InterMETREX Seminario di sintesi 6 Q4/2004 BARCELLONA ATTI DEL SEMINARIO Presenti Partner 1 — Comitato unico per il Piano settoriale di Glasgow e della Valle Clyde Vincent GOODSTADT Direttore del Piano Dr. Grahame BUCHAN Vicedirettore del Piano Partner 2 — METREX Roger READ Segretario generale Jim PARKE Leader progetto InterMETREX Partner 3 — Ente Grande Londra Kevin REID Funzionario superiore Pianificazione e Strategia Partner 5 — Metropoli Costa Sud Phillip ROBINSON Direttore Politica della Pianificazione Partner 6 — Verband Regione Stoccarda Dr. Jürgen LUDWIG Direttore di Progetto Economia e Infrastrutture Partner 7 — Regione Emilia-Romagna Claudio TOLOMELLI Dirigente di Controllo strategico Silvia GRASSI Funzionario di Controllo strategico Alessandro DELPIANO Responsabile Servizio PTCP Provincia di Bologna Partner 8 — Provincia di Napoli Paola NAPOLITANO Funzionaria del Servizio Piano Territoriale di Mariarosaria ALBANO Coordinamento – SIT – Piani settoriali Partner 9 — Regione Piemonte Arch. Giovanni FERRERO Unità Operativa di Pianificazione territoriale Partner 10 — Regione Veneto Arch. Romeo TOFFANO Dirigente della Pianificazione Territoriale Arch. Carla SPOLAOR Funzionaria Dipart. Pianificazione Territoriale Francesca FRANZIN Partner 11 — Generalitat della Catalogna Francesc CARBONELL LLOVERA Direttore dei Programmi, Istituto Studi territoriali Partner 12 — Junta dell’Andalusia Gloria VEGA GONZÁLEZ Capo Servizio Pianificazione subregionale Partner 14 — Comune di Granada Isidoro IBAÑEZ MUÑOZ Vicesindaco, Comune d’Ogijares José Luis CAÑAVATE TORIBIO Direttore Centro Studi Internazionali Partner 15 — Governo Basco Jesus Maria ERQUICIA OLACIREGUI Responsabile Servizio Pianificazione territoriale (Studi territoriali) Partner 16 — Eurocittà Basca Bayonne San Sebastián José Ramón IZKEAGA ZINKUNEGI Direttore generale Pianificazione territoriale, Diputación Foral di Gipuzkoa PROGETTO COFINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA Nye Bevan House, 20 India Street, GLASGOW, G2 4PF T. +44 (0)1292 317074 F. +44 (0)1292 317074 [email protected] http://www.eurometrex.org InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI Partner 17 — Comitato Øresund Jarl ZINN Coordinatore di Programma In FERDINANSEN Funzionario superiore Piano regionale Partner 18 — Comune di Helsinki Markku LAHTI Architetto e Capo Unità Piano regolatore Partner 20 — Ente per la Pianificazione e la Tutela Ambientale di Atene Manos PAPANIKOLAOU Direttore generale Lilian PALLA Capo Divisione Piano strutturale per Atene Partner 21 — Ente per il Piano regolatore e la Tutela ambientale di Salonicco Magda SEGKOUNI Funzionario Programmi UE Partner 23 — Pianificazione regionale dell'area di Zurigo Günther ARBER Urbanista metropolitano Partner 25 — Dipartimento Sviluppo urbano di Riga Inguss VIRCAVS Capo sistemi informativi Zinta MIKELSONE Assistente al direttore urbanistica Partner 26 — ME Vilviaus Planas Linas SINKEVICIUS Capo Pianificazione Partner 30 — Istituto per lo sviluppo urbano di Cracovia Grazyna KORZENIAK Capo metodologia urbanistica Jerzy ADAMSKI Coordinatore di progetto Partner 31 — Comune di Stettino Ewa KURJATA Funzionario progetti internazionali Partner 32 — Comune di Sofia Petar TERZIEV Direttore del Piano regolatore Sofproect Ludmil MIHAYLOVITCH Coordinatore capo del Piano regolatore di Sofia Georgette RAFAILOVA Esperta in pianificazione territoriale Segretariato e Interpretariato InterMETREX Alastair WYLLIE Coordinatore progetto InterMETREX Tim PAGE Webmaster METREX Stefanie BECKER Interpretariato e comunicazione in tedesco Alicia HARLAND Interpretariato e comunicazione in spagnolo Adriano MURATORI Interpretariato e comunicazione in italiano Martedì 26 ottobre 2004 mattino Benvenuti e Introduzione I partner sono accolti al seminario ed informati degli antecedenti del progetto. Si prende atto che la nozione di benchmark è stata varata nel corso della Convocazione d’Oporto e sviluppata poi dal progetto InterMETREX in ambito Interreg IIC. Si ricorda ai presenti che nel corso di questo progetto il Benchmark METREX è stato ripetutamente modificato per rispondere a problemi e quesiti emersi dai seminari d’analisi pregressi. Grahame Buchan, che rappresenta il partner leader, espone la relazione introduttiva del seminario, la cui versione completa è rinvenibile nel portale di METREX. Buchan indica poi che il seminario di sintesi dovrebbe affrontare tre temi principali: 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI 1. I principali problemi del Benchmark (analisi comparativa) 2. Le prassi d’influenza 3. Gli emendamenti del benchmark Dopo aver ricordato ai presenti i contenuti del Benchmark, la relazione espone la dimensione e i contenuti della fase analitica del progetto. Buchan fa alcuni commenti sul lavoro dei seminari d’analisi, ma prende atto che alcuni partecipanti non sono stati in grado di rispondere alle ambizioni del progetto di garantire una tempestiva preparazione e diffusione del materiale. Si accenna al fatto che ciò riduce il tempo di discussione e intacca la capacità di definire ed esplorare elementi specifici prima del seminario. Inoltre, si evidenzia che le circostanze hanno spinto a riprogrammare la partecipazione di alcuni partecipanti, e che hanno prodotto un carico di lavoro mal distribuito tra i seminari, e in taluni casi questo carico mal distribuito ha influito sulla profondità del dibattito. Buchan puntualizza che le mutate circostanze politiche hanno limitato la partecipazione dei partner di Liverpool e di Oporto, e privato il progetto dell’esame corretto dei vari sistemi pertinenti di pianificazione. Problemi del Benchmark (analisi comparativa) Buchan espone la panoramica strategica delle relazioni del seminario, con un'analisi a quadranti basata su: • • • Competenze v. Potenzialità Potenzialità v. Processi Processi v. Competenze La relazione tratta quindi i grandi temi riscontrati mediante le relazioni e le discussioni del seminario. Le conclusioni vengono articolate nelle tre rubriche principali del Benchmark – Competenze, Potenzialità e Processi. In queste rubriche si sono individuate aree comuni nel modo seguente: COMPETENZE • Strati e rapporti amministrativi molteplici • Confini amministrativi e Regioni urbane funzionali • Diversità di piani frammentari – settoriale v. integrato POTENZIALITÀ • I temi socioeconomici sono spesso esclusi • Previsioni e proiezioni non integrate • Assenza di scenari integrati per inquadrare la strategia • Assenza di struttura analitica del mercato o bacino d’utenza • Studi di capacità/potenzialità urbana – essenziali per la sostenibilità? PROCESSI • Separazione dei processi di pianificazione e di applicazione • Precoce partecipazione dei soggetti interessati alla formulazione del piano • Fiducia dei soggetti interessati nella strategia, per i tempi della partecipazione, della natura della partecipazione e di chi partecipa. • Gestione inadeguata della strategia 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI Prassi d’influenza Grahame Buchan esamina quindi la misura in cui l’analisi comparativa ha permesso ai partner di trovare margini e aree di miglioramento, e indica che la Generalitat della Catalogna ha accettato l’esigenza di migliorare i nessi tra i fattori socioeconomici e la pianificazione fisica, e ha inoltre riscontrato delle tensioni tra i diversi interessi dipartimentali e il bisogno di maggiore integrazione. L’Emilia-Romagna e l’Ente per Atene riconoscono ora l’esigenza di migliorare il monitoraggio e la gestione della strategia. Buchan afferma che il proprio ente accetta di superare la separazione tra fare il piano e applicarlo. Il caso della South Coast Metropole viene evidenziato perché è un’area dove occorre lavorare per superare la mancata coerenza all’interno dei confini amministrativi. Gli sviluppi del Benchmark La relazione individua le seguenti quattro aree in cui è possibile modificare il Benchmark: 1. Coerenza – Potrebbe manifestarsi il bisogno di legare meglio la nozione di coerenza alla nozione di Regioni urbane funzionali. La relazione prende atto dell’emergere di poteri legislativi in Germania, Svizzera e Italia, per agevolare l’emergere d’organi metropolitani basati sulla Regione urbana funzionale. 2. Capacità/potenzialità urbana – La relazione prende atto che alcune relazioni dei seminari d’analisi sembrano presumere che questo Benchmark affrontasse temi politici anziché le possibilità di fare ricerca. 3. Partecipazione dei soggetti interessati – Buchan rileva che i meccanismi dei processi sono stati spesso utilissimi per superare i limiti imposti da confini che limitano la coerenza. Si propone di emendare il Benchmark delle prassi al fine di includervi un Benchmark che affronti una strategia di partecipazione. 4. Trasparenza e fiducia dei soggetti interessati - Si prende atto che diverse relazioni hanno suscitato l’idea di introdurre nella procedura i mezzi per “testare” pubblicamente il piano, al fine di accrescere la fiducia in esso. 5. Visioni/Obiettivi – Deve il Benchmark puntare alla loro espressione come prassi standard, sia integrate nel Benchmark sia come sua introduzione. E-Atlante La relazione riesamina i progressi compiuti nell’assemblare i contributi all’e-Atlante da parte del Consiglio comunale di Rotterdam. Buchan sottolinea l’importanza dell’e-Atlante nel comunicare i temi metropolitani e chiede azioni tempestive al fine di completare il lavoro. COMPETENZE Dibattito sui Problemi Buchan introduce questa seduta passando in rassegna le “aree comuni” individuate nella sua relazione. Strati molteplici È diffusa l’opinione che strati molteplici non devono inibire la preparazione delle strategie di pianificazione metropolitana. Alessandro Delpiano indica che il meccanismo della Conferenza, utilizzato in Emilia-Romagna, permette di risolvere alcuni problemi. Giovanni Ferrero rileva che 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI serve un meccanismo che garantisca la presa di decisione collettiva. Magda Segkouni indica che l’avere a disposizione un piano nazionale territoriale ha agevolato i negoziati tra i vari strati amministrativi. Per Phillip Robinson il nuovo sistema di pianificazione regionale in Inghilterra tende a spostare il potere verso la fascia alta della gerarchia; inoltre egli indica che ciò causa preoccupazioni a livello sottoregionale, perché la consultazione con gli interessi sub-regionali è in programma più tardi. L’assenza di un mandato elettorale diretto a livello regionale aumenta le tensioni ed è probabile che la dimensione della pianificazione regionale creerà difficoltà nel fare partecipare la popolazione. Jürgen Ludwig solleva il problema della credibilità elettorale, indica che non vi sono tanti strati nel sistema tedesco, ma sottolinea anche il problema delle regioni di pianificazione nel sistema. Ludwig afferma che le regioni di pianificazione esistono soltanto perché bisogna affrontare la pianificazione territoriale ed esse sono composte di delegati di altri enti. Di conseguenza, le regioni di pianificazione sono restie ad utilizzare a dovere i poteri di pianificazione regionale. Jürgen Ludwig raffronta l’efficienza di queste regioni di pianificazione con la Verband Regione Stoccarda, che è eletta direttamente e polifunzionale; inoltre afferma che lo status della sua regione gli ha permesso di guardare avanti ed affrontare i problemi. Romeo Toffano suggerisce che le organizzazioni tendono a proteggere i propri poteri, anziché cercare il bene comune, e sottolinea i limiti alle competenze non devono inibire il successo di un piano. Toffano suggerisce che non basta fare la preparazione tecnica del piano, ma bisogna vendere l’idea del piano, e questo esige un ragionamento coerente per convincere la popolazione nonché la partecipazione degli esponenti politici per sostenere il piano. Si propone di migliorare la preparazione del piano fruendo della partecipazione attiva d’organizzazioni scientifiche ed università, al fine di rendere il piano più credibile. Coerenza Graham Buchan sposta l’asse del dibattito sull’esame del nesso tra i confini della pianificazione e la nozione di coerenza, e sottolinea che i provvedimenti di autonomia rappresentano la misura in cui enti contigui possono adottare decisioni su temi relativi all’area centrale. Buchan indica che una nuova normativa scozzese imporrà ai comuni nelle città-regioni scozzesi di cooperare alla preparazione dei piani metropolitani, e, rispondendo ad una domanda di Gunther Arber, Buchan spiega che l’ente Fife si trova a cavallo tra due città-regioni e dovrà contribuire ai piani di ambo le città-regioni. Phillip Robinson spiega che le autorità della sua area stanno tentando di rispecchiare l’idea di regione urbana funzionale, e che l’area attraversa confini formali amministrativi e quindi le conclusioni possono rivestire soltanto carattere consultivo. Ib Ferdinansen indica che c’è bisogno di decisioni politiche per gestire i problemi dell’area Øresund, tuttavia il dibattito danese sembra ignorare la dimensione metropolitana o funzionale della regione urbana. Gunther Arber descrive il nuovo riconoscimento della nozione di regionale funzionale urbana attraverso i meccanismi dell’agglomerazione, e indica che ai Cantoni essa non interessa, perché implica un allontanare i poteri da loro, e che il governo nazionale ha introdotto incentivi all’infrastruttura per incoraggiare l’emergere di siffatti meccanismi. Inoltre Arber informa i presenti che Friburgo ha già stabilito una regione metropolitana e che il governo nazionale sta incoraggiando questa decisione mediante l’introduzione di diritti di voto, che dipendono dalla popolazione degli enti partecipanti. Francesc Carbonell ricorda ai presenti che la definizione di regione urbana funzionale è soggetta a mutamenti e prende atto che cambiare fa parte della vita, e che ciò implica necessariamente pensare a adattarsi al mutamento. Carbonell indica che in Catalogna ci si è adoperati per allineare 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI il livello provinciale alle regioni urbane funzionali attuali. Ciò significa creare 7 province al posto delle 5 attuali, per farle corrispondere alle RUF. Carbonell anticipa che l’introduzione dei servizi ferroviari ad alta velocità nella regione cambierà la geografia in termini di mobilità e fruibilità. Questi cambiamenti porteranno inevitabilmente a modificare i confini delle RUF. Questa prospettiva pone il problema di quanto sia realistico aspettarsi una corrispondenza perfetta tra i confini amministrativi e le RUF. Martedì 26 ottobre pomeriggio POTENZIALITÀ Dibattito sui Problemi Buchan riesamina di nuovo le “aree comuni” che egli ha individuato nella sua relazione. Questioni socioeconomiche I partner discutono all’inizio in quale misura i temi socioeconomici devono figurare nei piani territoriali per le aree metropolitane. Jürgen Ludwig suggerisce che non è opportuno affrontare temi che il piano non può applicare e che l’allargamento in queste aree potrebbe distrarre l’attenzione da quelle centrali. Inoltre egli teme che l’aggiunta di nuove problematiche possa cozzare con l’utile idea del “piano snello”. Ludwig riconosce che il piano territoriale metropolitano deve prendere in considerazione i fattori sociali ed economici, ma solleva il problema su come ciò debba essere fatto. Phillip Robinson indica che i nuovi orientamenti in essere in Inghilterra in materia di pianificazione territoriale danno indirettamente più rilevanza ai temi sociali e economici. Claudio Tolomelli evidenzia il forte divario esistente tra la pianificazione territoriale di livello regionale e i programmi intervenzionisti che si occupano dei problemi socioeconomici. Gianni Ferrero indica che i temi sociali e economici possono essere affrontati al meglio a livello comunale o locale. Romeo Toffano ritiene che il piano territoriale metropolitano rappresenta una “strada maestra”, che può essere utilizzata come strumento nel dialogo con l’ente partecipante, e suggerisce inoltre che il piano dovrebbe essere il veicolo per dialogare con tante altre discipline, al fine di ottenere il migliore allineamento con la “strada maestra”. Jesús Maria Eriquicia Olaciregui indica che in Spagna i Comuni accettano sempre di più l’idea che una struttura metropolitana è necessaria, e quando il suolo scarseggia si riconosce da varie parti che i tre livelli dovrebbero cooperare. Vincent Goodstadt, che rappresenta il partner leader, pone il problema se siano disponibili gli strumenti per affrontare i temi socioeconomici, e propone che la preoccupazione principale sia capire gli impatti sociali e economici delle decisioni di pianificazione territoriale. Goodstadt fa un raffronto tra la valutazione limitata di questi impatti e il disposto della Direttiva sulla valutazione ambientale strategica. Grahame Buchan chiede dei pareri sul momento in cui il sistema di pianificazione territoriale dovrebbe coinvolgere gli attori sociali ed economici, ed egli indica che le relazioni propongono che le previsioni demografiche tendono a dominare lo studio di questi temi e suggerisce che è necessario prendere in considerazione altri temi. Gianni Ferrero interviene proponendo di distinguere tra un’analisi dell’impatto e l’integrazione di proposte da parte dei soggetti sociali e economici interessati. Phillip Robinson indica che nonostante la nuova rilevanza data in Inghilterra a questi temi, le persone pertinenti sono restie a partecipare. Jürgen Ludwig suggerisce di distinguere tra Pianificazione territoriale e Pianificazione 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI dello sviluppo territoriale. Grahame Buchan mette in discussione la capacità di pianificare lo sviluppo strategico senza avere ben compreso i futuri sociali e economici. Ludwig risponde indicando che il piano dovrebbe poggiare su un dialogo volto alla comprensione, ma il piano dovrebbe fornire solo l’opportunità o l’ambito per ulteriori proposte. Jesús Maria Erquicia Olaciregui indica che nel Paese Basco la preparazione dei Piani territoriali parziali comporta ora notevoli iniziative per far partecipare i soggetti interessati, ed egli sottolinea tuttavia come questi stessi soggetti interessati socioeconomici abbiano risposto in misura limitata. Jose Ramon Izkeaga concorda col parere che i valori socioeconomici vadano integrati nei piani territoriali, attirando però l’attenzione sul fatto che alcuni dei valori considerati cambieranno col tempo. Izkeaga conclude che la pianificazione dev’essere un processo. Gloria Vega Gonzalez rileva come il dibattito confonda temi che sono impliciti nel percorso di pianificazione – diagnosi socioeconomica – e questioni relativa all’attuazione. E conclude che il Piano territoriale dovrebbe essere considerato un quadro di riferimento per tutte le proposte di natura sociale e economica. Struttura analitica del mercato e del bacino d’utenza Roger Read rinvia a quegli aspetti della pianificazione territoriale che sono strettamente legati alle prassi orientate dal mercato, quali il commercio al dettaglio e lo sviluppo dell’edilizia abitativa privata. Read chiede dei pareri sulla misura in cui il piano deve anticipare e coordinare i meccanismi del mercato. Jürgen Ludwig ricorda ai presenti l’enfasi posta nelle prime tappe della pianificazione sui temi quantitativi e rileva come vi sia stato un successivo ritorno agli approcci qualitativi. Ludwig punta il dito sulla scarsità di risorse e propone di trovare un punto d’equilibrio tra questi approcci. Gunther Arber evidenzia la difficoltà di far meglio delle valutazioni degli analisti di mercato, ma prende atto che per certi aspetti dell’elaborazione del piano come i trasporti, esistono metodologie consolidate che sono utilizzate in modo diffuso. Arber sottolinea che il tempo è pure un problema, poiché ci vuole tempo per elaborare un piano, e fa notare come ogni sforzi volto ad abbracciare un numero maggiore di approcci analitici allungherebbe esageratamente il tempo di preparazione di qualsiasi rivisitazione di piano. Grahame Buchan indica che la sua analisi delle relazioni del Benchmark suggerisce che vi può essere una dimensione culturale, con maggiore enfasi posta sulle capacità analitiche nel nord dell’Europa e maggiore importanza data al fattore visione della pianificazione a sud. Jürgen Ludwig afferma che mentre sussiste l’obbligo legale di pensare ad un orizzonte temporale di 15 anni, vi sono limiti alle nostre capacità di fare previsioni ed egli propone di affidarsi a premesse più semplici. Claudio Tolomelli afferma che vi dev’essere un punto d’equilibrio tra sapere e visione, e rileva che le decisioni in fatto di trasporti pubblici dipendono più dalle finanze disponibili per lo sviluppo di servizi e strutture piuttosto che sull’analisi del fabbisogno ed egli evidenzia le difficoltà di fare previsioni ragionevoli sull’immigrazione nelle circostanze attuali. Tolomelli propone che ci si doti di nuovi strumenti se si vuole ottenere una pianificazione ragionevole. Vincent Goodstadt concorda che affiorano difficoltà nel preparare studi analitici, ma rileva che è rischioso affidarsi al mercato come bussola per sapere quanto il piano deve fornire. Goodstadt fa l’esempio della grande quantità di suolo libero in molte zone, che il mercato non è riuscito ad assorbire, e dice di pensare che la pianificazione possa creare dei mercati e che dovrebbe intervenire nei processi di mercato e che l’analisi offre l’opportunità di riuscire in questo intento. A suo giudizio, ciò non comporta per forza una modellizzazione dettagliata, ma è conseguibile con metodi intermedi. Goodstadt indica che è impossibile preparare un piano territoriale senza dare 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI giudizi e che per poter essere validi questi giudizi richiedono una previa analisi. Jürgen Ludwig accetta che bisogna anticipare gli eventi e fare proiezioni. Gestione del progetto Alastair Wyllie, il coordinatore del progetto, annuncia che i seguenti sono assenti scusati: Partner 4 — Comune di Liverpool Partner 13 — Comune di Siviglia Partner 19 — Provincia di Stoccolma Partner 22 — Area Metropolitana di Oporto Partner 27 — Ente per l’Ambiente e la Pianificazione di Malta Partner 28 — Comune di Nicosia Partner 29 — Minsk. La mancata partecipazione dei partner 4, 22 e 29 è dovuta a cambiamenti politici e di personale, e urge un chiarimento dello status di questi partner entro la fine del presente periodo di rimborso. La mancata partecipazione dei partner 13, 19, 27 e 28 è dovuta ad altri impegni improrogabili. Il partner 19 ha partecipato alla Conferenza METREX di Barcellona, subito dopo il seminario WK6. Alastair Wyllie espone quindi i punti seguenti in merito alla gestione del progetto: 1. Si spiega che la Norma di Disimpegno UE può significare che l’impegno di cofinanziamento che l’UE conferisce al Finanziamento di Progetti sia a rischio, se la spesa cui era legata non è stata chiesta a rimborso nel programma sottoposto. Alastair Wyllie indica che questa regola si applicherà a tutti progetti della zona Ovest d’INTERREG IIIc alla fine del 2004, e che è richiesta una Relazione finanziaria intermedia al 30 novembre 2004. Tutti i partner sono incoraggiati a mettere a riporto le proprie richieste di rimborso. Si prende atto che la Relazione finanziaria intermedia non sostituisce il Third Progress Report (PR3) al 31 dicembre 2004. 2. Alastair Wyllie espone quindi alcuni effetti sulla contabilità del progetto, soprattutto sui costi operativi. Wyllie ha aggiornato gli accordi iniziali e gli accordi modificati secondo i dettami del segretariato della Zona Ovest. Ai sensi dell’ultimo accordo egli conclude che è probabile che sia accettabile mettere a riporto il pagamento delle fatture per i costi operativi fissi al 30 novembre 2004, ma che probabilmente non è possibile trattare i costi operativi variabili. Egli spiega che è in corso un dialogo con il segretariato della Zona Ovest che potrebbero permettere al partner leader di pagare i costi e chiedere il rimborso a nome e per conto di ogni partner. I risultati del dialogo e le eventuali conclusioni saranno comunicate ai partner. 3. I partecipanti vengono informati dei problemi specifici delle situazioni italiana e greca. Uno dei problemi è legato alla certificazione dei costi operativi fissi, e Alastair Wyllie pensa che questo problema è in via di risoluzione. L’altro problema relativo al tempo del personale è stato riferito al SZS e agli Stati membri. 4. Alastair Wyllie espone le prossime tappe, che prevedono il pagamento dei costi operativi fissi entro il 30 novembre e l’invio del materiale per l’e-Atlante al Comune di Rotterdam, per far sì che l’organizzazione utilizzi al meglio la propria richiesta di rimborso. Alastair Wyllie indica che invierà i moduli per le richieste di rimborso relative al WK6 di Barcellona a tutti partner, tranne la richiesta per i costi operativi variabili. Wyllie chiede ad ogni partner di comunicargli gli importi della richiesta di rimborso per il tempo del personale, i viaggi e l’alloggio, entro il 30 novembre. 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI Si chiede ai partner di completare e certificare la richiesta di rimborso entro il 31 dicembre nel solito modo. 5. Mr. Wyllie espone come i costi variabili saranno trattati secondo i nuovi, mutati accordi. Il partner leader chiuderà il conto relativo ai costi operativi variabili dopo il WK6 di Barcellona, e rilascerà le fatture da pagare entro il 30 giugno 2005. Ad ogni partner sarà inviato un altro modulo per il rimborso dei costi operativi variabili, ed ogni partner dovrebbe quindi pagare i costi operativi variabili entro il 30 giugno 2005, fare la richiesta di rimborso e ricevere il cofinanziamento UE nel novembre del 2005. 6. Sono già stati spiegati quali accordi si materializzeranno, qualora il possibile terzo accordo diventi possibile. In queste circostanze il partner leader (LP) chiuderà operativa il conto relativo ai costi operativi variabili dopo il WK6 di Barcellona e l’LP comunicherà a tutti i partner la quota-parte dei costi operativi variabili. Poi l’LP chiederà nel PR3 il cofinanziamento UE per quote-parte uguali per ogni partner e dedurrà quote-parte uguali dal cofinanziamento UE ricevuto nel marzo del 2005 e pagherà il saldo ad ogni partner. Mercoledì 27 ottobre 2004 mattinata PROCESSI Dibattito sui temi Grahame Buchan riesamina le quattro aree comuni che egli ha individuato nella sua relazione. Separazione tra Pianificazione e Applicazione del piano Vincent Goodstadt propone che un piano applicativo accompagni il piano territoriale. Ib Ferdinansen indica che le indagini conoscitive pubbliche sui tre temi principali, che fanno parte del processo in Danimarca, fan sì che i soggetti interessati se ne approprino. Jürgen Ludwig spiega che in Germania vige il dovere di far partecipare i principali soggetti interessati, che si occupano degli interessi della popolazione, e che il piano regionale è quindi cogente per i principali soggetti interessati. Ludwig traccia una serie di conferenze, che vareranno il riesame del piano regionale, e prende atto dei limiti del piano, nel vincolare le risorse finanziarie ad es. gli investimenti federali per le autostrade. Romeo Toffano spiega che il piano regionale veneto è sì cogente, ma che si devono prendere in considerazione i piani settoriali. Esiste poi l’obbligo di legge di consultare le autorità settoriali, e le discussioni attuali porteranno ad una Conferenza dei servizi. Questo processo collega il piano alla sua applicazione; si spiega che questo processo esiste per le agenzie nazionali. Jesus Maria Erquicia Olaciregui indica che, vista l’approvazione del piano regionale nel 1997 e la preparazione dei piani territoriali parziali, il Comune dovrà modificare la propria posizione, per potere ottenere il via libera della Diputación. Il tempo dirà se il processo è stato efficace. Jose Ramon Izkeaga Zinkunegi indica che il Comune nutre forti speranze sul funzionamento concreto del processo. Il Grahame Buchan afferma che, nonostante i commenti che propongono une relazione vincolante, le relazioni suggeriscono che vi è un divario tra teoria e realtà. Gloria Vega Gonzalez risponde che il piano regionale dell'Andalusia è cogente, e la partecipazione di soggetti interessati elevata, ma che l'applicazione è sempre annacquata dalla disponibilità di risorse; ella riconosce che gli investimenti statali sono autonomi dal piano. Romeo Toffano propone di considerare il ruolo del 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI piano come un percorso anziché uno strumento di pianificazione centrale, ed afferma che un dialogo può risolvere i problemi locali e regionali, ma afferma che un piano troppo rigido può creare problemi a livello nazionale, laddove occorre una certa flessibilità. Vincent Goodstadt vuole chiarire la nozione di piano vincolante e dice di avere capito come esso può garantire la conformità dei piani locali, ma di nutrire dubbi su come ottenerne l’applicazione e su come generare la fiducia nelle azioni attuative, quali l’erogazione d’acqua. Egli descrive come si stiano verificando sviluppi d’edilizia abitativa senza adeguati servizi di trasporto né strutture per la comunità. Si solleva la possibilità di rapportarsi ai budget dei principali soggetti interessati. Jürgen Ludwig indica che in Germania la mancata adesione alla linea adottata dal piano può portare dritto in tribunale, e sottolinea che l’iter dipende da coloro che, nel tentativo d’allontanarsi dal piano, devono dimostrare pubblicamente come si giustifica questa linea d’azione. I piani locali andavano finora sottoposti alla Regione a fini d’approvazione. Saranno presto in vigore nuovi poteri per consentire alla Regione di applicare elementi della cooperazione con i Comuni. Giovanni Ferrero ricorda ai partecipanti che un piano regionale dovrebbe poter essere duttile nella fase attuativa e che il termine chiave dovrebbe essere l’efficacia, anziché l’efficienza. Partecipazione Phillip Robinson afferma che il sistema inglese prevede l’obbligo di avere partner strategici, come quelli che si occupano di edilizia abitativa, salute, ambiente ed economia, coinvolti nell’iter decisionale. Alcuni orientamenti suggeriscono che un 30% dei decisori siano soggetti interessati. Robinson evidenzia come sia arduo ottenere un impegno sufficiente dagli enti partecipanti, e rileva come taluni soggetti interessati siano preoccupati dalla responsabilità legale che questa presa di decisioni comporta. Inoltre Robinson descrive il requisito di produrre un piano per il piano di partecipazione – la cosiddetta Dichiarazione di Partecipazione Pubblica (Statement for Community Involvement). Egli indica che questo piano deve illustrare come si prefigge di raggiungere tutti i gruppi sociali e come sarà aperto ad una verifica indipendente. Grahame Buchan mette in dubbio che questo requisito sia conveniente, richiamando l’attenzione sul fatto che la maggior parte dei partner rileva che un approccio mirato è il più efficace, e mettendo in dubbio la fondatezza di questo requisito. Phillip Robinson concorda che è molto arduo giustificare l’approccio a livello regionale e attira l’attenzione sul conflitto tra l’apparente impegno a partecipare del governo e l’imposizione di livelli di sviluppo prima della partecipazione stessa. Questo fatto potrebbe generare disincanto. Kevin Reid fa notare che il piano del partenariato fornirà l’ulteriore vantaggio di poter dare un giudizio sulla giusta importanza da assegnare alle attività di lobby ad alto livello. Gloria Vega Gonzalez descrive come i fornitori di servizi sono restii ad entrare in discussioni durante il periodo iniziale d’elaborazione del piano. Ella indica che le mentalità sono cambiate dopo l’approvazione del primo piano e dopo aver esposto in pieno giorno i disservizi. Questa esperienza ha incoraggiato una partecipazione più forte. Jesus Maria Eriquicia Olaciregui afferma che agli albori della nuova era di pianificazione, la partecipazione nel Paese Basco è stata alta a causa dei disservizi, ma via via che i servizi sono migliorati, il livello di partecipazione è calato. Egli conferma che è più difficile raggiungere alti livelli di partecipazione a livello strategico, e rileva che nonostante una partecipazione pianificata, la risposta è stata magra. Gestione della Strategia Kevin Reid espone l’approccio dell’Ente per la Grande Londra (GLA), e spiega che vi era un obbligo di legge, ma che sin dall’inizio esisteva l’impegno a monitorare il piano a fronte di una serie di importanti indicatori. Egli informa i partecipanti che la relazione annua sarà breve (40 pagine) e si concentrerà su 25 indicatori-chiave. Reid riconosce che la prima relazione potrebbe essere lacunosa, ma è fiducioso che le lacune saranno colmate col tempo. I presenti apprendono che la 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI GLA ha creato una base di dati a Londra, che concorrerà a questa attività. Kevin Reid ritiene che il monitoraggio non sia necessariamente un onere e che sia gestibile come parte di un’attività costante. Reid indica che il riesame del piano della GLA sarà incrementale, con nuovi temi che verranno ad aggiungersi nel tempo. La gestione dei rifiuti dovrebbe essere il prossimo tema da aggiungere, ma la nuova legislazione sul gioco d’azzardo potrebbe generare il bisogno di avere una politica che si occupi dei grandi casinò. Sperimentare il piano (Conferenza METREX di Barcellona, Seminario 1) Grahame Buchan avvia il seminario suggerendo i motivi per cui un processo di sperimentazione del piano debba essere introdotto: 1. Esigenze politiche • Soggetti interessati e trasparenza • Difficoltà a ottenere una partecipazione soddisfacente • Comunicare sulla strategia • Fiducia nella validità della strategia e dei processi 2. Esigenze professionali • Solidità del piano • Coerenza interna • Coerenza con i piani collettivi • Conseguibilità Grahame Buchan avanza delle proposte su cosa andrebbe sperimentato sia politicamente sia professionalmente: 1. Politicamente • Visione • Aspirazioni • Asserzioni 2 Professionalmente • Basi • Qualità tecnica • Integrazione Il Piano per Londra Prima di descrivere l’iter di sperimentazione del piano per Londra, Kevin Reid espone l’ambito del piano. Reid indica che, dopo 50 anni di calo, la popolazione di Londra è andata aumentando negli ultimi 15 anni e che si prevede che la crescita proseguirà. I problemi principali sembrano essere i seguenti: • • • • 800.000 persone in più 600.000 posti di lavoro in più Congestione del traffico Risorse Kevin Reid quindi espone tutto il programma, dalla preparazione del piano, cominciata nel maggio 2001 alla relazione del panel indipendente del luglio 2003. Reid afferma che la risposta del 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI sindaco alla relazione del panel è del novembre 2003, e che il Governo nazionale non ha dato direttive per modificare il piano né vi è stata la benché minima contestazione legale allo status del piano. L’ambito per l’Esame pubblico è stato descritto come 700 risposte che investivano 13.000 diversi argomenti. Si sono descritte le risposte come contenenti una vasta serie di temi, che tanto appoggiavano quanto contestavano il piano. Si afferma che il panel era indipendente e che il formato della “verifica” pubblica (“Inquiry”) era informale, rispetto all’approccio legalistico delle verifiche per i piani locali. Si rileva che il panel ha fissato un calendario chiaro e strutturato per il dibattito e che era responsabilità del panel decidere chi avrebbe dovuto partecipare, per poter dibattere dei temi in profondità. Il dibattito sui temi, gestito dal panel, non ha comportato un controesame (“cross-examination”). Reid afferma che la verifica è durata 7 settimane, il che contrasta con la verifica pubblica durata sette anni per il Quinto terminale dell’aeroporto di Heathrow, ritenuto indesiderabile da più parti. La relazione del panel è stata prodotta in tre mesi e benché non fosse legalmente vincolante, ma in futuro questo stato di cose cambierà. I vantaggi politici della “verifica” indipendente sono descritti da Kevin Reid in termini di comunicazione, di credere alla visione proposta, di credibilità degli accordi di lavoro comune e di credenziali democratiche del processo. Per quanto riguarda gli esiti professionali, Reid rileva l’enfasi sull’ambiente per via di temi quali la SEA, ma egli ritiene che andrebbe data maggiore importanza all’ambiente e ai temi sociali. I temi principali della verifica sono: 1. 2. 3. 4. Le proiezioni sono corrette? La crescita dovrebbe esserci altrove? Può Londra far fronte ad una crescita programmata? Gli investimenti necessari possono essere fatti? Kevin Reid indica che il panel ha confermato che la principale spinta del piano era valida e in linea con le politiche nazionali. Egli indica che il panel ha chiarito la Politica di sviluppo sostenibile e la Politica che esige che il 50% degli alloggi siano convenienti, e sostenere l’obiettivo di 30.000 nuovi alloggi annui. Dopo aver ricevuto la relazione del panel, Kevin Reid indica che il sindaco ha accettato la maggiore delle raccomandazioni del panel e ha commissionato una veloce riscrittura del Piano, il quale è stato adottato nel febbraio 2004. Piano per l’area metropolitana di Bologna Claudio Tolomelli presenta la relazione, rilevando che l’analisi comparativa (“benchmarking”) ha permesso di individuare delle lacune. Egli afferma che una nuova legge ha riordinato l’iter della pianificazione, fornendo una struttura istituzionale per la preparazione del Piano. I tre processi principali processi sono: la Conferenza di pianificazione, il Patto istituzionale e la Visione comune. Claudio Tolomelli pensa che la consultazione è insufficiente, e puntualizza che occorre un quadro strategico, una struttura istituzionale idonea, la giusta volontà politica e infine risorse finanziarie ed umane adeguate. Tolomelli rileva che bisogna coinvolgere i principali soggetti interessati e i Comuni, e rileva il valore della partecipazione del Comune di Bologna. Alessandro Delpiano evidenzia che servono strumenti per la coesione territoriale nel preparare un piano metropolitano. Egli descrive le caratteristiche principali dell’area come un’area pivot nella 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI regione, con un ruolo di snodo della mobilità nazionale, e la presenza di funzioni metropolitane non corrispondenti alle dimensioni della area. Le strategie principali esposte sono le seguenti: 1. 2. 3. 4. 5. 6. Policentrismo/Decentramento Nuovo sistema della mobilità Risanamento urbano nell’area urbana principale Collegare lo sviluppo al sistema di trasporti Modello di sviluppo collegato alla disponibilità di servizi Consolidamento dello sviluppo industriale Si rileva che il processo della Conferenza di pianificazione è durato 6 mesi dal 5 dicembre 2001 al luglio 2002 ed ha affrontato la giustificazione ragionata, la preparazione di un patto territoriale e una procedura di perequazione finanziaria. La Conferenza di pianificazione, si spiega, ha contemplato 5 sedute plenarie e 7 riunioni tecniche con i principali soggetti interessati. Si pone in rilievo che essa ha contemplato 4 riunioni territoriali per associazione (40 riunioni) e 8 riunioni pubbliche. Alessandro Delpiano indica che si è risposto ad ogni partecipante e che si è stabilito un patto territoriale per ogni associazione unitamente alle procedure di perequazione finanziaria. Andalusia – Pianificazione metropolitana Gloria Vega Gonzalez espone le caratteristiche principali delle aree urbane dell’Andalusia, dove esistono 10 centri con una popolazione di oltre 100.000 persone e 4 aree metropolitane con una popolazione di oltre 400.000 persone. Il Piano regionale per l’Andalusia persegue una crescita equilibrata in tutti i 10 centri principali e che le città prendono forma policentrica. Le giovani aree metropolitane assorbono popolazione dalle aree rurali e montuose. Gloria Vega Gonzalez rileva la complessa struttura istituzionale, e indica che detta struttura porta all’esigenza di una vasta consultazione pubblica, e specifica che mentre la regione ha la facoltà di preparare piani regionali e sub-regionali, con i piani settoriali vige un rapporto complicato. Inoltre le competenze sono condivise a vari livelli organizzativi; ad es. la rete viaria è una funzione dello Stato, dell’autorità regionale e dei Comuni. I progressi fatti nel preparare i diversi piani sono lenti, a causa della mentalità dei Comuni principali, spiega Gloria Vega Gonzalez. Il piano metropolitano dell’area della baia di Cadice viene offerto quale base per descrivere il processo di sperimentazione del piano. Solo per elaborare il piano ci sono voluti 10 anni, con la partecipazione di 5 Comuni, ed esso ha affrontato le migliorie ai trasporti pubblici, le grandi aree di sviluppo e le aree di tutela o miglioramento dell’ambiente. Una Commissione per l’Elaborazione del Piano ha organizzato la partecipazione pubblica e vi è stata una campagna d’informazione pubblica e delle riunioni con diverse organizzazioni. Una serie di Commissioni ha soppesato meriti delle argomentazioni sollevate da chi ha reagito e commenti della Regione. Piano metropolitano di Cork Dan Looney spiega che il piano, che è stato commissionato congiuntamente dal Comune di Cork e dalla Contea (Provincia) circostante non è un testo cogente, e indica che il primo piano comune è stato prodotto nel 1976, ma non fu molto efficace a causa dell’assenza di un impegno vincolato e di un finanziamento affidabile. La revisione del 1991 si è concentrata sui trasporti pubblici. Il piano viene “collaudato” mediante una commissione, che valuta le rappresentazioni nel piano. Dibattito del Seminario 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI Il dibattito comincia con una domanda sulla misura in cui la società tutta può partecipare all’iter di pianificazione. Kevin Reid rileva che la società ingloba elementi politici e tecnici. Jürgen Ludwig chiede informazioni a Kevin Reid su finalità e natura dell’opuscolo preliminare per il piano di Londra e quante reazioni esso ha ricevuto. Reid indica che l’opuscolo iniziale esponeva tendenze d’alto livello e le intenzioni generali del sindaco in 100.000 esemplari circa. Reid conferma inoltre che l’opuscolo non è stato spedito ad ogni nucleo famigliare al fine di rendere partecipe la società, ma che l’opinione pubblica è stata informata che l’opuscolo era disponibile attraverso una grande campagna pubblicitaria, e che l’opuscolo è stato dato a tutte le biblioteche pubbliche. Egli indica che l’opuscolo stato inviato ai principali soggetti interessati, la sua finalità essendo quella di generare una consultazione ben informata al fine di modellare la bozza del piano per Londra. Ricorda inoltre ai presenti che il piano ha passato l’iter di consultazione formale. Rispondendo al secondo punto di Jürgen Ludwig, Kevin Reid indica che si sono ricevute 600 risposte da organizzazioni e 100 da singoli individui. Reid spiega che le risposte forniscono le fondamenta di un rapporto generale, già pubblicato. Ludwig chiede se la relazione vincolante del panel può essere contestata in tribunale. Reid conferma che è possibile mettere in dubbio la relazione del panel, ma solo per certi motivi, e può succedere solamente in circostanze estreme. Si puntualizza che alcuni piani riescono ad affrontare contenuti sociali e che bisogna prestare maggiore attenzione ai temi sociali. Claudio Tolomelli suggerisce che l’efficacia è tutto, e rileva come sia determinata non solo dai contenuti, ma anche dalla dimensione degli sforzi compiuti per raggiungere alti livelli di partecipazione. Albert Seratosa evidenzia che i vasti piani strategici impostano solo priorità generali senza impegnare le diverse ubicazioni, e ribadisce la necessità di avere piani territoriali. Gloria Vega Gonzalez appoggia l’esigenza di piani strutturali, poiché inquadrano le azioni strategiche, evidenzia la similitudine tra le procedure per il piano di Londra e quelle per il Piano territoriale parziale dell’area della baia di Cadice, dove vi sono state 300-400 reazioni, e conclude affermando che è sempre difficile ottenere risposte a livello strategico. Kevin Reid conclude il dibattito prendendo atto che la pianificazione deve affrontare un mondo in rapido mutamento, e suggerendo che i piani debbano essere un mix di temi territoriali e socioeconomici, avvisando che è importante che la pianificazione sia realistica su quanto il mercato può dare. Evoluzione del Benchmark Grahame Buchan individua aree potenziali di cambiamento: Coerenza, Potenzialità urbane, Partecipazione e Testare il piano. Si prende atto che quest’ultimo campo sarà discusso nel corso di un seminario del programma della Conferenza, nel quale ci si concentrerà su Potenzialità urbane e Coerenza. Potenzialità urbane Claudio Tolomelli indica che nel caso della Regione Emilia-Romagna il duplice problema delle capacità: è certa l’’eccedenza di capacità d’edilizia abitativa nelle allocazioni, e bisogna convincere il Comune a ridurle. Tolomelli indica che si sta cercando altra capacità residenziale intorno alle stazioni ferroviarie; inoltre si stanno cercando altre opportunità di supermercati, nell’ambito dell’iter di pianificazione. Gianni Ferrero propone di distinguere tra la dimensione politica e l’aspetto tecnico delle potenzialità urbane. Romeo Toffano afferma che il termine “capacity” implica dei limiti, inoltre egli rinvia alle conseguenze dell’intensificazione su temi quali la qualità dell’aria, 16 InterMETREX Seminario di sintesi 6, Barcellona 4T/2004 ATTI attirando richiamando l’attenzione dei presenti sui limiti che la carenza delle risorse necessarie impone, e che non permette di sfruttare talune opportunità. Gloria Vega Gonzalez indica che in Andalusia l’obiettivo principale è porre limiti allo sviluppo urbano; il piano determina la nozione negativa, ossia quanto suolo vada tutelato e quali aree debbano essere ritenute strategiche. Jesus Maria Erquicia Olaciregui indica che il termine “capacity” crea problemi se tradotto tale e quale in spagnolo. Kevin Reid suggerisce di utilizzare una terminologia differente, che si concentrasse sull’edilizia abitativa, e spiega che il piano della GLA poggia su una politica che punta sui siti da riconvertire (brownfield) e che lo studio delle potenzialità dell’edilizia abitativa individua un obiettivo minimo per finalità politiche. Reid pensa che il lavoro sullo studio delle potenzialità residenziali abbia stimolato la fantasia dei promotori immobiliari, spronandoli ad avanzare proposte di sviluppo tese a convertire l’eccedenza d’uffici e gli sviluppi residenziali in ipermercati/centri commerciali. Phillip Robinson indica che nel lavoro propedeutico al piano nella sub-regione circondante Bournemouth, si utilizza il termine “potential” anziché “capacity”, ed egli vuole evidenziare che ogni valutazione di questo genere è un’istantanea scattata in un momento dato, e che nuove opportunità contingenti potrebbero cambiare le potenzialità stimate, ad es. potrebbero rendersi disponibili più risorse o la commerciabilità di taluni siti potrebbe migliorare. Coerenza - Regioni urbane funzionali Claudio Tolomelli indica che mentre la Costituzione consente di istituire enti metropolitani in Italia è in corso un vivace dibattito su quanti ve ne debbano essere. Tolomelli ritiene che non vi siano soluzioni statistiche su questo dibattito, e indica che nel caso di Bologna le RUF non abbracciano il sistema fluviale e che l’aeroporto serve un’area più vasta. Egli conclude accennando all’esigenza di cominciare dai problemi residenziali e educativi quali mezzi per ottenere la definizione. Jürgen Ludwig evidenzia che è la Costituzione federale tedesca a fissare la maggior parte dei confini amministrativi, a cui l’individuazione delle regioni metropolitane deve dunque conformarsi. Ludwig ritiene che gli enti metropolitani in Germania andrebbero aggiunti alle strutture esistenti e la loro tipologia potrebbe spaziare da un’associazione informale ad un’organizzazione di tipo formale. Ludwig pensa inoltre che siffatte organizzazioni andrebbero sancite da accordi, ed egli descrive alcune difficoltà di rappresentatività che talune aree emergenti metropolitane in Germania stanno fronteggiando. Egli fa poi notare come alcune iniziative metropolitane tedesche si orientino più al marketing che alla pianificazione territoriale. Gianni Ferrero esprime dubbi sulla forza della nuova opportunità che costituisce la città metropolitana in Italia, descrivendo la nozione “concreta, ma non concreta”. Gloria Vega Gonzalez indica che sarebbe impossibile creare enti metropolitani in Andalusia, e descrive come si siano creati enti di cooperazione volti ad accomunare la gestione di strutture quali i parchi metropolitani e i servizi per i trasporti. Grahame Buchan osserva che bisogna lavorare nei sistemi esistenti se si vuole fare dei passi avanti sugli accordi metropolitani. Jürgen Ludwig concorda con la necessità di promuovere la nozione d’entità metropolitana e Roger Read informa i partecipanti dell’importanza di questa nozione per il progetto PolyMETREX e afferma che riveste grande importanza per il corretto funzionamento dell’Europa. 16