cent
50
DIRETTORE EDITORIALE GIOVANNI COVIELLO
Spedizione in A.P. - 45% art.2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona
Roma ladrona, Vicenza
capitale senza portafoglio
Che Vicenza sia al centro dell'attenzione, nazionale e
internazionale, è da qualche tempo un'abitudine. Si è
cominciato, curiosamente, con lo show di Berlusconi in
fiera davanti agli industriali veneti osannanti (a sorpresa?) nei suoi confronti, si prosegue da mesi col problema
(business?) del Dal Molin agli Usa. Questione che se ha
avuto un merito, oltre a quello di aver rilanciato a livelli
olimpionici lo sport tutto italico del ping pong delle
responsabilità, è quello di aver dimostrato che in politica internazionale (tradotto, nei rapporti con i Bush di
turno) la nostra autonomia (libertà sarebbe dir troppo)
è vicina allo zero, che al governo ci sia il Cavaliere o il
Professore.
E ora la Lega di Bossi è pronta a contribuire alla notorietà di una città una volta famosa soprattutto per il genio
di Andrea Palladio, insediando nella palladiana villa
Bonin, proprio davanti alla Fiera, il parlamento padano.
La cerimonia è programmata per il 10 febbraio e, immaginiamo, sarà ripresa e irradiata da chissà quante tv,
visto che in quell'occasione convergeranno a Vicenza
tutti i big leghisti. A cominciare dal senatùr. "pronto a
grandi proclami sulla voglia di secessione", come diceva
mercoledì Il Giornale di Vicenza di Giulio Antonacci, che
nella proclamazione dell'ennesima fondazione della
Repubblica Padana individuava una delle possibili cause
del commissariamento del vertice provinciale della
Lega.
Il ballottaggio per l'elezione della nuova direzione politica del Carroccio vicentino, passo fondamentale in vista
delle tornata elettorale che designerà in aprile l'erede
della Dal Lago alla Provincia, era, infatti in programma
l'11 febbraio: troppo vicino a quel 10 in cui è prevista la
nascita del nuovo parlamento di Bossi. Il conducator
lumbard, da quando frequenta il presidente Berlusconi,
ha anche imparato che nella politica l'immagine è
sostanza e che le baruffe chiozzotte locali del giorno
dopo avrebbero intristito la festa (sfida?) del giorno
prima. Poco importa a lui se l'azzeramento del dibattito
interno alle Lega locale, divisa tra dallaghiani e stefaniani, trasformerà il natale della repubblichina padana
(repubblichina nel senso di piccola repubblica, sia chiaro) nelle idi del confronto tra le anime di un partito.
Partito che a livello nazionale già assomiglia più a una
monocrazia che ad una repubblica,e da oggi impone i
suoi voleri anche a livello locale, vicentino. Ma almeno
così Vicenza, capitale in pectore della Padania, non correrà il rischio di essere apostrofata come Roma, la capitale d'Italia, "padrona e ladrona". Semplicemente
Vicenza sarà capitale ma non conterà. Come con Bush.
Anno 2 nr. 44 - Sabat0 3 febbraio 2007
Vicentini di Allah
26 mila fedeli, 12 centri di preghiera,
una miriade di negozi e imprese:
in provincia i musulmani guadagnano spazi,
ma la strada per l'integrazione è ancora lunga.
E la religione non è un vero ostacolo
da pagina 6
Retromarcia
Ds,
Balzi contro
i "ni" sulla
Ederle 2
a pagina 4
Cestaro
(Unicomm):
"Sono in
credito
col Comune"
a pagina 10
Sottomarini
e aerei,
scambio
Maddalena Dal Molin?
a pagina 5
Nuovi
migranti:
cervelli in fuga
dal Palladio
agli States
a pagina 12
3
LETTERE
3 FEBBRAIO 2007
Autosospesosi dalla Margherita, il consigliere di zona 6 propone la sua analisi dell'affaire Dal Molin
Furlan: "Centrosinistra vicentino
sepolto da un governo ipocrita"
Già diversi mesi fa
che sulla scheda eletpensavo che la base
torale (quelli che non
Usa al Dal Molin si
l'hanno bruciata sarebbe
fatta.
fatto comunque eseVicenza, nel Nordest
crabile - e che turanstoricamente
della
dosi il naso andranno
destra e della Lega
a votare) scriveranno
con una classe politi"NO DAL MOLIN".
ca di bassa levatura Non credo però ad un
forse il solo Mauro
movimento "No Dal
Fabris sapeva bene
Molin" che si presenfin dall'inizio quale
ti alle prossime elesarebbe stata la conzioni. I partiti di
clusione - in cui è il
centrosinistra
a
potere economico a
Vicenza non esistodettare i tempi ed i
no più, sconfessati
modi della politica
dai propri vertici e
stessa, poteva essere
dai propri elettori.
ben sacrificata per
E' necessario un
rinsaldare un'alleanricambio completo
za da considerarsi
nelle persone e
ancora "strategica"
nelle idee: alcuni
più per un problema
degli gli attuali eletdi visibilità ed un sotti in Comune e
tile ricatto economico
Provincia rappreche per reali benefici
sentano solo se
politici.
stessi. Meglio una
Referendum:
aggregazione
di
andava
fatto
liste civiche attorno
prima
ad un programma
Lo stesso "referen- Prodi e i suoi ministri: sulla vicenda Dal Molin si sono contraddetti più volte comune fortemente
dum" è stato sempre
localistico ed indiStati Uniti il progetto nel suo
tà interessa soprattutto l'aee solo uno specchietto per le
pendente e critico verso
complesso, … sulla base di un
roporto, magari non adesso
allodole dietro il quale
Roma con, ripeto, volti e
approfondimento delle proma certamente tra qualche
nascondere soprattutto per
contenuti nuovi.
blematiche relative all'imanno. Mi fanno letteralmente
certi esponenti del centrosiLa tentazione di mollapatto ambientale dell'inserabbrividire le parole del prenistra del futuro Partito
re
diamento e all'eventuale
sidente della Banca Popolare
DemoStatico - anche locale Personalmente non mi ricosaturazione
urbanistica."
Vicentina,
l'imprenditore
la propria incapacità a farsi
nosco più in questo governo
(Prodi, luglio 06, Camera dei
vinicolo Zonin quando parcarico
responsabilmente
. Quello che poi dà fastidio
Deputati); "A tutt'oggi con la
lando di possibile carenza di
della vicenda. Non sono così
veramente, oltre alla decicontroparte USA non sono
risorse idriche risponde che
convinto che ci sia una magsione, è come stata presa ed
stati sottoscritti impegni di
tanto "ne abbiamo in abbongioranza schiacciante per il
annunciata: a Bucarest!!! Il
alcun genere. La disponibilidanza". D'altronde, Zonin
no: resteremo sempre con il
governo già 7 mesi fa avrebtà di massima manifestata
incarna il vero spirito del
dubbio poiché penso che, se
be dovuto dire: "mi dispiadal precedente Governo non
Vicentino: ingrassare il pronon concertato tra governo e
ce, ci sono patti da rispetsi è tradotta, infatti, in alcun
prio pollaio.
comunità locali, un referentare, esigenze internazioaccordo sottoscritto." (Parisi,
Centrosinistra morto, via
dum ora tecnicamente non
nali e Vicenza deve essere
settembre 2006, Camera dei
alla lista locale
sia più possibile; anche queulteriormente sacrificata,
Deputati). Abbiamo regalato
Un effetto non secondario
sto andava fatto 7 mesi fa.
vedremo comunque di otteparte del nostro territorio
della decisione del governo
Prodi&Zonin,
ognuno
nere il massimo per la
non all'Europa o alla NATO,
centrale è quella di aver azzepensa al suo pollaio
città..". Invece si è nascosto
ma agli USA in virtù di patti
rato per i prossimi anni il
Ancor più ipocrita e falso il
cercando in tutti i modi di
post-bellici vecchi di 60 anni,
centrosinistra cittadino e
comportamento delle massiscaricare le proprie responquando invece si parlava di
forse
anche
provinciale.
me cariche di governo intesabilità. Parisi si deve
rivederli! Abbiamo un goverGiuseppe Doppio, il segretaressate dalla vicenda: Prodi e
dimettere. Nel programma
no doppiamente ipocrita in
rio provinciale del mio partiParisi. Basta andare a rilegdell'Unione si promettevacui D'Alema si duole dell'into, la Margherita, non era
gersi le dichiarazioni parlano l'incentivazione della
tervento unilaterale statunistato informato dal "livello
mentari dei due: "Il Governo
democrazia partecipata a
tense in Somalia concedendo
centrale" (Rutelli) dell'intenintende riconsiderare con gli
livello
locale,
e
una
poi al Gendarme Planetario
zione di concedere la base. Lo
Conferenza nazionale per
(Antonio
Cassese,
ha saputo anche lui dalla teleridefinire le servitù militaRepubblica, 11 gennaio 2007)
visione. Il che la dice lunga
ri: dov'è la coerenza? Forse
una base da cui unilateralsulla considerazione di cui
è meglio che mi metta a fare
Nel numero scorso, a pagimente partono truppe di
gode il centrosinistra di
dell'altro. Quindi seguirò
na 6, abbiamo pubblicato
guerra. Fa ridere la proposta
Vicenza e della provincia...
l'esempio di Zonin ed andrò
una fotografia del corteo
del governo di un sito alterMa con che faccia certi espoad ingrassare il mio pollaio.
contro il Dal Molin dello
nativo (pare Aviano) che
nenti del futuro partito
Nel frattempo mi autososcorso 2 dicembre realizzaavrebbe potuto preservare gli
DemoStatico, oggi assolutaspendo dal Partito ed entro
ta dal signor Giorgio
attuali posti di lavoro: rifiumente improponibile, si prefine mese deciderò sul mio
Sandorfi senza precisare
tata dagli Americani che si
senteranno
ai
prossimi
ruolo ed impegno in amminé l'origine né l'autore delprendono il lusso di decidere
appuntamenti amministratinistrazione. La tentazione
l'immagine. Ce ne scusiasul nostro territorio come,
vi? Dovremo fare i conti con
di "mollare" è forte, pur
mo.
dove e quando. A loro in realgli elettori di centrosinistra
ponendomi il dubbio se ciò
Errata corrige
non equivalga a tradire la
fiducia nella persone che mi
hanno
votato: hanno già
subito il tradimento del
governo, e forse questo basta
ed avanza.
Alessandro Furlan
Capogruppo della
Margherita in
Circoscrizione 6
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4
ATTUALITÀ
3 FEBBRAIO 2007
Il segretario Ds della città vuole riagganciare la protesta anti-base e chiama gli autosospesi al congresso
Balzi di lotta e di governo:
"Ora tutti per un no chiaro alla Ederle 2"
DI
ALESSIO MANNINO
Pur se della corrente riformista,
sostiene un no
radicale al raddoppio
Ederle.
Polemico con i
vertici provinciali
del partito piuttosto tiepidi col
governo Prodi, ma senza per questo autosospendersi. In piazza
con comitati e tutto il variegato
fronte anti-base che lo fischiano,
ma in cerca della "mediazione".
Ecco il Luca Balzi di lotta e di
governo: il segretario cittadino
dei Ds, la forza che più di ogni
altra sta subendo la "crisi Dal
Molin" fra scontento, spaccature
e accuse reciproche, tenta di arginare l'inabissarsi della Quercia
vicentina, "segata" dalla realpolitik di Roma.
94 autosospesi, in testa la
deputata Lalla Trupia di cui
la segretaria provinciale
Daniela Sbrollini ha chiesto
le dimissioni a mezzo stampa. Un partito già dilaniato
sul Partito Democratico, a
Vicenza si sgretola accusando D'Alema, Parisi e lo stesso Prodi di avere "mentito".
Come diceva Lenin: che
fare?
Per otto mesi ho chiesto a
Fassino che un dirigente nazionale venisse qui, ma non è venu-
to nessuno perché subodoravano
la decisione finale. Chiederemo
che si prenda atto della gestione
vergognosa che c'è stato a livello
centrale della vicenda della base.
Quanto alla Sbrollini, non esiste
che in una democrazia parlamentare uno chieda le dimissioni di
una deputata. Anche perché, lo
ricordo, noi siamo andati alle elezioni come Ulivo, e il primo dei
non eletti è uno della Margherita.
La reazione scomposta della
Sbrollini è stata approvata dall'esecutivo provinciale - mi hanno
detto perché non mi hanno nemmeno chiamato - con 11 voti su
16.
Alla fiaccolata del 16 gennaio lei era a fianco del consigliere comunale Gianni
Rolando, autosospeso anche
lui, e ora dice che la Trupia
non va censurata. Ma allora
perché non si è autosospeso
anche lei?
Io ritengo che i segretari non si
debbano autosospendere. O si
dimettono, oppure restano al
proprio posto. Altrimenti si blocca tutto: chi indice le riunioni in
vista del congresso?
Quindi lei, come responsabile dei Ds che hanno sempre
promosso una strategia di
aggancio al governo rivelatasi poi fallimentare, non fa
autocritica?
Non ho rimproveri da farmi e
non me ne vado, perché il mio
compito è la mediazione. In questo mese mi sto spendendo per
Proteste contro la base Usa al Dal Molin
"Le primarie? Ormai non si fanno più, c'è un deficit democratico"
Unione morto che parla? "Noi la vogliamo ancora"
I partiti della sinistra radicale come Rifondazione
danno già per moribonda l'Unione, paventando un
Ulivo che approfitta della crisi per sganciarli e
allearsi coi centristi. E di ciò si parlava ben prima
dell'editto rumeno sul raddoppio americano.
Non è che ai moderati dell'Unione fa gioco
tutto questo bailamme?
A me hanno insegnato che i segretari devono rappresentare gli iscritti, e la stragrande maggioranza
degli iscritti Ds vuole andare alle provinciali come
Unione. Volete fare altro? Assumetevi la responsabilità, dico a chi sostiene ipotesi di alleanze con
l'Udc o Carollo.
Il fatto è che le voci che andavano in questo
senso provenivano dalla stessa area di cui fa
parte anche lei, quella riformista-fassiniana
che vuole il Partito Democratico. Cambiato
idea? Oppure, come suggeriscono alcuni
suoi critici della sinistra interna come
Andrea Tapparo della zona 6, lei è manovrato di volta in volta da Rolando e Alifuoco?
All'amico Tapparo suggerisco di venire al congresso e portare queste sue idee, saranno gli iscritti a
valutare se sono eterodiretto o no. Per il resto, sono
sempre stato coerente con la volontà degli iscritti,
che vogliono l'Unione. Anche se non ho ancora partecipato neppure ad un direttivo provinciale che
discuta di programma, alleanze e candidati: una
cosa che va oltre ogni immaginazione. E le primarie? Non si fanno più, non c'è più tempo per organizzarle. Le davo per perse già a dicembre, perché
ci sono persone che temono di misurarsi col consenso degli elettori. C'è un deficit democratico.
Fra i comitati, i transfughi dei partiti (anche
di centrodestra) e le associazioni serpeggia
la disillusione verso i partiti in quanto tali.
Il rogo simbolico delle tessere elettorali dice
niente?
La soluzione post-costituzionale, perché nella
Costituzione sono espressamente previsti i partiti,
la respingo in pieno.
Proprio perché c'è questo scontento ci deve essere
un grande partito nazionale che metta insieme la
frammentazione della società. A me personalmente
non interessa affatto entrare in una lista civica,
tanto per essere chiari.
A.M.
recuperare il rapporto
con la base: ho già fatto
4 riunioni sui 6 collegi
della città, e intendo
continuare la lotta contro la base e la richiesta
del referendum.
Insisto: tutto il direttivo della Margherita
si è autosospeso, perché i vertici dei Ds
non ne hanno seguito l'esempio, compreso lei?
Rispetto la loro scelta
ma non la condivido. Io
voglio che gli autosospesi rientrino al congresso
provinciale e votino per
un ordine del giorno Luca Balzi. "Il mio compito è la mediaziounitario critico sul Dal ne. Sto cercando di recuperare il rapporto
Molin da portare al con la base, ho già fatto 4 riunioni sui 6 collegi della città. Obiettivo: il referendum"
congresso nazionale del
20 aprile.
del No, ma dei partiti il No
Gli elettori del suo partito e non vuole vedere neppure le
in generale del centrosini- bandiere. Ora, meglio seguistra sono incazzati neri con re l'opzione Val Susa e resicoloro che avevano votato stere a oltranza fino al 2008,
ma che non si sono battuti a come suggerisce perfino l'ex
sufficienza contro la Ederle sindaco Achille Variati, o
2. Come intendete risponde- "ridurre il danno" e negoziare alla rivolta anti-partitica?
re, come dice il suo compaPer ora rispondo che chi non si è gno di partito Gigi Poletto?
battuto in prima persona nella Premesso che nel patrimonio
battaglia contro il Dal Molin non genetico degli elettori dell'Ulivo
potrà più presentarsi alle elezio- ci sono la pace e la non-violenza,
ni. Molti hanno tentennato: chiedo senza rispondermi: politiognuno si guardi allo specchio e camente portiamo a casa di più
valuti se il proprio percorso è con la fermezza di no o trattando
stato coerente. Tra l'altro, molto per un pezzo di pane e una ciotoprobabilmente ci troveremo alle la di riso? Il no deve essere netto,
comunali dell'anno prossimo con anche perché mi devono ancora
una lista No Dal Molin. Per le dire chiaro e tondo quali sarebbeprovinciali no, non ha senso in ro le contropartite.
provincia.
Nel programma dell'Unione
Intanto l'emorragia di voti c'è testualmente scritto
dei delusi incombe, diretti o "ridefinizione" delle servitù
verso la sinistra radicale o militari, non ampliamento.
verso la lista No Dal Molin. Il segretario regionale dei
Farete marcia indietro e Ds Alessandro Naccarato ha
aderirete al Presidio contro fatto l'esempio della Francia
la base?
di De Gaulle, che ha chiuso
Il rischio di un'emorragia eletto- gli insediamenti Usa e si è
rale è fortissimo, quel 31% rag- data una politica estera indigiunto dall'Ulivo in città nel 2006 pendente. Il problema della
in futuro ce lo scordiamo. Al con- sovranità nazionale va posto
gresso andrà fatto un confronto o no?
serio su come recuperare i con- Ma questo si può fare solo con un
sensi persi, magari già da oggi, esercito europeo operativo, non
valutando se costruire una piat- adesso.
taforma politica con cui aderire Che è come dire non farlo
alla manifestazione del 17 feb- mai.
braio.
Se mai si comincia, mai si arriveE prendere altri insulti come rà allo scopo, no? Per ridefinire i
lei stesso ne ha presi alla rapporti con gli Usa bisogna essefiaccolata? E' palese che lei re forti come Europa, altrimenti è
voglia agganciarsi al fronte un discorso velleitario.
5
ATTUALITÀ
3 FEBBRAIO 2007
In Sardegna la flotta americana smobilita, ma il movimento anti-basi non ha ottenuto
il referendum. L'altra opzione resta la resistenza fisica. Come in Portorico
La Maddalena insegna: cittadini
senza voce. Ma gli Usa se ne vanno
DI
ALESSIO MANNINO
Referendum, occupazioni, ambiguità,
contrapposizioni
frontali: tutto già
visto,
alla
Maddalena. Nella
paradisiaca
(e
nuclearizzata) isola nel nord della
Sardegna che nelle sue acque ospita i
sommergibili atomici della Marina
statunitense, la sollevazione contro le
servitù militari risale a più di dieci
anni fa. Anzi, l'allarme è ancora più
antico, e si riallaccia alla "resistenza"
sarda contro installazioni militari
straniere ed italiane. Secondo notizie
di questi giorni, la smobilitazione dei
soldati americani è data per certa nel
febbraio 2008, anche se l'impegno
preso nel 2005 dal governatore
Renato Soru e dall'allora ministro
della Difesa Antonio Martino prometteva lo smantellamento "entro il
2006".
Il timore degli abitanti, rilanciato dal
comitato sardo "Gettiamo le basi", è
che si tratti di una messinscena:
"Movimenti che lo provino non ce ne
sono stati - segnala Mariella Cao, portavoce del comitato - e non c'è nessuna garanzia che domani gli Stati Uniti
possano dire 'abbiamo cambiato
idea'. In realtà sono 50 anni che
vanno avanti ad annunci e piagnistei
e poi invece potenziano e allargano".
Più di un anno di attesa senza alcuna
novità, insomma. Salvo appunto l'insurrezione generale della popolazione, in Sardegna ma anche nella dirimpettaia Corsica, contro un ulteriore
ampliamento denominato "progetto
miglioria". Appoggiato dal sindaco di
allora, Rossana Giudice (An), e dai
governatori regionali di
mericano è stata resa inagibile dall'oc- quasi tutti statali, perciò lo Stato ha un
centrodestra Mauro
cupazione di massa effettuata dalla interesse doppio a garantire i posti di
Pili e Italo Masala. Il
popolazione locale. Dal 2003 l'instal- lavoro. Difatti il "ricatto occupazionalivello di guardia e di
lazione è chiusa.
le", come lo definisce la Cao, non ha
rabbia si alzò ulteriorIn Sardegna nel 2004 l'attuale presi- mai fatto molta breccia, perché la
mente
nell'ottobre
dente Soru (centrosinistra) ha fatto Regione ha dato la sua disponibilità
2003, quando si sente
della riduzione delle servitù militari ad assicurare un futuro agli italian
un boato fortissimo
un cavallo di battaglia della sua cam- workers. "Quel che posso suggerire
arrivare dalla costa.
pagna elettorale, ma al dunque non agli amici vicentini del No alla Ederle
Pochi giorni dopo traimpugnò la sentenza del Tar, anzi, in 2 - dice la Cao - è di percorrere tutte le
pela la notizia che il sotalternativa a quella referendaria con- strade possibili contemporaneamentomarino Hartford ha
siderata non "l'unica", scelse la strada te, sia giuridiche come il referendum
subito un incidente.
dei colloqui con l'ambasciatore ameri- sia dirette come il blocco dei lavori. In
Uno scorcio dell'isola sarda. Lo scalo
Hai voglia a spiegare ai
cano (che rispose picche). Mentre il Sardegna già negli anni '50 e '60 sono
nucleare Usa sarà smantellato
maddalenini, come
sindaco, la Giudice, fu messa in mino- state occupate aree militari e si è
fecero le autorità militari americane e basi - a differenza che per l'Italia che di ranza dalla sua stessa maggioranza, e impedito con successo la costruzioni
italiane, che "un jet francese aveva un voto consultivo se ne frega, per gli l'attuale primo cittadino, Angelo di basi. E, detto per inciso, noi lottiasfondato il muro del suono" o che ci Americani ha un valore importante". Comiti (a capo di una lista civica), mo anche contro due poligoni militasarebbe stato "un terremoto". "Non ci Prego? "Sì, perché sono rimasti scot- deve vedersela col destino dei 120 ri italiani: nessuno quindi può tacciarrisulta che aerei francesi passino di tati dall'esperienza di Vieques nel dipendenti civili della base.
ci di antiamericanismo ideologico".
qui, né che la Sardegna sia una terra Portorico, dove la protesta è riuscita a Un problema, come
soggetta a sismi", commenta la Cao.
farli sloggiare". Nel 2001 gli abitanti ci dice il commissaFu proprio l'odore di balle e il perico- portoricani vicini a un poligono Usa rio del Parco dell'ilo sentito con le proprie orecchie a far per esercitazioni belliche hanno par- sola
Giuseppe
incamminare il movimento anti-ser- tecipato a un referendum, che secon- Bonanno, "che qui
vitù verso un referendum popolare in do l'agenzia di stampa Associated s'inquadra in un'etutta la Regione. A Vicenza analoga Press e Judicial Watch, un'organizza- conomia a forte
richiesta è stata avanzata a fine 2006 zione Usa per i diritti civili, sarebbe vocazione statale: il
e il 30 gennaio scorso è stata bocciata stato influenzato illegalmente dagli settore militare e in
dal comitato tecnico comunale. Il stessi Americani. Una "manipolazio- generale l'amminiconsiglio della Cao è "andare avanti", ne" per mano della Random Group, strazione pubblica
fino al ricorso a Bruxelles: "La nostra un'azienda oggi chiamata per "gene- assorbe gran parte
battaglia referendaria è partita senza rare appoggio popolare" in Iraq. Sia dei
lavoratori". Proteste nell'isola della Maddalena contro la
base Usa
aiuti ufficiali dei partiti, andando come sia, la base nel Paese centroa- Come dire: qui siamo
incontro alla bocciatura dell'ufficio
regionale per 'incompetenza riguardo
a materia soggetta a trattati internazionali'. Eppure noi avevamo formuLa base "d'appoggio" nell'isola della Maddalena nasce di armi nucleari".
lato il quesito in modo da non dare
l'11 agosto 1972 a seguito di un accordo tra il governo Finita la guerra fredda, La Maddalena è divenuta ancopezze d'appoggio in questo senso".
italiano e quello statunitense, sottoposto a segreto di ra più importante come base di appoggio delle operaNiente da fare, neppure il Tar diede
Stato.
zioni belliche in Medio Oriente e nei Balcani. A terrorizloro ragione. E adesso che si annuncia
Il fulcro della base atomica della U.S. Navy nell'isola di zare la popolazione sono i numerosi incidenti incorsi
il "go home" per i marinai Usa, nessuSanto Stefano è costituito dalla nave-officina, alla quale negli anni e la stessa attività di officina, con conseguenno vuole più parlare di referendum.
si affiancano gli Hunter Killer, i sommergibili d'attacco te possibilità di fughe radioattive e di sostanze tossiche
"Eppure - avverte la portavoce antidella 69 Task Force della VI flotta americana. I sottoma- scaricate in mare. A fare da "prova" (benché studi statirini da caccia per la guerra a navi e sommergibili sono stici di tipo scientifico non siano ancora mai stati svolti)
dotati di armamento nucleare, siluri, mine, missili anti- sarebbero l'alto tasso di leucemia e tumori emolinfatici
nave e anti-aereo con funzione di deterrenza strategica. nelle zone adiacenti alle basi (20 morti a Quirra, dove 10
Nel 1984 l'allora ministro della difesa Giovanni persone che vi lavoravano sono morte di cancro), i bamsione sarebbe riconducibile all'atSpadolini, negando che si trattasse di una base "opera- bini nati deformi (14 a Escolaplano, che conta 2600 abituale strategia di Washington,
tiva", garantì che "non esistono missili nucleari Cruise, tanti), l'inquinamento rilevato dalla associazioni
che punterebbe più su forze aeree
tipo quelli di Comiso, a La Maddalena né nelle acque ambientaliste nelle acque marine. Un consigliere prodi pronto intervento che non su
territoriali italiane". Viene però sconfessato quattro vinciale di Forza Italia, Giulio Giudice, parente dell'ex
armi subacquee. Lo scacchiere
anni dopo da una ricerca compiuta, anche sulla base di sindaco della Maddalena, nel 2004 denunciò il capo del
internazionale, infatti, non includocumenti ufficiali, da due analisti statunitensi, governo Berlusconi, il ministro Martino e l'allora goverde più il Mediterraneo come teaWilliam Arkin e Joshua Handler (Briefing paper on La natore Italo Masala "per atti omissivi e omertosi sulle
tro di una guerra atomica sul
Maddalena: a key site for sixth fleet Tomahawk Cruise attività della base" in relazione alle malattie che hanno
mare (com'era con l'Urss), semmissiles, Greenpeace News, 1988): "La Maddalena colpito la sua gente. Giudice era fermamente convinto,
mai il lancio di truppe e armi
costituisce uno dei più attivi e completi depositi nuclea- infatti, che erano state le radiazioni provenienti dalla
nucleari aviotrasportate sul
ri e centri di riparazioni della marina statunitense - scri- base atomica Usa a provocargli il tumore di cui in seguiMedioriente. Che questo c'entri
vono - nessun'arma nucleare è depositata a terra alla to è morto.
qualcosa con il Dal Molin e la sua
Maddalena, ma (essa)… funge da deposito galleggiante
pista di volo?
A.M.
Su le ancore, ora c’é il Dal Molin
Fra segreti militari, rinvii e
(mezze) verità ufficiali, i sardi che
lottano per la sovranità e la smilitarizzazione del proprio territorio
pensano che alla Maddalena l'esercito Usa abbia deciso di mollare gli ormeggi "per salvare la faccia prima di essere cacciato in
malo modo, o prima che emergano, dati alla mano, i danni sanitari e ambientali di cui è responsabile", sostiene Mariella Cao di
"Gettiamo le basi". Secondo fonti
vicine al governo, invece, la deci-
Armi nucleari e tumori, storia di una servitù
INCHIESTA
6
3 FEBBRAIO 2007
Il presidente del consiglio islamico Kamel Layachi spiega come funzionano i luoghi di preghiera dei musulmani
"Grazie a Dio qui non ci sono mai stati problemi"
Dodici centri per migliaia di fedeli,
la mappa dell'Islam vicentino
DI
LUCA MATTEAZZI
Oltre 25 mila
fedeli, dodici centri di preghiera, e
una rete di contatti sociali e istituzionali sempre
più vivace. La
presenza musulmana nel
vicentino è ormai una realtà
consolidata, come spiega
Kamel Layachi, imam e presidente del consiglio islamico
della provincia di Vicenza.
"Molti musulmani hanno
superato la prima fase di accoglienza e sono riusciti a ricongiungersi con i loro familiari.
E come conseguenza logica,
sono sorti nuovi bisogni, a
volte di tipo economico e
sociale, a volte di tipo culturale e religioso".
Così, si sono anche moltiplicati i punti di incontro, anche se
bisogna fare molta attenzione
a non gettare in un unico calderone moschee, centri di preghiera e centri culturali. "Per
ragioni di semplificazione continua Layachi - spesso si
confondono questi termini e a
volte questo può essere motivo di preoccupazione, perché
potrebbe dare una sensazione
di invasione o di perdita dell'identità. Ecco perché sarebbe
importante andare a fondo ed
essere precisi: per quanto
riguarda la differenza tra una
moschea , un centro culturale
e una sala preghiera posso
dire che all'interno del centro
culturale può esserci una sala
preghiera ma la preghiera non
è l'unica attività del centro. In
effetti la maggior parte dei
centri culturali islamici nella
provincia di Vicenza non si
limitano alla preghiera rituale
ma svolgono altre attività,
come l'insegnamento della
lingua madre ai bambini,
incontri delle famiglie, attività
per le donne, attività di sportello, formazione e orientamento, sostegno alle persone
in difficoltà, celebrazione
delle feste, conferenze e così
L'imam Layachi: "I centri culturali islamici svolgono in
primo luogo attività sociali"
via".
Nel vicentino, dunque, non ci
sono moschee vere e proprie
(in tutta Italia ce ne sono solo
tre, a Milano, Roma e
Trapani), ma pluralità di centri culturali e luoghi di preghiera diffusi da nord a sud un
po' in tutto il territorio: a
Vicenza città, a Marola, ad
Alte Ceccato, a S.Giuseppe di
Cassola, a San Lazzaro di
Bassano, a Lonigo, a Noventa,
ad Arzignano, a Cornedo, ad
Arsiero, a Thiene e a Schio.
Dodici centri in tutto, che si
sostengono con le offerte dei
soci e con le raccolte di fondi
fatte in occasione delle ricorrenze principali. "I centri sono
più o meno grandi, più o meno
polifunzionali e più o meno
frequentati dai fedeli - illustra
ancora l'imam -. Praticamente
, durante il giorno nei vari
centri c'è poca affluenza perché la gente lavora, ma la sera
arriva più gente. Poi, il
Venerdì, ci sono molte persone per la preghiera congregazionale obbligatoria che viene
svolta dalle ore 12.30 fino alle
14.00 a seconda del centro.
Anche durante il mese di
Ramadan e le feste islamiche i
centri sono frequentati molto
di più. Grazie a Dio, comunque, nella Provincia di
Vicenza non si sono riscontrati grossi problemi: certamente, ogni tanto, qualche politico
alza la voce, ma credo che i
vicentini nel loro complesso
abbiano capito che la società
italiana sta cambiando ed è
sempre di più multiculturale e
multireligiosa. E che non si
può tornare indietro, ma
occorre convivere insieme nel
rispetto reciproco".
La storia - 1. In Italia da 17 anni, il senegalese Top Niang denuncia: "Quando chiediamo spazio diventiamo degli intrusi"
"C'è poco dialogo. E la laurea meglio tenerla nascosta"
Top Niang è senegalese, in
Italia da 17 anni e da 10 nel
vicentino. Qui si è laureato in
scienze politiche, e da tempo è
una delle voci più autorevoli
quando si tratta di raccontare
la realtà degli immigrati musulmani. "A livello umano non ci
sono grossi problemi - spiega - i
problemi ci sono quando si
comincia a chiedere uno spazio,
a rivendicare dei diritti. Allora
gli immigrati sono visti come
intrusi, non come cittadini che
pagano le tasse e che vogliono
costruire qui il loro futuro. A
Vicenza adesso c'è un centro di
preghiera e, al di là di qualche
contestazione, abbiamo la possibilità di manifestare la nostra
religione, ma la questione è a
livello nazionale".
Il punto, sottolinea, è che servirebbe un accordo tra governo e
comunità islamiche, per poter
garantire a tutti alcuni diritti
fondamentali. E per poter risolvere tanti piccoli problemi della
nel ripieno dei tortellini o chiedere se il dolce
contiene alcol. Ormai
lo stato dovrebbe
prendere atto che gli
immigrati musulmani
sono molto numerosi,
e che ognuno ha diritto
di seguire la propria
religione senza troppe
complicazioni".
E in questa direzione
la strada da fare è
ancora lunga. "Qua
nel vicentino c'è ancora una mentalità
abbastanza chiusa e
provinciale - continua
Niang -, manca la
Una protesta sindacale. Molti immigrati chiedono alla società e ai
consapevolezza che la
datori di lavoro più rispetto per il loro credo
società ormai è camvita quotidiana. "Finché non ci tanti, come quella del venerdì, o biata. Serve più dialogo, e quesarà un concordato - insiste -, feste come la fine del mese di sto manca, ancora. Gli immicontinueranno ad esserci delle digiuno e il giorno del sacrificio grati sono visti solo come protadifficoltà. Ad esempio, nei con- di Abramo. Oppure pensate alle gonisti della cronaca nera, ma
tratti sindacali dovrebbero difficoltà che si sono nelle mense provate anche a pensare agli
essere riconosciuti alcuni aziendali, quando devi conti- aspetti positivi della nostra premomenti di preghiera impor- nuamente informarti su cosa c'è senza: cosa sarebbe oggi l'Italia
senza i miliardi di euro di tasse
e di contributi pagati dai lavoratori stranieri? Chi pagherebbe le pensioni?".
I riflessi di questa situazione si
avvertono poi nelle incombenze
concrete di ogni giorno. Ad
esempio quando si cerca un
lavoro. "Io sono laureato, ma
non riesco a trovare un lavoro
in linea con la mia preparazione. E quando mi presento ad un
colloquio per un posto da operai, mi conviene nascondere il
fatto che ho una laurea, altrimenti mi dicono ' che ci vieni a
fare qua '. Senza contare che, a
volte, mi capita ancora di
rispondere ad un annuncio di
lavoro e sentirmi dire di no perché sono straniero e per quel
posto preferiscono gli italiani.
La discriminazione esiste ovunque, ma rispetto ad altre nazioni siamo molto indietro: certi
comportamenti vanno superati".
L. M.
7
INCHIESTA
3 FEBBRAIO 2007
Secondo il sociologo Stefano Allievi ignoranza e pregiudizi sono il vero ostacolo all'integrazione degli immigrati musulmani
"Allah non è un handicap per essere buoni italiani"
DI
ALESSIO MANNINO
Il sociologo Stefano
Allievi è un vero
esperto di immigrazione
islamica.
"Vero" nel senso che
l'ha studiata a fondo,
dedicandovi innumerevoli ricerche e pubblicazioni
(fra cui "Musulmani d'Occidente.
Tendenze dell'Islam europeo",
2002; "Islam italiano. Viaggio nella
seconda religione del Paese", 2003;
"Niente di personale, signora
Fallaci", 2006). Insomma, contrariamente a molti portavoce della
vulgata simil-fallaciana, sa di cosa
parla. Docente all'università di
Padova, cattolico praticante, in questa intervista smonta pezzo a pezzo
pregiudizi e luoghi comuni sui fedeli di Allah che vivono e lavorano in
Italia e nel Veneto.
In
un'ideale
fotografia
dell'Islam italiano a inizio
2007, cosa si vedrebbe: una
comunità che si radica nella
società e va verso l'integrazione, oppure no?
Cominciamo col dire che in Italia le
persone di fede islamica provenienti da paesi musulmani sono poco
più di un milione, le sale di preghiera un po' più di 300, e tutte, eccezion
fatta per la moschea di Roma, si
autofinanziano. Gli imam vengono
retribuiti dalle comunità, anche se
moltissimi di loro hanno un lavoro.
Sull'integrazione, bisogna intendersi sul termine. Se "integrati" vuol
paghi le tasse per
diventare un cittadino come gli
altri? O resta un
problema
di
diversità culturale?
Ma la diversità culturale non contrasta
con l'integrazione!
Se io ho una religione diversa da quella
cattolica, non è che
per questo non
sono integrato. Non
ha nessun senso
logico. Per esempio:
io non mi ritrovo nel
tifo calcistico, che io
interpreto etimologicamente come
malattia. Il tifo è la
malattia nazionale:
Il parere dell'esperto: "Integrazione significa
allora cosa sono,
conoscere la realtà e la lingua del paese ospitanmeno integrato perte, rispettarne le leggi e intrecciare una rete di
ché non sono tifoso?
relazioni con gli autoctoni"
Si sostengono tesi
dire essere uguali identici a "noi", presupponendo un'omogeneità: ma
cioè che un buon musulmano omogeneità rispetto a chi?
dev'essere cattolico, be', non ci Ai cattolici, che almeno statistisiamo. No, integrati significa cono- camente rimangono pur semscere la realtà e la lingua del Paese pre in maggioranza.
ospitante, rispettarne le leggi e L'italiano cattolico, lo dice il cardinal
intrecciare una rete di relazioni con Martini, è l'eccezione, ormai.
gli autoctoni. Insomma, quello che L'italiano medio, per fare un altro
facciamo tutti: andare a scuola, esempio, legge pochissimi libri. Io
lavorare, fare la spesa.
ne leggo tanti. Non sono italiano?
Qui nel Vicentino, punta di dia- E le differenze da regione a
mante del Veneto lavoratore e regione, quanto contano nel
in rotta col fisco, davvero basta processo di integrazione?
che un musulmano lavori e Tanto. L'integrazione dipende da
due fattori: un 50% dalla volontà di
integrarsi, dall'orizzonte di integrazione dell'immigrato, che evidentemente, se ha in mente di restare solo
4-5 anni per poi tornare in patria,
non ne ha alcun interesse; un altro
50% dal contesto. Se ogni giorno, in
tv e sui giornali, da politici e opinionisti vari, subisce attacchi e insulti, si
sente messo in un angolo. E poi, il
territorio. Il Veneto vive una situazione di schizofrenia: con la mano
sinistra ne assume a più non posso
per motivi non sempre nobili, e con
la destra firma petizioni, lancia strali e odia quegli stessi che cerca come
manodopera. Il Nordest è poco
aperto rispetto, per esempio, a realtà come la Sicilia, dove non si vedono scritte sui muri o articoli sui giornali contro i musulmani (anche se
questo non significa che lì non ci
possano essere risentimenti). Il
Veneto chiuso e bigotto però ha
anche la faccia del cattolicesimo più
generoso, quello del volontariato.
Attenti insomma a generalizzare.
A proposito di generalizzazioni: qual è il meccanismo sociale che si attiva quando si incolpano degli immigrati, a volte a
torto, di delitti eclatanti, oppure quando si parla dei centri
islamici come di luoghi di
indottrinamento e reclutamento integralista?
Nel primo caso, è il classico esempio
di capro espiatorio. Prima erano le
streghe, poi gli ebrei, ora sono gli
immigrati o, sempre più spesso, i
musulmani. E' il nostro anti-stress.
Quanto al secondo caso, anzitutto i
centri coinvolti in indagini sul terrorismo si contano sulle dita di una
mano. Non c'è dubbio che certi personaggi vadano colpiti e repressi.
Ma non si deve dire "le moschee":
allora, siccome l'omicida di Erba era
un netturbino, i netturbini sono una
categoria a rischio? Queste sono
sciocchezze. C'è chi vorrebbe indire
referendum locali per la costruzione
delle moschee: allucinante, da
quand'è che le maggioranze decidono sulla pelle delle minoranze? Si
parla senza sapere l'abc della democrazia.
Si invoca la reciprocità: siccome negli Stati musulmani non
è possibile costruire chiese cristiane, neanche qui è giusto
concederle agli islamici.
Posto che è nostro diritto-dovere
alzare la voce per la tutela delle
comunità cristiane nei paesi musulmani, che in molti casi versano in
condizioni drammatiche, rispondo
anzitutto che è così solo in alcuni
stati, perché invece in Marocco, ad
esempio, le chiese ci sono. In Arabia
Saudita no, ma quest'ultima tutti la
trattano coi guanti, chissà perché. In
realtà, accordi bilaterali si possono
fare solo fra Stati, non con l'Islam in
astratto, che non esiste. Ma eventuali accordi non possono incidere
sui diritti universali come quello a
manifestare il proprio credo. Da
ultimo, dico che Gesù non ha mai
usato la parola "reciprocità": non è
un argomento evangelico, è solo
agghiacciante.a
La storia - 2. Viaggio nei negozi islamici, dove carni macellate secondo i precetti coranici e prodotti multietnici conquistano anche i vicentini
Capretto, paprika e cumino: la spesa halal che piace agli italiani
Non ci sono solo le moschee, i luoghi di preghiera, i centri di cultura
e le scuole coraniche. Lontano dai
riflettori e dalle polemiche, nelle
nostre città sono diffusi da tempo
luoghi meno controversi, ma
altrettanto "profondamente" islamici. Come i tanti negozi di kebab,
oppure come le macellerie halal,
quelle in cui si trova la carne di
animali macellati secondo i precetti del Corano.
A Vicenza una delle più frequentate è la macelleria Atlas, sotto i portici
all'angolo
tra
contrà
Sant'Ambrogio e contrà Mure San
Rocco. Un locale piccolo, ma ben
fornito di tutto quello che può interessare a chi non è abituato a
pranzare con spaghetti e braciole.
A cominciare, ovviamente, dai
tagli di carne, tutti rigorosamente
di origine bovina od ovina e macel-
lata secondo il rito musulmano,
come testimonia un certificato
appeso in bella evidenza sul bancone. "C'è abbastanza movimento racconta Elkailil Rachid, marocchino, uno dei soci del negozio -.
Per quanto riguarda gli agnelli, ad
esempio, ne vendiamo cinque o sei
a settimana. E ci sono anche italiani che vengono a comprare il filetto di manzo o di agnello".
I prezzi, in effetti, sono convenienti: due clienti entrano e con una
spesa di due euro o poco più si portano via il necessario per la cena, i
cartellini esposti sul bancone sono
tutti sotto i dieci euro al chilo, mentre basta molto meno per l'assortimento di condimenti e contorni
esposti sugli scaffali. Un pot-pourri multietnico, fatto di cous-cous
marocchino ("C'è sia quello crudo
sia quello già pronto", spiega
Rachid), spezie di ogni tipo - paprika dolce e piccante, cannella, zenzero, noce moscata, pepe nero, curcuma e cumino ("ottimo per la
carne ai ferri") -, riso tunisino,
miele spagnolo, mandorle nordamericane e salse decisamente
forti ("questa e la harissa - commenta Rachid indicando un prodotto composto per l'87 per cento
da peperoncino, per il resto da
aglio e senape -: è piccante forte
forte e la usano soprattutto i tunisini"). Anche per questi prodotti,
comunque, la clientela è mista:
tanti maghrebini, ovviamente, ma
anche un numero di italiani superiore alle aspettative. "Ci sono tanti
Italiani che vanno in Marocco, per
le vacanze o per lavoro, soprattutto nelle zone di Marrakesh e di
Casablanca, e poi quando tornano
cercano i prodotti che hanno
assaggiato là".
Lui, originario proprio dei
dintorni di Marrakesh
("posti bellissimi"), è in
Italia da sei anni. Il suo italiano non è dei più scorrevoli ("non sono mai andato
a scuola, quello che so l'ho
imparato lavorando" si
giustifica), ma più che sufficiente per farci capire che
in città si trova bene.
"Vicenza è un o dei posti
più tranquilli - conclude -.
Certo, ci sono persone
buone e persone meno
buone, ma nel complesso si
sta bene. Adesso c'è anche
una moschea nuova, ma a
parte quello l'importante e
poter vivere bene, e qua è
possibile".
L. M.
Elkailil Rachid nel suo negozio
ATTUALITÀ
8
3 FEBBRAIO 2007
Ne cantano le lodi e lo considerano il futuro. Ma come usano Internet i politici e vip vicentini? Siamo andati a scoprirlo
Il potere del web non conquista i potenti
DI ALESSIO MANNINO
E ILARIO TONIELLO
che anno fa del
Nostro, è strutturato
in modo semplice e di
facile accesso, perfino
col numero di cellulare e (finalmente!)
un'e-mail. Ma la
domanda sorge spontanea: se non ci mette
i contenuti, a che gli
serve? Carollo.info,
invece, è addirittura
maestoso: più che un
sito,
un
portale.
Homepage ricca di
informazione, forse
anche troppo: può
risultare pesante e
disorientante.
Azzurri
Contenuti buoni per il web della Diocesi ma struttura vecchia. Sempre
insufficienti
meglio delle "vetrine vuote" dei siti politici
Maglia nera per l'euroazzurra
una pattuglia trasversale pecca - e per un politico è parlamentare
composta dal trio Abalti- alquanto grave - la mancan- Amalia Sartori e il suo colleFabris-Treu, detentori della za di interattività. Il senato- ga di partito Gabriele Galla,
palma di migliori internet- re della Margherita Tiziano capogruppo di Forza Italia in
tiani dell'arco costituzionale. Treu vanta un sito professio- Sala Bernarda. Il sito delle
Abalti.it, il blog (diario onli- nale e curato, semplice e potente Lia, amaliasartori.it,
ne) dell'assessore comunale chiaro (tizianotreu.org), ma è un po' povero, tra l'altro
all'istruzione (An) è tecnica- ci casca anche lui: nessuno con difficoltà ad accedere ad
mente ben fatto ed estetica- spazio all'interazione con chi alcune sezioni. Ci sono i conmente piacevole. Ora, il fatto guarda. Un po' di aggiorna- tatti, la newsletter (invio di
è che, come per quasi tutti i mento, inoltre, non guaste- email periodiche di informapolitici, una volta passate le rebbe: stampato a grandi zioni), ma alcune pagine
drammaticamente
elezioni sono abbandonati a caratteri c'è ancora lo slogan sono
se stessi. Arrigo Abalti fa della campagna elettorale vuote. Una per tutte, quella
denominata
"attività".
eccezione, almeno fino al 2006.
Peggio sta solo Galla: il suo
2005: fino a quell'anno, Rolando&Carollo
infatti, ha inserito dei "post" In mezzo alla classifica tro- gabrielegalla.it è pratica(interventi) pubblicizzando viamo Giovanni Rolando, mente datato in tutto al
la sua attività. Poi, più nulla. consigliere comunale diessi- 2003, anno delle ultime eleIl capogruppo dell'Udeur no, e il deus ex machina del zioni in Comune. E a dispetalla Camera Mauro Fabris, ritorno della Balena Bianca to di pagine dedicate agli
invece, aggiorna costante- Dc in Veneto, Giorgio impegni etc etc, nessun resodel
Ppe. conto del suo operato né
mente il proprio sito (mau- Carollo
rofabris.it), e questo è un Rolandogiovanni.com, in cui tanto meno un aggiornapunto a suo favore. L'unica campeggia una foto di qual- mento all'attualità.
Tutti a magnificare le sorti
progressive della tecnologia,
le potenzialità della Rete, le
strade informatiche e magari, i più avveniristici, la
"democrazia elettronica".
Ma poi, gli esponenti della
nostra classe dirigente,
Internet lo usano? Hanno
dei siti web? Sono "connessi"? I potenti e i vip di
Vicenza e dintorni, informaticamente parlando, sono
messi così così. Ecco cosa
risulta da una nostra rapida
ricerca navigando fra le
homepage di personaggi,
aziende e enti locali.
Calearo&Zonin
Il primo non poteva che
essere un industriale, anzi, il
rappresentante delle categoria: Massimo Calearo, presidente di Assindustria e titolare di un'omonima impresa
di antenne per auto. Gli
imprenditori, infatti, sono i
più accaniti nel recitare il
mantra
dell'innovazione.
Cliccando su calearo.com si
scopre un sito assolutamente ordinario, senza pregi e
difetti particolari, che presenta in linea generale l'attività dell'azienda. Essenziale
e funzionale: questo il motto
online del patron confindustriale.
Cercando sul motore di
ricerca Google l'altro grande
nome
dell'imprenditoria
berica, Gianni Zonin, re dei
vini e presidente della Banca
Popolare, ci si imbatte su
giannizoninvineyards.it.
Sobrio,
senza inutili presentazione in flash (un
programma di suoni
e immagini che spesso arricchisce le
pagine introduttive),
è nulla più che un
sito vetrina dove
l'interattività dell'utente è pressoché
nulla: non c'è neppure un indirizzo email per i contatti.
Decisamente
più
aggiornato, invece, il
sito
dell'azienda
(www.zonin.it).
I migliori (web)
politici
Passando agli uomini politici, l'offerta
propone di tutto e di
Discreti i siti istituzionali, bocciati (quasi) tutti quelli personali
più. In cima al podio
La Lega nella rete
Un caso a parte costituisce la
Lega Nord vicentina. Ci
saremmo aspettati ruspanti
ma godibili siti dei due leader locali, Manuela Dal Lago
e Stefano Stefani. E invece
della prima nessuna traccia
web, mentre il secondo s'è
fatto fregare il dominio stefanostefani.com da una ditta
di imballaggi per liquidi.
Roberto Ciambetti, il presidente del consiglio regionale
Marino Finozzi e il senatore
Paolo Franco hanno invece
delle pagine all'interno di
leganordvicenza.org: geometriche, facili da consultare
ma scontate, un po' sullo
stile della Sartori.
Nosiglia&Pablito
In coda, due totem della
vicentinità: il vescovo (oggi
Cesare Nosiglia) e il mitico
Paolo Rossi, campione del
mondo di calcio nel 1982. Il
sito diocesi-vicenza.it è pura
preistoria informatica: grafica pesante, animazioni antidiluviane, testo scorrevole
all'ingiù in una sequenza
infinita di testi.
Tuttavia, è ricco di informazioni ed è aggiornato.
Pablitorossi.com è un monumento alla sguaiataggine
multimediale di flash: animazioni, musiche, e chi più
ne ha più ne metta. Non proprio elegante, ovvero alla
moda, molto "cool". Un mito
deve pur sempre stare al
passo con i tempi, mica ci si
può fermare alle radiocronache garbate di Nando
Martellini…
Comune & Provincia
E il sindaco Hullweck e la
presidente della Provincia
Dal Lago? Di quest'ultima si
è detto: nessun sito personale, come del resto il
primo cittadino. Allora
andiamo a dare una sbirciatina a Comune e Provincia
in versione web: il primo
(comune.vicenza.it) offre
una vetrina di informazioni
interessante, ma il percorso
per reperirle è spesso tortuoso e stancante; il secondo (provincia.vicenza.it) è
promosso con buon voti,
perché sia accessibilità che
usabilità (i moduli con cui
sono realizzate le pagine si
espandono e si vedono bene
sia con schermo grande che
con uno piccolo) funzionano bene. Quanto alle pagine
specifiche dei due amministratori, la parte riferita a
Hullweck ha una sezione
curriculum completa e precisa, anche se con qualche
concessione a un certo suo
lato vanesio (il padre "germanico", la "gattina di
nome Zucchero"). Riguardo
alla Dal Lago, invece, si
segnala positivamente la
presenza
nell'homepage
della sua foto e del form per
scriverle. Risponderà a
tutti?
9
INTERVISTA DOPPIA
3 FEBBRAIO 2007
L'ex senatore della Lega Nord, avvocato e docente
universitario, 62 anni: "Rumor sarebbe disgustato"
Il responsabile regionale degli eventi di Forza Italia,
ed ex senatore, 52 anni: "Dal Molin, caso strumentalizzato"
zione comunale e provinciale, e spieghi perché.
Comune: non si può dare un
voto al nulla! Provincia: la
presidenza é politicamente
abile quanto, inversamente,
l'opposizione è inesistente.
Dopo la Val di Susa,
Vicenza nuova Val di
Usa?
Se i vicentini sono come gli
abitanti della Val di Susa,
Vicenza ha ancora qualche
speranza.
Al posto degli attuali
parlamentari vicentini,
lei come si sarebbe
comportato sul caso Dal
Molin?
Averi preso contatto diretto
con le Autorità militari e
diplomatiche degli USA e,
Ellero: "Se i vicentini sono come gli abitanti della
per quanto possibile con
Val di Susa, c'è ancora speranza"
l'opposizione Democratica.
Quante volte in parlamento o Con Bush e il suo entourage è inutile parlare. Capiscono solo il linper quanto tempo?
guaggio del più forte.
Una volta, dal '94 al '96.
Quali sono le prerogative che Vicenza è un gigante econoun ex-parlamentare mantiene mico ma un nano politico?
dopo aver lasciato lo scran- Vicenza è come un grande formicaio pieno di buona volontà e
no?
Autostrada e treni gratuiti, salvo laboriosità. Sia in politica che nel
resto la rappresentanza esiste solo
gli eurostar.
In verità tutti appuntano la loro a parole.
attenzione sulla cosiddetta pensio- Cos'è la "clientela" in politine. Questa, tuttavia, è un vitalizio ca?
che il parlamentare paga con una Il clientelismo è tipico degli amministratori locali. Tanti voti conparte dello stipendio.
Se la legislatura cessa prima dei trolli, tanto ottieni. L'armonia
cinque anni il parlamentare può complessiva delle decisioni è cosa
continuare a pagare di tasca sua per pochi eletti!
sino al completamento del quin- Il suo più grande successo da
uomo politico?
quennio.
Attualmente, comunque, bisogna L'aver rifiutato la candidatura del
'96.
aver fatto almeno due legislature.
Sotto quanti e quali partiti ha E la sua più grande sconfitta?
Il non essere riuscito a far confermilitato?
La DC e la Lega Nord. Nel 1995, mare alcuno dei parlamentari
dopo il ribaltone di Bossi, con altri della LIF nel collegio dove erano
26 parlamentari della stessa Lega stati eletti.
fondai la LIF (Lega Italiana Ricordo con infinita amarezza il
loro dolore quando si accorsero di
Federalista).
aver creduto alle assicurazioni di
Cos'è un trasformista?
Chi passa da un partito all'altro, Berlusconi che al momento in cui
da un'alleanza all'altra e pretende, doveva mantener fede alla sua
per di più, che ci si scordi i suoi parola scomparve letteralmente di
scena!
"passaggi".
Se il compromesso è il sale Che consigli darebbe a un giodella politica, qual è la pie- vane ambizioso che si candida per Montecitorio o Palazzo
tanza offerta agli elettori?
Madama?
La presa in giro.
Se oggi fosse vivo Rumor cosa Se è intelligente non lo faccia capire. L'ambizione, in quei posti, non
direbbe di Vicenza?
Se Cristo gli dicesse "Mariano va d'accordo con l'intelligenza!
Cosa pensa dell'altro?
alzati", si rifiuterebbe di farlo!
Dia un voto all'amministra- Niente.
Quante volte in parlamento o per quanto tempo?
Per 5 anni, nella legislatura dal
2001 al 2006.
Quali sono le prerogative
che un ex-parlamentare
mantiene dopo aver lasciato lo scranno?
La pensione, che si comincia a
riscuotere compiuti i 65 anni.
Poi il treno gratuito, ma io non
lo prendo mai, 12 biglietti aerei
all'anno; l'autostrada gratis, ma
ho il tesserino scaduto.
Sotto quanti e quali partiti
ha militato?
Ai tempi dell'università nel
movimento giovanile della Dc,
ma solo per un anno, nei primi
'70. Poi in Forza Italia.
Cos'è un trasformista?
La lettura del lettore dice che è
colui che cambia il partito, che
Tredese: "Sul Dal Molin assistiamo a una
fa il salto della quaglia. Poi uno
campagna di strumentalizzazione"
può dare mille connotati, e si
Credo che in una situazione economica
capisce a cosa mi riferisco.
Se il compromesso è il sale della non eccellente (penso all'oreficeria, ad
politica, qual è la pietanza offerta esempio), rifiutare la possibilità di
un'entrata economica importante come
agli elettori?
Io parlo per me: ho seguito soprattutto questa sarebbe un'opportunità persa
due leggi, quella sulla fecondazione per i nostri figli. E dall'altra parte nesassistita e la Fini-Giovanardi sulle dro- suno ha spiegato quale sarebbe l'opporghe leggere. Il compromesso spesso è il tunità in cambio di un no. Solo slogan
frutto di culture diverse, che si perse- anti-americani, mentre noi siamo
pronti al dialogo.
gue per venire incontro ai più.
Se oggi fosse vivo Rumor cosa Vicenza è un gigante economico
ma un nano politico?
direbbe di Vicenza?
Come l'ha lasciata mi pare che sia ancor Questa cosa ce la portiamo dietro da
oggi. Dal punto di vista economico è anni. Noi del centrodestra abbiamo
ancora una città che vanta un reddito sempre difeso Vicenza, per esempio
pro-capite molto elevato. L'unico ram- sull'autostrada e sulle infrastrutture. E'
marico che potrebbe avere è la manca- vero però che i parlamentari vicentini
ta realizzazione della Pirubi, l'autostra- non riescono a essere incisivi perché
da che dovrebbe collegare Trento con sono divisi ideologicamente, invece di
guardare agli interessi veri del territoRovigo.
Dia un voto all'amministrazione rio.
comunale e provinciale, e spieghi Cos'è la "clientela" in politica?
E' una parola che non conosco. Posso
perché.
Conosco bene entrambe perché da dire che si è rafforzata da quando sono
segretario provinciale di Forza Italia ho saltati i partiti tradizionali.
seguito le candidature alle elezioni Il suo più grande successo da
amministrative. Il mio quindi è un giu- uomo politico?
dizio di parte. Devo dare atto ai due di Aver vinto il referendum sulla fecondaaver ben interpretato il proprio popolo. zione assistita.
E la sua più grande sconfitta?
Promossi a pieni voti, dunque.
Dopo la Val di Susa, Vicenza La burocrazia: non sono riuscito a semplificare la vita dei cittadini.
nuova Val di Usa?
La base non stravolgerà più di tanto la Che consigli darebbe a un giovane
vita quotidiana della popolazione, assi- ambizioso che si candida per
stiamo a una campagna di strumenta- Montecitorio o Palazzo Madama?
lizzazione, una pura lotta anti-america- Fare politica per passione, come l'ho
na. Io abito a Montegalda, e nessuno ha sempre fatta io.
mai detto niente di Longare, che pullu- Cosa pensa dell'altro?
L'ho conosciuto anni fa come una perlava di soldati americani.
Al posto degli attuali parlamenta- sona che aveva passione ed entusiari vicentini, lei come si sarebbe smo. Anche lui ha contribuito a cambiare l'Italia.
comportato sul caso Dal Molin?
Renato Ellero: "Il nulla regna
sovrano sulla città"
Flavio Tredese: "Onorevoli
troppo ideologizzati"
10
ATTUALITÀ
3 FEBBRAIO 2007
I re del mattone. Il n°1 dell'impero Unicomm (A&O, Emisfero, Famila) attacca sul Pp10
E sulla Send avverte: "Sto valutando se entrare nell'affare"
L'"escluso" Cestaro: "Voglio fare lobby anch'io"
leghista in consiglio comunale, guiE' uno degli
dato da Manuela
imprenditori più
Dal Lago, ha canimportanti del
cellato l'allargaVeneto, il cavaliemento della superre del lavoro
ficie commerciale.
Marcello Cestaro,
Con il sindaco
69 anni, con suo
azzurro Hullweck
fratello Mario a capo dell'imche rapporti ha?
pero Unicomm, gruppo fondaNiente di che: "buonto nel '46 dal padre Antonio a
giorno, buonasera"... I
Schio, classico padroncino
miei collaboratoripartito con un piccolo ingroshanno parlato con
so. Lui ha cominciato a lavoraalcuni assessori a suo
re a 13 anni subito dopo le
tempo, non molto più
scuole medie, trasferendo
di questo...
negli anni '70 il magazzino a
Si sente penalizzaMalo. Lì è rimasto fino all'agoto dall'attuale poliMarcello Cestaro: "Imprenditori,
sto scorso, quando ha stabilito
tica comunale?
distributori e commercianti devono
la sua sede centrale a Dueville.
Sì, nel caso del Pp10.
agire insieme"
Dalla mega-centrale a due
Aspetto che mi vengapassi da Vicenza gestisce 150 Sì, è vero, in modo assoluta- no dati 7 mila metri cubi: è
punti vendita A&O (a cui è affi- mente regolare. Ma il mio previsto che quelle volumetrie
liato tramite il consorzio primo pensiero quando mi possano essere spostate, qualSelex), cinque centri distributi- sveglio la mattina è lavorare cosa devono darmi.
vi (oltre a Dueville, Oderzo, coi miei collaboratori, è la mia Cosa bisognerebbe fare
Belluno, Forlì, Perugia), i azienda. Io lavoro dalle 7 di allora per uscire dall'imsupermercati Famila, gli iper- mattina alle 8 di sera ogni gior- passe, secondo lei? Il
mercati Emisfero (6 sparsi per no, e non ho né il tempo né la costruttore
Marchetti
il Veneto, di cui uno al centro voglia di star dietro ai politici. (titolare della Bilding, prePalladio), 37 Cash&Carry, due A Vicenza, poi, si sa: c'è gente sidente di Vicenza Futura)
depositi di prodotti freschi che sa decidere, che ha caratte- sulle nostre pagine ha
(uno è a Padova), dirama gli re, che sa farsi valere...
rivolto un appello a quelordinativi alle ditte produttrici Come nel caso del piano l'arcipelago di imprendie stipendia un totale di 5200 urbanistico di Laghetto, il tori che non trovano suffidipendenti. Il tutto per un giro Pp10,
perennemente ciente ascolto presso il
d'affari di 3 mila miliardi di fermo con dentro il suo Comune.
vecchie lire.
supermercato, giusto?
Io penso che imprenditori,
Non è un palazzinaro, dunque, A Vicenza abbiamo dormito distributori e commercianti
ma sugli edifici innalzati dai un attimino. Quando l'abbia- debbano avere la volontà di
costruttori impianta il suo mo acquistata nel 1988 per incontrarsi e discutere di come
business. E con la politica edi- creare un punto vendita (come agire insieme, magari tramite
lizia di Palazzo Trissino ha da accordi con l'amministra- le associazioni di categoria.
avuto incontri e scontri esatta- zione comunale di allora), l'a- Se ho capito bene, seconmente come un immobiliari- rea era di 7 mila metri quadri. do lei Assindustria e
sta. "Non sono un lobbista", Prima, sin dal 1970, avevamo Ascom (e lei fa parte di
mette le mani avanti, "anzi, in affitto il mercato presso entrambe) devono fare
non so neanche cosa voglia l'Ente Comunale di Consumo, pressione a viso aperto sul
dire questa parola".
ed era di 400 metri quadri, Comune per ottenere che
Lei non ha mai cercato di come anche tuttora. Noi gli affari vadano in porto?
influire sulle scelte del- vogliamo
semplicemente Sì, non i singoli da soli coltil'amministrazione? Nel ampliarlo a 1200 metri quadri. vando ognuno il proprio orti2003 ha contribuito alla Ora cade a pezzi, grazie anche cello, ma insieme, argomencampagna elettorale di alla nostra cara presidente tando così da pari a pari, per
Forza Italia.
della Provincia Dal Lago che creare maggiori sinergie tra
pensa ancora che i produzione e distribuzione.
negozi debbano stare Questo non è fare lobby?
sotto le case, come ai Io penso alla mia azienda e
tempi
del non disturbo gli altri. Ma sono
littorio...Invece sotto i disponibile a operazioni di più
palazzi i veicoli merci ampio respiro.
non possono scaricare, Intanto si trova un superperché lì passano mercato bloccato per
anche le auto private e quasi vent'anni.
perché farebbero trop- Ma io credevo che gli amminipo rumore.
stratori si rendessero conto
L'attuale supermercato di Laghetto:
Lei si riferisce al che ho bisogno di lavorare, e
"Cade a pezzi. Fatemelo sistemare"
fatto che il gruppo invece no.
DI
ALESSIO MANNINO
Ma ora se n'è
accorto. Ed ecco la
lobby.
Se lei vuole chiamarla
lobby la chiami lobby,
io dico di fare gruppo,
aggregazione. E vorrei
ricordare che chi assume di più, oggi in
Italia, è il terziario, è il
commercio. Se poi i
politici dicono cosa
vogliono fare, invece
L'area di Laghetto interessata dal pp10
di dire che vogliono
rispettare 4 vecchietti che abi- to civile, troppo stretto. Se gli
tano davanti al supermercato a Americani arrivano diventerà
Laghetto...Detto con tutta la militare, secondo me.
simpatia per le persone anzia- Lei prima ha parlato di
ne.
stampa. Marchetti ha
A Laghetto sono state rac- lamentato delle vere e
colte più di duemila firme proprie campagne ostili
contro il Pp10.
contro i suoi affari, ad
Ho anche incontrato un pro- esempio sull'area Send, in
motore del comitato di quar- cui anche lei è coinvolto.
tiere, che mi ha detto che col Lei è stato danneggiato dai
supermercato arriverebbero giornali?
auto da tutta Vicenza. Ma è Guardi, si sa che sui giornali si
assurdo: stiamo parlando di scrive ciò che viene deciso
1200 metri quadrati, è solo per dalla proprietà. Non mi faccia
gli abitanti. Le firme? E' stato dire di più. Sulla Send però
un gruppetto di loro e poi gli vorrei chiarire: l'Unicomm
altri hanno seguito a ruota. E non è nella società. Abbiamo
lo stop infinito è un soccombe- un'opzione di partecipazione,
re a una raccolta di firme. Gli che tra l'altro è scaduta a fine
abitanti di Laghetto hanno 2006, perché una parte della
bisogno di un supermercato lì. proprietà dell'area era della
A questo punto o lo chiudo, o Unicomm. Ora stiamo rifletmi consentono finalmente di tendo se rispondere alle riperifarlo. E non è un centro com- tute richieste di entrare, magamerciale, che cavolo scrivono ri rilevando una quota modesulla stampa? Un centro com- sta, diciamo un 10%.
merciale deve avere dentro un E fare il bis davanti al
ipermercato, cioè una struttu- Palladio.
ra da 3 mila metri quadri in su, Quello che dobbiamo valutare
e una galleria di negozi.
è appunto se i nuovi spazi
I residenti lì non vogliono commerciali siano sinergici col
nuovi edifici, per quale Palladio, evitando i doppioni.
motivo ne avrebbero biso- L'indagine giudiziaria sui
gno, secondo lei?
permessi per la Send verte
Daremmo loro uno spazio con su
presunte
un assortimento maggiore, "spintarelle"da parte della
gratificante anche per chi abita politica, e allora al territolì.
rio c'era un altro assessoIl Dal Molin andrà agli re, Maurizio Franzina. La
Americani, dopo il sì del legge regionale del 2004
governo. Addio al Pp10, vieta di edificare una
dunque?
superficie commerciale
Anzitutto credo che la nuova dedicata al misto (alimenbase potrà portare, in termini tare e non) superiore ai
economici, solo benefici a 2500 metri quadri. Qui si
Vicenza. Se Laghetto rimane parla di 11 mila metri quanel suo ambito, con via dri. Che ne pensa?
Sant'Antonino in mezzo, non Penso che se le licenze le
vedo che altri problema c'è, hanno rilasciate prima di una
anche se probabilmente ci sarà certa data, cioè prima della
un problema di viabilità su legge, andrebbe bene rispetviale Ferrarin. Il Pp10 si può tarle. Ma la vicenda non la
sempre fare. Quello che vedo conosco, anche per questo
difficile è potenziare l'aeropor- vogliamo rifletterci su.
SUPPLEMENTO
DIRETTORE EDITORIALE GIOVANNI COVIELLO Spedizione in A.P. - 45% art.2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona
Pronti al riscatto
Raffa e Bellone, la pallavolo
a mille chilometri da casa
a pagina III
La formazione biancorossa è in crescita, ma serve più continuità di gioco e un
pizzico di concentrazione in più. Mister Petro Bovo: "In classifica ci mancano
due o tre punti, ma è solo questione di tempo: i risultati arriveranno"
DI
Kung Fu Shaolin,
da Vicenza con furore
a pagina IV
Marzia Muroni,
una pedana mondiale
a pagina V
Caoduro Pallanuoto,
tutti i sogni del 2007
a pagina VI
Anno 2 nr. 5 - Sabat0 3 febbraio 2007 Supplemento al numero 44 del settimanale VicenzaPiù
FRANCESCO BIANCHI
Inizia il torneo del "Sei
Nazioni" e il mondo della palla
ovale si ferma per ammirare i
campioni di questo sport.
Sabato 3 febbraio la nazionale
italiana esordirà a Roma contro i campioni in carica della
Francia e così i campionati
rimarranno fermi. I Rangers
torneranno in campo domenica 11 febbraio, quando il
Primo XV berico sfiderà in
casa il Belluno.
La compagine biancorossa ha
mancato di un soffio la vittoria
contro la corazzata Oderzo,
che sul terreno di via S.
Antonino ha superato di misura la formazione cittadina, con
il risultato di 19 a 24. Dopo la
vittoria contro il Lido Venezia
(12-3 in trasferta), il secondo
impegno del 2007 concede
comunque ai biancorossi un
altro punto in classifica, in
virtù di un passivo finale inferiore a sette punti. In testa al
girone continua la marcia
trionfale del Rugby Riviera,
mentre le altre gare segnalano
un generale equilibrio tra i
contendenti, a dimostrazione
che il tasso tecnico del campionato è in costante ascesa,
poiché il divario fra i team di
alta quota e quelli di bassa
classifica si sta accorciando.
Contro l'Oderzo si è visto un
Vicenza ben determinato e in
grado di affrontare gli avversari a testa alta. Le tre mete
per parte messe a segno dalle
due formazioni sono indicative di un match giocato ad
armi pari, diversamente dalla
partita di andata,
quando i trevigiani
si imposero con un
perentorio 30 a 0.
Un bel salto di qualità per i Rangers,
con la vittoria che è
sembrata a portata
di mano fino all'ultimo e un po'
dispiace che non
siano riusciti ad
agguantarla.
A fine gara il tecnico Pietro Bovo si è
dichiarato soddisfatto della prestazione offerta dai
suoi ragazzi e ha
tracciato un bilancio provvisorio di
questi primi mesi
sulla
panchina In occasione del torneo Sei Nazioni, il campionato si prende una
pausa. I Rangers sperano di ripartire con una marcia in più
biancorossa.
"Si tratta certamente di un'esperienza positi- ma di allenamento dei attuale il Vicenza non sia
ancora in grado di competere
va - ha dichiarato il trainer di prossimi mesi?
scuola miranese - perché "Continueremo a insistere su con i primi cinque club in clasfinalmente la squadra ha tro- alcuni aspetti tecnici e tattici sifica, che costituiscono già
vato un buon ritmo in allena- che stiamo trattando sin dall'i- una piccola Serie B. Ma è solo
mento e a tratti riesce a svi- nizio, anche a scapito del volu- questione di tempo".
Quali sono le prospettive
luppare dell'ottimo rugby in me di gioco".
partita, efficace ma anche pia- L'attuale posizione in per questi Rangers?
classifica del Rangers "Ora si tratta di incrementare
cevole da vedersi".
Qual è il maggior pregio Vicenza rispecchia il suo il numero di giocatori in grado
di garantire assiduità in allevalore?
di questa formazione?
"Sicuramente l'abnegazione e "Nel corso del girone di anda- namento e tenuta in campo.
il senso di responsabilità di ta ci siamo lasciati sfuggire 2 o Poi si potrà cominciare ad elechi scende in campo, a pre- 3 punti che meritavamo di vare la qualità del gioco, i
avere, sebbene allo stato risultati verranno da sé".
scindere dai limiti personali".
E il difetto peggiore?
"Manca ancora continuità di
gioco e di concentrazione nei
momenti cruciali del match,
ma ci stiamo lavorando
sopra".
Cosa prevede il program-
II
3 FEBBRAIO 2007
sport
Nelle under 13 e 14 del Vicenza Basket Giovane, Silvia Fanton ed Eleonora Zanetti si contendo i ruoli di capitano e vicecapitano
Due stelline che già mostrano il loro talento sotto l'occhio attento di coach Bernardini
Giovani promesse sotto canestro
Sognando la maglia azzurra
DI
SILVIA MALAMAN
Entrambe classe
1994,
Silvia
Fanton
ed
Eleonora Zanetti,
rispettivamente
capitano e vicecapitano del gruppo
under 13 e 14 femminile del
Vicenza basket giovani, saranno
sicuramente destinate a far parlare di sé. Nonostante la giovanissima età, infatti, le due cestiste allenate dal tecnico Massimo
Bernardini hanno già le idee ben
chiare e i numeri per realizzarle.
Silvia, dalla scorsa primavera sei inserita nella
Rappresentativa regionale,
come ti trovi?
"Bene, le compagne sono simpatiche e gli allenatori sono molto
bravi. Penso che questa esperienza con giocatrici più grandi
di me mi possa essere utile per
crescere; ad esempio sono
migliorata nel tiro da fuori e mi
sento più preparata anche in
difesa. Gli allenamenti sono
duri, ma fortunatamente sono
concentrati in alcuni periodi
dell'anno, di solito a ridosso di
qualche torneo. Recentemente
La under 13 femminile del Vbg
ho preso parte ad alcune sedute
tecniche in provincia di Venezia;
per ora riposo, ma in primavera
dovrebbero riprendere gli allenamenti".
L'anno
prossimo
in
Azzurrina entreranno altre
cinque giocatrici classe
1994, speri anche tu di far
parte del gruppo?
"Certo, che domande! Il basket è
uno sport che mi piace; ho
imparato a giocare da mio fratello e guardando le partite alla
televisione. Sono entrata a far
parte di una squadra in seconda
elementare
col
Vbg
BasketMania e da allora non ho
più smesso di allenarmi. Con il
Vbg mi trovo benissimo perché
con le compagne di squadra mi
conosco da anni, siamo unite e
insieme ci divertiamo tanto.
Sento che mi vogliono bene e
spesso, oltre ad andare a mangiare la pizza insieme, ci invitiamo a casa l'una dell'altra per
passare più tempo assieme".
Eleonora, ormai è da settembre che fai parte del
Progetto Azzurrina, come
va?
"Bene, anche se all'inizio è stata
molto dura allenarsi con le
migliori giocatrici del Veneto
più vecchie di me di uno o addirittura due anni. Ogni domenica
e ogni lunedì devo recarmi in
provincia di Venezia per le sedute tecniche, più qualche partita o
torneo come è accaduto a gennaio quando sono andata a
Cervia per il Trofeo delle
Regioni".
Come mai hai scelto di giocare a basket?
"Perché non è uno sport noioso,
sei sempre in movimento e non
ti vengono braccia muscolose
come con il nuoto o gambe storte come con il calcio. Ho iniziato
a confrontarmi con il canestro in
seconda elementare, col minibasket del Vbg".
Due stelline portate sul palmo di
mano dal tecnico Massimo
Bernardini che dice: "Per la
nostra società è senza dubbio
motivo di grossa soddisfazione
avere due giocatrici a così alti
livelli, è il segno che stiamo
lavorando bene. Ogni tanto
Eleonora arriva agli allenamenti
stanca, ma è brava a tenere duro
perché ci tiene a far bene con la
propria squadra. In Azzurrina
insistono soprattutto sulla preparazione atletica e a questa età
è difficile sopportare carichi di
lavoro
di
questo
tipo.
Comunque le vedo entrambe
molto entusiaste, oltretutto cercano di portare la loro esperienza tra le compagne. Alla fine
tutte le atlete del mio gruppo si
impegnano molto e infatti ben
sei (oltre Silvia ed Eleonora)
fanno attualmente parte della
selezione provinciale: Valentina
Billo, Chiara Campagnolo, Erika
Chemello, Caterina Drago,
Lorenza Prospero, ed Elisa
Vicentini.
Spero
che
la
Dirigenza regionale ne tenga
conto per le prossime selezioni.
C'è anche da sottolineare che è
un gruppo molto unito che una
gran voglia di migliorare e per
questo è spesso premiato dai
buoni risultati. A tal proposito la
scorsa settimana abbiamo vinto
il torneo "3c3 Join the game"
una manifestazione svoltasi a
Marano Vicicentino con tutte le
squadre della provincia; siamo
riusciti a conquistare il titolo
provinciale battendo in finale il
Basket Sarcedo per 10-9 con il
quartetto
composto
da
Valentina
Billo,
Chiara
Campagnolo, Elisa Vicentini, ed
Eleonora Zanetti".
Nonostante la lunga striscia negativa, la squadra biancorossa non perde la voglia di lottare: "Non molliamo mai"
Asd Vicenza, caccia alla vittoria scaccia-crisi
Il successo per l'Asd Vicenza continua ad essere un'utopia. Alle prese
con una panchina corta le biancorosse di Claudio Corà non sono
riuscite a tenere testa all'Interclub
Muggia.
Non al top per i postumi influenzali la guardia Marta Dalla Pozza e
indisponibile anche l'ala torinese
Alessandra Visconti che, secondo
la formula del doppio tesseramento e come da accordi, era impegnata con il Famila Wuber Schio.
A parlare per fare il punto della
situazione è la giovane play (classe
1986) Valentina Corà: "Ormai ogni
partita diventa pesante dal punto
di vista psicologico, perché soffriamo nel cercare di conquistare
punti che ci risollevino dall'ultimo
posto in classifica. Il fatto di essere
in fondo alla graduatoria va ad
influire sul morale e, anche se da
parte nostra cerchiamo di non
arrenderci, le formazioni avversa-
rie scendono sempre in campo con
la consapevolezza di essere più
forti di noi e questo ci penalizza.
È anche vero che molte altre compagini possono vantare più mezzi
di noi, ma dobbiamo lavorare perché questo non ci spaventi. Il successo non arriva più da dicembre,
ed esattamente da sabato 16 quando abbiamo vinto ai danni della
Tecno Allarmi Cervia per 62-59;
ora credo sia fondamentale continuare a lavorare e a crescere imparando dai nostri errori. Io cerco in
ogni gara di fare del mio meglio, e
anche le mie compagne sono pronte a sacrificarsi per tentare di ottenere un risultato utile; la stessa
Dalla Pozza è scesa in campo
dando il suo contributo pur avendo alle spalle una settimana di
antibiotici per curare una brutta
influenza"
Che sensazione prova nel
vedere la sorella, Marta Corà,
e il padre, Claudio Corà, seduti nella stessa panchina dopo
gli ultimi sviluppi?
"È strano, ma cerco di pensarci il
meno possibile. Per me giocare a
basket è una specie di lavoro per
cui le questioni familiari tento di
lasciarle fuori dal campo. Vivo la
cosa nel modo più distaccato possibile anche se è inevitabile che
rispetto alle mie compagne ci sia
un approccio emotivo differente;
sono un po' più coinvolta, ma è
anche vero che ho lavorato con
entrambi per cui, in un certo
senso, ci sono in parte abituata.
Claudio sta facendo di tutto per
passare dal tesseramento nel ruolo
dirigenziale a quello di allenatore,
ma non è semplice perché bisogna
trovare qualcuno che prenda il suo
posto al vertice della società.
Al momento è lui ad allenarci e a L'As non vince da dicembre. Tra problemi
di salute e di organizzazione, però, le
guidarci durante gli incontri, ma
Marta è costretta a venire alle parragazze ce la stanno mettendo tutta
tite per rivestire ufficialmente il ruolo di tecnico".
Raggiunta telefonicamente
anche la guardia Marta Dalla
Pozza (classe 1985) appare
fiduciosa: "Adesso mi sto
riprendendo dopo una settimana di febbre a 39°; contro
Muggia c'era bisogno di me
perciò sono scesa in campo
per aiutare le mie compagne
in difesa. Avevo delle difficoltà respiratorie dovute alla
tosse, ma per fortuna la temperatura era scesa. Per la
squadra questo ed altro, lottiamo tutte per lo stesso
obiettivo, se c'è bisogno del
mio contributo non mi tiro
indietro. Con l'Interclub
abbiamo perso di poco per
cui sono fiduciosa per i prossimi incontri. Comunque di
una cosa sono certa: noi non
molliamo mai".
III
3 FEBBRAIO 2007
sport
Dalla Sicilia alla Città del Palladio per sfondare nella pallavolo. Manuel e Daniele si presentano
Palermo - Vicenza
solo andata
DI
PAOLO MUTTERLE
Galeotta fu l'email. Lo scorso
giugno Manuel
Raffa, centralone
palermitano
di
193 centimetri e
non ancora diciott'anni, con l'aiuto
di Internet cercava una società
disposta a credere in lui, pronto
a lasciare l'isola per giocare a
pallavolo. A rispondergli furono
due club del Nord Italia, entrambi interessati a visionare il giovane del Volley Club Leoni; a
"sponsorizzare" l'opzione berica
fu Giovanni Savasta, dirigente
della società panormita, una
delle molte affiliate ai Vicenza
VolleyCenter. Un passo faticoso
per un minorenne che prima di
allora non aveva mai lasciato
casa. E siccome farlo in due era
più semplice, l'amico e compagno di squadra Daniele Bellone,
palleggiatore di un anno più giovane, decise di accompagnarlo
nella trasferta carica di speranze.
Il provino tecnicamente andò
bene per entrambi, anche se a
bordo campo c'erano gli occhi
severi di Delio Rossetto. A spegnere in parte il giovanile entusiasmo fu l'incontro con la dirigenza biancorossa, che mise in
guardia i ragazzi sulle inevitabili
difficoltà che avrebbero incontrato nei mesi successivi. La
decisione fu così più meditata,
ma alla fine anche l'incoraggiamento dei genitori spinse
Daniele e Manuel a trasferirsi
nella città del Palladio. Una scelta che oggi non rimpiangono
("Ci sono stati dei momenti difficili, ma il fatto di essere qui
insieme ci ha aiutato moltissi-
Manuel Raffa e Daniele Bellone si stanno ben comportando con la maglia della Mosele Elettronica
mo"). A farli sentire un po' a casa
c'è il resto della piccola colonia
palermitana del Vicenza Volley,
che oltre ai due giovanissimi
comprende il dirigente delle giovanili Dario Tagliabue e l'ultimo
arrivo della Mosele Elettronica
Dario Lo Iacono, da un paio di
mesi loro compagno di squadra;
la lontananza dall'isola però è
tanta, e la nostalgia a volte inevitabile.
Cosa vi manca di Palermo?
Manuel: "Eh… Tante cose… I
genitori prima di tutto, e poi la
possibilità di andare in giro con
il motore".
Daniele: "Guarda che qui si chiama motorino…"
Ma il casco lo mettevate?
Manuel: "Io si… perché ho
paura".
Daniele: "Sì, sempre!"
Comunque ogni giorno trovate un Dario con cui scambiare una battuta in palermitano…
Manuel: "Lo facciamo durante
gli allenamenti, quando gli altri
parlano in vicentino"
Daniele: "Potrebbe anche essere
una tattica per non farsi capire
dagli avversari in partita!".
Interrogazione di dialetto:
cos'è la "carega"?
All'unisono: "La sedia!".
E "guciaro"?
Silenzio. Esame superato a metà.
Capitolo "cosa ne pensate".
Del nostro dialetto?
Manuel: "Pian piano stiamo
cominciando a capirlo. Non è
brutto".
Daniele: "Ma il nostro è più
bello. Comunque il vicentino è
sicuramente più comprensibile
Parte il progetto per avvicinare i ragazzi delle scuole alla pallavolo
Con qualche (piccolo) contrattempo
1, 2, 3... Minivolley!
Portare la pallavolo nelle scuole elementari e promuovere l'attività sportiva per i più piccoli.
Questo è quanto si propone il progetto promosso
da FIPAV e Kinder Ferrero "1, 2, 3... Minivolley!".
L'iniziativa (partita nel mese di dicembre) prevede la distribuzione di oltre 10.000 kit che comprendono tutto il necessario per due campi da
minivolley, con tanto di reti e tre palloni di pesi
diversi, accompagnati da dvd e opuscoli informativi.
Circa 3500 scuole di tutta Italia hanno ricevuto i
kit prima di Natale, mentre le altre dovrebbero
essere raggiunte entro il 2009, per un coinvolgimento complessivo di 1.600.000 alunni della
scuola primaria. "In provincia sono già arrivati
molti kit - spiega il presidente della Fipav Vicenza
Davide De Meo - e stiamo organizzando dei mini
corsi da tre lezioni.
Il nostro obiettivo è di coprire tutte le scuole del
territorio nei prossimi tre anni. Come comitato
stiamo cercando inoltre di mettere in contatto gli
istituti e le società locali, per dare modo ai club di
avvicinarsi al mondo della scuola e fare promozione. Il primo bilancio del progetto non può che
essere positivo, anche se il grosso limite è che non
è stato previsto dalla Federazione nazionale un
collegamento diretto con le società, compito che
stiamo svolgendo noi a livello provinciale".
del padovano: quando parla il
capitano, Luca Greggio, a me
sembra turco".
Dei vicentini?
Manuel: "Gente tranquilla; a
volte non ci capiamo perché
abbiamo un modo diverso di
scherzare. All'inizio ti accolgono
bene, ma dopo un po' si abituano
e non è facile parlarci".
Daniele: "Un po' pignoli… a
Palermo siamo più elastici".
Della città?
Daniele: "Un po' statica, ma ci
accontentiamo".
Manuel: "Durante la settimana
tra scuola e allenamenti non
usciamo praticamente mai e il
sabato non finiamo mai prima
dell'una. Sabato scorso siamo
andati per la prima volta in un
locale."
Delle ragazze del Vicenza
Volley?
Manuel: "Una brutta non l'ho
ancora vista. Non so se le scelgono apposta!".
Daniele: "Tutte bellissime!".
Su chi sia la più bella però nicchiano: impossibile tirar fuori
una preferenza. Solo parlando
delle minettine e del calendario
dopo qualche insistenza un
nome viene fuori, ma per il
rispetto della loro privacy diciamo solo che l'intervista è stata
fatta in gennaio… Dopo la raffica
di domande facciamo raccontare
a loro com'è la nuova vita vicentina.
Manuel: "Quando sono arrivato
qui il mio unico scopo era quello
di diventare un pallavolista, ma
poi mi sono reso conto che ci
sono altre cose. Sto continuando
il liceo classico, che avevo iniziato a Palermo. Al "Pigafetta" ho
trovato dei professori più prepa-
rati che giù, anche se come carico lo trovo meno pesante rispetto alla mia vecchia scuola. Poi
nel pomeriggio c'è lo studio e gli
allenamenti".
Daniele: "Io frequento il quarto
anno dello scientifico al Quadri,
e per me invece è stata da subito
più difficile, anche perché con i
programmi ero indietrissimo,
ma adesso sono mi sono portato
al passo. Nel poco tempo libero
strimpello con la chitarra, che ho
comprato qui a Vicenza e sto
imparando a suonare da autodidatta. Manuel invece canta".
Canzoni siciliane? Ciuri
ciuri, ciuri di tuttu l'annu…
Manuel: "Noooo! Abbiamo gli
stessi gusti, ci piacciono i Dream
Theater. Purtroppo però non
piacciono a Marco Tirozzi, il
nostro coinquilino…"
Dove abitate?
Daniele: "S. Pio X. Quartiere
tranquillo".
Tranquillo? Qualcuno dice
il contrario…
Manuel: "Ah sì? Beh, a Palermo
abitavo in centro storico e lì sì
che c'è molta delinquenza, anche
se negli ultimi anni la situazione
è migliorata un sacco".
Daniele: "D'altra parte è una
città povera, e molti sono spinti a
delinquere per fame. Anche a chi
è povero capita di subire un
furto, e per rifarsi purtroppo lo
fa anche lui. È un circolo vizioso,
non si pensa al bene collettivo".
Base americana al Dal
Molin, favorevoli o contrari?
Daniele: "Non so quanto sentirmi partecipe… Comunque mi
sembra una stupidaggine avere
paura della base".
Manuel: "Io dico sì, perché gli
americani fanno simpatia, mi
piace l'America. E poi se portano
soldi e lavoro, perché no?".
Manuel, sei in partita e
Daniele sbaglia ad alzarti
una palla facile. Cosa gli
dici?
"Minchia, è tre anni che giochiamo insieme e ancora non mi
conosci?".
Daniele, fai il miglior palleggio della tua vita e
Manuel spara un missile
fuori, cosa gli dici?
"Minchia, una volta che ti alzo il
primo tempo devi sbagliare?".
Qual è il segreto per vivere
insieme e andare d'accordo?
Manuel: "Chi ha detto che andiamo sempre d'accordo? Le nostre
litigate le facciamo ogni tanto"
Daniele: "L'importante è dirsi
tutto. Abbiamo visto che tenendoci dentro le cose stavamo
male".
IV
3 FEBBRAIO 2007
sport
Intervista al fondatore della scuola di arti marziali Shaolin Italia: "Una disciplina che
fortifica la mente e lo spirito". E a novembre in città arrivano i mondiali di Kung Fu
Stefano Dalla Vecchia
un vicentino tra i monaci Shaolin
TOMMASO QUAGGIO
Forse non molti lo
sanno ma proprio
tra le mura della
città berica, a metà
degli anni settanta,
fu fondata la prima
scuola in Italia di
Kung Fu. Erano gli
anni del mito di Bruce Lee, che da
Hollywood conquistò il mondo. Da
allora solo passati diversi anni, ma
Vicenza rimane una delle città italiane più devota a quest'arte tanto
che a novembre di quest'anno la
città del Palladio è stata scelta
come sede per i Campionanti del
Mondo, che si svolgeranno al
Centro Sport Palladio.
Uno dei precursori in Italia di questa disciplina è il vicentino Stefano
Dalla Vecchia, classe 1962, di proDI
fessione Vigile del Fuoco, che nel
1978 sotto la guida del Maestro Shi
Dae Woung mosse i primi passi, e
nei primi anni '80 fu più volte
campione italiano. Nel maggio del
1990 si classificò primo al campionato internazionale di Cesenatico
e nello stesso anno iniziò a seguire
i Monaci di Shaolin in Cina.
Nel 1993 fondò la "Scuola dei
monaci Shaolin Italia", con sede a
Vicenza, e nell'aprile del 1997 si
classificò primo ai campionati del
mondo di Perugia con una forma
Shaolin nella categoria Maestri.
Nel 1999, infine, ricevette dai
monaci il Saio nero, considerato
una delle onorificenze più importanti del Tempio di Shaolin.
Maestro Dalla Vecchia, siamo
abituati a vedere i monaci
Shaolin compiere acrobazie e
maneggiare armi in maniera
incredibile, ma è questo il suo
Kung Fu?
"Molte persone mi chiamano ogni
giorno e mi chiedono di voler
diventare come i monaci che vedono i televisione o in qualche spettacolo. Quello che vediamo è la
parte spettacolare di quest'arte,
fatta da uomini che si allenano
tutto il giorno a compiere quei
movimenti che per molti sembrano impossibili. Questa disciplina
dal mio punto di vista è davvero
completa perché pratica lo sviluppo della forza interiore, chiamata
"Qi", con la ricerca di una tecnica
perfetta. Quello che è certo è che
per arrivare ad alti livelli serve non
solo molto allenamento ma anche
molta concentrazione. Quello che
apparentemente sembra solamente un'eccezionale esibizione,
nasconde dietro una vera e propria
disciplina, ma soprattutto anni di
allenamenti, seguendo una filosofia di vita che esiste addirittura dal
520 d.C. e che dalla Cina si è in
seguito affermata in tutto il
mondo."
Ma qualunque persona può
praticare questa disciplina, o
servono delle doti particolari?
"Chiunque può iniziare a praticare
questo sport. Certo serve pazienza,
non si può certo pensare di diventare subito dei fenomeni. Al mio
corso partecipano donne, uomini e
anche ragazzi. Ogni sei mesi si
effettua un esame per determinare
il grado di crescita degli allievi.
Stefano Dalla Vecchia durante un allenamento. Sembra spettacolo, in
realtà sono esercizi che equilibrano corpo e mente
Questo però è anche un modo per
stimolare gli atleti. Essendo una
federazione, anche noi abbiamo
dei gradi. I guerrieri semplici,
che possono essere di primo grado
con uniforme azzurra e cintura
azzurra, di secondo grado con
uniforme azzurra e cintura grigia,
o di terzo grado con uniforme
azzurra cintura arancio; i guerrieri della quinta essenza, di
quarto grado con uniforme grigia e
cintura azzurra, di quinto grado
con uniforme grigia e cintura grigia, di sesto grado con uniforme
grigia e cintura arancio; e i guerrieri di buddha: di settimo
Il maestro vicentino è stato uno dei primi a portare in Kung Fu in
grado con uniforme arancio e cinItalia
tura nera, di ottavo grado
con uniforme gialla e cintura nera, di nono grado con
Hockey. La società ha ingaggiato Fabio Rigoni, Michele Ciresa e Massimo Ansoldi
mantello rosso con righe
"Adesso siamo davvero competitivi"
dorate (monaco shaolin).
Ma cosa prevede nella
pratica un allenamento
di Kung Fu Shaolin in
una delle vostre scuole?
"Il programma di insegnamento è quello federale ed è
lo stesso che il mio maestro
I Diavoli hanno disputato a Michele Ciresa, dopo il no di si unirà ai Diavoli verso fine
Shi Xing Hong ha appreso
Forlì una buona gara, ma hanno Luca Roffo, a lungo inseguito, e febbraio, al termine degli impenel
Tempio
Shaolin.
raccolto meno di quanto semi- la decisione del forte portiere gni nell'hockey ghiaccio con
Potremmo
sintetizzarlo
nato, e come conseguenza del- sloveno Jure Penko di rimanere l'Asiago, dove è passato dopo
così: riscaldamento, tecnil'espulsione inflitta a Petrone la ad Asiago.
molti anni nella società del
che di combattimento
scorsa settimana, dovranno Il direttore sportivo dei Diavoli, Fassa.
Sandà, studio e applicaziorinunciare al loro giovane ma Mario Bellinaso, aveva promes- Ultimo in ordine di tempo, ma
ne dello Shaolin tradizionaforte attaccante almeno per la so un acquisto di peso prima non di importanza, l'acquisto di
le, tecniche di potenziaprossima gara, in programma della chiusura del mercato (sca- Massimo Ansoldi, attaccante
mento e irrobustimento,
domenica 4 febbraio contro i duta venerdì 26 gennaio) e così destro classe '75, capitano in A2
sviluppo
del
"Qi".
Ghosts Padova.
è stato. Michele Ciresa, golea- dell'HC Merano, la formazione
Quest'arte allena lo spirito e
In arrivo Fabio Rigoni, difenso- dor nella finale scudetto dello dominatrice del campionato. "È
il fisico della persona affinre sinistro di grande spessore scorso anno fra Asiago Vipers e stata una trattative fulminea ché il sistema nervoso sia
tecnico, ex Asiago, Padova e Ghosts Padova, rappresenta ha dichiarato il direttore sporticonnesso ai muscoli per
Vicenza, nonché azzurro della infatti una pedina importante vo dei Diavoli, Mario Bellinaso rimanere sani e proteggere
Nazionale, che si unirà ai bian- alle dipendenze del coach bian- nata subito dopo aver chiuso
noi stessi da attacchi fisici. I
corossi verso fine febbraio al corosso, Alessandro Corso, per l'ingaggio di Michele Ciresa.
riflessi sono migliorati e
termine degli impegni sul rinforzare il reparto avanzato Con questi nuovi elementi possviluppati. Allenando lo
spirito il nostro cuore sarà
ghiaccio come un altro degli dei vicentini.
siamo dire di aver allestito una
calmo e sereno e in grado di
acquisti dei biancorossi. Altro Come l'altro acquisto, il difen- squadra molto competitiva".
scoprire molti pensieri di
colpo di mercato l'attaccante sore Fabio Rigoni, anche Ciresa
S.N.
saggezza e ottenere la cono-
Nuovi acquisti per i Diavoli
Ma per vederli in campo bisogna aspettare
scenza della vita e di un universo
migliore. Quando si arriva ad ottenere questi traguardi, si è arrivati
al massimo livello. Questo e' quello che chiamiamo l'unione tra
"Chan e Wu".
Cosa è esattamente il tempio
di Shaolin, culla di questa
arte marziale?
"Il Tempio di Shaolin si trova a 70
chilometri a sudovest da
Zhengzhou, capoluogo della provincia dell'Henan in Cina, ed è
luogo d'origine del Chan (Zen),
scuola principale del Buddismo
cinese e dello Shaolinwushu, la più
famosa delle arti marziali cinesi.
Situato ai piedi del monte
Songshan, con dietro il picco
Wuru e di fronte il monte Shaoshi,
è completamente riparato dalle
foreste con all'interno antichi pini
che si elevano fino al cielo. Fu
costruito nel diciannovesimo anno
dell'Imperatore Xiaowen dalla
dinastia Wei con il proposito di
ospitare un eminente monaco
indiano di nome Batuo. Dopo 32
anni un altro monaco indiano,
Bodhidharma, si recò al Tempio di
Shaolin dove rimase in meditazione per nove anni nella grotta che
sta sotto la cima Wuru. Quando
l'azione di ricerca fu completata e
Bodhidharma uscì dalla grotta lo
Zen vide la luce.
Divenuti suoi discepoli, i monaci
del Tempio sedevano per lungo
tempo in meditazione divenendo
sempre più deboli nel corpo, facile
preda del sonno e di aggressioni
esterne. Per ovviare a questo, imitarono le attività della gente ed i
movimenti degli animali creando
così un'arte marziale per muovere
ossa e muscoli e rafforzare la salute. Assorbirono anche l'essenza
delle arti marziali popolari e militari esistenti formando gradualmente lo Shaolinwushu con le sue
distinte caratteristiche, chiamato
anche Kung-Fu di Shaolin".
V
3 FEBBRAIO 2007
sport
"Ho imparato giocando con la spada del nonno", racconta la giovane campionessa della
scherma vicentina. Prossimo obiettivo, la competizione iridata in programma in Turchia
Marzia Muroni, a colpi di
spada verso i mondiali
DI
SILVIA MALAMAN
Lasciato
da
parte il bronzo
tricolore
ai
Campionati italiani under 23,
Marzia Muroni
punta dritta ai
Mondiali. La diciottenne
vicentina, infatti, dopo essere salita sul terzo gradino
del podio a La Spezia, attende con ansia d'imbarcarsi
per la Turchia, dove dal 10
al 18 aprile si disputerà la
manifestazione mondiale.
La spadista vicentina, che
com'è noto è stata di recente
nominata "atleta di interesse nazionale", avrà dunque
modo di farsi notare anche
nel panorama internazionale.
Cosa ti aspetta nei prossimi mesi?
"Parteciperò l'11 febbraio
alla Coppa del Mondo under
20 che si terrà a Vienna, poi
andrò a Barcellona per la
gara individuale di Coppa
del Mondo assoluto a punteggio doppio e poi mi concentrerò per i Mondiali di
Turchia; lì a farmi compagnia
ci
saranno
Sara
Carpegna di Vercelli, con la
quale ho preso parte a tutti i
Mondiali, la nostra amicizia
è iniziata quando avevamo
sei anni, e Giulia Rizzi di
Udine. Dovrà essere fatto il
nome di un'altra atleta per
la gara a squadre, ma per
l'individuale ci saremo noi
tre".
Marzia Muroni con il maestro Oleg Poudzanov
E proprio Giulia Rizzi ti
ha battuta in semifinale
per 15-8.
"Sì, lei è in un momento di
forma assoluta. Nei quarti
tutto è andato per il meglio.
Poi ho affrontato Giulia e
con lei ho fatto davvero fatica. La sua scherma è eccellente". (A titolo di cronaca
Giulia Rizzi, dopo aver battuto Muroni, in finale ha
sconfitto
anche
Sara
Carpegna per 15-10
aggiudicandosi
la
competizione tricolore, ndr).
Marzia Muroni nasce a Vicenza il 25
Altri progetti in
ottobre 1988. Ora vive a Roma e tira
cantiere?
per la società Club Scherma Roma.
"A dir la verità sto
Questi i risultati collezionati nel 2006.
accarezzando l'idea
Campionati Europei Giovanili, 5ª
delle Universiadi che
individuale, 5ª a squadre; Coppa del
quest'anno si giocheMondo Giovani: 8ª (35ª Varsavia,
ranno a Bangkok, ma
10ª Ponte de Sor, 3ª Lignano
è ancora presto per
Sabbiadoro, 50ª Bratislava, 36ª
pensarci, è meglio fare
Budapest, 3ª Mödling, 3ª Burgos);
un passo alla volta.
Campionati italiani giovanili: 14ª
Finiti i Mondiali,
individuale; Campionati italiani
oltretutto, dovrò tufunder 23: 11ª individuale. Sempre ai
farmi nello studio perCampionati nazionali under 23,
ché quest'anno ho gli
nel 2007 è invece arrivato il terzo
esami".
posto individuale.
Che scuola frequenti? E come fai
La carriera
a conciliare studio e
sport?
"Sono iscritta al quinto
anno del Liceo Artistico di
Roma e i miei voti sono
buoni; purtroppo ho già collezionato circa cinquanta
giorni di assenza. Detto questo io naturalmente faccio di
tutto per essere imbocciabile, ecco perché cerco di
avere una media scolastica
alta. Per fortuna ho un bellissimo rapporto con i miei
compagni di scuola, sono
loro a tenermi aggiornata
sul programma e a passarmi
i compiti che ci sono da
fare".
Ma a Roma vivi da sola?
"Certo! Lavo, stiro e cucino.
Non è stato semplice anche
perché il giorno prima di
trasferirmi non ero nemmeno capace di prepararmi una
pastasciutta
da
sola.
Comunque penso che questo
continuo girare il Mondo
per la scherma mi abbia aiutata a crescere più in fretta
rispetto a tanti miei coetanei. Roma è una città bellissima, ci sono molte possibilità di svago e di divertimen-
to; purtroppo io sono
iperattiva il che vuol
dire che non riesco a
stare più di due settimane nello stesso
posto, nemmeno nella
Capitale. Mi capita
anche quando vado in
vacanza:
massimo
quindici giorni e poi
devo muovermi".
La
tua
famiglia
quando la vedi?
"Purtroppo i nostri
impegni non ci permettono di passare
molto tempo assieme:
durante la settimana
io studio e loro lavorano, e nei week-end io
ho le gare. Loro cercano di essere presenti a
quelle più vicine, ma a
volte passano parecchi
giorni prima che ci si
veda. Per fortuna a
farmi compagnia a
Roma ci sono i miei
amici: con la scusa che
abito da sola molti
pomeriggi si trasferiscono da me".
Cosa fai nel tempo
libero?
"E che cos'è il tempo libero?
A parte gli scherzi le stesse
cose che fanno i giovani
della mia età: leggo, vado al
cinema ed esco. La mia passione, oltre alla scherma,
resta comunque viaggiare".
Quel è la gara che ricordi con più entusiasmo?
"Il bronzo a squadre vinto
in Austria nella stagione
2004-2005".
Come hai scoperto la
scherma?
"Penso in televisione, guardando i campioni. E poi mi
ricordo che ho sempre giocato con la spada di mio
nonno, quella d'ordinanza
dell'aeronautica; alla fine
gliel'ho distrutta. E poi, personalmente, non mi sarei
mai ritrovata in uno sport di
squadra, non mi avrebbe
dato così tante soddisfazioni. Adesso faccio parte del
Club Scherma Roma e ad
allenarmi è il maestro russo
Oleg Poudzanov; mi trovo
bene e sono contenta dei
miei progressi".
Cosa ti aspetti dal futuro?
"Mi piacerebbe entrare in
qualche gruppo sportivo
militare
come
quello
dell'Esercito, della Polizia
con le Fiamme oro o azzurre. È uno dei pochi modi per
ricevere un compenso adeguato
nella
scherma.
Purtroppo dovrò aspettare
che aprano i concorsi; ho
appena compiuto i 18 anni e
solo adesso potrò parteciparvi".
In bocca la lupo, allora.
"Crepi".
VI
sport
3 FEBBRAIO 2007
Pallanuoto. Parte sabato il campionato del settebello biancorosso che ha come obiettivo la promozione di in serie A2. Peri: "La migliore squadra di sempre"
Costruita per vincere, ecco la Caoduro targata 2007
Al via sabato 3 febbraio il campionato
di pallanuoto di
serie B maschile, e
quest'anno, come
non
mai,
la
Caoduro Vicenza si
affaccia alla nuova stagione con la
voglia di essere protagonista.
L'obiettivo è quello del passaggio
di categoria: ossia la promozione
in A2. A gettare le basi per realizzare concretamente questo progetto, grazie ad un programma
triennale, sono stati in primo
luogo lo sponsor, Caoduro
Lucernari e la società piscine di
Vicenza.
Quest'anno a guidare la squadra
biancorossa sarà Matteo Greco
accompagnato
da
Roberto
Mezzaluna. "Era un passo fondamentale da compiere - ha fatto
sapere Sergio Peri, ora tecnico
della formazione femminile della
società -. Per poter crescere avevamo bisogno di un
allenatore professionista e ad agosto non ho avuto esitazioni ad
accordarmi con Matteo, un tecni-
Professione".
"La formula del campionato
2007 prevede che le prime
due classificate del nostro
girone accedano ai play off
con le prime due del girone
ligure - spiega il tecnico -.
Naturalmente il nostro
primo obiettivo della stagione sarà accedervi. Da lì l'importante sarà giocarsela al
massimo delle possibilità;
comunque credo che il campionato 2007 sarà equilibratissimo con ben cinque forLa formazione della Caoduro2007: la squadra punta ai pleyoff promozione
mazioni che si contenderanno i fatidici due posti: il Pn trieste
Peri e Luca Muzzana centrovasca,
co preparato ed appassionato del
(che ci ospiterà nella gara di
i difensori Andrea Melison e
quale ho la massima stima. Greco
esordio di sabato 3 febbraio) il
Paolo Pisani, la riconferma del
ha alle spalle undici anni alla
Torino (che approderà a Vicenza
padovano Michele Tomasella a
guida dell'Sc Quinto, forte squail dieci febbraio per il primo
centroboa e degli attaccanti Max
dra genovese di A2".
incontro casalingo della stagioCapasso e Alessandro Pisani, si
"Oltretutto non è stato nemmeno
ne), la Cn Milano, il Geas Milano
sono aggiunti il forte centroboa
facile assemblare la squadra - proe, ovviamente, la Caoduro".
Nicola Spaziano, la scorsa stagiosegue Peri -, poiché è stata rinnoSoddisfatto per la sua scelta e
ne in forza alla Pn Brescia, l'attacvata in quattro undicesimi. Ma
per la "rosa" che gli è stata messa
cante Michele Falcone, provealla fine, osservando il lavoro
a disposizione è anche il tecnico
niente dal Bissolati Cremona, e
fatto, posso dire che ritengo la
Matteo Greco che dice: "Lo scordel forte regista Roberto Boldrini
Caoduro Vicenza targata 2007 la
so anno allenavo una squadra in
ex della Rn Sori. A questi nomi
migliore in assoluto. Sulla base di
serie A2, ma il progetto che mi
andranno inoltre a sommarsi i
un organico storico che vede
ha proposto Sergio Peri mi ha
giovani del vivaio: Marconi,
Simone Lovato e Matteo Gaspari
entusiasmato: punteremo a forCarpignani, Dall'Osto, Andrein, e
portieri, Luciano Toniolo, Andrea
mare una compagine competitiva
che a breve possa ottenere il passaggio di categoria. Oltretutto
ritengo che alla base ci sia una
società solida e questo non può
che esserci di grande aiuto. Per
quanto riguarda l'organico della
Caoduro è difficile esprimere un
giudizio senza aver disputato
competizioni ufficiali, ma credo
sia valido e puntiamo a fare bene.
Rispetto alle altre squadre inserite
nel nostro girone ritengo che
Vicenza sia nella media, ma non le
ho ancora viste tutte all'opera e
poi è sempre dura fare previsioni
a lungo termine".
foto di Eugenio Bellotto
SILVIA MALAMAN
foto di Eugenio Bellotto
DI
Il nuovo allenatore Matteo Greco
VII
3 FEBBRAIO 2007
sport
Biglietti esauriti già due settimane prima e tribuna stampa strapiena
Scemma: "La serie cadetta non ha mai avuto un'attenzione mediatica così importante”
Con la Juve il pubblico delle grandi occasioni
DI FRANCESCO CAVALLARO
Comunque vada sarà un successo. O, se volete, diciamola anche
così: il Vicenza ha già vinto
ancora prima di scendere in
campo contro la Juventus.
Lunedì 12 febbraio, ore 20.45, al
"Menti" gioca la storia: biancorossi contro "Vecchia Signora",
come ai vecchi tempi. Sappiamo
da che parte pende la bilancia
del pronostico; in mezzo a tutti i
discorsi che si possono fare al
riguardo mettiamoci pure che la
palla è rotonda e che gli uomini
di Deschamps ultimamente non
è che se la passino tanto bene.
Primi, certo. Ma il bello del
campionato deve ancora venire.
E se il risultato finale, per fortuna, è ancora un'incognita, quello del "fuori campo" vede una
città, la nostra, che trionfa. I
dati. Lo stadio, 10mila persone
in tutto,sarà pieno come un
uovo; i biglietti sono andati letteralmente a ruba e già da lunedì 29 gennaio alla porta principale della società di via Schio
hanno appeso il cartello "Tutto
esaurito". Così come sarà completa la tribuna stampa. Quella
ufficiale, con un minimo spazio
per appoggiare il pc, conta 56
posti: esauriti. L'altra, la tribuna
stampa di 20 posti ricavata con
mezzi di fortuna (le sedie sono
come quelle dell'Università, con
un tavolino che si alza e abbassa) pure. Ci saranno giornalisti
da ogni dove. Il dubbio rimane:
per vedere il Vicenza o la
Juventus?
La partita con la Vecchia Signora scatenerà un tifo come non si vedeva da tempo
Per quanto riguarda i tifosi, ci
auguriamo che vengano a sostenere i biancorossi; a questo proposito, ha avuto un notevole
successo l'operazione Crotone.
Chi ha acquistato un qualsivoglia biglietto per la partita casalinga contro i calabresi (addirittura 7.900 spettatori nell'occasione) ha avuto poi un diritto di
prelazione per assistere al
match con la Juve. Già, la
Vecchia Signora; certo che ne
ha portato di fascino al campionato di serie B. Di questo, e d'altro, abbiamo parlato con il giornalista del "Corriere dello sport"
Adalberto
Scemma,
"Vicenzologo" per eccellenza.
"La serie cadetta non hanno
mai avuto nella sua storia un'at-
tenzione mediatica così importante - commenta Scemma -.
Giornali, televisioni, radio: tutti
ad inseguire le gesta della
Juventus. Si tratta di un fenomeno che va in controtendenza
rispetto agli anni passati; non
più tardi di dodici mesi fa
Murdoch, il patron di Sky,
escludeva da qualsiasi pacchetto il campionato di serie B. Poi
le cose si sono evolute in maniera completamente diversa con i
risultati che tutti conosciamo".
Sarà. Ma non è che l'anno prossimo, con la Juve in serie A,
tutto tornerà come prima?
Scemma replica: "Secondo me
non accadrà. L'onda lunga dei
bianconeri in B è destinata a
rimanere ancora per qualche
anno. I media hanno riscoperto
il fascino di un campionato
pieno di giovani interessanti,
vedi il Vicenza con i suoi gioiellini Paonessa, Padoin, Foti e
Cudini. La partita? Siamo in
una fase cruciale della stagione.
La Juve ha corso molto fin da
subito per recuperare il gap di 9
punti e ora si trova costretta a
tirare il fiato. Completamente
diversa la situazione del Vicenza
che, proprio in questo periodo,
sta cominciando a decollare
grazie ad un lavoro eccezionale
svolto da mister Gregucci. Il
risultato non è scontato, sicuramente ne vedremo delle belle.
In ogni caso da qui in avanti i
biancorossi non possono che
migliorare. Credo, e spero, che
raggiungeranno la salvezza
senza troppi patemi d'animo.
Poi chissà. Ora che il bilancio
societario non desta più preoccupazioni e che le scorie del passato sono solo un brutto ricordo
mi auguro che la dirigenza butti
giù un certo tipo di programma.
Ci vorrà coraggio, ma questa
città merita. Sarà importante,
come d'altronde sta già succedendo, puntare sui giovani.
Uniti ai tre, quattro giocatori di
esperienza ecco che si potranno
fare ben altri discorsi. E non è
che il Vicenza non miri alla serie
A perché ha uno stadio piccolo,
sono
solo
invenzioni.
Intendiamoci: i biancorossi
possono ancora dare molte soddisfazioni ai tifosi".
Dopo il distacco dal Verona, il dirigente vicentino potrebbe rientrare da protagonista nel calcio che conta
Gianbattista Pastorello sempre più vicino al Genoa
Le voci si rincorrono da un po': il
vicentino Gianbattista Pastorello,
già dirigente di Padova e Parma,
ex presidente del Verona, lasciato
dopo otto anni di contestazioni
da parte della tifoseria, potrebbe
essere il nuovo direttore sportivo
del Genoa calcio. Sembra che ora
qualcosa si stia muovendo e le
notizie danno il dirigente sempre
più vicino ai rossoblu. Un indizio:
nei primi giorni dell'anno era
stato vista nello stadio della città
ligure assieme al presidente della
formazione rossoblu Enrico
Preziosi, che intercettato dai
giornalisti lo ha definito "un portafortuna". Così Pastorello
potrebbe divenire il braccio
destro di Preziosi magari come
direttore sportivo. Lui nega, anzi
dribbla la domanda e rimanda ad
una sua presa di posizione che
non avverrà prima della metà di
febbraio. D'altronde con 35 anni
di esperienza nel mondo del pallone, come potrebbe farne a
meno?
Nel frattempo la società ligure
mette al sicuro qualche nuovo
giocatore. A Marassi è approdato
infatti anche Marco di Vaio, trentenne bomber romano con un
palmares di 14 presenze e 2 gol in
nazionale, che voleva fuggire
"dall'esilio" di Montecarlo, arri-
vando così al Genoa con grandissime motivazioni. Ma dietro
all'arrivo dell'attaccante c'è lo
zampino di chi? Di un Pastorello,
precisamente Federico, il figlio di
Giambattista. Allora stiamo alla
finestra e osserviamo cosa succede. Intanto, non è sfuggita agli
esperti la presenza di Pastorello
senior a Milano nella sede della
Lega Calcio. Lui, però, con poche
parole ha liquidato subito le
domane indiscrete: "Dovevo
discutere alcune cose con il presidente
di
Lega
Antonio
Matarrese, e basta. Però è sempre la solita storia. Mai dire mai".
T. Q.
Il vicentino Gianbattista Pastorello
APPUNTAMENTI
Volley. La Minetti a
Perugia
Le biancorosse allenate da
Manù Benelli saranno impegnate in trasferta contro il
Despar Perugia in un match che
si preannuncia duro. Le vicentine scenderanno in campo alle
ore 17.30 di domenica 4 febbraio.
Scacchi. La sfida di Lexy
Ortega
Il campione di scacchi Lexy
Ortega sfiderà in una partita
simultanea contemporaneamente 25 giocatori. La gara,
organizzata
dal
Circolo
Scacchistico Palladio, si svolgerà domenica 4 febbraio a partire dalle 9.30 nell'impianto
sportivo del Nuoto di viale
Ferrarin.
Basket. Vbg a caccia del
riscatto
Sabato 3 febbraio ancora una
trasferta attende il Vbg che alle
21 giocherà sul campo del
Piadena. I berici cercheranno
di ottenere una vittoria dopo la
sconfitta di misura subita dal
Cremona.
Basket. Asd in casa
cercando una vittoria
Le vicentine saranno impegnate al Palalaghetto contro il B. C.
Valtarese 2000. Uno scontro
diretto tra due squadre che si
trovano in fondo alla classifica.
Probabile
l'esordio
di
Alessandra Visconti, nuovo
acquisto della compagine berica.
11
AZIENDE
3 FEBBRAIO 2007
Una storia secolare, prodotti dalla qualità artigianale e tecnologia all'avanguardia:
il gruppo di Rossano Veneto è diventato così uno dei leader europei del proprio settore
Favini, una carta da Oscar
DI
LUCA MATTEAZZI
In un Veneto che
cerca faticosamente di ripensare il
proprio modello di
sviluppo, ci sono
aziende che sembrano aver già trovato la strada per
affrontare senza eccessivi timori
i mercati del terzo millennio. Le
cartiere Favini di Rossano
Veneto sono una di queste: quasi
tre secoli di storia alle spalle, da
cento anni esatti nelle mani della
famiglia Favini, nel giro di pochi
anni il gruppo è riuscito ad
entrare nel ristretto drappello
dei leader mondiali del proprio
settore, grazie ad una serie di
acquisizioni strategiche. Tanto
che adesso economisti di vaglia
come Giovanni Costa, docente di
organizzazione aziendale e strategia d'impresa a Padova, lo
addita come uno degli esempi
del nuovo capitalismo "post distrettuale".
E pensare che fino alla metà
degli anni 90 la Favini era "solo",
si fa per dire, una delle tante
aziende vicentine solide, conosciute e intraprendenti, ma di
dimensioni tutto sommato contenute, gestita in modo accorto
dal colonnello Andrea Favini,
che nel 1995 decide di lasciare il
bastone del comando al figlio
Il nuovo stabilimento di Rossano
Marco. Due anni dopo il gruppo
Favini acquista le cartiere di
Crusinallo, in Piemonte (anche
questo uno stabilimento storico,
attivo dalla metà del 1800), raddoppiando produzione e dipendenti. E nel settembre 2000 si
allarga ancora, con l'acquisizione delle due cartiere della società
olandese
Gelderse
Papiergroep, conosciuta nel
mercato cartario con il nome di
Meerssen & Palm, uno dei maggiori produttori del paese dei
tulipani.
In una manciata di anni, il gruppo è così passato da una a quattro cartiere (a cui va aggiunto un
impianto di trasformazione, la
Cartotecnica
di
Rossano
Veneto), da 224 a oltre 1200
Il magazzino delle cartiere Favini
dipendenti, da 27 mila tonnellate di carta prodotta a 119 mila.
Attualmente la produzione si
attesa sulle 140 mila tonnellate
annue, con un fatturato che arriva a 230 milioni di euro.
"L'acquisizione dei due stabilimenti olandesi è senza dubbio il
momento più importante della
nostra storia - commenta Andrea
Favini, nipote dell'omonimo
colonnello e oggi responsabile
delle vendite estere del gruppo
(regional sales manager) -. Mio
nonno ha gestito l'azienda fino al
'95, e l'ha fatto molto bene,
facendo investimenti fondamentali e portando un'azienda ancora artigianale, con una produzione di qualche centinaio di tonnellate, a sfornare 20 mila tonnellate di carta all'anno. Poi
l'acquisto di Crusinallo è stato
strategico per darci maggiore
forza finanziaria. Ma la svolta è
arrivata con le cartiere olandesi,
che ci hanno fatto diventare una
piccola multinazionale".
Oggi, in effetti, il gruppo Favini
si inserisce subito dopo i giganti
Arjo-Wiggins e Fedrigoni tra i
protagonisti del mercato europeo delle carte speciali ("Tutto
ciò che non è la carta bianca
standard", precisa Favini). Dai
suoi quattro stabilimenti escono
carte colorate, cartoncini, carte
filigranate o con effetti a rilievo
come quelli ottenuti con la goffratura, carte pregiate per agende e copertine di libri e molto
altro ancora, il tutto destinato ai
principali mercati del continente. "Abbiamo una presenza
importante nel mercato italiano,
e in quelli di Olanda e Germania
- precisa il regional sales manager del gruppo -. Poi ancora in
Francia,
Spagna,
Grecia,
Turchia, e recentemente stiamo
seguendo anche mercati con
grandi potenzialità come quelli
del continente americano,
dell'India, del Medio Oriente
con un ufficio vendite a Dubai, e
della Cina, dove abbiamo un
altro ufficio vendite che ci sta
dando grosse soddisfazioni".
La Favini, insomma, sta riuscendo a vendere la carta anche ai
cinesi che l'hanno inventata duemila anni fa, grazie ad una produzione flessibile, in molti casi
addirittura calibrata sulle esigenze del cliente, e all'alta qualità dei propri prodotti. "Nel settore delle carte speciali la qualità è
fondamentale e non si avverte
ancora la concorrenza dei paesi
in via di sviluppo - commenta
Andrea Favini -. Nelle nostre
produzioni, poi,
l'impatto
umano conta ancora molto, c'è
un saper fare che conserva alcune delle caratteristiche del lavoro artigiano, e i nostri capimacchina sono tutte persone con
almeno vent'anni di esperienza
alle spalle".
Sarà anche per questo che nello
sterminato catalogo Favini spiccano alcuni fiori all'occhiello.
Come le carte ecologiche, uno
dei punti di forza dell'azienda,
ottenute con procedimenti brevettati da materiali alternativi al
legno come le alghe, o le bucce
delle arance ("La scelta di puntare sulle carte ecologiche ha pagato tantissimo - commenta Favini
-. Ci ha fatto conoscere anche
quando eravamo piccoli, e anche
se non vende moltissimo è preziosissima come immagine"); o
come le carte di lunga durata,
certificate con una resistenza di
almeno due secoli, richieste
dagli archivi del Parlamento
Europeo. O, ancora, la carta utilizzata in Olanda per ristampare
il diario di Anna Frank in una
versione identica all'originale, e
quella su cui sono stati stampati
le brochure e gli inviti per la
notte degli Oscar 2006.
Una storia lunga tre secoli
La prima cartiera di quello
che è oggi il Gruppo Favini
nasce nella campagna nei
dintorni di Rossano Veneto
per iniziativa della famiglia
Cappello, proprietaria di
buona parte dei terreni della
zona. Ecco le tappe principali della storia dello stabilimento, dal XVIII secolo alla
metà degli anni '90.
1736: I Conti Cappello chiedono alla Repubblica di
Venezia l'autorizzazione di
trasformare un mulino per
la macina di farine di cereali situato a cavallo di una
roggia "ricca di acqua impetuosa" in una fabbrica per la
produzione della carta.
1757-1800: La fabbrica per
la lavorazione della carta è
istituita ufficialmente il 01
maggio 1757. Nella seconda
metà del Settecento si trovano, tra i direttori della
cartiera, i nomi di Tattara,
Pozzato e Ferrari. Nel corso
dell'Ottocento la cartiera
viene rilevata da Giacomo
Caffo che la gestì fino al
1886. Alla sua morte la cartiera fu data in affitto fino al
1896 a Riccardo Sebellin e ai
fratelli
Berti
detti
Cominotto.
1906: Attilio Favini, nonno
dell'attuale Presidente del
gruppo, cede la sua attività
cartaria lombarda e si trasferisce a Rossano Veneto.
La famiglia Favini inizia a
gestire la cartiera.
1945-55: il Colonnello
Andrea Favini, figlio di
Attilio, s'inserisce nella conduzione della cartiera.
L'azienda si sviluppa in
un'industria: viene installata la prima macchina in
piano per la fabbricazione
della carta. La cartiera produce
circa
450
tonnellate/anno.
1990: Nasce il gruppo
Favini, composto dalla holding di controllo, Favini
SpA, dalla Cartiera Favini
SpA, produzione carta, e
dalla Cartotecnica Favini
SpA, per la trasformazione
dei prodotti finiti. La produzione si aggira sulle 20.000
tonnellate/anno.
La
Cartotecnica realizza un
nuovo stabilimento di produzione di 6.000 mq.
1995: Il Colonnello Andrea
Favini cede la direzione
delle aziende di famiglia al
figlio Marco. Il gruppo ha
224 dipendenti ed una produzione che si aggira sulle
27.000 tonnellate/anno.
SPECIALE GIOVANI
12
3 FEBBRAIO 2007
Cervelli in fuga. Due storie di vicentini "emigrati" negli States, dove ricerca e innovazione sono di casa
"Qui ci sono molte più possibilità"
Dal Big Bang ai film Disney,
l’esodo dei ricercatori vicentini
DI
LUCA MATTEAZZI
Una volta partivano bastimenti carichi di contadini e
poveri operai che
lasciavano il vicentino
sognando
"Lamerica" e sperando di costruirsi Oltreoceano un
futuro migliore. Adesso Vicenza
esporta cervelli. Giovani che, per
portare avanti nelle condizioni
migliori i loro studi, sono "costretti" a rivolgersi all'estero. Dove alla
ricerca scientifica non sono destinate solo le briciole e dove i meriti
contano più delle amicizie e delle
conoscenze. Ecco, tra i tanti, i racconti di due vicentini che, negli
Stati Uniti, stanno raccogliendo
risultati importanti.
Ed uscii a riveder le stelle
"Qua è abbastanza normale lavorare anche il fine settimana, non
c'è molta distinzione tra i giorni
feriali e quelli festivi". È domenica
pomeriggio e Graziano Rossi
risponde dal suo ufficio alla
University of Pennsylvania, a
Philadelphia, dove sta completando un dottorato in astrofisica.
Originario di Quinto Vicentino,
laureato in astronomia a Padova
nel 2003, ha lasciato l'Italia pochi
mesi dopo aver terminato l'università. Destinazione Pittsburgh, per
un master di due anni in fisica con
il professore con cui aveva collaborato per la tesi ("uno dei massimi
studiosi mondiali nel suo settore",
precisa). Poi il trasferimento nella
città di Rocky, questa volta per un
dottorato in astrofisica. "In Italia
non è che avessi molte alternative spiega -, perché non c'era praticamente nessuno che facesse ricerca
su quello di cui mi stavo occupando io".
Nel dettaglio, Rossi sta seguendo
una serie di ricerche che potrebbero far luce sull'origine e la struttura dell'universo. "Mi sto occupando di tre ambiti di ricerca- continua -: il primo è lo studio di quelle
strutture che vengono indicate col
nome di aloni di materia oscura e
che precedono la formazione delle
stelle e delle galassie; il secondo è
l'analisi del cosiddetto fondo
cosmico di microonde, cioè una
radiazione che è il residuo del Big
Bang e dalla quale si possono
estrarre informazioni sulla forma-
impieghi interessanti e innovativi,
Alberto).
na di 'vandali'
mentre in Italia c'è sempre il
"Visto che i computer mi interesamericani, e se
rischio di finire sottopagato a fare
savano più dell'ingegneria edile alla fine del
cose banali. Inoltre qui il sistema
racconta -, sei mesi dopo la tesi mi
corso la valufunziona in base al merito: dopo
sono iscritto ad un master in
tazione degli
un anno io sono già stato promosComputer Science all'università
studenti fosse
so, visto che in azienda erano soddella California di Santa Barbara.
stata negativa,
disfatti del mio rendimento".
Lì le università hanno più soldi, e
non mi avrebLavoro gratificante, stipendio
gli studenti hanno molte possibilibero rinnovato
buono, clima da favola ("qua si sta
tà in più, anche se c'è da dire che
l'incarico.
in maniche corte per nove mesi
l'università non è per tutti, dato
Diciamo che la
all'anno") e un'accoglienza più che
che è molto ma molto più cara di
giornata tipo è
cordiale ("gli italiani sono trattati
quanto non sia in Italia.
piuttosto
benissimo, come se tutti avessimo
Ci sono delle borse di studio, è
piena, e non
la Ferrari e tutti vestissimo
vero, ma accedervi non è così semc'è
molto
Graziano Rossi negli Usa: "In Italia non avrei tempo libero,
Versace o Armani"). Tutto bene,
plice. In generale, comunque, l'iavuto le stesse possibilità"
dunque? Quasi. "Se potessi avere
dea è che qui girino molti più soldi,
ma io mi sono
qui la famiglia, gli amici, il cibo itasia nello studio, nel senso che ci
trovato subito bene".
zione dell'universo; il terzo, infine,
liano e la pizza mi verrebbe quasi
sono molti più finanziamenti per
La voglia di tornare, quindi, non si
riguarda la determinazione delle
quasi voglia di restare per sempre
la ricerca, sia nel lavoro, nel senso
fa sentire più di tanto. "Anche perdistanze in cosmologia, tema su
- sospira -. In realtà la nostalgia di
che se sei bravo ti offrono un
ché a Padova mi hanno fatto capicui ci sono ancora molti problemi".
casa c'è: questa è un'esperienza
impiego interessante e vieni pagare abbastanza chiaramente che
Facile capire che per affrontare
importante, sia dal punto di vista
to bene".
non apprezzavano molto la mia
argomenti di questa portata servaumano sia dal punto di vista proIl suo percorso ne è un esempio.
idea di andare a fare esperienza
no laboratori, finanziamenti ed
fessionale, ma in Italia ci sono
Terminato il master, invia il curriall'estero. Qui ho decisamente più
equipe di studiosi ai massimi livelvalori che qui non si trovano".
culum alle principali aziende del
possibilità, e poi sono in una posili. Tutte cose che Oltreoceano si
All'orizzonte, quindi, potrebbe
settore. Riceve proposte da colossi
zione molto buona, ad un paio
trovano molto più facilmente. "È
esserci un rientro: "Il mio progetto
come Dreamworks (la società di
d'ore d'auto da New York e a tre da
vero che qua ci sono più fondi e più
è quello di tornare tra un anno o
animazione fondata da Steven
Washington". Come dargli torto?
strutture - conferma -. Negli Stati
due: con l'esperienza che ho acquiSpielberg, Jeffrey Katzenberg e
Uniti, ma anche in Germania o in
sito qui, credo che potrei mettere
David Geffen), Disney e Nvidia
Con Micky Mouse nella città
Inghilterra, si investe molti di più
in piedi un'azienda mia e conti(una società che realizza processodegli Angeli
in ricerca e ci sono molte più posnuare a lavorare in questo settore
ri grafici e prodotti multimediali
"L'America è il paese delle possibisibilità: se dimostro che il mio proanche dall'Italia".
come la Playstation3). Lui sceglie
lità". Dietro alle animazioni dei
getto di studio è importante, non
la Disney, e da un
film Disney che arriveranno nei
ho problemi a trovare i fondi. Solo
anno e mezzo lavora
prossimi mesi sugli schermi di
per fare un esempio, a Padova
nel settore dell'anitutto il mondo c'è anche il lavoro di
dovevo pagarmi anche le fotocomazione tridimenNicola Candussi, classe 1977, di
pie, qua ci danno dei computer di
sionale del colosso
Monticello Conte Otto. Una laurea
ultima generazione. Senza contare
che ha sede a Los
in ingegneria edile nel cassetto,
che ci sono molti più collegamenti
Angeles, dove si
Candussi ha trovato negli States le
tra università: attorno al nostro
inventa il futuro
condizioni per trasformare in una
progetto collaborano 8 atenei".
della computer graprofessione innovativa, e ben retriNon solo. I vantaggi si avvertono
fica. "Costruisco i
buita, la sua passione di sempre,
anche nelle piccole incombenze
programmi
che
l'informatica (già durante l'univerquotidiane: all'assicurazione ci
sono poi usati per
sità aveva fatto parlare le riviste
pensa l'università, in biblioteca si
realizzare i film.
specializzate, e non solo, per la
può prendere a prestito un numeQua negli Stati Uniti
creazione di un paio di videogiochi
ro illimitato di libri ("e te li lasciaè più facile trovare
programmati insieme al fratello
no per sei mesi"), se hai voglia di
seguire delle lezioni di musica nessuno solleva obiezioni, anche se
non c'entrano nulla col tuo dottorato in astrofisica, e i biglietti per i
concerti
della
Philadelphia
Orchestra - una delle più imporconfronto con quanto avviene negli Usa o in stati come
Enrico Fermi, Rita Levi Montalcini, Renato Dulbecco,
tanti degli Stati Uniti - sono dispola Gran Bretagna e la Germania; la seconda è un sisteRiccardo Giacconi. Bastano i nomi di quattro italiani
nibili a prezzi scontatissimi.
ma di reclutamento lento, burocratico, e condizionato
premiati con il Nobel per studi compiuti all'estero per
Il rovescio della medaglia è dato
dal baronaggio. Così sono in tanti che cercano all'estero
rendersi conto di come la fuga dei cervelli non sia certo
soprattutto dai ritmi di lavoro serun'alternativa al precariato, agli stipendi da 800 euro al
un problema nuovo. L'emorragia, anzi, è cominciata
rati: "Il carico di lavoro è notevole
mese, e al giochino delle raccomandazioni che sono la
prima della seconda guerra mondiale, all'epoca delle
- sottolinea -, perché bisogna insenorma in Italia. Secondo uno studio condotto dal
leggi razziali e, salvo una breve parentesi negli anni
gnare e portare avanti l'attività di
Ministero degli Esteri, sono circa 1600 i giovani ricercaCinquanta, è continuata fino ai nostri giorni. Due le
ricerca. Cinque giorni dopo essere
tori italiani all'estero, e molti di loro non hanno intenragioni principali: la prima è la cronica carenza di risorarrivato mi hanno mandato a fare
zione di tornare.
se e investimenti per la ricerca, soprattutto se si fa il
lezione ad una classe di un'ottanti-
La solita, vecchia, storia
13
SPECIALE GIOVANI
3 FEBBRAIO 2007
Giorgio Raccanelli ha interrotto il dottorato in ingegneria che stava seguendo a Dallas:
"Ci sono molti più fondi, ma anche un meccanismo che porta allo sfruttamento degli studenti stranieri"
Il racconto di chi è tornato:
"Tante possibilità, ma troppa competizione"
Lui è uno di quelli che
dall'America è tornato. Un po'
per forza, un po' per sfortuna,
a dire il vero, ma anche perché
le contraddizioni non mancano nemmeno nel mondo dorato della ricerca a stelle e strisce. Giorgio Raccanelli, trent'anni, di Sandrigo, parte per
gli Stati Uniti nel 2002, dopo
essersi laureato a Padova in
ingegneria delle telecomunicazioni con una tesi sui processi
automatici
("Banalizzando - scherza sono quei meccanismi per cui
un forno smette di scaldare
quando raggiunge la temperatura richiesta"). Lo aspettano
all'università di Dallas, in
Texas, dove ha trovato un professore disponibile ad assumerlo per un dottorato.
"L'attività di ricerca mi aveva
invogliato, cercavo qualcosa di
più interessante che non programmare computer, e questo
era un dottorato unico nel suo
genere - racconta - . Perché
invece di applicare i metodi
dell'ingegneria, in questo caso
la gestione dei controlli auto-
matici, ai processi industriali,
li si utilizzava nel campo della
strumentazione biologica, in
particolare nell'elaborazione
di immagini per la biologia. In
Italia trovare attività di questo
genere, in cui si mescolano
discipline diverse, è molto difficile. Negli Stati Uniti è la
norma: conoscevo dei ragazzi
laureati in biologia che lavoravano al dipartimento di economia".
Un'esperienza stimolante e
innovativa, dunque, non fosse
per i rapporti tesi con il supervisore del suo progetto di
ricerca. "Il fatto è che lì i professori sono dei piccoli
imprenditori - continua -. Non
sono pagati per l'insegnamento, ma hanno dei fondi stanziati in base alla ricerca che
devono portare avanti. Di quei
fondi possono farne quello che
vogliono, ma dopo tre anni
sono valutati in base ai risultati, e se questi non sono all'altezza i finanziamenti non vengono rinnovati. In pratica
devono ottenere il massimo
con la minima spesa, e per
fare questo tendono ad assumere pochi tecnici americani e
ad utilizzare al massimo gli
studenti stranieri, che sono
meno tutelati contrattualmente".
La celebre skyline dei grattacieli di Dallas, Texas
Il risultato è un meccanismo che porta
allo sfruttamento
degli studenti che
arrivano dall'estero,
trasformati in forzati
del laboratorio, con
ritmi
esasperati,
giornate lavorative
di dodici ore, domeniche
inesistenti,
riposi e ferie concessi col contagocce,
quando
vengono
concessi. "La mia Giorgio Raccanelli ha lasciato gli Usa, con
qualche rimpianto
era una situazione un
po' al limite, ma almeno la ricerca diverso. Peccato che
domenica ero a casa: c'era chi all'ultimo momento, a pochi
lavorava sette giorni su sette. giorni dalla scadenza del visto,
È proprio il sistema, la compe- il supervisore gli neghi il nulla
tizione, che porta a questo. È osta al trasferimento, e a quel
un peccato, perché a livello di punto non resta nient'altro da
relazioni sociali io e mia fare che rientrare in Italia.
moglie ci siamo trovati benis- Oggi lavora in un'azienda di
simo, abbiamo incontrato per- Schio che si occupa di sistemi
sone accoglienti e senza pre- video e che ha voglia di puntagiudizi, ed eravamo riusciti ad re sulla tecnologia e l'innovazione.
inserirci bene".
Alla lunga, però, la situazione La sua esperienza all'estero è
lavorativa diventa insostenibi- stata apprezzata, e anche grale. Giorgio cerca, e trova, un zie al suo contributo è nato un
altro dottorato in un centro di progetto di collaborazione
molto positivo tra l'azienda e
l'università di Padova. Come
dire che anche nel Nordest
delle produzioni a basso costo,
c'è chi scommette e investe
sulla ricerca.
Certo qualche rimpianto rimane. "Più che altro per il modo
in cui è finita, perché non è
stata una decisione nostra". E
anche perchè, in fin dei conti,
negli Usa ci sono comunque
più possibilità di farsi strada.
"Tra l'Italia e gli Stati Uniti c'è
un abisso: là se porti a termine
il dottorato, e ottieni dei risultati, hai possibilità concrete di
ottenere un fondo tuo per altri
due anni di ricerca. Si chiama
fondo junior e sono circa
500mila euro. Qua un meccanismo simile non esiste: devi
aspettare il concorso, la disponibilità dei posti, e tutte queste cose. Là se lavori bene vai
avanti. È assolutamente meritocratico, magari devi ammazzarti di lavoro, ma se sei davvero determinato, sei sicuro di
fare la tua carriera. Va avanti
chi produce: e nel bene e nel
male funziona così in tutti i
settori".
L. M.
RADICI
14
3 FEBBRAIO 2007
Nella Basilica di San Felice, è conservata una reliquia del patrono degli innamorati
Il 14 febbraio sono attese migliaia di persone
Reliquie e pane benedetto,
Vicenza festeggia San Valentino
DI LUCA MATTEAZZI
Non potrà competere con la popolarità dell'8 settembre,
ma la festa di San
Valentino rimane
sicuramente una
delle ricorrenze più
sentite dai vicentini. E non tanto per
l'alluvione di spot pubblicitari con
cuoricini e messaggi sdolcinati che
arriva da televisione e carta stampata, quanto per la devozione secolare
legata alla pala d'altare con l'immagine del santo e alla reliquia custodita
all'interno della basilica dei santi
Felice e Fortunato. Ogni anno, il 14
febbraio, sono migliaia le persone
che vengono a visitare la chiesa, a
baciare la reliquia (un piccolo frammento di osso), a prendere il pane
benedetto che dovrebbe proteggere
dalle malattie e - perché no -, ad aggirarsi tra le bancarelle del mercatino
allestito sul sagrato della chiesa, tra
palloncini, dolci e frittelle (siamo pur
sempre a ridosso di Carnevale). "C'è
sempre tantissima gente - conferma
il parroco -. E se è San Valentino ad
Due martiri, un solo santo
Di san Valentino, infatti,
potrebbero essercene
addirittura due, un sacerdote e un vescovo, dalle
biografie talmente simili
da essere confuse: tutti e
due martiri, tutti e due
vissuti nel terzo secolo
dopo Cristo, tutti e due
decapitati (il primo alle
porte di Roma, il secondo
nelle vicinanze di Terni),
tutti e due sepolti lungo la
via
Flaminia.
Storicamente, comunque, la figura su cui si
hanno maggiori certezze
è quella del vescovo di
La Basilica dei santi Felice e Fortunato: qui è conTerni, condannato al supservata anche una reliquia di San Valentino
plizio durante le persecuzioni di Aureliano per aver guarito il
attirare maggiormente l'attenzione,
figlio del filosofo Cratone a patto che
in realtà la giornata diventa una festa
questi si convertisse con tutta la
di tutti i martiri custoditi qui. Va
famiglia. Sulla sua tomba venne prericordato, inoltre, che accanto alla
sto costruita una basilica paleocrifesta ci sono sempre una serie di inistiana, e le sue spoglie si trovano ora
ziative di beneficenza". Ecco, allora,
nella cattedrale della cittadina
come nasce e come è arrivata a
umbra. Da lì, nel corso del Seicento,
Vicenza la festa di un santo dal dopvennero distribuite in tutta Italia una
pio volto.
serie di "parvae reliquiae", di piccole
reliquie destinate a diffonderne la
devozione. Tra queste c'è anche il
pezzetto d'osso conservato a
Vicenza.
Un ospedale per poveri e mendicanti
Le origini del culto di San Valentino
in questo caso a quelle dei
in città risalgono alla seconda metà
martiri vicentini Felice e
del Cinquecento quando, seguendo
Fortunato,
uccisi
ad
le direttive del Concilio di Trento, si
Aquileia all'inizio del IV
decise di costruire un punto d'accosecolo), o come i resti dei
glienza per i poveri e i mendicanti.
mosaici che decoravano i
L'Ospedale, come si chiamava all'epavimenti delle chiese reapoca, venne realizzato fuori le mura,
lizzate tra IV e V secolo.
lungo la strada che portava a Verona,
Proprio il martyrion è,
tra Porta Castello e la vicina Basilica
assieme alla cripta e alla
di San Felice, nella stessa area in cui
sacrestia, al centro dei lavosorgevano anche un lazzaretto, un
ri di restauro iniziati in quelebbrosario e un cimitero. Le stampe
sti giorni, e che dovrebbero
dell'epoca hanno conservato l'imconcludersi per la metà di
magine di una grande complesso
maggio. "La nostra intenche aveva al centro la piccola chiesetzione è di inaugurare tutto il
ta dedicata al Santo, e proprio la
13 maggio, giorno dei santi
chiesetta è l'unica testimonianza
Felice e Fortunato", conferrimasta dell'antico ospedale.
ma il parroco. Per quella
Sconsacrato e abbandonato, l'edifidata dovrebbe essere proncio è stato attentamente restaurato
to anche il museo archeolonegli anni '80 e ospita oggi un prestigico allestito accanto alla
gioso negozio di arredamento. La
chiesa, in cui verranno
pala d'altare (dove San Valentino
esposti alcuni dei reperti di
appare con un'inusuale veste da solepoca
romana
emersi
dato) e la reliquia trovarono invece
durante gli scavi effettuati
ospitalità all'interno della vicina
in zona.
Basilica, diventando ben presto
La Basilica più antica della
città si rimette a nuovo
La Basilica dei santi felice e
Fortunato è, insieme alla
cattedrale, la chiesa più
antica di Vicenza. Situata
appena fuori le mura
medievali della città nel
luogo in cui sorgeva anche
una necropoli romana
(come ricordano i sarcofagi
nel sagrato), la chiesa così
come appare oggi è, in realtà, il frutto dei restauri svolti nel corso del Novecento, e
che hanno ridato all'edificio
il sobrio aspetto romanico
che aveva poco dopo l'anno
Mille: tre navate, cripta
sotto il presbiterio, soffitto a
capriate e decorazione
ridotta
all'essenziale.
All'interno, però, restano
tracce degli edifici più antichi, come lo splendido
martyrion di Santa Maria
Mater Domini del V secolo
(una piccola cappella dedicata al culto delle reliquie,
oggetto di devozione.
Il santo degli innamorati e della primavera
San Valentino non è solo il patrono
degli innamorati. La tradizione lo
indica anche come protettore dei
malati, in particolare di quelli epilettici: secondo un'antica usanza, infatti, all'incirca alla metà di febbraio si
cominciava a far camminare i bambini piccoli all'interno di solchi scavati nel terreno ("De San Valentin
miti in pie el picinin", recita un detto
popolare), con un rito che avrebbe
dovuto proteggere i piccoli dal "male
sottile". In generale, il giorno di San
Valentino, alla metà di febbraio,
segna l'inizio del risveglio primaverile dopo il lungo letargo invernale. "A
San Valentin fiorisse el spin e la passera fa el nin", "A San Valentin lavora el to ortesin", "A San Valentin
fuma la terra", sono solo alcuni dei
tanti proverbi contadini legati alla
ricorrenza del 14 febbraio. Allo stesso modo, si credeva che proprio in
questo periodo gli uccelli ricominciassero il corteggiamento in vista
dell'avvicinarsi di una nuova stagione degli amori. Forse proprio per
questo, o forse per la simpatia con
cui il vescovo di Terni accoglieva le
giovani coppie in procinto di sposarsi (la tradizione attribuisce a lui la
celebrazione del primo matrimonio
tra un pagano e una cristiana), San
Valentino è diventato, con il tempo,
il simbolo degli innamorati.
E a Pozzoleone va in scena
una sagra secolare
San Valentino non si festeggia solo in città. Alla giornata del 14 febbraio è legata
anche una delle fiere agricole più antiche e importanti
della regione: quella che si
svolge
ogni
anno
a
Pozzoleone, al confine tra la
provincia di Vicenza e quella
padovana, dove tra i campi
attorno al paese si trova
un'antica chiesetta dedicata
al santo.
Già alla metà del Settecento
il flusso di pellegrini era
notevole, e insieme ai fedeli
arrivavano anche mercanti,
venditori ambulanti, contadini: qualcuno vendeva
cibarie, altri attrezzi per i
campi, altri oggetti di vimini, in un'atmosfera festosa e
spesso già primaverile.
Nasce così la Fiera di San
Valentino, che dal 1748 è un
punto di riferimento per
tutti i produttori agricoli del
vicentino, del bassanese e
del padovano.
Dal secondo dopoguerra la
fiera si trasferisce lungo le
strade di Pozzoleone, e
diventa celebre per l'esposizione di macchine agricole,
in particolare dei famosi
"trabicoli", come venivano
chiamati certi veicoli fatti in
casa modificando vecchi
furgoni
o
camioncini.
Ancora oggi, l'esposizione di
attrezzature agricole e la
mostra mercato degli animali sono il punto forte
della fiera, arricchita anche
da mercatini dell'antiquariato, mostre a tema e manifestazioni
folcloristiche.
Quest'anno la Fiera si apre
sabato 10 febbraio e continua fino a domenica 18.
15
SALA STAMPA
3 FEBBRAIO 2007
Basi americane, puro segno di sudditanza
Ogni settimana, tratto dalla stampa locale
o nazionale, un articolo che fa riflettere,
discutere o arrabbiare. O anche divertire.
Sempre senza alcun commento. Sia il lettore
a farne, secondo le proprie opinioni
Dopo "Ederle 2" è scoppiato un
caso "Sigonella 2", la base americana in Sicilia che dovrebbe
essere ampliata con trecento
nuove villette per ospitare altri
settemila soldati. Ciò ha provocato la consueta reazione furibonda della cosiddetta sinistra
radicale, spaccature nell'Unione,
accuse del centrodestra al governo di non essere in grado di
tenere una coerente politica
estera. Spettacolini già visti.
A mio avviso la vicenda delle
basi americane in Italia non può
essere affrontata episodicamente, allarmandosi perché questa o
quella viene ampliata e facendo
del pacifismo sterile e a tutto
campo, ma va valutata alla luce
della più generale questione, storicamente inquadrata, dei rapporti fra Europa e Stati Uniti.
Certo sono ben strane alleanze
quelle degli Stati uniti con i Paesi
collegati e non solo con l'Italia.
Loro possono avere basi militari,
anche nucleari, in tutti i Paesi
alleati, questi nemmeno un soldato sul suolo americano. Più
che alleanze sembrano, e sono,
sudditanze. Ma c'è una ragione
storica. Finché è esistita l'Unione
Sovietica questa alleanza sperequata con gli Stati Uniti, e quindi anche la presenza delle loro
basi con pesanti limitazioni delle
sovranità nazionali dei Paesi che
le ospitano, era indispensabile
perché solo gli americani avevano il deterrente atomico necessario per dissuadere l'"orso
russo" dal tentare avventure
militari nell'Europa dell'Ovest.
Era chiaro cioè che se i sovietici
avessero osato sganciare un'atomica su Bonn o su Londra o su
Milano, missili nucleari americani, partendo innanzitutto dalle
basi Usa in Europa, si sarebbero
diretti su Mosca. O, quantomeno, pareva chiaro fin quando
Massimo Fini: le basi Usa esistono per pagare
“la protezione” della guerra fredda
Ronald Reagan, a metà degli
anni Ottanta, in un momento di
brutale franchezza o di disattenzione, non si lasciò sfuggire che
l'Europa "poteva essere teatro di
un conflitto nucleare limitato".
Era cioè ipotizzabile che Usa e
Urss si facessero una guerra
nucleare per interposta Europa,
dell'Est e dell'Ovest, senza colpirsi direttamente. Tuttavia,
nonostante queste inquietanti
dichiarazioni, l'ombrello nucleare steso sull'Europa ha funzionato. E' ovvio che gli Stati Uniti,
giustamente dal loro punto di
vista, han fatto pagare ai Paesi
europei, fra cui l'Italia, questa
loro protezione, o supposta tale,
con una sudditanza militare,
politica, economica e, alla fine,
anche culturale. Dopo il crollo
dell'Unione Sovietica, nel 1989,
questa sudditanza e queste basi
americane sul suolo europeo
diventano solo un fastidioso
pedaggio e un'umiliante limitazione della sovranità nazionale
degli alleati (tutti ricordano sicuramente la vicenda del Cermis,
ma si potrebbero ricordare
anche le decine di ragazze napo-
letane stuprate da militari americani, crimini rimasti impuniti
perché le basi, e i loro occupanti
godono del regime di extraterritorialità). Pedaggio che non ha
più alcuna contropartita.
Oggi queste basi non sono solo
più fastidiose e umilianti. Sono
diventate un pericolo. Perché
con l'attuale aggressività americana un Paese alleato ci mette
pochissimo a diventare "poco
affidabile", basta che non ubbidisca in tutto e per tutto (e credo
che sia per evitar questo che il
governo Prodi, che già aveva
scontentato gli Usa ritirando i
nostri soldati dall'Iraq, ha deciso, prudentemente, di dire sì
all'ampliamento delle basi di
Vicenza e di Sigonella, per non
irritarli ulteriormente) e, da qui,
un niente per passare nella lista
nera degli 'Stati canaglia'. Per
cui, in un futuro non poi così
lontano, potremmo trovarci in
conflitto con gli Stati Uniti ma
paralizzati, nelle nostre decisioni, dalla presenza sul territorio
delle loro minacciose basi e da
decine di migliaia dei loro soldati.
Massimo Fini
Da Il Gazzettino,
26 gennaio 2007
REGIONE
16
3 FEBBRAIO 2007
Preoccupante l'aumentano di cannabis e alcol soprattutto tra le ragazze
I giovani veneti cercano lo sballo
Crescono poliabuso e patologie psichiatriche
Il rapporto segnala che il 41,3% degli studenti quindicenni - al di
sotto quindi dell'età legale - ha sperimentato almeno un'ubriacatura, in particolare tra le femmine
Il Veneto fa i conti con i consumi
di droghe e alcol da parte della
popolazione, soprattutto giovanile, per mettere a punto le risposte
dei servizi e aggiornare le politiche per contrastare e prevenire le
dipendenze. Questo, in estrema
sintesi, il senso della ricerca svolta da C.N.R. di Pisa (Sezione di
Epidemiologia e Ricerca sui
Servizi Sanitari dell'Istituto di
Fisiologia Clinica del Consiglio
Nazionale delle Ricerche), per
conto dell'Assessorato regionale
alle politiche sociali, presentata
stamani a Verona, nella sede
dell'Azienda
Ullss
n.20
dall'Assessore regionale alle politiche
sociali
Stefano
Valdegamberi e da Fabio
Mariani, responsabile del progetto, Sabrina Molinaro, Marco
Scalese e Roberta Potente del
CNR, Lorenzo Rampazzo dirigente regionale dei servizi per le
dipendenze. I dati si riferiscono
agli anni 2003 e 2004 e tra l'altro
evidenziano che: la cannabis e i
suoi derivati sono le sostanze illecite più consumate in un anno dai
veneti tra i 15 e i 54 anni (circa
l'8% contro un dato nazionale
pari al 7%), in particolare dai
maschi tra i 15 e i 24 anni; sorprendente la percentuale di uso
in un anno tra le studentesse
19enni che, nel 34,3% hanno
usato questa sostanza contro una
media nazionale del 30%; da sottolineare che la sperimentazione
di cannabis tra gli studenti di
quindici anni raggiunge il 15% a
fronte di 12,7% della media
nazionale. Il rapporto segnala che
il 41,3% degli studenti quindicenni - al di sotto quindi dell'età
legale - ha sperimentato almeno
un'ubriacatura, in particolare tra
le femmine; il 75% degli studenti
veneti diciannovenni, ha sperimentato almeno un'ubriacatura,
superando nettamente la media
nazionale, mentre, tra i quindicenni, sono addirittura di più le
ragazze ad abusare di alcol
(32,9% del campione intervistato
nelle scuole medie superiori del
territorio regionale) che non i loro
coetanei maschi (26%). Anche
l'uso di cocaina almeno una volta,
pur inferiore alla media nazionale, è rilevante e in continua crescita dal 2001 al 2004 in particolare
tra i soggetti con età tra i 25 e i 34
anni. Per quanto riguarda, gli
oppiacei si stima che 2600 persone ogni anno inizino ad usare
non occasionalmente l'eroina
(anche se non più per via iniettabile). Non meno preoccupante è
la crescita dell'abuso di più
sostanze psicoattive contemporaneamente e di patologie psichiatriche favorite o aggravate da
esse. La ricerca - "Stima di prevalenza ed incidenza dell'uso e
abuso di alcol e droghe illecite
nella Regione Veneto" - è basata
sulla popolazione generale (età
compresa tra i 15 ed i 54 anni),
sulla popolazione studentesca (15
ed i 19 anni) e su un database che
incrocia i dati ministeriali su tossicodipendenza e alcologia, i flussi informativi relativi alla criminalità, i ricoveri e le dimissioni
ospedaliere, e i dati dei 38 Servizi
per le Tossicodipendenze e
delle strutture del Privato
Sociale nel Veneto e delle
Prefetture. Valdegamberi ha
sottolineato alcuni altri aspetti
della ricerca, relativi alla 'contiguità dei giovani alle droghe:
fattori di rischio e di protezione': la maggior propensione
all'utilizzo di sostanze psicoattive è direttamente correlato a
una scarsa performance scolastica (la prevalenza di consumatori di sostanze illegali è doppia
tra gli studenti con difficoltà
scolastiche); avere fratelli o amici
che assumono droghe aumenta il
rischio di esposizione al loro consumo (il rischio è di tre volte
superiore rispetto ai coetanei che
hanno fratelli non consumatori);
le relazioni positive e significative tra genitori e figli sono fattori
protettivi e preventivi all'uso di
droghe. "Il Veneto - ha ricordato
Valdegamberi - è stata la prima
Regione ad affidare, già dal 2001,
questa particolare ricerca al
C.N.R. per poter disporre di dati
scientifici sicuri sui quali basare
le politiche di intervento regionale per renderle più efficaci nel
contrasto e nella prevenzione dei
fenomeni legati alle dipendenze,
che hanno cambiato molto la loro
fisionomia nel corso degli anni e
che sono, purtroppo, largamente
diffusi in particolare tra i giovani,
e tra le ragazze di cui dobbiamo
constatare una raggiunta parità
negativa in questo settore".
Proprio a partire da questi dati,
l'Assessore regionale ha richiamato "l'importanza per la
Regione Veneto di proseguire
azioni d'intervento a favore della
famiglia, per rafforzarne il ruolo
e per la trasmissione di modelli
positivi ai giovani". Dalla ricerca
del C.N.R. risulta che: nel 2004
nel Veneto 87.676 persone (di età
tra i 15 e i 44 anni) pari al 45.1%
della popolazione, risultano
essersi ubriacate dieci o più volte
nel corso dell'anno; 149.063 persone (della stessa fascia d'età)
risultano avere fatto uso di cannabinoidi dieci o più volte nel
corso dell'anno (76,7%); 26.297
persone (stessa fascia d'età considerata) hanno dichiarato di
avere consumato cocaina 3 o più
volte nel corso dell'anno (13,5%
della popolazione). Per quanto
riguarda invece il settore degli
oppiacei sono state 8528 persone
che ne hanno consumato 3 o più
volte (4,4% della popolazione)
nel corso dell'anno. Secondo l'assessore veneto "i dati forniti dallo
studio contribuiranno non poco a
mettere a punto un modello
regionale innovativo ed efficace
per valutare il reale fenomeno del
consumo da alcol e dalle sostanze
psicoattive illecite".
Arriva la telemedicina in Polesine
"Un grande passo avanti per la sanità veneta"
È stato presentato, all'Ospedale di
Adria, il progetto di sviluppo della
telemedicina in ambito provinciale
che coinvolge le aziende Ulss 18 di
Rovigo e 19 di Adria. Erano presenti gli assessori regionali alle politiche
sanitarie, Flavio Tosi, e alle politiche
di bilancio, Isi Coppola, il segretario
regionale della sanità e del sociale
Giancarlo Ruscitti, i direttori generali delle Ulss di Rovigo e Adria,
Adriano Marcolongo e Alberto
Monterosso, il presidente della
Fondazione della Cassa di
Risparmio di Padova e Rovigo,
Antonio Finotti, e i presidenti delle
conferenze dei Sindaci delle Ulss di
Adria e Rovigo, Marina Bovolenta e
Oscar Tosini. "Questo progetto - ha
detto l'assessore regionale Flavio
Tosi - è un grande passo avanti per
la sanità del Veneto e della provincia di Rovigo in particolare perché
permette alle due Ulss di avere tutti
gli ospedali polesani collegati ad un
unico contenitore informatico,
disponibile in rete al personale sanitario interessato, al paziente e al
medico di famiglia e li mette in condizione di scambiarsi le immagini
dei referti di tutte le prestazioni diagnostiche. Tutto ciò, ovviamente, è
un grande vantaggio per i cittadini e
per il sistema sanitario: significa
anche, in prospettiva, un notevole
risparmio economico che sarà rein-
vestito per migliorare la sanità veneta. Anche gli ospedali privati della
provincia di Rovigo, inoltre, hanno
già chiesto di essere collegati a questo sistema digitalizzato delle Ulss
18 e 19". "La telemedicina - ha detto
ancora Tosi - è uno strumento
moderno per avvicinare i cittadini al
servizio sanitario, perché permette
di ridurre i tempi e le distanze.
Questo sforzo è indispensabile
quanto costoso, perché se il nostro
sistema sanitario non seguisse la
continua evoluzione scientifica e
tecnologica del settore, sarebbe
destinato al decadimento, alla perdita di quella qualità che è una garanzia per la salute dei nostri cittadini".
"Il fatto che il Polesine sia il primo
ad aver avviato,a livello provinciale,
un così importante progetto di telemedicina - ha detto l'assessore regionale Isi Coppola - non è solo, per
me, un motivo di orgoglio ma anche
un'ulteriore dimostrazione del livello di qualità ed efficienza raggiunto
dalla sanità rodigina. Non a caso
aziende sanitarie di regioni con una
sanità di qualità riconosciuta come
Lombardia e Toscana sono venute
in questi giorni a conoscere e a studiare questo sistema di telemedicina
avviato nelle Ulss rodigine". Il progetto di sviluppo della telemedicina
nella provincia di Rovigo, con firma
digitale e cartella clinica elettronica,
sarà completato nel 2008 e prevede
un impegno di spesa complessiva di
circa 12 milioni di euro, di cui quasi
9
milioni
finanziati
dalla
Fondazione Cariparo.
17
REGIONE
3 FEBBRAIO 2007
La Regione accompagnerà gli investimenti possibili con il Piano di Sviluppo Rurale
La bioenergia per l'agricoltura
Zaia: "Sì alle opportunità, no ai trabocchetti"
Proprio perché si tratta di un terreno ancora poco conosciuto e "scivoloso", con l'Azione Strategica Bioenergia Veneto Agricoltura si
propone al sistema agricolo come una sorta di sportello informativo completo e momento di collegamento con tutti gli assessorati
regionali interessati, facendosi carico anche di attività e rischi
d'impresa connessi a ricerca e sperimentazione
"La bioenergia è un'opportunità,
ma non è scevra di possibili effetti negativi: come Regione vogliamo operare per evitarli e ottimizzare gli effetti a favore del sistema agricolo".
Lo ha affermato il vicepresidente
della Giunta regionale Luca Zaia,
intervenendo ad Agripolis di
Legnaro, in provincia di Padova,
alla presentazione dell'Azione
Strategica Bioenergia (ASB) da
parte
dell'Azienda
Veneto
Agricoltura, rappresentata dall'amministratore unico Corrado
Callegari e dal dirigente
Giovanni Chillemi.
Proprio perché si tratta di un terreno ancora poco conosciuto e
"scivoloso",
con
l'Azione
Strategica Bioenergia Veneto
Agricoltura si propone al sistema
agricolo come una sorta di sportello informativo completo e
momento di collegamento con
tutti gli assessorati regionali interessati, facendosi carico anche di
attività e rischi d'impresa connessi a ricerca e sperimentazione.
La Regione, dal canto suo, accompagnerà gli investimenti possibili
con il prossimo Piano di Sviluppo
Rurale, che metterà a disposizione 911 milioni di euro complessivi, con i quali sostenere anche iniziative di aggregazione e investimenti aziendali.
L'ASB si basa su due presupposti:
che l'utilizzo delle biomasse a fini
energetici sia una vera opportu-
nità e occasione di reddito per le
imprese del primario; che lo sviluppo della bioenergia sia ecosostenibile e non vada a scapito
delle produzioni di qualità e tipiche. L'utilizzo energetico di produzioni agronomiche riguarda
sia quelle biomasse che oggi
vanno disperse, sia lo sviluppo di
una filiera dedicata (mais, colza,
soia, girasole ecc.), dove è essenziale che le ricadute siano distribuite anche al sistema agricolo e
non vadano solo al sistema industriale. Zaia ha annunciato in proposito la messa a punto di una
delibera per far sì che gli impianti di produzione energetica sostenuti con fondi pubblici, come
l'impianto di bioetanolo di Porto
Viro, si approvvigionino di materia prima proveniente dal territorio circostante e non con l'importazione di scarti agricoli a basso
costo da altri paesi.
In campo bioenergetico c'è spazio
anche per un utilizzo dei reflui
zootecnici. Rispetto a questi, però
- ha affermato Zaia - l'Unione
Europea, con la cosiddetta direttiva nitrati, ha indicato un modello di agricoltura che rischia di
mettere in ginocchio la zootecnia
veneta, con regole pensate per un
sistema di allevamento strutturato in maniera diversa da quello
veneto, che produce il 40 per
cento della carne italiana. Viene
premiato paradossalmente il
sistema che ha dato vita alla crisi
della BSE. "Da parte del Veneto ha affermato Zaia - c'è netta contrapposizione a questa direttiva,
e ho già parlato della questione
con il Ministro De Castro; in ogni
caso dobbiamo darci da fare per
un recupero dei reflui zootecnici".
Finanziato l'adeguamento degli argini del po
Ammonta a 1 milione 252 mila
euro il finanziamento approvato
dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore all'Ambiente,
Giancarlo Conta, a favore
dell'Agenzia Interregionale per il
Fiume Po - AIPO. Il provvedimento è finalizzato a finanziare i lavo-
ri di adeguamento della sagoma
arginale in sinistra del Po di
Gnocca, nel Comune di Porto
Tolle. L'intervento rientra nel più
ampio progetto predisposto conseguentemente all'alluvione del
1994, dalla Regione, dagli Enti
Locali e dal Magistrato per il Po e
che prevede la realizzazione di
opere necessarie al ripristino dell'assetto idraulico del fiume, all'eliminazione delle situazioni di
dissesto idrogeologico ed alla prevenzione del rischio, nonché al
ripristino delle aree soggette all'esondazione.
In futuro bisognerà sostenere di più le organizzazioni dei produttori
Veneto: agricoltura d'eccellenza
Una produzione di assoluta qualità
"I principi della proposta di riforma dell'Organizzazione Comune
di Mercato nel settore dell'ortofrutta sono condivisibili perché
puntano a dare competitività al
settore, favoriscono le aggregazioni, puntano a dare stabilità a
un mercato attualmente molto
fluttuante. Da qui a fine giugno si
apre un periodo di approfondimento per giungere ad un documento definitivo che dia al comparto risposte utili all'evoluzione
delle imprese".
Lo ha detto il Vicepresidente
della Giunta regionale del Veneto
Luca Zaia intervenendo a Verona
al confronto sulla nuova OCM
ortofrutta,
promosso
da
Confagricoltura Verona che ha
visto la presenza tra gli altri del
Presidente nazionale dell'organizzazione Federico Vecchioni,
del
Presidente
regionale
Guidalberto di Canossa e di esponenti degli ortofrutticoltori di
Spagna e Francia. Anche i rappresentanti del settore hanno
apprezzato i principi ispiratori
della riforma, che la
prossima
settimana
sarà formalmente presentata al Consiglio dei
ministri
agricoli
dell'Unione Europea, in
quanto orientati a rafforzare l'offerta e a cessare aiuti diretti all'industria di trasformazione che possano influenzare le reali quotazioni
di mercato.
Si tratta di temi strategici per l'agricoltura italiana, che insieme a
quella spagnola rappresenta la punta di diamante di un settore che
vede l'Unione Europea
secondo produttore ed
esportatore mondiale.
"In questo scenario il
Veneto si colloca ai vertici nazionali - ha sottolineato Zaia - con 25
mila ettari di orticoli che produ-
cono il 67% del totale nazionale, e
28 mila ettari di frutta, con una
produzione lorda vendibile di
870 milioni di
euro.
Si tratta di una
produzione
di
assoluta qualità
che, prima in
Europa, ha ottenuto riconoscimenti di DOP e
IGP". Occorrerà
operare, secondo
Zaia, per ottimizzare gli effetti
della
riforma
nella fase di definizione del documento finale e di
applicazione.
In
particolare,
secondo
il
Vicepresidente
della
Giunta
veneta,
nel
modulare il disaccoppiamento
bisognerà fare riferimento ai
periodi di produzione più recenti, in modo da premiare le aziende che si sono date maggiormente da fare. Occorrerà anche sostenere di più le organizzazioni dei
produttori, perché la quota di
aiuto rispetto al prodotto, così
come è indicata dalla proposta, è
troppo bassa.
"Dovremo anche fare attenzione
alla concorrenza "anonima" che
arriverà dai paesi appena entrati
nell'Unione Europea - ha concluso Zaia - dove vi sono pratiche di
coltivazione molto diverse dalle
nostre e assai meno preoccupate
di assicurare qualità, salubrità e
sicurezza per i consumatori.
Serviranno controlli molto attenti
e se questi venissero affidati alla
Regione, sarebbero di sicuro più
pregnanti, per garantire la vigilanza richiesta dai nostri consumatori".
19
TEMPO LIBERO
3 FEBBRAIO 2007
Il crudo e dolente film del finlandese Kaurismaki, una favola triste sull'incomunicabilità umana
Un uomo solo e sconfitto fra le Luci della sera
DI GIULIANO CORÀ
Dopo lo stupefacente
L'uomo
senza
passato,
del 2002, arriva
sugli schermi "Le
luci della sera",
ultimo di una trilogia dedicata dal grande regista finnico Aki Kaurismaki ai
perdenti di una società apparentemente felice e perfetta
come quella finlandese. Qui il
tema è quello della solitudine e
dell'impossibilità di stabilire
rapporti.
Koistinen, guardiano notturno
in un centro commerciale, è,
appunto, malinconicamente
solo. Vive un'esistenza piatta e
spenta in un seminterrato
male illuminato. Le poche e
misere cianfrusaglie che lo
parla, vuole rivederlo,
stare con lui.
Nella sua 'purezza' esistenziale,
Koistinen
non si fa domande, e la
introduce nel suo
mondo, ma ne sarà
deluso: lei è solo lo
strumento
di
una
banda di rapinatori,
che vuole approfittarsi
di lui per razziare la
gioielleria del centro
commerciale.
Naturalmente l'unico a
pagare sarà lui: andrà
in carcere, sopporterà,
come sempre - come se
Miseria, emarginazione ma anche speranza sono tra i temi dei film di Kaurismaki
sapesse da sempre che
arredano sembrano non avere beve (per dimenticare?), torna quelli come lui devono solo
storia né passato, come lui.
a dormire. Ma un giorno, in un sopportare - l'emarginazione e
Si fa da mangiare, si stira i locale, gli si avvicina una la miseria.
vestiti, va al lavoro, sopporta ragazza bionda, piuttosto E quando, per aver tentato una
le prese in giro dei compagni, misteriosa e riservata: gli reazione, finirà picchiato a
sangue, troverà finalmente
comprensione e comunicazione proprio in una persona che,
se prima lo aveva sempre tenuto a distanza - probabilmente
'spaventata' dalla sua aura di
tristezza - ora quell'aura è
riuscita a penetrare, scoprendo
al di sotto la sua evangelica
purezza d'animo.
Prodigiosa, al di là d'ogni commento, la fotografia: a volte
scabra, essenziale, minimalista, a volte rigorosa, distillata
e lirica allo spasimo, quasi
quadri pregni di significati e di
messaggi.
Come nei film precedenti, i
personaggi parlano per dialoghi lunari e surreali: non persone, ma simboli dell'Umanità
dolente che Kaurismaki non si
stanca di raccontare e di cantare.
In alcuni dei suoi racconti meno noti, lo scrittore milanese racconta da par suo tutta la violenza e l'odio della seconda guerra mondiale
Scerbanenco, il nazismo, e quei "bestiali" Uomini Ragno
DI GIOVANNI MAGALOTTI
Nella sterminata
produzione
di
G i o r g i o
Scerbanenco (82
romanzi e oltre
1000 racconti,
fra il 1933 e il
1969), assumono un rilievo
particolare quattro opere
pubblicate fra il 1945 e il
1946: i romanzi "Annalisa e
il passaggio a livello", "Il
cavallo venduto", "Lupa in
convento" e il volume di racconti "Uomini ragno". Scritte
per lo più durante l'esilio
svizzero di Poschiavo, queste
opere smentiscono definitivamente uno stereotipo critico sull'autore che ancora
sopravvive. E cioè che
Scerbanenco sia arrivato al
"noir" degli ultimi anni
(1966-69), dopo decenni di
forzata adesione al genere
sentimentale.
L'editore Sellerio, che sta
meritoriamente ripescando
dall'oblio alcuni titoli fra i
meno noti di Scerbanenco,
ripubblica ora, dopo una
prima uscita nel '46 per il
Consorzio
Editoriale
Saturnia
di
Milano,
"Uomini ragno". Al centro
dei cinque racconti lunghi
che compongono il volume
ci sono, appunto, gli
"uomini ragno" del titolo:
i nazisti invasori.
Contro di loro emerge un
odio implacabile dalla prima
all'ultima pagina, un sentimento terribile che
non conosce flessioni: sono "la Bestia",
"lasciano la bava", e
con i loro tentacoli di
violenza
soffocano
ogni respiro di umanità. In questi racconti,
piccoli e disperati eroi
quotidiani si trovano a
dover fronteggiare, loro
malgrado, la crudeltà
degli invasori, finendo
per diventarne spesso
vittime.
"Uomini ragno", come
scrive Roberto Pirani nell'acuta postfazione, testimonia "un flusso rabbioso
e torrentizio, che spazza
via convenzioni e ipocri-
sie, lasciando in piena nudità
pulsioni e violenze, dolore e
disperazione, paure e solitudine, ma alla fine anche
un'irriducibile volontà di
vita".
Una scelta che anticipa
quanto avverrà vent'anni
dopo con i romanzi e i racconti dello Scerbanenco più
celebrato.
Della sua produzione più
famosa, inoltre, c'è già lo
stile inimitabile, modernissimo, che si adatta perfettamente alle esigenze di una
narrazione serrata e avvincente.
Giorgio Scerbanenco,
Uomini ragno, Sellerio,
216 pp., € 10
HANNO DETTO
Ritiene possibile un ritorno
alla via della secessione? "È
un' ipotesi. Come le altre.
Decideremo a Vicenza". E per
le amministrative? Avete deciso? "Se dovessimo dirlo oggi, è
molto probabile che andremmo da soli…". E in Veneto? "In
Veneto fanno quello che dico
io". Fra poco c' è il Congresso.
(…) "Non so, può succedere di
tutto. Speriamo solo che si
mettano d' accordo prima,
così evitiamo brutte figure". A
Vicenza che succederà? "Ci
faremo sentire: il Nord è pronto a ribellarsi".
Umberto Bossi, Corriere della Sera,
29 gennaio 2007
"L'immigrazione è un problema reale che va affrontato
seriamente. Ma tra un algerino onesto, che lavora e paga le
tasse, e un padano delinquente, io sto dalla parte dell'algerino".
Giancarlo Pagliarini
(ex lega Nord),
Libero, 20 gennaio 2007
Se avessimo dei sommergibili
nucleari della Marina Italiana
a Miami. Qualche ordigno
nucleare made in Italy a Los
Angeles. Bombardieri tricolori
tra il Texas e l'Alabama. Cosa
direbbero gli americani? Altro
che i vicentini. W i vicentini.
Se siete magnagatti potete
diventare magnabasi, ostrega.
Gli americani sono gente simpatica, ma non per questo
devono occupare l'Italia.
Devono venirci in vacanza o
stare a casa loro.
Beppe Grillo,
da beppegrillo.it,
26 gennaio 2007
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Vicentini di Allah