8 martedì 29 luglio 2014 CRONACA Ô Dopo dodici anni, la Città della Salute riparte completamente da zero. Studi, progetti, masterplan, discussioni sulle sedi e sulla funzione nel nuovo grande parco ospedaliero d’avanguardia. Tutto finito in chiacchiere, se è vero quello che ieri mattina ha denunciato l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta: «Ho verificato direttamente al ministero della Salute e non solo per il progetto non ci sono risorse, ma non è stata avviata nemmeno la procedura per richiedere il finanziamento». Parole pronunciate poco prima di incontrare - insieme al presidente Sergio Chiamparino - il rettore dell’Università Gianmaria Ajani, il direttore della scuola di Medicina Ezio Ghigo e il direttore dell’azienda sanitaria Gian Paolo Zanetta. La storia racconta di un progetto nato durante la giunta di centrodestra, proseguito con Bresso nel quinquennio di centrosinistra e con Cota nell’ultimo mandato. L’idea, ambiziosa e ancora attuale, creare un grande parco tecnologico d’eccellenza con università e incubatori d’impresa attorno a un ospedale di prim’ordine, in grado di sostituire gradualmente le Molinette, ancora punto di riferimento per la sanità piemontese nonostante una struttura fatiscente e assolutamente inadatta alla realtà contemporanea. Negli anni si sono alternate le ipotesi sulla sede - le principali: corso Bramante, Grugliasco, poi di nuovo la zona ospedali - e si sono modificati i progetti. Quello del 2010, firmato Aress, valeva almeno 850 milioni e prevedeva di aprire i cantieri fra via Genova e il Lingotto, l’ultimo era “low cost” e mirava a una torre chirurgica fra via Cherasco e corso Spezia. Tutto sfumato, anche perché fra una discussione e l’altra (con Regione e Università spesso su sponde opposte) i 250 milioni di euro che dovevano arrivare da Roma secondo un accordo stretto con il Governo nel 2007 ormai non ci sono più. Si volta pagina, insomma: addio “torri” e addio a complicati cantieri lungo corso Bramante. L’ipotesi più probabile, che piace alla Giunta Chiamparino e non vede contrario l’ateneo, è di costruire il nuovo polo nell’area ex Fiat Avio, TO Il progetto di Cota prevedeva la Città della Salute fra Molinette e Lingotto. Non si farà più SANITÀ Incontro fra il presidente Chiamparino e l’ateneo La Città della Salute è ferma all’anno zero Si riparte in autunno Saitta: «Mai presentate richieste di finanziamento» A settembre il nuovo piano: la sede all’ex Fiat Avio alla fine di via Nizza, attorno al nascente grattacielo della Regione. Ma con un occhio di riguardo alle Molinette, che necessitano di un piano straordinario di manutenzione (ci vogliono 15-20 milioni l’anno per la sicurezza, ha detto qualche tempo fa il direttore Zanetta) in attesa che la Città della Salute prenda forma. Anche perché lì un presidio ospedaliero dovrebbe comunque rimanere. Quindi l’intenzione, che a settembre dovrebbe essere messa nero su bianco da un “documento programmatico” stilato da Università e Regione, è di procedere su due livelli. Lavorare su spazi, costi e dimensioni della futura cittadella, il cui finanziamento Ô Dopo 12 anni, la Città della Salute riparte da capo. «Per il progetto - denuncia Saitta - non ci sono risorse e non è nemmeno stata avviata la procedura». Il piano cambia ancora: la sede sarà in via Nizza, accanto al grattacielo potrebbe essere pubblico come privato e provenire anche da dismissioni immobiliari di una parte dell’area ospedaliera, e insieme bussare alla porta del Governo per chiedere finanziamenti straordinari per le Molinette. E in ogni caso, accelerare sul progetto per farsi trovare pronti quando nella Capitale si riaprirà una finestra sui fondi. Il clima è di un cauto ottimismo. Il professor Ghigo parla di «incontro cordiale, in cui è emersa un’evidente convergenza di opinioni». E sulla possibile collocazione all’ex Fiat Avio, «l’importante è che si faccia, non tanto dove. Finora si è parlato molto ma si è fatto poco». Andrea Gatta LA MANOVRA L’Università ne voleva di più. «Ma è un primo cambio di rotta» assicura Cerutti La Giunta raggranella i fondi in bilancio Per le borse di studio arrivano 6 milioni Ô Qualche soldo in più sulle borse di studio, un ritocco del fondo per l’assistenza che ritorna così ai livelli del 2013, risorse ai trasporti per garantire che Province e Comuni spendaccioni che hanno violato il piano di rientro fissato - garantiscano il servizio sino a fine anno. In tutto 20 milioni di euro «raggranellati 150mila euro alla volta» nelle più piccole pieghe del bilancio, come ha osservato il vicepresidente Aldo Reschigna, e presi da «patrimonio, attività produttive, urbanistica, agricoltura», contando che «sul tema delle locazioni tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015 si può ancora risparmiare» in vista del trasloco nel grattacielo di Fuksas. Con questa mini-manovra la Giunta regionale ha messo mano al bilancio iniziando l’impostazione dell’assestamento. Detto dei 6 milioni sul trasporto pubbli- Rassegna del 29 luglio.pdf Una protesta degli studenti Edisu per le borse di studio co, diretti agli enti locali, dei 4,2 stanziati alle Province per preservare il trasporto dei disabili e di altri 4 sul mantenimento dell’assistenza, la fetta più significativa è rappresentata dai 6 milioni di euro destinati alle borse di studio universitarie. In questo modo, il fondo a disposizione dell’Edisu pagina 45 sale da 10 a 16 milioni di euro. Che non è quanto richiesto dall’università (24 milioni) né quanto prospettato inizialmente dall’assessore competente Monica Cerutti, ma «è una prima inversione di rotta» - precisa - dopo le polemiche che hanno investito per anni l’amministrazione Cota. La precedente Giunta, stretta dalla crisi e da un bilancio ridotto all’osso, ha scelto di tagliare progressivamente i fondi dal capitolo università, tanto che se prima la Regione riusciva a coprire il 100% degli studenti aventi diritto, ora il finanziamento riguardava appena il 49%. «Con l’aumento si arriverebbe a soddisfare il 70% dei 9.750 studenti aventi diritto - aggiunge Cerutti -. E in questa direzione va anche la riforma della legge che abbiamo iniziato a discutere in Giunta e che reintrodurrà la rappresentanza degli atenei piemontesi e degli studenti all’interno del consiglio di amministrazione dell’Edisu». [a.g.] Sanità Socio-Assistenziale II TORINO CRONACA la Repubblica MARTEDÌ 29 LUGLIO 2014 La nuova Regione Saitta, accuse a Cota “Sulla Città della Salute ha perso quattro anni” Chiamparino: “La faremo ma cambierà nome Sarà all’ex Fiat Avio, chiederò i fondi a Renzi” I PUNTI IL NOME Scompare il nome “Città della salute”: la nuova struttura si chiamerà «Bioparco tecnologico sanitario» LA CURA Il polo, a rilevanza nazionale, sarà dedicato agli interventi sanitari d’eccellenza e avrà 700 - 1000 posti LE ATTIVITÀ Nel maxicentro sanitario troveranno spazio anche la ricerca, la didattica e un incubatore d’imprese S ULLA Città della Salute si sono buttati via dodici anni, di finanziamenti neppure l’ombra. Sergio Chiamparino però non vuole gettare la spugna, punta in alto e vuole andare direttamente da Matteo Renzi a chiedere risorse per realizzare un progetto che ha l’ambizione di essere «di valore nazionale». La versione low-cost delle torri chirurgiche sull’area Molinette non interessa, quel progetto viene abbandonato e l’assessorato alla Sanità lavora sin da oggi per un grande polo di cura e ricerca, probabilmente nell’area di Fiat Avio come il presidente della Regione aveva prospettato in campagna elettorale. Antonio Saitta, assessore alla sanità della Regione, non usa mezzi termini sul passato. Ieri mattina, al termine della giunta regionale, ha denunciato il totale fallimento della giunta Cota, incapace di portare anche solo al nucleo di valutazione del ministero il progetto definitivo con la richiesta di finanziamenti per il po- lo sanitario a cui Torino e il Piemonte ambiscono sin dai tempi della Bresso. Neppure la Città della Salute di Novara ha per ora finanziamenti, aggiunge Saitta, «ma in quel caso almeno il progetto era stato presentato ed è al vaglio del nucleo di valutazione. Per Torino non abbiamo trovato neppure la delibera. Finora si è LA andati avanti producendo GIOR uno studio dietro l’altro però chiedere i finanNA senza ziamenti per tradurre i proTA getti in pratica». Alla vigilia dell’incontro romano del “Tavolo Massicci” sui conti della nostra sanità previsto per questa sera - riunione congiunta di ministero dell’Economia e della Salute, in cui esordirà il neo-direttore Fulvio Moirano - il tema è dunque capire quale sia la strada da imboccare per uscire dal cul de sac attuale. (s. str.) Mille posti per il “Bioparco sanitario” con didattica e incubatore d’imprese IL RETROSCENA SARA STRIPPOLI I SOLDI li chiediamo a Renzi, ma nel frattempo il nome è cambiato. La Città della Salute adesso è il Bioparco tecnologico sanitario, come lo chiama Sergio Chiamparino. Un ospedale dedicato agli interventi sanitari d’eccellenza fra 700 e 1000 posti, da realizzare probabilmente nell’area dell’ex Fiat Avio, che era anche l’ipotesi presentata dal candidato presidente in campagna elettorale. Un grande polo che dovrà necessariamente contenere l’attività didattica, come da tempo chiede l’Università degli Studi. Un piano che dovrà però anche chiarire le soluzioni correlate per la collocazione delle aree riservate alla ricerca e all’incubatore d’imprese, altro tassello indispensabile di un centro sanitario all’avanguardia capace di attirare risorse. Al nuovo progetto lavorerà l’assessorato alla sanità in collaborazione stretta con l’azienda diretta da Giampaolo Zanetta, l’Università e la scuola di medicina. Ognuno per la sua parte, contribuendo così a definire come dovrà inserirsi il nuovo Bioparco all’interno del sistema sanitario piemontese. Cosa fare ad esempio delle vecchie Molinette, dove potrebbe restare un presidio sanitario per gli interventi ordinari? Come distribuire i 1300 posti della Città della Salute attuale? L’o- Rassegna del 29 luglio.pdf Nel frattempo però vanno anche messe in sicurezza le Molinette sempre più vecchie e a rischio Zanetta, direttore dell’ospedale: servono 20 milioni l’anno solo per “tappare i buchi” biettivo è arrivare in autunno ad avere un «documento programmatico» che, spiega Saitta «è l’atto indispensabile per poter richiedere i finanziamenti statali. Vogliamo che il polo sanitario piemontese sia considerato un’opera di interesse nazionale considerato il riconoscimento che la sanità della nostra regione ha sempre ottenuto nel pano- rama italiano». Al termine dell’incontro fra Regione e Università, il direttore della scuola di medicina Ezio Ghigo dice di essere soddisfatto per l’avvio di un percorso condiviso che dopo anni di vana attesa si augura sia il più veloce possibile. Poi aggiunge altri dettagli che stanno a cuore all’Ateneo: «La didattica dovrà insediarsi all’in- ASSESSORE Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità pagina 47 terno dell’area dove si intende costruire, mentre la ricerca potrà svilupparsi nell’area fra via Nizza e il Lingotto. Quanto all’incubatore di imprese l’Università sta già lavorando ad un centro Politecnico-biomedico che potrà integrarsi perfettamente con il nuovo polo sanitario». Le idee non mancano. Resta però aperta la non irrilevante questione delle condizioni di vetustà delle attuali Molinette e la necessità di intervenire in attesa che i tempi lunghi della burocrazia consentano di realizzare il progetto. Nei giorni scorsi Giampaolo Zanetta aveva chiarito di aver calcolato la spesa: 20 milioni all’anno di manutenzione soltanto per «tappare i buchi», che di mese in mese diventano sempre più importanti. Quella delle risorse per mettere in sicurezza l’ospedale è la seconda parte della missione di Saitta-Chiamparino: «C’è un problema urgente di edilizia sanitaria che sottoporremo al governo, ed è quello della sicurezza - spiega l’assessore - abbiamo chiesto a Zanetta di mettere in campo tutte le strategie per recuperare risorse interne all’azienda ma contiamo di ottenere fondi anche a Roma. La sicurezza degli ospedali non può non essere considerata una priorità dal governo». Nel vertice che si è svolto ieri in piazza Castello c’era anche il rettore Gianmaria Ajani: «Giudichiamo positivamente - dice - l’idea che la giunta regionale punti ad un progetto di valore nazionale». Sanità Socio-Assistenziale © RIPRODUZIONE RISERVATA 34 IL METEO Sole Poco Nuvoloso nuvoloso Il tempo: forti temporali e temperature in calo, ma domani migliora. OGGI Temperature ˚C SVIZZERA CITTÀ VB AO Coperto Pioggia intensa Nebbia BI VC TO Neve MI Vento Mare mosso Mare calmo Poco mosso CN Mare agitato SP IM 16 18 18 18 18 18 18 18 17 19 21 21 22 20 21 21 22 23 23 24 24 22 22 24 26 27 CITTÀ AO BI TO MI NO VC GE CN SP FRANCIA IM LA STAMPA 14 16 15 15 15 15 16 16 15 16 19 20 22 27 27 28 27 28 28 28 28 26 26 26 27 27 BIELLA MARTEDÌ 29 LUGLIO 2014 REDAZIONE VIA XX SETTEMBRE 17 TELEFONO 015 8352611 FAX 015 2522379 E-MAIL [email protected] WEB WWW.LASTAMPA.IT/BIELLA PUBBLICITÀ PUBLIKOMPASS S.P.A. BIELLA, VIA COLOMBO 4 TELEFONO 015 2522926 - 015 8353508 FAX 015 2522940 All’interno MIN MAX AOSTA VERBANIA BIELLA NOVARA VERCELLI TORINO ASTI ALESSANDRIA CUNEO MILANO GENOVA SAVONA IMPERIA L’intensa perturbazione temporalesca giunta ieri pomeriggio insiste ancora sulle nostre regioni, pur con temporanee schiarite e pause asciutte in prevalenza sul Ponente Ligure e sul Basso Piemonte. In un contesto di spiccata instabilità con rovesci e temporali rimane quindi il rischio di fenomeni localmente intensi con nubifragi e grandinate, fino al mattino più probabili sul Piemonte settentrionale, dal pomeriggio di nuovo anche su Cuneese, Torinese e Astigiano. A cura di www.nimbus.it AT MIN MAX Centimetri-LA STAMPA Temporale Variabile AOSTA VERBANIA BIELLA NOVARA VERCELLI TORINO ASTI ALESSANDRIA CUNEO MILANO GENOVA SAVONA IMPERIA Temperature ˚C SVIZZERA 12 E PROVINCIA ECONOMIA. L’INDAGINE DEL «SOLE 24 ORE» SANITÀ Pensioni da record Biella prima in Italia Il medico di famiglia ora si cambia con un “clic” TURISMO Riparte la cestovia Ma Oropa resta a rischio-collasso Servizio A PAGINA 40 Un abitante su quattro riceve il trattamento dell’Inps PAOLA GUABELLO BIELLA AMBIENTE Rivoluzione-rifiuti per risparmiare Si parte dai quartieri Stefania Zorio A PAGINA 41 TRIVERO «Classi-pollaio» Alle scuole medie una raccolta firme Matteo Pria A PAGINA 43 BASKET Pronti i calendari Al debutto il derby con Pms Torino Stefano Zavagli A PAGINA 50 Rassegna del 29 luglio.pdf La mappa piemontese Il conto è presto fatto: su poco meno di 187 mila abitanti un quarto (cioè 48.213 persone) riceve una pensione di anzianità con un importo medio di 1.117 ero mensili. Così Biella si è meritata il primo posto nella classifica del Sole 24 ore sulle 105 province italiane. Il dato è confermato anche dalle erogazioni per vecchiaia (cioè una volta raggiunta l’età pensionabile anziché i contributi indispensabili per ricevere l’assegno) Le città della regionae subalpina sono fra le prime nel rapporto fra abitanti ed erogazione di assegni post lavorativi Biella in particolare guida la classifica delle pensioni per anzianità L’assegno medio percepito da 48 mila residenti supera i 1.100 euro mensili che si guadagna un piazzamento al 16° posto insieme a Forlì e Genova mentre il trend nazionale fa precipitare la provincia al 60° posto per le pensioni di invalidità. È facile immaginare il motivo di questi risultati: i dati della «fotografia» post-lavorativa biellese riflettono fedelmente la situazione economica del capoluogo laniero in un recente passato quando contava su una notevole forza lavorativa. Fino alla fine del secondo millen- nio, infatti, gli indici di disoccupazione arrivavano al 2%. La grandissima parte dei residenti lavorava regolarmente e il percorso tipico di un giovane, finite le scuole dell’obbligo, lo portava al posto in fabbrica o alle altre chance che il ricco distretto offriva. Del resto il capoluogo laniero si trova in buona compagnia con le città piemontesi: se Biella è al primo posto per il rapporto assegni/residenti, con un 26,8%, Vercelli segue al quarto posto con un 23,9%. Novara viene subito dopo con un 22,7%, seguita da Asti e Alessandria (22,3%). Cuneo si piazza al 13° posto (21,6%) , Torino al 17° ((21%) e il VerbanoCusio_Ossola al 31° (20%). mentre la vicina Aosta è 58a in classifica con un’incidenza del 16,9 sulla popolazione totale. Andando nel dettaglio i lavoratori dipendenti che a fine mese beneficiano dell’assistenza dell’Inps sono 32.693 con un importo medio di 1.203 euro mensili. Sono invece 13.894 gli autonomi che rice- pagina 48 vono una media 1.000 euro. La restante parte è rappresentata da fondi sostitutivi e integrativi, gestioni separate e assicurazioni facoltative. Arrivano invece a quota 16.500 (con un importo medio di 611 euro mensili) le pensioni ricevute dai superstiti. Infine, un’altra «categoria» importante è rappresentata dalle pensioni per invalidità che sono circa 8 mila (423 euro l’assegno), che portato il totale dei pensionati nel Biellese a 77.385. Nel Biellese il medico di famiglia ora si cambia anche online. Da venerdì sul sito www.aslbi.piemonte.it (alla voce «Medico di famiglia e pediatra») sarà attivo il nuovo servizio realizzato dalla Regione in collaborazione con il Csi Piemonte per revocare e cambiare il medico (non il pediatra) in ogni momento consultando l'indirizzo e l'orario dell'ambulatorio di ciascun medico e calcolando la distanza dalla propria casa. Per accedere servono le credenziali (username, password e pin) Venerdì l’Asl inaugura il servizio su Internet E in autunno arrivano i referti online rilasciate negli sportelli dei poliambulatori di Biella e di Cossato e nelle sedi Asl di Andorno, Cavaglià, Mongrando, Sandigliano, Trivero (e Ponzone), Valle Mosso e Vigliano. Il servizio consentirà di risparmiare soldi e tempo: «È gestito in modo automatizzato - dice il direttore generale dell'Asl Gianfranco Zulian - e per l'azienda sanitaria sarà più semplice affrontare casi specifici, ad esempio quando i medici di famiglia vanno in pensione e molti pazienti devono sceglierne un altro». Tra i servizi digitali attivi da tempo all'Asl di Biella c'è il pagamento del ticket e in autunno sarà possibile anche stampare i referti degli esami eseguiti nei punti di prelievo. [F. FOS.] Sanità Socio-Assistenziale 12 LA STAMPA MARTEDÌ 29 LUGLIO 2014 . Cuneo e provincia .43 gg Sanità/Spending review, dibattiti e iniziative g Ospedale e due Asl alleate negli acquisti Il Santa Croce individuata come “capofila” per ridurre le spese dei materiali di consumo la fine dell’anno. Complessivamente nei primi 5 mesi dell’anno le nostre bilanci delle aziende sanitarie spese sono scese di alcuni milioni e regionali sono sotto la lente contiamo di consolidare questo andad’ingrandimento della Regio- mento per il resto del 2014». ne che mercoledì prossimo a «Abbiamo chiuso il trimestre in Roma, dovrà riferire sull’anda- equilibrio – spiega Francesco Morabimento del piano di rientro dal forte to – anche se con alcune difficoltà per debito accumulato dalla sanità pie- le spese di personale, ma il tetto di spemontese. Le aziende spendono an- sa assegnatoci è il più basso del Piecora troppo per monte , con un’ultel’acquisto di beni IL DIRETTORE BONELLI riore riduzione di 2 e servizi e per per il 2015». «Coordinamento milioni questo nei giorni Risparmi sì, ma è subito applicabile vero che in provinscorsi l’assessore È un vantaggio» cia di Cuneo arrivaAntonio Saitta ha istituito delle no meno soldi che aree di coordinamento che dovran- da altre parti: nel 2013 alle tre aziende no centralizzare il più possibile le della Granda sono stati assegnati circa procedure di appalto per realizzare 978 milioni di euro (680 alla Cn1, 260 concrete economie di scala. L’ Aso alla Cn2 e 50 al S.Croce), cifra che sudS. Croce e Carle è stata individuata divisa per i 590 mila abitanti dà come come azienda capofila del tavolo risultato 1680 euro per ogni abitante, tecnico composto dalle Aziende sa- molto meno della quota capitaria assenitarie Asl Cn1 e Asl Cn2. «Nella no- gnata alle aziende di Asti (1749 euro), stra provincia – spiega Giovanna Vercelli (1759 euro) o Vco (1715 euro). Baraldi direttrice del S. Croce - questo coordinamento esisteva già. L’obiettivo sarà la precisa suddivisione dei compiti fra di noi per omogeneizzare l’acquisto dei prodotti e a questo stiamo già lavorando». Unificare le procedure degli acquisti, ma soprattutto standardizzare la tipologia di beni che si comprano per avere maggiore potere contrattuale nel momento in cui si fa un appalto, una delle chiavi per concreti risparmi è questa secondo Gianni Bonelli, direttore dell’Asl Casa Albergo: che sta facendo il ComuCn1 che spiega, «la spesa da ridurre ne di Ceva? Si sta tentando il tutto per è prevalentemente di tipo ospeda- tutto per evitare che la città perda liero. Significa decidere insieme, l’unica struttura per autosufficienti al per fare un esempio, quali siringhe, momento già fortemente svuotata? È il fili di sutura e altro materiale chi- senso dell’interrogazione che la minorurgico comprare, in modo da ac- ranza dell’ex vice sindaco, Vincenzo quistare lo stesso tipo per tutte le Bezzone, sta per inoltrare al sindaco aziende. Il vantaggio del coordina- Alfredo Vizio. Tema: la casa Albergo di mento così come applicato dalla Re- Ceva, la seconda casa di riposo della gione è che è immediatamente ap- città dopo il De Rossi (che ospita in plicabile in quanto già rodato a livel- gran parte non autosufficienti). Nei mesi scorsi la notizia «choc» del lo provinciale fra le tre aziende». «Il processo era già stato avviato gestore, la società ligure Cooperarci: per alcuni acquisti – aggiunge Fran- l’aumento delle rette da 1200 a 1650 cesco Morabito, direttore dell’Asl euro. «Necessario per far fronte a una Cn2 – non resta che proseguire con situazione finanziaria molto difficile» coesione nella stessa direzione». era stato il commento della responsaTranquillità per il lavoro da svolgere bile della Coperarci, Laura Gengo, che ma anche per l’andamento dei singo- gestisce una casa di riposo «che ha una li bilanci delle aziende, tutte e tre in capacità ricettiva di 50 persone ma ne sostanziale equilibrio. «Siamo a po- ospita oggi una decina. Le perdite nel sto – spiega Gianni Bonelli – per la 2013 sono state di oltre 200 mila euro, spesa per il personale, per i farmaci 150 mila l’anno prima». Sono seguiti vertici tra sindacati, ospedalieri e territoriali. Sui dispositivi medici (protesi, peacemaker) Comune e gestori. E adesso? La minosiamo in calo di 1 milione di euro ri- ranza di Bezzone incalza: «Vogliamo spetto al 2013 e contiamo di allinear- capire cosa il sindaco stia concretaci al tetto di spesa assegnatoci entro mente facendo per scongiurare l’inCAMILLA PALLAVICINO CUNEO Nelle valli Ilservizio diguardiaturistica I 1 Anche quest’anno, dal 2 al 17 agosto, l’Asl Cn1 attiverà il servizio di assistenza sanitaria ai turisti nei distretti di CuneoBorgo San Dalmazzo e Dronero. In Valle Vermenagna presso il dott. Giuseppe Vasile, in Alta Valle Stura e in media e Alta Valle Maira con la Guardia Medica Turistica, in Alta Valle Gesso con i medici di medicina generale, saranno garantite le prestazioni ambulatoriali ( 15 euro) e a domicilio (25 euro) a tutti i turisti in vacanza. [C. P.] L’ospedale «Santa Croce» di Cuneo Ceva Alimentazione “IlfuturodellaCasaAlbergo?” Vademecum per mangiare Sindaco:“Trovarenuoveattività” e prevenire molte malattie Rassegna del 29 luglio.pdf Vincenzo Bezzone Già vice sindaco è ora all’opposizione tento ormai chiaro dei gestori: svuotare una struttura antieconomica sotto il profilo della gestione, limitandosi a pagare gli oneri previsti da contratto. Le conseguenze? Negare un presidio fondamentale alla città e perdere posti di lavoro», dice Bezzone. Secondo cui l’unica via d’uscita è rivedere il contratto trentennale che vincola i gestori e Comune, ma lascia carta bianca sulle tariffe. Il sindaco Alfredo Vizio: «Stiamo lavorando con la Regione per affiancare alla casa di riposo altre attività, si pensava all’Alzheimer». Perché la revisione del contratto, spiega Vizio, «è una spada di Damocle di non facile risoluzione. Abbiamo coinvolto i nostri legali: se fosse stato possibile modificarlo l’avremmo già fatto prima». [C. V.] pagina 50 Mangiando si possono prevenire molte malattie, i tumori e le demenze senili, per esempio, oltre a diabete, ipertensione, osteoporosi, ipertrofia prostatica. e, come dice il medico Franco Berrino: «Non siamo obbligati ad ammalarci di qualcosa in età anziana. Se provassimo a fare del nostro meglio avremmo una chance di invecchiare e morire sani». Tutto è spiegato in modo semplice, ma scientificamente accurato, nel libretto «Mangiar meglio per ammalarsi meno» realizzato in collaborazione con le Asl della Granda. Scritto da Annamaria Cuffia, con le note di Berrino (già direttore del dipartimento di Medicina preventiva dell’Istituto nazionale tumori di Milano) è alla quinta ristampa (dal 2006) e, questa volta, è uscito in 45 mila copie. Si trova in distribuzione gratuita in ambulatori medici e negli ospedali. Insegna come non è solo importante il tipo di cibo con cui ci si nutre, ma anche la sua qualità e il modo in cui viene cucinato. Un esempio: il pane e la pasta non fanno tutti bene. Dipende dalla farina con cui vengono L’opuscolo distribuito gratuitamente confezionati. C’è anche il parere del pediatra nutrizionista, Luciano Proietti, tre pagine per evitare figli sempre più obesi. Il libretto informativo è realizzato dalla Provincia, con l’aiuto della Bcc di Pianfei e Rocca de’ Baldi. [B. M.] Sanità Socio-Assistenziale