“IL MONDO BRUCIA”
e tu…
cosa fai?
Prima edizione
1
INTRODUZIONE
Questo libretto è il decimo della serie.
Il filo conduttore dei dieci volumetti è sempre “la piccolezza
evangelica”, tema affascinante, inesauribile, fondamentale.
Due osservazioni:
1°-
Si notano delle ripetizioni in tutti e dieci i libretti:
sono ripetizioni che aiutano a fissare meglio i concetti più
importanti. (Quante ripetizioni anche nei Vangeli…)
Certe ripetizioni sono necessarie, soprattutto per coloro (e sono tanti)
che non hanno la possibilità di leggerli tutti e dieci.
2°- Troverete molti riferimenti a Suor Consolata Betrone, alla
Serva di Dio Luisa Piccarreta e soprattutto a S.Faustina Kowalska.
Saranno sicuramente proficui, anche perché il tema della “Divina
Misericordia” e quello della “Divina Volontà” si collegano molto
bene con quello della “piccolezza evangelica”…
e poi va detto chiaramente che è una volontà esplicita del Signore che
si diffonda sempre più “la fiducia” nella “Misericordia di
Dio” e l’amore alla sua ”Divina Volontà”.
a) - Ecco, al riguardo, alcune citazioni dal “Diario di S. Faustina”:
“Durante l’adorazione ho udito queste parole: “Credi forse di
avere scritto abbastanza sulla mia Misericordia? Quello che
hai scritto è appena una gocciolina di fronte ad un oceano”.
“Le anime che diffondono il culto della mia Misericordia le
proteggo per tutta la vita”… “Ai sacerdoti che annunceranno ed
esalteranno la mia Misericordia darò una forza meravigliosa, darò
unzione alle loro parole e commuoveranno i cuori…”
b) - Gesù a Luisa Piccarreta: ”Sto preparando un’altra era di
Grazia, un’era d’amore: il Regno della Divina Volontà…Sarà un
incendio nella Chiesa, sarà come un fuoco”…
----------Attenzione: Il primo capitolo potrebbe risultare difficile per alcuni,
per altri potrebbe risultare incompleto…Non importa: non vi fermate,
perché gli altri capitoli sono molto più facili e interessanti.
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I -“IL MONDO BRUCIA”
- - -
Un “fuoco infernale” di inaudite proporzioni sta devastando
tante realtà della vita sociale e familiare, privata e pubblica.
Il mondo sembra in preda alle “fiamme”:
le guerre, il terrorismo sempre più minaccioso,
l’inquinamento di qualsiasi tipo, i disastri ambientali, la
corruzione sempre più sfrenata…
Secondo alcuni, anche tra gli scienziati, il mondo sta scivolando
verso la catastrofe, senza alcuna prospettiva di ripresa.
Senza voler negare il progresso nel bene di tante persone
e di tanti gruppi e comunità, non possiamo chiudere gli occhi di
fronte a tanti fenomeni di egoismo, di violenza spietata, di
depravazione spaventosa…che manifestano:
l’oscuramento delle coscienze,
lo smarrimento dei valori umani e cristiani,
il progressivo degrado morale di tanta parte della società.
L’umanità appare impazzita…Tutto “sembra” crollare…tutto
sembra andare alla deriva: la giustizia, la moralità, la famiglia,
la dignità dell’uomo e della vita…
Giovanni Paolo II a Denver affermava: “Se nella lunga vicenda
umana vediamo sempre presente lo scontro tra il bene e il male,
tra la luce e le tenebre, tra la grazia di Dio e il potere del
maligno, mai, come in questo secolo, tale lotta si è fatta così
aspra, palese e decisiva.
2°- Ciò che maggiormente preoccupa tante persone sagge è il
dominio del “relativismo etico”, che qualche filosofo ha
definito:“il più grande problema, l’elemento più preoccupante
della nostra epoca, perché è la radice di tutti i mali attuali.
3
Papa Ratzinger parla di “dittatura del relativismo”, che
tende all’intolleranza, trasformandosi in un nuovo dogmatismo,
perché non riconosce altri pensieri validi che il suo:
“E’questa la grande minaccia alla civiltà e alla fede”,
perché, (lentamente e sotterraneamente), si diffonde anche nella
vita dei credenti, i quali se ne lasciano influenzare, quasi senza
accorgersene.
La cultura post-moderna esalta il “relativismo” e il
“soggettivismo”: non c’è nulla di assoluto, ciascuno è gestore
assoluto di sé.
“L’abbiamo piantato noi “l’albero della conoscenza del
bene e del male” afferma un filosofo laico (Paolo Flores d’Arcais):
cioè siamo noi, e soltanto noi, a decidere cos’è bene e
cos’è male, e quindi a cambiare ogni regola morale.
Le conseguenze di queste teorie sono gravissime, imprevedibili.
--
No, solo a DIO appartiene “quest’albero”.
3°- Riflettiamo su alcune interessanti osservazioni del filosofo
e teologo Carlo Fiore (“Etica per Giovani”- pag.30):
“Nel post-moderno “la verità” non esiste, esistono tante
verità quante sono le teste…
Questa è “l’era del frammento” (o della “modernità liquida”),
in cui nulla è fisso, nulla vi è di certo e di assoluto…tutto è
sfuggente, mobile, fluttuante…come la polvere che turbina
nell’aria, come qualcosa che domani non ci sarà più.
Siamo dei nomadi sperduti, senza più legami, senza
regole e sicurezze…la vita rassomiglia a una giostra, in
cui Dio non ha posto.
La “cultura del frammento” aborre da tutto ciò che è impegno,
valore duraturo, decisioni e scelte definitive.
Si apre così la strada al “nichilismo”.
4
“Siamo tutti tentati di “frammentarietà” in tutte le nostre
scelte di vita, carenti di solidità e di coerenza, di convinzioni
profonde e di perseveranza…alle prese con una “morale a
scampoli”, che ci permette di scorrazzare a tutto campo, dove
come e quando ci piace”.
“Ci si sbarazza di tutti i legami, si scarica ogni fardello…
Perché cercare vincoli duraturi quando tutto poggia sulla
sabbia?
“Adesso - tutto - subito”: sono gli avverbi di moda delle
società occidentali. Ma la conclusione drammatica è il
vuoto, la solitudine, la disperazione”. (fin qui Carlo Fiore).
4°- Sulla stessa linea il Cardinale Martini:
“I giovani d’oggi risentono di queste categorie del “relativismo
post-moderno”, e quindi hanno “il senso del frammento”…Di
qui la poca capacità a perseverare, la fatica nel compiere un
cammino serio, gli stati d’animo che cambiano continuamente...
E a proposito di “vocazione” (religiosa o matrimoniale)
continua il card. Martini:
“Finchè si tratta di scegliere ad tempus, per un anno, i giovani
ci stanno; quando invece si accorgono che la scelta
obbligherebbe a giocarsi per intero, allora scattano mille
meccanismi di difesa.
Persino i giovani e le ragazze migliori, di fronte a impegni
di lunga durata, si ritirano…vogliono sempre provare, sempre
sperimentare”…
“Questa incapacità di tenere per lungo tempo, la troviamo ormai
dovunque: Quante coppie non si sposano, ma si limitano a
convivere, pronti a rompere e a intraprendere nuove relazioni
d’amore fatto di sensazioni istintuali, fuggevoli e senza
impegno!”
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Da qui (secondo ”Papa Ratzinger”) il “processo di
smantellamento dell’istituzione matrimoniale”.
5°- Troppo amaro un articolo di E. Bianchi sulla “Stampa”:
“…Società in cui ci si affretta ancora ad arruolare Dio al
proprio fianco nelle battaglie, ma poi ci si guarda bene dal
mettere in pratica i suoi “Comandamenti”, a cominciare dal
più antico “non uccidere”;
“società in cui tutti applaudono a un anziano Pontefice
quando parla di amore, di solidarietà, di pace e di perdono,
ma poi molti (anche tra quelli che appartengono alla
Chiesa) ne disattendono in concreto le indicazioni e gli
insegnamenti, nei campi più disparati…
Cosa sta avvenendo?”
(e qui ognuno si abbandona a valutazioni e previsioni più o
meno pessimistiche e catastrofiche).
-Riflettiamo infine sul discorso tenuto da Benedetto XVI a
Monaco di Baviera il 10/9/2006. Diceva, tra l’altro, il Papa:
“L’Occidente è sordo a Dio, lo esclude totalmente dalla
visione dell’uomo, sente l’urgenza dello sviluppo, ma non
l’urgenza della Fede, tanto che finisce inevitabilmente per cadere
nel cinismo e nel disprezzo del sacro…
Purtroppo i segnali della secolarizzazione sono desolanti.
L’uomo di oggi è sordo al Vangelo”.
Osservazioni davvero inquietanti!
Chi ci potrà salvare?
6°. Attenti a non cadere in una di queste due opposte posizioni,
che sono una più pericolosa dell’altra:
a). Chiudere gli occhi in un fatalismo passivo,
nella convinzione che “è stato sempre così” e che, col
tempo, il mondo cambia e le cose si aggiustano da sole.
E frattanto si resta a guardare…
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b). Guardare alla situazione tragica nella quale ci troviamo
con la lente oscura dei calcoli umani, secondo i quali
i disastri provocati da questo spaventoso crollo morale
sono irreparabili: è la perdita di ogni speranza.
“Non c’è nulla da fare”, si va ripetendo…
No, fratello, non è così (fortunatamente).
-Il cristiano segue un’altra logica, quella della
“Misericordia di Dio onnipotente”, che fa saltare in aria anche
i calcoli più sicuri e le previsioni più catastrofiche:
Egli è “il Signore che stronca le guerre” (Gdt.16,2)…
è “Colui che toglie il respiro ai potenti” (Salmo 75,13).
“il Signore dei signori”, “il Principe dei re della terra”!
Se Dio è con noi (e noi siamo con Lui), nulla e nessuno potrà
farci “paura”:
“Non abbiate paura” ci grida mille volte Lui,
“il trionfatore”, “il dominatore” della storia.
“Non abbiate paura” ci ripete il suo Vicario Giovanni Paolo II:
“La potenza della Croce di Cristo e della sua Risurrezione
è più grande di ogni male di cui l’uomo potrebbe
avere paura”.
E’ chiaro, non dobbiamo cedere né al “catastrofismo”
né alla “indifferenza passiva”.
Del resto “i tempi di Dio” non corrispondono mai ai nostri:
“Davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille
anni come un giorno solo”.(II Pt. 3,8).
7°-
Una cosa è certa (ci ripete il Papa):
“La potenza della Croce e della Risurrezione” è legata
alla nostra collaborazione”.
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II – COLLABORATORI DI DIO
“Siamo collaboratori di Dio”(I Cor.3,6).
--1°- Questa è “la vocazione” e la grandezza del cristiano:
“essere collaboratore di Dio”!
Pur potendo fare tutto da solo, Dio vuole “aver bisogno” di
noi…vuole operare insieme a noi e per mezzo nostro,
vuole essere “una cosa sola” con noi, come “le membra
del corpo sono una cosa sola con il capo”
e collaborano con “il capo”.
Egli non ci considera come sudditi, ma come “alleati”;
non ci chiede di essere soltanto suoi “adoratori”,
ma “collaboratori” attivi e responsabili,
così che il bene che Lui compie in noi sia anche opera nostra,
opera del “Capo” e insieme delle “membra”.
2°- E’ Lui che crea “le meraviglie” dell’universo…
ma, nello stesso tempo,dona a noi, sue creature, il compito
di perfezionarle e portarle a compimento.
--
E’ Lui che ha portato la “redenzione” e la “liberazione”
all’umanità perduta; ma vuole che anche noi continuiamo,
insieme con Lui, la sua opera di “salvezza”…
fino a donarci i suoi “poteri” e la sua missione, quella stessa
affidatagli dal Padre:
“Come il Padre ha mandato me, così io mando voi”(Gv.20,21).
“Diede loro potere su tutti i demoni” (Lc.9,1).
”Guarite gli infermi, risuscitate i morti,
mondate i lebbrosi, scacciate i demoni”(Mt.10,8).
Ascoltiamo la I Lettera di Pietro:
Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a
servizio degli altri, come buoni amministratori di una
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multiforme grazia di Dio…perché in tutto venga glorificato
Dio” (I Pt.4,10)…e ancora:
“Voi siete la gente che Dio si è scelta per il regno di Dio,
un popolo di sacerdoti a lui consacrati, per annunziare
a tutti le sue opere meravigliose” (I Pt.2,9)
3°- Ma ci pensi ?…Tu, un pulviscolo infinitesimale, chiamato
a collaborare con “l’Onnipotente”!
Quale abbassamento per Lui!
Quale innalzamento per noi…
Ma, nello stesso tempo quale enorme responsabilità!
Tu sei stato investito di “poteri” divini:
“Incorporato a Cristo” in forza del Battesimo, hai ricevuto
la triplice potestà “sacerdotale”, “profetica”, “regale”
con tutte le grazie proporzionate a questa missione.
Hai, perciò, il diritto e il dovere di portare a tutti la sua “luce”
e il suo “fuoco”: “il fuoco” dell’amore, dell’apostolato,
dell’entusiasmo attivo:
“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra,
e come vorrei che fosse già acceso” (Lc.12,49)…
4°- Il Signore esige da noi la “preghiera incessante”, è vero.
Ma la preghiera che Lui ci chiede non esaurisce e non esclude
tutti gli altri impegni; al contrario, li produce e li stimola:
La preghiera, quella vera, è “fuoco” che infiamma i cuori
e “li spinge” alla lotta e all’impegno apostolico;
è un “esplosivo potentissimo”, che fa saltare in aria le
fortezze infernali.
Dice Benedetto XVI :
“La religione biblica non è astratta né intimistica, ma è
fermento di giustizia e di solidarietà”…
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Avere “fiducia in Dio” e nella preghiera non significa
- lasciarsi portare da Dio come un peso morto…
- o stare a dormire “tra le sue braccia” senza fare nulla,
aspettando che faccia tutto Lui, senza di noi…
significa, al contrario, volere stare “tra le sue braccia”,
per operare di più, camminando col suo passo…
per fare, insieme con Lui, tutto quello che vuole Lui.
5°- E’ significativo l’apologo a tutti noto:
“Signore, tante volte ti ho chiesto: Perché non fai niente
per quelli che soffrono la fame, le malattie, le ingiustizie,
le violenze, le guerre?…
E ho sentito la tua risposta:
“Non è vero. Io ho fatto tanto...
Ho fatto tutto quello che potevo: Io ho fatto te”.
Ed ecco un altro testo molto simile, dove è il Signore che parla:
“Io, il Signore,“ho bisogno” delle tue mani.
Da quando sono salito al cielo, non ho mani per lavorare
sulla terra né piedi per andare in giro
né braccia per abbracciare i bambini.
Per questo ho bisogno di te:
con le tue mani vorrei accarezzare i tuoi fratelli,
con i tuoi occhi vedere i bisogni della loro anima,
coi tuoi piedi raggiungerli quando sono dispersi…
con la tua compassione voglio guarire chi è stato ferito,
con la tua presenza voglio confortare gli afflitti,
con le tue preghiere voglio liberare spiriti e cuori inquieti”.
“Allora ho capito, Signore: Io posso fare tanto…
Posso fare tutto…tutto quello che vuoi Tu!
Aiutami, Signore, a essere le tue mani, i tuoi piedi,
il tuo cuore, la tua voce, il tuo sguardo, il tuo sorriso!”
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6°- Anche nella sua vita terrena Gesù, nel compiere i miracoli,
chiedeva la collaborazione umana… Fu Lui a chiedere
“i cinque pani e i due pesci” nella moltiplicazione dei
pani (Mt.14,15; Mc.6,30; Lc.9,10; Gv.6,1)
“le giare ripiene di acqua” a Cana (Gv.2,5)
“le reti gettate in mare dagli Apostoli”
nella pesca miracolosa (Lc.5,4).
Addirittura, nella moltiplicazione dei pani, Gesù ordinò agli
Apostoli: “Date voi qualcosa da mangiare a questa gente”.
Anche a noi chiede la nostra collaborazione; ma dobbiamo
dargliela tutta intera, senza risparmiarci,
come “i servi che riempirono le vasche fino all’orlo”
come “il ragazzo e gli Apostoli che gli consegnarono
tutti i pani e i pesci che possedevano”…
(senza trattenere nulla per sé)…
disposti a “perdere” tutto per Lui:
il nostro tempo, i nostri interessi, le nostre vedute,
le nostre comodità, persino la nostra vita:
“Chi perderà la propria vita per me la troverà” (Lc.9,24).
7°- Quanti miracoli Egli potrebbe ancora fare nella nostra
vita, se noi facessimo tutta intera la nostra parte di sacrifici, di
rinunzie, di lavoro, di apostolato, di interventi generosi,
di impegno responsabile!
--
Quanti poveri muoiono di fame…quanti beni non vengono
prodotti... quante risorse non vengono sfruttate…quanto male
regna nella società…quanto bene viene soffocato
nell’umanità…perché?
perché noi non collaboriamo con Dio come dovremmo, non
traffichiamo tutti “i talenti” ricevuti, non sfruttiamo tutte le
possibilità che egli ci dà…
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-Ascoltiamo la stupenda riflessione di P. David M.Turoldo:
“Signore, salvami dall’indifferenza: E’ il male di cui soffriamo,
senza averne coscienza.
Fa’che tutti siamo liberati da questa senilità dello spirito.
Ho assistito a eventi incalcolabili, a guerre furibonde, alla feroce
distruzione di interi popoli; ho visto milioni di uomini in catene; ho
udito il pianto di migliaia e migliaia di innocenti…
e il mio cuore non si è neppure commosso,
non sono stato capace di una assoluta e radicale condanna
per questa storia mostruosa e infernale!
Mi sono invecchiato. Ho accettato la sorte, l’ho chiamata fatalità; mi
sono creato alibi per sentirmi tranquillo.
Ora che la comparsa di Cristo non incute più riverenza o
terrore, ora possono succedere altre cose più mostruose…ora
possiamo ammazzare, rubare, violentare…
e tutti continuiamo a dire: è questo il mondo, questa è la vita!
Ormai siamo uomini senza rimorso e senza peccati.
Signore, salvami dall’indifferenza, perché nulla mi è stato dato
per me stesso. Tutto è salvato e impreziosito nel dono e nella
condivisione.” Guai a sotterrare i miei talenti per paura di perderli.
8°- Oggi siamo immersi in una crisi epocale straordinaria,
che richiede interventi straordinari:
In questo scontro tremendo in cui scendono in campo tutte
le potenze celesti e infernali, non possiamo starcene in
disparte, a guardare passivamente…Bisogna far presto.
Troppo tempo stiamo perdendo, noi cristiani, a
preoccuparci di problemi formali o marginali, mentre “il
nemico” sta distruggendo i beni più preziosi dell’umanità.
Ascoltiamo l’appello accorato di Giovanni Paolo II:
*
“I tempi urgono e non lasciano spazio all’attesa inerte,
*
alla mediocrità timorosa…
*
Nel presente momento storico non ci può essere posto
*
per la pusillanimità o l’inerzia”.
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Non perdiamoci in chiacchiere…Dobbiamo “andare in fretta” ,
come Maria. Aspettare…temporeggiare…rinviare…in periodi
come questo è una colpa grave!
E’ vero che “non è mai troppo tardi”, che bisogna avere
“fiducia” sino alla fine…
ma è anche vero che, nelle grandi calamità, se si interviene
troppo tardi, i danni diventano irreparabili…nei grandi incendi,
se non si corre subito, il fuoco distrugge ogni cosa.
9°- Molti cristiani potrebbero meritare il rimprovero fatto dal
Signore alla Chiesa di Sardi:
“Così dice il Signore: Io vi conosco bene. Tutti vi credono una
Chiesa viva, ma in realtà siete morti.
Svegliatevi! Rafforzate la fede dei pochi che sono ancora
viventi, prima che muoiano del tutto…
Di quello che fate, non ho trovato nulla che il mio Dio possa
considerare ben fatto…Cambiate vita! Se continuate a dormire,
verrò come un ladro, all’improvviso.” (Apocalisse, 3).
Ascoltiamo il grido di Paolo, che ci stimola ad essere “luce”:
“Noi siamo figli della luce…Noi non siamo delle tenebre:
non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli”.
(I Ts.5,5).
Non lamentiamoci quando vediamo che “le tenebre” invadono
il mondo. Il vero problema non sono “le tenebre del mondo”,
ma la scarsa “luce dei cristiani”…
perché “le tenebre” regnano solo quando non funziona la luce;
non esistono, infatti, macchine che producono le tenebre;
esistono solo macchine che producono “la luce”.
Non ci brucia dentro il lamento di Gesù:”I figli di questo mondo
sono più scaltri dei figli della luce”? (Lc.16,8)
Ma per avere “la luce” (elettrica), c’è bisogno della “centrale”
che produce la corrente e delle “lampadine” collegate con essa.
Cristo è la centrale, la sua Grazia è la corrente;
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noi siamo “il piccolo filo della lampadina”:
in Lui e con Lui, anche noi diventiamo “luce del mondo”:
“La vostra luce risplenda davanti agli uomini”(Mt.5,16).
Meditiamo le belle parole di Gesù a Madre Teresa di Calcutta:
“Piccola mia, vieni, portami nei tuguri dei poveri. Vieni,
sii tu la mia luce. Da solo non posso andare: essi non mi
conoscono, e per questo non mi vogliono. Vai tu in mezzo a
loro. Conducimi con te dentro di loro. Oh, quanto desidero
entrare nei loro tuguri, nelle loro case buie e tristi!”
10°- Gesù “ha bisogno” anche di noi, “piccoli fili”, per
proiettare la sua luce in tutti gli ambienti bui, in tutte le anime
tenebrose.
Ma facciamo attenzione a non invertire i ruoli, mettendoci al
posto di Dio, come se la luce provenisse dai “fili”,
cioè dalla nostra intelligenza e intraprendenza, dai nostri
bei discorsi, dalle nostre organizzazioni efficienti…
Certo tutte queste cose ci vogliono (come ci vogliono “i fili”);
ma, lo ripetiamo, “la luce” non è il prodotto di queste cose:
milioni di “fili” non possono produrre neppure un istante di
“luce”, se non si attacca “la corrente”, che è “la Grazia” .
-Attenti, perciò, alle false “luci”:
“Affannarsi e agitarsi per molte cose”(Lc.9), non trovare
tempo per la “preghiera”, cercare il successo e la gloria,
mettersi in mostra anziché “scomparire”, esaltarsi nei successi
e tormentarsi negli insuccessi…sono “corto-circuiti”, che
producono“tenebre”, non “luce”:
“Guai a coloro che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre”.
(Isaia 5,20).
Ascolta ancora cosa disse il Signore a S. Faustina:“Nelle
mie mani le anime elette sono luci che pongo nelle tenebre del
mondo… Un’anima perfetta, anche se vive nascosta, ed è
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sconosciuta persino alle persone che le stanno vicine, con la
sua santità illumina le anime fin nelle più lontane zone del
mondo”!
E tu?…
11°- Non aspettare che siano gli altri a cominciare; l’assenza o
il disimpegno degli altri non ti autorizza a startene in “attesa
inerte”. Medita le parole forti del card. Newman:
“Io occupo un posto mio nel mondo di Dio: un posto da
nessun altro occupato. Egli mi ha affidato un compito che
non ha affidato a nessun altro. Io ho la mia missione: in
qualche modo sono necessario nel posto mio quanto un
Arcangelo nel suo”.
Riflettiamo anche su questa meravigliosa pagina
di Don Primo Mazzolari:
-“Ci impegniamo noi e non gli altri…
- Ci impegniamo, senza pretendere che altri si impegnino…
senza accusare chi non si impegna, senza disimpegnarci
perché altri non si impegnano.
- Ci impegniamo, perché non potremmo non impegnarci.
- Ci impegniamo, non per rifare il mondo su misura, ma per
amarlo, per amare anche quello che non è amabile…
- Ci impegniamo, perché noi crediamo all’Amore,
la sola certezza che basta per impegnarci per sempre.
13°- Non basta impegnarsi nelle riunioni e nelle celebrazioni.
Ricorda che ogni “celebrazione”, ogni “comunione” è
un “dinamismo potente” che ci lancia alla “missione”, perché
ci comunica la stessa“sete di Cristo”, che è “sete d’amore”.
-L’amore, lo sai bene, tende al massimo…non è mai sazio:
di più…fare di più…donarsi di più…impegnarsi di più…
Questa è la regola dell’amore: amare alla follìa…come Lui!
-“C’è un solo rimedio all’amore: amare di più”.
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III- LA VERA COLLABORAZIONE
---
1°- La collaborazione che devi dare al Signore non può essere
quella che piace a te, quella che soddisfa i tuoi gusti.
Egli ti chiede una collaborazione piena, totale, interiore.
Eccola:
Prima che le tue attività, Egli vuole te, ti vuole“tutto suo”:
vuole “tutto il tuo cuore, tutta la tua anima, tutta la tua
mente, tutte le tue forze” (Mt.22,37; Mc.12,30; Lc.10,27).
Gesù, Re d’amore, “si dona tutto”, ma vuole tutto,
perché questo è l’Amore.
Questo è tempo di “totalità”, non di mediocrità
o di “mezze misure”.
Per compiere quello che vuole compiere in te, Egli “ha bisogno”
di tutto il tuo essere: tu devi essere “proprietà di Dio”.
(Nessuno, infatti, può costruire qualcosa in un terreno che
non è tutto di sua proprietà).
-Anche nell’Antico Testamento Dio esigeva che Israele
diventasse “sua proprietà”, per realizzare insieme l’Alleanza”:
“Se vorrete ascoltare la mia voce e custodire la mia alleanza,
voi sarete la mia proprietà tra tutti i popoli”.(Esodo 19,5).
“Tu (o Signore) li hai separati da tutti i popoli
come tua proprietà” (I Re 8,53).
“Il Signore si è scelto Israele come suo possesso” (Sal.134,3)
“Dice il Signore degli eserciti: Essi diverranno
mia proprietà”(Malachia 3,17).
Egli ne ha pieno diritto:
a)°
perché ci ha creato Lui e tutto ci è donato da Lui:
“Riconoscete che il Signore è Dio;
egli ci ha fatti e noi siamo suoi. (Salmo 99, 2).
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b)°
perché ci ha comprati e redenti col suo Sangue:
“Voi non appartenete a voi stessi: infatti siete stati
comprati a caro prezzo” (I Cor. 6,19).
2°- Si dice che ci sono oggi tante anime“vendute al demonio”:
Satana può servirsi di loro per fare tutto il male che vuole
ed esse fanno tutto e solo quello che vuole lui.
Sarà vero.
Ma sarebbe sommamente desiderabile che fossero molto di più
le anime vendute (o meglio) “donate a Dio”!
Ecco la nostra grande disgrazia: illuderci di essere fedeli a Dio
sol perché sappiamo rivolgergli tante commoventi
preghiere…e fargli tante belle promesse…
mentre, in realtà, non gli diamo nulla…
perché il nostro “cuore è diviso” fra tanti padroni (o idoli),
che sono quelli che decidono le nostre scelte.
A Suor Consolata un giorno Gesù disse:
“Sei piena di difetti?…Guarda, Io preferisco un’anima
piena di difetti, ma col cuore totalmente mio, anziché un’
anima perfetta, ma col cuore diviso” .
Molto spesso, purtroppo, si incontrano cristiani non donati, ma
“prestati al Signore”, che seguono sempre il loro piacere, non
quello di Dio.
Ma che se ne fa il Signore con questi collaboratori?
Nulla può ottenere da loro, nulla può realizzare con loro…
(Infatti, chi riceve una cosa “in prestito” non ha alcun diritto
sulla cosa “prestata”: non può servirsene come vuole).
Al contrario, sono loro che vogliono, non “servire a Dio”, ma
“asservire Dio”, piegarlo alla propria volontà…vogliono
decidere loro ciò che è giusto, ciò che “Dio” deve fare:
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è “il relativismo” pratico, che infesta tutto, che contagia
tutti…
No, Dio non vuole “anime prestate”, vuole “anime donate” ,
anime che non si appartengono più, che appartengono solo a
Lui, che “vivono solo per Lui:
Cristo è morto per tutti, perché coloro che vivono
non vivano più per se stessi, ma per Lui” (II Cor.5,15).
3°- E’ stato detto che sarà “il Rosario” a cambiare il mondo.
Sì, non v’è dubbio…ma non “il Rosario meccanico” o la
preghiera abitudinaria di coloro che continuano a fare di se
stessi il centro della preghiera e della vita,
ma “il Rosario” di coloro che desiderano, prima di tutto,
cambiare se stessi, assimilando e imitando la santità di
Gesù e di Maria contemplata nei “misteri”.
“Il Rosario non è una preghiera che lascia inerti e passivi; è una
preghiera che scuote, che postula una conversione
continua, un cambiamento radicale”.
“Se vestiremo la tua forza, cambieremo il mondo, Maria!”.
(Don Machetta).
-Lo stesso possiamo affermare dell’Eucaristia”:
Sarà l’Eucaristia a cambiare il mondo, certamente;
ma l’”Eucaristia” celebrata, partecipata e vissuta,
quella che cambia la vita.
Facciamo nostra la stupenda espressione di Benedetto XVI:
“Quanto più, attraverso la Liturgia, ci lasciamo
trasformare in Cristo, tanto più saremo capaci di
trasformare anche il mondo, irradiando la bontà, la
misericordia, l’amore di Cristo per gli uomini”.
4°- E’ evidente che non basta un cambiamento momentaneo ed
esteriore; ci vuole un cambiamento radicale, definitivo.
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Per prima cosa bisogna fare il passaggio di proprietà di tutto il
nostro essere, divenendo realmente “proprietà di Dio”.
Non è forse questo il significato di ogni Consacrazione”?
Lo ripetiamo ancora una volta:
Se vogliamo essere suoi “collaboratori”,
dobbiamo appartenere a Lui interamente, senza divisione.
Così Egli sarà realmente “padrone e libero” di fare della sua
“proprietà” tutto quello che gli serve:
- Potrà servirsi di noi in qualsiasi momento…adoperarci
“come e quando vuole”…
- potrà svuotarci di tutto ciò che non è “evangelico”;
- riempirci, a suo piacimento, dei suoi doni speciali…
- affidarci qualsiasi compito, anche il più impegnativo.
Lui potrà chiederci tutto…e noi dovremo fare tutto e solo quello
che Lui ci chiede, senza rifiutarci mai.
“Fate quello che Lui vi dirà”, disse la Madonna ai servi di
Cana (Gv. 2),
ed essi eseguirono “alla lettera” tutto ciò che ordinò Gesù:
“Riempite le vasche di acqua”.
Non un po’ di acqua, ma “le vasche piene” chiese Gesù.
“Ed essi le riempirono fino all’orlo”,
senza ragionarci sopra, senza calcolare nulla (il molto lavoro che
c’era da fare, il poco tempo a disposizione…)
Quindi “portarono tutta l’acqua al maestro di tavola…:
e il miracolo fu fatto!
5°- Questa è la collaborazione che Egli cerca…
simile a quella del “tralcio”, il quale riceve tutto dalla “Vite”
e, nello stesso tempo, dona tutto alla “vite”.
(Pensa alla “funzione clorofilliana” delle sue foglie, le
19
quali trasformano la luce solare in vitamine e zuccheri).
Diciamogli con gioia:
“Tutto tuo voglio essere, o Signore” “Totus tuus”!
Preghiamo spesso con il Salmo 118,(v.94):
“Io sono tuo, Signore, perché ho cercato il tuo volere”.
-Noi invece siamo portati a piegare “il volere del Signore”
alla nostra volontà, alla nostra logica umana e mondana, alla
situazione concreta…siamo troppo pragmatisti e opportunisti:
e facciamo fallire tutto, persino “l’onnipotenza di Dio”!
Recitiamo spesso l’Orazione che segue, presa dall’Ora Terza
della “Liturgia delle ore”:
“O Dio nostro Padre, che al lavoro solidale di tutti gli
uomini hai affidato il compito di promuovere sempre nuove
conquiste, donaci di collaborare all’opera della creazione, con
adesione filiale al tuo volere, in spirito di vera fraternità.
Per Cristo nostro Signore”.
6° E’ necessario, a questo punto, approfondire bene questo
argomento; ci fermeremo a lungo sulla “Volontà Divina”, per
varie ragioni che esporremo chiaramente:
a)- Tutta la “Bibbia”, sia nell’Antico che nel Nuovo
Testamento, è piena di insegnamenti che presentano la
“Volontà Divina” come la cosa più importante della nostra vita,
l’unica “via” sicura, l’unico Bene e fonte di ogni bene.
b)- Tutti i Santi e i maestri di vita spirituale affermano che la
santità consiste nella perfetta uniformità alla Volontà di Dio,
20
che è il fondamento sul quale poggiano tutti i pilastri della vita
spirituale.
c)- Su questo argomento della “Volontà di Dio” sono stati
scritti tanti libri; non esauriremmo mai tutti gli argomenti.
Noi ci limiteremo a fare qualche riflessione sugli aspetti più
importanti, soprattutto su quelli che sono più attinenti al tema
della “piccolezza”: vedremo che “la piccolezza evangelica” si
identifica con “la Volontà di Dio”.
d) Questa spiritualità è la sola arma che colpisce al cuore il
“relativismo”, che è la negazione di ogni valore assoluto e il
rifiuto di ogni legge e di ogni volontà divina.
e) Questa nostra epoca così difficile e contraddittoria
è stata definita da “Gesù stesso” “l’era della Divina Volontà”.
Insegnamenti preziosissimi su questo argomento sono stati dati
da Gesù alla serva di Dio Luisa Piccarreta, che si è
autodefinita “la piccola figlia della Divina Volontà”.
-Porteremo tante prove per dimostrare la verità di queste
cinque tesi, cominciando dalla prima, che è “la Parola di Dio.
Capiremo meglio l’importanza assoluta della “Volontà di Dio”,
che deve essere cercata come l’unica nostra aspirazione,
l’unica regola di vita, l’unica “arma di vittoria”,
l’unico mezzo di “vera collaborazione” con Dio.
Fuori della “Volontà di Dio”
tutto è “tenebra” e “iniquità” (come vedremo).
* * *
21
IV-“La VOLONTA’ DIVINA” nella “BIBBIA”
***
A)- Cominciamo dall’”Antico Testamento”.
1°.Gustiamo le bellissime espressioni del libro della
“Sapienza”, dove si chiede al Signore la sua sapienza, come
fonte unica per “conoscere il suo volere”:
“Signore di misericordia, dammi la sapienza che siede in
trono accanto a te…perché io sono uomo debole, incapace
di comprendere la giustizia e le leggi…essa conosce che
cosa è gradito ai tuoi occhi e ciò che è conforme ai tuoi
decreti…Mandala dal tuo trono glorioso, perché mi
assista e io sappia ciò che ti è gradito…Quale uomo può
conoscere il volere di Dio? Chi può immaginare cosa
vuole il Signore, se tu non gli hai inviato il tuo santo
spirito dall’alto?” (Sapienza,9).
Recitiamole spesso queste preghiere ispirate.
2°- Eccone altre, più numerose, prese dai “Salmi”:
“Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri” (cioè i tuoi voleri). (Salmo 24,4).
“Mostrami, Signore, la tua via,
perché nella tua verità io cammini”.(Salmo 85,11)
“Insegnami a compiere il tuo volere,
perché sei tu il mio Dio”.(Salmo 142, 8,10)
“Del tuo amore, Signore, è piena la terra;
insegnami il tuo volere”.(Salmo 118,64).
- “Tu sei buono e fai il bene, insegnami i tuoi decreti”.(Sal.118,68).
-
“Scaturisca dalle mie labbra la tua lode,
poiché mi insegni i tuoi voleri” (Sal.118,171).
22
B)- Ma è nel “Nuovo Testamento” che brilla maggiormente
questo “tesoro” che è “la Volontà di Dio”; qui appare più
convincente la sua assoluta necessità.
1°). “Gesù pronunzia parole bellissime, straordinarie, per dirci
l’importanza assoluta che ha “la Volontà del Padre”:
“Non quelli che mi dicono: Signore, Signore, entreranno
nel regno dei cieli ma soltanto quelli che fanno la volontà
del Padre mio che è nei cieli”(Mt.7,21).
Comprendi, fratello: non serve moltiplicare preghiere e
devozioni, pellegrinaggi e consacrazioni, se non ci aiutano a
compiere la “Volontà di Dio”, che è “il centro” della vita
spirituale, l’essenza della santità.
Gli stessi Sacramenti, compreso il Sacramento Eucaristico,
ricevono vita ed efficacia dalla “Volontà divina” e non
producono alcun effetto, se sono staccati da essa.
2°- Gesù ci tiene moltissimo a farci comprendere che
“una sola cosa” giova, a Lui e a te, alla Chiesa e al mondo:
“fare la Volontà del Padre”, come l’ha fatta “Lui, il Figlio”.
“Mio cibo è fare la volontà di Colui che mi ha mandato”
(Gv. 4,34).
- Egli afferma chiaramente che per questo è venuto e solo
questo gli interessa:
- “Io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”(Eb.10,7; Sal. 40).
- “il mondo sappia che io amo il Padre e che faccio
esattamente come mi ha comandato” (Gv. 14,31).
- “Non faccio nulla da me stesso…Colui che mi ha mandato
non mi lascia solo, perché io faccio sempre quello che
piace a lui” (Gv. 8, 28).
23
- Non solo, ma vuole fare innamorare anche noi della “Volontà
del Padre”:
“Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello,
sorella e madre”(Mt.12,50; Mc.3,35).
3°-
Gesù inoltre dichiara, senza mezzi termini, che per essere
sicuri di fare “la Volontà di Dio”, bisogna assolutamente
“rinunziare” alla volontà propria, non cercare più nulla,
non desiderare più nulla, al di fuori della Volontà Divina.
a). E così Egli fa:
“rinunzia sempre alla sua volontà”, come se non si
fidasse di essa…quasi che, come uomo, potesse sbagliare.
Certe sue affermazioni sono davvero sconvolgenti:
- “Il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà,
ma la volontà di Colui che mi ha mandato”(Gv. 5,30).
- “Sono disceso dal cielo non per fare quello che voglio io:
devo fare la volontà del Padre che mi ha mandato” (Gv. 6,38).
- “Non si faccia la mia, ma la tua volontà” (Lc. 22,41).
- “Padre mio,non si faccia come voglio io, ma
come vuoi tu” (Mt. 26,3).
Ma questo è proprio il culmine!
Penso che, forse, Gesù con queste dichiarazioni
paradossali voglia guarire l’orgogliosa sicurezza di tanti
cristiani, che ritengono sempre giusta la propria volontà
e considerano esagerata questa ricerca appassionata della
“Volontà di Dio” .
Di fronte al suo luminoso esempio e alle sue parole così chiare e
categoriche, come possiamo ancora continuare a cercare cose
diverse dalla “Volontà di Dio”?
24
b). Questo attaccamento di Gesù alla “Volontà del Padre”
era stato predetto anche nell’Antico Testamento:
“Sacrificio e offerta non gradisci…
non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.
Allora ho detto: Ecco io vengo.
Sul rotolo del libro di me è scritto
di compiere il tuo volere.
Mio Dio, questo io desidero” (Salmo 39,8).
c). L’insegnamento degli Apostoli coincide perfettamente con
gli insegnamenti e gli esempi di “Gesù Cristo nostro Signore”:
(Anania a Saulo): “Dio ti ha predestinato a conoscere
la sua volontà”(At. 22,14).
“Fate la volontà di Dio di cuore”(Efes. 6,6).
“Chi fa la volontà di Dio rimane in eterno”(I Gv.2,17).
“Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma
trasformatevi, rinnovando la vostra mente, per poter
discernere la Volontà di Dio, ciò che è buono, a lui
gradito e perfetto”(Rom. 12,2).
“Abbiate una piena conoscenza della Volontà di Dio,
con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate
comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli
in tutto, portando frutto in ogni opera buona” (Col.1,9).
“Non comportatevi come persone senza intelligenza,
ma cercate di capire che cosa vuole Dio da voi”(Ef. 5,17).
“Discernere”,”cercare di capire che cosa vuole Dio da noi”...
“piacergli in tutto”:
ecco la “parola d’ordine” degli Apostoli di Cristo.
Ecco quale deve essere il nostro atteggiamento costante,
se vogliamo appartenere a Lui.
4°- Come Gesù, anche la Madonna è stata attentissima e
25
a).
fedelissima alla “Volontà di Dio”.
Maria è “la Donna del Sì”, la Donna del “FIAT”
incondizionato, “la perfetta Crocifissa”.
“Non ha mai fatto un atto di volontà umana;
sempre Divina”. (Luisa Piccareta).
S. Luigi M. de Monfort ha detto: “Ha dato più gloria a Dio
Maria con un solo atto, con un punto di ago…perché non era
Lei che lo dava, ma era “la Divina Volontà” dentro di Lei a
compiere quell’atto”.
Maria è il modello unico e insostituibile del “FIAT divino”,
che le fa cercare solo “ciò che Dio vuole”…
Totalmente vuota di sé, è tutta protesa verso il progetto di Dio:
“Avvenga di me quello che hai detto”!
“La grandezza di Maria sta in questo suo consegnarsi a Dio,
che è “il segreto” della vera fecondità”. (citazione anonima).
Se manca questo “consegnarsi a Dio” interamente,
Dio “non può” operare nella nostra anima e nella nostra vita.
E quindi non può esserci alcuna collaborazione con Lui.
b).
c).
Ascolta queste stupende riflessioni di J. Lafrance:
“Bisogna che sulla terra ci sia un certo numero di uomini,
che, nelle profondità del loro cuore, lascino che Dio
disponga di loro.
Anche Maria rinuncia a decidere liberamente e lascia
che DIO disponga totalmente di lei:
“Avvenga di me quello che hai detto”.
Questo suo “Sì” apre le cateratte del cielo…e tutta la vita
di DIO può riversarsi sulla terra” (“In continua preghiera”).
Interessante anche la riflessione di Chiara Lubich:
26
“Per adempiere i suoi disegni, Dio ha bisogno solo di persone
che si consegnino a Lui con tutta “l’umiltà e la disponibilità”
di una “serva”, come Maria:
“Eccomi, sono la serva del Signore,
avvenga di me quello che hai detto” (Lc.1,38).
“Le parole di Maria sono il culmine di ogni comportamento
perfetto di fronte a Dio, perché sono nello stesso tempo
espressione di passiva disponibilità e di attiva prontezza”.
“Ma non è solo la Vergine ad essere chiamata da Dio a
generare Cristo in sé”, continua ancora Chiara,
“Anche tu devi “incarnare Cristo” nella tua persona…
Accogli perciò la sua Parola, come Maria, con “totale
disponibilità” e con “attivissima prontezza”.
Se così farai, il mondo vedrà partire, da “Cristo che vive in te”,
la scintilla della ”rivoluzione evangelica”, che trasforma
uomini e donne e società…per un mondo più umano e più unito.
Bisogna consegnare a Lui tutto il proprio essere, le proprie
facoltà, le proprie attività, con piena e totale disponibilità e
docilità, perché ne disponga Lui secondo i suoi mirabili disegni.
Coraggio! C’è una magnifica avventura divina che ti
attende: non perdere l’occasione” (da Città Nuova).
5°- Non c’è pericolo di “quietismo” o di “passività inerte”
in questo totale “consegnarsi a Dio”; al contrario, questo
atteggiamento apparentemente passivo si risolve in “attività
super”, che qualcuno chiama “recettività attiva”.
E’ il “protagonismo divino”, che prende il posto del
“protagonismo dell’io” e ti fa partecipare all’attività creatrice
e liberatrice di Dio.
27
V- “LA VOLONTA’ DIVINA” : UNICO BENE
E FONTE DI OGNI BENE
---
1°- Solo Dio può conoscere e decidere ciò che è “Bene”:
“L’albero della conoscenza del bene e del male” solo Dio
può“toccarlo”:
“Dio disse ad Adamo: Tu potrai mangiare di tutti gli
alberi del giardino; ma dell’albero della conoscenza del
bene e del male non devi mangiare…”(Gen. 2,16),
cioè, non puoi “conoscere” o decidere tu ciò che è “bene”
e ciò che è “male”.
“Il bene” si identifica con ”la Volontà di Dio”, che è la
sorgente di ogni bene.
Fuori della “Volontà di Dio” non ci può essere alcun bene,
o ci sarà solo un bene apparente, illusorio.
Tutto quello che non vuole Dio è intrinsecamente male,
il massimo male, la causa di tutti i mali.
Chi vuole stare fuori della “Volontà di Dio” perde tutto,
come il pesce che esce fuori dal mare.
Chi esce fuori della Volontà di Dio manda ogni cosa in rovina,
come il treno che esce fuori dal binario.
Non v’è alcun dubbio: fuori dalle “sue vie e dai suoi pensieri”
tutto è destinato a crollare.
2°- Non sembri esagerato questo discorso;
anche “il Maestro divino” la pensa così:
Le opere compiute fuori della “Volontà di Dio” GESU’ le
chiama “iniquità”, anche quelle che sono apparentemente
straordinarie. Ascolta:
“Non tutti quelli che mi dicono: “Signore, Signore”
28
entreranno nel regno di Dio, ma soltanto quelli che fanno
la volontà del Padre mio.
Molti mi diranno in quel giorno: Signore, tu sai che noi
abbiamo profetato nel tuo nome, e invocando il tuo nome
abbiamo scacciato i demoni e abbiamo fatto molti
miracoli nel tuo nome.
Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti;
allontanatevi da me, operatori di iniquità” (Mt.7,21).
Parole tremende…che sono rivolte anche a noi, che ci illudiamo
di essere dei bravi “testimoni” e lottatori, di compiere “in nome
suo” tante opere straordinarie; mentre il Signore ci considera
“operatori di iniquità”…
perché anche noi, in ogni cosa buona che facciamo,
cerchiamo noi stessi, la nostra volontà, la nostra gloria…
senza tener conto del “progetto di Dio”, senza per nulla
“discernere” cosa vuole il Signore da noi.
E “i frutti” lo dimostrano: invidia, gelosia, discordia, agitazione,
arroganza, presunzione, inquietudine...
Così, anziché spegnere “il fuoco” che consuma questo povero
mondo in fiamme, vi buttiamo sopra benzina e ogni altro
materiale infiammabile!
Ditemi: che se ne fa il Signore di milioni di credenti che
pregano, parlano, lottano e fanno cose straordinarie “nel suo
nome”, se poi i suoi meravigliosi piani non si realizzano o si
realizzano in maniera deleteria e distruttiva?
3°- Non basta perciò impegnarsi per fare del bene:
il bene bisogna farlo bene, cioè nel posto, nel tempo e nel
modo che vuole Dio.
E’ facile capire questo discorso quando si tratta di cose che sono
intrinsecamente cattive (come l’odio, la violenza, il sopruso,
l’ingiustizia…).
29
E’ più difficile invece quando si tratta di cose che, di per
sé, sono buone e straordinarie, ma potrebbero diventare dannose
quando non sono fatte nel modo giusto.
Ad esempio, i pilastri in cemento armato sono molto utili,
perché servono a sostenere tante costruzioni, favorendo il
progresso.
Ma se i pilastri non vengono collocati nel posto giusto,
quello voluto dal progetto dell’architetto, possono provocare
tremende rovine.
Immaginate cosa succederebbe se gli operai sottraessero i
pilastri dai ponti di un’autostrada e li collocassero in mezzo ai
binari ferroviari ? Crollerebbero i ponti e i treni salterebbero e
andrebbero in frantumi.
In certe circostanze, anche un errore piccolissimo può
provocare catastrofi incalcolabili.
La stessa cosa avviene nella vita dello spirito, quando non
operiamo il bene seguendo il volere e il progetto di Dio:
Quante “santità” crollano…quante opere si frantumano,
perché non sono costruite sulla “Volontà di Dio”, ma sulla
propria presunzione o sui propri interessi!
4°- A questo punto vogliamo rispondere a una difficoltà che
appare insormontabile:
--“Rinunziare” alla propria volontà è troppo difficile…e
svantaggioso.-No, non è così, anzi è proprio il contrario.
Ascoltiamo la risposta di Gesù:
“Chi perderà la propria vita per me la troverà.
“Perdere la propria vita” e la propria volontà “per Lui” non è
una “perdita”; al contrario, è un guadagno immenso,
30
sproporzionato, perché equivale ad entrare nella sua “Vita” e
nella sua “Volontà infinita”, così che tutto ciò che appartiene a
Dio diventa anche nostro.
Gesù a Luisa Piccarreta:
“Come Dio non ha confine, così l’anima, sperduta in Dio,
perde i propri confini e acquista i confini della Volontà di Dio.
Come un nulla, tu entri nel Tutto ed operi con Me, in Me e
come Me”…”Ed Io ti do tutto e ti faccio fare tutto”…
Un paragone: In un treno c’è la locomotiva con il motore…
e ci sono i vagoni. La locomotiva trasmette ai vagoni la
sua stessa forza e potenza, i suoi movimenti, la sua velocità;
ma se i vagoni si staccano dalla locomotiva ed escono fuori dal
binario precipitano giù, provocando disastri spaventosi.
Un altro paragone, molto convincente: una formica, (o un
insetto o una persona) che entra in un aereo, acquista la stessa
velocità e potenza dell’aereo; dove giunge l’aereo, là giunge
anche la formica (o la persona).
Così, la nostra volontà umana, se si lascia condurre dalla
“Volontà di Dio”, partecipa della sua potenza illimitata e
della sua pace infinita.
Esulta, piccolo moscerino! Abbandonato alla “Divina Volontà”,
non c’è più alcun limite per te:
portato dalle sue “ali”, arrivi fin dove arriva Lui.
“Oh Volontà di Dio, quanto sei amabile, ammirabile,
desiderabile; basta dire che, trovandomi in te, mi sento sperdere
tutte le mie miserie e vi acquisto un essere nuovo con la
pienezza di tutti i beni divini” ( Luisa Piccarreta).
31
5- Ma, attento: chi vuole viaggiare in aereo deve lasciarsi
condurre dal pilota: deve perciò fermare tutti i suoi movimenti,
non deve più muovere mani e piedi come se volesse guidare lui.
-Così, chi vuole “lasciarsi condurre dallo Spirito di Dio e
dalla sua Volontà” deve affidarsi ciecamente a Lui, non deve
inquietarsi per nulla, ma restare nella “quiete”, lasciando a Lui
ogni preoccupazione…
senza volere rendersi conto di nulla.
6- Soffermiamoci ancora a considerare il bene immenso che
possono ricevere e donare coloro che vivono nella “Volontà di
Dio” rinunziando alla volontà propria.
Ascoltiamo quello che dice la Parola di Dio.
Sono davvero significative ed esaltanti certe espressioni
dei “Salmi” (soprattutto del Salmo 118) che esaltano il “Volere
divino” come l’unica sorgente di gioia, di sicurezza e di pace.
Eccone qualcuna:
“Nella tua volontà è la mia gioia;
mai dimenticherò la tua parola”.
“Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia
più che in ogni altro bene”(Salmo 118, 14-16).
“Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi,
perché in esso è la mia gioia”(Sal.118, 35).
“Sarò sicuro nel mio cammino,
perché ho ricercato i tuoi voleri”…
“Gioirò per i tuoi comandi che ho amati” (vv. 45-47).
“Io sono tuo: salvami, perché ho cercato il tuo volere”(v. 94).
Dante Alighieri, nella “Divina Commedia”, ha tradotto queste
espressioni in una mirabile poesia:
“Nella sua volontade è nostra pace” (Paradiso, III, 85).
32
7°- Stiamo bene attenti: nel fare il bene, com’è facile
confondere “la Volontà di Dio” coi nostri gusti o
addirittura coi nostri vizi!
Anche a noi potrebbe succedere quello che dice il Manzoni di
donna Prassede nei “Promessi Sposi”:
“Tutto il suo studio era di assecondare “il volere del cielo”; ma
faceva spesso uno sbaglio grosso, che era di prendere per cielo
il suo cervello”.
“Il volere divino” perciò bisogna “cercarlo” e “ricercarlo”
con molta accuratezza, “più che ogni altro bene”, alla luce della
Parola di Dio e degli insegnamenti della Chiesa:
“Abbiate una piena conoscenza della Volontà di Dio,
con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché
possiate comportarvi in maniera degna del Signore,
portando frutto in ogni opera buona” (Col. 1,9b).
Facciamo nostra la preghiera ispirata del sommo teologo
Tommaso d’Aquino:
“Misericordioso Dio, concedimi di desiderare sempre ciò
che a Te piace, di investigarlo con saggezza, di
conoscerlo autenticamente e di eseguirlo con perfezione:
a lode e gloria del tuo nome”.
8°- -- Ma come si fa ad avere “una piena conoscenza della
Volontà di Dio”?
Risposta:
Dal momento che “la volontà di Dio” è la cosa più
importante della vita cristiana, il Signore ci dà certamente
i mezzi e i “segni” per farcela conoscere.
Ecco i più importanti:
33
a).
b).
c).
d).
e).
f).
-
Chiedere sempre al Signore che ci faccia conoscere la sua
Volontà, come ci insegna la Parola di Dio (vedi pag.21).
Togliere l’ostacolo principale, che è l’attaccamento alla
propria volontà e ai propri desideri, come ci insegna
Gesù, che non cercava mai la sua volontà, ma quella
del Padre suo.
Lettura e meditazione della “Parola di Dio”, applicandola
alla situazione concreta del momento.
Ascolto umile e docile delle decisioni dei Superiori
e delle direttive della Chiesa.
Consultare il Direttore spirituale e ascoltarne i consigli.
Fedeltà ai “doveri del proprio stato”:
Andrebbe contro la Volontà di Dio (ad esempio),
una madre che trascurasse la famiglia e i figliuoli,
per dedicarsi ad attività diverse…
o un Sacerdote che non adempisse le opere pastorali del
ministero affidatogli, per seguire attività di sua scelta.
(Queste ultime si possono fare, purchè si dia
l’importanza dovuta alle prime).
*
Quando la Volontà di Dio appare chiara, bisogna seguirla
subito: tutti i dubbi o i tentennamenti che seguono la prima
ispirazione, generalmente, vengono dal diavolo o dal nostro io.
-Qualora, in certe circostanze, i predetti segni non
bastassero a farci capire chiaramente qual è la Volontà di Dio,
più che preoccuparsi, bisogna dichiarare al Signore la propria
determinazione di volere solo quello che vuole Lui:
“O Signore, io sono deciso a rinunciare per sempre alla
mia volontà, perché voglio compiere solo quello che
piace a te, anche se ancora non lo comprendo”.
Così, anche se l’azione compiuta non fosse oggettivamente
conforme alla Volontà di Dio, ne guadagneremmo ugualmente
il merito e i vantaggi.
34
VI-“L’ERA della DIVINA VOLONTA’
--Insegnamenti preziosissimi sulla “Divina Volontà” sono
stati dati da Gesù stesso alla Serva di Dio Luisa Piccarreta e da
lei riportati in 36 volumi.
(La spiritualità del “Divin Volere” si è diffusa per volontà di P. Pio,
il quale definiva Luisa “la santità vivente”,“un angelo che vive a Corato”).
Ecco qualche piccolo frammento dei suoi scritti.
1°- “La Paterna Bontà vuole aprire un’altra “Era di Grazia”:
sarà “il Regno della Divina Volontà”, secondo la mia
preghiera“sia fatta la tua Volontà come in cielo…”
2°- Gesù stesso ha spiegato a Luisa che“la Volontà Divina” è
“il dono più grande”,“il motore di tutto”, “la grande ruota”
che dà moto a tutto il bene dell’universo. Tutte le cose create
(compreso l’uomo) sono come rotelline che si debbono
muovere sempre poggiate sulla ruota della Volontà Divina.
Se l’uomo, ingannato dal libero arbitrio, si stacca dalla “grande
ruota”, sbanda e si perde…
Con “il dono della Divina Volontà” Dio offre a noi la
possibilità di far sì che la nostra “rotella” (cioè la nostra
volontà) e la sua diventino “una sola cosa”.
“La grande ruota” comunica a tutte “le rotelline” la sua
stessa potenza. Basterebbe che ogni “piccola ruota” (cioè la
nostra volontà) fosse sempre ingranata con questa “grande
Ruota”, per avere la sua stessa forza travolgente e trasformante.
3°- “Se i tuoi atti non partono da me (cioè dalla mia Volontà),
Io non li guardo neppure, fossero anche cose straordinarie”.
“Non bisogna far perdere nessun atto, neppure un battito
di ciglio, neppure un respiro, che non sia fatto nella Divina
Volontà”.
35
“Nessun’altra cosa, nessuna virtù, nessun eroismo,
neppure il martirio, valgono quanto il mio Volere”.
Tutte le opere della volontà umana Luisa le chiamava “cenci
del diavolo”,“stracci d’inferno”.
Gesù un giorno chiese a Luisa:
“Dammi la tua volontà ed Io ti do in cambio la mia, così
potrai vivere sempre di Volontà Divina”.
E Luisa rispose: “Eccomi, Gesù, prendi la mia volontà umana,
la lego alla tua, e non la voglio mai più, a costo di mille
martìri”.
4°- Anche la Vergine Maria dà a Luisa insegnamenti
altrettanto forti su questo argomento:
“Oh, in che abisso di tenebra si trova involta la creatura
che si fa dominare dalla sua volontà! Essa è la vera notte, notte
senza stelle…con lampi e tuoni che scaricano la tempesta sulla
povera creatura…tempeste di paure, di pericoli, di debolezze…
Ogni qual volta fai la tua volontà, è una notte che formi
per te…se tu sapessi quanto male ti fa questa notte:
ti fa perdere la luce del Volere Santo, ti capovolge, ti
paralizza nel bene, ti spezza il vero Amore, e resti come
una povera malata, alla quale mancano le cose necessarie
per guarirsi… Ah, figlia mia, ascoltami:
non fare mai la tua volontà”.
E Luisa rispondeva: “Mammina mia, guarisci in me le ferite che
mi ha fatto la mia volontà…prendi tra le tue mani l’anima
mia e trasformala tutta in “Volontà di Dio”.
----------------------------------------------------------------------------N.B. Si possono richiedere copie di alcuni opuscoli che presentano passi
scelti dai Diari di “Luisa”, al seguente indirizzo:
Pia Associazione Luisa Piccarreta P.F.D.V.
Via Nazario Sauro, 25 - 70033 CORATO (Ba) - (tel. 080-8982221)
36
VII – “VOLONTA’ di DIO”
e “Piccolezza evangelica”
--Da quello che ha detto e ha fatto Gesù
due cose appaiono certe e irrinunciabili:
1°- Non si può essere capaci di capire e fare “la Volontà di
Dio”, se non si è disposti a “rinunziare” alla propria volontà.
2°- Non si può essere disposti a “rinunziare” alla propria
volontà, se non si diventa “piccoli come i bambini”, i
quali non hanno ancora volontà propria e si lasciano
portare dove vuole il padre o la madre.
“I piccoli” sono gli unici che si lasciano portare dove vuole il
Signore, senza chiedere mai perché:
essi hanno abbandonato totalmente la loro volontà nella sua,
si sono svuotati di ogni aspirazione e di ogni progetto
personale, per fare spazio solo alle aspirazioni e ai progetti
di Dio e orientare tutta la propria attività alla loro
realizzazione,
sono sempre docili e disponibili a seguire “le Sue vie”,
(cioè i suoi voleri), che sono ben lontane dalle nostre:
“I miei pensieri non sono i vostri pensieri,
le vostre vie non sono le mie vie.
Quanto il cielo sovrasta la terra,
tanto le mie vie sovrastano le vostre vie,
i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri(Isaia, 55,8).
3°- La predilezione di Gesù per “i piccoli”
37
è motivata soprattutto da questa loro “totale disponibilità” a
lasciarsi condurre dalla “Volontà di Dio”, non con
rassegnazione, ma con amore “tranquillo e sereno,
come bimbo svezzato in braccio a sua madre” (Salmo 130).
Possiamo affermare con certezza che “la Volontà di Dio”
si compie perfettamente solo “nella piccolezza”.
E con altrettanta certezza affermiamo che la “piccolezza”,
quella autentica, si riconosce dalla perfetta uniformità con la
“Volontà di Dio”.
“Volontà di Dio” e “piccolezza” sono
interdipendenti, fin quasi a identificarsi.
Dagli scritti della serva di Dio Luisa Piccarreta (l’apostola della
Divina Volontà) si ricava questo prezioso insegnamento:
“Aprite il vostro cuore “come bambini”, perché soltanto
ai“piccoli” è dato di entrare nel Regno del Divin Volere.
Per questo Gesù ha scelto Luisa…e glielo dice espressamente:
“Ho cercato per il mondo intero, fino al giorno in cui ho
trovato “l’anima più piccola” (cioè Luisa)…
“e, trovatala, ho cominciato a prepararti per fare di te una
copia di me stesso”.
Luisa ci confida che, in un vuoto immenso tutto di luce, vede la
sua anima “come piccola bambina”…
Essa si chiamerà “la piccola figlia della Divina Volontà”;
e così chiamerà anche i suoi associati:
“i piccoli figli della Divina Volontà”.
4°- E’ chiaro perciò che, se vogliamo progredire nell’amore e
nella vita della “Volontà di Dio”,
dobbiamo “crescere” nella“piccolezza evangelica”, dobbiamo
“farci piccoli“ sempre di più:
“Come bambini appena nati, bramate il latte puro
e spirituale, per crescere nella salvezza” (I Pt. 2,2).
38
A queste parole di S. Pietro fanno eco le stupende espressioni
di santa Teresa di Lisieux:
“Io non ho affatto bisogno di diventare grande, bisogna
anzi che rimanga piccola, che lo diventi sempre di più”.
Altrettanto incisivo è Mounier: “Dio non ha bisogno di gente
che abbia delle grandi virtù: vuole“fanciulli”che egli
possa prendere in un momento, come si solleva “un
bambino”, e possa condurli dove vuole e come vuole”.
Dice Madre Teresa:
“E’ della nostra “piccolezza” che Dio vuole avere
bisogno, e non della nostra grandezza o pienezza”.
Lo ripetiamo:
Solo dei “piccoli” si può servire il Signore per realizzare i suoi
disegni.
Solo nei “piccoli” può compiere tutte le operazioni che vuole,
- perché essi da Dio si lasciano sempre condurre e manovrare
come le ruote di una macchina, che girano, accelerano,
rallentano, si fermano…seguendo con estrema
prontezza e precisione la guida dell’autista...
- perché sono sempre “in ascolto” di quello che Dio chiede,
attenti ad ogni suo cenno…pronti a “lasciare tutto”, per
seguirlo:
“Eccomi”!…”Fiat” !
è questo il loro motto, ripetuto in ogni occasione.
5°- Se non ci facciamo “piccoli”, resteremo sempre noi il
centro di tutte le nostre opere…sarà la nostra volontà (e non
quella di DIO) la regola e la misura del nostro impegno nel
bene.
Dio non potrà mai servirsi dei “grandi”, perché stanno
proprio all’opposto: sono talmente imperniati in se stessi,
39
che vorrebbero piegare Dio alla propria volontà, decidere loro
ciò che può fare o deve fare Dio…
a Dio ricorrono, non per capire quali sono “le sue vie” e
collaborare con i suoi progetti, ma per costringerlo a concedere
loro gli aiuti necessari per realizzare i loro progetti…
sono disposti a “lasciarsi portare da Dio”,
ma a patto che Dio li porti dove vogliono loro.
6°- “Forse è questo il più grande peccato dei nostri tempi:
la perdita dello spirito d’infanzia, che è spirito di umiltà,
di docilità, di mitezza, di pace”. (L. Pozzoli)
“C’è un complotto dei “grandi” contro “la piccolezza”…
forse perché si confonde “la piccolezza”
con la “piccineria”,
“lo spirito d’infanzia”
con “l’infantilismo”…(che sono ben altra cosa).
Scrive ancora Pozzoli:
“I teologi, i saggisti, gli storici, gli psicologi, di secolo in
secolo ripetono all’infanzia tradita: Bisogna crescere, diventare
come noi grandi”. Mentre il buon Dio ai teologi, ai saggisti, agli
storici, a tutti ha detto: “Diventate come bambini”.
E un altro scrittore (Emile Cioran):
“Vi è un solo fallimento: Cessare di essere bambini”.
7°- Tutte queste osservazioni ci confermano ancora di più
nella convinzione che “la piccolezza evangelica” è la sola via
voluta da Dio perché possiamo diventare suoi “collaboratori”.
Perciò vogliamo continuare a parlarne, per capirla ed
amarla sempre di più.
40
VIII - IL PIANO STRATEGICO DI DIO:
“La piccolezza evangelica”
---
1°- In tutti i volumetti di questa collana si parla di
“piccolezza”; ma non si finisce mai di approfondirla,
perché non è una dottrina umana, non l’ha inventata S.Teresina,
(la santa della “piccola via”); è “un’invenzione divina”:
E’ Dio che l’ha ideata e raccomandata, con le parole (tantissime)
e con i fatti (innumerevoli…),
sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento.
Il Vangelo soprattutto ne è pieno:
per questo la chiamiamo “piccolezza evangelica”.
2°- In tutto il Vangelo Gesù esalta “la piccolezza” con parole
inequivocabili, e soprattutto con la sua vita:
“Il Figlio di Dio”, Colui “per mezzo del quale sono state
create tutte le cose”(Col. 1,16), si è fatto “piccolo”,
“il più piccolo”…
soggetto ai limiti, alla debolezza, alla insicurezza, alla totale
dipendenza, come tutti i “bambini”, più degli altri “bambini”:
Nasce lontano da casa, in una condizione abbastanza
Precaria. Subito dopo la nascita, è costretto ad andare in esilio,
perché perseguitato dai “potenti”.
“Dio, in Gesù, si spoglia della sua grandezza, per assumere i
tratti della più radicale piccolezza”…
per cui nulla dell’Altissimo può essere conosciuto,
se non attraverso l’ infinitamente piccolo,
attraverso questo “Dio ad altezza di Bambino”,
questo“Dio raso terra” dei primi ruzzoloni (Christian Bobin).
41
Volendosi fare uomo, Dio non poteva scegliere forma migliore
di quella di un “bambino”:
“I bambini sono le scintille luminose di Dio, sono
le più chiare impronte digitali di Dio in terra”(Pellegrino).
Gustiamo le belle espressioni di Michel Quoist:
“Amo i bambini, dice Dio. Voglio che rassomigliate loro.
Non amo i vecchi, dice Dio,
a meno che siano ancora dei “bambini”
Così non voglio altri che “bambini” nel mio Regno,
è stabilito dall’eternità:
Bambini storpi, bambini gobbi, bambini rugosi, bambini
dalla barba bianca, ogni specie di bambini che credete,
ma “bambini, solo bambini”.
Non c’è da discutere, è decretato: non c’è posto per gli altri.
Nel mio Cielo non vi saranno che occhi di cinque anni”.
“Originalissima è la scoperta di Gesù che “essere bambini”
non è solo il punto di partenza, ma il punto di arrivo (Pellegrino):
“Chi diventerà piccolo come questo bambino
sarà il più grande nel regno dei cieli”.(Mt.18,4).
“In altre parole, “diventare bambini” è l’impresa della vita”.
3°- Teresa di Lisieux, questa grande maestra della “piccola
via”, aveva concepito la santità come una montagna
altissima che ella poteva scalare con i suoi sforzi continui, frutto
di un volontarismo eroico.
Ma, dopo avere sperimentato per sette anni il fallimento
del suo forte impegno, si rende conto di essere “un piccolo
niente” incapace di nulla…”un piccolo granello di sabbia”,
che solo Gesù poteva portare sulla vetta.
Allora cessa di volersi liberare da se stessa, abbandona la
sua presunzione e le sue ambizioni di santità, pronta a lasciarsi
togliere di mano l’impresa della propria santificazione,
42
e “si arrende”, come una “piccolissima bambina”, alle
“braccia di Gesù”, le sole che possono portarla più in alto.
4°- I Santi e i grandi personaggi della Chiesa, di tutti i tempi
hanno seguito il Signore per questa “via”, che è l’unica
che ci consente di collaborare veramente con Lui, secondo la
sua “Volontà”.
a).
Fra i tanti, prendiamo l’esempio del S. Padre,
Giovanni Paolo II, “il Grande”:
è un gigante di santità…dall’intelligenza profonda e penetrante,
dalla volontà di acciaio, ma con un “cuore di fanciullo”.
Il suo segretario, Mons. Stanislao, l’ha definito:
“Un mistico profondo con il cuore semplice di un bambino”
che si affida “totalmente” alla Mamma celeste: “Totus tuus”.
“Totus tuus”!
E’ l’espressione più vera della “piccolezza evangelica”…
È il canto d’amore, di “umiltà” e di “totale fiducia e
abbandono” di chi si sente talmente “piccolo” e “debole”, che
vuole lasciarsi condurre da Colei che è “l’onnipotente per
Grazia”…non a parole, (come facciamo noi), ma con i fatti…
“Totus tuus”!
Solo un “bambino piccolissimo” può dire: “Sono tutto tuo”,
perché solo lui appartiene totalmente alla Mamma.
(Ascoltiamo, al riguardo, Suor M. Consolata:
“Una mamma gode di più, non quando suo figlio, da
grande, la onora con il felice risultato dei suoi studi o che so io,
ma quando “da piccolo” le appartiene totalmente…e può
fasciarlo, sfasciarlo, rivestirlo a piacimento, stringerlo al cuore,
donargli tutte le sue tenerezze, nutrirlo quando vuole e portarlo
dove vuole).
43
Questa è la vera “piccolezza”:
Questo “piccolo grande bambino” (che è Giov. Paolo II)
non vuole fare nulla senza la Mamma e tutto vuole
ricevere da Lei.
Ecco il suo “grande segreto”.
Chi “si lascia portare”, infatti, riceve la forza, il coraggio e la
determinazione di “Colui che lo porta”…
e “nulla gli è impossibile”, come “nulla è impossibile
all’Onnipotente”.
E tutto quello che fa è sempre ben fatto, perché è il Signore che
lo compie in lui.
Dal suo “lasciarsi portare da Maria come un bambino”
deriva il fascino travolgente di questo Papa, il suo indomito
coraggio, la sua capacità sovrumana di trascinare le folle e di
opporsi ai “potenti” e alle forze sconvolgenti del “mondo” .
b).
La stessa cosa possiamo dire del Papa attuale,
Benedetto XVI:
Uomo di grande cultura e di straordinarie capacità, che si
presenta col sorriso dolce e affascinante di un “bambino”, tanto
da smontare immediatamente tutte le impressioni e i pregiudizi.
La “piccolezza evangelica” è il suo grande fascino:
non pronunzia questa espressione, ma la vive.
Ecco cosa ci svela nel giorno della sua elezione a Pontefice:
“…Dopo il grande Papa Giov. Paolo II, i signori cardinali
hanno eletto me, , un semplice umile lavoratore nella vigna del
Signore. Mi consola il fatto che Il Signore sa lavorare e agire
anche con strumenti insufficienti…
Questa è “umiltà”…Questa è “piccolezza”!
Senti ora le riflessioni stupende che lo stesso Pontefice
pronunciò in una delle prime Catechesi del mercoledì.
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5°- Commento di BENEDETTO XVI al Salmo 130
(Il Salmo della “piccolezza”)
“Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato
in braccio a sua madre”.
Ecco il commento del Papa: “Sono solo poche parole; eppure
sono parole intense, che svolgono un tema caro a tutta la
letteratura religiosa: “l’infanzia spirituale”. Il pensiero corre
subito a santa Teresa di Lisieux, alla sua “piccola via”, al suo
“restare piccola” per “essere tra le braccia di Gesù”.
“Al centro del Salmo, infatti, si staglia l’immagine di una
madre col bambino, segno dell’amore tenero e materno di DIO,
come si era già espresso il profeta Osea:
”Ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia;
mi chinavo su di lui per dargli da mangiare”…(Osea, 11,1).
“Il testo originario ebraico non parla di un neonato, bensì di un
“bimbo svezzato”. Il bambino, a cui il salmista rimanda, è
legato alla madre, non dal mero contatto fisico e dalla necessità
del latte, (poiché è già svezzato), ma da un rapporto ormai più
personale e intimo, da un legame più cosciente, anche se sempre
immediato e spontaneo”.
Continua il Papa: “E’ questa la parabola ideale della
vera“infanzia” dello spirito, che si abbandona a Dio, non in
modo cieco e automatico, ma sereno e responsabile”.
A questo punto la fiducia si allarga a tutta la comunità:
“Speri Israele nel Signore”,
e si estende dal presente al futuro: “ora e sempre”.
“All’umile fiducia si oppone la superbia, che (come spiega
Giovanni Cassiano) distrugge tutte le virtù”.
“Il Salmo descrive quindi l’atteggiamento antitetico a quello
dell’infanzia, e cioè: l’orgoglio del cuore , la superbia dello
sguardo, l’altezzosità e l’arroganza di chi guarda gli altri con
senso di superiorità, ritenendoli inferiori a se stesso”. Così il Papa.
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6°- Certo, gli psicologi hanno ragione a dirci che bisogna fare
crescere “il bambino” che è in noi, perché si sviluppino bene
le qualità morali, intellettuali e sociali che ci sono nell’uomo.
Ma forse dimenticano che, perché l’albero possa crescere, deve
sprofondare le sue radici sottoterra:
Più l’albero si fa grande, e più si fanno profonde le sue
radici (e viceversa).
La stessa cosa deve avvenire nella vita dello spirito:
più l’uomo vuole crescere nella sua umanità,
e più deve fare sprofondare le sue radici nell’umiltà.
Il grande scrittore Bernanos diceva:
”Rimani fedele all’infanzia, non diventare mai grande”.
E David M. Turoldo:“Restituiscimi all’infanzia, Signore, fa’che
ritorni “fanciullo”.
--
Non si tema che si perda la necessaria“autostima”(o stima
di se stessi); al contrario: sapere di essere un nulla che può
tutto fa diventare più fiduciosi, più decisi ed entusiasti…perché
nei “piccoli” opera “la potenza di Dio”.
(Lo spiegheremo più avanti).
46
IX - LA RIVOLUZIONE EVANGELICA
della “Piccolezza”
---
1°- Come avrai già capito, con la “piccolezza evangelica”
non si tratta di aggiungere o modificare qualcosa nella
propria vita:
Tutto cambia facendosi “piccoli”. E’ un cambiamento radicale!
Si tratta di una “nuova nascita”, di una “nuova vita”, che ci fa
“creature nuove”:
quello che alcuni chiamano “il punto zero”, quando, cioè,
l’uomo rinunzia definitivamente a se stesso, per “vivere
unicamente per Dio” (2 Cor. 5,15).
2°- Ecco cosa avviene nell’anima:
I “piccoli” si donano a Dio interamente, tenendosi in uno stato
di disponibilità piena e totale…così che Lui prende pieno
possesso di loro e può compiere nella loro vita tutto quello che
vuole.
Per prima cosa, Egli ti cambia dentro, pezzo per pezzo…
(come una macchina vecchia, che un bravo meccanico
fa diventare nuova, cambiandone tutti i pezzi).
Tutti “i pezzi” del tuo “uomo vecchio” (mentalità, idee, giudizi,
cuore, sentimenti, volontà, desideri)
li sostituisce con quelli dell’“Uomo nuovo, Cristo Gesù”:
“Dovete deporre l’uomo vecchio con la condotta di prima,
l’uomo che si corrompe dietro le passioni ingannatrici,
e dovete rinnovarvi nello spirito e rivestire l’uomo nuovo
creato simile a Dio” (Efes. 4,22).
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“Ora, invece, buttate via tutto…perché voi avete
abbandonato la vecchia vita, come si mette via un vestito
vecchio. Ormai siete uomini nuovi, e Dio vi rinnova
continuamente…per farvi essere simili a lui” (Col. 3,8).
(traduzione interconfessionale)
Questo è il vero “dramma” nella vita dei cristiani:
Siamo proprio all’opposto: diamo solo una lucidata
all’esterno della macchina, ma vi lasciamo il “motore vecchio”,
tutto rotto… (cioè) aggiungiamo qualche celebrazione, qualche
nuova pratica devozionale, qualche impegno comunitario…
ma, dietro la facciata esteriore “rinnovata”, vive e domina
sempre “l’uomo vecchio con le sue passioni ingannatrici”
(orgoglio, vanagloria, invidia, rancori, attaccamenti di ogni genere).
Sotto un formalismo vuoto e devastante, al centro di tutto
quello che facciamo resta sempre il nostro “vecchio io”, che
provoca ovunque scintille, esplosioni, rotture, divisioni...
No, Cristo è “il motore” del mondo e della storia;
Cristo deve essere anche “il motore nuovo” della tua vita!
Anche tu devi poter ripetere, come S.Paolo:
“Sono stato crocifisso con Cristo e
non sono più io che vivo, è Cristo che vive in me”(Gal. 2,20)
Hai capito? Tu non puoi esistere più come prima:
Il tuo “vecchio io” deve scomparire, per lasciarti compenetrare
da “Cristo”.
E’ un lavoro impossibile all’uomo; ma Dio ci riesce:
lascialo fare, anche se tu non capisci come.
3°- Egli fa in te un lavoro di capovolgimento:
incomincia a disorientarti, fino a smontarti tutto…a farti fare
esperienza di totale “impotenza”; ti fa toccare con mano la tua
incapacità assoluta, il tuo nulla.
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Questo è il cambiamento più radicale e più profondo:
non ti senti più capace di amare, di pregare, di lottare, di
avere fiducia…come prima.
Ti sembra anzi di andare indietro, nonostante i ripetuti sforzi…
Allora si fa sempre più insistente la tentazione di
scoraggiarti, di rinunziare ai grandi desideri, di arrenderti alla
mediocrità…e ti viene di ripetere, come Pietro:
“Allontanati da me, che sono un misero peccatore”!
No, fratello, non stai andando indietro; al contrario, stai
progredendo, come non mai.
I veri progressi nella vita spirituale sono (apparentemente)
dei passi indietro:
E’ normale, infatti, che quanto più ci avviciniamo al Signore e
al suo splendore tanto più ci vediamo poveri e peccatori.
Man mano che si va avanti, questa “povertà” aumenta
sempre di più e ci fa crescere ogni giorno di più!
4°- Abbi fiducia; è il Signore che sta operando in te la più
grande delle rivoluzioni, la rivoluzione evangelica della
“piccolezza”.
Perciò, quando ti senti “perduto”, ridotto al nulla, svuotato di
tutto, privo di fiducia nelle tue forze,
“rallegrati ed esulta”:
proprio allora il Signore ti riempie di Sé, “di tutta la sua
pienezza”!
Ecco un altro “segno” della grande “rivoluzione” che è
avvenuta in te: la consapevolezza della tua progressiva
“povertà e miseria” non ti rende (come nel passato) angosciato
e sfiduciato; al contrario, ti senti tanto più contento e gioioso
quanto più ti vedi fragile e bisognoso…
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e canti, come S.Paolo: “Mi glorierò ben volentieri della
mia debolezza, perchè dimori in me la potenza di Cristo”
(2 Cor.12,9)
Tu ora godi di essere un nulla e non ti preoccupi più delle tue
“cadute”, che anzi ti appaiono come “scala” per giungere ad un
amore più umile e più puro.
Quale gioia: le tue mille imperfezioni, umilmente accettate
e offerte al “Signore”, vengono tutte trasformate in “amore”!
Altro che “perdita” :
come il filo della lampadina, se si lascia investire dalla
corrente, non perde nulla di sé, anzi guadagna moltissimo
in luminosità e splendore,
così l’anima che si lascia compenetrare dallo “Spirito di Dio”
diventa “simile a Dio”.
Questa è la “meraviglia” più prodigiosa:
dentro una carcassa ammaccata e arrugginita si muove un
“motore” nuovo, di inestimabile potenza…
dentro una misera creatura, piena di “debolezza”, vive e
opera “il Creatore”, con tutte le sue infinite qualità e capacità
creative.
Dio “ha bisogno” di queste “creature nuove”,
che siano totalmente Sue, pronte a lasciarsi capovolgere e
smontare tutte, a lasciarsi svuotare di sè, per lasciarsi riempire
di Lui. Questa è “la piccolezza”.
Com’è bello tutto questo: solo “i piccoli” ne sono capaci.
5°- Quando ha inizio questo capovolgimento radicale,
automaticamente si sposta l’asse (o il centro) della propria
vita, che viene tutta centrata in Dio, anziché in noi stessi.
Dio diventa realmente Tutto, occupa tutto, pervade tutto:“Gesù
è ogni cosa per me” (diceva la beata Madre Teresa),
50
”Gesù è il mio Tutto in tutto”!
Faceva eco al libro del Siracide:
“Quanto sono amabili tutte le sue opere…
Di Lui “potremmo dire molte cose e mai finiremmo;
ma per concludere: “Egli è tutto”(Sir. 43,27).
Ripetilo spesso anche tu, come i Santi: “Mio Dio e mio tutto”!
a). Se Lui è Tutto, tutto il resto è nulla senza di Lui.
Se “credi in Lui”, nulla più ti preoccupa, poiché nulla ha
importanza al di fuori di Lui; nulla conta per te, se non c’è Lui:
“Non preoccupatevi…Tutto il resto vi sarà dato
in soprappiù” (Lc. 12, 22-31).
Dio solo brilla e risplende al tuo sguardo…mentre tutto il resto
ti appare pallido e sfocato…”tutto il resto” diventa secondario,
marginale:
La sua Volontà conta, non la tua.
I suoi progetti valgono, non i tuoi.
Il suo Regno interessa, non “tutto il resto”.
Se “tutto il resto ti preoccupa”, sei ancora lontano dalla Fede,
non hai scoperto“il tesoro”:
“Il regno di Dio è simile a un tesoro nascosto in un
campo. Un uomo lo trova…corre pieno di gioia a vendere
tutto quello che ha e lo compera” (Mt. 13,44).
b).
I “piccoli” guardano solo a Lui, al suo Cuore dolcissimo:
non guardano più a se stessi…
non guardano a ciò che essi sono, ma a ciò che Lui è:
“guardate a Lui e sarete raggianti” (Sal. 33,6).
Essi non esistono che “per Lui”:
- non si assillano mai, neppure per la propria perfezione, per la
santità da raggiungere o per i difetti da correggere…
51
- non li preoccupa più il risultato o la riuscita delle “opere”:
se c’è “l’Opera” (cioè la scelta radicale di Cristo),
verranno anche “le opere”, (cioè le attività che cambiano
i cuori e la vita).
- Tutto ora vedono in maniera diversa, sconosciuta ai grandi:
“O Padre, hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e
agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli”(Mt. 11,25).
- Tutto guardano “con occhi nuovi”, capaci di contemplare “le
meraviglie di Dio” sempre e ovunque, anche fra le tenebre:
“poiché mi rallegri,Signore, con le tue meraviglie”(Sal. 91,3).
“Gli occhi dei bambini” sono le scintille di Dio” (Pellegrino).
Albert Einstein affermava: “La cosa più importante della vita è
vedere le cose con gli occhi di un bambino”.
E il grande Picasso: “Mi ci sono voluti 15 anni per dipingere
come i grandi maestri, ma mi sono occorsi 90 anni per
rappresentare la vita con gli occhi di un bambino”.
6°- Un’altra conseguenza di questa “novità di vita”:
“Credere” che tutto ci viene da Lui,
da Lui ogni bene, da Lui ogni forza e ogni virtù.
Senza di Lui nulla è possibile, assolutamente nulla:
“Senza di me non potete fare nulla” (Gv. 15,4)
(Non esiste al mondo un male che tu non sia capace
di fare senza il suo aiuto);
ma con Lui tutto è possibile, proprio tutto:
(Non esiste nella vita alcuna cosa che tu non possa
compiere, se credi in Lui e ti appoggi a Lui),
anche ciò che ti sembra umanamente“impossibile”,
perché è Lui che fa tutto in te.
52
Se non credi a questo, a che serve la tua “fede”?
S. Teresa, la patrona dei compiti impossibili, diceva:
“Signore, se questo mi è impossibile, e tu mi comandi
di farlo, allora fallo Tu in me”.
La verità è che noi non crediamo in Lui, ma in noi stessi,
crediamo in ciò che ci appare evidente, in ciò che riusciamo a
capire con la nostra intelligenza.
Ma “credere in Lui” è ben altra cosa...
Solo chi si fa “piccolo” può credere veramente,“senza vedere”.
Gridalo spesso:“Signore, io credo in Te, nel tuo amore
sconfinato…Credo e mi affido a Te…e spero tutto da Te !
7°- Imprimilo bene in te:
“Tutto da Lui”
“Tutto per Lui”
“Tutto con Lui”.
Dio, il tuo Creatore, non vuole fare nulla senza di te!
Tu non puoi fare nulla “senza di Lui”.
Lui e tu, insieme, farete tutto”!
In verità, non siete due, ma “unum”:
E’ Lui che “vive in te” e si esprime e opera attraverso te!
Lui e tu “una cosa sola”,
come “il corpo è una cosa sola con il Capo”,
come “la vite è una cosa sola con i tralci”,
e produce i suoi frutti nei “tralci”:
“Io sono la vite, voi siete i tralci”(Gv. 15).
Lui, in te e con te, farà “grandi cose”, come in Maria:
“Ha fatto in me grandi cose Colui che può tutto”(Lc. 1,49).
E’ chiaro perciò: Il Signore cerca persone che accettano di
“collaborare con Lui”, non persone che si sostituiscono a Lui
53
e pretendono che sia Dio a collaborare con loro.
* Medita quello che Gesù diceva a Suor Consolata Betrone:
“Se tu stai in me e fai una cosa sola con me, come i tralci
con la vite, diverrai potente e porterai molto frutto,
perché tutto ciò che c’è nella Vite passa pure nei tralci:
in te passerà la mia umiltà, la mia purezza, la mia
carità, la mia dolcezza, la mia pazienza, la mia sete di
sofferenza, il mio zelo per le anime da volerle salvare a
tutti i costi.
Ricorda sempre che Io solo sono santo, Io solo posso
farti santa, trasfondendo la mia santità in te: la mia
santità diventa la tua, hai capito?
Stai in me sempre, anche nel lavoro e nella
ricreazione…Non lasciarmi neppure un istante…
Tu sei la debolezza stessa, ma la mia fortezza
non ti mancherà mai”.
Ci credi tu a queste cose?
Se ci credi veramente, nulla e nessuno ti potrà staccare da Lui,
“neppure un istante”.
*
Ascolta ora ciò che Gesù dice alla Serva di Dio Luisa
Piccarreta (l’apostola della “Volontà di Dio”):
“Figlia mia diletta, vedi in che stretta unione sto Io con te?
Così voglio te tutta stretta e unita a me, non solo quando
preghi o quando soffri, ma sempre, sempre: se ti muovi,
se respiri, se lavori…tutto, tutto come se lo facessi nella
mia Umanità, facendo tutto in atto di ricevere da me il tuo
operato…in modo che tu dovresti essere non altro che la
scorza, e, rotta la scorza che è la tua opera, si dovrebbe
trovare il frutto della mia opera”.
54
X . BELLEZZA della “PICCOLEZZA”
---
1°- Nei “piccoli” si manifesta Dio con le sue infinite
perfezioni…
“I bambini nello spirito” sono “lo specchio” in cui meglio si
riflette la semplicità, la dolcezza, il sorriso, la tenerezza di Dio;
sono un puro riflesso di Lui, senza ombra alcuna di sé.
Ecco perché non c’è cosa più bella della “piccolezza”:
“I bambini sono le scintille luminose di Dio, le più chiare
impronte digitali di DIO sulla terra” (P. Pellegrino).
O bellezza incomparabile della “piccolezza”!
Non si finisce mai di contemplarla ed esaltarla!
Ahimè, quanto sono pochi coloro che la comprendono…
quanto numerosi invece coloro che la respingono,
senza neppure averla provata!
Cerchiamo di comprenderla bene, per innamorarcene ancora di
più.
2°- La piccolezza evangelica non è una sola virtù, non è
sinonimo di umiltà o di semplicità o di altre virtù…
è molto di più:
è la sintesi armoniosa di tutte le virtù che compongono l’amore,
praticate con l’amabilità e la naturalezza incantevole dei
“bambini”…
ma è ancora di più (qui lo stupore diventa estasi):
-
è un’immersione permanente nell’immensità di Dio…
è “l’Infinito” che invade l’anima dei “piccoli” che
si consegnano a Lui con piena disponibilità e totale abbandono.
55
Nella vita dei “piccoli” tutto lo spazio è occupato da Lui, dal
suo Amore, dai suoi meravigliosi doni, dai suoi misteriosi
interventi .
3°- Tutto è mistero nei “piccoli”:
Non si capisce più se sono loro che operano…
o “è Dio” che opera in loro.
In realtà, operano insieme, in perfetta sintonia, anche se non
appaiono chiari i confini tra la loro azione e l’azione di Dio.
Ma ai “piccoli” questo non interessa; non interessa “fare”,
ma “lasciarsi fare” da Lui …
non importano le opere, ma “l’Opera”; una sola è l’opera
veramente importante:
“Credere nell’Amore smisurato di Dio”, vivere come
rapiti e incantati da Lui, lasciarsi attrarre nella sua orbita,
lasciarsi invadere dal suo Amore!
La loro opera spesso consiste nel lasciar fare tutto a Dio.
Ma succede anche che, più essi si ritengono un “nulla”
(mettendosi quasi da parte) e più “il Signore” fa compiere
ad essi opere mirabili, “meraviglie” inaudite…
Come nella “Vergine Maria”, la vita dei “piccoli” diventa la
sede privilegiata di tutte le operazionini divine,
il campo dove Egli può realizzare tutte le opere che vuole.
4°- “I piccoli” sembrano essere diventati un tutt’uno con Dio:
“L’onnipotenza divina”…
incarnata nella “debolezza” umana,
la “santità del Creatore”
nella miseria della creatura,
il “Tutto di Dio” nel nulla dell’uomo…
e il “Tutto di Dio” diventa “il tuo Tutto”:
tu “tutto suo”…e “Lui tutto tuo”!
56
*
*
Ecco cos’è “la piccolezza evangelica”:
“Il Paradiso” nel cuore di un “bambino”!
Un lembo di cielo
posato sui “piccoli del Vangelo”!
Sono sempre “beati i piccoli”, vivono nella gioia e nella quiete,
perché non hanno alcun motivo di inquietarsi:
Hanno tutto, perché possiedono “Colui che è Tutto”
e da Lui sono posseduti, arricchiti, riempiti…
Tutto si aspettano da Dio…Tutto ricevono da Lui.
*
*
Questo sono “i piccoli”:
“vuoto abissale…e totale pienezza”!
anime vuote di sé, e ripiene di Spirito Santo:
“sono poveri, eppure arricchiscono molti;
non hanno nulla, e possiedono tutto”! (II Cor. 6,10).
Meraviglioso…Nessuna spiritualità esalta tanto l’uomo!
5°- La “piccolezza evangelica” è “la chiave” che apre
qualsiasi ingresso:
-Se ti farai “piccolo come un bambino”,
potrai “entrare” nel cuore dei fratelli, e potrai intenerirli,
trasformarli, affascinarli di Dio.
Come Maria, “i piccoli” sono la pura trasparenza di Dio;
perciò portano Dio dovunque si trovano, perché, in verità,
è Dio che porta “i piccoli”.
-Se ti farai “piccolo”, come il Bambino Gesù,
potrai “entrare” anche tu nell’amplesso delle “Tre Persone
divine della Trinità” …
“come il Figlio Unigenito che è nel seno del Padre”(Gv. 1,18).
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Solo chi “si fa piccolo come un bambino”
può godere della tenerezza ineffabile del “Dio Uno e Trino”.
6°- Rileggiamo, con crescente stupore, le parole deliziose di
Isaia (non c’è mai ripetizione quando si parla di amore):
“I suoi bimbi saranno portati in braccio, sulle ginocchia
saranno accarezzati”. Come una madre accarezza il suo
bambino,così io vi consolerò,vi porterò sul seno
e vi cullerò sulle ginocchia.“Così succhierete al suo petto
e vi sazierete delle sue consolazioni; succhierete
con delizia all’abbondanza del suo seno”…(Isaia. 66,10).
E Osea:“Ad Efraim io insegnavo a camminare, tenendolo tra le
mie braccia…Io li traevo con legami di bontà, con vincoli
di amore; ero per loro come Uno che solleva il suo
bambino alla sua guancia; mi chinavo su di lui per
imboccarlo”.(Osea11,3).
Parole sublimi, incandescenti, che fanno infiammare i semplici,
ma lasciano freddi e indifferenti “i sapienti e gli intelligenti”.
Contempliamo la scena incantevole di una mamma e di un papà,
che giocano con “il piccolino”…buttati per terra come lui:
Quale tenerezza…quanta emozione e commozione: sorrisi,
baci, carezze, senza fine…si direbbe che quei genitori si
mostrino più “piccoli” del loro figlioletto…più divertiti!
Ma Dio è infinitamente più tenero e dolce, più amorevole ed
espressivo di qualsiasi mamma o papà!
Solo tra queste “braccia divine”, su queste “ginocchia”,
“ti sazierai, “con abbondanza”, delle sue consolazioni”.
Non sono poesie queste, sono esperienze misteriose e ineffabili,
che possiamo fare tutti quanti, se “ci lasciamo amare da Dio”.
-La tenerezza si fa ancora più dolce e inebriante, quando
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stiamo davanti al “Tabernacolo”: qui “il Dio fatto Carne” ci fa
davvero “impazzire” di gioia e “ardere” d’amore,
come in nessun altro posto - Provaci spesso, più che puoi !
Basterebbe “diventare bambini” per gustare questo “latte”
squisitissimo.
Su, corri subito tra le sue braccia. Senti come t’invita e ti
incoraggia:
“O voi tutti assetati venite all’acqua…
mangiate, senza denaro e senza spesa, vino e latte…
Su, ascoltatemi…e gusterete cibi succulenti” (Isaia, 55,1).
-Non temere, però, quando sopraggiungono le “aridità” o le
tenebre dello spirito: servono per fare attaccare il tuo cuore non
alle “consolazioni di Dio”, ma al “Dio delle consolazioni”.
Perché, vedi, le emozioni o commozioni interiori non sono
segno di amore o di santità, ma “zuccherini” di attrazione e di
incoraggiamento.
7°- Soprattutto voi, fratelli e sorelle della terza e quarta età,
che cominciate a sentire il peso degli anni e della
solitudine…e vedete avanzare la tristezza e lo sconforto.
Venite qui: “la piccolezza evangelica” è la vostra nuova
strada, l’esperienza più esaltante della vostra vita!
Quando si affollano nella vostra mente i ricordi, le delusioni e le
paure…cacciateli via: nulla potete risolvere con i vostri
ragionamenti e i vostri assilli.
“Buttatevi al collo di Gesù-Amore”,
con la confidenza e la tenerezza di “un bambino”.
Ripetete, con la beata Madre Teresa:
“O Signore, io sono il bambino della tua Chiesa…
che desidera soltanto amarti e buttarsi al tuo collo”…
e vedrete “meraviglie” di ogni genere…
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vedrete rifiorire in voi la giovinezza, ma con una luce nuova:
“Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno vegeti e rigogliosi…
…piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio” (Salmo 91,14).
e ancora (Ger.31,13):“Essi saranno come un giardino irrigato,
non languiranno mai…i giovani e i vecchi gioiranno.
9°- Quello che “il Signore” ha rivelato nella “Sacra
Scrittura”, lo ha ripetutamente inculcato a tante anime
privilegiate.
Ascoltiamo questa straordinaria esperienza di S. Faustina:
“Gennaio 1938. Oggi, durante la S. Messa, ho visto vicino
al mio inginocchiatoio Gesù come un bambino di circa un
anno, di una splendente bellezza, che mi ha chiesto di prenderlo
in braccio. Quando l’ho preso tra le braccia, si è stretto al mio
cuore e mi ha detto: “Vicino al tuo cuore sto tanto bene!”
Gli dissi: Io so che Tu sei Dio; perché prendi l’aspetto del
bambino per trattare con me? –
E Gesù:
“Perché voglio insegnarti l’infanzia spirituale. Voglio che
tu sia piccola, piccola, perché quando sei piccola, ti tengo
stretta al mio Cuore, così come tu mi tieni in questo momento
stretto al tuo cuore”. Sebbene la mia grandezza sia
incommensurabile, Io ho intimità soltanto con i piccoli”.
Ed ecco la risposta della Santa:
Gesù, sono abbandonata a Te come un neonato all’amore
della propria madre. Anche se tutto congiurasse contro di
me, se anche la terra mi mancasse sotto i piedi, vicino al
tuo Cuore sono tranquilla: Tu sei per me la più tenera
delle madri, anzi le superi tutte".
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XV. LA DIFFICILE FACILITA’
della “PICCOLEZZA”
---
Così la definisce il santo J. M. Escrivà nel suo “Cammino”:
“difficile”…”facilità”…
Ma, non sono contraddittorie queste due parole?
Sì lo sono, ma solo in apparenza: l’una sembra escludere l’altra.
Eppure, qui, stanno così bene insieme. Ascolta:
1°- In un primo momento la “piccolezza evangelica” ci
appare facile e bella; anzi, sol perché ne siamo profondamente
convinti ed entusiasti, ci sembra già di possederla.
Ma, ahimè, le frequenti cadute e i continui scoraggiamenti
ci fanno subito rendere conto di essere ben lontani dal
praticarla.
Ci accorgiamo allora che è facile essere “piccoli” con la bocca;
è difficile esserlo con i fatti (addirittura ci appare impossibile)…
e ci affliggiamo ed inquietiamo:
“Povero me”, andiamo ripetendo, “non riuscirò mai ad
essere “piccolo”.
Hai ragione: non ci riuscirai mai, tu.
Già il verbo stesso che usi (“riuscirò”) è sbagliato in partenza,
come se “diventare piccolo” (o santo) fosse il frutto della
“riuscita” dei tuoi sforzi, e non piuttosto un dono della Grazia:
“Per grazia siete salvi mediante la fede;
e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene
dalle opere, perché nessuno possa vantarsene”(Ef. 2,8).
Hai capito? Nulla può venire da te; perciò nulla devi aspettarti
dai tuoi sforzi o dalle tue opere…proprio nulla!
L’hai già provato tante volte:
appena cominci ad avere fiducia nei tuoi propositi,
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eccoti giù, crolli immediatamente…peggio di prima!
Quante infedeltà…quante cadute e ricadute!
Racconta S. Faustina:
“Un giorno in cui avevo deciso di esercitarmi in una
certa virtù, caddi, nel difetto contrario, dieci volte di più
che negli altri giorni…
Mentre riflettevo su ciò, udii queste parole:
“Vedi, bambina mia, che cosa sei da sola…
La causa delle tue cadute è che tu conti troppo sulle tue
forze e ti appoggi poco su di me”.
2°- Ecco allora scoperto l’equivoco:
con la bocca diciamo che vogliamo “essere piccoli”;
(e quindi bisognosi di “appoggiarci a Lui”);
con i fatti vogliamo diventare “grandi”, sempre più grandi,
(e quindi capaci di affrontare ogni problema e ogni
pericolo “con le nostre forze”)…
con le parole diciamo di “affidarci a Lui” e di mettere “nelle
sue mani” tutte le difficoltà e le prove della vita…
in realtà, le teniamo sempre in testa nostra, a tormentarci…
come se volessimo risolvere tutto noi con la nostra intelligenza
e coi nostri ragionamenti, mentre il Signore ci ripete:
“Confida nel Signore con tutto il cuore
e non appoggiarti sulla tua intelligenza”.(Prov. 3,5).
“Io sono l’intelligenza, a me appartiene la potenza”(Prov. 8,14)
“Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano
intelligenti” (Isaia 5,21).
Quanta contraddizione “tra il dire e il fare”, tra “il desiderio”
e “la realtà”!
Diciamo di abbandonarci a Dio e di lasciarci condurre da Lui;
ma, proprio quando più grande è il pericolo e più furibonde
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sono le tentazioni, ci stacchiamo “dalle sue braccia sicure”, per
lasciarci portare da altre braccia che ci buttano giù.
-No, fratello, non puoi andare avanti così; non puoi
continuare a “salterellare” tra “l’abbandono in Dio” e
“l’appoggiarti a te stesso”.
- Ecco perché non riesci a fare un solo passo nella “piccolezza”:
“nemmeno Dio” può farti questo miracolo!
- Solo “le sue braccia” ti possono sostenere:
“Solo in Dio riposa l’anima mia, lui solo è mia rupe e mia
salvezza, il mio rifugio, la mia difesa è in Dio”(Sal.61).
“Solo in Dio”…”solo Lui”…
Parole folgoranti!
Quando queste due parole si fisseranno nel tuo cervello e nel
tuo cuore, allora saranno risolti tutti i problemi del tuo spirito…
E in te ci sarà la pace…e la tua vita cambierà a 360 gradi.
Tu ne sei convinto, glielo ripeti spesso:
“In te mi rifugio, Signore…poiché tu sei mio rifugio
e mia fortezza, baluardo inaccessibile” (Salmo 70,1)…
“eri tu il mio rifugio sicuro”(Salmo 70, 7).
Ma devi restarci sempre in questo “rifugio”, non uscirne mai.
Oh, quanto è vero: “Il suo Cuore è il tuo rifugio”…
“l’Onnipotente” è la tua sicurezza:
Non cercare altro: solo Lui !…Non appoggiarti a nulla:
fervore sensibile, sforzi mentali, lotte e preoccupazioni…
sono rifugi insicuri, sono appoggi traballanti.
Non fermarti mai sui dubbi o sui pensieri che ti inquietano…
Solo Lui ti può risolvere tutto:
“gettando in lui ogni vostra preoccupazione,
perché egli ha cura di voi” (1 Pt. 5,7).
--
Se ci credi davvero, perché ti affanni?
(Salmo 54,23):
“Getta sul Signore il tuo affanno ed egli ti darà sostegno”.
Ma a condizione che tu “lasci tutto di te nelle sue mani”:
63
Se ti doni a Lui,“nulla di te deve rimanere a te”(S. Francesco).
3°- Fratello, non farti illusioni: se non si parte da qui, non si
va avanti, neppure di un millimetro; o si corre a casaccio…
in una “altalena” fatta di progressi apparenti
e di capitomboli deprimenti…
mentre Gesù continua sempre a ripeterti:
“Con me puoi tutto” …“senza di me nulla” .
Più vuoi diventare grande e forte…e più devi “crescere nella
piccolezza”, cioè sentirti sempre “più piccolo”, sempre più
bisognoso di Lui (e degli altri).
E’ questa una grazia straordinaria, che può segnare una svolta
decisiva nella tua vita:
Riconoscere di essere “un nulla”
che ha bisogno di “Tutto”
ogni momento…in ogni circostanza:
- quando tutto ti va bene…e quando tutto ti va male…
- quando sei nel fervore e nella luce,
- e quando sei nella prova, nella tentazione, nell’oscurità.
* Più ti sentirai “un nulla” (e ne gioirai),
e più Dio in te farà “tutto”!
* Più ti sentirai incapace (e te ne glorierai),
e più “la potenza di Dio” irromperà in te!
* Più ti metterai da parte, dando più spazio a Lui,
e più il Signore opererà nella tua vita “le sue meraviglie”,
non annullando te, ma compenetrandoti “di Sé”.
Non si tratta di scomparire nell’immenso mare del suo
“Essere divino”, ma di permettere al suo “Essere divino” di
venire ad abitare e operare in te!
E tutto sarà più bello, più facile, più sicuro!
64
XI. FIDUCIA nella D. MISERICORDIA
---
No, non esiste nessun motivo al mondo capace di
indebolire la tua “fiducia nel Signore misericordioso”,
neppure la tua indegnità.
Sono davvero commoventi e incoraggianti le innumerevoli
“rivelazioni” di Gesù a S. Faustina Kowalska, riguardanti la
“fiducia nella Divina Misericordia”.
Ne riferiremo solo qualcuna, fra le tantissime, invitando tutti
a leggere e meditare il DIARIO di S. Faustina.
Potrebbero sembrare esagerazioni o allucinazioni, se nel
Vangelo Gesù stesso non ci avesse svelato il vero Volto del
“Padre misericordioso”, con parole ancora più “sconvolgenti”.
1°- Gesù a S. Faustina: “Io sono l’Amore e la Misericordia. Il
mio Cuore gioisce per questo titolo di Misericordia.
Annuncia a tutti che la Misericordia è il più grande attributo di
Dio”. “L’anima che confida nella mia Misericordia è la più
sicura di tutte, poiché Io stesso mi prendo cura di lei”…
“L’umanità troverà pace e salvezza solo se avrà fiducia
nella divina Misericordia”.
E ancora:
“Le anime che tendono alla perfezione desidero che si
distinguano per una illimitata fiducia nella mia Misericordia”.
2°- E’ impressionante il lamento che Gesù fa per la sfiducia,
che ferisce il suo Cuore, più di ogni altro peccato:
“La mancanza di fiducia delle anime mi strazia il cuore…
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e ancora di più ferisce il mio Cuore la loro mancanza di fiducia
dopo la caduta”.
“Sappi, o anima, che tutti i tuoi peccati non hanno ferito
così dolorosamente il mio Cuore, come questa tua attuale
sfiducia. Dopo tanta sollecitudine del mio Amore e della mia
Misericordia, come puoi dubitare ancora della mia Bontà?”.
“Sappi che ogni volta che vieni da me umiliandoti e
chiedendo perdono, Io riverso sulla tua anima una enorme
quantità di grazie. Così facendo non solo non perdi nulla, ma
guadagni assai più di quanto hai perduto…”
La Santa così continua: “Dopo la S.Comunione, un mattino, ho
udito queste parole:
“La mia Misericordia è più grande di tutti i tuoi peccati e di
quelli del mondo intero.
Chi potrà misurare il Mio Amore? Per te sono sceso dal cielo
sulla terra, per te Mi sono lasciato inchiodare sulla Croce, per
te ho permesso che Mi fosse aperto con la lancia il Sacratissimo
Cuore, dal quale sono sgorgate le sorgenti della Misericordia.
Vieni allora e attingi le grazie da questa fonte di
Misericordia con il vaso della fiducia… e annegherò la tua
miseria nell’abisso della Mia Misericordia.
Perché vuoi pensarla diversamente da Me a proposito
della tua miseria?”
“In quell’istante un raggio di luce ha illuminato la mia
anima e ho visto tutto l’abisso della mia miseria. Allora mi
sono stretta al Sacratissimo Cuore di Gesù con una fiducia
così grande, che, se anche avessi avuto sulla coscienza
tutti i peccati di tutti i dannati, non avrei perduto la
speranza nella Divina Misericordia”.
66
3°- E’ davvero consolante l’insistenza di Gesù nell’inculcare
“la fiducia” nei peccatori più “miseri”.
“Il Signore, continua S. Faustina, mi ha detto:
“L'
anima debole, peccatrice, non abbia timore di
avvicinarsi a Me e, anche se avesse più peccati di tutta la
sabbia della terra, tutto annegherà nell’abisso della mia
Misericordia”…
(Oh, come si può credere a una simile “follìa divina”
e non “impazzire” di gioia?)
-- E ancora: “Quando l’anima vedrà e riconoscerà la
gravità dei propri peccati, quando le si svelerà tutto l’abisso
della miseria in cui è precipitata, non disperi, ma si getti con
fiducia tra le braccia della mia Misericordia, come un bambino
tra le braccia della madre amata”.
“I più grandi peccatori hanno diritto, prima degli altri,
di confidare nell’abisso della mia Misericordia”.
“Queste anime hanno la precedenza nel mio Cuore
compassionevole.”
“Quanto più grande è il peccatore, tanto maggiore diritto ha
alla mia Misericordia”.
4°- Ancora più “sconvolgente” è quest’altra richiesta di Gesù:
“Figlia mia, non mi hai offerto ciò che è veramente tuo”.
E la Santa: “Ho domandato: “Gesù, dimmi di che si tratta e to lo
darò subito con tutto il cuore”.
GESU’ mi ha risposto: “Figlia, dammi la tua miseria, perché
essa sola è la tua esclusiva proprietà”.
Vedi bene quel che sei da te stessa: Se ti rivelassi tutta la
tua miseria, moriresti dallo spavento...Ma non ti
spaventare: proprio perché sei una così grande miseria, Io
ti ho rivelato l’infinito oceano della mia Misericordia”…
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“Nonostante la grande miseria che tu sei, Io mi unisco a
te, prendo la tua miseria e, in cambio, ti dono la mia
Misericordia”.
Dammi la gioia di donarmi tutte le tue debolezze e i tuoi
peccati ed io ti colmerò con i tesori delle mie grazie”.
5°- Mirabile “scambio”…Hai sentito?
- Tu gli offri la tua nullità e la tua “miseria”…
Lui, “in cambio, ti dona la sua Misericordia”.
- Tu gli offri “debolezze e peccati”…
Lui “ti colma con i tesori delle sue grazie”:
Oh, mistero d’amore che supera ogni misura!
Più di così…non c’è davvero dove arrivare!
Non ti spaventi perciò la grandezza della tua “debolezza” e
della tua “miseria”.
Si direbbe che la sua “Onnipotenza” scatta proprio quando tu
gli offri la tua “debolezza” e la tua “miseria” .
Solo miseria c’è in te: solo questa egli vuole da te!
--
Medita su questa preziosa riflessione:
“Si manca di “fiducia nella D. Misericordia” per troppa
stima di noi stessi. Difatti l’anima, sperimentando la propria
impotenza nel bene, si affligge oltre misura, dando luogo al
turbamento.
Dovrebbe essere l’opposto: non è forse per la sua
debolezza che il bimbo ha diritto ad essere sostenuto dalla
mamma?
Lo stesso avviene nel campo spirituale: è la nostra estrema
debolezza che ci dà diritto di contare sulla forza divina; sono le
nostre miserie innumerevoli che ci attirano le tenerezze del
Cuore di Gesù.
E’questo un punto importante nella lotta per la santità:
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fare di ogni nostra mancanza (più o meno volontaria) come il
punto di appoggio per sollevare più in alto la nostra “fiducia”
e il nostro “amore”.
6°- Hai capito, fratello?…Credi nel suo Amore immenso
per te, anche se tu fossi il peccatore più miserabile…
e gioisci sempre, anche se cadi e ricadi…
Mille volte cadi…e mille volte gli ripeterai: “Perdonami, o
Signore, confido nella tua Misericordia senza limiti”!
Senti cosa ci confida Suor Consolata:
“La mia povera anima è a brandelli…Il Signore ha avuto
compassione e mi ha fatto comprendere che “i piccolissimi”si
sporcano sempre…eppure la mamma continua sempre con
amore a cambiare i vestitini, ravviare i capelli in disordine,
lavare il musetto sporco, insomma a riabbellirli, ben convinta
che ciò durerà poco…Sembra proprio il mio ritratto”
e ancora:
“Al mattino, il proposito di vita eroica come la vuole Gesù, e
poi…tutto crolla!”
Stupendo! Sarà forse anche questo il tuo ritratto…e quindi
deve essere anche il tuo atteggiamento di “serena e gioiosa
fiducia”.
-Com’è commovente questa insistenza di Gesù nel volere
una “fiducia gioiosa” nel suo “Amore misericordioso”:
*
Un Amore che “fa festa”…e vuole “festa” nel cuore dei
suoi figli, specialmente dei più “miseri”…
*
Con quanta tenerezza e amorevolezza ci accoglie quando
ci presentiamo a Lui, soprattutto nel Sacramento del perdono…
e di quanta gioia ci riempie l’anima, “gioia deliziosa”:
* “Tu li disseti al torrente delle tue delizie” (Salmo 35,9).
* “gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine”(Sal. 15),
* “gioia” incomparabile, non se ne ha l’uguale in questo mondo!
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7°- “Misericordia” e “miseria”: due termini che sembrano
opposti, inconciliabili; sono invece due realtà che stanno bene
insieme e, insieme, operano “meraviglie divine”.
“Miseria” significa povertà estrema:
non possedere nulla, neppure il necessario…solo debiti…vuoto
totale…nudità assoluta…avere bisogno di tutto e di tutti.
Anche nella vita dello spirito possiamo trovarci nello
stato di assoluta indigenza e di estrema miseria:
Dopo mille esperienze di impotenza e di insuccessi,
l’anima si rende conto di non avere nulla di buono, di essere
capace solo di male, come descrive il Salmo 63, v. 6:
”Le mie colpe mi opprimono e non posso più vedere, sono
più dei capelli del mio capo, il mio cuore viene meno”…
sente dentro di sé un vuoto profondo, come“un abisso”:
”Un baratro è l’uomo e il suo cuore un abisso”(Sal. 39,13).
Mai scoraggiarsi:
“L’ abisso della nostra miseria
attira l’abisso della sua Misericordia”.
Più aumenta la consapevolezza della nostra ”miseria” e più la
“Misericordia di Dio” opera in noi:
“Ha ricolmato di beni gli affamati (cioè i più miseri)(Lc.1,53).
8°- “I poveri e i miseri” sono sempre stati i “prediletti del
Signore” e i prescelti per il suo Regno:
“Solleva dalla polvere il misero, innalza il povero dalle
immondizie, per farlo sedere tra i principi del suo
popolo” (Sal. 112,7; I Sam. 2,8).
Anche GESU’ in tutta la sua vita terrena mostra questa sua
tenerezza e predilezione per “i miseri”:
“Apprezza e addita a nostro esempio uomini e donne
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dal passato irrecuperabile…creature compromesse, fragili,
vulnerabili (come Zaccheo, la Maddalena, la Samaritana, il
ladrone, il centurione pagano…) e da queste “pietre scartate”
ricava figure di purissima autenticità evangelica”.
9°- A questo punto può sorgere spontanea la domanda:
“perché Dio prova tanta gioia e tanta predilezione per i miseri? -Ecco qualche risposta (fra tante altre):
a).
Più grande è la nostra ”miseria” e più viene glorificata
la sua Misericordia, (come un medico riceve maggiore
gloria e onore quando riesce a curare malati più gravi).
b).
Non si può essere disposti a seguire “la via della
piccolezza” e “lasciarsi portare da Dio come bambini”,
se non c’è in noi la consapevolezza di essere “un povero
nulla” e di non potere nulla.
10°- Hai capito ora? C’è una “corsia preferenziale” di fronte a
Dio. Ecco cosa cerca Lui in te:
“miseria” da arricchire… “vuoto” da riempire…
“infermità” da curare…”debolezza” da fortificare!
Così ti devi presentare a Lui, se vuoi ottenere tutto.
*
“Lui non può resistere a tanta nostra “miseria”;
la nostra “debolezza” lo conquista”. (suor Consolata).
Gesù confida a questa suora:
“Vedi, Consolata, il mio Cuore è soggiogato più dalle
vostre miserie che dalle vostre virtù”!
Coraggio, dunque: anche le cose più negative, se le offri al
Signore, senza affliggertene, possono trasformarsi in amore e
diventare mezzi di santificazione, scala di ascensione.
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11°- Le virtù e i doni che sono in noi non sono prodotti nostri:
tutto ciò che è buono e santo, viene da Lui, non da noi.
Quindi non possiamo presentarglieli come diritti o titoli nostri;
sarebbe una menzogna, una truffa.
La parola di Dio è chiara:
“Dio ci ha salvati non in base alle nostre opere, ma
secondo il suo proposito e la sua grazia”(II Tim. 1,9).
“ e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene
dalle opere, perché nessuno possa vantarsene”(Efes. 2,8).
“Se hai qualche cosa, non è forse Dio che te l’ha
data? Se è Dio che te l’ ha data, perché te ne vanti
come se fossi stato tu a conquistarla?”(I Cor. 4,7).
12°- I Santi l’hanno avuto più forte di tutti il senso della
propria miseria. Anche se non hanno avuto tanti peccati, essi si
sono ritenuti i più miseri di tutti, come suggerisce Paolo:
“Non fate nulla per invidia o per vanto, anzi, con grande
umiltà, stimate gli altri migliori di voi” (Fil. 2,3).
S. Teresa lo spiega così: “So anche che Gesù mi ha rimesso di
più che a Maria Maddalena, perché mi ha rimesso in anticipo,
impedendomi di cadere, con amore preveniente”.
(come un papà che corre davanti al figlio per rimuovere il
masso che lo farebbe cadere)…
“Fammi comprendere quello che sono stato e quello che sarei,
se Tu mi lasciassi” (Beato J. Escrivà).
Gesù a Suor Consolata: “Ricorda sempre che, se comunico a te
le mie virtù, in particolare la mia fortezza, è perché tu sei la
debolezza stessa” (non quindi per i tuoi meriti).
*
Beata l’anima che ha scoperto questo formidabile
“segreto” di progresso e di santità!
Come non restarne affascinati e conquistati?
72
Beato te, se sarai veramente convinto di essere “il più
misero”: DIO compirebbe anche in te “grandi cose”, come nei
Santi, come nei grandi personaggi della Storia della Salvezza:
David, Gedeone, Giuditta, Sansone…
Di quest’ultimo la Bibbia racconta (libro dei “Giudici”,15,15):
“Lo spirito del Signore lo investì…Trovò allora una
mascella d’asino ancora fresca, stese la mano, l’afferrò e
uccise con essa mille Filistei”.
Questa “mascella d’asino” sei tu…sono io:
Basta essere fermamente convinti della nostra insufficienza e
inadeguatezza, perché il Signore realizzi in noi e con noi le sue
“opere meravigliose”, del tutto sproporzionate ai nostri
“piccoli” sforzi e ai nostri “miseri” mezzi.
13°- Fratello, ascolta: c’è una grande occasione per te, per tutti
coloro che si sentono veramente “piccoli e miseri”:
Il più grande “imprenditore” della storia, (che è un esperto nel
fare investimenti speciali con “i rifiuti”), vuole continuare a
farli anche oggi.
L’invito vale anche per te: approfittane subito.
Il solo titolo che egli accetta è la “miseria o povertà di spirito”.
Coloro che vantano tanti titoli, che si ritengono buoni, bravi,
abili, brillanti, ricchi di meriti, egli li ha sempre rifiutati:
“Ha rovesciato i potenti dai troni”…
“Ha rimandato i ricchi a mani vuote”(Lc.1, 53).
“Piccolo grande uomo”, se ti credi “misero” e ti affidi a Lui,
lasciandoti svuotare di te, il Signore farà scorrere attraverso di
te “i fiumi d’acqua viva della sua Sorgente”(Gv. 7,37).
73
XII .“FIDUCIA ILLIMITATA”
---
1°- Hai capito ora?
“L’arma” più potente, quella che rende più sicure ed efficaci
tutte le altre, è “la fiducia in Dio”:
“Fiducia” piena, costante, illimitata, incondizionata…
perché fondata non sulle proprie forze né sul proprio fervore o
sentimento, sempre instabile e incerto,
ma sull’”Amore Misericordioso e Onnipotente di Dio”.
Facciamo attenzione: è facile avere questa “fiducia” quando
l’anima gode delle attrattive divine…
ma è difficile quando essa cammina nelle “tenebre”
del corpo e dello spirito.
Eppure senti cosa dice Gesù a Suor Consolata:
“Coraggio, Consolata! Dammi la gioia di fidarti di me
anche fra le tenebre di morte…Nei giorni fruttuosi della prova,
potrai mostrare a Dio con i fatti il tuo amore e la tua
confidenza in Lui. Oh, confida, confida sempre in Gesù!
(Se sapessi quanto ne godo)…e ripetimi:
“Gesù, io confido in Te! Io credo al tuo amore per me! ”
2°- Oh, ma perché osi ancora dubitare di Lui?
Solo “i piccoli” sono capaci di “sperare solamente nel
Signore”:
Più le difficoltà si fanno pericolose e insolubili,
e più la loro “fiducia in Dio” diviene sicura e incrollabile.
Ancora Gesù a Suor Consolata:
“Io farò in te cose meravigliose, perché la tua confidenza
in me è cieca, infantile, immensa, senza limiti,
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come senza limiti è il mio amore per te”.
Ciò che qualifica “la piccolezza evangelica” è proprio questa
“fiducia cieca, infantile, immensa, illimitata”.
E’ davvero interessante in S. Teresa l’immagine di un bambino
che non riesce a salire neanche il primo scalino:
“Vogliate essere come questo “bambino”. Alzate sempre
il vostro piccolo piede per salire la scala della santità, mediante
la pratica di tutte le virtù.
Non sarete capaci nemmeno di superare il primo gradino;
ma il buon Dio chiede da voi soltanto la “buona volontà”.
Ben presto, vinto dai vostri inutili sforzi, discenderà Lui stesso,
e, prendendovi “tra le sue braccia”, vi porterà alla vetta del suo
regno”.
Ascoltiamo ancora S. Teresa di G. Bambino, che si
autodefinisce “la debolezza in persona”:
“Quale grazia quando al mattino non sentiamo nessun
coraggio, nessuna forza per praticare la virtù…
solamente qui (davanti a Lui) si trova la forza, la quiete
e la pace del cuore.
“L’anima, davanti a Dio, diventa più “passiva”, più
recettiva; cessa di volersi liberare da se stessa e accetta di
essere liberata da Lui…il suo “sogno” di amore, di santità, di
conquista dovrà dissolversi e cadere a pezzi, e su queste rovine,
Dio realizzerà i suoi piani”.
3°- Con “la fiducia illimitata” si risolve tutto…perché
l’anima, come abbiamo tante volte ripetuto, mette tutta se stessa,
“nelle braccia dell’Onnipotente”…
soprattutto i problemi più complicati, le difficoltà più
insormontabili.
Hai capito?
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Quando ti senti ridotto allo stremo…e tutto ti crolla sotto i piedi,
e ti accorgi di non potere risolvere nulla…
smetti di scervellarti e di tormentarti…e lasciati prendere e
sollevare da Lui, lasciati stringere al suo Cuore…
e ripetigli con insistenza: “Io sono povero e infelice…Tu, mio
aiuto e mia liberazione, mio Dio, non tardare” (Sal. 39,18)
oppure: “Mia grazia e mia fortezza, mio rifugio e mia
liberazione, mio scudo in cui confido” (Salmo 143,2)
“Nell’ora della paura io in te confido”…(Salmo 55)
o semplicemente: “Mio Dio, confido in te!”(ripetuto tante volte).
“Tutto spero da Te…anche questa cosa impossibile!”
Alla serva di Dio Suor Consolata Betrone Gesù diceva:
“Non temere di nulla e di nessuno: Nessuno potrà fermare
ormai la tua corsa vertiginosa, perché Io sono in te…E tu ti
fidi solamente, ciecamente e totalmente del tuo Gesù…
“Se tu ti fossi fidata di te stessa, o ti fossi appoggiata alle
tue preghiere, ai tuoi slanci o fervori, avresti fatto passi
da lumaca… Ma tu ti sei appoggiata all’Onnipotente…e allora
Io compirò in te meraviglie, faremo insieme voli giganteschi”.
Te lo giuro: “Chi crede in me (e confida in me) fiumi di
acqua viva scaturiranno dal suo seno”(cfr. Gv. 7,38).
Medita anche queste sublimi parole del profeta Isaia (40,30):
“Egli dà forza allo stanco e moltiplica il vigore allo
spossato. Anche i giovani faticano e si stancano,
gli adulti inciampano e cadono;
ma quanti sperano nel Signore (e perciò “i piccoli”)
riacquistano forza, mettono ali come aquile,
corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi”.
4°- Ascolta: Tutto potrai dimenticare nella tua vita;
una sola cosa però non dovrai mai dimenticare, ecco:
76
*
“L’Onnipotente può fare tutto in te…
*
e tu“tutto devi sperare da Lui”!
In certi momenti di vera preghiera anche tu avrai sentito una
voce misteriosa, calda d’amore, che ti sussurrava:
“Tutto Io sono”…”Tutto Io faccio”…”Tutto Io ti risolvo”.
“Tutto Io ti rendo possibile” (anche ciò che finora ti è
stato impossibile)!
Oh, te beato, se ne godrai…e ne approfitterai!
Tutta “la Scrittura” è piena di questo “Io sono” di Dio:
“Sono Io” che ti attiro…”Sono Io” che ti purifico…e ti salvo!
Medita ancora queste parole che Gesù rivolge a S. Faustina:
“Quando un’anima si avvicina a me con fiducia,
Io la ricolmo di grazie…Quanto più grande è la fiducia,
tanto più essa ottiene”.
Divento Io stesso dipendente dalla tua fiducia; se la tua fiducia
sarà grande, la mia generosità non conoscerà limiti”…
“Le anime di fiducia illimitata sono per me una grande
gioia; in esse riverso tutti i tesori della mia grazia, le proteggo
come una tenera madre protegge il suo bambino, esse sono
racchiuse nelle viscere della mia Misericordia più
profondamente che il bimbo nel seno della madre”.
Addirittura un altro giorno le dice:
“Sono felice quando le anime chiedono molto, perché
il mio desiderio è dare molto, anzi dare moltissimo.
Mi rattristo invece quando chiedono poco”.
Ed ecco la risposta di S. Faustina:
“O Signore, alle volte tu mi immergi nella notte oscura e
nell’abisso della mia nullità…Io sono abbandonata a Te come
un neonato all’amore della propria madre. Anche se tutto
congiurasse contro di me, anche se la terra mi mancasse sotto i
77
piedi, vicino al tuo Cuore io sono tranquilla. Tu sei per me la
più tenera delle madri, anzi le superi tutte”.
-- Senti pure cosa ti dice Madre Teresa di Calcutta:
*
“Amalo con fiducia, senza guardare indietro, senza paura.
*
Donati a Gesù senza riserve: Egli ti userà per compiere
*
grandi cose, a condizione che tu creda molto più nel suo
*
amore che nella tua debolezza. Credi in Lui, abbandonati
*
con cieca e assoluta fiducia, perché Lui ti ama, conosce
*
tutto e può tutto per il tuo bene”.
Meraviglioso! Come si fa a non avere “fiducia” in un “Dio così
straordinario, così incoraggiante?
(Vai a rileggere, negli altri opuscoli, i capitoli
che parlano della “fiducia” e dell’abbandono”).
5°- La “fiducia piena” produce “l’abbandono totale”,
che è il massimo livello di amore e di santità.
“La “fiducia” e “l’abbandono” si realizzano nel momento in
cui ci si getta a corpo morto nel Cuore di Cristo e si accetta di
essere in Lui creatura povera e miserabile, ma amata e salvata
proprio in virtù della nostra “povertà e miseria”.
_ -_ -_ -_-_
Riportiamo qui (in parte) uno splendido insegnamento di Don
Dolindo Ruotolo, (vissuto in concetto di santità), ispiratogli da Gesù
stesso.
XIII . ATTO DI “ABBANDONO”
“Gesù, pensaci Tu”
“Perché vi confondete agitandovi?
Lasciate a Me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà”.
“Vi dico, in verità, che ogni atto di vero, cieco e completo abbandono
in Me risolve le situazioni più spinose…“Abbandonarsi” significa:
chiudere placidamente gli occhi dell’anima, stornare il pensiero della
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tribolazione e rimettersi a Me, come bimbi addormentati nelle braccia
materne”.
“Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro
ragionamento, il vostro pensiero, il vostro assillo e il volere ad ogni
costo provvedere voi a ciò che vi affligge”.
“Quante cose Io opero quando l’anima, nelle sue necessità
spirituali e in quelle materiali, si volge a Me, mi guarda e, dicendomi
“PENSACI TU” , chiude gli occhi e riposa!”
“Avete poche grazie quando vi assillate per produrle voi; ne
avete moltissime quando la vostra preghiera è un affidamento pieno a
Me”.
“Voi nel dolore vi rivolgete a Me, ma volete che Io mi adatti
alle vostre idee; non siete infermi che domandano al medico la cura,
ma che gliela suggeriscono”.
“Io intervengo con tutta la mia onnipotenza e risolvo le
situazioni più chiuse. Ecco, tu vedi che il malanno incalza invece di
decadere?”
“Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: “ SIA
FATTA LA TUA VOLONTA’, GESU’ PENSACI TU”.
Ti dico che Io ci penso, e compio anche un miracolo quando
occorre”.
“La preoccupazione, l’agitazione e il volere pensare alle
conseguenze è contro l’abbandono”.
“Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della mia
Grazia; chiudete gli occhi e lasciatemi lavorare; chiudete gli occhi e
non pensate al momento presente; stornate il pensiero dal futuro
come da una tentazione,
dicendomi: “PENSACI TU”:
Ci penso solo quando chiudete gli occhi. Voi siete insonni, voi volete
tutto valutare, tutto scrutare, a tutto pensare…E’ questo che intralcia
le mie parole e le mie vedute”.
“Oh, come Io desidero da voi questo abbandono per beneficarvi
e come mi accoro nel vedervi agitati!
Satana tende proprio a questo: ad agitarvi, per sottrarvi alla mia
azione e gettarvi in preda alle iniziative umane. Confidate perciò in
Me solo, riposate in Me, abbandonatevi a Me in tutto”.
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“Io faccio miracoli in proporzione del vostro pieno abbandono
in Me e del nessun affidamento in voi: Io spargo tesori di Grazie
quando voi siete nella piena povertà!
Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i
Santi.
Quando vedi che le cose si complicano, di’ con gli occhi dell’anima
chiusi: “GESU’ PENSACI TU”! E distraiti…”
“Fa’ così per tutte le tue necessità. Io ci penserò, te lo assicuro.
Pregate sempre con questa disposizione d’abbandono; ne avrete
grande pace e grande frutto, anche quando Io vi faccio la grazia
dell’immolazione che impone la sofferenza”.
“Le tue preghiere non valgono quanto vale un patto di fiducioso
abbandono.
Ricordalo bene. Non c’è novena più efficace di questa:
“O Gesù, mi abbandono in Te. Pensaci Tu!”
Voglio che tu creda nella mia Onnipotenza e non nella tua azione;
che tu cerci di mettere in azione Me, non te”.
“Tu cerca la mia intimità, esaudisci il mio desiderio di averti, di
arricchirti, di amarti come voglio.
Lasciati amare, lasciati andare, lasciami riposare in Te,
lasciami sfogare continuamente su di te la mia Onnipotenza”.
“Se tu rimarrai vicino a Me, non ti preoccuperai di correre per
riuscire, per dire di aver fatto;
mi dimostrerai che credi nella mia Onnipotenza e Io lavorerò
intensamente con te quando parlerai, quando andrai, quando starai in
preghiera o dormirai, perché “ai miei diletti Io do il necessario anche
nel sonno”(Salmo 126).
Se starai con Me, senza preoccuparti di cosa alcuna, ma la
rimetterai con totale fiducia a Me, Io ti darò tutto quello che ti
necessita secondo il mio disegno eterno…
e ti farò dire e fare quello che Io vorrò. Allora la tua azione
verrà dal mio Amore. Io solo potrò fare dei figli nuovi, che nascono
da Me. Quello che tu farai per riuscire, è tutto fumo in confronto a
quello che faccio Io nel segreto dei cuori per quelli che amano”:
“Rimanete nel mio Amore…Se rimanete in me e le mie parole
rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà dato”.(Gv.15,7)
80
XIV. UN ESERCITO SPECIALE
“i piccoli volontari dell’Amore
e della Misericordia”
---
1°. O voi tutti che sentite il peso della vostra miseria…
che siete convinti di essere dei “falliti”, dei“buoni a nulla”,
“gli ultimi degli ultimi”,
venite:
è per voi questo messaggio di “speranza”,
che è “la piccolezza evangelica”!
Questo è il programma di coloro che sono “senza speranza”,
sui quali Dio scommette tutta la sua “divina Potenza”.
Ed è certamente una grande scommessa che Dio fa, servendosi
di persone inadeguate, per realizzare opere divine:
come chi volesse fare costruzioni enormi con “i rifiuti”…
o fabbricare macchinari potentissimi con “i rottami”!
Potremmo chiamarli “i Volontari dell’impossibile”,
perché Nostro Signore è “il Maestro dell’impossibile”.
O tu che ti senti davvero una “nullità”, sappi che sei il
“figlio prediletto” della divina Misericordia.
Proprio tu, con la tua sconcertante miseria, diventi la
prova più sbalorditiva e la testimonianza più clamorosa del suo
“Amore onnipotente e senza limiti”…
Più ti senti “debole e misero” e più gli giovi:
con “i rottami” della tua anima tanto fragile, Egli riesce a
creare “meraviglie” incredibili e sempre nuove”!
La storia ne è piena…
Stupisci…ed esulta!
81
Questo vuole essere “l’esercito” dei “poveri, storpi, ciechi e
zoppi” della parabola, di coloro, cioè, che sembra non abbiano
nulla di buono.
Eppure sono questi, per Dio, i collaboratori più sicuri,
perché sono “i più umili” della terra.
La Vergine Santissima disse a S. Faustina:
“ La vera grandezza di un’anima sta nell’umiliarsi e nel
considerarsi un nulla…perché il Signore è grande, ma trova la
sua gioia negli umili, mentre ai superbi resiste sempre”.
Gesù un giorno le confidò:
“Tu mi piaci tanto per la tua umiltà”: all’anima umile viene
dato con generosità assai più di quanto essa stessa chiede”.
(S. Faustina confessava di essere così profondamente
convinta di essere un nulla, che considerava una
grande grazia se la gente l’avesse calpestata).
Con “gli umili” Dio riesce a fare tutto quello che vuole, perché
essi sanno di non potere nulla…di non avere nulla di cui
vantarsi, nulla a cui appoggiarsi...
e perciò contano solo su di Lui, si appoggiano solo a Lui,
vogliono stare sempre “tra le sue braccia”, “lasciarsi condurre
da Lui”.
”Piccolo bambino”, più “ti lascerai portare da Dio” e più
la sua “potenza divina” passerà in te:
“Cristo fu crocifisso per la sua debolezza, ma vive per la
potenza di Dio. E anche noi che siamo deboli in lui,
saremo vivi con lui per la potenza di Dio” (II Cor.13,4).
Sembra incredibile…ma è proprio la tua “debolezza” che ti
rende forte:
“La mia potenza infatti si manifesta pienamente nella
debolezza”, così dice il Signore (II Cor. 12,9).
82
Quando tu accetterai con gioia di essere “all’ultimo” stadio
della “debolezza”, allora “Colui che è Potente” potrà fare in te
“grandi cose”.
2°- Forti della Sua “potenza”, “i piccoli” vogliono vivere
l’ideale evangelico della “piccolezza” in tutta la sua pienezza:
La “potenza divina” di cui si sentono “rivestiti” li rende
“miti e umili di cuore”, ma non pavidi o indecisi; al contrario,
non esistono persone più decise e ostinate dei “piccoli”,
i quali “si buttano”, senza guardare ai pericoli…
I Santi e i grandi personaggi della Chiesa, sono tutti così:
benevoli e dolci, “tranquilli e sereni come bimbi…”,
irremovibili nel volere stare sempre “tra le braccia del Papà e
della Mamma”, per camminare più speditamente nelle “vie del
Signore” e diventare “invincibili” nella lotta contro le potenze
infernali: “…Siamo più che vincitori per virtù di Colui
che ci ha amati” (Rom. 8,37).
“Mirabile paradosso: “il piccolo cammino dell’infanzia” esige
e produce robustezza di volontà, virilità di carattere, solidità di
impegno…rende veramente uomini” (dal “Cammino” di J. M.
Escrivà).
Non sono “conformisti” “i piccoli”, sdegnano le “mezze
misure” e i compromessi, anche se restano soli contro tutti;
come tutti i veri discepoli di Cristo, sono inflessibili oppositori
della “mentalità del mondo”:
“non conformatevi alla mentalità di questo mondo”(Rm. 12,2)
“il mondo è morto per me, e io lo sono per il mondo”(Gal. 6,14)
Quanto mai attuale è la descrizione che del “mondo” fa il
santo vescovo Ilario di Poitiers (IV secolo):
“A perseguitarci non è più un imperatore anticristiano,
ma un persecutore ancora più insidioso, che ci lusinga;
83
non ci flagella la schiena, ma ci accarezza il ventre; non ci
confisca i beni terreni, ma ci arricchisce per darci la morte;
non ci mette in catene, ma rende schiava la nostra anima;
non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore;
non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide
l’anima con il denaro”.
3°- Una terza caratteristica dei “piccoli Volontari” è
“l’amore appassionato” per “la Divina Misericordia”.
Potremmo anche chiamarli “i Volontari della Misericordia”.
Consapevoli della propria miseria senza confini, stracolmi
della “Misericordia di Dio”, che sperimentano continuamente,
ardono dal desiderio di diffondere ovunque “i frutti della divina
Misericordia”…
vorrebbero trascorrere tutto il tempo della loro vita ad
accendere in tutti i cuori “la fiducia nella D. Misericordia”…
e ci riescono meglio degli altri, perché è il Signore stesso
che li aiuta a comunicare agli altri la propria consolante
esperienza.
A tal proposito meditiamo le parole di Gesù a S. Faustina:
“Desidero che questa mia Misericordia si riversi sul
mondo intero tramite il vostro cuore.
“Quando un’anima si avvicina a me con fiducia, la
ricolmo con tale abbondanza di grazie, che non può contenerle
in sé, ma le irradia anche sulle altre anime”.
“Ogni anima deve rispecchiare in sé la mia Misericordia.
Il mio Cuore è colmo di pietà e di Misericordia per tutti, e il
cuore che mi ama deve essere simile al mio Cuore:
dal suo cuore deve sgorgare la mia Misericordia per le anime,
altrimenti non la riconoscerò”.
“Guarda il mio Cuore pieno di bontà, assimila i miei
84
sentimenti, cerca di essere mite ed umile. Sii misericordiosa
verso gli altri, come Io lo sono con te”. “Ama tutti per amor
mio, anche i più grandi nemici, perché la mia Misericordia si
possa riflettere nel tuo cuore in tutta la sua pienezza”.
E S. Faustina traduceva questi preziosi insegnamenti in una
preghiera molto intensa e pratica:
“Aiutami, o Signore, a far sì che i miei occhi siano
misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non
giudichi sulle apparenze, ma sappia scorgere ciò che c’è di bello
nell’anima del mio prossimo”.
”Aiutami, o Signore, a far sì che la mia lingua sia
misericordiosa, e non parli mai sfavorevolmente del prossimo,
ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono”.
“Aiutami, o Signore, a far sì che il mio cuore sia
misericordioso e a comportarmi affettuosamente, anche con chi
mi fa del male”.
-Nella “Messa della Misericordia di Dio” del nuovo
Messale, nell’Orazione dopo la Comunione, si recita:
*
“Dio misericordioso, concedi a noi di attingere con fiducia
*
alle fonti della misericordia, per divenire sempre più
* “misericordiosi” verso i nostri fratelli”.
-- Ecco dunque chi sono i V.A.P.: persone “povere e misere”,
che fanno continuamente esperienza gioiosa
della
“Misericordia di Dio” e sono bramosi di trasmetterla a tutti.
4°- Ed ecco l’altra caratteristica dei V.A.P.:
il desiderio cocente di donare agli altri“affamati” “ i beni di
cui sono stati ricolmati”. Non si stancano mai di fare partecipi
anche gli altri dei “tesori” che il Signore fa loro scoprire.
-Nello stesso tempo, l’esperienza continua del proprio nulla
li spinge ad appoggiarsi agli altri e a chiedere a tutti preghiere e
collaborazione: il “Corpo Mistico” funziona a meraviglia!
85
5°- Infine, un segno importantissimo che caratterizza questo
esercito di “piccoli” è la materna presenza di Maria
nella loro vita:
“Maria”, Madre del “Bambino Gesù”,
Madre di ogni “bambino”.
Il “bambino” è inseparabile dalla mamma:
senza la mamma non ci sono “bambini”.
Senza “Maria” non si può “diventare piccoli come i bambini”.
E’questo il suo principale compito: “farci diventare bambini”.
In Lei “l’Infinito si è fatto piccolissimo Bambino”: da Lei
si è lasciato plasmare, nutrire, pulire, rivestire…
Più ci faremo “piccoli” in Lei e più il Signore potrà
realizzare in noi i suoi mirabili disegni!
Questo dunque è il principale “segreto” della vita spirituale:
vivere “con Maria” ,“in Maria”, “come Maria”,
perché Cristo viva pienamente in noi, suoi “piccoli”!
Non si tema che la Madonna trattenga per sé l’amore dei suoi
devoti e quindi sia di ostacolo all’incontro con Cristo.
Potremmo applicare alla Vergine quello che avviene nella
natura, creata dalla “Sapienza eterna di Dio”:
“La terra è avvolta da un manto meraviglioso, che è
l’atmosfera, la quale non solo non impedisce i raggi del sole,
ma li fa giungere a noi più miti e benefici e conferisce
maggiore splendore sia alla terra che al cielo”.
Così, in un certo senso, la Madonna S.S, trasparenza purissima
del “Dio Uno e Trino”, rendendoci “piccoli come Lei”,
favorisce il nostro rapporto con Cristo, lo rende più dolce e più
tenero, più intimo e più concreto. -----------------------------------====N.B. Se vuoi fare parte anche tu di questo “esercito di piccoli”
leggi le ultime pagine del libretto“Volontari dell’Amore”
Parte IV- (copertina rossa).
86
XVI. LA SPIRITUALITA’ DEL FUTURO
---
A ragione la “piccolezza evangelica” è stata definita
“la spiritualità del futuro”:
di questo futuro pieno di incognite, di minacce e di paure…
ma anche di “immensa speranza”.
Il futuro della Chiesa e di tutta l’umanità poggia sulla
“piccolezza evangelica”!
Due sono le ragioni principali di questa affermazione,
che, a prima vista, sembra esagerata.
1°- Oggi tutto diventa sempre più complicato, spaventoso,
minaccioso…
Tanti pensano che la situazione del mondo andrà peggiorando
sempre più: “i mali dell’umanità si moltiplicheranno...
gli attacchi infernali diverranno sempre più devastanti…
e le nostre forze saranno sempre più ridotte e impotenti
di fronte alle imponenti strutture del peccato”. Così dicono…
e concludono affermando che non c’è più nulla da fare.
Ma c’è Chi non la pensa così:
Colui che si definisce “Re dei re e Signore dei signori”
ci chiama alla battaglia, svelandoci “il segreto della vittoria”,
che è “la fiducia piena e serena dei piccoli”:
“Con la voce dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza e la tua gloria,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli”(Salmo 8,3).
E’ giunto il tempo in cui soltanto “i piccoli” avranno la
forza di resistere e di impegnarsi seriamente per portare
avanti “il Regno di Dio”:
87
perché soltanto “i piccoli” possiedono la “potenza di
Dio” da cui si lasciano condurre.
Più sono gravi i pericoli, le minacce e le paure e più essi si
stringono“tra le braccia del Padre”, affidandosi alla sua forza
“onnipotente”.
“L’0nnipotenza di Dio nelle nostre mani”:
questa è “la piccolezza evangelica”!
Al contrario, coloro che si appoggiano alle proprie
sicurezze verranno facilmente travolti dai catastrofici
capovolgimenti che potrebbero scatenarsi sul mondo.
2°- E c’è un’altra ragione, non meno importante; eccola:
il frutto più evidente e più importante dell’amore e della
“piccolezza” è ”l’unità” tra tutti i credenti, che è come il
riflesso del “Dio Trino e Uno”.
E’ questo il desiderio più accorato di Gesù, espresso nel
suo “testamento”:
“Come Tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi una
cosa sola, perché il mondo creda”(Gv. 17,21).
Purtroppo, lungo i secoli della storia, “l’unità” tra i cristiani
si è andata sempre più sgretolando,
fino a degenerare nello scandalo della divisione:
tante Chiese e confessioni, “l’una contro l’altra armata”.
Anche se i Santi delle varie epoche, singolarmente, vivevano e
coltivavano l’ideale della “piccolezza”, dando splendidi esempi
di “umiltà, fiducia, mitezza, dialogo, distacco da sé”,
tuttavia, la Chiesa in generale, Pastori e laici, usava sempre,
(pensiamo in buona fede), il metodo della lotta , della chiusura
e della intransigenza. Quali i risultati?
In tanti secoli di polemiche, di battaglie e di scomuniche,
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i fossati tra le diverse Chiese
(Cattolica, Protestante e Ortodossa)
sono diventati sempre più profondi e incolmabili.
3°- In questi ultimi tempi, però, soprattutto ad opera del
Concilio Vaticano II, la Chiesa tutta, con i suoi Pastori
(Papa e Vescovi), ha ufficialmente e solennemente scelto
la “via evangelica” della “piccolezza”,
cioè dell’umiltà, della mitezza, del dialogo, della
comprensione benevola…
specialmente nei rapporti con le altre Chiese cristiane.
E’ stata certamente una svolta rivoluzionaria:
-
I documenti Conciliari (soprattutto “il Decreto
sull’Ecumenismo”), con tutte le rivalutazioni e gli
apprezzamenti nei confronti dei “fratelli separati”;
I Sommi Pontefici (come Paolo VI) che si prostrano
dinanzi ai Pastori delle altre confessioni cristiane;
i rapporti ecumenici, di vario genere, improntati al
dialogo e alla tolleranza;
Giovanni-Paolo II che, a nome di tutta la Chiesa,
chiede perdono per tutte le colpe commesse dai cattolici
nel corso dei secoli;
la sua “ostinazione” nel volere raggiungere, ad ogni costo
e con tutti i mezzi, la piena unità tra le Chiese cristiane;
la restituzione di quadri e di reliquie agli Ortodossi
sono tutti segni evidenti di una profonda conversione al
“Vangelo della piccolezza e dell’umiltà”.
“Piccolezza e Umiltà”
che non giudica e non condanna;
che non si innalza al disopra degli altri;
che si sottomette e perdona, anche quando si ha ragione.
89
“Piccolezza e Umiltà”
che (a differenza del passato) vede negli altri più
gli aspetti positivi che quelli negativi,
più “le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono”.
E i risultati sono stati davvero sorprendenti:
il “miracolo dell’unità” avanza sempre più, nonostante le
difficoltà, le controversie e le incomprensioni secolari…
Certi gesti di comunione e di collaborazione tra i cattolici
e i fratelli separati, che avvengono oggi,
erano impensabili solo qualche decennio fa.
4°- Ecco la conclusione:
Se questo straordinario progresso nel cammino dell’unità
è stato possibile per la conversione della Chiesa “all’umiltà e
alla piccolezza evangelica”,
sarà solo questo rinnovato atteggiamento evangelico a farci
raggiungere la “piena e perfetta unità” voluta da Cristo:
“O Padre, che siano perfetti nell’unità”.
Solo con “la piccolezza e l’umiltà”
si costruisce “la perfetta unità”!
*
Questo è “il secolo dell’unità” (tutti ne sentono l’anelito)
*
e perciò è “il secolo della piccolezza evangelica”.
Chiamala come vuoi, ma è questa l’unica via della “vera
unità”, non ce n’è altra.
Tutti gli altri strumenti, soprattutto la preghiera e il dialogo,
sono senza dubbio necessari; ma resterebbero vuoti e inefficaci
senza lo spirito della “piccolezza” voluta espressamente da Dio.
90
“FERMATI…
SE VUOI AVANZARE”.
- - -
1°- Dopo quanto detto fin qui, abbiamo compreso certamente
che il Signore ci chiama a “collaborare con Lui”, per
spegnere “le fiamme infernali” (che avanzano sempre
più), e “accendere ovunque il fuoco del suo amore e della
sua Misericordia”.
Attenzione, la tattica del “principe delle tenebre” è doppia:
- o ci rende indifferenti e inerti, come quelli che “dormono”;
- o ci spinge a correre “per vie opposte alle vie di Dio”.
La seconda insidia è più forte e più pericolosa:
la fretta presuntuosa e orgogliosa di chi vuole arrivare a tutto,
senza discernimento, come se fossimo noi gli artefici di tutto il
bene che si fa nel mondo.
Ci affatichiamo e ci affanniamo tanto, senza preoccuparci se le
opere che vogliamo costruire sono secondo i progetti di Dio.
Noi corriamo troppo, perché abbiamo troppa fiducia in noi
stessi: corriamo più di Dio, lo anticipiamo in tutto.
Ma, chi vuole correre più di Dio, “va ad ammazzarsi” e fa
saltare in aria ogni bene (come un pericoloso “kamikaze”
lanciato dal “maligno”).
2°- Ascoltiamo l’insegnamento sorprendente della parola di
Dio:
“Figlio, la tua attività non abbracci troppe cose…
anche se corri, non arriverai…
C’è chi lavora, fatica e si affanna:
eppure resta tanto più indietro.
(Invece) C’è chi è debole e ha bisogno di soccorso,
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chi è privo di beni e ricco di miseria:
eppure il Signore lo guarda con benevolenza,
lo solleva dalla sua bassezza e lo fa stare a testa alta,
sì che molti ne sono stupiti”(Sir. 11,10).
Amico, rifletti: quante corse insensate nel tuo cammino…
che ti portano lontano, molto lontano da Dio!
Ma, ahimè, più ti affanni a correre e più vedi moltiplicarsi
i “capitomboli”…tanto che ti vedi costretto a rassegnarti alla
disfatta e a rinunziare all’impresa:
--“La santità non è per me”-- vai ripetendo.
No, fratello, non è così, per fortuna.
3°- Ecco allora la parola d’ordine, apparentemente molto
strana e paradossale:
“Fermati…se vuoi avanzare” !
E’ questo il formidabile “segreto” del progresso spirituale:
“Sapersi fermare”…non per oziare,
ma per avanzare in maniera più sicura.
“Fermarsi” per stare in ascolto di Dio…
perché sia Lui a dirigere la nostra vita.
“Fermarsi” per aspettare Lui…e camminare con Lui…
-Devi convincerti di una cosa importantissima:
più si va avanti nella vita spirituale, e più la strada si fa ripida…
e aumentano le difficoltà e le insidie di ogni genere.
In certi momenti di lotta e di oscurità, solo “tra le sue
braccia” potrai proseguire il cammino:
“Voi stessi avete visto come Io vi ho sollevato su ali di
aquila e vi ho fatto venire fino a me” (Esodo 19,4).
4°- “Fermati”…”fermati” spesso:
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per metterti in “sintonia” con Lui,
per verificare la direzione del tuo cammino.
Cosa cerchi?…Dove vuoi arrivare?
“L’Eterno” è il tuo “principio”…e il tuo “fine”.
Non importa quando arrivi, ma dove arrivi.
“L’Infinito” è il tuo centro, la tua vita, il tuo respiro…
non esiste altra realtà, altro bene, al difuori di Lui.
-“Fermati in Lui”! “Rimani” sempre fisso in Lui : egli ti farà
spaziare “di meraviglia in meraviglia”…”di luce in luce”!
Nessuno ti può saziare, al pari di Lui.
-“Fermati”…e vai a sostare davanti al “trono della pace”,
“alla Sorgente della luce” (il Tabernacolo).
Quale dolce intimità qui Egli ti concede:
in nessun altro posto puoi trovarne tanta!
Lasciati avvolgere da questo “Fuoco divorante”
che tutto consuma…che brucia i tuoi egoismi
e fa esplodere in te la sua energia inarrestabile…
Qui, più che altrove, le tue “batterie” interiori
si ricaricano della Sua “luce” inesauribile.
Più vuoi salire in alto e più devi “fermarti” a lungo
su questo “Cuore” adorabile!
Qui troverai tutto:
luce, forza, difesa, rifugio, protezione, conforto…
Qui troverai la quiete fra le tante tempeste della vita!
Com’è possibile credere al suo implacabile amore…e cercare
altrove quello che solo Lui ti può dare?
Non dimenticarlo: fuori di Lui, tutto è delusione e amarezza!
-“Fermati”…quando il lavoro ti sfibra…e le molteplici attività
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ti assillano…Non lasciarti prendere dalla manìa o dalla
preoccupazione del fare.
Cosa vuoi costruire tu? è Lui che vuole costruire in te “il suo
Tempio vivo”…che vuole fare di te “un’immagine di Sé”,
Prima che il tuo “fare”, per Lui conta il tuo“essere”:
“Essere per Lui”, “essere con Lui”, “essere simile a Lui”.
-“Fermati”…perché Lui ti possa immergere nell’immensità del
suo“Essere”, per “essere di più” rendendoti simile a Lui.
-”Fermati”…quando vorresti inoltrarti nel Mistero,
per vederci più chiaramente…
(la troppa luce ti accecherebbe).
-“Fermati”…quando vorresti “afferrare Dio” con i tuoi
slanci o col tuo fervore: “lasciati afferrare da Lui”.
-“Fermati”…quando i dubbi ti tormentano…
le tenebre ti spaventano…e i timori ti assillano:
non andarci dietro, non ragionarci:
più ci ragioni e più aumentano le tenebre e le paure.
-“Fermati”…quando le tentazioni non ti lasciano in pace
e le lotte interiori non ti danno tregua…
e tu vorresti combattere con le tue “mani”
e vincere satana coi tuoi ragionamenti.
Lasciati difendere da Dio: solo Lui te ne può liberare.
Ripetigli sempre: “Signore, confido in Te”! “Tu, mio aiuto e
mia liberazione, mio Dio, non tardare”(Sal. 39,18).
5°- “Ferma tutto”: le tue ansie, le tue tensioni e preoccupazioni.
Non stressarti…non agitarti…
non scervellarti per capire meglio, per vederci più chiaro.
Cosa vuoi capire tu?…C’è Lui che conosce tutto!
Non ti basta?…A un “bambino” certo che basta:
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Ai “piccoli” non interessa capire, ma abbracciare il
Papà (e la mamma) ed essere da loro abbracciati.
-”Ferma tutto”…non per rimanere inattivo,
ma per raggiungere altezze irraggiungibili…
(come un bimbo che, portato sulle spalle dal suo papà,
può raccogliere anche i frutti degli alberi più alti).
-“Ferma” le tue parole e le tue risposte risentite…i tuoi sfoghi
e i tuoi lamenti…le tue critiche e i tuoi giudizi.
-“Ferma” anche la tua preghiera, che è troppo piena di te
e di parole tue…Lasciati parlare da Dio, “lasciati amare”.
“Fermati” nell’ascolto e nella contemplazione di Lui!
6°- Fratello, quante fatiche sterili…quanti percorsi sbagliati,
quante “costruzioni abusive” nella tua vita…
Se vuoi progredire sul serio, devi necessariamente
“fermarti”…addirittura fare marcia indietro, per ricominciare
col passo giusto, che è quello di Dio.
Ascolta (e fai tua) la felice intuizione di un noto maestro
spirituale (J. Lafrance):
“Non è il tuo avanzare verso di Lui che ti fa progredire,
ma il tuo indietreggiare di fronte a Lui”.
“Indietreggiare”, per cedere a Lui tutto lo spazio della tua
preghiera, della tua vita e della tua attività:
lo spazio che è Suo…e che tu hai occupato abusivamente.
Chiedi allo Spirito Santo che ti faccia capire dove e quando
devi fermarti…
per camminare e “collaborare all’unisono con Lui”.
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Introduzione
INDICE
I. Il mondo brucia
II. Collaboratori di Dio
III. La vera collaborazione
IV. La “Volontà Divina” nella Bibbia
V . La “Volontà Divina” unico bene
VI. L’era della “Divina Volontà”
VII.”Volontà di Dio” e “piccolezza evangelica”
VIII.Il piano strategico di Dio:“la piccolezza ev.”
IX. La rivoluzione evangelica della “piccolezza”
X . Bellezza della “piccolezza”
XI. La difficile facilità della “piccolezza”
XII.“Fiducia” nella “Divina Misericordia”
XIII.“Fiducia illimitata”
XIV. Atto di “Abbandono”
XV. Un esercito speciale
XVI. La spiritualità del futuro
XVII.”Fermati se vuoi avanzare”
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N.B. Se sei rimasto convinto ed edificato da queste meditazioni,
chiedi tante copie di questo libretto (e degli altri precedenti) e
diffondile, più che puoi, tra le persone che sono “assetate di
spiritualità”:
E’ un tuo dovere fare godere anche agli altri i doni che
hai ricevuto dal Signore.
Qualsiasi quantitativo ti viene inviato gratis.
Si accettano tuttavia volentieri le offerte spontanee, come
collaborazione ad un apostolato così ricco di frutti spirituali.
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