10 / 09
http://www.samaritani.ch
oggi
Sicurezza al campo
Help d’autunno
10 | Le impressioni dalle
Gare Samaritane 09
15 | Croce Rossa, un corso per
accompagnare alla morte
18 | Milena e Teseo,
Team di Pet-Therapy
19 | Otto Sezioni in
Convegno a Belllinzona
Provate la nuova libertà …
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Editoriale
Editoriale
L’essere
Samaritano
C’è una cosa che, oltre alla grande disponibilità e alla passione, accomuna
tutti i Samaritani e tutte le persone
che, in genere, svolgono un’attività a
livello di volontariato: un cuore grande e aperto. L’attitudine per il «dare
agli altri» e per l’aiutare. La capacità
di ascoltare e comprendere. Poi c’è
comunque il piacere di stare in compagnia, di trovarsi, di scambiare idee
e opinioni, non necessariamente
sempre sull’attività samaritana. Tutto questo ho percepito molto chiaramente visitando un pomeriggio di
fine settembre il Convegno regionale
di Bellinzona.
Ho anche però toccato con
mano quanto la tecnica, la precisione, le corrette conoscenze e le
giuste manipolazioni della vittima
siano vieppiù diventate molto importanti e basilari per un intervento davvero efficace. Ad esempio
l’uso della barella o il massaggio
cardiaco richiedono precisione e
manipolazioni corrette.
Cuore e tecnica. Una tecnica che
deve essere aggiornata costantemente per stare al passo coi tempi
e per vincere sulla sempre maggiore concorrenza, presente anche
nell’ambito del soccorso sanitario.
Ma cuore e tecnica possono convivere nella medesima persona. O, se
non convivono, possono vivere in
due persone diverse, ma ambedue
accomunate dallo stesso, forte, spirito Samaritano; una persona non
esclude l’altra; un modo di fare – o
meglio un modo di percepire e di
vivere le cose, un atteggiamento –
non esclude l’altro. Anzi, i due modi
di essere Samaritano sono perfettamente complementari. Proprio come
cerca di spiegarlo dalla sua colonna
su questa rivista il nostro segretario
centrale Kurt Sutter. Buona lettura!
Reportage
04 | Gli HELP a Moléson
Molto divertimento e piacere di stare
assieme, questo ed altro è stato il campo
autunnale HELP
Attualità dalla FSS
10 | Impressioni dalle Gare
Resoconto a parole e immagini dalle Gare
Samaritane svizzere; le squadre premiate
3 domande a…
12 | Ruth Burkhalter
A Rebstein ha vissuto la sua prima volta da
presidente della Commissione delle gare
Buono a Sapersi
13 | Anatomia
L’apparato locomotore passivo, impariamo
a conoscerne meglio il funzionamento
Panorama
15 | Dolce come la morte
La Croce Rossa svizzera e i corsi che
affrontano da vicino questa delicata
tematica
Il ritratto
18 | Milena Zanni
A tu per tu con Teseo, il cane «speciale» che
in Ticino forma un Team di «Pet-therapy»
Sezioni/Associazione
Sommario
Sommario
Sommario
03
19 | La voce dei Samaritani ticinesi
Il Convegno regionale di Bellinzona
Mara Zanetti Maestrani
oggi samaritani 10/ 09
Reportage
04
I partecipanti al Campo autunnale Help a Moléson-sur-Gruyères.
I Gruppi Help della Svizzera tedesca al Campo autunnale 2009
Quasi tutta la Svizzera
al villaggio di Moléson
Giocare assieme, divertirsi,
praticare vari sport e vivere
esperienze entusiasmanti: questo
e molto altro ha offerto il Campo
autunnale Help 2009 svoltosi a
Moléson-sur-Gruyère. Durante la
settimana del Campo, il cui motto
è stato «Viaggio attraverso la
Svizzera», giovani ed adulti sono
stati contagiati dall’entusiasmo e
dal buon umore.
Testo: Zita Motschi
Foto: Patrick Lüthy
Moléson-sur-Gruyères
Payerne
Fribourg
Romont
La Roche
Schwarzsee
Vaulruz
Bulle
Broc
Gruyères
Semsales
Bas-Intyamon
Moléson-sur-Gruyères
Grandvillard
Châtel-Saint-Denis
oggi samaritani 10 / 09
Jaunpass
Decisamente la colazione piace:
i 76 partecipanti al Campo autun­
nale si servono, prendono il Bircher­
müesli, chiacchierano tra di loro,
ridono, scherzano, bevono la loro
cioccolata e alla fine, sazi, sono
pronti per le nuove attività della
giornata. Cosa si fa? Primi soccorsi?
«Noooo!», rispondono in coro!
Pascal Fischer, 20 anni di Vol­
ketswil e capo del Comitato d’or­
ganizzazione, fa subito chiarezza:
«come da tradizione il gioco e il
divertimento sono al primo posto
durante i campi Help; vi possono
partecipare gli Help in provenienza
da tutta la Svizzera tedesca. Nasco­
no così contatti e relazioni interes­
santi che durano poi ancora oltre
la chiusura del campo. Si forma in
altre parole un gruppo stimolante
di persone. E ovviamente da tutto
ciò si impara molto… .» Daniel Hess
(22 anni di Zurigo, e membro del
Comitato) sottolinea il fatto che «nel
corso degli anni, ai diversi campi
Help si rivedono sempre anche vec­
chie conoscenze, vecchi amici. Que­
sto è molto bello!». Anche Chris­
tian Ernst (32 anni di Winterthur)
partecipa da anni ai campi. E’ pure
membro del Comitato organizzato­
Daniel Hess, Pascal Fischer
e Christian Ernst.
re, formato da otto membri. «Per
me – dice – la cosa più affascinante
è il fatto di essere e di lavorare in
un team di persone di provenienze
e formazioni diverse». E tutti e tre
sono concordi nel dire che non c’è
maggior gioia e soddisfazione di
quella di lavorare con bambini e
giovani e di sperimentare come li si
possa rendere felici proponendo loro
delle esperienze di vita particolari.
La lettura della leggenda di Guglielmo Tell, prima della rappresentazione.
Reportage
In cucina.
05
Guglielmo Tell con l’arma.
Visita alla capitale del Cantone
La parola chiave del campo è «espe­
rienze». In questo senso, cosa pro­
pone il programma del campo?
Christian Ernst e Daniel Hess dan­
no un’occhiata programma setti­
manale: tra le altre cose, è prevista
una corsa d’orientamento a Fribor­
go, visto che è tradizione che – du­
rante i campi autunnali – si visiti
e si conosca da vicino la capitale
del Cantone ospitante. La prima
sera ovviamente è invece dedicata
alla conoscenza reciproca dei par­
tecipanti. Sono poi previste delle
attività sportive e piccole escursio­
ni, come ad esempio sul Moléson.
Considerato che al campo è stato
dato il tema «Viaggio attraverso la
Svizzera», gli organizzatori hanno
Un gruppo davanti al cappello di Gessler.
Prima del pranzo.
preparato per i bambini un apposito
«Cruciverba svizzero», come pure
una «Battaglia dei Cantoni» e, non
da ultimo, il «Giorno di Guglielmo
Tell», che cade proprio oggi, duran­
te la nostra visita. Ma il clou vero e
proprio, sarà la serata di venerdì…
Oggi, come detto, è il «Giorno di
Guglielmo Tell». Alla sera è previsto
uno show su questo tema. Neva Leu­
zinger, di Glarona­Rieden, assieme
al collega Remo Lanz, è la respon­
sabile di questa attività. Dopo la co­
lazione, Neva divide i ragazzi in sei
gruppi e distribuisce ad ogni respon­
sabile di gruppo un riassunto della
leggenda dell’eroe svizzero. Ogni re­
sponsabile legge il testo e il gruppo
risponde a delle precise domande;
poi ogni gruppo riceve un piccolo
compito da svolgere, sempre relati­
vo alla leggenda. Alla sera, il tema
«Guglielmo Tell» e la sua leggenda
dovranno infine essere rappresentati
in modo fantasioso sul palco.
Largo alla fantasia
I ragazzi cominciano con entusia­
smo il lavoro. Ogni cosa, ogni og­
getto, ogni utensile può venir utile
allo scopo: così una scopa diventerà
un cavallo, mentre con un foglio di
carta alu si costruirà una maschera;
i tovaglioli in stoffa, quelli, possono
essere utili per i più svariati impie­
ghi! Alcuni bambini lavorano rapidi
e diligenti, altri prendono la cosa con
più calma. Tutti, comunque, si sono
ampiamente guadagnati la pausa­
pranzo: i tre solerti responsabili del­
Ci si maschera con oggetti a portata di mano.
oggi samaritani 10 / 09
Reportage
06
la cucina hanno loro preparato dei
succulenti «rösti con bratwurst» e
salsa; pasto che li riscalda in questa
fresca giornata d’autunno e «ali­
menta» pure… la loro fantasia!
Ma le cose più fantastiche le si vi­
vono, come detto, alla serata finale,
quella del venerdì. Quando se ne par­
la, nel campo, la maggior parte dei
ragazzi ride o sorride… Daniel Hess e
Pascal Fischer confermano che la sera
del venerdì, che prevede l’elezione del­
la Miss e del Mister del Campo Help,
è il vero e proprio clou della settima­
na. In proposito, c’è una vera e pro­
pria tradizione. In questa occasione,
infatti, si tirano a sorte delle coppiette
che poi avranno il diritto di mangiare
assieme… Per questo tutti – ragazzi­
ne e ragazzi – si presentano eleganti
e profumati. Il tutto è davvero mol­
to divertente! Spesso la cosa, infatti,
«non funziona» tra le coppie sorteg­
giate, ma… «va meglio» con la com­
pagna o il compagno seduti al tavolo
vicino. E chi saranno Miss e Mister
Campo? Solo i più belli? «No, non è
detto – osserva sorridendo Pascal Fi­
scher – bisogna piacere e la simpatia
gioca un ruolo molto importante!».
Ma, con tutto questo, e le escursio­
ni, e la buona cucina, eccetera, quan­
to costa il Campo? «Non costa molto
– risponde il presidente del Comitato
organizzatore – noi monitori lavoria­
mo a titolo di volontariato, mentre i
partecipanti pagano 240 franchi per
persona (200 franchi i fratelli e le
sorelle). Inoltre riceviamo dalla Fe­
derazione svizzera dei Samaritani 40
franchi per persona quale contributo
di sostegno. Tutto questo ci basta».
La battaglia con le coperte di lana è stata il massimo!
Robin Glauser, 11 anni, abita a Effretikon e da tre anni fa parte del locale
Gruppo Help Illnau-Effretikon. Con suo
fratello maggiore, un cugino e due cugine, è per la prima volta al Campo autunnale Help. Anche se per lui è tutto
nuovo, gli piace il villaggio di Moléson,
trova simpatici e gentili la maggior parte dei compagni e pensa che le tematiche sono variate e la cucina ottima.
Gion Dosch, 14 anni, arriva da Coira
e pure da tre anni fa parte del locale
Gruppo Help. Conosceva già tre o quattro amici che sono stati ai Campi Help
e che sono tornati entusiasti, così ha
deciso di parteciparvi. Quello che finora lo ha impressionato di più, è stata la
grande battaglia con le coperte di lana
del primo giorno: «è stata una cosa indescrivibile», dice sorridendo.
Neva Leuzinger.
Tatjana Mika, 8 anni, abita a Glarona e fa parte degli Help dal 17 maggio
di quest’anno. E’ un po’ la «mascotte» di questo campo, dato che è la
più giovane. Nonostante ciò, si sente bene integrata. E’ contenta che ha
l’occasione di conoscere nuovi amici.
E ovviamente si rallegra che presto arriverà venerdì sera, quando potrà restare
alzata più a lungo, e poi il sabato potrà
riabbracciare sua sorellina Joya.
Ramona Christeler, 19 anni, viene invece da Au (Zurigo) e collabora con il
Gruppo Help di Berna. La giovane, di
formazione elettricista, è già alla sua
quinta esperienza di campi autunnali Help. E’ davvero molto entusiasta di
questa settimana e ne gode ogni minuto: «vivere così tante esperienze assieme
e conoscere tanta gente da diversi Cantoni è bellissimo».
Foto di gruppo, sullo sfondo il cimitero
di Moléson.
oggi samaritani 10 / 09
Ricetta di successo no. 22
Ogni Sezione deve tenere sotto controllo il movimento dei
propri soci. Dietro ogni dimissione c’è un motivo che va
attentamente sondato. Difficilmente si convincerà il socio a
tornare sui suoi passi, ma è importante sapere perché lascia
la Sezione. Se dovesse trattarsi
di motivi importanti legati alla
Sezione, bisogna subito fare i
dovuti miglioramenti allo scopo di evitare altre defezioni.
Lo sviluppo della vostra Sezione è positivo se le entrate di nuovi soci sono
bilanciate con le uscite o, meglio ancora, se ci sono più entrate rispetto alle
dimissioni. C’è invece qualcosa che
non va se si registrano solo uscite dalla Sezione. Analizzate sempre in seno
al vostro Comitato le cause di queste
defezioni, ricercatene attentamente
le ragioni. Se queste sono dovute alla
Sezione stessa, bisogna mettere subito in atto i necessari cambiamenti.
Accanto al vero scopo perseguito dalle Sezioni Samaritane, ce ne sono altri o altre ragioni per le quali vale la
pena diventare socio. Tra questi, ad
esempio, l’esperienza del sentimento
di camerateria e solidarietà che si vive
nella Sezione. Inoltre, per molti soci
la Sezione è un luogo di incontro per
mantenere i contatti sociali.
Rendere attrattiva la Sezione
Oltre ai necessari esercizi samaritani,
cercate magari di offrire ai soci anche
delle occasioni speciali dove la socializzazione è al centro dell’evento. Idee
a questo proposito possono essere
formulate anche dai soci stessi e non
solo dal vostro Comitato. Mostratevi aperti a nuove e magari insolite
idee. Solo così possono nascere cose
geniali…
Dare importanza alla soddisfazione
Maggiore è il sentimento di soddisfazione e maggiore sarà l’attaccamento
alla Sezione. Cercate di soddisfare le
aspettative dei vostri soci; loro lo ap-
prezzeranno molto e ne parleranno ad
amici e conoscenti. Quella del «bocca
a bocca» è la pubblicità più efficace
che possa esserci! Soci soddisfatti e
motivati sono il miglior «motore» di
ogni Sezione. Soci che invece lasciano la Sezione delusi, causano l’effetto
contrario.
Morale: prima di impegnarvi nella
ricerca di nuovi soci, occupatevi con
attenzione della soddisfazione dei
vostri soci attuali. Sono proprio loro
i migliori messaggeri verso l’esterno
e sono quindi indispensabili ai fini del
reclutamento di nuovi soci.
Ricette di successo
Soci che lasciano, perché?
07
Trovate una lista di controllo
(in formato Word) per una carica
attrattiva in seno alla Sezione nel
sito www.samaritani.ch, sotto
Downloads -> Conduzione della
Sezione -> Strumenti di conduzione
e quindi Comitato e funzioni quadro.
Gery Meier, Capo Marketing
[email protected]
Membri attivi e passivi in Sezione
Prendete parte attivamente agli esercizi organizzati dalla vostra Sezione
Samaritana? Prestate il vostro aiuto
in occasione dei Posti sanitari? Fate
magari parte del Gruppo di allarme
o vi impegnate attivamente nel lavoro con i giovani oppure durante le
azioni di donazione di sangue?
Se sì, è quindi anche comprensibile e giusto che vogliate essere partecipi delle decisioni che riguardano la
vita della vostra Sezione. Siete cioè
membri attivi ed avete diritto di voto
all’assemblea generale dei soci.
Nel caso in cui, invece, per motivi familiari, di lavoro o di salute, vi
vedete costretti a limitare o quasi
annullare il vostro impegno, restate
comunque e sempre idealmente legati alla vostra Sezione. Infatti, volete sempre sapere cosa succede nella
Sezione e partecipate alle sue manifestazioni ricreative. E molto probabilmente, siete anche pronti a sostenere volentieri la Sezione a livello
finanziario per permetterle d’essere
in buona salute.
Con il ritiro dall’effettiva attività pratica, un membro trasferisce la
responsabilità del suo sapere ai suoi
successori; successori che diventeranno nuovi membri attivi della Sezione, con diritto di voto alle assemblee generali. Il membro passivo, con
la sua preziosa esperienza vissuta,
potrà comunque sempre consigliare
i nuovi membri attivi, ma non potrà
più decidere con loro (votare) cosa
devono fare o non fare gli altri. Il suo
ruolo in seno alla Sezione continua
comunque ad essere prezioso.
Kurt Sutter, Segretario centrale
oggi samaritani 10 / 09
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nei casi d’emergenza: compressa
e bendaggio elastico in un solo
prodotto.
08
Applicazione:
imbrattare il meno possibile la com­
pressa e la ferita. In caso di lesioni di
piccole dimensioni o di compressione,
applicare la compressa piegata oppu­
re, in caso di lesioni più estese, appli­
care la compressa aperta. Avvolgere
la benda intorno alla ferita e fissarla
con gli apposti ganci.
FLAWA – tutto naturalmente di otti­
ma qualità.
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09
Nel segno della mobilità
Essere soci del TCS vuol dire,
innanzitutto, poter contare
in qualsiasi momento su un
aiuto concreto. In tutti gli
ambiti della mobilità. L’adesione al TCS non solo offre
un servizio anti-panne fornito
da ineguagliabili professionisti, ma apre pure le porte di
un universo di privilegi riservati ai soci.
L’inverno è sicuramente la stagione
in cui si verifica il maggior nume­
ro di panne ai veicoli a motore. Le
temperature rigide mettono infat­
ti a dura prova sia i motori che le
loro componenti, come ad esempio
la batteria, che funzionano sempre
a pieno regime. Un’avaria al mo­
mento meno opportuno potrebbe
avere conseguenze anche gravi,
come perdere un appuntamento di
lavoro o un aereo… Ma se siete soci
del TCS è molto probabile che un
contrattempo del genere non vi ca­
piti. Le auto gialle della Patrouille,
infatti, arrivano sul luogo della
panne poche decine di minuti dopo
la vostra chiamata al numero 140
della centrale d’intervento. E per
quasi il 90% delle volte i meccanici
«volanti» del TCS riescono a farvi
ripartire subito. In caso contrario si
preoccuperanno di farvi proseguire
il viaggio.
Professionisti
Quello del TCS è ormai un mar­
chio saldamente radicato nel pa­
norama sociale del nostro Paese.
Il Touring Club Svizzero è tal­
mente fiducioso nelle capacità dei
propri «angeli della strada» da
scommettere su di loro e regalare
un buono di 55 franchi nel caso
in cui non riuscissero a risolvere
sul posto una delle tre panne più
frequenti: guasti ai pneumatici o
alla batteria e perdita delle chiavi
dell’automobile. Ma l’affi liazione
al TCS apre anche le porte a una
serie infi nita di prodotti concepiti
per soddisfare le esigenze legate
alla mobilità. Chi non conosce,
ad esempio, il Libretto ETI, il
prezioso documento che nel 2008
ha festeggiato i cinquant’anni al
servizio delle famiglie svizzere
che viaggiano. O la protezione
giuridica Assista, che tutela gli
assicurati praticamente in ogni
tipo di vertenza legale, prenden­
dosi a carico le ingenti spese di
giustizia e di avvocato. O ancora
la vantaggiosa assicurazione per i
veicoli a motore Auto TCS (farsi
stilare un’offerta non costa nien­
te!) Mobilità significa, infi ne, an­
che vacanze e tempo libero, dun­
que le proposte di Viaggi TCS
nonché le informazioni turistiche
su tutti i paesi del mondo conti­
nuamente aggiornate.
Un punto d’appoggio per i soci
Per le sue esigenze, il socio TCS può
contare su 48 agenzie sparse in tut­
ta la Svizzera. Oltre a tutti i servi­
zi di base del club e ai viaggi, nelle
agenzie si può comprare un assorti­
mento di prodotti utili alla mobilità
a prezzi interessanti. Si va dai na­
vigatori satellitari GPS ai seggiolini
per bambini di marche testate dal
TCS, fi no a una scelta variegata di
articoli per l’automobile, esaminati
dal Centro tecnico di Emmen.
Sicurezza come priorità
Va sempre ricordato che aderendo
al TCS contribuite a promuovere
la sicurezza stradale. Il club è, in­
fatti, costantemente coinvolto in
campagne di sensibilizzazione, nel­
la pubblicazione di opuscoli e test
su prodotti, come pure nell’educa­
zione stradale nelle scuole, dalle
quali usciranno i futuri utenti della
strada. Un’attività alla quale si ag­
giungono i corsi di perfezionamen­
to di guida per tutti i tipi di veicoli,
organizzati da Test&Training TCS
come pure dalle 24 sezioni canto­
nali del club, le quali offrono anche
una lunga serie di controlli tecnici
sui veicoli.
oggi samaritani 10 / 09
Attualità dalla Federazione
10
Diverse le postazioni di lavoro che hanno impegnato anche i Samaritani ticinesi.
Resoconto dalle Gare Samaritane svizzere 2009 di Rebstein
«L’immagine dei Samaritani
ha ripreso smalto»
Le Gare Samaritane svizzere
degli scorsi 12-13 settembre
a Rebstein, villaggio sangallese adagiato nella Valle del
Reno, si meritano alla grande
un posto negli annali della Federazione svizzera dei
Samaritani (FSS), e questo
per l’ottima organizzazione
dell’intera festa, per le speciali e divertenti «Olimpiadi
contadine», per il buon Ribel
e la buona birra e per il calore
della popolazione locale.
Testo: Dominik Senn
Foto: Dominik Senn e Karl Bichler
«I Samaritani offrono in modo fi­
dato le loro prestazioni di primi
soccorsi e rappresentano un partner
sanitario importante per il Canton
S.Gallo», queste sono state le parole
di saluto e di apertura della mani­
festazione di Heidi Hanselmann,
Consigliera di Stato e capo del Di­
partimento della Sanità che, con il
suo seguito, ha visitato domenica
le Gare Samaritane fermandosi in
ognuna delle sei postazioni.
Collaborazione a diversi livelli
Gaby Hartert, di Rebstein, presi­
dente del Comitato d’organizzazione
oggi samaritani 10 / 09
Marlis Ritter, membro del Comitato organizzatore per le manifestazioni collaterali.
Gaby Hartert, presidente del
Comitato organizzatore Gare 09.
composto da 13 membri e istruttrice
samaritana, ha ricevuto molti com­
menti positivi: «E’ stato un evento
decisamente ben riuscito; i riforni­
menti hanno funzionato bene e du­
rante la cena in comune di sabato è
stato molto apprezzato il servizio al
tavolo di pietanze e bibite. Durante
le gare, i Samaritani hanno dimo­
strato che possono fornire prestazio­
ni eccellenti anche al di fuori dei Po­
sti sanitari. Le altre associazioni di
Rebstein hanno trovato interessante
collaborare con i Samaritani per l’or­
ganizzazione di questo grande even­
to. I simulanti laici, ad esempio quel­
li della Società di musica di Rebstein,
sono rimasti impressionati nel vedere
come le diverse squadre in gara han­
no adempiuto ai vari compiti e come
hanno collaborato tra di loro».
«L’entusiasmo della popolazione del
paese era grande; credo proprio che
qui abbiamo ridato tutto lo smal­
to che l’immagine dei Samaritani
ben si merita», ha concluso Gaby
Hartert.
Postazione di lavoro
«Incidenti nello sport»
Per la prima volta la Commissione
di gara era presieduta da Ruth Bur­
khalter (vedi «3 domande a»). I temi
delle sei postazioni, che sono state
provate più volte, erano tutti all’in­
segna del motto «Urgenze nello
sport». Per ogni postazione erano a
disposizione 10 minuti, con possibi­
lità di utilizzo di un solo joker. Nel­
la postazione 1 (rottura di un dente,
ferita da morso) il dente doveva ve­
nir conservato in un recipiente umi­
La vittoria agli HELP Obbürgen
e agli HELP Niederbüren
L’«Olimpiade contadina» della do­
menica, con ben 44 gruppi di adulti
iscritti, è stata un vero successo. La
vittoria è andata agli HELP di Ob­
bürgen davanti a Schwanden, Muo­
len, Vals e Widnau. Il giorno prima,
vi hanno preso parte ben 45 Gruppi
HELP dell’Associazione Samaritani
S.Gallo e Principato di Liechten­
stein. Ogni due anni si svolge, in
alternanza con un campo giovani,
un’Olimpiade HELP. Questa volta,
e in via eccezionale, si è trattato di
un’Olimpiade di puro divertimento.
Hanno vinto gli HELP di Niederbü­
ren davanti alla squadra di Berneck
e di Oberriet.
«L’ambiente era ottimo», ha det­
to Marlis Ritter, responsabile delle
manifestazioni collaterali in seno
al Comitato organizzatore. «Gli
intrattenimenti del sabato sera con
i ‹WalGaunern› e con lo spettaco­
lo ‹Contadina libera cerca…› sono
stati ben seguiti e la gente ha par­
tecipato. Anche l’‹Olimpiade conta­
dina› è riuscita alla grande: mi sono
sorpresa nel vedere con quanto en­
tusiasmo anche Samaritani anziani
si sono impegnati e, ad esempio nel
pulire il trattore, non disdegnavano
di bagnarsi completamente».
Dopo due secondi posti,
ora la vittoria!
La squadra vincitrice di Thalwil si
rallegra molto di poter partecipare,
nel 2010 ai Campionati europei di
Primi soccorsi che si terranno in
Serbia. «Questa è la nostra grande
ricompensa – ha affermato Thomas
Tschudi, vicepresidente della Sezio­
ne Samaritani Thalwil – abbiamo
inseguito il nostro obiettivo con te­
nacia, per due volte siamo arrivati
secondi: alle Gare svizzere di Re­
gensdorf e lo scorso anno in quelle
di Schwarzsee e ora finalmente sia­
mo riusciti a salire sullo scalino più
alto del podio. Per questo, ci siamo
esercitati apposta e ulteriormente
durante un’intera serata». «Ora –
conclude il presidente – devo inizia­
re ad impratichirmi con l’inglese e le
tecniche specifiche di soccorso!».
Le prossime Gare Samaritane
svizzere si svolgeranno il 4 e 5 set­
tembre 2010 a Schwarzenburg, nel
Canton Berna.
Trovate altre fotografie, i compiti
nelle diverse postazioni e le classifi­
che sul sito www.samaritani.ch.
I campioni svizzeri di Thalwil, qui in foto con i vicepresidenti della FSS Renato
Lampert e Bernadette Bachmann, parteciperanno ai Campionati europei
FACE 2010 in Serbia.
Attualità dalla Federazione
do, con latte, saliva, acqua potabile
o nel Dentobox, mentre la ferita da
morso implicava la messa in posi­
zione corretta del braccio e la cura
e disinfezione della ferita. Nella po­
stazione 2 (incidente in bici) biso­
gnava saper «sentire» e riconoscere
le ferite interne tastando il ventre e
l’addome; a volte i partecipanti han­
no riscontrato difficoltà nella cor­
retta denominazione delle diverse
parti del tratto digerente (apparato
digerente).
Nella postazione 3 è stato insce­
nato un vero incidente stradale, con
una serie di automobili. Lo scopo era
quello di effettuare correttamente il
recupero dei feriti e di posizionare
pure in modo corretto i feriti inco­
scienti. La postazione era completata
con un questionario sulla muscolatu­
ra. Seguivano poi le altre postazioni:
alla quarta si trattava di un incidente
in skate con una sbarra di ferro con­
ficcata nel ventre del ferito ed emor­
ragie; alla quinta postazione era la
volta di un infortunio sul lavoro con
crampi e ferite all’avambraccio, il
tutto abbinato ad un cruciverba sul
tema «ossa e legamenti». Alla posta­
zione 6, infine, veniva richiesta l’ap­
plicazione di varie fasciature in soli
10 minuti. Tutto questo sotto la pres­
sione del tempo. Ruth Burkhalter ha
lodato pienamente l’organizzazione:
«tutto era perfetto – ha detto – non
mancava nulla».
Ama, conforta,
lavora e salva
Il Samaritano non sceglie un «la­
voro», sceglie un’idea, non sce­
glie una «professione», sceglie un
servizio, non sceglie per «avere»
ma per dare.
188 squadre hanno partecipa­
to alle Gare Samaritane organiz­
zate quest’anno nella stupenda
Valle del Reno. Quando sabato
12 settembre scorso, con emo­
zione e gratitudine, ho chiesto
al Comitato d’organizzazione
quante pattuglie ticinesi si erano
iscritte, mi è stato riferito – ol­
tre ai complimenti per l’ingaggio
dei monitori italofoni presenti –
dell’iscrizione di 10 squadre. Sa­
bato, in particolare, è stato sim­
patico sentire la lingua italiana
e l’entusiasmo dei Gruppi Help
nella piazza del mercato. In gara,
le Sezioni ticinesi hanno dimo­
strato senza particolari problemi
la qualità delle loro conoscenze
nelle varie postazioni di lavoro;
durante la premiazione di dome­
nica sera, sbirciando in antepri­
ma la classifica, avrei per poco
potuto avere l’onore di premiare
una squadra ticinese sul podio!
Di fatto la vittoria c’è stata: gra­
zie all’armonia e l’allegria latina,
i ticinesi sono usciti vittoriosi tra­
scinando e coinvolgendo più di
500 persone nei momenti ufficiali
e festosi.
I giochi samaritani sono l’oc­
casione nazionale per riunire e
condividere emozioni uniche. Dai
pensateci! E l’anno prossimo sa­
remo in 20 squadre ticinesi, ok?
PS: per l’anno 2012 manca
ancora l’Associazione cantonale
che si candida per l’organizzare
delle Gare Samaritane...
11
Renato Lampert,
Vicepresidente della FSS
oggi samaritani 10 / 09
Attualità dalla Federazione
3domande
12
Ruth Burkhalter
Solo tre i ricorsi dopo le gare
Ruth Burkhalter, di Sargans, è
istruttrice della FSS e responsabile
della formazione nel campo tecnico in seno al Settore Formazione e
Consulenza del Segretariato centrale. Lo scorso settembre a Rebstein,
ha vissuto per la prima volta le Gare
Samaritane in qualità di presidente
della Commissione di gara. La redazione di «oggi Samaritani» ha voluto sapere come ha vissuto questa
prima esperienza.
ds.
1
3
Come è diventata presidente della
Commissione di gara?
Come istruttrice FSS del Canton Uri,
nel 2006 sono stata nominata nella
Commissione di gara. Poiché la presidenza della stessa viene determinata, secondo statuto, dal Segretariato
centrale, ho assunto questa sfida
molto volentieri dopo la partenza di
Christian Bassler.
2
Quali le impressioni dopo questa
sua prima esperienza a Rebstein?
Tenuto conto della stretta collaborazione tra tutti i membri della Commissione e dei dieci giorni intensivi
di lavoro che abbiamo investito nella
preparazione delle gare, posso proprio dire che tutto è andato molto
bene. Abbiamo ricevuto molti consensi e ristorni positivi. Abbiamo
oggi samaritani 10 / 09
messo in scena e provato più volte
ogni postazione di lavoro e i relativi
compiti, cercando di risolvere i problemi che via via riscontravamo. E il
successo si vede anche dal fatto che
quest’anno abbiamo ricevuto solo
tre ricorsi da trattare; gli anni scorsi
erano in numero considerevolmente
maggiore.
Come giudica le prestazioni
durante le gare?
I partecipanti erano tutti molto motivati. Era molto bello vedere come
lavoravano ad ogni postazione. Nella maggior parte di loro, si percepiva
un grande entusiasmo e voglia di
ben figurare. Entusiasmo che ho riscontrato anche tra i migliori, tra le
squadre vincitrici.
In breve
Apparecchi AED via Natel
Da ora, nel Canton Zurigo, si posso­
no conoscere le ubicazioni degli ap­
parecchi per la defibrillazione AED
anche via Natel. Basta possedere un
telefonino con accesso ad Internet
(tipo iPhone o altri) e digitare l’in­
dirizzo www.help­zuerich.ch/mobi­
le, fornire i dati precisi della vostra
posizione e dopo pochi istanti sul
display del vostro telefonino appa­
riranno gli apparecchi AED a voi
più vicini, ossia i primi tre apparec­
chi entro un raggio di tre chilometri
dalla vostra posizione.
Si tratta, questo, di un progetto
denominato «HELP Zurich» pro­
mosso da un gruppo locale di medi­
ci cardiologi e da semplici cittadini
che si sono appassionati a questa te­
matica. Il gruppo è attivo a Zurigo
dal 2007 e il suo scopo dichiarato
è quello di aumentare le chances di
vita delle persone colpite da arresto
cardio­circolatorio.
E’quindi e ancora a maggior ra­
gione consigliabile a tutti di seguire
un corso di istruzione all’utilizzo
dell’apparecchio AED, corsi orga­
nizzati proprio dai Samaritani in
tutta la Svizzera.
Come riferito nel numero di set­
tembre di «oggi Samaritani», sono
appena stati lanciati i nuovi corsi
«BLS­AED».
Nottwil, piscina rinnovata
Ha un nuovo look la piscina coperta
del Centro Paraplegici di Nottwil:
dopo due mesi di importanti lavori
di ristrutturazione, infatti, la rin­
novata piscina potrà essere presto
rimessa a disposizione dei pazienti
e degli utenti del noto Centro, non­
ché di scuole varie, associazioni e
società e pure della popolazione che
abita sulle rive e nelle vicinanze del
lago di Sempach.
Pazienti disabili e/o paraplegici
potranno così di nuovo beneficiare,
in ambienti di maggior confort, dei
vantaggi e del benessere procurati
dalle cure e dagli esercizi in acqua.
Proprio la grande usura della
struttura aveva convinto i responsa­
bili a procedere alle necessarie ope­
re di rinnovamento, aggiornamento
degli impianti e migliorie interne
generali, in particolare degli spo­
gliatoi, dei servizi e delle docce.
Seconda puntata della nostra serie sull’«Anatomia»
L’apparato locomotore passivo
Testo: Brigitte Strahm
Illustrazioni: Huch/Jürgens:
Mensch Körper Krankheit,
Elsevier GmbH, Urban & Fischer
Verlag München
Nell’uomo adulto si contano oltre
200 ossa diverse. Per poterle me­
glio distinguere, le ossa sono sud­
divise in varie tipologie, a seconda
della loro forma e funzione.
Ossa lunghe
L’osso lungo è caratterizzato da un
lungo corpo tubolare all’interno del
quale è racchiuso il midollo osseo.
Lo strato esterno è composto da
tessuto compatto. I punti più solle­
citati sono sostenuti da un tessuto
trabecolare o spugnoso (spongiose).
Questa struttura rende l’osso molto
più leggero di un osso interamen­
te compatto e allo stesso tempo gli
conferisce una sufficiente stabilità.
La struttura e lo spessore del
tessuto spugnoso variano in fun­
zione del grado di sollecitazione
dell’osso.
Ossa piatte
Le ossa piatte, come per esempio le
scapole e le ossa craniche, servono
a proteggere gli organi interni o il
Serie «Anatomia»
N° / Edizione
1/9
2/10
3/1
4/2
5/3
6/4
7/5
–>
–>
–>
–>
–>
–>
–>
Argomento
Le cellule/La pelle
L’apparato locomotore passivo
L’apparato locomotore attivo
L’apparato digerente Parte 1
L’apparato digerente Parte 2
L’apparato respiratorio
La circolazione sanguigna
e linfatica
8/6-7 –> Il sistema cardiocircolatorio
cartilagine dell’articolazione
disco epifisario
(chiuso)
cavità
midollare
epifisi
prossimale
metafisi
Buono a sapersi
L’apparato locomotore passivo si compone di ossa, articolazioni e legamenti. Le ossa
e le cartilagini costituiscono
l’impalcatura del corpo e permettono l’andatura eretta.
Impariamo a conoscere questo importante apparato.
vaso
sanguigno
13
spongiosa
compatta
diafisi,
corpo
periostio
metafisi
epifisi
distale
assi di sollecitazione
dell’osso
Questa immagine illustra le spongiose.
punto di ancoraggio dei muscoli.
Sono particolarmente ricche di mi­
dollo osseo rosso.
Ossa corte
Le ossa corte, come per esempio il
carpo, hanno una forma per lo più
cubica o quadrata. Il loro strato
esterno è più sottile di quello delle
ossa lunghe.
Tutte le ossa sono avvolte da una
membrana fibrosa (periostio), dove
si trovano i vasi sanguigni per la
nutrizione e i nervi per la protezio­
ne dell’osso.
Lo scheletro può essere suddivi­
so nelle seguenti parti:
• Cranio
• Colonna vertebrale
• Gabbia toracica e cingolo
scapolare
• Arti superiori (braccia)
• Bacino
• Arti inferiori (gambe)
Cranio
Il cranio racchiude il cervello e gli
organi di senso, e dà inserzione alle
vie respiratorie e digestive.
Le ossa del cranio sono legate
tra loro da articolazioni immobili,
le cosiddette suture. Nel neonato le
ossa del cranio sono ancora separa­
te da spazi (fontanelle) che permet­
tono l’espansione del cervello dopo
la nascita. Con il passare degli anni
le suture si ossificano. Il cranio si
suddivide in scatola cranica e mas­
siccio facciale.
La scatola cranica ospita e pro­
tegge il cervello. Le sue ossa supe­
riori formano la calotta cranica.
Nel massiccio frontale sono al­
loggiate le orbite per gli occhi e le
cavità della bocca e del naso. La
mascella circoscrive la cavità nasa­
le. La mascella e la mandibola por­
tano la dentatura. L’articolazione
mandibolare permette il movimen­
to della mandibola, essenziale per
masticare e parlare.
Colonna vertebrale
La colonna vertebrale è costituita
da 24 vertebre, che sono collegate
tra di loro in modo per lo più mobi­
le. La colonna vertebrale è ripartita
in cinque regioni ed è formata da
7 vertebre cervicali, 12 vertebre to­
raciche, 5 vertebre lombari, l’osso
sacro e il coccige.
Se si osserva una persona di lato
si noterà che le varie sezioni della
colonna vertebrale hanno forme
diverse: le vertebre cervicali sono
piegate verso l’interno, quelle to­
raciche verso l’esterno, le vertebre
oggi samaritani 10 / 09
Buono a sapersi
Artrodia
14
Esempio: articolazione del metatarso
Trocleoartrosi
Trocoidi
Condiloartrosi
Esempio: articolazioni
Esempio: articolazione Esempio: articolazione
delle falangi e falangette radio-ulnare prossimale prossimale del polso
Pedartrosi
Esempio: articolazione
alla base del pollice
Enartrosi
Esempio: articolazione dell’anca
I diversi tipi di articolazione.
lombari di nuovo verso l’interno e
l’osso sacro e il coccige anch’essi
verso l’esterno. Si ha quindi l’im­
pressione di una doppia curvatura
a forma di S. Questa forma tipica
della colonna vertebrale umana ha
lo scopo di attutire e ripartire gli
urti associati alla posizione eretta.
La vertebra è costituita da un
corpo vertebrale che, insieme all’ar­
co vertebrale, delimita il canale ver­
tebrale, nel quale risiede il midollo
osseo.
Gabbia toracica e cingolo
scapolare
Le dodici coste compongono la
gabbia toracica assieme allo sterno
e alle vertebre toraciche. Le coste
sono elastiche e articolate in modo
mobile con le vertebre. Ciò permet­
te di espandere la gabbia toracica
quando si inspira e di restringerla
quando si espira.
Le prime sette coste sono attac­
cate direttamente allo sterno tra­
mite la cartilagine costale. Per que­
sto motivo sono anche dette coste
vere. Le altre cinque sono chiamate
invece false, perché collegate solo
indirettamente allo sterno.
Lo sterno è un osso piatto e
costituisce il centro della gabbia
toracica.
Il cingolo scapolare collega gli
arti superiori allo scheletro assile.
È composto dalle clavicole e dalle
scapole. Le scapole e le clavicole,
situate anteriormente nella par­
te superiore della gabbia toracica
e articolate internamente con lo
sterno, consentono di sorreggere e
muovere gli arti superiori.
Arti superiori
Gli arti superiori servono soprat­
tutto come strumenti per tastare e
oggi samaritani 10 / 09
afferrare. Sono connessi alla gabbia
toracica e alla colonna vertebrale
attraverso il cingolo scapolare. Gli
arti superiori includono il braccio,
l’avambraccio e le mani.
L’estremità superiore dell’osso
del braccio, l’omero, è collegata
alla scapola tramite l’articolazione
della spalla.
Le ossa dell’avambraccio sono
l’ulna e il radio. L’estremità supe­
riore dell’ulna sorregge la capsula
articolare dell’articolazione del go­
mito. L’ulna e il radio sono connessi
fra loro, in alto, con un’altra arti­
colazione e, lateralmente, median­
te una membrana. Questa archi­
tettura consente un’elevata libertà
di movimento dell’avambraccio e
delle mani. La mano è composta da
8 ossicini nel carpo, 5 nel metacar­
po, 2 falangi nel pollice e 3 falangi
nelle altre dita.
Bacino
Il bacino è un anello stabile, com­
posto dalle due ossa dell’anca e
dall’osso sacro.
Le ossa dell’anca includono tre
ossa fuse tra di loro: ileo, ischio e
pube. Il loro scopo è di proteggere
gli organi pelvici.
Nella donna il bacino è più lar­
go e piatto che nell’uomo. Questa
struttura è importante per la gravi­
danza e il parto.
Arti inferiori
Come gli arti superiori, anche quel­
li inferiori sono suddivisi in tre par­
ti: coscia, gamba e piede.
La coscia è composta da un gros­
so osso tubolare chiamato femore,
il quale è collegato all’ischio me­
diante un’articolazione sferoidale.
L’articolazione dell’anca assicura
il movimento dell’arto. La gamba è
composta dalla tibia e dal perone.
La giunzione mobile è l’articola­
zione del ginocchio. La rotula è un
osso che copre l’articolazione del
ginocchio e nel quale si inserisce
un lungo tendine.
Analogamente alla mano, il pie­
de è formato da una parte posterio­
re, il tarso con le sue 7 ossa, una
parte intermedia, il metatarso con
5 ossa, e da 5 dita. Le ossa del tar­
so sono unite fra loro attraverso le
due articolazioni intertarsali, indi­
spensabili per camminare, correre
e saltare. L’alluce è composto da
2 falangi, mentre le altre dita da 3.
Il piede presenta una curvatura
longitudinale e una trasversale che
consentono di distribuire il peso
del corpo su tutto il piede.
Articolazioni
La giunzione mobile di due ossa è
chiamata articolazione. Le superfici
articolari sono rivestite di cartila­
gine per facilitare lo scorrimento e
consistono in una testa articolare
inserita in una cavità acetabolare.
La capsula articolare, prolunga­
mento del periostio, collega i capi
articolari separati dalla cavità arti­
colare. Lo strato interno della cap­
sula secerne il liquido sinoviale che
assicura lo scorrimento dei corpi
articolari. Lo strato esterno della
capsula, più fibroso, conferisce so­
lidità all’articolazione.
I legamenti
I legamenti sono robuste strutture
fibrose che collegano tra loro due
ossa. Conferiscono stabilità alle
articolazioni e impediscono deter­
minati movimenti. A seconda del­
la loro funzione vengono chiama­
ti legamenti di guida o di arresto.
I legamenti sono poco elastici.
Panorama
15
Anche l’atto di andare al cimitero può essere un rituale che dà un senso di sollievo.
I Corsi sull’accompagnamento nella fase terminale della vita proposti dalla CRS
Soave come la morte
I rituali aiutano a superare
momenti difficili, ad esempio la morte di una persona
cara. Un corso offerto dalla
Croce Rossa di Soletta mostra
l’importanza dei rituali nei
momenti critici dell’esistenza
e spiega come procedere per
metterli in atto.
Testo e foto:
Christine Rüfenacht
Molti rifiutano di parlare della
morte o anche solo di pensarci,
forse per timore, forse per scara­
manzia. Altri invece sentono il
bisogno di saperne di più, per po­
ter gestire al meglio la situazione
quando vi si troveranno confron­
tati. A questo secondo gruppo la
Croce Rossa Svizzera propone di­
versi corsi sull’accompagnamento
nella fase terminale della vita e
sull’accompagnamento al lutto. I
corsi sono aperti a tutti, da chi la­
vora a stretto contatto con la mor­
te (ad esempio in veste di collabo­
ratore sanitario), a chi assiste una
persona cara gravemente malata a
domicilio.
Faccia a faccia con la morte
Ariane, che ha partecipato a un corso
sull’accompagnamento nella fase ter­
minale della vita a Soletta, racconta
di aver potuto seguire quattro perso­
ne anziane fino alla morte. Dice che
è stata un’esperienza molto profonda
e gratificante. Lavorando per un’as­
sociazione che si occupa di persone
anziane a domicilio, questa volon­
taria era interessata a perfezionarsi
nell’accompagnamento. Malgrado la
sua grande esperienza, ha imparato
molto durante i corsi seguiti a Solet­
ta, ad esempio sul contatto fisico.
Ariane ha seguito in particola­
re il modulo dedicato ai rituali che
aiutano a superare il lutto. Lei stes­
Le attente partecipanti al corso della Croce Rossa svizzera.
oggi samaritani 10 / 09
Panorama
16
sa non ha mai perdonato il padre
per averla abbandonata. Ancora
oggi si reca sulla sua tomba per
rimproverargli di averla lasciata,
così, senza preavviso. «I rituali mi
aiutano molto», dichiara. Effetti­
vamente queste pratiche aiutano a
superare prove difficili e penose.
«Hanno un effetto rassicurante e
liberatorio», assicura Renate Hen­
dry, che dispensa il corso sull’ac­
compagnamento nella fase termi­
nale della vita per la Croce Rossa
di Soletta.
Lettere nel feretro
I rituali permettono di esprimere
sentimenti ai quali non si è potuto
dar voce nella vita di tutti i gior­
ni. Lo ha vissuto in prima un’altra
partecipante al corso, che spiega
che dopo la morte di suo padre ha
proposto ai nipotini di scrivere una
lettera al defunto. Poi i messaggi
sono stati depositati nella bara del
nonno. Il figlio maggiore, che non
riusciva a sfogare il proprio dolore,
nemmeno con le lacrime, ha così
potuto esprimere quel che prova­
va. « Ancora oggi mi ringrazia per
avergli permesso di congedarsi di­
gnitosamente dal nonno tanto ama­
to», afferma la partecipante.
Rituali religiosi
Renate Hendry spiega poi che il ri­
tuale deve soddisfare un certo nu­
mero di criteri per dispiegare i suoi
effetti. In particolare deve essere
di semplice attuazione, rispondere
a un obiettivo preciso stabilito fin
dall’inizio ed essere guidato da una
persona. I rituali che circondano la
morte sono spesso di ispirazione re­
ligiosa, aggiunge Renate Hendry. I
cristiani, ad esempio, lavano i mor­
ti e li sotterrano dopo tre giorni. A
volte si aprono le finestre per fare
uscire lo spirito del defunto. Nella
Le candele sono spesso usate nei rituali.
oggi samaritani 10 / 09
religione musulmana, il corpo vie­
ne lavato sotto l’acqua corrente e
sotterrato il più rapidamente possi­
bile. Alcuni rituali sono meno tri­
sti, ma non per questo meno impor­
tanti, come il rituale del tè seguito
dai tuareg, al quale la formatrice si
ispira per far entrare i partecipanti
nell’atmosfera del corso. Durante
questo rituale sociale, i tuareg be­
vono tre tazze di tè. La prima è for­
te come l’amore, la seconda amara
come la vita, la terza soave come la
morte.
Ricca offerta di corsi della Croce Rossa
Le associazioni cantonali della Croce Rossa offrono una vasta gamma
di corsi alla popolazione, dalle cure
a domicilio alla promozione della
salute e al benessere in generale.
Le formazioni si tengono sia in serata che durante il giorno e possono
articolarsi in diversi cicli. Le offerte
variano da un cantone all’altro e
ogni associazione definisce un programma che adegua ai bisogni e alla
domanda nella regione di propria
competenza.
Un elemento accomuna tuttavia
queste offerte: si rivolgono a tutte le
fasce d’età. Gli adolescenti possono
seguire corsi di baby-sitting, i futuri
genitori prepararsi ad accogliere il
primo figlio e le persone interessate
Già da ragazzina, Renate Hendry è stata
confrontata con la morte.
a tematiche sanitarie, come quelle
che si occupano di una persona anziana a domicilio, scegliere fra diversi
corsi offerti dalla CRS.
Oltre ai corsi destinati alla popolazione, le associazioni cantonali
propongono la formazione di collaboratrice sanitaria CRS/collaboratore
sanitario CRS. Un altro ambito in cui
vengono offerte formazioni è quello
scolastico, con gli «atelier chili» per
la gestione costruttiva dei conflitti.
Generalmente i corsi della Croce
Rossa sono dispensati da specialisti
in ambito sanitario o nel campo della
formazione per adulti.
Per maggiori informazioni:
www.redcross-edu.ch.
Lei ha accompagnato quattro anziani
alla morte.
Nei momenti difficili, può aiutare una visita al cimitero.
Le misure da adottare nelle Azioni
Attualità dalla Federazione
Donazioni di sangue in caso di pandemia
Secondo l’Ufficio federale
della sanità pubblica (UFSP)
è aumentato nelle ultime
settimane il numero dei casi
di influenza diagnosticati.
Occorre pertanto mettere in
preventivo anche in Svizzera,
nell’autunno/inverno, una
possibile ondata pandemica.
Punto fondamentale:
gli assembramenti di persone
Il più importante cambiamento nel
caso di massimo livello di rischio
riguarderebbe il principio secondo
il quale devono essere evitati assem­
bramenti di più di 50 persone. Que­
sta limitazione significherebbe, per
le campagne di donazione di san­
gue: non consentire più l’ingresso
dei donatori a gruppi, bensì soltan­
to con il «sistema a contagocce».
In concreto, questa modalità di
entrata inciderebbe sui requisiti re­
lativi alla ripartizione e all’allesti­
mento degli spazi:
Entrata/uscita: la zona di entrata
dovrà essere separata dall’uscita.
I donatori non devono incrociarsi.
17
Photo: ds.
Attraverso la Federazione svizzera
dei samaritani, i samaritani sono
informati e istruiti nel migliore dei
modi sulle misure di prevenzione da
prendere e su che cosa fare in caso di
pandemia. Il servizio trasfusione di
sangue CRS, da parte sua, si è ado­
perato intensamente per prepararsi
ad affrontare la possibile pandemia.
Qui di seguito una breve pano­
ramica delle più importanti misure
da attuare durante le campagne iti­
neranti di donazione di sangue, non
appena l’UFSP abbia annunciato il
massimo livello di rischio.
Le procedure modificate influiran­
no per esempio sugli eventuali tempi
di attesa e anche sulla durata com­
plessiva della campagna di donazione
di sangue. Queste questioni saranno
discusse caso per caso, a livello indi­
viduale, con le Associazioni sama­
ritane interessate dalle modifiche. I
donatori e le donatrici riceveranno in
anticipo informazioni scritte di orien­
tamento in merito alle procedure mo­
dificate. Il materiale di protezione per
i samaritani e i donatori sarà portato
dal servizio trasfusionale regionale.
I donatori vengono accolti secondo il principio del contagocce.
Zona di attesa: prima di accedere
alla zona triage, i donatori dovran­
no avere la possibilità di attendere il
loro turno in una zona di attesa e di
sosta di dimensioni sufficienti (min.
2 posti a sedere a 1 m di distanza).
Permesso di accedere alla zona tria­
ge soltanto secondo il principio del
contagocce.
Zona triage: prima di entrare in sala
prelievi, i donatori dovranno essere
visitati, in una zona triage, a fine di
rilevare, mediante misurazione della
temperatura corporea, la presenza di
febbre e di eventuali altri sintomi. La
zona triage dovrà disporre di un ac­
cesso diretto all’uscita della sala. Non
si dovranno far uscire dalla zona di
entrata i donatori non accettati.
Zona spogliatoio: i donatori dovran­
no avere la possibilità di consegna­
re i loro indumenti, giacche, borse,
ecc. in una zona di dimensioni ade­
guate. Riceveranno le loro masche­
rine protettive e i loro camici. Do­
vrà essere possibile impacchettare i
loro effetti e trasportarli alla zona
di restituzione senza che vengano
a contatto con la zona prelievi. La
zona dovrà pertanto disporre anche
di spazio sufficiente adibito al depo­
sito e alla custodia.
Distanza dei lettini: tra i lettini do­
vrà esserci una distanza minima
compresa tra 1 e 1,5 metri. Dovrà
essere a disposizione spazio suffi­
ciente per l’anamnesi.
Zona somministrazione cibi e bevande e zona dimissione: spazio suf­
ficiente per la somministrazione.
Affinché sia possibile reagire ra­
pidamente in questa eventualità,
i servizi trasfusionali regionali si
metteranno prossimamente in con­
tatto, in forma scritta o verbale,
con le Associazioni samaritane in­
teressate dal provvedimento, spie­
gando in dettaglio quali requisiti,
in termini di spazio, sono necessari
e/o sarebbero presenti in caso di
pandemia.
Eventuale cancellazione di campagne di donazione di sangue
Nel caso in cui dovesse scoppiare
una pandemia, il servizio trasfusio­
ne di sangue CRS non prevede un
aumento del fabbisogno di sangue
negli ospedali. Poiché però una
parte considerevole dei donatori
potrebbe essere indisponibile causa
malattia, si renderà tanto più neces­
sario fare ricorso alle donatrici e ai
donatori sani.
Potrà tuttavia succedere che una
campagna di donazione di sangue
già programmata venga cancellata.
Questa decisione verrebbe comuni­
cata per iscritto alle Associazioni
samaritane interessate e ai donatori
di sangue registrati. La causa prin­
cipale di tali cancellazioni potrebbe
consistere negli spazi inadeguati. In
caso di cancellazione spetta alle As­
sociazioni samaritane un rimborso
delle spese amministrative di CHF
200.–, più gli esborsi sostenuti e
documentati.
Servizio trasfusione di sangue CRS
oggi samaritani 10 / 09
Milena Zanni, Personico
Teseo, l’amico a
quattro zampe che
aiuta le persone
Ritratto
L’affascinante esperienza di
Milena Zanni che, con il suo
cane Teseo, forma un apprezzato Team di Pet-therapy che
è attivo in varie Case per persone anziane del Ticino.
18
Testo: Mara Zanetti Maestrani
C
on due occhi tondi tondi e mar­
roni, ti guarda con tenerezza,
inclinando con brevi scatti la testa
da un lato e poi dall’altro, con le
orecchiette che si sollevano appena.
Ti fissa, inclina di nuovo la testa.
Aspetta qualcosa da te. Non te lo
dice ma lo capisci. Allunghi la mano
e lo accarezzi, e allora si alza e muove
festosamente la coda e ti si avvicina
cercando ulteriori contatti e carezze.
Gli hai dato l’attenzione che cercava;
lo hai fatto felice e pure tu sei felice.
E’ molto stretto e inafferrabile,
quasi indicibile, il legame che si for­
ma molto spesso tra una persona e
un cane. Quando il cane è un po’
speciale e la persona desidera davve­
ro entrare in contatto con lui, il rap­
porto che ne può nascere sarà un po’
speciale pure lui.
Teseo è uno di questi cani speciali.
Assieme alla sua proprietaria Milena
Zanni, attiva anche come samarita­
na nella sezione di Bodio­Personico­
Pollegio, forma un cosiddetto Team
di Pet­therapy («pet» in inglese vuol
dire animale). La Pet­therapy è una
terapia dolce che sa sfruttare gli ef­
fetti benefici su corpo e psiche della
presenza di un animale (cane, gatto,
criceto, cavallo, ecc.).
Insieme, Milena e Teseo – dopo
aver seguito i corsi di formazione
dell’Associazione svizzera per cani
da terapia – si recano regolarmente in
Case anziani ed istituti ticinesi. Nelle
strutture sanitarie, infatti, da alcuni
anni la Pet­therapy, assieme ad altre
terapie (fisioterapia, l’ergoterapia, la
musicoterapica, ecc) fa parte di un
programma terapeutico ben definito.
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Desiderio d’aiutare gli altri
E’ da parecchio tempo che Milena,
impiegata quale assistente di studio
medico, desiderava occuparsi in altro
modo delle persone bisognose, in par­
ticolare degli anziani e/o delle persone
affette da determinate patologie come
il morbo di Alzheimer, l’ictus cerebra­
le, la depressione e l’autismo. Questo
forte sentimento di «voler aiutare gli
altri» si è manifestato già una venti­
na di anni fa: a quei tempi lavorava
presso uno studio medico di Biasca e
un giorno ha ricevuto una chiamata
per un’urgenza: «in un’abitazione –
racconta – mi sono ritrovata a gestire
una situazione di un ragazzino di 9
anni in pericolo di morte. Ricordo
ancora oggi la grande agitazione, lo
sconforto dei famigliari e la vana cor­
sa all’ospedale, con il medico e il per­
sonale professionale». Quel tragico
episodio l’ha profondamente segnata:
«da allora la mia predisposizione ad
aiutare chi ha bisogno è maturata e
pian piano si è concretizzata con l’en­
trata nella Sezione Samaritani di Bo­
dio­Personico e Pollegio, prima come
samaritana e successivamente come
soccorritrice d’ambulanza, istruttrice
per soccorritori volontari ed infine
come capo servizio.
Teseo è un Briard nato nel 2003.
La sua formazione ha richiesto molta
pazienza e competenza e, come in ogni
«team» che si rispetti, ha coinvolto
anche Milena, al punto che entrambi
hanno dovuto sostenere esami teorici
e pratici prima di ricevere l’abilitazio­
ne a praticare la Pet­therapy. Ora, a
titolo di volontariato, il Team visita
le Case anziani di Bellinzona, Biasca
e Claro. «Il lavoro più importante – ci
spiega entusiasta Milena – viene svol­
to dal cane che, senza discrimina­
zioni (il cane non riconosce nessuna
disabilità, sia essa fisica o psichica),
si rapporta al paziente con sincerità,
affetto e devozione, stimolando quin­
di l’anziano ad interagire con lui.
L’animale dona affetto e chi lo riceve
si sente amato. Il mio ruolo consiste
nel sorvegliare che tutto avvenga nel
migliore dei modi senza pericoli sia
per l’ospite che per l’animale».
I benefici del contatto con Teseo
E’ dimostrato da più parti che la Pet­
therapy migliora la qualità della vita
e lo stato generale di benessere della
persona riducendo gli effetti negati­
vi di diverse malattie e diminuendo
gli stati di agitazione, aggressività ed
insonnia. «La scelta del cane non è
casuale – continua la nostra interlo­
cutrice – Il cane infatti è un animale
molto socievole che si lascia accarez­
zare e toccare dagli estranei. Il tatto
ed il «toccare» rappresentano il siste­
ma primario di comunicazione: sono
un vero bisogno fisico e psichico».
Samaritana convinta e terapeuta
con Teseo: un positivo abbinamen­
to di attività… «In effetti – ci dice
Milena – alla base di queste due di­
scipline c’è il desiderio di mettere a
disposizione del prossimo il proprio
tempo libero. E proprio grazie al fat­
to di essere samaritana, ho acquisito
molte nozioni che contribuiscono ad
affrontare con sicurezza e serenità
varie patologie sia fisiche che psi­
chiche che affliggono le persone alle
quali Teseo ed io rendiamo visita».
Bellinzona
Sei Sezioni al Convegno regionale
Le Sezioni che hanno partecipato
al Convegno, organizzato dalla Se­
zione di Bellinzona, erano quelle di
Arbedo, Castione, Gorduno, Monte
Carasso, Sementina e Sant’Antoni­
no (scusate Preonzo e Gnosca). In
qualità di ospite c’era il Gruppo
samaritano aziendale della Synthes
Mezzovico Gmbh.
I lavori, suddivisi in 6 postazioni,
sono stati seguiti dall’istruttore di
zona Mirko Hunkeler e dall’istrut­
trice pure di zona nonché respon­
sabile della formazione in seno alla
Sezione di Bellinzona Onorina Ro­
mano. Per il Comitato dell’Associa­
zione cantonale delle Sezioni Sama­
ritane Ticino e Moesano (ASSTM)
erano presenti Loredana Ghidossi
e Janine Hunkeler, pure presidente
della Sezione di Sant’Antonino.
Iniziato alle 14.30, il Convegno
come detto si è svolto in 6 postazio­
ni di lavoro, con diverse tematiche:
i nodi (in collaborazione con gli
Esploratori di Bellinzona), i ben­
daggi e Sam Splint, la valutazione
traumatologica rapida, l’uso delle
barelle e il corretto spostamento del
paziente, l’intervento in caso di in­
cidente in moto (estrazione corretta
Sezioni, Associazioni
Un’occasione di incontro e
di scambio di esperienze,
oltre che di importante aggiornamento: lo scorso
26 settembre a Bellinzona
(nei pressi della Banca dello
Stato) si è svolto con successo
il Convegno regionale al quale
hanno partecipato
6 delle 8 Sezioni invitate, per
oltre una 50ina di Samaritani
presenti.
19
del casco, ecc), e – non da ultimo – il
massaggio cardiaco. Soddisfatta, a
nome della Sezione organizzatrice,
Onorina Romano, sia per la parteci­
pazione che per il livello delle cono­
scenze dimostrato dai partecipanti.
Assai rattristata, invece, Onorina lo
era per il fatto che l’ottava edizione
della manifestazione prevista nella
mattinata dello stesso giorno, e de­
nominata «Insieme», non ha potuto
aver luogo a causa delle brutte con­
dizioni meteorologiche annunciate.
Si tratta, come ci ha spiegato
Onorina Romano stessa, di una
manifestazione­incontro organiz­
zata dai Samaritani per far cono­
scere le loro attività, per incontrarsi
con la popolazione e, anche, per far
conoscere altre associazioni ed enti
operanti a titolo di volontariato. Ad
esempio, all’edizione di quest’anno
erano annunciate l’Associazione
svizzera case anziani, l’Associazio­
ne Alessia, lo Spazio Giovani, SOS
Infanzia, Vita Serena e tante altre
ancora. L’interessante appuntamen­
to, che impegna non poco i Sama­
ritani nell’organizzazione, è quindi
rinviato al prossimo anno.
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Impressum
«oggi samaritani»
10 / 09, 21. ottobre 2009
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Edizione 10/09 del 21 ottobre 2009