che dietro di essa non vi siano desideri giustificati e problemi aperti sui quali si deve discutere». WALTER KASPER «Tutto quanto è accaduto, sotto gli occhi di tutti, fra teologi è solo un fenomeno che induce tristezza. Se i maestri, anziché essere innanzitutto testimoni di una profonda appartenenza alla Chiesa si trasformano in un ceto d'intellettuali, più preoccupati delle proprie opinioni, allora l'annuncio al cuore dell'uomo, che non attende sapienze umane (neanche "teologiche") ma solo la Parola, fatta carne in Cristo, si fa meno forte. LUIGI NEGRI «Il maldestro tentativo del Vaticano di ridurre l'episodio a un "fatto locale", non riesce certo a diminuire la rilevanza di un'iniziativa che afferma l'obbligo di chi è al servizio della Chiesa di esprimere critiche pubbliche e mettere in evidenza gli "abusi" del potere centrale». FRANCESCO MARGIOTTA BROGLIO 32 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 VETRINA LOGOS Gli EBOOKS della LOGOS si possono agevolmente leggere sul monitor del proprio computer, se ne può ingrandire e rimpiccolire il testo e renderlo anche più oppure meno luminoso, secondo le proprie esigenze visive, senza ricorrere ad ulteriori spese... ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 JACQUES MARITAIN KAROL WOJTyLA PRIMATO DELLO SPIRITUALE EDUCAZIONE ALL’AMORE eBook, II ed., pp. 296, € 18 ATTRAVERSO IL DISASTRO Introduzione di Pietro Prini V Ed., pagine 160, € 16 eBook, pp. 160, € 16 IL BUON PASTORE (Scritti, discorsi e lettere pastorali) ANTIMODERNO (Rinascita A cura di Gino Concetti Pagine 160, € 16 del tomismo e libertà intellettuale) Pagine 264, € 18 DA BERGSON A TOMMASO D’AQUINO (Saggi di metafisicae di morale) Pagine 240, € 18 IL DOTTORE ANGELICO eBook, pagine 160, € 16 LA TRAGEDIA DELLE DEMOCRAZIE CHIAMATI ALL’AMORE A cura di Gino Concetti Pagine 160, € 16 MAX SCHELER Introduzione di Pietro Palazzini Pagine 256, € 18 IL POTERE E LA CROCE Introduzione di L. Castiglione Pagine 160, € 16 LA BOTTEGA DELL’ORAFO eBook, Pagine 128, € 13 Pagine 128, € 13 RELIGIONE E CULTURA eBook, pp. 136, € 13 33 L’IMMORTALITÀ DELLA PERSONA A cura di L. Castiglione eBook, pagine 160, € 16 SAGGI SU LéON BLOy eBook, pagine 160, € 16 www.edilogos.com - [email protected] 34 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 FRANçOIS MAURIAC LUIGI CASTI GLIONE LA CARNEE IL SANGUE PIO XII E IL NAZISMO Traduzione di L. Castiglione ii, ed., Pagine 184, € 18 II ed., pp. 336, € 23 TUTTO IL CONCILIO IV ed., pp 484, € 26 TeaTro SE FOSSE UN SOGNO ASMODEO eBook, , III ed., p. 160, € 16 AMARSI MALE SANTI, DITTATORI E MALFATTORI IL FUOCO SULLA TERRA Traduzioni di L. Chiarelli, Cesare Vico Lodovici, G.V. Sampieri A cura di L. Castiglione Pagine 276, € 18 SALVARSI DAL NULLA GLI EROICI FERVORI TriLogia DeLL’effimero MARGHERITA DA CORTONA Traduzione di L.Castiglione CLINTON, LE PENE eBook, III ed., pp.160, € 16 DIANA, LA FAVOLA IL MALE IMPLACABILE eBook, pp. 196, € 16 IL PICCOLO DITTATORE (Berlusconi, atto primo) IL FIUME DI FUOCO eBook, pp. 176, € 16 LA RAGIONE IMPURA eBook, III Ed., 160, 16 LE VIE DEL MARE eBook, pp. 160, € 16 PROLEGOMENI AGLI INFAMI eBook, II ed, pp. 160, € 16 LA FOLLIA DI LEAR IL PROFETISMO DI BLOy LA POETICA CLAUDELIANA IL PARADISO DELL’AMORE L’ÈVE DI PéGUy UN PAPA A RITROSO (Il «Ressourcement» di Benedetto XVI) Pagine 196, € 18 www.edilogos.com - [email protected] ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 35 DOMENICO GIULIOTTI GEORGES BERNANOS POLVERE DELL’ESILIO SCANDALO DELLA VERITÀ A cura di Massimo Baldini Pagine 192, € 18 Pagine 112, € 12 LE DUE LUCI (SANTITÀ E POESIA) DOMENICO L’INCENDIARIO A cura di Massimo Baldini Pagine 128, € 16 Pagine 88, € 10 L’ORA DI BARABBA A cura di Luigi Castiglione Pagine 336, € 26 PENSIERI D’UN MALPENSANTE A cura di Massimo Baldini Pagine. 104, € 13 IL MERLO SULLA FORCA A cura di Luigi Castiglione eBook, pp. 160, € 16 RACCONTINI ROSSI E NERI Pagine 208, € 18 I RAGAZZI UMILIATI Pagine 160, € 16 NUOVA VISIONE DEL REALE (SATANA E NOI) Postfazione di Albert Béguin Pagine 296, € 18 IL CAMMINO DI CRUZ DAS ALMAS eBook, Vol. I, pp. 192, € 18 IL SIGNOR OUINE Pagine, 304, € 18 LA GIOIA Con una nota di Fernando Castelli eBook, II ed., pp. 256, € 16 IL DIALOGO DELLE CARMELITANE www.edilogos.com - [email protected] Testo originale a fronte eBook, pp. 192, € 18 * Tutte le opere di Georges Bernanos sono curate da Luigi Castiglione, tranne Una visione cattolica del reale, tradatta da Mario Spinelli e Franco Mercuri www.edilogos.com - [email protected] 35 ANNO XXXII - LA FIERA LIBRARIA - N. 288 - MARZO 2012 PAUL CLAUDEL GABRIEL MARCEL CINQUE GRANDI ODI Testo originale a fronte Pagine 192, € 18 L’UOMO PROBLEMATICO (in preparazione) IL LIBRO DI CRISTOFORO COLOMBO Pagine 88, € 16 DIALOGO SULLA SPERANZA A cura di Enrico Piscione Pagine 112, € 16 GIOVANNA D’ARCO AL ROGO Testo originale a fronte Pagine 128, € 16 SIGNORE, INSEGNACI A PREGARE Pagine 128, € 13 LACRIME DI LUCE (Il simbolismo di la Salette) Pagine 80, € 12 L’ANNUNCIO A MARIA Testo orinale a fronte eBook, pp. 196, € 18 AMO LA BIBBIA eBook, pagine 160, € 16 IL DECLINO DELLA SAGGEZZA Traduzione di Carmela Cossa Pagine 128, € 13 L’IRRELIGIONE E LA FEDE (in preparazione) TEATRO E FILOSOFIA (In preparazione) GLI UOMINI CONTRO L’UMANO A cura di Enrico Piscione Pagine 232, € 19 * Tutte le opere di Paul Claudel sono curate da Luigi Castiglione www.edilogos.com - [email protected] edizioni logos CODICE DI DIRITTO CANON ICO Edizione tascabile con la nuova traduzione italiana di Luigi Castiglione Alcuni giudizi della stampa: «Quest'edizione italiana presenta alcune sue caratteristiche che ci piace mettere in risalto: la versione italiana dei canoni, curata da Luigi Castiglione. è nuova, non solo perché diversa da quella corrente dell’UECI, ma anche perche condotta con criteri più moderni (per es. potestas è resa con «potere» non con «potestà»); il commento è alquanto più aggiornato se non altro perché tiene conto delle interpretazioni autentiche date dall’apposita Commissione pontificia dal 1984 ad oggi. Per tutte queste caratteristiche positive sia deìl'edizione originale sia di quella italiana, riunite insieme in quest'opera, essa merita la più larga diffusione e utilizzazione da parte degli interessati, che dovrebbero essere più i pastori che i canonisti della Chiesa» (N. Lisi, La Scala). A T R 26 E F LE a € F O IA iché in EC anz SP€ 13 a «Sono molte le pubblicazioni e i commenti ai Codice di diritto Canonico che sono state curate o da singoli o da gruppi di specialisti. Questa edizione, commentata da esperti competenti, mi sembra una delle migliori. I pregi sono tanti...» (A.P., Vita Pastorale). «Il commento è fatto con grande competenza dottrinale e giuridica, con chiarezza espositiva e puntualità di riferimenti... Il curatore, Luigi Castiglione, ha contribuìto in modo egregio a mantenere le doti di chiarezza del testo originale, per cui sembra che il merito vada equamente diviso fra gli autori del testo e il curatore...» (Orizzonti Cristiani, Radio Vaticana), CODICE DI DIRITTO CANONICO - Testo italiano con le «Interpretazioni autentiche», le «Delibere» della Cei e un ampio «Indice analitico» – Beneplacito della Cei — A cura di Luigi Castiglione – Pagine 448, € 26 CODICE DI DIRITTO CANONICO - EDIZIONE BILINGUE CON TESTO ORIGINALE A FRONTE TRADUZIONE E INTRODUZIONE DI LUIGI CASTIGLIONE - IN RISTAMPA LA VI EDIZIONE ,