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MINORI
E
PERMESSO DI SOGGIORNO
Roma, 20 marzo 2007
Hotel Nazionale,
Piazza Montecitorio a Roma
I MINORI
ED IL PERMESSO DI SOGGIORNO
L’opuscolo che presentiamo oggi è dedicato a tutte le migliaia di cittadini stranieri
ed alle loro famiglie che si rivolgono ai nostri uffici, oramai stabilmente dall'11
dicembre 2006, per presentare le istanze di rinnovo dei titoli di soggiorno.
La quota sempre più rilevante che i minori figli di cittadini stranieri (ad oggi sono
circa il 22% della presenza straniera con la prospettiva che tra dieci anni saranno
più di un milione e mezzo) rappresentano nel mondo della scuola e nel nostro
tessuto sociale, merita un'attenzione particolare da parte di tutti i soggetti
istituzionali.
L'iniziativa del Patronato ITAL-UIL, congiuntamente con la UIL e la UIL-SCUOLA
è un'ulteriore segnale del nostro costante impegno nella diffusione a tutti i cittadini
della conoscenza e della tutela dei diritti di cittadinanza.
La legislazione vigente sebbene contenga norme di salvaguardia in favore del
minore straniero (come l’impossibilità della sua espulsione, la tutela prevista
riguardo il diritto allo studio anche del minore irregolarmente presente, le garanzie
previste per la salute e la profilassi), al contempo prevede disposizioni in materia di
soggiorno che comportano una reale e concreta difficoltà a realizzare il diritto
all’integrità ed al ricongiungimento familiare.
L’esperienza che l’ITAL ha maturato come Patronato in questi anni ed in particolare
in quest’ultimo anno, che ci ha visto direttamente impegnati nell’attività di
assistenza ai lavoratori migranti per il rinnovo dei permessi di soggiorno in virtù del
protocollo siglato con il Ministero dell’Interno, ci consente di evidenziare due
specifiche problematiche.
La prima concerne l’annosa problematica dei REQUISITI RICHIESTI PER IL
RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE.
Se il requisito del reddito può essere generalmente considerato il meno gravoso
(salvo i casi che dovrebbero essere sempre affrontati con il comune senso di
responsabilità, specialmente per gli stranieri che perdono improvvisamente il
proprio lavoro), quello relativo all’idoneità alloggiativa continua a rimanere un vera
e propria barriera.
Il problema sociale della casa che riguarda l’intera popolazione in Italia, diviene
dannoso per un cittadino straniero che vuole soggiornare regolarmente in Italia con
i propri familiari. Poter rispettare i parametri stabiliti in modo contorto
(ad es. in metri quadri) per concedere l’idoneità, a volte è condizione di
regolarità o meno di un minore in Italia.
Il secondo aspetto da sottolineare è la norma introdotta dalla legge Bossi-Fini che
prevede
che
IL
COMPIMENTO
PROPRIO
MINORE
DELLA
PERMESSO
REGOLARMENTE
MAGGIORE
DI
ETÀ,
SOGGIORNO
SOGGIORNANTE
PUÒ
SOLO
RINNOVARE
PER
AL
IL
LAVORO
SUBORDINATO O PER STUDIO. In tal modo un minore straniero appena
divenuto maggiorenne, magari iscritto all’ultimo anno di scuola superiore, si trova a
dover scegliere senza indugio e presto il proprio percorso e scelta di vita, con
l’ulteriore rischio, se si opta per il rinnovo per motivo di lavoro, della perdita del
primo impiego avendo poi a disposizione solo sei mesi per ricercare una nuova
occupazione pena cadere nel magma dell’irregolarità, vista la flessibilità del mercato
del lavoro.
Nel nuovo impegno verso i cittadini stranieri l’ITAL può anche fare riferimento
all’esperienza dell’estero, dove da più di 50 anni noi siamo stati punto di
riferimento per i minori. Le massicce ondate migratorie che hanno interessato il
nostro Paese fino agli anni Ottanta e le difficoltà di inserimento che hanno subìto
milioni di connazionali possono fungere da monito e da stimolo per mettere in
campo politiche che promuovano un’integrazione di successo.
Il recente annuncio fatto dal Governo della riforma del Testo Unico, che dalle prime
anticipazioni almeno in parte risolve le questioni sollevate, non può che sollecitare
da parte nostra la richiesta di accelerare il più possibile i tempi previsti per la
discussione della nuova legge.
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MINORI E PERMESSO DI SOGGIORNO