Banca Capasso Antonio
S.p.A.
Codice fiscale, partita IVA e numero di iscrizione CCIAA di Caserta 00095310611
Capitale Sociale 16.800.000,00 i.v.
Riserve 12.956.711,58
Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia
Relazione e
Bilancio
esercizio 2012
100° ESERCIZIO
BANCA CAPASSO ANTONIO
Società per Azioni
Fondata nel 1912
Sede di Alife (Caserta)
Filiale di Piedimonte Matese (Caserta)
Filiale di Faicchio (Benevento)
Sede sociale Piazza Termini, 1 81011 Alife (CE)
Codice fiscale, partita IVA e numero di iscrizione
alla CCIAA di Caserta 00095310611
Capitale Sociale
€ 16.800.000,00 i.v.
Riserve
€ 12.956.711,58
Aderente al Fondo Interbancario
di Tutela dei Depositi e al Fondo Nazionale di Garanzia
Banca Capasso Antonio S.p.A.
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Relazione sulla gestione
e Bilancio
al 31 dicembre 2012
Signori azionisti,
è appena trascorso un anno e l'Italia è ancora sull'otto volante. Gli interventi del governo tecnico, sostenuto
da entrambi gli schieramenti politici, hanno permesso di superare, con grandi sacrifici da parte dei cittadini e
delle imprese, l'acuta crisi sistemica che si è manifestata con estrema virulenza sul finire del 2011, con
l'innalzamento vertiginoso dello spread sul decennale rispetto al bund tedesco. La manovra correttiva varata
dal governo, a più riprese, ha aumentato in maniera considerevole la pressione fiscale ma ha permesso di
salvaguardare, almeno temporaneamente, i conti pubblici.
Il livello dello spread nel corso dell'anno è andato via via decrescendo sino a raggiungere, il 2 gennaio 2013,
i 287 basis points, la cosiddetta “quota Monti”, cioè la soglia indicata dal Premier uscente – il 21 dicembre
2012 quando ha rassegnato le dimissioni – come obiettivo del suo governo, esattamente la metà rispetto al
record storico toccato dal differenziale di rendimento fra i nostri titoli di stato e i corrispettivi bund tedeschi.
E' da rimarcare che è stato necessario l'intervento, ormai storico, del Presidente della Banca Centrale
Europea sull'acquisto diretto e illimitato dei titoli di stato delle nazioni in difficoltà e sull'irreversibilità
dell'euro, avvenuto il 6 settembre del 2012, per restituire tranquillità ai mercati e ripristinare condizioni di
stabilità, contribuendo non poco alla riduzione del differenziale tra i titoli. Comunque, nell'arco di tredici mesi
- tanto è durato il governo tecnico - l'Italia è riuscita a dimezzare lo spread ed ha riottenuto una credibilità
internazionale. Il governo ha avviato una riforma del lavoro ampia e ambiziosa, ha continuato una serrata
lotta all'evasione fiscale e ha iniziato a impostare una politica volta alla riduzione dei costi della pubblica
amministrazione. All'appello manca, dopo la messa in sicurezza delle finanze pubbliche, una vigorosa politica
di investimenti per ridar fiato ad una economia asfittica, con un incalzante tasso di disoccupazione che ha
raggiunto livello di guardia. I risultati delle ultime elezioni, tenutesi il 24 e il 25 febbraio 2013, hanno fatto
ripiombare l'Italia in una difficile, se non impossibile, governabilità. Siamo ritornati sull'otto volante con lo
spread che in pochissimi giorni è aumentato, con la borsa in picchiata e all'orizzonte lo spettro di nuove
elezioni. Il messaggio uscito dal voto italiano, diretto al futuro nuovo governo, è abbastanza chiaro: la
pesante situazione recessiva (Pil 2012: -2,40%) e l'elevato tasso di disoccupazione raggiunto (11,7%)
rendono mal sopportabili le misure di austerità che pure hanno consentito di raggiungere nel 2012 un
elevato avanzo primario corretto per il ciclo ( pari al 3,9% del Pil).
Le prospettive, dunque, sono alquanto pessimistiche. Le stime per il 2013 prevedono una ulteriore
contrazione del PIL almeno dell'1%. Lo scenario di instabilità politica aggiunge pressione sul merito creditizio
dell'Italia e compromette le politiche messe in piedi per risanare i conti aggravando la debole economia
domestica. In Europa, a parte la Germania e il ristretto numero di paesi che si affacciano sul mare del Nord,
la situazione non è delle migliori, con la Francia che ha perso la tripla A insieme con il Regno Unito, e le
economie degli altri paesi periferici, Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, in profondo rosso. Non vogliamo
poi volgere lo sguardo su Cipro, oggi, e sulla Slovenia, domani. Occorre disinnescare la bomba
occupazionale, da un lato, reinventando un nuovo modo di produzione dei beni di consumo, dall'altro,
tagliando drasticamente privilegi, prebende e bonus nel settore privato ma ancor più nella pubblica
amministrazione. Il nuovo mondo dovrà essere necessariamente un mondo a bassa entropia, un mondo
della decrescita, ma forse è troppo tardi. O forse come asserisce Yves Cochet -
ex ministro francese
dell'Ambiente del governo Jospin e deputato all'Europarlamento - “sarà la recessione incombente – o la
depressione – dell'economia liberal produttivista a determinare la scossa decisiva per l'avvento della
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decrescita in quanto progetto accettato dalla maggioranza, piuttosto che il proselitismo dei militanti della
decrescita liberamente scelta e della frugalità volontaria”. Non è più accettabile che i rischi debbano essere
assunti in maniera incontrollata, o peggio inconsapevole, da una parte della finanza e che si debbano poi
pagare i conti con la riduzione delle pensioni, il taglio di servizi essenziali, quali istruzione e sanità,
l'inasprimento fiscale che ha raggiunto livelli intollerabili di tassazione. L'immagine delle banche, anche di
quelle piccole che sono un tutt'uno con il territorio, che non hanno la possibilità di disinvestire o meglio di
investire altrove, segue il filone delle “big”. Non vi è possibilità di riscattarsi dall'ignominia che imperversa
nella società ma è possibile perseverare lungo i valori strategici della conoscenza e della customer
satisfaction.
Nel corso del 2012 la Banca Capasso ha continuato a prodigarsi nei confronti dei propri clienti venendo
incontro alle necessità contingenti, in assenza della domanda di credito, confinata a rimodulazioni delle
scadenze e interventi mirati a ristabilire condizioni di liquidità nelle piccole aziende. Sono mancate domande
per nuovi investimenti e per l'acquisto e/o la ristrutturazioni di fabbricati. L'aumento dei bolli sui contratti
bancari e finanziari e l'introduzione dell'Imu hanno drenato i risparmi e depresso ancor più i consumi.
La raccolta ha ben tenuto e non si è assistito come per il 2011 ad una forsennata corsa all'accaparramento di
nuova liquidità, soprattutto da parte di banche extra regionali per il rientro dello spread e per l'abbondante
liquidità presenti sui mercati, immessa con le due operazioni LTRO dalla Banca Centrale Europea. Sono state
pertanto collocate con successo tutte le obbligazioni in scadenza nell'anno, per un ammontare pari a euro
16,7 milioni.
La regola di breve termine (Liquidity Coverage ratio) al 30 settembre 2012 presentava flussi ponderati in
entrata per 61 milioni di euro contro flussi ponderati in uscita per appena 7 milioni di euro.
Anche nel 2012 la Banca è intervenuta a sostegno sia delle imprese che delle famiglie con l’applicazione
dell’avviso comune, che prevede la sospensione del pagamento delle rate di mutuo per un periodo di 12
mesi ma le richieste sono state nettamente inferiori al precedente esercizio. Si è intervenuti, inoltre, sulla
durata originaria dei mutui per ridurre l’importo delle rate, in modo da permetterne un più agevole
pagamento.
Gli interventi nel 2012 sono stati:
-
nei confronti di piccole e medie imprese, applicando le condizioni previste dall’avviso comune: n° 2
- importo 288.847,76;
-
nei confronti delle famiglie, con riduzione dell’importo delle rate di mutuo: n° 5 - importo
415.455,61;
per complessivi euro 704.303,37, contro euro 1.469.634,00 del 2011.
Non sono pervenute richieste da parte delle famiglie per l'applicazione delle condizioni previste dall'avviso
comune.
Signori azionisti,
la presente relazione descrive e analizza le attività, i processi aziendali nonché i risultati dell’esercizio,
raffrontandoli con quelli dell’esercizio passato. La gestione, nel corso dell’intero esercizio, è stata ispirata a
criteri generali di prudenza secondo un’ottica lungimirante diretta alla salvaguardia del valore della banca nel
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medio-lungo termine.
È stata verificata con attenzione la sussistenza della continuità aziendale, in relazione alla quale riteniamo di
esprimere un giudizio positivo con riferimento ad un congruo arco temporale futuro di almeno dodici mesi,
non avendo ravvisato nella struttura operativa e negli andamenti gestionali sintomi in grado di
comprometterla.
Signori azionisti,
la Banca Capasso Antonio ha compiuto nel 2012 un secolo, cento anni di attività dei quali ben novantadue
con un solo sportello nel Comune di Alife. Numerose sono stati gli eventi che hanno animato i festeggiamenti
per i cento anni di storia.
Il 12 maggio 2012 a Faicchio, nello splendido cortile interno del castello ducale, contornato da tre delle
quattro torri cilindriche del XII secolo, si è tenuto il concerto “Adagio...con Gioia”, eseguito dal gruppo
musicale Ad Elegantiam. Il gruppo, formato da un quartetto d'archi e da interpreti solisti, tra cui spiccano
Pasquale Ziccardi, noto compositore casertano e Corrado Sfogli, da oltre trent'anni direttore artistico e
musicale della Nuova Compagnia, ha eseguito musiche e letture mutuate sia dal repertorio classico che
popolare. Sono state eseguiti brani di Meyers, Neves, Boccherini e Piazzolla, mentre Ziccardi e Sfogli hanno
attinto al loro repertorio proponendo, al numeroso pubblico presente, i famosi e tanto amati “Dint' 'o viento”
di Ziccardi-Ghidelli e il “Tema di Milonga” del solo Sfogli. Agostino Santoro, voce narrante del gruppo, ha
proposto letture di Eduardo De Filippo come “L'abbrustulaturo” e “ Si cucine cumme vogl'ì”. Il preludio al
concerto ha visto la piccola Renata, figlia del dr. Salvatore Capasso, interpretare al pianoforte un'aria di
Mozart. Mentre il sole calava dietro i monti del Matese, alla luce delle fiaccole, un buffet ricco di pietanze
attinte dalla sapiente cucina locale, preparate dallo chef, prof. Biagio Federico, rendeva ancora più amabile il
dopo concerto.
Il 20 maggio 2012 è stato dato nuovo impulso alla diffusione della Ciclovia del Volturno, con l'organizzazione
di una passeggiata in bicicletta dalle sorgenti del fiume Volturno al centro di Alife. All'iniziativa hanno
partecipato oltre 50 ciclisti provenienti dalla Campania e dal Lazio, a cui si sono aggiunti in prossimità
dell'arrivo ciclisti locali. Al termine un delizioso buffet nella piazza, ove ha sede la Banca, ha smorzato le
fatiche dei partecipanti. La Ciclovia, unica nel suo genere nell’Italia centro-meridionale – indirizzo web
www.cicloviadelvolturno.it - è un facile percorso per cicloturisti, dotato di segnaletica, che si sviluppa
prevalentemente su strade secondarie e di campagna. “Protagonista dell'itinerario è il fiume Volturno – così
scrive il giornalista e fotoreporter naturalista Giulio Ielardi sul mensile Plein Air del mese di settembre del
2012 – con i suoi 175 chilometri uno dei principali del nostro Mezzogiorno. Dalle Mainarde al Tirreno, le sue
acque solcano freschi paesaggi appenninici, campagne e insediamenti urbani, fino alla piana costiera
profondamente segnata da modificazioni territoriali poco o niente pianificate”. Inaugurata nel 2011 la ciclovia
del Volturno ha bisogno di amici sul territorio – prosegue Giulio Ielardi – per svolgere appieno la funzione di
volano del turismo locale. Lo stanno capendo i sindaci, lo stanno capendo le altre realtà associative, lo
stanno capendo forse più in fretta alcuni privati. Quel che occorre prioritariamente è una rete di ospitalità
che veda il coinvolgimento pieno delle comunità locali”. La Ciclovia inizia in Molise, alle sorgenti del Volturno,
nei pressi della Abbazia dell’VIII secolo di San Vincenzo al Volturno e si snoda per circa 144 chilometri, lungo
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valli e colline, ricche si storia e di emergenze naturalistiche, e termina nella antica città di Capua. Il percorso
è adatto per chi ama pedalare in tranquillità e, pertanto, non solo per il singolo ciclistica ma soprattutto per
le famiglie e gruppi organizzati. Due sono le regioni interessate, ventotto i comuni attraversati, tre i parchi
(Parco nazionale d’Abruzzo, Molise e Lazio, Parco regionale di Roccamonfina e foce del Garigliano, Parco
regionale del Matese). Sono state istallate duecentocinquanta tabelle direzionali, trenta tabelle informative,
seicento segnali di conferma del percorso, otto tabelloni di grande formato con la piantina dell’intero
percorso.
Signori azionisti,
il 26 ottobre 2012 presso la Fiaccola Hotel di Faicchio si è tenuto un convegno sul tema “Localismo bancario
e sviluppo: un rapporto in divenire”, organizzato dalla Banca nell'ambito delle manifestazioni su “I 100 anni
della Banca Capasso Antonio nell'economia
e nella cultura locale”, in collaborazione con ARIME
(Associazione Ricerche su Imprese Intermediari Mercati, indirizzo web www.arimeblog.wordpress.com). Il
convegno, che ha visto la presenza di oltre 300 invitati del mondo dell'imprenditoria, dell'università, del
credito e della finanza, ha affrontato le tematiche e il prototipo di banca locale di successo, fondato
sull'attenzione ai costi, sull'integrità dei comportamenti e su un'autentica prossimità al territorio di
insediamento. E' stato inoltre elaborato e discusso il rapporto banca-impresa, in relazione all'attuale fase di
recessione economica e di emergenza sociale, offrendo argomentazione e spunti sulla necessità di cambiare
il modello di servizio e il ruolo della banca nell'ambito di una nuova modalità di approccio, che tenga conto,
come prima istanza tra le parti, dell'importanza fondamentale della trasparenza e correttezza dei rapporti.
Sono intervenuti, come relatori, in seguito alla presentazione dei lavori a cura dell'avv. Salvatore Messina,
Presidente di ARIME:

il prof. Francesco Cesarini, Presidente del Comitato tecnico-scientifico di ARIME;

il dr. Pietro Penza e il dr. Alberto Camatini, rispettivamente, Partner e Senior Advisor di
PricewaterhouseCoopers;

il dr. Giuseppe Boccuzzi, Direttore della Sede di Napoli della Banca d'Italia.
Dopo gli interventi è stata organizzata una tavola rotonda moderata, dal dott. Alfonso Ruffo, Direttore della
rivista “Il Denaro”, alla quale hanno partecipato il dott. Aurelio Fedele, Partner PWC e Responsabile dell'Area
Centro-Sud; il dott. Vincenzo Mataluni, Amministratore delegato degli Oleifici Mataluni-Olio Dante; il dott.
Gianfranco Torriero, Direttore Centrale dell'Associazione Bancaria Italiana; il dr. Marco Zigon, Presidente del
Gruppo GETRA.
Il Presidente della Banca Capasso Antonio, dr. Pietro Matrisciano, ha salutato i presenti illustrando la storia
della Banca nei suoi cento anni di attività e tracciando gli avvenimenti che si sono susseguiti da quando il
giovane Antonio Capasso, allora ventiquattrenne, fondò con altri suoi compaesani il “Credito Agrario Sannita
di Antonio Capasso, Zazzarino & C”, società cooperativa in nome collettivo”, poi trasformata il 9 maggio 1925
in ditta individuale, con la denominazione di Banca Antonio Capasso. Il Presidente ha poi precisato che a
distanza di cento anni dalla sua fondazione la Banca Capasso “ha saputo coniugare l’ammodernamento
necessario per operare con successo nel mercato con un solido ancoraggio alla tradizione”. Il Presidente ha
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rimarcato inoltre che non è corretto associare il termine “localismo” a un'idea di chiusura e che tale lettura è
quanto mai errata se riferita alla storia della Banca. In tale ottica, invece, il localismo “ assume il senso di
radicamento al territorio di insediamento, di recupero della dimensione locale della società e dell’economia,
di apertura ai bisogni ed alle richieste della collettività di riferimento. Questa dimensione del fare banca –
che può tradursi nello slogan essere “banca del territorio” – ha sempre orientato l’attenzione della Banca
Capasso”.
L'avv. Messina, che ha introdotto i lavori, ha evidenziato come “ nell’imperversare della crisi, fin dal 2007, le
banche medio-piccole sono quelle che, tra tutte, sono riuscite a meglio mantenere e accrescere il rapporto
con la clientela, in ragione della loro maggiore prossimità al cliente, della loro migliore capacità di conoscere
il richiedente o il prenditore di credito non solo mediante informazioni codificate, ma, soprattutto, attraverso
la più chiara conoscenza “qualitativa” del cliente stesso, che solo la vicinanza, il colloquio, la “confidenza”
possono dare”. Ha rimarcato poi come “la Banca Capasso, piccola banca del territorio, con solidissimo e
storico radicamento nelle zone di insediamento, è cresciuta negli anni grazie a una saggia e prudente
gestione dell’azienda, ed è, per tale via, divenuta una grande banca, ovviamente grande non nelle
dimensioni ma nella sua capacità di comprendere, di intercettare, di soddisfare i bisogni dell’utenza”. L'avv.
Messina ha poi calamitato l'attenzione dei presenti con un breve ma interessantissimo excursus storico sulla
storia del Mezzogiorno d'Italia affermando che “il Sud d’Italia - grazie al Re Carlo e al suo successore
Ferdinando I° - aveva solidamente imboccato nel Settecento la via delle riforme e del progresso. Anche se
molta strada restava da percorrere, si avvertivano gli sforzi per rilanciare l’agricoltura e gli scambi
commerciali, dare forza alle leggi, combattere la superstizione e il clericalismo, rinnovarsi attraverso la
cultura e gli studi. Ed è certamente possibile parlare complessivamente del Regno di Carlo (1734-1759)
come di una stagione di riforme, durante la quale evidente è stato lo sforzo di riorganizzare il Mezzogiorno
d’Italia e di affidare i compiti di responsabilità a una classe dirigente adeguata a questa sfida. L’insieme
delle numerose spinte positive che il Regno generava con i suoi uomini migliori facevano sì che Napoli e la
Sicilia si ponevano in quegli anni all’avanguardia tra gli stati della penisola e che a Carlo di Borbone
guardassero non solo gli uomini del Mezzogiorno, ma anche quelli che, anticipando i tempi, vagheggiavano
l’idea di unità nazionale.” L'avv. Messina ha evidenziato inoltre che “ fin quasi alle soglie dell’Unità d’Italia,
molte cancellerie europee guardavano al Regno delle Due Sicilie come al regno che meglio di quello sabaudo
avrebbe potuto tessere la trama dell’unificazione del Paese.” Purtroppo, ha concluso “il corso della Storia,
per oscuri e meno oscuri disegni che non mette qui conto rappresentare, prese un altro verso, e questa
terra, che era stata grande, venne gradualmente soverchiata da forze che ne hanno impedito la crescita e lo
sviluppo”.
Il prof. Cesarini, nel corso della sua relazione introduttiva al convegno, ha considerato la Banca Capasso
Antonio, soprattutto per la sua longevità, come “prototipo di banca locale di successo, fondato
sull’attenzione ai costi, sull’integrità dei comportamenti e su un’autentica prossimità al territorio di
insediamento”.
Ha poi sostenuto che “il rafforzamento del numero e della quota di mercato delle banche locali
contribuirebbe alla stabilità del sistema creditizio italiano e a ridimensionare il peso eccessivo che nel
progressivo formarsi della bolla speculativa è stato assunto, ancorché in misura minore rispetto ad altri
paesi, dalla finanza rispetto al credito e, più in particolare, dalle operazioni finalizzate alla rapida rotazione
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degli impieghi (originate to distribute), che hanno concorso ad allontanare l’attività di molte banche dalle
esigenze effettive dell’economia produttiva o quanto meno a renderne la connessione meno diretta e meno
visibile”. Infatti, ha rimarcato il professore Cesarini, “se ben gestita, una banca locale finisce con il rispettare,
in modo per così dire naturale, le regole classiche volte a mantenere l’equilibrio della gestione: un rapporto
tra impieghi e depositi largamente inferiore all’unità, una politica della liquidità imperniata su un adeguato
volume di asset prontamente realizzabili – ben più efficace di quella che faccia prevalente affidamento sulla
capacità di indebitamento sul mercato – senza quindi il rischio di incorrere nei problemi dell’ormai ben noto
funding gap, che si è manifestato, quasi esclusivamente presso i maggiori gruppi, in particolare a seguito
della crisi del debito pubblico e del correlato inaridimento dei flussi finanziari dall’estero. Non a caso, infatti,
le banche medio/piccole continuano ancor oggi a generare una quota significativa dell’offerta di fondi sul
mercato dei depositi interbancari”. Inoltre, in caso di crisi acuta del sistema e di crisi specifica di una singola
banca, sostiene il prof. Cesarini, le piccole banche “per le loro dimensioni di norma modeste, raramente sono
suscettibili di produrre effetti di contagio nei confronti degli altri segmenti del sistema creditizio, a differenza
di quanto accade quando entrano in difficoltà banche più grandi. Le conseguenze possono perciò essere più
facilmente isolate e risolte mediante interventi di norma non troppo difficili né troppo onerosi, per la cui
attuazione l’ordinamento dispone di prassi e strumenti collaudati. Se anche si dovesse giungere
all’eliminazione dal mercato quando le difficoltà si rivelassero non superabili, un tale esito non porrebbe gravi
problemi ed anzi potrebbe costituire per gli operatori bancari un monito a migliorare prassi e
comportamenti”. Ma il prof. Cesarini sottolinea anche che il management delle banche locali deve
rigidamente attenersi a precise strategie evolutive e a linee di gestione che rispettino le ragioni essenziali
della loro attività e si dimostrino “pienamente coerenti con sostenibili obiettivi di sviluppo” . Pertanto,
conclude il prof. Cesarini, le banche locali devono “ad esempio, rifiutarsi programmaticamente di far crescere
gli impieghi a tassi incompatibili con quelli della raccolta e con la dimensione corrente e prospettica del
patrimonio di vigilanza, impegnarsi a valutare con grande prudenza le operazioni di impiego “fuori zona” e,
in definitiva, ad astenersi dal perseguire obiettivi reddituali che già ad una valutazione oggettiva ex ante
appaiano manifestamente tali da potersi eventualmente conseguire solo a prezzo di aumentare
eccessivamente il rischio della gestione mediante operazioni di corto respiro e/o non pienamente giustificate
da effettiva utilità per l’economia produttiva. I manager dovrebbero inoltre essere sempre consapevoli che
nel medio periodo il tasso di sviluppo di una banca non può fisiologicamente risultare molto più alto di quello
del sistema economico nel quale è inserita e che la sua redditività non deve essere forzata al di sopra di
quella ottenibile dalle attività produttive oggetto di finanziamento, ricorrendo a operazioni con profilo
rendimento/rischio molto elevato oppure utilizzando sistematicamente tecniche di rotazione artificiale del
portafoglio impieghi, quali le cartolarizzazioni, che finiscono, tra l’altro, per allentare la capacità della banca
di monitorare adeguatamente la clientela affidata e quindi per ridurre qualità e quantità del suo patrimonio
informativo”.
Il dr. Pietro Penza e il dr. Alberto Camatini hanno posto in evidenza, insieme con il dr. Fabiano Quadrelli,
partner di PwC, “la responsabilità massima che hanno le banche nel determinare (o meno) la crescita
dell'economia del proprio territorio”. In Italia, il 90% dei prestiti alle imprese è rappresentato da credito
bancario destinato – rilevano i relatori – quasi interamente alla copertura del circolante, poco o quasi niente
è destinato per nuovi investimenti. Nell'attuale congiuntura economica le PMI rappresentano certamente un
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segmento di clientela non facile da assecondare, d'altronde, proseguono i relatori, perché “la domanda di
finanziamenti delle imprese è sempre più determinata da motivazioni “difensive” (liquidità, ristrutturazioni)
piuttosto che dalla necessità di finanziare iniziative di sviluppo e di crescita, mettendo quindi la banca
nell’inevitabile condizione di assumere un atteggiamento cauto particolarmente avverso al rischio”. I relatori
propongono pertanto nuovi criteri di valutazione del merito di credito che permettano di individuare e
valorizzare in modo adeguato il potenziale delle PMI italiane attraverso:
La focalizzazione su pochi (rispetto all’approccio tradizionale sostanzialmente indifferenziato), con un
adeguato sostegno di risorse (non solo finanziarie) alle imprese a più alto potenziale di traino sul
territorio
 L’enfasi sulla Filiera - e su un Progetto industriale di rilancio della stessa - non soltanto sulla “singola
impresa”.
 Il rilancio del valore della relazione della Rete con le PMI, attraverso l’interazione sistematica sui temi
industriali rilevanti per il cliente.

Il dr. Boccuzzi, Direttore della Sede di Napoli della Banca d'Italia, ha illustrato la posizione delle imprese
campane rispetto al resto dell'Italia per quanto riguarda la distribuzione per classi di addetti e
l'indebitamento. Si è avuto così modo di costatare che l'indebitamento delle imprese in Campania supera di 2
punti percentuali la media nazionale, ma le micro e le piccole imprese italiane sono più indebitate di quelle
campane. Inoltre, tra le piccole e le micro imprese campane sono molto diffusi i fenomeni di assenza di
debiti finanziari. Nel primo decennio del XXI secolo il sistema bancario italiano ha fornito ampio sostegno alle
imprese, e in Campania in misura anche maggiore, mentre con la crisi il tasso di crescita degli impieghi si è
ridotto fino a diventare negativo. Il calo di prestiti riflette anche l'accresciuta rischiosità delle imprese. Difatti,
le esposizioni in sofferenza, incagliate, scadute o ristrutturate in rapporto ai prestiti lordi in Campania sono
cresciute dal 21,4%, di dicembre 2010, al 26,3%, di luglio 2012, con un incremento del 22,90% in appena
otto mesi. Nel corso della crisi le banche hanno gestito l'erogazione del credito con maggiore selettività,
anche se le minori hanno maggiormente sostenuto le imprese. Il dr. Boccuzzi ha posto, inoltre, in evidenza i
fattori critici dei quali le imprese devono dotarsi o sui quali devono insistere per reggere il confronto
internazionale, attraverso un salto dimensionale, tecnologico e organizzativo, in modo da migliorare anche le
condizioni di accesso al credito, e quindi la relazione banca-impresa:

maggiore capitalizzazione delle imprese con mezzi finanziari della proprietà (le imprese italiane
continuano a caratterizzarsi per rapporti di indebitamento – tra capitale di proprietà e capitale di
terzi – molto bassi);

razionalizzazione e potenziamento del sistema regionale dei CONFIDI o altre forme di garanzia;

sviluppo delle reti d'impresa.
Il punto cruciale rimane sempre il rapporto banca-impresa ovvero la correttezza, la trasparenza e la fiducia
nelle relazioni e nel senso della reciprocità: le banche devono guardare la relazione con le imprese in
un'ottica di lungo periodo sia nella fase di fisiologia del rapporto sia in quella patologica; le imprese devono
fornire alla banca le informazioni necessarie ad esprimere un giudizio fondato sulle loro reali condizioni e,
soprattutto, sulle loro prospettive di gestione futura. Il dr. Boccuzzi si è soffermato altresì sulla valutazione
del merito creditizio nell'ottica di lungo periodo, da effettuare sulla scorta di dati oggettivi, ma con rilevante
attenzione alle informazioni qualitative (qualità e capacità dell'imprenditore, correttezza nelle relazioni
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d'affari, validità dei progetti imprenditoriali, prospettive di sviluppo di medio-lungo periodo), come del resto
predicato oramai da tempo da Basilea2 . Le banche più grandi devono prestare maggiore attenzione al
territorio mentre quelle locali, pur godendo di molteplici fattori di vantaggio competitivo (conoscenza del
territorio, valutazione diretta delle qualità delle iniziative dei piccoli imprenditori, struttura organizzativa più
snella) non devono permettere che la prossimità con la clientela leda la propria autonomia distorcendo i
criteri di selezione e di controllo del credito. Il dr. Boccuzzi ha delineato anche un nuovo approccio verso le
imprese, attraverso la comunicazione al management di misure correttive da adottare per prevenire future
situazioni di crisi e, nel caso questa si sia già verificata, l'adozione di molteplici interventi per gestirla. Il dr.
Boccuzzi ha concluso il suo intervento riassumendo in cinque punti principali il tema del convegno:

la crisi ha cambiato profondamente il quadro di riferimento; è occasione di cambiamento;

dopo la crisi della finanza le banche devono guardare all'economia reale e alle imprese;

il rapporto banca-impresa va ripensato: va superata la logica del conflitto, per ricercare sinergie e
complementarietà, ponendo comunque particolare attenzione alla gestione del rischio (anche la
banca è un'impresa);

il ruolo della banca locale è di fondamentale rilievo, purchè essa si adoperi per coniugare le esigenze
dell'economia con il rispetto degli equilibri tecnici e dei requisiti prudenziali di vigilanza;

la proporzionalità, prima ancora di un principio normativo, è una regola di gestione aziendale.
Signori azionisti,
il 27 ottobre 2012, giorno del genetliaco, nella chiesa cattedrale di Santa Maria Assunta in Alife sono state
consegnate cinquantasette borse di studio per un importo complessivo di euro 12.250. Le borse di studio
sono state assegnate a studenti residenti nei comuni di Alife, Baia e Latina, Caiazzo, Castello del Matese,
Ciorlano, Dragoni, Piedimonte Matese, Pietramelara, Pietravairano, Sant'Angelo d'Alife, San Gregorio Matese,
San Potito Sannitico, Amorosi, Castelvenere, Frasso Telesino, Guardia San Framondi, Pietraroja,
San
Salvatore Telesino, Telese. Sono stati ammessi al concorso gli studenti che nell'anno scolastico 2011 – 2012
avevano conseguito la maturità con votazione non inferiore a 100/100 nonché gli studenti iscritti ad un
Istituto di II grado promossi all'anno successivo con votazione media non inferiore a 9/10 e iscritti all'anno
scolastico successivo. La premiazione è stata presieduta da S.E. Valentino Di Cerbo, Vescovo della Diocesi di
Alife-Caiazzo, mentre il Gruppo Musicale “Ad Elegantiam” ha intrattenuto il folto pubblico presente con il
concerto “Una Strada nel Cielo” che ha bissato il successo precedente. Alla fine del concerto i partecipanti e
la famiglie hanno gustato i prodotti tipici locali nei locali gentilmente messi a disposizione dal Rev.
Monsignore Domenico La Cerra, parroco di Alife.
Il ciclo dei concerti è stato chiuso domenica 28 ottobre, presso l'Auditorium comunale di san Domenico in
Piedimonte Matese, con l'esecuzione del programma dal titolo “Cinquecento volumi...tre parole” con musiche
elaborate per il quartetto d'archi da Corrado Sfogli e letture tratte dagli scritti del grande Eduardo De Filippo.
Particolarmente gradite sono state le letture di Agostino Santoro, in perfetto dialetto napoletano, “A gatta d'ò
palazzo” e le “Tre Piccirelle”, mentre applaudatissima è stata l'esecuzione con il flauto della canzone
irlandese “Si Bheag Si Mhor”, riveduta da Corrado Sfogli. Per l'occasione è stato aperto al pubblico il museo
civico di Piedimonte Matese, ancora in fase di allestimento, che conserva reperti dell'età sannita e romana.
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Signori azionisti,
a chiusura dei festeggiamenti sono stati organizzati sei incontri dedicati al viaggio e ai viaggiatori presso
l'Auditorium comunale di San Domenico in Piedimonte Matese, in collaborazione con la casa editrice
EDICICLO di Portogruaro (VE). La manifestazione denominata “AROUND THE WORLD” ha visto la
partecipazione di noti viaggiatori che hanno raccontato le loro singolari esperienze attraverso l'ausilio di
filmati e la presentazioni di digital-slide. Che nesso esiste tra la banca e il viaggio? Apparentemente è una
contraddizione ma – come afferma l'Amministratore delegato nell'opuscolo che introduce le serate - “la
banca, questa banca, è in viaggio da cento anni. Solo i viaggiatori sono cambiati, e cambieranno ancora”.
L'importante di ogni viaggio è “scoprire volti nuovi, sapere raccontarsi, dialogare, confrontarsi, tracciare
nuove linee all'orizzonte, tenendo sempre ben presente il buon senso nel fare le cose” e questa banca,
aggiunge l'Amministratore delegato “ ha sempre cercato, navigando molte volte controvento, di non smarrire
il buon senso”.
Anche la nostra vita assomiglia a un viaggio, e Annemarie Schwarzenbach, scrittrice e viaggiatrice svizzera
della prima metà del secolo scorso, ha colto mirabilmente il nesso che esiste tra la nostra sicurezza
quotidiana e la fragilità del mondo che ci circonda ”...e così il viaggio mi sembra, più che un'avventura e
un'escursione in luoghi insoliti, un'immagine concentrata della nostra esistenza: residenti in una città,
cittadini di un paese, vincolati a una posizione o una classe sociale, appartenenti a una famiglia e a una
stirpe, e legati agli obblighi di una professione, alle abitudini di una 'vita quotidiana' intessuta di tutte queste
circostanze, ci sentiamo spesso fin troppo sicuri, crediamo di aver costruito la nostra dimora una volta per
tutte, siamo facilmente portati a credere a una stabilità che agli uni rende problematico invecchiare, agli altri
fa apparire catastrofico ogni cambiamento del mondo esterno. Dimentichiamo che si tratta del corso della
vita, che la terra è in perpetuo movimento e che l'alta e la bassa marea, i terremoti e gli eventi lontani dalla
nostra realtà visibile e tangibile toccano tutti: medicanti, re, figure dello stesso grande gioco. Lo
dimentichiamo, apparentemente, per amore della pace della nostra anima, la quale però è costruita su
granelli di sabbia”.1
La sera dell'11 novembre ha debuttato il ciclo viaggiatore svizzero Claude Marthaler che ha percorso in sette
anni ben 122.000 chilometri, in sella alla sua bicicletta. Dall'Europa al Tibet attraverso l'Asia, dall'India alla
Cina, dall'Alaska al Sud America, dal Sud Africa al Marocco, per poi fare ritorno in Svizzera. Il suo infinito
andare in bicicletta, il suo talento per la scrittura e la fotografia rendono Claude Marthaler un caso unico nel
panorama dei grandi viaggiatori.
Il 17 novembre Alberto Fiorin ha presentato il libro e il film Salam-Shalom, da “Venezia a Gerusalemme in
bicicletta”. Immagini a tinte forti impresse sulla carta che raccontano il passato e tratteggiano un paesaggio
variegato: le bianche distese di croci del cimitero di Vukovar, l'oro dei mosaici di Santa Sofia, i minareti agili
e svettanti, il rosa acceso della città di Petra, il lucore salmastro del mar Morto. Oltre 4000 chilometri da
Venezia a Gerusalemme, un viaggio dell'anima per riflettere su una parola che non sempre si trasforma in
azione: pace.
Dal mare sono venuti i coniugi Carlo Auriemma e Lizzi Eordegh a raccontare il loro viaggio intorno al mondo
con la barca a vela. Lo hanno raccontato con i libri e numerosi filmati, girati per lo più nell'Oceano Pacifico,
dove annualmente stazionano con la loro barca. In 18 anni di navigazione e di ricerca hanno visto tanti
1
Annemarie Schwarzenbach, La via per Kabul, il Saggiatore 2009.
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luoghi, hanno incontrato le balene, nuotato con gli squali, vissuto con popoli primitivi e trascorso mesi su
isole deserte. Il loro lavoro è diventato quello di raccontare ciò che scoprono nel mondo.
Lorenzo Parolin il 2 dicembre ha presentato il libro “Pedalo dunque sono – Pensieri e filosofia su due ruote”
scritto da un gruppo di ciclisti – filosofi, atleti del pensiero che amano muoversi a colpi di pedale. Nei loro
testi la bicicletta diventa non solo un mezzo per leggere le piccole cose della nostra quotidianità ma anche
per leggersi divenendo ora strumento di ascesi, ora rivoluzione, ora di recupero di un tempo lento e naturale
che le scadenze imposte da una società sempre più frenetica non consentono di gustare appieno.
Bernardo Moranduzzo insieme con Marcella Stermieri hanno raggiunto il Tibet in bicicletta partendo da
Modena. Bernardo ha presentato il loro libro “Dalla nebbia alla nuvole – In bici verso il Tibet” edito da
Ediciclo, che raccoglie le esperienze del viaggio. Ad animarli la passione per l'avventura, il gusto per
l'inesplorato, la voglia di mettersi in discussione e tentare l'impossibile.
Infine, Marco Vasta ha presentato il film “Avventura sul fiume di ghiaccio – Inverni in Ladakh” che ha stupito
il pubblico presente per la bellezza delle immagini. Il canyon formato dal fiume Zanskar offre l'unica via che
collega la valle dell'Indo con quella di Padum, per un breve periodo dell'anno. Esploratori famosi, come
l'ungherese Csoma de Koros e l'italiano Giotto Dainelli, hanno raggiunto i villaggi del Ladakh e del Baltistan
risalendo l'Indo o lo Zanskar seguendo il Tchadar, cioè il fiume di ghiaccio nel breve periodo fra metà
gennaio e metà febbraio.
Il ciclo di incontri promossi in occasione del centenario, che si è concluso il 16 dicembre, ha avuto lo scopo di
promuovere nel territorio la cultura del viaggio, inteso non come mera vacanza turistica ma come l'occasione
per conoscere, approfondire, confrontare culture e modi di vita diversi dal nostro, utilizzando un mezzo di
locomozione lento, come può essere la bicicletta, la barca a vela, il cavallo, o riscoprendo l'antico viaggiare
dei pellegrini, quello, per intenderci, del camminare.
Signori azionisti,
nel 2012 l’andamento dell’economia mondiale è rimasto debole. Il principale fattore di deterioramento del
ciclo economico è stato l’aggravarsi della crisi del debito sovrano nell’Eurozona. Le tendenze recessive si
sono propagate sia nei Paesi della periferia, penalizzati dall’azione congiunta di austerità fiscale e restrizione
finanziaria, sia nei Paesi dell’Europa settentrionale, che hanno visto indebolirsi i propri flussi commerciali.
Il quadro congiunturale dell’Area Euro è fortemente peggiorato a seguito dell’indebolimento del ciclo
economico mondiale e delle permanenti tensioni sui mercati del debito sovrano dell’area. Nell’ultimo
trimestre del 2012, il PIL dell'Eurozona ha registrato una diminuzione pari a -2,4% in termini trimestrali
annualizzati risentendo dell’evoluzione negativa della domanda interna, in flessione dalla metà del 2011.
Il tasso d’inflazione nell’Area Euro, tra il 2011 e il 2012, è diminuito dal +2,7% al +2,5% (+1,6% medio nel
2010). I prezzi al consumo in Italia sono aumentati dal 2,9% al 3,3%.
Sul mercato dei cambi nel 2012 si è verificato un apprezzamento dell’euro nei confronti delle altre principali
valute del panorama internazionale. Il cambio verso la valuta statunitense si è attestato, in termini di media
annua, a quota 1,286 (1,392 nel 2011).
Le politiche monetarie delle principali aree economiche sono rimaste anche nel 2012 intonate in direzione
espansive. Negli Stati Uniti la Federal Reserve ha continuato a utilizzare a pieno lo strumento del tasso di
policy: il federal funds rate è stato mantenuto durante tutto l’anno al suo livello minimo, compreso tra lo 0 e
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lo 0,25% (livello raggiunto a dicembre 2008). La Banca Centrale Europea ha diminuito il suo tasso di
rifinanziamento principale portandolo, a luglio 2012, allo 0,75% dall’1%, per poi lasciarlo invariato fino ad
oggi (febbraio 2013).
La recessione italiana si è confermata più severa rispetto alla media dell’Eurozona. Sul quadro congiunturale
dell’economia italiana hanno inciso la contrazione della domanda interna e l’aggravarsi della crisi del debito
sovrano. Secondo i dati pubblicati dall'Istat, il 2012 si chiude con un Pil in calo del -2,4%. L’indice della
produzione industriale ha mostrato un andamento decrescente nel corso del 2012, segnando, nella media
del 2012, un calo pari a -6,5% rispetto all’anno precedente. Sulla base delle ultime informazioni disponibili
rilasciate dall’Istat, nel 2012 tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione. I
consumi privati, che hanno fornito un contributo negativo alla dinamica del PIL pari a -2,6 punti percentuali,
sono calati del -4,3% risentendo della debolezza del reddito disponibile e del pessimismo sulle prospettive
del mercato del lavoro; gli investimenti fissi lordi sono diminuiti dell'8%.
L’interscambio con l’estero ha continuato a sostenere la dinamica del PIL, per circa 3 punti percentuali: le
esportazioni sono cresciute del 2,3% sul periodo precedente; le importazioni, in connessione con
l’indebolimento della domanda interna, sono invece diminuite (-7,7%).
Il mercato del lavoro continua a rappresentare uno dei principali fattori di debolezza dello scenario
economico italiano: nel corso del 2012, il tasso di disoccupazione è cresciuto ininterrottamente passando da
+9,6% di gennaio a +11,2% di dicembre. Il tasso di disoccupazione giovanile continua ad essere alto e, a
dicembre 2012, si è attestato al 36,6% dal 31,7 di dicembre 2011.
Nella media del 2012 l’aumento dell’indice dei prezzi al consumo è stato pari a +3,3% (+2,9% nella media
del 2011), con un rallentamento registrato negli ultimi tre mesi. A dicembre l’indice si è portato al +2,6%.
Secondo le ultime valutazioni ufficiali, presentate dall’Istat a marzo 2013, nel 2012 l'indebitamento netto
delle Amministrazioni Pubbliche in rapporto al PIL è stato pari al -3%, risultando inferiore di 0,8 punti
percentuali rispetto a quello del 2011 (-3,8%).
Il saldo primario (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo e pari, nel 2012, al 2,5%
del PIL, superiore di 1,3 punti percentuali rispetto a quello registrato nel 2011.
Nel 2012 i mercati azionari internazionali hanno mostrato le seguenti dinamiche: l’indice Standard & Poor’s
500 della Borsa di New York ha registrato una variazione, su base annua1, del +13,4% (0% nel 2011),
l’indice Nikkei 225 della Borsa di Tokio del +22,9% (-17,3% nel 2011) e l’indice Dow Jones Euro Stoxx Large
dell’Area Euro del +13,3% (-10% nel 2011). Il FTSE MIB - il principale indice di benchmark dei mercati
azionari italiani, che racchiude le azioni delle maggiori società italiane ed estere quotate sui mercati gestiti da
Borsa Italiana (circa l'80% della capitalizzazione di mercato interna) - ha concluso il 2012 con una variazione
annua (rispetto a fine 2011) del +7,8% (-25,2% nel 2011). L’indice bancario, il FTSE Italy Banks, ha invece
mostrato nel 2011 una variazione del +20,6% (-45,8% nel 2011)
Dall'analisi degli ultimi dati disponibili sulle attività finanziarie delle famiglie in Italia emerge come tale
aggregato ammonti a 3.619 miliardi di euro nel terzo trimestre del 2012, con una lieve contrazione su base
annua dello 0,2%. Le principali tendenze delle sue componenti possono essere riassunte come segue.
Stabile ed in crescita:
* la dinamica di biglietti, monete e depositi bancari (sia a vista che a tempo), che ha segnato una variazione
tendenziale positiva del +3,4%;
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* le quote di fondi comuni (+9,6% su base annua).
* le assicurazioni ramo vita, fondi pensione e TFR, che hanno segnato una variazione positiva del +1,6%.
In flessione:
* le obbligazioni pubbliche e private (-1,5%).
* le azioni e partecipazioni, che presentano la più ampia variazione negativa (-10,9%).
Gli ultimi dati sulla consistenza del totale dei titoli a custodia presso le banche italiane (sia in gestione che
detenuti direttamente dalla clientela ) - pari a circa 1.503 miliardi di euro alla fine del 2012 (59 miliardi in
meno rispetto ad un anno prima; -3,8% la variazione annua) - mostrano come essa sia detenuta per circa il
46% direttamente dalle famiglie consumatrici.
Le gestioni patrimoniali bancarie hanno manifestato alla fine del terzo trimestre del 2012 una crescita,
collocandosi a circa 77,1 miliardi di euro, segnando una variazione tendenziale positiva prossima al +1,3%.
Nel 2012 la dinamica dell’attività di funding in Italia ha manifestato una lieve accelerazione. In dettaglio, a
fine 2012 la raccolta denominata in euro da clientela del totale delle banche italiane, rappresentata dai
depositi a clientela residente (depositi in conto corrente, depositi con durata prestabilita al netto di quelli
connessi con operazioni di cessioni di crediti, depositi rimborsabili con preavviso e pronti contro termine; i
depositi sono al netto delle operazioni con controparti centrali) e dalle obbligazioni (al netto di quelle
riacquistate da banche) è risultata pari a 1.761,5 miliardi di euro, segnando un tasso di crescita tendenziale
pari al +1,6%, (+0,9% a dicembre 2011).
L’osservazione delle diverse componenti mostra come i depositi da clientela residente (al netto delle
operazioni con controparti centrali, dei depositi con durata prestabilita connessi con operazioni di cessioni di
crediti) abbiano registrato una variazione tendenziale pari a +6,2%. La variazione annua delle obbligazioni è
risultata pari a -6,8% (+3,2% a dicembre 2011).
Nel corso del 2012 lo sfavorevole quadro congiunturale si è riflesso sia in una debole domanda di credito da
parte di imprese e famiglie, sia in tensioni sull’offerta connesse con il deterioramento della qualità del
credito. La dinamica dei prestiti bancari a clientela (settore privato più Amministrazioni pubbliche al netto dei
pct con controparti centrali) ha chiuso il 2012 a 1.928 miliardi di euro, segnando una variazione annua di 1,1% (+2,4% a fine 2011).
I prestiti a famiglie e società non finanziarie ammontano, sempre a fine 2012, a circa 1.475 miliardi di euro,
con una variazione annua di -2,5% (+3,6% a fine 2011; -1,7% nella media Area Euro).
Ove si consideri la disaggregazione per durata, si rileva come il segmento a breve termine (fino a 1 anno)
abbia segnato una variazione annua di -1,7% (+5,5% a fine 2011), mentre quello a medio e lungo termine
(oltre 1 anno) ha segnato una variazione di -2,8% (+3% a fine 2011).
Laddove si analizzi la dinamica dei finanziamenti alle imprese non finanziarie e quelli alle famiglie per durata
si rileva come nell’ultimo anno si sia assistito ad una flessione del trend degli impieghi sia a breve, che a
medio e lungo termine. D’altra parte, anche la componente a protratta scadenza (oltre 5 anni) degli impieghi
alle imprese non finanziarie ha manifestato una dinamica in rallentamento: flettendo dal +2,8% di fine 2011
al -2,7% di fine 2012.
In marcata flessione e con una elevata volatilità il segmento di attività rappresentato dal credito al consumo
che a fine 2012 ha segnato una variazione annua di circa il -7% (dal +2,7% di fine 2011): che si raffronta
ad una variazione annua negativa di -3,9% nell’Area Euro.
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Nel corso del 2012 la dinamica dei prestiti per l'acquisto di abitazioni ha manifestato un rallentamento
posizionandosi a fine anno al -0,6% dal 4,4% di fine 2011 (+1,2% nella media Area Euro).
A dicembre 2012 le sofferenze lorde sono risultate pari a 125 miliardi di euro, +17,8 miliardi rispetto a fine
2011, segnando un incremento annuo di circa il 16,6%. In rapporto agli impieghi le sofferenze risultano pari
al 6,3% a fine 2012 (5,4% un anno prima).
Con riguardo alle sofferenze al netto delle svalutazioni, a fine 2012 esse sono risultate pari a 64,3 miliardi di
euro. Il rapporto sofferenze nette/impieghi totali si è collocato al 3,33% (2,69% a fine 2011).
A dicembre 2012 è aumentato il portafoglio titoli del totale delle banche, risultato pari a 874 miliardi di euro.
Nell’Area Euro i tassi del mercato monetario hanno manifestato nel corso del 2012 una flessione: l’euribor a
tre mesi si è, infatti, posizionato al minimo storico di 0,19% a dicembre 2012, valore che si raffronta
all’1,43% di dicembre 2011. Nel corso del 2012 sul mercato italiano si è registrata una flessione nell’intera
struttura dei saggi di interesse del mercato monetario e finanziario. Il rendimento medio lordo annualizzato
dei BOT, infine, è passato nel periodo dicembre 2011 – dicembre 2012 dal 4,02% allo 0,96%. Sul fronte dei
tassi bancari, nel 2012 si è registrato un lieve rialzo del tasso sui depositi in euro applicato alle famiglie e
società non finanziarie: questo tasso, infatti, è passato dall’1,08% di fine 2011 all’1,25% di fine 2012. Il
tasso medio della raccolta bancaria da clientela (che comprende il rendimento dei depositi, delle obbligazioni
e dei pronti contro termine in euro applicati al comparto delle famiglie e società non finanziarie), si è
collocato a dicembre 2012 al 2,08% (2% a dicembre 2011).
Nel corso del 2012, il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e società non finanziarie
elaborato dall’ABI è lievemente diminuito in coerenza con l’andamento delle condizioni del mercato
interbancario: nel periodo dicembre 2011 – dicembre 2012 questo tasso è passato dal 4,23% al 3,78% a
fine anno. In diminuzione e particolarmente bassi sono risultati i tassi sulle nuove operazioni: a dicembre
2012 il tasso sui prestiti in euro alle società non finanziarie si è posizionato al 3,65% (4,18% a dicembre
2011), mentre il tasso sui prestiti in euro alle famiglie per l’acquisto di abitazioni - che sintetizza l’andamento
dei tassi fissi e variabili ed è influenzato anche dalla variazione della composizione fra le erogazioni in base
alla tipologia di mutuo – è risultato pari al 3,69% (4,03% a dicembre 2011).
Nell’ultimo mese del 2012 la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 22,8% (era 37,5
a dicembre 2012). In diminuzione lo spread fra il tasso medio sui prestiti e quello medio sulla raccolta a
famiglie e società non finanziarie: nella media del 2012, tale differenziale è risultato pari a 187 basis points, 30 punti base rispetto alla media del 2011, prima dell’inizio della crisi finanziaria questo spread superava i
300 punti. Nella media del 2012 il differenziale fra tasso medio dell’attivo fruttifero denominato in euro di
famiglie e società non finanziarie e il tasso medio sulla raccolta da clientela rappresentata da famiglie e
società non finanziarie in euro è risultato per l’Italia pari a 188 basis points, -14 punti base rispetto alla
media del 2011.
Signori azionisti,
la consueta puntuale analisi contenuta nel Bollettino Economico della Banca d’Italia (gennaio 2013), delinea
il seguente quadro di riferimento.
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I rischi per l'economia mondiale si sono attenuati a seguito: dell'accordo raggiunto negli Stati Uniti per
evitare il fiscal cliff, dell'allentamento delle tensioni finanziarie nell'area dell'euro e del miglioramento delle
prospettive nei paesi emergenti. Nella seconda metà del 2012 la dinamica dell'economia globale è rimasta
debole; le stime di crescita del commercio internazionale formulate dai principali analisti per l'anno in corso
sono state riviste al ribasso. Sempre secondo le previsioni degli analisti, l'espansione del prodotto mondiale
dovrebbe rafforzarsi nel 2014.
Nell'area dell'euro l'attività economica ha continuato a perdere vigore nell'ultimo trimestre del 2012. Le
conseguenze delle tensioni finanziarie che hanno colpito, nel corso dell'anno, alcuni paesi dell'area e gli
effetti del necessario consolidamento dei bilanci pubblici si sono trasmessi anche alle economie finora
ritenute più solide. L'Eurosistema ha rivisto significativamente al ribasso le previsioni di crescita per l'anno in
corso.
Sono molto migliorate le condizioni dei mercati finanziari, il cui deterioramento aveva finora rappresentato
un ostacolo alla ripresa ciclica nell'area. I rendimenti dei titoli di Stato sono scesi nei paesi maggiormente
interessati dalle tensioni; gli afflussi di capitali verso alcune delle economie più colpite dalla crisi del debito
sovrano sono ripresi. I saldi sul sistema dei pagamenti TARGET2, che riflettono gli squilibri nei flussi di
capitali privati nei paesi dell'area, hanno mostrato segni di aggiustamento.
A questi sviluppi favorevoli hanno contribuito gli effetti dell'annuncio, in estate, delle Outright Monetary
Transactions da parte della BCE e, più recentemente, le decisioni prese a livello europeo. In particolare, in
novembre l'Eurogruppo ha rinnovato il sostegno alla Grecia; l'operazione del governo greco di riacquisto di
titoli del proprio debito in circolazione, terminata l'11 dicembre, implica una riduzione del debito di circa dieci
punti percentuali del prodotto. Inoltre, il Consiglio dei ministri economici e finanziari dei paesi dell'Unione
europea ha raggiunto un accordo sull'istituzione di un meccanismo unico di vigilanza bancaria, volto a
impedire il circolo vizioso tra debito sovrano e condizioni del sistema bancario. Questi progressi sono stati
resi possibili dalla credibilità acquisita dall'azione dei governi nazionali. Le condizioni sui mercati restano però
incerte; va confermato l'impegno a proseguire nell'adozione delle misure necessarie a garantire la coesione
dell'Unione.
Il miglioramento dei mercati del debito sovrano si è riflesso positivamente sulle condizioni monetarie e
finanziarie nei paesi interessati dalle tensioni. Persistono tuttavia divari nei tassi bancari attivi, che riflettono
sia i ritardi con cui le variazioni delle quotazioni dei titoli di Stato si trasmettono alle condizioni del mercato
del credito, sia l'effetto dello sfavorevole quadro congiunturale sul merito di credito della clientela bancaria.
In Italia e in Spagna il costo medio di finanziamento di famiglie, imprese e intermediari finanziari in ottobre
era ancora superiore di circa 110 punti base a quello osservato nei paesi dell'area meno colpiti dalla crisi. Nel
nostro paese la domanda interna non ha ancora raggiunto un punto di svolta. Secondo gli indicatori
congiunturali la dinamica del PIL è stata negativa anche nel quarto trimestre del 2012 e rimarrebbe debole in
quello in corso. Sono tuttavia emersi lievi segnali di stabilizzazione; si è arrestata la prolungata fase di
deterioramento dei giudizi delle imprese sulle prospettive dell'economia.
La domanda estera continua a fornire un contributo positivo all'attività economica. Negli ultimi mesi
l'aumento delle esportazioni è stato sostenuto dalle vendite verso i paesi esterni alla UE. Tra gennaio e
ottobre il disavanzo del conto corrente della bilancia dei pagamenti in rapporto al PIL è diminuito di oltre due
punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2011, a seguito del miglioramento del saldo mercantile.
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L'occupazione è rimasta finora stabile, ma aumentano le persone in cerca di lavoro e la cassa integrazione Gli effetti della recessione non si sono finora riflessi in una caduta dell'occupazione, ma hanno determinato
soprattutto un maggiore ricorso alla cassa integrazione guadagni e un aumento delle persone in cerca di
lavoro che ha spinto verso l'alto il tasso di disoccupazione, in particolare quello giovanile. Nel terzo trimestre
del 2012 quest'ultimo era superiore di oltre sei punti percentuali rispetto a un anno prima.
Il graduale calo dell'inflazione al consumo negli ultimi mesi (al 2,3 per cento in dicembre) riflette in larga
parte l'allentamento delle spinte provenienti dalle quotazioni petrolifere e l'esaurirsi dell'impatto delle
manovre sulle imposte indirette varate nell'autunno del 2011. La debolezza della domanda e le minori
pressioni dal lato dei costi dovrebbero continuare a moderare la crescita dei prezzi nel 2013.
Le condizioni del credito hanno beneficiato, nel corso dell'anno, della graduale rimozione dei vincoli di
liquidità che gravavano sulle banche italiane, anche grazie alle politiche attuate dall'Eurosistema. L'offerta di
finanziamenti è tuttavia ancora frenata dall'elevato rischio percepito dagli intermediari, in relazione agli
effetti della recessione sui bilanci delle imprese. I crediti deteriorati sono aumentati in misura significativa.
Emergono però segnali positivi. La raccolta al dettaglio è in crescita, le condizioni di liquidità sono migliorate,
alcuni intermediari sono tornati a emettere sui mercati all'ingrosso. Il core tier 1 capital ratio dei principali
gruppi bancari è ulteriormente aumentato.
Si può stimare che nel 2012 il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche, al netto delle dismissioni e dei
prestiti dello European Financial Stability Facility, si sia collocato intorno al 3 per cento del PIL, contro il 3,9
del 2011. Nonostante la debolezza congiunturale, le manovre approvate nel secondo semestre del 2011
consentiranno di migliorare ulteriormente i saldi di finanza pubblica nel biennio 2013-14. Il rapporto tra
debito pubblico e PIL inizierebbe a scendere nel 2014, grazie all'ulteriore aumento dell'avanzo primario e alla
ripresa dell'attività.
Nel quadro macroeconomico presentato nel Bollettino, il PIL dell'Italia sarebbe sceso di poco più del 2 per
cento nella media dello scorso anno, sostanzialmente in linea con quanto previsto in luglio. La stima per il
2013 è stata rivista al ribasso (da -0,2 a -1,0 per cento), per effetto del peggioramento del contesto
internazionale e del protrarsi della debolezza dell'attività nei mesi più recenti.
***
A tale quadro di riferimento, fa eco, il recente studio presentato dal dott. G. De Felice, capoeconomista di
Intesa SanPaolo, nell’ambito di Sadibatrentasette, organizzata dall’Associazione per lo Sviluppo degli Studi di
Banca e Borsa.
Lo studio evidenzia che negli ultimi 10 anni il credito alle imprese è risultato in forte crescita. Infatti, la
recente flessione del credito segue un periodo di forte espansione della dinamica degli impieghi bancari,
sostanzialmente raddoppiati nell’arco di un decennio. L’economia reale appare però sempre più lontana dai
livelli pre-crisi. Infatti tra il 2008 e il 2012 il PIL (su dati a prezzi costanti) è diminuito del 5,7%, il reddito
disponibile ha registrato una riduzione dell’8%, i consumi del 4,2%, la produzione industriale manifatturiera
del 19,5%, gli investimenti del 19,4%. In tale contesto i prestiti bancari alle famiglie consumatrici sono
cresciuti dell’11,4%, quelli alle imprese sono diminuiti del 2,6%. Dallo studio emerge che il 20% delle
imprese manifatturiere è in seria difficoltà, concentrate soprattutto tra le micro imprese e le piccole imprese.
Il rischio di credito è in rialzo, soprattutto per le imprese. Infatti, il tasso di decadimento dei prestiti alle
società non finanziarie ha superato il 3%. Per le famiglie consumatrici lo stesso dato si attesta sotto l’1,5%.
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L’incidenza delle sofferenze è in continuo aumento: lo stock di sofferenze lorde ha raggiunto 126 miliardi e il
6,4% dei prestiti a gennaio. La crescita delle sofferenze ha accelerato dal 16,7% (anno su anno,
mediamente nell’ultimo trimestre 2012) al 17,5% a gennaio 2013, raggiungendo i 126 mld di euro. Le
esposizioni deteriorate sono salite al 12,8% dei prestiti, con i prestiti deteriorati che ammontavano a 228
miliardi di euro a settembre 2012 e con partite incagliate che crescevano sempre a settembre 2012 del 21%
a/a. Il costo dei bad loans è elevato e in aumento: per i primi 4 gruppi bancari italiani, nel 2012, le rettifiche
nette su crediti sono aumentate di oltre il 40% e il relativo costo è salito di 70pb in due anni. In un contesto
di credito ed economia reale che vede i rischi in rialzo, il costo del funding resta elevato, anche se le capacità
stesse di funding sono migliorate, come dimostra fino a febbraio la ripresa moderata della raccolta da
clientela, in particolare quelle dei depositi delle famiglie e delle imprese. Non tutte le criticità appaiono
superate: il canale internazionale si apre a singhiozzo, con l’attenuarsi dei rischi sovrani. Certamente la crisi
cipriota non aiuta il consolidarsi della fiducia e, quindi, anche l’eventuale attività di collocamento. In tale
circostanza il rifinanziamento della BCE resta elevato; infatti solo una normalizzazione dell’interbancario e la
riapertura dei canali di provvista all’ingrosso potrebbero consentire un graduale rimborso delle LTRO.
Pertanto è naturale conseguenza che il costo della raccolta resti elevato. A gennaio il costo dei nuovi depositi
con durata prestabilita di famiglie e imprese è salito al 2,37% (+22pb rispetto a fine 2012) a seguito
dell’aumento dei tassi corrisposti alle società non finanziarie, tornati sopra il 2% (+51pb su fine 2012). Il
costo marginale dei depositi a tempo delle famiglie resta elevato, benché in leggero calo, al 2,57%, inferiore
al picco della crisi sovrana (3,5% a fine 2011 – inizio 2012) ma ancora sopra i livelli pre-crisi (1,7% in media
nel primo semestre 2011). Coerentemente e inevitabilmente anche i tassi sui prestiti ne risentono. Da una
parte però si notano in calo i tassi sui nuovi prestiti alle PMI ,ma segni di repricing per i prestiti di maggiore
importo. Il tasso sui nuovi prestiti di minore importo (fino a 1 milione) alle società non finanziarie ha
registrato, infatti, a gennaio 2013 un ulteriore calo, al 4,39%, ai minimi da settembre 2011. Lo spread
rispetto alla media dell’Eurozona rimane attorno ai 60 punti base. La normalizzazione dei tassi bancari
richiede una riduzione significativa e duratura del premio al rischio sul debito italiano, accompagnata dal
rientro del rischio di credito. Tra settembre e fine 2012 il tasso medio sui nuovi prestiti di importo elevato
(oltre 1 milione) ha evidenziato, invece, una risalita, interrottasi a gennaio con una leggera discesa al 3,09%
(-6pb m/m). Lo spread rispetto alla media dell’Eurozona rimane più alto di quello sui prestiti di minore
importo (81pb per i prestiti oltre il milione, 61pb per quelli fino a 1 milione). Per i tassi sui prestiti, la
dispersione all’interno dell’Eurozona è aumentata notevolmente da fine 2011. Anche nei mesi più recenti, la
dispersione dei tassi dei singoli paesi è rimasta elevata, nonostante i miglioramenti nella crisi dell’Eurozona.
Il gap con i tassi tedeschi è di 1,5 punti percentuali. Per i prestiti di importo contenuto a tasso variabile, il
differenziale con i tassi tedeschi è aumentato all’1,5% nel 2° semestre 2012, dall’1,3% del 1° semestre. Era
negativo fino a giugno 2011. Tenuto conto del quadro di riferimento, le banche italiane hanno perseguito
con tenacia obiettivi di efficienza e patrimonializzazione. Infatti, l’efficienza delle banche è in deciso
miglioramento: nel 2012, i costi operativi dei principali gruppi bancari si sono ridotti del 3% circa. Il cost
/income medio dei primi cinque gruppi bancari è diminuito in misura significativa, passando dal 60% al 57,4.
Tuttavia, la media nasconde una notevole differenziazione delle performance tra singoli gruppi bancari. E’ in
atto una significativa razionalizzazione delle reti distributive, infatti, rispetto alla dimensione massima della
rete di sistema (marzo 2009), si registrano 992 sportelli in meno in termini netti, di cui 421 nei primi nove
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
19
mesi del 2012. Per il futuro la strada sembra segnata, e porterà ad un ridimensionamento della rete fisica.
Negli ultimi anni, si è accelerato anche lo snellimento delle strutture: il numero dei dipendenti di sistema (del
perimetro italiano) è passato gradualmente da 341 mila del 2007 a 316 mila del 2011. Il grado di
patrimonializzazione si è rafforzato notevolmente: negli ultimi due anni il core Tier 1 ratio dei principali
gruppi bancari italiani è aumentato di 3 punti percentuali, sfiorando in media l’11%. L’EBA ha comunque, da
ultimo, ricordato che per le grandi banche europee sono ancora necessari 112 mld di euro per raggiungere il
CET1 al 7%. Anche la leva delle banche italiane si è ridotta ancora, pur essendo già bassa. La leva
finanziaria dei primi 5 gruppi bancari italiani (attivo tangibile / patrimonio netto tangibile) è scesa sotto 20
volte, nel 2010 era 23,3 volte. Tuttavia, la forbice dei tassi in calo (324 pb nel 2007 e 201 pb nel 2012) e il
costo dei bad loans in aumento (40 pb nel 2007 e 115 pb nel 2012), nonostante il contenimento dei costi
operativi (82 pb nel 2007 e 67 pb nel 2012), erodono il margine operativo dell’attività creditizia delle banche
italiane (203 pb nel 2007 e 20 pb nel 2012).
Signori azionisti,
nel difficile quadro economico e finanziario dinnanzi descritto, la Banca Capasso ha interpretato le diverse
esigenze della clientela con prudenza, ma anche con la necessaria attenzione per non far mancare il
sostegno ai territori dove opera. All’erogazione e alla gestione del credito si è, come tradizione, dedicato il
massimo impegno, nella consapevolezza che il primo presidio di una sana e prudente gestione aziendale
risiede nel merito del credito e nell’approccio trasparente alla relazione con la clientela. Il supporto della
logistica per una più efficiente attività è pure parte fondamentale di tale lavoro. In tal senso, il 30 gennaio
2012 è stata riaperta al pubblico, dopo circa 100 giorni di lavori di ampliamento e ammodernamento, la
filiale di Alife con un nuovo concept che privilegia il contatto con il pubblico, pur assicurando una elevata
privacy all’utente.
La Banca Capasso nel 2012 ha conseguito un utile netto di euro 1.380.133, rispetto a euro 492.831 del
precedente esercizio.
Il consistente incremento sul 2011 è la conseguenza di dinamiche molto diverse, principalmente riconducibili,
da un lato:
1. all’aumento del margine di interesse (per 811,6 mila, +20,03%), che ha beneficiato dell’incremento
degli interessi attivi (da 5.956 mila a 7.249 mila; +21,71%) pur a fronte di un sostenuto rialzo di
quelli passivi (da 1.903,1 mila a 2.384,6 mila, + 25,30%). L’incremento del margine, in una
situazione caratterizzata da un costo del “funding” sempre più oneroso è stato comunque possibile
grazie all’aumento delle masse intermediate e alla remunerazione sull’interbancario;
2. al notevole incremento degli utili da cessione delle attività finanziarie disponibili per la vendita (per €
961,1 mila, contro appena € 25,9 mila del precedente esercizio) e alla sostanziale ripresa dell’attività
di negoziazione (che ha visto un risultato netto positivo per € 243,8 mila, contro la perdita registrata
di € 228 mila l’anno precedente);
3.
all’apprezzabile riduzione delle rettifiche per deterioramento delle attività finanziarie disponibili per
la vendita (per € 338,7 mila, -90,25%). Le minusvalenze, infatti, si sono attestate ad appena € 36,6
mila (€ 375,3 mila nel 2011), e riguardano titoli azionari quotati;
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
4. all’aumento dei proventi di gestione (pari a € 473,8 mila; +9,07%) e alla riduzione delle rettifiche di
valore nette su attività immateriali (da € 24,7 mila a € 20,7 mila);
e, dall’altro:
5. al continuo e lento perdurare degli effetti della crisi economica, che si sono riflessi anche nel 2012
sulle rettifiche di valore su crediti per € 1.654,5 mila, sostanzialmente riferibili a sofferenze, incagli e
all’adeguamento dell’impairment collettivo (contro € 774,5 mila del 2011, riconducibili in prevalenza
a sofferenze). A fronte di tale valore di rettifiche, le riprese di valore su crediti, pari a € 118,7 mila, si
sono attestate su livelli leggermente superiori a quelle del 2011 (pari a € 84,4 mila), con maggior
recupero di posizioni a sofferenza. Le svalutazioni nette, risentendo delle dinamiche sopra descritte,
si sono attestate a € 1.592,6 mila, contro € 690,1 mila del 2011 e i ca. € 60 mila del 2010. Il
rapporto “rettifiche nette su crediti verso clientela/crediti verso clientela”, che viene anche definito
“costo netto del credito”, sale quindi al 2,47%, contro lo 0,98% del 2011 e lo 0,08% del 2010. Il
“costo lordo” si attesta al 2,57% contro l’1,10% del 2011 e l’1,06% del 2010;
6. alle maggiori altre spese amministrative (per € 122,1 mila, ragguagliatesi a € 1.113,3 mila, +
12,32%), sostanzialmente per la componente di carattere non ricorrente legata al Centenario della
Banca;
7. alle più contenute commissioni nette (pari a € 324,8 mila; -1,97%), a motivo della modesta flessione
di quelle attive (da € 363,6 mila a € 361,5 mila) e dell’aumento di quelle passive (da € 32,3 mila a €
36,7 mila);
8. all’aumento delle spese del personale (attestatesi a 1.684,6 mila, +19,16%), a motivo
dell’attualizzazione del TFR in aderenza allo IAS 19 e dell’importo del TFM di competenza dell’anno;
9. alla riduzione dei dividendi ottenuti sulle partecipazioni azionarie AFS ed Held for Trading (passati da
€ 67,4 mila a € 51,7 mila; -23,19%);
10. all’aumento delle rettifiche di valore nette su attività materiali (da € 138,5 mila a € 195,5 mila) per
effetto di lavori di ristrutturazione;
11. alla crescita del 60,93% degli oneri fiscali sul reddito, pari a € 896,1 con un tax rating teorico (inteso
come rapporto tra imposte accantonate – rettificate dalla fiscalità differita - e utile dell’operatività
corrente) pari al 39,37% (53,05% nel 2011).
In tale situazione, il “cost/income” si è attestato al 39,41% contro il 50,21% del 2011. Rettificando il reddito
prodotto della componente “valutativa” di deterioramento, il precedente rapporto si attesta al 52,74%,
contro il 67,03% del 2011 e il 67,73% del 2010.
Signori azionisti,
la Banca d'Italia il 4 settembre 2012 ha sottoposto a consultazione, sino al 3 novembre 2012, un documento
denominato “disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche: sistema dei controlli interni, sistema
informativo e continuità operativa”. Le disposizioni riguardano, tra l'altro, le funzioni preposte ai controlli che
sono distinte da quelle produttive; tali funzioni di controllo, sottolineano le disposizioni, concorrono alla
definizione delle politiche
e del processo di gestione dei rischi. Più in dettaglio, le disposizioni in
consultazione in argomento affermano che la funzione di controllo dei rischi ha la finalità di attuare le
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
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politiche di governo dei rischi, attraverso un adeguato processo di gestione dei rischi. La funzione di
controllo dei rischi (risk management function) va tenuta distinta e indipendente dalle funzioni aziendali
incaricate della “gestione operativa” dei rischi, che incidono sull'assunzione dei rischi da parte delle unità di
business e modificano il profilo di rischio della banca. Al fine di rafforzarne l'indipendenza (nelle banche srep
3, come la Banca Capasso) può essere collocato alle dirette dipendenze dell'organo con funzione di
supervisione strategica. Pertanto, il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 27 febbraio 2013 ha
istituito, con decorrenza 1° giugno 2013, l'autonoma ed indipendente funzione di risk management, quale
nuova specifica unità organizzativa, collocandola funzionalmente alle dipendenze del Consiglio di
Amministrazione, approvando anche una bozza di regolamento che sarà oggetto di verifica entro al fine del
mese di maggio.
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 30 ottobre 2012 ha preso atto dell'intento del dr. Antonio
Rossetti, partner di Consilia BM spa, responsabile della funzione di Internal Auditing, di rassegnare le
dimissioni, con efficacia dal 1° gennaio 2013. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta successiva del 28
novembre 2012 ha affidato l'incarico di responsabile della funzione di Internal Auditing alla società Deloitte
ERS Enterprise Risk Services srl, sempre con decorrenza dal 1° gennaio 2013. Nella stessa seduta il Consiglio
ha approvato anche il piano delle verifiche programmate per l'anno 2013.
Le verifiche di audit nel corso del 2012 sono state complessivamente nove. Inoltre, su richiesta del
management della Banca la funzione ha svolto una verifica in materia di “trasparenza delle operazioni e dei
servizi bancari e finanziari” più ampia rispetto all'attività di follow up prevista dal piano, limitata alla
trasparenza sul credito al consumo. La funzione ha poi predisposto in data 26 giugno 2012 uno specifico
documento, al fine di relazionare al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, in merito alla
conformità alla normativa vigente della procedura sulle operazioni con soggetti collegati. Le verifiche svolte
sono state tutte formalizzate in appositi verbali che periodicamente sono stati portati a conoscenza del
management aziendale e del Collegio Sindacale. L’attività di audit nel 2012 ha riguardato le seguenti
tematiche: processo di remunerazione e incentivazione, processo ICAAP, direttiva MiFID, processo di
predisposizione delle segnalazioni di vigilanza e requisiti patrimoniali, gestione della continuità operativa,
trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari, governo e gestione del rischio di liquidità,
processo incassi e pagamenti, adempimenti antiriciclaggio. La Funzione ha altresì verificato l'attività svolta
dalle funzioni di controllo di secondo livello (Compliance e Risk Controller), analizzando le evidenze
documentali prodotte dalle medesime funzioni, e ha provveduto a verificare le attività svolte dalla Banca
relativamente all'assolvimento degli adempimenti previsti dalla normativa antiriciclaggio (D. Lgs. 231/2007 e
regolamenti attuativi).
E’ stata, inoltre, presentata al Consiglio la prevista relazione annuale sulla funzione di Compliance e quella
relativa all’attività svolta dall’Ufficio Controllo dei Rischi (risk controller), oltre ad una relazione semestrale
portata all'attenzione del CDA nella seduta del 27 luglio 2012 sull'attività posta in essere nel periodo. Infine
la Funzione ha accertato la rispondenza delle politiche e prassi di remunerazione e incentivazione adottate
dalla Banca, alle nuove disposizioni in materia emanate dalla Banca d’Italia il 30 marzo 2011.
La Banca ha trasmesso poi alla Consob la relazione annuale sulle procedure di svolgimento dei singoli servizi
d’investimento e dei servizi accessori, dell'attività di distribuzione di prodotti finanziari emessi da imprese di
assicurazioni o da banche; la relazione della funzione di gestione del rischio di cui all'art. 13) del
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Regolamento congiunto Consob – Banca d'Italia; la relazione della funzione di Compliance di cui all'art. 16)
del Regolamento congiunto Consob – Banca d'Italia, comprensiva della situazione complessiva dei reclami; la
relazione della funzione di revisione interna sull'attività svolta nell'anno (Delibera Consob n° 17297 del 28
aprile 2010).
La funzione di Compliance, istituita dal Consiglio di Amministrazione con delibera del Consiglio del 21 maggio
2008, in conformità delle disposizioni di vigilanza del 10 luglio 2007 n° 688006 e della regolamentazione
congiunta Banca d’Italia e Consob – Disciplina di attuazione dell’articolo 6, comma 2 bis del Decreto
Legislativo 24 febbraio 1998, n° 58 –, ha regolarmente presentato al Consiglio il Piano delle verifiche per
l'anno 2012. Il piano, discusso dal Consiglio nella seduta del 27 gennaio 2012, è aderente al perimetro di
azione definito dal Consiglio. Le attività della funzione di Compliance possono essere differenziate in attività
di routine, che rappresentano il complesso delle attività svolte nel quotidiano, e finalizzate a garantire nel
continuo la conformità delle operazioni poste in essere, e attività specifiche di controllo. Queste ultime,
formalizzate in appositi verbali, inviati al Consiglio di Amministrazione, al Collegio Sindacale, al Direttore
centrale e alle strutture operative coinvolte nell'operatività oggetto del controllo, hanno interessato tra
l'altro: la Pratica Elettronica di Fido; la trasparenza nei locali della Banca; i fogli informativi dei servizi vari; il
sistema di remunerazione e incentivazione ex-post ed ex-ante; i contratti bancari con controparti
istituzionali; l'informativa al pubblico; la documentazione per gli indirizzi alternativi sui rapporti continuativi;
l'operatività connessa con l'uso delle carte di credito; le segnalazioni all'Anagrafe Tributaria. La Funzione ha,
inoltre, provveduto alla manutenzione del Regolamento delle filiali e alla stesura del documento “Linee guida
per la definizione delle procedure interne per il trattamento del contante”. Inoltre, la funzione ha provveduto
a verificare, su incarico del Consiglio di Amministrazione, il livello di conformità, alla vigente normativa,
dell'offerta dei contratti di credito ai consumatori in aderenza a quanto indicato dalla Banca d'Italia nella nota
del 21 maggio 2012, sulla criticità emerse nell'ambito degli accertamenti condotti su alcuni intermediari.
Il Responsabile del Risk Controller ha svolto nel corso del 2012 le attività di controllo di secondo livello, volte
a verificare l’efficienza dei controlli di linea, nonché l’approfondimento e la misurazione dei rischi connessi
alla complessiva attività della Banca. Le stesse verifiche sono state formalizzate di volta in volta in appositi
report. Le attività distinte per tipo di rischio (credito, operativo, concentrazione, tasso di interesse, rischio di
mercato e controparte, liquidità, rischio residuo) sono state svolte nel rispetto del piano di verifiche
predisposto dal responsabile e presentato al Consiglio nella seduta del 27 gennaio 2012, in uno con l'elenco
dei flussi informativi verso gli organi sociali.
Il Responsabile dell’Organismo di Vigilanza, ruolo ricoperto dal Vice Presidente del Consiglio di
Amministrazione e consigliere indipendente prof. Marcellino Diana, ha presentato in data 20 novembre 2012
la prescritta relazione annuale sul controllo dei reati di cui al D. Lgs. 231/2001, approvata dal Consiglio di
Amministrazione nella seduta del 28 novembre 2012. I controlli hanno interessato tutte le possibili fattispecie
di reato individuate nel D. Lgs., e sono stati portati a conoscenza del Collegio Sindacale in un'apposita
riunione regolarmente convocata.
Il Responsabile della funzione di Antiriciclaggio nel corso del 2012 ha verificato la coerenza delle procedure
aziendali con l'obiettivo di prevenire e contrastare la violazione di leggi e norme regolamentari nonché di
autoregolamentazione in materia di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Le attività svolte hanno
interessato tra l'altro l'identificazione delle norme applicabili e la valutazione dell'impatto sui processi e sulle
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
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procedure interne. Più in dettaglio, l'analisi ha riguardato gli impatti sull'operatività ordinaria dell'articolo 18
del D. Lgs. N° 169 del 19 settembre 2012. La Funzione ha suggerito una serie di iniziative finalizzate ad una
più efficiente ed efficace azione preventiva e di gestione del rischio riciclaggio e i suggerimenti operativi e
procedurali sono stati prontamente adottati dalla Banca. La Funzione non ha mancato di prestare consulenza
e assistenza agli organi aziendali e di inviare i flussi informativi in merito ai controlli effettuati. Ha verificato
inoltre l'affidabilità del sistema informativo di alimentazione dell'archivio unico informatico e ha trasmesso
mensilmente all'UIF i dati aggregati (segnalazione SARA), gestendo nel contempo i flussi informativi prodotti
dall'UIF. Nell'ambito dell'attività di “verifica rafforzata” condotta dai titolari delle filiali, il Responsabile
dell'Antiriciclaggio ha testato, con esito positivo, la nuova “Scheda Ricognitiva Clienti” disponibile sul Sistema
Informativo che permette di effettuare in maniera più puntuale la verifica rafforzata.
Il responsabile dell'Antiriciclaggio ha poi provveduto all'aggiornamento del Manuale Antiriciclaggio,
sottoposto all'approvazione del CDA nella seduta del 30 maggio 2012, e alla predisposizione di specifici
incontri formativi, così come previsto dall'articolo 54 del D. Lgs. Del 21 novembre 2007, n° 231. L'attività di
addestramento e formazione nel 2012 è stata effettuata esclusivamente “in house” avvalendosi di formatori
interni e, in un'occasione, di una società esterna. L'attività di formazione ha interessato l'esame della
normativa nazionale – D. Lgs. 231/2007 e successive modifiche e integrazioni - con esercitazioni e casi
pratici, gli indicatori di anomalia, l'adeguata verifica delle clientela, il comunicato UIF del 23 aprile 2012, gli
schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell'art. 6, comma 7, lettera B del D. Lgs.
231/2007, i questionari antiriciclaggio sui rapporti pregressi.
La formazione del personale, sia di sede che di filiale, è stata effettuata mediante corsi interni tenuti dal
Direttore Centrale e dal Responsabile della Compliance, e sono state affrontate tematiche relative al rapporto
banca – cliente, trasparenza bancaria, gestione del credito e procedure operative.
Si è ottemperato all’obbligo della formazione prevista dal D. Lgs n° 81/2008, in materia di sicurezza sui
luoghi di lavoro, attraverso la convocazione di riunioni periodiche. Sono state effettuate, inoltre, tutte le
attività previste dalla legge.
Nel 2012 l’organico della Banca è rimasto pressocché stabile. Il 30 settembre è terminato un contratto a
tempo determinato. Su un totale complessivo di ventitré dipendenti, il 57% è occupato presso gli sportelli,
compreso quello di sede, mentre il rimanente 43% presso la sede centrale. L’età media è di 41,4 anni e
l’anzianità di servizio di 12 anni e 5 mesi. Il 5% del personale è rappresentato da dirigenti, il 22% da quadri
direttivi e il restante da impiegati con grado.
Il Consiglio, nel corso del 2012, ha riesaminato il piano strategico triennale 2011-2013, delineato nel mese di
aprile 2011 e rivisto a settembre dello stesso anno. Il contesto estremamente variabile, caratterizzato da
momenti, anche duraturi, di elevata incertezza sistemica non ha consentito una serena impostazione
operativa, così come delineata nel Piano, anche se la Banca ha attraversato in modo sostanzialmente
adeguato i delicati e difficili momenti della crisi, che si è acuita verso la fine del 2011. Pertanto nella sedute
di giugno e dicembre 2012 ha rivisitato integralmente il Piano adattandolo al mutato contesto economico e
sociale.
Il Consiglio di Amministrazione il 27 gennaio 2012 ha tracciato le strategie di investimento in strumenti
finanziari, in particolare verso il settore azionario e obbligazionario. Il Consiglio ha inoltre trattato la modifica
delle ritenute sugli interessi dei depositi a risparmio, conti correnti, certificati di deposito e obbligazioni,
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
fissata per tutti al 20%, introdotta dal comma 6) dell'articolo 2 del D.L. N° 138 del 13 agosto 2011,
convertito con modificazioni nella Legge n° 148 del 14 settembre 2011, modificando il catalogo dei prodotti,
e l'abrogazione della commissione di massimo scoperto, prevista dal comma 1) dell'articolo 2-bis del decreto
legge 29 novembre 2008 n° 185, convertito dalla legge 28 gennaio 2009, n° 2.
Il Consiglio di Amministrazione il 16 febbraio 2012 ha deliberato di accedere, per motivi precauzionali, ad un
ulteriore finanziamento triennale di 5 milioni di euro, oltre quello già ottenuto dalla Banca Centrale Europea
di 15 milioni di euro tramite Cassa Centrale Banca. Il finanziamento è stato accordato da Banca Sella, alle
medesime condizioni previste per le operazioni LTRO.
Nella seduta del 29 febbraio 2012 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il regolamento interno
sull'Usura nel quale sono indicate le modalità di rilevazione dei tassi effettivi globali mesi, la gestione degli
stessi nell'ambito del Sistema Informativo della Banca, i processi per le segnalazioni dovute alla Banca
d'Italia e l'elenco dei controlli periodici che devono essere effettuati. Nella medesima seduta il Consiglio ha
esaminato la lettera della Banca d'Italia dell'11 gennaio 2012 in merito all'applicazione delle disposizioni di
vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche che prevede periodiche
autovalutazioni degli amministratori per assicurare che la funzionalità degli organi siano garantite nel
continuo nonché per individuare aree di criticità e provi rimedio. Il documento di autovalutazione, trasmesso
alla Banca d'Italia entro il 31 marzo 2012, riporta le metodologie utilizzate per condurre il processo di
autovalutazione, i profili oggetto di analisi, i principali risultati emersi e le azioni intraprese per rimediare ai
punti di debolezza. Il processo condotto nella seduta del 30 marzo 2012 ha accertato che negli organi di
vertice della Banca sono presenti soggetti capaci di assicurare che il ruolo ad essi attribuito sia svolto in
modo efficace. Il Consiglio, ai fine delle nomine, ha poi identificato la propria composizione quali-quantitativa
considerata ottimale. Infine, il Consiglio ha deliberato di affidare all'Amministratore delegato la
riorganizzazione in un unico corpus normativo delle procedure, metodi di lavoro, flussi informativi e prassi
operative dell'organo amministrativo e la predisposizione di adeguati corsi di formazione per i consiglieri “non
esecutivi”.
Con l'entrata a regime delle disposizioni del D. Lgs 5/12 (c.d. Semplifica Italia) sono state eliminate
dall'ordinamento e/o modificate un consistente numero di leggi. In particolare con l'art. 45 di tale decreto
legislativo è stato eliminato l'obbligo di predisporre ed aggiornare il Documento Programmatico sulla
Sicurezza (DPS), mentre in materia di privacy restano comunque ferme tutte le altre disposizioni previste dal
D. Lgs. 196/03, dal provvedimento del garante del 27 novembre 2008, dal provvedimento in materia di
videosorveglianza dell'8 aprile 2010.
Il 5 marzo 2012 la Banca d'Italia ha inviato una nota alle banche in occasione della predisposizione dei
bilanci del 2011, con particolare riferimento alla distribuzione degli utili e alla corresponsione di
remunerazioni. La nota richiama le banche e i gruppi bancari a preservare, anche in chiave prospettica,
l'equilibrio della situazione aziendale e, in particolare, il mantenimento di condizioni di adeguatezza
patrimoniale e di prudente gestione del rischio di liquidità. In linea generale la Banca d'Italia ha richiamato
l'attenzione delle banche, come d'altronde ha fatto anche nel 20132, sulla necessità di adottare politiche di
distribuzione degli utili che consentano di mantenere condizioni di adeguatezza patrimoniale, attuale e
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Comunicazione della Banca d'Italia del 13 marzo 2013 – Bilanci 2012: valutazione dei crediti, remunerazioni,
distribuzione dei dividendi.
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prospettica, coerenti con il complesso dei rischi assunti. Anche il sistema di remunerazione, sottolinea la
Banca d'Italia, si deve ispirare a canoni di prudenza, affinché gli oneri sia contenuti a vantaggio dell'obiettivo
di rafforzamento patrimoniale. La Banca Capasso Antonio ha tempo ha perseguito entrambe le linee indicate
dall'Organo di Vigilanza: rafforzamento patrimoniale continuo nel tempo e parsimonia nella distribuzione
degli utili, tanto che il coefficiente patrimoniale della Banca è stabilmente al 40% e il pay ratio è stato
mediamente inferiore al 35%, sia per volontà dei soci, sia da ultimo, in virtù della prudente norma statutaria
che impone che una quota di almeno il 40% degli eventuali utili annuali sia destinata a riserva. In merito al
sistema di remunerazione il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 21 dicembre 2012 ha approvato
una proposta dell'Amministratore delegato volta a ridurre l'accantonamento annuo per il suo fine mandato
da 1,5 volte la retribuzione globale annua lorda percepita a 0,25 volte.
Il CDA ha definito nella seduta del 30 marzo 2012 il Documento Informativo, per l’anno 2011,
sulle
operazioni con parti correlate. In merito agli adempimenti da porre in essere per l’individuazione delle parti
correlate ai soli fini dello IAS 24, alla Banca Capasso Antonio, non essendo quotata e non avendo azioni
diffuse tra il pubblico, non si applica la regolamentazione Consob, ma trova applicazione la normativa
civilistica (art. 2427 n 22-bis c.c.) e gli artt. 53, comma 4-quater e 136 del TUB e la connessa
regolamentazione della Banca d’Italia. Il CDA ha inoltre approvato il consuntivo delle politiche di
remunerazione ed incentivazione per l'anno 2011, corredato dalla prevista relazione della funzione di
Compliance, e ha proposto alcune modifiche a seguito della complessa rivisitazione organizzativa di ruoli e
funzioni dei controlli interni, avvenuta nel corso 2011, portate all'attenzione dei soci in sede di approvazione
del bilancio d'esercizio.
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 27 aprile 2012 ha esaminato e approvato il resoconto ICAAP
(Internal Capital Adequacy Assessment Process) al 31 dicembre 2011, sul processo interno di valutazione
dell’adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica, comprensivo della relazione relativa all’autovalutazione,
ove sono individuate le aree di miglioramento e sono approfonditi gli interventi, organizzativi o patrimoniali,
pianificati per la correzione e lo sviluppo del processo.
Il resoconto, frutto del lavoro congiunto delle diverse funzioni coinvolte nella gestione del processo ICAAP, è
stato sottoposto a verifica da parte dell’Internal Audit e del Collegio Sindacale. Entrambi gli organi hanno
espresso parere favorevole. Si è concluso inoltre il processo di valutazione dei rischi operativi che è stato
condotto dalla funzione di Internal Auditing. Il report ha analizzato i risultati del processo di risk self
assessment relativo ai rischi operativi e ciò al fine di misurare la probabilità di accadimento e l'impatto
economico potenziale di tale categoria di rischi a cui la Banca è esposta. Lo studio ha contribuito ad una
migliore quantificazione dei rischi residui operativi in sede i redazione dell'ICAAP.
Il processo, oltre ad evidenziare un sostanziale allineamento del capitale complessivo rispetto al capitale
interno, altresì rimarcato da un’eccedenza patrimoniale, al 31 dicembre 2011, pari al 48,77% del capitale
complessivo (l’eccedenza di capitale include anche l’extra capitale interno necessario in caso di evoluzione
sfavorevole dello scenario di riferimento), ha messo in evidenza alcune aree suscettibili di miglioramento, e
che hanno riguardato principalmente il rischio di credito, e il connesso rischio e di concentrazione, il rischio
operativo e reputazionale, il rischio strategico e, marginalmente, il rischio di liquidità e il rischio residuo. Gli
interventi delineati in questa prima fase da parte del gruppo di lavoro costituito ad hoc, (di cui fanno parte il
risk controller e il responsabile della Compliance, coordinati dal Direttore centrale), sono stati poi oggetto di
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
un'attenta verifica da parte del Consiglio nel corso dell'anno. I miglioramenti hanno riguardato la
razionalizzazione dei flussi informativi verso l'Organo di supervisione, tramite la rivisitazione di quanto
contenuto nella parte ricorrente dell'ordine del giorno, e l'introduzione di un modello denominato
“Andamento del Portafoglio Crediti” con l'istallazione di un programma denominato “QlikView”, nell'ambito
del sistema informativo, per una pronta valutazione gestionale e strategica dei principali dati patrimoniali,
economici e finanziari. In particolare l'applicativo permette una completa, corretta e fruibile informativa sulla
gestione, avuto riguardo alle diverse aree di attività. Inoltre, l'attività del gruppo si è focalizzata sulla stesura
di una policy per la gestione del rischio di credito, approvata nella sua forma definitiva dal Consiglio di
Amministrazione nella seduta del 28 novembre 2012. La policy che si affianca al Regolamento del processo
del credito, definisce le linee guida per l'assunzione e la gestione del rischio di credito della Banca, in
coerenza con le indicazioni delle Istruzione di Vigilanza per le banche e, in particolare della Circolare 263/06
di Banca d'Italia.
In relazione alla coerente valutazione degli immobili posti a garanzia di crediti ipotecari si è aderito ad un
servizio per il monitoraggio del valore degli immobili, indispensabile anche per la determinazione dei
coefficienti prudenziali (I° Pilastro). Il servizio prevede l'estrazione periodica del data-base della Banca e il
successivo invio a NOMISMA per la georeferenziazione degli immobili e la verifica puntuale dei valori di
mercato mediante l'utilizzo di opportuni benchmark.
Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 30 maggio 2012, ha approvato la Relazione sul governo
societario per l’anno 2011. La relazione ha recepito: le disposizioni della Banca d'Italia dell'11 gennaio 2012
(c.d. Autovalutazione dei componenti l'Organo di supervisione), la variazione delle politiche di remunerazione
e incentivazione approvate dall'assemblea ordinaria dei soci il 27 aprile 2012, la rivisitazione integrale del
Sistema dei Controlli Interni.
Il Consiglio ha inoltre approvato, con il parere favorevole del Collegio Sindacale, il documento denominato
“Informativa al pubblico ai sensi delle nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche” con
riferimento alla data del 31 dicembre 2011. L’informativa prevede l’obbligo di pubblicazione periodica delle
informazioni riguardanti l’adeguatezza patrimoniale, l’esposizione ai rischi e le caratteristiche generali dei
sistemi preposti all’identificazione, alla misurazione e alla gestione di tali rischi. Il documento, in mancanza di
un sito internet della Banca, è stato pubblicato sul totem informativo consultabile dalla clientela presso tutte
le filiali della Banca.
La policy per la gestione della liquidità è stata aggiornata modificando alcuni indicatori di preallarme di crisi
specifica su cui si fonda l'architettura del “contingency funding plan” e introducendone altri più rispondenti
all'attuale complessità del mercato come, per esempio, quelli relativi al monitoraggio dello spread tra BTP e
BUND.
L'attività di aggiornamento ha interessato anche l'operatività della procedura VARCO che consente di gestire
in maniera ottimale e direttamente allo sportello le variazioni delle condizioni economiche dei rapporti con la
clientela. Sono stati definiti dei limiti di scostamento rispetto alle condizioni standard previste che
rispecchiano i poteri di delibera assegnati a ciascun organo deputato nell'attività di variazione delle condizioni
contrattuali.
Nella seduta del 28 giugno 2012 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Regolamento sulla procedura
delle operazioni con soggetti collegati ai sensi delle nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
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in materia di “Attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di
soggetti collegati”, emanate dalla Banca d'Italia con il 9° aggiornamento del 12 dicembre 2011 della
Circolare n° 263 del 27 dicembre 2006, debitamente validato dalla funzione di Compliance. Il Regolamento
disciplina l'iter di identificazione, approvazione ed esecuzione delle operazioni con Soggetti Collegati poste in
essere direttamente o indirettamente dalla Banca, individuando regole interne idonee ad assicurare la
trasparenza e la correttezza sia sostanziale che procedurale delle operazioni stesse, nonché a stabilire le
modalità di adempimento dei relativi obblighi informativi, ivi compresi quelli previsti dalle disposizioni di
legge e regolamentari vigenti e applicabili. Il Consiglio ha ritenuto di non costituire un apposito Comitato per
le operazioni con Soggetti Collegati, al fine di preservare la dialettica all'interno del Consiglio stesso, ma,
avvalendosi della facoltà concessa dalle Disposizioni, di investire i due Amministratori indipendenti dei
compiti ad essi attribuiti, con riguardo alle operazioni con Soggetti Collegati. Il Regolamento prevede regole
diverse in funzione della tipologia di operazioni effettuate dalla Banca, distinguendo tra “operazioni di
maggiore rilevanza”, “operazioni di minore rilevanza”, “operazioni ordinarie” e operazioni concluse ai sensi
dell'art. 136 del TUB. Sono esentate dall'applicazione della procedura le operazioni di importo esiguo, ossia le
operazioni il cui controvalore non eccede la soglia di 250.000 euro. Successivamente alla delibera del
Regolamento sono stati censiti tutti i soggetti collegati, compresi i soggetti connessi, nel data-base del
Sistema Informativo e la società di outsourcing ha provveduto al rilascio di una release, permettendo così
l'adeguato presidio dei processi sottostanti le transazioni con Soggetti Collegati e gli adempimenti segnaletici
previsti dalla normativa. Infine, il Regolamento è stato pubblicato sui totem informativi a disposizione del
pubblico presenti in ogni filiale.
E' stata avviata con successo la procedura conservazione dei documenti cartacei relativamente alle pratiche
di affidamento. Con il nostro Outsourcer è stato siglato un accordo che permette l'acquisizione in forma
digitale dei documenti a corredo dalla richiesta di affidamento e la successiva conservazione nell'ambito del
sistema Informativo, con possibilità di richiamarli e consultarli in ogni momento. Inoltre, si è predisposto un
piano di salvataggio quotidiano dei dati presenti sul server di dominio della Banca attraverso l'adozione di un
servizio di back-up virtualizzato presso il nostro Outsoucer, con la conservazione di una copia del salvataggio
in un sito alternativo.
E' stato attivato il servizio SMS alert che permette di inviare ai clienti, possessori della carta di debito, un
SMS che notifica un'operazione di prelievo o di pagamento effettuata con la carta, per contrastare l'utilizzo
fraudolente in caso di smarrimento o sottrazione, con l'utilizzo della sola banda magnetica. Il servizio è
offerto gratuitamente alla clientela.
Il 30 ottobre 2012 la filiale di Piedimonte Matese ha subìto una rapina che grazie ai sistemi di sicurezza
passiva esistenti non ha avuto conseguenze per le persone e ha causato alla Banca un danno economico
minimale.
Il 28 novembre 2012 è stato inoltre effettuato il test annuale e l’aggiornamento del Piano di Continuità
Operativa nei casi di emergenza. Il Piano del test è stato sviluppato con riferimento alle Istruzioni di
Vigilanza emanate dalla Banca d’Italia sul tema “Continuità operativa in casi di emergenza”. Oltre alla
revisione dell’analisi di impatto e l’allineamento delle struttura operativa ai cambiamenti registrati nel corso
dell’anno, il test annuale è stato eseguito utilizzando la modalità “ walk through”, applicandola ad alcuni
processi selezionati ed ha consentito di cogliere alcuni aspetti di disallineamento che si erano verificati nel
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
tempo a causa di adeguamenti normativi o di tipo organizzativo. Tale modalità ha consentito inoltre di
apportare le opportune modifiche conseguenti allo sviluppo e al rilascio da parte di Eureka IBS di una nuova
funzionalità che consente di ricostruire automaticamente l’integrità del sistema, dopo interruzioni che
abbiano causato la perdita dei dati lavorati in giornata.
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 21 dicembre 2012 ha modificato la metodologia per il calcolo
dell'impairment sui titoli di capitale del portafoglio AFS riducendo l'arco temporale da prendere in
considerazione per il calcolo della c.d. diminuzione prolungata da “superiore a 60 mesi consecutivi“ a
“superiore a 30 mesi consecutivi”. In ogni caso però la valutazione viene effettuata con il prezzo di chiusura
di borsa del titolo rilevato al 31 dicembre dell'anno di riferimento. L'altro parametro (riduzione del valore
pari al 50%) è rimasto immutato.
La Banca il 15 marzo 2012 ha aderito all'accordo “Nuove misure per il credito alle PMI” siglato tra l'ABI, il
Ministero dell'Economia e delle Finanze, il Ministero dello Sviluppo Economico e le principali Associazioni di
rappresentanza delle varie categorie sociali ed economiche. Nel corso del 2012 sono state adottate, come
per il precedente esercizio, iniziative commerciali nei confronti della clientela. Queste hanno riguardato
l'offerta di un conto pensione, a condizione più che vantaggiose nei confronti di questa particolare categoria
di clienti, e di un conto corrente “low cost”. In occasione dei festeggiamenti del centenario è stato
pubblicizzato un deposito a risparmio, con durata di 3 o 6 mesi, al tasso del 5%, su nuove somme
depositate. Un regalo all'affezionata clientela per ricordare i cento anni di storia della Banca.
Signori azionisti,
di seguito si analizzano i dati dell’esercizio 2012 mediante il raffronto con gli analoghi dati dell’esercizio 2011.
L’utile al lordo delle imposte ha raggiunto al 31 dicembre 2012 la cifra di 2.276.279,00 euro, con un
incremento assoluto rispetto all’anno precedente di 1.226.595,00 euro, pari al 85,58%, nonostante siano
state effettuate rettifiche su crediti verso la clientela pari a euro 1.654.522,15.
L’utile, al netto delle imposte ha registrato un aumento di euro 887.302,00, pari al 180,04%, passando da
492.831,00 euro del 2011 a 1.380.133,00 del 2012.
La raccolta diretta al 31.12.2012 è rimasta sostanzialmente stabile attestandosi a 125.422.272,00 euro,
con una leggera flessione del 0,70%. Il dato è leggermente inferiore a quello di sistema, che ha registrato
una lieve crescita pari al 1,6%.
La ripartizione della raccolta diretta è la seguente:
 i conti correnti hanno raggiunto l’importo di 36.874.673,00 euro con un incremento del 4,68%
rispetto al 2011;
 in forte rialzo i depositi a risparmio che si attestano a 37.906.596,00 euro contro 25.848.124,00
euro al 31 dicembre 2011, con una variazione del 46,65%;
 i certificati di deposito pari a 11.663.965,00 euro, hanno registrato un altrettanto forte
decremento del 41,90%;
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
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 in diminuzione le obbligazioni bancarie che da 43.393.551,00 euro sono passate a 38.977.038,00
euro, con una flessione del 10,18%, coerente con il dato di sistema in flessione del 6,8%.
Il quadro di sintesi evidenzia l’andamento della raccolta da clientela negli ultimi cinque anni (gli importi sono
arrotondati all’unità di euro):
2012
2011
2010
2009
2008
125.422.272
124.545.681
125.854.057
122.001.611
115.481.196
La raccolta da banche ammonta a 20 milioni di euro, così ripartita:

euro 15.000.000,00 rifinanziamento a tre anni presso la BCE, LTRO (Long Term Refinancing
Operation) attraverso la Cassa Centrale Banca;

euro 5.000.000,00 finanziamento a tre anni ottenuto da Sella Holding Banca spa.
Gli impieghi nel loro complesso, nel 2012, hanno subito un vistoso decremento a causa della debole
domanda di credito da parte di imprese e famiglie e dell'accentuato deterioramento della qualità del credito,
per la pesante crisi economica e sociale che ha investito l'Italia. La flessione è pari all'8,40%, mentre il dato
di sistema è così differenziato: famiglie e società finanziarie hanno registrato una flessione del 2,5%, il
settore delle imprese del 3,3%, mentre i finanziamenti bancari alle piccole imprese hanno segnato un
rallentamento del 5,9%.
Al 31 dicembre 2012 il valore assoluto dei crediti concessi a clientela è stato pari a 64.365.726,00 euro
contro 70.268.560,00 euro dell’anno precedente. Pertanto lo stock dei crediti, nell’anno oggetto di esame,
registra una flessione di euro 5.902.834,00.
Gli impieghi a breve termine al 31 dicembre 2012 sono pari a euro 8.000.796,00 contro euro
11.261.725,00 dell’anno precedente. La composizione è la seguente:
 conti correnti da euro 8.433.416,00 a euro 5.786.271,00, comprensivi del salvo buon fine;
 portafoglio finanziario e commerciale da euro 2.828.309,00 a euro 2.214.525,00.
Il portafoglio degli effetti ha registrato un decremento del 21,70%% mentre i conti correnti hanno fatto
registrare un decremento del 31,39%.
Gli impieghi con durata oltre 1 anno, alla data del 31 dicembre 2012, hanno raggiunto la cifra di euro
49.608.618,00, contro euro 52.025.008,00 dell’anno precedente, con un decremento del 4,64%, contro un
tasso di decrescita del sistema del 2,7%. In termini assoluti la flessione è stata di 2.416.390,00 euro
pressoché identica a quella registrata nel 2011.
Nel corso del 2012 sono stati erogati mutui, sia nella forma ipotecaria che chirografaria, nella stessa misura
dell'anno precedente, pari a 9,1 milioni di euro.
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sono stati concessi complessivamente 231 finanziamenti, contro 242 dell’anno precedente. I mutui ipotecari
erogati ammontano a euro 3.379.500,00 contro euro 5.070.000,00 dell'anno precedente, segno che le
famiglie sono restie ad investire oggi nel mattone, mentre i mutui chirografari hanno registrato un robusto
incremento da euro 4.063.210,00 a euro 5.738.940,00. La media di ogni finanziamento è stata pari a
39.000,00 euro, contro 38.000,00 euro del 2011.
I buoni postali fruttiferi ammontano a euro 6.209.511,00 contro euro 5.886.689,00 dell'anno precedente, per
effetto della capitalizzazione degli interessi maturati. Il tasso di capitalizzazione composta è stato del 5,50%.
Gli impieghi a medio e lungo termine rappresentano il 77,00% circa del totale dei crediti concessi a clientela.
Il quadro di sintesi degli impieghi, relativo agli ultimi cinque anni, con l’esclusione dei crediti concessi
all’Amministrazione Statale (Cassa DD.PP.), è il seguente (gli importi sono arrotondati all’unità di euro):
2012
2011
2010
2009
2008
58.156.215
64.381.871
66.775.415
63.004.336
65.483.078
Il rapporto impieghi/depositi al 31.12.2012, con l’esclusione dei crediti concessi all’Amministrazione, si è
attestato al 46,37%, contro il 51,69% dell’anno precedente. Considerando i crediti al lordo di tale
componente esclusa, il rapporto sale al 51,32% (56,42% al 31 dicembre 2011).
I crediti verso clientela sono stati valutati secondo quanto indicato nella Parte A2 – POLITICHE CONTABILI –
della Nota Integrativa – Sezione 4 Crediti.
Le relative svalutazioni, comprensive dell’ impairment ,sono state effettuate mediante rettifica in diminuzione
del valore iscritto nell’attivo dello stato patrimoniale.
A fronte del perdurare della crisi e delle ancora incerte prospettive di ripresa economica, così come anche
indicato dalla Banca d’Italia nella comunicazione del 13 marzo 2013 inviata a tutto il Sistema Bancario, le
modalità di determinazione delle rettifiche su crediti sono state guidate da criteri di prudenza coerenti con
l’evoluzione attuale e prospettica della rischiosità degli attivi.
Nell’esercizio sono state eseguite rettifiche di valore su crediti per 1.654.522,15 euro, così distinte:
 Sofferenze euro 680.900,07;
 Incagli per euro 448.933,11;
 Scaduti e sconfinati oltre 90 gg euro 4.634,57;
 Adeguamento impairment collettivo euro 520.054,40.
Rispetto al precedente esercizio le rettifiche sono aumentate del 113,64%.
Le riprese di valore ammontano a 118.726,73 euro così distinte:
o
Sofferenze euro 92.569,85;
o
Incagli euro 26.156,88.
Le perdite su crediti ammontano invece a euro 56.838,87 contro euro 888,59 del precedente esercizio.
Sono state inoltre effettuate svalutazioni su titoli di capitale AFS per euro 36.580,00 contro euro
375.254,00 dell’anno precedente.
In bilancio, alla voce 130 del conto economico, è stato iscritto un valore negativo netto pari a 1.629.214,00
euro, contro un valore sempre negativo di 1.066.242,00 euro dell’anno precedente.
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
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L’ammontare delle sofferenze lorde al 31 dicembre 2012, pari a 2.623.012,00 euro, è rimasto stabile
rispetto al precedente esercizio con un decremento dell'1,55%.
Il conto sofferenze complessivamente si è così movimentato (gli importi sono arrotondati all’unità di euro):
MOVIMENTAZIONE
Esposizione lorda al 31.12.2011
- Ingressi da crediti in bonis
Crediti in Sofferenza
2.664.232,10
228.538,22
- Trasferimenti da incagli
15.508,31
- Altre variazioni
24.354,28
- Uscite verso crediti in bonis
92.725,38
- Cancellazioni
133.388,13
- Incassi
83.507,77
Esposizione lorda al 31.12.2012
- Svalutazione analitica al 31.12.2012
Esposizione netta al 31.12.2012
2.623.011,63
2.076.210,88
546.800,75
Il valore di bilancio delle Sofferenze, al netto delle svalutazioni analitiche effettuate, ammonta a
546.801,00 euro, contro 1.095.138,00 euro al 31 dicembre 2011, con una diminuzione di 548.337,00 euro,
pari al 50%.
Le Sofferenze, al netto delle relative svalutazioni, rappresentano lo 0,94% del totale degli impieghi per
cassa, depurati dei crediti concessi all’Amministrazione Statale, contro l'1,70% dell’anno precedente.
Il rapporto sale al 4,51% se confrontiamo le sofferenze lorde con gli impieghi per cassa, sempre depurati
dei crediti concessi all’Amministrazione Statale. Nel 2011 il rapporto era pari al 4,14%. Il rapporto al lordo
dei cennati crediti ammonta a 4,08%, per il 2012, e al 3,79%, per il 2011.
Il rapporto tra Sofferenze nette e patrimonio di vigilanza al 31 dicembre 2012 è pari all' 1,81% contro
l'1,88% dell’anno precedente.
Le partite incagliate alla data del 31 dicembre 2012 ammontano a 3.917.376,00 euro contro 3.389.466,00
euro, al 31 dicembre 2011, con un incremento del 15,58% e un'incidenza sui crediti in essere del 6,74%,
considerati al netto di quelli concessi all’Amministrazione Statale. Nel 2011 il rapporto era pari al 5,26%.
Infine i crediti scaduti ammontano a euro 35.660,06.
Il totale dei crediti deteriorati lordi sul patrimonio di vigilanza si è ragguagliato a 21,82%, scende al 12,83%
se consideriamo i crediti al netto dei fondi.
L’ammontare complessivo del fondo svalutazione crediti, comprensivo delle Sofferenze, degli incagli,degli
scaduti e dei crediti in bonis, è pari a euro 3.259.699,00 contro euro 1.805.118,00 dell'anno precedente,
con un aumento dell'80,59%, ed è così ripartito:
 Fondo svalutazioni Sofferenze euro 2.076.211,00;
 Fondo svalutazione posizioni Incagliate euro 630.473,06;
 Fondo svalutazione crediti scaduti oltre 90 gg euro 4.634,57;
 Fondo svalutazione crediti c.d. rischio fisiologico euro 548.380,62.
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
La dinamica dei crediti ad andamento anomalo è riportata nella Nota Integrativa – Parte E – Rischio di
Credito – Sezione A.1.6 – A.1.8 -.
I crediti verso banche corrispondenti sono rappresentati dalla liquidità tenuta sui conti correnti di
corrispondenza, dai depositi vincolati a breve termine presso banche e dal deposito vincolato per la Rob: al
31 dicembre 2012 ammontano a 39.422.856,00 euro, contro 21.391.633,00 euro dell’esercizio
precedente, con un incremento del 84,29%. L’aumento è da iscrivere alla vendita di titoli AFS e in parte al
finanziamento ricevuto da Sella Holding Banca spa.
Il totale delle attività finanziarie in essere al 31 dicembre 2012, ammonta a 70.318.393,00 euro contro
70.430.666,00 euro. La ripartizione di tipo funzionale è la seguente: (gli importi sono espressi in unità di
euro)
Attività
Finanziarie
detenute
per
la
negoziazione
Attività finanziarie disponibili per la
vendita
Attività finanziarie detenute sino alla
scadenza
Totale
2012
2011
1.430.281
1.199.193
64.365.760
64.711.005
4.522.352
4.520.468
70.318.393
70.430.666
Il totale delle attività finanziarie rappresentano il 38,91% del complessivo valore dell’attivo, contro il
41,59% dell’anno precedente.
La vendita di titoli AFS – essenzialmente titoli di debito - ha procurato utili netti per 961.135,00 euro mentre
la vendita di titoli HFT – essenzialmente titoli di capitale – ha generato utili per 3.266,00 euro.
Sono state effettuate svalutazioni, sui titoli di capitale AFS, ai sensi dello IAS 39, per un importo pari a euro
36.580,00 contro euro 375.254,00 dell'anno precedente. Esse hanno interessato titoli che erano stati oggetto
di svalutazione nel corso del precedente esercizio, le cui perdite, appostate con segno negativo tre le riserve
del netto, sono state giudicate “significative e durature”. Al 31 dicembre 2012 le svalutazioni effettuate sui
titoli azionari nei vari esercizi ammontano complessivamente a euro 2.272.644,37.
Nel comparto di trading si registrano plusvalenze da valutazione al fair value per 245.017,00 euro e
minusvalenze per euro 13.452,00.
Il margine d’interesse registra un incremento del 20,03% rispetto al 31 dicembre 2011, posizionandosi al 31
dicembre 2012 a 4.864.318,00 euro contro euro 4.052.707,00.
Il costo della raccolta, pari a 2.384.603,00 euro, è aumentato del 25,30%, mentre i proventi da impieghi,
pari a 7.248.921,00 euro, sono anch’essi aumentati del 21,71%.
Gli interessi da banche sono aumentati dell’859,58%, per l’effetto della maggiore giacenza sui conti,
posizionandosi a 908.789,03 euro, contro 94.706.97 euro dell’anno precedente. In aumento gli interessi
da attività finanziarie da 1.660.816,67 euro a 2.365.711,09 euro, con un incremento del 42,44%.
Gli interessi sui buoni fruttiferi postali sono stati pari a euro 322.822,67 contro 278.064,25 euro dell’anno
precedente, per effetto della capitalizzazione degli interessi.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
33
Il rapporto tra margine di interesse e totale attivo, al 31 dicembre 2012, è pari al 2,69% contro il 2,39%,
dell’anno precedente.
In forte aumento il margine d’intermediazione che al 31 dicembre 2012 si è attestato a 6.445.751,00 euro
contro 4.249.686,00 euro dell’anno precedente, con un incremento del 51,68%.
I ricavi netti su servizi, rappresentati dalle Commissioni Nette e dagli Altri Proventi di Gestione, sono pari a
euro 798.580,00 euro, contro 765.694,00 euro del precedente esercizio, con un incremento del 4,29%.
Il risultato netto della gestione finanziaria è stato di 4.816.537,00 euro contro 3.183.444,00 euro
dell’esercizio precedente, in aumento di 1.633.093,00 euro, pari al 51,30%.
I costi operativi si ragguagliano a 2.540.258,00 euro con un aumento rispetto al dato del 31 dicembre
2011, di 406.498,00 euro, pari al 19,05%.
Le spese per il personale hanno raggiunto l’importo di 1.684.588,00 euro, contro 1.413.708,00 euro
dell’esercizio precedente, a causa soprattutto della determinazione secondo logica attuariale del TFR dei
dipendenti e della quota annuale di TFM accantonata per l'Amministratore delegato, che hanno inciso
complessivamente per euro 282.918,64 (72.000,00 euro per il TFM e 210.918,64 per il TFR). Le Altre Spese
Amministrative si sono attestate a 1.113.277,00 euro, rispetto a euro 991.150,00 dello scorso anno, con
un aumento del 12,33%, per i costi sostenuti per i festeggiamenti del centenario della Banca.
Le rettifiche di valore su immobilizzazioni immateriali e materiali sono state pari a 216.173,00 euro, in
aumento sul dato dell’anno precedente del 32,40%, per i maggiori ammortamenti dovuti alle spese
sostenute per i lavori di ristrutturazione della filiale di sede.
Le imposte correnti, rettificate della componente di fiscalità differita, hanno inciso complessivamente per
euro 896.146,05 contro euro 556.853 del 2011.
Nell’esercizio sono sorte attività per imposte anticipate e passività per imposte differite, come pure sono
intervenuti riassorbimenti della pregressa fiscalità differita, così come meglio evidenziato nella Nota
Integrativa.
In merito alla fiscalità anticipata si specifica che la stessa è stata iscritta nella ragionevole certezza che la
banca, nonostante il periodo congiunturale difficile per il sistema bancario, continuerà a produrre imponibile
fiscale, su cui si riverseranno le differenze temporanee attive rilevate nel presente bilancio.
Sempre in relazione alla fiscalità anticipata, come indicato da Banca d’Italia, si è provveduto ad evidenziare
tra le attività dello stato patrimoniale, sotto alla voce 130 b), l’importo potenzialmente in grado di generare
crediti d’imposta al verificarsi delle condizioni di cui alla legge 214/2011. L’importo è stato poi oggetto di
analisi, con riferimento alla variazione intervenuta rispetto all’esercizio 2011, in un apposito prospetto della
nota integrativa.
FATTI DI RILIEVO DOPO LA CHIUSURA DELL'ESERCIZIO
Dopo la chiusura dell’esercizio 2012 non si segnalano fatti di rilievo.
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34
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
L'EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE
Secondo il Bollettino Economico della Banca d’Italia (gennaio 2013), la caduta dell'attività potrebbe arrestarsi
nel corso del secondo semestre del 2013; tuttavia il ritorno alla crescita nella seconda metà dell'anno, si
ritiene che possa avvenire su ritmi modesti e con ampi margini di incertezza. La svolta ciclica sarebbe resa
possibile dalla graduale ripresa degli investimenti, a seguito della normalizzazione delle condizioni di
finanziamento e del recupero della domanda nell'area dell'euro, nonché del parziale miglioramento del clima
di fiducia. La dinamica del prodotto resterebbe comunque negativa nella media del 2013 e tornerebbe
lievemente positiva nel 2014.
In tale contesto, potrebbero persistere rischi. I maggiori fattori di rischio al ribasso sono legati all'andamento
della domanda interna e alle condizioni del credito: il ritorno a tassi positivi di accumulazione potrebbe
essere ritardato da un'evoluzione meno favorevole delle aspettative delle imprese; gli effetti sull'attività delle
banche del deterioramento dei bilanci bancari e dell'accresciuta rischiosità della clientela potrebbero essere
più persistenti. Un'evoluzione più positiva potrebbe invece derivare da un ulteriore rafforzamento delle
prospettive per l'area dell'euro.
Secondo l’analisi della Banca d’Italia, è pertanto necessario consolidare i progressi compiuti. In tal senso,
requisiti indispensabili per un ritorno alla crescita sono il continuo miglioramento dell'offerta di credito,
condizioni favorevoli sui mercati dei titoli di Stato e un recupero della fiducia che consenta di riavviare gli
investimenti. Resta essenziale garantire che i progressi finora realizzati in questi ambiti grazie all'azione
congiunta di tutte le politiche economiche, nazionali ed europee, siano duraturi. Nel nostro Paese è
indispensabile consolidare il riequilibrio dei conti pubblici e intensificare lo sforzo di riforma volto a rilanciare
la competitività e a innalzare il potenziale di crescita dell'economia.
Purtuttavia, il contesto macroeconomico in cui si iscrive l’instabile scenario finanziario, acuitosi in queste
settimane di marzo per la crisi cipriota, unitamente al riflessivo andamento dell’economia reale, mostra
ancora tutti gli elementi di debolezza. L’evidenza per il nostro Paese è data, anche, dalle continue revisioni al
ribasso delle stime sul PIL. La tavola che segue riporta le determinanti della revisione delle proiezioni di
crescita del PIL nel 2012 e 2013 rispetto a quelle effettuate nel luglio 2011.
Sulla base delle relazioni incorporate nel modello econometrico della Banca d’Italia, è possibile identificare
cinque fattori alla base di tali scostamenti:
(a) i più elevati costi di finanziamento per il settore privato a seguito dell’aumento degli spread sui titoli di
Stato;
(b) la maggiore difficoltà di accesso al credito per le imprese;
(c) gli effetti diretti delle manovre di risanamento dei conti pubblici;
(d) il rallentamento del commercio internazionale;
(e) i riflessi dell’aumento dell’incertezza e del connesso calo della fiducia sulla domanda interna.
Proiezioni di crescita del PIL nel 2012 e 2013:
determinanti della revisione rispetto a luglio 2011
(valori percentuali)
O. Proiezioni effettuate nel luglio 2011 1,1
A. Tassi di interesse e spread sovrani
B. Difficoltà di accesso al credito delle imprese
2012
1,3
-0,4
-0,6
2013
0,2
-0,2
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
35
C. Manovre di finanza pubblica
D. Rallentamento dell’economia globale
E. Incertezza e fiducia di famiglie e imprese
F. Componente residuale
G. Proiezioni attuali
(G=O+A+B+C+D+E+F)
-1,0
-0,6
-0,5
-0,1
-1,1
-0,9
-0,2
-0,1
-2,1
-1,0
Fonte: Banca d’Italia, Bollettino Economico n.71, gennaio 2013, pag.40
L’aggiornamento a febbraio 2013 da parte di Prometeia dello scenario bancario per il triennio 2013-2015,
rispetto allo scorso ottobre 2012, sconta una serie di fattori, con effetti contrapposti:
 il contesto finanziario è più favorevole. Nei primi mesi del 2013 si sono confermati i segnali di
allentamento delle tensioni sui mercati finanziari; contestualmente sono migliorate le condizioni sui
mercati dei titoli di debito sovrano dei paesi periferici grazie all’azione deterrente della Bce.
 l’attività economica continua a mostrare segnali di debolezza. In Italia la ripresa dovrebbe iniziare
solo nella seconda metà del 2013 e sarà meno intensa rispetto alle fasi successive registrate
all’uscita delle passate crisi, condizionando così anche l’evoluzione delle masse intermediate dal
sistema bancario e la rischiosità del credito.
 gli sviluppi regolamentari continueranno a condizionare le strategie degli operatori. Il recente
ammorbidimento del requisito di liquidità di breve periodo (liquidity coverage ratio) potrebbe a
esempio consentire strategie di erogazione del credito meno conservative. A questo si aggiungono
gli impatti del trasferimento della vigilanza bancaria a livello europeo per le banche più grandi e
quelli derivanti dalle modalità e dai tempi di implementazione delle raccomandazioni del rapporto
Liikanen, sulle quali è in atto un dibattito a livello comunitario.
In questo scenario l’evoluzione del credito si confermerà modesta soprattutto nel 2013. Solo nell’ultimo
biennio della previsione, con il graduale miglioramento del ciclo economico, la crescita dei finanziamenti
bancari potrebbe risultare più vivace. Contestualmente la crescita dei depositi totali si manterrà modesta e si
accompagnerà alla ricomposizione verso le forme di deposito a maggiore scadenza, in linea con l’esigenza
delle banche di allungare la scadenza media del passivo e la domanda delle famiglie di strumenti a maggiore
rendimento e protezione dei risparmi. Una maggiore offerta di titoli di debito sul mercato dovrebbe essere
rimandata al 2014 in linea con la graduale normalizzazione dei mercati finanziari.
La redditività del sistema bancario italiano migliorerà molto lentamente, con un Roe che si manterrà su livelli
storicamente bassi e ancora sotto il 4% nel 2015. A fronte di margini dell’attività tradizionale contenuti
almeno fino al 2014 e di un costo del rischio ancora elevato, la riduzione e ottimizzazione dei costi operativi
continuerà a rappresentare la leva strategica fondamentale per la difesa della redditività.
In un siffatto scenario, in cui è necessario prestare molta prudenza nelle previsioni, la Banca ha ragionevole
aspettativa di indirizzare la gestione del 2013 sulla crescita dimensionale, in particolare sui volumi della
raccolta, anche solo in moderata crescita, a motivo del contenimento del tasso medio sulla raccolta per non
deprimere comunque il margine d’interesse, e a porre massima attenzione, come di consueto, al rischio di
credito, tenuto conto che il mercato locale si prospetta particolarmente critico.
Tutto ciò premesso, lo scenario in cui la Banca, comunque, colloca le proprie previsioni per il 2013 tiene
conto dei seguenti aspetti:

un tendenziale peggioramento dell’economia italiana;

una riduzione dell’0,25% dei tassi d’interesse;
________________________________________________________________________________________________
36
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012

un margine d’interesse stabile;

un lieve aumento dei ricavi da servizi;

un leggero decremento delle spese amministrative.
Per quanto concerne l'andamento dei principali aggregati, per il 2013, si prevede:

un incremento, ancorché moderato, della raccolta diretta;

una lieve ripresa degli impieghi;

un tendenziale aumento, quale effetto di trascinamento, delle posizioni deteriorate e delle sofferenze.
L'ATTIVITA' DI SVILUPPO
L'attività di sviluppo nel 2013 sarà concentrata nel potenziamento della politica commerciale e nella
rivisitazione delle piattaforme del sistema dei pagamenti.
RAPPORTI DI GRUPPO
La Banca non è integrata in alcun gruppo bancario.
DESTINAZIONE DELL’UTILE DI ESERCIZIO
Il bilancio dell’esercizio 2012, che sottoponiamo alla Vostra approvazione, è stato redatto nella piena
conformità di tutti i Principi Contabili Internazionali (IAS/IFRS) emanati dall’International Accounting
Standard Board e delle relative interpretazioni dell’International Financial Reporting Interpretation
Committee, vigenti alla data del 31 dicembre 2012 e omologati dalla Commissione Europea secondo la
procedura prevista dal regolamento UE n° 1606/2002. Il bilancio appare altresì rispettoso delle disposizioni
contenute nel documento diffuso dalla Banca d’Italia con Circolare 262 del 22 dicembre 2005, nella versione
di recente aggiornata per tener conto delle revisioni e modifiche che hanno interessato alcuni IAS/IFRS.
Vi proponiamo, dunque, la ripartizione dell'utile netto, determinato in euro 1.380.133,08
Alla riserva legale il 5%
Alla riserva statutaria
69.006,65
Alla riserva straordinaria
723.126,43
-
Agli Azionisti in ragione di euro 2.450,00 ad azione (240 az.)
588.000,00
1.380.133,08
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
37
A seguito di tale ripartizione, se approvata dall'Assemblea dei Soci, il patrimonio netto risulterà così
costituito:
CAPITALE SOCIALE
16.800.000,00
RISERVE
Legale
372.233,47
Statutaria
6.983.440,84
Altre riserve
zero
Riserva indisponibile e indistribuibile azioni proprie in portafoglio
RISERVE FTA
4.800.000,00
5.993.373,36
DIFFERENZIALE UTILE IAS 2005
10.259,79
RISERVA AFS al 31 dicembre 2012
389.537,20
AZIONI PROPRIE IN PORTAFOGLIO
(4.800.000,00)
Totale complessivo
30.548.844,66
CONCLUSIONI
Signori azionisti,
si è appena concluso il centenario della fondazione della Banca (1912-2012). Il nostro ricordo e la nostra
condotta non possono che trovare alimento e continua testimonianza, nelle figure di Antonio Capasso, di sua
moglie Rosa Cardelli, e dei loro figli, Salvatore, Renato, Corrado, Luigia e Cristina. Quando guardiamo a
questi periodi di incertezza, indecisione e inquietudine, il loro esempio ci serve da guida. A loro, prima di
tutto, come sempre, va il nostro profondo ringraziamento.
Il Presidente del Consiglio di Amministrazione
dr. Pietro Matrisciano
________________________________________________________________________________________________
38
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
STATO PATRIMONIALE
Voci dell'attivo
10
Cassa e disponibilità liquide
20
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
40
Attività finanziarie disponibili per la vendita
50
Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
60
70
31.12.2011
944.708
867.726
1.430.281
1.199.193
64.365.760
64.711.005
4.522.352
4.520.468
Crediti verso banche
39.422.856
21.391.633
Crediti verso clientela
64.365.726
70.268.560
2.929.976
2.737.550
8.838
28.488
1.753.176
2.532.489
110
Attività materiali
120
Attività immateriali
130
31.12.2012
Attività fiscali
a)
correnti
781.568
922.674
b)
anticipate
971.608
1.609.815
- di cui alla L. 214/2011
140
Attività non correnti e gruppi di attività in via di
dismissione
150
Altre attività
Totale dell'attivo
630.320
256.399
-
108.052
956.724
974.438
180.700.397
169.339.602
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
39
Voci del passivo e del patrimonio netto
31.12.2012
31.12.2011
10
Debiti verso banche
20.193.194
15.003.900
20
Debiti verso clientela
74.781.270
61.075.832
30
Titoli in circolazione
50.641.002
63.469.849
80
Passività fiscali
1.728.003
751.106
a) correnti
1.371.500
723.950
b) differite
356.503
27.156
100
Altre passività
1.466.609
1.515.993
110
Trattamento di fine rapporto del personale
753.475
559.011
130
Riserve da valutazione
389.537
(2.674.223)
160
Riserve
17.367.174
17.145.303
180
Capitale
16.800.000
16.800.000
190
Azioni proprie (-)
(4.800.000)
(4.800.000)
200
Utile (Perdita) d'esercizio (+/-)
1.380.133
492.831
180.700.397
169.339.602
Totale del passivo e del patrimonio netto
________________________________________________________________________________________________
40
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
CONTO ECONOMICO
Voci
10
Interessi attivi e proventi assimilati
20
Interessi passivi e oneri assimilati
30
Margine di interesse
31.12.2012
31.12.2011
7.248.921
5.955.855
(2.384.603)
(1.903.148)
4.864.318
4.052.707
40
Commissioni attive
361.521
363.581
50
Commissioni passive
(36.721)
(32.253)
324.800
331.328
51.744
67.369
243.754
(227.599)
961.135
25.881
60
Commissioni nette
70
Dividendi e proventi simili
80
Risultato netto dell'attività di negoziazione
100 Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
b)
attività finanziarie disponibili per la vendita
120 Margine di intermediazione
130 Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di:
961.135
25.881
6.445.751
4.249.686
(1.629.214)
(1.066.242)
a)
crediti
(1.592.634)
(690.988)
b)
attività finanziarie disponibili per la vendita
(36.580)
(375.254)
140 Risultato netto della gestione finanziaria
150 Spese amministrative:
4.816.537
3.183.444
(2.797.865)
(2.404.858)
a)
spese per il personale
(1.684.588)
(1.413.708)
b)
altre spese amministrative
(1.113.277)
(991.150)
170 Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali
(195.493)
(138.528)
180 Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali
(20.680)
(24.740)
190 Altri oneri/proventi di gestione
473.780
434.366
(2.540.258)
(2.133.760)
2.276.279
1.049.684
(896.146)
(556.853)
270 Utile (Perdita) della oper.corrente al netto delle imp.
1.380.133
492.831
290
1.380.133
492.831
200 Costi operativi
250 Utile (Perdita) della oper.corrente al lordo delle imp.
260
Imposte sul reddito dell'eserc.dell'operatività corrente
Utile (Perdita) d'esercizio
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
41
PROSPETTO DELLA REDDITIVITA’ COMPLESSIVA
Voci
10.
Utile (Perdita) d'esercizio
2012
2011
1.380.133
492.831
Altre componenti reddituali al netto delle imposte
20.
Attività finanziarie disponibili per la vendita
3.063.760
(1.463.884)
110.
Totale altre componenti reddituali al netto delle imposte
3.063.760
(1.463.884)
120.
Redditività complessiva (Voce 10+110)
4.443.893
(971.053)
________________________________________________________________________________________________
42
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Variazioni dell'esercizio
Capitale:
16.800
a) azioni ordinarie
16.800
b) altre azioni
Sovrapprezzi di emissione
Riserve:
17.145
a) di utili
17.135
b) altre
10
Riserve da valutazione
(2.674)
Strumenti di capitale
Azioni proprie
(4.800)
Utile (Perdita) di esercizio
493
Patrimonio netto
26.964
Redditività complessiva
esercizio 2012
Stock options
Derivati su proprie
azioni
Variazione strumenti
di capitale
Distribuzione
straordinaria dividendi
Acquisto azioni proprie
Emissione nuove
azioni
Operazioni sul patrimonio netto
Variazioni di riserve
Dividendi e altre
destinazioni
Riserve
Esistenze al 1.1.2012
Modifica saldi apertura
Esistenze al 31.12.2011
Allocazione risultato esercizio precedente
16.800
16.800
17.145
17.135
10
(2.674)
(4.800)
493
26.964
Patrimonio netto al 31.12.2012
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO AL 31 DICEMBRE 2012
16.800
16.800
222
222
(222)
(271)
(271)
________________________________________________________________________________________________
43
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
3.064
17.367
17.357
10
390
1.380
4.444
(4.800)
1.380
31.137
Variazioni dell'esercizio
Capitale:
16.800
a) azioni ordinarie
16.800
b) altre azioni
Sovrapprezzi di emissione
Riserve:
17.183
a) di utili
17.173
b) altre
10
Riserve da valutazione
(1.210)
Strumenti di capitale
Azioni proprie
(4.800)
Utile (Perdita) di esercizio
304
Patrimonio netto
28.277
Redditività complessiva
esercizio 2011
Stock options
Derivati su proprie
azioni
Variazione strumenti
di capitale
Distribuzione
straordinaria dividendi
Acquisto azioni proprie
Emissione nuove
azioni
Operazioni sul patrimonio netto
Variazioni di riserve
Dividendi e altre
destinazioni
Riserve
Esistenze al 1.1.2011
Modifica saldi apertura
Esistenze al 31.12.2010
Allocazione risultato esercizio precedente
16.800
16.800
17.183
17.173
10
(1.210)
(4.800)
304
28.277
Patrimonio netto al 31.12.2011
PROSPETTO DELLE VARIAZIONI DEL PATRIMONIO NETTO AL 31 DICEMBRE 2011
16.800
16.800
280
280
(280)
(318)
(318)
(24)
(24)
(318)
________________________________________________________________________________________________
44
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
17.145
17.135
10
(1.464) (2.674)
493
(971)
(4.800)
493
26.964
RENDICONTO FINANZIARIO
Metodo indiretto
A. ATTIVITA' OPERATIVA - (Importi in unità di euro)
. Gestione
- risultato d'esercizio (+/-)
- plus/minusvalenze su attività finanziarie detenute per la negoziazione e su
attività/passività finanziarie valutate al fair value (-/+)
- plus/minusvalenze su attività di copertura (-/+)
- rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento (+/-)
-
rettifiche/riprese di valore nette su immobilizzazioni materiali e immateriali (+/-)
accantonamenti netti a fondi rischi ed oneri ed altri costi/ricavi (+/-)
imposte e tasse non liquidate (+)
rettifiche/riprese di valore nette dei gruppi di attività in via di dismissione al
netto dell'effetto fiscale (+/-)
- altri aggiustamenti (+/-)
2. Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie
- attività finanziarie detenute per la negoziazione
- attività finanziarie valutate al fair value
- attività finanziarie disponibili per la vendita
- crediti verso banche: a vista
- crediti verso banche: altri crediti
- crediti verso clientela
- altre attività
3. Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie
- debiti verso banche: a vista
- debiti verso banche: altri debiti
- debiti verso clientela
- titoli in circolazione
- passività finanziarie di negoziazione
- passività finanziarie valutate al fair value
- altre passività
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa
B. ATTIVITA' DI INVESTIMENTO
1. Liquidità generata da
- vendite di partecipazioni
- dividendi incassati su partecipazioni
- vendite di attività finanziarie detenute sino alla scadenza
- vendite di attività materiali
- vendite di attività immateriali
- vendite di rami d'azienda
2. Liquidità assorbita da
- acquisti di partecipazioni
- acquisti di attività finanziarie detenute sino alla scadenza
- acquisti di attività materiali
- acquisti di attività immateriali
- acquisti di rami d'azienda
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d'investimento
C. ATTIVITA' DI PROVVISTA
- emissioni/acquisti di azioni proprie
- emissioni/acquisti di strumenti di capitale
- distribuzione dividendi e altre finalità
Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista
LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO
Importo
2012
2011
2.974.376
1.380.133
2.538.558
492.831
(243.754)
227.599
1.686.813
1.123.888
216.173
163.268
896.146
556.853
(961.135)
(25.881)
(9.382.709) (13.802.548)
12.666
835.457
5.755.753
(18.724.397)
693.174
4.252.601
(1.372.506)
7.037.171
(4.559.256)
(10.727.359)
59.864
(241.779)
830.525
11.969.196
5.189.294
13.705.439
(12.828.847)
15.003.900
599.910
(1.908.287)
971.285
628.838
(1.726.327)
705.206
(280.897)
(444.068)
(279.867)
(1.030)
(442.683)
(1.385)
(280.897)
(270.960)
(444.068)
(341.880)
(270.960)
(270.960)
76.981
(341.880)
(341.880)
(80.742)
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
45
LEGENDA
(+) generata
(-) assorbita
RICONCILIAZIONE
Voci di bilancio
Cassa e disponibilità liquide all'inizio dell'esercizio
Liquidità totale netta generata/assorbita nell'esercizio
Importo
2012
2011
867.726
948.468
76.981
(80.742)
944.707
867.726
Cassa e disponibilità liquide: effetto della variazione dei cambi
Cassa e disponibilità liquide alla chiusura dell'esercizio
________________________________________________________________________________________________
46
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
NOTA INTEGRATIVA
Parte A – POLITICHE CONTABILI
Parte B – INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE
Parte C – INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO
Parte D – REDDITIVITA’ COMPLESSIVA
Parte E – INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI COPERTURA
Parte F – INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO
Parte G – OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI
D’AZIENDA
Parte H – OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
Parte I – ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI
Parte L – INFORMATIVA DI SETTORE
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
47
PARTE A – POLITICHE CONTABILI
________________________________________________________________________________________________
48
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
A1 – PARTE GENERALE
Sezione 1
Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali
Il bilancio al 31 dicembre 2012 è stato redatto nella piena conformità di tutti i Principi Contabili Internazionali
(IAS/IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e delle relative interpretazioni
dell’International Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC), vigenti e omologati dall’Unione
Europea alla data del 31 dicembre 2012,
secondo il processo di endorsement che vede quali attori
l’European Financial Reporting Advisory Group (EFRAG), l’ Accountig Regulatory Committee (ARC) e lo
Standards Advisory Review Group (SARG).
Il bilancio al 31 dicembre 2012 si presenta altresì conforme alle istruzioni della Banca d’Italia contenute
nella circolare n. 262 del 22 dicembre 2005 “il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione”, nella
versione emendata ed aggiornata del 18 novembre 2009. Le istruzioni stabiliscono in modo vincolante gli
schemi di bilancio, nonché il contenuto della Nota Integrativa.
Gli schemi di bilancio riportano i corrispondenti dati di raffronto riferiti all’esercizio 2011.
Sezione 2
Principi generali di redazione
Il bilancio, che è stato redatto utilizzando l’euro come moneta di conto, si compone dei seguenti prospetti e
documenti, in totale continuità rispetto al 31 dicembre 2011: Stato Patrimoniale, Conto Economico, Prospetto
della Redditività complessiva, Prospetto delle variazioni di patrimonio netto, Rendiconto Finanziario e Nota
Integrativa. Esso è poi corredato dalla Relazione degli Amministratori sull’andamento della gestione.
La redazione del bilancio è avvenuta nel rispetto dei principi generali previsti dallo IAS 1 ed in aderenza con
le assunzioni generali previste dal Quadro Sistematico (Framework).
In particolare, esso ha trovato ispirazione nei seguenti principi generali di redazione dettati dallo IAS 1:





Continuità aziendale. Il bilancio è stato predisposto nella prospettiva della continuazione
dell’attività aziendale, pertanto attività, passività ed operazioni “fuori bilancio” sono valutate secondo
valori di funzionamento della Banca, in quanto destinate a durare nel tempo.
Competenza economica. Costi e ricavi vengono rilevati, a prescindere dal momento del loro
regolamento monetario, per periodo di maturazione economica e secondo il criterio di correlazione.
Coerenza di presentazione. Presentazione e classificazione delle voci sono mantenute costanti
nel tempo allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni, salvo che la loro variazione sia
richiesta da un Principio Contabile Internazionale o da una interpretazione oppure renda più
appropriata, in termini di significatività e di affidabilità, la rappresentazione dei valori. Se un criterio
di presentazione o di classificazione viene cambiato, quello nuovo si applica – ove possibile – in
modo retroattivo; in tal caso vengono anche indicati la natura e il motivo della variazione, nonché le
voci interessate. Nella presentazione e nella classificazione delle voci sono adottati gli schemi
predisposti dalla Banca d’Italia per i bilanci delle banche nel Provvedimento del 22 dicembre 2005 e
successive modifiche ed integrazioni.
Aggregazione e rilevanza. Tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura o funzione simili
sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o funzione diversa, se rilevanti, vengono
presentati in modo distinto.
Divieto di compensazione. Attività e passività, costi e ricavi non vengono compensati tra loro,
salvo che ciò non sia richiesto o permesso da un Principio Contabile Internazionale o da una
Interpretazione oppure dagli schemi predisposti dalla Banca d’Italia per i bilanci delle banche.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
49

Informativa comparativa. Le informazioni comparative vengono fornite per il periodo precedente
per tutti i dati esposti nei prospetti di bilancio ad eccezione di quando un Principio Contabile
Internazionale o una Interpretazione consenta diversamente. Vengono incluse anche delle
informazioni di commento e descrittive quando ciò è significativo per una migliore comprensione del
bilancio dell’esercizio di riferimento.
Il bilancio è redatto con chiarezza e rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, la
situazione finanziaria e il risultato economico dell’esercizio.
Se le informazioni richieste dai principi contabili internazionali e dalle disposizioni contenute nel primo
aggiornamento alla circolare Banca d’Italia n.262 del 18 novembre 2009 non sono sufficienti a dare una
rappresentazione veritiera e corretta, nella Nota Integrativa vengono fornite informazioni complementari
necessarie allo scopo.
Se, in casi eccezionali, l’applicazione di una disposizione prevista dai principi contabili internazionali è
incompatibile con la rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, di quella finanziaria e
del risultato economico, essa non è applicata. Nella Nota integrativa sono spiegati i motivi della eventuale
deroga e la sua influenza sulla rappresentazione della situazione patrimoniale, di quella finanziaria e del
risultato economico.
Nella redazione del presente bilancio si è preso atto del Documento Banca d’Italia/Consob/Isvap n.4 del 3
marzo 2010 che, pur non introducendo obblighi ulteriori rispetto a quelli già previsti dai principi contabili
internazionali, richiama l’attenzione sulla necessità di garantire un’adeguata informativa di bilancio,
raccomandando la puntuale ed esaustiva applicazione degli stessi, in particolare sui temi delle verifiche per
riduzione di valore delle attività (impairment test), sulle clausole contrattuali dei debiti finanziari, sulle
ristrutturazioni dei debiti e sulla “gerarchia del fair value”.
Sezione 3
Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio
Nel periodo di tempo intercorso tra la data di riferimento del presente bilancio e l’approvazione del
corrispondente progetto da parte del Consiglio di Amministrazione non sono intervenuti fatti che comportino
una rettifica dei dati approvati in tale sede né si sono verificati fatti di rilevanza tale da richiedere una
integrazione all’informativa fornita.
Sezione 4
Altri aspetti
Stato patrimoniale
Gli strumenti finanziari sono oggetto di rilevazione in funzione della finalità per cui sono detenuti e non in
base alla loro natura.
Ratei e risconti sono stati ricondotti a voce propria.
La composizione del patrimonio netto è stata ampliata per effetto dell’introduzione delle riserve da
valutazione dovute all’applicazione di specifici IAS/IFRS. A seguito della revisione dello IAS 1, le differenze
registrate nei valori di tali riserve da un esercizio all’altro rappresentano componenti del prospetto della
redditività complessiva.
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Conto economico
Sono state introdotte informazioni intermedie e non è più prevista l’evidenza separata dell’utile derivante
dalla gestione straordinaria. E’ rimasta un’esposizione separata solo per il risultato della cessione di
investimenti e per quello delle attività non correnti, in corso di dismissione.
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
51
A2-PARTE RELATIVA ALLE PRINCIPALI VOCI DI BILANCIO
Sezione 1
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
1.1 Criteri di classificazione
Sono stati classificati tra le attività finanziarie detenute per la negoziazione (HFT) gli strumenti finanziari che
sono tenuti con l’intento di generare profitti nel breve termine sfruttando le relative variazioni di prezzi.
Rientrano in tale categoria gli strumenti derivati non aventi finalità di copertura.
1.2 Criteri di iscrizione
L’iscrizione iniziale delle attività finanziarie, per i titoli di debito e di capitale, avviene alla data di regolamento
in base al loro fair value, che corrisponde di norma al corrispettivo versato dalla banca, e i costi e proventi di
transazione sono imputati direttamente a conto economico; alla data di sottoscrizione per i contratti derivati.
Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati
dalle attività stesse o quando l’attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i
rischi/benefici ad essa connessi.
1.3 Criteri di cancellazione
Nel caso i cui la banca venda un’attività finanziaria in precedenza collocata nel comparto HFT, procede alla
sua eliminazione al momento del trasferimento (data regolamento).
I titoli ricevuti nell’ambito di un’operazione che contrattualmente prevede la successiva vendita e i titoli
consegnati nell’ambito di un’operazione che contrattualmente prevede il riacquisto, non vengono registrati o
stornati dal bilancio.
1.4 Criteri di valutazione
All’atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie detenute per la negoziazione vengono rilevate al costo,
inteso come il fair value dello strumento, senza considerare i costi o proventi di transazione direttamente
attribuibili allo strumento stesso.
Eventuali derivati impliciti presenti nei contratti complessi non strettamente correlati agli stessi ed aventi le
caratteristiche per soddisfare la definizione di derivato vengono scorporati dal contratto primario e valutati al
fair value, mentre al contratto primario è applicato il criterio contabile proprio di riferimento.
Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono valorizzate
al fair value. Se il fair value di un’attività finanziaria diventa negativo, tale attività è contabilizzata come una
passività finanziaria.
Per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari quotati in un mercato attivo, vengono utilizzate
quotazioni di mercato (prezzi Bid o prezzi medi). In assenza di un mercato attivo, vengono utilizzati metodi
di stima e modelli valutativi che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono
basati su dati rilevabili sul mercato quali: metodi basati sulla valutazione di strumenti quotati che presentano
analoghe caratteristiche, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni,
valori rilevati in recenti transazioni comparabili.
I titoli di capitale ed i correlati strumenti derivati, per i quali non sia possibile determinare il fair value in
maniera attendibile secondo le linee guida sopra indicate, sono mantenuti al costo.
1.5 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
Gli interessi attivi sui titoli ed i differenziali ed i margini dei contratti derivati classificati in tale categoria, ma
gestionalmente collegati ad attività o passività valutate al fair value sono iscritti per competenza nelle voci di
conto economico relativi agli interessi.
I differenziali e i margini degli altri contratti vengono rilevati nel “Risultato netto dell’attività di negoziazione”.
Gli utili e le perdite realizzati dalla cessione o rimborso e quelli semplicemente dovuti alle variazioni di fair
value sono classificati nel “Risultato netto delle attività di negoziazione”, ad eccezione della quota relativa ai
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
contratti derivati gestionalmente collegati ad attività o passività valutate al fair value rilevata nel “Risultato
netto delle attività o passività valutate al fair value”.
Gli utili e le perdite realizzati sulla cessione o sul rimborso e gli utili e le perdite non realizzati derivanti dalle
variazioni del fair value del portafoglio di negoziazione, sono classificati nel Risultato netto dell’attività di
negoziazione.
Sezione 2
Attività finanziarie disponibili per la vendita
2.1 Criteri di classificazione
La categoria delle attività finanziarie disponibili per la vendita ha natura residuale. In quanto tale essa
accoglie le attività finanziarie non derivate e tutte quelle che non si è ritenuto di classificare come Crediti,
Attività detenute per la negoziazione o Attività detenute sino alla scadenza.
In particolare vengono incluse in questa voce le interessenze azionarie non gestite con finalità di
negoziazione e non qualificabili di controllo, collegamento e controllo congiunto.
2.2 Criteri di iscrizione
Fatte salve le eccezioni previste dallo IAS 39, i titoli del portafoglio disponibile per la vendita non possono
essere trasferiti in altri portafogli né titoli di altri portafogli possono essere oggetto di trasferimento al
portafoglio disponibile per la vendita.
I titoli disponibili per la vendita che formano oggetto di operazioni di compravendita a pronti non ancora
regolate (regular way) vengono iscritti (se acquistati) oppure cancellati (se venduti) secondo il principio della
“data di regolamento”. Gli interessi dei titoli vengono computati in base al loro tasso interno di rendimento;
le quantità in rimanenza a fine periodo sono stimate secondo il metodo del costo medio ponderato continuo.
I titoli di tipo strutturato, costituiti dalla combinazione di un titolo e di uno o più strumenti derivati
incorporati, sono disaggregati e contabilizzati separatamente dai derivati in essi impliciti, se questi
presentano caratteristiche economiche e di rischio differenti da quelle dei titoli sottostanti e se sono
configurabili come autonomi contratti derivati.
2.3 Criteri di cancellazione
Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati
dalle attività stesse o quando l’attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e
benefici della proprietà dell’attività finanziaria.
2.4 Criteri di valutazione
All’atto della rilevazione iniziale le attività sono contabilizzate al costo, inteso come il fair value dello
strumento, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili allo strumento stesso. Se
l’iscrizione avviene a seguito di riclassificazione dalle “Attività detenute sino a scadenza” il valore di iscrizione
è rappresentato dal fair value al momento del trasferimento.
Successivamente i titoli vengono valutati al fair value: a) il fair value degli strumenti quotati in mercati attivi
(efficienti) si ragguaglia alle quotazioni di chiusura dei mercati; b) il fair value degli strumenti non quotati in
mercati attivi corrisponde al valore attuale dei flussi di cassa attesi, computato tenendo conto dei diversi
profili di rischio insiti negli strumenti oggetto di valutazione; c)il fair value delle partecipazioni di minoranza
non quotate viene stimato sulla base di metodologie mutuate dalle tecniche di valutazione d’azienda e
ritenute più idonee per il tipo di attività svolta dall’azienda.
I titoli di capitale, per i quali non sia possibile determinare il fair value in maniera attendibile secondo le linee
guida sopra indicate, sono mantenuti al costo.
La verifica dell’esistenza di obiettive evidenze di riduzione di valore viene effettuata ad ogni chiusura di
bilancio o di situazione infrannuale.
Lo IAS 39 al paragrafo 58 impone di determinare ad ogni data di riferimento del bilancio se vi è qualche
obiettiva evidenza che un’attività finanziaria ha subito una riduzione di valore. Il paragrafo 67 stabilisce che
“quando una riduzione di Fair Value di un’attività finanziaria disponibile per la vendita è stata rilevata
direttamente nel patrimonio netto e sussistono evidenze obiettive che l’attività abbia subito una riduzione di
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
53
valore, la perdita cumulativa che è stata rilevata direttamente nel patrimonio netto deve essere stornata e
rilevata a conto economico anche se l’attività finanziaria non è stata eliminata”.
L’importo trasferito a conto economico è quindi pari alla differenza tra il valore di carico (costo di
acquisizione al netto delle eventuali perdite per riduzione di valore già precedentemente rilevate nel conto
economico) e il fair value corrente.
In relazione alla pubblicazione in data 3 marzo 2010 del documento n. 4 del tavolo di coordinamento fra
Banca d’Italia, Consob e Isvap in materia di applicazione degli IAS/IFRS, la Banca ha modificato con delibera
del 21 dicembre 2012 le precedenti condizioni quantitative deliberate dal CdA del 30 marzo 2010, per la
determinazione di perdite significative e durevoli da imputare immediatamente al conto economico.
Per gli strumenti di capitale, i seguenti parametri – da considerare disgiuntamente - sono indicativi della
necessità di effettuare una svalutazione per obiettiva evidenza di Impairment:
 Diminuzione del Fair Value del titolo superiore al 50% del valore di carico (contabile) di prima
iscrizione (cd. diminuzione significativa);
 Diminuzione del Fair Value del titolo al di sotto del valore di carico per un arco temporale superiore
a 30 mesi consecutivi (cd. diminuzione prolungata).
Relativamente agli investimenti in strumenti rappresentativi di capitale, la necessità di rilevare un impairment
considera inoltre, singolarmente o congiuntamente, le seguenti situazioni: il Fair Value dell’investimento
risulta significativamente inferiore al costo di acquisto o comunque è significativamente inferiore a quello di
società similari dello stesso settore; il management della società non è considerato di adeguato standing ed
in ogni caso capace di assicurare una ripresa delle quotazioni; si rivela la riduzione del “credit rating” dalla
data dell’acquisto; significativo declino dei profitti, dei cash flow o nella posizione finanziaria netta
dell’emittente dalla data di acquisto; si rileva una riduzione o interruzione della distribuzione dei dividendi;
scompare un mercato attivo per i titoli obbligazionari emessi; si verificano cambiamenti del contesto
normativo, economico e tecnologico dell’emittente che hanno un impatto negativo sulla situazione
reddituale, patrimoniale e finanziaria dello stesso; esistono prospettive negative del mercato, settore o area
geografica nel quale opera l’emittente.
2.5 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
Gli interessi attivi, calcolati in base alla metodologia del T.I.R., vengono allocati nelle voci “interessi attivi e
proventi assimilati”, i dividendi alla voce “dividendi e proventi assimilati”, mentre gli utili o le perdite derivanti
da una variazione di fair value vengono rilevati in una specifica Riserva di patrimonio netto sino a che
l’attività finanziaria non viene cancellata o non viene rilevata una perdita di valore. Al momento della
dismissione o della rilevazione di una perdita di valore, l’utile o la perdita cumulati vengono riversati a conto
economico.
Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla
rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazione a conto
economico, nel caso di crediti o titoli di debito, ed a patrimonio netto nel caso di titoli di capitale.
Sezione 3
Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
3.1 Criteri di classificazione
Sono classificate nella presente categoria i titoli di debito con pagamenti fissi o determinabili e scadenza
fissa, che si ha intenzione e capacità di detenere sino a scadenza. Se in seguito ad un cambiamento di
volontà o di capacità non risulta più appropriato mantenere un investimento come detenuto sino a scadenza,
questo viene riclassificato tra le attività disponibili per la vendita.
3.2 Criteri di iscrizione
L’iscrizione iniziale dell’attività finanziaria avviene alla data di regolamento.
3.3 Criteri di cancellazione
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Le attività finanziarie vengono cancellate quando scadono i diritti contrattuali sui flussi finanziari derivati
dalle attività stesse o quando l’attività finanziaria viene ceduta trasferendo sostanzialmente tutti i rischi e
benefici ad essa connessi.
3.4 Criteri di valutazione
All’Atto della rilevazione iniziale le attività finanziarie classificate nella presente categoria sono rilevate al fair
value, comprensivo degli eventuali costi e proventi direttamente attribuibili. Se la rilevazione in questa
categoria avviene per riclassificazione dalle Attività disponibili per la vendita, il fair value dell’attività alla data
di riclassificazione viene assunto come nuovo costo ammortizzato dell’attività stessa.
Successivamente alla rilevazione iniziale, le attività finanziarie detenute sino alla scadenza sono valutate al
costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso di interesse effettivo.
3.5 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
Gli utili o le perdite riferiti ad attività detenute sino a scadenza, sono rilevati nel conto economico nel
momento in cui le attività sono cancellate o hanno subito una riduzione di valore, nonché tramite il processo
di ammortamento.
In sede di chiusura del bilancio e delle situazioni infrannuali, viene effettuata la verifica dell’esistenza di
obiettive evidenze di riduzione di valore.
Se sussistono tali evidenze l’importo della perdita viene misurato come differenza tra il valore contabile
dell’attività e il valore attuale dei futuri flussi finanziari stimati, scontati al tasso di interesse effettivo
originario. L’importo della perdita viene rilevato nel conto economico.
Qualora i motivi della perdita di valore siano rimossi a seguito di un evento verificatosi successivamente alla
rilevazione della riduzione di valore, vengono effettuate riprese di valore con imputazioni a conto economico.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
55
Sezione 4
Crediti
4.1 Criteri di classificazione
I crediti includono gli impieghi con clientela e con banche, sia erogati direttamente sia acquistati da terzi,
che prevedono pagamenti fissi o comunque determinabili, che non sono quotati in un mercato attivo e che
non sono stati classificati all’origine tra le attività finanziarie disponibili per la vendita.
Nella voce crediti rientrano inoltre i crediti commerciali, le operazioni pronti contro termine ed i titoli
acquistati in sottoscrizione o collocamento privato, con pagamenti determinati o determinabili, non quotati in
mercati attivi.
4.2 Criteri di iscrizione
I crediti e i titoli sono allocati nel portafoglio all’atto dell’erogazione o dell’acquisto e non possono formare
oggetto di successivi trasferimenti in altri portafogli né strumenti finanziari di altri portafogli possono essere
trasferiti nel portafoglio crediti.
4.3 Criteri di cancellazione
I crediti ceduti vengono cancellati dalle attività in bilancio solamente se la cessione ha comportato il
sostanziale trasferimento di tutti i rischi e benefici connessi ai crediti stessi.
Per contro, qualora siano stati mantenuti i rischi e benefici relativi ai crediti ceduti, questi continuano ad
essere iscritti tra le attività del bilancio, ancorché giuridicamente la titolarità del credito sia stata
effettivamente trasferita.
Nel caso in cui non sia possibile accertare il sostanziale trasferimento dei rischi e benefici, i crediti vengono
cancellati dal bilancio qualora non sia stato mantenuto alcun tipo di controllo sugli stessi. In caso contrario,
la conservazione, anche in parte, di tale controllo comporta il mantenimento in bilancio dei crediti in misura
pari al coinvolgimento residuo, misurato dall’esposizione ai cambiamenti di valore dei crediti ceduti ed alle
variazioni dei flussi finanziari degli stessi.
Infine, i crediti ceduti vengono cancellati dal bilancio nel caso in cui vi sia la conservazione dei diritti
contrattuali a ricevere i relativi flussi di cassa, con la contestuale assunzione di un’obbligazione a pagare
detti flussi, e solo essi ad altri soggetti terzi.
4.4 Criteri di valutazione
La prima iscrizione di un credito avviene alla data di erogazione o,nel caso di un titolo di debito, a quella di
regolamento, sulla base del fair value dello strumento finanziario, pari all’ammontare erogato, o prezzo di
sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi direttamente riconducibili al singolo credito e determinabili sin
dall’origine dell’operazione, ancorché liquidati in un momento successivo.
Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte della
controparte debitrice o sono inquadrabili tra i normali costi interni di carattere amministrativo.
Perle operazioni creditizie eventualmente concluse a condizioni diverse da quelle i mercato il fair value è
determinato utilizzando apposite tecniche di valutazione; la differenza rispetto all’importo erogato od al
prezzo di sottoscrizione è imputata direttamente a conto economico.
Dopo la rilevazione iniziale, i crediti sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore di prima iscrizione
diminuito/aumentato dei rimborsi di capitale, delle rettifiche/riprese di valore e dell’ammortamento –
calcolato col metodo del tasso di interesse effettivo - della differenza tra l’ammontare erogato e quello
rimborsabile a scadenza, riconducibile tipicamente ai costi/proventi imputati direttamente al singolo credito.
Il tasso di interesse effettivo è individuato calcolando il tasso che eguaglia il valore attuale dei flussi futuri
del credito, per capitale ed interesse, all’ammontare erogato inclusivo dei costi/proventi ricondotti al credito.
Tale modalità di contabilizzazione, utilizzando una logica finanziaria, consente di distribuire l’effetto
economico dei costi/proventi lungo la vita residua attesa del credito. Il metodo del costo ammortizzato non
viene utilizzato per i crediti la cui breve durata (dodici mesi) fa ritenere trascurabile l’effetto dell’applicazione
della logica di attualizzazione. Detti crediti vengono valorizzati al costo storico ed i costi/proventi agli stessi
riferibili sono attribuiti a conto economico in modo lineare lungo la durata contrattuale del credito.
Analogo criterio di valorizzazione viene adottato per i crediti senza una scadenza definita o a revoca in
relazione ai quali i costi o proventi sono imputati direttamente a conto economico.
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale viene effettuata una ricognizione dei crediti volta ad
individuare quelli che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione,mostrino oggettive
evidenze di una possibile perdita di valore. Rientrano in tale ambito i crediti ai quali è stato attribuito lo
status di sofferenza, incaglio, ristrutturato o past due secondo le attuali regole di Banca d’Italia, coerenti con
la normativa IAS.
Detti crediti deteriorati sono oggetto di un processo di valutazione analitica e l’ammontare della rettifica di
valore di ciascun credito e pari alla differenza tra il valore di bilancio dello stesso al momento della
valutazione (costo ammortizzato) ed il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il
tasso d’interesse effettivo originario.
I flussi di cassa previsti tengono conto dei tempi di recupero attesi, del presumibile valore di realizzo delle
eventuali garanzie nonché dei costi che si ritiene verranno sostenuti per il recupero dell’esposizione
creditizia.
Il tasso effettivo originario di ciascun credito rimane invariato nel tempo ancorché sia intervenuta una
ristrutturazione del rapporto che abbia comportato la variazione del tasso contrattuale ed anche qualora il
rapporto divenga, nella pratica, infruttifero di interessi contrattuali.
La rettifica di valore è iscritta a conto economico.
Il valore originario dei crediti viene ripristinato negli esercizi successivi nella misura in cui vengano meno i
motivi che ne hanno determinato la rettifica purché tale valutazione sia oggettivamente collegabile ad un
evento verificatosi successivamente alla rettifica stessa.
La ripresa di valore è iscritta nel conto economico, e non può in ogni caso superare il costo ammortizzato
che il credito avrebbe avuto in assenza di precedenti rettifiche.
I crediti per i quali non sono state individuate singolarmente evidenze oggettive di perdita e cioè, di norma, i
crediti in bonis, ivi inclusi quelli verso controparti residenti in paesi a rischio, sono sottoposti alla valutazione
di una perdita di valore collettiva. Tale valutazione avviene per categorie di crediti omogenee in termini di
rischio di credito e le relative percentuali di perdita sono stimate tenendo conto di serie storiche fondate su
elementi osservabili alla data della valutazione, che consentano di stimare il valore della perdita latente in
ciascuna categoria di crediti.
Le rettifiche di valore determinate collettivamente sono imputate nel conto economico.
Ad ogni data di chiusura del bilancio e delle situazioni infrannuali, le eventuali rettifiche aggiuntive o riprese
di valore vengono ricalcolate in modo differenziale con riferimento all’intero portafoglio di crediti in bonis
alla stessa data.
4.5 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
L’allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di
quanto riportato di seguito.



Gli interessi attivi dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce “interessi attivi e proventi
assimilati”.
Gli utili e perdite da cessione dei crediti e dei titoli vengono allocati nella voce “utile/perdita da
cessione o riacquisto di crediti”.
Le perdite da impairment e le riprese di valore dei crediti e dei titoli vengono allocate nella voce
“rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di crediti”.
Sezione 5
Attività materiali
5.1 Criteri di classificazione
Le attività materiali comprendono i terreni, gli immobili strumentali, gli investimenti immobiliari, gli impianti
tecnici, i mobili e gli arredo e le attrezzature di qualsiasi tipo.
Si tratta di attività materiali detenute per essere utilizzate nella produzione o nella fornitura di beni e servizi,
per essere affittate a terzi, o per scopi amministrativi e che si ritiene di utilizzare per più di un periodo.
Sono inoltre iscritti in questa voce i beni utilizzati nell’ambito di contratti di leasing finanziario, ancorché la
titolarità giuridica degli stessi rimanga alla società locatrice.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
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5.2 Criteri di iscrizione
Le immobilizzazioni materiali sono inizialmente iscritte al costo che comprende, oltre al prezzo di acquisto,
tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all’acquisto e alla messa in funzione del bene.
Le spese di manutenzione straordinaria che comportano un incremento dei benefici economici futuri,
vengono imputate ad incremento del valore dei cespiti, mentre gli altri costi di manutenzione ordinaria sono
rilevati a conto economico.
5.3 Criteri di cancellazione
Un’immobilizzazione materiale è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando il
bene è permanentemente ritirato dall’uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici economici futuri.
5.4 Criteri di valutazione
Le immobilizzazioni materiali, inclusi gli immobili non strumentali, sono valutate al costo, dedotti eventuali
ammortamenti e perdite di valore.
Le immobilizzazioni sono sistematicamente ammortizzate lungo la loro vita utile, adottando come criterio di
ammortamento il metodo a quote costanti, ad eccezione:
 Dei terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto
hanno vita utile indefinita. Nel caso in cui il loro valore sia incorporato nel valore del fabbricato, in
virtù dell’applicazione dell’approccio per componenti, sono considerati beni separabili dall’edificio; la
suddivisione tra il valore del terreno e il valore del fabbricato avviene sulla base di perizie di esperti
indipendenti per i soli immobili detenuti “cielo-terra”.
Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, se esiste qualche indicazione che dimostri che
un’attività possa aver subito una perdita di valore, si procede al confronto tra il valore di carico del cespite
ed il suo valore di recupero, pari al maggior tra il fair value, al netto degli eventuali costi di dismissione e il
relativo valore d’uso del bene, inteso come il valore attuale dei flussi futuri in entrata e in uscita che saranno
originati dal cespite. Le eventuali rettifiche vengono rilevate a conto economico.
Qualora vengano meno i motivi che hanno portato alla rilevazione della perdita, si dà luogo ad una ripresa di
valore, che non può superare il valore che l’attività avrebbe avuto, al netto degli ammortamenti calcolati in
assenza di precedenti perdite di valore.
5.5 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
L’allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di
quanto riportato di seguito:


Gli ammortamenti periodici, le perdite di valore e le riprese di valore vengono allocate nella voce
“rettifiche di valore nette su attività materiali”.
I profitti e le perdite derivanti dalle operazioni di cessione vengono allocati nella voce “utili/perdite
da cessione di investimenti”.
Sezione 6
Attività immateriali
6.1 Criteri di classificazione
La categoria delle attività immateriali include i fattori intangibili di produzione ad utilità pluriennale
rappresentati in particolare da software e avviamenti.
6.2 Criteri di iscrizione
Le predette attività sono iscritte ai costi di acquisto, comprensivi degli oneri accessori ed aumentati delle
spese successive sostenute per accrescerne il valore o la capacità produttiva iniziale
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
6.3 Criteri di cancellazione
Le attività immateriali vengono cancellate dal bilancio quando hanno esaurito integralmente le loro
funzionalità economiche.
6.4 Criteri di valutazione
Le attività immateriali di durata limitata vengono valutate secondo il principio del costo al netto degli
ammortamenti e delle perdite per riduzioni durevole di valore. Gli ammortamenti sono di durata pari alla vita
utile dei beni da ammortizzare e sono basati sul metodo a quote costanti. Se ricorrono evidenze sintomatiche
dell’esistenza di perdite durevoli, le attività immateriali sono sottoposte ad impairment test, registrando le
eventuali perdite di valore; successive riprese di valore non possono eccedere l’ammontare delle perdite da
impairment in precedenza registrate.
6.5 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
L’allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di
quanto riportato in seguito:

Gli ammortamenti periodici, le perdite durature di valore e le riprese di valore vengono allocate nella
voce “rettifiche di valore nette su attività immateriali”.
Sezione 7
Attività non correnti in via di dismissione
7.1 Criteri di classificazione
La voce accoglie quelle attività (e quei gruppi di attività) i cui valori contabili saranno principalmente
recuperati con operazioni di vendita anziché con il loro uso continuativo.
Affinché sussista il requisito appena richiamato, le attività (e i gruppi in dismissione) devono risultare
disponibili per essere vendute e tali operazioni devono presentarsi altamente probabili.
L’alta probabilità si inferisce, oltre che dall’intenzione opportunamente manifestata dall’alta direzione nei
verbali societari, dall’impegno da questa profuso nella loro dismissione e, in particolare, nella ricerca di
acquirenti.
7.2 Criteri di iscrizione
Se una attività (o gruppo in dismissione) neo-acquisita soddisfa i criteri per la classificazione come posseduta
per la vendita sarà valutata, al momento della rilevazione iniziale, al minore tra il valore contabile - se non
fosse stata classificata come posseduta per la vendita (per esempio, al costo) - e il fair value (valore equo) al
netto dei costi di vendita. Se l’attività (o gruppo in dismissione) è acquisita come parte di una aggregazione
aziendale, deve essere valutata al fair value (valore equo) al netto dei costi di vendita.
7.3 Criteri di cancellazione
Un’attività (o gruppo in dismissione) è eliminata dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o
quando il bene è permanentemente ritirato dall’uso e dalla sua dismissione non sono attesi benefici
economici futuri.
7.4 Criteri di valutazione
Un’attività non corrente (o gruppo in dismissione) classificata come posseduta per la vendita deve essere
valutata al minore tra il suo valore contabile e il fair value (valore equo) al netto dei costi di vendita. In virtù
della sua specifica destinazione, essa non dovrà essere assoggettata ad alcun ammortamento.
Alla chiusura di ogni esercizio, l’azienda dovrà rilevare una perdita per riduzione di valore per una qualsiasi
svalutazione iniziale o successiva dell’attività (o del gruppo in dismissione) al fair value (valore equo) al netto
dei costi di vendita.
L’azienda dovrà invece rilevare una rivalutazione (ripresa di valore) per ogni incremento successivo del fair
value (valore equo) di un’attività al netto dei costi di vendita, ma solo fino a concorrenza della perdita per
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
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riduzione di valore complessiva rilevata in conformità all’IFRS 5 o precedentemente in conformità allo IAS 36
Riduzione di valore delle attività.
L’azienda dovrà rilevare una rivalutazione per ogni incremento successivo del fair value (valore equo) di un
gruppo in dismissione, al netto dei costi di vendita:
(a) nella misura in cui non sia stata rilevata in conformità al paragrafo 19 dell’IFRS 5;
ma
(b) solo fino a concorrenza della perdita per riduzione di valore complessiva rilevata, in conformità all’IFRS 5
o, precedentemente, in conformità allo IAS 36, sulle attività non correnti che rientrano nell’ambito di
applicazione delle disposizioni di valutazione del medesimo IFRS 5.
La perdita per riduzione di valore (o qualsiasi plusvalenza successiva) rilevata per un gruppo in dismissione
ridurrà (o incrementerà) il valore contabile delle attività non correnti del gruppo che rientrano nell’ambito di
applicazione delle disposizioni di valutazione dell’IFRS 5, nell’ordine di ripartizione esposto nei paragrafi
104(a) e (b) e 122 dello IAS 36.
7.5 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
L’allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di
quanto riportato di seguito:
Le svalutazioni e le riprese di valore delle attività classificate come singole attività vengono allocate nella
voce “rettifiche di valore nette su attività materiali”.
Gli importi, positivi e negativi, dei proventi (interessi, dividendi, ecc.) e degli oneri (interessi passivi, ecc.)
relativi ai gruppi di attività e passività in via di dismissione, al netto della relativa fiscalità corrente e differita,
sono da includere nella voce Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte .
I profitti e le perdite derivanti dalle operazioni di cessione delle singole attività in via di dismissione vengono
allocati nella voce “utili/perdite da cessione di investimenti”.
Sezione 8
Fiscalità corrente e differita
8.1 Criteri di classificazione
Le poste della fiscalità corrente includono eccedenze di pagamenti (attività correnti) e debiti da assolvere
(passività correnti) per imposte sul reddito di competenza del periodo.
Le poste della fiscalità differita rappresentano, invece, imposte sul reddito recuperabili in periodi futuri in
connessione con differenze temporanee deducibili (attività anticipate) e imposte sul reddito pagabili in
periodi futuri come conseguenza di differenze temporanee tassabili (passività differite).
8.2 Criteri di iscrizione, di cancellazione e di valutazione
La banca rileva gli effetti relativi alle imposte correnti e differite applicando rispettivamente le aliquote di
imposta vigenti e le aliquote di imposta che si prevede saranno applicabili nell’esercizio nel quale sarà
realizzata l’attività fiscale o sarà estinta la passività fiscale.
Le imposte sul reddito sono rilevate nel conto economico ad eccezione di quelle relative a voci addebitate od
accreditate direttamente a patrimonio netto.
L’accantonamento per imposte sul reddito è determinato in base ad una prudenziale previsione dell’onere
fiscale corrente, di quello anticipato e di quello differito. In particolare le imposte anticipate e quelle differite
vengono determinate sulla base delle differenze temporanee – senza limiti temporali – tra il valore attribuito
ad un’attività o ad una passività secondo i criteri IAS/IFRS ed i corrispondenti valori assunti ai fini fiscali.
Le attività per imposte anticipate vengono iscritte in bilancio nella misura in cui esiste la probabilità del loro
recupero, ovvero a condizione che la gestione non si dimostri capace di generare nel futuro redditi imponibili
positivi.
Le passività per imposte differite vengono iscritte in bilancio, con le sole eccezioni dei maggiori valori
dell’attivo rappresentati dalle riserve in sospensione d’imposta, in quanto la consistenza delle riserve
disponibili già assoggettate a tassazione consente ragionevolmente di ritenere che non saranno effettuate
d’iniziativa operazioni che ne comportino la tassazione.
Le imposte anticipate e quelle differite vengono contabilizzate a livello patrimoniale a saldi aperti e senza
compensazioni, includendo le prime nella voce “Attività fiscali” e le seconde nella voce “Passività fiscali”.
Le attività e le passività iscritte per imposte anticipate e differite vengono sistematicamente valutate per
tenere conto di eventuali modifiche intervenute nelle norme e nelle aliquote.
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
La consistenza delle passività fiscali viene inoltre adeguata per fare fronte agli oneri che potrebbero derivare
da accertamenti già notificati o comunque da contenziosi in essere con le autorità fiscali.
8.3 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
Attività e passività fiscali sono imputate al conto economico (voce “imposte sul reddito dell’esercizio
dell’operatività corrente”), salvo quando esse derivino da operazioni i cui effetti vanno attribuiti direttamente
al patrimonio netto ( nel qual caso vengono imputate al patrimonio).
Sezione 9
Debiti e titoli in circolazione
9.1 Criteri di classificazione
I Debiti verso banche, i Debiti verso clientela, e i Titoli in circolazione ricomprendono le varie forme di
provvista interbancaria e con clientela e la raccolta effettuata attraverso certificati di deposito e titoli
obbligazionari in circolazione, al netto, pertanto, degli eventuali importi riacquistati.
9.2 Criteri di iscrizione e di cancellazione
La prima iscrizione di tali passività avviene all’atto della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei
titoli di debito.
Le passività finanziarie sono cancellate dal bilancio quando risultano scadute o estinte.
9.3 Criteri di valutazione
La prima iscrizione è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all’ammontare
incassato od al prezzo di emissione, aumentato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente
attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione e non rimborsati dalla controparte creditrice.
Sono esclusi i costi interni di carattere amministrativo.
Il fair value delle passività finanziarie eventualmente emesse a condizioni inferiori a quelle di mercato è
oggetto di apposita stima e la differenza rispetto al valore di mercato è imputata direttamente a conto
economico.
Dopo la rilevazione iniziale, le passività finanziarie vengono valutate al costo ammortizzato col metodo del
tasso di interesse effettivo.
Fanno eccezione le passività a breve, ove il fattore temporale risulti trascurabile che rimangono iscritte per il
valore incassato ed i cui costi eventualmente imputati sono attribuiti a conto economico in modo lineare
lungo la durata contrattuale delle passività.
9.4 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
L’allocazione delle componenti reddituali nelle pertinenti voci di conto economico avviene sulla base di
quanto riportato di seguito:

Gli interessi passivi vengono allocati nella voce “interessi passivi e oneri assimilati”.
Sezione 10
Operazioni in valuta
10.1 Criteri di classificazione
Le operazioni in valuta sono costituite da tutte le attività e le passività in valuta diverse dall’euro.
10.2 Criteri di iscrizione e di cancellazione
Le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in divisa di conto,
applicando all’importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell’operazione.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
61
10.3 Criteri di valutazione
Ad ogni chiusura di bilancio o di situazione infrannuale, le poste di bilancio in valuta estera vengono
valorizzate come segue:

Le poste monetarie sono convertite al tasso di cambio alla data di chiusura.
Le differenze di cambio che derivano dal regolamento di elementi monetari o dalla conversione di elementi
monetari a tassi diversi da quelli di conversione iniziale, o di conversione del bilancio precedente, sono
rilevate nel conto economico del periodo in cui sorgono.
10.4 Criteri di rilevazione delle componenti reddituali
Le differenze di cambio delle operazioni in valuta sono rilevate nella voce del conto economico “risultato
netto dell’attività di negoziazione”.
Sezione 11
Altre informazioni
Trattamento di fine rapporto del personale
Criteri di classificazione, di iscrizione, di cancellazione e di valutazione
Il trattamento di fine rapporto del personale viene iscritto sulla base del suo valore attuariale, certificato da
attuari esterni alla Banca.
Ai fini dell’attualizzazione, si utilizza il metodo della Proiezione unitaria del credito che prevede la proiezione
degli esborsi futuri sulla base di analisi storiche statistiche e della curva demografica e l’attualizzazione
finanziaria di tali flussi sulla base di un tasso di interesse di mercato. In contributi versati in ciascun esercizio
sono considerati come unità separate, rilevate e valutate singolarmente ai fini della determinazione
dell’obbligazione finale. Il tasso utilizzato per l’attualizzazione è determinato come media dei tassi swap
relativi alle date di valutazione, ponderata in base alla percentuale dell’importo pagato e anticipato, per
ciascuna scadenza, rispetto al totale da pagare e anticipare fino all’estinzione finale dell’intera obbligazione.
Riconoscimento dei ricavi
I ricavi sono riconosciuti quando sono percepiti o comunque quando è probabile che saranno ricevuti i
benefici futuri e tali benefici possono essere quantificabili in modo attendibile. In particolare
- gli interessi di mora, eventualmente previsti in via contrattuale, sono contabilizzati a conto
economico solo al momento del loro effettivo incasso;
- i dividendi sono rilevati a conto economico nel momento in cui ne viene deliberata la distribuzione;
- i ricavi derivanti dall’intermediazione di strumenti finanziari di negoziazione, determinati dalla
differenza tra il prezzo della transazione ed il fair value dello strumento, vengono riconosciuti al
conto economico in sede di rilevazione dell’operazione se il fair value è determinabile con riferimento
a parametri o transazioni recenti osservabili sullo stesso mercato nel quale lo strumento è negoziato.
I proventi relativi a strumenti finanziari per i quali la suddetta misurazione non è possibile affluiscono
al conto economico lungo la durata dell’operazione.
Azioni proprie
Le azioni proprie presenti in portafoglio sono contabilizzate, con segno negativo, alla voce “azioni proprie”, al
prezzo di acquisto. Gli eventuali utili e perdite derivanti dalla loro successiva vendita sono rilevati come
movimenti del patrimonio netto, alla voce “sovrapprezzi di emissione”.
________________________________________________________________________________________________
62
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
A.3 – INFORMATIVA SUL FAIR VALUE
A.3.1 Trasferimenti tra portafogli
A.3.1.1 Attività finanziarie riclassificate: valore di bilancio,
fair value ed effetti sulla redditività complessiva.
A.3.1.2 Attività finanziarie riclassificate: effetti sulla
redditività complessiva prima del trasferimento.
A.3.1.3 Trasferimento di attività finanziarie detenute per la
negoziazione.
A.3.1.4 Tasso di interesse effettivo e flussi finanziari attesi
dalle attività riclassificate.
La banca non ha effettuato trasferimenti tra portafogli né
nell’esercizio, né nei precedenti.
A.3.2 Gerarchia del fair value
A.3.2.1 Portafogli contabili: ripartizione per livelli del fair
value
2012
Attività/Passività finanziarie
misurate al fair value
1 Attività finanziarie detenute per la
negoziazione
2 Attività finanziarie valutate al fair value
3 Attività finanziarie disponibili per la
vendita
4 Derivati di copertura
Totale
1 Passività finanziarie detenute per la
negoziazione
2 Passività finanziarie valutate al fair value
3 Derivati di copertura
Totale
L1
L2
2011
L3
L1
1.430
L2
L3
1.199
64.328
38
64.673
38
65.758
38
65.872
38
Legenda:
L1= Livello 1
L2= Livello 2
L3= Livello 3
Le attività finanziarie disponibili per la vendita esposte al fair value di livello 3 fanno riferimento a titoli di
capitale valutati al costo.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
63
A.3.2.2.variazioni annue delle attività finanziarie valutate al fair value (livello 3)
detenute per la
negoziazione
1. Esistenze iniziali
2. Aumenti
2.1 Acquisti
2.2 Profitti imputati a:
2.2.1 Conto Economico
- di cui plusvalenze
2.2.2 Patrimonio netto
2.3. Trasferimento da altri
livelli
2.4. Altre variazioni in
aumento
3. Diminuzioni
3.1 Vendite
3.2 Rimborsi
3.3. Perdite imputate a:
3.3.1 Conto Economico
- di cui minusvalenze
3.3.2 Patrimonio netto
3.4. Trasferimenti ad altri
livelli
3.52 Altre variazioni in
diminuzione
4. Rimanenze finali
ATTIVITA’ FINANZIARIE
valutate al fair
disponibili per
value
la vendita
38
X
X
X
X
di copertura
38
A.3.3 Informativa sul c.d. “day one profit/loss”
La banca non detiene, né ha detenuto strumenti finanziari per i quali è applicabile l’informativa di cui all’IFRS
7, paragrafo 28 (c.d. “day one profit/loss”).
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
PARTE B –INFORMAZIONI SULLO STATO PATRIMONIALE
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
65
Attivo
Sezione 1 - Cassa e disponibilità liquide - voce 10
1.1 Cassa e disponibilità liquide: composizione
2012
a) Cassa
2011
945
868
945
868
b) Depositi liberi presso Banche Centrali
Totale
Sezione 2 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione - voce 20
2.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione merceologica
Totale
2012
Voci/Valori
Livello 1
Attività per cassa
1 Titoli di debito
1.1 Titoli Strutturati
1.2 Altri titoli di debito
2 Titoli di capitale
3 Quote di O.I.C.R.
4 Finanziamenti
4.1 Pronti contro termine
4.2 Altri
Totale A
B Strumenti derivati
1 Derivati finanziari:
1.1 di negoziazione
1.2 connessi con la fair value option
1.3 altri
2 Derivati creditizi
2.1 di negoziazione
2.2 connessi con la fair value option
2.3 altri
Totale B
Totale (A+B)
Livello 2
Totale
2011
Livello 3
Livello 1
1.310
120
1.080
119
1.430
1.199
1.430
Livello 2
Livello 3
1.199
________________________________________________________________________________________________
66
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
2.2 Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori / emittenti
Totale
2012
Voci/Valori
Totale
2011
A. Attività per cassa
1. Titoli di debito
a) Governi e Banche Centrali
b) Altri enti pubblici
c) Banche
d) Altri emittenti
2. Titoli di capitale
a) Banche
b) Altri emittenti:
- imprese di assicurazione
- società finanziarie
- imprese non finanziarie
- altri
1.310
1.080
1.310
1.080
120
19
101
119
32
87
101
87
1.430
1.199
1.430
1.199
3. Quote di O.I.C.R.
4. Finanziamenti
a) Governi e Banche Centrali
b) Altri enti pubblici
c) Banche
d) Altri soggetti
Totale A
B. STRUMENTI DERIVATI
a) Banche
- fair value
b) Clientela
- fair value
Totale B
Totale (A+B)
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
67
2.3 Attività finanziarie per cassa detenute per la negoziazione: variazioni annue
Titoli di
debito
A. Esistenze iniziali
B. Aumenti
B1. Acquisti
B2. Variazioni positive di fair value
B3. Altre variazioni
C. Diminuzioni
C1. Vendite
C2. Rimborsi
C3. Variazioni negative di fair value
D. Rimanenze finali
Quote di
O.I.C.R.
Finanziamenti
Totale
1.080
119
1.199
255
17
272
231
24
14
3
245
27
25
16
3
41
3
13
13
C4. Trasferimenti ad altri portafogli
C5. Altre variazioni
Titoli di
capitale
25
1.310
25
120
1.430
Sezione 3 - Attività finanziarie valutate al fair value - Voce 30
Non si rilevano voci avvalorate per le tabelle, previste dalla Banca d’Italia, relative alla “ Sezione 3 – Attività
finanziarie valutate al fair value” – voce 30.
________________________________________________________________________________________________
68
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 4 - Attività finanziarie disponibili per la vendita - voce 40
4.1 Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione merceologica
Totale
2012
Voci/Valori
Livello 1
63.174
1 Titoli di debito
1.1 Titoli strutturati
1.2 Altri titoli di debito
2 Titoli di capitale
2.1 Valutati al fair value
2.2 Valutati al costo
3 Quote di O.I.C.R.
4 Finanziamenti
Livello 2
63.174
704
704
Totale
2011
Livello 3
Livello 1
63.489
Livello 2
Livello 3
63.489
743
743
38
38
38
38
450
Totale
441
64.328
38
64.673
38
4.2 Attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione per
debitori/emittenti
Totale
2012
Voci/Valori
1. Titoli di debito
a) Governi e Banche Centrali
b) Altri enti pubblici
c) Banche
d) Altri emittenti
2. Titoli di capitale
a) Banche
b) Altri emittenti
- imprese di assicurazione
- società finanziarie
- imprese non finanziarie
- altri
3. Quote di O.I.C.R.
4.Finanziamenti
a) Governi e Banche Centrali
b) Altri enti pubblici
c) Banche
d) Altri soggetti
Totale
2011
63.174
63.174
63.489
63.489
742
741
1
781
780
1
1
1
450
Totale
64.366
441
64.711
4.3 Attività finanziarie disponibili per la vendita oggetto di copertura specifica
Non si rilevano attività finanziarie disponibili per la vendita oggetto di copertura specifica.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
69
4.4 Attività finanziarie disponibili per la vendita: variazioni annue
Titoli di
debito
Titoli di
capitale
Quote di
O.I.C.R.
Finanziamenti
Totale
A. Esistenze iniziali
63.489
781
441
64.711
B. Aumenti
73.304
715
42
74.061
66.133
368
3.860
43
B1. Acquisti
B2. Variazioni positive di FV
B3. Riprese di valore
66.501
39
17
- imputate al conto economico
3.942
17
X
- imputate al patrimonio netto
17
17
B4. Trasferimenti da altri portafogli
B5. Altre variazioni
3.311
287
3
3.601
C. Diminuzioni
73.619
754
33
74.406
C1. Vendite
50.129
717
28
50.874
C2. Rimborsi
21.706
C3. Variazioni negative di FV
21.706
3
5
8
C4. Svalutazioni da deterioramento
37
37
- imputate al conto economico
37
37
- imputate al patrimonio netto
C5. Trasferimenti ad altri portafogli
C6. Altre variazioni
D. Rimanenze finali
1.781
63.174
1.781
742
450
64.366
________________________________________________________________________________________________
70
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 5 - Attività finanziarie detenute sino alla scadenza - voce 50
5.1 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza: composizione merceologica
Totale
2012
Totale
2011
FV
FV
VB
VB
Livello 1
1. Titoli di debito
Livello 2
Livello 3
Livello 1
4.522
4.252
4.520
3.429
4.522
4.252
4.520
3.429
Livello 2
Livello 3
- strutturati
- altri
2. Finanziamenti
Legenda
FV = fair value
VB = valore di bilancio
5.2 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza: debitori/emittenti
Tipologia operazioni/Valori
1. Titoli di debito
a) Governi e Banche Centrali
b) Altri enti pubblici
c) Banche
d) Altri emittenti
2. Finanziamenti
a) Governi e Banche Centrali
b) Altri enti pubblici
c) Banche
d) Altri soggetti
Totale
Totale
2012
Totale
2011
4.522
4.522
4.520
4.520
4.522
4.520
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 27 febbraio 2013 ha esplicitamente affermato che la Banca
ha l’intenzione e la capacità economica/finanziaria di detenere sino alla scadenza i seguente titoli facenti
parte degli strumenti finanziari detenuti fino a scadenza HTM (Held To Maturity), in quanto il capitale
investito – 4,5 milioni di euro – è di importo esiguo rispetto al totale delle attività finanziarie disponibili per la
vendita – 64,3 milioni di euro - (AFS) ed alla liquidità primaria e secondaria detenuta dalla Banca:
 BTP 4% 01/08/2005 – 01/02/2037 codice ISIN IT0003934657 valore nominale 2.500.000 euro;
 BTP 5% 01/08/2003 – 01/08/2034 codice ISIN IT0003535157 valore nominale 2.000.000 euro.
Con riferimento al BTP 4% 01/08/2005 – 01/02/2037 codice ISIN IT0003934657 valore nominale 2.500.000
euro, la banca, di fatto, detiene tale titolo ai fini della prestazione della cauzione richiesta a fronte di assegni
circolari emessi per conto del Credito Emiliano.
5.3 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza oggetto di copertura specifica
Non si rilevano attività finanziarie detenute sino alla scadenza oggetto di copertura specifica.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
71
5.4 Attività detenute sino alla scadenza: variazioni annue
A. Esistenze iniziali
Titoli di
Finanziamenti
debito
4.520
B. Aumenti
B1. Acquisti
B2. Riprese di valore
B3. Trasferimenti da altri portafogli
B4. Altre variazioni
C. Diminuzioni
C1. Vendite
C2. Rimborsi
C3. Rettifiche di valore
C4. Trasferimenti ad altri portafogli
C5. Altre variazioni
D. Rimanenze finali
Totale
4.520
202
202
202
200
202
200
200
200
4.522
4.522
Sezione 6 - Crediti verso banche - voce 60
6.1 Crediti verso banche: composizione merceologica
Tipologia operazioni / Valori
A. Crediti verso Banche Centrali
1. Depositi vincolati
2. Riserva obbligatoria
3. Pronti contro termine
4. Altri
B. Crediti verso banche
1. Conti correnti e depositi liberi
2. Depositi vincolati
3. Altri finanziamenti:
3.1 Pronti contro termine
3.2 Leasing finanziario
3.3 Altri
4. Titoli di debito
4.1 Titoli strutturati
4.2 Altri titoli di debito
Totale (valore di bilancio)
Totale (fair value)
Totale
2012
Totale
2011
39.423
38.714
709
21.392
19.989
1.403
39.423
39.423
21.392
21.392
La voce B.2. (crediti verso banche – depositi vincolati) accoglie la Riserva Obbligatoria detenuta in via
indiretta esposta negli esercizi precedenti nella voce A.2. (Crediti verso Banche Centrali – Riserva
Obbligatoria)
6.2 Crediti verso banche oggetto di copertura specifica
La banca non detiene crediti verso banche oggetto di copertura specifica.
6.3 Leasing finanziario
La banca non ha posto in essere operazioni di leasing finanziario nei confronti di altre banche.
________________________________________________________________________________________________
72
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 7 - Crediti verso clientela - Voce 70
7.1 Crediti verso clientela: composizione merceologica
Totale 2012
Tipologia operazioni/Valori
Totale 2011
Deteriorati
Bonis Acquistati Altri
4.742
454
1. Conti correnti
2. Pronti contro termine attivi
3. Mutui
46.761
4. Carte di credito, prestiti personali
e cessioni del quinto
5. Leasing finanziario
6. Factoring
7. Altri finanziamenti
8.998
8. Titoli di debito
8.1 Titoli strutturati
8.2 Altri titoli di debito
Totale (valore di bilancio) 60.501
Totale (fair value) 60.501
Deteriorati
Bonis Acquistati Altri
6.511
669
3.284
49.104
3.394
127
10.377
214
3.865 65.992
3.865 65.992
4.277
4.277
7.2 Crediti verso clientela: composizione per debitori/emittenti
Tipologia operazioni/Valori
1.
a)
b)
c)
2.
a)
b)
c)
-
Titoli di debito
Governi
Altri Enti Pubblici
Altri emittenti
Imprese non
finanziarie
Imprese finanziarie
Assicurazioni
Altri
Finanziamenti
verso:
Governi
Alti Enti Pubblici
Altri Soggetti
Imprese non
finanziarie
Imprese finanziarie
Assicurazioni
Altri
Totale 2012
Deteriorati
Bonis
Acquistati Altri
Totale 2011
Deteriorati
Bonis
Acquistati Altri
60.501
3.865
65.992
4.277
60.501
3.865
65.992
4.277
30.958
1.386
36.019
1.395
19
29.524
Totale 60.501
24
2.479
29.949
2.882
3.865 65.992
4.277
7.3 Crediti verso clientela: attività oggetto di copertura specifica.
La banca non detiene crediti verso clientela oggetto di copertura specifica.
7.4 Leasing finanziario.
La banca non ha in essere contratti di locazione finanziaria con la clientela.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
73
Sezione 8 – Derivati di copertura - voce 80
La banca non detiene strumenti derivati di copertura.
Sezione 9 – Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura
generica - voce 90
La banca non detiene attività finanziarie oggetto di copertura generica.
Sezione 10 – Partecipazioni – voce 100
Non si rilevano voci avvalorate per le tabelle previste dalla Banca d’Italia, relative alla sezione 10
“Partecipazioni”
Sezione 11 - Attività materiali - voce 110
11.1 Attività materiali: composizione delle attività valutate al costo
Totale
2012
Attività/Valori
Totale
2011
A. Attività ad uso funzionale
2.822
2.738
1.1 di proprietà
a) terreni
b) fabbricati
c) mobili
d) impianti elettronici
e) altre
2.822
476
1.838
167
13
328
2.738
476
1.817
141
25
279
2.822
2.738
1.2 acquisite in leasing finanziario
a) terreni
b) fabbricati
c) mobili
d) impianti elettronici
e) altre
Totale A
B. Attività detenute a scopo di
investimento
2.1 di proprietà
a) terreni
b) fabbricati
2.2 acquisite in leasing finanziario
a) terreni
b) fabbricati
108
108
79
29
Totale B
108
Totale (A+B)
2.930
2.738
________________________________________________________________________________________________
74
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Le voci B.2.1 a) e B.2.1 b) si riferiscono agli immobili per recupero crediti per i quali il CdA ha rilevato (con
verbale del 21/12/2012) il venire meno delle condizioni prescritte dal par. 8 dell’IFRS 5. Conseguentemente è
stato stabilito il passaggio dalla categoria delle attività non correnti possedute per la vendita alle attività
materiali ad uso non funzionale.
11.2 Attività materiali: composizione delle attività valutate al fair value o rivalutate
La banca non detiene attività materiali valutate al fair value o che siano state rivalutate.
11.3 Attività materiali ad uso funzionale: variazioni annue
Fabbricati
481
5
476
2.355
538
1.817
338
197
141
405
380
25
B. Aumenti:
B.1 Acquisti
B.2 Spese per migliorie capitalizzate
B.3 Riprese di valore
B.4 Variazioni positive di fair value
imputate a
a) patrimonio netto
b) conto economico
B.5 Differenze positive di cambio
B.6 Trasferimenti da immobili detenuti a
scopo di investimento
B.7 Altre variazioni
80
80
59
59
1
1
C. Diminuzioni:
C.1 Vendite
C.2 Ammortamenti
C.3 Rettifiche di valore da deterioramento
imputate a
a) patrimonio netto
b) conto economico
C.4 Variazioni negative di fair value
imputate a
a) patrimonio netto
b) conto economico
C.5 Differenze negative di cambio
C.6 Trasferimenti a:
a) attività materiali detenute a scopo
di investimento
b) attività in via di dismissione
C.7 Altre variazioni
59
33
59
33
A. Esistenze iniziali lorde
A.1 Riduzioni di valore totali nette
A.2 Esistenze iniziali nette
D. Rimanenze finali nette
D.1 Riduzioni di valore totali nette
D.2 Rimanenze finali lorde
E. Valutazione al costo
476
5
481
1.838
597
2.435
Mobili
Impianti
elettronici
Terreni
167
230
397
Altre
Totale
1.064
785
279
4.643
1.905
2.738
139
139
279
279
13
90
195
13
90
195
13
393
406
328
875
1.203
2.822
2.100
4.922
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
75
11.4 Attività materiali detenute a scopo di investimento: variazioni annue
Totale
Terreni
A. Esistenze iniziali
B. Aumenti
B.1 Acquisti
B.2 Spese per migliorie
capitalizzate
B.3 Variazioni positive di fair value
B.4 Riprese di valore
B.5 Differenze di cambio positive
B.6 trasferimenti da immobili ad
uso funzionale
B.7 Altre variazioni
C. Diminuzioni
C.1 Vendite
C.2 Ammortamenti
C.3 Variazioni negative di fair
Fabbricati
79
29
79
29
79
79
29
29
value
C.4 Rettifiche di valore da
deterioramento
C.5 Differenze di cambio negative
C.6 Trasferimenti ad altri
portafogli di attività
a) Immobili ad uso
funzionale
b) Attività non correnti in via
di dismissione
C.7 Altre variazioni
D. Rimanenze finali
E. Variazioni al fair value
11.5 Impegni per acquisto di attività materiali
La banca non detiene impegni per acquisto di attività materiali.
________________________________________________________________________________________________
76
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
12.1 Attività immateriali: composizione per tipologia di
attività
Totale
2012
Attività/Valori
Durata
Durata
definita indefinita
A.1 Avviamento
A.2 Altre attività immateriali
X
A.2.1 Attività valutate al costo:
a) Attività immateriali generate internamente
b) Altre attività
9
9
Totale
2011
Durata
definita
X
Durata
indefinita
28
28
A.2.2 Attività valutate al fair value:
a) Attività immateriali generate internamente
b) Altre attività
Totale
9
28
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
77
12.2 Attività immateriali: variazioni annue
Altre attività
immateriali: generate
internamente
Altre attività
immateriali: altre
Totale
Avviamento
DEF
A. Esistenze iniziali
A.1 Riduzioni di valore totali nette
A.2 Esistenze iniziali nette
B. Aumenti
B.1 Acquisti
B.2 Incrementi di attività immateriali interne
B.3 Riprese di valore
B.4 Variazioni positive di fair value:
- a patrimonio netto
- a conto economico
B.5 Differenze di cambio positive
B.6 Altre variazioni
C. Diminuzioni
C.1 Vendite
C.2 Rettifiche di valore
- Ammortamenti
- Svalutazioni:
+ patrimonio netto
+ conto economico
C.3 Variazioni negative di fair value:
- a patrimonio netto
- a conto economico
C.4 Trasferimenti alle attività non
correnti in via di dismissione
C.5 Differenze di cambio negative
C.6 Altre variazioni
D. Rimanenze finali nette
D.1 Rettifiche di valore totali nette
E. Rimanenze finali lorde
F. Valutazione al costo
INDEF
DEF
INDEF
441
413
28
441
413
28
2
2
2
2
21
21
21
21
21
21
9
434
443
9
434
443
X
X
X
X
X
X
X
X
Legenda
DEF: a durata definita
INDEF: a durata indefinita
________________________________________________________________________________________________
78
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 13 – Le attività fiscali e le passività fiscali – Voce 130 dell’attivo e
Voce 80 del passivo
13.1 Attività per imposte anticipate: composizione
2012
Attività materiali ed immateriali
Attività finanziarie disponibili per la vendita
Crediti verso clientela
Trattamento di fine rapporto
2011
11
297
630
34
972
Totale
4
1.350
256
1.610
13.2 Passività per imposte differite: composizione
2012
Immobilizzazioni materiali ed immateriali
Attività finanziarie disponibili per la vendita
2011
21
335
356
Totale
23
4
27
13.3 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del conto economico)
2012
1.Importo iniziale
2. Aumenti
2.1 Imposte anticipate rilevate nell’esercizio
a) relative a precedenti esercizi
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) riprese di valore
d) altre
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali
2.3 Altri aumenti
3. Diminuzioni
3.1 Imposte anticipate annullate nell’esercizio
a) rigiri
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità
c) mutamento di criteri contabili
d) altre
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali
3.3 Altre diminuzioni
a) trasformazioni in crediti d’imposta di cui alla legge n.
214/2011
b) altre
4 Importo finale
2011
388
433
207
188
179
6
433
173
9
16
16
16
7
7
6
1
805
388
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
79
13.3.1 Variazioni delle imposte anticipate di cui alla L.214/2011 (in contropartita
del conto economico)
Totale
Totale
2012
2011
1. Importo iniziale
256
111
2. Aumenti
389
152
3. Diminuzioni
15
7
3.1 Rigiri
15
7
3.2 Trasformazione in crediti
d’imposta
a) Derivante da perdite di
esercizio
b) Derivante da perdite
fiscali
3.3 Altre diminuzioni
4. Importo finale
630
256
13.4 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del conto economico)
2012
1.Importo iniziale
2. Aumenti
2.1 Imposte differite rilevate nell’esercizio
a) relative a precedenti esercizi
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) altre
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali
2.3 Altri aumenti
3. Diminuzioni
3.1 Imposte differite annullate nell’esercizio
a) rigiri
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) altre
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali
3.3 Altre diminuzioni
4 Importo finale
2011
23
22
1
1
2
2
21
23
________________________________________________________________________________________________
80
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
13.5 Variazioni delle imposte anticipate (in contropartita del patrimonio netto)
2012
1.Importo iniziale
2. Aumenti
2.1 Imposte anticipate rilevate nell’esercizio
a) relative a precedenti esercizi
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) altre
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali
2.3 Altri aumenti
3. Diminuzioni
3.1 Imposte anticipate annullate nell’esercizio
a) rigiri
b) svalutazioni per sopravvenuta irrecuperabilità
c) dovute al mutamento di criteri contabili
d) altre
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali
3.3 Altre diminuzioni
4 Importo finale
2011
1.222
511
778
774
774
4
1.055
1.055
1.055
67
67
67
167
1.222
13.6 Variazioni delle imposte differite (in contropartita del patrimonio netto)
2012
1.Importo iniziale
2. Aumenti
2.1 Imposte differite rilevate nell’esercizio
a) relative a precedenti esercizi
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) altre
2.2 Nuove imposte o incrementi di aliquote fiscali
2.3 Altri aumenti
3. Diminuzioni
3.1 Imposte differite annullate nell’esercizio
a) rigiri
b) dovute al mutamento di criteri contabili
c) altre
3.2 Riduzioni di aliquote fiscali
3.3 Altre diminuzioni
4 Importo finale
2011
4
331
331
4
4
4
335
4
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
81
13.7 Altre informazioni
Attività per imposte correnti: composizione
2012
Acconti IRES
Acconti IRAP
credito d’imposta IRES
2011
549
174
58
781
Totale
746
177
923
La voce “credito d’imposta IRES” accoglie la quota di IRAP richiesta, con apposita istanza, a
rimborso per gli esercizi 2007, 2008, 2009, 2010 e 2011 e riferita al costo del personale
dipendente ed assimilato della banca, come consentito dal “ decreto semplificazioni” (d.l.
16/2012)
Passività per imposte correnti: composizione
2012
Debiti tributari IRES
Debiti tributari IRAP
Totale
1.078
294
1.372
2011
550
174
724
________________________________________________________________________________________________
82
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 14 - Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione e
passività associate - Voce 140 dell'attivo e voce 90 del passivo
14.1 Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione:
composizione per tipologia di attività
2012
A. Singole attività
A.1 Attività finanziarie
A.2 Partecipazioni
A.3 Attività materiali
A.4 Attività immateriali
A.5 Altre attività non correnti
2011
108
108
Totale A
108
B. Gruppi di attività (unità operative dismesse)
B.1 Attività finanziarie detenute per la negoziazione
B.2 Attività finanziarie valutate al fair value
B.3 Attività finanziarie disponibili per la vendita
B.4 Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
B.5 Crediti verso banche
B.6 Crediti verso clientela
B.7 Partecipazioni
B.8 Attività materiali
B.9 Attività immateriali
B.10 Altre attività
Totale B
C. Passività associate a singole attività in via di
dismissione
C.1 Debiti
C.2 Titoli
C.3 Altre passività
Totale C
D. Passività associate a gruppi di attività in via di
dismissione
D.1 Debiti verso banche
D.2 Debiti verso clientela
D.3 Titoli in circolazione
D.4 Passività finanziarie di negoziazione
D.5 Passività finanziarie valutate al fair value
D.6 Fondi
D.7 Altre passività
Totale D
14.2 Altre informazioni
La voce A.3 si riferisce agli immobili per recupero crediti per i quali il CdA ha rilevato (con verbale del
21/12/2012) il venir meno delle condizioni prescritte dal par. 8 dell’IFRS 5. Conseguentemente è stato
stabilito il passaggio dalla categoria delle attività non correnti possedute per la vendita alle attività
materiali ad uso non funzionale.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
83
14.3 informazioni sulle partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole non
valutate al patrimonio netto
La banca non detiene partecipazioni in società sottoposte ad influenza notevole non valutate al
patrimonio netto.
Sezione 15 - Altre attività - voce 150
15.1 Altre attività: composizione
2012
2011
461
3
6
93
28
1
155
1
Partite in corso di lavorazione
Crediti verso clienti
Ratei e risconti attivi
Effetti al protesto di terzi
Assegni al protesto inviati al notaio
Fatture vendita da regolare
Acconti versati per bollo virtuale
Credito su imposta sostitutiva finanziamenti
Credito INAIL
Ritenute su ratei certificati di deposito
Ritenute su ratei obbligazioni emesse
Credito bollo virtuale
Compensi Cartasì
Altre partite attive
Totale
48
88
7
64
2
957
535
8
34
32
16
4
179
4
1
36
53
3
68
1
974
Le partite in corso di lavorazione hanno trovato in gran parte sistemazione nei primi giorni dell’esercizio
successivo.
________________________________________________________________________________________________
84
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Passivo
Sezione 1 - Debiti verso banche - Voce 10
1.1 Debiti verso banche: composizione merceologica
Totale
2012
Tipologia operazioni/Valori
1. Debiti verso banche centrali
2. Debiti verso banche
2.1 Conti correnti e depositi liberi
2.2 Depositi vincolati
2.3 Finanziamenti
2.3.1 Pronti contro termine passivi
2.3.2 Altri
2.4 Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
2.5 Altri debiti
Totale
Fair value
Totale
2011
20.193
15.004
20.193
15.004
20.193
15.004
20.193
20.193
15.004
15.004
1.2 Dettaglio della voce 10 “Debiti verso banche”: debiti subordinati
La banca non detiene verso banche debiti subordinati.
1.3 Dettaglio della voce 10 “Debiti verso banche”: debiti strutturati
La banca non detiene verso banche debiti strutturati.
1.4 Debiti verso banche oggetto di copertura specifica
La banca non detiene verso banche debiti oggetto di copertura specifica.
1.5 Debiti per leasing finanziario
La banca non detiene verso banche debiti per leasing finanziario.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
85
Sezione 2 - Debiti verso clientela - Voce 20
2.1 Debiti verso clientela: composizione merceologica
Tipologia operazioni/Valori
2012
1. Conti correnti e depositi liberi
2. Depositi vincolati
3. Finanziamenti
3.1 Pronti contro termine passivi
3.2 Altri
4. Debiti per impegni di riacquisto di propri
strumenti patrimoniali
5. Altri debiti
Totale
Fair value
2011
56.084
18.689
54.492
6.582
8
74.781
74.781
2
61.076
61.076
2.2 Dettaglio della voce 20 “Debiti verso clientela”: debiti subordinati
La banca non detiene verso clientela debiti subordinati.
2.3 Dettaglio della voce 20 “Debiti verso clientela”: debiti strutturati
La banca non detiene verso clientela debiti strutturati.
2.4 Debiti verso clientela oggetto di copertura specifica
La banca non detiene verso clientela debiti oggetto di copertura specifica.
2.5 Debiti per leasing finanziario
La banca non detiene verso clientela debiti per leasing finanziario.
________________________________________________________________________________________________
86
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 3 - Titoli in circolazione - voce 30
3.1 Titoli in circolazione: composizione merceologica
Tipologia titoli/valori
A.
Valore
bilancio
Totale
2012
Fair value
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Valore
bilancio
Totale
2011
Fair value
Livello 1
Livello 2
Livello 3
Titoli
1. Obbligazioni
1.1 strutturate
38.977
38.977
43.394
43.394
1.2 altre
2. Altri titoli
38.977
11.664
38.977
11.664
43.394
20.076
43.394
20.076
11.664
50.641
11.664
50.641
20.076
63.470
20.076
63.470
2.1 strutturati
2.2 altri
Totale
3.2 Dettaglio della voce 30 “Titoli in circolazione”: titoli subordinati.
La banca non detiene titoli in circolazione subordinati.
3.3 Titoli in circolazione oggetto di copertura specifica
La banca non detiene titoli in circolazione oggetto di copertura specifica.
Sezione 4 – Passività finanziarie di negoziazione - Voce 40
La banca non detiene passività finanziarie di negoziazione.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
87
Sezione 5 - Passività finanziarie valutate al fair value voce 50
La banca non detiene passività finanziarie valutate al fair value.
Sezione 6 – Derivati di copertura – Voce 60
La banca non detiene passività ascrivibili a derivati di copertura.
Sezione 7 – Adeguamento di valore delle passività finanziarie
oggetto di copertura generica – Voce 70
La banca non detiene passività finanziarie oggetto di copertura generica.
Sezione 8 – Passività fiscali – Voce 80
Si rimanda alla sezione 13 dell’attivo.
Sezione 9 – Passività associate ad attività in via di dismissione –
Voce 90
La banca non detiene passività associate ad attività in via di dismissione.
Sezione 10 - Altre passività - Voce 100
10.1 Altre passività: composizione
2012
Debiti verso l'erario e verso altri enti impositori per imposte indirette e dirette
Partite in corso di lavorazione
Rettifiche per partite illiquide
Debiti verso fornitori
Somme a disposizione della clientela o di terzi
Debiti verso il personale
Debiti verso enti previdenziali
Ratei e risconti passivi non riconducibili a voce propria
Creditori diversi per operazioni in titoli
Altre partite passive
Totale
296
39
331
14
254
75
59
27
100
272
1.467
2011
182
25
771
40
70
74
48
30
81
195
1.516
________________________________________________________________________________________________
88
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Le partite in corso di lavorazione hanno trovato in gran parte sistemazione nei primi giorni dell’esercizio
successivo.
Sezione 11 - Trattamento di fine rapporto del personale Voce 110
11.1 Trattamento di fine rapporto del
personale: variazioni annue
Totale
2012
559
209
85
124
15
15
A. Esistenze iniziali
B. Aumenti
B.1 Accantonamento dell'esercizio
B.2 Altre variazioni
C. Diminuzioni
C.1 Liquidazioni effettuate
C.2 Altre variazioni
D. Rimanenze finali
Totale
Totale
2011
513
81
81
753
753
35
12
23
559
559
Alla data di bilancio, la Banca si è avvalsa della facoltà di rilevare a Conto Economico gli Utili o le Perdite
Attuariali che si sono manifestati nell'esercizio, pertanto la Voce D. "Rimanenze finali" del fondo iscritto
coincide con il suo Valore Attuariale (Defined Benefit Obligation - DBO).
Il saldo di bilancio alla data del 31/12/2012 deriva dall’attualizzazione alla medesima data dei benefici che
spetteranno ai dipendenti al momento dell’interruzione del rapporto lavorativo per le prestazioni già rese e
per quelle ancora da rendere. A questo si deve aggiungere l’importo di 1,4 euro migliaia accantonato a titolo
di indennità di fine mandato in favore dell’amministratore delegato.
11.1.2 Descrizione delle principali ipotesi attuariali
Ipotesi attuariali /TFR
Tassi annuo di attualizzazione
Tasso annuo di inflazione
2012
2011
3,20%
2,00%
4,75%
2,00%
Il tasso di sconto utilizzato per le valutazioni attuariali al 31 dicembre 2012 è stato determinato con
riferimento all’indice Iboxx Corporate A con duration superiore a 10 anni.
Di seguito vengono riportate le informazioni relative all’analisi di sensitività dei principali parametri valutativi
sui dati al 31 dicembre 2012.
T.F.R.
Tasso Annuo di Attualizzazione
+ 0,25%
- 0,25%
729
776
In aggiunta, ai fini comparativi si riporta il valore del T.F.R. al 31 dicembre 2012 determinato in base al tasso
annuo di attualizzazione desunto dall’indice Iboxx Corporate AA con duration superiore a 10 anni, applicato
per la valutazione attuariale dell’esercizio precedente.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
89
2012
801
T.F.R.
11.2 Altre informazioni
Il Fondo trattamento di fine rapporto copre l'ammontare dei diritti maturati, alla data di riferimento del
bilancio, del personale dipendente, in conformità alla legislazione vigente e ai contratti collettivi di lavoro e
integrativi.
Il Fondo di trattamento di fine rapporto calcolato ai sensi dell'art 2120 del Codice Civile
ammonta al 31/12/2012 a Euro 743.510 e nell'esercizio si è così movimentato:
Fondo TFR calcolato ai sensi dell'art 2120 del Codice Civile
Fondo iniziale
Variazioni in aumento
Variazioni in diminuzione
Fondo finale
Totale 2012
675
84
15
744
Sezione 12 – Fondi per rischi ed oneri - Voce 120
12.1 Fondi per rischi e oneri: composizione
La banca non ha rilevato passività ascrivibili tra i fondi per rischi ed oneri.
12.3 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti
1. Illustrazione dei fondi
2. Variazioni nell’esercizio dei fondi
3. Variazioni nell’esercizio delle attività a servizio del piano e altre informazioni
4. Riconciliazione tra valore attuale dei fondi, valore attuale delle attività a servizio del
piano e le attività e passività iscritte in bilancio
5. Descrizione delle principali ipotesi attuariali
6. Informazioni comparative
La banca non ha istituito fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti.
________________________________________________________________________________________________
90
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 14 - Patrimonio dell'impresa - voci 130, 150, 160, 170, 180,
190 e 200
14.1 “Capitale” e “Azioni Proprie”: composizione
Voci/Valori
2012
Capitale (euro)
Numero azioni ordinarie:
da nominale: (euro) cadauna
azioni proprie: (euro)
riserve
16.800.000
240
70.000
4.800.000
17.367.174
2011
16.800.000
240
70.000
4.800.000
17.145.303
Le azioni sono nominative ed indivisibili.
Gli aumenti di capitale saranno deliberati dall’Assemblea straordinaria dei soci,
secondo le modalità e nelle misure dalla stessa indicate.
14.2 Capitale - Numero azioni: variazioni annue
Voci/Tipologie
A. Azioni esistenti all'inizio dell'esercizio
- interamente liberate
- non interamente liberate
A.1 Azioni proprie (-)
A.2 Azioni in circolazione: esistenze iniziali
B. Aumenti
B.1 Nuove emissioni
- a pagamento:
- operazioni di aggregazioni di imprese
- conversione di obbligazioni
- esercizio di warrant
- altre
- a titolo gratuito:
- a favore dei dipendenti
- a favore degli amministratori
- altre
B.2 Vendita di azioni proprie
B.3 Altre variazioni
C. Diminuzioni
C.1 Annullamento
C.2 Acquisto di azioni proprie
C.3 Operazioni di cessione di imprese
C.4 Altre variazioni
D. Azioni in circolazione: rimanenze finali
D.1 Azioni proprie (+)
D.2 Azioni esistenti alla fine dell'esercizio
- interamente liberate
- non interamente liberate
Ordinarie
240
240
Altre
32
240
240
32
208
208
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
91
14.3 Capitale: altre informazioni
Nessuna operazione sul capitale è stata effettuata nell’esercizio.
14.4 Riserve di utili: altre informazioni
Si riporta in base a quanto richiesto dallo IAS 1, paragrafo 76, lett. b) una descrizione della natura e scopo di
ciascuna riserva inclusa nel patrimonio netto.
- Riserva legale alimentata da utili accantonati ai sensi dell’articolo 2430 del c.c. e dell’articolo 27 dello
statuto sociale, ammonta a 303 mila euro.
- Riserva statutaria prevista dall’articolo 27 dello statuto sociale ammonta a 6.260 mila euro
- Altre riserve per 10.997 mila euro alimentate da utili accantonati ai sensi dell’articolo 27 dello statuto
sociale, dalle azioni proprie, dalla riclassifica del Fondo Rischi Bancari generali previsto dall’articolo 11 D.Lgs
271/1992 n° 87 pari a 3.900 mila euro, dei Fondi Rischi su Crediti, del Fondo Oscillazione Titoli, del Fondo
impegno verso il F.I.T.D., al netto della rettifica di 203 mila euro rilevata in sede di “FTA” e del differenziale
utile IAS 2005, pari a 10 mila euro.
14.5 Strumenti di capitale: composizione e variazioni annue
La banca non detiene strumenti di capitale.
14.6 Altre informazioni
Non si rilevano voci avvalorate per la tabella, prevista dalla Banca d’Italia, 14.6 “Altre informazioni”.
________________________________________________________________________________________________
92
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
In conformità a quanto disposto all'articolo 2427, n. 7-bis C.C., si riporta di seguito il dettaglio della
composizione del patrimonio netto della Banca, escluso l'utile di esercizio, con l'evidenziazione dell'origine,
del grado di disponibilità e distribuibilità delle diverse poste.
Descrizione
Capitale sociale:
Importo al
31.12.2012
possibilità di
utilizzazione
(*)
16.800
A
303
A
Utilizzi effettuati nel 2012
e nei tre periodi
precedenti
per coperture
per altre
perdite
ragioni
importo
Riserve di capitale:
Riserva da sovrapprezzo
azioni
Altre riserve:
Riserva legale
non ammessa in
quanto indivisibile
Riserve di rivalutazione
monetaria
non ammessa in
quanto indivisibile
16.025
Altre riserve
6.271
(per aumento di
capitale)
A, B
4.800
(per acquisto
azioni proprie)
Altre riserve
indisponibili:
azioni proprie
4.800
B
non presente
non presente
non presente
121
(distribuzione ai
soci)
non presente
non presente
non presente
Utili a nuovo
Azioni proprie
(4.800)
Riserva FTA
5.994
DL 38/2005,
art.7 comma 2
non presente
non presente
Riserva AFS
389
DL 38/2005,
art.6 comma 4
non presente
non presente
Totale
29.757
Legenda:
(*) A: per aumento di capitale; B: per copertura perdite; C: per distribuzione ai soci
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
93
Altre informazioni
1. Garanzie rilasciate e impegni
Importo
2012
Operazioni
Importo
2011
1) Garanzie rilasciate di natura finanziaria
a) Banche
b) Clientela
469
272
197
594
241
254
2) Garanzie rilasciate di natura commerciale
a) Banche
b) Clientela
361
641
361
641
830
1.136
3) Impegni irrevocabili a erogare fondi
a) Banche
i) a utilizzo certo
ii) a utilizzo incerto
b) Clientela
i) a utilizzo certo
ii) a utilizzo incerto
4) Impegni sottostanti ai derivati su crediti:
vendite di protezione
5) Attività costituite in garanzia di
obbligazioni di terzi
6) Altri impegni
Totale
2. Attività costituite a garanzia di proprie passività e impegni
Portafogli
1.Attività finanziarie detenute per
la negoziazione
2.Attività finanziarie valutate al
Importo
2012
Importo
2011
fair value
3.Attività finanziarie disponibili per
la vendita
4.Attività finanziarie detenute sino
alla scadenza
5.Crediti verso banche
6.Crediti verso clientela
7.Attività materiali
24.807
16.178
Le attività a garanzia si riferiscono alle operazioni di finanziamento ottenute da Cassa Centrale Banca e
Banca Sella.
________________________________________________________________________________________________
94
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
4. Gestione e intermediazione per conto terzi
Tipologia servizi
Importo
1. Esecuzione di ordini per conto della clientela
a) Acquisti
1. regolati
2. non regolati
b) Vendite
1. regolate
2. non regolate
2. Gestioni di portafogli
a) individuali
b) collettive
3. Custodia e amministrazione di titoli
a) titoli di terzi in deposito: connessi con lo svolgimento
di banca depositaria (escluse le gestioni di portafogli)
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio
2. altri titoli
b) titoli di terzi in deposito (escluse gestioni di
portafogli): altri
1. titoli emessi dalla banca che redige il bilancio
2. altri titoli
c) titoli di terzi depositati presso terzi
d) titoli di proprietà depositati presso terzi
118.541
49.729
38.537
11.192
202
68.812
4. Altre operazioni
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
95
PARTE C- INFORMAZIONI SUL CONTO ECONOMICO
________________________________________________________________________________________________
96
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 1 – Gli interessi – Voci 10 e 20
1.1 Interessi attivi e proventi assimilati: composizione
Voci/Forme tecniche
Titoli di
debito
Finanziamenti
Altre
operazioni
Totale
2012
Totale
2011
1 Attività finanziarie
detenute per la
negoziazione
24
24
27
2 Attività finanziarie
disponibili per la
vendita
2.140
2.140
1.433
3 Attività finanziarie
detenute sino alla
scadenza
202
202
201
4 Crediti verso banche
1.232
1.232
373
5 Crediti verso clientela
3.651
3.651
3.922
4.883
7.249
5.956
6 Attività finanziarie
valutate al fair value
7 Derivati di copertura
8 Altre attività
Totale
X
X
X
X
2.366
Gli interessi attivi maturati al 31 dicembre 2012 su posizioni deteriorate, compresi nel punto “ 5. Crediti
verso clientela” ammontano complessivamente a euro 68.710. Tali interessi comprendono anche gli interessi
su sofferenze che sono stati considerati solo per la parte effettivamente incassata, pari ad euro 8.491.
1.2 Interessi attivi e proventi assimilati: differenziali relativi alle operazioni di copertura
La banca non ha posto in essere operazioni di copertura.
1.3
Interessi attivi e proventi assimilati: altre informazioni
Gli interessi attivi passano da 5.956 mila euro a 7.249 mila euro con un incremento del 21,71% grazie
all’aumento delle giacenze finanziarie sui conti correnti di banche e sulle attività finanziarie disponibili per la
vendita.
1.3.1 Interessi attivi su attività finanziarie in valuta
La banca non detiene attività finanziarie in valuta.
1.3.2 Interessi attivi su operazioni di leasing finanziario
La banca non ha posto in essere operazioni di leasing finanziario.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
97
1.4 Interessi passivi e oneri assimilati: composizione
Voci/Forme tecniche
Debiti
Titoli
1. Debiti verso banche centrali
Altre
operazioni
Totale
2012
Totale
2011
X
2. Debiti verso banche
(189)
X
(189)
(4)
3. Debiti verso clientela
(578)
X
(578)
(245)
4. Titoli in circolazione
X
(1.618)
(1.654)
(1.618)
5. Passività finanziarie di negoziazione
6. Passività finanziarie valutate al fair value
7. Altre passività e fondi
X
X
8. Derivati di copertura
X
X
Totale
(767)
(1.618)
(2.385) (1.903)
1.5 Interessi passivi e oneri assimilati: differenziali relativi alle operazioni di copertura
La banca non ha posto in essere operazioni di copertura.
1.6
Interessi passivi e oneri assimilati: altre informazioni
Gli interessi passivi passano da 1.903 mila euro a 2.385 mila euro con un incremento pari al 25,30%.
1.6.1 Interessi passivi su passività in valuta
La banca non detiene passività in valuta.
1.6.2 Interessi passivi su passività per operazioni di leasing finanziario
La banca non detiene rapporti di locazione finanziaria passiva.
________________________________________________________________________________________________
98
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 2 - Le Commissioni - Voci 40 e 50
2.1 Commissioni attive: composizione
Totale
2012
Tipologia servizi/Valori
a) garanzie rilasciate
Totale
2011
10
12
36
40
4
4
2
3
25
21
5
12
b) derivati su crediti
c) servizi di gestione, intermediazione e consulenza:
1. negoziazione di strumenti finanziari
2. negoziazione di valute
3. gestioni di portafogli
3.1. individuali
3.2. collettive
4. custodia e amministrazione di titoli
5. banca depositaria
6. collocamento di titoli
7. attività di ricezione e trasmissione di ordini
8. attività di consulenza
8.1 in materia di investimenti
8.2 in materia di struttura finanziaria
9. distribuzione di servizi di terzi
9.1. gestioni di portafogli
4
9.1.1. individuali
9
4
9
9.1.2. collettive
9.2. prodotti assicurativi
1
3
9.3. altri prodotti
d) servizi di incasso e pagamento
204
195
112
117
362
364
e) servizi di servicing per operazioni di cartolarizzazione
f) servizi per operazioni di factoring
g) esercizio di esattorie e ricevitorie
h) attività di gestione di sistemi multilaterali di negoziazione
i) tenuta e gestione dei conti correnti
j) altri servizi
Totale
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
99
2.2 Commissioni attive: canali distributivi dei prodotti e servizi
Canali/Valori
Totale
2012
a) presso propri sportelli:
Totale
2011
7
15
2. collocamento di titoli
2
3
3. servizi e prodotti di terzi
5
12
1. gestioni di portafogli
b) offerta fuori sede:
1. gestioni di portafogli
2. collocamento di titoli
3. servizi e prodotti di terzi
c) altri canali distributivi:
1. gestioni di portafogli
2. collocamento di titoli
3. servizi e prodotti di terzi
2.3 Commissioni passive: composizione
Servizi/Valori
Totale
2012
Totale
2011
a) garanzie ricevute
b) derivati su crediti
c) servizi di gestione e intermediazione:
1. negoziazione di strumenti finanziari
2. negoziazione di valute
3. gestioni di portafogli:
3.1 proprie
3.2 delegate da terzi
4. custodia e amministrazione di titoli
(6)
(2)
(4)
(1)
(4)
(3)
5. collocamento di strumenti finanziari
6. offerta fuori sede di strumenti finanziari, prodotti e servizi
d) servizi di incasso e pagamento
e) altri servizi
(26)
(24)
(5)
(4)
Totale
(37)
(32)
________________________________________________________________________________________________
100
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 3 – Dividendi e proventi simili - Voce 70
3.1 Dividendi e proventi simili: composizione
A.
Attività finanziarie detenute per la negoziazione
B.
Attività finanziarie disponibili per la vendita
C.
Attività finanziarie valutate al fair value
D.
Partecipazioni
3
40
proventi da
quote di O.I.C.R.
Voci/Proventi
Totale 2011
dividendi
dividendi
proventi da
quote di O.I.C.R.
Totale 2012
4
9
52
X
Totale
43
9
11
X
56
11
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
101
Sezione 4 - Il risultato netto dell’attività di negoziazione - Voce 80
4.1 Risultato netto dell'attività di negoziazione: composizione
Operazioni/Componenti
reddituali
Plusvalenze
(A)
Utili da
negoziazione
(B)
Minusvalenze
(C)
1. Attività
finanziarie di
negoziazione
Titoli di debito
Titoli di capitale
Quote di O.I.C.R.
Finanziamenti
Altre
2. Passività
finanziarie di
negoziazione
Titoli di debito
Debiti
Altre
3. Attività e
passività
finanziarie:
differenze di
cambio
4. Strumenti
derivati
Derivati finanziari:
- Su titoli di
debito e tassi
di interesse
- Su titoli di
capitale e
indici azionari
- Su valute e oro
- Altri
derivati su crediti
Totale
245
12
(13)
Risultato
netto
[(A+B)(C+D)]
244
231
14
3
(13)
231
4
1.1
1.2
1.3
1.4
1.5
2.1
2.2
2.3
4.1
4.2
Perdite da
negoziazione
(D)
9
9
X
X
X
X
X
X
X
X
245
12
(13)
244
________________________________________________________________________________________________
102
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 5 – Il risultato netto dell'attività di copertura - Voce 90
La banca non ha posto in essere attività di copertura pertanto non risultano evidenze da risultato netto di tali
attività.
Sezione 6 - Utili (perdite) da cessione/riacquisto - Voce 100
6.1 Utili (Perdite) da cessione/riacquisto: composizione
Perdite
Risultato
netto
961
961
64
(38)
26
961
961
64
(38)
26
3.1 Titoli di debito
946
946
8
(38)
(30)
3.2 Titoli di capitale
12
12
36
36
3.3 Quote di O.I.C.R.
3
3
20
20
961
961
64
Utili
Utili
Totale 2011
Risultato
netto
Voci/Componenti reddituali
Attività finanziarie
Perdite
Totale 2012
1. Crediti verso banche
2. Crediti verso clientela
3. Attività finanziarie disponibili per la
vendita
3.4 Finanziamenti
4. Attività finanziarie detenute sino
alla scadenza
Totale attività
(38)
26
Passività finanziarie
1. Debiti verso banche
2. Debiti verso clientela
3. Titoli in circolazione
Totale passività
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
103
Sezione 7 – Il risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value –
Voce 110
La banca non detiene attività o passività finanziarie valutate al fair value e pertanto non si evidenziano variazioni nette di
valore.
Sezione 8 - Le rettifiche/riprese di valore nette da deterioramento –
Voce 130
8.1 Rettifiche di valore nette per deterioramento di crediti: composizione
Rettifiche di valore
(1)
Specifiche
Totale
2011
Altre
Totale
2012
Cancellazioni
Operazioni/ Componenti
reddituali
Riprese di valore
(2)
(57)
(1.135)
(520)
61
58
(1.593)
(691)
(57) (1.135)
(520)
61
58
(1.593)
(691)
(520)
61
58
(1.593)
(691)
(520)
61
58
(1.593)
(691)
Di portafoglio
Specifiche
A
Di portafoglio
B
A
(3) = (1)-(2)
B
A. Crediti verso banche
-
Finanziamenti
Titoli di debito
B. Crediti verso clientela
Crediti deteriorati
acquistati
-
Finanziamenti
-
Titoli di debito
Altri crediti
- Finanziamenti
- Titoli di debito
C. Totale
(57)
(1.135)
(57) (1.135)
Legenda
A= da interessi
B= altre riprese
A fronte del perdurare della crisi e delle ancora incerte prospettive di ripresa economica, le modalità di
determinazione delle rettifiche su crediti sono state guidate da criteri di prudenza coerenti con l’evoluzione
attuale e prospettica della rischiosità degli attivi.
________________________________________________________________________________________________
104
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
8.2 Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la
vendita: composizione
Operazioni/ Componenti
reddituali
Rettifiche di valore
(1)
Riprese di valore
(2)
Specifiche
Specifiche
Titoli di debito
Titoli di capitale
Quote di OICR
Finanziamenti a
banche
E. Finanziamenti a
clientela
F. Totale
Totale
2011
(37)
(375)
(37)
(375)
(3) = (1)-(2)
Cancellazioni
A.
B.
C.
D.
Totale
2012
Altre
A
B
(37)
X
X
X
(37)
Legenda
A= da interessi
B= altre riprese
8.3 Rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie detenute
sino alla scadenza: composizione
Non si evidenziano rettifiche di valore operate sulle attività finanziare detenute sino alla
scadenza.
8.4 Rettifiche di valore nette per deterioramento di altre operazioni finanziarie:
composizione
Non si registrano rettifiche di valore operate su altre operazioni finanziare.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
105
Sezione 9 – Le spese amministrative - Voce 150
9.1 Spese per il personale: composizione
Totale
2012
Tipologia di spese/Valori
1) Personale dipendente
Totale
2011
(1.500)
(1.222)
a) salari e stipendi
(933)
(896)
b) oneri sociali
(250)
(236)
(283)
(61)
(34)
(29)
(185)
(192)
(1.685)
(1.414)
c) indennità di fine rapporto
d) spese previdenziali
e) accantonamento al trattamento di fine rapporto del
personale
f) accantonamento al fondo trattamento di quiescenza e
obblighi simili:
- a contribuzione definita
- a benefici definiti
g) versamenti ai fondi di previdenza complementare
esterni:
- a contribuzione definita
- a benefici definiti
h) costi derivanti da accordi di pagamento basati su propri
strumenti patrimoniali
i) altri benefici a favore dei dipendenti
2) Altro personale in attività
3) Amministratori e sindaci
4) Personale collocato a riposo
5) Recuperi di spese per dipendenti distaccati presso altre
aziende
6) Rimborsi di spese per dipendenti di terzi distaccati
presso la società
Totale
________________________________________________________________________________________________
106
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
9.2 Numero medio dei dipendenti per categoria
Personale dipendente:
23
a) dirigenti
b) quadri direttivi
c) restante personale dipendente
1
4
18
Altro personale (amministratori e sindaci)
8
9.3 Fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti: totale costi
Non sono presenti costi ascrivibili a fondi di quiescenza aziendali a benefici definiti.
9.4 Altri benefici a favore dei dipendenti
La voce comprende essenzialmente l’onere per i “buoni mensa”, oneri assicurativi, polizze
infortuni dipendenti.
9.5 Altre spese amministrative: composizione
2012
2011
Spese informatiche
(8)
(8)
Spese per immobili/mobili: fitti e canoni passivi
(3)
(1)
(37)
(21)
Spese per acquisto di beni e servizi non professionali
(534)
(496)
Spese per acquisto di beni e servizi professionali
(155)
(138)
Premi assicurativi
Spese pubblicitarie
Imposte indirette e tasse
altre
(18)
(5)
(198)
(155)
(18)
(202)
(107)
(1.113)
(991)
Spese per immobili/mobili: altre spese
Totale
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
107
Sezione 10 – Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri – Voce 160
10.1 Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri: composizione
Non sono presenti accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri.
Sezione 11 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali - Voce 170
11.1 Rettifiche di valore nette su attività materiali: composizione
Attività/Componente reddituale
Ammortamento
(a)
Rettifiche di valore
per deterioramento
(b)
Riprese
di valore
(c)
Risultato
netto
(a + b - c)
A. Attività materiali
(195)
(195)
A.1 Di proprietà
(195)
(195)
(195)
(195)
(195)
(195)
- Ad uso funzionale
- Per investimento
A.2 Acquisite in leasing finanziario
- Ad uso funzionale
- Per investimento
Totale
________________________________________________________________________________________________
108
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 12 – Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali - Voce 180
12.1 Rettifiche di valore nette su attività immateriali: composizione
Ammortamento
(a)
Attività/Componente reddituale
A. Attività immateriali
A.1 Di proprietà
Rettifiche di
valore per
deterioramento
(b)
Riprese Risultato
di valore
netto
(c)
(a + b - c)
(21)
(21)
(21)
(21)
(21)
(21)
(21)
(21)
- Generate internamente dall'azienda
- Altre
A.2 Acquisite in leasing finanziario
Totale
Sezione 13 -Gli altri oneri e proventi di gestione - Voce 190
13.1 Altri oneri di gestione: composizione
2012
2011
(6)
(30)
L’importo è costituito in prevalenza da rimborsi a clientela per chiusura contenziosi e rimborsi vari.
13.2 Altri proventi di gestione: composizione
2012
Recupero imposte e tasse
Fitti e canoni attivi
Recuperi di spese su depositi e c/c
Altri recuperi di spese
Totale
180
13
204
83
480
2011
180
12
191
81
464
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
109
Sezione 14 – Utili (Perdite) delle partecipazioni – Voce 210
Non si evidenziano utili o perdite ascrivibili alle partecipazioni.
Sezione 15 – Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali
e immateriali – Voce 220
Non risultano evidenze da valutazione al fair value (o al valore rivalutato) della attività materiali ed
immateriali.
Sezione 16 – Rettifiche di valore dell'avviamento – Voce 230
Non sono state effettuate rettifiche di valore sull’avviamento.
Sezione 17 – Utili (Perdite) da cessione di investimenti – Voce 240
Non si evidenziano utili o perdite da cessione di investimenti.
________________________________________________________________________________________________
110
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 18 – Le imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente - Voce
260
18.1 Imposte sul reddito dell'esercizio dell'operatività corrente: composizione
Totale
2012
Componente/Valori
1.
Imposte correnti (-)
2.
Variazioni delle imposte correnti dei precedenti esercizi (+/-)
3.
Riduzione delle imposte correnti dell'esercizio (+)
Totale
2011
(1.371)
(724)
58
3.bis Riduzioni delle imposte correnti delle esercizio per crediti d’imposta di
cui alla L. 214/2011 (+)
4.
Variazione delle imposte anticipate (+/-)
5.
Variazione delle imposte differite (+/-)
6.
Imposte di competenza dell'esercizio (-) (-1+/-2+3+/-4+/-5)
417
167
(896)
(557)
La variazione della fiscalità differita dell’anno 2012 è da ricondurre principalmente alla somma algebrica delle
imposte anticipate rilevate e riversate al 31.12.2012 per complessivi euro 417.379. L’importo include le
imposte anticipate (Irap) calcolate sull’impairment dei titoli afs, le imposte anticipate (Ires) determinate sulle
immobilizzazioni, sulle svalutazioni dei crediti e sull’accantonamento per trattamento di fine rapporto. A tutto
ciò va sottratto, con segno negativo, il riversamento delle imposte anticipate per quote di svalutazioni crediti
non dedotte nei precedenti esercizi.
Le aliquote Ires ed Irap impiegate per la quantificazione delle imposte correnti e della fiscalità differita sono
rispettivamente pari al 27,50% e al 5,72%.
18.2 Riconciliazione tra onere fiscale teorico e onere fiscale effettivo di bilancio
Le imposte sono calcolate nella misura del 27,5% per l’IRES e del 5,72% per l’IRAP.
Il totale del carico fiscale dell’anno può essere riconciliato all’utile d’esercizio come segue:
IRES
Onere fiscale teorico
Variazioni in aumento
Variazioni in diminuzione
Onere fiscale effettivo
Imponibile
IRAP
Onere fiscale teorico
Variazioni in aumento
Variazioni in diminuzione
Onere fiscale effettivo
Totale onere fiscale effettivo
Imponibile
Imposta
2.276
1.828
(186)
3.918
626
503
(52)
1.077
Imposta
2.276
3.286
(420)
5.142
130
188
(24)
294
1.371
IRES
Le principali variazioni in aumento riguardano le svalutazioni di partecipazioni afs, le svalutazioni crediti, gli
interessi passivi, gli accantonamenti per trattamento di fine rapporto.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
111
Le principali variazioni in diminuzione riguardano la quota non imponibile dei dividendi percepiti e la quota
IRAP relativa alle spese del personale dipendente (e assimilato).
IRAP
Le principali variazioni in aumento riguardano il costo del personale, gli interessi passivi, le quote non
deducibili degli ammortamenti e delle altre spese amministrative.
Le principali variazioni in diminuzione riguardano la quota del costo del personale deducibile (contributi,
deduzione forfetaria, ecc.).
Sezione 19 – Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle
imposte – Voce 280
La banca non ha realizzato utili o perdite sulle attività/passività in via di dismissione.
Sezione 20 – Altre informazioni
Non risultano ulteriori informazioni rispetto a quelle stabilite dai principi contabili internazionali.
Sezione 21 Utile per azione
La presente sezione non viene redatta in quanto la banca non è tenuta alla sua compilazione.
________________________________________________________________________________________________
112
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
PARTE D – REDDITIVITA’ COMPLESSIVA
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
113
PROSPETTO ANALITICO DELLA REDDITIVITÀ COMPLESSIVA
2.276
Imposte
sul
reddito
(896)
Attività finanziarie disponibili per la vendita:
4.450
(1.386)
3.064
a) variazioni di fair value
3.949
(1.295)
2.654
501
(91)
410
501
(91)
410
Voci
10.
Utile (Perdita) d'esercizio
20.
Altre componenti reddituali
b) rigiro a conto economico
Importo
lordo
Importo
netto
1.380
- rettifiche da deterioramento
- utili/perdite da realizzo
c) altre variazioni
30.
Attività materiali
40.
Attività immateriali
50.
Copertura di investimenti esteri:
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
60.
Copertura dei flussi finanziari:
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
70.
Differenze di cambio:
a) variazioni di valore
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
80.
Attività non correnti in via di dismissione:
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
c) altre variazioni
90.
Utili (Perdite) attuariali su piani a benefici definiti
100.
Quota delle riserve da valutazione delle partecipazioni
valutate a patrimonio netto:
a) variazioni di fair value
b) rigiro a conto economico
- rettifiche da deterioramento
- utili/perdite da realizzo
c) altre variazioni
110.
Totale altre componenti reddituali
4.450
(1.386)
3.064
120.
Redditività complessiva (Voce 10+110)
6.726
(2.282)
4.444
________________________________________________________________________________________________
114
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
PARTE E -INFORMAZIONI SUI RISCHI E SULLE RELATIVE POLITICHE DI
COPERTURA
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
115
L’Informativa al pubblico prevista ai sensi delle nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per
le banche (Circ. nr. 263 del 27 dicembre 2006), in mancanza di un sito internet della Banca, è
pubblicata su totem informativo accessibile, dalla clientela, presso tutte le Filiali della Banca.
Sezione 1 – Rischio di Credito
Informazioni di natura qualitativa
1. Aspetti Generali
La Banca Capasso Antonio spa ha sempre storicamente considerato come prioritario, nella gestione e nella
formulazione delle scelte strategiche della Banca, un costante presidio sulla qualità dell’attivo.
Da questo principio, che ha sempre caratterizzato la Banca, discendono politiche creditizie, strumenti e
soluzioni organizzative che coniugano le esigenze di business con l’esigenza di mantenere elevata la qualità
dei crediti.
Il dimensionamento del credito è anzitutto correlato alle necessità di due specifici segmenti di clientela: la
piccola imprenditoria e le famiglie.
La banca privilegia i finanziamenti alle piccole imprese che necessitano di un interlocutore di riferimento, in
grado di comprenderne le esigenze e di soddisfarle con riconosciute doti di competenza, di efficienza e di
velocità di esecuzione.
In tale contesto, l’azione di supporto è improntata alla prudenza e all’instaurazione con le controparti
affidatarie di un rapporto dialettico, fondato sulla reciproca fiducia e sulla trasparenza ed è finalizzata ad
avvalorare una relazione di lungo periodo.
Lo specifico obiettivo di mantenere i rischi entro limiti tradizionalmente bassi spinge la banca a favorire le
iniziative di contenuto economico – produttivo e a limitare, per quanto possibile, gli impieghi nei comparti di
matrice prettamente finanziaria.
L’attività di erogazione prevede la separazione tra le funzioni del proponente e quella deliberante le
concessioni creditizie, ad eccezione dei preposti delle filiali, a cui è concesso, seppur limitatamente, una
delega.
L’attività di concessione è accentrata nelle funzioni specialistiche della Direzione centrale, dell’Amministratore
delegato, nel Consiglio di Amministrazione e dei Preposti delle filiali.
Nel 2012 l’attività di concessione per numero di pratiche ed importi, ripartita per organo deliberante, è stata
la seguente:
FIDI DELIBERATI ANNO 2012
ORGANO DELIB.
N. FIDI
% FIDI
IMPORTO
% IMPORTO
Consiglio di Amministrazione
133
12,35%
16.320.020,57
60,24%
Amministratore Delegato
109
10,12%
3.386.762,49
12,50%
Direttore Centrale
119
11,05%
2.823.276,65
10,42%
Vice Direttore Vicario
456
42,34%
2.910.310,36
10,74%
Preposto di Piedimonte M.
208
19,31%
1.194.993,85
4,41%
Preposto Filiale di Faicchio
52
4,83%
455.580,00
1,68%
1077
100,00%
27.090.943,92
100,00%
TOTALI
________________________________________________________________________________________________
116
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
2. Politiche di gestione del rischio di credito
2.1 Aspetti Organizzativi
La politica creditizia, tradizionalmente improntata a un’ampia diversificazione nella distribuzione delle risorse,
è volta a realizzare una composizione del portafoglio crediti tale da minimizzare il rischio allo stesso
associato.
Le partite creditorie più significative sono oggetto di un monitoraggio assiduo e approfondito.
I soggetti principalmente coinvolti nel processo creditizio sono:
-
-
-
-
-
-
-
-
Consiglio di Amministrazione: sovrintende e sorveglia la corretta allocazione delle risorse finanziarie
e in particolare provvede a:
o Definire gli orientamenti strategici e le politiche creditizie;
o Fissare i criteri per la rilevazione, gestione e valutazione dei rischi;
o Approvare la struttura delle deleghe deliberative e controllare che le stesse siano esercitate
correttamente;
o Verificare che l’Alta Direzione, in coerenza con i rischi assunti, definisca un confacente
assetto organizzativo, stabilisca in modo chiaro e appropriato compiti e responsabilità delle
varie funzioni e ne verifichi periodicamente l’adeguatezza e la funzionalità;
Inoltre, delibera nell’ambito della propria autonomia.
Collegio Sindacale: nell’ambito delle proprie funzioni istituzionali di sorveglianza, vigila sul grado di
adeguatezza del sistema di gestione e controllo del rischio di credito adottato, sul suo concreto
funzionamento e sulla rispondenza ai requisiti stabiliti dalla normativa;
Alta Direzione - Amministratore delegato: dà attuazione alle strategie e alle politiche stabilite dal
Consiglio di Amministrazione e in particolare provvede a:
o Predisporre regole, attività, procedure e strutture organizzative atte ad assicurare l’adozione
e il mantenimento di un efficiente processo del credito e di un solido sistema di controllo dei
rischi insiti nel medesimo;
o Verificare l’adeguatezza e la funzionalità delle componenti succitate;
o Assumere gli interventi necessari per eliminare le carenze e le disfunzioni eventualmente
rilevate;
o Comunicare alle funzioni organizzative gli obiettivi e le politiche che intende perseguire.
Inoltre delibera nell’ambito della propria autonomia.
Direzione Centrale: Spetta l’attività di indirizzo delle filiali alle quali assicura un fondamentale
supporto nello sviluppo delle relazioni con la clientela e nella gestione delle posizione che presentino
elementi di criticità. Esamina le proposte di affidamento di competenza degli organi centrali, esprime
un parere di merito e delibera quelle di propria competenza.
Le filiali: Ad esse è attribuito il precipuo compito di sviluppare le relazioni di lavoro. Gestiscono la
relazione con il cliente affidato/affidando acquisendo tutta la documentazione necessaria per la
valutazione del merito creditizio; operano una preventiva selezione delle richieste e predispongono la
relativa domanda di affidamento, deliberando direttamente quelle di competenza. Concorrono al
monitoraggio delle posizioni affidate al fine di individuare con tempestività quelle che presentano
eventuali segnali di degrado e, a scadenze pre-definite, procedono ad un’attività di revisione. In caso
di anomalia, di concerto con gli uffici centrali, mettono in atto nei confronti della controparte gli
opportuni interventi. Le filiali inoltre deliberano nell’ambito della propria autonomia.
Area Crediti: Supporta gli organi deliberanti attraverso la ricezione dalla periferia delle pratiche di
affidamento, la verifica della correttezza e completezza formale, il perfezionamento dell’istruttoria.
Provvede alla gestione amministrativa delle pratiche. In particolare, procede al caricamento negli
archivi elettronici degli affidamenti deliberati e delle garanzie che li assistono, previa la verifica della
conformità di queste ultime al contenuto della delibera di affidamento. Cura il perfezionamento delle
operazioni di mutuo. Nell’ambito del contenzioso, garantisce la tutela della banca. In particolare per
le posizioni a “sofferenza” svolge le azioni giudiziali necessarie al recupero dei crediti.
Ufficio Controllo dei Rischi: Effettua il monitoraggio delle posizioni affidate, individua quelle che
presentano segnali di anomalia e, in funzione della gravità degli stessi, le pone sotto sorveglianza.
Rileva le partite che, manifestando anomalie andamentali, potrebbero presentare situazioni di
accresciuta rischiosità e, conseguentemente, le segnala alle funzioni competenti.
Compliance: cura il rispetto della normativa interna e di quella esterna; in particolare, controlla la
corretta classificazione dei crediti.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
117
Internal Auditing: controlla la efficacia e l’efficienza dei processi. Verifica, tutte le fasi del processo
attraverso l’adozione di ceck-list; controlla il rispetto dei criteri perla corretta classificazione dei
crediti.
L’intero processo riguardante il merito creditizio (istruttoria, erogazione, monitoraggio delle posizioni,
revisione delle linee di credito, interventi in caso di anomalia) risulta dal regolamento interno del processo
del Credito.
L’erogazione del credito a clientela è disciplinata da un’apposita normativa quadro sui poteri delegati,
approvata dal Consiglio di Amministrazione, nella quale sono chiaramente individuati i soggetti responsabili e
i limiti entro cui possono operare. Tale normativa è soggetta a revisione periodica.
I crediti erogati, sotto qualsiasi forma ed importo, vengono portati a conoscenza del Consiglio di
Amministrazione, ogni mese, unitamente alle indisponibilità e agli extra-fidi concessi. Nella seduta del 28
novembre 2012 il Consiglio di Amministrazione ha approvato la policy per la gestione del rischio di credito.
Nella seduta del 28 giugno 2012 il Consiglio di Amministrazione ha approvato il Regolamento sulla procedura
delle operazioni con soggetti collegati ai sensi delle nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche
in materia di “Attività di rischio e conflitti di interesse delle banche e dei gruppi bancari nei confronti di
soggetti collegati”, emanate dalla Banca d'Italia con il 9° aggiornamento del 12 dicembre 2011 della
Circolare n° 263 del 27 dicembre 2006, debitamente validato dalla funzione di Compliance. Il Regolamento
disciplina l'iter di identificazione, approvazione ed esecuzione delle operazioni con Soggetti Collegati poste in
essere direttamente o indirettamente dalla Banca, individuando regole interne idonee ad assicurare la
trasparenza e la correttezza sia sostanziale che procedurale delle operazioni stesse, nonché a stabilire le
modalità di adempimento dei relativi obblighi informativi, ivi compresi quelli previsti dalle disposizioni di
legge e regolamentari vigenti e applicabili. Il Consiglio ha ritenuto di non costituire un apposito Comitato per
le operazioni con Soggetti Collegati, al fine di preservare la dialettica all'interno del Consiglio stesso, ma,
avvalendosi della facoltà concessa dalle Disposizioni, di investire i due Amministratori indipendenti dei
compiti ad essi attribuiti, con riguardo alle operazioni con Soggetti Collegati. Il Regolamento prevede regole
diverse in funzione della tipologia di operazioni effettuate dalla Banca, distinguendo, tra l’altro, tra
“operazioni di maggiore rilevanza”, “operazioni di minore rilevanza”, e “operazioni ordinarie”. Sono esentate
dall'applicazione della procedura le operazioni di importo esiguo, ossia le operazioni il cui controvalore non
eccede la soglia di 250.000 euro. Successivamente alla delibera del Regolamento sono stati censiti tutti i
soggetti collegati, compresi i soggetti connessi, nel data-base del Sistema Informativo e la società di
outsourcing ha provveduto al rilascio di una release, permettendo così' l'adeguato presidio dei processi
sottostanti le transazioni con Soggetti Collegati e gli adempimenti segnaletici previsti dalla normativa. Infine,
il Regolamento è stato pubblicato sui totem informativi a disposizioni del pubblico presenti in ogni filiale.
-
2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo
Le singole strutture coinvolte nelle varie fasi del processo creditizio svolgono i controlli comunemente definiti
di “linea o di primo livello”,finalizzati a garantire la correttezza delle procedure seguite.
Le posizioni affidate sono soggette a riesame periodico volto ad accertare, in rapporto alle situazioni
riscontrate in sede di istruttoria, la persistenza delle condizioni di solvibilità del debitore e degli eventuali
garanti, qualità del credito, validità e grado di protezione delle relative garanzie.
La Banca si è dotata, tramite outsourcing esterno, di un programma che, tramite il ricorso a metodologie di
misurazione e di controllo andamentale che prendono in considerazione dati interni e di sistema, perviene
mensilmente alla costruzione di un indicatore sintetico di rischio (SAR).
Le posizioni cui l’indice sintetico attribuisce una valutazione di rischiosità significativa vengono sottoposte ad
appropriate analisi e, nei casi in cui vengano rilevati segnali concreti di deterioramento, si provvede, sulla
base della gravità degli stessi, a porle sotto osservazione oppure a classificarle tra le “anomale”.
Nelle fasi di istruttoria, erogazione e monitoraggio sono effettuati controlli in ordine alla concentrazione dei
rischi, con riferimento alle esposizioni verso singole controparti o gruppo di controparti, tra le quali
sussistano connessioni di carattere giuridico o economico.
A tal fine, vengono presi a riferimento i limiti individuali in ordine ai finanziamenti di importo rilevante che,
secondo la vigente disciplina di vigilanza delle banche, costituiscono “grande rischio”.
L’attività di valutazione ed erogazione è differenziata secondo la tipologia di clientela.
Più precisamente per il sistema “impresa” è in uso un sistema “esperto” che si basa su logiche di analisi delle
componenti economico–patrimoniali di bilancio, integrate dalla valutazione dei flussi di cassa, dati della
centrale dei rischi, report contenti le serie storiche mandamentali.
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Per il segmento dei privati si è aderiti ad un sistema di scoring a livello nazionale specificamente calibrato su
questa tipologia di clientela che incide direttamente sui processi di valutazione del merito creditizio. Ci si
avvale, inoltre, di un sistema per la determinazione della capacità di rimborso.
La consultazione dell’andamento statistico del rapporto è integrato nel Sistema Informatico. Gli indici
andamentali vengono utilizzati dall’Area fidi che nel predisporre l’istruttoria provvede ad inserire report
statistici nella pratica.
La procedura interna, integrata perfettamente con il Sistema Informativo denominato SAR (Scheda
Andamentale del Rischio) individua, attraverso un rating predefinito di classi di merito, i clienti ad alto,medio
e basso rischio.
I parametri che definiscono gli indici di rischiosità della clientela vengono monitorati periodicamente.
Il rischio di cassa per la concessione di indisponibilità o per la negoziazione di assegni bancari è
immediatamente percepibile nel momento in cui si verifica l’evento, insieme con il rischio complessivo della
filiale.
Mensilmente vengono monitorati i rapporti di portafoglio accesi con la clientela e le disposizioni di addebito
inviate insolute.
Ogni mese vengono effettuati controlli mirati sull’utilizzo delle carte di credito. Report specifici sono
predisposti per il monitoraggio dei clienti i cui beni sono stati colpiti da ipoteche legali e/o giudiziali.
Particolare attenzione viene posta nel monitoraggio continuo e costante delle rate dei mutui scadute,
attraverso l’invio di avvisi ai debitori e la predisposizioni di liste di controllo, nelle quali vengono indicate le
iniziative già intraprese per il recupero dell’arretrato.
Queste attività consentono di integrare i dati ottenuti con le procedure di sistema.
L’assunzione del rischio nei confronti di soggetti affidati per importi superiori al 10% del patrimonio di
vigilanza (c.d. Grandi Rischi) e per importi compresi tra euro 400.000 e la soglia del 10%, viene monitorata
dall’Area Fidi, dal Direttore centrale, dall’Amministratore delegato e dal Consiglio di Amministrazione, con
report mensili, trimestrali e semestrali.
Nell'ambito delle proposte finalizzate a meglio gestire i rischi aziendali, emerse nella fase di Autovalutazione
– ICAAP 2011 – e tenendo presente la situazione generale di mercato che continua a presentare evidenti
segnali di crisi e tensioni finanziarie, particolarmente accentuate in alcuni settori economici il Consiglio ha
ritenuto che la concessione e gestione del credito debba essere improntata alla massima cautela e alla
definizione di standard di comportamento al fine di mitigare i rischi di credito. E' apparso quanto mai
opportuno definire regole e indicazioni operative che riguardano gli affidamenti già in essere e i nuovi
affidamenti rivolti a clienti classificate in bonis, orientate ad una equilibrata composizione del portafoglio
impieghi, privilegiando le controparti di più elevato standing e, nel contempo, contenendo le esposizioni
verso la clientela a maggior rischio.
La policy deliberata dal Consiglio, prima sotto forma di bozza, detta le linee guida per l’assunzione e la
gestione del rischio di credito della Banca Capasso, in coerenza con le indicazioni delle Istruzioni di Vigilanza
per le banche e, in particolare della Circolare 263/06 di Banca d’Italia, la quale ha “recepito”, in linea con
quanto stabilito dalla Direttiva 2006/48/CE, il Nuovo Accordo sul Capitale (c.d. Basilea 2). Conformemente a
quanto previsto dalla disciplina prudenziale, tenuto conto delle più generali politiche di rischio assunte dalla
Banca Capasso nonché delle caratteristiche e della operatività della stessa, e coerentemente con quanto
definito nel Piano Strategico triennale della Banca, nonché nei verbali del Cda del 27 aprile 2012 e del 27
luglio 2012 (in relazione agli interventi sul processo del credito, a quelli sulla mitigazione del rischio di credito
e di concentrazione, alla valutazione periodica delle garanzie) la policy descrive:

la propensione al rischio della Banca;

il sistema dei limiti interni;

il modello organizzativo, nel quale ruoli e responsabilità sono assegnati alle funzioni coinvolte nel
processo di gestione e controllo del credito;

i principi guida del processo di erogazione del credito;

le principali metodologie a supporto della rilevazione del rischio;

il piano di interventi da attivare al verificarsi di specifici eventi di particolare gravità (processi
organizzativi dedicati e possibili interventi volti a ricondurre verso condizioni di accettabilità
l’esposizione al rischio).
Il documento si integra con la normativa interna ed esterna che regola l’erogazione del credito e la gestione
dei rischi. Tra le normative interne si ricordano in particolare:
il “Regolamento aziendale” e la struttura organizzativa aziendale (organigramma);
il regolamento crediti e le relative disposizioni attuative;
i poteri di firma e le deleghe di potere in materia di credito;
le disposizioni in materia di obbligazioni degli esponenti bancari e di interessi degli amministratori, e
in particolare il “Regolamento sulla procedura delle operazioni con soggetti collegati”
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Il Consiglio di Amministrazione, in quanto organo di supervisione strategica della Banca, approverà e
aggiornerà periodicamente al manifestarsi di variazioni del contesto, di norma annualmente, le “Politiche di
gestione del rischio di credito”, delegando l’Amministratore Delegato alla predisposizione delle misure idonee
a darne attuazione.
Le linee guida dovranno essere utilizzate per la formulazione della proposta, proposta che l’organo centrale
competente per la delibera può certamente poi derogare a fronte di adeguate motivazioni da esplicitarsi
nella pratica di fido.
Le regole creditizie definite nella predetta “Policy” - volte ad una generale gestione della qualità del
portafoglio crediti, e quindi al suo continuo miglioramento - si basano su:
 Punteggio sar/score della controparte (cd. Anomalie SAR) abbinato al grado di protezione fornito
dalle garanzie accessorie
 Quota di inserimento della banca sulla controparte/gruppo economico (desumibile dalla CR, o dalla
singola scheda SAR)
 Settore di attività economica di appartenenza della controparte in ottica sia del livello di rischiosità
del settore (desumibile ad es. dai tassi di decadimento e di mortalità pubblicati nel Bollettino
Statistico dalla Banca d’Italia, ovvero dalle tavole sulle sofferenze ripartite per comparti di attività
economica e branche di attività economica pure contenute nel predetto Bollettino), sia del livello di
concentrazione complessivo della banca sul singolo settore economico.
La policy è stata, prima di essere licenziata definitivamente, integrata con la definizione dei limiti operativi,
previsti nell'allegato 6, dal punto 6.1 al punto 6.5 e precisamente:
 limiti operativi calcolati mediante indicatori di rischio;
 garanzie per tipologia di finanziamento;
 scarti minimi sulle garanzie reali;
 individuazione della clientela finanziabile e criteri di esclusione;
 vincoli all'emissione di forme tecniche di finanziamento;
 linee guida per la gestione della qualità del portafoglio crediti mediante la segmentazione dello
stesso in cinque classi.
Successivamente, la policy è stata emendata di alcuni capitoli che riguardano:
- Obiettivi di rischio rendimento;
- Piano di intervento – remedy plan -.
Si è ritenuto opportuno rinviare la definizione degli obiettivi di rischio rendimento perché la società IBT,
proprietaria della Sistema Informativo GESBANK, rilascerà la versione definitiva del programma VIC –
Valutazione Integrata Cliente – che consentirà di ottenere la valutazione del cliente sulla base di rating,
mentre si è rinviata la stesura del Piano di intervento, previsto al capitolo 5) della bozza di policy, perché
sono da meglio definire gli indicatori di tensione del portafoglio crediti in base alle ipotesi di scenari di stress.
2.3 Tecniche di mitigazione del rischio di credito
Per alcune tipologie di concessioni e per alcune controparti, la Banca acquisisce garanzie allo scopo di
mitigare il rischio di credito. La particolare prudenza nell’erogazione del credito, ha infatti consolidato la
prassi di supportare il rischio attraverso l’acquisizione di garanzie sia reali che personali (ipoteche,
fidejussioni).
A tal fine è stata codificata all’interno del Regolamento dell’Area Fidi e Garanzie la ponderazione da applicare
alle diverse operazioni ipotecarie.
In particolare, proprio per la natura di intervento a medio termine, i mutui ipotecari prevedono percentuali di
iscrizione della garanzia diversificata a seconda della tipologia del finanziamento.
Nell’ambito della definizione del valore di perizia del cespite da acquisire a garanzia le regole applicate sono
così riassumibili: utilizzo di periti iscritti all’albo di gradimento della banca, individuazione del valore
cauzionale dei cespiti su cui viene applicata la percentuale di scarto ipotecario.
Talvolta in caso di concessioni relative ad operazioni immobiliari, per le quali la Banca finanzia il costruendo,
vengono acquisite garanzie collaterali sotto forma di fidejussioni in atto pubblico. Inoltre, è prevista la
redazione di una relazione tecnica sullo stato di avanzamento dei lavori, con relativa documentazione
fotografica, da produrre a carico del mutuatario entro sei mesi dall’erogazione.
Relativamente alle garanzie fidejussorie, si osserva che la loro valorizzazione viene di norma effettuata sulla
base di una valutazione prudenziale del relativo patrimonio disponibile del garante.
A tal fine si rende noto che alla data del 31 dicembre 2012 si rilevano protezioni del credito, ammissibili ai
fini della mitigazione del rischio, esclusivamente costituite da garanzie ipotecarie e da prestiti su pegno.
Infatti, le garanzie personali esistenti non hanno i requisiti per essere riconosciute tra le tecniche di
attenuazione del rischio di credito in quanto sono prestate da soggetti che non rientrano nella tipologia di
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
garanti indicati dalla normativa (cfr. Nuove Disposizioni di Vigilanza prudenziale delle banche – Titolo II –
Capitolo 2 – paragrafo 5.3).
2.4 Attività finanziarie deteriorate
L’attività di recupero crediti è gestita dall’Area Crediti.
La valutazione delle perdite è accentrata al Consiglio di Amministrazione.
L’attività di determinazione delle svalutazione, che è analitica per tutti i crediti problematici, è supportata da
un sistema di revisione semestrale delle varie posizioni che permette un adeguamento costante e tiene conto
delle evoluzioni giudiziali o stragiudiziali intervenute.
Il Consiglio di Amministrazione ha fissato con varie delibere i criteri per la determinazione dei crediti
classificati “anomali”, in funzione della tipologia e della gravità dell’anomalia.
In generale, per la valutazione dei crediti a la loro classificazione nelle categorie ad andamento anomalo
sono da tener presente i seguenti elementi:
 Situazione di persistente morosità del debitore;
 Difficoltà nel pagamento degli interessi;
 Frequenti ritorni di insoluti;
 Elevato utilizzo del credito rispetto all’accordato;
 Grado di indebitamento nei confronti de sistema;
 Adeguatezza dei mezzi propri;
 Flussi di cassa;
 Segnalazione della posizione tra quelle in sofferenza da parte del sistema;
 Affidamento delle pratiche al legale per il recupero del credito;
 Avvio di atti giudiziari da parte della banca e/o proposte o esperimento di azioni esecutive da parte
di terzi;
 Situazione patrimoniale personale dei garanti;
 Stato e grado delle garanzie prestate.
I crediti ad andamento anomalo vengono distinti nelle categorie sottostanti:
Sofferenze: totalità dei crediti vantati nei confronti della clientela per il cui recupero sono state iniziate
azioni giudiziali, oltre ai crediti vantati nei confronti di clienti che si trovano in gravi e non transitorie difficoltà
economiche e finanziarie, tali da consigliare per il rientro dell’esposizione l’inizio di atti di rigore, anche se ad
essi si soprassiede per particolari motivi.
Incagli soggettivi: totalità delle esposizioni nei confronti di soggetti in temporanea situazione di obiettiva
difficoltà, prevedibilmente rimovibile in un congruo periodo di tempo. Nella loro individuazione non si tiene
conto dell’esistenza di eventuali garanzie (personali e/o reali) poste a presidio del credito stesso.
I crediti che non presentano segnali di deterioramento particolarmente gravi sono posti in attenzione e sono
segnalati tra i “crediti in bonis”.
Incagli oggettivi: includono sono rappresentati dalle esposizioni per le quali risultino soddisfatte entrambe
le seguenti condizioni dimensionali e di anzianità:
 Siano scadute e non pagate (anche solo parzialmente) in via continuativa da oltre 270 giorni
(indipendentemente dal numero di rate);
 L’importo complessivo delle esposizioni e delle altre quote scadute da meno di 270 giorni
(esclusi gli eventuali interessi di mora richiesti al cliente ) verso il medesimo debitore, sia
almeno pari al 10% dell’intera esposizione verso il debitore stesso (esclusi gli interessi di
mora).
Ristrutturati: esposizioni per le quali, a causa del deterioramento delle condizioni economiche e finanziarie
del debitore, si acconsente a modifiche delle originarie condizioni contrattuali ( ad esempio riscadenzamento
dei termini, riduzione del debito e/o degli interessi) che diano luogo a una perdita.
Esposizioni scadute/sconfinanti:per le esposizioni scadute e/o sconfinanti si è scelta la metodologia di
approccio per debitore. Sono rappresentate dall’intera esposizione verso quei debitori (diversi da quelli in
sofferenza, o incagli o ristrutturati) che presentano crediti scaduti o sconfinanti da oltre 90 giorni (sino al 31
dicembre 2011 le esposizioni diverse da quelle classificate a sofferenza, incaglio o ristrutturate erano
ricomprese tra le esposizioni scadute e/o sconfinanti se sono scadute e/o sconfinanti da oltre 180 giorni. Dal
1° gennaio 2012 il limite è stato ridotto a 90 giorni).
La Circolare 272 – Matrice dei Conti, aggiornamento del 10 dicembre 2009 - ha disposto una diversa
modalità di rilevazione delle esposizioni a rimborso rateale scadute. Difatti, l’approccio per singolo debitore,
scelto dalla banca rispetto a quello per singola transazione, per l’inizio del conteggio dei giorni scaduti, fa
riferimento alla data di scadenza della prima rata non pagata, diversamente da quanto prevedeva il
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precedente calcolo che prendeva a riferimento, per il calcolo dei giorni, la data a partire dalla quale la
posizione risultava sconfinata in modo continuativo. Il diverso criterio di rilevazione ha ricondotto diverse
posizioni al di sotto del previsto limite di 270 giorni per la segnalazione degli incagli oggettivi.
La gestione dei crediti “anomali” – incagli, ristrutturati, sofferenze – comporta l’assunzione di interventi
confacenti con la gravità della situazione, al fine di ricondurli alla normalità oppure, in caso di impossibilità,
di mettere in atto adeguate procedure di recupero.
Più precisamente:
 In presenza di posizioni incagliate , ci si adopera per ripristinare, entro un congruo periodo di tempo,
le originarie condizioni di affidabilità e di economicità dei rapporti, oppure valutata l’impossibilità di
tale soluzione, viene predisposto quanto necessario per il passaggio delle posizioni a sofferenza;
 In presenza di posizioni ristrutturate, viene verificato il puntuale rispetto delle condizioni pattuite e,
nei casi di difformità, si valuta se ricorrono gli estremi per il passaggio ad incaglio o a sofferenza;
 In presenza di posizioni a sofferenza , vengono poste in atto le opportune procedure di recupero dei
crediti oppure, qualora le circostanze lo consentano, vengono predisposti dei piani di rientro e/o
delle proposte di transazioni bonarie finalizzate alla definitiva chiusura dei rapporti.
Relativamente alle posizioni classificate “sofferenze” ed a quelle che hanno subito una svalutazione analitica
ma sono iscritte tra le posizioni incagliate, sulla base dei nuovi principi contabili internazionali, sono state
stimate sia la quota di credito recuperabile sia il tempo necessario per il recupero di tale importo.
Per tutte le esposizioni viene fatta una stima analitica, attribuendo un piano di rientro differenziato in
relazione alle caratteristiche dei crediti (presenza i garanzie, procedure concorsuali e/o esecutive).
Il tasso di attualizzazione (per tipologia di forma tecnica), è il tasso specifico che risulta attribuito alla
specifica linea di credito.
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
A. Qualità del credito
A.1 Esposizioni deteriorate e in bonis: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica e territoriale
A.1.1 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)
Portafogli/qualità
Sofferenze
Incagli
Esposizioni
ristrutturate
Esposizioni
scadute
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione
2. Attività finanziarie disponibili per la vendita
3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
4. Crediti verso banche
5. Crediti verso clientela
547
3.287
31
547
1.095
3.287
3.182
31
Altre attività
Totale
1.310
1.310
63.174
63.174
4.522
39.423
60.501
4.522
39.423
64.366
168.930
156.474
172.795
160.751
6. Attività finanziarie valutate al fair value
7. Attività finanziarie in corso di dismissione
8. Derivati di copertura
Totale al 31/12/2012
Totale al 31/12/2011
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Attività deteriorate
Portafogli/qualità
In bonis
Esposizione
lorda
Rettifiche
di
portafoglio
1. Attività finanziarie detenute per la negoziazione
X
X
2. Attività finanziarie disponibili per la vendita
Esposizione
lorda
Rettifiche
specifiche
Esposizione netta
3. Attività finanziarie detenute sino alla scadenza
4. Crediti verso banche
5. Crediti verso clientela
6.576
2.711
3.865
1.310
1.310
63.174
63.174
63.174
4.522
4.522
4.522
39.423
39.423
39.423
60.501
64.366
61.049
6. Attività finanziarie valutate al fair value
Esposizione
netta
Totale
(esposizione
netta)
A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)
548
X
X
X
X
7. Attività finanziarie in corso di dismissione
8. Derivati di copertura
Totale al 31/12/2011
6.576
2.711
3.865
168.168
548
168.930 172.795
Totale al 31/12/2011
6.054
1.777
4.277
155.422
28
156.474 160.751
________________________________________________________________________________________________
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In calce alla tabella si fornisce l’informativa di dettaglio sui crediti in bonis, secondo quanto previsto dalla lettera roneata della Banca d’Italia
n.0142023/11 del 16/02/2011
Crediti verso clientela in bonis: analisi
dell’anzianità degli scaduti
Esposizioni oggetto di rinegoziazione
nell’ambito di Accordi collettivi
Ripartizione temporale
1.
2.
3.
4.
5.
Esposizioni non scadute
Sino a 3 mesi
Da oltre 3 mesi sino a 6 mesi
Da oltre 6 mesi sino a 1 anno
Da oltre 1 anno
Totale al 31/12/2012
Esposizione
lorda
Rettifiche
di
portafoglio
288
3
285
288
3
285
Esposizione
netta
________________________________________________________________________________________________
125
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Altre esposizioni In bonis
Rettifiche
di
portafoglio
Esposizione
netta
51.005
9.647
109
448
96
1
50.557
9.551
108
60.761
545
60.216
Esposizione
lorda
A.1.3 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi e netti
Tipologie esposizioni/valori
Esposizione
lorda
A. ESPOSIZIONI PER CASSA
Rettifiche
di valore
specifiche
40.733
a) Sofferenze
b) Incagli
c) Esposizioni ristrutturate
Rettifiche
di valore
Esposizione
di
netta
portafoglio
40.733
X
X
X
d) Esposizioni scadute
e) Altre attività
X
40.733
TOTALE A
B. ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO
a) Deteriorate
b) Altre
X
40.733
40.733
272
40.733
272
X
TOTALE B
TOTALE A+B
272
272
41.005
A.1.4 Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde
Non sono presenti esposizioni deteriorate per cassa verso banche.
A.1.5 Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle rettifiche di valore complessive
Non sono presenti rettifiche di valore su esposizioni creditizie per cassa verso banche.
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
X
272
272
41.005
A.1.6 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi e netti
Esposizione
lorda
Rettifiche
di valore
specifiche
2.623
3.917
2.076
630
TOTALE A
36
128.746
135.322
5
X
2.711
TOTALE B
15
544
559
Tipologie esposizioni/valori
A. ESPOSIZIONI PER CASSA
a) Sofferenze
b) Incagli
c) Esposizioni ristrutturate
d) Esposizioni scadute
f) Altre attività
Rettifiche di
valore di
portafoglio
X
X
X
X
Esposizione
netta
547
3.287
548
548
31
128.198
132.063
B. ESPOSIZIONI FUORI BILANCIO
a) Deteriorate
b) Altre
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
X
X
15
544
559
A.1.7 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde
Causali/Categorie
A. Esposizione lorda iniziale
Sofferenze
Incagli
2.664
3.389
269
228
1.499
1.458
16
25
41
C. Variazioni in diminuzione
310
971
C.1
C.2
C.3
C.4
93
133
84
524
- di cui: esposizioni cedute non cancellate
B. Variazioni in aumento
B.1 ingressi da esposizioni creditizie in bonis
B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate
B.3 altre variazioni in aumento
uscite verso esposizioni creditizie in bonis
cancellazioni
incassi
realizzi per cessioni
C.5 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate
C.6 altre variazioni in diminuzione
D. Esposizione lorda finale
431
Esposizioni
ristrutturate
Esposizioni
scadute
38
38
2
2
16
2.623
3.917
- di cui: esposizioni cedute non cancellate
________________________________________________________________________________________________
128
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
36
A.1.8 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle rettifiche di valore complessive
Causali/Categorie
A. Rettifiche complessive iniziali
- di cui: esposizioni cedute non cancellate
B. Variazioni in aumento
B.1 rettifiche di valore
B.1 bis perdite da cessione
B.2 trasferimenti da altre categorie di esposizioni deteriorate
B.3 altre variazioni in aumento
C. Variazioni in diminuzione
C.1 riprese di valore da valutazione
C. 2 riprese di valore da incasso
C.2 bis utili da cessione
C.3 cancellazioni
C.4 trasferimenti ad altre categorie di esposizioni deteriorate
C.5 altre variazioni in diminuzione
D. Rettifiche complessive finali
Sofferenze
Incagli
1.569
208
728
728
451
451
221
65
28
29
6
Esposizioni
ristrutturate
Esposizioni
scadute
5
5
128
2.076
- di cui: esposizioni cedute non cancellate
________________________________________________________________________________________________
129
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
23
630
5
A.2 Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni
A.2.1 Distribuzione delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" per classi di rating esterni
Classi di rating esterni
Esposizioni
Classe
1
A. Esposizioni creditizie per cassa
B. Derivati
B.1 Derivati finanziari
B.2 Derivati creditizi
C. Garanzie rilasciate
D. Impegni a erogare fondi
815
Classe
2
Classe
3
Classe
4
7.041
67.697
1.310
Classe
5
Classe
6
Senza
rating
96.383 173.246
830
Totale
815
7.041
67.697
A.2.2 Distribuzione delle esposizioni per cassa e “fuori bilancio” per classi di rating interni
Non risultano esposizioni per cassa e "fuori bilancio” classificate in base a rating interni.
A.3 Distribuzione delle esposizioni garantite per tipologia di garanzia
A.3.1 Esposizioni creditizie verso banche garantite
Non sono presenti esposizioni verso banche garantite.
________________________________________________________________________________________________
130
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
1.310
Totale
830
97.213 174.076
A.3.2 Esposizioni creditizie verso clientela garantite
Altri soggetti
Banche
Altri enti pubblici
Governi e banche
centrali
Crediti di firma
Altri soggetti
Banche
Altri enti pubblici
Governi e banche
centrali
Altre garanzie reali
Titoli
Immobili - Leasing
finanziario
Immobili – Ipoteche
Valore esposizione netta
Derivati su crediti
Altri derivati
CLN
1. Esposizioni
creditizie per
cassa garantite:
1.1 totalmente
garantite
Di cui
deterior
ate
1.2
parzialmente
garantite
Di cui
deterior
ate
2. Esposizioni
creditizie “fuori
bilancio”
garantite:
2.1 totalmente
garantite
Di cui
deterior
ate
2.2
parzialmente
garantite
Di cui
deterior
ate
Garanzie personali (2)
Garanzie reali (1)
Totale
(1)+(2)
51.082
39.144
110
270
14.390
53.914
50.335
39.112
110
270
13.710
53.202
3.493
4.694
1.105
5.799
747
32
680
712
175
175
159
462
38
424
462
462
38
424
462
15
15
15
________________________________________________________________________________________________
131
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
B. Distribuzione e concentrazione del credito
B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela (valore di
bilancio)
A. Esposizioni per
cassa
67.697
19
32.344 1.986
250
32.003 725
Rettifiche valore di portafoglio
Rettifiche valore specifiche
Altri soggetti
Esposizione netta
Rettifiche valore di portafoglio
Rettifiche valore specifiche
Imprese non finanziarie
Esposizione netta
Rettifiche valore di portafoglio
Rettifiche valore specifiche
Società di assicurazione
Esposizione netta
Rettifiche valore di portafoglio
Rettifiche valore specifiche
Società finanziarie
Esposizione netta
Rettifiche valore di portafoglio
Rettifiche valore specifiche
Altri enti pubblici
Esposizione netta
Rettifiche valore di portafoglio
Rettifiche valore specifiche
Esposizioni/Controparti
Esposizione netta
Governi e Banche Centrali
298
A.1 Sofferenze
X
X
X
X
343
1691
X
204
385
X
A.2 Incagli
X
X
X
X
1.012
290
X
2.275
340
X
X
X
X
X
A.3 Esposizioni
ristrutturate
A.4 Esposizioni scadute
A.5 Altre esposizioni
Totale A
X
67.697
X
X
X
X
19
67.697
X
X
X
31
30.958
19
5
X
32.344 1.986
B. Esposizioni "fuori
bilancio"
X
X
X
X
B.2 Incagli
X
X
X
X
B.3 Altre attività
deteriorate
X
B.4 Altre esposizioni
X
X
X
X
X
250
X
29.524
X
298
32.003 725
298
2
15
X
X
X
X
250
557
B.1 Sofferenze
Totale B
Totale (A+B)
31/12/2012
Totale (A+B)
31/12/2011
X
X
X
X
X
X
542
X
X
2
557
X
2
67.697
19
32.901 1.986
250
32.005
725 298
68.010
23
38.301 1.480
21
32.839
297
________________________________________________________________________________________________
132
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
7
B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso clientela
(valore di bilancio)
ITALIA NORD OVEST
Esposizioni/Aree geografiche
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
ITALIA NORD EST
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
ITALIA CENTRO
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
178
ITALIA SUD E ISOLE
ITALIA
ALTRI PAESI EUROPEI
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
1.484
369
592
547
2.076
139
3.287
491
3.287
630
31
5
31
5
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
A. Esposizioni
per cassa
A1. Sofferenze
A.2 Incagli
A.3 Esposizioni
Ristrutturate
A.4 Esposizioni scadute
A.5 Altre esposizioni
20
12
74.052
2
54.114
546
128.198
548
Totale A
20
12
74.230
1.625
57.801
1.634
132.063
3.259
B. Esposizioni
fuori bilancio
B.1 Sofferenze
B.2 Incagli
15
15
542
544
557
559
B.3 altre attività
deteriorate
B.4 Altre esposizioni
2
Totale B
Totale (A+B)
31/12/2012
22
12
74.230
1.625
58.358
1.634
132.622
3.259
Totale (A+B)
31/12/2011
24
27
74.755
1.240
64.367
565
139.173
1.805
________________________________________________________________________________________________
133
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
AMERICA
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
ASIA
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
RESTO DEL MONDO
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e "fuori bilancio" verso banche
(valore di bilancio)
ITALIA NORD OVEST
Esposizioni/Aree geografiche
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
ITALIA NORD EST
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
ITALIA CENTRO
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
ITALIA SUD E ISOLE
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
ITALIA
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
ALTRI PAESI EUROPEI
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
AMERICA
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
ASIA
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
RESTO DEL MONDO
Esposizione
netta
Rettifiche di
valore
complessive
A. Esposizioni
per cassa
A1. Sofferenze
A.2 Incagli
A.3 Esposizioni
Ristrutturate
A.4 Esposizioni scadute
A.5 Altre esposizioni
1.322
7.039
1.310
31.062
40.733
Totale A
1.322
7.039
1.310
31.062
40.733
B.4 Altre esposizioni
272
272
Totale B
272
272
B. Esposizioni
fuori bilancio
B.1 Sofferenze
B.2 Incagli
B.3 altre attività
deteriorate
Totale (A+B)
31/12/2012
1.322
7.039
1.310
31.334
41.005
Totale (A+B)
31/12/2011
1.741
14.575
2.842
3.914
22.712
B.4 Grandi rischi
Al 31.12.2012 le posizioni rappresentanti le caratteristiche di grande rischio, secondo quanto previsto dalla Circolare banca d’Italia numero 155
del 18 dicembre 1991 “Istruzioni per la compilazione delle segnalazioni sul patrimonio di vigilanza e sui coefficienti prudenziali” e successivi
aggiornamenti, sono:
a - di ammontare nominale complessivo pari a 115.140 mila euro;
b - di numero complessivo pari a 5.
________________________________________________________________________________________________
134
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
C. Operazioni di cartolarizzazione e di cessione delle attività
La banca non ha posto in essere operazioni di cartolarizzazione e di cessione delle attività.
D. MODELLI PER LA MISURAZIONE DEL RISCHIO DI CREDITO
La banca non utilizza modelli interni di portafoglio per la misurazione dell’esposizione
al rischio di credito.
____________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
135
Sezione 2 – Rischi di mercato
2.1 Rischio di tasso d‘interesse e rischio di prezzo – portafoglio di negoziazione di vigilanza
Rischio di tasso d’interesse
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
A. Aspetti Generali
Il rischio di tasso rappresenta il rischio attuale o prospettico di diminuzione di valore del patrimonio o di
diminuzione del margine d’interesse derivante dagli impatti delle variazioni avverse dei tassi di interesse sulle
attività diverse da quelle allocate nel portafoglio di negoziazione di vigilanza. Le fonti del rischio di tasso sono
state individuate nei processi del Credito, della Raccolta e principalmente della Finanza.
Gli obiettivi e le strategie sottostanti all’attività di negoziazione volti alla gestione del portafoglio titoli sono
orientati alla massimizzazione della redditività dello stesso, cogliendo le opportunità di investimento, nell’ambito
di un’impostazione ispirata al contenimento dei rischi.
Il Consiglio di Amministrazione con l’introduzione dei principi IAS/IFRS ha provveduto alla definizione di una
nuova delibera quadro sulla politica di investimenti in titoli, approvata dal CDA nella seduta del 27 gennaio 2012.
Il portafoglio di proprietà è stato segmentato in due insiemi: il Trading book ed il Banking book.
Il ruolo svolto dalla Banca nell’attività di negoziazione consiste principalmente in un’operatività di arbitraggio in
titoli volta a sfruttare opportunità di trading di breve periodo.
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse
Il rischio di tasso d’interesse è controllato mensilmente dal Consiglio di Amministrazione con l’ausilio di uno
strumento di monitoraggio preventivo, che, pur nei suoi limiti oggettivi, ha garantito e garantisce il puntuale
rispetto della soglia prevista dalla normativa.
La struttura organizzativa per il controllo del rischio di tasso comprende:
 Il Consiglio di Amministrazione che svolge un ruolo di indirizzo e quantifica il massimo rischio accettabile;
 L’Alta Direzione – Amministratore Delegato che in virtù di specifiche indicazioni impartite dal Consiglio di
Amministrazione provvede ad operare sul mercato ed a effettuare dei reporting con cadenza mensile;
 L’Ufficio Controllo dei Rischi che conduce una specifica attività di controllo rispetto ai limiti operativi
determinati.
Esiste un sistema di limiti all’assunzione dei rischi che annualmente viene determinato dal Consiglio di
Amministrazione per l’attività da porre in essere. Inoltre il Consiglio di Amministrazione con apposita delibera ha
individuato i limiti connessi all’operatività quotidiana.
Relativamente ai descritti processi di controllo e gestione del rischio non sono intervenuti cambiamenti
significativi rispetto al precedente esercizio.
Rischio di prezzo
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
A. Aspetti generali
La principale fonte del rischio è costituita dai titoli azionari di proprietà.
Come per il rischio di tasso d’interesse anche per quello di prezzo la strategia perseguita nel contesto di quella
generale della Banca è orientata a una prudente gestione delle attività.
La composizione all’interno degli stessi titoli di capitale privilegia quelli di primarie società, di largo mercato e di
buona redditività in termini di dividendi.
Pure in questo caso, l’attività di negoziazione si concentra nello sfruttare opportunità di trading di breve respiro.
____________________________________________________________________________________________________
136
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di prezzo
I processi interni di controllo e gestione del rischio di prezzo del portafoglio di negoziazione gestionale
presentano, sia sotto il profilo della struttura organizzativa sia sotto quello dei limiti all’assunzione dei rischi, le
stesse caratteristiche già illustrate in relazione al rischio di tasso d’interesse nella sezione 2.1, alla quale si
rimanda.
Le metodologie utilizzate per l’analisi di sensitività al rischio di prezzo – limitatamente alle variazioni dipendenti
dalla fluttuazioni delle variabili di mercato ed escluse, quindi,quelle dipendenti da fattori specifici degli emittenti o
delle controparti – constano essenzialmente nel classico modello del VAR elaborato da un outsourcer, che
definisce il massimo rischio accettabile a 10 giorni ed a un mese per differenti livelli di probabilità.
____________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
137
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
1. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e
delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari
Valuta di denominazione EURO
Tipologia/Durata residua
1. Attività per cassa
1.1 Titoli di debito
- con opzione di rimborso anticipato
- altri
1.2 Altre attività
a vista
fino a 3
mesi
da oltre
3 mesi
fino a 6
mesi
da oltre
6 mesi
fino a 1
anno
da oltre da oltre
1 anno
5 anni
fino a 5 fino a 10
anni
anni
1.310
1.310
2. Passività per cassa
2.1 P.C.T. passivi
2.2 Altre passività
3. Derivati finanziari
3.1 Con titolo sottostante
- Opzioni
+ posizioni lunghe
+ posizioni corte
- Altri derivati
+ posizioni lunghe
+ posizioni corte
3.2 Senza titolo sottostante
- Opzioni
+ posizioni lunghe
+ posizioni corte
- Altri derivati
+ posizioni lunghe
+ posizioni corte
________________________________________________________________________________________________
138
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
oltre 10
anni
durata
indeterminata
2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione delle esposizioni in titoli di capitale e indici azionari per i
principali Paesi del mercato di quotazione
Quotati
Tipologia operazioni/Indice quotazione
Paese 1
A. Titoli di capitale
- posizioni lunghe
- posizioni corte
B. Compravendite non ancora regolate su titoli di capitale
- posizioni lunghe
- posizioni corte
C. Altri derivati su titoli di capitale
- posizioni lunghe
- posizioni corte
D. Derivati su indici azionari
- posizioni lunghe
- posizioni corte
Paese 2
120
120
________________________________________________________________________________________________
139
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Non quotati
Paese 3
2.2 Rischio di tasso d’interesse e di prezzo – portafoglio bancario
Rischio di tasso d’interesse
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso d’interesse
Le principali fonti di rischio di tasso d’interesse da “fair value” risiedono nelle operazioni di raccolta (specialmente
obbligazionaria) e di impiego (principalmente mutui) a tasso fisso; il rischio da “ cash flow” origina invece dalle
restanti attività e passività a vista o a tasso indicizzato.
I processi interni di gestione e controllo del rischio di tasso di interesse si imperniano sull’Alta Direzione e sul
Consiglio di Amministrazione che con frequenza rispettivamente mensile e trimestrale prendono in esame la
situazione, attraverso una procedura del Sistema Informativo che rileva le consistenze dell’attivo e del passivo ed i
corrispondenti tassi d’interesse, assumendo quindi le conseguenti decisioni operative.
Il rischio è valutato semestralmente nell’ambito dell’ICAAP.
I metodi di misurazione e controllo del rischio di tasso di interesse sono quelli indicati nell’allegato C) del Titolo III
– Capitolo 1 – Sezione III – delle Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche. Oltre ad adottare la
metodologia indicata dall’Organo di Vigilanza si procede anche ad effettuare prove di stress.
In sede ICAAP ai fini della determinazione del capitale interno a fronte del rischio di tasso di interesse sul
portafoglio bancario la Banca ha deciso di utilizzare l’algoritmo semplificato per la determinazione della variazione
del valore economico del portafoglio bancario, a fronte di uno shock di tasso pari a 200 punti base.
Con l’adozione di tale metodologia semplificata, la banca valuta l’impatto di uno shift parallelo di 200 punti base
della curva dei tassi, sull’esposizione al rischio di tasso di interesse relativo al portafoglio bancario.
La metodologia richiamata, prevede che tutte le attività e le passività siano classificate in fasce temporali in base
alla loro vita residua. All’interno di ciascuna fascia viene calcolata l’esposizione netta, ottenuta dalla compensazione
tra posizioni attive e posizioni passive, secondo l’analisi dei relativi cash flow.
Le esposizioni nette di ogni fascia sono poi moltiplicate per i fattori di ponderazione ottenuti dal prodotto tra una
variazione ipotetica dei tassi di 200 punti base e un’approssimazione della duration modificata relativa a ciascuna
fascia definita dalla Banca d’Italia.
Pertanto l’indice di rischiosità al 31 dicembre 2012, rapportato al patrimonio di vigilanza, si è attestato al
14,7082%, contro il 9,3362% al 31 dicembre 2011.
E’ stato adottato uno strumento di monitoraggio preventivo del rischio di tasso di interesse, che, pur nei suoi limiti
oggettivi, garantisce il rispetto della normativa.
La misurazione del rischio di tasso d'interesse, con riferimento al rischio di “fair value” viene effettuata secondo il
metodo di “Duration Gap Analisys”. Tale approccio analizza congiuntamente il present value delle attività e delle
passività di bilancio e determina la variazione del valore del patrimonio netto a seguito di una oscillazione dei tassi
di mercato.
Il potenziale impatto di una variazione dei tassi +-100 bps sul margine di interesse a 12 mesi, nell'ipotesi di volumi
costanti, è stato così determinato:
 +100 bps – impatto complessivo sul margine di interesse a 1 anno euro -37.712 pari a -0,13%
 +100 bps – variazione patrimonio netto a 1 anno euro -4.568.157 pari a -15,42%.
 +100 bps - Impatto complessivo rispetto allo scenario a tassi costanti – 4.605.869 pari a -15,54%.
 -100 bps - impatto complessivo sul margine di interesse a 1 anno euro -9.234 pari a -0,03%
 -100 bps – variazione patrimonio netto a 1 anno euro 5.096.955 pari a 17,20%.
 -100 bps - Impatto complessivo rispetto allo scenario a tassi costanti 5.087.721 pari a 17,17%.
B. Attività di copertura del fair value
La Banca non ha effettuato operazioni di copertura del fair value.
C. Attività di copertura dei flussi finanziari
La Banca non ha effettuato operazioni di copertura di flussi finanziari.
______________________________________________________________________________________________________
140
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Rischio di prezzo
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di prezzo
La fonte del rischio di prezzo risiede nei titoli di capitale non rientranti nel portafoglio di negoziazione di vigilanza, i
quali sono classificati come Titoli disponibili per la vendita, secondo i principi IAS/IFRS.
I processi interni di controllo e gestione del rischio di prezzo del portafoglio bancario presentano, sia sotto il profilo
della struttura organizzativa sia sotto quello dei limiti all’assunzione dei rischi, le stesse caratteristiche già illustrate
in relazione al rischio di tasso d’interesse nella sezione 2.1, alla quale si rimanda.
Le metodologie utilizzate per l’analisi di sensitività al rischio di prezzo – limitatamente alle variazioni dipendenti
dalla fluttuazioni delle variabili di mercato ed escluse, quindi,quelle dipendenti da fattori specifici degli emittenti o
delle controparti – constano essenzialmente nel classico modello del VAR elaborato da un outsourcer, che definisce
il massimo rischio accettabile a 10 giorni ed a un mese per differenti livelli di probabilità
B. Attività di copertura del rischio di prezzo
La Banca non ha effettuato operazioni di copertura del rischio di prezzo.
C. Attività di copertura dei flussi finanziari
La Banca non ha effettuato operazioni di copertura di flussi finanziari.
______________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
141
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data di riprezzamento)
delle attività e delle passività finanziarie
Valuta di denominazione EURO
Tipologia/Durata residua
a vista
1. Attività per cassa
1.1 Titoli di debito
- con opzione di
rimborso anticipato
- altri
67.346
1.2 Finanziamenti a
banche
1.3 Finanziamenti a
clientela
- c/c
- altri finanziamenti
- con opzione di
rimborso anticipato
- altri
2. Passività per cassa
2.1 Debiti verso
clientela
- c/c
- altri debiti
- con opzione di
rimborso anticipato
- altri
2.2 Debiti verso
banche
- c/c
- altri debiti
2.3 Titoli di debito
- con opzione di
rimborso anticipato
- altri
2.4 Altre passività
- con opzione di
rimborso anticipato
- altre
3. Derivati finanziari
3.1 Con titolo
sottostante
- Opzioni
+ posizioni lunghe
+ posizioni corte
- Altri derivati
+ posizioni lunghe
+ posizioni corte
3.2 Senza titolo
sottostante
- Opzioni
+ posizioni lunghe
+ posizioni corte
- Altri derivati
+ posizioni lunghe
+ posizioni corte
fino a 3
mesi
da oltre 3
mesi fino
a 6 mesi
da oltre 6 da oltre 1
mesi fino anno fino
a 1 anno
a 5 anni
da oltre 5
anni fino
a 10 anni
oltre 10
anni
7.157
1.534
13.617
11.662
4.668
1.660
36.966
22.937
29.083
20.802
12.648
9.101
1.534
11.662
1.660
22.937
20.802
9.101
27.923
5.084
5.623
35
1.955
3.008
16
14.029
61
8.281
3.547
22.839
60.463
5.588
25.587
1.955
9.732
2.992
6.844
13.968
42.480
8.281
509
3.547
59.896
36.915
6.640
5.387
2.858
22.981
6.640
5.387
2.858
Durata
indeterminata
39.423
15.144
5.049
567
15.144
3.803
4.345
3.986
5.049
37.431
509
567
3.803
4.345
3.986
37.431
509
1.539
1.539
1.539
______________________________________________________________________________________________________
142
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
2.3 Rischio di cambio
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio
Le principali fonti di rischio di cambio risiedono nella fluttuazione dei corsi per l’attività di acquisto e vendita di
valuta (t.c e banconote) per conto della clientela, attività per altro modesta che si è notevolmente ridotta con
l’introduzione della moneta comune.
B. Attività di copertura del rischio di cambio
La Banca non ha effettuato operazioni specifiche di copertura del rischio di cambio.
______________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
143
Informazioni di natura quantitativa
1. Distribuzione per valuta di denominazione dell’attività, delle passività e dei derivati
Valute
Voci
A. Attività finanziarie
Titoli di debito
Titoli di capitale
Finanziamenti a banche
Finanziamenti a clientela
Altre attività finanziarie
B. Altre attività
C. Passività finanziarie
C1. Debiti verso banche
C2. Debiti verso clientela
C3. Titoli di debito
C4. Altre passività finanziarie
D. Altre passività
E. Derivati finanziari
- Opzioni
+ Posizioni lunghe
+ Posizioni corte
- Altri derivati
+ Posizioni lunghe
+ Posizioni corte
Totale attività
Totale passività
Sbilancio (+/-)
A1.
A2.
A3.
A4.
A5.
Dollari
USA
(248)
Sterline
Yen
Dollari
canadesi
Franchi
svizzeri
Altre
valute
(248)
(248)
(248)
______________________________________________________________________________________________________
144
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
2.4 Gli strumenti derivati
A. Derivati finanziari
A.1 Portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali di fine periodo e medi
Non risultano derivati finanziari ascritti al portafoglio di negoziazione di vigilanza.
A.2 Portafoglio bancario: valori nozionali di fine periodo e medi
A.2.1 Di copertura
Non sono presenti derivati finanziari di copertura.
A.2.2 Altri derivati
2012
Attività sottostanti/Tipologie derivati
1.
a)
b)
c)
d)
e)
2.
a)
b)
c)
d)
e)
3.
a)
b)
c)
d)
e)
Titoli di debito e tassi d’interesse
Opzioni
Swap
Forward
Futures
Altri
Titoli di capitale e indici azionari
opzioni
Swap
Forward
Futures
Altri
Valute e oro
Opzioni
Swap
Forward
Futures
Altri
Over the
counter
Controparti
Centrali
2011
Over the
counter
1.539
1.539
1.539
1.539
1.539
1.539
1.539
1.539
Controparti
Centrali
4. Merci
5. Altri sottostanti
Totale
Valori medi
______________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
145
A.3 Derivati finanziari: fair value lordo positivo – ripartizione per prodotti
Non risultano evidenze di fair value lordo positivo su derivati finanziari.
A.4 Derivati finanziari: fair value lordo negativo – ripartizione per prodotti
Non risultano evidenze di fair value lordo negativo su derivati finanziari.
A.5 Derivati finanziari OTC – portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali, fair
value lordi positivi e negativi per controparti – contratti non rientranti in accordi di
compensazione
Non risultano contratti non rientranti in accordi di compensazione inerenti derivati finanziari OTC ascritti al
portafoglio di negoziazione di vigilanza.
A.6 Derivati finanziari OTC – portafoglio di negoziazione di vigilanza: valori nozionali, fair value lordi
positivi e negativi per controparti – contratti rientranti in accordi di compensazione
Non risultano contratti rientranti in accordi di compensazione inerenti derivati finanziari OTC ascritti al portafoglio di
negoziazione di vigilanza.
______________________________________________________________________________________________________
146
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
1)
2)
3)
-
Titoli di debito e tassi d’interesse
Valore nozionale
Fair value positivo
Fair value negativo
Esposizione futura
Titoli di capitale e indici azionari
Valore nozionale
Fair value positivo
Fair value negativo
Esposizione futura
Valute e oro
Valore nozionale
Fair value positivo
Fair value negativo
-
Esposizione futura
1.539
23
4) Altri valori
-
Valore nozionale
-
Fair value positivo
-
Fair value negativo
- Esposizione futura
______________________________________________________________________________________________________
147
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Altri soggetti
Imprese non
finanziarie
Società di
assicurazione
Società finanziarie
Banche
Altri enti pubblici
Contratti non rientranti in accordi di
compensazione
Governi e Banche
Centrali
A.7 Derivati finanziari OTC – portafoglio bancario: valori nozionali, fair
value lordi positivi e negativi per controparti – contratti non rientranti in
accordi di compensazione
A.8 Derivati finanziari OTC – portafoglio bancario: valori nozionali, fair value lordi
positivi e negativi per controparti – contratti rientranti in accordi di compensazione
Non risultano contratti rientranti in accordi di compensazione inerenti
derivati finanziari OTC.
A.9 Vita residua dei derivati finanziari OTC: valori nozionali
Sottostanti/Vita residua
Fino a 1
anno
Oltre 1
anno e
fino a 5
anni
Oltre 5
anni
Totale
A. Portafoglio di negoziazione di
vigilanza
A.1 Derivati finanziari su titoli di debito e
tassi d'interesse
A.2 Derivati finanziari su titoli di capitale e
indici azionari
A.3 Derivati finanziari su tassi di cambio e
oro
A.4 Derivati finanziari su altri valori
B. Portafoglio bancario
B.1 Derivati finanziari su titoli di debito e
tassi d'interesse
B.2 Derivati finanziari su titoli di capitale e
indici azionari
B.3 Derivati finanziari su tassi di cambio e
oro
B.4 Derivati finanziari su altri valori
1.539
1.539
1.539
1.539
Totale 2012
1.539
1.539
Totale 2011
1.539
1.539
_________________________________________________________________________________________________________
148
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 3 – Rischio di liquidità
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità
La posizione di liquidità, sia a breve che a medio e lungo termine, viene gestita attraverso politiche finalizzate al
mantenimento di una situazione di sostanziale equilibrio. La gestione della liquidità è accentrata ed è affidata all’Alta
Direzione. Il grado di copertura del fabbisogno di liquidità prospettico viene controllato e monitorato dall’Area
Contabilità e Bilancio.
Il rischio è monitorato in ambito ICAAP trimestralmente.
Il contesto normativo su cui si basa la gestione del rischio di liquidità è stato integralmente rivisto, con le modifiche
introdotte con il 4° aggiornamento del 13 dicembre 2010 alla Circolare n° 263 del 27 dicembre 2006.
La disciplina prevede che le banche si dotino di un adeguato sistema di governo e gestione del rischio di liquidità,
integrato in quello complessivo per la gestione dei rischi. Inoltre sono dettate regole in materia di organizzazione e
controlli interni, esplicitando il ruolo degli organi e delle funzioni aziendali e delineando l’articolazione fondamentale del
processo di gestione del rischio. E’ stata inoltre prevista l’adozione di un sistema di prezzi di trasferimento interno dei
fondi nonché obblighi di informativa pubblica.
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 27 gennaio 2011 ha approvato la nuova “politica per il governo e la
gestione del rischio di liquidità”, aggiornando quella in essere.
Il documento:
 descrive il ruolo degli organi aziendali nella definizione delle politiche di governo e di gestione del rischio di
liquidità e nell’individuazione della soglia di tolleranza al rischio di liquidità;
 definisce il processo di gestione del rischio di liquidità attraverso l’identificazione e la misurazione del rischio, le
prove di stress test;
 identifica gli strumenti di attenuazione del rischio di liquidità;
 definisce il rischio di liquidità derivante dall’operatività infra – giornaliera;
 adotta un piano di emergenza (Contingency Funding Plan – CFP - ) che definisce le strategie di intervento in
ipotesi di tensione di liquidità, prevedendo le procedure per il reperimento di fonti di finanziamento in caso di
emergenza;
 individua un sistema di prezzi di trasferimento dei fondi;
 definisce il ruolo e le funzioni del sistema dei controlli interni e, in particolare, si dota di un sistema di
rilevazione e di verifica delle informazioni.
Il CDA nella seduta del 29 marzo 2013 ha rivisto la quantificazione dei limiti operativi e delle soglie di tolleranza, così
come determinati dalla delibera del 27 gennaio 2011, modificando il livello minimo dell'ammontare della liquidità
rispetto all'attivo fruttifero, portandolo dal 20% al 15%.
I limiti operativi e le soglie di tolleranza in vigore sono di seguito indicati:
 la soglia di tolleranza al rischio di liquidità viene individuata nella fascia temporale da oltre 1 mese fino a 3
mesi. Il gap cumulato, nello scenario ordinario, in questa fascia dovrà essere ricompreso tra 60 milioni di euro
e 80 milioni di euro;
 i limiti giornalieri prevedono la definizione di un importo minimo e massimo entro cui l’ammontare della
“liquidità” (cassa, cassa DD.PP. titoli APM con haircut del 5% ) dovrà essere compresa:
 Livello minimo (A1): 15% dell’attivo fruttifero determinato in occasione dell’invio della matrice A1
(mensile);
 Livello massimo (A2): 50% dell’attivo fruttifero determinato in occasione dell’invio della matrice A1
(mensile).
 l’importo minimo dei saldi liquidi dei conti correnti di corrispondenza presso le banche corrispondenti, con
l’esclusione del saldo per l’assolvimento dell’obbligo di riserva obbligatoria, non deve essere inferiore a 2%
dell’attivo fruttifero determinato in occasione dell’invio della matrice A1(mensile).
 la posizione netta di liquidità a “1 settimana” “1 mese” “3 mesi” dovrà essere almeno pari a 1,5.
 gli indicatori per il controllo della liquidità strutturale sono stati così definiti:
 rapporto impieghi/depositi non superiore al 70%;
 Regola strutturale (Net Stable Funding) non inferiore a 105%.
 il sistema dei prezzi di trasferimento interno dei fondi prende come riferimento il tasso EONIA.
Le regole di gestione del rischio di liquidità sono fondate su due principi che rispondono a due obiettivi prioritari:
- gestione della liquidità operativa (breve termine – fino a 12 mesi), con la finalità di garantire la capacità
della Banca di far fronte agli impegni di pagamento per cassa, previsti e imprevisti, dei prossimi 12 mesi;
- gestione della liquidità strutturale (medio/lungo termine – oltre 12 mesi), volta a mantenere un
adeguato rapporto tra passività complessive e attività a medio/lungo termine finalizzato ad evitare pressioni
sulle fonti, attuali e prospettiche, a breve termine.
_________________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
149
Il monitoraggio e controllo della posizione di liquidità operativa avviene attraverso la costante verifica degli sbilanci
sia periodali (gap periodali), sia cumulati (gap cumulati) sulle diverse fasce temporali della maturity ladder.
La principale fonte alimentante la maturity ladder è rappresentata dalla base informativa A2 della Matrice dei Conti
(Sezione 3.6 – Vita Residua).
Gli indicatori misurano, quindi, gli sbilanci periodali e cumulati dei flussi di cassa in uscita ed in entrata generati
dall’operatività della Banca, prendendo in esame sia le scadenze contrattuali degli impieghi e della provvista, sia quelle
“comportamentali” (ossia determinate sulla base dell’effettivo comportamento delle controparti), oltre alla liquidità
generabile mediante il ricorso alle APM (nel solo caso di gap cumulati).
I flussi di cassa immediatamente realizzabili dall’utilizzo dei titoli rientranti tra le APM sono determinati tenendo conto
delle diverse caratteristiche di negoziabilità e rifinanziamento degli stessi.
L’allocazione nelle varie fasce temporali dei flussi di cassa generati dalle diverse tipologie di poste attive (diverse da
quelle ricomprese nelle APM) e passive è effettuata sulla base dei seguenti criteri:
collocazione in base alle rispettive date di regolamento e/o esigibilità dei flussi certi originati da poste
patrimoniali con scadenze contrattualmente determinate. Le poste attive relative ad operazioni creditizie nei
confronti della clientela ordinaria sono considerate al netto di uno scarto determinato in funzione delle
rettifiche di valore mediamente operate dalla Banca. Tale parametro considera altresì il roll-over degli
impieghi in scadenza e delle linee di credito/aperture di credito in rinnovo.
posizionamento nella fascia “a vista o a revoca” dei flussi relativi alle poste patrimoniali ad utilizzo incerto
(poste a vista, linee di credito, garanzie) per una quota parte determinata mediante l’applicazione di
coefficienti di tiraggio delle poste stesse definiti sulla base di valutazioni judgement-based e/o di quanto
previsto nel modello di valutazione MID e delle prassi in materia seguite dai principali gruppi bancari italiani,
oppure sulla base di una metodologia di stima che utilizza i dati storici della Banca. Le principali poste
passive interbancarie “a vista o a revoca”, sono considerate al netto dell’ammontare in scadenza che la
Banca ritiene di negoziare; tale ammontare è definito sulla base dei medesimi criteri di cui sopra.
 posizionamento dei flussi stimati relativi ad operazioni future nelle presumibili date di scadenza/realizzazione
degli eventi che li genera (imposte, dividendi, ecc.).
L’operatività in derivati della Banca non è presa in considerazione in ragione della non significativa incidenza della
liquidità generabile/assorbibile da tale segmento di operatività.
Tale ripartizione dei flussi di cassa delle poste attive e passive sulla fasce temporali della maturity ladder è volta a
riflettere le aspettative della Banca ed è quindi relativa ad un quadro di operatività ordinaria o moderatamente teso
sotto il profilo della liquidità.
In aggiunta, è previsto il monitoraggio dell’evoluzione dei gap periodali e di quelli cumulati su tutte le altre fasce
temporali della maturity ladder, nonché degli indicatori di concentrazione della raccolta per depositi interbancari,
margini disponibili su linee di credito concesse e controparte (clientela ordinaria ovvero banche).
Per quanto concerne la misurazione e il controllo del rischio della liquidità strutturale, sono stati assunti come
riferimento i modelli ricavati dal documento del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria “ International frame
work for liquidity risk measurament standards and monitoring”.
Per i soli titoli di proprietà che costituiscono APM, è previsto il passaggio ad un criterio di inclusione negli attivi da
finanziare a medio-lungo termine basato su un criterio di liquidabilità dei titoli stessi, rispetto all’originaria
considerazione della classificazione contabile. Più in dettaglio saranno esclusi:
 i titoli non impegnati e quotati di Governi Centrali e/o BMS per una quota pari al 95% (o altro valore
stimato internamente dalla Banca) del loro controvalore;
 gli altri titoli quotati non impegnati per una quota pari al 75% (o altro valore stimato internamente dalla
Banca) del loro controvalore.
E’ stato inoltre definito il Contingency Funding Plan il cui obiettivo è quello di fronteggiare eventuali situazioni di
crisi di liquidità in modo tempestivo ed efficace, attivando risorse e/o procedure non riconducibili, per modalità ed
intensità, alle condizioni di operatività ordinaria.
Il Consiglio nella seduta del 29 febbraio 2012 ha effettuato una rivisitazione della Policy, come già indicato nel
precedente ICAAP, per adeguare alcuni indicatori di preallarme su cui si fonda l’architettura del “Contingency Funding
Plan”, mentre il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 30 maggio 2012 ha modificato il set degli indicatori per il
monitoraggio delle crisi sistemiche.
Nel set degli indicatori, sempre nel numero di cinque, sono stati introdotti dei nuovi, più rispondenti all'attuale
complessità del mercato, mentre alcuni sono stati eliminati.
La tabella sotto riportata indica, per ogni gruppo, gli indicatori presi in considerazione nell'attuale policy. Tra questi
spiccano quelli relativi al monitoraggio della variazione dello spread tra BTP e BUND.
La gestione straordinaria della liquidità viene attivata tramite un intermediario qualificato, conferendo alla BCE titoli
stanziabili.
Nel mese di dicembre 2011 si è aderito alle iniziative LTRO - Long term refinancing operation - operazioni di
rifinanziamento della durata di tre anni, presso la BCE, tramite l’intervento della CASSA CENTRALE BANCA, per un
importo pari a 15 milioni di euro, poi investiti in titoli di stato italiani.
_________________________________________________________________________________________________________
150
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
La garanzia è rappresentata da titoli dello stato italiano, con vincolo di indisponibilità, per un importo pari a 17,8
milioni di euro. Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 16 febbraio 2012 ha deliberato di inoltrare una richiesta
di finanziamento interbancario supportato da garanzia finanziaria per un importo di 9 milioni di euro alla Banca Sella.
La richiesta, accolta per 5 milioni di euro, ha durata triennale, e modulata sulla stregua delle iniziative LTRO. I titoli
posti a garanzia, nel loro valore nominale, ammontano alla data del 31 dicembre 2012 a 6.571.000,00.
Con la partecipazione all’iniziativa LTRO è stata attivata una linea straordinaria di reperimento della liquidità, idonea a
fronteggiare eventuali situazioni di crisi sia della banca che sistemica.
Il CDA inoltre ha definito inoltre gli stress testing relativi alla valutazione del Rischio di LIQUIDITA’, e concepiti sulla
base di tre differenti scenari ipotizzati:
 CRISI BANCA (crisi specifica o idiosincratica);
 CRISI SISTEMA (crisi sistemica);
 CRISI TOTALE (crisi specifica + crisi sistemica).
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
151
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie
- Valuta di denominazione: USD
Voci/Scaglioni temporali
Attività per cassa
A.1 Titoli di Stato
A.2 Altri titoli di debito
A.3 Quote O.I.C.R.
A.4 Finanziamenti
- banche
- clientela
Passività per cassa
B.1 Depositi e conti correnti
- banche
- clientela
B.2 Titoli di debito
B.3 Altre passività
Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale
- posizioni lunghe
- posizioni corte
C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale
- posizioni lunghe
- posizioni corte
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- posizioni lunghe
- posizioni corte
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi
Posizioni lunghe
Posizioni corte
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate
C.6 Garanzie finanziarie ricevute
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
Posizioni lunghe
Posizioni corte
C.8 derivati creditizi senza scambio di capitale
Posizioni lunghe
Posizioni corte
a vista
da oltre 1
giorno a 7
giorni
da oltre 7
giorni a 15
giorni
da oltre 15
giorni a 1
mese
da oltre 1
mese fino a
3 mesi
da oltre 3
mesi fino a
6 mesi
248
248
________________________________________________________________________________________________
152
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
da oltre 6
mesi fino a 1
anno
da oltre 1
anno fino a 5
anni
Oltre 5
anni
Indeterm.
2. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie
- Valuta di denominazione: euro
Voci/Scaglioni temporali
Attività per cassa
A.1 Titoli di Stato
A.2 Altri titoli di debito
A.3 Quote O.I.C.R.
A.4 Finanziamenti
- banche
- clientela
Passività per cassa
B.1 Depositi e conti correnti
- banche
- clientela
B.2 Titoli di debito
B.3 Altre passività
Operazioni "fuori bilancio"
C.1 Derivati finanziari con scambio di capitale
- posizioni lunghe
- posizioni corte
C.2 Derivati finanziari senza scambio di capitale
- posizioni lunghe
- posizioni corte
C.3 Depositi e finanziamenti da ricevere
- posizioni lunghe
- posizioni corte
C.4 Impegni irrevocabili a erogare fondi
Posizioni lunghe
Posizioni corte
C.5 Garanzie finanziarie rilasciate
C.6 Garanzie finanziarie ricevute
C.7 Derivati creditizi con scambio di capitale
Posizioni lunghe
Posizioni corte
C.8 derivati creditizi senza scambio di capitale
Posizioni lunghe
Posizione corte
a vista
53.282
203
53.079
39.423
13.656
56.685
56.120
56.120
557
8
1.539
1.539
1.539
1.539
da oltre 1
giorno a 7
giorni
da oltre 7
giorni a 15
giorni
da oltre 15
giorni a 1
mese
da oltre 1
mese fino a
3 mesi
da oltre 3
mesi fino a
6 mesi
da oltre 6
mesi fino a 1
anno
da oltre 1
anno fino a 5
anni
Oltre 5
anni
143
98
592
4.173
2.245
6
5.190
2.539
6
7.831
2.633
11
53.952
32.254
52.279
29.407
1.539
143
98
592
1.922
2.645
5.187
21.698
21.333
143
758
557
98
716
358
592
1.726
1.289
1.922
7.679
4.545
2.645
10.032
5.462
5.187
11.332
6.720
21.698
57.199
21.333
489
557
201
358
358
1.289
437
4.545
3.134
5.462
4.570
6.720
4.612
37.006
20.193
489
________________________________________________________________________________________________
153
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Indeterm.
Sezione 4 – Rischi operativi
o
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
o
A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo
In generale, le principali fonti di manifestazione del rischio operativo sono riconducibili alle frodi interne, alle
frodi esterne, ai rapporti di impiego e sicurezza sul lavoro, agli obblighi professionali verso i clienti ovvero
alla natura o caratteristiche dei prodotti, ai danni da eventi esterni, alla disfunzione dei sistemi informatici e
all’esecuzione, consegna e gestione dei processi. Rilevano, in tale ambito, i rischi connessi alle attività
rilevanti in outsourcing.
Il rischio operativo è il rischio di subire perdite generate da errori o inadeguatezze nei processi di lavoro,
comportamenti delle risorse umane, malfunzionamenti dei sistemi tecnologici oppure derivanti da eventi
esterni, che causano o potrebbero causare perdite oggettive e misurabili, in quanto appositamente censite
nel sistema contabile della banca e, quindi, tali da rintracciarne l’impatto a conto economico.
Tale definizione include il rischio legale, ma esclude quello reputazionale e strategico.
La Banca è ben consapevole che l’emersione di tali rischi può generare perdite, in grado di incidere
significativamente sui risultati d’esercizio, offuscando la reputazione aziendale e, nei casi più rilevanti,
mettere addirittura a repentaglio la propria stabilità, pur in presenza di una struttura organizzativa di ridotte
dimensioni.
In quest’ambito i principali rischi operativi sono stati individuati e vengono monitorati costantemente sia dal
Consiglio di Amministrazione che dall’Alta Direzione, dalla Direzione centrale e dalla funzione dell’I.A. I
principali – rischi catastrofali, rischi per infedeltà dei dipendenti, rischio per frodi telematiche, rischi per furti
e rapine – sono mitigati attraverso l’accensione di adeguate coperture assicurative.
In merito al rischio per infedeltà dei dipendenti il Consiglio di Amministrazione ha indicato una serie di
controlli che facilitano l’individuazione dei determinate tipologie di comportamenti, utili a prevenire frodi e
malversazioni.
La diffusione delle carte di credito e debito, l’internet banking, l’e-commerce hanno aumentato notevolmente
il rischio delle frodi telematiche.
Dal 2003 è attivo presso la Banca il servizio di internet banking integrato con il sistema informativo ma che
non consente il trasferimento dei fondi in maniera automatica, né è stata attivata la piattaforma per il
trading on-line.
Nell’ambito della polizza assicurativa, B.B&B, che copre trasversalmente gran parte dei rischi operativi, sono
state attivate due sezioni specifiche per l’infedeltà dei dipendenti e la frode attraverso i sistemi di
elaborazione.
Nel 2004 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l’adozione del codice di autodisciplina per la
prestazione dei servizi d’investimento. Negli anni successivi né in quelli precedenti l’adozione non è mai
pervenuto alcun reclamo scritto da parte della clientela in merito allo svolgimento di servizi d’investimento.
Il Consiglio di Amministrazione il 28 settembre 2005 ha deliberato di adottare il modello organizzativo e di
gestione idoneo a prevenire i reati di cui al D.Lgs n° 231/2001, approvando il Codice Etico ed il regolamento
che determina il funzionamento dell’Organismo di controllo, individuato nella funzione di Compliance,
integrato con l’adozione del Codice di Condotta Aziendale avvenuta con delibera del Consiglio del 25
novembre 2009.
Rientra tra i presidi a mitigazione di tali rischi, anche l’adozione, con delibera del 20 dicembre 2006, di un
“Piano di Continuità Operativa”, volto a cautelare la Banca a fronte di eventi critici che possono inficiarne la
piena operatività. In tale ottica, si è provveduto ad istituire le procedure operative da attivare per
fronteggiare gli scenari di crisi, attribuendo, a tal fine, ruoli e responsabilità dei diversi attori coinvolti. Il
piano viene aggiornato annualmente.
Il Consiglio, inoltre, ha adottato, con delibera del 25 novembre 2009, il modello organizzativo per la gestione
e il controllo dei rischi operativi, che permetterà di monitorare efficacemente i rischi operativi, soprattutto
attraverso la raccolta di dati sulle perdite operative ritenute significative.
Al fine di tutelare le informazioni aziendali contro accessi non autorizzati, la banca rivede periodicamente i
profili abilitativi al sistema informativo aziendale, nell’ottica di migliorarne la segregazione funzionale. Con
delibera del 23 dicembre 2009, il Consiglio di Amministrazione, per contenere i rischi operativi di mancato
adeguamento alle norme, ha esternalizzato il processo di redazione del Documento Programmatico sulla
Sicurezza dei dati e della policy in materia di Privacy.
Con riferimento ai presidi organizzativi, assume rilevanza, infine, l’istituzione della funzione di Conformità,
deputata al presidio ed al controllo del rispetto delle norme, che fornisce un supporto nella prevenzione e
gestione del rischio di incorrere in sanzioni giudiziarie o amministrative, di riportare perdite rilevanti
________________________________________________________________________________________________
154
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
conseguenti alla violazione di normativa esterna (leggi o regolamenti) o interna (Statuto, Codici di Condotta,
Codici di Autodisciplina, Modello di Responsabilità adottato). Nel corso del 2009 la funzione si è adoperata
per assicurare il rispetto delle norme e dei regolamenti in merito alla trasparenza delle operazioni e dei
servizi bancari, effettuando tra l’altro una verifica su incarico del Consiglio di Amministrazione.
Il 23 dicembre 2009 il Consiglio di Amministrazione, per soddisfare i requisiti organizzativi previsti dalla
Sezione XI delle nuove Istruzioni di Vigilanza in materia di “Trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari
e finanziari e della correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti” ha adottato un regolamento interno
che prevede le seguenti fasi:
 Fase genetica del prodotto e del servizio.
 Fase della proposta e della contestuale (o successiva) commercializzazione;
 Fase successiva alla vendita;
 Gestione dei reclami.
Il Consiglio di Amministrazione, successivamente, con delibera del 24 novembre 2010 n° 574, ha approvato
la policy sulla trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari e sulla correttezza delle relazioni
tra intermediari e clienti. La policy, articolata in 15 capitoli, sancisce le regole a cui attenersi per rendere
trasparente il rapporto con la clientela, attenuando i rischi legali e di reputazione per la Banca e mitigando la
possibilità che si concretizzino delle perdite operative.
Il CDA è consapevole che la correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti pone la Banca al riparo da
rischi legali e reputazionali, e che solo un presidio costante ed efficace può ridurre sensibilmente i rischi
operativi collegati con tale operatività.
Il Consiglio di Amministrazione nella seduta del 30 marzo 2012 ha approvato il documento riguardante il
“Processo di rilevazione e valutazione dei rischi operativi al 26 gennaio 2012”, elaborato e redatto
dalla funzione di Internal Auditing. E’ la prima completa rilevazione e misurazione dei rischi operativi in modo
unitario. Il report ha l’obiettivo di analizzare i risultati del processo di risk self assessment relativo ai rischi
operativi, e ciò al fine di misurare la probabilità di accadimento e l’impatto economico potenziale di tale
categoria di rischi a cui la Banca è esposta.
Le funzioni coinvolte nell’identificazione degli eventi di rischio sono state:
 Finanza e Portafoglio di proprietà;
 Pianificazione e Sviluppo;
 Crediti;
 Compliance e Antiriciclaggio;
 Organizzazione e Sistemi Informativi;
 Amministrazione, Contabilità e Tesoreria;
 Rete Commerciale;
 Sistemi di Pagamento.
La metodologia utilizzata prevede una prima fase di identificazione dei rischi, una seconda di valutazione dei
rischi ed infine una terza di misurazione dei rischi per la quale ad ogni evento di rischio operativo viene
associata una probabilità di accadimento del singolo rischio (da 1 a 9 a secondo della ripetitività
dell’accadimento) e il suo potenziale impatto economico (da 1 a 9 a secondo dell’importo minore di 10.000 o
superiore a 70.000 ovvero compreso nel precedente intervallo).
I risultati dell’analisi evidenziano una scala di priorità dei rischi operativi suddivisa per area aziendale in tre
fasce:
- nella prima, quella con priorità alta sono inclusi i rischi operativi della Finanza e Portafoglio di
Proprietà;
- in quella media i rischi operativi della Pianificazione e Sviluppo e dell’Area Crediti;
- nella restante fascia bassa i rischi operativi delle ulteriori aree.
Qui di seguito viene riportata la tabella delle aree aziendali con i valori medi di probabilità ed
impatto dei rischi individuati, ordinati per priorità decrescente:
Classi
RO Finanza PTF PROPRIETA’
RO PIANIFICAZIONE E SVILUPPO
RO AREA CREDITI
RO COMPLIANCE E ANTIRICICLAGGIO
RO ORGANIZZAZIONE E SISTEMI INF.
RO AMM/NE, CONTABILITA’ & TES.
RO RETE COMMERCIALE
RO SISTEMI PAGAMENTO
Cod
RO FIN/PTFP
RO PS
RO CRE
RO CO/AML
RO ORG/SI
RO AMM/CON/TES
RO RC
RO SDP
P
4,60
4,14
3,63
2,29
2,87
2,73
2,55
2,50
I
7,40
4,00
4,38
2,71
2,00
2,09
1,75
1,10
Priorità
34,04
16,57
15,86
6,21
5,73
5,70
4,46
2,75
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
155
Legenda:
 P = probabilità (valore medio)
 I = impatto (valore medio)
Il Risk Controller, in data 10 dicembre 2012, ha trasmesso al Consiglio una rendicontazione sullo stato di
attuazione di azioni correttive nell'ambito del monitoraggio dei rischi operativi, oggetto di discussione nella
seduta del Consiglio del 27 settembre 2012, punto b.iii – Informativa, nonché rendicontazione sullo stato di
attuazione delle eventuali azioni correttive da implementare/effettuare nell'ambito dei rischi operativi e
reputazionali, anche utilizzando quale metodica il documento “Processo di rilevazione e valutazione dei rischi
operativi al 26 gennaio 2012” -.
Con la collaborazione dei Responsabili delle varie aeree si è proceduto alla rivisitazione della probabilità di
accadimento e del valore dell'impatto.
Per alcune aeree non si è registrata variazione, mentre per la Rete Commerciale, l'area Compliance e
Antiriciclaggio, e l'area Crediti sono stati riscontrati sostanziali miglioramenti.
Descrizione
Probabilità
12/2012
RO FINANZA E PTF PROPRIETA’
RO PIANIFICAZIONE E SVILUPPO
RO AREA CREDITI
RO ORGANIZZAZIONE E SISTEMI
INFORMATIVI
RO AMMINISTRAZIONE, CONTABILITA’
& TESORERIA
RO COMPLIANCE E ANTIRICICLAGGIO
RO RETE COMMERCIALE
RO AREA SISTEMI DI PAGAMENTO

Impatto
Priorità
12/2012
4,60
4,14
3,37
2,87
7,40
4,00
4,38
2,00
34,04
16,57
14,76
5,74
2,73
2,09
5,71
1,96
2,45
2,50
2,71
1,75
1,10
5,31
4,29
2,75
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
Le perdite operative riferibili agli ultimi 10 anni ammontano a euro 21.354,79, di cui l'importo di euro
7.000,00 si riferisce alla rapina perpetrata presso la filiale di Piedimonte Matese il 30 ottobre 2012.
________________________________________________________________________________________________
156
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
PARTE F - INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
157
Sezione 1 – Il Patrimonio dell’Impresa
INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
La Banca da sempre persegue come priorità strategica il rafforzamento dei mezzi patrimoniali.
Il concetto di patrimonio si identifica nella rappresentazione delineata dalle Istruzioni di vigilanza ed in
particolare è fondato sui seguenti principi:
 Il patrimonio è il primo presidio a fronte dei rischi connessi con la complessiva attività bancaria;
 Un livello di patrimonializzazione adeguato consente al banchiere di esprimere con i necessari
margini di autonomia la propria vocazione imprenditoriale e nel contempo di preservare la stabilità
della banca.
La pianificazione della crescita dimensionale viene sviluppata coerentemente con il presidio patrimoniale e
con i conseguenti requisiti ai quali tale aggregato deve far fronte.
Le dinamiche sono costantemente monitorate dal Consiglio di Amministrazione.
Per la nozione di patrimonio ci si riconduce sostanzialmente al Patrimonio di Vigilanza nelle sue due
componenti fondamentali: patrimonio di base e patrimonio supplementare. Tale definizione rappresenta un
adeguato riferimento per una efficace gestione della Banca sia in chiave strategica che operativa.
Gli interventi di rafforzamento patrimoniale a livello di patrimonio di base sono stati esclusivamente
conseguiti destinando a riserve una preponderante quota dell’utile di esercizio.
________________________________________________________________________________________________
158
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
B.1 Patrimonio dell’impresa: composizione
Voci/Valori
1.
2.
3.
a)
b)
c)
d)
4.
5.
6.
-
Capitale
Sovrapprezzi di emissione
Riserve
di utili
legale
statutaria
azioni proprie
altre
altre
Strumenti di capitale
(Azioni proprie)
Riserve da valutazione:
attività finanziarie
disponibili per la vendita
- attività materiali
- attività immateriali
- copertura di investimenti
esteri
- copertura dei flussi
finanziari
- differenze di cambio
- attività non correnti in via
di dismissione
- utili (perdite) attuariali
relativi a piani previdenziali
a benefici definiti
- quote delle riserve da
valutazione relative alle
partecipate valutate al
patrimonio netto
- leggi speciali di
rivalutazione
7. Utile (perdita) d’esercizio
Totale
Importo
2012
16.800
Importo
2011
16.800
17.367
17.367
303
6.260
4.800
6.004
17.145
17.145
278
6.063
4.800
6.004
(4.800)
390
(4.800)
(2.674)
390
(2.674)
1.380
31.137
493
26.964
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
159
B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita:
composizione
Totale 2012
Riserva
Riserva
positiva
negativa
Attività/Valori
1.
2.
3.
4.
Titoli di debito
Titoli di capitale
Quote di O.I.C.R.
Finanziamenti
Totale
Totale 2011
Riserva
Riserva
positiva
negativa
668
56
1
286
725
335
8
2.353
258
71
8
2.682
49
B.3 Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: variazioni
annue
Titoli di
debito
Quote
di
Finanziamenti
O.I.C.R.
(258) (71)
333
41
59
39
Titoli di
capitale
1. Esistenze iniziali
2. Variazioni positive
2.1 Incrementi di fair value
2.2 Rigiro a conto economico di riserve negative
- da deterioramento
- da realizzo
2.3 Altre variazioni
(2.345)
4.094
3.860
231
3
274
3. Variazioni negative
3.1 Riduzioni di fair value
3.2 Rettifiche da deterioramento
3.3 rigiro a conto economico da riserve positive:
da realizzo
3.4 Altre variazioni
1.367
3
19
18
5
5
1.359
19
13
382
56
(48)
4. Rimanenze finali
2
La voce “altre variazioni” include la fiscalità differita generata dalle variazioni annue positive e
negative intervenute nella riserva da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la
vendita.
________________________________________________________________________________________________
160
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
Sezione 2 – Il Patrimonio ed i coefficienti di vigilanza
2.1 Patrimonio di Vigilanza
A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
Il 1° gennaio 2008 sono entrate in vigore le nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche,
introdotte dalla Circolare della Banca d’Italia n° 263 del 27 dicembre 2006.
La nuova struttura della regolamentazione prudenziale si basa su tre pilastri: il primo introduce un requisito
patrimoniale per fronteggiare i rischi tipici dell’attività bancari e finanziaria (credito, controparte, mercato,
operativi); il secondo richiede alle banche di dotarsi di una strategia e di un processo di controllo
sull’adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica – ICAAP -, secondo un principio di proporzionalità ed un
criterio di gradualità; il terzo pilastro richiede alle banche specifici obblighi di informativa al pubblico.
La Banca Capasso Antonio spa per le sue dimensioni rientra nei soggetti di classe 3, relativamente ai quali la
normativa delinea specifici approcci semplificati.
E’ stato redatto conformemente alle disposizioni di vigilanza l’Internal Capital Adequacy Assessment Process
(ICAAP), in merito al processo interno di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica.
L’iter di formazione del processo di valutazione interno è stato accompagnato da una intensa attività di
regolamentazione e mappatura dei rischi.
Il resoconto è stato sottoposto a revisione interna da parte della funzione di Internal Auditing e da parte del
Collegio Sindacale. Entrambi hanno espresso parere favorevole.
Nell’ICAAP il ruolo centrale del patrimonio bancario viene rafforzato nel rinnovato contesto prudenziale di
Basilea 2 che richiede di verificare che le risorse patrimoniali siano in grado di fronteggiare le perdite
inattese derivanti anche dai rischi per i quali non sono stabiliti requisiti patrimoniali minimi. I risultati sono
stati positivi per la nostra azienda e sono stati riconfermati dall’ICAAP relativo al 31 dicembre 2012.
L’eccedenza di patrimonio, al 31 dicembre 2012, rappresenta il 39,50% dell’intero patrimonio di vigilanza.
L’elevato margine rispetto alle esigenze connesse alla capacità di fronteggiare perdite inattese derivanti dai
rischi si pone quale ulteriore presidio a fronte di eventi estremi e fluttuazioni avverse del ciclo economico,
oggi diventati inaspettatamente realistici.
Il Patrimonio di vigilanza costituisce il principale punto di riferimento nelle valutazioni dell’Organo di Vigilanza
in ordine alla stabilità delle singole banche e del sistema.
E’ costituito dalla somma del patrimonio base – ammesso al calcolo senza alcuna limitazione – e del
patrimonio supplementare, che viene ammesso nel limite massimo del patrimonio di base, al netto delle
deduzioni.
Per le attività diverse da quelle di negoziazione, con l’introduzione dei c.d. “filtri prudenziali” è prevista la
deduzione integrale dal patrimonio di base delle minusvalenze da valutazione al fair value e il computo
parziale delle plusvalenze da valutazione al fair value nel patrimonio supplementare. Più precisamente i saldi
positivi tra le riserve positive e negative, relative alle attività finanziarie disponibili per la vendita, sono
computati per un importo pari al 50 per cento nel patrimonio supplementare; gli eventuali saldi negativi tra
le riserve positive e quelle negative sono dedotti integralmente dal patrimonio di base.
Con provvedimento del 18/05/2010 sono state emanate disposizioni di vigilanza sul trattamento delle riserve
da rivalutazione relative ai titoli di debito detenuti nel portafoglio “Attività finanziarie disponibili per la
vendita” (AFS) ai fini del calcolo del patrimonio di vigilanza.
In particolare, in alternativa all’approccio “asimmetrico” (integrale deduzione della minusvalenza netta dal
Tier 1 e parziale inclusione della plusvalenza netta nel Tier 2) già previsto dalla normativa italiana, è stata
riconosciuta la possibilità di neutralizzare completamente le plusvalenze e le minusvalenze rilevate nelle
citate riserve (approccio simmetrico).
La Banca ha esercitato questa opzione entro la data prevista del 30 giugno 2010 applicandola al calcolo del
patrimonio di vigilanza.
1. Patrimonio di base
Gli elementi positivi del patrimonio di base sono rappresentati dal capitale versato, dalle riserve, dalla quota
di utile dell’esercizio 2012 che, nel presupposto di approvazione della proposta di riparto da parte
dell’assemblea dei soci, verrà destinata a riserva.
Da tali elementi vanno dedotte le componenti negative relative alle azioni proprie, alle immobilizzazioni
immateriali e alle riserve negative sui titoli di capitale delle attività finanziarie disponibili per la vendita.
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
161
2. Patrimonio supplementare
Gli elementi positivi del patrimonio supplementare sono rappresentati esclusivamente dalle riserve positive
sui titoli di debito delle attività finanziarie disponibili per la vendita.
3. Patrimonio di terzo livello
Non vi sono elementi da computare nel patrimonio di terzo livello.
B. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
Totale 2012
Totale 2011
30.148
29.339
(8)
(330)
A. Patrimonio di base prima dell’applicazione dei filtri prudenziali
B.
Filtri prudenziali del patrimonio base
B.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+)
B.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-)
C.
Patrimonio di base al lordo degli elementi da dedurre (A+B)
D.
Elementi da dedurre dal patrimonio di base
E.
Totale patrimonio di base (TIER 1) (C-D)
F.
Patrimonio supplementare prima dell’applicazione dei filtri prudenziali
G.
Filtri prudenziali del patrimonio supplementare
(8)
(330)
30.140
29.009
30.140
29.009
30.140
29.009
30.140
29.009
G.1 Filtri prudenziali IAS/IFRS positivi (+)
G.2 Filtri prudenziali IAS/IFRS negativi (-)
H.
Patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre (F+G)
I.
Elementi da dedurre dal patrimonio supplementare
L.
Totale patrimonio supplementare (TIER 2) (H-I)
M.
Elementi da dedurre dal totale patrimonio di base e supplementare
N.
Patrimonio di vigilanza (E+L-M)
O.
Patrimonio di terzo livello (TIER 3)
P.
Patrimonio di vigilanza incluso TIER 3 (N+O)
________________________________________________________________________________________________
162
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
2.2 Adeguatezza patrimoniale
A. INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA
La banca si è sempre preoccupata di avere un patrimonio adeguato ed idoneo a permettere uno sviluppo
graduale della propria operatività. Tale stato di cose è evidenziato dall’adeguatezza del coefficiente di
solvibilità individuale che la banca deve rispettare a fronte del rischio di solvibilità delle controparti. Tale
requisito che è espresso dal rapporto tra il patrimonio di vigilanza e il complesso delle attività aziendali
ponderate in relazione al grado di rischio proprio di ciascuna di essa si attesta a fine anno al 41,33% rispetto
al 40,80% dell’anno precedente, con una eccedenza percentuale del 33,33% rispetto alla misura minima
dell’8% prevista dalla normativa di vigilanza per le imprese individuali non appartenenti a gruppi bancari. In
termini assoluti l’eccedenza di patrimonio rispetto al minimo obbligatorio, il cosiddetto “ free capital” è pari a
24.306.078 euro; importo che si ritiene più che adeguato alle attuali esigenze di crescita.
La tabella che segue e che fornisce informazioni di natura quantitativa sulle attività a rischio e sui coefficienti
di vigilanza evidenzia una gestione prudenziale delle varie tipologie di rischio con assorbimento patrimoniale
nelle diverse tipologie di contenuto. Il patrimonio di vigilanza è assorbito per circa il 17% dal rischio di
credito, per il 3% circa dal rischio operativo mentre l’ 80% circa è patrimonio disponibile (free capital).
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
163
B. INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA
Categorie /Valori
A. ATTIVITA’ DI RISCHIO
A.1 Rischio di credito e di controparte
1.
Metodologia standardizzata
2.
Metodologia basata su rating interni
Importi non ponderati
Importi ponderati/requisiti
31/12/2012
31/12/2011
31/12/2012
31/12/2011
190.714
181.314
5.056
4.923
190.714
181.314
5.056
4.923
190.714
181.314
5.056
4.923
5.833
5.688
5.056
4.923
777
777
765
765
5.833
5.688
72.919
41,33%
71.103
40,80%
41,33%
40,80%
2.1 Base
2.2 Avanzata
3. Cartolarizzazioni
F. REQUISITI PATRIMONIALI DI
VIGILANZA
B.1 Rischio di credito e di controparte
B.2 rischi di mercato
1. Metodologia standard
2. Modelli interni
3. Rischio di concentrazione
B.3 rischio operativo
1. Metodo base
2. Metodo standardizzato
3. Metodo avanzato
B.4 Altri requisiti prudenziali
B.5 Altri elementi del calcolo
B.6 Totale requisiti prudenziali
C. ATTIVITA’ DI RISCHIO E COEFFICIENTI DI VIGILANZA
C. 1 Attività di rischio ponderate
C. 2 Patrimonio di base/Attività di rischio ponderate (TIER 1 capital ratio)
C. 3 Patrimonio di vigilanza incluso TIER 3/Attività di rischio ponderate
(Total capital ratio)
________________________________________________________________________________________________
164
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
PARTE G - OPERAZIONI DI AGGREGAZIONE RIGUARDANTI IMPRESE O RAMI
D’AZIENDA
La presente parte non viene redatta in quanto la Banca Capasso Antonio S.p.A. non è
tenuta alla sua compilazione
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
165
PARTE H - OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE
________________________________________________________________________________________________
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Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
1 – Informazioni sui compensi degli amministratori e dei dirigenti
Le indicazioni fornite nella presente sezione tengono conto, oltre che dello IAS 24, nella formulazione
aggiornata e da ultimo recepita dall'UE con Regolamento n. 632/2010 del 19 luglio 2010, “Adozione dello IAS
24 – Informativa di bilancio sulle operazioni con parti correlate – rivisto”, in vigore dal 1° gennaio 2011,
anche di quanto previsto dall’art. 2391-bis c.c. e dalla delibera Consob n. 17221/2010. Allo stesso tempo si
segnala che, come pure ammesso dall'anzidetta delibera, le informazioni sulle parti correlate non sono state
limitate a quelle di maggiore rilevanza, intendendo per tali le operazioni che superano gli indici di cui
all’Allegato 3 del Regolamento Consob n. 17221/2010.
Nella seguente tabella sono riportati i compensi corrisposti agli Amministratori, ai Sindaci, all’Amministratore
Delegato e al Direttore Centrale.
Importi
Parti correlate
a) benefici a breve termine per i dirigenti con responsabilità
strategiche e per gli amministratori
311.581
b) altri compensi
25.350
Totale (euro)
336.931
2 – Informazioni sulle transizioni con parti correlate
Sono considerate parti correlate, come definito dallo IAS 24:
1. Le società controllate, controllanti oppure soggette a controllo congiunto;
2. Le società che possono esercitare un’influenza notevole sulla società che redige il bilancio;
3. Le società collegate;
4. Le joint venture cui partecipi la società che redige il bilancio;
5. I dirigenti con responsabilità strategiche della società e della sua controllata;
6. Gli stretti familiari di uno dei soggetti di cui al punto 1 e 6;
7. Società controllate, controllate congiuntamente o soggette a influenza notevole da uno dei soggetti
di cui ai punti 5 e 6;
8. Fondi pensionistici dei dipendenti o qualsiasi altra entità agli stessi correlata.
Sono considerati familiari stretti: il convivente e i figli del soggetto – i figli del convivente – le persone a
carico del soggetto o del convivente.
Parti correlate
Amministratori,
sindaci e
dirigenti con
responsabilità
strategiche
Stretti familiari
secondo lo IAS
24
Totale (euro)
Crediti verso
clientela
Debiti verso
clientela
Garanzie
Raccolta
amministrata
Costi
Ricavi
€ 293.895
€ 682.747
€ 1.000.000
€ 465.102
€ 17.354
€ 12.778
€ 159.589
€ 751.594
€ 496.000
€ 24.650
€ 13.371
€ 3.469
453.484
1.434.341
1.496.000
489.752
30.725
16.247
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
167
PARTE I – ACCORDI DI PAGAMENTO BASATI SU PROPRI STRUMENTI PATRIMONIALI
La presente parte non viene redatta in quanto la Banca Capasso Antonio S.p.A. non è
tenuta alla sua compilazione
________________________________________________________________________________________________
168
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
PARTE L – INFORMATIVA DI SETTORE
La presente parte non viene redatta in quanto la Banca Capasso Antonio S.p.A. non è
tenuta alla sua compilazione
________________________________________________________________________________________________
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
169
Banca Capasso Antonio S.p.A.
_______________________________________________
Relazione del
Collegio Sindacale
________________________________________________________________________________________________
170
Banca Capasso Antonio S.p.A. – Bilancio 2012
RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE AL BILANCIO DELL’ESERCIZIO 2012
ai sensi dell’art. 153 del D. Lgs. N. 58/1998 (T.U.F.) e dell’art 2429 del codice civile
Signori azionisti,
Il progetto di bilancio relativo all’esercizio 2012, sottoposto al Vostro esame e alla Vostra approvazione, comprende lo
Stato Patrimoniale, il Conto Economico, il prospetto delle variazioni del patrimonio netto, il rendiconto finanziario, la Nota
integrativa ed è accompagnato dalla relazione sulla gestione redatta dall’organo amministrativo.
In particolare abbiamo effettuato i necessari controlli sull’osservanza della legge e dello statuto e sul rispetto dei principi
di corretta amministrazione, ed abbiamo compiuto le attività di verifica che per ulteriori specifiche disposizioni del codice
civile sono espressamente riservate alla competenza dei sindaci.
Il Collegio da atto che in data odierna la predetta società di revisione ha rilasciato la propria relazione ai sensi dell’art.14 e
16 del D.Lgs. 27/01/2010 n.39, attestando la conformità del bilancio ai principi contabili internazionali, nonché ai
provvedimenti emanati in attuazione dell’art. 9 D.Lgs. 38/2005. La suddetta Relazione, depositata in data odierna presso
la sede legale, non contiene rilievi né richiami d’informativa.
Vigilanza sull’osservanza della Legge e dello Statuto.
Nel corso dell’anno 2012 abbiamo vigilato sulla conformità alle norme di legge e di statuto degli atti posti in essere dalla
società e sulla base di tale attività riteniamo, dai documenti e informazioni in nostro possesso, che non sussistano
irregolarità ed omissioni di rilievo tali da essere portate a conoscenza dell’Assemblea. Il Collegio sindacale ha vigilato
pertanto, operando in conformità alle disposizioni di legge, alla normativa secondaria vigente e alle raccomandazioni di
Banca d’Italia; l’attività di vigilanza è stata svolta inoltre in conformità ai principi di comportamento raccomandati dal
Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ed avvalendosi del supporto delle funzioni di controllo
di revisione interna (Internal Audit), di Compliance e dei rischi.
Vigilanza sul rispetto dei principi di corretta amministrazione.
Il collegio, dalle informazioni e documenti in possesso, non è a conoscenza di atti e azioni che gli amministratori abbiano
posto in essere in contrasto con la legge e con lo statuto sociale che siano manifestamente imprudenti ed azzardati.
Ha partecipato a tutte le riunioni del Consiglio di Amministrazione ed ha constatato il rispetto dei principi di corretta
amministrazione, di prudenza, responsabilità e ragionevolezza.
Il Collegio evidenzia che il Consiglio di Amministrazione della Banca Capasso SpA, in coerenza con quanto richiesto
dalle “Disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche”, ha adottato il
Regolamento dei flussi informativi tra e verso gli organi sociali della banca, con l’obiettivo di formalizzare l’architettura
generale dei flussi informativi tra e verso gli organi sociali, nonché la tempistica, le forme ed i contenuti delle relative
informazioni, il tutto allo scopo di incentivare ulteriormente l’efficienza della gestione e l’efficacia dei controlli. Il Consiglio
di Amministrazione ha inoltre provveduto alla Revisione del Piano Strategico triennale 2011-2013, nelle sedute di giugno
e dicembre 2012.
Vigilanza sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo.
Il Collegio nel corso dell’anno ha acquisito conoscenze e vigilato, per quanto di sua competenza, sull’adeguatezza
dell’assetto organizzativo della Banca, anche tramite la raccolta di dati e informazioni dai responsabili delle funzioni
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aziendali; tali controlli sono stati effettuati anche mediante l’attività della funzione di Internal Audit. Dall’analisi effettuata
delle relazioni poste in essere nel corso dell’esercizio non sono emersi rilievi degni di nota cui la banca non abbia
tempestivamente posto in essere interventi correttivi suggeriti dalla funzione stessa. Il Collegio ha collaborato con la
funzione evitando di sovrapporsi alla stessa ed in alcuni casi, data la delicatezza della materia, ha ritenuto opportuno
effettuare degli interventi ad hoc anche su tematiche già toccate dalla funzione.
Nel corso dei primi mesi del 2013 il Consiglio di Amministrazione ha istituito, con decorrenza 01 giugno 2013, l’autonoma
e indipendente funzione di “Risk management” per la gestione e monitoraggio dei rischi aziendali.
Vigilanza sull’adeguatezza del sistema amministrativo-contabile
Il Collegio ha provveduto a vigilare sul sistema amministrativo-contabile, riscontrando la sua organizzazione adeguata al
pari dell’informativa in merito alla situazione patrimoniale e finanziaria della società che risulta completa e corretta.
Sottolineiamo che la rilevazione della quasi totalità delle operazioni viene effettuata con l’utilizzo di procedure
informatiche. Tali procedure vengono costantemente aggiornate ed affinate per adattarle alla continua evoluzione del
quadro normativo ed alle esigenze operative dell’azienda. L’elaborazione delle stesse è effettuata in outsourcing da una
società che effettua tale servizio a favore di molte altre banche.
Dall’attività di vigilanza svolta dalla società di revisione non risulta siano state riscontrate anomalie nel sistema
amministrativo contabile della società.
Riunioni degli Organi amministrativi e del Collegio Sindacale
Il Collegio ha partecipato a tutte le 17 Riunioni del Consiglio di Amministrazione e ad 1 Assemblea degli Azionisti,
constatando che le relative delibere fossero assunte nel rispetto della legge e dello statuto nonché delle norme emanate
dalle competenti autorità di vigilanza. In merito alle predette sedute, il Collegio ha altresì constatato la regolarità degli
adempimenti successivi (verbalizzazioni ed eventuale deposito).
L’attività del Collegio sindacale è stata inoltre espletata nelle nr. 42 riunioni del collegio medesimo.
Nel corso dell’esercizio il Consiglio di Amministrazione della Banca ha approvato la relazione sul governo societario, che
ha recepito le disposizioni della Banca d’Italia dell’11 gennaio 2012 (autovalutazione dei componenti dell’organo di
supervisione), la variazione delle politiche di remunerazione e incentivazione nonché la rivisitazione integrale del sistema
dei controlli interni.
Questo collegio evidenzia che nel corso dell’anno 2012, il responsabile della funzione antiriciclaggio ha verificato la
coerenza delle procedure aziendali con l’obiettivo di prevenire e contrastare la violazione di leggi in materia di riciclaggio
e finanziamento del terrorismo. I suggerimenti operativi e procedurali forniti dalla funzione antiriciclaggio sono stati
prontamente adottati dalla banca. Il Responsabile della funzione antiriciclaggio ha inoltre provveduto all’aggiornamento
del manuale antiriciclaggio sottoposto all’approvazione del Consiglio di Amministrazione del maggio 2012. In tale
contesto, questo collegio ha vigilato sull’osservanza della normativa, e sulla completezza e funzionalità della stessa,
valutando con particolare attenzione l’idoneità delle procedure poste in essere per l’adeguata verifica della clientela, la
conservazione delle informazioni e la segnalazioni delle operazioni sospette.
In merito ai conflitti di interessi emersi nel corso delle riunioni del Consiglio di Amministrazione, il Collegio sindacale
attesta che le relative deliberazioni sono state assunte con l’astensione delle parti interessate.
Il Collegio Sindacale nel corso dell’esercizio ha avuto incontri con l’Organismo di Vigilanza di cui al D. Lgs. Nr. 231/2001
in materia di responsabilità amministrativa degli enti per gli aggiornamenti delle rispettive attività.
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Denunce ed esposti
Il Collegio rileva che nel corso dell’esercizio non sono pervenute denunce ex art. 2408 c.c. né esposti.
Incarico alla società di Internal Auditing
È stato affidato l’incarico triennale di responsabile della funzione di Internal Auditing alla società Deloitte ERS Enterprise
Risk Services srl con decorrenza 1 gennaio 2013.
Pareri rilasciati ai sensi di legge.
Il Collegio Sindacale fa presente che nel corso dell’esercizio 2012 ha provveduto a rilasciare pareri ed esprimere le
proprie osservazioni che la normativa ha assegnato alla sua competenza.
Operazioni con parti correlate
In merito alle operazioni con parti correlate il collegio osserva che le stesse risultano debitamente esposte in nota
integrativa, parte H, a cui il Collegio espressamente rinvia e si può ragionevolmente affermare che tali operazioni sono
state attivate nel rispetto delle prescrizioni, in quanto applicabili, dell’art. 136 del TUB e dell’art. 2497-ter del codice civile.
Nel mese di marzo 2013 il Consiglio di amministrazione ha provveduto a definire il documento informativo sulle
operazioni con parti correlate.
Nel mese di giugno 2012 lo stesso Consiglio di amministrazione ha approvato il regolamento sulle procedure delle
operazioni con soggetti collegati ai sensi delle disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche emanate dalla Banca
d’Italia.
Rapporti con gli organismi interni ed i responsabili delle funzioni
Nello svolgimento dell’attività di vigilanza, il Collegio ha vigilato sull’adeguatezza del sistema di gestione e controllo dei
rischi della Banca e sulla rispondenza di questo nonché del processo ICAAP ai requisiti stabiliti dalla normativa di
vigilanza prudenziale. A tal riguardo attraverso specifiche informazioni richieste ed ottenute dagli organi preposti a tale
funzione sono stati oggetto di analisi le metodologie di rilevazione, misurazione, monitoraggio e controllo dei diversi rischi
aziendali e la loro evoluzione rispetto ai limiti di tolleranza. Inoltre sono state esaminate le modalità di costruzione degli
scenari di stress test e le modalità di conduzione delle relative prove.
Il Collegio sindacale evidenzia che la funzione di conformità, costituita quale funzione indipendente con possibilità di
riferire direttamente agli organi amministrativi e di controllo della società, ha fornito al Consiglio di Amministrazione e a
questo Collegio Sindacale una reportistica periodica contenente la descrizione delle attività svolte in accordo con la
pianificazione presentata nonché i principali risultati, al fine di assicurare un adeguato presidio dei rischi di non
conformità.
Stante l’attività svolta questo collegio ritiene ragionevolmente che il complesso strutturato di regole e processi adottato
dalla banca risponda ai requisiti stabiliti dalla normativa di vigilanza prudenziale e che questo possa rappresentare un
adeguato presidio rispetto ai rischi individuati. I controlli hanno reso possibile valutare l’adeguatezza delle esigenze
aziendali, nonché l’affidabilità operativa.
Vigilanza in ordine al bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2012 e sulla relazione sulla gestione.
Il Collegio ha preso visione del progetto di bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2012 che riporta un risultato economico
positivo al netto delle imposte di euro 1.380.133,08, importo che trova riferimento e conferma nelle risultanze delle
scritture contabili come accertato dalla società di revisione. In merito a tali risultanze riferiamo quanto segue:
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Il Bilancio è stato redatto in conformità ai principi contabili internazionali IFRS (International Financial Reporting
Standards) e IAS (International Accounting Standards) con l’osservanza dei principi generali di redazione segnalati in
nota integrativa; in particolare, gli schemi di bilancio e di nota integrativa sono stati predisposti e redatti in osservanza
delle regole di compilazione pubblicate dalla Banca d’Italia con la Circolare n. 262 del 22 dicembre 2005.
Non essendo demandato al Collegio il controllo analitico in merito al contenuto del bilancio, lo stesso ha vigilato
sull’impostazione generale data allo stesso, sulla sua generale conformità alla legge per qual che riguarda la forma, il
contenuto, la rispondenza ai fatti ed alle informazioni di cui siamo a conoscenza, a seguito dell’esercizio dei nostri doveri
di vigilanza e/o dei nostri poteri di ispezione e controllo.
Con riferimento a tutte le predette attività di vigilanza il Collegio non ha osservazioni da riferire.
La Relazione sulla Gestione commenta ed illustra in modo adeguato l’andamento dell’esercizio e fornisce indicazioni
sulla evoluzione prospettiva della gestione e contiene le informazioni obbligatorie di cui all’art. 2428 del Codice Civile, tra
cui le notizie in materia di rischi ed incertezze cui la società è esposta. Anche a tale riguardo il Collegio non ha
osservazioni particolari da riferire. In tema di valutazioni, il Collegio prende atto che dalle informazioni e dai documenti
ricevuti, per le voci di bilancio non si sono rese necessarie deroghe ai criteri generali della rappresentazione vera e
corretta della situazione patrimoniale ed economica della società di cui all’art. 2423, 4° comma, Codice Civile.
Conclusioni
Il Collegio Sindacale ritiene pertanto che il Bilancio chiuso al 31 dicembre 2012 e la Relazione sulla gestione, nonché la
proposta di destinazione dell’utile netto, possano essere approvati dall’Assemblea odierna così come proposto dal
Consiglio di Amministrazione, dando atto che esso è conforme ai dettami di legge e di statuto.
Alife, 15 aprile 2013
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ESTRATTO DAL VERBALE DI ASSEMBLEA ORDINARIA DEGLI AZIONISTI
del 30 Aprile 2013 - 1ª convocazione
Martedì 30 Aprile 2013 si è tenuta nella sede sociale di Alife, Piazza Termini 1, in prima convocazione, l’Assemblea
ordinaria dei Soci della Banca Capasso Antonio S.p.A. sotto la Presidenza del Dr. Pietro Matrisciano.
Sono intervenuti nr. 4 azionisti portatori in proprio di n. 208 azioni, pari all’ 86,67% del capitale sociale.
L'assemblea ordinaria legalmente costituita all'unanimità:
ha approvato
1) Bilancio al 31/12/2012 con nota integrativa, relazione degli amministratori sulla gestione, relazione del Collegio
Sindacale; approvazione e deliberazioni relative;
2) Ripartizione dell’utile netto dell’esercizio 2012;
3) Informativa da rendere all’assemblea dei soci sull’attuazione nel 2012 delle politiche di remunerazione e
incentivazione;
4) Modifiche e integrazioni alla policy delle politiche di remunerazione ed incentivazione;
5) Informativa da rendere all’assemblea dei soci sui risultati delle analisi quali – quantitative dell’Organo di
Amministrazione;
6) Varie ed eventuali.
L’ordine del giorno è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Parte II n.44 del 13-04-2013.
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