IT Al servizio delle regioni Politica regionale dell’Unione europea 2007-2013 Gennaio 2008 Indice Prefazione .............................................................................................................................................................................................................................................................................. In sintesi: una politica al servizio delle regioni europee ........... 2 ................................................................ 4 .............................................................................................................................................................................................................................................. 6 L’importanza della politica regionale europea Funzionamento Beneficiari, stanziamenti e obiettivi Attirare gli investitori ............................................................................................................................ 8 ................................................................................................................................................................................................................ 10 Migliorare l’accessibilità ................................................................................................................................................................................................ Regioni all’insegna dell’innovazione Via libera alla crescita sostenibile 14 ........................................................................................................................................... 16 ........................................... 18 ..................................................................................................................................................................... 20 ........................................................................................................................................................................................ 22 Investire nel capitale umano Spendere con oculatezza .............................................................................................................................................................. 24 ........................................................................................................................................................................................................................................ 26 Cooperazione senza frontiere Quale incidenza? 12 ......................................................................................................................... Migliorare la qualità della vita nelle città europee Controllare l’utilizzo del denaro dei contribuenti ................................................ 28 .................................. 30 ........................................................................................................................................................................................................................................ 32 ............................................................................................................................................................................................................................................. 33 Raccontare le esperienze: il diritto all’informazione Al vostro servizio Glossario e fonti 1 Copertina: Rilievo topografico, realizzato mediante GPS dal Centro tecnologico per l’ingegneria di Nordlingen, Germania. © CEC: DG REGIO / Mike St Maur Sheil Direttore : Ana-Paula Laissy, Commissione europea, DG Politica regionale La presente rivista è stampata su carta riciclata. Le opinioni espresse in questa pubblicazione sono quelle dell’autore e non riflettono necessariamente quelle della Commissione europea. Cari lettori, Desidero invitarvi a scoprire la nuova politica regionale dell’Unione europea che nasce dalle diversità, dalle sfide e dalle opportunità delle regioni d’Europa. Oggi, il 43 % della produzione economica ed il 75 % degli investimenti destinati a ricerca e innovazione sono concentrati in appena il 14 % del territorio europeo, nel cosiddetto «pentagono» geografico formato dalle città di Londra, Amburgo, Monaco, Milano e Parigi. A seguito dei recenti allargamenti, le disparità fra le regioni europee si sono notevolmente acuite. Il Lussemburgo, lo Stato membro più ricco dell’Unione europea, ha oggi un PIL sette volte più elevato rispetto alla Romania, il paese più povero. A livello regionale, le differenze sono addirittura più marcate. Modelli di questo tipo si riscontrano soltanto nelle economie emergenti quali la Cina e l’India, mentre i divari negli Stati Uniti e in Giappone sono nettamente meno rilevanti. Danuta Hübner Commissaria europea responsabile della politica regionale La politica regionale dell’Unione europea si fonda sul principio della solidarietà tra i popoli dell’Europa. Rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale riducendo le disparità di sviluppo tra le regioni è uno degli obiettivi fondamentali dell’Unione europea sanciti nel Trattato. Le risorse finanziarie per la realizzazione di questo obiettivo rappresentano oltre un terzo del bilancio complessivo dell’UE per il periodo 2007-2013. Pur essendo destinati alle regioni più povere, per aiutarle a recuperare più velocemente il ritardo accumulato, gli investimenti previsti nell’ambito della politica di coesione hanno significative ripercussioni sulla competitività di tutte le regioni e sulle condizioni di vita dei rispettivi abitanti. La globalizzazione, i cambiamenti climatici, l’invecchiamento della popolazione, l’immigrazione o la necessità di garantire un approvvigionamento energetico sostenibile sono sfide, per il territorio europeo, che trascendono i confini nazionali, istituzionali o politici. Queste sfide hanno un’incidenza diretta sulle comunità territoriali e l’Europa deve trovare risposte comuni, concrete e integrate di concerto con il livello nazionale, regionale e locale, nonché attraverso forme di collaborazione tra partner pubblici e privati. La politica di coesione genera un valore aggiunto che va oltre la crescita e l’occupazione, in quanto esercita un effetto leva e garantisce la conformità con le altre politiche comunitarie, siano esse in materia di aiuti di Stato, ambiente, trasporti, sostegno all’innovazione o società dell’informazione. Da ultimo, ma non per questo meno importante, migliora e modernizza le pubbliche amministrazioni favorendo una maggiore trasparenza e una buona governance. Tuttavia, individuare le necessità e le sfide dell’Europa non basta. La politica regionale europea ha le potenzialità necessarie per trasformare queste sfide comuni in opportunità, come dimostrano le decine di migliaia di progetti realizzati dall’UE insieme agli Stati membri e alle regioni. Questi progetti potrebbero essere a portata di mano. Mi auguro che il presente opuscolo possa aiutarvi a scoprire il positivo e concreto lavoro dell’Europa. 1 In sintesi: una politica al servizio delle regioni europee Incrementare la crescita e l’occupazione in tutte le regioni e città dell’Unione europea: questo è l’obiettivo precipuo della politica di coesione e dei relativi strumenti per il periodo 2007-2013. Il più ingente investimento sinora realizzato dall’UE nell’ambito della politica di coesione, distribuito su un periodo di sette anni, ammonterà a 347,4 miliardi di euro e sarà destinato a sostenere la crescita regionale e a stimolare l’occupazione. Si calcola che gli strumenti di coesione potranno indurre nei nuovi Stati membri un aumento medio della crescita del 6 % e creare 2 milioni di nuovi posti di lavoro. L’82 % dell’importo complessivo sarà destinato alle regioni dell’obiettivo «Convergenza», in cui risiede il 35 % dell’intera popolazione dell’Unione europea. Nelle altre regioni, circa 55 miliardi di euro saranno destinati all’obiettivo «Competitività regionale e occupazione». Un ulteriore stanziamento di 8,7 miliardi di euro sarà disponibile per la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale a titolo dell’obiettivo «Cooperazione territoriale europea». Questi tre obiettivi fruiranno del sostegno finanziario di altrettanti fondi: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo di coesione e il Fondo sociale europeo (FSE). 2 Il FESR sosterrà programmi volti a promuovere lo sviluppo regionale, il cambiamento economico, una maggiore competitività e la cooperazione territoriale in tutta l’Unione europea, mentre il Fondo di coesione interesserà le infrastrutture ambientali e di trasporto, nonché l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili negli Stati membri che presentano un Reddito nazionale lordo (RNL) inferiore al 90 % della media comunitaria. L’intervento del FESR nell’ambito dell’obiettivo «Convergenza» verterà sul potenziamento delle infrastrutture, la competitività economica, la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo regionale sostenibile. Nelle regioni dell’obiettivo «Competitività», il FESR prevede tre assi di intervento prioritari: innovazione ed economia basata sulla conoscenza; ambiente e prevenzione dei rischi; accesso ai trasporti e alle telecomunicazioni al di fuori dei centri urbani. Nell’ambito dei due obiettivi «Convergenza» e «Competitività regionale e occupazione», il FSE sosterrà sull’intero territorio dell’UE misure volte ad anticipare e gestire i cambiamenti economici e sociali. A tale proposito sono stati individuati quattro grandi settori di intervento: potenziare l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese; migliorare l’accesso e la partecipazione al mercato del lavoro; garantire una maggiore inclusione sociale lottando contro la discriminazione e promuovendo l’accesso al mercato del lavoro delle categorie svantaggiate; incoraggiare le riforme in materia di occupazione e integrazione. A titolo dell’obiettivo «Convergenza», il FSE sosterrà altresì azioni volte a migliorare i sistemi di istruzione e formazione, nonché il potenziamento delle capacità istituzionali e l’efficienza delle pubbliche amministrazioni. Per i programmi realizzati nel quadro della politica di coesione sono previsti i seguenti ambiti di investimento1 e le relative percentuali di finanziamento: n Conoscenza e innovazione: circa 83 miliardi di euro (24 %) saranno destinati, inter alia, a infrastrutture e centri di ricerca, al trasferimento tecnologico e all’innovazione nelle imprese, nonché allo sviluppo e alla diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. n Trasporti: circa 76 miliardi di euro (22 %) sono stati stanziati per migliorare l’accessibilità delle regioni, sostenere le Reti transeuropee di trasporto ed investire in sistemi di mobilità sostenibili dal punto di vista ambientale, in particolare nelle aree urbane. n Tutela dell’ambiente e prevenzione dei rischi: investimenti per circa 51 miliardi di euro (19 %) finanzieranno il potenzia- 1 mento delle infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti e l’approvvigionamento idrico; la bonifica di terreni in vista di una loro riqualificazione economica, nonché attività di tutela e prevenzione dei rischi ambientali. n Risorse umane: 76 miliardi di euro (22 %) saranno destinati ai programmi finanziati dal FSE in materia di istruzione, formazione, occupazione e integrazione sociale. Altri interventi riguarderanno la promozione dell’imprenditorialità, le reti e l’efficienza energetiche, le azioni di riqualificazione urbana e rurale, il turismo, la cultura e il potenziamento istituzionale delle pubbliche amministrazioni. Questi strumenti finanziari, che trovano fondamento giuridico nei regolamenti dell’Unione europea, erogano un cofinanziamento a programmi nazionali, regionali e transfrontalieri gestiti da poteri centrali ed enti territoriali. Il controllo, la pubblicità e la valutazione di tali programmi sono di competenza della Commissione e delle autorità nazionali e regionali. Per una sintesi dei 423 programmi finanziati nel periodo 2007-2013 si rimanda al sito Internet della Commissione europea: http://ec.europa.eu/regional_policy. Si noti che gli importi relativi agli investimenti concessi nell’ambito della politica di coesione sono elaborati in base alle informazioni fornite dagli Stati membri nell’autunno 2007 e rappresentano le spese pianificate. Con ogni probabilità saranno soggetti a modifica entro il 2013. 3 Il nuovo aeroporto della città di Sofia (Bulgaria) Bulgaria Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 6,9 miliardi di euro Convergenza: 6,7 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 179 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Potenziare le infrastrutture, il capitale umano e l’occupazione; promuovere l’imprenditorialità in un ambiente favorevole, caratterizzato da una buona governance; sostenere uno sviluppo territoriale equilibrato. Obiettivi Aumentare il tasso di crescita del PIL reale dello 0,27 %. Creare circa 36.700 posti di lavoro. L’importanza della politica regionale europea Il 43 % della produzione economica dell’Unione europea si concentra in appena il 14 % del territorio comunitario, nel cosiddetto «pentagono» geografico formato dalle città di Londra, Amburgo, Monaco, Milano e Parigi, in cui risiede approssimativamente un terzo dell’intera popolazione dell’UE. In Europa si riscontrano sostanziali disparità economiche e sociali che si sono ulteriormente accentuate a seguito dei recenti allargamenti. Il Lussemburgo, lo Stato membro più prospero in termini di reddito pro capite, è oggi sette volte più ricco della Romania, il paese più povero dell’UE. A livello regionale, le differenze sono addirittura più marcate: la regione più ricca, Inner London, ha un prodotto interno lordo (PIL) pro capite pari al 290 % della media dell’UE-27, mentre la regione più povera, il Nord-Est della Romania, raggiunge appena il 23 % di tale media. Non tenendo conto del costo relativo della vita, il PIL non rispecchia con assoluta precisione il tenore di vita, ma fornisce tuttavia un’indicazione dei divari esistenti. Disparità di questo tipo evocano i modelli osservati in Cina e in India: in entrambi i 4 paesi, la regione con il più alto PIL pro capite registra un livello di ricchezza sette volte maggiore della regione meno sviluppata. Negli Stati Uniti, questo divario si riduce ad appena il 250 %, mentre in Giappone scende al 200 %. L’Unione europea non ha soltato valenza di mercato unico ma si fonda su valori e politiche comuni concordati di concerto dagli Stati membri a beneficio dei propri cittadini. La politica regionale comunitaria applica il principio della solidarietà fra i popoli d’Europa, rafforzando al contempo la competitività dell’economia europea nel suo complesso. Contribuisce alla realizzazione di uno degli obiettivi fondamentali sanciti nel Trattato CE: realizzare la coesione economica e sociale, riducendo le disparità fra le regioni e distribuendo in modo più equo i vantaggi del mercato unico sull’intero territorio dell’Unione. Attualmente, oltre un terzo del bilancio comunitario è destinato agli strumenti finanziari della politica di coesione: il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione e il Fondo sociale europeo. Nel periodo 2007-2013, questi strumenti fruiranno complessivamente di una dotazione di 347,4 miliardi di Nuove strade in Estonia: l’autostrada Via Baltica Estonia Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 euro, di cui l’82 % circa sarà investito nelle regioni più povere. Il valore aggiunto della politica di coesione comunitaria è considerevole: n La politica di coesione sostiene i necessari investimenti in infrastrutture, risorse umane, modernizzazione e diversificazione delle economie regionali, oltre a contribuire ad una maggiore crescita e occupazione negli Stati membri e nelle regioni piu svantaggiati. n Le regioni e gli Stati membri beneficiari registrano una crescita e risultati occupazionali superiori alla media e sono meglio attrezzati per recuperare più rapidamente il divario rispetto al resto dell’UE di quanto non farebbero in assenza degli investimenti previsti nell’ambito di tale politica. n La politica di coesione esercita un effetto leva e garantisce la conformità con le altre politiche comunitarie, siano esse in materia di aiuti di Stato, ambiente, trasporti, sostegno all’innovazione o società dell’informazione. Migliora e modernizza, inoltre, le pubbliche amministrazioni, oltre a favorire una maggiore trasparenza e una buona governance. In passato, gli Stati membri e le regioni che fruivano in misura maggiore della politica regionale europea sono stati in grado di recuperare più rapidamente, e persino di superare, la media comunitaria. Nei prossimi anni, questi successi continueranno negli Stati membri che sono entrati a far parte dell’Unione europea nel 2004. Tuttavia, l’intero territorio dell’UE è confrontato a nuove sfide. La globalizzazione, il cambiamento climatico o l’invecchiamento della popolazione trascendono i confini nazionali, istituzionali o politici ed hanno un’incidenza diretta e variabile sulle comunità territoriali. La competitività dell’Europa non può essere garantita esclusivamente dalle politiche comunitarie, dai singoli Stati membri o dalle sole regioni. Il successo economico è un processo sociale che non può prescindere da una stretta cooperazione. La politica regionale europea ha le potenzialità necessarie per trasformare sfide comuni in opportunità. È stata concepita in modo tale da coinvolgere i soggetti interessati nell’elaborazione e nell’attuazione di strategie di sviluppo regionale e di progetti locali, a vantaggio dell’Europa nel suo complesso. Totale: 3,45 miliardi di euro Convergenza: 3,4 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 52 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Investimenti nel settore dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione; maggiori opportunità di collegamento; utilizzo sostenibile dell’ambiente e sviluppo equilibrato delle regioni e delle relative capacità amministrative. Obiettivi Innalzare il tasso di occupazione al 72 % (a fronte del 64,4 % del 2005). Incrementare gli investimenti delle imprese per la ricerca (dallo 0,42 % all’1,6 % del PIL). Aumentare la percentuale di famiglie dotate di un collegamento Internet al 70 % (rispetto al 36 % del 2005). Portare il tasso di riciclaggio dei rifiuti solidi al 60 % (a fronte del 36,6 % del 2005). Mantenere il consumo di energia primaria al livello del 2003 sino al 2010. 5 Riqualificazione urbana a Nicosia (Cipro) Cipro Funzionamento Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 640 milioni di euro Convergenza: 213 milioni di euro Competitività regionale e occupazione: 399 milioni di euro Cooperazione territoriale europea: 28 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Rafforzare l’economia; sostenere le imprese e la società basata sulla conoscenza; promuovere la ricerca e l’innovazione, le risorse umane, l’occupazione e la coesione sociale; ammodernare le infrastrutture ambientali, energetiche e di trasporto; sviluppare comunità sostenibili. Obiettivi Incrementare la crescita annua del PIL dal 3,8 % al 4,2 %. Aumentare il tasso di occupazione passando dal 68,5 % al 71 %. Portare la spesa per R&S all’1 % del PIL nazionale entro il 2010. Aumentare la quota dei trasferimenti su trasporto pubblico dal 2 % al 10 % del totale. 6 Per garantire che lo sviluppo regionale rimanga quanto più dinamico ed efficace possibile occorrono partenariati in tutte le regioni dell’Unione europea, una corretta programmazione e una buona governance. La politica regionale europea, i relativi strumenti ed i programmi sono gestiti in larga misura a livello decentrato dai governi nazionali e regionali interessati. All’interno di un quadro comune definito dall’UE, gli Stati membri e le regioni scelgono gli obiettivi prioritari più idonei ai rispettivi territori che fruiranno dei finanziamenti comunitari. L’elaborazione di ogni programma, tuttavia, si inserisce in un processo collettivo che vede la partecipazione delle autorità europee, regionali e locali, delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile. Questo processo assicura che ciascun partner si senta parte attiva dei programmi di sviluppo e che questi ultimi siano, quanto più possibile, consoni alle esigenze delle specifiche regioni. Gli interventi dell’UE sono integrati da comitati che coinvolgono questi soggetti nell’elaborazione, nella gestione e nel monitoraggio di ciascun programma. Per il periodo 2007-2013, gli Stati membri e le regioni devono predisporre «Quadri di riferimento strategico nazionali» e «Programmi operativi» nazionali e regionali. I regolamenti comunitari e gli «Orientamenti strategici comunitari in materia di coesione» definiscono norme comuni per la gestione dei fondi, fermo restando le priorità generali della Strategia europea a favore della crescita e dell’occupazione, ossia fare dell’UE una zona a forte crescita, con posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità. Nel complesso sono previsti 423 programmi operativi e circa 900 grandi progetti. La selezione sul campo dei progetti spetta in ultima battuta alle autorità nazionali e regionali, che collaborano con la Commissione europea in merito ad aspetti quali le decisioni relative ai grandi progetti, nonché il rispetto delle norme in materia di controllo, pubblicità e valutazione. Poiché non sempre i programmi sono di facile attuazione, una corretta pianificazione si rivela indispensabile. A tal fine sono stati messi a punto gli Orientamenti strategici comunitari in materia di coesione che definiscono gli obiettivi comuni. Questi ultimi devono essere realizzati da tutti i programmi. Le spese devono essere destinate ad interventi che sostengono la ricerca e l’innovazione, la società dell’informazione, lo sviluppo sostenibile, l’efficienza energetica e la valorizzazione delle risorse umane. Nelle regioni dell’obiettivo «Convergenza», queste priorità devono fruire del 60 % della dotazione totale disponibile, mentre nelle altre regioni tale percentuale sale al 75 %. Gli orientamenti, inoltre, definiscono una serie di aspetti di particolare rilevanza. I programmi devono concentrare gli investimenti in aree a forte sviluppo; investire in fattori Nuove canalizzazioni fognarie per il trattamento delle acque reflue (Lituania) Lituania Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 che incentivano la crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro quali l’innovazione e l’istruzione; impostare strategie di sviluppo globali a medio termine; contribuire alle infrastrutture transeuropee e alla sostenibilità ambientale; mobilitare risorse supplementari e favorire l’istituzione di partenariati fra i diversi livelli di governo e altri soggetti. Dopo un primo anticipo, l’Unione europea effettua pagamenti intermedi sulla base di conti certificati dalle autorità nazionali o regionali. Qualora non sia possibile verificare tali conti o non vengano seguite opportune procedure di gestione finanziaria, l’UE può interrompere il finanziamento o richiedere la restituzione degli importi già versati. Ciascun Programma operativo stabilisce una serie di priorità con obiettivi correlati, in funzione degli assi di sviluppo del singolo Stato membro o della regione. Queste priorità raggruppano diverse operazioni e definiscono i criteri per la selezione dei progetti. I potenziali beneficiari, nonché il pubblico in generale, hanno il diritto di essere informati su tali criteri e sui progetti selezionati. I pagamenti relativi al periodo di programmazione in corso potranno essere effettuati sino alla fine del 2015. I Fondi strutturali e il Fondo di coesione dell’Unione europea cofinanziano i Programmi operativi. Questi fondi possono coprire dal 50 % all’85 % del finanziamento complessivo, in funzione dell’obiettivo della politica di coesione applicabile alla regione o allo Stato membro in questione. Gli importi restanti possono provenire da fonti pubbliche (nazionali e regionali) o private. Ciascun Programma operativo specifica in modo dettagliato le norme di ammissibilità e i tassi di cofinanziamento. Una pianificazione strategica e coerente ad ogni livello è un primo passo fondamentale, ma anche i piani migliori saranno pressoché inutili senza una buona governance. Quest’ultima richiede il potenziamento delle capacità istituzionali, del rendimento e della trasparenza delle amministrazioni pubbliche negli Stati membri e nelle regioni interessati. Gli strumenti della politica di coesione possono sostenere lo sviluppo di tali capacità, in particolare nelle regioni dell’obiettivo «Convergenza». La Commissione europea promuove lo scambio di buone pratiche nella gestione dei fondi attraverso la diffusione di informazioni, seminari e creazione di reti. Totale: 6,9 miliardi di euro Convergenza: 6,78 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 109 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Migliorare la produttività promuovendo un’economia basata sulla conoscenza e l’innovazione; intensificare la competitività e favorire una migliore qualità della vita. Obiettivi Portare il tasso di occupazione dal 61,2 al 70 %. Aumentare la spesa per la ricerca, passando dallo 0,76 al 2,2 % del PIL. 7 Il nuovo accesso dell’aeroporto di Riga (Lettonia) Lettonia Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 4,6 miliardi di euro Convergenza: 4,5 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 90 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Valorizzazione e utilizzo razionale delle risorse umane; potenziamento della competitività e progressi verso un’economia basata sulla conoscenza; miglioramento dei servizi pubblici e delle infrastrutture come requisito indispensabile per un equilibrato sviluppo nazionale e territoriale. Obiettivi Mantenere una crescita annua del PIL compresa fra il 6 e l’8 % (11,9 % nel 2006). Aumentare il tasso di occupazione al 70 % (66,3 % nel 2006) e ridurre il tasso di disoccupazione al di sotto del 6 % (6,5 % nel 2006). Incrementare la spesa per ricerca e sviluppo all’1,5 % del PIL (dallo 0,57 % del 2005). Aumentare all’85 % (a fronte del 79,9 % del 2005) la percentuale di studenti nella fascia di età 20-24 anni che completano il ciclo di istruzione secondaria superiore. Innalzare al 62 % (2004: 9 %) la percentuale di cittadini che fruiscono di servizi di smaltimento delle acque reflue. 8 Beneficiari, stanziamenti e obiettivi I finanziamenti erogati a titolo della politica di coesione dell’UE sono imprescindibili dal concetto di solidarietà tra gli Stati membri più ricchi e quelli meno prosperi. Aiutare le regioni europee più povere a recuperare il proprio ritardo implica, necessariamente, che le regioni più ricche contribuiscano al bilancio comunitario versando più di quanto ricevono. La solidarietà, tuttavia, non è a senso unico. Produzione e infrastrutture moderne, l’utilizzo sostenibile delle risorse e una migliore istruzione e formazione di quanti risiedono nelle regioni più arretrate offrono vantaggi anche agli abitanti e all’economia dei paesi più ricchi. Nel periodo 2007-2013, il FESR, il Fondo di coesione e il FSE contribuiranno alla realizzazione di tre obiettivi: «Convergenza» (FESR; FSE e Fondo di coesione), «Competitività regionale e occupazione» (FESR; FSE) e «Cooperazione territoriale europea» (FESR). Le regioni con un PIL inferiore al 75 % della media comunitaria sono idonee per l’obiettivo «Convergenza», mentre le altre regioni possono fruire dell’obiettivo «Competitività regionale e occupazione». L’ammissibilità geografica ai sensi dell’obiettivo «Cooperazione territoriale europea» riguarda sia le regioni transfrontaliere, sia le regioni che appartengono ad aree di cooperazione transnazionale. Obiettivi, regioni ammissibili e dotazioni: n «Convergenza»: nell’UE-27, questo obiettivo interessa 84 regioni ripartite in 17 Stati membri (con una popolazione complessiva di 154 milioni di persone), il cui PIL pro capite è inferiore al 75 % della media comunitaria. A queste si aggiungono, in base ad un sostegno transitorio decrescente (phasing-out), altre 16 regioni con 16,4 milioni di abitanti, che presentano un PIL lievemente superiore alla soglia del 75 % per effetto statistico dell’allargamento dell’UE. L’importo disponibile contestualmente all’obiettivo «Convergenza» ammonta a 282,8 miliardi di euro, pari all’81,5 % del totale, così ripartito: 199,3 miliardi di euro per le regioni «Convergenza», 13,9 miliardi di euro per le regioni in «phasing-out» e 69,6 miliardi di euro per il Fondo di coesione. Quest’ultimo interessa 15 Stati membri.• n «Competitività regionale e occupazione»: questo obiettivo si applica complessivamente a 168 regioni di 19 Stati membri, in cui vive una popolazione di 314 milioni di abitanti. Tra di esse, 13 regioni, in cui risiedono 19 milioni di abitanti, rappresentano le cosiddette aree di «phasing-in» e sono soggette a stanziamenti speciali in virtù della loro precedente ammissibilità all’Obiettivo 1. L’importo di 54,9 miliardi di euro, di cui 11,4 miliardi destinati alle Cantiere per la costruzione di una strada (Polonia) Polonia Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 regioni in «phasing-in», corrisponde a poco meno del 16 % della dotazione totale. sfrontaliera; 1,83 miliardi per la cooperazione transnazionale e 445 milioni per la cooperazione interregionale. n Obiettivo «Cooperazione territoriale europea»: nelle zone transfrontaliere risiedono 181,7 milioni di persone (37,5 % della popolazione complessiva dell’UE); tutte le regioni e tutti i cittadini europei rientrano in almeno una delle 13 aree di cooperazione transnazionale. Per questo obiettivo sono disponibili 8,7 miliardi di euro (2,5 % del totale) così ripartiti: 6,44 miliardi di euro per la cooperazione tran- Il metodo di calcolo degli stanziamenti è indicato nei regolamenti comunitari che disciplinano gli strumenti della politica di coesione. A tale proposito viene operata una distinzione fra i tre obiettivi e le quote definitive dipendono principalmente dalla ricchezza relativa regionale e nazionale, dai dati demografici e dai tassi di disoccupazione. Il finanziamento non supera il 4 % del prodotto interno lordo dello Stato membro. Totale: 67,3 miliardi di euro Convergenza: 66,55 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 731 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Migliorare la pubblica amministrazione; innalzare la qualità del capitale umano; ammodernare le infrastrutture; sostenere le imprese competitive e innovative; migliorare la competitività regionale e sviluppare i territori rurali. Obiettivi Obiettivi, Fondi strutturali e strumenti 2007-2010 Obiettivi Fondi strutturali e strumenti Convergenza FESR FSE Competitività regionale e occupazione FESR FSE Cooperazione territoriale europea FESR Fondo di coesione Creare 3,5 milioni di posti di lavoro per raggiungere un tasso di occupazione del 60 % entro il 2013 (52,8 % nel 2005). Innalzare la spesa per la ricerca e l’innovazione all’1.5 % del PIL (a fronte dell’attuale 0,57 %). Triplicare la lunghezza della rete autostradale e ferroviaria. Aumentare la quota di utilizzo delle energie rinnovabili all’8,5 % (2,9 % nel 2005). Portare il PIL pro capite al 65 % della media comunitaria (51 % nel 2006). 9 Il Parco delle telecomunicazioni di Valencia (Spagna) Spagna Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 35,2 miliardi di euro Convergenza: 26,2 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 8,5 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 559 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Creare un ambiente più allettante in cui investire e lavorare; migliorare le conoscenze e l’innovazione per potenziare la crescita e contribuire a creare posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità. Obiettivi Portare il tasso di occupazione dal 63,3 % del 2005 al 70 % entro il 2013. Aumentare la spesa per la ricerca e l’innovazione, passando dall’1,06 al 2 % del PIL. Contribuire a ridurre le emissioni di CO2 del 15 % Attirare gli investitori Sostenere le piccole e medie imprese (PMI) e attirare gli investimenti esterni: questi sono i principali interventi con cui la politica di coesione contribuisce a stimolare le economie regionali. Attirare gli investitori e potenziare la capacità produttiva delle regioni sono due fattori essenziali per migliorare le performance economiche e aiutare le regioni più arretrate a recuperare il ritardo accumulato. Ogni anno, nell’UE nascono all’incirca 1,2 milioni di imprese, ossia il 10 % del numero totale di aziende. Tuttavia, soltanto il 50 % di queste sopravvive ai primi cinque anni di attività. In questo ambito si riscontrano nette differenze all’interno dell’UE: in Italia, Spagna e Regno Unito, ad esempio, il tasso di natalità delle imprese è pari al doppio della media comunitaria. La politica europea di coesione contribuisce in misura sostanziale agli investimenti totali, in particolare negli Stati membri che fruiscono dell’obiettivo «Convergenza», dove può incidere sino al 20 % del capitale fisso lordo complessivo. I Fondi strutturali e il Fondo di coesione si concentrano soprattutto sul sostegno alla creazione o alla modernizzazione delle PMI, ossia le imprese con un organico inferiore ai 250 dipendenti e con fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro. Le PMI sono i veri giganti dell’economia europea e costituiscono il 99 % delle imprese dell’Unione europea. Forniscono 10 due terzi di tutti i posti di lavoro del settore privato. Le imprese con un organico inferiore ai dieci dipendenti predominano sul mercato del lavoro in paesi quali Italia (47 %) e Polonia (41 %), mentre nel Regno Unito la quota delle grandi aziende sull’occupazione totale non supera il 46 %. Tuttavia, le PMI hanno sovente difficoltà ad accedere al capitale e alle conoscenze e sono spesso carenti dal punto di vista dell’esperienza. La politica regionale e di coesione dell’UE intende affrontare queste difficoltà combinando misure «materiali», quali gli investimenti diretti, e misure «immateriali», in particolare la fornitura di servizi di assistenza alle imprese, formazione, un ambiente innovativo, meccanismi di ingegneria finanziaria, trasferimento tecnologico e creazione di reti e distretti. Gli Stati membri, soprattutto i paesi che hanno aderito all’UE nel 2004, si rivelano particolarmente attraenti per gli investimenti stranieri. Tuttavia, i risultati nazionali evidenziano profonde differenze. Fra il 1998 e il 2005, ad esempio, gli investimenti diretti stranieri (IDE) in Estonia erano pari alll’11 % circa del prodotto interno lordo (PIL), a fronte del 9 % registrato in Bulgaria e Repubblica ceca, del 6-7 % in Ungheria e Slovacchia, del 4-5 % in Lettonia, Lituania, Polonia e Romania e del 2 % in Slovenia. Altrettanto preoccupante è la prevalente concentrazione degli IDE nelle capitali e nelle regioni circostanti, un aspetto che accentua le disparità regionali invece di ridurle. Innovazione nell’industria grafica a Brobygrafiska (Svezia) Svezia Diverse ragioni possono indurre gli investitori a scegliere di investire in una determinata regione, in particolare l’accesso a nuovi mercati, la prossimità al paese da cui provengono gli investimenti, la presenza di una lingua comune, una ridotta tassazione sulle imprese e la disponibilità di forza lavoro qualificata. La politica regionale non può influire sull’insieme di questi fattori, ma può fare la differenza in altri campi che contribuiscono a migliorare l’attrattiva di una regione: accessibilità, grado di istruzione e formazione della popolazione attiva, infrastrutture per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e spesa in ricerca e innovazione. Nel periodo 2007-2013, i programmi della politica di coesione sovvenzioneranno: n Investimenti diretti nelle imprese, in particolare quelli correlati alla ricerca e all’innovazione, al trasferimento delle tecnologie o ai processi di produzione che rispettano l’ambiente. Circa 42,8 miliardi di euro (pari al 12 % della dotazione complessiva) sono destinati a tali attività. n Imprenditorialità, attraverso l’erogazione di servizi, l’adeguamento dei lavoratori, delle imprese e degli imprenditori, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione. A tale fine saranno destinati circa 44,7 miliardi di euro (13 % del totale). n Capitale umano e accesso al mercato del lavoro. Finanziamenti pari a 48,8 miliardi di euro (14 % dell’intera dotazione) contribuiranno a migliorare le qualifiche della forza lavoro regionale e locale. Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 1,9 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 1,6 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 265 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Incentivare l’innovazione e l’imprenditorialità; migliorare le competenze e l’offerta di manodopera; agevolare l’accessibilità e la cooperazione transfrontaliera. Obiettivi Creare almeno 33.800 nuovi posti di lavoro. Creare 12.800 nuove imprese. Attivare formazioni per oltre 300.000 persone. 11 Il ponte che collega Spagna e Portogallo sul fiume Guadiana nell’Algarve Portogallo Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 21,5 miliardi di euro Convergenza: 20,47 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 938 milioni di euro Cooperazione territoriale europea: 99 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Sviluppare le competenze della popolazione attiva; promuovere una crescita sostenibile; garantire la coesione sociale; assicurare lo sviluppo del territorio e delle città e favorire una governance più efficiente. Obiettivi Innalzare al 50 % la percentuale di corsi professionali di livello secondario, al fine di ridurre l’elevatissimo tasso di abbandono scolastico (38 % nel 2005). Migliorare l’accessibilità Le infrastrutture di trasporto costituiscono uno degli esempi più visibili di ciò che è possibile realizzare con il contributo dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione dell’Unione europea. Una maggiore accessibilità si rivela di vitale importanza per rafforzare le economie regionali e consolidare la coesione e la competitività. La politica comunitaria in materia di trasporti promuove la mobilità sostenibile dei cittadini e delle merci, assicurandone l’efficienza e la sicurezza e riducendo al minimo gli effetti negativi sull’ambiente. Diverse tipologie di azioni interessano le reti transeuropee di trasporto (TEN-T), il trasporto aereo, stradale, su rotaia, marittimo e urbano, nonché le vie navigabili interne, il trasporto multimodale, la sicurezza e le norme sugli aiuti di Stato. Il Fondo di coesione e il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), in particolare, hanno ampiamente contribuito a potenziare le moderne infrastrutture di trasporto negli Stati membri e nelle regioni meno sviluppati e continueranno ad intervenire in questo senso anche nel periodo 2007-2013. Circa 76 miliardi di euro (22,2 % della dotazione complessiva) saranno destinati al settore dei trasporti, in via prioritaria ai progetti per le reti TEN-T, segnando così un netto incremento rispetto ai 38 miliardi di euro (15 % del totale) stanziati nel precedente periodo di programmazione 2000-2006. Gli investimenti riguarderanno le strategie di trasporto comunitarie, 12 nazionali e regionali volte a raggiungere un corretto equilibrio tra i sistemi di trasporto su gomma, ferrovia ed i sistemi sostenibili. Le sinergie fra politica di coesione e politica dei trasporti appaiono evidenti negli orientamenti, che garantiscono la qualità dei progetti, e in una serie di obiettivi prioritari: n 30 progetti di reti transeuropee di trasporto (TEN-T) di interesse europeo negli Stati membri e nelle regioni ammissibili a titolo dell’obiettivo «Convergenza». Particolare attenzione verrà riservata ai progetti transfrontalieri. n Investimenti in collegamenti secondari, nell’ottica di una strategia regionale integrata di trasporto e comunicazioni. n Infrastrutture ferroviarie. n Reti di trasporto sostenibili dal punto di vista ambientale. n Migliore connettività dei territori isolati alle reti transeuropee. n «Autostrade del mare». Nel periodo di programmazione 2007-2013, gli investimenti della politica di coesione per il settore dei trasporti si concentreranno sulle regioni dell’obiettivo «Convergenza» e saranno così ripartiti: n I progetti TEN-T, indipendentemente dal modo di trasporto interessato, fruiranno di 38 miliardi di euro (11 % del totale degli investimenti della politica di coesione), di cui La ferrovia di Belfast, Dublino (Irlanda) Irlanda una metà circa sarà destinata alle infrastrutture stradali e l’altro 50 % andrà al trasporto su rotaia. n Circa 41 miliardi di euro (12 % del totale) saranno messi a disposizione per le infrastrutture stradali, incluse le TEN-T e le strade nazionali, regionali e provinciali. n Per le infrastrutture ferroviarie, compresi i progetti TEN-T, è prevista una dotazione complessiva di 23,6 miliardi di euro (6,8 %). n Fra gli altri stanziamenti figurano: porti e vie navigabili interne, 4,1 miliardi di euro (1,2 %); trasporto multimodale e sistemi di trasporto intelligente, 3,3 miliardi di euro (1 %); aeroporti, 1,9 miliardi di euro (0,5 %); trasporti urbani, 1,9 miliardi di euro (0,5 %). Lo sviluppo della rete TEN-T tende a garantire l’accessibilità, l’interconnessione e l’interoperabilità delle reti nazionali per qualsiasi tipo di trasporto. Nel 1996 l’Unione europea ha pubblicato orientamenti che definiscono gli obiettivi, gli assi prioritari e i progetti di interesse comune, nonché gli strumenti finanziari. A seguito dei recenti processi di allargamento dell’UE, il numero di progetti prioritari è passato da 14 a 30 e le norme per l’assegnazione degli aiuti sono state modificate per consentire un massimale di cofinanziamento maggiore per i progetti che consentono l’attraversamento dei confini e il superamento degli ostacoli naturali. Il completamento delle reti abbrevierà sensibilmente i tempi di percorrenza di merci e passeggeri, con una riduzione del traffico stradale del 14 % circa e un migliore rendimento del trasporto su rotaia. È inoltre previsto un abbattimento delle emissioni di CO2 dell’ordine di 6,3 milioni di tonnellate l’anno. Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 901 milioni di euro Competitività regionale e occupazione: 751 milioni di euro Cooperazione territoriale europea: 151 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Potenziare le infrastrutture economiche, il tessuto imprenditoriale, la scienza e l’innovazione, il capitale umano, l’integrazione e le infrastrutture sociali. Obiettivi Contribuire ad espandere l’economia del 4-4,5 % l’anno in una congiuntura internazionale favorevole. 13 INTECHMER: ricerca sulla contaminazione biologica degli ambienti marini, Cherbourg, Normandia (Francia) Francia Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 14,3 miliardi di euro Convergenza: 3,2 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 10,2 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 872 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Migliorare la competitività; promuovere e sostenere l’occupazione, il capitale umano, l’attrattiva delle regioni e gli investimenti nel mercato del lavoro; garantire l’integrazione sociale, lo sviluppo territoriale e lo sviluppo sostenibile, l’innovazione e l’ economia basata sulla conoscenza; la formazione; sviluppare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione; l’ambiente, la prevenzione dei rischi e la politica energetica. Obiettivi Aumentare la percentuale di spesa in ricerca del settore privato (1,25 % del PIL nel 2006) e avvicinarsi alle norme comunitarie in materia di innovazione. Ridurre l’intensità energetica del 2 % l’anno sino al 2015 e abbattere le emissioni di gas ad effetto serra del 3 %, in media, sino al 2050. 14 Regioni all’insegna dell’innovazione La crescita economica sostenibile dipende in misura sempre maggiore dalla capacità delle economie regionali di cambiare ed innovare. Occorre quindi intensificare l’impegno per creare un ambiente propizio alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione. La politica di coesione rispecchia tale necessità prevedendo un sostanziale incremento dei fondi disponibili per questo asse prioritario. Gli ultimi dati statistici confermano l’esistenza di profonde disparità fra gli Stati membri e le regioni dell’Unione europea nel campo della Ricerca e Sviluppo (R&S) e dell’innovazione. Nel 2005, la spesa in attività di R&S raggiungeva una media dell’1,84 % del prodotto interno lordo (PIL) dell’UE-27, una percentuale nettamente inferiore a quella degli Stati Uniti (2,67 %) e del Giappone (3,2 %). Finlandia e Svezia sono gli unici Stati membri a destinare a queste attività più del 3 % del rispettivo PIL e soltanto 27 delle 268 regioni europee raggiungono tale risultato. Oltre 100 regioni, la maggior parte delle quali nell’Europa meridionale e nei nuovi Stati membri, stanziano aquesta voce una quota inferiore all’1 % del PIL. Tre Stati membri (Germania, Francia e Regno Unito) totalizzano due terzi della spesa totale in R&S dell’Unione europea. Nel 2003, le prime dieci regioni in questo campo hanno speso 52,5 miliardi di euro, un importo superiore al 25 % dell’intera spesa comunitaria. Vi sono tuttavia segnali positivi: i maggiori incrementi di spesa in R&S nel periodo 2001-2004 sono stati registrati in Estonia (+19 %), Cipro (+18 %), Lituania (+14 %) e Spagna (+13 %). Tra le tipologie di azioni a livello regionale in grado di favorire l’introduzione di innovazione si possono citare a titolo di esempio: investimenti in infrastrutture, impianti e apparecchiature; potenziamento delle sinergie tra le aree di sviluppo industriale e gli istituti di ricerca; sostegno ai distretti produttivi, ai centri di eccellenza, ai parchi scientifici e tecnologici; incentivi alla mobilità dei ricercatori; partenariati fra enti di formazione e imprese tecnologiche presenti sul territorio. Gli strumenti della politica di coesione pongono un particolare accento sulla ricerca e l’innovazione nel periodo 2007-2013, prevedendo una dotazione complessiva di circa 60 miliardi di euro (17,3 % del bilancio totale) che, rispetto al precedente periodo, rappresenta rispettivamente il doppio e il triplo delle risorse finanziarie destinate alla R&S e all’innovazione nell’ambito degli obiettivi «Convergenza» e «Competitività regionale e occupazione». Phileas: innovazione nel settore dei trasporti, Paesi Bassi Paesi Bassi Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Tale importo sarà così ripartito: 15,6 miliardi di euro andranno alle infrastrutture e ai centri di ricerca; 26,5 miliardi di euro al trasferimento delle tecnologie e al sostegno alle attività di R&S ed innovazione delle imprese; 15 miliardi di euro alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Saranno previsti quattro principali ambiti di intervento. Il potenziamento della cooperazione, sia tra imprese sia tra queste ultime e gli enti pubblici di ricerca, sarà incentivato da distretti transregionali. La seconda priorità riguarda il sostegno alla ricerca e all’innovazione nelle piccole e medie imprese. Il terzo ambito di intervento è incentrato sul rafforzamento della cooperazione regionale a livello transfrontaliero e transnazionale, mentre l’ultimo asse prioritario promuove lo sviluppo delle capacità e del capitale umano nelle regioni a forte potenziale di crescita. In paesi quali Spagna, Polonia, Grecia, Repubblica ceca, Ungheria, Portogallo e Slovacchia saranno disponibili sostanziali finanziamenti per i programmi che promuovono l’innovazione. In Polonia, ad esempio, i Fondi strutturali erogheranno al programma nazionale «Economia innovatrice» aiuti per 8,3 miliardi di euro, pari ad oltre il 12 % dell’intera dotazione nazionale. In Francia e nei Paesi Bassi, l’innovazione rappresenta il grande obiettivo prioritario di tutti i programmi regionali ed assorbe circa la metà dei rispettivi bilanci totali. In Finlandia, l’importanza annessa all’innovazione in tutti i programmi regionali riflette il chiaro obiettivo di decentrare la Strategia di Lisbona per promuovere la crescita e l’occupazione. I programmi di molti degli Stati membri più piccoli integrano il tema dell’innovazione nell’ambito di altre priorità, quali ad esempio il potenziamento delle infrastrutture. Tale impostazione si riscontra comunemente nei paesi che fruiscono dell’obiettivo «Convergenza», quali i paesi baltici, Malta e la Slovenia, ma anche in Danimarca. Questo modello, tuttavia, non implica un minor interesse verso l’innovazione. La Lituania, ad esempio, ha previsto di destinare l’8 % delle risorse totali alle infrastrutture di ricerca ed un ulteriore 8 % alla società dell’informazione. Totale: 1,9 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 1,6 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 247 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Rafforzare la competitività intervenendo sull’innovazione, l’imprenditorialità, l’attrattiva delle regioni e delle città, l’offerta occupazionale; investire nel capitale umano e nella cooperazione con i paesi limitrofi. Obiettivi Sostenere la ricerca e lo sviluppo tecnologico, l’innovazione, l’imprenditorialità e la società dell’informazione, in particolare nelle piccole e medie imprese e per i servizi ai cittadini. Contribuire a migliorare l’accesso al mondo del lavoro, ad incrementare l’adattabilità dei lavoratori e la produttività della manodopera. 15 Centro di risorse tecnologiche per l’ambiente: Esch-sur-Alzette (Lussemburgo) Lussemburgo Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 65 milioni di euro Competitività regionale e occupazione: 50 milioni di euro Cooperazione territoriale europea: 15 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Promuovere l’insediamento di piccole e medie imprese. Sviluppare i centri urbani sottoposti a trasformazioni economiche. Migliorare la conoscenza e l’innovazione, in particolare nei centri di ricerca pubblici e privati. Accrescere il tasso di occupazione, segnatamente delle donne e dei lavoratori più anziani. Obiettivi Contribuire a raggiungere una percentuale di spesa per R&S pari al 3 % del PIL, in particolare nel settore privato, e ridurre le emissioni di CO2 in linea con gli obiettivi di Kyoto. 16 Via libera alla crescita sostenibile Le politiche regionali devono essere sostenibili e a tale proposito è previsto, nel periodo 2007-2013, uno stanziamento senza precedenti a favore delle iniziative attuate nel rispetto dell’ambiente. Quest’ultimo può rivelarsi un’importante fonte di crescita economica, a condizione di incoraggiare le tecnologie pulite innovative, promuovere un uso razionale dell’energia, sviluppare l’ecoturismo o semplicemente migliorando l’attrattiva delle regioni attraverso la valorizzazione degli habitat naturali. Tutte le politiche comunitarie devono garantire uno sviluppo sostenibile e un elevato livello di tutela ambientale. I fondamenti giuridici e gli orientamenti in materia di politica regionale non fanno eccezione e prevedono l’integrazione di obiettivi economici, sociali ed ambientali. Lo sviluppo regionale può essere sostenibile soltanto se garantisce il rispetto dell’ambiente. La politica regionale dell’Unione europea può contribuire alla sostenibilità promuovendo tecnologie ecocompatibili, nonché iniziative in materia di fonti energetiche, infrastrutture e trasporti puliti che garantiscano un elevato livello qualitativo dell’acqua, dell’aria e del suolo. Inoltre, gli Stati membri sono tenuti ad effettuare valutazioni dell’impatto ambien- tale e consultare le autorità competenti ed il pubblico prima di attuare i programmi finanziati nell’ambito della politica di coesione. La dotazione complessiva stanziata dai Fondi strutturali e dal Fondo di coesione ai programmi ambientali è raddoppiata rispetto al precedente periodo di programmazione e ha raggiunto un importo di circa 100 miliardi di euro, pari al 30 % dell’intero bilancio. La metà di questi aiuti sarà destinata agli investimenti in infrastrutture per la depurazione dell’acqua e lo smaltimento dei rifiuti; la bonifica e la riqualificazione di siti contaminati; la riduzione del tasso di inquinamento; il sostegno alle azioni di conservazione della natura e la prevenzione dei rischi. Il restante 50 % sarà utilizzato per finanziare investimenti che esercitano un positivo impatto ambientale in settori quali i sistemi energetici e di trasporto, l’ecoinnovazione, la gestione ambientale per le imprese, la riqualificazione delle aree urbane e rurali e l’ecoturismo. Ad esempio, oltre 7 miliardi di euro serviranno a sostenere misure di efficienza energetica e fonti di energia rinnovabili. Il Fondo di coesione (di cui fruiscono Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia e Spagna) è la principale fonte di finanziamento dei progetti infrastrutturali a vocazione ambientale (in particolare nel campo dell’efficienza energe- Promuovere fonti energetiche efficienti: pannelli solari a Marstal, Fyns amt (Danimarca) Danimarca Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 tica, le fonti rinnovabili, il trasporto su rotaia e intermodale nonché i sistemi di trasporto pubblico). Finanzia progetti che richiedono ingenti investimenti ed assiste i paesi beneficiari a conformarsi alle norme ambientali definite dall’Unione europea. Ovunque in Europa, le regioni saranno chiamate ad affrontare in misura sempre maggiore le conseguenze dei cambiamenti climatici e le nuove sfide in termini di fornitura ed efficienza energetica. Queste ultime varieranno in funzione delle specifiche regioni. Il 7 % della popolazione dell’Unione europea vive in zone a rischio di inondazione, mentre il 9 % circa risiede in aree dove, per più di 120 giorni l’anno, non si registra alcuna precipitazione. In alcune regioni dell’UE, gli effetti combinati dei mutamenti climatici causeranno seri problemi in termini di qualità della vita, turismo e agricoltura. La politica di coesione può svolgere un ruolo importante nel sostenere gli interventi volti a favorire l’adattamento ai futuri cambiamenti climatici e a ridurne al minimo gli effetti negativi a livello regionale. Può promuovere l’ecoinnovazione, le misure di protezione contro i rischi ambientali e le imprese pulite, oltre a creare sbocchi sul mercato per le aziende che operano in questi settori. I nuovi programmi della politica regionale sosterranno più che mai lo sviluppo di energie alternative e rinnovabili, con conseguenti opportunità per le imprese europee. Lo sviluppo di tecnologie per l’energia eolica, solare o la biomassa, ad esempio, può conferire all’UE un ruolo di punta e rafforzarne la posizione concorrenziale. La crescente dipendenza dell’Europa dalle importazioni energetiche e l’aggravarsi dei problemi legati alla congestione del traffico stradale ed aereo limitano la competitività dell’industria europea. Pertanto, le applicazioni e le reti che utilizzano energie rinnovabili, i sistemi di trasporto meno inquinanti e le tecnologie rispettose dell’ambiente sono considerati altamente prioritari al fine di ammodernare la produzione e ridurre le emissioni. Nel campo della mobilità, il riequilibrio degli stanziamenti tra trasporti aerei e stradali da un lato e le reti ferroviarie, le vie navigabili interne e il trasporto marittimo a corto raggio dall’altro dovrebbe garantire il rispetto delle diverse situazioni esistenti negli Stati membri. Totale: 613 milioni di euro Competitività regionale e occupazione: 510 milioni di euro Cooperazione territoriale europea: 103 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Risorse umane, innovazione, uso razionale delle tecnologie dell’informazione, imprenditorialità, attrattiva delle regioni e miglioramento dell’adattabilità e delle qualifiche dei lavoratori. Obiettivi Incrementare la percentuale di persone che seguono una formazione. Aumentare il numero di imprese innovative. Innalzare dal 56 % (2005) al 75 % il tasso di penetrazione nelle imprese delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. 17 Ripristino del patrimonio culturale di Malta Malta Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 855 milioni di euro Convergenza: 840 milioni di euro Cooperazione territoriale europea: 15 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Sostenere un’economia competitiva, basata sulla conoscenza, in costante crescita; migliorare l’attrattiva del territorio e la qualità della vita; investire nel capitale umano e intervenire sulle peculiarità regionali di Gozo. Obiettivi Aumentare il PIL pro capite passando dal 69,2 % della media comunitaria (2005) al 74 % entro il 2013. Aumentare del 4 % le esportazioni nominali di merci e servizi nel periodo 2007-2013 per misurare i risultati conseguiti in termini di competitività. Incrementare il tasso di occupazione dal 54,3 % del 2005 al 57 % entro il 2013. 18 Migliorare la qualità della vita nelle città europee Le città sono esempi emblematici della duplice sfida cui è attualmente confrontata l’Unione europea: migliorare la competitività e conciliare le esigenze sociali con quelle ambientali. Le città europee sono centri di attività economica, innovazione e occupazione, ma devono affrontare una serie di problematiche. La tendenza alla suburbanizzazione, la concentrazione di sacche di povertà e disoccupazione nei quartieri urbani ed una maggiore congestione del traffico sono problemi complessi che richiedono soluzioni integrate in materia di trasporti e alloggio, nonché programmi per la formazione e l’occupazione, che devono essere adattati alle specifiche esigenze della realtà locale. La politica regionale e la politica di coesione dell’Unione europea affrontano queste sfide. Diverse politiche tendono a sostenere le città in quanto motori dello sviluppo regionale. Promuovere l’imprenditorialità, l’innovazione e la creazione di servizi migliora l’attrattiva del territorio. Riqualificare quartieri in crisi, in particolare intervenendo sull’ambiente fisico degli stessi, risanando aree dimesse, tutelando e valorizzando il patrimonio storico e culturale, contribuisce a garantire uno sviluppo urbano armonioso. Il sostegno alla promozione di sistemi di trasporto urbano non inquinanti migliora la sostenibilità delle città. Nel periodo di programmazione 2007-2013 lo sviluppo urbano fruirà di una dotazione di circa 21,1 miliardi di euro, pari al 6,1 % del bilancio complessivo della politica di coesione dell’UE. Di questi, 3,4 miliardi di euro saranno destinati alla riqualificazione di aree industriali dimesse e alla bonifica di terreni contaminati; 9,8 miliardi di euro andranno ai progetti di risanamento delle aree urbane e rurali; 7 miliardi saranno stanziati per sistemi di trasporto urbano non inquinanti e 917 milioni di euro finanzieranno progetti in materia di alloggio. Altri investimenti infrastrutturali nel settore della ricerca e dell’innovazione, dei trasporti, dell’ambiente, dell’istruzione, della sanità e della cultura esercitano un sostanziale impatto sulle città. Adottando un approccio integrato, la politica di coesione può sfruttare le sinergie tra diversi ambiti di intervento e promuovere il dialogo tra amministrazioni, attori socioeconomici e organizzazioni della società civile. Per il periodo 2007-2013, i nuovi regolamenti della politica di coesione prevedono strumenti atti a consolidare la dimensione urbana nella nuova generazione di programmi e ribadiscono la necessità di coinvolgere gli enti territoriali nella pianificazione e nell’attuazione dei programmi. Il centro storico di Telc (Repubblica ceca) richiama una forte affluenza turistica Repubblica ceca Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Le autorità nazionali e regionali hanno la possibilità di delegare la gestione dei programmi, interamente o in parte, agli enti locali e dovrebbe essere prevista la partecipazione di altri organismi del settore privato in qualità di partner. Nel periodo di programmazione 2007-2013, le città europee avranno molteplici possibilità di fruire dei dispositivi, delle iniziative e degli strumenti previsti a titolo della politica di coesione: n Le tematiche correlate allo sviluppo urbano sono state integrate, in larga misura, in tutti i programmi regionali e nazionali sostenuti dai Fondi strutturali e dal Fondo di coesione. n Lo scambio di buone pratiche e la creazione di reti fra i responsabili della pianificazione urbana e altri esperti locali rientrano nell’ambito del programma URBACT II. n JESSICA (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas — Sostegno europeo congiunto per investimenti sostenibili nelle aree urbane), una nuova iniziativa attuata dalla Commissione europea in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti e la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, promuove l’ingegneria finanziaria per favorire gli investimenti sostenibili, la crescita economica e l’occupazione nelle aree urbane dell’Unione europea. n L’Audit urbano fornisce informazioni e dati statistici sulle condizioni di vita in 357 città dei 27 Stati membri dell’UE nonché di Norvegia, Svizzera e Turchia. Oltre 330 indicatori della vita urbana in Europa illustrano la situazione in termini di demografia, alloggio, sanità, criminalità, mercato del lavoro, attività produttive, disparità in termini di reddito, amministrazione locale, coinvolgimento civico, qualifiche, infrastrutture culturali e turismo. Totale: 26,7 miliardi di euro Convergenza: 25,9 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 419 milioni di euro Cooperazione territoriale europea: 389 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Intensificare la competitività, il sostegno alle attività di ricerca e sviluppo e l’innovazione; sviluppare il turismo sostenibile, il settore dell’istruzione, l’occupazione e la coesione sociale; promuovere la società dell’informazione; snellire il carico amministrativo; migliorare l’accessibilità ai trasporti; incentivare lo sviluppo rurale e urbano sostenibile. Obiettivi Raggiungere il livello economico dell’UE-25. Incrementare il tasso di occupazione passando dal 64,8 % del 2005 al 66,8 %. Portare la quota di PIL, destinata alla R&S, dall’1,42 al 2,2 % entro il 2015. 19 Formazione-lavoro (Italia) Italia Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 28,8 miliardi di euro Convergenza: 21,6 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 6,3 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 846 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Sviluppare reti di conoscenza; innalzare il tenore di vita, la sicurezza e l’inclusione sociale; promuovere i distretti di imprese, i servizi e la competitività; internazionalizzare e modernizzare l’economia. Obiettivi Contribuire ad una crescita media annua del PIL compresa fra 2,4 e 3,1 % nelle regioni dell’obiettivo «Convergenza». Incrementare il tasso di occupazione di queste regioni, passando dal 45 % circa al 50 %. 20 Investire nel capitale umano Per raggiungere il tasso di occupazione generale del 70 % che si è fissata come obiettivo, l’Unione europea deve creare 24 milioni di nuovi posti di lavoro. L’invecchiamento demografico in Europa ha reso ancora più critici l’impiego e la formazione della forza lavoro. Le regioni dell’Unione europea offrono un panorama estremamente diversificato in termini di tassi di occupazione, livello di competenze e impatto dei cambiamenti demografici e necessitano pertanto di risposte specifiche. Migliorare l’occupazione sul piano qualitativo e quantitativo ed ottenere una manodopera correttamente formata, in grado di affrontare le sfide future, sono questioni cruciali da cui dipende il successo della politica di coesione. Nel periodo 2007-2013, la politica di coesione investirà 95 miliardi di euro nella valorizzazione del capitale umano, 76 miliardi dei quali nell’ambito del Fondo sociale europeo (FSE) e 19 miliardi a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). Negli ultimi anni, l’occupazione è aumentata mentre sono calati i tassi di disoccupazione. Nel 2005 l’Unione europea ha registrato una crescita occupazionale media dell’1 % che ha portato il tasso di occupazione al 63,8 %. Nello stesso anno, la percentuale di disoccupati è scesa all’8,7 %, rispetto al 9,1 % dell’anno precedente. Tra il 2000 e il 2005, nelle regioni europee in ritardo di sviluppo si è osservata una convergenza dei tassi di occupazione regionali e la disoccupazione è scesa dal 13,4 al 12,4 %. Tuttavia, nel 2005, i tassi di occupazione nelle regioni meno sviluppate erano ancora inferiori di circa 11 punti percentuali rispetto al resto dell’Unione europea. Per rimanere competitive in un’economia globale basata sulla conoscenza, le regioni devono poter disporre delle necessarie competenze. Le differenze nel grado di istruzione sono più marcate a livello regionale di quanto non lo siano tra gli Stati: nel 2005, nelle regioni meno sviluppate dell’UE-27, soltanto il 14 % della popolazione in età lavorativa aveva conseguito un titolo di studio di livello universitario, a fronte del 25 % riscontrato nelle regioni più avanzate. Le stime indicano che la popolazione europea dovrebbe iniziare a diminuire verso il 2020. Fra il 2000 e il 2005, il tasso di crescita demografica totale era pari allo 0,4 % e l’86 % di tale incremento era imputabile ai flussi migratori. Già oggi, 85 regioni dell’UE, principalmente nei nuovi Stati membri, registrano un calo demografico in termini assoluti, mentre altre 76 conservano un saldo positivo unicamente grazie all’apporto migratorio. Queste tendenze limiteranno le prospettive di crescita futura dell’occupazione. Sebbene le previsioni mostrino che il tasso di occupazione totale sia destinato a crescere sino al 2017 in virtù di una maggiore parte- Investire nel capitale umano: una nuova struttura per i bambini rom (Slovacchia) Slovacchia cipazione della popolazione attiva, dopo tale data questo valore dovrebbe cominciare a calare. Secondo le stime delle Nazioni Unite, la popolazione europea diminuirà di 70 milioni di unità entro il 2050; al contempo, la popolazione di Asia e Africa registrerà, rispettivamente, un incremento di 1,3 miliardi e di un miliardo di persone. Cambiamenti demografici di tale entità avranno certamente ripercussioni sulla distribuzione delle attività economiche. Nel periodo 2007-2013, le priorità di investimento della politica di coesione porteranno a destinare ingenti risorse al miglioramento dell’adattabilità della forza lavoro. Oltre 70 miliardi di euro della dotazione del FSE dovrebbero essere investiti in azioni volte a promuovere la formazione, l’occupazione e l’inclusione sociale. Il FESR, in particolare, pre- vede finanziamenti in infrastrutture legate al mercato del lavoro, all’istruzione e alla formazione quali scuole, ospedali e servizi all’infanzia. Tutti gli Stati membri, riconoscendo i considerevoli vantaggi derivanti dagli investimenti nell’istruzione nelle prime fasi della vita, hanno stanziato una cospicua percentuale di risorse per la modernizzazione e la riforma dei sistemi di istruzione e formazione. La Danimarca, ad esempio, intende portare al 45 %, in un anno, il tasso di partecipazione alle attività formative dei lavoratori non qualificati. Diversi Stati membri, tra cui Germania, Spagna, Lettonia, Lituania, Cipro, Danimarca e Estonia, si sono prefissi l’ambizioso obiettivo di raggiungere un tasso di occupazione del 70 %, mentre il Regno Unito ha posto la barra all’80 %. Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 11,6 miliardi di euro Convergenza: 10,9 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 449 milioni di euro Cooperazione territoriale europea: 227 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Infrastrutture e accessibilità regionale, innovazione, società dell’informazione ed economia basata sulla conoscenza, risorse umane e istruzione. Obiettivi Raggiungere un livello economico pari al 60 % dell’UE-15. Incrementare il tasso di occupazione dal 57,7 % del 2005 al 63,4 %. 21 Rinnovare il nord: Northern Energy Initiative, Northumberland (Regno Unito) Regno Unito Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 10,6 miliardi di euro Convergenza: 2,9 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 6,9 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 722 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Imprese e innovazione; qualifiche e occupazione; sostenibilità ambientale e locale; interventi mirati a colmare le carenze del mercato; parità; partenariato con le autorità locali; istruzione superiore; settore privato e associazionistico; sostegno alla realizzazione degli obiettivi di Lisbona. Obiettivi Migliorare le qualifiche. Aumentare gli investimenti per ricerca e sviluppo, in particolare nel settore privato. Incentivare l’innovazione e l’imprenditorialità. Spendere con oculatezza Per il periodo 2007-2013 sono stati introdotti nuovi strumenti e iniziative per razionalizzare l’utilizzo dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione e assicurare la massima sostenibilità. Questi dispositivi raggruppano le competenze e il know-how in materia di gestione dei progetti o ingegneria finanziaria, al fine di garantire un impatto duraturo degli investimenti e contribuire allo sviluppo a lungo termine delle regioni. Una sana gestione finanziaria degli strumenti della politica di coesione può migliorare gli investimenti pubblici. A tal fine, la Commissione europea ha elaborato tre strumenti, in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti (BEI), la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS) e la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB). L’obiettivo è sostenere gli aspetti tecnici dei grandi progetti infrastrutturali, i partenariati pubblico-privato o i meccanismi di ingegneria finanziaria tra le istituzioni finanziarie e gli Stati membri e le regioni. Una cooperazione più stretta tra la Commissione europea e le istituzioni finanziarie favorirà il potenziamento delle capacità delle amministrazioni nazionali e regionali. I tre nuovi strumenti sono: n JASPERS (Joint Assistance in Supporting Projects in European Regions — Assistenza congiunta alla preparazione di progetti nelle regioni europee), che sviluppa la 22 cooperazione tra la Commissione europea, la BEI e la BERS, riunendo competenze e assistendo gli Stati membri e le regioni nella realizzazione di grandi progetti. L’assistenza erogata riguarda principalmente i seguenti ambiti: i progetti infrastrutturali nel settore dei trasporti e dell’ambiente (comprese le reti transeuropee); l’efficienza energetica e le iniziative correlate alle fonti rinnovabili, in particolare la valutazione dei partenariati pubblico-privato. Un gruppo di esperti JASPERS è gestito dalla sede centrale della BEI in Lussemburgo. n JEREMIE (Joint European Resources for Micro to Medium Enterprises — Risorse europee comuni per le micro, le piccole e le medie imprese), un’iniziativa congiunta della Commissione europea, della BEI e del Fondo europeo per gli investimenti (FEI), migliora l’accesso delle piccole e medie imprese (PMI) ai finanziamenti. JEREMIE consente agli Stati membri e alle regioni di delegare al FEI la gestione dell’ingegneria finanziaria e dei programmi di finanziamento alle PMI. Fra i prodotti proposti figurano capitali propri, capitali di rischio, garanzie, prestiti e assistenza tecnica che consentiranno un effetto moltiplicatore dei fondi europei grazie all’utilizzo di prodotti finanziari a carattere rotativo, invece delle sovvenzioni. Il FEI e le autorità nazionali e regionali elaboreranno programmi su misura per le PMI di qualsiasi settore. JEREMIE dovrebbe fornire un sostanziale contributo per migliorare l’accesso ai Investire nella ricerca: Centro Minerva per la ricerca nelle biotecnologie a Charleroi, Regione vallona (Belgio) Belgio finanziamenti delle PMI in circa 20 Stati membri, coinvolgendo risorse del FESR per un ammontare complessivo di 2,5 miliardi di euro. n JESSICA (Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas — Sostegno europeo congiunto per gli investimenti sostenibili nelle aree urbane) è un’iniziativa della Commissione, della BEI e della CEB destinata a promuovere investimenti sostenibili in programmi e progetti urbani. Associa Stati membri, regioni e città al settore bancario e finanziario europeo per incrementare e migliorare gli investimenti nelle aree urbane. Le autorità di gestione dei programmi finanziati dai Fondi strutturali possono beneficiare di competenze esterne per un maggiore accesso ai prestiti, al fine di promuovere lo sviluppo urbano. Nell’ambito di JESSICA, le risorse dei Programmi operativi da investire possono essere trasferite in fondi di sviluppo urbano e il cofinanziamento può provenire da Comuni, banche, fondi pensione o fondi di investimento. Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 2,3 miliardi di euro Convergenza: 638 milioni di euro Competitività regionale e occupazione: 1,4 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 194 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Potenziare la competitività e la coesione territoriale sostenibile; promuovere l’economia basata sulla conoscenza e l’innovazione, lo sviluppo urbano, la valorizzazione delle risorse umane e delle imprese, la ricerca e la formazione; ridurre il tasso di disoccupazione; combattere la discriminazione; promuovere le pari opportunità. Obiettivi Contribuire a realizzare l’obiettivo del 3 % del PIL destinato alla R&S. Innalzare il tasso di occupazione generale al 70 %, al 60 % per le donne e al 50 % per i lavoratori nella fascia di età 55-64 anni 23 Potenziamento della linea ferroviaria (Slovenia) Slovenia Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 4,2 miliardi di euro Convergenza: 4,1 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 104 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Promuovere l’imprenditorialità, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico; potenziare il capitale umano, la creazione di posti di lavoro e uno sviluppo regionale equilibrato. Obiettivi Contribuire per lo 0,75 % all’incremento annuo del PIL. Promuovere un aumento dell’1,7 % del tasso di occupazione. Cooperazione senza frontiere La politica di coesione dell’UE incoraggia le regioni e le città di differenti Stati membri e di paesi terzi a collaborare e ad apprendere dalle reciproche esperienze nell’ambito di programmi, progetti e reti comuni. Diverse iniziative in questo ambito sono previste nel periodo 2007-2013. L’obiettivo «Cooperazione territoriale europea», finanziato dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FESR), sostiene programmi di cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale. La dotazione prevista per questo obiettivo, pari a 8,7 miliardi di euro, rappresenta il 2,5 % dell’intero bilancio della politica di coesione per il periodo 2007-2013. In tale ambito sono inoltre previsti uno strumento giuridico per rafforzare la cooperazione transfrontaliera e nuovi dispositivi per sostenere lo sviluppo regionale lungo le frontiere esterne dell’UE con i paesi candidati e i candidati potenziali all’adesione, nonché con i paesi terzi. L’obiettivo «Cooperazione territoriale europea» prevede le seguenti misure: n 53 programmi transfrontalieri lungo i confini interni dell’Unione europea. Questi programmi contribuiscono a sviluppare l’imprenditorialità e le piccole e medie imprese; gli scambi commerciali transfrontalieri; il turismo e la cultura; la gestione ambientale; le reti di trasporto, informazione e comunicazione; la gestione dell’acqua, dei rifiuti e dell’energia; l’utilizzo con- 24 giunto di infrastrutture medico-sanitarie, culturali e educative; la cooperazione giudiziaria e amministrativa. Contributo del FESR: 5,6 miliardi di euro. n 13 programmi di cooperazione transnazionale che interessano grandi aree di cooperazione quali il mar Baltico, l’arco alpino e le regioni del bacino mediterraneo. Questi programmi si concentrano su progetti interregionali in materia di innovazione, ambiente, prevenzione dei rischi, accessibilità e sviluppo urbano sostenibile. Contributo del FESR: 1,8 miliardi di euro. n Il programma di cooperazione interregionale (INTERREG IVC) crea un quadro per lo scambio di esperienze tra istituzioni regionali e locali di diversi paesi in due settori di intervento prioritari: innovazione ed economia basata sulla conoscenza; ambiente e prevenzione dei rischi. Unitamente al programma URBACT II, esso costituisce il principale veicolo dell’iniziativa comunitaria «Regioni per il cambiamento economico» volta a sostenere le reti regionali ed urbane nello sviluppo e nella diffusione delle migliori pratiche per la modernizzazione economica. Contributo del FESR: 321 milioni di euro Paesi: UE-27, Norvegia e Svizzera n Il programma URBACT II riunisce soggetti a livello locale e regionale per promuovere scambi di esperienze e agevolare l’apprendimento su tematiche correlate alla politica urbana. Il programma sostiene reti Avvicinare i paesi: il nuovo collegamento ferroviario tra Ungheria e Slovenia Ungheria tematiche e gruppi di lavoro fra città, nonché l’organizzazione di conferenze e l’elaborazione di strumenti. Contributo del FESR: 53 milioni di euro Paesi: UE-27, Norvegia e Svizzera n L’Osservatorio in rete dell’assetto del territorio europeo (ORATE) fornisce informazioni di carattere scientifico per lo sviluppo delle regioni e dei grandi territori attraverso ricerche applicate, analisi e strumenti. Contributo del FESR: 34 milioni di euro Paesi: UE-27, Norvegia, Svizzera, Islanda e Liechtenstein n Il Programma INTERACT II offre servizi e strumenti sulla gestione dei programmi di cooperazione. Contributo del FESR: 34 milioni di euro I progetti di cooperazione regionale possono essere ostacolati da difficoltà dovute alle diverse normative nazionali in materia di fiscalità, diritto del lavoro o assetto territoriale. Il Gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT) è un nuovo strumento che permette alle autorità regionali e locali di paesi diversi di creare gruppi di cooperazione dotati di una propria personalità giuridica. Può essere utilizzato in svariati settori quali i trasporti o i servizi sanitari transfrontalieri, nonché per studi e progetti comuni. Ai GECT possono partecipare enti pubblici nazionali o regionali. Per il periodo 2007-2013, nei paesi candidati, nei candidati potenziali e nei paesi terzi sono previsti due strumenti di sviluppo regionale: n Lo strumento di assistenza preadesione (IPA), basato su partenariati con i paesi candidati (ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Croazia e Turchia) e con i potenziali candidati (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia compreso il Kosovo) all’adesione all’UE. Questo strumento sostiene le riforme amministrative, sociali ed economiche, nonché la cooperazione regionale e transfrontaliera. Contributo dell’UE: 11,47 miliardi di euro n Lo Strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) promuove la cooperazione e l’integrazione economica tra l’UE e i paesi partner: Algeria, Armenia, Autorità palestinese, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Federazione russa, Georgia, Giordania, Israele, Libano, Libia, Marocco, Moldavia, Siria, Tunisia e Ucraina. Questo dispositivo sostiene partenariati che promuovono una buona governance e lo sviluppo socioeconomico e prevede 15 programmi duraturi di cooperazione transfrontaliera (CBC) attuati lungo le frontiere esterne dell’Unione europea. Contributo dell’UE: 11,18 miliardi di euro, di cui 1,18 miliardi per i programmi ENPI-CBC. Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 25,3 miliardi di euro Convergenza: 22,9 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 2 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 386 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Migliorare la competitività e l’economia basata sulla conoscenza; creare un ambiente più favorevole per le imprese e contribuire a politiche attive per il mercato del lavoro e lo sviluppo delle risorse umane. Obiettivi Aumentare del 4 % il numero di nuovi posti di lavoro. Incrementare del 10 % i livelli di produzione delle imprese entro il 2015. La Commissione europea ha inoltre avviato un dialogo strutturato sulla politica regionale con la Cina nel 2006 e con la Russia nel 2007. 25 Trasformare il patrimonio industriale in una risorsa per la regione: Völklinger Hütte, Saarland (Germania) Germania Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 26,3 miliardi di euro Convergenza: 16,1 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 9,4 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 851 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Promuovere l’innovazione; incrementare la competitività; migliorare l’attrattiva delle regioni e creare posti di lavoro più numerosi e di migliore qualità. Obiettivi Incrementare dal 2,5 al 3 % del PIL la spesa destinata alla ricerca e all’innovazione. Portare il tasso di occupazione al 70 % (dal 65,4 %). 26 Quale incidenza? Secondo le più recenti stime, la politica di coesione esercita un sostanziale impatto in quanto contribuisce a stimolare la crescita e l’occupazione negli Stati membri che ne hanno maggiormente bisogno e svolge un importante ruolo nel miglioramento delle condizioni di vita in tutta Europa. Ogni programma finanziato nell’ambito dei Fondi strutturali prevede che gli Stati membri, le regioni e la Commissione europea conducano periodiche attività di valutazioni della politica di coesione. Il successo viene misurato in funzione di indicatori quali la crescita addizionale, la creazione di posti di lavoro o la riduzione dell’inquinamento. La Relazione sulla coesione del 2007, pubblicata dalla Commissione europea, indica che i programmi hanno contributo ad orientare le politiche degli Stati membri verso investimenti che promuovono la crescita nonché a sostenere investimenti indispensabili per il potenziamento delle infrastrutture, la valorizzazione delle risorse umane e la modernizzazione e la diversificazione delle economie regionali. Hanno inoltre svolto un proprio ruolo nel ridurre l’esclusione sociale e la povertà, favorendo l’acquisizione di competenze necessarie all’economia basata sulla conoscenza e rafforzando le politiche occupazionali. Dal 1995, a livello nazionale, Grecia, Spagna, Irlanda e Portogallo, i maggiori beneficiari della politica di coesione negli anni prece- denti il recente allargamento dell’UE, hanno conseguito risultati straordinari in termini di crescita. Tra il 1995 e il 2005, la Grecia ha ridotto il divario che la separava dal resto dell’UE-27 registrando un incremento del PIL pro capite dal 74 % all’88 % della media comunitaria. Nello stesso periodo, la crescita della Spagna è passata dal 91 % al 102 %, mentre l’Irlanda ha raggiunto il 145 % della media dell’UE partendo da un valore iniziale del 102 %. Diversa è la situazione nei nuovi Stati membri, dove la politica di coesione comincia solo ora a produrre i primi risultati. Partendo da livelli molto bassi, questi Stati mostrano oggi una rapida crescita che si concentra sovente nelle regioni della capitale e nelle principali città. Nel periodo 1995-2005, il PIL dei tre Stati baltici è praticamente raddoppiato. Ottimi risultati anche per Polonia, Ungheria e Slovacchia, dove i tassi di crescita sono più che raddoppiati rispetto alla media dell’UE. In base agli attuali tassi di crescita, appare tuttavia che la Polonia, la Bulgaria e la Romania impiegheranno più di 15 anni per raggiungere un PIL pro capite pari al 75 % della media dell’UE-27. A livello regionale, la crescita relativamente forte osservata nel corso degli ultimi dieci anni nei paesi a basso PIL pro capite indica che le regioni dell’Unione europea convergono. Tra il 1995 e il 2004, il numero di regioni con PIL pro capite inferiore al 75 % della media dell’UE è passato da 78 a 70, Il nuovo impianto di depurazione di Danutoni, nei pressi di Petrosani (Romania) Romania mentre quello delle regioni con PIL inferiore al 50 % della media comunitaria è sceso da 39 a 32. Le regioni in ritardo di sviluppo nell’UE-15, principali beneficiarie degli aiuti concessi a titolo della politica di coesione nel periodo 2000-2006, hanno mostrato un aumento significativo del PIL pro capite. Tra il 1995 e il 2004, nel 25 % di queste regioni il PIL ha superato la soglia del 75 %. Nel periodo 2000-2006 sul territorio spagnolo sono stati costruiti 850 km di linee ferroviarie ad alta velocità. Varie opere di potenziamento della rete stradale hanno inoltre permesso di risparmiare 1,2 milioni di ore di viaggio. Queste realizzazioni hanno contribuito in modo significativo a promuovere un sistema di trasporto sostenibile. Nello stesso periodo, i Fondi strutturali hanno permesso l’introduzione, in Italia, di servizi di raccolta differenziata per circa 6,4 milioni di utenti. In Spagna, circa 4 miliardi di euro sono stati investiti in 13.000 progetti di ricerca, cui hanno partecipato approssimativamente 100.000 ricercatori, mentre 256.000 PMI britanniche hanno fruito di assistenza finanziaria, consulenza e affiancamento per lo sviluppo delle competenze organizzative e gestionali. Si rilevano analoghi progressi nella creazione di posti di lavoro. Fra il 2000 e il 2005, all’interno dell’UE vi è stata una convergenza dei tassi di occupazione regionali e la disoccupazione è scesa dal 13,4 % al 12,4 % nelle regioni dell’UE-15 in ritardo di sviluppo. Nel 2005, tuttavia, i tassi di occupazione in queste regioni erano ancora inferiori di circa 11 punti percentuali rispetto al resto dell’Unione. Per il periodo 2007-2013, gli studi ipotizzano che la politica di coesione incrementerà di circa 6 punti percentuali il tasso di crescita del PIL nella maggior parte dei nuovi Stati membri rispetto agli scenari di base. Si prevede, ad esempio, una crescita addizionale del 9 % del PIL in Lituania, Repubblica ceca e Slovacchia; del 5,5-6 % in Bulgaria, Polonia e Romania; del 3,5 % in Grecia e dell’1-1,5 % circa in Spagna, nei Länder della Germania orientale e nel Mezzogiorno. Entro il 2015, gli investimenti attuati nell’ambito della politica di coesione potrebbero creare sino a 2 milioni di posti di lavoro supplementari. Gli effetti delle politiche di coesione vanno oltre la crescita e l’occupazione: non garantiscono soltanto la conformità con altre politiche comunitarie, che si tratti di aiuti di Stato, ambiente, trasporti, sostegno all’innovazione o società dell’informazione, ma contribuiscono anche a migliorare e ad ammodernare le amministrazioni pubbliche, promuovendo la trasparenza e una corretta governance. Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 19,7 miliardi di euro Convergenza: 19,2 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 455 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Potenziare le infrastrutture di base conformemente alle norme europee; migliorare la competitività a lungo termine; sviluppare e valorizzare il capitale umano in modo più razionale; potenziare le capacità amministrative; promuovere uno sviluppo territoriale equilibrato. Obiettivi Contribuire ad una crescita del 15-20 % del PIL entro il 2015. Innalzare il tasso di occupazione dal 57,4 al 64 %. Investire per costruire o potenziare 1 400 km di rete stradale. 27 Promuovere il turismo sostenibile: percorsi ciclabili nella regione di Salisburgo (Austria) Austria Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 1,46 miliardi di euro Convergenza: 177 milioni di euro Competitività regionale e occupazione: 1,03 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 257 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Competitività regionale e innovazione; attrattiva delle regioni; miglioramento dell’adattabilità e delle qualifiche della forza lavoro; cooperazione territoriale; governance. Obiettivi Migliorare la competitività potenziando la base di conoscenze e la capacità di innovazione delle imprese. Sostegno alle attività di ricerca e sviluppo. Sviluppo regionale equilibrato per migliorare l’accessibilità delle regioni e promuovere l’occupazione. 28 Controllare l’utilizzo del denaro dei contribuenti Nell’ambito dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione vengono spesi annualmente circa 50 miliardi di euro provenienti dal bilancio dell’Unione europea, cui si aggiungono cofinanziamenti nazionali, regionali e privati. Nel complesso, gli Stati membri amministrano oltre 400 programmi nazionali e regionali, comprese decine di migliaia di progetti selezionati ogni anno. Quali misure adotta la Commissione europea per garantire una corretta ed efficace gestione dei soldi dei contribuenti? La risposta a questa domanda risiede nel sistema di controlli e di audit istituito a livello comunitario, nazionale e regionale. Gli Stati membri e le regioni devono soddisfare una serie di requisiti di base prima di poter erogare anche un solo euro dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione. Per ogni programma devono essere definite tre autorità e le relative funzioni: n l’Autorità di gestione garantisce che i progetti siano conformi ai criteri di selezione e che i beneficiari abbiano compreso le condizioni per l’ottenimento dei fondi. Verifica il rispetto dei requisiti per l’assegnazione delle sovvenzioni ed effettua periodici controlli in loco al fine di determinare lo stato di avanzamento e l’accuratezza delle spese previste. L’autorità di gestione corregge o recupera i fondi comunitari in caso di irregolarità. Infine, redige relazioni annuali sull’attuazione e un rapporto finale sull’implementazione dell’intero programma. Tali documenti sono sottoposti al controllo della Commissione europea. n L’autorità di certificazione presenta dichiarazioni di spesa periodiche e domande di pagamento alla Commissione europea. Verifica che le richieste di rimborso siano esatte, siano state elaborate in base a sistemi contabili affidabili e siano conformi alle vigenti norme nazionali e comunitarie. Effettua verifiche e, se necessario, controlli a campione in loco. L’autorità di certificazione deve inoltre monitorare e segnalare le irregolarità constatate, provvedendo al conseguente recupero o ritiro dei finanziamenti presso i beneficiari. n L’autorità di audit effettua la revisione dei sistemi e testa i progetti. Segnala all’autorità di gestione e all’autorità di certificazione le lacune constatate nei sistemi e le irregolarità di spesa individuate. Nel periodo 2007-2013, le responsabilità degli enti nazionali di audit sono state ampliate. In primo luogo, questi ultimi devono formulare un parere sulla conformità del sistema di gestione e controllo. Secondo, Servizi rivolti alla collettività: centro doposcuola per i bambini delle elementari, Lastenkaari, Finlandia Finlandia Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 per ogni programma deve essere designata un’autorità di audit che si assuma la responsabilità formale del lavoro di revisione. Tale autorità deve presentare una strategia di auditing entro nove mesi dalla data di approvazione del programma e formulare annualmente un parere sul funzionamento dei sistemi. È inoltre tenuta al riesame di tutto il lavoro di auditing al termine della durata del programma. La Commissione europea esamina minuziosamente tali dichiarazioni. I servizi di audit della Commissione europea svolgono una funzione di vigilanza, essenzialmente procedendo a verifiche dei sistemi di gestione e di controllo degli Stati membri e delle regioni, anche con accertamenti sulle transazioni a livello dei beneficiari, e controllando i flussi di fondi verso gli Stati membri. Sono inoltre previsti audit tematici e, nel caso vengano evidenziate nei sistemi sostanziali carenze, la Commissione e gli Stati membri concordano piani d’azione per porvi rimedio. Qualora uno Stato membro non introduca tempestivamente i correttivi necessari, la Commissione europea può interrompere o sospendere i pagamenti e applicare rettifiche finanziarie per recuperare le somme precedentemente versate dovute alle carenze del sistema. Tali rettifiche vengono applicate in modo forfettario a tutti i pagamenti a rischio. Per il periodo 2007-2013, la Commissione europea ha adottato un piano d’azione volto a garantire una maggiore integrazione delle attività di audit e controllo a livello europeo, nazionale e regionale. Il piano prevede interventi per migliorare il coordinamento dei lavori di audit e lo scambio dei risultati di tali attività tra le autorità competenti degli Stati membri e la Commissione, nonché la diffusione di orientamenti e buone pratiche. La Commissione applica altresì rettifiche nel caso di errori individuali riscontrati nelle revisioni condotte dai propri servizi o negli audit della Corte dei conti europea. Gli Stati membri hanno la facoltà di rifiutare le correzioni finanziarie proposte e sostituire le spese corrette con altre spese ammissibili, al fine di evitare una riduzione netta del finanziamento relativo al programma in questione. Totale: 1,7 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 1,6 miliardi di euro Cooperazione territoriale europea: 120 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Sostegno alle imprese e promozione dell’innovazione; creazione di reti e potenziamento delle strutture della conoscenza; competenze; occupazione; occupazione e imprenditorialità; migliore accessibilità delle regioni e tutela dell’ambiente. Obiettivi Creare nuove imprese e posti di lavoro per incrementare il tasso di occupazione. Sviluppare l’economia regionale. Incrementare la produttività, la competitività e le esportazioni delle imprese. Innalzare il livello di istruzione. Portare al 4 % del PIL la spesa per ricerca e innovazione entro il 2010. 29 Tutelare il patrimonio culturale di Atene (Grecia) Grecia Fondi stanziati per il periodo 2007-2013 Totale: 20,4 miliardi di euro Convergenza: 19,6 miliardi di euro Competitività regionale e occupazione: 635 milioni di euro Cooperazione territoriale europea: 210 milioni di euro Assi di intervento dei programmi Intensificare la competitività; migliorare l’accessibilità; colmare il divario digitale; sostenere lo sviluppo delle risorse umane, l’istruzione e l’apprendimento lungo l’intero arco della vita. Obiettivi Aumentare il PIL di circa il 3,5 % e creare sino a 95.000 nuovi posti di lavoro entro il 2015. Portare la spesa per R&S all’1,5 % del PIL (a fronte dell’attuale 0,6 %). Raccontare le esperienze: il diritto all’informazione La pubblicità e l’informazione sulle attività cofinanziate dai Fondi strutturali e dal Fondo di coesione dell’Unione europea sono elementi essenziali per una maggiore sensibilizzazione del pubblico e per garantire la trasparenza dei programmi. «Raccontare» i Fondi strutturali e il Fondo di coesione significa, concretamente, che le autorità dell’UE e gli Stati membri e le regioni devono coordinare le pubblicazioni, i siti Internet, le banche dati sulle buone pratiche e le altre fonti, al fine di migliorare quanto più possibile l’accesso alle informazioni pertinenti. Le autorità nazionali sono principalmente incaricate di informare i cittadini in merito alle attività cofinanziate dall’Unione europea. Nel periodo 2007-2013 verrà ulteriormente messa in evidenza la necessità di un’adeguata informazione e comunicazione a qualsiasi livello dei fondi. Gli Stati membri e le regioni hanno l’obbligo di fornire informazioni sui programmi cofinanziati dai fondi e di pubblicare l’elenco di tutti i beneficiari finali, dei progetti e degli importi concessi. I regolamenti comunitari stabiliscono quanto segue: n Per ogni programma operativo deve essere previsto un piano di comunicazione che definisca la strategia, i gruppi destinatari, 30 il contenuto degli interventi informativi e pubblicitari previsti e un bilancio indicativo. Inoltre, le autorità devono specificare i dipartimenti responsabili dell’attuazione di tale piano e fornire un’indicazione del modo in cui saranno valutati gli interventi previsti. n Requisiti minimi relativi alle misure di informazione del pubblico da parte delle autorità di gestione e dei beneficiari finali. Tra gli esempi a tale proposito figurano un’attività informativa principale che pubblicizzi l’avvio di un programma e successivamente, a scadenza annuale, un’altra attività analoga per tutta la durata della fase attuativa; la pubblicazione dell’elenco dei beneficiari ad opera dell’autorità di gestione e l’installazione di cartelli o targhe nel luogo delle operazioni. n Gli Stati membri e le regioni dovranno lavorare in rete per il collegamento delle azioni di informazione e comunicazione, al fine di garantirne una migliore integrazione e trarre utili insegnamenti dalle buone pratiche. L’informazione e la comunicazione sono parte integrante della politica di coesione e conferiscono valore aggiunto alla qualità dei programmi e dei progetti realizzati sul campo. Sono attuate dalle amministrazioni nazionali e regionali, dai beneficiari finali e dai servizi della Commissione europea. Si rivela altresì necessario valutare e monitorare le strategie di informazione e comunicazione e la loro correlazione rispetto agli obiettivi generali dei Programmi operativi. I servizi della Commissione europea informano il pubblico circa le modalità operative dei fondi in ogni Stato membro mediante pubblicazioni, siti Internet, supporti audiovisivi e conferenze. Realizzate in tutte le lingue ufficiali dell’Unione europea, queste attività mirano a sensibilizzare i cittadini sull’incidenza dei fondi e a garantire un’ampia disponibilità di informazioni coerenti e pertinenti. La Commissione coordina inoltre una rete di responsabili della comunicazione provenienti dai 27 Stati membri, al fine di riunire i funzionari incaricati della promozione dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione dell’UE. La rete è finalizzata a permettere lo scambio di esperienze e di buone pratiche, individuare soluzioni per migliorare la qualità delle azioni di comunicazione e instaurare contatti con le reti nazionali esistenti. 31 Al vostro servizio Se desiderate ulteriori informazioni sul modo in cui l’Unione europea sostiene le regioni e sui finanziamenti disponibili nella vostra regione o se siete alla ricerca di notizie, pubblicazioni, presentazioni in formato Powerpoint, fotografie o filmati, visitate il sito Internet della Direzione generale della Politica regionale della Commissione europea: http://ec.europa.eu/regional_policy Per formulare domande o ricevere le nostre pubblicazioni, scrivere al seguente indirizzo di posta elettronica: [email protected] La Direzione generale della Politica regionale ha inoltre istituito un centro di informazione e accoglienza del pubblico aperto per visite individuali o di gruppo dal lunedì al venerdì (9.30 - 12.30 e 14.00 - 17.00). Commissione europea, DG Politica regionale Avenue de Tervuren 41 B-1049 Bruxelles Tel.: + 32 (0) 2 296 06 34 Fax: + 32 (0) 2 296 60 03 32 Glossario Fondo di coesione: destinato agli Stati membri con un reddito nazionale lordo inferiore al 90 % della media dell’UE, il Fondo di coesione cofinanzia progetti nel settore dei trasporti e dell’ambiente, incluse le Reti transeuropee (TEN), nonché dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili. Nel periodo di programmazione 2007-2013, il Fondo di coesione disporrà di una dotazione di 69,6 miliardi di euro nell’ambito dei programmi gestiti dagli Stati membri. OSC (Orientamenti strategici comunitari in materia di coesione): definiscono un quadro per gli interventi finanziati dai Fondi strutturali. FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale): unitamente al Fondo di coesione e al Fondo sociale europeo, il FESR è uno dei tre strumenti finanziari della politica di coesione dell’UE, nonché la principale fonte di finanziamento per lo sviluppo del potenziale endogeno regionale. Istituito nel 1975, il FESR può contribuire a finanziare investimenti produttivi, l’imprenditorialità, le infrastrutture nel settore dei trasporti e dell’ambiente, la ricerca e lo sviluppo tecnologico, l’innovazione, la società dell’informazione, lo sviluppo sostenibile e altre tipologie di intervento. FSE (Fondo sociale europeo): istituito nel 1957, il Fondo sociale europeo è uno dei tre strumenti di coesione dell’Unione, nonché la principale fonte di finanziamento comunitaria per lo sviluppo delle risorse umane e dell’occupabilità. PIL (prodotto interno lordo): valore economico totale di beni e servizi prodotti in una determinata area in un dato periodo. È pari alla somma del valore aggiunto lordo delle varie branche di attività economica di una zona, aumentata di tutte le imposte, al netto dei sussidi. Nelle analisi comparative sulle regioni dell’Unione europea, il PIL è generalmente espresso in percentuale della media comunitaria (media = 100 %). L’espressione del PIL pro capite in parità di potere d’acquisto (PPA) permette di comparare i prezzi tra tutti gli Stati membri. NUTS (Nomenclatura delle unità territoriali per la statistica): sistema di classificazione impiegato dall’Unione europea per la raccolta dei dati statistici a livello regionale. Tutte le regioni dell’UE sono classificate secondo tre livelli NUTS. Nell’UE-27 vi sono attualmente 268 regioni di livello NUTS 2. Il livello 2 viene utilizzato per definire le regioni ammissibili al sostegno dei Fondi strutturali. QRSN (Quadro di riferimento strategico nazionale): nel programmare gli interventi dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione per il periodo 2007-2013, gli Stati membri devono presentare un QRSN che garantisca la conformità dei rispettivi interventi con gli Orientamenti strategici comunitari in materia di coesione. Programma operativo: documento che fissa la strategia di sviluppo di uno Stato membro o di una regione con una serie coerente di priorità da realizzare con il contributo di uno degli strumenti dei Fondi strutturali o del Fondo di coesione. Il documento deve essere presentato alla Commissione europea. 33 KN-76-06-538-IT-C Al servizio delle regioni L’Unione europea, tramite la politica di coesione, applica nel proprio territorio il principio di solidarietà. Un obiettivo fondamentale dell’UE, esposto anche nel suo trattato, è il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale attraverso la riduzione del divario tra i livelli di sviluppo nelle regioni. Gli investimenti messi in atto dalla politica di coesione hanno come finalità principale di consentire il recupero delle regioni più povere dell’Unione nei confronti delle aree più ricche; le loro conseguenze, tuttavia, sono positive per tutti i cittadini e tutte le regioni poiché favoriscono la competitività e migliorano le condizioni di vita nell’intero territorio comunitario. La presente brochure descrive il funzionamento della politica di coesione dell’UE, gli obiettivi e i potenziali risultati e le fonti per reperire maggiori informazioni. Inforegio Si consulti il sito Inforegio per un compendio sulla Politica regionale dell’UE: http://ec.europa.eu/regional_policy [email protected] ISBN 92-79-03783-8 7 606538 402830