SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
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diretto da Salvo Benanti
Il rischio G8
Sarà una “cagata pazzesca”? Per qualificare
l’attività del Comune di Siracusa in preparazione del G 8 Ambiente, sarà necessario ripescare la celebre battuta di Fantozzi sulla “La
corazzata Potemkin”?. I lavori che il Comune ha intrapreso per “abbellire” le strade
dove transiteranno le delegazioni del G8 Ambiente sono così confusi, estesi, improbabili…
che risulteranno alla fine, quattro brutti rattoppi stradali mangia soldi che alla prima
pioggia si sfarineranno velocemente ?.
C’è da augurarsi che tra i rattoppi ed il G 8
non ci sia qualche acquazzone, di quelli che
ci hanno affllitto in questi mesi: finiremmo
per rimpiangere i manti stradali che c’erano,
quelle strade tutte buche e fossi, da percorso
accidentato di guerra dopo un intenso bombardamento. Del resto è difficilmente ipotizzabile che in poche settimane si riesca di rifare il manto stradale di Via Maniace, Lungomare Ortigia, Via Columba, Viale Ermocrate…. Si rischia di fare delle cagate. Forse
(dico forse perché non sono un addetto al
ramo) era più saggio restringere il numero di
strade da ripavimentare, con un lavoro fatto
seriamente. Naturalmente se i soldi andranno
in fumo (si fa per dire..) altro che opere che
“resteranno alla città” come si è pomposamente affermato!.
NB: ovviamente queste previsioni nere potranno essere clamorosamente smentite, come mi auguro.Ma noi non faremo sconti. Fotograferemo e filmeremo accuratamente i lavori fatti chiedendo - a chi ne capisce- se c’è
corrispondenza tra spesa ed opere realizzate.
FONDATO NEL 1988
N° 7/2009
Domenica 15 febbraio 2009
Telefono 0931412883. Email: [email protected] - [email protected] -
Caos sulla Film Commission
Bono nomina Umberto Guidi
Di Marco: “Sbagliato”. Granata: “Allucinante”
SERVIZI A PAGINA 3
Truppe a cavallo in direzione Bit:
Spesa inutile fatta coi nostri soldi
La cabina di regia del turismo non porta un euro
Tutti alla Bit di Milano. Coi nostri soldi. E’ un investimento? Sembrava che fosse così, ma non è così. Come riferisce in questa stessa pagina il collega
Cartia per Siracusa a breve non è previsto un euro
di finanziamenti. Forse, ma siamo solo sul forse,
nei prossimi tre anni qualche euro dovrebbe arrivare da queste parti, sempre se Dio vorrà. Allora
chiediamo e ci chiediamo: Perchè 14 comuni, più
la Provincia, più il comune capoluogo, partecipano, dal 19 al 22 febbraio, alla Borsa del Turismo di
Milano? A fare cosa? A parlare con chi? A chiudere quali intese? Perchè queste truppe a cavallo si
trasferiscono in massa a Milano coi nostri soldi? Gli
U2 alla Provincia regionale di Siracusa? Beh, quasi. Il Bono Presidente ha la Vox e le phisique du rol
di Nicola, sesquipedale ex Sottosegretario di Stato
ed inventore della cabina di regia sul turismo, sfornata fresca fresca in vista della BIT 2009 (Borsa del
turismo di Milano) di febbraio. Com’è che i pigri
albergatori siracusani non sono accorsi a frotte di
fronte a cotanto esempio di genialità correlata da
invito a discuterne la scorsa settimana nei locali di
Via Malta?
SERVIZI A PAGINA 5
Paolo Reale
Emergenza
incompiute
Un’altra
stradella
abusiva?
Per l’Inda
scelte
discutibili
Vinciullo
“Fuori
dal teatro”
Paolo Reale, ex assessore all’Urbanistica,
denuncia l’emergenza incompiute e cioè
delle opere pubbliche finanziate e ancora
ferme al palo.
A PAGINA 5
Le opere abusive non finiscono più
nell’area antistante il Teatro Greco. Ora
sono stati costruiti un’altra strabella e alcuni muretti.
A PAGINA 7
Le scelte dei registi per gli Spettacoli Classici di quest’anno, Zanussi (nella foto) e
Salvo, sono molto discutibili.
A PAGINA 4
L’ex assessore Enzo Vinciullo, oggi deputato all’Ars, chiede che vengono cacciati dal
teatro comunale la ditta e l’Istituto del restauro.
A PAGINA 6
Comunale a +1331
Ognina a + 2445
Via Crispi +896
PAGINA 6
Le solite toppe non risolvono il problema che persiste
Le basole non interessano nessuno. E la stazione? Il G8?
2
Domenica 15 febbraio 2009
“Ni” per 300, “no problem” per 3mila euro
Il Comune può pagare la stampa di giornali?
Protesta ragazza madre. Contributo al periodico La Sveglia
Riceviamo e pubblichiamo:
Come ogni mese ho chiesto il
mio contributo di disoccupazione. Sono una ragazza madre con
un figlio e ne ho bisogno. Mi è
stato detto di aspettare, ma uno
del Comune mi ha anche detto
che per i miei 300 euro ci sono
problemi mentre per 3000 euro
erogati per la stampa di un periodico il Comune non ha problemi. E’ una vergogna!
Roberta Tafani
Cara Sig.ra Tafani
sono pienamente solidale con
Lei : si sollevano problemi di
cassa per erogare un miserabile
contributo di 300 euro (che serSi è tenuta lo
scorso 16 Gennaio 2009 presso il
Palazzo Comunale del Comune di
Priolo la Conferenza Stampa di
apertura del progetto “Uso e Abuso” finalizzato
al monitoraggio e
alla prevenzione
dell’utilizzo di
alcol e sostanze
stupefacenti tra i
giovani. Il progetto fortemente voluto dal Sindaco Antonello Rizza e dal consigliere Luciano Gianni è stato patrocinato
dall’Assessorato alle Politiche Giovanili,
nella persona dell’Assessore Giuseppe
Guzzardi e proposto dalla Cooperativa sociale l’Albero. “Il progetto “Uso e Abuso”- come ha spiegato la coordinatrice del
progetto dott.ssa Valeria Troia- si presenta
viranno sicuramente per fare la spesa alimentare per la
sua famiglia) ma si erogano tranquillamente 3000 euro
per la stampa del periodico La Sveglia che non si comprende a che serva e se il Comune, soprattutto, sia legittimato a
finanziare. Se qualcuno – editore o politico o politico/
editore – vuole stamparsi un giornale per leggere che è
bravissimo o scrivere i suoi pensieri , non si capisce perché
non lo debba pagare di tasca sua e voglia caricare le spese
al contribuente. Che una iniziativa del genere sia assunta
dall’amministrazione comunale non sta in piedi. Un Comune- di grandi dimensioni, non il nostro – potrebbe stampare
in economia un notiziario dei provvedimenti che assume
(consiglio comunale, giunta, quartieri). Articoli, valutazioni, commenti li lasci fare alla stampa quotidiana e periodica che il giornale se lo paga direttamente in tipografia. E’
già scandaloso che la pubblicità di alcuni eventi sia stata
nel passato pubblicata e pagata ad alcuni giornali e non ad
altri, a secondo del gradimento politico. Così, se non ricordo male, faceva Bufardeci. Spero che non lo facciano Visentin e Bono.
Priolo contro alcol e droga
all’interno del territorio come progetto
pilota di una serie di iniziative di prevenzione necessarie all’interno del Comune
di Priolo, in particolare poiché nessun
progetto può mai nascere se non dalla analisi epidemiologica di dati concreti,
l’iniziativa si propone di avviare un monitoraggio tra i giovani di fascia di età compresa tra i 13 ed i 21 anni. L’analisi del
territorio avverrà attraverso la somministrazione ai ragazzi di un questionario
scientificamente validato, composto da 25
item finalizzati ad indagare l’uso, il grado
di conoscenza e le motivazioni che spingono i giovani ad utilizzare sostanze psicoattive. Il progetto si propone inoltre di
avviare una prima forma di sensibilizzazione e di informazione attraverso la dif-
fusione di un opuscolo informativo redatto sotto forma di fumetto e volto a catturare l’attenzione dei giovani sulla problematica considerata nonché sugli effetti a
breve e lungo termine che da tali sostanze
ne possono derivare. Uno dei principali
obiettivi del progetto è inoltre cercare di
creare una sinergia fondamentale tra
l’amministrazione locale, il privato sociale, i comparti educativi scolastici e le forze dell’ordine, riteniamo infatti che oggi
all’interno di una società dove vengono
meno ideali e punti di riferimento, e dove
il ruolo genitoriale sembra non assolvere
più al proprio compito, le fasce di età più
deboli necessitano di un sostegno e di
un’azione di orientamento tali da poter
positivamente gestire i numerosi stimoli
provenienti dalla società. Ciò è possibile
solo attraverso una collaborazione a più
livelli. A tal proposito i questionari e gli
opuscoli informativi verranno somministrati all’ interno dei due istituti comprensivi
presenti nel territorio, in presenza di alcuni
rappresentanti delle forze dell’ordine che
sulla base della loro esperienza informeranno i giovani sulle conseguenze legali che
l’utilizzo di tali sostanze comporta. Al termine della fase di somministrazione seguirà l’analisi dei dati così raccolti al fine di
valutare l’andamento del fenomeno e di
quantificare la dimensione del bisogno di
intervento. Tali dati verranno resi noti alla
cittadinanza e ai diversi comparti che hanno preso parte al progetto attraverso un
convegno di chiusura lavori che si propone
come momento di interazione al fine di sostenere e facilitare un lavoro di rete fra i
diversi protagonisti della problematica,
nell’intenzione di portare avanti insieme
una serie di iniziative finalizzate a lasciare
dei segnali tangibili.”
Alessandro Benanti
La vicenda Irem e il razzismo strisciante
Se anche noi ci comportassimo all’inglese…
Basterebbe prendere esempio dai randagi e dagli aristocani
Chissà quante volte, passeggiando per Piazza Adda, abbiamo notato alcuni cani muniti di collare e medaglietta identificativa ma privi di accompagnatore. Sono i “cani di quartiere”, adottati da un gruppo di residenti che provvedono
alla loro alimentazione, alle cure veterinarie e perfino alla
pulizia. Socievolissimi, si affezionano a chiunque dimostri
loro un po’ di benevolenza e, come si evince dalla foto, fanno presto amicizia con altri simili di provenienza
“domestica”: randagi, quindi, che non si tappano il naso alla
presenza di “signorotti” acquistati con fior di quattrini e viceversa, a dimostrazione del fatto che, quantomeno fra animali della stessa tipologia (non importa se siano bracchi,
lupi o molossi, volpini, bassotti o semplici meticci) non
vengono a crearsi quelle differenze di “rango” o, peggio, di
razza di cui gli umani, invece, sono insuperabili produttori.
Ci riferiamo, in particolare, all’incresciosa vicenda IREM,
per la quale sono stati spesi fiumi di parole, di contatti epistolari, interviste, indagini del Governo centrale ma che, a
dispetto delle elevatissime professionalità dei tecnici nostrani ampiamente dimostrate in ogni angolo del mondo,
non hanno ancora consentito all’azienda siracusana di esercitare i diritti contrattuali acquisiti a seguito di una regolare
gara d’appalto. I lavoratori inglesi, accantonando il secolare
aplomb, si sono rivoltati contro i terroni giunti nella nobilissima terra d’Albione, che fu dei Plantigeneti di re Riccardo, per montare un impianto industriale in soli quattro mesi;
si sono sentiti defraudati del loro diritto di esistere in qualità di operai (dimenticando, però, di non possedere le indispensabili qualifiche) e costretto i nostri conterranei a rifugiarsi in albergo, senza la possibilità di tirare fuori il naso
neanche per annusare i profumi dello storico smog.
Razzismo? Potrebbe esserlo ma è più semplice considerare
il senso della territorialità, alla stregua dei cani che contrassegnano gli angoli delle strade con abbondanza di liquidi
fisiologici. La differenza fra i cani e certi individui, appartenenti alla specie umana, consiste nello spirito di aggregazione, decisamente elevato negli animali, che non trova ormai riscontro tra la gente, sempre più orientata verso la logica dell’individualismo esasperato e ad ogni prezzo, a costo di sacrificare principi e valori che un tempo contribuirono alla distinzione degli uomini dalle bestie. E che dire, an-
cora, dello snobismo degli alti ceti sociali o politici verso la
gente umile, quella che si guadagna da vivere con immensi
sacrifici quotidiani e, spesso, non riesce a sbarcare il lunario? E, ancora, degli anziani e dei portatori di handicap?
Vengono sempre più considerati inutili pesi sociali a cui si
lasciano soltanto le briciole, se ne rimangono. E degli immigrati onesti che fuggono dalle terre d’origine per fame e
corrono alla ricerca di un lavoro che possa contribuire alla
sopravvivenza personale e della famiglia rimasta in patria?
Anche questi vengono ghettizzati, fors’anche per il colore
della pelle; non vogliamo riportarci a coloro che vengono
nella terra del Bengodi per delinquere ma ai tanti onesti
che, come i nostri antenati che andarono a cercare fortuna
negli States, in Belgio, Germania o in Australia nel secolo
scorso, oggi vedono la panacea per i loro mali proprio qui
da noi. E noi li guardiamo di traverso, come gli inglesi stanno guardando i nostri concittadini, addirittura minacciandoli
di ritorsioni anche fisiche.
Seguendo la loro logica, dovremmo espellere senza esitazione i loro connazionali da tutte le aziende che insistono
sul nostro territorio: vogliamo mostrare le unghie anche
noi? Forse lo scirocco che avvolge le nostre menti non ci
consente rapidi tempi di reazione ma siamo così tanto adusi
al nostro personalismo, che non riusciamo ad imporre neanche i nostri legittimi diritti, non riusciamo a corporatizzarci in favore di chi, siracusani come noi, esportano nel
mondo intero sapienza e specializzazione. I cani, quando
vengono attaccati da estranei, si coalizzano per reagire in
coro a difesa dei propri simili.
Ezio Scariolo
3
Domenica 15 febbraio 2009
Bono fra Giliberti e Guidi sceglie Guidi
nuovo presidente della Film Commission
Fabio Granata indignato. Il cumulo di incarichi è la regola?
A sostituire Marika Cirone Di Marco alla
presidenza della Film Commission provinciale, Uccio Bono ha nominato Umberto
Guidi (a sx), cioè nessuno in questo campo (cinema), un ex dipendente comunale,
diventato in questi anni il factotum delle
campagne e delle manifestazioni elettorali
di vari esponenti di Forza Italia e grazie a
Forza Italia e Bufardeci prima consulente,
poi dipendente dell'Inda, direttore del Teatro Greco, oggi consulente del G8 Ambiente, ed, in pratica, il responsabile di tutti gli
eventi o fatterelli (spettacoli e non) che avvengono nella nostra provincia, in nome e
per conto.
Fabio Granata si è detto giustamente indignato di questa scelta ed i Fatti condividono pienamente la sua indignazione anche
perché il nome che circolava sino agli ultimi minuti era quello di Manuel Giliberti
(a dx), architetto, scenografo, scrittore, regista, artista, insomma persona fortemente
qualificata a svolgere quel ruolo. Ma la politica (quella peggiore, beninteso, quella
ottusa e torva della clientela ad ogni costo,
senza vergogna, senza pudore, senza rispetto del ruolo che una istituzione pubblica
manda a ricoprire con il proprio designato)
ha deciso diversamente. Ad un professionista che da moltissimi anni ha acquisito una
notorietà rilevante in sede nazionale viene
preferito - con tutto il rispetto che si deve
alla persona ed alla sua attività - il titolare
di una macchina elettorale perché questo è
sempre quello che ha fatto, privo della necessaria professionalità che lo abiliti in
qualche modo a potere interloquire nella
materia.
Se la cifra, il passo del centrodestra siracusano è questo, la strafottenza verso la città,
il considerare gli incarichi anche di prestigio bagattelle da gestire come caramelle da
regalare a chicchessia, senza riguardo alla
valenza dell’incarico ed alla personalità ed
alla storia del designato, si parte malissimo. Uccio Bono si è prestato a questa scelta ovviamente su pressione di Forza Italia,
inghiottendo un calice amarissimo che per
la sua storia politica e di uomo di governo
avrebbe dovuto respingere con sdegno al
mittente.
A qualunque costo, come può e deve fare
un presidente di prestigio che ama definirsi
lontano dai giochetti della politica. Il compito della designazioni può competere ai
partiti ma l’idoneità ed il livello del designato è affare del Presidente della Provincia perché coinvolge la sua responsabilità
personale e politica, come vertice di una
istituzione locale.(sb)
Di Marco: Sbagliato affidare tutto a uno solo
“Quello che effettivamente preoccupa in questa vicenda della Film Commission è il concentramento di molti impegni
del settore spettacolo sulla stessa persona. Personalmente
questo cumulo lo giudico un errore visto che non mancano le
professionalità nel territorio e viste anche le aspettative che
ci sono. La Film Commission ha infatti creato negli anni una
serie di collegamenti a livello regionale e nazionale, è in
contatto con diverse realtà siracusane, ci sono tanti ambienti
che vivono di cinema, di teatro e di arte in genere, insomma
è una realtà in continuo divenire”. Così Marika Cirone Di
Marco, da sette anni presidente della Film Commission, risponde ad una delle nostre domande sulla nomina decisa dal
presidente Bono.
Da parte tua, dopo sette anni, ci sarà anche una certa
malinconia a lasciare questa struttura che poi struttura
non è
Certo, e non lo voglio negare. Dopo sette anni c’è una certa
affezione per quella che comunque è stata una creatura
dell’esperienza di centrosinistra alla Provincia. Fin dalla
sua nascita io mi sono occupata della Film Commission e
l’ho fatto col sacro fuoco del volontariato, insomma a titolo
assolutamente gratuito. Purtroppo poi abbiamo fatto un errore politico macroscopico…
Vale a dire?
Beh, Bruno Marziano ha concluso la sua esperienza da presidente ed è andato via insalutato ospite senza procedere al
consolidamento strutturale della Film Commission. Personalmente glielo avevo chiesto più volte, ma per qualche recondita ragione Marziano non l’hai mai fatto e questo per
me è stato un errore politico notevole. In pratica ha lasciato un terreno seminato in maniera certosina in balia
del nulla. Deciderà il suo destino, la sua nuova identità il
nuovo inquilino del palazzo di via Roma. Invece era possibile completare l’opera nella maniera migliore.
Come ad esempio?
Ma procedendo con una Fondazione Film Commission
come è stato fatto a Torino o in Emilia. Cioè sarebbe di-
ventata una struttura istituzionale che avrebbe potuto far
tesoro delle esperienze fatte in questi anni e rispondere in
maniera adeguata alle tante aspettative anche perché con la
nuova legge sul cinema voluta dalla Regione le cose sono
oggi cambiate. E’ una legge che prevede risorse significative
e non parliamo di noccioline, insomma era possibile muoversi in maniera programmata superando il pionierismo di
questa prima fase sperimentale.
Finita l’era Marziano sei comunque rimasta presidente
della Film Commission per altri 10 mesi..
E non me ne sono rimasta con le mani in mano. Ho preso
contatti con il presidente Bono e con l’assessore al ramo Roberto Meloni, e l’ho fatto perché ritengo che ci sia una continuità amministrativa e che quindi l’esperienza della Film
Commission, al di la degli steccati ideologici, non meritava
di finire in soffitta. Ho anche comunicato a Bono che come
presidente facevo parte della Consulta regionale per il cinema e l’audiovisivo. Insomma, ho fatto il mio dovere istituzionale fino all’ultimo, anche continuando a fornire informazioni e consigli a chiunque continuava a chiedermeli.
Oggi c’è il nuovo presidente e cioè Umberto Guidi
Ricordo che Guidi come sindacalista in Cgil si occupò dei
problemi degli artisti anche se poi ha scelto altre attività. So
che è impegnato all’Inda e so che è impegnato con il G8,
ecco perché non ritengo opportuno che su di lui sia concentrato per intero un settore che invece esprime diverse altre
professionalità a Siracusa e provincia. Il principio del cumulo è completamente sbagliato, e questa è una mia personale
convinzione”.
Fabio Granata: “Scelta allucinante”
“Non discuto sulle persone, ma sono allucinato sulla maniera con cui il centrodestra arriva a queste nomine, senza discussione, senza un approfondimento, eppure
nel caso specifico della Film Commission
si discuteva di un organismo di alto profilo. Forse come vicepresidente della Commissione cultura della Camera debbo concordare un appuntamento con Bono per
verificare la caratura di alcune scelte?”.
Fabio Granata quindi modifica la qualifica della sua reazione, non più indignato,
ma allucinato per il criterio utilizzato per la
nomina della Film Commission. “E per
restare sulle nomine – dice Granata – ri-
tengo vergognoso che dopo quasi un anno
non si sia ancora discusso di normalizzare
gli enti del cosiddetto sottogoverno solo
perché esiste una forte diatriba sulla Port
Authority di Augusta”.
Per completezza va anche aggiunto un pensiero di Granata sull’architetto Manuel Giliberti. “La sua indicazione mi sarebbe
sembrata molto più opportuna – afferma il
deputato nazionale del Pdl – viste le sue
specifiche competenze sulla Film Commission. Per quanto riguarda Giliberti poi voglio in questa sede manifestare tutta il mio
apprezzamento per le sue qualità profes-
sionali e morali. Penso che l’architetto Giliberti sia l’unico professionista al mondo che
in maniera completamente gratuita e senza
nessuna contropartita (è ovvio conoscendo
il soggetto ma mi piace ribadirlo) ha preparato i due progetti esecutivi per il Museo
dell’Inda e per il Museo del Mare. Progetti
che erano indispensabili per finanziare queste due opere. Di questo voglio dargli atto
pubblicamente come del suo impegno civile
e professionale per Siracusa. Per quanto
riguarda invece il Museo dell’Inda penso
che il sindaco Visentin lo debba comprendere nella sua agenda delle priorità”.
4
Domenica 15 febbraio 2009
L’Eurispes
sulla sanità
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque
compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti.
Gli spettacoli al Teatro Greco?
Manca una “strategia culturale”
L’Eurispes Sicilia con il patrocinio del Comune di Siracusa e della Provincia Regionale di Siracusa ha organizzato per sabato
21 Febbraio alle ore 16 presso Palazzo Impellizzeri un convegno dal titolo” Hospice:
un impegno per tutti”. La manifestazione,
che vedrà la partecipazione delle principali
espressioni politiche siracusane, si pone
l’obiettivo di stimolare il confronto sul tema dell’hospice a Siracusa e più in generale sulla situazione sanitaria cittadina, che
appare quanto mai insufficiente ai fabbisogni dell’utenza, soprattutto se rapportata
alle realtà limitrofe. Un’occasione quindi
per conoscere più a fondo le problematiche
di cui si parla insistentemente in questi
giorni e per elaborare ipotesi di lavoro concrete e di rapita attuazione.
Patti e Sgarbi
Riuscito il convegno di palazzo Impellizzeri organizzato da Siracusa Forum.
Nella foto da sinistra Giuseppe Patti,
Vittorio Sgarbi e Mimmo Contestabile.
Eluana e Silvio
Riceviamo e pubblichiamo:
Berlusconi: "Ci si vuole solo togliere una
scomodità ". "A me sembra che non ci sia
altro che la volontà di togliersi di mezzo
una scomodità . Tutto qui". Silvio Berlusconi torna sulla vicenda di Eluana Englaro
per ribadire la sua posizione. “Io sto - conclude il premier - dalla parte della vita".
Sua moglie 4 anni fa in un intervista al
Corriere rivelò questo: Dal Corriere della
Sera dell'8 aprile 2005: "Ho avuto un aborto terapeutico, molti anni fa. Al quinto mese di gravidanza ho saputo che il bambino
che aspettavo era malformato e per i due
mesi successivi ho cercato di capire, con
l'aiuto dei medici, che cosa potevo fare,
che cosa fosse piu giusto fare. Al settimo
mese di gravidanza sono dolorosamente
arrivata alla conclusione di dover abortire."
Berlusconi non ha difeso il diritto alla vita
di un figlio che sarebbe nato malformato
ma vivo, e pretende di costringere Beppino
Englaro a tenere in vita una figlia che non
tornerà mai a vivere veramente, e che una
sentenza definitiva di un tribunale italiano
ha stabilito che non avrebbe mai voluto
vivere in quelle condizioni.
Fiorangela Romeo
Molto discutibili le scelte di Zanussi e Salvo
Difficile capire il progetto economico e gestionale dell’Inda, tantomeno la sua Strategia culturale.
All’abituale propaganda segue
l’esatto
contrario.
Come
l’ennesimo spreco di denaro pubblico che l’allegra ditta Balestra
& Visentin, in barba a qualunque
logica economica, di contenimento
delle spese, di rispetto per le istituzioni, mostra andando alla BIT. A
promuovere un nulla spacciato per
meraviglia! Nessuno studio di
mercato, strategia di promozione
turistica, capacità di fare sistema. Nisba! Lasciamo al lettore il giudizio su questa vicenda osservando alcune cose. Il turismo è materia
economica, strategica, strutturale: senza una pianificazione non ha
speranza alcuna di agire sul mercato, dialogare concretamente con
partner potenziali, tour operators, istituzioni estere e locali di settore. Entità queste, nessuna esclusa, che pianificano almeno triennalmente ogni minima azione. Poiché è incontrovertibile che né l’Inda
né il Comune su questo (ed altri) versanti non riescono a programmare se non a 6/10 mesi, viene da chiedersi quali programmi porteranno alla BIT, quali interlocutori avranno. Non solo. Poiché non
c’è politico che giornalmente non ci ammorbi la uallera salendo in
cattedra per dirci che dobbiamo fare sistema, come mai non è esistita integrazione con la Provincia regionale e la sua cabina di regia?
Idea quest’ultima, dell’ultimo minuto. Ma è un inizio che, se gestito
con le strategie anzidette, potrebbe dare qualche frutto negli anni a
venire. Invece la Sicilia è presente alla BIT con stand della Regione,
della Provincia, di Comune ed Inda e chissà di quanti altri squilibrati amministratori che gratificano il loro ego con stand dedicati. XLV
Ciclo di Rappresentazioni: guardiamo alla bibbia della Fondazione: lo Statuto. Che all’articolo 12, comma 8 recita: i componenti del
Consiglio di Amministrazione sono individuati tra personalità di
elevato profilo culturale, con particolare riguardo al campo degli
studi sul teatro antico e della letteratura classica latina e greca.
Sono pieni i giornali di questi giorni sull’ennesimo, imbarazzante
C.d.A. appena nominato. Che ha difetti d’illegittimità sulle nomine e
disattende i requisiti di professionalità richiesti. E la coerenza, gli
obiettivi, le strategie? La pubblicizzata dimensione mediterranea cozza con i registi di quest’anno: Krzyszof Zanussi (Medea), Daniele
Salvo (Edipo a Colono). Zanussi: regista polacco, produttore, sceneggiatore delle proprie opere. Curriculum di una prestigiosa carriera
nel cinema (presidente Federazione europea registi Audiovisivi, direttore Cine Studios polacchi, direttore di numerosi documentari per
cinema e TV). Egli rappresenta l’anima pura, la ragione, il rifiuto
della satira (è cinica), la forma amatoriale dimessa, quasi sciatta
molto in voga nell’Est europeo. Pluripremiato: al Festival di Venezia,
con il David di Donatello e la Croce di Cavaliere dell’Ordine polacco. Peccato che, ovunque la si cerchi (nella mailing stampa della
stessa Inda o sul web) non è citata una sua sola opera teatrale se non
generiche esperienze in Polonia, Germania, Francia, Russia, Italia,
Svizzera. Insomma, si chiama un regista dell’Est europeo, il cui curriculum, pur prestigioso, parla esclusivamente di cinema e di qualche
esperienza televisiva fra l’altro prevalente nel nord o est Europa e gli
si da la regia del monumento mondiale della drammaturgia greca (da
lui mai frequentato). E Salvo? Nella recitazione si perfeziona al Teatro di Roma sotto la direzione di Luca Ronconi. Nella regia, presso la
Royal Shakespeare Company di Stratford Upon Avon. Ama la letteratura e gli autori dell’est europeo (i russi Puskin, Majakovskij, Esenin, Pasternak, Cvetaeva; la polacca Wislawa Szymborska); visita e
interpreta autori d’ogni genere e tempo: Shakespeare, Eliot, Lord
Byron, Pasolini, Amos Oz. Ma è un quasi debuttante, con un curriculum di matrice nord europea e non mediterranea. Sono queste le professionalità di consolidata esperienza richieste? E le scenografie?
Appaiono frutto della cultura sensazionalistica televisiva a cui s’è
forgiato Balestra. Un grande nome dell’architettura mondiale, Massimiliano Fuksas, a cui viene affidato il progetto scenografico senza
che costui abbia mai realizzato una scena in vita sua (ne fa testo il
curriculum). Meno male che il prestigio di Giorgio Albertazzi ed
Elisabetta Pozzi salvano la parvenza artistica. E siamo felici che i
costumi siano stati affidati a Beatrice Bordone, fra le migliori costumiste italiane di livello internazionale, siracusana doc di cui andare
orgogliosi.
Favole innocenti per bambini deficienti
a di collegialità nella gestione amministrativa dell'Ente Provincia cui
sono stati chiamati dagli elettori, e devono continuare a contribuire,
L'ing. Meloni, segretario provinciale di Alleanza Nazionale ed As- con pari impegno e dignità, i partiti di AN, FI, UDC ed MPA. "
sessore della Giunta Provinciale Bono, ha dichiarato: "Mi stranizzano le dichiarazioni dell'assessore Mangiafico, specie se si consi- Ma siamo alla favolette innocenti per bambini deficienti? Ma cosa ci
dera che le stesse contrastano con gli apprezzamenti resi solo po- racconta Roberto Meloni? Ci racconta del litigio fra due assessori
chi giorni fa dalle delegazioni di AN e di FI rispetto al lavoro della Giunta Bono alla Provincia regionale. E dice anche di sentirsi
svolto dall'intera giunta Bono in questi pochi mesi. Certo, molte “stranizzato”. L’unica cosa strana non sono le dichiarazioni
cose devono ancora essere fatte, ma non è certo ipotizzabile col- dell’assessore provinciale Salvatore Mangiafico, ma il fatto stesso
mare in soli 8 mesi lacune accumulatesi in 10 anni di governo di che due assessori che fanno parte della stessa maggioranza e della
sinistra. Occorre invece apprezzare sia le molte iniziative, total- stessa giunta si facciano la guerra sulla stampa. Come se nulla fosse.
mente innovative, già messe in cantiere dal Presidente e da tutti gli La concertazione? La collegialità? Ma di che parla Meloni? Della
assessori, sia il metodo della periodica concertazione con i partiti stessa maggioranza che dopo un anno non riesce a mettersi
di maggioranza, i capi gruppo e gli assessori. E' un metodo di lavo- d’accordo sul sottogoverno o di qualche altra maggioranza di cui
ro, già avviato dal Presidente Bono, che costituisce la vera garanzi- questo giornale, almeno per il momento, sconosce l’esistenza?
Riceviamo e pubblichiamo:
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Domenica 15 febbraio 2009
“Cabina di regia del turismo”? Non Bono!
Si spende per la Bit ma non arriva un euro
“Truppe a cavallo” in partenza per Milano. Coi nostri soldi
Tutti alla Bit di Milano. Coi nostri soldi.
E’ un investimento? Sembrava che fosse
così, ma non è così. Come riferisce in questa stessa pagina il collega Cartia per Siracusa a breve non è previsto un euro di
finanziamenti. Forse, ma siamo solo sul
forse, nei prossimi tre anni qualche euro
dovrebbe arrivare da queste
parti, sempre se Dio vorrà. Allora chiediamo e ci chiediamo:
Perchè 14 comuni, più la Provincia, più il comune capoluogo,
partecipano, dal 19 al 22 febbraio, alla Borsa del Turismo di
Milano? A fare cosa? A parlare
con chi? A chiudere quali intese? Perchè queste truppe a cavallo si trasferiscono in massa a Milano coi nostri
soldi? Forse per annunciare i programmi,
gli eventi che sono stati previsti per tempo
sul nostro territorio? Nuccio Gemma, sempre in questa stessa pagina, ci toglie questa pia illusione che forse poteva funzionare da alibi per chi amministra e ha già fatto la scelta meneghina. Ma noi pensiamo
alla grande, noi pensiamo a una programmazione triennale e quindi ad altre due Bit
oltre a questa del 19 febbraio. Certo, magari alla prossima Bit, non a questa, porteremo il programma degli eventi. E magari
alla prossima Bit si sarà concertato un
piano strategico con gli operatori turistici.
Oggi si va avanti a vista. Coi soldi nostri.
Allora questa cabina di regia del turismo
com’è? Non Bono, direbbero gli indigeni e
noi ci permettiamo di utilizzare questo
“non Bono”. Non ci sono progetti finanziati, non ci sono sinergie operative, non
c’è uno straccio di programma, ma in
compenso si parte tutti per Milano, sì va
alla Bit, quella sì che c’è.
Più informazione e meno spocchia
Gli U2 alla Provincia regionale di Siracusa? Beh, quasi. Il Bono
Presidente ha la Vox e le phisique du rol di Nicola, sesquipedale ex Sottosegretario di Stato ed inventore della
cabina di regia sul turismo, sfornata fresca fresca in vista
della BIT 2009 (Borsa del turismo di Milano) di febbraio. Com’è che i pigri albergatori siracusani non sono accorsi a frotte di fronte a cotanto esempio di genialità correlata da invito a discuterne la scorsa settimana nei locali
di Via Malta? Vergogna! Ha ragione il Bono Vox degli
U2 nostrano nel redarguirci con pensieri e parole del tipo: come vi permettete di non accorrere al mio richiamo? Asini indolenti e senza idee, adesso capisco perché qua il turismo non decolla. Chiedete sempre a noi politici e non mettete mai la
vostra culacea testa in movimento. Ma Presidente la prego, sia indulgente verso tutti noi piccoli cesellatori della zolla di questo turismo
che non decolla. Siamo rimasti, si, folgorati dalla sua capacità di
convincere 14 dei 21 recalcitranti Comuni siracusani ad unirsi in un
unico organismo e collaborare insieme (cosa tutta da verificare. Da
spiegare, se capisce, anche a Visentin). Ma qualche diffidenza ce la
conceda, appena un momento di riflessione, giustificato da casuali
assonanze con i metodi, creda fallimentari, dei suoi predecessori. Dato che, come ogni Presidente di provincia e/o APIT, lei ha esordito
con identici tempi e metodi organizzativi: iniziando a discutere di
BIT a 2 mesi dall’apertura e con l’ennesima trovata intelligente (la
cabina di regia) a giustificare impegno, studio, riflessione.
Come mai, perdoni l’ardire, s’è occupato di turismo (capitolo fondamentale del nostro sviluppo) dopo 6 mesi dal suo insediamento? Capisce i nostri dubbi, visto che lei rappresenta, pur senza colpa specifica, una classe politica screditata da reiterati errori? Una politica che
ha portato la Sicilia e Siracusa (in specie) agli ultimi posti della vivibilità europea e nazionale: dall’ambiente ai trasporti, dalla sicurezza
alle infrastrutture. Lei naturalmente bollerà come ingenerose le classifiche del Sole 24Ore, dell’Eurispes, dell’Istat, di diversi istituti di
statistica. Come osserverà che, in ogni caso non può essere responsabile dei disastri causati da chi l’ha preceduta: ho trovato uno sfascio,
ho dovuto rimettere le cose a posto, etc.. (chissà come mai i predecessori sono sempre imbecilli e quelli nuovi dei geni!). Ma converrà
che le scuse restano identiche ogni volta. Quindi ci assolverà se pri-
ma vediamo la merce e dopo paghiamo. Tanto paghiamo comunque
e sempre noi! Perciò vorremmo vedere i contenuti veri, non solo
della cabina di regia ma del suo piano industriale per questa provincia, quali le sue idee per lo sviluppo. Ma non i titoloni
all’Abbuffardeci (non c’incantano più). Lei chiede idee agli imprenditori. Ma quali idee possono avere futuro se non c’è un patto di
chiarezza fra le parti, reciproca fiducia, toni rispettosi? Invece lei è
salito in cattedra! Liquidando per ben due volte il fallimento delle
politiche sul turismo come complice colpa degli imprenditori: alcuni sprovveduti o sempliciotti (che dicono di non aver ancora capito
cosa fare alla BIT), altri indifferenti al suo richiamo.
Ma scusi: quali progetti, proposte, linee finanziarie, strategie contiene la sua cabina di regia? Le sembreranno quisquilie, ma a Milano
lei va a spese del contribuente; gli imprenditori con i propri soldi,
rischiando sempre col proprio culo. Non con quello degli altri. Ignoranza o inesperienza a parte, non dimentichi che gli errori della politica sono talmente numerosi e devastanti che non basta un pur lodevole inizio come il suo a convincerci sulla chiarezza delle sue idee,
se agisce con una logica di mercato, se cerca il confronto, elabora
idee comuni e condivise. Perché in quanto a strategie abbiamo concetti diversi. Per noi, pianificare eventi con cadenza triennale non
significa collocare i Duran Duran il 21 agosto 2011. No! Significa
consolidare eventi con date certe sul mercato, con 3 anni di anticipo. Ella, invece, in assenza d’ironia, ha capito altre cose. Se non altro intendiamoci. E poi, sarebbero cittadini ed imprenditori gli artefici della mancanza d’infrastrutture, debito pubblico spaventoso,
assenza di un piano del traffico a Siracusa come di parcheggi, trasporti o raddoppio del binario ferroviario? È il 48% dei giovani a
voler essere disoccupato? O è la gente ad aver deformato il manto
della SR/Gela prima dell’inaugurazione (in itinere da 40 anni, con
protagonisti del disastro come Turi Magro ancora in competizione
politica e per posti di sottogoverno)? Presidente, ma lei non rivestiva importanti cariche istituzionali e di governo durante questi ultimi
10 anni? Del disastro non sa nulla? Con Bufardeci, Granata e chissà quanti altri ha il merito dell’Unesco. Agisca senza spocchia. E
vedrà come la seguiremo! Nuccio Gemma
Ma di quale turismo si va a cianciando
Quei vistosi cartelloni sistemati in città...
Sarebbero diciotto i progetti siciliani finanziabili nel primo bando dei finanziamenti
Euromed 2007-2013. Infatti sui 600 presentati, quelli scelti sarebbero 50 e fra questi ci sarebbero quelli che interessano la
Sicilia. Queste le notizie apparse su alcuni
quotidiani, ma di Siracusa
che si sa? .
In realtà , nella sua ultima
“cabina di regia”, il presidente della provincia Bono ha
già parlato della eventualità
che i progetti siracusani potessero anche essere finanziati nei prossimi tre anni,
quindi in un certo senso
l’amarezza sarebbe già stata
anticipata, ma ciò che vogliamo ribadire è che, come dicono a Napoli, “ca ccà nisciuno è fesso “, nel senso
che non vorremmo che i già i
piani siano stati fatti per cui
anche nel futuro Siracusa
verrebbe ancora una volta lasciata fuori,
senza per questo fare alcun processo alle
intenzioni, ma per mettere le mani avanti,
questo si. La provincia di Siracusa, l’INDA
e il Comune capoluogo, e ben 14 altri comuni , si apprestano a partecipare alla Borsa del Turismo di Milano, la famosa BIT,
secondo varie modalità, che dimostrano,
ancora una volta, come in questa nostra
terra la sinergia sia solo un vocabolo astratto, anche se i vocabolari della lingua italiana parlano di un insieme di forze che operano concretamente. Ora, Siracusa, andrà a
Milano, per vendere Turismo, come ha annunciato il presidente della Provincia Regionale di Siracusa, Nicola Bono, durante
l’ultimo incontro che si è tenuto, come ormai consuetudine dal dopo Marziano, nella
sede dell’Ente in Via Malta. Ma di programmi che dovrebbero riempire questo
nostro “paniere”, non se n’è ancora parlato,
anche se è stato detto di inviare proposte
entro il 20 febbraio per partecipare poi al
programma economico che i Piani Europei
dovrebbero finanziare operando, naturalmente, le selezioni del caso.
Una proposta è stata fatta, in verità : quella
di un “turismo culturale” incentrata su una
campagna promozionale basata sul patrimonio siracusano che ha avuto un importante ruolo nel Novecento Europeo, acclarato ovunque, e cioè quella dell’opera e
della vita degli scrittori Elio Vittorini, Salvatore Quasimodo, Vìitaliano Brancati,
attraverso una produzione che
racconti la provincia siracusana, i luoghi a loro legati, al fine
di attrarre il turista, che si vuole, oggi come ieri, essere lo storìco viaggiatore.
Di programmi si parla in questo
“ cabina “ settimanale - non
sappiamo fino a quando - che
lo stesso presidente Bono tiene
con il sindaco di Noto Corrado
Valvo, per informare le categorie del settore, giornalisti e addetti ai lavori in genere, sugli
sviluppi dell’ importante settore di cui ha conservato per sé la
delega assessoriale, dimostrando così un profondo senso di
responsabilità volto a dare la massima importanza al settore di grande valore economico, sociale e culturale. Un atto, questo,
che è stato sùbito molto apprezzato e che
sta dimostrando, con la vasta partecipazione a queste riunioni delle 15,30 di ogni gio-
vedì, il suo vasto interesse degli operatori.
Così, è stato possibile sentire l’iter organizzativo che la Provincia sta percorrendo, per
venire a capo di un progetto di ospitalià che
possa determinare il successo dei flussi italiani e stranieri verso la provincia aretusea
che vantando grandi patrimoni archeologici
e paesaggistici, dovrebbe senz’altro potere
realizzare una soddisfacente stagione tale da
soddisfare le aspettative degli stessi operatori a vedere il tutto esaurito dei loro esercizi.
Il presidente Bono ha annunciato e mostrato
il grafico dello stand che ospiterà Siracusa a
Milano vicino a quello della Regione Siciliana, capiente, che servirà a esporre il prodotto turistico locale contemporaneamente
alle trattative con gli operatori internazionali per accapararsi i soggiorni siracusani. In
altri tempi questo era compito delle Aziende
e degli Enti turistici , da anni ormai sciolte
dalla ben nota Legge Granata in attesa di
confluire in nuovi uffici regionali, aspettando chi ospitare e compensare così gli albergatori che in questi ultimi anni di immobilismo assoluto hanno visto solo pagare solo
stipendi e canoni di affitto, compensi ai vari
presidenti, assessori e commissari, mentre il
vero “Turismo” è andato a peggiorare, tanto
che a Siracusa sono oggi più i letti che i turisti!
Il comunicato ufficiale
Qui di seguito il comunicato diffuso sulla Bit: Si parte per la Bit. Lo ha comunicato il presidente della Provincia di Siracusa On Nicola Bono nel corso della riunione degli stati
generali del turismo convocati appunto per organizzare la partecipazione alla BIT. Per il
presidente della provincia si dovrà operare con una programmazione quanto meno triennale. ed alla fine del triennio si farà il bilancio in termini di ricadute turistiche e di partecipazione sia da parte degli enti che da parte degli operatori privati. Per Milano gli operatori
potranno avvalersi della collaborazione del Coordinamento degli enti locali per il trasferimento del proprio materiale. Bono ha anche detto che per i prossimi eventi il territorio dovrà dotarsi di strumenti di promozione specifica, come materiali realizzati ad razionalizzare la l’offerta turistica unitaria del territorio. Il Presidente della Provincia ha sottolineato
l’esigenza che gli operatori turistici elaborino dei pacchetti capaci di attirare l’interesse
dei tour operator che si incontreranno nel corso della permanenza alla BIT . “L’obiettivo
è , infatti – dice Bono - che l’investimento pubblico a sostegno della promozione del turismo siracusano trovi riscontro nella capacità organizzativa delle imprenditoria turistica
della nostra provincia”.
In questi ultimi anni, una decina in verità, i
siracusani non hanno visto alcuna promozione pubblicitaria, tranne che i vistosi cartelloni nella stessa Siracusa che, come si sa,
non servono a creare movimento perché andrebbero affissi fuori , in giro per l’Italia e
nel Mondo.
Non ci sono, però, ancora notizie sulle proposte per riempire questo paniere turistico
che dovrebbe esseere offerto agli operatori,
italiani e stranieri, che di solito frequentano
la Borsa di Milano. Intanto i sondaggi non
parlano bene del turismo in genere.
L’Italia è scesa al quinto posto, dopo Francia, Spagna , Stati Uniti e Cina, mentre secondo gli ultimi studi realizzati da diversi
atenei italiani “è la scarsa attenzione ai settori specifici che in tempo di crisi possono
garantire la sopravvivenza come i viaggi a
basso costo e i giovani “. Val la pena, però , ancora ricordare che Siracusa, assieme
a quella delle Rappresenazioni classiche, ha
una tradizione di grandi Mostre d’Arte come
quelle su Caravaggio, Antonello da Messina, la “Tre giorni del Futurismo” , di Enzo
Assenza, di Renato Guttuso, di Emilio Greco, Mario Sironi, Gaetano Tranchino, che
fino a dieci anni orsono hanno contribuito
notevolmente al cartellone di eventi che Comune e Provincia realizzavano con “ Estate
siracusana”, “Carnevale siracusano”,
“Festival del Fumetto”, quando i monumenti
di Siracusa diventavano palcoscenico per gli
spettacoli di Ray Charles, Maurice Bejart,
Magna Grecia festival, Cortes, Raffaele Paganini, Luciana Savignano, M. Rostropovich, Uto Ughi, Lorin Manzeel, Placido Domigo, Jose Carreras, Mike Buongiorno,
Giorgio Albertazzi, Lando Buzzanca, Maurizio Costanzo, Fiorello, Nino Frassica, Dario Fo,Ornella Vanoni, Fred Bongusto, Bruno Martino, Antonello Venditti, Pino Daniele, Renzo Arbore, e poi il “Festival internazionale del Balletto”, il “Premio Vittorini”, “Premio Capodieci”, ”Ortigia Festival”,
finali di Miss Italia, eventi tutti avviati già
dagli anni sessanta e poi pian piano , purtroppo, abbandonati, fino ai nostri tristi
giorni! Da augurarsi allora che le buone idee
per un florido domani , si possano avverare,
come annuncia Nicola Bono.
Corrado Cartia
6
Domenica 15 febbraio 2009
Vinciullo “caccia” Sos di Mastriani
i mercanti dal teatro al sindaco e a Bono
Via la ditta e l’Istituto del restauro Rinnovate il consorzio Archimede
Così come fece Gesù nel tempio Enzo Vinciullo vuole
cacciare i mercanti dal teatro comunale. L’ex vicesindaco/
assessore, oggi deputato alla Regione, alza il tiro e non
risparmia strali in tutte le direzioni. “Da quando ho lasciato l’impegno diretto sul teatro comunale ad oggi – afferma
– non è stato fatto nulla per il teatro comunale e sono davvero molto infastidito da una amministrazione comunale
che parla a vanvera e mi riferisco alla cosiddetta operazione verità sul teatro, come se chi se ne è occupato prima
avesse detto solo menzogne. Un modo davvero primitivo
di rappresentare i problemi”.
“Io invece sul teatro comunale voglio dire poche cose ma
chiare - continua Vinciullo - . Intanto la ditta incaricata è
latitante, ha sostanzialmente abbandonato il cantiere e pensa magari di restare per anni e anni in queste condizioni.
Quindi questa ditta va cacciata via così come va mandato
via l’istituto regionale del restauro che ci ha portato dritti
dritti alle condizioni attuali dove nulla è chiaro e dove nulla si fa. Ci sono fondi disponibili, portati da me, che non
sono stati nemmeno utilizzati, insomma sul teatro non si
fa nulla e allora io chiedo all’amministrazione di fermarsi
e di fare il punto. Intanto mandiamo via la ditta e l’istituto
del restauro. Subito dopo si faccia un programma e si vada
avanti a tappe forzate. Tutto il resto sono balle”.
“Chiedo al sindaco Visentin e al presidente
Bono di procedere in maniera rapida al rinnovo del presidente e del consiglio di amministrazione del Consorzio Universitario
Archimede, organismi che sono già scaduti
da diversi mesi”. Lo sostiene il consigliere
comunale Marco Mastriani che sulla attuale gestione ha molto da dire. “Mi hanno
colpito molto le dichiarazioni del presidente Baio – dice – quando sostiene che molte
responsabilità di quello che non funziona
ricade sugli studenti universitari siracusani
e che lui rimanda al mittente alcune questioni sollevate. Non mi pare che sia giusto
oltre che non vero. Il consorzio Archimede
esiste perché ci sono gli studenti universitari e dovrebbe quindi assumere in maniera
diversa i rilievi che di volta in volta questi
studenti manifestano, visto che il tutto è
comunque finalizzato alla crescita delle
facoltà universitarie siracusane”.
Claudio Benanti
Il Comune acquista un libro
ma spende il doppio del dovuto
Su Internet costa 20 euro, ma è stato pagato 42 euro
Un dipendente comunale, che per ovvi motivi preferisce restare
nell’anonimato, ci ha segnalato il singolare caso che riguarda un
libro acquistato dal Comune.
Si tratta di una spesa minimale intendiamoci, ma è il principio
che vale nel caso specifico. Il libro in questione è intitolato “La
regina bianca in Sicilia”, uno scritto di un centinaio di pagine che
sindaco e giunta hanno valutato di un qualche interesse visto che
ne hanno deciso l’acquisto di 50 copie da destinare alle varie
scuole.
Non entriamo nel merito del libro che non è di nostra competenza,
ma entriamo su costi e procedure che sono almeno singolari. Allora,
il Comune ha acquistato 50 copie di questo libro per la spesa di 700
euro, vale a dire al costo di 42 euro alla copia che di per se ci sembra
già un costo abbastanza elevato. Ma il problema non è solo questo, il
problema è che lo stesso libro viene venduto su internet per 20 euro
con la spedizione gratuita a domicilio. Cioè il Comune lo ha pagato
alla casa editrice interessata più del doppio e se queste sono le procedure...
Piazzale Teatro Greco: Ancora abusivismi
Costruiti un’altra stradella e alcuni muretti
Perchè non fare allora una bella piscina all’interno dell’Ara di Ierone?
Non sappiamo chi sia responsabile fra Comune e Soprintendenza, ma i lavori sono lì, evidenti, a due passi dalle baracche di legno che oggi sono diventate la casa degli ex ambulanti che per 20 anni hanno sostato davanti all’ingresso del
parco archeologico della Neapolis. Per quanto ne sappiamo
nessuno può portare avanti opere di urbanistica in questa
area che è vincolata, un’area sacra su cui insiste la vecchia
strada di Cicerone, quella stessa area che in più occasioni la
Soprintendenza si è rifiutata di consegnare alla pubblica
fruizione proprio per la sua importanza, ma soprattutto per i
vincoli esistenti. Il primo abusivismo c’è stato qualche anno
fa. E’ la massicciata su cui sono stati sistemate le baracche
della Val d’Aosta chissà da chi pensate per fare paesaggio
davanti al nostro Teatro Greco. Alla massicciata in questione si sono poi aggiunti pezzi di pavimentazione “per
agevolare il trasferimento degli ambulanti”, come se
un’opera abusiva diventasse meno abusiva grazie al fine
che si intende raggiungere.
Oggi si continua su questa strada e ci pare francamente
una esagerazione. Le foto parlano chiaro, è stata fatta
un’altra massicciata ed è stata messa in opera un’altra pa-
vimentazione che collega con Casina Cuti. Ci sono state
altre recinzioni, sono state messe in opera altri muretti bassi. E che diamine! Magari per tutte queste opere ci sarà una
spiegazione, ma sempre abusive sono. E poi con questa logica potremmo pensare ad altro. Perché no una bella piscina
al centro dell’Ara di Ierone con un paio di luoghi di ristoro
sistemati sul bordo dell’ara stessa? E perché non costruire
sale cinematografiche e teatrali nella grotta dell’Orecchio di
Dionisio? Immaginate un po’ che formidabile acustica!
Desirèe Meijer
7
Domenica 15 febbraio 2009
domande a Paolo Reale
Troppe le opere pubbliche ferme
Se fossi sindaco sarebbero priorità
Abbiamo consultato 200 cittadini e oltre
il 50 per cento ci ha detto che Bufardeci
era il sindaco di Siracusa. Che ne pensi?
Penso che Bufardeci ha lasciato una traccia
molto forte, che il nuovo sindaco non è ancora entrato a regime e che il cittadino ha
un ricordo forte di chi l’ha preceduto.
Tu hai espresso in tempi non sospetti più
di una perplessità sul G8 a Siracusa.
Confermi?
Sì lo confermo perché si tratta di una manifestazione impegnativa che richiede una
attenzione e una organizzazione che allo
stato non riusciamo a vedere. Spero che la
capacità di immaginazione tutta siracusana
riesca quindi a sopperire alla mancanza di
organizzazione.
Perché siamo sempre negli ultimi posti
nelle classifiche nazionali sulla qualità
della vita?
Perché non sappiamo dare il
giusto risalto e il giusto valore
a ciò che è davvero importante nella vita. Stiamo correndo
dietro a dati economici che
non hanno più nessun significato, o meglio nessun valore.
Valgono molto di più le relazioni sociali e umane, la capacità di solidarietà. Non necessariamente ciò che produce
reddito è un bene collettivo.
Se tu fossi il sindaco cosa faresti in questo momento?
Se io fossi il sindaco in questo momento
darei impulso alle opere pubbliche che sono ferme o comunque in ritardo. Mi riferisco ovviamente al teatro comunale, ma an-
che alle cose apparentemente di minore rilievo
vedi ad esempio le demolizioni di via Puglia,
il completamento della
pista ciclabile e il raddoppio di Riviera Dionisio il Grande. Sono opere già programmate e
finanziate che darebbero
respiro alla città e sarebbero capaci di cambiare,
senza grandi impatti, il volto di Siracusa.
Tornerai presto ad occuparti direttamente dell’amministrazione cittadina?
In questo momento non ho una risposta
certa, sono sempre appassionato di vita civile e sociale, ma non ho, come dire, un
programma immediato.
Tagli per la Formazione professionale
Anche Siracusa pagherà “prezzi salati”
Prevista la pensione anticipata per parte del personale
Dopo quelli alla scuola arrivano i
tagli alla Formazione Professionale. In Sicilia sarà un piccolo dramma, considerato che in questo settore tra operatori e allievi vi giostra un buon numero di persone.
La Regione Siciliana, a statuto
speciale, per trent'anni ha finanziato la materia con la legge regionale n. 24/976 e con risorse proprie.
Da qualche anno, a seguito delle
difficoltà di bilancio, tale attività
viene rendicontata a carico del
Fondo Sociale Europeo. Ma il Governo, quest'anno, ha deciso
anch'esso di scaricare parte dei maggior costi pubblici, derivanti della crisi economica generale, su questo fondo. Saranno pertanto anche le regioni del sud a doversi far carico
della crisi, spendendo diversamente quanto a loro destinato
da Bruxelles, vale a dire a vantaggio di cassaintegrati e di
precari che perderanno il posto di lavoro, senza avere diritto
all'indennità di disoccupazione.I settori già in forte crisi sono quelli manifatturieri tradizionali ma anche nella chimica
si registra la chiusura di reparti produttivi. Non solo gli stabilimenti di Termine Imerese e di Gela, ma anche i Cantieri
di Palermo, le fabbriche manifatturiere di Caltanissetta e di
Enna e centinaia di piccole e medie imprese di tutta la regione chiederanno una boccata d'ossigeno per non morire.
Siracusa che sembrerebbe essere solo lambita dalla crisi
lancerà anch'essa le sue grida di aiuto. E come quando il
lenzuolo diventa più piccolo, si dovrà decidere se coprire i
piedi oppure la testa. Il duello tra Governo e Regioni è per
due miliardi e 600 milioni di euro, da aggiungere ai 5,6 miliardi dello Stato e da spendere nel biennio 2009-2010. Due
miliardi e seicento milioni che le Regioni dovranno sottrarre da quanto ricevono dal FSE per la formazione professionale e quindi 2 miliardi e 600 milioni in meno di corsi ripetuti all'infinito nella stessa qualifica, come se si dovesse fornire tutto il mercato americano di parrucchiere, hostess di
intrattenimento e operatori ai compiuter. La Sicilia ha opposto resistenza e a livello governativo si ha ben presente il
problema: "nel Mezzogiorno il business dei corsi di formazione, che spesso servono più a finanziare un esercito di
formatori che a preparare i lavoratori, ha un potere di pressione fortissimo" sostenuto dai sindacati e dalla burocrazia.
" Si tratta di incidere non di rado su carrozzoni assistenziali
e clientelari che rappresentano un importante bacino di voti
e contro i quali finora si sono infranti tutti i disegni riformatori" messi in cantiere. La soluzione avanzata è quella di
legare i fondi per la formazione alle cosiddette "politiche
attive del lavoro" richieste dalla stessa Ue. Si tratterebbe di
condizionare la concessione della Cassa Integrazione e
dell'indennità di disoccupazione per i lavoratori che finora
ne sono privi (leggasi precari), alla partecipazione a corsi di
riqualificazione e reinserimento al lavoro,proprio nella direzione della riforma che ha in mente il Ministero del Welfare. Salterebbero anche buona parte di quegli sportelli messi
su per affiancare il lavoro (sic) dei Centri per l'impiego.
Sportelli che ricordano tanto le scatole degli illusionisti in
cui scompaiono le collaboratrici. In Sicilia oramai da
vent'anni collocano tutti, sindacalisti, parroci, marescialli e
politici, tranne gli Uffici di Collocamento, per cui tali affiancamenti risultano francamente, per la spesa che comportano, un insulto ai veri bisogni dei disoccupati. Si vada
infatti a verificare se da questi sportelli è stata mai orientata
un'assunzione che sia una. Gli stessi Centri per l'impiego
andrebbero chiusi, affidando l'anagrafe dei disoccupati direttamente ai comuni, cosi come andrebbero unificati uffici
provinciali del lavoro e ispettorati. Insomma tutti i luoghi di
passatempo, in un momento di crisi strutturale dell'economia, devono essere bonificati, orientando risorse e personale in lavori veramente utili e produttivi. E' stata infine avanzata l'ipotesi di accompagnare alla pensione una buona parte del personale della formazione professionale, trattandosi
per buona misura di donne oramai vicine ai 60 anni; cosi
come è stato già fatto per i dipendenti dell'Ente Minerario
Siciliano e dell'ex Geco Meccanica.
Pepè Genovese
Un lettore interviene sul caso degli asili nido
Riceviamo e pubblichiamo:
Caro direttore, leggiamo che un solo asilo
nido comunale costa 400 mila euro l’anno
e leggiamo ancora sul suo giornale che ad
onta di questi costi ci sono state ulteriori
assunzioni nell’estate 2008. Perché nessuno interviene? Perché nessuno (magari nel
Pd) chiede chiarimenti? E perché il sindaco
Visentin non fa chiarezza?
Pippo Iselli
Ci risiamo con una lettera che ritorna sul
tema degli asili nido comunali!!. I Fatti ne
hanno parlato diffusamente con tanto di
titolone in prima pagina. Non è bastato ma
la nostra responsabilità di periodico settimanale, caro Lettore, finisce qui: informa-
re dettagliatamente l’opinione pubblica e
con essa chi dovrebbe tutelare la legalità e
contrastare gli illeciti nelle pubbliche amministrazioni.
Sugli asili comunali abbiamo anche ospitato una dichiarazione dell'ex candidato a
sindaco Salvatore Carcò che faceva - senza giri di parole, a muso duro - il nome dei
gestori di almeno 2 asili comunali. Asili
che costano al Comune una cifra enorme,
anche per le nuove assunzioni avvenute in
piena campagna elettorale (regionale ed
amministrativa) nel 2008.
La logica è sempre la stessa e lo sappiamo
bene anche altrove : assumi, spendi e
spandi..tanto Pantalone (alias il Comune
di Siracusa) paga sempre. Fino ad ora ha
funzionato benissimo per i conosciutissimi
furbetti mangia soldi. Lo continuerà anche nel futuro? Non saprei dirlo.
Certamente Visentin e la politica possono
fare ben poco, figuriamoci se il sindaco
può fare chiarezza sulle spese degli asili
nido comunali e delle assunzioni elettorali o della congruità delle spese comunali
per asili. Sarebbe come toccare fili di alta
tensione.
Gli Asili nido sono stati per l’intera sindacatura Bufardeci funzionali per il rilevantissimo contributo elettorale fornito
(assunzioni, candidati e voti).
Era anche lecito che questo potesse avve-
nire? Non lo so. I Fatti hanno sollevato negli anni scorsi svariate volte l’argomento
senza sortire alcun risultato. Non sappiamo
se la magistratura inquirente sia intervenuta
almeno per un semplice accertamento o
l’argomento non li abbia nemmeno sfiorati
(?), sappiamo, questo si,che l’opposizione di
centrosinistra da sempre fa finta di non vedere e non sentire, come in tantissime altre
faccende (l’asse Bufardeci-Marziano): sicuramente qualche assunzione ha riguardato
il figlio, la sorella, il genero (etc) di qualche
oppositore. Negli Asili Nido come è avvenuto anche altrove (Inda,IGM,Agenzie etc).
Siamo, dunque, impotenti davanti a tanta
arroganza? Si, Sig. Iselli, lo siamo.
8
Domenica 15 febbraio 2009
contromano
Ignorati Eluana e Mentana, meglio il GF
Io penso a una cosa.
Che c’è una ragione profonda e spregevole nel fatto che la
sera della morte di Eluana su canale 5 il grande fratello ha
fatto record di ascolti.
La nostra pessima democrazia ha dato il benservito a Mentana che si è dimesso sdegnato ed ha avuto qualche milione di
italiani che gli hanno detto “prego si accomodi”.
Povero Enrico, certo dopo tanti anni a mediaset doveva aspettarselo che il “suo” pubblico avrebbe preferito la tettona
alla tragedia di Udine.
Ma la cosa (stasera sono meditabondo, non fateci caso, dalla
prossima settimana torno ciglione come sempre) si presta ad
una analisi più amara e “sociologica” (boh, non so che significa ma ci stava bene). Perché a me sembra che le ultime settimane di quella povera donna, (che ci hanno sempre mostrato da ragazza, ma che era diventata adulta inconsapevolmente) siano diventate un macabro reality con la gente che aspettava chi sarebbe chi sarebbe stato nominato, Berlusconi o
Napolitano, con la suspense della corsa del governo e del
parlamento “contro la morte”, con quelli che tifavano per la
vita e quelli che tifavamo per la morte, tifando in effetti per
se stessi, guardandosi in cagnesco da un marciapiede
all’altro, quelli coi lumini e quelli con gli striscioni, quelli
che gridavano agli altri “talebani” e quelli che scrivevano sui
muri “Beppino boia”.
Era diventata una soap televisiva l’agonia di Eluana, con i
cattivi della cassazione che la volevano morta e i buoni del
governo che la volevano viva, o viceversa (nel senso di buoni e cattivi) a seconda dei punti di vista.
Ma se era diventata una soap, un reality, se era diventata parte della maionese mediatico-politica, la storia della donna in
stato vegetativo, il suo vivere nel confine incerto fra l’essere
e il non essere, è entrata quella sera in competizione con un
altro reality, più antico, strutturato, dall’esito più variabile ed
incerto di quello semplice destinato a eluana (vita-morte). E
il pubblico dei reality, lunedì sera, dovendo scegliere, ha
scelto l’usato sicuro, i personaggi del grande fratello che io
quest’anno (tettona a parte) non so chi sono (c’è pure una
hostess dell’alitalia?).
Cosa significa questo? Significa che c’è un’Italia, forse
maggioritaria, che se ne frega. Ma non significa anche che
c’è un’italia, forse maggioritaria che ha voltato la testa
dall’altra parte, disgustata, da tanto clamore? Perché se il
GF9 ha fatto il pienone, è accaduto non tanto e non solo
perché c’erano tanti davanti alla tv a guardare la marcuzzi,
ma anche perché ce n’erano tanto pochi a guardare gli altri
canali in cui si moltiplicavano gli speciali su Eluana.
Non è possibile che l’Italia si sia divisa fra i fans della tettona e i nauseati dal battage mediatico?
E’ lecito sperare che in questo paese sbracato ed egoista,
ma anche generoso e appassionato, ci sia stata una silenzio-
sa rivolta delle coscienze e dei telecomandi che hanno detto
“no”? Che hanno lasciato il GF al suo affezionato pubblico,
ma non hanno voluto partecipare alla spettacolarizzazione
del dolore, dell’intimo e insondabile istante del passaggio fra
vita e morte?
Basta, torno al cazzeggio.
Ed in materia di cazzeggio rilevo che noi milanisti ci stiamo
tafazzizando, abbiamo preso gusto a prenderci a bottigliate i
cabasisi. Fino a sabato eravamo l’anti-inter, che mancava
solo il derby ed era fatta, che ora ci compravamo anche beckam e non ci fermava nessuno, poi (perché siamo sorprendenti, speciali) riusciamo a pareggiare in casa con l’ultima in
classifica, che ha fatto tre gol in trasferta in tutto il campionato. E così improvvisamente ridiventiamo dei cessi, che lo
sapevano tutti da prima che mai avremmo potuto contrastare
il fango nerazzurro.
Insomma la stessa cosa che dicevano della Juventus la settimana prima. Ma i colleghi sportivi come fanno a dire a 7
giorni di distanza esattamente l’opposto di una settimana prima senza che nessuno, ma mai nessuno, gli dica: scusa ma
come cazzo fanno parlare in tv o scrivere sui giornali uno
che evidentemente non capisce una mazza di pallone come
te?
A quel punto, certo, i colleghi sportivi potrebbero dire: ma
scusate la stampa colta italiana ha passato 5 anni, dal 2001 al
2006 a dire che Berlusconi era detestato da tutta italia e poi
alla fine ha perso le elezioni ma ha preso più voti di Prodi?
Hanno detto che non avevano capito un cazzo per 5 anni?
E della rimonta di Veltroni ne vogliamo parlare?
Lasciamo perdere. Non sono di buon umore stasera, nemmeno quando sparo mischiate. Sarà anche perché Kakà è fuori
gioco per due settimane?
Hasta lo reality siempre
Joe Strummer
Burrasca in via Roma, e anche al Vermexio
Spesso per caso alcuni consiglieri del Vermexio s’incontrano con i colleghi del palazzo della Provincia regionale, appena il
tempo dei saluti rituali si registrano subito
i toni della forte delusione del vivere la politica locale: “è un casino non si capisce
niente e nessuno sa più cosa fare ”. Il pessimismo riguarda proprio la vita dei due
consessi con riferimento specifico agli equilibri, ai partiti, alle alleanze e naturalmente alle maggioranze variabili che spesso dipendono dall’apertura della borsa del
giorno. Udc + 3; PD -1; An -2; FI stabile:
la giornata tipo del borsino del consiglio
comunale di Siracusa si può così riassumere. Al Consiglio provinciale la borsa appare più stabile perché in tempi recenti
non si registrano transazioni rilevanti
all’interno dei gruppi. Si contratta senza
ressa ma nessuna transazione però viene
registrata. Anche in via Malta la confusione regna sovrana: ci sono tensioni a non
finire e spesso si tende ad ottenere qualche attenzione che non arriva dal presidente Nicola Bono. I comunicati ufficiali sono
chiari, ogni dichiarazione pronunciata dentro e fuori le sedi ufficiali del dibattito politico non dovrebbe far dormire il Presidente Nicola Bono. Il suo carattere quasi partenopeo porta a pensare che alla dichiarazione di guerra successiva all’attentato di Serajevo avrebbe risposto con un “ hiii… e
che sarà mai?” nascondendo a se stesso
che alla porta battono gli emissari di una
guerra mondiale che sta per scatenarsi.
Assurdamente la confusione e i casini che
si registrano alla corte del sindaco Roberto Visentin hanno minore peso specifico
dell’apparente quieto navigare che si vuol
forzatamente far vedere alla Provincia.
Per Bono i guai stanno per arrivare da più
fronti e non sono certamente le diatribe
con Marziano che possono allontanarli
perché gli alleati non sono affatto contenti
del suo procedere. Non c’è gruppo consiliare della maggioranza che non esterni
in un modo o nell’altro motivo di insoddi-
sfazione. La critica più forte gli viene
dall’Udc anche se nel Pdl le cose non migliorano proprio quando addirittura non sono messe peggio. L’opposizione, anche se
non c’è si ritrova comunque attorno al quel
faro dell’ex assessore Spadaro del Pd e non
perde un colpo per mettere in rilievo le manchevolezze dell’amministrazione in carica.
Quella minoranza che dovrebbe essere
schiacciata in un angolino per i tanti occhiolini che molti suoi componenti si scambiano
con la parte avversa, emerge anche a non
volerlo. Per fortuna che alla Provincia vige
un certo acchittamento altrimenti la crisi
strisciante in cui versa l’amministrazione di
centrodestra verrebbe fuori amplificata. Da
una parte all’altra si comincia a pensare che
“era meglio quando si stava peggio” e il rischio è quello che qualcuno arrivi a gridare
tra non molto “ aridateci er puzzone”.
Avvisi agli inquinatori Un principe per Eluana
Nuova iniziativa della Procura di Siracusa per i reati di inquinamento del suolo, nell'area
della zona industriale di Priolo Melilli. Sono stati già notificati, a buona parte dei 35 indagati, gli avvisi giudiziari per "accertamento tecnico irripetibile". Dopo l'inquinamento del
mare si cerca ora di indagare sull'inquinamento del suolo, con tutte le questioni connesse a
tale reato. Possiamo ben dire che il territorio della nostra zona industriale è presidiato e tutelato, trattandosi di aspetti legati alla salute degli operai e delle popolazioni che vivono
attorno agli stabilimenti e che la nuova sensibilità sociale esige che non vengano trascurati.
Per non parlare del rischio tumori che il prof. Sciacca dell'Università di Catania sta indagando nei comuni di Lentini e Carlentini, cittadine entrambe popolate in buona parte da lavoratori della zona industriale. Le forze politiche e quelle sindacali risultano però assenti
per tali problematiche e ci si potrebbe chiedere dove sono stati in tutti questi anni in cui rifiuti, scarichi e scoli industriali sono materialmente penetrati nei terreni e nel fondo marino,
danneggiandoli in maniera irreversibile?
Qualche tempo fa passeggiando di sera ebbi l'impressione che ci fossero, in cielo, nuvole
che sorvolassero la Luna ed altre che da essa fossero sorvolate. M'ero creata involontariamente una mia personale teoria sul cielo, conoscendo niente di atmosfera e di distanze:
trascinato dal mio stato d'animo, ero caduto in errore. Nondimeno avevo goduto della meravigliosa bellezza del cielo. Successivamente, negli anni, avendo chiesto e letto sull'argomento mi ricredetti dell'errore. Il fascino del cielo è rimasto ed è divenuto più profondo. La
storia di Eluana, l'antica fiaba della principessa addormentata, in tanti ha avuto la stessa
evoluzione della conoscenza del cielo: relativa, assoluta, Relativa. Una storia in cui si è
manifestato Dio creatore: la natura, la scienza e l'uomo. Ieri la mano dell'uomo si è inserita nella storia per mutare la natura e distorcere il senso della scienza. Trascorsa la notte
buia, all'alba, la storia riprenderà il suo corso e tanti piccoli rospi divenuti nel frattempo
principi azzurri correranno al letto di Eluana per svegliarsi assieme a lei nella nuova Vita
del vero Amore. (box)
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Caos sulla Film Commission Bono nomina Umberto Guidi