SETTIMANALE
DI POLITICA
E COSTUME
Autorizzazione del tribunale
di Siracusa n.2/2003
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FONDATO NEL 1988
N° 18/2009
Domenica 3 maggio 2009
No università nella chiesa di S. Francesco
L‟immobile, per 9 anni, ad Isisc ed Opco!
Il Comune preferisce pagare affitti d‟oro in Ortigia. Una scelta illogica
La storia che andiamo a raccontare non è certamente da
portare ad esempio, ma è una storia vera e i nostri concittadini la debbono conoscere. Con finanziamenti europei è stata restaurata, in modo splendido, la chiesa San Francesco di
Paola alla Giudecca (foto a lato) con annesso convento dei
Minimi. Sono i locali che anni addietro ospitavano un istituto scolastico superiore, uno splendore. E sono fra l‟altro
sterminati, insomma adatti a ospitare una facoltà universitaria e proprio questa sembrava la scelta del Comune. Poi invece, ma andiamo per ordine. Il Comune e chi amministra
sembrano in un primo tempo entusiasti della scelta universitaria e d‟altra parte portare centinaia di giovani alla Giudecca significa rilanciare alla grande anche questo spicchio
del centro storico che peraltro nobile lo è di già trovandosi a
poche centinaia di metri dal Duomo, dal vecchio museo, dal
cuore del centro storico. Ovviamente portare la facoltà universitaria di beni culturali nei locali dell‟ex chiesa San
Francesco significa anche dismettere affitti che vanno avanti da diversi lustri e quando c‟è un‟operazione di questo tipo
c‟è chi è contento di fare risparmiare il Comune (pochi) e
chi invece sostiene le ragioni del proprietario per così dire
penalizzato (diversi, forse troppi). Così scattano adeguate
contromisure. Qualcuno dall‟università fa sapere che questi
splendidi locali non sono forse adatti ad una facoltà. Ma se
per anni hanno ospitato una scuola superiore? E poi forse i
locali che oggi ospitano la facoltà in questione sono adatti
alla didattica o non sono invece arrangiati e per molti versi
degradati? In ogni caso un motivo per dare a qualcun altro i
locali è stato messo in campo e su questo puntano i
“diversi, forse troppi” . Sul probabile destinatario alternativo all‟Università si ha chiarezza qualche settimana scorsa
quando in ora impropria, saranno state le 14,30 o le 15, viene notato davanti all‟immobile un sopralluogo di funzionari
comunali e del preside dell‟Istituto superiore di scienze criminali, Bassiuni. Ma come un contenitore così ampio riservato all‟Isisc che ha una attività quantomeno ristretta? Un
contenitore immenso destinato a restare sostanzialmente
chiuso al pubblico quasi tutto l‟anno? Sembra, e francamente è, un non senso, ma al Comune sembrano fregarsene. Anzi, non sembra, se ne fregano proprio tanto è vero che il 26
aprile scorso la Giunta decide di affidare ad Isisc e Opco i
locali di cui parliamo, gratuitamente e per nove anni!
Ma Isisc e Opco non avevano già avuto dal Comune nel
2008 i locali dell’ex tribunale? Esatto, ma con la delibera di
cui parliamo la Giunta annulla la precedente delibera del
2008 e, ripetiamo, affida ad Isisc-Opco la chiesa San Francesco di Paola e l‟annesso convento dei Minimi per nove
anni. Niente universitari alla Giudecca, sì alla conferma
dell‟affitto d‟oro di cui sopra, sostanziale congelamento di
un grande immobile per una attività per cui andavano bene
locali molto ma molto più piccoli. Questa è la storia, una
brutta storia che rimettiamo al giudizio di chi ci legge.
Gianni è il più europeo In 500 presi dal panico
Alle Europee: ultime notizie. Nessuno è disposto a candidarsi. Titti Bufardeci dopo molte
pressioni e molti ripensamenti ha deciso per il no (resto al governo). Pippo Sorbello non
vuole sentirne parlare, altrettanto Pippo Gennuso: tutte e due sostengono la candidatura impossibile di Rino Piscitello, ben sapendo che – del tutto privo di consenso personale da sempre – lo stesso non accetterebbe mai; Bruno Marziano (PD) non ne vuole sentire,altrettanto
Fabio Granata (PDL). Insomma l’unico candidato disponibile resta per l’UDC Pippo
Gianni. Anche se non appare credibile che PDL, PD e MPA non abbiano candidati siracusani. Li troveranno, minori e porta voti, ma li troveranno. Candidati siracusani saranno sicuramente presenti nella lista RC-CI, nella lista di Di Pietro (IDV) ed in quella di Vendola-Verdi
-Socialisti-Fava. Attorno a Pippo Gianni – unico candidato siracusano con buone chanches
di successo, potrebbe coagularsi uno schieramento “siracusano”, trasversale a diversi partiti,
proprio per favorirne l‟elezione, superando la difficoltà che pesa alle europee (collegio Sicilia-Sardegna) sui candidati di una piccola provincia, come Siracusa.
Cinquecento le demolizioni di costruzioni abusive programmate dal Comune di Siracusa.
Il panico è generale e le domande che ci pervengono in redazione sono le stesse: quali costruzioni abusive demoliscono? La domanda è pertinente perché le costruzioni abusive accertate dal comune non sono 500 ma decine di migliaia. Come si definiscono le priorità di
demolizione? Ci sono anche le prime case, quelle costruite “per necessità”? Quelle costruite su beni demaniali (coste,demanio pubblico, etc) Altra domanda: li ha il Comune i
soldi per demolire? E’ pur vero che trattasi di demolizioni “a danno” dell’abusivo che ha
costruito ma riprendere questi soldi sarà un’avventura con poche possibilità di successo. E
le ditte che demoliscono vorranno essere pagate con immediatezza. Si dice che gli immobili
in questione potrebbero essere requisiti dal Comune e dati in custodia ad una ditta che nel
tempo, gradualmente, provvederà alla loro demolizione.
Nuovo stadio: Foti e Salvo contro “i soliti noti”
L’onorevole Gino Foti non condivide per niente l’idea di fare costruire il nuovo stadio a Salvoldi e di affidare allo stesso la gestione
dell’area dove insiste il vecchio De Simone. Non la condivide con
motivazioni serie (il degrado della Borgata, la necessità di avviare
una operazione di recupero sulla falsariga di quanto è avvenuto in
Ortigia, la salvaguardia dei piccoli negozi che sarebbero spazzati
via da un altro ipermercato etc), ma non la condivide neppure come
impostazione politica e cioè un’operazione gestita dai soliti noti, ad
excludendum dell’asse di cui lui stesso fa parte insieme a Consiglio
e Marziano. Il suo dissenso Foti lo ha seminato in diversi ambienti
e tanto per non farsi mancare nulla ha chiesto al fidato Aldo Salvo
(foto a lato) di fare un intervento dove alla fine emerga una proposta alternativa che seppellisca l’operazione dei soliti noti appena
avviata. Ha scritto fra l’altro Salvo: “Il sindaco Visentin, da amministratore concreto quale si sta rivelando, seguendo l'esempio di
Mancini a Cosenza convochi il top della imprenditoria siracusana e
le sedi operative locali dei grandi gruppi nazionali: Garrone, Caltagirone, Frontino, Saraceno, Montagno, Mezzio, Salvoldi e quant'altri
ritenga. Chieda loro un impegno finanziario per il nuovo stadio della
città. Coinvolga Alvaro Di Stefano (Confindustria Siracusa), Ivan Lo
Bello (Confindustria Sicilia), gli esponenti siracusani dei governi
nazionale e regionale. Individui, con il conforto del Consiglio comunale, le compensazioni (di buon senso, ma appetibili) necessarie, e le
proponga. Il tutto in tempi brevi”. E buonanotte al secchio verrebbe
da aggiungere. Tutti coinvolti nessuno coinvolto, praticamente sul
nuovo stadio è stato messo un macigno, un grosso macigno.
L’operazione di contrasto è alla democristiana. Il prossimo passo?
Beh, diranno alcuni volenterosi, perché non mettiamo a norma il De
Simone? Magari con tre o quattro milioni di euro da affidare a Salvoldi sempre che…
Comunale a +1408
Ognina a + 2522
Via Crispi +973
Zitti e defilati “tutti quelli delle false inaugurazioni”
Al Comune stanno cercando i soldi per pavimentare...
Basole sempre più affondate. Qualcuno interverrà?
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Domenica 3 maggio 2009
Filo diretto. Roberto Visentin risponde:
Sulle demolizioni non c‟è niente da fare
Via le discariche dalla pista ciclabile. Un esproprio per via Elorina
Riceviamo e pubblichiamo:
Roberto De Benedictis ha detto che per il
G8 un plauso va fatto, in primo luogo, a
tutto il personale dell‟amministrazione comunale che è stato coinvolto nei vari servizi tecnici, amministrativi e finanziari, nonché ai vigili urbani, per la capacità e
l‟impegno da tutti profuso. Senza il lavoro
concreto di queste persone, né il Ministro
né il sindaco si sarebbero potuti compiacere di alcun risultato. Lei condivide? Ha dimenticato di ringraziare i Comunali?
Salvatore Bongiovanni
Risponde il sindaco:
Il sindaco li ha già ringraziati ripetutamente e forse al riguardo non era ben informato
l‟onorevole De Benedictis. In ogni caso
oltre ai ringraziamenti alle singole persone
è già in programma un incontro ad hoc per
dare il giusto riconoscimento al corpo dei
vigili urbani. Così come per tutti i Comunali è già pronta una mia lettera di ringraziamento, insomma qualcuno ha perso una
buona occasione di stare zitto.
Riceviamo e pubblichiamo:
Oggi sono passato dalla zona balneare di
Siracusa. in particolare ho visto l'Arenella.
E' tutta un cumulo di immondizia lasciata
dentro e fuori i cassonetti a marcire. Una
incresciosa visione per tutti i cittadini ed un
lurido biglietto da visita per i turisti. Non si
tratta di un fatto momentaneo, ma di colpevole e connivente cattiva gestione del de-
coro e della salute dei cittadini.
Pippo Bufardeci
Risponde il sindaco:
E‟ chiaro che in estate non ci saranno più
disfunzioni di questo tipo. Se c‟è stato un
abbassamento della guardia si tratta solo di
un fatto stagionale, nel periodo invernale
infatti,come è noto, la raccolta avviene con
meno frequenza.
Riceviamo e pubblichiamo:
Lungo la pista ciclabile che collega la tonnara all'ex macello abbiamo notato diversi
scarichi a cielo aperto. Qualcuno va dritto
dritto al mare, qualcuno lungo la stessa pista, qualcuno proprio maleodorante per non
parlare delle varie discariche disseminate
lungo il percorso
Paola Carnemolla
zona balneare cosa deve fare? La mia villetta l‟ho costruita nel 1987 facendo tanti
sacrifici, ora la deve abbandonare alla demolizione? Ci dia una speranza
Carmelo Tringali
Risponde il sindaco:
Purtroppo si tratta dell‟applicazione di una
norma di legge che già dal 1976 attesta
l‟inedificabilità assoluta delle costruzioni
entro i 150 metri dal mare. Il Comune non
può farci nulla, qualsiasi modifica a questa
norma dovrà essere assunta dall‟assemblea
regionale. In ogni caso esistono anche delle
soluzioni alternative come ad esempio
l‟acquisizione al demanio pubblico
dell‟immobile abusivo e successivamente il
suo affidamento in custodia.
Risponde il sindaco:
Le segnalazioni della signora Carnemolla
le trasmettero dritte drette a chi di competenza. Ovviamente per la discariche provvederemo subito alla loro rimozione.
Riceviamo e pubblichiamo:
La sistemazione dell‟incrocio di via Elorina sarebbe ottimale se non fosse per quello
spazio incolto occupato da auto usate che
restringe la carreggiata in maniera pericolosa. Ogni volta che transita un autobus
sono dolori. Non si può fare qualcosa?
Giovanni Maimone
Riceviamo e pubblichiamo una delle tante
missive che ci sono pervenute sulla questione relativa alle 500 demolizioni preannunciate dal Comune. Ovviamente non le
possiamo girare tutte al sindaco e quindi ci
sarà una risposta di carattere generale:
Signor sindaco, chi si trova nelle condizioni di avere un immobile non sanato nella
Risponde il sindaco:
Ci vorrebbe un piccolo esproprio per allargare lo svincolo in questione ma per farlo
ci vuole la copertura economica. Sono tante le cose che si debbono fare per la nostra,
ma prima delle “carte” ci vuole la copertura finanziaria. Non mi piace insomma fare
promesse se poi non le posso mantenere
Ecco tutto quello che Bono vorrebbe fare
(ma anche tutto quello che oggi non ha fatto)
Conosco poco le vicende dell‟Inda. Il Verga? Forse l‟anno prossimo
Le reticenze
e le indecisioni
Trovo molto positivi gli impegni complessivi assunti dal Presidente Bono in questa
lunga intervista, al di là dei rilievi che il
nostro Nuccio Gemma ha puntualmente
evidenziato. Alcuni impegni (con i tempi
indicati) li richiameremo alla sua memoria, strada facendo. Sulle cose rimaste in
trasparenza aggiungerei le aree di riserva
protette dove si dice molto poco o niente
(incentivare in collaborazione con la Forestale, la fruizione eco-compatibile del territorio), considerando che alcune aree (vedi
Ciane- Saline) non sono affidate alla Forestale ma alla Provincia regionale che li
gestisce malissimo.
Si era poi parlato di “infrastrutture turistiche”: ne ricordo alcune come il ripristino
della vecchia linea ferroviaria SiracusaVizzini, per un percorso “turistico” molto
suggestivo; la rivalutazione del sito archeologico del Castello Eurialo che porta con
sé l’utilizzo dell’abbandonato (da decenni)
Ostello della Gioventù; un uso pubblico
del Carcere Borbonico dove Bono appare
piuttosto reticente….quasi stizzito della
coraggiosa e meritevole determinazione
assunta dal Consiglio Comunale di Siracusa di impedire che divenisse l’ennesimo
albergo di Ortigia, regalando, di fatto, una
struttura che appartiene al patrimonio storico ed artistico della Città, ad un privato
per molti decenni. E’ bene che l’on.le Bono
si decida sul carcere, ricordando che non è
di sua proprietà, che la destinazione finale
non può essere svilita (tipo ufficio informazione turistica) e che il privato cacciato dal
project financing non può…rispuntare da
un altro versante. Mi fermo qui.. per il momento.
A quasi un anno dal suo insediamento facciamo il punto sulla Provincia regionale di
Siracusa con il Presidente Nicola Bono.
Che abbiamo incontrato nella sede di Via
Roma, fra incontri politici, nell‟andirivieni
dei collaboratori.
Iniziamo dal G8 Ambiente. Presidente,
luci ed ombre?
Più luci direi. Visto che Siracusa è entrata
fra le tappe mondiali dell’ambiente, i luoghi importanti dove si discute sulla salute
del pianeta. Inoltre la città è stata notevolmente abbellita. Tutto ha funzionato: organizzazione, sicurezza, forze dell’ordine.
Sola ombra: l’eccesso di protezione delle
delegazioni che poco hanno visto delle bellezze del territorio. Un’occasione mancata
per maggiori ricadute.
Gli obiettivi fondamentali della sua Amministrazione?
La mia Amministrazione si basa su una
gestione programmata d’indirizzo alle attività produttive, che intendiamo sviluppare
in alcune fasi: primo, con l’adozione di
uno schema di piano, uno strumento attuativo che entro il 2009/10 ci consentirà di
realizzare una strategia di sviluppo per la
tutela del territorio. Secondo, sviluppo
strategico del turismo. Cominciando dalla
Cabina di regia che vorrei perfezionare
come l’avvio di un metodo articolato per
consolidare le presenze e la promozione di
eventi nazionali e locali da rilanciare. Poi,
la riorganizzazione territoriale degli uffici
provinciali (ex APIT). Una funzione essenziale di supporto al turista, che completeremo con altri Info point anche in collaborazione con le Agenzie di viaggio e la produzione del materiale promozionale: cartine, opuscoli, depliant, brochure, con un
Promo video in italiano ed inglese (di cui
abbiamo lanciato il bando di concorso per
la realizzazione) che diventerà lo spot ufficiale del prodotto Siracusa. Terzo, concertazione con gli imprenditori privati per
commercializzare al meglio tutte le attività
di ospitalità (alberghi, B&B, ristoranti,
etc..), impegnandoci per migliorare e controllare la qualità dell’offerta. Quarto, in
collaborazione con la Forestale, incentivare la fruizione ecocompatibile del territorio, con aree di riserva protette. Quinto, di concerto con le Amministrazioni
comunali creare un calendario unico degli eventi, curando la carta dei servizi e,
in particolar modo, il trasporto, oggi inadeguato, che lascia il turista da solo. Su
questo punto mi sto impegnando per rendere davvero funzionale la rete dei trasporti provinciali con circa 80 progetti
per un investimento di 300 milioni di euro
da realizzare con Fondi europei entro il
2013.
Cosa ci dice delle incompiute: Circuito,
Verga, Ostello della Gioventù, Carcere
borbonico?
Inizio dal Circuito. Abbiamo fatto quadrato su questo progetto, il cui bando per
il project financing abbiamo già pubblicato e fra poco procederemo
all’assegnazione. Verga, a fine giugno si
concludono le opere edilizie. Resta l’arredo,
su cui gli uffici stanno lavorando per definire
la cifra finale occorrente, con un costo che
prevediamo si aggirerà intorno al milione,
milione e duecentomila euro e che contiamo
di attingere da quelli strutturali dell’U.E. o,
per far presto, accendendo un mutuo. Comunque conto di riaprirlo prestissimo: entro
l’anno o l’inizio del prossimo. Ostello della
Gioventù, dalla discussione con i progettisti
per l’adeguamento strutturale stiamo passando a definire le pratiche per iniziare i lavori.
Carcere borbonico, dopo il no del Comune di
Siracusa al projiect financing stiamo pensando noi a quale utilizzo destinarlo. Troppe
chiacchiere si sono fatte. Per concretezza
parlerò solo dopo alcune verifiche tecniche
con i miei collaboratori con i quali sto valutando alcune idee sul suo utilizzo finale. Che
di certo sarà pubblico, Forse a destinazione
turistica.
Dulcis in fundo, l’Inda.
Conosco poco le vicende della Fondazione,
nel cui Consiglio d’Amministrazione ci rappresenta il Prof. Nuzzo del quale ho massima
stima e fiducia. Tuttavia, se come dice lei,
pur essendo di diritto privato il Dramma antico riceve finanziamenti pubblici, trovo fondamentale la trasparenza sugli atti amministrativi visto che si spendono soldi del contribuente. Mi interesserò per capire se ci sono
delle disfunzioni.
Fin qui il Presidente Bono. A cui, tuttavia,
vanno mossi alcuni rilievi che i suoi pressanti
impegni al momento dell‟intervista hanno
impedito di chiarire. Sull‟autodromo: il Presidente riferisce fatti un po‟ diversi da quelli
che conosciamo noi e che raccontiamo in altro articolo. Sui trasporti: che, eufemisticamente, definisce inadeguati ma su cui, pur
prefigurando un notevole impegno economico, resta generico e non parla di trasporto ferroviario (definito da Trenitalia ramo secco).
Sull‟Inda: dalla cui responsabilità di gestione
non si può chiamare fuori dicendo che poco
ne sa. Ritorneremo su questi argomenti.
Nuccio Gemma
3
Domenica 3 maggio 2009
Il G8 al Castello Maniace?
A noi è sembrato bellissimo
Uno “spottone” per Siracusa che non potevamo neanche sognarci di realizzare
Parliamo del G 8 Ambiente di Siracusa a luci
spente, dopo che i riflettori (delle polemiche parliamo a parte) sono alle nostre spalle.
I lettori dei Fatti sanno
bene che le mie valutazioni nascono da quello che
ho visto in quei 3 giorni e sentito, non faccio parte di uffici strapagati, non ho bisogno di genuflettermi nello
scrivere, utilizzando una retorica melensa quanto insopportabile. Iniziamo:
A me il G 8 Ambiente al Castello Maniace è sembrato
bellissimo. Non ho mai frequentato (ovviamente) vertici
mondiali, sarò stato il classico provincialotto in una festa di VIP, ma penso che la Prestigiacomo la sua scommessa su Siracusa ed Ortigia l’abbia vinta alla grande.
Uno spazio di grandissimo prestigio, montato in pochi
mesi magnificamente, è sembrato un palazzo dei congressi organizzatissimo e speciale. Ortigia, il Castello
Maniace, le strade ed il mare di Ortigia, i monumenti e
le piazze visitate, saranno rimasti nell’immaginario collettivo dei nostri tanti ospiti, speriamo anche dei loro
filmati e riprese nelle TV.
Uno spottone pubblicitario che non potevamo neanche
sognarci di realizzare!
Sotto il profilo dei contenuti qualcuno ha parlato di assenza di risultati. In realtà non è così. Nella conferenza
stampa finale la Prestigiacomo ha delimitato gli obbiettivi dell’incontro di Siracusa come una tappa verso un
accordo che dovrà essere assunto a Copenaghen nel dicembre di quest’anno. Qui, a Siracusa, è avvenuto un
incontro duro ed utile tra i Paesi del G 8 ed i Paesi emergenti, come dimostrano alcune dichiarazioni decisamente polemiche del Ministro dell’Ambiente del Brasile.
Brava Prestigiacomo!. Ha rischiato su Ortigia, sul Castello Maniace ed ha vinto alla grande. Ha avuto coraggio, determinazione. Non sarà stata, immagino, una scelta facile e condivisa, chissà quanti consigli alla prudenza, a riflettere bene, a lasciare perdere con Siracusa. Era molto più comodo puntare su posti sicuri e collaudati
(come sedi di incontri internazionali) come Roma o Milano o Firenze o Venezia etc.
La Prestigiacomo aveva questa grande occasione, non se
l’è fatta scappare e l’ha riservata alla sua città.
E’ un grande esempio per altri. Spiace ricordare che
altri, per non apparire provinciali, in tanti anni non
hanno dato alcuna chanche a Siracusa (vedi il 4 polo universitario dirottato ad Enna). Dei siracusani al potere
regionale (in questo momento) qualcuno è stato totalmente cancellato (come Pippo Sorbello), ma c’è anche
chi manifesta la ben nota sindrome del coker davanti a
Lombardo. Naturalmente scherziamo, è un paradosso
per chi conosce la natura di quel cane (cane docile, cerca
coccole e carezze dal padrone - da wikipedia), ma non
vorremmo che se ne sia stato contagiato Titti Bufardeci,
assessore regionale al Turismo, incapace fino ad oggi, di
programmare e proporre una seria iniziativa, di altissimo profilo, per Siracusa, e che sembra voglia limitarsi,
come i predecessori, a dare contributi a pioggia, fare
sagre o programmare spettacoli che può organizzare
benissimo il Palalive di Fontane Bianche o altre strutture del genere. Frutteranno voti, è vero, ma sono voti e
clienti che lo faranno restare un politico di bassa lega.
Segua l’esempio della Prestigiacomo che, sicuramente,
per il carattere che manifesta, non raccoglie simpatie tra
i suoi colleghi, anzi. Assuma Bufardeci una forte iniziativa per la città.
Ne aveva abbozzato una con Pippo Gianni - Siracusa
sede dell’Università del Mediterraneo - di grandissima
importanza. Ma fino ad oggi nessuna notizia. Conoscendo Lombardo, la sua arroganza, prepotenza, il suo gretto provincialismo, non vorremmo che fosse stata già sfilata per altra destinazione, da conoscere ovviamente a
cose fatte, tra qualche mese. Riproponga l’offerta, mettendo a disposizione l’immediata fruibilità del complesso Abela-Maniace che tutti hanno potuto ammirare in
televisione (mantenendo, ovviamente, nella disponibilità
della facoltà di architettura la parte del plesso assegnata). Poi si penserà alla sede definitiva, Siracusa in Ortigia ha grandissimi contenitori di prestigio, basta che li
voglia correttamente utilizzare.
Meglio niente che coker on.le Bufardeci ! Meglio entrare
in un sano conflitto con Lombardo che finire come Sorbello che medita, se sono vere alcune notizie, di tornare
alla dignitosa posizione di sindaco di Melilli. Ed avrebbe
il plauso generale della città, anche se l’obbiettivo non
dovesse essere raggiunto. Non si illuda delle sue tante
preferenze, quando il potere clientelare si attenua, quello che rende è il consenso dell’opinione pubblico e quello
bisogna guadagnarselo non certamente con le sagre e
Baglioni.
E’ cambiata l’immagine della città
Si è concluso il G8
sull‟ambiente che si è svolto a
Siracusa e possiamo dire che si
è trattato di un evento molto
importante per la nostra città.
Non voglio riportare le cose già
dette dalla stampa od essere
ripetitivo. Desidero solo sottolineare che è stato un evento che,
sul piano locale, ha permesso di
apprezzare il lavoro che il ministro Prestigiacomo svolge a favore della nostra città. I cittadini
siracusani possono avere idee
diverse sul piano politico, ma
non si può non apprezzare obiettivamente il lavoro di coinvolgimento della città che,
nell‟espletamento dell‟attività ministeriale, mette in atto la
Prestigiacomo. Allo stesso modo possiamo esprimere i
pareri più diversi, ma non possiamo non constatare come,
in pochi mesi, sia cambiata l‟immagine di una parte della
nostra città grazie ai finanziamenti per il G8. E non si può
dire che questi soldi potevano avere finalità diverse per
risolvere altri problemi della nostra collettività perchè servivano solo per quello scopo. Se non fossero stati spesi a Siracusa lo sarebbero stati in qualsiasi altra città ospitante il
G8 e non avremmo avuto nemmeno un euro. Così come è
volere cercare il pelo nell‟uovo quando si contestano alcune
scelte circa la piantumazione delle palme, dell‟asfalto nelle
strade piene di buche, dello spartitraffico di viale Paolo Orsi o dei disagi momentanei di cui i cittadini si sono fatti carico.
A Siracusa è accaduto qualcosa di importante cui non potevamo rinunciare e tutto è andato per il verso giusto. Invece
dobbiamo preoccuparci di essere tutti assieme parte diligente affinchè questo piccolo vantaggio di decoro della città
che abbiamo raggiunto non venga compromesso dalle abitudini di molti siracusani che fanno a gara a rendere la città
invivibile, sporca, caotica, chiassosa ed impresentabile.
Purtroppo già molte zone della città, sopratutto quelle balneari, sono pieni di cumuli di spazzatura non raccolta e
molte stradine di Ortigia fanno sfoggio di abbondanti escrementi di cani. L‟Amministrazione comunale deve vigilare
con severità affinchè gli obiettivi raggiunti, con gli interventi straordinari, non vengano vanificati dalla quotidianità
delle nostre azioni poco ortodosse..
Pippo Bufardeci
Gli aggettivi di Stefy Prestigiacomo
Il recente G8 con le strade che sarebbero state percorse dal
corteo tirate a lucido e quelle adiacenti fetide, mi ha visto
molto critica. Volevo dimostrare la mia simpatia a...... ai
NO GLOBAL, ma le notizie allarmistiche, diffuse dai massmedia, mi hanno indotto a restare a casa e me ne vergogno
maledettamente. Ma andiamo alle conclusioni del G8,mi è
sembrata oltremodo beffarda la conclusione del ministro
Prestigiacomo sulla necessità di far vivere i più piccoli in
ambienti salubri:"Sono più vulnerabili perchè non possono
difendersi dall'inquinamento. Penso per esempio a quelle
aree dove i bambini rischiano malattie per la mancanza di
adeguati servizi di smaltimento dei rifiuti e per la scarsa
qualità dell'aria". Ma il MINISTRO DELL'AMBIENTE lo
sa che l'aggettivo dimostrativo è quello serve ad indicare
qualcosa lontano da chi parla, mentre questo qualcosa vicino a chi parla? Evidentemente non conosce bene l'uso degli
aggettivi dimostrativi, perchè l'aggettivo adatto doveva essere questo (ma forse la mia osservazione, essendo insegnante di italiano, è solo una deformazione professionale).
Ma il MINISTRO DELL'AMBIENTE conosce la geografia?
lo sa che i tre comuni del triangolo della morte Augusta,
Melilli e Priolo sono in provincia di Siracusa? si è parlato
infatti di migliorare la salubrità dell'area come di un problema riguardante realtà lontane, ma ahimè per noi maledettamente vicine. Mi sarei aspettata che il G8 a noi siracusani, costretti a vivere in una zona ad al tasso d'inquinamento, servisse a qualcosa.
Gabriella Dotto
...e i turisti ci guardano con interesse...
I cinquemila, forse diecimila manifestanti, secondo
le
previsioni
del
“Comitato Contro G8”, si
sono ridotti a poco più di
un migliaio lungo le vie di
Siracusa. Numerosi gruppi
provenienti da più parti
della Penisola hanno manifestato il loro dissenso verso la “tre giorni” di lavori
impeccabilmente organizzata dal Ministro Prestigiacomo e dal suo staff. In
prima fila i dissenzienti
siracusani che, capitanati
dal consigliere provinciale
Alessandro Acquaviva, hanno sfilato ordinatamente esprimendo con estrema civiltà il loro pensiero. E poi, a seguire, compagini eterogenee messe insieme con il filo di ferro: dai marxisti-leninisti agli anarchici che levavano cori
contro i poliziotti; dai gay agli extracomunitari che protestavano contro la chiusura delle frontiere, come se fossero
state occluse dalle nubi industriali o da muri di mercurio
(qual’é il senso della lamentela in tale circostanza?). Se
tutta la sinistra estrema, che si era data appuntamento nella
nostra città, viene racchiusa in quel manipolo di sbandieratori, rimane proprio il caso di considerare che si ritrova
proprio maluccio! Volendo stilare una media di rappresentanti per provincia italiana, potremmo assegnarne un paio
per ciascuna, bramando di abbondare. I fatti più strani, però, al di là della “desertificazione” delle vie cittadine come
in un pomeriggio ferragostano caduto pure di domenica,
sono accaduti all‟atto dell‟insediamento del campo di riunione in via Sgarlata -via M.T. di Calcutta (ex Parco Robinson) ed in Piazza S. Lucia. Alcuni residenti della zona
di Bosco Minniti, alla notizia di probabili atti vandalici
annunciati verso gli esercizi commerciali del circondario,
hanno pensato bene di prevenirne gli effetti, presentandosi
sul luogo d‟insediamento dei manifestanti con un
“opportuno biglietto da visita”: taniche di plastica ancora
vuote ma pronte ad essere riempite di infiammabili per
“scaldare” l‟accampamento nel caso di tentativi dannosi. In
Piazza S. Lucia, invece, alcune “teste calde” già ubriache di
buon mattino, sono state ricondotte alla ragione da altri cittadini che, mostrando loro le magnifiche collezioni personali
di tatuaggi del tipo “mama peddonami”, ostentandoli sotto
ampie canotte, hanno ottenuto l‟immediato ravvedimento.
Ancora due casi di tentato teppismo sono stati registrati in
altrettanti esercizi commerciali: la “spesa proletaria” tentata
da gruppetti di incauti ospiti, è stata bloccata dalla Polizia di
Stato all‟interno di un noto supermercato, mentre un paio di
muscolatissimi volontari hanno verbalmente “convinto”
un‟altra comitiva di scrocconi a ricollocare sugli scaffali di
un minimarket del centro cittadino tutte le vettovaglie che
avrebbero voluto portare via senza pagarne il conto. Certo è
che l‟argomentazione addotta come “in Sicilia e soprattutto
a Siracusa non esiste l’istituto della spesa proletaria, a meno
che non ci si voglia fare del male”, sia stata così tanto convincente da indurre i buontemponi a rimettere tutto a posto,
spolverando anche i ripiani della scaffalatura per rendere omaggio al titolare del negozio. Induceva, però, una forte suggestione il rendersi conto che dai tetti dei maggiori edifici
cittadini si veniva spiati dalle telecamere piazzate dalle Forze
dell‟Ordine per registrare ogni movimento anomalo; pareva
di vivere “nella casa del Grande Fratello”, con una sorta di
inibizione anche verso lo starnuto un po‟ più fragoroso. Ed i
cecchini appostati sulle terrazze? Diamine, se getto una cicca
fuori dal finestrino, mi sparano? E, invece, no; siamo stati
tutti più ordinati, più attenti a non calpestare i diritti degli
altri concittadini, più rispettosi della segnaletica stradale e,
soprattutto, obbedienti alle indicazioni degli agenti di Polizia
Municipale, senza alcuna protesta. Cose mai viste! Niente
niente “sto benedetto G8 è riuscito a bonificare anche il modo di intendere la vita in comune nella nostra città? Chissà:
nel frattempo godiamoci le strade ripavimentate, le aiuole, i
fiori, le palme e tutte le migliorie scaturite anche dalla grandinata di denari fatta piovere da Stefy-Pluvio per accogliere i
Ministri dell‟Ambiente dei maggiori Paesi industrializzati;
esultiamo per non aver subito danni fisici o materiali e prepariamoci al trattamento ospitale dei turisti che cominciano
già ad occhieggiare la nostra Siracusa. Senza tirargli il collo,
però, al momento del conto.
Ezio Scariolo
4
Domenica 3 maggio 2009
Mafia al Maniace
Riceviamo e pubblichiamo:
Sono andato a visitare il castello Maniace
insieme ai miei e debbo proprio dire di avere avuto una brutta sorpresa. All‟ingresso
infatti era in vendita un libretto sulla mafia,
un libretto scritto in tutte le lingue. E‟ mai
possibile che in un sito così suggestivo che
dovrebbe promuovere la nostra immagine
venga messo in vendita un libro del genere?
Cos‟è una brochure? E‟ quello che vogliamo promuovere agli occhi del turista? Come lo ha permesso la Soprintendenza?
Enzo Aprile
Che dire, sono basito. No, non è il libro sulla mafia che dovrebbe essere venduto al
castello Maniace. D’altra parte non ci risulta che succedano fatti simili in altri monumenti cittadini. E’ una gaffe e lo resta
anche se nella pubblicazione si parlasse dei
grandi che hanno lottato la mafia. Non abbiamo bisogno di questa propaganda, nel
mondo siamo già noti per la mafia, ci mancava solo il libretto al Maniace, in tutte le
lingue.
Perché i gerani?
Riceviamo e pubblichiamo:
“Siracusa si fa bella”, titola la copertina di
una rivista. Ed è vero, un gran movimento
ci coglie pazienti e collaborativi per il restyling della città in occasione del prossimo
evento
importante,
il
G8
dell‟Ambiente. Non si può capire però perché si continua a SNATURARE
L‟IDENTITA‟ DI UN LUOGO, in vari
punti della città. Vogliamo aggiungere il
verde, le piante nelle aiuole spartitraffico e
nelle rotonde stradali, ma perché creiamo
delle composizioni cimiteriali e non stradali? Entriamo in confusione quando vediamo la rotonda stradale incrocio TeracatiScala Greca-Epipoli-Necropoli Grotticelle,
dove le bislacche composizioni troneggiano dentro le ciotole, aumentando il rischio
di atti vandalici e altro, oltre la limitata terra con le conseguenze del caso. E poi sono
piante stagionali. E‟ chiaro allora che ci
facciamo belli solo per il momento. Un altro abbellimento ci colpisce: la composizione sotto la statua del Prometeo. Perché I
GERANI? Tipiche piante da balcone, che
non amano la piena terra, nè tantomeno in
composizione rotonda – ovvero un inserimento ad alto impatto antropico e non naturale. Vediamo in natura gerani sotto i Ficus? Ci chiediamo quanto dureranno. Restiamo perplessi. Come se non bastasse,
all‟ incrocio Paolo Orsi rispunta il solito
sistema da ROSONE CIMITERIALE. A
questo sono accostate piante di Lavanda,
Gerbere e Ortensia, che ama suoli acidi,
gradisce la mezz‟ombra, e non risulta che
in luglio in quel posto ce ne sia. Inoltre, ci
chiediamo che tipo di manutenzione prevederanno in aiuole così sistemate per le erbacce. Chiediamo lumi all‟Agronomo responsabile del verde per il comune. Siamo
certi che si possa operare con criterio adatto al luogo, nel rispetto dello stesso, e non
è certamente un problema economico, se
consideriamo l‟impianto di via Columba. A
tale impianto sono state aggiunte delle altre
palme lungo il muro del mercato! Ma qual
è il criterio costruttivo per questo processo
di abbellimento? Notiamo, oltretutto anche
che la via di accesso al cuore di Ortigia, il
Corso Matteotti, è adornato da piante secche, per l‟inadeguata manutenzione a conferma della durata dell‟impegno economico
e
di
risorse
impiegato.
Grilli Aretusei
Sfrutti il castello
Riceviamo e pubblichiamo:
Egregio Sindaco, innanzitutto avendo avuto modo di costatare personalmente, insieme a tutta la cittadinanza siracusana, l'ottimo lavoro organizzativo per il G8 ambiente, mi complimento con lei e la sua giunta.
La città e in particolare l'isola di Ortigia
sono stati per l'occasione abbelliti
all‟inverosimile, suscitando nei ministri e
nei tanti delegati presenti un giudizio positivo. Il Castello Maniace è uno dei monumenti più belli di cui questa città può vantarsi. Il palcoscenico a cui è stato prestato,
sicuramente ha messo in risalto la bellezza
della fortezza federiciana. La invito a sfruttarla in altre occasioni, magari facendola
diventare, non solo come è ovvio che sia
un contenitore culturale di primissimo ordine, ma un luogo dove poter ospitare
meeting nazionali ed internazionali, creando in tal maniera una ricaduta d'immagine
positiva per la città di Siracusa.
Cimino Vincenzo
Commissario Prov.le Giovani Mpa
Opinioni
e repliche
Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci
legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su
quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque
compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti.
Sos di Motta (Cgil) sulla Sr-Ct
La mobilitazione sia immediata
Tocca a Bono compulsare il suo collega etneo sul caso
Sulla Siracusa-Catania Natale Motta della
Cgil ha scritto una nota. Ne pubblichiamo
uno stralcio, ecco il testo:
Sarebbe un vero fallimento delle istituzioni e dell'intero quadro politico e di governo
delle due province di Siracusa e Catania, e
del governo regionale, se, come ormai si
delinea l'autostrada Sr-Ct non possa essere
aperta a causa del mancato reperimento dei
fondi per l'inizio dei lavori del nuovo ponte
e l'ampliamento della foce del Simeto. Diventa ancora più grave accettare una tale
beffa nei confronti di due intere province,
se si considera che la nostra provincia oggi
detiene un'ampia rappresentanza politica e
di governo, sia a livello regionale, con assessori e vice presidenti, che a livello nazionale con parlamentari ministri e sottosegretari. Non basta più fare solo dichiarazioni di indignazione per come viene trattata
questa provincia, serve un'azione forte e
decisa di tutte le forze politiche, istituzionali e sociali delle due province, nei confronti dei governi regionali e nazionali o-
gnuno per le proprie competenze e responsabilità, per obbligarli a reperire immediatamente i fondi che servono per iniziare i lavori del ponte sul fiume Simeto.
Chiediamo ufficialmente al presidente
della provincia di Siracusa, di prendere contatto con il presidente della provincia di Catania, e concordare una urgente conferenza
di servizio congiunta, con tutte le forze sociali, politiche e istituzionali delle due province, per individuare con urgenza dove reperire i fondi che occorrono.
Natale Motta
Segretario aziendale Cgil
Concordiamo pienamente con il comunicato
della CGIL. Il Presidente Bono ha
l’opportunità di fare finalmente il punto di
dichiarazioni contraddittorie, ambiguità,
manifestate un po’ da tutti, ANAS e Genio
Civile di Catania in primo luogo. Promuova
un incontro unitamente al Presidente della
Provincia di Catania dove invitare ANAS, i
deputati regionali e nazionali delle due province, i tantissimi sindaci interessati,
l’amministrazione regionale con l’assessore
ai lavori pubblici, il genio civile di Catania
etc Per favore, non si percorra la cattiva
strada della Sr-Gela, non si arrivi all’ultimo
momento, insomma si amministri seriamente.
“La Madonna non si è cunfunnuta..”
Su Facebook c‟è di tutto. Cose divertenti e cose che divertenti lo sono un po‟ meno. Si formano gruppi per i più disparati motivi, vedi quello dei “Nonnini da adottare” o
quello più filosofico chiamato “L'arcobaleno può attendere”- C‟è il gruppo campanilistico religioso che piace particolarmente ai siracusani che si chiama, ovviamente aggiungeremmo, “Il corpo di Santa Lucia deve risposare per
sempre a Siracusa”. E c‟è anche quello che si impegna in
prima battuta sulle diversità sessuali, a tutela delle minoranze e cioè “Omosessuali essere umani! Anche loro hanno diritti”. Insomma, come dicevamo in un articolo precedente pubblicato su questo giornale, Facebook è la nuova
piazza cittadina dove si discute di tutto, dove si pubblicano
i video che più fanno discutere, dove è possibile magari
prendere direttamente un appuntamento coi politici (sono
in rete il catanese Nino Strano, il siracusano Pippo Gianni, il sindaco Visentin, l’onorevole Spagna etc etc). Certo
le finalità non saranno sempre trasparenti e magari i politici sono su Facebook per coltivare il loro orticello, ma resta
comunque valido il discorso sulla piazza, sull‟agora dove
si può discutere con tutti e di tutto.
Ci sono anche delle trovate divertenti, come quella che ci
ha inviato Salvo Spicuglia dal titolo “Compito in classe”
che pubblichiamo qui accanto. Uno spaccato di sicilianità
arguta e saporita. Magari qualcuno storcerà il naso mentre
molti altri lo prenderanno per quello che effettivamente è,
un piccolo divertissiment, sano, naif.
Claudio Benanti
5
Domenica 3 maggio 2009
Sono i lettori la forza vera del giornale
Centinaia di e-mail la nostra soddisfazione
Presto daremo spazio ai problemi dei vari comuni della provincia
Molto raramente parliamo di noi, dei Fatti, della nostra
diffusione, del consenso che ci viene manifestato dai nostri lettori in tanti modi. Ma voglio segnalare non soltanto il costante aumento delle copie vendute (la nostra
media si aggira, ormai, a circa 3000 copie mensili) ma
alcune evoluzioni che ritengo molto positive:
te). A scriverci non sono soltanto i residenti di questa
città ma anche residenti dei centri della nostra provincia, a dimostrazione che oramai l’intreccio economico,
umano e culturale tra città e centri della provincia è fortissimo. Siamo tutti una grande città. I Fatti da sempre
si occupano di “Provincia regionale” ma non delle singole realtà comunali: lo faremo su impulso dei nostri
lettori che spesso intervengono (polemicamente)
sull’azione delle rispettive amministrazioni comunali.
Il sito on line dei “Fatti”
1.Mettiamo in rete, ogni lunedì pomeriggio, i Fatti della
domenica e niente di più (il sito lo cureremo successivamente) . I contatti sono giornalmente circa 300/400. Chi
clicca i Fatti ? Abbiamo scoperto con grandissimo piacere che i nostri utenti on line sono in maggioranza amici
che non possono comprare il giornale perché stanno
fuori Siracusa o all’estero e leggere i Fatti significa per
loro mantenere con la nostra città e provincia un legame, sentirsi ancora a casa. Non la città e la provincia
ipocrita che emerge dalla stampa locale on line, ma la
città vera, con i fatti che accadono nella realtà e le polemiche che divampano anche se sottotraccia o sussurrate.
Niente a che vedere con la realtà ovattata e falsa che viene rappresentata per compiacere i potenti di turno . Nei
Fatti – è il ritornello che sentiamo ed è anche quanto ci
scrivono – leggiamo notizie, commenti anche crudi, fatti..che altrove non leggeremmo mai .
Le e-mail dei nostri lettori
2. Oramai le e-mail dei nostri lettori sono ogni settimana
centinaia. Non possiamo pubblicarle tutte, le raggruppiamo per argomento, cercando di dare ad ognuna di
I Fatti (Salvo Benanti) su Facebook
esse una risposta. La posta dei lettori, immediata, diretta su singoli problemi, a volte anche pesantemente
polemica, mi da una soddisfazione immensa perché testimonia, insieme alle vendite, una vitalità dei Fatti che
nessuno può pensare di fermare con denunce, minacce
o risarcimenti. Lo considero un grande premio
all’onestà con cui lavoriamo e che ci ripaga di tutto,
come sono gli applausi per l’attore in palcoscenico o il
numero delle copie dei libri venduti per lo scrittore.
Dimostra anche, è ovvio, che i lettori dei Fatti sono
molti di più di chi lo compra e lo dimostra l’incisività
delle nostre battaglie che finiscono per fare tendenza
nella città costituendo, comunque, un punto di riferimento con cui confrontarsi
I lettori dei Fatti dei centri della provincia
3. Ma dalle e-mail emerge un altro aspetto di grande
interesse (che, senza saperlo, attiene anche alle vendi-
4.Facebook è per i Fatti un modo di essere presente nella realtà, raccogliere notizie, commenti, trovare amici
che coltivano le nostre stesse speranze. Ma Facebook
non può essere soltanto scambio di commenti, nuove amicizie, nuovi temi…deve essere di più, un sistema come
organizzare chi la pensa allo stesso modo e che, per ovvi
motivi, non ha spazio nella informazione ufficiale che in
Sicilia, come ha ampiamente dimostrato Report (la Sicilia dei Viceré), è totalmente controllata. Spazi di informazione come Facebook diventano preziosi perché sfuggono alla “informazione ufficiale”. Non dimentichiamo
che un presidente degli Stati Uniti nero e fuori da ogni
establishment come Obama è stato eletto grazie a questi
nuovi strumenti di comunicazione. Il nostro appello su
Facebook “Salviamo Siracusa dai barbari”, ad esempio,
ha già raccolto adesioni, riflessioni, inviti alla mobilitazione, per contarci e portare avanti una battaglia culturale e di costume prima ancora che politica nella nostra
città.
Premio a Roma I 1500 del “contro G8” Sandra
Rizza
ricorda Sgarlata e i duemila dell‟Unitalsi espone
Sarà dedicato all‟ambiente
Siracusa città ideale per eventi prestigiosi
a Noto
Marcello Sgarlata fu sottosegretario allo Spettacolo e Turismo della Repubblica Italiana nel quarto
governo Andreotti. Avvocato,
punto di riferimento dell‟area storica democristiana che si riconosceva in Aldo Moro, eletto per
quattro legislature alla Camera
dei deputati dal 1963, consigliere
comunale e sindaco di Siracusa
dal 18 dicembre 1971 al 22 marzo
1 9 7 2 , p r e s i d e n t e
dell‟Amministrazione Provinciale
di Siracusa dal 24 maggio 1960 al
16 dicembre 1961 e ancora fino al
5 marzo 1963,primo presidente
eletto con regolari elezioni, anche
fervente repubblicano nell‟ultima
parte della sua vita, morì ‟8 giugno del 2004 a Roma, era nato a
Siracusa il 6 novembre 1927.
Sgarlata non dimenticò mai le sue
radici né la sua città, dove tornava
periodicamente tuffandosi nei ricordi assieme ad amici e conoscenti che lo consideravano uno dei”Figli di Archimede”,
come lo immortalò (vedi vignetta) il penalista scrittore Piero Fillioley nel 1978, quando per lui creò quell‟attacco rimasto famoso: “Biondo, ricciuto, gambe a pertica su due
piedi immensi, divergenti, molleggia nell‟andatura perchè
non poggia i talloni quando cammina :sorriso aperto, Marcello Sgarlata ha ancora quell‟aria di passerotto nella nidiata democristiana di venti anni addietro, tanto giovanile e
audace è il suo aspetto e la sua azione.”
Marcello Sgarlata coltivò anche la passione per la produzione cinematografica. Alla sua memoria, ora,a 5 anni dalla
sua morte, per iniziativa di un lionista e realizzato dalla moglie rotariana Mariella Caligiore Sgarlata si terrà a Roma,
giovedì 7 maggio alle ore 20,30 presso l‟Ambasciatori Palace Hotel la prima edizione del “Premio Marcello Sgarlata”.
La cerimonia avverrà nel corso della conviviale interclub
con il Rotary Club Roma Olgiata ed il Lions Club Roma
Accademia.Questa prima edizione è dedicata all‟Ecologia e
all‟Ambiente. Sarà il Prof. Ing. Massimo Grisolia, Ordinario di “Geotecnica”, presso la Facoltà di Ingegneria
dell‟Università di Roma “La Sapienza” a presentare il giovane laureato premiato che sarà intrattenuto brevemente
sull‟argomento.
Corrado Cartia
Erano più o meno 1500 i manifestanti contrari al G8 ambiente (foto a sinistra). Il 23 aprile
scorso Siracusa sembrava una città fantasma, negozi sbarrati (alcune banche avevano persino chiuso le vetrine in maniera tale da non danneggiarle), gente rinchiusa in casa, preoccupazione e paura gli stati d‟animo dei cittadini che si aspettavano una manifestazione
all‟insegna dell‟odio e della violenza. La contromanifestazione, partita da piazza Sgarlata
(Bosco Minniti) e conclusasi al Pantheon, è stata invece pacifica e ordinata tutti i partecipanti erano lì per un solo motivo: utilizzare il G8 come occasione per dire la loro contro i
programmi di distruzione sociale e ambientale, per la difesa del territorio, dell‟ambiente,
della vita, del reddito e del lavoro. Fortunatamente il tutto si è trasformato in uno straordinario momento di partecipazione e curiosità popolare.
Negli stessi giorni un‟altra importante manifestazione si è svolta nella nostra città. Una
manifestazione del tutto pacifica e umanitaria che non ha nulla a che vedere con il G8.
Stiamo parlando dell‟Unitalsi, l‟Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes
e Santuari Internazionali, venuti qui per la terza edizione della manifestazione “Giovani in
cammino” un‟ esperienza di fraternità intensa, coinvolgente, intima, che chiama i giovani
ad essere parte attiva e responsabile dell'associazione. Un'incontro diventato ormai un appuntamento fisso, ricercato, desiderato e atteso con tanto entusiasmo da tutti i membri
dell'Associazione. Infatti erano duemila i giovani dell'Unitalsi (vedi foto a destra) che, dal
24 al 26 aprile, si sono incontrati per vivere intensi momenti di catechesi, di preghiera e di
confronto. Il tema pastorale scelto per questa edizione è stato:"In Cammino per annunciare
Cristo". I giovani attraverso le strade della città di Siracusa hanno ripercorso le tappe della vita di San Paolo. Noi possiamo solo essere molto felici e lusingati dal fatto che anche
loro abbiano scelto la nostra città come sede di questa manifestazione. Tutto ciò conferma
le grandi qualità di Siracusa (spesso sottovalutate) come sede di eventi importanti
all‟insegna della sicurezza e della professionalità, ma soprattutto sede di attrazioni storiche
e culturali che tutti hanno sicuramente apprezzato.
Desirèe Meijer
Mostra di Sandra Rizza a
Noto, esattamente nei locali di palazzo Gagliardi
di via Cavour 91. La mostra, inaugurata il 26 aprile scorso alla presenza del
sindaco Valvo, resterà aperta fino al 7 maggio. La
Rizza è una delle artiste
più interessanti del panorama siracusano e la sua
personale è quindi una
occasione da non mancare.
6
Domenica 3 maggio 2009
Università, complimenti di rito per Recca
ma i siracusani vogliono avere il loro ateneo
Dopo un anno Baio indicato dai Ds resta presidente dell‟“Archimede”
Sulla conferma di Recca a rettore
dell‟università di Catania il sindaco Visentin ha “auspicato un sincero rapporto di collaborazione.
Siracusa, ha aggiunto il primo cittadino, vuole un‟università integrata con il territorio e vuole che
essa sia un‟opportunità di crescita
culturale, sociale ed economica.
Vogliamo che i nostri giovani si
formino qui e possano mettere le
competenze acquisite a disposizione del loro territorio. Solo così potremo dire di avere
vinto la scommessa dell‟università a Siracusa”. A sua vol-
ta il presidente della Provincia Bono ha detto che la conferma di Recca “cade opportunamente in un momento di
confronto con l‟Ateneo di Catania sul futuro della presenza universitaria a Siracusa. Confronto per il quale Recca
garantisce un supporto di esperienza e conoscenza delle
problematiche”. Né Visentin né Bono hanno detto che gli
universitari e la città ne hanno piene le scatole di una università finta a Siracusa. E non hanno nemmeno annunciato
il cambio di guardia al consorzio Archimede dove da un
anno resta in carica Salvo Baio (foto a lato), a suo tempo
indicato dai Ds. Magari i vertici dei due maggiori enti locali nostrani tacciono perché conoscono la linea fatta trapelare da alcuni vertici del Pdl e cioè quella di lasciare le
bocce ferme e quindi di lasciare Baio al vertice di un con-
sorzio che dovrebbe fare la battaglia per il polo universitario autonomo a Siracusa e che invece dal 2005 ad oggi non
ha in pratica concluso un bel nulla. Anzi, questo consorzio
una cosa l‟ha fatta, ha goduto di congrue indennità che oggi
sono ancora più immotivate. Basterebbe fare una Fondazione, come ha opportunamente proposto il capogruppo
dell‟Udc al Comune, Antonio Moscuzza, per eliminare indennità e consulenze varie. Come il sindaco pro tempore è
il presidente della Fondazione Inda, il presidente della Provincia pro tempore potrebbe essere il presidente della Fondazione universitaria Archimede. Operazione questa che
preluderebbe a una presa di coscienza forte dei nostri diritti
e quindi alla dicotomia con l‟ateneo catanese che fino ad
oggi solo tanti lutti ha addotto ai siracusani.
Il porto di Augusta? Diventerà un super Hub
La Prestigiacomo “spiega” le lotte nell‟Udc
Gianni ha ricondotto alla regione Magro che voleva essere il manager
“Ne faremo un Hub internazionale “ afferma, nella conferenza stampa a chiusura del
G8 Ambiente a Siracusa, il ministro on.
Stefania Prestigiacomo a proposito del porto di Augusta. Un Hub internazionale per
farne che cosa ? Il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Siracusa, qualche
mese fa, ha avuto modo di dichiarare, nel
corso di una intervista ad un quotidiano
locale, che dragare il porto di Augusta sarebbe pericoloso perché, se abbiamo capito
bene, verrebbero “a galla” i metalli pesanti
che giacciono nei fondali, tornando ad inquinare le acque di quel mare, pesci e catena alimentare compresi. Il Corriere del
Mezzogiorno- Mezzogiorno Economia del
C.d.S. del 2 marzo scorso titolava la pag. II
“ COLPO DI FULMINE TRA CINA E
SICILIA – Il Paese orientale punta sull'isola. Gran tessitore Antonio Laspina , direttore ICE ( Istituto per il Commercio con l'estero) di Pechino. “Il futuro della Sicilia
arriva dall'estremo Oriente. Cina e Giappone hanno posato gli occhi sulle grandi
strutture portuali e logistiche del Sud. Ad
Augusta, in Sicilia, la giapponese Kawasaki Kisen Kaisa, che opera nel settore del
trasporto dei container, realizzerà un
terminal finalizzato alla movimentazione di
prodotti petrolchimici e idrocarburi con un
intervento di 35 milioni di euro.” Il gruppo
cinese Haynan è invece interessato alla Sicilia anche dal punto di vista turisticospiega Laspina, siciliano di Aidone, da 30
anni in Cina ma con solide radici nell'Isola.” Una delegazione cinese guidata
dall'amministratore delegato della Holding
Hna Wan Jian si è incontrata, in febbraio a
Catania, con il presidente della Regione on.
Raffaele Lombardo e si è poi recata ad Au-
(e.s.) Nelle due precedenti legislature non si era visto nulla di simile:
i deputati siracusani eletti al Consiglio Regionale Siciliano, forse abbagliati dalla fortuna venuta loro
incontro, si erano dolcemente assopiti fra i banchi dell’A.R.S., incuranti dei consensi ricevuti e delle
conseguenti aspettative dei rispettivi elettori e, così, hanno lasciato
trascorrere ben sette anni densi di
inutili viaggi a Palermo. Ma, se è
vero che la fortuna è cieca, è altrettanto vero che bacia solo una volta, forse due in tutta la vita e, quindi, puff! Spariti. Ecco sopraggiungere, però, l’uomo del popolo,
quello che si è conquistato favori e
simpatie a suon di fatti, e che fatti!
Enzo Vinciullo, invitato da Raffaella Mauceri, presidente del Centro Antiviolenza “La Nereide”, insieme a tutta la deputazione provinciale, è stato
l’unico a rispondere “presente” nel mese di novembre dello scorso anno per partecipare alla costruzione di un dialogo fra l‟associazione antiviolenza ed i vertici della Regione Siciliana. Il tema del convegno era incentrato sulla fondazione di una casa di accoglienza di donne e minori, vittime di violenza fisica o psicologica, in ciascun Comune
dell‟amata Trinacria. Come poteva, il buon Vinciullo, rinunciare al succulento invito a nozze per dimostrare ancora una volta ai suoi concittadini di volere e saper agire in
nome della collettività? Il risultato del suo impegno è stato presentato presso il salone delle conferenze della Par-
gusta per una prima visita alle infrastrutture. I manager hanno mostrato un notevole interesse per il porto di Augusta, dove “sarebbero privilegiati i primi investimenti. ” Sono molto interessati anche al
settore del turismo da e per la Cina”- continua il Laspina – poiché con la loro flotta
movimentano milioni di passeggeri.“ “ La
strategia è di identificare sul territorio siciliano una portualità di grande impatto
che potrebbe fare diventare l'isola la più
grande piattaforma naturale del Sud Europa.” Quello che è certo è l'interesse enorme che c'è da parte cinese per le portualità
del Mediterraneo che consentano alle
merci che passano per il canale di Suez di
trovare ormeggi per raggiungere l'Europa
dell'Est e l'Africa del Nord. Da MONDO
& MERCATI de Il Sole 24 ore di Martedì
21 Aprile scorso apprendiamo che “ Ora
si dice che in Italia, entro Luglio, qualcuno arriverà e si lavora ad una possibile
visita di Stato del presidente Hu Jin-tao
alla vigilia o in coda del G-8 della Maddalena. “ A maggior ragione se è vero che
esiste, sul fronte della logistica , un reale
interesse del governo di Pechino per il
porto siciliano di Augusta nell'ottica della
creazione di un hub a gestione o a partecipazione cinese, cosi come già avviene per
i porti del Pireo in Grecia e di Smirne in
Turchia. “Gli investimenti potrebbero essere cospicui . Ma chi garantisce, si chie-
Una “Casa”
Antiviolenza
Buon lavoro di Vinciullo
rocchia “S. Madre di Dio” di viale S. Panagia, alla presenza dei rappresentanti delle associazioni di volontariato antiviolenza di tutte le province siciliane: un disegno di legge, già sottoscritto da oltre una trentina di deputati regionali, che prevede la costituzione delle Case di Accoglienza
in comprensori di 250.000 abitanti, collegate alle associazioni antiviolenza non lucrative presenti da oltre un triennio. La Regione Siciliana si farà carico di finanziare
l‟avvio delle attività di ricovero ed assistenza, mediante
l‟erogazione di un milione e cinquecentomila euro per
l‟anno 2009 ed altri due milioni circa per gli anni successivi, a completamento delle strutture. Tali organizzazioni
potranno siglare protocolli d’intesa con gli Enti locali, le
ASL, le Forze dell‟Ordine per le attività di prevenzione e
repressione di reati, al fine di “consentire a tutte le vittime
di violenza di riconquistare quella libertà e autonomia
individuale che è stata violata dalla violenza perpetrata in
loro danno”, come ha citato l’Avv. Stefania Barone, presidente della Circoscrizione S. Lucia. “A queste strutture –
ha proseguito- potranno rivolgersi tutte le donne vittime di
de l'articolista, che, come al solito, gli interessi locali non facciano a pugni con i disegni del governo di Roma ? Insomma in Italia la Cina è davvero più vicina ? Ascoltando le dichiarazioni del ministro Prestigiacomo : “del porto di Augusta faremo un
hub internazionale”e viste le iniziative del
presidente Lombardo, che già con i cinesi
si è incontrato, gli unici a fare a pugni - si
fa per dire- sarebbero stati Pippo Gianni e
Turi Magro che dell'hub aspirava a fare il
manager. E si spiegherebbero tutte le difficoltà avute dalle forze politiche locali in
questi ultimi tre anni nell'indicare un nominativo per la nomina ad Autorità Portuale
del porto di Augusta. “Piatto ricco mi ci
ficco.” Si dice nel gioco del poker. Non
sarebbe un gioco però quello che si prospetterebbe per la realtà portuale di Augusta e di tutta l'area adiacente, “se andasse in
porto” il piano cinese. Si tratterebbe di
qualcosa di molto grosso. E qualcuno ha
forse lanciato già l'allarme. E' chiaro che si
potrebbe trattare di una importante opportunità economica per Augusta e per la nostra provincia. Ma la partita andrà giocata a
carte scoperte, coinvolgendo le comunità
interessate, rispettando le democratiche
prerogative istituzionali, e guardandosi un
po' attorno, anche nel Porto Grande del capoluogo, per non avere poi sorprese e danni maggiori dei benefici.
Pepè Genovese
violenza, indipendentemente dal loro status o cittadinanza,
per ricevere l’opportuno supporto psicologico, medico e
legale”. I Centri dovranno garantire il rispetto della riservatezza, offrendo la migliore assistenza per un periodo massimo di 120 giorni, necessari alla reintegrazione dei soggetti
accolti, salvo casi di particolari difficoltà per i quali interverranno i Servizi Sociali Comunali. Il Presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, soffermandosi sul pregevole lavoro sinergico compiuto dall‟On. Vinciullo insieme
a “La Nereide”, ha esternato la disponibilità dell‟Ente rappresentato alla stipula di appositi accordi con le costituende
unità di servizio per tutto ciò che, per competenza, potrà
farsi confluire. I toni entusiastici della Dott.ssa Raffaella
Mauceri hanno sottolineato anche che la soluzione alla piaga di violenza sui soggetti deboli non può assumere colorazioni di partito politico, sollecitando quindi tutte le forze
politiche locali al supporto dell‟iniziativa su scala regionale. La Dott.ssa Gallo, presidente di un Centro d’Ascolto
Antiviolenza di Agrigento, ha fatto emergere un ulteriore
dato d‟allarme, peraltro ribadito anche dalla Prof.ssa Iose
Ivaldi: “presso i ceti medio-alti non si registrano denunce
di violenza, poiché in tali ambienti, regna l’omertà a difesa
dell’immagine pubblica conquistata con generazioni di esteriorità. Ciò non toglie, però, che in simili contesti sociali
non avvengano comportamenti vili: rimangono semplicemente sepolti fra le mura domestiche, spesso con
l’aggravante dell’autocolpevolizzazione delle donne”.
L‟On. Vinciullo, concludendo i lavori, ha messo in risalto
che, con il disegno di legge già presentato in Commissione
dell‟A.R.S. ed in fase di esame, la Sicilia, con Siracusa in
particolare, sarà il primo territorio italiano in cui vengono
affrontati e regolamentati i disagi delle donne e dei minori
che subiscono violenza.
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7
Domenica 3 maggio 2009
domande a Enzo Giudice
Noi dell‟Udc siamo politici veri.
Sempre, nell‟amore e nella guerra
L‟Ato 1 che dirigo e fra i 5 virtuosi che ci sono in Sicilia
Presidente la tua intrapresa per la raccolta differenziata
non è più a questo punto una missione impossibile
Sicuramente non è impossibile, però c‟è una esigenza importante, quella di continuare a tenere alta la guardia e soprattutto di avere la giusta sinergia con le amministrazioni.
Parliamo dei contenitori ad hoc quando li avranno tutti
i siracusani, quando entreranno nelle case di tutte le famiglie del capoluogo?
Questo passa dalla nuova gara per la gestione del servizio
diretto per la raccolta dei rifiuti da parte dell‟Ato 1, e naturalmente bisogna attendere che il parlamento regionale faccia una scelta definitiva con la nuova legge in merito agli
ambiti territoriali ottimali. Voglio al riguardo sottolineare
che l‟Ato 1 è fra i cinque Ato siciliani che hanno intrapreso
il percorso virtuoso previsto dal governatore Lombardo.
Ultima domanda sul tuo compito istituzionale. Come
sono i rapporti col comune capoluogo e con gli altri comuni. C’è finalmente un fronte comune?
Avere il percorso virtuoso vuol dire che c‟è feeling fra le
amministrazioni locali e l‟ente che io presiedo e questo feeling ha un solo obbiettivo, che è quello di evitare che per
questa provincia si possano ripetere le terribili immagini
che tutto il mondo ha visto in Campania e a Napoli.
Parliamo di politica. Pace fatta sul serio nell’Udc o siamo alla pace finta viste le Europee incombenti
L‟Udc come ha spesso è stato dimostrato non finge mai, o
c‟è amore o c‟è guerra. Se c‟è amore, di amore non si tratta
così come non erano finte le precedenti fibrillazioni
all‟interno del partito. Noi siamo fatti così, siamo veri, non
siamo i politici imbroglioni delle barzellette o dei luoghi
comuni.
Per l’Udc di Siracusa Pippo Gianni è come Berlusconi
per il Pdl in Italia? Cioè senza di lui sarebbe il diluvio?
Su questo non c‟è nessun dubbio. Ma io aggiungerei che
mentre nel simbolo con la scritta Berlusconi i voti arrivano
sono per esclusivo merito del premier e sono i cosiddetti
voti di immagine, noi abbiamo l‟esigenza di andarceli a cercare uno per uno, a noi dell‟Udc nessuno ha mai regalato
nulla e in questo contesto Pippo Gianni è il profeta. Facciamo però la nostra parte anche noi e dicendo noi mi riferisco
a tutti quelli che sono da sempre stati educati a cercare il
consenso, e a farlo parlando con una persona alla volta.
Piero Maltese: Pippo Impallomeni
Sport in degrado su “Siracusa Risorse”
Società morose, assessore nullo Società virtuosa, un esempio di economia
Consigliere Piero Maltese, sei
molto arrabbiato sugli impianti
sportivi
Certo, arrabbiatissimo. In questo
momento le strutture siracusane
sono una vergogna. Oggi però abbiamola possibilità di intervenire
tramite i finanziamenti Por, se perdiamo questo autobus nel 2013
avremo toccato il fondo, insomma
se non tiriamo fuori gli attributi
Siracusa è alla frutta
sull‟impiantistica sportiva.
Cosa hai fatto di concreto?
Come presidente della seconda
commissione consiliare ho proposto al sindaco di fare un pool tecni-
co che si occupi solo ed esclusivamente dei nostri impianti sportivi.
Sullo stadio nuovo dirò la mia opinione quando sarà il mio turno, penso
però che si deve senz‟altro costruire
coi fondi della Regione. Oggi, subito,
i problemi sono altri e sono gravissimi. Oggi dobbiamo tutelare e ripristinare le strutture esistenti, il campo
scuola Di Natale e la Cittadella dello
sport debbono tornare ad essere il
fiore all‟occhiello della città. Parlo da
addetto ai lavori, ho fatto e faccio
sport e mi piange il cuore quando
vado al Di Natale e i bagni sono fatiscenti, la palestra è fatiscente, insomma è tutto un degrado.
Ma non era stato affidato gran
parte di questo patrimonio alle società private?
Sì, e forse il disastro è proprio questo. Tutte le società sportive o quasi
sono morose, debbono pagare al Comune somme che oscillano dai 3 mila
ai 100 mila euro. La mia proposta è
che il Comune riprenda in mano i
suoi impianti e li gestisca col suo
personale, chi ne deve usufruire paga. Anzi per le società morose sono
perché il Comune attui la linea dura.
Ma l’assessore al ramo?
L‟attuale assessore al ramo, Spadaro,
ha magari dalla sua una scarsissima
esperienza amministrativa. Non voglio fare polemiche ma il suo operato
è impalpabile, quasi inesistente.
Quanto più grande è il
potere tanto più pericoloso è l'abuso. Edmund
Murice
Pippo Impallomeni, presidente di Siracusa Risorse spa. Prosegue il tuo bilancio virtuoso?
Certamente sì visto che abbiamo chiuso l‟esercizio
finanziario del 2008 con 32 mila euro di attivo,
frutto delle economie fatte dell‟attuale cda, un organismo snello formato dal presidente, amministratore delegato e consigliere…
A proposito del cda, non dovrebbe essere in scadenza?
Sì, anzi è già stata convocata l‟assemblea degli azionisti che sono Provincia regionale e Italia Lavoro spa.
Insomma, vai verso una riconferma
Mi sembra doveroso dire che mi atterrò alle disposizioni del mio partito. Non sta a me dire che sono
stato bravo e aspetto di essere confermato.
Intanto Siracusa Risorse è una realtà di 105 lavoratori stabilizzati
E‟ vero, senza Siracusa Risorse questi lavoratori, che
appartenevano a varie cooperative, sarebbero finiti sul
lastrico. Abbiamo già ottenuto grossi risultati ma vogliamo fare di più. Per dare maggiore dignità ai lavoratori stessi è intenzione del sottoscritto, del presidente Bono e dell‟assessore Consiglio, compatibilmente
con il bilancio della Provincia, di aumentare gradualmente le ore lavorative all‟interno della società. Questo motivato anche dal fatto che questi lavoratori
svolgono lavori ormai imprescindibili dalle attività
stesse dell‟ente e che procurano un risparmio in termini economici non indifferente.
Qualche esempio?
E‟ facile. Il diserbo stradale effettuato nei 1300 chilometri della Provincia ambo i lati e quindi i chilometri
bonificati diventano 2.600, con mezzi specializzati di
cui ci siamo dotati. L‟uscierato dell‟ente, il servizio
Tosap, la piccola manutenzione stradale, la manutenzione degli immobili scolastici della Provincia, che in
altre epoche costavano fior di quattrini e che adesso
con la gestione parsimoniosa di Siracusa Risorse si
attua con cifre modiche, e tante altre cose che sarebbe
lungo elencare.
Ultima battuta sul sottogoverno che il centrodestra, un anno dopo le elezioni amministrative, non
riesce a normalizzare…
Auspico che si possa addivenire a degli accordi giusti
e in tempi stretti anche perchè gli enti che non hanno
una amministrazione definita non possono programmare, insomma questa situazione di stallo limita di
fatto l‟azione di governo degli enti stessi. Speriamo
che si torni subito indietro di un anno quando il centrodestra era compatto e che quindi si vada subito alla
risoluzione del problema.
Niente ha bisogno di essere cambiato quanto le abitudini degli altri. Mark Twain
8
Domenica 3 maggio 2009
contromano
La tartaruga rubata? Potevano farla verde..
Tema
IL MIO GIOTTO
Svolgimento
Perchè venerdì pomeriggio andai a comprare le sigarette
alla Fontana con due dell‟ufficio stampa e notammo che di
tartarughe piccole ne erano rimaste solo due, vicino al ponte con le bandiere. Andammo alla fontana, comprammo le
sigarette e ci pigliammo un caffè e quindi tornammo – 10
minuti in tutto – ma le due tartarughe piccole erano sparite,
come le altre, sembrava un esodo, come quello che si vede
su Discovery Channel quando si schiudono le uova e tutte
le tartarughine s‟affannano sulla spiaggia per arrivare al
mare mentre immancabilmente uccelli predatori volteggiano minacciosi. Delle povere tartarughe del Giotto non se
n‟è salvata una. Gli uccelli predatori, molto più pericolosi
perché umani, se le sono prese tutte. Ma come cozzo avranno fatto? Perché una tartaruga dei Craking Art, anche una
piccola, era grande. A me ne avevano regalato una, con una
specie di laccio come collare che avrebbe dovuto significare che non me l‟ero fregata ma me l‟avevano appunto regalata e che non era una di quelle che cercavano di sopravvivere alla strage del castello. Ebbene sono uscito con la tartaruga sottobraccio, ma mischia se si vedeva. Ora dico io
gli altri 100 e passa come me, che sono usciti con la tartaruga sottobraccio com‟è che non li ha visti nessuno?
Non capirò mai i giapponesi. Li ammiro ma non li capisco.
Perché vedete i giapponesi sono strani. In primo luogo si
sono accreditati in una decina, quasi come la rivista
“Panda” del WWF, e tenuto conto che abitano a 10 mila km
da qui è come se facessero il G8 ambiente a Kobe (l‟hanno
fatto l‟anno scorso) e ci andassero 10 della Rai apposta. E
poi non contenti sono stati lì a fare le dirette ad orari impossibili, la sera tardi, che il Giappone chissà che ora è, fermi
Poche ore dopo
i risultati del
referendum di
Melilli sul rigassificatore da
costruire
alle
porte del Comune di Priolo,
tutta la stampa
quotidiana esultava per una
sconfitta
dei
promotori del
referendum (del
“NO al rigassificatore” ndr)
dovuta ad una massiccia astensione della
cittadinanza che aveva disertato le urne
nella misura del 74 per cento circa. Per fortuna il giorno dopo, ossia a mente fredda e
con qualche cognizione riflessiva acquisita,
qualcosa a favore della verità vera, veniva
scritto. Chi ha cercato di capire cosa fossero e a che servissero i fichi d‟india con tutte quelle spine, certamente non era giornalista o petroliere, altrimenti non avremmo
mai assaggiato la squisitezza della mostarda che conosciamo. Vogliamo affermare
che l‟astensionismo valutato come elemento di vittoria degli amanti del gas non aveva nessun motivo di entrare nel computo
dei risultati perché il referendum stesso
altro non era che una consultazione
d‟indirizzo con nessuna pretesa di legge.
Tutti, giornalisti compresi, conoscono che
in Italia si possono proporre solamente i
referendum di tipo abrogativo, che tendono
cioè a far venir meno leggi esistenti, quindi, il fatto che i costituzionalisti avessero
previsto il raggiungimento di un quorum
minimo (il superamento della metà
dell‟elettorato chiamato alle urne) trova
logica spiegazione. Il fatto che una semplice consultazione possa non essere ritenuta
valida è da idiota o da persone che danno
sostentamento all‟idiozia per loro esclusivo
fine. Il sindacato e la politica che sperticatamente si sono pronunciati a favore della
costruzione di un rigassificatore non si sono sentiti di parlare di “vittoria” perché
sanno che al massimo possono tentare di
nascondere una grave sconfitta firmata dal
popolo motivato e non da quello che resta a
casa perché si affida all‟ignoranza o alla
decisone degli altri. Le grida d‟entusiasmo
impettiti a dire cose incomprensibili con interviste di
mezz‟ora al ministro Giapponese da fare venire l‟invidia a
Turi Ricciardini dei tempi d‟oro quando intervistava Ottaviano del Turco. La prossima volta che nasco, se non riesco a nascere aquila, vorrei nascere giapponese così almeno provo a capirli.
Sono rimasto sinceramente stravolto da una cosa. Una cosa che non mi immaginavo, che non credevo possibile, che
fra le cose del mondo che si discutevano nel G8 non era
proprio in discussione. Cozzo, siracusani, abbiamo un Comune che funziona straordinariamente! No non sto scherzando, non sto esagerando, non sto sparando le solite mischiate. In questo delirio giottesco in cui tutti cercavano di
fare la parte di esserci ed essere importanti, chi stava lì a
farsi il c… che nessuno gli dirà mai bravo ma che se qualcosa fosse andata male la colpa era sua, chi doveva far sì
che il giocattolo funzionasse ha trovato un alleato incredibile: il Comune. Ragazzi abbiamo un sindaco, assessori
come Speranza, Messina, La Bianca che in questa storia
hanno dato prova di una efficienza al di là di ogni immaginazione. Gli chiedevi una cosa e non finivi di chiederla
che era fatta, era fatta bene, era fatta spendendo poco e
soprattutto era fatta subito! Avevi un problema? Loro non
lo moltiplicavano, no. Lo risolvevano. Sono stati settimane
a sbattere giorno e notte in mezzo al brecciolino, ai cantieri, alle camurrie della compilation di teste di cippo che inevitabilmente questi eventi attirano come il miele. Io non
lo so se sono sempre così, non lo so se si erano fatti della
roba ottima, non lo so cosa è successo. Posso dire solo che
nella vicenda G8 il comune è stato assolutamente straordinario. Come tutti gli altri, s‟intende, ma uno dal comune
non se l„aspetta (nemmeno dagli altri se è per questo).
Grazie Sindaco, grazie assessori, grazie a tutti (vigili, operai, impiegati) a tutti. Se Siracusa è apparsa per una setti-
mana in tutte le tv ed i giornali del pianeta come una specie
di settima meraviglia del mondo, il merito è anche vostro.
Basta ora devo parlare male di qualcuno sennò pensano che
mi sono acchittato col Comune. Vediamo di chi posso parlare male???
Ecco, dei siracusani!!!
E prima che schifo questo G8 ci stanno scassando tutte le
strade.
E poi però a via Columba potevano metterci le sequoie invece che le palme.
E quindi ora arrivano i no global e devastano la città come
li abbiamo visti alla televisione
E noi chiudiamo i negozi, le case, le scuole, le porte delle
stanze, ma perché proprio a noi questa sventura del G8
E allora che cavolo questo cemento sulle basole.
E che schifo queste basole sotto il cemento.
E con i soldi del maniace ci potevano fare un orto botanico
alla pizzuta.
E poi ci hanno allarmato perché l‟antigiotto era una gita
scolastica
E quindi ci devono risarcire della paura che ci siamo presi
perché essere cretini è un diritto costituzionalmente garantito.
E poi dovevano farlo più grande il castello che sabato e domenica c‟era confusione per vedere l‟ex voto del G8
E poi in fondo del G8 non se n‟è accorto nessuno.
E poi a noi cosa resterà.
E che schifo quel gigante a piazza Duomo.
E che schifo quella tartaruga che ci siamo rubati, potevano
farla verde che si intonava con il prato della villetta a Tremmilia.
Hasta lo giotto siempre
Joe Strummer
Il referendum finto
e i politici imbroglioni
del comitato a favore del “Si” al rigassificatore è stato qualcosa che poteva essere risparmiato alle orecchie di chi capisce anche
perché a volte gridare vuole diventare un
lavoro. Hanno detto quelli del comitato per
il rigassificatore :<< La maggioranza silenziosa dei melillesi ha stravinto in quanto il
74,28%, si è astenuta dal referendum per
non ostacolare la realizzazione del rigassificatore e lo sviluppo eco-sostenibile del nostro territorio>>. Da quando chi vuole far
sapere di essere d‟accordo a realizzare un
impianto se ne sta a casa invece di andare a
votare? Farlo quando si è chiamati al referendum che propone l‟abolizione di una
legge ha il senso di far restare in vigore la
legge sotto accusa perché – come abbiamo
detto già - proprio la Costituzione ha previsto il meccanismo del non voto che vale come scelta di far fallire la proposta stessa dei
referendari. Chi ha dettato la norma e dove
sta scritto che chi a Melilli domenica scorsa
( dalle 7 alle 20, non alle 22 come avviene
sempre) non è andato a votare intendeva
dire “Si” al rigassificatore? Solo coloro che
in malafede tentano d‟arrampicarsi sugli
specchi contando sulla disinformazione possono dire ciò. Non esiste appiglio che possa
nascondere che il risultato vero registrabile è
proprio quello emerso dalle urne: il 96,2 %
di no contro il 3,7% di si. Il fatto che nella
fattispecie a Melilli sono andati a votare
circa il 26 per cento di tutti gli iscritti nelle
liste elettorali sarebbe da considerare un
risultato eccedente le aspettative se considerate le dinamiche in campo. Il plenum degli
elettori melillesi è di 11.582, come sottacere
però che il numero comprende anche gli ol-
tre 3000 residenti all‟estero avulsi dal contesto e senza interesse alcuno nel tornare in
patria per una consultazione paesana? Basta
far notare questo per affermare che i 2950
che hanno votato per il “No” al rigassificatore e i 111 che hanno votato per il “Si” rappresentano una percentuale reale maggiore
di quella oggi strombazzata del quasi 26 per
cento. Rifacendo i conti degli elettori possibili, la percentuale salirebbe agli occhi
degli analisti intorno a 35 per cento. Percentuale che mediamente si raggiunge nei referendum con valenza abrogativa convocati
con almeno 500 mila firme e molta pubblicità. Alcune cose vanno tenute in conto perchè rendono l‟idea del perché il voto di Melilli potrebbe essere assimilato al voto che
spesso di registra in alcuni paesi musulmani
a condizione dittatoriale. Il comitato per il
"Si" era sfacciatamente e logicamente sostenuto dalle multinazionali che lo propongono
( Erg e Shell), il che vuol dire che possedeva
enorme vantaggio rispetto alle povere anime
ambientaliste locali. La politica era a favore
del “Si” e ha operato per svantaggiare
(leggasi sfottere) i promotori del “No” che
di politica non masticavano niente. Cosa
non trascurabile è che sui giornali quotidiani
locali, per tutto il periodo della campagna
elettorale, la Ionio Gas ha invitato a votare,
in modo mascherato, a favore del proprio
progetto pagando pagine di pubblicità a colori. Altra singolarità. Come spiegare che il
voto è stato fissato da esprimere in un solo
giorno domenicale, e con due ore in meno
del solito di apertura seggi? A Priolo, contro
il rigassificatore c‟era anche una certa politica ufficiale ( il Mpa del presidente Lombar-
www.ifattidelladomenica.it
do che a Melilli era scomparso per spontaneo e disinteressato cambiamento di idea
ndr) che sapeva ben giocare sui diritti che
spettano agli elettori, e imponendo
l‟apertura delle urne dalle 7 alle 22 della
domenica e il giorno seguente fino alle ore
15. A votare, in quelle condizioni, furono il
57,43 per cento dove contro il rigassificatore
si esprimeva il 98 per cento. Se le condizioni fossero state le stesse anche a Melilli
probabilmente il risultato sarebbe stato identico anche sul numero dei votanti. Affermare che a Melilli c‟è stato il tentativo malriuscito di vincere barando, e intascare senza
averne titolo la presunta volontà dei cittadini
più anziani e disattenti, non sarebbe esagerato. A queste condizioni parlare di dialogo
e disponibilità equivale a sentirsi invitare
dal “Mago Silvan” ad un poker in famiglia
senza però pretendere di guardare dentro le
maniche del suo smoking. Il rigassificatore
si farà, questo è cosa certa perché si conoscono gli uomini, ma a nessuno è consentito
contrabbandare che si farà per volontà popolare. Al massimo si potrà pensare alla stessa
volontà di restare in gabbia di un cardellino
che riceve cibo e acqua per il piacere del
padrone. Il sindaco di Melilli Pippo Sorbello
dovrebbe sentire un obbligo di lealtà nei
confronti di coloro che lo hanno rieletto sindaco e portato nel governo Regionale perché prometteva durante sfilate di protesta al
fianco di Lombardo e in testa al suo Mpa,
che mai avrebbe autorizzato la costruzione
del rigassificatore. Acclarato che non esiste
nessuna norma invalidante del referendum
melillese sul rigassificatore e che anche
moralmente ha vinto il “No”, resta il dato
che i cittadini di due comuni confinanti
( Priolo e Melilli ) si sono espressi contro la
possibile costruzione della temuta opera.
Interessante osservare anche quale sarà la
prossima mossa dei politici e dei i sindacati
che hanno sancito parallelamente alla Erg
che si tratta di cosa necessaria per lo sviluppo e l‟occupazione. Visto che la democrazia
ha parlato già, gli assessori regionali ancora
in carica, Pippo Sorbello e Pippo Gianni
chiamati a giocare questa partita dove sul
tavolo ci sono anche fiches per miliardi di
euro, come si comporteranno? E‟ probabile,
molto probabile, che i cittadini di Melilli e
Priolo saranno storici testimoni del fatto che
la democrazia dei nostri politici era costruita
solamente sulle parole e non sui fatti.
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