cent 50 DIRETTORE EDITORIALE GIOVANNI COVIELLO Spedizione in A.P. - 45% art.2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona Roma ladrona, Vicenza capitale senza portafoglio Che Vicenza sia al centro dell'attenzione, nazionale e internazionale, è da qualche tempo un'abitudine. Si è cominciato, curiosamente, con lo show di Berlusconi in fiera davanti agli industriali veneti osannanti (a sorpresa?) nei suoi confronti, si prosegue da mesi col problema (business?) del Dal Molin agli Usa. Questione che se ha avuto un merito, oltre a quello di aver rilanciato a livelli olimpionici lo sport tutto italico del ping pong delle responsabilità, è quello di aver dimostrato che in politica internazionale (tradotto, nei rapporti con i Bush di turno) la nostra autonomia (libertà sarebbe dir troppo) è vicina allo zero, che al governo ci sia il Cavaliere o il Professore. E ora la Lega di Bossi è pronta a contribuire alla notorietà di una città una volta famosa soprattutto per il genio di Andrea Palladio, insediando nella palladiana villa Bonin, proprio davanti alla Fiera, il parlamento padano. La cerimonia è programmata per il 10 febbraio e, immaginiamo, sarà ripresa e irradiata da chissà quante tv, visto che in quell'occasione convergeranno a Vicenza tutti i big leghisti. A cominciare dal senatùr. "pronto a grandi proclami sulla voglia di secessione", come diceva mercoledì Il Giornale di Vicenza di Giulio Antonacci, che nella proclamazione dell'ennesima fondazione della Repubblica Padana individuava una delle possibili cause del commissariamento del vertice provinciale della Lega. Il ballottaggio per l'elezione della nuova direzione politica del Carroccio vicentino, passo fondamentale in vista delle tornata elettorale che designerà in aprile l'erede della Dal Lago alla Provincia, era, infatti in programma l'11 febbraio: troppo vicino a quel 10 in cui è prevista la nascita del nuovo parlamento di Bossi. Il conducator lumbard, da quando frequenta il presidente Berlusconi, ha anche imparato che nella politica l'immagine è sostanza e che le baruffe chiozzotte locali del giorno dopo avrebbero intristito la festa (sfida?) del giorno prima. Poco importa a lui se l'azzeramento del dibattito interno alle Lega locale, divisa tra dallaghiani e stefaniani, trasformerà il natale della repubblichina padana (repubblichina nel senso di piccola repubblica, sia chiaro) nelle idi del confronto tra le anime di un partito. Partito che a livello nazionale già assomiglia più a una monocrazia che ad una repubblica,e da oggi impone i suoi voleri anche a livello locale, vicentino. Ma almeno così Vicenza, capitale in pectore della Padania, non correrà il rischio di essere apostrofata come Roma, la capitale d'Italia, "padrona e ladrona". Semplicemente Vicenza sarà capitale ma non conterà. Come con Bush. Anno 2 nr. 44 - Sabat0 3 febbraio 2007 Vicentini di Allah 26 mila fedeli, 12 centri di preghiera, una miriade di negozi e imprese: in provincia i musulmani guadagnano spazi, ma la strada per l'integrazione è ancora lunga. E la religione non è un vero ostacolo da pagina 6 Retromarcia Ds, Balzi contro i "ni" sulla Ederle 2 a pagina 4 Cestaro (Unicomm): "Sono in credito col Comune" a pagina 10 Sottomarini e aerei, scambio Maddalena Dal Molin? a pagina 5 Nuovi migranti: cervelli in fuga dal Palladio agli States a pagina 12 3 LETTERE 3 FEBBRAIO 2007 Autosospesosi dalla Margherita, il consigliere di zona 6 propone la sua analisi dell'affaire Dal Molin Furlan: "Centrosinistra vicentino sepolto da un governo ipocrita" Già diversi mesi fa che sulla scheda eletpensavo che la base torale (quelli che non Usa al Dal Molin si l'hanno bruciata sarebbe fatta. fatto comunque eseVicenza, nel Nordest crabile - e che turanstoricamente della dosi il naso andranno destra e della Lega a votare) scriveranno con una classe politi"NO DAL MOLIN". ca di bassa levatura Non credo però ad un forse il solo Mauro movimento "No Dal Fabris sapeva bene Molin" che si presenfin dall'inizio quale ti alle prossime elesarebbe stata la conzioni. I partiti di clusione - in cui è il centrosinistra a potere economico a Vicenza non esistodettare i tempi ed i no più, sconfessati modi della politica dai propri vertici e stessa, poteva essere dai propri elettori. ben sacrificata per E' necessario un rinsaldare un'alleanricambio completo za da considerarsi nelle persone e ancora "strategica" nelle idee: alcuni più per un problema degli gli attuali eletdi visibilità ed un sotti in Comune e tile ricatto economico Provincia rappreche per reali benefici sentano solo se politici. stessi. Meglio una Referendum: aggregazione di andava fatto liste civiche attorno prima ad un programma Lo stesso "referen- Prodi e i suoi ministri: sulla vicenda Dal Molin si sono contraddetti più volte comune fortemente dum" è stato sempre localistico ed indiStati Uniti il progetto nel suo tà interessa soprattutto l'aee solo uno specchietto per le pendente e critico verso complesso, … sulla base di un roporto, magari non adesso allodole dietro il quale Roma con, ripeto, volti e approfondimento delle proma certamente tra qualche nascondere soprattutto per contenuti nuovi. blematiche relative all'imanno. Mi fanno letteralmente certi esponenti del centrosiLa tentazione di mollapatto ambientale dell'inserabbrividire le parole del prenistra del futuro Partito re diamento e all'eventuale sidente della Banca Popolare DemoStatico - anche locale Personalmente non mi ricosaturazione urbanistica." Vicentina, l'imprenditore la propria incapacità a farsi nosco più in questo governo (Prodi, luglio 06, Camera dei vinicolo Zonin quando parcarico responsabilmente . Quello che poi dà fastidio Deputati); "A tutt'oggi con la lando di possibile carenza di della vicenda. Non sono così veramente, oltre alla decicontroparte USA non sono risorse idriche risponde che convinto che ci sia una magsione, è come stata presa ed stati sottoscritti impegni di tanto "ne abbiamo in abbongioranza schiacciante per il annunciata: a Bucarest!!! Il alcun genere. La disponibilidanza". D'altronde, Zonin no: resteremo sempre con il governo già 7 mesi fa avrebtà di massima manifestata incarna il vero spirito del dubbio poiché penso che, se be dovuto dire: "mi dispiadal precedente Governo non Vicentino: ingrassare il pronon concertato tra governo e ce, ci sono patti da rispetsi è tradotta, infatti, in alcun prio pollaio. comunità locali, un referentare, esigenze internazioaccordo sottoscritto." (Parisi, Centrosinistra morto, via dum ora tecnicamente non nali e Vicenza deve essere settembre 2006, Camera dei alla lista locale sia più possibile; anche queulteriormente sacrificata, Deputati). Abbiamo regalato Un effetto non secondario sto andava fatto 7 mesi fa. vedremo comunque di otteparte del nostro territorio della decisione del governo Prodi&Zonin, ognuno nere il massimo per la non all'Europa o alla NATO, centrale è quella di aver azzepensa al suo pollaio città..". Invece si è nascosto ma agli USA in virtù di patti rato per i prossimi anni il Ancor più ipocrita e falso il cercando in tutti i modi di post-bellici vecchi di 60 anni, centrosinistra cittadino e comportamento delle massiscaricare le proprie responquando invece si parlava di forse anche provinciale. me cariche di governo intesabilità. Parisi si deve rivederli! Abbiamo un goverGiuseppe Doppio, il segretaressate dalla vicenda: Prodi e dimettere. Nel programma no doppiamente ipocrita in rio provinciale del mio partiParisi. Basta andare a rilegdell'Unione si promettevacui D'Alema si duole dell'into, la Margherita, non era gersi le dichiarazioni parlano l'incentivazione della tervento unilaterale statunistato informato dal "livello mentari dei due: "Il Governo democrazia partecipata a tense in Somalia concedendo centrale" (Rutelli) dell'intenintende riconsiderare con gli livello locale, e una poi al Gendarme Planetario zione di concedere la base. Lo Conferenza nazionale per (Antonio Cassese, ha saputo anche lui dalla teleridefinire le servitù militaRepubblica, 11 gennaio 2007) visione. Il che la dice lunga ri: dov'è la coerenza? Forse una base da cui unilateralsulla considerazione di cui è meglio che mi metta a fare Nel numero scorso, a pagimente partono truppe di gode il centrosinistra di dell'altro. Quindi seguirò na 6, abbiamo pubblicato guerra. Fa ridere la proposta Vicenza e della provincia... l'esempio di Zonin ed andrò una fotografia del corteo del governo di un sito alterMa con che faccia certi espoad ingrassare il mio pollaio. contro il Dal Molin dello nativo (pare Aviano) che nenti del futuro partito Nel frattempo mi autososcorso 2 dicembre realizzaavrebbe potuto preservare gli DemoStatico, oggi assolutaspendo dal Partito ed entro ta dal signor Giorgio attuali posti di lavoro: rifiumente improponibile, si prefine mese deciderò sul mio Sandorfi senza precisare tata dagli Americani che si senteranno ai prossimi ruolo ed impegno in amminé l'origine né l'autore delprendono il lusso di decidere appuntamenti amministratinistrazione. La tentazione l'immagine. Ce ne scusiasul nostro territorio come, vi? Dovremo fare i conti con di "mollare" è forte, pur mo. dove e quando. A loro in realgli elettori di centrosinistra ponendomi il dubbio se ciò Errata corrige non equivalga a tradire la fiducia nella persone che mi hanno votato: hanno già subito il tradimento del governo, e forse questo basta ed avanza. Alessandro Furlan Capogruppo della Margherita in Circoscrizione 6 www.vicenzapiu.com [email protected] Direttore Editoriale GIOVANNI COVIELLO [email protected] Direttore Responsabile ROBERTO BERTOLDI Editori PIÙ MEDIA SRL Strada Marosticana, 3 – Vicenza [email protected] & EDIZIONI LOCALI SRL via Nizza, 8 – Verona Redazione di Vicenza Strada Marosticana, 3 Vicenza tel. 0444 923362 - 922766 Fax 0444 926780 [email protected] Redattori LUCA MATTEAZZI [email protected] ALESSIO MANNINO [email protected] ILARIO TONIELLO [email protected] Redazione sportiva TOMMASO QUAGGIO [email protected] PAOLO MUTTERLE [email protected] Collaborano: GIOVANNI MAGALOTTI GIULIANO CORÀ REDAZIONE DI VERONA Via Nizza, 8 telefono 045 8015855; Fax 0458041460 Redazioni ROVIGO TREVISO TRENTO Pubblicità Strada Marosticana, 3 Vicenza tel. 0444 923362 - 922766 Fax 0444 926780 [email protected] Stampa Stampato dalla Penta graph S.r.l. via Tavagnacco, 61 33100 Udine Autorizz.Tribunale C.P. di Verona nr. 736/03 del 29/09/2003 Supplemento della Cronaca di Trento del 25 maggio 2006 Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana Iscrizione al Registro Nazionale della stampa n.8857 del 15-12-2000 4 ATTUALITÀ 3 FEBBRAIO 2007 Il segretario Ds della città vuole riagganciare la protesta anti-base e chiama gli autosospesi al congresso Balzi di lotta e di governo: "Ora tutti per un no chiaro alla Ederle 2" DI ALESSIO MANNINO Pur se della corrente riformista, sostiene un no radicale al raddoppio Ederle. Polemico con i vertici provinciali del partito piuttosto tiepidi col governo Prodi, ma senza per questo autosospendersi. In piazza con comitati e tutto il variegato fronte anti-base che lo fischiano, ma in cerca della "mediazione". Ecco il Luca Balzi di lotta e di governo: il segretario cittadino dei Ds, la forza che più di ogni altra sta subendo la "crisi Dal Molin" fra scontento, spaccature e accuse reciproche, tenta di arginare l'inabissarsi della Quercia vicentina, "segata" dalla realpolitik di Roma. 94 autosospesi, in testa la deputata Lalla Trupia di cui la segretaria provinciale Daniela Sbrollini ha chiesto le dimissioni a mezzo stampa. Un partito già dilaniato sul Partito Democratico, a Vicenza si sgretola accusando D'Alema, Parisi e lo stesso Prodi di avere "mentito". Come diceva Lenin: che fare? Per otto mesi ho chiesto a Fassino che un dirigente nazionale venisse qui, ma non è venu- to nessuno perché subodoravano la decisione finale. Chiederemo che si prenda atto della gestione vergognosa che c'è stato a livello centrale della vicenda della base. Quanto alla Sbrollini, non esiste che in una democrazia parlamentare uno chieda le dimissioni di una deputata. Anche perché, lo ricordo, noi siamo andati alle elezioni come Ulivo, e il primo dei non eletti è uno della Margherita. La reazione scomposta della Sbrollini è stata approvata dall'esecutivo provinciale - mi hanno detto perché non mi hanno nemmeno chiamato - con 11 voti su 16. Alla fiaccolata del 16 gennaio lei era a fianco del consigliere comunale Gianni Rolando, autosospeso anche lui, e ora dice che la Trupia non va censurata. Ma allora perché non si è autosospeso anche lei? Io ritengo che i segretari non si debbano autosospendere. O si dimettono, oppure restano al proprio posto. Altrimenti si blocca tutto: chi indice le riunioni in vista del congresso? Quindi lei, come responsabile dei Ds che hanno sempre promosso una strategia di aggancio al governo rivelatasi poi fallimentare, non fa autocritica? Non ho rimproveri da farmi e non me ne vado, perché il mio compito è la mediazione. In questo mese mi sto spendendo per Proteste contro la base Usa al Dal Molin "Le primarie? Ormai non si fanno più, c'è un deficit democratico" Unione morto che parla? "Noi la vogliamo ancora" I partiti della sinistra radicale come Rifondazione danno già per moribonda l'Unione, paventando un Ulivo che approfitta della crisi per sganciarli e allearsi coi centristi. E di ciò si parlava ben prima dell'editto rumeno sul raddoppio americano. Non è che ai moderati dell'Unione fa gioco tutto questo bailamme? A me hanno insegnato che i segretari devono rappresentare gli iscritti, e la stragrande maggioranza degli iscritti Ds vuole andare alle provinciali come Unione. Volete fare altro? Assumetevi la responsabilità, dico a chi sostiene ipotesi di alleanze con l'Udc o Carollo. Il fatto è che le voci che andavano in questo senso provenivano dalla stessa area di cui fa parte anche lei, quella riformista-fassiniana che vuole il Partito Democratico. Cambiato idea? Oppure, come suggeriscono alcuni suoi critici della sinistra interna come Andrea Tapparo della zona 6, lei è manovrato di volta in volta da Rolando e Alifuoco? All'amico Tapparo suggerisco di venire al congresso e portare queste sue idee, saranno gli iscritti a valutare se sono eterodiretto o no. Per il resto, sono sempre stato coerente con la volontà degli iscritti, che vogliono l'Unione. Anche se non ho ancora partecipato neppure ad un direttivo provinciale che discuta di programma, alleanze e candidati: una cosa che va oltre ogni immaginazione. E le primarie? Non si fanno più, non c'è più tempo per organizzarle. Le davo per perse già a dicembre, perché ci sono persone che temono di misurarsi col consenso degli elettori. C'è un deficit democratico. Fra i comitati, i transfughi dei partiti (anche di centrodestra) e le associazioni serpeggia la disillusione verso i partiti in quanto tali. Il rogo simbolico delle tessere elettorali dice niente? La soluzione post-costituzionale, perché nella Costituzione sono espressamente previsti i partiti, la respingo in pieno. Proprio perché c'è questo scontento ci deve essere un grande partito nazionale che metta insieme la frammentazione della società. A me personalmente non interessa affatto entrare in una lista civica, tanto per essere chiari. A.M. recuperare il rapporto con la base: ho già fatto 4 riunioni sui 6 collegi della città, e intendo continuare la lotta contro la base e la richiesta del referendum. Insisto: tutto il direttivo della Margherita si è autosospeso, perché i vertici dei Ds non ne hanno seguito l'esempio, compreso lei? Rispetto la loro scelta ma non la condivido. Io voglio che gli autosospesi rientrino al congresso provinciale e votino per un ordine del giorno Luca Balzi. "Il mio compito è la mediaziounitario critico sul Dal ne. Sto cercando di recuperare il rapporto Molin da portare al con la base, ho già fatto 4 riunioni sui 6 collegi della città. Obiettivo: il referendum" congresso nazionale del 20 aprile. del No, ma dei partiti il No Gli elettori del suo partito e non vuole vedere neppure le in generale del centrosini- bandiere. Ora, meglio seguistra sono incazzati neri con re l'opzione Val Susa e resicoloro che avevano votato stere a oltranza fino al 2008, ma che non si sono battuti a come suggerisce perfino l'ex sufficienza contro la Ederle sindaco Achille Variati, o 2. Come intendete risponde- "ridurre il danno" e negoziare alla rivolta anti-partitica? re, come dice il suo compaPer ora rispondo che chi non si è gno di partito Gigi Poletto? battuto in prima persona nella Premesso che nel patrimonio battaglia contro il Dal Molin non genetico degli elettori dell'Ulivo potrà più presentarsi alle elezio- ci sono la pace e la non-violenza, ni. Molti hanno tentennato: chiedo senza rispondermi: politiognuno si guardi allo specchio e camente portiamo a casa di più valuti se il proprio percorso è con la fermezza di no o trattando stato coerente. Tra l'altro, molto per un pezzo di pane e una ciotoprobabilmente ci troveremo alle la di riso? Il no deve essere netto, comunali dell'anno prossimo con anche perché mi devono ancora una lista No Dal Molin. Per le dire chiaro e tondo quali sarebbeprovinciali no, non ha senso in ro le contropartite. provincia. Nel programma dell'Unione Intanto l'emorragia di voti c'è testualmente scritto dei delusi incombe, diretti o "ridefinizione" delle servitù verso la sinistra radicale o militari, non ampliamento. verso la lista No Dal Molin. Il segretario regionale dei Farete marcia indietro e Ds Alessandro Naccarato ha aderirete al Presidio contro fatto l'esempio della Francia la base? di De Gaulle, che ha chiuso Il rischio di un'emorragia eletto- gli insediamenti Usa e si è rale è fortissimo, quel 31% rag- data una politica estera indigiunto dall'Ulivo in città nel 2006 pendente. Il problema della in futuro ce lo scordiamo. Al con- sovranità nazionale va posto gresso andrà fatto un confronto o no? serio su come recuperare i con- Ma questo si può fare solo con un sensi persi, magari già da oggi, esercito europeo operativo, non valutando se costruire una piat- adesso. taforma politica con cui aderire Che è come dire non farlo alla manifestazione del 17 feb- mai. braio. Se mai si comincia, mai si arriveE prendere altri insulti come rà allo scopo, no? Per ridefinire i lei stesso ne ha presi alla rapporti con gli Usa bisogna essefiaccolata? E' palese che lei re forti come Europa, altrimenti è voglia agganciarsi al fronte un discorso velleitario. 5 ATTUALITÀ 3 FEBBRAIO 2007 In Sardegna la flotta americana smobilita, ma il movimento anti-basi non ha ottenuto il referendum. L'altra opzione resta la resistenza fisica. Come in Portorico La Maddalena insegna: cittadini senza voce. Ma gli Usa se ne vanno DI ALESSIO MANNINO Referendum, occupazioni, ambiguità, contrapposizioni frontali: tutto già visto, alla Maddalena. Nella paradisiaca (e nuclearizzata) isola nel nord della Sardegna che nelle sue acque ospita i sommergibili atomici della Marina statunitense, la sollevazione contro le servitù militari risale a più di dieci anni fa. Anzi, l'allarme è ancora più antico, e si riallaccia alla "resistenza" sarda contro installazioni militari straniere ed italiane. Secondo notizie di questi giorni, la smobilitazione dei soldati americani è data per certa nel febbraio 2008, anche se l'impegno preso nel 2005 dal governatore Renato Soru e dall'allora ministro della Difesa Antonio Martino prometteva lo smantellamento "entro il 2006". Il timore degli abitanti, rilanciato dal comitato sardo "Gettiamo le basi", è che si tratti di una messinscena: "Movimenti che lo provino non ce ne sono stati - segnala Mariella Cao, portavoce del comitato - e non c'è nessuna garanzia che domani gli Stati Uniti possano dire 'abbiamo cambiato idea'. In realtà sono 50 anni che vanno avanti ad annunci e piagnistei e poi invece potenziano e allargano". Più di un anno di attesa senza alcuna novità, insomma. Salvo appunto l'insurrezione generale della popolazione, in Sardegna ma anche nella dirimpettaia Corsica, contro un ulteriore ampliamento denominato "progetto miglioria". Appoggiato dal sindaco di allora, Rossana Giudice (An), e dai governatori regionali di mericano è stata resa inagibile dall'oc- quasi tutti statali, perciò lo Stato ha un centrodestra Mauro cupazione di massa effettuata dalla interesse doppio a garantire i posti di Pili e Italo Masala. Il popolazione locale. Dal 2003 l'instal- lavoro. Difatti il "ricatto occupazionalivello di guardia e di lazione è chiusa. le", come lo definisce la Cao, non ha rabbia si alzò ulteriorIn Sardegna nel 2004 l'attuale presi- mai fatto molta breccia, perché la mente nell'ottobre dente Soru (centrosinistra) ha fatto Regione ha dato la sua disponibilità 2003, quando si sente della riduzione delle servitù militari ad assicurare un futuro agli italian un boato fortissimo un cavallo di battaglia della sua cam- workers. "Quel che posso suggerire arrivare dalla costa. pagna elettorale, ma al dunque non agli amici vicentini del No alla Ederle Pochi giorni dopo traimpugnò la sentenza del Tar, anzi, in 2 - dice la Cao - è di percorrere tutte le pela la notizia che il sotalternativa a quella referendaria con- strade possibili contemporaneamentomarino Hartford ha siderata non "l'unica", scelse la strada te, sia giuridiche come il referendum subito un incidente. dei colloqui con l'ambasciatore ameri- sia dirette come il blocco dei lavori. In Uno scorcio dell'isola sarda. Lo scalo Hai voglia a spiegare ai cano (che rispose picche). Mentre il Sardegna già negli anni '50 e '60 sono nucleare Usa sarà smantellato maddalenini, come sindaco, la Giudice, fu messa in mino- state occupate aree militari e si è fecero le autorità militari americane e basi - a differenza che per l'Italia che di ranza dalla sua stessa maggioranza, e impedito con successo la costruzioni italiane, che "un jet francese aveva un voto consultivo se ne frega, per gli l'attuale primo cittadino, Angelo di basi. E, detto per inciso, noi lottiasfondato il muro del suono" o che ci Americani ha un valore importante". Comiti (a capo di una lista civica), mo anche contro due poligoni militasarebbe stato "un terremoto". "Non ci Prego? "Sì, perché sono rimasti scot- deve vedersela col destino dei 120 ri italiani: nessuno quindi può tacciarrisulta che aerei francesi passino di tati dall'esperienza di Vieques nel dipendenti civili della base. ci di antiamericanismo ideologico". qui, né che la Sardegna sia una terra Portorico, dove la protesta è riuscita a Un problema, come soggetta a sismi", commenta la Cao. farli sloggiare". Nel 2001 gli abitanti ci dice il commissaFu proprio l'odore di balle e il perico- portoricani vicini a un poligono Usa rio del Parco dell'ilo sentito con le proprie orecchie a far per esercitazioni belliche hanno par- sola Giuseppe incamminare il movimento anti-ser- tecipato a un referendum, che secon- Bonanno, "che qui vitù verso un referendum popolare in do l'agenzia di stampa Associated s'inquadra in un'etutta la Regione. A Vicenza analoga Press e Judicial Watch, un'organizza- conomia a forte richiesta è stata avanzata a fine 2006 zione Usa per i diritti civili, sarebbe vocazione statale: il e il 30 gennaio scorso è stata bocciata stato influenzato illegalmente dagli settore militare e in dal comitato tecnico comunale. Il stessi Americani. Una "manipolazio- generale l'amminiconsiglio della Cao è "andare avanti", ne" per mano della Random Group, strazione pubblica fino al ricorso a Bruxelles: "La nostra un'azienda oggi chiamata per "gene- assorbe gran parte battaglia referendaria è partita senza rare appoggio popolare" in Iraq. Sia dei lavoratori". Proteste nell'isola della Maddalena contro la base Usa aiuti ufficiali dei partiti, andando come sia, la base nel Paese centroa- Come dire: qui siamo incontro alla bocciatura dell'ufficio regionale per 'incompetenza riguardo a materia soggetta a trattati internazionali'. Eppure noi avevamo formuLa base "d'appoggio" nell'isola della Maddalena nasce di armi nucleari". lato il quesito in modo da non dare l'11 agosto 1972 a seguito di un accordo tra il governo Finita la guerra fredda, La Maddalena è divenuta ancopezze d'appoggio in questo senso". italiano e quello statunitense, sottoposto a segreto di ra più importante come base di appoggio delle operaNiente da fare, neppure il Tar diede Stato. zioni belliche in Medio Oriente e nei Balcani. A terrorizloro ragione. E adesso che si annuncia Il fulcro della base atomica della U.S. Navy nell'isola di zare la popolazione sono i numerosi incidenti incorsi il "go home" per i marinai Usa, nessuSanto Stefano è costituito dalla nave-officina, alla quale negli anni e la stessa attività di officina, con conseguenno vuole più parlare di referendum. si affiancano gli Hunter Killer, i sommergibili d'attacco te possibilità di fughe radioattive e di sostanze tossiche "Eppure - avverte la portavoce antidella 69 Task Force della VI flotta americana. I sottoma- scaricate in mare. A fare da "prova" (benché studi statirini da caccia per la guerra a navi e sommergibili sono stici di tipo scientifico non siano ancora mai stati svolti) dotati di armamento nucleare, siluri, mine, missili anti- sarebbero l'alto tasso di leucemia e tumori emolinfatici nave e anti-aereo con funzione di deterrenza strategica. nelle zone adiacenti alle basi (20 morti a Quirra, dove 10 Nel 1984 l'allora ministro della difesa Giovanni persone che vi lavoravano sono morte di cancro), i bamsione sarebbe riconducibile all'atSpadolini, negando che si trattasse di una base "opera- bini nati deformi (14 a Escolaplano, che conta 2600 abituale strategia di Washington, tiva", garantì che "non esistono missili nucleari Cruise, tanti), l'inquinamento rilevato dalla associazioni che punterebbe più su forze aeree tipo quelli di Comiso, a La Maddalena né nelle acque ambientaliste nelle acque marine. Un consigliere prodi pronto intervento che non su territoriali italiane". Viene però sconfessato quattro vinciale di Forza Italia, Giulio Giudice, parente dell'ex armi subacquee. Lo scacchiere anni dopo da una ricerca compiuta, anche sulla base di sindaco della Maddalena, nel 2004 denunciò il capo del internazionale, infatti, non includocumenti ufficiali, da due analisti statunitensi, governo Berlusconi, il ministro Martino e l'allora goverde più il Mediterraneo come teaWilliam Arkin e Joshua Handler (Briefing paper on La natore Italo Masala "per atti omissivi e omertosi sulle tro di una guerra atomica sul Maddalena: a key site for sixth fleet Tomahawk Cruise attività della base" in relazione alle malattie che hanno mare (com'era con l'Urss), semmissiles, Greenpeace News, 1988): "La Maddalena colpito la sua gente. Giudice era fermamente convinto, mai il lancio di truppe e armi costituisce uno dei più attivi e completi depositi nuclea- infatti, che erano state le radiazioni provenienti dalla nucleari aviotrasportate sul ri e centri di riparazioni della marina statunitense - scri- base atomica Usa a provocargli il tumore di cui in seguiMedioriente. Che questo c'entri vono - nessun'arma nucleare è depositata a terra alla to è morto. qualcosa con il Dal Molin e la sua Maddalena, ma (essa)… funge da deposito galleggiante pista di volo? A.M. Su le ancore, ora c’é il Dal Molin Fra segreti militari, rinvii e (mezze) verità ufficiali, i sardi che lottano per la sovranità e la smilitarizzazione del proprio territorio pensano che alla Maddalena l'esercito Usa abbia deciso di mollare gli ormeggi "per salvare la faccia prima di essere cacciato in malo modo, o prima che emergano, dati alla mano, i danni sanitari e ambientali di cui è responsabile", sostiene Mariella Cao di "Gettiamo le basi". Secondo fonti vicine al governo, invece, la deci- Armi nucleari e tumori, storia di una servitù INCHIESTA 6 3 FEBBRAIO 2007 Il presidente del consiglio islamico Kamel Layachi spiega come funzionano i luoghi di preghiera dei musulmani "Grazie a Dio qui non ci sono mai stati problemi" Dodici centri per migliaia di fedeli, la mappa dell'Islam vicentino DI LUCA MATTEAZZI Oltre 25 mila fedeli, dodici centri di preghiera, e una rete di contatti sociali e istituzionali sempre più vivace. La presenza musulmana nel vicentino è ormai una realtà consolidata, come spiega Kamel Layachi, imam e presidente del consiglio islamico della provincia di Vicenza. "Molti musulmani hanno superato la prima fase di accoglienza e sono riusciti a ricongiungersi con i loro familiari. E come conseguenza logica, sono sorti nuovi bisogni, a volte di tipo economico e sociale, a volte di tipo culturale e religioso". Così, si sono anche moltiplicati i punti di incontro, anche se bisogna fare molta attenzione a non gettare in un unico calderone moschee, centri di preghiera e centri culturali. "Per ragioni di semplificazione continua Layachi - spesso si confondono questi termini e a volte questo può essere motivo di preoccupazione, perché potrebbe dare una sensazione di invasione o di perdita dell'identità. Ecco perché sarebbe importante andare a fondo ed essere precisi: per quanto riguarda la differenza tra una moschea , un centro culturale e una sala preghiera posso dire che all'interno del centro culturale può esserci una sala preghiera ma la preghiera non è l'unica attività del centro. In effetti la maggior parte dei centri culturali islamici nella provincia di Vicenza non si limitano alla preghiera rituale ma svolgono altre attività, come l'insegnamento della lingua madre ai bambini, incontri delle famiglie, attività per le donne, attività di sportello, formazione e orientamento, sostegno alle persone in difficoltà, celebrazione delle feste, conferenze e così L'imam Layachi: "I centri culturali islamici svolgono in primo luogo attività sociali" via". Nel vicentino, dunque, non ci sono moschee vere e proprie (in tutta Italia ce ne sono solo tre, a Milano, Roma e Trapani), ma pluralità di centri culturali e luoghi di preghiera diffusi da nord a sud un po' in tutto il territorio: a Vicenza città, a Marola, ad Alte Ceccato, a S.Giuseppe di Cassola, a San Lazzaro di Bassano, a Lonigo, a Noventa, ad Arzignano, a Cornedo, ad Arsiero, a Thiene e a Schio. Dodici centri in tutto, che si sostengono con le offerte dei soci e con le raccolte di fondi fatte in occasione delle ricorrenze principali. "I centri sono più o meno grandi, più o meno polifunzionali e più o meno frequentati dai fedeli - illustra ancora l'imam -. Praticamente , durante il giorno nei vari centri c'è poca affluenza perché la gente lavora, ma la sera arriva più gente. Poi, il Venerdì, ci sono molte persone per la preghiera congregazionale obbligatoria che viene svolta dalle ore 12.30 fino alle 14.00 a seconda del centro. Anche durante il mese di Ramadan e le feste islamiche i centri sono frequentati molto di più. Grazie a Dio, comunque, nella Provincia di Vicenza non si sono riscontrati grossi problemi: certamente, ogni tanto, qualche politico alza la voce, ma credo che i vicentini nel loro complesso abbiano capito che la società italiana sta cambiando ed è sempre di più multiculturale e multireligiosa. E che non si può tornare indietro, ma occorre convivere insieme nel rispetto reciproco". La storia - 1. In Italia da 17 anni, il senegalese Top Niang denuncia: "Quando chiediamo spazio diventiamo degli intrusi" "C'è poco dialogo. E la laurea meglio tenerla nascosta" Top Niang è senegalese, in Italia da 17 anni e da 10 nel vicentino. Qui si è laureato in scienze politiche, e da tempo è una delle voci più autorevoli quando si tratta di raccontare la realtà degli immigrati musulmani. "A livello umano non ci sono grossi problemi - spiega - i problemi ci sono quando si comincia a chiedere uno spazio, a rivendicare dei diritti. Allora gli immigrati sono visti come intrusi, non come cittadini che pagano le tasse e che vogliono costruire qui il loro futuro. A Vicenza adesso c'è un centro di preghiera e, al di là di qualche contestazione, abbiamo la possibilità di manifestare la nostra religione, ma la questione è a livello nazionale". Il punto, sottolinea, è che servirebbe un accordo tra governo e comunità islamiche, per poter garantire a tutti alcuni diritti fondamentali. E per poter risolvere tanti piccoli problemi della nel ripieno dei tortellini o chiedere se il dolce contiene alcol. Ormai lo stato dovrebbe prendere atto che gli immigrati musulmani sono molto numerosi, e che ognuno ha diritto di seguire la propria religione senza troppe complicazioni". E in questa direzione la strada da fare è ancora lunga. "Qua nel vicentino c'è ancora una mentalità abbastanza chiusa e provinciale - continua Niang -, manca la Una protesta sindacale. Molti immigrati chiedono alla società e ai consapevolezza che la datori di lavoro più rispetto per il loro credo società ormai è camvita quotidiana. "Finché non ci tanti, come quella del venerdì, o biata. Serve più dialogo, e quesarà un concordato - insiste -, feste come la fine del mese di sto manca, ancora. Gli immicontinueranno ad esserci delle digiuno e il giorno del sacrificio grati sono visti solo come protadifficoltà. Ad esempio, nei con- di Abramo. Oppure pensate alle gonisti della cronaca nera, ma tratti sindacali dovrebbero difficoltà che si sono nelle mense provate anche a pensare agli essere riconosciuti alcuni aziendali, quando devi conti- aspetti positivi della nostra premomenti di preghiera impor- nuamente informarti su cosa c'è senza: cosa sarebbe oggi l'Italia senza i miliardi di euro di tasse e di contributi pagati dai lavoratori stranieri? Chi pagherebbe le pensioni?". I riflessi di questa situazione si avvertono poi nelle incombenze concrete di ogni giorno. Ad esempio quando si cerca un lavoro. "Io sono laureato, ma non riesco a trovare un lavoro in linea con la mia preparazione. E quando mi presento ad un colloquio per un posto da operai, mi conviene nascondere il fatto che ho una laurea, altrimenti mi dicono ' che ci vieni a fare qua '. Senza contare che, a volte, mi capita ancora di rispondere ad un annuncio di lavoro e sentirmi dire di no perché sono straniero e per quel posto preferiscono gli italiani. La discriminazione esiste ovunque, ma rispetto ad altre nazioni siamo molto indietro: certi comportamenti vanno superati". L. M. 7 INCHIESTA 3 FEBBRAIO 2007 Secondo il sociologo Stefano Allievi ignoranza e pregiudizi sono il vero ostacolo all'integrazione degli immigrati musulmani "Allah non è un handicap per essere buoni italiani" DI ALESSIO MANNINO Il sociologo Stefano Allievi è un vero esperto di immigrazione islamica. "Vero" nel senso che l'ha studiata a fondo, dedicandovi innumerevoli ricerche e pubblicazioni (fra cui "Musulmani d'Occidente. Tendenze dell'Islam europeo", 2002; "Islam italiano. Viaggio nella seconda religione del Paese", 2003; "Niente di personale, signora Fallaci", 2006). Insomma, contrariamente a molti portavoce della vulgata simil-fallaciana, sa di cosa parla. Docente all'università di Padova, cattolico praticante, in questa intervista smonta pezzo a pezzo pregiudizi e luoghi comuni sui fedeli di Allah che vivono e lavorano in Italia e nel Veneto. In un'ideale fotografia dell'Islam italiano a inizio 2007, cosa si vedrebbe: una comunità che si radica nella società e va verso l'integrazione, oppure no? Cominciamo col dire che in Italia le persone di fede islamica provenienti da paesi musulmani sono poco più di un milione, le sale di preghiera un po' più di 300, e tutte, eccezion fatta per la moschea di Roma, si autofinanziano. Gli imam vengono retribuiti dalle comunità, anche se moltissimi di loro hanno un lavoro. Sull'integrazione, bisogna intendersi sul termine. Se "integrati" vuol paghi le tasse per diventare un cittadino come gli altri? O resta un problema di diversità culturale? Ma la diversità culturale non contrasta con l'integrazione! Se io ho una religione diversa da quella cattolica, non è che per questo non sono integrato. Non ha nessun senso logico. Per esempio: io non mi ritrovo nel tifo calcistico, che io interpreto etimologicamente come malattia. Il tifo è la malattia nazionale: Il parere dell'esperto: "Integrazione significa allora cosa sono, conoscere la realtà e la lingua del paese ospitanmeno integrato perte, rispettarne le leggi e intrecciare una rete di ché non sono tifoso? relazioni con gli autoctoni" Si sostengono tesi dire essere uguali identici a "noi", presupponendo un'omogeneità: ma cioè che un buon musulmano omogeneità rispetto a chi? dev'essere cattolico, be', non ci Ai cattolici, che almeno statistisiamo. No, integrati significa cono- camente rimangono pur semscere la realtà e la lingua del Paese pre in maggioranza. ospitante, rispettarne le leggi e L'italiano cattolico, lo dice il cardinal intrecciare una rete di relazioni con Martini, è l'eccezione, ormai. gli autoctoni. Insomma, quello che L'italiano medio, per fare un altro facciamo tutti: andare a scuola, esempio, legge pochissimi libri. Io lavorare, fare la spesa. ne leggo tanti. Non sono italiano? Qui nel Vicentino, punta di dia- E le differenze da regione a mante del Veneto lavoratore e regione, quanto contano nel in rotta col fisco, davvero basta processo di integrazione? che un musulmano lavori e Tanto. L'integrazione dipende da due fattori: un 50% dalla volontà di integrarsi, dall'orizzonte di integrazione dell'immigrato, che evidentemente, se ha in mente di restare solo 4-5 anni per poi tornare in patria, non ne ha alcun interesse; un altro 50% dal contesto. Se ogni giorno, in tv e sui giornali, da politici e opinionisti vari, subisce attacchi e insulti, si sente messo in un angolo. E poi, il territorio. Il Veneto vive una situazione di schizofrenia: con la mano sinistra ne assume a più non posso per motivi non sempre nobili, e con la destra firma petizioni, lancia strali e odia quegli stessi che cerca come manodopera. Il Nordest è poco aperto rispetto, per esempio, a realtà come la Sicilia, dove non si vedono scritte sui muri o articoli sui giornali contro i musulmani (anche se questo non significa che lì non ci possano essere risentimenti). Il Veneto chiuso e bigotto però ha anche la faccia del cattolicesimo più generoso, quello del volontariato. Attenti insomma a generalizzare. A proposito di generalizzazioni: qual è il meccanismo sociale che si attiva quando si incolpano degli immigrati, a volte a torto, di delitti eclatanti, oppure quando si parla dei centri islamici come di luoghi di indottrinamento e reclutamento integralista? Nel primo caso, è il classico esempio di capro espiatorio. Prima erano le streghe, poi gli ebrei, ora sono gli immigrati o, sempre più spesso, i musulmani. E' il nostro anti-stress. Quanto al secondo caso, anzitutto i centri coinvolti in indagini sul terrorismo si contano sulle dita di una mano. Non c'è dubbio che certi personaggi vadano colpiti e repressi. Ma non si deve dire "le moschee": allora, siccome l'omicida di Erba era un netturbino, i netturbini sono una categoria a rischio? Queste sono sciocchezze. C'è chi vorrebbe indire referendum locali per la costruzione delle moschee: allucinante, da quand'è che le maggioranze decidono sulla pelle delle minoranze? Si parla senza sapere l'abc della democrazia. Si invoca la reciprocità: siccome negli Stati musulmani non è possibile costruire chiese cristiane, neanche qui è giusto concederle agli islamici. Posto che è nostro diritto-dovere alzare la voce per la tutela delle comunità cristiane nei paesi musulmani, che in molti casi versano in condizioni drammatiche, rispondo anzitutto che è così solo in alcuni stati, perché invece in Marocco, ad esempio, le chiese ci sono. In Arabia Saudita no, ma quest'ultima tutti la trattano coi guanti, chissà perché. In realtà, accordi bilaterali si possono fare solo fra Stati, non con l'Islam in astratto, che non esiste. Ma eventuali accordi non possono incidere sui diritti universali come quello a manifestare il proprio credo. Da ultimo, dico che Gesù non ha mai usato la parola "reciprocità": non è un argomento evangelico, è solo agghiacciante.a La storia - 2. Viaggio nei negozi islamici, dove carni macellate secondo i precetti coranici e prodotti multietnici conquistano anche i vicentini Capretto, paprika e cumino: la spesa halal che piace agli italiani Non ci sono solo le moschee, i luoghi di preghiera, i centri di cultura e le scuole coraniche. Lontano dai riflettori e dalle polemiche, nelle nostre città sono diffusi da tempo luoghi meno controversi, ma altrettanto "profondamente" islamici. Come i tanti negozi di kebab, oppure come le macellerie halal, quelle in cui si trova la carne di animali macellati secondo i precetti del Corano. A Vicenza una delle più frequentate è la macelleria Atlas, sotto i portici all'angolo tra contrà Sant'Ambrogio e contrà Mure San Rocco. Un locale piccolo, ma ben fornito di tutto quello che può interessare a chi non è abituato a pranzare con spaghetti e braciole. A cominciare, ovviamente, dai tagli di carne, tutti rigorosamente di origine bovina od ovina e macel- lata secondo il rito musulmano, come testimonia un certificato appeso in bella evidenza sul bancone. "C'è abbastanza movimento racconta Elkailil Rachid, marocchino, uno dei soci del negozio -. Per quanto riguarda gli agnelli, ad esempio, ne vendiamo cinque o sei a settimana. E ci sono anche italiani che vengono a comprare il filetto di manzo o di agnello". I prezzi, in effetti, sono convenienti: due clienti entrano e con una spesa di due euro o poco più si portano via il necessario per la cena, i cartellini esposti sul bancone sono tutti sotto i dieci euro al chilo, mentre basta molto meno per l'assortimento di condimenti e contorni esposti sugli scaffali. Un pot-pourri multietnico, fatto di cous-cous marocchino ("C'è sia quello crudo sia quello già pronto", spiega Rachid), spezie di ogni tipo - paprika dolce e piccante, cannella, zenzero, noce moscata, pepe nero, curcuma e cumino ("ottimo per la carne ai ferri") -, riso tunisino, miele spagnolo, mandorle nordamericane e salse decisamente forti ("questa e la harissa - commenta Rachid indicando un prodotto composto per l'87 per cento da peperoncino, per il resto da aglio e senape -: è piccante forte forte e la usano soprattutto i tunisini"). Anche per questi prodotti, comunque, la clientela è mista: tanti maghrebini, ovviamente, ma anche un numero di italiani superiore alle aspettative. "Ci sono tanti Italiani che vanno in Marocco, per le vacanze o per lavoro, soprattutto nelle zone di Marrakesh e di Casablanca, e poi quando tornano cercano i prodotti che hanno assaggiato là". Lui, originario proprio dei dintorni di Marrakesh ("posti bellissimi"), è in Italia da sei anni. Il suo italiano non è dei più scorrevoli ("non sono mai andato a scuola, quello che so l'ho imparato lavorando" si giustifica), ma più che sufficiente per farci capire che in città si trova bene. "Vicenza è un o dei posti più tranquilli - conclude -. Certo, ci sono persone buone e persone meno buone, ma nel complesso si sta bene. Adesso c'è anche una moschea nuova, ma a parte quello l'importante e poter vivere bene, e qua è possibile". L. M. Elkailil Rachid nel suo negozio ATTUALITÀ 8 3 FEBBRAIO 2007 Ne cantano le lodi e lo considerano il futuro. Ma come usano Internet i politici e vip vicentini? Siamo andati a scoprirlo Il potere del web non conquista i potenti DI ALESSIO MANNINO E ILARIO TONIELLO che anno fa del Nostro, è strutturato in modo semplice e di facile accesso, perfino col numero di cellulare e (finalmente!) un'e-mail. Ma la domanda sorge spontanea: se non ci mette i contenuti, a che gli serve? Carollo.info, invece, è addirittura maestoso: più che un sito, un portale. Homepage ricca di informazione, forse anche troppo: può risultare pesante e disorientante. Azzurri Contenuti buoni per il web della Diocesi ma struttura vecchia. Sempre insufficienti meglio delle "vetrine vuote" dei siti politici Maglia nera per l'euroazzurra una pattuglia trasversale pecca - e per un politico è parlamentare composta dal trio Abalti- alquanto grave - la mancan- Amalia Sartori e il suo colleFabris-Treu, detentori della za di interattività. Il senato- ga di partito Gabriele Galla, palma di migliori internet- re della Margherita Tiziano capogruppo di Forza Italia in tiani dell'arco costituzionale. Treu vanta un sito professio- Sala Bernarda. Il sito delle Abalti.it, il blog (diario onli- nale e curato, semplice e potente Lia, amaliasartori.it, ne) dell'assessore comunale chiaro (tizianotreu.org), ma è un po' povero, tra l'altro all'istruzione (An) è tecnica- ci casca anche lui: nessuno con difficoltà ad accedere ad mente ben fatto ed estetica- spazio all'interazione con chi alcune sezioni. Ci sono i conmente piacevole. Ora, il fatto guarda. Un po' di aggiorna- tatti, la newsletter (invio di è che, come per quasi tutti i mento, inoltre, non guaste- email periodiche di informapolitici, una volta passate le rebbe: stampato a grandi zioni), ma alcune pagine drammaticamente elezioni sono abbandonati a caratteri c'è ancora lo slogan sono se stessi. Arrigo Abalti fa della campagna elettorale vuote. Una per tutte, quella denominata "attività". eccezione, almeno fino al 2006. Peggio sta solo Galla: il suo 2005: fino a quell'anno, Rolando&Carollo infatti, ha inserito dei "post" In mezzo alla classifica tro- gabrielegalla.it è pratica(interventi) pubblicizzando viamo Giovanni Rolando, mente datato in tutto al la sua attività. Poi, più nulla. consigliere comunale diessi- 2003, anno delle ultime eleIl capogruppo dell'Udeur no, e il deus ex machina del zioni in Comune. E a dispetalla Camera Mauro Fabris, ritorno della Balena Bianca to di pagine dedicate agli invece, aggiorna costante- Dc in Veneto, Giorgio impegni etc etc, nessun resodel Ppe. conto del suo operato né mente il proprio sito (mau- Carollo rofabris.it), e questo è un Rolandogiovanni.com, in cui tanto meno un aggiornapunto a suo favore. L'unica campeggia una foto di qual- mento all'attualità. Tutti a magnificare le sorti progressive della tecnologia, le potenzialità della Rete, le strade informatiche e magari, i più avveniristici, la "democrazia elettronica". Ma poi, gli esponenti della nostra classe dirigente, Internet lo usano? Hanno dei siti web? Sono "connessi"? I potenti e i vip di Vicenza e dintorni, informaticamente parlando, sono messi così così. Ecco cosa risulta da una nostra rapida ricerca navigando fra le homepage di personaggi, aziende e enti locali. Calearo&Zonin Il primo non poteva che essere un industriale, anzi, il rappresentante delle categoria: Massimo Calearo, presidente di Assindustria e titolare di un'omonima impresa di antenne per auto. Gli imprenditori, infatti, sono i più accaniti nel recitare il mantra dell'innovazione. Cliccando su calearo.com si scopre un sito assolutamente ordinario, senza pregi e difetti particolari, che presenta in linea generale l'attività dell'azienda. Essenziale e funzionale: questo il motto online del patron confindustriale. Cercando sul motore di ricerca Google l'altro grande nome dell'imprenditoria berica, Gianni Zonin, re dei vini e presidente della Banca Popolare, ci si imbatte su giannizoninvineyards.it. Sobrio, senza inutili presentazione in flash (un programma di suoni e immagini che spesso arricchisce le pagine introduttive), è nulla più che un sito vetrina dove l'interattività dell'utente è pressoché nulla: non c'è neppure un indirizzo email per i contatti. Decisamente più aggiornato, invece, il sito dell'azienda (www.zonin.it). I migliori (web) politici Passando agli uomini politici, l'offerta propone di tutto e di Discreti i siti istituzionali, bocciati (quasi) tutti quelli personali più. In cima al podio La Lega nella rete Un caso a parte costituisce la Lega Nord vicentina. Ci saremmo aspettati ruspanti ma godibili siti dei due leader locali, Manuela Dal Lago e Stefano Stefani. E invece della prima nessuna traccia web, mentre il secondo s'è fatto fregare il dominio stefanostefani.com da una ditta di imballaggi per liquidi. Roberto Ciambetti, il presidente del consiglio regionale Marino Finozzi e il senatore Paolo Franco hanno invece delle pagine all'interno di leganordvicenza.org: geometriche, facili da consultare ma scontate, un po' sullo stile della Sartori. Nosiglia&Pablito In coda, due totem della vicentinità: il vescovo (oggi Cesare Nosiglia) e il mitico Paolo Rossi, campione del mondo di calcio nel 1982. Il sito diocesi-vicenza.it è pura preistoria informatica: grafica pesante, animazioni antidiluviane, testo scorrevole all'ingiù in una sequenza infinita di testi. Tuttavia, è ricco di informazioni ed è aggiornato. Pablitorossi.com è un monumento alla sguaiataggine multimediale di flash: animazioni, musiche, e chi più ne ha più ne metta. Non proprio elegante, ovvero alla moda, molto "cool". Un mito deve pur sempre stare al passo con i tempi, mica ci si può fermare alle radiocronache garbate di Nando Martellini… Comune & Provincia E il sindaco Hullweck e la presidente della Provincia Dal Lago? Di quest'ultima si è detto: nessun sito personale, come del resto il primo cittadino. Allora andiamo a dare una sbirciatina a Comune e Provincia in versione web: il primo (comune.vicenza.it) offre una vetrina di informazioni interessante, ma il percorso per reperirle è spesso tortuoso e stancante; il secondo (provincia.vicenza.it) è promosso con buon voti, perché sia accessibilità che usabilità (i moduli con cui sono realizzate le pagine si espandono e si vedono bene sia con schermo grande che con uno piccolo) funzionano bene. Quanto alle pagine specifiche dei due amministratori, la parte riferita a Hullweck ha una sezione curriculum completa e precisa, anche se con qualche concessione a un certo suo lato vanesio (il padre "germanico", la "gattina di nome Zucchero"). Riguardo alla Dal Lago, invece, si segnala positivamente la presenza nell'homepage della sua foto e del form per scriverle. Risponderà a tutti? 9 INTERVISTA DOPPIA 3 FEBBRAIO 2007 L'ex senatore della Lega Nord, avvocato e docente universitario, 62 anni: "Rumor sarebbe disgustato" Il responsabile regionale degli eventi di Forza Italia, ed ex senatore, 52 anni: "Dal Molin, caso strumentalizzato" zione comunale e provinciale, e spieghi perché. Comune: non si può dare un voto al nulla! Provincia: la presidenza é politicamente abile quanto, inversamente, l'opposizione è inesistente. Dopo la Val di Susa, Vicenza nuova Val di Usa? Se i vicentini sono come gli abitanti della Val di Susa, Vicenza ha ancora qualche speranza. Al posto degli attuali parlamentari vicentini, lei come si sarebbe comportato sul caso Dal Molin? Averi preso contatto diretto con le Autorità militari e diplomatiche degli USA e, Ellero: "Se i vicentini sono come gli abitanti della per quanto possibile con Val di Susa, c'è ancora speranza" l'opposizione Democratica. Quante volte in parlamento o Con Bush e il suo entourage è inutile parlare. Capiscono solo il linper quanto tempo? guaggio del più forte. Una volta, dal '94 al '96. Quali sono le prerogative che Vicenza è un gigante econoun ex-parlamentare mantiene mico ma un nano politico? dopo aver lasciato lo scran- Vicenza è come un grande formicaio pieno di buona volontà e no? Autostrada e treni gratuiti, salvo laboriosità. Sia in politica che nel resto la rappresentanza esiste solo gli eurostar. In verità tutti appuntano la loro a parole. attenzione sulla cosiddetta pensio- Cos'è la "clientela" in politine. Questa, tuttavia, è un vitalizio ca? che il parlamentare paga con una Il clientelismo è tipico degli amministratori locali. Tanti voti conparte dello stipendio. Se la legislatura cessa prima dei trolli, tanto ottieni. L'armonia cinque anni il parlamentare può complessiva delle decisioni è cosa continuare a pagare di tasca sua per pochi eletti! sino al completamento del quin- Il suo più grande successo da uomo politico? quennio. Attualmente, comunque, bisogna L'aver rifiutato la candidatura del '96. aver fatto almeno due legislature. Sotto quanti e quali partiti ha E la sua più grande sconfitta? Il non essere riuscito a far confermilitato? La DC e la Lega Nord. Nel 1995, mare alcuno dei parlamentari dopo il ribaltone di Bossi, con altri della LIF nel collegio dove erano 26 parlamentari della stessa Lega stati eletti. fondai la LIF (Lega Italiana Ricordo con infinita amarezza il loro dolore quando si accorsero di Federalista). aver creduto alle assicurazioni di Cos'è un trasformista? Chi passa da un partito all'altro, Berlusconi che al momento in cui da un'alleanza all'altra e pretende, doveva mantener fede alla sua per di più, che ci si scordi i suoi parola scomparve letteralmente di scena! "passaggi". Se il compromesso è il sale Che consigli darebbe a un giodella politica, qual è la pie- vane ambizioso che si candida per Montecitorio o Palazzo tanza offerta agli elettori? Madama? La presa in giro. Se oggi fosse vivo Rumor cosa Se è intelligente non lo faccia capire. L'ambizione, in quei posti, non direbbe di Vicenza? Se Cristo gli dicesse "Mariano va d'accordo con l'intelligenza! Cosa pensa dell'altro? alzati", si rifiuterebbe di farlo! Dia un voto all'amministra- Niente. Quante volte in parlamento o per quanto tempo? Per 5 anni, nella legislatura dal 2001 al 2006. Quali sono le prerogative che un ex-parlamentare mantiene dopo aver lasciato lo scranno? La pensione, che si comincia a riscuotere compiuti i 65 anni. Poi il treno gratuito, ma io non lo prendo mai, 12 biglietti aerei all'anno; l'autostrada gratis, ma ho il tesserino scaduto. Sotto quanti e quali partiti ha militato? Ai tempi dell'università nel movimento giovanile della Dc, ma solo per un anno, nei primi '70. Poi in Forza Italia. Cos'è un trasformista? La lettura del lettore dice che è colui che cambia il partito, che Tredese: "Sul Dal Molin assistiamo a una fa il salto della quaglia. Poi uno campagna di strumentalizzazione" può dare mille connotati, e si Credo che in una situazione economica capisce a cosa mi riferisco. Se il compromesso è il sale della non eccellente (penso all'oreficeria, ad politica, qual è la pietanza offerta esempio), rifiutare la possibilità di un'entrata economica importante come agli elettori? Io parlo per me: ho seguito soprattutto questa sarebbe un'opportunità persa due leggi, quella sulla fecondazione per i nostri figli. E dall'altra parte nesassistita e la Fini-Giovanardi sulle dro- suno ha spiegato quale sarebbe l'opporghe leggere. Il compromesso spesso è il tunità in cambio di un no. Solo slogan frutto di culture diverse, che si perse- anti-americani, mentre noi siamo pronti al dialogo. gue per venire incontro ai più. Se oggi fosse vivo Rumor cosa Vicenza è un gigante economico ma un nano politico? direbbe di Vicenza? Come l'ha lasciata mi pare che sia ancor Questa cosa ce la portiamo dietro da oggi. Dal punto di vista economico è anni. Noi del centrodestra abbiamo ancora una città che vanta un reddito sempre difeso Vicenza, per esempio pro-capite molto elevato. L'unico ram- sull'autostrada e sulle infrastrutture. E' marico che potrebbe avere è la manca- vero però che i parlamentari vicentini ta realizzazione della Pirubi, l'autostra- non riescono a essere incisivi perché da che dovrebbe collegare Trento con sono divisi ideologicamente, invece di guardare agli interessi veri del territoRovigo. Dia un voto all'amministrazione rio. comunale e provinciale, e spieghi Cos'è la "clientela" in politica? E' una parola che non conosco. Posso perché. Conosco bene entrambe perché da dire che si è rafforzata da quando sono segretario provinciale di Forza Italia ho saltati i partiti tradizionali. seguito le candidature alle elezioni Il suo più grande successo da amministrative. Il mio quindi è un giu- uomo politico? dizio di parte. Devo dare atto ai due di Aver vinto il referendum sulla fecondaaver ben interpretato il proprio popolo. zione assistita. E la sua più grande sconfitta? Promossi a pieni voti, dunque. Dopo la Val di Susa, Vicenza La burocrazia: non sono riuscito a semplificare la vita dei cittadini. nuova Val di Usa? La base non stravolgerà più di tanto la Che consigli darebbe a un giovane vita quotidiana della popolazione, assi- ambizioso che si candida per stiamo a una campagna di strumenta- Montecitorio o Palazzo Madama? lizzazione, una pura lotta anti-america- Fare politica per passione, come l'ho na. Io abito a Montegalda, e nessuno ha sempre fatta io. mai detto niente di Longare, che pullu- Cosa pensa dell'altro? L'ho conosciuto anni fa come una perlava di soldati americani. Al posto degli attuali parlamenta- sona che aveva passione ed entusiari vicentini, lei come si sarebbe smo. Anche lui ha contribuito a cambiare l'Italia. comportato sul caso Dal Molin? Renato Ellero: "Il nulla regna sovrano sulla città" Flavio Tredese: "Onorevoli troppo ideologizzati" 10 ATTUALITÀ 3 FEBBRAIO 2007 I re del mattone. Il n°1 dell'impero Unicomm (A&O, Emisfero, Famila) attacca sul Pp10 E sulla Send avverte: "Sto valutando se entrare nell'affare" L'"escluso" Cestaro: "Voglio fare lobby anch'io" leghista in consiglio comunale, guiE' uno degli dato da Manuela imprenditori più Dal Lago, ha canimportanti del cellato l'allargaVeneto, il cavaliemento della superre del lavoro ficie commerciale. Marcello Cestaro, Con il sindaco 69 anni, con suo azzurro Hullweck fratello Mario a capo dell'imche rapporti ha? pero Unicomm, gruppo fondaNiente di che: "buonto nel '46 dal padre Antonio a giorno, buonasera"... I Schio, classico padroncino miei collaboratoripartito con un piccolo ingroshanno parlato con so. Lui ha cominciato a lavoraalcuni assessori a suo re a 13 anni subito dopo le tempo, non molto più scuole medie, trasferendo di questo... negli anni '70 il magazzino a Si sente penalizzaMalo. Lì è rimasto fino all'agoto dall'attuale poliMarcello Cestaro: "Imprenditori, sto scorso, quando ha stabilito tica comunale? distributori e commercianti devono la sua sede centrale a Dueville. Sì, nel caso del Pp10. agire insieme" Dalla mega-centrale a due Aspetto che mi vengapassi da Vicenza gestisce 150 Sì, è vero, in modo assoluta- no dati 7 mila metri cubi: è punti vendita A&O (a cui è affi- mente regolare. Ma il mio previsto che quelle volumetrie liato tramite il consorzio primo pensiero quando mi possano essere spostate, qualSelex), cinque centri distributi- sveglio la mattina è lavorare cosa devono darmi. vi (oltre a Dueville, Oderzo, coi miei collaboratori, è la mia Cosa bisognerebbe fare Belluno, Forlì, Perugia), i azienda. Io lavoro dalle 7 di allora per uscire dall'imsupermercati Famila, gli iper- mattina alle 8 di sera ogni gior- passe, secondo lei? Il mercati Emisfero (6 sparsi per no, e non ho né il tempo né la costruttore Marchetti il Veneto, di cui uno al centro voglia di star dietro ai politici. (titolare della Bilding, prePalladio), 37 Cash&Carry, due A Vicenza, poi, si sa: c'è gente sidente di Vicenza Futura) depositi di prodotti freschi che sa decidere, che ha caratte- sulle nostre pagine ha (uno è a Padova), dirama gli re, che sa farsi valere... rivolto un appello a quelordinativi alle ditte produttrici Come nel caso del piano l'arcipelago di imprendie stipendia un totale di 5200 urbanistico di Laghetto, il tori che non trovano suffidipendenti. Il tutto per un giro Pp10, perennemente ciente ascolto presso il d'affari di 3 mila miliardi di fermo con dentro il suo Comune. vecchie lire. supermercato, giusto? Io penso che imprenditori, Non è un palazzinaro, dunque, A Vicenza abbiamo dormito distributori e commercianti ma sugli edifici innalzati dai un attimino. Quando l'abbia- debbano avere la volontà di costruttori impianta il suo mo acquistata nel 1988 per incontrarsi e discutere di come business. E con la politica edi- creare un punto vendita (come agire insieme, magari tramite lizia di Palazzo Trissino ha da accordi con l'amministra- le associazioni di categoria. avuto incontri e scontri esatta- zione comunale di allora), l'a- Se ho capito bene, seconmente come un immobiliari- rea era di 7 mila metri quadri. do lei Assindustria e sta. "Non sono un lobbista", Prima, sin dal 1970, avevamo Ascom (e lei fa parte di mette le mani avanti, "anzi, in affitto il mercato presso entrambe) devono fare non so neanche cosa voglia l'Ente Comunale di Consumo, pressione a viso aperto sul dire questa parola". ed era di 400 metri quadri, Comune per ottenere che Lei non ha mai cercato di come anche tuttora. Noi gli affari vadano in porto? influire sulle scelte del- vogliamo semplicemente Sì, non i singoli da soli coltil'amministrazione? Nel ampliarlo a 1200 metri quadri. vando ognuno il proprio orti2003 ha contribuito alla Ora cade a pezzi, grazie anche cello, ma insieme, argomencampagna elettorale di alla nostra cara presidente tando così da pari a pari, per Forza Italia. della Provincia Dal Lago che creare maggiori sinergie tra pensa ancora che i produzione e distribuzione. negozi debbano stare Questo non è fare lobby? sotto le case, come ai Io penso alla mia azienda e tempi del non disturbo gli altri. Ma sono littorio...Invece sotto i disponibile a operazioni di più palazzi i veicoli merci ampio respiro. non possono scaricare, Intanto si trova un superperché lì passano mercato bloccato per anche le auto private e quasi vent'anni. perché farebbero trop- Ma io credevo che gli amminipo rumore. stratori si rendessero conto L'attuale supermercato di Laghetto: Lei si riferisce al che ho bisogno di lavorare, e "Cade a pezzi. Fatemelo sistemare" fatto che il gruppo invece no. DI ALESSIO MANNINO Ma ora se n'è accorto. Ed ecco la lobby. Se lei vuole chiamarla lobby la chiami lobby, io dico di fare gruppo, aggregazione. E vorrei ricordare che chi assume di più, oggi in Italia, è il terziario, è il commercio. Se poi i politici dicono cosa vogliono fare, invece L'area di Laghetto interessata dal pp10 di dire che vogliono rispettare 4 vecchietti che abi- to civile, troppo stretto. Se gli tano davanti al supermercato a Americani arrivano diventerà Laghetto...Detto con tutta la militare, secondo me. simpatia per le persone anzia- Lei prima ha parlato di ne. stampa. Marchetti ha A Laghetto sono state rac- lamentato delle vere e colte più di duemila firme proprie campagne ostili contro il Pp10. contro i suoi affari, ad Ho anche incontrato un pro- esempio sull'area Send, in motore del comitato di quar- cui anche lei è coinvolto. tiere, che mi ha detto che col Lei è stato danneggiato dai supermercato arriverebbero giornali? auto da tutta Vicenza. Ma è Guardi, si sa che sui giornali si assurdo: stiamo parlando di scrive ciò che viene deciso 1200 metri quadrati, è solo per dalla proprietà. Non mi faccia gli abitanti. Le firme? E' stato dire di più. Sulla Send però un gruppetto di loro e poi gli vorrei chiarire: l'Unicomm altri hanno seguito a ruota. E non è nella società. Abbiamo lo stop infinito è un soccombe- un'opzione di partecipazione, re a una raccolta di firme. Gli che tra l'altro è scaduta a fine abitanti di Laghetto hanno 2006, perché una parte della bisogno di un supermercato lì. proprietà dell'area era della A questo punto o lo chiudo, o Unicomm. Ora stiamo rifletmi consentono finalmente di tendo se rispondere alle riperifarlo. E non è un centro com- tute richieste di entrare, magamerciale, che cavolo scrivono ri rilevando una quota modesulla stampa? Un centro com- sta, diciamo un 10%. merciale deve avere dentro un E fare il bis davanti al ipermercato, cioè una struttu- Palladio. ra da 3 mila metri quadri in su, Quello che dobbiamo valutare e una galleria di negozi. è appunto se i nuovi spazi I residenti lì non vogliono commerciali siano sinergici col nuovi edifici, per quale Palladio, evitando i doppioni. motivo ne avrebbero biso- L'indagine giudiziaria sui gno, secondo lei? permessi per la Send verte Daremmo loro uno spazio con su presunte un assortimento maggiore, "spintarelle"da parte della gratificante anche per chi abita politica, e allora al territolì. rio c'era un altro assessoIl Dal Molin andrà agli re, Maurizio Franzina. La Americani, dopo il sì del legge regionale del 2004 governo. Addio al Pp10, vieta di edificare una dunque? superficie commerciale Anzitutto credo che la nuova dedicata al misto (alimenbase potrà portare, in termini tare e non) superiore ai economici, solo benefici a 2500 metri quadri. Qui si Vicenza. Se Laghetto rimane parla di 11 mila metri quanel suo ambito, con via dri. Che ne pensa? Sant'Antonino in mezzo, non Penso che se le licenze le vedo che altri problema c'è, hanno rilasciate prima di una anche se probabilmente ci sarà certa data, cioè prima della un problema di viabilità su legge, andrebbe bene rispetviale Ferrarin. Il Pp10 si può tarle. Ma la vicenda non la sempre fare. Quello che vedo conosco, anche per questo difficile è potenziare l'aeropor- vogliamo rifletterci su. SUPPLEMENTO DIRETTORE EDITORIALE GIOVANNI COVIELLO Spedizione in A.P. - 45% art.2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona Pronti al riscatto Raffa e Bellone, la pallavolo a mille chilometri da casa a pagina III La formazione biancorossa è in crescita, ma serve più continuità di gioco e un pizzico di concentrazione in più. Mister Petro Bovo: "In classifica ci mancano due o tre punti, ma è solo questione di tempo: i risultati arriveranno" DI Kung Fu Shaolin, da Vicenza con furore a pagina IV Marzia Muroni, una pedana mondiale a pagina V Caoduro Pallanuoto, tutti i sogni del 2007 a pagina VI Anno 2 nr. 5 - Sabat0 3 febbraio 2007 Supplemento al numero 44 del settimanale VicenzaPiù FRANCESCO BIANCHI Inizia il torneo del "Sei Nazioni" e il mondo della palla ovale si ferma per ammirare i campioni di questo sport. Sabato 3 febbraio la nazionale italiana esordirà a Roma contro i campioni in carica della Francia e così i campionati rimarranno fermi. I Rangers torneranno in campo domenica 11 febbraio, quando il Primo XV berico sfiderà in casa il Belluno. La compagine biancorossa ha mancato di un soffio la vittoria contro la corazzata Oderzo, che sul terreno di via S. Antonino ha superato di misura la formazione cittadina, con il risultato di 19 a 24. Dopo la vittoria contro il Lido Venezia (12-3 in trasferta), il secondo impegno del 2007 concede comunque ai biancorossi un altro punto in classifica, in virtù di un passivo finale inferiore a sette punti. In testa al girone continua la marcia trionfale del Rugby Riviera, mentre le altre gare segnalano un generale equilibrio tra i contendenti, a dimostrazione che il tasso tecnico del campionato è in costante ascesa, poiché il divario fra i team di alta quota e quelli di bassa classifica si sta accorciando. Contro l'Oderzo si è visto un Vicenza ben determinato e in grado di affrontare gli avversari a testa alta. Le tre mete per parte messe a segno dalle due formazioni sono indicative di un match giocato ad armi pari, diversamente dalla partita di andata, quando i trevigiani si imposero con un perentorio 30 a 0. Un bel salto di qualità per i Rangers, con la vittoria che è sembrata a portata di mano fino all'ultimo e un po' dispiace che non siano riusciti ad agguantarla. A fine gara il tecnico Pietro Bovo si è dichiarato soddisfatto della prestazione offerta dai suoi ragazzi e ha tracciato un bilancio provvisorio di questi primi mesi sulla panchina In occasione del torneo Sei Nazioni, il campionato si prende una pausa. I Rangers sperano di ripartire con una marcia in più biancorossa. "Si tratta certamente di un'esperienza positi- ma di allenamento dei attuale il Vicenza non sia ancora in grado di competere va - ha dichiarato il trainer di prossimi mesi? scuola miranese - perché "Continueremo a insistere su con i primi cinque club in clasfinalmente la squadra ha tro- alcuni aspetti tecnici e tattici sifica, che costituiscono già vato un buon ritmo in allena- che stiamo trattando sin dall'i- una piccola Serie B. Ma è solo mento e a tratti riesce a svi- nizio, anche a scapito del volu- questione di tempo". Quali sono le prospettive luppare dell'ottimo rugby in me di gioco". partita, efficace ma anche pia- L'attuale posizione in per questi Rangers? classifica del Rangers "Ora si tratta di incrementare cevole da vedersi". Qual è il maggior pregio Vicenza rispecchia il suo il numero di giocatori in grado di garantire assiduità in allevalore? di questa formazione? "Sicuramente l'abnegazione e "Nel corso del girone di anda- namento e tenuta in campo. il senso di responsabilità di ta ci siamo lasciati sfuggire 2 o Poi si potrà cominciare ad elechi scende in campo, a pre- 3 punti che meritavamo di vare la qualità del gioco, i avere, sebbene allo stato risultati verranno da sé". scindere dai limiti personali". E il difetto peggiore? "Manca ancora continuità di gioco e di concentrazione nei momenti cruciali del match, ma ci stiamo lavorando sopra". Cosa prevede il program- II 3 FEBBRAIO 2007 sport Nelle under 13 e 14 del Vicenza Basket Giovane, Silvia Fanton ed Eleonora Zanetti si contendo i ruoli di capitano e vicecapitano Due stelline che già mostrano il loro talento sotto l'occhio attento di coach Bernardini Giovani promesse sotto canestro Sognando la maglia azzurra DI SILVIA MALAMAN Entrambe classe 1994, Silvia Fanton ed Eleonora Zanetti, rispettivamente capitano e vicecapitano del gruppo under 13 e 14 femminile del Vicenza basket giovani, saranno sicuramente destinate a far parlare di sé. Nonostante la giovanissima età, infatti, le due cestiste allenate dal tecnico Massimo Bernardini hanno già le idee ben chiare e i numeri per realizzarle. Silvia, dalla scorsa primavera sei inserita nella Rappresentativa regionale, come ti trovi? "Bene, le compagne sono simpatiche e gli allenatori sono molto bravi. Penso che questa esperienza con giocatrici più grandi di me mi possa essere utile per crescere; ad esempio sono migliorata nel tiro da fuori e mi sento più preparata anche in difesa. Gli allenamenti sono duri, ma fortunatamente sono concentrati in alcuni periodi dell'anno, di solito a ridosso di qualche torneo. Recentemente La under 13 femminile del Vbg ho preso parte ad alcune sedute tecniche in provincia di Venezia; per ora riposo, ma in primavera dovrebbero riprendere gli allenamenti". L'anno prossimo in Azzurrina entreranno altre cinque giocatrici classe 1994, speri anche tu di far parte del gruppo? "Certo, che domande! Il basket è uno sport che mi piace; ho imparato a giocare da mio fratello e guardando le partite alla televisione. Sono entrata a far parte di una squadra in seconda elementare col Vbg BasketMania e da allora non ho più smesso di allenarmi. Con il Vbg mi trovo benissimo perché con le compagne di squadra mi conosco da anni, siamo unite e insieme ci divertiamo tanto. Sento che mi vogliono bene e spesso, oltre ad andare a mangiare la pizza insieme, ci invitiamo a casa l'una dell'altra per passare più tempo assieme". Eleonora, ormai è da settembre che fai parte del Progetto Azzurrina, come va? "Bene, anche se all'inizio è stata molto dura allenarsi con le migliori giocatrici del Veneto più vecchie di me di uno o addirittura due anni. Ogni domenica e ogni lunedì devo recarmi in provincia di Venezia per le sedute tecniche, più qualche partita o torneo come è accaduto a gennaio quando sono andata a Cervia per il Trofeo delle Regioni". Come mai hai scelto di giocare a basket? "Perché non è uno sport noioso, sei sempre in movimento e non ti vengono braccia muscolose come con il nuoto o gambe storte come con il calcio. Ho iniziato a confrontarmi con il canestro in seconda elementare, col minibasket del Vbg". Due stelline portate sul palmo di mano dal tecnico Massimo Bernardini che dice: "Per la nostra società è senza dubbio motivo di grossa soddisfazione avere due giocatrici a così alti livelli, è il segno che stiamo lavorando bene. Ogni tanto Eleonora arriva agli allenamenti stanca, ma è brava a tenere duro perché ci tiene a far bene con la propria squadra. In Azzurrina insistono soprattutto sulla preparazione atletica e a questa età è difficile sopportare carichi di lavoro di questo tipo. Comunque le vedo entrambe molto entusiaste, oltretutto cercano di portare la loro esperienza tra le compagne. Alla fine tutte le atlete del mio gruppo si impegnano molto e infatti ben sei (oltre Silvia ed Eleonora) fanno attualmente parte della selezione provinciale: Valentina Billo, Chiara Campagnolo, Erika Chemello, Caterina Drago, Lorenza Prospero, ed Elisa Vicentini. Spero che la Dirigenza regionale ne tenga conto per le prossime selezioni. C'è anche da sottolineare che è un gruppo molto unito che una gran voglia di migliorare e per questo è spesso premiato dai buoni risultati. A tal proposito la scorsa settimana abbiamo vinto il torneo "3c3 Join the game" una manifestazione svoltasi a Marano Vicicentino con tutte le squadre della provincia; siamo riusciti a conquistare il titolo provinciale battendo in finale il Basket Sarcedo per 10-9 con il quartetto composto da Valentina Billo, Chiara Campagnolo, Elisa Vicentini, ed Eleonora Zanetti". Nonostante la lunga striscia negativa, la squadra biancorossa non perde la voglia di lottare: "Non molliamo mai" Asd Vicenza, caccia alla vittoria scaccia-crisi Il successo per l'Asd Vicenza continua ad essere un'utopia. Alle prese con una panchina corta le biancorosse di Claudio Corà non sono riuscite a tenere testa all'Interclub Muggia. Non al top per i postumi influenzali la guardia Marta Dalla Pozza e indisponibile anche l'ala torinese Alessandra Visconti che, secondo la formula del doppio tesseramento e come da accordi, era impegnata con il Famila Wuber Schio. A parlare per fare il punto della situazione è la giovane play (classe 1986) Valentina Corà: "Ormai ogni partita diventa pesante dal punto di vista psicologico, perché soffriamo nel cercare di conquistare punti che ci risollevino dall'ultimo posto in classifica. Il fatto di essere in fondo alla graduatoria va ad influire sul morale e, anche se da parte nostra cerchiamo di non arrenderci, le formazioni avversa- rie scendono sempre in campo con la consapevolezza di essere più forti di noi e questo ci penalizza. È anche vero che molte altre compagini possono vantare più mezzi di noi, ma dobbiamo lavorare perché questo non ci spaventi. Il successo non arriva più da dicembre, ed esattamente da sabato 16 quando abbiamo vinto ai danni della Tecno Allarmi Cervia per 62-59; ora credo sia fondamentale continuare a lavorare e a crescere imparando dai nostri errori. Io cerco in ogni gara di fare del mio meglio, e anche le mie compagne sono pronte a sacrificarsi per tentare di ottenere un risultato utile; la stessa Dalla Pozza è scesa in campo dando il suo contributo pur avendo alle spalle una settimana di antibiotici per curare una brutta influenza" Che sensazione prova nel vedere la sorella, Marta Corà, e il padre, Claudio Corà, seduti nella stessa panchina dopo gli ultimi sviluppi? "È strano, ma cerco di pensarci il meno possibile. Per me giocare a basket è una specie di lavoro per cui le questioni familiari tento di lasciarle fuori dal campo. Vivo la cosa nel modo più distaccato possibile anche se è inevitabile che rispetto alle mie compagne ci sia un approccio emotivo differente; sono un po' più coinvolta, ma è anche vero che ho lavorato con entrambi per cui, in un certo senso, ci sono in parte abituata. Claudio sta facendo di tutto per passare dal tesseramento nel ruolo dirigenziale a quello di allenatore, ma non è semplice perché bisogna trovare qualcuno che prenda il suo posto al vertice della società. Al momento è lui ad allenarci e a L'As non vince da dicembre. Tra problemi di salute e di organizzazione, però, le guidarci durante gli incontri, ma Marta è costretta a venire alle parragazze ce la stanno mettendo tutta tite per rivestire ufficialmente il ruolo di tecnico". Raggiunta telefonicamente anche la guardia Marta Dalla Pozza (classe 1985) appare fiduciosa: "Adesso mi sto riprendendo dopo una settimana di febbre a 39°; contro Muggia c'era bisogno di me perciò sono scesa in campo per aiutare le mie compagne in difesa. Avevo delle difficoltà respiratorie dovute alla tosse, ma per fortuna la temperatura era scesa. Per la squadra questo ed altro, lottiamo tutte per lo stesso obiettivo, se c'è bisogno del mio contributo non mi tiro indietro. Con l'Interclub abbiamo perso di poco per cui sono fiduciosa per i prossimi incontri. Comunque di una cosa sono certa: noi non molliamo mai". III 3 FEBBRAIO 2007 sport Dalla Sicilia alla Città del Palladio per sfondare nella pallavolo. Manuel e Daniele si presentano Palermo - Vicenza solo andata DI PAOLO MUTTERLE Galeotta fu l'email. Lo scorso giugno Manuel Raffa, centralone palermitano di 193 centimetri e non ancora diciott'anni, con l'aiuto di Internet cercava una società disposta a credere in lui, pronto a lasciare l'isola per giocare a pallavolo. A rispondergli furono due club del Nord Italia, entrambi interessati a visionare il giovane del Volley Club Leoni; a "sponsorizzare" l'opzione berica fu Giovanni Savasta, dirigente della società panormita, una delle molte affiliate ai Vicenza VolleyCenter. Un passo faticoso per un minorenne che prima di allora non aveva mai lasciato casa. E siccome farlo in due era più semplice, l'amico e compagno di squadra Daniele Bellone, palleggiatore di un anno più giovane, decise di accompagnarlo nella trasferta carica di speranze. Il provino tecnicamente andò bene per entrambi, anche se a bordo campo c'erano gli occhi severi di Delio Rossetto. A spegnere in parte il giovanile entusiasmo fu l'incontro con la dirigenza biancorossa, che mise in guardia i ragazzi sulle inevitabili difficoltà che avrebbero incontrato nei mesi successivi. La decisione fu così più meditata, ma alla fine anche l'incoraggiamento dei genitori spinse Daniele e Manuel a trasferirsi nella città del Palladio. Una scelta che oggi non rimpiangono ("Ci sono stati dei momenti difficili, ma il fatto di essere qui insieme ci ha aiutato moltissi- Manuel Raffa e Daniele Bellone si stanno ben comportando con la maglia della Mosele Elettronica mo"). A farli sentire un po' a casa c'è il resto della piccola colonia palermitana del Vicenza Volley, che oltre ai due giovanissimi comprende il dirigente delle giovanili Dario Tagliabue e l'ultimo arrivo della Mosele Elettronica Dario Lo Iacono, da un paio di mesi loro compagno di squadra; la lontananza dall'isola però è tanta, e la nostalgia a volte inevitabile. Cosa vi manca di Palermo? Manuel: "Eh… Tante cose… I genitori prima di tutto, e poi la possibilità di andare in giro con il motore". Daniele: "Guarda che qui si chiama motorino…" Ma il casco lo mettevate? Manuel: "Io si… perché ho paura". Daniele: "Sì, sempre!" Comunque ogni giorno trovate un Dario con cui scambiare una battuta in palermitano… Manuel: "Lo facciamo durante gli allenamenti, quando gli altri parlano in vicentino" Daniele: "Potrebbe anche essere una tattica per non farsi capire dagli avversari in partita!". Interrogazione di dialetto: cos'è la "carega"? All'unisono: "La sedia!". E "guciaro"? Silenzio. Esame superato a metà. Capitolo "cosa ne pensate". Del nostro dialetto? Manuel: "Pian piano stiamo cominciando a capirlo. Non è brutto". Daniele: "Ma il nostro è più bello. Comunque il vicentino è sicuramente più comprensibile Parte il progetto per avvicinare i ragazzi delle scuole alla pallavolo Con qualche (piccolo) contrattempo 1, 2, 3... Minivolley! Portare la pallavolo nelle scuole elementari e promuovere l'attività sportiva per i più piccoli. Questo è quanto si propone il progetto promosso da FIPAV e Kinder Ferrero "1, 2, 3... Minivolley!". L'iniziativa (partita nel mese di dicembre) prevede la distribuzione di oltre 10.000 kit che comprendono tutto il necessario per due campi da minivolley, con tanto di reti e tre palloni di pesi diversi, accompagnati da dvd e opuscoli informativi. Circa 3500 scuole di tutta Italia hanno ricevuto i kit prima di Natale, mentre le altre dovrebbero essere raggiunte entro il 2009, per un coinvolgimento complessivo di 1.600.000 alunni della scuola primaria. "In provincia sono già arrivati molti kit - spiega il presidente della Fipav Vicenza Davide De Meo - e stiamo organizzando dei mini corsi da tre lezioni. Il nostro obiettivo è di coprire tutte le scuole del territorio nei prossimi tre anni. Come comitato stiamo cercando inoltre di mettere in contatto gli istituti e le società locali, per dare modo ai club di avvicinarsi al mondo della scuola e fare promozione. Il primo bilancio del progetto non può che essere positivo, anche se il grosso limite è che non è stato previsto dalla Federazione nazionale un collegamento diretto con le società, compito che stiamo svolgendo noi a livello provinciale". del padovano: quando parla il capitano, Luca Greggio, a me sembra turco". Dei vicentini? Manuel: "Gente tranquilla; a volte non ci capiamo perché abbiamo un modo diverso di scherzare. All'inizio ti accolgono bene, ma dopo un po' si abituano e non è facile parlarci". Daniele: "Un po' pignoli… a Palermo siamo più elastici". Della città? Daniele: "Un po' statica, ma ci accontentiamo". Manuel: "Durante la settimana tra scuola e allenamenti non usciamo praticamente mai e il sabato non finiamo mai prima dell'una. Sabato scorso siamo andati per la prima volta in un locale." Delle ragazze del Vicenza Volley? Manuel: "Una brutta non l'ho ancora vista. Non so se le scelgono apposta!". Daniele: "Tutte bellissime!". Su chi sia la più bella però nicchiano: impossibile tirar fuori una preferenza. Solo parlando delle minettine e del calendario dopo qualche insistenza un nome viene fuori, ma per il rispetto della loro privacy diciamo solo che l'intervista è stata fatta in gennaio… Dopo la raffica di domande facciamo raccontare a loro com'è la nuova vita vicentina. Manuel: "Quando sono arrivato qui il mio unico scopo era quello di diventare un pallavolista, ma poi mi sono reso conto che ci sono altre cose. Sto continuando il liceo classico, che avevo iniziato a Palermo. Al "Pigafetta" ho trovato dei professori più prepa- rati che giù, anche se come carico lo trovo meno pesante rispetto alla mia vecchia scuola. Poi nel pomeriggio c'è lo studio e gli allenamenti". Daniele: "Io frequento il quarto anno dello scientifico al Quadri, e per me invece è stata da subito più difficile, anche perché con i programmi ero indietrissimo, ma adesso sono mi sono portato al passo. Nel poco tempo libero strimpello con la chitarra, che ho comprato qui a Vicenza e sto imparando a suonare da autodidatta. Manuel invece canta". Canzoni siciliane? Ciuri ciuri, ciuri di tuttu l'annu… Manuel: "Noooo! Abbiamo gli stessi gusti, ci piacciono i Dream Theater. Purtroppo però non piacciono a Marco Tirozzi, il nostro coinquilino…" Dove abitate? Daniele: "S. Pio X. Quartiere tranquillo". Tranquillo? Qualcuno dice il contrario… Manuel: "Ah sì? Beh, a Palermo abitavo in centro storico e lì sì che c'è molta delinquenza, anche se negli ultimi anni la situazione è migliorata un sacco". Daniele: "D'altra parte è una città povera, e molti sono spinti a delinquere per fame. Anche a chi è povero capita di subire un furto, e per rifarsi purtroppo lo fa anche lui. È un circolo vizioso, non si pensa al bene collettivo". Base americana al Dal Molin, favorevoli o contrari? Daniele: "Non so quanto sentirmi partecipe… Comunque mi sembra una stupidaggine avere paura della base". Manuel: "Io dico sì, perché gli americani fanno simpatia, mi piace l'America. E poi se portano soldi e lavoro, perché no?". Manuel, sei in partita e Daniele sbaglia ad alzarti una palla facile. Cosa gli dici? "Minchia, è tre anni che giochiamo insieme e ancora non mi conosci?". Daniele, fai il miglior palleggio della tua vita e Manuel spara un missile fuori, cosa gli dici? "Minchia, una volta che ti alzo il primo tempo devi sbagliare?". Qual è il segreto per vivere insieme e andare d'accordo? Manuel: "Chi ha detto che andiamo sempre d'accordo? Le nostre litigate le facciamo ogni tanto" Daniele: "L'importante è dirsi tutto. Abbiamo visto che tenendoci dentro le cose stavamo male". IV 3 FEBBRAIO 2007 sport Intervista al fondatore della scuola di arti marziali Shaolin Italia: "Una disciplina che fortifica la mente e lo spirito". E a novembre in città arrivano i mondiali di Kung Fu Stefano Dalla Vecchia un vicentino tra i monaci Shaolin TOMMASO QUAGGIO Forse non molti lo sanno ma proprio tra le mura della città berica, a metà degli anni settanta, fu fondata la prima scuola in Italia di Kung Fu. Erano gli anni del mito di Bruce Lee, che da Hollywood conquistò il mondo. Da allora solo passati diversi anni, ma Vicenza rimane una delle città italiane più devota a quest'arte tanto che a novembre di quest'anno la città del Palladio è stata scelta come sede per i Campionanti del Mondo, che si svolgeranno al Centro Sport Palladio. Uno dei precursori in Italia di questa disciplina è il vicentino Stefano Dalla Vecchia, classe 1962, di proDI fessione Vigile del Fuoco, che nel 1978 sotto la guida del Maestro Shi Dae Woung mosse i primi passi, e nei primi anni '80 fu più volte campione italiano. Nel maggio del 1990 si classificò primo al campionato internazionale di Cesenatico e nello stesso anno iniziò a seguire i Monaci di Shaolin in Cina. Nel 1993 fondò la "Scuola dei monaci Shaolin Italia", con sede a Vicenza, e nell'aprile del 1997 si classificò primo ai campionati del mondo di Perugia con una forma Shaolin nella categoria Maestri. Nel 1999, infine, ricevette dai monaci il Saio nero, considerato una delle onorificenze più importanti del Tempio di Shaolin. Maestro Dalla Vecchia, siamo abituati a vedere i monaci Shaolin compiere acrobazie e maneggiare armi in maniera incredibile, ma è questo il suo Kung Fu? "Molte persone mi chiamano ogni giorno e mi chiedono di voler diventare come i monaci che vedono i televisione o in qualche spettacolo. Quello che vediamo è la parte spettacolare di quest'arte, fatta da uomini che si allenano tutto il giorno a compiere quei movimenti che per molti sembrano impossibili. Questa disciplina dal mio punto di vista è davvero completa perché pratica lo sviluppo della forza interiore, chiamata "Qi", con la ricerca di una tecnica perfetta. Quello che è certo è che per arrivare ad alti livelli serve non solo molto allenamento ma anche molta concentrazione. Quello che apparentemente sembra solamente un'eccezionale esibizione, nasconde dietro una vera e propria disciplina, ma soprattutto anni di allenamenti, seguendo una filosofia di vita che esiste addirittura dal 520 d.C. e che dalla Cina si è in seguito affermata in tutto il mondo." Ma qualunque persona può praticare questa disciplina, o servono delle doti particolari? "Chiunque può iniziare a praticare questo sport. Certo serve pazienza, non si può certo pensare di diventare subito dei fenomeni. Al mio corso partecipano donne, uomini e anche ragazzi. Ogni sei mesi si effettua un esame per determinare il grado di crescita degli allievi. Stefano Dalla Vecchia durante un allenamento. Sembra spettacolo, in realtà sono esercizi che equilibrano corpo e mente Questo però è anche un modo per stimolare gli atleti. Essendo una federazione, anche noi abbiamo dei gradi. I guerrieri semplici, che possono essere di primo grado con uniforme azzurra e cintura azzurra, di secondo grado con uniforme azzurra e cintura grigia, o di terzo grado con uniforme azzurra cintura arancio; i guerrieri della quinta essenza, di quarto grado con uniforme grigia e cintura azzurra, di quinto grado con uniforme grigia e cintura grigia, di sesto grado con uniforme grigia e cintura arancio; e i guerrieri di buddha: di settimo Il maestro vicentino è stato uno dei primi a portare in Kung Fu in grado con uniforme arancio e cinItalia tura nera, di ottavo grado con uniforme gialla e cintura nera, di nono grado con Hockey. La società ha ingaggiato Fabio Rigoni, Michele Ciresa e Massimo Ansoldi mantello rosso con righe "Adesso siamo davvero competitivi" dorate (monaco shaolin). Ma cosa prevede nella pratica un allenamento di Kung Fu Shaolin in una delle vostre scuole? "Il programma di insegnamento è quello federale ed è lo stesso che il mio maestro I Diavoli hanno disputato a Michele Ciresa, dopo il no di si unirà ai Diavoli verso fine Shi Xing Hong ha appreso Forlì una buona gara, ma hanno Luca Roffo, a lungo inseguito, e febbraio, al termine degli impenel Tempio Shaolin. raccolto meno di quanto semi- la decisione del forte portiere gni nell'hockey ghiaccio con Potremmo sintetizzarlo nato, e come conseguenza del- sloveno Jure Penko di rimanere l'Asiago, dove è passato dopo così: riscaldamento, tecnil'espulsione inflitta a Petrone la ad Asiago. molti anni nella società del che di combattimento scorsa settimana, dovranno Il direttore sportivo dei Diavoli, Fassa. Sandà, studio e applicaziorinunciare al loro giovane ma Mario Bellinaso, aveva promes- Ultimo in ordine di tempo, ma ne dello Shaolin tradizionaforte attaccante almeno per la so un acquisto di peso prima non di importanza, l'acquisto di le, tecniche di potenziaprossima gara, in programma della chiusura del mercato (sca- Massimo Ansoldi, attaccante mento e irrobustimento, domenica 4 febbraio contro i duta venerdì 26 gennaio) e così destro classe '75, capitano in A2 sviluppo del "Qi". Ghosts Padova. è stato. Michele Ciresa, golea- dell'HC Merano, la formazione Quest'arte allena lo spirito e In arrivo Fabio Rigoni, difenso- dor nella finale scudetto dello dominatrice del campionato. "È il fisico della persona affinre sinistro di grande spessore scorso anno fra Asiago Vipers e stata una trattative fulminea ché il sistema nervoso sia tecnico, ex Asiago, Padova e Ghosts Padova, rappresenta ha dichiarato il direttore sporticonnesso ai muscoli per Vicenza, nonché azzurro della infatti una pedina importante vo dei Diavoli, Mario Bellinaso rimanere sani e proteggere Nazionale, che si unirà ai bian- alle dipendenze del coach bian- nata subito dopo aver chiuso noi stessi da attacchi fisici. I corossi verso fine febbraio al corosso, Alessandro Corso, per l'ingaggio di Michele Ciresa. riflessi sono migliorati e termine degli impegni sul rinforzare il reparto avanzato Con questi nuovi elementi possviluppati. Allenando lo spirito il nostro cuore sarà ghiaccio come un altro degli dei vicentini. siamo dire di aver allestito una calmo e sereno e in grado di acquisti dei biancorossi. Altro Come l'altro acquisto, il difen- squadra molto competitiva". scoprire molti pensieri di colpo di mercato l'attaccante sore Fabio Rigoni, anche Ciresa S.N. saggezza e ottenere la cono- Nuovi acquisti per i Diavoli Ma per vederli in campo bisogna aspettare scenza della vita e di un universo migliore. Quando si arriva ad ottenere questi traguardi, si è arrivati al massimo livello. Questo e' quello che chiamiamo l'unione tra "Chan e Wu". Cosa è esattamente il tempio di Shaolin, culla di questa arte marziale? "Il Tempio di Shaolin si trova a 70 chilometri a sudovest da Zhengzhou, capoluogo della provincia dell'Henan in Cina, ed è luogo d'origine del Chan (Zen), scuola principale del Buddismo cinese e dello Shaolinwushu, la più famosa delle arti marziali cinesi. Situato ai piedi del monte Songshan, con dietro il picco Wuru e di fronte il monte Shaoshi, è completamente riparato dalle foreste con all'interno antichi pini che si elevano fino al cielo. Fu costruito nel diciannovesimo anno dell'Imperatore Xiaowen dalla dinastia Wei con il proposito di ospitare un eminente monaco indiano di nome Batuo. Dopo 32 anni un altro monaco indiano, Bodhidharma, si recò al Tempio di Shaolin dove rimase in meditazione per nove anni nella grotta che sta sotto la cima Wuru. Quando l'azione di ricerca fu completata e Bodhidharma uscì dalla grotta lo Zen vide la luce. Divenuti suoi discepoli, i monaci del Tempio sedevano per lungo tempo in meditazione divenendo sempre più deboli nel corpo, facile preda del sonno e di aggressioni esterne. Per ovviare a questo, imitarono le attività della gente ed i movimenti degli animali creando così un'arte marziale per muovere ossa e muscoli e rafforzare la salute. Assorbirono anche l'essenza delle arti marziali popolari e militari esistenti formando gradualmente lo Shaolinwushu con le sue distinte caratteristiche, chiamato anche Kung-Fu di Shaolin". V 3 FEBBRAIO 2007 sport "Ho imparato giocando con la spada del nonno", racconta la giovane campionessa della scherma vicentina. Prossimo obiettivo, la competizione iridata in programma in Turchia Marzia Muroni, a colpi di spada verso i mondiali DI SILVIA MALAMAN Lasciato da parte il bronzo tricolore ai Campionati italiani under 23, Marzia Muroni punta dritta ai Mondiali. La diciottenne vicentina, infatti, dopo essere salita sul terzo gradino del podio a La Spezia, attende con ansia d'imbarcarsi per la Turchia, dove dal 10 al 18 aprile si disputerà la manifestazione mondiale. La spadista vicentina, che com'è noto è stata di recente nominata "atleta di interesse nazionale", avrà dunque modo di farsi notare anche nel panorama internazionale. Cosa ti aspetta nei prossimi mesi? "Parteciperò l'11 febbraio alla Coppa del Mondo under 20 che si terrà a Vienna, poi andrò a Barcellona per la gara individuale di Coppa del Mondo assoluto a punteggio doppio e poi mi concentrerò per i Mondiali di Turchia; lì a farmi compagnia ci saranno Sara Carpegna di Vercelli, con la quale ho preso parte a tutti i Mondiali, la nostra amicizia è iniziata quando avevamo sei anni, e Giulia Rizzi di Udine. Dovrà essere fatto il nome di un'altra atleta per la gara a squadre, ma per l'individuale ci saremo noi tre". Marzia Muroni con il maestro Oleg Poudzanov E proprio Giulia Rizzi ti ha battuta in semifinale per 15-8. "Sì, lei è in un momento di forma assoluta. Nei quarti tutto è andato per il meglio. Poi ho affrontato Giulia e con lei ho fatto davvero fatica. La sua scherma è eccellente". (A titolo di cronaca Giulia Rizzi, dopo aver battuto Muroni, in finale ha sconfitto anche Sara Carpegna per 15-10 aggiudicandosi la competizione tricolore, ndr). Marzia Muroni nasce a Vicenza il 25 Altri progetti in ottobre 1988. Ora vive a Roma e tira cantiere? per la società Club Scherma Roma. "A dir la verità sto Questi i risultati collezionati nel 2006. accarezzando l'idea Campionati Europei Giovanili, 5ª delle Universiadi che individuale, 5ª a squadre; Coppa del quest'anno si giocheMondo Giovani: 8ª (35ª Varsavia, ranno a Bangkok, ma 10ª Ponte de Sor, 3ª Lignano è ancora presto per Sabbiadoro, 50ª Bratislava, 36ª pensarci, è meglio fare Budapest, 3ª Mödling, 3ª Burgos); un passo alla volta. Campionati italiani giovanili: 14ª Finiti i Mondiali, individuale; Campionati italiani oltretutto, dovrò tufunder 23: 11ª individuale. Sempre ai farmi nello studio perCampionati nazionali under 23, ché quest'anno ho gli nel 2007 è invece arrivato il terzo esami". posto individuale. Che scuola frequenti? E come fai La carriera a conciliare studio e sport? "Sono iscritta al quinto anno del Liceo Artistico di Roma e i miei voti sono buoni; purtroppo ho già collezionato circa cinquanta giorni di assenza. Detto questo io naturalmente faccio di tutto per essere imbocciabile, ecco perché cerco di avere una media scolastica alta. Per fortuna ho un bellissimo rapporto con i miei compagni di scuola, sono loro a tenermi aggiornata sul programma e a passarmi i compiti che ci sono da fare". Ma a Roma vivi da sola? "Certo! Lavo, stiro e cucino. Non è stato semplice anche perché il giorno prima di trasferirmi non ero nemmeno capace di prepararmi una pastasciutta da sola. Comunque penso che questo continuo girare il Mondo per la scherma mi abbia aiutata a crescere più in fretta rispetto a tanti miei coetanei. Roma è una città bellissima, ci sono molte possibilità di svago e di divertimen- to; purtroppo io sono iperattiva il che vuol dire che non riesco a stare più di due settimane nello stesso posto, nemmeno nella Capitale. Mi capita anche quando vado in vacanza: massimo quindici giorni e poi devo muovermi". La tua famiglia quando la vedi? "Purtroppo i nostri impegni non ci permettono di passare molto tempo assieme: durante la settimana io studio e loro lavorano, e nei week-end io ho le gare. Loro cercano di essere presenti a quelle più vicine, ma a volte passano parecchi giorni prima che ci si veda. Per fortuna a farmi compagnia a Roma ci sono i miei amici: con la scusa che abito da sola molti pomeriggi si trasferiscono da me". Cosa fai nel tempo libero? "E che cos'è il tempo libero? A parte gli scherzi le stesse cose che fanno i giovani della mia età: leggo, vado al cinema ed esco. La mia passione, oltre alla scherma, resta comunque viaggiare". Quel è la gara che ricordi con più entusiasmo? "Il bronzo a squadre vinto in Austria nella stagione 2004-2005". Come hai scoperto la scherma? "Penso in televisione, guardando i campioni. E poi mi ricordo che ho sempre giocato con la spada di mio nonno, quella d'ordinanza dell'aeronautica; alla fine gliel'ho distrutta. E poi, personalmente, non mi sarei mai ritrovata in uno sport di squadra, non mi avrebbe dato così tante soddisfazioni. Adesso faccio parte del Club Scherma Roma e ad allenarmi è il maestro russo Oleg Poudzanov; mi trovo bene e sono contenta dei miei progressi". Cosa ti aspetti dal futuro? "Mi piacerebbe entrare in qualche gruppo sportivo militare come quello dell'Esercito, della Polizia con le Fiamme oro o azzurre. È uno dei pochi modi per ricevere un compenso adeguato nella scherma. Purtroppo dovrò aspettare che aprano i concorsi; ho appena compiuto i 18 anni e solo adesso potrò parteciparvi". In bocca la lupo, allora. "Crepi". VI sport 3 FEBBRAIO 2007 Pallanuoto. Parte sabato il campionato del settebello biancorosso che ha come obiettivo la promozione di in serie A2. Peri: "La migliore squadra di sempre" Costruita per vincere, ecco la Caoduro targata 2007 Al via sabato 3 febbraio il campionato di pallanuoto di serie B maschile, e quest'anno, come non mai, la Caoduro Vicenza si affaccia alla nuova stagione con la voglia di essere protagonista. L'obiettivo è quello del passaggio di categoria: ossia la promozione in A2. A gettare le basi per realizzare concretamente questo progetto, grazie ad un programma triennale, sono stati in primo luogo lo sponsor, Caoduro Lucernari e la società piscine di Vicenza. Quest'anno a guidare la squadra biancorossa sarà Matteo Greco accompagnato da Roberto Mezzaluna. "Era un passo fondamentale da compiere - ha fatto sapere Sergio Peri, ora tecnico della formazione femminile della società -. Per poter crescere avevamo bisogno di un allenatore professionista e ad agosto non ho avuto esitazioni ad accordarmi con Matteo, un tecni- Professione". "La formula del campionato 2007 prevede che le prime due classificate del nostro girone accedano ai play off con le prime due del girone ligure - spiega il tecnico -. Naturalmente il nostro primo obiettivo della stagione sarà accedervi. Da lì l'importante sarà giocarsela al massimo delle possibilità; comunque credo che il campionato 2007 sarà equilibratissimo con ben cinque forLa formazione della Caoduro2007: la squadra punta ai pleyoff promozione mazioni che si contenderanno i fatidici due posti: il Pn trieste Peri e Luca Muzzana centrovasca, co preparato ed appassionato del (che ci ospiterà nella gara di i difensori Andrea Melison e quale ho la massima stima. Greco esordio di sabato 3 febbraio) il Paolo Pisani, la riconferma del ha alle spalle undici anni alla Torino (che approderà a Vicenza padovano Michele Tomasella a guida dell'Sc Quinto, forte squail dieci febbraio per il primo centroboa e degli attaccanti Max dra genovese di A2". incontro casalingo della stagioCapasso e Alessandro Pisani, si "Oltretutto non è stato nemmeno ne), la Cn Milano, il Geas Milano sono aggiunti il forte centroboa facile assemblare la squadra - proe, ovviamente, la Caoduro". Nicola Spaziano, la scorsa stagiosegue Peri -, poiché è stata rinnoSoddisfatto per la sua scelta e ne in forza alla Pn Brescia, l'attacvata in quattro undicesimi. Ma per la "rosa" che gli è stata messa cante Michele Falcone, provealla fine, osservando il lavoro a disposizione è anche il tecnico niente dal Bissolati Cremona, e fatto, posso dire che ritengo la Matteo Greco che dice: "Lo scordel forte regista Roberto Boldrini Caoduro Vicenza targata 2007 la so anno allenavo una squadra in ex della Rn Sori. A questi nomi migliore in assoluto. Sulla base di serie A2, ma il progetto che mi andranno inoltre a sommarsi i un organico storico che vede ha proposto Sergio Peri mi ha giovani del vivaio: Marconi, Simone Lovato e Matteo Gaspari entusiasmato: punteremo a forCarpignani, Dall'Osto, Andrein, e portieri, Luciano Toniolo, Andrea mare una compagine competitiva che a breve possa ottenere il passaggio di categoria. Oltretutto ritengo che alla base ci sia una società solida e questo non può che esserci di grande aiuto. Per quanto riguarda l'organico della Caoduro è difficile esprimere un giudizio senza aver disputato competizioni ufficiali, ma credo sia valido e puntiamo a fare bene. Rispetto alle altre squadre inserite nel nostro girone ritengo che Vicenza sia nella media, ma non le ho ancora viste tutte all'opera e poi è sempre dura fare previsioni a lungo termine". foto di Eugenio Bellotto SILVIA MALAMAN foto di Eugenio Bellotto DI Il nuovo allenatore Matteo Greco VII 3 FEBBRAIO 2007 sport Biglietti esauriti già due settimane prima e tribuna stampa strapiena Scemma: "La serie cadetta non ha mai avuto un'attenzione mediatica così importante” Con la Juve il pubblico delle grandi occasioni DI FRANCESCO CAVALLARO Comunque vada sarà un successo. O, se volete, diciamola anche così: il Vicenza ha già vinto ancora prima di scendere in campo contro la Juventus. Lunedì 12 febbraio, ore 20.45, al "Menti" gioca la storia: biancorossi contro "Vecchia Signora", come ai vecchi tempi. Sappiamo da che parte pende la bilancia del pronostico; in mezzo a tutti i discorsi che si possono fare al riguardo mettiamoci pure che la palla è rotonda e che gli uomini di Deschamps ultimamente non è che se la passino tanto bene. Primi, certo. Ma il bello del campionato deve ancora venire. E se il risultato finale, per fortuna, è ancora un'incognita, quello del "fuori campo" vede una città, la nostra, che trionfa. I dati. Lo stadio, 10mila persone in tutto,sarà pieno come un uovo; i biglietti sono andati letteralmente a ruba e già da lunedì 29 gennaio alla porta principale della società di via Schio hanno appeso il cartello "Tutto esaurito". Così come sarà completa la tribuna stampa. Quella ufficiale, con un minimo spazio per appoggiare il pc, conta 56 posti: esauriti. L'altra, la tribuna stampa di 20 posti ricavata con mezzi di fortuna (le sedie sono come quelle dell'Università, con un tavolino che si alza e abbassa) pure. Ci saranno giornalisti da ogni dove. Il dubbio rimane: per vedere il Vicenza o la Juventus? La partita con la Vecchia Signora scatenerà un tifo come non si vedeva da tempo Per quanto riguarda i tifosi, ci auguriamo che vengano a sostenere i biancorossi; a questo proposito, ha avuto un notevole successo l'operazione Crotone. Chi ha acquistato un qualsivoglia biglietto per la partita casalinga contro i calabresi (addirittura 7.900 spettatori nell'occasione) ha avuto poi un diritto di prelazione per assistere al match con la Juve. Già, la Vecchia Signora; certo che ne ha portato di fascino al campionato di serie B. Di questo, e d'altro, abbiamo parlato con il giornalista del "Corriere dello sport" Adalberto Scemma, "Vicenzologo" per eccellenza. "La serie cadetta non hanno mai avuto nella sua storia un'at- tenzione mediatica così importante - commenta Scemma -. Giornali, televisioni, radio: tutti ad inseguire le gesta della Juventus. Si tratta di un fenomeno che va in controtendenza rispetto agli anni passati; non più tardi di dodici mesi fa Murdoch, il patron di Sky, escludeva da qualsiasi pacchetto il campionato di serie B. Poi le cose si sono evolute in maniera completamente diversa con i risultati che tutti conosciamo". Sarà. Ma non è che l'anno prossimo, con la Juve in serie A, tutto tornerà come prima? Scemma replica: "Secondo me non accadrà. L'onda lunga dei bianconeri in B è destinata a rimanere ancora per qualche anno. I media hanno riscoperto il fascino di un campionato pieno di giovani interessanti, vedi il Vicenza con i suoi gioiellini Paonessa, Padoin, Foti e Cudini. La partita? Siamo in una fase cruciale della stagione. La Juve ha corso molto fin da subito per recuperare il gap di 9 punti e ora si trova costretta a tirare il fiato. Completamente diversa la situazione del Vicenza che, proprio in questo periodo, sta cominciando a decollare grazie ad un lavoro eccezionale svolto da mister Gregucci. Il risultato non è scontato, sicuramente ne vedremo delle belle. In ogni caso da qui in avanti i biancorossi non possono che migliorare. Credo, e spero, che raggiungeranno la salvezza senza troppi patemi d'animo. Poi chissà. Ora che il bilancio societario non desta più preoccupazioni e che le scorie del passato sono solo un brutto ricordo mi auguro che la dirigenza butti giù un certo tipo di programma. Ci vorrà coraggio, ma questa città merita. Sarà importante, come d'altronde sta già succedendo, puntare sui giovani. Uniti ai tre, quattro giocatori di esperienza ecco che si potranno fare ben altri discorsi. E non è che il Vicenza non miri alla serie A perché ha uno stadio piccolo, sono solo invenzioni. Intendiamoci: i biancorossi possono ancora dare molte soddisfazioni ai tifosi". Dopo il distacco dal Verona, il dirigente vicentino potrebbe rientrare da protagonista nel calcio che conta Gianbattista Pastorello sempre più vicino al Genoa Le voci si rincorrono da un po': il vicentino Gianbattista Pastorello, già dirigente di Padova e Parma, ex presidente del Verona, lasciato dopo otto anni di contestazioni da parte della tifoseria, potrebbe essere il nuovo direttore sportivo del Genoa calcio. Sembra che ora qualcosa si stia muovendo e le notizie danno il dirigente sempre più vicino ai rossoblu. Un indizio: nei primi giorni dell'anno era stato vista nello stadio della città ligure assieme al presidente della formazione rossoblu Enrico Preziosi, che intercettato dai giornalisti lo ha definito "un portafortuna". Così Pastorello potrebbe divenire il braccio destro di Preziosi magari come direttore sportivo. Lui nega, anzi dribbla la domanda e rimanda ad una sua presa di posizione che non avverrà prima della metà di febbraio. D'altronde con 35 anni di esperienza nel mondo del pallone, come potrebbe farne a meno? Nel frattempo la società ligure mette al sicuro qualche nuovo giocatore. A Marassi è approdato infatti anche Marco di Vaio, trentenne bomber romano con un palmares di 14 presenze e 2 gol in nazionale, che voleva fuggire "dall'esilio" di Montecarlo, arri- vando così al Genoa con grandissime motivazioni. Ma dietro all'arrivo dell'attaccante c'è lo zampino di chi? Di un Pastorello, precisamente Federico, il figlio di Giambattista. Allora stiamo alla finestra e osserviamo cosa succede. Intanto, non è sfuggita agli esperti la presenza di Pastorello senior a Milano nella sede della Lega Calcio. Lui, però, con poche parole ha liquidato subito le domane indiscrete: "Dovevo discutere alcune cose con il presidente di Lega Antonio Matarrese, e basta. Però è sempre la solita storia. Mai dire mai". T. Q. Il vicentino Gianbattista Pastorello APPUNTAMENTI Volley. La Minetti a Perugia Le biancorosse allenate da Manù Benelli saranno impegnate in trasferta contro il Despar Perugia in un match che si preannuncia duro. Le vicentine scenderanno in campo alle ore 17.30 di domenica 4 febbraio. Scacchi. La sfida di Lexy Ortega Il campione di scacchi Lexy Ortega sfiderà in una partita simultanea contemporaneamente 25 giocatori. La gara, organizzata dal Circolo Scacchistico Palladio, si svolgerà domenica 4 febbraio a partire dalle 9.30 nell'impianto sportivo del Nuoto di viale Ferrarin. Basket. Vbg a caccia del riscatto Sabato 3 febbraio ancora una trasferta attende il Vbg che alle 21 giocherà sul campo del Piadena. I berici cercheranno di ottenere una vittoria dopo la sconfitta di misura subita dal Cremona. Basket. Asd in casa cercando una vittoria Le vicentine saranno impegnate al Palalaghetto contro il B. C. Valtarese 2000. Uno scontro diretto tra due squadre che si trovano in fondo alla classifica. Probabile l'esordio di Alessandra Visconti, nuovo acquisto della compagine berica. 11 AZIENDE 3 FEBBRAIO 2007 Una storia secolare, prodotti dalla qualità artigianale e tecnologia all'avanguardia: il gruppo di Rossano Veneto è diventato così uno dei leader europei del proprio settore Favini, una carta da Oscar DI LUCA MATTEAZZI In un Veneto che cerca faticosamente di ripensare il proprio modello di sviluppo, ci sono aziende che sembrano aver già trovato la strada per affrontare senza eccessivi timori i mercati del terzo millennio. Le cartiere Favini di Rossano Veneto sono una di queste: quasi tre secoli di storia alle spalle, da cento anni esatti nelle mani della famiglia Favini, nel giro di pochi anni il gruppo è riuscito ad entrare nel ristretto drappello dei leader mondiali del proprio settore, grazie ad una serie di acquisizioni strategiche. Tanto che adesso economisti di vaglia come Giovanni Costa, docente di organizzazione aziendale e strategia d'impresa a Padova, lo addita come uno degli esempi del nuovo capitalismo "post distrettuale". E pensare che fino alla metà degli anni 90 la Favini era "solo", si fa per dire, una delle tante aziende vicentine solide, conosciute e intraprendenti, ma di dimensioni tutto sommato contenute, gestita in modo accorto dal colonnello Andrea Favini, che nel 1995 decide di lasciare il bastone del comando al figlio Il nuovo stabilimento di Rossano Marco. Due anni dopo il gruppo Favini acquista le cartiere di Crusinallo, in Piemonte (anche questo uno stabilimento storico, attivo dalla metà del 1800), raddoppiando produzione e dipendenti. E nel settembre 2000 si allarga ancora, con l'acquisizione delle due cartiere della società olandese Gelderse Papiergroep, conosciuta nel mercato cartario con il nome di Meerssen & Palm, uno dei maggiori produttori del paese dei tulipani. In una manciata di anni, il gruppo è così passato da una a quattro cartiere (a cui va aggiunto un impianto di trasformazione, la Cartotecnica di Rossano Veneto), da 224 a oltre 1200 Il magazzino delle cartiere Favini dipendenti, da 27 mila tonnellate di carta prodotta a 119 mila. Attualmente la produzione si attesa sulle 140 mila tonnellate annue, con un fatturato che arriva a 230 milioni di euro. "L'acquisizione dei due stabilimenti olandesi è senza dubbio il momento più importante della nostra storia - commenta Andrea Favini, nipote dell'omonimo colonnello e oggi responsabile delle vendite estere del gruppo (regional sales manager) -. Mio nonno ha gestito l'azienda fino al '95, e l'ha fatto molto bene, facendo investimenti fondamentali e portando un'azienda ancora artigianale, con una produzione di qualche centinaio di tonnellate, a sfornare 20 mila tonnellate di carta all'anno. Poi l'acquisto di Crusinallo è stato strategico per darci maggiore forza finanziaria. Ma la svolta è arrivata con le cartiere olandesi, che ci hanno fatto diventare una piccola multinazionale". Oggi, in effetti, il gruppo Favini si inserisce subito dopo i giganti Arjo-Wiggins e Fedrigoni tra i protagonisti del mercato europeo delle carte speciali ("Tutto ciò che non è la carta bianca standard", precisa Favini). Dai suoi quattro stabilimenti escono carte colorate, cartoncini, carte filigranate o con effetti a rilievo come quelli ottenuti con la goffratura, carte pregiate per agende e copertine di libri e molto altro ancora, il tutto destinato ai principali mercati del continente. "Abbiamo una presenza importante nel mercato italiano, e in quelli di Olanda e Germania - precisa il regional sales manager del gruppo -. Poi ancora in Francia, Spagna, Grecia, Turchia, e recentemente stiamo seguendo anche mercati con grandi potenzialità come quelli del continente americano, dell'India, del Medio Oriente con un ufficio vendite a Dubai, e della Cina, dove abbiamo un altro ufficio vendite che ci sta dando grosse soddisfazioni". La Favini, insomma, sta riuscendo a vendere la carta anche ai cinesi che l'hanno inventata duemila anni fa, grazie ad una produzione flessibile, in molti casi addirittura calibrata sulle esigenze del cliente, e all'alta qualità dei propri prodotti. "Nel settore delle carte speciali la qualità è fondamentale e non si avverte ancora la concorrenza dei paesi in via di sviluppo - commenta Andrea Favini -. Nelle nostre produzioni, poi, l'impatto umano conta ancora molto, c'è un saper fare che conserva alcune delle caratteristiche del lavoro artigiano, e i nostri capimacchina sono tutte persone con almeno vent'anni di esperienza alle spalle". Sarà anche per questo che nello sterminato catalogo Favini spiccano alcuni fiori all'occhiello. Come le carte ecologiche, uno dei punti di forza dell'azienda, ottenute con procedimenti brevettati da materiali alternativi al legno come le alghe, o le bucce delle arance ("La scelta di puntare sulle carte ecologiche ha pagato tantissimo - commenta Favini -. Ci ha fatto conoscere anche quando eravamo piccoli, e anche se non vende moltissimo è preziosissima come immagine"); o come le carte di lunga durata, certificate con una resistenza di almeno due secoli, richieste dagli archivi del Parlamento Europeo. O, ancora, la carta utilizzata in Olanda per ristampare il diario di Anna Frank in una versione identica all'originale, e quella su cui sono stati stampati le brochure e gli inviti per la notte degli Oscar 2006. Una storia lunga tre secoli La prima cartiera di quello che è oggi il Gruppo Favini nasce nella campagna nei dintorni di Rossano Veneto per iniziativa della famiglia Cappello, proprietaria di buona parte dei terreni della zona. Ecco le tappe principali della storia dello stabilimento, dal XVIII secolo alla metà degli anni '90. 1736: I Conti Cappello chiedono alla Repubblica di Venezia l'autorizzazione di trasformare un mulino per la macina di farine di cereali situato a cavallo di una roggia "ricca di acqua impetuosa" in una fabbrica per la produzione della carta. 1757-1800: La fabbrica per la lavorazione della carta è istituita ufficialmente il 01 maggio 1757. Nella seconda metà del Settecento si trovano, tra i direttori della cartiera, i nomi di Tattara, Pozzato e Ferrari. Nel corso dell'Ottocento la cartiera viene rilevata da Giacomo Caffo che la gestì fino al 1886. Alla sua morte la cartiera fu data in affitto fino al 1896 a Riccardo Sebellin e ai fratelli Berti detti Cominotto. 1906: Attilio Favini, nonno dell'attuale Presidente del gruppo, cede la sua attività cartaria lombarda e si trasferisce a Rossano Veneto. La famiglia Favini inizia a gestire la cartiera. 1945-55: il Colonnello Andrea Favini, figlio di Attilio, s'inserisce nella conduzione della cartiera. L'azienda si sviluppa in un'industria: viene installata la prima macchina in piano per la fabbricazione della carta. La cartiera produce circa 450 tonnellate/anno. 1990: Nasce il gruppo Favini, composto dalla holding di controllo, Favini SpA, dalla Cartiera Favini SpA, produzione carta, e dalla Cartotecnica Favini SpA, per la trasformazione dei prodotti finiti. La produzione si aggira sulle 20.000 tonnellate/anno. La Cartotecnica realizza un nuovo stabilimento di produzione di 6.000 mq. 1995: Il Colonnello Andrea Favini cede la direzione delle aziende di famiglia al figlio Marco. Il gruppo ha 224 dipendenti ed una produzione che si aggira sulle 27.000 tonnellate/anno. SPECIALE GIOVANI 12 3 FEBBRAIO 2007 Cervelli in fuga. Due storie di vicentini "emigrati" negli States, dove ricerca e innovazione sono di casa "Qui ci sono molte più possibilità" Dal Big Bang ai film Disney, l’esodo dei ricercatori vicentini DI LUCA MATTEAZZI Una volta partivano bastimenti carichi di contadini e poveri operai che lasciavano il vicentino sognando "Lamerica" e sperando di costruirsi Oltreoceano un futuro migliore. Adesso Vicenza esporta cervelli. Giovani che, per portare avanti nelle condizioni migliori i loro studi, sono "costretti" a rivolgersi all'estero. Dove alla ricerca scientifica non sono destinate solo le briciole e dove i meriti contano più delle amicizie e delle conoscenze. Ecco, tra i tanti, i racconti di due vicentini che, negli Stati Uniti, stanno raccogliendo risultati importanti. Ed uscii a riveder le stelle "Qua è abbastanza normale lavorare anche il fine settimana, non c'è molta distinzione tra i giorni feriali e quelli festivi". È domenica pomeriggio e Graziano Rossi risponde dal suo ufficio alla University of Pennsylvania, a Philadelphia, dove sta completando un dottorato in astrofisica. Originario di Quinto Vicentino, laureato in astronomia a Padova nel 2003, ha lasciato l'Italia pochi mesi dopo aver terminato l'università. Destinazione Pittsburgh, per un master di due anni in fisica con il professore con cui aveva collaborato per la tesi ("uno dei massimi studiosi mondiali nel suo settore", precisa). Poi il trasferimento nella città di Rocky, questa volta per un dottorato in astrofisica. "In Italia non è che avessi molte alternative spiega -, perché non c'era praticamente nessuno che facesse ricerca su quello di cui mi stavo occupando io". Nel dettaglio, Rossi sta seguendo una serie di ricerche che potrebbero far luce sull'origine e la struttura dell'universo. "Mi sto occupando di tre ambiti di ricerca- continua -: il primo è lo studio di quelle strutture che vengono indicate col nome di aloni di materia oscura e che precedono la formazione delle stelle e delle galassie; il secondo è l'analisi del cosiddetto fondo cosmico di microonde, cioè una radiazione che è il residuo del Big Bang e dalla quale si possono estrarre informazioni sulla forma- impieghi interessanti e innovativi, Alberto). na di 'vandali' mentre in Italia c'è sempre il "Visto che i computer mi interesamericani, e se rischio di finire sottopagato a fare savano più dell'ingegneria edile alla fine del cose banali. Inoltre qui il sistema racconta -, sei mesi dopo la tesi mi corso la valufunziona in base al merito: dopo sono iscritto ad un master in tazione degli un anno io sono già stato promosComputer Science all'università studenti fosse so, visto che in azienda erano soddella California di Santa Barbara. stata negativa, disfatti del mio rendimento". Lì le università hanno più soldi, e non mi avrebLavoro gratificante, stipendio gli studenti hanno molte possibilibero rinnovato buono, clima da favola ("qua si sta tà in più, anche se c'è da dire che l'incarico. in maniche corte per nove mesi l'università non è per tutti, dato Diciamo che la all'anno") e un'accoglienza più che che è molto ma molto più cara di giornata tipo è cordiale ("gli italiani sono trattati quanto non sia in Italia. piuttosto benissimo, come se tutti avessimo Ci sono delle borse di studio, è piena, e non la Ferrari e tutti vestissimo vero, ma accedervi non è così semc'è molto Graziano Rossi negli Usa: "In Italia non avrei tempo libero, Versace o Armani"). Tutto bene, plice. In generale, comunque, l'iavuto le stesse possibilità" dunque? Quasi. "Se potessi avere dea è che qui girino molti più soldi, ma io mi sono qui la famiglia, gli amici, il cibo itasia nello studio, nel senso che ci trovato subito bene". zione dell'universo; il terzo, infine, liano e la pizza mi verrebbe quasi sono molti più finanziamenti per La voglia di tornare, quindi, non si riguarda la determinazione delle quasi voglia di restare per sempre la ricerca, sia nel lavoro, nel senso fa sentire più di tanto. "Anche perdistanze in cosmologia, tema su - sospira -. In realtà la nostalgia di che se sei bravo ti offrono un ché a Padova mi hanno fatto capicui ci sono ancora molti problemi". casa c'è: questa è un'esperienza impiego interessante e vieni pagare abbastanza chiaramente che Facile capire che per affrontare importante, sia dal punto di vista to bene". non apprezzavano molto la mia argomenti di questa portata servaumano sia dal punto di vista proIl suo percorso ne è un esempio. idea di andare a fare esperienza no laboratori, finanziamenti ed fessionale, ma in Italia ci sono Terminato il master, invia il curriall'estero. Qui ho decisamente più equipe di studiosi ai massimi livelvalori che qui non si trovano". culum alle principali aziende del possibilità, e poi sono in una posili. Tutte cose che Oltreoceano si All'orizzonte, quindi, potrebbe settore. Riceve proposte da colossi zione molto buona, ad un paio trovano molto più facilmente. "È esserci un rientro: "Il mio progetto come Dreamworks (la società di d'ore d'auto da New York e a tre da vero che qua ci sono più fondi e più è quello di tornare tra un anno o animazione fondata da Steven Washington". Come dargli torto? strutture - conferma -. Negli Stati due: con l'esperienza che ho acquiSpielberg, Jeffrey Katzenberg e Uniti, ma anche in Germania o in sito qui, credo che potrei mettere David Geffen), Disney e Nvidia Con Micky Mouse nella città Inghilterra, si investe molti di più in piedi un'azienda mia e conti(una società che realizza processodegli Angeli in ricerca e ci sono molte più posnuare a lavorare in questo settore ri grafici e prodotti multimediali "L'America è il paese delle possibisibilità: se dimostro che il mio proanche dall'Italia". come la Playstation3). Lui sceglie lità". Dietro alle animazioni dei getto di studio è importante, non la Disney, e da un film Disney che arriveranno nei ho problemi a trovare i fondi. Solo anno e mezzo lavora prossimi mesi sugli schermi di per fare un esempio, a Padova nel settore dell'anitutto il mondo c'è anche il lavoro di dovevo pagarmi anche le fotocomazione tridimenNicola Candussi, classe 1977, di pie, qua ci danno dei computer di sionale del colosso Monticello Conte Otto. Una laurea ultima generazione. Senza contare che ha sede a Los in ingegneria edile nel cassetto, che ci sono molti più collegamenti Angeles, dove si Candussi ha trovato negli States le tra università: attorno al nostro inventa il futuro condizioni per trasformare in una progetto collaborano 8 atenei". della computer graprofessione innovativa, e ben retriNon solo. I vantaggi si avvertono fica. "Costruisco i buita, la sua passione di sempre, anche nelle piccole incombenze programmi che l'informatica (già durante l'univerquotidiane: all'assicurazione ci sono poi usati per sità aveva fatto parlare le riviste pensa l'università, in biblioteca si realizzare i film. specializzate, e non solo, per la può prendere a prestito un numeQua negli Stati Uniti creazione di un paio di videogiochi ro illimitato di libri ("e te li lasciaè più facile trovare programmati insieme al fratello no per sei mesi"), se hai voglia di seguire delle lezioni di musica nessuno solleva obiezioni, anche se non c'entrano nulla col tuo dottorato in astrofisica, e i biglietti per i concerti della Philadelphia Orchestra - una delle più imporconfronto con quanto avviene negli Usa o in stati come Enrico Fermi, Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco, tanti degli Stati Uniti - sono dispola Gran Bretagna e la Germania; la seconda è un sisteRiccardo Giacconi. Bastano i nomi di quattro italiani nibili a prezzi scontatissimi. ma di reclutamento lento, burocratico, e condizionato premiati con il Nobel per studi compiuti all'estero per Il rovescio della medaglia è dato dal baronaggio. Così sono in tanti che cercano all'estero rendersi conto di come la fuga dei cervelli non sia certo soprattutto dai ritmi di lavoro serun'alternativa al precariato, agli stipendi da 800 euro al un problema nuovo. L'emorragia, anzi, è cominciata rati: "Il carico di lavoro è notevole mese, e al giochino delle raccomandazioni che sono la prima della seconda guerra mondiale, all'epoca delle - sottolinea -, perché bisogna insenorma in Italia. Secondo uno studio condotto dal leggi razziali e, salvo una breve parentesi negli anni gnare e portare avanti l'attività di Ministero degli Esteri, sono circa 1600 i giovani ricercaCinquanta, è continuata fino ai nostri giorni. Due le ricerca. Cinque giorni dopo essere tori italiani all'estero, e molti di loro non hanno intenragioni principali: la prima è la cronica carenza di risorarrivato mi hanno mandato a fare zione di tornare. se e investimenti per la ricerca, soprattutto se si fa il lezione ad una classe di un'ottanti- La solita, vecchia, storia 13 SPECIALE GIOVANI 3 FEBBRAIO 2007 Giorgio Raccanelli ha interrotto il dottorato in ingegneria che stava seguendo a Dallas: "Ci sono molti più fondi, ma anche un meccanismo che porta allo sfruttamento degli studenti stranieri" Il racconto di chi è tornato: "Tante possibilità, ma troppa competizione" Lui è uno di quelli che dall'America è tornato. Un po' per forza, un po' per sfortuna, a dire il vero, ma anche perché le contraddizioni non mancano nemmeno nel mondo dorato della ricerca a stelle e strisce. Giorgio Raccanelli, trent'anni, di Sandrigo, parte per gli Stati Uniti nel 2002, dopo essersi laureato a Padova in ingegneria delle telecomunicazioni con una tesi sui processi automatici ("Banalizzando - scherza sono quei meccanismi per cui un forno smette di scaldare quando raggiunge la temperatura richiesta"). Lo aspettano all'università di Dallas, in Texas, dove ha trovato un professore disponibile ad assumerlo per un dottorato. "L'attività di ricerca mi aveva invogliato, cercavo qualcosa di più interessante che non programmare computer, e questo era un dottorato unico nel suo genere - racconta - . Perché invece di applicare i metodi dell'ingegneria, in questo caso la gestione dei controlli auto- matici, ai processi industriali, li si utilizzava nel campo della strumentazione biologica, in particolare nell'elaborazione di immagini per la biologia. In Italia trovare attività di questo genere, in cui si mescolano discipline diverse, è molto difficile. Negli Stati Uniti è la norma: conoscevo dei ragazzi laureati in biologia che lavoravano al dipartimento di economia". Un'esperienza stimolante e innovativa, dunque, non fosse per i rapporti tesi con il supervisore del suo progetto di ricerca. "Il fatto è che lì i professori sono dei piccoli imprenditori - continua -. Non sono pagati per l'insegnamento, ma hanno dei fondi stanziati in base alla ricerca che devono portare avanti. Di quei fondi possono farne quello che vogliono, ma dopo tre anni sono valutati in base ai risultati, e se questi non sono all'altezza i finanziamenti non vengono rinnovati. In pratica devono ottenere il massimo con la minima spesa, e per fare questo tendono ad assumere pochi tecnici americani e ad utilizzare al massimo gli studenti stranieri, che sono meno tutelati contrattualmente". La celebre skyline dei grattacieli di Dallas, Texas Il risultato è un meccanismo che porta allo sfruttamento degli studenti che arrivano dall'estero, trasformati in forzati del laboratorio, con ritmi esasperati, giornate lavorative di dodici ore, domeniche inesistenti, riposi e ferie concessi col contagocce, quando vengono concessi. "La mia Giorgio Raccanelli ha lasciato gli Usa, con qualche rimpianto era una situazione un po' al limite, ma almeno la ricerca diverso. Peccato che domenica ero a casa: c'era chi all'ultimo momento, a pochi lavorava sette giorni su sette. giorni dalla scadenza del visto, È proprio il sistema, la compe- il supervisore gli neghi il nulla tizione, che porta a questo. È osta al trasferimento, e a quel un peccato, perché a livello di punto non resta nient'altro da relazioni sociali io e mia fare che rientrare in Italia. moglie ci siamo trovati benis- Oggi lavora in un'azienda di simo, abbiamo incontrato per- Schio che si occupa di sistemi sone accoglienti e senza pre- video e che ha voglia di puntagiudizi, ed eravamo riusciti ad re sulla tecnologia e l'innovazione. inserirci bene". Alla lunga, però, la situazione La sua esperienza all'estero è lavorativa diventa insostenibi- stata apprezzata, e anche grale. Giorgio cerca, e trova, un zie al suo contributo è nato un altro dottorato in un centro di progetto di collaborazione molto positivo tra l'azienda e l'università di Padova. Come dire che anche nel Nordest delle produzioni a basso costo, c'è chi scommette e investe sulla ricerca. Certo qualche rimpianto rimane. "Più che altro per il modo in cui è finita, perché non è stata una decisione nostra". E anche perchè, in fin dei conti, negli Usa ci sono comunque più possibilità di farsi strada. "Tra l'Italia e gli Stati Uniti c'è un abisso: là se porti a termine il dottorato, e ottieni dei risultati, hai possibilità concrete di ottenere un fondo tuo per altri due anni di ricerca. Si chiama fondo junior e sono circa 500mila euro. Qua un meccanismo simile non esiste: devi aspettare il concorso, la disponibilità dei posti, e tutte queste cose. Là se lavori bene vai avanti. È assolutamente meritocratico, magari devi ammazzarti di lavoro, ma se sei davvero determinato, sei sicuro di fare la tua carriera. Va avanti chi produce: e nel bene e nel male funziona così in tutti i settori". L. M. RADICI 14 3 FEBBRAIO 2007 Nella Basilica di San Felice, è conservata una reliquia del patrono degli innamorati Il 14 febbraio sono attese migliaia di persone Reliquie e pane benedetto, Vicenza festeggia San Valentino DI LUCA MATTEAZZI Non potrà competere con la popolarità dell'8 settembre, ma la festa di San Valentino rimane sicuramente una delle ricorrenze più sentite dai vicentini. E non tanto per l'alluvione di spot pubblicitari con cuoricini e messaggi sdolcinati che arriva da televisione e carta stampata, quanto per la devozione secolare legata alla pala d'altare con l'immagine del santo e alla reliquia custodita all'interno della basilica dei santi Felice e Fortunato. Ogni anno, il 14 febbraio, sono migliaia le persone che vengono a visitare la chiesa, a baciare la reliquia (un piccolo frammento di osso), a prendere il pane benedetto che dovrebbe proteggere dalle malattie e - perché no -, ad aggirarsi tra le bancarelle del mercatino allestito sul sagrato della chiesa, tra palloncini, dolci e frittelle (siamo pur sempre a ridosso di Carnevale). "C'è sempre tantissima gente - conferma il parroco -. E se è San Valentino ad Due martiri, un solo santo Di san Valentino, infatti, potrebbero essercene addirittura due, un sacerdote e un vescovo, dalle biografie talmente simili da essere confuse: tutti e due martiri, tutti e due vissuti nel terzo secolo dopo Cristo, tutti e due decapitati (il primo alle porte di Roma, il secondo nelle vicinanze di Terni), tutti e due sepolti lungo la via Flaminia. Storicamente, comunque, la figura su cui si hanno maggiori certezze è quella del vescovo di La Basilica dei santi Felice e Fortunato: qui è conTerni, condannato al supservata anche una reliquia di San Valentino plizio durante le persecuzioni di Aureliano per aver guarito il attirare maggiormente l'attenzione, figlio del filosofo Cratone a patto che in realtà la giornata diventa una festa questi si convertisse con tutta la di tutti i martiri custoditi qui. Va famiglia. Sulla sua tomba venne prericordato, inoltre, che accanto alla sto costruita una basilica paleocrifesta ci sono sempre una serie di inistiana, e le sue spoglie si trovano ora ziative di beneficenza". Ecco, allora, nella cattedrale della cittadina come nasce e come è arrivata a umbra. Da lì, nel corso del Seicento, Vicenza la festa di un santo dal dopvennero distribuite in tutta Italia una pio volto. serie di "parvae reliquiae", di piccole reliquie destinate a diffonderne la devozione. Tra queste c'è anche il pezzetto d'osso conservato a Vicenza. Un ospedale per poveri e mendicanti Le origini del culto di San Valentino in questo caso a quelle dei in città risalgono alla seconda metà martiri vicentini Felice e del Cinquecento quando, seguendo Fortunato, uccisi ad le direttive del Concilio di Trento, si Aquileia all'inizio del IV decise di costruire un punto d'accosecolo), o come i resti dei glienza per i poveri e i mendicanti. mosaici che decoravano i L'Ospedale, come si chiamava all'epavimenti delle chiese reapoca, venne realizzato fuori le mura, lizzate tra IV e V secolo. lungo la strada che portava a Verona, Proprio il martyrion è, tra Porta Castello e la vicina Basilica assieme alla cripta e alla di San Felice, nella stessa area in cui sacrestia, al centro dei lavosorgevano anche un lazzaretto, un ri di restauro iniziati in quelebbrosario e un cimitero. Le stampe sti giorni, e che dovrebbero dell'epoca hanno conservato l'imconcludersi per la metà di magine di una grande complesso maggio. "La nostra intenche aveva al centro la piccola chiesetzione è di inaugurare tutto il ta dedicata al Santo, e proprio la 13 maggio, giorno dei santi chiesetta è l'unica testimonianza Felice e Fortunato", conferrimasta dell'antico ospedale. ma il parroco. Per quella Sconsacrato e abbandonato, l'edifidata dovrebbe essere proncio è stato attentamente restaurato to anche il museo archeolonegli anni '80 e ospita oggi un prestigico allestito accanto alla gioso negozio di arredamento. La chiesa, in cui verranno pala d'altare (dove San Valentino esposti alcuni dei reperti di appare con un'inusuale veste da solepoca romana emersi dato) e la reliquia trovarono invece durante gli scavi effettuati ospitalità all'interno della vicina in zona. Basilica, diventando ben presto La Basilica più antica della città si rimette a nuovo La Basilica dei santi felice e Fortunato è, insieme alla cattedrale, la chiesa più antica di Vicenza. Situata appena fuori le mura medievali della città nel luogo in cui sorgeva anche una necropoli romana (come ricordano i sarcofagi nel sagrato), la chiesa così come appare oggi è, in realtà, il frutto dei restauri svolti nel corso del Novecento, e che hanno ridato all'edificio il sobrio aspetto romanico che aveva poco dopo l'anno Mille: tre navate, cripta sotto il presbiterio, soffitto a capriate e decorazione ridotta all'essenziale. All'interno, però, restano tracce degli edifici più antichi, come lo splendido martyrion di Santa Maria Mater Domini del V secolo (una piccola cappella dedicata al culto delle reliquie, oggetto di devozione. Il santo degli innamorati e della primavera San Valentino non è solo il patrono degli innamorati. La tradizione lo indica anche come protettore dei malati, in particolare di quelli epilettici: secondo un'antica usanza, infatti, all'incirca alla metà di febbraio si cominciava a far camminare i bambini piccoli all'interno di solchi scavati nel terreno ("De San Valentin miti in pie el picinin", recita un detto popolare), con un rito che avrebbe dovuto proteggere i piccoli dal "male sottile". In generale, il giorno di San Valentino, alla metà di febbraio, segna l'inizio del risveglio primaverile dopo il lungo letargo invernale. "A San Valentin fiorisse el spin e la passera fa el nin", "A San Valentin lavora el to ortesin", "A San Valentin fuma la terra", sono solo alcuni dei tanti proverbi contadini legati alla ricorrenza del 14 febbraio. Allo stesso modo, si credeva che proprio in questo periodo gli uccelli ricominciassero il corteggiamento in vista dell'avvicinarsi di una nuova stagione degli amori. Forse proprio per questo, o forse per la simpatia con cui il vescovo di Terni accoglieva le giovani coppie in procinto di sposarsi (la tradizione attribuisce a lui la celebrazione del primo matrimonio tra un pagano e una cristiana), San Valentino è diventato, con il tempo, il simbolo degli innamorati. E a Pozzoleone va in scena una sagra secolare San Valentino non si festeggia solo in città. Alla giornata del 14 febbraio è legata anche una delle fiere agricole più antiche e importanti della regione: quella che si svolge ogni anno a Pozzoleone, al confine tra la provincia di Vicenza e quella padovana, dove tra i campi attorno al paese si trova un'antica chiesetta dedicata al santo. Già alla metà del Settecento il flusso di pellegrini era notevole, e insieme ai fedeli arrivavano anche mercanti, venditori ambulanti, contadini: qualcuno vendeva cibarie, altri attrezzi per i campi, altri oggetti di vimini, in un'atmosfera festosa e spesso già primaverile. Nasce così la Fiera di San Valentino, che dal 1748 è un punto di riferimento per tutti i produttori agricoli del vicentino, del bassanese e del padovano. Dal secondo dopoguerra la fiera si trasferisce lungo le strade di Pozzoleone, e diventa celebre per l'esposizione di macchine agricole, in particolare dei famosi "trabicoli", come venivano chiamati certi veicoli fatti in casa modificando vecchi furgoni o camioncini. Ancora oggi, l'esposizione di attrezzature agricole e la mostra mercato degli animali sono il punto forte della fiera, arricchita anche da mercatini dell'antiquariato, mostre a tema e manifestazioni folcloristiche. Quest'anno la Fiera si apre sabato 10 febbraio e continua fino a domenica 18. 15 SALA STAMPA 3 FEBBRAIO 2007 Basi americane, puro segno di sudditanza Ogni settimana, tratto dalla stampa locale o nazionale, un articolo che fa riflettere, discutere o arrabbiare. O anche divertire. Sempre senza alcun commento. Sia il lettore a farne, secondo le proprie opinioni Dopo "Ederle 2" è scoppiato un caso "Sigonella 2", la base americana in Sicilia che dovrebbe essere ampliata con trecento nuove villette per ospitare altri settemila soldati. Ciò ha provocato la consueta reazione furibonda della cosiddetta sinistra radicale, spaccature nell'Unione, accuse del centrodestra al governo di non essere in grado di tenere una coerente politica estera. Spettacolini già visti. A mio avviso la vicenda delle basi americane in Italia non può essere affrontata episodicamente, allarmandosi perché questa o quella viene ampliata e facendo del pacifismo sterile e a tutto campo, ma va valutata alla luce della più generale questione, storicamente inquadrata, dei rapporti fra Europa e Stati Uniti. Certo sono ben strane alleanze quelle degli Stati uniti con i Paesi collegati e non solo con l'Italia. Loro possono avere basi militari, anche nucleari, in tutti i Paesi alleati, questi nemmeno un soldato sul suolo americano. Più che alleanze sembrano, e sono, sudditanze. Ma c'è una ragione storica. Finché è esistita l'Unione Sovietica questa alleanza sperequata con gli Stati Uniti, e quindi anche la presenza delle loro basi con pesanti limitazioni delle sovranità nazionali dei Paesi che le ospitano, era indispensabile perché solo gli americani avevano il deterrente atomico necessario per dissuadere l'"orso russo" dal tentare avventure militari nell'Europa dell'Ovest. Era chiaro cioè che se i sovietici avessero osato sganciare un'atomica su Bonn o su Londra o su Milano, missili nucleari americani, partendo innanzitutto dalle basi Usa in Europa, si sarebbero diretti su Mosca. O, quantomeno, pareva chiaro fin quando Massimo Fini: le basi Usa esistono per pagare “la protezione” della guerra fredda Ronald Reagan, a metà degli anni Ottanta, in un momento di brutale franchezza o di disattenzione, non si lasciò sfuggire che l'Europa "poteva essere teatro di un conflitto nucleare limitato". Era cioè ipotizzabile che Usa e Urss si facessero una guerra nucleare per interposta Europa, dell'Est e dell'Ovest, senza colpirsi direttamente. Tuttavia, nonostante queste inquietanti dichiarazioni, l'ombrello nucleare steso sull'Europa ha funzionato. E' ovvio che gli Stati Uniti, giustamente dal loro punto di vista, han fatto pagare ai Paesi europei, fra cui l'Italia, questa loro protezione, o supposta tale, con una sudditanza militare, politica, economica e, alla fine, anche culturale. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica, nel 1989, questa sudditanza e queste basi americane sul suolo europeo diventano solo un fastidioso pedaggio e un'umiliante limitazione della sovranità nazionale degli alleati (tutti ricordano sicuramente la vicenda del Cermis, ma si potrebbero ricordare anche le decine di ragazze napo- letane stuprate da militari americani, crimini rimasti impuniti perché le basi, e i loro occupanti godono del regime di extraterritorialità). Pedaggio che non ha più alcuna contropartita. Oggi queste basi non sono solo più fastidiose e umilianti. Sono diventate un pericolo. Perché con l'attuale aggressività americana un Paese alleato ci mette pochissimo a diventare "poco affidabile", basta che non ubbidisca in tutto e per tutto (e credo che sia per evitar questo che il governo Prodi, che già aveva scontentato gli Usa ritirando i nostri soldati dall'Iraq, ha deciso, prudentemente, di dire sì all'ampliamento delle basi di Vicenza e di Sigonella, per non irritarli ulteriormente) e, da qui, un niente per passare nella lista nera degli 'Stati canaglia'. Per cui, in un futuro non poi così lontano, potremmo trovarci in conflitto con gli Stati Uniti ma paralizzati, nelle nostre decisioni, dalla presenza sul territorio delle loro minacciose basi e da decine di migliaia dei loro soldati. Massimo Fini Da Il Gazzettino, 26 gennaio 2007 REGIONE 16 3 FEBBRAIO 2007 Preoccupante l'aumentano di cannabis e alcol soprattutto tra le ragazze I giovani veneti cercano lo sballo Crescono poliabuso e patologie psichiatriche Il rapporto segnala che il 41,3% degli studenti quindicenni - al di sotto quindi dell'età legale - ha sperimentato almeno un'ubriacatura, in particolare tra le femmine Il Veneto fa i conti con i consumi di droghe e alcol da parte della popolazione, soprattutto giovanile, per mettere a punto le risposte dei servizi e aggiornare le politiche per contrastare e prevenire le dipendenze. Questo, in estrema sintesi, il senso della ricerca svolta da C.N.R. di Pisa (Sezione di Epidemiologia e Ricerca sui Servizi Sanitari dell'Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche), per conto dell'Assessorato regionale alle politiche sociali, presentata stamani a Verona, nella sede dell'Azienda Ullss n.20 dall'Assessore regionale alle politiche sociali Stefano Valdegamberi e da Fabio Mariani, responsabile del progetto, Sabrina Molinaro, Marco Scalese e Roberta Potente del CNR, Lorenzo Rampazzo dirigente regionale dei servizi per le dipendenze. I dati si riferiscono agli anni 2003 e 2004 e tra l'altro evidenziano che: la cannabis e i suoi derivati sono le sostanze illecite più consumate in un anno dai veneti tra i 15 e i 54 anni (circa l'8% contro un dato nazionale pari al 7%), in particolare dai maschi tra i 15 e i 24 anni; sorprendente la percentuale di uso in un anno tra le studentesse 19enni che, nel 34,3% hanno usato questa sostanza contro una media nazionale del 30%; da sottolineare che la sperimentazione di cannabis tra gli studenti di quindici anni raggiunge il 15% a fronte di 12,7% della media nazionale. Il rapporto segnala che il 41,3% degli studenti quindicenni - al di sotto quindi dell'età legale - ha sperimentato almeno un'ubriacatura, in particolare tra le femmine; il 75% degli studenti veneti diciannovenni, ha sperimentato almeno un'ubriacatura, superando nettamente la media nazionale, mentre, tra i quindicenni, sono addirittura di più le ragazze ad abusare di alcol (32,9% del campione intervistato nelle scuole medie superiori del territorio regionale) che non i loro coetanei maschi (26%). Anche l'uso di cocaina almeno una volta, pur inferiore alla media nazionale, è rilevante e in continua crescita dal 2001 al 2004 in particolare tra i soggetti con età tra i 25 e i 34 anni. Per quanto riguarda, gli oppiacei si stima che 2600 persone ogni anno inizino ad usare non occasionalmente l'eroina (anche se non più per via iniettabile). Non meno preoccupante è la crescita dell'abuso di più sostanze psicoattive contemporaneamente e di patologie psichiatriche favorite o aggravate da esse. La ricerca - "Stima di prevalenza ed incidenza dell'uso e abuso di alcol e droghe illecite nella Regione Veneto" - è basata sulla popolazione generale (età compresa tra i 15 ed i 54 anni), sulla popolazione studentesca (15 ed i 19 anni) e su un database che incrocia i dati ministeriali su tossicodipendenza e alcologia, i flussi informativi relativi alla criminalità, i ricoveri e le dimissioni ospedaliere, e i dati dei 38 Servizi per le Tossicodipendenze e delle strutture del Privato Sociale nel Veneto e delle Prefetture. Valdegamberi ha sottolineato alcuni altri aspetti della ricerca, relativi alla 'contiguità dei giovani alle droghe: fattori di rischio e di protezione': la maggior propensione all'utilizzo di sostanze psicoattive è direttamente correlato a una scarsa performance scolastica (la prevalenza di consumatori di sostanze illegali è doppia tra gli studenti con difficoltà scolastiche); avere fratelli o amici che assumono droghe aumenta il rischio di esposizione al loro consumo (il rischio è di tre volte superiore rispetto ai coetanei che hanno fratelli non consumatori); le relazioni positive e significative tra genitori e figli sono fattori protettivi e preventivi all'uso di droghe. "Il Veneto - ha ricordato Valdegamberi - è stata la prima Regione ad affidare, già dal 2001, questa particolare ricerca al C.N.R. per poter disporre di dati scientifici sicuri sui quali basare le politiche di intervento regionale per renderle più efficaci nel contrasto e nella prevenzione dei fenomeni legati alle dipendenze, che hanno cambiato molto la loro fisionomia nel corso degli anni e che sono, purtroppo, largamente diffusi in particolare tra i giovani, e tra le ragazze di cui dobbiamo constatare una raggiunta parità negativa in questo settore". Proprio a partire da questi dati, l'Assessore regionale ha richiamato "l'importanza per la Regione Veneto di proseguire azioni d'intervento a favore della famiglia, per rafforzarne il ruolo e per la trasmissione di modelli positivi ai giovani". Dalla ricerca del C.N.R. risulta che: nel 2004 nel Veneto 87.676 persone (di età tra i 15 e i 44 anni) pari al 45.1% della popolazione, risultano essersi ubriacate dieci o più volte nel corso dell'anno; 149.063 persone (della stessa fascia d'età) risultano avere fatto uso di cannabinoidi dieci o più volte nel corso dell'anno (76,7%); 26.297 persone (stessa fascia d'età considerata) hanno dichiarato di avere consumato cocaina 3 o più volte nel corso dell'anno (13,5% della popolazione). Per quanto riguarda invece il settore degli oppiacei sono state 8528 persone che ne hanno consumato 3 o più volte (4,4% della popolazione) nel corso dell'anno. Secondo l'assessore veneto "i dati forniti dallo studio contribuiranno non poco a mettere a punto un modello regionale innovativo ed efficace per valutare il reale fenomeno del consumo da alcol e dalle sostanze psicoattive illecite". Arriva la telemedicina in Polesine "Un grande passo avanti per la sanità veneta" È stato presentato, all'Ospedale di Adria, il progetto di sviluppo della telemedicina in ambito provinciale che coinvolge le aziende Ulss 18 di Rovigo e 19 di Adria. Erano presenti gli assessori regionali alle politiche sanitarie, Flavio Tosi, e alle politiche di bilancio, Isi Coppola, il segretario regionale della sanità e del sociale Giancarlo Ruscitti, i direttori generali delle Ulss di Rovigo e Adria, Adriano Marcolongo e Alberto Monterosso, il presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Antonio Finotti, e i presidenti delle conferenze dei Sindaci delle Ulss di Adria e Rovigo, Marina Bovolenta e Oscar Tosini. "Questo progetto - ha detto l'assessore regionale Flavio Tosi - è un grande passo avanti per la sanità del Veneto e della provincia di Rovigo in particolare perché permette alle due Ulss di avere tutti gli ospedali polesani collegati ad un unico contenitore informatico, disponibile in rete al personale sanitario interessato, al paziente e al medico di famiglia e li mette in condizione di scambiarsi le immagini dei referti di tutte le prestazioni diagnostiche. Tutto ciò, ovviamente, è un grande vantaggio per i cittadini e per il sistema sanitario: significa anche, in prospettiva, un notevole risparmio economico che sarà rein- vestito per migliorare la sanità veneta. Anche gli ospedali privati della provincia di Rovigo, inoltre, hanno già chiesto di essere collegati a questo sistema digitalizzato delle Ulss 18 e 19". "La telemedicina - ha detto ancora Tosi - è uno strumento moderno per avvicinare i cittadini al servizio sanitario, perché permette di ridurre i tempi e le distanze. Questo sforzo è indispensabile quanto costoso, perché se il nostro sistema sanitario non seguisse la continua evoluzione scientifica e tecnologica del settore, sarebbe destinato al decadimento, alla perdita di quella qualità che è una garanzia per la salute dei nostri cittadini". "Il fatto che il Polesine sia il primo ad aver avviato,a livello provinciale, un così importante progetto di telemedicina - ha detto l'assessore regionale Isi Coppola - non è solo, per me, un motivo di orgoglio ma anche un'ulteriore dimostrazione del livello di qualità ed efficienza raggiunto dalla sanità rodigina. Non a caso aziende sanitarie di regioni con una sanità di qualità riconosciuta come Lombardia e Toscana sono venute in questi giorni a conoscere e a studiare questo sistema di telemedicina avviato nelle Ulss rodigine". Il progetto di sviluppo della telemedicina nella provincia di Rovigo, con firma digitale e cartella clinica elettronica, sarà completato nel 2008 e prevede un impegno di spesa complessiva di circa 12 milioni di euro, di cui quasi 9 milioni finanziati dalla Fondazione Cariparo. 17 REGIONE 3 FEBBRAIO 2007 La Regione accompagnerà gli investimenti possibili con il Piano di Sviluppo Rurale La bioenergia per l'agricoltura Zaia: "Sì alle opportunità, no ai trabocchetti" Proprio perché si tratta di un terreno ancora poco conosciuto e "scivoloso", con l'Azione Strategica Bioenergia Veneto Agricoltura si propone al sistema agricolo come una sorta di sportello informativo completo e momento di collegamento con tutti gli assessorati regionali interessati, facendosi carico anche di attività e rischi d'impresa connessi a ricerca e sperimentazione "La bioenergia è un'opportunità, ma non è scevra di possibili effetti negativi: come Regione vogliamo operare per evitarli e ottimizzare gli effetti a favore del sistema agricolo". Lo ha affermato il vicepresidente della Giunta regionale Luca Zaia, intervenendo ad Agripolis di Legnaro, in provincia di Padova, alla presentazione dell'Azione Strategica Bioenergia (ASB) da parte dell'Azienda Veneto Agricoltura, rappresentata dall'amministratore unico Corrado Callegari e dal dirigente Giovanni Chillemi. Proprio perché si tratta di un terreno ancora poco conosciuto e "scivoloso", con l'Azione Strategica Bioenergia Veneto Agricoltura si propone al sistema agricolo come una sorta di sportello informativo completo e momento di collegamento con tutti gli assessorati regionali interessati, facendosi carico anche di attività e rischi d'impresa connessi a ricerca e sperimentazione. La Regione, dal canto suo, accompagnerà gli investimenti possibili con il prossimo Piano di Sviluppo Rurale, che metterà a disposizione 911 milioni di euro complessivi, con i quali sostenere anche iniziative di aggregazione e investimenti aziendali. L'ASB si basa su due presupposti: che l'utilizzo delle biomasse a fini energetici sia una vera opportu- nità e occasione di reddito per le imprese del primario; che lo sviluppo della bioenergia sia ecosostenibile e non vada a scapito delle produzioni di qualità e tipiche. L'utilizzo energetico di produzioni agronomiche riguarda sia quelle biomasse che oggi vanno disperse, sia lo sviluppo di una filiera dedicata (mais, colza, soia, girasole ecc.), dove è essenziale che le ricadute siano distribuite anche al sistema agricolo e non vadano solo al sistema industriale. Zaia ha annunciato in proposito la messa a punto di una delibera per far sì che gli impianti di produzione energetica sostenuti con fondi pubblici, come l'impianto di bioetanolo di Porto Viro, si approvvigionino di materia prima proveniente dal territorio circostante e non con l'importazione di scarti agricoli a basso costo da altri paesi. In campo bioenergetico c'è spazio anche per un utilizzo dei reflui zootecnici. Rispetto a questi, però - ha affermato Zaia - l'Unione Europea, con la cosiddetta direttiva nitrati, ha indicato un modello di agricoltura che rischia di mettere in ginocchio la zootecnia veneta, con regole pensate per un sistema di allevamento strutturato in maniera diversa da quello veneto, che produce il 40 per cento della carne italiana. Viene premiato paradossalmente il sistema che ha dato vita alla crisi della BSE. "Da parte del Veneto ha affermato Zaia - c'è netta contrapposizione a questa direttiva, e ho già parlato della questione con il Ministro De Castro; in ogni caso dobbiamo darci da fare per un recupero dei reflui zootecnici". Finanziato l'adeguamento degli argini del po Ammonta a 1 milione 252 mila euro il finanziamento approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'Ambiente, Giancarlo Conta, a favore dell'Agenzia Interregionale per il Fiume Po - AIPO. Il provvedimento è finalizzato a finanziare i lavo- ri di adeguamento della sagoma arginale in sinistra del Po di Gnocca, nel Comune di Porto Tolle. L'intervento rientra nel più ampio progetto predisposto conseguentemente all'alluvione del 1994, dalla Regione, dagli Enti Locali e dal Magistrato per il Po e che prevede la realizzazione di opere necessarie al ripristino dell'assetto idraulico del fiume, all'eliminazione delle situazioni di dissesto idrogeologico ed alla prevenzione del rischio, nonché al ripristino delle aree soggette all'esondazione. In futuro bisognerà sostenere di più le organizzazioni dei produttori Veneto: agricoltura d'eccellenza Una produzione di assoluta qualità "I principi della proposta di riforma dell'Organizzazione Comune di Mercato nel settore dell'ortofrutta sono condivisibili perché puntano a dare competitività al settore, favoriscono le aggregazioni, puntano a dare stabilità a un mercato attualmente molto fluttuante. Da qui a fine giugno si apre un periodo di approfondimento per giungere ad un documento definitivo che dia al comparto risposte utili all'evoluzione delle imprese". Lo ha detto il Vicepresidente della Giunta regionale del Veneto Luca Zaia intervenendo a Verona al confronto sulla nuova OCM ortofrutta, promosso da Confagricoltura Verona che ha visto la presenza tra gli altri del Presidente nazionale dell'organizzazione Federico Vecchioni, del Presidente regionale Guidalberto di Canossa e di esponenti degli ortofrutticoltori di Spagna e Francia. Anche i rappresentanti del settore hanno apprezzato i principi ispiratori della riforma, che la prossima settimana sarà formalmente presentata al Consiglio dei ministri agricoli dell'Unione Europea, in quanto orientati a rafforzare l'offerta e a cessare aiuti diretti all'industria di trasformazione che possano influenzare le reali quotazioni di mercato. Si tratta di temi strategici per l'agricoltura italiana, che insieme a quella spagnola rappresenta la punta di diamante di un settore che vede l'Unione Europea secondo produttore ed esportatore mondiale. "In questo scenario il Veneto si colloca ai vertici nazionali - ha sottolineato Zaia - con 25 mila ettari di orticoli che produ- cono il 67% del totale nazionale, e 28 mila ettari di frutta, con una produzione lorda vendibile di 870 milioni di euro. Si tratta di una produzione di assoluta qualità che, prima in Europa, ha ottenuto riconoscimenti di DOP e IGP". Occorrerà operare, secondo Zaia, per ottimizzare gli effetti della riforma nella fase di definizione del documento finale e di applicazione. In particolare, secondo il Vicepresidente della Giunta veneta, nel modulare il disaccoppiamento bisognerà fare riferimento ai periodi di produzione più recenti, in modo da premiare le aziende che si sono date maggiormente da fare. Occorrerà anche sostenere di più le organizzazioni dei produttori, perché la quota di aiuto rispetto al prodotto, così come è indicata dalla proposta, è troppo bassa. "Dovremo anche fare attenzione alla concorrenza "anonima" che arriverà dai paesi appena entrati nell'Unione Europea - ha concluso Zaia - dove vi sono pratiche di coltivazione molto diverse dalle nostre e assai meno preoccupate di assicurare qualità, salubrità e sicurezza per i consumatori. Serviranno controlli molto attenti e se questi venissero affidati alla Regione, sarebbero di sicuro più pregnanti, per garantire la vigilanza richiesta dai nostri consumatori". 19 TEMPO LIBERO 3 FEBBRAIO 2007 Il crudo e dolente film del finlandese Kaurismaki, una favola triste sull'incomunicabilità umana Un uomo solo e sconfitto fra le Luci della sera DI GIULIANO CORÀ Dopo lo stupefacente L'uomo senza passato, del 2002, arriva sugli schermi "Le luci della sera", ultimo di una trilogia dedicata dal grande regista finnico Aki Kaurismaki ai perdenti di una società apparentemente felice e perfetta come quella finlandese. Qui il tema è quello della solitudine e dell'impossibilità di stabilire rapporti. Koistinen, guardiano notturno in un centro commerciale, è, appunto, malinconicamente solo. Vive un'esistenza piatta e spenta in un seminterrato male illuminato. Le poche e misere cianfrusaglie che lo parla, vuole rivederlo, stare con lui. Nella sua 'purezza' esistenziale, Koistinen non si fa domande, e la introduce nel suo mondo, ma ne sarà deluso: lei è solo lo strumento di una banda di rapinatori, che vuole approfittarsi di lui per razziare la gioielleria del centro commerciale. Naturalmente l'unico a pagare sarà lui: andrà in carcere, sopporterà, come sempre - come se Miseria, emarginazione ma anche speranza sono tra i temi dei film di Kaurismaki sapesse da sempre che arredano sembrano non avere beve (per dimenticare?), torna quelli come lui devono solo storia né passato, come lui. a dormire. Ma un giorno, in un sopportare - l'emarginazione e Si fa da mangiare, si stira i locale, gli si avvicina una la miseria. vestiti, va al lavoro, sopporta ragazza bionda, piuttosto E quando, per aver tentato una le prese in giro dei compagni, misteriosa e riservata: gli reazione, finirà picchiato a sangue, troverà finalmente comprensione e comunicazione proprio in una persona che, se prima lo aveva sempre tenuto a distanza - probabilmente 'spaventata' dalla sua aura di tristezza - ora quell'aura è riuscita a penetrare, scoprendo al di sotto la sua evangelica purezza d'animo. Prodigiosa, al di là d'ogni commento, la fotografia: a volte scabra, essenziale, minimalista, a volte rigorosa, distillata e lirica allo spasimo, quasi quadri pregni di significati e di messaggi. Come nei film precedenti, i personaggi parlano per dialoghi lunari e surreali: non persone, ma simboli dell'Umanità dolente che Kaurismaki non si stanca di raccontare e di cantare. In alcuni dei suoi racconti meno noti, lo scrittore milanese racconta da par suo tutta la violenza e l'odio della seconda guerra mondiale Scerbanenco, il nazismo, e quei "bestiali" Uomini Ragno DI GIOVANNI MAGALOTTI Nella sterminata produzione di G i o r g i o Scerbanenco (82 romanzi e oltre 1000 racconti, fra il 1933 e il 1969), assumono un rilievo particolare quattro opere pubblicate fra il 1945 e il 1946: i romanzi "Annalisa e il passaggio a livello", "Il cavallo venduto", "Lupa in convento" e il volume di racconti "Uomini ragno". Scritte per lo più durante l'esilio svizzero di Poschiavo, queste opere smentiscono definitivamente uno stereotipo critico sull'autore che ancora sopravvive. E cioè che Scerbanenco sia arrivato al "noir" degli ultimi anni (1966-69), dopo decenni di forzata adesione al genere sentimentale. L'editore Sellerio, che sta meritoriamente ripescando dall'oblio alcuni titoli fra i meno noti di Scerbanenco, ripubblica ora, dopo una prima uscita nel '46 per il Consorzio Editoriale Saturnia di Milano, "Uomini ragno". Al centro dei cinque racconti lunghi che compongono il volume ci sono, appunto, gli "uomini ragno" del titolo: i nazisti invasori. Contro di loro emerge un odio implacabile dalla prima all'ultima pagina, un sentimento terribile che non conosce flessioni: sono "la Bestia", "lasciano la bava", e con i loro tentacoli di violenza soffocano ogni respiro di umanità. In questi racconti, piccoli e disperati eroi quotidiani si trovano a dover fronteggiare, loro malgrado, la crudeltà degli invasori, finendo per diventarne spesso vittime. "Uomini ragno", come scrive Roberto Pirani nell'acuta postfazione, testimonia "un flusso rabbioso e torrentizio, che spazza via convenzioni e ipocri- sie, lasciando in piena nudità pulsioni e violenze, dolore e disperazione, paure e solitudine, ma alla fine anche un'irriducibile volontà di vita". Una scelta che anticipa quanto avverrà vent'anni dopo con i romanzi e i racconti dello Scerbanenco più celebrato. Della sua produzione più famosa, inoltre, c'è già lo stile inimitabile, modernissimo, che si adatta perfettamente alle esigenze di una narrazione serrata e avvincente. Giorgio Scerbanenco, Uomini ragno, Sellerio, 216 pp., € 10 HANNO DETTO Ritiene possibile un ritorno alla via della secessione? "È un' ipotesi. Come le altre. Decideremo a Vicenza". E per le amministrative? Avete deciso? "Se dovessimo dirlo oggi, è molto probabile che andremmo da soli…". E in Veneto? "In Veneto fanno quello che dico io". Fra poco c' è il Congresso. (…) "Non so, può succedere di tutto. Speriamo solo che si mettano d' accordo prima, così evitiamo brutte figure". A Vicenza che succederà? "Ci faremo sentire: il Nord è pronto a ribellarsi". Umberto Bossi, Corriere della Sera, 29 gennaio 2007 "L'immigrazione è un problema reale che va affrontato seriamente. Ma tra un algerino onesto, che lavora e paga le tasse, e un padano delinquente, io sto dalla parte dell'algerino". Giancarlo Pagliarini (ex lega Nord), Libero, 20 gennaio 2007 Se avessimo dei sommergibili nucleari della Marina Italiana a Miami. Qualche ordigno nucleare made in Italy a Los Angeles. Bombardieri tricolori tra il Texas e l'Alabama. Cosa direbbero gli americani? Altro che i vicentini. W i vicentini. Se siete magnagatti potete diventare magnabasi, ostrega. Gli americani sono gente simpatica, ma non per questo devono occupare l'Italia. Devono venirci in vacanza o stare a casa loro. Beppe Grillo, da beppegrillo.it, 26 gennaio 2007