Testo unico
sulla sicurezza D.Lgs.
D.Lgs. 626/94, modificato
'-
D.M.
.D.M.
D.M.
D.M.
Interno
n. 81/2008
ed integrato dal D.Lgs. 242/96, art. 21
19/03/56
n. 303
10 marzo 1998, all. VII.
Pubblica Istruzione
382/98,
artt. 1 e 6
Lavoro e Previdenza Sociale 2 ottobre 2000
.' I
~"
~
-~-;.
,;
SOMMARIO
J,
L'informazione
su
degli
utenti
4.
2.
5.
6.
3. l.
Norme
Gli
IlIIChi
rischi
della
destinatari
contenuti
rischio
strumenti
deve
di
e
sicurezza
dei
lavoratori,
degli
allievi
,i:
e
pag.
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3
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:.
~
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4
scuola
provvedere
d'incendio
riferimento
'
:
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5
"
5
"
6
I
~
",
;,i
L'organizzazione
4.
2.
3.
1.
della
IlIl
Testo
Servizio
Capo
Rappresentante
Unico
d'Istitutodi
sicurezza
Prevenzione
e
l'organizzazione
dei
come
Lavoratori
datoree
nella
Protezionedi
per
della
lavoro
scuola
la
sicurezza
(SPP)
Sicurezza
e
il
(RLS)
suo
Responsabile
~
9
(RSPP)
10
10
10
7.
5.
6.
La
Il
Servizio
sorveglianza
riunione
di
periodica
Prontosanitaria
Soccorso
di
eprevenzione
il
Medico
(SPS)
eCompetente
e le protezione
procedure
(MC) per
il
primo
soccorso
..
.
~
II
12
12
9.
8.
Il
Servizio
di
Gestione
Prevenzione
delle
Incendi Emerg~nze
e
Lotta
(SGE) Antincendio
(SPILA)
..,~...:
14
,'
,
,
,
,
;,
didattica
;
,
,
,
,
..,
"
fisica
dell'attività
,
,
docente
non
,
l'educazione
,
intervalli
d'incendi?
(VDT}
adottate
scolastica
negli
durante
personale
rischio
laboratorio
del
Emergenza
lavoratori
del
in
di
sicurezza
prevenzione
dei
Sicurezza
videoterminali
di
di
ordinaria
d'infortunio
d'infortunio
ai
dell'attività
antincendio
particolari
della
obblighi
prevenzione
misure
esercitazioni
lotta
attività
rischio
rischio
lavoro
Albo
rischi
L'
La
Il
Le
Il
Il
Le
Rischi
L'
La
L'Evacuazione
Gli
Segnaletica
l.
5.
8.
D.
2.
3.
4.
6.
7.
9.
1
Il.
12.
13.
I
14
16
16
16
17
17
18
19
20
21
21
21
22
23
Appendice:
Statuto delle Stud~ntesse
Ricevuta
;
e degli
Studenti
della Scuola Secondaria
:
,
25
29
2
c~
~
"~
~
L'INFORMAZIONE
SU RISCHI E SICUREZZA DEI LAVORATORI.
DEGLI ALLIEVI E DEGLI UTENn
DELLA SCUOLA
I. Chi deve provvedere
Gli articoli
17 e 18 del Testo Unico
scuola, il Capo d'Istituto}
mazione circa i rischi e l'organizzazione
sufficiente
stabiliscono
di provvedere affinche
l'obbligo
per il dato re di lavoro
{nella
ciascun lavoratore riceva un'adeguata infor-
della sicurezza nell'azienda,
e riceva una formazione
e adeguata in materia di sicurezza e di salute.
In particolare
della formazione,
nella vigilanza)
le norme (art. 18) relative all'informazione
vanno attentamente
giungere due obiettivi
..ottemperare
riconsiderate
(che, a differenza
di fatti, notizie e disposizioni
e
per calarle dentro la realtà scolastica e rag-
di pari importanza:
all'obbligo
.stimolare
dei lavoratori
consiste essenzialmente nella comunicazione
di legge;
una partecipazione
venzione e protezione
consapevole dei dipendenti
e degli allievi all'opera di pre-
contro i rischi.
L'art. 3 del testo unico nel paragrafo 2 stabilisce l'attuazione di tutte le norme in esso
contenute alle università, agli istituti universitari e di tutti gli istituti di formazione ed educazione di ogni .grado mentre ne I paragrafo 3 per il periodo di 12 mesi successivi in attesa di
successivi decreti resteranno in vigore le disposizioni dell' D.Lgs. 626/94 e decreti di attuazione.
Secondo Il D.M.
mento di attuazione
Pubblica Istruzione
29 settembre 1998, n. 382, che ha stabilito
il regola-
del D.Lgs. 626/94 nella scuola, su questa materia impegna l'amministra-
zione scolastica ad assumere c'specifiche iniziative...
mento in tema di prevenzi.one e protezione
quali, a loro volta provvedono
in- ordine alla formazione
dei soggetti individuati
all'informazione
prevista dall'art.
dei lavoratori
art. 37 del Testo Unico"
(art. 6, co. I).
prevista dall'art.
di lavoro, i
21 del Decreto Legislativo
settembre 1994, n. 626 ora art. 36 del Testo Unico e, nei limiti
muovono la formazione
e all'aggiorna-
come datori
delle risorse disponibili,
19
pro-
22 del predetto Decreto Legislativo
ora
Più distintamente:
.a)
.b)
l'amministrazione
i Capi d'Istituto
scolastica, organizza la formazione
provvedono
tori e agli allievi prevista dall'art.
.c)
per la formazione
direttamente
a dare l' "adeguata informazione"
ai lavora-
lB;
del personale, i Capi d'Istituto
delle risorse disponibili
dei Capi d'Istituto;
per l'aggiornamento,
promuovono
iniziative
nei limiti
o altre che saranno assegnate.
Per evitare un possibile equivoco, bisogna precisare che i punti, b) e c) costituiscono
Capo d'Istituto
un obbligo
dei ProVveditori
di legge che non è subordinato
Lotta Antincendio
i compiti
sulla materia solo se intende svolge-
del Servizio di Prevenzione e Protezione o di Prevenzione Incendi
o di Gestione delle Emergenze.
3
~
._-
per il
del punto a) da parte
agli Studi: il datore di lavoro deve conoscere ed attuare le norme del Testo
Unico, mentre ha l'onere di seguire un corso di formazione
re direttamente
all'attuazione
~
e
Per il punto c) l'obbligo
finanziari,
del Capo d'Istituto
è condizionato
dalla disponibilità
dei mezzi
poiche egli ha un potere di gestione, ma non di spesa.
Per il punto b), invece, egli deve adempiere senz'altro l'obbligo
zione adeguata ai soggetti
tutelati
dall'art.
di legge. dando un'informa-
2. paro 1 Testo Unico.
2. I destinatari
L'individuazione
dei soggetti,
adeguata, per gli allievi equiparati
ai quali il Capo d'Istituto
ai lavoratori.
deve fornire
l'informazione
.
L'individuazione
dei soggetti, ai quali il Capo d'Istituto deve fornire l'informazione
ta, non solleva dubbi per il personale, che vi è ricompreso tutto.
adegua-
A prima vista, invece, potrebbe sorgere qualche dubbio per gli allievi, i quali, a stretto I:igor di
termini, sono destinatari delle disposizioni specifiche del D.Lgs. 626/94 solo in quanto "equiparati
ai lavoratori", cioè usano apparecchiature di laboratorio e strumenti di lavoro in genere.
Questa delimitazione
però crea, all'atto pratico, delle situazioni contraddittorie.
Non si può
certo pensare che siano destinate solo agli allievi che frequentano i laboratori o usano altre
attrezzature certe informazioni
prescritte dall'art. 21 del D.Lgs. 626/94, come quelle concernenti i rischi dell'istituto
nel suo insieme, le procedure per il pronto soccorso e l'evacuazione di
emergenza, il responsabile
Il criterio
del servizio di prevenzione e protezione.
b;silare di applicazione
del Testo Unico nella scuola è l'art. 3 del testo unico nel
paragrafo 2 stabilisce l'attuazion-e di tutte le norme in esso contenute alle università, agli istituti
universitari e di tutti gli istituti di formazione ed educazione di ogni grado mentre ne I paragrafo 3 per il periodo di 12 mesi successivi in attesa di successivi decreti resteranno in vigore le
disposizioni dell' D.Lgs. 626/94 e decreti di attuazione. Nel D. Lgs. 626/94 appare la dicitura
...relativamente
al personale
e agli utenti...
Il termine .'utenti"', introdotto
;ella rielaborazione definitiva del decreto ministeriale è molto
comprensivo e si riferisce non solo agli allievi, ma a tutti coloro che hanno occasione di frequentare la scuola per ragioni connesse col servizio da essa erogato: in particolare ai genitori,
nel caso di allievi minorenni,
o in generale quando partecipano all'attività scolastica, per esempio durante i colloqui coi docenti. .
D'altra parte l'informazione,
la formazione,
dal Testo Unico negli art. 36 e 37 sez. Il tit. I.
le istruzioni
vengono espressamente elencate
Perciò la comunicazione delle notizie più importanti in fatto di sicurezza, naturalmente adattata
all'età e alle diverse situazioni, deve essere fornita a tutti gli allievi (e ai genitori, in quanto utenti).~
.3. I contenuti
I contenuti dell'informazione
per il personale sono quelli stabiliti dall'art. 21 del D.Lgs.
626/94, riportato sotto, e vanno specificati anche in rapporto alle varie mansioni. Con una
precisazione fondamentale, tuttavia: i lavoratori della scuola (i docenti, in via ordinaria; tutti,
in situazioni di emergenza) sono tenuti a tutelare la sicIJrezza degli allievi, oltre che la propria.
Per gli allievi, si possono distinguere due aree concentriche
conducibili alle norme del D.Lgs. 626/94:
di contenuti
.
direttamente
ri-
i
a) un'area destinata
a tutti
gli allievi
(e ai genitori,
gradazioni del caso, deve ~Qpprendere:
--"
~.,
~"
-4-,-
in quanto
utenti),
ovviamente con le
c':~~".."
.~
,~:...
-~.
-~
:::::
.le
.le
informazioni
sui rischi individuati
relativamente all'istituto
nel suo complesso, con
riferimento all'edificio e alle attività, e sulle corrispondenti
misure di tutela, anche comportamentali;
procedure e le disposizioni
adottate nell'unità
scolastica per il pronto soccorso, la lotta
antincendio, l'evacuazione delle persone, con le indicazioni
va dell'istituto,
se è il caso;
.i
relative ad ogni sede operati-
nomi (e i modi per comunicare con le persone, in caso di necessità) del Responsabile del
Servizio di Prevenzione e Protezione, degli addetti ai Servizi di Prevenzione Incendi, di Gestione delle Emergenze, Pronto Soccorso. Pur non essendo obbligato, il Capo d'Istituto valuterà se è opportuno comunicare anche il nome del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza, che nella scuola è propriamente il rappresentante del personale, sebbene il problema
della sicurezza sia spesso ancor più assillante per gli allievi, equiparati o meno ai lavoratori.
Una parte di tali informazioni
è contenuta
in questo opuscolo;
una parte deve essere affissa
alI' Albo della Sicurezza o in altri locali della scuola ai quali si riferisce specificamente;
parte, infine, rientra nelle disposizioni di servizio impartite al personale e agli allieyi.
una
b) un'area più specifica, che completa, ma non sostituisce la prima, è quella destinata solo
agli allievi che vengono a trovarsi effettivamente nelle condizioni che li fanno equiparare
ai lavoratori,
usano cioè laboratori
Essa comprende le informazioni
riguarda in particolare:
attrezzati, macchine,
che fanno da complemento
.i
rischi specifici dell'attività svolta in ciascun laboratorio,
tutela, anche comportamentali;
.i
rischi connessi all'uso di sostanze o macchine pericolose,
di prevenzione e protezione, anche comportamentali.
o strumenti
di lavoro in genere.
a quelle inserite nell'area a), e
~.
con le corrispondenti
con le corrispondenti
misure di
misure
Quest'area di informazioni,
contenuta sinteticamente nella cartellonistica
e nel regolamentO d'uso dei singoli laboratori, deve essere fornita sistematicamente (e debitamente documentata) dai docenti o preposti che sovraintendono le varie attività. In questo opuscol0 è stata inserit~ una scheda specifica per l'uso dei videoterminali,
che è trasversale rispetto ai vari indirizzi
di studio; per gli altri laboratori vengono date solo indicazioni generali.
i'
[I
f
4. Il rischio
I
d'incendio
All'interno
delle informazioni
rivolte ai dipendenti e agli allievi, deve essere evidenziato
tutto ciò che riguarda (sia in sede di valutazione, che in sede di prevenzione e protezione) il
rischio d'incendio, come definito dall'art. 46 del Testo Unico.
ì!
!!
1
il
5. Gli strumenti
Il personale e gli allievi, dunque, per avere una visione d'insieme dei rischi e dell'organizzazione della sicurezza all'interno della scuola, dovranno integrare tra loro le informazioni fornite
attraverso i canali indicati
l
nel seguente quadro riepilogativo.
5
+
-
+
INFORMAZIONI
SUI
RISCHI SPECIFICI
+
DISPOSIZIONI
DI SERVIZIO
6. Norme di riferimento
Testo Unico
D.Lgs. n. 81/2008
( omissis)
Art. 36 -Informazione
dei lavoratori
n datore di lavoro provvede affinche ciascun lavoratore riceva un'adeguata informazione
a) i rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro connessi all'attività
cI) le misure e le attività
di protezione
in generale;
e prevenzione adottate;
al) i rischi specifici cui è esposto in relazione all'attività
disposizioni aziendali in materia;
b 1) i pericoli
dell'impresa
su:
svolta, le normative
di sicurezza e le
connessi all'uso delle sostanze e dei preparati pericolosi sulla base delle schede
dei dati di sicurezza previste dalla normativa
d) i nominativi
vigente e dalle norme di buona tecnica;
del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione
ed il
medico competente;
c) i nominativi
dei IQvoratori incaricati
di applicare le misure di cui agli artt. 45 e 46.
( omissis)
Art. 3 -Campo
l. Le disposizioni
contenute
di applicazione
nel Decreto Legislativo
15 agosto 1991, n. 277, come modifi-
cato e integrato dalla Legge 23 dicembre 1996, n. 649, e nel Decreto Legislativo 19 settembre
1994, n. 626, come modificato ed integrato dal Decreto Legislativo 19 marzo 1996, n. 242, si
applicano a tutte le Istituzioni Scolastiche ed educative di ogni ordine e grado, relativamente al
personale ed agli utenti delle medesime istituzioni,
tenendo conto deIJe particolari esigenze
connesse al servizio dalle stesse espletato, come individuate
dal presente decreto...
(omissis}
2. Si applicano a tutte le Istituzioni Scolastiche ed educative di ogni ordine e grado deIJe
medesime istituzioni,
tenendo conto delle particolari esigenze connesse al servizio daIJe stesse
espletato...
( omissis)
6
~"
;&
.1.
.Art.4
c. Sono equiparati
Comma
ai lavoratori,
gli allievi
delle Istituzioni
Scolastiche
ed
educati ve nelle quali i programmi e le attività di insegnamento prevedano espressamente
la frequenza e l'uso di laboratori appositamente attrezzati. con possibile esposizione ad
agenti chimici, fisici e biologici,
l'uso di macchine, apparecchi e strumenti
di lavoro in
genere, ivi comprese le apparecch.iatul;e
Art. 6 -Attività
fornite
di videoterminali.
di informazione
e di formàzione
l. Specifiche iniziative sono assunte dall'amministrazione
scolastica in ordine alla formazione e all'aggiornamento
in tema di prevenzione e protezione dei soggetti individuati
come
datori di lavoro, i quali, a loro volta, provvedono all'informazione
prevista dall'art. 21 del becreto Legislativo
la formazione
19 settembre 1994, n. 626, e, nei limiti
dei la,voratori prevista dall'art.
delle risorse disponibili,
promuovono
22 del predetto Decreto Legislativo.
2. Iniziative ed attività di formazione, di informazione e di addestramento del personale
dipendente sono altresY effettuate d;intesa con gli enti istituzionalmentè
preposti alla tutela
della sicurezza sui luoghi di lavoro.
3. I contenuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per lasicu~ezza e
dei datoci di lavoro che: possono svolgere direttamente i compiti propri del responsabile del
servizio di prevenzione e protezione sono quelli fissati dal decreto dei Ministri
del Lavoro e
della Previdenza Sociale e della Sanità in data 16 gennaio 1997, pubblicato
ficiale n. 27 del 3 febbraio 1997.
4. Criteri, iniziative e risorse in materia cÌi informazione
e formazione
nella GazZetta ufsono altresl definiti
dagli specifici accordi contrattuali.
(omissis)
Art. 36 e 37 sulla formazione e informazione d addestramento
In particolare I'art. 6 del D.M. Pubblica istruzione 29 settembre 1998 n. 382
.1. Specifiche iniziative sono assunte dall'amministrazione scolastica in ordine alla formazione c,a.lI'aggiornamento in tema ,di prevenzione e protezione dei soggetti individuati
come datori di lavoro, i quali, a loro volta, provvedono all'informazione prevista dall'art. 21
del Decreto Legislativo 19 settembre 1994, lÌ. 626, ora art. 36 del testo unico e, nei limiti
delle risorse disponibili, promuovono la formazione dei lavoratori prevista dall'art. 22 del
predetto Decreto Legislativo ora art, 37 del testo unico.
Iniziative ed
attività
formazione,
di informazione
di addestramento preposti
del personale2.dipendent~
sono
altresldi effettuate
d'intes~
con gli enti eistituzionalmente
.
alla tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro.
.
3. I con~enuti minimi della formazione dei lavoratori, dei rappresentanti per la sicurezza e dei da tori di lavoro che possono svolgere direttamente i compiti propri del responsabile del servizio di prevenzione ~ protezione sono quelli fissati dal decreto dei Ministri del Lavoro e della Previdenza Sociale e della Sanità in data 16 gennaio 1997, pubblicato 'Ì1ella GazzettalJfficiale n. 27 del 3 febbraio 1997.
4. Criteri,
iniziative e risorse in materia di informazione e formazione sono altresl
definiti dagli specifici accordi contrattuali.
( omissis}
7
~
~
-
Art.
46 restano
in vigore
le disposizione
D. M. Interno
del D. M. Interno
lO marzo
1998
10 marzo 1998
(omissis)
Allegato VII
Informazione
e formazione
antincendio
Generalità
È obbligo del datore di lavoro fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui
principi di base della prevenzione incendi e sulle azioni da attuare in presenza di un incendio.
Informazione
antincendio
Il datore di lavoro deve provvedere affinche ogni lavoratore riceva una adeguata informazione
a) rischi di incendio
legati all'attività
b) ris~hi di incendio
legati alle specifiche
svolta;
c) misure di prevenzione e di protezione
re riferimento a:
-osservanza
-divieto
mansioni svolte;
incendi adottate nel luogo di lavoro con particola-
delle misure di prevenzione
to negli ambienti
su:
degli incendi e relativo corretto comportamen-
di lavoro;
di utilizzo degli ascensori per l'evacuazione
in caso di incendio;
-importanza
di tenere chiuse le porte resistenti al fuoco; modalità di apertura delle porte delle uscite;
d) ubicazione
delle vie di uscita;
e) procedure da adottare in caso di incendio,
-azioni
ed in particolare:
-
da attuare in caso di incendio;
-azionamento
-procedure
dell'allarme;
da attuare all'attivazione
dell'allarme
.
e di evacuazione fino al punto di rac-
colta in luogo sicuro;
-modalità
di chiamata dei vigili
f) i nominativi
antincendio
g) il nominativo
dei lavoratori
del fuoco.
incaricati
di applicare le misure di prevenzione incendi,
lotta
e gestione delle emergenze e pronto soccorso;
del responsabile del servizio di prevenzione
e protezione dell'azienda.
L'informazione
deve essere basata sulla valutazione dei rischi, essere fornita ai lavoratori
all'~tto dell'assunzione ed essere aggiornata nel caso in cui si verifichi un mutamento della
situazione del luogo di lavoro che comporti una variazione della valutazione stessa.
L'informazione
deve essere fornita
in maniera tale che il personale possa apprendere facil-
mente.
Adeguate informazioni devono essere fornite agli addetti alla manutenzione e agli appaltatori
per garantire che essi siano a conoscenza delle misure generali di sicurezza antincendio nel
luogo di lavoro, delle azioni da adottare in caso di incendio e delle procedure di evacuazione.
Nei piccoli luoghi di lavoro l'informazione
può limitarsi
ad avvertimenti
tati tramite apposita cartellonistica.
-8-
"1"
~
antincendio
ripor-
~
~
~
L'ORGANIZZAZIONE
l.
Il Testo Unico
DELLA SICUREZZA NELLA SCUOLA
e l'organizzazione
della sicurezza
Il Testo Unico riunisce in sè tutte le direttive, rivolte al "miglioramento
della sicurezza e della
salute dei lavoratori sul luogo di lavoro", in tutte le organizzazioni private o pubbliche, indipendentemente dalle loro dimensioni,
È un'integrazione
e in tutti i settori produttivi,
di tutte
le norme
finora
dalle industrie ài servizi.
promulgate
che interessano
il settore della
sicurezza sul lavoro.
Il testo unico si rifa alle norme indicata
scuola tenendo
Pubblica
conto
Istruzione
delle particolari
col Decreto
A rigor di termini,
gli studenti
in laboratorio
e attrezzature
vengono
gestionali
documento
sulla
valutazione
delle
protezione
-programma
individuale;
delle misure
livelli
-indica
misure
di sicurezza;
le procedure
nizzazione
il personale che vi presta servizio, e
ai lavoratori
durante
fisica) che comportano
le attività
(come le
l'uso di apparecchiature
te della
sono:
dei rischi
~.
attuate
dei
e dei dispositivi
di
per garantire
il miglioramento
per l'attuazione
delle misure
da realizzare,
mansioni
a rischio
permanenti,
nel tempo dei
i nomi dell'orga-
(assegnati in base alla preparazione
servizio
dei lavoratori
organismi
partecipazione
e protezione
delle attività
opportune
del responsabile
sicurezza
per la salute e sicurezza
di prevenzione
che vi devono provvedere
-nominativo
.la
equiparati
più importanti
lavoratori;
-andamento
-le
della
sulla sicurezza, elaborato dal datore di l~voro, che contiene:
-relazione
.vari
dal Ministro
1998, h. 382.
specifica riguarda
e l'educazione
che a sua volta si applica nella
individuate
di lavoro.
Gli strumenti
.il
19 settembre
la normativa
solo in quanto
esercitazioni
nel D.Lgs. 626/94
esigenze del servizio,
di sicurezza
interno
e protezione,
o territoriale
e potere);
del rappresentan-
e del medico
competente;
specifico
con funzioni
dei lavoratori,
specifiche in materia di sicurezza;
attraverso il loro rappresentante
per la sicurezza, alla
gestione di tutte le fasi del processo.
L'art
3 e 4 stabiliscono
ti solo in quanto
tazioni
vengono
in laboratorio
che il sevizio
equiparati
e l'educazione
e l'organizzazione
ai lavoratori
fisica)
rante la loro permanenza
ni..'. si applicano
all'attività
a scuola.L'art
a tutte le Istituzioni
mente al personale ed agli utenti
scolastica
le attività
che comportano
e attrezzature
di lavoro.
Più in generale, però, la nuova organizzazione
tutte le persoÌ1e che partecipano
durante
l'uso
è rivolta a migliorare
e e gli studen(come le eserci-
di appar~cchiature
la sicurezza ~ la salute di
scolastica, e in primo luogo di tutti ~Ii allievi, du-
3 del Testo Unico infatti
stabilisce che "I~ disposizio-
Scolastiche ed educative di ogni ordine e grado, relativa-
delle medesime istituzioni..."
Q
(art. l, co. 1).
2. II Capo d'Istituto
come dato re di lavoro
La responsabilità complessiva dell'organizzazione
della sicurezza nella scuola è del Capo
d'Istituto, che assume il ruolo e i compiti che la legge assegna al datore di lavoro.
Nelle scuole statali, tuttavia, il Capo d'Istituto non ha il potere di realizzare gli interventi
strutturali eventualmente necessari negli edifici, che sono forniti dagli Enti Locali, i quali debbono provvedere anche alla loro manutenzione.
Il Capo d'Istituto è coadiuvato da altri soggetti che egli chiama a svolgere compiti particolari. Sull'attività di questi collaboratori egli deve però esercitare un controllo, poiche non può
trasferire ad essi la responsabilità che .la legge assegna al datore di lavoro.
Tra i compiti del Capo d'Istituto,
mentale l'elaborazione del documento
no parte degli organismi permanenti.
come datore di lavoro, rivestono un'importanza
fondasulla sicurezza e la designazione delle persone che fan-
3. Il Rappresentante
per la Sicurezza (RLS) (Art. 47 del Testo Unico)
dei Lavoratori
Il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza viene eletto o designato, a seconda delle
situazioni, tra i dipendenti o le rappresentanze sindacali dei lavoratori (se nella scuola prestano
servizio più di 200 dipendenti, saranno alm.eno d~e).
Nella scuola rappresenta formalmente solo il personale docente e non docente, non gli allievi, anche se in alcune attività questi sono equiparati ai lavoratori. Egli può farsi portavoce,
tuttavia, anche dei ptoblemi attinenti alla sicurezza degli studenti.
Il RLS interviene con un ruolo attivo in tutte le fasi della gestione della sicurezza. Egli
espri~e un suo parere circa la valutazione dei rischi, le misure di tutela: i programmi di formazione dei lavoratori; ed ancora, circa la scelta del Responsabile e degli addetti al Servizio di
Prevenzione e Protezione, degli addetti ai Servizi di Prevenzione Incendi e Lotta Antincendio.
di Pronto Soccorso e di Gestione delle Emergenze; partecipa alle riunioni periodiche di prevenzione e protezione contro i rischi; può visitare tutti i luoghi di lavoro.
.
Attraverso la sua persona i lavoratori
rispetto della normativa
Il RLS ha diritto
intervengono
attivamente
non solo per controllare
il
di sicurezza, ma anche per avanzare proposte e suggerimenti.
ad una formazione
lavoro e non può subire pregiudizio
particolare,
svolge i suoi compiti
personale a causa dell'attività
L'RLS è tenuto a partecipare ad un corso di formazione
durante l'orario
di
c9nnessa al suo ruolo.
della durata minima
di 32 ore sulle
materie concernenti l'incarico. Il corso di formazione, i cui costi sono a carico dei datori di
lavoro, potrà essere organizzato anche su base provinciale e/o regionale. La durata minima del
còrso è di 32 ore, ripartite su non meno di 5 giorni lavorativi. Il RLS è dispensato dallo svolgere
attività lavorativa per la durata dell'intero corso.
4.
Il Servizio di Prevenzione e Protezione
(SPP) e il suo Responsabile (RSPP) (Artt. 31 e 32)
Il Servizio di Prevenzione è svolto da un certo numero (variabile secondo le dimensioni
della scuola) di addetti che vengono designati dal Capo d'Istituto, dopo aver consultato il RLS.
È coordinato da un Responsabile, che deve possedere competenza specifica in materia di sicurezza. Anche il RSPP è designato dal Capo d'Istituto, il quale tuttavia, nelle scuole dove prestano servizio fino a 200 dipendenti, può svolgere direttame~te questo compito.
Co~1pito principale
del SPP (i cui membri sono identificati
-10
come ~SPP) è quello di dare un
-C-
.~
~
contributo e un supporto tecnico al Capo d'Istituto nella valutazione iniziale e revisione periodic,a dei rischi, nell'individuazione
delle misure di prevenzione più adeguate, nella scelta dei
1'!1ezzidi protezione
collettiva
ed individuale
più efficaci-
.il RSPP, che può essere anche un professionista esterno alla scuola, assume ùn rlJolo molto
importante nella gestione della si<;urezza, sia rispetto all'organizzazione del lavoro, che rispetto
alle strutture: egli visita i luoghi di lavoro, partecipa alle riunioni periodiche di prevenzione e
protezione contro i rischi, collabora alla formazione del personale.
Il RSPP diventa in un certo senso una figura di riferimento per tutti, personale e studenti, e
viene consultato tutte le volte che si manifestano situazioni di rischio non adeguatamente valutate o
impreviste. La responsabilità globale della gestione della sicurezza resta comunque del Capo d'Istitutd, che deve controllare anche le capacità professionali di questo suo collaboratore.
Secndo le normative
precedenti
i nomi del RSPP e degli adddetti all'SPP sono affissi all'Al-
bo della Sicurezza.
~
Il D.Lgs. 195/2003 regolamenta gli aspetti formativi
dei membri del servizio prevenzione e
protezione,
con l'art. 8bis che richiede una qualifica professionale per le persone, internè o
esterne a una organizzazione; che il dato re di lavoro (Dirigente Scolastico) può nominare come
"Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione" .RSPP ocome "Addetto al Servizio di
Prevenzione e Protezione" -SPP.
In particolare, sia RSPP che gÌi addetti
SPP devono "essere in possesso di un attestato di
frequenza, con verifica dell'appr~ndimento,
a specifici
corsi di formazione adeguati alla natura
dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorat.ive".
, Il RSPP, inoltre, deve superare "specifici corsi di formazione in materia di prevenzione
protezione
dei rischi, anche di natura ergonomica
delle attività
tecnico amministrative
e
e psico -sociale, di organizzazion~ e gestione
e di tecniche di comunicazione
in azienda e di relazioni
sindacali". I requisiti dei corsi sono definiti dalla Conferenza Stato-Regioni.
Il percorso formativo è differente nel ~aso il ruolo di RSPPsia del datare di lavoro o di una
figura differente da quest'ultimo.
,
Nel primo
caso rimangono
in vigore i contenuti
delle 16 ore del D M 16/1/97
mentre nel
seconc;locaso il per<;:Orso integrale del corso prevede la frequentazione di tre moduli A,B,C
mentre gIìASPP (Addetti Servizio Prevenzione e Protezione) devono svolgere il corso solo per
i moduli A+B..
I moduli hanno una configurazione di
. questo tipo:
Modu!o A: 28 ore = Modulo di formazione di base, per lo svolgimento
delle funzione
di
RSPP e ASPP.
Modulò E: durata variabile in relazione al macrosettore Ateco di pertinenza (per le scuole 24
ore) = Modulo dispecializfazione,obbligatorio
per lo svolgimento della funzione di RSPpI ASPP.
Modulo
C: 24 ore = Modulo
funzione diRspp.
I contenuti
didattici
dall'Accordo
di specializzazione,
e la durata
obbligatorio
dei corsi RSPP/ASPP
tra il Governo e le Regioni
per lo svolgimento
sono conformi
e Provihc9 Autonome
a quelli
della
definiti
del 26 gennaio 2006.
5. La sorveglianza sanitaria e il Medico Competente (MC) (Ait. 36)
Alcune attività produttive possonocomportare rischi particolari per i lavoratori, come quello di
usaresostanzepericolosee di esporsiad agenti (fisici, chimici e biologici} dannosi per la salute.
-11
c~.
~
In questi casi il datore di lavoro deve predisporre una sorveglianza sanitaria e nominare il
Medico Competente che sottopone i lavoratori interessati ai controlli clinici necessari e compila per ciascuno di essi una cartella sanitaria, da tenere aggiornata.
Nella scuola queste situazioni,
Tuttavia in alcuni indirizzi
che, ad esempio, lavorano
tutte individuate
dalla legge, di solito non ricorrono.
di studio ci possono essere dipendenti
usando un videoterminale
(raramente degli studenti)
per almeno venti ore settimanali,
o movi-
mentano abitualmente
a mano dei carichi superiori ad un certo peso, o sono addetti ad un
laboratorio dove si usano sostanze pericolose. In questi casi il Capo d'Istituto deve nominare il
M.C., il quale non solo controlla periodicamente, o a loro richiesta, la salute dei lavoratori
interessati, ma fornisce loro le istruzioni opportune, visita gli ambienti di lavoro, collabora nella
valutazione di rischi specifici,paI;tecipa
alle riunioni periodiche di prevenzione e protezione.
Secondo le normative
precedenti
in nome del M.C.,
ove previsto, è affisso all'Albo
della
Sicurezza.
6. La riunione
periodica
di prevenzione
..,
e protezione
I
;.
"
Almeno una volta all'anno, ed ogni volta che si verificano cambiamenti
sicurezza, il Capo d'Istituto
indice una riunione per esaminare in particolare:
.il
documento
rilevanti
per la
1
".
';ì
sulla sicurezza;
:1
.'c.
'.1
..
.criteri
di scelta ed efficacia dei dispositivi
di protezione
individuali
(DPI);
;~
.',
.i
programmi
di informazione
e formazione
dei lavoratori
ai fini della sicurezza e della
salute.
,J
I:.
.;
~
.andamento
degli infortuni
Alla riunione,
organizzata
e malattie e sorveglianza sanitaria.
..'.l
'il
con la collaborazione
del SPp, partecipano:
,~
.il
Capo d'Istituto
(o un suo rappresentante);
.il
Rappresentante
dei Lavoratori
.il
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (ed eventualmente
:1
per la Sicurezza;
~
.il
SPP);
Medico Competente
gli addetti al
(ove previsto)..
Scopo della riu~ione è quello di fare periodicamente il punto sull'organizzazione della sicurezza, mettendo a confronto punti di vista, esigenze e competenze diverse, che debbono contribuire a migliorare l'efficacia
menti al Capq d'Istituto.
Il verbale della riuni?ne
7. Il Servi.iio
di Pronto
delle misure adottate, anche facendo rilievi
viene tenuto a disposizione dei partecipanti,
Soccorso (SPS) e le procedure
per il primo
e fornendo
suggeri-
per la consultazione.
soccorso
(Art. 45)
.In ogni scuola, e in ogni plesso, deve essere disponibile l'attrezzatura minima col materiale
occorrente per il primo soccorso, e deve essere segnalato il locale adibito a tale uso.
Il Capo d'Istituto,
riceveranno
sentito
una specifica
plesso scolastico. I lavoratori
Secondo le normative
In caso di infortunio
il RLS, designa gli addetti al Servizio di Pronto Soccorso, che
formazione,
facendo in modo che almeno uno sia presente in ogni
designati non possono rifiutare,
motivo.
della Sicurezza.
o di malore di una persona nella scuola, tutti i presenti, dipendenti
12-
.~
se non per giustificato
i nomi degli addetti al SPS sono affissi all'Albo
~~
e
.
""
~
:'
,'.;
~
\l
"'I
1
,~
allievi, sono tenuti
ad attivarsi,
ricordando
che la sua vita spesso dipende
dalla rapidità
del
soccorso.
D'altra
parte, soprattutto
in caso di traumi
gravi, il soccorso prestato da una persona ine-
sperta potrebb~ aggravare le conseguenze dannose. Perciò è opportuno
attenersi a queste indi-
cazioni generali.
Non rimuovere
l'infortunato,
ma avvertire
subito,
ove possibile, un addetto al SPS o co-
munque qualcuno del personale.
Collaborare
con gli addetti al SPS per prestare il\primo
re l'Emergenza Sanitaria telefonando
Se l'infortunato
stimoli),
al118
soccorso, ed eventualmente
chiama-
o ad altro numero affisso alI' Albo della Sicurezza.
è in uno stato comatoso (non risponde alle domande, non reagisce ad altri
cercare di mantenere libere le vie respiratorie
rezza laterale (infortunato
disteso sul pavimento;
Se vi è stata l'esposizione
ad una sostanza tossica o corrosiva, consegnare agli addetti al SPS
la scheda di sicurezza o l'imballaggio
In caso di ustioni:
facendogli assumere la posizione di sicu-
su un fianco).
con l'etichetta.
sciacquare abbondantemente,
ma delicatamente,
le lesioni con acqua
fredda.
In caso di contatto
con sostanze tossiche o co~rosive: sciacquare abbondantemente
qua, evitando qualsiasi contatto
con ac-
con la sostanza nociva.
In caso di ingestione di sostanze tossiche o corrosive: far sciacquare la bocca con acqua, che
deve essere suc~essivamente espulsa; far bere solo acqua; non provocare il vomito;
se il soggetto
è sve~uto, non tentare di farlo bere e tenere libere le vie respiratorie.
In caso diinalazione
di sostanze tossiche: evitare di inalare le stesse sostanze; aprire porte e
finestre per favorire I'aerazione; se è possibile, portare il soggetto all'aria aperta.
Se.l;infortunato
non respira: praticare la respirazio~e
praticarla personalmente,
..,Ogni istituto
far accorrere qualcuno
deve avere a disposizione
previste d~ D M 388/03 allegato primo,
..Guant~
sterili mono~so(5
.Visiera
"bocca a bocca"; se non si è capaci di
che possa farlo.
una cassetta di primo soccorso secondo le dotazioni
ossia, che rimane in vigore, ossia:
paia).
paraschizzi.
.Fla~one
di soluzione cu~anea di iodopovidone
.Flaconidi
soluzione fisiologica
(sodio cloruro
al 10% di iodio da Ilitro
(Q.tà 1)..
-0, 9%) da 500 ml. (Q.tà 3).
.Compresse
di garza sterile 1Oxl 0 in buste singole (Q.tà 10).
..
.Compresse
d l garza sterile 18x40 in buste singole (Q.tà2):
.Telisterilimonouso
(Q.tà 2).
.
;
.Pinzette
da medicazior1;e sterili monouso
(Q.tà 2).
.Confezionedireteelastica
di misura media (Q.tà 1).
;
;
.Confezione
di cotone idrofilo (Q.tà 1)..
'
.Con.fezionidi
cerotti di varie misure pronti all'uso (Q.tà 2)..
.Rotoli
.Un
di cerotto alto cm. 1,5 (Q.tà2).
paio di forbici.
13
-',
~
;-,~:
,~
.Lacci
emostatici
(Q.tà 3).
.Ghiaccio
pronto
uso (due con~ e .oni).
.Sacchetti
monouso per la rac olta di rifiuti
sanitari (Q.tà 2).
.Termometro.
.Apparecchio
per la misurazio
La formazione
aggiornamento
8. Il Servizio
della pressione arteriosa.
degli addetti al primo soccorso nella scuola prevede un corso di 12 ore e di
triennale
di 4 ore secondo i contenuti
di Prevenzione
Incendi
e Lotta
del D M 388/03.
Antincendio
(SPlLA)
Per ogni scuola, e per ogni singola sede o plesso, il Capo d'Istituto,
lavoratori
incaricati
di attuare il Servizio di Prevenzione Incendi
debbono a tal fine ricevere una specifica formazione.
re, se non per giustificato
Dalle disposizioni
Capo d'Istituto
I lavoratori
3.
(Art. 46)
sentito il RLS, designa i
e Lotta Antincendio,
i quali
designati non possono rifiuta-
motivo.
precedenti
soprattutto
il compito
degli addetti al SPILA è quello di collaborare col
per:
.vigilare
perche vengano costantemente
venzione degli incendi;
.sensibilizzare
allegato
i lavoratori
rispettate le disposizioni
e gli allievi alla prevenzione
interne relative alla pre-
degli incendi;
.vigilare
perche vengano mantenute sgombre le vie di fuga predisposte nel piano di Evacuazione Rapida in caso di emergenza;
.controllare
l'efficienza
zicine degli
delle uscite di sicurezza e delle porte resistenti al fuoco, e la condi-
estintori
e degli
altri
mezzi di lotta
antincendio,
segnalando
eventuali
manomissioni;
.segnalare
eventuali situazioni
di pericolo
d'incendio;
.attuare
le procedure per la segnalazione rapida dell'incendio,
allarme e l'intervento dei VV.FF.;
.mettere
l'attivazione
in opera, in caso di bisogno, i mezzi di lotta antincendio
colare gli estintori
La formazione
secondo i contenuti
portatili
degli addetti
del D.M.
per il primo
intervento
al servizio antincendio
10/3/98
disponibili,
contro i principi
del sistema di
ed in parti-
d'incendio.
nella scuola prevede un corso di 8 ore
con prova pratica di estinzione secondo un profilo
di
rischio medio.
I nomi degli addetti al SPlLA sono affissi all'Albo
9. Il Servizio
di Gestione
delle Emergenze
della Sicurezza.
(SGE) (Art. 43)
La gestione delle situazioni di emergenza nella scuola, che possono nascere da un incendio,
da un terremoto. o da altri pericoli gravi ed imprevisti, richiede uno sforzo organizzativo particolare per due ragioni:
.la
presenza di un numero rilevante di allievi minorenni,
che possono scatenare momenti
di panico;
.l'obbligo,
per tutti i dipendenti,
di mettere in salv~ gli alunni. oltre che se stessi.
-14-
-$
~"
~.
-_.
.~-
"?,=
~
~.;
.Per
..la
.le
la gesrione delle emergenze sono fondamentali
predisposizione
esercitazioni
due strumenti, diversi ma complementari:
di un piano di Evacuazione Rapida delle persone;
per l'esecuzione del piano in situazioni
simulate.
Sia il pian; di Evacuazione Rapida. che le esercitazioni sono predisposti dal Capo d'Istituto
in stretta collaborazione col RSPP. coi W. FF. e con gli Enti di consulenza e assistenza in
materia di sicurezza, presenti nel territorio...
Il Capo d'Istituto.
sentito il RSL, designa gli addetti al SGE, tenendo conto delle dimensio-
ni della scuola e della struttura
dell'edificio.
Sulla base di queste considerazioni,
il Capo d'Isti-
tuto valuta se possono essere designate per il SGE le stesse persone che svolgono il SPILA.
I lavoratori
designati debbono ricevere un'adeguata formazione per svolgere i loro compiti
non possono rifiutare,
se non per giustificato
motivo.
I nomi degli addetti al SGE sono affissi all'Albo
della Sicurezza.
Il piano di Evacuazione Rapida delle persone è esposto ali' Albo della Sicurezza.
Le vie di fuga e le uscite di sicurezza sono indicate
da apposita segnaletica.
15
"~
4,~~
~
e
I RISCHI
l.
L'attività
DELL'
ATTIVITÀ
SCOLASTICA
ordinaria
L'attività ordinaria che si svolge nella scuola in generale, se eseguita con normale diligenza,.
non comporta rischi particolari per la sicurezza e la salute degli operatori e degli allievi.
Condizione essenziale, però, per mantenere un buon livello di sicurezza è l'uso corretto e
prudente delle strutture, delle suppellettili e degli impianti, nel rispetto della segnaletica e della
cartellonistica esposta, anche in riferimento ad eventuali limitazioni d'uso di una parte dell'edificio.
A ciò sono invitati
tutti gli utenti del servizio scolastico e vigilerà il personale docente e non
docente.
Va segnalato tuttavia che gli allievi, rimanendo seduti ai banchi per varie ore, spesso assumono, per stanchezza o per abitudine, una posizione fisica scorretta da un punto di vista
ergonomico. Ciò potrebbe alla lunga favorire, specie nell'età dello sviluppo, l'insorgere di forme di scoliosi. I docenti, specie quelli di educazione fisica, sono invitati a segnalare ai loro alunni
questo pericolo tutte le volte che 10 ritengono necessario, e fornire le istruzioni opportune.
2. La prevenzione
del rischio d'incendio
Speciale attenzione
frequente
deve essere prestata alla prevenzione
nella scuola, ma potenzialmente
Perciò è fatto obbligo
appositi
a tutti
del rischio d'incendio,
evento in-
catastrofico.
di rispettare rigorosamente
il divieto
di fumo segnalato da
cartelli.
Dalle disposizioni
precedenti.
È vietato accumulare rifiuti
o materiali
È vietato fare un uso improprio
collegarvi
combustibili
degli interruttori
nei ripostigli
e nei locali di sgombero.
e delle prese della corrente elettrica,
o di
apparecchi elettrici personali di qualsiasi natura.
È vietato ingombrare ~on suppellettili o altri ostacoli le vie di fuga per l'Evacuazione Rapida, nonche bloccare l'apertura delle uscite di sicurezza;~' -.,~..."..
L.~
È opportuno
tenere chiuse le porte resistenti al fuoco.
È fatto obbligo a tutti di usare gli apparecchi elettrici rispettando le prescritte modalità d'uso.
È vietato gettare mozziconi accesi, fiammiferi
rifiuti,
sul pavimento
Nell'allegato
o altro materiale incandescente nei cestini dei
e in prossimità degli arredi.
IV {requisiti
dei luoghi
di lavoro) per i locali a rischio di incendio
è vitato
fumare.
È vietato
usare fiamme libere, se non nei laboratori
per le operazioni
Devono
attrezzati,
quando è indispensabile,
e
espressamente programmate.
essere predisposti mezzi ed impianti
3. Il rischio d'infortunio
negli intervalli
di esl:inzione idonei verificati
dell'attività
periodicamente.
didattica
Anche nell'attività scolasticaordinaria è necessarioevidenziare alcune situazioni che possono provocare degli infortuni, se l'attività stessanon si svolge in forma ordinata e nel rispetto
delle disposizioni impartite.
-16-
~
~"O
-~
In particolare
.nelle
il rischio d'infortunio
.negli
"
risufta più probabile:
spazi comuni all'interno
didattiche
dell'edificio
scale, ecc.), durante l'ingresso e l'uscita
delle classi da un'aula all'altra,
(palestre, laboratori,
l'intervallo
(corridoi,
o mensa, dove questo servizio esiste;
gli spostamenti
.durante
e alla
e al termine delle lezioni;
locali del refettotio
.durante
prima dell'inizio
dell'attività;
degli allievi all'inizio
.al
"~
aree di pertinenza della scuola, esterne o interne, soprattutto
conclusione
.nei
'".;~..
o:::::::
per svolgere particolari
attività
ecc.);
per la ricreazione,
tra la prima e la seconda parte delle lezioni;
termine di ciascuna lezione, quando i docenti si alternano.
,. Le misure di prevenzione
adottate
Per prevenire il rischio d'infortunio
nelle suddette
situazioni,
sono state adottate
queste
nlsure:
.l'uso
delle aree di pertinema
è stato regolamentato,
anche mediante apposita segnaletica,
in modo da riservare ai pedoni degli spazi vietati al passaggio e alla sosta degli autoveicoli
e dei motoveicoli;
disposizioni
comportamenti
.l'ingresso
il personale, gli allievi
e tutti
sono tenuti a rispettare
a collaborare
tali
per reprimere eventuali
pericolosi;
degli allievi all'inizio,
e l'uscita al termine dell'attività
in modo da evitare la calca negli spazi comuni;
forme specificamente
.l'uso
gli utenti
e la segnaletica; il personale è invitato
del refettorio
indicate nelle disposizioni
sono stati regolamentati
il personale è invitato
a vigilare
nelle
di servizio;
o mensa, dove esiste, e il relativo servizio di vigilanza, è stato specifi-
camente regolamentato;
.gli
spostamenti delle classi da un'aula all'altra debbono avvenire sempre sotto la vigilanza
del docente o di altro personale chiamato
.lo
svolgimento
aso~tituirlo;
della ricreazione è stato regolamentato
con apposite disposizioni
di servi-
zio, sia per quanto attiene agli spazi ad essa riservati, sia per quanto attiene alla vigilanza;
.l'alternarsi
dei docenti nelle classi deve avvenire senza interruzione
correnza, sarà momentaneamente
5. n rischio
d'infortunio
Rischi specifici
durante
d'infortunio
anche in relazione con le difficoltà
della vigilanza, che, all'oc-
svolta dal personale non docente presente nei corridoi.
l'educazione
sono presenti
proprie
fisica
durante
lo svolgimento
dell'educazione
fisica,
di ciascun esercizio e con l'uso di attrezzi.
I docenti perciò adegueranno gli eserci:zi all'età e alle caratteristiche individuali degli allievi;
controlleranno gli attrezzi e i dispositivi di protezione collettiva e individuale eventualmente necessari; impartiranno
Gli ~lievi
preventivamente
tutte le istruzioni
necessarie per una corretta esecuzione.
debbono eseguire solo gli esercizi programmati
e secondo le istruzioni
ricevute.
Il personale non docente addetto coÌlaborerà coi docenti per ilconirollo,
anche igienico,
locali e delle attrezzature.
' ,
17-
dei
,Durante
lavdratori
l'attività
di educazione fisica, ai fini della sicurezza, gli allievi sono equiparati
ed hanno l'obbligo
di osservare le disposizioni
6. Il lavoro ai videoterminali
ai
di cui al successivo punto 12.
(VDT)
L'uso prolungato degli apparecchi muniti di video terminali può comportare:
.disturbi
alla vista (stanchezza,bruciore, lacrimazione, visione annebbiata, sensazìonedi
corpo estraneo) e gli occhi;
.disturbi
muscolari e scheletrici e legati allea postura (dolore e rigidità al collo, alle spalle,
alla schiena, alle braccia, alle mani) e all'attività fisico intellettuale.
,," .
Generalmente questi disturbi sono dovuti:
.ad
un'illuniìnaiiorie
poco idonea dell'ambiente ~i lavoro, con riflessi e fastidiosi
3.bbagliamenti;
.ad
un impegno della vista troppo ravvicinato e senza pa~se, con <:onseguenteaffaticamento da sforzo di messaa fuoco;
,
.:
c.
ad una
sistemazione
del posto
di lavoro
c. conseguenti posture errate
" del corpo.
con
poco
corretta
dal punto
.
di vista
ergonomico,
.
Per ridurre.l'affaticamentoei
rischi della vista è necessario: {art. 174 all. XXXIV e per
periodo di transizione norme precedenti).
.
.eliminare"
.orientare
schermò;
..o schermare le superfici lisce e riflettenti neU'ambientedi lavoro;
il VDT jn modo da non avere sorgen~i luminose anteriori o posteriori allo
evitando riverberi e abbagliamenti;
.
.far
in mddoche le sorgenti luminose a soffitto, se non sono schermate, rimangano al di
:
fuori della direzione dello sguardo, e che la linea tra l'occhio e la lampada formi un angolo di
almeno 60°c~ri1' orizzonte.
"
Inoltre:
.
.
.i caratteri sùlloschetino
debbono essereben definiti
e l'immagine stabile;
"
.
.la
distanza degli occhi d~llo schermo dovrebbe esserecompresa tra i 50e i 70 centimetri.
Essapuò variare per fattori soggettivi o per le dimensioni dei caratteri sullo schermo, ma non
dovrebbe mai essereinferiore a 40, ne superiore a 90 centimetri: altrimenti bisogna adottare dei
correttivi.
Per evitare o ridurre i disturbi scheletrici o m uscolari, soprattutto in ~asodi uso prolungato
dei VDT, è tonsigliabile:
...
.tenere il sedile ad un'altezza inferiore di qualche centimetro alla distanza che corre tra il
pavimento ela parte posteriore del ginoccchio, con gamb~ piegata a 90ò;
.usare
eventualmente una pedana poggiapiedi per raggiungere quella posizione ottimale;
.tenere il piariodi lavoro ad un'altezza tale che, appoggiandovi gli avambracci,l'angolazione
dei gomiti non sia inferiore a 900;
.tenere il bordo superiore dello schermo ad un livello leggermenteinferiore a quello degli occhi;
.stare seduti ~ol bacino leggermente spostato in avanti e la colonna vertebrale leggermente
piegata all'indietro;
-
18
~
~.
~
.variare
di tanto in tanto la posizione del corpo;
..evitare
di tenere a lungo il capo inclinato
.tenere
la tastiera in linea con lo schermo 0 col portapagine,
in avanti o all'indietro;
a seconda dell'apparecchio
usato prevalentemente.
Dopo aver adottato le misure necessarie per ovviare a questi rischi, il Capo d'Istituto
assegnare le mànsiorii
e i compiti
che comportano
ripetitività
e la monotonia delle operazioni.
eventuali lavoratrici gestanti.
l'uso dei VDT
deve
in modo da evitare anche la
Vanno anche valutate le esigenze particolari
di
I lavoratori che usano i VDT, in modo sistematico o abituale, per almeno venti ore settimanali effettive, sono sottoposti a sorveglianzà sanitaria.
Costoro, inoltre, qualora svolgano quest'attività per almeno due ore consecutive, hanno diritto
ad un'interruzione,
mediante unà pausa o un cambiamento dell'attività.
Le modalità delle interruzioni sono stabilite dalla contrattazione collettiva, anche aziendale.
.In mancanza di questa, il lavoratore ha comunque diritto ad una pausa di 15 minuti ogni due
ore di app.licazione continuativa ai VDT. Le pause non possono essere cumulate all'inizio e al
termine dell'orario dì lavoro. Le pause sono consideratè a tutti gli effetti parte integrante dell'orario di lavoro e non possono essere riassorbite in caso di accordi che prevedano una riduzione dell'orario
complessivo di ~avoro.
Prima che venga assegnato all'uso continuativo
dei VDT, il lavoratore deve essere sottoposto ad una visita, generale e specifica per la vista, del medico competente, con eventuali esami
\..
"
1
;;
~
.,
~
~
specialistici.
.
A seguito della visita medica, i lavoratori
vengono classificati in tre categorie:
.idonei:
.idonei
.non
con p rescrizioni;
idonei all'uso dei VDT.
I lavoratori risultati idonei con prescrizioni e quelli che hanno compiuto 50 anni sono sottOpOSti a visita--medica ogni due anni; gli altri ogni cinque anni. Ad ogni visita di controllo il
medico competente accerta se il lavoratore è ancora idoneo a sv.olgere quella mansione e se deve
osservare prescrizioni
particolari.
I lavoratori possono chiedere una visita specialistica, ogniqualvolta
esistano sospetti di qualche
sopraggiunta alterazione della vista. La richiesta deve essereconfermata dal medico competente.
Gli allievi che lavorano ~i VDT, ai fini della sicurezza, sono equiparati
no l'obbligo di osservare le disposizioni di cui al successivo punto 12.
7. Le esercitazioni
ai lavoratori
ed han-
in laboratorio
Rischi specifici per la salute e I~ sicurezza delle persone possono insorgere anche durante le
attività didattiche
svolte nei laboratori,
losità delle apparecchiature
chimici e biologici.
in rel~ione
e dei materiali
con la natura delle esercitazioni,
usati e con l'eventuale
la perico-
esposizione ad agenti fisici,
Al riguardo, rimangono in vigore le disposizioni in materia fino ad nuovi decreti. E quindi
è necessario ricordare che, ai sensi del D.M. Pubblica Istruzione 29 settembre 1998, n. 382, "le
attività svolte nei laboratori...
hanno istituzionalmente
carattere dimostrativo
-1Q-
~-
:I;
-didattico".
Per-
ta~to, anche nei casi in cui gli allievi sono chiamati ad operare direttamente,
tutte le operazioni
debbono svolgersi sempre sotto la guida e la vigilanza dei docenti e dei loro collaboratori.
.L-'uso di ogni laboratorio è specificamente regolamentato, con particolare riferimento alla prevenzione e protezione contro l'incendio e all'eventuale presenza di prodotti o rifiuti pericolosi.
Gli allievi sono invit3:ti a prendere visione delle norme d'uso affisse all'ingresso dei singoli
laboratori e della cartellonistica esposta e ad osservare scrupolosamente le prescrizioni e i divieti, chiedendo ai docenti o ai collaboratori tecnici eventuali chiarimenti in merito.
L'attività
di ciascun laboratorio
viene programmata
a cura del docente preposto~
I docenti, in collaborazione col personale addetto, controlleranno
il regolare funzionamento delle apparecchiature prima dell'uso e illustreranno agli allievi i rischi specifici che possono
derivarne; .controlleranno l'efficienza dei dispositivi di protezione collettiva ed individuale, esigendone l'effettivo uso, ove necessario; daranno agli allievi le istruzioni per la corretta esecuzione delle operazioni.
1
Gli allievi d.ebbono osservare le disposizioni ricevute, rispettare le indicazioni della segnaletica, astenersi da operazioni non espressamente previste, comunicare immediatamente al personale addetto eventuali anomalie nel funzionamento delle attrezzature.
L'accesso ai laboratori
è vietato al personale non addetto e agli allievi non accompagnati
personale.
Durante l'attività in laboratorio, ai fini della sicurezza, gli allievi sono equiparati
tori ed hanno l'obbligo di osservare le disposizioni di cui al successivo punto 12.
dal
ai lavora-
In merito all'uso di sostanze chimiche è operativo il Titolo IX Capo I che regolamenta la
valutazione del rischio chimico negli ambienti di lavoro. Tale decreto impone che siano valutati
in relazione alla loro pericolosità tutte le sostanze ed i preparati in uso. Ogni prodotto chimico
è dunque valutato e accompagnato sempre dalla propria scheda di sicurezza che regolamenta
eventuali interventi di soccorso e di intervento ed eventuale etichetta prevista dalle normative.
Tutto il personale deve quindi rispettare le prescrizioni indicate sulle schede di sicurezza dei
prodotti
8.
chimici
messe a disposizione.
Rischi p-articolari
Rimangono
del personale
non docente
in vigore le disposizioni
precedenti
fino a nuovo decreto.
Altri rischi specifici sono connessi con alcune attività che rientrano nelle mansioni del personale non docente, come l'uso di macchine elettriche da ufficio, fotocopiatrici,
attrezzature e
prodotti per le pulizie.
L'uso di queste app.arecchiature è stato regolamentato,
tenendo conto anche del rischw
d'in-
cendio che può derivarne..
Il personale addetto deve rispettare ie istruzioni del fabbricante e le norme della buona
tecnica, attivare i dispositivi di protezione collettiva ed individuale, ove previsti, segnalare ogni
eventuale anomalia di funzionamento. Deve inoltre ~ttenersi, anche per eventuali turnazioni,
alle disposizioni del responsabile del servizio, che le impartirà nel rispetto delle specifiche norme di legge, ove ricorrano..
Il personale addetto controllerà l'esecuzione della manutenzione periodica delle apparecchiature e 1'adeguamento, ove necessario, del posto di lavoro ai criteri ergonomici.
L'uso e la conservazione dei prodotti pericolosi debbono avvenire nel rispetto della normativa di sicurezza specifica e delle disposizioni di servizio.
20-
"--'.'.,,~.'
*
9. L'Albo
della Sicurezza
Il personale docente e non docente, gli allievi e tutti gli utenti del servizio scolastico sono
invitati a prendere visione dell'Albo della Sicurezza, dove sono riportate le seguenti informazioni:
.addetti
e Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione;
.Medico
Competente
(ove previsto);
.addetti
al Servizio di P~onto Soccorso;
.addetti
al Servizio di Prevenzione Incendi
.addetti
al Servizio di Gestione delle Emergenze;
.piano
e Lotta Antincendio;
di Evacuazione Rapida delle persone;
.procedure
.numeri
per l'Evacuazione
di Emergenza;
utili per l'Emergenza
.disposizioni
temporanee
Ad integrazione
Sanitaria e per i Vigili
del Fuoco;
in materia di sicurezza.
delle informazioni
esposte alI' Albo della Sicurezza, il personale docente e
non docente, gli allievi e tutti gli utenti del servizio scolastico sono invitati
re indicate
a seguire le procedu-
appresso.
Le disposioni
in termini
di gestione e prevenzione
delle emergenze vengono citatenell'art
15 capo III tit I..
10. La lotta antincendio
.Prendere
visione della disposizione
zione agli estintori,
.identificare
delle attrezzature
di sicurezza, con particolare
atten-
nelle vicinanze del posto di lavoro abituale;
le vie di fuga predisposte per ciascuna area dell'edificio
e quella più diretta-
mente accessibile dal posto di lavoro.
In caso di principio
.avvisare
d'incendio:
uno degli addetti al Servizio di Lotta Antincendio
Emergenze;
.adoperarsi
per spegnere il focolaio,
comporta
un rischio per la propria
.allontanarsi
azionando
o al Servizio di Gestione delle
correttamente
l'estintore,
solo se ciò non
persona;
dal locale e chiudere la porta, dopo aver controllato
che nessuno sia rimasto
dentro;
.nell'impossibilità
l'allarme,
.eseguire
Il.
di avvertire uno degli addetti, avvertire qualcuno del personale, o azionare
secondo le procedure esposte all'Albo
le procedure previste per l'Evacuazione
L'Evacuazione
di Emergenza
Identificare
e memorizzare
posto di lavoro abituale,
di Emergenza.
l'uscita di sicurezza e la via di fuga predisposte per il proprio
secondo il piano di Evacuazione Rapida esposto all'Albo
Sicurezza;
21
~,
della Sicurezza;
c~-.
~~
della
..memorizzare
.in
.in
la modalità
di apertura delle porte di sicurezza, premendo sul maniglione
e
spingendo verso l'esterno;
caso di emergenza, non usare gli ascensori per la fuga;
caso di emergenza, tutto il personale è obbligato a collaborare, nelle forme previste dal
piano di Evacuazione Rapida, per salvaguardare l'incolumità
degli allievi, oltre che la
proprIa.
Al segnale di allarme:
.evitare
ogni forma di panico, non agitarsi, non gridare;
.muoversi
rapidamente, insieme col gruppo di appartenenza,
verso l'uscita di sicurezza
prestabilita;
.controllare
che nessuno sia rimasto nel locale;
.chiudere
.seguire
la porta del locale che si abbandona;
col proprio gruppO la via di fuga fino al luogo sicuro prestabilito,
secondo il
piano di Evacuazione Rapida esposto alI' Alb9 della Sicurezza e seguendo le direttive degli
addetti al Servizio di Gestione delle Emergenze.
Qualora la via di fuga fosse bloccata dal fuoco:
.ripararsi
in un locale lontano dall'incendio e con una finestra esterna;
.chiudere
alle proprie
spalle tutte le porte resistenti al fuoco che si incontrano
.chiudere,
e possibilmente
.segnalare
la propria
12. Gli obblighi
sigillare, la porta del locale dove si è trovato riparo;
presenza dalla finestra esterna.
dei lavoratori
l. Ciascun lavoratore
nella fuga;
(Tit. V all. XXIV, XXV e XXVI)
deve prendersi cura della propria
sicurezza e della propria salute e di
quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ricadere gli effetti
sue azioni o omissioni,
dal datore dllavoro.
2. In particolare
conformemente
i lavoratori:
a) osservano le disposizioni
alla sua formazione
ed alle istruzioni
.
e le istruzioni
impartite
dal datore di lavoro, dai dirigenti
preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale;
b) utilizzano correttamente i macchinari, le apparecchiature,
.
\.
,
;\'
parati pericolosi,
di sicurezza;
q utilizzano
delle
e ai mezzi forniti
-.-'.-
e dai
gli utensili, le sostanze e i pre-
i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonche i dispositivi
.
in mod9 appropriato
d) segnalano immediatamente
i dispositivi
di protezione
al dato re di lavoro, al dirigente
messi a loro disposizione;
o al preposto le deficienze dei
mezzi e dispositivi di cui alle lettere b) e c), nonche le altre eventuali condizioni di pericolo di cuiverigono
a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare O ridurre tali deficienze o
pericoli,
dandone
e) non rimuovono
notizia
alrappresentante
o modificano
dei lavoratori
senza autorizzazione
per la sicurezza;
i dispositivi
di sicurezza o di segnala-
zione o di controllo;
22-
-'-,
"'c",
~c
.
f) non compiono
di propria
iniziativa
operazioni o manovre che non sono di loro compe-
tenza ovvero che possono compromettere
la sicurezza propria o di altri lavoratori;
g) si sottopongono
ai controlli
h) contribuiscono,
insieme al datote di lavoro, ai dirigenti
tutti
gli obblighi
imposti
sanitari previsti nei loro confronti;
dall'autorità
sicurezza e la salute dei lavoratori
i) partecipare
13. Segnaletica
competente
durante il lavoro.
ai corsi di informazione
e ai preposti, all'adempimento
o comunque
di
necessari per tutelare la
(D.Lgs. 626/94,
art. 5).
Art. 20.
di sicurezza
Per comunicare rapidamente e chiaramente un messaggio di sicurezza si impiegano cartelli,
corori e segnali (fuminosi, acustici e gestuali). La segnaletica è regolamentata dal D.Lgs. 493/96.
Nell' ambiente di lavoro la segnaletica svolge un ruolo importante
sta per indicare: pericoli,
divieti,
obblighi
ai fini della sicurezza; e espo-
e fornire altri messaggi.
Lo scopo della segnaletica di sicurezza è quello di attirare rapidamente
getti e situazioni pericolose che possono generare rischio e danno.
I colori di sicurezza sono quelli qui riportatie
.La
segnalazione di ostacoli
e situazioni
effettuata mediante l'applicazione
so/bianco;
l'attenzione
su og-
ad o~ni colore è assoclato.un preciso significato:
pericolose
(soglie, passa~gi, sporgenze, ecc.) e
di bande oblique alternate nei colori giallo/nero
.,
o ros-
.recipienti
e le tubazioni visibili che servono a contenere o a trasportare Sostanze e Preparati Pericolosi devono essere muniti dell'etichettatura
prevista dalle norme spècifiche.
L'etichettatura può essere sostit~ita dai corrispondenti
cartelli di avvertimento.
I segnali di sicurezza sono composti dalla combinaziohe tra una forma geometrica, un colore e un simbolo. Essi si dividono in segnali di divieto, avvertimento, prescrizione, salvataggio,
informazione,
complementari,
come risulta dalla $eguente tabella:
23
~
.~
~..
""-
Segnali di divieto
pittogramma
nero su fondo bianco;
sinistra a destra lungo il simbolo, con un'inclinazione
il 35% della superficie
del cartello).
Segnali di prescrizione
il 50% della sliperficie
bordo e banda (verso il basso da
di 45°) rossi {il rosso deve coprire almeno
pittogramma
bianco su fondo azzurro (l'azzurro
deve coprire almeno
del cartello).
Segnali di avvertimento
pittogramma
nero su fondo giallo, bordo nero (il giallo deve copri-
re almeno il 50% della superficie del cartello).
Segnali di salvataggio, d'informazione
e segnali complementari
do verde (il verde deve coprire almeno il 50% della superficie
pittogramma
bianco su fon-
del cartello).
Segnali per le attrezzature antincendio
.' -pittogramma
bianco su fondo rosso (il rosso deve coprire almeno il 50% della superficie
def cartello).
24
~
i=,
~~
STATUTO
DELLE
DELLA
STUDENTESSE
SCUOLA
1 -Vita
STUDENTI
SECONDARIA
(D.P.R. n. 249 del 24 giugno 1998-
Art.
E DEGLI
D.P.R. n. 235 del 21 novembre 2007)
delLt comunità
scolastica
1. La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante 10 studio, I'acquisizione
conoscenze e 10 sviluppo della coscienza critica.
delle
2. La scuola è una comunità di dialogo, di rIcerca, di espe.rienza sociale, informata ai valori
democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con
pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la
realizzazione del diritto allo studio, 10 sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recuperodelle
situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Co1:1venzione Internazionale sui diritti dell'infanzia fatta aNew York il 20 novembre 1989 e con i principi
generali dell'ordinamento
italiano.
.
3. La comunità scolastica, interagendo Con la più ampia comunità civile e sociale di cui è
parte, fonda itsuo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnantestudente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l'educazione
alla consapevolezza e alla valorizzazione dell'identità di genere, del loro senso di responsabilità
e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento
di obiettivi culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e all'inserimento
nella vita attiva.
4. La vita della comunità scolastica si basa $ulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religio~e, $ul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che
sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.
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Ar2t.
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.
I.LostuJente
ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti
e valorizzi, anche attraverso l'orientamento,
I'idenrità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle
idee. La scuola persegue la continuità dell'apprendimento
e valorizza le inclinazioni personali
degli studentiJ.,~nche, attraverso un'adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste,
di sviluppare temi liberamente ~celti e di realizzare iniziative autonome.
2. Lacon.;unità scolastìca promuove
," .,
dello studente alla riservatezza..
3. Lo studente ha diritto
vita della scuola.
la solidarietà
di essere informato
tra i s'uoi componenti
e tutela il diritto
sulle decisioni e sulle riorme che regolano la
.
4. Losclidenteha
diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. 1
dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal Regolamento di Istituto, attivano
con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza i.n tema di programmazionee definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valùtazione trasparente e tempestiva,. volta ad attivare un processo di autovaIutazione che lo conduca a
individuare i propri punti
di forza e di debo.!ezza e a migliorare il proprio rendimento.
.
5. Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione
della scuola
gli ~tudenti della scuola secondaria superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamaci
ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione; analogamente negli stessi casi e con
le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola media o i loro genitori..
25
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il
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III
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1!
I
6. Gli studenti hanno diritto
di scelta tra le attività curricolari
Le attività didattiche curricolari
modalità che tengono conto dei
alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto
integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola.
e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e
ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.
7. Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all'accoglienza e
alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.
8. La scuola si impegna a porre progressivamente
a) un ambiente
in essere le condizioni
per ~ssicurare:
favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didat-
tico di qualità;
b) offerte formativeaggiùntive
e integrative,
anche mediante il sostegno di iniziative
mente assunte dagli studenti e dalle loro associazioni;
c) iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo
libera-
e di svantaggio nonche per la
prevenzione e il recupero della dispersione scolastica;
d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti,
anche con handicap;
e) la disponibilità
di un'adeguata strumentazione
f) servizi di sostegno e promozione
tecnologica;
della salute e di assistenza psicologica.
9. La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l'esercizio del diritto
ne e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto.
di riunio-
1 Q. [ regolam~nti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l'esercizio del diritto di
associazione all'interno
della scuola secondaria superiore, del diritto degli studenti singoli e
associati a svolgere iniziative all'interno della scuola, nonche l'utilizzo di locali da parte degli
studenti e delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono inoltre la
continuità del legame con gli ex studenti e con le loro associazioni.'
Art. 3 -Doveri
l. Gli studenti
sono tenuti
a frequentare
regolarmente
i corsi e ad assolvere assiduamente
agli impegni di studio.
2. Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del Capo d'Istituto, dei docenti, del personale
tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi.
3. Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento
dei loro doveri gli studenti sono tenuti
a mantenere un comportamento
corretto e coerente con i principi di cui all'art.l.
4. Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni
dai regolamenti dei singoli istituti.
.
organizzative
e di sicurezza dettate
5. Gli studenti sono tenuti a utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.
6. Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente
averne cura come importànte fattore di qualità della vita della scuola.
scolastico e
Ait. 4 -Disciplina
1. I regolamenti
delle singole istituzioni
scolastiche individuano
i comportamenti
che
configurano mancanze disciplinari con riferimen~o ai doveri elencati nell'articolo 3, al corretto
svolgimento dei rapporti all'interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni
singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento,
secondo i criteri di seguito indicati.
2. I provvedimenti
disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento
26
~c
;~
del senso
di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica, nonchè
al recupero dello studente attraverso attività di natura sociale, culturale ed in generale a vantaggio
della comunità scolastica.
3. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza esserestato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
4. In nessun caso può essere sanzionata, nè direttamente nè indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità.
,
5. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate al
principio di gradualità nonchè, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse
tengono conto della situazione personale dello studente, della gravità del comportamento e delle
conseguenze che da esso derivano. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività
il:t favore della comunità scolastica.
6. Le sanzioni e i provvedimenti che comportano l'allontanamento dalla comunità scolastica
sono adottati dal consiglio di classe. Le sanzioni che comportano l'allontanamento
superiore a
quindici giorni e quelle che implicano l'esclusione dallo scrutinio finale o la non ammissione
all'esame di Stato conclusivo del corso di studi sono adottate dal consiglio di istituto;
7.11 temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto
solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disc;iplinari, per periodi non superiori ai quindici giorni.
8. Nei periodi di allontanamento non superiori a quindici giorni deve essereprevi~to un rapporto
con 10 studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica. Nei periodi
di allontanamento superiori ai quindici giorni, in coordinament9 con la famiglia e, ove necessario,
anche con i servizi sociali e l'autorità giudiziaria, la scuola promuove un percorso di recupero educativo
che miri all'inclusione, alla responsabilizzazione e al reintegro, ove possibile, nella comunit.\ scolastica.
9. L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può esseredisposto anche quando
siano stati commessi reati che violano la dignità e il rispetto della persona umana o vi sia pericolo
per l'incolumitàdelle
persone. In tale caso, in deroga al limite generale previsto dal comma 7, la
durata dell'allontanamento
è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo. Si applica, per quanto possibile, il disposto del comma 8.
9-bis. Con riferimento alle fattispecie di cui al comma 9, nei casi di recidiva, di atti di violenza grave,
o comunque connotati da una particolare gravità tale da ingenerare un elevato allarme sociale, ove non
siano esperibili interventi per un reinserimento responsabile e tempestivo dello studente nella comU11ità
durante l'anno scolastico, la sanzione è costituita dall'allontanamento dalla comunità 'scolastica con
l'escluslone dallo scrutinio finale o la non ammissione all'esame di Stato conclusivo qel corso di studi
o, nei casi meno gtavi, dal solo allontariamento fino al termine dell'anno scolastico.
9-ter, Le sanzioni disciplinari di cui al comma 6 e seguenti possono essere irrogate soltanto
previa verifica della sussistenza di elementi concreti e precisi dai quali si desuma che l'infrazione
disciplinare sia stata effettivamente commessa da parte dello studente incolpato.
10. Nei cas~in cui l'autorità giudiziaria,i
servizi sociali o la situazione obiettiva. rappresentata
dalla famiglia o dallo stesso studentescohsiglino
il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d'anno, ad altra scuola.
Il. Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d'esame sono inflitte
dalla commissione di esame e sono applicabili
anche ai candidati esterni.
Alt. 5 -Impugnazioni
l. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso, da parte di chiunque vi abbia interesse, entro
quindici giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno
alla scuola, istituito e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte
almeno un rappresentante eletto dagli studenti ndla scuola secondaria superiore e dai genitori nella
-27-
.
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scuola media, che decide nel termine di dieci giorni. Tale organo, di norma, è composto da un docente
designato dal consiglio di istituto e, nella scuola secondaria superiore, da un rappresentante eletto dagli
studenti e da un rappresentante elctto dai genitori, ovvero, nella scuola secondaria di primo grado da
due rappresentanti eletti dai genitori, ed è presieduto dal dirigente scolastico.
2. L'organo di garanzia di cui al comma 1 decide, su richiesta degli studenti della scuola
secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all'interno
della scuola in merito all'applicazione del presente regolamento.
3. Il Direttore dell'ufficio scolastico regionale, o un dirigente da questi delegato, decide in via
definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria superiore o da chiunque vi
abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento, anche contenute nei regolamenti
degli istit1,1ti. La decisione è assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia regionale
composto per la scuola secondaria superiore da due studenti designati dal coordinamento regionale delle consulte provinciali degli studenti, da tre docenti e da un genitore designati nell'ambito
della comunità scolastica regionale, e presieduto dal Direttore dell'ufficio scolastico regionale oda
.un suo delegato. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due genitori.
4. L'organo di garanzia regionale, nel verificare la corretta applicazione della normativa e dei
regolamenti, svolge la sua attività istruttoria esclusivamente sulla base dell'esame della documentazione
acquisita odi eventuàli memorie scritte prodotte da chi propone il reclamo o da1l'Arnministrazione.
5. Il parere di cui al comma 4 è reso entro il termine perentorio di trenta giorni. In caso di
decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere, o senza che l'organo di qui al
comma 3 abbia rappresentato esigenze istruttorie, il direttore dell'ufficio scolastico regionale puo'
decidere indipendentemente
dall'acquisizione del parere. Si applica il disposto di cui all'articolo
16, comma 4, della Legge 7 agosto 1990, n. 241.
6. Ciascun ufficio scolastico regionale individua, con apposito atto, le modalità piu' idonee di designazione delle componenti dei docenti e dei genitori a1i'interno dell'organo di garanzia regionale al fine
di garantire un funzionamento costante ed efficiente dello stesso.
7. L'organo di garanzia di cui al comma 3 resta in carica per due anni scolastici.
Art. 5bis -Patto di corresponsabi/ità
1. Contestualmente all'iscFizione alla singola istituzione scolastica, è richiesta la sottoscrizione
da parte dei genitori e degli studenti di un Patto educativo di corresponsabilità, finalizzato a
definire in maniera dettagliata e condivisa diritti e doveri nel rapporto tra istituzione scolastica
autonoma, studenti e famiglie.
2. I singoli regolamenti di istituto disciplinano le procedure di sottoscrizione nonchè di elaborazione e revisione condivisa, del Patto di cui al comma 1.
3. Nell'ambito delle prime due settimane di inizio delle attività didattiche, ciascuna istituzione
scolastica pone in essere le iniziative piu' idonee per le opportune attività di accoglienza dei nuovi
studenti, per la presentazione e la condivision.e dello statuto delle studentesse e degli studenti, del piano
dell'offerta formativa, dei regolamenti di istituto e del Patto educativo di corresponsabilità. II presente
decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Art. 6 -Disposizioni
finali
1. 1 regolamenti delle scuole e la. carta. dei servizi previ"sti dalle diposizioni vigenti in ma.teria
sono adottati o modificati previa consultazione degli studenti nella scuola seconda.ria superiore
e dei genitori nella scuola. media..
2" Del presente regola.mento e dei documenti fondamentali
la.stica è fornita copia agli studenti a.ll'a.tto dell'iscrizione.
3. È a.brogato il Capo III del Titolo
I del R.D. 4 maggio 1925, n. 653.
28-
~
di ogni singola. istituzione
~~"
~'
sco-
(timbro lineare della Scuola)
RICEVUTA
10 SOttOSCri tt
nat-
a
in qualità
D
lavoratore
D
genitore
D
di:
dell'alunno
della
classe
alunno
della
anno scolastico
anno scolastico
classe
dichiaro di aver ricevuto in data odierna copia del fascicolo «Informazioni
su rischi e
sicurezza nella scuola» per lavoratori e utenti della scuola, ai sensi dell'art. 21 del D.Lgs.
626/94, e relativi
decreti (ora arto 36 del TESTO UNICO
Luogo e data
Firma
~
-29
.,~ ~~~J.