Allegato A SCHEDA PROGETTO PER L’IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: COMUNE DI RUSSI 2) Codice di accreditamento: 3) Albo e classe di iscrizione: NZ00302 REGIONE EMILIA ROMAGNA 4ª 1 CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: LA CITTA' IERI E OGGI: PERCORSI ATTRAVERSO IL TEMPO 5) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore D: Patrimonio artistico e culturale; Area di intervento: 03 Valorizzazione storie e culture locali; 02 Valorizzazione Centri Storici minori; 6) Descrizione dell’area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: 1) LA VILLA ROMANA (SECOLO I D.C.) La Villa di ***, la più conosciuta e conservata della nostra regione, rispondeva alle caratteristiche della Villa Rustica di Catone: sorgeva lungo un corso d’acqua navigabile (forse il Vatrenus, l’attuale Santerno, o un ramo del fiume Lamone); vicino a una strada importante, l’asse Faventia-Ravenna che a sua volta si congiungeva con la Salara (Bologna-Ravenna); era ubicata nei pressi del mare e vicino a Ravenna(consistente centro urbano con il porto per la flotta romana). Fino al I sec. a.C. tali ville rustiche erano modeste case di campagna di dimensioni ridotte. Si producevano cereali, vino e frutta e si allevavano pochi animali da cortile, suini, bovini, ovini e caprini. La produzione bastava alla sopravvivenza della famiglia e le eccedenze confluivano in un modesto commercio locale. In epoca augustea, con la costruzione del porto di Classe e il conseguente ampliamento del centro urbano di Ravenna, che richiese un consistente e continuo approvvigionamento dalle campagne limitrofe, la Villa di *** si ampliò notevolmente nelle sue strutture, come risulta dall’analisi degli scavi. Il sito archeologico fu messo in luce, casualmente, per la prima volta nel 1938 durante gli scavi in una cava di argilla. A 11 metri di profondità dal piano-campagna, furono trovate tracce di impianti termali successivamente ricoperti a causa degli eventi bellici. Nel 1953 iniziò la nuova campagna di scavi seguita da molte altre, ancora non ultimate, e che fece emergere la parte centrale della Villa. L’attuale sito corrisponde alla seconda fase dell’edificio, risalente alla prima epoca imperiale (I sec., II sec. d.C.), sorto su una precedente costruzione di epoca repubblicana. Il complesso si presenta come un grande rettangolo orientato sull’asse nord-sud, circondato completamente da un porticato sorretto da colonne in mattoni. La Villa romana - Scoperta per caso nel 1938, è certamente uno dei ritrovamenti romani più importanti del Nord Italia. Il grande interesse della Villa è dato dalla completezza della costruzione agricolo-industriale con abitazione del dominus a due piani e mosaici pavimentali di notevole bellezza. La villa nasce nel periodo augusteo (I secolo a.C.) per raccogliere e trasformare i prodotti dell'entroterra ravennate, per alimentare la stessa città ed il porto di Classe, a quel tempo in grande espansione per volere di Augusto. I lauti guadagni permettono al dominus ampliamenti ed abbellimenti che raggiungono il massimo fulgore fra I e il III secolo d.C.. I mosaici sono in bianco e nero con eleganti motivi e tutti diversi l'uno dall'altro, mentre 2 gli intonaci delle pareti sono affrescati con figure di animali e festoni di fiori a colori vivaci. Oltre all'abitazione, degni di nota sono una grande sala di rappresentanza, camere e servizi per gli ospiti, la residenza del procuratore ed il reparto industriale con fornace, officina, falegnameria, sale di lavorazione dei prodotti, cucine ed impianto idrico con vasche e fontane di abbellimento. NR. / ANNO DI COMPETENZA (Nr. Visitatori complessivi) paganti e non paganti Percentuale incremento/decremento rispetto anno preced. Nr. visitatori siti archeologici (dato Regione Emilia-Romagna) Percentuale incremento/decremento rispetto anno preced. Nr. visitatori siti archeologici (dato nazionale) Percentuale incremento/decremento rispetto anno preced. 2006 2669 2007 3502 2008 3835 + 4,67 + 31% + 9,5% 851.646 863.614 844.021 + 17% + 1,4% - 2,3% 34.574.591 34.443.097 33.100.734 + 4,6% - 0,4% - 3,9% Nr. /Anno di riferimento Materiali informativi, didattici, divulgativi Inserito in percorsi o circuiti di promozione sovracomunale Iniziative ed eventi annui: Attività didattiche di studio o di approfondimento: 2009 Non disp. Non disp. Non disp. 2009 3 (pubblicazione e opuscoli) Si 6 9 Da rilevare, in controtendenza rispetto al trend Regionale e ancor più rispetto a quello nazionale, l’ incremento del n. di visitatori negli ultimi tre anni. Incremento determinato essenzialmente dall’efficacia delle politiche di promozione avviate. CRITICITA’ Il complesso archeologico reputato molto rilevante a livello locale, risulta molto isolato. E’ si inserito come elemento di pregio nel sito del Comune di *** e coordinato come gestione della Soprintendenza Archeologica di Bologna, ma risulta indubbiamente poco “pubblicizzato” e disaggregato dal contesto territoriale. In esso vengono promosse iniziative dalla Pro-Loco locale che spesso rimangono circoscritte al singolo ambito di azione e che pertanto non stimolano il fruitore ad una conoscenza completa del territorio. Indubbiamente rispetto alla altre espressioni di valenza storico e architettonica del territorio, la villa Romana rimane un po’ distante nel tempo, ma serve indubbiamente per spiegare e rappresentare come questo punto del territorio è sempre risultato strategico a livello territoriale. 2) AREA DI RIEQUILIBRIO ECOLOGICO (ARE) DELLA VILLA ROMANA Percorrere l’Oasi della Villa romana di *** significa fare un viaggio in paesi diversi: lo stagno con i bellissimi iris di palude, le ninfee, i giunchi. I boschi di maestosi ontani neri e farnie meridionali e il prato umido, frequentato da testuggine acquatica, raganelle e tritoni crestati. Attorno all’area archeologica sono stati ricreati gli ambienti naturali tipici all’epoca seguente l’abbandono della villa. L’area è caratterizzata da habitat diversi, che permettono di ospitare un numero elevato di specie vegetali tipiche della foresta planiziale padanamolteche sono state reintrodotte. Nel canneto nidificano tarabusino e cannareccione. In inverno è frequentato dal migliarino di palude e altri passeriformi. Negli stagni fioriscono la nifea e il campanellino, specie protette dalla legge regionale. Oltre a specie comuni come folaga e gallinella d’acqua non è difficile osservare il cavaliere d’Italia e altri limicoli. Specie in primavera, è visibile la tartaruga palustre. Sui rami 3 del salice e del pioppo bianco costruisce il nido il pendolino. Nelle aree boscate e ricche di arbusti e siepi, sono numerose le specie di passeriformi tipiche della macchia e del bosco. Tra i mammiferi sono comuni il riccio e la lepre. I prati sono ricchi di insetti e farfalle. L’area complessiva è sviluppata su 14 ettari e viene gestita dalla locale Pro Loco, in convenzione con il Comune di ***. Il punto informativo è aperto presso la struttura della Soprintendenza Archeologica. NR. / ANNO DI COMPETENZA Visite guidate (Nr. Visitatori complessivi) Nr. visite complessive Percentuale incremento/decremento rispetto preced. anno Nr. /Anno di riferimento Materiali informativi, didattici, divulgativi Inserito in percorsi o circuiti di promozione sovracomunale Iniziative ed eventi annui: Attività didattiche di studio o di approfondimento: 2006 650 / + 10% 2007 577 / 11,3% 2008 739 / + 28% 2009 1121 30 + 51,7% 2009 1 No 3 2 CRITICITA’ L’Oasi sviluppata perimetralmente al sito archeologico , risulta poco collegata con le realtà territoriali di questa vocazione. Come l’attigua Villa, anche tale sito è inserito come elemento di pregio a livello territoriale, ma risulta disaggregato dal proprio contesto territoriale. Spesso chi arriva in visita per l’ARE non è a conoscenza della presenza del Sito Archeologico e viceversa. 3) COMPLESSO DI SAN GIACOMO (SECOLO XVII) Il Palazzo di San Giacomo sorge nel territorio di *** in prossimità dell’argine destro del fiume Lamone a circa due chilometri dal centro abitato ed è attualmente di proprietà comunale. Le prime notizie sul palazzo sono piuttosto frammentarie: da una pergamena del Monastero dei Canonici di Porto del 1121 si desume che in quell’anno esisteva nella località una chiesa dedicata a S. Giacomo, mentre la prima notizia del castello è in un documento del 28 ottobre 1155. Il 15 maggio 1156 il Vescovo Ramberto concede quel luogo ai canonici regolari di S. Maria in Porto i quali nei sec. XV e XVI vi ebbero un piccolo monastero. L’antico nome di Raffanara contraddistingueva la località in riferimento ad un castello andato distrutto nelle lotte tra faentini e ravennati. La tenuta di Raffanara viene acquistata dal Conte Guido Carlo Rasponi, fratello del futuro Cardinale Cesare, nel 1664. Inizia così l’ampliamento dell’antico corpo di fabbrica che porterà alla costruzione del Palazzo di S. Giacomo, residenza di villeggiatura estiva della nobile famiglia ravennate. La facciata dell’edificio, comprese le due torri laterali, misura m. 84,50 di lunghezza, nel piano centrale i piani sono tre, cinque nelle torri laterali: una tipologia architettonica che ricorda molto da vicino il palazzo dei Farnese a Colorno ed il palazzo ducale degli estensi a Modena. La decorazione degli interni costituisce, nonostante le menomazioni subite, forse il più vasto ciclo pittorico che ci sia giunto in Romagna fra Sei e Settecento, almeno sul fronte della decorazione privata e gentilizia. L’intero piano nobile si presenta ancora oggi affrescato, mentre poco resta delle antiche caminiere a stucco, a parte i fronti rocaille. Cinque pittori provenienti da Roma lavorano alle decorazioni del Palazzo: Philip Jakob Worndle (figure), Ercole Sangiorgio (paesaggi), Giuliano Roncalli (quadrature), Cristof Worndle (figure) e Andreas Kindermann (fiori). Alla morte di Filippo, l’eredità del palazzo passa al figlio Cesare che completa le decorazioni molti anni dopo la morte del padre (all’incirca nel 1750). Questa volta sono pittori di scuola 4 bolognese, in particolare Mariano Collina, per le figure e Giovan Battista Sandoni per le quadrature. La chiesa attigua al palazzo, dedicata a San Giacomo Apostolo, è edificata fra il 1750 ed il 1774 a cura dell’architetto Cosimo Morelli su un precedente progetto di Antonio Torreggiani che, a sua volta, aveva lavorato su un disegno dell’Arch.romano Nicola Salvi. Fino agli anni ’80 del secolo scorso la chiesa era adornata con tre pale attribuite a Cristoforo Unterperger, oggi custodite presso il Seminario di Faenza. NR. / ANNO DI COMPETENZA Visite guidate (Nr. Visitatori complessivi) Nr. visite complessive Nr. persone presunte che hanno partecipato ad eventi esterni 2006 430 9 2000 2007 640 10 4800 2008 993 10 5500 Nr. eventi (Ravenna festival, luoghi dello spirito, ecc.) 3. 3 6 Nr. /Anno di riferimento Materiali informativi, didattici, divulgativi Inserito in percorsi o circuiti di promozione sovracomunale Iniziative ed eventi annui: Attività didattiche di studio o di approfondimento: 2009 1018 13 500 (no Rav.Fe st.) 4 2009 3 Si 5 5 CRITICITA’ Il complesso di San Giacomo è “vittima” della propria dimensione ed imponenza. Tale impianto è sproporzionato rispetto alla realtà territoriale nel quale è inserito. L’Amministrazione per la promozione culturale del proprio territorio e in termini di prospettive future ha interesse a mantenere sempre viva l’attenzione verso il plesso. Il palazzo in questa fase si propone come museo di se stesso oppure come scenario per lo svolgimento di manifestazioni e spettacoli esterni, essendo presente un ampio spazio perimetrale residuo dell’antico insediamento. La mancanza di dotazioni e impianti non ne permettono l’utilizzo e/o il trasferimento permanente di attività. Anche le visite organizzate (legata ad attività episodica e volontaria della Pro-Loco locale), sono rivolte ad associare la sua presenza nel territorio come elemento muesale (per la presenza di affreschi, stucchi ed elementi architettonici), piuttosto che ad integrarlo nel contesto territoriale nel quale esso è inserito. 4) L’ANTICO CASTELLO (SECOLO XIV) Le tracce di una grande villa padronale e di una agricoltura avanzata: poi le nebbie di più di mille anni che, quando cominciano a diradare, rivelano i connotati di un territorio afflitto da dissesto idraulico e non di meno duramente conteso da città vicine. Fin dall'alto Medioevo, infatti, la zona dove si inserirà il "castrum" di *** fu contesa da faentini e ravennati, i quali avevano costruito in questo territorio i castelli di Raffanara e di Cortina, per difendersi dalle aggressioni degli avversari faentini. Nel 1234, durante le frequenti lotte fra le due "città",i faentini abbatterono le due roccaforti lasciando i ravennati senza difesa. In questo territorio sorse un centro e fu necessariamente un castello, cioè un centro fortificato. *** nacque così nel 1371 per volere di Guido Da Polenta (sesto dei "Signori" della casata ravennate), che visse nel castello fino al 1377. Alterne furono le successioni fra le casate Polentane e quelle dei faentini Manfredi, per il controllo dello strategico "castrum". I primi tre decenni del XVI secolo furono comunque terribili. Il castello subì infatti diversi assedi: prima da parte delle truppe del Borgia, poi dalle forze della Lega di Cambrai, infine il tremendo eccidio del 3-4 aprile del 1512 da parte di Gastone di Foix. Ad accrescere le sventure, nel 1527 passarono per il territorio ***ano le truppe di Carlo di Borbone dirette a Roma, forze che occuparono il castello saccheggiandolo, 5 uccidendo e rubando. Dopo varie vicende, *** nel 1568 ritornò sotto la giurisdizione di Faenza, ma riuscì ad ottenere magistrature proprie ed autonomia amministrativa. Da allora la cittadina seguì le vicende dello Stato Pontificio, del quale faceva parte e sotto il quale rimase fino al 1859, quando la Legazione di Ravenna si sottrasse alla sua dominazione. Entrano sulla scena ***ana i Farini e i Baccarini, che danno alto prestigio al paese e alla nazione in campo politico e sociale, i Babini ed altri in quello economico-industriale, provocando un radicale cambiamento nella vita economica del paese e imponendosi in campo internazionale. *** fu poi, con in testa Domenico Antonio Farini, la fucina di un importante centro di azione per gli sviluppi del Risorgimento. Nella rivoluzione del 1831 *** fu infatti il primo paese di Romagna ad insorgere, ma a fare le maggiori spese di tale insurrezione fu, il 31 dicembre del 1834, lo stesso Farini, che in un'imboscata venne colpito a morte. Da quell'anno al 1870, ben 367 furono le presenze di ***ani in moti e guerre per l'indipendenza di Italia. L'eredità morale e politica di Domenico Antonio Farini, proseguirà comunque con il nipote Luigi Carlo che diventerà più tardi Dittatore dell'Emilia e Presidente del Consiglio. Sempre su quelle orme si muoveranno poi il ministro Alfredo Baccarini e Domenico Farini, figlio di Luigi Carlo, Presidente della Camera e del Senato. Dopo l'unità d'Italia si insediò nel paese un Consiglio comunale con spiccate tendenze laiche; in questo nuovo contesto ***, da centro prevalentemente agricolo, iniziò i primi passi verso l'industria e il commercio (già fiorente in seno alla cittadina dal XVI secolo). Nel 1878 a *** venne concesso, con decreto reale, il titolo di città. NR. / ANNO DI COMPETENZA Visite guidate (Nr. Visitatori complessivi) Percentuale incremento/decremento rispetto preced. anno 2006 / / Nr. /Anno di riferimento Materiali informativi, didattici, divulgativi Inserito in percorsi o circuiti di promozione sovracomunale Iniziative ed eventi annui: Attività didattiche di studio o di approfondimento: 2007 268 / 2008 82 69,4% 2009 204 + 249% 2009 2 No / / CRITICITA’ Gli elementi architettonici che segnalano la presenza dell’antico castello nel territorio comunale risultano ormai entità autonome, prive di connessione le une verso le altre e senza un chiaro elemento di identificazione tale da renderli elementi caratterizzanti dell’assetto territoriale urbano del centro storico. Il legame tra di essi è possibile esclusivamente alla luce di una chiara lettura critica del sito di *** e non appare invece elemento caratterizzante il territorio (in maniera naturale e intuitiva) e l’ambiente nel quale essi sono inseriti. Inoltre, lo stato di semiabbandono nel quale riversano, ha contribuito ulteriormente ad avvalorare questa ipotesi e attualmente tali elementi architettonici si fondono con l’ambiente nel quale sono inseriti fino ad uniformarsi con il tessuto urbano sorto successivamente. 5) MUSEO CIVICO Nell’anno 2005 è stato completato il progetto di allestimento di un Museo Civico. Collocato all’interno dell’antico castrum, in pieno centro cittadino, il Museo è sede di alcune collezioni (Opere di provenienza dagli Ospedali della Provincia di proprietà oggi dell’AUSL, Opere provenienti dall’Archivio Storico del Comune, Reperti degli scavi effettuati alla Villa Romana, Collezione “Alfredo Baccarini” illustre personaggio Rinascimentale). NR. / ANNO DI COMPETENZA Visite guidate (Nr. Visitatori complessivi) Percentuale incremento/decremento rispetto anno 2006 615 / 2007 577 - 6,2% 2008 738 + 2009 968 + 6 27,9% preced. 31,1% Dati riferiti alla rilevazione della Pro-Loco di *** (non tengono in considerazione le aperture del sabato e quelle effettuate in occasione della sagra paesana. Per l’anno 2009 –primo dato certo- la sommatoria di tutte le visite è pari a 2050 unità). Nr. /Anno di riferimento Materiali informativi, didattici, divulgativi Inserito in percorsi o circuiti di promozione sovracomunale Iniziative ed eventi annui: Attività didattiche di studio o di approfondimento: 2009 1 Si 19 20 CRITICITA’ Il Museo di *** propone a livello territoriale la mostra legata alla Villa Romane (della quale propone pezzi provenienti dal sito archeologico e dagli scavi dei pozzi in essa effettuati) e alla storia locale, anche se di fatto non interagisce con tali ambiti rimanendo scollegata e autonoma. Anche le visite in essa non sono contestualizzate con gli ambiti nei quali i reperti sono stati rinvenuti, e questo rappresenta una limitazione rispetto all’effettiva potenzialità. 6) MUSEO DELLA CIVILTÀ CONTADINA La costituzione della Raccolta Etnografica Romagnola, ora Museo della vita contadina in Romagna, è stata fortemente voluta da un paese pervaso da un fervido clima di ricerca, di partecipazione e di amore per le nostre tradizioni, a San Pancrazio, frazione della città di ***. Canapa e Tessitura sono gli allestimenti permanenti realizzati in alcune sale del Museo. In altri locali sono esposti gli oggetti relativi al "grano e pane", al "baco da seta", al "latte e formaggio", al "maiale" e al "vino". Su questi temi essenziali della civiltà materiale sono stati realizzati numerosi servizi fotografici e video documentari, materiali che vengono presentati nelle manifestazioni culturali dell'Associazione culturale La Grama e proposti alle Scuole della Provincia come momento didattico sull'etnografia del territorio. NR. / ANNO DI COMPETENZA Visite guidate (Nr. Visitatori complessivi) Percentuale incremento/decremento rispetto preced. anno Nr. /Anno di riferimento Materiali informativi, didattici, divulgativi Inserito in percorsi o circuiti di promozione sovracomunale Iniziative ed eventi annui: Attività didattiche di studio o di approfondimento: 2006 775 / 2007 975 + 25,8% 2008 1325 + 35,9% 2009 1704 + 28,6% 2009 1 Si 2 3 CRITICITA’ Il Museo in San Pancrazio nella frazione di *** è finalizzato a se stesso. Anch’egli come la altre strutture presenti nel territorio, non è inserito all’interno di un percorso tematico che valorizza le peculiarità locali nel quale ogni elemento di rilevanza si pone come tassello di un contesto unitario, ma fungono da entità autonome. ALTRI SITI DI MINORE RILEVANZA PRESENTI SUL TERRITORIO CHIESA ARCIPRETALE - È DEDICATA A SANT'APOLLINARE. 7 La sua costruzione su un progetto dell'architetto G.B. Campidori di Faenza, fu iniziata nel 1785 e terminata nel 1788, grazie all'opera dell'arciprete Stefano Cattani. È ricca di statue, opera dei celebri plasticatori faentini Ballanti e Graziani. L'altare maggiore, di fine fattura con marmi pregiati, proviene dalla soppressa chiesa delle monache del Corpus Domini di Ravenna. CHIESA DELL'ADDOLORATA Detta anche dei Servi, perché appartenente all'Ordine dei Servi di Maria. È una bella e misurata costruzione settecentesca iniziata nel 1756, ma ultimata molto più tardi. E primo disegno è attribuito ad Antonio Farini, ma in un secondo tempo deve essere stato rielaborato dal faentino Gioacchino Tomba, quando nel 1776 si assunse l'onere di portare a termine l'opera. È decorata a stucchi belli e leggeri, particolarmente eleganti quelli della cantoria. PIEVE DI SAN PANCRAZIO La tradizione vuole che la Pieve fosse fatta edificare da Galla Placidia nell'anno 43 d.C., ma l'unico documento che accenna alla sua esistenza è del 963 d.C.. Da diversi studi si fa risalire infatti la sua costruzione all'VIII-IX secolo. Fino al 1944 era ben conservata, ma le azioni belliche ne distrussero purtroppo una parte, abside compresa. È la pieve più antica della zona, conta tre navate con pilastri rostrati dalla base fino al tetto: pur essendo per metà rifatta, costituisce un'importante testimonianza di antica architettura religiosa. PIEVE DI S. STEFANO IN TEGURIO A GODO La denominazione S. Stefano in Tegurio è probabilmente da riferirsi all'antico corso del fiume Tegurio (Montone), che scorreva non lontano dal luogo in cui era stata eretta la chiesa. Il primo documento della sua esistenza risale al 963. Ripristinata, dopo i danni arrecati dagli eventi bellici dell'ultima guerra, è rimasta molto simile all'edificio originario, soprattutto nella navata centrale, con pilastri rostrati e colonne di pietra con antichi capitelli. TEATRO COMUNALE Inaugurato a seguito di lavori di restauro nel 2001, è sede delle stagioni di: prosa, operetta, concertistica, danza, teatro ragazzi, teatro scuola, festival jazz. ALTRE RISORSE DI POSSIBILE VALORIZZAZIONE CON INSERIMENTO IN PERCORSI TEMATICI Sono in fase di acquisizione da parte del Comune di *** altri siti naturalistici,ubicati in aree SIC/ZPS (siti di interesse comunitario e zone di protezione speciale) legati a progetti di dismissione di attività industriali nel territorio comunale. Anche in questo caso i tessuti urbani non presentano elementi di connessione con altri siti territoriali analoghi per vocazione. ALTRI ELEMENTI PRESENTI LEGATI A CONTESTI/PERCORSI GIA’ INDIVIDUATI “PERCORSO DEL RISORGIMENTO” E’ un percorso ideale che si inserisce nel contesto urbano e risulta composto da episodi rappresentati da elementi rievocativi il periodo del Risorgimento nel territorio ponendo in evidenza: → Costruzioni e/o edifici legati alla presenza degli illustri personaggi di Russi (Domenico Antonio Farini, Luigi Carlo Farini, Antonio Baccarini, ecc.), quali casa natale, luogo del decesso, luogo della sepoltura, ecc.; → Strade e/o Piazze che sono state intitolate alla memoria degli illustri personaggi; → Elementi rappresentativi degli illustri personaggi (busti, bassorilievi, mostre, ecc.) 1) Corso LUIGI CARLO FARINI 2) Casa dove morì ALFREDO BACCARINI 3) Casa natale di ALFREDO BACCARINI 4) Casa natale di DOMENICO ANTONIO FARINI e LUIGI CARLO FARINI 8 5) Oratorio di San Francesco con la tomba di DOMENICO ANTONIO FARINI 6) Vicolo dei FARINI 7) Torrione della antica cinta muraria 8) Piazza ALFREDO BACCARINI 9) Torrione della antica cinta muraria di proprietà della FAMIGLIA FARINI 10) Casa dove morì DOMENICO ANTONIO FARINI 11) Piazza DOMENICO ANTONIO FARINI 12) Sede del Municipio con bassorilievi dedicati a LUIGI CARLO FARINI e ad ALFREDO BACCARINI 13) Museo civico con sale dedicate a LUIGI CARLO FARINI ed ALFREDO BACCARINI 14) CIMITERO MONUMENTALE DI ***. INDICATORI TERRITORIALI Il progetto si sviluppa in un contesto territoriale che presente i seguenti parametri. Valori al 31/12/2009 Territorio dell’ente Popolazione complessiva Popolazione 0-5 anni Popolazione 6-11 anni Popolazione 12-14 anni Popolazione 15-18 anni Popolazione 19-30 anni Popolazione 31-64 anni Popolazione oltre 65 anni Contesto territoriale Km 46,14 12048 526 510 335 321 1266 5834 3256 DESTINATARI E BENEFICIARI DEL PROGETTO I destinatari del progetto sono, come evidenziato dall’analisi del contesto territoriale le singole risorse locali che, per caratteristiche, nonché per particolare rilievo storico, culturale, ambientale ed estetico, sono di interesse pubblico e costituiscono la ricchezza di un luogo e della relativa popolazione e ne individuano l’identità (eccellenze locali). Ne sono, altresì, destinatari tutti i potenziali fruitori ed in particolare la collettività locale che avrà l’opportunità di riscoprire attraverso il tempo e i luoghi il “carattere” della città, le relazioni fra l’uomo e la città e le abitudini con cui essa si vive e di rafforzare un tessuto sociale “formato” e “consapevole” dell’ambito nel quale essa è inserita. Beneficiari del progetto sono: • le realtà produttive del territorio, coinvolte attivamEnte(con iniziative ed eventi) o indirettamEnte(indotto) nel percorso di valorizzazione e promozione del patrimonio (in senso lato) e, più in generale del territorio; • le istituzioni scolastiche, a cui sarà offerto un contesto didattico valido e moderno in cui sviluppare processi di sensibilizzazione e di partecipazione attiva degli studenti con il territorio locale; • l’Ente, in termini di politiche di“cittadinanza attiva”, con l’idea di “formare” futuri cittadini integrati nel territorio, consapevoli delle opportunità e fruitori di un patrimonio artistico e culturale da valorizzare ulteriormente, stimolare un nuovo “sguardo” verso la città, far “riconoscere” ogni individuo nelle proprie radici creando un senso di appartenenza che possa porre le basi per un legame “proficuo” tra loro e la città.. I dati sono desunti da: - Provincia di Ravenna, Servizio Musei ; - Comune di “*”, servizio cultura. 9 7) Obiettivi del progetto: Con il progetto si persegue la finalità di valorizzare le eccellenze del patrimonio culturale inteso nella sua accezione più ampia quale complesso di beni (materiali e immateriali) che, per particolare rilievo storico, culturale, ambientale ed estetico, sono di interesse pubblico e costituiscono la ricchezza di un luogo e della relativa popolazione e ne individuano l’identità. Il progetto prosegue, ampliandone la portata, quanto intrapreso con il progetto avviato nel 2009 In particolare si cercherà di creare un “prodotto innovativo e integrato”, fondato sulla esigenza di creare un sistema di rete locale e ottimizzare le risorse, che consenta di valorizzare l’intero territorio e costituisca elemento di forte attrazione turistica. In questo modo si potranno ottenere ricadute positive sul il “circolo virtuoso” patrimoniocultura-turismo-commercio-artigianato artistico-agricoltura di qualità-occupazioneintegrazione-cultura-patrimonio”. Gli obiettivi del progetto sono: Obiettivo Indicatore 1. Costruiamo il n. analisi e studi di fattibilità mirati alla valorizzazione integrata delle risorse naturali, Parco diffuso storiche, culturali, artistiche, … n. percorsi tematici individuati n. Analisi e studi di fattibilità mirati al collegamento infrastrutturale delle risorse naturali, storiche, culturali, artistiche, … Situazione di partenza Situazione di arrivo 1 2 1 0 Almeno 3 Almeno 3 0 1 Almeno uno studio per ogni percorso individuato n. analisi e studi mirati all’integrazione fra le diverse eccellenze del territorio (Centro di Ricerca aquae mundi (oasi), museo della vita contadina, museo dell’arredo contemporaneo, eccellenze produttive, gastronomiche) Almeno 1 studio complessivo per verificare le diverse possibilità di integrazione dei vari percorsi n. servizi integrativi (punti informativi, punti ristoro, aree svago, aree relax, ..) Villa Romana; ARE della Villa Romana; Complesso di San Giacomo; L’antico Castello medievale; Il Museo Civico; Il Museo della Civiltà contadina; Siti di minore rilevanza e di possibile valorizzazione nel contesto territoriale; 1 1 0 0 1 1 0 Almeno 2 servizi integrativi per percorso Ideazione, fattibilità e sostenibilità dei servizi progettati Si cercherà infine di studiare un programma di interventi mirati volti a qualificare le diverse risorse non singolarmente ma in funzione della loro valenza all’interno del percorso tematico. Gli interventi verranno definiti in modo da ridurre al minimo i tempi e le spese derivanti dalla necessità di effettuare diversi e singoli affidamenti. 10 1. L’obiettivo consiste nel definire un sistema integrato di eccellenze (Parco diffuso) che consenta di amplificare le potenzialità complessive del patrimonio locale e, conseguentemente, agevolarne la promozione e valorizzazione. Il Parco diffuso sarà costituito da itinerari tematici in cui il visitatore sarà coinvolto in un viaggio attraverso il tempo, alla scoperta della cultura, delle tradizioni, degli stili di vita, dei paesaggi, di un territorio in continua trasformazione. 2. Valorizziamo immagine coordinata per la promozione delle e comunichiamo diverse risorse il Parco diffuso* n. materiali informativi, didattici, divulgativi, a supporto di attività di educazione ambientale, del turismo didattico culturale: Villa Romana; ARE della Villa Romana; Complesso di San Giacomo; L’antico Castello medievale; Il Museo Civico; Il Museo della Civiltà contadina; Siti di minore rilevanza e di possibile valorizzazione nel contesto territoriale; no 3 1 3 2 1 1 / si Almeno n. 1 guida con la raccolta di tutti i percorsi del Parco diffuso. Almeno n. 1 prodotto per ogni percorso La situazione di arrivo tiene conto dell’inserimento delle diverse risorse nei diversi percorsi tematici. n. materiali informativi, didattici, divulgativi, a supporto di attività di educazione ambientale, del turismo didattico culturale, campagne conoscitive (da diffondere mezzo stampa, radio, tv, ..) relativi al parco diffuso o ai diversi percorsi tematici 0 Almeno 1 “uscita” (vedi ind. Precedente) In relazione ai diversi interlocutori varieranno i materiali e gli strumenti utilizzati n. circuiti, percorsi, network tematici,… Villa Romana; Complesso di San Giacomo; Il Museo Civico; Il Museo della Civiltà contadina; ARE della Villa Romana; L’antico Castello medievale; Siti di minore rilevanza e di possibile valorizzazione nel contesto territoriale; sistema Almeno un museale circuito per ogni provinciale percorso / / / / La situazione di arrivo tiene conto dell’inserimento delle diverse risorse nei diversi percorsi tematici. Si cercherà di inserire l’intero parco diffuso in circuiti o network tematici sovracomunali (es. Parco del Delta del Po) n. iniziative ed eventi Villa Romana; ARE della Villa Romana; Complesso di San Giacomo; L’antico Castello medievale; Il Museo Civico; Il Museo della Civiltà contadina; Siti di minore rilevanza e di possibile valorizzazione nel contesto territoriale; 6 3 5 / 19 2 Almeno 2 iniziative aggiuntive connesse ai vari percorsi 11 La situazione di arrivo tiene conto dell’inserimento delle diverse risorse nei diversi percorsi tematici. Iniziative ed eventi specifici saranno realizzati con riferimento all’intero parco diffuso n. iniziative ed eventi connotate da integrazione con altre eccellenze 0 Almeno 2 per ogni percorso Si cercherà di ridurre al minimo le iniziative “spot”, puntando su iniziative ed eventi che consentano di valorizzare le diverse risorse del parco diffuso. Ciò consentirà anche di realizzare economie in termini di costi e di utilizzo delle risorse umane e strumentali, mantenendo comunque elevata l’attrattiva Si cercherà di incrementare anche il n. di imprese coinvolte nelle iniziative di promozione delle diverse risorse n. attività didattiche, di studio o di approfondimento Villa Romana; 9 Almeno 2 attività ARE della Villa Romana; 2 didattiche Complesso di San Giacomo; 5 aggiuntive L’antico Castello medievale; / connesse ai vari Il Museo Civico; 20 percorsi Il Museo della Civiltà contadina; 3 Siti di minore rilevanza e di possibile valorizzazione nel contesto territoriale; La situazione di arrivo tiene conto dell’inserimento delle diverse risorse nei diversi percorsi tematici. Attività didattiche specifiche saranno realizzate con riferimento all’intero parco diffuso n. visitatori/anno: Villa Romana; ARE della Villa Romana; Complesso di San Giacomo; L’antico Castello medievale; Il Museo Civico; Il Museo della Civiltà contadina; Siti di minore rilevanza e di possibile valorizzazione nel contesto territoriale; 3835 1121 1018 204 968 1704 n.r. + 10% + 30% + 30% + 80% + 30% + 20% almeno 1000 visitatori/anno La situazione di arrivo tiene conto dell’inserimento delle diverse risorse nei diversi percorsi tematici strumenti innovativi utilizzati per la promozione delle diverse risorse in rete (parco diffuso) n. interventi finalizzati a consentire una percezione unitaria del parco diffuso (segnaletica, cartellonistica, ..) nessuno Sito web dedicato 0 Almeno 1 * Nel Box 6 sono stati indicati anche gli incrementi in termini percentuali che si sono registrati nelle aree indicate. Alcuni dati, confrontati con quelli regionali e nazionali rilevati per siti analoghi, risultano in controtendenza, riportando un aumento progressivo dei visitatori. Questo dato è sostanzialmente dovuto all’efficacia di alcune iniziative straordinarie realizzate a livello locale in concomitanza con la conclusione di lavori strutturali nei vari siti o in concomitanza di eventi particolari. Per tali ragioni i valori rilevati sono leggermente falsati rispetto al dato ipotetico. Gli indicatori sopra riportati sono definiti “al netto” di tali eventi a carattere straordinario (ad oggi non pianificati e quindi non valutabili) 2. L’obiettivo consiste nel definire strategie, forme, mezzi e contenuti della comunicazione del l’intero sistema al fine di incrementarne l’attrattiva, la fruibilità e l’efficacia comunicativa razionalizzando risorse e tempi. 8) Descrizione del progetto e tipologia dell’intervento che definisca in modo puntuale le attività previste dal progetto con particolare riferimento a quelle dei volontari in servizio civile nazionale, nonché le risorse umane dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: 12 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività 8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi: Premessa: Piano delle attività trasversali al progetto: 1. Attività preparatorie precedenti all’avvio del progetto Attività previste per la realizzazione e risorse dell’ente coinvolte rilevazione dati situazione di partenza, esame criticità, definizione obiettivi del progetto; Ruolo ed attività previste per i volontari Ex Ante 1 mese 2-3 mese 4-5 mese 6-12 mese Ex post x contatti con i partner: definizione delle attività da svolgersi in collaborazione con la Pro Loco, la Cooperativa Atlantide e il CoPreSc (box 24, 17, 20 e 42); incontro preliminare di condivisione piano di monitoraggio fra le risorse umane del progetto (box 20 e 42); definizione del piano della formazione generale e specifica (box 42) Risorse dell’ente coinvolte: Funzionario Tecnico, Servizio Patrimonio e Opere Pubbliche (responsabile), laureato in Architettura; istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente (responsabile), laureato in Giurisprudenza; Istruttore direttivo tecnico, Servizio Patrimonio e Opere Pubbliche, laureato in 13 2. Ingresso e accoglienza dei volontari ingegneria per l’ambientale e il territorio, Collaboratore Professionale, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio, diplomato ragioniere programmatore accoglienza dei volontari; percorso di conoscenza dell’Ente e suo funzionamento (organizzazione, finalità, attività,…) presentazione del piano delle attività da parte dell’Olp (nella prima settimana di servizio) presentazione del percorso di formazione, sia generale che specifica (box 42) Risorse dell’ente coinvolte: le stesse coinvolte nelle attività preparatorie (punto 1) Attività indicate nei box 17 e 24 3. Attività di promozione Risorse coinvolte: OLP coordinata e congiunta del servizio civile e sensibilizzazion e 4. Formazione verifica “ex ante”: valutazione preliminare specifica all’avvio del progetto, e più precisamente: incontri fra Olp, referente della formazione e le altre risorse dell’Ente per la definizione e la condivisione dei moduli della formazione specifica (individuazione materie, numero di ore, nominativi formatori); primo approccio relazionale con il personale dell’Ente, in particolare con il Settore di riferimento inserimento all’interno del Settore; acquisizione delle informazioni sulle finalità e sulle attività del Settore, delle altre strutture dell’Ente e dei soggetti partner acquisizione informazioni relative al percorso di formazione x attività di sensibilizzazione e promozione coordinata e congiunta del servizio civile rivolta all’intera comunità e specificatamente ai giovani (box 17 e 24) percorso di formazione specifica, partecipazione incontri previsti; compilazione questionario (box 35-41) x x x x x x x x incontro preliminare con i volontari dell’ente per la presentazione dei moduli della formazione specifica (entro la prima settimana dall’avvio del progetto) 14 svolgimento formazione specifica; incontro in itinere con i volontari dell’ente per il monitoraggio della formazione (a metà percorso); somministrazione ai volontari del questionario sulla formazione specifica; incontro finale con i volontari dell’ente per il monitoraggio della formazione specifica; esame del questionario e valutazioni utili al monitoraggio complessivo del progetto, poi utilizzato nel report finale e trasmesso e condiviso con il Copresc (box 35-42) Risorse coinvolte: OLP, formatori specifici e referente per la formazione 15 5. Formazione generale Verifica “ex ante”, che consiste in una valutazione preliminare all’avvio del progetto, e più precisamente: - incontri tra il referente dell’ente per la formazione generale e Copresc per la definizione del percorso di formazione generale; percorso di formazione generale partecipazione incontri previsti; compilazione questionario (box 29-34; 42) x x x x x x incontro preliminare con i volontari dell’ente per la presentazione della formazione generale; svolgimento formazione generale; incontro in itinere con i volontari dell’ente per il monitoraggio della formazione generale (a metà percorso); somministrazione ai volontari del questionario sulla formazione generale; incontro finale con i volontari dell’ente per il monitoraggio della formazione generale; esame del questionario e valutazioni utili al monitoraggio complessivo del progetto, poi utilizzato nel report finale e trasmesso e condiviso con il Copresc (box 29-34; 42) 6. Monitoraggio Risorse coinvolte: OLP e referente per la formazione incontro preliminare di condivisione piano di monitoraggio (box 20 e 42) x presentazione del piano delle attività ai volontari da parte dell’Olp (prima settimana di servizio) Risorse dell’ente coinvolte: le stesse 16 coinvolte nelle attività preparatorie (punto 1) incontri periodici mensili previsti dal piano di monitoraggio; compilazione questionari di monitoraggio: andamento; formazione specifica, generale, complessivo finale (box 20 e 42) compilazione questionario da parte dell’OLP (vedi box 20) x x x x distribuzione dei questionari previsti (box 20 e 42) Risorse coinvolte: OLP e esperto monitoraggio esame dei risultati ottenuti grazie al progetto (verifica indicatori box 7); x confronto ex post fra le risorse umane coinvolte; redazione report utili alla progettazione futura; esame e valutazione dei questionari compilati dai volontari (box 20 e 42); compilazione report finale e condivisione dei risultati del monitoraggio con il CoPreSc ai fini delle valutazioni congiunte (box 20). Risorse coinvolte: tutte quelle indicate al punto 1. 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi: Obiettivi del progetto: Obiettivo 1. Costruiamo il Parco diffuso Attività Rilevazione dati situazione di partenza (vedi indicatori box 7) Dovranno essere delineati uno o più “fili conduttori” che permettano di collegare le diverse eccellenze del territorio (idealmente e in concreto). Studio/approfondimento della storia e delle culture che caratterizzano i beni e le aree descritte nel box 6. Individuazione di elementi e temi a cui dare risalto (paesaggio, dimore, stili di vita, giochi, ex ante x 1 mese 2-3 mese 4-5 mese 6-12 mese ex post x x 17 2. Valorizziamo e comunichiamo il Parco diffuso tradizioni, ..) Occorrerà individuare elementi fortemente caratterizzanti e identitari Definizione di “percorsi virtuali” che interessano i beni e le aree oggetto di studio. Questi percorsi costituiranno il cd. Parco diffuso: itinerari tematici in cui il visitatore sarà coinvolto in un viaggio attraverso il tempo, alla scoperta di un territorio in continua trasformazione. Il collegamento fra le diverse aree e i beni non sarà solamente ideale. Studio e progettazione di soluzioni di collegamento reali (piste ciclabili e pedonali) fra le varie eccellenze. Un altro punto di forza sarà costituito dalla possibilità di integrare il sistema delle eccellenze patrimoniali con altre risorse ambientali, gastronomiche, produttive, .. Ciò attribuirà ulteriore valore al sistema: acquisirà una importante valenza di attrazione non solo per i turisti, ma pure per le popolazioni locali e cittadine aumentando, in questo modo, il senso di appartenenza alla nostra “città” (genius loci) Individuazione e studio di altre risorse, eccellenze del territorio (produttive, gastronomiche, tradizioni, ..) Studio di fattibilità mirati alla valorizzazione integrata delle diverse risorse e definizione di azioni Ideazione di servizi che agevolino rendano più interessante la visita al Parco diffuso (punti informativi, punti ristoro, aree svago, aree relax, degustazioni, aree di studio, …) Ideazione e progettazione interventi strutturali volti a valorizzare ulteriormente i vari percorsi (infrastrutture di collegamento, realizzazione punti ristoro, infopoint, recupero di immobili, aree gioco a tema…) Rilevazione dati situazione di arrivo (vedi indicatori box 7) Monitoraggio del progetto, rilevazioni criticità e “punti di forza” (vedi attività trasversali in premessa) Rilevazione dati situazione di partenza (vedi x indicatori box 7) Definizione strategia di comunicazione (in relazione agli obiettivi generali e al target di riferimento verranno delineati tempi, fasi e modi di comunicare il Parco diffuso) Ideazione immagine coordinata, eventuali slogan e pay-off. Ci si avvarrà del supporto di uno studio grafico da individuare in relazione alla professionalità, alle competenze e all’economicità dell’offerta Studio di materiale informativo (depliant, presentazioni, …) Gli strumenti utilizzati varieranno in relazione ai x x x x x x x x x x x x 18 diversi interlocutori (turisti, cittadini, scuole, università, enti pubblici). Studio di materiali didattici e divulgativi a supporto di attività di educazione ambientale e del turismo didattico, scientifico, culturale (guide, brochure, cd rom, video, poster, ..). Anche in questo caso si dovrà considerare il destinatario di tali materiali. Distribuzione e pubblicizzazione dei materiali Ideazione campagne conoscitive da diffondere a mezzo stampa, televisione, radio. Per la realizzazione dei materiali ci si avvarrà anche del supporto di operatori qualificati (studi grafici, tipografie,..) da individuare in relazione alla professionalità, alle competenze e all’economicità dell’offerta Inserimento del parco diffuso in network tematici sovracomunali per la promozione delle risorse ambientali, culturali, storiche, artistiche,… x Inserimento del parco diffuso nel “sistema museale dell’area del Parco del Delta del Po”. In questo modo verrà ulteriormente valorizzato il percorso ciclonaturalistico del Lamone) Definizione e organizzazione di eventi: mostre, rievocazioni storiche, seminari, interventi di animazione naturalistica e culturale, laboratori ludico- didattici, laboratori tematici, .. x x x x x x definizione e organizzazione di eventi o iniziative che consentano l’integrazione del parco diffuso con le altre eccellenze del territorio, (produttive, enogastronomiche, mussali, ..) Tutti gli eventi saranno calendarizzati e proposti in relazione alle risorse disponibili Studio contenuti per sito web 3D che offra la possibilità al “navigatore” di visitare in modo interattivo i diversi percorsi tematici da web La realizzazione del sito sarà affidata ad uno studio di progettazione grafica da individuare in relazione alla professionalità, alle competenze e all’economicità dell’offerta Organizzazione, in collaborazione con la locale Pro Loco, di visite guidate rivolte al pubblico Organizzazione, in collaborazione con l’istituto scolastico (scuole locali), di percorsi didattici, visite guidate, laboratori, giornate di approfondimento, .. Valutare situazione di conservazione degli immobili e delle aree e predisporre ipotesi di intervento di recupero, qualificazione, … Avviare contatti con Università, scuole di grado superiore e altri istituti per valutare possibilità di organizzare seminari, workshop, eventi,… x x x 19 Ricerca canali di finanziamento per la valorizzazione e promozione del patrimonio (fondi comunitari, fondi regionali, risorse di privati, fondazioni, …) Rilevazione dati situazione di arrivo (vedi indicatori box 7) Monitoraggio del progetto, rilevazioni criticità e “punti di forza” (vedi attività trasversali in premessa) x x x x 8.2 Risorse umane complessive necessarie per l’espletamento delle attività previste, con la specifica delle professionalità impegnate e la loro attinenza con le predette attività Risorse: Risorse Ente: Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio (responsabile), laureato in Architettura Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente (responsabile), laureato in Giurisprudenza; Istruttore direttivo tecnico, Servizio Patrimonio e Opere Pubbliche, laureato in ingegneria per l’ambientale e il territorio Collaboratore Professionale, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio, diplomato ragioniere programmatore Risorse partner: Volontari Pro Loco Progettista Cooperativa Atlantide Referenti CoPreSc Obiettivo 1. Costruiamo il Parco diffuso Attività Rilevazione dati situazione di partenza (vedi indicatori box 7) Dovranno essere delineati uno o più “fili conduttori” che permettano di collegare le diverse eccellenze del territorio (idealmente e in concreto). Ricerca materiali e studio/approfondimento della storia e delle culture che caratterizzano i beni e le aree descritte nel box 6. Individuazione di elementi e temi a cui dare risalto (paesaggio, dimore, stili di vita, giochi, Risorse Istruttore direttivo tecnico, Servizio Patrimonio e Opere Pubbliche, Collaboratore Professionale, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: rilevazione dati; Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente (responsabile): rilevazione dati; Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio (responsabile):controllo dati Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente: ricerca materiali (libri, saggi, testimonianze, immagini, foto d’epoca, .. ) Volontari Pro Loco: supporto nella ricerca materiali (libri, saggi, testimonianze, immagini, foto d’epoca, .. Progettista Cooperativa Atlantide: approfondimento storia e cultura che caratterizzano le risorse oggetto del progetto Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: funzioni di consulenza Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente, Volontari Pro 20 tradizioni, ..) Occorrerà individuare elementi Loco, Progettista Cooperativa Atlantide: fortemente caratterizzanti e identitari individuazione e approfondimento su elementi e temi di maggiore interesse sui quali costruire i diversi percorsi tematici. Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: funzioni di consulenza Definizione di “percorsi virtuali” che interessano Istruttore direttivo amministrativo, Servizio i beni e le aree oggetto di studio. Sviluppo Economico e Ambiente, Progettista Questi percorsi costituiranno il cd. Parco diffuso: Cooperativa Atlantide, Volontari Pro Loco: itinerari tematici in cui il visitatore sarà inquadramento percorsi possibili, scelta dei coinvolto in un viaggio attraverso il tempo, alla percorsi da inserire nel parco in relazione agli scoperta di un territorio in continua obiettivi e al target, descrizione dei vari percorsi trasformazione. e delle stazioni costituenti il parco diffuso (verranno utilizzate presentazioni con foto, documenti e immagini storiche) Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: funzioni di consulenza e controllo sui documenti finali Il collegamento fra le diverse aree e i beni non Istruttore direttivo tecnico, Servizio Patrimonio sarà solamente ideale. e Opere Pubbliche: Individuazione cartografica Studio e progettazione di soluzioni di stazioni, studio di ipotesi di collegamento e collegamento reali (piste ciclabili e pedonali) fra verifica loro fattibilità, eventuale progettazione le varie eccellenze. preliminare. Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: funzioni di consulenza e supporto nella eventuale progettazione preliminare Un altro punto di forza sarà costituito dalla Istruttore direttivo amministrativo, Servizio possibilità di integrare il sistema delle eccellenze Sviluppo Economico e Ambiente: ricerca e patrimoniali con altre risorse ambientali, studio altre risorse integrabili nei percorsi gastronomiche, produttive, .. definiti, definizione di azioni di integrazione Ciò attribuirà ulteriore valore al sistema: Progettista Cooperativa Atlantide: supporto e acquisirà una importante valenza di attrazione consulenza nella definizione delle azioni di non solo per i turisti, ma pure per le popolazioni integrazione locali e cittadine aumentando, in questo modo, il senso di appartenenza alla nostra “città” (genius loci) Individuazione e studio di altre risorse, eccellenze del territorio (produttive, gastronomiche, tradizioni, ..) Studio di fattibilità mirati alla valorizzazione integrata delle diverse risorse e definizione di azioni Ideazione di servizi che agevolino rendano più interessante la visita al Parco diffuso (punti informativi, punti ristoro, aree svago, aree relax, degustazioni, aree di studio, …) Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente, Progettista Cooperativa Atlantide, Volontari Pro Loco: ideazione servizi (dove collocarli tipologia dei servizi, modalità di svolgimento, quando renderli operativi, come e chi li gestisce, costi…) Ideazione e progettazione interventi strutturali Istruttore direttivo tecnico, Servizio Patrimonio volti a valorizzare ulteriormente i vari percorsi e Opere Pubbliche: Individuazione possibile (realizzazione punti ristoro, infopoint, recupero di collocamento aree e spazi di servizio, immobili, aree gioco a tema…) definizione strutture da utilizzare, individuazione possibili interventi di recupero o qualificazione delle varie stazioni, verifica loro fattibilità, eventuale progettazione preliminare Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: funzioni di consulenza e supporto nella eventuale progettazione 21 Rilevazione dati situazione di arrivo (vedi indicatori box 7) 2. Valorizziamo e comunichiamo il Parco diffuso Monitoraggio del progetto, rilevazioni criticità e “punti di forza” (vedi attività trasversali in premessa) Rilevazione dati situazione di partenza (vedi indicatori box 7) Definizione strategia di comunicazione (in relazione agli obiettivi generali e al target di riferimento verranno delineati tempi, fasi e modi di comunicare il Parco diffuso) Ideazione immagine coordinata, eventuali slogan e payoff. Ci si avvarrà del supporto di uno studio grafico da individuare in relazione alla professionalità, alle competenze e all’economicità dell’offerta Studio di materiale informativo (depliant, presentazioni, …) Gli strumenti utilizzati varieranno in relazione ai diversi interlocutori (turisti, cittadini, scuole, università, enti pubblici). Studio di materiali didattici e divulgativi a supporto di attività di educazione ambientale e del turismo didattico, scientifico, culturale. Anche in questo caso si dovrà considerare il destinatario di tali materiali. Distribuzione e pubblicizzazione dei materiali preliminare Istruttore direttivo tecnico, Servizio Patrimonio e Opere Pubbliche, Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente, Collaboratore Professionale, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: rilevazione dati; Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio. controllo dati Sono coinvolte tutte le risorse in rete tra loro, con report finale condiviso in ambito Copresc Istruttore direttivo tecnico, Servizio Patrimonio e Opere Pubbliche: rilevazione dati, Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente, Collaboratore Professionale, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: rilevazione dati; Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: controllo dati Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente, Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: approfondimento contesto, studio target e bacino, definizione di un ordine di priorità d’azione, dei principali contenuti e servizi da comunicare e le relative modalità Progettista Cooperativa Atlantide: presentazione esperienze positive registrate in altre realtà analoghe e supporto nella definizione della strategia Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente e Progettista Cooperativa Atlantide: studio di una veste grafica da utilizzare per tutti gli strumenti di comunicazione e, eventualmente (in relazione a quanto definito nel piano strategico) di slogan e payoff efficaci in tutti i contesti di comunicazione Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio. Controllo attività, gestione affidamenti, redazione atti Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente e Progettista Cooperativa Atlantide: selezione strumenti di comunicazione (ricerca strumenti innovativi), definizione dei contenuti, delle modalità e dei canali di distribuzione dei materiali Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio. Controllo attività, gestione affidamenti, redazione atti (delibere, determine, contratti, ..) Ideazione campagne conoscitive da diffondere a mezzo stampa, televisione, radio. Per la realizzazione dei materiali ci si avvarrà anche del supporto di operatori qualificati (studi grafici, tipografie) da individuare in relazione 22 alla professionalità, alle competenze e all’economicità dell’offerta Inserimento del parco diffuso in network tematici sovracomunali per la promozione delle risorse ambientali, culturali, storiche, artistiche,… Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente e Progettista Cooperativa Atlantide: verifica network tematici “attivi”, coerenza con parco diffuso, contatti con Inserimento del parco diffuso nel “sistema soggetti gestori (GAL, Provincia, Regione, altre museale dell’area del Parco del Delta del Po”. In istituzioni, fondazioni, Parco del Delta del questo modo verrà ulteriormente valorizzato il Po…), definizione modalità di relazione e percorso ciclonaturalistico del Lamone) possibilità di promozione del parco all’interno di un sistema più ampio Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio. Controllo attività, Definizione e organizzazione di eventi mostre, Istruttore direttivo amministrativo, Servizio rievocazioni storiche, seminari, interventi di Sviluppo Economico e Ambiente, Volontari Pro animazione naturalistica e culturale, laboratori Loco e Progettista Cooperativa Atlantide: analisi ludico- didattici, laboratori tematici, .. puntuale dello scenario (valutazione dei punti di forza e di debolezza delle iniziative già Definizione e organizzazione di eventi o consolidate per sito), ricerca e definizione di iniziative che consentano l’integrazione del parco massima di “format” innovativi ed efficaci, diffuso con le altre eccellenze del territorio, avvio progettazione singoli eventi, definizione e (produttive, enogastronomiche, mussali, ..) approfondimento dei contenuti che caratterizzano gli eventi, identificazione soggetti Tutti gli eventi saranno calendarizzati e proposti coinvolti, ricerca sponsor, programmazione in relazione alle risorse disponibili tempi, mailing list, predisposizione inviti, brochure, manifesti, comunicati stampa, spedizione degli inviti e del materiale promozionale, allestimento spazi ed aree adibiti alle iniziative, prenotazione servizi aggiuntivi (buffet, catering, assistenza audio-video, segreteria, informazioni, fotografo, …) Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio. Controllo attività, gestione affidamenti, redazione atti (delibere, determine, contratti, ..) Studio contenuti per sito web 3D che offra la Istruttore direttivo amministrativo, Servizio possibilità al “navigatore” di visitare in modo Sviluppo Economico e Ambiente, Volontari Pro interattivo i diversi percorsi tematici da web Loco e Progettista Cooperativa Atlantide: definizione contenuti, ricerca sponsor, selezione La realizzazione del sito sarà affidata ad uno immagini e percorsi da visualizzare, definizione studio di progettazione grafica da individuare in scheda di gradimento del sito, valutazione circa relazione alla professionalità, alle competenze e la possibilità di inserire servizi accessori all’economicità dell’offerta aggiuntivi (meteo, contatori accessi al parco, forum tematici, calendari iniziative ed eventi, visite guidate, …) Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio. Controllo attività, gestione affidamenti, redazione atti (delibere, determine, contratti, ..) Organizzazione, in collaborazione con la locale Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Pro Loco, di visite guidate rivolte al pubblico Sviluppo Economico e Ambiente, Volontari Pro Loco: selezione competenze e professionalità occorrenti (fra i volontari e eventualmente ricorrendo a affidamenti esterni), definizione, programmazione, gestione e promozione del calendario delle visite (materiali informativi) Progettista Cooperativa Atlantide: studio servizi aggiuntivi ed integrativi alle visite e loro modalità di gestione e realizzazione, Volontari Pro Loco: svolgimento visite; Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e 23 Gestione del Territorio. Controllo attività, gestione eventuali affidamenti, redazione atti (delibere, determine, contratti, ..) Organizzazione, in collaborazione con l’istituto Progettista Cooperativa Atlantide: definizione, scolastico (scuole locali), di percorsi didattici, in collaborazione con l’istituto scolastico di visite guidate, laboratori, giornate di attività didattiche (da inserire nel Piano Offerta approfondimento, .. Formativa), programmazione, progettazione e realizzazione attività Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente: organizzazione eventuali trasporti Valutare situazione di conservazione degli Istruttore direttivo tecnico, Servizio Patrimonio immobili e delle aree e predisporre ipotesi di e Opere Pubbliche, Funzionario Tecnico, Settore intervento di recupero, qualificazione, … Pianificazione e Gestione del Territorio: effettuano un monitoraggio sullo stato di mantenimento e conservazione degli immobili e delle aree e, in relazione all’uso, identificano soluzioni di intervento. Se gli interventi sono limitati alla manutenzione ordinaria curano gli affidamenti e la predisposizione dei relativi atti (determine, contratti, ..) Avviare contatti con Università, scuole di grado Istruttore direttivo amministrativo, Servizio superiore e altri istituti per valutare possibilità di Sviluppo Economico e Ambiente, Progettista organizzare seminari, workshop, eventi,… Cooperativa Atlantide: contatti e incontri con Università, scuole e istituti, verifica fattibilità seminari, eventi, progettazione, organizzazione, realizzazione. Ricerca canali di finanziamento per la Istruttore direttivo amministrativo, Servizio valorizzazione e la promozione del patrimonio e, Sviluppo Economico e Ambiente, Progettista in particolare del parco diffuso (fondi comunitari, Cooperativa Atlantide: ricerca e selezione fonti fondi regionali, risorse di privati, fondazioni, …) di finanziamento in relazione alle diverse attività messe in campo (interventi di promozione, interventi di recupero, attività di comunicazione, ..) e alle risorse disponibili Rilevazione dati situazione di arrivo (vedi Istruttore direttivo tecnico, Servizio Patrimonio indicatori box 7) e Opere Pubbliche, Istruttore direttivo amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente, Collaboratore Professionale, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio: rilevazione dati; Funzionario Tecnico, Settore Pianificazione e Gestione del Territorio. controllo dati Monitoraggio del progetto, rilevazioni criticità e Sono coinvolte tutte le risorse in rete tra loro, “punti di forza” (vedi attività trasversali in con report finale condiviso in ambito copresc premessa) 8.3 Ruolo ed attività previste per i volontari nell’ambito del progetto Obiettivo 1. Costruiamo il Parco diffuso Attività Rilevazione dati situazione di partenza (vedi indicatori box 7) Dovranno essere delineati uno o più “fili conduttori” che permettano di collegare le diverse eccellenze del territorio (idealmente e in concreto). Ricerca materiali e studio/approfondimento della storia e delle culture che caratterizzano i beni e le aree descritte nel box 6. Attività dei volontari Attività ex ante supporto pratico alla fase di ricerca (anche presso biblioteche o archivi fuori sede) referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, assiste agli incontri (possibili missioni per incontri fuori sede), ricerca su web, schedatura materiali … 24 individuazione di elementi e temi a cui dare risalto (paesaggio, dimore, stili di vita, giochi, tradizioni, ..) Occorrerà individuare elementi fortemente caratterizzanti e identitari definizione di “percorsi virtuali” che interessano i beni e le aree oggetto di studio. Questi percorsi costituiranno il cd. Parco diffuso: itinerari tematici in cui il visitatore sarà coinvolto in un viaggio attraverso il tempo, alla scoperta di un territorio in continua trasformazione. Il collegamento fra le diverse aree e i beni non sarà solamente ideale. Studio e progettazione di soluzioni di collegamento reali (piste ciclabili e pedonali) fra le varie eccellenze. Un altro punto di forza sarà costituito dalla possibilità di integrare il sistema delle eccellenze patrimoniali con altre risorse ambientali, gastronomiche, produttive, .. Ciò attribuirà ulteriore valore al sistema: acquisirà una importante valenza di attrazione non solo per i turisti, ma pure per le popolazioni locali e cittadine aumentando, in questo modo, il senso di appartenenza alla nostra “città” (genius loci) Individuazione e studio di altre risorse, eccellenze del territorio (produttive, gastronomiche, tradizioni, ..) Studio di fattibilità mirati alla valorizzazione integrata delle diverse risorse e definizione di azioni Fornisce suggestioni e consigli sugli elementi da valorizzare (in relazione all’età il volontario è potenziale fruitore) e supporto pratico (referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, assiste agli incontri (possibili missioni per incontri fuori sede),schedatura elementi e temi ritenuti significativi). Collaborazione nell’inquadramento dei percorsi in base ai dati raccolti, composizione presentazioni, raccolta materiali da inserire e redazione documenti di sintesi sulle attività svolte. Referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti Collaborazione nella raccolta dei dati, eventuale rilievo fotografico, schedatura soluzioni mediante l’ausilio di apposite checklist Supporto pratico alla fase di ricerca (anche mediante sopralluoghi e incontri con operatori, esperti, ..) referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, assiste agli incontri (possibili missioni per incontri fuori sede), ricerca su web, schedatura idee e azioni Ideazione di servizi che agevolino rendano più interessante la visita al Parco diffuso (punti informativi, punti ristoro, aree svago, aree relax, degustazioni, aree di studio, …) supporto pratico alla fase di ricerca e ideazione (affiancando il progettista di Atlantide potrà effettuare brevi trasferte mirate ad individuare, da realtà analoghe, suggerimenti e esempi utili), referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, assiste agli incontri (possibili missioni per incontri fuori sede), ricerca su web di situazioni analoghe, redazione di documenti di sintesi dell’attività svolta e schedatura idee) Ideazione e progettazione interventi strutturali Collaborazione nella raccolta dei dati, rilievo volti a valorizzare ulteriormente i vari percorsi fotografico (per inserimento grafico), (realizzazione punti ristoro, infopoint, schedatura possibili soluzioni mediante recupero di immobili, aree gioco a tema…) l’ausilio di apposite checklist 2. valorizziamo e Rilevazione dati situazione di arrivo (vedi indicatori box 7) Monitoraggio del progetto, rilevazioni criticità e “punti di forza” (vedi attività trasversali in premessa) Rilevazione dati situazione di partenza (vedi indicatori box 7) Collaborazione nella redazione dei report di monitoraggio Attività ex post Attività ex ante 25 comunichiamo il Parco diffuso Definizione strategia di comunicazione (in relazione agli obiettivi generali e al target di riferimento verranno delineati tempi, fasi e modi di comunicare il Parco diffuso) Supporto pratico, referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, assiste agli incontri (possibili missioni per incontri fuori sede), ricerca su web di casi analoghi, redazione di documenti di sintesi dell’attività svolta Ideazione immagine coordinata, eventuali Supporta l’attività di ideazione grafica e slogan e payoff. opera quale referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, Ci si avvarrà del supporto di uno studio assiste agli incontri (possibili missioni per grafico da individuare in relazione alla incontri fuori sede), effettua ricerche su web, professionalità, alle competenze e propone soluzioni ritenute accattivanti, all’economicità dell’offerta redige documenti di sintesi dell’attività svolta Studio di materiale informativo (depliant, Supporta l’attività di studio degli strumenti presentazioni, …) (tiene i rapporti con i soggetti incaricati della Gli strumenti utilizzati varieranno in relazione realizzazione dei materiali) e fornisce ai diversi interlocutori (turisti, cittadini, supporto pratico quale referente per scuole, università, enti pubblici). l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, assiste agli incontri (possibili missioni per incontri fuori sede), Studio di materiali didattici e divulgativi a effettua ricerche su web, propone soluzioni supporto di attività di educazione ambientale e ritenute accattivanti, redige documenti di del turismo didattico, scientifico, culturale. sintesi dell’attività svolta, cura in concreto la Anche in questo caso si dovrà considerare il distribuzione dei materiali destinatario di tali materiali. Distribuzione e pubblicizzazione dei materiali Ideazione campagne conoscitive da diffondere a mezzo stampa, televisione, radio. Per la realizzazione dei materiali ci si avvarrà anche del supporto di operatori qualificati (studi grafici, tipografie) da individuare in relazione alla professionalità, alle competenze e all’economicità dell’offerta Inserimento del parco diffuso in network tematici sovracomunali per la promozione delle risorse ambientali, culturali, storiche, artistiche,… Inserimento del parco diffuso nel “sistema museale dell’area del Parco del Delta del Po”. In questo modo verrà ulteriormente valorizzato il percorso ciclonaturalistico del Lamone) Definizione e organizzazione di eventi mostre, rievocazioni storiche, seminari, interventi di animazione naturalistica e culturale, laboratori ludico- didattici, laboratori tematici, .. Definizione e organizzazione di eventi o iniziative che consentano l’integrazione del parco diffuso con le altre eccellenze del territorio, (produttive, enogastronomiche, mussali, ..) Tutti gli eventi saranno calendarizzati e proposti in relazione alle risorse disponibili Fornisce supporto pratico quale referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, assiste agli incontri (possibili missioni per incontri fuori sede) effettua ricerche su web, propone soluzioni, redige documenti di sintesi dell’attività svolta, cura in concreto la raccolta e la trasmissione dei materiali da promuovere supporto nella fase di analisi, redazione documenti di sintesi (verbalizzazioni, ..), ricerca, ideazione e proposizione di nuove iniziative (in linea con obiettivi e taget definiti), supporto nella fase di progettazione preliminare: predisposizione per ogni singola iniziativa di uno schema riepilogativo per la gestione del budget, verifica, anche mediante sopralluoghi, dell’adeguatezza dei locali e delle aree individuate sulla base delle indicazioni fornite, tenuta di un “agenda” (informatica, condivisa) per la gestione di tutta l’attività di progettazione, 26 Studio contenuti per sito web 3D che offra la possibilità al “navigatore” di visitare in modo interattivo i diversi percorsi tematici da web La realizzazione del sito sarà affidata ad uno studio di progettazione grafica da individuare in relazione alla professionalità, alle competenze e all’economicità dell’offerta Organizzazione, in collaborazione con la locale Pro Loco, di visite guidate rivolte al pubblico Organizzazione, in collaborazione con l’istituto scolastico (scuole locali), di percorsi didattici, visite guidate, laboratori, giornate di approfondimento, .. Valutare situazione di conservazione degli immobili e delle aree e predisporre ipotesi di intervento di recupero, qualificazione, … Avviare contatti con Università, scuole di grado superiore e altri istituti per valutare possibilità di organizzare seminari, workshop, eventi,… Ricerca canali di finanziamento per la valorizzazione e la promozione del patrimonio e, in particolare del parco diffuso (fondi comunitari, fondi regionali, risorse di privati, fondazioni, …) Rilevazione dati situazione di arrivo (vedi indicatori box 7) organizzazione e gestione di ogni evento, supporta la struttura nella fase di definizione dei principali aspetti organizzativi (ospitalità, accoglienza, trasporti, ..); supporto nella fase di progettazione intermedia: ricerca contatti (ricerche internet, conoscenze, …), contatto preliminare e verifica disponibilità soggetti, elaborazione mailing list, predisposizione degli inviti e dell’altro materiale informativo o collaborazione con lo studio di progettazione grafica. supporto nella fase esecutiva: pubblicazione materiali informativi sul sito internet del Comune, affiancamento nella gestione dei servizi aggiuntivi, supporto operativo in fase di svolgimento delle iniziative Fornisce supporto pratico quale referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, assiste agli incontri (possibili missioni per incontri fuori sede) effettua ricerche su web, propone soluzioni, redige documenti di sintesi dell’attività svolta, cura in concreto la raccolta e la trasmissione dei materiali da promuovere allo studio di progettazione, aggiorna le informazioni veicolate tramite il sito, Fornisce supporto pratico quale referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, assiste agli incontri (possibili missioni per incontri fuori sede) cura in concreto la tenuta del calendario delle visite, la divulgazione del materiale promozionale e l’inserimento nel sito dedicato e nel sito del Comune Fornisce supporto pratico quale referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, assiste agli incontri (possibili missioni per incontri fuori sede) redige documenti di sintesi dell’attività svolta. Collaborazione nel rilievo e nella verifica dello stato di conservazione mediante la compilazione di apposite check list fornite dagli uffici interessati Fornisce supporto pratico quale referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, redige documenti di sintesi dell’attività svolta e collabora nella organizzazione e realizzazione degli eventi, seminari, .. Fornisce supporto pratico quale referente per l’organizzazione degli incontri fra i vari soggetti coinvolti, effettua ricerche su web (siti dedicati), redige documenti di sintesi dell’attività svolta, cura in concreto la raccolta delle informazioni, collabora alla formalizzazione delle richieste Collaborazione nella redazione dei report di monitoraggio 27 Monitoraggio del progetto, rilevazioni criticità Attività ex post e “punti di forza” (vedi attività trasversali in premessa) 9) Numero dei volontari da impiegare nel progetto: 2 10) Numero posti con vitto e alloggio: 0 11) Numero posti senza vitto e alloggio: 2 12) Numero posti con solo vitto: 0 13) Numero ore di servizio settimanali dei volontari, ovvero monte ore annuo: 14) Giorni di servizio a settimana dei volontari (minimo 5, massimo 6) : 1400 (ore settimanali obbligatorie:15) 5 15) Eventuali particolari obblighi dei volontari durante il periodo di servizio: In ottemperanza al DPCM del 4/02/2009, si richiede: - Disponibilità a effettuare brevi missioni e trasferimenti occasionali esclusivamente in relazione alle esigenze progettuali (sale comunali per riunioni e incontri, sede Pro Loco, sede Atlantide, Provincia, Regione, GAL, Parco del Delta del Po, sopralluoghi presso gli immobili e le aree oggetto del progetto (box 6), visite a circuiti e itinerari a tema similari,..) - Flessibilità oraria; - Impegno nei giorni festivi e nelle ore serali (visite guidate e iniziative) 28 16) Sede/i di attuazione del progetto, Operatori Locali di Progetto e Responsabili Locali di Ente Accreditato: Sede di N. attuazione del Comune progetto Indirizzo Cod. ident. sede Nominativi degli Operatori Locali di Progetto N. vol. Data per sede Cognome di C.F. e nome nascit a Nominativi dei Responsabili Locali di Ente Accreditato Data Cognome di C.F. e nome nascit a 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 29 17) Eventuali attività di promozione e sensibilizzazione del servizio civile nazionale: L’Ente intende realizzare le seguenti attività di promozione, sensibilizzazione e orientamento al servizio civile per un totale di 36 ore, delle quali: A) 21 condivise in ambito Copresc; B) 15 realizzate in proprio dall’Ente, condivise e realizzate in collaborazione con il Copresc. A) attività di promozione, sensibilizzazione e orientamento al servizio civile condivise in ambito Copresc (21 ore): Il Copresc di Ravenna favorisce e incentiva la collaborazione fra gli enti soci sul tema della sensibilizzazione e promozione del servizio civile volontario, tramite la pianificazione e l’organizzazione di attività coordinate e congiunte rivolte all’intera comunità e specificatamente ai giovani. Dati i seguenti obiettivi, condivisi a livello di Copresc: • valorizzazione a favore di una diffusione della cultura del servizio civile e dell’impegno giovanile verso la comunità, in una dimensione sempre più attenta alle necessità del territorio e dei giovani che in questo vi si collocano; • promozione del servizio civile verso i giovani, gli enti, le associazioni e la cittadinanza in un’ottica di bene comune spendibile in favore dell'intera collettività; • promozione del servizio civile (nazionale e regionale) nella sue finalità formative, spendibile per una crescita personale sia per l’esperienza di condivisione, sia per l’acquisizione di competenze teorico/pratiche; si prevede di attivare le seguenti azioni di sensibilizzazione in materia di Servizio Civile, per complessive 21 ore di attività. Giornata di Fine Servizio e Festa del Servizio Civile Volontario Con l’idea di dare maggior significato e rilievo al momento del fine del servizio civile volontario: in vista della chiusura dei progetti in corso fra il 2009 e il 2010 sarà individuata una data (con tutta probabilità nel mese di settembre 2010) nella quale convocare volontarie e volontari in servizio civile, gli OLP, gli enti soci e le istituzioni di riferimento (Presidente della Provincia e Sindaci dei Comuni nei quali è stato svolto il servizio civile) per concretizzare un incontro tra gli attori dell’esperienza (territorio, sedi operative e giovani in servizio). Per l’occasione sarà realizzata e consegnata una pergamena con lo scopo di ringraziare e segnalare l’importanza del servizio svolto e dell’impegno dimostrato come stimolo per i coetanei e per gli altri cittadini che ne hanno beneficiato durante il corso dell’anno. La lettera, firmata dal Sindaco del Comune dove ogni giovane avrà prestato servizio, intende essere un segno tangibile che valorizza le competenze acquisite, sottolinea il valore di una responsabilità assunta e manifestata quotidianamente in un preciso territorio e verso determinate situazioni o servizi. L’incontro sarà inoltre un momento significativo per quanto riguarda il monitoraggio interno dei progetti e la condivisione degli standard di qualità. Durante il convegno sarà dato largo spazio alle volontarie e ai volontari, che potranno esprimere in vari modi (testimonianza diretta, presentazioni digitali, video, ecc.) il significato dell’esperienza del servizio civile volontario. Al convegno seguirà inoltre, come per l’edizione del 2009, un momento ludico ricreativo autogestito dai giovani, ma aperto a tutta la cittadinanza, definito come “Festa del Servizio Civile Volontario”. Anche questo evento, strettamente collegato alla Giornata di Fine Servizio, è promosso con un duplice obiettivo: non 30 solo responsabilizzare volontarie e volontari rispetto al tema del servizio civile come esperienza partecipata di cittadinanza attiva, ma anche come momento promozionale del servizio civile stesso verso la cittadinanza. Percorsi formativi e di avviamento alla partecipazione e cittadinanza attiva dei giovanissimi, degli studenti di scuola secondaria di primo e secondo grado L’azione sarà svolta su due fronti: quello della scuola secondarie di primo grado e quello della scuola secondaria di secondo grado, con due distinti progetti. A. Scuola secondaria di primo grado. Il progetto prevede la promozione del servizio civile e della cittadinanza attiva nei confronti degli adolescenti attraverso moduli teorici e moduli esperienziali, promossi da un consulente individuato dal Copresc, dalle volontarie e dai volontari, e dai referenti degli enti soci. B. Scuola secondaria di secondo grado. Il progetto prevede incontri dedicati e specifici, da realizzare negli istituti superiori, dove presentare l’esperienza del servizio civile attraverso la testimonianza di volontarie e volontari, dei referenti degli enti soci e attraverso la proiezione del cortometraggio realizzato dal Copresc di Ravenna nell’ambito dell’attività 2006. Il percorso prevede anche la proposta di uno o più progetti di Servizio Civile Regionale per minori, con funzione di sensibilizzazione sui temi della solidarietà e della cittadinanza attiva. Realizzazione di attività di promozione, coordinata e congiunta, del bando e di orientamento dei giovani alla scelta del progetto e diffusione a mezzo del sito internet del Copresc di materiale informativo sul Servizio Civile Volontario La realizzazione delle attività di promozione da realizzarsi in occasione dei bandi di servizio civile sarà implementata attraverso i tavoli tecnici dedicati ai referenti di tutti gli enti soci del Copresc. Con il coordinamento dell’operatore, saranno organizzati incontri sulla campagna promozionale con l’obiettivo di individuare sia la strategia di promozione, sia gli strumenti più idonei, con particolare attenzione per l’importante strumento costituito dal sito web del Copresc stesso.. Le attività promozionali organizzate negli anni passati hanno prodotto come conseguenza un’importante riscontro tra i giovani e le rispettive famiglie, che si sono rivolte allo sportello del Copresc di Ravenna oppure direttamente agli Enti promotori di progetti approvati e finanziati. Durante il periodo del bando inoltre, con l’ausilio dello sportello del Copresc, si promuoveranno tutte le attività di orientamento rivolte ai giovani affinché l’accesso consapevole al servizio civile avvenga per il maggior numero possibile di ragazzi e ragazze dell’età adeguata, in modo da ottenere la migliore copertura di tutti i posti disponibili sul territorio provinciale, evitando inoltre la concentrazione di numerose domande su pochi progetti. Promozione dell’esperienza di Servizio Civile e dei progetti presso gli sportelli Informagiovani e i centri di aggregazione giovanile attraverso l’informazione e la testimonianza dei volontari in Servizio Civile Volontario Con il coordinamento e la supervisione del Copresc, gli enti soci avranno la possibilità di organizzare su base territoriale incontri specifici, presso gli sportelli Informagiovani e i centri di aggregazione giovanile, finalizzati alla promozione del servizio civile volontario come esperienza partecipata di cittadinanza attiva e momento di formazione e acquisizione di competenze uniche. Gli incontri saranno focalizzati sulla testimonianza diretta portata dalla viva voce di volontarie e volontari, valorizzando l’interazione fra i giovani partecipanti e i giovani in servizio civile. (vedi scheda di attuazione allegato 2) 31 B) attività di promozione, sensibilizzazione e orientamento al servizio civile realizzate in proprio dall’ente, condivise e realizzate in collaborazione con il Copresc (15 ore): • Predisposizione manifesto e volantino che promuovano il bando; • Spedizione postale del volantino contenente il bando a casa dei ragazzi in fascia di età 18-28 anni residenti nel Comune; • Affissione manifesti bando nel Comune in punti strategici della città; • Pubblicizzazione nel sito internet dell’Ente; • Pubblicazione di apposito avviso sulla stampa locale “Il Corriere di Ravenna”; • Pubblicazione di apposito avviso sulla cronaca locale del quotidiano nazionale “Il Resto del Carlino”; • Informazione tramite spot su due radio locali “Radio International” e “RCB Radio Castel Bolognese”; • Informazione verso i giovani mediante gli uffici di informazione URP e Informagiovani presso la Biblioteca Comunale. 18) Criteri e modalità di selezione dei volontari: Ci si avvale dei criteri e delle modalità definiti ed approvati con la determinazione del Direttore Generale dell’UNSC dell’11 giugno 2009, n. 173 19) Ricorso a sistemi di selezione verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 20) Piano di monitoraggio interno per la valutazione dell’andamento delle attività del progetto: Il presente sistema di monitoraggio del progetto di servizio civile volontario è condiviso nell’ambito del Copresc di Ravenna, ed è stato integrato dall’Ente scrivente. L’Ente scrivente integra il percorso di accompagnamento coordinato e congiunto, per la condivisione degli standard minimi di qualità del monitoraggio interno del progetto sottodescritto, condiviso in ambito Copresc, nel seguente modo: 1. inserimento di una fase “ex ante”, che consiste in attività preparatorie precedenti all’avvio del progetto, come descritto nel box 8.1 “Piano delle attività trasversali al progetto”: - rilevazione dati situazione di partenza, esame criticità, definizione obiettivi del progetto; - contatti con i partner: definizione delle attività da svolgersi in collaborazione con la Pro Loco, la libreria Alfabeta e il CoPreSc (box 24, 17, 20 e 42) ; 32 - incontro preliminare di condivisione piano di monitoraggio fra le risorse del progetto; 2. presentazione del piano delle attività ai volontari da parte dell’Olp nella prima settimana di servizio; 3. verifica periodica del piano delle attività descritte nel box 8, da parte dell’OLP, degli esperti di monitoraggio e le altre risorse coinvolte, mediante incontri mensili con i volontari; 4. rilevazione indicatori e verifica degli obiettivi del box 7; 5. confronto “ex post” fra le risorse umane coinvolte nel progetto per valutazioni sui risultati raggiunti dal progetto, sulle sue criticità e i suoi punti di forza, e riflessioni per una migliore progettazione futura 6. redazione di un report finale contenente le valutazioni sulle criticità e i punti di forza del progetto e valutazioni per una migliore progettazione futura, che si trasmette al Copresc Per quanto riguarda nello specifico il piano di monitoraggio della formazione, come riportato nel box 42, si prevede quanto segue: 1. fase “ex ante”, che consiste in una valutazione preliminare all’avvio del progetto, e più precisamente: - incontri tra il referente dell’Ente per la formazione generale e Copresc per la definizione del percorso di formazione generale; - incontri fra OLP, referente della formazione e le altre risorse dell’Ente per la definizione e la condivisione dei moduli della formazione specifica (individuazione materie, numero di ore, nominativi formatori); 2. incontro preliminare con i volontari dell’Ente per la presentazione della formazione generale e dei moduli della formazione specifica (entro la prima settimana dall’avvio del progetto); 3. incontro in itinere con i volontari dell’Ente per il monitoraggio della formazione generale e della formazione specifica (a metà percorso); 4. somministrazione ai volontari dei sottoelencati questionari; 5. incontro finale con i volontari dell’Ente per il monitoraggio della formazione generale e della formazione specifica; 6. esame dei questionari e valutazioni utili al monitoraggio complessivo del progetto, poi utilizzato nel report finale e trasmesso e condiviso con il Copresc come sopradescritto. Sistema di monitoraggio e valutazione dei progetti di servizio civile volontario condiviso nell’ambito del Copresc di Ravenna (vedi scheda di attuazione allegato 2): 1. Premessa Il presente manuale è stato redatto al fine di fornire uno strumento, rapido e accessibile, per chiarire i presupposti e le regole del sistema di valutazione e monitoraggio dei progetti che vedono impegnati giovani che hanno scelto il servizio civile volontario. Nello specifico il presente documento è il risultato del lavoro di condivisione delle finalità e degli strumenti degli Enti aderenti al coordinamento provinciale di Ravenna (Copresc) Il Servizio Civile Volontario si tratta di un’esperienza che è destinata ad arricchire umanamente e professionalmente giovani che con la loro scelta dimostrano una particolare sensibilità per le tematiche sociali, la promozione della cultura e la tutela dell’ambiente. Le linee guida qui descritte e le schede allegate intendono costituire non solo uno strumento per il monitoraggio dei progetti, ma anche l’occasione per favorire la crescita umana e professionale dei volontari, attraverso momenti di confronto tra di loro e i referenti degli Enti in cui prestano servizio. 33 2. Perché un sistema di valutazione e monitoraggio dei progetti Lo slogan utilizzato dalla campagna di informazione del servizio civile volontario, contiene anche il significato da attribuire ai momenti di verifica dei progetti. Il coinvolgimento di giovani che decidono di dedicare un periodo della loro vita nella realizzazione di attività a favore della collettività rappresenta un’opportunità anche per gli stessi enti che hanno scelto di avvalersi di questa iniziativa. La valutazione dei progetti si propone con una duplice valenza: da una parte consente di misurare l’efficienza e l’efficacia delle attività previste dal progetto; dall’altra permette di verificare le ricadute sulla maturazione umana e professionale dei giovani, alla luce anche degli interventi formativi effettuati. La stessa valutazione dei progetti costituisce un ulteriore elemento di supporto formativo per i ragazzi, in quanto non dà luogo a momenti di verifica caratterizzati da mere finalità ispettive, ma attraverso il confronto con il personale dell’Ente si favorisce il conseguimento di molteplici effetti positivi: 1. si valorizza l’apporto dei volontari che hanno modo di conoscere l’avanzamento dei progetti cui partecipano, in occasione di momenti di verifica strutturati e periodici;. 2. la verifica dei progetti rappresenta un importante strumento per la motivazione dei volontari in quanto l’Ente, tramite l’operatore locale di progetto, ha l’occasione per evidenziare, con un giudizio esplicito, l’importanza del loro apporto per la realizzazione del progetto ed il conseguimento degli obiettivi prefissati. 3. si favorisce la responsabilizzazione dei volontari tramite la definizione di schede di progetto chiare e condivise. 4. il monitoraggio dei progetti permette all’Ente di rispondere con sempre maggior attenzione ed efficacia, nel corso del progetto e di quelli futuri, alle esigenze di crescita e di sviluppo professionale dei giovani volontari e quindi del territorio. 5. si raccorda con la programmazione degli interventi formativi, fornendo in maniera sistematica segnalazioni relative ad esigenze ed opportunità di formazione ed aggiornamento. In questo modo l’Ente può definire una programmazione maggiormente mirata alle esigenze dei volontari. 3. Individuazione degli indicatori Oggetto del sistema di valutazione e monitoraggio dei progetti è costituito da un insieme di indicatori necessari per misurare l’efficienza e l’efficacia delle attività previste nel progetto anche di natura formativa. Considerata la diversa natura dei progetti che possono abbracciare i differenti ambiti di attività dell’Ente, si ritiene opportuno definire una griglia fissa di indicatori e di demandare l’eventuale individuazione di ulteriori specifici indicatori al progettista. Gli indicatori devono essere strettamente correlati alle specifiche attività del progetto. Gli indicatori mirano a verificare il grado di realizzazione del progetto e la qualità dell’apporto dei volontari. Tenuto conto della finalità anche formativa perseguita dal servizio civile volontario, vengono individuati specifici indicatori in grado di misurare anche l’acquisizione di una maggiore professionalità da parte dei partecipanti ai progetti. Alcuni indicatori essenziali possono essere considerati come: l’indice di gradimento dei volontari; il raggiungimento degli obiettivi formativi previsti dal progetto; l’andamento del servizio/progetto all’interno del quale il volontario è inserito; le ricadute dei risultati rispetto alla progettazione in corso. 34 Il monitoraggio del processo formativo comporta l’individuazione di alcuni parametri di valutazione da parte del progettista in relazione ad ogni programma formativo attivato nell’ambito di ogni singolo progetto. La formazione, nell’ambito del servizio civile volontario, si configura quale diritto – dovere dei ragazzi che hanno scelto di aderire a questa esperienza, pertanto la formazione viene programmata tenendo conto delle loro esigenze e delle loro inclinazioni. L’attività di monitoraggio dei progetti sotto il profilo qualitativo e quantitativo nonché degli interventi formativi effettuati, avviene mediante l’utilizzo dell’allegata modulistica e nel corso di focus group in occasione dei quali si svolge una valutazione collegiale dell’attività svolta con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati. 4.Strumenti di valutazione - Le schede Costituiscono strumento del sistema di valutazione una serie di apposite schede, (che si allegano al presente piano), diversificate a seconda delle finalità e dei momenti in cui si svolgono le verifiche. La scheda di valutazione individuale dei volontari impiegati nel servizio civile tende a misurare non solo l’apporto dato dal singolo al perseguimento del progetto, ma offre l’opportunità allo stesso volontario di esprimere una autovalutazione in relazione agli indicatori individuati dal progettista, ai contenuti del progetto e all’organizzazione delle attività. Il sistema di monitoraggio e valutazione è strutturato in modo da fornire un criterio omogeneo di valutazione pur all’interno di necessarie differenziazioni e personalizzazioni. 5.Come si valuta La valutazione individuale e il monitoraggio dei progetti devono costituire momenti di crescita umana e professionale per i volontari, pertanto la valutazione assume una valenza positiva. Il personale dell’Ente ed in particolare il progettista deve essere capace di cogliere e valorizzare gli elementi positivi riscontrati nell’attività prestata dai volontari e deve fornire strumenti e suggerimenti per superare le eventuali carenze riscontrate, nell’ottica del miglioramento. Il confronto, in sede di verifica collegiale dei progetti e nel corso del colloquio di valutazione rappresenta il metodo e il criterio centrale e qualificante che permea tutto il processo di valutazione e monitoraggio dei progetti. 6.Chi valuta La valutazione dei progetti viene effettuata da parte del responsabile del monitoraggio. Tale figura può assumere la veste di valutatore dei volontari in servizio civile e di dei progetti. Il coinvolgimento degli OLP nelle fasi di valutazione collegiale costituisce uno strumento indispensabile di conoscenza per il valutatore e una occasione di confronto aperto tra volontari e operatori incaricati di trasmettere conoscenze e competenze. 7.Condivisione dei risultati I dati del monitoraggio sono oggetto di analisi da parte della struttura organizzativa di gestione del servizio civile del Copresc ed in modo particolare da parte dei progettisti di ogni singolo Ente al fine di meglio orientare la successiva progettazione. Ogni Ente che attiva il presente piano di monitoraggio si impegna a condividere sia l’attuazione che i dati raccolti, attraverso due incontri tecnici che si aggiungono all’incontro già previsto dal presente piano di monitoraggio da realizzare nell’ambito della “Giornata di Fine Servizio”. Questi due ulteriori incontri che coinvolgeranno le figure dei responsabili del monitoraggio saranno da programmare all’inizio dell’attuazione dei progetti di Servizio Civile ed in itinere. Durante il primo incontro i responsabili di monitoraggio valuteranno se, a seconda dei progetti 35 approvati e finanziati, sarà opportuno prevedere più incontri in itinere a seconda degli ambiti o della territorialità dei progetti stessi. Ogni Ente che attiva il presente piano di monitoraggio si impegna inoltre a trasmettere i dati raccolti ed elaborati, unitamente alle conseguenti considerazioni e valutazioni, al Copresc di Ravenna per le valutazioni congiunte che gli enti aderenti sono impegnati a fare per la individuazione delle azioni di rilancio e valorizzazione del servizio civile e per le iniziative pubbliche che saranno decise. Il presente piano di monitoraggio condiviso prevede le attività essenziali comuni a tutti gli Enti che intendono sottoscriverlo. Il piano è stato integrato da attività supplementari in particolare riferimento ai diversi ambiti e progetti in cui i volontari sono coinvolti all’interno dei diversi Enti (vedi la parte in premessa). 8.Monitorare la formazione Considerata l’importanza fondamentale del percorso di formazione generale e specifica intrapreso dalle volontarie e dai volontari in Servizio Civile, si è ritenuto utile integrare le schede di monitoraggio numero 2 e 3 con un incontro preliminare (vedi punto 2), svolto con le modalità del colloquio senza appoggiarsi a questionari o prove tecniche, volto a valutare aspettative e competenze iniziali dei giovani sui temi trattati nella formazione generale e nella formazione specifica. In questo modo le schede del monitoraggio, compilate alla conclusione dei percorsi formativi, possono essere confrontate con quanto emerso negli incontri preliminari al fine di ottenere un quadro più nitido dell’effettiva crescita delle volontarie e dei volontari, tanto come singoli quanto come gruppo, delle criticità da risolvere rilevate nella formazione e degli elementi di qualità da valorizzare. STRUTTURA DELLE ATTIVITA’ DI MONITORAGGIO Schema degli incontri essenziali fra le figure responsabili degli Enti e i volontari in servizio 1° INCONTRO (di presentazione) Tempistica: Da svolgersi il primo giorno in entrata in servizio. Attività prevista: Presentazione generale dell’assetto istituzionale dell’Ente, esposizione delle normative d’interesse per i volontari in servizio civile (permessi, malattie, orari e presenze, ecc.). Consegna di una copia della Carta etica e del progetto o dei progetti attivi. Figure coinvolte: Legale rappresentante dell’Ente(o Responsabile per il Servizio Civile), Tutor, OLP. Strumenti utilizzati: Copia della Carta etica; copia del progetto di SCV; eventuale materiale informativo sull’Ente ospite. 2° INCONTRO (iniziale) Tempistica: Da svolgersi entro il terzo mese dall’entrata in servizio. Attività prevista: Somministrazione del questionario di rilevazione del andamento del SCV. Primo feedback di risoluzione di eventuali criticità rilevate e confronto delle esperienze fin qui maturate. Consegna del questionario inerente la formazione generale da ritirare, eventualmente, a percorso formativo ultimato. Figure coinvolte: Tutor, OLP, Responsabile della formazione e del monitoraggio, Responsabile per il Servizio Civile. Strumenti utilizzati: Questionario di rilevazione andamento SCV (ALLEGATO 1); scheda di rilevazione formazione generale (ALLEGATO 2). 36 3° INCONTRO (intermedio) Tempistica: Da svolgersi entro il nono mese dall’entrata in servizio. Attività prevista: Somministrazione del questionario finale di valutazione del SCV. Feedback di risoluzione di eventuali criticità rilevate e confronto delle esperienze fin qui emerse. Consegna del questionario inerente la formazione specifica da ritirare, eventualmente, a percorso formativo ultimato. Figure coinvolte: Tutor, OLP, Responsabile della formazione e del monitoraggio, Responsabile per il Servizio Civile. Strumenti utilizzati: Scheda formazione specifica (ALLEGATO 3); Questionario di valutazione finale del SCV (ALLEGATO 4). 4° INCONTRO (finale) Da svolgersi entro il dodicesimo mese dall’entrate in servizio. Tempistica: Attività prevista: Incontro assembleare fra tutti i volontari coinvolti sul territorio provinciale in progetti di SCV degli Enti aderenti al Copresc (“giornata di fine servizio”). Consegna del riconoscimento a firma dei Sindaci di riferimento come riconoscimento del servizio di cittadinanza attiva svolto nel territorio. Bilancio dell’esperienza con i volontari. Feed-back di quanto rilevato dai questionari e dalle schede consegnate negli incontri precedentemente. Confronto delle esperienze degli OLP e dei volontari. L’incontro può essere esteso anche ai volontari che hanno ultimato l’esperienza di SCV nell’anno precedente in modo da rilevare le eventuali ricadute dell’esperienza maturata tramite un questionario. Presidente del Copresc, Tutor, OLP, Responsabile di SCV di Figure coinvolte: tutti gli Enti coinvolti. Strumenti utilizzati: Pergamena di riconoscimento dei Sindaci. Questionario di rilevazione ricaduta del SCV. Schema degli incontri fra le figure responsabili degli Enti (OLP, Tutor, Resp. SCV – formazione – monitoraggio, ecc.) 1° INCONTRO (di preparazione) Tempistica: Da svolgersi prima dell’entrata in servizio dei volontari. Attività prevista: Incontro preliminare per la condivisione del piano di monitoraggio e degli strumenti di rilevazione e valutazione da utilizzare nell’ambito di tutta la durata dei progetti (12 mesi). Figure coinvolte: Responsabile per il Servizio Civile, Tutor, OLP, Responsabile del monitoraggio e della formazione. Strumenti utilizzati: Tutti gli strumenti in allegato. 2° INCONTRO (formazione) Tempistica: Da svolgersi entro il quinto mese dall’entrata in servizio. Attività prevista: Monitoraggio della formazione generale. Monitoraggio dell’andamento del progetto. Confronto delle esperienze e feed-back delle eventuali criticità rilevate nelle schede somministrate in precedenza e non ancora risolte oppure degli elementi di forza. 37 Figure coinvolte: Tutor, OLP, Responsabile della formazione e del monitoraggio, Responsabile per il Servizio Civile; Volontari in servizio. Strumenti utilizzati: Questionario per OLP; Allegati alla circolare UNSC in materia di monitoraggio della formazione generale del 24/05/2007. 3° INCONTRO (monitoraggio) Tempistica: Da svolgersi prima dell’incontro assembleare finale. Attività prevista: Monitoraggio della formazione generale. Monitoraggio dell’andamento del progetto. Confronto delle esperienze e feed-back delle eventuali criticità rilevate nelle schede somministrate in precedenza e non ancora risolte oppure degli elementi di forza. Analisi delle schede di valutazione finale del SCV. Eventuali input alla progettazione dei progetti di SCV a seguire. Figure coinvolte: Tutor, OLP, Responsabile della formazione e del monitoraggio, Responsabile per il Servizio Civile. Strumenti utilizzati: Questionario di valutazione finale del SCV; Scheda formazione specifica. 4° INCONTRO (finale) Tempistica: Da svolgersi entro il dodicesimo mese dall’entrate in servizio. Attività prevista: Incontro assembleare fra tutti i volontari coinvolti sul territorio provinciale in progetti di SCV degli Enti aderenti al Copresc. (“giornata di fine servizio”). Bilancio dell’esperienza con i volontari. Feed-back di quanto rilevato dai questionari e dalle schede consegnate negli incontri precedentemente. Confronto delle esperienze degli OLP e dei volontari. L’incontro può essere esteso anche ai volontari che hanno ultimato l’esperienza di SCV nell’anno precedente in modo da rilevare le eventuali ricadute dell’esperienza maturata tramite un questionario. Figure coinvolte: Presidente del Copresc, Tutor, OLP, Responsabili di SCV di tutti gli Enti coinvolti. Volontari in servizio e volontari degli anni precedenti. Strumenti utilizzati: Testimonianze verbali dei volontari e degli ex-volontari. Questionario di rilevazione ricaduta del SCV. ALLEGATO 3.1: QUESTIONARIO DI RILEVAZIONE ANDAMENTO SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO AI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE Cognome ……..…………………… Nome………………………… Titolo progetto………………………………………….…………… Ente……………….……………………………… Area d’intervento……………………………………… 1. Accoglienza 1.1 Ritieni di avere ricevuto ad inizio servizio informazioni adeguate ai fini della comprensione dell’organizzazione dell’Ente? 1 2 3 4 5 Adeguati Inadeguati Eventualmente che tipo di informazioni ritieni utili ad inizio servizio? .................................................................................................................... 38 1.2 Ritieni che le mansioni e gli obiettivi del progetto sono: Non chiari 1 2 3 4 5 Chiari Vi sono argomenti e tematiche che ritieni potrebbero essere approfondite in un ulteriore incontro di approfondimento? .................................................................................................................... 2. Il tuo rapporto con l’organizzazione del Servizio Civile Scala da “ 1” totalmente insoddisfacente a “5” totalmente soddisfacente 2.1 Come valuti l’organizzazione generale del percorso Insoddisfacente 1 2 3 4 5 Soddisfacente 2.2 Sei soddisfatto della sede di assegnazione ? Insoddisfacente 1 4 5 Soddisfacente 2 3 2.3 Pensi che il periodo di attivazione del progetto sia stato scelto in linea con i suoi obiettivi: Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 2.4 Come valuti l’attività dell’ufficio del servizio civile centralizzato dell’Ente rispetto alle informazioni – comunicazioni ricevute? Insoddisfacente 1 2 3 4 5 Soddisfacente 2.5 Come hai vissuto situazioni e/o rapporti rispetto alla gestione orario, segreteria, risoluzione dei problemi? Negativamente 1 2 3 4 5 Positivamente Se “negativamente“ in ordine a quale argomento e perché? ........................................................................................................................ 3. La tua esperienza: aspettative, problemi, ruolo. 3.1 Dopo questi primi mesi, sei soddisfatto delle attività svolte e del tuo ruolo di volontario di Servizio Civile ? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 3.2 Ritieni l’esperienza in linea con le tue aspettative ? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 3.3 Rispetto a quanto previsto dal progetto, trovi che i compiti che ti sono stati assegnati sono? Incoerenti 1 2 3 4 5 Coerenti Eventualmente cosa cambieresti e perché ? ............................................................................................................................ 3.4 Trovi che eventuali momenti critici in relazione allo svolgimento dei compiti assegnati siano superabili? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Se “per niente” in quali occasioni e con chi? ............................................................................................................................ 3.5 Sei riuscito fin’ora a raggiungere un maggiore grado di autonomia operativa nel corso dell’ esperienza? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 4. Il tuo rapporto con gli operatori e con l’OLP 4.1 Pensi di avere ricevuto le informazioni necessarie dall‘operatore locale di progetto per potere svolgere le attività autonomamEnte? 1 2 3 4 5 Pienamente Per niente 39 4.2 Trovi che il tempo che l’Operatore Locale di Progetto ti dedica sia: Inadeguato 1 2 3 4 5 Adeguato 4.3 Rispetto a gli altri operatori dell’Ente pensi di esserti intergrato in modo? Poco efficacie 1 2 3 4 5 Efficacie 4.4 Nelle attività trovi sufficiente supporto da gli altri operatori del Ente? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente NOTE: ........................................................................................................................ Data ................................ Firma .................................................. ALLEGATO 3.2: QUESTIONARIO DI RILEVAZIONE PER LA FORMAZIONE GENERALE AI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE Cognome ……..……………… Nome …………………………… Titolo progetto………………………………………….…… Ente……………….……………………………… Area d’intervento……………………………………… 1. Ti ritieni soddisfatto dell’esperienza di formazione generale svolta? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Commenti: ................................................................................................ 2. Come valuti l’utilità della formazione rispetto a: 2.1 acquisizione di competenze operative di gestione di attività no-profit? Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile 2.2. acquisizioni di competenze relazionali-sociali (comunicare, lavorare in gruppo, …) Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile 2.3 conoscenza del settore di tuo interesse Poco utile 1 4 5 Molto utile 2.4 conoscenza della normativa relativa al servizio civile Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile 3. 2 3 In sostanza ritieni che il percorso abbia raggiunto gli obiettivi previsti? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Commenti: .................................................................................................... 4. Nel complesso sei soddisfatto dell’attività e della preparazione dei formatori? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Commenti: ........................................................................................................................ 5. Come valuti la durata del percorso formativo? Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile 40 Commenti: .................................................................................................... 6. Cosa ritiene che possa essere migliorato nel percorso formativo? ...................................................................................................................... Data ……..……… Firma ……………………………….. ALLEGATO 3.3: QUESTIONARIO DI RILEVAZIONE PER LA FORMAZIONE SPECIFICA AI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE Cognome ……..………………Nome ………………………………………… Titolo progetto………………………………………….………………………… Ente……………….……………………………… Area d’intervento……………………………………… 1) In complesso sei soddisfatto dell’esperienza di formazione specifica svolta? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Commenti: ........................................................................................................................ 2) Come valuti l’utilità della formazione rispetto a: a) acquisizione di competenze tecnico-professionali (attività pratiche) Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile b) acquisizioni di competenze relazionali-sociali (comunicare, lavorare in gruppo, …) Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile c) conoscenza del settore di tuo interesse Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile 3) In complesso ritieni che il percorso abbia raggiunto gli obiettivi previsti? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Commenti: .......................................................................................................................... In complesso sei soddisfatto dell’attività e della preparazione dei formatori? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Commenti: ........................................................................................................................ 5) Come valuti la durata della formazione specifica? Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile Commenti: .......................................................................................................................... 6) Cosa ritiene che possa essere migliorato nel percorso formativo? ...................................................................................................................... Data ……..……………… Firma ………………………… ALLEGATO 3.4: QUESTIONARIO DI VALUITAZIONE FINALE SERVIZIO CIVILE VOLONTARIO AI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE Cognome ……..………… Nome …………………………………………….. 41 Titolo progetto………………………………………….………………………… Ente……………….……………………………… Area d’intervento……………………………………… Volontario (valutato): Nome: .................................... Cognome: ............................................... Progettista (valutatore): …………………………………………………………………………… Data inizio: Data fine: Forniscici alcuni dati, anche se ritieni di esprimerli in modo approssimativo 1) Effetti della formazione 1.1 Ti sei sentito maggiormEntemotivato dalla formazione generale Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 1.2 Nella formazione generale hai trovato conferma delle tue convinzioni Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 1.3 La formazione specifica ti ha consentito di orientarti rispetto ai tuoi compiti e agli obiettivi del progetto Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 1.4 Ritieni che la formazione specifica svolta sia sufficiente in relazione alle problematiche dell’ambito del progetto Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 2) Durante lo svolgimento del progetto, hai avuto informazioni adeguate 2.1 in merito a come funziona e come è organizzato il servizio nel quale hai lavorato Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 2.2 in merito a come dovevi svolgere il lavoro che ti è stato assegnato Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 2.3 in merito alle regole comportamentali del servizio (rispetto orario di lavoro o altro) Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente 3) Esprimi un giudizio di valutazione, tenendo presente che a 5 corrisponde il massimo livello di soddisfazione/gradimento ed a 1 il minimo. 3.1 Quanto sei soddisfatto di quello che hai imparato? 1 2 3 4 5 4 5 3.2 Quanto ti aspettavi di imparare? 1 2 3 3.3 ”Quanto si lavora” nel servizio nel quale hai operato? 1 2 3 4 5 3.4 Quanto è buono il clima nel servizio nel quale hai operato? 1 2 3 4 5 3.5 Quanto sono state precise ed esaurienti le risposte alle domande che hai fatto? 1 2 3 4 5 3.6 Quanto è interessante l’attività del servizio? 1 2 3 4 5 Se vuoi puoi esprimere libere considerazioni, osservazioni, proposte .......................................................................................................................... 42 VALUTAZIONE (A CURA DEL VALUTATORE) Esprimi un giudizio di valutazione, mettendo una croce nella casella che scegli, tenendo presente che a 5 corrisponde il massimo livello di soddisfazione/gradimento ed a 1 il minimo Descrizione delle specifiche attività RAPPORTO CON L’UTENZA 1 2 3 4 5 RAPPORTO CON I COLLEGHI (dipendenti e volontari) 1 2 3 4 5 INSERIMENTO NELLE ATTIVITA’ ASSEGNATE 1 2 3 4 5 AUTONOMIA 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 4 5 INIZIATIVA / PROPOSITIVITA’ PUNTUALITA’ SUL LAVORO ATTENZIONE ALLE REGOLE DISPONIBILITA’ 1 2 3 Esprimere, a conclusione dei risultati analitici ottenuti, un giudizio sintetico complessivo della valutazione: 1 2 3 4 5 Motivazioni del valutatore .......................................................................................................... Osservazioni del Valutato ...................................................................................................................... Data ……. Firma volontario…………… Firma del valutatore……………. ALLEGATO 3.5: QUESTIONARIO PER OLP Cognome ……..……………Nome ……………………………………. Titolo progetto………………………………………….………………………… Ente……………….……………………………… Area d’intervento……………………………………… Data inizio progetto: Data fine progetto: 1) Qual è il ruolo dei volontari nel servizio? .......................................................................................................................... 2) Quali modalità/strategie sono state utilizzate per l’accoglienza del volontario nel servizio? .......................................................................................................................... 3) Durante il servizio civile si sono resi necessarie modifiche e aggiustamenti per il conseguimento degli obiettivi previsti? Se si, quali? .......................................................................................................................... 4) Come giudichi il grado di partecipazione e coinvolgimento del/i volontario/i? .............................................................................................................................. 5) Quali vantaggi vi sono stati nel servizio con la presenza del volontario/i? 43 ................................................................................................................................ 6)Quali sono state le criticità riscontrate nel corso di questo 1° periodo? ................................................................................................................................ 7) Il/I volontario/i partecipa agli incontri di equipe? Se sì con quale coinvolgimento? ...................................................................................................................................... 8) Quante ore sono state dedicate allo scambio di informazione fra volontari ed operatori? Con quali modalità? ...................................................................................................................................... 9) Gli operatori del servizio come valutano l’attività del volontario/i? ...................................................................................................................................... 10) Quali competenze ritieni che il volontario abbia acquisito in questo 1° semestre? ...................................................................................................................................... 11) Ci sono state evoluzioni e incarichi crescenti? ...................................................................................................................................... 12) Come è stata organizzata la formazione specifica nel suo insieme? ...................................................................................................................................... 13) Quante ore di formazione specifica sono state realizzate fino ad ora e con quali modalità? ...................................................................................................................................... 14) Come OLP, ti sei sentito coinvolto negli obiettivi del progetto per l’impiego dei volontari? ...................................................................................................................................... Quali suggerimenti per migliorare la qualità dell’inserimento dei volontari? ...................................................................................................................................... Quali suggerimenti per migliorare i rapporti fra l’ufficio servizio civile e il tuo servizio? ...................................................................................................................................... Data, ............................................ Firma dell’OLP 21) Ricorso a sistemi di monitoraggio verificati in sede di accreditamento (eventuale indicazione dell’Ente di 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio): NO 22) Eventuali requisiti richiesti ai canditati per la partecipazione al progetto oltre quelli richiesti dalla legge 6 marzo 2001, n. 64: NESSUNO 23) Eventuali risorse finanziarie aggiuntive destinate in modo specifico alla realizzazione del progetto: Spese per la strumentazione a supporto del progetto: Carta e cartucce stampanti, carta colorata e cartoncini per fotocopiatrici, rotolo carta plotter, cartelline di diverse € 2.000,00 44 dimensioni per iniziative promozionali, cancelleria, materiali consumabili vari, bolli, .., Spese di carburante veicoli comunali (brevi missioni per sopralluoghi, ricerche, riunioni, …) Spese per realizzazione, stampa grafiche manifesti e altro materiale promozionale ( Spese per impostazione e realizzazione sito web dedicato Spese per la pubblicizzazione dei progetti: spese postali stampa materiale (depliants e volantini) circa 80 spot radiofonici Spese formatori specifici Totale € 500,00 € 5.000,00 € 3.000,00 € 500,00 € 500,00 € 240,00 € 1.000,00 € 12.740,00 24) Eventuali reti a sostegno del progetto (copromotori e/o partners): 1. Ente Pro Loco locale (codice fiscale 00584260392), dichiara di essere disponibile a mettere a disposizione dei volontari impegnati nel presente progetto di servizio civile: - testi, documenti, materiale didattico, esperienze per contribuire alla formazione propedeutica sui temi della valorizzazione e promozione delle risorse ambientali, culturali, artistiche, storiche,… - risorse umane: referenti con compiti di collaborazione, supervisione e consulenza nella progettazione e promozione dei percorsi costituenti il parco diffuso (Vedi lettera prot. 2683 del 01/03/2010, Allegato G). 2. Atlantide studi e servizi ambientali e turistici, soc. cooperativa sociale per azioni (codice fiscale 01134730397) dichiara di essere disponibile a mettere a disposizione del presente progetto di servizio civile: - testi, documenti, materiale didattico, esperienze per contribuire alla formazione propedeutica e alla formazione specifica sui temi della valorizzazione e promozione delle risorse ambientali, culturali, artistiche, storiche; - risorse umane: responsabile delle risorse tecniche con compiti di ideazione, collaborazione, supervisione e consulenza nella progettazione e promozione dei percorsi costituenti il parco diffuso e di formatore. (Vedi lettera prot. 2682 del 01/03/2010, Allegato H). 4. Il Co.Pr.E.S.C. di Ravenna (codice fiscale 92059930393) collabora con il Comune per quanto riguarda: attività coordinate e congiunte di sensibilizzazione rivolte all’intera comunità e specificatamente ai giovani, durante l’intero arco dell’anno, sul Servizio Civile svolto sia in Italia che all’estero: la sua storia, i suoi valori di riferimento, la normativa nazionale, le sue finalità, le opportunità offerte dal territorio provinciale e regionale, gli Enti attivi, anche attraverso le dirette testimonianze dei giovani volontari già coinvolti nell’esperienza di Servizio Civile, sui principi ispiratori e le linee guida delineate nella Carta d’impegno etico e nelle previsioni della L.R.20/03 (in particolare dell'art.2, lettere a-f-g) e sui principi e l’attualità dell’obiezione di coscienza e delle tematiche ad essa collegate (nonviolenza, difesa civile, povertà, 45 solidarietà, mondialità e intercultura, pace e diritti umani, ecc.), nonché realizzando attività di promozione, coordinata e congiunta, del bando e di orientamento dei giovani alla scelta del progetto, in occasione della pubblicazione dei bandi per la selezione di giovani da impegnare in progetti di Servizio Civile, evitando che ognuno promuova solo il/i proprio/i progetto/i di Servizio Civile o che si trascuri quel lavoro di rigenerazione della risorsa presso scuole e altri contesti. A tal fine verranno individuati momenti congiunti di presentazione dei progetti avvalendosi anche di strumenti promozionali che rappresentino tutte le proposte disponibili sul territorio. Verranno poi attivati meccanismi coordinati per l’orientamento dei giovani alla scelta degli stessi, con gli obiettivi di facilitare l’accesso consapevole al Servizio Civile del maggior numero possibile di giovani e di puntare alla copertura di tutti i posti disponibili sul territorio provinciale, evitando in tal modo inutili concentrazioni di domande su pochi progetti e di vanificare le disponibilità dei giovani e delle risorse pubbliche destinate allo scopo; percorsi formativi coordinati e congiunti per Operatori Locali di Progetto e momenti di confronto per le altre figure degli enti (minimo 12 ore), attivati prioritariamente per l’acquisizione della necessaria competenza richiesta dalla circolare UNSC del 17 giugno 2009 e dal Prontuario approvato con DPCM 4 novembre 2009 e attraverso iniziative definite, promosse e realizzate insieme al Co.Pr.E.S.C. per conto della Regione Emilia-Romagna, ai sensi della L.R. 20/2003; formazione generale coordinata e congiunta a favore dei giovani in Servizio Civile definita insieme al Co.Pr.E.S.C. nel rispetto dei moduli, dei contenuti formativi e delle metodologie previste nella determinazione del direttore generale dell’Ufficio Nazionale 4 aprile 2006, relativa alle Linee guida per la formazione generale dei giovani in servizio civile nazionale, come indicato nel protocollo in oggetto, quale occasione di crescita delle competenze e conoscenze del SCN all’interno dell’Ente, di scambio delle esperienze tra giovani, formatori e referenti dei diversi Enti coinvolti, con l’impegno degli Enti stessi a mettere a disposizione per la predisposizione, l’attuazione e la verifica di un percorso di lavoro comune il proprio formatore generale accreditato e/o individuare a tal fine una persona referente dell'Ente; percorso di accompagnamento, coordinato e congiunto, per la condivisione di standard minimi di qualità per il monitoraggio interno del/i progetto/i di servizio civile, con l’impegno da parte degli Enti a recepirli e attuarli nei propri progetti di servizio civile, nonché a verificarli e condividerli in ambito Co.Pr.E.S.C., mettendo a disposizione un proprio esperto del monitoraggio. Il percorso di accompagnamento è anche finalizzato alla valutazione d’esito partecipata dei progetti di servizio civile condividendo in particolare le ricadute territoriali dell’esperienza e contribuendo all’implementazione della Mappa del valore del servizio civile di livelli provinciale. Vedi scheda di attuazione allegato 2, e box 17, 20, 29, 30, 32, 33, 34 e 42 25) Risorse tecniche e strumentali necessarie per l’attuazione del progetto: In coerenza con gli obiettivi (box 7) e le modalità di attuazione (box 8) del progetto, si indicano di seguito le risorse tecniche e strumentali ritenute necessarie ed adeguate: Postazioni di lavoro per le attività: - 2 postazioni complete (scrivania, sedia) - 2 personal computer con accesso Internet e collegamento alla rete interna del Comune: posta elettronica, Iride (programma 46 - - informatizzato per l’archiviazione dei documenti dell’ente), pacchetto Office 2000 (minimo), applicativo open source per grafica, calendari e desktop condivisi (per gestione rapporti soggetti coinvolti nel progetto); 2 notebook con possibilità di accesso internet e collegamento alla rete interna del Comune, posta elettronica, pacchetto Office 2000, applicativo open source per grafica, calendari e desktop condivisi (per gestione rapporti soggetti coinvolti nel progetto) 2 stampanti (laser b/n); 1 stampante di rete a getto d’inchiostro a colori 2 telefoni; 2 fax; 1 fotoriproduttore di rete (fotocopiatrice, stampante e scanner); 1 plotter di rete; 1 macchina fotografica (con applicativi per la gestione delle immagini); 1 videoproiettore con telo da proiezioni cinematografiche; 2 automobili; 1 scanner - Materiale di cancelleria e consumabili: carta, etichette; timbri; buste di archivio, cartelline di diverse dimensioni per iniziative promozionali, carta da plotter; - Testi, documenti e materiale messo a disposizione dai partner dell’Ente(vedi box 24) CARATTERISTICHE DELLE CONOSCENZE ACQUISIBILI 26) Eventuali crediti formativi riconosciuti: NESSUNO 27) Eventuali tirocini riconosciuti : NESSUNO 28) Competenze e professionalità acquisibili dai volontari durante l’espletamento del servizio, certificabili e validi ai fini del curriculum vitae: I Volontari possono acquisire le seguenti competenze e professionalità: Capacità e competenze di base: consapevolezza del significato del servizio civile nazionale; partecipazione alla formazione specifica; capacità di ricevere informazioni utili al proprio compito; disponibilità a sperimentare situazioni nuove e complesse. 47 Capacità e competenze tecnico-professionali: sviluppo delle capacità di decodificazione delle richieste dell'utenza nella relazione con adulti e minori; sviluppo delle capacità di organizzare e gestire eventi ed iniziative; conoscenza della metodologie adottate per la progettazione degli strumenti di comunicazione e promozione, degli interventi sul patrimonio, della costruzione di reti e sistemi fra risorse,.. ; conoscenza del “sistema” Centro Storico e degli altri percorsi costituenti il Parco diffuso e degli strumenti di valorizzazione e promozione disponibili; capacità di relazione con soggetti differenti (operatori commerciali, amministratori, associazioni di categoria, volontari, istituzioni, …) Capacità e competenze trasversali: approfondimento della conoscenza della storia, della cultura, delle tradizioni, dei luoghi e delle aree che identificano il nostro territorio; conoscenze informatiche e multimediali; sviluppo delle attitudini individuali nella capacità di lavoro di gruppo, tra loro e con il personale dell’Ente coinvolto; sviluppo delle capacità organizzative; capacità di rielaborazione delle informazioni; adottare stili di comportamento propositivi, improntati alla cordialità e alla cortesia; gestire la propria attività con professionalità, riservatezza ed eticità. Modalità di valutazione delle competenze: monitoraggio periodico e incontri con OLP di progetto; incontri durante la formazione specifica; colloqui finali e individuali e di gruppo. Le suddette competenze sono rinvenibili nel “Primo prontuario delle competenze riconoscibili nell’esperienza del servizio civile” predisposto dalle Regione Emilia Romagna e verranno certificate mediante il rilascio della “dichiarazione delle competenze” a valere come credito formativo riconoscibili dalla Regione Emilia Romagna e dal Comune in attuazione dell’art. 10 primo comma e art. 11 della L.R.n. 20/2003 (Allegato I) 48 Formazione generale dei volontari 29) Sede di realizzazione: La formazione generale si svolge nelle sedi di seguito riportate messe a disposizione dagli Enti aderenti al Co.Pr.E.S.C. di Ravenna. Le sedi a disposizione del Copresc per i corsi di formazione generale coordinata e congiunta sono: • Sala Bigari, Comune di Faenza (RA), Piazza del Popolo, 31 – 48018 Faenza (RA). • Sala del Consiglio, Comune di Lugo (RA), Piazza dei Martiri, 1 – 48022 Lugo (RA). • Sala Cultura Palazzo Grossi, Provincia di Ravenna, Via di Roma, 69 – 48121 Ravenna. • Sala Blu, Azienda USL, Largo Chartres, 1 – 48121 Ravenna. • Centro di informazione e documentazione interculturale “Casa delle Culture”, Piazza Medaglie d’Oro, 4 – 48121 Ravenna • Sede Caritas Diocesana Ravenna Cervia, Piazza Duomo, 13 – 48121 Ravenna. (vedi scheda di attuazione allegato 2) 49 30) Modalità di attuazione: Regione Emilia Romagna tramite il Co.Pr.E.S.C. di Ravenna. Sulla base dei moduli sotto indicati, il corso si articolerà per una durata complessiva di 42 ore nell’ambito delle possibili modalità della lezione frontale e delle dinamiche non formali, non ricorrendo alla modalità della formazione a distanza. Si precisa che almeno il 50% del monte ore complessivo sarà erogata con modalità di lezione frontale, e che si farà ricorso alle dinamiche non formali per non meno del 30% del predetto monte ore. Per l’erogazione del modulo dedicato alla Presentazione dell’Ente saranno coinvolti i referenti esperti di Servizio Civile di tutti gli Enti coinvolti nella formazione coordinata e congiunta. L’intero percorso formativo sarà definito attraverso opportuni incontri tecnici fra i formatori accreditati appartenenti agli Enti aderenti al Copresc, coadiuvati a loro volta da esperti di Servizio Civile, e verrà svolto nelle sedi riportate messe a disposizione sempre dagli enti aderenti Le volontarie e i volontari degli enti che aderiscono alla formazione generale coordinata e congiunta verranno suddivisi in gruppi, di dimensioni variabili fra le 15 e le 20 unità, sulla base della data di entrata in servizio e della collocazione territoriale. Il percorso della formazione generale verrà avviato secondo programma dopo un mese (4 settimane) dalla presa di servizio delle volontarie e dei volontari. I Formatori accreditati sono appartenenti agli Enti soci del Copresc. Si prevede l’intervento di esperti e la presentazione di testimonianze dirette, anche in questo caso individuati all’interno degli enti soci. Si precisa che i formatori si assumono questo impegno a titolo gratuito, senza ulteriori oneri per il Copresc. (vedi scheda di attuazione allegato 2) 31) Ricorso a sistemi di formazione verificati in sede di accreditamento ed eventuale indicazione dell’Entedi 1^ classe dal quale è stato acquisito il servizio: NO 32) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: Sulla base dei moduli sotto indicati, il corso si articolerà nell’ambito delle possibili modalità della lezione frontale e delle dinamiche non formali, non ricorrendo alla modalità della formazione a distanza. Si precisa che almeno il 50% del monte ore complessivo sarà erogata con modalità di lezione frontale, e che si farà ricorso alle dinamiche non formali per non meno del 30% del predetto monte ore Le metodologie utilizzate sono le seguenti: a) Lezione frontale. b) Utilizzo di materiale multimediale. c) Focus group. d) Attività ludico formative. e) Lavoro in gruppi. Le volontarie e i volontari degli enti che aderiscono alla formazione generale 50 coordinata e congiunta verranno suddivisi in gruppi, di dimensioni variabili fra le 15 e le 20 unità, sulla base della data di entrata in servizio e della collocazione territoriale. I Formatori accreditati sono appartenenti agli Enti soci del Copresc. Si prevede l’intervento di esperti e la presentazione di testimonianze dirette, anche in questo caso individuati all’interno degli enti soci. Si precisa che i formatori si assumono questo impegno a titolo gratuito, senza ulteriori oneri per il Copresc. (vedi scheda di attuazione allegato 2) 33) Contenuti della formazione: I Moduli formativi sono i seguenti: 1. L’identità del gruppo in formazione (4 ore) Obbiettivi e Contenuti: Sostenere l’esperienza e la sua rielaborazione, favorire l’attenzione alla cura delle relazioni, sostenere la motivazione, sostenere l’orientamento per il futuro. Attività e metodologie: il modulo viene affrontato interamente tramite dinamiche non formali: focus group, attività ludico formative e lavoro in gruppi. 2. Dall’obiezione di coscienza al servizio civile nazionale (4 ore) Obbiettivi e Contenuti: Analizzare la storia dell’obiezione di coscienza in Italia, esaminare l’evoluzione giuridica e normativa, la maturazione all’interno della legislazione della nozione di obiezione di coscienza. Attività e metodologie: il modulo viene affrontato interamente tramite lezioni frontali, coadiuvate dall’utilizzo di materiali documentali multimediali. 3. Dovere di difesa della Patria (4 ore) Obbiettivi e Contenuti: Comprendere il significato di concorrere alla difesa della Patria e della comunità. Attività e metodologie: le 4 ore di lezione frontale del modulo precedente sono seguite da questo secondo blocco, più articolato, che prevede alcuni momenti di lezione frontale completati da focus group e lavoro in gruppi. 4. Difesa civile non armata e non violenta (3 ore) Obbiettivi e Contenuti: Valori e storia della non violenza, pratica e strategia della non violenza nei periodi di conflitto e nei momenti di tensione sociale. Attività e metodologie: questo modulo segue sostanzialmente la stessa dinamica del precedente, con alcuni momenti di lezione frontale completati da focus group e lavoro in gruppi. 5. La protezione civile (3 ore) Obbiettivi e Contenuti: La cittadinanza attiva a livello ambientale e territoriale, la difesa della natura, la tutela del patrimonio storico e artistico. Attività e metodologie: il modulo si articola alternando momenti di lezione frontale a dinamiche non formali di tutti i tipi previsti (focus group, attività ludico formative e lavoro in gruppi). 51 6. Solidarietà e forme di cittadinanza (5 ore) + L’intercultura (SCR) Obbiettivi e Contenuti: Favorire l’educazione alla solidarietà alla cittadinanza attiva, alla pace e alla responsabilità ambientale. Attività e metodologie: il modulo, strettamente legato al precedente, si articola con la stessa modalità, alternando momenti di lezione frontale a dinamiche non formali di tutti i tipi previsti (focus group, attività ludico formative e lavoro in gruppi). 7. Servizio civile nazionale, associazionismo e volontariato (5 ore) Obbiettivi e Contenuti: Approfondire il tema del volontariato sia dal punto di vista storico, sia da quello normativo, finalità e caratteristiche delle associazioni di volontariato, le dinamiche sociali di emarginazione e di integrazione. Attività e metodologie: Il modulo si articola in diversi momenti di dinamiche on formali come il lavoro in gruppi, la discussione su focus group e attività ludico formative. 8. Normativa vigente e Carta d’Impegno Etico (4 ore) Obbiettivi e Contenuti: Il Servizio Civile Volontario come istituzione autonoma dello Stato italiano, le sue caratteristiche di ordinamento e struttura. Attività e metodologie: il modulo si sviluppa prevalentemente con la forma della lezione frontale, coadiuvata da materiale multimediale come slide e presentazioni digitali e completata da un momento di lavoro in gruppi. 9. Diritti e doveri del giovane in servizio civile nazionale (4 ore) Obbiettivi e Contenuti: Conoscere il sistema specifico del Servizio Civile Nazionale. Attività e metodologie: il modulo si sviluppa intermente su lezioni frontali, eventualmente coadiuvate dall’utilizzo di materiali multimediali quali slide o presentazioni digitali. 10. Presentazione dell’Ente (3 ore) Obbiettivi e Contenuti: Questo modulo è affidato ai singoli Enti che provvedono ad inserirlo nel percorso della formazione generale con il coordinamento e la supervisione del Copresc. Attività e metodologie: il modulo segue prevalentemente dinamiche non formali e di interazione con l’Ente stesso. 11. Lavoro per progetti (3 ore) Obbiettivi e Contenuti: Conoscere e comprendere la progettazione in ambito sociale, culturale e ambientale, abilitare e sostenere la comunicazione e l’animazione del territorio durante e dopo il servizio. Attività e metodologie: il modulo si articola su un primo momento di lezione frontale seguito da una discussione su focus group. (vedi scheda di attuazione allegato 2) 52 34) Durata: La durata complessiva della formazione generale è di 42 ore, di cui: - 39 ore di formazione coordinata e congiunta; - 3 ore: il modulo 10: Presentazione dell’Ente, a carico dei singoli Enti Il percorso della formazione generale verrà avviato secondo programma dopo un mese (4 settimane) dalla presa di servizio delle volontarie e dei volontari. (vedi scheda di attuazione allegato 2) 53 Formazione specifica (relativa al singolo progetto) dei volontari 35) Sede di realizzazione: Comune di Russi – Settore Pianiificazione e Gestione del Territorio – Servizio Ambiente – via Babini, n. 1 – 48026 Russi (Ra) 54 36) Modalità di attuazione: In proprio presso l’Ente con formatori specifici dell’Ente 37) Nominativo/i e dati anagrafici del/i formatore/i: Modulo A (12 ore): Fabrizio Sermonesi nato a Ravenna il 02/06/1968, codice fiscale SRMFRZ68H02H199L, residente a Russi (Ra), cap. 48026, via dei Martiri n. 19, vedi curriculum allegato C; Modulo B (20 ore): Luca Babini, nato a Forlì, il 05/07/1972, codice fiscale BBNLCU72L05D704S, residente a Casalpusterlengo (LO), cap.26841, in via Nenni; 10, vedi curriculum allegato E; Modulo C (20 ore): Federico Vespignani, nato a Ravenna, il 10/12/1974, codice fiscale VSPFRC74T10H199Q, residente a Russi (Ra), cap. 48026, in via Chiesuola, n. 8, vedi curriculum allegato D; Modulo D (25 ore): Federica Casoni, nata a Rimini, il 27 settembre 1971, codice fiscale CSNFRC71P67H294C, residente a San Mauro Pascoli, cap. 47030, in via dei Tigli n.1/a vedi curriculum allegato F. 38) Competenze specifiche del/i formatore/i: Modulo A (12 ore): Fabrizio Sermonesi, Responsabile Settore Pianificazione e Gestione del Territorio, ha la responsabilità della gestione dell’intero patrimonio dell’Ente, cura la progettazione dei principali interventi di riqualificazione e valorizzazione degli immobili comunali partendo dall’analisi storico, culturale, architettonica dei singoli elementi oggetto di studio con l’obiettivo di garantire la corretta anamnesi delle diverse risorse su cui si interviene. (titolo di studio: Laurea in Architettura), vedi curriculum allegato C; Modulo B (20 ore): Luca Babini, Istruttore Direttivo Tecnico Servizio Patrimonio e Opere Pubbliche, (titolo di studio: laureato in ingegneria per l’ambientale e il territorio), cura la progettazione e le successive fasi esecutive di alcuni degli interventi di qualificazione del patrimonio. Segue, in particolare, in collaborazione con gli Enti di gestione, la valorizzazione delle aree naturalistiche (ARE Villa Romana, aree SIC/ZPS, ..). vedi curriculum allegato E; Modulo C (20 ore): Federico Vespignani, Istruttore Direttivo Amministrativo, Servizio Sviluppo Economico e Ambiente, (titolo di studio: laurea in Giurisprudenza), segue i rapporti con gli Enti di gestione delle risorse naturalistiche, cura i rapporti con le scuole per la realizzazione di iniziative di educazione ambientale, è responsabile dell’organizzazione di eventi ed iniziative per la valorizzazione delle eccellenze 55 produttive ed enogastronomiche, collabora con associazioni ed enti di promozione delle tipicità e della biodiversità. vedi curriculum allegato D; Modulo D (25 ore): Federica Casoni, Cooperativa Atlantide (laurea in Scienze Geologiche), Responsabile delle risorse tecniche, progettista di laboratori di educazione ambientale e di itinerari didattici in ambiente naturale per le scuole materne, elementari, medie inferiori e superiori, di musei e centri di educazione ambientale, vedi curriculum allegato F 39) Tecniche e metodologie di realizzazione previste: La formazione si sviluppa su quattro moduli, per un totale di 77 ore, delle quali 62 di lezione frontale e 15 di esercitazioni pratiche 40) Contenuti della formazione: Modulo A : 12 ore lezione frontale suddivise in 3 incontri di 4 ore ciascuno. Lezioni frontali: 1° incontro: informazioni sulla legislazione generale che regola i rapporti interni ed esterni dell’Ente (D.lgs 267/00: Testo Unico Enti Locali, legge 241/1990,..); 2° incontro: informazioni sull’entità del patrimonio culturale del Comune e brevi cenni storici sulla nascita e sull’evoluzione del nostro territorio; 3° incontro: informazioni di base sulla disciplina normativa che regolamenta la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale finalizzate a preservare la memoria della comunità e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura sull’organizzazione nelle materie delle attività culturali (D.lgs 42/04: Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio). Modulo B: 20 ore, delle quali: - 15 ore lezione frontale suddivise in 3 incontri di 5 ore ciascuno; - 5 ore di esercitazioni pratiche. Lezioni frontali: 1° incontro: approfondimento sulla disciplina normativa che regolamenta la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale; 2° incontro: nozioni di base sulle norme che regolamentano gli interventi sul patrimonio pubblico (D.lgs 163/2006 Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE) 3° incontro: nozioni sulla Rete Natura 2000 (conservazione della biodiversità presente nel territorio dell'Unione Europea) e inquadramento del territorio in relazione ai vincoli comunitari SIC/ZPS, Esercitazioni pratiche: ideazione “percorso didattico” naturalistico; Modulo C: 20 ore, delle quali: - 15 ore lezione frontale suddivise in 3 incontri di 5 ore ciascuno; - 5 ore di esercitazioni pratiche: Lezioni frontali: 1° incontro: approfondimento sul tema delle eccellenze naturalistiche, produttive e enogastronomiche; 2° incontro: illustrazione natura, compiti, funzioni, rapporti, enti e associazioni che gestiscono le risorse naturalistiche, di tutela della biodiversità, per la valorizzazione e la promozione delle tradizioni e delle tipicità locali; approfondimento relazioni ente- 56 associaizoni; 3° incontro: illustrazione modalità e tecniche di organizzazione e gestione di eventi e iniziative. Esercitazioni pratiche: predisposizione scheda evento Modulo D: 25 ore, delle quali: - 20 ore lezione frontale suddivise in 4 incontri di 5 ore ciascuno; - 5 ore di esercitazioni pratiche. Lezioni frontali: 1° incontro: progettazione e gestione di attività e servizi nei settori dell’ambiente, dell’educazione, della cultura e del turismo; 2° incontro: modalità di predisposizione di campagne di comunicazione, individuazione canali divulgativi e tipologie di materiali in relazione ai target individuati; 3° incontro: illustrazione esperienze svolte in contesti di progettazione analoghi 4° incontro: importanza dei network tematici, delle sinergie con gli enti, le istituzioni e le associazioni deputate alla valorizzazione territoriale, modalità di finanziamento investimenti (fonti interne, fonti esterne) in particolare l’accesso ai fondi Regionali e Comunitari; Esercitazioni pratiche: compilazione fac-simile formulario per richiesta contributi, schedatura campagna di comunicazione; 41) Durata: 77 ore Altri elementi della formazione 42) Modalità di monitoraggio del piano di formazione (generale e specifica) predisposto: Il piano di monitoraggio della formazione prevede: 1. verifica “ex ante”, che consiste in una valutazione preliminare all’avvio del progetto, e più precisamente: - incontri tra il referente dell’Ente per la formazione generale e Copresc per la definizione del percorso di formazione generale; - incontri fra OLP, referente della formazione e le altre risorse dell’Ente per la definizione e la condivisione dei moduli della formazione specifica (individuazione materie, numero di ore, nominativi formatori); 2. incontro preliminare con i volontari dell’Ente per la presentazione della formazione generale e dei moduli della formazione specifica (entro la prima settimana dall’avvio del progetto); 3. incontro in itinere con i volontari dell’Ente per il monitoraggio della formazione generale e della formazione specifica (a metà percorso); 4. somministrazione ai volontari dei sottoelencati questionari; 5. incontro finale con i volontari dell’Ente per il monitoraggio della formazione generale e della formazione specifica; 6. esame dei questionari e valutazioni utili al monitoraggio complessivo del progetto, poi utilizzato nel report finale trasmesso e condiviso con il Copresc (come descritto nel box 20) 57 Considerata l’importanza fondamentale del percorso di formazione generale e specifica intrapreso dalle volontarie e dai volontari in Servizio Civile, si è ritenuto utile integrare le schede di monitoraggio numero 2 e 3 con un incontro preliminare (vedi punto 2) , svolto con le modalità del colloquio senza utilizzare questionari o prove tecniche, volto a valutare aspettative e competenze iniziali dei giovani sui temi trattati nella formazione generale e nella formazione specifica. In questo modo le sottoriportate schede del monitoraggio, compilate alla conclusione dei percorsi formativi, possono essere confrontate con quanto emerso negli incontri preliminari al fine di ottenere un quadro più nitido dell’effettiva crescita delle volontarie e dei volontari, tanto come singoli quanto come gruppo, delle criticità da risolvere rilevate nella formazione e degli elementi di qualità da valorizzare. Il Monitoraggio condiviso in ambito Copresc, come descritto negli allegati alla scheda di attuazione, prevede quindi: Prima dell’avvio del percorso di formazione generale gli Enti organizzano un colloquio preliminare con i giovani in servizio al fine di valutare competenze iniziali ed aspettative di volontarie e volontari. Al termine della formazione generale al giovani viene somministrata l’apposita scheda di monitoraggio (si allega la scheda, che è parte del percorso di monitoraggio condiviso). Dal confronto fra quanto emerso dagli incontri preliminari e dalle schede di monitoraggio conclusive, si procede ad una analisi ed elaborazione dei dati ai fini di verifica e nuova progettazione, tenendo conto delle criticità e degli elementi di qualità. ALLEGATO 3.2: QUESTIONARIO DI RILEVAZIONE PER LA FORMAZIONE GENERALE AI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE Cognome ……..……………… Nome …………………………… Titolo progetto………………………………………….………………………… Ente……………….……………………………… Area d’intervento……………………………………… 2. Ti ritieni soddisfatto dell’esperienza di formazione generale svolta? Per niente 1 2 3 4 5 Commenti: ...................................................................................................... Pienamente 2. Come valuti l’utilità della formazione rispetto a: 2.1 acquisizione di competenze operative di gestione di attività no-profit? Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile 2.2. acquisizioni di competenze relazionali-sociali (comunicare, lavorare in gruppo, …) Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile 2.3 conoscenza del settore di tuo interesse Poco utile 1 4 5 Molto utile 2.4 conoscenza della normativa relativa al servizio civile Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile 6. 2 3 In sostanza ritieni che il percorso abbia raggiunto gli obiettivi previsti? 1 2 3 4 5 Per niente Commenti: ...................................................................................................... Pienamente 58 7. Nel complesso sei soddisfatto dell’attività e della preparazione dei formatori? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Commenti: ........................................................................................................................ 8. Come valuti la durata del percorso formativo? Poco utile 1 2 3 4 5 Commenti: .................................................................................................... Molto utile 6. Cosa ritiene che possa essere migliorato nel percorso formativo? ...................................................................................................................... Data ……..……… Firma ……………………………….. ALLEGATO 3.3: QUESTIONARIO DI RILEVAZIONE PER LA FORMAZIONE SPECIFICA AI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE Cognome ……..………………Nome ………………………………………… Titolo progetto………………………………………….………………………… Ente……………….……………………………… Area d’intervento……………………………………… 2) In complesso sei soddisfatto dell’esperienza di formazione specifica svolta? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Commenti: ........................................................................................................................ 2) Come valuti l’utilità della formazione rispetto a: d) acquisizione di competenze tecnico-professionali (attività pratiche) Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile e) acquisizioni di competenze relazionali-sociali (comunicare, lavorare in gruppo, …) Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile f) conoscenza del settore di tuo interesse Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile 3) In complesso ritieni che il percorso abbia raggiunto gli obiettivi previsti? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Commenti: ...................................................................................................................................... 4) In complesso sei soddisfatto dell’attività e della preparazione dei formatori? Per niente 1 2 3 4 5 Pienamente Commenti: ........................................................................................................ 5) Come valuti la durata della formazione specifica? Poco utile 1 2 3 4 5 Molto utile Commenti: ............................................................................................................................ 6) Cosa ritiene che possa essere migliorato nel percorso formativo? ............................................................................................................................ Data ……..……………… Firma Data ………………………… Il Responsabile Legale dell’Ente Il Sindaco Sergio Retini 59