SETTIMANALE DI POLITICA E COSTUME Autorizzazione del tribunale di Siracusa n.2/2003 Spedizione in abbonamento postale Pubblicità inferiore al 70 % € 0,50 diretto da Salvo Benanti Telefono 0931412883. Email: [email protected] - tipografia LegoPrint srl FONDATO NEL 1988 N° 18/2009 Domenica 3 maggio 2009 No università nella chiesa di S. Francesco L‟immobile, per 9 anni, ad Isisc ed Opco! Il Comune preferisce pagare affitti d‟oro in Ortigia. Una scelta illogica La storia che andiamo a raccontare non è certamente da portare ad esempio, ma è una storia vera e i nostri concittadini la debbono conoscere. Con finanziamenti europei è stata restaurata, in modo splendido, la chiesa San Francesco di Paola alla Giudecca (foto a lato) con annesso convento dei Minimi. Sono i locali che anni addietro ospitavano un istituto scolastico superiore, uno splendore. E sono fra l‟altro sterminati, insomma adatti a ospitare una facoltà universitaria e proprio questa sembrava la scelta del Comune. Poi invece, ma andiamo per ordine. Il Comune e chi amministra sembrano in un primo tempo entusiasti della scelta universitaria e d‟altra parte portare centinaia di giovani alla Giudecca significa rilanciare alla grande anche questo spicchio del centro storico che peraltro nobile lo è di già trovandosi a poche centinaia di metri dal Duomo, dal vecchio museo, dal cuore del centro storico. Ovviamente portare la facoltà universitaria di beni culturali nei locali dell‟ex chiesa San Francesco significa anche dismettere affitti che vanno avanti da diversi lustri e quando c‟è un‟operazione di questo tipo c‟è chi è contento di fare risparmiare il Comune (pochi) e chi invece sostiene le ragioni del proprietario per così dire penalizzato (diversi, forse troppi). Così scattano adeguate contromisure. Qualcuno dall‟università fa sapere che questi splendidi locali non sono forse adatti ad una facoltà. Ma se per anni hanno ospitato una scuola superiore? E poi forse i locali che oggi ospitano la facoltà in questione sono adatti alla didattica o non sono invece arrangiati e per molti versi degradati? In ogni caso un motivo per dare a qualcun altro i locali è stato messo in campo e su questo puntano i “diversi, forse troppi” . Sul probabile destinatario alternativo all‟Università si ha chiarezza qualche settimana scorsa quando in ora impropria, saranno state le 14,30 o le 15, viene notato davanti all‟immobile un sopralluogo di funzionari comunali e del preside dell‟Istituto superiore di scienze criminali, Bassiuni. Ma come un contenitore così ampio riservato all‟Isisc che ha una attività quantomeno ristretta? Un contenitore immenso destinato a restare sostanzialmente chiuso al pubblico quasi tutto l‟anno? Sembra, e francamente è, un non senso, ma al Comune sembrano fregarsene. Anzi, non sembra, se ne fregano proprio tanto è vero che il 26 aprile scorso la Giunta decide di affidare ad Isisc e Opco i locali di cui parliamo, gratuitamente e per nove anni! Ma Isisc e Opco non avevano già avuto dal Comune nel 2008 i locali dell’ex tribunale? Esatto, ma con la delibera di cui parliamo la Giunta annulla la precedente delibera del 2008 e, ripetiamo, affida ad Isisc-Opco la chiesa San Francesco di Paola e l‟annesso convento dei Minimi per nove anni. Niente universitari alla Giudecca, sì alla conferma dell‟affitto d‟oro di cui sopra, sostanziale congelamento di un grande immobile per una attività per cui andavano bene locali molto ma molto più piccoli. Questa è la storia, una brutta storia che rimettiamo al giudizio di chi ci legge. Gianni è il più europeo In 500 presi dal panico Alle Europee: ultime notizie. Nessuno è disposto a candidarsi. Titti Bufardeci dopo molte pressioni e molti ripensamenti ha deciso per il no (resto al governo). Pippo Sorbello non vuole sentirne parlare, altrettanto Pippo Gennuso: tutte e due sostengono la candidatura impossibile di Rino Piscitello, ben sapendo che – del tutto privo di consenso personale da sempre – lo stesso non accetterebbe mai; Bruno Marziano (PD) non ne vuole sentire,altrettanto Fabio Granata (PDL). Insomma l’unico candidato disponibile resta per l’UDC Pippo Gianni. Anche se non appare credibile che PDL, PD e MPA non abbiano candidati siracusani. Li troveranno, minori e porta voti, ma li troveranno. Candidati siracusani saranno sicuramente presenti nella lista RC-CI, nella lista di Di Pietro (IDV) ed in quella di Vendola-Verdi -Socialisti-Fava. Attorno a Pippo Gianni – unico candidato siracusano con buone chanches di successo, potrebbe coagularsi uno schieramento “siracusano”, trasversale a diversi partiti, proprio per favorirne l‟elezione, superando la difficoltà che pesa alle europee (collegio Sicilia-Sardegna) sui candidati di una piccola provincia, come Siracusa. Cinquecento le demolizioni di costruzioni abusive programmate dal Comune di Siracusa. Il panico è generale e le domande che ci pervengono in redazione sono le stesse: quali costruzioni abusive demoliscono? La domanda è pertinente perché le costruzioni abusive accertate dal comune non sono 500 ma decine di migliaia. Come si definiscono le priorità di demolizione? Ci sono anche le prime case, quelle costruite “per necessità”? Quelle costruite su beni demaniali (coste,demanio pubblico, etc) Altra domanda: li ha il Comune i soldi per demolire? E’ pur vero che trattasi di demolizioni “a danno” dell’abusivo che ha costruito ma riprendere questi soldi sarà un’avventura con poche possibilità di successo. E le ditte che demoliscono vorranno essere pagate con immediatezza. Si dice che gli immobili in questione potrebbero essere requisiti dal Comune e dati in custodia ad una ditta che nel tempo, gradualmente, provvederà alla loro demolizione. Nuovo stadio: Foti e Salvo contro “i soliti noti” L’onorevole Gino Foti non condivide per niente l’idea di fare costruire il nuovo stadio a Salvoldi e di affidare allo stesso la gestione dell’area dove insiste il vecchio De Simone. Non la condivide con motivazioni serie (il degrado della Borgata, la necessità di avviare una operazione di recupero sulla falsariga di quanto è avvenuto in Ortigia, la salvaguardia dei piccoli negozi che sarebbero spazzati via da un altro ipermercato etc), ma non la condivide neppure come impostazione politica e cioè un’operazione gestita dai soliti noti, ad excludendum dell’asse di cui lui stesso fa parte insieme a Consiglio e Marziano. Il suo dissenso Foti lo ha seminato in diversi ambienti e tanto per non farsi mancare nulla ha chiesto al fidato Aldo Salvo (foto a lato) di fare un intervento dove alla fine emerga una proposta alternativa che seppellisca l’operazione dei soliti noti appena avviata. Ha scritto fra l’altro Salvo: “Il sindaco Visentin, da amministratore concreto quale si sta rivelando, seguendo l'esempio di Mancini a Cosenza convochi il top della imprenditoria siracusana e le sedi operative locali dei grandi gruppi nazionali: Garrone, Caltagirone, Frontino, Saraceno, Montagno, Mezzio, Salvoldi e quant'altri ritenga. Chieda loro un impegno finanziario per il nuovo stadio della città. Coinvolga Alvaro Di Stefano (Confindustria Siracusa), Ivan Lo Bello (Confindustria Sicilia), gli esponenti siracusani dei governi nazionale e regionale. Individui, con il conforto del Consiglio comunale, le compensazioni (di buon senso, ma appetibili) necessarie, e le proponga. Il tutto in tempi brevi”. E buonanotte al secchio verrebbe da aggiungere. Tutti coinvolti nessuno coinvolto, praticamente sul nuovo stadio è stato messo un macigno, un grosso macigno. L’operazione di contrasto è alla democristiana. Il prossimo passo? Beh, diranno alcuni volenterosi, perché non mettiamo a norma il De Simone? Magari con tre o quattro milioni di euro da affidare a Salvoldi sempre che… Comunale a +1408 Ognina a + 2522 Via Crispi +973 Zitti e defilati “tutti quelli delle false inaugurazioni” Al Comune stanno cercando i soldi per pavimentare... Basole sempre più affondate. Qualcuno interverrà? 2 Domenica 3 maggio 2009 Filo diretto. Roberto Visentin risponde: Sulle demolizioni non c‟è niente da fare Via le discariche dalla pista ciclabile. Un esproprio per via Elorina Riceviamo e pubblichiamo: Roberto De Benedictis ha detto che per il G8 un plauso va fatto, in primo luogo, a tutto il personale dell‟amministrazione comunale che è stato coinvolto nei vari servizi tecnici, amministrativi e finanziari, nonché ai vigili urbani, per la capacità e l‟impegno da tutti profuso. Senza il lavoro concreto di queste persone, né il Ministro né il sindaco si sarebbero potuti compiacere di alcun risultato. Lei condivide? Ha dimenticato di ringraziare i Comunali? Salvatore Bongiovanni Risponde il sindaco: Il sindaco li ha già ringraziati ripetutamente e forse al riguardo non era ben informato l‟onorevole De Benedictis. In ogni caso oltre ai ringraziamenti alle singole persone è già in programma un incontro ad hoc per dare il giusto riconoscimento al corpo dei vigili urbani. Così come per tutti i Comunali è già pronta una mia lettera di ringraziamento, insomma qualcuno ha perso una buona occasione di stare zitto. Riceviamo e pubblichiamo: Oggi sono passato dalla zona balneare di Siracusa. in particolare ho visto l'Arenella. E' tutta un cumulo di immondizia lasciata dentro e fuori i cassonetti a marcire. Una incresciosa visione per tutti i cittadini ed un lurido biglietto da visita per i turisti. Non si tratta di un fatto momentaneo, ma di colpevole e connivente cattiva gestione del de- coro e della salute dei cittadini. Pippo Bufardeci Risponde il sindaco: E‟ chiaro che in estate non ci saranno più disfunzioni di questo tipo. Se c‟è stato un abbassamento della guardia si tratta solo di un fatto stagionale, nel periodo invernale infatti,come è noto, la raccolta avviene con meno frequenza. Riceviamo e pubblichiamo: Lungo la pista ciclabile che collega la tonnara all'ex macello abbiamo notato diversi scarichi a cielo aperto. Qualcuno va dritto dritto al mare, qualcuno lungo la stessa pista, qualcuno proprio maleodorante per non parlare delle varie discariche disseminate lungo il percorso Paola Carnemolla zona balneare cosa deve fare? La mia villetta l‟ho costruita nel 1987 facendo tanti sacrifici, ora la deve abbandonare alla demolizione? Ci dia una speranza Carmelo Tringali Risponde il sindaco: Purtroppo si tratta dell‟applicazione di una norma di legge che già dal 1976 attesta l‟inedificabilità assoluta delle costruzioni entro i 150 metri dal mare. Il Comune non può farci nulla, qualsiasi modifica a questa norma dovrà essere assunta dall‟assemblea regionale. In ogni caso esistono anche delle soluzioni alternative come ad esempio l‟acquisizione al demanio pubblico dell‟immobile abusivo e successivamente il suo affidamento in custodia. Risponde il sindaco: Le segnalazioni della signora Carnemolla le trasmettero dritte drette a chi di competenza. Ovviamente per la discariche provvederemo subito alla loro rimozione. Riceviamo e pubblichiamo: La sistemazione dell‟incrocio di via Elorina sarebbe ottimale se non fosse per quello spazio incolto occupato da auto usate che restringe la carreggiata in maniera pericolosa. Ogni volta che transita un autobus sono dolori. Non si può fare qualcosa? Giovanni Maimone Riceviamo e pubblichiamo una delle tante missive che ci sono pervenute sulla questione relativa alle 500 demolizioni preannunciate dal Comune. Ovviamente non le possiamo girare tutte al sindaco e quindi ci sarà una risposta di carattere generale: Signor sindaco, chi si trova nelle condizioni di avere un immobile non sanato nella Risponde il sindaco: Ci vorrebbe un piccolo esproprio per allargare lo svincolo in questione ma per farlo ci vuole la copertura economica. Sono tante le cose che si debbono fare per la nostra, ma prima delle “carte” ci vuole la copertura finanziaria. Non mi piace insomma fare promesse se poi non le posso mantenere Ecco tutto quello che Bono vorrebbe fare (ma anche tutto quello che oggi non ha fatto) Conosco poco le vicende dell‟Inda. Il Verga? Forse l‟anno prossimo Le reticenze e le indecisioni Trovo molto positivi gli impegni complessivi assunti dal Presidente Bono in questa lunga intervista, al di là dei rilievi che il nostro Nuccio Gemma ha puntualmente evidenziato. Alcuni impegni (con i tempi indicati) li richiameremo alla sua memoria, strada facendo. Sulle cose rimaste in trasparenza aggiungerei le aree di riserva protette dove si dice molto poco o niente (incentivare in collaborazione con la Forestale, la fruizione eco-compatibile del territorio), considerando che alcune aree (vedi Ciane- Saline) non sono affidate alla Forestale ma alla Provincia regionale che li gestisce malissimo. Si era poi parlato di “infrastrutture turistiche”: ne ricordo alcune come il ripristino della vecchia linea ferroviaria SiracusaVizzini, per un percorso “turistico” molto suggestivo; la rivalutazione del sito archeologico del Castello Eurialo che porta con sé l’utilizzo dell’abbandonato (da decenni) Ostello della Gioventù; un uso pubblico del Carcere Borbonico dove Bono appare piuttosto reticente….quasi stizzito della coraggiosa e meritevole determinazione assunta dal Consiglio Comunale di Siracusa di impedire che divenisse l’ennesimo albergo di Ortigia, regalando, di fatto, una struttura che appartiene al patrimonio storico ed artistico della Città, ad un privato per molti decenni. E’ bene che l’on.le Bono si decida sul carcere, ricordando che non è di sua proprietà, che la destinazione finale non può essere svilita (tipo ufficio informazione turistica) e che il privato cacciato dal project financing non può…rispuntare da un altro versante. Mi fermo qui.. per il momento. A quasi un anno dal suo insediamento facciamo il punto sulla Provincia regionale di Siracusa con il Presidente Nicola Bono. Che abbiamo incontrato nella sede di Via Roma, fra incontri politici, nell‟andirivieni dei collaboratori. Iniziamo dal G8 Ambiente. Presidente, luci ed ombre? Più luci direi. Visto che Siracusa è entrata fra le tappe mondiali dell’ambiente, i luoghi importanti dove si discute sulla salute del pianeta. Inoltre la città è stata notevolmente abbellita. Tutto ha funzionato: organizzazione, sicurezza, forze dell’ordine. Sola ombra: l’eccesso di protezione delle delegazioni che poco hanno visto delle bellezze del territorio. Un’occasione mancata per maggiori ricadute. Gli obiettivi fondamentali della sua Amministrazione? La mia Amministrazione si basa su una gestione programmata d’indirizzo alle attività produttive, che intendiamo sviluppare in alcune fasi: primo, con l’adozione di uno schema di piano, uno strumento attuativo che entro il 2009/10 ci consentirà di realizzare una strategia di sviluppo per la tutela del territorio. Secondo, sviluppo strategico del turismo. Cominciando dalla Cabina di regia che vorrei perfezionare come l’avvio di un metodo articolato per consolidare le presenze e la promozione di eventi nazionali e locali da rilanciare. Poi, la riorganizzazione territoriale degli uffici provinciali (ex APIT). Una funzione essenziale di supporto al turista, che completeremo con altri Info point anche in collaborazione con le Agenzie di viaggio e la produzione del materiale promozionale: cartine, opuscoli, depliant, brochure, con un Promo video in italiano ed inglese (di cui abbiamo lanciato il bando di concorso per la realizzazione) che diventerà lo spot ufficiale del prodotto Siracusa. Terzo, concertazione con gli imprenditori privati per commercializzare al meglio tutte le attività di ospitalità (alberghi, B&B, ristoranti, etc..), impegnandoci per migliorare e controllare la qualità dell’offerta. Quarto, in collaborazione con la Forestale, incentivare la fruizione ecocompatibile del territorio, con aree di riserva protette. Quinto, di concerto con le Amministrazioni comunali creare un calendario unico degli eventi, curando la carta dei servizi e, in particolar modo, il trasporto, oggi inadeguato, che lascia il turista da solo. Su questo punto mi sto impegnando per rendere davvero funzionale la rete dei trasporti provinciali con circa 80 progetti per un investimento di 300 milioni di euro da realizzare con Fondi europei entro il 2013. Cosa ci dice delle incompiute: Circuito, Verga, Ostello della Gioventù, Carcere borbonico? Inizio dal Circuito. Abbiamo fatto quadrato su questo progetto, il cui bando per il project financing abbiamo già pubblicato e fra poco procederemo all’assegnazione. Verga, a fine giugno si concludono le opere edilizie. Resta l’arredo, su cui gli uffici stanno lavorando per definire la cifra finale occorrente, con un costo che prevediamo si aggirerà intorno al milione, milione e duecentomila euro e che contiamo di attingere da quelli strutturali dell’U.E. o, per far presto, accendendo un mutuo. Comunque conto di riaprirlo prestissimo: entro l’anno o l’inizio del prossimo. Ostello della Gioventù, dalla discussione con i progettisti per l’adeguamento strutturale stiamo passando a definire le pratiche per iniziare i lavori. Carcere borbonico, dopo il no del Comune di Siracusa al projiect financing stiamo pensando noi a quale utilizzo destinarlo. Troppe chiacchiere si sono fatte. Per concretezza parlerò solo dopo alcune verifiche tecniche con i miei collaboratori con i quali sto valutando alcune idee sul suo utilizzo finale. Che di certo sarà pubblico, Forse a destinazione turistica. Dulcis in fundo, l’Inda. Conosco poco le vicende della Fondazione, nel cui Consiglio d’Amministrazione ci rappresenta il Prof. Nuzzo del quale ho massima stima e fiducia. Tuttavia, se come dice lei, pur essendo di diritto privato il Dramma antico riceve finanziamenti pubblici, trovo fondamentale la trasparenza sugli atti amministrativi visto che si spendono soldi del contribuente. Mi interesserò per capire se ci sono delle disfunzioni. Fin qui il Presidente Bono. A cui, tuttavia, vanno mossi alcuni rilievi che i suoi pressanti impegni al momento dell‟intervista hanno impedito di chiarire. Sull‟autodromo: il Presidente riferisce fatti un po‟ diversi da quelli che conosciamo noi e che raccontiamo in altro articolo. Sui trasporti: che, eufemisticamente, definisce inadeguati ma su cui, pur prefigurando un notevole impegno economico, resta generico e non parla di trasporto ferroviario (definito da Trenitalia ramo secco). Sull‟Inda: dalla cui responsabilità di gestione non si può chiamare fuori dicendo che poco ne sa. Ritorneremo su questi argomenti. Nuccio Gemma 3 Domenica 3 maggio 2009 Il G8 al Castello Maniace? A noi è sembrato bellissimo Uno “spottone” per Siracusa che non potevamo neanche sognarci di realizzare Parliamo del G 8 Ambiente di Siracusa a luci spente, dopo che i riflettori (delle polemiche parliamo a parte) sono alle nostre spalle. I lettori dei Fatti sanno bene che le mie valutazioni nascono da quello che ho visto in quei 3 giorni e sentito, non faccio parte di uffici strapagati, non ho bisogno di genuflettermi nello scrivere, utilizzando una retorica melensa quanto insopportabile. Iniziamo: A me il G 8 Ambiente al Castello Maniace è sembrato bellissimo. Non ho mai frequentato (ovviamente) vertici mondiali, sarò stato il classico provincialotto in una festa di VIP, ma penso che la Prestigiacomo la sua scommessa su Siracusa ed Ortigia l’abbia vinta alla grande. Uno spazio di grandissimo prestigio, montato in pochi mesi magnificamente, è sembrato un palazzo dei congressi organizzatissimo e speciale. Ortigia, il Castello Maniace, le strade ed il mare di Ortigia, i monumenti e le piazze visitate, saranno rimasti nell’immaginario collettivo dei nostri tanti ospiti, speriamo anche dei loro filmati e riprese nelle TV. Uno spottone pubblicitario che non potevamo neanche sognarci di realizzare! Sotto il profilo dei contenuti qualcuno ha parlato di assenza di risultati. In realtà non è così. Nella conferenza stampa finale la Prestigiacomo ha delimitato gli obbiettivi dell’incontro di Siracusa come una tappa verso un accordo che dovrà essere assunto a Copenaghen nel dicembre di quest’anno. Qui, a Siracusa, è avvenuto un incontro duro ed utile tra i Paesi del G 8 ed i Paesi emergenti, come dimostrano alcune dichiarazioni decisamente polemiche del Ministro dell’Ambiente del Brasile. Brava Prestigiacomo!. Ha rischiato su Ortigia, sul Castello Maniace ed ha vinto alla grande. Ha avuto coraggio, determinazione. Non sarà stata, immagino, una scelta facile e condivisa, chissà quanti consigli alla prudenza, a riflettere bene, a lasciare perdere con Siracusa. Era molto più comodo puntare su posti sicuri e collaudati (come sedi di incontri internazionali) come Roma o Milano o Firenze o Venezia etc. La Prestigiacomo aveva questa grande occasione, non se l’è fatta scappare e l’ha riservata alla sua città. E’ un grande esempio per altri. Spiace ricordare che altri, per non apparire provinciali, in tanti anni non hanno dato alcuna chanche a Siracusa (vedi il 4 polo universitario dirottato ad Enna). Dei siracusani al potere regionale (in questo momento) qualcuno è stato totalmente cancellato (come Pippo Sorbello), ma c’è anche chi manifesta la ben nota sindrome del coker davanti a Lombardo. Naturalmente scherziamo, è un paradosso per chi conosce la natura di quel cane (cane docile, cerca coccole e carezze dal padrone - da wikipedia), ma non vorremmo che se ne sia stato contagiato Titti Bufardeci, assessore regionale al Turismo, incapace fino ad oggi, di programmare e proporre una seria iniziativa, di altissimo profilo, per Siracusa, e che sembra voglia limitarsi, come i predecessori, a dare contributi a pioggia, fare sagre o programmare spettacoli che può organizzare benissimo il Palalive di Fontane Bianche o altre strutture del genere. Frutteranno voti, è vero, ma sono voti e clienti che lo faranno restare un politico di bassa lega. Segua l’esempio della Prestigiacomo che, sicuramente, per il carattere che manifesta, non raccoglie simpatie tra i suoi colleghi, anzi. Assuma Bufardeci una forte iniziativa per la città. Ne aveva abbozzato una con Pippo Gianni - Siracusa sede dell’Università del Mediterraneo - di grandissima importanza. Ma fino ad oggi nessuna notizia. Conoscendo Lombardo, la sua arroganza, prepotenza, il suo gretto provincialismo, non vorremmo che fosse stata già sfilata per altra destinazione, da conoscere ovviamente a cose fatte, tra qualche mese. Riproponga l’offerta, mettendo a disposizione l’immediata fruibilità del complesso Abela-Maniace che tutti hanno potuto ammirare in televisione (mantenendo, ovviamente, nella disponibilità della facoltà di architettura la parte del plesso assegnata). Poi si penserà alla sede definitiva, Siracusa in Ortigia ha grandissimi contenitori di prestigio, basta che li voglia correttamente utilizzare. Meglio niente che coker on.le Bufardeci ! Meglio entrare in un sano conflitto con Lombardo che finire come Sorbello che medita, se sono vere alcune notizie, di tornare alla dignitosa posizione di sindaco di Melilli. Ed avrebbe il plauso generale della città, anche se l’obbiettivo non dovesse essere raggiunto. Non si illuda delle sue tante preferenze, quando il potere clientelare si attenua, quello che rende è il consenso dell’opinione pubblico e quello bisogna guadagnarselo non certamente con le sagre e Baglioni. E’ cambiata l’immagine della città Si è concluso il G8 sull‟ambiente che si è svolto a Siracusa e possiamo dire che si è trattato di un evento molto importante per la nostra città. Non voglio riportare le cose già dette dalla stampa od essere ripetitivo. Desidero solo sottolineare che è stato un evento che, sul piano locale, ha permesso di apprezzare il lavoro che il ministro Prestigiacomo svolge a favore della nostra città. I cittadini siracusani possono avere idee diverse sul piano politico, ma non si può non apprezzare obiettivamente il lavoro di coinvolgimento della città che, nell‟espletamento dell‟attività ministeriale, mette in atto la Prestigiacomo. Allo stesso modo possiamo esprimere i pareri più diversi, ma non possiamo non constatare come, in pochi mesi, sia cambiata l‟immagine di una parte della nostra città grazie ai finanziamenti per il G8. E non si può dire che questi soldi potevano avere finalità diverse per risolvere altri problemi della nostra collettività perchè servivano solo per quello scopo. Se non fossero stati spesi a Siracusa lo sarebbero stati in qualsiasi altra città ospitante il G8 e non avremmo avuto nemmeno un euro. Così come è volere cercare il pelo nell‟uovo quando si contestano alcune scelte circa la piantumazione delle palme, dell‟asfalto nelle strade piene di buche, dello spartitraffico di viale Paolo Orsi o dei disagi momentanei di cui i cittadini si sono fatti carico. A Siracusa è accaduto qualcosa di importante cui non potevamo rinunciare e tutto è andato per il verso giusto. Invece dobbiamo preoccuparci di essere tutti assieme parte diligente affinchè questo piccolo vantaggio di decoro della città che abbiamo raggiunto non venga compromesso dalle abitudini di molti siracusani che fanno a gara a rendere la città invivibile, sporca, caotica, chiassosa ed impresentabile. Purtroppo già molte zone della città, sopratutto quelle balneari, sono pieni di cumuli di spazzatura non raccolta e molte stradine di Ortigia fanno sfoggio di abbondanti escrementi di cani. L‟Amministrazione comunale deve vigilare con severità affinchè gli obiettivi raggiunti, con gli interventi straordinari, non vengano vanificati dalla quotidianità delle nostre azioni poco ortodosse.. Pippo Bufardeci Gli aggettivi di Stefy Prestigiacomo Il recente G8 con le strade che sarebbero state percorse dal corteo tirate a lucido e quelle adiacenti fetide, mi ha visto molto critica. Volevo dimostrare la mia simpatia a...... ai NO GLOBAL, ma le notizie allarmistiche, diffuse dai massmedia, mi hanno indotto a restare a casa e me ne vergogno maledettamente. Ma andiamo alle conclusioni del G8,mi è sembrata oltremodo beffarda la conclusione del ministro Prestigiacomo sulla necessità di far vivere i più piccoli in ambienti salubri:"Sono più vulnerabili perchè non possono difendersi dall'inquinamento. Penso per esempio a quelle aree dove i bambini rischiano malattie per la mancanza di adeguati servizi di smaltimento dei rifiuti e per la scarsa qualità dell'aria". Ma il MINISTRO DELL'AMBIENTE lo sa che l'aggettivo dimostrativo è quello serve ad indicare qualcosa lontano da chi parla, mentre questo qualcosa vicino a chi parla? Evidentemente non conosce bene l'uso degli aggettivi dimostrativi, perchè l'aggettivo adatto doveva essere questo (ma forse la mia osservazione, essendo insegnante di italiano, è solo una deformazione professionale). Ma il MINISTRO DELL'AMBIENTE conosce la geografia? lo sa che i tre comuni del triangolo della morte Augusta, Melilli e Priolo sono in provincia di Siracusa? si è parlato infatti di migliorare la salubrità dell'area come di un problema riguardante realtà lontane, ma ahimè per noi maledettamente vicine. Mi sarei aspettata che il G8 a noi siracusani, costretti a vivere in una zona ad al tasso d'inquinamento, servisse a qualcosa. Gabriella Dotto ...e i turisti ci guardano con interesse... I cinquemila, forse diecimila manifestanti, secondo le previsioni del “Comitato Contro G8”, si sono ridotti a poco più di un migliaio lungo le vie di Siracusa. Numerosi gruppi provenienti da più parti della Penisola hanno manifestato il loro dissenso verso la “tre giorni” di lavori impeccabilmente organizzata dal Ministro Prestigiacomo e dal suo staff. In prima fila i dissenzienti siracusani che, capitanati dal consigliere provinciale Alessandro Acquaviva, hanno sfilato ordinatamente esprimendo con estrema civiltà il loro pensiero. E poi, a seguire, compagini eterogenee messe insieme con il filo di ferro: dai marxisti-leninisti agli anarchici che levavano cori contro i poliziotti; dai gay agli extracomunitari che protestavano contro la chiusura delle frontiere, come se fossero state occluse dalle nubi industriali o da muri di mercurio (qual’é il senso della lamentela in tale circostanza?). Se tutta la sinistra estrema, che si era data appuntamento nella nostra città, viene racchiusa in quel manipolo di sbandieratori, rimane proprio il caso di considerare che si ritrova proprio maluccio! Volendo stilare una media di rappresentanti per provincia italiana, potremmo assegnarne un paio per ciascuna, bramando di abbondare. I fatti più strani, però, al di là della “desertificazione” delle vie cittadine come in un pomeriggio ferragostano caduto pure di domenica, sono accaduti all‟atto dell‟insediamento del campo di riunione in via Sgarlata -via M.T. di Calcutta (ex Parco Robinson) ed in Piazza S. Lucia. Alcuni residenti della zona di Bosco Minniti, alla notizia di probabili atti vandalici annunciati verso gli esercizi commerciali del circondario, hanno pensato bene di prevenirne gli effetti, presentandosi sul luogo d‟insediamento dei manifestanti con un “opportuno biglietto da visita”: taniche di plastica ancora vuote ma pronte ad essere riempite di infiammabili per “scaldare” l‟accampamento nel caso di tentativi dannosi. In Piazza S. Lucia, invece, alcune “teste calde” già ubriache di buon mattino, sono state ricondotte alla ragione da altri cittadini che, mostrando loro le magnifiche collezioni personali di tatuaggi del tipo “mama peddonami”, ostentandoli sotto ampie canotte, hanno ottenuto l‟immediato ravvedimento. Ancora due casi di tentato teppismo sono stati registrati in altrettanti esercizi commerciali: la “spesa proletaria” tentata da gruppetti di incauti ospiti, è stata bloccata dalla Polizia di Stato all‟interno di un noto supermercato, mentre un paio di muscolatissimi volontari hanno verbalmente “convinto” un‟altra comitiva di scrocconi a ricollocare sugli scaffali di un minimarket del centro cittadino tutte le vettovaglie che avrebbero voluto portare via senza pagarne il conto. Certo è che l‟argomentazione addotta come “in Sicilia e soprattutto a Siracusa non esiste l’istituto della spesa proletaria, a meno che non ci si voglia fare del male”, sia stata così tanto convincente da indurre i buontemponi a rimettere tutto a posto, spolverando anche i ripiani della scaffalatura per rendere omaggio al titolare del negozio. Induceva, però, una forte suggestione il rendersi conto che dai tetti dei maggiori edifici cittadini si veniva spiati dalle telecamere piazzate dalle Forze dell‟Ordine per registrare ogni movimento anomalo; pareva di vivere “nella casa del Grande Fratello”, con una sorta di inibizione anche verso lo starnuto un po‟ più fragoroso. Ed i cecchini appostati sulle terrazze? Diamine, se getto una cicca fuori dal finestrino, mi sparano? E, invece, no; siamo stati tutti più ordinati, più attenti a non calpestare i diritti degli altri concittadini, più rispettosi della segnaletica stradale e, soprattutto, obbedienti alle indicazioni degli agenti di Polizia Municipale, senza alcuna protesta. Cose mai viste! Niente niente “sto benedetto G8 è riuscito a bonificare anche il modo di intendere la vita in comune nella nostra città? Chissà: nel frattempo godiamoci le strade ripavimentate, le aiuole, i fiori, le palme e tutte le migliorie scaturite anche dalla grandinata di denari fatta piovere da Stefy-Pluvio per accogliere i Ministri dell‟Ambiente dei maggiori Paesi industrializzati; esultiamo per non aver subito danni fisici o materiali e prepariamoci al trattamento ospitale dei turisti che cominciano già ad occhieggiare la nostra Siracusa. Senza tirargli il collo, però, al momento del conto. Ezio Scariolo 4 Domenica 3 maggio 2009 Mafia al Maniace Riceviamo e pubblichiamo: Sono andato a visitare il castello Maniace insieme ai miei e debbo proprio dire di avere avuto una brutta sorpresa. All‟ingresso infatti era in vendita un libretto sulla mafia, un libretto scritto in tutte le lingue. E‟ mai possibile che in un sito così suggestivo che dovrebbe promuovere la nostra immagine venga messo in vendita un libro del genere? Cos‟è una brochure? E‟ quello che vogliamo promuovere agli occhi del turista? Come lo ha permesso la Soprintendenza? Enzo Aprile Che dire, sono basito. No, non è il libro sulla mafia che dovrebbe essere venduto al castello Maniace. D’altra parte non ci risulta che succedano fatti simili in altri monumenti cittadini. E’ una gaffe e lo resta anche se nella pubblicazione si parlasse dei grandi che hanno lottato la mafia. Non abbiamo bisogno di questa propaganda, nel mondo siamo già noti per la mafia, ci mancava solo il libretto al Maniace, in tutte le lingue. Perché i gerani? Riceviamo e pubblichiamo: “Siracusa si fa bella”, titola la copertina di una rivista. Ed è vero, un gran movimento ci coglie pazienti e collaborativi per il restyling della città in occasione del prossimo evento importante, il G8 dell‟Ambiente. Non si può capire però perché si continua a SNATURARE L‟IDENTITA‟ DI UN LUOGO, in vari punti della città. Vogliamo aggiungere il verde, le piante nelle aiuole spartitraffico e nelle rotonde stradali, ma perché creiamo delle composizioni cimiteriali e non stradali? Entriamo in confusione quando vediamo la rotonda stradale incrocio TeracatiScala Greca-Epipoli-Necropoli Grotticelle, dove le bislacche composizioni troneggiano dentro le ciotole, aumentando il rischio di atti vandalici e altro, oltre la limitata terra con le conseguenze del caso. E poi sono piante stagionali. E‟ chiaro allora che ci facciamo belli solo per il momento. Un altro abbellimento ci colpisce: la composizione sotto la statua del Prometeo. Perché I GERANI? Tipiche piante da balcone, che non amano la piena terra, nè tantomeno in composizione rotonda – ovvero un inserimento ad alto impatto antropico e non naturale. Vediamo in natura gerani sotto i Ficus? Ci chiediamo quanto dureranno. Restiamo perplessi. Come se non bastasse, all‟ incrocio Paolo Orsi rispunta il solito sistema da ROSONE CIMITERIALE. A questo sono accostate piante di Lavanda, Gerbere e Ortensia, che ama suoli acidi, gradisce la mezz‟ombra, e non risulta che in luglio in quel posto ce ne sia. Inoltre, ci chiediamo che tipo di manutenzione prevederanno in aiuole così sistemate per le erbacce. Chiediamo lumi all‟Agronomo responsabile del verde per il comune. Siamo certi che si possa operare con criterio adatto al luogo, nel rispetto dello stesso, e non è certamente un problema economico, se consideriamo l‟impianto di via Columba. A tale impianto sono state aggiunte delle altre palme lungo il muro del mercato! Ma qual è il criterio costruttivo per questo processo di abbellimento? Notiamo, oltretutto anche che la via di accesso al cuore di Ortigia, il Corso Matteotti, è adornato da piante secche, per l‟inadeguata manutenzione a conferma della durata dell‟impegno economico e di risorse impiegato. Grilli Aretusei Sfrutti il castello Riceviamo e pubblichiamo: Egregio Sindaco, innanzitutto avendo avuto modo di costatare personalmente, insieme a tutta la cittadinanza siracusana, l'ottimo lavoro organizzativo per il G8 ambiente, mi complimento con lei e la sua giunta. La città e in particolare l'isola di Ortigia sono stati per l'occasione abbelliti all‟inverosimile, suscitando nei ministri e nei tanti delegati presenti un giudizio positivo. Il Castello Maniace è uno dei monumenti più belli di cui questa città può vantarsi. Il palcoscenico a cui è stato prestato, sicuramente ha messo in risalto la bellezza della fortezza federiciana. La invito a sfruttarla in altre occasioni, magari facendola diventare, non solo come è ovvio che sia un contenitore culturale di primissimo ordine, ma un luogo dove poter ospitare meeting nazionali ed internazionali, creando in tal maniera una ricaduta d'immagine positiva per la città di Siracusa. Cimino Vincenzo Commissario Prov.le Giovani Mpa Opinioni e repliche Diventa una esigenza avere uno spazio che consenta a chi ci legge di poter replicare o di poter dire la propria opinione su quello che è già stato pubblicato dal nostro giornale. Naturalmente chiediamo che le repliche siano stringate, o comunque compatibili con la necessità di dare visibilità a tutti. Sos di Motta (Cgil) sulla Sr-Ct La mobilitazione sia immediata Tocca a Bono compulsare il suo collega etneo sul caso Sulla Siracusa-Catania Natale Motta della Cgil ha scritto una nota. Ne pubblichiamo uno stralcio, ecco il testo: Sarebbe un vero fallimento delle istituzioni e dell'intero quadro politico e di governo delle due province di Siracusa e Catania, e del governo regionale, se, come ormai si delinea l'autostrada Sr-Ct non possa essere aperta a causa del mancato reperimento dei fondi per l'inizio dei lavori del nuovo ponte e l'ampliamento della foce del Simeto. Diventa ancora più grave accettare una tale beffa nei confronti di due intere province, se si considera che la nostra provincia oggi detiene un'ampia rappresentanza politica e di governo, sia a livello regionale, con assessori e vice presidenti, che a livello nazionale con parlamentari ministri e sottosegretari. Non basta più fare solo dichiarazioni di indignazione per come viene trattata questa provincia, serve un'azione forte e decisa di tutte le forze politiche, istituzionali e sociali delle due province, nei confronti dei governi regionali e nazionali o- gnuno per le proprie competenze e responsabilità, per obbligarli a reperire immediatamente i fondi che servono per iniziare i lavori del ponte sul fiume Simeto. Chiediamo ufficialmente al presidente della provincia di Siracusa, di prendere contatto con il presidente della provincia di Catania, e concordare una urgente conferenza di servizio congiunta, con tutte le forze sociali, politiche e istituzionali delle due province, per individuare con urgenza dove reperire i fondi che occorrono. Natale Motta Segretario aziendale Cgil Concordiamo pienamente con il comunicato della CGIL. Il Presidente Bono ha l’opportunità di fare finalmente il punto di dichiarazioni contraddittorie, ambiguità, manifestate un po’ da tutti, ANAS e Genio Civile di Catania in primo luogo. Promuova un incontro unitamente al Presidente della Provincia di Catania dove invitare ANAS, i deputati regionali e nazionali delle due province, i tantissimi sindaci interessati, l’amministrazione regionale con l’assessore ai lavori pubblici, il genio civile di Catania etc Per favore, non si percorra la cattiva strada della Sr-Gela, non si arrivi all’ultimo momento, insomma si amministri seriamente. “La Madonna non si è cunfunnuta..” Su Facebook c‟è di tutto. Cose divertenti e cose che divertenti lo sono un po‟ meno. Si formano gruppi per i più disparati motivi, vedi quello dei “Nonnini da adottare” o quello più filosofico chiamato “L'arcobaleno può attendere”- C‟è il gruppo campanilistico religioso che piace particolarmente ai siracusani che si chiama, ovviamente aggiungeremmo, “Il corpo di Santa Lucia deve risposare per sempre a Siracusa”. E c‟è anche quello che si impegna in prima battuta sulle diversità sessuali, a tutela delle minoranze e cioè “Omosessuali essere umani! Anche loro hanno diritti”. Insomma, come dicevamo in un articolo precedente pubblicato su questo giornale, Facebook è la nuova piazza cittadina dove si discute di tutto, dove si pubblicano i video che più fanno discutere, dove è possibile magari prendere direttamente un appuntamento coi politici (sono in rete il catanese Nino Strano, il siracusano Pippo Gianni, il sindaco Visentin, l’onorevole Spagna etc etc). Certo le finalità non saranno sempre trasparenti e magari i politici sono su Facebook per coltivare il loro orticello, ma resta comunque valido il discorso sulla piazza, sull‟agora dove si può discutere con tutti e di tutto. Ci sono anche delle trovate divertenti, come quella che ci ha inviato Salvo Spicuglia dal titolo “Compito in classe” che pubblichiamo qui accanto. Uno spaccato di sicilianità arguta e saporita. Magari qualcuno storcerà il naso mentre molti altri lo prenderanno per quello che effettivamente è, un piccolo divertissiment, sano, naif. Claudio Benanti 5 Domenica 3 maggio 2009 Sono i lettori la forza vera del giornale Centinaia di e-mail la nostra soddisfazione Presto daremo spazio ai problemi dei vari comuni della provincia Molto raramente parliamo di noi, dei Fatti, della nostra diffusione, del consenso che ci viene manifestato dai nostri lettori in tanti modi. Ma voglio segnalare non soltanto il costante aumento delle copie vendute (la nostra media si aggira, ormai, a circa 3000 copie mensili) ma alcune evoluzioni che ritengo molto positive: te). A scriverci non sono soltanto i residenti di questa città ma anche residenti dei centri della nostra provincia, a dimostrazione che oramai l’intreccio economico, umano e culturale tra città e centri della provincia è fortissimo. Siamo tutti una grande città. I Fatti da sempre si occupano di “Provincia regionale” ma non delle singole realtà comunali: lo faremo su impulso dei nostri lettori che spesso intervengono (polemicamente) sull’azione delle rispettive amministrazioni comunali. Il sito on line dei “Fatti” 1.Mettiamo in rete, ogni lunedì pomeriggio, i Fatti della domenica e niente di più (il sito lo cureremo successivamente) . I contatti sono giornalmente circa 300/400. Chi clicca i Fatti ? Abbiamo scoperto con grandissimo piacere che i nostri utenti on line sono in maggioranza amici che non possono comprare il giornale perché stanno fuori Siracusa o all’estero e leggere i Fatti significa per loro mantenere con la nostra città e provincia un legame, sentirsi ancora a casa. Non la città e la provincia ipocrita che emerge dalla stampa locale on line, ma la città vera, con i fatti che accadono nella realtà e le polemiche che divampano anche se sottotraccia o sussurrate. Niente a che vedere con la realtà ovattata e falsa che viene rappresentata per compiacere i potenti di turno . Nei Fatti – è il ritornello che sentiamo ed è anche quanto ci scrivono – leggiamo notizie, commenti anche crudi, fatti..che altrove non leggeremmo mai . Le e-mail dei nostri lettori 2. Oramai le e-mail dei nostri lettori sono ogni settimana centinaia. Non possiamo pubblicarle tutte, le raggruppiamo per argomento, cercando di dare ad ognuna di I Fatti (Salvo Benanti) su Facebook esse una risposta. La posta dei lettori, immediata, diretta su singoli problemi, a volte anche pesantemente polemica, mi da una soddisfazione immensa perché testimonia, insieme alle vendite, una vitalità dei Fatti che nessuno può pensare di fermare con denunce, minacce o risarcimenti. Lo considero un grande premio all’onestà con cui lavoriamo e che ci ripaga di tutto, come sono gli applausi per l’attore in palcoscenico o il numero delle copie dei libri venduti per lo scrittore. Dimostra anche, è ovvio, che i lettori dei Fatti sono molti di più di chi lo compra e lo dimostra l’incisività delle nostre battaglie che finiscono per fare tendenza nella città costituendo, comunque, un punto di riferimento con cui confrontarsi I lettori dei Fatti dei centri della provincia 3. Ma dalle e-mail emerge un altro aspetto di grande interesse (che, senza saperlo, attiene anche alle vendi- 4.Facebook è per i Fatti un modo di essere presente nella realtà, raccogliere notizie, commenti, trovare amici che coltivano le nostre stesse speranze. Ma Facebook non può essere soltanto scambio di commenti, nuove amicizie, nuovi temi…deve essere di più, un sistema come organizzare chi la pensa allo stesso modo e che, per ovvi motivi, non ha spazio nella informazione ufficiale che in Sicilia, come ha ampiamente dimostrato Report (la Sicilia dei Viceré), è totalmente controllata. Spazi di informazione come Facebook diventano preziosi perché sfuggono alla “informazione ufficiale”. Non dimentichiamo che un presidente degli Stati Uniti nero e fuori da ogni establishment come Obama è stato eletto grazie a questi nuovi strumenti di comunicazione. Il nostro appello su Facebook “Salviamo Siracusa dai barbari”, ad esempio, ha già raccolto adesioni, riflessioni, inviti alla mobilitazione, per contarci e portare avanti una battaglia culturale e di costume prima ancora che politica nella nostra città. Premio a Roma I 1500 del “contro G8” Sandra Rizza ricorda Sgarlata e i duemila dell‟Unitalsi espone Sarà dedicato all‟ambiente Siracusa città ideale per eventi prestigiosi a Noto Marcello Sgarlata fu sottosegretario allo Spettacolo e Turismo della Repubblica Italiana nel quarto governo Andreotti. Avvocato, punto di riferimento dell‟area storica democristiana che si riconosceva in Aldo Moro, eletto per quattro legislature alla Camera dei deputati dal 1963, consigliere comunale e sindaco di Siracusa dal 18 dicembre 1971 al 22 marzo 1 9 7 2 , p r e s i d e n t e dell‟Amministrazione Provinciale di Siracusa dal 24 maggio 1960 al 16 dicembre 1961 e ancora fino al 5 marzo 1963,primo presidente eletto con regolari elezioni, anche fervente repubblicano nell‟ultima parte della sua vita, morì ‟8 giugno del 2004 a Roma, era nato a Siracusa il 6 novembre 1927. Sgarlata non dimenticò mai le sue radici né la sua città, dove tornava periodicamente tuffandosi nei ricordi assieme ad amici e conoscenti che lo consideravano uno dei”Figli di Archimede”, come lo immortalò (vedi vignetta) il penalista scrittore Piero Fillioley nel 1978, quando per lui creò quell‟attacco rimasto famoso: “Biondo, ricciuto, gambe a pertica su due piedi immensi, divergenti, molleggia nell‟andatura perchè non poggia i talloni quando cammina :sorriso aperto, Marcello Sgarlata ha ancora quell‟aria di passerotto nella nidiata democristiana di venti anni addietro, tanto giovanile e audace è il suo aspetto e la sua azione.” Marcello Sgarlata coltivò anche la passione per la produzione cinematografica. Alla sua memoria, ora,a 5 anni dalla sua morte, per iniziativa di un lionista e realizzato dalla moglie rotariana Mariella Caligiore Sgarlata si terrà a Roma, giovedì 7 maggio alle ore 20,30 presso l‟Ambasciatori Palace Hotel la prima edizione del “Premio Marcello Sgarlata”. La cerimonia avverrà nel corso della conviviale interclub con il Rotary Club Roma Olgiata ed il Lions Club Roma Accademia.Questa prima edizione è dedicata all‟Ecologia e all‟Ambiente. Sarà il Prof. Ing. Massimo Grisolia, Ordinario di “Geotecnica”, presso la Facoltà di Ingegneria dell‟Università di Roma “La Sapienza” a presentare il giovane laureato premiato che sarà intrattenuto brevemente sull‟argomento. Corrado Cartia Erano più o meno 1500 i manifestanti contrari al G8 ambiente (foto a sinistra). Il 23 aprile scorso Siracusa sembrava una città fantasma, negozi sbarrati (alcune banche avevano persino chiuso le vetrine in maniera tale da non danneggiarle), gente rinchiusa in casa, preoccupazione e paura gli stati d‟animo dei cittadini che si aspettavano una manifestazione all‟insegna dell‟odio e della violenza. La contromanifestazione, partita da piazza Sgarlata (Bosco Minniti) e conclusasi al Pantheon, è stata invece pacifica e ordinata tutti i partecipanti erano lì per un solo motivo: utilizzare il G8 come occasione per dire la loro contro i programmi di distruzione sociale e ambientale, per la difesa del territorio, dell‟ambiente, della vita, del reddito e del lavoro. Fortunatamente il tutto si è trasformato in uno straordinario momento di partecipazione e curiosità popolare. Negli stessi giorni un‟altra importante manifestazione si è svolta nella nostra città. Una manifestazione del tutto pacifica e umanitaria che non ha nulla a che vedere con il G8. Stiamo parlando dell‟Unitalsi, l‟Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali, venuti qui per la terza edizione della manifestazione “Giovani in cammino” un‟ esperienza di fraternità intensa, coinvolgente, intima, che chiama i giovani ad essere parte attiva e responsabile dell'associazione. Un'incontro diventato ormai un appuntamento fisso, ricercato, desiderato e atteso con tanto entusiasmo da tutti i membri dell'Associazione. Infatti erano duemila i giovani dell'Unitalsi (vedi foto a destra) che, dal 24 al 26 aprile, si sono incontrati per vivere intensi momenti di catechesi, di preghiera e di confronto. Il tema pastorale scelto per questa edizione è stato:"In Cammino per annunciare Cristo". I giovani attraverso le strade della città di Siracusa hanno ripercorso le tappe della vita di San Paolo. Noi possiamo solo essere molto felici e lusingati dal fatto che anche loro abbiano scelto la nostra città come sede di questa manifestazione. Tutto ciò conferma le grandi qualità di Siracusa (spesso sottovalutate) come sede di eventi importanti all‟insegna della sicurezza e della professionalità, ma soprattutto sede di attrazioni storiche e culturali che tutti hanno sicuramente apprezzato. Desirèe Meijer Mostra di Sandra Rizza a Noto, esattamente nei locali di palazzo Gagliardi di via Cavour 91. La mostra, inaugurata il 26 aprile scorso alla presenza del sindaco Valvo, resterà aperta fino al 7 maggio. La Rizza è una delle artiste più interessanti del panorama siracusano e la sua personale è quindi una occasione da non mancare. 6 Domenica 3 maggio 2009 Università, complimenti di rito per Recca ma i siracusani vogliono avere il loro ateneo Dopo un anno Baio indicato dai Ds resta presidente dell‟“Archimede” Sulla conferma di Recca a rettore dell‟università di Catania il sindaco Visentin ha “auspicato un sincero rapporto di collaborazione. Siracusa, ha aggiunto il primo cittadino, vuole un‟università integrata con il territorio e vuole che essa sia un‟opportunità di crescita culturale, sociale ed economica. Vogliamo che i nostri giovani si formino qui e possano mettere le competenze acquisite a disposizione del loro territorio. Solo così potremo dire di avere vinto la scommessa dell‟università a Siracusa”. A sua vol- ta il presidente della Provincia Bono ha detto che la conferma di Recca “cade opportunamente in un momento di confronto con l‟Ateneo di Catania sul futuro della presenza universitaria a Siracusa. Confronto per il quale Recca garantisce un supporto di esperienza e conoscenza delle problematiche”. Né Visentin né Bono hanno detto che gli universitari e la città ne hanno piene le scatole di una università finta a Siracusa. E non hanno nemmeno annunciato il cambio di guardia al consorzio Archimede dove da un anno resta in carica Salvo Baio (foto a lato), a suo tempo indicato dai Ds. Magari i vertici dei due maggiori enti locali nostrani tacciono perché conoscono la linea fatta trapelare da alcuni vertici del Pdl e cioè quella di lasciare le bocce ferme e quindi di lasciare Baio al vertice di un con- sorzio che dovrebbe fare la battaglia per il polo universitario autonomo a Siracusa e che invece dal 2005 ad oggi non ha in pratica concluso un bel nulla. Anzi, questo consorzio una cosa l‟ha fatta, ha goduto di congrue indennità che oggi sono ancora più immotivate. Basterebbe fare una Fondazione, come ha opportunamente proposto il capogruppo dell‟Udc al Comune, Antonio Moscuzza, per eliminare indennità e consulenze varie. Come il sindaco pro tempore è il presidente della Fondazione Inda, il presidente della Provincia pro tempore potrebbe essere il presidente della Fondazione universitaria Archimede. Operazione questa che preluderebbe a una presa di coscienza forte dei nostri diritti e quindi alla dicotomia con l‟ateneo catanese che fino ad oggi solo tanti lutti ha addotto ai siracusani. Il porto di Augusta? Diventerà un super Hub La Prestigiacomo “spiega” le lotte nell‟Udc Gianni ha ricondotto alla regione Magro che voleva essere il manager “Ne faremo un Hub internazionale “ afferma, nella conferenza stampa a chiusura del G8 Ambiente a Siracusa, il ministro on. Stefania Prestigiacomo a proposito del porto di Augusta. Un Hub internazionale per farne che cosa ? Il Procuratore della Repubblica del Tribunale di Siracusa, qualche mese fa, ha avuto modo di dichiarare, nel corso di una intervista ad un quotidiano locale, che dragare il porto di Augusta sarebbe pericoloso perché, se abbiamo capito bene, verrebbero “a galla” i metalli pesanti che giacciono nei fondali, tornando ad inquinare le acque di quel mare, pesci e catena alimentare compresi. Il Corriere del Mezzogiorno- Mezzogiorno Economia del C.d.S. del 2 marzo scorso titolava la pag. II “ COLPO DI FULMINE TRA CINA E SICILIA – Il Paese orientale punta sull'isola. Gran tessitore Antonio Laspina , direttore ICE ( Istituto per il Commercio con l'estero) di Pechino. “Il futuro della Sicilia arriva dall'estremo Oriente. Cina e Giappone hanno posato gli occhi sulle grandi strutture portuali e logistiche del Sud. Ad Augusta, in Sicilia, la giapponese Kawasaki Kisen Kaisa, che opera nel settore del trasporto dei container, realizzerà un terminal finalizzato alla movimentazione di prodotti petrolchimici e idrocarburi con un intervento di 35 milioni di euro.” Il gruppo cinese Haynan è invece interessato alla Sicilia anche dal punto di vista turisticospiega Laspina, siciliano di Aidone, da 30 anni in Cina ma con solide radici nell'Isola.” Una delegazione cinese guidata dall'amministratore delegato della Holding Hna Wan Jian si è incontrata, in febbraio a Catania, con il presidente della Regione on. Raffaele Lombardo e si è poi recata ad Au- (e.s.) Nelle due precedenti legislature non si era visto nulla di simile: i deputati siracusani eletti al Consiglio Regionale Siciliano, forse abbagliati dalla fortuna venuta loro incontro, si erano dolcemente assopiti fra i banchi dell’A.R.S., incuranti dei consensi ricevuti e delle conseguenti aspettative dei rispettivi elettori e, così, hanno lasciato trascorrere ben sette anni densi di inutili viaggi a Palermo. Ma, se è vero che la fortuna è cieca, è altrettanto vero che bacia solo una volta, forse due in tutta la vita e, quindi, puff! Spariti. Ecco sopraggiungere, però, l’uomo del popolo, quello che si è conquistato favori e simpatie a suon di fatti, e che fatti! Enzo Vinciullo, invitato da Raffaella Mauceri, presidente del Centro Antiviolenza “La Nereide”, insieme a tutta la deputazione provinciale, è stato l’unico a rispondere “presente” nel mese di novembre dello scorso anno per partecipare alla costruzione di un dialogo fra l‟associazione antiviolenza ed i vertici della Regione Siciliana. Il tema del convegno era incentrato sulla fondazione di una casa di accoglienza di donne e minori, vittime di violenza fisica o psicologica, in ciascun Comune dell‟amata Trinacria. Come poteva, il buon Vinciullo, rinunciare al succulento invito a nozze per dimostrare ancora una volta ai suoi concittadini di volere e saper agire in nome della collettività? Il risultato del suo impegno è stato presentato presso il salone delle conferenze della Par- gusta per una prima visita alle infrastrutture. I manager hanno mostrato un notevole interesse per il porto di Augusta, dove “sarebbero privilegiati i primi investimenti. ” Sono molto interessati anche al settore del turismo da e per la Cina”- continua il Laspina – poiché con la loro flotta movimentano milioni di passeggeri.“ “ La strategia è di identificare sul territorio siciliano una portualità di grande impatto che potrebbe fare diventare l'isola la più grande piattaforma naturale del Sud Europa.” Quello che è certo è l'interesse enorme che c'è da parte cinese per le portualità del Mediterraneo che consentano alle merci che passano per il canale di Suez di trovare ormeggi per raggiungere l'Europa dell'Est e l'Africa del Nord. Da MONDO & MERCATI de Il Sole 24 ore di Martedì 21 Aprile scorso apprendiamo che “ Ora si dice che in Italia, entro Luglio, qualcuno arriverà e si lavora ad una possibile visita di Stato del presidente Hu Jin-tao alla vigilia o in coda del G-8 della Maddalena. “ A maggior ragione se è vero che esiste, sul fronte della logistica , un reale interesse del governo di Pechino per il porto siciliano di Augusta nell'ottica della creazione di un hub a gestione o a partecipazione cinese, cosi come già avviene per i porti del Pireo in Grecia e di Smirne in Turchia. “Gli investimenti potrebbero essere cospicui . Ma chi garantisce, si chie- Una “Casa” Antiviolenza Buon lavoro di Vinciullo rocchia “S. Madre di Dio” di viale S. Panagia, alla presenza dei rappresentanti delle associazioni di volontariato antiviolenza di tutte le province siciliane: un disegno di legge, già sottoscritto da oltre una trentina di deputati regionali, che prevede la costituzione delle Case di Accoglienza in comprensori di 250.000 abitanti, collegate alle associazioni antiviolenza non lucrative presenti da oltre un triennio. La Regione Siciliana si farà carico di finanziare l‟avvio delle attività di ricovero ed assistenza, mediante l‟erogazione di un milione e cinquecentomila euro per l‟anno 2009 ed altri due milioni circa per gli anni successivi, a completamento delle strutture. Tali organizzazioni potranno siglare protocolli d’intesa con gli Enti locali, le ASL, le Forze dell‟Ordine per le attività di prevenzione e repressione di reati, al fine di “consentire a tutte le vittime di violenza di riconquistare quella libertà e autonomia individuale che è stata violata dalla violenza perpetrata in loro danno”, come ha citato l’Avv. Stefania Barone, presidente della Circoscrizione S. Lucia. “A queste strutture – ha proseguito- potranno rivolgersi tutte le donne vittime di de l'articolista, che, come al solito, gli interessi locali non facciano a pugni con i disegni del governo di Roma ? Insomma in Italia la Cina è davvero più vicina ? Ascoltando le dichiarazioni del ministro Prestigiacomo : “del porto di Augusta faremo un hub internazionale”e viste le iniziative del presidente Lombardo, che già con i cinesi si è incontrato, gli unici a fare a pugni - si fa per dire- sarebbero stati Pippo Gianni e Turi Magro che dell'hub aspirava a fare il manager. E si spiegherebbero tutte le difficoltà avute dalle forze politiche locali in questi ultimi tre anni nell'indicare un nominativo per la nomina ad Autorità Portuale del porto di Augusta. “Piatto ricco mi ci ficco.” Si dice nel gioco del poker. Non sarebbe un gioco però quello che si prospetterebbe per la realtà portuale di Augusta e di tutta l'area adiacente, “se andasse in porto” il piano cinese. Si tratterebbe di qualcosa di molto grosso. E qualcuno ha forse lanciato già l'allarme. E' chiaro che si potrebbe trattare di una importante opportunità economica per Augusta e per la nostra provincia. Ma la partita andrà giocata a carte scoperte, coinvolgendo le comunità interessate, rispettando le democratiche prerogative istituzionali, e guardandosi un po' attorno, anche nel Porto Grande del capoluogo, per non avere poi sorprese e danni maggiori dei benefici. Pepè Genovese violenza, indipendentemente dal loro status o cittadinanza, per ricevere l’opportuno supporto psicologico, medico e legale”. I Centri dovranno garantire il rispetto della riservatezza, offrendo la migliore assistenza per un periodo massimo di 120 giorni, necessari alla reintegrazione dei soggetti accolti, salvo casi di particolari difficoltà per i quali interverranno i Servizi Sociali Comunali. Il Presidente della Provincia di Siracusa, Nicola Bono, soffermandosi sul pregevole lavoro sinergico compiuto dall‟On. Vinciullo insieme a “La Nereide”, ha esternato la disponibilità dell‟Ente rappresentato alla stipula di appositi accordi con le costituende unità di servizio per tutto ciò che, per competenza, potrà farsi confluire. I toni entusiastici della Dott.ssa Raffaella Mauceri hanno sottolineato anche che la soluzione alla piaga di violenza sui soggetti deboli non può assumere colorazioni di partito politico, sollecitando quindi tutte le forze politiche locali al supporto dell‟iniziativa su scala regionale. La Dott.ssa Gallo, presidente di un Centro d’Ascolto Antiviolenza di Agrigento, ha fatto emergere un ulteriore dato d‟allarme, peraltro ribadito anche dalla Prof.ssa Iose Ivaldi: “presso i ceti medio-alti non si registrano denunce di violenza, poiché in tali ambienti, regna l’omertà a difesa dell’immagine pubblica conquistata con generazioni di esteriorità. Ciò non toglie, però, che in simili contesti sociali non avvengano comportamenti vili: rimangono semplicemente sepolti fra le mura domestiche, spesso con l’aggravante dell’autocolpevolizzazione delle donne”. L‟On. Vinciullo, concludendo i lavori, ha messo in risalto che, con il disegno di legge già presentato in Commissione dell‟A.R.S. ed in fase di esame, la Sicilia, con Siracusa in particolare, sarà il primo territorio italiano in cui vengono affrontati e regolamentati i disagi delle donne e dei minori che subiscono violenza. 5 7 Domenica 3 maggio 2009 domande a Enzo Giudice Noi dell‟Udc siamo politici veri. Sempre, nell‟amore e nella guerra L‟Ato 1 che dirigo e fra i 5 virtuosi che ci sono in Sicilia Presidente la tua intrapresa per la raccolta differenziata non è più a questo punto una missione impossibile Sicuramente non è impossibile, però c‟è una esigenza importante, quella di continuare a tenere alta la guardia e soprattutto di avere la giusta sinergia con le amministrazioni. Parliamo dei contenitori ad hoc quando li avranno tutti i siracusani, quando entreranno nelle case di tutte le famiglie del capoluogo? Questo passa dalla nuova gara per la gestione del servizio diretto per la raccolta dei rifiuti da parte dell‟Ato 1, e naturalmente bisogna attendere che il parlamento regionale faccia una scelta definitiva con la nuova legge in merito agli ambiti territoriali ottimali. Voglio al riguardo sottolineare che l‟Ato 1 è fra i cinque Ato siciliani che hanno intrapreso il percorso virtuoso previsto dal governatore Lombardo. Ultima domanda sul tuo compito istituzionale. Come sono i rapporti col comune capoluogo e con gli altri comuni. C’è finalmente un fronte comune? Avere il percorso virtuoso vuol dire che c‟è feeling fra le amministrazioni locali e l‟ente che io presiedo e questo feeling ha un solo obbiettivo, che è quello di evitare che per questa provincia si possano ripetere le terribili immagini che tutto il mondo ha visto in Campania e a Napoli. Parliamo di politica. Pace fatta sul serio nell’Udc o siamo alla pace finta viste le Europee incombenti L‟Udc come ha spesso è stato dimostrato non finge mai, o c‟è amore o c‟è guerra. Se c‟è amore, di amore non si tratta così come non erano finte le precedenti fibrillazioni all‟interno del partito. Noi siamo fatti così, siamo veri, non siamo i politici imbroglioni delle barzellette o dei luoghi comuni. Per l’Udc di Siracusa Pippo Gianni è come Berlusconi per il Pdl in Italia? Cioè senza di lui sarebbe il diluvio? Su questo non c‟è nessun dubbio. Ma io aggiungerei che mentre nel simbolo con la scritta Berlusconi i voti arrivano sono per esclusivo merito del premier e sono i cosiddetti voti di immagine, noi abbiamo l‟esigenza di andarceli a cercare uno per uno, a noi dell‟Udc nessuno ha mai regalato nulla e in questo contesto Pippo Gianni è il profeta. Facciamo però la nostra parte anche noi e dicendo noi mi riferisco a tutti quelli che sono da sempre stati educati a cercare il consenso, e a farlo parlando con una persona alla volta. Piero Maltese: Pippo Impallomeni Sport in degrado su “Siracusa Risorse” Società morose, assessore nullo Società virtuosa, un esempio di economia Consigliere Piero Maltese, sei molto arrabbiato sugli impianti sportivi Certo, arrabbiatissimo. In questo momento le strutture siracusane sono una vergogna. Oggi però abbiamola possibilità di intervenire tramite i finanziamenti Por, se perdiamo questo autobus nel 2013 avremo toccato il fondo, insomma se non tiriamo fuori gli attributi Siracusa è alla frutta sull‟impiantistica sportiva. Cosa hai fatto di concreto? Come presidente della seconda commissione consiliare ho proposto al sindaco di fare un pool tecni- co che si occupi solo ed esclusivamente dei nostri impianti sportivi. Sullo stadio nuovo dirò la mia opinione quando sarà il mio turno, penso però che si deve senz‟altro costruire coi fondi della Regione. Oggi, subito, i problemi sono altri e sono gravissimi. Oggi dobbiamo tutelare e ripristinare le strutture esistenti, il campo scuola Di Natale e la Cittadella dello sport debbono tornare ad essere il fiore all‟occhiello della città. Parlo da addetto ai lavori, ho fatto e faccio sport e mi piange il cuore quando vado al Di Natale e i bagni sono fatiscenti, la palestra è fatiscente, insomma è tutto un degrado. Ma non era stato affidato gran parte di questo patrimonio alle società private? Sì, e forse il disastro è proprio questo. Tutte le società sportive o quasi sono morose, debbono pagare al Comune somme che oscillano dai 3 mila ai 100 mila euro. La mia proposta è che il Comune riprenda in mano i suoi impianti e li gestisca col suo personale, chi ne deve usufruire paga. Anzi per le società morose sono perché il Comune attui la linea dura. Ma l’assessore al ramo? L‟attuale assessore al ramo, Spadaro, ha magari dalla sua una scarsissima esperienza amministrativa. Non voglio fare polemiche ma il suo operato è impalpabile, quasi inesistente. Quanto più grande è il potere tanto più pericoloso è l'abuso. Edmund Murice Pippo Impallomeni, presidente di Siracusa Risorse spa. Prosegue il tuo bilancio virtuoso? Certamente sì visto che abbiamo chiuso l‟esercizio finanziario del 2008 con 32 mila euro di attivo, frutto delle economie fatte dell‟attuale cda, un organismo snello formato dal presidente, amministratore delegato e consigliere… A proposito del cda, non dovrebbe essere in scadenza? Sì, anzi è già stata convocata l‟assemblea degli azionisti che sono Provincia regionale e Italia Lavoro spa. Insomma, vai verso una riconferma Mi sembra doveroso dire che mi atterrò alle disposizioni del mio partito. Non sta a me dire che sono stato bravo e aspetto di essere confermato. Intanto Siracusa Risorse è una realtà di 105 lavoratori stabilizzati E‟ vero, senza Siracusa Risorse questi lavoratori, che appartenevano a varie cooperative, sarebbero finiti sul lastrico. Abbiamo già ottenuto grossi risultati ma vogliamo fare di più. Per dare maggiore dignità ai lavoratori stessi è intenzione del sottoscritto, del presidente Bono e dell‟assessore Consiglio, compatibilmente con il bilancio della Provincia, di aumentare gradualmente le ore lavorative all‟interno della società. Questo motivato anche dal fatto che questi lavoratori svolgono lavori ormai imprescindibili dalle attività stesse dell‟ente e che procurano un risparmio in termini economici non indifferente. Qualche esempio? E‟ facile. Il diserbo stradale effettuato nei 1300 chilometri della Provincia ambo i lati e quindi i chilometri bonificati diventano 2.600, con mezzi specializzati di cui ci siamo dotati. L‟uscierato dell‟ente, il servizio Tosap, la piccola manutenzione stradale, la manutenzione degli immobili scolastici della Provincia, che in altre epoche costavano fior di quattrini e che adesso con la gestione parsimoniosa di Siracusa Risorse si attua con cifre modiche, e tante altre cose che sarebbe lungo elencare. Ultima battuta sul sottogoverno che il centrodestra, un anno dopo le elezioni amministrative, non riesce a normalizzare… Auspico che si possa addivenire a degli accordi giusti e in tempi stretti anche perchè gli enti che non hanno una amministrazione definita non possono programmare, insomma questa situazione di stallo limita di fatto l‟azione di governo degli enti stessi. Speriamo che si torni subito indietro di un anno quando il centrodestra era compatto e che quindi si vada subito alla risoluzione del problema. Niente ha bisogno di essere cambiato quanto le abitudini degli altri. Mark Twain 8 Domenica 3 maggio 2009 contromano La tartaruga rubata? Potevano farla verde.. Tema IL MIO GIOTTO Svolgimento Perchè venerdì pomeriggio andai a comprare le sigarette alla Fontana con due dell‟ufficio stampa e notammo che di tartarughe piccole ne erano rimaste solo due, vicino al ponte con le bandiere. Andammo alla fontana, comprammo le sigarette e ci pigliammo un caffè e quindi tornammo – 10 minuti in tutto – ma le due tartarughe piccole erano sparite, come le altre, sembrava un esodo, come quello che si vede su Discovery Channel quando si schiudono le uova e tutte le tartarughine s‟affannano sulla spiaggia per arrivare al mare mentre immancabilmente uccelli predatori volteggiano minacciosi. Delle povere tartarughe del Giotto non se n‟è salvata una. Gli uccelli predatori, molto più pericolosi perché umani, se le sono prese tutte. Ma come cozzo avranno fatto? Perché una tartaruga dei Craking Art, anche una piccola, era grande. A me ne avevano regalato una, con una specie di laccio come collare che avrebbe dovuto significare che non me l‟ero fregata ma me l‟avevano appunto regalata e che non era una di quelle che cercavano di sopravvivere alla strage del castello. Ebbene sono uscito con la tartaruga sottobraccio, ma mischia se si vedeva. Ora dico io gli altri 100 e passa come me, che sono usciti con la tartaruga sottobraccio com‟è che non li ha visti nessuno? Non capirò mai i giapponesi. Li ammiro ma non li capisco. Perché vedete i giapponesi sono strani. In primo luogo si sono accreditati in una decina, quasi come la rivista “Panda” del WWF, e tenuto conto che abitano a 10 mila km da qui è come se facessero il G8 ambiente a Kobe (l‟hanno fatto l‟anno scorso) e ci andassero 10 della Rai apposta. E poi non contenti sono stati lì a fare le dirette ad orari impossibili, la sera tardi, che il Giappone chissà che ora è, fermi Poche ore dopo i risultati del referendum di Melilli sul rigassificatore da costruire alle porte del Comune di Priolo, tutta la stampa quotidiana esultava per una sconfitta dei promotori del referendum (del “NO al rigassificatore” ndr) dovuta ad una massiccia astensione della cittadinanza che aveva disertato le urne nella misura del 74 per cento circa. Per fortuna il giorno dopo, ossia a mente fredda e con qualche cognizione riflessiva acquisita, qualcosa a favore della verità vera, veniva scritto. Chi ha cercato di capire cosa fossero e a che servissero i fichi d‟india con tutte quelle spine, certamente non era giornalista o petroliere, altrimenti non avremmo mai assaggiato la squisitezza della mostarda che conosciamo. Vogliamo affermare che l‟astensionismo valutato come elemento di vittoria degli amanti del gas non aveva nessun motivo di entrare nel computo dei risultati perché il referendum stesso altro non era che una consultazione d‟indirizzo con nessuna pretesa di legge. Tutti, giornalisti compresi, conoscono che in Italia si possono proporre solamente i referendum di tipo abrogativo, che tendono cioè a far venir meno leggi esistenti, quindi, il fatto che i costituzionalisti avessero previsto il raggiungimento di un quorum minimo (il superamento della metà dell‟elettorato chiamato alle urne) trova logica spiegazione. Il fatto che una semplice consultazione possa non essere ritenuta valida è da idiota o da persone che danno sostentamento all‟idiozia per loro esclusivo fine. Il sindacato e la politica che sperticatamente si sono pronunciati a favore della costruzione di un rigassificatore non si sono sentiti di parlare di “vittoria” perché sanno che al massimo possono tentare di nascondere una grave sconfitta firmata dal popolo motivato e non da quello che resta a casa perché si affida all‟ignoranza o alla decisone degli altri. Le grida d‟entusiasmo impettiti a dire cose incomprensibili con interviste di mezz‟ora al ministro Giapponese da fare venire l‟invidia a Turi Ricciardini dei tempi d‟oro quando intervistava Ottaviano del Turco. La prossima volta che nasco, se non riesco a nascere aquila, vorrei nascere giapponese così almeno provo a capirli. Sono rimasto sinceramente stravolto da una cosa. Una cosa che non mi immaginavo, che non credevo possibile, che fra le cose del mondo che si discutevano nel G8 non era proprio in discussione. Cozzo, siracusani, abbiamo un Comune che funziona straordinariamente! No non sto scherzando, non sto esagerando, non sto sparando le solite mischiate. In questo delirio giottesco in cui tutti cercavano di fare la parte di esserci ed essere importanti, chi stava lì a farsi il c… che nessuno gli dirà mai bravo ma che se qualcosa fosse andata male la colpa era sua, chi doveva far sì che il giocattolo funzionasse ha trovato un alleato incredibile: il Comune. Ragazzi abbiamo un sindaco, assessori come Speranza, Messina, La Bianca che in questa storia hanno dato prova di una efficienza al di là di ogni immaginazione. Gli chiedevi una cosa e non finivi di chiederla che era fatta, era fatta bene, era fatta spendendo poco e soprattutto era fatta subito! Avevi un problema? Loro non lo moltiplicavano, no. Lo risolvevano. Sono stati settimane a sbattere giorno e notte in mezzo al brecciolino, ai cantieri, alle camurrie della compilation di teste di cippo che inevitabilmente questi eventi attirano come il miele. Io non lo so se sono sempre così, non lo so se si erano fatti della roba ottima, non lo so cosa è successo. Posso dire solo che nella vicenda G8 il comune è stato assolutamente straordinario. Come tutti gli altri, s‟intende, ma uno dal comune non se l„aspetta (nemmeno dagli altri se è per questo). Grazie Sindaco, grazie assessori, grazie a tutti (vigili, operai, impiegati) a tutti. Se Siracusa è apparsa per una setti- mana in tutte le tv ed i giornali del pianeta come una specie di settima meraviglia del mondo, il merito è anche vostro. Basta ora devo parlare male di qualcuno sennò pensano che mi sono acchittato col Comune. Vediamo di chi posso parlare male??? Ecco, dei siracusani!!! E prima che schifo questo G8 ci stanno scassando tutte le strade. E poi però a via Columba potevano metterci le sequoie invece che le palme. E quindi ora arrivano i no global e devastano la città come li abbiamo visti alla televisione E noi chiudiamo i negozi, le case, le scuole, le porte delle stanze, ma perché proprio a noi questa sventura del G8 E allora che cavolo questo cemento sulle basole. E che schifo queste basole sotto il cemento. E con i soldi del maniace ci potevano fare un orto botanico alla pizzuta. E poi ci hanno allarmato perché l‟antigiotto era una gita scolastica E quindi ci devono risarcire della paura che ci siamo presi perché essere cretini è un diritto costituzionalmente garantito. E poi dovevano farlo più grande il castello che sabato e domenica c‟era confusione per vedere l‟ex voto del G8 E poi in fondo del G8 non se n‟è accorto nessuno. E poi a noi cosa resterà. E che schifo quel gigante a piazza Duomo. E che schifo quella tartaruga che ci siamo rubati, potevano farla verde che si intonava con il prato della villetta a Tremmilia. Hasta lo giotto siempre Joe Strummer Il referendum finto e i politici imbroglioni del comitato a favore del “Si” al rigassificatore è stato qualcosa che poteva essere risparmiato alle orecchie di chi capisce anche perché a volte gridare vuole diventare un lavoro. Hanno detto quelli del comitato per il rigassificatore :<< La maggioranza silenziosa dei melillesi ha stravinto in quanto il 74,28%, si è astenuta dal referendum per non ostacolare la realizzazione del rigassificatore e lo sviluppo eco-sostenibile del nostro territorio>>. Da quando chi vuole far sapere di essere d‟accordo a realizzare un impianto se ne sta a casa invece di andare a votare? Farlo quando si è chiamati al referendum che propone l‟abolizione di una legge ha il senso di far restare in vigore la legge sotto accusa perché – come abbiamo detto già - proprio la Costituzione ha previsto il meccanismo del non voto che vale come scelta di far fallire la proposta stessa dei referendari. Chi ha dettato la norma e dove sta scritto che chi a Melilli domenica scorsa ( dalle 7 alle 20, non alle 22 come avviene sempre) non è andato a votare intendeva dire “Si” al rigassificatore? Solo coloro che in malafede tentano d‟arrampicarsi sugli specchi contando sulla disinformazione possono dire ciò. Non esiste appiglio che possa nascondere che il risultato vero registrabile è proprio quello emerso dalle urne: il 96,2 % di no contro il 3,7% di si. Il fatto che nella fattispecie a Melilli sono andati a votare circa il 26 per cento di tutti gli iscritti nelle liste elettorali sarebbe da considerare un risultato eccedente le aspettative se considerate le dinamiche in campo. Il plenum degli elettori melillesi è di 11.582, come sottacere però che il numero comprende anche gli ol- tre 3000 residenti all‟estero avulsi dal contesto e senza interesse alcuno nel tornare in patria per una consultazione paesana? Basta far notare questo per affermare che i 2950 che hanno votato per il “No” al rigassificatore e i 111 che hanno votato per il “Si” rappresentano una percentuale reale maggiore di quella oggi strombazzata del quasi 26 per cento. Rifacendo i conti degli elettori possibili, la percentuale salirebbe agli occhi degli analisti intorno a 35 per cento. Percentuale che mediamente si raggiunge nei referendum con valenza abrogativa convocati con almeno 500 mila firme e molta pubblicità. Alcune cose vanno tenute in conto perchè rendono l‟idea del perché il voto di Melilli potrebbe essere assimilato al voto che spesso di registra in alcuni paesi musulmani a condizione dittatoriale. Il comitato per il "Si" era sfacciatamente e logicamente sostenuto dalle multinazionali che lo propongono ( Erg e Shell), il che vuol dire che possedeva enorme vantaggio rispetto alle povere anime ambientaliste locali. La politica era a favore del “Si” e ha operato per svantaggiare (leggasi sfottere) i promotori del “No” che di politica non masticavano niente. Cosa non trascurabile è che sui giornali quotidiani locali, per tutto il periodo della campagna elettorale, la Ionio Gas ha invitato a votare, in modo mascherato, a favore del proprio progetto pagando pagine di pubblicità a colori. Altra singolarità. Come spiegare che il voto è stato fissato da esprimere in un solo giorno domenicale, e con due ore in meno del solito di apertura seggi? A Priolo, contro il rigassificatore c‟era anche una certa politica ufficiale ( il Mpa del presidente Lombar- www.ifattidelladomenica.it do che a Melilli era scomparso per spontaneo e disinteressato cambiamento di idea ndr) che sapeva ben giocare sui diritti che spettano agli elettori, e imponendo l‟apertura delle urne dalle 7 alle 22 della domenica e il giorno seguente fino alle ore 15. A votare, in quelle condizioni, furono il 57,43 per cento dove contro il rigassificatore si esprimeva il 98 per cento. Se le condizioni fossero state le stesse anche a Melilli probabilmente il risultato sarebbe stato identico anche sul numero dei votanti. Affermare che a Melilli c‟è stato il tentativo malriuscito di vincere barando, e intascare senza averne titolo la presunta volontà dei cittadini più anziani e disattenti, non sarebbe esagerato. A queste condizioni parlare di dialogo e disponibilità equivale a sentirsi invitare dal “Mago Silvan” ad un poker in famiglia senza però pretendere di guardare dentro le maniche del suo smoking. Il rigassificatore si farà, questo è cosa certa perché si conoscono gli uomini, ma a nessuno è consentito contrabbandare che si farà per volontà popolare. Al massimo si potrà pensare alla stessa volontà di restare in gabbia di un cardellino che riceve cibo e acqua per il piacere del padrone. Il sindaco di Melilli Pippo Sorbello dovrebbe sentire un obbligo di lealtà nei confronti di coloro che lo hanno rieletto sindaco e portato nel governo Regionale perché prometteva durante sfilate di protesta al fianco di Lombardo e in testa al suo Mpa, che mai avrebbe autorizzato la costruzione del rigassificatore. Acclarato che non esiste nessuna norma invalidante del referendum melillese sul rigassificatore e che anche moralmente ha vinto il “No”, resta il dato che i cittadini di due comuni confinanti ( Priolo e Melilli ) si sono espressi contro la possibile costruzione della temuta opera. Interessante osservare anche quale sarà la prossima mossa dei politici e dei i sindacati che hanno sancito parallelamente alla Erg che si tratta di cosa necessaria per lo sviluppo e l‟occupazione. Visto che la democrazia ha parlato già, gli assessori regionali ancora in carica, Pippo Sorbello e Pippo Gianni chiamati a giocare questa partita dove sul tavolo ci sono anche fiches per miliardi di euro, come si comporteranno? E‟ probabile, molto probabile, che i cittadini di Melilli e Priolo saranno storici testimoni del fatto che la democrazia dei nostri politici era costruita solamente sulle parole e non sui fatti.