Tutela le tue perdite
GMB Finance Solutions S.r.l.
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Viale Gioacchino Rossini n. 50, 00198 Roma
CHI SIAMO
GMB Finance è una boutique finanziaria
specializzata nel management di Asset in
Distress e nasce da un gruppo di
professionisti specializzati in banking &
finance: analisti finanziari, avvocati e
commercialisti.
Il nostro team assiste aziende e individui
nel recupero delle perdite subite da
investimenti finanziari e contratti bancari:
mutui, leasing, derivati, bond strutturati,
polizze index e unit linked, gestioni
patrimoniali, azioni Monte Paschi di
Siena, bond Lehman Brothers, conti
correnti.
Preliminarmente i nostri analisti finanziari, assieme agli esperti legali, eseguono uno studio per
verificare se sussistono le condizioni di fattibilità. Accertati positivamente tempi e modi, si procede ad
una Due Diligence finanziaria e legale grazie alla quale è possibile procedere all’operazione di recupero
delle perdite finanziarie.
METODO GMB
GMB Finance, grazie alle expertise maturate dal proprio team in ambito finanziario, tributario e legale,
è specializzata nel recupero delle perdite finanziarie. Il metodo GMB si articola nei seguenti passaggi:
A) STUDIO FATTIBILITÀ
In questo stadio, dopo aver raccolto la contrattualistica del cliente, i nostri esperti eseguono le
seguenti diagnosi:
• Verifica criticità finanziarie (costi impliciti, natura dello strumento, inadeguatezza prodotto per
tipologia di cliente, usura, anatocismo);
• Analisi legale preliminare per la regolarità documentale (contratto quadro, ordini di acquisto, MiFid
compliance);
• Report in cui sono indicati gli elementi per poter effettuare un´eventuale azione di recupero assieme
al danno contestabile.
B) DUE DILIGENCE FINANZIARIA E LEGALE
Nella relazione tecnica vengono evidenziati tutti gli elementi di illegittimità intercorsi nel rapporto
contrattuale; in particolare andremo a dimostrare matematicamente tutte le irregolarità sostanziali e
formali che hanno generato le perdite.
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C) OPERAZIONE DI RECUPERO
L’operazione di recupero si compone dei seguenti passaggi:
C.1 Formalizzazione Reclamo
La lettera di reclamo, che si impernia sui risultati della Relazione Tecnica, analizza e pone in evidenza
i seguenti aspetti:
• gli elementi di mala gestio che hanno caratterizzato il rapporto contrattuale Banca-Cliente;
• le criticità finanziarie che hanno comportato la violazione di normative primarie e secondarie;
• le irregolarità formali presenti nella documentazione.
C.2 Negoziazione & Mediazione obbligatoria
Formalizzato il reclamo si avvia la procedura di negoziazione e si esperisce la mediazione obbligatoria
ai sensi della Legge n.98 del 9 agosto 2013 ex D.L. 28/2010; il tavolo delle trattative parte dagli
importi contestati nella lettera di reclamo, quest’ultimi determinati nella Relazione Tecnica.
C.3 Proposta Transattiva
Al termine della conciliazione si avanza una richiesta alla banca al fine di comporre bonariamente
l´operazione di recupero. Come dimostrano le statistiche del Ministero della Giustizia (vedi
statistiche) tutte le volte che compare la controparte si trova un accordo al 45,8%.
D) Ricorso giudiziale o azione collettiva
Qualora non si riuscisse a trovare un accordo transattivo con la banca GMB Finance mette a
disposizione il proprio network di avvocati specializzati in diritto bancario . Potranno essere
effettuate sia azioni individuali che collettive
SERVIZI PER INDIVIDUI
GMB Finance assiste gli individui nel recuperare le perdite subite da prodotti bancari e investimenti
finanziari nei seguenti contratti:
• Mutui, Leasing, Finanziamenti
• Polizze index e unit linked
• Gestioni patrimoniali
• Bond lehman brothers
• Monte Paschi di Siena
• Italease
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MUTUI, LEASING E FINANZIAMENTI
La maggior parte dei contratti di mutuo, leasing e finanziamento venduti alle imprese non ha
rispettato la normativa di riferimento. In Italia la Corte di Cassazione si è pronunciata più volte a
favore delle aziende (n. 14899/2000, n. 5324/2003 e n. 350/2013) interpretando in maniera
estensiva il concetto di tasso usura.
La legge n. 24 del 28/02/2001 definisce USURARI gli interessi che superano il limite stabilito dalla
legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo,
indipendentemente dal momento del loro (effettivo) pagamento.
Ai sensi dell’art. 1815 del codice civile se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non
sono dovuti interessi.
Per la determinazione del tasso di interesse usurario si deve tener conto non solo del tasso
d’interesse pattuito, ma anche delle commissioni, degli interessi di mora, delle remunerazioni a
qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del
credito.
Se nel tuo mutuo, leasing o finanziamento sono state applicate condizioni usurarie, hai diritto:
 alla restituzione degli interessi pagati;
 alla rivalutazione degli interessi già corrisposti;
 alla restituzione della sola quota capitale.
Chiedi uno studio di fattibilità gratuito sul tuo mutuo, leasing o finanziamento, e verifica se puoi
richiedere anche Tu il rimborso degli interessi alla tua Banca.
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POLIZZE INDEX E UNIT LINKED
Le Polizze Index Linked sono assicurazioni sulla vita il cui rendimento è anche legato all´andamento
di uno o più indici azionari. Nelle polizze il rendimento degli indici è incerto e a volte viene garantito
il capitale di ritorno oppure quello minimo ancorando il return agli eventi vita.
Le assicurazioni unit linked sono contratti le cui prestazioni assicurative (vita, morte) sono
agganciate a quote di fondi i quali possono essere costituiti internamente alla compagnia di
assicurazione oppure da o da fondi esterni (OICR, Organismi di investimento collettivo del
risparmio). In queste polizze è prevista una suddivisione dei fondi interni in sei classi più o meno
rischiose e il promotore/broker dovrebbe consigliare al cliente la tipologia di fondo che meglio si
attiene al profilo di rischio. Anche questo prodotto offre garanzie di capitale e/o rendimento
minimo.
Le polizze Index e Unit Linked sono prodotti particolarmente complessi e non si adattano ad una
clientela con esigenze finanziarie semplici e con ridotta propensione al rischio.
Quali sono i classici problemi?
• Il valore di riscatto anticipato è inferiore al valore dei premi versati;
• Il valore finale è inferiore a quanto corrisposto in termini di premi assicurativi;
• Non viene restituito il capitale;
• Il capitale minimo garantito non è stato restituito;
• La valorizzazione della polizza è inferiore rispetto al prezzo fair;
• Non vengono erogate le cedole;
GESTIONI PATRIMONIALI
Il risparmiatore, tramite la gestione patrimoniale, conferisce un mandato alla banca o alla SIM di
investire il proprio patrimonio in linee finanziarie non standardizzate che tengono conto dei propri
obiettivi personali. Esistono due tipologie principali:
• Gestione Patrimoniale Mobiliare (GPM): il patrimonio viene investito prevalentemente in
strumenti finanziari “classici” (azioni, obbligazioni...);
• Gestione Patrimoniale in Fondi o SICAV (GPF/GPS): il patrimonio viene investito prevalentemente
in quote di organismi di investimento collettivo del risparmio (fondi comuni, SICAV, ETF, ecc.).
I contratti di gestione patrimoniale, e gli aspetti più rilevanti, sono regolamentati dagli articoli 37, 45
e 62 del Reg. Consob 16190. In questi articoli vengono disciplinate le norme particolari della
gestione, gli strumenti finanziari ammessi, le tipologie di operazione ammesse, la leva finanziaria
nonché limiti operativi e limiti quantitativi nell´uso di strumenti finanziari non negoziati sui mercati
regolamentati. In sostanza, vista la natura particolare del mandato e vista l´importanza dello
strumento, è stata disposta una normativa ben dettagliata a tutela del risparmiatore a cui i gestori
(SGR, SIM e banche autorizzate) devono attenersi.
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Quali sono i problemi di una gestione patrimoniale in perdita?
• Il gestore ha sforato i limiti dettati dalla normativa;
• Il gestore non ha rispettato i limiti derivanti dal mandato di gestione patrimoniale sottoscritto con il
cliente;
• Il gestore ha utilizzato un effetto leva maggiore di quello consentito;
• Il gestore ha investito in strumenti finanziari non ammessi dalla normativa oppure dal mandato di
gestione;
• Il risparmiatore ha sottoscritto una linea di investimento troppo rischiosa rispetto alle sue reali
esigenze;
• Il benchmark nella gestione non è in linea con i reali obiettivi di investimento del risparmiatore;
• La gestione patrimoniale ha sotto - performato il benchmark.
BOND LEHMAN BROTHERS
Il 15 settembre 2008 la banca americana Lehman Brothers annuncia di volersi avvalere della
procedura fallimentare Chapter 11; a seguito del crack finanziario migliaia di risparmiatori italiani,
che avevano sottoscritto obbligazioni Lehman, hanno perso gran parte dei loro capitali. Molte
banche italiane si sono insinuate al passivo della Lehman, anche per conto dei loro clienti, e, ad oggi,
il liquidatore americano ha già emesso alcune tranche di rimborsi.
Era prevedibile il fallimento della Lehman?
Standard&Poors, Fitch e Moody´s hanno fallito il loro rating sulla banca d´affari americana, infatti
fino al 12/09/2008 hanno mantenuto un giudizio di tipo “investment grade” quando in realtà, a
partire dal 2007, la maggior parte degli indicatori finanziari segnalavano un aumento della capacità di
insolvenza della Lehman Brothers. Oltre alle agenzie di rating anche gli Istituti di credito, che hanno
venduto le obbligazioni della banca americana, hanno arrecato danni ai
risparmiatori Lehman; infatti, quasi nessuna banca italiana ha avvertito i clienti che Lehman stava per
fallire, informazione che avrebbe fatto vendere in tempo
utile le obbligazioni.
Le banche che hanno venduto le obbligazioni Lehman hanno responsabilità nei confronti dei loro
clienti?
In base all´art.21 del T.U.F. le banche devono comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza ed
inoltre devono:
• Classificare il grado di rischiosità dei prodotti finanziari, rispettando il principio di adeguatezza fra le
operazioni consigliate ai risparmiatori, tenuto conto del profilo di ciascun cliente.
• Acquisire le informazioni necessarie dai clienti ed operare in modo che essi siano sempre informati.
• Organizzarsi in modo tale da ridurre al minimo i rischi di conflitto di interesse e agire in modo da
assicurare ai clienti trasparenza ed equo trattamento.
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• Dispone di risorse e procedure idonee ad assicurare l’efficiente svolgimento dei servizi.
• Svolgere una gestione indipendente sana e prudente, e adottare misure idonee a salvaguardare i
diritti dei clienti.
Le banche che hanno venduto i bond Lehman che facevano parte di PattiChiari hanno
responsabilità nei confronti dei loro clienti?
Alcune obbligazioni Lehman facevano parte dell´elenco basso rischio/basso rendimento del
consorzio PattiChiari; in tutti gli ordini di acquisto delle obbligazioni Lehman, che facevano parte
dell´elenco di PattiChiari, vi è una dicitura che recita “Il cliente sarà tempestivamente informato se
le obbligazioni subiscono un significativo livello di rischio”. Chiaramente la dicitura, non
riferendosi ad alcun livello di rischio particolare, ha portata generale e, come visto sopra, la maggior
parte degli indicatori finanziari segnalavano già nel 2007 il rischio Lehman; ma, qualora si volesse
identificare il “livello di rischio” con il “rischio di mercato”, come definito dall´opuscolo Pattichiari,
allora questo sarebbe costituito dal VaR (Value at Risk).
MONTE PASCHI DI SIENA
Tutti gli azionisti di MPS, che hanno visto annullarsi il valore delle loro azioni, sono stati danneggiati,
come indica Banca d´Italia, dal management della banca toscana che nel corso degli anni ha omesso
agli organismi di vigilanza contratti derivati (REPO strutturati) che hanno generato pesantissime
perdite incidendo negativamente sul grado di liquidità della MPS, oramai prossimo al collasso. In
particolare, l´area Finanza è stata gestita a proprio piacere facendo accollare rischi finanziari
onerosissimi sulle tasche degli azionisti.
Risaliamo i fatti più rilevanti:
Novembre 2007 - MPS, nell´ambito di un accordo quadro con Banco Santander, annuncia di voler
acquisire Banca Antonveneta per € 9 mld.
Gennaio 2008 - MPS presenta istanza formale a Banca d´Italia in cui prevede un piano di
rafforzamento patrimoniale post acquisizione: aumento di capitale per € 6 mld di cui € 5 mld
riservato agli azionisti e il restante miliardo veicolato da JP Morgan tramite emissioni di note
convertibili in azioni di MPS (FRESH).
Maggio 2010 - La Banca d´Italia, a seguito di ispezione della Vigilanza, chiede chiarimenti in merito
alle operazioni in derivati “term structured repo”, i quali prevedono le seguenti contestuali
operazioni:
• Acquisto di titoli obbligazionari con rating alto;
• Sottoscrizione di un IRS avente decorrenza, vita residua e scadenza pari al titolo obbligazionario;
• Finanziamento dell´acquisto del titolo obbligazionario con un´operazione pronto contro termine
passiva (REPO). l REPO, al netto di credit event, prevede la corresponsione di un tasso di interesso
maggiorato di uno spread.
MPS ha sottoscritto con DeutscheBank (Santorini) e Nomura (Alexandria) per un valore complessivo
di € 5 mld.
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Le marginazioni di questi derivati sono direttamente correlate alla diminuzione dei prezzi dei titoli di
Stato italiani che, nel mezzo della crisi del debito sovrano, hanno assorbito gran parte della liquidità
della banca; in particolare la scarsa liquidità di MPS è dovuta alla sottoscrizione di due derivati
sottoscritti.
Agosto 2011 - Le marginazioni dei derivati Alexandria e Santorini sono direttamente correlate alla
diminuzione dei prezzi dei titoli di Stato italiani che, nel mezzo della crisi del debito sovrano, hanno
assorbito gran parte della liquidità della banca.
Dicembre 2011/Gennaio 2012 - MPS chiude il 2011 con una perdita di € 4,69 mld e liquida il Dr.
Vigni, ex direttore generale, con un buona uscita di € 4 mln.
Febbraio 2013 - MPS informa Banca d´Italia di aver reperito due ulteriori accordi (Ottobre 2008 e
Maggio 2009) relativi all´operazione FRESH, mai comunicati in precedenza.
Marzo 2013 - La Banca d´Italia sanziona gli esponenti in carica dell´area finanza per € 5 mln in forza
delle violazioni sulla normativa in materia di contenimento dei rischi finanziari e carenze
nell´organizzazione e nei controlli.
ITALEASE
Nel 2007 è scoppiata la bolla Italease e moltissimi risparmiatori che avevano investito in azioni della
banca milanese hanno perso quasi tutto il loro capitale. Ad oggi numerosi sono i risparmiatori che
hanno recuperato parte delle loro perdite riuscendo a trovare accordi transattivi a loro vantaggio.
La “gestione Faenza” è stata contestata, oltre che dalla Consob, anche dalla Banca d´Italia, che
nell´ispezione eseguita nei primi mesi del 2007, ha sollevato diverse perplessità relativamente agli
organismi di controllo, al risk management e, in particolare, alle strutture interne per inadeguati
sistemi di controllo della valutazione dei rischi finanziari: in sostanza sono stati delineati profili di
responsabilità al management della banca per le perdite in conto economico ed il relativo crollo del
valore delle azioni in borsa.
È possibile recuperare parte delle perdite subite dal crollo delle azioni.
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