PSICONCOLOGIA
Un progetto ispirato
per sostenere il PAZIENTE
di Massimo Barberi
Corbis
I malati di cancro al polmone
che sono stati assuefatti al fumo
spesso fanno i conti con i sensi di colpa
legati alla causa della malattia.
Per loro è nato un programma di assistenza
I due opuscoli contengono
partito anche in Italia
il progetto Inspire, un’ini- informazioni utili su come
ziativa
internazionale gestire gli aspetti emotivi della
promossa dall’International patologia, come affrontare l’arPsychoncology Society (IPOS, gomento e discuterne serenala società scientifica che rag- mente, una serie di suggerimenti che riguardano
gruppa i maggiori
esperti mondiali Un aiuto mirato la vita di tutti i
di psiconcologia) a chi affronta giorni e i riferimenti a fonti
con l’obiettivo di
un percorso informative qualioffrire un suppordifficile
ficate e certificate.
to psicologico
Perché la prima
concreto sia a
coloro che devono affrontare il cosa che spesso si fa, dopo una
tumore del polmone, sia ai loro diagnosi di questa natura, è
andare alla ricerca di più inforfamiliari.
Il primo passo è stato la rea- mazioni possibili, soprattutto in
lizzazione di due guide, che si Internet. E navigando sulla rete
rivolgono rispettivamente a non sempre si trovano docupazienti e a chi se ne prende menti e notizie valide.
cura, realizzate dalla Società italiana di psiconcologia (SIPO) e CONSIGLI
con l’aiuto della Fondazione PRATICI E UTILI
AIOM (Associazione italiana di
Tenere un diario quotidiano
oncologia medica).
dove annotare tutte le emozioni
È
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e i pensieri. Non temere di chiedere informazioni di qualunque
tipo al medico. Non sforzarsi di
tollerare il dolore: esistono farmaci che lo possono controllare
efficacemente. E per i familiari:
non pretendere di dare sempre
una risposta, a volte è meglio
andare assieme al malato dal
medico e chiedere a lui le infor-
mazioni adeguate. Sono questi
alcuni esempi di consigli utili
contenuti nei fascicoli redatti
dagli esperti.
“Queste indicazioni sono
preziose” commenta Laura
Gangeri, psiconcologa dell’Istituto nazionale tumori di Milano “perché sono le risposte alle
domande che più di frequente
Dove trovare gli opuscoli
Le due guide pratiche per la gestione
degli aspetti emotivi sono
disponibili presso le
unità di oncologia
medica e psiconcologia
oppure possono essere
scaricate gratuitamente
in formato pdf dai
siti Internet della
Fondazione AIOM
(www.fondazioneaiom.it) e
della Società scientifica SIPO
(www.siponazionale.it).
Il carcinoma polmonare si combatte con più vigore
si pongono i pazienti”.
E per capire quali sono i
bisogni e le domande dei malati, nell’ambito del progetto
Inspire è stata realizzata un’indagine europea ad hoc. Ne è emerso che gli italiani affetti da carcinoma polmonare ritengono
essenziale, oltre ad avere notizie
chiare e precise, anche il supporto emotivo. Per l’88 per
cento degli intervistati è infatti
fondamentale riceverlo sia subito dopo la diagnosi, il momento più difficile e traumatico, sia
durante il trattamento. Un terzo
circa afferma che il supporto
ricevuto non è sufficiente e l’80
per cento gradirebbe riceverne
di più. Soltanto la metà circa
delle persone interpellate sa che
esistono associazioni di pazienti
che possono offrire questi servizi e il 92 per cento non ha mai
avuto in mano un opuscolo
dedicato all’argomento. Non è
un caso infatti che il numero
verde predisposto dal progetto
Inspire (800 237 303), un servizio di counselling attivo nei
giorni feriali dalle 14 alle 17,
riceva dalle 45 alle 55 telefonate
quotidiane per un totale, finora,
di oltre 45.000 telefonate.
TRA PAURA
E SENSI DI COLPA
A detta degli psicologi esperti nella materia, il tumore del
polmone è tra quelli che crea
più difficoltà emotive perché la
causa principale è il fumo di
sigaretta e quindi è quasi inevitabile che si venga assaliti dai
sensi di colpa. “Se avessi smesso
di fumare vent’anni fa…”.
“Il senso di colpa può insorgere spesso” commenta la psiconcologa “ma non è l’unico
aspetto psicologico e forse nem-
Sono due le forme di tumore del polmone: quello
a piccole cellule (il 25 per cento dei casi) e quello
non a piccole cellule (il 75 per cento dei casi).
Nel mondo, ogni anno, sono un milione e 400 mila
le persone che si ammalano di questa neoplasia
e nel nostro Paese si registrano tra i 35 mila e i 40
mila casi all’anno. È la patologia tumorale più
comune in Occidente.
Benché si tratti di una patologia in aumento, specie
tra le donne, a causa dell’abitudine al fumo, grandi
passi avanti si sono fatti negli ultimi anni.
La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è
aumentata e la terapia chirurgica, che consente di
eliminare il tumore ma solo se diagnosticato in fase
molto precoce, è passata dal 10 per cento dei casi
nel 1995 al 25-30 attuale. Questo significa che
l’attenzione al problema consente di fare diagnosi
tempestive, anche se non è ancora stato identificato
uno strumento adatto a uno screening della
popolazione a rischio.
Sperimentazioni positive sono state portate a
termine con la TC spirale combinata con la PET
(tomografia a emissione di positroni) mentre sono
ancora in corso gli studi di prevenzione secondaria
con farmaci. Alcune molecole potrebbero infatti
essere in grado di bloccare lo sviluppo di un tumore
individuato nelle fasi precocissime.
meno quello più importante, se
non fosse perché aggrava altri
pensieri nefasti comuni a molti
malati oncologici”. È infatti la
paura di morire il sentimento
prevalente, soprattutto perché
nell’immaginario collettivo è
diffusa l’opinione che il carcinoma polmonare, a differenza di
altri tumori, sia sempre incurabile. “Al momento della diagnosi c’è lo shock, come prima reazione. E nei mesi successivi, tra
esami, consulti e terapie c’è
poco spazio per ripensare alle
cause”.
Il senso di colpa e la tendenza a indagare sul proprio passato subentra invece a distanza di
un anno. “E a questo punto, se
viene richiesto, forniamo un
supporto adeguato a elaborare il
pensiero di essere stati causa del
proprio male, magari per debolezza nei confronti di un vizio di
cui si conoscevano bene i rischi”
commenta l’esperta.
La gestione psicologica ed
emotiva dei pazienti con tumore del polmone non è significativamente diversa da quella di
altre neoplasie. “Cambia invece
da persona a persona, a seconda dei bisogni individuali e
delle richieste” spiega ancora
Gangeri.
Ansia, depressione, paura,
stress emotivo e disturbi del
sonno sono i problemi più frequenti. “Spesso” aggiunge
“viene richiesto anche un supporto nel percorso decisionale”,
quando cioè il paziente deve
scegliere se e come affrontare la
terapia.
In Italia il servizio di supporto psicologico in ambito onco-
inspire.....
logico è ancora molto indietro,
soprattutto se ci si allontana
dalle grandi città e dai grandi
istituti di ricerca e cura.
“Anche se dal punto di vista
culturale ormai è assodata l’importanza di questo intervento
ed è stato dimostrato che
influisce sull’andamento del
trattamento, mancano ancora
strutture e personale adeguato
in numerose realtà territoriali”
lamenta l’esperta. Nel nostro
Paese, il servizio di psiconcologia è infatti a macchia di leopardo: ci sono aree all’avanguardia accanto ad altre totalmente scoperte. Anche per
questo le iniziative come Inspire, che permettono di raggiungere una persona preparata a
rispondere alle domande con
una semplice telefonata, costituiscono uno strumento prezioso per i pazienti.
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