ANAAO TOSCANA
Lunedì, 26 gennaio 2015
ANAAO TOSCANA
Lunedì, 26 gennaio 2015
Anaao Toscana
26/01/2015 Il Tirreno Pagina 13
1
«Costretta ad andare a Pisa per curare mia figlia»
26/01/2015 Il Tirreno (ed. Massa­Carrara) Pagina 12
2
"Suina", si aggravano i due pazienti
26/01/2015 Il Tirreno (ed. Pisa) Pagina 13
4
Bimbo non visitato: «Non c' era urgenza»
26/01/2015 Il Tirreno (ed. Pistoia­Montecatini) Pagina 11
6
Una sede autonoma e nuovi macchinari gli obiettivi della Lilt
26/01/2015 Il Tirreno (ed. Viareggio) Pagina 11
8
Assemblea pubblica sul futuro dell' Asl Versilia
26/01/2015 Il Tirreno (ed. Viareggio) Pagina 11
9
Bimbo non visitato dall' otorino: «Non c' era nessuna urgenza»
26/01/2015 La Nazione (ed. Livorno) Pagina 6
11
«Cecina e Piombino: ospedali salvi solo se uniti»
26/01/2015 La Nazione (ed. Lucca) Pagina 2
12
Appello della Uil: «Futuro del Campo di Marte e criticità del...
26/01/2015 La Nazione (ed. Prato) Pagina 6
13
Un dirigente medico
26/01/2015 La Repubblica (ed. Firenze) Pagina 1
14
Il Dea di S.M.Nuova "Noi in prima linea e niente funziona"
26/01/2015 La Repubblica (ed. Firenze) Pagina 5
J' accuse dei medici di Santa Maria Nuova "Stanchi della gestione del...
SIMONA POLI
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26 gennaio 2015
Pagina 13
Il Tirreno
Anaao Toscana
«Costretta ad andare a Pisa per curare mia figlia»
La mamma di una piccola di sette mesi: per due ore andirivieni inutile fra pediatria e
pronto soccorso.
LIVORNO Gaia Locatelli, 35 anni, è una
mamma arrabbiata e preoccupata quando alle
18,40 di ieri chiama il nostro giornale. «Sono in
macchina con mia figlia di 7 mesi che oggi
pomeriggio ha sbattuto la testa: ha un livido
vicino all' occhio e si è appena addormentata
in auto: la sto portando all' ospedale Santa
Chiara di Pisa, perché a Livorno non è stato
possibile farla visitare. Dalle 16,30 e per due
ore ho fatto la spola tra il pronto soccorso e il
reparto di Pediatria senza trovare un medico
che la guardasse e che mi dicesse quale
esami e terapia fare. Alla fine ho trovato
quattro infermiere nel reparto di Pediatria che
stavano bevendo un caffè e quando mi sono
lamentato la loro risposta è stata questa: "Se
ha furia vada a Pisa"».
Il raccontato di Gaia parte intorno alle 16
quando è a casa con la sua bambina. «Stava
dormendo nella carrozzina, poi ha iniziato a
piangere e non la smetteva più. L' ho guardata
e ho visto questo bozzo sulla testa, molto
probabilmente deve aver sbattuto contro il
sostegno del passeggino. Dopo qualche
minuto che piangeva, mi sono spaventata: l' ho
presa, vestita e siamo andate al pronto
soccorso». Il racconto di Gaia non è l' unico
che abbiamo ascoltato nel quale si parla di una domenica bestiale al pronto soccorso, complice una
grossa affluenza di pazienti. «Per quello che mi riguarda ­ sottolinea Gaia ­ non mi ero mai trovata in
una situazione simile: dal pronto soccorso mi hanno detto di andare a Pediatria, ma di domenica c' è un
solo medico ed era impegnato. Quindi ho trovato decine di persone in attesa, anche da prima che
arrivassimo noi. Ma la cosa incredibile era il reparto deserto, solo in una stanza in fondo al corridoio ho
trovato quattro infermiere che non mi hanno saputo dare né una spiegazione, né una soluzione».
Ecco perché Gaia ha riportato la figlia al pronto soccorso.
«Mi hanno spiegato ancora una volta che il problema è che non c' è un pronto soccorso pediatrico e
quindi di domenica quando c' è meno personale e le attese sono più lunghe». Gaia a questo punto non
ha avuto altra scelta: «Ho pensato che avrei potuto aspettare che visitassero mia figlia per ore, ecco
perché ho preso la macchina e siamo andate verso Pisa. Ma vi ho voluto chiamare per denunciare una
situazione di assistenza sanitaria da zona depressa del mondo».
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26 gennaio 2015
Pagina 12
Il Tirreno (ed. Massa­
Carrara)
Anaao Toscana
"Suina", si aggravano i due pazienti
Il quarantenne è stato sottoposto a tracheotomia, l' ottantenne invece è stato intubato. È
il momento più difficile.
MASSA CARRARA Aumenti per i treni interregionali, quelli
che viaggiano attraversando più regioni: i pendolari
annunciano lo sciopero degli abbonamenti e denunce per
truffa con ricorso alla corte europea se le tariffe saliranno. «Da
febbraio ­ scrivono i comitati di chi si muove tra Liguria,
Lombardia e Toscana ­ è molto probabile che aumentino le
tariffe sovraregionali. Dal 2011 combattiamo contro l'
algoritmo che porta alla determinazione dei prezzi». Così i
pendolari sono sul piede di guerra. Anche se l' aumento
dovrebbe essere ufficializzato nel mensile di marzo La
questione è economica e pesa sui bilanci di persone che per
poter lavorare devono quotidianamente spostarsi tra Liguria,
Piemonte, Lombardia e Toscana. Le tariffe non salgono in
base al numero di chilometri percorsi dal treno, ma in base al
fatto che si attraversano i confini di due o più regioni. Anche a
Massa sono previste proteste con affissioni di manifesti e
sciopero dell' abbonamento.
MASSA CARRARA Le condizioni del paziente 1 affetto da
H1N1 (l' influenza cosiddetta suina), il quarantenne che si
trova nel reparto di rianimazione dell' ospedale di Carrara,
sono peggiorate in maniera drastica: i medici hanno dovuto
praticargli una tracheotomia perché non riusciva più a
respirare e l' ossigenazione stava precipitando.
Nonostante l' uomo fosse già intubato da 48 ore i polmoni
facevano fatica. Le sue condizioni da stabili sono diventate
critiche. C' è da incrociare le dita, ma i camici bianchi contano
che con l' intervento possa riuscire a superare il momento più
difficile della crisi.
Ha una serie di patologie debilitanti e la sua salute è precaria
anche quando non ha infezioni in corso: per questo i timori
che possa non farcela a venirne fuori sono fondati.
Peggiora anche l' ottantenne, il paziente 2 che si trova nel
reparto di rianimazione di Massa: l' anziano è stato intubato,
ma la sua polmonite è seria. Per ora viene monitorato
costantemente. Nonostante abbia il doppio degli anni del
paziente 1 al momento è quello messo meglio dei due. È stato
intubato per consentire all' ossigeno di arrivare ai polmoni
senza le dispersioni che ci sono con una semplice macherina
sulla bocca. E in questo momento c' è bisogno davvero della
maggior quantità di ossigeno possibile. Anche per l' ottantenne si incrociano le dita, con moderato
ottimismo però. Sempre che la situazione non precipiti improvvisamente. In ogni caso sia il quarantenne
sia l' ottantenne dovranno stare così per almeno 48 ore. E poi mercoledì i medici tireranno le somme.
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Continua ­­>
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Il Tirreno (ed. Massa­
Carrara)
Anaao Toscana
Entrambi sono arrivati in ospedale d' urgenza con problemi respiratori. Al punto che sono stati ventilati
immediatamente. E così è suonato il campanello d' allarme nei medici che li hanno visitati, decidendo
poi di effettuare degli esami specifici. A Pisa. Ed è saltato fuori che era H1N1. Il primo caso è stato
accertato a Carrara venerdì, Massa invece ha ufficializzato il suo sabato intorno all' ora di pranzo. Una
concomitanza che ha costretto l' Asl ad ammettere che c' erano due pazienti affetti dalla "suina", anche
perché la notizia aveva cominciato a diffondersi in città: «Confermiamo la presenza nelle rianimazioni di
Massa e Carrara di due pazienti affetti da insufficienza respiratoria causata da virus H1N1. Le
condizioni dei pazienti, nella loro gravità, sono stazionarie», aveva scritto il direttore di Dipartimento di
Emergenza Alberto Baratta.
La situazione però è cambiata drasticamente.
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26 gennaio 2015
Pagina 13
Il Tirreno (ed. Pisa)
Anaao Toscana
Bimbo non visitato: «Non c' era urgenza»
Parla lo specialista pisano che lavora all' ospedale Versilia: il pediatra poteva affrontare
la situazione.
VIAREGGIO La storia è tutta riassunta in due
referti, quello dell' ospedale Versilia e l' altro,
dell' ospedale di Pisa, entrambi del 18 gennaio
scorso.
Un bambino di cinque anni, un mal d' orecchio
abbastanza forte, con perdita di sangue, tanto
da far arrivare i genitori al pronto soccorso del
Versilia, una telefonata del pediatra di turno al
collega otorino reperibile che non ritiene di
dover visitare il piccolo paziente. Tanto che nel
referto del pronto soccorso si legge: «Si
contatta il dottor Ghelardi che si rifiuta di
venire, non ritiene utile per il caso una sua
consulenza urgenza». Il pediatra invia il
bambino al pronto soccorso di Pisa, con la
richiesta di "visita otorinolaringoiatrica urgente"
ed il piccolo paziente, valutato con codice
verde (urgenza differibile) viene dimesso con
la diagnosi di "otite bollosa emorragica" e l'
indicazione di lavaggi e farmaci.
Pediatra del pronto soccorso e genitori del
piccolo hanno valutato negativamente la
mancata visita da parte di Federico Ghelardi,
che oggi è facente funzione di primario al
Versilia. Ma lo specialista, che è pisano,
respinge al mittente ogni accusa e propone
una lunga serie di motivazioni al proprio
comportamento. A cominciare dal fatto che «la reperibilità è una cosa seria e va utilizzata con cautela».
Perché i numeri sono quelli che sono nella sanità 2015 ed i cinque medici del reparto al Versilia devono
vedersela con tutti i compiti che la professione propone; ambulatori, sala operatoria, reperibilità e tutto il
resto. E perché l' ospedale Versilia non ha le cosiddette "guardie attive", per tutta una serie di
specialistiche mediche, ma ­ appunto ­ attiva la sola reperibilità.
«Quando c' è da correre per un' urgenza si corre e non c' è discussione», racconta Ghelardi: «Appena
qualche notte fa, da reperibile, sono tornato in ospedale per una persona con una grave difficoltà
respiratoria... Ho timbrato la fine della reperibilità alle 7,45 e ho ritrimbrato l' inizio del turno in sala
operatoria per poi lasciare l' ospedale alle 14,15... È la nostra di vita e il nostro lavoro, niente di più».
Detto questo ­ aggiunge l' otorino ­ «nel bagaglio culturale di un pediatra ci deve essere anche trattare
un caso come quello che si è presentato al collega del Pronto soccorso». Un caso che l' ospedale di
Pisa «ha valutato come codice verde, dando le stesse indicazioni che avevo fornito io al telefono,
spiegando che i genitori andavano rassicurati e che avrei visto il bambino in ambulatorio la mattina
successiva».
Ghelardi ha valutato, insomma, che un' otite di quel tipo ­ in un periodo considerato di alta viralità come
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Il Tirreno (ed. Pisa)
Anaao Toscana
quello che ha caratterizzato l' inizio 2015 ed i picchi influenzali che ancora non accennano a scemare ­
fosse un caso, per così dire, "classico". Che il pediatra in turno al pronto soccorso avrebbe dovuto
valutare in proprio, avvalendosi della propria esperienza supportata dalle indicazioni e rassicurazioni
del collega specialista al telefono. Anche considerando ­ ricorda il dottor Ghelardi ­ che il paziente,
come si trova scritto nei referti, non aveva febbre.
(d.f.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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26 gennaio 2015
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Il Tirreno (ed. Pistoia­
Montecatini)
Anaao Toscana
Una sede autonoma e nuovi macchinari gli obiettivi
della Lilt
L' associazione lancia un appello alle forze economiche del territorio. A guidare il
consiglio ora c' è Giulietta Priami.
PISTOIA Una nuova sede e l' acquisto di nuovi
macchinari sanitari indispensabili. Queste le
principali priorità di Lilt Pistoia ­ Lega italiana
per la lotta contro i tumori, esposte dall'
associazione in occasione di una conferenza
stampa durante la quale sono stati presentati il
nuovo consiglio direttivo presieduto adesso da
Giulietta Priami, eletta nel novembre scorso, e
le attività per il 2015. Il sodalizio pistoiese
infatti, fondato nel 1961 dal dottor Giancarlo
Piperno, è oggi ospitato nei locali dello studio
medico d e l dottor Cheng Lo Quattrini Li
specialista in agopuntura, in viale Adua 39, ma
necessita di spazi più ampi e autonomi per
poter incrementare le visite specialistiche di
prevenzione rivolte alla cittadinanza, effettuate
dal 2005, al solo costo della tessera
associativa annuale (15 euro) e di un piccolo
contributo a visita (10 euro) per coprire le
spese dell' attività.
S o n o s e d i c i i medici c h e c o l l a b o r a n o
gratuitamente per le visite in più settori nell'
a m b i t o s o c i o ­sanitario, d a l l a c h i r u r g i a
vascolare e otorinolaringoiatria alla
prevenzione senologica, prostatica, tiroidea,
ginecologica, ma si occupano anche di
nutrizionismo e forniscono supporto
psicoterapeutico per i malati oncologici ed i loro familiari. Dal 1998, inoltre, Lilt Pistoia cura la segreteria
degli screening oncologici. Per continuare ad offrire alla comunità locale un servizio sempre più
qualificato professionalmente, si rende ora necessario acquistare alcuni macchinari sanitari tra i quali un
ecografo del costo di 65mila euro. Da qui l' appello dell' associazione che chiede aiuto a tutte le realtà
economiche del territorio e non. La Lilt Pistoia ha due testimonial sociali d' eccezione per la prevenzione
oncologica nelle giovani generazioni. Sono Giulia Nannini, conduttrice televisiva del programma "A sua
immagine" su Raiuno, e Emanuele Pagano già concorrente del "Grande Fratello 11" su Mediaset, oggi
attore e indossatore nonché imprenditore nel settore della ristorazione anche in Valdinievole. Lilt è
attualmente in Italia la più antica organizzazione nel settore della prevenzione oncologica, nata nel 1922
ed operante sul territorio nazionale da quasi 90 anni con 106 sezioni provinciali, 397 ambulatori e 15
hospice, oggi sotto l' Alto patronato della Presidenza della Repubblica. Il sodalizio dispone di
collaborazioni nazionali con Regioni, Province e le principali organizzazioni operanti in campo
oncologico, ed internazionali ad esempio con l' European Cancer Leagues (Ecl), l' American Cancer
Society ed analoghi istituzioni in Cina, Albania, Kosovo e Libia. "Prevenire è Vivere" è il motto della Lilt,
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26 gennaio 2015
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Il Tirreno (ed. Pistoia­
Montecatini)
Anaao Toscana
operando nell' ambito della prevenzione primaria (riduzione dei fattori di rischio attraverso corretta
alimentazione, regolare attività fisica ecc.), secondaria (diagnosi precoce della malattia, con visite
mediche specialistiche e strumentali) e terziaria (trattamenti per la cura della malattia). La Lilt organizza
ogni anno campagne nazionali come la Settimana nazionale della prevenzione oncologica, la Giornata
mondiale contro il tabacco il 31 maggio, la campagna Nastro Rosa per la prevenzione del tumore al
seno nel mese di ottobre, e promuove opuscoli esplicativi sulle principali neoplasie, vere e proprie
guide alla prevenzione curate da esperti del settore.
Leonardo Soldati ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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26 gennaio 2015
Pagina 11
Il Tirreno (ed. Viareggio)
Anaao Toscana
l' incontro.
Assemblea pubblica sul futuro dell' Asl Versilia
VIAREGGIO Rappresentanti sindacali Cgil
della Asl Versilia, Funzione pubblica­Cgil e
Cgil Versilia hanno organizzato per oggi una
assemblea pubblica del personale pubblica
«per iniziare a ragionare della situazione Asl
Versilia che a seguito della decisione della
Corte dei Conti, dei tagli previsti da Regione e
della ristrutturazione del sistema sanitario
attraverserà una fase di profondi
cambiamenti».
L' incontro, che si terrà dalle 15 alle 18 nell'
Auditorium dell' ospedale a Lido di Camaiore,
ha per titolo "Il futuro della nostra azienda alla
luce della nuova riorganizzazione della sanità
toscana". Parteciperà il presidente della
Conferenza dei servizi, Ettore Neri. Sono stati
invitati i sindaci della Versilia, la senatrice
Manuela Granaiola e altri esponenti politici.
C' è una preoccupazione duplice ­ spiega
Massimiliano Bindocci, responsabile della Cgil
Versilia ­: per il servizio e per il personale. E
noi crediamo che questa discussione vada
fatta davanti a tutti i cittadini. Ecco perché l'
iniziativa pubblica, oltre agli incontri che il
sindacato avrà con la direzione dell' Asl in tutte
le sedi».
L ' A z i e n d a sanitaria d e l l a V e r s i l i a d e v e
affrontare tre emergenze: quella dettata dalla sentenza della Corte dei Conti che impone la riduzione di
personale già avviata, quella relativa al taglio dei trasferimenti dalla Regione, a caduta sui tagli del
Governo a Firenze, e quella della riorganizzazione della sanità regionale. «Non ci convince un taglio dei
costi possibile solo tagliando le posizioni apicali», è il messaggio della Cgil: «E chiediamo chiarezza».
(d.f.
)
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26 gennaio 2015
Pagina 11
Il Tirreno (ed. Viareggio)
Anaao Toscana
Bimbo non visitato dall' otorino: «Non c' era nessuna
urgenza»
Parla lo specialista del Versilia che il medico del Pronto soccorso accusa di aver rifiutato
di vedere pur risultando reperibile: «Il pediatra era in grado da solo di affrontare la
situazione»
di Donatella Francesconi wVIAREGGIO La
storia è tutta riassunta in due referti, quello
dell' ospedale Versilia e l' altro, del Santa
Chiara a Pisa, entrambi del 18 gennaio scorso.
Un bambino di cinque anni, un mal d' orecchio
abbastanza forte, con perdita di sangue, tanto
da far arrivare i genitori al Pronto soccorso del
Versilia, una telefonata del pediatra di turno al
collega otorino reperibile che non ritiene di
dover visitare il piccolo paziente. Tanto che nel
referto del Pronto soccorso si legge: "Si
contatta il dottor Ghelardi che si rifiuta di
venire, non ritiene utile per il caso una sua
consulenza urgenza». Il pediatra invia il
bambino al Pronto soccorso di Pisa, con la
richiesta di "visita otorinolaringoiatrica urgente"
ed il piccolo paziente, valutato con codice
verde (urgenza differibile) viene dimesso con
la diagnosi di "otite bollosa emorragica" e l'
indicazione di lavaggi e farmaci.
Pediatra del Pronto soccorso e genitori del
piccolo hanno valutato negativamente la
mancata visita da parte di Federico Ghelardi,
che oggi è facente funzione di primario al
Versilia. Ma lo specialista respinge al mittente
ogni accusa e propone una lunga serie di
motivazioni al proprio comportamento. A
cominciare dal fatto che «la reperibilità è una cosa seria e va utilizzata con cautela». Perché i numeri
sono quelli che sono nella sanità 2015 ed i cinque medici del reparto al Versilia devono vedersela con
tutti i compiti che la professione propone; ambulatori, sala operatoria, reperibilità e tutto il resto. E
perché l' ospedale Versilia non ha le cosiddette "guardie attive", per tutta una serie di specialistiche
mediche, ma ­ appunto ­ attiva la sola reperibilità.
«Quando c' è da correre per un' urgenza si corre e non c' è discussione», racconta Ghelardi: «Appena
qualche notte fa, da reperibile, sono tornato in ospedale per una persona con una grave difficoltà
respiratoria...Ho timbrato la fine della reperibilità alle 7,45 e ho ritrimbrato l' inizio del turno in sala
operatoria per poi lasciare l' ospedale alle 14,15...È la nostra di vita e il nostro lavoro, niente di più».
Detto questo ­ aggiunge l' otorino ­ «nel bagaglio culturale di un pediatra ci deve essere anche trattare
un caso come quello che si è presentato al collega del Pronto soccorso». Un caso che l' ospedale di
Pisa «ha valutato come codice verde, dando le stesse indicazioni che avevo fornito io al telefono,
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Il Tirreno (ed. Viareggio)
Anaao Toscana
spiegando che i genitori andavano rassicurati e che avrei visto il bambino in ambulatorio la mattina
successiva».
Ghelardi ha valutato, insomma, che un' otite di quel tipo ­ in un periodo considerato di alta viralità come
quello che ha caratterizzato l' inizio 2015 ed i picchi influenzali che ancora non accennano a scemare ­
fosse un caso, per così dire, "classico". Che il pediatra in turno al Pronto soccorso avrebbe dovuto
valutare in proprio, avvalendosi della propria esperienza supportata dalle indicazioni e rassicurazioni
del collega specialista al telefono. Anche considerando ­ ricorda il dottor Ghelardi ­ che il paziente,
come si trova scritto nei referti, non aveva febbre.
Certo, quel "si rifiuta" messo nero su bianco nelle carte del Pronto soccorso pediatrico, e la relativa
protesta dei genitori che hanno reso pubblico il caso, adesso daranno vita al percorso interno
obbligatorio di verifica all' interno dell' Azienda sanitaria, previa verifica delle posizioni dei due medici, il
pediatra del Pronto soccorso e l' otorino reperibile. La direzione sanitaria ha preannunciato al "Tirreno" l'
intenzione di affrontare la questione già oggi. Questione che è quella del caso specifico, ma anche più
in generale quella relativa al rapporto tra medici del Pronto soccorso e specialisti reperibili. In mezzo ai
quali e alle dinamiche dell' organizzazione interna di un ospedale ­ sarebbe sempre bene ricordarselo ­
c' è il cittadino­paziente, reso più fragile dalla malattia e dalla preoccupazione per la propria salute o
quella dei propri cari.
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26 gennaio 2015
Pagina 6
La Nazione (ed. Livorno)
Anaao Toscana
SANITÀ LA UIL FUNZIONE PUBBLICA SI SCHIERA COL PIANO DI ALLEANZA VOLUTO
DAL SINDACO LIPPI.
«Cecina e Piombino: ospedali salvi solo se uniti»
CECINA­PIOMBINO SANITÀ: «Gli ospedali di
Piombino e Cecina insieme per crescere e
continuare ad erogare servizi». La Uil funzione
pubblica sanità chiede che la conferenza dei
sindaci assuma la decisione di creare un
nuovo ambito territoriale con bacino di utenza
s u p e r i o r e a 1 5 0 m i l a a b i t a n t i . A rischio
altrimenti ci saranno i servizi sanitari.
«Dal 1 marzo la Asl 6 non esisterà più spiega
il segretario Paolo Camelli ­ sarà accorpata
alla nuova Asl di Area vasta Nord Ovest il cui
ambito territoriale andrà da Massa Carrara all'
Elba. In questo nuovo ambito sanitario l e
attività ospedaliere saranno organizzate ed
attribuite secondo l' attuale normativa
nazionale che impone: almeno 150mila abitanti
per le specialistiche di chirurgia, ortopedia,
otorino, oculistica, ginecologia, urologia.
Almeno 1000 parti per l' area materno infantile
con punto nascita e pediatrica. Un tasso di
utilizzazione dei posti letto superiore all' 80%.
Dunque il futuro dei presidi ospedalieri come
Cecina, Piombino ed Elba è chiaramente
segnato: nessuno di loro da solo potrà
continuare ad erogare prestazioni specialistiche in regime di ricovero». Stando ai conti del segretario Uil
Camelli «in ballo ci sono 2500 cittadini che sarebbero costretti a cercare altrove risposte ai loro bisogno,
400 posti di lavoro che nel tempo sarebbero perduti, 80 milioni di euro di spesa sanitaria che sarebbe
trasferita verso altri territori. Le soluzioni alternative ci sono e la legge le prevede incalza Camelli ­ sono
nelle disponibilità dei governi locali a loro spetta assumere decisioni: proprio la possibilità di realizzare
nuovi ambiti territoriali con una popolazione superiore ai 150mila abitanti». La Val di Cornia insieme alla
Val di Cecina contra 160mila abitanti, con l' Elba 175mila. «Ci sono quindi almeno due soluzioni per
metter in sicurezza i presidi ospedalieri a sud di Livorno conclude Camelli e danno sarebbe causato al
presidio di Livorno. Cecina e Piombino insieme avranno la possibilità di unire le forze e le competenze
professionali per consolidare i servizi specialistici, il punto nascita, l' occupazione, recuperare i 20
milioni di euro che ora l' area sta perdendo».
m. p.
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26 gennaio 2015
Pagina 2
La Nazione (ed. Lucca)
Anaao Toscana
Appello della Uil: «Futuro del Campo di Marte e
criticità del S.Luca: subito il tavolo di confronto»
UN TAVOLO di concertazione sulla sanità che
coinvolga la direzione aziendale, gli
amministratori locali e le parti sociali in modo
da affrontare le criticità esistenti.
Questa la proposta della Uil Fpl. «Per noi ­
continuano i sindacalisti Uil Fpl Pietro
Casciani, Andrea Lunardi, rispettivamente
segretario provinciale e aziendale del
sindacato ­ , è indispensabile affrontare da una
parte la situazione economica che vede la Asl
2 penalizzata dalla stessa Regione per i ridotti
trasferimenti, si parla di meno 15 milioni di
euro, dall' altra le criticità esistenti nel nuovo
ospedale che vanno dalle dotazioni organiche
carenti, al modello di intensità di cura che ad
oggi è entrato in fibrillazione, alla funzionalità
dei servizi erogati dal concessionario».
IN MERITO al personale, a luglio la Uil Fpl ha
istituito un tavolo permanente di concertazione
sulle criticità del S.Luca, mettendo a fuoco un
elenco di criticità, e le possibili soluzioni. «E'
da lì che bisogna ripartire ­ aggiungono ­ ,
convocandolo con cadenza periodica, visto
che ora questa necessità è riscontrata anche
da altri sindacati». Tra i problemi trattati, la questione parcheggi, orologi marcatempo, dotazioni
organiche. «L' unica arma che abbiamo ­ concludono ­ è prevenire i problemi e lavorare sempre in un
range di sicurezza». Infine, un approfondimento dovrà riguardare anche il futuro del Campo di Marte.
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26 gennaio 2015
Pagina 6
La Nazione (ed. Prato)
Anaao Toscana
ESTAV NORD OVEST.
Un dirigente medico
L' ESTAV Nord­Ovest della Regione Toscana
è l' ente per i servizi tecnico amministrativi dell'
Area Vasta Nord Ovest ha indetto una elezione
pubblica unificata, per titoli ed eventuale
colloquio tecnico professionale, per il
conferimento di n. 1 incarico a tempo
determinato nel profilo di Dirigente Medico
Disciplina Otorino­laringoiatria per l' attività di
audiologia­otologia, in particolare dell'
audiologia infantile. L' avviso è disponibile sul
sito www.estav­nordovest.toscana.it e sul
Bollettino Ufficiale della Regione Toscana. E'
possibile inviare la domanda di partecipazione
entro il 28 gennaio prossimo.
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26 gennaio 2015
Pagina 1
La Repubblica (ed.
Firenze)
Anaao Toscana
I 19 medici del pronto scrivono al dg della Asl Morello "Mancano farmaci, il 118 non filtra, attese
di 36 ore"
Il Dea di S.M.Nuova "Noi in prima linea e niente
funziona"
>> ATTESE lunghissime, farmaci che
mancano in magazzino, organico carente, il
118 che non filtra abbastanza le chiamate, le
case di cura e le Rsa che scaricano i problemi
dei loro pazienti sul Dea. E' una lettera di
accuse pesantissima quella che stamattina i
19 medici del pronto soccorso di Santa Maria
Nuova inviano al direttore generale della Asl
P a o l o Morello. « S i a m o s t a n c h i d i d i
rappresentare un' azienda che non ha il
coraggio di mettere la faccia davanti all' utenza
ma utilizza me per farlo e solo quando le cose
vanno male. Mi sono stancato di essere
giudicato in base a fantomatici budget che
riducono il mio operato». L' epidemia di
influenza spinge soprattutto gli anziani a
rivolgersi ai pronto soccorso, nei primi 12
giorni dell' anno i codici rossi sono passati da
1,9 a 3 per cento, i gialli da 17,7 a 24,9 e gli
ultra65enni sono stati il 10 per cento in più.
Sono cresciute del 50% le diagnosi di infezioni
alle vie respiratorie, bronchiti e
broncopolmoniti. L' assessore toscano alla
Salute Luigi Marroni lancia nuovamente l'
appello a vaccinarsi: «I vaccini ci sono », dice
l' assessore, «e invito in particolare ai soggetti
a rischio a valutare questa possibilità».
POLI A PAGINA V L' ospedale Santa Maria Nuova.
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26 gennaio 2015
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La Repubblica (ed.
Firenze)
Anaao Toscana
J' accuse dei medici di Santa Maria Nuova "Stanchi
della gestione del pronto soccorso"
Lettera dei 19 dottori alla Asl: mancano i farmaci da più di 30 giorni, il 118 non filtra, il
sistema non regge.
SIMONA POLI SCOPPIANO i pronto soccorso
degli ospedali toscani, il picco dell' influenza
spinge soprattutto gli anziani a cercare
assistenza nelle ore e nei giorni in cui i medici
di famiglia non lavorano, le attese sono spesso
lunghissime, i nervi di pazienti e operatori
sanitari sempre più fragili. Nel dipartimento di
emergenza e accettazione di Santa Maria
Nuova il livello di guardia è stato superato,
raccontano i 19 dottori in servizio. Che proprio
questa mattina invieranno per raccomandata
al direttore generale della Asl Paolo Morello
una lettera che suona qualcosa di più di una
semplice protesta. Il testo, di una sola pagina,
firmato dai medici del Dea è un grido collettivo
di esasperazione, scritto in prima persona
singolare, come se la voce di uno fosse la
voce di tutti. «Mi sono stancato di dover
inventare scuse ai parenti dei pazienti per
spiegare come mai il loro caro attende il
ricovero da più di 36 ore», attacca la lettera
centrando subito la questione più calda di
questi giorni drammatici. «Mi sono stancato di
rappresentare un' azienda che non ha il
coraggio di mettere la faccia davanti all' utenza
ma utilizza me per farlo e solo quando le cose
vanno male», va avanti il testo. «Mi sono
stancato di dover elemosinare terapia per i pazienti per la mancanza di farmaci essenziali nei nostri
magazzini ormai da più di 30 giorni», continua. «Mi sono stancato di un sistema di 118 che non filtra sul
territorio diventando semplice servizio di taxi. E mi sono stancato di strutture paraospedaliere (tra cui
molte case di cura convenzionate e accreditate) che non sono capaci di eseguire i loro compiti e di
fronte alla minima difficoltà utilizzano il nostro ospedale per risolvere i loro problemi. Mi sono stancato di
essere giudicato in base a fantomatici budget che riducono il mio operato». Un attacco durissimo, che
arriva ­ come spiega uno dei medici del pronto soccorso ­ «dopo che il primario Pratesi ha girato a noi
tre e­mail di protesta da parte dell' utenza da lui ricevute. Come se fosse colpa nostra se abbiamo un
organico insufficiente e un sistema che complessivamente non regge più.
Qualcuno prima o poi dovrà assumersi qualche responsabilità, invece di scaricarle sempre addosso a
chi lavora in prima linea».
I medici lamentano una «gestione burocratica sempre più pesante che sottrae risorse ed energie all'
attività sanitaria» e «difficoltà ad assistere in tempi rapidi l' affluenza al pronto soccorso». Il piano per
smaltire le ferie arretrate, raccontano, «è stato spalmato su 5 anni, altrimenti non ce la potremmo mai
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fare». Intanto l' assalto ai Dea continua. La direzione generale della Asl fa sapere che nei primi dodici
giorni di gennaio rispetto allo stesso periodo del 2014 l' accesso a Torregalli è aumentato del 19,4%
(1600 persone in totale), a Ponte a Niccheri del 9,8 (1309 accessi) e a Santa Maria Nuova del 6,8 (1168
accessi). I codici rossi sono passati da 1,9 a 3 per cento, i gialli da 17,7 a 24,9 e gli ultra65enni sono
stati il 10 per cento in più.
Sono cresciute del 50% le diagnosi di infezioni alle vie respiratorie, bronchiti e broncopolmoniti. Anche
per questo l' assessore toscano alla Salute Luigi Marroni lancia nuovamente l' appello a vaccinarsi
contro l' influenza: «I vaccini ci sono», dice l' assessore, «e invito in particolare ai soggetti a rischio a
valutare l' opportunità di vaccinarsi, visto che il picco dell' influenza arriverà nelle prossime settimane».
© RIPRODUZIONE RISERVATA "Non vogliamo più inventare scuse ai pazienti che aspettano il
ricovero da oltre 36 ore" ORA BASTA I medici del Dea di Santa Maria Nuova protestano. A sinistra l'
assessore Marroni.
SIMONA POLI
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