Siamo tutti coinvolti La maladie d’Alzheimer ou une affection apparentée se déclare chaque année chez 15’000 personnes dans notre pays. Opuscolo informativo gratuito. Altri esemplari possono essere ordinati all’Associazione Alzheimer Svizzera (vedi retro). Testo originale francese: Angela Pattschull-Furlan, Dott.ssa psic. e Agnès Forbat Versione italiana: Raffaella Moresi Stampa: Imprimeries Réunies Lausanne s.a. © 2004, Associazione Alzheimer Svizzera, Yverdon-les-Bains Citazioni autorizzate con indicazione della fonte. Al momento non esistono né prevenzioni contro la malattia d’Alzheimer, né si può nemmeno sapere in anticipo chi ne sarà colpito. Tutti abbiamo bisogno d’informazioni, sia che ci preoccupiamo per noi stessi o per un nostro familiare, sia che un nostro amico soffra di questa malattia; ma anche quando siamo confrontati con malati nell’esercizio della nostra professione, ad esempio ad uno sportello o nei trasporti pubblici. La malattia d’Alzheimer non è contagiosa, eppure le persone colpite vivono spesso nell’isolamento e ciò non ci può lasciare indifferenti. Essa c’interessa anche in quanto cittadini, perché rappresenta una sfida per la nostra società a livello medico, politico, sociale ed etico. «Succede a tutti di dimenticare delle cose, ma ciò non ha niente a che vedere con ciò che io dimentico.» Anna un anno dopo la diagnosi 3 Invecchiare non è una malattia «All’inizio della sua malattia, mia moglie non smetteva di chiedermi come mai dimenticasse tutto. Cosa avreste risposto al mio posto?» Werner marito di una malata Può succedere a tutti di non ricordare il nome di una persona che si conosce o di esitare nel ritrovare la propria vettura in un gran parcheggio, ma dimenticare che si è incontrato il proprio vicino il mattino stesso o non saper più utilizzare la lavatrice, ciò può essere un sintomo della malattia d’Alzheimer. Quest’affezione non ha niente a che vedere con l’invecchiamento normale. Nelle persone colpite, essa provoca un lento declino delle facoltà mentali e le rende dipendenti da chi le circonda. L’evoluzione è dovuta a distruzioni specifiche e progressive nel cervello. Alzheimer, una malattia neurologica tra le altre Si conoscono più di cinquanta affezioni i cui sintomi sono molto simili a quelli della malattia d’Alzheimer. Demenza è il termine generico che definisce quelle malattie in cui i disturbi della memoria si associano alla regressione di altre funzioni mentali, al punto da rendere la persona completamente dipendente. La malattia d’Alzheimer è la forma di demenza più frequente. La demenza vascolare, provocata da piccoli infarti cerebrali ripetuti, è la seconda. In Svizzera, circa 90 000 persone soffrono della malattia d’Alzheimer o di un’altra forma di demenza. «L’accertamento precoce è difficile ma fondamentale. Esso permette di rivelare alcune malattie curabili e, per la malattia d’Alzheimer, di iniziare un trattamento nel momento più favorevole.» Dott. Albert Wettstein, privato docente Zurigo % delle persone colpite 35 Demenze reversibili 10% 30 25 Malattia d’Alzheimer 50% Demenza vascolare 18% 20 4 Più si avanza con l’età, più aumenta il rischio di contrarre una forma o l’altra di demenza. Nella fascia d’età fra i 90 e i 94 anni, si stima che un terzo delle persone ne sia colpito. 15 10 5 0 60-64 65-69 70-74 75-79 80-84 85-89 90-94 Gruppi d’età Altre demenze 22% Più le ricerche avanzano, più si scopre la complessità delle cause di demenza. 5 Un deterioramento delle cellule del cervello «Quando qualcuno ha una gamba paralizzata, questo si vede. I vuoti di memoria non sono stampati sulla mia fronte.» Alberta un anno dopo la diagnosi 6 La malattia d’Alzheimer è caratterizzata dalla distruzione massiccia e progressiva delle cellule nel cervello. Si osserva anche la diminuzione di sostanze chimiche necessarie per lo scambio d’informazioni tra le cellule cerebrali. Attualmente i ricercatori non sanno perché e come questa evoluzione patologica si scateni in una persona. Si pensa che esistano molti fattori di rischio che possono favorire l’insorgere della malattia, ma ciò non è sempre vero. Una sorta di reazione a catena sull’arco di numerosi anni, diversa da un individuo all’altro, porterebbe alla comparsa della malattia. Il rischio più importante di contrarre la malattia è l’età, ma anche il bagaglio genetico è un fattore non trascurabile. In una forma particolare e molto rara, l’ereditarietà non è un semplice fattore di rischio, bensì un elemento scatenante della malattia stessa. La malattia dura molti anni La presa a carico globale di un caso di malattia d’Alzheimer ammonta in media a Fr. 66000.– all’anno. Più della metà di questa somma è a carico del paziente e della sua famiglia. La malattia d’Alzheimer progredisce in modo diverso da caso a caso. L’età, le condizioni di vita e lo stato generale di salute hanno un’influenza importante. In media, l’evoluzione della malattia dura dieci anni. All’inizio, il malato non necessita di una presenza costante e puntuale. Soltanto attività più complesse, come gestire i pagamenti mensili o organizzare un viaggio, possono rappresentare per lui un problema. A poco a poco, però, egli avrà bisogno di aiuto giorno e notte. Attività quotidiane, come fare la spesa o lavarsi, potranno già creare delle difficoltà. Il soggetto perderà pure la nozione del tempo e rischierà di smarrirsi nel proprio quartiere. Ad uno stadio avanzato della malattia, la persona colpita necessiterà di cure e di attenzione 24 ore su 24. Non potrà più nutrirsi, vestirsi o lavarsi da sola. Il suo linguaggio si limiterà a qualche parola. «Evito di impietosirmi sul mio destino, però, ci sono momenti orribili dove ho voglia di prendere a pedate il gatto!» Giuseppe due anni dopo la diagnosi 7 Il pensiero si disorganizza... «Dirigevo un giornale ed ora non so nemmeno più scrivere correttamente. Faccio errori ovunque. Non riesco più a ricordare ciò che voglio scrivere.» Luigi due anni dopo la diagnosi 8 Nella malattia d’Alzheimer, l’insieme del cervello è colpito in modo progressivo. La perdita di memoria rappresenta certamente il sintomo più conosciuto, tuttavia è l’insieme delle facoltà mentali che declina lentamente. La persona colpita comincia con il dimenticare informazioni concrete, come una chiamata telefonica o un appuntamento. Con il progredire della malattia dimenticherà periodi interi della sua vita, ad esempio la professione che esercitava o il nome dei suoi figli. I disturbi del linguaggio si manifestano dapprima con difficoltà nel trovare la parola giusta, ma si aggraveranno progressivamente fino ad una perdita completa della possibilità di esprimersi chiaramente. I problemi di orientamento, di riconoscimento e di manipolazione di oggetti, così come la capacità di giudizio, fanno pure parte dei sintomi della malattia. Questo disegno di un orologio fatto da un malato illustra in modo chiaro la disorganizzazione del pensiero. … ma le emozioni rimangono «Quando mio fratello rimane prostrato per giornate intere non sappiamo cosa fare. Stranamente, quando arriva una visita, il suo atteggiament o cambia e si mette a parlare.» Marcello fratello di un malato Contrariamente a ciò che si è sempre pensato, le persone colpite dalla malattia d’Alzheimer si rendono conto di perdere progressivamente il controllo della loro vita. L’angoscia provoca reazioni diverse, a seconda delle persone: tristezza, depressione, aggressività, ripiego su se stesse, rifiuto ad ammettere la malattia e le sue conseguenze. La persona malata ha il diritto di conoscere la diagnosi. Può così approfittare maggiormente delle misure terapeutiche e informare chi la circonda dei suoi desideri per ciò che concerne il suo futuro. Durante tutta la sua malattia, la persona colpita rimarrà sensibile all’atteggiamento di chi la circonda. Ogni malato ha diritto alla dignità, anche quando le sue capacità di comprendere la sua situazione saranno scomparse. «Ho vergogna quando faccio un errore.» Anna un anno dopo la diagnosi 9 La diagnosi precoce è importante «Ogni malato ha il diritto di conoscere la diagnosi, ma bisogna stare attenti a come la si comunica.» Mario un anno dopo la diagnosi Alcuni tipi di demenza possono essere guariti ed è quindi molto importante stabilire rapidamente la diagnosi esatta. Invece, dalla malattia d’Alzheimer non si guarisce, ma medicamenti specifici aiutano ad attenuarne i sintomi. Un medicamento appropriato permetterà al paziente di mantenere più a lungo la sua indipendenza. Il medico inizia sottoponendo al suo paziente semplici test per valutare le sue capacità intellettuali. Se a questo punto egli sospetta un inizio di demenza, allora farà capo a specialisti (neurologo, neuropsicologo, psichiatra, radiologo) che perfezioneranno la diagnosi. Nei centri di consultazione, chiamati anche cliniche della memoria, questi specialisti lavorano in equipe. I medicamenti non guariscono. Essi rallentano l’evoluzione «Grazie all’accertamento precoce, mia moglie ed io abbiamo avuto la possibilità di realizzare un ultimo sogno: un grande viaggio. Se non fossi stato informato in modo chiaro, avrei rinviato questo viaggio che, un anno più tardi, non sarebbe più stato realizzabile.» «Per adattare il trattamento dipendo dalle informazioni che i familiari mi danno sul comportamento del malato.» Dott. James Renard Neuchâtel AttuaImente non esiste un trattamento che permetta la guarigione o l’arresto della malattia d’Alzheimer. I medicamenti disponibili attenuano gli effetti della malattia. Essi impediscono la distruzione di sostanze chimiche che trasportano l’informazione da una cellula cerebrale all’altra. Il trattamento permette un rallentamento notevole del deterioramento delle facoltà intellettuali della persona malata, con conseguenze positive sulla sua autonomia. Più i medicamenti sono somministrati allo stadio iniziale, più sono efficaci. I ricercatori lavorano senza tregua per mettere a punto prodotti che agiscano direttamente sulle cause della malattia e che permettano una guarigione, o almeno una prevenzione. «Fortunatamente oggi ci sono dei medicamenti.» Emma sei mesi dopo la diagnosi Konrad marito di una malata 10 11 Una malattia che colpisce tutta la famiglia «Mio marito deve avere molta pazienza. Non è facile. Deve pure pensare a se stesso e deve concedersi degli svaghi.» Laura sei mesi dopo la diagnosi 12 I familiari che si occupano di un malato Alzheimer soffrono enormemente a causa delle ripercussioni della malattia. Il fardello fisico e psichico è tale che la salute della persona curante principale è messa veramente in pericolo. Essa garantisce 24 ore su 24 la sicurezza della persona malata, l’aiuta e porta sulle sue spalle la completa organizzazione del quotidiano. Il degrado progressivo di un essere caro suscita tristezza e sofferenza. La malattia sconvolge le relazioni con i familiari, che devono continuamente adattarsi ad elaborare una sorta di lutto. Presto o tardi il familiare avrà bisogno di essere sostituito. Dovrebbe poter affidare regolarmente la persona malata a conoscenti, ad un’organizzazione di volontari, ad un servizio di cure a domicilio o ad un centro diurno. Nella maggior parte dei casi, il collocamento in un istituto medicalizzato è necessario. È una nuova prova per i familiari, che spesso vivono questo avvenimento come un fallimento. L’atteggiamento di ognuno aiuta il malato nel quotidiano «La presa a carico dei malati Alzheimer in istituto ha delle esigenze molto specifiche a livello di organizzazione e di qualifica del personale.» Dott. Christoph Held Wetzikon Gruppi di auto aiuto e seminari per i familiari permettono loro di essere informati sulla malattia, di adattare i loro atteggiamenti e di sviluppare strategie per far fronte alle difficoltà più complesse. La qualità di vita della persona colpita dalla malattia d’Alzheimer dipende molto dall’ambiente che la circonda. È importante che il malato mantenga la fiducia in se stesso, malgrado ciò che gli succede. Ciò è possibile se chi lo circonda adatta le proprie aspettative e i propri atteggiamenti. Bisogna rinunciare ad esigere da lui ciò che non può più fare. Invece, bisogna indurlo a partecipare a tutto ciò che è ancora alla sua portata. Si stimolano in questo modo le sue risorse ancora presenti e la sua autostima. In questa prospettiva, diverse organizzazioni, tra cui l’Associazione Alzheimer, propongono attività creative, passeggiate accompagnate e diversi tipi di terapie tenendo conto dello stadio della malattia. «Mia figlia è una vera benedizione. Si occupa di tutto. Mi lavo da solo ma lei mi consiglia a volte sul mio abbigliamento, ed io le obbedisco.» Mario due anni dopo la diagnosi 13 L’Associazione Alzheimer Svizzera Le sezioni dell’Associazione Alzheimer Svizzera difende gli interessi dei malati e dei loro familiari Myrtha Welti Presidente dell’Associazione Alzheimer Svizzera SG: Schweiz. Alzheimervereinigung St. Gallen/Appenzell c/o Pro Senectute, Davidstr. 16, 9001 St. Gallen Tel. 062 824 08 62, www.alzheimer-ag.ch Tel. 071 227 60 04, PK 90-9490-5 Le attività dell’Associazione PK 60-123773-3 • Informazioni e consigli per i malati e i loro familiari BE: Schweiz. Alzheimervereinigung Bern Postfach 22, 8240 Thayngen Kornhausplatz 7, 3011 Bern Tel. 052 645 05 40, Fax 052 645 05 56 Tel. und Fax 031 312 04 10 Anlaufstelle Tel. 052 643 27 48, PK 90-727740-7 • Informazioni e consigli per altre persone interessate (personale curante, giornalisti, benefattori, studenti, ecc.) «Noi vogliamo difendere la dignità delle persone colpite da demenza e ottimizzare la qualità di vita dei malati e dei loro familiari.» AG: Schweiz. Alzheimervereinigung Aargau c/o Pro Senectute, Bachstr. 111, 5000 Aarau • Informazione e sensibilizzazione del grande pubblico, in particolare in occasione dell’annuale Giornata mondiale Alzheimer del 21 settembre • Collaborazione internazionale SH: Schweiz. Alzheimervereinigung Schaffhausen [email protected], PK 30-5198-3 SO: Schweiz. Alzheimervereinigung Solothurn BS/BL: Schweiz. Alzheimervereinigung beider Basel c/o Pro Senectute, Postfach 527, 4501 Solothurn c/o Memory Clinic, Hebelstr. 10, 4031 Basel Tel. 032 621 45 68 Tel. 061 265 38 88, Fax 061 265 37 88 Anlaufstelle Tel. 032 621 45 68 PK 40-10517-6 PK 45-2493-7 FR: Association Alzheimer Suisse Fribourg TG: Schweiz. Alzheimervereinigung Thurgau Rte d’Avry 3, 1753 Matran Sternwartestr. 12, 8500 Frauenfeld tél. 026 402 42 42 Tel. 052 721 32 54, Fax 052 721 86 80, PK 85-5661-7 [email protected] TI: Associazione Alzheimer Svizzera Ticino • Sostegno alla ricerca, essenzialmente nel campo dell’accompagnamento e delle cure CP 17-11547-5 GE: Association Alzheimer Suisse Genève tel. 091 912 17 07, fax 091 912 17 08 • Organizzazione di gruppi di auto aiuto per familiari di malati (quasi 90 gruppi e circa 1000 partecipanti) Ch. des Fins 27, 1218 Le Grand-Saconnex [email protected], CP 69-788-6 • Vacanze per malati Alzheimer accompagnati dai loro familiari • Formazione per i familiari e i curanti • Collaborazione con altre organizzazioni nel campo della sanità • Contatti con il mondo politico, in particolare attraverso prese di posizione ufficiali concernenti i problemi della società che toccano la malattia d’Alzheimer Via Vanoni 8, 6900 Lugano tél. 022 788 27 08, fax 022 788 27 14 antenne 022 788 27 13, www.alz-ge.ch [email protected], CP 12-10981-2 VD: Association Alzheimer Suisse Vaud Case postale 128, 1001 Lausanne tél. et fax 021 324 50 40 GR: Schweiz. Alzheimervereinigung Graubünden Antenne 021 323 63 60, CP 10-8983-1 c/o Pro Senectute, Alexanderstr. 2, 7000 Chur Tel. 081 252 44 24, Fax 081 253 76 52 PK 90-775759-2 VS: Association Alzheimer Suisse Valais Case postale 2206, 1950 Sion 2 Nord tél. 027 322 07 41, fax 027 322 89 16 JU: Association Alzheimer Suisse Jura [email protected], CP 19-19208-3 Rue des Sommêtres 6, 2340 Le Noirmont tél. 032 465 67 90, CP 25-15135-1 ZG: Schweiz. Alzheimervereinigung Zug Grabenackerstr. 48, 6312 Steinhausen LU: Schweiz. Alzheimervereinigung Luzern Tel. 041 710 32 40, Fax 041 710 52 21 Büttenenhalde 38, 6006 Luzern Anlaufstelle Tel. 041 727 50 52 Tel. 041 372 12 14 UBS, 6301 Zug, Q9-803,940.0, ALZ Zug alz.lu@tic, www.alz-luzern.ch Demenzhotline Tel. 041 210 82 82, PK 60-6061-0 ZH: Schweiz. Alzheimervereinigung Zürich Alzheimer-Informationsstelle 14 NE: Association Alzheimer Suisse Neuchâtel Forchstrasse 362, 8008 Zürich Case postale 24, 2301 La Chaux-de-Fonds Tel. 043 499 88 63, Fax 043 499 88 61 tél. 032 729 30 59, fax 032 729 30 41, CP 20-779-1 [email protected], www.alz-zuerich.ch alzheimer alzheimer Associazione Alzheimer Svizzera Schweizerische Alzheimervereinigung Association Alzheimer Suisse Associazione Alzheimer Svizzera Rue des Pêcheurs 8 1400 Yverdon-les-Bains Tel. 024 426 20 00 Fax 024 426 21 67 [email protected] www.alz.ch CP 10-6940-8 n Per saperne di più si può richiedere il nostro bollettino gratuito memo, che esce quattro volte all’anno. Naturalmentesi può diventare membro dell’Associazione. Ritorni semplicemente il tagliando in calce o ci contatti, per telefono, per e-mail o sul nostro sito. Tagliando-risposta Sì, voglio ricevere memo, il bollettino d’informativo gratuito Sì, voglio diventare membro dell’Associazione Alzheimer Svizzera Membro individuale (quota annua Fr. 40.–) Membro collettivo (quota annua Fr. 200.–) Signora Signor Nome: Cognome: Via/n.: NPA: Località: Informazione facoltativa: Sono coinvolto(a) come malato(a) come familiare per la mia professione per altri motive Alzheimer… Siamo tutti coinvolti