Redazione a cura del Centro Studi Soratte - Direttore responsabile: Francesco Zozi –e-mail: [email protected]
DISTRIBUZIONE GRATUITA – www.centrostudisoratte.com
N. 121 – APRILE 2012 BIS
Le informazioni da pubblicare sono tante, ed a volte non è sufficiente un solo numero mensile. Proponiamo quindi un
Soratte Nostro Nuovo di Aprile bis che dedichiamo alla Primavera ed al risveglio della Natura dopo un lungo, freddo e
bianco inverno. Il prossimo numero sarà stampato nel mese di Maggio e conterrà come di consueto un inserto speciale sulla Festa della Madonna di Maggio.
Una comunicazione del Sindaco di Sant’Oreste al nostro giornale ci rende note due decisioni riguardanti
attività culturali e religiose del nostro paese. (ndr)
ALLA DIREZIONE
SORATTE NOSTRO NUOVO
Sant’Oreste 26 Marzo 2012
OGGETTO: Segnalazione.
Con la presente, intendo segnalare alla direzione del
giornale “Soratte Nostro Nuovo”, due importanti decisioni che faranno molto piacere ai nostri concittadini,
prese dall’Amministrazione comunale, che riguardano
il Comitato festeggiamenti della Madonna di Maggio e
la nostra Chiesa di S.Nicola. Dopo aver approvato al
Consiglio Comunale del 15.06.2011 l’individuazione
dell’area da adibire alla coltivazione di “canna comune”
indispensabile allo svolgimento della festa della Madonna di Maggio, (agli encomiabili volontari sarà evitato di recarsi in altri paesi per la raccolta di canne), in
data 21.03.2012 si è formalizzata la concessione di
tale area, attraverso un comodato d’uso gratuito a
tempo indeterminato, come disciplinato dagli art. 1803
e 1812 del Codice Civile. L’altra decisione riguarda la
nostra Chiesa di San Nicola, di proprietà comunale.
Dopo aver sentito Sua Eccellenza il Vescovo Mons.
Romano Rossi, il nostro Parroco Mons. Guido Ansidei
ed i molti volontari interessati, si è deciso di mettere a
disposizione la nostra chiesa per la mostra permanente dei presepi. Cordiali saluti.
Il Sindaco Sergio Menichelli
PRIMAVERA (di Vando Fidanza)
Si guardi in arto e vedi un cielo terso
E l’aria se fa meno frizzantina
Guardi li prati ogni giorno che passa
Tu noterai che va sparì la brina
Un mandorlo è fiorito immezzo ar campo
Se sente de cantà la capinera
Alla natura che se sta sveianno
Annuncia che è arrivata Primavera.
ANEMONE (di William Sersanti)
Avrei una gran voglia di abbracciarti,
ma sei così minuta tra le mani;
pertanto mi consolo a rimirarti
sapendo che non ci sarai domani.
Anemone, che già sfoggi orgogliosa
la tua fragile veste, il tuo sudario,
tra la Natura verde e rigogliosa
del mio Soratte sacro e solitario,
ti godi la stagione del risveglio
e riempi il bosco del tuo sentimento.
Ti guardo ancora un poco, ti sorveglio,
e poi ti lascio lì, fiore del vento.
NOTIZIARIO!
- Dal 14 Marzo al 14 Aprile è possibile
visitare l’esposizione presso il
Museo Naturalistico del Monte Soratte
“Anima-l-arte”. Sabato e Domenica ore 10-12 e 16-20.
- Dal 30 marzo, presso il teatro comunale di Sant'Oreste, sarà attuato il progetto della Protezione Soratte
per la promozione della sicurezza nelle scuole con
lezioni teoriche sui comportamenti corretti da tenere nei casi di emergenza e una simulazione di evacuazione a seguito di evento catastrofico
RACCOLTA DIFFERENZIATA A SANT’ORESTE.
Ricordiamo l’impegno solenne del Sindaco
di Sant’Oreste ad intraprendere il percorso
verso il traguardo “Rifiuti Zero” entro il
2024, stabilendo il raggiungimento del livello minimo
del 65% di raccolta differenziata per il 2012 e del 75%
entro il 2015.
1
TONINO BALERNA
di Oreste Malatesta
I nostri genitori recitavano quotidianamente
la preghiera di San Bernardo: “Ricordati,
piissima Vergine Maria, che non si è mai
sentito dire che qualcuno ti abbia invocato o sia ricorso
al tua aiuto e, poi, sia andato in rovina … ”. Per la familiarità che ha avuto con la Madonna, anche Tonino
Balerna ripeteva questa preghiera, sicuro che Ella sarebbe stata sensibile alle sue richieste. Alla fedeltà
della Madre di Dio, Tonino ha risposto con un amore
costante, chiaramente manifestato, sia in pubblico che
nell’intimità della sua coscienza. E non è mai rimasto
deluso. Tonino è stato un bel testimone di quanto sia
ragionevole per un uomo maturo la devozione alla Madonna. La serenità stampata sul suo volto non è mai
venuta meno, neanche nei momenti di difficoltà, della
malattia e del dolore. In questi 80 anni vissuti in mezzo
a noi, la ruga dello scetticismo senza ragioni non si è
mai impressa sulle sue labbra; né la tristezza di chi ha
abbandonato la tradizione dei padri ha mai fatto ingresso nel suo cuore. La sua religiosità è stata favorita, in primo luogo, dall’ambiente familiare, ove ha ricevuto una educazione semplice e concreta, tipica delle
famiglie di Sant’Oreste. Nato nel 1932 fu battezzato
con il nome di Giorgio; ma sua madre Ginevra glie lo
cambiò in Tonino, per onorare un voto fatto a
sant’Antonio, che l’aveva esaudita in una richiesta relativa alla salute del piccolo Giorgio. Lo sviluppo e
l’approfondimento della sua fede è dovuto soprattutto
alla sua amicizia con un santo sacerdote, don Germinio Abballe, che l’ha accolto come un figlio e che, approfittando delle sue capacità organizzative, l’ha coinvolto in tutte le iniziative parrocchiali, soprattutto in
quelle dedicate alla Madonna. Tutti ricordano che il
giorno della festa dedicata alla Madonna delle Grazie,
egli seguiva l’organizzazione: serviva la messa, curava
l’ordinato andamento della processione, nonché il banchetto della vendita dei santini e dei ricordini sacri. Nel
comitato della festa della Madonna di Maggio era uno
di quelli che prendeva le ferie (lavorava nell’Azienda
dei Telefoni di Stato) per essere disponibile nei giorni
precedenti e successivi a quella festa. Per non parlare
delle domeniche dedicate alla raccolta delle canne o
alla realizzazione dei cordoni della mortella: il suo impegno cordiale e gioioso era uno stimolo per tutti.
Questo si può vedere anche nei due bellissimi filmati
realizzati dall’indimenticabile Mazzone, che il Centro
Studi Soratte ha proposto on line. La sua fede si è approfondita quando ha sposato Cecilia e l’ha trasmessa
ai suoi figli, Agostino, Elisa e Maria Rosaria. Poi
l’amicizia con padre Antonio Dellepiane e la sua partecipazione all’opera di ristrutturazione del santuario della Madonna delle Grazie gli hanno fatto maturare una
nuova esperienza al servizio della Vergine. Fede e
ragione non conoscevano contrasto in Tonino: era curiosissimo, sempre interessato ad ogni nuova conoscenza ed approfondimento. Aveva anche un profilo su
face book, dove chattava con i suoi nipoti. Amava visitare le librerie, soprattutto quelle religiose, alla ricerca
di testi sulla vita dei santi, delle preghiere e dei canti.
Era appassionato di tecnologie Hi Fi: utilizzava modernissimi impianti ricettivi, per sintonizzarsi sui canali
religiosi, in particolare con Radio Maria. Registrava i
programmi di catechesi, soprattutto mariani, e li riversava da un supporto all’altro (da VHS a DVD). Sotto
Natale preparava un grande presepe ed impiegava,
ogni volta, nuove tecniche, alla ricerca di qualche lucetta o effetto speciale di ultima generazione. Amava
la musica bandistica e gli ha fatto un immenso piacere
sentire suonare, al suo funerale, la banda del suo cuore, quella fondata da Innocenzo Ricci. La fede cattolica
e la devozione a Maria hanno reso Tonino un uomo
realizzato. Come ha vissuto, così è morto: sereno perché ha combattuto una buona battaglia e lieto perché è
stato sempre accompagnato dalla fedelissima presenza della Madonna di Maggio.
Tonino (il 1° a destra nella foto) in occasione dello spostamento
dell’altare in S.M.delle Grazie sul Soratte (anni ’70).
RUBRICA RELIGIOSA: BESTIALI MA SALVATI
A cura di Oreste Malatesta
Quindi giunsero in un momento
predeterminato, un momento nel tempo e
del tempo … in ciò che noi chiamiamo storia … Un
momento nel tempo, ma il tempo fu creato attraverso
quel momento: poiché senza significato non c’è tempo
e quel momento di tempo diede il significato. Quindi
sembrò come se gli uomini dovessero procedere dalla
luce alla luce, nella luce del Verbo, attraverso la Passione e il Sacrificio salvati a dispetto del loro essere
negativo; bestiali come sempre, carnali, egoisti come
sempre, interessati e ottusi come sempre lo furono
prima, Eppure sempre in lotta, sempre a riaffermare,
sempre a riprendere la loro marcia sulla via illuminata
dalla luce; spesso sostando, perdendo tempo, sviandosi, attardandosi, tornando, eppure mai seguendo
un'altra via. Da “Cori da La Rocca" di T.S. Eliot
EFFEMERIDE
con la collaborazione di Francesca Lancia
Sergio Giovannelli (83); Biancini Giovanni (80) residente a Filacciano - Al fratello Evaristo ed alla figlia Maria Pia le nostre
sentite condoglianze. Giorgio (Tonino) Balerna (80) Alla famiglia Balerna le nostre più sentite condoglianze. Tonino era un caro amico molto vicino alle nostre
attività culturali ed alla vita del nostro giornale.
Il Centro Studi Soratte ringrazia tutti coloro che
hanno contribuito alla realizzazione di questo
numero. I nostri ringraziamenti vanno inoltre a: Paolo Bertollini, Maria Piante e Fiori, Bar
Pizzeria Da Cipria, Ristorante Mare in Montagna, Farmacia Buonfantino, Bar Nonna Rosa, Ristorante Alessandro al Campanile, Macelleria Cingolani.
SANT’ORESTE - REGOLAMENTO COMUNALE DI
POLIZIA URBANA. Art. 32 – Divieto di getto di
opuscoli o foglietti. E’ vietato nelle strade,
piazze o spazi pubblici o comunque aperti al
pubblico, il getto di opuscoli, foglietti ed altri oggetti.
TOPONOMASTICA RURALE NEL TERRITORIO DEL
SORATTE. M ANDRIOLO. La località è documentata sin dal 1400. E’da connettere, al pari
di Fossamandria ed altri toponimi simili, come Mandria, Mandrione e Capomandro (cfr. Via Capomandro
a
Calcata),
al
lessico
della
zootecnia
e
dell’allevamento, potendo designare sia il ‘recinto per il
bestiame’, sia il ‘branco o strupo di bestie’.
LE ERBE DEL SORATTE. ASSENZIO. (Artemisia
absinthium) della famiglia delle Composite.
Vive nei luoghi asciutti e sassosi alle pendici
del Monte Soratte. Questa pianta che raggiunge anche
un metro di altezza è chiamata anche "erba santa" per
le sue indiscusse qualità terapeutiche. Viene usata
infatti come calmante per i dolori mestruali e come cicatrizzante per piaghe e ferite mescolato ad altre erbe.
ANFIBI E RETTILI DEL SORATTE. L ACERNA
VIRIDIS. RAMARRO. Specie Sud-Europea. In
Italia è distribuita nella penisola e in Sicilia.
Conosciuta al Soratte, "confermata" nell'area regionale
comprendente la riserva, appare rappresentata da un
popolamento diffuso nelle radure erbose e soleggiate
dei cedui e i prati incolti e pascoli sul versante Est della
Riserva. Inclusa nella Direttiva 92/43.
RACCONTI DI UN PAESE RELIGIOSO
di Vando Fidanza
Ce so notizie se tu voi informate
Leggilo tutto e te farà piacere
So qui racchiuse dentro sto forziere
Er titolo der libro è Er mio Soratte.
E qui ne troverai de sorprese
Descritte bè persone d’ogni festa
Le tradizioni di questo paese
Ce lo ricconta Oreste Malatesta.
Ricordi d’un paese religioso
Diceva er Rosario prima d’annà a mensa
Pregava ardentemente San Nonnoso
E fiduciosi nella Provvidenza
Pregava sia l’omo che la donna
Annava a Messa prima la matina
E quanta devozione alla Madonna
Ce stava in questa terra sorattina.
E Don Germinio ci insegnò a pregare
La catechesi ce l’ha fatta a tutti
E incominciò quei semi a germogliare
Sei uno di quei semi e dai li frutti.
Si te facevi prete niente male
Visto che bona tu ce l’hai la capa
T’avrebbe fatto presto cardinale
E poi cor tempo diventare Papa.
T’avremmo fatto tutti na gran festa
In quanto a feste ‘nce tiramo indietro
E sui giornali Oreste Malatesta
Eletto Papa ar soglio de San Pietro.
LOCUZIONE LATINA. Repetita juvant (Le cose
ripetute giovano)
LE GROTTE DELLA RISERVA DEL SORATTE.
EREBUS. Questa cavità ad andamento prevalentemente verticale è tuttora in corso di esplorazione. L'ingresso è a forma di ampia spaccatura
discendente e si apre a quota 634 m. s.l.m., sul versante sud occidentale del monte. La rigogliosa vegetazione locale di tipo mediterraneo aveva celato per anni
questa cavità, finchè nel 1989 fu scoperta da un gruppo di ragazzi. Solo nel 1994, dopo che un incendio
aveva distrutto su quel versante tutta la vegetazione,
fu ritrovata. La sua esplorazione fu ripresa nel 1995,
con l'asportazione di alcune ostruzioni detritiche. Grazie a tale disostruzione, nel marzo del 1996 si raggiunsero i 115 m. L'intera cavità è ricca di concrezionamenti che impongono molta cautela nell'avanzamento, al
fine di non danneggiarli. Particolarmente interessante
è la presenza, subito sotto l'ingresso, di un crostone
parietale spesso oltre un metro, che ostruisce quali il
passaggio, testimone di una montagna assai più alta
dell'attuale e di un'evoluzione della cavità che dura
certamente da migliaia di anni.
¦
RICETTE. PIZZA SCACCIATA. Ingredienti per 4
persone: 9 uova, 3 hg di zucchero, 3 hg di farina, buccia di limone grattugiata. Preparazione: Montare in spuma le uova con lo zucchero e il limone, per mezz'ora. Infine aggiungere poco per volta
la farina a cucchiaiate e mescolare bene. Cuocere a
forno moderato per circa un 'ora e mezzo.
T ANTO PER CHIARIRE…
gibio
Ce rifamo… Monti dice:” Ora bisogna fare
gli italiani” ed esterna l’auspicio in occasione
della chiusura delle celebrazioni dei 150
anni dell’Unità d’Italia. E’un augurio possibilista, non è
un’enciclica né un solenne giuramento. E’una chance
che il Premier offre a se stesso e alla nazione. Repetita iuvant, direbbero i latini. Un precedente storico già
lo abbiamo avuto in pieno Risorgimento. Fu infatti
Massimo D’Azeglio che coniò la proverbiale frase “fatta l’Italia bisogna fare gli italiani”. Famosa espressione,
riportata in ogni libro di scuola, dedicata ad un progetto
che allora sembrava irrealizzabile per via delle diseguaglianze, disparità economiche, sociali, politiche e
geografiche da superare (cose ancora irrealizzate dopo i famosi 150 anni… ) in quell’Italia unita solo militarmente. I libri di scuola, ahimè, non riportano i non unitari pensieri che lo stesso D’Azeglio esprimeva quando
considerava una vera follia e iattura quella di fare
Roma Capitale e tacciono spudoratamente (storici...
ma dove siete?) su ciò che il Nostro scrisse ad un amico: ”Unirsi ai napoletani è come andare a letto con un
lebbroso!” Che maramaldo sto’ D’Azeglio. Visti i precedenti, forse non mi soffermerei più di tanto
sull’argomento “fare gli italiani” semmai ne vedrei, con
rispetto parlando, l’inconcretezza visionaria.
3
GRAFFITI METROPOLITANI
I TEMPI SONO CAMBIATI
di Jaume Tutusaus da Begues (Spagna)
Prima, quando parlavi con un italiano, la prima cosa
che ti diceva era quanto si stava bene in Spagna, come vanno male le cose in Italia, ecc. ecc. Questo oggi
non è più vero, ora qui in Spagna le cose sono molto
peggio che in Italia, la metà dei giovani sono disoccupati. La metà! E il resto? Hanno un lavoro solo tre persone su quattro. In questa situazione, non si capisce
perché ancora non c’è rivolta sociale. C'è una sola
spiegazione: la solidarietà familiare funziona, così come in Italia credo. Si sono fatti talmente tanti errori che
sarebbero necessari almeno tre Soratte Nostro Nuovo
per elencarli, però ne posso elencare alcuni. Negli anni
2000 si poteva comprare una casa per 300.000 Euro e
richiedere alla banca la stessa cifra di 300.000 Euro,
oltre ad un prestito per l'auto naturalmente! Il tuo salario, supponiamo fosse di 2.000 Euro, con la quota del
prestito di 1200 Euro non succedeva niente. Oggi,
questa casa ha un valore di mercato di 180.000 Euro e
tu sei disoccupato. L’edilizia residenziale era cresciuta
fino a rappresentare il 15% del PIL, ed oggi non arriva
al 4%. Chiaramente, le cause sono molte di più e questi riferimenti sono solo un piccolo esempio, ma per
una dimostrazione definitiva ecco un’altra storia: Il nostro Comune ha acquistato un gregge di capre, circa
70, più un caprone chiamato Sandokan, ed ha assunto
un giovane pastore alla sua guida che ha dovuto prima
frequentare un corso di formazione presso la Scuola di
Pastori (Esiste!). Le capre avevano ed hanno il compito di tenere pulito dalle erbacce i dintorni delle case
vicino al bosco. Pulire, o non pulire, brucando un po’
qua e un po’là, loro sono felici. Perdonatemi un po' di
umorismo con questa storia, ma la cosa triste è che
questa storia è vera. Ah! Dimenticavo: Se c’è uno per il
quale non c’è crisi quello è proprio Sandokan.
Ringraziamo Jaume per la sua corrispondenza dal nostro paese gemellato Begues. Giacomo scrive in spagnolo e la traduzione è a cura della redazione.(ndr)
SORA M ARCELLA
di Luigi Usai
Ricordo una rarissima sorella
nel Signore, che d’animo dotata
eccezionale, qui in paese è stata
per i poveri un angelo, una stella
benigna. Si chiamò «Sora Marcella»
una benefattrice insuperata,
che nessuno ha mai più dimenticata.
Lei si sacrificava, poverella,
con i suoi pochi mezzi, ad elargire
vitto, assistenza medica e buon viso
alla povera gente ed a lenire
personalmente, con cristiano amore,
sventure e piaghe. Certo in Paradiso
l’avrà accolta, premiandola, il Signore.
- Il Figliol Prodigo è tornato... ammarando al Polverino (a che fare?). Ce lo dirà una delibera comunale. Forse sarà una attività culturale!
- Aprirà in Piazza Orazio Moroni, ex orto Azzimati, una
sala scommesse. Le Autorità sono informate? La cura
delle anime a chi spetterà?
- Ma che è stà pua? E’forse un modo per farsi casa?
- Ricordiamo all’Assessore che la Riserva e i suoi
monumenti sono nelle sue mani...
LETTERE ALLA REDAZIONE
Dedichiamo questo spazio al dibattito apertosi dopo la
pubblicazione dell’articolo sul SNN120 del Sig. Vajani;
Riportiamo quindi la lettera pervenuta a firma del Sindaco Sergio Menichelli e dell’Assessore Doriano Menichelli e la replica dello stesso Vajani (ndr).
E’ VERO! CHI È CAUSA DEL SUO MAL... PIANGA
SE STESSO. Abbiamo letto sul giornale on line
“Soratte Nostro” un intervento che ci ha lasciati un poco perplessi e sul quale vorrei intervenire. Ma innanzi
tutto vorrei ringraziare a prescindere, questo giornale,
per l’utile servizio di dare voce a tutti quelli che vi scrivono; anche a chi, a volte, seppure inconsapevolmente, esprime una critica esacerbata e fuori luogo, perché in fondo in fondo, anche questo serve per la crescita di Sant’Oreste. Noi non sappiamo quale sia la
causa che ha indotto, il cittadino firmatario dell’articolo
pubblicato su “Soratte Nostro Nuovo on-line”, n. 120
dell’Aprile 2012, a procurare tanto “accorato pianto”,
né ci interessa saperlo, a meno che non riguardi situazioni di natura istituzionale e amministrativa. In questo
caso il discorso cambia e l’Amministrazione ha il diritto-dovere di intervenire e chiarire, e siccome penso
che questo sia il motivo, mi sento in dovere di esprimere la mia idea in proposito. Tanto per cominciare, le
Amministrazione che si sono succedute dal 1985 ad
oggi hanno realizzato opere che hanno stravolto
l’assetto del nostro Paese e che certamente hanno
portato un indiscutibile beneficio all’intera Comunità
locale. Tra le tante realizzazioni, prendiamo solo quelle
citate dal cittadino firmatario dell’articolo. Innanzi tutto
una premessa ci sembra doverosa: bisogna distinguere bene da quali punti di osservazione le cose vengono
viste. Quello del firmatario, che è un commerciante
della ristorazione che reclama, legittimamente, maggiori opportunità di lavoro per se stesso; quello dell’
Amministrazione, che è, invece, rivolto a creare sviluppo, opportunità di lavoro, qualità della vita e benessere
per tutti i propri cittadini. La prima, quella del commerciante, può dipendere, ma non sempre, anche dalla
seconda. Allora, proprio per creare sviluppo nel paese
e dare opportunità occupazionali a tanti giovani,
l’Amministrazione ha realizzato un opera come l’Outlet;
anche se questa struttura, come tutte le attività economiche,
risente
dell’andamento
generale
dell’economia. La crisi economico-finanziaria e produttiva, che da qualche anno sta mordendo la nostra società, e che oggi si va aggravando ancora di più, non
aiuta certo lo sviluppo del sistema nel suo complesso.
La realizzazione dell’Outlet è stata una grande occa-
sione per i cittadini di Sant’Oreste, che hanno potuto
risentire meno degli effetti nefasti della crisi economica. Vogliamo sempre ricordare, su dei terreni su cui
pascolavano le pecore, oggi ci lavorano più di cento
ragazzi di Sant’Oreste (scusate se è poco). Con ciò,
però, non vogliamo utilizzare questi indiscussi successi
per negare che esiste una effettiva situazione di difficoltà che riguarda tutte le attività economiche a cominciare da quelle che operano nella ristorazione. Ma proprio per questo è importante che tutte le attività imprenditoriali, non escluse quelle della ristorazione, dovranno necessariamente rivedere e riassestare i propri
standard e riassestarsi sul mercato, proponendo offerte di qualità e di prezzi concorrenti e appetibili, anche se per le attività di ristorazione che operano nel
centro storico esiste un problema di parcheggi. In proposito, è il caso di ricordare, agli smemorati e agli
sprovveduti, che l’Amministrazione ha approvato un
progetto di parcheggio su due piani, da realizzarsi nel
centro-storico, che è in attesa di ottenere il necessario
finanziamento. Su questo punto “Soratte Nostro” ha
innescato una campagna denigratoria che è oggettivamente incomprensibile (chi si ricorda della portaerei?). In attesa di ciò, comunque, l’Amministrazione sta
valutando, considerata la posizione collinare, e impervia, di Sant’Oreste, la possibilità di creare piccole aree
a parcheggio al ridosso del centro storico, per una agevole accoglienza del visitatore in occasione della
prossima stagione estiva. Tra i progetti per rendere
appetibile e incentivare i turisti a visitare il nostro paese, c’è anche quello di rendere visitabili i “bunker”, i
quali, occorre però sapere, saranno accessibili al pubblico solo dopo gli inevitabili lavori di messa in sicurezza. Ma anche per realizzare questi occorrono soldi che
è impensabile trovare nel solo bilancio di un piccolo
Comune, com’è Sant’Oreste. Per concludere, tornando
al commercio, certi ristoranti, sia al mare che sui monti,
la cui fama è notoria ed apprezzata da una certa clientela, lavorano senza sosta, indipendentemente se
hanno a disposizione grandi aree a parcheggio. Quindi, condividiamo il motto del cittadino firmatario: chi è
causa del suo male… ..pianga se stesso.
Sergio Menichelli - Sindaco di S.Oreste
Doriano Menichelli - Assessore
"PER FAR CHIAREZZA, BISOGNA ESSERE CHIARI"
di Simone Vajani
Caro Direttore, Le scrivo in relazione all’intervento del
Primo Cittadino in risposta al mio articolo conseguente
l’appello dei commercianti di Sant’Oreste. Vorrei che
mi concedesse 2 premesse certamente più concise
delle 20 righe e mezza in questione: la 1° è che, se
avessero letto il mio articolo, sapevano che è stato
“l’accorato pianto” dei commercianti a spingermi a scriverLe (ma a loro non gli interessa dato che non è né di
natura istituzionale e né amministrativa); la 2°, sempre
se avessero letto l’articolo, è che non vado affatto a
citare le assenti opportunità per “me stesso”, ma bensì
le opportunità che diamo a frutterie, tipografie, macellerie, pastifici, vend. di bevande varie degli altri paesi
patrocinando “alcuni” party privati. L’Outlet è per me
personalmente una risorsa immisurabile tutti i giorni,
tutto l’anno tanto che ho sempre sostenuto l’idea di
sviluppare un ufficio satellite della Proloco nei locali
che “si dice” siano stati dati in comodato al Comune
per meglio sfruttare lo stesso: una “vetrina” per tutti a
sostegno anche dei coltivatori diretti lamentevoli della
mancata vendita di olio (tanto per combattere la “crisi”). Inoltre, secondo me, creare un parcheggio molto
oneroso ed esteticamente “orrido” tra almeno 10 anni,
se cominciano domani il cantiere, per non spostare il
mercato sembra poco valida come scusante: è come
spostare l’intera montagna per non rimettere su il cartello che indica la direzione per accedervi. Vorrei precisare che non si pensi che io abbia contestato i posti
assegnati ai giovani all’Outlet o le amministrazioni dal
1985 ad oggi, me ne guarderei bene. Non voglio parlare di me stesso e né dei miei colleghi ristoratori tanto
nel precedente articolo quanto in questo, però nel ringraziare il Sig. Sindaco dei preziosi consigli di gestione
aziendale e marketing, a cui farò fede, vorrei far notare
che a detta degli “esperti” una attività di categoria come la mia necessita di almeno 3-5 anni per consolidare un numero di clienti atto a permettere un regolare e
consistente ciclo finanziario; in conclusione faccio altresì notare che il mio locale, quanto a frequenza, è
allineato allo standard di frequenza dei miei colleghi
più vicini, quindi lavoriamo tutti senza la stessa sosta!
La fama e la notorietà sono virtù tanto nella vita quanto
nel commercio che si acquisiscono soltanto con il tempo. Io penso, e concludo, che questo paese non sia
secondo a Torrita Tiberina per le case/albergo, che i
cassonetti e le pensiline non siano la giusta cornice al
dipinto che la natura da noi crea, che la Montagna Sacra sia degna di avere almeno un cartello direzionale,
e che la passeggiata sia decorosa quanto il panorama
che offre camminandovi: “Io” non mi vergognerò mai a
dire che queste banali apprensioni siano di sostentamento ai miei interessi, ovvio… rispetto alla pavimentazione del parcheggio del campo sportivo! Ma ricordate che i miei interessi, come quelli di tutti i cittadini, sono il loro lavoro! Ne è in gioco anche il mio di futuro
oltre a quelli dei miei coetanei e pretenderò sempre
che venga rispettato da chi ce lo dovrà consegnare.
Ringrazio il Primo Cittadino per aver dimostrato quanto
sia misera la distanza che separa le amministrazioni
dai cittadini; spero di aver dato la prima scossa
all’omertà, principale tema del precedente articolo, e
spero che nel prossimo numero altri cittadini abbiano
l’ardire di continuare ad esporre le proprie idee o critiche. Ringrazio vivamente le Ass. Bunker Soratte, Proloco, Avventura Soratte, Sant'Oreste nel cuore, cacciatori, giovani, Comitato Madonna di Maggio, Gruppo
Storico, Avis per essere i veri portabandiera di quello
sviluppo territoriale che preme agli interessi di tutti noi.
Nota: "Comprate in paese!!!" l'accorato pianto sfuggito
ai più distratti!
Uno dei compiti del nostro giornale è quello di stimolare dibattiti tra le varie componenti della nostra società.
In questo caso abbiamo da una parte i commercianti
che soffrono questo periodo di crisi e chiedono ai governanti una attenzione sollecita e delle politiche di
sviluppo che possano migliore la ricezione turistica e la
vivibilità del paese. Dall’altra l’amministrazione difende
le proprie scelte e rilancia nuove proposte con
l’attenzione che si deve al bilancio finanziario. In mezzo i cittadini che vivono la realtà giornaliera del paese
e saranno chiamati ad essere i giudici del loro futuro.
Noi ringraziamo il Sig. Vajani, il Sindaco Menichelli e
l’Assessore Menichelli per i loro contributi e ci auguriamo anche per l’avvenire un dialogo aperto con i cittadini e con i nostri lettori al fine ultimo di cercare sempre il miglioramento della situazione. (ndr)
5
PARLIAMO D’AMORE
di gibiò
APPELLO – CORO
Mi piace intervenire sull’articolo di
Gabriele Sacchi pubblicato sul n.120
di Soratte Nostro Nuovo. In questo
secolo definito “la morte del prossimo” parlare di amore fa bene a chi ne parla e… al prossimo. Gabriele formula tre tipi di amore: quello tra un uomo e una donna;
quello dei genitori verso i figli; quello rivolto a Dio. Sono tre contenuti dell’amore assolutamente diversi, tre
esperienze dell’amore differenti ai quali si potrebbe
aggiungere, per esempio, l’amore per gli amici, quello
per gli animali ed altro ancora. Personalmente, apprezzo le valutazioni di Gabriele, ma credo che il punto
di partenza, quando si parla d’amore, sia nel Levitico
dove si afferma “Ama il prossimo tuo come te stesso”
Al di là dell’aspetto legislativo, questo postulato, che
poi è un comandamento, comporta non solo un dovere
etico dell’amore e nell’amore ma, ancora, l’osservanza
e l’obbedienza ad un divenire che esce dal proprio Se
per diventare fraternità condivisa e adesione totale al
precetto divino. Una superficiale esegetica porterebbe
già verso tre direzioni: Ama il prossimo tuo che è “come te stesso”, oppure, Ama il prossimo tuo come “ami
te stesso”, e ancora, Ama il prossimo tuo perché “egli
è te stesso”. In tutti e tre i casi è evidente il progetto di
Amore come fine e non come mezzo e quindi Amore
non è opportunismo o scopo. Ed è ancora più chiaro
quando Amore si trasforma in conversione verso un
prossimo che è l’altra faccia di Me stesso. Cioè la vittoria sulla perturbante estraneità con la quale noi definiamo il prossimo come nemico, antagonista, diverso,
lontano da noi. Se io non comprendo in Me questa rivelazione del “prossimo come me stesso”, come potrò
amare l’altro? E se non colmo dentro di me la distanza
che separa il Me dall’altro Me, faccio solo filantropia,
non certo Amore. Ecco allora che Amare è un trauma
doloroso, è una sofferenza che ricorda la Croce ma al
tempo stesso è certamente una fonte di identificazione
con il Prossimo, che poi, altri non è che il Gesù soccorso dal samaritano.
Il Coro polifonico Rosa Proserpio invita
tutti gli amanti del bel canto ad unirsi a loro. Il Coro riscuote sempre grande successo per i suoi
concerti ed è aperto ad accogliere ogni nuovo componente per incrementare il suo organico.
Il Direttore e la Redazione del
Soratte Nostro Nuovo
augurano Buona Pasqua
a tutti i lettori
CRUCIVERBETTU (W.S.)
1
2
3
4
5
6
7
A ghj là. 1 Quellu dell’ormu si magna. 4 Si ‘ddoprava
pe’ ‘bbutigghjà e matasse. 6 Tutt’atru che doci. 7 Più
cresce e più a pèlla si sbrillènta.
A ghj ghjó. 1 Sèrvono a fà pisculà l’àcqua da sopr’i
tetti. 2 Si fa cu porchettu. 3 C’è pure quella fràvala. 5 U
fratèllu i tata. 6 A pilucca… da mate.
Prossimi appuntamenti: Domenica 22 Aprile –
Festa della Madonna delle Grazie sul Soratte,
nota anche come Festa della Montagna
Scarica

1 Avrei una gran voglia di abbracciarti, ma sei così minuta tra le mani