PROVINCIA DI GORIZIA
RASSEGNA STAMPA
MERCOLEDÌ 19 SETTEMBRE 2012
Rassegna per testata/edizione
N° Titolo
Testata-Edizione
1
Il Gazzettino Pordenone
19-09-2012
Il Gazzettino Udine
19-09-2012
Il Gazzettino Udine
19-09-2012
Il Gazzettino Udine
19-09-2012
Il Gazzettino Udine
19-09-2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone
19-09-2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone
19-09-2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone
19-09-2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone
19-09-2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone
19-09-2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone
19-09-2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone
19-09-2012
Il Piccolo Nazionale
19-09-2012
Il Piccolo Nazionale
19-09-2012
Il Quotidiano del Fvg
19-09-2012
Il Quotidiano del Fvg
19-09-2012
Il Quotidiano del Fvg
19-09-2012
Messaggero Veneto Gorizia
19-09-2012
Messaggero Veneto Gorizia
19-09-2012
Messaggero Veneto Nazionale
19-09-2012
Messaggero Veneto Nazionale
19-09-2012
Messaggero Veneto Nazionale
19-09-2012
Primorski Dnevnik
19-09-2012
Primorski Dnevnik
19-09-2012
Primorski Dnevnik
19-09-2012
Primorski Dnevnik
19-09-2012
Province: Bolzonello a Contento: sei tu in disaccordo con Tondo
Data
Provincia di Gorizia -
2
Fontanini spara sull'Ato: Un ente inutile
Provincia di Gorizia -
3
Stop a 213 milioni, Sos per Promotur
Provincia di Gorizia -
4
Addio alle Province e 4 assemblee di sindaci
Provincia di Gorizia -
5
Tagliamo il sottobosco
Enrico Gherghetta - Provincia di Gorizia -
6
Un giornalino per l'inclusione dei disabili
Provincia di Gorizia -
7
'Cara Debora' Cosi' attacca il 'libello sovversivo'
Enrico Gherghetta - Provincia di Gorizia -
8
Gherghetta sfida il Pd: 'Non toccate la 'mia' Provincia'
Provincia di Gorizia -
9
'Hanno scoperto il segreto di Pulcinella'
Provincia di Gorizia -
10
Patat: 'Iniziare la bonifica, subito'
Mara Cernic - Provincia di Gorizia -
11
Pecol dei Lupi, buco di 24mila metri cubi
Mara Cernic - Provincia di Gorizia -
12
Pazienti dell'Ospizio a Villa Ostende
Provincia di Gorizia -
13
Presidenti 'a tempo' nelle nuove Province
Provincia di Gorizia -
14
'Cassa' agli sgoccioli per 50 aziende
Provincia di Gorizia -
15
Il Friuli e il futuro delle Province
Provincia di Gorizia -
16
Scelta della politica per i vertici la rivoluzione delle Province
Provincia di Gorizia -
17
Addio alle Province si studaino alternative
Provincia di Gorizia -
18
Grande guerra, alla scoperta dei sentieri
Mara Cernic - Provincia di Gorizia - Sara Vito -
19
Discarica, pressing sugli altri Comuni
Mara Cernic - Provincia di Gorizia -
20
E' vero, i sindaci sapevano del debito ma la Regione cambi rotta
Provincia di Gorizia -
21
Province declassate e i compiti ai sindaci
Provincia di Gorizia -
22
Gherghetta cita Illy E boccia la riforma del Pd
Enrico Gherghetta - Provincia di Gorizia -
23
Pokrajine
Provincia di Gorizia -
24
Avtobus
Provincia di Gorizia -
25
Na Krasu
Provincia di Gorizia -
26
Spomeniki
Provincia di Gorizia - Sara Vito -
19 SET 2012
Il Gazzettino Pordenone Cronaca
pagina 2
Quotidiano
L’ex sindaco era stato attaccato dal centrodestra. «Nessuna demagogia, servono riforme»
Province, Bolzonello a Contento:
seituindisaccordoconTondo
«Il presidente le vuole abolire, il deputato le difende. Pdl nel caos»
PORDENONE - (d.l.) «Mi fa piacere
che l’onorevole Manlio Contento abbia
ritenuto di attaccarmi entrando nel
dibattito sulle Province. Le sue affermazioni, tutte volte a una strenua difesa
degli enti intermedi, sono la migliore
conferma possibile rispetto all’incapacità del centrodestra regionale e del
presidente Renzo Tondo di realizzare
qualsivoglia riforma». L’ex sindaco Sergio Bolzonello risponde così alle accuse
ta. Allora? Nel Pdl si decidano, ma mi
pare difficile immaginare una riforma
dell’ordinamento degli enti locali con le
mille posizioni che nel centrodestra
emergono giorno dopo giorno. Così
come emerge l’incapacità di Tondo di
fare sintesi. O meglio di non fare le
riforme. Come accaduto per la sanità e
nell’ambito dell’economia e del lavoro».
L’ex sindaco conclude: «Non sto affato
tradendo il territorio. Anzi, lo sto come
sempre difendendo, con pragmatismo e
convinzione, anche attraverso la proposta organica di revisione degli enti
locali come si sta delineando nel Pd con
le proposte avanzata da Debora Serracchiani. Se vogliamo uscire dalla grave
crisi l’unica strada è quella delle riforme, subito».
EX SINDACO
Sergio Bolzonello ributta la palla in campo
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
del deputato Pdl in merito alla posizione del tandem "Serracchiani-Bolzonello" sull’abolizione delle Province.
«Più chiaro di così. Tondo da molti
mesi - aggiunge Bolzonello - sta ripetendo in tutte le salse che le Province
vanno abolite. Il suo compagno di
partito Contento, attacca me, sostenendo l’esatto contrario ed erigendosi a
paladino dell’autonomia territoriale e
dell’ente che secondo lui la rappresen-
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Taglio basso
19 SET 2012
Il Gazzettino Udine Cronaca
pagina 8
Quotidiano
PROVINCIA Secondo il presidente, azzerando l’apparato, si risparmierebbero almeno 930mila euro
Fontanini spara sull’Ato: «Un ente inutile»
UDINE - Pietro Fontanini torna
a sparare sull’Autorità d’ambito
Friuli centrale, bollata come
«ente inutile», i cui costi, secondo lui, «rappresentano unicamente una spesa aggiuntiva che
pesa sulla bolletta dell’acqua».
Per il presidente della Provincia, smantellandone l’apparato
amministrativo, si otterrebbe
«un risparmio di almeno 930mila euro». Il calcolo, spiega una
nota di palazzo Belgrado, terrebbe conto di gran parte delle
spese correnti dell’Ato riportate
nel rendiconto 2011: indennità
per il Cda e compensi per i
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
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revisori (68.872 euro), acquisto
di beni di consumo e costi per
l’organizzazione e l’attività
dell’Autorità (25.894), prestazioni eseguite da soggetti esterni
all’ente inclusi oneri riferiti al
direttore e al personale
(819.544) e l’affitto della sede
(16mila). Il totale, calcolano in
Provincia, fa 930.310 euro, ai
quali va poi aggiunta l’Irap pari
a 249.220 euro. Un importo che,
secondo la Provincia, si potrebbe risparmiare, se le funzioni e
le competenze di quest’organismo venissero trasferite ad altri,
per esempio, allo stesso palazzo
Belgrado. «Come è naturale,
evidente e non più procrastinabile e già attivato dalla Provincia
di Gorizia», sostiene Fontanini
nell’analizzare il documento contabile. «Una razionalizzazione e
un taglio dei carrozzoni inutili
va fatta». Lui sottolinea che il
territorio servito dall’Ato, coincide con l’area di competenza
della Provincia, «che ha già i
locali e il personale». Fontanini
aggiunge che «la soluzione è
semplice e logica ma risulta
difficile, visto che i miei precedenti appelli basati su dati oggettivi sono stati inascoltati».
Taglio medio
19 SET 2012
Il Gazzettino Udine Regionale
pagina 9
Quotidiano
Taglialbilancio,granaPromotur
Lo sforamento degli enti locali provoca le prime emergenze finanziarie in Regione
E i 15 milioni per ripianare i debiti di Promotur
e rilanciarla? Rischiano di non esserci più,
come altre destinazioni, a causa dell’accantonamento di 213 milioni da parte della Regione per
riequilibrare lo sforamento locale del Patto di
stabilità Stato-Fvg.
Bait a pagina IX
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Apertura
Il Gazzettino Udine Regionale
19 SET 2012
pagina 9
Quotidiano
Lettera dell’assessore Federica Seganti (foto) alla
collega Sandra Savino per trovare le risorse
destinate a Promotur pur nell’accantonamento di
213 milioni dai fondi agli Assessorati a causa
dello scostamento di 68 Enti locali dagli obiettivi
statali del Patto di stabilità.
Stopa213milioni,SosperPromotur
Maurizio Bait
NOSTRO INVIATO
TRIESTE - Sono ore febbrili,
queste, all’Assessorato regionale
alle Finanze: l’assessore Sandra
Savino (ieri volata anche a Roma
per urgenti verifiche tecniche) e
i tecnici della Ragioneria stanno
tentando la quadratura del cerchio: come e dove accantonare i
213 milioni prodotti dal complessivo scostamento dei 64 Comuni
e delle 4 Province dagli obiettivi
statali del Patto di stabilità con il
Friuli Venezia Giulia. Obiettivi
che però la legge finanziaria
2012 della Regione non aveva
indicato né ai Comuni né alle
Province, limitandosi a un generico obiettivo di riduzione della
spesa.
Sebbene di fatto compromettano in larga misura le misure
della manovra estiva, non sono
però tagli veri e propri, bensì un
accantonamento dettato dalla necessità di rispondere ai requisiti
imposti dallo Stato. Sperando
che da qui alla fine dell’anno
almeno una parte degli Enti
interessati possa definire un
rientro finanziario mediante l’approvazione di variazioni di bilancio.
Intanto, però, l’obiettivo statale di saldo zero fra tutte le
entrate e tutte le uscite 2011
(saldo di competenza mista) non
è stato raggiunto per 118,081
milioni e del pari non è stato
perseguito l’ulteriore risparmio
dettato da Roma per gli Enti
locali del Fvg, pari a 95,813
milioni (vedi grafico).
La griglia dei congelamenti di
fondi indica 54 milioni in meno
alla Sanità, 30 all’agricoltura, 20
a cultura e sport, 40 al lavoro, 90
all’ambiente e addirittura 150
alle infrastrutture. Come si vede, ben più di 213 milioni. Ma
occorre mediare queste cifre,
che rappresentano la seconda
rata 2012 dello stanziamento vigente alle Direzioni regionali,
con quelle dei budget d’annata,
che la manovra di assestamento
estivo ha rimpinguato in alcuni
casi anche notevolmente. Sta di
fatto che le Direzioni dovranno
subire una riduzione di 104 milioni sul fronte degli investimenti e
di 109 su quello dei pagamenti.
Un esempio di criticità (ma
non è certo il solo) viene dal caso
di Promotur, la società pubblica
della Regione per la quale si è
stanziata una quindicina di milioni al duplice scopo di ripianare
le passività "storiche" e garantire
la prossima gestione. Il saldo fra
stanziamento vigente e budget
operativo non consentirebbe di
far fronte agli impegni stabiliti
dalla politica (Giunta e Consiglio
regionale). In tal senso l’assessore alle Attività produttive Federica Seganti ha indirizzato una
segnalazione alla collega Savino
affinché si trovino tali risorse
pur nella contingenza degli accantonamenti coattivi determinati dalla situazione finanziaria
degli Enti locali.
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Apertura
Il Gazzettino Udine Regionale
19 SET 2012
pagina 9
Quotidiano
Lo scostamento degli Enti locali Fvg
dagli obiettivi del Patto di stabilità Stato-Regione
Ente
Previsioni
SALDO
Obiettivo
Rispetto obiettivo
regionale
(generico
miglioramento)
GORIZIA
CORMONS
RONCHI DEI LEGIONARI
BASILIANO
BRUGNERA
CAMPOFORMIDO
BUIA
TOLMEZZO
PALMANOVA
CORDENONS
CANEVA
SAN GIORGIO DI NOGARO
PASIANO DI PORDENONE
STARANZANO
TRICESIMO
ROVEREDO IN PIANO
MARTIGNACCO
FAGAGNA
MANZANO
REANA DEL ROIALE
POZZUOLO DEL FRIULI
SAN DORLIGO DELLA VALLE
SESTO AL REGHENA
PAGNACCO
REMANZACCO
MONFALCONE
MUGGIA
GRADISCA D'ISONZO
MORTEGLIANO
ZOPPOLA
SACILE
SAN CANZIAN D'ISONZO
TAVAGNACCO
FONTANAFREDDA
MAJANO
CODROIPO
GRADO
FIUMICELLO
POVOLETTO
PASIAN DI PRATO
SAN GIOVANNI AL NATISONE
AVIANO
PAVIA DI UDINE
LATISANA
CIVIDALE DEL FRIULI
CHIONS
AZZANO DECIMO
CERVIGNANO DEL FRIULI
SAN DANIELE DEL FRIULI
PROVINCIA DI GORIZIA
CASARSA DELLA DELIZIA
TARCENTO
DUINO-AURISINA
SAN VITO AL TAGLIAMENTO
PRATA DI PORDENONE
SPILIMBERGO
LIGNANO SABBIADORO
TRIESTE
PORCIA
GEMONA DEL FRIULI
UDINE
MANIAGO
FIUME VENETO
PROVINCIA DI PORDENONE
PORDENONE
PROVINCIA DI TRIESTE
PROVINCIA DI UDINE
TOTALE
1.029.352
876.750
863.117
653.373
622.268
579.028
405.792
319.785
285.413
274.172
157.850
147.400
62.800
42.777
(32.771)
(229.536)
(275.860)
(305.373)
(306.729)
(314.000)
(320.164)
(336.450)
(374.463)
(427.489)
(446.064)
(483.355)
(496.052)
(500.000)
(563.065)
(600.099)
(603.852)
(606.895)
(628.693)
(729.269)
(748.925)
(767.263)
(792.228)
(802.083)
(896.954)
(1.103.745)
(1.109.871)
(1.143.906)
(1.274.855)
(1.410.246)
(1.410.525)
(1.513.513)
(1.514.887)
(1.522.912)
(1.588.859)
(1.601.531)
(1.660.000)
(1.715.290)
(1.943.140)
(2.008.928)
(2.269.800)
(2.291.730)
(2.483.005)
(2.824.155)
(2.883.222)
(4.019.919)
(4.609.469)
(9.073.533)
(9.177.039)
(9.323.300)
(17.602.519)
(21.598.411)
2.435.192
630.156
712.820
311.348
535.627
343.095
322.180
834.964
380.905
1.479.656
422.450
422.376
397.381
462.052
639.571
347.504
374.445
321.166
563.615
321.107
316.360
620.350
228.551
283.737
344.178
3.559.553
1.743.071
533.342
599.779
470.286
1.896.618
364.815
1.152.661
794.335
407.188
778.663
1.985.689
306.907
257.983
433.861
292.666
1.249.808
347.263
1.247.084
903.447
233.479
1.185.104
1.158.795
610.365
1.546.037
253.367
825.788
1.271.349
1.224.817
568.790
716.248
2.711.932
23.181.985
909.009
744.648
8.135.789
1.255.580
606.703
2.405.306
5.377.244
2.227.703
5.287.783
(116.946.065)
95.813.626
compensazione orizzontale
TOTALE SALDO PREVISIONE 2012
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
SI
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
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NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
NO
1.145.102
(118.091.167)
Gli importi fra parentesi sono negativi.
Il saldo programmatico per il 2012 dovrebbe essere di +95.813.626 di conseguenza l'apporto totale è +213.904.793 (importo coperto dalla Regione con compens. verticale)
Gli Enti con la freccia hanno raggiunto gli obiettivi fissati dallo Stato
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3/4
Apertura
19 SET 2012
Il Gazzettino Udine Regionale
pagina 9
Quotidiano
PEZZETTA (ANCI)
«Non si tratta di ammanchi
ma ora serve un monitoraggio»
UDINE - «Non è un ammanco, ma una ridefinizione dei limiti di
indebitamento». Il presidente dell'Anci, Mario Pezzetta, non ci
sta a considerare definitive le cifre dello sforamento del patto
di stabilità (213 milioni complessivi, di cui 152 con riferimento
ai conti di 64 Comuni e i restanti alle Province) con la
conseguenza che la Regione sta prospettando il blocco del
15% del budget semestrale agli assessorati per presentare i
conti in ordine a Roma. «Per quanto riguarda i Comuni - spiega
Pezzetta -, quello compiuto è un monitoraggio sui bilanci
previsionali del 2012 e dunque si tratta di uno scostamento
teorico. È necessario fare un'analisi più approfondita e
omogenea, per capire i meccanismi da cui sono scaturiti quei
numeri». Fatte le verifiche, l'Anci è pronta «alla concertazione» con la Regione, anche se Pezzetta sottolinea: «Il patto di
stabilità serve a limitare l'indebitamento, ma non distingue
quello per investimenti e quello per altre finalità. Se non si
introducono parametri di efficienza, si giungerà al paradosso
che ad essere virtuoso è l'ente che resta immobile».
A.L.
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4/4
Apertura
19 SET 2012
Il Gazzettino Udine Regionale
pagina 11
Quotidiano
LA COMMISSIONE
Province svuotate
e non più elettive
A Udine in aprile
un commissario
Batic a pagina XI
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1/2
Apertura
Il Gazzettino Udine Regionale
19 SET 2012
pagina 11
Quotidiano
COMMISSIONE
REGIONALE
Il presidente
Antonio
Pedicini: sarà il
Consiglio delle
autonomie
locali
l’organismo di
supporto alle
assemblee dei
sindaci».
«AddioalleProvince
e4assembleedisindaci»
Elisabetta Batic
NOSTRO SERVIZIO
TRIESTE - Quattro assemblee
di sindaci a cui affidare la
rappresentanza dei rispettivi
territori. A capo dell’assemblea un presidente e un’unica
struttura di supporto, il Consiglio delle Autonomie locali.
È questo il profilo del nuovo
ente Provincia tracciato, come
promesso, dal presidente della Commissione speciale sul
riordino delle Province Antonio Pedicini (Pdl). Con tanto
di commissariamenti alla fine
dell’attuale mandato, che per
Udine significa già a primavera.
Domani la Commissione tornerà a riunirsi per avanzare
suggerimenti e proposte integrative. Non mancheranno i
distinguo, a partire da quelli
dell’Italia dei Valori che oggi
illustrerà la propria proposta
di legge sull’argomento, ma la
volontà comune è di arrivare
in Aula, il primo ottobre, con
un documento il più largamente condiviso.
Scartata da Pedicini l’ipotesi di unificazione dei Comuni:
«Sarebbe stata mal digerita,
Comuni e Regione vanno messi davanti alle loro responsabilità, finora hanno tutti tirato a
campare rispetto ad un assetto che si dava per scontato».
Da qui la proposta articolata
in dieci punti partendo dal
presupposto che «l’attuale ordinamento è arrivato al capolinea. Il sistema va reso più
snello ed efficiente».
Il nuovo ente avrà autonomia statutaria regolamentare
nei limiti previsti dalla legge
mentre, per quanto riguarda il
patrimonio delle Province,
«un commissario straordinario provvederà all’inventario
per un periodo provvisorio di
un anno. Il patrimonio provinciale confluirà poi in quello
regionale – spiega Pedicini –
ma resterà vincolato a beneficio del territorio di riferimento. La Regione, riorganizzan-
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
2/2
do sé stessa, potrà assegnare
beni ai Comuni che si federino
secondo la legge 1 del 2006».
In merito alle funzioni delle
Province, «queste vengono trasferite d’ordinario alla Regione» mentre, per sciogliere il
nodo del personale, «è necessario il riassetto del Comparto
unico».
In Aula non mancheranno le
prese di posizione da parte
delle forze politiche che già
cavalcano l’onda della campagna elettorale in vista del
2013, ma intanto a sbattere la
prima porta, ieri, è stato il
consigliere del Pdl Roberto
Marin che chiedeva di elaborare una proposta di legge unitaria. «In Aula arriveremo con
un documento - lo ha smorzato
Pedicini – e poi le forze politiche saranno libere di presentare i propri disegni di legge».
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Apertura
19 SET 2012
Il Gazzettino Udine Regionale
pagina 11
Quotidiano
LA PROPOSTA DI GHERGHETTA
«Tagliamo il sottobosco»
TRIESTE - Riduzione del 30% degli enti di secondo grado e
dello stock di leggi nella misura del 5% all’anno. Sono i punti
forti della proposta di riordino istituzionale che il presidente
della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta ha formulato ieri
sera davanti al pubblico intervenuto nella Sala Kinemax di
Monfalcone. Una proposta che Gherghetta articola nel dettaglio nel suo ultimo libro intitolato “Il coraggio della democrazia. Idee per la nuova società Regione”. «Ritengo – ribadisce il
presidente della Provincia di Gorizia nonché dell’Upi Fvg - che
la nostra Regione debba diventare un ente leggero trasferendo
le sue funzioni amministrative alle Province e ai Comuni».
Duro il commento sulla proposta illustrata ieri a Trieste dal
presidente della Commissione speciale sul riordino della
Province Antonio Pedicini: «Àssemblee di sindaci? Assolutamente anticostituzionali e antidemocratiche», sbotta Gerghetta, precisando: «Stanno ventilando la nascita di un ente di
secondo grado totalmente inefficiente, mentre l’unica verità è
che non si vuole che i cittadini votino».
E.B.
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Taglio medio
19 SET 2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca
pagina 22
Quotidiano
associazione “diritto di parola”
Un giornalino per l’inclusione dei disabili
Un giornalino come momento di espressione ed inclusione sociale, ma anche spazio
di socialità ed occasione di riscatto.
È questa l'idea, poi diventata progetto concreto, che
l'associazione “Diritto di Parola onlus” ha deciso di proporre, partecipando con il sostegno della Provincia di Gorizia
al
bando
di
“Progettazione sociale” pubblicato dal Centro servizi volontariato del Friuli Venezia
Giulia.
L'iniziativa, nella sua sostanza, è piuttosto semplice:
si vuole attivare un laboratorio – e da qui la richiesta di
contributo attraverso la partecipazione al bando – per la
realizzazione di una piccola
redazione giornalistica formata da giovani disabili. Nel
progetto verrebbero coinvolte un po' tutte le associazioni
del territorio che si occupano di soggetti disabili, dall'
Anffas di Gorizia all'associazione Genitori consapevoli
(Ge.Co.), fino all'Anmic ed
all'associazione
Famiglie
con bisogni speciali di Staranzano. In particolare il laboratorio (che prenderà il
nome di “Ascoltiamoci per
farci sentire) sarà rivolto ai
minori disabili, e punterà a
favorire l'inclusione sociale e
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promuovere in essi l'apprendimento di tecniche di scrittura e lettura. Il tutto sfocerà
nella realizzazione di un giornalino, inteso come spazio
sociale di ascolto ed espressione.
All'iniziativa ha deciso di
aderire anche la Provincia di
Gorizia, che nei giorni scorsi
ha dato l'ok al progetto con
un'apposita delibera di giunta, impegnandosi a sostenere l'associazione Diritto di
Parola nell'azione di promozione dell'inclusione sociale
dei minori, attraverso la realizzazione ed il coordinamento di una rete di servizi
integrati tra loro.
(m.b.)
Taglio basso
19 SET 2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca
pagina 25
Quotidiano
LA PROVOCAZIONE
«Cara Debora»
Così attacca
il “libello
sovversivo”
«Cara Debora...». Inizia proprio
così il “libello sovversivo”,
l’opuscolo stampato in 5mila
copie «pagato interamente di
persona» dal presidente della
Provincia di Gorizia Enrico
Gherghetta. Una lettera aperta
a Debora Serracchiani, candidata a presidente della Regione
Friuli Venezia Giulia per il Partito democratico alle elezioni regionali del 2013.
«Ho chiamato questo contributo “Il coraggio della democrazia” perché una volta tu scrivesti che il coraggio esiste, basta sapere dove cercarlo», prosegue Gherghetta. «Il mio l’ho
trovato. Ci vuole coraggio oggi
a difendere le Province e ancor
di più se nei sei un Presidente:
ho messo in conto tutti i facili
attacchi alla poltrona che difendo e la marea di retorica qualunquista di un Paese dove tutti
vogliono il cambiamento, purché non li riguardi». Eppure...
«eppure sono qua, perché penso con grande convizione che
dalla crisi si esce con più democrazia e non con meno democrazia. E penso che quelli eletti
dal popolo sono una risorsa del
Paese mentre quelli non eletti
dal popolo sono il problema».
Parole chiare e inequivocabili.
«Questo è il riformismo - prosegue il presidente della Provincia di Gorizia -. Ammetterai
che ci vuole più che coraggio
per dire una cosa simile in Italia, dove la democrazia è sospesa e assistiamo all’orgia della
plutocrazia. Vedi Debora, vorrei vivere in una società e in un
partito dove le parole contano,
e democrazia è una parola che
da sola dovrebbe essere il programma. Ecco il perché di questo “libello sovversivo”, che verrà inviato a tutti i consiglieri comunali, sindaci e assessori della Regione: per dire che la democrazia rimane il migliore dei
mondi possibili e va ogni giorno conquistata. Scarpe rotte eppur bisogna andar...».
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Spalla destra
19 SET 2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca
pagina 25
Quotidiano
«Oggi sono qui perché certe
cose il mio partito non le dice».
Sono parole che colpiscono subito nel segno quelle lanciate
quasi come un mantra da Enrico Gherghetta. Davanti a lui la
sala 1 del Kinemax di Monfalcone gremita come per la prima di un film atteso da tempo.
Le oltre 250 persone confluite
però non sono state attratte
dal Brad Pitt o dalla Angelina
Jolie di turno. Sul palco, in carne e ossa, in un bel completo
scuro, c’è il presidente della
Provincia di Gorizia. Il
“sovversivo”, come si è indirettamente
autoproclamato
l’esponente del Partio democratico. Il tecnico progettista
dell’Enel è la star del tardo pomeriggio politico monfalconese. Il suo progetto futuro della
Regione, contenuto ne “Il coraggio della democrazia”, ossia il “libello sovversivo”, va a
ruba nei banchetti allestiti
all’interno della sala, banchetti nei quali si raccolgono anche le firme della petizione per
tutelare la Film Commission.
Molte persone non puntuali
sono costrette a rimanere in
piedi. Con un quarto d’ora di
ritardo accademico ha inizio
lo show. A riscaldare la platea
c’è l’assessore provinciale al
Bilancio Sara Vito. «Sia chiaro,
non vogliamo creare un nuovo
partito, siamo solo un movimento spontaneo che vuole
un centrosinistra unito». Per
ora il consigliere regionale Roberto Brussa la vede in modo
differente. Ma qui il protagonista è un altro. Enrico Gherghetta dopo il salutao al pubblico in italiano, sloveno e friulano inizia a sermonare: «Non siamo qui per difendere gli interessi personali, nè per fare
campagna elettorale: io non
voglio candidarmi, a me piace
fare il presidente della Provincia». Sgomberato ogni dubbio,
Gherghetta è qui per spiegare
cos’è il coraggio della democrazia: «È la visione della Regione ideale e per costruirla
non ci dev’essere un sistema
di potere a reggerlo. Sono qui
perché certe cose il mio partito non le dice. E per essere qui,
oggi, ci vuole coraggio».
Ma quali sono le chiavi magiche per avere una Regione
perfetta? Il presidente le sciorina sintetizzandole in 10 punti
Il pubblico presente alla convention svoltasi al Kinemax (Foto Bonaventura)
Gherghetta sfida il Pd:
«Non toccate
la “mia” Provincia»
Il presidente lancia messaggi alla Serracchiani
e stila un decalogo sul futuro assetto della Regione
cardine: «Il Friuli Venezia Giulia deve difendere la propria
specialità, la Regione deve legiferare e non amministrare,
mantenimento delle Province,
sì alle unioni comunali, abolizione del 50% di enti, agenzie,
consorzi che comandano pur
non essendo eletti dal popolo». E ancora: «Ridurre la burocrazia, non permettere i debiti
fuori bilancio, eliminazione
delle leggi che erogano contributi, rinegoziare il Patto di stabilità con lo Stato e ridurre i
redditi di consiglieri regionali,
presidenti delle province e sindaci che devono essere equiparati al massimo al doppio dello
stipendio di un operaio».
Soprattutto su questo ultimo punto gli applausi si levano scroscianti.
«È inaccettabile che esista la
concezione di entrare in politica per arricchirsi, per fare i pro-
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
pri interessi: dobbiamo debellare questa vergogna», pontifica Gherghetta.
Tra i punti focali del presidente c’è poi il concetto di sistema di potere, sul quale attualmente si reggono le basi
della Regione Friuli Venezia
Giulia. «Il sistema di potere è
tutto quell’insieme di consorzi, enti, aziende e agenzie costituiti dal Dopoguerra a oggi
per dare un contributo all’efficienza del sistema pubblico,
ma che oggi sono solamente il
luogo dove si mettono i trombati dalle elezioni. È adesso c’è
un grosso rischio in corso».
Quale? «È la privatizzazione
della democrazia dove i poteri
che non hanno nessuna investitura popolare decidono sulla gente». Gherghetta, il sovversivo, ha lanciato il monito al
Pd e a Debora. Con coraggio.
Enrico Gherghetta
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Apertura
19 SET 2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca
pagina 30
Quotidiano
la reazione del centrodestra
«Hanno scoperto il segreto di Pulcinella»
Riccardo Leone, Pdl: «La capienza residua è una patata bollente rigirata alla Regione»
◗ CORMONS
«La capienza residua di Pecol
dei Lupi era il classico segreto
di Pulcinella e ora la patata
bollente è stata gettata addosso alla Regione». Il Pdl cormonese attacca così Provincia e
Comune dopo le ultime novità relative al sito di Borgnano.
A farsi interprete dello stato
d’animo del partito berlusconiano (che ha delegato in sua
rappresentanza all’interno
dell’assise comunale i consiglieri Fabio Russiani e Roberto Felcaro dell’Udc) è il coordinatore comunale Riccardo
Leone: «Da anni, a più riprese
– sottolinea Leone - mi sono
permesso di evidenziare una
situazione non troppo trasparente in merito all’effettiva capienza residua della discarica
di Pecol dei Lupi vincolata, come si sa, dal termine ultimo
consentito per il conferimento dei rifiuti in essa, fissato in
quell’ormai noto 31 dicembre
2010. Situazione che, evidentemente, racchiude in sè i motivi che contrappongono
“Ambiente Newco” da un lato, a rivendicare i 37mila metri cubi di capienza residua
all’interno del sito e l’ente pro-
vinciale dall’altro che, tenendo fede alla scadenza, ha disposto la chiusura della discarica cormonese annunciando, in secondo luogo, la nota
perizia della quale si è avuto
in questi giorni l’esito». Leone
prosegue: «Se “Ambiente
Newco” avanza delle richieste
ben specifiche, probabilmente lo fa avendo dei dati a sua
disposizione che, evidentemente, qualcuno deve aver
fornito alla Società. In secondo luogo, pur riconoscendo
alla Provincia il merito di aver
chiuso Pecol dei Lupi nei termini prefissati con la dichiara-
ta volontà di non riaprirla, è
difficile non pensare che quella perizia sia da considerare
più come una “melina” per
prendere tempo, rimbalzando poi il tutto nelle mani della
Regione, in scadenza elettorale il prossimo anno». Leone
aggiunge: «Volendo tentare di
capire qualcosa, quindi occorre andare a ritroso almeno fino al 22 giugno 2007, giorno
in cui la giunta Illy con la fatidica Delibera n.1533, diede il
resoconto ufficiale della capienza residua della discarica
di Pecol dei Lupi. Secondo
quei dati la discarica cormonese alla data del 30 agosto
2007, avrebbe avuto una capienza residua pari a 32.000
metri cubi».
(m.f.)
Il coordinatore comunale
del Pdl Riccardo Leone
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Taglio basso
19 SET 2012
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pagina 30
Quotidiano
Patat: «Iniziare la bonifica, subito»
Il sindaco di Cormons: «I materiali introdotti negli anni sono tutti a norma»
◗ CORMONS
«La commissione Ambiente comunale produrrà un ordine del
giorno unitario di tutto il consiglio che ribadisca la linea della
totale contrarietà alla riapertura
di Pecol, posizione condivisa anche dalla Provincia. E nel sito di
Borgnano fin da ora si deve far
partire la bonifica ed il risanamento». Il sindaco di Cormons
Luciano Patat sintetizza così la
posizione dell’amministrazione
comunale cormonese in seguito
all’incontro svoltosi ieri mattina
in Provincia con la vicepresidente Mara Cernic alla presenza anche dell’assessore comunale
all’ambiente Lucia Toros. No totale dunque ad una riapertura di
Pecol, sì netto alla riqualificazione immediata dell’area, a prescindere da quelle che saranno
le decisioni sul futuro del sito da
parte della Regione, l’unico ente
ora competente sulle sorti della
discarica. «La Provincia ci ha illustrato i risultati degli studi da essa commissionati sul caso-Pecol
– ha spiegato Patat al termine
dell’incontro – secondo i calcoli
effettuati, rimangono 24mila cubi residui, che sono assai meno
dei 37mila paventati inizialmente da Iris/Newco. Una quantità
che, è bene sottolinearlo, diminuirà ulteriormente una volta
smaltita la cosiddetta “Collina
Brandolin”. Siamo dell’idea che
oltre che inadeguata, un’eventuale decisione di riapertura
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
possa comportare dei costi della
cui convenienza non siamo per
nulla certi. Per questo il sito deve rimanere chiuso e si deve procedere immediatamente alla bonifica dell’area, che dovrà essere
messa a nuovo a prescindere
dalle decisioni che prenderà la
Regione. Il risanamento può partire fin da ora cominciando da
quelle zone che non sarebbero
comunque toccate». In questa situazione delicata, una certezza
positiva c’è: «Dai carotaggi effettuati – ha aggiunto Patat – è
emerso che conferimento dei rifiuti e gestione della discarica sono stati corretti: internamente
non vi è alcun materiale differente da quello che vi doveva essere introdotto. Ora speriamo
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che il Comune di Cormons e la
Provincia di Gorizia siano assolutamente contrarie alla riapertura, checché ne dicano altri enti più o meno coinvolti nella vicenda. La nostra città ha già dato e non vuole essere costretta a
subire ancora: per questo il consiglio comunale redigerà un odg
all’unisono, maggioranza e minoranza insieme, contro la riapertura dell’area». E se la Regione dovesse dare il via libera alla
riapertura? «Non ci vogliamo
nemmeno pensare al momento
- la risposta di Patat - intanto ci
battiamo con tutte le nostre forze affinché comprenda come la
ripresa dell’attività nell’area sia
un atto del tutto erroneo».
Matteo Femia
Taglio medio
19 SET 2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca
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Quotidiano
Pecol dei Lupi, buco di 24mila metri cubi
Per colmarlo la discarica potrebbe essere riaperta per un anno. La vicepresidente Cernic: «Ma la Provincia è sempre contraria»
di Francesco Fain
◗ CORMONS
Nella discarica di Pecol dei Lupi c’è ancora spazio per 24mila
metri cubi di rifiuti indifferenziati.
Significa che se si decidesse
di riaprire l’impianto, questo
sarebbe in grado di accogliere
le immondizie prodotte dai 25
Comuni dell’Isontino per un
anno e anche più.
È uno scenario che la Provincia non vuole nemmeno prendere in considerazione visto
l’impegno elettorale chiarissimo sulla chiusura della discarica. Ma la decisione tocca alla
Regione.
Ne abbiamo parlato con la
vicepresidente (e assessore
provinciale all’Ambiente) Mara Cernic che non nasconde il
suo malumore per gli esiti del
supplemento d’indagine che
pur non confermando il dato
di 36.776 metri cubi di
“volumetria residua” evidenziato da Ambiente Newco, ha
comunque rilevato una disponibilità considerata «notevole».
Cernic, quali saranno i
prossimi passi?
Dopo l’incontro con il sindaco di Cormons Patat (ne parliamo in un altro articolo, ndr),
informeremo in maniera dettagliata il Consiglio provinciale degli esiti della expertise (il
supplemento d’indagine) effettuata dalla Golder associates.
Confermo che assomma a
24mila metri cubi la disponibilità residua di Pecol dei Lupi.
Si tratta di una cifra ragguardevole.
Sì, è indubbio. Immaginavamo ci fosse ancora spazio dopo la prima relazione di Ambiente Newco ma non così notevole, ingente, massiccio. Siamo rimasti un po’ male per
queste conclusioni che, a questo punto, diventano un dato
di fatto, essendo la società a
cui abbiamo affidato l’expertise di comprovata esperienza.
E c’è un altro elemento che ci
indispettisce.
Quale?
Ambiente Newco ci ha comunicato che c’era ancora
spazio nella discarica cormonese quando la decisione di
chiudere l’impianto era già sta-
ta presa dalla nostra amministrazione.
Nei mesi precedenti, ci era
sempre stato detto che Pecol
dei Lupi era in fase di esaurimento. Poi, di colpo, è uscito
questo ricalcolo che ha evidenziato una volumetria di oltre
36mila metri quadrati, in realtà ridotta ma comunque notevole assommando a 24mila.
Per colmare il buco quanto
tempo ci si mette?
Dipende dalla quantità di rifiuti. Si può riempire in tre mesi come in un anno e anche
più.
Poniamo che si inviino solamente i rifiuti prodotti
nell’Isontino: in quanto tempo verrebbe riempito il buco?
Un anno e anche più. La raccolta differenziata aumenta
(ammontava al 64% nel primo
semestre 2012, dato provinciale) e, di conseguenza, l’utilizzo
di strutture come discariche e
inceneritori va scemando.
Voi restate del parere che la
discarica non deve riaprire?
Ovviamente. Il nostro è un
impegno politico preciso, preso con i nostri elettori.
Ma non sarà più la Provincia a dover decidere se la discarica riaprirà o resterà chiusa?
Con le recenti modifiche
normative, la discarica deve
avere un’Autorizzazione integrata ambientale (meglio conosciuta con l’acronimo Aia).
E questo atto può essere emanato soltanto dalla Regione:
prima, però, deve convocare la
conferenza dei servizi, alla
quale parteciperà anche la Provincia, il Comune di Cormòns,
oltre all’Arpa, all’Ass isontina e
eventuali portatori di interessi
che la Regione riterrà opportuno invitare.
Noi la discarica la vogliamo
vedere chiusa. E il nostro parere conterà all’interno della
conferenza dei servizi.
Ma occorreva spendere
35.900 euro più per l’expertise se poi il risultato è quello
che già si conosceva?
Certo che serviva. Bisognava fare chiarezza sui numeri.
Ed effettivamente la volumetria residua non è quella evidenziata da Ambiente Newco.
©RIPRODUZIONERISERVATA
La discarica di Pecol dei Lupi quando ancora era aperta. Nel riquadro, la vicepresidente Mara Cernic
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19 SET 2012
Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca
pagina 32
Quotidiano
Pazienti dell’Ospizio a Villa Ostende
Verso un accordo tra Comune e Provincia. Sopralluogo nella struttura di via Carducci
di Antonio Boemo
La gestione potrebbe
Dai primi giorni del prossimo
anno Villa Ostende dovrebbe fare capo al Comune e a gestirla
potrebbero essere gli ex dipendenti, tuttora disoccupati,
dell’Ospizio Marino. Mancano
tutte le formalità e i dettagli, ma
la visita alla struttura e l’incontro di ieri mattina fra esponenti
della Provincia di Udine e del
Comune di Grado, ha portato indubbiamente a una sintonia di
intenti. Da una parte la Provincia di Udine, rappresentata dagli assessori Adriano Piuzzi che
si occupa di Politiche per la famiglia, cooperazione sociale e politiche sociali, e Franco Mattiussi
(Infrastrutture, Grandi opere e
Turismo) con la presenza di Loredana Ceccotti responsabile
delle politiche sociali della Pro-
andare a una coop
di ex dipendenti
vincia nonché direttore del
Campp (Consorzio assistenza
medico psicopedagogica) di Cervignano, un’associazione intercomunale che assiste i disabili
partecipata dalla Provincia di
Udine. Provincia che, considerato il fatto che a fine mese si chiude la gestione finora affidata alla
Fondazione Listuzzi, ha ovviamente il compito di trovare nuove soluzioni per Villa Ostende.
«Ci sono già giunte – afferma
l’assessore Piuzzi – delle proposte ma ovviamente preferiamo
avere rapporti diretti con un ente pubblico. Ci siamo trovati e
Sopralluogo del sindaco (al centro) e di esponenti della Provincia di Udine a Villa Ostende
stiamo valutando tutti gli aspetti
per un eventuale accordo con
Grado». Dall’altra parte c’è il Comune, con il sindaco Edoardo
Maricchio e il vicesindaco Gianni Di Mercurio, che si sta battendo per salvare l’Ospizio marino,
o quantomeno cercando di tamponare parte delle necessità, e
soprattutto per creare posti di lavoro impiegando in particolar
modo gli ex dipendenti della
struttura riabilitativa di via
Amalfi.
«Sono due dei nostri obiettivi
– dichiara il sindaco Edoardo
Maricchio – studieremo attentamente le planimetrie di Villa
Ostende, torneremo a visitare la
struttura per esaminare quanto
ci potrebbe essere da fare per rimetterla in funzione nella sua
globalità e poi definiremo nei
dettagli la trattativa con la Pro-
La struttura provinciale di via Carducci
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Una parziale
risposta a quanti
hanno bisogno di cure
vincia».
Entrambi i responsabili dei
due enti si sono in ogni caso dichiarati soddisfatti e fiduciosi
che si possano ottenere i risultati auspicati. Le modalità per un
eventuale affidamento della
struttura provinciale al Comune
sono ovviamente tutte da definire, ma sia gli assessori provinciali e sia gli amministratori gradesi
hanno detto che saranno sicuramente trovate soluzioni possano siddisfare tutti.
Ieri mattina è stato effettuato
un sopralluogo alla strutturadi
via Carducci. E’ evidente oggi
che parte degli spazi inutilizzati
sono da sistemare, così come appare chiaro che i tanti e ampi
spazi comuni potranno venire
suddivisi e utilizzati, magari per
servizi diversi da quelli attuali.
La struttura conta anche su 24
posti letto che potrebbero venire utilizzati per le degenze dei
pazienti dell’ex Ospizio Marino.
A Villa Ostende potrebbero inoltre trovare spazio alcune cure
riabilitative, ma la stessa potrebbe venir utilizzata anche per le
degenze di quei pazienti che effettuano altri tipi di cure riabilitative alle Terme Marine, dove è
stata rimessa in funzione anche
la palestra fisioterapica. Prestazioni, quest’ultime, erogate in
convenzione con l’Azienda sanitaria proprio per supplire, seppur in piccola parte, alla chiusura dell’Ospizio Marino.
Apertura
Il Piccolo Nazionale Regionale
19 SET 2012
pagina 18
Quotidiano
Presidenti “a tempo” nelle nuove Province
Pronta la bozza Pedicini: i vertici cambieranno ogni due mesi e i poteri saranno solo consultivi
◗ TRIESTE
La “nuove” Province non
avranno più la giunta. Le loro
funzioni saranno «onorifiche e
consultive». Il consiglio verrà
trasformato in un’assemblea
di sindaci. Presidente e vice,
eletti dai primi cittadini, cambieranno ogni due mesi. Dopo
un dibattito senza fine le linee
guida di Antonio Pedicini hanno il pregio della chiarezza. Il
consigliere pidiellino, come
annunciato, ha completato il
lavoro di sintesi. E ieri, riunita
la Commissione speciale per
la razionalizzazione delle Province, ha messo sul tavolo il
suo decalogo: dalle finalità ai
tempi della riforma, dagli organi allo statuto dei nuovi soggetti, dalle funzioni da trasferire
(ai Comuni) ai tributi da assegnare. Una bozza che rende
più concreto il lavoro della
Commissione.
Dopo le audizioni ecco finalmente un’ipotesi di lavoro. Da
discutere all’interno del grup-
po ristretto presieduto da Pedicini (che si ritroverà nuovamente domani) e poi da presentare il prossimo 1 ottobre
in Consiglio regionale. Un documento articolato o, come
precisa il consigliere del Pdl,
«una piattaforma che non minaccia le scelte future delle forze politiche, una proposta
aperta sulla quale aprire un di-
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battito che consenta di arrivare in aula presentando alla comunità regionale qualche cosa di concreto. Nulla che sconvolga gli equilibri – aggiunge
Pedicini – ma un testo che obbliga a pensare e si pone come
riferimento per chi nella prossima legislatura, chiunque vinca le elezioni regionali del
2013, possa utilizzarlo per pro-
Taglio basso
19 SET 2012
Il Piccolo Nazionale Regionale
pagina 18
Quotidiano
Guasto alla rete Insiel, computer fuori uso
Un’anomalia nel funzionamento di due dispositivi elettronici gestiti
da Telecom Italia Spa ha interessato ieri i sistemi informativi delle
Aziende sanitarue di Trieste, Alto Friuli, Friuli Occidentale, il Cro di
Aviano, l’Ospedale di Pordenone e il sistema di gestione digitale dei
referti e delle immagini diagnostiche dell’Ass 4 Medio Friuli. Hanno
inoltre risentito dell’interruzione del collegamento diversi Comuni e
scuole della regione. Il ripristino dell’attività è stato reso possibile
dall’intervento dei tecnici di Insiel Spa che, eseguite le prime
verifiche, hanno messo in funzione il circuito secondario (ovvero la
linea di backup), che può subentrare a quello primario in caso di
interruzione di quest’ultimo e consente, così, di garantire
l’operatività delle applicazioni.
seguire il cammino».
Di certo, leggendo la bozza,
si va nella direzione della semplificazione. Le Province Fvg
che verranno dovrebbero corrispondere ad altrettanti ambiti omogenei, secondo gli attuali criteri di unità territoriale,
economica, culturale, sociale
e identitaria, comprendendo i
comuni che già appartengono
all'ambito territoriale delle
province attualmente di riferimento che, alla scadenza naturale, andranno sostituite da organismi più snelli ed efficienti.
Con un presidente, un vice,
un’assemblea di sindaci e una
rotazione bimestrale dei vertici. E ancora le Province riformate alla Pedicini avrebbero
funzioni onorifiche e consulti-
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ve sulle materie già di loro
competenza e consultive obbligatorie in altre materie specifiche (pianificazione territoriale e dei servizi di trasporto,
istruzione e mercato del lavoro), senza costi perché non dotate di apparati in quanto le attività di segreteria e di funzionamento sarebbero svolte da
una apposita struttura costituita nella direzione regionale
delle Autonomie locali.
La proposta di legge dovrà
inoltre prevedere una fase
transitoria in cui si prevede la
nomina di un Commissario
straordinario per ciascuna Provincia, a cui compete l'esercizio dei poteri spettanti al presidente, alla giunta e al consiglio
del rispettivo ente locale. Il
Commissario andrà scelto preferibilmente tra i presidenti di
Provincia uscenti oppure tra
coloro che hanno esercitato
(per almeno cinque anni) le
funzioni dirigenziali in amministrazioni pubbliche o persone giuridiche private che hanno svolto attività professionale
con regolare iscrizione ai relativi ordini (per un periodo non
inferiore a dieci anni). L’incarico non potrà avere una durata
superiore a un anno e non sarà
rinnovabile.
(m.b.)
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Il Piccolo Nazionale Regionale
19 SET 2012
pagina 19
Quotidiano
“Cassa” agli sgoccioli per 50 aziende
Entro dicembre scadranno gli ammortizzatori straordinari: circa 2mila lavoratori in ansia. Brandi: «Pronte altre misure»
di Giovanni Tomasin
◗ TRIESTE
Fra settembre e dicembre cinquanta aziende sul territorio regionale termineranno l’utilizzo
della cassa integrazione straordinaria. I lavoratori coinvolti ammontano a duemila. Questi i numeri diffusi dall'assessorato regionale al Lavoro, sintomo dello
stress cui la crisi ha sottoposto la
spina dorsale dell'economia del
Friuli Venezia Giulia.
UdineePordenone piùcolpite
Le zone interessate maggiormente sono le province di Udine e Pordenone, rispettivamente con 18 e 17 aziende: dotata di
un tessuto industriale più articolato, l'area del Friuli presenta necessariamente un maggior numero di casi. A Trieste le aziende
interessate sono dieci, mentre la
provincia di Gorizia ne conta
cinque. La cassa integrazione
guadagni straordinaria (Cigs), lo
ricordiamo, è lo strumento di
cui un datore di lavoro può avvalersi, qualora debba affrontare
una situazione di crisi strutturale, per sospendere i lavoratori invece di licenziarli. Questa misura si applica principalmente alle
imprese industriali (comprese
quelle edili) che abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti nell’ultimo semestre.
Ildestinodelle aziende
La Regione sottolinea però che
lo scadere della cassa integrazione straordinaria non significa
che i duemila lavoratori interessati saranno abbandonati al loro
destino. «Va innanzitutto specificato che in buona parte dei casi
la fine del periodo di straordinaria - spiega l'assessore Angela
Brandi - non coincide con il licenziamento in quanto vi può
essere il ricorso ad altri ammortizzatori sociali (Cig ordinaria,
in deroga e contratti di solidarietà), oppure l’utilizzo della stessa
cassa integrazione straordinaria
con causali diverse da quella
precedentemente utilizzata. Infine in qualche caso ci può essere
una ripresa dell’attività produttiva, a seguito di un risanamento
aziendale». Al momento nemmeno la Regione può sapere
quanti saranno i lavoratori che
effettivamente resteranno senza
impiego: spetterà alle aziende, a
fine anno, chiedere eventualmente il rinnovo della Cigs straordinaria con una nuova causale (ad esempio ristrutturazioni)
o l'applicazione di altre iniziative.
Contromisurepronte
L'assessore al Lavoro ricorda
che l’amministrazione regionale interviene con strumenti di incentivazione per favorire la ricollocazione di quei lavoratori
che abbiano perso il posto di lavoro a seguito di crisi aziendali.
«Va detto che i lavoratori in cassa integrazione straordinaria
hanno potuto integrare il loro
reddito - spiega Brandi - tramite
la partecipazione ai progetti dei
Lavori socialmente utili, finanziati dalla Regione, che dal 2010
al 2012 hanno interessato 2mila
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600 lavoratori». Sempre per quel
che riguarda la cassa straordinaria, la Regione ha stipulato un
accordo con il mondo del credito: «Siamo intervenuti attraverso un accordo con la Federazione regionale della banche di credito cooperativo per assicurare
l’erogazione in tempi rapidi
dell’indennità nei casi in cui
l’azienda non fosse in grado di
anticiparla - dice l'assessore -. A
dimostrazione dell’importanza
di questa misura va detto che sono stati liquidati 4 milioni e
500mila per 800 beneficiari».
15milionidiore
Un ulteriore punto di vista sul
panorama della cassa integrazione in Fvg viene dalle banche
dati dell'Inps. Nel 2012 sono state erogate (fino ad agosto) circa
15 milioni di ore, di cui circa 4
milioni e 600mila ore di Cig ordinaria, 8 milioni e 700mila di straordinaria e 1 milione e 700mila
in deroga. L'industria è il settore
che ha richiesto maggiori interventi con quasi 11 milioni e
500mila ore, per l'edilizia sono
state autorizzate oltre 1 milione
e 800mila ore, per l'artigianato
circa 352mila ore, per il commercio un milione e 400mila ore più
altre 9mila ore alla voce “settori
vari”.
LeProvince
Questa la suddivisione delle ore
di Cig autorizzate: circa 5 milioni e 800mila a Udine, oltre 2 milioni e 160mila ore in provincia
di Gorizia, oltre 5 milioni e
600mila ore a Pordenone e all'incirca un milione e 400mila ore a
Trieste. Anche in questo caso la
suddivisione rispecchia il prospetto dei dati forniti dall'assessorato al Lavoro: cassa integrazione ordinaria e in deroga seguono la distribuzione territoriale della Cigs, in cui le province
più estese della regione sono
quelle che presentano il maggior numero di casi difficili.
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Il Piccolo Nazionale Regionale
19 SET 2012
pagina 19
Quotidiano
LA CASSA INTEGRAZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA
Aziende con cassa integrazione
straordinaria in scadenza
tra settembre e dicembre
ORE AUTORIZZATE
Udine
Ordinaria
565.375 85.554 650.929 1.945.938
Straordinaria 1.058.720 178.880 1.237.600 2.526.199
Deroga
226.006 53.087 279.093 226.199
Totale
1.850.101 317.521 2.167.622 4.968.613
PROVINCIA
DI GORIZIA
Gorizia
18
5
PROVINCIA
DI PORDENONE
382.495 2.328.433
466.316 2.992.515
103.946 330.422
952.757 5.651.370
PROVINCIA
DI TRIESTE
363.553
380.241
163.352
907.146
PROVINCIA
DI UDINE
24.802 388.355 1.170.183 90.514 1.260.697
331.047 711.288 3.022.098 749.114 3.771.212
145.552 308.904 568.101 221.274 789.375
501.401 1.408.547 4.760.382 1.060.902 5.821.284
TOTALE FRIULI VENEZIA GIULIA
Pordenone
Trieste
17
50
aziende
10
TOTALE
2.000
lavoratori
coinvolti
Ordinaria
Straordinaria
Deroga
Totale
583.365
6.987.258
1.183.935
1.725.357
523.859
4.628.414
8.712.615
1.707.794
9.477.908
1.630.135
306.367
796.250
5.582
12.216.242
1.971.726
190.107
46.586
620.532
3.630
2.832.581
11.449.634
1.820.242
352.953
1.416.782
9.212
15.048.823
LEGENDA
Ore autorizzate agli operai
Ore autorizzate agli impiegati
Totale ore autorizzate
A sinistra un
operaio al
lavoro in
un’azienda del
comparto
metalmeccanico. A destra
l’assessore
regionale al
Lavoro Angela
Brandi seduta
a fianco al
governatore
Renzo Tondo
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2/2
Apertura
CROMASIA
Industria
Edilizia
Artigianato
Commercio
Settori Vari
Totale
4.045.049
19 SET 2012
Il Quotidiano del Fvg Lettere
pagina 6
Quotidiano
POLITICA. L’EVENTUALE ACCENTRAMENTO A FAVORE DELLA REGIONE SAREBBE UN DANNO
Il Friuli e il futuro delle Province
.............................................................
..
.. MARZIO STRASSOLDO
..
.. [email protected]
..
u Continua il dibattito sulla sorte
delle Province nella nostra Regione
e pian piano la verità sta venendo a
galla. Dagli approfondimenti in atto
emerge come la soppressione delle
province si tradurrebbe in un disastro per il Friuli. Per tre ordini di motivi. Innanzitutto perché verrebbe a
mancare un forte elemento di coesione per la comunità friulana: mentre per il Friuli centrale, che con la
sua provincia di Udine posta abbondantemente al di sopra dei parametri
stabiliti dalla legge Monti, non vi sarebbero problemi, le altre due province sono abbastanza composite,
perché comprendono al loro interno
importanti gruppi che parlano veneto e subiscono spinte centrifughe legate all’azione attrattiva di Treviso
da una parte e Trieste dall’altra. Venendo a mancare la forza di coesione
delle Province di Pordenone e di Gorizia, la frammentazione del territorio in 51 comuni da una parte e 25
comuni dall’altra accentuerebbe la
tendenze verso la dispersione a favore dei potenti vicini veneti, riducendo il Friuli al territorio compreso
tra lo Judrio e il Tagliamento. Il secondo motivo è costituito dal fatto
che con la chiusura delle province
verrebbe a cadere un numero importante di uffici statali e regionali che
finora si sono organizzati secondo le
circoscrizioni provinciali: organi di
decentramento dello Stato, della sicurezza, camere di commercio, uffici provinciali degli enti previdenziali, associazioni di categoria, e così via. Si verificherebbe un processo
di impoverimento strutturale e occupazionale delle città-capoluogo
che si ridurrebbero ai livelli dei comuni capoluogo di mandamento.
Non gioverebbe certamente al Friuli
il declassamento di Gorizia, Udine e
Pordenone che nascerebbe da tale
processo di destrutturazione. Il terzo motivo è costituito dall’inevitabile processo di accentramento in
capo alla Regione delle funzioni attualmente assolte dalle Province.
Quali vantaggi ricaverebbe il Friuli
dalla crescita del ruolo e delle funzioni trasferite alla Regione che è
già un monumento all’inefficienza e
allo spreco? Quale beneficio potrebbe derivare da un’accentuata dipendenza dalle burocrazie regionali che
si concentrano a Trieste, della cui
cultura non friulana o spesso anche
inconsapevolmente antifriulana si
alimentano? Soprattutto al Friuli
conviene respingere queste spinte al
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
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Marzio Strassoldo
livellamento e all’accentramento,
dirette a indebolire l’identità friulana. La riduzione della spesa pubblica deve muoversi verso altre direzioni. In particolare verso la soppressione degli enti e uffici statali e
regionali che duplicano funzioni già
assolte o potenzialmente esercitabili dalle Province: Prefetture, Uffici
scolastici provinciali, Fvg Strade,
Ersa, Azienda delle Foreste, o verso
i tanti enti e uffici le cui competenze
dovrebbero passare alle Province:
Ispettorati provinciali dell’agricoltura, Ispettorati ripartimentali delle
Foreste, Servizi tecnici provinciali e
così via. É questa la strada della semplificazione e del risparmio.
Apertura
19 SET 2012
Il Quotidiano del Fvg Cronaca
pagina 12
Quotidiano
TRIESTE. Dipendenti integrati nella macchina pubblica e trasferimento delle proprietà
Scelta della politica per i vertici
la rivoluzione delle Province
PRIME PROPOSTE DALLA COMMISSIONE REGIONALE PRESIEDUTA DA PEDICINI
TUTELARE LE SPECIFICITÀ DEL TERRITORIO INTEGRANDOLE ALLE AUTONOMIE
u La riforma delle Province inizia a
prendere forma attraverso un documento presentato da Antonio Pedicini, presidente della Commissione
speciale per la razionalizzazione degli enti. Nel testo si leggono le linee
guida per la predisposizione di una
proposta di legge regionale sull'argomento. Un lavoro articolato, frutto di una serie di considerazioni di
base, del quale gli è stato dato merito
e che è stato apprezzato da tutti, a
prescindere dalle singole e anche diverse posizioni. Una piattaforma
Idv. Oggi verrà presentata
la proposta alternativa del
partito di Di Pietro.
che non minaccia le scelte future
delle forze politiche - questa la definizione data da Pedicini - una proposta aperta, sulla quale aprire un dibattito che consenta di arrivare in
Aula il prossimo primo ottobre presentando alla comunità regionale
qualche cosa di concreto. Una proposta di base che non sconvolge gli
equilibri, ma obbliga a pensare e si
pone come riferimento per chi nella
prossima legislatura, chiunque vinca le elezioni del 2013, possa utilizzarlo per proseguire il cammino. Pedicini parte dal presupposto che la
preoccupazione principale, quando
si pensa a un nuovo assetto istituzio-
CONSIGLIO. Antonio Pedicini presidente della Commissione e l’Assessore Elio De Anna
nale, debba essere quella di dotarsi
di un'organizzazione più efficiente,
snella, adeguata alle richieste di cittadini e imprese. E in questo caso,
anche senza trascurare il fatto che
non può essere persa la rappresentazione identitaria di quello che oggi
i territori provinciali costituiscono.
Ecco allora che le nuove province
dovrebbero corrispondere ad altrettanti ambiti omogenei, secondo gli
attuali criteri di unità territoriale,
economica, culturale, sociale e
identitaria, comprendendo i comuni
che già appartengono all'ambito territoriale delle precedenti province di
riferimento. Ma le nuove province -
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
così propone Pedicini - dovrebbero
essere enti locali dotati di autonomia
statutaria, con funzioni onorifiche e
consultive sulle materie già di competenza delle attuali quattro province. Nuove province intese come enti
di area vasta, con funzioni consultive obbligatorie in materie specifiche, senza costi perché non dotate di
apparati in quanto le attività di segreteria e di funzionamento sarebbero svolte da una apposita struttura
costituita presso la direzione regionale delle Autonomie locali. Questa
l'architrave della proposta di Pedicini che, articolata in dieci punti, specifica nel dettaglio gli organi e le
1/1
modalità di loro nomina attraverso
uno statuto, prevede una fase transitoria gestita da un commissario
straordinario, specifica i trasferimenti delle funzioni alla Regione e
ai Comuni, il trasferimento dei beni
delle Province, del loro personale e
dei tributi oggi di loro spettanza. La
Commissione speciale si riunirà
nuovamente giovedì prossimo, per
dar modo ai consiglieri di approfondire il documento all'interno dei loro
Gruppi, così da consentire loro di
portare un contributo propositivo
non solo alla proposta, ma anche più
in generale al lavoro che è stato svolto in queste settimane.
Apertura
19 SET 2012
Il Quotidiano del Fvg Cronaca
pagina 24
Quotidiano
REGIONE
Addio alle Province,
si studiano alternative
u Enti snelli senza strutture ma
che tutelano le specificità del
territorio. Il Consiglio Regionale
si prepara alla riforma condivisa
tra maggioranza e opposizione.
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Breve
19 SET 2012
Messaggero Veneto Gorizia Cronaca
pagina 30
Quotidiano
Grande guerra, alla scoperta dei sentieri
Un progetto transfrontaliero mira a valorizzare i luoghi e i lasciti storici dalle Alpi all’Adriatico
La pace può essere una strada,
oltre che un obiettivo, soprattutto se per percorrerla bisogna passare dalle Alpi
all’Adriatico, sulle tracce della
Grande guerra. Questo uno
dei messaggi del progetto transfrontaliero “Pot Miru-Vie di
pace”, presentato, ieri, nella
sede della Provincia di Gorizia.
Qui è stato anche firmato l’accordo di partnernariato che
darà il via alle prime azioni
previste dal progetto da un milione di euro inserito nella programmazione comunitaria Italia-Slovenia 2007-2013 e al
quale l’ente intermedio ha par-
tecipato in qualità di lead partner.
Come spiegato dall’assessore Mara Cernic, l’intento è
quello di creare un unico itinerario culturale transfrontaliero che colleghi i sentieri esistenti e valorizzi i lasciti storici, le tracce e l'eredità culturale delle diverse regioni interessate e, al contempo, le ricchezze naturalistiche del territorio
di confine, rafforzando così il
senso di appartenenza europea dei suoi abitanti. In questo
modo verrebbe anche incentivata l’attrattività e la competitività dell'area, grazie alla crea-
zione di un prodotto turistico
e culturale integrato. A lavorare sulla memoria, nella striscia
confinaria che attraversa parchi nazionali, le Alpi Carniche
e giulie, la sorgente e la foce
dell’Isonzo per arrivare fino al
mare, sono molti soggetti, qui
uniti nella proposta sottoscritta dalle Province di Trieste e
Udine, dai Comuni di Monfalcone, Brda, Kanal ob soci, Komen, Miren Kostanjevica,
Sempeter Vrtojba oltre che dalle Comunità montane del Collio, Natisone e Torre, del Gemonese, Canal del Ferro e Valcanale, dall’associazione Jezik
e dalla Fondazione Le vie della
pace dell’Alto Isonzo. Il presidente di quest’ultimo ente,
Zdravko Likar, ieri ha anche ricordato i sei musei all’aperto
sui 100 chilometri di sentiero
che si snodano da Tolmino a
Plezzo, dove figureranno i 22
mila nomi di un elenco di caduti italiani e austroungarici.
A margine della firma, ieri
l’assessore provinciale, Sara
Vito, ha anche annunciato che
a breve verrà inaugurato un
Punto Europa, destinato alla
formazione di politici e funzionari dei comuni isontini sul tema dei progetti europei. «Attualmente - ha concluso Vito sono 26 i progetti già finanziati
per un totale di 3 milioni e 400
mila euro destinati alla sola
Provincia di Gorizia».
Emanuela Masseria
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’intento è creare un itinerario culturale che colleghi i sentieri esistenti
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Taglio basso
19 SET 2012
Messaggero Veneto Gorizia Notizie locali
pagina 33
Quotidiano
Discarica, pressing
sugli altri comuni
Cormòns: Patat invita i sindaci a schierarsi contro l’apertura
E l’assemblea civica si appresta a votare un documento
◗ CORMÒNS
Pressing di Palazzo Locatelli sui
comuni soci di Ambiente
newco per impedire la riapertura di Pecol dei lupi. Al termine
del vertice in Provincia, al quale
hanno partecipato l’assessore
provinciale all’ambiente, Mara
Cernic, il referente omologo del
Comune, Lucia Toros e i tecnici, il sindaco Luciano Patat
esprime la linea d’azione. «La
capienza residua è di 24 mila
metri cubi – spiega Patat – e in
base ai carotaggi i rifiuti conferiti sono corretti. Provincia e Comune esprimeranno in tutte le
sedi la contrarietà alla riapertura della discarica, a cominciare
dal prossimo consiglio comunale, dove approveremo un ordine del giorno. È nostra intenzione diramare l’odg anche agli altri sindaci: spingeremo affinché
sia approvato anche dalle altre
assise civiche». «La capienza residua di Pecol dei lupi è il segreto di Pulcinella», per il coordinatore del Pdl di Cormòns, Riccar-
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
do Leone. «Da anni evidenzio –
ricorda Leone – la situazione
non troppo trasparente in merito». Leone osserva che se Ambiente newco avanza richieste
specifiche, lo fa dati alla mano.
«Pur riconoscendo alla Provincia il merito di aver chiuso Pecol dei Lupi nei termini previsti,
dire che fosse un atto dovuto a
seguito delle elezioni provinciali della primavera successiva sarebbe come sparare sulla Croce
rossa, oltre che per la dichiarata
volontà di non riaprirla, è diffi-
1/1
cile non pensare che quella perizia sia da considerare più come una “melina” per prendere
tempo, facendo rimbalzare il
tutto nelle mani della Regione,
in scadenza elettorale il prossimo anno».
Il coordinatore del Pdl ripercorre le tappe a partire dal 22
giugno del 2007, quando, nella
delibera 1533 della giunta Illy
veniva quantificata la capienza
residua in 32 mila metri cubi. Si
temeva allora di saturare la discarica prima della chiusura, il
31 dicembre del 2010. «La soluzione scelta allora fu la discarica di Godega di Sant’Urbano –
aggiunge Leone – . I rifiuti isontini iniziarono ad emigrare in
provincia di Treviso con largo
anticipo rispetto alla saturazione. La domanda sorge, quindi,
spontanea. Qualcuno si è chiesto se l’attuale capienza residua
derivi proprio da ciò? Qualche
amministratore provinciale o
comunale ne ha mai sentito
parlare? Forse rispondere a questi quesiti sarebbe costato meno dell’expertise».
(i.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Apertura
Messaggero Veneto Nazionale Regionale
19 SET 2012
pagina 16
Quotidiano
l’intervento
«È vero, i sindaci sapevano del debito ma la Regione cambi rotta»
di PAOLO URBANI*
È
vero. Tutti sapevamo.
Era cosa nota, fin dallo
scorso dicembre, l’obbligo dei Comuni di versare allo
Stato l’extra gettito prodotto
dall’Imu ad aliquota base. Lo
sapevamo ma al contempo
speravamo che la Regione si
sarebbe fatta carico di questo
problema così come, con puntualità e senso di responsabilità, aveva scelto subito d’intervenire in favore dei Comuni
sotto gettito. Mi sono deciso a
intervenire ancora, nel dibattito che si è originato in questi
ultimi giorni sui risvolti della
nuova tassa introdotta dal go-
verno Monti, perché ritengo
che vi siano diversi punti non
trascurabili che dovrebbero
indurre la Regione a cambiare
rotta.
Partiamodalle affermazioni
dell’assessore alla funzione
pubblica De Anna, il quale ha
recentemente ribadito l’obbligo per i Comuni extra gettito
di versare ilsurplus allo Stato e
al contempo ha fatto intendere che non vi saranno deroghe
o interventi a sostegno da parte dell’ente regionale.
Eppure, la Regione è intervenuta in favore dei sotto gettito, come ricordato dallo stesso
assessore, che però dimentica
di spiegare da dove vengono i
fondi con cui si dà copertura
alle minori entrate, milioni di
euro – lo ricordo io – che lo Stato ha trasferito al Friuli Venezia Giulia per compensare il
mancato gettito Ici prima casa. Soldi dunque destinati a
tutti i Comuni e non solo a
quelli con minor gettito che
oggi ne saranno però gli unici
beneficiari. L’utilizzo che la
Regione intende farne rischia
di creare un’ingiustificata disparità di trattamento tra un
ente locale e l’altro che non
possiamo sottacere e che chiediamo sia evitata. Mi riferisco
ancora a De Anna quando invita a non dialogare attraverso
le pagine dei giornali. Sono
Il sindaco Paolo Urbani
d’accordo. Intavoliamo un
confronto tra Regione e Anci,
ma un confronto serio che
dall’Imu allarghi la prospettiva anche alle riforme necessarie in materia di enti locali. Anzitutto quella delle Unioni. Si
sono volute fare quelle montane, ma il resto del territorio regionale? Anche in questo caso
il metro non è stato lo stesso e
si è chiesto a una parte, per altro quella più svantaggiata, di
battere la strada. A mio avviso
è ora di riequilibrare la situazione e mettere i ferri in acqua
per una generale riforma che
passi per la cancellazione delle Province, ma che anzitutto
garantisca un generale riordino degli enti locali capace di
stabilire, una volta per tutte,
chi facosa.
Un cenno infine al taglio
della spesa pubblica sulla cui
stringente necessità sono pienamente d’accordo e per questo mi permetto un paio di
proposte. La prima: in vista
dell’azzeramento delle Province,mutiamole subito in entidi
secondo grado così da cancellare tout court le indennità
agli organi politici di governo.
Sarebbe un primo passo, anche al punto di vista simbolico. La seconda: nel caso di
nuove assunzioni, il nuovo
personale sia reclutato con il
contratto nazionale e non con
il comparto unico, che in questi tempi di crisi è unico solo
per la sua vergogna.
*sindaco di Gemona
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Taglio basso
19 SET 2012
Messaggero Veneto Nazionale Regionale
pagina 16
Quotidiano
spending review » LA RIFORMA
Province declassate
e i compiti ai sindaci
Fine degli enti a scadenza naturale, Udine nel 2013. Poi un commissario
La nuova organizzazione sarà onorifica e con funzioni consultive
◗ UDINE
Addio alle Province: arrivano le
“nuove Province”. La commissione speciale del Consiglio ha
partorito ieri il documento di
dieci punti da cui dovrà scaturire la legge di riforma che punta
a superare lo status quo. Al termine delle rispettive legislature
– quella di Udine nel 2013 – il
Fvg dirà addio alle Province e
alle elezioni provinciali. Tutte
le funzioni amministrative e il
personale passeranno a mamma Regione: i nuovi enti saranno insomma onorifici e consultivi. Il cammino è ancora irto di
ostacoli, ma da ieri c’è un documento da cui partire.
In dieci punti vengono elencati i nodi principali: in primis
l’esistenza del nuovo ente – si è
scelta una strada percorribile,
perché la soppressione tout
court richiede la modifica costituzionale –, i suoi organi, le
scelte sul personale e il punto
più delicato per la politica,
quello sulla composizione delle assemblee provinciali. Non
ci saranno più elezioni, niente
più consiglieri provinciali: nei
progetti della Commissione
presieduta da Antonio Pedicini, l’assemblea sarà composta
semplicemente da sindaci. Così nessuno potrà contestare
l’assenza del requisito della
scelta popolare, perché i primi
cittadini sono eletti, e (si spera)
non riceveranno indennità aggiuntive o gettoni di presenza.
Il presidente e il vice saranno
nominati tra i sindaci. Sarà però un commissario straordinario ad attuare il passaggio dalle
Province ai nuovi enti. Il commissario entrerà in campo al
termine delle attuali legislature: a Udine nel 2013, a Pordenone nel 2014, a Gorizia e Trieste
nel 2016. Questo almeno si desume dal documento di dieci
punti, che recita: “Alla scaden-
za naturale del mandato elettorale delle attuali Province vengono istituite, in sostituzione
delle medesime, le nuove Province”. Il punto e le conseguenze su palazzo Belgrado, a cui restano così pochi mesi, farà però discutere. È la strada temporale indicata anche dal segretario del Pd, Debora Serracchiani. Ma cosa dirà Lega, che pur
volendo superare le Province
non ha partecipato ai lavori della commissione, e non nasconde di ambire con l’ex segretario
Fvg Pietro Fontanini al bis in
Provincia? Il commissario potrà anche essere il presidente
uscente, o sarà un dirigente
con almeno cinque anni di
esperienza nella pubblica amministrazione: avrà al massimo
dodici mesi di tempo per chiudere gli enti e dare vita alle nuove realtà. Alla Regione saranno
trasferiti i dipendenti provinciali, con il passaggio previsto
dal contratto del comparto uni-
Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile.
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co, i beni mobiliari e immobiliari e i tributi che ora spettano
alle Province. Tutte le competenze andranno alla Regione,
oppure alle associazioni di Comuni. I poteri delle Province saranno consultivi su pianificazione territoriale, trasporti,
istruzione, sviluppo economico e lavoro. Pedicini ha garantito che sui dieci punti «c’è ampia condivisione, nessuno difende lo stato attuale». Dal documento si passerà ora a una
legge che sarà all'esame del
Consiglio regionale a ottobre.
Proprio ieri, però, Fontanini
è intervenuto per sostenere
che se le funzioni e le competenze dell’Autorità d’ambito
(Ato) Centrale Friuli e l’ente di
controllo e gestione del servizio idrico integrato fossero trasferite alla Provincia, si risparmierebbero 930 mila euro.
Beniamino Pagliaro
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19 SET 2012
Messaggero Veneto Nazionale Regionale
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Quotidiano
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Messaggero Veneto Nazionale Regionale
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Quotidiano
Gherghetta cita Illy
E boccia la riforma del Pd
Il leader dell’ente Isontino presenta la sua proposta: più poteri alle Autonomie
«Sacrificare Gorizia significherebbe cancellare la Specialità del Fvg»
di Christian Seu
◗ MONFALCONE
«Se la Regione opterà per l’eliminazione delle Province si
troverà con una decina di piazze, dove verrà esercitata l’attività amministrativa. Il resto
del territorio finirà inesorabilmente col diventare periferia».
Il presidente della Provincia di
Gorizia, Enrico Gherghetta,
non ha dubbi: l’abolizione degli enti intermedi rischia di inferire un duro colpo alla coesione della Regione Fvg. Di
più: «Sacrificare la Provincia
isontina significherebbe far
sparire la specialità dal nostro
ordinamento regionale», alza
la voce il presidente pro tempore dell’Upi, scaldando le oltre trecento persone intervenute ieri sera a Monfalcone
per assistere alla presentazione dell’opuscolo “Il coraggio
della democrazia”, attraverso
il quale Gherghetta illustra nel
dettaglio la sua idea di riforma
del sistema Regione. Linee guida che sono distanti anni luce
da quelle tracciate due settimane fa a Codroipo dalla candidata del Pd alla presidenza
della Regione, Debora Serracchiani, favorevole alla cancellazione delle Province già a
partire dalla scadenza degli attuali mandati. Normale, dunque, che tra il pubblico non abbiano fatto capolino dirigenti
e volti noti dell’universo democratico del Fvg. A rappresenta-
Il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta
re la delegazione del Pd in
Consiglio regionale c’era il solo Igor Gabrovec, seduto a pochi metri dal segretario regionale della Slovenska Skupnost, Damijan Terpin. Accomodati sulle poltrone del Kinemax anche diversi esponenti
provinciali della Lega nord,
che guardano con curiosità –
se non con favore – all’impronta federalista della riforma
gherghettiana.
«Insomma, ci sono tutti:
manca solo il Pd», scherza al
termine della manifestazione
Gherghetta, che nel corso del
suo intervento (durato quasi
un’ora) non ha mancato di lanciare qualche frecciatina ai
suoi colleghi di partito. «Ci
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vuol coraggio a difendere le
Province, ancor più se sei direttamente coinvolto. Eppure –
ha detto l’ex esponente dei Ds
– c’è chi propugna il cambiamento, purché non lo riguardi
direttamente». Poi, un tuffo
nel passato: «Con Riccardo Illy
non sono mancati i momenti
di confronto anche aspro. Fu
proprio lui però a dirmi che la
specialità della nostra Regione
passava essenzialmente da Gorizia: Riccardo a questi dà cento a zero», ha polemizzato
Gherghetta.
Spazio poi ai dettagli della riforma: «Non basta ripensare
l’impianto istituzionale della
Regione. Bisogna ripensare la
nuova società-Regione, pro-
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porre un nuovo progetto sociale nel quale sia chiaro cosa deve fare solo il pubblico, cosa
solo il privato e cosa possono
fare in collaborazione o in
competizione – ha indicato il
presidente dell’ente intermedio goriziano –. In due parole:
il pubblico deve diventare più
efficiente, il privato più solidale ed equo. Con la crisi non
possiamo più permetterci un
pubblico che non funziona e
un privato che inquina e tratta
male i lavoratori». E il passaggio che scalda la platea: «La politica non può diventare una
cosa solo per ricchi e chi decide di cimentarsi in questo
mondo non può pretendere di
arricchirsi – ha sottolineato –.
Consiglieri regionali, presidenti di Provincia e sindaci sopra i
15 mila abitanti dovrebbero
avere la stessa indennità, pari
al doppio di un dipende mediano dell’industria».
Per Gherghetta, «la riforma
costituzionale del 2001 è stata
tradita, non applicata né dallo
Stato, né dalla Regione, tornate
paradossalmente a centralizzare le fuzioni: bisogna dare vita a
una Regione leggera, che si occupi unicamente di leggi di settore e di programmazione, senza distribuire contributi: per
questo sarebbe opportuno il
trasferimento del potere amministrativo a Comuni e Province, con mobilità obbligatoria
dei dipendenti regionali».
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19 SET 2012
Primorski Dnevnik Cronaca
pagina 5
Quotidiano
NABREŽINA - Skupščina izvoljenih javnih upraviteljev v Grudnovi hiši
Pokrajine: ukinitev je nesmiselna,
njihova reorganizacija pa nujna
Soočanje na pobudo svetnikov Gabrovca in Kocijančiča - Vloga Pokrajin pri zastopstvu Slovencev - Snovanje delovne skupine
Številni izvoljeni javni upravitelji ter
strankarski predstavniki s Tržaškega, Goriškega in Videmskega so se v ponedeljek
zvečer odzvali na povabilo deželnih svetnikov Igorja Gabrovca oz. Igorja Kocijančiča in se udeležili srečanja v Nabrežini posvečenega reformi pokrajin. Vsi so si bili edini, da bi bila njihova ukinitev nesmiselna,
reorganizacija pa nujna.
razdeliti nove pristojnosti.« Okrog vprašanja je še vedno preveliko posploševanja, informacije pa so skope, je ocenil Gabrovec.
»Govori se namreč o morebitni združitvi
tržaške in goriške pokrajine ter o ustanovitvi velike furlanske pokrajine, pa tudi o razdelitvi goriške pokrajine med furlansko in deloma Trstom, ki bi postal mestna-metropolitanska občina. Skratka - velika zmeda.«
Deželna paritetna komisija Ukinitev ni rešitev
Gabrovec je uvodoma obnovil dogajanje, vse od tedaj, ko se je avgusta deželni svet odločil, da sestavi posebno paritetno komisijo (v njej so zastopane vse stranke), ki bi proučila možne rešitve reorganizacije pokrajin. V ta namen je priredila avdicije »vseh komponent naše pisane stvarnosti«, ki so v glavnem izpostavile težo jezikovnih in narodnostnih skupnosti - dejansko slovenske, kot element, ki ščiti oz.
utemeljuje posebnost naše dežele. Ponudil
je tudi primer neučinkovite reforme gorskih skupnosti - naša, kraška je bila ukinjena, zveza gorskih občin v Pordenonu oz.
Vidmu pa po enem letu dejansko še ne obstaja. »Še en primer izgubljene priložnosti
in prispevkov torej, brez izboljšanja stanja.«
Razprava o pokrajinah se sicer vleče
že desetletja, je ugotavljal Kocijančič, in poudaril, da ustreznega upravnega modela, ki
bi jih zamenjal še ni. »Ko bi ukinili pokrajine, bi bila pri nas potrebna tudi prenova
deželne uprave in občin, ki bi si morale po-
Ukinitev pokrajin po Gabrovčevem
mnenju ni rešitev za finančne težave države, prav tako pa ni nujno ohraniti statusa
quo. Kocijančič, ki je polnopravni član posebne komisije, je povedal, da si samo kopica članov komisije prizadeva za spremembe v smeri večjih oz. popolnejših pristojnosti za pokrajine - v bistvu za neko
celovito skrb za določene pristojnosti, kot
so šolske gradnje ali ceste in ekologija - da
pa bo naposled najbrž prevladalo mnenje
večine. »Vtis imam, da bo večina predlagala, da ukrepamo tako, kot smo za gorske skupnosti, se pravi da pokrajine postanejo ustanova druge vrste, ki bi jo vodili župani. Postale naj bi neke vrste širši
rajonski sveti posvetovalne narave.« Sicer
pa prevladuje mnenje, da bi se za morebitno reorganizacijo počakalo, da se izteče sedanji mandat. »To pa je “soft” rešitev,
ki vodi k umiranju pokrajin na obroke.«
Deželni svet se bo vsekakor o reformi pokrajin izrekel 1. oktobra, člani komisije pa
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Z včerajšnjega
srečanja javnih
upraviteljev v
Grudnovi hiši v
Nabrežini
KROMA
bodo seveda pred tem poročali o svojem
enomesečnem delu.
Pokrajina in zaščitni zakon
»Sicer pa ne gre nasedati populističnim mnenjem, saj bi danes ljudje ukinili vse
javne uprave, ker v njih vidijo le potrato denarja in neučinkovitost.« Gabrovec je namreč ugotavljal, da kjer so pokrajine levosredinsko usmerjene, so pogoji za Slovence veliko boljši. Po njegovem mnenju odigravajo pokrajine pri izvajanju zaščitnega
zakona pomembno vlogo. »Slovenci smo
danes številčno in kakovostno zastopani v
različnih upravah. Prepričan sem, da lahko torej nekaj prispevamo za naše ljudi in
prostor, vendar le če smo enotni. Premajhni smo, da bi delal vsak zase. Poiščimo torej skupni imenovalec, da bi še naprej učinkovito zastopali potrebe našega teritorija na
vseh ravneh.« Kocijančič pa se glede tega z
njim ne strinja, saj meni, da obstoj same pokrajine nima povezave z vsebinami zaščitnega zakona, saj ne jamči zastopstva v teh
upravnih organih. »Pokrajine še niso jamstvo za naše pravice namreč. Pravice lahko
zahtevamo mimo njih in mimo občin. Je pa
res, da smo danes na občinski in pokrajinski ravni kar dobro zastopani.«
Kako naprej?
Srečanje je bilo seveda priložnost za
koristno izmenjavo mnenj in za razmišlja-
nja o morebitnih najustreznejših ukrepih.
Podpredsednica goriške pokrajine Mara
Černic se je jasno opredelila za ohranitev
pokrajin, saj njihova ukinitev ne bi rešila finančnih in gospodarskih težav države
(1,5% državnega proračuna). Debata o pokrajinah je politične narave, sedaj pa se o
tem ne da debatirati s treznostjo in strokovnostjo, saj deželne volitve to pogojujejo, je ocenila. Po njenem mnenju bi z ukinitvijo pokrajin izgubili politično reprezentančno raven, »svoj glas«, saj smo se Slovenci uspešno in dobro vključili v politični
boj, ki za slovensko narodnostno skupnost
ni nezanemarljiv.
Predsednik tržaškega pokrajinskega
sveta Maurizio Vidali je načel vprašanje
usode osebja v primeru ukinitve pokrajin
in ponudil nekaj podatkov, med drugim
dejstvo, da stane cel pokrajinski svet letno
prav toliko kot en senator - 120 tisoč evrov.
Predsednik vzhodnokraškega rajonskega
sveta Marko Milcovich je predlagal, da bi
pokrajine ohranili take kot so, le da bi
zmanjšali število izvoljenih svetnikov, goriški pokrajinski svetnik Mario Lavrenčič
pa je med drugim podprl združitev tržaške in goriške pokrajine z zagotovljenim
enakim dostojanstvom in zagotovljenim
slovenskim predstavništvom. Občinski
svetnik v Sovodnjah Peter Černic je ugotavljal, da bi morala biti uprava blizu državljanom, tako pa se od tega principa vse bolj
oddaljujemo. Župana Občine Dolina Fulvia Premolin oz. Repentabor Marko Pi-
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sani sta poudarila potrebo po natančnejši
definiciji funkcij pokrajine in celo njihovi
nadgradnji, medtem ko je občinski svetnik
v Nabrežini Edvin Forčič namignil, da bi
bilo treba stroške razpoloviti v Rimu in ne
na krajevni ravni.
Gabrovec in Kocijančič sta predlagala, da bi že na ponedeljkovi skupščini
oblikovali tudi delovno skupino upraviteljev in strokovnjakov, ki bi odslej dosledno
sledili omenjeni problematiki, vendar se načrt ni iztekel. Domenili so se, da bodo počakali osnutek deželne delovne skupine in
potem na tej osnovi razpravljali. (sas)
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Avtobus številka 4
do Villaggia del Fanciullo
Pokrajina Trst sporoča, da bodo od danes poskusno spremenili traso avtobusne linije št. 4. Za spremembo so se zavzemali občani in vzhodnokraški rajonski svet. Avtobusi, ki od ponedeljka do
petka krenejo s Trga Oberdan ob 7.30 in
7.47, bodo peljali mimo obeliska skozi
Opčine do Bazoviške ulice in skladišča
Anas, na pokrajinsko cesto št. 35 (nekdanjo Trbiško) do Villaggia del Fanciullo, kjer bo postaja. Avtobus bo nadaljeval do glavnega križišča pred Opčinami in naprej proti Mandriji. Ob 14.50
bo avtobus peljal izpred Villaggia del Fanciullo na Škavenco in v Trst.
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POKRAJINA - Dogovor s prometno policijo velja do leta 2015
Na Krasu strožji nadzor
Odslej več kontrol, pogostejše merjenje hitrosti in več alkotestov - Prometna policija prejme merilec hitrosti in prenosna računalnika
Podpis dogovora
na sedežu tržaške
pokrajinske uprave
KROMA
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Vozniki, pozor! Na Krasu bo prometna policija v prihodnje poostrila nadzor nad
prometom. Odslej bodo patrulje pogosteje
merile hitrost vozil ter stopnjo alkohola v krvi
voznikov. Prometno policijo je v ta namen
podprla Pokrajina Trst, včeraj je bil v palači
Galatti podpis dogovora v to smer. Navzoča sta bila pokrajinski odbornik za prevoze
in motorizacijo Vittorio Zollia in odgovorni
za tržaški odsek prometne policije Emilio Di
Vitto. Zollia je razložil, da je cilj te pobude zagotoviti čim večjo varnost na pokrajinskih cestah, predvsem pa v kraških naseljih.
V dokumentu piše, da bodo predmet
izrednih kontrol prometni prekrški, kot so
neprilagojena hitrost in neuporaba smerokazov, preizkusi z alkotestom pa bodo pogostejši. Pokrajina bo brezplačno predala prometni policiji najsodobnejše merilce hitrosti (z vgrajenim fotografskim aparatom) in
dva prenosna računalnika. Na področju preventive pa bo Pokrajina okrepila komunikacijo z občani, prometna policija pa bo redno pošiljala svoja poročila občinskim, pokrajinski in deželni upravi. Dogovor velja do
leta 2015.
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19 SET 2012
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GORICA - Pot miru od Alp do Jadrana
Spomeniki prve vojne
povezani v duhu sožitja
Prvi rezultati bodo vidni že leta 2014 - Na obisk bodo povabili oba predsednika republike
Zemljevid s Potjo miru od Alp do Jadrana
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Na goriški pokrajini so včeraj podpisali sporazum o projektu »Pot miru - Zgodovinske poti prve svetovne vojne od Alp
do Jadrana«, ki je bil julija sprejet na razpisu za standardne projekte v okviru čezmejnega sodelovanja Italija-Slovenija 20072013. Projekt, s katerim želijo v duhu sožitja med narodi povezati najpomembnejše
ostaline in spominska obeležja soške fronte od bovških gora do Jadranskega morja po
zgledu že urejene, sto kilometrov dolge Poti miru v Posočju, bo zaključen do leta 2015,
prvi rezultati pa bodo vidni že leto prej, ko
bo potekala stoletnica prve svetovne vojne.
»Pobuda, ki sta jo podprla tudi slovenski in italijanski predsednik republike Danilo Türk in Giorgio Napolitano, ima simbolni pomen in temelji na vrednotah miru
in sožitja,« je povedala podpredsednica in
odbornica goriške pokrajine Mara Černic,
po kateri je skupna vrednost projekta en milijon evrov. S pokrajino Gorica, ki je nosilec, sodelujejo pri projektu še številni partnerji. Pobudo podpirajo pokrajini Trst in Videm, gorska skupnost za Guminsko, Železno in Kanalsko dolino in gorska skupnost
Ter, Nadiža in Brda, občine Gorica, Tržič,
Nova Gorica, Šempeter-Vrtojba, Miren Kostanjevica, Brda, Kanal ob Soči in Komen,
združenje Jezik-Lingua ter Fundacija Poti
miru v Posočju, ki jo je včeraj v pokrajinski
palači v Gorici zastopal predsednik Zdravko Likar. »Na Poti miru, ki smo jo uredili leta 2007 in povezuje dediščino soške fronte
ter druge kulturne in naravne znamenitosti Zgornjega Posočja, beležimo zelo dober
obisk,« je povedal Likar, ki meni, da bo po
ureditvi čezmejne Poti miru od Alp do Jadrana odziv še večji. »Glavni pomen projekta
je njegova simbolika, saj s povezavo sledov
prve svetovne vojne ustvarja pogoje za sožitje med slovenskim, italijanskim in furlanskim narodom, ki živijo na tej nevralgični točki. Projekt bo obenem omogočil povezavo med številnimi ustanovami od Bovca do tržaškega Krasa, ki delajo na področju prve svetovne vojne,« je še dodal.
Na včerajšnji predstavitvi so spregovorili še pokrajinska odbornica Sara Vito, ki
je izpostavila angažiranost pokrajine Gorica na področju evropskih projektov, predstavnik občine Tržič Marco Mantini in pokrajinski funkcionar Flavio Gabrielcig, ki je
pojasnil, da bodo s projektom ustvarili mrežo med že obstoječimi potmi, parki in spomeniki prve svetovne vojne, izboljšali povezave in namestili nove informativne table.
»Našo ponudbo bomo poenotili s tem, kar
že obstaja na slovenski strani,« je poudaril,
Černičeva pa je dodala, da želijo ob zaključku
projekta (ali morda že prej) povabiti na obisk
oba predsednika republike. (Ale)
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RASSEGNA STAMPA - Provincia di Gorizia