Commissione europea DG Comunicazione n° 18 - dicembre 2009 ALL’INTERNO Rete eolica offshore nel Mare del Nord Elena: assistenza ai progetti sostenibili Mappa on line delle energie rinnovabili Campionato “Serie A-cqua”: superati i 74 Comuni partecipanti Fondazione E.Mach Consorzio B.I.M. Brenta Il clima surriscaldato di Copenaghen Già lo si era intuito a inizio della scorsa settimana che il vertice sul clima delle Nazioni Unite a Copenaghen non avrebbe avuto risultati significativi o, per lo meno, vincolanti. Non si trattava di definire minuziosamente azioni politiche e pianificazioni: era sufficiente una cornice che indicasse con concretezza obiettivi, in particolare fra i paesi occidentali e quelli emergenti (India e Cina in primis). L’accordo che si è andato definendo presenta un solo vincolo significativo: il contenimento dell’aumento della temperatura a 2°C rispetto all’era pre-industriale. Obiettivo vincolante certo, ma che non specifica come ogni singolo Stato lo potrà raggiungere, con quali mezzi, con quali strategie politiche e con quali significativi abbattimenti delle emissioni di CO2. Certo l’Unione europea ha giocato un ruolo guida durante la conferenza di Copenaghen, ma rimane tutt’ora l’unica ad aver preso impegni concreti per il raggiungimento dell’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura in massimo 2°C, attraverso il 20% di abbattimento delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020, associato ad un’azione che comporti l’impiego del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili. Questo impegno è e rimane l’atto più concreto e pragmatico accordato nei confronti del surriscaldamento del pianeta. Fredrik Reinfeldt, Presidente in carica del Consiglio europeo, ha dichiarato che aver raggiunto un accordo al vertice di Copenaghen è comunque un primo passo politico per il contenimento del cambiamento climatico. “Abbiamo infine un accordo” ha riferito alla stampa Reinfeldt “Si è concluso 20 minuti prima di mezzanotte. Abbiamo fatto il giro del quadrante dell'orologio per raggiungere un accordo politico. Siamo onesti. Non è un accordo perfetto. Non risolverà la minaccia del riscaldamento climatico. Il limite di 2 gradi celsius non sarà raggiunto su base di quest'accordo. Ma è un inizio che dovrà essere arricchito l'anno prossimo”. I risultati di un trattato dovranno avvenire entro il 2010: sarà necessario già da subito iniziare i lavori diplomatici in modo tale che ogni Stato pianifichi come raggiungere l’obiettivo globale e quanto diminuire le emissioni di CO2 . Gli abbattimenti delle emissioni di anidride carbonica, inoltre, non rimangono l’unica azione per limitare l’innalzamento della temperatura. Rimane infatti da valutare (possibilmente anche in questo caso in tempi brevi) gli impegni nel breve e lungo periodo degli investimenti finanziari per contenere i danni derivati dal cambiamento climatico nei paesi in via di sviluppo. L’argomento ha suscitato non poche polemiche durante il vertice di Copenaghen: nell’accordo l’impegno è stato quello di stanziare 100 miliardi di dollari (70 miliardi di EUR) entro il 2020, di cui 30 miliardi di dollari (21 miliardi di EUR) per il periodo 2010-2012. Su questo aspetto l’impegno l’Unione europea e il Giappone è stato determinante, stanziando rispettivamente 10,6 e 11 miliardi di dollari, mentre gli Stati Uniti hanno impegnato una cifra notevolmente inferiore con 3,6 miliardi di dollari. Parte dei finanziamenti ai paesi in via di sviluppo sarà impegnata nel breve periodo ”L'UE fornirà 2,4 miliardi di euro (2,6 miliardi di dollari). Il finanziamento del Giappone è dello stesso ordine. Quello degli americani è inferiore”, ha sottolineato Reinfeldt. Sono stati questi finanziamenti a rendere molto complicato il lavoro di Copenaghen. In questo contesto l’Unione europea però non era stata colta alla sprovvista. Come è stato dichiarato da Fredrik Reinfeldt “L'UE era bene preparata, e da tempo. Non c'era lo stesso livello di preparazione nelle altre parti. Le discussioni sono state molto dure”. Anche Barroso non ha definito del tutto deludente il documento di cinque pagine firmato a Copenaghen, dichiarando che “quest'accordo, è meglio di niente. È una tappa positiva, ma al di qua delle nostre attese. Non nascondo la mia delusione quanto al poco d'ambizione: l'accordo non è vincolante. Il testo lungi da soddisfare le nostre attese … Ma al tempo stesso, è la prima volta che siamo riusciti a mettere in un accordo le azioni promesse da numerose altre parti che, fino allora, non si erano impegnate”. Il Presidente della Commissione europea rimane comunque ancora critico verso gli Stati che, pur firmando l’accordo, non hanno manifestato alcuna intenzione di abbattere le emissioni del 50% entro il 2030 “Come riuscire a rispettare di contenere l’aumento di +2°C senza obiettivo concreto?” ha commentato Barroso, aggiungendo “Abbiamo deciso di firmare questo testo poiché non vogliamo un'interruzione nel processo e non vogliamo rimettere in discussione la nostra solidarietà con i paesi poveri”. Il ruolo guida dell’Unione Europea rimane decisivo. Il punto determinante sta proprio negli impegni nei confronti dei paesi del terzo mondo. Le polemiche che ha suscitato questo argomento a Copenaghen hanno causato anche dissensi. Cinque paesi dell’America latina non hanno firmato l’accordo: Cuba Equador, Nicaragua, Bolivia e Venezuela. Pesante e significativo è stato il commento alla fine del summit di Evo Morales, il Presidente boliviano, che, fin da metà pomeriggio, aveva annunciato la sua partenza alla seduta plenaria, avvertendo in anticipo che non accetterebbe “un documento derivato dagli Stati Uniti o caduto dal cielo” . La strada è e rimane ancora lunga, anche se i tempi per decidere si stanno stringendo: nei prossimi mesi è necessario mantenere l’attenzione sulle politiche che ogni singolo Stato dovrà attivare. L’Unione europea si era impegnata ad incrementare l’obiettivo del 20% al 30% della riduzione delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020, a patto che gli altri Stati del mondo si fossero impegnati concretamente anche loro a prendere misure di abbattimento della CO2. I risultati del vertice di Copenaghen non ha portato le trattative a conclusioni di questo tipo. Questo aspetto lascia ancora spazio alla discussione in UE: Italia, Germania gli Stati dell’Europa centrale e orientale, infatti, avevano recentemente manifestato dubbi sulla modifica dell’impegno di riduzione delle emissioni di CO2 al 30% entro il 2020. APPROFONDIMENTO Come cambierà la domanda mondiale di energia? Nel periodo compreso fra il 2007 e il 2030 la domanda di energia subirà un incremento pari al 40% con un tasso annuo medio di crescita del 1,5%. Questo è lo scenario descritto in “World Energy Outlook 2009”, una ricerca sull’andamento del settore energetico, curata e pubblicata dall'Agenzia internazionale dell'energia (AIE). “Gli ultimi 12 mesi” si afferma nello studio ”sono stati caratterizzati da grandi sconvolgimenti nei mercati energetici internazionali, ma le sfide per trasformare il sistema energetico mondiale rimangono preoccupanti ed estremamente urgenti”. “Nel corso del 2009” si aggiunge “il consumo mondiale di energia subirà un calo di entità significativa, per la prima volta dal 1981, a causa della crisi economica e finanziaria. Ciò nonostante, stando alle politiche attuali, esso potrà riprendere la sua tendenza di crescita di lungo termine non appena si rivedranno gli effetti di una ripresa economica”. Le materie prime di origine fossile continueranno ad essere le principali fonti di energia del mondo, con un aumento di oltre tre quarti della domanda. Nel 2030, sempre secondo “World Energy Outlook 2009”, la domanda mondiale di petrolio diminuirà passando a 105 milioni di barili al giorno. Il settore dei trasporti rimane ancora molto dipendente dalle fonti di energia fossile, in quanto, secondo lo studio, “è responsabile per il 97% della crescita del consumo di petrolio”. Per quanto riguarda la domanda di energia elettrica si verificherà una crescita pari al 2,5% annuo fino al 2030 “con l’80% di tale incremento nei Paesi non-OSCE”. Il principale carburante per la produzione di energia elettrica sarà il carbone . Anche il nucleare subirà una crescita nella produzione di elettricità, un aumento che si distribuirà un po’ in tutte le aree geografiche ad eccezione del continente europeo. In riferimento alle energie rinnovabili lo scenario prevede che “si registri il più alto tasso di crescita ….Questo incremento riguarda principalmente la produzione elettrica: la percentuale dell’elettricità totale prodotta dalle rinnovabili non idroelettriche sale dal 2,5% nel 2007 al 8,6% nel 2030. L’eolica registra in assoluto il maggior aumento, come il consumo di biocarburante, nel settore dei trasporti, anch’esso in forte rialzo. Al contrario la percentuale di energia idroelettrica scende dal 16% al 14%”. Nello studio si approfondisce anche l’andamento degli investimenti nel settore energetico, condizione necessaria e indispensabile per un futuro più sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale. Tali investimenti a causa della crisi economica hanno subito un forte calo: molte compagnie di petrolio e gas hanno annunciato tagli agli investimenti, con una riduzione del 19% rispetto al 2008, equivalente ad oltre 90 miliardi di dollari in meno. “I settori commerciali e residenziali stanno investendo meno in dispositivi, apparecchiature e veicoli più moderni ed efficienti in termini energetici”, si commenta nello studio, “con importanti ripercussioni sull’efficienza del consumo energetico nel lungo termine”. La diminuzione generale degli investimenti nel settore energetico, quindi, coinvolge anche le fonti rinnovabili che evidenziano già nel 2009 una calo di quasi un quinto rispetto al 2008. Secondo lo scenario previsto, se dovesse continuare la tendenza di diminuzione degli investimenti, si potrebbero “avere conseguenze durature e potenzialmente gravi per la sicurezza nell’approvvigionamento dell’energia, il cambiamento climatico e la povertà energetica”. Una situazione poco incoraggiante, se si pensa che i capitali richiesti fino al 2030 per il fabbisogno energetico, equivalgono in media a 1100 miliardi di dollari ogni anno (ovvero l’1,5% del PIL totale). Anche le emissioni di anidride carbonica aumenteranno considerevolmente in futuro fino a raggiungere 40,2 Gt nel 2030 con un tasso di crescita medio annuo dell’1,5%. I paesi non-OSCE saranno i responsabili di questa crescita, in particolare in Cina, India e Medio Oriente che contribuiranno per tre quarti all’aumento delle emissioni di CO2. Nel prossimo decennio i dieci paesi facenti parte dell’Associazione delle Nazioni del Sud-est Asiatico (ASEAN) avranno un ruolo sempre più significativo sulla domanda di energia. Con una popolazione che supera quella dell’Unione Europea ed un’economia che equivale a quella di Messico e Canada, i consumi energetici di Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malesia, Myanmar, Singapore, Thailandia e Vietnam sono già comparabili a quelli del Medio Oriente e si stanno avviando verso un trend in forte crescita. Anche in questo caso Cina e India contribuiranno all’aumento considerevole della domanda di energia nel mondo. Nel settore del gas si manifesterà un’eccedenza di produzione: nel periodo fra il 2010 e il 2015 l’offerta potrebbe superare la domanda. Un cortocircuito di questo settore del mercato energetico derivato dalla produzione di gas non convenzionali in Nord America (shale gas), attraverso l’utilizzo di tecnologie di perforazione per il prelievo del gas orizzontali e della fratturazione idraulica. L’offerta di gas non convenzionali fanno in modo che il prezzo del gas si abbassi con conseguenze sull’importazione del prodotto liquefatto. In questo modo la capacità inutilizzata di gas potrebbe passare da 60 miliardi di metri cubi nel 2007 fino a quasi 200 miliardi di metri cubi nel 2015. Per far fronte a tutte queste fluttuazioni della domanda e della produzione energetica, secondo l'AIE, si dovrà operare una trasformazione profonda nel settore dell'energia, anche per arginare il riscaldamento climatico. Gli investimenti del futuro dovranno prendere la strada della lotta al cambiamento del clima. In caso contrario si arriverebbero ad avere perdite, derivate da danni e conseguenze di una mancata politica contro l’innalzamento della temperatura. “La prontezza con cui i governi concretizzeranno i loro impegni costituisce un elemento imprescindibile affinché gli sforzi per impedire il cambiamento climatico abbiano successo. Il pianeta non può aspettare. Più passa il tempo, più si riduce il campo d’azione per ridurre le emissioni mentre aumentano i costi per trasformare i settori energetico”. Lo studio è disponibile sul sito: http://www.worldenergyoutlook.org/ NOTIZIE DALL’EUROPA mentato il ministro belga Paul Magnette, aggiungenNove sono i paesi dell’Unione europea che hanno do che “Il potenziale in materia d'energia eolica offshore nel mar del Nord è enorme”, assunto l’impegno di realizzare una tanto da superare “anche l'equivalenrete di impianti offshore eolici nel te in energia del petrolio del Medio mare del Nord. Germania, Belgio, Oriente”. L’accordo prevede che nei Danimarca, Francia, Irlanda, Lusrispettivi Stati membri interessati al semburgo, Paesi Bassi, Regno Uniprogetto si elaborino dei piani per il to e Svezia hanno firmato, a margicollegamento degli impianti eolici in ne del Consiglio dei Ministri all’enerrete. Il passo successivo avverrà poi gia del 7 dicembre scorso, un accora partire dall’autunno prossimo, do finalizzato alla progettazione di quando i Ministri all’energia degli una rete di impianti eolici offshore nei territori baciati Stati coinvolti elaboreranno una pianificazione comdal mare del Nord. “Questo progetto ambizioso è non soltanto interes- plessiva comune della rete. sante per i paesi rivieraschi del mar del Nord, ma lo Per il 2015 è prevista la realizzazione concreta dei è per il futuro bouquet energetico dell'UE” ha com- primi collegamenti. Rete eolica offshore nel mare del Nord Per maggiori informazioni su Elena: http://www.eib.org/ products/ technical_assistance/ elena/index.htm Elena: assistenza ai progetti sostenibili Per una descrizione dettagliata dei finanziamenti consultare: http://europa.eu/ rapid/ pressReleasesAction.do? reference=IP/09/1896&for mat=HTML&aged=0 &language=IT&guiLanguage =en 1,5 miliardi di EUR per la cattura e lo stoc- modo: 150 milioni per Baltic-Kriegers, progetto d'incaggio del carbonio e per la realizzazione terconnessione dei parchi eolici off-shore tedesco, danese e svedese nel Baltico; 86,54 milioni per Codi campi di turbine eoliche La Commissione europea e la Banca europea per gli investimenti (BEI) hanno dato nascita, martedì 15 dicembre, a Elena (European Local Energy Assistance), un meccanismo di supporto europeo finalizzato ad aiutare gli enti locali e regionali per la definizione di progetti e investimenti in materia d'efficienza energetica, di energie rinnovabili e di trasporto sostenibile. Questo strumento, attraverso la messa a disposizione di un’assistenza tecnica, sarà di supporto a città e regioni che desidereranno elaborare e attuare azioni per far fronte al cambiamento del clima, facilitando l’accesso ai finanziamenti da parte dei fondi messi a disposizione dalla BEI e da parte di altri istituti di credito. Diverse sono infatti le amministrazioni locali che desidererebbero elaborare progetti nel settore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, ma spesso Lo scorso 9 dicembre la Commissione europea ha dato il via libera al finanziamento di 15 progetti per migliorare l’approvvigionamento energetico e ridurre le emissioni di anidride carbonica in UE: 1 miliardo di EUR sarà assegnato a sei progetti per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, mentre 565 milioni andranno ad altrettanti nove progetti per la realizzazione di campi di turbine eoliche in mare. I finanziamenti assegnati verranno prelevati da un fondo di 3,98 miliardi di EUR presente nel quadro del piano europeo di rilancio, istituiti per contribuire al finanziamento di una cinquantina di importanti progetti europei nel settore dell'energia nel 2009 e nel 2010. Il finanziamento dei sei progetti sullo stoccaggio del carbonio (CSC) verrà distribuito nel seguente modo: 180 milioni di EUR per l'unità di dimostrazione CSC di Jaenschwalde (Germania); 100 milioni per l'impianto CSC di Porto Tolle (Italia); 180 milioni per l'impianto CSC di Rotterdam (Paesi Bassi); 180 milioni per l'unità di produzione CSC di Belchatow (Polonia); 180 milioni per l'impianto CSC di Compostilla (Spagna); 180 milioni per l'impianto CSC di Hatfield (Regno Unito). Per quanto riguarda invece i progetti di campi di turbine eoliche, il finanziamento si ripartisce nel seguente non hanno le capacità per elaborarli. Elena aiuta gli enti pubblici a risolvere questi problemi, offendo un supporto specifico per implementare i programmi di investimento e i progetti d efficienza energetica. Il finanziamento, stanziato attraverso programma Intelligent Energy, per il primo anno di attivazione di Elena è di 15 milioni di EUR. L’iniziativa è inoltre complementare al Patto dei Sindaci, accordo promosso dalla Commissione europea al quale aderiscono più di 1.000 Comuni e città in tutta UE, ponendosi l’obiettivo di elaborare Piani d’azione di lotta al cambiamento climatico. Positivo il giudizio fornito dal Commissario all'energia Andris Piebalgs che ha valutato Elena come “il miglior mezzo per mobilitare tutti gli sforzi, le risorse finanziarie e gli attori necessari per aiutare l'UE a raggiungere i suoi obiettivi”. bra Cable, progetto d'interconnessione di parchi eolici offshore olandesi e danesi; 74,10 milioni per il HVDC Hub, progetto della piattaforma eolica offshore tra l'arcipelago scozzese delle Shetland e la Scozia (Regno Unito); 53,10 milioni per il progetto eolico offshore Bard 1 (Germania); 58,55 milioni per il progetto eolico offshore Global Tech 1 (Germania); 50 milioni per il progetto eolico offshore Nordsee Ost (Germania); 42,71 milioni per il progetto Borkum West 2; 40 milioni per il progetto di campo eolico offshore al largo di Aberdeen (Scozia), 10 milioni per il progetto eolico offshore di Thornton Bank (Belgio). Le procedure relative all'attribuzione dei fondi per gli altri progetti di infrastrutture presi in considerazione nel quadro del piano europeo di rilancio per i settori dell'energia elettrica e del gas sono tutt’ora in corso. Apprezzamento è stato manifestato dal Commissario all’energia Andris Piebalgs il quale ha precisato che con questo provvedimento la Commissione “pone le basi dello sviluppo di due tecnologie sostenibili che avranno un ruolo fondamentale nella lotta dell'UE contro il cambiamento climatico”. Una decisione che, “traduce la volontà della Commissione di sostenere lo sviluppo di tecnologie innovative nel settore dell'energia, che genereranno nuovi posti di lavoro e più crescita in futuro”. Mappa on-line per le energie rinnovabili Reportmap.org è un’associazione nata al fine di incoraggiare i comuni e i soggetti privati nella lotta contro il cambiamento climatico, approfittando delle esperienze acquisite o semplicemente aiutandoli a trovare società di progettazione o installatori nelle vicinanze della propria area operativa. Sul loro sito (www.repowemap.org) è possibile visualizzare una mappa on line per raccogliere esempi locali relativi a impianti solari, riscaldamento a legna, pom- Conto energia: superati i 700 MW! Il Gestore dei Servizi Energetici ha comunicato che i 56.285 impianti fotovoltaici incentivati dal Conto energia in Italia superano il 700 MW di potenza. Le regioni con una maggiore potenza installata sono la Puglia (96 MW)), la Lombardia (84 MW) e l’Emilia Romagna (62 MW), mentre quelle con maggior numero di impianti sono la Lombardia pe di calore, impianti eolici e idroelettrici, altre energie rinnovabili o edifici ad alta efficienza energetica. Il sito si prefigge di promuovere le energie rinnovabili e l’efficienza energetica attraverso l’intermediazione di esempi pratici locali. Inoltre la mappa on line ha lo scopo anche di mettere in evidenza le iniziative regionali. Chi realizza, o sta progettando, un impianto di questo tipo, ha la possibilità di segnalarlo sulla carta interattiva. (8.630), l’Emilia Romagna (5.293) e il Veneto (5.166). Il Trentino Alto Adige si colloca, a pari merito con il Friuli Venezia Giulia, al nono posto per numero di impianti installati con una potenza complessiva pari a 44.462 kW. Un buon risultato se si pensa la densità di popolazione e l’estensione territoriale della Regione. NOTIZIE DALL’ ITALIA GSE e GME: nuove denominazioni e compe- Ma il GSE non è l’unico ente riformato. Anche il GME ha cambiato la propria denominazione diventando Gestore Per maggiori tenze dei Mercati Energetici, al quale è già affidata l’organizzazione e la gestione della Borsa elettrica e dei Mercati ambientali. In futuro, secondo quanto disposto dalla Legge 99/2009, denominata anche Legge Sviluppo, questo ente sarà chiamato anche a gestire e organizzare il mercato del gas naturale (Borsa gas) in Italia. Il nuovo nome, Gestore dei Mercati Energetici, quindi, mantiene la memoria storica dell’identità aziendale, garantita dall’acronimo GME, con il quale la società è comunemente chiamata e riconosciuta, ma rappresenta la sua rinnovata e più ampia mission aziendale. informazioni sul GSE: http:// www.gse.it Antirumore fotovoltaico mento acustico; dall’altra, grazie ad un rivestimento in Il 23 novembre a Isera alla presenza dell’Assessore ai pannelli fotovoltaici in silicio monocristallino di 5.036 metri quadrati, produce elettricità sfruttando lavori pubblici, ambiente e trasporti l’energia dal sole. della Provincia Autonoma di Trento, La barriera fonoassorbente, che protegge Alberto Pacher, e dei vertici di A22 dal rumore gli abitanti di Marano (Comune Autostrada del Brennero S.p.A. è stata di Isera), è lunga 1.061 metri per un’altezinaugurata una curiosa e interessante za di più di 5 metri e mezzo. opera, fiore all’occhiello dell’impiego Caratteristiche fotovoltaiche dell’opera delle energie rinnovabili in Trentino. Si sono l’installazione di una superficie comtratta di una barriera antirumore fotoposta da 3.944 moduli fotovoltaici con una voltaica installata nel territorio del Copotenza di circa 730 kWp. mune di Isera. fotovoltaica La produzione annua di energia elettrica è L’infrastruttura realizzata a lato della La barrierainfonoassorbente località Lagarina di circa 689.000 kWh annui di energia, carreggiata sud dell’Autobrennero riequivalenti al fabbisogno annuo di 600 utenze domestisponde ad una duplice finalità. Da una parte ha la funzione di abbattere il rumore prodotto dalle autovetture, pro- che. Il risparmio di energia, derivato dall’opera, coincide teggendo le abitazioni del Comune d’Isera dall’inquina- con il 20% di tutto il consumo energetico del Comune di Isera. NOTIZIE DAL TRENTINO Campionato “Serie A-cqua”: superati i 70 che saranno rispettivamente di 5.000,00 EUR al primo, 4.000,00 EUR al secondo e 3.000,00 EUR al terzo classifiComuni partecipanti! Per maggiori informazioni sulla “Serie Acqua”: http:// unpienodienergia.iasma.it Nel corso dell’Assemblea degli azionisti del GSE si è decisa la nuova denominazione della società che è passata da Gestore dei Servizi Elettrici - GSE S.p.A. a Gestore dei Servizi Energetici - GSE S.p.A.. La modifica si è resa necessaria per recepire le indicazioni della legge 99 del 23 luglio 2009 che ha ampliato notevolmente il raggio di azione del GSE, includendo un insieme di nuove attività che consistono nel garantire un supporto alle Amministrazioni Pubbliche in campo energetico e all’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas per completare le attività di accertamento e verifica degli oneri posti a carico del sistema elettrico. Si è conclusa il 20 dicembre la possibilità di dare adesione alla “Serie A-cqua”, il campionato che mette a confronto i Comuni trentini sul loro impegno in termini di risparmio idrico nel proprio territorio. L’iniziativa, che ricade fra le attività del progetto “Un pieno di energia”, ha visto l’adesione di 74 Comuni trentini. Un eccellente risultato se si pensa che gli iscritti al campionato rappresentano il 30% di tutti i Comuni della Provincia di Trento. In questa edizione inoltre hanno dato adesione anche Comuni con un elevato numero di abitanti, come per esempio Trento, Borgo Valsugana e Pergine. La grande partecipazione ottenuta da questa seconda edizione della “Serie A-cqua” è dovuta non solo alla possibilità di ricevere i premi in denaro messi a disposizione, cato, ma anche un modo per confrontarsi con le diverse realtà del Trentino. Infatti una volta definita la classifica finale i Sindaci e gli amministratori locali interessati potranno vedere la loro posizione rispetto agli altri Comuni, conoscere i loro miglioramenti rispetto all’anno precedente e valutare il consumo procapite. In conclusione è possibile affermare che la seconda edizione del campionato “Serie A-cqua” non solo si sta rivelando uno strumento di sensibilizzazione al risparmio dell’acqua rivolto alle amministrazioni comunali, ma potrebbe diventare anche uno punto di riferimento ai Comuni per la gestione del bene idrico. La premiazione è prevista il prossimo 22 marzo, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. EVENTI I comuni aiutano il clima – Interventi di mitigazione al banco di prova Il programma e il modulo d’iscrizione sono disponibili su: http:// www.alleanzal pi.org/it/ attualita Il convegno internazionale “I comuni aiutano il clima – Interventi di mitigazione al banco di prova”, organizzato dalla Rete di comuni “Alleanza nelle Alpi”, si svolgerà il 21 e 22 gennaio a Mäder in Austria. Sarà un’occasione per tutti i partecipanti che potranno approfittare dello scambio di esperienze e di informazioni su progetti comunali e sullo stato della ricerca. Con questa manifestazione la Rete di comuni si propone di fornire sostegno ai propri membri per affrontare i cambiamenti climatici con un approccio sostenibile. Gli esperti chiamati a intervenire presenteranno lo stato della ricerca e i possibili campi d’azione. Quindi, sulla base di esempi concreti, verrà valutata la sostenibilità delle misure per la protezione del clima. Anche la CIPRA partecipa all’organizzazione del convegno, nell’ambito del progetto “cc.alps”, e contribuirà alla manifestazione con la sua vasta esperienza sui provvedimenti climatici sostenibili nello spazio alpino. L’Alleanza per il clima del Vorarlberg, l’Associazione dei comuni di frontiera della valle del Reno, l’Istituto per l’energia del Vorarlberg e l’associazione Città dell’energia svizzera daranno inoltre un importante contributo al convegno in qualità di partner con relazioni sulle esperienze acquisite nel settore dell’energia. Anche in questa manifestazione della Rete di comuni l’internazionalità e la varietà degli argomenti trattati avranno come sempre una posizione di primo piano, per cui verranno presentati esempi di interventi da tutti i Paesi dell’arco alpino relativi a tutte le aree tematiche rilevanti per il clima. Il convegno verrà completato da tre escursioni nella regione, che offriranno la possibilità di osservare da vicino il progetto sulla mobilità ciclistica “Piano b” del comune di Wolfurt, la Strada del formaggio del Bregenzerwald oppure il comune di Mäder con tutte le azioni sostenibili attivate sul proprio territorio. PUBBLICAZIONI Collaborare con i paesi in via di sviluppo per affrontare il cambiamento climatico Questa pubblicazione, la seconda della collana dal titolo “L’azione dell’UE contro il cambiamento climatico,” è curata dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione europea. Tema centrale dell’opuscolo è la lotta al cambiamento climatico, in particolare in riferimento alle azioni intraprese dall’Unione europea per far fronte ai problemi e alle conseguenze che i paesi in via di sviluppo dovranno affrontare: sostenere l’adattamento e il potenziamento delle capacità, la fornitura di energia pulita e sicura, lo sviluppo di sistemi di scambio di emissioni, la promozione della silvicoltura sostenibile e l’assistenza tramite la ricerca sul fenomeno del cambiamento del clima. I cambiamenti climatici: che cosa sono? - Introduzione per i giovani I cambiamenti climatici: che cosa sono?” , pubblicazione curata dalla Direzione Generale Ambiente della Commissione europea, provvede a informare e sensibilizzare le giovani generazioni al problema cambiamento climatico. Nelle 21 pagine dell’opuscolo sono contenute spiegazioni su come si manifestano le variazioni climatiche, le sue cause, come agire per mitigarle e lo scambio di emissioni del sistema comunitario. La pubblicazione è disponibile ora anche in lingua italiana. Make yuor building smile Per scaricare la pubblicazione “Make your buildind smile”: http:// ec.europa.eu/ energy/intelligent/ index_en.html Continua su questa newsletter la presentazione delle pubblicazioni sulla rivista “Project Report”, messa a disposizione dal programma “Intelligent Energy” . In “Make your building smile” sono presentati 25 progetti, finanziati dal programma, che riguardano in particolare l’impiego delle energie rinnovabili in edilizia: la gestione energetica degli edifici, la produzione di acqua calda, lo sfruttamento della biomassa nei sistemi di riscaldamento, l’impiego di pompe di calore, l’installazione di impianti fotovoltaici, ecc. Disponibile in lingua tedesca, inglese e francese la pubblicazione descrive i 25 progetti indicandone la durata, gli obiettivi, il budget, i costi ed i risultati, rivelandosi quindi un ottimo strumento per la divulgazione di esperienze di risparmio ed efficienza energetico in edilizia. Questa newsletter è realizzata da Europe Direct Trentino nell’ambito di “Un pieno di energia”, progetto promosso dal Consorzio B.I.M. Brenta e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare all’interno della campagna “Energia sostenibile per l’Europa” Questo numero è stato curato da Paolo Pezzin Europe Direct Trentino – Fondazione Edmund Mach Via della Val, 2 – 38057 Pergine Valsugana (TN) Tel. 0461/534848 Fax 0461/531252