2 Il primo ambito in cui la fede illumina la città degli uomini si trova nella famiglia (Lumen Fidei 52) In famiglia, la fede accompagna tutte le età della vita, a cominciare dall’infanzia: i bambini imparano a fidarsi dell’amore dei loro genitori. Per questo è importante che i genitori coltivino pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli. Soprattutto i giovani, che attraversano un’età della vita così complessa, ricca e importante per la fede, devono sentire la vicinanza e l’attenzione della famiglia e della comunità ecclesiale nel loro cammino di crescita nella fede (Lumen Fidei 53) Parrocchia: obiettivo famiglia Premessa Parrocchia: obiettivo famiglia è il tema del programma pastorale per l’anno 2013/14 che viene presentato in queste pagine. In esse sono esposte in linea generale le principali indicazioni per il lavoro pastorale del prossimo anno; in particolare vengono riportate le attività prioritarie che interessano il livello diocesano e i suggerimenti operativi che riguardano i livelli foraniale e parrocchiale. Inoltre sono descritti l’obiettivo pastorale, i criteri e la metodologia che hanno orientato la programmazione e in conclusione l’esito della verifica relativa all’anno 2012/13. Il programma qui tracciato, così come il percorso di riflessione, di confronto e condivisione che ha portato alla sua stesura, è da considerare come una tappa del progetto generale (che interesserà la diocesi fino al 2015) già descritto dettagliatamente nell’opuscolo “La parrocchia crocevia delle istanze educative - Linee programmatiche ed ipotesi operative” (2011/12). Questa pubblicazione fa parte dei sussidi elaborati dall’ufficio Pastorale e rappresenta uno strumento utile al lavoro pastorale nei suoi vari livelli. E’ rivolto principalmente ai responsabili degli uffici diocesani, alle singole comunità parrocchiali, alle foranie, ai referenti delle associazioni e movimenti ecclesiali e agli operatori impegnati nei diversi ambiti. 3 4 Parrocchia: obiettivo famiglia Sinergie e alleanze educative Prosegue l’itinerario pastorale per il quinquennio 2010-15, ampiamente spiegato nel piano generale “La parrocchia crocevia delle istanze educative - Linee programmatiche ed ipotesi operative” pubblicato nel 20111. Come evidenzia lo slogan utilizzato (titolo del paragrafo 54 degli Orientamenti), il progetto generale è stato elaborato tenendo conto delle indicazioni emerse dal documento Cei “Educare alla vita buona del Vangelo”. Una scelta che dimostra, è utile ribadirlo, la direzione di marcia intrapresa dalla Chiesa beneventana verso un obiettivo preciso, ovvero rilanciare la parrocchia, farne il centro propulsore di relazioni vitali, il luogo della testimonianza attiva dell’esperienza cristiana, uno spazio di ascolto e di ricerca. L’impegno si presenta arduo e complesso e per questo necessita di attenzioni specifiche e di un lavoro pastorale a diversi livelli. Per tale ragione, si è immaginato un itinerario in cui ogni anno è collegato agli altri dall’unica aspirazione che caratterizza il piano generale, ovvero, fare della parrocchia il crocevia delle istanze educative, ma con programmazioni particolari in relazione a tematiche annuali specifiche. Quest’anno si è giunti al giro di boa del progetto diocesano. Infatti, dopo aver concentrato l’attenzione il primo anno (2011/12) sulla conoscenza degli Orientamenti, l’anno appena trascorso (2012/13) sul rapporto tra parrocchia e catechesi, ci si accinge per il 2013/14 a mettere al centro dell’azione pastorale il rapporto tra parrocchia e famiglia, cui seguirà quello tra parrocchia, scuola e mondo giovanile (2014-15). Attenzione peculiare alla famiglia, dunque, seguendo le indicazioni contenute negli Orientamenti, dove si sollecita una concentrazione particolare su di essa nell’ottica di una decisa scommessa per l’educazione e della ricerca di sinergie e alleanze educative, come si legge al paragrafo 54/C del Documento dei vescovi; ma anche in piena sintonia con la Chiesa Italiana che si prepara a vivere la Settimana Sociale (Torino 12-15 settem______ 1) Per i dettagli delle ipotesi operative per il quinquennio è utile fare riferimento al piano generale contenuto nell’opuscolo “La parrocchia crocevia delle istanze educative – Linee programmatiche ed ipotesi operative”, scaricabile dal sito della diocesi www.diocesidibenevento.it. Parrocchia: obiettivo famiglia bre 2013) su “La famiglia, speranza e futuro della società italiana”e il convegno ecclesiale di metà decennio (Firenze 2015) sul tema “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Senza dimenticare che in tale percorso si sta assolvendo ad una delle missioni fondamentali di ogni singola Chiesa locale. La definizione del programma pastorale dell’anno, infatti, non è altra cosa da quanto indicato dai vescovi italiani nel Direttorio di pastorale familiare del 1993, dove nella presentazione si legge: “… Desideriamo così sollecitare ogni nostra Chiesa perché cresca sempre più nella consapevolezza della priorità della famiglia nell’azione pastorale e riprenda slancio e dinamismo nella sua missione a favore della famiglia: non solo seguendo i suggerimenti, le indicazioni e le norme del Direttorio, ma anche elaborando e attuando una propria programmazione pastorale, secondo le esperienze e le esigenze sociali, culturali ed ecclesiali nonché gli itinerari e i ritmi pedagogici propri della situazione locale”. Prima però di passare a dettagliare il programma attraverso la descrizione delle attività concrete, stabilite in sede di assemblea di programmazione, è utile presentare l’obiettivo intorno al quale si è strutturato, i criteri che ne hanno orientato la scelta, la metodologia utilizzata per i lavori assembleari. • OBIETTIVO PASTORALE Il programma dell’anno 2013/14, come accennato sopra, focalizzerà l’attenzione sul rapporto tra parrocchia e famiglia. Dunque al centro sempre la comunità parrocchiale, nella quale deve necessariamente crescere la consapevolezza che la famiglia è alleata principale nella missione educativa. L’obiettivo pastorale per il 2013/14 viene così definito: Rendere la comunità parrocchiale attenta al protagonismo attivo della famiglia nella missione educativa Il fondamento per tutto il piano quinquennale sono, come ribadito più volte, gli Orientamenti per il decennio “Educare alla vita buona del Vangelo”. In particolare per quest’anno il riferimento più immediato è il paragrafo 54 C “Il primato educativo della famiglia”. L’attenzione pastorale ha, quindi, due fulcri: • da una parte la parrocchia deve diventare sempre più attenta e sollecita nei confronti della famiglia, sostenendola nel suo ruolo educati- 5 6 Parrocchia: obiettivo famiglia vo e crescendo nella consapevolezza del protagonismo della famiglia nella missione educativa, fondato sulla ministerialità del sacramento del matrimonio. • dall’altro la famiglia deve rafforzarsi nel suo ruolo di prima comunità educante, rivendicare con più convinzione il suo protagonismo nella vita della comunità parrocchiale, crescendo essa stessa nella consapevolezza dalla ministerialità che scaturisce dal sacramento. In particolare si sottolineano i valori del protagonismo, dell’accoglienza e della solidarietà/prossimità. A dire che comunità ecclesiali e famiglie sono i due polmoni della pastorale. La vitalità della comunità evoca il protagonismo della famiglia, così come il protagonismo della famiglia cristiana si realizza in riferimento alla comunità, dalla quale riceve la grammatica della fede. Ciò si offre come elemento promettente in vista dell’integrazione fede-vita nei processi di educazione alla vita e di iniziazione alla fede. • CRITERI Tutto l’iter che ha portato alla definizione del programma pastorale è stato orientato da tre criteri: • La centralità della comunità parrocchiale • Il protagonismo della famiglia • L’attenzione alle fragilità La centralità della comunità parrocchiale - La comunità parrocchiale va considerata come luogo in cui si è generati alla fede e come contesto relazionale nel quale si vive la propria fede. E’ dunque fondamentale che la parrocchia sia esperienza chiara della maternità della comunità ecclesiale che genera i suoi figli nella fede e li accompagna nel percorso di maturazione di una esistenza cristiana. Allo stesso tempo, il fedele esprime la sua fede in una appartenenza responsabile che costruisce quotidianamente il tessuto comunitario: rifare il tessuto delle comunità cristiane vuol dire rifare il tessuto cristiano della società. In questo senso, i genitori cristiani, inseriti nella comunità in virtù del sacramento che definisce il loro protagonismo nella parrocchia, educano i figli nella fede, partecipando in modo fondamentale alla missione generativa ed educativa alla fede della comunità. Parrocchia: obiettivo famiglia Non può esserci educazione alla fede in famiglia se la famiglia non è inserita nella comunità cristiana. Si può sottolineare che la prossimità e l’accoglienza sono i due tratti di un unico volto missionario e materno delle comunità, capaci di una pastorale integrata ed evangelizzatrice. Il protagonismo della famiglia – Il secondo criterio può essere raccolto attorno all’espressione: famiglie protagoniste. Rendere la famiglia protagonista, vuol dire considerarla come soggetto di azione pastorale e, quindi, evangelizzatrice (responsabilità pastorale). Significa sensibilizzare la famiglia alla chiamata missionaria a partire dai “gruppi famiglia”, auspicando una sempre maggiore apertura del gruppo stesso, affinché si prendano a cuore le giovani coppie (responsabilità formativa). La corresponsabilità laicale può promuovere la ministerialità della coppia, che nasce dal sacramento del battesimo e del matrimonio, nella testimonianza concreta della vita. In particolare, è importante sottolineare che bisogna custodire e alimentare la relazione coniugale nel tempo, attrezzandola e sostenendola per essere in grado di affrontare le diverse sfide che nella vita si presentano: nutrire relazioni, evitare isolamenti, emarginazioni e solitudine, autosufficienza (con particolare attenzione ai primi anni di esperienza coniugale), considerare il tema dell’approccio alla generazione, il desiderio e l’accoglienza dei figli in caso di sterilità (affido, adozione). L’attenzione alle fragilità – Il terzo criterio viene descritto attraverso due espressioni: famiglie accoglienti e famiglie solidali. Famiglie accoglienti. Risulta importante che, le famiglie aperte all’accoglienza (anche delle diverse forme dell’affido, dell’adozione, della solidarietà familiare in genere) sappiano dare valore alla storia e alla sofferenza di coloro che incontrano. Sofferenza che, se ben accompagnata, in un percorso di senso, può divenire “fattore di forza”. Chi fa accoglienza deve essere accompagnato in questo percorso di comprensione affinché possa, a sua volta, accompagnare chi sta accogliendo. Famiglie solidali. Bisogna superare la dicotomia tra “famiglie sane e famiglie in difficoltà”. In ogni famiglia ci sono risorse e problemi. La sfida è imparare a condividerli per crescere insieme agli altri. In questo senso vanno riviste le pratiche di “solidarietà”, troppo basate su una vi- 7 8 Parrocchia: obiettivo famiglia sione assistenziale e asimmetrica del rapporto tra “benefattore” e “beneficiario”. E’ necessario che le famiglie cosiddette “sane” imparino a chiedere e a condividere i loro bisogni (sicuramente presenti) e che le famiglie cosiddette “in difficoltà” siano messe nella condizione di poter anche loro “dare qualcosa agli altri”. • ITINERARIO La stesura definitiva del programma pastorale rappresenta la sintesi operativa di un confronto articolato tra tutte le componenti della Chiesa diocesana. E’ il frutto di un cammino fatto di piccoli passi in un percorso comune, la cui direzione è dettata dal contributo di tanti: sacerdoti, operatori pastorali, rappresentanti dell’associazionismo, fedeli laici impegnati. Tutto scandito in tappe precise. Prima tappa I direttori responsabili degli uffici diocesani appartenenti al Settore Pastorale si sono confrontati sulle linee da intraprendere per il 2013/14, giungendo alla definizione dell’obiettivo pastorale, successivamente sottoposto ai membri del consiglio dei vicari foranei e del consiglio presbiterale. Seconda tappa Sacerdoti, religiosi, diaconi, rappresentanti di associazioni e movimenti e fedeli laici hanno analizzato l’obiettivo durante i lavori di gruppo del convegno pastorale diocesano, formulando suggerimenti e proposte. Terza tappa I direttori degli uffici diocesani, i loro collaboratori, i vicari foranei e i rappresentanti delle associazioni e movimenti ecclesiali, si sono impegnati, durante l’assemblea di programmazione, a discernere, gerarchizzare e scegliere tra tutte le proposte emerse dal convegno, stabilendo le priorità per il 2013/14. Durante la prima tappa del lavoro, i direttori degli uffici del settore Pastorale, i vicari foranei e i membri del consiglio presbiterale, dopo un articolato dibattito, sono giunti alla formulazione dell’obiettivo dell’anno, tenendo conto, non solo delle indicazioni, previste dal piano diocesano generale e della prassi pastorale consolidata, Parrocchia: obiettivo famiglia ma anche dell’esito della verifica del programma dell’anno precedente2. Da essa sono emerse criticità, ma anche alcuni punti di forza dell’azione già intrapresa e numerosi utili suggerimenti per proseguire nel cammino. Si è trattato di una prima fase, dunque, già molto propositiva con una serie di indicazioni operative al fine di agevolare il lavoro di programmazione e renderlo il più possibile rispondente alle esigenze della Chiesa locale. Nella seconda tappa, i delegati del convegno pastorale hanno riflettuto attentamente ed approfonditamente sul nocciolo essenziale dell’obiettivo dell’anno, ovvero la reciprocità tra famiglia e parrocchia nella missione educativa. Il confronto, partito dalla relazione di base e proseguito nel lavoro dei gruppi, distinti per ambiti tematici, ha avuto come scopo quello di sottolineare il primato educativo della famiglia e la necessità dell’impegno da parte della comunità parrocchiale di sostenerne e rilanciarne il protagonismo attivo. Il lavoro del convegno, inoltre, è stato utile per cercare di stabilire, sulla scorta delle esperienze condivise dei partecipanti, a che tipo di famiglia fare riferimento nella programmazione, ovvero non una famiglia ideale, ma le famiglie concrete della comunità. Un rimando imprescindibile per i delegati del convegno, chiamati proprio a suggerire azioni operative da mettere in campo per il prossimo anno. Infine, durante la terza tappa, quanto emerso dal convegno, è stato la base di partenza per il lavoro dell’assemblea di programmazione, dove direttori degli uffici diocesani e i loro collaboratori, i vicari foranei, i responsabili delle associazioni e dei movimenti ecclesiali, coordinati dal professore Ubaldo Montisci, docente di Teologia dell’Educazione alla Pontificia Università Salesiana, hanno stabilito delle priorità rispetto alla molteplici proposte, operando di conseguenza una selezione tra le attività. Per una scelta metodologica volta ad agevolare il lavoro e ad evitare ripetizioni è stata effettuata una prima scrematura dei suggerimenti e delle proposte emerse dal convegno, suddividendole, per tre macro aree: Famiglia, Formazione e Territorio. ______ 2) La relazione finale della verifica on line del programma pastorale 2012/13 è riportata integralmente a conclusione della presente pubblicazione (cfr. pag. 18). 9 10 Parrocchia: obiettivo famiglia • METODO Il lavoro dell’assemblea di programmazione è stato realizzato, attraverso una metodologia mista, fatta di momenti di ascolto, riflessione personale, lavori di gruppo, in varie fasi, ognuna delle quali caratterizzata da verbi che sinteticamente rimandano in maniera efficace all’azione svolta. PRIMA FASE: discernere. Momento in cui i partecipanti hanno accolto e approfondito tutte le istanze elaborate dai partecipanti ai laboratori di studio del convegno pastorale. Successivamente, rispetto a tutto questo, è stato effettuato un primo discernimento e sono state stabilite delle priorità. SECONDA FASE: gerarchizzare. Momento in cui sono state stabilite delle gerarchie rispetto alle varie priorità e si è proceduto a indicare dei suggerimenti operativi per poterle realmente concretizzare. TERZA FASE: scegliere. Momento in cui l’assemblea, in sessione plenaria, ha deciso su cosa puntare e quali attività scegliere per la stesura definitiva del programma pastorale. Parrocchia: obiettivo famiglia Il programma Il percorso finora descritto dimostra quanto il programma pastorale sia l’esito di un processo condiviso a molti livelli e ben congegnato in tutte le sue sfaccettature. Questa pubblicazione, va detto, riporta (come quella dello scorso anno) solo delle linee guida generali per le attività e gli eventi che sono stati indicati in assemblea come prioritari. Definite le tematiche, i livelli e alcune indicazioni di metodo, l’organizzazione strategica delle azioni è demandata alla programmazione dei singoli uffici diocesani (o di più uffici insieme) che per competenza d’ambito possono avere la responsabilità diretta delle iniziative previste nel programma. Questo riguarda le indicazioni comuni decise in maniera condivisa poi è chiaro che ogni singolo ufficio, laddove lo ritenesse opportuno, provvederà a fare le proprie specifiche programmazioni. Nel presentare le iniziative, come scelta operativa ormai consolidata, rimane la distinzione degli ambiti di azione, per cui ci saranno delle indicazioni per i tre livelli: diocesano, foraniale e parrocchiale. Come spiegato precedentemente, in sede di assemblea, per una precisa scelta metodologica, si è lavorato distinguendo le proposte e i suggerimenti per tre macro aree (Famiglia, Formazione e Territorio), pertanto la selezione finale delle attività nei vari livelli rispecchia tale distinzione. Da ribadire che vengono indicate come prioritarie solo le scelte operate per il livello diocesano, in particolare le due iniziative relative alla macro area Famiglia3, per le quali saranno esposte alcune indicazioni generali, senza entrare nel dettaglio dell’organizzazione strategica. Si tratta, dunque, di una presentazione generica, mentre, come detto sopra, è rimandata ad un tempo successivo e destinata agli uffici competenti la progettazione delle iniziative e degli eventi. Sempre per quanto riguarda il livello diocesano, in sede di assemblea sono state selezionate altre due iniziative, una per la macro area Formazione e l’altra per la macro area Territorio. Pur non essendo state indicate come prioritarie, vengono qui riportate per completezza di informazione, ma anche perché possono essere un utile riferimento per uffici che volessero tenerle ______ 3) Per il livello diocesano, sono state indicate come prioritarie le due iniziative dell’area Famiglia perché risultate le più condivise in sede di assemblea di programmazione. 11 12 Parrocchia: obiettivo famiglia in considerazione nella stesura dei loro specifici programmi. Per gli altri due ambiti operativi (livello foraniale e livello parrocchiale) più che una scelta definitiva, si è deciso, in questa sede, di indicare i suggerimenti emersi nel corso dell’assemblea di programmazione che potranno essere tenuti in considerazione dalle parrocchie e dalle foranie in sede di programmazione interna. Mentre, alle stesse parrocchie e foranie, viene però sollecitata la partecipazione agli eventi diocesani. INDICAZIONI OPERATIVE LIVELLO DIOCESANO Per il livello diocesano le proposte condivise in assemblea, che riguardano le tre macro aree, sono quattro (due relative all’area Famiglia, una per l’area Formazione e una per l’area Territorio). Come detto in precedenza, sono state indicate come prioritarie le due iniziative dell’area famiglia, rispetto alle quali vengono sollecitate tutte le realtà diocesane a far convergere risorse, energie e partecipazione. Eccole nel dettaglio. ❖ Area Famiglia Momenti di primo annuncio e testimonianza con al centro tematiche relative alla questione famiglia4 ■ Descrizione: eventi e attività di primo an- nuncio che abbiano come tema centrale la famiglia con lo stile di apertura verso le realtà territoriali. A tale scopo è utile fare riferimento al Festival della fede realizzato lo scorso anno. ■ Metodi: incontri di testimonianza, spettacoli, momenti di preghiera, eventi pubblici, eventi sportivi e musicali, artistici, giornata diocesana della famiglia. ______ 4) Questa proposta è emersa come priorità anche per l’area di attenzione al Territorio. Parrocchia: obiettivo famiglia ■ Responsabilità: affidata, con coordinamento dell’ufficio Pastorale, agli uffici diocesani che per competenza si occuperanno della sua realizzazione. In particolare è necessario un lavoro di sinergia tra l’ufficio Famiglia, l’ufficio Catechistico, l’ufficio di Pastorale Giovanile e l’ufficio Comunicazioni Sociali. ■ Partecipazione: l’iniziativa deve essere realizzata, prestando attenzione a coinvolgere le associazioni e i movimenti ecclesiali, a dialogare con gli enti territoriali, gli esponenti del mondo della cultura, dello sport, dell’arte, i referenti del mondo del lavoro. Va posta attenzione a coinvolgere le parrocchie nella fase di promozione dell’attività. ■ Tutti gli eventi devono essere organizzati adottando uno stile partecipativo e preoccupandosi di utilizzare linguaggio che intercetti tutti. ■ Tempi: in primavera 2014. Avvio del percorso di costituzione di un gruppo di sostegno, in seno al consultorio diocesano, formato da sacerdoti, consacrati/e, operatori pastorali formati nell’ambito specifico, persone separate e/o divorziate che affrontano le situazioni in modo cattolico, consulenti civilisti, canonisti e psicologi, in relazione alle sole situazioni difficili e irregolari. ■ Descrizione: costituzione di un’equipe mul- tidisciplinare nell’ambito del consultorio diocesano che tratti specificatamente le situazioni matrimoniali difficili e irregolari. 13 14 Parrocchia: obiettivo famiglia ■ Stile: il gruppo dovrà rappresentare uno ■ ■ ■ ■ spazio di ascolto, consulenza, supporto nello spirito di accoglienza e accompagnamento. Responsabilità: il coordinamento dell’attività sarà curato, in particolare, dall’ufficio Famiglia che provvederà a sovrintendere le azioni specifiche del consultorio diocesano. Soggetti attivi: sacerdoti, consacrati/e, operatori pastorali formati nell’ambito di competenza specifica, persone separate e/o divorziate che affrontano le situazioni in modo cattolico, consulenti civilisti, canonisti e psicologi. Partecipazione: l’iniziativa deve essere curata prestando attenzione a coinvolgere le associazioni e i movimenti ecclesiali che hanno nella loro mission l’attenzione a tali tematiche. Tempi: prevedere entro l’anno l’individuazione delle competenze e programmare il cammino di formazione per l’equipe. ❖ Area Formazione Sostenere le parrocchie e le Zone nella pastorale familiare, offrendo competenze e sussidi e facendo conoscere quelli già esistenti. ❖ Area Territorio Rilanciare e mettere in rete i vari consultori esistenti per sostenere le situazioni di disagio relazionale, affettivo, sociale (attività di consultorio cattolico), curando in particolare il rapporto con i consultori istituzionali attraverso alleanze sui punti in comune. Parrocchia: obiettivo famiglia LIVELLO FORANIALE Per le proposte relative al livello foraniale è utile sottolineare quanto emerso da più parti in assemblea, ovvero la necessità di rilanciare il lavoro foraniale per le potenzialità insite in esso. In particolare va considerata soprattutto la possibilità di sostenere le parrocchie più piccole che spesso hanno poche risorse per realizzare attività in specifici ambiti pastorali. ❖ Area Famiglia Ritiri periodici, momenti di confronto tra le coppie e incontri delle famiglie. Tale proposta è emersa in risposta all’esigenza di stabilire un confronto più costante con le famiglie e le coppie, curando la dimensione spirituale. Suggerimenti concreti: ■ due ritiri nei tempi forti (quaresima e avvento) coordinato dai due incaricati zonali degli ambiti Catechesi e Pastorale Familiare ❖ Area Formazione Nei corsi di preparazione al matrimonio, incentivare e favorire il confronto con coppie che, in risposta alla specifica dimensione vocazionale del matrimonio, vivono la loro scelta di accoglienza delle povertà, sulla base di coerenti convinzioni religiose. E’ emersa la necessità di prestare maggiore attenzione, durante i corsi, nel presentare il matrimonio come vocazione, evitando di trattare esclusivamente tematiche che riguardano altre sfere della vita di coppia. Suggerimenti concreti: ■ ampliare la dimensione vocazionale-spirituale dei corsi; ■ strutturare il corso tenendo conto delle esigenze e delle richieste tematiche espres- 15 16 Parrocchia: obiettivo famiglia se dalle coppie partecipanti, evitando di utilizzare solo sussidi precostituiti; ■ dare maggiore spazio alla testimonianza di coppie in ordine alle tematiche affrontate. ❖ Area Territorio Attivazione di un osservatorio sulle povertà (OSPO) che favorisca il censimento dei disagi e permetta una lettura ecclesiale della realtà socio-economica del territorio. L’Ospo è uno strumento a disposizione delle Caritas diocesane, promosso da Caritas Italiana; è un software che può raccogliere i dati relativi agli utenti dei Centri di ascolto, dei Centri residenziali e informazioni inerenti alla mappatura delle risorse. Suggerimenti concreti: ■ Raccolta dei dati, non solo delle povertà materiali, per poter impostare un piano strategico ed evitare lo spreco di risorse. LIVELLO PARROCCHIALE Per il livello parrocchiale, si ribadisce la necessità di favorire la condivisione delle linee pastorali indicate nel programma, a prescindere dalle attività particolari che andranno ad essere previste nelle singole comunità. E’ chiaro che ogni parrocchia ha delle caratteristiche specifiche e mette in campo azioni strategiche in relazione alle proprie risorse, disponibilità, al proprio territorio. La cosa importante è camminare in sintonia con le linee diocesane. A tale scopo, nello spirito della comunione e della condivisione, occorre evitare la programmazione di eventi parrocchiali nelle date di quelli diocesani (da fine settembre sarà disponibile il planning diocesano), mentre va sollecitata la partecipazione dei fedeli agli stessi. Qui di seguito vengono riportate tutte le proposte emerse in assemblea per il livello parrocchiale senza mantenere la distinzione per area, Parrocchia: obiettivo famiglia come fatto per i due livelli precedenti. Sono elencate senza dettaglio progettuale o suggerimenti concreti, solo come possibilità generiche. Ogni parrocchia, attraverso il parroco e i vari organismi di partecipazione, potrà farvi riferimento per la specifica programmazione. ● Individuare famiglie formate con espe- rienza di fede matura che sostengano e aiutino le altre famiglie soprattutto le coppie giovani, curando particolarmente quelle del primo quinquennio. ● Organizzare un percorso pre-battesimale con testimonianze di altre famiglie. ● Individuare e formare coppie mature con attenzione alla catechesi pre e post battesimale. ● Proporre degli itinerari di formazione e coinvolgere le giovani coppie nella creazione dei gruppi famiglia (es. giornate per le coppie che si sono formate col matrimonio) e nell’animazione liturgica. ● Istituire il Centro d’Ascolto sulle Povertà (economica-spirituale-coniugale-morale) in ogni parrocchia. ● Favorire alleanze educative tra parrocchia, scuola e amministrazioni locali, valorizzando le associazioni ecclesiali. 17 18 Parrocchia: obiettivo famiglia Verifica on line Anno 2012/2013 Al fine di effettuare una verifica delle iniziative programmate nel piano pastorale 2012/2013, si è scelto di utilizzare la modalità on line. La scelta di tale metodologia è stata effettuate tenendo conto dello scarso risultato prodotto da quella utilizzata gli anni precedenti, ovvero la compilazione del questionario cartaceo solo da parte dei parroci in sede di consiglio del clero zonale. Pochi risultati e scarsamente rappresentativi. Per l’anno 2012/2013 si è tentato un coinvolgimento più ampio attraverso l’utilizzo della posta elettronica. La prima fase del lavoro è consistita nella raccolta degli indirizzi di posta elettronica di sacerdoti, collaboratori parrocchiali, partecipanti alle iniziative diocesane, catechisti. In seguito è stato predisposto un questionario, utilizzando un modulo on line, con domande volte a sondare la conoscenza del piano pastorale, delle iniziative in esso contenute, a dare una prima valutazione sulle iniziative effettuate e suggerimenti per la programmazione futura. Con questa procedura, l’intervistato ha ricevuto sulla sua posta elettronica il questionario compilabile in pochi minuti. Poi con un semplice invio le risposte sono pervenute direttamente al destinatario pronte per essere analizzate. Questo vantaggio dal punto di vista dei tempi, ha avuto come limite quello di non poter raccogliere dati di tipo qualitativo o risposte ampie, se non in piccola parte. Tuttavia è stato possibile predisporre domande per raccogliere informazioni utili alla verifica. Questa metodologia sarà utilizzata anche in futuro per la verifica parziale relativa a singoli eventi (es. convegno pastorale diocesano). RISULTATI Sono stati inviati 507 questionari. Sono pervenute solo 62 risposte (12% circa). Dal punto di vista dell’invio il campione è stato abbastanza rappresentativo della realtà, perché i destinatari dell’intervista sono stati: sacerdoti, religiosi, diaconi, ministri straordinari dell’eucarestia, catechisti, partecipanti ad eventi diocesani, responsabili gruppi e associazioni, collaboratori parrocchiali, membri del consiglio pastorale parrocchiale. 19 Parrocchia: obiettivo famiglia Purtroppo lo scarso numero delle risposte arrivate consente una verifica molto parziale. Inoltre nel conteggio dei dati, va considerato che le risposte alle singole domande non erano obbligatorie e l’eventuale mancata risposta alla singola domanda non entra nel conteggio, per questo la somma delle percentuali riportate nei grafici spesso è imprecisa e non si arrotonda. Nonostante questo, si è scelto di procedere comunque alla lettura dei dati, cosiderandola utile ad una prima verifica del cammino effettuato e un riferimento per proseguire nella programmazione. Alla domanda volta a sondare la conoscenza dell’esistenza o meno del piano pastorale diocesano l’85% degli intervistati ha risposto sì e solo il 10% non era a conoscenza. no [6] sì [53] Ogni anno la diocesi elabora un piano nel quale vengono definiti gli obiettivi e presentate le attività pastorali, ne sei a conoscenza? sì 53 (85%) no 6 (10%) Di questi, il 63% ha anche letto il piano pastorale, il 17% no e il 13% ne ha solo sentito parlare. no [11] ne ho solo sentito parlare [8] Hai avuto modo di leggere il piano pastorale dell’anno 2012-13 La parrocchia tra annuncio e vita? sì 39 (63%) no 11 (17%) ne ho solo sentito parlare 8 (13%) sì [39] 20 Parrocchia: obiettivo famiglia Interessante è stato rilevare che il 25% degli intervistati ha ricevuto il piano direttamente dal parroco e il 10% ne ha sentito parlare dal parroco durante la messa. Il 17% lo ha scaricato dal sito diocesano, da non sottovalutare che il 23% ne è venuto a conoscenza per caso. 6 (10%) 15 (25%) 6 (10%) 11 (18%) 14 (23%) Il dato precedente va correlato con le risposte alla domanda: In che modo l’hai letto e approfondito? Emerge che il 19% l’ho letto nell’ambito del consiglio pastorale parrocchiale, il 6% durante un incontro in parrocchia e nell’8% dei casi viene sempre utilizzato in parrocchia durante la programmazione delle attività. Un dato interessante riguarda il fatto che ben il 42% degli intervisti lo ha letto da solo per curiosità personale. 21 Parrocchia: obiettivo famiglia Il passo successivo ha riguardato una prima valutazione del piano. Alla domanda su Cosa ne pensi? il 10% ha detto che è semplice da leggere e il 48% che contiene indicazioni utili, da collegare al 3% che ha risposto che le attività proposte sono facilmente realizzabili, contro il 12% degli intervistati che trova invece le attività proposte difficilmente realizzabili. Interessante rilevare che all’opzione “se ne può fare a meno” non c’è stata nessuna risposta. • è semplice da leggere e capire 10% • contiene indicazioni utili 48% • le attività proposte sono facilmente realizzabili 3% • le attività proposte sono difficilmente realizzabili 12% • è lontano dalle aspettative 2% • se ne potrebbe fare a meno 0% • è difficile da leggere e capire 2% Si è cercato poi di far emergere qualche suggerimento rispetto al programma pastorale del prossimo anno, chiedendo agli intervistati cosa mancasse in quello del 2012/13. Non c’erano opzioni di risposta prestabilite, ma possibilità di scrivere liberamente. Sono emersi, tra gli altri, alcuni suggerimenti: Maggiore attenzione al territorio e alle questioni della cittadinanza. Una programmazione i cui obiettivi vengano verificati con più attenzione e con anticipazione di date degli incontri diocesani, da trasmettere alle parrocchie prima della loro programmazione. Maggiore vicinanza alla vita delle parrocchie. Potenziamento della collaborazione tra le parrocchie della stessa forania. Più attenzione da parte dei parroci alle famiglie e alla catechesi per i giovani-adulti. • • • • • 22 Parrocchia: obiettivo famiglia Nella seconda parte del questionario si è tentata una verifica dell’iniziativa diocesana indicata come prioritaria per l’anno 2012/13, ovvero il ciclo di catechesi mensili in cattedrale: Credo la Chiesa. Degli intervistati, il 44% ha partecipato e il 48% no. Tra coloro i quali hanno partecipato, il 29% ha detto che ha potuto approfondire aspetti che generalmente non vengono trattati durante le omelie, per il 6% è stata anche occasione di confronto successivo in parrocchia. Per un altro 6%, i temi scelti non l’hanno interessato. Tra coloro i quali non hanno partecipato, il 5% non era a conoscenza dell’iniziativa, per il 3% era troppo distante dal luogo di residenza, il 2% dopo il primo incontro non è più andato perché non gli è piaciuta l’organizzazione, ma il dato più interessante riguarda il 38% degli intervistati i quali hanno segnalato un orario non compatibile con le proprie possibilità. E’ stato poi chiesto di esprimere sinteticamente il gradimento circa l’iniziativa delle catechesi in Cattedrale su una scala di valutazione che va dal “per niente” al “moltissimo”, il 32% dei casi ha scelto l’opzione abbastanza, il 22% molto, l’8% moltissimo e l’8% poco e il restante 3% per niente. Altro aspetto oggetto di verifica ha riguardato l’ambito della Catechesi. E’ stato chiesto se nella forania di appartenenza sono stati organizzati incontri per Catechisti, il 38% ha risposto di sì, il 22% di no e il 17% non ne era a conoscenza. Parrocchia: obiettivo famiglia Per quanto riguarda la conoscenza dell’esistenza di eventuali iniziative comuni tra le parrocchie della stessa forania, il 12% ha risposto sì, il 45% no e il 37% non ne era a conoscenza; iniziative che hanno riguardato maggiormente l’ambito della pastorale giovanile e quello familiare. In ultimo sono stati chiesti suggerimenti per il prossimo anno 201314 che riguarderà “parrocchia e famiglia”. Ecco i suggerimenti emersi: Più catechesi per le famiglie. Maggior coinvolgimento delle famiglie nella catechesi per i bambini. Maggiore coinvolgimento delle famiglie nella vita parrocchiale. Le famiglie devono “partecipare al catechismo” insieme ai figli. Più parrocchia familiare. Più attenzione alle famiglie divise e ai padri che vivono il divorzio con sacrifici onerosi. La parrocchia “in famiglia” e non la famiglia “in parrocchia”. Avere presenti le esigenze reali delle famiglie e non teorizzarle. Più attenzione ai più giovani e alle giovani coppie che assillati dalla mancanza di lavoro tralasciano gli impegni pastorali. • • • • • • • • • 23