PROVINCIA DI GORIZIA RASSEGNA STAMPA MERCOLEDÌ 19 SETTEMBRE 2012 Rassegna per testata/edizione N° Titolo Testata-Edizione 1 Il Gazzettino Pordenone 19-09-2012 Il Gazzettino Udine 19-09-2012 Il Gazzettino Udine 19-09-2012 Il Gazzettino Udine 19-09-2012 Il Gazzettino Udine 19-09-2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone 19-09-2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone 19-09-2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone 19-09-2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone 19-09-2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone 19-09-2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone 19-09-2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone 19-09-2012 Il Piccolo Nazionale 19-09-2012 Il Piccolo Nazionale 19-09-2012 Il Quotidiano del Fvg 19-09-2012 Il Quotidiano del Fvg 19-09-2012 Il Quotidiano del Fvg 19-09-2012 Messaggero Veneto Gorizia 19-09-2012 Messaggero Veneto Gorizia 19-09-2012 Messaggero Veneto Nazionale 19-09-2012 Messaggero Veneto Nazionale 19-09-2012 Messaggero Veneto Nazionale 19-09-2012 Primorski Dnevnik 19-09-2012 Primorski Dnevnik 19-09-2012 Primorski Dnevnik 19-09-2012 Primorski Dnevnik 19-09-2012 Province: Bolzonello a Contento: sei tu in disaccordo con Tondo Data Provincia di Gorizia - 2 Fontanini spara sull'Ato: Un ente inutile Provincia di Gorizia - 3 Stop a 213 milioni, Sos per Promotur Provincia di Gorizia - 4 Addio alle Province e 4 assemblee di sindaci Provincia di Gorizia - 5 Tagliamo il sottobosco Enrico Gherghetta - Provincia di Gorizia - 6 Un giornalino per l'inclusione dei disabili Provincia di Gorizia - 7 'Cara Debora' Cosi' attacca il 'libello sovversivo' Enrico Gherghetta - Provincia di Gorizia - 8 Gherghetta sfida il Pd: 'Non toccate la 'mia' Provincia' Provincia di Gorizia - 9 'Hanno scoperto il segreto di Pulcinella' Provincia di Gorizia - 10 Patat: 'Iniziare la bonifica, subito' Mara Cernic - Provincia di Gorizia - 11 Pecol dei Lupi, buco di 24mila metri cubi Mara Cernic - Provincia di Gorizia - 12 Pazienti dell'Ospizio a Villa Ostende Provincia di Gorizia - 13 Presidenti 'a tempo' nelle nuove Province Provincia di Gorizia - 14 'Cassa' agli sgoccioli per 50 aziende Provincia di Gorizia - 15 Il Friuli e il futuro delle Province Provincia di Gorizia - 16 Scelta della politica per i vertici la rivoluzione delle Province Provincia di Gorizia - 17 Addio alle Province si studaino alternative Provincia di Gorizia - 18 Grande guerra, alla scoperta dei sentieri Mara Cernic - Provincia di Gorizia - Sara Vito - 19 Discarica, pressing sugli altri Comuni Mara Cernic - Provincia di Gorizia - 20 E' vero, i sindaci sapevano del debito ma la Regione cambi rotta Provincia di Gorizia - 21 Province declassate e i compiti ai sindaci Provincia di Gorizia - 22 Gherghetta cita Illy E boccia la riforma del Pd Enrico Gherghetta - Provincia di Gorizia - 23 Pokrajine Provincia di Gorizia - 24 Avtobus Provincia di Gorizia - 25 Na Krasu Provincia di Gorizia - 26 Spomeniki Provincia di Gorizia - Sara Vito - 19 SET 2012 Il Gazzettino Pordenone Cronaca pagina 2 Quotidiano L’ex sindaco era stato attaccato dal centrodestra. «Nessuna demagogia, servono riforme» Province, Bolzonello a Contento: seituindisaccordoconTondo «Il presidente le vuole abolire, il deputato le difende. Pdl nel caos» PORDENONE - (d.l.) «Mi fa piacere che l’onorevole Manlio Contento abbia ritenuto di attaccarmi entrando nel dibattito sulle Province. Le sue affermazioni, tutte volte a una strenua difesa degli enti intermedi, sono la migliore conferma possibile rispetto all’incapacità del centrodestra regionale e del presidente Renzo Tondo di realizzare qualsivoglia riforma». L’ex sindaco Sergio Bolzonello risponde così alle accuse ta. Allora? Nel Pdl si decidano, ma mi pare difficile immaginare una riforma dell’ordinamento degli enti locali con le mille posizioni che nel centrodestra emergono giorno dopo giorno. Così come emerge l’incapacità di Tondo di fare sintesi. O meglio di non fare le riforme. Come accaduto per la sanità e nell’ambito dell’economia e del lavoro». L’ex sindaco conclude: «Non sto affato tradendo il territorio. Anzi, lo sto come sempre difendendo, con pragmatismo e convinzione, anche attraverso la proposta organica di revisione degli enti locali come si sta delineando nel Pd con le proposte avanzata da Debora Serracchiani. Se vogliamo uscire dalla grave crisi l’unica strada è quella delle riforme, subito». EX SINDACO Sergio Bolzonello ributta la palla in campo Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. del deputato Pdl in merito alla posizione del tandem "Serracchiani-Bolzonello" sull’abolizione delle Province. «Più chiaro di così. Tondo da molti mesi - aggiunge Bolzonello - sta ripetendo in tutte le salse che le Province vanno abolite. Il suo compagno di partito Contento, attacca me, sostenendo l’esatto contrario ed erigendosi a paladino dell’autonomia territoriale e dell’ente che secondo lui la rappresen- © riproduzione riservata 1/1 Taglio basso 19 SET 2012 Il Gazzettino Udine Cronaca pagina 8 Quotidiano PROVINCIA Secondo il presidente, azzerando l’apparato, si risparmierebbero almeno 930mila euro Fontanini spara sull’Ato: «Un ente inutile» UDINE - Pietro Fontanini torna a sparare sull’Autorità d’ambito Friuli centrale, bollata come «ente inutile», i cui costi, secondo lui, «rappresentano unicamente una spesa aggiuntiva che pesa sulla bolletta dell’acqua». Per il presidente della Provincia, smantellandone l’apparato amministrativo, si otterrebbe «un risparmio di almeno 930mila euro». Il calcolo, spiega una nota di palazzo Belgrado, terrebbe conto di gran parte delle spese correnti dell’Ato riportate nel rendiconto 2011: indennità per il Cda e compensi per i Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 revisori (68.872 euro), acquisto di beni di consumo e costi per l’organizzazione e l’attività dell’Autorità (25.894), prestazioni eseguite da soggetti esterni all’ente inclusi oneri riferiti al direttore e al personale (819.544) e l’affitto della sede (16mila). Il totale, calcolano in Provincia, fa 930.310 euro, ai quali va poi aggiunta l’Irap pari a 249.220 euro. Un importo che, secondo la Provincia, si potrebbe risparmiare, se le funzioni e le competenze di quest’organismo venissero trasferite ad altri, per esempio, allo stesso palazzo Belgrado. «Come è naturale, evidente e non più procrastinabile e già attivato dalla Provincia di Gorizia», sostiene Fontanini nell’analizzare il documento contabile. «Una razionalizzazione e un taglio dei carrozzoni inutili va fatta». Lui sottolinea che il territorio servito dall’Ato, coincide con l’area di competenza della Provincia, «che ha già i locali e il personale». Fontanini aggiunge che «la soluzione è semplice e logica ma risulta difficile, visto che i miei precedenti appelli basati su dati oggettivi sono stati inascoltati». Taglio medio 19 SET 2012 Il Gazzettino Udine Regionale pagina 9 Quotidiano Taglialbilancio,granaPromotur Lo sforamento degli enti locali provoca le prime emergenze finanziarie in Regione E i 15 milioni per ripianare i debiti di Promotur e rilanciarla? Rischiano di non esserci più, come altre destinazioni, a causa dell’accantonamento di 213 milioni da parte della Regione per riequilibrare lo sforamento locale del Patto di stabilità Stato-Fvg. Bait a pagina IX Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/4 Apertura Il Gazzettino Udine Regionale 19 SET 2012 pagina 9 Quotidiano Lettera dell’assessore Federica Seganti (foto) alla collega Sandra Savino per trovare le risorse destinate a Promotur pur nell’accantonamento di 213 milioni dai fondi agli Assessorati a causa dello scostamento di 68 Enti locali dagli obiettivi statali del Patto di stabilità. Stopa213milioni,SosperPromotur Maurizio Bait NOSTRO INVIATO TRIESTE - Sono ore febbrili, queste, all’Assessorato regionale alle Finanze: l’assessore Sandra Savino (ieri volata anche a Roma per urgenti verifiche tecniche) e i tecnici della Ragioneria stanno tentando la quadratura del cerchio: come e dove accantonare i 213 milioni prodotti dal complessivo scostamento dei 64 Comuni e delle 4 Province dagli obiettivi statali del Patto di stabilità con il Friuli Venezia Giulia. Obiettivi che però la legge finanziaria 2012 della Regione non aveva indicato né ai Comuni né alle Province, limitandosi a un generico obiettivo di riduzione della spesa. Sebbene di fatto compromettano in larga misura le misure della manovra estiva, non sono però tagli veri e propri, bensì un accantonamento dettato dalla necessità di rispondere ai requisiti imposti dallo Stato. Sperando che da qui alla fine dell’anno almeno una parte degli Enti interessati possa definire un rientro finanziario mediante l’approvazione di variazioni di bilancio. Intanto, però, l’obiettivo statale di saldo zero fra tutte le entrate e tutte le uscite 2011 (saldo di competenza mista) non è stato raggiunto per 118,081 milioni e del pari non è stato perseguito l’ulteriore risparmio dettato da Roma per gli Enti locali del Fvg, pari a 95,813 milioni (vedi grafico). La griglia dei congelamenti di fondi indica 54 milioni in meno alla Sanità, 30 all’agricoltura, 20 a cultura e sport, 40 al lavoro, 90 all’ambiente e addirittura 150 alle infrastrutture. Come si vede, ben più di 213 milioni. Ma occorre mediare queste cifre, che rappresentano la seconda rata 2012 dello stanziamento vigente alle Direzioni regionali, con quelle dei budget d’annata, che la manovra di assestamento estivo ha rimpinguato in alcuni casi anche notevolmente. Sta di fatto che le Direzioni dovranno subire una riduzione di 104 milioni sul fronte degli investimenti e di 109 su quello dei pagamenti. Un esempio di criticità (ma non è certo il solo) viene dal caso di Promotur, la società pubblica della Regione per la quale si è stanziata una quindicina di milioni al duplice scopo di ripianare le passività "storiche" e garantire la prossima gestione. Il saldo fra stanziamento vigente e budget operativo non consentirebbe di far fronte agli impegni stabiliti dalla politica (Giunta e Consiglio regionale). In tal senso l’assessore alle Attività produttive Federica Seganti ha indirizzato una segnalazione alla collega Savino affinché si trovino tali risorse pur nella contingenza degli accantonamenti coattivi determinati dalla situazione finanziaria degli Enti locali. © riproduzione riservatao Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 2/4 Apertura Il Gazzettino Udine Regionale 19 SET 2012 pagina 9 Quotidiano Lo scostamento degli Enti locali Fvg dagli obiettivi del Patto di stabilità Stato-Regione Ente Previsioni SALDO Obiettivo Rispetto obiettivo regionale (generico miglioramento) GORIZIA CORMONS RONCHI DEI LEGIONARI BASILIANO BRUGNERA CAMPOFORMIDO BUIA TOLMEZZO PALMANOVA CORDENONS CANEVA SAN GIORGIO DI NOGARO PASIANO DI PORDENONE STARANZANO TRICESIMO ROVEREDO IN PIANO MARTIGNACCO FAGAGNA MANZANO REANA DEL ROIALE POZZUOLO DEL FRIULI SAN DORLIGO DELLA VALLE SESTO AL REGHENA PAGNACCO REMANZACCO MONFALCONE MUGGIA GRADISCA D'ISONZO MORTEGLIANO ZOPPOLA SACILE SAN CANZIAN D'ISONZO TAVAGNACCO FONTANAFREDDA MAJANO CODROIPO GRADO FIUMICELLO POVOLETTO PASIAN DI PRATO SAN GIOVANNI AL NATISONE AVIANO PAVIA DI UDINE LATISANA CIVIDALE DEL FRIULI CHIONS AZZANO DECIMO CERVIGNANO DEL FRIULI SAN DANIELE DEL FRIULI PROVINCIA DI GORIZIA CASARSA DELLA DELIZIA TARCENTO DUINO-AURISINA SAN VITO AL TAGLIAMENTO PRATA DI PORDENONE SPILIMBERGO LIGNANO SABBIADORO TRIESTE PORCIA GEMONA DEL FRIULI UDINE MANIAGO FIUME VENETO PROVINCIA DI PORDENONE PORDENONE PROVINCIA DI TRIESTE PROVINCIA DI UDINE TOTALE 1.029.352 876.750 863.117 653.373 622.268 579.028 405.792 319.785 285.413 274.172 157.850 147.400 62.800 42.777 (32.771) (229.536) (275.860) (305.373) (306.729) (314.000) (320.164) (336.450) (374.463) (427.489) (446.064) (483.355) (496.052) (500.000) (563.065) (600.099) (603.852) (606.895) (628.693) (729.269) (748.925) (767.263) (792.228) (802.083) (896.954) (1.103.745) (1.109.871) (1.143.906) (1.274.855) (1.410.246) (1.410.525) (1.513.513) (1.514.887) (1.522.912) (1.588.859) (1.601.531) (1.660.000) (1.715.290) (1.943.140) (2.008.928) (2.269.800) (2.291.730) (2.483.005) (2.824.155) (2.883.222) (4.019.919) (4.609.469) (9.073.533) (9.177.039) (9.323.300) (17.602.519) (21.598.411) 2.435.192 630.156 712.820 311.348 535.627 343.095 322.180 834.964 380.905 1.479.656 422.450 422.376 397.381 462.052 639.571 347.504 374.445 321.166 563.615 321.107 316.360 620.350 228.551 283.737 344.178 3.559.553 1.743.071 533.342 599.779 470.286 1.896.618 364.815 1.152.661 794.335 407.188 778.663 1.985.689 306.907 257.983 433.861 292.666 1.249.808 347.263 1.247.084 903.447 233.479 1.185.104 1.158.795 610.365 1.546.037 253.367 825.788 1.271.349 1.224.817 568.790 716.248 2.711.932 23.181.985 909.009 744.648 8.135.789 1.255.580 606.703 2.405.306 5.377.244 2.227.703 5.287.783 (116.946.065) 95.813.626 compensazione orizzontale TOTALE SALDO PREVISIONE 2012 SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI SI NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO NO 1.145.102 (118.091.167) Gli importi fra parentesi sono negativi. Il saldo programmatico per il 2012 dovrebbe essere di +95.813.626 di conseguenza l'apporto totale è +213.904.793 (importo coperto dalla Regione con compens. verticale) Gli Enti con la freccia hanno raggiunto gli obiettivi fissati dallo Stato Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 3/4 Apertura 19 SET 2012 Il Gazzettino Udine Regionale pagina 9 Quotidiano PEZZETTA (ANCI) «Non si tratta di ammanchi ma ora serve un monitoraggio» UDINE - «Non è un ammanco, ma una ridefinizione dei limiti di indebitamento». Il presidente dell'Anci, Mario Pezzetta, non ci sta a considerare definitive le cifre dello sforamento del patto di stabilità (213 milioni complessivi, di cui 152 con riferimento ai conti di 64 Comuni e i restanti alle Province) con la conseguenza che la Regione sta prospettando il blocco del 15% del budget semestrale agli assessorati per presentare i conti in ordine a Roma. «Per quanto riguarda i Comuni - spiega Pezzetta -, quello compiuto è un monitoraggio sui bilanci previsionali del 2012 e dunque si tratta di uno scostamento teorico. È necessario fare un'analisi più approfondita e omogenea, per capire i meccanismi da cui sono scaturiti quei numeri». Fatte le verifiche, l'Anci è pronta «alla concertazione» con la Regione, anche se Pezzetta sottolinea: «Il patto di stabilità serve a limitare l'indebitamento, ma non distingue quello per investimenti e quello per altre finalità. Se non si introducono parametri di efficienza, si giungerà al paradosso che ad essere virtuoso è l'ente che resta immobile». A.L. Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 4/4 Apertura 19 SET 2012 Il Gazzettino Udine Regionale pagina 11 Quotidiano LA COMMISSIONE Province svuotate e non più elettive A Udine in aprile un commissario Batic a pagina XI Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/2 Apertura Il Gazzettino Udine Regionale 19 SET 2012 pagina 11 Quotidiano COMMISSIONE REGIONALE Il presidente Antonio Pedicini: sarà il Consiglio delle autonomie locali l’organismo di supporto alle assemblee dei sindaci». «AddioalleProvince e4assembleedisindaci» Elisabetta Batic NOSTRO SERVIZIO TRIESTE - Quattro assemblee di sindaci a cui affidare la rappresentanza dei rispettivi territori. A capo dell’assemblea un presidente e un’unica struttura di supporto, il Consiglio delle Autonomie locali. È questo il profilo del nuovo ente Provincia tracciato, come promesso, dal presidente della Commissione speciale sul riordino delle Province Antonio Pedicini (Pdl). Con tanto di commissariamenti alla fine dell’attuale mandato, che per Udine significa già a primavera. Domani la Commissione tornerà a riunirsi per avanzare suggerimenti e proposte integrative. Non mancheranno i distinguo, a partire da quelli dell’Italia dei Valori che oggi illustrerà la propria proposta di legge sull’argomento, ma la volontà comune è di arrivare in Aula, il primo ottobre, con un documento il più largamente condiviso. Scartata da Pedicini l’ipotesi di unificazione dei Comuni: «Sarebbe stata mal digerita, Comuni e Regione vanno messi davanti alle loro responsabilità, finora hanno tutti tirato a campare rispetto ad un assetto che si dava per scontato». Da qui la proposta articolata in dieci punti partendo dal presupposto che «l’attuale ordinamento è arrivato al capolinea. Il sistema va reso più snello ed efficiente». Il nuovo ente avrà autonomia statutaria regolamentare nei limiti previsti dalla legge mentre, per quanto riguarda il patrimonio delle Province, «un commissario straordinario provvederà all’inventario per un periodo provvisorio di un anno. Il patrimonio provinciale confluirà poi in quello regionale – spiega Pedicini – ma resterà vincolato a beneficio del territorio di riferimento. La Regione, riorganizzan- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 2/2 do sé stessa, potrà assegnare beni ai Comuni che si federino secondo la legge 1 del 2006». In merito alle funzioni delle Province, «queste vengono trasferite d’ordinario alla Regione» mentre, per sciogliere il nodo del personale, «è necessario il riassetto del Comparto unico». In Aula non mancheranno le prese di posizione da parte delle forze politiche che già cavalcano l’onda della campagna elettorale in vista del 2013, ma intanto a sbattere la prima porta, ieri, è stato il consigliere del Pdl Roberto Marin che chiedeva di elaborare una proposta di legge unitaria. «In Aula arriveremo con un documento - lo ha smorzato Pedicini – e poi le forze politiche saranno libere di presentare i propri disegni di legge». © riproduzione riservata Apertura 19 SET 2012 Il Gazzettino Udine Regionale pagina 11 Quotidiano LA PROPOSTA DI GHERGHETTA «Tagliamo il sottobosco» TRIESTE - Riduzione del 30% degli enti di secondo grado e dello stock di leggi nella misura del 5% all’anno. Sono i punti forti della proposta di riordino istituzionale che il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta ha formulato ieri sera davanti al pubblico intervenuto nella Sala Kinemax di Monfalcone. Una proposta che Gherghetta articola nel dettaglio nel suo ultimo libro intitolato “Il coraggio della democrazia. Idee per la nuova società Regione”. «Ritengo – ribadisce il presidente della Provincia di Gorizia nonché dell’Upi Fvg - che la nostra Regione debba diventare un ente leggero trasferendo le sue funzioni amministrative alle Province e ai Comuni». Duro il commento sulla proposta illustrata ieri a Trieste dal presidente della Commissione speciale sul riordino della Province Antonio Pedicini: «Àssemblee di sindaci? Assolutamente anticostituzionali e antidemocratiche», sbotta Gerghetta, precisando: «Stanno ventilando la nascita di un ente di secondo grado totalmente inefficiente, mentre l’unica verità è che non si vuole che i cittadini votino». E.B. © riproduzione riservata Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio medio 19 SET 2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca pagina 22 Quotidiano associazione “diritto di parola” Un giornalino per l’inclusione dei disabili Un giornalino come momento di espressione ed inclusione sociale, ma anche spazio di socialità ed occasione di riscatto. È questa l'idea, poi diventata progetto concreto, che l'associazione “Diritto di Parola onlus” ha deciso di proporre, partecipando con il sostegno della Provincia di Gorizia al bando di “Progettazione sociale” pubblicato dal Centro servizi volontariato del Friuli Venezia Giulia. L'iniziativa, nella sua sostanza, è piuttosto semplice: si vuole attivare un laboratorio – e da qui la richiesta di contributo attraverso la partecipazione al bando – per la realizzazione di una piccola redazione giornalistica formata da giovani disabili. Nel progetto verrebbero coinvolte un po' tutte le associazioni del territorio che si occupano di soggetti disabili, dall' Anffas di Gorizia all'associazione Genitori consapevoli (Ge.Co.), fino all'Anmic ed all'associazione Famiglie con bisogni speciali di Staranzano. In particolare il laboratorio (che prenderà il nome di “Ascoltiamoci per farci sentire) sarà rivolto ai minori disabili, e punterà a favorire l'inclusione sociale e Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 promuovere in essi l'apprendimento di tecniche di scrittura e lettura. Il tutto sfocerà nella realizzazione di un giornalino, inteso come spazio sociale di ascolto ed espressione. All'iniziativa ha deciso di aderire anche la Provincia di Gorizia, che nei giorni scorsi ha dato l'ok al progetto con un'apposita delibera di giunta, impegnandosi a sostenere l'associazione Diritto di Parola nell'azione di promozione dell'inclusione sociale dei minori, attraverso la realizzazione ed il coordinamento di una rete di servizi integrati tra loro. (m.b.) Taglio basso 19 SET 2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca pagina 25 Quotidiano LA PROVOCAZIONE «Cara Debora» Così attacca il “libello sovversivo” «Cara Debora...». Inizia proprio così il “libello sovversivo”, l’opuscolo stampato in 5mila copie «pagato interamente di persona» dal presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta. Una lettera aperta a Debora Serracchiani, candidata a presidente della Regione Friuli Venezia Giulia per il Partito democratico alle elezioni regionali del 2013. «Ho chiamato questo contributo “Il coraggio della democrazia” perché una volta tu scrivesti che il coraggio esiste, basta sapere dove cercarlo», prosegue Gherghetta. «Il mio l’ho trovato. Ci vuole coraggio oggi a difendere le Province e ancor di più se nei sei un Presidente: ho messo in conto tutti i facili attacchi alla poltrona che difendo e la marea di retorica qualunquista di un Paese dove tutti vogliono il cambiamento, purché non li riguardi». Eppure... «eppure sono qua, perché penso con grande convizione che dalla crisi si esce con più democrazia e non con meno democrazia. E penso che quelli eletti dal popolo sono una risorsa del Paese mentre quelli non eletti dal popolo sono il problema». Parole chiare e inequivocabili. «Questo è il riformismo - prosegue il presidente della Provincia di Gorizia -. Ammetterai che ci vuole più che coraggio per dire una cosa simile in Italia, dove la democrazia è sospesa e assistiamo all’orgia della plutocrazia. Vedi Debora, vorrei vivere in una società e in un partito dove le parole contano, e democrazia è una parola che da sola dovrebbe essere il programma. Ecco il perché di questo “libello sovversivo”, che verrà inviato a tutti i consiglieri comunali, sindaci e assessori della Regione: per dire che la democrazia rimane il migliore dei mondi possibili e va ogni giorno conquistata. Scarpe rotte eppur bisogna andar...». Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Spalla destra 19 SET 2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca pagina 25 Quotidiano «Oggi sono qui perché certe cose il mio partito non le dice». Sono parole che colpiscono subito nel segno quelle lanciate quasi come un mantra da Enrico Gherghetta. Davanti a lui la sala 1 del Kinemax di Monfalcone gremita come per la prima di un film atteso da tempo. Le oltre 250 persone confluite però non sono state attratte dal Brad Pitt o dalla Angelina Jolie di turno. Sul palco, in carne e ossa, in un bel completo scuro, c’è il presidente della Provincia di Gorizia. Il “sovversivo”, come si è indirettamente autoproclamato l’esponente del Partio democratico. Il tecnico progettista dell’Enel è la star del tardo pomeriggio politico monfalconese. Il suo progetto futuro della Regione, contenuto ne “Il coraggio della democrazia”, ossia il “libello sovversivo”, va a ruba nei banchetti allestiti all’interno della sala, banchetti nei quali si raccolgono anche le firme della petizione per tutelare la Film Commission. Molte persone non puntuali sono costrette a rimanere in piedi. Con un quarto d’ora di ritardo accademico ha inizio lo show. A riscaldare la platea c’è l’assessore provinciale al Bilancio Sara Vito. «Sia chiaro, non vogliamo creare un nuovo partito, siamo solo un movimento spontaneo che vuole un centrosinistra unito». Per ora il consigliere regionale Roberto Brussa la vede in modo differente. Ma qui il protagonista è un altro. Enrico Gherghetta dopo il salutao al pubblico in italiano, sloveno e friulano inizia a sermonare: «Non siamo qui per difendere gli interessi personali, nè per fare campagna elettorale: io non voglio candidarmi, a me piace fare il presidente della Provincia». Sgomberato ogni dubbio, Gherghetta è qui per spiegare cos’è il coraggio della democrazia: «È la visione della Regione ideale e per costruirla non ci dev’essere un sistema di potere a reggerlo. Sono qui perché certe cose il mio partito non le dice. E per essere qui, oggi, ci vuole coraggio». Ma quali sono le chiavi magiche per avere una Regione perfetta? Il presidente le sciorina sintetizzandole in 10 punti Il pubblico presente alla convention svoltasi al Kinemax (Foto Bonaventura) Gherghetta sfida il Pd: «Non toccate la “mia” Provincia» Il presidente lancia messaggi alla Serracchiani e stila un decalogo sul futuro assetto della Regione cardine: «Il Friuli Venezia Giulia deve difendere la propria specialità, la Regione deve legiferare e non amministrare, mantenimento delle Province, sì alle unioni comunali, abolizione del 50% di enti, agenzie, consorzi che comandano pur non essendo eletti dal popolo». E ancora: «Ridurre la burocrazia, non permettere i debiti fuori bilancio, eliminazione delle leggi che erogano contributi, rinegoziare il Patto di stabilità con lo Stato e ridurre i redditi di consiglieri regionali, presidenti delle province e sindaci che devono essere equiparati al massimo al doppio dello stipendio di un operaio». Soprattutto su questo ultimo punto gli applausi si levano scroscianti. «È inaccettabile che esista la concezione di entrare in politica per arricchirsi, per fare i pro- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. pri interessi: dobbiamo debellare questa vergogna», pontifica Gherghetta. Tra i punti focali del presidente c’è poi il concetto di sistema di potere, sul quale attualmente si reggono le basi della Regione Friuli Venezia Giulia. «Il sistema di potere è tutto quell’insieme di consorzi, enti, aziende e agenzie costituiti dal Dopoguerra a oggi per dare un contributo all’efficienza del sistema pubblico, ma che oggi sono solamente il luogo dove si mettono i trombati dalle elezioni. È adesso c’è un grosso rischio in corso». Quale? «È la privatizzazione della democrazia dove i poteri che non hanno nessuna investitura popolare decidono sulla gente». Gherghetta, il sovversivo, ha lanciato il monito al Pd e a Debora. Con coraggio. Enrico Gherghetta ©RIPRODUZIONERISERVATA 1/1 Apertura 19 SET 2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca pagina 30 Quotidiano la reazione del centrodestra «Hanno scoperto il segreto di Pulcinella» Riccardo Leone, Pdl: «La capienza residua è una patata bollente rigirata alla Regione» ◗ CORMONS «La capienza residua di Pecol dei Lupi era il classico segreto di Pulcinella e ora la patata bollente è stata gettata addosso alla Regione». Il Pdl cormonese attacca così Provincia e Comune dopo le ultime novità relative al sito di Borgnano. A farsi interprete dello stato d’animo del partito berlusconiano (che ha delegato in sua rappresentanza all’interno dell’assise comunale i consiglieri Fabio Russiani e Roberto Felcaro dell’Udc) è il coordinatore comunale Riccardo Leone: «Da anni, a più riprese – sottolinea Leone - mi sono permesso di evidenziare una situazione non troppo trasparente in merito all’effettiva capienza residua della discarica di Pecol dei Lupi vincolata, come si sa, dal termine ultimo consentito per il conferimento dei rifiuti in essa, fissato in quell’ormai noto 31 dicembre 2010. Situazione che, evidentemente, racchiude in sè i motivi che contrappongono “Ambiente Newco” da un lato, a rivendicare i 37mila metri cubi di capienza residua all’interno del sito e l’ente pro- vinciale dall’altro che, tenendo fede alla scadenza, ha disposto la chiusura della discarica cormonese annunciando, in secondo luogo, la nota perizia della quale si è avuto in questi giorni l’esito». Leone prosegue: «Se “Ambiente Newco” avanza delle richieste ben specifiche, probabilmente lo fa avendo dei dati a sua disposizione che, evidentemente, qualcuno deve aver fornito alla Società. In secondo luogo, pur riconoscendo alla Provincia il merito di aver chiuso Pecol dei Lupi nei termini prefissati con la dichiara- ta volontà di non riaprirla, è difficile non pensare che quella perizia sia da considerare più come una “melina” per prendere tempo, rimbalzando poi il tutto nelle mani della Regione, in scadenza elettorale il prossimo anno». Leone aggiunge: «Volendo tentare di capire qualcosa, quindi occorre andare a ritroso almeno fino al 22 giugno 2007, giorno in cui la giunta Illy con la fatidica Delibera n.1533, diede il resoconto ufficiale della capienza residua della discarica di Pecol dei Lupi. Secondo quei dati la discarica cormonese alla data del 30 agosto 2007, avrebbe avuto una capienza residua pari a 32.000 metri cubi». (m.f.) Il coordinatore comunale del Pdl Riccardo Leone Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio basso 19 SET 2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca pagina 30 Quotidiano Patat: «Iniziare la bonifica, subito» Il sindaco di Cormons: «I materiali introdotti negli anni sono tutti a norma» ◗ CORMONS «La commissione Ambiente comunale produrrà un ordine del giorno unitario di tutto il consiglio che ribadisca la linea della totale contrarietà alla riapertura di Pecol, posizione condivisa anche dalla Provincia. E nel sito di Borgnano fin da ora si deve far partire la bonifica ed il risanamento». Il sindaco di Cormons Luciano Patat sintetizza così la posizione dell’amministrazione comunale cormonese in seguito all’incontro svoltosi ieri mattina in Provincia con la vicepresidente Mara Cernic alla presenza anche dell’assessore comunale all’ambiente Lucia Toros. No totale dunque ad una riapertura di Pecol, sì netto alla riqualificazione immediata dell’area, a prescindere da quelle che saranno le decisioni sul futuro del sito da parte della Regione, l’unico ente ora competente sulle sorti della discarica. «La Provincia ci ha illustrato i risultati degli studi da essa commissionati sul caso-Pecol – ha spiegato Patat al termine dell’incontro – secondo i calcoli effettuati, rimangono 24mila cubi residui, che sono assai meno dei 37mila paventati inizialmente da Iris/Newco. Una quantità che, è bene sottolinearlo, diminuirà ulteriormente una volta smaltita la cosiddetta “Collina Brandolin”. Siamo dell’idea che oltre che inadeguata, un’eventuale decisione di riapertura Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. possa comportare dei costi della cui convenienza non siamo per nulla certi. Per questo il sito deve rimanere chiuso e si deve procedere immediatamente alla bonifica dell’area, che dovrà essere messa a nuovo a prescindere dalle decisioni che prenderà la Regione. Il risanamento può partire fin da ora cominciando da quelle zone che non sarebbero comunque toccate». In questa situazione delicata, una certezza positiva c’è: «Dai carotaggi effettuati – ha aggiunto Patat – è emerso che conferimento dei rifiuti e gestione della discarica sono stati corretti: internamente non vi è alcun materiale differente da quello che vi doveva essere introdotto. Ora speriamo 1/1 che il Comune di Cormons e la Provincia di Gorizia siano assolutamente contrarie alla riapertura, checché ne dicano altri enti più o meno coinvolti nella vicenda. La nostra città ha già dato e non vuole essere costretta a subire ancora: per questo il consiglio comunale redigerà un odg all’unisono, maggioranza e minoranza insieme, contro la riapertura dell’area». E se la Regione dovesse dare il via libera alla riapertura? «Non ci vogliamo nemmeno pensare al momento - la risposta di Patat - intanto ci battiamo con tutte le nostre forze affinché comprenda come la ripresa dell’attività nell’area sia un atto del tutto erroneo». Matteo Femia Taglio medio 19 SET 2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca pagina 30 Quotidiano Pecol dei Lupi, buco di 24mila metri cubi Per colmarlo la discarica potrebbe essere riaperta per un anno. La vicepresidente Cernic: «Ma la Provincia è sempre contraria» di Francesco Fain ◗ CORMONS Nella discarica di Pecol dei Lupi c’è ancora spazio per 24mila metri cubi di rifiuti indifferenziati. Significa che se si decidesse di riaprire l’impianto, questo sarebbe in grado di accogliere le immondizie prodotte dai 25 Comuni dell’Isontino per un anno e anche più. È uno scenario che la Provincia non vuole nemmeno prendere in considerazione visto l’impegno elettorale chiarissimo sulla chiusura della discarica. Ma la decisione tocca alla Regione. Ne abbiamo parlato con la vicepresidente (e assessore provinciale all’Ambiente) Mara Cernic che non nasconde il suo malumore per gli esiti del supplemento d’indagine che pur non confermando il dato di 36.776 metri cubi di “volumetria residua” evidenziato da Ambiente Newco, ha comunque rilevato una disponibilità considerata «notevole». Cernic, quali saranno i prossimi passi? Dopo l’incontro con il sindaco di Cormons Patat (ne parliamo in un altro articolo, ndr), informeremo in maniera dettagliata il Consiglio provinciale degli esiti della expertise (il supplemento d’indagine) effettuata dalla Golder associates. Confermo che assomma a 24mila metri cubi la disponibilità residua di Pecol dei Lupi. Si tratta di una cifra ragguardevole. Sì, è indubbio. Immaginavamo ci fosse ancora spazio dopo la prima relazione di Ambiente Newco ma non così notevole, ingente, massiccio. Siamo rimasti un po’ male per queste conclusioni che, a questo punto, diventano un dato di fatto, essendo la società a cui abbiamo affidato l’expertise di comprovata esperienza. E c’è un altro elemento che ci indispettisce. Quale? Ambiente Newco ci ha comunicato che c’era ancora spazio nella discarica cormonese quando la decisione di chiudere l’impianto era già sta- ta presa dalla nostra amministrazione. Nei mesi precedenti, ci era sempre stato detto che Pecol dei Lupi era in fase di esaurimento. Poi, di colpo, è uscito questo ricalcolo che ha evidenziato una volumetria di oltre 36mila metri quadrati, in realtà ridotta ma comunque notevole assommando a 24mila. Per colmare il buco quanto tempo ci si mette? Dipende dalla quantità di rifiuti. Si può riempire in tre mesi come in un anno e anche più. Poniamo che si inviino solamente i rifiuti prodotti nell’Isontino: in quanto tempo verrebbe riempito il buco? Un anno e anche più. La raccolta differenziata aumenta (ammontava al 64% nel primo semestre 2012, dato provinciale) e, di conseguenza, l’utilizzo di strutture come discariche e inceneritori va scemando. Voi restate del parere che la discarica non deve riaprire? Ovviamente. Il nostro è un impegno politico preciso, preso con i nostri elettori. Ma non sarà più la Provincia a dover decidere se la discarica riaprirà o resterà chiusa? Con le recenti modifiche normative, la discarica deve avere un’Autorizzazione integrata ambientale (meglio conosciuta con l’acronimo Aia). E questo atto può essere emanato soltanto dalla Regione: prima, però, deve convocare la conferenza dei servizi, alla quale parteciperà anche la Provincia, il Comune di Cormòns, oltre all’Arpa, all’Ass isontina e eventuali portatori di interessi che la Regione riterrà opportuno invitare. Noi la discarica la vogliamo vedere chiusa. E il nostro parere conterà all’interno della conferenza dei servizi. Ma occorreva spendere 35.900 euro più per l’expertise se poi il risultato è quello che già si conosceva? Certo che serviva. Bisognava fare chiarezza sui numeri. Ed effettivamente la volumetria residua non è quella evidenziata da Ambiente Newco. ©RIPRODUZIONERISERVATA La discarica di Pecol dei Lupi quando ancora era aperta. Nel riquadro, la vicepresidente Mara Cernic Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Apertura 19 SET 2012 Il Piccolo Gorizia/Monfalcone Cronaca pagina 32 Quotidiano Pazienti dell’Ospizio a Villa Ostende Verso un accordo tra Comune e Provincia. Sopralluogo nella struttura di via Carducci di Antonio Boemo La gestione potrebbe Dai primi giorni del prossimo anno Villa Ostende dovrebbe fare capo al Comune e a gestirla potrebbero essere gli ex dipendenti, tuttora disoccupati, dell’Ospizio Marino. Mancano tutte le formalità e i dettagli, ma la visita alla struttura e l’incontro di ieri mattina fra esponenti della Provincia di Udine e del Comune di Grado, ha portato indubbiamente a una sintonia di intenti. Da una parte la Provincia di Udine, rappresentata dagli assessori Adriano Piuzzi che si occupa di Politiche per la famiglia, cooperazione sociale e politiche sociali, e Franco Mattiussi (Infrastrutture, Grandi opere e Turismo) con la presenza di Loredana Ceccotti responsabile delle politiche sociali della Pro- andare a una coop di ex dipendenti vincia nonché direttore del Campp (Consorzio assistenza medico psicopedagogica) di Cervignano, un’associazione intercomunale che assiste i disabili partecipata dalla Provincia di Udine. Provincia che, considerato il fatto che a fine mese si chiude la gestione finora affidata alla Fondazione Listuzzi, ha ovviamente il compito di trovare nuove soluzioni per Villa Ostende. «Ci sono già giunte – afferma l’assessore Piuzzi – delle proposte ma ovviamente preferiamo avere rapporti diretti con un ente pubblico. Ci siamo trovati e Sopralluogo del sindaco (al centro) e di esponenti della Provincia di Udine a Villa Ostende stiamo valutando tutti gli aspetti per un eventuale accordo con Grado». Dall’altra parte c’è il Comune, con il sindaco Edoardo Maricchio e il vicesindaco Gianni Di Mercurio, che si sta battendo per salvare l’Ospizio marino, o quantomeno cercando di tamponare parte delle necessità, e soprattutto per creare posti di lavoro impiegando in particolar modo gli ex dipendenti della struttura riabilitativa di via Amalfi. «Sono due dei nostri obiettivi – dichiara il sindaco Edoardo Maricchio – studieremo attentamente le planimetrie di Villa Ostende, torneremo a visitare la struttura per esaminare quanto ci potrebbe essere da fare per rimetterla in funzione nella sua globalità e poi definiremo nei dettagli la trattativa con la Pro- La struttura provinciale di via Carducci Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Una parziale risposta a quanti hanno bisogno di cure vincia». Entrambi i responsabili dei due enti si sono in ogni caso dichiarati soddisfatti e fiduciosi che si possano ottenere i risultati auspicati. Le modalità per un eventuale affidamento della struttura provinciale al Comune sono ovviamente tutte da definire, ma sia gli assessori provinciali e sia gli amministratori gradesi hanno detto che saranno sicuramente trovate soluzioni possano siddisfare tutti. Ieri mattina è stato effettuato un sopralluogo alla strutturadi via Carducci. E’ evidente oggi che parte degli spazi inutilizzati sono da sistemare, così come appare chiaro che i tanti e ampi spazi comuni potranno venire suddivisi e utilizzati, magari per servizi diversi da quelli attuali. La struttura conta anche su 24 posti letto che potrebbero venire utilizzati per le degenze dei pazienti dell’ex Ospizio Marino. A Villa Ostende potrebbero inoltre trovare spazio alcune cure riabilitative, ma la stessa potrebbe venir utilizzata anche per le degenze di quei pazienti che effettuano altri tipi di cure riabilitative alle Terme Marine, dove è stata rimessa in funzione anche la palestra fisioterapica. Prestazioni, quest’ultime, erogate in convenzione con l’Azienda sanitaria proprio per supplire, seppur in piccola parte, alla chiusura dell’Ospizio Marino. Apertura Il Piccolo Nazionale Regionale 19 SET 2012 pagina 18 Quotidiano Presidenti “a tempo” nelle nuove Province Pronta la bozza Pedicini: i vertici cambieranno ogni due mesi e i poteri saranno solo consultivi ◗ TRIESTE La “nuove” Province non avranno più la giunta. Le loro funzioni saranno «onorifiche e consultive». Il consiglio verrà trasformato in un’assemblea di sindaci. Presidente e vice, eletti dai primi cittadini, cambieranno ogni due mesi. Dopo un dibattito senza fine le linee guida di Antonio Pedicini hanno il pregio della chiarezza. Il consigliere pidiellino, come annunciato, ha completato il lavoro di sintesi. E ieri, riunita la Commissione speciale per la razionalizzazione delle Province, ha messo sul tavolo il suo decalogo: dalle finalità ai tempi della riforma, dagli organi allo statuto dei nuovi soggetti, dalle funzioni da trasferire (ai Comuni) ai tributi da assegnare. Una bozza che rende più concreto il lavoro della Commissione. Dopo le audizioni ecco finalmente un’ipotesi di lavoro. Da discutere all’interno del grup- po ristretto presieduto da Pedicini (che si ritroverà nuovamente domani) e poi da presentare il prossimo 1 ottobre in Consiglio regionale. Un documento articolato o, come precisa il consigliere del Pdl, «una piattaforma che non minaccia le scelte future delle forze politiche, una proposta aperta sulla quale aprire un di- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/2 battito che consenta di arrivare in aula presentando alla comunità regionale qualche cosa di concreto. Nulla che sconvolga gli equilibri – aggiunge Pedicini – ma un testo che obbliga a pensare e si pone come riferimento per chi nella prossima legislatura, chiunque vinca le elezioni regionali del 2013, possa utilizzarlo per pro- Taglio basso 19 SET 2012 Il Piccolo Nazionale Regionale pagina 18 Quotidiano Guasto alla rete Insiel, computer fuori uso Un’anomalia nel funzionamento di due dispositivi elettronici gestiti da Telecom Italia Spa ha interessato ieri i sistemi informativi delle Aziende sanitarue di Trieste, Alto Friuli, Friuli Occidentale, il Cro di Aviano, l’Ospedale di Pordenone e il sistema di gestione digitale dei referti e delle immagini diagnostiche dell’Ass 4 Medio Friuli. Hanno inoltre risentito dell’interruzione del collegamento diversi Comuni e scuole della regione. Il ripristino dell’attività è stato reso possibile dall’intervento dei tecnici di Insiel Spa che, eseguite le prime verifiche, hanno messo in funzione il circuito secondario (ovvero la linea di backup), che può subentrare a quello primario in caso di interruzione di quest’ultimo e consente, così, di garantire l’operatività delle applicazioni. seguire il cammino». Di certo, leggendo la bozza, si va nella direzione della semplificazione. Le Province Fvg che verranno dovrebbero corrispondere ad altrettanti ambiti omogenei, secondo gli attuali criteri di unità territoriale, economica, culturale, sociale e identitaria, comprendendo i comuni che già appartengono all'ambito territoriale delle province attualmente di riferimento che, alla scadenza naturale, andranno sostituite da organismi più snelli ed efficienti. Con un presidente, un vice, un’assemblea di sindaci e una rotazione bimestrale dei vertici. E ancora le Province riformate alla Pedicini avrebbero funzioni onorifiche e consulti- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 2/2 ve sulle materie già di loro competenza e consultive obbligatorie in altre materie specifiche (pianificazione territoriale e dei servizi di trasporto, istruzione e mercato del lavoro), senza costi perché non dotate di apparati in quanto le attività di segreteria e di funzionamento sarebbero svolte da una apposita struttura costituita nella direzione regionale delle Autonomie locali. La proposta di legge dovrà inoltre prevedere una fase transitoria in cui si prevede la nomina di un Commissario straordinario per ciascuna Provincia, a cui compete l'esercizio dei poteri spettanti al presidente, alla giunta e al consiglio del rispettivo ente locale. Il Commissario andrà scelto preferibilmente tra i presidenti di Provincia uscenti oppure tra coloro che hanno esercitato (per almeno cinque anni) le funzioni dirigenziali in amministrazioni pubbliche o persone giuridiche private che hanno svolto attività professionale con regolare iscrizione ai relativi ordini (per un periodo non inferiore a dieci anni). L’incarico non potrà avere una durata superiore a un anno e non sarà rinnovabile. (m.b.) Taglio basso Il Piccolo Nazionale Regionale 19 SET 2012 pagina 19 Quotidiano “Cassa” agli sgoccioli per 50 aziende Entro dicembre scadranno gli ammortizzatori straordinari: circa 2mila lavoratori in ansia. Brandi: «Pronte altre misure» di Giovanni Tomasin ◗ TRIESTE Fra settembre e dicembre cinquanta aziende sul territorio regionale termineranno l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria. I lavoratori coinvolti ammontano a duemila. Questi i numeri diffusi dall'assessorato regionale al Lavoro, sintomo dello stress cui la crisi ha sottoposto la spina dorsale dell'economia del Friuli Venezia Giulia. UdineePordenone piùcolpite Le zone interessate maggiormente sono le province di Udine e Pordenone, rispettivamente con 18 e 17 aziende: dotata di un tessuto industriale più articolato, l'area del Friuli presenta necessariamente un maggior numero di casi. A Trieste le aziende interessate sono dieci, mentre la provincia di Gorizia ne conta cinque. La cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs), lo ricordiamo, è lo strumento di cui un datore di lavoro può avvalersi, qualora debba affrontare una situazione di crisi strutturale, per sospendere i lavoratori invece di licenziarli. Questa misura si applica principalmente alle imprese industriali (comprese quelle edili) che abbiano occupato mediamente più di 15 dipendenti nell’ultimo semestre. Ildestinodelle aziende La Regione sottolinea però che lo scadere della cassa integrazione straordinaria non significa che i duemila lavoratori interessati saranno abbandonati al loro destino. «Va innanzitutto specificato che in buona parte dei casi la fine del periodo di straordinaria - spiega l'assessore Angela Brandi - non coincide con il licenziamento in quanto vi può essere il ricorso ad altri ammortizzatori sociali (Cig ordinaria, in deroga e contratti di solidarietà), oppure l’utilizzo della stessa cassa integrazione straordinaria con causali diverse da quella precedentemente utilizzata. Infine in qualche caso ci può essere una ripresa dell’attività produttiva, a seguito di un risanamento aziendale». Al momento nemmeno la Regione può sapere quanti saranno i lavoratori che effettivamente resteranno senza impiego: spetterà alle aziende, a fine anno, chiedere eventualmente il rinnovo della Cigs straordinaria con una nuova causale (ad esempio ristrutturazioni) o l'applicazione di altre iniziative. Contromisurepronte L'assessore al Lavoro ricorda che l’amministrazione regionale interviene con strumenti di incentivazione per favorire la ricollocazione di quei lavoratori che abbiano perso il posto di lavoro a seguito di crisi aziendali. «Va detto che i lavoratori in cassa integrazione straordinaria hanno potuto integrare il loro reddito - spiega Brandi - tramite la partecipazione ai progetti dei Lavori socialmente utili, finanziati dalla Regione, che dal 2010 al 2012 hanno interessato 2mila Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 600 lavoratori». Sempre per quel che riguarda la cassa straordinaria, la Regione ha stipulato un accordo con il mondo del credito: «Siamo intervenuti attraverso un accordo con la Federazione regionale della banche di credito cooperativo per assicurare l’erogazione in tempi rapidi dell’indennità nei casi in cui l’azienda non fosse in grado di anticiparla - dice l'assessore -. A dimostrazione dell’importanza di questa misura va detto che sono stati liquidati 4 milioni e 500mila per 800 beneficiari». 15milionidiore Un ulteriore punto di vista sul panorama della cassa integrazione in Fvg viene dalle banche dati dell'Inps. Nel 2012 sono state erogate (fino ad agosto) circa 15 milioni di ore, di cui circa 4 milioni e 600mila ore di Cig ordinaria, 8 milioni e 700mila di straordinaria e 1 milione e 700mila in deroga. L'industria è il settore che ha richiesto maggiori interventi con quasi 11 milioni e 500mila ore, per l'edilizia sono state autorizzate oltre 1 milione e 800mila ore, per l'artigianato circa 352mila ore, per il commercio un milione e 400mila ore più altre 9mila ore alla voce “settori vari”. LeProvince Questa la suddivisione delle ore di Cig autorizzate: circa 5 milioni e 800mila a Udine, oltre 2 milioni e 160mila ore in provincia di Gorizia, oltre 5 milioni e 600mila ore a Pordenone e all'incirca un milione e 400mila ore a Trieste. Anche in questo caso la suddivisione rispecchia il prospetto dei dati forniti dall'assessorato al Lavoro: cassa integrazione ordinaria e in deroga seguono la distribuzione territoriale della Cigs, in cui le province più estese della regione sono quelle che presentano il maggior numero di casi difficili. ©RIPRODUZIONERISERVATA 1/2 Apertura Il Piccolo Nazionale Regionale 19 SET 2012 pagina 19 Quotidiano LA CASSA INTEGRAZIONE IN FRIULI VENEZIA GIULIA Aziende con cassa integrazione straordinaria in scadenza tra settembre e dicembre ORE AUTORIZZATE Udine Ordinaria 565.375 85.554 650.929 1.945.938 Straordinaria 1.058.720 178.880 1.237.600 2.526.199 Deroga 226.006 53.087 279.093 226.199 Totale 1.850.101 317.521 2.167.622 4.968.613 PROVINCIA DI GORIZIA Gorizia 18 5 PROVINCIA DI PORDENONE 382.495 2.328.433 466.316 2.992.515 103.946 330.422 952.757 5.651.370 PROVINCIA DI TRIESTE 363.553 380.241 163.352 907.146 PROVINCIA DI UDINE 24.802 388.355 1.170.183 90.514 1.260.697 331.047 711.288 3.022.098 749.114 3.771.212 145.552 308.904 568.101 221.274 789.375 501.401 1.408.547 4.760.382 1.060.902 5.821.284 TOTALE FRIULI VENEZIA GIULIA Pordenone Trieste 17 50 aziende 10 TOTALE 2.000 lavoratori coinvolti Ordinaria Straordinaria Deroga Totale 583.365 6.987.258 1.183.935 1.725.357 523.859 4.628.414 8.712.615 1.707.794 9.477.908 1.630.135 306.367 796.250 5.582 12.216.242 1.971.726 190.107 46.586 620.532 3.630 2.832.581 11.449.634 1.820.242 352.953 1.416.782 9.212 15.048.823 LEGENDA Ore autorizzate agli operai Ore autorizzate agli impiegati Totale ore autorizzate A sinistra un operaio al lavoro in un’azienda del comparto metalmeccanico. A destra l’assessore regionale al Lavoro Angela Brandi seduta a fianco al governatore Renzo Tondo Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 2/2 Apertura CROMASIA Industria Edilizia Artigianato Commercio Settori Vari Totale 4.045.049 19 SET 2012 Il Quotidiano del Fvg Lettere pagina 6 Quotidiano POLITICA. L’EVENTUALE ACCENTRAMENTO A FAVORE DELLA REGIONE SAREBBE UN DANNO Il Friuli e il futuro delle Province ............................................................. .. .. MARZIO STRASSOLDO .. .. [email protected] .. u Continua il dibattito sulla sorte delle Province nella nostra Regione e pian piano la verità sta venendo a galla. Dagli approfondimenti in atto emerge come la soppressione delle province si tradurrebbe in un disastro per il Friuli. Per tre ordini di motivi. Innanzitutto perché verrebbe a mancare un forte elemento di coesione per la comunità friulana: mentre per il Friuli centrale, che con la sua provincia di Udine posta abbondantemente al di sopra dei parametri stabiliti dalla legge Monti, non vi sarebbero problemi, le altre due province sono abbastanza composite, perché comprendono al loro interno importanti gruppi che parlano veneto e subiscono spinte centrifughe legate all’azione attrattiva di Treviso da una parte e Trieste dall’altra. Venendo a mancare la forza di coesione delle Province di Pordenone e di Gorizia, la frammentazione del territorio in 51 comuni da una parte e 25 comuni dall’altra accentuerebbe la tendenze verso la dispersione a favore dei potenti vicini veneti, riducendo il Friuli al territorio compreso tra lo Judrio e il Tagliamento. Il secondo motivo è costituito dal fatto che con la chiusura delle province verrebbe a cadere un numero importante di uffici statali e regionali che finora si sono organizzati secondo le circoscrizioni provinciali: organi di decentramento dello Stato, della sicurezza, camere di commercio, uffici provinciali degli enti previdenziali, associazioni di categoria, e così via. Si verificherebbe un processo di impoverimento strutturale e occupazionale delle città-capoluogo che si ridurrebbero ai livelli dei comuni capoluogo di mandamento. Non gioverebbe certamente al Friuli il declassamento di Gorizia, Udine e Pordenone che nascerebbe da tale processo di destrutturazione. Il terzo motivo è costituito dall’inevitabile processo di accentramento in capo alla Regione delle funzioni attualmente assolte dalle Province. Quali vantaggi ricaverebbe il Friuli dalla crescita del ruolo e delle funzioni trasferite alla Regione che è già un monumento all’inefficienza e allo spreco? Quale beneficio potrebbe derivare da un’accentuata dipendenza dalle burocrazie regionali che si concentrano a Trieste, della cui cultura non friulana o spesso anche inconsapevolmente antifriulana si alimentano? Soprattutto al Friuli conviene respingere queste spinte al Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Marzio Strassoldo livellamento e all’accentramento, dirette a indebolire l’identità friulana. La riduzione della spesa pubblica deve muoversi verso altre direzioni. In particolare verso la soppressione degli enti e uffici statali e regionali che duplicano funzioni già assolte o potenzialmente esercitabili dalle Province: Prefetture, Uffici scolastici provinciali, Fvg Strade, Ersa, Azienda delle Foreste, o verso i tanti enti e uffici le cui competenze dovrebbero passare alle Province: Ispettorati provinciali dell’agricoltura, Ispettorati ripartimentali delle Foreste, Servizi tecnici provinciali e così via. É questa la strada della semplificazione e del risparmio. Apertura 19 SET 2012 Il Quotidiano del Fvg Cronaca pagina 12 Quotidiano TRIESTE. Dipendenti integrati nella macchina pubblica e trasferimento delle proprietà Scelta della politica per i vertici la rivoluzione delle Province PRIME PROPOSTE DALLA COMMISSIONE REGIONALE PRESIEDUTA DA PEDICINI TUTELARE LE SPECIFICITÀ DEL TERRITORIO INTEGRANDOLE ALLE AUTONOMIE u La riforma delle Province inizia a prendere forma attraverso un documento presentato da Antonio Pedicini, presidente della Commissione speciale per la razionalizzazione degli enti. Nel testo si leggono le linee guida per la predisposizione di una proposta di legge regionale sull'argomento. Un lavoro articolato, frutto di una serie di considerazioni di base, del quale gli è stato dato merito e che è stato apprezzato da tutti, a prescindere dalle singole e anche diverse posizioni. Una piattaforma Idv. Oggi verrà presentata la proposta alternativa del partito di Di Pietro. che non minaccia le scelte future delle forze politiche - questa la definizione data da Pedicini - una proposta aperta, sulla quale aprire un dibattito che consenta di arrivare in Aula il prossimo primo ottobre presentando alla comunità regionale qualche cosa di concreto. Una proposta di base che non sconvolge gli equilibri, ma obbliga a pensare e si pone come riferimento per chi nella prossima legislatura, chiunque vinca le elezioni del 2013, possa utilizzarlo per proseguire il cammino. Pedicini parte dal presupposto che la preoccupazione principale, quando si pensa a un nuovo assetto istituzio- CONSIGLIO. Antonio Pedicini presidente della Commissione e l’Assessore Elio De Anna nale, debba essere quella di dotarsi di un'organizzazione più efficiente, snella, adeguata alle richieste di cittadini e imprese. E in questo caso, anche senza trascurare il fatto che non può essere persa la rappresentazione identitaria di quello che oggi i territori provinciali costituiscono. Ecco allora che le nuove province dovrebbero corrispondere ad altrettanti ambiti omogenei, secondo gli attuali criteri di unità territoriale, economica, culturale, sociale e identitaria, comprendendo i comuni che già appartengono all'ambito territoriale delle precedenti province di riferimento. Ma le nuove province - Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. così propone Pedicini - dovrebbero essere enti locali dotati di autonomia statutaria, con funzioni onorifiche e consultive sulle materie già di competenza delle attuali quattro province. Nuove province intese come enti di area vasta, con funzioni consultive obbligatorie in materie specifiche, senza costi perché non dotate di apparati in quanto le attività di segreteria e di funzionamento sarebbero svolte da una apposita struttura costituita presso la direzione regionale delle Autonomie locali. Questa l'architrave della proposta di Pedicini che, articolata in dieci punti, specifica nel dettaglio gli organi e le 1/1 modalità di loro nomina attraverso uno statuto, prevede una fase transitoria gestita da un commissario straordinario, specifica i trasferimenti delle funzioni alla Regione e ai Comuni, il trasferimento dei beni delle Province, del loro personale e dei tributi oggi di loro spettanza. La Commissione speciale si riunirà nuovamente giovedì prossimo, per dar modo ai consiglieri di approfondire il documento all'interno dei loro Gruppi, così da consentire loro di portare un contributo propositivo non solo alla proposta, ma anche più in generale al lavoro che è stato svolto in queste settimane. Apertura 19 SET 2012 Il Quotidiano del Fvg Cronaca pagina 24 Quotidiano REGIONE Addio alle Province, si studiano alternative u Enti snelli senza strutture ma che tutelano le specificità del territorio. Il Consiglio Regionale si prepara alla riforma condivisa tra maggioranza e opposizione. Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Breve 19 SET 2012 Messaggero Veneto Gorizia Cronaca pagina 30 Quotidiano Grande guerra, alla scoperta dei sentieri Un progetto transfrontaliero mira a valorizzare i luoghi e i lasciti storici dalle Alpi all’Adriatico La pace può essere una strada, oltre che un obiettivo, soprattutto se per percorrerla bisogna passare dalle Alpi all’Adriatico, sulle tracce della Grande guerra. Questo uno dei messaggi del progetto transfrontaliero “Pot Miru-Vie di pace”, presentato, ieri, nella sede della Provincia di Gorizia. Qui è stato anche firmato l’accordo di partnernariato che darà il via alle prime azioni previste dal progetto da un milione di euro inserito nella programmazione comunitaria Italia-Slovenia 2007-2013 e al quale l’ente intermedio ha par- tecipato in qualità di lead partner. Come spiegato dall’assessore Mara Cernic, l’intento è quello di creare un unico itinerario culturale transfrontaliero che colleghi i sentieri esistenti e valorizzi i lasciti storici, le tracce e l'eredità culturale delle diverse regioni interessate e, al contempo, le ricchezze naturalistiche del territorio di confine, rafforzando così il senso di appartenenza europea dei suoi abitanti. In questo modo verrebbe anche incentivata l’attrattività e la competitività dell'area, grazie alla crea- zione di un prodotto turistico e culturale integrato. A lavorare sulla memoria, nella striscia confinaria che attraversa parchi nazionali, le Alpi Carniche e giulie, la sorgente e la foce dell’Isonzo per arrivare fino al mare, sono molti soggetti, qui uniti nella proposta sottoscritta dalle Province di Trieste e Udine, dai Comuni di Monfalcone, Brda, Kanal ob soci, Komen, Miren Kostanjevica, Sempeter Vrtojba oltre che dalle Comunità montane del Collio, Natisone e Torre, del Gemonese, Canal del Ferro e Valcanale, dall’associazione Jezik e dalla Fondazione Le vie della pace dell’Alto Isonzo. Il presidente di quest’ultimo ente, Zdravko Likar, ieri ha anche ricordato i sei musei all’aperto sui 100 chilometri di sentiero che si snodano da Tolmino a Plezzo, dove figureranno i 22 mila nomi di un elenco di caduti italiani e austroungarici. A margine della firma, ieri l’assessore provinciale, Sara Vito, ha anche annunciato che a breve verrà inaugurato un Punto Europa, destinato alla formazione di politici e funzionari dei comuni isontini sul tema dei progetti europei. «Attualmente - ha concluso Vito sono 26 i progetti già finanziati per un totale di 3 milioni e 400 mila euro destinati alla sola Provincia di Gorizia». Emanuela Masseria ©RIPRODUZIONE RISERVATA L’intento è creare un itinerario culturale che colleghi i sentieri esistenti Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio basso 19 SET 2012 Messaggero Veneto Gorizia Notizie locali pagina 33 Quotidiano Discarica, pressing sugli altri comuni Cormòns: Patat invita i sindaci a schierarsi contro l’apertura E l’assemblea civica si appresta a votare un documento ◗ CORMÒNS Pressing di Palazzo Locatelli sui comuni soci di Ambiente newco per impedire la riapertura di Pecol dei lupi. Al termine del vertice in Provincia, al quale hanno partecipato l’assessore provinciale all’ambiente, Mara Cernic, il referente omologo del Comune, Lucia Toros e i tecnici, il sindaco Luciano Patat esprime la linea d’azione. «La capienza residua è di 24 mila metri cubi – spiega Patat – e in base ai carotaggi i rifiuti conferiti sono corretti. Provincia e Comune esprimeranno in tutte le sedi la contrarietà alla riapertura della discarica, a cominciare dal prossimo consiglio comunale, dove approveremo un ordine del giorno. È nostra intenzione diramare l’odg anche agli altri sindaci: spingeremo affinché sia approvato anche dalle altre assise civiche». «La capienza residua di Pecol dei lupi è il segreto di Pulcinella», per il coordinatore del Pdl di Cormòns, Riccar- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. do Leone. «Da anni evidenzio – ricorda Leone – la situazione non troppo trasparente in merito». Leone osserva che se Ambiente newco avanza richieste specifiche, lo fa dati alla mano. «Pur riconoscendo alla Provincia il merito di aver chiuso Pecol dei Lupi nei termini previsti, dire che fosse un atto dovuto a seguito delle elezioni provinciali della primavera successiva sarebbe come sparare sulla Croce rossa, oltre che per la dichiarata volontà di non riaprirla, è diffi- 1/1 cile non pensare che quella perizia sia da considerare più come una “melina” per prendere tempo, facendo rimbalzare il tutto nelle mani della Regione, in scadenza elettorale il prossimo anno». Il coordinatore del Pdl ripercorre le tappe a partire dal 22 giugno del 2007, quando, nella delibera 1533 della giunta Illy veniva quantificata la capienza residua in 32 mila metri cubi. Si temeva allora di saturare la discarica prima della chiusura, il 31 dicembre del 2010. «La soluzione scelta allora fu la discarica di Godega di Sant’Urbano – aggiunge Leone – . I rifiuti isontini iniziarono ad emigrare in provincia di Treviso con largo anticipo rispetto alla saturazione. La domanda sorge, quindi, spontanea. Qualcuno si è chiesto se l’attuale capienza residua derivi proprio da ciò? Qualche amministratore provinciale o comunale ne ha mai sentito parlare? Forse rispondere a questi quesiti sarebbe costato meno dell’expertise». (i.p.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA Apertura Messaggero Veneto Nazionale Regionale 19 SET 2012 pagina 16 Quotidiano l’intervento «È vero, i sindaci sapevano del debito ma la Regione cambi rotta» di PAOLO URBANI* È vero. Tutti sapevamo. Era cosa nota, fin dallo scorso dicembre, l’obbligo dei Comuni di versare allo Stato l’extra gettito prodotto dall’Imu ad aliquota base. Lo sapevamo ma al contempo speravamo che la Regione si sarebbe fatta carico di questo problema così come, con puntualità e senso di responsabilità, aveva scelto subito d’intervenire in favore dei Comuni sotto gettito. Mi sono deciso a intervenire ancora, nel dibattito che si è originato in questi ultimi giorni sui risvolti della nuova tassa introdotta dal go- verno Monti, perché ritengo che vi siano diversi punti non trascurabili che dovrebbero indurre la Regione a cambiare rotta. Partiamodalle affermazioni dell’assessore alla funzione pubblica De Anna, il quale ha recentemente ribadito l’obbligo per i Comuni extra gettito di versare ilsurplus allo Stato e al contempo ha fatto intendere che non vi saranno deroghe o interventi a sostegno da parte dell’ente regionale. Eppure, la Regione è intervenuta in favore dei sotto gettito, come ricordato dallo stesso assessore, che però dimentica di spiegare da dove vengono i fondi con cui si dà copertura alle minori entrate, milioni di euro – lo ricordo io – che lo Stato ha trasferito al Friuli Venezia Giulia per compensare il mancato gettito Ici prima casa. Soldi dunque destinati a tutti i Comuni e non solo a quelli con minor gettito che oggi ne saranno però gli unici beneficiari. L’utilizzo che la Regione intende farne rischia di creare un’ingiustificata disparità di trattamento tra un ente locale e l’altro che non possiamo sottacere e che chiediamo sia evitata. Mi riferisco ancora a De Anna quando invita a non dialogare attraverso le pagine dei giornali. Sono Il sindaco Paolo Urbani d’accordo. Intavoliamo un confronto tra Regione e Anci, ma un confronto serio che dall’Imu allarghi la prospettiva anche alle riforme necessarie in materia di enti locali. Anzitutto quella delle Unioni. Si sono volute fare quelle montane, ma il resto del territorio regionale? Anche in questo caso il metro non è stato lo stesso e si è chiesto a una parte, per altro quella più svantaggiata, di battere la strada. A mio avviso è ora di riequilibrare la situazione e mettere i ferri in acqua per una generale riforma che passi per la cancellazione delle Province, ma che anzitutto garantisca un generale riordino degli enti locali capace di stabilire, una volta per tutte, chi facosa. Un cenno infine al taglio della spesa pubblica sulla cui stringente necessità sono pienamente d’accordo e per questo mi permetto un paio di proposte. La prima: in vista dell’azzeramento delle Province,mutiamole subito in entidi secondo grado così da cancellare tout court le indennità agli organi politici di governo. Sarebbe un primo passo, anche al punto di vista simbolico. La seconda: nel caso di nuove assunzioni, il nuovo personale sia reclutato con il contratto nazionale e non con il comparto unico, che in questi tempi di crisi è unico solo per la sua vergogna. *sindaco di Gemona ©RIPRODUZIONERISERVATA Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Taglio basso 19 SET 2012 Messaggero Veneto Nazionale Regionale pagina 16 Quotidiano spending review » LA RIFORMA Province declassate e i compiti ai sindaci Fine degli enti a scadenza naturale, Udine nel 2013. Poi un commissario La nuova organizzazione sarà onorifica e con funzioni consultive ◗ UDINE Addio alle Province: arrivano le “nuove Province”. La commissione speciale del Consiglio ha partorito ieri il documento di dieci punti da cui dovrà scaturire la legge di riforma che punta a superare lo status quo. Al termine delle rispettive legislature – quella di Udine nel 2013 – il Fvg dirà addio alle Province e alle elezioni provinciali. Tutte le funzioni amministrative e il personale passeranno a mamma Regione: i nuovi enti saranno insomma onorifici e consultivi. Il cammino è ancora irto di ostacoli, ma da ieri c’è un documento da cui partire. In dieci punti vengono elencati i nodi principali: in primis l’esistenza del nuovo ente – si è scelta una strada percorribile, perché la soppressione tout court richiede la modifica costituzionale –, i suoi organi, le scelte sul personale e il punto più delicato per la politica, quello sulla composizione delle assemblee provinciali. Non ci saranno più elezioni, niente più consiglieri provinciali: nei progetti della Commissione presieduta da Antonio Pedicini, l’assemblea sarà composta semplicemente da sindaci. Così nessuno potrà contestare l’assenza del requisito della scelta popolare, perché i primi cittadini sono eletti, e (si spera) non riceveranno indennità aggiuntive o gettoni di presenza. Il presidente e il vice saranno nominati tra i sindaci. Sarà però un commissario straordinario ad attuare il passaggio dalle Province ai nuovi enti. Il commissario entrerà in campo al termine delle attuali legislature: a Udine nel 2013, a Pordenone nel 2014, a Gorizia e Trieste nel 2016. Questo almeno si desume dal documento di dieci punti, che recita: “Alla scaden- za naturale del mandato elettorale delle attuali Province vengono istituite, in sostituzione delle medesime, le nuove Province”. Il punto e le conseguenze su palazzo Belgrado, a cui restano così pochi mesi, farà però discutere. È la strada temporale indicata anche dal segretario del Pd, Debora Serracchiani. Ma cosa dirà Lega, che pur volendo superare le Province non ha partecipato ai lavori della commissione, e non nasconde di ambire con l’ex segretario Fvg Pietro Fontanini al bis in Provincia? Il commissario potrà anche essere il presidente uscente, o sarà un dirigente con almeno cinque anni di esperienza nella pubblica amministrazione: avrà al massimo dodici mesi di tempo per chiudere gli enti e dare vita alle nuove realtà. Alla Regione saranno trasferiti i dipendenti provinciali, con il passaggio previsto dal contratto del comparto uni- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/2 co, i beni mobiliari e immobiliari e i tributi che ora spettano alle Province. Tutte le competenze andranno alla Regione, oppure alle associazioni di Comuni. I poteri delle Province saranno consultivi su pianificazione territoriale, trasporti, istruzione, sviluppo economico e lavoro. Pedicini ha garantito che sui dieci punti «c’è ampia condivisione, nessuno difende lo stato attuale». Dal documento si passerà ora a una legge che sarà all'esame del Consiglio regionale a ottobre. Proprio ieri, però, Fontanini è intervenuto per sostenere che se le funzioni e le competenze dell’Autorità d’ambito (Ato) Centrale Friuli e l’ente di controllo e gestione del servizio idrico integrato fossero trasferite alla Provincia, si risparmierebbero 930 mila euro. Beniamino Pagliaro ©RIPRODUZIONERISERVATA Apertura 19 SET 2012 Messaggero Veneto Nazionale Regionale pagina 16 Quotidiano Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 2/2 Apertura 19 SET 2012 Messaggero Veneto Nazionale Regionale pagina 17 Quotidiano Gherghetta cita Illy E boccia la riforma del Pd Il leader dell’ente Isontino presenta la sua proposta: più poteri alle Autonomie «Sacrificare Gorizia significherebbe cancellare la Specialità del Fvg» di Christian Seu ◗ MONFALCONE «Se la Regione opterà per l’eliminazione delle Province si troverà con una decina di piazze, dove verrà esercitata l’attività amministrativa. Il resto del territorio finirà inesorabilmente col diventare periferia». Il presidente della Provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta, non ha dubbi: l’abolizione degli enti intermedi rischia di inferire un duro colpo alla coesione della Regione Fvg. Di più: «Sacrificare la Provincia isontina significherebbe far sparire la specialità dal nostro ordinamento regionale», alza la voce il presidente pro tempore dell’Upi, scaldando le oltre trecento persone intervenute ieri sera a Monfalcone per assistere alla presentazione dell’opuscolo “Il coraggio della democrazia”, attraverso il quale Gherghetta illustra nel dettaglio la sua idea di riforma del sistema Regione. Linee guida che sono distanti anni luce da quelle tracciate due settimane fa a Codroipo dalla candidata del Pd alla presidenza della Regione, Debora Serracchiani, favorevole alla cancellazione delle Province già a partire dalla scadenza degli attuali mandati. Normale, dunque, che tra il pubblico non abbiano fatto capolino dirigenti e volti noti dell’universo democratico del Fvg. A rappresenta- Il presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta re la delegazione del Pd in Consiglio regionale c’era il solo Igor Gabrovec, seduto a pochi metri dal segretario regionale della Slovenska Skupnost, Damijan Terpin. Accomodati sulle poltrone del Kinemax anche diversi esponenti provinciali della Lega nord, che guardano con curiosità – se non con favore – all’impronta federalista della riforma gherghettiana. «Insomma, ci sono tutti: manca solo il Pd», scherza al termine della manifestazione Gherghetta, che nel corso del suo intervento (durato quasi un’ora) non ha mancato di lanciare qualche frecciatina ai suoi colleghi di partito. «Ci Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. vuol coraggio a difendere le Province, ancor più se sei direttamente coinvolto. Eppure – ha detto l’ex esponente dei Ds – c’è chi propugna il cambiamento, purché non lo riguardi direttamente». Poi, un tuffo nel passato: «Con Riccardo Illy non sono mancati i momenti di confronto anche aspro. Fu proprio lui però a dirmi che la specialità della nostra Regione passava essenzialmente da Gorizia: Riccardo a questi dà cento a zero», ha polemizzato Gherghetta. Spazio poi ai dettagli della riforma: «Non basta ripensare l’impianto istituzionale della Regione. Bisogna ripensare la nuova società-Regione, pro- 1/1 porre un nuovo progetto sociale nel quale sia chiaro cosa deve fare solo il pubblico, cosa solo il privato e cosa possono fare in collaborazione o in competizione – ha indicato il presidente dell’ente intermedio goriziano –. In due parole: il pubblico deve diventare più efficiente, il privato più solidale ed equo. Con la crisi non possiamo più permetterci un pubblico che non funziona e un privato che inquina e tratta male i lavoratori». E il passaggio che scalda la platea: «La politica non può diventare una cosa solo per ricchi e chi decide di cimentarsi in questo mondo non può pretendere di arricchirsi – ha sottolineato –. Consiglieri regionali, presidenti di Provincia e sindaci sopra i 15 mila abitanti dovrebbero avere la stessa indennità, pari al doppio di un dipende mediano dell’industria». Per Gherghetta, «la riforma costituzionale del 2001 è stata tradita, non applicata né dallo Stato, né dalla Regione, tornate paradossalmente a centralizzare le fuzioni: bisogna dare vita a una Regione leggera, che si occupi unicamente di leggi di settore e di programmazione, senza distribuire contributi: per questo sarebbe opportuno il trasferimento del potere amministrativo a Comuni e Province, con mobilità obbligatoria dei dipendenti regionali». ©RIPRODUZIONERISERVATA Apertura 19 SET 2012 Primorski Dnevnik Cronaca pagina 5 Quotidiano NABREŽINA - Skupščina izvoljenih javnih upraviteljev v Grudnovi hiši Pokrajine: ukinitev je nesmiselna, njihova reorganizacija pa nujna Soočanje na pobudo svetnikov Gabrovca in Kocijančiča - Vloga Pokrajin pri zastopstvu Slovencev - Snovanje delovne skupine Številni izvoljeni javni upravitelji ter strankarski predstavniki s Tržaškega, Goriškega in Videmskega so se v ponedeljek zvečer odzvali na povabilo deželnih svetnikov Igorja Gabrovca oz. Igorja Kocijančiča in se udeležili srečanja v Nabrežini posvečenega reformi pokrajin. Vsi so si bili edini, da bi bila njihova ukinitev nesmiselna, reorganizacija pa nujna. razdeliti nove pristojnosti.« Okrog vprašanja je še vedno preveliko posploševanja, informacije pa so skope, je ocenil Gabrovec. »Govori se namreč o morebitni združitvi tržaške in goriške pokrajine ter o ustanovitvi velike furlanske pokrajine, pa tudi o razdelitvi goriške pokrajine med furlansko in deloma Trstom, ki bi postal mestna-metropolitanska občina. Skratka - velika zmeda.« Deželna paritetna komisija Ukinitev ni rešitev Gabrovec je uvodoma obnovil dogajanje, vse od tedaj, ko se je avgusta deželni svet odločil, da sestavi posebno paritetno komisijo (v njej so zastopane vse stranke), ki bi proučila možne rešitve reorganizacije pokrajin. V ta namen je priredila avdicije »vseh komponent naše pisane stvarnosti«, ki so v glavnem izpostavile težo jezikovnih in narodnostnih skupnosti - dejansko slovenske, kot element, ki ščiti oz. utemeljuje posebnost naše dežele. Ponudil je tudi primer neučinkovite reforme gorskih skupnosti - naša, kraška je bila ukinjena, zveza gorskih občin v Pordenonu oz. Vidmu pa po enem letu dejansko še ne obstaja. »Še en primer izgubljene priložnosti in prispevkov torej, brez izboljšanja stanja.« Razprava o pokrajinah se sicer vleče že desetletja, je ugotavljal Kocijančič, in poudaril, da ustreznega upravnega modela, ki bi jih zamenjal še ni. »Ko bi ukinili pokrajine, bi bila pri nas potrebna tudi prenova deželne uprave in občin, ki bi si morale po- Ukinitev pokrajin po Gabrovčevem mnenju ni rešitev za finančne težave države, prav tako pa ni nujno ohraniti statusa quo. Kocijančič, ki je polnopravni član posebne komisije, je povedal, da si samo kopica članov komisije prizadeva za spremembe v smeri večjih oz. popolnejših pristojnosti za pokrajine - v bistvu za neko celovito skrb za določene pristojnosti, kot so šolske gradnje ali ceste in ekologija - da pa bo naposled najbrž prevladalo mnenje večine. »Vtis imam, da bo večina predlagala, da ukrepamo tako, kot smo za gorske skupnosti, se pravi da pokrajine postanejo ustanova druge vrste, ki bi jo vodili župani. Postale naj bi neke vrste širši rajonski sveti posvetovalne narave.« Sicer pa prevladuje mnenje, da bi se za morebitno reorganizacijo počakalo, da se izteče sedanji mandat. »To pa je “soft” rešitev, ki vodi k umiranju pokrajin na obroke.« Deželni svet se bo vsekakor o reformi pokrajin izrekel 1. oktobra, člani komisije pa Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/2 Apertura Primorski Dnevnik Cronaca 19 SET 2012 pagina 5 Quotidiano Z včerajšnjega srečanja javnih upraviteljev v Grudnovi hiši v Nabrežini KROMA bodo seveda pred tem poročali o svojem enomesečnem delu. Pokrajina in zaščitni zakon »Sicer pa ne gre nasedati populističnim mnenjem, saj bi danes ljudje ukinili vse javne uprave, ker v njih vidijo le potrato denarja in neučinkovitost.« Gabrovec je namreč ugotavljal, da kjer so pokrajine levosredinsko usmerjene, so pogoji za Slovence veliko boljši. Po njegovem mnenju odigravajo pokrajine pri izvajanju zaščitnega zakona pomembno vlogo. »Slovenci smo danes številčno in kakovostno zastopani v različnih upravah. Prepričan sem, da lahko torej nekaj prispevamo za naše ljudi in prostor, vendar le če smo enotni. Premajhni smo, da bi delal vsak zase. Poiščimo torej skupni imenovalec, da bi še naprej učinkovito zastopali potrebe našega teritorija na vseh ravneh.« Kocijančič pa se glede tega z njim ne strinja, saj meni, da obstoj same pokrajine nima povezave z vsebinami zaščitnega zakona, saj ne jamči zastopstva v teh upravnih organih. »Pokrajine še niso jamstvo za naše pravice namreč. Pravice lahko zahtevamo mimo njih in mimo občin. Je pa res, da smo danes na občinski in pokrajinski ravni kar dobro zastopani.« Kako naprej? Srečanje je bilo seveda priložnost za koristno izmenjavo mnenj in za razmišlja- nja o morebitnih najustreznejših ukrepih. Podpredsednica goriške pokrajine Mara Černic se je jasno opredelila za ohranitev pokrajin, saj njihova ukinitev ne bi rešila finančnih in gospodarskih težav države (1,5% državnega proračuna). Debata o pokrajinah je politične narave, sedaj pa se o tem ne da debatirati s treznostjo in strokovnostjo, saj deželne volitve to pogojujejo, je ocenila. Po njenem mnenju bi z ukinitvijo pokrajin izgubili politično reprezentančno raven, »svoj glas«, saj smo se Slovenci uspešno in dobro vključili v politični boj, ki za slovensko narodnostno skupnost ni nezanemarljiv. Predsednik tržaškega pokrajinskega sveta Maurizio Vidali je načel vprašanje usode osebja v primeru ukinitve pokrajin in ponudil nekaj podatkov, med drugim dejstvo, da stane cel pokrajinski svet letno prav toliko kot en senator - 120 tisoč evrov. Predsednik vzhodnokraškega rajonskega sveta Marko Milcovich je predlagal, da bi pokrajine ohranili take kot so, le da bi zmanjšali število izvoljenih svetnikov, goriški pokrajinski svetnik Mario Lavrenčič pa je med drugim podprl združitev tržaške in goriške pokrajine z zagotovljenim enakim dostojanstvom in zagotovljenim slovenskim predstavništvom. Občinski svetnik v Sovodnjah Peter Černic je ugotavljal, da bi morala biti uprava blizu državljanom, tako pa se od tega principa vse bolj oddaljujemo. Župana Občine Dolina Fulvia Premolin oz. Repentabor Marko Pi- Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 2/2 sani sta poudarila potrebo po natančnejši definiciji funkcij pokrajine in celo njihovi nadgradnji, medtem ko je občinski svetnik v Nabrežini Edvin Forčič namignil, da bi bilo treba stroške razpoloviti v Rimu in ne na krajevni ravni. Gabrovec in Kocijančič sta predlagala, da bi že na ponedeljkovi skupščini oblikovali tudi delovno skupino upraviteljev in strokovnjakov, ki bi odslej dosledno sledili omenjeni problematiki, vendar se načrt ni iztekel. Domenili so se, da bodo počakali osnutek deželne delovne skupine in potem na tej osnovi razpravljali. (sas) Apertura 19 SET 2012 Primorski Dnevnik Cronaca pagina 7 Quotidiano Avtobus številka 4 do Villaggia del Fanciullo Pokrajina Trst sporoča, da bodo od danes poskusno spremenili traso avtobusne linije št. 4. Za spremembo so se zavzemali občani in vzhodnokraški rajonski svet. Avtobusi, ki od ponedeljka do petka krenejo s Trga Oberdan ob 7.30 in 7.47, bodo peljali mimo obeliska skozi Opčine do Bazoviške ulice in skladišča Anas, na pokrajinsko cesto št. 35 (nekdanjo Trbiško) do Villaggia del Fanciullo, kjer bo postaja. Avtobus bo nadaljeval do glavnega križišča pred Opčinami in naprej proti Mandriji. Ob 14.50 bo avtobus peljal izpred Villaggia del Fanciullo na Škavenco in v Trst. Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Box 19 SET 2012 Primorski Dnevnik Cronaca pagina 7 Quotidiano POKRAJINA - Dogovor s prometno policijo velja do leta 2015 Na Krasu strožji nadzor Odslej več kontrol, pogostejše merjenje hitrosti in več alkotestov - Prometna policija prejme merilec hitrosti in prenosna računalnika Podpis dogovora na sedežu tržaške pokrajinske uprave KROMA Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/1 Vozniki, pozor! Na Krasu bo prometna policija v prihodnje poostrila nadzor nad prometom. Odslej bodo patrulje pogosteje merile hitrost vozil ter stopnjo alkohola v krvi voznikov. Prometno policijo je v ta namen podprla Pokrajina Trst, včeraj je bil v palači Galatti podpis dogovora v to smer. Navzoča sta bila pokrajinski odbornik za prevoze in motorizacijo Vittorio Zollia in odgovorni za tržaški odsek prometne policije Emilio Di Vitto. Zollia je razložil, da je cilj te pobude zagotoviti čim večjo varnost na pokrajinskih cestah, predvsem pa v kraških naseljih. V dokumentu piše, da bodo predmet izrednih kontrol prometni prekrški, kot so neprilagojena hitrost in neuporaba smerokazov, preizkusi z alkotestom pa bodo pogostejši. Pokrajina bo brezplačno predala prometni policiji najsodobnejše merilce hitrosti (z vgrajenim fotografskim aparatom) in dva prenosna računalnika. Na področju preventive pa bo Pokrajina okrepila komunikacijo z občani, prometna policija pa bo redno pošiljala svoja poročila občinskim, pokrajinski in deželni upravi. Dogovor velja do leta 2015. Taglio medio 19 SET 2012 Primorski Dnevnik Cronaca pagina 14 Quotidiano GORICA - Pot miru od Alp do Jadrana Spomeniki prve vojne povezani v duhu sožitja Prvi rezultati bodo vidni že leta 2014 - Na obisk bodo povabili oba predsednika republike Zemljevid s Potjo miru od Alp do Jadrana Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 1/2 Apertura 19 SET 2012 Primorski Dnevnik Cronaca pagina 14 Quotidiano Na goriški pokrajini so včeraj podpisali sporazum o projektu »Pot miru - Zgodovinske poti prve svetovne vojne od Alp do Jadrana«, ki je bil julija sprejet na razpisu za standardne projekte v okviru čezmejnega sodelovanja Italija-Slovenija 20072013. Projekt, s katerim želijo v duhu sožitja med narodi povezati najpomembnejše ostaline in spominska obeležja soške fronte od bovških gora do Jadranskega morja po zgledu že urejene, sto kilometrov dolge Poti miru v Posočju, bo zaključen do leta 2015, prvi rezultati pa bodo vidni že leto prej, ko bo potekala stoletnica prve svetovne vojne. »Pobuda, ki sta jo podprla tudi slovenski in italijanski predsednik republike Danilo Türk in Giorgio Napolitano, ima simbolni pomen in temelji na vrednotah miru in sožitja,« je povedala podpredsednica in odbornica goriške pokrajine Mara Černic, po kateri je skupna vrednost projekta en milijon evrov. S pokrajino Gorica, ki je nosilec, sodelujejo pri projektu še številni partnerji. Pobudo podpirajo pokrajini Trst in Videm, gorska skupnost za Guminsko, Železno in Kanalsko dolino in gorska skupnost Ter, Nadiža in Brda, občine Gorica, Tržič, Nova Gorica, Šempeter-Vrtojba, Miren Kostanjevica, Brda, Kanal ob Soči in Komen, združenje Jezik-Lingua ter Fundacija Poti miru v Posočju, ki jo je včeraj v pokrajinski palači v Gorici zastopal predsednik Zdravko Likar. »Na Poti miru, ki smo jo uredili leta 2007 in povezuje dediščino soške fronte ter druge kulturne in naravne znamenitosti Zgornjega Posočja, beležimo zelo dober obisk,« je povedal Likar, ki meni, da bo po ureditvi čezmejne Poti miru od Alp do Jadrana odziv še večji. »Glavni pomen projekta je njegova simbolika, saj s povezavo sledov prve svetovne vojne ustvarja pogoje za sožitje med slovenskim, italijanskim in furlanskim narodom, ki živijo na tej nevralgični točki. Projekt bo obenem omogočil povezavo med številnimi ustanovami od Bovca do tržaškega Krasa, ki delajo na področju prve svetovne vojne,« je še dodal. Na včerajšnji predstavitvi so spregovorili še pokrajinska odbornica Sara Vito, ki je izpostavila angažiranost pokrajine Gorica na področju evropskih projektov, predstavnik občine Tržič Marco Mantini in pokrajinski funkcionar Flavio Gabrielcig, ki je pojasnil, da bodo s projektom ustvarili mrežo med že obstoječimi potmi, parki in spomeniki prve svetovne vojne, izboljšali povezave in namestili nove informativne table. »Našo ponudbo bomo poenotili s tem, kar že obstaja na slovenski strani,« je poudaril, Černičeva pa je dodala, da želijo ob zaključku projekta (ali morda že prej) povabiti na obisk oba predsednika republike. (Ale) Ritaglio stampa ad uso esclusivo del destinatario, non riproducibile. 2/2 Apertura